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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it

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    Maria Dell'Isola "Gli esercizi delle madri del deserto"

    Play Episode Listen Later Oct 1, 2026 20:52 Transcription Available


    Maria Dell'Isola"Gli esercizi delle madri del deserto"Utilità della tristezza per la perfezioneEdizioni ETSwww.edizioniets.it«Pertanto la beata, sforzandosi di rendere fiacco il corpo, rendeva florida l'anima», scrive l'autore della Vita di Sincletica, una delle tre madri spirituali, insieme a Sarra e Teodora, che figurano negli Apophthegmata Patrum. Raccolti tra il V e il VI secolo, i detti dei padri e delle madri protagonisti dell'esperienza ascetica cristiana di area egiziana sono un “manuale” di vita per coloro che intendono avvicinarsi al modello religioso del distacco dal mondo. Le istruzioni fornite pongono il corpo al centro dell'esercizio ascetico: esso è strumento primario di conoscenza di sé e delle potenzialità fisiche e psichiche che consentono di liberarsi dal peso dei pensieri nocivi e di perseguire così la quiete. Il percorso di purificazione è costellato di ostacoli che rendono difficile l'affrancamento dalle impurità. Esistono però delle tecniche che agevolano l'operazione. La castità, i digiuni, le veglie e la preghiera consentono allo spirito, tramite l'addestramento del corpo, di raggiungere una condizione di assenza di turbamento. In questo modo, l'asceta permane nel mondo con il corpo, ma si eleva al di sopra di esso con il pensiero. Maria Dell'Isola è ricercatrice presso il Max-Weber-Kolleg di Erfurt. Ha insegnato Storia del cristianesimo antico all'Università degli Studi di Milano ed è stata Marie Curie Individual Fellow presso il Centre for Medieval Literature della Syddansk Universitet. I suoi interessi di ricerca si concentrano sullo studio delle eresie, dell'ascetismo e del ruolo delle donne nel cristianesimo antico. Oltre alla curatela del volume Female Authority and Holiness in Early and Medieval Christianity (De Gruyter, Berlin 2025) e della traduzione de Il digiuno di Tertulliano (Paoline, Milano 2022), ha pubblicato: L'ultima profezia. La crisi montanista nel cristianesimo antico (Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Valentina Albertini, Maria Antonietta Gulino "Diamoci del Lei"

    Play Episode Listen Later Oct 1, 2026 22:02 Transcription Available


    Valentina Albertini, Maria Antonietta Gulino"Diamoci del Lei"Quindici donne che hanno cambiato la storia della psicologiaPrefazione di Serena DandiniGiunti Editorewww.giunti.itLa storia della psicologia è stata a lungo raccontata al maschile, lasciando spesso in penombra le figure femminili che ne hanno determinato l'evoluzione. In un contesto professionale oggi composto in larga maggioranza da donne, recuperare queste radici non è solo un esercizio storico, ma un atto di consapevolezza necessario per restituire alla disciplina la sua interezza. In Diamoci del Lei, Valentina Albertini e Maria Antonietta Gulino non si limitano a elencare biografie, ma ricostruiscono il modo in cui quindici donne hanno trasformato in innovazione il loro essere scientificamente emarginate. Dalle intuizioni cliniche di Lou Andreas-Salomé e Sabina Spielrein fino alla solidità teorica di Anna Freud, Melanie Klein e Karen Horney, il volume ci restituisce il DNA della nostra pratica clinica quotidiana. Il percorso attraversa anche le battaglie metodologiche di ricercatrici sperimentali come Mary Whiton Calkins e Margaret Floy Washburn, fino agli studi sullo sviluppo di Eleanor Maccoby. C'è spazio anche per la psicologia sociale di Mamie Phipps Clark, che ha saputo leggere la complessità umana in contesti di profondo razzismo ed esclusione. Gli altri nomi qui trattati sono: Leta Stetter Hollingworth, Margaret Mahler, Eleanor Gibson, Mary Ainsworth, Mara Selvini Palazzoli, Brenda Milner. Il libro ci ricorda che la psicologia contemporanea è, nei fatti, un'architettura del pensiero anche femminile. È una bussola per chi è interessato alla storia della scienza psicologica, per non considerare più le donne “eccezioni storiche” e riscoprirle parte di una genealogia autorevole, capace di offrire alle nuove generazioni di psicologhe modelli in cui riconoscersi appieno.Valentina Albertini, psicologa e psicoterapeuta, attualmente Presidente della Fondazione dell'Ordine degli Psicologi della Regione Toscana. È docente del CSAPR (Centro Studi e Applicazione della Psicologia Relazionale di Prato) e membro della commissione clinico-didattica della SIPPR (Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale). È autrice di numerosi articoli scientifici pubblicati in riviste italiane ed estere e di diversi volumi, tra cui Dal disagio psichico alla salute mentale. Il lavoro relazionale e la promozione del benessere (2023).Maria Antonietta Gulino, psicologa, psicoterapeuta, docente del CSAPR. Da aprile 2025 è la prima Presidente donna del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi e dal 2020 è Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana. In questi anni si è occupata di Welfare e Sociale come componente incaricata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. È autrice di molti saggi pubblicati su riviste scientifiche e in volumi collettanei, tra cui La relazione che cura. L'unità della psicoterapia (a cura di F. Bruni, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Elisa Bellero "Come sorelle"

    Play Episode Listen Later Oct 1, 2026 22:27 Transcription Available


    Elisa Bellero"Come sorelle"edizioni e/owww.edizionieo.it«Per un attimo sentii gelo anche dentro. Non paura. No. Una specie di vertigine. Mi sentii bruciare la lingua, ma non ritrattai niente. Non cercai perdono. Non piansi. Chiusi gli occhi. Abbassai la fronte nella terra. Il freddo mi trapassava come un ago. Un soffio di vento attraversò le Coste. Spense uno a uno i ceri. La Madonna nera rimase nell'oscurità. E io con lei».Come sorelle racconta un legame spezzato, una colpa, un rimorso che resiste al tempo. È la storia di una vita segnata dall'assenza, ma anche della tenacia di chi resta e accetta di attraversare il dolore.Anni Trenta. In un piccolo borgo della provincia veronese, Teresa ed Ester crescono come sorelle. Condividono tutto: la casa, i giochi, i rituali alle Coste, dove affidano segreti e preghiere alla Madonna nera avvolgendoli in foglie di dente di leone. Un amore totale, scandito al ritmo duro e semplice della vita contadina. Finché per Ester si schiude la prospettiva di un futuro migliore, lontano dal borgo e da Teresa. È allora che il distacco scava un vuoto, e l'affetto diventa rancore. Con uno stile intenso che illumina la realtà senza fare sconti, Elisa Bellero scava fino alla radice dei legami familiari, là dove i confini tra i sentimenti si fanno sfumati.Elisa BelleroNata a Soave, in provincia di Verona, Elisa Bellero si è laureata in Lettere classiche con un percorso di studi sul teatro greco e lavora nell'ambito della comunicazione e del marketing. Il racconto La strega è stato pubblicato sulla rivista Leggendaria. La parrucca di famiglia ha vinto la decima edizione del Premio letterario Zeno, nella sezione racconti brevi. Come sorelle è il suo primo romanzoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Cristina Vezzaro "Non siamo stati bravi"

    Play Episode Listen Later Oct 1, 2026 16:00 Transcription Available


    Cristina Vezzaro"Non siamo stati bravi"Ingeborg Bachmann, Max FrischLettere 1958-1972Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itFesta del Racconto, Carpivenerdì 2 ottobre, ore 17.00Requiem per Ingeborgcon Cristina Vezzaro e Tommaso Pincio Conduce Alessandra Iadicicco. Letture di Sara GozziCent'anni fa nasceva Ingeborg Bachmann, poetessa, scrittrice e giornalista austriaca, considerata una delle voci più importanti del Novecento. Per celebrarla, Feltrinelli pubblica il carteggio con Max Frisch, Non siamo stati bravi, mentre Adelphi manda in libreria Requiem per Fanny Goldmann oltre a un inedito di Fleur Jaeggy, Gli ultimi giorni di Ingeborg. Da poco è uscito nelle sale in Germania e in Austria il docufilm ispirato alla sua figura, con Sandra Hüller nel ruolo della protagonista. Insomma, si torna a scoprire, a riscoprire, a leggere Ingeborg Bachmann. Era ora."Non siamo stati bravi"Ingeborg Bachmann, Max FrischFeltrinelli EditoreNella primavera del 1958 Ingeborg Bachmann ha trentadue anni. È già nota al pubblico per i suoi versi, fa parte del Gruppo 47 e con il radiodramma Il buon Dio di Manhattan è pronta ad affermarsi come la nuova voce della letteratura austriaca. Max Frisch, vent'anni più grande di lei, già romanziere e drammaturgo di successo, impegnato nella regia di Omobono e gli incendiari, scrive alla “giovane poetessa” esprimendo entusiasmo per la sua opera. La risposta di Bachmann nel giugno 1958 segnerà l'inizio di una corrispondenza che, dal loro primo incontro fino a molto tempo dopo la brusca separazione, testimonia, nelle circa trecento lettere sopravvissute, la vita, l'amore e i travagli di una delle coppie più famose della letteratura di lingua tedesca. Sullo sfondo dell'ambiente artistico tedesco e italiano, evocato dai numerosi soggiorni a Roma, vicinanza e distanza, ammirazione e rivalità, gelosia, pulsioni di fuga e paura dell'abbandono, così come la difficoltà, per due scrittori, di condividere spazi di lavoro e vita di coppia, fanno di questi resoconti autobiografici un documento prezioso per conoscere da vicino vita e opere di due testimoni unici della cultura europea del secondo dopoguerra.“Sentimenti? Tristezza, rimorso, amarezza, vergogna. Ho pianto. Ti ho amata molto all'inizio e quando abbiamo preso questa casa. E in un certo senso serberò sempre affetto per te, nel senso di una ferita insanabile. Non siamo stati bravi. Perdonami se includo anche te; nemmeno tu, Ingeborg, sei stata brava.” - Max Frisch a Ingeborg Bachmann, Roma, 2 luglio 1963La corrispondenza privata tra i due maggiori intellettuali di lingua tedesca del secolo scorso, in un'edizione critica corredata da un vasto apparato di commenti e da una doppia biografia.Traduzione delle Lettere: Cristina VezzaroTraduzione del Commento: Emilia BenghiCristina Vezzaro  ha studiato Traduzione all'Università di Ginevra. Ha iniziato a occuparsi di traduzione editoriale nel 1997, collaborando con la rivista «Internazionale». Dal 2005 si dedica alla traduzione di narrativa, poesia e saggistica per diverse case editrici italiane. Tra gli autori e autrici sinora tradotti vi sono Fouad Laroui (Prix Goncourt de la Nouvelle), Antje Rávik Strubel (Deutscher Buchpreis), Tijan Sila (Bachmannpreis), Ulrike Draesner, Iris Wolff, Ulrich Peltzer e Kathrin Röggla. Nel 2026 è uscita la sua traduzione del carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch Non siamo stati bravi. Lettere 1958-1972, Feltrinelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Ludovica Lugli "Festa del Racconto"

    Play Episode Listen Later Sep 30, 2026 18:11 Transcription Available


    Ludovica LugliFesta del Raccontowww.festadelracconto.itsabato 3 ottobre, ore 17.30Carpi tenda di piazzale Re AstolfoComodinoPodcast live con Ludovica Lugli e Giulia Pilotti Nei corsi di scrittura c'è un racconto che ogni tanto viene citato come il “racconto perfetto” della letteratura italiana: Casa d'altri di Silvio D'Arzo. Questa fama dipende da una lettura un po' frettolosa di una recensione di Eugenio Montale, dall'alone di leggenda che si crea attorno agli artisti morti molto giovani (Ezio Comparoni, lo scrittore reggiano che usava lo pseudonimo di Silvio D'Arzo, aveva 32 anni) ma anche dai personaggi memorabili del sacerdote e della parrocchiana di Casa d'altri. In una puntata live di Comodino, podcast del Post, Ludovica Lugli e Giulia Pilotti leggeranno parte del racconto e ne ripercorreranno le vicende editoriali, ricordando chi era Ezio Comparoni.domenica 4 ottobre, ore 14.00Carpi Libreria La FeniceIndagine di una lettrice su Elsa Morante con Ludovica Lugli in dialogo con Alessandra Burzacchini «Leggere Le chiavi magiche»,  si legge nella scheda di presentazione del libro di Ludovica Lugli, «è come partecipare a un bookclub». Questo incontro a tu per tu con l'autrice ne è la riprova. Spinta dalla curiosità e da una divorante passione di lettrice, Ludovica Lugli ha deciso di seguire Elsa Morante nell'unico luogo in cui rivela davvero sé stessa: i libri che ha scritto. È così che è nato questo volume prezioso, al tempo stesso indagine e apologia, giornalismo culturale e diario di lettura, condivisione tra appassionati e invito ad abbracciare un universo letterario più che mai attuale e significativo.domenica 4 ottobre, ore 10.00Carpi Giardino della PieveTutti pazzi per ToveL'arte e la letteratura di Tove Jansson con Laura Pezzino, Ludovica Lugli e Francesco MorgandoL'universo fatto di arte e fantasia in cui è cresciuta Tove Jansson, figlia di uno scultore e di un'illustratrice, ha nutrito la sua vocazione di pittrice, vignettista e scrittrice, ispirandole fra le altre cose la serie di libri sui Mumin, personaggi di culto amati in tutto il mondo. Con lo stesso spirito ironico, acuto e dissacrante, l'autrice si è rivolta anche al mondo degli adulti, scrivendo romanzi delicati e poetici, come sospesi nel tempo. Che si tratti di letteratura per grandi o per piccoli, leggere Tove Jansson è sempre una sorpresa. Ma è anche un balsamo per l'anima, un conforto. Una consolazione.Ludovica Lugli"Le chiavi magiche"Utet Libriwww.utetlibri.itPer molti Elsa Morante è la scrittrice neorealista, seriosa e impegnata, che ci giudica dalle pagine delle antologie scolastiche. Per altri è una protofemminista, sperimentatrice di droghe sintetiche, amante impulsiva e a tratti ingestibile. In realtà, Elsa Morante fu entrambe queste cose: personaggio complesso e sfuggente, fu una donna fatta di «collere, dolcezze, risate», come scrive Cesare Garboli, una donna in «eterna discussione col mondo». Tra le leggende e i pettegolezzi, tra la cronaca mondana e le informazioni false che lei stessa diffondeva, il profilo di Morante resta in ombra. Spinta dalla curiosità e da una divorante passione di lettrice, Ludovica Lugli ha deciso allora di seguire la scrittrice romana nell'unico luogo in cui rivela davvero se stessa: i libri che ha scritto. È così che nasce questo volume prezioso, al tempo stesso indagine e apologia, giornalismo culturale e diario di lettura, condivisione tra appassionati e invito per chi esita sul limitare di un universo letterario così attuale e significativo. Dai capolavori canonizzati come La Storia e Menzogna e sortilegio alle peculiarità del Mondo salvato dai ragazzini, da L'isola di Arturo alle raccolte di racconti, dalle poesie fino alle favole per bambini, Lugli rilegge l'intera produzione morantiana, visita luoghi simbolici, ricostruisce le storie che si intrecciano intorno ai romanzi e ai suoi personaggi. E pagina dopo pagina rintraccia la voce viva dell'autrice, la interroga, la ascolta, restituendoci quella visione del mondo vibrante e disincantata che fa della sua opera una delle più moderne e controcorrente del Novecento. Leggere Le chiavi magiche è come partecipare a un bookclub, un invito ad abbracciare la lentezza, a tornare alla letteratura come esercizio di profondità. In un tempo in cui tutto sembra chiedere velocità e leggerezza, questo libro rivendica il diritto a perdersi nei labirinti delle grandi opere e dei grandi autori.Ludovica Lugli è nata nel 1991 a Modena. È una giornalista e dal 2016 lavora nella redazione del «Post», per cui scrive soprattutto di clima, ambiente e libri. Ha curato due numeri di «Cose spiegate bene», la rivista-libro di carta del «Post», e insieme a Giulia Pilotti conduce il podcast mensile Comodino. Il suo primo libro è Le chiavi magiche. Indagini di una lettrice su Elsa Morante e i suoi romanzi pubblicato da UTET nel 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Antonio Dell'Atti "Southstainability Festival"

    Play Episode Listen Later Sep 30, 2026 10:24 Transcription Available


    Antonio Dell'Atti"Southstainability Festival"Si parla spesso del Mezzogiorno per ciò che gli manca: lavoro, servizi, giovani che partono. Antonio Dell'Atti ha scelto di guardarlo al contrario, come un territorio dove sperimentare. Ne abbiamo parlato con lui a Il Posto delle Parole.Dell'Atti è fondatore e CEO di Project School, un hub pugliese di progettazione e formazione sull'innovazione sociale. La realtà ha oltre dieci anni di esperienza nell'ideare e gestire iniziative di impatto sociale in Italia e in Europa. Il suo percorso ha una svolta precisa. Dopo anni passati tra Milano e Bruxelles a occuparsi di progettazione europea, è tornato in Puglia per mettere le sue competenze al servizio dell'innovazione sociale. Da quel ritorno è nato Southstainability, il festival da lui ideato su ESG, responsabilità sociale d'impresa e sviluppo sostenibile nel Sud Italia. Si presenta come il primo evento pugliese su sostenibilità, Diversity & Inclusion, CSR e innovazione sociale, e mette in dialogo esperti da tutta Italia con comunità, imprese e amministrazioni. Nel programma ci sono talk e laboratori sui green jobs, sulle società benefit, sull'incontro tra profit e non profit, sull'inclusione e sull'economia circolare. La seconda edizione si tiene sabato 3 ottobre al Castello Carlo V di Lecce. L'idea di fondo è semplice. Dell'Atti descrive un Sud capace di tenere insieme economia, cura dell'ambiente e delle persone, e valorizzazione culturale. Un Sud che non si limita a trattenere i giovani, ma si reinventa. Nell'intervista partiamo da qui. Parliamo di cosa voglia dire oggi "impatto" senza farne uno slogan e di come far incontrare imprese, istituzioni e Terzo Settore. Parliamo anche del perché tornare, dopo Bruxelles, possa essere una scelta di progetto e non solo di cuore.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Gianni La Corte "Nessuno"

    Play Episode Listen Later Sep 28, 2026 20:29 Transcription Available


    Gianni La Corte"Nessuno"La Corte Editorewww.lacorteditore.it1999. Per Martino e i suoi amici doveva essere l'ultima estate dell'innocenza. Invece, in una sera di follia e violenza, il destino strappa loro tutto: uno dei ragazzi del gruppo scompare nel nulla tra le ombre dei boschi. Restano solo una scarpa sporca di sangue e delle ferite che, per venticinque anni, Martino ha cercato invano di dimenticare.2024. Martino Falconi è un giornalista investigativo costretto a vivere sotto scorta e, contro ogni previsione, ha appena visto rilasciare la famiglia mafiosa che lo ha minacciato di morte. Ma mentre la giustizia ordinaria fallisce, un'ombra digitale emerge dal web per trasformare la rete in un tribunale senza pietà: si fa chiamare Nessuno.Nessuno non è un semplice criminale, ma un manipolatore che usa l'intelligenza artificiale e il deepfake per mettere in scena macabre “giustizie” che incendiano l'opinione pubblica. A indagare sul caso c'è Sunday Taiwo, il primo commissario nero della questura di Torino, un uomo che deve dividersi tra una carriera sotto esame e il dramma di un figlio malato.Mentre la sfida a Nessuno diventa una corsa contro il tempo, la polizia è costretta a coinvolgere Martino: ogni tassello di questo caso sembra, infatti, riportare a quel maledetto 1999. Falconi dovrà rimettere in discussione tutto il suo passato, perché la verità sepolta nei boschi di Tredenti non è quella a cui ha sempre creduto.Un thriller ad alta tensione sulla manipolazione della realtà. Come si ferma qualcuno che non ha volto?Gianni La Corte Nato a Torino, dal 2008 dirige La Corte Editore, casa editrice che ha fondato. Tra le sue tante esperienze ci sono quelle di editor, ghostwriter e traduttore. Ha pubblicato alcuni romanzi, uno dei quali ha vinto la menzione speciale al premio Il Molinello. Ha anche gestito una libreria, insegnato in diversi corsi di scrittura, diretto e condotto il Festival Letterario Buona Lettura e lavorato per anni nel mondo della comunicazione. Considera Nessuno il suo vero esordio letterario.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Flavio Graviglia "Addio al linguaggio"

    Play Episode Listen Later Sep 28, 2026 21:47 Transcription Available


    Flavio Graviglia"Addio al linguaggio"Bordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itStiamo assistendo a una nuova rivoluzione: la fotografia, che in passato era uno strumento subalterno all'architettura – di rappresentazione e narrazione dell'edificio – con l'avvento dei nuovi media è divenuta sempre più dominante, condizionando la percezione, le forme e i linguaggi. In questo nuovo mondo, l'architettura non parla più un linguaggio condiviso solo con la città che le sorge accanto, ma si confronta costantemente con un contesto ipermediale e globalizzato. Il saggio ricostruisce la storia di questo “addio al linguaggio”: una decontestualizzazione che nasce con la fotografia, si estende con i nuovi media e dilaga con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale.Flavio Graviglia è nato a Roma nel 1987. Architetto e dottore di ricerca, è fondatore dello studio di architettura Volume Atelier e svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Architettura dell'Università  degli Studi Roma Tre. Ha vissuto a Roma e a Parigi, dove ha frequentato l'École Nationale Supérieure d'Architecture de Paris-Malaquais. Ha pubblicato numerosi articoli su arte, fotografia e architettura. I suoi lavori sono stati esposti alla Casa dell'Architettura, alla Los Angeles Woodbury University, al KNIR Reale Istituto Neerlandese, allo IUAV di Venezia e alla Biennale dello Spazio Pubblico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Alessandro Aiuppa "Bergamo Scienza"

    Play Episode Listen Later Sep 28, 2026 15:00 Transcription Available


    Alessandro Aiuppa"Bergamo Scienza"www.bergamoscienza.itBergamo Scienza3 ottobre 2026, ore 09:00Alessandro AiuppaL'Italia è un paese che dorme su un vulcano - anzi, su molti. Dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dall'Etna allo Stromboli, milioni di persone vivono accanto a forze geologiche di potenza straordinaria. Come funzionano i vulcani? È possibile prevederne il risveglio? E soprattutto: siamo pronti ad affrontare un'eruzione? Attraverso immagini spettacolari, viaggeremo nel cuore pulsante della Terra per capire quale rischio si cela sotto i nostri piedi.Organizzato da Fondazione BergamoScienzaAlessandro Aiuppa è professore ordinario di Geochimica e Vulcanologia presso il Dipartimento DiSTeM dell'Università di Palermo. Per 10 anni Co-Editor-in-Chief del Journal of Volcanology and Geothermal Research (2010-2020), la sua ricerca si concentra sui processi di degassamento vulcanico, il monitoraggio vulcanico e lo sviluppo di tecniche innovative per la misura in tempo reale dei gas vulcanici. È membro della Commissione Grandi Rischi (Sezione Rischio Vulcanico) del Dipartimento della Protezione Civile e dell'Accademia dei Lincei, ed è stato vincitore di un ERC Starting Grant (progetto “BRIDGE”, 2012–2015). Nel 2008 ha ricevuto la Wager Medal della IAVCEI, assegnata a scienziati entro quindici anni dal dottorato che abbiano dato grandi contributi alla vulcanologia, e nel 2023 è stato insignito della Geochemistry Fellows dalla European Association of Geochemistry – Geochemical Society.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Stefano Varanelli "Sotto la piramide"

    Play Episode Listen Later Sep 27, 2026 19:37 Transcription Available


    Stefano Varanelli"Sotto la piramide"Houdini e Lovecraft indagano l'ignotoCluster-Awww.cluster-a.comÈ il 1927. Harry Houdini, dopo mesi di lutto per la morte improvvisa della moglie Bess, riprende i contatti con un suo vecchio collaboratore. Uno scrittore poco conosciuto di storie fantastiche, H.P. Lovecraft. L'irruente uomo di spettacolo - il mago, l'illusionista - e il solitario maestro dell'orrore vengono affiancati dalla sedicenne Anna Bright, nipote di Harry Houdini. Anna, orfana di entrambi i genitori, è stata appena espulsa dal collegio per ottimi motivi. Suo malgrado, finisce coinvolta nelle avventure di Houdini e Lovecraft, che diventano per lei i surrogati, non proprio ideali, della figura paterna. Invitati in un maniero lungo la costa del Rhode Island, questo terzetto male assortito dovrà ricostruire una catena di eventi antica di secoli che riguarda la sparizione del suo proprietario, l'inventore e imprenditore Randolph Baxter. Anna parteciperà a sedute spiritiche e a spettacoli di magia e si innamorerà per la prima volta. Sarà ricattata e costretta a scelte difficili, come quella di tradire suo zio. Sarà lei, contro ogni aspettativa, a dover superare i propri limiti e sventare una terribile minaccia. La comunicazione con l'aldilà attraversa la storia, tra sedute spiritiche, orrore, genitori scomparsi e amori perduti. È possibile? si chiede uno scettico Houdini. Forse spera di trovare, in mezzo alla folla di ciarlatani, un medium dai poteri genuini per poter parlare ancora una volta con la moglie scomparsa. Sotto la Piramide muovendosi tra inganni, terrori e colpi di scena, parla ancora di questo: l'elaborazione della perdita e il rapporto con l'aldilà. Il romanzo si muove in bilico tra la realtà storica (conosciuta nel dettaglio, ma anche sognata) e la fantasia (nutrita con tutti gli stilemi del genere, ma anche dalla storia vera). Gran parte degli eventi narrati sono, infatti, tutti realmente accaduti. La fine prematura di Houdini, a soli cinquantadue anni, nella notte di Halloween del 1926, consegnò Lovecraft a un destino di povertà, terminato nel 1937, con la morte del quarantasettenne grande maestro dell'orrore soprannaturale. Sotto la Piramide immagina cosa sarebbe potuto succedere se Houdini non fosse morto e la collaborazione con Lovecraft fosse continuata. E dunque, nel romanzo, è Bess (la moglie di Houdini) ad essere scomparsa. Un sogno reso possibile dalla realtà, poiché è vero che lei e Houdini avevano escogitato un sistema per contattarsi dopo la morte, la cui chiave era la parola Rosabelle …Stefano Varanelli (1972) è scrittore e autore televisivo. Per la Rai è stato autore di Enigma con Corrado Augias, La storia siamo noi con Giovanni Minoli, Ulisse: il piacere della scoperta con Alberto Angela (2013-2018) e attualmente, dal 2019, di Sapiens - Un solo pianeta con Mario Tozzi. Per Giunti ha pubblicato diversi volumi educational, tra cui I 100 grandi personaggi d'Europa, Le grandi esplorazioni e Il mondo che vorrei. Sotto la Piramide è il suo primo romanzo, frutto della sua passione per gli scritti di Lovecraft e per il genere horror.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Daniele Petruccioli "Il partito disarmato"

    Play Episode Listen Later Sep 26, 2026 32:31 Transcription Available


    Daniele Petruccioli"Il partito disarmato"Kalòs EdizioniC'è una mattina di dicembre, a metà degli anni Settanta, in cui Roma si riempie di donne. Scendono da via Cavour verso piazza della Repubblica con le gonne colorate e i capelli al vento. È un corteo separatista: gli uomini non sono ammessi, nemmeno i compagni. Da qui si muove Il partito disarmato, il nuovo romanzo di Daniele Petruccioli, appena arrivato in libreria per Kalòs edizioni.Al centro della scena c'è Mia, minuta, occhi grandi e scuri, militante nel servizio d'ordine di Lotta continua. È divisa tra la fedeltà all'organizzazione e l'appartenenza a un movimento, quello femminista, che per la prima volta le fa sentire il proprio corpo come parte di un corpo più grande. Quando lo spezzone maschile di Lc prova a forzare il corteo, la frattura diventa fisica, visibile, irreparabile. È uno di quei momenti in cui la Storia cambia direzione, e chi lo vive se ne accorge solo dopo.Petruccioli racconta quegli anni senza nostalgia e senza processi sommari. Il suo sguardo è ravvicinato e partecipe: tiene insieme l'euforia collettiva e la solitudine di chi, finito il corteo, resta seduto a piangere sui gradini di un portone. Il titolo porta con sé una domanda che riguarda anche noi: che cosa resta di una lotta quando si depongono le armi, reali o simboliche, e che cosa si guadagna?Daniele Petruccioli è nato a Roma nel 1970. Si è diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico e per anni ha lavorato in teatro come attore e regista, comparendo anche in fiction televisive come Il maresciallo Rocca. Dal 2005 è soprattutto traduttore dal portoghese, dal francese e dall'inglese. È la voce italiana di autori come Dulce Maria Cardoso, Philippe Djian, Alain Mabanckou e Will Self. Insegna traduzione all'università Unint di Roma e ha pubblicato due saggi sul mestiere, Falsi d'autore (Quodlibet, 2014) e Le pagine nere (2017). Come romanziere ha esordito nel 2020 con La casa delle madri, seguito da Si vede che non era destino (2023) e Viaggio nell'Ade (2025).Kalòs è una casa editrice palermitana attiva dal 1989. È nata come marchio specializzato in libri d'arte e volumi illustrati dedicati alla storia, alla cultura e alle tradizioni della Sicilia. Nel 2018, anno di Palermo Capitale italiana della cultura, il marchio è passato a una nuova proprietà, con la direzione editoriale affidata a Salvino Leone. Da allora il catalogo si è aperto anche alla narrativa, pur restando fedele alla sua vocazione: promuovere "il bello". È stata la prima casa editrice siciliana a ottenere la certificazione di qualità ISO 9001 per la progettazione e la realizzazione dei propri libri.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Elisa Bottero "Play with Food"

    Play Episode Listen Later Sep 26, 2026 12:39 Transcription Available


    Elisa Bottero"Play with Food"www.playwithfood.itLa scena del cibo, Torino, 26 settembre – 4 ottobre 2026C'è un festival, a Torino, dove il cibo non si limita a comparire in scena: diventa drammaturgia, relazione, rito condiviso. È Play with Food – La scena del cibo, il primo e unico festival teatrale italiano interamente dedicato al cibo e alla convivialità, che quest'anno taglia il traguardo della quindicesima edizione.Nato nel 2010 da un'idea di Davide Barbato e organizzato dall'Associazione Cuochilab, in quindici anni il festival ha portato a Torino nomi come Lella Costa, Gabriele Vacis, Sotterraneo, Teatro delle Ariette, Frosini/Timpano, e ha inventato un format diventato il suo marchio di fabbrica: le underground dinner, cene teatrali in case private e luoghi segreti, dove la tavola si fa palcoscenico e il confine tra spazio pubblico e privato si scioglie nel gesto di mangiare insieme.Dall'edizione 2025 la direzione artistica è affidata a Elisa Bottero, insieme a Daniele Pennati. Collaboratrice storica del festival, Elisa ne ha raccolto l'eredità conservandone la vocazione originaria, intrecciare nutrimento e linguaggi performativi, e allo stesso tempo spingendolo con decisione verso l'Europa e il mondo. Sotto la nuova co-direzione Play with Food ha ottenuto il riconoscimento triennale come festival teatrale dal Ministero della Cultura, ha aderito a Ça mijote, rete europea dedicata alle pratiche artistiche che mettono il cibo al centro, e ha avviato con La Garance – Scène nationale de Cavaillon un progetto pluriennale di ricerca e produzione attorno all'artista libanese Hiba Najem, con debutto previsto nel 2028.Il cartellone 2026 ne è il risultato: nove giorni, oltre trenta appuntamenti, artisti da Austria, Libano, Giappone e Italia. Si apre con Food, lo spettacolo tra circo e teatro dell'austriaco Michael Zandl, e si prosegue tra Freekeh di Hiba Najem, una cerimonia del tè giapponese tra danza e musica dal vivo, Pasta madre di Stivalaccio Teatro, Veglia di Menoventi, fino al ritorno delle underground dinner con La tournée dei soggiorni di Filippo Panìco. Ogni spettacolo è accompagnato da momenti conviviali con i Maestri del Gusto di Torino e provincia.Con Elisa Bottero parliamo di cosa significhi dirigere un festival in cui il pubblico non si limita a guardare, ma si siede a tavola; di come si sceglie uno spettacolo che "sa di cibo" senza scadere nella cucina da palcoscenico; e di quale ricetta serva per far crescere una manifestazione indipendente senza perderne il sapore originario.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Matteo Curtoni "Manuale dei serial killer italiani"

    Play Episode Listen Later Sep 25, 2026 19:53 Transcription Available


    Matteo Curtoni, Elisabetta Montanari, Maura Parolini"Manuale dei serial killer italiani"Prefazione di Cristina CattaneoMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itDalle colline insanguinate del Mostro di Firenze alla Milano lombrosiana di Antonio Boggia, attraverso i carrugi bui della Genova di Donato Bilancia fino all'Emilia cannibale di Leonarda Cianciulli: una geografia cruenta svela un'altra Italia, quella degli assassini seriali che, con i loro delitti, hanno marcato in modo indelebile la cronaca nera nazionale e l'immaginario collettivo. Organizzato come un dizionario, il Manuale raccoglie profili e vicende dei serial killer italiani, unendo precisione documentaria e forza narrativa. Le storie si succedono come tappe di un atlante oscuro, in cui ogni regione, ogni provincia, ogni paese custodisce i propri episodi indicibili. Ne emerge una storia d'Italia anomala e frammentaria, in cui il male non è un'eccezione ma una presenza carsica: riemerge, si trasforma, si nasconde, poi esplode incontrollato, lasciando dietro di sé tracce che solo a posteriori, forse, possono essere riordinate e comprese.Matteo Curtoni è scrittore e traduttore. Ha pubblicato il romanzo Una notte a mangiare smania e febbre (2000) e tradotto, tra gli altri, Joe Hill, Katherine Dunn, Nnedi Okorafor, Joseph Sheridan Le Fanu.Elisabetta Montanari è giornalista del “Corriere della Sera”, è stata la più giovane cronista a occuparsi dell'inchiesta Mani Pulite. Ha seguito da vicino le indagini sulle più importanti storie del crimine a Milano.Maura Parolini è traduttrice, scrittrice e podcaster. Ha pubblicato diversi manuali di magia e tradotto, tra gli altri, Stephen King, Paul Tremblay, P. Djèlí Clark, Dorothy L. Sayers.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Betti Pedrazzi "Erano donne" Festa del Racconto

    Play Episode Listen Later Sep 25, 2026 13:29 Transcription Available


    Betti Pedrazzi"Erano donne"Festa del Raccontowww.festadelracconto.itAttrice di teatro e di cinema tra le più intense della scena italiana, Betti Pedrazzi torna nella sua Carpi come ospite della XXI edizione della Festa del Racconto, domenica 4 ottobre 2026 alle ore 16, nella Sala dei Nomi del Museo Monumento al Deportato, in collaborazione con la Fondazione Fossoli.L'incontro, "Erano donne. Voci che affiorano", dà corpo e parola a cinque figure femminili lontane nel tempo e nel destino: Colette, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Paolina Borghese, Caterina Fieschi Adorno e Giovanna d'Arco. Cinque vite diverse, unite dal coraggio di rompere le convenzioni in nome della libertà. Un filo che attraversa i secoli e che Betti Pedrazzi raccoglie con la sua voce, a partire dal libro di Gioia Costa di cui ha firmato la prefazione.Diplomata all'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico", ha iniziato il suo percorso con Luca Ronconi, suo primo maestro. Negli stessi anni ha fondato la compagnia "Il Quadro" e ha diretto il Teatro Nuovo Eden di Carpi. In teatro ha lavorato, tra gli altri, con Giancarlo Cobelli, Vincenzo Salemme, Carlo Cecchi, Valerio Binasco, Toni Servillo e Roberto Andò. Ha vinto il Premio Borgio Verezzi come migliore attrice non protagonista per il ruolo di Emilia nell'"Otello" di Shakespeare ed è stata candidata al Premio Ubu per la "Trilogia della villeggiatura" di Goldoni. Di recente è stata in scena nel "Tartufo" di Molière con la regia di Jean Bellorini.Al cinema l'abbiamo vista in "È stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino, "Figli" di Giuseppe Bonito, "18 regali" di Francesco Amato e "Il più bel secolo della mia vita" di Alessandro Bardani.Betti Pedrazzi è stata ospite de Il Posto delle Parole: in questa intervista ci racconta il lavoro sulla voce, il rapporto con queste cinque donne e cosa significa, per un'attrice, dare ascolto a chi la storia ha cercato di zittire.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Michela Martignoni "La maledizione di Perla Bonaparte" Emilio Martini

    Play Episode Listen Later Sep 25, 2026 19:41 Transcription Available


    Michela Martignoni, Elena Martignoni"La maledizione di Perla Bonaparte"Emilio MartiniEdizioni Corbacciowww.corbaccio.itSono le 7 di una fredda giornata di febbraio a Lungariva. L'innocente passeggiata mattutina del commissario Gigi Berté viene interrotta da un macabro ritrovamento: sulla spiaggia dove ha portato i suoi cani si imbatte nei cadaveri di una donna e un uomo legati fra loro con una cima.Sono nudi e la loro morte risale a qualche giorno prima. Ben presto, grazie ad alcuni indizi, si scoprirà la loro identità: la donna è Perla Bonaparte, nobile, ricca e chiacchierata, nativa di Lungariva da dove se n'è andata una decina di anni prima. Una maledizione, che risale alla fine dell'Ottocento, grava su di lei, come su tutte le donne della sua famiglia. L'uomo è Aiace del Grifo, un trentacinquenne originario di Genova, prestante uomo d'affari e allevatore di cavalli. Qual era il rapporto fra le due vittime, unite nella morte? Erano amanti? Oppure testimoni di qualcosa che non dovevano vedere? Per capirlo servirà il contributo non solo della consolidata squadra investigativa di Lungariva e dell'ispettore Romeo di Genova, ma anche delle testimonianze di chi li conosceva. Determinante, però, sarà il fiuto di Gigi Berté, reso più acuto dalle sue personali inclinazioni e… chissà, forse anche dal suo proverbiale caratteraccio.Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e… coda brizzolata, che opera in un commissariato italiano. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e… penna: due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d'inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz, Vent'anni prima, Il botto, Sfida a Berté, L'uomo del Bogart Hotel, Aspettando Cosetta, La numero uno e La maledizione di Perla Bonaparte, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maurizio Fantoni Minnella "Che cos'è una biblioteca?"

    Play Episode Listen Later Sep 25, 2026 38:35 Transcription Available


    Maurizio Fantoni Minnella"Che cos'è una biblioteca?"Ogni biblioteca nasce da un desiderio impossibile: tenere insieme tutto ciò che è stato scritto, sottrarlo al tempo, renderlo di nuovo leggibile. Proprio per questo la sua storia è anche una storia di fragilità: i libri bruciano, si sbriciolano, vengono dimenticati, censurati, dispersi. Il percorso che segue attraversa sei luoghi, reali e immaginari, in cui la biblioteca si mostra per ciò che è davvero. Non è un deposito, ma un organismo vivo che chiede custodi.I. AlessandriaIl mito fondativo. Una città che voleva possedere il sapere del mondo e che, proprio per questo, ha consegnato alla memoria collettiva la sua perdita. Da allora ogni biblioteca porta in sé il ricordo di un incendio.II. BabeleBorges immagina una biblioteca infinita che contiene tutti i libri possibili, e in cui proprio per questo nessuno riesce a trovare quello che cerca. Altrove confessa di essersi sempre figurato il Paradiso come una specie di biblioteca. È lo sguardo da cui parte Fantoni Minnella: il suo documentario "Libri di sabbia" (2019) prende il titolo da un racconto borgesiano.III. Il desertoNell'Adrar mauritano, a Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata, ci sono antiche città carovaniere oggi patrimonio Unesco. Lì manoscritti medievali e libri a stampa arrivati dal Cairo e dalla Mecca sono custoditi da secoli nelle biblioteche private delle famiglie, tramandati di padre in figlio. Sabbia, termiti e desertificazione li minacciano. Il film di Fantoni Minnella nasce da un gesto di ascolto, «Mi sono messo in ascolto del deserto», e dal timore che finiscano come Timbuctù.IV. Il rogoIl 10 maggio 1933 a Berlino e nelle città tedesche si bruciano i libri in piazza. Ogni anno l'Associazione italiana biblioteche ricorda quella notte con la rassegna "Libri salvati", letture pubbliche contro la cancellazione della memoria. Salvare un libro è un atto politico. Lo sapeva Victor Hugo, che nel 1872 dedica un poema alla biblioteca incendiata durante la Comune.V. La biblioteca di casaSono scaffali costruiti in una vita, disordinati, stratificati. La biblioteca privata è un autoritratto involontario, un diario scritto con i libri degli altri. Chi la guardasse senza conoscerci capirebbe molto di noi: dei viaggi, degli amori, delle ossessioni.VI. La sogliaInfine la biblioteca pubblica, luogo di accesso e di democrazia: l'unico spazio in cui chiunque può entrare, sedersi e leggere senza dover comprare nulla. Da qui torna la domanda di fondo del percorso: chi custodisce oggi i libri, e per chi?— Tu viens d'incendier la Bibliothèque ?— Oui.J'ai mis le feu là.— Mais c'est un crime inouï !«Hai appena incendiato la Biblioteca?» «Sì. Ci ho appiccato il fuoco.» «Ma è un crimine inaudito!» Il poema si chiude con la risposta dell'incendiario, che rovescia l'accusa: «Non so leggere».(Victor Hugo, "À qui la faute ?", da "L'Année terrible", 1872)There is no Frigate like a BookTo take us Lands away«Non c'è vascello come un libro per portarci in terre lontane.»(Emily Dickinson, 1873 circa, pubblicata postuma nel 1894)Maurizio Fantoni Minnella (Varese, 1959) è scrittore, saggista, critico cinematografico, documentarista e fotografo. Si è formato negli anni Ottanta ai Cineseminari della Cineteca Italiana di Milano. Ha pubblicato oltre trenta opere tra narrativa, saggistica e reportage di viaggio, tra cui il romanzo "Ritmo binario" (Castelvecchi, 2022), "Destini globali" (Castelvecchi, 2024) e "Un viaggio in inverno" (Passigli, 2025). Ha girato una trentina di documentari tra Palestina, Algeria, Kurdistan, Senegal, Messico e Mauritania. In Mauritania ha realizzato "Libri di sabbia", sulle biblioteche del deserto, accompagnato dalla mostra fotografica "Parole di sabbia". Studioso di letteratura latinoamericana, collabora con "Avvenire" e dirige dal 2013 Poevisioni al Festival Internazionale di Poesia di Genova. Dal 2021 è ambasciatore di Genova nel mondo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Spartà, Marco Ubezio "Exit Queen"

    Play Episode Listen Later Sep 24, 2026 12:14 Transcription Available


    Francesco Spartà, Marco Ubezio"Exit Queen"Scacco alla ReginaBonfirraro Editorewww.bonfirraroeditore.itLa monarchia può sopravvivere alla democrazia?Per la prima volta nella sua storia, la monarchia britannica potrebbe finire al voto.Un nuovo primo ministro ha conquistato Downing Street trasformando il rancore di una generazione in una vittoria elettorale travolgente. Ora porta a Buckingham Palace una proposta di legge, una data, dieci lettere che potrebbero cambiare per sempre la storia britannica: un referendum sulla monarchia.Elisabetta II lo ascolta in silenzio. Ha attraversato guerre, crisi politiche e rivoluzioni culturali. Ha visto cadere imperi e primi ministri. Sa che il potere vero non ha bisogno di gridare: resiste. Ma questa volta qualcosa è diverso. E per la prima volta il silenzio potrebbe non bastare.Fuori dal palazzo il Paese è già diviso. Nei pub del Nord si brinda alla Repubblica. Nelle contee del Sud si difende la Corona come un'eredità sacra. Consiglieri politici, spin doctor e custodi delle istituzioni muovono le loro pedine mentre il Regno Unito si prepara a scegliere.Se il popolo vota, anche una corona può cadere. Tra Buckingham Palace e Westminster prende forma una partita silenziosa e implacabile: non solo sul destino della monarchia, ma sull'anima stessa della nazione.Exit Queen scacco alla regina è un romanzo politico potente e attualissimo, sospeso tra realtà e profezia. Una riflessione sull'identità di una nazione sferzata dal vento del populismo e della crisi economica. Perché quando la Storia accelera, anche le istituzioni che sembravano eterne possono finire sotto scacco.La domanda è una sola: la monarchia deve ancora esistere? La partita è appena iniziata.Francesco SpartàVaresotto, ma con le origini e il cuore a Taormina, dopo la laurea in Giurisprudenza e i primi lavori tra i grattacieli milanesi, saluta l'amata Lombardia e arriva nella capitale, dove passa per la Luiss e si specializza in Comunicazione Politica.Di fede interista e catanese, se gli avessero chiesto cosa avrebbe voluto fare a 9 anni, avrebbe risposto calciatore e giornalista. Il primo lo ha fatto gonfiando le reti durante l'adolescenza. Il secondo, il vero sogno della sua vita, lo raggiunge a 25 anni quando approda all'AGI, dove attualmente opera agli Esteri.Marco UbezioÈ un avvocato con la passione per la monarchia inglese. Ha partecipato alla trasmissione televisiva Rischiatutto scegliendo come tema proprio la regina Elisabetta II.Nel 2022 ha pubblicato insieme ad Alberto Mattioli, la biografia Elisabetta, la Regina infinita (Garzanti). Negli ultimi anni è spesso intervenuto in TV su temi della monarchia britannica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Giulia Ragonese "Linguaggio d'amore"

    Play Episode Listen Later Sep 24, 2026 10:33 Transcription Available


    Giulia Ragonese"Linguaggio d'amore"Comunicare fuori dalla violenzaBordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itChe cos'è un linguaggio d'amore? È possibile comunicare fuori dalla violenza, liberando le parole dal dominio degli stereotipi e delle gerarchie patriarcali? Partendo dall'esperienza concreta dei centri antiviolenza, Giulia Ragonese attraversa il rapporto tra linguaggio, potere e relazioni, interrogandosi su come le parole costruiscano il nostro modo di stare al mondo. In un tempo segnato da guerre, femminicidi e nuove forme di sopraffazione, questo libro propone una riflessione radicale: la violenza non è un incidente della comunicazione, ma una struttura culturale che abita il linguaggio quotidiano, i gesti, i silenzi, perfino le espressioni che consideriamo più innocue. Attraverso esempi, esperienze sul campo e riferimenti al pensiero femminista, Linguaggio d'amore mostra come gli stereotipi di genere modellino l'immaginario collettivo e condizionino le relazioni affettive, familiari, lavorative e politiche. Ma apre anche uno spazio possibile: quello di una lingua nuova, capace di ascolto, reciprocità e autodeterminazione. Un libro che invita a ripensare il modo in cui parliamo, amiamo e condividiamo il potere. Perché costruire un linguaggio d'amore significa immaginare una società diversa, più giusta e finalmente libera dalla violenza. Prefazione di Michela Cicculli.Giulia Ragonese, PhD in Italianistica, docente di Lettere, è esperta in linguaggi e politiche di genere. Ha lavorato per enti pubblici come consulente di comunicazione istituzionale ed è stata Presidente del Consiglio comunale di Vetralla, dove ha istituito la Casa delle Donne e promosso la nascita del CAV territoriale. Socia di Differenza Donna, è operatrice antiviolenza. Fa parte della redazione di romarivista, magazine culturale di Roma Capitale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Alberto Casadei "Narrazioni mutanti"

    Play Episode Listen Later Sep 24, 2026 21:36 Transcription Available


    Alberto Casadei"Narrazioni mutanti"Sulla letteratura italiana del XXI secoloMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itLe opere narrative del XXI secolo si collocano in un campo di forze culturali che si è trasformato rapidamente con l'avvento dei social network e dei nuovi mezzi di comunicazione. In questo contesto, categorie come ibridazione, stratificazione e sincretismo, pur non rappresentando una novità assoluta, assumono una rilevanza particolare e si adattano perfettamente a un panorama in continua evoluzione. Alberto Casadei propone un'indagine inedita sulla narrativa italiana contemporanea attraverso i testi e gli autori chiave del cambiamento, da Giulio Mozzi e Giorgio Vasta sino a Laura Pugno e tanti altri, per esaminare come le forme del nuovo realismo s'intridano di componenti weird."Il weird intrinseco al reale può ancora costituire un aspetto di demistificazione perché non fornisce chiavi di lettura univoche."Alberto Casadei è docente di Letteratura italiana all'Università di Pisa. Fra i suoi studi si segnalano Stile e tradizione nel romanzo italiano contemporaneo (2007), Letteratura e controvalori (2014), Biologia della letteratura (2018), Un poema che diventa sacro (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Valerio Molteni "Una casa ci vuole"

    Play Episode Listen Later Sep 24, 2026 17:16 Transcription Available


    Valerio Molteni"Una casa ci vuole"Edizioni Città Nuovawww.edizionicittanuova.itQuesto è un romanzo sullo stare, sull'esserci e sul ricominciare. Racconta di una casa in cui arrivano bambini che hanno alle spalle storie di abbandoni, separazioni, violenze, conflitti e povertà. Bambini che a volte urlano e graffiano e piangono ma poi giocano, disegnano e camminano a piedi nudi. Intorno a loro ci sono adulti che resistono e a volte si arrendono, che falliscono e ricominciano. Tra loro un uomo, nato nella seconda metà degli anni Settanta, cresciuto in un paese di provincia del Nord Italia, che quando era piccolo lo chiamavano Lacrimafacile.Valerio Molteni è educatore e cooperatore sociale dal 1996. Lavora nel paese in cui è cresciuto e dove si trova la comunità educativa per bambini e ragaz-zi di cui è coordinatore. Una casa ci vuole è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Davide De Luca "Dialoghi sulla biblioteca" ESSECI Cuneo

    Play Episode Listen Later Sep 23, 2026 13:01 Transcription Available


    Davide De LucaDirettore Fondazione Arteawww.fondazioneartea.orgLE BIBLIOTECHE PRIMA DI ALESSANDRIA: RACCOLTE PUBBLICHE E PRIVATE DI MANOSCRITTI NELL'EGITTO ANTICOSabato 26 settembre 2026 | ore 21.00ESSECI – Corte Vanna e Giulio FerreroVia Santa Maria 11, CuneoA cura di Fondazione Artea, nell'ambito di READING FORWARD. Dialoghi sulla bibliotecaChristian Greco ripercorre la storia delle biblioteche nell'Egitto antico, dalle raccolte legate a templi e palazzi alle biblioteche private, mettendo in discussione la moderna distinzione tra archivi e biblioteche. Attraverso i manoscritti e le figure che li hanno raccolti e trasmessi, emerge una concezione della biblioteca come luogo di conservazione, produzione e trasmissione della memoria e della conoscenza.Conferenza di Christian Greco, Direttore Museo Egizio di Torino, in conversazione con Carlotta Macerollo, giornalista e conduttrice RAI e Davide De Luca, Direttore Fondazione Artea.L'accesso all'incontro è libero e gratuito, fino ad esaurimento posti, previa prenotazione a Eventbrite.Christian Greco è Direttore del Museo Egizio dal 2014, dove è responsabile dei progetti di ristrutturazione e riorganizzazione del percorso museale e supervisiona gli aspetti legali, finanziari e scientifici dell'istituzione. Sotto la sua direzione, il Museo ha promosso mostre, convegni, workshop, progetti di inclusione sociale e numerose collaborazioni con musei, università e istituti di ricerca nazionali e internazionali.Laureato in Lettere Classiche a Pavia, in Egittologia a Leiden e con un dottorato in Egittologia a Pisa, prima della direzione del Museo Egizio è stato curatore della sezione egizia del Rijksmuseum van Oudheden di Leiden e membro dell'Epigraphic Survey dell'Oriental Institute dell'University of Chicago a Luxor. Dal 2011 è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara.Autore di oltre 90 pubblicazioni scientifiche e keynote speaker in numerosi convegni nazionali e internazionali, affianca all'attività di insegnamento in Egittologia e Museologia una intensa attività di divulgazione scientifica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui Miglior Direttore di Museo Italiano per Artribune nel 2019 e nel 2022 e Torinese dell'Anno 2023. È attualmente Console Onorario dei Paesi Bassi in Italia.Carlotta Macerollo, inviata e conduttrice di Rainews24, racconta l'attualità sia in studio che sul terreno, provando ad orientarsi in un mondo in continuo cambiamento sempre con un libro a portata di mano. Spesso in viaggio per documentare i cambiamenti politici e le guerre, soprattutto quella in Ucraina che segue dal 2022, cerca le storie di umanità per fare emergere realtà meno conosciute. Torinese di origine, ha iniziato alla Voce del Popolo, per proseguire all'Ansa di Bruxelles, a Radiocor a Milano e in Rai a Roma, prima al Tg1 e poi a Rainews24.Davide De Luca è un Manager e produttore culturale con oltre vent'anni di esperienza in Italia e all'estero, specializzato nella valorizzazione dei beni culturali e nello sviluppo di progetti strategici con istituzioni pubbliche e private. Dal 2020 è Direttore di Fondazione Artea, dove coordina programmi dedicati a innovazione, rigenerazione territoriale, accessibilità e welfare culturale, costruendo e rafforzando reti e relazioni in ambito internazionale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Licia Tumminello "La lunga estate dei gelsomini"

    Play Episode Listen Later Sep 23, 2026 14:05 Transcription Available


    Licia Tumminello"La lunga estate dei gelsomini"Editrice Nordwww.editricenord.itFesta del Racconto, CarpiSabato 3 ottobre 2026, ore 12:30Le ragazze sanno cosecon Aurora Tamigio e Licia Tumminelloconduce Girolamo GrammaticoLe donne sanno ribellarsi e liberarsi, sanno scontrarsi, sanno unire le forze, sanno compiere l'atto rivoluzionario di cambiare idea. Attraverso due storie ambientate in luoghi e contesti storici diversi, le due autrici esplorano i tanti significati della parola sorellanza.Una donna in cerca della propria voce.Una battaglia per conquistare un futuro diverso, per tutte.Milazzo, estate 1945. Mani veloci frugano nel buio, in cerca delle piccole corolle bianche che come stelle punteggiano a migliaia la campagna. Quei fiori notturni, delicati e inebrianti, diventeranno pregiati profumi francesi, ma non saranno le gelsominaie a godere di quel lusso. Per le tante donne e bambine chine a raccoglierli da mezzanotte all'alba, da giugno a ottobre senza un giorno di riposo, ci sono solo fango, fatica e un salario da fame.Grazia è bracciante da quando aveva undici anni. Ora ne ha ventitré ed è caposquadra, un punto di riferimento per le compagne. Da ragazzina sognava di diventare maestra, ma nella sua famiglia di pescatori non serviva una femmina istruita. E allora, se proprio doveva rinunciare a studiare, voleva almeno profumare di fiori, come zia Assunta. Da quella zia indipendente che non si lasciava comandare, Grazia vorrebbe aver ereditato anche la voce ferma e autorevole, per denunciare le ingiustizie subite dalle donne. Ma sente di non avere lo stesso coraggio nel fronteggiare i caporali, il marito e tutti coloro che le ripetono ogni giorno di stare al posto suo.Eppure, in quell'estate sospesa tra la fine della guerra e la promessa di un futuro migliore, qualcosa sta per cambiare. Complice anche il ritorno di Francesco, che scompiglia il cuore e la mente di Grazia. Si sono conosciuti sui banchi di scuola, quando a unirli era un sentimento mai confessato, prima che il destino dividesse le loro strade. Lui ha potuto laurearsi, diventare medico, vivere al Nord, e ora le parla di scioperi e diritti dei lavoratori. Forte di quella consapevolezza nuova, Grazia non può più tacere di fronte agli abusi di cui è vittima e testimone alla piana dei gelsomini, e decide di capeggiare una protesta. Lo deve alla sua amica Nedda e alla sua nipotina Vita; lo deve a tutte le compagne, che meritano tutele e rispetto; lo deve a sé stessa e ai sogni ancora nel cassetto. Perché forse non è troppo tardi per scegliere da sola il posto che le spetta.Ispirato a una pagina dimenticata della nostra Storia, un romanzo polifonico che, mentre traccia un indelebile ritratto intimo della sua protagonista, dà voce a tutte le donne che hanno lottato, ieri e sempre, per la propria dignità e la propria libertà. Licia Tumminello è palermitana di nascita e cremasca di adozione. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per anni in ambito bancario, prima di dedicarsi alla scrittura. Fin dai suoi primi passi nella narrativa ha ottenuto vari riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Giorgione, il Premio SquiLibri e la segnalazione del Comitato di Lettura del Premio Calvino, XXXV edizione. Per La lunga estate dei gelsomini ha tratto ispirazione dallo sciopero delle gelsominaie siciliane del secondo dopoguerra, che ha approfondito tramite testimonianze dirette e un lavoro di documentazione storica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Anna Maria Fellegara "Non c'è più l'economia di una volta"

    Play Episode Listen Later Sep 23, 2026 17:30 Transcription Available


    Anna Maria Fellegara"Non c'è più l'economia di una volta"Festival del Pensare Contemporaneowww.pensarecontemporaneo.itFestival del Pensare Contemporaneo"Non c'è più l'economia di una volta"L'etica può rifondare la finanza?Presentazione dell'indagine “Banche, finanza etica e spettacolo dal vivo”, promossa da C.Re.S.Co. insieme a LivInG e con il patrocinio di Fondazione Finanza Etica.Dialogo tra Anna Maria Fellegara, Elena Leonardi, Arancha Martinez e Mariangela Pira.Modera Marcella Maresca.Anna Maria FellegaraPro-rettrice vicaria dell'Università Cattolica del Sacro CuorePiacentina, è prorettrice vicaria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e professoressa ordinaria di Economia aziendale. Per oltre un decennio ha guidato, come preside, la Facoltà di Economia e Giurisprudenza della sede di Piacenza-Cremona, di cui ha accompagnato la crescita e il radicamento nel territorio. I suoi studi riguardano il bilancio, la governance e la trasparenza dell'informazione d'impresa — i luoghi dove l'economia incontra la responsabilitàDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Flavio Bruna "ESSECI" La nuova biblioteca di Cuneo

    Play Episode Listen Later Sep 23, 2026 18:34 Transcription Available


    Flavio Bruna"EsseCi"La nuova biblioteca di CuneoTrenta ospiti e quaranta incontri per festeggiare il nuovo polo culturale. Dal 26 al 29 settembre 2026.Fin dalla sua inaugurazione, il nuovo polo culturale di Cuneo ESSECI concretizza la sua vocazione di essere un luogo di incontro e scoperta. Dal 26 al 29 settembre 2026 sono in programma quaranta incontri gratuiti, tra presentazioni, laboratori, convegni, concerti e tante attività adatte a un pubblico di ogni età. Una biblioteca si può raccontare in molti modi: dai libri che contiene, dai lettori che la frequentano, dai servizi che offre. Il Posto delle Parole ha scelto di partire dall'altra parte, cioè dal contenitore. Prima di chiederci che cosa si leggerà a Esseci, ci siamo chiesti dove si leggerà: in quali stanze, sotto quali volte, lungo quali corridoi. Il nuovo polo culturale di Cuneo è anche una biblioteca, ma prima di tutto è un edificio che ha una lunga storia alle spalle.Palazzo Santa Croce è nato per curare i corpi. L'istituzione ospedaliera accompagna la vita della comunità cuneese da oltre nove secoli, e l'edificio che oggi conosciamo è in gran parte settecentesco: nel 1769 Bernardo Antonio Vittone, uno dei grandi nomi del barocco piemontese, ne progettò lo scalone. Dopo l'ospedale il palazzo è diventato una scuola, poi è rimasto vuoto. Oggi riapre con un'altra funzione: curare la mente, custodire la memoria, fare spazio all'incontro. Anche il nome, Esseci, viene dalle iniziali di Santa Croce, e allo stesso tempo richiama Storia e Cultura.Il progetto porta la firma di Isolarchitetti, lo studio torinese che raccoglie l'eredità di Gabetti e Isola. È stata una delle esperienze più importanti dell'architettura italiana del Novecento, e ha sempre lavorato sul rapporto tra modernità e tradizione. I lavori li ha diretti il cuneese Flavio Bruna, che l'ha definito un restauro "rigorosamente conservativo". Il punto di partenza è stato ascoltare l'edificio, prima ancora di imporgli una nuova funzione.Sono serviti 975 giorni di cantiere, dal 20 settembre 2023 al 23 maggio 2026, più altri due mesi di rifiniture. Ci sono volute circa 250.000 ore di lavoro, 7.000 delle quali per restaurare affreschi, sculture, stucchi e dorature. Il risultato sono 12.000 metri quadrati recuperati, di cui quasi 4.000 netti destinati ai nuovi usi. Esseci è oggi il più grande edificio pubblico al servizio della città.Bruna ha scelto di restituire, prima di aggiungere. Il grande corridoio originario, che nel tempo era stato diviso da un soppalco, è tornato leggibile per intero. Il collegamento verticale demolito nell'Ottocento è stato ricostruito: dove Vittone aveva collocato la sua scala oggi sale una scala contemporanea in acciaio, che non la imita ma ne rispetta la posizione. Nel grande salone delle degenze, dove un tempo erano allineati i letti dei malati, corre ora un soppalco sospeso che aumenta la superficie senza toccare la struttura storica.Il gesto forse più eloquente è quello più piccolo. Gli antichi canali di scolo dell'ospedale sono stati lasciati visibili sotto lastre di vetro protettivo. Non sono stati nascosti né cancellati: sono diventati parte del racconto. È quella che i progettisti chiamano "continuità narrativa", cioè l'idea che chi entra in biblioteca debba poter capire che quel luogo ha avuto un'altra vita. Anche il cantiere ha restituito tracce: sedimenti medievali nel cortile, gallerie e cantine usate durante la Seconda guerra mondiale nei sotterranei, decorazioni originarie della cappella.Il consolidamento strutturale non si vede, ma è imponente: 4.000 connettori in acciaio e 5.000 metri quadrati di fibra di basalto. Dentro le murature corrono 60 chilometri di cavi elettrici e dati. Sugli scaffali, lunghi in tutto 12 chilometri, troveranno posto gli oltre 350.000 volumi della Biblioteca civica.Poi ci sono gli spazi che guardano fuori. Il cortile diventa una "stanza urbana", aperta alla città e agli eventi. La terrazza offre una vista nuova su Cuneo. Il piano terra ospita Sclab, il centro dedicato ai giovani, con caffetteria e laboratori.Raccontare Esseci partendo dal contenitore significa riconoscere che le architetture non sono neutre. Un libro letto sotto le volte di un antico ospedale non è lo stesso libro letto altrove. Il lavoro di Isolarchitetti e di Flavio Bruna ci ricorda che anche un edificio ha qualcosa da raccontare, e che il compito di chi lo restaura è lasciarglielo fare.Flavio Bruna è nato a Cuneo nel 1963. Si è laureato in Architettura al Politecnico di Torino nel 1988, con una tesi sulla riqualificazione dell'area di piazza Torino a Cuneo; il relatore era Roberto Gabetti. Dal 1989 ha collaborato con lo studio Gabetti & Isola, e nello stesso anno ha fondato a Cuneo, con Paolo Mellano, lo studio Bruna & Mellano Associati, rimasto attivo fino al 2014. Dal 2000, quando Aimaro Isola ha riorganizzato lo studio dopo la scomparsa di Gabetti, è socio e amministratore di Isolarchitetti. Tra il 1992 e il 2013 ha insegnato Progettazione architettonica al Politecnico di Torino, nelle sedi di Torino e Mondovì.Tra i progetti a cui ha lavorato ci sono il restauro e la rifunzionalizzazione del Museo Egizio di Torino, il riallestimento dell'ala occidentale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Centro del Design di Mirafiori, il Palazzo di Giustizia di Bergamo, il parco urbano di Novoli a Firenze, i porti turistici di Livorno e Marina di Pisa e, a Cuneo, piazza del Foro Boario. Tra i riconoscimenti ha ricevuto il Premio internazionale "Andrea Palladio" (1993) e il primo premio dell'Accademia di San Luca (2003). Il suo lavoro è stato pubblicato su Casabella, Domus, Abitare e L'Arca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Marina Geat "Domenica" Georges Simenon

    Play Episode Listen Later Sep 23, 2026 25:20 Transcription Available


    Marina Geat"Domenica"Georges SimenonTraduzione: Daniela SalomoniAdelphiwww.adelphi.itÈ una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l'aria è mite, l'alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell'Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all'ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell'attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com'è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.Marina Geat insegna Letteratura francese all'Università Roma Tre. È tra le principali studiose italiane di Georges Simenon, cui ha dedicato Simenon e Fellini. Corrispondenza/corrispondenze (Anicia, 2018; ed. francese L'Harmattan, Parigi 2019) e, più di recente, Simenon, Fellini, Jung. Fratelli d'elezione (Rubbettino, 2026), sulle affinità fra lo scrittore, il regista e lo psicoanalista. Si è occupata anche di Émile Zola e di Rachilde, curando l'edizione italiana de La torre d'amore (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Marco Montagnani "Il cibo è medicina"

    Play Episode Listen Later Sep 21, 2026 21:33 Transcription Available


    Marco Montagnani"Il cibo è medicina"La ricerca del benessere tra taoismo e tradizione cinesePrefazione di Franco BerrinoSolferino Libriwww.solferinolibri.it«In Cina, la domanda più comune per salutare qualcuno non è “come stai?”, ma “hai mangiato?”. Una frase semplice che racchiude un'intera filosofia.» Secondo la medicina tradizionale cinese, ciò che assumiamo ogni giorno influenza in modo diretto e continuo il nostro Qi, ossia l'energia vitale. Il confine tra nutrimento e cura dipende spesso da dosaggio, concentrazione e intenzione.Il maestro taoista Marco Montagnani racconta in queste pagine i principi e le virtù di una dietetica millenaria, espressione di una saggezza al tempo stesso profonda e concreta. In questa prospettiva, il cibo non è soltanto piacere o gratificazione immediata, né un semplice calcolo di calorie, ma uno strumento potente per sostenere l'equilibrio e il benessere psico-fisico. È uno degli insegnamenti più significativi maturati durante una lunga esperienza in Estremo Oriente, iniziata quando l'autore aveva appena dieci anni e destinata a segnare profondamente il suo percorso individuale e professionale. Un cammino raccontato con storie e dettagli personali e coinvolgenti che lo ha portato a considerare la cura come una responsabilità interiore, trasformandola in una missione: aiutare ogni giorno migliaia di persone a ritrovare l'equilibrio e a «onorare la vita», coltivandola con consapevolezza anziché consumarla distrattamente.Per mettere in pratica questi principi, è essenziale la parte del libro dedicata a ricette e rimedi naturali, utili per affrontare i disturbi più comuni della vita quotidiana: dal mal di testa all'insonnia, dall'ansia alla stanchezza cronica, fino ai problemi digestivi. Un invito a prendersi cura di sé in modo dolce e profondo, agendo non solo sui sintomi ma anche sulle cause, per raggiungere un benessere autentico e duraturo.Marco Montagnani è laureato in Medicina cinese presso l'Università di Mingxi della provincia del Fujian e in Medicina naturale presso la Central Pacific University, diplomato in Fitoterapia clinica presso l'Università di Viterbo e iscritto alla Società Italiana Fitoterapia clinica (S.I.Fit.). È docente di Tuina e Qigong presso la Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong (FISTQ), docente di Medicina tradizionale cinese e Filosofia taoista presso la Scuola di Agopuntura di Firenze.Insegna Medicina cinese e Qigong presso varie scuole di agopuntura, ed è collaboratore scientifico di alcune riviste di settore. Per Solferino ha pubblicato “Il cibo è medicina”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Enrico Scavo "Voci estinte cantano"

    Play Episode Listen Later Sep 21, 2026 15:27 Transcription Available


    Enrico Scavo"Voci estinte cantano"Otto raccontiPrefazione di Angela SicilianoOfficina Librariawww.officinalibraria.netNella nebbia notturna di Ferrara, tra le vie silenziose del centro storico, una studiosa si imbatte in un'apparizione: uno spirito si offre di guidarla tra le anime che un tempo cantarono. All'alba tutto svanisce, ma non il bisogno di trattenere quelle voci. Perché ciò che ha ascoltato non torni nell'ombra, la donna ne trascrive le storie.Nascono così otto racconti ambientati tra il Quattrocento e il Novecento: vite di compositori, musici, monache, donne e uomini che nella musica hanno trovato una vocazione assoluta, forse una salvezza, forse una condanna.Tra storia e invenzione, Voci estinte cantano restituisce un affresco vivido della Ferrara musicale, un tempo tra le capitali europee dell'arte dei suoni. Passeggiando tra le sue strade, il lettore riscopre esistenze che, come note nell'aria, hanno brillato per un istante prima di dissolversi, lasciando però un'eco tenace, capace di attraversare il tempo e di parlare ancora alle profondità dell'animo umano.Enrico Scavo, dottore di ricerca in Musicologia e Storia della Musica (Università di Ferrara), è docente a contratto in Pedagogia musicale presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia (sede di Cremona). Suo principale ambito di ricerca sono le vicende musicali della Ferrara rinascimentale e barocca. Ha pubblicato diversi contributi scientifici, edizioni critiche e la monografia L'Accademia della Morte di Ferrara: l'oratorio e il primato di Giovanni Battista Bassani (De Sono-Lim, 2024). Voci estinte cantano. Otto racconti è il suo esordio in ambito narrativo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Luigi Bonfante "Arte senza artista"

    Play Episode Listen Later Sep 21, 2026 24:42 Transcription Available


    Luigi Bonfante"Arte senza artista"Esperimenti estetici con l'intelligenza artificiale generativa.Johan & Leviwww.johanandlevi.comLe macchine possono fare arte? I passi da gigante dell'intelligenza artificiale generativa ci pongono di fronte a un dilemma. Se a metà del Novecento un geniale scienziato, Alan Turing, poteva immaginare una macchina in grado di pensare come un essere umano, oggi Chatgpt e altri programmi fanno molto di più: scrivono testi, compongono musica e creano immagini ormai difficili da distinguere dai prodotti di artisti in carne e ossa. Davvero sistemi come Dall-E, Midjourney o Stable Diffusion possono sostituire l'uomo in una delle sue attività più emblematiche e inafferrabili? Può esistere un'arte senza artista?Per rispondere a queste domande, e a tanti altri interrogativi su un tema di grande attualità, Luigi Bonfante ci accompagna alla scoperta della machina artifex, dei meccanismi, delle potenzialità, delle contraddizioni, delle teorie che guidano la sua evoluzione e le sue incursioni in campo artistico. Partendo da un concetto di arte come processo che implica necessariamente l'uomo, l'autore osserva da vicino la creatività dell'ia, sottolinea affinità e divergenze tra umano e non umano, ma anche il possibile dialogo tra le due dimensioni, con un'attenzione particolare a chi, come Pierre Huyghe, ha colto le sfide del nuovo medium per profilare una nuova estetica “postumana”.Arte senza artista è una riflessione tra storia, tecnica e filosofia, un saggio in cui l'arte, osservata attraverso il prisma dell'intelligenza artificiale, emerge ancora in tutta la sua complessa umanità. Conoscere meglio la macchina diventa così un modo per capire la nostra espressività, e quindi noi stessi.Luigi BonfanteSaggista, autore televisivo, sceneggiatore e divulgatore. Suoi contributi su arte moderna e contemporanea, televisione, cinema e musica sono apparsi su Doppiozero e Link – Idee per la TV.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Diego Fontaneto "Animali impossibili: la biologia estrema dei rotiferi" Bergamo Scienza

    Play Episode Listen Later Sep 21, 2026 19:31 Transcription Available


    Diego Fontaneto"Animali impossibili"Bergamo Scienzawww.bergamoscienza.itL'incontro con il biologo ed ecologo Diego Fontaneto alla XXIV edizione di BergamoScienza si terrà venerdì 9 ottobre 2026 alle ore 18:30.Animali impossibili: la biologia estrema dei rotiferi bdelloidei.Luogo: PalaScienza, situato in Piazza della Libertà a Bergamo.Modera: Maurizio Casiraghi, membro del Comitato Scientifico di BergamoScienza.Diego Fontaneto è un biologo ed ecologo, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR (CNR-IRSA) a Verbania-Pallanza e Head of Delegation per l'Italia del GBIF (Global Biodiversity Information Facility). Considerato tra i massimi esperti nello studio della meiofauna, ha focalizzato le sue ricerche su organismi microscopici e resilienti come i rotiferi bdelloidei e i tardigradi. Fontaneto indaga i meccanismi evolutivi, la speciazione, le strategie di sopravvivenza in condizioni estreme e le regole geografiche che governano la biodiversità invisibile a occhio nudo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Claudia Scarpati "Dalla ferita a casa"

    Play Episode Listen Later Sep 21, 2026 25:32 Transcription Available


    Claudia Scarpati"Dalla ferita a casa"Mondadori Editorewww.mondadori.itAttraverso esercizi pratici e una scrittura potente, che accarezza e scava, Claudia Scarpati ci insegna a trasformare ogni vuoto in una «stanza interiore da abitare» e a costruire così dentro di noi un luogo sicuro, dove smettere di fingere, compiacere o difendersi. Ci sono donne che hanno imparato a sorridere mentre dentro tutto crolla, a dare senza ricevere, a resistere, ma non a sentirsi davvero amate. Queste donne sono state bambine che, per sopravvivere in famiglie incapaci di dar loro ciò di cui avevano bisogno, si sono nascoste dietro una maschera di perfezionismo o di eccessiva disponibilità. «Piccole adulte precoci», bravissime a prendersi cura di tutti, tranne che di se stesse. Le ferite dell'infanzia non ci lasciano mai. Restano in silenzio dentro di noi e da lì condizionano le nostre scelte, le nostre relazioni, il modo in cui ci guardiamo allo specchio. Ma arriva sempre un momento nella vita in cui ci sentiamo pronte ad affrontarle, a partire finalmente per il viaggio più importante di tutti: quello che porta dalla ferita a casa. Claudia Scarpati ci prende per mano e ci accompagna proprio in questo lungo e delicato percorso, un cammino interiore che attraversa tre stagioni dell'anima: l'inverno delle ferite, la primavera del ritorno a se stesse e l'estate della fioritura. Al cuore di questo viaggio c'è l'incontro con la Bambina interiore, la nostra parte più vera ma anche più fragile, rimasta intrappolata come un reperto prezioso nell'ambra del passato, in attesa di essere vista, amata, liberata. Ma aspettare che qualcuno, qualcun altro, arrivi a salvarci è un'illusione, perché le uniche persone che possono davvero liberare quella Bambina siamo noi, diventando «madri e padri di noi stesse». Attraverso esercizi pratici e una scrittura potente, che accarezza e scava, Claudia Scarpati ci insegna a trasformare ogni vuoto in una «stanza interiore da abitare» e a costruire così dentro di noi un luogo sicuro, dove smettere di fingere, compiacere o difendersi. Un luogo dove, dopo anni di sofferenza e peregrinazioni, la nostra Bambina interiore possa finalmente sentirsi a casa.Claudia Scarpati è psicologa sistemico-relazionale. Da oltre vent'anni accompagna i suoi pazienti in percorsi di guarigione, coniugando sensibilità clinica, profondità emotiva e strumenti concreti per riscrivere la relazione con se stessi e con gli altri. Conduce masterclass e gruppi terapeutici molto partecipati e ha una pagina Instagram seguita da migliaia di persone.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Debora Rienzi "Come un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima" Christian Bobin

    Play Episode Listen Later Sep 20, 2026 18:42 Transcription Available


    Debora Rienzi"Come un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima"Appunti sulla vita interioreChristian BobinAnima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.comChristian Bobin (Le Creusot, 1951 – Le Creusot, 2022) è stato una delle voci più singolari della letteratura francese contemporanea: poeta in prosa, cercatore instancabile di un linguaggio capace di dire l'invisibile, autore di oltre trenta libri tradotti in tutto il mondo, spesso definito "il poeta del quotidiano" per la sua capacità di scorgere l'assoluto nel gesto più minimo.Come un piccolo sasso sul fondo di un'acqua chiarissima nasce da una lunga conversazione che Bobin concesse nel 2017 al giornalista e scrittore Patrice Van Eersel, confluita nel volume collettivo francese À la recherche de la vie intérieure (Albin Michel, 2017). AnimaMundi Edizioni ne isola ora, per la prima volta in italiano, la sola voce di Bobin, restituendo al lettore un testo breve e denso, quasi un colloquio a tu per tu.Curato e introdotto da Debora Rienzi, con la traduzione di Maddalena Cavalleri e Francesco Occhetto, il libro apre all'interno della collana "Piccole gigantesche cose" (n. 42), che l'editore dedica da anni a testi brevi capaci di custodire pensieri grandi.In queste pagine Bobin torna sulle domande che hanno attraversato tutta la sua opera: il mistero dell'amore, la fragilità intesa non come debolezza ma come forma di forza, la solitudine abitata come una dimora e non subita come un esilio, l'assenza che continua a parlare, il tempo che sfugge, la morte che non si lascia addomesticare, l'infanzia come sorgente a cui tornare.È una scrittura che rifiuta la fretta e il rumore, e che chiede al lettore la stessa lentezza con cui è stata pensata: pagina dopo pagina, la vita interiore si rivela non come rifugio dal mondo, ma come lo sguardo più esatto per abitarlo. Il titolo stesso — l'immagine di un sasso posato sul fondo di un'acqua trasparente — dice bene il metodo di Bobin: uno sguardo fermo, senza fretta, capace di far affiorare la grazia nascosta nelle cose minime.Un piccolo libro, per chi cerca ancora, nel fondo di sé, la propria sorgente.Debora Rienzi si è laureata in Filosofia all'Università di Padova e in Medicina all'Università di Bologna. Ha vissuto per anni come missionaria laica consacrata nella Fraternità Femminile dell'AMI, per poi scegliere la vita monastica nel Monastero delle Monache Camaldolesi di Poppi (AR). Si dedica oggi alla ricerca teologica tra lo Studio Teologico delle Benedettine Italiane e il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo, indagando l'intreccio fra teologia, scienze e spiritualità.Autrice della raccolta poetica Mi bolle il cuore (Fara Editore, 2018) e del saggio Dio rimane. Ri-orientamenti teologici (Cittadella Editrice, 2023), nel 2025 ha pubblicato Gratitudine. Il frutto della meraviglia (Paoline), dove scrive: «La gratitudine non è data, si dà... come un frutto che a sua volta diventa seme, un seme di speranza». Il suo libro più recente, A Dio non servono prove. Oltre il mito della colpa (Paoline, 2026), prosegue la riflessione sul rapporto fra fede e ragione, oltre le logiche del sospetto e della colpa.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Mateja Gravner "Come pensare il vino" Terra Madre, Salone del Gusto

    Play Episode Listen Later Sep 20, 2026 21:52 Transcription Available


    Mateja Gravner40 anni di Slow Food. 40 anni di grandi vini: GravnerTerra Madre / Salone del Gustowww.terramadresalonedelgusto.comTorino, 25 settembre 2026, ore 11:00Galleria Subalpina – Ristorante Arcadia, Ristorante ArcadiaPiazza Castello, 29 - TorinoLa masterclass è dedicata alla Ribolla Gravner, attraverso una verticale delle annate 2018, 2014, 2012, 2009 e 2007.www.gravner.itCi sono vignaioli che cambiano il vino. E poi ci sono quelli che cambiano il modo di pensarlo.Joško Gravner appartiene a questa seconda categoria. Nel corso della sua vita ha rivoluzionato il proprio modo di fare vino, fino a mettere in discussione ogni certezza. Il punto d'arrivo è la Ribolla, diventata nelle sue mani una visione del rapporto tra uomo, vite e terra. Lunghe macerazioni, fermentazioni spontanee, anfore interrate e rispetto dei ritmi della natura non sono nostalgia, ma la ricerca radicale di una verità più profonda, capace di influenzare intere generazioni di vignaioli.La masterclass è dedicata alla Ribolla, attraverso una verticale delle annate 2018, 2014, 2012, 2009 e 2007. Un viaggio di quasi 20 anni per scoprire come il tempo diventi parte integrante del vino, amplificandone energia, profondità e complessità. A chiudere, Rosso Breg 2007, tra le etichette più iconiche della cantina.Più che una degustazione, un'immersione nell'universo di un vignaiolo che non ha mai inseguito mode o consenso, ma soltanto la propria idea di verità. Perché il futuro, a volte, comincia migliaia di anni fa.#TerraMadre2026 è nel centro di Torino dal 24 al 27 settembre. Terra Madre è inoltre 5 mesi di #RoadtoTerraMadre, in Italia e nel mondo, dal 1° maggio al 20 settembre e ancora 8 giorni di #TerraMadreOff, a Torino e in Piemonte, dal 21 al 28 settembre. Degustazioni, convegni, progetti, tanti modi per stare insieme e riflettere, comprendendo come la biodiversità sia la nostra principale ricchezza e cultura di pace. La manifestazione è organizzata Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Antonio Padovano "Migrazione rurale e futuro dell'agricoltura mediterranea" Terra Madre

    Play Episode Listen Later Sep 20, 2026 18:44 Transcription Available


    Antonio PadovanoMigrazione rurale e futuro dell'agricoltura mediterranea: opportunità, rischi e nuove prospettiveTerra Madre / Salone del Gustowww.terramadresalonedelgusto.comTorino, 25 settembre 2026, ore 17:30Palazzo di Città, Palazzo di Città – Sala CarpaniniVia Corte d'Appello, 1 In tutto il Mediterraneo, Medio Oriente e Nord Africa (MENA), i cambiamenti demografici stanno trasformando le aree rurali e i sistemi agricoli. L'esodo giovanile verso le città accelera l'invecchiamento delle comunità rurali, riduce la disponibilità di manodopera qualificata e indebolisce il trasferimento delle conoscenze che per generazioni ha sostenuto l'agricoltura locale e la resilienza.Questo fenomeno ha implicazioni per la biodiversità, l'innovazione, il ricambio generazionale e lo sviluppo delle filiere agroalimentari locali. Al tempo stesso, la trasformazione delle campagne offre nuove opportunità. Come rendere di nuovo attrattive le aree rurali per i giovani? Come preservare i saperi locali integrando nuove competenze, tecnologie e modelli di impresa? Gli strumenti digitali possono migliorare la sostenibilità e la competitività, ma sollevano anche interrogativi su accesso, competenze e nuove disuguaglianze. Questo incontro vuole promuovere un confronto sul futuro delle aree rurali del Mediterraneo, esaminando le opportunità e i rischi legati alla migrazione rurale, al ricambio generazionale e alla trasformazione dei sistemi agricoli. Il dibattito prenderà spunto dai risultati di uno studio condotto nell'ambito del progetto CERERE (CEreals REsiliencyREvolution for Agile Supply Chain Management in the Mediterranean), finanziato dal Programma PRIMA dell'Unione Europea. Agricoltori, ricercatori, innovatori e decisori politici discuteranno di come rafforzare la resilienza delle comunità rurali, tutelando la biodiversità, i saperi locali e le identità territoriali.  Intervengono:Antonio Padovano, Università della Calabria, coordinatore del progetto CERERE, Italia  Turgut Orman, TARIM, partner del progetto CERERE, Turchia  Mohamed Wageih, responsabile del progetto PRIMA, Egitto  Francesco Sottile, agronomo, professore ed esperto di agroecologia, membro del Consiglio di amministrazione di Slow Food, Italia  Henry Burgsteden, responsabile senior per l'innovazione e capo dell'Unità per l'agricoltura digitale e l'innovazione nell'intelligenza artificiale, FAO, Paesi Bassi  Prof. İlkay Dellal, esperto della FAO, Università di Ankara, Turchia  Dott. Omar Elbadawy, responsabile del programma regionale, Centro per l'ambiente e lo sviluppo per la regione araba e l'Europa (CEDARE), Egitto  Accesso libero, senza necessità di registrazione. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Antonio Lodo "Scritti Adriesi"

    Play Episode Listen Later Sep 20, 2026 26:19 Transcription Available


    Antonio Lodo"Scritti Adriesi"Apogeo Editore / RemWebwww.remweb.itUn ampio percorso nella storia, nella cultura, nella memoria di Adria e del Polesine, attraverso ricerche archivistiche, studi biografici e riflessioni su letteratura, arte, società e territorio dalla fine del medioevo ai giorni nostri. La raccolta presenta oltre quarant'anni di scritti, comprendendo saggi, articoli, prefazioni, testi critici e documenti d'archivio. Gran parte dei testi riguarda cronache locali e interessa la storia sociale in senso largo, in cui spicca la straordinaria esperienza seicentesca dei “cannaroli”; ci sono riferimenti a grandi eventi (le due guerre mondiali, la Resistenza, l'alluvione del 1951), nonché alla storia di istituti quali l'Ospedale e il Liceo Bocchi, tra gli altri.A Luigi Groto, figura somma della cultura adriese, sono dedicati numerosi studi; altri riguardano i personaggi più eminenti dei gruppi familiari dei Bocchi: Carlo, Francesco Girolamo, Francesco Antonio, ma anche diversi grandi protagonisti della cultura adriese quali Antonio Buzzolla, Marino Marin, Nino Cattozzo, e - oggi - Gianfranco Scarpari.Alcuni contributi sono riservati al commercio, ai divertimenti, alla vita quotidiana fra ‘600 e ‘800, ad aspetti storici del territorio e del Delta del Po. Sono approfonditi temi quali la medicina, le superstizioni, la stregoneria, oltre che personaggi e vicende di mestieri legati all'acqua, evidenziandone cultura e credenze alimentate da dinamiche culturali e conflitti sociali.La sezione finale delle “Postille” scritte per questa occasione è riservata ad alcune note storico-filologiche, con qualche importante, originale, o curiosa, “rivelazione”.Antonio Lodo, insegnante di Italiano e Latino, poi preside e dirigente scolastico ai licei adriesi «Galilei» e «Bocchi», è stato sindaco di Adria dal 2004 al 2009. Storico del territorio, ha dedicato decenni di ricerca alla città e al Polesine: è autore di Adria, cuore antico del Polesine (Apogeo, 2015) e di studi dedicati a Luigi Groto, il «Cieco d'Adria». È membro dell'Istituto Polesano per la Storia della Resistenza, socio della Deputazione di Storia Patria delle Venezie e vicepresidente dell'Associazione Culturale Minelliana di Rovigo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/


    Francesca Scotti"La stagione delle case vuote"Hacca Edizioniwww.hacca.itFesta del Racconto, Carpiwww.festadelracconto.it3 ottobre 2026, ore 14:00Tutto il mondo del raccontoFrancesca Scotti in dialogo con Silvia NiedduIn occasione dell'uscita della sua ultima raccolta, "La stagione delle case vuote", incontriamo Francesca Scotti per esplorare insieme le sfide, le complessità e le straordinarie opportunità creative offerte dalla short story.Dopo il successo de Il tempo delle tartarughe (Hacca, 2022) – che ha conquistato la critica, è stato finalista al “Libro dell'anno” di Fahrenheit (Radio3) ed è appena stato tradotto e pubblicato in Giappone – Francesca Scotti torna con una nuova raccolta di racconti che conferma la sua voce unica, capace di fondere atmosfere quotidiane e perturbanti, realtà e dimensione visionaria. Le storie si muovono tra memoria, intimità e mistero, restituendo frammenti di vita che oscillano tra la delicatezza e l'inquietudine. In ogni racconto un dettaglio apparentemente minimo – un odore, un oggetto, un incontro casuale – spalanca squarci sull'invisibile e sulle zone d'ombra dell'esistenza.Francesca Scotti è nata a Milano nel 1981. Diplomata al Conservatorio e laureata in giurisprudenza, nel 2011 ha esordito con la raccolta di racconti Qualcosa di simile (Italic), selezione Scritture Giovani al Festivaletteratura, vincitrice del premio Fucini e finalista al premio Joyce Lussu. Ha pubblicato tra gli altri Il cuore inesperto (Elliot 2015), Ellissi (Bompiani 2017), Capacità vitale (Bompiani 2019). Collabora con Palazzo Marino in Musica e Mediterranean Ambassadors Music Experience. Suoi racconti e reportage sono stati pubblicati su diverse riviste italiane e straniere, tra le quali «La Lettura», «Nuovi Argomenti», «Granta», «RVM», «Quanto»,«Bezoar». Dal 2011 divide il suo tempo tra l'Italia e il Giappone.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Chiara Borgaro "Gliacrobati" E&U

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2026 14:00 Transcription Available


    Chiara Borgaro"Gliacrobati"E&U Il progetto espositivo nato dalla collaborazione con le berlinesi Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin In esposizione opere di Kevin Coyne, Jude Griebel, Gregor Hiltner, Michael Koch, Juan Logan, Lucebert, Fabrizio Molinario, Nelson Pernisco, Pablo Picasso, Evelyne Postic, Christian Rösner, Antoni Tàpies, Horst Wäßle, Reiner ZittaÈ stato inaugurato a Gliacrobati (via Ornato 4, Torino), E&U, il progetto espositivo nato dalla collaborazione tra la galleria torinese e le berlinesi Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin. Al vernissage erano presenti anche gli artisti Gregor Hiltner e Fabrizio Molinario. La mostra, che sarà visitabile fino all'1 novembre, è stata realizzata con il sostegno di Fondazione CRT e con il patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio Regionale del Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Circoscrizione 8. Che cosa viene considerato mainstream e cosa outsider? Chi lo decide e perchè? Il titolo E&U riprende la distinzione tedesca tra E-Musik e U-Musik, con cui si distingue tra musica “colta” e di “intrattenimento” e che, applicata alle arti visive, diventa il punto di partenza per riflettere sui criteri con cui il sistema dell'arte separa le opere mainstream da quelle outsider. Nata dall'incontro tra Galerie Kremers, che rappresenta artisti riconosciuti a livello internazionale, e Galerie ART CRU Berlin, l'unica galleria della capitale tedesca focalizzata sulle opere di persone con esperienza psichiatrica, disabilità intellettiva e artisti e artiste autodidatti, E&U gioca con i confini tra la cosiddetta arte colta e l'Outsider Art, tra formazione accademica ed espressione autodidatta. “Partecipare a questo progetto significa, per noi, prendere pienamente parte al più ampio processo attraverso cui il sistema dell'arte costruisce, attribuisce e legittima il valore”, dichiarano Chiara Borgaro e Greta Zambonin, presidente e vicepresidente de Gliacrobati: “L'esposizione invita il pubblico a considerare le categorie artistiche come strumenti interpretativi, e non come definizioni impermeabili e immutabili. E&U non intende dunque spingere il pubblico a chiedersi cosa appartenga all'una o all'altra categoria, quanto piuttosto a mettere in discussione le categorie stesse: le definizioni, ma soprattutto i processi, le convenzioni e le riflessioni che ne determinano la costruzione. Il progetto si concentra non tanto sui confini, quanto più sui meccanismi attraverso cui questi vengono tracciati, riconosciuti e continuamente ridefiniti. Perché ogni margine esiste solo in relazione a un centro, e ogni centro è destinato, nel tempo, a ridefinirsi. La collaborazione tra Gliacrobati, Galerie Kremers e Galerie ART CRU Berlin nasce in occasione della prima edizione del progetto, nel 2025, e si concretizza nella partecipazione dell'artista Fabrizio Molinario alla mostra berlinese. Come nelle precedenti edizioni, anche nel capitolo torinese le opere degli artisti rappresentati dalle diverse gallerie sono presentate indistintamente, senza che ne venga esplicitata la provenienza. L'intento è quello di disorientare lo sguardo, sottraendo all'osservatore le consuete coordinate attraverso cui attribuire all'opera un'origine e un valore, e di far emergere, al contrario, i punti di contatto tra ciò che viene comunemente ricondotto all'arte contemporanea istituzionale e ciò che appartiene invece al campo dell'Outsider Art. L'espressione “Outsider Art”, nata come ampliamento del concetto di “Art Brut” elaborato dall'artista francese Jean Dubuffet, e introdotta da Roger Cardinal negli anni Settanta, nel tempo ha progressivamente assunto significati sempre più ampi, fino a comprendere esperienze artistiche molto eterogenee. Più che designare un insieme definito di pratiche, oggi la nozione di Outsider Art continua a interrogare il rapporto tra centro e margine, tra inclusione ed esclusione, mostrando come tali confini siano tutt'altro che fissi. In esposizioneMary T. Bevlock, Kevin Coyne, Darédo, Solweig De Barry, Jude Griebel, Gregor Hiltner, Michael Koch, María Lapastora, Robert Linke, Juan Logan, Lucebert, Natascha Mann, Fabrizio Molinario, Marita Müller, Carlos del Toro Orihuela, Nelson Pernisco, Pablo Picasso, Evelyne Postic, Christian Rösner, Alexandra Rothausen, Volkmar Schulz-Rumpold, Howard Sherman, Antoni Tàpies, Ongun Tomar, Horst Wäßle, Reiner Zitta. L'ingresso è libero e gratuito.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Alberto Nerazzini "DIG Festival"

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2026 21:18 Transcription Available


    Alberto Nerazzini"DIG Festival"https://dig-awards.org/it/DIG Festival è il festival internazionale del giornalismo investigativo, ideato e organizzato dall'associazione no profit DIG, attiva dal 2015 nel sostenere e promuovere l'inchiesta giornalistica in Italia e nel mondo. Ha sede a Modena, città che ospita ogni anno cinque giorni di proiezioni, talk, mostre e formazione dedicati a chi fa informazione scavando sotto la superficie dei fatti.L'edizione 2026, la dodicesima, si svolge dal 23 al 27 settembre e porta il titolo "Bella Ciao", scelto per richiamare il canto partigiano e per affrontare il tema della compressione del dibattito democratico e del rapporto sempre più teso tra giornalismo, potere politico e grandi piattaforme tecnologiche. Il programma attraversa i nodi più urgenti dell'attualità: i nuovi fascismi, i diritti politici, sociali e civili, la crisi climatica, la criminalità organizzata, la povertà, la guerra.Il festival propone oltre cento eventi in cinque giorni: trenta talk pubblici con ospiti italiani e internazionali, venticinque documentari finalisti dei DIG Awards nelle categorie video (breve, medio e lungo reportage/inchiesta), sei podcast finalisti negli Audio Awards, dodici workshop gratuiti della DIG Academy accreditati dall'Ordine dei Giornalisti, tre mostre esclusive e tre serate musicali nella Chiesa di San Carlo. A questo si affianca DIG at School, il progetto rivolto alle scuole superiori di Modena e Bologna, che quest'anno ha raccolto oltre 1.200 adesioni tra gli studenti.La giuria internazionale è presieduta dal regista croato Igor Bezinović, affermatosi con "Fiume o morte!" (2025), e comprende tra gli altri Manisha Ganguly (The Guardian), Hoda Osman (ARIJ), Axel Björklund (SVT), Gabi Manuli (IPI) e Brigitte Alfter (Arena for Journalism in Europe). Tra i riconoscimenti spicca il DIG Pitch "Matteo Scanni", fino a 15.000 euro destinati a documentari investigativi in sviluppo o produzione: un premio che porta il nome del cofondatore e primo presidente dell'associazione, scomparso nel 2022 a 51 anni. Tra gli ospiti di questa edizione figurano, tra gli altri, Francesca Albanese, Marco Travaglio, Eva Galperin, Anna Foa, Marco D'Eramo e Paola Caridi.Alberto Nerazzini è giornalista investigativo, documentarista, autore, podcaster e conduttore televisivo. È cofondatore e direttore di DIG, l'associazione e il festival internazionale dedicati al giornalismo d'inchiesta, alla cui guida è succeduto a Matteo Scanni. Ha iniziato il proprio percorso professionale nella radio e nella carta stampata, per poi approdare alla televisione, in particolare in RAI, dove ha lavorato come inviato e autore per programmi come Sciuscià, AnnoZero e Report. Nel biennio 2024-2025 ha condotto insieme a Corrado Formigli "100 minuti" su La7, programma di prima serata dedicato al documentario d'inchiesta. Il suo lavoro giornalistico si concentra su criminalità organizzata, reati finanziari e corruzione politica; ha fondato Dersu, casa di produzione specializzata in documentari, podcast e inchieste. Nel marzo 2026 ha firmato su Il Fatto Quotidiano un'inchiesta che ha portato alle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Roberto Abbiati "Una tazza di mare in tempesta"

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2026 15:13 Transcription Available


    Roberto Abbiati"Una tazza di mare in tempesta"Scarabocchi Festival, Novarawww.scarabocchifestival.itFondazione Circolo dei Lettoriwww.circololettori.itUna tazza di mare in tempestaSabato 19 e Domenica 20 settembreNovara, Sala Arengo, Brolettoun viaggio in mare di Roberto Abbiati, in compagnia di Johannes Schlosser, musiche originali Fabio Besana, produzione Teatro de Gli Incamminati/ArmuniaMoby Dick prende vita in una performance per pochi spettatori, accolti nel buio di una stiva di legno allestita in sala. Piccoli oggetti, giochi di illusionismo e artigianato teatrale evocano il mare, i velieri, la balena bianca e il viaggio del capitano Achab, trasformando l'immaginario del romanzo in un racconto fatto di figure e suggestioni. Un modo per entrare, per qualche minuto, nel mondo creato da Melville.Torna a Novara, dal 18 al 20 settembre 2026, Scarabocchi. Il mio primo festival, la rassegna ideata da Fondazione Circolo dei lettori e Doppiozero dedicata a bambini e famiglie, che da nove edizioni intreccia letteratura, illustrazione, musica e teatro negli spazi del Complesso monumentale del Broletto. Il tema scelto per il 2026 è quello dei Mostri: creature reali e immaginarie lette come simboli dell'alterità, della paura e dell'immaginazione, attraverso incontri, laboratori, spettacoli e mostre pensati per un pubblico di tutte le età. Tra gli ospiti di questa edizione, lo psicoanalista Massimo Recalcati, la band Tre Allegri Ragazzi Morti, l'astronauta Paolo Nespoli, insieme a numerosi illustratori, autori di fumetti e artisti del teatro di figura.Nell'ambito del festival, alla Sala Arengo del Broletto, va in scena Una tazza di mare in tempesta di e con Roberto Abbiati, spettacolo ispirato al Moby Dick di Herman Melville. Lo spettatore entra letteralmente dentro la storia: la scena è una struttura di legno di circa 4x2,70 metri, alta 2,40, costruita come la stiva di una baleniera, dove il pubblico — non più di quindici spettatori alla volta, seduti sul pavimento o su sgabelli — viene accolto al buio e circondato su ogni parete da piccole scene che si animano con disegni, sculture e giochi di luce a lampadina. In poco più di venti minuti, preceduti da una breve introduzione, Abbiati fa rivivere in miniatura l'epica della caccia alla balena, restituendo "cose grandi" attraverso oggetti piccolissimi. Le musiche originali sono di Fabio Besana, la realizzazione è di Teatro de Gli Incamminati con il sostegno di Armunia. Lo spettacolo è in programma sabato 19 settembre (ore 12, 15, 16 e 17) e domenica 20 settembre (ore 11.30 e 12.30).Roberto AbbiatiNato a Seregno nel 1958, Roberto Abbiati debutta in scena a cinque anni e cresce nel teatro popolare e di figura italiano: è stato mimo al Teatro alla Scala ne Il diluvio di Stravinskij diretto da Peter Ustinov, ha fondato il Teatro d'Artificio con Bano Ferrari e Carlo Pastori, girando l'Italia con spettacoli di piazza, e ha lavorato in Repubblica Ceca con il regista e clown Bolek Polivka. Attore, disegnatore e scenografo, ha costruito una linea di lavoro personalissima che unisce teatro, disegno e piccola scultura, di cui Una tazza di mare in tempesta resta l'opera più conosciuta, portata in giro per festival e teatri italiani ed esteri da oltre quindici anni. Tra i suoi spettacoli anche Riccardo l'Infermo, Il viaggio di Girafe, Circo Kafka con Claudio Morganti e Giorni felici da Beckett. Al cinema ha lavorato con Carlo Mazzacurati (tra gli altri La giusta distanza e La sedia della felicità) e con Marco Paolini in Uomini e cani; ha firmato le illustrazioni per Un tentativo di balena di Matteo Codignola (Adelphi). Suona cornamusa, banjo e cucchiai.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Alessandro Fusacchia "Festival del Pensare Contemporaneo"

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2026 18:39 Transcription Available


    Alessandro Fusacchia"Festival del Pensare Contemporaneo"www.pensarecontemporaneo.itTorna a Piacenza, dal 24 al 27 settembre 2026 (con un'anteprima il 23), la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo. Nato nel 2023 per iniziativa di Alessandro Fusacchia, promosso dal Comune di Piacenza e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, il festival è cresciuto edizione dopo edizione fino a diventare uno degli appuntamenti italiani più seguiti dedicati al pensiero critico: oltre sessanta eventi distribuiti in tredici sedi della città, con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano, per un programma gratuito e diffuso che porta a Piacenza filosofi, scrittrici, scienziati, giornalisti e artisti.Il tema di questa edizione è "Attraversiamo. Lasciare/Approdare": un invito a riflettere sugli attraversamenti che segnano il nostro tempo — fisici e simbolici, personali e collettivi, generazionali e geopolitici — nel passaggio continuo tra ciò che si lascia e ciò a cui si approda. Un tema che raccoglie l'idea di fondo con cui Fusacchia ha immaginato il festival fin dall'inizio: rispondere a quella che lui stesso chiama "una grande accelerazione", in cui tutto corre e si rischia di riuscire solo a rincorrere, creando invece uno spazio per fermarsi e leggere meglio quello che accade dentro di noi e intorno a noi. Tre le parole chiave che secondo il suo ideatore tengono insieme il progetto: curiosità, cura e custodia.Il Posto delle Parole ha incontrato Alessandro Fusacchia per parlare della nascita e della crescita del festival, del significato del tema di quest'anno e di cosa voglia dire, oggi, progettare un luogo di pensiero pubblico capace di tenere insieme rigore culturale e partecipazione larga. Un dialogo sul mestiere di chi immagina e cura, edizione dopo edizione, uno dei festival culturali più seguiti d'Italia.Alessandro Fusacchia (Rieti, 1978) è ideatore e curatore del Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza e della Pratolungo Unconference. Dottore di ricerca in Scienze politiche e sociali all'Istituto Universitario Europeo di Firenze, ha lavorato al Consiglio dell'Unione Europea a Bruxelles, è stato capo di gabinetto del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini e consigliere diplomatico del Ministro degli Esteri Emma Bonino. Deputato della Repubblica dal 2018 al 2022, eletto con +Europa nella circoscrizione Estero-Europa, ha promosso in Parlamento gli intergruppi su intelligenza artificiale e orientamento scolastico. Oggi è vicepresidente per le relazioni esterne di Translated e fondatore di Plurals. Ha pubblicato anche tre romanzi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maria Antonietta Ferraloro "il Gattopardo, raccontato alle ragazze e ai ragazzi"

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2026 21:06 Transcription Available


    Maria Antonietta Ferraloro"Il Gattopardo"Raccontato alle ragazze e ai ragazziGiuseppe Tomasi di LampedusaGallucci Editorewww.galluccieditore.comÈ difficile non appassionarsi alle vicende personali dei protagonisti del Gattopardo – i superbi principi di Salina e i loro antagonisti, gli scaltri popolani della famiglia Sedàra – che Giuseppe Tomasi di Lampedusa riesce abilmente a intrecciare con la caduta del Regno delle Due Sicilie e le ambiguità dell'epopea risorgimentale. Il libro ci consegna una storia, lunga poco meno di cinquant'anni, in cui riescono a convivere in perfetta armonia le parabole esistenziali dei singoli individui, i loro complessi legami relazionali e amorosi, i giochi di potere a cui danno vita, e le ragioni, decisamente crudeli, dei cambiamenti nella società siciliana.L'opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nobile siciliano caduto in disgrazia, uscì senza clamore l'11 novembre 1958. Il suo destino, tuttavia, era un altro. Si impose ben presto come uno dei testi canonici della letteratura del Novecento e divenne uno dei libri più letti, tradotti e studiati al mondo. Per tutta la vita Giuseppe Tomasi di Lampedusa si è mostrato sensibile alla bellezza: inattesa, cercata. L'ha inseguita nelle varie forme d'arte che ha amato, quali musica, pittura, cinema, teatro, letteratura. Si è impegnato a cristallizzarne l'essenza nelle parole che ha scelto con cura, tutte le volte in cui ha scritto qualcosa, da una semplice lettera al capolavoro. L'ha interiorizzata nei suoi modi garbati, misurati, gentili che, pure nel tempo della miseria più assoluta, rimasero quelli di un gran signore. È possibile immaginare che si sia servito della bellezza come di un talismano per correggere le inquietudini della vita. Per sconfiggere la disarmonia dell'esistenza, i suoi momenti più intollerabili e duri. Di sicuro, non smise mai di accoglierla dentro di sé. Ecco perché non appena si prende in mano Il Gattopardo e lo si comincia a leggere, si prova una lieve vertigine.Maria Antonietta Ferrarolo è PhD in Storia della cultura, tutor coordinatrice presso l'Alta Scuola di Formazione insegnanti dell'Università di Catania, docente e saggista. Scrive per Focus Scuola e Treccani.it di intelligenza emotiva, neurodidattica e letteratura. Ha scritto diversi libri su Giuseppe Tomasi di Lampedusa, a cui dedica i suoi studi dal 2018. Con le sue ricerche ha ricostruito un periodo sconosciuto ma rilevante della biografia umana e letteraria del principe scrittore e ha riconsegnato il borgo di Ficarra alla mappa narrativa gattopardiana. È consulente per la cultura di Enti pubblici e privati.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Anna Kauber "L'orto come terzo paesaggio" Terra Madre, Salone del Gusto

    Play Episode Listen Later Sep 18, 2026 14:30 Transcription Available


    Anna Kauber"L'orto come terzo paesaggio"Terra Madre / Salone del Gustowww.terramadresalonedelgusto.comVenerdì 25 settembre 2026, ore 12:30L'orto come terzo paesaggio, con Anna Kauber, Roberta Mazzanti e Rita Tieppo.Slow Food ha seminato il mondo: lo ha fatto attraverso gli orti scolastici e di comunità, ridisegnando il paesaggio dei territori e ricostruendo un legame tra le persone e la terra. Ne parliamo con una regista e attivista, accompagnata da una scrittrice e da un'insegnante che ha fatto dell'orto un'aula scolastica.Nell'ambito dell'incontro, avverrà la proiezione corto di Geena Gasser, Menzione speciale Slow Food al Festival Cinemambiente 2026.Anna Kauber, Regista e documentarista, autrice del film In questo mondo, dedicato alle donne pastore in Italia. Il suo lavoro esplora il rapporto tra genere, natura e mestieri della terra. Ha pubblicato Colture in cammino. Esperienze di neoruralità urbana con fotografie di Ilaria Camorali, edizioni MUP – Monte Università Parma 2026,Roberta Mazzanti, Studiosa e critica letteraria fiorentina, attiva nel movimento femminista, legata a riviste e realtà culturali come Leggendaria. Insieme a Rosi Braidotti e Serena Sapegno ha pubblicato Baby Boomers. Vite parallele dagli anni Cinquanta a oggi, Giunti 2023.Rita Tieppo, Docente presso l'istituto comprensivo di Moncalieri, tra le più importanti protagoniste del progetto degli Orti in Condotta Slow Food, scelta tra le 10 donne che salvano la Terra in un progetto di Slow Food e Regione Piemonte.Questo appuntamento è prenotabile online sul sito cliccando sul pulsante “registrati”. Anche qualora non foste riusciti a prenotarvi perché l'appuntamento può risultare esaurito, vi consigliamo di presentarvi 10 minuti prima dell'inizio dell'evento presso la sala. L'organizzazione si riserva di riassegnare il posto in caso di assenza entro 5 minuti dall'inizio. Qualora prenotiate, ma vi risulti impossibile partecipare, vi chiediamo gentilmente di disdire la prenotazione scrivendo a info.eventi@slowfood.ithttps://2026.terramadresalonedelgusto.com/evento/lorto-come-terzo-paesaggio/Anna Kauber"Colture in cammino. Esperienze di neoruralità urbana" MUP – Monte Università Parma, 2026Il volume raccoglie l'indagine più recente di Kauber sulla neoruralità urbana: pratiche ed esperienze che portano dentro le città — negli orti scolastici e comunitari, negli spazi di margine — un rapporto con la terra che la campagna, per molti, ha smesso di offrire. È il testo che la porta a Torino per "L'orto come terzo paesaggio", dove dialoga con Roberta Mazzanti e Rita Tieppo a partire proprio dall'idea di spazio intermedio, né pienamente urbano né pienamente rurale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Tolja Djokovic "Scarabocchi Festival"

    Play Episode Listen Later Sep 18, 2026 11:37 Transcription Available


    Tolja Diokovic"Scarabocchi Festival"www.scarabocchifestival.itFondazione Circolo dei Lettoriwww.circololettori.itScarabocchi. Il mio primo festival torna a Novara dal 18 al 20 settembre 2026, ambientato come sempre nella cornice del Complesso Monumentale del Broletto. Tre giorni di laboratori, incontri, spettacoli e performance dedicati al disegno e alla creatività dei più piccoli, ma capaci di parlare anche agli adulti che li accompagnano. Il tema di questa edizione sono i Mostri: creature che spaventano e insieme affascinano, specchio delle paure e dell'immaginazione di grandi e bambini. Il festival si apre venerdì 18 con la lectio di Massimo Recalcati sul mostruoso e prosegue nel weekend con ospiti come Guido Scarabottolo, Vanna Vinci, Sergio Ruzzier, Davide Toffolo e Paolo Nespoli, tra disegno dal vivo, laboratori e narrazioni.Domenica 20 settembre, alle 11.30, il Broletto ospita AAA: Amanti di mostri cercasi, un laboratorio partecipativo condotto da Tolja Djokovic, che invita giovani esploratrici ed esploratori a raccogliere indizi, disegni e avvistamenti per costruire insieme un originale catalogo di creature fantastiche.Tolja Djokovic è autrice, regista e attrice teatrale, cresciuta a Roma e oggi attiva a Milano, dove dirige la compagnia tostacarusa da lei fondata nel 2019. Lavora in teatro dal 2009; tra i suoi lavori Per la città dolente (2021, con Roberto Latini), En Abyme (2022, Biennale di Venezia, regia di Fabiana Iacozzilli) e Lucia camminava, con cui nel 2023 ha vinto il 57° Premio Riccione per il Teatro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Nicola Armaroli "L'energia del futuro" Bergamo Scienza

    Play Episode Listen Later Sep 17, 2026 22:13 Transcription Available


    Nicola Armaroli"L'energia del futuro"Bergamo ScienzaBergamo ScienzaDomenica 10 ottobre 2026"L'energia del futuro"Con Nicola Armaroli e Telmo Pievaniwww.bergamoscienza.itNicola Armaroli"Emergenza energia. Non abbiamo più tempo"Edizioni Dedalowww.edizionidedalo.itL'umanità è a un passo dalla più grande crisi della sua storia: la crisi energia-clima. Per preservare la biosfera e la stessa continuazione della civiltà moderna, la transizione energetica è diventata ormai una necessità inderogabile. Non sarà una passeggiata, ma possiamo farcela, se iniziamo a correre. Ora. La crisi energetico-ambientale è l'emergenza delle emergenze: se non la risolviamo in fretta, soccomberemo. Questa crisi non sarà momentanea come una pandemia, sarà la crisi finale di una civiltà che si definisce moderna, ma che si ostina a basarsi su un motore vecchio, inefficiente e dannoso per tutti. Sì, perché l'energia è il motore di tutto, è quella cosa senza la quale non possiamo fare nulla. Tutti noi consumiamo continuamente energia, 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, anche quando non ce ne accorgiamo. La scienza ha già dimostrato che la crisi climatico-ambientale è causata da due fattori: un sistema energetico decotto da cambiare con urgenza e un sistema economico basato sul falso presupposto che la Terra sia un deposito inesauribile di risorse e una discarica di rifiuti senza limiti. La valanga dell'emergenza energia rischia di travolgere in modo irreversibile la nostra vita. Il tempo è scaduto: prendiamone atto e mettiamoci a correre lungo la strada di una lunga e difficile transizione.Nicola Armaroli è dirigente di ricerca del CNR, socio dell'Accademia Nazionale delle Scienze e direttore di Sapere, rivista di scienza fondata nel 1935. Allievo di Vincenzo Balzani, ha collaborato con il premio Nobel per la chimica Jean-Pierre Sauvage nel campo delle macchine molecolari. Si occupa di conversione dell'energia solare e studia la transizione energetica nella sua complessità scientifica, tecnologica, economica e sociale. Ha pubblicato oltre 250 articoli scientifici e 12 libri, tenendo conferenze in tutto il mondo. Svolge attività di consulenza per agenzie e società internazionali nei settori dell'energia e delle risorse. Tra gli scienziati italiani più citati, ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all'estero. Contribuisce regolarmente al dibattito sull'energia attraverso stampa, radio, televisione e canali digitali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Gennaro Romagnoli "Magnetico come un cervo, seducente come un pavone"

    Play Episode Listen Later Sep 17, 2026 18:27 Transcription Available


    Gennaro Romagnoli"Magnetico come un cervo, seducente come un pavone"I 7 archetipi per una comunicazione efficaceMondadori Editorewww.mondadori.itTi è mai capitato di parlare con una persona che voleva sempre avere ragione? Oppure con una con la quale non si può mai essere seri? Oppure con chi cerca sempre di sedurti? Ecco, queste persone non fanno altro che comunicare attraverso archetipi relazionali che ci portiamo dentro da sempre. Noi esseri umani spesso ci dimentichiamo di essere degli animali; invece ogni giorno reiteriamo comportamenti molto simili a quelli dei nostri cugini primati o dei nostri animali domestici. Questo avviene perché, sebbene la società sia cambiata e la tecnologia avanzata, il nostro cervello e il nostro corpo sono ancora gli stessi di decine di migliaia di anni fa. Ciò che ci consentiva di creare legami, accudire la prole, difenderci dalle minacce, giocare e accoppiarci è ancora dentro di noi. Sono i 7 archetipi relazionali fondamentali: attaccamento (come entriamo in relazione con gli altri), accudimento (come rispondiamo alla richiesta di relazione da parte di un'altra persona), rango (come comunichiamo il nostro valore), sessualità (come attraiamo gli altri), cooperazione (come collaboriamo con gli altri), esplorazione (come regoliamo il nostro equilibrio emotivo) e gioco (come impariamo a socializzare). E in questo percorso pratico tra psicologia e neuroscienze, Gennaro Romagnoli, utilizza questi archetipi associandoli a rispettivi animali totem (il cucciolo, l'orso, il cervo, il pavone, il suricato, il polpo e la lontra) per spiegare come funzioniamo, perché ci comportiamo in un certo modo e, soprattutto, perché comunichiamo in una particolare maniera. Dobbiamo renderci conto, infatti, che viviamo in una rete relazionale complessa, che la maggior parte dei nostri problemi emotivi, lavorativi o personali derivano dall'incapacità di gestire tale rete e che, viceversa, anche i nostri più grandi successi e soddisfazioni dipendono da come ci rapportiamo con noi stessi, con gli altri e con il mondo che ci circonda.Gennaro Romagnoli è psicologo e psicoterapeuta, specializzato in ipnosi e meditazione. Nel 2008 ha fondato il blog Psinel, diventato poi il podcast di self-help più ascoltato in Italia, in cui aiuta la sua community a intraprendere un percorso di realizzazione personale basato sulla ricerca scientifica. Nel 2020 ha lanciato Clarity, la prima app italiana per imparare a meditare e a gestire meglio le emozioni e i pensieri. Per Mondadori, nel 2020, ha pubblicato Facci caso e, nel 2023, Restare in piedi tra le onde.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Giovanna Durì "Scarabocchi Festival"

    Play Episode Listen Later Sep 17, 2026 13:33 Transcription Available


    Giovanna Durì"Scarabocchi"www.scarabocchifestival.itFondazione Circolo Lettoriwww.circololettori.itScarabocchi. Il mio primo festival torna con MOSTRI, la 9. edizione del festival a cura di Fondazione Circolo dei lettori e Doppiozero, che fa del gesto creativo il punto di partenza per esplorare il pensiero e l'immaginazione. Da venerdì 18 a domenica 20 settembre, Novara accoglie un programma di incontri, laboratori e spettacoli dedicato ai mostri: creature che abitano i miti, le fiabe e l'immaginazione, ma anche una parola che usiamo ogni giorno per indicare ciò che è straordinario, fuori misura o capace di suscitare insieme stupore, timore e meraviglia. Essere familiare e insieme estraneo, il mostro ci attrae proprio perché mette in discussione i confini dell'ordinario.L'inaugurazione è in programma per la sera di venerdì 18 settembre al Complesso Monumentale del Broletto (h 18), con una lezione dedicata al mostruoso e al perturbante, tenuta dallo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati. Si prosegue con il concerto di Tre Allegri Ragazzi Morti (h 21), un viaggio attraverso il repertorio della band e il suo inconfondibile immaginario disegnato.Per tre giorni Scarabocchi intreccia arte, gioco e immaginazione in un'esperienza condivisa di scoperta e creatività, animando Novara con attività, incontri e performance dedicate a bambini e adulti. Tra gli ospiti di questa edizione anche l'artista Vanna Vinci, il fumettista e scrittore Jerry Kramsky, l'autrice, regista e attrice teatrale Tolja Djokovic, l'artista Roberto Abbiati, le illustratrici Giovanna Durì, Serena Mabilia, molte e molti altri disegnatori, pensatori, scarabocchiatori.Giovanna Durì inizia la sua attività come grafica editoriale nel 1979, per poi dedicarsi con continuità al disegno e all'illustrazione. Ha curato cataloghi e mostre per alcuni dei nomi più significativi dell'illustrazione italiana contemporanea tra gli altri Lorenzo Mattotti, Gabriella Giandelli, Gianluigi Toccafondo, Guido Scarabottolo, Franco Matticchio e José Muñoz e collabora con case editrici italiane e internazionali. Dal 2012 espone e pubblica anche i propri disegni. Scrive per doppiozero, dove firma testi che intrecciano disegno, osservazione quotidiana e memoria.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Saba Anglana "Babel Festival, Bellinzona"

    Play Episode Listen Later Sep 17, 2026 13:43 Transcription Available


    Saba Anglana"Babel Festival"Lingue per mondi possibiliBellinzona, 16/20 settembre 2026www.babelfestival.comBabel Festival"In principio c'era il suono"Venerdì 18 settembre 2026Antico Convento, Bellinzonacon Saba AnglanaUna performance della cantante, scrittrice e attrice Saba Anglana, figlia di diverse culture, dall'Italia al Corno d'Africa, attorno alla capacità evocatrice del suono come radice più profonda della vocalità.Saba Anglana, dopo la laurea in Storia dell'Arte e l'esperienza in case editrici, si dedica alla musica e alla recitazione, lavorando in produzioni teatrali e televisive, sviluppando progetti discografici in ambito internazionale. Con distribuzione complessiva in 60 paesi, pubblica come cantautrice quattro album nelle lingue diverse che compongono il suo albero genealogico, con radici tra Italia e Africa orientale. Nel 2008 esce in tutto il mondo per l'etichetta inglese World Music Network il suo disco di debutto Jidka, The Line, i cui brani sono inseriti in raccolte con cantanti come Sally Niolo e Miriam Makeba. Negli anni successivi, tra tour e spettacoli dal vivo, Saba pubblica altri lavori musicali: in Biyo – Water is Love (2010) l'artista racconta l'acqua e le problematiche mondiali legate al suo sfruttamento. AMREF Italia la sceglie come sua testimonial per le sue campagne mediatiche ufficiali. Nel 2012, a seguito di un lungo viaggio come ambasciatrice dell'organizzazione umanitaria, pubblica un altro concept album dal titolo Life Changanyisha (trad. “La vita ci mescola”). Nel 2014 l'artista porta in scena come protagonista il monologo, di cui è anche autrice, Mogadishow, in cartellone per il Teatro Stabile di Torino. Del 2016 è lo spettacolo di teatro musicale Abebech – Fiore che sboccia – Storia di identità, preghiera e guarigione che Saba scrive e interpreta per il Festival Internazionale di Musica Sacra a Pordenone e porta in scena inaugurando nel 2017 il Festival Internazionale delle Colline Torinesi. Saba lavora anche come autrice e conduttrice radiofonica per programmi di Radio2, Radio3 e la Radio Svizzera. Il suo ultimo lavoro discografico si intitola Ye Katama Hod (trad. “La pancia della città”), presentato ad Addis Abeba dietro invito della Cooperazione Italiana in Etiopia. Con AnimaMundi ha pubblicato Lettera al mio fantasma. Piccola epopea dell'Assenza (2018).Nel 2024 Sellerio pubblica in Italia La signora meraviglia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maria Angela Previtera "Dinastie d'Europa sul Lago di Como"

    Play Episode Listen Later Sep 17, 2026 18:49 Transcription Available


    Maria Angela Previtera"Dinastie d'Europa sul Lago di Como"Villa Carlotta, Tremezina (Como)www.villacarlotta.itDal 18 settembre all'8 dicembre 2026, Villa Carlotta a Tremezzina (CO) ospita il nuovo appuntamento espositivo, dal titolo Dinastie d'Europa sul lago di Como. La principessa dei Paesi Bassi e i duchi di Sassonia-Meiningen a Villa Carlotta, che si propone di indagare un capitolo significativo e finora poco esplorato della storia della dimora, tra le più prestigiose del lago di Como e della Lombardia, approfondendo il contesto storico, artistico e culturale legato alla figura di Carlotta di Prussia e della corte di Meiningen, una delle grandi famiglie aristocratiche europee.La rassegna si concentra sul periodo compreso tra il 1843, anno in cui la proprietà fu acquistata dalla principessa dei Paesi Bassi Marianna d'Orange-Nassau, e il 1914, quando il duca Giorgio II scomparve, poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale.Curata da Maria Angela Previtera ed Elena Lissoni e promossa dall'Ente Villa Carlotta, l'esposizione costituisce l'appuntamento centrale del programma di celebrazioni per il bicentenario della nascita del duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen (1826-2026), consorte della principessa Carlotta e ultimo proprietario della Villa prima della costituzione dell'Ente Villa Carlotta. La mostra nasce dalla prestigiosa collaborazione con il Meininger Museen, Kulturstiftung Meiningen-Eisenach, Schloss Elisabethenburg, con le Royal Collections of the Netherlands e con la Fondazione Marianne, istituzioni strettamente legate alla storia e alla vicenda dinastica dei protagonisti dell'esposizione. Il progetto conferma il respiro internazionale dell'iniziativa e le collaborazioni culturali con importanti realtà museali italiane ed europee.Il percorso espositivo riunisce dipinti, sculture e documenti dell'epoca di Giorgio II conservati nel Museo di Villa Carlotta, ai quali si aggiungono materiali inediti recentemente entrati nelle collezioni grazie a importanti donazioni da parte dei discendenti della famiglia, nonché prestiti provenienti da collezioni private, fondazioni, musei e prestigiose istituzioni. Tra queste figurano la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, la Casa Museo Lodovico Pogliaghi – Sacro Monte di Varese, l'Amsterdam Museum, l'Haags Historisch Museum | Rijksmuseum de Gevangenpoort e Paleis Het Loo.L'esposizione è realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura, Regione Lombardia, Provincia di Como, Camera di Commercio di Como-Lecco, Comune di Tremezzina, Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a Milano, Ambasciata e Consolato del Regno dei Paesi Bassi, Fondazione dei Castelli e dei Giardini della Turingia, Fondazione Marianne, Meininger Museen, Kulturstiftung Meiningen-Eisenach, Schloss Elisabethenburg e Royal Collections of the Netherlands. «La mostra dedicata al bicentenario della nascita del duca Giorgio II ha offerto l'occasione per rinnovare e arricchire il percorso museale nelle sale adiacenti alla Grande Galleria. Il riallestimento ha permesso di destinare una nuova sala alle collezioni di arte applicata e di introdurre strumenti di coinvolgimento pensati per il pubblico più giovane», dichiara Maria Angela Previtera, direttrice di Villa Carlotta.L'intervento amplia il percorso permanente del Museo e consente al pubblico di ammirare collezioni e suppellettili appartenute al duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen, tra cui preziose ceramiche, vetri e argenti, testimonianza di un patrimonio profondamente legato all'identità europea di Villa Carlotta.Particolare rilievo nel racconto sarà riservato a Marianna d'Orange-Nassau, figlia del re Guglielmo I dei Paesi Bassi, che, a seguito del divorzio da Alberto di Prussia, visse un'esistenza libera e indipendente in Italia, raccogliendo una vasta collezione di capolavori artistici. Fu lei a ribattezzare la residenza «Villa Carlotta», in onore della figlia, che la ricevette in dono nel 1850, in occasione del suo matrimonio con il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen.Quest'ultimo, soprannominato «il duca del teatro», contribuì in modo significativo al rinnovamento della scena teatrale europea. La sua compagnia, i Meininger, era nota in tutta Europa per la cura delle rappresentazioni, delle scenografie e dei costumi. Giorgio II fu inoltre un grande appassionato e cultore della musica, amico di Franz Liszt e Johannes Brahms.Il duca impresse anche un significativo mutamento alla configurazione della Villa, del giardino e delle sue raccolte. Sotto la sua direzione, artisti e decoratori intervennero negli ambienti della residenza, arricchendoli con arredi e apparati decorativi, mentre le collezioni botaniche furono ampliate e il parco profondamente trasformato grazie al contributo di rinomati giardinieri di corte.Completano l'esposizione documenti e fotografie d'epoca, oltre ai progetti del parco di Villa Carlotta, rafforzando la sinergia tra giardino e museo, intesa come un sistema integrato capace di offrire al pubblico un'esperienza culturale coerente e articolata. La mostra mette in luce gli ospiti illustri che hanno frequentato la Villa, il cui passaggio è testimoniato nei libri firme compilati a partire dal 1843. Tra i nomi più celebri figurano la celebre scrittrice e saggista Mary Shelley (1840), il generale e governatore del Regno Lombardo-Veneto Josep Radetzky (1846), la Regina dei Paesi Bassi Anna Pavlovna Romanova (1846), il rinomato editore musicale e compositore Giulio Ricordi (1854), il futuro re d'Italia Umberto di Savoia (1860), il fotografo Giorgio Sommer (1874), il celebre pianista e compositore Johannes Brahms (1884), a testimonianza del ruolo della Villa quale crocevia dell'aristocrazia e della cultura europea, e non solo, dell'Ottocento. In questa interpretazione la storia locale si inscrive in una prospettiva europea: emerge la capacità del Lago di Como di attrarre e accogliere influenze culturali diverse e di trasformarle in un patrimonio condiviso, con una vocazione cosmopolita che ancora oggi distingue il territorio.Frutto di un'approfondita attività di ricerca da parte del Comitato Scientifico, la mostra si distingue per il suo rigoroso approccio storico-scientifico. A corredo del progetto espositivo è prevista anche la pubblicazione di un volume, a cura di Maria Angela Previtera ed Elena Lissoni, con contributi di studiosi e ricercatori nazionali e internazionali, con saggi, apparati e un'ampia documentazione fotografica. Comitato scientificoMaria Angela Previtera | Direttore, Villa Carlotta – Museo e giardino botanicoIlaria Bruno | Funzionario storico dell'arte, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e VareseHarald Hendrix | Professore emerito, Universiteit Utrecht, già direttore Royal Netherlands Institute in RomePhilipp Adlung | Direttore, Meininger MuseenKees Van der Leer | Co-fondatore, Stichting Erfgoed Prinses MarianneMarieke Spliethoff | già Curatore dei dipinti, stampe e disegni, Paleis Het LooTiziana Danelli | Professore, Università Vita-Salute San Raffaele di MilanoMaria Angela Previtera — Storica dell'arte (laurea in Storia e Critica dell'Arte, Statale di Milano, 1987), è direttrice di Villa Carlotta a Tremezzo. Specialista di pittura lombarda tra Otto e Novecento, ha lavorato a lungo su catalogazione e digitalizzazione del patrimonio artistico del territorio comasco e lariano, collaborando con editori come Electa e Silvana. Ha curato numerose mostre a Villa Carlotta, tra cui "Ritratto di famiglia. I Bisi" (2025), "L'Olimpo sul lago. Canova, Thorvaldsen, Hayez" (2024) e "Canova, novello Fidia" (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Chiara Di Nuzzo "L'imprevisto del viaggio"

    Play Episode Listen Later Sep 16, 2026 20:20 Transcription Available


    Chiara Di Nuzzo"L'imprevisto del viaggio"Piccola guida per chi teme di smarrirsiediciclo editorewww.ediciclo.itPartiamo dal titolo. L'imprevisto del viaggio esce nella collana "Piccola filosofia di viaggio" di Ediciclo, e già nel titolo dichiara la sua scommessa: prendere sul serio ciò che di solito liquidiamo come semplice fastidio — il contrattempo, il piano saltato, il treno perso — e farne il cuore stesso dell'esperienza del viaggiare.Chiara Di Nuzzo, psicologa specializzata in psicologia del viaggio, parte da una domanda tutt'altro che scontata: perché temiamo così tanto ciò che non possiamo controllare, quando è proprio l'imprevisto a mostrarci, meglio di qualunque itinerario perfetto, chi siamo davvero? Il libro si muove nella tensione tra il desiderio di avventura e la paura dell'ignoto, due spinte che convivono in ogni viaggiatore e che l'autrice non cerca di sciogliere, ma di far dialogare."Quando qualcosa si inceppa, l'imprevisto amplifica l'ignoto — ma allo stesso tempo rende visibili costumi, fragilità e soluzioni."È in questo doppio movimento che si gioca il senso del libro: il contrattempo come lente che mette a fuoco risorse — pratiche, emotive, relazionali — che nella routine del viaggio "organizzato" restiamo abituati a non vedere. Non una teoria astratta, ma un percorso che nasce dall'osservazione diretta di chi il viaggio lo vive e lo accompagna professionalmente da anni.Con un taglio agile e una voce personale — la stessa che da tempo anima il blog travelpsych.it — il volume alterna riflessione psicologica ed esperienza di viaggiatrice, proponendosi come una piccola guida per attraversare l'ansia da partenza, la perdita di controllo, il disorientamento in un luogo che non risponde alle aspettative, e uscirne con qualcosa in più di quanto si era partiti a cercare. Non un manuale di soluzioni preconfezionate, ma un invito a trattare l'imprevisto come materiale prezioso — forse il più prezioso — della propria crescita, dentro e fuori dal viaggio.Chiara Di Nuzzo è psicologa e viaggiatrice — o meglio, come ama definirsi lei stessa, "viaggiatrice e psicologa". Specializzata in psicologia del viaggio, applica strumenti di matrice cognitivo-comportamentale all'ansia da partenza, alla paura di volare e ai piccoli e grandi blocchi che possono accompagnare chi si mette in movimento.Ha fondato Travel Psych®, progetto che intreccia consulenza psicologica e cultura del viaggio attraverso il blog travelpsych.it, percorsi di accompagnamento individuale e corsi rivolti a viaggiatrici e viaggiatori, tra cui "Bagaglio a mano". Vive e lavora tra i suoi spostamenti e Milano. L'imprevisto del viaggio è pubblicato da Ediciclo Editore nella collana "Piccola filosofia di viaggio".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Davide Stolfi "La gratitudine delle assenze"

    Play Episode Listen Later Sep 16, 2026 24:27 Transcription Available


    Davide Stolfi"La gratitudine delle assenze"bookabookwww.bookabook.itTra i palazzi di piazzale Siena, dove le luci restano accese e i silenzi pesano, Ludovico vive in equilibrio precario tra ciò che è stato e ciò che non riesce a diventare. Le sue giornate scorrono uguali, strette tra la casa e la presenza ingombrante della madre, dentro un tempo che sembra fermo.Poi arriva Viola, una giovane inquieta, che porta con sé un disordine che non chiede permesso. Si incontrano per caso, in un ascensore. Un istante, uno sguardo, e qualcosa si incrina.Quello che nasce tra loro non ha un nome. Non è amore, non è amicizia. È qualcosa che sposta gli equilibri, tracciando segni sottili ma incancellabili.Così comincia:Milano, sempre lì che si rifà il trucco, ma ogni tanto sbava il mascara e simula stoicismo imperturbabile. Clacson, motorini che sfiorano gli specchietti con la grazia di un colpo di tosse, gente che corre senza mancare l'appello alla rubrica consueta La dottrina della frenesia, il barista sotto casa ha cambiato persino il tipo di brioche, lo scopro dal primo morso; meno burro, più aria stantia di ordine indubbiamente previdente, in un talk show locale avrebbero denunciato: aumentano i prezzi, diminuisce la sostanza, tutto torna. Il caffè ustiona ma siccome mi lascio coinvolgere da una certa propensione metropolitana, seguendo l'attitudine conformista, lo bevo comunque perché fa parte del palinsesto; poi nella tasca destra chiavi (nemmeno di preciso so quali ho afferrato), imbrocco finalmente l'altro braccio della giacca mentre sono già in ascensore, mia madre dorme impassibile, tanto vale essersene andati spediti. Maglione marrone castagna ma non è tempo di vendemmia, jeans blu comprensibili se hai avuto tre minuti per pensare a cosa scegliere da indossare, uniforme da uomo che non ha certamente voglia di prediligere opzioni multiple o forse è la tenuta da battaglia di chi ha capito che le possibilità sono un trucco dell'epoca, un modo per farti credere che hai voce in capitolo mentre ti schiacciano con la suoneria di un WhatsApp alle sette e quindici del mattino.Davide Stolfi è nato a Vigevano nel 1988. Lavora a Milano in ambito sanitario e scrive romanzi, spesso attraversati da musica e cinema. Ha pubblicato “Un bacio agli imprevisti” e “Agricoltura del desiderio”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Paolo Bosca "Fare utopia"

    Play Episode Listen Later Sep 16, 2026 16:45 Transcription Available


    Paolo Bosca"Fare utopia" Edizioni Nottetempowww.edizioninottetempo.itFestival del Pensare Contemporaneo, PiacenzaVenerdì 25 settembre 2026, ore 18:30Coltivare l'altroveL'utopia come gesto concreto, tra campi, vigne e comunitàPaolo Boscawww.pensarecontemporaneo.itStretti tra un presente soffocato dalle distopie reali e un futuro che si prospetta come un vicolo cieco, la soluzione è una scommessa radicale: puntare sull'utopia, non più come un'invenzione letteraria o un modello astratto da contemplare, ma come un gesto concreto da compiere, qui e ora, nella terra che calpestiamo. Spaziando dalle campagne del Salento che rinascono grazie a collettivi di rigenerazione territoriale ai vigneti abbandonati della Val di Susa presidiati dai No TAV per realizzare, attraverso la protesta, una diversa modalità di convivenza; dalla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, dove il lavoro agricolo degli attivisti ha impedito la costruzione di un aeroporto, agli orti urbani che fioriscono nei luoghi incolti delle periferie metropolitane, questo saggio mostra come le manifestazioni contemporanee di dissenso condividono l'esigenza di uno spazio d'azione trasformativa e suggerisce, pertanto, una teoria dell'utopia che ponga al centro pratiche di collaborazione tra umani e non-umani, e che miri a ridefinire i limiti geografici dell'agire sociale.Paolo Bosca racconta di battaglie condotte sul campo che dimostrano come ogni evoluzione autentica abbia bisogno di terra fertile per mettere alla prova i desideri e nutrire alternative all'esistente, ragionando sugli strumenti che, oggi più che mai, appaiono essenziali per coltivare nuovi immaginari in grado di riconquistare il potere di trasformare il mondo.Paolo Bosca (Asti, 1996) vive a Venezia, dove collabora con l'Università IUAV. Dopo una formazione filosofica e alcuni anni di lavoro in editoria, ha cominciato a occuparsi di cibo e dell'impatto delle pratiche agricole sulla comprensione dell'ecologia, conseguendo presso le università di Pollenzo e Torino un dottorato in Estetica che coniuga approccio teorico e lavoro sul campo. Ha preso parte a ricerche e manifestazioni artistiche collettive presso varie istituzioni ed è autore di numerosi articoli pubblicati su riviste italiane e straniere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Musolino "Rosso Panarea"

    Play Episode Listen Later Sep 16, 2026 23:20 Transcription Available


    Francesco Musolino"Rosso Panarea"edizioni e/owww.edizionieo.itRosso Panarea rovescia l'immaginario turistico delle Eolie, mettendo in luce gli aspetti più oscuri e conferma Giorgio Garbo come uno dei grandi protagonisti del noir contemporaneoUn noir mediterraneo che intreccia l'indagine classica al racconto dei nostri tempi, affrontando la misoginia online, i femminicidi come fenomeno sistemico e il ruolo centrale giocato dai media nella spettacolarizzazione della cronaca neraUn mese dopo i fatti di Giallo Lipari, l'azione si sposta a Panarea, l'isola simbolo del lusso mediterraneo, la più amata dei vip. Dopo un evento di beneficenza, viene ritrovato il corpo di Amodie, giovane modella all'apice della notorietà. Il suo corpo giace su una spiaggia: non è un gesto impulsivo, ma il primo atto di un macabro rituale. A condurre l'indagine è l'ispettore Giorgio Garbo, milanese trasferito alle Eolie, un investigatore analogico in un mondo dominato dai social, affiancato dalla vice ispettrice Milena Russo che giocherà un ruolo centrale. L'inchiesta è una corsa contro il tempo fra una sfilata di moda e una regata velica, scavando sotto la superficie glamour dell'isola, tra influencer, giornalismo d'assalto e dinamiche di potere che trasformano i corpi femminili in una merce da sfruttare. Il cuore oscuro del romanzo apre le porte dei forum online della galassia incel, comunità maschili radicalizzate che trasformano la frustrazione in ideologia e la misoginia in un progetto politico di rivalsa.Francesco Musolino (Messina, 1981) è giornalista, scrittore e podcaster. Collabora con Libero, La Stampa, L'Espresso, Gazzetta del Sud. Nel 2019 ha pubblicato il romanzo L'attimo prima (Rizzoli), seguito dal saggio Le incredibili curiosità della Sicilia (Newton Compton, 2019) e dal libro per ragazzi Miti e storie del mare (La Nuova Frontiera Junior, 2023). Per E/O ha firmato i noir mediterranei Mare mosso (2022, Selezione Premio Scerbanenco), Giallo Lipari (2025) e Rosso Panarea (2026). Collabora con la Scuola Holden ed è l'ideatore del progetto non profit @Stoleggendo, nonché TEDx speaker.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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