Podcast appearances and mentions of Otto M Urban

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il posto delle parole
Arianna Marelli "Tabù. Egon Schiele"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Apr 8, 2026 18:12


Arianna Marelli"Tabù. Egon Schiele"https://www.nexostudios.it/movie/tabu-egon-schiele/“Nexo Studios La Grande Arte al Cinema” torna nelle sale italiane. Si parte il 20, 21, 22 aprile con Tabù. Egon Schiele, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally, autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli. Ad accompagnare gli spettatori sulle tracce dell'artista c'è Erika Carletto, attrice esordiente capace di rievocare con il suo canto le atmosfere di Vienna e Praga di allora. A cavallo tra Otto e Novecento, queste città, mostrate attraverso filmati d'archivio, furono i centri propulsori delle rivoluzioni e delle contraddizioni che caratterizzano ancora la nostra contemporaneità. La colonna sonora, d'impatto fortemente emotivo, è caratterizzata dalle musiche originali composte ed interpretate dalla violinista Laura Masotto e sarà disponibile in digitale su etichetta Nexo Studios Soundtracks. Nella “corsa folle” della vita di Schiele (1890-1918), costellata da centinaia di quadri e migliaia di opere su carta, c'è un eterno ritorno: quello al paese di nascita della madre dell'artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca. Tabù. Egon Schiele si snoda a partire da qui: dall'Atelier Egon Schiele – la casa con giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil. Proprio nella cittadina della Boemia, che ai tempi di Schiele faceva parte dell'Impero austro-ungarico, affonda la radice di un'arte capace di sovvertire le regole estetiche, morali e psicologiche del tempo e di condurci – ancora oggi – all'essenza dell'essere umano. È infatti dall'architettura di Krumau che Egon Schiele, ancora ragazzo, impara a osservare da una prospettiva inedita, destinata a diventare il marchio della sua visione e a tradursi nei suoi disegni: lo sguardo dall'alto. Una prospettiva capace di farci riflettere sulle dinamiche stesse del guardare, sulla sua “violenza” e sulla sua forza erosiva. Krumau è una città che alterna curve morbide – il fiume Moldava che abbraccia e allo stesso tempo stringe il centro storico – ed elementi angolari e spigolosi: le case medievali, le strade tortuose. Una figura per certi versi materna, come quella così presente nella produzione di Schiele, pronta a interrogarci sul desiderio inconscio di ritorno all'origine, sul tentativo di riconnettersi alla dimensione da cui dipende l'immagine che tutti abbiamo di noi stessi. Il rapporto di Schiele con la madre Marie, del resto, era segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto, così come solitudine e senso di estraneità segnarono la relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l'abbandono del grande amore Wally. L'affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.L'esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell'Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell'arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.Guarda il trailer:https://www.nexostudios.it/movie/tabu-egon-schiele/Snodo cruciale del film è il 1910, anno in cui si afferma lo stile unico di Schiele. È proprio nel 1910 che la Cometa di Halley attraversa il cielo, lasciando una scia luminosa che unisce le latitudini e ridisegna le cronologie. Sotto quel cielo possiamo immaginare Egon che cammina per le strade di Praga insieme a Franz Kafka (1883-1924), altra figura ricorrente nel docufilm. Non vi è prova che i due si siano mai conosciuti o incontrati, ma il loro destino e la loro arte si incrociano allora come oggi, offrendoci nuove chiavi per penetrare anche l'universo kafkiano: il suo tempo onirico, il disturbo che continua a provocare, esattamente come spesso “disturbano” i corpi contorti di Schiele. Del resto, in quella Vienna fu proprio la percezione del tempo a cambiare: un tempo non più lineare e causale, ma condensato, affettivo, “fatale”, come le “ore stellari” di cui parlava Stefan Zweig, in cui nascita e morte sono legate in modo indissolubile. Tutti respiravano il senso di una fine. Nel 1918, anno in cui muoiono Schiele ma anche Gustav Klimt e molti altri protagonisti della Vienna d'oro, crolla l'Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia.La storia di Egon Schiele finisce qui, mentre quella di Kafka continua. Ma è soprattutto il nostro mondo che, ormai, ha cominciato la propria storia: l'eterno ritorno, l'ossessione per la morte, l'autoanalisi istintiva e ossessiva, il sentirsi sbagliati e insieme sfacciatamente presenti al mondo rivelano uno Schiele talmente contemporaneo da dare ancora, violentemente, fastidio. Schiele ci costringe a pensare ai nostri tabù. Quelli di allora come quelli di oggi. Cerca la sala più vicina a te:https://www.nexostudios.it/movie/tabu-egon-schiele/#cercacinemaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Na dotek Petra Viziny
David Lynch mě smířil se soudobým uměním. Vyzařoval zvláštní klid

Na dotek Petra Viziny

Play Episode Listen Later Jan 29, 2025 36:11


Hostem podcastu Petra Viziny je kurátor Otto M. Urban. Popisuje nedávnou návštěvu amerického režiséra Davida Lynche, kterému nyní připravuje výstavu v pražském DOX. „Vyzařoval zvláštní klid a harmonii, mluvil s rozvahou a jemně se usmíval,“ říká.

Mozaika
Pracovna: V galerii DOX s historikem umění, kurátorem a pedagogem Otto M. Urbanem

Mozaika

Play Episode Listen Later Mar 5, 2024 18:34


Otto M. Urban (1967) je historik umění, kurátor, pedagog a spisovatel. Je synem historika Otty Urbana a dějiny umění a estetiku vystudoval na FF UK v Praze. V letech 2012–16 vedl Katedru teorie a dějiny umění na Akademii výtvarných umění v Praze.Všechny díly podcastu Mozaika můžete pohodlně poslouchat v mobilní aplikaci mujRozhlas pro Android a iOS nebo na webu mujRozhlas.cz.

Vltava
Vizitka: Otto M. Urban: Dekadence trvá. Je to zdánlivý nezájem o kontext a také pohyb za hranou

Vltava

Play Episode Listen Later Dec 10, 2021 49:46


Kurátor Otto M. Urban o sobě říká, že výstavy začal připravovat přes knihy: ty pro něj vždy byly důležitější. Dodnes proto dává velký důraz na přípravu katalogů a také na dlouhodobou rešeršní práci, bez které se žádná výstava – ani aktuální Nadějné vyhlídky, již připravil pro pražský DOX – dělat nedá. Fanouška dekadence, Diamandy Galás a Davida Lynche do Vizitky pozvala Markéta Kaňková.

Vizitka
Otto M. Urban: Dekadence trvá. Je to zdánlivý nezájem o kontext a také pohyb za hranou

Vizitka

Play Episode Listen Later Dec 10, 2021 49:46


Kurátor Otto M. Urban o sobě říká, že výstavy začal připravovat přes knihy: ty pro něj vždy byly důležitější. Dodnes proto dává velký důraz na přípravu katalogů a také na dlouhodobou rešeršní práci, bez které se žádná výstava – ani aktuální Nadějné vyhlídky, již připravil pro pražský DOX – dělat nedá. Fanouška dekadence, Diamandy Galás a Davida Lynche do Vizitky pozvala Markéta Kaňková.

Na dotek Petra Viziny
Otto M. Urban: Hledíte do plamenů a pak vám to v jeden moment dojde

Na dotek Petra Viziny

Play Episode Listen Later Jun 29, 2021 25:04


S kurátorem výstavy Vanitas Otto M. Urbanem o obrazech lebek a vadnoucích květin, důstojnosti stárnutí i umírání a devadesáti minutách, kterými vše končí. Člověka, který teď zavítá do Centra současného umění DOX v pražských Holešovicích na výstavu Vanitas, uvítá při vstupu nenápadná fotografie Martina Zet nazvaná Umírání s tátou. Tentýž autor se pak s návštěvníkem na samotném konci expozice loučí videem 90 minut. "Divák vidí obraz, který je abstraktní a nejasný. Po chvíli vám dojde, že se díváte na kremaci lidského těla, která trvá právě tak dlouho. Obě ty věci vyvolávají silné emocionální reakce," všímá si historik umění a kurátor výstavy Otto M. Urban (*1967).

Hovory
Host: Otto M. Urban, kunsthistorik

Hovory

Play Episode Listen Later Jul 7, 2020 23:59


Proč nazval 19. století dlouhým stoletím? A jak jsou dnes aktuální tehdejší směry symbolismu a dekadence? Moderuje Petr Vizina.

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