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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori. "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it

IL POSTO DELLE PAROLE

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    Lello Voce (Musa!)

    Play Episode Listen Later Aug 3, 2026 18:54 Transcription Available


    Lello Voce(Musa!)Marco Saya EdizioniA distanza di trentacinque anni dalla sua prima uscita, torna in libreria uno dei testi più significativi della poesia italiana degli ultimi decenni: Musa! di Lello Voce, oggi ripubblicato da Marco Saya Edizioni nella collana "Conseguito silenzio". Apparso per la prima volta nel 1992, Musa! è un'opera capitale, punto di riferimento per almeno un paio di generazioni di lettori e di poeti, rimasta ingiustamente fuori commercio per troppo tempo. È un libro che ancora oggi cattura chi legge in un vortice magmatico di lingua, dove registri diversi si scontrano, si mescolano, si rincorrono in un continuo gioco di tensioni e variazioni sul tema. Lo spirito che percorre le pagine diventa un contenitore polifonico, capace di dare forma a una propria Babele del pensiero, caustica e istrionica, quasi un monito dal sapore infernale. Già allora Musa! confermava l'unicità della scrittura di Voce: vicina alla temperie del Gruppo 93, di cui l'autore fu tra i protagonisti, ma allo stesso tempo autonoma, difficile da catalogare, capace di un passo tutto suo.Uscito allora per i tipi di Mancosu Editore, corredato da una musicassetta audio che ne restituiva la dimensione sonora e performativa, Musa! anticipava già negli anni Novanta quella ricerca sulla parola detta, sul verso come materia vocale e ritmica, che avrebbe reso Lello Voce uno dei protagonisti italiani ed europei dello spoken word e, di lì a poco, l'artefice dell'introduzione in Italia del poetry slam. Una vocazione performativa che attraversa tutta la sua opera successiva e che rende questo ritorno in libreria tanto più prezioso: non un semplice recupero d'archivio, ma la restituzione di un laboratorio linguistico che ha continuato a lavorare, sottotraccia, per trent'anni.La nuova edizione riporta fedelmente l'introduzione alla prima uscita firmata da Romano Luperini e si arricchisce di un testo inedito: una lettera scritta da Franco Fortini per il giovanissimo autore campano, testimonianza ulteriore — se ce ne fosse bisogno — dell'importanza di un'opera che a distanza di tanti anni resta sorprendentemente attuale e continua a essere fonte di ispirazione per le generazioni di poeti venute dopo.Di questo libro e del percorso che lo ha portato, dopo tanti anni, a tornare tra le mani dei lettori, Lello Voce è ospite de Il Posto delle Parole, per raccontare la genesi di Musa!, il legame con il Gruppo 93 e con la stagione della neoavanguardia degli anni Novanta, l'incontro — anche editoriale — con le figure di Romano Luperini e Franco Fortini, e il senso di riproporre oggi, in un panorama poetico profondamente mutato, un testo capace di restare vivo e necessario. Musa!Lello VocePrefazione di Romano Luperini, postfazione di Franco FortiniCollana "Conseguito silenzio"Dal 2026 Marco Saya Edizioni fa parte del Gruppo PAP, diretto da Elena Mearini, insieme alla Piccola Accademia di Poesia di Milano. Lello Voce (Napoli, 1957) è poeta, scrittore e performer. Tra i fondatori del Gruppo 93 e della rivista "Baldus", vive e lavora a Treviso. È uno dei pionieri europei dello spoken word e della spoken music, e ha introdotto in Italia il poetry slam. Nel 2011, in occasione del Festival Internazionale di Poesia di Medellín, in Colombia, è stato tra i fondatori del World Poetry Movement, di cui fa tuttora parte il comitato esecutivo.Tra le sue raccolte di poesia: Singin' Napoli cantare (Ripostes, 1985), Musa! (Mancosu, 1992), I segni i suoni le cose (Manni, 1996), Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood (2003, Premio Delfini), Lai (D'If, 2007), L'esercizio della lingua. Poesie 1991-2008 (Le Lettere, 2008), Piccola cucina cannibale (SquiLibri, 2011, Premio Napoli 2012) e Il fiore inverso (Squilibri, 2016, Premio Nazionale Elio Pagliarani). Tra i romanzi, Eroina (Transeuropa, 1999), Cucarachas (DeriveApprodi, 2001) e Il Cristo elettrico (No Reply, 2006). Nel 2022 pubblica Razos (La nave di Teseo), vincitore dei premi Bologna in Lettere e Paolo Prestigiacomo.Ha collaborato con musicisti come Paolo Fresu, Frank Nemola e Antonello Salis, e i suoi testi sono stati tradotti in francese, inglese, spagnolo, catalano, tedesco, portoghese, giapponese e arabo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Roberto Silvestri "Dove finisce il silenzio"

    Play Episode Listen Later Aug 3, 2026 20:43 Transcription Available


    Roberto Silvestri"Dove finisce il silenzio"Morellini Editorewww.morellinieditore.itIn una lussuosa villa genovese, un magistrato è riverso sul pavimento. Morto. Accanto al corpo ci sonoi suoi due figli. Per tutti è un omicidio. Per Riccardo e Rebecca è il punto di rottura di una storia cominciata molti anni prima, quando il padre uccise la moglie sotto gliocchi del figlio. Da allora Riccardo ha fatto del controllo una forma di sopravvivenza. Rebecca, invece, ha scelto la fuga: una vita altrove, così lontana da non dover più nominare ciò che era accaduto. Ma quando Riccardo ritrova l'arma con cui suo padre uccise sua madre, il passato smette di restare al suo posto. Le versioni si incrinano. Le omissioni si moltiplicano. E si riapre una domanda che nessuno aveva mai osato formulare: che cosa è stato nascosto davvero, quella notte? Tra la verticalità inquieta di Genova e le luci rarefatte della Norvegia, Dove finisce il silenzio è un thriller psicologico sull'eredità della violenza e su quello che una famiglia può tacere, ma non cancellare. Perché la verità non annulla le colpe. Costringe solo a guardarle.Roberto Silvestri vive a Genova e da sempre progetta edifici pensati per la vita delle persone, mettendo al centro l'esperienza umana e i suoi aspetti più interiori. Da questo sguardo nasce il suo percorso narrativo, iniziato nel 2019 con il romanzo "Le risposte che non so darti", menzione d'onore al Premio Letterario Città di Sarzana 2020. Sul sito www.robertosilvestri.it e attraverso i propri canali social racconta storie di vita contemporanea e di regioni estreme del Nord Europa, in dialogo costante con una comunità di lettori sempre più ampia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Enrico Arosio "Baci dal Kashmir"

    Play Episode Listen Later Aug 3, 2026 16:59 Transcription Available


    Enrico Arosio"Baci dal Kashmir"Il viaggio che avevo rimossoIbis Edizioniwww.ibisedizioni.itAgosto 1993. Enrico Arosio, allora giornalista de L'Espresso ma in vacanza, e sua moglie Miki partono per dieci giorni in Kashmir: templi, giardini moghul, la capitale Srinagar affacciata sul lago Dal, trekking nelle valli sub-himalayane. Volevano solo riavvicinarsi all'Himalaya, dopo un viaggio in Nepal di qualche anno prima.Trovano invece una regione dilaniata da una guerra civile: la contesa tra India, Pakistan e indipendentisti islamici, l'occupazione militare, il coprifuoco, le sparatorie notturne nella Old City, il turismo azzerato, le case galleggianti in legno di cedro deserte. In quel clima sospeso tra bellezza e minaccia, un agguato di un gruppo di mujaheddin sulla via di Aru segna il punto di non ritorno del viaggio.Arosio pensò di raccontare questa storia già nel 1995, quando la decapitazione di un ostaggio occidentale nello stesso distretto di Anantnag gli riportò tutto alla memoria. Rinunciò allora, per non creare imbarazzo alla testata per cui scriveva. Trent'anni dopo, «più solo, ma anche più libero», ha deciso di riscrivere quei giorni: non una storia di guerra, ma un racconto privato che si intreccia a un contesto geopolitico complesso, e che restituisce anche l'incanto di quando «eravamo giovani e avventurosi».«Di colpo ricordavo tutto. Ricordavo l'incomprensibile violenza di cui io stesso, nel medesimo distretto di Anantnag, ero stato, insieme, testimone e vittima. Forse, forse era il caso che raccontassi anch'io una storia. Non una storia macabra, non una storia di morte e raccapriccio, ma un'avventura sempre sul filo della disavventura. Mai vissuta prima, mai rivissuta dopo. Una storia privata, ma non poi così privata.»Enrico Arosio (Milano, 1957) è giornalista, germanista e traduttore. Cresciuto bilingue, si è laureato in germanistica all'Università Ludwig Maximilian di Monaco con una tesi su Frank Wedekind.Redattore editoriale per Longanesi e Ubulibri, giovanissimo collabora con il manifesto e la Repubblica. Nel 1986 entra a L'Espresso, dove per trent'anni – dal 1989 nella redazione di Milano, di cui è stato caporedattore – firma circa 1.200 articoli di attualità e cultura, seguendo tra l'altro la riunificazione tedesca e le trasformazioni dell'Europa Centrale. Lascia il settimanale nel 2016; dal 2021 è recensore letterario per La Stampa-Tuttolibri.Esperto di Mitteleuropa, lavora come consulente editoriale, curatore e traduttore dal tedesco per Adelphi, Einaudi, Neri Pozza, Keller e Sellerio, portando in Italia autori come Alfred Döblin, Lion Feuchtwanger, Erich Maria Remarque, Ralf Rothmann, Martin Pollack e Hans Sahl. Ha pubblicato Piccoli incontri con grandi architetti (Skira, 2012). Collezionista d'arte, ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico.Con Baci dal Kashmir. Il viaggio che avevo rimosso (Ibis Edizioni, 2026) firma il suo primo libro di narrativa di viaggio, la cronaca di un'avventura vissuta con la moglie Miki in Kashmir nel 1993, rielaborata a distanza di trent'anni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Stéphan Grumbach "L'impero degli algoritmi"

    Play Episode Listen Later Aug 3, 2026 17:12 Transcription Available


    Stéphane Grumbach"L'impero degli algoritmi"Traduzione a cura di Federico RuggeriOlschki Editorewww.olschki.itLa cosiddetta ‘rivoluzione digitale' viene spesso descritta come un fenomeno esclusivamente tecnologico. In questo libro, Stéphane Grumbach ne propone una lettura radicalmente diversa: il digitale rappresenta in primo luogo una trasformazione politica, che si manifesta nel cambiamento progressivo e profondo del rapporto tra l'umanità, la complessità del mondo e i limiti del pianeta. Attraverso i concetti di ‘Tecnosfera', ‘Datasfera' e ‘intermediazione algoritmica', l'autore analizza come dati e algoritmi stiano ridefinendo conoscenza, potere e governance globale. In tal senso, il digitale assume rilievo non solo in termini di tecnologia, ma specialmente quale forza centrale nella riorganizzazione delle società contemporanee.Stéphane Grumbach è dirigente di ricerca dell'Institut national de recherche en sciences et technologies du numérique (INRIA), attualmente in servizio presso l'École Normale Supérieure (ENS) di Lione, in Francia. I suoi interessi di ricerca hanno progressivamente assunto una prospettiva più ampia, a partire dalle problematiche fondamentali dell'informatica fino all'analisi delle implicazioni politiche e sociali del digitale. I suoi lavori si concentrano sulla contemporaneità delle trasformazioni digitali e ambientali; sulla complessità, in continuo aumento, nell'arte di governare; nonché sulla pluralità dei modi di osservare il mondo. Egli vanta inoltre una solida esperienza internazionale: ha ricoperto incarichi diplomatici in Cina e ha vissuto a Roma negli anni Novanta, intrattenendo da allora costanti e proficui rapporti di collaborazione con l'Italia. - (febbraio 2026) Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Emma Lavinia Bon "Il vuoto e la differenza"

    Play Episode Listen Later Aug 3, 2026 25:51 Transcription Available


    Emma Lavinia Bon"Il vuoto e la differenza"Decostruzione e vacuità della MetafisicaOrthotes Editricewww.orthotes.comIl pensiero di Jacques Derrida muove da un'intuizione fondamentale: che le strutture concettuali della metafisica sono determinate in maggior misura da ciò che occultano o rifiutano piuttosto che da quanto pretendono di affermare. Se, quindi, è vero che la metafisica occidentale è stata dominata da un persistente horror vacui, è allora necessario ammettere che in essa il vuoto è presentissimo – come se la sua inconsistenza ne rendesse impossibile la definitiva cancellazione. L'horror vacui rappresenta il rifiuto, da parte della metafisica, di scoprire la vacuità delle proprie strutture che la decostruzione porta, invece, a manifestazione. La decostruzione mostra, in altri termini, la persistenza del vuoto nella divaricazione differenziante sempre in atto all'origine di ogni cosa. Il vuoto è immanente alle cose in quanto insistenza, in esse, della loro originaria infondatezza. Tale complicità tra vuoto e differenza è articolata, all'interno di questo libro, in un itinerario che muove dal vuoto democriteo alla kenosis mistica, giungendo infine alla śūnyatā, la vertiginosa vacuità che, nella tradizione buddhista, è il centro vuoto, centripeto e centrifugo, di ogni esperienza mondana.Emma Lavinia Bon svolge attività di ricerca presso Unipegaso e collabora con la cattedra di Estetica presso l'Università di Padova. I suoi studi includono l'estetica, con attenzione al concetto di scrittura, al simbolismo e all'architettura; la filosofia francese contemporanea; la filosofia interculturale, con particolare interesse verso le filosofie di area indiana. Ha pubblicato numerosi saggi in riviste italiane e internazionali, oltre alla monografia Il mito occidentale. Panikkar e il nostro tempo (Milano 2023), Aporie, di Jacques Derrida (Orthotes, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Alberto Beretta "Saremo tutti centenari"

    Play Episode Listen Later Aug 2, 2026 23:45 Transcription Available


    Alberto Beretta"Saremo tutti centenari"La rivoluzione della longevità in saluteLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euPer la prima volta nella storia umana, vivere cent'anni non sembra più un'eccezione, ma una trasformazione già in atto. Medico e ricercatore con una lunga esperienza internazionale, Alberto Beretta ha dedicato la sua attività scientifica allo studio del sistema immunitario e dei meccanismi biologici dell'invecchiamento, e in questo libro propone uno sguardo nuovo sulla longevità.L'invecchiamento che subisce il nostro corpo non è infatti un semplice accumulo di danni, ma una progressiva perdita di equilibrio, che possiamo rallentare conoscendo i meccanismi biologici capaci di mantenere il nostro organismo sorprendentemente “giovane”.Tra queste pagine, impareremo a nutrirci meglio assecondando le oscillazioni naturali del metabolismo, verificheremo la relazione stretta tra esercizio fisico e riduzione del rischio di tumore, scopriremo che una parte importante del nostro destino è scritta nei geni ma che abbiamo strumenti sempre più raffinati per monitorarli, verificheremo perché le donne, in tutte le società e popolazioni umane, sono mediamente più longeve degli uomini. E arriveremo a capire cosa possiamo fare, oggi, per invecchiare in salute: non solo stili di vita curati, ma anche medicina di precisione, molecole naturali capaci di intervenire sull'invecchiamento cellulare, pratiche semplici come l'allenamento respiratorio per regolare il sistema nervoso autonomo. Saremo tutti centenari è una guida rigorosa e scientifica per imparare ad abitare l'età lunga che ci attende, e soprattutto per prepararci a farlo fin da oggi.Alberto Beretta è medico immunologo. Ha vissuto come ricercatore in prima linea le due grandi pandemie virali dell'epoca contemporanea: AIDS e COVID-19. Ha iniziato la sua carriera in Svezia presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, per poi proseguire in Francia in un gruppo di ricerca sull'HIV diretto da Luc Montagnier, futuro premio Nobel. In quegli anni ha studiato i meccanismi attraverso cui l'infezione da HIV accelera l'invecchiamento del sistema immunitario. Rientrato in Italia, ha guidato per lungo tempo un gruppo di ricerca in immunologia presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. All'inizio degli anni duemila, dopo un incontro al MIT di Boston con Leonard Guarente, scopritore delle sirtuine, ha orientato il proprio lavoro verso la biologia dell'invecchiamento e della longevità. Da sei anni è direttore scientifico di SoLongevity, una start-up dedicata allo sviluppo di tecnologie per la longevità e dal 2025 presiede il Comitato Scientifico del Milan Longevity Summit.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Silvana La Spina "Le avvelenatrici"

    Play Episode Listen Later Aug 2, 2026 10:33 Transcription Available


    Silvana La Spina"Le avvelenatrici"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ una mattina di fine dicembre del 1783, l'aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un'impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra' Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l'ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l'orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell'uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l'anziana donna con cui, il giorno prima, c'era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l'unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d'oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell'aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l'arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell'oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa.«Sappiate allora che l'odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica».Silvana La Spina è nata in Veneto da padre siciliano. Vive tra Milano e Catania da molti anni e la Sicilia è alla base di quasi tutti i suoi romanzi. Tra gli ultimi: La bambina pericolosa (2008); Un cadavere eccellente (2011); La continentale (2014); L'uomo che veniva da Messina (2015). Per Neri Pozza ha pubblicato L'uomo del Viceré (2021), Angelica (2022) e L'ombra dei Beati Paoli (2024). Ha vinto il Premio Chiara nel 1993 con il romanzo Scirocco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Carmelina Novembre "L'essenza del genio"

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 20:23 Transcription Available


    Carmelina Novembre"L'essenza del genio"Il profumo di Leonardo da VinciBonfirraro Editorewww.bonfirraroeditore.itUn profumo può custodire una verità capace di attraversare secoli. Anchiano, 1452. Nell'atmosfera dorata della campagna toscana, tre donne assistono una giovane partoriente: è Caterina, sedicenne segnata da un passato doloroso. Schiava venduta a Venezia e madre di Leonardo, sa di non poter tenere il figlio che sta per nascere. Prima di lasciarlo, imprime nel neonato il ricordo di casa attraverso il profumo di una foglia di fico, un segno olfattivo destinato a sopravvivere al tempo.Torino, presente. Carmelina Novembre, profumiera alchimista, crea un'essenza rivoluzionaria ispirata non a Leonardo da Vinci in sé, ma a La Dama con l'Ermellino, l'opera più enigmatica del genio: una fragranza costruita come un ritratto olfattivo di Cecilia Gallerani, fatta di foglie di fico, ambra, pergamena e legno bagnato.La giornalista francese Giulia Dumas, affiancata dallo storico dell'arte Lorenzo Mantegazza, decide di investigare sull'origine di quella fragranza per il suo prossimo libro. La loro ricerca li conduce a una verità nascosta: il legame profondo tra Leonardo e Caterina, una madre di nobili origini strappata alla libertà, il cui amore vive nell'aroma che segnò l'infanzia del genio.Ma non tutti vogliono che la verità venga alla luce. Gabriele Volpe, profumiere spietato discendente di una famiglia umiliata da Leonardo, si mette sulle tracce del segreto olfattivo per sfruttarlo commercialmente. Il furto di documenti cruciali trasforma la ricerca storica in una pericolosa caccia al tesoro. Giulia dovrà seguire indizi olfattivi, collegare passato e presente e scoprire che il vero tesoro non è una formula segreta, ma la più potente delle storie d'amore: quella di una madre per il figlio che le fu portato via, eternata in un profumo.Carmelina G. Novembre è nata a Grassano, in provincia di Matera, dove ha trascorso infanzia, adolescenza e giovinezza. Dopo il matrimonio con Franco Novembre ha seguito il marito in diverse città italiane, vivendo tra Palermo e Modena prima di stabilirsi a Torino, dove ha trovato equilibrio tra vita familiare e professionale insieme alle figlie Idia e Giusy.Originaria della Basilicata e da sempre legata al mondo delle fragranze, ha trasformato questa passione in un mestiere: è un Naso, creatrice di profumi, e nella sua Maison torinese dà vita a essenze che nascono da storie, incontri e suggestioni. Con L'essenza del genio ha ideato anche una fragranza ispirata a La Dama con l'Ermellino, pensata come complemento olfattivo al romanzo.Nel 2021 ha pubblicato con Bonfirraro Editore Il mistero del profumo di Rol, il racconto autobiografico del suo incontro con la figura di Gustavo Adolfo Rol, sensitivo torinese, e della creazione dei profumi "Mistero" ed "Elna" a lui ispirati. Con L'essenza del genio, edito sempre da Bonfirraro nella collana Romanzo B., torna in libreria intrecciando romanzo storico, indagine contemporanea e arte profumiera.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Giuseppe Scaraffia "Una strana coppia" Jean Cocteau

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 13:27 Transcription Available


    Giuseppe Scaraffia"Una strana coppia"Jean CocteauTraduzione di Simona MambriniEdizioni Adelphiwww.adelphi.itSole e Luna alle prese con l'educazione dei loro piccoli astri – una storia scritta e disegnata da Cocteau per i lettori più giovani.Per la strana coppia di questa storia l'educazione dei figli è una faccenda piuttosto complicata. Troppo presi dalle loro incombenze, il signor e la signora Sole (nata Luna) affidano i loro piccoli astri alle cure di un cane che si guadagna da vivere come venditore ambulante di palloncini. Ma le conseguenze di una scelta a dir poco avventata non tarderanno ad arrivare...Basato sull'edizione originale pubblicata in tiratura limitata nel 1948, questo libro invita i lettori più giovani ad avventurarsi nel mondo grafico di Jean Cocteau.Giuseppe Scaraffia (1948) è un giornalista, saggista e critico letterario italiano, tra le firme storiche de "Il Sole 24 Ore" e collaboratore de "La Stampa". Esperto di Ottocento e Novecento francese, dandismo e mondanità letteraria, ha dedicato numerosi saggi a figure come Baudelaire, i dandy parigini e la vita mondana europea tra Otto e Novecento. Tra le sue opere più note: "Dandies", "Il romanzo di Parigi" e vari volumi sulle grandi cortigiane e sui salotti letterari.Jean Cocteau (Maisons-Laffitte, 1889 – Milly-la-Forêt, 1963) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, regista e artista visivo francese, figura centrale dell'avanguardia del Novecento. Legato all'ambiente surrealista pur mantenendo una voce indipendente, ha attraversato quasi ogni forma espressiva: dal romanzo ("Les Enfants terribles") al teatro ("La Voix humaine"), dal cinema ("La Belle et la Bête", "Orphée") al disegno. Amico e collaboratore di artisti come Picasso, Stravinsky e Diaghilev, resta una delle personalità più poliedriche della cultura francese del XX secolo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Carla Fiorentino "L'altrove è un cane bianco"

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 17:43 Transcription Available


    Carla Fiorentino"L'altrove è un cane bianco"Fandango Libriwww.fandangolibri.itVioletta detta Vetta, giornalista di viaggio romana, e Federico, l'uomo con cui divide il fardello dell'esistenza, hanno una nuova scusa per tornare nel loro altrove, Carloforte nel Sud Sardegna: l'inaugurazione del ristorante che la burbera Caterinetta ha deciso di aprire insieme alla laconica chef giapponese Misato, fondendo due culture culinarie misteriosamente simili.Entrambi hanno con l'Isola delle questioni in sospeso: Federico deve concludere l'acquisto della casa che ha promesso a Vetta come dimostrazione del suo amore; lei vuole reincontrare gli amici isolani, soprattutto Pietro, il bel sommozzatore di tonnara che non sente ormai da diversi mesi.Per uno strano incastro di coincidenze, questa volta, non saranno i soli a partire e la cosa non li rende troppo contenti.Ma il bello dell'altrove è che non è mai uguale a se stesso e anche questa volta Carloforte ha in serbo una sorpresa per la protagonista, che non resiste allo stimolo dell'ignoto ed è sempre pronta a mettere in discussione se stessa e le proprie relazioni con il mondo.Inevitabilmente ne uscirà cambiata, ma fino a che punto? Dopo I tonni non nuotano in scatola e Dallo scoglio si vede tutto, Carla Fiorentino ci riporta a Carloforte e tra una focaccia e un takoyaki, un bagno di notte e una scarpinata sulla falesia, ci ricorda che un sorriso al momento giusto non toglie il peso ai problemi, ma aiuta a vederli dal loro lato migliore (sempre che ce l'abbiano).Carla Fiorentino (Cagliari, 1979) a diciannove anni lascia la Sardegna per studiare a Roma, dove si laurea in Sociologia della Letteratura e inizia subito il suo viaggio nel mondo editoriale. Dal 2021 è la direttrice editoriale di Emons. Per Fandango Libri sono usciti Che cosa fanno i cucù nelle mezz'ore (2018), I tonni non nuotano in scatola (2020) e Dallo scoglio si vede tutto (2024). Nel 2020 ha realizzato Forty. Il podcast che ci rivela i superpoteri dei quarantenni (Emons Record) che è diventato un libro nel 2021. Nel 2025 per Emons è uscito il libro per ragazzi Anche il diavolo si stanca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maurizio Pratelli "Drink Parade"

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 20:13 Transcription Available


    Maurizio Pratelli"Drink Parade"101 canzoni da bere in un fiatoArcana Edizioniwww.arcanaedizioni.comDrink Parade nasce da una lontana suggestione mai rimossa: il piccolo Maurizio, nove o dieci anni, ogni venerdì mattina, appena suonava la campanella dell'ultima ora, usciva da scuola e correva fino a casa per arrivare in tempo per accendere la radio e ascoltare la sigla iniziale: “Lelio Luttazzi presenta Hit Parade”. A questo rito, per lui irrinunciabile, si era arresa anche sua nonna: nessun pranzo pronto in tavola finché non avevano ascoltato tutti gli otto 45 giri più venduti della settimana. Posate, piatti e bicchieri dovevano rimanere in silenzio fino alla canzone regina, quella al primo posto.Drink Parade nasce dunque da questo primo seme che ha dato vita alla passione per la musica, coltivata poi negli anni in varie forme. Ma naturalmente questo libro non potrebbe non essere anche figlio della fortunata relazione editoriale, in tre fortunati atti, tra Vini e Vinili. Un giovane erede che ha però già deciso di iniziare il proprio percorso cercando di evitare le troppe curve: “101 canzoni da bere d'un fiato”. Non una classifica ma un veloce viaggio di suggestioni pop senza tempo, dissetato alla fine di ogni tappa da un buon vino: Lucio Corsi e le vecchie vigne di Trebbiano, Elvis Presley e le bollicine ancestrali di un moscato secco, Bob Dylan e un leggendario Barolo delle Langhe, e via così, per 101 volte. Il filo conduttore è la leggerezza di un jukebox ritrovato lungo la strada in un locale metropolitano dove, dopo la prima canzone, l'autore ha chiesto al barman altre monete e un altro bicchiere di rosso.Prefazione di Alessio BrunialtiMaurizio Pratelli. Giornalista e promotore culturale, dal 2006 fa parte della giuria del Premio Tenco. Per Arcana ha pubblicato diversi saggi, tra cui la trilogia Vini e Vinili, divenuta nel tempo un cult degli abbinamenti tra calici e canzoni. Due, invece, i romanzi editi da Ultra Novel: La fattoria del pop (2024) e Scendo prima del capolinea (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Laura Bellinato "Il profumo degli dèi"

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 14:50 Transcription Available


    Laura Bellinato, Silvia Ferrara"Il profumo degli dèi"Fragranze del Mediterraneo anticoEdizioni del Mulinowww.mulino.itL'olio profumato si diffondeva nei templi come una presenza invisibile, ungeva i corpi delle regine e dei re, addolciva la pelle dei vivi e preparava quella dei morti. Tra le note persistenti di quella fragranza millenaria possiamo ascoltare l'eco di un mondo scomparso.C'era una volta, tra le stanze di un palazzo miceneo, una tavoletta d'argilla diversa dalle altre: i segni incisi in lineare B custodivano i segreti di un profumo antichissimo. Poche parole e nessuna istruzione: olio da bollire, coriandolo, cipero, rosa, salvia, miele, vino. Da queste liste scarne prende avvio un viaggio travolgente che ci conduce nei palazzi di Cnosso e Pilo, tra archivi e laboratori dove il profumo era materia preziosa, rituale quotidiano, segno di potere e di bellezza. Tracce minime che parlano di artigiani, scribi, reti commerciali mediterranee, pratiche religiose e cura del corpo, restituendo l'immagine di una società raffinata: i micenei producevano olii e aromi con grande maestria e competenza sensoriale. Entreremo così nel cuore di una delle più antiche industrie del profumo, in un intreccio di dati archeologici e scambi con l'Egitto, Cipro e le culture del Mediterraneo orientale. Fino a spingerci oltre, a dare nuova vita a tracce antiche per ricreare i profumi scomparsi, restituendo odore e corpo a un sapere di migliaia di anni fa.Laura Bellinato è dottoranda in Filologia egea all'Università di Bologna e ricercatrice nel progetto Sapience Fis (Symbols, Preliteracy and Code Evolution), coordinato da Silvia Ferrara.Silvia Ferrara insegna Civiltà egee all'Università di Bologna. Ha studiato allo University College di Londra e all'Università di Oxford. Per Feltrinelli ha pubblicato «La grande invenzione. Storia del mondo in nove scritture misteriose» (2019), «Il salto. Segni, figure, parole: viaggio all'origine dell'immaginazione» (2021) e «Il segreto delle isole. Storie di linee, memorie nascoste e mondi misteriosi» (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Bruno Ialuna "Giotto era il nonno di Banksy"

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2026 18:31 Transcription Available


    Bruno IalunaGIOTTO ERA IL NONNO BANKSYSiamo al mondo per lasciare un segnoMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art)fino al 2 maggio 2027  Lasciare un segno è uno dei gesti più antichi e profondi dell'esperienza umana.Un atto che attraversa la storia e trasforma lo spazio in racconto. Questa lunga storia, fatta di tracce, scritture e immagini nello spazio pubblico, è al centro di Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno, la grande mostra che racconta la nascita e lo sviluppo dell'arte urbana, dalle origini preistoriche ai protagonisti della scena internazionale.In programma al Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) di Montecatini Terme dal 29 giugno 2026 al 2 maggio 2027, l'esposizione, è a cura di Bruno Ialuna e si configura come un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. Giotto era il nonno di Banksy è un progetto di Mare Laboratorio di innovazione sociale ed ha il patrocinio della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana. Il percorso prende avvio da una considerazione semplice e universale: l'arte pubblica non nasce nel Novecento, ma affonda le proprie radici in un bisogno ancestrale. Dalle pitture rupestri alle incisioni della Val Camonica, dai graffiti di Pompei fino alle scritte sui muri delle metropoli contemporanee, lasciare un segno nello spazio condiviso è un gesto che attraversa epoche, culture e continenti. Il titolo della mostra richiama un filo invisibile che attraversa i secoli: se oggi Banksy incarna la street art nel mondo, già Giotto mostrava come l'immagine potesse parlare a tutti, trasformando muri e spazi pubblici in strumenti di comunicazione collettiva. L'esposizione si sviluppa in più sezioni, costruite come ambienti narrativi capaci di restituire contesti, atmosfere e trasformazioni del linguaggio urbano. Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, con testimonianze dei pionieri TAKI 183, Jec*, Sjk 171, Mike 171, Riff170, Snake1, Stay High149, Coco144, fino a protagonisti fondamentali come Quik, Iz The Wiz, Lady Pink, Toxic, Delta2, Sar e Zephyr. Una scenografia immersiva, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci, ricostruisce l'impatto visivo della metropolitana newyorkese, restituendo al visitatore il contesto originario di questa rivoluzione artistica. Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno, attraverso artisti che, dal secondo dopoguerra, hanno sviluppato linguaggi urbani in contesti differenti: da Cornbread a Blek Le Rat, da Harald Naegeli a Hector Carrasco, a Mick La Rock, in un dialogo tra esperienze nate a Philadelphia, Parigi, Zurigo, Santiago del Cile e Amsterdam. Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker, fino all'affermazione di Banksy, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta, quando l'arte urbana entra nei circuiti istituzionali, conquistando gallerie e musei. Opere d'arte, fotografie, materiali rari e documenti originali sono testimoni di quel periodo, e della nascita della Graffiti Hall Of Fame di Harlem e della storica 51X Gallery di St Marks Place. La mostra dedica inoltre ampio spazio alle connessioni tra arte urbana, musica e cinema, con riferimenti ai film cult Wild Style e Style Wars, e a materiali legati alla cultura hip hop, tra vinili, fotografie e testimonianze d'epoca. Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla scena italiana, dai pionieri degli anni Ottanta fino agli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale. Tra questi Flycat, Francesco Garbelli, Alice Pasquini, Maupal, Diavù, Blub, affiancati da importanti presenze della scena mondiale, con lavori che giungeranno da tutti e cinque i continenti. Giotto era il nonno di Banksy si propone così non solo come una grande ricognizione storica, ma come una riflessione sul rapporto tra individuo e spazio pubblico, tra espressione personale e dimensione collettiva, restituendo all'arte urbana la sua profondità culturale e la sua continuità nel tempo.  InformazioniGiotto era il nonno di BanksySiamo al mondo per lasciare un segnoMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art)Viale Giuseppe Verdi 46,Montecatini Terme (PT)29 giugno 2026 – 2 maggio 2027 OrariDa martedì a venerdì ore 10.00 – 12-00Sabato, domenica e festivi ore 10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00Lunedì chiusoIngresso libero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Nicola Campogrande "Liberi tutti"

    Play Episode Listen Later Jul 31, 2026 30:29 Transcription Available


    Nicola Campogrande"Liberi tutti"Esce per ARIA classics "Liberi tutti", il nuovo album interamente dedicato alla musica orchestrale di Nicola Campogrande, tra i compositori italiani oggi più eseguiti nel mondo. A interpretarlo è l'ADDA Simfónica di Alicante diretta da Josep Vicent, affiancata da tre solisti d'eccezione: il pianista Claudio Bonfiglio, la chitarrista Anabel Montesinos e il Meta4 Quartet.Il disco raccoglie quattro partiture che disegnano un ritratto ampio della scrittura orchestrale di Campogrande. Si apre con "Decisamente allegro", pagina che dichiara fin dal titolo la cifra ottimista e comunicativa del compositore torinese, per proseguire con "R. Un ritratto per pianoforte e orchestra", cinque movimenti — Home, Occhi, Conquiste, Notte, Finale — affidati a Claudio Bonfiglio. Segue "Cinque modi per aprire un concerto", e poi il "Concerto allegro" per chitarra e orchestra, nei tre tempi Andante, Larghetto e Andante gioioso, con Anabel Montesinos solista. Il disco si chiude con il brano che dà il titolo all'intero album: "Liberi tutti. Concerto per quartetto d'archi e orchestra", con il Meta4 Quartet impegnato in un serrato dialogo con l'orchestra lungo i tre movimenti Moderato, Largo e Allegro.Proprio "Liberi tutti" è il cuore del progetto. Commissionato dall'Orchestra Sinfonica di Milano, dalla Punavuori Chamber Music Association finlandese e da ADDA Sinfónica, il concerto ha debuttato il 6 giugno 2025 all'Auditorium di Milano, per poi essere eseguito in Finlandia e in Spagna, dove ha ottenuto grande successo di pubblico e critica. Campogrande stesso ne ha raccontato la genesi in un testo che accompagna la partitura, "Sciogliere le categorie": un brano nato pensando a un presente in cui «le categorie si sciolgono in continuazione», dove i riferimenti logici sembrano smarriti e regna «una buona dose di caos» — ma affrontato, scrive il compositore, «con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa». Non a caso nel brano cadono anche i confini di genere: per alcuni tratti è musica sinfonica, per altri musica da camera, con il quartetto che dialoga al proprio interno secondo la tradizione e insieme si apre di continuo al confronto con l'intera orchestra.È una musica che parla direttamente a chi ascolta, senza bisogno di mediazioni intellettuali: lo ha notato la critica spagnola, che dopo la prima esecuzione ad Alicante ha scritto di una «avventura dello spirito» capace di restituire, tanto nell'esecuzione quanto nell'ascolto, «una sensazione di libertà lontana da canoni e rigide considerazioni prestabilite». Un giudizio che si potrebbe estendere all'intero album: quattro partiture diverse per organico e occasione, tenute insieme dallo stesso timbro riconoscibile — luminoso, generoso, capace di restare popolare senza mai essere banale."Liberi tutti" è disponibile su Spotify, YouTube e sulle principali piattaforme digitali. Le partiture sono pubblicate da Breitkopf & Härtel.Nicola Campogrande è nato a Torino nel 1969 ed è considerato oggi uno dei compositori italiani più importanti sulla scena internazionale. Diplomato ai conservatori di Milano e di Parigi, dal 2017 la sua musica è pubblicata in esclusiva da Breitkopf & Härtel. Dalla stagione 2023/2024 è compositore residente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Orchestra Sinfonica di Milano.Nella sua musica critica e pubblico riconoscono una scrittura fresca ed espressiva, spesso al servizio di lavori dalla forte componente spettacolare: un linguaggio personale ma comprensibile, capace — come ha scritto il direttore Paul Daniel — di «creare musica che appartiene al pubblico, che non crea divisioni tra chi la esegue e chi la ascolta». Le sue partiture sono state eseguite da interpreti come Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Roberto Abbado, Mario Brunello e Gauthier Capuçon, in sale come il Teatro alla Scala, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi e il Rudolfinum di Praga, e incise su oltre 35 CD.Appassionato di teatro musicale, ha firmato opere come "Olympia", "#Folon", "De bello gallico", "La notte di San Nicola" e "I due usignoli", oltre a un ricco catalogo sinfonico e cameristico che comprende, tra gli altri, la Sinfonia n. 2 "Un mondo nuovo", il Concerto per pubblico e orchestra e, più di recente, "Liberi tutti" per quartetto d'archi e orchestra.Dal 1998 conduce programmi culturali su Rai Radio3 ed è stato per anni critico musicale, prima de la Repubblica e ora del Corriere della Sera. È autore di diversi libri di divulgazione musicale, tra cui "Occhio alle orecchie" (2015), "100 brani di musica classica da ascoltare una volta nella vita" (2018) e, più di recente, "Storia della musica classica. Il racconto di un'avventura straordinaria, dal Medioevo a Spotify" (2024). Dal 2016 al 2023 è stato direttore artistico del festival MITO SettembreMusica; in precedenza lo è stato per undici anni dell'Orchestra Filarmonica di Torino. È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Musica per Roma. Vive a Roma, dove insegna anche alla Scuola Holden di Torino dal 1994.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Giuseppe Fusari "I morti non mi sono mai piaciuti"

    Play Episode Listen Later Jul 31, 2026 26:53 Transcription Available


    Giuseppe Fusari"I morti non mi sono mai piaciuti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itIn questo giallo, dove l'arte è scenografia e prim'attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell'animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.Sembra addormentato l'uomo seduto a terra contro un ippocastano del viale, circondato da un marasma di foglie e rami spezzati dal nubifragio della notte precedente. Ma non dorme, è stato ucciso altrove, con ferocia, e spostato lì dove la pioggia ha lavato via ogni indizio. Agli agenti basta poco per riconoscere in quel corpo Riccardo Mazza, noto storico dell'arte e curatore di una mostra su trenta capolavori ritrovati inaugurata in pompa magna appena poche ore prima. A occuparsi del caso è il commissario Amedeo Alessandri, che di una vittima celebre come quella farebbe volentieri a meno. Come avrebbe fatto a meno di partecipare all'inaugurazione dove ha stretto la mano proprio all'uomo che ora giace, composto e senza vita, di fronte a lui. Lui che da vent'anni non ha più aperto un libro d'arte, non ha più guardato un dipinto, un catalogo; vent'anni trascorsi dalla morte di un altro stimato storico dell'arte, suo padre. Ma in quest'indagine ci sono altri elementi a turbare il commissario: il medico legale gli ha fatto sapere che il cadavere è istoriato con la parola falso, tatuata ovunque centinaia di volte, ossessivamente, con l'unica eccezione della testa e delle mani. E poi, nell'appartamento della vittima, vuoto come la cella di un monaco, viene rinvenuto un reperto che lo riguarda, destinato a far sanguinare vecchie ferite di un passato che non passa. In questo giallo, dove l'arte è scenografia e prim'attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell'animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.Giuseppe Fusari, accademico dell'Ateneo di Brescia, insegna Storia dell'Arte presso l'UniBrescia, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, è stato direttore del Museo Diocesano di Brescia e ha collaborato con prestigiose istituzioni culturali italiane e straniere. Al suo attivo ha la cura di diverse mostre che spaziano dal Rinascimento all'arte contemporanea e la pubblicazione di saggi e articoli di argomento storico e storico-artistico. Si dedica anche all'incisione e alla scrittura creativa. I morti non mi sono mai piaciuti è il suo primo romanzo, vincitore della settima edizione del Premio Neri Pozza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Giovanni Brizzi "Le vie di Ercole"

    Play Episode Listen Later Jul 31, 2026 24:54 Transcription Available


    Giovanni Brizzi"Le vie di Ercole"Edizioni del Mulinowww.mulino.itPer chi in ogni epoca abbia aspirato ad una posizione di potere Ercole ha simboleggiato l'eroe coraggioso che supera ostacoli immani per diffondere e proteggere l'ordine e la civiltà senza oltrepassarne le «colonne»: il mito, suo e delle sue imprese, si è trasmesso, forte e continuo nel tempo, da una cultura all'altra.All'interno del cosmo costituito dal bacino mediterraneo déi e miti hanno viaggiato, sulla scia del culto riservato loro e secondo le diverse tradizioni orali, e si sono talvolta trasfigurati. È così che Ercole presenta una singolare comunanza di aspetti con l'Eracle greco, celebre per le sue Fatiche, e con il Melqart fenicio, mentori dell'antichità intera. Rintracciando un itinerario tra i più suggestivi, il volume ripercorre le tappe che l'eroe/dio fenicio compirà da Tiro, toccando Cartagine, per giungere alle «porte della sera», alle mitiche Colonne termine del mondo. Mercante ed esploratore, poi colonizzatore e portatore di civiltà, Eracle/Melqart giungerà in Spagna, a Cadice. Di qui, compiendo l'intero periplo del Mare d'Occidente, passerà ai Pirenei e le Alpi, fino all'Italia, all'Aventino e a Crotone. Sui suoi passi si spingerà Annibale, compiendo nel segno di un simbolo condiviso da tutta la cultura antica, il sanguinoso pellegrinaggio della guerra con Roma. Giovanni Brizzi è professore emerito dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Officier nell'Ordine delle Palmes Académiques dello Stato Francese, socio dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, presidente della Deputazione di Storia Patria per le province di Romagna e direttore della «Rivista Storica dell'Antichità». Con il Mulino ha pubblicato tra l'altro «Il guerriero, l'oplita, il legionario. L'esercito nel mondo antico» (nuova ed. 2008), «Ribelli contro Roma» (2017), «Le vie militari romane» (2020) e curato «Guerre ed eserciti nell'antichità» (con M. Bettalli, 2019). Recentemente, «Imperium» (Laterza, 2024) e «La terra del tramonto» (Solferino, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Pinto "La ricchezza non giova ai morti"

    Play Episode Listen Later Jul 31, 2026 16:42 Transcription Available


    Francesco Pinto"La ricchezza non giova ai morti"Napoli 1962Harper Collinswww.harpercollins.itNapoli, 1962. Il boom economico avanza al ritmo di jazz. La città si trasforma a una velocità vertiginosa. Al Vomero, il quartiere dei nuovi ricchi, i palazzi di cemento crescono insieme alle ambizioni degli speculatori, disposti a tutto pur di conquistare la collina a colpi di mazzette. È una Napoli spaccata a metà: da una parte i salotti elitari, dove il vizio del gioco divora intere fortune e i debiti d'onore si pagano cari; dall'altra le umili domestiche, che spolverano i segreti delle famiglie borghesi e conoscono le vere miserie dei loro padroni.Quando il costruttore corrotto Angelo Rapace viene assassinato, la polizia cerca un colpevole comodo. Ma i protagonisti del Club 22, il locale notturno più in voga del momento, non accettano le ingiustizie e decidono di fare luce sulla vicenda.A capo di questa indagine non ufficiale c'è Samuele Caputo, in arte Sam, il talentuoso pianista del club, noto per reinterpretare i grandi pezzi americani in napoletano. Con l'aiuto del carismatico proprietario Eduardo De Angelis, un vero e proprio Robin Hood per la gente della zona, della pragmatica responsabile di sala Natascia e della magnetica stella del locale, Lucy Del Re, Sam si improvvisa detective. Si infiltra nelle spietate partite a poker della borghesia e corteggia le cameriere dei quartieri alti per raccogliere i pettegolezzi più succulenti.La ricchezza non giova ai morti è un giallo avvincente che non rinuncia all'ironia. Mescolando memoria e satira sociale, Francesco Pinto racconta un'epoca in bilico tra splendore e corruzione, un affresco vivido e pungente della Napoli degli anni Sessanta. Tra umorismo e dolore, miseria e nobiltà, i personaggi creati da Pinto, risolvendo misteri, mettono in scena una meravigliosa commedia umana.Francesco Pinto è nato a Salerno nel 1952 e vive a Sorrento. Laureato in filosofia, ha fatto una lunga carriera in Rai, di cui è stato direttore di Rai Tre e per molti anni direttore del Centro di Produzione Televisiva di Napoli. Sotto la sua guida sono nati programmi come Blu Notte, Novecento, La Squadra, Melevisione e Un posto al sole. Autore di saggi sulla storia della televisione — tra cui La fabbrica televisiva — negli ultimi anni si è dedicato alla narrativa, pubblicando per Mondadori la trilogia ambientata negli anni Sessanta composta da La strada dritta, Il lancio perfetto e I giorni dell'oro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Elena Kostioukovitch "Tradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni"

    Play Episode Listen Later Jul 30, 2026 25:50 Transcription Available


    Elena Kostioukovitch"Tradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euTradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni è insieme un'autobiografia collettiva, un saggio sulla traduzione, un viaggio nel cuore creativo di Umberto Eco e uno sguardo sulle trasformazioni culturali e politiche degli ultimi decenni.Elena Kostioukovitch intreccia la propria esperienza di traduttrice con quella dei colleghi che hanno portato nelle diverse lingue straniere le opere dell'autore del Nome della rosa, a partire proprio dall'avventurosa storia di quello straordinario romanzo d'esordio: pubblicato in tutto il mondo ma osteggiato dal Partito comunista sovietico per le sue idee “relativiste”, fu tradotto di nascosto e pubblicato in Russia soltanto nel 1988, dopo le riforme di Gorbacev. Attraverso episodi inediti, fotografie, riflessioni sulle scelte traduttive e un'attenta ricostruzione dell'evoluzione tecnologica che ha cambiato per sempre il lavoro editoriale, questo volume ricostruisce il dialogo dei suoi traduttori con un Eco ironico, a volte maniacale sui testi, sempre profondamente umano. Ma è anche il racconto del confronto tra culture diverse, della censura che non risparmia nessuno e di una Russia che cambia – dalla rigidità sovietica alla fragile libertà, fino alle tensioni del presente – osservata attraverso lo sguardo di chi traduce un convinto europeista.Un libro che è un omaggio e una testimonianza diretta dell'officina creativa di un grande autore, e si aggiunge alle riflessioni raccolte da Eco stesso nel suo saggio Dire quasi la stessa cosa: un'esperienza di traduzione raccontata in prima persona da chi ha la missione di restituire un universo letterario nella sua interezza.Elena Kostioukovitch è una scrittrice e traduttrice in italiano e in russo, nata in Ucraina a Kiev, laureata a Mosca e dal 1996 naturalizzata italiana. Ha pubblicato o curato più di trenta libri, molti dei quali in Russia. Tra questi, ha tradotto sette romanzi di Umberto Eco, numerosi libri di non fiction dedicati alla storia della cultura europea, antologie di autori italiani, monografie sulla storia dell'arte, e raccolte di poesie. Da diverso tempo, dissociandosi dal regime che si è installato in Russia, preferisce scrivere in italiano, lingua in cui ha pubblicato il romanzo Sette notti (2015). Nel 2000 ha fondato un'agenzia letteraria, Elkost Intl., che ha portato nel mondo autori russi (come Ludmila Ulitskaya, Guzel Yachina, Boris Akunin, Jurij M. Lotman) e ha pubblicato e promosso, anche per conto della ONG “Memorial” (premio Nobel per la Pace 2022), diversi reperti d'archivio che raccontano i misfatti del regime sovietico o riguardano la difesa dei diritti umani nella Russia contemporanea (come le lettere di Mikhail Khodorkovsky dalla prigione, 2008-2009). Ha vinto il premio Bancarella Cucina 2007 per il libro Perché agli italiani piace parlare del cibo (tradotto in 20 paesi), il premio Grinzane Cavour per la traduzione 2003 e il premio nazionale per la traduzione 2007 del Ministero dei Beni Culturali italiano. Ha insegnato in varie università del mondo, dalla Russia al Giappone all'Argentina, e alla Statale di Milano dal 2001 al 2017. Vive a Milano dal 1988. Presso La nave di Teseo ha pubblicato Nella mente di Vladimir Putin (2022) e Kyiv. Una fortezza sopra l'abisso (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Ilaria Maria d'Urbano "Mani di prugna"

    Play Episode Listen Later Jul 30, 2026 26:36 Transcription Available


    Ilaria Maria d'Urbano"Mani di prugna"Nino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itUn dialogo incessante tra vita morte e amore, in cui viene restituita la parola ai morti, ai dimenticati, e in cui chi resta interroga il mistero. Il distacco e il lutto assumono una nuova veste, in una dimensione di reciprocità.Ilaria Maria d'Urbano è poeta, scrittrice, sceneggiatrice. Ha pubblicato le raccolte di poesia Mirra (2023), Frantoio (2021), e il romanzo Alma, il dolore agile (con prefazione di Pupi Avati, 2020); il cortometraggio Alma, di cui Ilaria ha curato soggetto e sceneggiatura, ne è la trasposizione cinematografica. Dalla raccolta Mani di prugna nascono i progetti multidisciplinari E poi…? Dialogo tra amDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Matteo Garau "Ragione e positività"

    Play Episode Listen Later Jul 29, 2026 29:06 Transcription Available


    Matteo Garau"Ragione e positività"Le radici teologico-politiche del sistema hegelianoEdizioni ETSwww.edizioniets.comQuesto volume propone una rilettura dello spinozismo nel pensiero di Hegel, mostrando come il confronto con Spinoza non nasca anzitutto sul terreno della metafisica, ma attraverso la ricezione del Trattato teologico-politico. Emerge in tal modo come la decisiva influenza di quest'opera, per lo più sottovalutata dalla ricerca, risalga già agli anni della formazione hegeliana e condizioni profondamente la genesi e lo sviluppo del sistema. Da questa prospettiva, il significato essenziale della critica di Hegel allo spinozismo si mostra sotto una luce nuova, che riverbera sulla comprensione complessiva del suo progetto filosofico, legato a quello del pensatore olandese da un ambiguo e tormentato legame di affinità e contrapposizione. Matteo Garau è dottore di ricerca in Filosofia. I suoi studi riguardano la filosofia classica tedesca e l'Aufklärung, con particolare attenzione al pensiero di Hegel e alla ricezione di Spinoza in Germania, nonché al rapporto tra ragione e storicità. È autore di diversi contributi su riviste scientifiche.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Andrea Zagami "Capalbio Libri"

    Play Episode Listen Later Jul 29, 2026 12:15 Transcription Available


    Andrea Zagami"Capalbio Libri"www.capalbiolibri.itCapalbio Libri - festival sul piacere di leggereCapalbio, 1-8 agostoTeatro del leccio - via Giovanni Pascoli, 13 Tra gli ospiti: Claudio Cerasa, Maria Elena Boschi, Leonardo Colombati, Giuseppe Conte, Massimo Giannini, Tomaso Montanari, Giuliano Ferrara, Stefano Cappellini, Veronica De Romanis, Barbara Palombelli, Roberto Napoletano, Innocenzo Cipolletta, Michela Tamburrino, Lorenzo Bini Smaghi, Mauro Canali, Sergio Rizzo, Claudio Tito, Laura Cannavò, Pierluigi Battista, Bruno Manfellotto, Andrea Vianello, Chicco Testa, Giuliano AmatoQuest'anno gli incontri si svolgeranno al Teatro del leccio, una nuovissima struttura all'aperto in via Giovanni Pascoli 13, appena fuori dal centro abitato e firmato dal noto architetto olandese Maurice Nio. Si tratta di un'opera moderna e funzionale che assicura un'ottima acustica e una vista inedita sul borgo antico di Capalbio e le sue storiche mura. Come ogni anno, il festival è accompagnato da una nuova illustrazione,  scelta come ogni anno, dall'art director di Capalbio Libri, Piero Zagami che l'ha affidata a Jacopo Rosati.Il Festival è ideato e diretto da Andrea Zagami ed è organizzato dall'Agenzia di comunicazione integrata Zigzag. “Siamo felici di inaugurare questa nuova casa per Capalbio Libri – ha detto Andrea Zagami – voluta dall'Amministrazione comunale e dal suo Sindaco Gianfranco Chelini che, con il sostegno della Regione Toscana, dota Capalbio di un'importante infrastruttura sociale. Il nuovo teatro all'aperto fa seguito alla rinascita del Nuovo Cinema Tirreno di Borgo Carige. Adesso possiamo pensare ad un programma più vasto di iniziative che possa andare oltre l'estate”.Zagami ha poi ringraziato tutte le aziende che sostengono il festival. In particolare Intesa Sanpaolo che contribuisce attivamente alla vita culturale dei territori italiani, tra cui quello toscano, riconoscendo il valore della lettura e dell'editoria italiana  con un concreto sostegno ai più importanti festival e premi letterari. E Aspesi, che in occasione della XX edizione, ha voluto offrire al pubblico di Capalbio uno spettacolo dedicato alla narrativa breve: gli Aspesi readings conversazioni, letture e racconti del nostro tempo.“Siamo tutti preoccupati per la situazione politica internazionale, quindi quest'anno abbiamo scelto in gran parte libri di saggistica che ci aiutino a riflettere sul presente. Gli autori e le autrici saranno in dialogo con le più grandi firme del giornalismo” ha concluso Andrea Zagami.“Il successo di Capalbio Libri – commenta il sindaco Gianfranco Chelini - è legato certamente alla qualità degli ospiti e degli intervistatori che negli anni si sono susseguiti, ma anche al gruppo di lavoro di Andrea Zagami. Un'organizzazione corale che rende facile ciò che facile non è. A questo poi si aggiunge un altro elemento: se Capalbio Libri è giunto alla ventesima edizione è perché la rassegna è particolarmente apprezzata dal pubblico, peraltro in un periodo tutt'altro che felice per i libri e per la lettura. Siamo inoltre felici di poter accogliere l'edizione 2026 all'intero del nuovo Teatro del Leccio, un'opera che rinnova l'attenzione che l'amministrazione comunale ha verso la cultura".“La ventesima edizione della rassegna certifica il profondo legame tra Capalbio e i libri – commenta l'assessore alla Cultura Patrizia Puccini -. Un binomio che ogni giorno si rafforza e si rinnova grazie al lavoro della biblioteca comunale ‘La Piccola', al titolo ‘Città che legge' e ai tantissimi appuntamenti legati alla lettura che puntualmente vengono promossi. Non è un caso, infatti, che il nuovo Teatro del Leccio sia stato inaugurato proprio dal saggio finale di ‘Leggere: Forte!”, il progetto della Regione Toscana che ha visto protagonisti gli studenti dell'Istituto comprensivo ‘Pietro Aldi' di Capalbio e Manciano. Ringrazio Andrea Zagami non solo per la magia che le sue serate hanno sempre regalato al pubblico, ma anche per tutto quello che puntualmente fa per la lettura e per i giovani del nostro territorio. Una collaborazione che prosegue da vent'anni e che cresce nel tempo”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Raffaela Ulgheri "Minerva"

    Play Episode Listen Later Jul 28, 2026 23:21 Transcription Available


    Raffaela Ulgheri"Minerva"Il giudizio dei viventiedizioni effequwww.effequ.itE nel paese intanto i bambini non nascevano, strozzavano le pance delle mamme e nessuno aveva il coraggio di dire niente.Nel 1968, in un paese dell'entroterra sardo, la morte improvvisa del sindaco rompe un equilibrio che sembrava immobile. Poco dopo scompare anche il vicesindaco, e i commissari inviati dalla prefettura finiscono a loro volta dentro un disegno oscuro. A indagare allora arriva il pubblico ministero del Tribunale di Sassari, ma prove, testimonianze e supposizioni sembrano contraddirsi di continuo. Intorno all'indagine ufficiale si muove un'altra verità, fatta di silenzi, rapporti di potere, rancori familiari, tensioni separatiste e giudizi che il paese formula prima ancora della legge. In una Sardegna concreta eppure oscura, divisa tra Stato e comunità, case e istituzioni, paura e desiderio di autonomia, prende forma un giallo corale in cui il reale si incrina appena, e la colpa diventa la lingua segreta di un'intera comunità.Raffaela Ulgherisarda, giornalista. Vive e lavora a Milano per una testata europea specializzata in ambito finanziario. Minerva, finalista alla XXXVIII edizione del Premio Italo Calvino, è il suo primo romanzDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Paola Tonussi "Emily Dickinson. Gemma oscura"

    Play Episode Listen Later Jul 28, 2026 18:22 Transcription Available


    Paola Tonussi"Emily Dickinson. Gemma oscura"Edizioni Areswww.edizioniares.itEmily Dickinson (Amherst, 1830-1886) è una delle voci più radicali della modernità poetica, per l'originalità della sua riflessione su vita e morte, tempo e natura: la sua scrittura fu un'esperienza totalizzante ed eversiva, nel silenzio della Homestead, casa-prigione volontaria.La libertà della sua poesia si respira anche nei versi frammentati, nella punteggiatura innovativa e in un'intensa introspezione. Questo libro è più di un saggio biografico: è un viaggio intimo e poetico che attraversa le poesie e le lettere della Dickinson che ricordano «una torta fatta in casa, un utensile intagliato, una coperta fatta a mano». Come suggerisce l'autrice, dopo aver letto la poetessa americana non è più possibile tornare a una parola pacificata o trasparente: lettori e versi, infatti, si misurano sullo stesso piano per restituire la forza perturbante e il fascino oscuro della sua parola, una poesia che interroga e trasforma chi legge.Paola Tonussi è studiosa di letteratura inglese e americana dell'Ottocento e del Novecento e collabora a riviste italiane e anglosassoni, tra cui “Brontë Studies”. Ha scritto tra l'altro su Byron, Dickens, Virginia Woolf, Eliot, Brodskij e i Brontë. La sua biografia Emily Brontë (Salerno, 2019), è stata finalista al Premio Comisso 2020 per la sezione dedicata. Per Ares ha curato War Poets. Nelle trincee della Prima guerra mondiale (2022), Rupert Brooke: lo splendore delle ombre (2024), prima biografia italiana del poeta britannico, di cui ha curato anche le Poesie (InternoPoesia 2025, postfazione di Silvio Raffo), ed Emily Dickinson. Gemma oscura (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Gaspare Grammatico "La mentalità del granchio"

    Play Episode Listen Later Jul 28, 2026 19:38 Transcription Available


    Gaspare Grammatico"La mentalità del granchio"Un'indagine del Commissario Nené IndelicatoGiallo Mondadoriwww.mondadori.itUn omicidio senza arma del delitto. Tutti gli indiziati con un movente chiaro ma anche un alibi inattaccabile. Per Nenè Indelicato arriva l'indagine più difficile.Sono le nove passate di una soffocante serata di metà luglio, ma le prove generali della Tosca, al teatro della Villa Comunale di Trapani, non sono ancora cominciate. Il motivo è che ci sono tutti – la grande soprano polacca Clara Marinowski, gli altri interpreti, i musicisti – tranne uno: il direttore d'orchestra, il maestro genovese Viviano Baldi, trent'anni di carriera in giro per il mondo, mai un solo minuto di ritardo. La spiegazione arriva il mattino seguente, dopo un violento temporale, perché Baldi viene trovato morto in un bed and breakfast. Un infarto, pare. Ma ogni particolare sussurra un'altra storia. Il commissario Nenè Indelicato si trova davanti un'indagine chiusa come una cassaforte: alibi solidi, una rete che non si lascia strappare. E mentre tenta di forzarne i nodi, dall'altra parte della città un ragazzo sparisce in mare durante un'immersione. A dare l'allarme è la sua promessa sposa, sostenuta da una famiglia che non intende arrendersi. Le due vicende iniziano a sfiorarsi, poi a legarsi, ma la verità pare sempre fuggire. Nel frattempo la vita di Nenè rilancia antichi debiti: un passato che riemerge carico di ombre e la figlia sedicenne, Sara, che reclama risposte che lui non è pronto a dare. A Trapani nulla è solo ciò che sembra. E questa volta meno che mai. Nuova indagine per Nenè Indelicato, il commissario senza superpoteri che risolve i casi e le burrasche famigliari grazie al talento – quello sì, specialissimo – di empatizzare con gli altri.Gaspare Grammatico è nato a Trapani, dove torna appena può. Vive tra Torino e Milano. Autore tv, da anni lavora nella squadra del programma televisivo “Fratelli di Crozza”. Una questione di equilibrio (2023), è stato finalista al premio Fedeli 2023, Le spine del Ficodindia (2024), seconda avventura del commissario Nenè Indelicato, al premio Letterario Città di Erice 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Monica Pareschi "Ragazze squattrinate" Muriel Spark

    Play Episode Listen Later Jul 28, 2026 18:41 Transcription Available


    Monica Pareschi"Ragazze squattrinate"Muriel SparkAdelphiwww.adelphi.itChiudere in una residenza edoardiana che ha visto tempi migliori un gruppo di ragazze smaniose di tuffarsi nelle delizie e nelle trappole della vita adulta in una metropoli appena uscita dalla guerra, documentarne le infatuazioni, gli eccessi, le goffaggini, le piccole e grandi défaillance: parrebbero i solidi presupposti di una commedia brillante. È quanto promette, sulle prime, questo romanzo, che diventa tuttavia ben di più e ben altro nelle mani di una scrittrice che ha fatto della commistione di toni e del depistaggio il suo marchio di fabbrica. In una Londra metafisica e postbellica, segnata dalle bombe e dai razionamenti non meno che dai fremiti che si accompagnano alle prospettive di pace, le giovani donne del May of Teck, benemerita fondazione per lavoratrici sotto i trent'anni, si scambiano cioccolato e crema idratante, bollini della tessera annonaria e confidenze sugli amori in corso o solo fantasticati, e un unico vestito davvero elegante, mentre giungono gli echi delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Saranno questi, insieme ad altri indizi più vicini, reali e letterari, a suggerire la presenza di forze oscure in agguato e a farci presagire l'evento atroce e insondabile che segnerà la loro vita e quella di chi gravita intorno a loro. Un ticchettio minaccioso, come di una bomba pronta a esplodere, che risuona fin dalle prime pagine di un romanzo che è esso stesso un ordigno esplosivo raffinato e spiazzante.Muriel Spark (Edimburgo, 1918 – Firenze, 2006) è stata una delle voci più originali e taglienti della letteratura britannica del Novecento. Nata da padre ebreo e madre cristiana, dopo gli studi si trasferì per alcuni anni in Rhodesia, per poi tornare in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale, quando lavorò per i servizi segreti britannici. Nel dopoguerra si dedicò alla poesia e alla critica letteraria, diventando redattrice del Poetry Review; nel 1954 si convertì al cattolicesimo, passaggio che considerò decisivo per la propria vocazione di romanziera.Esordì nella narrativa con The Comforters (1957) e raggiunse la fama internazionale con The Prime of Miss Jean Brodie (1961, La ragazza di talento), da cui fu tratto anche un celebre film. Tra le altre opere principali: Memento Mori (1959), The Girls of Slender Means (1963), The Mandelbaum Gate (1965, premiato con il James Tait Black Memorial Prize), The Public Image (1968) e The Driver's Seat (1970). Il suo stile, ironico e spiazzante, unisce precisione formale e un gusto quasi crudele per il paradosso morale.Visse a lungo a New York e poi a Roma, dove nel 1968 conobbe l'artista Penelope Jardine: insieme si stabilirono infine in Toscana, a Civitella in Val di Chiana. Fu insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui l'Ingersoll Foundation T.S. Eliot Award (1992) e il David Cohen British Literature Prize (1997); nel 1993 fu nominata Dama Comandante dell'Impero Britannico.Monica Pareschi vive a Milano e da oltre vent'anni traduce autori di lingua inglese: tra gli altri Charlotte Brontë, Edith Wharton, Doris Lessing, Willa Cather, J.G. Ballard, Bernard Malamud, Shirley Jackson, Paul Auster, Alice McDermott, Hisham Matar, Mark Haddon, Muriel Spark e, più di recente, Claire Keegan, Christopher Isherwood, Tom Crewe, Ken Greenhall ed Emma Cline.Nel 2020 ha vinto il Premio Gregor von Rezzori per la traduzione di Cime tempestose di Emily Brontë (Einaudi, 2019); nel 2023 il Premio Fondazione Capalbio per la traduzione di Piccole cose da nulla di Claire Keegan. Insegna traduzione letteraria all'Università Cattolica di Brescia e lavora come editor freelance.È autrice di È di vetro quest'aria (Italic, 2014, Premio Renato Fucini) e della raccolta di racconti Inverness (Polidoro, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maria Luisa Frisa "After. Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985"

    Play Episode Listen Later Jul 28, 2026 23:03 Transcription Available


    Maria Luisa Frisa"After. Un percorso di lavoro"Fendi / Karl Lagerfeld 1985Fino al 25 ottobre 2026 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985, la mostra che rilegge e riporta in vita l'esposizione inaugurata nello stesso museo il 5 ottobre 1985, allora voluta da Karl Lagerfeld per celebrare i primi vent'anni del suo sodalizio con Fendi.Il progetto, promosso da Fendi in occasione dei cento anni della maison, è ideato da Maria Grazia Chiuri e curato da Maria Luisa Frisa. L'inaugurazione, il 9 luglio, ha coinciso con la sfilata Fendi Couture ospitata nelle sale della Galleria dedicate al Novecento.La mostra segue il più fedelmente possibile la struttura narrativa concepita da Lagerfeld quarant'anni fa, articolata nelle sezioni Tavolette, Caleidoscopio, Matrici Progettuali, Teatro, Pettine, Video, Schizzi e Computer: un percorso che non racconta l'abito finito, ma il processo che lo precede, tra schizzi, prove, ripetizioni e ossessioni creative.In sala tornano oggetti e documenti originali dall'archivio Fendi e da quello storico della Galleria — modelli in carta, tele preparatorie, cartelle di campionari, disegni — sostituiti solo dove mancanti da riproduzioni fedeli. Chiude il percorso una selezione dell'ampia rassegna stampa del 1985, occasione per riflettere su come sia cambiato, in quarant'anni, il modo in cui i musei italiani raccontano la moda.Riproporre una mostra che ha fatto epoca significa indagare la storia della moda e farla rivivere attraverso una ricontestualizzazione critica, ha spiegato la curatrice Maria Luisa Frisa: il titolo After segnala proprio questo doppio movimento, tra ciò che è stato e ciò che, da quella storia, può ancora nascere.Informazioni pratiche Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Viale delle Belle Arti 131, Roma 10 luglio – 25 ottobre 2026, da martedì a domenica ore 9:00–19:00, lunedì chiuso Ingresso incluso nel biglietto della GalleriaMaria Luisa Frisa è nata a Venezia e si è formata a Firenze, dove si è laureata in Storia dell'arte. Negli anni Ottanta fonda con Stefano Tonchi la rivista Westuff, cronaca della scena underground fiorentina tra moda, teatro d'avanguardia e voglia di uscire dalla provincia. Nel 1987 Giorgio Armani la chiama a occuparsi del progetto Emporio Armani Magazine e della comunicazione dell'immagine del marchio.Dal 2005 è professoressa ordinaria allo IUAV di Venezia, dove ha fondato e diretto il corso di laurea in Design della Moda e Arti Multimediali. Teorica e curatrice, è stata presidente di AISM (Associazione Italiana Studi di Moda) e ha diretto la collana Moda per Marsilio, curando numerose mostre e i relativi cataloghi. È autrice di Le forme della moda (il Mulino) e curatrice di I racconti della moda (Einaudi, 2024). Cura oggi After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Daniele Balicco "Ultima lezione: XX secolo" Daniel Link

    Play Episode Listen Later Jul 27, 2026 20:17 Transcription Available


    Daniele Balicco"Ultima lezione: XX secolo"a cura di Giuseppe Episcopotraduzione dallo spagnolo di Camilla CattarullaCronopio Edizioniwww.shopcronopio.itChe cosa significa insegnare il Novecento quando il Novecento sembra finito, ma continua a tornare sotto nuove forme? In questa Ultima lezione, Daniel Link trasforma il congedo da una lunga esperienza didattica in un intenso gesto critico e autobiografico: nessun nostalgico commiato, ma una presa di posizione sul presente.Attraversando letteratura, filosofia, filologia, politica, cultura di massa, tecnologie digitali e crisi dell'umanesimo, Link interroga, insieme, il senso stesso delle discipline umanistiche nell'epoca dell'intelligenza artificiale, dei nuovi fascismi, della disgregazione del legame comune e il significato della lettura come pratica collettiva e dissidente. Questo libro è una dichiarazione di metodo e una forma di resistenza. è anche un invito a riconoscerci, ancora, come “la specie che vive nei testi e grazie ai testi”  Daniel Link è scrittore, saggista e una delle voci più radicali della critica argentina contemporanea. Ha insegnato Letteratura del XX secolo all'Università di Buenos Aires. Ha curato edizioni fondamentali di Rodolfo Walsh e Rubén Darío. Tra i suoi libri più importanti: Suturas. Imágenes, escritura, vida, La lógica de Copi e, nella traduzione francese pubblicata da Gallimard, Autobiographie d'un lecteur argentin.Daniele Balicco è professore associato di Letterature comparate all'Università Roma Tre, dove insegna Teoria e critica della letteratura e delle arti visive, teoria del capitalismo e psicanalisi. Dal 2016 al 2018 ha insegnato all'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi ed è membro del direttivo scientifico del Centro Studi "Franco Fortini" di Siena. Tra i suoi libri: Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico (Manifestolibri, 2007), Nietzsche a Wall Street. Letteratura, teoria e capitalismo (Quodlibet, 2018), Umanesimo e tecnologia. Il laboratorio Olivetti (Quodlibet, 2021) e, da poco, Franco Fortini, Del copywriting come genere letterario. Gli anni all'Olivetti (Quodlibet, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Occhetta "Il filo nascosto"

    Play Episode Listen Later Jul 27, 2026 36:45 Transcription Available


    Francesco Occhetta, Davide Maggi"Il filo nascosto"Cinque princìpi per un mondo più umanoBUR Rizzoliwww.rizzolilibri.it“La terra è di tutti, non solo dei ricchi, dunque quando aiuti il povero tu restituisci il dovuto, non elargisci un tuo dono.” Queste le parole ardenti di sant'Ambrogio che il Cardinale Gianfranco Ravasi ci ricorda nella sua prefazione, e che inquadrano perfettamente il motivo profondo di questo libro. Perché nel tempo della tecnica e della IA, della crisi dei legami e della democrazia, abbiamo tutti la responsabilità di ricostruire ciò che è umano, oggi. In questo orizzonte i cinque principi della Dottrina sociale della Chiesa – dignità della persona, bene comune, sussidiarietà, solidarietà e destinazione universale dei beni – emergono come una bussola per orientare la coscienza personale e sociale dei popoli e promuovere pensiero, comportamenti, riforme e leggi. Cucendo un “filo nascosto” tra le prassi e le metriche di questi principi e le storie di vita di coloro che hanno cercato di metterli in pratica (dal primo presidente della Repubblica Ceca Václav Havel a Nelson Mandela, dalla partigiana e politica Tina Anselmi al presbitero Luigi Sturzo, all'imprenditore Adriano Olivetti e altri), gli autori svelano la strada sulla quale università e imprese, amministrazioni pubbliche e Terzo settore, corpi sociali e realtà ecclesiali possono – e devono – camminare insieme. Per generare scelte, politiche e stili di vita a difesa della dignità umana.Francesco Occhetta, gesuita, è segretario generale della Fondazione vaticana Fratelli tutti e docente alla Pontificia Università Gregoriana. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Milano, ha conseguito la licenza in Teologia morale a Madrid, il dottorato in Teologia morale a Roma e una specializzazione in Diritti umani a Padova. Giornalista dal 2000, scrittore dal 2008 al 2020 della rivista La Civiltà Cattolica, ha creato la Fondazione «Comunità di Connessioni» per formare le giovani generazioni all'impegno sociale e politico.Davide Maggi è economista e commercialista, docente di Economia alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. È presidente della Fondazione Comunità Novarese ed è autore, insieme a Francesco Occhetta, del libro "Il filo nascosto. Cinque principi per un mondo più umano" (Bur Rizzoli), con prefazione del cardinale Gianfranco Ravasi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Angelo Angelastro "Il doppio arcano"

    Play Episode Listen Later Jul 27, 2026 26:43 Transcription Available


    Angelo Angelastro"Il doppio arcano"Passigli Editoriwww.passiglieditori.itNel quarto centenario della morte, una commissione di esperti annuncia il ritrovamento dei resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio nel cimitero di Porto Ercole, ponendo fine a secoli di incertezze sul destino del grande pittore. Giornalisti da tutto il mondo accorrono alla conferenza stampa per seguire l'eccezionale evento, ma all'esaltazione generale non partecipa Morgan Van Dijk, l'inviato del quotidiano olandese «Dagblad», che coglie molte contraddizioni nel resoconto ufficiale. Il suo ironico corsivo e l'inchiesta personale che decide di portare avanti contro il parere della sua testata suscitano sdegno fra quanti rivendicano il merito della scoperta, e in breve tempo la sua vita si trova coinvolta in un vortice di intimidazioni e minacce. Come se non bastasse, l'impatto con le opere più trasgressive e la storia maledetta di Caravaggio finisce per minare l'equilibrio personale di Van Dijk, il quale arriva a scoprire verità nascoste che non aveva mai avuto il coraggio di indagare…A chi nuoce che venga alla luce la vera fine del pittore lombardo? Chi è il misterioso individuo che fa spiare ogni mossa del giornalista ostacolandone le ricerche? Con questa sua ultima pubblicazione, Angelo Angelastro ci offre non solo un thriller di grande impatto che tiene con il fiato sospeso sino all'ultima pagina, ma anche la prova che la storia del nostro Paese non smette mai di affascinare e suscitare interrogativi anche a distanza di secoli. Giornalista a ventun anni nella redazione pugliese de «l'Unità», Angelo Angelastro ha lavorato in Rai dal 1977, dedicandosi alle cronache della cultura e dello spettacolo. Nel 1994 approda al Tg1, testata per la quale ha svolto le funzioni di inviato in Italia e all'estero, intervistando i grandi protagonisti della musica, della letteratura, del cinema e del teatro. Nominato caporedattore, ha diretto dal 2001 al 2007 la “Redazione Società” del primo telegiornale italiano. Oltre ad aver curato molti Speciali ha ideato due Rubriche: “Tg1 Incontri” e “Tg1 Persone”.Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Mon-di miei” (Bolis, 2013), “Il bel tempo di Tripoli” (E/O, 2015) e “Le ultime tarantate” (Congedo, 2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Fernanda Rossini "Flannery O'Connor. Diari"

    Play Episode Listen Later Jul 26, 2026 21:51 Transcription Available


    Fernanda Rossini"Diari"Matematica avanzata e Diario di preghiera.Flannery O'ConnorEdizioni Areswww.edizioniares.itPrefazione di Benedetta CentovalliTraduzione di Fernanda Rossini e Alessandro Matone«Voglio vivere – non funzionare». Sono diari di lotta, come li definisce Benedetta Centovalli nella sua Prefazione, i due quaderni che Flannery O'Connor tiene durante gli anni di studio prima a Milledgeville poi a Iowa City e che sono riuniti per la prima volta in questa edizione a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone.Il primo quaderno, pubblicato negli Stati Uniti nel 2017 e finora inedito in Italia, corre lungo quaranta giorni, tra dicembre 1943 e febbraio 1944, e si intitola Higher Mathematics. Due anni separano questo primo diario da A Prayer Journal sulla cui copertina campeggiano le due date “Gennaio 1946 – Settembre 1947”.In questi diari la “lotta” di Flannery O'Connor si esprime in un dialogo libero e serrato con Dio in cui dalle vicende normali della quotidianità emergono desideri, delusioni e mortificazioni, la volontà di far coincidere il suo essere cattolica e artista, e una tensione all'infinito che il limite della vita insieme sconfessa ed esalta.E proprio nel senso della dipendenza da Dio e nella consapevolezza che la sua vita fa parte di un disegno più grande, il suo essere scrittrice trova significato e bellezza: «Caro Dio, voglio scrivere un romanzo, un buon romanzo».Flannery O'Connor (1925-1964) cresce tra Savannah e Milledgeville, in Georgia. In contatto con alcune delle figure letterarie più importanti del Novecento, la sua vocazione artistica, che si manifesta con sorprendente precocità, matura nel corso di scrittura creativa alla University of Iowa. Il 1952 è l'anno in cui esordisce con il suo primo romanzo Wise Blood (La saggezza nel sangue) e in cui le viene diagnosticato il lupus, una malattia che eredita dal padre. La sua carriera letteraria prende rapidamente il volo grazie ai racconti raccolti nel 1955 in A Good Man Is Hard to Find and Other Stories (Un brav'uomo è difficile da trovare ed altre storie). La seconda raccolta di racconti sarà pubblicata postuma nel 1965 con il titolo Everything That Rises Must Converge (Punto Omega); mentre il suo secondo romanzo, The Violent Bear It Away (Il cielo è dei violenti), è pubblicato nel 1960. L'edizione dei suoi Collected Works vince il National Book Award (1972) e nel 1979 esce il film Wise Blood diretto da John Huston e tratto dall'omonimo romanzo. Oggi Flannery O'Connor è considerata una delle più grandi scrittrici americane del Novecento. In catalogo Ares anche Flannery O'Connor. Vita, opere, incontri di Fernanda Rossini, con un invito alla lettura di Daniele Mencarelli.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Sara Due Torri "Casa d'acqua Casa di pietra"

    Play Episode Listen Later Jul 25, 2026 17:18 Transcription Available


    Sara Due Torri"Casa d'acqua Casa di pietra"Storia quasi vera del lago di PontechianaleIllustrazioni di Carola ZerboneFusta Editorewww.fustaeditore.itCasa d'acqua, casa di pietra è un albo illustrato che racconta una storia vera: il borgo di Chiesa, in alta Val Varaita, sommerso negli anni Quaranta dalle acque della diga di Pontechianale. La vicenda corre su due voci che si intrecciano: Stelo, una bambina che vede arrivare dalla città il «Progresso» – la diga, l'energia, le case da abbandonare – e Samu, una giovane trota che esplora il lago e finisce per nuotare tra le case sommerse. Sullo sfondo la guerra, l'emigrazione, l'intera comunità che trasloca portandosi dietro mobili, ricordi e perfino i propri morti. Un paese che sparisce sott'acqua e una bambina che, dal tetto della casa nuova, ritrova il padre e guarda il lago: una perdita che diventa bellezzaSara Due Torri, nasce a Genova, laureata in Antropologia ed Etnologia all'Università di Siena, è docente di Scuola Secondaria. Autrice, regista e coreografa, lavora da anni nel teatro e nella danza: crea e conduce rassegne di spettacoli, laboratori e incontri di lettura per bambinə e adolescenti. Nel 2018 capita per caso a Pontechianale: da allora la Val Varaita è la sua seconda casa. Casa d'Acqua Casa di Pietra è il suo primo libro.Carola Zerbone (1983) è un'illustratrice genovese. La sua opera spazia dal disegno editoriale alla pittura murale e tessile. Ha pubblicato per editori italiani e stranieri: Mondadori, Assimil, KairosDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Stefano De Martino "Troia, l'eterna illusione"

    Play Episode Listen Later Jul 25, 2026 30:52 Transcription Available


    Stefano De Martino"Troia, l'eterna illusione"Edizioni del Mulinowww.mulino.itTerra di re, eroi e dei. Tra realtà e leggenda, gloria e inganno, il racconto di una città che non ha mai smesso di bruciare. Troia non è soltanto un luogo del passato: è un ponte tra storia e mito, un simbolo universale capace di attraversare i millenni e di rinnovare il proprio potere evocativo. Queste pagine accompagnano il lettore in un viaggio suggestivo articolato in tre tappe – la scoperta, la città, la memoria – con l'intento di restituire vita, tra verità archeologica e immaginario collettivo, a una delle vicende più affascinanti del mondo antico. Con Heinrich Schliemann ci addentreremo tra le rovine e i tesori che egli riportò alla luce, rivivendo l'entusiasmo della scoperta ma anche le ombre di una controversia ormai leggendaria con il governo ottomano. Ci spingeremo poi nel cuore della città, per indagare chi fossero i troiani e come si svolgesse la loro vita quotidiana, dalle origini nel III millennio a.C. fino all'età classica. Infine, seguiremo le tracce della memoria di Troia attraverso i secoli, da Omero ad Alessandro Magno fino ad Atatürk, senza tralasciare le moderne rappresentazioni cinematografiche che continuano a farne un'icona senza tempo.Stefano de Martino è presidente del Centro ricerche archeologiche e scavi per il Medio Oriente e l'Asia di Torino, e già docente di Ittitologia nell'Ateneo torinese. Tra i suoi saggi: «Micenei e Ittiti» (con L. Godart, Einaudi, 2025), «La civiltà degli Ittiti» (Carocci, 2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Paolo Gamberini "Il post-teismo è ancora cristiano?"

    Play Episode Listen Later Jul 25, 2026 38:09 Transcription Available


    Paolo Gamberini"Il post-teismo è ancora cristiano?"Editrice Morcellianawww.morcelliana.netDi fronte alla secolarizzazione e alle recenti scoperte scientifiche, il cristianesimo attraversa una crisi di credibilità. L'idea di un Dio personale, separato dal mondo, che pianifica il corso della storia e interviene arbitrariamente nella creazione, è per molti difficilmente conciliabile con la cosmologia e la fisica quantistica, che descrivono l'universo come esito di processi evolutivi e la realtà come struttura di relazioni. Per dialogare con la modernità, la fede ha bisogno di linguaggi e paradigmi nuovi, radicati nella tradizione ma aperti al confronto con la scienza. Il post-teismo propone un'immagine di Dio come forza creativa che permea la realtà, l'evoluzione della natura e la storia degli uomini: tutto il mondo è in Dio, ma Dio non si esaurisce nel mondo. La questione se il post-teismo possa ancora dirsi cristiano dipende da come si definisce l'essenza del cristianesimo, in continuo cambiamento e capace, nel corso dei secoli, di ripensarsi senza tradire il cuore del proprio messaggio: Dio si svuota della sua divinità per incarnarsi nell'uomo e così rendere l'uomo e il mondo simili a sé.Paolo Gamberini, professore straordinario presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, ha insegnato a lungo negli Stati Uniti, a Berkeley, Chicago, Boston, San Francisco e Philadelphia. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Deus duepuntozero. Ripensare la fede nel post-teismo (Gabrielli, 2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Mario Bozzo "Premio per la Cultura Mediterranea"

    Play Episode Listen Later Jul 24, 2026 17:32 Transcription Available


    Mario BozzoPremio per la Cultura MediterraneaFondazione CaricalIl Premio per la Cultura Mediterranea compie vent'anni. Promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, il riconoscimento è nato per valorizzare studiosi, giornalisti, scrittori, poeti e traduttori che con il loro lavoro contribuiscono ad approfondire la conoscenza delle diverse espressioni culturali del Mediterraneo, anche nelle loro implicazioni più attuali. In due decenni si è affermato come uno dei più autorevoli osservatori multidisciplinari dedicati al Mare Nostrum e alle sue trasformazioni sociali e geopolitiche.La XX edizione, quella del ventennale, è dedicata al tema dell'intelligenza artificiale. Le terne finaliste sono state annunciate lo scorso giugno a Matera, nell'ambito dell'evento "Un mare di musica. Un racconto del Mediterraneo". A selezionarle è stata una giuria internazionale presieduta da Mario Bozzo e composta da Felicita Cinnante, Arnaldo Colasanti, Paolo Collo, Shahrzad Houshmand Zadeh, Martine Van Geertruijden, José Manuel Martín Morán, Karima Moual e Ayse Saracgil.I finalisti della XX edizioneSocietà Civile: Oscar Camps, fondatore della Ong Proactiva Open Arms; Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise; Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano.Scienze dell'Uomo: Massimo Cacciari, filosofo e saggista; Antonella Fioravanti, biologa molecolare; Marina Valensise, scrittrice e consigliera delegata della Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico.Cultura dell'Informazione: Milena Gabanelli, giornalista, autrice e conduttrice televisiva; Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica; Yaroslav Trofimov, giornalista di origine ucraina, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal.Traduzione: Liljana Cuka Maksuti (lingua albanese); Yasmina Mélaouah (lingua francese); Elvira Mujčić (lingue bosniaca, croata e serba).Narrativa: Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Feltrinelli); Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La Nave di Teseo); La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta (Iacobelli Editore).Narrativa Giovani: La grande sete di Erica Cassano (Garzanti); Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli); Bellagio di Monica Savaresi (Feltrinelli). Il vincitore sarà scelto da una giuria di oltre 300 studenti e studentesse delle scuole superiori.A questi si aggiunge il Premio Speciale della Fondazione Carical, riservato ogni anno a una personalità di rilievo internazionale originaria della Calabria o della Basilicata, che sarà annunciato in seguito.La giuria ha inoltre assegnato un Premio Speciale a Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese nata nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, per il volume Il mio cuore libero, la forza di una madre (Garzanti).La cerimonia di premiazione si terrà il 16 ottobre al Teatro "Alfonso Rendano" di Cosenza. Nelle scorse edizioni il riconoscimento è stato assegnato, tra gli altri, ad Amos Oz, David Grossman, Enzo Bianchi, Andrea Riccardi, Gustavo Zagrebelsky, Domenico Starnone, Mathias Énard, Gianni Amelio, Salvatore Settis, Alberto Angela, Andrea Purgatori, 'Ala' al-Aswani, Ismail Kadare, Luciano Canfora, Aldo Cazzullo, Lucia Goracci, Francesca Mannocchi e Luis García Montero.Mario Bozzo è il fondatore e presidente del Premio per la Cultura Mediterranea, che guida dal 1996 anche come presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania (Fondazione Carical). Ha alle spalle una lunga carriera nel settore bancario, iniziata come amministratore della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania nel 1988 e proseguita come vicepresidente dell'istituto.Alla guida della Fondazione Carical ha promosso numerose iniziative culturali e sociali rivolte al territorio calabrese e lucano, tra cui progetti di sostegno alla lettura tra i giovani nelle scuole della regione. Per l'impegno a favore della ricerca oncologica sostenuta dalla Fondazione ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il premio "Airc – Credere nella ricerca"; è stato inoltre insignito della "Melagrana d'Argento" della città di Cosenza.Sotto la sua presidenza, il Premio per la Cultura Mediterranea ha nel tempo ospitato e premiato figure come Amos Oz, David Grossman, Ismail Kadare e Salvatore Settis, affermandosi come punto di riferimento per il dialogo culturale tra le due sponde del Mediterraneo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Isabella Guanzini "Essere all'ascolto"

    Play Episode Listen Later Jul 23, 2026 26:15 Transcription Available


    Isabella Guanzini"Essere all'ascolto"Filosofi lungo l'Ogliowww.filosofilungologlio.itL'egemonia dello sguardo ha a lungo modellato il nostro modo di pensare, privilegiando immagini, visioni e trasparenze come metafore della conoscenza. Lunedì 27 luglio alle ore 21:00, a Seniga (BS), presso Palazzo Ferrante (Villa Zani), in via Umberto I n. 2, Isabella Guanzini terrà la lectio magistralis Essere all'ascolto, una riflessione sul primato dell'udito e dell'esperienza sonora nella formazione dell'umano, dove l'ascolto si rivela come forma originaria di apertura, ricezione e relazione con l'altro. In caso di maltempo l'incontro si terrà presso Oratorio di S. Apollonio, via Umberto I n. 2, Seniga (BS).La nostra cultura appare da tempo segnata dall'egemonia dello sguardo. Non è un caso che il linguaggio occidentale privilegi metafore visive: “avere un punto di vista”, “mettere a fuoco”, “vedere chiaro”, “illuminare un problema”, oppure parlare di una “visione del mondo”. Anche la conoscenza viene spesso descritta nei termini della luce e della visibilità, nel senso di un sapere che rischiara e rende trasparente la realtà. Eppure, la nostra esistenza è immersa in un incessante paesaggio sonoro: non ancora venuto al mondo, prima ancora di vedere, l'essere umano è raggiunto da voci, battiti, ritmi, tonalità e silenzi. La voce dell'altro precede l'immagine e lascia tracce profonde nell'inconscio e nella memoria corporea. Siamo fin dall'inizio esseri all'ascolto, con l'orecchio teso, abitanti ricettivi di un universo sonoro che ci precede, ci attraversa e ancora ci attende.È possibile considerare il nostro rapporto con il mondo dal punto di vista dell'ascolto? Ha senso iniziare ad accostare le cose a partire dal loro timbro, dalla loro voce, dal loro specifico “colore sonoro”? Interrogare questa gerarchia dei sensi, mostrando come l'ascolto costituisca una delle esperienze fondamentali della relazione con l'altro e con il mondo, significa pensare il nostro essere come capace non solo di visione, ma anche di accoglienza, risonanza ed esposizione. L'occhio infatti afferra, ma l'orecchio riceve. In un'epoca affollata di schermi e saturata da immagini, tornare all'ascolto significa forse recuperare una diversa forma di porosità e presenza al mondo, sensibile alle sue vibrazioni e al richiamo di altri sensi. Isabella GuanziniNata a Cremona, è filosofa e teologa. Laureata in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano, Guanzini ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Research Platform Religion and Transformation in Contemporary Society dell'Università di Vienna e il dottorato in Studi umanistici presso il Dipartimento di Scienze storiche e religiose dell'Università Cattolica di Milano. Dal 2019 è professore ordinario di Teologia fondamentale all'Università di Linz (KU Linz) e docente di Storia della Filosofia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano.Tra i suoi scritti: Lo spirito è un osso. Postmodernità, materialismo e teologia in Slavoj Zizek, Cittadella 2010; L'origine e l'inizio. Hans Urs von Balthasar e Massimo Cacciari, ETS 2012; Il giovane Hegel e Paolo. L'amore fra politica e messianismo, Vita e Pensiero 2013; Il neognosticismo. I semi teologici di Francesco, San Paolo Edizoni 2019; Desiderare, (con D. Galimberti), Cittadella 2022. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato: Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile (2017, nuova ed. 2025), tradotto in tedesco e in spagnolo, e Filosofia della gioia. Una cura per le malinconie del presente 2022. In uscita: Il segreto dell'altro, Vita e Pensiero 2026.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Martina Micciché "Sorellanza"

    Play Episode Listen Later Jul 23, 2026 20:57 Transcription Available


    Martina Micciché"Sorellanza"Femminismo e antispecismoil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comSorellanza nasce da una domanda scomoda: e se le oppressioni che viviamo non fossero separate, ma parti di un'unica logica di dominio? Quali legami possono nascere tra vite oppresse?Nei capannoni alle periferie delle nostre città, animali senza nome escono trasformati in carne. Tra le mura domestiche, violenze silenziose culminano in femminicidi. In ogni angolo del pianeta, scelte politiche ed economiche producono devastazione e diseguaglianza. Fenomeni diversi, stesso paradigma: c'è chi vive e chi è sacrificabile. Il punto di contatto è la disumanizzazione – delle identità femminili, queer o razzializzate – spesso descritta con il lessico riservato agli animali. Non si tratta di una metafora, ma di un sistema.In questo manifesto transfemminista e antispecista, Martina Miccichè costruisce una teoria radicale a partire dalla sofferenza e dalla resistenza. Percorre i luoghi della costrizione – allevamenti, zoo, prigioni – e li attraversa con dati e testimonianze. Ma va oltre: mostra soggettività umane e non umane capaci di lottare insieme, dentro collettivi e rifugi in cui praticare un'alleanza più che umana.Sorellanza è un invito a restituire a ciascuna vita un'esistenza piena e senza compromessi. Perché, se non condivisa, la libertà rimane un nome senza corpo.Martina Miccichè (Milano, Comasina, 1992) è giornalista, scienziata politica, fotoreporter e attivista. Scrive di diseguaglianze, crisi climatica e trans‐femminismo per diverse testate. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Femminismo di periferia (2024) e Realismo patriarcale (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Angelo Musso "Ascendente"

    Play Episode Listen Later Jul 22, 2026 24:57 Transcription Available


    Angelo Musso"Ascendente"Destino, libero arbitrio, psicologia degli archetipiEdizioni Nisrochwww.edizioninisroch.itL'astrologia può essere letta non solo come pratica divinatoria, ma come linguaggio simbolico capace di mettere in relazione esperienza umana, immagini archetipiche e ricerca di senso. In questo volume, Angelo Musso dedica la propria indagine all'Ascendente zodiacale, interpretato come una delle chiavi più significative per comprendere la struttura profonda della personalità.Lontano da una visione rigidamente deterministica, Ascendente considera i segni zodiacali non come forze esterne che dominano l'uomo, ma come immagini interiorizzate, capaci di agire sull'inconscio e di influenzare il modo in cui ciascuno interpreta eventi, relazioni e scelte fondamentali. Attraverso lo studio del segno solare e dell'Ascendente, il lettore viene guidato in un percorso di consapevolezza psicologica e spirituale, orientato alla comprensione delle proprie potenzialità, dei propri limiti e delle proprie risorse interiori.Il libro attraversa le basi dell'astrologia, il significato dell'oroscopo, dello zodiaco, delle case astrologiche e del grafico di nascita; approfondisce poi il rapporto tra Ascendente, destino, libero arbitrio, identità e psicologia. Ampio spazio è dedicato ai dodici Ascendenti, al rapporto con il Discendente e alle 144 combinazioni tra segno zodiacale di nascita e Ascendente. In appendice sono presenti anche tavole semplificate per il calcolo dell'Ascendente.Ne emerge una possibile psicologia degli archetipi astrologici, nella quale destino e libero arbitrio non si oppongono rigidamente, ma si incontrano nel processo di conoscenza di sé.Angelo Musso è psicologo clinico e psicoterapeuta, allievo dell'astrologo Peter Van Wood. È autore di Ascendente. Destino, libero arbitrio, psicologia degli archetipi, pubblicato nel 2026 da Nisroch Editore (Macerata). Nel libro dedica la propria indagine all'Ascendente zodiacale, interpretato come una delle chiavi più significative per comprendere la struttura profonda della personalità. Lontano da una visione rigidamente deterministica, considera i segni zodiacali non come forze esterne che dominano l'uomo, ma come immagini interiorizzate, capaci di agire sull'inconscio e di influenzare il modo in cui ciascuno interpreta eventi, relazioni e scelte fondamentali. Ampio spazio è dedicato ai dodici Ascendenti, al rapporto con il Discendente e alle 144 combinazioni tra segno zodiacale di nascita e Ascendente, con tavole semplificate per il calcolo dell'Ascendente in appendice. Ne emerge una possibile psicologia degli archetipi astrologici, nella quale destino e libero arbitrio non si oppongono rigidamente, ma si incontrano nel processo di conoscenza di sé.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maurizio Ternavasio "Il futurismo a Torino e in Piemonte"

    Play Episode Listen Later Jul 22, 2026 14:46 Transcription Available


    Maurizio Ternavasio "Il futurismo a Torino e in Piemonte"Storia di un'avventura straordinariaNeos Edizioniwww.neosedizioni.it Il 20 febbraio 1909 è una data storica della cultura internazionale: su iniziativa del poeta Filippo Tommaso Marinetti nasce il Futurismo. L'atto è ufficialmente sancito dalla pubblicazione del relativo manifesto sul quotidiano francese “Le Figaro”.Un'avanguardia aggressiva che esaltava la velocità, l'avvento della civiltà industriale e dell'era tecnologica, l'interventismo in ogni ambito. Con la loro furia incendiaria volevano far detonare i castelli chiusi della vecchia arte e le “menti in putrefazione”, mettendo al bando quello che chiamavano “passatismo”, ossia gli stantii romanticismi, l'immobilismo, la retorica accademica e il culto delle cose antiche.Se Milano è stata la capitale culturale del Futurismo, Torino ne ha rappresentato il centro più fervido per quanto riguarda industria e tecnologia, con le sue fabbriche automobilistiche ed aeronautiche, e con il Lingotto della Fiat , “prima invenzione costruttiva futurista” (Marinetti).Maurizio Ternavasio ricostruisce la vicenda del Primo Futurismo (1909-1917) e del Secondo (1918-1939) in Piemonte, in particolare a Torino, soffermandosi non solo su letteratura, poesia, pittura e scultura, ma passando in rassegna tutti gli ambiti della nuova estetica: architettura, grafica pubblicitaria, fotografia, danza, cinema, musica, moda e anche gastronomia (in città c'erano due ristoranti: la Taverna del Santopalato e Il sollazzo gastrico).Torino ha avuto un ruolo di primissimo piano nella diffusione e nell'affermarsi del Futurismo a partire dall'8 marzo 1910, quando al Teatro Chiarella di via Principe Tommaso viene organizzata la grande “serata futurista”: la terza in assoluto dalla nascita del movimento dopo quelle di Trieste e di Milano. Nel cuore del quartiere di San Salvario si svolse un evento sovversivo e sfrontato: performance che rompevano gli schemi con, sullo sfondo, bizzarre scenografie dalle forme geometriche e colori vivaci. I giochi di ombre e luci che si accendevano e si spegnevano a sorpresa davano l'impressione che le opere pittoriche e le sculture mostrate al pubblico galleggiassero quasi nello spazio. Lì venne presentato per la prima volta il Manifesto dei pittori futuristi, firmato anche dal torinese Giacomo Balla.Altro evento fondamentale fu l'Esposizione futurista internazionale, che si tenne dal 27 marzo al 27 aprile del 1922 al Winter Club, elegante e raffinata sala da ballo negli spazi sotterranei del Caffè Romano, in Galleria Subalpina, con esposte le opere di 43 artisti – tra cui Prampolini e Depero – di tutta Italia, accomunati dal voler dipingere, con la loro tavolozza vivace ed enfatica, ciò che si pensa e non ciò che si vede.Se nel 1918 la morte di Umberto Boccioni segna la fine del Primo Futurismo, il 5 marzo del 1923 nasce, in una mansarda di via Sacchi 54, la sezione torinese del Secondo Futurismo, la cui anima guida fu Fillia (al secolo Luigi Colombo, originario di Revello, in Provincia di Cuneo), personalità eclettica e geniale, pittore, poeta, scenografo, brillante animatore culturale, critico d'arte, polemista e autore di romanzi futuristi (La morte della donna, L'ultimo sentimentale e L'uomo senza sesso), nonché ideatore di ben sette riviste tra le quali “La città futurista” e “La Città Nuova”. Intorno a sé riuscì a coagulare un gruppo di artisti, tra cui il bulgaro Nicolay Diulgheroff, lo scultore Mino Rosso (che condivideva con Fillia la soffitta dell'elegante palazzina di via Cardinal Maurizio 30), Pippo Oriani, Ugo Pozzo (le cui opere sono state esposte al Guggenheim di New York e al Pompidou di Parigi), Tullio Alpinolo Bracci (in arte Kiribiri), Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini) e l'architetto Alberto Sartoris. A caratterizzarli fu la capacità di sperimentare forme d'arte diverse e innovative, come l'aeropittura, la moda e l'arredamento, dedicandosi all'inizio degli anni Trenta anche alla cucina. Il Futurismo potrebbe apparire un movimento essenzialmente “maschile” ma così non fu: le donne seppero essere protagoniste e non certo secondarie. Basta pensare a Benedetta Cappa, figura chiave del Futurismo piemontese, moglie di Marinetti e artista che ha saputo interpretare con estrema originalità gli aneliti del movimento, sperimentando pittura (il Tattilismo, evoluzione multi-sensoriale del Futurismo), letteratura e scenografia, e partecipando a ben cinque edizioni della Biennale di Venezia (nel 1930 fu la prima donna ad avere un'opera pubblicata nel catalogo dell'importante rassegna). Ma non solo: Regina, al secolo Regina Cassolo Bracchi, autrice di sculture in alluminio, leggere, geometriche e “aeree”, in perfetta sintonia con il mito futurista della macchina e del volo; Barbara, ovvero la novarese Olga Biglieri, una delle prime aviatrici italiane (aveva conseguito il brevetto a soli diciotto anni dopo aver iniziato a volare all'Aeroclub di Cameri); la pittrice Maria Luisa Lurini, conosciuta con lo pseudonimo di Marisa Mori, allieva di Felice Casorati; la poetessa Térésah, ovvero Corinna Teresa Gray Ubertis, nata a Firenze da una famiglia alessandrina di Frassineto Po, importante figura della vita culturale torinese (fu anche giornalista, pittrice, autrice di teatro); Cesarina Gualino, nata Cesarina Gurgo Salice, ballerina e pittrice, moglie dell'industriale, collezionista e mecenate torinese Riccardo Gualino, la cui scuola di danza consentì di far esibire nel 1926 a Torino i Ballets Russes di Sergei Diaghilev. L'Autore dedica poi capitoli specifici ad ogni arte e ai principali protagonisti di ciascun ambito: la fotografia (i fotomontaggi di Maggiorino Gramaglia); la musica (Alfredo Casella, ricordato da una lapide sulla facciata della casa natale in via Cavour 41); il cinema (l'unico film a tutti gli effetti futurista girato e ambientato a Torino è stato “Velocità/ Vitesse”, scritto e diretto nel 1930 dal pittore Pippo Oriani, con la collaborazione del futuro sceneggiatore di fumetti Guido Martina e dell'attrice nonché pittrice Tina Cordero); la pubblicità, non solo con Diulgheroff (Cordial Campari) e Pippo Oriani (che lavorò per la Leone),  ma anche con Fedele Azari, detto “Dinamo”, aeropittore e aviatore nato a Pallanza (frazione di Verbania, allora facente parte della Provincia di Novara), che sperimentò il volantinaggio aereo (nel maggio 1920 inondò Milano, Torino e Genova con dei manifestini della Fiera campionaria internazionale, sorvolando le città a bordo di un dirigibile).Il 29 febbraio 1920 sul giornale “Roma Futurista” venne pubblicato il Manifesto della moda femminile futurista, firmato da Volt5 (Vincenzo Fani), che intendeva bandire tutto ciò che poteva essere riconducibile alla pura femminilità, inserendo capi tipicamente maschili come la giacca, i cappelli o la cravatta. In conformità alla dichiarazione di Balla, secondo il quale «si pensa e si agisce come si veste», i futuristi rigettavano le vecchie convenzioni sartoriali, optando per abiti anti-borghesi, aggressivi ed eccentrici («Idealizzeremo nella donna le conquiste più affascinanti della vita moderna (...). Faremo dei decolletés a zig-zag, maniche diverse l'una dall'altra, scarpe di forma, colore e altezza differenti»). In ambito maschile, furono lo scrittore Ignazio Scurto e lo scultore e pittore Renato Di Bosso a ideare la cravatta futurista, un grembiulino di metallo appeso ai becchetti della camicia.Il 28 dicembre 1930 sempre Marinetti firma sulla “Gazzetta del Popolo”, insieme a Fillia, il Manifesto della cucina futurista. Dagli stravaganti menù futuristi la pastasciutta è bandita, in quanto vivanda passatista, mentre vengono serviti antipasti intuitivi, aerovivande tattili con rumori e odori, Carne-plastico, Ultravirile, Pollofiat, Dolcelastico…Famoso il banchetto futurista che si tenne l'8 marzo 1931 alla Taverna del Santopalato, in via Vanchiglia 2, ad un passo da Piazza Vittorio. Il menù fu realizzato a mano da Depero, Fillia, Ugo Pozzo, Prampolini, Balla e Oriani, gli arredi color rosso vivo vennero ideati dalla coppia Fillia-Diulgheroff. Oggi al suo posto c'è la Trattoria Toscana, che all'interno conserva gelosamente la riproduzione del menù futurista della serata d'apertura.Maurizio Ternavasio, giornalista professionista che ha lavorato per quindici anni a “La Stampa”, è nato a Torino nel 1961 e abita nel quartiere Borgo Po. Maturità classica e laurea in Giurisprudenza, ha quattro figli. Il primo dei suoi libri, Macario, vita di un comico, è uscito nel 1998. In seguito ha scritto biografie sul mondo dello spettacolo, dell'arte e dell'esoterismo, volumi di cronaca nera e di sport, saggi su Torino e i suoi quartieri, testi su paesi famosi, libri di racconti, romanzi e gialli. In ambito architettonico è stato autore di Carlo Mollino. La biografia (Lindau, 2008) e di Pietro Fenoglio. Vita di un architetto (Araba Fenice, 2014).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Alessio Rega "La tela di Svevo"

    Play Episode Listen Later Jul 22, 2026 14:18 Transcription Available


    Alessio Rega"La tela di Svevo"Les Flaneurs Edizioniwww.lesflaneursedizioni.itSvevo Altomare ha settant'anni, una carriera artistica consacrata dalla critica e un passato che continua a reclamare spazio nei suoi pensieri. Ritiratosi nella sua Molfetta, vive tra la pittura, la nostalgia e il ricordo di Sophie, l'unica donna che abbia mai amato davvero. Quando gli viene commissionato un dipinto della Madonna per una celebrazione cittadina, la sua esistenza apparentemente immobile è scossa dall'incontro con Anna Desio, una giovane arpista all'inizio di una brillante carriera internazionale. Anna è talentuosa, inquieta, combattuta tra il desiderio di libertà e una vita già tracciata da aspettative, affetti e convenzioni.Tra i due nasce un rapporto intenso e difficile da definire, fatto di dialoghi profondi, reciproche fascinazioni e domande che mettono in discussione certezze consolidate. Mentre Anna cerca il coraggio di scegliere il proprio futuro, Svevo si trova costretto a fare i conti con i rimpianti, il tempo che passa e le ferite che non si sono mai rimarginate.La tela di Svevo è un romanzo elegante e malinconico sull'amore, sull'arte e sulla libertà di essere sé stessi, anche quando il prezzo da pagare sembra troppo alto.Alessio Rega (Bari, 1984) editore. Ha fondato il Gruppo Editoriale Les Flâneurs. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e si è occupato di numerosi progetti di comunicazione per enti e aziende. Ha partecipato all'organizzazione di festival letterari ed eventi culturali. Nel 2014 ha esordito con il romanzo di formazione Giro di vita.  Alcuni suoi testi sono stati inseriti all'interno di saggi e raccolte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Marianella Sclavi "Elogio dei tre saperi"

    Play Episode Listen Later Jul 21, 2026 21:10 Transcription Available


    Marianella Sclavi"Elogio dei tre saperi"Il dialogo tra cittadini, politici e tecnici per mandare al diavolo tutti i despoti e i dispotismi.Bordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itQuando politica, tecnica e cittadinanza smettono di parlarsi, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma cosa accade quando imparano davvero ad ascoltarsi? Questo libro racconta una storia controcorrente: quella di Nantes, città-laboratorio in cui il dialogo fra cittadini, professionisti ed eletti è diventato metodo di governo. Marianella Sclavi ci accompagna in un'indagine storico-etnografica e insieme militante, che ricostruisce le “radici molteplici” di una democrazia capace di apprendere dai conflitti invece di soffocarli. Attraverso ritratti di protagonisti, esperienze urbane, pratiche istituzionali e quindici “ricette” di democrazia deliberativa, emerge un'idea forte: senza il sapere d'uso delle persone comuni, il sapere tecnico e il potere decisionale della politica restano monchi. Solo il loro intreccio genera innovazione, giustizia sociale e intelligenza collettiva. Un viaggio dentro una città che ha osato cambiare la politica, dimostrando che la democrazia non è un ideale astratto, ma una pratica quotidiana da coltivare.Marianella Sclavi è una delle accademiche italiane più apprezzate a livello internazionale, avendo insegnato a lungo Etnografia urbana, Arte di ascoltare e Gestione creativa dei conflitti al Politecnico di Milano. Da sempre sensibile in materia di politiche abitative e risoluzione pacifica delle conflittualità, ha analizzato questi temi nella maggior parte dei suoi lavori, fra i quali sono ormai assurti al rango di “classici” dell'etnografia Avventure Urbane. Progettare la città con gli abitanti (Eleuthera 2002), Arte di ascoltare e mondi possibili: come si esce dalle cornici di cui siamo parte (Bruno Mondadori 2003) e Costruire una pace. Per imparare a non credere nella fatalità delle guerre (Bruno Mondadori 2007).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Cristiano Trevisan "Ruggeri e la giovane scomparsa"

    Play Episode Listen Later Jul 21, 2026 17:02 Transcription Available


    Cristiano Trevisan"Ruggeri e la giovane scomparsa"Neos Edizioniwww.neosedizioni.it«Hai letto i giornali?» chiese lei, rompendo l'imbarazzo. Prima di rispondere, Ruggeri aprì la falda del cappotto grigioverde e le sporse un pacchetto di sigarette. Aspettò che due unghie smaltate se ne servissero e rispose: «Non leggo i giornali, lo sai. Perché, cos'è successo?». Mentre rispondeva così, sentì montare dentro di sé un senso di allerta. Neanche Vera leggeva i giornali e, se ne aveva aperto uno, doveva essere successo qualcosa di grave, considerò tra sé. «Giorgina, la mia amica… è scomparsa» disse gravemente. Le sue labbra carnose fremevano per la commozione e una lacrima sfuggì allo sbarramento delle palpebre mentre la sigaretta se la fumava il vento... Vera proseguì: «Io e Giorgina siamo come due sorelle; prima, ci sentivamo più volte al giorno, senza contare i messaggi e la chat. Poi però, dopo che è partita, a poco a poco, col passare del tempo, la sentivo sempre più strana, più lontana… Alla fine, i contatti si sono diradati, ha cominciato a non rispondermi al telefono sino a che… – altre due lacrime le percorsero le guance e, con voce rotta dall'emozione, continuò – sino a che non l'ho più sentita. Si è… si è come volatizzata… non capisco… da giorni il telefono è staccato, alla mail e ai messaggi non mi risponde e, soprattutto, anche l'altro telefono, quello che teneva sempre acceso per le emergenze e di cui solo io ho il numero… suona a vuoto».Ruggeri e la giovane scomparsaInverno. Le montagne sono di una bellezza inquieta, come la giovane cameriera scomparsa senza spiegazioni. Leone Ruggeri è chiamato a indagare in un paese gelato che osserva e tace,  dove nessuno è davvero innocente.Giorgina è arrivata da poco nel villaggio montano di Le Clocher per lasciarsi alle spalle un passato difficile e dare inizio a una nuova vita, quando sparisce senza lasciare traccia.L'ex ispettore Ruggeri, ora investigatore privato a Torino, i cui demoni lo hanno seguito quando ha dovuto lasciare la Polizia, accetta di occuparsi del caso; sospetta che la donna non se ne sia andata volontariamente e inizia a indagare nella comunità del paese fra chi l'ha osservata, chi l'ha desiderata, chi l'ha giudicata. Nessuno pare davvero innocente: ogni incontro apre una crepa, ogni silenzio pesa più di una confessione e il passato di lei sembra aver acceso tensioni pronte a esplodere.Nel frattempo anche Petunia ha bisogno di essere ritrovata.Con una prosa tesa e precisa, attenta alle ombre dell'animo umano ma anche capace di inattesa leggerezza, il romanzo intreccia indagine e ritratto psicologico. Il paesaggio montano non è solo sfondo, ma presenza viva e inquieta, mentre la ricerca della verità diventa una riflessione sul peso delle scelte, sulla colpa e sulla possibilità – o impossibilità – di ricominciare.Cristiano Trevisan, nato a Torino nel 1972, dopo aver frequentato il liceo classico Cavour di Torino, si è laureato in Giurisprudenza presso l'ateneo torinese.È giudice penale presso il Tribunale ordinario di Torino.Ha esordito con  il romanzo Hic, Paola Caramella edizioni, nel 2026Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Riccardo Nota d'Elogio "La logica dell'infinito"

    Play Episode Listen Later Jul 21, 2026 19:45 Transcription Available


    Riccardo Nota D'Elogio"La logica dell'infinito"Per esserci sempreSperling & Kupferwww.sperling.it«Ho passeggiato in un futuro che ignoro, tra ciò che avverrà quando io non ci sarò. Oggi sono vivo. E vivere nel presente è affidare alla mente il compito di affrontare il domani, quello in cui esisterò, e anche quello in cui la mia traiettoria sarà dissolta. Non parlo di morte, parlo di memoria: alla memoria nessuno di noi è indifferente.»Una storia di nostalgia, di strappi e cuciture, di contraddizioni. Ernesto è un ex avvocato penalista che ha abbandonato la professione, un esercizio di sopravvivenza etica in cui ha imparato a stare perennemente in bilico tra i dubbi e i rimorsi. Sullo sfondo ci sono Napoli, Sorrento, il mare, e tutt'intorno racconti, storie, incontri che sembrano casuali e che si rivelano crocevia di scelte importanti. Tutto è legato, c'è sempre una logica: qualcosa muove i fili della nostra esistenza, qualcosa che va oltre la realtà che percepiamo. Presente, passato e futuro sono uniti, come lo sono la vita e la morte, il prima e il dopo. Un incontro in particolare spingerà il protagonista a fare di questa consapevolezza la sua vita e poi il suo mestiere, un'attività che ha a che fare con i sogni e i desideri, un ponte tra l'oggi e l'aldilà. Con uno stile intenso e una narrazione che si snoda tra riflessioni e colpi di scena, l'autore ci trascina in un mondo in cui tutto si mescola: i ricordi, i sapori, i profumi dell'infanzia, il passato, il futuro e infine il presente, che scopre nell'altrove il suo senso più profondo.Riccardo Nota d'Elogio è nato a Napoli nel 1977 e oggi vive a Ferrara. Avvocato dal 2008, ha sempre esercitato la professione forense nel settore penale e nel 2011 ha aperto lo Studio Legale Nota d'Elogio. Uomo dal carattere intraprendente e curioso, è il fondatore di Volo, una realtà innovativa e ambiziosa che intende esaudire i sogni e i desideri di chi oggi non c'è più, di chi non è riuscito, non ha potuto o non ha voluto realizzarli in vita. C'è chi lo ha definito con affetto «un sognatore concreto ai limiti del visionario». Con il suo ultimo libro, La logica dell'infinito, ha scelto di attraversare un territorio che appartiene più all'etica che al diritto: quello della coscienza. Nei cinque racconti che compongono l'opera, dà voce al desiderio di restituire alla morte un volto umano, di concederle il diritto di dialogare con la vita, senza paura né superstizione. Grande appassionato di calcio e con un debole per il mondo dei motori, coltiva nel tempo libero l'interesse per la scrittura e per l'equitazione. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Baucia "William Faulkner. Il vortice dell'origine"

    Play Episode Listen Later Jul 21, 2026 20:07 Transcription Available


    Francesco Baucia"William Faulkner. Il vortice dell'origine"Edizioni Areswww.edizioniares.it“Ascoltare, sentire, vedere. Questa la triade che si rinnova nella voce di Faulkner, nella sua capacità di generare voci… Non c'è sguardo che non sia anche un urlo.”Inarrestabile nella foga creativa così come nelle passioni autodistruttive, il premio Nobel William Faulkner (Mississippi, 1897-1962) raccoglie il soffio della storia della sua terra, un Sud orgoglioso e violento, e lo trasforma, attraverso la lezione del romanzo modernista, in un grande universo letterario. Cronista e visionario, Faulkner inquieta e commuove; in lui convivono nostalgia e gusto di vivere, disperazione e speranza. Lo spiega in questo vivacissimo profilo Francesco Baucia, che sonda anche il Faulkner sceneggiatore, “spalla” di Howard Hawks, uno dei grandi registi del suo tempo: la scrittura del romanziere statunitense è infatti eminentemente cinematografica, sempre magnetica, e percorsa da una tensione polarizzante che costringe il lettore a confrontarsi incessantemente con il segreto delle sue parole, le contraddizioni dell'America e del «teatro del Sud».William Faulkner nacque a New Albany, nel Mississippi, nel 1897, e crebbe a Oxford, la cittadina che sarebbe diventata il modello della sua immaginaria contea di Yoknapatawpha, ambientazione di gran parte della sua narrativa.Considerato uno dei massimi scrittori americani del Novecento, Faulkner rivoluzionò la tecnica narrativa attraverso l'uso del flusso di coscienza, la frammentazione temporale e la molteplicità dei punti di vista, elementi che caratterizzano capolavori come L'urlo e il furore (1929), Mentre morivo (1930), Luce d'agosto (1932) e Assalonne, Assalonne! (1936). La sua opera scava nella storia e nelle contraddizioni del Sud degli Stati Uniti, tra eredità della schiavitù, decadenza aristocratica e trasformazioni sociali.Nel 1949 gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura, e nel corso della carriera vinse anche due Premi Pulitzer, per La città (1957) e I gonfaloni (1962). Lavorò inoltre come sceneggiatore a Hollywood, collaborando tra gli altri con Howard Hawks.Morì nel 1962 a Byhalia, nel Mississippi, lasciando un'eredità letteraria che ha profondamente influenzato la narrativa mondiale successiva, da Gabriel García Márquez a Toni Morrison.Francesco Baucia (Asti, 1984) è dottore di ricerca in Scienze linguistiche e letterarie all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha pubblicato i romanzi L'ultima analisi (Sedizioni, 2013) e La notte negli occhi (Lindau, 2020), la raccolta di studi su Cormac McCarthy Luci dall'abisso (Vita e Pensiero, 2024, con F. Bellini) e il saggio narrativo Discipline occidentali (Castelvecchi, 2025). Collabora con il manifesto e doppiozero, ed è autore di sceneggiature televisive.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Roberto Danovaro "Abissi"

    Play Episode Listen Later Jul 19, 2026 25:20 Transcription Available


    Roberto Danovaro"Abissi"L'ultima frontieraMondadori Libriwww.mondadori.itSotto la superficie del mare si estende il più grande ecosistema della Terra, un mondo vastissimo, buio e silenzioso, in parte ancora sconosciuto: sono gli abissi. Per millenni abbiamo immaginato gli ambienti marini profondi come luoghi remoti, irraggiungibili, sostanzialmente privi di vita. Oggi però, grazie a robot subacquei e droni sottomarini, l'esplorazione di questo universo oscuro ha rivelato quanto esso sia fondamentale per comprendere l'origine stessa della vita sulla Terra, e come a quelle profondità estreme sia possibile osservare organismi straordinari, capaci di sopravvivere nonostante l'enorme pressione, le temperature proibitive e l'assenza totale di luce. Ma gli abissi custodiscono anche fondali ricchi di metalli rari, offrono potenziali fonti energetiche e oggi sono attraversati da cavi transoceanici cui è affidato il traffico dati globale. Rappresentano cioè una nuova geografia del potere: sono diventati una frontiera, e come ogni frontiera attirano ambizioni e competizione. Roberto Danovaro, tra i massimi esperti internazionali di biologia marina e degli ecosistemi profondi, ci guida in un viaggio affascinante alla scoperta di un universo ancora ignoto, dalle prime esplorazioni con i batiscafi ai robot «morbidi» ispirati agli animali del mare profondo, dalla corsa ai metalli rari alle tensioni economiche tra superpotenze, dai data center sottomarini alle possibili soluzioni per la transizione energetica. Perché gli abissi non sono un altrove: sono il cuore nascosto del pianeta. E il futuro dell'umanità dipende anche da ciò che sceglieremo di fare (o non fare) laggiù.Roberto Danovaro, biologo marino, è uno dei maggiori esperti internazionali di ecosistemi profondi. È stato presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, tra i più prestigiosi istituti di ricerca sul mare al mondo, e ha ricoperto ruoli di primo piano in organismi scientifici europei e internazionali. Ordinario all'università Politecnica delle Marche, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Gianfranco Vinay "Armonie cosmiche"

    Play Episode Listen Later Jul 19, 2026 34:39 Transcription Available


    Gianfranco Vinay"Armonie cosmiche"La Musica delle Sfere nel XX e XXI secolo.Prefazione di Filippo Martelliil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comQuello della Musica delle Sfere è uno dei miti più longevi della cultura occidentale: un'idea nata tra i pitagorici dall'intreccio di matematica, astronomia, filosofia e musica, che immagina l'universo come un sistema regolato da proporzioni armoniche, all'interno del quale il movimento dei corpi celesti produrrebbe una melodia sublime. In Armonie cosmiche, Gianfranco Vinay ripercorre questa tradizione millenaria per concentrarsi sulla sua sorprendente rinascita nel XX e XXI secolo.Attraverso un ampio itinerario di opere e poetiche, il volume analizza le visioni cosmiche di Schönberg e Skrjabin, le descrizioni dei pianeti di Holst, le esplorazioni dello spazio acustico di Varèse e Stockhausen, le mappe sonore ispirate alle costellazioni, fino alle più recenti sperimentazioni elettroniche e ai lavori in cui i suoni delle stelle diventano veri e propri strumenti, parte integrante della performance dal vivo. E mentre questo sguardo si allarga, il libro segue le trasformazioni dello spazio dell'ascolto, dove l'immaginario cosmico si riflette nella metamorfosi della sala da concerto, sempre più concepita come ambiente immersivo, capace di avvolgere l'ascoltatore e di aprire il suono a una dimensione quasi infinita.Dalle utopie mistiche delle avanguardie alle connessioni tra composizione, fisica e tecnologia, la Musica delle Sfere emerge come una costellazione di pratiche in cui il rapporto tra suono e universo si rinnova continuamente. In questa prospettiva, Vinay apre un nuovo campo di ricerca: l'«astromusicologia», luogo d'incontro tra saperi e linguaggi, in cui la musica torna a interrogare il cosmo e, insieme, se stessa.Gianfranco Vinay (Torino, 1945), musicologo, ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Torino e Musicologia all'Université Paris 8. Ha pubblicato numerosi studi di carattere storico, analitico ed ermeneutico soprattutto sulla musica del xx secolo. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2024 Musica al presente. Su Stravinskij (assieme a Massimiliano Locanto).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Daniele Savino "Sui sogni" Thomas Browne

    Play Episode Listen Later Jul 18, 2026 23:26 Transcription Available


    Daniele Savino"Sui sogni"Thomas BrowneNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itScritto da uno dei geni più sfuggenti e poliedrici del XVII secolo, il saggio Sui sogni è un trattato in miniatura sull'interpretazione dei sogni caratterizzato da anticipazioni junghiane, visioni melanconiche e radici che affondano nell'antica oniromanzia e nella medicina moderna.Thomas Browne  (1605-1682), scrittore eclettico, filosofo e medico formatosi tra Oxford, Montpellier, Padova e Leida, visse prevalentemente a Norwich, dove fu nominato cavaliere da Carlo II Stuart. Il successo di Religio Medici lo spinse a dedicarsi a un'attività letteraria in cui confluiscono un genio sibillino ed elusivo e una sapienza onnivora nella quale tutto, dalla botanica alla metafisica, dalla cabala all'archeologia, contribuisce a dar forma a un mosaico nelle cui tessere si possono scorgere, quasi in filigrana, simboli ermetici e misteriosi geroglifici ancora indecifrati. Daniele Savino  ha studiato filosofia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, conseguendo in seguito l'abilitazione all'insegnamento nei licei e un master in studi biblici e approfondendo gli studi di archeologia biblica a Gerusalemme. Ha curato opere di S. Johnson, J.G. Hamann, Lord Bolingbroke, A. Cowley, T. Browne, O. Goldsmith, G. Spencer Cavendish, A. Verri, J. Evelyn e H. Fielding.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Vincenzo Mazzaferro "Il torculare di Erofilo"

    Play Episode Listen Later Jul 18, 2026 22:49 Transcription Available


    Vincenzo Mazzaferro"Il torculare di Erofilo"La realtà è solo una storia da 0 a 987Mursia Editorewww.mursia.com«Solo se la ricerca e la cura delle malattie cresceranno nel solco umile e profondo del coraggio e del corretto agire del medico attento alle vicende umane potremo, tutti insieme, sperare di guarire.»Dall'antica Alessandria d'Egitto, dove il greco Erofilo disseziona per primo il corpo umano per cercare le ragioni del suo funzionamento, inizia il viaggio che, attraverso i secoli, arriva tra i banchi di quattro studenti universitari uniti dal sogno di cambiare il mondo. Diventati medici, Anna, Francesco, Mario e Umberto devono però affrontare la rivoluzione dell'intelligenza artificiale che sta ridisegnando la scienza. Quando uno di loro sarà chiamato ad affrontare il peso delle proprie scelte, le loro strade si incroceranno di nuovo, costringendoli a misurarsi con etica e responsabilità. Tra la precisione dei numeri e l'incertezza della biologia, passato e presente si intrecciano in un romanzo che esplora l'urgenza del restare umani mentre la tecnologia ci obbliga a ridefinire il senso del curare.Vincenzo Mazzaferro (Novara, 1957) è medico chirurgo, ricercatore e professore all'Università degli Studi di Milano. Formatosi negli Stati Uniti, è tornato all'Istituto Nazionale dei Tumori, dove ha aperto per primo la strada della cura di alcuni tumori con il trapianto di fegato. L'attenzione alle implicazioni sociali della medicina, della ricerca e dell'etica del lavoro ha da sempre alimentato il suo impegno e la sua passione per le scienze della vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Maria Silvia Vaccarezza "Santi influencer"

    Play Episode Listen Later Jul 17, 2026 26:59 Transcription Available


    Maria Silvia Vaccarezza"Santi influencer"L'etica ai tempi dei socialFandango Libriwww.fandangolibri.itDalla crisi climatica ai diritti LGBTQIA+, dalla violenza di genere alle guerre, ogni battaglia morale oggi passa da Instagram, TikTok, YouTube. A guidarla sono figure che non sono più soltanto celebrità o creator, ma veri e propri modelli etici digitali. Milioni di follower, prese di posizione obbligate, campagne benefiche, hashtag morali: l'esemplarità si è spostata online. Ma cosa succede quando virtù e branding si intrecciano?Quando la beneficenza convive con il profitto? Quando chi è competente su un tema si sente chiamato a pronunciarsi su tutto? Il “pandorogate” ha rivelato la fragilità di questo nuovo pantheon e ha segnato l'inizio di una stagione di scandali digitali dominando l'informazione pubblica.Ma il problema è più profondo: stiamo ridefinendo chi ammiriamo, chi imitiamo, chi consideriamo moralmente autorevole. Con rigore filosofico Maria Silvia Vaccarezza indaga il fenomeno degli influencer come nuovi “santi” laici, tra virtù e signaling, polarizzazione e responsabilità pubblica.Senza moralismi e senza nostalgia per il passato, questo libro offre una guida per orientarsi in una trasformazione culturale che riguarda tutti.Perché ignorare il cambiamento dei nostri modelli di riferimento non lo fermerà. Capirlo, forse sì.Maria Silvia Vaccarezza è professoressa associata di Filosofia morale all'Università di Genova. La sua ricerca verte principalmente su questioni di etica delle virtù, in particolare saggezza ed esemplarità morale, filosofia delle emozioni e filosofia dell'educazione. Tra le sue pubblicazioni recenti, Esempi morali. Tra ammirazione ed etica delle virtù, il Mulino, Bologna 2020; Le sfide dell'etica (con M. De Caro e S.F. Magni), Mondadori Education, Milano 2025.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Franco Baldasso "Verso quale redenzione"

    Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 23:05 Transcription Available


    Franco Baldasso"Verso quale redenzione"Democrazia, letteratura e memoria dopo il fascismoMarsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSe c'è una questione che ancora oggi in Italia travalica i confini tra discorso pubblico e dibattito accademico, questa è la mancanza di una memoria condivisa del fascismo a cui possa far seguito una valutazione critica della sua eredità culturale. Verso quale redenzione si concentra sul periodo storico in cui tale disaccordo ha raggiunto l'apice: quello della transizione verso il post-fascismo, tra la caduta di Mussolini nel luglio del 1943 e la vittoria della Democrazia Cristiana sulle sinistre nelle elezioni del 1948. Franco Baldasso indica nelle pratiche letterarie dei primi anni del dopoguerra uno dei principali veicoli del dissenso intellettuale, gettando nuova luce sul ruolo delle politiche culturali del tempo nell'istituzionalizzare le memorie collettive e marginalizzare il disaccordo. Autori come Morante, Carlo Levi, Moravia, Saba, Flaiano e Malaparte, insieme ad altri oggi ingiustamente ritenuti di secondo piano come Berto, Brancati o Zincone, hanno al contrario concentrato la propria scrittura nel segnalare anche da opposte posizioni politiche le continuità culturali tra la nuova democrazia e il fascismo. Nei loro scritti hanno così rilevato come i pregiudizi sociali, razziali e di genere propri del regime totalitario fossero sopravvissuti alla sua fine istituzionale e alla morte di Mussolini.Franco Baldasso insegna Italian Studies al Bard College di New York, dove dirige l'Italian Program e lo Study Abroad Program in Italy. Ha completato il PhD in Italian Studies alla New York University nel 2014. È Fellow dell'American Academy in Rome, dopo aver ricevuto il Rome Prize 2019 per gli Italian Studies moderni. Allegoria onlineBard CollegeI suoi principali interessi di ricerca riguardano la letteratura, l'arte e la storia delle idee del Novecento: le complesse relazioni tra Fascismo e Modernismo, l'eredità della violenza politica in Italia e l'idea del Mediterraneo nelle estetiche moderne e contemporanee. Allegoria onlineÈ autore di due volumi: Il cerchio di gesso. Primo Levi narratore e testimone (Edizioni Pendragon, 2007) e Curzio Malaparte, la letteratura crudele. Kaputt, La pelle e la caduta della civiltà europea (Carocci, 2019). Ha inoltre curato, con Valerio Angeletti, L'America inedita di Paolo Milano (Mimesis, 2022) e, con Franca Sinopoli, il volume Eredità culturale e memoria dei totalitarismi (Pearson, 2024). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Andrea Settis Frugoni "L'alleggerimento delle vernici" Paul Saint Bris

    Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 15:47 Transcription Available


    Andrea Settis Frugoni"L'alleggerimento delle vernici"Paul Saint BrisTraduzione: Giuseppe Giovanni AllegriBarta Edizioniwww.barta.it«Ogni nuova visione modificava l'immagine che se ne faceva. Ogni volta gli sembrava di scoprire nuovamente l'espressione di quel viso dolce e impenetrabile per attribuirle un umore diverso, un nuovo significato. E anche se ne conosceva ogni screpolatura, in fondo lei rimaneva un enigma, vasto e insondabile quanto il cosmo».In questo romanzo – definito «una pepita» da Amélie Nothomb e vincitore in patria di oltre 20 premi letterari – seguiamo le vicissitudini di Aurélien, curatore capo della sezione Dipinti del Louvre, intellettuale nostalgico che coltiva l'ideale della bellezza e vede nel museo un rifugio dove proteggersi dal frastuono del mondo contemporaneo.La nuova direttrice del museo, Daphné, pragmatica fino alla spregiudicatezza, gli affida una missione tanto azzardata quanto temuta: il restauro della Gioconda, per riportarla allo splendore dei colori originali, togliendo la patina degli interventi conservativi susseguitisi nei secoli. Ma dove finisce il restauro di un'opera d'arte e dove inizia il tradimento?A malincuore, per scongiurare danni peggiori, Aurélien parte alla ricerca di un restauratore abbastanza audace da affrontare il capolavoro. E proprio nella terra di Leonardo, in Toscana, incontrerà Gaetano, personalità intensa e libera. Di fronte a Monna Lisa, il restauratore misurerà il proprio talento con quello del genio di Vinci, mentre tutto il mondo trattiene il respiro e alla tavolozza si aggiunge il colore di una trama nell'ombra. Una trama innamorata.Paul Saint BrisFotografo, regista, direttore artistico e scrittore. Proveniente da una famiglia profondamente radicata nella storia dell'arte, Paul è il nipote di Jean Saint Bris, erede della tenuta di famiglia del Clos Lucé, nei pressi di Amboise, dove Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi anni della sua vita. Appassionato di Rinascimento italiano, studia la funzione delle immagini e lo sguardo che la società contemporanea rivolge loro. Questo è il suo primo romanzo.«Un incontro vero con un'opera d'arte può avvenire solo in un tête-à-tête, in una forma di intimità tra opera d'arte e spettatore. E se puoi guardare la Gioconda abbastanza da vicino ti trovi nello stesso “luogo” in cui si trovava Leonardo mentre dipingeva. In questo senso, simbolicamente, il dipinto è uno specchio. Mi piace quest'idea». Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

    Stefano Vicario "Essere o non essere"

    Play Episode Listen Later Jul 16, 2026 20:07 Transcription Available


    Stefano Vicario"Essere o non essere"La nuova indagine del re degli stracciLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euIncapace di perdonarsi per l'uccisione della moglie e della figlia mentre era con l'amante e di cominciare una nuova vita con il magistrato Anna Ungaro, l'ex avvocato Andrea Massimi sta continuando a vivere come barbone nello scompartimento di un treno abbandonato insieme al malato psichiatrico Lillo e all'ex direttore d'orchestra Aldo, quando la veggente cieca Flora gli affida una missione: aiutare Micio, un gigante moldavo, a scoprire cosa è successo al suo compagno, il pugile Maskim, scomparso misteriosamente lasciando una lettera di addio molto sospetta. Confrontando la lettera con altri biglietti di Maksim, Andrea appura che la lettera è un falso, e decide di infiltrarsi nella Botte, la squallida palestra dove si allenano e vivono i lottatori clandestini sotto il ferreo controllo del mafioso Tenerezza, ridotto in sedia a rotelle. Disposto a tutto pur di far luce sulla vicenda, Andrea decide di offrirsi per un incontro suicida di kickboxing. Nel frattempo, Anna ha conosciuto un nuovo collega simpatico e avvenente.In questa terza e ultima (forse) indagine Stefano Vicario continua il suo viaggio dentro una Roma nascosta e ai margini della legalità, eppure ricca di situazioni inaspettatamente autentiche, in compagnia di un personaggio mai scontato e maledettamente vero.Stefano Vicario, nato a Roma nel 1953, è sceneggiatore e regista. Debutta nel 1973 come aiuto regista del padre, Marco Vicario, e di altri registi come Damiano Damiani. Si specializza nelle produzioni televisive e cura la regia per numerose trasmissioni e fiction, tra cui di Il pranzo è servito, La corrida, I Cesaroni e molti altri. È stato il regista di svariate edizioni del Festival di Sanremo, e ha curato la regia di spettacoli di Roberto Benigni di grande successo (Tutto l'Inferno, I dieci comandamenti, La più bella del mondo). Vicario ha anche diretto un lungometraggio cinematografico nel 2001 intitolato Sottovento! con Claudio Amendola e Anna Valle, di cui ha curato anche la sceneggiatura. Del 2018 è sua la regia di Conversazione su Tiresia, di e con Andrea Camilleri. Presso La nave di Teseo nel 2021 è uscito il romanzo Il re degli stracci.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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