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Roberto Danovaro"Abissi"L'ultima frontieraMondadori Libriwww.mondadori.itSotto la superficie del mare si estende il più grande ecosistema della Terra, un mondo vastissimo, buio e silenzioso, in parte ancora sconosciuto: sono gli abissi. Per millenni abbiamo immaginato gli ambienti marini profondi come luoghi remoti, irraggiungibili, sostanzialmente privi di vita. Oggi però, grazie a robot subacquei e droni sottomarini, l'esplorazione di questo universo oscuro ha rivelato quanto esso sia fondamentale per comprendere l'origine stessa della vita sulla Terra, e come a quelle profondità estreme sia possibile osservare organismi straordinari, capaci di sopravvivere nonostante l'enorme pressione, le temperature proibitive e l'assenza totale di luce. Ma gli abissi custodiscono anche fondali ricchi di metalli rari, offrono potenziali fonti energetiche e oggi sono attraversati da cavi transoceanici cui è affidato il traffico dati globale. Rappresentano cioè una nuova geografia del potere: sono diventati una frontiera, e come ogni frontiera attirano ambizioni e competizione. Roberto Danovaro, tra i massimi esperti internazionali di biologia marina e degli ecosistemi profondi, ci guida in un viaggio affascinante alla scoperta di un universo ancora ignoto, dalle prime esplorazioni con i batiscafi ai robot «morbidi» ispirati agli animali del mare profondo, dalla corsa ai metalli rari alle tensioni economiche tra superpotenze, dai data center sottomarini alle possibili soluzioni per la transizione energetica. Perché gli abissi non sono un altrove: sono il cuore nascosto del pianeta. E il futuro dell'umanità dipende anche da ciò che sceglieremo di fare (o non fare) laggiù.Roberto Danovaro, biologo marino, è uno dei maggiori esperti internazionali di ecosistemi profondi. È stato presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, tra i più prestigiosi istituti di ricerca sul mare al mondo, e ha ricoperto ruoli di primo piano in organismi scientifici europei e internazionali. Ordinario all'università Politecnica delle Marche, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gianfranco Vinay"Armonie cosmiche"La Musica delle Sfere nel XX e XXI secolo.Prefazione di Filippo Martelliil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comQuello della Musica delle Sfere è uno dei miti più longevi della cultura occidentale: un'idea nata tra i pitagorici dall'intreccio di matematica, astronomia, filosofia e musica, che immagina l'universo come un sistema regolato da proporzioni armoniche, all'interno del quale il movimento dei corpi celesti produrrebbe una melodia sublime. In Armonie cosmiche, Gianfranco Vinay ripercorre questa tradizione millenaria per concentrarsi sulla sua sorprendente rinascita nel XX e XXI secolo.Attraverso un ampio itinerario di opere e poetiche, il volume analizza le visioni cosmiche di Schönberg e Skrjabin, le descrizioni dei pianeti di Holst, le esplorazioni dello spazio acustico di Varèse e Stockhausen, le mappe sonore ispirate alle costellazioni, fino alle più recenti sperimentazioni elettroniche e ai lavori in cui i suoni delle stelle diventano veri e propri strumenti, parte integrante della performance dal vivo. E mentre questo sguardo si allarga, il libro segue le trasformazioni dello spazio dell'ascolto, dove l'immaginario cosmico si riflette nella metamorfosi della sala da concerto, sempre più concepita come ambiente immersivo, capace di avvolgere l'ascoltatore e di aprire il suono a una dimensione quasi infinita.Dalle utopie mistiche delle avanguardie alle connessioni tra composizione, fisica e tecnologia, la Musica delle Sfere emerge come una costellazione di pratiche in cui il rapporto tra suono e universo si rinnova continuamente. In questa prospettiva, Vinay apre un nuovo campo di ricerca: l'«astromusicologia», luogo d'incontro tra saperi e linguaggi, in cui la musica torna a interrogare il cosmo e, insieme, se stessa.Gianfranco Vinay (Torino, 1945), musicologo, ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Torino e Musicologia all'Université Paris 8. Ha pubblicato numerosi studi di carattere storico, analitico ed ermeneutico soprattutto sulla musica del xx secolo. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2024 Musica al presente. Su Stravinskij (assieme a Massimiliano Locanto).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Daniele Savino"Sui sogni"Thomas BrowneNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itScritto da uno dei geni più sfuggenti e poliedrici del XVII secolo, il saggio Sui sogni è un trattato in miniatura sull'interpretazione dei sogni caratterizzato da anticipazioni junghiane, visioni melanconiche e radici che affondano nell'antica oniromanzia e nella medicina moderna.Thomas Browne (1605-1682), scrittore eclettico, filosofo e medico formatosi tra Oxford, Montpellier, Padova e Leida, visse prevalentemente a Norwich, dove fu nominato cavaliere da Carlo II Stuart. Il successo di Religio Medici lo spinse a dedicarsi a un'attività letteraria in cui confluiscono un genio sibillino ed elusivo e una sapienza onnivora nella quale tutto, dalla botanica alla metafisica, dalla cabala all'archeologia, contribuisce a dar forma a un mosaico nelle cui tessere si possono scorgere, quasi in filigrana, simboli ermetici e misteriosi geroglifici ancora indecifrati. Daniele Savino ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, conseguendo in seguito l'abilitazione all'insegnamento nei licei e un master in studi biblici e approfondendo gli studi di archeologia biblica a Gerusalemme. Ha curato opere di S. Johnson, J.G. Hamann, Lord Bolingbroke, A. Cowley, T. Browne, O. Goldsmith, G. Spencer Cavendish, A. Verri, J. Evelyn e H. Fielding.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Vincenzo Mazzaferro"Il torculare di Erofilo"La realtà è solo una storia da 0 a 987Mursia Editorewww.mursia.com«Solo se la ricerca e la cura delle malattie cresceranno nel solco umile e profondo del coraggio e del corretto agire del medico attento alle vicende umane potremo, tutti insieme, sperare di guarire.»Dall'antica Alessandria d'Egitto, dove il greco Erofilo disseziona per primo il corpo umano per cercare le ragioni del suo funzionamento, inizia il viaggio che, attraverso i secoli, arriva tra i banchi di quattro studenti universitari uniti dal sogno di cambiare il mondo. Diventati medici, Anna, Francesco, Mario e Umberto devono però affrontare la rivoluzione dell'intelligenza artificiale che sta ridisegnando la scienza. Quando uno di loro sarà chiamato ad affrontare il peso delle proprie scelte, le loro strade si incroceranno di nuovo, costringendoli a misurarsi con etica e responsabilità. Tra la precisione dei numeri e l'incertezza della biologia, passato e presente si intrecciano in un romanzo che esplora l'urgenza del restare umani mentre la tecnologia ci obbliga a ridefinire il senso del curare.Vincenzo Mazzaferro (Novara, 1957) è medico chirurgo, ricercatore e professore all'Università degli Studi di Milano. Formatosi negli Stati Uniti, è tornato all'Istituto Nazionale dei Tumori, dove ha aperto per primo la strada della cura di alcuni tumori con il trapianto di fegato. L'attenzione alle implicazioni sociali della medicina, della ricerca e dell'etica del lavoro ha da sempre alimentato il suo impegno e la sua passione per le scienze della vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maria Silvia Vaccarezza"Santi influencer"L'etica ai tempi dei socialFandango Libriwww.fandangolibri.itDalla crisi climatica ai diritti LGBTQIA+, dalla violenza di genere alle guerre, ogni battaglia morale oggi passa da Instagram, TikTok, YouTube. A guidarla sono figure che non sono più soltanto celebrità o creator, ma veri e propri modelli etici digitali. Milioni di follower, prese di posizione obbligate, campagne benefiche, hashtag morali: l'esemplarità si è spostata online. Ma cosa succede quando virtù e branding si intrecciano?Quando la beneficenza convive con il profitto? Quando chi è competente su un tema si sente chiamato a pronunciarsi su tutto? Il “pandorogate” ha rivelato la fragilità di questo nuovo pantheon e ha segnato l'inizio di una stagione di scandali digitali dominando l'informazione pubblica.Ma il problema è più profondo: stiamo ridefinendo chi ammiriamo, chi imitiamo, chi consideriamo moralmente autorevole. Con rigore filosofico Maria Silvia Vaccarezza indaga il fenomeno degli influencer come nuovi “santi” laici, tra virtù e signaling, polarizzazione e responsabilità pubblica.Senza moralismi e senza nostalgia per il passato, questo libro offre una guida per orientarsi in una trasformazione culturale che riguarda tutti.Perché ignorare il cambiamento dei nostri modelli di riferimento non lo fermerà. Capirlo, forse sì.Maria Silvia Vaccarezza è professoressa associata di Filosofia morale all'Università di Genova. La sua ricerca verte principalmente su questioni di etica delle virtù, in particolare saggezza ed esemplarità morale, filosofia delle emozioni e filosofia dell'educazione. Tra le sue pubblicazioni recenti, Esempi morali. Tra ammirazione ed etica delle virtù, il Mulino, Bologna 2020; Le sfide dell'etica (con M. De Caro e S.F. Magni), Mondadori Education, Milano 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Franco Baldasso"Verso quale redenzione"Democrazia, letteratura e memoria dopo il fascismoMarsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSe c'è una questione che ancora oggi in Italia travalica i confini tra discorso pubblico e dibattito accademico, questa è la mancanza di una memoria condivisa del fascismo a cui possa far seguito una valutazione critica della sua eredità culturale. Verso quale redenzione si concentra sul periodo storico in cui tale disaccordo ha raggiunto l'apice: quello della transizione verso il post-fascismo, tra la caduta di Mussolini nel luglio del 1943 e la vittoria della Democrazia Cristiana sulle sinistre nelle elezioni del 1948. Franco Baldasso indica nelle pratiche letterarie dei primi anni del dopoguerra uno dei principali veicoli del dissenso intellettuale, gettando nuova luce sul ruolo delle politiche culturali del tempo nell'istituzionalizzare le memorie collettive e marginalizzare il disaccordo. Autori come Morante, Carlo Levi, Moravia, Saba, Flaiano e Malaparte, insieme ad altri oggi ingiustamente ritenuti di secondo piano come Berto, Brancati o Zincone, hanno al contrario concentrato la propria scrittura nel segnalare anche da opposte posizioni politiche le continuità culturali tra la nuova democrazia e il fascismo. Nei loro scritti hanno così rilevato come i pregiudizi sociali, razziali e di genere propri del regime totalitario fossero sopravvissuti alla sua fine istituzionale e alla morte di Mussolini.Franco Baldasso insegna Italian Studies al Bard College di New York, dove dirige l'Italian Program e lo Study Abroad Program in Italy. Ha completato il PhD in Italian Studies alla New York University nel 2014. È Fellow dell'American Academy in Rome, dopo aver ricevuto il Rome Prize 2019 per gli Italian Studies moderni. Allegoria onlineBard CollegeI suoi principali interessi di ricerca riguardano la letteratura, l'arte e la storia delle idee del Novecento: le complesse relazioni tra Fascismo e Modernismo, l'eredità della violenza politica in Italia e l'idea del Mediterraneo nelle estetiche moderne e contemporanee. Allegoria onlineÈ autore di due volumi: Il cerchio di gesso. Primo Levi narratore e testimone (Edizioni Pendragon, 2007) e Curzio Malaparte, la letteratura crudele. Kaputt, La pelle e la caduta della civiltà europea (Carocci, 2019). Ha inoltre curato, con Valerio Angeletti, L'America inedita di Paolo Milano (Mimesis, 2022) e, con Franca Sinopoli, il volume Eredità culturale e memoria dei totalitarismi (Pearson, 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Andrea Settis Frugoni"L'alleggerimento delle vernici"Paul Saint BrisTraduzione: Giuseppe Giovanni AllegriBarta Edizioniwww.barta.it«Ogni nuova visione modificava l'immagine che se ne faceva. Ogni volta gli sembrava di scoprire nuovamente l'espressione di quel viso dolce e impenetrabile per attribuirle un umore diverso, un nuovo significato. E anche se ne conosceva ogni screpolatura, in fondo lei rimaneva un enigma, vasto e insondabile quanto il cosmo».In questo romanzo – definito «una pepita» da Amélie Nothomb e vincitore in patria di oltre 20 premi letterari – seguiamo le vicissitudini di Aurélien, curatore capo della sezione Dipinti del Louvre, intellettuale nostalgico che coltiva l'ideale della bellezza e vede nel museo un rifugio dove proteggersi dal frastuono del mondo contemporaneo.La nuova direttrice del museo, Daphné, pragmatica fino alla spregiudicatezza, gli affida una missione tanto azzardata quanto temuta: il restauro della Gioconda, per riportarla allo splendore dei colori originali, togliendo la patina degli interventi conservativi susseguitisi nei secoli. Ma dove finisce il restauro di un'opera d'arte e dove inizia il tradimento?A malincuore, per scongiurare danni peggiori, Aurélien parte alla ricerca di un restauratore abbastanza audace da affrontare il capolavoro. E proprio nella terra di Leonardo, in Toscana, incontrerà Gaetano, personalità intensa e libera. Di fronte a Monna Lisa, il restauratore misurerà il proprio talento con quello del genio di Vinci, mentre tutto il mondo trattiene il respiro e alla tavolozza si aggiunge il colore di una trama nell'ombra. Una trama innamorata.Paul Saint BrisFotografo, regista, direttore artistico e scrittore. Proveniente da una famiglia profondamente radicata nella storia dell'arte, Paul è il nipote di Jean Saint Bris, erede della tenuta di famiglia del Clos Lucé, nei pressi di Amboise, dove Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi anni della sua vita. Appassionato di Rinascimento italiano, studia la funzione delle immagini e lo sguardo che la società contemporanea rivolge loro. Questo è il suo primo romanzo.«Un incontro vero con un'opera d'arte può avvenire solo in un tête-à-tête, in una forma di intimità tra opera d'arte e spettatore. E se puoi guardare la Gioconda abbastanza da vicino ti trovi nello stesso “luogo” in cui si trovava Leonardo mentre dipingeva. In questo senso, simbolicamente, il dipinto è uno specchio. Mi piace quest'idea». Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Stefano Vicario"Essere o non essere"La nuova indagine del re degli stracciLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euIncapace di perdonarsi per l'uccisione della moglie e della figlia mentre era con l'amante e di cominciare una nuova vita con il magistrato Anna Ungaro, l'ex avvocato Andrea Massimi sta continuando a vivere come barbone nello scompartimento di un treno abbandonato insieme al malato psichiatrico Lillo e all'ex direttore d'orchestra Aldo, quando la veggente cieca Flora gli affida una missione: aiutare Micio, un gigante moldavo, a scoprire cosa è successo al suo compagno, il pugile Maskim, scomparso misteriosamente lasciando una lettera di addio molto sospetta. Confrontando la lettera con altri biglietti di Maksim, Andrea appura che la lettera è un falso, e decide di infiltrarsi nella Botte, la squallida palestra dove si allenano e vivono i lottatori clandestini sotto il ferreo controllo del mafioso Tenerezza, ridotto in sedia a rotelle. Disposto a tutto pur di far luce sulla vicenda, Andrea decide di offrirsi per un incontro suicida di kickboxing. Nel frattempo, Anna ha conosciuto un nuovo collega simpatico e avvenente.In questa terza e ultima (forse) indagine Stefano Vicario continua il suo viaggio dentro una Roma nascosta e ai margini della legalità, eppure ricca di situazioni inaspettatamente autentiche, in compagnia di un personaggio mai scontato e maledettamente vero.Stefano Vicario, nato a Roma nel 1953, è sceneggiatore e regista. Debutta nel 1973 come aiuto regista del padre, Marco Vicario, e di altri registi come Damiano Damiani. Si specializza nelle produzioni televisive e cura la regia per numerose trasmissioni e fiction, tra cui di Il pranzo è servito, La corrida, I Cesaroni e molti altri. È stato il regista di svariate edizioni del Festival di Sanremo, e ha curato la regia di spettacoli di Roberto Benigni di grande successo (Tutto l'Inferno, I dieci comandamenti, La più bella del mondo). Vicario ha anche diretto un lungometraggio cinematografico nel 2001 intitolato Sottovento! con Claudio Amendola e Anna Valle, di cui ha curato anche la sceneggiatura. Del 2018 è sua la regia di Conversazione su Tiresia, di e con Andrea Camilleri. Presso La nave di Teseo nel 2021 è uscito il romanzo Il re degli stracci.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giovanni Semi"E' il capitalismo bellezza!"L'estetica all'assalto delle cittàEinaudi Editorewww.einaudi.itLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itDomenica 19 Luglio alle ore 21 Giovanni Semi presenta "E' il capitalismo bellezza!" a Lungomare di Libri, presso Largo Vito Maurogiovanni a Bari.Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Ogni nostra esperienza deve essere a misura dell'immagine di noi stessi che vogliamo dare: i ristoranti in cui andiamo, le case che abitiamo, gli oggetti che possediamo sono costruiti per restituirci un'atmosfera che diventa parte integrante del nostro essere, e che contribuisce in larga misura a definirlo.Siamo immersi in qualcosa che identifichiamo come realtà, ma che di fatto è irreale, completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre piú presenti attorno a noi. È l'evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall'imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un'evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento. E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione.Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre piú simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria; dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi o per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district. Giovanni Semi ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono piú nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.Giovanni Semi è sociologo e vive e lavora a Torino. Si è occupato di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni. Ha pubblicato Gentrification. Tutte le città come Disneyland? (2015) e Breve manuale per una gentrificazione carina (2023). Per Einaudi ha pubblicato È il capitalismo, bellezza! L'estetica all'assalto delle città (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gastone BrecciaL'età della "pace ibrida"Le democrazie alla provaScholé - Morcelliana www.morcelliana.netTradizionalmente intesa come strumento per ricomporre l'ordine e ristabilire la pace, oggi la guerra si combatte sempre più spesso nella zona grigia di azioni pianificate per non oltrepassare mai la soglia del conflitto aperto, volte a controllare l'informazione e colpire l'opinione pubblica dell'avversario, la sua economia, i suoi servizi. Questa guerra ibrida si consuma al di sotto dell'orizzonte, tremendo ma riconoscibile, della violenza armata. Rende impossibile attribuire responsabilità e minaccia i fondamenti dei regimi democratici, la trasparenza delle relazioni internazionali, la fiducia reciproca necessaria a un accordo. Alla categoria di guerra ibrida il volume accosta quella, innovativa, di pace ibrida: equilibrio temporaneo in uno stato di ostilità permanente e non – secondo il progetto che era già di Immanuel Kant – cooperazione fondata sul diritto.Gastone Breccia insegna Civiltà bizantina e Storia militare antica all'Università di Pavia. Tra le sue pubblicazioni: A patti con il nemico. Storia del mondo in 30 trattati di pace (Marsilio, 2026); Corea. La guerra dimenticata (il Mulino, 2025); Trafalgar. La battaglia navale (Einaudi, 2024); L'ultimo inverno di guerra. Vita e morte sul fronte dimenticato (il Mulino, 2024); La grande storia della guerra. Uomini, Stati e imperi in lotta (Newton Compton, 2020). Per Einaudi ha curato L'arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz (2009).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Luigino Bruni"L'Italia tra le righe"Tre scrittori per capire l'economia e la sua animaMarietti1820www.mariettieditore.itQuanti modi ci sono per parlare dell'economia di un paese? La parola letteraria e le analisi economiche, considerate spesso agli antipodi fra gli “strumenti” a disposizione degli intellettuali e degli studiosi per raccontare la storia,nel libro di Luigino Bruni trovano un terreno di sintesi e armonia nelle opere di Ignazio Silone, Carlo Levi e Giovannino Guareschi. E oggi? Le crisi contemporanee hanno ancora un lessico comune con le opere dei tre autori? Il libro va alla ricerca di categorie universali e di lunga durata che sappiano fare, con la letteratura, i conti in tasca al mondo.Luigino Bruni, già autore per EDB e Marietti di numerosi libri, è economista, saggista e giornalista, professore ordinario di economia politica presso l'Università Lumsa di Roma e editorialista di Avvenire. I suoi interessi per l'etica, gli studi biblici e la letteratura ne fanno una figura di economista unica nel panorama intellettuale italiano. Per Marietti1820 ha pubblicato La Ferita dell'altro. Economia e relazioni umane (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Raul Montanari"I morti hanno sempre ragione"Baldini + Castoldiwww.baldinicastoldi.itAutunno 2024: Andrea, ventottenne, riceve la notizia della morte improvvisa dei genitori, che da qualche tempo si sono trasferiti da Milano in un paesino di montagna. Non crede a un incidente e va a vivere nella stessa casa dei suoi per scoprire cosa è veramente accaduto, senza immaginare quali conseguenze avrà questa decisione. L'indagine privata di Andrea si trasforma ben presto in qualcosa di diverso, come se il suo scopo originario si smarrisse nel groviglio di crudeltà, violenze e reciproche sopraffazioni che dal condominio in cui abitavano i genitori si allargano a tutto il paese. Nell'avventura che attende il protagonista non mancano squarci di serenità, momenti di tenerezza e umorismo, incontri capaci di attraversare l'arcobaleno delle relazioni umane, dai colori cupi a quelli luminosi: Luca, Miriam, il prete don Carlo, i misteriosi ragazzi del bosco. L'ultimo colpo di scena sorprenderà il lettore e il caso verrà risolto nel modo più inatteso, ma solo a libro chiuso verrà meno l'inquietudine di essersi affacciati su una voragine di cui non si scorge il fondo.Raul Montanari ha pubblicato una trentina fra romanzi, saggi e libri di racconti. Fra i più noti, i romanzi La perfezione (1994, premio Linea d'Ombra), La prima notte (2008), Strane cose, domani (2009, Premio Bari, Premio Siderno e Premio Strega Giovani), Il regno degli amici (2015, premio Vigevano), La vita finora (2018, premio Provincia in giallo), Il vizio della solitudine (2021, premio Como), Il disegno magico (2023) e il saggio Il Cristo zen (2012). Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto Nelle galassie oggi come oggi, insolito bestseller nel campo della poesia. Ha firmato opere teatrali, sceneggiature e importanti traduzioni dalle lingue classiche e moderne, da Sofocle a Shakespeare, da Poe a Cormac McCarthy. Dirige a Milano una scuola di scrittura creativa fra le più quotate in Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Silvia Ferrara, Laura Bellinato"Il profumo degli dèi"Fragranze del Mediterraneo anticoEdizioni del Mulinowww.mulino.itL'olio profumato si diffondeva nei templi come una presenza invisibile, ungeva i corpi delle regine e dei re, addolciva la pelle dei vivi e preparava quella dei morti. Tra le note persistenti di quella fragranza millenaria possiamo ascoltare l'eco di un mondo scomparso.C'era una volta, tra le stanze di un palazzo miceneo, una tavoletta d'argilla diversa dalle altre: i segni incisi in lineare B custodivano i segreti di un profumo antichissimo. Poche parole e nessuna istruzione: olio da bollire, coriandolo, cipero, rosa, salvia, miele, vino. Da queste liste scarne prende avvio un viaggio travolgente che ci conduce nei palazzi di Cnosso e Pilo, tra archivi e laboratori dove il profumo era materia preziosa, rituale quotidiano, segno di potere e di bellezza. Tracce minime che parlano di artigiani, scribi, reti commerciali mediterranee, pratiche religiose e cura del corpo, restituendo l'immagine di una società raffinata: i micenei producevano olii e aromi con grande maestria e competenza sensoriale. Entreremo così nel cuore di una delle più antiche industrie del profumo, in un intreccio di dati archeologici e scambi con l'Egitto, Cipro e le culture del Mediterraneo orientale. Fino a spingerci oltre, a dare nuova vita a tracce antiche per ricreare i profumi scomparsi, restituendo odore e corpo a un sapere di migliaia di anni fa. Silvia Ferrara insegna Civiltà egee all'Università di Bologna. Ha studiato allo University College di Londra e all'Università di Oxford. Per Feltrinelli ha pubblicato «La grande invenzione. Storia del mondo in nove scritture misteriose» (2019), «Il salto. Segni, figure, parole: viaggio all'origine dell'immaginazione» (2021) e «Il segreto delle isole. Storie di linee, memorie nascoste e mondi misteriosi» (2026). Laura Bellinato è dottoranda in Filologia egea all'Università di Bologna e ricercatrice nel progetto Sapience Fis (Symbols, Preliteracy and Code Evolution), coordinato da Silvia Ferrara. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Ivan Cotroneo"Grande"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itSabato 18 luglio 2026, ore 22:00Largo Vito MaurogiovanniIvan CotroneoGrande (La Nave di Teseo)con l'autore dialoga Antonella Gaeta, La RepubblicaErnesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni.Nel corso di un'estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d'agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell'assistenza quotidiana. Nel continuo mescolarsi di amore e repulsione, tenerezza e rabbia, la relazione tra madre e figlio si spoglia di ogni ipocrisia, mentre Ernesto spinge le sue notti all'estremo.Ivan Cotroneo torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l'universale, l'affetto e l'attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure.Un libro audace, un viaggio che mette al centro della storia il corpo e attraversa la tenerezza di un figlio, la commedia umana, l'emozione e la ricerca di sé nell'amore degli altri.Ivan Cotroneo è nato a Napoli nel 1968. Scrittore, sceneggiatore, regista, ha tradotto Michael Cunningham e Hanif Kureishi, ha pubblicato Il re del mondo, La kryptonite nella borsa, Cronaca di un disamore, Un bacio e 14 giorni (con Monica Rametta). Ha creato acclamate serie televisive originali tra le quali Tutti pazzi per amore, Una grande famiglia, Sorelle, Sirene, È arrivata la felicità, oltre a Una mamma imperfetta, La compagnia del cigno e La vita che volevi, che ha anche diretto. Per il cinema ha collaborato con registi come Maria Sole Tognazzi, Luca Guadagnino, Riccardo Milani, Renato de Maria e diretto La kryptonite nella borsa, Un bacio, Quattordici giorni. Per il teatro ha scritto e diretto le commedie Amanti, La denuncia, Scandalo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Ippolita Avalli"Il figlio del Papa"Cesare BorgiaMursia Editorewww.mursia.com«Un libro che mi ha affascinato. Si vede che l'autrice ha lavorato su questi personaggi e ne ha ricavato una galleria di figure originali.» Dacia Maraini«Fay ce que dois, avien que pourra.» «Fa' ciò che devi, avvenga ciò che vuole.» Cesare BorgiaCostretto alla tonaca quando avrebbe voluto impugnare una spada, Cesare Borgia non è nato per obbedire, ma per conquistare. Dalle stanze dorate del Vaticano ai campi insanguinati della Romagna, la sua ascesa è fulminea, con l'ambizione di unire l'Italia sotto un'unica corona. Ma il potere ha un prezzo. Mentre la madre Vannozza lo vede consumarsi nella smania e Lucrezia, la sorella adorata, ne condivide splendori e ombre, il sogno di dominio si trasforma in una corsa contro il destino. Un grande romanzo in cui tradimenti, alleanze, passioni brucianti e rovinose cadute scandiscono la vita di un uomo deciso a essere sovrano di sé stesso, anche a costo di perdere tutto.Ippolita Avalli è nata a Milano e vive a Roma. Ha pubblicato numerosi romanzi, tra cui La dea dei baci finalista al Premio Strega. Ha scritto per il teatro e per il cinema, collaborando, tra l'altro, alla sceneggiatura de La città delle donne di Federico Fellini e al testo della canzone L'addio di Franco Battiato. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Pautasso"Lungo Mare di Libri"www.lungomaredilibri.itStorie, culture, geografie e conoscenze si dispiegano e si intrecciano come trame, in un mondo sempre più complesso e in rapido mutamento: sarà “Le trame del mondo”, il tema filo conduttore della sesta edizione di Lungomare di Libri a BariLa manifestazione letteraria che trasforma il capoluogo pugliese in una grande libreria a cielo aperto affacciata sul mare – grazie al lavoro dei librai – e in una fiera dell'editoria indipendente pugliese – grazie agli editori del territorio – si svolgerà da venerdì 17 a domenica 19 luglio 2026.Si snoderà, come da tradizione, lungo la muraglia sul mare (via Venezia) e nei luoghi simbolo della città, dove troveranno spazio librerie, case editrici e le aree dedicate agli appuntamenti: da Piazza del Ferrarese al Fortino Sant'Antonio, fino a Largo Vito Maurogiovanni, dall'ex Mercato del Pesce allo Spazio Murat.Al centro della manifestazione l'idea del libro come strumento essenziale per orientarsi nella realtà, mappa indispensabile per decifrare il presente, attraverso l'intreccio di racconti, riflessioni, analisi e prospettive. Librai ed editori, indispensabili tessitori di storie, contribuiscono a rendere il festival un luogo di scoperta e condivisione, uno spazio vivo di incontro e confronto e, soprattutto, un presidio di resistenza culturale, dove il libro diventa un bene comune.Diverse saranno le tipologie di incontri che animeranno la manifestazione. Dialoghi, presentazioni editoriali di romanzi e saggi, reading, momenti di approfondimento, attività per bambine e bambini e consigli di lettura si alterneranno nell'arco di tre giorni, dal pomeriggio alla sera inoltrata, con proposte che traggono ispirazione non solo dal tema “Le trame del mondo”, ma anche dalle più recenti novità editoriali di saggistica e narrativa.Tra le ospiti e gli ospiti attesi sul lungomare barese: Ascanio Celestini con il nuovo libro “Pasolini. Una vita, anzi due” (Laterza); Matteo Bussola con il nuovo romanzo “Il sole nelle pozzanghere” (Einaudi); Farian Sabahi con un incontro dedicato alla situazione in Iran e un omaggio all'illustratrice Marjane Satrapi; Matteo Lancini autore del saggio “Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti” (Raffaello Cortina); Mario Del Pero con "Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump” (Il Mulino); Leo Ortolani con il graphic novel “Tapum” (Feltrinelli Comics); Ivan Cotroneo, autore di “Grande” (La Nave di Teseo); Giovanni Semi con il saggio “È il capitalismo, bellezza. L'estetica all'assalto delle città” (Einaudi); Nadeesha Uyangoda con "Acqua sporca" (Einaudi); Antonio Vassallo con il romanzo di testimonianza “Negli occhi di Giovanni. Storia di un ragazzo di Capaci” (Il Castoro); Damiano Rizzi con il saggio "Adolescenza, parliamone. Educare all'amore per disarmare la violenza" (Piemme); Michele Emiliano con il giallo “L'alba di San Nicola” (Solferino); Franco Faggiani con il romanzo “La luce del primo mattino” (Fazi); Majid Bita autore dell'albo illustrato “Un sequestro lungo 10.000 anni” (Canicola); Francesco Carofiglio con il romanzo “Camillo il piccolo topo di biblioteca” (Garzanti); Fulvio Frezza con “Claudio Baglioni. Metamorfosi di un cantautore” (Florestano Edizioni); l'attrice Nunzia Antonino con il reading tratto da “Nate dalla tempesta” di Alessia Coppola (Fazi).Dopo il successo del 2025, Il Post tornerà a Lungomare di libri, con un incontro dedicato alla politica e alla società, quest'anno con Valerio Valentini, autore della newsletter Montecit e Nicola Ghittoni, conduttore di Morning.Agli incontri con gli autori si affiancheranno due approfondimenti sul mondo dell'editoria: il convegno “Leggere fa sistema. Perché all'Italia serve una nuova legge sul libro” sarà curato dal Forum del Libro e vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Chiara Faggiolani e Della Passarelli (ADEI), Fabio Del Giudice (AIE), Alessandro Laterza (Casa editrice Laterza), Della Passarelli (ADEI), Vincenzo Santoro (ANCI); l'altro convegno, dal titolo “Le librerie salveranno le città? Chi salverà le librerie?” sarà organizzato dalla neonata Associazione A.L.B.A. sul ruolo dei librai nelle città e nella promozione e produzione culturale.Novità del 2026 è il progetto podcast “Marea. Storie di librerie a Bari” , realizzato in collaborazione con Ticket to Read di Margherita Schirmacher. La prima stagione sarà composta da 26 episodi della durata di circa 15 minuti ciascuno. Un viaggio tra le librerie di Lungomare di libri, alla scoperta delle particolarità che le contraddistinguono, tra storie, aneddoti e consigli di lettura. Le puntate saranno disponibili gratuitamente su Spotify e su tutte le piattaforme di streaming a partire dal mese di luglio 2026.28 librerie di Bari e del territorio barese , alcune riunite nell'associazione A.L.B.A. (IG: @a.l.ba_libreriebaresi), accoglieranno lettrici e lettori, turiste e turisti lungo la muraglia del lungomare (via Venezia), all'interno delle tipiche casette bianche in legno che contraddistinguono la manifestazione, con un'esposizione di libri degli autori e delle autrici ospiti, ma anche con altre proposte editoriali, dalle novità ai classici per adulti, bambine e bambini. Diverse attività di animazione e performance per grandi e piccoli prenderanno vita davanti alle casette delle librerie. Dopo il successo dello scorso anno, anche per questa edizione, in occasione dei due appuntamenti dedicati ai consigli dei librai , sabato 18 e domenica 19 luglio, i titoli suggeriti saranno offerti in dono al pubblico attraverso un sorteggio in diretta.32 editori indipendenti pugliesi, diversi dei quali riuniti nell'associazione APE (associazionepuglieseditori.it), si racconteranno al pubblico attraverso le loro autrici e i loro autori e le tante novità editoriali nei rinnovati spazi dell'ex Mercato del Pesce e dello Spazio Murat.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sara Catella"Perchè non esiste più la panna montata che mangiavo da bambina?"Edizioni Casagrande, Bellinzonawww.edizionicasagrande.comAttraverso un inventario di oggetti, odori e gusti perduti, l'autrice del fortunato Le malorose racconta un'infanzia tra Svizzera e Italia alla fine del secolo scorso.Una riflessione sulla memoria, l'identità e i saperi trasmessi di donna in donna, di generazione in generazione.Una donna sale in macchina e si mette in viaggio, diretta a sud. Conosce il percorso: l'ha compiuto più e più volte da bambina, tra gli anni Ottanta e Novanta: figlia di madre svizzera e padre italiano, ogni estate lasciava il canton Ticino con i nonni paterni per passare le vacanze nella loro terra d'origine, l'Abruzzo. Ripetendo, adulta, quel percorso, in lei riaffiora un mescolarsi di impressioni infantili legate a due culture e due paesi: il gusto dei gelati con panna montata di 'Micucc; il sentore pungente del sapone fatto in casa mescolando olio d'oliva, soda caustica e cenere; i colori delle api e delle arnie dei nonni materni; il frusciare di guaine, sottovesti e grembiuli avvinghiati intorno al corpo della bisnonna; la superficie lucida delle fotografie di famiglia scattate poco prima della sua nascita: «Sono le immagini della mia infanzia – anche se io non ci sono».E in effetti nel corso del suo viaggio la donna prende coscienza di quanto profondamente si venga plasmati da una storia famigliare che si è svolta in gran parte prima e senza di noi, al punto che sente risuonare dentro di sé il dolore dei nonni costretti a emigrare, gli aspri insegnamenti sulla maternità e il corpo femminile ricevuti da madre, nonne e bisnonne, l'impulso a tramandare delle antenate – impulso che in lei si trasforma in scrittura.Attraverso un inventario di oggetti rievocati sul filo dei cinque sensi, Sara Catella – già autrice del fortunato Le malorose – ci cala dentro la sua infanzia, con un racconto autobiografico che è anche romanzo di formazione. Sara Catella è una scrittrice svizzero-italiana, luganese di origine e oggi residente a Berna. Ha esordito nel 2022 con Le malorose. Confidenze di una levatrice (Edizioni Casagrande), e in seguito ha pubblicato l'albo illustrato Histoire un peu gourmande (con Cécile Koepfli, Askip, 2024), oltre a diversi racconti apparsi su riviste e antologie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marianna Napolitano"Camminare il silenzio"Itinerari religiosi e civili in Italia.Introduzione di Alberto MelloniEDB Edizioni Dehoniane Bolognawww.edb.itCamminare il silenzio è una guida in 39 itinerari che si snodano in ogni regione d'Italia, per camminatori esperti o principianti. I cammini conducono ai luoghi delle diverse fedi che oggi disegnano il profilo religioso del paese e a quelli delle memorie che ne rinsaldano il sentimento civile e democratico. Dalle coste alle cime più alte, attraverso sentieri, parchi e riserve, la bellezza del patrimonio materiale e immateriale accompagna il viandante lungo vie che si trasformano passo dopo passo in paesaggi interiori, dove la scelta del silenzio regala spazi alla riflessione in un tempo sempre più frastornato dai rumori di un mondo inquieto.I 39 luoghi/itinerari raccontati nel libroCammino di Oropa Valdostano — Valle d'Aosta, PiemonteVia delle Genti — PiemonteStrada dei Valdesi in Piemonte — PiemonteCammino Induista — LiguriaCammino dei Santuari del Mare — LiguriaCammino Agostiniano — LombardiaCammino della Via Valeriana — LombardiaCammino di San Vili — Trentino-Alto AdigeUltimo Cammino di Sant'Antonio — VenetoCammino Celeste — Friuli Venezia GiuliaCammino Ortodosso del Friuli — Friuli Venezia GiuliaCammino della Memoria da Trieste a Muggia — Friuli Venezia GiuliaCammino Sikh — Emilia-RomagnaCammino di Fossoli — Emilia-RomagnaViae Misericordiae — Emilia-Romagna, ToscanaVia Matildica del Volto Santo — Emilia-Romagna, ToscanaCammino di Barbiana — Emilia-Romagna, ToscanaVia Francigena Toscana — Toscana, LazioCammino Buddhista — ToscanaCammino della Pace — UmbriaTraccio di San Venanzo — UmbriaCammino dei Cappuccini — Marche, UmbriaCammino del Ghetto di Roma — LazioVia Francigena nel Sud (tratto laziale) — Lazio, CampaniaCammino di Bonaria — SardegnaCammino Grande di Celestino — AbruzzoCammino Medievale — MoliseCammino delle Chiese Pentecostali Africane — CampaniaCammino di San Matteo — CampaniaVia Francigena nel Sud (tratto pugliese) — PugliaVia Peuceta – Cammino Materano — Basilicata, PugliaBasilicata Coast to Coast – Tra Fede e Pollino — BasilicataCammino di San Francesco di Paola — CalabriaCammino Ebraico di Calabria — CalabriaCammino dei Valdesi di Calabria — CalabriaVia dei Frati — SiciliaCammino della Legalità — SiciliaItinerarium Rosaliae — SiciliaCammino Musulmano di Sicilia — SiciliaMarianna Napolitano è ricercatrice a tempo determinato (RTD-A) dal 2023 presso il DESU – Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Ha curato il volume Camminare il silenzio. Itinerari religiosi e civili in Italia, pubblicato da EDB (Edizioni Dehoniane Bologna) nel giugno 2026, con introduzione di Alberto Melloni e presentazione di Bernardo Gianni, e copertina firmata da Lorenzo Mattotti. Il libro raccoglie 39 itinerari che attraversano tutte le regioni italiane, intrecciando percorsi delle diverse tradizioni religiose presenti oggi in Italia (cattolica, ortodossa, valdese, ebraica, buddhista, induista, sikh, musulmana, pentecostale) con cammini della memoria civile e democratica, dedicando inoltre attenzione alle Riserve della Biosfera UNESCO.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Paolo Brusasco"Ninive"Mito e realtàLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euLa città di Ninive sfugge al tempo. È come un girone infernale e paradisiaco in cui vibrano le anime di ieri e di oggi, dei suoi scopritori, dei suoi re, delle sue regine, dei suoi distruttori e dei profeti biblici. Per Byron, gli Assiri piombano sul nemico “come il lupo sul gregge” e le loro coorti sono scintillanti di porpora e d'oro. I profeti la denigrano. Giona lancia invettive contro “quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra”; mentre per il profeta Naum, Ninive è prostituzione, colpa e castigo. Nelle testimonianze dei Greci la città e sovrani come Sardanapalo appaiono empi e lascivi, in preda a vizio e perdizione. Ma Ninive, capitale d'Assiria, fu soltanto una città sanguinaria votata alla guerra e alla barbarie, spietata dominatrice di popoli come narrato dalla Bibbia e dai classici?Partendo dall'avvincente narrazione della sua scoperta a metà Ottocento, Ninive. Mito e realtà mette in evidenza come dagli annali dei sovrani assiri, così come dai meravigliosi rilievi istoriati che decoravano le loro splendide regge, si delinei una città fulcro di cultura e un centro religioso dedicato alla leggendaria dea Ištar. Ninive è fonte di scienza, di sapere astronomico-astrologico, di pratiche divinatorie e miti primigeni quali L'Epopea di Gilgamesh e il Diluvio universale, ripresi nella tradizione biblica.Paolo Brusasco racconta l'affascinante storia della più grande città del suo tempo che, da villaggio neolitico sulle sponde del Tigri nel nord dell'attuale Iraq, si trasformò con Sennacherib nella capitale del primo impero universale, per diventare con Assurbanipal e la sua celebre biblioteca il faro culturale del mondo antico.Paolo Brusasco è docente di Archeologia e storia dell'arte dell'Asia occidentale e del Mediterraneo orientale antichi all'Università di Genova. Già PhD e Research Fellow dell'Università di Cambridge (UK), ha effettuato scavi archeologici nel Mediterraneo, in Siria e Iraq, e attualmente dirige la Missione Assiria dell'Università di Genova (MAUGE) nel Kurdistan iracheno. È stato inoltre intervistato dal “New York Times” sulla tutela dell'Iraq Museum di Baghdad. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e monografie tra cui La Mesopotamia prima dell'Islam (2008), Babilonia. All'origine del mito (2012) e Tesori rubati (2013). Per La Nave di Teseo ha pubblicato Dentro la devastazione (2018) che ha ricevuto il premio Montale Fuori di Casa 2018.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gianfranco Pasquino"Il bello della politica"Idee, comportamenti, protagonistiEdizioni del Mulinowww.mulino.itLa politica non è solo l'attività dei politici di professione: è anche e soprattutto ciò che gli uomini e le donne hanno fatto, fanno e faranno per organizzare le loro vite nella «polis» ovvero nel sistema politico nazionale e internazionale. Perciò nella politica c'è del bello; un bello che riguarda la discussione continua su regole, istituzioni, idee e ideologie come pure sui comportamenti e sui protagonisti. Un dialogo in divenire seguito da soluzioni sempre diverse a sfide e problemi; un bello sempre mutevole che qui l'autore mostra in modo suggestivo, sistematico ma non pedante, spaziando fra tematiche come il liberalismo, l'italianità, il corporativismo, l'etica e molto altro. Sguardi, analisi critiche e idee di un decano della scienza politica. Gianfranco Pasquino, torinese, professore emerito di Scienza politica nell'Università di Bologna, è socio dell'Accademia dei Lincei. Con Norberto Bobbio e Nicola Matteucci ha diretto il «Dizionario di Politica» (1976; 6a ed. 2024). Nel 1970 il Mulino pubblicò il suo primo libro «Modernizzazione e sviluppo politico», ne sono seguiti molti altri. I più recenti sono la quinta edizione del «Nuovo corso di scienza politica» (2023), «Sistemi democratici comparati» (con M. Valbruzzi, 2024) e «Le parole della politica» (nuova ed. 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Davide De Luca"Carte da decifrare"Fondazione Arteawww.fondazioneartea.orgCARTE DA DECIFRARE / Busca,12 e 18 luglio 2026Nona edizione per la rassegna di letteratura e musica Carte da decifrare, che torna a Busca con due appuntamenti inediti, dove parole e note si intrecciano e dialogano sotto forma di reading, esperienze sonore e visite guidate esclusive in due luoghi unici e inestimabili del patrimonio storico-artistico piemontese: la prestigiosa Collezione di arte contemporanea La Gaia e, novità 2026, il Parco Museo dell'Ingenio, un antico Convento dei Frati Cappuccini, oggi centro culturale dedicato alla storia del lavoro, della creatività e dell'ingegno umano.Ospiti di quest'anno: Donatella Di Pietrantonio con Teho Teardo e Nicola Lagioia con Enrico Gabrielli e Alessandro Grazian. Domenica 12 luglio / ore 18.00➝ Busca – Collezione La GaiaDONATELLA DI PIETRANTONIOTEHO TEARDO, elettronicaLE ETÀ FRAGILIReading musicale da L'età fragile (Einaudi) + visita guidataDonatella Di Pietrantonio racconta la storia di Amanda, la quale torna improvvisamente nel paese d'origine, vicino a Pescara, dopo aver lasciato Milano. Sua madre Lucia comprende subito che qualcosa l'ha profondamente segnata e, mentre cerca di proteggerla, riaffiorano i ricordi di un tragico evento avvenuto trent'anni prima ai piedi del Dente del Lupo, dove tre ragazze scomparvero e Lucia si salvò per un caso. In un intreccio di passato e presente, tra segreti familiari, ferite che attraversano le generazioni e il difficile rapporto tra madri e figlie, L'età fragile di Donatella Di Pietrantonio racconta la vulnerabilità che accompagna ogni età della vita e il confronto con un passato che non smette di chiedere ascolto. Un romanzo intenso, sulla paura, sulla memoria e sulla possibilità di ricostruirsi quando si è più esposti al mondo, vincitore del Premio Strega 2024, che prenderà vita in un reading di grande intensità emotiva grazie alle musiche originali di Teho Teardo, compositore, musicista e sound designer tra i più eclettici e visionari della scena musicale contemporanea.Prima e dopo il reading è prevista una visita guidata ad alcune opere della Collezione La Gaia. Durata complessiva dell'attività circa 2,5 ore. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE: Il pubblico è suddiviso in due gruppi con partenza da Piazza Mariano. Gruppo I: partenza ore 16:45Trasporto con navetta a La Gaia ➝ visita guidata alla Collezione ➝ partecipazione al reading musicale (ore 18) ➝ rientro con navetta (ore 19.15 ca)Gruppo II: partenza ore 17.30Trasporto con navetta a La Gaia ➝ partecipazione al reading musicale (ore 18) ➝ visita guidata alla Collezione ➝ rientro con navetta (ore 20 ca)BIGLIETTIIntero: € 18Ridotto under 19 e disabili: € 12Biglietti disponibili su ticket.it (chiusura prevendita sabato 11 luglio, ore 23:59, salvo esaurimento posti).Gratuito: 0 – 10 anni e accompagnatori di persone con disabilitàPrenotazione obbligatoria con disponibilità sino a esaurimento posti, scrivendo a info@fondazioneartea.orgAccesso consentito solo con servizio navetta con partenze da Piazza Fratelli Mariano.Acquista qui:https://www.ticket.it/teatro/evento/le-eta-fragili.aspxSabato 18 luglio / ore 20.30➝ Busca – Parco Museo dell'Ingenio NICOLA LAGIOIAENRICO GABRIELLI, pianoforte, fiatiALESSANDRO GRAZIAN, chitarraCOME SI DIVENTA CIÒ CHE NON SI ÈUna lezione sull'imparare a fare le coseNessuno racconta con facilità come ha imparato a fare ciò di cui è capace. Nasciamo sprovvisti di tutto, l'apprendistato è lungo, pieno di ostacoli, frustrazioni, episodi ridicoli. È difficile capire cosa accade di preciso tra il momento in cui non siamo capaci di fare qualcosa e l'attimo trascorso il quale quella medesima cosa cessa di essere per noi un problema. Si attraversa un confine invisibile, una commessura, oltre il quale non siamo più noi stessi. In certi casi, racconta Nicola Lagioia, l'arte – e persino il mondo che si muove intorno ai libri – in questo processo di trasformazione può svolgere un ruolo davvero imprevisto.Ad accompagnare la lezione d'autore le musiche originali di Enrico Gabrielli, polistrumentista, compositore, arrangiatore e produttore discografico, noto soprattutto per essere membro nonché fondatore dei Calibro 35 in duo con Alessandro Grazian.BIGLIETTIIntero: € 18Ridotto under 19 e disabili: € 12Biglietti disponibili su ticket.it (chiusura prevendita sabato 18 luglio, ore 11:00) oppure presso la biglietteria del Parco Museo dell'Ingenio, dalle ore 19:30 del giorno dello spettacolo, salvo esaurimento postiGratuito: 0 – 10 anni e accompagnatori di persone con disabilitàPrenotazione obbligatoria con disponibilità sino a esaurimento posti, scrivendo a info@fondazioneartea.orgAcquista qui:https://www.ticket.it/teatro/evento/come-si-diventa-cio-che-non-si-e.aspxDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Andrea Tagliapietra"la pazienza e il pudore: ascoltare gli altri, ascoltare sé stessi"Filosofi lungo l'Ogliowww.filosofilungologlio.itAnche quest'anno il Festival Filosofi lungo l'Oglio fa tappa a Castegnato. Andrea Tagliapietra, scrittore, filosofo e docente dell'università Ca' Foscari di Venezia, terrà una lectio magistralis dal titolo «La pazienza e il pudore: ascoltare gli altri, ascoltare sé stessi». L'incontro di martedì 22 è fissato alle ore 21 in piazza Dante. Andrea Tagliapietra"Il gesto più antico"Filosofia e icone del pudoreDonzelli Editorewww.donzelli.itChe fine ha fatto il pudore nell'epoca dei social, dei corpi esibiti, dell'intimità messa in piazza? In un tempo che ci vuole esposti, sempre visibili, sempre connessi, Andrea Tagliapietra riflette in questo saggio su una virtù inattuale e potentissima. Gesto antico che distingue l'essere umano dall'animale, gesto minimo ma ostinato, capace di difendere dall'omologazione dello sguardo e della parola, il pudore – fuori da ogni nostalgia moralistica – diventa qui un elemento chiave per interrogare la nostra epoca. Tagliapietra ne ripercorre le forme nel tempo: dalla vergogna dei miti antichi alla confessione cristiana, dal segreto inconoscibile al fondo di ogni essere umano alla pornografia dell'algoritmo. Perché, come scrive l'autore, «il pudore mette alla prova una società senza segreti», protegge ciò che non può essere detto né mostrato: la singolarità irriducibile di ciascuno. Virtù o sentimento, passione o concetto, il pudore appare così come risorsa, spazio di libertà, argine di resistenza alle maschere che il potere e la società impongono. Mostrare tutto non è libertà, ma obbedienza a un nuovo precetto: quello dell'esposizione continua, della trasparenza senza resto. La forza del pudore sta nell'apparente semplicità di un gesto di diniego che troviamo riproposto, prima ancora che nei testi della filosofia o della letteratura, nei capolavori dell'arte – da Masaccio e Botticelli ad Artemisia Gentileschi, da Courbet a Munch –, che in questo libro si intarsiano con la scrittura in un dialogo continuo tra parola e immagine.Andrea Tagliapietra, ordinario di Storia della filosofia, insegna all'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha fondato Crisi (Centro di ricerca interdisciplinare di storia delle idee) e, con Massimo Cacciari, Icone (Centro europeo di ricerca di storia e teoria dell'immagine). Per i tipi della Donzelli ha pubblicato I cani del tempo (2022), La metafora dello specchio (2023), Il lettore e lo spettatore (2024). Nel 2004, con La virtù crudele. Filosofia e storia della sincerità, ha vinto il Premio Viareggio-Répaci per la saggistica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Matteo Lupoli"Ecologiaa e politica del turismo balneare"Natura e lavoro a buon mercato a Rimini e DurazzoOrthotes Editricewww.orthotes.comIl turismo è uno dei settori produttivi più rilevanti e in continua espansione dell'economia globale. Eppure, al di là delle cifre e delle retoriche promozionali, la sua crescita porta con sé contraddizioni che tendono a essere rappresentate come effetti collaterali inevitabili: la precarietà del lavoro, la privatizzazione degli spazi costieri, il consumo intensivo di suolo e risorse, la marginalizzazione delle comunità residenti. Questo volume si propone di mostrare come questi presunti effetti collaterali non siano affatto tali, ma costituiscano gli assi strutturali su cui si regge l'intera industria turistica. Prendendo come casi di studio Rimini e Durazzo, due coste e due momenti distinti di uno stesso processo storico, il libro analizza le condizioni materiali ed ecologiche che rendono possibile la vacanza balneare di massa, attraverso la prospettiva dell'ecologia-mondo arricchita dal dialogo con l'ecologia politica, la sociologia del turismo e le analisi della governamentalità neoliberale. Un futuro desiderabile potrebbe non coincidere con l'abolizione del turismo, né con il suo semplice rinverdimento, ma con la capacità di immaginarne uno sviluppo meno estrattivo e più equo.Matteo Lupoli è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Università di Bologna. Collabora stabilmente con il Cidospel (Centro internazionale di documentazione e studi sociologici sui problemi del lavoro) e si occupa principalmente dello studio delle relazioni tra trasformazioni del lavoro, degradazione ambientale e crisi ecologica. Attivista prima che ricercatore, ha scritto vari contributi per riviste, giornali e blogDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Federico Campagna"Altrimondi"Lezioni dal passato per sopravvivere alla StoriaEinaudi Editorewww.einaudi.itPer millenni i popoli del Mediterraneo hanno affrontato guerre, persecuzioni e catastrofi naturali: tante piccole apocalissi. Ma ogni volta che il loro mondo veniva distrutto, sapevano migrare verso un «altrove» dove vivere fosse di nuovo possibile.Si spostavano da costa a costa, come i migranti di oggi alla ricerca di un futuro migliore, ma soprattutto viaggiavano con l'immaginazione al di là dei confini tracciati dalla Storia. Osavano spingersi verso quel luogo invisibile dove non smettono mai di nascere nuove concezioni del mondo e della vita.Questo libro segue i loro viaggi, partendo dalle battaglie cosmiche con cui gli dèi e gli eroi mesopotamici ed egizi diedero avvio alla creazione dell'universo. Supera i confini orientali della Persia, lungo lo strano percorso tracciato dal personaggio di Alessandro Magno nelle storie dei cantori popolari. Attraversa i secoli tumultuosi della Tarda Antichità in compagnia di mistici e visionari, avventurandosi nel tempo dell'ascesa dell'Islam e delle crociate. Solca le onde che furono testimoni delle avventure di migliaia di corsari, pirati e schiavi nella prima Modernità, per poi approdare tra i sogni e le tragedie del XX secolo. E si conclude sulle coste del Mediterraneo dei giorni nostri, dove il resto di questa storia si sta ancora scrivendo.Federico Campagna (1984) è un filosofo italiano residente a Londra. Il suo pensiero si muove tra la metafisica, gli studi culturali e la teologia. Insegna Filosofia all'università ECAL di Losanna e al Royal College of Art a Londra, è fellow del Warburg Institute di Londra, dirige la scuola di arte e filosofia Agora a Ginevra, e lavora presso gli editori Verso Books e Timeo. Ha ottenuto un dottorato presso il Royal College of Art di Londra sul rapporto fra la tradizione metafisica e il design dei mondi virtuali. In Italia ha pubblicato Magia e tecnica e Cultura profetica. Per Einaudi ha pubblicato Altrimondi. Lezioni dal passato per sopravvivere alla Storia (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Guido Quarzo"Maciste in giardino"Ancora Libriwww.ancoralibri.itUn giorno nel giardino di Nico arriva una talpa, una talpa così grande che suo papà la chiama Maciste, come il protagonista di alcuni film ambientati ai tempi degli antichi romani. Per catturare un animale così, però,ci vuole una persona speciale. Allora a casa di Nico viene chiamato Gino Bandiera, anche lui un Maciste a suo modo perché è un gigante e come la talpa è mezzo cieco. Ma è anche un ex campione di pugilato, cosa che Nico è destinato a scoprire presto.Un racconto di una grande firma della letteratura per l'infanzia, amatissimo dai giovani lettori.Per lettori dagli 8 anni.Guido Quarzo è molto amato da insegnanti e ragazzi e molto attivo negli incontri di lettura presso scuole e biblioteche. Con questo romanzo l'autore è stato finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 20171995: Premio Andersen miglior autore1996: Premio Cento2013: Premio Andersen2022: Premio Rodari alla carrieraDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maurizio Fantoni Minnella"Que viva Latinoamerica!"Gli anni in viaggio attraverso il continente 1985-2026Odoya www.odoya.itDal continente che fu di Simón Bolívar, José Martí e di Ernesto Che Guevara, un viaggio reale e insieme letterario che ha inizio nel lontano 1985 e che si conclude nel 2026. «Quarant'anni in viaggio attraverso il continente» come recita il sottotitolo del volume, un periplo di esperienze, riflessioni sulla cultura, incontri con scrittori, registi, musicisti e gente comune, dal Nicaragua sandinista al Messico zapatista passando attraverso il Venezuela chavista, il Cile dell'Estallido Social, la Bolivia degli altopiani, l'Ecuador di Oswaldo Guayasamín, e ancora, la Cuba del tardo castrismo, il Guatemala della cultura maya, l'Argentina di Atahualpa Yupanqui, e il Brasile di Salvador de Bahia e di Rio de Janeiro, mescolando felicemente il memoir con la narrazione di viaggio, il romanzo con il saggio, proiettati nel vasto mondo fantastico e tragico, immaginifico e quotidiano di “Nuestra América”.IL CORPO E L'ANIMA DELL'AMERICA LATINA DI SIMÓN BOLÍVAR.JOSÉ MARTÍ, ERNESTO CHE GUEVARA, GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ, TRA VITA QUOTIDIANA E POLITICA, POESIA, NARRAZIONE E MEMORIA, IN UN VIAGGIO LUNGO QUARANT'ANNIMaurizio Fantoni Minnella, scrittore, studioso di narrativa latinoamericana e di viaggio, pubblicista, saggista cinematografico e regista, ha al suo attivo la pubblicazione di alcune opere narrative – come L'era volgare; Il tempo di Rachid. Storie d'immigrati e Il viaggiatore delle catastrofi – e di molti saggi cinematografici, tra cui: Bad Boys. Dizionario critico del cinema della ribellione giovanile; Non riconciliati. Politica e società nel cinema italiano dal neorealismo a oggi; Paradise Now. Sulle barricate con la macchina da presa; Spezzare l'assedio. Il cinema del conflitto israelo-palestinese.Ha realizzato ventotto documentari, tra cui Caos totale. La marcia perduta di Gaza; Benvenuti nel ghetto; Libertà di Hevi. Una vita per il Kurdistan; Case che resistono; Gaza a cielo aperto; Noi. I Neri; Esilio. La passione secondo Lucano; Libri di sabbia; Fantasmi cileni. Frammenti di un golpe lontano.Ha scritto reportage culturali e di viaggio per diverse testate nazionali e internazionali, saggi monografici per riviste specializzate di cinema come Cinecritica. Ha pubblicato, insieme a don Andrea Gallo, Io non mi arrendo. Un'autobiografia in parole e immagini. Con il film Benvenuti nel ghetto ha raccontato la comunità transgender di Genova.Ha tenuto conferenze in varie città europee ed extraeuropee sulla città di Genova, la sua cultura e la sua storia.Per Odoya ha inoltre pubblicato Film documentario d'autore. Una storia parallela.www.fantoniminnelladoc.org.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Claudio Gallo, Lorenzo Bassotto"Sulle scene"Emilio SalgariNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itSulle scene racconta e documenta l'intensa attività giornalistica di Emilio Salgàri come cronista e critico teatrale, svolta tra il 1883 e il 1885 sulle pagine de “La Nuova Arena” con lo pseudonimo di Emilius: un capitolo ancora oggi poco noto e, per larga parte, inedito. Figlio anomalo ed eclettico della Scapigliatura, melomane appassionato, Salgàri seguì opere, operette, balletti, spettacoli di fantocci meccanici, commedie e drammi messi in scena nei principali teatri veronesi e nelle piazze cittadine. Le sue recensioni non si limitavano alla musica o alle interpretazioni vocali: si addentravano nelle posture e nei movimenti degli attori, nelle scenografie, nei suoni di scena, fino al lavoro dei macchinisti. Per comprendere davvero l'originalità dello stile e dell'opera salgariana, non si può prescindere da queste esperienze giovanili, in cui già affiorano la sua precisione visiva e il suo gusto narrativo. Il volume propone una ricca selezione delle cronache redatte da Salgàri e numerose recensioni dedicate a Ida Aida Peruzzi, “la veneziana linguacciuta e spiritosa”, nelle quali è facile riconoscere la mano dello scrittore: Salgàri seguiva infatti le rappresentazioni della futura moglie sui palcoscenici di alcune compagnie melodrammatiche, restituendone con vivacità il talento e l'energia.Emilio Salgàri , nacque a Verona il 21 agosto 1862, in una famiglia piccolo-borghese. Giovanissimo lasciò la città e si iscrisse all'Istituto Nautico di Venezia, senza però conseguire il titolo di capitano di gran cabotaggio; in seguito amò attribuirsi viaggi e brevetti mai ottenuti, alimentando il mito della propria esperienza marinaresca. Tornò a Verona alla fine del 1882 e avviò una intensa attività giornalistica: collaborò con “La Nuova Arena” diretta da Ruggero Giannelli, firmando articoli di politica internazionale con lo pseudonimo di Ammiragliador e cronache teatrali come Emilius, mentre pubblicava i primi romanzi d'appendice. Nel 1885 passò a “L'Arena”, dove lavorò fino al 1893; quindi si trasferì a Torino per dedicarsi alla narrativa e ai rapporti con gli editori. Negli anni successivi consolidò la collaborazione con Antonio Donath, visse per un periodo a Genova e tornò infine a Torino. Contrariamente a una leggenda diffusa, non visse sempre in miseria: garantì alla famiglia, la moglie Ida e i figli Nadir, Fatima, Romero e Omar, una vita borghese decorosa e nel 1906 firmò con l'editore Enrico Bemporad un contratto di rilievo. Si tolse la vita il 25 aprile 1911, provato dalla malattia della moglie e da una crisi personale profonda.Claudio Gallo , già bibliotecario, docente di Storia del Fumetto presso l'Università degli Studi di Verona, direttore de “Ilcorsaronero”, rivista salgariana di letteratura popolare, è studioso dell'opera di Salgari di cui ha scritto, insieme a Giuseppe Bonomi, una rigorosa e innovativa biografia. Ha pubblicato numerose monografie e saggi alla letteratura per ragazzi del primo Novecento e alle origini del giallo italiano e del fumetto, alla poco conosciuta letteratura fantastica e inquietante dell'Ottocento.Lorenzo Bassotto è attore, autore e regista, autore di drammaturgie per ragazzi. Da sempre si occupa di letteratura avventurosa ed è condirettore della rivista “Ilcorsaronero”. Lavora da anni tra teatro, formazione e progetti editoriali, con un percorso internazionale che intreccia narrazione, immagine e teatro d'oggetti. Collabora con musicisti e illustratori di fama mondiale e con editori di libri per l'infanzia e l'adolescenza, sviluppando progetti che uniscono ricerca scenica e cura artigianale del racconto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Nicolò Petruzzella"La diga"Maylis De Kerangal, Joy SormanPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.ittraduzione di Elena Vozzi e Nicolò PetruzzellaTomi Motz, ingegnere solitario, viene incaricato dalla sua impresa di controllare l'impianto della diga di Seyvoz, la cui edificazione, negli anni Cinquanta, ha comportato la creazione di un lago artificiale e inghiottito il villaggio di montagna che si trovava là.Durante quattro giorni, Tomi ispeziona in lungo e in largo la zona. Sotto l'effetto di uno strano magnetismo, la sua missione è perturbata da una serie di disturbi sensoriali e psichici. Attorno a lui, il reale sembra dileguarsi: tutto vacilla, i luoghi e i comportamenti, i giorni e le notti, forse persino la sua stessa ragione.Avventurandosi fino alla frontiera del fantastico, questo romanzo scritto a quattro mani sonda le tracce di una catastrofe. Maylis De Kerangal e Joy Sorman vi fanno risuonare una memoria sommersa ma persistente, e affiorare stratificazioni temporali agganciate alle pieghe dello stesso paesaggio.Il romanzo nasce dalla storia della diga idroelettrica e dal lago artificiale di Chevril che nel 1952 inghiottì il ridente villaggio montano di Tignes, sacrificato sull'altare della modernità durante la ricostruzione nazionale del dopoguerra. Un disastro causato dall'uomo ed emblematico della recente storia industriale, francese e non solo - non senza evocare al lettore italiano il Vajont. Per dare vita al romanzo le autrici hanno trascorso parecchio tempo presso il lago di Chevril cercando di coglierne l'essenza; hanno poi scelto di restituirne la memoria, attraverso il registro del fantastico per farla riecheggiare, e riportarla in superficie.La collaborazione fra le loro voci non si dà come semplice somma, bensì in quanto fusione: una lingua comune, una terza lingua nata dai loro due alfabeti che crea un'opera inconfondibile, dal potente fascino evocatore.Se le autrici arrivano a esprimersi secondo una lingua comune, nel romanzo sono due i piani temporali che si alternano nella narrazione.La narrazione al presente funge da struttura del romanzo: lo avvolge in un'angoscia diffusa, nutrita da immagini antiche, non senza evocare atmosfere degne dell'hotel di Shining e ambientazioni montuose alla “Twin Peaks”, dove il malessere non nasce dalla distanza dalla realtà, bensì da una paranoia.La narrazione al passato riporta al momento della costruzione della diga di Seyvoz, alla vita immobile e rituale degli abitanti del paese, che si vedono comunicare l'esproprio delle proprietà in vista del programmato allagamento del villaggio. Allo scopo di tratteggiare un ricordo lacerante e vivido, le autrici fanno appello a un linguaggio scolpito da un lessico tecnico, il più vicino possibile ai corpi, agli operai delle dighe o agli abitanti de villaggio: un affresco dato per pennellate, frammenti di vita, che si stagliano sullo sfondo di una catastrofe (in)evitabile.§Figlia di un capitano, Maylis De Kerangal è nata nel 1967 a Tolone e ha trascorso l'infanzia nella città portuale di Le Havre. Autrice di svariati romanzi e racconti, ha ricevuto numerosi premi letterari in patria e all'estero, tra i quali spiccano il Prix Médicis, il Prix France Culture/Télérama, il Grand Prix de Littérature de l'Académie Française e il Gregor Von Rezzori.Nata a Parigi nel 1973, Joy Sorman è scrittrice e giornalista. Ha vinto con il suo primo romanzo Boys, boys, boys, manifesto per un femminismo virile, il Prix de Flore nel 2005. È autrice di numerosi libri, pubblicati in Francia da Gallimard, Le Seuil, Flammarion.§Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell'ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall'inglese per numerose case editrici.Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell'ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall'inglese per numerose case editrici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Carlo Calabrò"Cemento e sangue"Marsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSan Paolo è una città che cresce divorando se stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L'autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico. A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c'è un colpevole da smascherare: c'è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli.Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Natascia Chiarlo"Anima Festival 2026"www.animafestival.netL'Anima Festival, giunta alla sua undicesima edizione, si sta rivelando ancora una volta come una delle rassegne estive più amate del Piemonte, per la sua proposta artistica e per la cornice meravigliosa dell'Anfiteatro dell'Anima, un palcoscenico naturale visivamente abbracciato dalla cerchia delle Alpi, col Monviso da un lato e i dolci declivi delle colline langarole dall'altro. Dopo aver annunciato per l'estate del 2026 i concerti di Emma, Madame, Serena Brancale, Luca Carboni, Sal da Vinci e Riccardo Cocciante, oltre la serata comica con Max Angioni, la direzione artistica del Festival ha annunciato a sorpresa una grande novità. Sabato 5 settembre il palcoscenico piemontese ospiterà Alberto Angela, con la presentazione del suo nuovo libro, edito Mondadori, “CESARE. La conquista dell'eternità”. La serata doveva essere quella del concerto di Claudio Baglioni, che ha rimandato il tour al 2027 per problemi di salute. Ma la data non resterà vuota. Anzi. Ci sarà l'amatissimo e stimatissimo Angela. Paleontologo, naturalista, giornalista, divulgatore scientifico, scrittore e conduttore di numerosi programmi di successo trasmessi dalla RAI, racconta: “Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni. È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse. Ma sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo, eterosessuale, bisessuale… E sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell'epoca cruciale per il destino di Roma e dell'Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia. Alberto Angela torna in libreria con un'opera unica e grandiosa, che prende spunto dal De bello Gallico per trascinarci in un'avventura senza pari. Le pagine si susseguono con il ritmo e le atmosfere dei film e delle serie tv più avvincenti, e al tempo stesso arricchiscono il lettore di scoperte, curiosità e riflessioni sul mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell'intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.” Sabato 5 settembre l'Anfiteatro dell'Anima aprirà già alle ore 19, per consentire al pubblico di arrivare con tutta calma, usufruendo dell'ampio parcheggio e dell'attrezzata zona ristoro. La presentazione del libro avrà inizio alle ore 21 e avrà durata di circa un'ora. Angela dialogherà con Alberto Infelise, giornalista de La Stampa. I posti saranno numerati e disponibili sul sito www.ticketone.it da lunedì 13 luglio 2026 alla cifra simbolica di sei euro (più diritti di prevendita) o direttamente al botteghino della location la sera stessa. Al termine della presentazione Angela sarà disponibile per un firmacopie per le prime trecento persone che si iscriveranno a un link presto disponibile sul sito ufficiale www.animafestival.net Natascia e Ivan Chiarlo dichiarano sull'evento: “Inseguivamo da anni il sogno di poter ospitare nel nostro anfiteatro un luminare della cultura come Alberto Angela. Siamo molto felici di essere riusciti nel nostro intento, che è un primo assaggio dell'ampliamento dell'offerta dell'Anima Festival. La direzione che vogliamo dare è infatti quella di costruire, anno dopo anno, un luogo di cultura a trecentosessanta gradi. I nomi e i cartelloni cambiano, le stagioni passano, il pubblico si rinnova e si amplia, ma il focus rimane quello di fare vivere al pubblico un'esperienza, facendo portare a casa un ricordo speciale che rimane nel tempo. È un luogo che continua a crescere, senza smarrire – ça va sans dire – la sua anima.”Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Valerio Varesi"E' sangue di noi tutti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itReggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l'imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell'Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in cinque: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant'anni che l'hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell'uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l'autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d'estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria.Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.«Valerio Varesi sottrae all'oblio storie passate che meritano di essere ricordate per affrontare il nostro presente». AvvenireValerio Vares, giornalista e scrittore italiano (1959). Laureatosi in Filosofia, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1985, collaborando come corrispondente di vari quotidiani, tra cui La Stampa, la Gazzetta di Parma e la Repubblica. Autore di romanzi gialli, ha esordito nella letteratura nel 1998 con Ultime notizie di una fuga, in cui compare per la prima volta la figura del commissario Soneri, protagonista di altri polizieschi di V., ai quali è stata ispirata una serie di sceneggiati televisivi dal titolo Nebbie e delitti. Tra gli altri libri con il commissario Soneri protagonista si ricordano: Il Fiume delle nebbie (2003), L'Affittacamere (2004), Le Ombre di Montelupo (2005), A mani vuote (2006), Oro, incenso e polvere (2007), La casa del comandante (2008), Il commissario Soneri e la mano di dio (2009), Il commissario Soneri e la strategia della lucertola (2014), Il commissario Soneri e la legge del Corano (2017), La paura nell'anima (2018), Reo confesso (2021) e Vuoti di memoria (2024). Nel 2002 ha vinto il Premio Fedeli con il romanzo Il cineclub del mistero. Tra gli altri romanzi: Le Imperfezioni (2007), Il paese di Saimir (2009), Lo stato di ebbrezza (2015), Un marito (2018) e L'ora buca (2020). Per Giallo Mondadori ha pubblicato Vuoti di memoria (2024) e Lago Santo (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Luisa Berardi"Un calice di veleni"Indagine in Val Maira tra arte e malaffareNeos Edizioniwww.neosedizioni.it “La donna è supina, le braccia lungo il corpo, come se stesse prendendo il sole sulla spiaggia. Il maresciallo si china a tastarle il collo, ma subito si rialza, scuotendo il capo”.Rientrata a lavorare dopo una grave malattia, la giornalista Fosca Prandi viene inviata in Val Maira per un reportage sulle opere del pittore fiammingo Hans Clemer, il “maestro d'Elva”, attivo a fine Quattrocento nel Marchesato di Saluzzo.Ma una morte sospetta rompe la serenità del luogo: tra arte, menzogne e veleni, l'insospettabile verità sarà pericolosa da scoprire. Fosca, che prima del cancro ha svolto inchieste importanti, facendo scalpore con un'inchiesta sugli schiavi in Mauritania, riprende l'attività nelle montagne cuneesi con un incarico apparentemente tranquillo tra arte e paesaggi alpini a lei noti fin dalle vacanze giovanili con la famiglia.Ma quella che dovrebbe essere quasi una pausa rigenerante nella quiete della valle si incrina presto: durante il suo soggiorno, Anita - amica di vecchia data e mamma di un ragazzino autistico - scompare. Il corpo della donna viene ritrovato sulle rive di un lago: tutto fa pensare a una morte accidentale ma l'autopsia insinua dubbi inquietanti.Polittici restaurati, chiese e santuari, montanari solitari, ambigui critici d'arte, cinici imprenditori, tatuaggi misteriosi, un calice con un serpente…l'indagine porta Fosca dalla Val Maira fino a Milano, in un mondo economico corrotto, dove si intrecciano avidità e insospettabili complicità. Lucia Berardi è nata a Torino e vive a Villarbasse, sulla collina tra Val Sangone e Val di Susa. Dopo aver insegnato materie letterarie, ha potuto dedicarsi alle passioni presenti nella sua vita: la natura, i viaggi, la letteratura e il teatro, scoprendo il piacere di scrivere. Al suo primo romanzo, Mai visto il mare, Baima Ronchetti, 2020, ‒ che ha vinto il primo premio nel Concorso La quercia del Myr 2021 e la Targa Fenoglio, nell'ambito del Premio Città di Moncalieri nel 2022, ‒ è seguito il romanzo storico Due zoldani, Echos, 2023. In questo libro si confronta per la prima volta col genere noir. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maurizio Rosi"L'ombra dell'editore"Neos Edizioniwww.neosedizioni.it “La folta chioma candida del morto si era macchiata di sangue. Questi giaceva immobile col busto abbandonato sul piano della scrivania a cui era seduto, un braccio proteso al di là, verso Boschi”.Un manoscritto, due editori e un delitto.Ferdinando Boschi vive ad Alessandria, è stato professore e adesso ha un desiderio: trovare un editore per il suo libro, un romanzo storico sul Bucintoro dei Savoia. Dopo l'ennesima delusione, l'opportunità potrebbe arrivare da una casa editrice della sua città, le Edizioni AL.ED.Ma quando si reca all'incontro, l'occasione si trasforma in un incubo: Boschi si ritrova con un cadavere, quello dell'editore Raimondo Tegola, e finisce al centro delle indagini. Gli inquirenti lo considerano il principale indiziato e la sua vita familiare viene turbata da continue richieste di comparsa presso le forze dell'ordine.Tra indizi che si contraddicono e verità parziali, il capitano Accorsi segue una pista che affonda nell'ombra delle relazioni dei protagonisti e porta lontano, anche nel tempo, ad un passato di ferocia mai illuminato dalla giustizia. Che cosa unisce Ferdinando Boschi e Raimondo Tegola a Julio Novello, direttore editoriale di una grande casa editrice milanese, e a El Verdugo, torturatore dei desaparecidos nella famigerata scuola della marina militare (ESMA) durante la dittatura argentina?Non sarà facile inserire tutte le tessere al loro posto e comporre la soluzione.Un giallo psicologico che indaga memoria, desiderio di potere, colpa e vendetta, interrogandosi al tempo stesso sui limiti della giustizia. Maurizio Rosi è nato a Napoli nel 1951 e si è trasferito a Torino nel 1967, dove ha conseguito la maturità classica e la laurea in Ingegneria Elettronica. Dirigente di multinazionale, ha lavorato in Italia e all'estero, vivendo per alcuni anni nel Regno Unito. Da sempre lettore, una volta in pensione ha potuto dedicarsi alla scrittura, pubblicando diversi romanzi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marlene Ravetti"I giardini della mente"Neos Edizioniwww.neosedizioni.it Un romanzo che ha come fulcro il tema della memoria, un delicato intreccio in cui la narrazione si fa dispositivo psicopedagogico “Ognuno di noi non sarebbe la persona che è, se non avesse vissuto la sua storia, se non avesse superato le difficoltà che la vita gli ha posto davanti, se non avesse accolto il dolore per superarlo e rinascere aprendosi a nuove consapevolezze”.Lavinia, giovane donna dal carattere schivo e riservato, si risveglia in una casa che non riconosce con un vuoto inquietante nella mente: non ricorda chi sia, né come sia arrivata lì. Scopre di trovarsi a Torino, città in cui pare vivere da tempo, ma di cui non conserva alcuna memoria.Un'amnesia retrograda, dovuta ad un trauma misterioso, la costringe a ricostruire la propria identità a partire da indizi minimi: un diario, dei post sui social e i propri documenti. Scopre così di aver vissuto a Firenze e che i suoi genitori sono morti. Lavora come collaudatrice di auto e furgoni ma nel passato era una biografa professionista.In quel vuoto di identità, per Lavinia sarà decisivo l'incontro fortuito in un parco torinese con Maddalena, donna novantenne dotata di straordinaria vitalità, custode di storie, ricordi e saggezza: tra le due donne nascerà un'amicizia intensa e significativa. Il loro incontro trasformerà la fragilità in forza e la memoria condivisa in possibilità di rinascita.“La vita aveva donato a Lavinia la forza e la personalità di una preziosa novantenne e l'aveva messa sul suo cammino al momento giusto per insegnarle quanto fosse importante dare valore ai ricordi...In quella dimensione si erano incontrate, Maddalena e Lavinia, nei giardini della mente e della memoria… un luogo magico in cui può durare per sempre ciò che non è più”.«Una storia attraversata da tenerezza e dolcezza, pervasa da una sensibilità autentica e rara nel dare voce a temi socio-culturali di grande spessore umano. È un romanzo squisitamente pedagogico, il cui registro narrativo diventa gesto di cura che accoglie il lettore e lo invita a sostare nelle pieghe dell'esperienza narrata. L'incontro intergenerazionale è il cuore pulsante del romanzo: uno spazio formativo prezioso, in cui il tempo sembra rallentare e la memoria dell'anziano si offre come dono, come eredità simbolica e affettiva. In questa relazione fatta di ascolto, di parola condivisa e di silenzi abitati, la protagonista trova il coraggio di sostare nella propria fragilità e di raccoglierne i frammenti. Il romanzo si rivela come un dispositivo narrativo di rara intensità pedagogica. Attraverso la memoria che riaffiora, il tempo che si dilata e la relazione che accoglie, l'autrice invita a pensare l'educazione come un movimento incessante dell'anima: un lento e paziente lavoro di narrazione e rinascita, altalenante, in cui l'esistenza viene continuamente riletta, custodita e reinventata. Un'arte sottile che richiede cuore e talento, come fa l'autrice» (Luisa Piarulli, docente di Pedagogia presso Università Cattolica di Milano, IusTO Rebaudengo, Università di Torino). Marlene Ravetti è nata a Torino nel 1977 e vive a Pino Torinese. Ha lavorato nel settore delle risorse umane, della formazione e in svariati altri ambiti. Da sempre appassionata di scrittura, la sua produzione letteraria si apre con il libro di argomento filosofico “Le tenebre e la luce in C. G. Jung”. Ha ricevuto una Menzione d'Onore al Premio Nazionale Pinayrano per la poesia “Abissi”. Nel 2023 è nato il suo primo romanzo, “Giochi di vita”, edito da Neos edizioni. Ha pubblicato racconti in diverse antologie ed è stata finalista al premio di narrativa “Parole in collina” nel 2024. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gianni Fontana"Il libraio di Via Po"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itSei misteri, sei storie, un libraio appassionato di storie insolite “Gli unici viaggi che valgono veramente la pena, sono quelli nelle storie degli uomini”.Una libreria sotto i portici di Torino, un libraio sarcastico e disincantato, storie e misteri da inseguire nei dettagli delle parole sotto l'egida delle grandi opere letterarie che vegliano dagli scaffali.Eccentrico e dal carattere ruvido, Paolo Alibrandi gestisce la sua storica libreria in via Po come un avamposto di resistenza civile in cui custodire il valore delle parole nel rispetto del lettore. E quando certe “storie insolite” arrivano sotto forma di frasi scolpite, sussurrate, scritte o dimenticate, allora, quasi come un detective, si fa coinvolgere da ciò che si nasconde nelle pieghe delle parole, nei silenzi, nei dettagli trascurati, perché sa che nulla è mai come appare e dentro una parola se ne può nascondere un'altra.«Tra le sue pagine si possono riconoscere ambienti e situazioni tipicamente sabaudi, quei caffè dove le chiacchiere scorrono lente ma le menti corrono invece veloci. I muri e i colori di una città misteriosa nella quale nulla è mai come appare a prima vista e per coglierne l'essenza è necessario scavare a fondo, prestando attenzione ai dettagli. L'autore ha imparato a conoscere e giocare con queste pieghe della città e lo ostenta con malcelata fierezza nel libro» (Stefano Tallia).Cosa potrebbero significare alcune parole sussurrate in punto di morte sul letto di un ospedale? Le scuse lasciate roteare sullo schermo di un computer per giustificare un fallimento finanziario bastano a spiegare come sono andate veramente le cose? Un aggettivo imposto su una lapide smentisce o conferma il presunto tradimento di una donna da tutti desiderata? La frase ascoltata al telefono era assertiva, interrogativa o esclamativa? Ci si può vendicare invitando a cena tre nipoti per lasciare a ciascuna l'identica eredità accompagnata dalla stessa scritta? In un elenco di nomi di morti, un cognome si può trasformare in un altro?Sei racconti – interpretabili anche come capitoli di un'unica storia – alternano dialoghi affilati, osservazioni taglienti, descrizioni da flâneur e citazioni intriganti. Una prosa nitida, che mescola la lentezza riflessiva dell'indagine agli scarti improvvisi delle rivelazioni. Gianni Fontana è nato in provincia di Torino nel 1951. Laureato in Psicologia Sociale, ha insegnato nei corsi di lingua italiana per stranieri fino ai primi anni Novanta. Ha svolto attività giornalistica come redattore delle riviste nazionali Studi e Ricerche e Percorsi (1987-1991); coordinatore editoriale per i settimanali Rivoli 15, Gazzetta di Venaria, Corriere di Collegno e di Grugliasco (1992-1994); direttore responsabile del mensile Oltre e del periodico Il Giornale del Comune (1994-2003). Ha gestito inoltre gli uffici stampa per alcune società dell'area metropolitana. Nel 2006 con il racconto Andata e ritorno si è classificato al primo posto al concorso “Parole in corsa” organizzato dal Gruppo Trasporti Torinesi. Ha pubblicato racconti e romanzi, tra cui Figli di Vanni (con Maurizio Blini), Golem Edizioni, 2015.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giulia Gambazzi"Troppi assassini per una cena"Newton Compton Editoriwww.newtoncompton.comSe amate Agatha Christie e Cluedo, questo è l'unico invito che vorrete ricevereUna cena con delitto esclusiva, nove partecipanti, un cadavere: tutti sono sospettatiTutti hanno un segreto, nessuno è innocenteEmilia Re, trentacinquenne milanese seguita da migliaia di fan per il suo canale YouTube dedicato al true crime, riceve un invito inatteso e irrifiutabile: una cena con delitto nella sontuosa villa ligure dalla celebre e controversa giallista Demetra De Novellis. Insieme a lei, un gruppo eterogeneo di sconosciuti: una coppia glamour, due anziane amiche ficcanaso, un fratello e una sorella gemelli molto riservati, un cameriere inesperto e Agnese, l'assistente personale della scrittrice, sull'orlo di una crisi di nervi. Quello che comincia come un gioco diventa presto qualcosa di ben più pericoloso: Demetra ha disseminato indizi criptici sul passato di ciascun commensale. La tensione cresce, complice un violento temporale, e, nel buio di un improvviso blackout, la padrona di casa viene assassinata. Tra lo sgomento generale, Agnese rivela un segreto sconvolgente: Demetra le aveva confessato che a quella tavola sedevano tutti assassini, eccetto due. La serata si trasforma così in un'indagine serrata e claustrofobica in cui ogni ospite ha qualcosa da nascondere e tutti sono sospettati.Giulia Gambazzi, appassionata di storie fin dall'infanzia, si è laureata in Lettere moderne con una tesi in storia del cinema, per poi proseguire la formazione presso l'Accademia Griffith di Roma e con il Master in Critica giornalistica dell'Accademia Silvio d'Amico. Ha collaborato con Badtaste.it e oggi coltiva la sua creatività con progetti per il cinema e la televisione, muovendosi tra fantasy e crime. Troppi assassini per una cena è il suo romanzo d'esordDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Oto Horvat"Istanti ritrovati"A cura di Marija BradašTraduzione di Silvio FerrariMolesini Editore Veneziawww.molesinieditore.itQuesta scelta di versi fatta dall'autore è una sequenza di istantanee che ritraggono ricordi personalissimi sullo sfondo dei quali si intravede il tormentato, tragico passato dei paesi jugoslavi. La rappresentazione della memoria intima e collettiva è sempre delicata e si risolve in dettagli che non di rado prendono spunto da fotografie e quadri. Seguendo una lunga tradizione europea, Horvat offre un'originale interpretazione della tecnica ecfrastica eccellendo nella rielaborazione verbale delle immagini del fotografo ungherese André Kertész. La voce poetica di Horvat rivela un io lirico sempre in cammino, un vagabondo con molti passaporti e un'identità smarrita, che trova casa in una pluralità di lingue e di anime.Oto Horvat (Novi Sad 1967) è un poeta serbo di origini ungheresi, che da anni risiede a Firenze. Ha pubblicato sette libri di poesia e quattro libri di prosa. Traduce in serbo poeti italiani, ungheresi e tedeschi, tra cui János Pilinszky, György Petri e Hans Magnus Enzensberger. Nel 2014 esordisce come narratore con un romanzo lirico di impronta autobiografica,Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Emanuele Panatta"Civico 33"Seri Editorewww.serieditore.itCivico 33 è una raccolta di monologhi di personaggi femminili accattivanti e variopinti pensati per la messa in scena teatrale. L'arrabbiata, l'idealista, la crocerossina, l'alternativa, la precaria, l'innamorata, la golosa e l'arrivista fanno diCivico 33 nuove storie un crocevia dell'universo femminile in cui le donne si raccontano in chiave tragicomica. Piccoli episodi di quotidianità da uno, mille e centomila, legati da un quesito esistenziale comune: Se è vero che la donna è arrivata da una costola dell'uomo, perché siamo noi a doverci rompere sempre le ossa per loro? Quasi tutte si lamentano della precarietà dell'amore, e del lavoro. Si sentono incomprese, abbandonate e disilluse, ma non hanno perso la voglia di lottare. I loro sfoghi sono filippiche isteriche alternate con barlumi di ottimismo. Gli uomini hanno smesso da tempo di essere cavalieri. Dopo aver rinunciato al sogno di una vita in due, si ritrovano a dover convivere con se stesse, con i loro fallimenti, le loro paure e le loro speranze.Emanuela Panatta, artista eclettica che spazia tra teatro, danza e cinema. Autrice e docente di training fisico e movimento scenico per attori. Ha iniziato la sua carriera in televisione negli anni 90 lanciata da Gianni Boncompagni, prende parte a varie trasmissioni televisive Rai e Mediaset nel ruolo di ballerina, conduttrice e attrice di fiction e film; si impegna nel sociale in diversi progetti sia in qualità di attrice che danzatrice presso il Teatro del Penitenziario di Rebibbia di Roma. Si forma sia in Italia che all' estero per la recitazione e per la danza. Attualmente è impegnata in Teatro come attrice, scrive, dirige laboratori di teatro-fisico e si dedica alla creazione di progetti. Numerose le collaborazioni attive su circuito internazionale. Oggi vive a Roma, anche se da Gennaio 2013 Berlino è la sua seconda sede di ricerca artistica. Inoltre, è trainer di Gyrotonic e Vice Presidente di Monolocale Produzioni. www.emanuelapanatta.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Martina Tiberti"Ninin"8tto Edizioniwww.8ttoedizioni.comUn racconto familiare che, nutrendosi di memorie collettive e personali, sedimenta e germoglia, come un giardino intricato.Ogni famiglia ha i propri ricordi da raccontare, ma spesso si preferisce tenerli per sé, verbalizzarli significherebbe farci i conti e, anche a distanza di anni, non sempre si è pronti. La famiglia Zanier non fa eccezioni, nonna Santina non fa eccezioni. Come raccontare ai propri figli e poi ai propri nipoti dei suoi due fratelli, Mattia e Vincenzo – Ninin – che a distanza di poco l'uno dall'altro decisero, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, di entrare a far parte delle brigate garibaldine? Come riuscire a tornare con la memoria a tutti quei mai dimenticati paesi del Friuli occidentale, Sequals, Spilimbergo, Budoia e rivivere gli appostamenti dietro il morâr, la pianta di gelso, per spiare le donne che attendono notizie dei loro uomini nascosti nei boschi? Come riascoltare le voci di Mattia, di Vincenzo e del proprio padre che insegna loro a disconoscersi come fratelli, perché almeno uno dei due da questa maledetta guerra a casa deve tornare? E come accettare che da quella maledetta guerra Mattia non è più tornato e Ninin mai del tutto?L'autrice Martina Tiberti partendo da poche testimonianze confuse e frammentarie di nonna Santina cerca, attraverso lunghi anni di ricerca e studio, di ridare nomi, volti e voce ai suoi familiari perduti, tentando così di fare ordine nel caos lasciato in eredità. Il risultato è una narrazione che si muove tra memoir, romanzo storico e inchiesta familiare, che conduce il lettore a scoprire una parte di storia italiana spesso dimenticata, quella del fronte friulano.Martina Tiberti è laureata in Teatro e Cinema all'Università La Sapienza con una tesi sulla drammaturga scozzese Joanna Baillie. È fondatrice dello studio editoriale Macao Spix insieme a Giuditta Lorenzini. Negli ultimi anni ha scritto e portato in scena cinque opere teatrali e alcuni adattamenti. Con la bocca piena di spille è stato selezionato a partecipare alla rassegna Exit, Emergenze Teatrali del Teatro dell'Orologio di Roma (2017). Il libretto dell'opera lirica La bestia dentro, è nel catalogo di Ermes 404 Edizioni.I suoi racconti sono stmeati pubblicati in diverse antologie e sulle riviste L'Inquieto, Narrandom, LetterateMagazine, Split. Nel 2025 ha pubblicato il libro La terza lettera (Kappavu Edizioni) con il giornalista e storico Sigfrido Cescut.Svolge inoltre attività di traduttrice letteraria e scouting freelance di autori in lingua inglese, prevalentemente di testi new horror, weird e fantascienza. Nel tempo che le resta è musicista.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Stefano Zecchi"Nel cuore della pace"Giustizia sociale e spiritualità profeticaPrefazione di Riccardo SaccentiGabrielli Editoriwww.gabriellieditori.itConversazioni con: Enzo Bianchi, Mariano Borgognoni, Giancarlo Bruni, Aldo Cazzullo, Paolo Ciani, Amaro della Quercia, Espérance Hakuzwimana, Wolfgang Fasser, Enrico Fink, Antonio Floridia, Valentina Furlanetto, Gherardo Gambelli, Delfina Licata, Luciano Locatelli, Alberto Maggi, Ludwig Monti, Edi Natali, Derio Olivero, Pif, Agnese Pini, Marinella Perroni, Vanessa Roghi, Marilena Umuhoza DelliNegli incontri raccolti in questo libro emerge lo sforzo di fare tesoro di una consapevolezza profonda: la pace e la verità non sono qualcosa che si possiede, né tanto meno qualcosa che ciascuno può fabbricare liberamente. C'è lo sforzo di custodire questa coscienza, riconoscendo che l'unico modo per intraprendere questo cammino è insieme all'altro, senza il quale si rischia davvero la solitudine del cuore.Stefano Zecchi non si limita a rivolgere domande ai suoi interlocutori – persone pensanti, uomini e donne che con la loro vita, spesso in modo semplice e inconsapevole, stanno contribuendo a cambiare la storia – ma entra con ciascuno di loro in una relazione autenticamente amicale.La lettura di queste pagine è un invito a liberarsi dal conformismo e ad abitare il presente con quella lucidità che una stagione di grandi timori richiede – una stagione che costringe ad abbandonare certezze e sicurezze, ma che diventa anche l'occasione per riscoprire il grande destino degli esseri umani: quello evangelico di avere sempre fame e sete di giustizia.Stefano Zecchi, nato a Settignano (Firenze) il 23 aprile 1959, da sempre attento al mondo ecclesiale e socio-politico fiorentino, membro del Comitato Scientifico della Fondazione “Ernesto Balducci”, del direttivo dell'Associazione “Casa Alta”, socio della Fondazione “don Lorenzo Milani” e membro dell'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età Contemporanea. Collabora con il mensile “Jesus” e con il quindicinale “Rocca” della Pro Civitate Christiana di Assisi. Per la casa editrice SEF ha pubblicato “Volersi bene malgrado tutto” e “Don Lorenzo Milani. Biografia per immagini”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Alessandro Barban"Coscienza Conoscenza e informazione quantistica. Alla radice dell'essere"Gabrielli Editoriwww.gabriellieditori.itIl grande tema della Conoscenza e della Coscienza viene affrontato in un dialogo fecondo e convergente tra Scienza e SpiritualitàDopo il successo di “Resurrezione. Fisica quantistica, teologia e mistica a confronto”, torna la nuova proposta che vede come autori alcune tra le menti più brillanti e avanzate presenti in Italia. È convinzione degli autori che Coscienza, Conoscenza e Relazione costituiscono, insieme, i fondamenti di ogni autentico processo di esistenza e umanizzazione.In queste pagine il grande tema della Conoscenza e della Coscienza viene affrontato in un dialogo fecondo e convergente tra Scienza e Spiritualità. Alla luce dei diversi ambiti della scienza contemporanea – dalla fisica e informazione quantistica alle scienze della psiche e delle neuroscienze – e alla luce delle diverse tradizioni spirituali – bibliche, orientali, mistiche ed eco-teologiche – il testo affronta il tema della Conoscenza come processo universale, che attiene in qualche modo al “divino”, ovvero all'Uno, ma anche come percorso di crescita e maturazione di ogni essere umano in relazione al Tutto e agli altri.«La conoscenza è qualcosa di vivo, non di statico, qualcosa che non si può catturare in un istante perché cambia continuamente. La conoscenza non esiste di per sé: è necessario che ci sia un soggetto della conoscenza. Ne consegue che, per conoscere, è necessaria la coscienza: la coscienza, cioè, è la capacità di conoscere.» Federico Faggin«La conoscenza, la scienza e la coscienza non possono essere guardate in maniera disgiunta: non era così per gli antichi e non dovrebbe essere così neanche per noi. Il problema è duplice: la conoscenza della cosa e la conoscenza del sé, la scienza e la coscienza. Due problemi uno più gigantesco dell'altro.»Erica Francesca PoliFederico Faggin – fisico, inventore, imprenditore, autore di una nuova teoria scientifica sulla coscienza, a partire dalla fisica quantisticaNatura ed evoluzione della conoscenzaEnrico Facco – medico, professore di anestesiologia all'Università di PadovaLa coscienza, l'inconscio, e la teoria neurofenomenologica dei tre mondiErica Francesca Poli – medico psichiatra, psicoterapeutaPer insufficienza di prove: assolvere il Trascendente nella ConoscenzaDebora Rienzi – teologa, poetessa, scrittriceSapienza originaria. Ineffabilità dell'Uno, tra Bibbia e filosofia anticaAlessandro Barban – teologo, già priore generale dei camaldolesiLa coscienza dell'inter-essere. Tutto incredibilmente vero, straordinario e meravigliosoElizabeth E. Green – teologa eco-femminista, pastora battista (Postfazione)Coscienza e conoscenza nella relazione con la naturaAlessandro BarbanTeologo e monaco camaldoleseNato a Ferrara. Ha studiato all'Università di Bologna laureandosi alla Facoltà di Lettere e Filosofia in Storia contemporanea. È monaco camaldolese dal 1984. Conclusi i suoi studi teologici prima al Pontificio Ateneo di S. Anselmo e poi alla Pontifica Università Gregoriana in Roma, ha insegnato teologia sistematica al Pontificio Ateneo S. Anselmo. È stato Priore dell'Eremo di Fonte Avellana nelle Marche dal 1997 al 2011, quando è stato eletto Priore generale della Congregazione Camaldolese dell'Ordine di S. Benedetto. Ha concluso il suo servizio di Priore generale nel novembre 2023. Ha pubblicato La fede pregata (Paoline 1997) e ha curato, con J. Wong, Come acqua di sorgente (EDB 2005), Il Primato dell'amore (LaCittadella 2010). Ultime sue pubblicazioni: Etty Hillesum. Osare Dio, (Cittadella 2012); Il Vento soffia dove vuole (Rubbettino 2013); Le Vie della preghiera (Ave 2018). Tiene incontri e conferenze su diversi temi: biblici, teologici e di interesse culturale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Angelo Di Liberto"Il fiore del ricordo"Gallucci Editorewww.galluccieditore.com«Quest'attesa è asfissiante. Un'unica cosa me la rende sopportabile: la speranza che lei torni. Se il mattino ha ancora un senso è perché vivo per quel ritorno».Al risveglio da un sonno confuso, Lauri scopre che sua moglie Alma è scomparsa. Nessun avvertimento, nessuna spiegazione, nessun indizio. Ha lasciato dietro di sé soltanto un nome, a tormentare la coscienza di Lauri. Chi è Alfredo? L'amante che l'ha persuasa a fuggire, oppure l'uomo che l'ha rapita? Mentre crollano le certezze di un amore che credeva assoluto, totalizzante, ha inizio per Lauri un'odissea nei ricordi, una ricerca a ritroso per afferrare la verità dell'assenza.In un percorso narrativo ipnotico e sorprendente, Angelo Di Liberto racconta il dubbio, il rimpianto, la nostalgia, il desiderio, mettendo a nudo un cuore innamorato, che neanche il dolore riesce a spezzare.Angelo Di Liberto vive a Palermo. A cinque anni ha letto il suo primo libro. In copertina c'era una signora che portava a spasso un cagnolino. S'innamorò di quel cane ma perse il libro. Non ha mai smesso di cercarlo. Da allora i cani accompagnano la sua vita. Autore di romanzi e racconti, in rete ha fondato la comunità di lettori consapevoli “Billy, il vizio di leggere - il gruppo” e ha dato vita a “Modus legendi”, l'iniziativa che porta in classifica nazionale autori e libri di qualità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Alessandro Carrera"Il vagoncino rosso"Crocetti Editorewww.crocettieditore.itIl “vagoncino rosso” di Alessandro Carrera conduce il lettore in un mondo che spazia dalla campagna lombarda agli Stati Uniti e al Canada, dai miti classici a quelli dei nativi americani, dalla complessità del modernismo all'ironia che ne stempera le pretese. Inizia in Italia, ma è l'incontro con l'America a determinarne la svolta narrativa. L'autore si fa esploratore del nuovo mondo come di sé stesso, di paesaggi e ricordi nei quali il sentimento è sempre mitigato da un consapevole distacco. Che abbia come sfondo la Lombardia o il Texas, New York o Vancouver, la poesia di Carrera indaga il mistero di come giungiamo a essere ciò che siamo, anche quando crediamo di esserci allontanati dalle nostre radici. Per vastità di ambizioni e ricchezza di riferimenti, per forza lirica e disarmante sincerità, rappresenta un'esperienza unica nella poesia italiana contemporanea. Mi hai chiesto se mai inventeranno una macchina del tempo e io ti ho detto no, perché il passato non esiste. Ma in anni remoti guardandoci alle spalle vedremo un cristallo svanire, il cristallo profumato del chissà.Alessandro Carrera è professore di Italian Studies e World Cultures and Literatures all'Università di Houston, in Texas. Ha scritto opere di saggistica, narrativa e poesia. Tra i suoi ultimi libri, Il colore del buio (il Mulino, 2019), Fellini's Eternal Rome: Paganism and Christianity in Federico Fellini's Films (Bloomsbury, 2019) e Lo studente di medicina (Passigli, 2021). Per Feltrinelli ha pubblicato Musica e pubblico giovanile (1980), La voce di Bob Dylan. Una spiegazione dell'America (2001; nuova edizione, 2021), Canzoni d'amore e misantropia (unito al DVD del film Io non sono qui, 2008), La consistenza della luce (2010), ha tradotto le canzoni e le prose di Bob Dylan e ha curato Pop di Andy Warhol.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gavino Zucca"Giallo a Valle delle Magnolie"Le indagini del Capitano RoversiNewton Compton Editoriwww.newtoncompton.com«I romanzi di Gavino Zucca funzionano come un orologio svizzero, con un'architettura narrativa perfetta che rimanda ai grandi autori del giallo classico, da Agatha Christie a Conan Doyle.»L'Unione SardaLuglio 1963. In sole ventiquattro ore, la quiete di Valle delle Magnolie viene spezzata da due eventi inquietanti: Donato, un ragazzo di quattordici anni, ospite del vicino Istituto San Gabriele per la cura dell'infanzia, scompare nel nulla; poco dopo Filippo Tilocca, un uomo trasferitosi da alcuni giorni nella valle, viene ritrovato morto nella propria abitazione. Due fatti apparentemente scollegati, in grado di dare sin da subito filo da torcere al capitano Roversi. Ma mentre scava nel passato di Donato e di Tilocca in cerca di piste da seguire, l'ufficiale comincia a intuire che quei casi forse non sono slegati come pensava. La chiave per risolvere questo doppio mistero sembra risiedere in un cold case risalente a cinque anni prima: un tentato sequestro finito in tragedia, nel quale una coppia perse la vita insieme a uno dei rapitori…Gavino ZuccaÈ laureato in Fisica e in Filosofia ed è specializzato in Progettazione di Sistemi informatici. È nato e vive a Sassari, ma ha trascorso oltre trent'anni a Bologna dove ha lavorato all'ENI come project manager, prima di dedicarsi all'insegnamento della Fisica nella scuola superiore. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti partecipando a premi letterari in tutta Italia. La Newton Compton ha pubblicato Il mistero di Abbacuada, Il giallo di Montelepre, Il delitto di Saccargia, Il misterioso caso di Villa Grada, Assassinio a Pedra Manna, Giallo sulla Riviera del Corallo, Doppio mistero sotto la rocca, Delitto a Foresta Burgos, L'enigma nella Nurra, I delitti di Maccia d'aràru, Giallo a Valle delle Magnolie e l'ebook Giallo al collegio dei Santi Innocenti, dedicati alle indagini di Giorgio Roversi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Stefano Fava@piuscuolanellavita"La soffitta delle parole"Riscoprire i tesori nascosti (o dimenticati) della nostra lingua.Utet Libriwww.utetlibri.itSecondo la vulgata, i professori di italiano sono gli ultimi difensori della cultura, votati alla causa spesso ardua di distogliere i ragazzi dai social per convincerli della bellezza struggente di una terzina di Dante.Stefano Fava, che insegna in un liceo di Milano, ha deciso di rovesciare lo stereotipo: grazie anche a qualche dritta tecnica dei ragazzi, ha creato una pagina Instagram, dove usa le stories e i reel per portare appunto @piuscuolanellavita, aiutando i suoi follower a mettere in pausa gli impegni, alleggerire lo stress della vita adulta e tornare per qualche minuto di nuovo studenti, chini sui banchi di scuola. Ma i reel hanno un respiro breve per loro natura, e per le missioni più ambiziose serve ben altro: serve un libro.Qual è la missione? Salvare l'italiano, nientemeno, attaccato da tutte le parti: dal dilagare dell'inglese, dal linguaggio sciatto della tv, dalla pigrizia di noi parlanti, che ricicliamo sempre la stessa manciata di parole. Senza fare un noioso saggio di linguistica, Stefano Fava qui si appoggia di volta in volta a una parola scivolata via dall'uso comune, relegata nelle pieghe dei vocabolari o, per usare la metafora a lui cara, dimenticata in soffitta.Nel raccontare l'etimologia, l'uso letterario e quotidiano, e le mille strade in cui una parola finisce per perdersi, di fatto la rispolvera e la lucida, riportandola a brillare del suo antico, rinnovato splendore. La soffitta delle parole diventa così uno scrigno di gemme lessicali: da sofisma ad aporia, da protervia a indefesso, da acquiescenza a codesto, da blandizia a pugnace, da sibillino a misoneismo… E tra una parola e l'altra, il professor Fava affronta le questioni aperte del linguaggio e dell'apprendimento, alternando elogi della fatica, sfide all'intelligenza artificiale e inchieste sul modo in cui l'italiano è cambiato, e ancora cambierà. Ma invece di subire il cambiamento, o velocizzarlo, possiamo esserne parte attiva, salvando nel mentre dalla soffitta le parole più entusiasmanti.Stefano Fava è nato a Lucca ed è laureato in Lettere e Filosofia all'Università di Pisa. Ha vissuto per quindici anni nel Regno Unito, dove ha insegnato lingua e letteratura italiana e scrittura creativa in varie istituzioni inglesi tra cui la Essex University e il King's College di Londra. Nella capitale britannica ha anche fondato e diretto, dal 2001 al 2012, un'associazione per la diffusione della lingua e della cultura italiane denominata Affinitalia. Dal 2013 vive a Milano, dove insegna letteratura italiana e storia in un liceo della città e si dedica a varie attività culturali. Nel 2023 ha creato il progetto social @piuscuolanellavita, tramite il quale divulga su Instagram e TikTok contenuti storici, letterari e linguistici. Cura inoltre il podcast Che storia! e partecipa come relatore a convegni e conferenze in giro per l'Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Manuela Faccon"La fabbrica delle donne"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itSola da tempo dopo la scomparsa dei genitori, la giovane Elsa lavora come operaia al lanificio Frizzi, l'unica grande fabbrica di Valsarto, un paese del Nord Italia. Siamo nei primi anni venti, i turni sono lunghi e massacranti, e basta un solo attimo di distrazione per rischiare la vita: tutte ingiustizie che Elsa non è più disposta a tollerare. Sognatrice ma con i piedi ben piantati a terra, Elsa sa che per migliorare le condizioni in cui sono costrette a lavorare lei e le sue compagne bisogna lottare, marciare per le strade; soprattutto, far sentire la propria voce e decidere per sé stesse, ottenendo finalmente il diritto di voto, così come hanno fatto le suffragette nel Regno Unito. La determinazione di Elsa piano piano infiamma anche le altre operaie, che per la prima volta organizzano un corteo, e la avvicina a Italo, giovane antifascista di cui Elsa si innamora. La sua passione politica ha radici profondissime, e misteriose: che legame c'è tra i suoi ideali e il materiale contenuto nella valigetta che le ha fatto recapitare il nonno Michelangelo, unico parente rimasto? Cos'hanno a che fare con Elsa le copie della prima rivista fondata dal movimento femminista a Milano, che razza di eredità è mai quella?Mentre Elsa fa luce sul proprio passato e scopre chi è veramente, gli eventi minacciano di travolgerla: l'ombra del fascismo avanza, e la protesta contro i padroni del lanificio si traduce in un costo altissimo: Elsa è costretta a scegliere se spegnere la propria voce o continuare a lottare.Con La fabbrica delle donne Manuela Faccon conferma il suo talento nel costruire il ritratto di una giovane donna impetuosa, che combatte per la propria dignità e per quella di tutte le donne in un'Italia povera di diritti – e lo fa parlando dritto al cuore del nostro complesso presente.C'è quel pensiero fisso che non le dà tregua: vuole andare a votare, e così devono fare tutte le donne del paese, d'Italia, del mondo.Manuela Faccon è nata a Padova nel 1968 e vive a Este. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne e dottore di ricerca in Filologia e letteratura, è studiosa di codici manoscritti e appassionata di Storia. Ha pubblicato vari articoli sulle traduzioni di racconti esemplari e di testi medievali in area iberica. Insegna Lingua e cultura spagnola. Nel 2023 per Feltrinelli ha pubblicato il suo romanzo d'esordio, Vicolo Sant'Andrea 9, ispirato a vicende familiari e frutto di un lungo lavoro di ricerca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Fabrizio Denunzio"Informazione e proletariato"Un'interpretazione del giornalismo di MarxOrthotes Editricewww.orthotes.comL'attività giornalistica di Karl Marx è stata troppo spesso rubricata o tra i suoi scritti filosofici giovanili dominati dal confronto con Hegel, o tra le sue opere storiche ed economiche della maturità. Di sicuro, per quasi quarant'anni Marx ha lavorato come giornalista.La ricerca di Fabrizio Denunzio parte dallo stato attuale del giornalismo politico italiano e dal nuovo proletariato metropolitano, per restituire questo vasto segmento della produzione intellettuale marxiana, assunto come un continuum dai tempi della “Gazzetta renana” (1842) fino alle “Revue Socialiste” (1880), al campo sociologico: dei journalism studies per ciò che riguarda la riflessione sulla stampa e il ruolo politico del giornalista nella società capitalista; della concettualità sociologica per ciò che attiene alla nozione di classe povera e proletaria; della metodologia della ricerca sociale grazie all'analisi dettagliata del questionario formulato nell'Enquête Ouvriére.A venirne fuori è un giornalismo militante, anticolonialista e d'inchiesta, animato da una forte tensione verso la verità dell'informazione e la sete di giustizia per il proletariato.Fabrizio Denunzio è professore associato di Sociologia dei processi culturali presso l'Università degli Studi di Salerno dove insegna, tra l'altro, Sociologia e giornalismo d'inchiesta ambientale. Per Orthotes ha curato di A. Gramsci, Sul giornalismo (2017) e pubblicato la monografia L'inconscio coloniale delle scienze umane (2018). Più recente è il suo Ospitalità e spirito del capitalismo. Teorie, storie, istituzioni (Verona 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Franco Faggiani"Escartons"Le libere Comunità delle Alpi OccitanePaolo Fusta Editorewww.fustaeditore.itAlevé Libre FestivalCasteldelfino, Valle Varaita (Cuneo)Domenica 9 agosto 2026Presentazione del libro di Franco Faggiani "Escarton"Per quasi quattro secoli, tra le montagne alte e severe delle Alpi Occidentali, le genti di Briançon, Queyras, Oulx, Pragelato e Casteldelfino costruirono qualcosa di straordinario: una federazione di comunità alpine unite dalla lingua, dal lavoro, dagli scambi e da un legame profondissimo con il territorio che, ancora oggi, è una lezione di mutuo aiuto, di libertà e di visione di un confine come luogo di incontro e non di divisione.Mentre intorno a loro scoppiavano guerre e guerriglie, pestilenze, cambiamenti di alleanze e di confini, ci sono state nella storia delle comunità che sono rimaste abbarbicate sulle alte montagne e isolate nelle valli delle Alpi Occidentali, così sfuggevoli e in luoghi così impervi che spesso per i funzionari di stato era difficile perfino andare a riscuotere le gabelle. E qui, in transumanza d'estate, a scaldarsi con il calore degli animali nelle stalle d'inverno, queste genti vivevano un'esistenza che seguiva innanzitutto le imposizioni della natura, una natura ferrea e aspra, e poi le regole proprie di una società fondata sul mutuo aiuto e sulla solidarietà, un modello di autogoverno ancora capace di stupirci per la sua modernità. Il libro, corredato da schizzi d'autore, ripercorre la storia dei territori del Queyras, di Briançon, Oulx, Pragelato e Casteldelfino, riuniti in una federazione per quasi quattro secoli. Lo fa con il rigore della ricerca, ma scova anche tracce, suggestioni, voci e memorie e riesce a ricreare l'atmosfera di quelle montagne severe, delle valli piene di neve e rocce, a seguire quei sentieri che non esistono più e che univano tra loro comunità legate da una stessa lingua, la lingua d'oc, dal lavoro, dai mercati, dagli scambi, dai maestri che andavano per un periodo in un paese, un periodo in un altro, dai musici. Un pezzo di storia alpina fondamentale raccontato da una voce autorevole e da un occhio meravigliato dall'infinita bellezza paesaggistica e storica di questo territorio, adesso diviso tra Italia e Francia.Franco Faggiani, milanese di adozione, è giornalista, fotografo e scrittore. Ha affrontato viaggi e reportage in diverse parti del mondo per poi dedicarsi alla realizzazione di guide, saggi, racconti, testi di libri fotografici e alla direzione di riviste di viaggi e di sport. Ha scritto per Rizzoli, IdeaMontagna, Mulatero, Electa Junior, Terre di Mezzo, Aboca, Mondadori, CAI Edizioni, Touring Club e Fazi. Con quest'ultimo editore ha pubblicato sette romanzi, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Solo con L'inventario delle nuvole, ambientato in Piemonte, in Valle Maira, e pubblicato nel 2013, ha vinto otto premi letterari, uno dei quali in Francia, costituendo un piccolo caso editoriale. I suoi romanzi sono tradotti in sette Paesi. Per CAI Edizioni ha scritto nel 2025 Il maestro itinerante, un lungo racconto ambientato nella Repubblica degli Escartons. Per l'editore Fazi, ha pubblicato "La luce del primo mattino".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Franco Brogi Taviani"Anello, bell'anello"La Lepre Edizioniwww.lalepreedizioni.comLa rivelazione di un segreto irrompe nella vita di Corrado, musicista e pubblicitario in crisi con il proprio lavoro, che deve fare i conti con una serie di verità inattese, una più sconvolgente dell'altra. Corrado ne è sia attratto che respinto: i frammenti di passato che vengono alla luce rappresentano per lui una promessa ma anche una minaccia. Ogni rivelazione lo conduce sulle tracce di un padre che non ha mai conosciuto, sopravvissuto ad Auschwitz: un uomo che ha scelto il silenzio, che non vuole raccontare, che non vuole riconciliarsi con la vita, con la storia, con il dolore. Anello, bell'anello intreccia mistero e memoria, sentimenti privati e vicende collettive, in un percorso di scoperte progressive e lancinanti. Una narrazione intensa che indaga la fragilità dei legami e la potenza dei segreti, restituendo al lettore il ritmo di un enigma che si svela pagina dopo pagina.Franco Taviani, scrittore, regista. Ha pubblicato per Marsilio Il Tesoro, per Gremese Porte Segrete. Al suo attivo più di cinquanta titoli fra documentari, film per il cinema e per la tv. Tra i numerosi premi vinti per il cinema, scrittura, documentari: Premio Solinas, Nastro d'Argento, Osella d'Oro, Leone D'Argento a Cannes per la pubblicità. Insegna Film making e recitazione in Italia, ha tenuto corsi di Filmmaking anche in numerose Università del Brasile e nelle Barbados. Con la Lepre ha già pubblicato Le ricorrenze (2022)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Paolo Scquizzato"Le verità nascoste"Vangeli apocrifi e conoscenza di sé: Tommaso, Maria Maddalena, Filippo e Giuda.Gabrielli Editoriwww.gabriellieditori.itI quattro grandi vangeli apocrifi presi in esame custodiscono un volto particolare del mistero cristiano, una tonalità unica, un modo diverso di guardare a Gesù e al destino dell'essere umano.“Gli apocrifi custodiscono una verità delicata e scomoda: nulla può aprirsi dall'esterno se non nasce dall'interno. Ogni cammino resta personale. Ogni mediazione vale solo quando diventa trasparente. Nessuna istituzione può sostituire l'atto interiore del risveglio. La luce dimora già nell'umano, come una brace sotto la cenere, come una memoria dimenticata che attende di essere riconosciuta.”Per secoli i vangeli apocrifi hanno abitato le zone d'ombra della storia: custoditi nel silenzio, guardati con sospetto, rimossi dalla memoria ufficiale. Testi messi ai margini, giudicati scomodi, capaci di incrinare certezze troppo ben ordinate. E proprio da quelle pagine a lungo taciute affiora una delle correnti più intense e radicali del cristianesimo delle origini: una spiritualità interiore luminosa, esigente e libera, che chiama l'essere umano a destarsi, a prendere coscienza, a diventare vivo.Questo libro accompagna il lettore dentro quella tradizione sommersa. È un viaggio che attraversa i grandi vangeli apocrifi — il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Maria, il Vangelo di Filippo e il Vangelo di Giuda — riletti come mappe dell'interiorità e sentieri di trasformazione. Pagine che parlano di conoscenza del sé, di risveglio, di una fede capace di aprire spazi nuovi nella coscienza e nel cuore dell'uomo. Scritto attraverso uno stile che intreccia poesia e pensiero, chiarezza e profondità, questo volume si apre a chi è in cammino: credenti in ricerca, spiriti inquieti, studiose e studiosi, donne e uomini attratti dalla dimensione spirituale e dalla sua forza interrogante. A chi avverte che le formule ereditate non esauriscono più il desiderio di senso, e continuano tuttavia a custodire il mistero come spazio vivo e fecondo.Una proposta, quindi, di itinerario verso una fede adulta e consapevole, capace di tornare a bere alla sorgente del Vangelo e di rimettere al centro l'esperienza spirituale come luogo autentico dell'incontro e della crescita personale.Paolo ScquizzatoBiblista e antropologoTorinese, è docente di Antropologia Teologica presso l'Università Cattolica. Si occupa di formazione spirituale. Conduce gruppi di Meditazione Silenziosa ed è guida biblica in Palestina. E' fondatore dell'Associazione Scuola Diffusa del Silenzio (https://sddsilenzio.org/) con lo scopo di promuovere la Meditazione Silenziosa e di proporre percorsi di spiritualità in dialogo con la cultura contemporanea. Scrittore, ha al suo attivo numerosi titoli di spiritualità, tra gli ultimi: Se non lo cerchi lo trovi. Introduzione alla meditazione silenziosa (Ed. Paoline); I cinque sensi. Per una mistica della carne (Edizioni Appunti di Viaggio); Terra Santa nei luoghi di Gesù. Un viaggio alle origini (Effatà Editrice). Per Gabrielli editori: è direttore della Collana “Il Giardino del Silenzio” ed è autore del secondo volume Venire alla Luce. Riflessioni per un tempo di crisi; ha curato i volumi con più autori: La goccia che fa traboccare il vaso. La preghiera nella grande prova; Del male, di Dio e del nostro amore. Ventuno dialoghi e un saggio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Massimo Cazzulo"La schiava greca"Anna GrivaCrocetti Editorewww.crocettieditore.it1824: durante la guerra per l'indipendenza della Grecia, gli ottomani massacrano la popolazione dell'isola di Psarà e riducono in schiavitù i superstiti, che vengono smistati nei mercati dell'Asia Minore. In uno di questi, a Smirne, il diplomatico americano Philip Curtis nota una bambina, Garifalià, esposta come merce. Lui, che ha perso tragicamente la figlia, vedendola non ha dubbi: la riscatta e la adotta, portandola con sé in America. Ma proprio quando Garifalià inizia a sentirsi a casa, anche grazie al legame con la schiava afroamericana Josephine, una lettera proveniente dalla Grecia informa Curtis che la sorella della piccola è stata rintracciata: viva, ma alienata per il trauma subito. Rivelare la verità a Garifalià o tenerla nascosta? Ispirato alla storia vera di Garifalià Michalvei, la cui vicenda destò profonda commozione nell'America del tempo, il romanzo si fonda su una scrupolosa documentazione storica, inquadrata nelle strutture mitico- archetipiche della tradizione popolare greca e della cultura afroamericana– molto diverse fra loro, ma unite dalla sofferenza, dalla sopraffazione e dal desiderio di libertà. “Fra tutti quei corpi prostrati, solo una ragazza aveva lo sguardo sollevato verso una direzione indefinita. Una ragazza incredibilmente gracile, con lunghi capelli corvini e profonde striature sulle braccia. Appena le passai davanti, avvertii i suoi occhi fissarsi su di me. Senza capirlo mi fermai e la guardai anch'io. Allora lei si accasciò sulle ginocchia e incrociò supplichevole le mani. Questa era forse l'immagine più dolorosa che avessi mai visto in vita mia.”Anna Griva è nata nel 1985 ad Atene. Autrice di narrativa e saggistica, collabora con le pagine culturali dei maggiori quotidiani greci. Ha studiato tra Atene e Roma, dove si è laureata in Letteratura italiana con una tesi sulla poesia del Rinascimento. Nel 2020 l'Istituto Italiano di Cultura di Atene le ha attribuito il premio per la Traduzione per aver tradotto in greco la poetessa del Cinquecento Laura Battiferri. Nel 2024 ha ottenuto il prestigioso premio nazionale di Poesia (assegnato dal ministero greco della Cultura) per la raccolta La dea perduta. Insegna Letteratura italiana alla Hellenic Open University di Atene e Scrittura creativa presso l'Università Capodistria di Atene.La schiava greca è il suo secondo romanzo.Massimo Cazzulo è uno studioso e traduttore italiano specializzato in letteratura e poesia greca, sia antica sia moderna. Il suo lavoro si concentra in particolare sulla traduzione e diffusione della poesia neogreca contemporanea in Italia: ha curato e tradotto, tra gli altri, "Postscriptum della storia" di Spyros Vrettós (Ladolfi Editore, 2005) e "Nostalgia del presente" di Antonis Fostieris (Crocetti Editore, 2021). Collabora con riviste e progetti dedicati alla poesia, come "L'Astero Rosso", e le sue traduzioni compaiono nel catalogo di editori come Feltrinelli e Crocetti, contribuendo a far conoscere al pubblico italiano voci poetiche greche di rilievoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/