Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it
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Anna Macrì"Amori malvagi"Dieci storie di ordinaria violenzaPrefazione di Norma RossettiIl millimetro Edizioniwww.ilmillimetro.itFrutto di una ricerca sul campo durata tre anni in vari centri antiviolenza, il libro raccoglie dieci testimonianze (sulle oltre cento ascoltate) di donne violate da fidanzati, mariti, presunti amici. Le protagoniste si raccontano con onestà e crudezza, dopo percorsi spesso segnati da rassegnazione, istinto protettivo nei confronti dei figli, denuncia dei carnefici, sensi di colpa, timore del giudizio altrui e depressione. Cristallizzato in un istante infinito di dolore, il racconto della violenza subita punta il dito sull'incapacità manifestata da molti uomini, spesso in situazioni considerate normali e ordinarie, di costruire con le loro compagne rapporti maturi e di reciproco rispetto.Anna Macrì, attrice, ha ricoperto ruoli drammatici e brillanti, frequentando tragedia e commedia dell'arte, teatro danza e dell'assurdo. In nomination al David di Donatello per il cortometraggio Onora la Madre, vincitore Best Short 2018 di Matera, è stata nel cast del film di Volfango De Biasi Nessuno come noi. Per il teatro ha scritto e rappresentato Cria da Marè su Marielle Franco, politica, sociologa e attivista brasiliana assassinata nel 2018.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Francesca Brocchetta"Ritorno alla selva"Per un nuovo contratto con la Terrail millimetro edizioniwww.ilmillimetro.itDa tempo immemore l'uomo ha reciso il cordone ombelicale che lo legava alla Terra, spinto dalla paura dei pericoli che si celavano nella selva. Quel distacco ha segnato l'inizio della sua evoluzione, ma ad un prezzo che oggi fatichiamo a ignorare. La crisi ecologica globale non è solo un problema ambientale, ma il riflesso di una frattura più profonda tra l'uomo e il mondo naturale. Questo saggio esplora quella frattura e si interroga sul futuro che vogliamo costruire. Vengono esplorate soluzioni pratiche per intraprendere percorsi di riconciliazione come la “rurbanizzazione” e l'innovativa visione della “città rurale”, in cui gli spazi verdi si fondono con le infrastrutture urbane, creando ambienti più sostenibili e vivibili.Francesca BrocchettaGiornalista, laureata in Studi linguistici e filologici all'Università di Roma La Sapienza, ha conseguito un Master in Environmental Humanities all'Università Roma Tre. Collabora con il Sole 24 Ore occupandosi di sostenibilità e scrive di società e benessere per il web magazine Auralcrave. È inoltre autrice e curatrice di guide storico-naturalistiche. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Claudia Conte"Dove nascono i silenzi"Fall in Lov, EdizioniArriva “Dove nascono i silenzi”, edito da Fall in Lov, della celebre giornalista e portavoce dell' Osservatorio Nazionale contro il Bullismo. Il libro racconta le micro-violenze quotidiane, i non detti e le fragilità emotive trasmesse di generazione in generazione. L'opera sarà presentata, in anteprima, il 27 febbraio alle 14:10 a Casa Sanremo, nel corso della popolare kermesse canora."I conflitti tacciono, rimangono sottotraccia, consumano e attraversano, senza parole, le famiglie e le loro relazioni, spesso intrecciate con dinamiche patriarcali, autoritarie e di controllo. Una realtà che emerge con forza nei fatti di cronaca legati a violenze domestiche, bullismo e fragilità adolescenziali, mostrando i condizionamenti che incidono sulle relazioni e la crescita emotiva delle nuove generazioni" A dirlo è la giornalista, scrittrice e opinionista Claudia Conte con “Dove nascono i silenzi”, edito da Fall in Lov.L' opera è realizzata con il patrocinio dell'Osservatorio Nazionale contro il Bullismo e di Federformazione, in collaborazione con gli esperti del Centro Ricerche Etnoantropologiche CREA.Al centro della narrazione c'è una famiglia solo in apparenza ordinaria. Carmela è una donna mite, abituata a tacere e a farsi carico di tutto; Salvatore è un uomo stimato fuori casa ma autoritario e svalutante nello spazio domestico, dove il controllo prende la forma di micro-umiliazioni quotidiane. Quando un episodio di violenza rompe l'equilibrio apparente, il non detto esplode, e l'ascolto, l'educazione alla nonviolenza e la possibilità di nominare il conflitto emergono come uniche vie di riscatto.“Dove nascono i silenzi” è un romanzo-saggio potente e intimo, capace di combinare profondità narrativa, riflessione sociale e competenze scientifiche, invitando il lettore a confrontarsi con ciò che spesso rimane inespresso ma continua a plasmare le nostre vite e le nostre relazioni, alla luce di una realtà che emerge sempre più frequentemente dalla cronaca quotidiana.L'originale opera sarà presentata in anteprima il 27 febbraio, dalle 14:10, nel corso dell'edizione del Festival di Sanremo 2026, all'interno di Casa Sanremo, offrendo ai lettori e al pubblico l'opportunità di approfondire i temi del romanzo in un contesto culturale e mediatico di grande rilevanza. Saranno presenti, oltre all'autrice, l' On. Gimmi Cangiano, componente VII Commissione Cultura Scienza ed Istruzione Camera dei Deputati, e il senatore Gianni Berrino, con delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Annalisa De Simone"Ingrata"Nutrimenti Edizioniwww.nutrimenti.netUn romanzo duro, una storia che guarda negli occhi l'ambizione e che, senza paura, la viviseziona. Il desiderio di potere non conosce limiti, e Annalisa De Simone lo racconta con grande maestria.Letizia si trasferisce a Roma per frequentare l'università, poi decide di restarci, dopo la laurea, per trovare un lavoro. Ma non uno qualsiasi, non ha alcuna intenzione di accontentarsi: lei vuole entrare nelle stanze in cui risiede il potere. Così il padre malato, vedovo da tanti anni – la madre di Letizia è morta quando lei era bambina –, la affida al compaesano famoso, al compaesano che ce l'ha fatta: il sindacalista Tonino Giuliante. Lui le farà da mentore, lui la aiuterà. Tra Letizia e Giuliante, però, nasce qualcosa, qualcosa di inaspettato e, per certi versi, sconveniente, qualcosa che va avanti per quasi trent'anni, che segue la parabola discendente di Giuliante – un tempo ragazzo prodigio: dal piccolo agglomerato abruzzese alla segreteria del Psi – e quella ascendente di Letizia che, con spregiudicatezza, punta in alto e tira dritto.Dal 1992 a oggi. La protagonista di questo romanzo racconta quasi trent'anni della propria vita, dall'infanzia in un piccolo paese dell'Abruzzo alla capitale. E racconta la sua ambizione feroce, la sua necessità di riscatto, la sua brama di potere. Ma cosa si cela dietro desideri tanto sfrenati? Il potere è una forma di difesa dalla solitudine, dalla paura dell'abbandono? Cosa ci rimane quando, giunti lì dove abbiamo lavorato per arrivare, capiamo che la vita era altrove, che ne abbiamo dissipato una grande parte inseguendo stelle bugiarde, finte?“Tutti siamo destinati a tornare nei luoghi e dalle persone che abbiamo tradito.”Annalisa De Simone. nata a L'Aquila nel 1983, ma oggi vive a Roma. È stata presidente del teatro Stabile d'Abruzzo e nel consiglio d'amministrazione di Cinecittà, collabora con la Rai. Scrive per Linkiesta e il Riformista. Ha esordito alla narrativa con Solo andata, Baldini&Castoldi, con Marsilio ha pubblicato Non adesso, per favore, nel 2016, Le mie ragioni te le ho dette, 2017, e Sempre soli con qualcuno, 2021.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giovanna Granato"Tripla eco"H.E. BatesAdelphi Edizioniwww.adelphi.it«Dopo sessant'anni di scrittura e di lettura, metterei H.E. Bates tra i migliori autori di racconti del mio tempo» (Graham Greene).Traduzione di Giovanna GranatoSiamo nel cuore vivo, intimamente vulnerabile, della campagna inglese, la seconda guerra mondiale è al terzo anno e il marito della protagonista è da tempo prigioniero dei giapponesi. Isolata, lontana anche dal minuscolo centro abitato, la donna conduce un'esistenza selvatica, scandita dai ritmi della natura, e solo l'irruzione di un giovane soldato in licenza, refrattario alla vita militare, rompe la solitudine. Quando il ragazzo decide di disertare, lei lo asseconda e, in virtù della sua bellezza eterea, quasi femminea, non esita a travestirlo in modo da farlo passare per la sorella agli occhi di eventuali curiosi. La relazione sembra reggere sui trampoli del magato idillio, finché un brutale sergente della polizia militare non s'invaghisce della «sorella», con le conseguenze del caso. Tutto rimarrà ambiguo sino all'ultimo, prima di convergere nell'esito beffardo tracciato a punta secca dalla sorte.Rarissimo è incontrare un racconto così calibrato, perfetto in ogni dettaglio, dalla cadenza del fraseggio al susseguirsi delle stagioni, dai colori del paesaggio agli umori dei personaggi, dai tuoni alle risate, fino al senso di prigionia che la neve insinua nell'«estasi del vuoto», nell'incosciente attesa di uno sparo, o della sua eco. E non possiamo che essere grati a Bates per questo incontro.Giovanna Granato ha fatto della traduzione il suo unico mestiere. Oltre a buona parte dell'opera di David Foster Wallace, ha tradotto Colm Tóibín, Edna O'Brien, Flannery O'Connor, Norman Mailer, Emma Cline, Martin Amis, Michel Faber. Nel 2019 ha vinto il premio Letteraria della città di Fano per la traduzione di La casa dei nomi di Colm Tóibín.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Paolo Ruffilli"Incanto e disincanto"Voci della poesia italiana del Novecentoil ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itLa letteratura italiana, nel corso del Novecento, ha nella poesia il genere di maggiore creatività e di più alti risultati. In Italia, quasi esclusivamente ai poeti è toccato il compito di tradurre in elaborazione letteraria la complessa crisi di identità (di frantumazione dell'io) che contraddistingue il nostro tempo. La perdita delle coordinate, la consapevolezza del moto di deriva dentro il mistero della vita, la riflessione esistenziale, il tentativo di ricomposizione di un ordine minimo, trovano soluzioni diverse e complementari, dentro il grande laboratorio della lingua italiana. Una vitalità sorprendente, una molteplicità di esperienze, una varietà di modi contrassegnano la produzione: per quantità e qualità la poesia è trainante rispetto a tutto il resto ed è lo specchio della ricerca stilistica più avanzata, con un'energia dispiegatasi in tematiche, sperimentazioni ed elaborazioni, in un serrato e produttivo confronto delle principali prove, senza remore di scuole o tendenze. Al di là di tutte le possibili riduzioni ricapitolative e astratte di linea, assunto, movimento o gruppo, ciò che davvero conta in assoluto è l'originale esperienza creativa di ogni singolo scrittore.«La poesia usa il linguaggio nella sua doppia valenza di razionale e irrazionale, mediato e immediato, percorrendo così la via verso una totalità dell'io. In questo senso si può affermare che attraverso la poesia l'uomo può acquistare consapevolezza di sé a livello profondo. E, dunque, la poesia ha perfino una sua funzione sociale, dal momento che la società è costituita da individui che riflettono, nei loro rapporti con gli altri, il rapporto buono o cattivo, ricco o carente, che hanno con se stessi.»Le voci poetiche inserite nel saggio sono: Elio Filippo Accrocca, Alberto Arbasino, Raffaello Baldini, Nanni Balestrini, Giorgio Bassani, Dario Bellezza, Giovanna Bemporad, Attilio Bertolucci, Carlo Betocchi, Alberto Bevilacqua, Piero Bigongiari, Ignazio Buttitta, Giorgio Caproni, Vincenzo Cardarelli, Bartolo Cattafi, Giovanni Comisso, Sergio Corazzini, Stefano D'Arrigo, Eduardo De Filippo, Libero De Libero, Luciano Erba, Franco Fortini, Alfonso Gatto, Virgilio Giotti, Giovanni Giudici, Alfredo Giuliani, Corrado Govoni, Guido Gozzano, Tonino Guerra, Margherita Guidacci, Francesco Leonetti, Franco Loi, Gian Pietro Lucini, Mario Luzi, Biagio Marin, Filippo Tommaso Marinetti, Eugenio Montale, Elsa Morante, Marino Moretti, Alberto Mario Moriconi, Giacomo Noventa, Ottiero Ottieri, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Alessandro Parronchi, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Albino Pierro, Antonio Porta, Antonia Pozzi, Salvatore Quasimodo, Giovanni Raboni, Clemente Rebora, Amelia Rosselli, Roberto Roversi, Umberto Saba, Edoardo Sanguineti, Camillo Sbarbaro, Franco Scataglini, Rocco Scotellaro, Vittorio Sereni, Leonardo Sinisgalli, Ardengo Soffici, Maria Luisa Spaziani, Giovanni Testori, Giuseppe Ungaretti, Diego Valeri, Giorgio Vigolo, Emilio Villa, Paolo Volponi, Andrea ZanzottoPaolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato, di poesia: “Piccola colazione”, Garzanti, 1987, American Poetry Prize; “Diario di Normandia”, Amadeus, 1990; “Camera oscura”, Garzanti, 1992; “Nuvole”, con foto di F. Roiter, Vianello Libri, 1995; “La gioia e il lutto”, Marsilio, 2001, Prix Européen; “Le stanze del cielo”, Marsilio, 2008; “Affari di cuore”, Einaudi, 2011; “Natura morta”, Nino Aragno Editore, 2012, Poetry-Philosophy Award; “Variazioni sul tema”, Aragno, 2014, Premio Viareggio Giuria; “Le cose del mondo”, Mondadori, 2020; di narrativa: “Preparativi per la partenza”, Marsilio, 2003; “Un'altra vita”, Fazi, 2010; “L'isola e il sogno”, Fazi, 2011.www.paoloruffilli.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Emilio Jona"Quattro donne"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L'ultima, ma non per importanza, è Delfina, l'impiegata dello studio dell'avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all'eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.Solo ora, spinto dalle circostanze, mi decido a scrutare un poco dentro la sua vita, oltre la sua riservatezza, a sottrarla alla fitta rete di dimenticanza o di omissioni che la nascondono. Delfina è stata per venti mesi il cordone ombelicale che ci ha mantenuto in vita; se fosse stata arrestata, se avesse parlato, se fosse morta, noi tutti saremmo scomparsi con lei. Partendo da questa stanza pulita e anonima dove sta naufragando la sua vecchiaia, vorrei allora provare a fare un po' di luce, a sbocconcellare a morsi un poco del suo passato e tradurlo in scrittura, in memoria.Emilio Jona (Biella, 1927) è avvocato, poeta, narratore, librettista, saggista. Tra i suoi libri: di cultura popolare, Cantacronache. Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta (Scriptorium-Paravia 1995, con M.L. Straniero), di cui fu anche uno dei protagonisti, e Senti le rane che cantano. Canzoni e vissuti popolari della risaia (Donzelli 2005, con F. Castelli e A. Lovatto, Premio Nigra 2006); di poesia, La cattura dello splendore (Scheiwiller 1998, finalista al Premio Viareggio, vincitore del Premio Catanzaro 1999); di teatro, Il 29 luglio del 1900. Vita e morte dell'anarchico Gaetano Bresci (Sipario n. 321, 1973, con S. Liberovici, Premio Riccione 1972). Presso Neri Pozza sono usciti Al rombo del cannon. Grande Guerra e canto popolare (Neri Pozza 2018, con F. Castelli e A. Lovatto), i romanzi Il celeste scolaro (finalista al Premio Bottari Lattes 2016) e Il fregio della vita (2018), la raccolta di saggi Essere altrove. Scritti sull'ebraismo (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Nicola Ruganti"Vertigine"Prefazione di Marco DamilanoPostfazione di Luigi CancriniBordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itNella città di T., dove le strade custodiscono memorie ferite e il presente vacilla, Anna scopre la politica: un varco che può inghiottire o salvare. Ha diciott'anni, una fame ostinata di capire e un talento per cogliere ciò che gli adulti non dicono più. Quando la sorella Irene la coinvolge nella campagna elettorale di Ernesto, candidato sindaco, Anna incontra Paolo: quarantenne inquieto, militante senza gloria, convinto che da quel voto possa dipendere un frammento di futuro. Seguendolo per le strade, nelle sezioni e nelle assemblee improvvisate, Anna entra in un mondo dove speranza e oscurità camminano vicine. Scopre la storia che non ha trovato nei libri: magistrati uccisi come Mario Amato, verità insabbiate, ragazzi cancellati dalla violenza politica. E insieme scopre l'umanità minuta e luminosa di chi tenta ancora di cambiare le cose. T. è una città che può precipitare o risorgere, a seconda della voce che sceglierà. Vertigine racconta un anno in bilico, tra politica, amicizia e memoria: una storia che assomiglia al nostro Paese, fragile e contraddittorio, ma ancora capace di speranza. Prefazione di Marco Damilano. Postfazione di Luigi Cancrini.Nicola Ruganti, insegnante e scrittore nato a Pistoia nel 1979, vive e lavora a Roma. Ha scritto Meglio che qua. Novelle di dentro e di fuori (Il Barrito del Mammut, 2023), ha curato Abitare il mondo (Erickson, 2025) ed è coautore del film Frastuono (2014, in concorso al 32° Torino Film Festival). Ha collaborato con le riviste «Lo straniero», «Gli asini», «L'A.PE» del Centro territoriale Mammut di Napoli, e con Altre Velocità. Ha pubblicato racconti su «Minima et Moralia», «Satisfiction», «Cattedrale-osservatorio sul racconto». Ha ricoperto anche cariche istituzionali; militante politico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Alicia Saliva"Ferite complesse"Illustrazioni di Elisabetta NecchioTraduzione Dora PentimalliCarta Canta Editorewww.cartacantaeditore.it«Il libro di Alicia Saliva balla dolcemente, ma con disincanto, sul bordo dell'abisso. Il repertorio delle ferite è dolente ma vivissimo, intessuto di dialoghi nei quali il lettore viene coinvolto a partecipare a un movimento di sorpresa, di dolore, di coscienza. E di speranza. L'orizzonte è la sua ossessione, il suo incanto. Infatti tutto dipende da che orizzonte si sceglie per la propria vita. In un orizzonte angusto ogni minima ferita diviene una voragine, in un orizzonte infinito ogni ferita lo richiama e sta nelle proporzioni che offre l'infinito medesimo.»dalla quarta di Davide RondoniAlicia Beatriz Saliva (Buenos Aires, 1969) è autrice di diversi libri di poesia: Las veredas del agua, con acquerelli e disegni di Cecilia de la Fuente (El Escriba, 2012), Variaciones sobre el silencio, con fotografie di Cecilia de la Fuente (Botella al mar, 2014), Me deja dicha (Viajera Editorial, 2018) e questa ultima raccolta di poesie, AIACH! Heridas complejas, bilingue spagnolo-italiano, con illustrazioni di Elisabetta Necchio. La traduzione è di Dora Pentimalli.Svolge diverse attività legate alla poesia, dall'insegnamento, alla ricerca e alla divulgazione attraverso centri culturali, le letture pubbliche e ad altre azioni di poesia comunitaria. Da anni partecipa al laboratorio letterario “Siempre de viaje-Literatura en progreso”, a Viajera Editorial e al gruppo di poesia “Vino la poesía”. Frequenta il laboratorio di poesia dell'APOA presso l'Ospedale Moyano.Laureata in lettere (UCA) e Dottorata in Filologia ispanica (Universidad Complutense de Madrid), lavora presso l'UNTREF nelle aree di letteratura latinoamericana e di scrittura accademica. Scrive, pubblica e partecipa ad incontri accademici su questi temi.Elisabetta Necchio nasce nel 1972 a Como, Italia, dove vive e lavora. La sua ricerca pittorica è orientata al mondo della pittura tradizionale contemporanea. Si è per lungo tempo interessata alle tecniche di fabbricazione della carta fatta a mano, che negli anni l'hanno condotta a soluzioni artistiche innovative esposte in spazi pubblici e privati, italiani e internazionali. Negli ultimi anni ha ripreso la lezione del suo maestro Beppe Devalle, concentrandosi sulla pittura pura, fatta del rapporto forma-colore-spazio che, partendo dalla realtà, ricrea immagini e immaginazioni nuove attraverso la forza del linguaggio. È stata docente di Tecniche dei Materiali e Cromatologia e docente di Pittura e Teoria della Percezione Visiva presso Accademie di Belle Arti, e insegnante di Discipline Pittoriche, Arti Visive e Storia dell'Arte presso scuole Superiori sia in Italia che in Svizzera. Dal 2019 collabora con la Galleria Rubin di Milano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Alessandro Masi"L'opera perfetta"Vita e morte di MasaccioNeri Pozza Editorewww.neripozza.itQuesta non è solo la storia di un artista, è un viaggio nel cuore del Rinascimento, un libro che invita a riflettere sull'importanza dell'arte nella nostra vita e sul potere eternante della creatività umana.Masaccio muore a soli ventisei anni e attorno alla sua prematura scomparsa fioriscono subito, in quella primavera del 1428, leggende. Vengono avanzati dubbi e fatte speculazioni. Si parla di avvelenamento. Ma chi trae vantaggio dalla morte di un talento così straordinario? Alessandro Masi esplora tutte le ipotesi, scandaglia la sua breve vita contribuendo, con un'“indagine” accurata, a far emergere ancora più potente la percezione del genio di Masaccio e del suo lascito artistico. L'opera perfetta è anche l'analisi appassionata del lavoro di un grande maestro del Rinascimento, Tommaso di ser Giovanni Cassai che nacque a San Giovanni in Valdarno nel 1401, da tutti conosciuto come Masaccio, nomignolo che Giorgio Vasari giustifica attribuendolo alla sua «tanta straccurataggine». Studiando, scomponendo e ricomponendo i suoi capolavori più celebri, come il Tributo e le Storie di San Pietro nella Cappella Brancacci, definito da Benvenuto Cellini «la scuola del mondo», lo storico dell'arte dimostra come Masaccio abbia rivoluzionato la rappresentazione spaziale e la narrativa visiva, dando vita a un'esperienza emotiva e d'impatto che ha influenzato intere generazioni di artisti. Leonardo da Vinci, nel Codice Atlantico, lo definisce autore «dell'opera perfetta, come quelli che pigliavano per autore altro che la natura, maestra dei maestri».La tragica notizia della scomparsa di Masaccio, avvenuta qualche settimana prima a Roma, qualcuno dice per avvelenamento, giunse a Firenze solo il 20 giugno 1428 e fece immediatamente il giro della città. Non era passato molto tempo che, terminata la Trinità di Santa Maria Novella, il giovane pittore era partito dalla sua città per giungere alla Città eterna. L'invito ad andare a lavorare a Roma gli era stato consegnato da un garzone con una lettera firmata dallo stesso maestro di Panicale che, a sua volta, aveva ricevuto prestigiose commissioni grazie alle sue amicizie con i potenti Colonna, parenti del papa Martino VAlessandro Masi, storico dell'arte e giornalista, è segretario generale della Società Dante Alighieri. I suoi interessi spaziano dal futurismo (Zig Zag. Il romanzo futurista, il Saggiatore) a trattati di politica culturale del ventennio fascista (Giuseppe Bottai. La politica delle arti. Scritti 1918-1943, Editalia). Il suo recente studio sull'arte italiana a cavallo tra fascismo e repubblica (Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948, Mursia) ha dato vita a un lungo dibattito sulla figura di Palmiro Togliatti e gli intellettuali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Elena Francesca Beccaria"La gioia nel silenzio"Come ho scoperto il mondo dalla vita di clausuraMarsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSei felice? È questa la domanda che spariglia le carte e fa venire a galla le contraddizioni persino di una vita apparentemente perfetta. Giovane laureata a pieni voti, Elena ha la solidità degli affetti familiari, una relazione stabile, una carriera avviata e una promozione in vista. Ma anche un'angoscia dentro che non sa spiegarsi e a cui nessuno sembra prestare ascolto. Finché un giorno, nel silenzio avvolgente di una chiesa, si sente accolta, compresa, in pace. E tutto cambia.La gioia diventa compagna delle sue giornate, e più la condivide, più si moltiplica. In questa testimonianza schietta e illuminante sul senso della vita e il coraggio della libertà, suor Elena Francesca ci affida oggi parole di speranza, rivolte a tutti. Ci guida alla scoperta del silenzio, la voce che non delude, e della preghiera, forza misteriosa in grado di raggiungere anche le ferite del cuore più nascoste.Ribalta ogni logica del mondo e infonde la fiducia necessaria a guardare paure e fragilità che nascono da dentro, per imparare a convivere con noi stessi e con gli altri, instaurando relazioni autentiche, consapevoli di non essere mai da soli. Dalla gioia di una vita che inizia a realizzare se stessa, nasce il desiderio di diffondere il messaggio che è possibile spezzare le catene delle aspettative e dei traguardi effimeri, vincere il rumore assordante del mondo, in cerca di una verità che ci interroga nel profondo: quanto siamo disposti a perdere per trovare noi stessi?Elena Francesca Beccaria (1960), monaca clarissa dall'età di ventisette anni, per venticinque ha vissuto la sua consacrazione nel monastero umbro di Città della Pieve. Dal 2013 è al monastero di Santa Chiara a Roma, del quale attualmente è abbadessa.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Luigi Bonanate"Progetto di Costituzione confederale europea ed internaDuccio Galimberti e Antonino Rèpacicon scritti di Luigi Bonanate, Gustavo Zagrebelsky, Lorenzo OrnaghiNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itNon soltanto in Italia, ma in tutta Europa si discute di Costituzione, da scrivere, ri-scrivere, modificare. Questo testo, che anticipa l'intera tematica, non è né una rarità né un documento smarrito e ritrovato, ma la prova emozionante dell'intuizione di due giovani intellettuali che, impegnati nella lotta di liberazione in Italia, immaginano un futuro di riscatto. Il loro Progetto di Costituzione avrebbe potuto continuare ad accumulare la polvere, ma nei tempi recenti i richiami alla Costituzione, ai suoi valori fondanti, alla difesa dei suoi principi essenziali, nonché all'esigenza (secondo alcuni, ma non tutti) di innovarla, ringiovanirla, correggerla si sono tanto moltiplicati che un ritorno alle origini, anzi alla preistoria del costituzionalismo repubblicano italiano, appare tutt'altro che inutile o privo di significato. Duccio Galimberti e Antonino Rèpaci ebbero, nello stesso momento di altri, la consapevolezza di quanto impervio e importante sarebbe stato il cammino ancora da compiere per dare vita a un'Italia e a un'Europa democratiche e pacificate. La loro riflessione corse allo strumento basilare di una Carta fondamentale, un insieme di principi generali, strutturati su 172 articoli, che da una prospettiva politico-internazionale fossero costituzionalisticamente significativi e politologicamente solidi: un testo che raccoglie indicazioni e spunti di straordinario interesse non soltanto per l'allora ma anche per il nostro oggi.Duccio (Tancredi) Galimberti nasce a Cuneo nel 1906. Dopo l'8 settembre costituisce la banda “Italia Libera”, dalla quale nasceranno le Brigate di Giustizia e Libertà. Catturato dai repubblichini, a Torino, viene portato a Cuneo, interrogato e ridotto in fin di vita dalle sevizie, ma non parla. Il mattino del 4 dicembre 1944, viene caricato su un camioncino, trasportato nei pressi di Centallo e abbattuto con una raffica alla schiena. A Galimberti vennero conferite la Medaglia d'oro della Resistenza e la Medaglia d'oro al Valor militare.Antonino Rèpaci nasce a Torino nel 1910, dove morirà nel 2005. Avvocato e poi magistrato a Cuneo, partecipa alla guerra partigiana nelle provincie di Cuneo e Savona. Pubblico ministero nel Tribunale di Cuneo, istruì il processo contro gli assassini di Duccio, al quale dedicherà un volume che resta il più importante di quelli dedicati a Galimberti.Luigi Bonanate è professore emerito nell'Università di Torino, socio dell'Accademia delle Scienze di Torino e Medaglia d'oro dei benemeriti della cultura e dell'arte. Ha insegnato Relazioni internazionali per più di 40 anni, e tiene corsi alla Scuola di studi superiori Ferdinando Rossi dell'Università di Torino, alla Facoltà di Scienze strategiche e a quella teologica dell'Italia settentrionale. Il suo primo libro era stato La politica della dissuasione (1972); i più recenti Anarchia o democrazia (2015) e Dipinger guerre (2016). Per i tipi di Aragno ha curato l'edizione di scritti di H. de Balzac, R. Rolland, R. Serra, D. Galimberti e L. Rèpaci, N. Revelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Nicoletta Polla Mattiot"Il silenzio è rivoluzione"Ascoltare il suono segreto della vitaEinaudi Editorewww.einaudi.itNell'epoca del rumore onnipresente, riscoprire e coltivare il silenzio è un atto politico, una forma di resistenza: il punto di partenza per una nuova ecologia sociale ed esistenziale. Un libro emozionante, che ci insegna a sentire ciò che non fa rumore.Da sempre il silenzio inquieta. Evoca paura e disagio. È l'ultimo gesto, la fine. La nostra società – iperveloce, perennemente connessa – non tollera l'assenza, la rimuove. Viviamo, senza rendercene conto, in un sottofondo incessante di parole, distrazioni, stimoli. Il rumore, digitale e sociale, sta saturando ogni interstizio dell'esperienza. Parlare è la norma, tacere è sospetto. Eppure, nel flusso di sollecitazioni in cui siamo immersi, la vera rivoluzione è il silenzio, che non è una semplice assenza di suoni, ma un terreno fertile dove possono nascere il pensiero, la creatività, la consapevolezza e l'empatia. Attraverso un percorso che fonde autobiografia, arte, neuroscienze, spiritualità, filosofia e sociologia, questo libro è un appello a riabilitare il silenzio come risorsa vitale, non come vuoto da temere. Dalle pause nel rumore urbano alle camere anecoiche, fino alle strategie di marketing che trasformano la quiete in bene di lusso, ogni pagina ci invita a mettere il silenzio al centro delle nostre vite, e a rivendicarlo in quanto spazio politico e collettivo. Nicoletta Polla-Mattiot ci accompagna cosí in un viaggio rigenerante alla scoperta del silenzio come riserva di senso, che, senza moralismi né nostalgie, ci pone una domanda urgente: possiamo reimparare a tacere per capire meglio chi siamo e ciò che diciamo?Nicoletta Polla-Mattiot, giornalista, studia il silenzio come strumento di comunicazione dal 1988, con attività di ricerca e didattica. Sull'argomento ha scritto libri, articoli, saggi. Fra gli altri, Le funzioni comunicative del silenzio (1990), Harold Pinter, il teatro, il pubblico e il silenzio (2001), Il paradosso del silenzio (2009), Pause (2012), Esplorare il silenzio (2019) e Singolare femminile (2019). Nel 2010, ha fondato con Duccio Demetrio l'Accademia del Silenzio, scuola di pedagogia e comunicazione del silenzio. Dal 2019 insegna Silenzio e Comunicazione all'Università iulm (Facoltà di Comunicazione, Arti e Media). Per Einaudi ha pubblicato Il silenzio è rivoluzione. Ascoltare il suono segreto della vita (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Guendalina Middei@professor X"Non rinnegare il cuore"Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengonoFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itGuendalina Middei torna a farci innamorare della letteratura, stavolta accompagnandoci nei segreti degli autori più amati di sempre. Dickinson, Hemingway, Calvino,ma anche Van Gogh, Bulgakov, Darwish e Deledda, sono i protagonisti di sette originalissimi racconti con cui Middei ci accompagna alla scoperta delle loro vite. Non semplici biografie, ma viaggi alla ricerca dell'anima di donne e uomini che con le loro esistenze, alle volte sofferte, gioiose, tristi, avventurose, ma sempre profondamente appassionate, hanno sfidato la società e cambiato la storia. E continuano a cambiarla tuttora.Chi meglio di Grazia Deledda, nata in un'epoca in cui nascere femmina era una disgrazia, può parlarci del coraggio e della tenacia dell'essere donna? Qual era il segreto di Emily Dickinson? Come fece Bulgakov a resistere alla censura spietata e al controllo oppressivo dal regime sovietico? Quante volte, poi, come Van Gogh, ci siamo sentiti schiacciati dalla timidezza, e vorremmo trovare come fece lui la forza per dire ciò che agita il nostro cuore?«Non rinnegare il cuore» non è soltanto un libro sui classici e i loro autori, ma è un invito a ritrovare la carica attraverso le storie di coloro che scelsero di non omologarsi e di sovvertire le regole. E riuscirono a trasformare il fallimento in coraggio, la sconfitta in forza, e il disprezzo del mondo in bellezza. Perché non per subire, ma per brillare, siamo nati. E per fare rumore.Possiamo ritrovare la voglia di rincorrere i nostri sogni seguendo le orme di Hemingway? Imparare ad andare contro corrente grazie a Emily Dickinson? E riscoprire il desiderio di volare liberi in un mondo di uomini-macchina?Guendalina Middei, alias Professor X, è nata a Roma nel 1992. Fin da adolescente coltiva la sua grande passione per la letteratura e la cultura classica. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere e un master in Giornalismo culturale, si è dedicata all'insegnamento nei licei e alla scrittura. Ha collaborato con diverse riviste letterarie e oggi firma una rubrica per l'“Indipendente”. Nel 2021 ha esordito nella narrativa con il romanzo storico Clodio, seguito nel 2023 da Intervista con un matto, editi da Navarra Editore.Con Feltrinelli ha pubblicato i saggi divulgativi Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera (2024), Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita (2025) e Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono (2026).Nei suoi incontri a teatro avvicina giovani e adulti al mondo meraviglioso e inesauribile dei classici. Nel 2019 ha aperto la pagina Facebook Professor X e nel 2022 il profilo Instagram, divenuti punti di riferimento per oltre mezzo milione di lettori appassionati o incuriositi dalla letteratura.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Emiliano Ereddia"L'oltremondo"Alessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itIn un'Italia divenuta uno stato di polizia attraverso una serie di riforme della giustizia modellate su quelle tentate in Israele da Netanyahu, ogni dissidenza è intercettata, neutralizzata, patologizzata. A sorvegliare la nazione non è più il Parlamento, ma un governo guidato da un sistema di Intelligenze Artificiali. Don, professore di storia allontanato dall'università per motivi politici e costretto dal governo a una cura farmacologica, si ritrova coinvolto in una rete clandestina di resistenza. E diventa il centro di tutto: anche di un attentato suicida da compiere durante un vertice del G9, dove i leader globali si riuniscono ospitati dal governo italiano sotto l'egida delle macchine. Chi l'ha progettato? Chi ne è il vero bersaglio? E Don, è una mente libera, un pazzo, o solo un corpo telecomandato?Emiliano Ereddia, siciliano, classe '77, è laureato in Scienze della Comunicazione e diplomato con merito alla Scuola Holden di Torino. Con il Saggiatore ha pubblicato il romanzo Le mosche (2021) e Il settimo cerchio (2024). Ha pubblicato racconti, tra le altre cose, nella rivista letteraria Nuovi Argomenti (2018) edita da Mondadori e nella raccolta Club Silencio (2022) di Edizioni Arcoiris. Ha firmato la sceneggiatura del film indipendente W Zappatore che nel 2011 ha vinto come miglior film al Brooklyn Film Festival. È creatore di Selfiesh, serie web premiata a novembre 2016 al Dublin Web Fest. È autore della newsletter settimanale Resoconti Terrestri e di programmi televisivi di ogni genere (MasterChef Italia, LOL Talent Show, Celebrity Hunted, The Traitors Italia, Grande Fratello e molti altri).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Luca Vitali"Annalena Tonelli. Più forte della morte"Rachel Pieh JonesEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itPer trent'anni, Annalena Tonelli (1943 - 2003) ha vissuto e lavorato nel Corno d'Africa tra le comunità più vulnerabili, curando migliaia di malati di tubercolosi, lottando contro l'HIV, difendendo i diritti di donne e bambini. Rifiutava la gloria e le etichette: né missionaria, né altro... Solo una presenza silenziosa e ostinata, disposta a tutto pur di servire. Questo libro ripercorre gli ultimi anni della sua vita, tra incomprensioni, sospetti, violenza e una fede incrollabile, fino all'ultima notte a Borama, quando venne uccisa all'interno del suo ospedale. Il ritratto intimo e potente di una donna che ha fatto della compassione la sua unica missione, e del silenzio la sua testimonianza più profonda.Rachel Pieh Jones è autrice di Pillars: How Muslim Friends Led Me Closer to Jesus e Stronger than Death: How Annalena Tonelli Defied Terror and Tuberculosis in the Horn of Africa. Ha scritto per il «New York Times», il «Christian Science Monitor», l'«Huffington Post» e «Runners World e Christianity Today». Nel 2003 si è trasferita in Somalia e dal 2004 al 2023 ha vissuto nel vicino Gibuti, dove assieme al marito gestivano una scuola.Luca Vitali, scrittore e teologo ha vissuto il suo ministero presso la periferia di San Paolo in Brasile. Da oltre vent'anni accompagna pastoralmente gruppi di giovani, parrocchie e percorsi di comunione missionaria in alcune diocesi. Per Edizioni Messaggero Padova ha pubblicato, con Andra Dani, Preghiera e senso della vita. Parole, spazi, figure di un legame (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Chiara Moscardelli"Comprensorio Rossolago"Einaudi Editorewww.einaudi.itDa sempre impreparata a nuotare in quel mare in burrasca che è la vita, Olga Bellomo cerca di godersi un po' di inaspettata tranquillità: sta cominciando a smantellare le barriere emotive che aveva costruito con tanta fermezza, e a far spazio poco alla volta a quei sentimenti che il padre le aveva insegnato a tenere lontani, anche quando questo significa dover rinunciare all'unico, vero amore che abbia mai avuto: il giornalista di nera Gabriele Pasca. La serenità però non dura a lungo. Il corpo di una donna viene scoperto in un bidone della raccolta differenziata, sepolto tra contenitori in Tetra Pak, vecchi giornali e volantini dell'autolavaggio. In paese la gente è sconvolta, la polizia procede a fatica, ma una donna ha assistito all'omicidio. Il killer l'ha vista e ora le dà la caccia. Per Olga è impossibile non investigare. Con l'aiuto dei suoi stravaganti amici, la ragazza si lancia in un'indagine che la costringerà a confrontarsi con vecchie storie di tradimenti e vendetta, fino a scoprire che la verità è spesso nascosta in dettagli che nessuno vuole guardare.Chiara Moscardelli ha pubblicato per Einaudi Volevo essere una gatta morta (2011), La vita non è un film (ma a volte ci somiglia) (2013), Volevo essere una vedova (2019 e 2022), e, per la serie che ha come protagonista Olga Bellomo, La ragazza che cancellava i ricordi (2022 e 2024) e Comprensorio Rossolago (2025). Tra gli altri suoi libri, Quando meno te lo aspetti (2015), Volevo solo andare a letto presto (2016), Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli (2018), Extravergine (2019), Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine (2020) e Teresa Papavero e i fantasmi del passato (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Lucio Coco"Italia"Lev Nikolaevič TolstojNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itIntroduzione, traduzione e note di Lucio CocoDalla sterminata produzione letteraria di Lev Tolstoj in questo volume viene presentata per la prima volta in una edizione italiana una serie di sentenze morali, che l'autore stesso rubrica sotto il titolo di Regole di vita [Pravila žizni]. La loro composizione, che risale agli anni 1847-1854, testimonia la lunga gestazione che ebbe questo lavoro, segno che con esso Tolstoj stava redigendo non solo una raccolta di massime ma stava riflettendo sull'orizzonte etico che avrebbe ispirato tutta la sua vita e al quale si sarebbe conformata anche tutta la sua opera di scrittore.Lev Nikolaevič Tolstòj (Jasnaja Poljana 1828-Astapovo 1910) è uno dei grandi autori non solo della letteratura russa ma di quella mondiale. Il sua fama è legata ai celebri romanzi Guerra e pace (1869), Anna Karenina (1877), Resurrezione (1899) e a diverse opere di ispirazione filosofica, pedagogica, religiosa e morale che ne hanno fatto non solo un campione di letteratura ma anche un maestro di vitaLucio Coco è curatore di importanti edizioni di testi dei Padri della Chiesa quali Giovanni Crisostomo, Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa. Si è inoltre interessato alla storia della spiritualità cristiana, approfondendo quella russa, nel cui ambito ha curato la prima edizione del Meterikon nella versio russica di Feofan Zatvornik (Mondadori) e dedicando particolare attenzione al fenomeno dello jurodstvo nella sua declinazione femminile con l'edizione delle Sante stolte della Chiesa russa (Città Nuova). Particolare attenzione ha dedicato allo studio della tradizione gnomologica cristiana greca approntando l'edizione delle Sentenze di Evagrio Pontico, delle Sentenze spirituali di Basilio Magno, Isaia di Scete, Iperechio, Marco l'Eremita e delle Sentenze morali di Fozio (Olschki).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Federica Muzzarelli"C'è un tempo e un luogo"Silvia CamporesiCentro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.it“C'è un tèmpo e un luogo giusto pèrchè qualsiasi cosa abbia principio e finè…”dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter WeirLa mostra C'è un tempo e un luogo, che apre al pubblico sino al 29 giugno nei nuovi spazi del Centro della Fotografia di Roma Capitale, è curata da Federica Muzzarelli, ed è dedicata al lavoro fotografico di Silvia Camporesi.Il titolo trae ispirazione dal film Picnic at Hanging Rock (1975) di Peter Weir, opera cult intrisa di mistero e sospensione temporale, in cui i luoghi diventano protagonisti assoluti di una narrazione senza soluzione e nasce da una riflessione profonda sul concetto di frattura: tra reale e artificiale, natura e cultura, presenza e assenza, passato e presente.Come nel film, anche nelle immagini di Silvia Camporesi il tempo sembra arrestarsi e lo spazio si carica di un'ènèrgia ènigmatica. I luoghi – veri, alterati, ricostruiti o immaginati – non sono mai sèmplici soggètti, ma l'èsito visibilè di un procèsso più profondo: il viaggio, l'èspèriènza fisica è mèntalè dèll'artista attravèrso tèrritori gèografici, storici èd èmotivi.“Sono i luoghi i protagonisti indiscussi delle fotografie di Silvia Camporesi: veri, falsi, modificati, inventati, vissuti, stravolti o, invece, solo trovati. Ma questi luoghi, queste fotografie, sono il punto finale, l'esito oggettuale, di qualcosa di molto più importante e fondante per il suo lavoro di artista. Che è il percorso, l'esperienza, il viaggio attraverso e insieme a quei luoghi. Da La terza Venezia a Journey to Armenia, da Atlas Italie ad Almanacco Sentimentale e da Mirabilia all'Omaggio al Mattatoio, il lavoro di Silvia Camporesi rappresenta molto bene quella speciale e magica fusione tra l'espressione artistica e il bisogno autobiografico che la fotografia riesce a rendere in modo speciale. Un'attrazione verso quello che non sta dove dovrebbe stare, e che ti chiede di essere aiutato e sostenuto per essere reso ancora più strano e perturbante. In sostanza, quel segreto che sta dentro le cose, e che per questo non può che stare anche dentro l'anima della fotografia”, dichiara la curatrice Federica Muzzarelli, Profèssorèssa Ordinaria di Storia dèlla Fotografia prèsso il Dipartimènto dèllè Arti, Univèrsita di Bologna è coordinatricè dèl Cèntro di Ricèrca FAF (Fotografia Artè Fèmminismi).Il percorso espositivo, che si articola in cinque sezioni e riunisce cinque serie fondamentali rèalizzatè nèll'arco di quindici anni di attività: La terza Venezia, Journey to Armenia, Atlas Italiæ, Almanacco sentimentale e Mirabilia, contempla anche Omaggio al Mattatoio, opera che entrerà a far parte del neonato Archivio del Centro della Fotografia. Progetti diversi ma interconnessi, che testimoniano una pratica fotografica in equilibrio costante tra documento e finzione, rigore metodologico e libertà immaginativa.Dalla Vènèzia sospèsa è rèinvèntata, alla stratificazionè storica è umana dèll'Armènia; dai paesi abbandonati italiani, luoghi di memoria e cura, fino alla ricostruzione fotografica di eventi mai avvenuti o irrisolti e alle architetture visionarie di Mirabilia, Camporesi costruisce un atlante poetico in cui la fotografia diventa strumento di conoscenza, controllo e insieme di smarrimento.Al cèntro dèlla ricèrca èmèrgè l'idèa dèlla fotografia comè èspèriènza di fratturè: frattura temporale, che costringe passato e presente a coesistere; ontologica, tra verità e manipolazione; simbolica, tra apparenza e sostanza. In questa tensione si colloca una pratica artistica chè uniscè il bisogno autobiografico all'indaginè sul paèsaggio, trasformando l'immaginè in luogo di mèditazionè, silènzio è mistèro. Una riflèssionè sulla fotografia comè confine: tra vero e falso, naturale e artificiale, passato e presente. Le immagini mettono in discussione ciò che vediamo e ciò che crediamo di conoscere, invitando lo spettatore a rallèntarè lo sguardo è ad accèttarè l'incèrtèzza comè partè dèll'èspèriènza.C'è un tempo e un luogo è quindi un racconto per immagini che parla di memoria, fragilità e trasformazione. Una mostra che invita a perdersi nei luoghi e nei loro segreti, ricordandoci che, come nella fotografia, anche nella realtà esistono spazi e momenti che sfuggono a ogni spiegazione. La mostra restituisce una visione coerente e stratificata del lavoro di Silvia Camporesi, confermandone il ruolo centrale nel panorama della fotografia contemporanea italiana: una ricerca capace di rivelare, attraverso i luoghi, ciò che resta nascosto, fragile e indicibile.La mostra è promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzata da Civita Mostre e Musei.Accompagna la mostra un catalogo a cura di Cimorelli Editore.Silvia Camporesi (1973) laurèata in filosofia, utilizza i linguaggi dèlla fotografia è dèl vidèo. Nègli ultimi anni la sua ricèrca è dèdicata al paèsaggio italiano. Dal 2004 ha tènuto numèrosè mostrè pèrsonali è collèttivè in Italia è all'èstèro, vinto numèrosi prèmi è pubblicato divèrsi tèsti tra i quali Una foto è una foto è una foto, 2025, Einaudi, Torino o Romagna sfigurata, Sagèp, Gènova. Oltrè all'attivita artistica si intèrèssa alla ricèrca sullè tèndènzè dèlla fotografia contèmporanèa è tiènè workshop è confèrènzè in Italia. Suè opèrè sono prèsènti in collèzioni pubblichè è privatè in Italia è all'èstèro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

"Pedro"Un cane scomparso, una speranza che resiste, la storia di un amore che salvaSperling & Kupferwww.sperling.itDopo la morte improvvisa del padre, il giovane Teo vive sospeso tra il peso delle responsabilità, la fatica quotidiana nel bar di famiglia e una tristezza che scava dentro senza fare rumore. Accanto a lui restano solo sua madre, una donna forte e fragile allo stesso tempo, e un vuoto che sembra impossibile da colmare. Finché un giorno, quasi per istinto, decide di adottare un cane. Non uno qualunque, ma uno come lui: timido, segnato, in cerca di una seconda possibilità. Così entra nella sua vita Pedro, un meticcio salvato dal canile. Pedro corre, aspetta, guarda. E resta. Insieme costruiscono una quotidianità fatta di piccoli gesti, di fiducia reciproca, di presenza e ascolto. Un miracolo che sembra finalmente rimettere ordine nel caos, che diventa una cura. Ma un giorno Pedro scompare. Da quel momento inizia una corsa disperata attraverso Roma e la sua periferia. La città fa da sfondo e da specchio: quartieri, parchi, notti insonni, incontri che tengono insieme i frammenti di un'esistenza. Cercando Pedro, Teo è costretto a guardare in faccia il dolore, l'amore e il rischio che comporta affidarsi a qualcuno. Una ricerca che toglie il respiro, un viaggio emotivo che diventa una resa dei conti con il passato, con le paure più profonde e con l'idea stessa di speranza. Perché perdere Pedro significa rischiare di perdere di nuovo tutto.Roberto Errichetti è nato a Roma nel 1973. Conosciuto con lo pseudonimo di Teo, è un cantautore, rapper e interprete cresciuto artisticamente alla scuola poetica di Franco Califano. Nel suo percorso personale ricco di collaborazioni e contaminazioni, fonde musica e scrittura in un linguaggio intimo e autentico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Alessandro Angelini"Roma Seicento"La sculturaOfficina Librariawww.officinalibraria.netQuando si pensa alla scultura del Seicento a Roma vengono subito in mente le celebri opere di Gian Lorenzo Bernini: dall'Estasi di Santa Teresa in Santa Maria della Vittoria alle celebri opere della Galleria Borghese, Apollo e Dafne, il David, il Ratto di Proserpina... Il concetto stesso di Barocco romano s'identifica con il suo nome, ma altri grandi scultori contribuirono a rendere estremamente sfaccettato e complesso il panorama straordinario della statuaria a Roma di quegli anni. Il percorso prende le mosse dalla produzione scultorea dei primi decenni del secolo, rappresentata da diverse personalità e da un accentuato cosmopolitismo, che tende poco dopo a polarizzarsi attorno alle figure di Bernini, Alessandro Algardi e François Duquesnoy. A un nuovo modo di confrontarsi con l'antico si accompagna una vigorosa tendenza al colorismo di matrice veneziana e una ricerca di effetti e toni di sorprendente originalità, analizzate attentamente in una lunga introduzione al volume che ambisce a essere una vera e propria guida della città. Questo libro espone, in modo lineare e secondo una serrata successione cronologica, quei fatti storico-artistici grazie a numerose tavole a colori, aggiornati apparati e una mappa di Roma in cui ritrovare le opere dettagliatamente analizzate in agili schede di approfondimento.Alessandro Angelini (Siena, 1958), laureatosi con Giovanni Previtali, è professore ordinario in Storia dell'arte moderna all'Università degli Studi di Siena. I suoi interessi si sono concentrati per lo più sulla pittura del Rinascimento a Siena e in Toscana e sulla scultura del Seicento a Roma. Tra le sue pubblicazioni Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena (1998); Bernini (1999); Pio II e le arti. La riscoperta dell'antico da Federighi a Michelangelo (2005); Piero della Francesca (2014). Nel 2022 ha co-curato la mostra urbinate su Federico da Montefeltro e Francesco di Giorgio: Urbino crocevia delle arti. Fa parte della redazione della rivista «Prospettiva». Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giacinta Cavagna di Gualdana"Bella Milano"70 luoghi noti e meno noti da scoprireHoepli Editorewww.hoeplieditore.itMilano non è solo traffico e vetrine, è una città che si rivela nei dettagli. Che tu sia alla tua prima volta in città o che Milano sia già casa tua, queste pagine ti invitano a fermarti, osservare e, magari, sorprenderti nel pensare: “Ma va che Bella Milano!”Bella Milano è un invito a guardare la città con occhi nuovi, con un passo più lento e lo sguardo un po' più in su.Il libro è una lunga passeggiata dai capisaldi dell'architettura e dell'arte alle tracce più discrete della Milano quotidiana, tra cortili, chiese, botteghe e angoli urbani che spesso passano inosservati.Le fotografie di Emanuela Roncari di @milanosecrets accompagnano ogni tappa di questa guida.Giacinta Cavagna di Gualdana, storica dell'arte, docente presso l'Università degli Studi di Milano, svolge ricerche sulle arti decorative del Novecento. Da sempre affascinata dalla storia di Milano, cui ha dedicato diversi libri, organizza visite guidate alla scoperta della città e dei suoi capolavori attraverso itinerari inconsueti. La fabbrica delle tuse (2023), il suo esordio nella narrativa, ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico. Nel 2025 ha pubblicato Un milione di scale, sempre per Neri Pozza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gabriella Bruna Zarri"Le sante vive"Cultura e religiosità nella prima età modernaRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itIl 7 giugno 1500 un cronista ferrarese annotava l'arrivo in città di “una suora sancta viva che si dicea che ogni giorno era comunicata per l'angelo”. Da questa testimonianza prende forma la ricerca sulle “sante vive”, donne in fama di santità che, tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, divennero figure di riferimento per principi e signori in un'Italia attraversata da guerre e crisi politiche. Nelle corti rinascimentali la profetessa di corte finisce per sostituire l'astrologo, offrendo ai “principi nuovi” una legittimazione carismatica e popolare. Il libro ricostruisce la funzione religiosa, politica e sociale di quattordici donne dotate di doni profetici e taumaturgici, attraverso leggende agiografiche e un ampio repertorio di fonti documentarie e iconografiche.Questa seconda edizione si arricchisce di una nuova introduzione e di un aggiornamento bibliografico che mette in luce la fortuna critica dell'opera: la categoria di “sante vive” è oggi impiegata per indagare figure affini in Spagna e in altre aree d'Europa.Gabriella Bruna Zarri è stata professore ordinario di Storia moderna ed ha insegnato nelle Università di Bologna, Udine e Firenze ed è membro eletto dell'Accademia Fulginia di Lettere Scienze e Arti di Foligno. Considerata tra i primi e più noti studiosi italiani di storia religiosa, tra le sue pubblicazioni si ricordano Libri di spirito. Editoria religiosa in volgare nei secoli XV-XVII (Rosenberg & Sellier, 2009) e Figure di donne in età moderna. Modelli e storie (Edizioni di storia e letterature, 2017).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Matteo Cavezzali"I fratelli Meraviglia"Mondadori Editorewww.mondadori.itAlfredo e Franco crescono negli anni Trenta, in una Romagna che sa di campagna e di mare, quasi ignari del mondo in cui si sono trovati a vivere, tra le marce fasciste, la scuola autoritaria, l'echeggiare lontano di oscure minacce, dentro i giorni scanditi dai giochi, dal pane con la marmellata, e dalla voce di una madre che raccomanda alla famiglia di rimanere unita: «Un ramo solo si rompe, ma tutti insieme no». Alfredo e Franco sono tanto diversi quanto inseparabili. Uno discreto, silenzioso, sognatore; l'altro inquieto, coraggioso, ribelle. Quando arriva la guerra la loro infanzia finisce, risucchiata dal caos. Alfredo sembra scomparire nel nulla, il fratello vuole ritrovarlo, a qualsiasi costo. L'Europa è in fiamme, tra massacri e macerie. Solo un sentimento di giovane e spavalda risolutezza può guidare Franco alla ricerca del suo sangue in mezzo al sangue di tanti. I fratelli Meraviglia attraversa la storia italiana ed europea per raccontare ciò che la Storia non sa dire: la forza del legame tra due fratelli quando il mondo sembra non avere più voce. Un romanzo sulla memoria, sulla fratellanza, sull'amore e sul coraggio di restare umani.Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) ha scritto romanzi e saggi, tra cui Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (minimum fax, 2018; premio Volponi), Nero d'inferno (Mondadori, 2019; premio Comisso), Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo (Laterza, 2021), A morte il tiranno (HarperCollins, 2021) e Il labirinto delle nebbie (Mondadori, 2022). I suoi testi teatrali sono raccolti in Teatro (Cue Press, 2024). È ideatore e direttore di ScrittuRa Festival e della scuola di narrazione Invèl a Ravenna. È autore di podcast docu-narrativi per Radio Rai.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Lidia Maggi"Dio vede e provvede?"Ripensare la Provvidenza con la BibbiaPrefazione di Daniel AttingerEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itIn queste pagine, troverete un altro Dio, quello vero, non fatto da mano o da ideologia umana, non Gesù fatto Dio, ma Dio fatto Gesù, un Dio tanto affascinato dall'essere umano da farsi lui stesso umano. Un Dio che non è il deus ex machina delle tragedie greche, ma Voce! E Voce paradossale che non solo interpella, chiama, consola, invita alla gioia, ma che addirittura custodisce chi l'ascolta e crede in lei. Il copione di questa grande sceneggiatura è la Bibbia stessa che, in queste poche pagine, appare ben diversa da come l'immaginiamo solitamente...«Non cade foglia che Dio non voglia»; «Dio vede e provvede»: così recitano i proverbi della provvidenza, uditi e ripetuti dai credenti, di generazione in generazione. Quella che nominiamo come provvidenza divina è la roccia su cui si erge la fede semplice, che ricorre spontanea mente a Dio, confidando nella sua amorosa cura. Se Dio è un padre, una madre, allora si prenderà cura di me, come i genitori si prendono cura dei figli. Non c'è bisogno nemmeno di dirlo: si sa che è così. Questa fiducia nella provvidenza ha retto l'urto di eventi drammatici: terremoti, pestilenze, guerre, genocidi…Lidia Maggi, pastora battista, appartiene a una confessione cristiana di tradizione riformata. A lei è stato affidato un ministero biblico itinerante. Gira l'Italia per far conoscere le Scritture e aiutare a riscoprire la forza e la bellezza della Bibbia, una parola antica che ha ancora tanto da dire. Per Edizioni Messaggero Padova ha già pubblicato Bibbia e web. Navigare nella vita (2022)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maurizio Cecchetti"Non serve scomodare gli dei"Il kitsch è dentro di noiOfficina Librariawww.officinalibraria.netChe cos'è il kitsch? Come si presenta nell'età in cui tramonta il buon gusto? Troppo di tutto: la nostra è un'epoca carica di «segni, linguaggi, cose, stili, parole indipendenti», generati dal desiderio affannoso e confuso di bellezza. Attraverso colori, musiche, narrazioni, un mondo troppo pieno satura i sensi e l'immaginario. Non si può più ridurre il kitsch, come già suggeriva Hermann Broch, al male nell'arte. Da queste pagine emerge una figura mobile, inafferrabile, una sorta di categoria universale del nostro presente. Perché «il kitsch non è il brutto o il cattivo gusto, ma il come se ne fa uso a fini estetici»; è il testimonial perfetto e ambiguo del dominio del mercato sulla vita di ogni uomo.Il volume si arricchisce di dodici disegni di Giorgio Bertelli realizzati appositamente dall'artista per questa edizione.Maurizio Cecchetti (Cesena, 1960), critico d'arte, saggista ed editore svolge da decenni un'azione di critica militante su giornali e riviste. Attualmente collabora a «La Stampa» e a «Finestre sull'arte». Ha pubblicato vari volumi, tra cui I cerchi delle betulle (Milano 2007), Pelle di vetro. Il libro dell'antiarchitettura (Milano 2010), Fuori servizio. Note per la manutenzione di Marcel Duchamp (Milano 2018), Come fu che la Biennale di Venezia diventò un circo (Milano 2024), Gli anni di Fancello (Milano 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Tullio Avoledo"Ultimo valzer di una ragazza perbene"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ un inverno insolito quello in cui l'avvocato Vittorio Contrada è costretto a guardare in faccia il suo passato. E quel passato ha gli occhi azzurri, la pelle morbida e l'incedere elastico di Claudia, compagna di liceo che Vittorio non vede da oltre vent'anni. Ex barricadera dai forti ideali, Claudia ora è sposata con Eugenio Morlacchi, imprenditore green dall'incredibile successo. Ha casa a Milano, un palazzetto sul Canal Grande a Venezia, gioielli, un autista, ma soprattutto Claudia ha una figlia, Ada, e Ada ha un problema grave. Qualcuno la minaccia, uno stalker, un possibile rapitore, qualcuno che potrebbe avere un conto in sospeso col Morlacchi. Ma a Contrada basta poco – parlarne con la sua squadra ormai rodata, la socia Gloria Almariva e il ruvido tuttofare Ciuffo, al secolo Andrea Benati – per capire che le cose non stanno affatto come Claudia gli ha raccontato fra le lacrime. Che la giovane Ada forse non è una ventenne indifesa di fronte alle brutture del mondo. Che quando le luci fuori si spengono e nel buio delle stanze si accendono gli schermi di computer e cellulari, Ada si trasforma. Il suo segreto è di quelli che non si confessano a cuor leggero, la sua doppia vita farebbe vergognare una ragazza perbene, ma le sue ragioni sono adamantine, incomprensibili per gli adulti che la circondano e, di certo, pericolose. Salvare Ada sarà per Vittorio e i suoi un tuffo in ricordi agrodolci e insieme una corsa verso un orizzonte sempre più minaccioso. Mentre sulla città scende – lievissima, incurante – la neve. Dopo Come si uccide un gentiluomo, Tullio Avoledo torna con un giallo che non teme di guardare a fondo nelle debolezze umane, per raccontarcele poi con penna ironica e feroce, piena di inaspettata tenerezza.Tullio Avoledo è nato a Valvasone (Pordenone) nel 1957. Ha esordito nel 2003 con il fortunatissimo L'elenco telefonico di Atlantide (Sironi e poi Einaudi) e ha pubblicato altri quindici romanzi per Sironi, Einaudi, Chiarelettere e Marsilio. Ha vinto il Premio Scerbanenco 2020 con Nero come la notte (Marsilio 2020) e ha partecipato al “Metro 2033 Universe”, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitrij Gluchovskij. I suoi titoli sono stati tradotti in varie lingue. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Paolo Crimaldi"Sesso eroico furore"Prefazione di Ivan CattaneoEdizioni Spazio Interiorewww.spaziointeriore.comUn libro sul sesso senz'altro unpolitically-correct, ma proprio per questo in grado di smuovere il lettore in profondità, sgretolando blocchi e tabù, offrendo nuove prospettive, affrontando il disagio legato alla sfera del sesso e tramutandolo in potenziale evolutivo.Il sesso è croce e delizia dell'umanità dalla notte dei tempi, ma in pochi ne conoscono il potenziale evolutivo e ancor meno sanno come sfruttarlo per operare una vera crescita interiore ed energetica. Analizzando, con taglio lucido e acuto, gli aspetti ancora oggi più spinosi e controversi – dall'immaginario all'identità sessuale, dal sesso nella terza età alle cosiddette perversioni – Crimaldi restituisce al sesso la sua dimensione di forza per la realizzazione personale e lo sviluppo sessuale e ricostruisce il proficuo rapporto tra sesso ed evoluzione psicospirituale. Un libro senz'altro unpolitically correct, ma proprio per questo in grado di smuovere il lettore in profondità, sgretolando blocchi e tabù, offrendo nuove prospettive, affrontando il disagio più o meno cosciente legato alla sfera del sesso e tramutandolo in potenziale evolutivo. È solo riprendendo la dimensione umana, viscerale, sporca, conflittuale, ma anche travolgente, eccitante, passionale del sesso che possiamo scoprire il valore della vita e della creatività presente in ognuno di noi.«Un percorso spirituale è un viaggio verso la libertà, l'indipendenza emotiva e culturale, una ricerca di senso che si trova attraverso l'incontro con la propria solitudine, ma anche con gli altri, provando a mantenere sempre un atteggiamento di apertura e disponibilità, ma mai di sudditanza o simbiosi. Pertanto la dimensione spirituale nella sessualità nasce dal superamento del pregiudizio di genere, dalla ricerca dell'altro come compagno di un percorso che tramite la scoperta del piacere reciproco porta al raggiungimento di un appagamento fisico fonte di benessere e di equilibrio psicologico. Il rapporto sessuale, se finalizzato alla ricerca del piacere e non vissuto come dovere, è sempre apportatore di una carica creativa, di un'energia fisica e mentale in grado di farci fare grandi cose, aiutando così a trovare il senso profondo della nostra esistenza».Paolo Crimaldi è uno dei più famosi astrologi italiani. Laureato in Filosofia e specializzato in Psicologia e in Psicosintesi, ha studiato il pensiero magico ed esoterico in relazione al rapporto tra Oriente e Occidente, con una particolare attenzione al periodo rinascimentale e alle modalità di approccio alle problematiche antropologiche nello studio delle civiltà. Attualmente insegna Filosofia in un liceo romano e si occupa di divulgare le tematiche oggetto dei propri studi conducendo delle rubriche in radio e in televisione. È autore di numerosi libri, tra cui Chirone, un viaggio dal Passato al Futuro, Iniziazione alla Terapia Karmica, Iniziazione all'Astrologia Karmica, Iniziazione agli Amori che cambiano la Vita. Con Edizioni Spazio Interiore ha pubblicato Sogni ed evoluzione (2014) e Sesso Eroico Furore (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giovanni Agnoloni"La prossima notte"Transeuropa Edizioniwww.transeuropaedizioni.itUna telefonata nella notte. Una voce che Aaron Stewart credeva di non poter più sentire: quella del padre, scomparso dieci anni prima e dato per morto. Da quel momento, la vita del centravanti della Fiorentina cambia per sempre. Per inseguire quel mistero irrisolto, parte da Firenze verso Montepulciano, Siena, Roma e oltre, in un viaggio proteso verso Sud che riecheggia una trasferta della squadra viola dell'immediato dopoguerra, snodandosi tra vecchie rapine mai dimenticate, profezie lasciate in sospeso e destini incrociati con l'ombra della guerra nei Balcani. Sul campo da gioco come nella vita, ogni scelta diventa una sfida: fidarsi o fuggire, conservare il passato o provare a riscattarlo. La prossima notte è un romanzo di padri e figli, di colpe e redenzioni, in cui lo sport si intreccia alla memoria e la suspense rivela l'enigma più difficile da affrontare: quello della propria identità.Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. Ha pubblicato il romanzo psicologico Viale dei silenzi (Arkadia, 2019), quello di viaggio Berretti Erasmus (Fusta, 2020), la tetralogia distopica Internet. Cronache della fine (Galaad, 2021), il concept-book di racconti Da luoghi lontani (Arkadia, 2022, con Carlo Cuppini e Sandra Salvato) e il saggio Le rivelazioni del viaggio (Ediciclo, 2025). Ha curato e tradotto opere su J.R.R. Tolkien, Shakespeare e Bolaño (Bolaño selvaggio, Miraggi, 2019, con Marino Magliani), nonché testi di Bergoglio, Biden, Harris, Wenger, Valle e Straub. Traduce da e verso l'inglese e da altre cinque lingue. Come traduttore, ha ricevuto il Premio “La Quercia del Myr” (2023) e il “Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria” (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Carlo Ginzburg"Il vincolo della vergogna"Letture obliqueAdelphi www.adelphi.it«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un'immagine, una frase, addirittura una parola. L'analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l'incontro con l'inaspettato.Carlo Ginzburg (1939) ha insegnato all'Università di Bologna, a UCLA, alla Scuola Normale di Pisa. Tra i suoi libri, tradotti in più di venti lingue: I benandanti (1966, nuova ed. 2020); Il formaggio e i vermi (1976, nuova ed. 2019); Miti emblemi spie (1986); Storia notturna (1989, nuova ed. 2015); Il giudice e lo storico (1991); Rapporti di forza (1990); Occhiacci di legno (1998, nuova ed. 2019); Nessuna isola è un'isola (2002); Il filo e le tracce. Vero falso finto (2006), Paura reverenza terrore (2015); Nondimanco. Machiavelli, Pascal (2018); La lettera uccide (2021). Apparso nel 1981 e arricchito di quattro Appendici nel 1994, Indagini su Piero è uscito ora presso Adelphi, accompagnato da un'inedita Postfazione, I formaggi e i vermi (2019), I benandanti (2020), Miti emblemi spie (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gianni Agostinelli"Storia funesta di un velista per caso"Donald Crowhurst e il primo giro del mondo in solitariaBibliotheka Edizioniwww.bibliothekaedizioni.itDonald Crowhurst non è un velista. Non ha una barca né ha mai affrontato una regata. Eppure, quando nel marzo 1968 il Sunday Times lancia la Golden Globe Race, il primo giro del mondo in barca a vela, in solitaria e senza scali, decide di partecipare. Le cinquemila sterline in palio gli permetterebbero, infatti, di salvare dal fallimento la sua attività commerciale e dare un futuro alla famiglia. Riuscirà nel suo sogno?Gianni Agostinelli ci regala un romanzo tenero e malinconico, dove le onde della speranza si infrangono contro gli scogli della realtà.Gianni Agostinelli ha esordito nel 2015 con Perché non sono un sasso, romanzo finalista al Premio Calvino. Nel 2020 ha pubblicato Resti (Italo Svevo). Il suo ultimo libro è Il trucco è resistere. Vita e imprese di Carlo Airoldi, ultramaratoneta (Piano B).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Andrea Chimenti"Senza fermata"Ronzani Editorewww.ronzanieditore.itCi affascina e ci intimorisce il fluire inesorabile del tempo: trascina la nostra vita, quella di chi ci ha preceduto e annuncia quella di chi verrà. Qualcuno ha parlato di illusione e qualcun altro di relatività. Se ciò che viviamo è relativo a noi stessi, ogni vicenda sembra a sé stante, ma se la realtà potesse avere un occhio al di fuori, tutto apparirebbe unito e simultaneo.Andrea Chimenti scrive dieci racconti ognuno dei quali scivola dentro il successivo rispettando il luogo degli accadimenti, ma infischiandosene del tempo. I personaggi si sfiorano pur appartenendo a epoche diverse. Sono episodi indipendenti legati da un'unica narrazione morale, che mostrano personaggi ordinari messi dinnanzi a scelte straordinarie.In queste storie c'è l'umanità che resiste, nel buio, facendo la cosa giusta anche quando nessuno guarda. Sono racconti sulla salvezza, quella quotidiana, fatta di scelte vere, piccoli gesti e dignità. Una raccolta di piccole vicende umane volte ad afferrare la vita, a strappare un lembo di quel tempo che sembra scorrere vertiginoso, ma che forse è semplicemente immobile. La meraviglia di un'incomprensibile esistenza.Andrea Chimenti (Reggio Emilia, 1959), cantautore italiano, frontman, dal 1983 al 1989, dei Moda, uno dei gruppi capostipiti del rock italiano. Nel 1990 inizia la sua carriera da solista e intraprende diverse collaborazioni con grandi artisti italiani: Pierò Pelù, Patrizia Laquidara, David Sylvian, Gianni Marlocco, e altri. Ha lavorato come attore per il cinema e il teatro, realizza colonne sonore, installazioni e sonorizzazioni di mostre d'arte. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, Yuri (Zona), nel 2020 la raccolta di racconti con audiolibro L'Organista di Mainz (Lorusso Editore).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Carlo Baroni"Essere James Bond"Identikit di un agente segretoEdizioni Areswww.edizioniares.itJames Bond non invecchia: cambia volto (al cinema), ma il suo mito resta inscalfibile.L'agente segreto, impeccabile e letale, “nasce” nel 1953 dalla penna di Ian Fleming (1908-1964) e nel '62 buca lo schermo con Sean Connery. Fedele alla Corona britannica (chiunque la porti), pistola Walther sempre carica, Aston Martin modificata, smoking e cocktail a ogni latitudine, fascino magnetico e proverbiale: ecco i tratti dell'icona apprezzata persino da Umberto Eco. Con ironia e passione, Carlo Baroni decripta il pedigree di 007: scandaglia il suo passato, indaga sull'uomo dietro la spia, nonché sul romanziere celato dietro il suo personaggio più celebre.Essere James Bond. Identikit di un agente segreto è un ritratto tridimensionale ricco di curiosità e pieno di brio: non può mancare la ricetta del Vodka Martini per una meritata pausa prima di una nuova spericolata missione.Carlo Baroni, rivela in questo libro la sua ammirazione per 007. Avrebbe voluto fosse la sua autobiografia, ma soffre di vertigini.Carlo Baroni, giornalista del Corriere della Sera, con Ares ha pubblicato Essere James Bond. Identikit di un agente segreto, in cui rivela la sua ammirazione per 007. Avrebbe voluto fosse la sua autobiografia, ma soffre di vertigini.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Katja Hrobat Virloget"Esodo. Il silenzio di chi resta"Traduzione Lucia Gaja ScuteriBottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itIo avevo chiesto a casa, avevo fatto delle domande, me lo ricordo, nel '54, '55, perché in prima elementare eravamo in quarantatré, ma ogni giorno mancava qualcuno. E io tornavo a casa e dicevo: “Mamma, non c'è questo e questo, non c'è Vinicio, non c'è Lucio, non c'è più Maria, ma dove sono andati?”. “Ah, sì” mi diceva “vedrai che torneranno”. Ma io ero piccola, vivevamo molto isolati… Guardi, ora le dirò una cosa: io l'esodo l'ho scoperto soltanto quando ho letto i libri di Tomizza. E questo all'Università di Belgrado! Non se ne parlava, ecco.Un'antropologa e ricercatrice indaga le memorie dei rimasti dopo l'esodo: uomini e donne che nei turbolenti anni del secondo dopoguerra non hanno lasciato l'Istria assieme a gran parte della comunità italiana per raggiungere l'Italia; persone che sono rimaste in Jugoslavia e da maggioranza sono diventate minoranza. Voci scomode sia per chi vorrebbe raccontare l'esodo solo come migrazione di vittime sia per chi invece lo intende solo come opzione di scelta. Voci ridotte al silenzio per decenni che finalmente raccontano la propria storia.Nel complesso mosaico di ciò che è stato l'esodo giuliano-dalmata, si inserisce ora un tassello mancante: il racconto dei destini delle persone comuni che rimasero, che si adattarono, che ricostruirono una società assieme a coloro che arrivarono dall'interno della Jugoslavia a colonizzare il “selvaggio West” istriano.Un racconto composto da testimonianze toccanti, raccolte in dieci anni con rigoroso metodo antropologico nell'area litoranea slovena e con un obiettivo principale: abbandonare gli stereotipi e lasciare finalmente parlare il silenzio.Katja Hrobat Virloget (Koper/Capodistria, 1976) Professoressa ordinaria e direttrice del dipartimento di Antropologia e Studi culturali della facoltà di Studi umanistici dell'Università del Litorale di Koper/Capodistria. Nelle sue ricerche, spesso di carattere interdisciplinare, si occupa di migrazioni e movimenti della popolazione, memoria, identità, patrimonio, folklore e mitologia.Lucia Gaja Scuteri (Lubiana, 1985) Traduttrice freelance e mediatrice culturale. Dopo la laurea in Lingua e letteratura slovena presso l'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”, consegue il dottorato in Storia contemporanea e Linguistica slovena presso l'Università del Litorale di Koper/Capodistria. Si occupa di promozione della letteratura slovena in Italia e all'estero. Per Bottega Errante Edizioni ha tradotto Bestiario di confine di Primož Sturman. Vive tra Napoli, Slovenia e Irlanda.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sofia Bianchini"Agata goodbye"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.it"Agata goodbye" è un romanzo di formazione che esplora le complessità dell'amicizia femminile. È raccontato dal punto di vista di Caterina, la protagonista, che dopo il liceo si trasferisce da Milano a Londra per seguire la sua migliore amica, Agata. Tuttavia, una volta arrivata, Agata pare svanita nel nulla. Non risponde alle chiamate e ai messaggi di Caterina e non si presenta ai loro appuntamenti. Mentre si impegna a definire la sua nuova vita in Inghilterra, Caterina continua la ricerca dell'amica, imparando a determinare il proprio futuro e affrontando due tradimenti: quello di Agata e quello del paese che ora considera la sua nuova casa. Una storia di amicizia, manipolazione, romanticismo e tradimento condito con le peripezie di una nuova esistenza in un paese straniero. In questo libro Sofia Bianchini narra gli anni che hanno portato al referendum sulla Brexit con lo sguardo della generazione di giovani italiani spinti, per scelta o per necessità, a lasciare il proprio paese per inseguire nuove opportunità.Sofia Bianchini è nata nel 1992, si è trasferita a Londra nel 2011 dove ha studiato Relazioni Internazionali alla University of Westminster e, dopo varie esperienze in Spagna, Ungheria e Stati Uniti, ha lavorato al King's College London e alla University College London, supportando e facilitando l'impatto della ricerca sulla società. Attualmente, collabora con l'Area Innovazione dell'Università di Bologna. Nel 2022, ha frequentato il corso di scrittura “Writing a Novel” della Faber Academy (tenuto da Nikesh Shukla). Agata Goodbye è il suo romanzo d'esordio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maria Cristina Amoretti"Una scienza libera?"Il ruolo dei valori nella ricerca scientificaRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itÈ davvero possibile e auspicabile una scienza “libera”, completamente immune da influenze etiche, politiche, culturali, economiche o religiose? Questo volume esplora in profondità il rapporto tra scienza e valori, mostrando come le intrusioni valoriali pervadano l'intero processo scientifico: dalla definizione delle priorità di ricerca alla valutazione delle evidenze, fino all'accettazione delle ipotesi e alla comunicazione dei risultati. Contrariamente a un'idea ancora diffusa, l'autrice argomenta come l'ideale della value-free science sia non solo irrealistico, ma anche indesiderabile, e come il tentativo di nascondere il ruolo dei valori possa compromettere l'integrità, l'affidabilità e la credibilità della scienza stessa. Attraverso una solida analisi teorica e numerosi esempi concreti, il volume aiuta a comprendere come la scienza possa rimanere oggettiva e al servizio della società, senza nascondere — ma anzi rendendo trasparenti — le sue molteplici connessioni con i valori.Maria Cristina Amoretti è professoressa associata in Filosofia della scienza presso l'Università di Genova. Si occupa di questioni concettuali e metodologiche in filosofia della medicina e della psichiatria, con particolare riferimento al ruolo dei valori nella pratica scientifica. Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli e volumi tra cui: Filosofia della scienza. Parole chiave (con D. Serpico, Carocci 2022) e Filosofia della medicina. Pensare la salute e la malattia (Carocci 2015).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Pastonesi"Rugby Underground"Bottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itMilano, zona vecchia Fiera campionaria, metà anni Settanta. L'inagibile scantinato di un elettrauto si trasforma in una cantina, o in un salotto, o in un circolo anche se rettangolare o forse in un'osteria, in un dopolavoro per disoccupati, in una biblioteca, in un presidio di resistenza umana. Insomma, in un rugby club. L'unico rugby club al mondo che disputa esclusivamente il terzo tempo. Un terzo tempo rituale o anarchico, organizzato o improvvisato, ripetuto migliaia di volte nella cantina di Gabriele Cabrio detto Lele, elettrauto ovale in tutti i sensi. Qui ognuno dice liberamente la sua, narrazioni e battute, avverbi e proverbi, storie e geografie, un'insalata russa, un fritto misto, una macedonia esotica. E qui per quarant'anni giungono giocatori da tutta Italia, perfino alcuni All Blacks, un giorno si presenta Eddy Merckx, una sera Diego Abatantuono. E tutti insieme a mangiare e bere, guardare la Coppa del mondo e il TriNations, ascoltare Miles Davis e Fabio Treves. E il rugby come religione e filosofia, come scusa e alibi, come missione e ambasciata, come eredità.Marco Pastonesi, nato a Genova nel 1954, ha abitato a Roma e Milano, ora a Nervi e Bracciano. Ha lavorato, fra l'altro, a “la Repubblica” e “La Gazzetta dello Sport”, adesso collabora con “Il Foglio”, “Tuttobiciweb” e Rai Radio 3 per “Wikiradio”, più varie ed eventuali, occupandosi sempre di sport e soprattutto di ciclismo e rugby. Fra i suoi libri, Pantani era un dio, L'Uragano nero e Rocky Marciano Blues (66thand2nd), Spingi me sennò bestemmio, Se cadono tutti vinco io e Strade nere (Ediciclo), Mia con Ivan Zaytsev, Il mio calcio libero con Barbara Bonansea e La quinta tappa con Vincenzo Nibali (Rizzoli).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Antonio Settembre"La toga spezzata"Viaggio nel Processo Penale e nella Riforma che cambia la Magistratura.Distribuzione: www.amazon.itUn viaggio chiaro e coinvolgente dentro i meccanismi del processo penale, per orientarsi tra regole, ruoli e recenti riforme. Scopri cosa cambia con la riforma della separazione dellecarriere e perché riguarda da vicino anche te.Durante la sua carriera, l'autore ha trattato – come relatore ed estensore della sentenza – numerosi processi importanti, tra cui la strage dei Georgofili a Firenze, del 1993, e tutte quellecollegate di via Palestro a Milano, di via Fauro a Roma, di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro, anch'esse commesse a Roma, oltre, ovviamente, a numerosissime altrevicende giudiziarie, soprattutto in materia fallimentare. Oggi ci racconta, attraverso la sua esperienza professionale, la complessa macchina della giurisdizione italiana, civile e penale, per arrivare a sviscerare il processo penale e comprendere i punti più cruciali del Referendum di giustizia del 22 e 23 marzo 2026."Il processo penale italiano è una delle costruzioni giuridiche più sconosciute al cittadino medio. Sebbene la sua rilevanza sociale e il suo impatto sulla vita delle persone siano estremamente significativi, la conoscenza dei meccanismi che presiedono al funzionamento del processo risulta appannaggio di pochi; in pratica, dei soli operatori giuridici - magistrati e avvocati penalisti - impegnati nella gestione dei processi.L'ambizione di questo scritto è, innanzitutto, quella di fornire, ai non addetti ai lavori, nella maniera più semplice e obbiettiva possibile, le cognizioni minime atte a comprendere qual è la struttura del procedimento penale, come nasce e come evolve e quali sono i soggetti che si muovono nell'ambito dello stesso. Ciò verrà fatto con l'utilizzo di un linguaggio non tecnico, o minimamente tecnico, per estendere al massimo la platea dei possibili fruitori di questo scritto.Non è dubitabile che la conoscenza del sistema giudiziario (riferita, quantomeno, al sistema penale) non solo aiuterà a comprendere l'evoluzione di moltissime vicende giudiziarie dell'attualità, ma può contribuire alla formazione di un giudizio più consapevole sulle infinite questioni che agitano il mondo della giustizia, squassato, come pochi altri, dalle polemiche e dalla disinformazione."Antonio Settembre nasce a Salerno nel 1955. Ha iniziato a lavorare in magistratura come pretore a Cagliari nel 1986. Successivamente, da 1991 al 1996, ha lavorato come sostitutoprocuratore a Lucca, poi giudice a Firenze dal 1996 al 2012. Fino al 2021 è stato consigliere della Corte suprema di cassazione e fino alla pensione nel 2025, Presidente di sezione della Corte d'appello di Firenze.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Felici"Città ipersostenibili"La rete di città lineari tridimensionali come infrastruttura per una nuova civiltàRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itCittà Ipersostenibili individua in un modello di infrastruttura urbana aperta, incrementale e condivisa, da applicare in scala planetaria, le potenzialità per promuovere la formazione di una nuova civiltà. Per analizzarle, conia il concetto di ipersostenibilità, e lo utilizza come target di una proposta pragmatica che, in un momento storico particolarmente delicato per il futuro del pianeta terra, mette in discussione l'attuale paradigma di civiltà e dialoga con quanto promosso dalla Nuova Agenda Urbana delle Nazioni Unite e con il modello della Città dei 15 minuti.Marco Felici (latina, 1970) dal 1999 svolge attività professionale conseguendo riconoscimenti e premi per opere di architettura e progetti urbani. È autore di numerosi saggi e contributi su riviste, cataloghi e convegni in ambiti specialistici trasversali alle discipline coinvolte nella sua ricerca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Laura Canali"Festival di Limes"https://palazzoducale.genova.it/evento/festival-di-limes-xiii-edizione/13 Feb 2026 — 15 Feb 2026Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio, streaming sul Canale YouTube di Palazzo DucaleL'Italia nella rivoluzione mondialeUn viaggio ragionato nei fattori dell'odierno caos internazionale, a partire dal punto di vista italiano.La crisi di ridimensionamento americana è entrata nel vivo.L'aumento della violenza interna al paese fa da contraltare alla nuova Strategia di sicurezza nazionale, che certifica l'insofferenza per un'Unione Europa vissuta come fardello e impedimento, non come fattore di stabilità. Questo leva a noi europei il terreno sotto i piedi, in un momento critico per le sorti dell'Ucraina e dei rapporti con la Cina.Mentre la Russia continua una guerra onerosa e devastante, Washington persegue una pace all'insegna degli affari che relega i “soci” europei al ruolo di spettatori e cofinanziatori di una costosissima ricostruzione. Intanto, dal Venezuela alla Groenlandia, prende corpo la “dottrina Trump” che postula l'accaparramento diretto di spazi e risorse utili all'America. Pechino sfrutta la circostanza per consolidare una politica di potenza che, come attesta il nuovo piano quinquennale, continua a far perno sulla competizione tecnologica e sull'export a tutti i costi.Sul fronte mediorientale, la fragile tregua di Gaza stenta a produrre il processo di pace, auspicato dalla schierata mediazione americana, mantenendo altamente volatile un'area per noi cruciale, su cui pesa anche l'instabilità dell'Iran.In questo complesso scenario, il festival si pone tre domande cruciali. Che cosa ci sta succedendo? Come dovremmo reagire? E che cosa possiamo fare?venerdì 13 febbraio 2026ore 10 – Limes incontra le scuoleore 17 – Inaugurazione mostra cartografica – con Laura Canaliore 18 – L'Italia nella rivoluzione mondiale – con Lucio CaraccioloSabato 14 febbraio 2026ore 10 – Chi è l'Italia – con Giuseppe Cucchi, Giuseppe De Ruvo e Massimiliano Valeri; modera Fabrizio Marontaore 12 – Guerra civile in America – con George Bogden e Scott Smitson; modera Federico Petroniore 15.30 – Gli europei di fronte a Trump – con Daniel Foubert, Paolo Peluffo e Wolfgang Streeck; modera Agnese Rossiore 16.30 – Visita guidata della mostra cartografica – con Laura Canaliore 17.30 – Prove di nuovo ordine mondiale – con Victor Gao, Orietta Moscatelli e Oriana Skylar Mastro; modera Lucio Caraccioloore 21 – L'ordine dell'amore – con Laura Canali, Lucio Caracciolo, Giuseppe De Ruvo e Federico PetroniDomenica 15 febbraio 2026ore 10 – Israele contro Israele – con Antonella Caruso e Noa Limone; modera Fabrizio Marontaore 11 – Visita guidata mostra cartografica – con Laura Canaliore 12 – La nuova corsa all'oro (e non solo) – con Massimo Nicolazzi e Lapo Pistelli; modera Giacomo Mariottoore 15.00 – La Russia tra Cina e Ucraina – con Giorgio Cuscito e Adriano Roccucci; modera Mirko Mussettiore 16.30 – Noi fra Usa e Cina – con Alessandro Aresu e Germano Dottori; modera Giorgio Cuscito ore 18 – Essere italiani oggi – Lucio Caracciolo dialoga con Ilvo Diamantiore 18.30 – Limes dialoga con il pubblicoSpigoli di mondola mostra di Laura CanaliLa sfericità del mondo non è più la sola dimensione con la quale descrivere il nostro pianeta. Abitiamo un luogo la cui superficie è corrugata dalle potenze in campo che creano “nuove terre” con delle vette a volte coperte da dense nubi e a volte più visibili. Geografie diverse dal passato con modi di comunicare ancora da decifrare. Il moderno spazio-tempo è già il futuro e la nuova mostra cartografica di Limes vuole cercare di percorrere una rotta tra punti da connettere. Stati remoti spesso diventano lo specchio di importanti tensioni globali. Territori armati come fossero Stati possono tenere sotto scacco delle vere potenze. Alleanze sotterranee alla luce possono sembrare sull'orlo della guerra. I cambi di rotta repentini del presidente degli Stati Uniti, le minacce vere e false dei dazi, tutto questo rende sempre più difficile orientarsi nel globo multipolare e spigoloso nel quale ci troviamo immersi. Tra sfide e paure il tentativo di conoscere le forze che stanno modificando il “nostro” mondo è l'unica strada che si possa intraprendere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Alessandra Mauro"Irving Penn. Photographs 1939 - 2007"Centro della Fotografia, RomaFino al 29 giugno 2026Ad inaugurare il programma espositivo del neonato Centro della Fotografia di Roma è la grande mostra IRVING PENN. PHOTOGRAPHS 1939 – 2007, che presenta al pubblico una selezione di 109 stampe provenienti dalla prestigiosa collezione della Maison Européenne de la Photographie (MEP) di Parigi, realizzate tra il 1939 e il 2007. La collezione della MEP è il risultato di un lungo rapporto di collaborazione con l'artista e, negli anni più recenti, di un dialogo continuo con la Irving Penn Foundation, istituzione fondata dallo stesso Irving Penn per preservare e promuovere il suo lascito artistico.La mostra è curata da Pascal Hoël, Head of Collections MEP, Frédérique Dolivet Deputy to Head of Collections MEP e Alessandra Mauro curatrice per il Centro della Fotografia di Roma.Irving Penn (1917–2009) è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi maestri della fotografia del Novecento. Per oltre sessant'anni protagonista della scena internazionale e firma storica della rivista Vogue, Penn ha rivoluzionato i generi della fotografia di moda, del ritratto e della natura morta, con uno stile inconfondibile fatto di rigore formale, eleganza essenziale e straordinaria attenzione ai dettagli. Le sue immagini, per lo più realizzate in studio, sono celebri per la loro apparente semplicità e per la capacità di restituire, con la stessa intensità, soggetti famosi e persone comuni. Accanto ai ritratti di artisti, scrittori e celebrità, Penn ha dedicato grande attenzione a progetti personali diventati iconici, come le nature morte con mozziconi di sigarette o oggetti abbandonati, trasformati in immagini di sorprendente bellezza.La mostra, articolata in sei sezioni, offre una panoramica completa della sua opera, mettendo in luce non solo la potenza della sua visione artistica, ma anche la sua straordinaria abilità di stampatore. Penn seguiva, infatti, ogni fase del processo con estrema cura, sperimentando tecniche raffinate come la stampa al platino, per ottenere immagini senza tempo, oggi considerate pietre miliari della storia della fotografia.Il percorso espositivo si apre con i Primi lavori (1939-1947), cioe le prime fotografie che realizza lungo le strade di New York, poi nel sud degli Stati Uniti e poi ancora in Messico nel 1941. Nel 1945 e in Europa e in Italia, come autista volontario di ambulanze dell'esercito americano e utilizza la sua macchina fotografica per raccogliere testimonianze visive di quel periodo travagliato. In mostra anche la celebre fotografia dedicata al “gruppo d'intellettuali italiani al Caffe Greco” realizzata a Roma da Irving Penn per Vogue nel 1948. La seconda sezione e dedicata ai numerosi Viaggi tra il 1948 ed il 1971 per Vogue, dal Peru al Nepal, dal Camerun alla Nuova Guinea, nei quali realizza ritratti degli indigeni immersi nella luce naturale, dopo averli isolati dal loro ambiente in uno spazio neutro. La sezione numero tre riguarda invece i Ritratti (1947 – 1996) soprattutto delle celebrità e che vengono fotografate per lo più nel suo studio, dove Penn crea i suoi set. Nella quarta sezione troviamo i Nudi (1949 – 1967): una serie molto personale di fotografie di nudi femminili, per i quali sceglie modelle professioniste per pittori e scultori con l'obiettivo di inquadrare i corpi il piu da vicino possibile, senza mai mostrare i volti, celebrando la loro bellezza scultorea. Sottopone poi i suoi negativi a tecniche di stampa sperimentali, sbiancando e rielaborando le sue stampe fino a ottenere toni diafani che variano sempre da una stampa all'altra. La sua forza creativa e evidente anche nel lavoro che realizza nel 1967 per il Dancers' Workshop di San Francisco in cui non cerca di dare un preciso significato a una coreografia specifica, ma piuttosto sceglie un'interpretazione piu libera dei corpi in movimento che si esibiscono solo per essere fotografati. Infine, le ultime due sezioni: Moda e bellezza (1949 – 2007), durante la sua lunga carriera per Vogue, la moda e parte essenziale del suo lavoro e Still Life (1949 –2007), nella quale dimostra grande creativita nella messa in scena di oggetti inanimati, con una costante determinazione a rimuovere il superfluo. Spesso include nelle sue realizzazioni riferimenti alla Vanitas e al memento mori dell'arte antica, che conferiscono alle sue immagini un potere e una presenza senza tempo. E anche interessato a soggetti che a prima vista possono sembrare banali, insignificanti o ripugnanti, come i mozziconi di sigarette trovate in strada o le gomme da masticare usate, che Penn glorifica in sontuose stampe al platino-palladio. Così, esplorando nuovi soggetti con nuove tecniche, continua sempre a forzare i confini creativi del mezzo fotografico.Accompagna la mostra un booklet in vendita al bookshop del Centro di Fotografia.La mostra è promossa da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzata da Civita Mostre e MuseiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giacomo Longhi"Vita appesa"Atef Abu SaifAlessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itUn romanzo potente e attuale che racconta cosa significa vivere nella Striscia di Gaza.In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na‘im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l'inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino collettivo: il figlio Salim, rientrato dall'Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama. Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l'inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre – chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande «panificio di notizie» che è Gaza, chi sogna l'estero, chi scala le gerarchie del potere – mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia. Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caffè alle prigioni, dai tunnel sotterranei all'economia dell'assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una «macchina della vita».Traduzione dall'arabo di Lorenzo Declich e Daniele Mascitellia cura di Giacomo Longhi Alberti«Chi vede la morte ha paura di una cosa: essere dimenticato. Anche durante un genocidio le persone sanno l'importanza delle parole e della scrittura». Originario del campo profughi di Jabalia, nella Striscia di Gaza, dove è nato nel 1973, Atef Abu Saif si è laureato in Lingue e Letteratura inglese all'Università di Bir-Zeit di Ramallah e ha conseguito un master presso l'Università di Bradford (UK) e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze. È autore di cinque romanzi, tra i quali Una vita sospesa, finalista del Premio Internazionale per la Narrativa Araba 2015. Nel 2014 ha curato l'antologia The Book of Gaza (Comma Press), composta da dieci racconti brevi di scrittori della Striscia. Già portavoce del partito di Fatah e Ministro della cultura della Palestina dal 2019 al 2024, si trovava nella Striscia di Gaza per un breve viaggio di lavoro quando Israele ha lanciato la sua offensiva il 7 ottobre 2023: per sessanta giorni ha testimoniato in presa diretta la violenza della guerra e le devastanti perdite di vite umane e le sue cronache – poi confluite nel doloroso Diario di un genocidio (Fuoriscena, 2024) – sono state pubblicate dalle principali testate giornalistiche internazionali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Stefania Garassini"Smartphone"12 ragioni per non regalarlo alla Prima Comunione e neanche alla CresimaEdizioni Areswww.ares.mi.it“I social network sono a tutti gli effetti potenti sistemi di relazione sociale: nella rete, al di là dello schermo, continuano a esserci persone in carne e ossa”.Dalla Prefazione di Mariolina Ceriotti MigliareseQuando si regala uno smartphone ai bambini si deve mettere in conto una sfida educativa. Se da un lato esso rappresenta un'opportunità unica di conoscenze e di comunicazione, dall'altro è una porta d'accesso a una realtà parallela, spesso inaccessibile ai genitori. Con il rischio di vedere bambini e preadolescenti rinchiudersi in un mondo «altro», dove la presenza educativa adulta viene esclusa, le regole possono essere aggirate e il dialogo sostituito da interazioni virtuali, con conseguenze sulla crescita, sulle relazioni e sul benessere emotivo. Nella nuova edizione interamente rivista e ampliata di Smartphone. 12 ragioni per non regalarlo alla Prima Comunione e neanche alla Cresima (Edizioni Ares, pp. 152, € 12) Stefania Garassini tratta in modo chiaro e argomentato di dipendenza, salute e opportunità, orientando gli educatori adulti ad affrontare i rischi e le pressioni sociali connesse all'uso degli smartphone e nel suggerire le regole opportune da fissare in famiglia e a scuola.Stefania Garassini, giornalista, madre di tre figlie, insegna Digital Journalism all'Università Cattolica. Nel 1993 ha fondato Virtual, prima rivista italiana di cultura digitale, e oggi dirige il sito www.orientaserie.it. Scrive su Avvenire e Credere. È nel cda della Fondazione Patti Digitali, presidente di Aiart Milano, autrice di Dizionario dei new media (Cortina) e curatrice di Clicco quindi educo (ETS). Con Ares ha pubblicato anche Lo schermo dei desideri, sulle serie tv lette in chiave educativa. Svolge attività di formazione sull'uso consapevole del digitale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Elisa Andriano"Sembrava dovessero incendiare il mondo"Clown Bianco Edizioniwww.clownbianco.comStudiare, laurearsi, non tornare più indietro: il piano era perfetto. Alla retorica del «se vuoi, puoi», Carlotta ci aveva creduto fin da bambina, mentre osservava la madre trasformarsi in un ingranaggio della macchina produttiva del Nord Est. Eppure, nel 2000, la realtà decide di non piegarsi alla sua volontà. Attraverso un monologo interiore serrato, dove il dialogo si fonde al pensiero in un respiro unico, seguiamo Carlotta nei vicoli nebbiosi di una Ferrara dai due volti, accogliente e respingente. Un test di gravidanza positivo diventa lo spartiacque tra la ragazza che era e la donna chiamata a fare una scelta. Mentre le amiche si allontanano e le profezie di una cartomante iniziano a pesare come condanne, Carlotta smonta, pezzo dopo pezzo, la grande finzione del merito e dell'equità sociale. Come il terzo segreto di Fatima, svelato dopo quarant'anni per rivelarsi una verità deludente, così la vita di Carlotta approda alla sua personale rivelazione. Un romanzo potente sulla fragilità dei progetti umani e sulla forza di chi ha il coraggio di guardare in faccia il proprio destino.Elisa Andriano vive a Valdagno, dove divide il tempo tra il lavoro in un'azienda artigiana, la famiglia, e l'amore per la narrazione. Laureata in Arti del teatro, ha imparato che ogni racconto ha bisogno del giusto sguardo: che sia attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica o tra le righe di una poesia. Fotografa per passione, coltiva piante e nei dettagli ricerca la bellezza. Sembrava dovessero incendiare il mondo è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sonia La Marca"Il risveglio della Grande Madre"Viaggio evolutivo attraverso le stagioni dell'anima e di Madre NaturaEdizioni Spazio Interiorewww.spaziointeriore.comQuesto libro è un viaggio alchemico ed evolutivo, in cui l'Autrice ci accompagna in un cammino che esplora il risveglio delle forze femminili e maschili nella loro essenza sciamanica, spirituale, corporea e mentale. Attraverso la conoscenza delle forze della Grande Madre, veniamo condotti in un dialogo profondo con le energie di Madre Terra, radicandoci nella sua saggezza ancestrale. Questo percorso di trasformazione si snoda nella sanazione delle radici: l'albero genealogico, le relazioni che ci plasmano e soprattutto la relazione con noi stessi, primo e sacro incontro con il nostro essere. È il viaggio dell'iniziato: un cammino di consapevolezza attraverso tutte le stagioni interiori, accogliendone i doni, le opportunità, le ombre e la luce. Perché solo attraversandole fino in fondo possiamo evolverci, guarire, manifestarci, crescere e illuminarci. Le pagine di questo libro mostrano come le dinamiche della vita, dalla nostra origine primale ai giorni presenti, ci guidino in un ciclo di evoluzione continua: un invito a riscoprire il nostro posto nell'equilibrio universale, armonizzando spirito e corpo, mente e cuore, e intrecciando il nostro viaggio personale con il respiro della natura e il ritmo eterno della vita, aiutandoci a prendere consapevolezza di tutto quello che siamo e possiamo essere, a entrare in contatto con le nostre ferite, risvegliare l'istinto arcaico che possediamo e così ritrovare il nostro potere personale.«Questo non è un libro. Questo è un viaggio. È il viaggio che, attraverso l'incontro con la Grande Madre, mi ha portata a fiorire, trasformandomi da donna inconsapevole, desiderosa di colmare il vuoto che si portava dentro, a donna in cammino alla scoperta di se stessa e della sua sacralità. Ma è anche il tuo viaggio, di te che ti appresti a leggere e a scendere dentro di te, alla scoperta di te stessa e della tua sacralità.È un viaggio attraverso le stagioni, della natura e dell'anima, che si sviluppa attraverso un percorso circolare che dall'Autunno conduce all'Estate, dalla Morte alla Manifestazione. Ed è il ciclo dell'anima, del cambiamento e di ogni percorso evolutivo, dove le quattro stagioni diventano archetipi per raccontare le quattro fasi del viaggio alchemico, personale e collettivo, che dall'ombra conduce alla luce, dal trauma alla guarigione. Il ciclo trasformativo non si esaurisce con il suo apparente compimento, ma ricomincia ogni volta da dove si è fermato per dare inizio a una nuova parabola. Ecco allora che il cerchio diventa spirale, permettendoci di toccare ogni volta livelli sempre più profondi e raggiungere gradini sempre più alti della nostra incarnazione».Sonia La Marca è terapeuta sciamanica, costellatrice, formatrice e scrittrice. Inizia consapevolmente a lavorare su di sé nel 2008, ma è nel 2012 che avviene un clic riconosce la propria missione: accompagnare gli altri nella guarigione e nell'evoluzione dell'anima. Il suo primo strumento è la natura, che la conduce alla floriterapia. Prosegue con l'Ipnosi Regressiva, la lettura dei Registri Akashici, PSYCH-K® ed EFT, strumenti che favoriscono l'integrazione e la guarigione tra corpo, mente e spirito. L'incontro con una curandera sudamericana le apre la via alla saggezza antica delle Ande e allo Sciamanesimo. Inizia il lavoro con le piante maestre e medicina, e apprende a leggere dal Libro della Natura, una guida vivente e sacra. La maternità e la relazione di coppia rappresentano passaggi profondi e trasformativi che radicano ulteriormente il suo cammino. Nel tempo, si forma nelle costellazioni familiari multidimensionali, e conosce a fondo il lavoro corporeo ed emotivo di Willi Maurer e le 5 Leggi Biologiche. Da queste esperienze nasce un metodo personale che unisce la visione sistemica al lavoro sul trauma e al risveglio della sacralità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Erika Maderna, Beniamino Sidoti"Giocare con miti, leggende e fiabe"Carocci Editorewww.carocci.itMiti e leggende parlano di noi: non di fatti accaduti nel passato, ma di ciò che noi stessi siamo e di come cambiamo. Descrivono incontri, relazioni, esperienze che portano a vitali trasformazioni; rivelano significati e simboli eterni che ci permettono di riconoscerci, immaginare il futuro, trasmettere saperi e risorse, gestire regole ed emozioni. In 85 racconti e altrettante attività, il libro mette in gioco la natura versatile delle storie per dare loro nuove, inaspettate vite: a scuola, nella formazione degli adulti, in piccoli gruppi o anche da soli, attraverso la scrittura o il movimento, il disegno o l'immaginazione.Erika Maderna, laureata in Etruscologia e Archeologia Italica presso l'Università degli Studi di Pavia, si è stabilita anni fa nella Maremma toscana, spinta dal richiamo della terra degli Etruschi. Vive a Grosseto, dove insegna, scrive articoli, traduzioni e saggi di cultura e archeologia classica. Per Aboca Edizioni ha scritto: Aromi sacri, fragranze profane. Simboli, mitologie e passioni profumatorie nel mondo antico (2009), Le mani degli dèi. Mitologie e simboli delle piante officinali nel mito greco (2016), Con grazia di tocco e di parola. La medicina delle sante (2019), Medichesse. La vocazione femminile alla cura (2021), Per virtù d'erbe e d'incanti. La medicina delle streghe (2023) e La memoria nelle mani. Storie, tradizioni e rituali delle levatrici (2024).Beniamino Sidoti, formatore e autore di giochi, è direttore artistico di Gradara Ludens.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Donatella Solda"Learing More Festival"www.learningmorefestival.itIl primo festival italiano dedicato alle frontiere dell'apprendimento e a come la formazione stia evolvendo nell'era dell'Intelligenza Artificialeda venerdì 20 a domenica 22 febbraio 2026 a Modena Torna a Modena per la sua quarta edizione il Learning More Festival, il primo e più significativo festival in Italia interamente dedicato all'apprendimento e all'evoluzione della formazione nell'era digitale. Per tre giorni, la città emiliana diventerà il crocevia di idee, ricerche e buone pratiche. Oltre 120 appuntamenti, tra lezioni, workshop, talk di approfondimento, experience, installazioni e learning show in 5 location distribuite nel centro storico della città. Modena ospiterà docenti, formatori, responsabili delle risorse umane, accademici e ricercatori, educatori, startupper, imprenditori,Nato nel 2022, l'evento è promosso da Future Education Modena in collaborazione con Fondazione di Modena, AGO Modena Fabbriche Culturali, il Comune di Modena e Modena Città dei Festival, e si svolge in numerose sedi del centro storico.In pochi anni, il festival ha registrato una crescita significativa, coinvolgendo fino a 8.000 partecipanti, con oltre 100 appuntamenti distribuiti in più di 15 location. Il programma si articola in tre giornate di workshop, talk, laboratori e spettacoli, costruiti per favorire il confronto diretto tra professionisti, ricercatori e operatori del settore educativo.Learning More Festival esplora le principali frontiere dell'apprendimento contemporaneo, affrontando temi legati al funzionamento della mente, al ruolo delle tecnologie nei processi educativi, al rapporto tra intelligenza artificiale e competenze umane, ai modelli organizzativi e alle strategie per accompagnare il cambiamento. Un approccio interdisciplinare guida l'intero progetto: le neuroscienze cognitive dialogano con la pedagogia, le scienze dell'organizzazione si intrecciano con la comunicazione e il design dell'apprendimento.Il festival si configura come uno spazio fisico di incontro e co-progettazione, pensato per chi lavora quotidianamente nel campo della formazione, delle risorse umane e dell'innovazione educativa. Learning More Festival propone un ecosistema dinamico in cui la formazione si traduce in pratica condivisa, contribuendo a costruire una visione collettiva sul futuro dell'apprendimento e sullo sviluppo del capitale umano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marina Bassani"Rosa la Rossa"la vera storia di Rosa LuxemburgMonologo con Marina BassaniTesto di Marina Bassani - Produzione Teatro SeligCineteatro BarettiVia Baretti, 4 - Torino11, 12, 13 febbraio 2026 ore 20.45Dall'11 al 13 febbraio 2026 alle ore 20.45, al Teatro Baretti di Torino, ritorna Marina Bassani con la prima del monologo Rosa la Rossa. La vera storia di Rosa Luxemburg. Sul palco, ad accompagnare l'artista, ci saranno il musicista Nunzio Barbieri, chitarrista di Paolo Conte e Francesco Django Barbieri con il suo clarinetto. Per tutta la sua vita Rosa attende il momento in cui i lavoratori prenderanno coscienza della loro condizione e faranno la rivoluzione.A 17 anni scrive: “Il mio ideale è un regime sociale in cui si possano amare tutti”. Un giorno trova un libro, Il Capitale di Karl Marx. Dice esattamente quello che pensa lei. Ha solo sedici anni quando tiene una lezione ai suoi fratelli su concetti come profitto e plusvalore e, come se fosse un gioco, inventa un grazioso teatrino dove i personaggi sono operai e padroni, sfruttatori e oppressi.Partita da Zamosh per studiare botanica ed economia all'università di Zurigo, la sola università che accolga le donne, si stabilisce a Berlino nella città più industrializzata di Europa e qui entra a far parte del partito socialdemocratico. Ma presto si trova in dissenso. Contraria alla guerra (la prima guerra mondiale è alle porte), ne denuncia gli abusi e le torture, e si schiera contro molti suoi compagni di partito che hanno votato l'aumento delle spese di guerra. Più di una volta viene rinchiusa in carcere per disobbedienza e per incitamento allo sciopero generale. Ma, incurante della sua miserabile condizione, dal carcere detta il manifesto della Lega Spartachista.Abbandonata dal partito socialista , sempre più sola, ha bisogno di un filo rosso per uscire dal labirinto soffocante, fatto di divieti, sfruttamento, schiavitù, colonie, guerra. Lo trova, oltre che nella lotta politica, nel suo amore per la natura. La natura rimane l'oasi in cui il suo pensiero si rifugia. Nella prigione di Wronki, in Polonia, ha il permesso di curare un piccolo giardino: “ogni mattina ispeziono accuratamente lo stato dei boccioli di tutti i miei cespugli, e ogni giorno visito una coccinella rossa con due macchie nere sul dorso”. Le mura del carcere non le impediscono di continuare a lottare per un mondo libero. È quando abbiamo di fronte un muro, che conosciamo davvero la libertà. Per tutta la sua vita Rosa ha cercato di abbattere questo muro. La sua compassione l'ha condotta a combattere per proteggere la natura, i fiori, gli uccelli e gli esseri umani. Ma fino a dove poteva spingersi la sua passione? Rosa ha tenuto sempre in mano il filo rosso, ma questo filo rosso alla fine è diventata la sua trappola. Rivoluzione o riforma? Passione o ragione? Rosa ha scelto la passione a costo della sua stessa vita.In scena i suoi ultimi giorni , in attesa di venire arrestata, ha solo il cielo sopra di sé e la musica che le tiene compagnia. Non ha paura e continua a gioire di ogni piccolo segno che venga dal mondo di fuori. Marina Bassani, attrice e regista, è nata a Milano e vive a Torino. Si è diplomata all' Accademia dei Filodrammatici di Milano, medaglia d'oro ex aequo con Lella Costa, e si è laureata in filosofia. Si è specializzata in monologhi e dialoghi teatrali. Allieva di Ernesto Calindri e del maestro russo Jurji Alschitz. Ha fondato a Torino Teatro selig, nel 1996, inaugurando come attrice una lunga serie di ritratti femminili . Ha messo in scena alcuni ritratti esilaranti di donne tratti dai Talking heads di Alan Bennett, ha recitato Ho volato con l'angelo, il monologo sulla scrittrice Karen Blixen, ha scritto e recitato al teatro Astra il monologo sulla nobile Costanza d'Azeglio, ha scritto e recitato la storia della partigiana Ada Gobetti, e il monologo sulla cantante francese Barbara ( in cui la Bassani canta e racconta la sua bio). Al Teatro Parenti a Milano ha recitato Yossl Rakover si rivolge a DioIn cui vestiva i panni di un uomo).Ha messo in scena al Teatro Baretti di Torino il monologo La Madre, tratto dall'opera Vita e Destino di Vassilij Grossman. Ha messo in scena al teatro Baretti il dialogo Ay Carmela!,di Sanchis Sinisterra, ambientato nella Spagna franchista, uno spettacolo con due attori (M.Bassani e L.Bartoli)Ha messo in scena come regista e attrice Battaglie di J M Ribes , con tre attori, e ha scritto e recitato Orlando, tratto da V.Woolf. Ha scritto Mia madre non è una cocotte, storia di Romain Gary e Amava il Chelsea hotel, storia di Leonard Cohen.Tra i suoi recitals , ha scritto e recitato Pensare con le mani, un testo ispirato a La Chiave a stella di Primo Levi, Dal corpo all'anima, storia di Etty Hillesum, Viaggio a Gerusalemme sulla figura del Cardinal Martini. È l'autrice delle fiabe Zefirino collo lungo e Ombretta Camilla, illustrate da Lele Luzzati. 11,12,13 febbraio 2026 ore 20:45Cineteatro Baretti, via Baretti 4con Marina Bassaniscrittura scenica e regia Marina Bassaniconsulenza artistica Serenella di Michelechitarra Nunzio Barbiericlarinetto F. Django Barbieriluci e fonica: Luca ScicchitanoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Daria Scolamacchia"Corpi reali, corpi immaginati"Identità, appartenenza, costruzione di sensoFino al 29 giugno 2026Centro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.itAll'interno del neonato centro della Fotografia, ritroviamo uno spazio dedicato ai linguaggi contemporanei: un osservatorio sul nostro tempo, un luogo di scoperta e riflessione sui temi che attraversano la societa contemporanea. Un progetto curatoriale che invita a guardare il presente con attenzione critica, mettendo in dialogo pratiche artistiche diverse e prospettive plurali. Inaugura questo spazio il progetto espositivo CORPI REALI, CORPI IMMAGINATI a cura di Daria Scolamacchia, docente di fotografia presso lo IED di Roma, che dichiara: “La mostra intende proporre una riflessione su corpo e gesto attraverso materiali d'archivio, immagini documentarie e installazioni tessili. All'interno ci sono questioni legate all'identità, a processi di emancipazione e alla costruzione di senso. Nonostante la diversità di approccio e l'intenzione con cui nascono, i lavori presentati condividono una tensione comune verso la contaminazione tra pratiche e linguaggi. Il corpo diventa uno spazio di scoperta e sperimentazione".La fotografia supera i limiti della cornice tradizionale per assumere nuove dimensioni espositive, capaci di scardinare prospettive consolidate e aprire a modalità inedite di fruizione. In questo contesto si inserisce Today's Curiosity di Kensuke Koike, il primo artista presentato nello spazio: un piccolo archivio in continua evoluzione che raccoglie ciò che, giorno dopo giorno, cattura la sua attenzione. Le opere nascono da un processo di recupero e rivisitazione di materiali d'archivio e cartoline vintage e sono spesso realizzate a poche ore dalla prima intuizione, per preservare l'emozione originaria senza filtri o sovrastrutture. “Non si tratta tanto di documentare gli eventi, quanto piuttosto di catturare i brevi movimenti della mia percezione”, afferma Koike. Ogni lavoro diventa così una traccia minima ma significativa di uno sguardo che cambia, anche solo impercettibilmente, nel rapporto quotidiano con il mondo.Seconda artista presente è Alix Marie, con due opere: Maman, un'installazione composta da cinque immagini del busto della madre, stampate su un tessuto setoso e disposte lungo una struttura circolare in metallo, cava, di due metri di diametro e due metri e mezzo di altezza. L'opera invita il visitatore a entrare nel cerchio, offrendo un'esperienza intima all'interno dello spazio pubblico del museo: dall'interno le immagini sono pienamente visibili, mentre dall'esterno si rivelano solo parzialmente, lasciando intuire ciò che è nascosto. L'installazione si inserisce nelle ricerche di Alix Marie sullatopologia del corpo femminile e sulla materialità della fotografia, in dialogo con il tessuto e con la sua storia. Ispirata al baldacchino — “letto” tradizionalmente utilizzato per proteggere dal freddo e dagli sguardi indiscreti — l'opera riflette sulle ambivalenze della maternità: da un lato il desiderio di rifugio e conforto, dall'altro il senso di confinamento legato a una protezione percepita come soffocante. Seconda opera in mostra è STRETCH, che ritrae l'amica di lunga data e modella Nina Boukhrief, performer, danzatrice e attrice, le cui immagini sono stampate su tessuto in lycra. La collaborazione esplora le dinamiche dell'amicizia femminile e il rapporto di autonomia e potere sull'immagine tra modella e fotografa, spesso condizionato da stereotipi di genere. In STRETCH la modella esegue posizioni yoga, offrendo uno sguardo critico sulla frenesia contemporanea del fitness e del benessere, legata alle politiche del corpo. Le fotografie vengono fissate e tirate fino ai limiti del materiale, generando una distorsione che richiama le immagini digitalmente alterate e, al tempo stesso, allude allo sforzo fisico, al gesto e alla sensazione stessa dello stiramento muscolare. Entrambe le opere di Alix Marie sono una gentile concessione di Ncontemporary. Un ulteriore nucleo della mostra è dedicato al lavoro di Forough Alaei, che tra il 2019 e il 2024 ha documentato la vita delle pescatrici dell'isola iraniana di Hengam, all'estremità meridionale del Golfo Persico. Qui la pesca è praticata soprattutto dalle donne, conosciute come “le figlie del mare”. Indossano veli e mascherine colorati, memoria di antiche occupazioni straniere, che le proteggono dal sole e dagli sguardi indesiderati. Pescano nel rispetto dell'ecosistema, utilizzando esche fatte a ed evitando reti e pesca a strascico. Il loro lavoro sostiene le famiglie e sfida leggi e convenzioni che per decenni hanno limitato l'accesso femminile ai lavori più duri e rischiosi. Attraverso ritratti in mare, nei momenti di preparazione e durante la pesca, Alaei trasforma i gesti quotidiani di queste donne in immagini vive e colorate di coraggio, resilienza e tradizione.Con Campo Visivo, il Centro della Fotografia conferma il proprio impegno nel promuovere una riflessione aperta e contemporanea sull'immagine, intesa non solo come rappresentazione, ma come spazio di pensiero, relazione e trasformazione. In questo senso Campo Visivo è al tempo stesso un binocolo per guardare lontano e una lente d'ingrandimento su ciò che ci circonda: uno spazio in cui osservare, interrogare e reinterpretare il reale.Le mostre sono promosse da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzate da Civita Mostre e MuseiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Roberta Calandra"La maledizione di Venezia"The OrphanOrelli Edizioniwww.orelliedizioni.altervista.orgTra il luccichio del Canal Grande e le ombre di una delle leggende più inquietanti di Venezia, prende vita una storia che intreccia passione, mistero ed esoterismo.Il nuovo romanzo pubblicato da Orelli Edizioni conduce il lettore nel cuore segreto della laguna, dove il confine tra passato e presente si fa sorprendentemente sottile.Protagonista della vicenda è Michel, popstar dal fascino irregolare ed erede di una dinastia segnata da una maledizione secolare. In cerca di libertà — o forse di perdizione — Michel acquista Ca' Dario, la casa più famosa e temuta di Venezia, teatro di morti misteriose e fonte di miti oscuri.A sconvolgere il fragile equilibrio del ragazzo è l'arrivo di Adam, un giovane archeologo inglese sulle tracce di un presunto tesoro templare nascosto tra i simboli della città.La loro ricerca si trasforma presto in un viaggio iniziatico: tra visioni, enigmi esoterici e un'attrazione che travolge ogni resistenza, Michel e Adam scoprono che il passato non è mai davvero sepolto. Venezia diventa un labirinto di segni e desideri, dove ogni passo li avvicina a una verità che potrebbe salvarli… o condannarli.Un romanzo per chi ama:thriller carichi di tensione e atmosfera;storie new adult intense e sensuali;relazioni LGBTQ+ trattate con profondità ed energia emotiva;misteri storici, simbolismi e leggende veneziane;narrazioni in cui arte, amore e oscurità si intrecciano.Nota dell'editoreQuesto libro esplora temi maturi, tra cui amore libero, relazioni LGBTQ+, uso di sostanze psicotrope e linguaggio esplicito. La lettura è consigliata a un pubblico adulto (18+).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Enrico Chierici"Nioi"Gli odori del mondoNeos Edizioniwww.neosedizioni.itùUna fiaba contemporanea che si fa spy story tra un'isola giapponese, Lecce, Barcellona, Berlino e Torino Che cosa possono avere in comune Kaori, ragazza giapponese che vive da reclusa in un'isola semisconosciuta del Pacifico, e Alfredo, neolaureato originario di Lecce, fantasioso e un po' indolente? Da questa improbabile combinazione di protagonisti prende l'avvio “Nioi”, il nuovo romanzo di Enrico Chierici, una fiaba contemporanea, che omaggia la tradizione del Sol Levante e intreccia diversi generi narrativi: la cronaca di un amore nascente, la spy story, il romanzo di formazione.Il racconto prende il titolo dal termine nipponico che indica l'olfatto: Nioi è il senso che si sublima, che si eleva fino a diventare etereo ed evanescente, entrando così in contatto con il resto del mondo. È la materia che si fa spirito: una trasformazione che ha luogo non in virtù di qualche intervento esterno ma perché è lo stesso senso a trovare in sé la forza per cambiare, per evolvere.La protagonista, Kaori, ha un super potere: sente gli odori che i venti catturano in ogni luogo del mondo per poi attraversare gli oceani e arrivare da lei. È in grado di assegnare a ciascun essere umano l'odore del suo respiro e di non perderlo, riesce a scomporre gli odori e capire chi li ha generati. Per questo vive lontana da tutti, sulla piccola isola di Yururi di cui è l'unica abitante: l'odore degli altri esseri umani è per lei tanto forte da risultare insopportabile. Il contrario di Kaori – raffinata, eterea, fatata – è Alfredo, suo coetaneo che vive nella casa dei genitori a Lecce. I due dovranno collaborare a distanza per cercare una persona che non si trova più: una ricerca che vedrà Alfredo muoversi tra Barcellona, Berlino e Torino. Questo rapporto improbabile sarà fonte di cambiamento: nella giovane giapponese nascerà per la prima volta il desiderio di un incontro; Alfredo imparerà a osservare con più attenzione ogni cosa intorno a lui, riscoprirà la potenza dei suoi cinque sensi, rimasti intorpiditi per troppo tempo.Spiega l'Autore: «Questo romanzo viaggia a due velocità. Da una parte c'è l'intrigo, una ricerca condotta in modo insolito, che detta un ritmo incalzante alla lettura; dall'altra c'è il desiderio di stimolare nel lettore la voglia di confrontarsi con i propri sensi – primo tra tutti Nioi, l'olfatto – che sono ciò che ci mette in relazione con il mondo ma, contemporaneamente, sono capaci di spalancare ricordi. In un mondo che va troppo veloce c'è il rischio di usarli poco e male. All'origine di “Nioi” c'è anche l'incontro in una sala del Mao, il museo di arte orientale di Torino, con “carpa che risale la corrente”, un kakemono di Maruyama Ōzui dipinto alla fine del ‘700. Lì davanti – abitato dallo stupore per essere riuscito a scorgere la figura immensa del pesce che in un primo momento mi era celata – mi sono chiesto quante volte mi sia capitato di non riuscire a cogliere le cose importanti, immense, perso come sono nell'attenzione ai dettagli, alle cose trascurabili, o semplicemente distratto, sempre troppo di fretta». Enrico Chierici, nato a Genova nel 1972, chimico, vive a Torino insieme alla moglie e ai tre figli. Per anni è stato vicino ai ragazzi attraverso lo scoutismo, imparando l'importanza di capire e cercare di realizzare i propri sogni. E ha scoperto che scrivere è, per lui, uno di questi. Con Neos ha pubblicato i romanzi Barbon Style nel 2017, e Di che accordo sei? Storia di fango e di blues nel 2018, Senza copertura nel 2020, Sognami libero nel 2021 e Righe nel 2023. È stato curatore dell'antologia Chi vuol essere padre sia, 2020. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/