POPULARITY
Categories
Chaque mois, découvrez « le tour du proprio », le podcast 100 % immobilier du Soir. Pour ce cinquième numéro, Marie-Eve Rebts reçoit Maïté Maes, administratrice de l'agence immobilière Buro M.« À propos », c'est notre sélection de l'actualité, du lundi au vendredi sur Le Soir et votre plateforme de podcasts préférée. Retrouvez tous les podcasts du journal « Le Soir » sur https://podcasts.lesoir.be
Da Brescia con furore: dopo anni di lavoro dipendente, il giovane elettrauto ha detto basta: "Non voglio più accrescere la reputazione degli altri".Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8567OMELIA CORPUS DOMINI - ANNO A (Gv 6,51-58)di Don Stefano Bimbi Dopo aver riflettuto e celebrato domenica scorsa il mistero della Santissima Trinità, oggi è la volta del Corpus Domini, la solennità del Corpo e del Sangue di Cristo. Non ricordiamo soltanto un gesto compiuto da Gesù duemila anni fa durante l'Ultima Cena che anticipava il sacrificio della croce. Oggi adoriamo una presenza: Gesù Cristo è realmente presente nell'Eucaristia con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità.Nel Vangelo abbiamo ascoltato parole che scandalizzarono molti ascoltatori di Gesù: «La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda» (Gv 6,55). Quasi tutti i discepoli, dopo averle sentite, se ne andarono. Se Gesù avesse voluto parlare soltanto in senso simbolico, avrebbe avuto l'occasione perfetta per spiegarsi meglio e richiamarli indietro, ma non lo fece. Anzi lasciò che se ne andassero, perché stava annunciando una verità fondamentale della fede: nell'Eucaristia non riceviamo un simbolo, ma riceviamo Lui stesso.Per comprendere la grandezza di questo dono dobbiamo ricordare una verità che spesso dimentichiamo. Noi abbiamo bisogno di nutrire il corpo per vivere, ma abbiamo bisogno di nutrire anche l'anima. Quando una persona trascura il cibo per molti giorni, il corpo si indebolisce. Allo stesso modo, quando trascura l'Eucaristia, l'anima perde forza spirituale. Si continua magari a respirare fisicamente, ma si diventa sempre più fragili davanti alle tentazioni, sempre meno capaci di pregare, di perdonare, di amare.Nella prima lettura Mosè ricorda al popolo d'Israele il lungo cammino nel deserto e la manna che Dio fece scendere dal cielo. Quella manna era un segno che preparava un dono infinitamente più grande. La manna sosteneva la vita del corpo per qualche giorno, mentre l'Eucaristia sostiene la vita soprannaturale e prepara alla vita eterna. Per questo Gesù dice: «Chi mangia questo pane vivrà in eterno» (Gv 6,58).Pensiamo adesso a quanto sia sorprendente il modo scelto da Dio per restare con noi. Avrebbe potuto scrivere un libro come hanno fatto i grandi filosofi del passato, ma non lo ha fatto: ha scelto invece di farsi cibo. L'amore tende sempre all'unione: una madre desidera stare vicino al figlio piccolo, due sposi desiderano vivere insieme nell'intimità. Gesù ha trovato nell'Eucaristia il modo più intimo possibile per unirsi a noi.Proprio perché crediamo che nell'Ostia consacrata sia realmente presente il Signore dell'universo, dobbiamo interrogarci anche sul modo in cui ci accostiamo alla Santa Comunione. La Chiesa oggi permette di ricevere l'Eucaristia anche sulla mano nonostante questo rimanga un abuso liturgico. Infatti per molti secoli i cristiani hanno ricevuto il Signore esclusivamente sulla lingua, proprio per evidenziare che l'Eucaristia non è un pane qualsiasi. Ricevere la Comunione sulla lingua manifesta nel modo più eloquente possibile che non siamo noi a prendere Cristo, ma è Cristo che si dona a noi. E come una mamma imbocca il suo piccolo, così fa con noi la Chiesa, nostra madre. Inoltre ogni Ostia consacrata può lasciare piccoli frammenti che, per quanto minuscoli, contengono realmente Gesù Cristo. Quando si riceve la Comunione sulla lingua si riduce al minimo il rischio che questi frammenti rimangano sulle mani o cadano a terra. Se crediamo veramente alla Presenza Reale, anche il più piccolo frammento merita il massimo rispetto e la massima attenzione. Proprio per questo la Chiesa, per ridurre a zero il rischio della perdita di frammenti, ha reso obbligatorio l'uso del piattino tutt'ora in vigore.Anche la postura del corpo ha la sua importanza. Il corpo educa l'anima e manifesta ciò che crediamo. Per questo la tradizione della Chiesa ha sempre considerato particolarmente significativa la Comunione ricevuta in ginocchio. Non perché Dio voglia umiliarci, ma perché siamo noi ad avere bisogno di esprimere umiltà e adorazione. Quando un uomo si inginocchia riconosce che davanti a lui c'è qualcuno più grande.Pensiamo ai giapponesi che si inginocchiano davanti al loro imperatore come segno di rispetto. Se gli uomini mostrano tanta riverenza davanti a un'autorità terrena, quanto più dovremmo mostrarla davanti a Gesù Cristo, Re dei re e Signore dei signori, realmente presente nell'Ostia consacrata. In ginocchio davanti all'Eucaristia non perdiamo la nostra dignità, ma semplicemente riconosciamo la verità: Dio è Dio e noi siamo sue creature amate. È diritto del fedele ricevere la Comunione sulla lingua e in ginocchio, mentre il sacerdote potrebbe rifiutarsi di darla in mano se pensasse che c'è il rischio di profanazione. In questo la Chiesa dimostra la sua preferenza per la comunione ricevuta sulla lingua e in ginocchio.Inoltre se crediamo davvero che Gesù è presente nel tabernacolo, allora non possiamo considerare la chiesa come un luogo qualsiasi. All'ingresso e quando si passa davanti al tabernacolo occorre fare la genuflessione che, tra l'altro, è obbligatoria. Il ginocchio destro a terra dimostra di aver capito che «nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra» (Fil 2,10).Detto tutto questo non bisogna però dimenticare che l'Eucaristia produce i suoi frutti soltanto se viene accolta con fede e con umiltà. Non basta fare la Comunione materialmente e con rispetto esteriore. Ricevere correttamente il corpo di Cristo non autorizza a ritenersi superiori agli altri o a criticare il sacerdote, a rischio di scadere nella superbia.Per ricevere il Corpo di Cristo occorre non solo un corretto comportamento esteriore, ma soprattutto avere un'anima preparata. Per questo la Chiesa ci insegna la necessità della Confessione quando siamo consapevoli di aver commesso un peccato mortale. Nessuno si presenterebbe a un ricevimento importante con vestiti sporchi e trasandati. Quanto più dobbiamo presentarci con il cuore purificato quando andiamo incontro al Re dell'universo.L'Eucaristia poi non termina quando finisce la Messa. Gesù che riceviamo sull'altare deve trasformare la nostra vita quotidiana. Se ci nutriamo di Cristo, dobbiamo imparare a ragionare, parlare ed amare come Lui. Una persona che riceve la Comunione e poi conserva rancori per anni, sparla continuamente degli altri o vive nell'egoismo assomiglia a un malato che prende la medicina, ma rifiuta di seguire le altre prescrizioni del medico.Il Signore vuole trasformarci dall'interno per sostenerci nel cammino della vita. Pensiamo a una madre stanca che continua a servire la propria famiglia con amore o un marito che sopporta con pazienza un momento difficile nel matrimonio. Oppure a un giovane che rinuncia a un peccato per restare fedele al Vangelo o un anziano che offre le proprie sofferenze senza lamentarsi continuamente. In tutte queste situazioni l'Eucaristia diventa forza concreta per vivere cristianamente.La festa di oggi ci invita anche a riscoprire l'adorazione eucaristica. Molti cristiani hanno trovato davanti al Santissimo la luce per le decisioni difficili, la forza nelle prove e la pace nelle sofferenze. San Giovanni Maria Vianney raccontava che un contadino passava ore davanti al tabernacolo. Quando gli chiese cosa facesse tutto quel tempo, rispose semplicemente: "Io guardo Lui e Lui guarda me".Questa è la fede che la Chiesa ci invita a rinnovare oggi: davanti all'Eucaristia non vediamo una cosa, un ricordo o un simbolo, ma adoriamo una Persona viva che è Dio stesso.Chiediamo allora al Signore la grazia di partecipare alla Messa con più fede e attenzione, di accostarci al Corpo di Cristo con tutta la riverenza possibile e di sostare più spesso in adorazione davanti al tabernacolo. Quanto più ci avvicineremo all'Eucaristia, tanto più Cristo vivrà in noi. E quando Cristo abita in noi la nostra vita cambia davvero ed è allora che possiamo dire con San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20).
Nel romanzo “La resilienza del pacman”, tra metafore anni Ottanta e psicologia, l'autore racconta separazioni, fragilità familiari e la forza necessaria per ricostruire sé stessi dopo il dolore. Nel romanzo La resilienza del pacman, la sofferenza si intreccia con l'ironia e con l'immaginario pop degli anni Ottanta. La storia segue Christian, protagonista alle prese con una separazione che sconvolge la sua vita personale, economica e familiare. Attraverso una scrittura diretta e umana, il libro affronta temi delicati come il lutto, la disgregazione familiare e la possibilità di ricominciare. L'autore sceglie il celebre videogioco Pac-Man come simbolo della resilienza. Un'immagine semplice ma potente. Nel gioco, infatti, il protagonista deve affrontare ostacoli continui senza scorciatoie. Proprio come accade nella vita reale. Resilienza Pacman tra metafore e psicologia L'idea centrale del romanzo nasce dalla volontà di spiegare il dolore in modo accessibile. Nel libro, uno psicologo guida il protagonista attraverso le fasi dell'elaborazione del lutto. Negazione, rabbia, depressione e accettazione vengono raccontate con il linguaggio immediato del videogioco. Il Pac-Man diventa così una metafora universale. Ogni livello rappresenta una difficoltà da superare. L'obiettivo non è cancellare il dolore, ma imparare a conviverci e trasformarlo in crescita personale. La scelta di utilizzare riferimenti agli anni Ottanta non è casuale. Nel romanzo compaiono anche giocattoli storici, videogiochi vintage e simboli pop che evocano ricordi ed emozioni. Oggetti apparentemente semplici che diventano strumenti narrativi capaci di parlare a generazioni diverse. Una storia ispirata alla realtà Dietro la vicenda di Christian c'è anche l'esperienza personale e professionale dell'autore. Da quasi trent'anni lavora come educatore a stretto contatto con servizi sociali, comunità e famiglie in difficoltà. Nel corso della sua carriera ha incontrato storie segnate da tossicodipendenza, separazioni traumatiche e percorsi di recupero imposti dai tribunali. Situazioni spesso dolorose, soprattutto per i minori coinvolti. Il romanzo prende spunto da queste realtà contemporanee. Tuttavia evita toni pesanti o giudicanti. Al contrario, cerca una narrazione rispettosa, capace di mostrare quanto sia possibile cambiare e migliorarsi anche dopo gli errori. La resilienza, nel libro, non viene descritta come un superpotere. È piuttosto un percorso lento. Un lavoro quotidiano su sé stessi. Il Salone del Libro e il confronto con i lettori L'autore ha presentato La resilienza del pacman anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, evento che considera fondamentale per la propria crescita artistica. Durante il festival ha osservato da vicino le reazioni del pubblico. I lettori si fermavano davanti alla copertina ispirata al videogioco, sfogliavano il libro e si interrogavano sulla storia. Un confronto spontaneo che ha permesso all'autore di vedere il proprio lavoro con occhi diversi. Il Salone rappresenta infatti uno spazio di dialogo tra scrittori e lettori. Un'occasione per condividere idee, esperienze e nuovi progetti creativi. Informazioni sull'evento sono dispo
Hai mai notato che il 2 giugno in Italia è tutto chiuso? Niente scuola, niente uffici, banche serrate e, per le strade delle grandi città, militari in alta uniforme, bande musicali e perfino aerei che lasciano scie tricolori nel cielo. Ma cosa si celebra esattamente in questa data? In questo articolo scoprirai la storia della Festa della Repubblica, il vocabolario legato alla storia italiana e qualche curiosità sorprendente. La Festa della Repubblica Spiegata Bene Il 2 giugno è una delle date più importanti del calendario italiano: è la Festa della Repubblica. Ma dietro questa giornata festiva c'è una storia affascinante, fatta di re, referendum e momenti che hanno cambiato per sempre il volto del Paese. L'Italia Prima del 1946: un Paese Ferito Per capire cosa è successo il 2 giugno 1946, bisogna fare un passo indietro. Anzi, parecchi passi indietro, fino al momento della nascita del Paese. Un'Italia Monarchica Dal 1861, l'anno dell'Unità d'Italia, fino al 1946, l'Italia era una monarchia. Questo significa che il capo dello Stato non era un presidente eletto dal popolo, ma un re. La famiglia reale era quella dei Savoia, una dinastia molto antica che aveva governato il Piemonte per secoli. Nota linguistica: in italiano si dice "i Savoia" usando il cognome al plurale per indicare l'intera famiglia. Funziona così anche con altre famiglie famose: "i Medici", "i Borgia", "i Visconti". Se invece si dice "la famiglia Rossi", si usa "Rossi" al singolare. Il Ventennio Fascista e la Guerra Nel 1922 sale al potere Benito Mussolini e inizia il ventennio fascista. Il re dell'epoca, Vittorio Emanuele III, invece di opporsi a Mussolini, gli affida il governo. Mussolini porta l'Italia nella Seconda Guerra Mondiale a fianco della Germania nazista. Il risultato è un disastro totale: città bombardate, milioni di morti, fame, distruzione. L'Italia esce dalla guerra in ginocchio, e molti italiani si chiedono se la colpa sia anche del re, che non ha fermato Mussolini. Espressione utile: quando un Paese è "in ginocchio", significa che si trova in una situazione drammatica, di grande debolezza. Si può usare anche per le persone: "Dopo quel periodo difficile, era in ginocchio". L'Abdicazione di Vittorio Emanuele III A maggio del 1946, sentendo che il vento sta cambiando, Vittorio Emanuele III decide di abdicare, cioè di rinunciare al trono, a favore di suo figlio Umberto II. Spera così di salvare la monarchia, dando un volto nuovo e meno compromesso al regno. Come vedremo, però, non funzionerà. Il Referendum del 2 Giugno 1946: Monarchia o Repubblica? Si arriva così alla data chiave. Il 2 giugno 1946 (e in realtà anche il 3 giugno, perché si votò per due giorni) gli italiani vengono chiamati alle urne per decidere una questione fondamentale: continuare con la monarchia o diventare una repubblica? Che Cos'è un Referendum Questo tipo di votazione si chiama referendum, e in italiano si pronuncia proprio come si scrive: re-fe-rén-dum. È una parola latina che significa letteralmente "cose da riferire", cioè "cose da chiedere al popolo". I Risultati del Voto La Repubblica vince con circa il 54% dei voti, contro il 46% della monarchia. Non un trionfo schiacciante, ma una vittoria chiara: circa 12,7 milioni di voti contro 10,7 milioni. OpzionePercentualeVotiRepubblicaCirca 54%≈ 12,7 milioniMonarchiaCirca 46%≈ 10,7 milioni Il 13 giugno 1946 Umberto II lascia l'Italia e parte in esilio per il Portogallo, dove si stabilirà nella cittadina di Cascais e dove vivrà fino alla morte, senza mai più rimettere piede in Italia. Suo padre Vittorio Emanuele III, invece, era già andato in esilio in Egitto subito dopo l'abdicazione di maggio. Curiosità: Umberto II è stato re per soli 34 giorni. Proprio per questo viene ricordato con il soprannome di "il Re di Maggio". Un'Italia Spaccata in Due Il voto rivelò un'Italia divisa geograficamente. Il Nord votò massicciamente per la Repubblica, mentre il Sud preferì la monarchia. A Napoli, addirittura, la monarchia prese quasi l'80% dei voti. Da quel giorno nacque anche la famosa espressione "Regno del Sud", usata scherzosamente per indicare le regioni meridionali più affezionate alla corona. La Grande Novità: le Donne Votano alle Elezioni Politiche C'è un aspetto fondamentale che spesso viene dimenticato: il 2 giugno 1946 è stata la prima volta nella storia d'Italia in cui le donne hanno potuto votare in un'elezione nazionale e politica. Quasi un Secolo Senza Diritto di Voto Per quasi un secolo dall'Unità d'Italia, le donne italiane non avevano avuto diritto di voto: metà della popolazione non poteva decidere nulla del proprio Paese. In realtà, le donne italiane avevano già votato qualche mese prima, il 10 marzo 1946, ma alle elezioni amministrative, cioè per scegliere i sindaci dei loro comuni. Il 2 giugno, però, fu la prima volta che parteciparono a una consultazione nazionale. E parteciparono in massa: circa 13 milioni di donne andarono a votare. Per scoprire le figure femminili che hanno segnato la storia del Paese, puoi leggere la guida sulle donne italiane importanti. La Curiosità del Rossetto In vista del voto, alle donne fu raccomandato di non mettere il rossetto. Il motivo? La scheda elettorale doveva essere chiusa con la saliva, un po' come si fa con le buste delle lettere. Le autorità temevano che il rossetto potesse lasciare tracce sulla scheda, e qualsiasi segno di riconoscimento l'avrebbe resa nulla, cioè non valida. Il Corriere della Sera pubblicò addirittura un articolo intitolato "Senza rossetto nella cabina elettorale", consigliando alle donne di portare con sé il rossetto e di metterlo solo dopo aver votato. Come Si Festeggia Oggi il 2 Giugno Il 2 giugno in Italia è festa nazionale: scuole chiuse, uffici chiusi, e molte persone ne approfittano per fare un ponte. Questa giornata è strettamente legata al funzionamento delle istituzioni: per approfondire, puoi consultare la guida sul sistema politico italiano. Vocabolario utile: "fare un ponte" non significa costruire un ponte, ma collegare un giorno festivo al weekend per prendersi più giorni di vacanza. Per esempio: "Il 2 giugno è di mercoledì? Allora prendo le ferie giovedì e venerdì e mi faccio un ponte fino a domenica!". La Parata Militare ai Fori Imperiali L'evento più importante si svolge a Roma, lungo i Fori Imperiali. C'è una grande parata militare alla presenza del Presidente della Repubblica, dei membri del Governo e di tante autorità. Sfilano i militari, i carabinieri, la polizia, i vigili del fuoco e la protezione civile. Le Frecce Tricolori Il momento più spettacolare e fotografato è quello delle Frecce Tricolori: aerei militari che disegnano nel cielo le tre strisce della bandiera italiana, verde, bianca e rossa. Inoltre, quel giorno è possibile visitare gratuitamente i Giardini del Quirinale, cioè i giardini della residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Un'occasione unica, perché di solito sono chiusi al pubblico. Per altre informazioni di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Vocabolario della Storia e della Politica Ecco una tabella con il vocabolario chiave incontrato in questo articolo, utile per parlare di eventi storici e politici in italiano. ParolaSignificatoMonarchiaForma di governo guidata da un re o una reginaRepubblicaForma di governo con un capo di Stato elettoReferendumVotazione popolare su una questione specificaAbdicareRinunciare al tronoEsilioAllontanamento forzato dal proprio PaeseScheda nullaScheda elettorale non validaFare un ponteUnire un giorno festivo al weekendEssere in ginocchioTrovarsi in una situazione di grande debolezza Domande Frequenti Cosa Si Celebra Esattamente il 2 Giugno? Si celebra la Festa della Repubblica, che ricorda il referendum del 2 giugno 1946 con cui gli italiani scelsero di trasformare l'Italia da monarchia a repubblica. Chi È Stato l'Ultimo Re d'Italia? L'ultimo re d'Italia è stato Umberto II, soprannominato "il Re di Maggio" perché regnò per soli 34 giorni. Dopo il referendum andò in esilio in Portogallo, dove visse fino alla morte. È Vero che le Donne Votarono per la Prima Volta il 2 Giugno 1946? Per quanto riguarda le elezioni nazionali, sì: il 2 giugno 1946 fu la prima volta. Le donne italiane avevano però già votato il 10 marzo 1946 alle elezioni amministrative locali, per scegliere i sindaci dei comuni. Perché alle Donne Fu Consigliato di Non Mettere il Rossetto? Perché la scheda elettorale andava chiusa con la saliva. Il rossetto avrebbe potuto lasciare un segno sulla scheda, e qualsiasi segno di riconoscimento l'avrebbe resa nulla, cioè non valida. Come Si Festeggia Oggi il 2 Giugno? Con una grande parata militare a Roma, lungo i Fori Imperiali, alla presenza del Presidente della Repubblica. Il momento più spettacolare è il sorvolo delle Frecce Tricolori, che colorano il cielo di verde, bianco e rosso. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sulla Festa della Repubblica Italiana", "description": "Quiz interattivo sulla Festa della Repubblica del 2 giugno con 10 domande sulla storia italiana e sul vocabolario della politica.", "educationalLevel": "Principiante A1-A2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Che cosa si celebra in Italia il 2 giugno?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "La nascita della Repubblica" } }, { "@type": "Question", "name": "In una monarchia, chi guida lo Stato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Un re o una regina" } }, { "@type": "Question", "name": "Che cosa significa il verbo abdicare?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Rinunciare al trono" } }, { "@type": "Question",...
C’è un’intelligenza discreta che lavora dentro di noi senza fermarsi mai. Regola il battito del cuore, il sonno, l’energia, la fame, l’umore, la concentrazione. Una regia silenziosa che ogni giorno cerca di mantenerci in equilibrio, anche quando noi non ce ne accorgiamo. A Obiettivo Salute in tavola entriamo dietro le quinte di questo straordinario sistema di autoregolazione insieme al professor Stefano Erzegovesi, medico, nutrizionista e psichiatra. Un viaggio tra cervello, alimentazione, ritmo biologico ed emozioni per capire come il corpo comunichi continuamente con noi attraverso segnali spesso sottili, ma preziosi.Nella Giornata Mondiale senza Tabacco, la puntata affronta poi il tema del fumo da una prospettiva diversa: non solo ciò che il tabacco danneggia, ma soprattutto ciò che il corpo è capace di recuperare quando smettiamo. Con il professor Marco Alloisio, Responsabile chirurgie specialistiche del Cancer Center di Humanitas e presidente di LILT Milano, parleremo della sorprendente capacità di rigenerazione dell’organismoNella seconda parte spazio agli ormoni e alla tiroide, minuscola ma potentissima direttrice d’orchestra del nostro benessere. Insieme alla professoressa Laura Fugazzola, Direttore della Struttura Complessa di Endocrinologia Santi Paolo e Carlo di Milano Ordinaria di endocrinologia all’Università degli Studi di Milano e Presidente della società europea della tiroide, sfateremo miti, falsi luoghi comuni e impareremo ad ascoltare meglio i segnali del corpo
DALLA PARTE DEL SUOLOPAOLO PILERIOggi vi invitiamo a guardare dove di solito non posiamo mai lo sguardo: sotto i nostri piedi. Il suolo è un ecosistema unico e ancora troppo ignorato, che in appena un sottilissimo strato di terra nasconde la più alta densità di vita del pianeta. Il suolo è un regolatore climatico silenzioso, custode di un terzo della biodiversità e fonte del 95% del nostro cibo.Nonostante la sua generosità, però è completamente assente dal dibattito pubblico e dalle leggi urbanistiche. Proprio per questo oggi su Librovagando gli ridaremo voce, insieme al Professore Paolo Pileri e al suo libro "Dalla parte del suolo".
Naima Chicherio, nostra collega della redazione Esteri, segue per la RSI il Medio Oriente: con lei oggi vogliamo capire cosa significa essere inviati in zone del mondo dove i conflitti contrassegnano la quotidianità di popolazioni che noi, spesso, conosciamo soltanto attraverso i racconti di chi, come Naima, si reca frequentemente in questi luoghi, per cercare di riportarci la quotidianità di chi è costretto a vivere in condizioni difficili, di povertà, di stenti, di devastazione, di carestie di ogni genere, di paura; in realtà dove i drammi, le tragedie, le vendette e le guerre sono all'ordine del giorno e dove la speranza -se c'è- è l'unica cosa che ti permette di aggrapparti a una vita che è sempre più in equilibrio.La nostra ospite, nei suoi numerosi viaggi sui fronti caldi, ci restituisce ciò che le ha detto la gente comune: sono storie spesso molto diverse, a seconda della città, della nazione e dell'etnia. Dai racconti emerge una rassegnazione frammista a sfiducia e sconforto, talvolta c'è pure la rabbia per un destino che appare ineluttabile. Proprio per non scordare e non scordarsi dei più sfortunati e di chi è nato, senza poter scegliere, “dalla parte sbagliata del mondo”, è fondamentale per chi fa l'inviato o il reporter esserci fisicamente, spostarsi fra zone spesso dimenticate o trascurate, capire, sentire, vedere e parlare con la gente. Il Medioriente è una polveriera: è una frase fatta, un luogo comune che però si sta sempre più convertendo in realtà. Ma perché siamo arrivati a questo punto, come se ne potrà uscire e come si viene accolti dalle stremate popolazioni locali?A Naima Chicherio il compito di rispondere a queste e ad altre domande. La voce di una brava collega che tramite il suo microfono porta nelle nostre case, mettendosi nei panni dei suoi interlocutori, un po' di Medio Oriente, descrivendolo grazie ai suoi lunghi viaggi di lavoro, fra equilibrio giornalistico ed emozioni personali, fra empatia e coraggio, fra sensibilità e senso del dovere in un'ottica che vuole provare a essere il più oggettiva possibile.
La Bologna Children's Book Fair, che si è tenuta in questa primavera, giungendo alla sua 63ma edizione e confermandosi come l'evento internazionale più importante nel settore, ha mostrato un'attenzione particolare alla saggistica rivolta alle giovani lettrici e ai giovani lettori, focalizzata in particolare su temi alti, di carattere etico, politico, sociale, psicologico.Come afferma Gianrico Carofiglio, ospite di questa puntata, è importante i giovani vengano incoraggiati ad esercitare il pensiero critico, «la forma più profonda di resistenza che abbiamo a disposizione», e a farsi energia di cambiamento verso un mondo più giusto. Proprio di questo tratta il suo saggio più recente, Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza (Mondadori).L'esercizio del pensiero è anche ciò che ci preserva dal cortocircuito tra emozione e azione violenta, e “sentire pensare agire” è infatti il sottotitolo di Dentro l'uragano (Il Castoro), in cui Anna Ballerini, psicologa e psicoterapeuta specializzata in età evolutiva, e Luigi Ballerini, medico psicoterapeuta nonché scrittore per ragazzi tra i più letti e apprezzati, si rivolgono direttamente agli adolescenti con grande sensibilità e competenza.Anche loro saranno ospiti di questa puntata, insieme a Victor Dias De Oliveira Santos, scrittore e linguista brasiliano residente negli Stati Uniti, che ha scritto un libro per i più piccoli: Le persone sono strane (Terre di Mezzo), il cui tema è il valore della diversità, della tolleranza, del rispetto di ogni individuo.
S. 4 Ep. 18 - Questa meditazione è per chi continua a rincorrere amore… per non sentire il vuoto. Per chi: si aggrappa aspetta messaggi confonde l'attaccamento con l'amore ha paura del silenzio sente il bisogno costante di essere scelto Nella scorsa puntata abbiamo visto una verità scomoda:
In questa puntata di Gong parliamo di Fellowship Entertainment, la nuova società di Embracer che assumerà la gestione dei diritti della nuova IP de Il Signore degli Anelli e di importanti serie videoludiche come Tomb Raider, Darksiders, e Kingdom Come: Deliverance. Proprio riguardo Kingdom Come, il team di sviluppo ha annunciato di essere al lavoro su una nuova avventura all'interno di quell'universo, parallelamente allo sviluppo di un nuovo RPG ambientato nella Terra di Mezzo.
Proprio come era successo la scorsa stagione, quando in occasione dell'ultima partita giocata allo stadio Sinigaglia contro l'Inter il club aveva svelato la “Lago Show”, nell'ultima gara casalinga della stagione il Como 1907 ha svelato il nuovo kit in collaborazione con RHUDE. In una tonalità azzurro lago tenue, la maglia presenta dettagli dorati su colletto, maniche e spalle, con la scritta RHUDE posizionata sul petto e lo stemma del Como 1907 sopra il cuore. Motivi a stella compaiono sul davanti e sul retro, mentre sul retro si trova la frase “Stars On The Lake” sopra il numero 10 e la parola Como. Solo 1000 i pezzi in vendita i cui proventi saranno devoluti a “Quelli che con Luca,” una fondazione per la leucemia infantile fondata nel 2011 in memoria di Luca Ciccioni. Ce ne parla Adele Stigliano.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale.Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
«Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua". E lì non poteva compiere nessun prodigio... E si meravigliava della loro incredulità»In questa meditazione, Andrea Riccardi riflette sul ritorno di Gesù a Nazareth, la sua patria, dove l'insegnamento nella sinagoga si scontra con il muro del pregiudizio e dell'abitudine. I suoi compaesani lo conoscono da sempre: sanno che è il falegname, conoscono la sua famiglia e la sua casa. Proprio questa conoscenza abitudinaria e superficiale soffoca lo stupore profondo che la Sua autorevolezza dovrebbe suscitare, trasformandosi in sdegno e fastidio. Di fronte alla pretesa di "sapere già tutto" di Lui, Gesù non trova fede e si ritrova nell'impossibilità di compiere prodigi, meravigliandosi dell'incredulità dei suoi.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/bo-cUoA2tIM
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Siamo nel vangelo di oggi nel cosiddetto discorso sacerdotale, nel quale Gesù ci lascia intravedere la profondità del suo cuore e ci svela le ansie e i sentimenti che lo abitano. Ecco ciò che possiamo apprendere: anzitutto, il cuore di Cristo è come consumato dal desiderio del Padre suo. «Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è giunta l’ora: glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio tuo glorifichi te”». Sappiamo dall’evangelista Giovanni quale significato assuma il verbo “glorificare”. E' la croce la glorificazione del Padre: è il mistero dell’amore obbediente di Cristo Signore e, insieme, dell’amore fraterno riversato su tutti noi. Ecco dunque l’ansia di glorificare il Padre, un’ansia che non si arresta dinanzi alla croce e che ci rivela quale debba essere anche il nostro desiderio di glorificare il Padre, che chiamiamo con questo nome e che veramente tale è nei nostri confronti. Se gli occhi di Gesù sono “alzati al cielo”, nell’atteggiamento di chi implora il Padre, lo sguardo del suo cuore è però rivolto agli «uomini che il Padre gli ha dato dal mondo», affidandoli a lui. A loro Gesù ha fatto conoscere la realtà profonda e misteriosa del Padre e ha trasmesso le parole ricevute da lui. Se il Padre deve glorificare Gesù, lo faccia anche custodendo questi credenti sotto la sua protezione. Proprio la partenza di Gesù verso il Padre rende necessaria e urgente questa fervida intercessione. Anche noi, che ora abbiamo ascoltato queste parole, ci sentiamo posti da questa supplica nelle mani del Padre e viviamo la nostra appartenenza terrena nella fiducia del Signore. È bello e consolante sapere che Gesù ha pregato e continua a pregare così per noi, mentre siamo ancora in cammino per le vie del mondo.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Le parole dei discepoli sono ora piene di buone intenzioni, perché ritengono di aver capito che Gesù stia parlando chiaramente, senza ricorrere a immagini. Essi giungono a riconoscere che Gesù sa tutto, cioè che legge nell’intimo di ciascuno, e su questo fondano la loro fede: «Per questo crediamo che sei venuto da Dio». Con garbata ironia, Gesù commenta questa loro espressione di fede, quasi ponendola in dubbio: «Adesso credete?». Quando la nostra fede è umanamente baldanzosa e non sufficientemente fondata su Dio, essa è più vicina a venir meno, come accadde ai discepoli. La vicinanza di un uomo straordinario, che sa tutto e sa rispondere a tutto, non è ancora fede, ma illusione. La fede, invece, è altra cosa: finché siamo pellegrini su questa terra, viviamo nell’oscurità e crediamo anche senza la sicurezza di vedere qualcosa di certo. «Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete, ciascuno per conto proprio, e mi lascerete solo». Gli apostoli non erano ancora preparati a questo e, perciò, Cristo predice il loro smarrimento, perché nel loro entusiasmo vi era ancora qualcosa di infantile. Quando infatti il Maestro sarà catturato, processato e condannato a morte, tutto sembrerà crollare. «Ma io non sono solo, perché il Padre è con me». L’evangelista non accenna ad alcun abbandono da parte del Padre, che rimane sempre con il Figlio, anche nell’ora più oscura. Proprio in questo consiste la serena sicurezza con cui Gesù va incontro alla prova e si rivolge ai suoi dicendo: «Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo». Si tratta dunque di accogliere le realtà del mondo così come sono e di viverle animandole con la speranza. Con queste ultime parole rivolte ai discepoli, Gesù manifesta la sua suprema padronanza nell’ora fosca che si avvicina, infondendo nei suoi fiducia in lui: non nel vincitore terreno che essi avevano immaginato, ma nel Signore che, pur passando attraverso la croce, non è sconfitto. E «chi è che vince il mondo se non colui che crede che Gesù, il Crocifisso, è il Figlio di Dio?».
Il rinnovo della patente per gli “over 75” andrebbe regolato meglio a livello federale, magari con dei test obbligatori di aggiornamento e formazione? Ne parliamo oggi, partendo dall'invecchiamento demografico che ci indica che sono e saranno sempre di più in futuro le persone della terza e della quarta età che guideranno. Sappiamo che nel traffico coloro che appartengono alle fasce più anziane della popolazione sono particolarmente a rischio visto che sono più vulnerabili rispetto ai giovani e un incidente per loro può avere delle conseguenze molto gravi. Inoltre, la vecchiaia o una malattia possono rendere la guida più difficile. È tuttavia importante precisare che la maggior parte degli automobilisti anziani non provoca un pericolo superiore alla media per gli altri utenti della strada. In caso di incidente, le persone anziane al volante sono un rischio soprattutto per sé stesse. Al di là delle campagne informative che puntano sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione per gli automobilisti della terza e della quarta età, c'è chi vorrebbe più regole e più disposizioni restrittive per i cosiddetti conducenti seniores. Ricordiamo che a partire dai 75 anni, tutti i conducenti devono sottoporsi, ogni due anni, a un esame medico per poter continuare a guidare e mantenere così la loro patente. Questo esame è effettuato principalmente dai medici di famiglia, i quali possono ottenere l'accreditamento senza seguire una formazione. A proposito di visite mediche di idoneità, un recentissimo studio nazionale svizzero dimostra che i test di idoneità alla guida per gli over 75 e le persone con disturbi cognitivi non sono sufficientemente affidabili. Emerge inoltre che i medici possono autodichiarare la propria competenza per effettuare queste valutazioni senza seguire una formazione specifica. Il progetto nazionale Drive-check, che è stato avviato su richiesta dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) ed è stato realizzato nell'arco di tre anni da ricercatori di istituti come la Scuola universitaria professionale di lavoro sociale e sanità di Losanna (HETSL), il CHUV e le Scuole universitarie professionali di Berna (BFH) e Zurigo (ZHAW), raccomanda l'elaborazione di una strategia nazionale che permetterebbe di armonizzare le pratiche, sostenere i professionisti e informare meglio il pubblico. La maggior parte degli esperti del settore, maestri di scuola guida in primis, sostengono anche che occorrerebbero dei corsi obbligatori di aggiornamento e di formazione da effettuare a scadenze regolari e a partire da una certa età. Proprio sull'obbligatorietà dei test pratici, con la possibilità anche di prevedere un vero esame di guida da superare; sulle diverse procedure adottate dai Cantoni; e sull'eventuale formazione specifica dei medici che si occupano di stabilire l'idoneità alla guida delle persone anziane ci soffermiamo nella puntata odierna, focalizzandoci sulle conseguenze partiche e psicologiche per una persona anziana di poter continuare a guidare o, invece, di dover rinunciare -su indicazione medica o di un maestro di scuola guida- alla licenza di condurre.Sono ospiti il Dott. Davide Consolascio, specialista in medicina interna e fra i medici delegati per i test d'idoneità alla guida per gli anziani, Marco Doninelli, direttore dell'UPSA, l'Unione Professionale Svizzera dell'Automobile (Sezione Ticino), Nasir (Nasser) Dawood, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello e “Seniordrive coach” e Manuel Friedrich, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello.
Il rinnovo della patente per gli “over 75” andrebbe regolato meglio a livello federale, magari con dei test obbligatori di aggiornamento e formazione? Ne parliamo oggi, partendo dall'invecchiamento demografico che ci indica che sono e saranno sempre di più in futuro le persone della terza e della quarta età che guideranno. Sappiamo che nel traffico coloro che appartengono alle fasce più anziane della popolazione sono particolarmente a rischio visto che sono più vulnerabili rispetto ai giovani e un incidente per loro può avere delle conseguenze molto gravi. Inoltre, la vecchiaia o una malattia possono rendere la guida più difficile. È tuttavia importante precisare che la maggior parte degli automobilisti anziani non provoca un pericolo superiore alla media per gli altri utenti della strada. In caso di incidente, le persone anziane al volante sono un rischio soprattutto per sé stesse. Al di là delle campagne informative che puntano sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione per gli automobilisti della terza e della quarta età, c'è chi vorrebbe più regole e più disposizioni restrittive per i cosiddetti conducenti seniores. Ricordiamo che a partire dai 75 anni, tutti i conducenti devono sottoporsi, ogni due anni, a un esame medico per poter continuare a guidare e mantenere così la loro patente. Questo esame è effettuato principalmente dai medici di famiglia, i quali possono ottenere l'accreditamento senza seguire una formazione. A proposito di visite mediche di idoneità, un recentissimo studio nazionale svizzero dimostra che i test di idoneità alla guida per gli over 75 e le persone con disturbi cognitivi non sono sufficientemente affidabili. Emerge inoltre che i medici possono autodichiarare la propria competenza per effettuare queste valutazioni senza seguire una formazione specifica. Il progetto nazionale Drive-check, che è stato avviato su richiesta dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) ed è stato realizzato nell'arco di tre anni da ricercatori di istituti come la Scuola universitaria professionale di lavoro sociale e sanità di Losanna (HETSL), il CHUV e le Scuole universitarie professionali di Berna (BFH) e Zurigo (ZHAW), raccomanda l'elaborazione di una strategia nazionale che permetterebbe di armonizzare le pratiche, sostenere i professionisti e informare meglio il pubblico. La maggior parte degli esperti del settore, maestri di scuola guida in primis, sostengono anche che occorrerebbero dei corsi obbligatori di aggiornamento e di formazione da effettuare a scadenze regolari e a partire da una certa età. Proprio sull'obbligatorietà dei test pratici, con la possibilità anche di prevedere un vero esame di guida da superare; sulle diverse procedure adottate dai Cantoni; e sull'eventuale formazione specifica dei medici che si occupano di stabilire l'idoneità alla guida delle persone anziane ci soffermiamo nella puntata odierna, focalizzandoci sulle conseguenze partiche e psicologiche per una persona anziana di poter continuare a guidare o, invece, di dover rinunciare -su indicazione medica o di un maestro di scuola guida- alla licenza di condurre.Sono ospiti il Dott. Davide Consolascio, specialista in medicina interna e fra i medici delegati per i test d'idoneità alla guida per gli anziani, Marco Doninelli, direttore dell'UPSA, l'Unione Professionale Svizzera dell'Automobile (Sezione Ticino), Nasir (Nasser) Dawood, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello e “Seniordrive coach” e Manuel Friedrich, maestro di scuola guida presso l'Autoscuola 2000 a Viganello.
Chaque mois, découvrez "le tour du proprio", le podcast 100% immobilier du Soir. Pour ce quatrième numéro, Marie-Eve Rebts reçoit Adrian Devos, managing director de BuyerSide.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8530OMELIA ASCENSIONE - ANNO A (Mt 28,16-20)di Don Stefano Bimbi L'Ascensione del Signore potrebbe sembrare, a prima vista, una festa di distacco: Gesù sale al cielo e si allontana dai suoi discepoli. In realtà è il contrario. È la festa della presenza nuova di Cristo, una presenza non più limitata a un luogo o a un tempo, ma capace di raggiungere ogni uomo, in ogni parte del mondo e in ogni epoca. Per questo gli Apostoli, dopo l'Ascensione, non tornano a Gerusalemme disperati, ma pieni di gioia. Hanno capito che Gesù non li ha abbandonati. È entrato nella gloria del Padre per restare con loro in un modo ancora più profondo.L'Ascensione conclude la missione terrena di Cristo e inaugura la missione della Chiesa. Gesù sale al cielo non per disinteressarsi della terra, ma per regnare come Signore della storia. Noi spesso immaginiamo il cielo come un luogo lontano, quasi irraggiungibile. In realtà il cielo è la vita stessa di Dio e Cristo vi entra con la sua umanità glorificata. Questo significa che la nostra natura umana è già entrata nel Paradiso. Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, siede alla destra del Padre. E allora anche tutti noi abbiamo una speranza concreta: non siamo destinati al nulla, ma alla gloria eterna.Questa verità cambia il modo di vivere le cose quotidiane. Quando un cristiano affronta una sofferenza, una malattia, una delusione familiare o un fallimento, non ragiona più pensando soltanto a questa terra, ma ha lo sguardo rivolto al cielo. Certo, il dolore è reale, ma non ha più l'ultima parola. Nemmeno la morte ha l'ultima parola. Oggi invece molti vivono schiacciati da preoccupazioni immediate: il lavoro, i soldi, la salute, il giudizio degli altri. Tutto sembra decisivo, assoluto. Eppure Gesù ci insegna a tenere il cuore rivolto verso l'alto. Questo non vuol dire disprezzare la vita sulla terra, ma vivere senza diventare schiavi delle cose che passano.ANDATE E FATE DISCEPOLI TUTTI I POPOLIGli Apostoli, però, ricevono anche un comando preciso: «Andate e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19). L'Ascensione non è una fuga dal mondo, ma anzi è l'inizio della missione. Il cristiano non può ridurre la fede a qualcosa di privato da vivere solo in casa propria o in chiesa. Se Cristo è veramente risorto ed è il Signore, allora questa verità deve raggiungere tutti. Oggi invece molti cattolici vivono una fede timida, quasi vergognosa. Hanno paura di parlare di Dio, di difendere la verità del Vangelo, di mostrarsi cristiani nell'ambiente di lavoro, a scuola o perfino in famiglia. Si preferisce tacere per non essere giudicati. Ma gli Apostoli, dopo l'Ascensione, fanno esattamente il contrario: escono allo scoperto. Prima erano impauriti, chiusi nel cenacolo; dopo diventano coraggiosi perché hanno fatto esperienza nella loro vita che Cristo è vivo.Anche nella vita quotidiana ci sono tante occasioni semplici per testimoniare la fede. Un genitore che insegna ai figli a pregare e li porta alla Messa domenicale sta già evangelizzando. Un giovane che, quando è con gli amici, non si vergogna di fare il segno della croce al ristorante prima del pasto compie una piccola testimonianza pubblica. Una persona che rifiuta compromessi disonesti sul lavoro per restare fedele alla coscienza annuncia Cristo con i fatti. Spesso pensiamo che evangelizzare significhi fare cose straordinarie, ma il primo apostolato passa dalla coerenza della vita.IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI, FINO ALLA FINE DEL MONDOGesù promette: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Non dice: "Vi ricorderò", ma "sono con voi". È presente nella sua Chiesa, nel Vangelo, nei sacramenti, specialmente nell'Eucaristia. Quando entriamo in chiesa davanti al tabernacolo non siamo davanti a un simbolo, ma davanti a Cristo vivo. Quante volte però viviamo come se Dio fosse assente. Ci agitiamo, ci scoraggiamo, perdiamo la pace, perché ci dimentichiamo della sua presenza reale.L'Ascensione allora ci invita a vivere con uno sguardo nuovo. I piedi restano sulla terra, ma il cuore deve essere orientato al cielo. Il cristiano non fugge dalle responsabilità quotidiane, anzi le vive meglio, perché sa che ogni gesto può avere un valore eterno. Una ragazza che arriva vergine al matrimonio, una madre che cresce con amore i figli, un anziano che offre con pazienza la propria solitudine, un lavoratore che svolge con onestà il proprio dovere, un malato che unisce le sue sofferenze a quelle di Cristo: tutto può diventare strada verso il Paradiso.San Filippo Neri era un sacerdote allegro, pieno di umanità, capace di scherzare e stare in mezzo alla gente. Dentro il suo cuore ardeva continuamente il desiderio del Paradiso. Ripeteva spesso: "Paradiso, Paradiso!". Non lo diceva per evadere dalla realtà, ma perché aveva capito che tutto passa e che solo Dio resta. Proprio per questo sapeva amare meglio le persone concrete che aveva davanti. Ai giovani insegnava a vivere con gioia, ma senza attaccarsi alle cose del mondo. Diceva: "State buoni, se potete", ricordando che la santità non consiste in cose straordinarie, ma nel vivere ogni giorno con il cuore rivolto a Dio. San Filippo aveva già il cuore in cielo mentre camminava per le strade di Roma. E questo gli dava una libertà interiore impressionante: non cercava successo, approvazione o potere, perché sapeva che la vera patria è lassù.In conclusione la festa dell'Ascensione ci ricorda che il cristianesimo non è soltanto una morale o un insieme di valori, ma un fatto soprannaturale. Cristo è veramente risorto, veramente asceso al cielo e ci sta preparando un posto. Per questo la Chiesa continua a guardare verso l'alto con speranza. In un mondo spesso ripiegato sulle cose materiali e immediate, il cristiano è chiamato a ricordare che siamo fatti per il cielo e che soltanto Dio può colmare il desiderio profondo del cuore umano.
In un periodo in cui circolano molte convinzioni su dieta, salute e benessere, la puntata di Obiettivo Salute in tavola mette a confronto credenze diffuse e conoscenze scientifiche aggiornate. Con il contributo della professoressa Patrizia Burra, Professore Ordinario di Gastroenterologia all’Università di Padova, parliamo di fegato. Depurarlo, sgrassarlo, disintossicarlo. Questo l’obiettivo della stagione, ma è davvero così? Con Pasquale De Vita, ricercatore del CREA di Foggia, parliamo di grani antichi li troviamo ovunque ormai. Ma cosa sono davvero? Esiste una definizione precisa o è diventata soprattutto una categoria commerciale? Nella seconda parte del programma sfatiamo alcune bufale sull’allenamento fisico con il prof. Francesco Landi, Direttore del Dipartimento di Scienze dell'invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma. Dall’attività fisica a quella mentale. I consigli del prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente all'Università Statale di Milano e presidente di Assomensana, autore con Nicoletta Carbone di Strategicamente (Sole 24 Ore)
LeoniFiles - Amenta, Sileoni & Stagnaro (Istituto Bruno Leoni)
Nuova settimana, nuove Cronache LeoniFiles! Oggi parliamo della resa dei conti del PNRR: a pochi mesi dalle scadenze cruciali. È stata davvero la rivoluzione promessa o stiamo assistendo al "redde rationem" della burocrazia italiana? Analizziamo i limiti del sistema Regis e la preoccupante trasformazione degli obiettivi: dove dovevano esserci palestre e infrastrutture, oggi troviamo spesso crediti d'imposta e trasferimenti a società pubbliche per investimenti futuri. Insieme ai dati di Pietro Reichlin, discutiamo perché l'effetto sulla crescita rimane scarso e perché il gap con il resto d'Europa non accenna a chiudersi. Il cuore della critica è rivolto alle riforme: citando Tito Boeri, ci chiediamo se PNRR non stia per "Proprio Nessuna Riforma Rilevante". Dalla concorrenza nel settore idroelettrico e del gas, fino alla pubblica amministrazione, l'adempimento sembra essere rimasto solo formale, lasciando le "scatole vuote" di riforme che non incidono sulla produttività. Infine, colleghiamo il fallimento del PNRR alla natura stessa del capitalismo e del capitale. Se il capitale è una "macchina del tempo" che investe sul futuro, perché lo Stato italiano continua a usarlo solo per finanziare mancette e sussidi?
In questa puntata di "Un passo al giorno", esploriamo il paradosso dei sogni nel cassetto: perché quel "rifugio protettivo" dove tutto è perfetto finisce per diventare una forma di dolore. Scopriremo insieme che per iniziare non serve più disciplina, ma più chiarezza. Iscriviti al Laboratorio dei Sogni, dal 18 al 22 maggio: https://www.simpletinyshifts.com/laboratoriodeisogniLe istruzioni chiudono il 5 maggio. Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it
Finalmente è stata scritta la parola fine: “L'AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato”. Una decisione che, a dire il vero, era nell'aria da tempo. A Ranieri va il ringraziamento per quanto fatto, ma è chiaro che fosse arrivato il momento di chiudere questo capitolo, soprattutto nella sua recente veste dirigenziale. Resta però una domanda: chi sta davvero pensando al futuro della Roma? Nel frattempo arrivano segnali concreti su un luogo caro ai tifosi romanisti: le ultime novità riaccendono una suggestione storica, quella del possibile ritorno di Campo Testaccio. Proprio su questo abbiamo intervistato Lorenzo Marinone, Consigliere Comunale di Roma Capitale, che ci aiuta a capire cosa c'è davvero all'orizzonte. Infine gli audio ambientali di Roma Atalanta..VUOI ASCOLTARE IL PODCAST SENZA PUBBLICITÀ E NUOVI CONTENUTI EXTRA?Sostieni Salida Lavolpiana su Patreon e accedi a Salida Lavolpiana Plus per un ascolto senza interruzioni: https://www.patreon.com/c/salidapod/membership.INFO.E-mail: salidapod@magnesiapodcast.it.SOCIAL.Twitter: https://x.com/salida_pod.Instagram: www.instagram.com/salida_pod.Telegram: https://t.me/+tlLFCGKW3ps0MWM0.CHI SIAMO: https://linktr.ee/salidapod
Ogni tanto bisogna condividere anche una notizia amara: Pizzacon non ci sarà più. Me l'avete chiesto in tantissimi, ed è giusto spiegare almeno in parte cosa è successo. Per me Pizzacon non è stato solo un format, ma un progetto costruito con orgoglio dentro una manifestazione a cui sono legato da oltre vent'anni, il COMICON, una delle eccellenze assolute di Napoli.In quattro edizioni siamo riusciti a trasformare un'area food in qualcosa di più: un luogo tematico, vivo, inclusivo, con pizzerie di qualità, contenuti, senza glutine, senza lattosio, pubblico, comunicazione e risultati concreti. Proprio per questo dispiace vedere quanto successo, soprattutto nelle modalità.Detto questo, ho imparato da tempo che ogni progetto che finisce può diventare l'inizio di qualcosa di ancora più grande; è già successo, e succederà ancora. The Great Pizza Tour, The Great Pizza Guide 2027, The Great Pizza Japan e altri progetti sono già lì, pronti a raccogliere quello che di buono è stato seminato.
C'è stato un attentanto alla prima cena dei corrispondenti a cui partecipava Donald Trump come presidente, ma non sono ancora chiare le motivazioni del tentato ingresso del 31enne californiano fermato. La violenza politica negli Stati Uniti, però, è in continua crescita.Ci sono state in Palestina le prime elezioni locali dall'inizio dell'invasione israeliana: in centinaia di città della Cisgiordania si è andati al voto, e anche in una città a Gaza. Proprio lì è diretta la nuova spedizione della Global Sumud Flotilla salpata ieri, di cui ci parla la giornalista Chiara Sgreccia a bordo delle navi.A Santa Marta è cominciata la prima conferenza dei paesi che vogliono uscire dai combustibili fossili e stanno elaborando un piano concreto per farlo. Ci facciamo raccontare i primi giorni da Ferdinando Cotugno, inviato in Colombia per Domani Editoriale.Iscriviti qui all'evento LifeGate Live! di domani, martedì 28 aprile, a Milano all'Anfiteatro del Liberty - ospiti da Today at AppleA cura di Giovanni MoriMontaggio: Giorgio Baù Supervisione editoriale: Camilla Soldati Produzione: Giacomo De Poli e Marco Rip Musiche: Luca Tommasoni Puoi scriverci a podcast@lifegate.it e trovare tutte le notizie su www.lifegate.it.
Ritorno ricco di sorprese per "NCIS": mentre su Rai2 vanno in onda le nuove puntate della serie "madre", per l'autunno è previsto un nuovo spinoff, che sarà ambientato a New York. Tra i protagonisti è previsto il ritorno di LL Cool J. E a proposito di personaggi che tornano, è sempre più vicina l'uscita della nuova serie "Dutton Ranch", sequel spin-off di Yellowstone, incentrata sull'amata coppia Beth Dutton e Rip Wheeler. Passando alle uscite imminenti, a giorni arriva al cinema l'atteso film "Il diavolo veste Prada 2" e, restando nell'ambito delle sale, continua il successo di "Super Mario Galaxy" che svetta tra i maggiori incassi al Box Office. Proprio a questo film e più in generale all'universo di Mario Bros. è dedicata la rubrica "5 cose che non potete non sapere" di questa puntata. Tra le news del momento, la stagione 4 di "The White Lotus", proposta da Sky, verrà girata in Costa Azzurra proprio durante il Festival di Cannes, mentre alcune scene della seconda stagione di "The Studio", show di Seth Rogen disponibile su Apple, sono state girate a Venezia con ospite il Direttore Alberto Barbera. E a proposito di Venezia…See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il Dott. Brucchi sul consenso del proprio Fascicolo Sanitario Elettronico. Tutte le utili informazioni nell'intervista di Daniele Di Ianni.
Gli attacchi di Trump e Vance e la partita religiosa nel continente. Con Jean-Léonard Touadi, docente alla Sapienza ed ex parlamentareBenin, il conto della stabilitàUn partner affidabile che però restringe il pluralismo: cosa sta succedendo davvero. Con Elio Boscaini, giornalista di Nigrizia e missionario comboniano.Chagos, le isole che non possono tornare a casaDi Brando Ricci
Ti è mai capitato di sentire un italiano dire "Vieni su!", "Butta via quella roba!" o "Metti giù il telefono!" senza capirne il significato? Quelli sono i verbi sintagmatici: espressioni usatissime nell'italiano parlato di tutti i giorni, ma quasi assenti dai libri di grammatica. Se vuoi capire l'italiano vero, quello della strada, del bar e della famiglia, devi assolutamente conoscerli. Verbi Sintagmatici: Guida Completa con Esempi Che Cosa Sono i Verbi Sintagmatici? Un verbo sintagmatico è un verbo formato da due elementi: un verbo base (di solito un verbo molto comune, come andare, venire, mettere, buttare…) più una particella, che di solito è un avverbio di luogo come su, giù, via, fuori, dentro, dietro, avanti, addosso. La cosa fondamentale da capire è questa: quando il verbo e la particella si uniscono, il significato cambia! Non basta conoscere il verbo e conoscere la particella separatamente: insieme creano un significato nuovo, spesso diverso da quello che ti aspetteresti. Facciamo un esempio. Il verbo mettere significa "to put" o "to place". La particella su indica una direzione verso l'alto. Ma mettere su? Non significa semplicemente "mettere qualcosa in alto". Può significare organizzare, creare, avviare qualcosa! Per esempio: "Ho messo su un'attività" = Ho avviato un'attività, ho creato un'azienda. Vedi? Il significato è completamente diverso! Somiglianza con i Phrasal Verbs Inglesi Se parli inglese, puoi pensare ai verbi sintagmatici come gli equivalenti italiani dei phrasal verbs. Proprio come to give up non significa semplicemente "dare + su", così andare via non è semplicemente "andare + via" nel senso letterale. La buona notizia? In italiano ce ne sono molti meno rispetto all'inglese. La Posizione della Particella Quando il verbo sintagmatico è usato con un pronome, la particella e il pronome possono cambiare posizione a seconda della situazione: "Butta via la scatola!" → "Buttala via!" (il pronome la si attacca al verbo, la particella via resta dopo) "Metti giù il telefono!" → "Mettilo giù!" Con l'imperativo e l'infinito, il pronome si attacca direttamente al verbo, formando un'unica parola, e la particella resta separata subito dopo. Nei tempi composti (passato prossimo, trapassato…), la particella va sempre dopo il participio passato: "Ho messo su il caffè" – Forma corretta. "Ho su messo il caffè" – Questa è sbagliata! I Verbi Sintagmatici Più Comuni Ecco la lista dei verbi sintagmatici che sentirai più spesso nella vita quotidiana italiana, organizzati in base alla particella che li accompagna. Verbi con "SU" Venire Su – Crescere, Svilupparsi Significato: Indica la crescita o lo sviluppo di qualcuno o qualcosa. Esempio: "Quel bambino è venuto su proprio bene!" = Quel bambino è cresciuto bene. Mettere Su – Avviare, Organizzare / Mettere a Cuocere Significato: Ha un doppio uso molto frequente. Può significare avviare un'attività oppure mettere qualcosa a cuocere. Esempi: "Hanno messo su un ristorante." = Hanno aperto un ristorante. "Metti su l'acqua per la pasta!" = Metti a bollire l'acqua. Tirare Su – Sollevare / Tirare Su col Naso / Allevare Significato: Questo verbo sintagmatico è molto versatile e ha tre significati principali: sollevare qualcosa fisicamente, tirare su col naso (aspirare il muco) e crescere/allevare qualcuno. Esempi: "Tira su quella scatola, è per terra." = Solleva quella scatola. "Smettila di tirare su col naso, usa un fazzoletto!" "L'ha tirato su da sola quel figlio." = L'ha cresciuto da sola. Andare Su – Salire, Aumentare Significato: Indica un aumento o un innalzamento. Esempi: "I prezzi sono andati su di nuovo." = I prezzi sono aumentati. "La febbre è andata su durante la notte." = La febbre è salita. Verbi con "GIÙ" Buttare Giù – Demolire / Scrivere Rapidamente / Demoralizzare Significato: Uno dei verbi sintagmatici più ricchi di sfumature. Può significare demolire fisicamente, scrivere velocemente qualcosa o demoralizzare qualcuno. Esempi: "Hanno buttato giù il muro." = Hanno demolito il muro. "Butta giù due righe per l'email." = Scrivi velocemente un'email. "Questa notizia mi ha buttato giù." = Questa notizia mi ha demoralizzato. Mettere Giù – Posare / Riattaccare il Telefono Significato: Indica l'azione di posare o appoggiare qualcosa, oppure riattaccare il telefono. Esempi: "Metti giù quel vaso, lo rompi!" = Posa quel vaso! "Ha messo giù il telefono senza salutare." = Ha riattaccato. Tirare Giù – Abbassare / Dire Parolacce (Informale) Significato: Significa abbassare qualcosa, oppure, in modo molto colloquiale, dire parolacce o bestemmiare. Esempi: "Tira giù la tapparella, entra troppo sole." = Abbassa la tapparella. "Quando si arrabbia, tira giù delle parolacce!" = Dice parolacce terribili. (Questa è molto colloquiale.) Venire Giù – Cadere, Crollare / Piovere Forte Significato: Indica qualcosa che cade o crolla, oppure che piove molto forte. Esempi: "È venuto giù il soffitto!" = Il soffitto è crollato. "Viene giù acqua a catinelle!" = Piove tantissimo. (Un'espressione molto usata quando piove forte.) Andare Giù – Scendere / Essere Digerito Significato: In senso fisico significa scendere o essere ingoiato/digerito. In senso figurato significa non accettare qualcosa. Esempi: "Questa medicina non mi va giù." = Non riesco a mandarla giù, non riesco a ingoiarla. In senso figurato: "Questa cosa non mi va giù." = Non la accetto, non la sopporto. Verbi con "VIA" Andare Via – Partire, Allontanarsi / Scomparire Significato: Indica l'azione di partire o allontanarsi, oppure il fatto che qualcosa scompare. Esempi: "Devo andare via, è tardi." = Devo partire. "Questa macchia non va via!" = Questa macchia non scompare. Buttare Via – Gettare nella Spazzatura / Sprecare Significato: Significa gettare qualcosa nella spazzatura, oppure sprecare tempo, denaro o opportunità. Esempi: "Butta via quelle scarpe vecchie!" = Gettale nella spazzatura. "Non buttare via il tuo tempo!" = Non sprecare il tuo tempo. Portare Via – Prendere e Portare Altrove / Rubare Significato: Indica l'azione di prendere e portare altrove qualcosa, oppure può significare rubare. Esempi: "Il cameriere ha portato via i piatti." = Ha tolto i piatti dal tavolo. "Mi hanno portato via il portafoglio!" = Mi hanno rubato il portafoglio! Mandare Via – Cacciare, Fare Andare Via Qualcuno Significato: Significa cacciare qualcuno, farlo andare via, oppure licenziare. Esempio: "Il capo lo ha mandato via." = Il capo lo ha licenziato / lo ha cacciato. Tirare Via – Togliere, Rimuovere Significato: Indica l'azione di togliere o rimuovere qualcosa. Esempio: "Tira via quella pellicola dal telefono." = Togli quella pellicola. Verbi con "FUORI" Venire Fuori – Emergere, Risultare Significato: Indica che qualcosa emerge, viene scoperto o risulta in un certo modo. Esempi: "Alla fine è venuto fuori che aveva ragione lui." = Alla fine è emerso, si è scoperto. "Come è venuta fuori questa torta?" = Com'è risultata? Tirare Fuori – Estrarre / Sollevare un Argomento Significato: Significa estrarre qualcosa fisicamente, oppure sollevare un argomento in una conversazione. Esempi: "Tira fuori le chiavi dalla borsa." = Prendi le chiavi dalla borsa. "Non tirare fuori questa storia adesso!" = Non parlare di questo argomento adesso! Buttare Fuori – Espellere, Cacciare Significato: Indica l'azione di espellere o cacciare qualcuno da un luogo. Esempio: "L'hanno buttato fuori dal locale." = Lo hanno cacciato dal locale. Saltare Fuori – Comparire all'Improvviso Significato: Indica qualcosa che compare inaspettatamente o che si presenta all'improvviso. Esempi: "È saltato fuori un problema all'ultimo momento." = Si è presentato un problema inaspettato. "Dopo anni, è saltata fuori una foto di quando ero bambina." = È comparsa una vecchia foto. Verbi con "DENTRO" Mettere Dentro – Imprigionare (Colloquiale) / Inserire Significato: In modo colloquiale significa mettere in prigione. In senso letterale significa inserire qualcosa in un contenitore. Esempi: "L'hanno messo dentro per tre anni." = L'hanno messo in prigione. "Metti dentro i vestiti nell'armadio." = Riponi i vestiti nell'armadio. Tirare Dentro – Coinvolgere Significato: Significa coinvolgere qualcuno in una situazione, spesso contro la sua volontà. Esempio: "Non tirarmi dentro questa storia!" = Non coinvolgermi in questa faccenda! Verbi con "DIETRO" Stare Dietro (a Qualcuno/Qualcosa) – Seguire, Occuparsi Di Significato: Indica l'azione di seguire qualcuno o occuparsi di qualcosa o qualcuno. Esempi: "Non riesco a stargli dietro, è troppo veloce!" = Non riesco a seguirlo. "Con tre figli, non è facile stargli dietro." = Non è facile occuparsi di loro. Lasciarsi Dietro – Lasciare alle Proprie Spalle Significato: Indica il fatto di lasciare alle proprie spalle qualcosa, spesso problemi o situazioni irrisolte. Esempio: "Si è lasciato dietro un sacco di problemi." = Ha lasciato molti problemi irrisolti. Verbi con "ADDOSSO" Mettere Addosso – Indossare / Attribuire la Colpa Significato: Può significare indossare qualcosa oppure attribuire la colpa a qualcuno. Esempi: "Mettiti addosso qualcosa di pesante, fa freddo!" = Indossa qualcosa di pesante. "Mi hanno messo addosso (addossato) la colpa!" = Mi hanno incolpato! Stare Addosso (a Qualcuno) – Insistere, Pressare Significato: Significa insistere, mettere pressione o controllare qualcuno continuamente. Esempio: "Il mio capo mi sta sempre addosso." = Il mio capo mi controlla e mi mette pressione continuamente. Verbi con "AVANTI" ...
Sono 15 anni che sono dentro il mondo della crescita personale, ed è un settore a cui sono davvero affezionato.La crescita personale mi ha cambiato la vita.Sono grato a ogni corso, ogni mentore, ogni persona, ogni mentore che mi ha aiutato a fare un passo in più.Proprio per questo, negli ultimi anni sto facendo del mio meglio per proteggere questo mondo da chi cerca di “macchiarlo” sfruttandolo solo dal lato economico.La crescita personale ti aiuta a tirare fuori il tuo reale potenziale, grazie a strumenti e strategie. In questo nuovo contenuto faccio chiarezza sulle bugie più diffuse: quelle sottili, quelle che sembrano vere, quelle che ti fanno sentire che stai lavorando su te stesso… mentre in realtà ti tengono fermo. Perché puoi costruire qualcosa di solido e reale. Puoi lavorare su te stesso in modo serio. Puoi ottenere risultati concreti. Ma devi sapere la verità, non quello che ti fa comodo sentire.Prenditi la responsabilità di lavorare su di te per poterti creare la tua reale libertà.
Arianna Marelli"Tabù. Egon Schiele"https://www.nexostudios.it/movie/tabu-egon-schiele/“Nexo Studios La Grande Arte al Cinema” torna nelle sale italiane. Si parte il 20, 21, 22 aprile con Tabù. Egon Schiele, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally, autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli. Ad accompagnare gli spettatori sulle tracce dell'artista c'è Erika Carletto, attrice esordiente capace di rievocare con il suo canto le atmosfere di Vienna e Praga di allora. A cavallo tra Otto e Novecento, queste città, mostrate attraverso filmati d'archivio, furono i centri propulsori delle rivoluzioni e delle contraddizioni che caratterizzano ancora la nostra contemporaneità. La colonna sonora, d'impatto fortemente emotivo, è caratterizzata dalle musiche originali composte ed interpretate dalla violinista Laura Masotto e sarà disponibile in digitale su etichetta Nexo Studios Soundtracks. Nella “corsa folle” della vita di Schiele (1890-1918), costellata da centinaia di quadri e migliaia di opere su carta, c'è un eterno ritorno: quello al paese di nascita della madre dell'artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca. Tabù. Egon Schiele si snoda a partire da qui: dall'Atelier Egon Schiele – la casa con giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil. Proprio nella cittadina della Boemia, che ai tempi di Schiele faceva parte dell'Impero austro-ungarico, affonda la radice di un'arte capace di sovvertire le regole estetiche, morali e psicologiche del tempo e di condurci – ancora oggi – all'essenza dell'essere umano. È infatti dall'architettura di Krumau che Egon Schiele, ancora ragazzo, impara a osservare da una prospettiva inedita, destinata a diventare il marchio della sua visione e a tradursi nei suoi disegni: lo sguardo dall'alto. Una prospettiva capace di farci riflettere sulle dinamiche stesse del guardare, sulla sua “violenza” e sulla sua forza erosiva. Krumau è una città che alterna curve morbide – il fiume Moldava che abbraccia e allo stesso tempo stringe il centro storico – ed elementi angolari e spigolosi: le case medievali, le strade tortuose. Una figura per certi versi materna, come quella così presente nella produzione di Schiele, pronta a interrogarci sul desiderio inconscio di ritorno all'origine, sul tentativo di riconnettersi alla dimensione da cui dipende l'immagine che tutti abbiamo di noi stessi. Il rapporto di Schiele con la madre Marie, del resto, era segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto, così come solitudine e senso di estraneità segnarono la relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l'abbandono del grande amore Wally. L'affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.L'esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell'Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell'arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.Guarda il trailer:https://www.nexostudios.it/movie/tabu-egon-schiele/Snodo cruciale del film è il 1910, anno in cui si afferma lo stile unico di Schiele. È proprio nel 1910 che la Cometa di Halley attraversa il cielo, lasciando una scia luminosa che unisce le latitudini e ridisegna le cronologie. Sotto quel cielo possiamo immaginare Egon che cammina per le strade di Praga insieme a Franz Kafka (1883-1924), altra figura ricorrente nel docufilm. Non vi è prova che i due si siano mai conosciuti o incontrati, ma il loro destino e la loro arte si incrociano allora come oggi, offrendoci nuove chiavi per penetrare anche l'universo kafkiano: il suo tempo onirico, il disturbo che continua a provocare, esattamente come spesso “disturbano” i corpi contorti di Schiele. Del resto, in quella Vienna fu proprio la percezione del tempo a cambiare: un tempo non più lineare e causale, ma condensato, affettivo, “fatale”, come le “ore stellari” di cui parlava Stefan Zweig, in cui nascita e morte sono legate in modo indissolubile. Tutti respiravano il senso di una fine. Nel 1918, anno in cui muoiono Schiele ma anche Gustav Klimt e molti altri protagonisti della Vienna d'oro, crolla l'Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia.La storia di Egon Schiele finisce qui, mentre quella di Kafka continua. Ma è soprattutto il nostro mondo che, ormai, ha cominciato la propria storia: l'eterno ritorno, l'ossessione per la morte, l'autoanalisi istintiva e ossessiva, il sentirsi sbagliati e insieme sfacciatamente presenti al mondo rivelano uno Schiele talmente contemporaneo da dare ancora, violentemente, fastidio. Schiele ci costringe a pensare ai nostri tabù. Quelli di allora come quelli di oggi. Cerca la sala più vicina a te:https://www.nexostudios.it/movie/tabu-egon-schiele/#cercacinemaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Le vacanze dovrebbero essere il momento più bello.Più tempo insieme, meno stress, più connessione.E invece no.I litigi aumentano, la pazienza diminuisce e a un certo punto ti ritrovi a pensare: "Ma perché è tutto così faticoso proprio adesso?”In questo episodio parliamo di quello che succede davvero durante le vacanze: non solo fuori, tra i nostri figli, ma soprattutto dentro di noi.Perché il problema non sono (solo) i litigi.È la nostra soglia che cambia.È l'intensità che aumenta.Sono le aspettative che crollano.E quando iniziamo a vedere questo, cambia completamente il modo in cui possiamo stare dentro al conflitto.✨ Se questo tema ti tocca da vicino, ho preparato un webinar gratuito in cui andremo ancora più a fondo:“Perché i litigi tra bambini ci fanno impazzire?”
Et si devenir proprio n'était plus un luxe ? Voici Aster Habitat, promoteur immobilier de l'économie sociale et solidaire, et partenaire de cet épisode. https://aster-habitat.fr SOMMAIRE01:03 Problème n°1 : l'enfer de devenir proprio03:31 Problème n°2 : garder ses salariés05:52 Acheter à -30% grâce au BRS12:06 Qui peut en bénéficier ?17:07 Créer du lien entre habitants23:20 Pourquoi ça te tient à cœur ?26:18 Anecdotes28:25 RTE : Responsabilité territoriale d'entreprise30:56 Qualité vs Quantité__Écoute Avant-Poste, le podcast sur les mutations du monde du travail !Merci à l'Unedic de soutenir le podcast. Rdv sur t.ly/avantposte__Le site officiel de Soif de SensSoutenir Soif de Sens via Tipeee Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Zuppa di Porro dell'3 aprile 2026: rassegna stampa quotidiana
In questa puntata di Radio CICAP, parliamo di satira, informazione e pensiero critico con Andrea Sesta e Rosaria Greco della redazione di Lercio. Il sito è noto per le sue notizie volutamente false, scritte con il linguaggio del giornalismo. Proprio questa imitazione, però, a volte genera equivoci e qualcuno scambia la satira per disinformazione.La conversazione esplora la tradizione della news satire, un genere che esiste da quando esiste il giornalismo e che continua a diffondersi anche in contesti dove la libertà di espressione è limitata. Si esplora il processo creativo dietro una notizia satirica, si analizza la sottile linea che separa satira e fake news e si discute il ruolo dell'ironia come strumento per mettere in discussione le dinamiche di potere. Tra troll, social network e intelligenza artificiale, emerge anche il lato educativo della satira: allenare a riconoscere il linguaggio delle notizie e a non fermarsi alla prima impressione.Ospite: Rosaria Greco, Andrea SestaRedazione: Elisa Baioni, Clarissa Esposti, Manuela Gialanella, Diego Martin, Matteo Melchiori, Giuseppe Molle, Alex Ordiner, Dasara Shullani, Matilde Spagnolo, Cristiano Ursella, Chiara Vitaloni, Enrico ZabeoAltri riferimenti:[https://www.lercio.it/ Lercio][https://www.feltrinellieditore.it/opera/lercio-spiega-robe-come-sopravvivere-al-tempo-libero/ Lercio spiega robe. Come sopravvivere al tempo libero, di Lercio Lo sporco che fa notizia, SEM edizioni]Musiche: [https://www.epidemicsound.com/ Epidemic Sound]Seguiteci sui profili social del CICAP:Facebook: https://www.facebook.com/@cicap.orgInstagram: https://www.instagram.com/cicap_it/Newsletter: https://eepurl.com/ihPeWL
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Il presidente francese Macron ha ribadito che la Francia proseguirà i suoi sforzi a sostegno dell'Ucraina: "La guerra in Iran non dissuaderà la Francia dal sostenere l'Ucraina, dove continua la guerra di aggressione della Russia", ha scritto su X. Proprio del conflitto in Ucraina torniamo a parlare insieme a Davide Maria De Luca, firma de Il Domani ed autore del podcast "Guerre" prodotto da Internazionale.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa.Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va', tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell'ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.Parola del Signore.
Où vivre avec la crise écologique ? Et plus largement, as-tu vraiment choisi d'habiter là où tu vis ? Où te sens-tu chez toi ?Voici Marie Kock, du livre « Après le virage c'est chez moi » pour parler de trouver son chez soi, en partenariat avec les éditions Pocket !SOMMAIRE02:12 Questions mitraillettes04:28 C'est où chez soi ?07:44 Où vivre loin des pesticides ? Des canicules ?14:01 Logement VS écologie18:23 Proprio par peur de devenir SDF27:35 La solastalgie30:38 S'enraciner vs Voyager35:32 Pleurer pour une maison39:58 Tu voudrais mourir où ?43:22 Pourquoi ça te tient à cœur ?46:47 Anecdotes de lecteurs__Change de carrière en 1 an avec le programme Nouvelles Voies : t.y/reconversionMerci à l'Institut Transitions de soutenir le podcast !__Le site officiel de Soif de SensSoutenir Soif de Sens via Tipeee Hébergé par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Non fossero bastati i sei gol rifilati dal Bayern all'Atalanta, ci ha pensato la serata di Champions di ieri sera a farci strabuzzare gli occhi davanti alla superiorità spettacolare del calcio europeo: dalla tripletta di Valverde al City alla doppietta di Kvara nel 5-2 di PSG-Chelsea. Proprio le big inglesi, però, hanno deluso in questo turno di coppa, tra pareggi inaspettati, goleade e il pasticcio di Tudor coi suoi portieri. Di tutto questo parliamo con l'ex goleador Luca Toni e con Paolo Ciarravano di Sky Sport. A Dario Ricci, come sempre, il compito di aggiornarci sulle gare del giorno delle Paralimpiadi di Milano-Cortina. Infine, un viaggio negli Stati Uniti con Simone Sandri per raccontare alcune storie: quella degli 83 punti segnati in una partita da Adebayo che si piazza dopo la leggenda dei 100 di Wilt Chamberlain e quella dell'Italia del baseball che ha battuto USA e Messico al World Baseball Classic.
Il 10 dicembre scorso la cucina italiana è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'UNESCO. Abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori: "Siete d'accordo con questa decisione oppure pensate che non ce ne fosse bisogno?"
Il governo valuta un intervento rapido sui carburanti attraverso il meccanismo delle accise mobili, che potrebbe essere approvato con un decreto del Mef e del Mase senza passare da nuove norme legislative. L'obiettivo è contenere l'aumento di benzina e gasolio, ma secondo gli esperti l'effetto finale sarebbe limitato a pochi centesimi al litro, con un impatto leggermente maggiore sul diesel. Carlo Stagnaro sottolinea che il margine di intervento resta molto ridotto perché vincolato all'extragettito IVA: circa 2,2 centesimi ogni 10 centesimi di aumento del prezzo. Per questo definisce la misura un sollievo minimo, poco efficace in una fase di scarsità energetica globale. Secondo Stagnaro, in un contesto di tensione come quello legato allo stretto di Hormuz, la priorità dovrebbe essere ridurre i consumi e concentrare gli aiuti su famiglie e imprese realmente più esposte, evitando interventi generalizzati che in passato hanno avuto un costo elevato per la finanza pubblica senza una selezione mirata dei beneficiari. Interviene Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e studi, Istituto Bruno Leoni.Ad Hormuz, i cargo cinesi sono gli unici a non avere limitazioni. Qualcuno cerca di approfittarneIl blocco dello stretto di Hormuz sta rallentando uno dei principali snodi energetici mondiali: normalmente transitano circa 100 navi al giorno, ma ora centinaia di cargo risultano bloccati o in attesa, con merci per un valore stimato in 25 miliardi di dollari. Dallo stretto passa circa un quarto del petrolio mondiale e gran parte del gas naturale liquefatto del Qatar. Le alternative, come l'oleodotto saudita verso il Mar Rosso, coprono solo una parte limitata dei flussi e non compensano il blocco, tanto che Iraq, Arabia Saudita e Qatar stanno già riducendo produzione e capacità di raffinazione. In questo scenario solo le navi cinesi sembrano poter transitare senza restrizioni, perché Teheran continua a distinguere tra paesi ostili e partner strategici. Proprio per questo alcune navi stanno falsificando i dati dei transponder dichiarandosi cinesi per attraversare l'area: almeno dieci casi sono già stati segnalati, compresi cargo e petroliere che modificano temporaneamente identità e bandiera per superare i controlli. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.Turismo, il conflitto pesa sul settore: Fiavet stima perdite fino a 6 miliardi nel 2026La crisi in Medio Oriente sta producendo un forte impatto sul turismo organizzato italiano. Secondo Fiavet sono già oltre 3.000 i pacchetti turistici cancellati verso l'area del Golfo e più di 20 mila le cancellazioni complessive legate agli hub mediorientali. La perdita diretta di fatturato potrebbe raggiungere 1,5 miliardi di euro, mentre considerando l'indotto e il rallentamento dei collegamenti verso Asia ed Estremo Oriente il danno complessivo rischia di arrivare fino a 6 miliardi nel 2026. A pesare sono soprattutto le sospensioni dei voli da parte di compagnie come Emirates e Qatar Airways e il ruolo strategico di Dubai e Abu Dhabi come snodi per Thailandia, Maldive e Sud-est asiatico. Fiavet segnala anche il rischio di un aumento generalizzato dei costi dovuto al rincaro del petrolio, con perdite fino a 50 mila euro per singola agenzia specializzata sulle rotte più colpite. Intanto tour operator e associazioni di categoria stanno organizzando riprotezioni e voli di rientro, in alcuni casi via Muscat, mentre viene ribadita l'importanza della registrazione dei viaggiatori sul portale "Dove siamo nel mondo" per facilitare eventuali interventi dell'Unità di crisi. Il commento è affidato a Luana De Angelis Vice Presidente FIAVET Confcommercio (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo)
Puntata a cura di Untimoteo.Se c'era ancora qualche dubbio sul peso specifico di Hacks, i Golden Globes del 2026 li hanno spazzati via definitivamente. La serie non è più solo una sorpresa o un "titolo di culto": è diventata un'egemonia culturale. Dopo aver spodestato The Bear agli Emmy 2024, l'ennesimo premio ai Globes ha confermato Jean Smart come l'indiscussa sovrana della commedia mondiale, capace di vincere ancora e ancora. Proprio come la sua Deborah Vance.In Italia il percorso distributivo purtroppo procede a rilento: attualmente su Netflix abbiamo per ora a disposizione solo la prima e la seconda stagione di quattro (una quinta è già annunciata). Anche se è facile immaginare che HBO Max, produttrice dello show e di recente sbarcata in Italia, prima o poi porterà a compimento la distribuzione anche nel nostro Paese. "5 minuti 1 serie" è il format del podcast di Mondoserie che racconta appunto una serie in poco più di cinque minuti (o meno di dieci!). Senza fronzoli, dritti al punto.Leggi il nostro articolo sui Golden Globes 2026: https://www.mondoserie.it/golden-globe-2026/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
25 cose che avrei voluto sapere prima di mettermi in proprio
In questa puntata parliamo con uno che passa la vita sempre al massimo della velocità, semplicemente "il Bez". Marco Bezzecchi ha parlato al PoretCast di curve impossibili da fare, di cosa puoi e non puoi fare quando corri tutto l'anno, di stress e viaggi continui e su come ci si stacca, anche per un'attimo, da questa vita che va al massimo. Tra risate, aneddoti e “tombini pericolosi", una chiacchierata su cosa vuol dire correre ad altissimo livello… e poi tornare normale. Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Kaja Kallas, l'alta rappresentante per gli affari esteri dell'Unione Europea, ha dichiarato che la decisione sui beni russi congelati sarà presa durante un vertice fissato per domani. Alessandro Lubello, editor di economia di Internazionale, e Andrea Pipino, editor di Europa di Internazionale. Il 15 dicembre Jimmy Lai, ex editore pro-democrazia di Hong Kong, è stato riconosciuto colpevole di tre capi d'accusa legati alla sicurezza nazionale, una sentenza che secondo le organizzazioni per i diritti umani segna la fine della libertà di stampa nell'ex territorio britannico. Con Ilaria Maria Sala, giornalista, da Hong Kong,.Oggi parliamo anche di:Disco • In the wind of night, hard-fallen incantations whisper degli ŠiromCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Il congiuntivo ti fa impazzire? Non sai mai quando usarlo e quando no? Ti senti insicuro ogni volta che devi scegliere tra congiuntivo e indicativo? Beh, tranquillo, non sei solo! Il congiuntivo è il nemico numero uno di tutti gli stranieri che studiano l'italiano... e anche di molti italiani, a dire il vero! Perciò ho realizzato questa guida definitiva su quando va usato e quando invece no. Congiuntivo: Quando Usarlo e Quando Non Usarlo Parte 1: Quando Usare il Congiuntivo 1. Con i Verbi di OPINIONE nella Frase Principale Quando nella frase principale c'è un verbo che esprime un'opinione personale, nella frase secondaria devi usare il congiuntivo. Questi verbi sono, per esempio: pensare, credere, ritenere, supporre, immaginare. Esempi pratici: Penso che tu abbia ragione. (e non "hai") Credo che Marco sia già partito. (e non "è") Suppongo che loro vengano domani. (e non "vengono") Immagino che la festa finisca tardi. (e non "finisce") La regola è semplice: quando esprimi un pensiero soggettivo o un'opinione personale, il verbo della frase dipendente va al congiuntivo perché indica qualcosa di incerto, non verificato oggettivamente. 2. Con i Verbi di SPERANZA, AUGURIO e VOLONTÀ Quando esprimi una speranza, un augurio o una volontà, devi usare il congiuntivo nella frase secondaria. I verbi più comuni sono: sperare, augurare, desiderare, volere, preferire. Esempi pratici: Spero che tutto vada bene. (e non "va") Vi auguro che siate felici per sempre. (e non "siete") Voglio che voi studiate di più. (e non "studiate" indicativo) Preferisco che lei venga con noi. (e non "viene") Questi verbi esprimono un desiderio o una volontà che qualcosa accada, ma non è detto che accada davvero. Proprio per questo motivo di incertezza sul futuro, si usa il congiuntivo. 3. Con i Verbi di SENTIMENTO ed EMOZIONE Gioia, tristezza, paura, rabbia... tutte le emozioni richiedono il congiuntivo! I verbi tipici sono: essere felice/contento/triste, dispiacere, temere, avere paura. Esempi pratici: Sono felice che tu sia qui. (e non "sei") Mi dispiace che non possiate venire. (e non "potete") Temo che piova domani. (e non "piove") Ho paura che lui non capisca. (e non "capisce") Le emozioni sono reazioni soggettive a situazioni che non sono sotto il nostro controllo diretto. Per questo motivo, quando esprimiamo un sentimento riguardo a un'azione o situazione, usiamo il congiuntivo per sottolineare la natura soggettiva della nostra reazione emotiva. 4. Con i Verbi di DUBBIO Il dubbio e il congiuntivo sono migliori amici! Se nella frase principale c'è un verbo che esprime incertezza o dubbio, nella secondaria ci vuole il congiuntivo. I verbi più comuni sono: dubitare, non essere sicuro/certo. Esempi pratici: Dubito che lui dica la verità. (e non "dice") Non sono sicuro che questa sia la strada giusta. (e non "è") Non sono certa che loro arrivino in tempo. (e non "arrivano") Il dubbio rappresenta per definizione una mancanza di certezza, quindi è perfettamente logico che richieda il congiuntivo, il modo verbale che esprime proprio l'incertezza e la possibilità. 5. Con Molte Congiunzioni e Locuzioni che Esprimono IPOTESI, CONDIZIONE, CONCESSIONE Alcune parole "magiche" richiedono sempre il congiuntivo. Ecco le più importanti: Congiunzione/LocuzioneSignificatoEsempioaffinché / perché (scopo)con lo scopo cheTi chiamo affinché tu sappia la verità.purché / a patto che / a condizione chea condizione cheVengo, purché tu mi accompagni a casa.prima cheprima diDevo uscire prima che piova.senza chesenzaÈ uscito senza che io lo sapessi.nel caso in cui / qualoranel casoNel caso in cui tu abbia bisogno, chiamami.nonostante / benché / sebbenenonostanteNonostante faccia freddo, esco senza la giacca.a meno che / tranne cheeccetto seVengo, a meno che non piova. Queste congiunzioni introducono situazioni ipotetiche, condizionali o concessive, quindi richiedono sempre il congiuntivo per indicare che si tratta di eventi non ancora realizzati o comunque incerti. 6. Con Alcune Espressioni IMPERSONALI Le espressioni impersonali (quelle con "è" + aggettivo/sostantivo) richiedono quasi sempre il congiuntivo. Ecco le principali: È necessario/importante/essenziale che: È necessario che tu venga subito. È possibile/probabile/impossibile che: È probabile che loro siano in ritardo. È meglio/peggio che: È meglio che tu stia a casa. È bene/male che: È bene che voi sappiate la verità. È giusto/sbagliato che: È giusto che lui paghi per quello che ha fatto. È strano/raro/incredibile che: È strano che lui non abbia ancora chiamato. Può darsi/può essere che: Può darsi che io parta domani. Queste espressioni esprimono valutazioni soggettive, possibilità o necessità, e per questo richiedono il congiuntivo. Si tratta di giudizi o previsioni, non di fatti certi. 7. Con i Verbi di ATTESA e ASPETTATIVA Quando aspetti qualcosa o qualcuno, usa il congiuntivo! I verbi principali sono: aspettare, attendere, aspettarsi. Esempi pratici: Aspetto che tu finisca di studiare. (e non "finisci") Mi aspetto che lui arrivi presto. (e non "arriva") Attendiamo che voi ci diate una risposta. (e non "date") L'attesa implica sempre un elemento di incertezza su quando o se qualcosa accadrà, quindi si usa naturalmente il congiuntivo. 8. Con Alcuni Verbi IMPERSONALI Verbi come bastare, occorrere, servire, convenire, importare richiedono il congiuntivo: Esempi pratici: Basta che tu mi dica la verità. Occorre che voi siate puntuali. Non importa che lei venga o no. Conviene che partiamo presto. Serve che qualcuno mi aiuti. Questi verbi esprimono necessità, sufficienza o rilevanza, ma non certezza su ciò che accadrà, quindi richiedono il congiuntivo. 9. SUPERLATIVO + Pronome Relativo (Opinione Personale) Quando usi un superlativo seguito da un pronome relativo (che, cui) per esprimere un'opinione personale e soggettiva, devi usare il congiuntivo: Esempi pratici: È il film più bello che abbia mai visto. (CONGIUNTIVO) → È la mia opinione personale, soggettiva. È la persona più intelligente che conosca. (Mia opinione personale) È il ristorante migliore in cui abbia mai mangiato. (Valutazione soggettiva) È la cosa più strana che mi sia mai capitata. (Esperienza personale) In questo caso, il congiuntivo sottolinea che si tratta di una valutazione personale, non di un fatto oggettivo. Se invece parlassimo di un fatto oggettivo e misurabile, useremmo l'indicativo (es. "È la montagna più alta che esiste in Europa" - fatto geografico). Parte 2: Quando NON Usare il Congiuntivo (e Usare l'Indicativo) 1. Con i Verbi di CERTEZZA nella Frase Principale Quando nella frase principale c'è un verbo che esprime certezza, sicurezza o conoscenza oggettiva, nella frase secondaria devi usare l'indicativo. I verbi principali sono: sapere, essere sicuro/certo, conoscere, rendersi conto, accorgersi, notare, ricordare. Esempi pratici: Ricordo che ieri pioveva. (e non "piovesse") Mi sono accorto che tu hai ragione. (e non "abbia") Noto che sei stanco. (e non "tu sia stanco") So che la newsletter di LearnAmo è super utile. (e non "sia") Sono certo che domani faranno bel tempo. (e non "facciano") La regola è chiara: se esprimi certezza assoluta o conoscenza diretta di qualcosa, non c'è spazio per il dubbio, quindi si usa l'indicativo. 2. Con i Verbi di PERCEZIONE I verbi che esprimono una percezione sensoriale (quello che vedi, senti, ecc.) richiedono l'indicativo: vedere, sentire, ascoltare, toccare, percepire. Esempi pratici: Vedo che stai bene. (e non "tu stia") Sento che arrivano. (e non "arrivino") Ho sentito che Luigi si è sposato. (e non "si sia sposato") Percepisco che c'è qualcosa che non va. (e non "ci sia") ⚠️ ATTENZIONE! Se usi sembrare o parere, allora devi usare il congiuntivo: Mi sembra che tu sia stanco. ✓ Mi pare che lui abbia ragione. ✓ Perché questa differenza? Perché "vedere" e "sentire" indicano una percezione diretta e quindi certa, mentre "sembrare" e "parere" indicano un'impressione soggettiva, quindi incerta. 3. Con i Verbi di AFFERMAZIONE e DICHIARAZIONE Quando affermi o dichiari qualcosa con certezza, usa l'indicativo! I verbi tipici sono: dire, affermare, dichiarare, sostenere, riferire, raccontare, spiegare, confermare, giurare, promettere. Esempi pratici: Raccontavano che tu avevi torto. (e non "abbia") Lui afferma che l'esame è facile. (e non "sia") Confermo che domani vengono. (e non "vengano") Ti giuro che faccio il possibile. (e non "faccia") Mi ha detto che parte domani. (e non "parta") ⚠️ ATTENZIONE! Se questi verbi sono alla forma NEGATIVA, allora puoi usare il congiuntivo: Non dico che tu abbia torto. ✓ Non promettono che vengano. ✓ Non affermo che lui sia colpevole. ✓ La negazione introduce un elemento di dubbio o incertezza, quindi il congiuntivo diventa appropriato. 4. Dopo Espressioni Impersonali di CERTEZZA Alcune espressioni impersonali esprimono certezza e quindi richiedono l'indicativo: È vero/certo/sicuro che: È vero che Marco ha 30 anni. (e non "abbia") È chiaro/evidente/ovvio che: È chiaro che lui non capisce. (e non "capisca") ⚠️ ATTENZIONE! Quando queste espressioni diventano PERSONALI, devi usare il congiuntivo: Sono sicura che domani piova. ✓ (opinione personale) Siamo certi che tu abbia ragione. ✓ (certezza soggettiva) La differenza sta nel fatto che le espressioni impersonali ("è vero che...") presentano qualcosa come un fatto oggettivo, mentre le espressioni personali ("sono sicuro che...") esprimono una convinzione personale. 5. Con "Secondo me", "Per me", "A mio parere", "A mio avviso" Queste espressioni introducono un'opinione personale,