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Gianfranco Vinay"Armonie cosmiche"La Musica delle Sfere nel XX e XXI secolo.Prefazione di Filippo Martelliil Saggiatorewww.ilsaggiatore.comQuello della Musica delle Sfere è uno dei miti più longevi della cultura occidentale: un'idea nata tra i pitagorici dall'intreccio di matematica, astronomia, filosofia e musica, che immagina l'universo come un sistema regolato da proporzioni armoniche, all'interno del quale il movimento dei corpi celesti produrrebbe una melodia sublime. In Armonie cosmiche, Gianfranco Vinay ripercorre questa tradizione millenaria per concentrarsi sulla sua sorprendente rinascita nel XX e XXI secolo.Attraverso un ampio itinerario di opere e poetiche, il volume analizza le visioni cosmiche di Schönberg e Skrjabin, le descrizioni dei pianeti di Holst, le esplorazioni dello spazio acustico di Varèse e Stockhausen, le mappe sonore ispirate alle costellazioni, fino alle più recenti sperimentazioni elettroniche e ai lavori in cui i suoni delle stelle diventano veri e propri strumenti, parte integrante della performance dal vivo. E mentre questo sguardo si allarga, il libro segue le trasformazioni dello spazio dell'ascolto, dove l'immaginario cosmico si riflette nella metamorfosi della sala da concerto, sempre più concepita come ambiente immersivo, capace di avvolgere l'ascoltatore e di aprire il suono a una dimensione quasi infinita.Dalle utopie mistiche delle avanguardie alle connessioni tra composizione, fisica e tecnologia, la Musica delle Sfere emerge come una costellazione di pratiche in cui il rapporto tra suono e universo si rinnova continuamente. In questa prospettiva, Vinay apre un nuovo campo di ricerca: l'«astromusicologia», luogo d'incontro tra saperi e linguaggi, in cui la musica torna a interrogare il cosmo e, insieme, se stessa.Gianfranco Vinay (Torino, 1945), musicologo, ha insegnato Storia della musica al Conservatorio di Torino e Musicologia all'Université Paris 8. Ha pubblicato numerosi studi di carattere storico, analitico ed ermeneutico soprattutto sulla musica del xx secolo. Con il Saggiatore ha pubblicato nel 2024 Musica al presente. Su Stravinskij (assieme a Massimiliano Locanto).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Silvia Andreoli"Il cuore della notte"Storie delle ore dopo il tramonto.Prefazione di Roberto DeidierLuiss University Presswww.luissuniversitypress.itÈ capitato a chiunque: una strada deserta popolata da ombre tremolanti, un silenzio scosso dal fruscio delle foglie, il rintocco delle campane che annuncia l'arrivo della notte. Nell'oscurità brillano le stelle e noi, confusi, non sappiamo se il brivido che ci attraversa appartiene a una paura senza età o a un'avventura sul punto di cominciare. Il cuore della notte di Silvia Andreoli è un saggio noire, un'autobiografia onirica, un itinerario delle dodici ore notturne scandito dagli orologi illustrati da Stefano Guerrini. Memoir, critica letteraria e narrazione si contaminano fino a fare del buio la “regione” dell'Essere: siamo fatti della stessa sostanza di cui è fatta l'oscurità. Ma il buio non è assenza di luce; è materia primordiale, desiderio d'infanzia, territorio ancestrale dove il tempo si dissolve e i segreti dell'intimità vengono custoditi. Accostarsi alla notte significa, come Cenerentola, vincere il timore della mezzanotte e raccogliere la promessa di una scarpetta o volare oltre la morte come l'umbratile Peter Pan. La notte ci spoglia dei ruoli sociali e ci restituisce alle nostre tenebre interiori: cadono le maschere, e l'anima, libera dal quotidiano, incontra il silenzio della creazione e la passione del desiderio. Il buio è alambicco alchemico: è Michelangelo che si rifugia nelle segrete di San Lorenzo come in una notte senza fine e popola le pareti di disegni lavorando alla cieca; è Proust che cerca nella sua stanza foderata di sughero la madre-notte per ritrovare le memorie perdute dell'infanzia. Da Nabokov a Kafka, fino ai Nighthawks di Hopper, Andreoli tesse una costellazione letteraria in cui la luna produce miti, illusioni e passioni. Come falene attratte da un chiarore ingannevole, volteggiamo verso ciò che ci attrae e ci consuma: è il sogno di una vita libera.Silvia AndreoliScrittrice, studiosa dell'universo della fiaba, è autrice di romanzi e racconti. Ideatrice di numerosi laboratori su temi della fantasia, dell'infanzia e della poesia, con Luiss University Press ha pubblicato La tana del lupo (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Andrea Cominini"Oltraggio al regime"La tragica vicenda dei fratelli Gimitelli nell'era fascista.Prefazione di: Mirco CarrattieriMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itAlcuni ricordi di racconti che un bambino ha sentito in casa riaffiorano alla memoria a distanza di anni e il bambino diventato adulto e divenuto uno storico si chiede come mai i fatti che hanno generato quei racconti siano stati completamente cancellati dalla memoria di una comunità. Il dubbio che ci fosse qualcosa che era opportuno non venisse alla luce, che le versioni ufficiali potessero essere di comodo, che sia stata costruita una 'verità' confezionata sulle caratteristiche e i ruoli sociali dei protagonisti (forze di polizia da un lato e giovani borderline per di più non allineati al regime fascista dall'altro) nasce spontaneo nella mente dello storico. E inizia la ricerca.Presentare tutte le testimonianze raccolte, escludere che sia possibile dire una parola incontrovertibile, ma anche concludere che le possibilità di manipolazioni e di occultamenti sono praticamente una certezza, mostrare che la convinzione che i fatti non fossero andati come sono stati narrati fosse abbastanza diffusa fra la popolazione, sono tutti elementi che ben risaltano dalla ricerca, che diventa così una sorta di offerta a una comunità, perché possa ritrovare la propria memoria sulla base di documenti non facilmente accessibili, mai precedentemente cercati e ora ampiamente riprodotti e attentamente esaminati. Non un'operazione di ricerca storica fine a sé stessa, ma animata da una intenzione di libertà e di convivenza civile. (Gianfranco Bondioni)Andrea Cominini è docente di Lingue e letterature straniere nella scuola secondaria e appassionato di ricerca storica. Coautore del documentario storico La Guerra del Grigna (2012) e del cortometraggio L'appuntamento (2012), è consulente storico del documentario La guerra scampata. Lungo i cantieri Todt della Linea Blu in bassa Valle Camonica (2018). Cura e approfondisce la ristampa di La neve cade sui monti. Dal diario di un ribelle di Vitale (Tani) Bonettini (con Vittorio Volpi, 2014). Ha pubblicato numerosi saggi storici: "Un linciaggio" (in Studi e ricerche di storia contemporanea n. 81, 2014); "La ricerca di Katarina" (2015); "La missione alleata Fairway: Un Churchill in Valle Camonica" (in Gli Alleati a Brescia tra guerra e ricostruzione - Fonti, ricerche, interpretazioni, 2018); "Sulle tracce di un battaglione tedesco" (in Vittime e Colpevoli. Le stragi del 1944 a Fragheto e in Valmarecchia, 2022); "La repressione antipartigiana dello Sturmbataillon OB Südwest in Italia tra la primavera e l'autunno 1944: modalità e circostanze" (in Vittime e Carnefici - Le stragi nazifasciste lungo la Linea Gotica orientale, 2024). È autore del libro in lingua inglese: Peter Churchill. The forgotten novels of a British secret agent (2022). Per Mimesis ha già pubblicato il suo primo libro intitolato Il nazista e il ribelle. Una storia all'ultimo respiro (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Francesco Erbani"Il mestiere di educare"Voci e storie di periferie, di scuole e di comunitàPrefazione di Giulio CedernaIntroduzione di Marco Rossi-DoriaDonzelli Editorewww.donzelli.itUn mestiere per temerari, quello di educare, fatto per chi quotidianamente si scontra con situazioni complicate, spesso emergenziali, in contesti il più delle volte privi di risorse. Un mestiere per chi ha ancora il coraggio di sperare: «professionisti della speranza», li definisce Marco Rossi-Doria nell'Introduzione. Perché il mestiere di educare è un presidio di civiltà, il fondamento su cui si regge la costruzione di una società più giusta ed equa. Ma cosa significa educare oggi? Cosa fare per «aprire» la scuola al territorio che la circonda – e aprire il territorio alla scuola –, per rendere efficiente quella rete di saperi e pratiche che si chiama «comunità educante»? Quali sono gli ostacoli da superare? Quali le esperienze a cui ispirarsi? A queste e altre domande rispondono i protagonisti del settore intervistati da Francesco Erbani in mesi di ricerca sul campo: dirigenti scolastici, insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti filantropici, accomunati dagli stessi obiettivi – l'attenzione ai bambini e il contrasto alle disuguaglianze – e dalla convinzione che la risposta più efficace alla crisi educativa può essere solo collettiva. Ci sono donne e uomini che ogni giorno – scrive Giulio Cederna nella Prefazione – accettano una «sfida educativa intensa, gravosa, ma a tratti esaltante». E il fatto che non siano sufficientemente ascoltati da amministratori pubblici, da decisori politici o dall'informazione – sottolinea Erbani – è uno spreco intollerabile. Le loro voci dimostrano che la strada è tracciata, che le competenze ci sono, che la volontà non manca. Sono una preziosa testimonianza di ciò che già esiste e di ciò che potrebbe essere se si investisse davvero e meglio in questa direzione. Sono la prova che, come imparato nei momenti più difficili della pandemia, «tutti insieme» è l'unica strada possibile.Francesco Erbani è giornalista e saggista. Ha lavorato per venticinque anni alle pagine culturali de «la Repubblica». Si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano. Tra i suoi libri: Il disastro. L'Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (2010), Roma. Il tramonto della città pubblica (2013), la curatela di La cultura degli italiani (di T. De Mauro, 2004), tutti usciti per Laterza; L'Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi, 2019); Dove ricomincia la città. L'Italia delle periferie (2021) e Lo stato dell'arte. Reportage tra vizi, virtù e gestione politica dei beni culturali (2024), entrambi per Manni. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Silvio Perrella"Giùnapoli"Prefazione di Antonio FranchiniNeri Pozza Editorewww.neripozza.itChi sì, che vvuò, comme te sì ppermìso. Queste domande gridate in faccia da un gruppo di giovani motociclisti segnano l'esordio napoletano del giovane Silvio Perrella nel lontano 1973. Per il ragazzo palermitano è un inizio «violento, rumoroso, inquietante». La città colorata che avrebbe dovuto accoglierlo, secondo i racconti del padre che lì aveva trapiantato la famiglia, appare grigia, diffidente, puzza di varechina per la paura del colera. Lo fa sentire estraneo, solo. Sulle sue strade «piove anche quando non piove». Sono gli incontri, la musica prima, i concerti, le serate folli e giovani da cui si torna diversi, la letteratura poi, Raffaele La Capria, Anna Maria Ortese, Gustaw Herling, a fargli assaporare, senza forse mai davvero comprendere, la bellezza contraddittoria e incostante di quell'universo che è Napoli. È buia e irrisolta, generosa e schiva, mistica e carnale; è suono ed è silenzio, è incontro e solitudine. Luce e buio, acqua e roccia. Non ha un solo colore, Napoli. È come il mare che la bagna, l'acqua cambia colore seguendo «i rapporti del fondo con la corrente, le nuvole, lo sparire delle nuvole, il succedersi degli astri, il variare o cadere del vento». A vent'anni dalla sua pubblicazione, Giùnapoli ha ancora, e forse più di allora, uno sguardo lucido e attualissimo su quel luogo magico che sfugge a ogni definizione e riduce puntualmente a cenere ogni tentativo di rappresentazione. Ed è la lettera d'amore dello straniero che non potrebbe vivere da nessun'altra parte.«Ci vediamo giùnapoli» gli avevo sentito dire una volta. «Ma come giùnapoli, non è Napoli anche questa dove siamo adesso?»«Nel “camminare con i piedi e con gli occhi” di Perrella c'è una vera e propria frenesia motoria, un dèmone ritmico, un uso degli occhi che forse soprattutto gli stranieri avevano saputo esercitare prima. Anche qui, la sua conclusione è drastica: “A Napoli ho imparato a guardare”».Dalla prefazione di Antonio FranchiniSilvio Perrella è nato a Palermo nel 1959. Da molti anni ha scelto di vivere a Napoli. Tra i suoi libri Calvino (Laterza, 1999), In fondo al mondo (Mesogea, 2014) e Doppio scatto (Bompiani, 2015). L'aleph di Napoli, L'alfabeto del mare e Le ombre della Gaiola (ilfilodipartenope, 2013-2015) compongono la "trilogia degli amanti di città". Ha curato e introdotto il Meridiano Mondadori dedicato a Raffaele La Capria. Collabora con Il Mattino. Con Neri Pozza ha pubblicato Giùnapoli (2006), Fino a Salgareda (2015) Addii, fischi nel buio, cenni (2016) e Io ho paura (2018).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Fabio Monti, Claudio Colombo"Il secolo di San Siro"in 100 date (più una) da ricordareMeravigli Edizioniwww.meravigliedizioni.itUn secolo di storia, un “compleanno” da ricordare.Cento anni fa, il 19 settembre 1926, con un derby fra Milan e Inter, veniva inaugurato lo stadio di San Siro. Da impianto sportivo periferico, diventerà uno dei simboli più rappresentativi di Milano.In questo libro i giornalisti Claudio Colombo e Fabio Monti raccontano la sua storia centenaria – dalla prima partita amichevole tra le due squadre milanesi (che finì 6-3 per l'Inter) fino alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. E perché, per i tifosi di tutto il mondo, è semplicemente la Scala del calcio.«Il secolo di San Siro– scrivono gli autori – vuole essere un omaggio a un capitolo importante del grande romanzo di Milano. Un omaggio che si snoda nei labirinti del tempo, con il racconto di cento giornate (più una) da ricordare».Prefazione di Aldo SerenaClaudio Colombo (Monza, 1957), giornalista, ha lavorato al “Corriere d'Informazione”, a “La Gazzetta dello Sport” e al “Corriere della Sera”,dove è stato responsabile della redazione sportiva e della redazione di cronaca lombarda. Dal 2017 al 2020 ha diretto “il Cittadino”, storica testata di Monza e della Brianza. Con Meravigli ha pubblicatoMilano in breve – 140 anni di storie della città in 500 notizie del Corriere,Niente è stato vano – Il romanzo di Géza Kertésze, per il centenario dello stadio Meazza (2026).Fabio Monti(Milano, 1956), giornalista, ha lavorato a “La Gazzetta dello Sport”, al “Corriere dello Sport-Stadio” e al “Corriere della Sera”. Ha seguito tre edizioni dei Giochi olimpici (Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012), sette Campionati mondiali di atletica e sei Mondiali di calcio. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Riccardo Nuziale"Gli uccelli"Frank BakerEdizioni Cliquotwww.cliquot.itAnni Trenta. È un caldo e tranquillo pomeriggio estivo quando migliaia e migliaia di uccelli discendono all'improvviso sulla città di Londra. Si radunano sulle piazze e sulle strade, sommergono edifici e monumenti, e… non fanno nulla: semplicemente stanno lì, indugiano, osservano. Appaiono belli e variopinti, creature dolci e innocue. Ma la curiosità e il divertimento con cui inizialmente sono accolti scompaiono subito quando, importunati, i sinistri invasori si abbandonano a episodi di terrificante violenza, scarnificando e dilaniando brutalmente i disturbatori. E comincia l'orrore. Chi sono questi spaventosi esseri? Da dove vengono? Perché sono arrivati? E quando se ne andranno? Sono il frutto di un aberrante errore di Madre Natura o appartengono a ignote dimensioni della realtà? Non esistono risposte, e solo una cosa è certa: nessuno ha idea di cosa fare per scacciarli…Romanzo apocalittico, psicologico e allegorico insieme, Gli uccelli uscì per la prima volta in Gran Bretagna nel 1936, quasi trent'anni prima del celebre film di Hitchcock. E sebbene il regista abbia sempre negato ogni relazione, e Baker sia stato all'epoca sconsigliato dai suoi legali a intentare causa per plagio, un sottile filo rosso sembra comunque legare le due opere. Questa è la prima traduzione in lingua italiana, basata sul testo rivisitato e corretto dall'autore che, rimasto a lungo inedito, è stato pubblicato postumo nel 2013 dall'editore americano Valancourt Books.Traduzione di Federico Cenci e Lucrezia Pei.Prefazione di Riccardo Nuziale, docente e divulgatore cinematografico.Frank Baker (Londra 1908-1983) è stato autore di quindici romanzi fra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, a lungo dimenticati e oggi in via di riscoperta. Da giovanissimo trovò impiego nel settore delle assicurazioni marittime nella City di Londra, mentre in seguito lavorò come organista di chiesa.Entrambe le esperienze confluirono nel romanzo Gli uccelli (The Birds, 1936), che sebbene alla pubblicazione vendette solo trecento copie, fu in parte rivalutato dopo l'uscita del celebre film omonimo di Alfred Hitchcock nel 1963. L'opera che tuttavia diede maggiore notorietà all'autore fu Miss Hargreaves (1940), altro romanzo dai toni fantastici. Negli ultimi due decenni della sua vita, Baker si dedicò alla saggistica e a scrivere testi per la televisione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/