Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it
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Roy Menarini, Marco Leonetti"Fellini, la scrittura, gli scrittori"I Saggi Fellini StudiesCuePresswww.cuepress.comMolto noto e al tempo stesso poco studiato, il complesso rapporto di Federico Fellini con la scrittura e gli scrittori ha un ruolo fondamentale per la comprensione del suo immaginario.Da una parte, infatti, lo studio della dimensione della scrittura nei suoi film merita nuovi aggiornamenti rispetto alla dimensione iconografica e visuale.Dall'altra, la promozione di Fellini a soggetto culturale legittimato al confronto con intellettuali e scrittori del calibro di Italo Calvino, Milan Kundera, Georges Simenon (solo per citare i più noti) è un luogo di elaborazione critico-teorica degna di ulteriori approfondimenti.Il volume esplora le avventurose relazioni tra Fellini, stampa, editoria, letteratura, adattamento, attraverso saggi trasversali e studi di caso.Roy MenariniInsegna Cinema e Industria Culturale all'Università di Bologna.Ha pubblicato numerosi saggi sul cinema contemporaneo e su temi come la critica cinematografica, la cinefilia, l'immaginario hollywoodiano.È senior editor della rivista «Cinergie» e dirige il sito «Cinefilia Ritrovata».Contribuisce a diversi gruppi di ricerca nazionali e internazionali come Inc – International Research Network on Celebrity Culture e Cfc (Culture, Fashion, Communication).Collabora con «Film Tv» ed è consulente della Cineteca di Bologna oltre che di altre istituzioni e associazioni.Dirige programmi di film and audiovisual education per le scuole.È inoltre critico cinematografico, saggista e conferenziere.Marco LeonettiDirige il Fellini Museum e la Cineteca comunale di Rimini.Si occupa della valorizzazione dell'archivio Fellini, della cura e dello sviluppo delle collezioni bibliografiche e audiovisive, nonché della progettazione di attività culturali dedicate al cinema.Coordina iniziative espositive e progetti di ricerca, promuovendo il dialogo tra patrimonio pubblico e comunità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Manuela Bertuccelli"Olo Editore"www.oloeditore.comC'è un colore che non avete mai visto. Si chiama olo, un blu-verde saturo percepito di recente dalla scienza, mai percepito prima, non paragonabile a nulla di noto. Sta dentro il nostro spettro visivo e, allo stesso tempo, lo supera. Manuela Bertuccelli ha scelto proprio questo nome per la sua casa editrice, nata a Viareggio nel 2026, e la scelta racconta già tutto: fare qualcosa che conosciamo — pubblicare libri, soprattutto classici — spostandosi appena fuori asse, quanto basta per cambiare la luce. OLO nasce dalla convinzione che i classici non siano mai finiti: si rinnovano a ogni sguardo. La formula che Bertuccelli ha inventato è quella delle trilogie tematiche: tre opere di epoche e tradizioni diverse messe in dialogo per far emergere connessioni inattese tra romanzi, racconti e personaggi che continuano ancora oggi a parlare di identità, potere, desiderio, alienazione, trasformazione. Così Frankenstein, Le avventure di Pinocchio e Eva Futura si ritrovano insieme sotto il titolo Assemblati; tre storie di creature artificiali che chiedono di essere riconosciute. Pochi titoli, curatissimi, con prefazioni originali e un'attenzione all'oggetto-libro che si sente nella grafica, nel carattere, nel formato. Il logo O⅃O è palindromo, con la L rovesciata, nel riassunto dello slogan: Osare. Liberi. Oltre. In un tempo che consuma tutto in un like, Bertuccelli sceglie la lettura lenta. E ci crede davvero. Manuela BertuccelliNata nel 1977 a Viareggio, ha lavorato come correttrice di bozze e poi come editor. Da anni si occupa di promozione culturale attraverso recensioni, collaborazioni con eventi letterari e attività di divulgazione. Lavora sulla narrativa contemporanea e sui classici, e ha partecipato come autrice all'antologia Moon a cura di Divier Nelli. Nel 2026 fonda OLO Editore, di cui è anche direttrice editoriale. La sua idea di editoria ha la chiarezza di chi ha passato anni ad ascoltare i libri prima di pubblicarli: accompagnare un testo rispettandone la voce, senza rincorrere ciò che il mercato considera di tendenza. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Francesco Erbani"Il mestiere di educare"Voci e storie di periferie, di scuole e di comunitàPrefazione di Giulio CedernaIntroduzione di Marco Rossi-DoriaDonzelli Editorewww.donzelli.itUn mestiere per temerari, quello di educare, fatto per chi quotidianamente si scontra con situazioni complicate, spesso emergenziali, in contesti il più delle volte privi di risorse. Un mestiere per chi ha ancora il coraggio di sperare: «professionisti della speranza», li definisce Marco Rossi-Doria nell'Introduzione. Perché il mestiere di educare è un presidio di civiltà, il fondamento su cui si regge la costruzione di una società più giusta ed equa. Ma cosa significa educare oggi? Cosa fare per «aprire» la scuola al territorio che la circonda – e aprire il territorio alla scuola –, per rendere efficiente quella rete di saperi e pratiche che si chiama «comunità educante»? Quali sono gli ostacoli da superare? Quali le esperienze a cui ispirarsi? A queste e altre domande rispondono i protagonisti del settore intervistati da Francesco Erbani in mesi di ricerca sul campo: dirigenti scolastici, insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti filantropici, accomunati dagli stessi obiettivi – l'attenzione ai bambini e il contrasto alle disuguaglianze – e dalla convinzione che la risposta più efficace alla crisi educativa può essere solo collettiva. Ci sono donne e uomini che ogni giorno – scrive Giulio Cederna nella Prefazione – accettano una «sfida educativa intensa, gravosa, ma a tratti esaltante». E il fatto che non siano sufficientemente ascoltati da amministratori pubblici, da decisori politici o dall'informazione – sottolinea Erbani – è uno spreco intollerabile. Le loro voci dimostrano che la strada è tracciata, che le competenze ci sono, che la volontà non manca. Sono una preziosa testimonianza di ciò che già esiste e di ciò che potrebbe essere se si investisse davvero e meglio in questa direzione. Sono la prova che, come imparato nei momenti più difficili della pandemia, «tutti insieme» è l'unica strada possibile.Francesco Erbani è giornalista e saggista. Ha lavorato per venticinque anni alle pagine culturali de «la Repubblica». Si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano. Tra i suoi libri: Il disastro. L'Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (2010), Roma. Il tramonto della città pubblica (2013), la curatela di La cultura degli italiani (di T. De Mauro, 2004), tutti usciti per Laterza; L'Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi, 2019); Dove ricomincia la città. L'Italia delle periferie (2021) e Lo stato dell'arte. Reportage tra vizi, virtù e gestione politica dei beni culturali (2024), entrambi per Manni. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gavino Angius "Ambizione e disincanto"Storie e ombre della RepubblicaBordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itUna riflessione appassionata sulla storia politica e civile dell'Italia dalla fine della Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri. Muovendosi tra memoria personale, analisi storica e giudizio politico, Gavino Angius ripercorre i momenti cruciali che hanno segnato la nascita e lo sviluppo della Repubblica: la Resistenza, la costruzione della Costituzione, le tensioni della guerra fredda, le trasformazioni sociali del dopoguerra, gli anni della violenza politica e delle stragi, fino alla crisi della politica e ai cambiamenti più recenti del panorama istituzionale. Il racconto non è soltanto una ricostruzione storica, ma anche una meditazione civile sulle promesse e sulle contraddizioni della democrazia italiana. Attraverso episodi, ricordi e analisi, l'autore si interroga sul rapporto tra antifascismo, memoria e presente, chiedendosi se gli ideali che hanno fondato la Repubblica siano stati pienamente realizzati o se, al contrario, la storia italiana sia stata segnata da profonde fratture e da persistenti ombre. Il libro propone così uno sguardo critico e insieme partecipe su ottant'anni di storia nazionale, invitando il lettore a riflettere sul futuro della democrazia e sul valore della memoria come strumento indispensabile per comprendere il presente.Gavino Angius (1946) è stato uno dei protagonisti della vita politica della sinistra italiana. Militante del Partito Comunista Italiano, ha ricoperto nel corso degli anni importanti incarichi parlamentari e di partito. È stato senatore della Repubblica e vicepresidente del Senato, distinguendosi per il suo impegno sui temi della democrazia, dei diritti sociali e della memoria storica dell'antifascismo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Stefano Meloccaro"Di chi parliamo quando parliamo di tennis"Rizzoli Editorewww.rizzolilibri.itQuesto libro non è un'enciclopedia e meno che mai una classifica di importanza. È piuttosto un quaderno di appunti in ordine sparso: un centinaio di soggetti, forse qualcuno in più, senza i quali la storia di questo sport sarebbe stata diversa. Dentro ci sono campioni e campionesse di ogni epoca, selezionati a insindacabile giudizio dell'autore, trovatosi di fronte a scelte talvolta dolorose. Ci sono anche tennisti e tenniste che non hanno vinto abbastanza e che pure hanno lasciato un segno indelebile. Ci sono gli inventori che hanno cambiato la forma e la sostanza di racchette e palle, da Pierre Babolat a John Boyd Dunlop; ci sono scribi e cronisti che hanno trasformato il racconto in letteratura, come l'indimenticabile coppia Clerici-Tommasi; ci sono artisti – Lewis Carroll, Elton John, David Foster Wallace – e personaggi storici – come Luigi X – che di solito firmano o popolano un altro genere di opere; ci sono i mentori, gli allenatori, i manager, i genitori che hanno costruito carriere e a volte le hanno complicate. Insomma, in “Di chi parliamo quando parliamo di tennis” Stefano Meloccaro, volto storico di Sky Sport e inviato sui campi dei più importanti tornei del circuito, compone una ricca e variegata galleria di persone e fatti che sarebbe meglio conoscere, magari per fare una gran bella figura al bar, o sostenere una conversazione tra commensali che ne sanno davvero. Non è necessario leggere il libro dall'inizio alla fine, anzi, è raccomandato lasciarsi sorprendere dagli accostamenti, perdersi nel racconto delle tante traiettorie umane. Del resto, come scrive l'autore nella sua nota introduttiva, «il tennis stesso si guarda così: si entra, si esce, si torna indietro, si resta incollati a un insignificante quindici pari come se fosse il punto decisivo di una finale».Stefano Meloccaro, in teoria è ancora un giornalista sportivo, su SkySport racconta le gesta di Sinner e compagnia, ma in radio si tramuta in un giocherellone contraltare di Benny. Poliedrico e vagamente tuttologo, ha pure scritto quattro libri, sempre roba di palle gialle che rimbalzano.Divulgatore di sport e buonumore, già partner di Fiorello in Edicola Fiore, Meloccaro non si rassegna. Continua a fare l'eterno giovanotto, ma la sessantina è ormai doppiata. Stefano dà sempre l'impressione di non prendersi troppo sul serio, ma poi finisce per fare tutto (più o meno) come si deve.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Dario Colombo"L'ultimo treno"Minerva EdizioniÈ il 10 settembre 1919 e il trattato di Saint Germain sancisce ufficialmente il termine della Grande Guerra. Da quel momento il Trentino diviene in tutto e per tutto parte del Regno d'Italia che si era impegnato, per la sua conquista, in una lunga e devastante guerra contro l'impero austro-ungarico. Ma per i trentini, reduci dall'esilio forzato in Boemia, questa annessione non è l'inizio della tanto sospirata pace, bensì di un nuovo dramma che l'avvento del fascismo rende ancora più carico di tensioni. Per gli “italiani” loro sono ancora i sudditi dell'ex impero asburgico, insomma i nemici. E così queste genti conoscono nuovi ostacoli, dalle malversazioni della burocrazia ai ritardi e alla corruzione dilaganti nell'opera di ricostruzione dei paesi e delle città devastati dalla guerra, per finire con l'endemica mancanza di lavoro. È proprio la mancanza di quest'ultimo, e di prospettive per una vita serena, che spinge migliaia di trentini a salire ancora su un treno per intraprendere quello che sarà il terzo e ultimo esodo della loro storia. Sfuggendo alla miseria, ma anche a un regime fascista che giorno dopo giorno avrebbe privato il Trentino della sua identità, imponendo ai “fratelli redenti” un regime ancora più dispotico che nel resto d'Italia. Questo terzo volume della saga Boemia – Il popolo dimenticato conclude il racconto, seppur romanzato, di una pagina poco nota della storia del nostro Paese di cui è giusto conservare la memoria.Dario Colombo, giornalista metà lombardo e metà trentino, per oltre 40 anni ha lavorato per i principali periodici, quotidiani, radio e televisioni nazionali. Ha diretto la testata giornalistica di “Tele+” (oggi SKY). Grande appassionato di montagna e di storia della Prima guerra mondiale, è autore su questo argomento di numerosi libri, documentari, lavori teatrali e rievocazioni storiche. Dopo Boemia (2023), Montagne nere è il secondo romanzo della trilogia dedicata alle vicende del popolo trentino, esodato e bersagliato dagli sconvolgimenti storici del primo conflitto mondiale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Enzo Coco"Premio Merano Europa"www.plime.euPremio Letterario Internazionale Merano Europa XVI edizioneIl premio ponte tra la cultura italiana e quella tedesca I Vincitori:Sezione italianaPIERA VENTRE – STELLA RANDAGIA – NN editoreSezione tedescaVERNESA BERBO – Der Sohn und das Schneeflöckchen – Frankfurter VerlangsanstaltSezione Poesia tradottaRICCARDO HELD “I sonetti di Orfeo” – MondadoriSabato 6 giugno al Pavillon des Fleurs di Merano si è tenuta la cerimonia conclusiva della XVI edizione del Premio Letterario Internazionale Merano-Europa.Durante la serata i lettori della giuria popolare hanno posto le proprie schede nelle apposite urne e successivamente si è proceduto allo spoglio e alla proclamazione dei vincitori.Lo scrutinio pubblico dei voti dei 100 lettori (50 di lingua italiana e 50 di lingua tedesca) ha decretato la vittoria delle autriciPIERA VENTRE – STELLA RANDAGIA – NN editoreVERNESA BERBO – Der Sohn und das Schneeflöckchen – Frankfurter VerlangsanstaltDopo i saluti delle conduttrici Valentina Berengo, giornalista culturale e di Roxana Höchsmann, Ufficio stampa dell'Agenzia di Comunicazione Wolkenlos di Vienna, e di Enzo Coco, Presidente dell'Associazione culturale Passirio Club organizzatore del Premio, sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni locali: Antonella Costanzo e Barbara Hölzl, Assessore Comune di Merano, Angelo Giannaccaro, Presidente del Consiglio Provinciale e Assessore regionale alle iniziative per la promozione dell'integrazione europea; Philipp Achammer, Assessore provinciale alla cultura e istruzione lingua tedesca; Marisa Giurdanella, ufficio cultura italiana della Provincia, e in chiusura l'intervento di Aldo Mazza, Presidente della Giuria di selezione.Per la sezione “Poesia tradotta” è stato premiato Riccardo Held per l'opera I sonetti di Orfeo [Die Sonette an Orpheus] di Rainer Maria Rilke (Mondadori). Le motivazioni sono state lette da Valentina Di Rosa – docente Dipartimento studi letterari, linguistici comparati Università Orientale/Napoli, membro del Comitato scientifico di selezione, coordinato da Stefano Zangrando.Ai vincitori delle sezioni narrativa è stato riconosciuto un premio di 5.000 Euro, per i finalisti un premio di 1.000 Euro ciascuno. Al vincitore della sezione Poesia tradotta è stato consegnato un premio di 4.000 euro.Gli altri finalisti in gara:Sezione italianaSaverio Gangemi, “Calura”, RubbettinoPippo Russo, “L'estate di Totò Schillaci”, Derive ApprodiSezione tedesca:Dimitre Dinev “Zeit der Mutigen“ – Kein & AberDidi Drobna “Ostblockherz” – PiperLe terzine finaliste per la narrativa sono state selezionate dalle giurie tecniche:Per la sezione italiana:Alessandro Gazzoli – dottore di ricerca in letteratura italiana – esperto di narrativa del NovecentoGiuliano Geri – editor e traduttore – coordinatore della giuriaMariagrazia Mazzitelli – direttrice editoriale Salani Anna Vallerugo – giornalista e critica letterariaPer la sezione tedesca:Ferruccio Delle Cave – critico letterario e storico – coordinatore della giuriaSepp Mall – scrittore e vincitore dell'edizione 2024 del Premio Merano-Europa – Romanzo in lingua tedescaIngrid Runggaldier – pubblicista e traduttriceMichael Scholz – direttore artistico del festival di letteratura “Poetische Quellen”Le interviste ai finalisti sono state condotte da Valentina Berengo per la lingua italiana, e da Roxana Hôchsmann per la lingua tedesca.L'evento è stato allietato dagli interventi musicali dell'Orchestra d'archi della Merano Pop Symphony Orchestra diretta dal Maestro Roberto Federico.L'Associazione culturale Passirio Club Merano ODV, in collaborazione con l'associazione Südtiroler Künstlerbund, la Biblioteca civica di Merano e il patrocinio e contributo di Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Provincia Autonoma Bolzano Alto Adige e il Comune di Merano, ha promosso la XVI edizione Premio Letterario Internazionale Merano Europa riservato ai Romanzi editi, in lingua italiana e tedesca pubblicati nel 2025, e alla Poesia tradotta dall'italiano o il tedesco e pubblicata nel biennio 2024/2025.Il Premio letterario Merano Europa è unico nel suo genere per la particolarità di rivolgersi contemporaneamente alle culture italiana e tedesca. Si connota particolarmente perché si svolge a Merano, una città dalle caratteristiche uniche poiché registra la presenza paritaria di abitanti di lingua italiana e tedesca ed è quindi punto ideale di incontro per le rispettive culture, anche in campo internazionale. Merano in particolare e l'Alto Adige, rappresentano infatti da sempre l'ideale crocevia tra mondo tedesco e italiano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Dané "Se potessimo fare un bel gioco"Dal Paese di Giocagiò a Tandem. La tv dei ragazzi raccontata da uno dei suoi protagonisti.Manni Editoriwww.mannieditori.itLa televisione per bambini era diventata il mio mondo. E per molti bambini, quella televisione è stata una finestra sul possibile. Abbiamo parlato con loro, non solo per loro. Abbiamo giocato, raccontato, cantato, spiegato, ma abbiamo anche ascoltato. E quando oggi un adulto mi ferma per strada e mi dice: «Io ti guardavo da piccolo, mi hai insegnato a sorridere», sorrido anch'io. Perché so che in quel viaggio, io non ero solo. Eravamo in tanti. E tutti abbiamo imparato qualcosa. Marco Dané è stato un protagonista dei programmi televisivi per ragazzi come autore e conduttore: dall'esordio nel 1969 nel Paese di Giocagiò al fianco di Gianni Rodari, a Trentaminutigiovani, il tg per ragazzi di Rai2, a Tandem negli anni Ottanta con Fabrizio Frizzi, fino al ruolo di giudice in Paroliamo (quello in Rai e poi all'interno di Non è la Rai di Gianni Boncompagni), ha contribuito alla nascita di un'epoca d'oro della televisione italiana, in cui l'intento educativo sapeva coniugarsi con l'intrattenimento intelligente.In queste pagine Dané ripercorre le sue trasmissioni che hanno segnato intere generazioni, restituendo la magia dei personaggi come Signor Coso, Scarabocchio, Buendìa, il Pagliaccio... È un viaggio nella storia della tv per ragazzi e una scoperta delle prime sperimentazioni tecniche, come l'evoluzione dei mezzi di ripresa, l'elettronica, le nuove possibilità di interazione con i telespettatori.Per gli adulti di oggi, questo libro è un ponte con l'infanzia: una galleria di ricordi, emozioni e nostalgia ma anche la dimostrazione di come la fantasia, il gioco e l'intrattenimento possano essere una cosa seria.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sibyl von der Schulenburg"Lo sguardo di Napoleone"Morellini Editorewww.morellinieditore.itNella quiete di una Roma contemporanea, Serena si aggira nel suo studio di restauro tra bottiglie di pigmenti e tele ferite. Ma un enigmatico ritratto di bambino, con uno sguardo che sembra cambiare per chi lo osserva, la attira come una calamita. Il passato non resta al suo posto: un amore clandestino, un lutto che non guarisce, segreti celati nella storia della sua famiglia e in quella di Betsy Patterson, ribelle americana vissuta tra le ombre luccicanti dell'Ottocento.Tra Roma, Firenze e le tempeste dell'Atlantico, si intrecciano destini di madri e figli, imperatori e cuori infranti, quadri scomparsi e identità negate—fino alla scoperta di chi era davvero il misterioso bambino dipinto. Mentre Serena rincorre una verità nascosta tra carta, vernice e memorie inquietanti, ciò che era solo un lavoro si trasforma in ossessione, mettendo in gioco molto più che la reputazione.Per chi ha amato “I Leoni di Sicilia” e le atmosfere sospese di Tracy Chevalier, questa storia regala emozioni potenti tra passato e presente, con la grazia malinconica delle grandi saghe familiari e il fascino di un mistero storico in perfetto equilibrio tra realtà e suggestione. Una ricerca d'amore, appartenenza e redenzione, sospesa tra Villa Toscana, Oceano e l'insondabile profondità dello sguardo di Napoleone.Sibyl von der Schulenburg, figlia di due scrittori, scopre sin da bambina il potere delle parole e l'incanto dei personaggi che nascono dalla mente. La sua scrittura unisce passione per la storia e profonda sensibilità psicologica, dando vita a romanzi in cui le vicende del passato si illuminano attraverso l'intimità dell'animo umano.Autrice di saggistica e narrativa, ha ottenuto riconoscimenti di critica e di pubblico. Nel 2010 conquista i lettori con Il Barone (Iperedizioni), il suo primo romanzo storico, dove dimostra che la psiche dei personaggi è la chiave più autentica per interpretare la storia. Seguono Melusine – La favorita del re (La Tartaruga / La nave di Teseo, 2020) e Come vento tra le vele (Sperling & Kupfer, 2024), un romanzo non-fiction ambientato sulla nave scuola Amerigo Vespucci, in cui la ricostruzione storica si intreccia alla potenza dei sentimenti.Nel 2022 fonda il Premio Letterario Amalago, dedicato al romanzo storico e volto a promuovere la lettura attraverso opere scelte dal “popolo dei lettori”. Certa che scrittura e lettura possano contribuire a crescita e riscatto personali, ha istituito un premio letterario riservato ai detenuti delle carceri italiane e sammarinesi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Andrea Dellapiana"Artico Festival"Bra (Cuneo)www.articofestival.itTorna Artico Festival al Parco della Zizzola di Bra: dall'11 al 13 giugno 2026 la città si prepara a tre giorni di festeggiamenti per i primi dieci anni del festival.La line-upSi inaugura giovedì 11 con i Marlene Kuntz che, in occasione dei trent'anni da quel disco iconico che fu Il vile, fanno rivivere la forza e l'implacabile poesia di un album che ha abbracciato un'intera generazione, inserito da Rolling Stone Italia nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre. Un appuntamento speciale per Artico, che ospita a Bra l'unica data estiva in Piemonte di una delle band che ha fatto la storia del rock in Italia, prova tangibile che la provincia è sempre stata viva, affamata e fertile. Prima del concerto, una chicca targata Artico: la serata si apre con il dj set di Luca Busso, regista del film documentario Le Macabre e figlio dei fondatori dello storico locale braidese: si balla con il funky anni '70 e il rock degli '80, passando dalla Torino degli Africa Unite, alla scena fiorentina con i Diaframma, fino ai Subsonica. Il cerchio di chiude con il live dei Marlene Kuntz, che proprio lì si incontrarono e mossero i loro primi passi come band. La serata del venerdì, intitolata “La voglia, la pazzia” sarà una grande festa, tutta da ballare, tra dj set e musica dal vivo, con Nico Arezzo, Birthh e il gran finale affidato a Ciao Discoteca Italiana.Dopo aver girato i teatri di tutta Italia lo scorso anno in apertura dei concerti di Carmen Consoli, Nico Arezzo è pronto a presentare il suo ultimo album Non c'è fretta, in cui la sua Sicilia affiora come presenza viva; tradizione e contemporaneità convivono tra scrittura cantautorale, sperimentazione ed elettronica. Il live sarà un momento condiviso, intenso, ma sempre capace di far divertire il pubblico. Ad aprire la serata ci sarà Birthh, nome d'arte di Alice Bisi, cantautrice e produttrice cresciuta tra le colline toscane. Dopo aver conquistato l'attenzione internazionale, calcando palchi come quello Primavera Sound di Barcellona e del SXSW di Austin, in Texas, Birthh sarà ad Artico con Senza Fiato il suo primo disco cantato in italiano: un mix tra cantautorato, alternative-pop e le influenze urban internazionali. In chiusura, Ciao Discoteca Italiana porterà in cima alla collina il suo sound sofisticato, basato su gemme disco-funk italiane e rarità italo-disco. Sabato 13 giugno, un grande e atteso ritorno ad Artico Festival: dopo aver presentato il suo ultimo lavoro Schegge in un trionfale tour europeo, al Parco della Zizzola Giorgio Poi proporrà un set completamente nuovo, in cui insieme ai pezzi più recenti non mancheranno alcune tra le canzoni più amate del suo repertorio, inclusi alcuni brani che non vengono suonati dal vivo da tempo. Prima di lui, spazio alla band torinese Le irossa con il loro ultimo album La mia stella aggressiva si nasconde nelle virgole e nei punti, già inserito da Rockit nella lista dei migliori dischi del 2025. Questa sarà la prima volta del gruppo al Parco della Zizzola: una data speciale, organizzata in collaborazione con l'associazione braidese Casa Pride, che unisce persone LGBTQIA+ e alleate della provincia di Cuneo. A seguire, Il mago del gelato, pronti a portare live il loro irresistibile mix di jazz-funk, afrobeat, disco music e amore per le colonne sonore anni '60-'70. Venerdì e sabato in apertura della serata tornano gli appuntamenti al Garden Stage, il palco off di Artico dedicato ai live unplugged sul prato. Quest'anno ad alternarsi saranno Camilla Musso, i cui brani che scrive sono paragonabili a lettere che non si spediranno mai e confessioni scritte su pagine di diario, e Janaki, artista italo-cubana dalla voce magnetica e dallo spirito nomade, nata a Torino e cresciuta tra le luci del sud a Lecce. Il suo live è organizzato in collaborazione con la rivista Siamo un magazine. Il festivalProtagonista di questa edizione non sarà solo la musica, ma tutto l'ecosistema che rende un festival tale, con un'attenzione particolare alla sostenibilità, all'accessibilità e alle persone. Nell'area food e bar verranno utilizzate esclusivamente stoviglie compostabili o riutilizzabili, oltre che di un erogatore attraverso cui ricaricare gratuitamente l'acqua, e il pubblico troverà anche diverse proposte vegan. Grazie a queste iniziative, per il terzo anno Artico è l'unico evento della provincia di Cuneo a entrare a far parte del parte del progetto Worldrise Musica per il Mare, il cui scopo è ridurre l'impatto ambientale dell'industria della musica, e per il secondo anno è riconosciuto anche dall'associazione Plasticfree, che ha accordato ad Artico il bollino che lo certifica come Eco Event Plastic Free: un riconoscimento dedicato a tutti gli eventi che si impegnano ad essere sostenibili dal punto di vista ambientale, con un focus specifico alla gestione dei rifiuti e all'eliminazione dell'utilizzo della plastica. È confermata la presenza di un'Area Chill, uno spazio distante dal palco, pensato per chi desidera godersi la musica lontano dalla ressa, e gestito in collaborazione tra Artico e diverse realtà attive sul territorio. Ad occuparsi dell'allestimento sarà il Progetto ABS, presente con un banchetto presso cui trovare informazioni sull'utilizzo di sostanze e la riduzione del danno, materiale e alcol test gratuiti. Oltre a Casa Pride, torna ANSGA - Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo. Saranno presenti ad Artico per la prima volta Mata de Vintage, negozio itinerante di abiti second hand, che proporrà capi d'abbigliamento unici e originali, e Poster e polemiche, progetto grafico d'ispirazione ironica e irriverente, il cui principio è quello di utilizzare la carta come luogo di sfogo polemico e sarcastico.Per tutto il corso delle serate sarà disponibile un'area food&beverage, con diversi stand di realtà locali, che proporranno prodotti tipici e adatti alle varie esigenze alimentari. Tornano al Parco della Zizzola gli irresistibili burger di BarbaQ e i panini gourmet di Cru'd Bra, mentre si aggiunge la novità golosa di Cannolì, specializzato in gastronomia siciliana. Ad Artico il pubblico troverà inoltre le birre artigianali di De Lab, il gin Povera Patria, i cocktail di OneMoreDrink e la Cooperativa Sociale Progetto Emmaus, che anche quest'anno proporrà il vino sociale 8pari, la cui realizzazione si basa sull'inserimento lavorativo di persone fragili all'interno del processo produttivo del vino. Tra le novità di quest'anno, la collaborazione con Bosca, storica casa spumantiera del 1831 di Canelli (Asti): grazie alla loro presenza, ad Artico saranno disponibili prodotti low e no alcol, tra cui Glamtì, il primo sparkling tea italiano. Grazie alla collaborazione con il Comune di Bra, il pubblico potrà raggiungere il parco attraverso un servizio di navette disponibile sia all'andata che al ritorno (un euro a tratta), con partenza da piazza Spreitenbach e una fermata intermedia in piazza Caduti per la Libertà (orari e informazioni sul sito articofestival.it). Per chi arriva da Torino, è previsto un servizio shuttle andata-ritorno prenotabile attraverso il sito Breakdown Tours. Il tema di questa edizione“L'incoscienza, l'allegria” è il tema del 2026: è lo spirito che caratterizza questa edizione di Artico, ma è anche ciò che ha accompagnato l'organizzazione di quelle precedenti, sempre con l'ambizione di portare in provincia una line up da grande evento cittadino, ma calata in un'atmosfera più autentica, immersi nel verde, con un ritmo più lento.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Andrea Mariani"Sulla strada del samaritano"Il "decalogo" dell'amoreEdizioni Sanpinowww.edizionisanpino.itLa parabola del Buon Samaritano riletta come guida alla vita quotidiana.Dieci verbi diventano gesti di cura e compassione.Un viaggio lungo la strada da Gerusalemme a Gerico, dove dieci verbi diventano gesti concreti di cura e compassione.Andrea Mariani rilegge la parabola del Buon Samaritano come una guida per la vita quotidiana, trasformando un racconto evangelico in un percorso di umanità attiva.Un testo essenziale e coinvolgente, ideale per lettori in cerca di spiritualità vissuta e per chi desidera proporre un libro che invita a «farsi prossimo» con semplicità e profondità. Perché comprarlo?• Riflessione biblica accessibile a tutti, senza perdere profondità.• Struttura chiara: 10 verbi-chiave per meditare e agire.• Ricco di risonanze spirituali ed esistenziali: parla al cuore e alla vita.• Perfetto per cammini personali o di gruppo. Destinatari: credenti e non, giovani, catechisti, operatori pastorali, gruppi, coppie.Andrea Mariani, prete e parroco nella diocesi di Tortona (AL). Laurea in Teologia Morale, Dottorato e il Master in Bioetica. Diploma di Operatore di Pastorale familiare e politiche familiari. Esperto di Etica. Docente universitario in diverse Università Pontificie, Seminari; Istituti Superiori di Scienze Religiose e Scuole di Formazione Teologica per laici in Italia e all'Estero Attualmente insegna Scienza Bioetica presso l'Università Cattolica di Tirana (Albania). Collabora con Riviste scientifiche su temi di Teologia Morale e la Bioetica. Autore di numerose pubblicazioni tra cui: Uomo, dove sei? Alla ricerca del perché vivere (2012); Vivere per amare. La bioetica in dialogo con la famiglia (2016); Mente – Cuore – Mani. La relazione medico e paziente: l'arte di una presenza (2017); Magnifico prestito. Il figlio a chi appartiene? (2018); Non ho tempo! Prova a non guardare l'orologio. Per un'etica dello “sguardo” (2020); Sveglia il tuo sogno. Il volto del desiderio (2021); Allarga la vita! Sulla “BioEtica Globale” di Papa Francesco, (IF Press 2023). Nel 2017 gli è assegnato il Premio Letterario Serrano “Penna dello Spirito” per il libro Papa Francesco: “No alla cultura dello scarto”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Francesca Nodari"Filosofi lungo l'Oglio"www.filosofilungologlio.itASCOLTARE32 incontri in 24 comuni italianitra Brescia, Bergamo e CremonaScopri tutto il programma sul sito del festival.Partita con successo la XXI edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio, Kermesse culturale diretta dalla professoressa e filosofa levinasiana Francesca Nodari, che anche quest'anno porterà lungo il fiume Oglio filosofi, studiosi e intellettuali di rilievo nazionale e internazionale, protagonisti di incontri, conferenze e dibattiti. Dopo l'inaugurazione di giovedì 4 giugno con la lezione, davvero magistrale, del Prof. Zagrebelsky il Festival prosegue fino a martedì 28 luglio proponendo 32 appuntamenti in 24 municipalità tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona: un'agorà itinerante per esplorare insieme la profondità dell'Ascoltare.Mercoledì 10 giugno alle ore 21 sarà la volta di Enzo Bianchi, che è atteso a Gardone Val Trompia (BS), nel cortile di Villa Mutti Bernardelli in via XX Settembre 31 per la sua lectio: Ascolto, dunque, sono. Fondatore della Comunità Monastica di Bose, di cui è stato Priore fino al 25 gennaio 2017, ha dato vita alla Casa della Madia, inaugurata il 9 settembre 2023, fraternità monastica di cui oggi è autorevole membro. Enzo Bianchi è una delle voci monastiche più autorevoli e ascoltate della contemporaneità, autore di una sterminata bibliografia e autorevole membro del Comitato scientifico del Festival Filosofi lungo l'Oglio.La settimana si concluderà venerdì 17 giugno alle ore 21 con la lectio di Marco Bartoli, Francesco d'Assisi: l'arte dell'incontro, che si terrà a Orzinuovi (BS) nella Chiesa di S. Maria Assunta, in piazza Vittorio Emanuele II. Professore di Storia medievale e di Storia del Francescanesimo presso l'Università LUMSA, è considerato uno dei massimi studiosi del pensiero, del messaggio e della storia di San Francesco, di cui quest'anno ricorre l'ottavo centenario del Transito (1226/2026). Bartoli illustrerà al pubblico come gli incontri vissuti da Francesco d'Assisi abbiano trasformato la sua umanità, delineando una vera “antropologia dell'incontro”.Lunedì 15 giugno alle ore 21 lo studioso di mistica speculativa Marco Vannini discuterà di: “Dum quietum silentium…”: Ascoltare la Parola nel silenzio a Orzivecchi (BS), nel giardino del Palazzo Municipale, via Martinengo 15. Il tema della lectio sarà il silenzio interiore nella tradizione mistica come condizione per la nascita della Parola (Logos) nell'anima e per l'incontro con la luce divina, secondo l'insegnamento di Meister Eckhart, di cui Vannini ha tradotto l'intera opera latina e tedesca.Per la serata di martedì 16 giugno alle ore 21 è attesissima Michela Marzano, che terrà la lectio dal titolo: Dove il silenzio parla: fare spazio all'altro a Pontevico (BS) nella Chiesetta di Santa Maria in Ripa d'Oglio, via Ponticella. Professoressa di Filosofia morale, Marzano rifletterà sull'ascolto autentico come apertura all'alterità e al silenzio, soprattutto dei giovani, quale condizione per costruire relazioni profonde e significative.Anche in questa occasione saranno esposte le opere finaliste del contest artistico in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia.Mercoledì 17 giugno alle 21 il Festival si sposterà per la prima volta a Verolanuova (BS) nella monumentale Basilica di San Lorenzo Martire, in piazza Malvestiti, per la lectio del grande medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Edimburgo, Sergio Della Sala: Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio. Un'occasione per sfatare alcuni miti sul funzionamento del cervello, mostrando il ruolo essenziale dell'oblio nella memoria e approfondendo temi come false memorie, bias cognitivi e apprendimento.L'incontro, per chi lo desiderasse, sarà anticipato dalla lezione (rigorosamente dalle ore 19.30 alle ore 20.30) delle guide della Basilica che ospita due tele immense, le più grandi mai dipinte da Giambattista Tiepolo. La prima rappresenta Il sacrificio di Melchisedec, re e sacerdote nell'antica Gerusalemme. Il secondo dipinto racconta l'episodio della Caduta della manna, il “cibo degli angeli” disceso per volere di Dio sul deserto per salvare gli israeliti dopo la fuga dall'Egitto e la liberazione dalla schiavitù. Una pittura ariosa, traboccante di luce, una straordinaria tavolozza di colori e una fervida creatività compositiva caratterizzano entrambe le scene, in cui la tecnica e l'inventiva del maestro emergono in tutta l'esuberante raffinatezza.Per info e prenotazioni contattare: info@tiepoloverolanuova.it oppure whatsapp +39 3382668622.Mercoledì 10 giugno - ore 21.00Enzo BianchiAscolto, dunque, sono Gardone Val Trompia (BS)Cortile Villa Mutti Bernardelli, via XX Settembre 31In caso di maltempo: Sala V. Bernardelli Auditorium San Filippo, via Don Zanetti 1Venerdì 12 giugno - ore 21.00Marco BartoliFrancesco d'Assisi: l'arte dell'incontroOrzinuovi (BS) Chiesa di S. Maria Assunta, piazza Vittorio Emanuele IILunedì 15 giugno - ore 21.00Marco Vannini“Dum quietum silentium…”: Ascoltare la Parola nel silenzioOrzivecchi (BS)Giardino del Palazzo Municipale, via Martinengo 15In caso di maltempo: Chiesa Parrocchiale, via Giuseppe Pastori 44Contributo di €10.Martedì 16 giugno - ore 21.00Michela MarzanoDove il silenzio parla: fare spazio all'altro Pontevico (BS)Chiesetta di Santa Maria in Ripa d'Oglio, via Ponticella.In caso di maltempo: Cinema Concordia, via Giuseppe Zanardelli 8.Esposizione opere dell'Accademia Di Belle Arti Santa GiuliaContributo di €15. Mercoledì 17 giugno - ore 21.00Sergio Della SalaPerché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio Verolanuova (BS)Basilica di San Lorenzo Martire, Piazza MalvestitiIncontro anticipato dalla lezione (19.30-20.30) delle guide della Basilica sul TiepoloDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maurizio Liberti"Letti di NotteCarmagnolaPrende il via domani sera, martedì 9 giugno 2026, la decima edizione di “Letti di Notte”, il festival letterario-pop che negli ultimi anni è diventato uno degli appuntamenti più seguiti del territorio nonché evento di punta del Mese della Cultura di Carmagnola.Fino a sabato 13 giugno il parco di Cascina Vigna ospiterà cinque serate a ingresso gratuito con protagonisti autori e personaggi di primo piano del panorama nazionaleAd aprire il festival sarà la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, che presenterà il suo libro “La cura”. Mercoledì 10 giugno sarà la volta di Viola Ardone con “Tanta ancora vita”, mentre giovedì salirà sul palco Fulvio Marino, volto noto della televisione e maestro panificatore, autore di “Tutto il mondo del pane”.Venerdì spazio all'attore e conduttore Enzo Iacchetti con “25 minuti di felicità”, prima della chiusura affidata sabato alla regina del romance italiano Felicia Kingsley, che presenterà “Mezzanotte a Parigi”.Tutti gli incontri inizieranno alle ore 21 nel parco di Cascina Vigna, in via San Francesco di Sales 188. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili e non è necessaria la prenotazione. In caso di maltempo gli appuntamenti si svolgeranno al coperto.Organizzato dal Gruppo di Lettura Carmagnola e dal Comune, il festival conferma la formula che negli ultimi anni ha fatto registrare il tutto esaurito: dialoghi con gli autori, domande del pubblico e firmacopie finaleAd arricchire ogni serata ci saranno anche le esibizioni delle ballerine di Essenza Danza, con coreografie ispirate ai libri presentati.Non mancheranno le iniziative collaterali, dai laboratori gratuiti per bambini “Letti di Notte Kids” alle premiazioni dei concorsi fotografici e letterari legati al festival, fino alle specialità gastronomiche create ad hoc, come la “Book Pie”, la “Book Sacher” e il gelato “Book Cream”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Orlando Paris"Pensare l'odio"L'umano di fronte all'estremoLuca Sossella Editorewww.lucasosselaeditore.itLa cronaca mondiale restituisce immagini di distruzione e sofferenza: un genocidio si consuma nella Striscia di Gaza sotto gli occhi della società civile internazionale; una guerra infuria alle porte dell'Europa, mentre altri conflitti insanguinano molte regioni del mondo. Allo stesso tempo, nelle democrazie occidentali, si assiste a una legittimazione pubblica del discorso d'odio: retoriche xenofobe riemergono nei linguaggi della politica, nei media e nello spazio digitale, trovando eco in movimenti che fanno dell'ostilità verso l'altro un principio identitario. Questo libro nasce dalla necessità, insieme etica e scientifica, di confrontarsi con questo scenario per renderne leggibili le logiche profonde, mettendo a fuoco l'intreccio tra odio, potere e società. Il volume dialoga con una tradizione di pensiero che, dalla metà del novecento, ha interrogato le forme storiche della disumanizzazione: da Hannah Arendt a Michel Foucault, da Giorgio Agamben a Zygmunt Bauman, fino agli sviluppi degli Hate Studies e dei Genocide Studies. Quanto emerge è un archivio concettuale capace di orientare lo sguardo sul presente e di indicare pratiche di resistenza alle sue derive estreme.Orlando Paris, professore di filosofia e teoria dei linguaggi all'Università per Stranieri di Siena. I suoi studi vertono sulle patologie del discorso pubblico – discorsi d'odio, stereotipi, infodemia – e si estendono fino al campo degli Hate Studies. Sul tema dell'odio discorsivo ha pubblicato libri e articoli scientifici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Paola Capriolo, Teresa Maresca"Il canto della luna"Con la traduzione dal tedesco del "Canto della terra" di Gustav MahlerBibliotheka Edizioniwww.bibliotheka.itNell'autunno 1907 fu pubblicata in Germania l'antologia Il flauto cinese, un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a. C. e l'epoca contemporanea. Gustav Mahler ne venne a conoscenza e l'incontro con quelle poesie ebbe un immediato riflesso sulla sua opera. Nel 1908, sulle Dolomiti, dove trascorse le ultime estati della sua vita, compose infatti il ciclo di lieder Il Canto della Terra, basato su sette poesie della raccolta, traendo spunto per la maggior parte da Li Po (702 – 763). L'ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all'artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica.Paola Capriolo vive e lavora a Milano.Ha esordito nel 1988 con i racconti de La Grande Eulalia (Premio Berto), in seguito Il Nocchiero (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, Una Luce Nerissima, Il Pianista Muto, Mi ricordo, Marie e il signor Mahler, Irina Nikolaevna.Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann. Teresa Maresca vive a Milano dagli anni '80.Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini.Ha pubblicato il libro Il Primitivo del Sogno su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione Stars&Bones per la Fabbrica del Vapore di Milano. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Riccardo Moratto"Lettere d'amore di una dea" Xue MoBiblion Edizioniwww.biblionedizioni.itPrima uscita nella collana “Asiatica Biblion” di Biblion Edizioni: Lettere d'amore di una dea, di Xue Mo, traduzione e cura di Riccardo Moratto.Tra le vette dell'Himalaya e le distese silenziose dell'Oriente, la voce di una dea si leva per raccontare l'essenza stessa dell'amore e della spiritualità. Radicato nella cultura buddhista nepalese e nutrito dalle correnti filosofiche indiane e cinesi, questo testo straordinario ci conduce in una dimensione dove il mito si fa carne e la preghiera diventa poesia. In queste pagine, Xue Mo – una delle voci più profonde e originali della letteratura contemporanea – ci sfida a guardare oltre il velo delle apparenze, esplorando con coraggio i temi del sacrificio, della devozione e dell'impermanenza, intrecciando la saggezza millenaria del buddhismo con i battiti di un cuore umano e creando un ponte tra il sacro e l'effimero. Lettere d'amore di una dea non è solo un libro: è un'esperienza sensoriale. È il profumo dei fiori di prugno nella neve, il suono di un liuto antico che geme al vento, il riflesso di una luna calante che illumina il cammino verso la consapevolezza. Quest'opera ci invita a smarrirci nel mistero per ritrovare noi stessi, ricordandoci che anche nel mondo più fragile, l'amore è l'unica verità capace di restare. Un'opera coraggiosa che “risuona come il canto di una cetra nella notte”, destinata a chiunque cerchi nel libro non solo una storia, ma un rifugio per l'anima.Xue Mo 雪漠 (nom de plume di Chen Kaihong, nato nel 1963) è una delle voci più originali della letteratura cinese contemporanea e vice presidente dell'Associazione degli Scrittori della provincia del Gansu. I suoi romanzi indagano la convivenza di luce e oscurità nella natura umana e non esitano a confrontarsi con violenza e disperazione, ma conservano sempre uno spazio per la redenzione e la trasformazione. Anche nei recessi più oscuri dell'anima rimane un filo di coscienza e un barlume di umanità, che conducono il lettore verso il risveglio. Questa tensione tra luce e ombra testimonia la profonda comprensione della natura umana da parte di Xue Mo e la sua convinzione nel potenziale di crescita personale e trasformazione interiore.Riccardo Moratto è uno studioso di fama internazionale e rinomato sinologo, Distinguished Professor (特聘教授) presso la School of Foreign Languages della Tongji University e Vice Direttore del Research Center for Chinese Discourse and Global Communication (国家语委研究型基地中国对外话语体系研究中心副主任), nonché già Professore Ordinario presso il Graduate Institute of Interpretation and Translation della Shanghai International Studies University. Nel 2025 gli è stato conferito il premio “Amico della Letteratura Cinese” dall'Associazione degli Scrittori Cinesi. È l'unico membro italiano dell'Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza (AIIC) con il cinese, l'inglese e l'italiano come lingue di lavoro. È inoltre Chartered Linguist e Fellow del Chartered Institute of Linguists (FCIL), membro del Comitato Esecutivo della World Interpreter and Translator Training Association (WITTA) e Executive Editor della rivista internazionale peer-reviewed Journal of Translation and Communication.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Niro"Romanzo mondiale"Il gioco sporco del potereGarrincha EdizioniZurigo, 2010. Lo Schiavo attende la visita del Re del pallone. Per comprare i mondiali di calcio, deve comprare il suo voto. Sa che è in vendita al miglior offerente. E lui sa essere sempre il miglior offerente. Abuja, 2017. Rashidi sta per lasciare la Nigeria e partire per Petrolia, dove serve manodopera per costruire gli stadi dei mondiali. Da piccolo sognava di giocarci, allo stadio. Adesso si accontenta di lavorarci. Senza immaginare che presto diventerà uno schiavo. Roma, 2021. Rita ed Ernesto, teatranti falliti e imbevuti d'ideali, vogliono sabotare i mondiali a Petrolia, macchiati del sangue di donne e operai, e architettano un piano imperniato sull'incredibile somiglianza tra Ernesto e il più grande calciatore in attività: il Mago. Lisbona, 2022. Sentenza, il calciatore più prolifico di tutti i tempi, non sa accettare il suo declino ed è pronto a vincere la coppa del mondo, l'unico trofeo che ancora manca al suo sterminato palmarés. Ma più ancora spera che a vincerla non sia l'eterno rivale. I destini di tutti si incroceranno al termine del torneo, durante la finale più bella della storia, quando ogni macchinazione cercherà compimento e assolutamente nulla sarà scontato. Perché la palla, si sa, è rotonda.Marco NiroFondatore insieme a Mattia Maistri del collettivo di scrittura Tersite Rossi, Marco Niro (1978) è giornalista e scrittore. Laureato in Scienze della comunicazione, ha collaborato con varie testate giornalistiche e oggi, oltre a scrivere, si occupa di comunicazione ambientale. Ha all'attivo un saggio (“Verità e informazione. Critica del giornalismo contemporaneo”, Dedalo 2005), due libri per ragazzi (“L'avventura di Energino”, Erickson 2022; "Alice nel Paese delle Tavole Imbandite", Erickson 2024) e, col collettivo Tersite Rossi, quattro romanzi (“È già sera, tutto è finito”, Pendragon 2010; “Sinistri”, e/o 2012; “I Signori della Cenere”, Pendragon 2016; “Gleba”, Pendragon 2019) e due raccolte di racconti (“Chroma. Storie degeneri”, Les Flâneurs 2022; “Pornocidio”, Mincione 2023).I suoi romanzi da “solista” sono “Il predatore” (Bottega Errante 2024), "L'uomo che resta" (Les Flâneurs 2025) e “Romanzo mondiale” (Garrincha 2026). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Maurizio De Rosa"Gioconda"Nikos Kokantzisedizioni e/owww.edizionieo.itUn breve romanzo, un piccolo gioiello della letteratura greca del Novecento, che riassume un grande capitolo della Storia – l'avventura degli ebrei di Salonicco durante la Seconda guerra mondiale. Senza le solite immagini raccapriccianti, tutto si gioca nella descrizione eccezionalmente onesta e genuina della felicità del primo amore, e del dolore devastante di una rottura violenta. Gioconda, nonostante o piuttosto proprio in virtù della sua semplicità, incarna con estrema delicatezza e irresistibile potenza l'imperativo di Kavafis: «Ritorna spesso e prendimi / ritorna e prendimi o sensazione amata».Prima della guerra le case di Nikos e Gioconda, nel placido e modesto quartiere di Salonicco in cui vivono, sono separate soltanto da un'area incolta, dove una torma di bambini si ritrova per giocare tutti insieme. Poi arrivano la guerra e l'occupazione nazista, il razionamento e il coprifuoco, e quella che era una simpatia infantile diventa il preludio ai primi, dirompenti sentimenti adolescenziali: attrazione, gelosia, confusione, imbarazzo, amore. Gioconda è una storia vera, quella dell'autore e del suo primo, indimenticato amore. Un primo amore vissuto con ingenuità e freschezza nonostante le difficoltà del periodo, e man mano con una profondità e consapevolezza sempre maggiore, quasi come un atto di resistenza all'orrore e alla prospettiva della deportazione. Un primo amore totalizzante, violentemente interrotto quando Gioconda e la sua famiglia, come tanti altri ebrei della città, vengono messi su quella strada senza ritorno che porta ai campi di concentramento. Con le sue frasi brevi e pudiche, cariche di poesia, quasi un Cantico dei cantici sulla scoperta del desiderio, Gioconda si rivela un libro impossibile da dimenticare, una testimonianza luminosa, un meraviglioso omaggio alla vita.Questa pubblicazione è stata realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e della Fondazione Ellenica per il Libro e la Cultura (HFBC) nell'ambito del programma GreekLit.Nikos Kokantzis (1927-2009) è nato a Salonicco, nel nord della Grecia. Ha studiato medicina all'Università di Salonicco e si è specializzato in psichiatria (e poi in psicoanalisi e psicoterapia) a Londra, dove ha vissuto per molti anni. Gioconda è stato pubblicato per la prima volta nel 1975, diventando immediatamente un classico; ripubblicato nel 2005 dalla casa editrice Patakis, è tradotto in molte lingue con grande successo di critica.Maurizio De RosaNato a Milano nel 1971, si è laureato in Filologia greca presso l'Università di Milano, ha soggiornato lungo in Grecia e si occupa attivamente di letteratura greca moderna sia come saggista sia come traduttore. È il traduttore italiano di alcuni dei maggiori autori greci contemporanei, tra cui Zyranna Zateli, Ioanna Karistiani, Maro Duka e Andreas Stàikos. Collabora con le riviste letterarie "Pulp" e "Poesia". Ha lavorato, insieme al fotografo Giovanni Giovannetti, al volume Voci dell'agorà - Fotostoria della letteratura greca del Novecento, e ha curato la traduzione di due capolavori della prosa greca del ventesimo secolo: L'interrogatorio di Aris Alexandru e Terre insanguinate di Didò Sotirìu. Collabora con il Centro nazionale ellenico del libro (E.KE.BI.) e con il Centro nazionale ellenico della traduzione (E.KE.ME.L.).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giulio Goggi"Emanuele Severino. Il filosofo dell'eternità"Marcianum Presshttps://www.marcianumpress.it/Questa monografia ripercorre l'intera filosofia di Emanuele Severino, mettendone in luce la sostanziale compattezza attorno al tratto essenziale della verità: l'apparire dell'incontrovertibile identità di ogni essente con se stesso. Tale identità implica l'eternità dell'essente in quanto essente: di ogni istante, cosa o relazione è necessario predicare l'impossibilità che non sia.A partire da questo nucleo solidissimo, il libro segue le articolazioni di un discorso capace di indicare le principali implicazioni della verità dell'essere: dalle molteplici fondazioni dell'eternità degli essenti e della necessità dell'accadere, fino al significato della “Gloria” e al complesso rapporto tra apparire finito e apparire infinito.Sullo sfondo, i grandi temi del nichilismo, della tecnica, del linguaggio, dell'ethos dell'Occidente, nel costante dialogo del Filosofo con i giganti del pensiero: Parmenide, Eschilo, Platone, Aristotele, Tommaso d'Aquino, Hegel, Marx, Leopardi, Nietzsche, Gentile, Heidegger.Arricchisce il volume la Postfazione inedita di Emanuele Severino, qui pubblicata per la prima volta: un documento prezioso che testimonia la profondità del legame teoretico tra il Filosofo e l'Autore.Prefazioni: Graham Priest · Ines Testoni e Damiano SaccoPostfazioni: Emanuele Severino (inedita) · Leonardo MessineseGiulio Goggiè dottore di ricerca in filosofia teoretica e direttore scientifico del gruppo di ricerca ARS (Attività Ricerche Studi), istituito dal Centro Casa Severino – Associazione di Studi Emanuele Severino (CCS-ASES). Nel 2017 ha conseguito l'abilitazione scientifica nazionale a professore di prima fascia nel settore di filosofia teoretica. È autore di numerosi scritti dedicati al pensiero di Emanuele Severino e a temi di metafisica. Tra le sue principali pubblicazioni: Dal diveniente all'Immutabile. Studio sul pensiero di Gustavo Bontadini (2003); Aristotele, Rosmini e la struttura del noûs (2006); Ragione e fede (2009); Al cuore del destino. Scritti sul pensiero di Emanuele Severino (2014); Emanuele Severino (2015).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Dario Biagi"Ho nel cuore acido citrico effervescente"Vita, successi e pene segrete di Emanuele PirellaPendragon Editorewww.pendragon.itQuesta biografia racconta le molte vite di Emanuele Pirella (1940-2010): pubblicitario geniale, giornalista satirico, critico televisivo, ma anche scrittore mancato e intellettuale inquieto. Dalla celebre campagna Jesus Jeans del 1973, che rivoluzionò la comunicazione italiana, ai raffinati ritratti di costume firmati con Tullio Pericoli per «linus», «Corriere della sera», «L'Espresso» e «Repubblica», Pirella attraversa quarant'anni di cultura e società italiane. Basato su un ampio corpus di materiali inediti – diari, racconti, progetti e poesie –, il libro ricompone il profilo di un uomo diviso tra successo e nostalgia, tra la pubblicità come mestiere e la letteratura come vocazione. Ne emerge la figura di un “intellettuale del dopoguerra” rimasto nell'ombra, un autore romantico e tormentato che avrebbe voluto essere più un erede di Flaiano che il guru della pubblicità.Dario Biagi è stato inviato e caporedattore in varie testate e ha lavorato a lungo alla Rai di Milano. È il biografo di Giuseppe Berto, Gian Carlo Fusco, Erich Linder, Piero Manzoni, Franco Valobra, Adelina Tattilo e del pittore Cagnaccio di San Pietro, di cui ha curato una retrospettiva a Ca' Pesaro (Venezia) nel 2015. Ha pubblicato, tra l'altro, il memoir Figurine italiane. Ritratti e storie tra un millennio e l'altro (Avagliano, 2022), curato la raccolta di scritti giornalistici di Gian Carlo Fusco Arpa e cannone. La pagina più scintillante del mensile «Successo» (1959-1963) (Aragno, 2023) e scoperto un carteggio inedito e cinque novelle mai censite di Anna Maria Ortese, testi ora pubblicati con la sua curatela in due distinte edizioni: Ama ciò che ti tortura. Lettere a Helle (1938-1974) (De Piante, 2024) e Novelle ritrovate (Argolibri, 2025). Per Pendragon è uscito nel 2026 Ho nel cuore acido citrico effervescente. Vita, successi e pene segrete di Emanuele Pirella.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Filoni"La Russia e l'Occidente"Fëdor TjutčevAdelphiwww.adelphi.itUn libro che parla di geopolitica molto prima che questa avesse un nome – indispensabile per capire la Russia di oggi alla luce di quella di quasi due secoli fa.A cura di Marco FiloniCon un saggio di Massimo Cacciari«Per la prima volta in Europa si levò la voce ferma e coraggiosa dell'opinione pubblica russa». Con queste lapidarie parole lo scrittore Ivan Sergeevič Aksakov accolse una serie di articoli apparsi in Germania e in Francia sul finire degli anni Quaranta dell'Ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in Occidente. L'autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all'Europa con inaudita libertà e dignità, era Fëdor Tjutčev. Diplomatico, poeta ammirato da Puškin e da Turgenev, da Dostoevskij e da Tolstoj, uomo di grandi vizi e virtù, Tjutčev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua Russia, che – credeva fermamente – sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. Ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, è agli scritti politici di Tjutčev che occorre volgere lo sguardo. Fra le sue «intuizioni storiche» – come le definisce il teologo Georgij Florovskij –, spiccano l'agonia della civiltà occidentale, la questione romana e il Papato, il ruolo della censura e dell'autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l'Occidente avrebbe scatenato contro la Russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l'inizio di un nuovo capitolo della Storia. Temi, come salta agli occhi, di bruciante attualità.Appartenente a una famiglia dell'aristocrazia moscovita, Fëdor Ivanovič Tjutčev (1803-1873) fu diplomatico oltre che eminente poeta, e dopo aver iniziato la carriera nel Collegio degli Affari esteri di Pietroburgo operò come incaricato speciale a Monaco di Baviera – dove frequentò Heine, Schelling e gli ambienti del Romanticismo tedesco – e a Torino, dove visse dal 1837 al 1839. Nel 1836 alcune sue liriche furono pubblicate dalla rivista di Puškin «Il contemporaneo», suscitando i primi, ampi consensi. Nel 1844 tornò definitivamente in Russia, mentre la sua fama di poeta cresceva dopo i riconoscimenti tributatigli da Turgenev, Fet, Dobroljubov.Marco Filoni insegna filosofia politica all'Università Link di Roma. Ha insegnato e svolto ricerca al Politecnico di Milano, all'Istituto di Studi Superiori dell'Università di Bologna e all'École Normale Supérieure di Parigi. Nel 2022 è stato nominato titolare del programma di ricerca Éclaireurs della Fondation Robert de Sorbon di Parigi. Tra i suoi libri: Anatomia di un assedio. La paura nella città (Skira 2019); L'azione politica del filosofo. La vita e il pensiero di Alexandre Kojève (Bollati Boringhieri 2021); Il calcolo della paura (Einaudi 2021); Lineamenti di una fenomenologia del diritto (Marsilio 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Helena Janeczek"Il futuro della memoria"Memoria Festival, Mirandolawww.memoriafestival.itVenerdì 5 giugno 2026, ore 17:30Memoria Festival, MirandolaIl futuro della memoriaCon Helena Janeczek e Giacomo PapiIn collaborazione con Fondazione MondadoriQuali sono le sfide della conservazione del sapere nell'era digitale? In un presente in cui la frammentazione dei linguaggi riscrive il rapporto con la memoria, Giacomo Papi e Helena Janeczek, in collaborazione con la Fondazione Mondadori, riflettono sulla necessità di adeguare le pratiche della memoria ai cambiamenti avvenuti e in corso, confrontandosi sui confini del testo letterario nell'epoca digitale.Helena Janeczek, nata in Germania, a Monaco di Baviera, da genitori ebrei di origine polacca, vive in Italia da quando aveva 18 anni. Il suo esordio nel mondo del libro arriva nel 1989 con la raccolta di poesie in lingua tedesca Ins Freie (Suhrkamp), mentre sceglie l'italiano per il debutto narrativo: è il romanzo Lezioni di tenebra (Mondadori, 1997), in cui affronta il tema della trasmissione della memoria. La Storia e le vicende personali di chi l'ha attraversata sono invece al centro di La ragazza con la Leica (Guanda, 2017), biografia della fotoreporter Gerda Taro, uccisa durante la guerra civile spagnola. Vincitore dei premi Strega, Bagutta e Selezione Campiello, il romanzo è tradotto in diverse lingue. L'ultima fatica letteraria – Il tempo degli imprevisti (Guanda, 2024) – segna il suo ritorno all'indagine, chirurgica e ossessiva, della Storia attraverso il racconto delle vite che travolge.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Giuliano Zanchi"Il bene che vince"L'Apocalisse,libro di speranzaVita e Pensierowww.vitaepensiero.itL'apocalisse oggi è sulla bocca di tutti e anche negli occhi di molti. Ma non si tratta di quell'Apocalisse evangelica e cristiana che ha trovato posto nel canone della Scrittura: è piuttosto l'ombra dei fraintendimenti che nei secoli hanno trasformato questa parola in un termine quasi tecnico per indicare la fine catastrofica del mondo. In questo suo nuovo libro, Giuliano Zanchi accompagna il lettore a riscoprire il significato autentico del libro dell'Apocalisse, intendendolo per quello che è, un libro di speranza. È un percorso chiaro e accessibile, quasi un'introduzione per principianti, pensato per avvicinare chiunque a uno dei testi più affascinanti e misteriosi della Bibbia, capace di unire attrazione e oscurità, seduzione ed enigma. Collocandola nella tradizione storico-biblica che ne ha preparato la nascita, l'autore restituisce profondità storica, culturale e teologica all'apocalittica e al genere letterario da cui essa prende forma: ne ripercorre le radici e ne mostra la trasformazione decisiva nell'Apocalisse cristiana, dove il linguaggio visionario diventa prospettiva escatologica. Così, riletta nel suo orizzonte originario, l'Apocalisse torna a essere ciò che il suo nome indica: rivelazione, apertura di senso, promessa che attraversa il presente e lo orienta al compimento.Giuliano Zanchi (1967), prete di Bergamo, licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, è direttore della «Rivista del Clero Italiano» e si occupa di temi ai confini tra estetica e teologia. È direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo e direttore della Collezione Paolo VI di Concesio (Brescia). Tra i suoi libri pubblicati da Vita e Pensiero: Rimessi in viaggio. Immagini da una Chiesa che verrà (2018); La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo (2020); Icone dell'esilio. Immagini vive nell'epoca dell'Arte e della Ragione (2022); Di questi tempi. Sette pezzi utili con due divagazioni sportive (2023); La vita sotto il cielo. Figure e temi della sapienza biblica (2024); Dare luogo alla grazia. Sugli spazi della liturgia (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Camilla Baresani"Desiderio à la carte: perché usciamo a cena"Seminare Idee Festival, Pratowww.seminareideefestival.itSeminare Idee, FestivalPrato Museo del TessutoSabato 6 giugno 2026, ore 16:45Camilla BaresaniDesiderio à la carte: perché usciamo a cenaIl desiderio di uscire da casa per mangiare, per stare con conosciuti e sconosciuti in un luogo dove, a pagamento, si consuma un pasto, unito al desiderio di provare piatti che non sappiamo o non possiamo preparare nella nostra cucina è parte integrante della vita dell'uomo contemporaneo. È un'esperienza gastronomica, estetica e soprattutto sociale: vedere e farsi vedere, rendere felici le persone che invitiamo, assaggiare un cibo ma anche una porzione di mondo, moltiplicare le nostre esperienze e le cose che potremo raccontare. Quando è iniziato questo desiderio di uscire a mangiare per svago, più che per bisogno? Come è diventato un desiderio di massa? Se mangiare fuori casa è stata, da sempre, una necessità per i viandanti, per i soldati, per i pellegrini, i truffatori, le prostitute, quando è iniziata la storia della ristorazione come forma di intrattenimento? E come è evoluta? Tutto inizia nel XIX secolo con la nascita della borghesia. Con l'aiuto della letteratura, della pittura, di cinema, fotografia e giornalismo Camilla Baresani racconta l'epopea dei locali che servono cibo, delle persone che li frequentano, dei cuochi divenuti protagonisti dello star system. Camilla Baresani laureata in lettere moderne all'Università di Milano è scrittrice e giornalista. Ha esordito nel 2000 con il romanzo Il plagio (Mondadori). Ha pubblicato romanzi con Mondadori, Bompiani, Feltrinelli e La nave di Teseo, tra cui L'imperfezione dell'amore, Un'estate fa, Il sale rosa dell'Himalaya e Gelosia. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore e Vanity Fair, poi con Corriere della Sera, e Il Foglio. Ha lavorato in radio e per la Rai, e insegna scrittura creativa. Dal 2016 è presidente del Centro Teatrale Bresciano. Nel 2019 ha ricevuto l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.Camilla Baresani"Jasmine vuole tutto"Non nominare il nome di Dio invanoRizzoli Editorewww.rizzolilibri.itJasmine ha vent'anni, una bellezza folgorante e una disperata fame di riscatto. Cresciuta in un quartiere grigio e sotto i rigidi dettami di una madre opprimente, sogna una vita lussuosa, adeguata a quella delle clienti del centro estetico in cui lavora. La sua occasione prende le sembianze di Sergio Lenzi, quarantenne affascinante e marito di Simona, una facoltosa habitué del salone. L'uomo la seduce e la trasforma nella sua amante: la installa in un bilocale sul lago, la riempie di lingerie di seta, di borse griffate, di promesse. Ma il prezzo per entrare in questo paradiso artificiale è altissimo. Jasmine deve licenziarsi, allontanarsi dalla madre e non rivelare a nessuno l'identità del suo benefattore. Quest'ultima regola di Sergio è spietata, come il comandamento biblico: “Non nominare il nome di Dio invano”, e ora il signore e padrone assoluto è soltanto lui. Jasmine non immagina però di essere diventata la pedina vulnerabile di un gioco al massacro tra feroci manipolatori. Chi mente davvero? E chi pagherà il prezzo più alto? Camilla Baresani declina il secondo comandamento con un romanzo psicologico affilato come un bisturi, che scardina il mito della ricchezza facile e ci trascina nelle pieghe più ciniche e tossiche del desiderio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Natascia ChiarloRassegna Internazionale di Canto Corale "Sergio Chiarlo"Dal 5 al 7 giugno 2026 Savigliano e il territorio ospiteranno la 36a Rassegna Internazionale di Canto Corale “Sergio Chiarlo”, storico appuntamento dedicato alla musica corale che quest'anno coincide con un importante traguardo: il 51° anno di attività del Coro Milanollo di Savigliano. Tre giornate di concerti, incontri e momenti istituzionali animeranno la città e coinvolgeranno artisti provenienti dall'Italia e dall'estero, confermando la rassegna come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio.Il programma si aprirà venerdì 5 giugno alle ore 21.00 presso il Teatro Milanollo di Savigliano con il concerto inaugurale “Radici e nuovi orizzonti”, serata dedicata all'incontro tra tradizione corale e nuove espressioni musicali.Il giorno successivo, sabato 6 giugno alle ore 21.00, Piazza Europa a Moretta ospiterà “Voci d'Europa in Concerto”, grande evento all'aperto che vedrà protagonisti tutti i cori partecipanti.La manifestazione si concluderà domenica 7 giugno alle ore 11:00, con la Santa Messa nella Chiesa di San Filippo Neri a Savigliano, accompagnata dalle corali ospiti, seguita alle ore 12.00 dalla cerimonia ufficiale presso il Palazzo del Comune con il saluto delle istituzioni cittadine e il tradizionale scambio dei doni.I cori partecipantiCoro Milanollo di SaviglianoFondato nel 1975, il Coro Milanollo rappresenta una delle realtà corali più attive e consolidate del territorio piemontese. In oltre cinquant'anni di attività ha promosso la cultura musicale attraverso concerti, rassegne e collaborazioni artistiche in Italia e all'estero, distinguendosi per la qualità interpretativa e per l'attenzione alla valorizzazione del repertorio corale. La formazione è oggi diretta da Natascia Chiarlo (Presidente e direttrice del coro) e Ivan Chiarlo (pianista accompagnatore) e continua a essere un importante punto di riferimento culturale per la città di Savigliano.Il Coro Misto del Teatro Nazionale dell'Opera e del Balletto di Tirana è una delle più prestigiose istituzioni musicali dell'Albania. Attivo all'interno del principale ente lirico nazionale, il coro vanta un ampio repertorio che spazia dalla musica operistica alla polifonia sacra e contemporanea. Diretto da Dritan Lumshi, il complesso si esibisce regolarmente in produzioni internazionali e rappresenta un'importante testimonianza della tradizione musicale balcanica.Il Coro Misto “Minuscolo Spazio Vocale” nasce a Roma con l'obiettivo di promuovere il repertorio corale attraverso una ricerca musicale attenta e innovativa. Diretto da Filippo Stefanelli, il gruppo affronta programmi che spaziano dalla musica antica alle composizioni contemporanee, con particolare attenzione alla qualità vocale e all'espressività interpretativa. Negli anni ha partecipato a festival e rassegne nazionali ottenendo apprezzamenti di pubblico e critica.Coro Giovanile Artemusica di Valperga (TO)Il Coro Giovanile Artemusica di Torino è una formazione composta da giovani coristi accomunati dalla passione per la musica vocale e per la sperimentazione artistica. Diretto da Debora Bria, con Carlo Beltramo al pianoforte, il coro propone un repertorio dinamico e versatile che unisce tradizione corale, arrangiamenti moderni e attenzione alla formazione musicale delle nuove generazioni.Tutti gli eventi saranno a ingresso libero su prenotazione.Programma5 giugno 2026 – ore 21.00Savigliano, Teatro Milanollo - Concerto inaugurale “Radici e nuovi orizzonti”Prenotazioni: 340.6856173 – 347.80720226 giugno 2026 – ore 21.00Moretta, Piazza Europa – concerto corale all'aperto “Voci d'Europa in Concerto”Prenotazioni: Comune di Moretta – 0172.911035 (interno 5)7 giugno 2026 – ore 11:00 e 12:00Savigliano, Chiesa San Filippo Neri ore 11.00 - Santa Messa con la partecipazione delle coraliSavigliano, Palazzo Comunale ore 12.00 - Cerimonia ufficiale con le Istituzioni e scambio dei doniPer informazioni e prenotazioni: 340.6856173 – 347.8072022Per il concerto di Moretta: Comune di Moretta – 0172.911035 (interno 5)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gianluca Corrado"De Mente"Filosofia e follia nella disputa tra Michel Foucault e Jacques DerridaEdizioni Studiumwww.edizionistudium.it1961, esce in Francia "Storia della follia" nell'età classica di Michel Foucault. 1963, Jacques Derrida rivolge all'opera critiche affilate. 1972, in occasione della nuova edizione del libro, Foucault replica. 1992, ormai scomparso quest'ultimo, Derrida rivisita l'ambiguo rapporto tra la concezione foucaultiana della follia e la psicoanalisi freudiana.Su queste date si articola il dibattito tra la pionieristica indagine dell'altra faccia della mente – la follia –, svolta dalla "Storia", e i rilievi filosofici mossi da Derrida. Con Cartesio sullo sfondo, in gioco il dovere ma insieme la difficoltà della ragione di misurarsi, arrischiarsi e convalidarsi/invalidarsi con quell'altro da sé che può cercare di capire senza tuttavia poter evadere da se stessa. Un tentativo di dialogo, d'altra parte, quanto mai ineludibile appena ci ricordiamo che la follia non è un'astrazione, ma s'incarna in persone accanto a noi.È necessario riconoscere l'alterità del loro pensiero, senza però estremizzarla in una differenza coi tratti della distanza o, peggio ancora, coi tratti residuali di quelle emarginazioni, espulsioni, segregazioni, relegazioni medicaliste che i matti hanno subìto soprattutto tra il XVII e parte del XIX secolo, l'“età classica” considerata dall'autore.Nel centenario della nascita di Foucault, nato nel 1926 e morto nel 1984, un'occasione per rileggere la sua incisiva visione della "folie" nel confronto più importante che ha avuto.Gianluca Corrado ha pubblicato, tra gli altri, i saggi La follia in scena (2008), Il folle e la società. Il dibattito tra Foucault e Chomsky (2009), Oltre l'indifferenza. Barthes e Derrida (2025), il romanzo La Sapiente (2025), le raccolte di racconti In credito di sole (2022) e Strabismo perfetto e altri racconti (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Roberto Rossi Precerutti"Un silenzioso dispendio"Manni Editoriwww.mannieditori.itOrganizzata in tre sezioni, la raccolta poetica introduce il lettore in una complessità di strumenti lirici. L'accostamento a Petrarca, ma anche la forma e l'ausilio di una più libera sperimentazione, rimandano all'io e agli altri, in una visione del mondo drammatica, caratterizzata costantemente dal segno della perdita. Così volti amati e luoghi della memoria rimangono reliquie di tempi felici. Le poesie dicono tristemente il buio della perdita, sono matrici di un dialogo muto che racconta il congedo e tenta un bilancio esistenziale, ma al cospetto di una natura partecipe. Le parole, come pietre sorde ed inerti, una dopo l'altra, sono forti, con versi di nervi e di ossa inseriti in comunione e corrispondenza fra i vivi e chi non c'è più. Poi, la grazia di un luminoso accadere può essere la scrittura, immaginata come figura di donna irraggiungibile e, pur nella ricerca, può riscattare la finitudine umana.Roberto Rossi PreceruttiÈ nato nel 1953 a Torino, dove vive.Medievista per formazione e da sempre votato agli studi letterari, ha scritto saggi critici, traduzioni dal francese, dallo spagnolo e dall'antico provenzale, pubblicate anche sulla rivista “Poesia” e in antologie edite da Crocetti, e varie raccolte poetiche. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Antonella Rizzo"Interno barocco"Poesia del disingannoEdizioni Crocewww.edizionicroce.itPoesia che disinganna, sollevando da convincimenti errati e delusioni obbligatorie. Sottesa da una concezione viva, sensibile e sensuale, dell'umanità, sottratta al potere del razionalismo, profano e scientista, da cui siamo stregati. Perché quasi tutto ciò che dà fiori e frutti ha radici nell'irrazionale, mentre l'impettita coscienza, sovente falsa, esplicativa e rigida, pietrifica quel che di vitale tocca. Poetica pertanto del proferire a metà, dietro il velo e il ventaglio, col genio del cuore che vanifica l'autoincensarsi e insegna a far segni come muti, generando desideri e significati alternativi.Antonella Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967. E' poeta, scrittrice, giornalista, performer, attiva nel campo dell'intercultura e della letteratura di genere. Ha pubblicato: Il sonno di Salomè – Edizioni Tracce, 2012; Confessioni di una giovane eretica – Lepisma Edizioni, 2013; Cleopatra. Divina Donna d'Inferno – Fusibilia libri, 2014; Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani – Fusibilia libri 2015; Plethora – Nuove Edizioni Aldine, 2016; A dimora le rose – Edizioni Croce, 2018, A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice – Lavinia Dickinson, 2019. È stata tradotta in albanese, arabo, inglese, polacco, romeno; i suoi testi sono presenti in molte Antologie di Poesia contemporanea. È organizzatrice di eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièces teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. Ha conseguito Premi nazionali e internazionali ed è giurata in diversi Concorsi letterari. È ideatrice e responsabile del Premio letterario “Antica Pyrgos”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Marco Turati"Porte Aperte Festival"Musica Scrittura FumettoCremona, dal 4 al 7 giugno 2026XI Edizionewww.porteapertefestival.it In un panorama globale segnato da profonde incertezze e tensioni crescenti, la realtà ci appare frammentata e spesso contraddittoria. Quest'anno più che mai vogliamo quindi offrire uno spazio fisico e mentale in cui il confronto e la riflessione comune sostituiscano la paura e diventino strumento per trasformare l'inquietudine in partecipazione attiva e consapevole.Con questo respiro culturale e civile, l'Associazione Culturale Porte Aperte Festival, insieme al Comune di Cremona, è felice di annunciare che l'undicesima edizione del Porte Aperte Festival animerà la città dal 4 al 7 giugno, con la direzione artistica di Andrea Cisi, Mario Feraboli, Marco Turati, Marina Volonté, supportata dalla collaborazione di Michele Ginevra, del Centro Fumetto Andrea Pazienza e dell'Arcicomics di Cremona per la curatela del segmento dedicato al fumetto.Il tema di questa nuova edizione è DEMOS: che ci parla di collettività, integrazione e legami.Demos è cittadinanza e partecipazione attiva. È democrazia e incontro tra culture differenti che si contaminano. È il complesso, affascinante e sempre mutevole rapporto tra popolo e regole di convivenza, all'interno di una comunità. Demos è un altrove, dove i diritti dei più deboli vengono calpestati e la voce delle minoranze soffocata. Ed è proprio lì dove, viceversa, abbiamo pensato più importante accendere i riflettori. Grazia La Padula è l'artista che ha dato vita al manifesto di quest'anno: un'illustrazione poetica e nel contempo rivoluzionaria, che sfida convenzioni dogmi e stereotipi, parlandoci di incontri, affetti e cura, anche laddove dominano violenza e pregiudizi. Classe 1981, esordisce nel 2009 in Francia, dove vince i premi “Jeunes Talents” del Festival di Angoulêm e Écureuil découverte. In Italia pubblica storie brevi nell'antologia Zero tolleranza (edizioni Beccogiallo) e sulla rivista Mono (Tunué). Fra il 2011 e il 2014 escono i suoi due volumi Les échos invisibles, realizzati su testi e sceneggiatura di Tony Sandoval. L'anno successivo la versione integrale di questo graphic novel viene pubblicata in Italia da Tunué in un volume unico con il titolo di Echi invisibili. Dal 2005 tiene mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Il giovedì pomeriggio nel Cortile di Palazzo Roncadelli Manna torna per il quinto anno l'appuntamento con “ALTER - Le stanze della traduzione” il partecipato ciclo di incontri dedicato alla pratica, all'etica e ai mondi della traduzione letteraria, inserito nel programma del PAF. ALTER immagina una stanza metaforica dove ricostruire lo spazio in cui i traduttori e traduttrici compiono ogni giorno un lavoro tanto fondamentale quanto invisibile: permettere alla letteratura di varcare frontiere, avvicinare culture e nutrire il nostro immaginario collettivo. Quest'anno siamo felici di accogliere Marco Federici Solari - studioso di letteratura comparata, editore e cofondatore de L'orma editore - Eusebio Trabucchi - curatore editoriale e traduttore, studioso di epistolari e semiotica dei monumenti - Donata Feroldi - traduttrice di grandi classici francesi nonché pilastro di ALTER dalla sua prima edizione - e Silvia Pozzi -professoressa di lingua cinese e traduzione all'Università di Milano Bicocca-.Per la sezione dedicata alla letteratura siamo felici di annunciare la partecipazione di grandi voci del panorama italiano tra cui Luca Bianchini, Annalisa Camilli, Gaja Cenciarelli, Paolo Di Paolo, Orazio Labbate, Christian Raimo, Veronica Raimo, Ilaria Rossetti, Elana Varvello. Il segmento del fumetto avrà ospite l'autrice del manifesto 2026, Grazia La Padula, insieme ad altri nomi italiani e internazionali. Tra questi, il fumettista iraniano Majid Bita che presenterà il suo graphic novel L'autobus incantato, dove l'autore torna a raccontare la realtà del suo Paese con uno sguardo insieme personale e collettivo. Per gli appuntamenti musicali, che avranno luogo presso il Cortile Federico II, citiamo – tra i vari ospiti - Ginevra Di Marco con il concerto-spettacolo dedicato a Luis Sepúlveda, Andrea Chimenti, già frontman dei Moda, uno dei gruppi capostipiti del rock italiano degli anni ‘80, oltre che prolifico autore e Tära, giovane cantautrice italiana di origini palestinesi, che ha infiammato il palco di Propaganda Live nel marzo 2026 esibendosi con i Subsonica nel brano "Straniero" (presente anche nel loro ultimo lavoro discografico). La sua musica unisce italiano, inglese e arabo, per raccontare la cultura palestinese. Confermato anche l'atteso format dei reading letterari, con ben tre appuntamenti, tra i quali si segnalano al momento Elena Radonicich e Paola Caridi (con sudari da Gaza). In attesa del festival, non possiamo non menzionare le anteprime di “Quartieri in giallo”, rassegna di romanzi polizieschi nei quartieri di Cremona, che ci accompagneranno fino all'inizio di giugno.• Venerdì 8 maggio ore 18.00 – Massimo Lugli presenta La gang delle 3 b (Newton Compton ed.)Conducono Beatrice e Marco Tanzi• Venerdì 15 maggio ore 18.00 – Grazia Scanavini presenta Burattinai (Salani ed.)Conduce Simona Frassi• Venerdì 22 maggio ore 18.00 – Jacopo De Michelis presenta La montagna nel lago (Giunti ed.)Conduce Riccardo Maruti• Venerdì 29 maggio ore 18.00 – Fulvio Ervas presenta L'insalvabile (Marsiglio ed.)Conduce Marco GhizzoniInoltre, per gli amanti del fumetto, un appuntamento di grande spessore si avrà• Sabato 9 maggio ore 17.00 con Leo Ortolani. Che presenterà il suo ultimo lavoro, Tapum (per Feltrinelli comics).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Elisa Motterle"Oggi parliamo di buone maniere"Memoria Festival, Mirandolawww.memoriafestival.it05 Giugno 2026ore 21:30Oggi parliamo di buone maniereCon Elisa MotterleLungi dall'essere un set di regole antiquate buone solo per la Regina Elisabetta, il bon ton è uno strumento potente, in grado di arginare lo sgretolarsi dei delicati equilibri della vita in comune cui assistiamo in un'epoca come la nostra, incentrata sul concetto di libertà come valore assoluto. Elisa Motterle invita a ripartire dalle buone maniere per costruire rapporti più armoniosi e più autentici.Elisa Motterle, specializzata in business etiquette e galateo cross-culturale, è laureata in Storia dell'arte e ha cominciato la sua carriera come giornalista di moda e lifestyle per le testate del gruppo Condé Nast. Si è poi occupata per un decennio di comunicazione, marketing e client experience per aziende come Yoox- Net-a-Porter, Giorgio Armani, gruppo Kering. Fondatrice di Italian Etiquette Society, oggi si dedica a tempo pieno alla consulenza e alla formazione sui temi del lusso, delle buone maniere e dell'eleganza relazionale. È l'unica trainer italiana certificata dall'International Etiquette & Protocol Academy di Londra. Ha pubblicato Bon Ton Pop (2022), Bon Ton Pop a tavola (2023), Bon Ton Pop al lavoro (2024) e, per Einaudi, Il tao delle buone maniere (2026).Elisabetta Motterle"Il To delle buone maniere"Einaudi Editorewww.einaudi.itL'umanità ha compreso, fin dalle sue origini, che vivere insieme porta vantaggi a tutti, ma richiede reciprocità e simmetrie: la mia libertà termina dove comincia la tua. In un'epoca come la nostra in cui la libertà è diventata un valore assoluto e frainteso, assistiamo allo sgretolarsi dei delicati equilibri della vita in comune. Un argine per questa deriva però c'è: ripartire dalle buone maniere, che non coincidono piú con precetti polverosi e anacronistici, ma sono un distillato di sapere sociale a cui attingere per sintonizzare i nostri gesti al contesto e preservare l'armonia: un presidio di resistenza gentile. Con un tono brillante e contenuti sorprendenti, Elisa Motterle ricostruisce una mappa di concetti apparentemente opposti – ordine/caos, forma/sostanza, pubblico/privato, implicito/esplicito – per tracciare una «strada» mediana fra queste polarità e mostrarci come derivarne regole di buona convivenza, flessibili e armoniosamente complementari: non fredde convenzioni, quindi, ma l'integrazione di intelligenza emotiva e filosofia quotidiana.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Mia Lecomte"Cittadini della poesia"Transeuropa Edizioniwww.transeuropaedizioni.itEsuli, migranti, expat, ma anche autori italiani “marginali”, periferici rispetto a standard linguistici, centri di potere e legittimazione culturale, tutti accomunati dalla medesima cittadinanza nell'altrove poetico.Un progetto nato per mettere in dialogo le voci del mondo, restituendo alla poesia il suo respiro originario nomade, plurale, irrevocabilmente umano.A guidarlo è un comitato editoriale composto dalla stessa Mia Lecomte, Ugo Fracassa, Laura Accerboni, Andrea Sirotti e Anna Aresi. I primi due titoli in uscita sono:Marina Colasanti, PASSEGGERA IN TRANSITO, primo libro dell'autrice brasiliana tradotto in italiano, scomparsa nel 2025.Gbenga Adesina, LA MORTE NON FINISCE NEL MARE. Nigeriano, Adesina vive negli Stati Uniti e La morte non finisce nel mare è la sua prima raccolta poetica. Uscita in America a settembre 2025, è nella long-list del National Book Awards 2025 for Poetry e nella short-list del Griffin Poetry Prize 2026, e ha vinto l'Anisfield-Wolf Book Award 2026.Uscirà in giugno in Italia.In ottobre, la poetessa albanese Luljeta Lleshanaku, a cura di Arben Dedja, con nota di presentazione di Michael Hoffman; e un'antologia di inediti di Aldo Piromalli, a cura di Ugo Fracassa, con nota di presentazione di Pierluigi Lanfranchi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gian Piero Brunetta"Memoria Festival"Mirandolawww.memoriafestival.it05 Giugno 2026ore 21:30La famiglia Panini, quelli delle figurine: tra storia e ricordoCon Gian Piero Brunetta, Francesca Cima, Letizia Lamartire, Laura Panini e Antonio PaniniDa una piccola edicola di Modena alle tasche di tutti i bambini italiani, quello delle figurine Panini è stato un viaggio incredibile, partito dall'intraprendenza di una donna, Olga Cuoghi Panini, e dalla sua fiducia nel futuro. Un viaggio che è diventato adesso anche una serie televisiva di cui lo storico del cinema Gian Piero Brunetta, la produttrice Francesca Cima, la regista Letizia Lamartire e i membri della famiglia Panini Laura e Antonio ripercorrono la storia.06 Giugno 2026ore 11:00Racconti di storie e di ricordiCon Marco Paolini in dialogo con Gian Piero BrunettaIl teatro di Marco Paolini è da sempre un cantiere della memoria, un luogo dove i ricordi individuali si intrecciano con i grandi eventi della Storia. In questo incontro, l'autore e attore veneto, in dialogo con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta, ci guida nel suo laboratorio creativo, esplorando il ruolo della parola nel tenere in vita il passato e ricordandoci che raccontare storie è l'unico modo che abbiamo per non smarrire il senso del presente.06 Giugno 2026ore 15:30Dalla Storia alle storieCon Paolo Puppa in dialogo con Gian Piero BrunettaIl drammaturgo Paolo Puppa, tra i più autorevoli storici del teatro in Italia, dialoga con lo storico del cinema Gian Piero Brunetta sul potere del palcoscenico e della finzione di scavare nelle pieghe della memoria, tra dimensione collettiva e individuale. L'incontro è arricchito dall'interpretazione di Puppa dei monologhi di Filottete e del Figlio dai Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello.Gian Piero Brunetta è professore emerito di Storia e critica del cinema all'Università degli Studi di Padova. Fra le sue numerose pubblicazioni, l'opera in cinque volumi dedicata alla storia del cinema italiano (Editori Riuniti; Laterza 2008), per Einaudi un Dizionario dei registi del cinema mondiale (2007), i cinque volumi della Storia del cinema mondiale (2003), e una Guida alla storia del cinema italiano (2003). Ha collaborato con “la Repubblica” e con numerose riviste letterarie e cinematografiche italiane e straniere. Nel 2022 ha pubblicato La Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 1932-2022 (Marsilio) e nel 2024 Cinema italiano. Una storia grande 1905-2023 (Einaudi). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Pasolini e il cinema (Carocci editore, 2025) e Veneto capitale del cinema e della visione (Ronzani, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Bebetta Campeti"La guaritrice ferita"L'iniziazione sciamanica di una donna occidentaleBompiani Editorewww.bompiani.itNel cuore pulsante della selva venezuelana, durante le riprese di un documentario sul culto di María Lionza, la giovane Bebetta è vittima di una violenza che la segna per sempre. Quella ferita - fisica, emotiva, spirituale - è destinata a diventare la soglia di un lungo percorso iniziatico: la chiamata del guaritore ferito, l'archetipo junghiano che trasforma la vulnerabilità in potere interiore, il dolore in strumento di conoscenza. La guaritrice ferita è una coraggiosa autobiografia spirituale che attraversa decenni di ricerca: dagli stati non ordinari di coscienza agli insegnamenti degli sciamani, dalla saggezza taoista alla meditazione buddista, dall'alchimia all'esperienza diretta con maestri delle più diverse tradizioni. È il racconto della vita di una donna che affronta traumi antichi e recenti, smonta le eredità del patriarcato, incontra il femminile sacro, scopre il potere trasformativo dello yoga e del tantra, diventa madre, sciamana, guaritrice. Con voce limpida e vibrante Bebetta Campeti ci accompagna in un viaggio vasto come il mondo e profondo quanto il cuore umano, che intreccia ricerca spirituale e impegno collettivo. Un memoir che attraversa visioni, sfide iniziatiche e metamorfosi e si fa meditazione, per dirci che la verità non è mai in superficie ma nascosta nella selva oscura, che non dobbiamo avere paura ma aprire i nostri spiriti a una consapevolezza più ampia perché la via non è mai quella della fuga dal dolore, ma quella della sua trasformazione in presenza, bellezza e pace.Bebetta Campeti è nata a Caracas. Parla quattro lingue e ha viaggiato in vari continenti. Si interessa di esoterismo, in particolare di sciamanesimo, religioni orientali, sincretismo religioso e sacro femminile. Ha conseguito un BA al Sarah Lawrence College (NY), dove ha studiato teatro, antropologia e scrittura creativa; ha lavorato per la Rai e realizzato documentari antropologici. Dal 2011 tiene corsi di sciamanesimo. Dal 2012 al 2016 ha ideato e condotto Aurora, Festival di Natura e Spirito. È autrice del monologo Diotima, o la vendetta di Eros, messo in scena in vari teatri, e pubblicato insieme ad altri suoi testi in Donne di Nessuno (La Vita Felice 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Pietro Corraini"Il libro d'artista nell'editoria bambina"La Grande Invasione, Ivreawww.lagrandeinvasione.itLa Grande Invasioneore 18-19 • La Galleria del LibroIl libro d'artista nell'editoria bambinaL'editore Pietro Corrainiin dialogo con Fausto Gilberti e Noemi VolaPietro Corraini è editore e graphic designer. Ha fatto progetti con bolle di sapone, coriandoli, libri, idee, carri armati, spugne giganti, vasi microscopici, stelle, suoni, rumori e nebbia. Collabora con artisti e aziende per creare contenuti e forme originali. Alla Libera Università di Bolzano insegna e impara comunicazione visiva, cercando di stimolare nuove generazioni di designer ad essere sempre più irresponsabili e dissacranti.Fausto Gilberti è pittore, disegnatore e autore di libri per bambini. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Brera e ha iniziato a esporre le proprie opere alla fine agli anni Novanta. Le sue creazioni sono figure ridotte al minimo, personaggi stilizzati con occhi grandi e stralunati che si stagliano su fogli bianchi in cui l'ambientazione è quasi sempre indefinita.Vincitore del Premio Acacia ti fa volare 2004 e del Premio Cairo 2007, ha all'attivo un centinaio di mostre tra personali e collettive, sia in Italia che all'estero. Ha pubblicato negli ultimi anni numerosi libri illustrati quasi tutti editi da Corraini. Tra i più recenti Il circo del nano e della donna barbuta (2018), Yayoi Kusama (2019), Banksy (2020) e Louise Bourgeois (2022). Vive a Brescia dove lavora disegnando giorno e notte sopra un tavolo che veniva usato per fare il salame di maiale.Noemi Vola, nata nel 1993, è autrice e illustratrice italiana. Ha pubblicato con Corraini Edizioni Sulla vita sfortunata dei vermi, Da Qui a Molto Lontano, Un libro di cavalli rivoluzionari e Un orso sullo stomaco, vincitore nel 2018 del Premio Nazionale Nati per Leggere e selezionato, nello stesso anno, per la mostra "100 Outstanding Picturebooks” curata da dPICTUS alla Frankfurt Book Fair. Il suo libro FIM? Isto nao açaba assim (Planeta Tangerina) è vincitore dell'International Serpa Picturebook Prize 2017. Nel 2019 e nel 2022 è stata selezionata nella Mostra Illustratori di Bologna Children's book Fair. Ha collaborato con varie realtà editoriali in Italia e all' estero, tra cui Bruaá Editora, Danchu Press, Vogue Bambini, Smemoranda, Kuš!. Sulla vita sfortunata dei vermi è stato selezionato tra i cinque migliori libri del 2021 per il CICLA Chen Bocui International Children's Literature Award ed ha ricevuto la Menzione Speciale al Bologna Ragazzi Crossmedia Award 2022 come progetto editoriale che ha allargato il proprio universo narrativo verso altri media, diventando anche un podcast.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Elisabetta Frau, Sante Bandirali"l'ordine del mondo"Luigi Malerbauovonero edizioniwww.uovonero.comTesto di Luigi Malerba, Illustrato da Elisabetta Frau. Il testo di un grande autore rinasce in forma di albo illustrato grazie al tratto fresco e divertente di una talentuosa illustratrice, per ricordarci ancora una volta che, forse, un pochino di disordine si può anche sopportare...Marione non riesce proprio a sopportare il disordine del mondo. E come dargli torto, del resto.Ma Marione non è tipo da lasciar correre: di giorno riordina gli scaffali del supermercato dove lavora, le lettere del vocabolario, le idee degli amici...di notte, non ancora soddisfatto, sogna di sistemare per bene gli edifici, le città e persino gli elementi chimici!Qualcuno riuscirà mai a placare la sua furia catalogatrice?Elisabetta Frau, nata e cresciuta a Cagliari, ha maturato esperienze professionali e formative nella penisola (Master di illustrazione Ars in Fabula) e all'estero, ma ha deciso di tornare in Sardegna.Vanta oltre dieci anni di esperienza nell'ambito della direzione creativa e della gestione dei progetti.Ha contribuito alla crescita di una piccola agenzia pubblicitaria che si è evoluta nel reparto di design dell'esperienza di una multinazionale.L'ordine del mondo, nato dal racconto di un maestro della letteratura italiana come Luigi Malerba, è il suo primo albo illustrato.Sante Bandirali è editore di uovonero, traduttore e autore. Come traduttore ha vinto il Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020 con il romanzo Una per i Murphy di Lynda Mullaly Hunt. Sue traduzioni hanno vinto il Premio Andersen, il Premio Letteratura Ragazzi della Cassa di Risparmio di Cento, il Premio Orbil, il Premio Asti d'Appello Junior, il Premio Microeditoria di Qualità, il Premio 12 Apostoli / Mont Blanc e ottenuto altri riconoscimenti.Per uovonero è autore degli albi Il signor Erik (illustrato da Francesca Corso), L'uovo nero (illustrato da Alicia Baladan) e Per mano (illustrato da Gloria Tundo). Luigi Malerba (Pietramogolana 1927 - Roma 2008), pseudonimo di Luigi Bonardi, è stato uno dei maggiori e più tradotti scrittori italiani del secondo Novecento e ha fatto parte della neoavanguardia sperimentalista del Gruppo 63.Oltre alle opere di narrativa, romanzi e racconti, ha scritto testi per il cinema e la televisione e numerosi libri per ragazzi. Laureato in giurisprudenza a Roma, lavora come giornalista e collabora alla scrittura di alcune sceneggiature cinematografiche e televisive. A Parma, negli anni Cinquanta, dirige la rivista cinematografica «Sequenze».Le pietre volanti è uno dei suoi romanzi di maggior successo, per il quale vince il Premio Viareggio e il Premio Feronia nel 1992.Dopo la sua morte, dal 2010 si è cominciato il Premio Luigi Malerba di narrativa e cinema, a sua memoria, dedicato a opere inedite e sceneggiature di giovani con meno di 28 anni. Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Prix Médicis per il miglior autore straniero, il Mondello, il Grinzane Cavour e il Viareggio.E' rimasto celebre il suo scontro con Claudio Magris al Premio Strega che gli impedì la conquista del prestigioso alloro.Tra le sue opere ricordiamo: La scoperta dell'alfabeto (Bompiani 1963), Il serpente (Bompiani 1966), Salto mortale (Bompiani 1968), Il protagonista (Bompiani 1973), Le rose imperiali (Bompiani 1974), Il pataffio (Bompiani 1978), Diario di un sognatore (Einaudi 1981), Il pianeta azzurro (Garzanti 1986), Testa d'argento (Mondadori 1988), Il fuoco greco (Mondadori 1991), Le pietre volanti (Rizzoli 1992), Il viaggiatore sedentario (Rizzoli 1993), Storiette e storiette tascabili (Einaudi 1994), Le galline pensierose (Einaudi 1980, Mondadori 1994). Per Mondadori sono usciti i suoi libri più recenti: Le maschere (1995), Che vergogna scrivere (1996), Itaca per sempre (1997), La superficie di Eliane (1999), Il circolo di Granada (Mondadori 2002), Ti saluto filosofia (2004).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Corrado De Rosa"Totò Schillaci. Non ero previsto"66thand2ndwww.66thand2nd.com«Succede tutto insieme. De Napoli lancia. Giannini tocca di tacco. Vialli accarezza. Ancora Giannini che corre, la prende, la alza. Arriva Vialli e tira senza pensarci. È un tiro preciso, al volo, potente. Goycochea la respinge. Etrusco rimbalza e torna nel cuore dell'area, nel centro del mondo. Schillaci è lì. Colpisce e poi niente, solo silenzio. Napoli trattiene il fiato. L'Italia pure. Per un millesimo di secondo, ventotto milioni di italiani si domandano: possiamo permettercelo un gol così?».Totò Schillaci non era previsto. Non doveva nemmeno esserci ai Mondiali del 1990, eppure, per una breve stagione, è diventato il volto dell'Italia: gli occhi dilatati, la gioia di chi non sa bene cosa stia succedendo ma intuisce che non potrà succedere mai più.Corrado De Rosa parte da lì, da una fotografia scattata allo stadio San Paolo di Napoli dopo il suo gol nella semifinale contro l'Argentina, per raccontare non solo la storia di un uomo e di un giocatore, ma quella di una nazione intera che si specchia nei propri eroi e li consuma in fretta. Schillaci viene da una casa popolare di Palermo: è il Sud che ce la fa, il ragazzo senza pedigree che riesce a entrare, a suon di gol, nel salotto buono del calcio internazionale. Anche se, passata quella stagione leggendaria, la stessa Italia che lo aveva messo sull'altare lo nasconde sotto il tappeto. Alla fine del libro, trent'anni dopo, ritroviamo Schillaci in una clinica oncologica di Palermo. La città è bloccata per l'arresto di Matteo Messina Denaro. Al microfono di un giornalista, Totò dice: «Alle otto e un quarto sembrava il manicomio». È il suo modo di chiudere il cerchio, con l'ironia e la lucidità di chi ha capito tutto, troppo tardi ma piuttosto bene.Corrado De Rosa, psichiatra, è autore di numerosi saggi sulla follia come strumento di manipolazione dei processi, tra cui La mente nera (Sperling & Kupfer, 2014) e Italian Psycho (minimum fax, 2021). Nel 2018 è uscito per Rizzoli il suo romanzo L'uomo che dorme. Nel 2022, per Giulio Perrone Editore, ha scritto A Salerno. Psicologia insolita di una città sospesa. Nel 2023 ha pubblicato con minimum fax Quando eravamo felici, un libro sul rapporto fra calcio, cultura e società.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Dora Iannuzzi"La cucina dei perché"Memoria Festival, Mirandolavenerdì 5 giugno, ore 18:00www.memoriafestival.itLa cucina dei perchéCon Dora Iannuzzi, Elisabetta Moro e Marino NiolaPerché mangiamo ciò che mangiamo? Dietro ogni ricetta e ogni abitudine alimentare si nasconde un intreccio affascinante di storia, scienza e antropologia. In questo incontro, Dora Iannuzzi, Elisabetta Moro e Marino Niola ci guidano alla scoperta delle radici profonde della nostra cultura gastronomica. Un viaggio tra curiosità e tradizioni per svelare i “perché” che si celano nei nostri piatti e comprendere come il cibo sia, da sempre, uno dei linguaggi più potenti per raccontare chi siamo e da dove veniamo.Dora Iannuzzi è probabilmente l'unica napoletana che non sa fare il caffè: un'anomalia statistica, un numero primo. Scrive per “Il Gusto”, il magazine enogastronomico di “La Repubblica”, dove racconta cibo, territori e culture gastronomiche. Collabora inoltre con Cibo Ludens, progetto editoriale dei Dodici Ghiotti dedicato alla storia della gastronomia. Perde spesso l'equilibrio, inciampa ma si rialza e riesce comunque ad arrivare puntuale sulle cose che ama: l'arte, il teatro e il cibo, sviluppando una curiosità inesauribile per culture e tavole del mondo. Scrive poco, avendo abbandonato il culto della costanza in epoca preadolescenziale, ma crede nel valore apotropaico delle chiacchiere, nelle cene lente e nel fatto che molte cose importanti si sistemino meglio davanti ad un buon piatto."La cucina dei perché"Marino NiolaSlow Food Editorewww.slowfoodeditore.itPerché i gladiatori mangiavano tante cipolle? Perché il pomo è "della discordia" e le forchette hanno quattro punti? Da dove vengono i nomi parmigiana e barbecue? E perché si sono affermati modi di dire come "avere sale in zucca" o "pan per focaccia".Ogni cucina è il frutto di mescolanze, prestiti e incroci. Anche il piatto più tradizionale ha dentro la traccia dell'altro. Quel che lega un cibo a una terra non è infatti la nascita, ma l'adozione. Per dirla in altre parole, l'identità - sia essa gastronomica, religiosa, paesana - è essenzialmente un sentimento, una memoria. E come tale non ha confini, se non quelli della mente e del cuore.In questo libro-raccolta di perché e meditazioni, Marino Niola, antropologo ed editorialista napoletano, indaga le origini delle nostre abitudini a tavola. A volta sembrano "solo" curiosità, ma ci aiutano a riflettere, perché come sosteneva Lévi-Strauss "una cosa diventa buona da mangiare quando è anche buona da pensare". Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Carlo Galli"Necessità della politica"Raffaello Cortina Editorewww.raffaellocortina.itLa politica può essere un male necessario, ma anche un dovere, un'assunzione di responsabilità. Il concetto di politica è sfuggente, poliedrico, sempre in movimento. È una caratteristica essenziale dell'essere umano, che per natura è un “animale politico”, ma al tempo stesso lo precede. La politica è il potere che sempre inerisce alla convivenza umana, ma è anche l'azione che dà ordine al caos e norma un potere altrimenti sregolato, come sforzo intellettualeed esistenziale di dargli un senso, di legittimarlo e anche di sovvertire l'ordine e il dominio. E poiché il potere, con le sue gerarchie, le sue logiche di valore e disvalore, di inclusione ed esclusione, è ineliminabile dalle relazioni umane, la politica è ovunque, anche dove si pensa di poterne fare a meno. È nell'economia, nel diritto, nella scienza, nella religione, nella filosofia. Ovunque c'è potere c'è politica e c'è la possibilità di cambiare le relazioni di potere, di operare per la libertà nella politica – mentre perseguire la libertà dalla politica costituisce un obiettivo irrealizzabile.Attraverso questa originale rilettura dei principali pensatori politici – fra i quali Platone, Paolo di Tarso, Machiavelli, Hobbes, Sade, Marx, Nietzsche, Mosca, Carl Schmitt, Hannah Arendt, Hayek – Carlo Galli analizza come la politica storicamente muti di senso ma resti indispensabile tanto per la vita associata quanto per la piena realizzazione umana, e ridefinisce su queste basi il significato e le interne difficoltà della democrazia contemporanea.Carlo Galli ha insegnato Storia delle dottrine politiche all'Università degli Studi di Bologna e, dal 2013 al 2018, ha fatto parte della Camera dei Deputati. Oltre a svolgere attività scientifica, è opinionista e commentatore politico. Nelle nostre edizioni ha pubblicato La destra al potere (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Roberta BellesiniPassepartout FestivalDal 1° giugno al 12 giugno 2026Biblioteca Astense, Astiwww.passepartoutfestival.itVoci è il titolo del 22° Passepartout.“Voci” è un titolo che porta con sé il doppio respiro della libertà e della sua negazione: Ci sono le voci ascoltate, che diventano espressione di dialogo e partecipazione e ci sono le voci dimenticate, inascoltate, che restano ai margini e chiedono spazio. Ci sono le voci che resistono, che cantano, che si fanno musica, arte e poesia. A volte le voci si alzano, si fanno urlo, si trasformano in prevaricazione nel tentativo di sovrastare le altre.Un festival dedicato alle voci è allora un invito ad ascoltarle nella loro pluralità: quelle che danno forma al presente, quelle che custodiscono la memoria, quelle che aprono possibilità di futuro. Ogni voce porta con sé una storia, un'emozione, un frammento di verità. Metterle in relazione significa accogliere una pluralità che non è rumore, ma coro di umanità. Un festival dedicato alle voci nasce da qui: dal desiderio di fermarsi ad ascoltare. Non una voce sola, ma molte. Ascoltare, allora, non è solo un gesto. È una scelta. È il primo atto di ogni libertà.Ecco i protagonisti:Lunedì 1° giugno ore 21 Lidia Ravera in dialogo con Marco BalzanoMartedì 2 giugno ore 18 Sebastian Schwarz in dialogo con Alberto Bazzano - Ore 21 Giulio Base in dialogo con Baba RichermeMercoledì 3 giugno ore 18 Alessandro Vanoli in dialogo con Carmela Giglio - Ore 21 Card. Roberto RepoleGiovedì 4 giugno ore 18 Benedetta Tobagi in dialogo con Elena Ciccarello - Ore 21 Linda Laura Sabbadini in dialogo con Andrea MalagutiVenerdì 5 giugno ore 18 Don Luigi Ciotti - Ore 21 Gianfranco Astori in dialogo con Carlo CerratoSabato 6 giugno ore 18 Giordano Bruno Guerri - Ore 21 Palco 19 Telmo PievaniDomenica 7 giugno ore 18 Alessandra Necci - Ore 21 Flavia Piccoli Nardelli in dialogo con Agnese PiniVenerdì 12 giugno ore 18 Domenico Quirico in dialogo con Vanni Cornero e Gianfranco ImeritoTutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e si tengono nel cortile della Biblioteca Astense, ad eccezione di quello del 6 giugno alle 21 con Telmo Pievani che si tiene al Palco 19.A introdurli Roberta Bellesini Faletti, presidente della Biblioteca, e una lettura a cura dell'attrice Ileana Spalla.In caso di maltempo gli incontri previsti in cortile si terranno al Palco 19, in via Ospedale 19.Gli incontri verranno trasmessi in streaming sulla pagina Facebook del festival, e successivamente saranno disponibili sul canale YouTube di Passepartout.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Domenico ScarpaPrimo Levi: uniform editionEinaudi Editorewww.einaudi.itPrimo Levi: uniform editionMartedì 26 maggio sono usciti negli Einaudi Tascabili i primi quattro titoli di una uniform edition di Primo Levi. In tutto sono previsti sedici volumi, per un'operazione che verrà completata entro la primavera del 2027, quando ricorrerà un doppio anniversario: i 40 anni dalla scomparsa di Levi e i 80 anni dalla prima edizione De Silva di Se questo è un uomo.Tra i quattro volumi appena usciti c'è un inedito assoluto: Mi interessa la gente perché ne faccio parte. Dialoghi con le scuole.Questo libro, curato da Fabio Levi, raccoglie 62 corrispondenze di Primo Levi con studenti e insegnanti di tutta Italia, negli anni tra il 1973 e il 1986. Gli altri tre titoli sono Se questo è un uomo, Il sistema periodico e La chiave a stella, a cura di Domenico Scarpa, ciascuno con un corredo di Documenti e con nuovi apparati storico-critici. Il progetto grafico della uniform edition è di Fabrizio Farina, mentre a Nicola Magrin si devono il lettering del nome d'autore, che caratterizza l'intera serie e che si impone allo sguardo senza essere invasivo, nonché le copertine di Se questo è un uomo, del Sistema periodico e della Chiave a stella.Le opere che Levi pubblicò in vita, da Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati, sono curate da Domenico Scarpa; ciascuna di esse contiene una sezione di Documenti e una postfazione che ricostruisce le vicende del libro.Con il suo prezzo di copertina contenuto e con il suo impatto grafico la uniform edition si rivolge innanzitutto a studenti e insegnanti, ma ha il suo punto di forza nella sezione Documenti e nei nuovi apparati storico-critici. L'una e gli altri offrono ai lettori e agli studiosi una quantità di inediti che solo ora emergono dagli archivi: dialoghi epistolari, prime stesure di testi (alcuni dei quali celebri, come il racconto Carbonio del Sistema periodico), retroscena editoriali. Accanto a queste novità si è tenuto a conservare alcuni testi critici tuttora essenziali, come quelli di Cesare Segre su Se questo è un uomo, di Ernesto Ferrero su La tregua, di Walter Barberis su I sommersi e i salvati, e (in appendice al Sistema periodico) l'intervista che Philip Roth realizzò con Levi nel settembre del 1986.Ai primi quattro titoli della uniform edition di Levi che sono usciti ieri si aggiungerà tra poco, in luglio, Storie naturali, la sua prima raccolta di storie di fantatecnologia e di fantabiologia (lo stesso Levi li definì «di quasi fantascienza»), che uscì nel 1966 sotto lo pseudonimo Damiano Malabaila, adottato su richiesta di casa Einaudi per non disorientare i lettori di Se questo è un uomo e La tregua. Solo a partire dal 1979 l'opera sarebbe apparsa con il nome reale dell'autore. Storie naturali verrà riproposto nell'edizione curata nel 2022 da Martina Mengoni e Domenico Scarpa, ma con una copertina appositamente realizzata da Miriam Levi, nipote dello scrittore, il cui segno è congeniale alla vena fantastico-visionaria di suo nonno. Per questa serie Miriam Levi firmerà infatti anche le copertine delle successive raccolte di storie d'invenzione: Vizio di forma (1971) e Lilìt e altri racconti (1981).Domenico Scarpa è il consulente letterario del Centro studi Primo Levi di Torino. Ha pubblicato Italo Calvino (Bruno Mondadori, 1999), Storie avventurose di libri necessari (Gaffi, 2010), Natalia Ginzburg. Pour un portrait de la tribu (Cahiers de l'Hôtel de Galliffet, 2010), Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini (:duepunti, 2011) e, con Ann Goldstein, In un'altra lingua (Lezioni Primo Levi - Einaudi, 2015). Ha curato il terzo volume della Grande Opera Atlante della letteratura italiana. Dal Romanticismo a oggi, edito da Einaudi (2012) e, con Roberta Mori, Album Primo Levi (2017). Inoltre, la raccolta delle Lezioni Primo Levi (Mondadori, 2019) e svariate antologie, cicli teatrali, mostre e documentari televisivi. Nel 2019 ha curato per i «Meridiani» Mondadori le Opere di bottega di Fruttero & Lucentini, mentre per Einaudi cura opere di Natalia Ginzburg e, per Sellerio, i romanzi di Graham Greene. Con Einaudi ha pubblicato anche Bibliografia di Primo Levi (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Vincenza Alfano"La guerriera dei libri"Solferino Libriwww.solferinolibri.itLa Seconda guerra mondiale è alle porte e anche Guerriera Guerrieri, come tutti, ha qualcosa da mettere in salvo. Nel suo caso sono i libri: migliaia, alcuni molto antichi, dal valore inestimabile. È il tesoro della Biblioteca Nazionale di Napoli, di cui lei è direttrice, un lavoro che ha sognato per tutta la vita, il suo posto nel mondo. L'impresa comincia prima ancora del conflitto: portare fuori dalla città, per nasconderli e preservarli, volumi e codici preziosi. Non tutti però possono essere spostati. Alcuni, come i famosi papiri di Ercolano, vanno nascosti, e la biblioteca stessa, uno spazio prezioso di studio e di cultura, deve essere difesa: cosa non facile, mentre piovono le bombe e si diffonde lo sciacallaggio.Quando poi i tedeschi in ritirata si danno alla razzia più sfrenata, la posta in gioco si alza e Guerriera sarà costretta a un avventuroso viaggio per tentare di salvare i suoi amati libri.Questo romanzo è la storia di una battaglia: contro il fuoco delle armi, i furti, le spoliazioni. Contro l'indifferenza dei burocrati e la protervia degli eserciti occupanti.Contro tutti e con pochissimi alleati, tra cui Maria, una ragazza del popolo che la bibliotecaria ha preso sotto la sua protezione ma che a un certo punto dovrà chiedersi a chi va la sua lealtà. Vincenza Alfano fa rivivere con Guerriera Guerrieri, eroina romanzesca suo malgrado, una protagonista unica della storia napoletana: una campionessa di resistenza, di libertà e di amore per i libri.Vincenza Alfano, napoletana, è scrittrice, giornalista, docente di italiano e latino. Collabora con la pagina culturale del «Corriere del Mezzogiorno», dove scrive di libri e di eventi culturali con interviste ad autori e personaggi di rilievo. Si occupa di consulenza editoriale e scouting letterario e ha fondato e conduce l'Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa presso la libreria IoCiSto. Dal suo romanzo “Perché ti ho perduto” (Giulio Perrone Editore 2021) è stato tratto il film per la tv “Folle d'amore. Alda Merini”, prodotto da Rai Fiction e Jean Vigo per la regia di Roberto Faenza. Con Solferino ha pubblicato “La guerra non torna di notte” (2023) e “Le Sibille” (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Gianmario Pilo"La Grande Invasione"www.lagrandeinvasione.itTorna La Grande Invasione, appuntamento ormai imprescindibile del panorama culturale italiano, capace di trasformare la città in uno spazio diffuso di riflessione, confronto e scoperta. Un festival che negli anni ha saputo costruire un'identità riconoscibile, fondata sulla qualità della proposta e su una visione della cultura come esercizio condiviso di pensiero critico.Più che una semplice rassegna, La Grande Invasione si configura come un laboratorio aperto, in cui scrittura, filosofia, giornalismo, arte e musica dialogano tra loro per restituire uno sguardo complesso e articolato sul contemporaneo. Autori, intellettuali, studiosi e protagonisti della scena culturale nazionale e internazionale si incontrano per dare vita a conversazioni capaci di attraversare i grandi temi del nostro tempo.Nel corso delle giornate, piazze, teatri, cortili e luoghi simbolici della città si animano di incontri, letture, lezioni e momenti di approfondimento, offrendo al pubblico un'esperienza immersiva e partecipata. Il festival diventa così occasione di ascolto e di relazione, uno spazio in cui la parola ritrova il proprio valore pubblico.In un tempo segnato dalla rapidità e dalla frammentazione, La Grande Invasione rivendica la centralità del pensiero lento, dell'attenzione, della complessità. Una scelta culturale precisa, che invita a sostare, interrogarsi e condividere.La forza del festival risiede proprio in questa capacità di coniugare rigore e accessibilità, approfondimento e apertura, restituendo alla cultura la sua funzione essenziale: creare comunità, generare domande, immaginare nuovi orizzonti di senso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Milena Contini, Michela Martignoni"La bella Costa"Solferino Libriwww.solferinolibri.it«Aveva un nuovo nome: Antonietta Costa. Lo avrebbe sempre pronunciato con fierezza. Diamine, si ripeteva, era sposata da venti giorni e già si sentiva una Costa fino al midollo!» Quando la sedicenne Antonietta rifiuta un matrimonio combinato organizzato dai genitori per sposare invece Giacomo Costa, molto più anziano di lei, in tanti prevedono un'unione infelice. Si sbagliano. Quello che li lega, infatti, è un amore solido e passionale, destinato a durare per anni. Ma in seguito alla decisione di Giacomo di ritirarsi in eremitaggio a Quinto, la vita di sua moglie si fa avventurosa. Con accanto alleati preziosi come il fedele servo Gabrio, amico d'infanzia, e Rosalba, l'ostetrica che ha fatto nascere i suoi figli, Antonietta dapprima deve fronteggiare da sola le insistenze dei corteggiatori e gli intrighi della vita nobiliare, e subito dopo il terribile assedio di Genova del 1800, durante il quale si troverà a lottare fianco a fianco con il generale Massena, vanamente impegnato a salvare la città. Mentre i fermenti risorgimentali accendono i cuori, la «Bella Costa» si appassiona alla politica, raccoglie attorno a sé un salotto culturale tra i più vivaci della città, frequentando Ugo Foscolo e Vincenzo Monti, e, incurante del rischio, collabora con Giuseppe Mazzini. Per tutta la sua vita lunga, piena e libera, sognerà una Genova più forte e un'Italia più unita.La saga di una donna che ha vissuto il suo tempo da protagonista, sullo sfondo di una città caleidoscopica, intrisa di colori, di vento e di leggende, in un'epoca traboccante d'energia vitale e di feroci contraddizioni: magia e scienza, guerra e pace, libertà e schiavitù. Salvezza e perdizione.Milena Contini è docente di Letteratura italiana. Lavora presso l'Università eCampus, conduce la trasmissione 1000 cose da dire su UniGeRadio e cura la rubrica Gocce su «Writers Magazine Italia». Ha pubblicato novelle, racconti lunghi e “In caso di pioggia” (Rayuela 2025), raccolta di poesie tradotte in spagnolo, francese, giapponese, bielorusso e arabo.Michela Martignoni è editor, consulente editoriale e divulgatrice culturale. In coppia con la sorella Elena scrive romanzi storici e polizieschi pubblicati anche in Spagna, Germania e Stati Uniti. Tra questi, dal 2012, dietro lo pseudonimo di Emilio Martini, la serie del Commissario Berté (Corbaccio).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Walter Procaccio"Improvviso"La regalità di un momento qualsiasiCronopio Editorehttp://www.shopcronopio.it/prodotto-143156/Walter-Procaccio-Improvviso-La-regalit%C3%A0-di-un-momento-qualsiasi.aspxQuesto libro parla dello schiocco dell'adesso, sia esso leggendario, traumatico o qualsiasi, nella vita ordinaria, in neurologia o in una stanza d'analisi. Questo libro è una propedeutica all'inatteso. è l'occasione per parlare del momento presente. Non è necessario morire per vivere l'assoluto. Scrive Jean-Luc Nancy: “Essere nell'assoluto è essere, puramente e semplicemente, esserci, hic et nunc”.Insomma, l'assoluto ci scorre accanto anche in cucina, a spasso per la città e tuttavia l'umano si lascia convocare nel suo qui e nel suo ora solo da fatti solenni e improvvisi che diventano storici per piacere o per dolore. In questo caso, in deficit di fantasia, li chiama traumi. Il resto del tempo si rivela spesso attesa disattenta, disbrigo di una vita minore. Nella vita ci sono cose che piacciono e cose che occorre farsi piacere. Riconoscere queste ultime è sempre una prodezza rischiosa. La posta in gioco, a ben vedere, è pura immortalità.Walter Procaccio, psichiatra e psicoterapeuta, ha insegnato presso la facoltà di psicologia Gabriele D'Annunzio di Chieti. Attualmente è docente presso ILP, scuola di specializzazione in psicoterapia di Litorale. è consulente psichiatra presso Associazione Arca comunità Il Chicco. Per Cronopio ha curato Oblio (2016) e scritto Il neurone bugiardo (2019).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Raffaella Romagnolo"La segreta cura"Mondadori Editorewww.mondadori.itCon coraggio e determinazione, con lo sguardo lucido e partecipe della scrittrice e una prosa sorvegliata e diretta, Raffaella Romagnolo affida a queste pagine un racconto personale impervio, affrontandolo con il contegno di chi sa tenere gli occhi sulla porzione di sentiero davanti a sé, prima che sulla cima.«Non avevo mai pensato tanto in vita mia a cosa succedeva sotto la mia pelle.» Che quella allo specchio fosse un'immagine ingannevole, che sotto la pelle fossero in atto processi misteriosi e ineluttabili, Raffaella Romagnolo lo ha scoperto a ventisette anni. E ci sono voluti quasi tre decenni dalla diagnosi di sclerosi multipla perché decidesse di raccontare ciò che a lungo è rimasto chiuso in un faldone di cartoncino rosso, l'archivio personale della sua storia clinica. All'inizio, la malattia convive con l'amore per la montagna e obiettivi ambiziosi: l'alta quota, la vetta, il monte Rosa, il Bianco. Il tentativo è ricalibrare le sfide a partire dai limiti di un corpo giovane e apparentemente sano, che di quei limiti grida tutta l'angustia. Ma, insieme alle difficoltà, comincia a manifestarsi anche la scrittura, che si nutre di ogni esperienza e diventa lo strumento per provare a stanare ciò a cui è arduo dare un nome. Come per la stesura di un buon romanzo, i dati di realtà diventano allora puntello e carburante: con grinta, metodo e disciplina, l'autrice riesamina i primi consulti medici, i referti, le prescrizioni con i loro pesanti effetti collaterali, il lento percorso di consapevolezza. Fino ad accettare che convivere con una malattia cronica significa modificare il proprio sguardo su se stessi e sul mondo. Ma comporta anche essere visti con occhi diversi. Qualche volta con paura, spesso con curiosità e comprensione: la fragilità, che è di tutti gli umani, non lascia indifferenti.Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: La masnà (2012, ora riproposto negli Oscar Mondadori), Tutta questa vita (2013), La figlia sbagliata (2015, candidato premio Strega 2016, premio Società Lucchese dei Lettori 2016), Destino (2018), Di luce propria (2021, premio Pisa), Il cedro del Libano (2023, premio Campiello Natura). Respira con me (2019) è stato finalista al premio Strega Ragazzi e Ragazze 2020. Il romanzo Aggiustare l'universo (2023) è stato finalista al premio Strega 2024. Il suo racconto Come non sono diventata madre compare nella raccolta L'amore inevitabile. Storie di genitori, storie di figli (2026). I suoi libri sono tradotti in sette lingue.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Lidia Ravera"Bagna i fiori e aspettami"Bompiani Editorewww.bompiani.itGiò è una ragazza irrequieta, che risponde al centralino in una tivù privata e sogna una vita d'avventura. Ha tre sorelle: Margherita, che sogna l'amore e fa la segretaria in una scuola elementare. Elisabetta, cagionevole e spirituale. Amelia, frivola e innamorata della sua bellezza. Vi ricordano qualcosa, o qualcuno? Sono quattro piccole donne alle prese con gli anni ottanta del secolo scorso. Hanno avuto in sorte una madre avvenente e svagata oltre a un padre fantasma, svanito quando Giò aveva due anni. Se la sono cavata benissimo anche senza di lui, a dire il vero, ma quando, dentro una busta piena di denaro, arriva un suo imprevisto messaggio con la richiesta di un appuntamento a Barcellona, è Giò a partire, attratta dal desiderio di conoscere quel personaggio che nella sua vita non c'è mai stato ma ha monopolizzato il suo immaginario. Arrivata a Barcellona, e da lì in poi, Giò avrà tutta l'avventura che vuole: niente papà, ma in compenso un affascinante bugiardo in limousine di cui innamorarsi e un itinerario che la porterà a Marsiglia, New York, Londra e Lusaka, fra trafficanti d'arte e di pietre preziose, seguendo scie di debiti e svelando vecchi segreti. In questo romanzo, il quarto scritto da Lidia Ravera, uscito per la prima volta nel 1986, non esistono i telefonini né i social e la moneta italiana è ancora la lira. Ma il ritmo serrato e tagliente, l'ironia, il calore della prima persona, il divertimento sono tutti lì, nello stile inconfondibile di un'autrice molto amata e nelle vicende che conducono la protagonista a inseguire con tenacia la pista degli affetti.Lidia Ravera è nata a Torino. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d'esordio Porci con le ali, longseller con tre milioni di copie vendute (oggi nei Tascabili Bompiani, anche in versione graphic novel). Ha scritto trenta opere di narrativa. Gli ultimi romanzi, Piangi pure, Gli scaduti, Il terzo tempo, L'amore che dura, Avanti, parla e Un giorno tutto questo sarà tuo (2024) sono nel catalogo Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due. Del 2023 è il saggio Age Pride (Einaudi). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.Lidia Ravera"Age Pride"Einaudi Editorewww.einaudi.it«La vita finisce quando tutto si ferma. Come atlete dobbiamo muoverci con lei, imparare il suo passo, accelerare e rallentare a comando, fletterci e poi spiccare il balzo necessario a non essere disarcionate. Bisogna restare agili. Non giovani, agili. Flessibili. Bisogna imparare a muoversi a tempo con il Tempo. Senza ostinarsi nell'imitazione di modelli scaduti. Ma senza nascondersi. Soprattutto senza nascondersi».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Paola Peresin"Il viaggio di Slavc"Errori, bugie, falsi miti e leggende sul lupoPrefazione di Franca ZanichelliIllustrazioni interne di Tobia RavàKellermann Editorewww.kellermanneditore.itNelle Alpi orientali un lupo solitario cammina su sentieri che intere popolazioni avevano abbandonato due secoli fa. La sua storia diventa simbolo di un fenomeno più vasto: il ritorno di una specie selvatica in territori che l'avevano dimenticata.Ma Slavc non avanza solo tra boschi e pascoli alpini, attraversa anche un territorio culturale fragile e minato, dove ogni sua impronta risveglia echi di controversie ancestrali e paure mai sopite.Paola Peresin è laureata in Scienze Biologiche, lavora con Enti Locali e Università su aree afferenti alla Conservazione della Natura.Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia, ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in semiologia delle arti all'Università di Bologna, allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese, Flavio Caroli. Dipinge dal 1971 ed ha esposto dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Giappone e Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina, e in Estremo Oriente. Nel 1983 è tra i fondatori del gruppo bolognese AlcArte, attivo all'Università di Bologna (DAMS), con l'intento di coniugare il fare arte all'epistemologia. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica e ha svolto con Gadi Luzzatto Voghera e Paolo Navarro Dina un lavoro di ricerca e schedatura nell'ambito dell'epigrafia ebraica nel Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare di Greimas e Calabrese, prende il nome dall'ipotesi di un terzo livello di lettura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d'Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l'uomo ponendolo in sintonia con l'ambiente e rendere l'arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell'arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d'arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d'arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell'arte contemporanea.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Nicola Brunialti"Luce del mio occhio"Illustrazioni di Francesco FagnaniEdizioni Lapiswww.edizionilapis.itIn un'isola sperduta poco lontano dalla Sicilia vivono i ciclopi: giganti rozzi e rumorosi, convinti da sempre che le donne vadano scelte, rapite e sposate. È una regola antica, che nessuno ha mai messo in discussione.Nemmeno Fileno, il più piccolo e maldestro tra loro, cresciuto con le stesse certezze degli altri.Finché un errore cambia tutto.Durante una spedizione in Grecia, suo fratello torna con il bottino sbagliato: non una futura sposa, ma Antea, una bambina amazzone. Determinata, combattiva e indomabile, Antea non ha alcuna intenzione di adattarsi alle regole dei ciclopi. Anzi, è pronta a sfidarle.Costretti a convivere, Fileno e Antea si osservano, si scontrano e si mettono continuamente alla prova. Tra litigi, dispetti e momenti esilaranti, il loro incontro diventa l'occasione per guardare il mondo da un'altra prospettiva.Con uno stile brillante e ricco di humour, Nicola Brunialti costruisce un'avventura coinvolgente che ribalta i miti e manda all'aria le certezze di sempre.Perché a volte basta una voce fuori posto per far vacillare anche le idee più radicate.Età di lettura dagli 8 anniNicola BrunialtiPubblicitario e scrittore. Dopo aver firmato campagne pubblicitarie cult come quella di "Paradiso Lavazza", dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura per ragazzi pubblicando romanzi di successo. È stato tra gli autori del programma TV “Chi ha incastrato Peter Pan?”, ha scritto “Dormono tutti”, una ninna nanna per Renato Zero ed è coautore con Simone Cristicchi della canzone “Abbi cura di me”. Incontra ogni anno i suoi numerosi e affezionatissimi lettori in festival letterari e scuole.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Silvia Bortoli"Come il cane è arrivato tra noi ed è rimaasto"Quodlibetwww.quodlibet.it«Cedesi cane per il resto educatissimo e che alla parola Fermo! si fa statua di sale.»Ci sono decisioni che alle persone ragionevoli possono sembrare avventate, come accogliere un cucciolo di Jack Russell in una casa in cui la demenza mette già a dura prova l'equilibrio e la resistenza della famiglia. La quotidianità è già costretta e faticosa, le relazioni sociali praticamente svanite, la solitudine grande, e un cane di tre mesi con le sue intemperanze non può che complicare le giornate e aumentare la fatica, ma porta nuova vita e nuove relazioni che sostituiscono in parte quelle perdute, con altri cani, con altri ambienti, con padroni (o «genitori», come a volte chiamano sé stessi) di altri cani; si imparano cose che non si sapevano, non solo sui cani, ma sulle persone e su mondi ai quali la vita precedente la malattia non avrebbe dato accesso e che portano inaspettatamente amicizia e sollievo. E soprattutto, come dice Jon, uno dei passanti che si incontrano in questo libro, prendere un cane in una situazione difficile è forse un azzardo, ma in fin dei conti la cosa migliore da fare: «perché i cani ci parlano e ci consolano e ci guariscono dalle malattie dell'anima».Silvia Bortoli è nata a Venezia nel 1946, ha vissuto a lungo a Milano, a Napoli e a Benevento e da qualche anno è tornata a vivere a Milano. Ha pubblicato poesia (Tutti i fiumi), racconti e romanzi brevi (L'inesperienza, Percezioni variabili, Quattro giorni a marzo, Mentre il poeta si allontana piange, Come sono finita dove sono finita).Ha tradotto letteratura tedesca per le maggiori case editrici italiane; tra i suoi autori Heinrich Böll, Thomas Mann, Theodor Fontane, Friedrich Nietzsche, Walter Benjamin, Ingeborg Bachmann, Wim Wenders.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Lorenzo Tanzini, Francesco Paolo Tocco"Un Medioevo mediterraneo"Mille anni tra Oriente e OccidenteCarocci Editorewww.carocci.itIl volume, in una nuova edizione aggiornata e completamente rivista, propone una lettura del Medioevo fondata su una prospettiva mediterranea che valorizza le profonde interazioni dell'Europa occidentale con il mondo greco-bizantino e quello arabo-islamico. Il Medioevo viene dunque inteso come teatro di una millenaria trasformazione dell'eredità romana, assimilata in modi diversi e complementari dall'Occidente latino-germanico, dall'Impero bizantino, dall'Oriente islamico. Queste realtà storiche hanno vissuto continui scambi, interazioni, conflitti e sovrapposizioni, nel corso dei quali le stesse identità politiche, sociali e culturali sono state costantemente rielaborate. Ne emerge un racconto sfaccettato e complesso, la cui apertura tematica segue le linee consolidate della ricerca medievistica italiana e offre al contempo una solida base per la conoscenza di fenomeni storici i cui riflessi sono ancora vivi nel presente.Lorenzo TanziniInsegna Storia medievale all'Università degli Studi di Cagliari. Ha dedicato le sue ricerche alle forme di potere secolari ed ecclesiastiche nell'Italia e nel Mediterraneo tardomedievali. Tra le sue pubblicazioni: A consiglio. La vita politica nell'Italia dei comuni (Roma 2014) e Una Chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella Toscana del Trecento (Roma 2020).Francesco Paolo ToccoInsegna Storia medievale all'Università degli Studi di Messina. Specialista di storia politica, sociale e culturale della Sicilia e del Mezzogiorno medievali nei loro rapporti con il contesto italiano e mediterraneo, ha pubblicato vari volumi, tra cui: Niccolò Acciaiuoli. Vita e politica in Italia alla metà del XIV secolo (Roma 2001) e Ruggero II. Il drago d'Occidente (Palermo 2011).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Francesco Parisi"Il Simbolismo in Italia"Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma)Fino al 28 giugno 2026www.magnanirocca.itBellezza, mistero, ossessione. Una delle più grandi mostre mai dedicate al Simbolismo italiano.Più di 150 opere — dipinti, sculture, incisioni — rivelano al grande pubblico la stagione più visionaria dell'arte italiana tra Otto e Novecento: un capitolo che si sviluppò in dialogo serrato con una tendenza internazionale che muoveva da varie declinazioni del preraffaellismo e da una cultura francese e mitteleuropea che aveva in Gustave Moreau e Arnold Böcklin alcuni dei suoi principali riferimenti. Eppure la via italiana al Simbolismo seppe elaborare una propria fisionomia, riconoscibile nella convergenza tra istanze spirituali e la costante riflessione sul mito e sul paesaggio capace di tenere insieme tradizione e modernità.La natura come organismo vivente, il mito come esperienza perturbante, la figura femminile come presenza ambivalente, il paesaggio come spazio dell'interiorità, il segno grafico come veicolo dell'invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra, concepite per restituire tutta la complessità e l'ampiezza dell'immaginario simbolista italiano.La mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915, curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi, compie un'operazione critica necessaria: distingue gli artisti che elaborarono consapevolmente un lessico simbolista da quelli che aderirono occasionalmente a mode iconografiche. Ne emerge la ricostruzione filologica di un linguaggio autonomo, sviluppato in dialogo serrato con le ricerche europee ma dotato di caratteri propri.Tra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Domenico Morelli, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Luigi Russolo, Leonardo Bistolfi, Adolfo Wildt, Giulio Bargellini, Adolfo De Carolis, Francesco Paolo Michetti, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Ettore Tito, Carlo Fornara, Duilio Cambellotti, Felice Carena, Alberto Martini, Cesare Saccaggi, Libero Andreotti, Ettore Ximenes, Mario De Maria, Mariano Fortuny.Catalogo e apparato scientifico. Il catalogo della mostra, curato da Francesco Parisi e Stefano Roffi, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, costituisce un importante strumento critico sul Simbolismo italiano. Saggi di Alessandro Botta, Niccolò D'Agati, Mario Finazzi, Eugenia Querci, Sergio Rebora, Alessandra Tiddia, oltre ai contributi dei curatori.La Fondazione Magnani-Rocca è una delle più importanti istituzioni artistiche d'Italia. La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, ospita la collezione d'arte di Luigi Magnani: opere di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Renoir, Cézanne, Burri e la più significativa raccolta di lavori di Giorgio Morandi. Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva il fascino della dimora di un grande collezionista, con arredi neoclassici e impero, circondata dal Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e i celebri pavoni bianchi e colorati, non a caso emblema del movimento simbolista.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/