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Storia di un'opera tragica che ha fatto la storia del teatro italiano, contribuendo a plasmare la nostra idea di medioevo. --- Iscriviti alla mia mailing list: Link: https://italiastoria.voxmail.it/user/register Ti piace il podcast? sostienilo, accedendo all'episodio premium, al canale su telegram, alla citazione nel podcast, alle première degli episodi e molto altro ancora: Patreon: https://www.patreon.com/italiastoria Tipeee: https://en.tipeee.com/italiastoria Altri modi per donare (anche una tantum): https://italiastoria.com/come-sostenere-il-podcast/ --- Sito del podcast: https://italiastoria.com/ --- Magliette di Storia d'Italia disponibili con il 10% di sconto sul sito di "Feudalesimo e libertà" Inserire codice ITALIASTORIA per lo sconto. --- Per acquistare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Versione cartacea: Libro Versione ebook: Ebook --- Per acquistare gli altri miei libri: IL MIGLIOR NEMICO DI ROMA: https://amzn.to/3DG9FG5 PER UN PUGNO DI BARBARI: https://amzn.to/3l79z3u FUMETTO AMMIANO": https://www.nubes.live/prodotto/ammianus-vesper-mundi/ Altri link utili: Tutti i link su Linktree: https://linktr.ee/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Silvano #Ramaccioni è stato al #Milan dai tempi di Farina per oltre 30 anni, storico team manager e dirigente. Tutti i racconti, gli aneddoti, le curiosità e le emozioni di chi è stato protagonista di un Milan d'altri tempi. Dal passaggio Farina - #Berlusconi un viaggio rossonero incredibile, #championsleague, scudetti, #vanbasten, #maldini, #shevchenko ... e una sorpresa!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Bethesda batte un colpo e parla di TUTTI i progetti e del futuro di Fallout che promette un RICCO 30esimo anniversario. E rimanendo in scenari post apocalittici bisogna parlare di Beast of Reincarnation che, in uscita ad agosto, si mostra con delle promettenti anteprime. Forse GameFreak è uscita dall'ombra di Pokémon!Infine... GIOCHI! Ci sono stati un paio di Showcase indie e voglio parlarvi dei titoli che più mi hanno colpito!Capitoli:00:00:00 Intro00:00:59 Switch migliora lo store e viva Gunbrella00:03:25 Insert Coin00:16:31 Il futuro di Bethesda ma io non festeggerei00:31:16 My Cup of Secret Sauce Showcase 202600:37:50 My Cup of Convergence Games Showcase 202600:45:40 Beast of Reincarnation - cosa dicono le anteprime
Altre volte narrata e mirabilmente cantata, la strage di antifascisti il 7 luglio del 1960 è un evento cruciale e uno spartiacque nella storia italiana. La storia delle vite stroncate racconta che paese diviso siamo stati. Eppure la memoria è fragile e consente di tenere in piedi autentiche falsificazioni. Per esempio sul ruolo dei neofascisti nella storia italiana del dopoguerra. È sangue di noi tutti di Valerio Varesi, Neri Pozza Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Secondo voi è possibile spiegare i più grandi misteri di One Piece?In questo video ci proviamo insieme, e la lista dei misteri l'avete scelta voi? Parleremo di JoyBoy, Shanks, Lunariani, Im, Teach, Triangolo Florian, Chopper e molto molto altro. E tu cosa ne pensi di questi misteri? Fammelo sapere nei commenti!
Ti do il benvenuto su Italiano bello, il podcast in italiano semplice pensato per chi vuole imparare l'italiano o semplicemente migliorare. Tutti gli episodi sono disponibili in formato video sul mio canale YouTube, dove puoi attivare i sottotitoli.Ecco cosa puoi fare dopo aver ascoltato l'episodio:
Antonella cercava un avvocato e confidava le sue paure. Poi sono arrivate due morti, testimonianze contraddittorie e un veleno difficilissimo da individuare. Tutti i nuovi elementi del caso. I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Alessandro Barbero racconta della cucina nella Storia e di come si siano evoluti gli orari dei pasti dal Medioevo ad oggi con particolare attenzione al periodo ottocentesco. Audio remasterizzato. Incontro avvenuto presso Palazzo Ducale, 2019. Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=aJ2cQc8EZmQ --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini - o registrati in loco, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli originali troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Anteprima di Maracanà con Marco Piccari e Francesco Tringali. Ospite: Di Gennaro:" Bagnoli metteva il noi davanti a tutti. Lui mi aiutò in un momento difficile, una gran persona. Lui non mi voleva vendere. Gli ho dato del tu una volta sola. Lui ti diceva sempre le cose in faccia. Lui soffrì all'Inter
Tutti conoscono più o meno bene la leggenda sulla scomparsa e la conseguente sostituzione di Paul McCartney, ma anche noi abbiamo la nostra onesta versione tutta italiana, rappresentata da un’icona anni ‘80 e ‘90, il mitico Pippo Franco. E l’ospite d’eccezione di oggi, Auroro Borealo, ci aiuterà a scoprire la verità.See omnystudio.com/listener for privacy information.
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
Benvenuti in un cinema fatto di personaggi tragicomici, famiglie disastrate, morte e rinnovamento. Tutti elementi che compongono il colorato e stralunato mondo di Wes Anderson.Seconda escursione nell'animazione per Anderson ed ennesimo tassello del suo grande mosaico cinematografico, raffigurante un mondo assurdo eppure sinistramente famigliare."L'isola dei cani" è una sorta di fiaba ecologista e, a modo suo, epica con protagonisti dei quadrupedi decisamente più loquaci e svegli dei loro padroni bipedi.
Dopo 8 anni dal crollo del ponte Morandi a Genova che causò la morte di 43 persone, è arrivata la condanna di primo grado per molti degli ex vertici di Autostrade – Aspi, tra cui 12 anni all'ex Ad Giovanni Castellucci. Sono più di 800 gli incendi attivi in Canada, tra cui un terzo fuori controllo: la combinazione tra fulmini e foreste molto secche dopo anni di siccità ha anticipato molto i danni della stagione degli incendi. Dalla Calabria a tutta Italia: verrà esteso il programma di protezione “Liberi di scegliere” ai minorenni e persone cresciute all'interno di famiglie della criminalità organizzata. Liberi di scegliere: il progetto per salvare i giovani nati in contesti mafiosi, Simone Santi https://www.lifegate.it/liberi-di-scegliere Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ti sei mai chiesto da dove venga il tuo cognome? E ti è mai capitato di imbatterti in un cognome italiano e di pensare: "Ma perché qualcuno dovrebbe chiamarsi così?". Dietro ogni cognome si nasconde una piccola storia fatta di mestieri, luoghi, caratteristiche fisiche e perfino auguri. Scopriamo insieme da dove vengono i cognomi italiani e perché alcuni sono davvero curiosi. Da Dove Vengono i Cognomi Italiani e Perché Alcuni Sono così Strani? I cognomi italiani sono come piccoli libri di storia: raccontano da dove venivano i nostri antenati, che lavoro facevano e perfino com'erano fatti fisicamente. Imparare a "leggerli" è anche un ottimo modo per arricchire il vocabolario con nomi di mestieri, aggettivi e nomi di luoghi. Quando Sono Nati i Cognomi in Italia? I cognomi, in Italia, sono diventati obbligatori e ufficiali solo in epoca relativamente recente. Fu il Concilio di Trento, nel 1564, a stabilire che le parrocchie dovessero tenere un registro dei battesimi con nome e cognome. Lo scopo principale era pratico: evitare i matrimoni tra parenti. Prima di allora, una persona era semplicemente "Giovanni", e se in paese c'erano dieci Giovanni ci si arrangiava con i soprannomi. L'usanza del cognome esisteva comunque già da prima, soprattutto tra le famiglie nobili e i commercianti, e nelle campagne ci furono famiglie senza un vero cognome fisso addirittura fino all'Ottocento. Proprio dai soprannomi nasce gran parte dei cognomi italiani. Le Quattro Grandi Categorie dei Cognomi Italiani La maggior parte dei cognomi italiani deriva da quattro grandi categorie. Vediamole una per una, con tanti esempi pratici. 1. Cognomi che Derivano da un Nome di Persona (Patronimici) Sono cognomi che indicavano "il figlio di…". Si chiamano patronimici quando si riferiscono al padre, e matronimici (molto più rari) quando si riferiscono alla madre. L'esempio più chiaro è Di Stefano, cioè "(il figlio) di Stefano". Allo stesso modo abbiamo De Angelis, D'Antonio, Di Marco. Come esempio di matronimico possiamo citare De Maria o Di Maria, costruiti su un nome femminile. A volte la preposizione è scomparsa e il nome è rimasto da solo, magari al plurale: Martini, Bernardi, Mariani. Quella "-i" finale spesso significa proprio "appartenente alla famiglia di…". C'è un dettaglio bellissimo per chi studia l'italiano: tantissimi di questi cognomi nascono da un nome alterato, cioè modificato con un suffisso. Da "Giovanni" non nasce solo Giovannini, ma anche Nannini, Vanni, Giannetti. La particella Di all'inizio di tanti cognomi (Di Marco, Di Paolo, Di Pietro) è particolarmente diffusa in regioni come l'Abruzzo. Per approfondire questo meccanismo linguistico, puoi leggere la guida sugli alterati in italiano, tra diminutivi e accrescitivi. 2. Cognomi che Derivano da un Mestiere Questa categoria è perfetta per imparare vocabolario, perché molti cognomi raccontano semplicemente che lavoro facevano i nostri antenati. Per approfondire il lessico del lavoro, puoi consultare la guida sui mestieri e le professioni in italiano. CognomeMestiere d'origineFerrari, Ferraro, Fabbri, FabbroFabbro (chi lavora il ferro)PastoreChi si occupa delle pecoreSarti, SartoriSarto (chi cuce i vestiti)BarbieriChi taglia barba e capelliMolinari, Munari, MunaroMugnaio (chi lavora al mulino)VaccaroChi alleva le vacche Tra i cognomi di mestiere, quello legato al fabbro è il più diffuso in assoluto. Fabbri e Fabbro (dal latino faber) sono diffusissimi in Emilia-Romagna e in Friuli. Una curiosità: spesso uno stesso mestiere ha generato cognomi diversi a seconda della regione, perché c'era la forma in dialetto e quella in italiano. Il mugnaio, per esempio, in alcune zone del Nord è diventato Munari o Munaro. 3. Cognomi che Derivano da una Caratteristica Fisica o del Carattere Qui gli italiani del passato sono stati molto sinceri: tantissimi cognomi descrivevano com'era fatta una persona. Erano una specie di "etichetta", a volte affettuosa, a volte un po' ironica, data dal paese. Per ampliare il vocabolario, puoi consultare la guida su come descrivere qualcuno in italiano. CognomeCaratteristicaRossiCapelli rossi (il cognome più diffuso d'Italia)BianchiCapelli bianchi o pelle chiaraBassi, BassoPersona bassaLongo, LungoPersona altaMoretti, BrunoPelle o capelli scuriRicciCapelli ricciGrassiPersona robustaMagroPersona magra Non tutti i cognomi di questa categoria descrivevano l'aspetto fisico: alcuni raccontavano il carattere o un comportamento. Chi era sempre allegro diventava Allegri, chi era forte e robusto Forte o Forti, chi era gentile Gentile. Ricevere un cognome così, in fondo, era anche un piccolo complimento. Per arricchire il lessico, puoi leggere la guida sugli aggettivi italiani per descrivere il carattere e la personalità. 4. Cognomi che Derivano da un Luogo di Origine L'ultima grande categoria comprende i cognomi che indicano da dove veniva una persona. Se un uomo arrivava da un altro paese, gli abitanti lo identificavano proprio così. Questi cognomi si chiamano anche toponimici, dal greco tópos, che significa "luogo". Per ripassare la geografia italiana, puoi consultare la guida sulle regioni e i capoluoghi d'Italia. Da qui nascono cognomi come Romano (da Roma), Lombardo e Lombardi (dalla Lombardia), Calabrese (dalla Calabria), Pugliese (dalla Puglia), e perfino Messina o Genova dai nomi delle città. C'è poi una sottocategoria legata non a una città, ma a un elemento del paesaggio. Chi viveva vicino a una fontana diventava Fontana, vicino a una valle Valle o Della Valle, su una collina Collina, vicino al mare Costa o Marina. Il cognome diventava così una piccola fotografia del posto in cui si abitava. I Cognomi Italiani più Strani e Particolari In Italia esistono davvero dei cognomi che fanno sorridere. Dietro ognuno si nasconde una storia sorprendente, a volte divertente e a volte commovente. I Soprannomi Diventati Cognomi Gli italiani del passato amavano descrivere le persone con espressioni intere. Così troviamo Bevilacqua ("bevi l'acqua") e Tagliaferro ("taglia il ferro", probabilmente dato a qualcuno molto forte). I Cognomi Augurali Sono nomi che esprimevano un augurio, un ringraziamento o uno scongiuro per il neonato. Ecco perché esistono cognomi come Benvenuti (perché il bambino era benvenuto) e Bonaventura ("buona ventura", cioè buona fortuna). Un esempio particolare è Bencivenga: tipico della zona di Napoli e Caserta, era un nome-augurio col senso di "che ci venga del bene". C'è anche Tornincasa, cioè "torna in casa", un nome commovente che veniva dato a un figlio nato dopo la morte di un altro figlio, come a dire "bentornato in famiglia". I Cognomi di Origine Religiosa Molto diffusi, soprattutto al Sud, riprendevano feste, preghiere o simboli della tradizione cristiana. Troviamo quindi Santoro (dal latino sanctorum, spesso legato a chi nasceva nel giorno di Tutti i Santi), Natale (per chi nasceva il giorno di Natale) e De Angelis ("degli angeli"). Molti di questi cognomi sono legati alle festività: per scoprirle meglio, puoi leggere la guida sul Natale italiano e le sue tradizioni. I Cognomi dei Bambini Abbandonati C'è un capitolo speciale, un po' triste ma molto importante: i cognomi dati ai bambini abbandonati. In passato, i neonati lasciati negli istituti di carità ricevevano cognomi "inventati". Il più famoso è Esposito, che viene dal latino expositus, cioè "esposto": indicava il bambino "esposto" alla pubblica assistenza, lasciato spesso nella cosiddetta "ruota degli esposti". Non a caso oggi Esposito è il cognome più diffuso in Campania, in particolare a Napoli. Con lo stesso significato troviamo Proietti, tipico di Lazio e Umbria. Ci sono poi cognomi-augurio commoventi dati ai trovatelli, come Diotallevi ("Dio ti allevi", cioè "che Dio ti faccia crescere"), Diotaiuti ("Dio ti aiuti") e Degli Innocenti, diffuso in Toscana, legato all'Ospedale degli Innocenti di Firenze. C'è perfino Colombo, diffuso a Milano e in Lombardia, legato anch'esso in molti casi all'accoglienza dei trovatelli, con riferimento alla colomba, simbolo cristiano. Esiste Perfino un Museo del Cognome Un'ultima curiosità: esiste davvero un Museo del Cognome. Si trova a Padula, in Campania, ed è interamente dedicato alla storia e all'origine dei cognomi italiani. Per altre scoperte di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Tabella Riassuntiva delle Categorie Ecco una tabella che riassume le principali categorie dei cognomi italiani con qualche esempio. CategoriaSignificatoEsempiPatronimici"Figlio di…"Di Stefano, De Angelis, MartiniMestieriLavoro degli antenatiFerrari, Barbieri, MolinariCaratteristicheAspetto fisico o carattereRossi, Bianchi, AllegriToponimiciLuogo di origineRomano, Pugliese, FontanaAuguraliAugurio per il neonatoBenvenuti, BonaventuraReligiosiFeste e simboli cristianiSantoro, Natale, De AngelisTrovatelliBambini abbandonatiEsposito, Proietti, Colombo Domande Frequenti Qual È il Cognome più Diffuso in Italia? Il cognome più diffuso in tutta Italia è Rossi, che deriva probabilmente dal colore dei capelli. A livello regionale, però, ci sono cognomi dominanti diversi: in Campania, per esempio, il più diffuso è Esposito. Quando Sono Diventati Obbligatori i Cognomi in Italia? I cognomi sono diventati ufficiali e obbligatori con il Concilio di Trento nel 1564, quando si stabilì che le parrocchie dovessero registrare i battesimi con nome e cognome. L'usanza esisteva però già prima tra nobili e commercianti. Cosa Significa il Cognome Esposito? Esposito deriva dal latino expositus, cioè "esposto". Veniva dato ai bambini abbandonati, "esposti" alla pubblica assistenza. Oggi è il cognome più diffuso in Campania. Cosa Sono i Cognomi Patronimici? I patronimici sono cognomi che indicavano "il figlio di…" e si riferivano al padre,...
Che sogno vincere alla lotteria, specialmente se la cifra in questione potrebbe cambiarti la vita. Questo è quello che pensavano gli abitanti delle Filippine quando, negli anni ’90, parteciparono al concorso della Pepsi. Immaginate le loro facce nello scoprire di aver vinto e, poco dopo, nello scoprire che era tutto frutto di un errore. Vi dico solo che le conseguenze sono state letteralmente disastrose.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Quando oggi pensiamo a un teatro lirico, immaginiamo un luogo composto ed elegante: gli spettatori indossanoabiti di gala, tutti stanno seduti e in silenzio, senza interrompere lo spettacolo, se non nei momenti previsti. Ma non è sempre stato così. Nel ‘700, in Italia, i teatri d'opera erano luoghi caotici, in cui accadeva di tutto. Fra commerci, libagioni, gioco d'azzardo, amori più e meno clandestini, alla musica si accompagnava il frastuono di un pubblico animato da forti passioni. E il TeatroRegio di Torino (pur se con un tocco di compostezza sabauda) non faceva eccezione.Ci conduce in questo ambiente affascinante e poco noto la narrazione del prof. Oscar Franco.
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Ivan Cotroneo"Grande"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itSabato 18 luglio 2026, ore 22:00Largo Vito MaurogiovanniIvan CotroneoGrande (La Nave di Teseo)con l'autore dialoga Antonella Gaeta, La RepubblicaErnesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni.Nel corso di un'estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d'agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell'assistenza quotidiana. Nel continuo mescolarsi di amore e repulsione, tenerezza e rabbia, la relazione tra madre e figlio si spoglia di ogni ipocrisia, mentre Ernesto spinge le sue notti all'estremo.Ivan Cotroneo torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l'universale, l'affetto e l'attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure.Un libro audace, un viaggio che mette al centro della storia il corpo e attraversa la tenerezza di un figlio, la commedia umana, l'emozione e la ricerca di sé nell'amore degli altri.Ivan Cotroneo è nato a Napoli nel 1968. Scrittore, sceneggiatore, regista, ha tradotto Michael Cunningham e Hanif Kureishi, ha pubblicato Il re del mondo, La kryptonite nella borsa, Cronaca di un disamore, Un bacio e 14 giorni (con Monica Rametta). Ha creato acclamate serie televisive originali tra le quali Tutti pazzi per amore, Una grande famiglia, Sorelle, Sirene, È arrivata la felicità, oltre a Una mamma imperfetta, La compagnia del cigno e La vita che volevi, che ha anche diretto. Per il cinema ha collaborato con registi come Maria Sole Tognazzi, Luca Guadagnino, Riccardo Milani, Renato de Maria e diretto La kryptonite nella borsa, Un bacio, Quattordici giorni. Per il teatro ha scritto e diretto le commedie Amanti, La denuncia, Scandalo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Hai mai letto verbi come tradurre, proporre, attrarre e hai pensato: «Ma questi non finiscono né in -ARE, né in -ERE, né in -IRE — da dove vengono?» Sono tra i verbi più temuti di tutta la lingua italiana. Ma hanno un segreto che, una volta capito, rende tutto molto più semplice. In questo articolo imparerai a riconoscere e coniugare correttamente i verbi italiani in -ORRE, -URRE e -ARRE — quelli che, se sbagliati, fanno subito capire che chi parla non è madrelingua. I Verbi Irregolari in -ORRE, -URRE e -ARRE Il Grande Segreto: Sono Verbi in -ERE Travestiti Ecco la rivelazione che cambia tutto: i verbi in -orre, -urre e -arre sono in realtà verbi della seconda coniugazione. Appartengono ufficialmente al gruppo dei verbi in -ERE — sono solo dei "travestiti" della grammatica italiana. In latino esistevano verbi regolari come ponĕre (mettere), ducĕre (condurre) e trahĕre (tirare). Con il passare dei secoli, l'italiano ha "accorciato" queste forme, perdendo qualche lettera per strada: ponĕre → porre ducĕre → durre (che ritroviamo in condurre, tradurre, produrre...) trahĕre → trarre Ecco perché questi verbi si comportano in modo così particolare: conservano la radice latina originale in moltissime forme della coniugazione. Una volta capito questo meccanismo, tutto diventa molto più semplice. Gruppo 1: I Verbi in -ORRE Il verbo base di questo gruppo è PORRE, che significa mettere, collocare, sistemare. Si usa soprattutto in contesti formali («porre una domanda», «porre fine»), ma i suoi derivati sono frequentissimi nel linguaggio quotidiano: comporre, proporre, disporre, imporre, opporre, supporre, esporre, deporre, posporre, presupporre... La radice latina è PON- al presente indicativo: Coniugazione di PORRE al Presente Indicativo PersonaPORREPROPORREiopongopropongotuponiproponilui/leiponeproponenoiponiamoproponiamovoiponeteproponeteloropongonopropongono Attenzione: alla prima persona singolare e alla terza persona plurale compare una G (pongo, pongono). Non è un'eccezione isolata — è lo stesso fenomeno presente in altri verbi comuni come venire (io vengo, loro vengono), tenere (io tengo, loro tengono) e rimanere (io rimango, loro rimangono). Curiosità: la Parola "Posta" La parola «posta» — sia quella delle lettere sia il participio passato di porre — viene direttamente dal latino ponere. Le lettere si «pongono», si «depositano» in un luogo preciso. Ecco perché si chiama «posta»: è il luogo dove le cose vengono posate. La grammatica si nasconde anche nelle parole quotidiane. Gruppo 2: I Verbi in -URRE Il verbo base di questo gruppo è DURRE, che da solo non si usa quasi mai nell'italiano moderno, ma esiste in tantissimi composti frequentissimi: tradurre, condurre, produrre, ridurre, sedurre, introdurre, dedurre, indurre, riprodurre... La radice latina è DUC- al presente indicativo: Coniugazione di TRADURRE al Presente Indicativo PersonaTRADURRECONDURREiotraducoconducotutraduciconducilui/leitraduceconducenoitraduciamoconduciamovoitraduceteconducetelorotraduconoconducono Tutto regolare — è semplicemente un verbo in -ERE travestito. Lo stesso vale per tutti i derivati: io conduco, produco, riduco, seduco, introduco... Curiosità: "Sedurre" Non Significa Sempre Quello che Pensi In latino seducere significava letteralmente «condurre via, portare lontano». Con il passare del tempo il significato si è... diciamo, evoluto. Ma l'etimologia rivela che sedurre e condurre sono parenti stretti — entrambi dalla stessa radice duc-. Gruppo 3: I Verbi in -ARRE Il verbo base di questo gruppo è TRARRE, che significa tirare fuori, estrarre, ricavare. È tipico della lingua scritta e formale, ma frequentissimo in espressioni di uso quotidiano: trarre in inganno, trarre vantaggio, trarre conclusioni, trarre profitto. Molto usati anche i suoi derivati: attrarre, contrarre, distrarre, estrarre, sottrarre, protrarre, ritrarre, astrarre, detrarre... La radice latina è TRA-, con una doppia G che compare in alcune persone: Coniugazione di TRARRE al Presente Indicativo PersonaTRARREATTRARREiotraggoattraggotutraiattrailui/leitraeattraenoitraiamoattraiamovoitraeteattraetelorotraggonoattraggono Trucco: la doppia G compare solo alla prima persona singolare (io) e alla terza persona plurale (loro). Le altre persone hanno solo la radice tra- tranquilla e regolare. Lo stesso schema si ripete identico in tutti i derivati: io sottraggo, loro sottraggono; io contraggo, loro contraggono. E gli Altri Tempi Verbali? Una volta capito che questi verbi sono verbi in -ERE camuffati, anche gli altri tempi diventano più accessibili. Ecco un riepilogo rapido: Imperfetto Si usa la radice latina — ed è completamente regolare: io ponevo, io traducevo, io traevo Passato Remoto Qui i verbi diventano più irregolari e cambiano forma: io posi, io tradussi, io trassi Participio Passato Radice latina + desinenza — arrivano direttamente dal latino senza travestimenti: posto, tradotto, tratto Futuro Si parte dall'infinito originale e si aggiungono le desinenze normali — con la caratteristica doppia R: porrò, tradurrò, trarrò Trucco: ricorda sempre che porre = ponere, durre = ducere e trarre = trahere. Ricostruire la radice latina ti permette di trovare sempre la forma giusta, soprattutto nel participio passato. Il latino è il tuo migliore alleato con questi verbi. Riepilogo: i Tre Gruppi a Confronto GruppoVerbo baseRadice latinaEsempi di derivati-ORREporrePON-proporre, comporre, disporre, imporre-URREdurreDUC-tradurre, condurre, produrre, ridurre-ARREtrarreTRA-attrarre, distrarre, sottrarre, estrarre Domande Frequenti Perché i Verbi in -ORRE, -URRE e -ARRE Sembrano così Strani? Perché sono verbi della seconda coniugazione (-ERE) che nel corso dei secoli hanno subito una contrazione: l'italiano ha "accorciato" le forme latine originali, perdendo alcune lettere. Il risultato è un infinito che non assomiglia a nessuna delle tre coniugazioni standard, ma che in realtà funziona esattamente come un verbo in -ERE — basta usare la radice latina. Come Faccio a Ricordare la Radice Giusta? Il modo più efficace è memorizzare le tre coppie fondamentali: porre = ponere (radice PON-), durre = ducere (radice DUC-), trarre = trahere (radice TRA-). Una volta fissate queste tre radici, tutti i derivati seguono automaticamente lo stesso schema — non servono altre regole da memorizzare. Quando Compare la Doppia G nella Coniugazione? La doppia G compare in due situazioni precise: alla prima persona singolare (io) e alla terza persona plurale (loro). Nei verbi in -ORRE si ha pongo / pongono; nei verbi in -ARRE si ha traggo / traggono. I verbi in -URRE non hanno questo raddoppiamento. Nelle altre persone (tu, lui/lei, noi, voi) la radice rimane invariata. I Verbi Derivati Seguono le Stesse Regole del Verbo Base? Sì, esattamente. Tutti i derivati di porre (proporre, comporre, disporre...), di durre (tradurre, condurre, produrre...) e di trarre (attrarre, distrarre, sottrarre...) seguono lo stesso identico schema del verbo base. Imparare bene un verbo per gruppo significa saper coniugare automaticamente tutti i suoi derivati. Qual È il Participio Passato di Questi Verbi? I participi passati vengono direttamente dal latino e sono tra le forme più irregolari: posto (da porre), tradotto (da tradurre), tratto (da trarre). I derivati seguono lo stesso schema: proposto, composto, condotto, prodotto, attratto, distratto. Memorizzarli a gruppi è il metodo più efficace. Vuoi avere finalmente un quadro completo dei verbi italiani? Approfondisci con l'articolo dedicato a tutti i modi e i tempi verbali italiani. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sui Verbi Italiani in -ORRE, -URRE e -ARRE", "description": "Quiz interattivo sui verbi irregolari italiani in -ORRE, -URRE e -ARRE con 10 domande su coniugazione, radice latina e participi passati.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "A quale coniugazione appartengono in realtà i verbi in -ORRE, -URRE e -ARRE?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Seconda coniugazione (-ERE)" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo PROPORRE?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "propongo" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la radice latina del verbo TRADURRE che si usa nella coniugazione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "DUC-" } }, { "@type": "Question", "name": "I verbi in -URRE raddoppiano la G alla prima persona singolare (io produco, io conduco).", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste forme della terza persona plurale di TRARRE è corretta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "traggono" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è il participio passato del verbo TRADURRE?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "tradotto" } }, { "@type": "Question", "name": "Completa la frase: 'Ieri io _______ una bella idea alla riunione.' 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Tutte le date Live!: https://www.crimeandcomedy.it/eventi-live/ Live! del 27 Febbraio 2026 al Teatro Gavezzeni di Seriate, con una storia di stalking, minacce e un imprendibile maniaco che minaccia la serenità di Kristil e Daniel Krug! --------- Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Instagram: https://www.instagram.com/crimeandcomedy.podcast/ Telegram: https://t.me/crimeandcomedy Sito: https://www.crimeandcomedy.it Instagram: Clara Campi: https://www.instagram.com/claracampicomedy/ Marco Champier: https://www.instagram.com/mrchreddy/ Caricature - Giorgio Brambilla: https://www.instagram.com/giorgio_brambilla_bookscomedy/ Tutti i Podcast: https://link.chtbl.com/CrimeandComedy Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alessandro Barbero è ospite dello Spazio Pubblico Autogestito "Leoncavallo" di Milano per parlare di rivolte medievali, marxismo e lotta di classe in un ciclo di incontri dal titolo "Uno spettro si aggira per la Storia - Lo spettro della Lotta di classe", semi-citazione al famoso libello di Marx ed Engels. Crediti: https://leoncavallo.org/ Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=hQwkTWBidPQ --- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini - o registrati in loco, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli originali troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il vertice Nato che si è concluso ad Ankara in primo piano con il commento e l'analisi di Alberto Forchielli, ospite in studio, della sinologa Giada Messetti e dell'ex ambasciatore Stefano Stefanini. Ci occupiamo, poi, dell'intrigo internazionale che circonda la figura della donna attentatrice di Monaco uccisa a Kiev.
Le banche centrali continuano a comprare e i fondamentali sono a favore ma lo stop alla speculazione degli investitori cinesi è un freno alla domanda Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ma, in definitiva, cosa ci hanno lasciato i Longobardi? O, per dirla come i Monty Python, cosa hanno fatto mai per noi? --- Nell'immagine: fonte battesimale del patriarca Callisto di Cividale, VIII secolo. --- Iscriviti alla mia mailing list: Link: https://italiastoria.voxmail.it/user/register Ti piace il podcast? sostienilo, accedendo all'episodio premium, al canale su telegram, alla citazione nel podcast, alle première degli episodi e molto altro ancora: Patreon: https://www.patreon.com/italiastoria Tipeee: https://en.tipeee.com/italiastoria Altri modi per donare (anche una tantum): https://italiastoria.com/come-sostenere-il-podcast/ --- Sito del podcast: https://italiastoria.com/ --- Magliette di Storia d'Italia disponibili con il 10% di sconto sul sito di "Feudalesimo e libertà" Inserire codice ITALIASTORIA per lo sconto. --- Per acquistare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Versione cartacea: Libro Versione ebook: Ebook --- Per acquistare gli altri miei libri: IL MIGLIOR NEMICO DI ROMA: https://amzn.to/3DG9FG5 PER UN PUGNO DI BARBARI: https://amzn.to/3l79z3u FUMETTO AMMIANO": https://www.nubes.live/prodotto/ammianus-vesper-mundi/ Altri link utili: Tutti i link su Linktree: https://linktr.ee/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Valerio Varesi"E' sangue di noi tutti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itReggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l'imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell'Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in cinque: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant'anni che l'hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell'uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l'autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d'estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria.Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.«Valerio Varesi sottrae all'oblio storie passate che meritano di essere ricordate per affrontare il nostro presente». AvvenireValerio Vares, giornalista e scrittore italiano (1959). Laureatosi in Filosofia, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1985, collaborando come corrispondente di vari quotidiani, tra cui La Stampa, la Gazzetta di Parma e la Repubblica. Autore di romanzi gialli, ha esordito nella letteratura nel 1998 con Ultime notizie di una fuga, in cui compare per la prima volta la figura del commissario Soneri, protagonista di altri polizieschi di V., ai quali è stata ispirata una serie di sceneggiati televisivi dal titolo Nebbie e delitti. Tra gli altri libri con il commissario Soneri protagonista si ricordano: Il Fiume delle nebbie (2003), L'Affittacamere (2004), Le Ombre di Montelupo (2005), A mani vuote (2006), Oro, incenso e polvere (2007), La casa del comandante (2008), Il commissario Soneri e la mano di dio (2009), Il commissario Soneri e la strategia della lucertola (2014), Il commissario Soneri e la legge del Corano (2017), La paura nell'anima (2018), Reo confesso (2021) e Vuoti di memoria (2024). Nel 2002 ha vinto il Premio Fedeli con il romanzo Il cineclub del mistero. Tra gli altri romanzi: Le Imperfezioni (2007), Il paese di Saimir (2009), Lo stato di ebbrezza (2015), Un marito (2018) e L'ora buca (2020). Per Giallo Mondadori ha pubblicato Vuoti di memoria (2024) e Lago Santo (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La pronuncia è spesso l'aspetto più trascurato nello studio dell'italiano — eppure è la prima cosa che un madrelingua nota. Esistono errori legati a caratteristiche dell'italiano che non esistono in molte altre lingue: quasi tutti gli studenti li commettono, ma una volta riconosciuti è possibile correggerli. Non Commettere Questi Errori di Pronuncia in Italiano Errore 1: L'Accento Sbagliato nella Terza Persona Plurale In italiano, l'accento tonico — cioè la sillaba su cui cade il "peso" della parola — cade di norma sulla penultima sillaba. Esiste però una grande eccezione: le terze persone plurali dei verbi, cioè le forme con "loro". Molti studenti, seguendo la regola della penultima sillaba, pronunciano: «loro scrivono» con accento su -vo- → scri-VO-no «loro leggono» con accento su -go- → leg-GO-no La pronuncia corretta è invece: «loro SCRIvono» → accento sulla terzultima sillaba «loro LEGgono» → accento sulla terzultima sillaba La regola: nelle terze persone plurali, l'accento non cade mai sulla penultima sillaba, ma sempre sulla terzultima — o anche prima. Il Trucco: Pensa alla Prima Persona Singolare L'accento nella terza persona plurale cade esattamente nella stessa posizione della prima persona singolare (io): «io SCRIvo» → «loro SCRIvono» «io LEGgo» → «loro LEGgono» «io DORmo» → «loro DORmono» «io PARlo» → «loro PARlano» Esistono anche verbi in cui l'accento alla prima persona singolare cade sulla terzultima sillaba o ancora prima. In questi casi il plurale segue la stessa posizione: «io Àbito» → «loro Àbitano» — non «a-bi-TA-no» «io co-MÙ-ni-co» → «loro co-MÙ-ni-ca-no» — non «co-mu-ni-CA-no» «io DÌ-men-ti-co» → «loro DÌ-men-ti-ca-no» — non «di-men-ti-CA-no» Poiché in italiano non si scrive l'accento grafico su queste parole, non esiste una regola visiva di supporto. L'unico modo per interiorizzare questi accenti è ascoltare tanto italiano e abituare l'orecchio nel tempo. Errore 2: La Lettera Z — Due Suoni in una Sola Lettera La lettera Z è la più imprevedibile dell'alfabeto italiano: può avere due suoni completamente diversi. Z "dura": è la combinazione TS pronunciata in modo fuso, rapidamente — come se T e S diventassero un suono unico. Le corde vocali non vibrano. Z "morbida": è la combinazione DZ pronunciata in modo fuso. Qui le corde vocali vibrano. Per distinguerle, si può appoggiare la mano alla gola: con la Z "morbida" si sente una vibrazione, con la Z "dura" no. È la stessa differenza che esiste tra F (nessuna vibrazione) e V (vibrazione). Esempi con la Z "Dura" (TS fusi) «pizza» → pi-TZa «stazione» → sta-TZIO-ne «grazie» → GRA-tzie «silenzio» → si-LEN-tzio «pazienza» → pa-TZIEN-tza Esempi con la Z "Morbida" (DZ fusi) «zaino» → DZai-no «zero» → DZe-ro «mezzo» → MED-dzo «realizzare» → rea-li-DZZA-re «zona» → DZO-na Regole Utili per Orientarsi Quando la Z è all'inizio di parola, nella maggior parte dei casi è Z "morbida": «zero, zona, zaino, zucchero, zio». Il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura": «situazione, conversazione, attenzione, nazione». La sequenza Z + I + vocale vuole la Z "dura": «grazie, pulizia, agenzia, silenzio, anziano». Il suffisso -izzare e tutte le sue forme coniugate vogliono la Z "morbida": «realizzare → io realizzo, lui realizza, loro realizzano» — Z "morbida" in tutte le forme. Eccezione importante: la parola «azienda» sembra seguire la regola della sequenza Z+I+vocale — e quindi dovrebbe avere la Z "dura". Invece no: azienda ha la Z "morbida" → a-DZIEN-da. È un'eccezione da memorizzare a parte. Curiosità: moltissimi stranieri pronunciano «pizza» con la Z "morbida", come «pi-DDZA». La pronuncia corretta è invece «pi-TTZA», con la Z "dura". Anche la parola più famosa d'Italia viene pronunciata male nel mondo intero. Errore 3: Le Lettere che Si Scrivono ma Non Si Pronunciano Uno degli aspetti più insidiosi dell'italiano è la presenza di lettere che si scrivono ma sono completamente mute. Molti studenti le pronunciano perché le vedono scritte — ma si tratta di un errore. I Gruppi CIA/CIO/CIU e GIA/GIO/GIU Nei gruppi CIA, CIO, CIU e GIA, GIO, GIU, la I non si pronuncia. La sua unica funzione è segnalare che la C o la G si pronunciano con suono morbido — come la CH di «cheese» o la J di «jump» in inglese. La I è solo un segnale visivo. «ciao» → si pronuncia CHAO — la I non si sente «cioccolato» → CIOC-co-la-to, con suono morbido CH — I muta «giacca» → JAC-ca — I muta «gioco» → JO-co — I muta «Giovanni» → Jo-VAN-ni — I muta Il Gruppo SCIA/SCIO/SCIU Stesso discorso per SCIA, SCIO, SCIU: la I è muta e serve solo a far pronunciare SC con il suono SH — come «she» o «shower» in inglese. «sciarpa» → SHAR-pa — la I non si pronuncia «sciocco» → SHOC-co — I muta «asciugare» → a-SHU-ga-re — I muta Le I "Storiche" — il Caso Più Insidioso In alcune parole la I si scrive per ragioni storiche: nella parola latina originale si pronunciava, ma in italiano moderno è completamente muta. Non esiste una regola visiva di supporto — bisogna semplicemente saperlo. «scienza» → si pronuncia SHÈN-tza, non SHIÈN-tza — la I non si sente «coscienza» → co-SHÈN-tza — I muta «società» → so-che-TÀ — I muta «igiene» → i-JÈ-ne — I muta «specie» → SPÈ-che — I muta Curiosità: la parola «conoscenza» non ha nessuna I, eppure si pronuncia esattamente come la parte finale di «coscienza». Questo dimostra che quella I in «coscienza» è inutile dal punto di vista della pronuncia — esiste solo per ragioni storiche. Un Caso Speciale: i Plurali in -CIE e -GIE Il plurale di «camicia» è «camicie» — con la I. Quello di «valigia» è «valigie» — ancora con la I. Questa I si pronuncia? No, è muta anche qui. Ma allora perché si scrive? Per una regola ortografica precisa: si scrive la I se la sillaba precedente finisce per vocale. «va-LI-gia» → la sillaba -li- finisce per vocale → plurale: «va-LI-gie» (I scritta, ma muta) «ca-MI-cia» → la sillaba -mi- finisce per vocale → plurale: «ca-MI-cie» (I scritta, ma muta) «a-RAN-cia» → la sillaba -ran- finisce per consonante → plurale: «a-RAN-ce» (senza I) «TOR-cia» → la sillaba -tor- finisce per consonante → plurale: «TOR-ce» (senza I) Questa regola riguarda solo la scrittura, non la pronuncia — ma è utile anche per evitare errori ortografici. Errore 4: I Gruppi GL e GN — Suoni che Non Esistono in Molte Lingue Il Gruppo "GLI" Il gruppo GLI non si pronuncia come G + L + I separatamente: è un unico suono prodotto con la lingua premuta contro il palato. A seconda della propria lingua madre, si può avvicinare a questo suono in modi diversi: Spagnolo castigliano: simile alla LL di «llegar» o «llamar» Portoghese: simile alla LH di «filho» Inglese: il suono centrale di «million» — quel «ly» nel mezzo è molto vicino al GLI italiano Esempi pratici: «figlio» → fi-LYO (lingua sul palato) «famiglia» → fa-MI-lya «aglio» → A-lyo «voglio» → VO-lyo «meglio» → ME-lyo Errore comune: molti pronunciano «figlio» separando le lettere — «fig-lio», con G e L distinte. Il suono deve essere invece unico e fluido. Il Gruppo "GN" Anche GN è un suono unico. Per avvicinarsi a questo suono a partire da diverse lingue: Spagnolo: identico alla Ñ di «mañana» Francese: come la GN di «champagne» Inglese: il suono «ny» nel mezzo di «canyon» Esempi pratici: «gnocchi» → NYOc-chi «bagno» → BA-nyo «signore» → si-NYO-re «cognome» → co-NYO-me «montagna» → mon-TA-nya GN è sempre un suono solo — mai G + N separati. Errore 5: Le Consonanti Doppie In molte lingue, come l'inglese, le lettere doppie si scrivono ma non cambiano il suono. In italiano invece la doppia allunga fisicamente il suono della consonante — e questo non è solo una questione fonetica: la doppia può cambiare completamente il significato della parola. SingolaSignificatoDoppiaSignificatonononumero ordinale 9°nonnopadre del proprio padrepenatristezza, dolorepennastrumento per scriveresetevoglia di beresetteil numero 7caroamato, o costosocarroveicolo trainato da animalicapelloun singolo pelo della testacappellocopricapo La doppia si pronuncia semplicemente allungando il suono della consonante — come se ci fosse una piccola pressione su quella consonante prima di continuare: «pena» → N normale | «penna» → N allungata: pen...na «sete» → T normale | «sette» → T allungata: set...te «caro» → R normale | «carro» → R allungata: car...ro Nota: quando gli italiani parlano velocemente, le doppie si sentono meno. Questo può rendere difficile riconoscerle all'ascolto. Nel parlare, però, è sempre meglio pronunciarle con chiarezza: un madrelingua preferirà sentirle leggermente esagerate piuttosto che non sentirle affatto. Domande Frequenti Come Faccio a Sapere Dove Cade l'Accento nella Terza Persona Plurale? Il modo più efficace è pensare alla prima persona singolare (io): l'accento cade nella stessa posizione. Per esempio, se si sa che si dice «io PARlo», si può dedurre che la forma corretta è «loro PARlano» e non «loro parLAno». Per i verbi meno comuni, l'unica strategia affidabile è ascoltare tanto italiano parlato. Esiste una Regola per Distinguere la Z "Dura" dalla Z "Morbida"? Sì, esistono alcune indicazioni utili: la Z all'inizio di parola è quasi sempre "morbida"; il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura"; la sequenza Z+I+vocale vuole la Z "dura"; il suffisso -izzare e tutte le sue forme vogliono la Z "morbida". Fanno eccezione alcune parole come «azienda», che va memorizzata a parte. Perché Alcune I Si Scrivono ma Non Si Pronunciano? Per due motivi diversi. In alcuni casi — come in «ciao» o «gioco» — la I serve come segnale visivo per indicare che la C o la G si pronunciano con suono morbido....
Ti do il benvenuto su Italiano bello, il podcast in italiano semplice pensato per chi vuole imparare l'italiano o semplicemente migliorare. Tutti gli episodi sono disponibili in formato video sul mio canale YouTube, dove puoi attivare i sottotitoli.Ecco cosa puoi fare dopo aver ascoltato l'episodio:
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
AMARE QUESTA VITAhttps://youtu.be/bn1pp7d7fAE?is=3aTpyLyKoF4nk4qp"Lo seguimmo fidandoci degli occhi, gli credemmo amando le parole: fu il sole caldo a riva o fu il vento sulla vela o il gusto e la fatica di rischiare e accettare quella sfida?Lo seguimmo fidandoci degli occhi, gli credemmo amando le parole: Lui voce e Lui notizia, Lui strada e Lui la meta, Lui gioia imprevedibile e sincera di amare questa vita!"- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».Parola del Signore.
Sentire di aver fatto qualcosa con le proprie mani cambia il nostro modo di vivere, imparare e affrontare lo stress. In questa puntata scopriamo cos'è l'agency, perché la ricerca la considera fondamentale e come proteggerla nell'epoca dell'intelligenza artificiale.Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 AM del 29/06/26) https://psinel.com/intelligenza-artificiale-psicologia-agency/Vuoi imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUSInstagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/Music by Maksym Malko from Pixabay
Hai mai visitato Roma? Se sì, probabilmente hai visto il Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna... Luoghi meravigliosi, certamente. Ma ti sei mai chiesto: come vivono davvero i romani? Dove abitano? Cosa fanno la sera? Quali problemi affrontano ogni giorno? Scopriamo insieme la Roma vera, quella che i turisti di solito non vedono. ROMA Autentica: Scopri Dove Abitano e Come Vivono i Veri Romani Roma Nord e Roma Sud: Due Mondi Diversi Come tutte le grandi città, anche Roma ha diverse "anime". La divisione principale che fanno i romani è tra Roma Nord e Roma Sud. Ma cosa significa esattamente? Roma Nord: l'Eleganza dei Parioli Roma Nord è considerata la parte più elegante della città, quella dove vivono le persone più ricche, più "benestanti" come si dice in italiano. Il quartiere simbolo di questa zona si chiama Parioli, e da questo nome è nata un'espressione molto usata a Roma: "pariolino". Se qualcuno ti dice che sei un pariolino, significa che ti vesti in modo molto elegante, curato, probabilmente con vestiti di marca. È uno stereotipo, certamente, ma i romani lo usano molto spesso. Roma Sud: l'Anima Popolare Roma Sud, invece, è tutta un'altra storia. Qui l'atmosfera è più popolare, più rilassata, più "di strada". Le persone si vestono in modo più casual e lo stile è completamente diverso. Chi segue questo stile viene chiamato "boro" o "coatto". Anche questa è un'etichetta, ovviamente, e non sempre è usata in senso positivo. Tuttavia, è importante non generalizzare. Come si dice in italiano, "non bisogna fare di tutta l'erba un fascio". Questa espressione significa che non si possono mettere tutti nello stesso gruppo. Non tutti quelli che vivono a Roma Nord sono pariolini eleganti, e non tutti quelli che vivono a Roma Sud sono coatti. La realtà è sempre più complessa degli stereotipi. Dove Vivono Davvero i Romani? Ecco una cosa che sorprende molti turisti: i romani non vivono a Trastevere. E neanche vicino al Colosseo o a Piazza Navona. Devi sapere che Roma è una città enorme. Ha 35 quartieri e circa 150 zone diverse. La popolazione? Quasi 3 milioni di persone. E la maggior parte di queste persone vive nelle zone periferiche, cioè lontano dal centro storico. Il motivo è semplice: il centro è bellissimo, certo, ma è anche carissimo. Affittare un appartamento vicino al Pantheon costa tantissimo. E poi il centro è sempre pieno di turisti, il che può essere stancante per chi ci vive. Quindi i romani preferiscono abitare in quartieri come Centocelle, Tuscolano, Monteverde, Ostia, Primavalle o Tor Bella Monaca. Probabilmente non hai mai sentito questi nomi. Ecco, questa è la Roma vera, quella dove la gente vive, lavora, fa la spesa, porta i bambini a scuola. I Problemi di Tutti i Giorni Roma è bella, questo è innegabile. Ma vivere a Roma non è sempre facile. Ci sono alcuni problemi che i romani affrontano ogni giorno. Il Traffico Il primo grande problema è il traffico. Roma è nota per il traffico intenso. Spostarsi in macchina può essere un vero incubo, soprattutto nelle ore di punta, cioè la mattina quando tutti vanno a lavorare e la sera quando tutti tornano a casa. Molti romani passano più di un'ora al giorno bloccati nel traffico. Un'ora per andare al lavoro, un'ora per tornare. Ogni giorno. Le Buche E poi ci sono le buche. Se noleggi una macchina quando visiti la città, fai molta attenzione: le strade romane sono piene di buche. E alcune sono così grandi che i romani le chiamano "voragini", cioè buchi enormi dove potresti quasi cadere dentro con tutta la macchina. La cosa interessante è che i romani ormai affrontano il problema con ironia. Su Internet si trovano tantissimi meme su questo argomento. Qualcuno ha persino creato immagini con l'intelligenza artificiale dove le buche diventano piscine. L'ironia è l'arma preferita dei romani. I Trasporti Pubblici Un altro problema sono i trasporti pubblici. La metropolitana di Roma ha solo 3 linee: la A, la B e la C. Sono poche per una città così grande. Per fare un confronto, Milano ne ha 5, Londra ne ha 11, Parigi ne ha 16. Gli autobus esistono, certo, ma spesso sono in ritardo o troppo pieni. Tuttavia, negli ultimi anni, soprattutto con il Giubileo del 2025, la situazione sta migliorando. Il Problema dei Rifiuti Infine c'è il problema dei rifiuti. A volte i cassonetti della spazzatura sono così pieni che i rifiuti restano per strada per giorni. D'estate, con il caldo, la situazione diventa ancora peggiore. È un problema serio che le amministrazioni stanno cercando di risolvere, ma non è facile gestire i rifiuti di 3 milioni di persone. Perché non ci Sono Grattacieli a Roma? Una cosa che molti turisti notano è che a Roma non ci sono grattacieli. Almeno non nel centro storico. Come mai? Il motivo è molto semplice: costruire edifici molto alti rovinerebbe il panorama storico della città. Roma ha monumenti di 2000 anni. Se costruissero un grattacielo moderno vicino al Colosseo, sarebbe inappropriato. Il punto più alto del centro storico è la cupola della Basilica di San Pietro, che raggiunge 136 metri. E le regole urbanistiche dicono che nessun edificio può essere più alto di così nel centro. Se vuoi vedere Roma dall'alto, puoi andare in due posti bellissimi: il Gianicolo e il Giardino degli Aranci. Sono due punti panoramici meravigliosi e molto romantici. Da lì puoi vedere tutta la città. I grattacieli a Roma esistono, ma solo nella zona dell'EUR. È un quartiere molto moderno, abbastanza lontano dal centro, pieno di uffici e palazzi alti. Il grattacielo più alto si chiama Eurosky e raggiunge 155 metri. Ma la maggior parte dei turisti non va mai a vederlo. Quanto Costa Vivere a Roma? Se stai pensando di trasferirti a Roma, questa parte ti interesserà molto. Gli Affitti Il costo cambia tantissimo a seconda della zona. Se vuoi vivere nel centro storico, preparati a spendere molto: un piccolo appartamento può costare anche 1.500 o 2.000 euro al mese. Per questo motivo, la maggior parte delle persone vive nelle zone periferiche, dove si può trovare qualcosa di decente a partire da 700-900 euro. Molti studenti e giovani lavoratori scelgono di condividere l'appartamento con altre persone per dividere le spese. Mangiare Fuori Anche qui dipende molto da dove vai. Un caffè al bancone costa circa 1 euro o 1 euro e 20. Ma attenzione: se ti siedi al tavolo in una zona turistica, lo stesso caffè può arrivare a costare 3 o 4 euro. Una pizza margherita costa circa 7-10 euro. Una cena completa in una trattoria tradizionale costa tra i 20 e i 35 euro a persona. CosaPrezzo IndicativoCaffè al bancone1,00 - 1,20 €Caffè al tavolo (zona turistica)3,00 - 4,00 €Pizza margherita7,00 - 10,00 €Cena completa in trattoria20,00 - 35,00 €Affitto centro storico1.500 - 2.000 €/meseAffitto periferia700 - 900 €/mese Un consiglio da insider: allontanati dalle zone turistiche. Appena ti allontani dal centro, i prezzi scendono molto e il cibo diventa anche più buono e autentico. E se vedi un bar o un ristorante pieno di romani, entra lì senza pensarci due volte. I romani sanno dove si mangia bene e si spende poco. Le Abitudini dei Romani I romani hanno alcune abitudini che potrebbero sorprenderti. La Pausa Pranzo Una cosa che stupisce molto gli stranieri è la pausa pranzo. Se vieni a Roma e alle 14:00 trovi un negozio chiuso, non preoccuparti: è normale. Molti negozi e attività chiudono dalle 13:00 alle 15:30 o anche alle 16:00. I romani prendono il pranzo con calma, e molti tornano a casa per mangiare con la famiglia. Il Rituale del Caffè Il caffè merita un discorso a parte. Dimentica l'idea di sederti con il computer a sorseggiare un cappuccino per un'ora come si fa da Starbucks. A Roma il caffè si beve al bancone, in piedi, in massimo due minuti. Entri nel bar, ordini, bevi, paghi, esci. È un rituale velocissimo ma sacro. Certo, puoi anche sederti al tavolo, nessuno ti dirà niente. Ma pagherai di più e i romani ti guarderanno un po' straniti. L'Aperitivo Un'altra abitudine molto italiana, e molto romana, è l'aperitivo. Verso le 18:00 o le 19:00, i romani escono a prendere un drink con gli amici. Di solito uno spritz, un Negroni o un Campari, accompagnato da stuzzichini, cioè piccole cose da mangiare come olive, patatine, piccoli panini. È un momento sociale importante, un modo per rilassarsi dopo il lavoro e chiacchierare con gli amici. La Cena Tardi e la Passeggiata Dimenticati di cenare alle 18:00 come si fa in altri paesi. I romani cenano tardi, molto tardi. Le 20:30 sono considerate presto. Molte persone cenano alle 21:00 o anche più tardi. I ristoranti spesso aprono per cena solo dalle 19:30, e prima di quell'ora li troverai chiusi. Dopo cena, soprattutto d'estate, c'è un'altra tradizione molto italiana: la passeggiata. I romani amano camminare per le strade dopo aver mangiato, magari mangiando un gelato. È un modo per digerire, socializzare, godersi la città quando fa più fresco. Se visiti Roma d'estate, vedrai le strade piene di gente che passeggia anche alle 23:00. Dove Escono i Romani la Sera? I turisti vanno tutti a Trastevere per la vita notturna. Ma i romani? Preferiscono altri posti. San Lorenzo San Lorenzo è il quartiere universitario. È pieno di studenti, quindi trovi locali economici, birrerie, pizzerie a buon prezzo. L'atmosfera è giovane, alternativa e molto vivace. Se sei uno studente, questo è il posto ideale per te. Pigneto Pigneto è un quartiere che è diventato molto di moda negli ultimi anni. È il posto preferito dai romani più "hipster", cioè quelli a cui piacciono le cose alternative e vintage. Qui trovi murales colorati sui muri, locali con arredamento retrò e cocktail bar molto curati. Testaccio Testaccio è un quartiere storico e popolare, molto amato dai romani....
Ti do il benvenuto su Italiano bello, il podcast in italiano semplice pensato per chi vuole imparare l'italiano o semplicemente migliorare. Tutti gli episodi sono disponibili in formato video sul mio canale YouTube, dove puoi attivare i sottotitoli.Ecco cosa puoi fare dopo aver ascoltato l'episodio:
Tutti i migliori del mondo che vanno a segno e decidono perfettamente il disegno di una partita: dalla caduta dell'eroe (Messi che sbaglia un rigore), alla tempesta che blocca Francia-Iraq, alle due zampate dei Leoni del Senegal. Poi, però, gli eroi del calcio sguainano la spada e risolvono tutto. Messi, Mbappé e Haaland, sempre loro in questo Mondiale dalla trama così perfetta da sembrare finto. Intanto, si torna anche al mondo reale, quello dell'Italia che elegge Malagò nuovo salvatore della patria calcistica e che ascolta per l'ennesima volta una conferenza stampa in cui Alex Schwazer si difende da nuove-vecchie accuse di doping. Ne parliamo con Michele Dalai, direttore di DAZN e con Leo Turrini da una rovente Pero-Cormano.