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Saverio Gangemi"Calùra"Rubbettino Editorewww.store.rubbettinoeditore.itProposto da Massimo Onofri alla LXXX Edizione del Premio Strega con la seguente motivazione:«Il fuoco “arrivò dal cielo” all'improvviso e “penetrò cocente le pareti incannizzate”. Ci troviamo in un piccolo paese di indeterminata toponomastica, ma la latitudine è quella d'un Sud metafisico: la natura riarsa e agonizzante, l'afa soffocante sono la certificazione d'un dramma etico prima ancora che naturale. Lanczo, Duardo, Rachela, Nina, Doriano e tanti altri sono i naufraghi d'un diluvio cui resistere (e forse un'isola c'è), poco importa che si tratti di fiamme. Calùra è il primo romanzo del giovane calabrese Saverio Gangemi, residente a Melicucco in provincia di Reggio Calabria nato a Redentora in Brasile. Questo per dire che al radicamento antropologico in una piccola patria si coniuga il sentimento d'un presente globalizzato su cui incombe il senso d'una apocalisse non solo ambientale. Mentre la geografia – e la meteorologia – si fanno geroglifici del destino e metafora d'una terra desolata: tra incubo distopico e realismo magico. Un obiettivo cui risponde l'impegno d'una scrittura limpida e lirica»In un piccolo paese arroventato da una calura misteriosa e implacabile, le vite dei protagonisti si intrecciano in un tempo sospeso, segnato da ricordi di guerra, lutti recenti e una natura che sembra collassare sotto il peso di un male inspiegabile. Lanczo, Duardo, Rachela, Nina e il piccolo Doriano si muovono in questo mondo in bilico, cercando rifugio fisico ed emotivo sotto l'ombra di un albero straordinario e inquietante, che pare immune al degrado circostante. Solo questo albero resiste, opponendo il mistero della sua enormità al giungere inatteso e incomprensibile della calura. Calùra non ha nomi di luoghi né cronologie. I segni sono pochi. Il paesaggio è una terra arida: le acque della fiumara stentano a dissetare le creature; tra i sassi sopravvivono serpenti e lucertole. La natura muore prima degli uomini, e gli uomini resistono disperatamente. Nel silenzio carico di presagi e nella tensione crescente tra i personaggi, si sviluppa un racconto corale che mescola epica popolare, realismo magico e riflessione sulla memoria e sul destino.Saverio Gangemi è nato a Redentora (Brasile) nel 1987 e vive a Melicucco in provincia di Reggio Calabria. Dal padre scrittore ha ereditato la passione per i libri, dal nonno l'amore per la natura, in particolare per il suo Aspromonte. Calùra è il suo primo romanzo, e ha ricevuto la Menzione speciale della Giuria al Premio Calvino 37° edizione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dietro le quarte. Il lavoro sui libri raccontato da chi li fa
Che cosa ci spinge a tornare al passato? Forse il desiderio di osservare la grande Storia attraverso gli occhi della gente comune, o la possibilità di ritrovare nelle vicende di una famiglia emozioni e dinamiche che continuano ad appartenerci. Un viaggio tra memoria, identità e immaginazione, alla scoperta di uno dei generi più vitali del panorama editoriale contemporaneo.In questa puntata dialoghiamo con Grazia Rusticali, Direttrice editoriale di Nord, per scoprire il romanzo storico dal punto di vista di chi ogni giorno costruisce un catalogo e intercetta i cambiamenti nei gusti dei lettori. Al centro della conversazione, la capacità di queste storie di intrecciare la grande Storia con le vicende private, raccontando persone e famiglie che quella Storia l'hanno vissuta spesso senza averla mai scritta.
Elena Commessatti"Il tempo delle viole"Newton Compton Editoriwww.newtoncompton.comL'esordio più atteso dell'annoTre ragazze. Un fiume. Un legame che cambierà il loro destino.AURORA Parla con le Agane e porta dentro di sé l'irruenza del Tagliamento, che le affida storie antiche.BIANCA Ha il cuore popolato da re e regine e sembra una principessa in attesa: di un principe o forse di una risposta.VIOLA È in cerca delle proprie radici ma il destino non sempre si sceglie, a volte si riconosce.Insieme comprenderanno che le donne assomigliano alle viole: delicate ma non fragili, capaci di resistere all'inverno e di fiorire dove nessuno avrebbe creduto possibile.FRIULI, 31 DICEMBRE 1888. Aurora ha undici anni e vive a Carpacco, un piccolo paese affacciato sul Tagliamento, il re dei fiumi alpini. Parla con le Agane, le fate delle acque, e sta a stretto contatto con le donne della filanda, tra i bozzoli dei bachi da seta e i sogni di un futuro diverso. A Udine, Bianca, quattordicenne raffinata e curiosa, assiste all'accensione delle prime luci elettriche della città, simbolo di un progresso che la affascina e la ispira. Poco distante, la coetanea Viola, orfana e ribelle, viene cresciuta nel palazzo Antivari Kechler, dove è a servizio la zia cuoca, e riceve le visite di un fantasma, una donna morta anni prima a Pola, che la aiuterà nei momenti di difficoltà. Le loro vite, così diverse, si intrecciano come i rami del Tagliamento in un'Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. Insieme daranno vita a una società segreta femminile, le Viole di Udine, dedicata a proteggere e sostenere le donne in un'epoca in cui essere libere è un atto rivoluzionario.Il tempo delle viole è un romanzo corale e potente che racconta la crescita di tre protagoniste indimenticabili tra amore, arte, lavoro e sorellanza. Un affresco storico e poetico, attraversato dalla forza della natura, dalla luce della conoscenza e dalla voce delle donne che, unite, cambiano il mondo.Elena CommessattiÈ autrice e giornalista. Negli ultimi anni le sue parole sono dedicate a scoprire luoghi, persone e vicende dimenticate del Friuli Venezia Giulia. Collabora alle pagine culturali del «Messaggero Veneto» e realizza e conduce programmi radiofonici per la sede Rai regionale. Nel 2013 si è inventata le guide turistiche italiane incentro per l'editore Odòs di cui è autrice e direttrice di collana. Dal 2008 segue il cold case del “Mostro di Udine” e con l'invenzione del personaggio letterario di Agata Est ha riacceso l'interesse sul macabro caso di cronaca nera ancora irrisolto. Il tempo delle viole è il suo primo romanzo pubblicato dalla Newton Compton.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Silvana La Spina"Le avvelenatrici"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ una mattina di fine dicembre del 1783, l'aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un'impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra' Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l'ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l'orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell'uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l'anziana donna con cui, il giorno prima, c'era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l'unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d'oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell'aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l'arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell'oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa.«Sappiate allora che l'odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica».Silvana La Spina è nata in Veneto da padre siciliano. Vive tra Milano e Catania da molti anni e la Sicilia è alla base di quasi tutti i suoi romanzi. Tra gli ultimi: La bambina pericolosa (2008); Un cadavere eccellente (2011); La continentale (2014); L'uomo che veniva da Messina (2015). Per Neri Pozza ha pubblicato L'uomo del Viceré (2021), Angelica (2022) e L'ombra dei Beati Paoli (2024). Ha vinto il Premio Chiara nel 1993 con il romanzo Scirocco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carmelina Novembre"L'essenza del genio"Il profumo di Leonardo da VinciBonfirraro Editorewww.bonfirraroeditore.itUn profumo può custodire una verità capace di attraversare secoli. Anchiano, 1452. Nell'atmosfera dorata della campagna toscana, tre donne assistono una giovane partoriente: è Caterina, sedicenne segnata da un passato doloroso. Schiava venduta a Venezia e madre di Leonardo, sa di non poter tenere il figlio che sta per nascere. Prima di lasciarlo, imprime nel neonato il ricordo di casa attraverso il profumo di una foglia di fico, un segno olfattivo destinato a sopravvivere al tempo.Torino, presente. Carmelina Novembre, profumiera alchimista, crea un'essenza rivoluzionaria ispirata non a Leonardo da Vinci in sé, ma a La Dama con l'Ermellino, l'opera più enigmatica del genio: una fragranza costruita come un ritratto olfattivo di Cecilia Gallerani, fatta di foglie di fico, ambra, pergamena e legno bagnato.La giornalista francese Giulia Dumas, affiancata dallo storico dell'arte Lorenzo Mantegazza, decide di investigare sull'origine di quella fragranza per il suo prossimo libro. La loro ricerca li conduce a una verità nascosta: il legame profondo tra Leonardo e Caterina, una madre di nobili origini strappata alla libertà, il cui amore vive nell'aroma che segnò l'infanzia del genio.Ma non tutti vogliono che la verità venga alla luce. Gabriele Volpe, profumiere spietato discendente di una famiglia umiliata da Leonardo, si mette sulle tracce del segreto olfattivo per sfruttarlo commercialmente. Il furto di documenti cruciali trasforma la ricerca storica in una pericolosa caccia al tesoro. Giulia dovrà seguire indizi olfattivi, collegare passato e presente e scoprire che il vero tesoro non è una formula segreta, ma la più potente delle storie d'amore: quella di una madre per il figlio che le fu portato via, eternata in un profumo.Carmelina G. Novembre è nata a Grassano, in provincia di Matera, dove ha trascorso infanzia, adolescenza e giovinezza. Dopo il matrimonio con Franco Novembre ha seguito il marito in diverse città italiane, vivendo tra Palermo e Modena prima di stabilirsi a Torino, dove ha trovato equilibrio tra vita familiare e professionale insieme alle figlie Idia e Giusy.Originaria della Basilicata e da sempre legata al mondo delle fragranze, ha trasformato questa passione in un mestiere: è un Naso, creatrice di profumi, e nella sua Maison torinese dà vita a essenze che nascono da storie, incontri e suggestioni. Con L'essenza del genio ha ideato anche una fragranza ispirata a La Dama con l'Ermellino, pensata come complemento olfattivo al romanzo.Nel 2021 ha pubblicato con Bonfirraro Editore Il mistero del profumo di Rol, il racconto autobiografico del suo incontro con la figura di Gustavo Adolfo Rol, sensitivo torinese, e della creazione dei profumi "Mistero" ed "Elna" a lui ispirati. Con L'essenza del genio, edito sempre da Bonfirraro nella collana Romanzo B., torna in libreria intrecciando romanzo storico, indagine contemporanea e arte profumiera.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesco Pinto"La ricchezza non giova ai morti"Napoli 1962Harper Collinswww.harpercollins.itNapoli, 1962. Il boom economico avanza al ritmo di jazz. La città si trasforma a una velocità vertiginosa. Al Vomero, il quartiere dei nuovi ricchi, i palazzi di cemento crescono insieme alle ambizioni degli speculatori, disposti a tutto pur di conquistare la collina a colpi di mazzette. È una Napoli spaccata a metà: da una parte i salotti elitari, dove il vizio del gioco divora intere fortune e i debiti d'onore si pagano cari; dall'altra le umili domestiche, che spolverano i segreti delle famiglie borghesi e conoscono le vere miserie dei loro padroni.Quando il costruttore corrotto Angelo Rapace viene assassinato, la polizia cerca un colpevole comodo. Ma i protagonisti del Club 22, il locale notturno più in voga del momento, non accettano le ingiustizie e decidono di fare luce sulla vicenda.A capo di questa indagine non ufficiale c'è Samuele Caputo, in arte Sam, il talentuoso pianista del club, noto per reinterpretare i grandi pezzi americani in napoletano. Con l'aiuto del carismatico proprietario Eduardo De Angelis, un vero e proprio Robin Hood per la gente della zona, della pragmatica responsabile di sala Natascia e della magnetica stella del locale, Lucy Del Re, Sam si improvvisa detective. Si infiltra nelle spietate partite a poker della borghesia e corteggia le cameriere dei quartieri alti per raccogliere i pettegolezzi più succulenti.La ricchezza non giova ai morti è un giallo avvincente che non rinuncia all'ironia. Mescolando memoria e satira sociale, Francesco Pinto racconta un'epoca in bilico tra splendore e corruzione, un affresco vivido e pungente della Napoli degli anni Sessanta. Tra umorismo e dolore, miseria e nobiltà, i personaggi creati da Pinto, risolvendo misteri, mettono in scena una meravigliosa commedia umana.Francesco Pinto è nato a Salerno nel 1952 e vive a Sorrento. Laureato in filosofia, ha fatto una lunga carriera in Rai, di cui è stato direttore di Rai Tre e per molti anni direttore del Centro di Produzione Televisiva di Napoli. Sotto la sua guida sono nati programmi come Blu Notte, Novecento, La Squadra, Melevisione e Un posto al sole. Autore di saggi sulla storia della televisione — tra cui La fabbrica televisiva — negli ultimi anni si è dedicato alla narrativa, pubblicando per Mondadori la trilogia ambientata negli anni Sessanta composta da La strada dritta, Il lancio perfetto e I giorni dell'oro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giuseppe Fusari"I morti non mi sono mai piaciuti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itIn questo giallo, dove l'arte è scenografia e prim'attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell'animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.Sembra addormentato l'uomo seduto a terra contro un ippocastano del viale, circondato da un marasma di foglie e rami spezzati dal nubifragio della notte precedente. Ma non dorme, è stato ucciso altrove, con ferocia, e spostato lì dove la pioggia ha lavato via ogni indizio. Agli agenti basta poco per riconoscere in quel corpo Riccardo Mazza, noto storico dell'arte e curatore di una mostra su trenta capolavori ritrovati inaugurata in pompa magna appena poche ore prima. A occuparsi del caso è il commissario Amedeo Alessandri, che di una vittima celebre come quella farebbe volentieri a meno. Come avrebbe fatto a meno di partecipare all'inaugurazione dove ha stretto la mano proprio all'uomo che ora giace, composto e senza vita, di fronte a lui. Lui che da vent'anni non ha più aperto un libro d'arte, non ha più guardato un dipinto, un catalogo; vent'anni trascorsi dalla morte di un altro stimato storico dell'arte, suo padre. Ma in quest'indagine ci sono altri elementi a turbare il commissario: il medico legale gli ha fatto sapere che il cadavere è istoriato con la parola falso, tatuata ovunque centinaia di volte, ossessivamente, con l'unica eccezione della testa e delle mani. E poi, nell'appartamento della vittima, vuoto come la cella di un monaco, viene rinvenuto un reperto che lo riguarda, destinato a far sanguinare vecchie ferite di un passato che non passa. In questo giallo, dove l'arte è scenografia e prim'attrice, Giuseppe Fusari racconta attraverso un indimenticabile protagonista i vizi di un piccolo mondo che giudica, nasconde, intrallazza, talvolta uccide. Così il desiderio di giustizia spinge il commissario Alessandri nelle zone cieche dell'animo umano per trasformarsi in qualcosa di più intimo e sconvolgente: la ricerca di sé.Giuseppe Fusari, accademico dell'Ateneo di Brescia, insegna Storia dell'Arte presso l'UniBrescia, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, è stato direttore del Museo Diocesano di Brescia e ha collaborato con prestigiose istituzioni culturali italiane e straniere. Al suo attivo ha la cura di diverse mostre che spaziano dal Rinascimento all'arte contemporanea e la pubblicazione di saggi e articoli di argomento storico e storico-artistico. Si dedica anche all'incisione e alla scrittura creativa. I morti non mi sono mai piaciuti è il suo primo romanzo, vincitore della settima edizione del Premio Neri Pozza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Raffaela Ulgheri"Minerva"Il giudizio dei viventiedizioni effequwww.effequ.itE nel paese intanto i bambini non nascevano, strozzavano le pance delle mamme e nessuno aveva il coraggio di dire niente.Nel 1968, in un paese dell'entroterra sardo, la morte improvvisa del sindaco rompe un equilibrio che sembrava immobile. Poco dopo scompare anche il vicesindaco, e i commissari inviati dalla prefettura finiscono a loro volta dentro un disegno oscuro. A indagare allora arriva il pubblico ministero del Tribunale di Sassari, ma prove, testimonianze e supposizioni sembrano contraddirsi di continuo. Intorno all'indagine ufficiale si muove un'altra verità, fatta di silenzi, rapporti di potere, rancori familiari, tensioni separatiste e giudizi che il paese formula prima ancora della legge. In una Sardegna concreta eppure oscura, divisa tra Stato e comunità, case e istituzioni, paura e desiderio di autonomia, prende forma un giallo corale in cui il reale si incrina appena, e la colpa diventa la lingua segreta di un'intera comunità.Raffaela Ulgherisarda, giornalista. Vive e lavora a Milano per una testata europea specializzata in ambito finanziario. Minerva, finalista alla XXXVIII edizione del Premio Italo Calvino, è il suo primo romanzDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Angelo Angelastro"Il doppio arcano"Passigli Editoriwww.passiglieditori.itNel quarto centenario della morte, una commissione di esperti annuncia il ritrovamento dei resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio nel cimitero di Porto Ercole, ponendo fine a secoli di incertezze sul destino del grande pittore. Giornalisti da tutto il mondo accorrono alla conferenza stampa per seguire l'eccezionale evento, ma all'esaltazione generale non partecipa Morgan Van Dijk, l'inviato del quotidiano olandese «Dagblad», che coglie molte contraddizioni nel resoconto ufficiale. Il suo ironico corsivo e l'inchiesta personale che decide di portare avanti contro il parere della sua testata suscitano sdegno fra quanti rivendicano il merito della scoperta, e in breve tempo la sua vita si trova coinvolta in un vortice di intimidazioni e minacce. Come se non bastasse, l'impatto con le opere più trasgressive e la storia maledetta di Caravaggio finisce per minare l'equilibrio personale di Van Dijk, il quale arriva a scoprire verità nascoste che non aveva mai avuto il coraggio di indagare…A chi nuoce che venga alla luce la vera fine del pittore lombardo? Chi è il misterioso individuo che fa spiare ogni mossa del giornalista ostacolandone le ricerche? Con questa sua ultima pubblicazione, Angelo Angelastro ci offre non solo un thriller di grande impatto che tiene con il fiato sospeso sino all'ultima pagina, ma anche la prova che la storia del nostro Paese non smette mai di affascinare e suscitare interrogativi anche a distanza di secoli. Giornalista a ventun anni nella redazione pugliese de «l'Unità», Angelo Angelastro ha lavorato in Rai dal 1977, dedicandosi alle cronache della cultura e dello spettacolo. Nel 1994 approda al Tg1, testata per la quale ha svolto le funzioni di inviato in Italia e all'estero, intervistando i grandi protagonisti della musica, della letteratura, del cinema e del teatro. Nominato caporedattore, ha diretto dal 2001 al 2007 la “Redazione Società” del primo telegiornale italiano. Oltre ad aver curato molti Speciali ha ideato due Rubriche: “Tg1 Incontri” e “Tg1 Persone”.Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “Mon-di miei” (Bolis, 2013), “Il bel tempo di Tripoli” (E/O, 2015) e “Le ultime tarantate” (Congedo, 2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Si comincia col caldo — la sigla che "si scioglie" come un nastro inceppato — e con un rimedio antico: leggere. Magari libri sulle spedizioni al Polo Nord, per rinfrescarsi almeno con la testa. È la tradizione italiana del libro sotto l'ombrellone, che i nostri due conoscono bene ma praticano poco: Matteo storicamente leggeva d'estate, ma a casa; Raffaele, da papà, sotto l'ombrellone ormai disconnette il cervello e basta. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Parole della settimana il segnalibro — L'oggetto che metti tra le pagine per ricordare dove sei arrivato. Nell'episodio Matteo lo usa in modo poetico: un libro amato funziona "come da segnalibro nella tua memoria" — ti fa ricordare l'estate in cui l'hai letto. English: bookmark divorare (un libro) — Leggere un libro velocemente e con grande piacere, senza riuscire a fermarsi. Raffaele sceglie i libri per sua moglie e "molto spesso scelgo libri che poi lei divora". English: to devour (a book), to read it hungrily in one go Note dell'episodio Il cuore della puntata è una ribellione di scuola media. Alle letture assegnate per l'estate, il piccolo Raffaele rispose leggendo tutt'altro: l'intero Romanzo di Excalibur di Bernard Cornwell, scelto da lui, divorato volume dopo volume — e a settembre lo disse in faccia alla professoressa: "ho letto tantissimo, ma tutt'altro: ho scelto io". Da grande la pensa ancora così: un classico come Il Maestro e Margherita si può studiare, ma obbligare qualcuno a leggere un libro che non ha scelto "è una violenza" — la lettura non si impone. Matteo, che pure ha subìto le stesse liste, un po' lo frena: gestire ciò che non scegliamo, da ragazzini, allena alla vita. Poi però regala la frase più bella della puntata: lui Il Signore degli Anelli l'ha letto in un'estate sola, e oggi ricorda quell'estate proprio grazie al libro — "come da segnalibro nella tua memoria". "Hai detto una poesia", ammette Raffaele. Una tradizione però resiste: prima delle vacanze Raffaele sceglie sempre un libro per sua moglie, e difficilmente sbaglia. L'ultimo era Come l'arancio amaro di Milena Palminteri, vincitore del Premio Bancarella — il premio che scelgono direttamente i librai — e da lì si arriva alle saghe familiari ambientate in Sicilia che riempiono gli scaffali d'estate. La Sicilia, appunto: trasferirsi? Fa caldo perfino sull'Etna, ma Raffaele non se la sente di eliminarla, anche se non l'ha ancora mai vista. E così, tra Genova e Trieste col mare, una Milano difesa da Matteo contro gli stereotipi, una Firenze persa nel sovraffollamento e un posticino ideale in Emilia-Romagna a un'ora da tutto, la puntata chiude con la domanda che ogni amante dell'Italia si porta dentro: mare, città o montagna? Diteci la vostra — e il resto, con aria condizionata e bevanda ghiacciata, continua nell'aftershow. Trascrizione Raffaele: [0:23] Matteo, buongiorno. Matteo: [0:24] Buongiorno. Raffaele: [0:26] Non so se l'hai sentito pure tu, ma io sentivo la sigla di apertura un po' male, un po'... Sai come quando il mangianastri si inceppava? Matteo: [0:39] Sì? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Alessio Rega"La tela di Svevo"Les Flaneurs Edizioniwww.lesflaneursedizioni.itSvevo Altomare ha settant'anni, una carriera artistica consacrata dalla critica e un passato che continua a reclamare spazio nei suoi pensieri. Ritiratosi nella sua Molfetta, vive tra la pittura, la nostalgia e il ricordo di Sophie, l'unica donna che abbia mai amato davvero. Quando gli viene commissionato un dipinto della Madonna per una celebrazione cittadina, la sua esistenza apparentemente immobile è scossa dall'incontro con Anna Desio, una giovane arpista all'inizio di una brillante carriera internazionale. Anna è talentuosa, inquieta, combattuta tra il desiderio di libertà e una vita già tracciata da aspettative, affetti e convenzioni.Tra i due nasce un rapporto intenso e difficile da definire, fatto di dialoghi profondi, reciproche fascinazioni e domande che mettono in discussione certezze consolidate. Mentre Anna cerca il coraggio di scegliere il proprio futuro, Svevo si trova costretto a fare i conti con i rimpianti, il tempo che passa e le ferite che non si sono mai rimarginate.La tela di Svevo è un romanzo elegante e malinconico sull'amore, sull'arte e sulla libertà di essere sé stessi, anche quando il prezzo da pagare sembra troppo alto.Alessio Rega (Bari, 1984) editore. Ha fondato il Gruppo Editoriale Les Flâneurs. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e si è occupato di numerosi progetti di comunicazione per enti e aziende. Ha partecipato all'organizzazione di festival letterari ed eventi culturali. Nel 2014 ha esordito con il romanzo di formazione Giro di vita. Alcuni suoi testi sono stati inseriti all'interno di saggi e raccolte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Riccardo Nota D'Elogio"La logica dell'infinito"Per esserci sempreSperling & Kupferwww.sperling.it«Ho passeggiato in un futuro che ignoro, tra ciò che avverrà quando io non ci sarò. Oggi sono vivo. E vivere nel presente è affidare alla mente il compito di affrontare il domani, quello in cui esisterò, e anche quello in cui la mia traiettoria sarà dissolta. Non parlo di morte, parlo di memoria: alla memoria nessuno di noi è indifferente.»Una storia di nostalgia, di strappi e cuciture, di contraddizioni. Ernesto è un ex avvocato penalista che ha abbandonato la professione, un esercizio di sopravvivenza etica in cui ha imparato a stare perennemente in bilico tra i dubbi e i rimorsi. Sullo sfondo ci sono Napoli, Sorrento, il mare, e tutt'intorno racconti, storie, incontri che sembrano casuali e che si rivelano crocevia di scelte importanti. Tutto è legato, c'è sempre una logica: qualcosa muove i fili della nostra esistenza, qualcosa che va oltre la realtà che percepiamo. Presente, passato e futuro sono uniti, come lo sono la vita e la morte, il prima e il dopo. Un incontro in particolare spingerà il protagonista a fare di questa consapevolezza la sua vita e poi il suo mestiere, un'attività che ha a che fare con i sogni e i desideri, un ponte tra l'oggi e l'aldilà. Con uno stile intenso e una narrazione che si snoda tra riflessioni e colpi di scena, l'autore ci trascina in un mondo in cui tutto si mescola: i ricordi, i sapori, i profumi dell'infanzia, il passato, il futuro e infine il presente, che scopre nell'altrove il suo senso più profondo.Riccardo Nota d'Elogio è nato a Napoli nel 1977 e oggi vive a Ferrara. Avvocato dal 2008, ha sempre esercitato la professione forense nel settore penale e nel 2011 ha aperto lo Studio Legale Nota d'Elogio. Uomo dal carattere intraprendente e curioso, è il fondatore di Volo, una realtà innovativa e ambiziosa che intende esaudire i sogni e i desideri di chi oggi non c'è più, di chi non è riuscito, non ha potuto o non ha voluto realizzarli in vita. C'è chi lo ha definito con affetto «un sognatore concreto ai limiti del visionario». Con il suo ultimo libro, La logica dell'infinito, ha scelto di attraversare un territorio che appartiene più all'etica che al diritto: quello della coscienza. Nei cinque racconti che compongono l'opera, dà voce al desiderio di restituire alla morte un volto umano, di concederle il diritto di dialogare con la vita, senza paura né superstizione. Grande appassionato di calcio e con un debole per il mondo dei motori, coltiva nel tempo libero l'interesse per la scrittura e per l'equitazione. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'Odissea, con il suo budget da 250 milioni di dollari, è il progetto cinematografico più ambizioso del regista britannico-americano Christopher Nolan. La popstar portoricana Bad Bunny è in Italia con due concerti all'ippodromo Snai La Maura di Milano il 17 e 18 luglio. L'Ammiraglio è il titolo dell'ultimo romanzo dello scrittore siciliano Giosuè Calaciura in cui si descrive la figura di Cristoforo Colombo e si ricostruisce la preparazione della sua spedizione nelle Indie. Nel saggio Il cinema era tutto, lo storico del cinema Emiliano Morreale racconta il rapporto simbiotico che gli scrittori italiani hanno avuto con il grande schermo a partire dagli anni trenta del Novecento fino a oggi. CONMaria Sole Colombo, curatrice e critica cinematograficaGiovanni Ansaldo, editor di musica di InternazionaleGiosuè Calaciura, scrittoreEmiliano Morreale, docente universitario e critico cinematograficoCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Stefano Vicario"Essere o non essere"La nuova indagine del re degli stracciLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euIncapace di perdonarsi per l'uccisione della moglie e della figlia mentre era con l'amante e di cominciare una nuova vita con il magistrato Anna Ungaro, l'ex avvocato Andrea Massimi sta continuando a vivere come barbone nello scompartimento di un treno abbandonato insieme al malato psichiatrico Lillo e all'ex direttore d'orchestra Aldo, quando la veggente cieca Flora gli affida una missione: aiutare Micio, un gigante moldavo, a scoprire cosa è successo al suo compagno, il pugile Maskim, scomparso misteriosamente lasciando una lettera di addio molto sospetta. Confrontando la lettera con altri biglietti di Maksim, Andrea appura che la lettera è un falso, e decide di infiltrarsi nella Botte, la squallida palestra dove si allenano e vivono i lottatori clandestini sotto il ferreo controllo del mafioso Tenerezza, ridotto in sedia a rotelle. Disposto a tutto pur di far luce sulla vicenda, Andrea decide di offrirsi per un incontro suicida di kickboxing. Nel frattempo, Anna ha conosciuto un nuovo collega simpatico e avvenente.In questa terza e ultima (forse) indagine Stefano Vicario continua il suo viaggio dentro una Roma nascosta e ai margini della legalità, eppure ricca di situazioni inaspettatamente autentiche, in compagnia di un personaggio mai scontato e maledettamente vero.Stefano Vicario, nato a Roma nel 1953, è sceneggiatore e regista. Debutta nel 1973 come aiuto regista del padre, Marco Vicario, e di altri registi come Damiano Damiani. Si specializza nelle produzioni televisive e cura la regia per numerose trasmissioni e fiction, tra cui di Il pranzo è servito, La corrida, I Cesaroni e molti altri. È stato il regista di svariate edizioni del Festival di Sanremo, e ha curato la regia di spettacoli di Roberto Benigni di grande successo (Tutto l'Inferno, I dieci comandamenti, La più bella del mondo). Vicario ha anche diretto un lungometraggio cinematografico nel 2001 intitolato Sottovento! con Claudio Amendola e Anna Valle, di cui ha curato anche la sceneggiatura. Del 2018 è sua la regia di Conversazione su Tiresia, di e con Andrea Camilleri. Presso La nave di Teseo nel 2021 è uscito il romanzo Il re degli stracci.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ivan Cotroneo"Grande"La nave di Teseowww.lanavediteseo.euLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itSabato 18 luglio 2026, ore 22:00Largo Vito MaurogiovanniIvan CotroneoGrande (La Nave di Teseo)con l'autore dialoga Antonella Gaeta, La RepubblicaErnesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni.Nel corso di un'estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d'agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell'assistenza quotidiana. Nel continuo mescolarsi di amore e repulsione, tenerezza e rabbia, la relazione tra madre e figlio si spoglia di ogni ipocrisia, mentre Ernesto spinge le sue notti all'estremo.Ivan Cotroneo torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l'universale, l'affetto e l'attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure.Un libro audace, un viaggio che mette al centro della storia il corpo e attraversa la tenerezza di un figlio, la commedia umana, l'emozione e la ricerca di sé nell'amore degli altri.Ivan Cotroneo è nato a Napoli nel 1968. Scrittore, sceneggiatore, regista, ha tradotto Michael Cunningham e Hanif Kureishi, ha pubblicato Il re del mondo, La kryptonite nella borsa, Cronaca di un disamore, Un bacio e 14 giorni (con Monica Rametta). Ha creato acclamate serie televisive originali tra le quali Tutti pazzi per amore, Una grande famiglia, Sorelle, Sirene, È arrivata la felicità, oltre a Una mamma imperfetta, La compagnia del cigno e La vita che volevi, che ha anche diretto. Per il cinema ha collaborato con registi come Maria Sole Tognazzi, Luca Guadagnino, Riccardo Milani, Renato de Maria e diretto La kryptonite nella borsa, Un bacio, Quattordici giorni. Per il teatro ha scritto e diretto le commedie Amanti, La denuncia, Scandalo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ho sbagliato una copertina e mi ha condizionato quattro anni di vendite. Con un test da 300€ ho scoperto più cose che in anni di teoria sul marketing editoriale.n questa puntata racconto, dati alla mano, il rilancio del mio romanzo "Machsom" , cosa ha funzionato su Amazon Ads, cosa ha funzionato su Meta, e perché alla fine il problema non era né il marketing né i soldi.Ci sono dei numeri precisi in questa puntata: CPM, costo per lead, tassi di conversione, che vale la pena ascoltare con calma. Se vuoi anche vedere le dashboard e i grafici di cui parlo, il video completo è su YouTube: https://www.youtube.com/@andrealisi-baffo
Il sociologo Giovanni Semi, nel suo libro È il capitalismo, bellezza. L'estetica all'assalto delle città edito da Einaudi, racconta come il capitalismo incoraggi oggi una continua estetizzazione della realtà che sta trasformando il nostro modo di vivere e intendere lo spazio urbano. La nebbia di Rio (Accento) è il romanzo di esordio dell'autore italopachistano Sarvish Wahhed. È una storia di amicizia, fragilità e ricerca di identità in una provincia emiliana grigia e opprimente. La nuova direttrice artistica del festival di fotografia Cortona on the move, Renata Ferri, racconta la sua scelta di dedicare l'intera programmazione all'Italia. La Fondation Beyeler di Basilea, un museo progettato da Renzo Piano, viene trasformato dall'artista francese Pierre Huyghe in un grande organismo vivente in cui interagiscono esseri viventi , macchine e intelligenze artificiali.CONGiovanni Semi, sociologoSarvish Waheed, scrittoreRenata Ferri, giornalista e curatriceLeonardo Merlini, giornalista di Aska news che collabora con InternazionaleCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Nicolò Petruzzella"La diga"Maylis De Kerangal, Joy SormanPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.ittraduzione di Elena Vozzi e Nicolò PetruzzellaTomi Motz, ingegnere solitario, viene incaricato dalla sua impresa di controllare l'impianto della diga di Seyvoz, la cui edificazione, negli anni Cinquanta, ha comportato la creazione di un lago artificiale e inghiottito il villaggio di montagna che si trovava là.Durante quattro giorni, Tomi ispeziona in lungo e in largo la zona. Sotto l'effetto di uno strano magnetismo, la sua missione è perturbata da una serie di disturbi sensoriali e psichici. Attorno a lui, il reale sembra dileguarsi: tutto vacilla, i luoghi e i comportamenti, i giorni e le notti, forse persino la sua stessa ragione.Avventurandosi fino alla frontiera del fantastico, questo romanzo scritto a quattro mani sonda le tracce di una catastrofe. Maylis De Kerangal e Joy Sorman vi fanno risuonare una memoria sommersa ma persistente, e affiorare stratificazioni temporali agganciate alle pieghe dello stesso paesaggio.Il romanzo nasce dalla storia della diga idroelettrica e dal lago artificiale di Chevril che nel 1952 inghiottì il ridente villaggio montano di Tignes, sacrificato sull'altare della modernità durante la ricostruzione nazionale del dopoguerra. Un disastro causato dall'uomo ed emblematico della recente storia industriale, francese e non solo - non senza evocare al lettore italiano il Vajont. Per dare vita al romanzo le autrici hanno trascorso parecchio tempo presso il lago di Chevril cercando di coglierne l'essenza; hanno poi scelto di restituirne la memoria, attraverso il registro del fantastico per farla riecheggiare, e riportarla in superficie.La collaborazione fra le loro voci non si dà come semplice somma, bensì in quanto fusione: una lingua comune, una terza lingua nata dai loro due alfabeti che crea un'opera inconfondibile, dal potente fascino evocatore.Se le autrici arrivano a esprimersi secondo una lingua comune, nel romanzo sono due i piani temporali che si alternano nella narrazione.La narrazione al presente funge da struttura del romanzo: lo avvolge in un'angoscia diffusa, nutrita da immagini antiche, non senza evocare atmosfere degne dell'hotel di Shining e ambientazioni montuose alla “Twin Peaks”, dove il malessere non nasce dalla distanza dalla realtà, bensì da una paranoia.La narrazione al passato riporta al momento della costruzione della diga di Seyvoz, alla vita immobile e rituale degli abitanti del paese, che si vedono comunicare l'esproprio delle proprietà in vista del programmato allagamento del villaggio. Allo scopo di tratteggiare un ricordo lacerante e vivido, le autrici fanno appello a un linguaggio scolpito da un lessico tecnico, il più vicino possibile ai corpi, agli operai delle dighe o agli abitanti de villaggio: un affresco dato per pennellate, frammenti di vita, che si stagliano sullo sfondo di una catastrofe (in)evitabile.§Figlia di un capitano, Maylis De Kerangal è nata nel 1967 a Tolone e ha trascorso l'infanzia nella città portuale di Le Havre. Autrice di svariati romanzi e racconti, ha ricevuto numerosi premi letterari in patria e all'estero, tra i quali spiccano il Prix Médicis, il Prix France Culture/Télérama, il Grand Prix de Littérature de l'Académie Française e il Gregor Von Rezzori.Nata a Parigi nel 1973, Joy Sorman è scrittrice e giornalista. Ha vinto con il suo primo romanzo Boys, boys, boys, manifesto per un femminismo virile, il Prix de Flore nel 2005. È autrice di numerosi libri, pubblicati in Francia da Gallimard, Le Seuil, Flammarion.§Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell'ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall'inglese per numerose case editrici.Elena Vozzi e Nicolò Petruzzella sono traduttori, editor e redattori. Da diversi anni lavorano insieme nell'ambito della redazione editoriale, e traducono a quattro mani dal francese e dall'inglese per numerose case editrici.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carlo Calabrò"Cemento e sangue"Marsilio Editoriwww.marsilioeditori.itSan Paolo è una città che cresce divorando se stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L'autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico. A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c'è un colpevole da smascherare: c'è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli.Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Angelo Di Liberto"Il fiore del ricordo"Gallucci Editorewww.galluccieditore.com«Quest'attesa è asfissiante. Un'unica cosa me la rende sopportabile: la speranza che lei torni. Se il mattino ha ancora un senso è perché vivo per quel ritorno».Al risveglio da un sonno confuso, Lauri scopre che sua moglie Alma è scomparsa. Nessun avvertimento, nessuna spiegazione, nessun indizio. Ha lasciato dietro di sé soltanto un nome, a tormentare la coscienza di Lauri. Chi è Alfredo? L'amante che l'ha persuasa a fuggire, oppure l'uomo che l'ha rapita? Mentre crollano le certezze di un amore che credeva assoluto, totalizzante, ha inizio per Lauri un'odissea nei ricordi, una ricerca a ritroso per afferrare la verità dell'assenza.In un percorso narrativo ipnotico e sorprendente, Angelo Di Liberto racconta il dubbio, il rimpianto, la nostalgia, il desiderio, mettendo a nudo un cuore innamorato, che neanche il dolore riesce a spezzare.Angelo Di Liberto vive a Palermo. A cinque anni ha letto il suo primo libro. In copertina c'era una signora che portava a spasso un cagnolino. S'innamorò di quel cane ma perse il libro. Non ha mai smesso di cercarlo. Da allora i cani accompagnano la sua vita. Autore di romanzi e racconti, in rete ha fondato la comunità di lettori consapevoli “Billy, il vizio di leggere - il gruppo” e ha dato vita a “Modus legendi”, l'iniziativa che porta in classifica nazionale autori e libri di qualità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandro Barbero è ospite di CasaLaterza per discutere dell'opera più famosa di Manzoni. Episodio che conserva più significato dopo le polemiche sulle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei . Le critiche si sono concentrate in particolare sulla proposta di togliere la lettura dei Promessi Sposi dal secondo anno e spostarla al quarto. La reazione del mondo accademico e scolastico non si è fatta attendere, fra cui spicca una petizione lanciata da Alessandro Barbero. Secondo il docente la decisione rischia di svuotare il biennio di uno strumento centrale per la formazione culturale e per lo sviluppo del pensiero critico degli studenti. Il professore dialoga con lo scrittore Roberto Bizzocchi, autore di "Romanzo popolare. Come i Promessi sposi hanno fatto l'Italia". Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=b_Hrdmnzq04 Libro "Romanzo popolare. Come i Promessi sposi hanno fatto l'Italia": https://amzlink.to/az0jBy6FDik2B -- // Disclaimer // Tutti gli audio disponibili sono utilizzati negli episodi dopo previo consenso e accordo con i distributori originali di altre piattaforme e/o comunque distribuiti liberamente e originariamente con licenze CC BY 4.0 e affini - o registrati in loco, viene sempre riportata la fonte. I titoli potrebbero differire in caso di titoli originali troppo lunghi. Per qualsiasi dubbio o problema contattateci PER FAVORE prima alla nostra mail: vassallidibarbero[@]gmail[dot]com - Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Manuela Faccon"La fabbrica delle donne"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itSola da tempo dopo la scomparsa dei genitori, la giovane Elsa lavora come operaia al lanificio Frizzi, l'unica grande fabbrica di Valsarto, un paese del Nord Italia. Siamo nei primi anni venti, i turni sono lunghi e massacranti, e basta un solo attimo di distrazione per rischiare la vita: tutte ingiustizie che Elsa non è più disposta a tollerare. Sognatrice ma con i piedi ben piantati a terra, Elsa sa che per migliorare le condizioni in cui sono costrette a lavorare lei e le sue compagne bisogna lottare, marciare per le strade; soprattutto, far sentire la propria voce e decidere per sé stesse, ottenendo finalmente il diritto di voto, così come hanno fatto le suffragette nel Regno Unito. La determinazione di Elsa piano piano infiamma anche le altre operaie, che per la prima volta organizzano un corteo, e la avvicina a Italo, giovane antifascista di cui Elsa si innamora. La sua passione politica ha radici profondissime, e misteriose: che legame c'è tra i suoi ideali e il materiale contenuto nella valigetta che le ha fatto recapitare il nonno Michelangelo, unico parente rimasto? Cos'hanno a che fare con Elsa le copie della prima rivista fondata dal movimento femminista a Milano, che razza di eredità è mai quella?Mentre Elsa fa luce sul proprio passato e scopre chi è veramente, gli eventi minacciano di travolgerla: l'ombra del fascismo avanza, e la protesta contro i padroni del lanificio si traduce in un costo altissimo: Elsa è costretta a scegliere se spegnere la propria voce o continuare a lottare.Con La fabbrica delle donne Manuela Faccon conferma il suo talento nel costruire il ritratto di una giovane donna impetuosa, che combatte per la propria dignità e per quella di tutte le donne in un'Italia povera di diritti – e lo fa parlando dritto al cuore del nostro complesso presente.C'è quel pensiero fisso che non le dà tregua: vuole andare a votare, e così devono fare tutte le donne del paese, d'Italia, del mondo.Manuela Faccon è nata a Padova nel 1968 e vive a Este. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne e dottore di ricerca in Filologia e letteratura, è studiosa di codici manoscritti e appassionata di Storia. Ha pubblicato vari articoli sulle traduzioni di racconti esemplari e di testi medievali in area iberica. Insegna Lingua e cultura spagnola. Nel 2023 per Feltrinelli ha pubblicato il suo romanzo d'esordio, Vicolo Sant'Andrea 9, ispirato a vicende familiari e frutto di un lungo lavoro di ricerca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Franco Brogi Taviani"Anello, bell'anello"La Lepre Edizioniwww.lalepreedizioni.comLa rivelazione di un segreto irrompe nella vita di Corrado, musicista e pubblicitario in crisi con il proprio lavoro, che deve fare i conti con una serie di verità inattese, una più sconvolgente dell'altra. Corrado ne è sia attratto che respinto: i frammenti di passato che vengono alla luce rappresentano per lui una promessa ma anche una minaccia. Ogni rivelazione lo conduce sulle tracce di un padre che non ha mai conosciuto, sopravvissuto ad Auschwitz: un uomo che ha scelto il silenzio, che non vuole raccontare, che non vuole riconciliarsi con la vita, con la storia, con il dolore. Anello, bell'anello intreccia mistero e memoria, sentimenti privati e vicende collettive, in un percorso di scoperte progressive e lancinanti. Una narrazione intensa che indaga la fragilità dei legami e la potenza dei segreti, restituendo al lettore il ritmo di un enigma che si svela pagina dopo pagina.Franco Taviani, scrittore, regista. Ha pubblicato per Marsilio Il Tesoro, per Gremese Porte Segrete. Al suo attivo più di cinquanta titoli fra documentari, film per il cinema e per la tv. Tra i numerosi premi vinti per il cinema, scrittura, documentari: Premio Solinas, Nastro d'Argento, Osella d'Oro, Leone D'Argento a Cannes per la pubblicità. Insegna Film making e recitazione in Italia, ha tenuto corsi di Filmmaking anche in numerose Università del Brasile e nelle Barbados. Con la Lepre ha già pubblicato Le ricorrenze (2022)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Camilla Rocca"Tutte le strade portano al mare"Garzanti Editorewww.garzanti.itC'è Sofia e c'è Giorgio. Ci sono due ragazzi che vivono in città diverse e non si conoscono. Due vite che vanno avanti come se nulla fosse. Sofia cresce la piccola Bianca sull'isola di Rodi, dove finiscono per essere l'una l'unico approdo dell'altra. Lì, trovano rifugio nel carisma e nell'entusiasmo di Penelope, che apre la sua casa ai viaggiatori senza chiedere nulla in cambio. Giorgio, invece, bloccato in una facoltà scelta più per compiacere il padre che per passione, incontra tre amici che riescono a farlo sentire a casa anche lontano dal mare. Gli anni passano, e il destino avvicina più volte Sofia e Giorgio. Ma mai davvero. Forse perché, prima di trovarsi, devono capire chi sono. Sofia deve fare pace con i fantasmi del passato e imparare a vivere dopo aver dedicato tutta sé stessa alla figlia. Giorgio deve capire se non si è nascosto dentro il lavoro per evitare una verità capace di incrinare il mondo apparentemente perfetto in cui si è rinchiuso. Solo allora le loro esistenze potranno intrecciarsi. Solo allora Sofia potrà scoprire Giorgio, e Giorgio Sofia. Come se tutto ciò che hanno vissuto non potesse che portarli lì, a quell'incontro, a quell'attimo. Ma tutto questo fa paura. Sofia e Giorgio si chiedono se le scelte che hanno fatto, in realtà, non li portino ancora più lontano l'uno dall'altra, ma più vicini a loro stessi. Eppure, rispondere al richiamo del destino è forse il modo più bello di lasciarsi sorprendere dalla vita.Camilla Rocca è nata a Milano nel 1982. Ha studiato Filosofia alla Statale e, grazie a uno scambio Erasmus, ha passato il terzo anno di università a Parigi, di cui si è innamorata. Proprio a Parigi è tornata dopo la laurea specialistica per un dottorato in Fenomenologia alla Sorbona. Dal 2008 vive nella capitale francese. Ha lavorato diversi anni come responsabile dei programmi di ricerca della Maison des Sciences de l'Homme Paris Nord. È sposata e ha due bambini. Ama il mare, il caldo e i colori accesi; ama i felini e ha il terrore degli insetti. Dopo diverse pubblicazioni scientifiche in campo filosofico, Due di noi (2024) ha segnato il suo esordio nella narrativa. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giorgio Ferrari"L'alcova delle spie"Salon Kitty: Sesso e spionaggio nel Terzo ReichNeri Pozza Editorewww.neripozza.itAlla vigilia della Seconda guerra mondiale all'interno di una casa d'appuntamenti in un'elegante palazzina di Charlottenburg si annidava una centrale spionistica. A pochi mesi dall'invasione della Polonia, infatti, le SS avevano allestito nel cuore di Berlino una struttura per intercettare le conversazioni intime dei clienti più altolocati: diplomatici, militari, politici, giornalisti, membri del partito. Da Ciano al ministro degli Esteri spagnolo, da Göring a Goebbels, da Ribbentrop a Speer, dai corrispondenti di testate straniere ai vertici della Wehrmacht, decine di personaggi di spicco passarono per le alcove di quell'accogliente pensione gestita da Kitty Schmidt, una donna ricattata e manipolata dagli uomini del numero due delle SS, Reinhard Heydrich, che accatastarono migliaia e migliaia di registrazioni. Così la Germania nazista spiava sé stessa fra le coltri di una maison rimasta attiva fino all'ultimo, anche sotto le bombe. Il Terzo Reich riduceva la “nobile arte” dello spionaggio a un voyerismo di bassa lega che serviva ai gerarchi in competizione fra loro per spiarsi a vicenda. Mentre gli inglesi avevano da tempo violato Enigma, la macchina cifratrice utilizzata per le comunicazioni militari, la decadente classe dirigente hitleriana preferiva mettersi in coda nella sala degli specchi della casa di appuntamenti di Charlottenburg, in attesa di un'ora di svago fra le braccia di ragazze scelte accuratamente per riferire ogni accenno di critica al regime. I clienti conoscevano quell'indirizzo come Pensione Schmidt. Ma tutti, in omaggio al fascino discreto della sua tenutaria e dei tanti segreti che immaginavano tenesse per sé, finirono per chiamarlo Salon Kitty.Questa è la storia di ciò che accadeva dentro il Salon Kitty, un'elegante casa di appuntamenti trasformata dalle SS in un centro di spionaggio, frequentata fino all'ultimo dalle alte cariche del Reich, dalla diplomazia internazionale, dai vertici della Wehrmacht. Giocò un ruolo fondamentale negli equilibri interni ed esterni del nazismo. E ne rappresentò tutta la decadenza anticipandone la sconfitta.Giorgio Ferrari, inviato speciale e editorialista di Avvenire, è stato corrispondente diplomatico e di guerra per varie testate coprendo per un trentennio le principali vicende internazionali. Fra le sue ultime pubblicazioni, L'arca russa. Il mito della Grande Asia, dall'impero degli zar alle guerre di Vladimir Putin (2023) e La morte dell'Uomo Macchina. La guerra infinita fra uomini e automi (2025) presso La Vita Felice. Per Neri Pozza sono apparsi: Uccidete il Re Buono, da Bava Beccaris a Gaetano Bresci (2021), Il naufragio di Šostakovič, Arte e cultura sovietica negli anni del terrore staliniano (2022) e Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia (2024)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Concetta Ricottilli"Il potente spettacolo continua"Les Flaneurs Edizioniwww.lesflaneursedizioni.itIn un istituto tecnico del litorale veneto, la professoressa Stella Mirari affronta ogni giorno una classe difficile, dove disciplina, fragilità e piccole ribellioni scandiscono il ritmo dell'anno scolastico. Tra quei ragazzi emerge Gianluca Biello, gigante buono con una passione smisurata per la moto, un talento ingenuo per la poesia e un'ombra che cresce silenziosa: un gonfiore al braccio a cui nessuno riesce a dare una spiegazione. Intorno a lui gravitano Matteo, in lotta con la sua notte oscura, e gli altri studenti della 4C, ognuno custode di un proprio modo di sfidare il mondo. Mentre Stella tenta di costruire un ponte con i suoi ragazzi e di trovare il coraggio del proprio ruolo, la vita procede con improvvise impennate: amicizia, paura, coraggio, errori, cadute. Quando la malattia di Gianluca si rivela per ciò che è, tutto cambia. Il potente spettacolo continua è un romanzo corale di scuola e di vita, dove il quotidiano diventa luogo di resistenza, crescita e amore autentico.Ispirato a una storia vera.Concetta Ricottilli (Roma, 1978) è insegnante di Lettere, specializzata in disturbi dell'apprendimento e in normativa scolastica. Sposata e madre di due figli, vive a Chioggia. Con la casa editrice Il Poligrafo ha pubblicato il saggio storico La Marina Militare attraverso l'8 settembre 1943. Il senso dell'onore tra dimensione storica e dimensione retorica (2007). Dal 2004 il suo impegno è diretto, ininterrottamente e con passione, al mondo della scuola.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Costanza Savini"Radice Madre"Di corpi, piante e genealogie invisibiliAiep Editorewww.aiepeditore.comAda ricostruisce la propria origine attraverso i taccuini della madre Monica, scienziata visionaria sospesa tra genetica, mondo vegetale e pratiche ai margini della scienza.Una donna magnetica e inafferrabile, capace di trasmettere sapere e inquietudine come una forma di eredità invisibile.Accanto a lei si muovono due figure decisive: un padre errante, seduttivo e irresponsabile, che attraversa la vita come un corpo in fuga, e una nonna musicista, depositaria di segreti e di una memoria ormai frammentata, in cui colpa, follia e amore si confondono.Tra lutti, rivelazioni tardive e legami mai chiariti, Ada cresce in una famiglia dove il corpo è sempre un campo di tensione: luogo di nascita e di perdita, di desiderio e di colpa, di trasmissione e di dissoluzione.Quando incontra un uomo che ha conosciuto sua madre, la storia familiare si riapre e diventa interrogazione radicale sull'origine: cosa passa davvero da un corpo all'altro? Cosa resta, quando l'amore non si compie?Radice Madre è un romanzo sull'eredità biologica ed emotiva, sulla maternità come forza ambigua e non consolatoria, e sulla natura come linguaggio profondo che unisce piante, corpi e memoria.Un libro sul legame che ci genera e ci attraversa, senza chiederci il permesso.Costanza Savini vive a Bologna. Ha studiato Giurisprudenza e Bioenergetica presso l'Istituto di Psicologia Somatorelazionale di Milano. Pubblica romanzi e racconti con Ugo Mursia e Città Aperta, e libri di spiritualità e benessere con editori del settore. Nel 2013 porta a Rio de Janeiro, per la Giornata Mondiale della Gioventù, il racconto teatrale Con le scarpe sempre ai piedi, dedicato alla vita di don Oreste Benzi e scritto a più mani con la Comunità Papa Giovanni XXIII.Nel 2024 dal suo romanzo La stanza indaco è stato tratto l'omonimo film, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città e premiato in diversi festival nazionali e internazionali. Nel 2026 ispirato al suo racconto Radice sulle mutazioni uomo-natura, esce in co-sceneggiatura il cortometraggio ‘Phosgene Tears to old Kassandra' per la regia di Alessandra Pescetta, presentato al 33° Sguardi Altrove Film Festival, apre l' OtherMovieLugano Film Festival vincendo il premio miglior regia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carmine Sorrentino"Obscura luna"Bordeaux Edizioniwww.bordeauxedizioni.itNel 2277 il mondo ha trovato un nuovo equilibrio: la tecnologia governa i corpi, la religione governa le coscienze, la carta è diventata materia proibita. Cesare vive una vita ordinaria nella Roma del futuro, finché un antico diario cartaceo – un oggetto che non dovrebbe più esistere – irrompe nella sua esistenza. Quel manoscritto del 1950 riemerso dalle viscere della città, custodisce una verità capace di incrinare l'ordine del mondo. Una verità che mette in discussione il potere, la fede e la narrazione ufficiale della storia umana. Tra nanochip, esoscheletri sperimentali, città stratificate e organizzazioni clandestine, Cesare viene trascinato in una rete di segreti sempre più fitta. Accanto a lui, figure ambigue e magnetiche, alleanze pericolose e un'amicizia che sembra nascondere più di quanto riveli. Obscura Luna è un romanzo di fantascienza distopica e filosofica, dove il futuro dialoga con il passato e ogni scoperta illumina un'ombra più profonda. Perché alcune verità non sono fatte per essere svelate e altre, una volta lette, non permettono più di tornare indietro.Carmine Sorrentino, napoletano di nascita e romano di adozione, ha studiato regia cinematografica e televisiva alla New York University e alla School of Visual art di New York. Ideatore e curatore di mostre ed eventi legati all'arte contemporanea, collabora con vari registi e artisti dell'avanguardia romana. Tra le sue opere Alberi parlanti (1992), Conversazioni nel silenzio (Officina de' Medici 2001), Il pianista e la farfalla (Cult 2008), Il segreto della colla di pesce e Diddiball (Argo 2012).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ilario Carta"L'apoteosi di Pio Pacifico"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.it«Dattelo anche a Pio la palla, che già lo sapete che non fa male a una mosca, ohi ohi», implorava signora Cesarina dalla finestra di casa al pianterreno della piazza Solferino, nel quartiere Marina di Cagliari.La sua, più che un'esortazione era un tentativo disperato di scuotere dall'apatia suo figlio, che come ogni giorno assisteva, da solo, seduto nell'ultimo gradino del sagrato, alla interminabile partitella di pallone tra ragazzi del quartiere.Pio abitava con il padre Tarcisio e la madre Cesarina in un piccolo appartamento che dava sulla piazza, riconoscibile rispetto alle altre abitazioni per le due finestre con le grate antifurto e i muri scrostati.In quegli anni di boom economico buona parte dei cagliaritani, come tutti gli italiani, aspirava a futuri miglioramenti. Nessuna aspettativa invece si parava all'orizzonte della famiglia Pacifico, in ciò perfettamente allineata ai ritmi indolenti del quartiere che si spandeva in uno dei colli di fronte al porto.L'unica prospettiva di avanzamento era riposta nella futura pensione di Tarcisio Pacifico, il capofamiglia, che avrebbe permesso di sommare la nuova modesta entrata mensile allo stipendio da custode, che percepiva per la guardiania della sede della “Società operaia” nella zona di via Sonnino.Il quartiere Marina mostrava ancora, in quella metà degli anni Sessanta, le piaghe dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, certificate da intere viuzze di case diroccate.I genitori di Pio erano stati bambini nel ventennio. Avevano vissuto quotidianamente la propaganda fascista inneggiante a un'Italia nuova e padrona del Mediterraneo. Come tutti i ragazzi di allora avevano coltivato sogni fantasiosi di un mondo migliore, ma la guerra e i bombardamenti degli angloamericani, avevano provveduto a disintegrare le loro aspettative. Finito il conflitto si erano accontentati, negli anni a venire, di una dimensione modesta e senza ambizioni.Nello stesso modo avevano cresciuto Pio, educandolo a ignorare le illusioni di un futuro migliore, che sono «Le trappole peggiori della vita» gli diceva continuamente Cesarina.Ilario Carta vive a Cagliari. È laureato in Materie Letterarie e ha lavorato per oltre 35 anni nell'ambito delle Politiche Sociali della Regione Sardegna. Per Arkadia ha pubblicato 5 romanzi: I giardini di Leverkusen (2015), sua fortunata opera di esordio, giunta a diverse ristampe e vincitrice del Premio Osilo 2017 quale miglior romanzo sardo dell'anno, Lo scorpione nello stomaco (2017), un romanzo distopico in cui prende di mira in modo irriverente il potere politico attuale, Espiazioni Collettive (2019) in cui esplora in modo lucido e sensibile il lato oscuro del genere umano, Japanischer Garten (2024) sequel de I giardini di Leverkusen e L'apoteosi di Pio Pacifico (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Valeria Usala"Nelle case degli altri"Garzanti Editorewww.garzanti.itAl numero 78 di via Geras, una ragazza si ferma davanti a un palazzo che conserva il ricordo di una caparbia eleganza. Sulla sua piccola Moleskine color panna annota dettagli che ancora resistono allo sguardo: il portone in ferro battuto, gravato dagli anni; il pomello dorato, levigato da generazioni di mani, in cui sopravvive una luce stanca. Tutto il resto ha ceduto con discrezione: l'intonaco si sfoglia agli angoli, crepe sottili attraversano in silenzio le pareti. Come il palazzo, anche le vite degli inquilini sembrano reggersi per abitudine, in un equilibrio fragile e ostinato. Al primo piano vive Luciano, che nella vita è stato fedele soltanto alle parole crociate e alle Lucky Strike. Adesso divide le sue giornate trai rimorsi e il merlo indiano Pepito, l'unico che ancora gli rivolga la parola. Di fronte, abitano Aldo e Nora, che hanno condiviso un'esistenza intera e ora si spartiscono la stanchezza del tempo. Al piano superiore c'è Ugo, orologiaio scorbutico, capace di riparare qualunque meccanismo, ma disarmato quando a rompersi è qualcosa nelle persone. Più su ancora si susseguono porte chiuse, dietro cui si consumano altre vecchiaie. Si sfiorano appena, eppure qualcuno, negli anni, ha imparato a conoscerli più di quanto immaginino. È la ragazza con l'agendina bianca: solo lei custodisce ciò che resta di quelle vite dimenticate.Nel suo romanzo, Valeria Usala entra nelle case degli altri e racconta generazioni che si credono lontane, ma finiscono per assomigliarsi. Con una scrittura intima e precisa, l'autrice scava nelle crepe dell'abitudine, nella grazia ferita dei piccoli gesti, nella solitudine testarda che separa e insieme accomuna. E mentre quelle esistenze si sfaldano lentamente, una ragazza scopre che non basta custodirei ricordi degli altri per dare forma alla propria vita. Così, ciò che per qualcuno somiglia a una fine può diventare, per lei, l'inizio di qualcosa di nuovo.Valeria Usala (1993) si è laureata in Lingue e Comunicazione presso l'Università di Cagliari, diplomata in Filmmaking presso l'Ateneo del Cinema di Roma, e in Storytelling presso la Scuola Holden di Torino. Dopo il suo primo romanzo, La rinnegata, pubblicato da Garzanti nel 2021, ha scritto racconti per le raccolte Una vita vale tutto, Kappa vol.3 e I racconti della locanda. Insegna scrittura creativa, sia in presenza sia online, tra Cagliari e Torino. Nelle case degli altri è il suo secondo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Margherita Lanteri Cravet"Dopo torno"Edizioni Pendragonwww.pendragon.itQuando la vita ti spezza in modo inaccettabile, può l'amore ricomporre i tuoi frammenti?Una donna, ferita ma innamorata dell'esistenza, sceglie di non arrendersi al silenzio del dolore affidandosi alla scrittura per ritrovare le figlie che ha perduto. Scrivere diventa un atto di fede, una magia che restituisce voce e presenza a chi sembrava svanito. Dora e Ava, le due sorelle scomparse, tornano così a osservare chi non le aspetta più. La bambina saggia e la ragazza inquieta attraversano i confini invisibili tra vita e morte, tra sogno e realtà. Il cammino intrapreso, costellato di ricordi, affetti e rivelazioni, intreccia le loro voci a quella della madre, in un dialogo che supera il tempo e riavvicina le anime. Un romanzo che parla della forza segreta e innata che spinge a cercare la bellezza anche nell'oscurità. Un invito a vivere, con occhi e cuore spalancati, anche per chi non c'è più, ma resta sempre con noi. Margherita Lanteri Cravet vive a Bologna – da oltre trent'anni – con il marito, un gatto e il cane di Mia, la figlia medica giramondo. In questa città si è laureata in lettere classiche, dopo aver frequentato a Sanremo lo stesso liceo di Italo Calvino. Ha insegnato latino e greco, e lavorato nell'informatica; nel 2000 è entrata nello staff della Biblioteca Salaborsa. Da allora si occupa di comunicazione per il Comune di Bologna. Fra le sue tante passioni si dedica soprattutto alla scrittura grazie alla quale Maia e Micol, le sue figlie perdute, hanno potuto continuare a vivere nel suo primo romanzo Dopo torno (Pendragon, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Paola Corradini"Teresa non sparare"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.itDopo essersi gettata sotto un SUV, Teresa si risveglia in un obitorio con il portantino che canta una famosa canzone di Fred Buscaglione, leggenda musicale che accompagnerà Teresa, a bordo della famosa Thunderbird rosa, in un viaggio surreale verso il mare, ma anche attraverso i traumi più profondi della sua esistenza. Tra allucinazioni, sarcasmo e flashback dolorosi, Teresa ripercorre un passato fatto di violenze domestiche, abbandoni, solitudine e un amore incondizionato per la sorellina Anna, fragile e resistente come lei. Un road trip grottesco e allucinato si intreccia con una narrazione più intima e lirica, dove il confine tra vita e morte, tra allucinazione e consapevolezza, si fa sempre più sottile. In un crescendo di umanità feroce, tra riso amaro e silenzi colmi di verità, Teresa cerca un senso, una via d'uscita o forse solo la possibilità di essere ancora vista, creduta, amata.Paola Corradini,nata a Rieti, è cresciuta tra i libri e le storie delle nonne. Giornalista, ha lavorato con testate, tv e radio nazionali. Organizza festival e incontri letterari. Ha esordito come scrittrice con il libro Private. Venti giornaliste nel tempo sospeso (2020, Funambolo Edizioni), scritto in collaborazione con altre colleghe giornaliste, e Ricordami chi sono (2022, Funambolo Edizioni) con Elisabetta Occhiodoro. Finalista e tra le vincitrici del concorso letterario “Sorellanze” – il suo racconto è pubblicato nell'omonima antologia – e del concorso letterario internazionale “Storie di donne” promosso da Be Strong Edizioni, con il suo racconto inserito nell'antologia: Storie di donne. Racconti di forza, radici e futuro. È stata anche finalista al premio di poesia internazionale “Il Federiciano”. Dopo una vita trascorsa viaggiando è tornata a Rieti dove vive con la sua famiglia e tredici gatti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Bernardo Notargiacomo"Il fratello leggendario"Edizioni di Atlantidewww.edizionidiatlantide.itdriano ha solo undici anni quando una telefonata dall'Inghilterra stravolge tutto il suo mondo: Giorgio, suo fratello maggiore ed eroe indiscusso, è morto. L'intera famiglia sprofonda nel lutto. Mentre la madre continua ad apparecchiare per quattro e il padre alza un muro invalicabile di carta di giornale fra sé e il proprio dolore, Adriano si ostina a vivere nel ricordo di quel fratello amante dei libri di cavalleria e delle storie eroiche e lontane nel tempo. Finché una notte Giorgio stesso gli si presenta in sogno, nel prato dove giocavano da bambini. Per Adriano inizia così un'avventura a perdifiato tra medium, psicologi e amici di famiglia dal passato straordinario, mentre cresce cercando di ritrovare il fratello in qualsiasi dimensione: nella realtà dove, quando meno se lo aspetta, Giorgio fa capolino per aiutarlo, e nel mondo onirico, un regno a sua volta troppo piccolo per arginare la forza e l'affetto dei due fratelli.Tra favola contemporanea e personale romanzo di formazione, Il fratello leggendario riesce a trasportarci in un luogo di meravigliosa tenerezza e magia in cui ogni cosa, forse, può essere possibile.Bernardo Notargiacomo è nato a Roma nel 1965. Appassionato di narrativa e poesia fin dall'adolescenza, per diversi anni ha svolto l'attività di copywriter presso network internazionali. Ha pubblicato con Castelvecchi il racconto lungo “La pittura e la pizza” e con Piemme “La memoria degli alberi”. “Il fratello leggendario” è il suo primo romanzo dopo oltre dieci anni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Dario Colombo"L'ultimo treno"Minerva EdizioniÈ il 10 settembre 1919 e il trattato di Saint Germain sancisce ufficialmente il termine della Grande Guerra. Da quel momento il Trentino diviene in tutto e per tutto parte del Regno d'Italia che si era impegnato, per la sua conquista, in una lunga e devastante guerra contro l'impero austro-ungarico. Ma per i trentini, reduci dall'esilio forzato in Boemia, questa annessione non è l'inizio della tanto sospirata pace, bensì di un nuovo dramma che l'avvento del fascismo rende ancora più carico di tensioni. Per gli “italiani” loro sono ancora i sudditi dell'ex impero asburgico, insomma i nemici. E così queste genti conoscono nuovi ostacoli, dalle malversazioni della burocrazia ai ritardi e alla corruzione dilaganti nell'opera di ricostruzione dei paesi e delle città devastati dalla guerra, per finire con l'endemica mancanza di lavoro. È proprio la mancanza di quest'ultimo, e di prospettive per una vita serena, che spinge migliaia di trentini a salire ancora su un treno per intraprendere quello che sarà il terzo e ultimo esodo della loro storia. Sfuggendo alla miseria, ma anche a un regime fascista che giorno dopo giorno avrebbe privato il Trentino della sua identità, imponendo ai “fratelli redenti” un regime ancora più dispotico che nel resto d'Italia. Questo terzo volume della saga Boemia – Il popolo dimenticato conclude il racconto, seppur romanzato, di una pagina poco nota della storia del nostro Paese di cui è giusto conservare la memoria.Dario Colombo, giornalista metà lombardo e metà trentino, per oltre 40 anni ha lavorato per i principali periodici, quotidiani, radio e televisioni nazionali. Ha diretto la testata giornalistica di “Tele+” (oggi SKY). Grande appassionato di montagna e di storia della Prima guerra mondiale, è autore su questo argomento di numerosi libri, documentari, lavori teatrali e rievocazioni storiche. Dopo Boemia (2023), Montagne nere è il secondo romanzo della trilogia dedicata alle vicende del popolo trentino, esodato e bersagliato dagli sconvolgimenti storici del primo conflitto mondiale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Marco Niro"Romanzo mondiale"Il gioco sporco del potereGarrincha EdizioniZurigo, 2010. Lo Schiavo attende la visita del Re del pallone. Per comprare i mondiali di calcio, deve comprare il suo voto. Sa che è in vendita al miglior offerente. E lui sa essere sempre il miglior offerente. Abuja, 2017. Rashidi sta per lasciare la Nigeria e partire per Petrolia, dove serve manodopera per costruire gli stadi dei mondiali. Da piccolo sognava di giocarci, allo stadio. Adesso si accontenta di lavorarci. Senza immaginare che presto diventerà uno schiavo. Roma, 2021. Rita ed Ernesto, teatranti falliti e imbevuti d'ideali, vogliono sabotare i mondiali a Petrolia, macchiati del sangue di donne e operai, e architettano un piano imperniato sull'incredibile somiglianza tra Ernesto e il più grande calciatore in attività: il Mago. Lisbona, 2022. Sentenza, il calciatore più prolifico di tutti i tempi, non sa accettare il suo declino ed è pronto a vincere la coppa del mondo, l'unico trofeo che ancora manca al suo sterminato palmarés. Ma più ancora spera che a vincerla non sia l'eterno rivale. I destini di tutti si incroceranno al termine del torneo, durante la finale più bella della storia, quando ogni macchinazione cercherà compimento e assolutamente nulla sarà scontato. Perché la palla, si sa, è rotonda.Marco NiroFondatore insieme a Mattia Maistri del collettivo di scrittura Tersite Rossi, Marco Niro (1978) è giornalista e scrittore. Laureato in Scienze della comunicazione, ha collaborato con varie testate giornalistiche e oggi, oltre a scrivere, si occupa di comunicazione ambientale. Ha all'attivo un saggio (“Verità e informazione. Critica del giornalismo contemporaneo”, Dedalo 2005), due libri per ragazzi (“L'avventura di Energino”, Erickson 2022; "Alice nel Paese delle Tavole Imbandite", Erickson 2024) e, col collettivo Tersite Rossi, quattro romanzi (“È già sera, tutto è finito”, Pendragon 2010; “Sinistri”, e/o 2012; “I Signori della Cenere”, Pendragon 2016; “Gleba”, Pendragon 2019) e due raccolte di racconti (“Chroma. Storie degeneri”, Les Flâneurs 2022; “Pornocidio”, Mincione 2023).I suoi romanzi da “solista” sono “Il predatore” (Bottega Errante 2024), "L'uomo che resta" (Les Flâneurs 2025) e “Romanzo mondiale” (Garrincha 2026). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"Romanzo privato" di Stefano Petrocchi e "La valigia del ritorno" di Ludovica Elder Maria Bellonci viene ricordata soprattutto per aver creato insieme al marito Goffredo e a Guido Alberti, proprietario dell'azienda che produceva il liquore Strega, il Premio Strega. Ma accanto al ruolo di animatrice culturale (il Premio Strega nacque a casa Bellonci nel dopoguerra come naturale conseguenza delle riunioni che si facevano in quella casa fra scrittori e intellettuali) Maria Bellonci rivestiva anche il ruolo di scrittrice, un'attività spesso sacrificata, ma determinante nella sua vita. Attraverso il libro "Romanzo privato" (Mondadori), Stefano Petrocchi, sulla base dei diari e delle lettere, ci porta alla scoperta di Maria Bellonci scrittrice, della sua capacità di narrare personaggi storici, mettendone in risalto elementi umani e personali, cosa che fece con "Lucrezia Borgia" e poi anche con "Rinascimento privato" nel quale narrava di Isabella d'Este, marchesa di Mantova, a cavallo fra il '400 e il '500. Ritratti di donne del passato, dunque, al di là degli stereotipi, donne di cui Maria Bellonci coglie aspetti insoliti e dettagli, perché la sua opera narrativa gira intorno al concetto del segreto.Nella seconda parte parliamo di "La valigia del ritorno" di Ludovica Elder (Piemme). Siamo nel 1923, Rosalba è una giovane donna che ha prestato servizio presso una famiglia benestante a Trieste. In seguito a una relazione con il padrone di casa, Giacomo Ledri, dirigente fascista in carriera, resta incinta e lui, per non avere problemi, la fa imbarcare su una nave diretta a Montreal in Canada. Qui ci sono degli zii di Rosalba e lei otterrà un impiego come governante a casa di James Phillips, un ex ufficiale della Marina Britannica che gestisce diversi pub e locali dove si ascolta il jazz. Per Rosalba, che tutti in Canada chiameranno Rose, sarà un'occasione di riscatto e di ricerca della propria libertà, anche quando dovrà scontrarsi con il caporalato che gestisce i rapporti di lavoro degli immigrati italiani e chiede una percentuale consistente del suo stipendio.
Vincenza Alfano"La guerriera dei libri"Solferino Libriwww.solferinolibri.itLa Seconda guerra mondiale è alle porte e anche Guerriera Guerrieri, come tutti, ha qualcosa da mettere in salvo. Nel suo caso sono i libri: migliaia, alcuni molto antichi, dal valore inestimabile. È il tesoro della Biblioteca Nazionale di Napoli, di cui lei è direttrice, un lavoro che ha sognato per tutta la vita, il suo posto nel mondo. L'impresa comincia prima ancora del conflitto: portare fuori dalla città, per nasconderli e preservarli, volumi e codici preziosi. Non tutti però possono essere spostati. Alcuni, come i famosi papiri di Ercolano, vanno nascosti, e la biblioteca stessa, uno spazio prezioso di studio e di cultura, deve essere difesa: cosa non facile, mentre piovono le bombe e si diffonde lo sciacallaggio.Quando poi i tedeschi in ritirata si danno alla razzia più sfrenata, la posta in gioco si alza e Guerriera sarà costretta a un avventuroso viaggio per tentare di salvare i suoi amati libri.Questo romanzo è la storia di una battaglia: contro il fuoco delle armi, i furti, le spoliazioni. Contro l'indifferenza dei burocrati e la protervia degli eserciti occupanti.Contro tutti e con pochissimi alleati, tra cui Maria, una ragazza del popolo che la bibliotecaria ha preso sotto la sua protezione ma che a un certo punto dovrà chiedersi a chi va la sua lealtà. Vincenza Alfano fa rivivere con Guerriera Guerrieri, eroina romanzesca suo malgrado, una protagonista unica della storia napoletana: una campionessa di resistenza, di libertà e di amore per i libri.Vincenza Alfano, napoletana, è scrittrice, giornalista, docente di italiano e latino. Collabora con la pagina culturale del «Corriere del Mezzogiorno», dove scrive di libri e di eventi culturali con interviste ad autori e personaggi di rilievo. Si occupa di consulenza editoriale e scouting letterario e ha fondato e conduce l'Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa presso la libreria IoCiSto. Dal suo romanzo “Perché ti ho perduto” (Giulio Perrone Editore 2021) è stato tratto il film per la tv “Folle d'amore. Alda Merini”, prodotto da Rai Fiction e Jean Vigo per la regia di Roberto Faenza. Con Solferino ha pubblicato “La guerra non torna di notte” (2023) e “Le Sibille” (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il secondo romanzo di Giovannoni ha vinto il prestigioso The Age Book of the Year Award e il Christina Stead Prize for Fiction. Inoltre è arrivato finalista ai Victorian Premier's Literary Awards.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Milena Contini, Michela Martignoni"La bella Costa"Solferino Libriwww.solferinolibri.it«Aveva un nuovo nome: Antonietta Costa. Lo avrebbe sempre pronunciato con fierezza. Diamine, si ripeteva, era sposata da venti giorni e già si sentiva una Costa fino al midollo!» Quando la sedicenne Antonietta rifiuta un matrimonio combinato organizzato dai genitori per sposare invece Giacomo Costa, molto più anziano di lei, in tanti prevedono un'unione infelice. Si sbagliano. Quello che li lega, infatti, è un amore solido e passionale, destinato a durare per anni. Ma in seguito alla decisione di Giacomo di ritirarsi in eremitaggio a Quinto, la vita di sua moglie si fa avventurosa. Con accanto alleati preziosi come il fedele servo Gabrio, amico d'infanzia, e Rosalba, l'ostetrica che ha fatto nascere i suoi figli, Antonietta dapprima deve fronteggiare da sola le insistenze dei corteggiatori e gli intrighi della vita nobiliare, e subito dopo il terribile assedio di Genova del 1800, durante il quale si troverà a lottare fianco a fianco con il generale Massena, vanamente impegnato a salvare la città. Mentre i fermenti risorgimentali accendono i cuori, la «Bella Costa» si appassiona alla politica, raccoglie attorno a sé un salotto culturale tra i più vivaci della città, frequentando Ugo Foscolo e Vincenzo Monti, e, incurante del rischio, collabora con Giuseppe Mazzini. Per tutta la sua vita lunga, piena e libera, sognerà una Genova più forte e un'Italia più unita.La saga di una donna che ha vissuto il suo tempo da protagonista, sullo sfondo di una città caleidoscopica, intrisa di colori, di vento e di leggende, in un'epoca traboccante d'energia vitale e di feroci contraddizioni: magia e scienza, guerra e pace, libertà e schiavitù. Salvezza e perdizione.Milena Contini è docente di Letteratura italiana. Lavora presso l'Università eCampus, conduce la trasmissione 1000 cose da dire su UniGeRadio e cura la rubrica Gocce su «Writers Magazine Italia». Ha pubblicato novelle, racconti lunghi e “In caso di pioggia” (Rayuela 2025), raccolta di poesie tradotte in spagnolo, francese, giapponese, bielorusso e arabo.Michela Martignoni è editor, consulente editoriale e divulgatrice culturale. In coppia con la sorella Elena scrive romanzi storici e polizieschi pubblicati anche in Spagna, Germania e Stati Uniti. Tra questi, dal 2012, dietro lo pseudonimo di Emilio Martini, la serie del Commissario Berté (Corbaccio).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'antropologo Andrea Staid racconta il suo libro Abitare illegale in cui descrive diverse esperienze abitative spontanee ai margini delle città occidentali: dai campi rom e sinti alle occupazioni, dagli ecovillaggi ai wagenplatz. I taccuini del coccodrillo della scrittrice taiwanese Qiu Miaojin è un romanzo queer che si svolge nella Taipei di fine anni ottanta. Il Museo del Novecento di Firenze dedica una mostra al lavoro del pittore e scultore tedesco Georg Baselitz, morto lo scorso 30 aprile. La seconda stagione della serie tv statunitense Beef creata da Lee Sung Jin continua a raccontare le tensioni e i conflitti della società contemporanea.CONAndrea Staid, antropologoSilvia Pozzi, docente di lingua e letteratura cinese Clara Pérez Almodóvar, storica dell'arte e divulgatriceValentina Pigmei, giornalista che collabora con InternazionaleAbitare illegale: https://www.youtube.com/watch?v=LLITaG0Jm2wI taccuini del coccodrillo: https://www.youtube.com/watch?v=cfkcJUQTBX4Georg Baselitz: https://www.youtube.com/watch?v=GFQtSSE6ZEI&t=354sBeef: https://www.youtube.com/watch?v=q-GX-2-AKcsSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità . Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Lorenza Ghinelli, Silvia Bottani"La roccia dalle radici di stelle"Aboca Edizioniwww.abocaedizioni.itUn romanzo scritto a quattro mani in cui Lorenza Ghinelli e Silvia Bottani fondono visioni e immaginari a servizio di un'eco-narrazione incalzante e coinvolgente.Nel caos imposto dagli elementi e dalla paura, la speranza resta un sentimento a cui aggrapparsi e la fiducia reciproca l'unica possibilità per il domani.Un'alluvione travolge Valle Fratta, un piccolo paese ai piedi delle colline della Romagna, cancellando il mondo che Nives, Mirco, Elia, Carla e Agata hanno sempre conosciuto. A essere sopravvissuti al disastro, sullo stesso versante della collina e isolati dal mondo, ci sono anche Fiuto, Fulgor, Root, Kamareya e Dibbey, animali cresciuti in cattività, tra case, aziende agricole e all'interno del Bioparco ormai sventrato dalla piena. Là dove il confine tra ciò che è domestico e ciò che è selvaggio svanisce, dal terreno dissodato da una frana spunta una roccia misteriosa, destinata a segnare un nuovo inizio per una comunità smarrita, alla ricerca di un senso in un mondo che all'improvviso appare incomprensibile. Nel caos imposto dagli elementi e dalla paura, la speranza resta un sentimento a cui aggrapparsi e la fiducia reciproca l'unica possibilità per il domani. Con questo romanzo scritto a quattro mani, Lorenza Ghinelli e Silvia Bottani fondono visioni e immaginari a servizio di un'eco-narrazione incalzante e coinvolgente, capace di affrontare tematiche contemporanee irrimandabili: antispecismo, emergenza climatica, la costituzione di comunità solidali resistenti. Nel farlo, omaggiano i generi e le atmosfere che da sempre le ispirano: eerie e weird fiction, gotico rurale, romanzo sociale, sancendo il primo capitolo di un'originale collaborazione letteraria.Lorenza Ghinelli è autrice di racconti e romanzi pubblicati in Italia e all'estero, tra cui Il divoratore, La colpa (in cinquina al Premio Strega), Con i tuoi occhi, Almeno il cane è un tipo a posto (vincitore del Premio Minerva), Bunny Boy (Premio Glauco Felici), La stirpe e il sangue. Da oltre quindici anni insegna alla Scuola Holden di Torino, per cui ha diretto per tre anni il Master biennale in Tecniche della Narrazione.Vive a Rimini dove ha fondato con Silvia Bottani Testarde www.testarde.itSilvia Bottani è nata a Milano. Si occupa di arte contemporanea e scrive per il Corriere della Sera. Ha scritto i romanzi Il giorno mangia la notte (Premio Glauco Felici e Premio Giallo al Centro) e Un altro finale per la nostra storia.Vive a Rimini dove ha fondato con Lorenza Ghinelli Testarde www.testarde.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Tiziana Merzagora"Cara Australia"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itRomanzo liberamente ispirato a una vicenda vissuta “L'Australia ci ha dato tanto, un tetto, un lavoro, dell'ottimo pane, e paesaggi pieni d'estasiata solitudine”.Estate del 1987. Tiziana lascia Torino per raggiungere il fidanzato Marco a Chester Hill, un sobborgo di Sydney, dove lui l'aveva preceduta qualche mese prima. Inizia così il viaggio di una giovane donna all'inseguimento dell'idea di una vita diversa nel “continente bruciato dal sole” con il sogno, forse, di restarvi per sempre.“Cara Australia” è un breve ma intenso il romanzo, che intreccia storie e personaggi incontrati durante la permanenza australiana, prima a Sydney e poi nella città mineraria di Coober Pedy, nell'Australia Meridionale, dove l'Autrice troverà lavoro come insegnante di italiano ai figli degli emigranti.Ne nasce il ritratto di un Paese vasto, affascinante e pieno di energia ma non facile da conquistare. Negli anni Ottanta: molti giovani guardano oltre i confini italiani, attratti da racconti quasi mitici di lavoro, prosperità e nuove possibilità. Ma la realtà per chi arriva è spesso diversa: spaesante, dura, segnata da sacrifici. Il sogno australiano si scontra ogni giorno con la nostalgia di casa e con il peso della distanza.“Ci par d'essere in un paese della vecchia America, in un villaggio western. Poche strade polverose, strana la gente col cappellaccio in testa, poche le costruzioni, in lamiera o in legno, tanta terra sabbiosa dove l'occhio si perde. Al posto dei cavalli però corrono le automobili, gigantesche e sporche: è un'altra era. Un gruppo di aborigeni improvvisa un concerto folk in una stanza che funge da balera. È tutto coperto di polvere qua perché poco lontano dal centro abitato i minatori scavano continuamente e la pioggia non si vede che di rado. Questa polvere, si dice, è il futuro, la ricchezza, il fascino. È l'Australia stessa...”.“Cara Australia” è insieme un viaggio interiore e uno spaccato di vita migrante: esplora il conflitto tra desiderio e realtà, tra libertà e radici. Con una scrittura che sfiora spesso la lirica, l'Autrice racconta il disincanto, il bisogno di amore e realizzazione, la soffocata solitudine e il dolore delle scelte: una polvere sottile, come quella del deserto, che non si riesce mai a lavare via del tutto. Il romanzo fa parte della collana “Pagine in viaggio. Parole per raccontare il mondo” curata da Giorgio Enrico Bena. Tiziana Merzagora è nata e vive a Torino. Laureata in Filosofia, pedagogista, appassionata di arte e letteratura, ha vissuto in Australia, a Sydney, negli anni ‘80, dove ha insegnato italiano ai figli degli emigranti e agli appassionati della lingua. Il romanzo ispirato da questa intensa esperienza, ancora inedito, nel 2022 è stato selezionato al Premio Letterario Nazionale Alberoandronico, e nel 2025 è risultato finalista al Premio Letterario Internazionale Autori Italiani. È autrice di poesie che hanno ricevuto vari riconoscimenti. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Anna Luisa Pignatelli"Il letto cinese"Fazi Editorewww.fazieditore.itLibro originale, dallo stile raffinato, Il letto cinese racconta il difficile rapporto tra un vecchio professore ormai al tramonto e un giovane in cerca di sé durante gli anni di piombo.Uno stimato accademico, sinologo di fama, chiama suo nipote, un giovane inconcludente e un po' sconclusionato, ad aiutarlo nella stesura di un testo sugli ultimi imperatori cinesi della dinastia dei Qing. Zio e nipote appartengono a due mondi diversi: il primo è dedito alla carriera, ligio e ambizioso, mentre il secondo è ancora uno studente, sognatore e romantico. Il professore cerca di portare il ragazzo sulla propria strada, facendogli battere a macchina i suoi scritti e trasformandolo nel suo assistente. Durante le lunghe sedute di dettatura, lo studioso ha modo di ripercorrere le vicende del tormentato regno dell'imperatrice madre Tzu Hsi e le tragiche circostanze che portarono alla morte del sovrano Kuang Hsu, con il quale il nipote si identifica. Quando la vita, con i suoi drammi, farà irruzione nell'esistenza monotona del giovane, lo zio non lo aiuterà e, anzi, si rivelerà in tutto il suo egoismo. Un evento inaspettato, però, consentirà al nipote di riflettere meglio su quel legame e il ragazzo capirà di aver ricevuto più di quanto abbia realizzato. Si renderà conto che quell'uomo, così diverso, è riuscito a infondergli la passione per lo studio grazie alla sua immensa cultura: un lascito essenziale, che gli permetterà di seguire le sue orme dando finalmente un senso alla propria esistenza.Un racconto profondo che mette a confronto due mondi apparentemente inconciliabili con un unico, grande punto di contatto: l'amore per la vita, per se stessi e per quello che si sceglie di essere. Un romanzo appassionante, scritto con la maestria di un'autrice di talento apprezzata per il suo stile asciutto e oltremodo incisivo, per una storia potente di scontro tra generazioni.Anna Luisa PignatelliToscana di nascita, e già definita da Antonio Tabucchi «una voce insolita nella letteratura italiana di oggi: lirica, tagliente e desolata», ha trascorso molti anni fuori dall'Italia. Tradotta in Francia, nel 2010 ha vinto il Prix des lecteurs du Var con la raccolta di racconti Noir Toscan. Per Fazi Editore, nel 2016 ha pubblicato Ruggine, Premio Lugnano 2016, nel 2019 Foschia, e nel 2023 Il campo di Gosto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandro Botteon"Anime azzurre"Bompiani Editorewww.bompiani.itI pascoli e i boschi, la roccia che si staglia contro l'azzurro del cielo: la val Badia è un luogo dove il tempo sembra fermarsi. Johann ha appena compiuto diciassette anni, lavora nel rifugio del signor Hofer e l'unica sua finestra sul mondo sono i film che noleggia in un negozio di Corvara, perché da quella valle incantata non è mai uscito. Le montagne che ama e che da ogni lato chiudono l'orizzonte cominciano a diventare per lui una sfida, il costante richiamo verso ciò che sta oltre. I grattacieli, le strade brulicanti, il mare aperto: New York è la città delle infinite possibilità, fino a che un aereo si schianta contro le Torri gemelle e Alicia perde tutto. Per questo viene mandata lontano, in un rifugio nel cuore delle Dolomiti dove il dolore non possa raggiungerla. È qui che le storie di Alicia e di Johann si incontrano: in alta quota, dove il cuore accelera e manca il respiro. Dove due creature che a valle non si sarebbero mai sfiorate possono trovare il silenzio giusto per ascoltarsi e scoprirsi diversissime eppure vicine, tese verso l'alto – anime azzurre. Ma in montagna, si sa, il cammino non è mai lineare; per il passato e il futuro forse vale la stessa ammonizione che accompagna la misteriosa serratura del signor Hofer: Devi chiudermi per aprirmi. Sullo sfondo di una natura incantevole eppure inquietante, che con le sue ombre e i suoi venti impetuosi echeggia i sentimenti dei protagonisti, Alessandro Botteon racconta la vita di una piccola comunità capace di serbare ricordi e leggende ma anche di intrappolare i suoi figli nella morsa di stagioni sempre uguali. Anime azzurre è così un magnifico romanzo di formazione e un canto d'amore per i luoghi attraverso i quali cresciamo e ai quali, nella gioia e nel dolore, non possiamo fare a meno di somigliare.Alessandro Botteon è nato nel 1992 ed è originario di Trento. Ha lavorato per Google dove per anni ha aiutato a crescere start-up made in Italy, oggi guida un'azienda tech che si occupa di cultura e intelligenza artificiale. Vive tra la California, l'Italia e il mondo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandra Carati"Atto di famiglia"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itAll'inizio è una famiglia come tante, infelice a modo suo. Un padre accudente e insicuro, una madre distante e istrionica. Tra loro, una bambina contesa. Piccoli gorghi scuri disseminano quest'unione che assomiglia più a un contratto che a una storia d'amore, ma l'abitudine dei gesti, gli spiragli di normalità e la vita che mette in fila i giorni li hanno resi trascurabili. Poi, tutto crolla: ripensandoci non saprebbero collocare nel tempo il momento esatto, la memoria riscrive i fatti – le notti sul divano, le lacrime, la rabbia, i tradimenti, una terapia di coppia in cui nessuno crede. Magari si può ancora salvare qualcosa, per il bene della bambina. Ma il dolore e l'orgoglio rendono ciechi e sordi, e in guerra una cosa sola conta: distruggere il nemico, anche con colpi proibiti, con accuse che sporcano tutto e da cui non si torna indietro.Sotto le macerie, ferita, resta lei, la bambina che tutti volevano per sé e che nessuno ha amato abbastanza; lei, cuore di un corpo che non esiste più, riemergerà in nome di una voglia di vivere più forte.Alessandra Carati racconta, senza paura di dire, la disgregazione di una famiglia che a un certo punto smette di essere ordinaria. È la cronaca abbacinante di una fine, con le sue molte verità in conflitto, tutte plausibili, che attira il nostro sguardo dove non si sarebbe fermato, dà voce a chi non avremmo ascoltato.Alessandra Carati vive a Milano. Ha scritto Bestie da vittoria insieme a Danilo Di Luca (Piemme 2016) e La via perfetta insieme a Daniele Nardi (Einaudi Stile Libero 2019). Con il romanzo E poi saremo salvi (Mondadori 2021) ha vinto il Premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima ed è stata finalista al Premio Strega 2022. Con Rosy (Mondadori 2024) ha vinto il Premio Dolores Prato. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giovanni Paolo De Matteis"E' tutto una bugia"Edizioni Sanpinowww.edizionisanpino.itL'autore, dirigente calcistico e scrittore, firma un romanzo ricco di osservazioni taglienti sul mondo dello sport e della società. Con uno stile limpido e ironico, tratteggia personaggi indimenticabili e scene di vita vera che raccontano molto più del calcio: raccontano l'Italia.Un romanzo che è un pugno nello stomaco per la durezza di certi personaggi e che racconta due parabole: quella ascendente di Kevin, ragazzo comune che vuole cambiare il mondo attraverso la verità del talento, e quella discendente di Manuel, stella del calcio italiano caduta nell'oblio. Perché comprarlo?• Oltre il calcio: uno specchio dell'Italia contemporaneaQuesto romanzo usa lo sport come pretesto per esplorare temi universali: l'ascesa e la caduta, la solitudine, la speranza, la corruzione e il riscatto. È una lente critica e coinvolgente sulla società italiana.• Personaggi vivi e autenticiKevin e Manuel sono figure speculari e profondamente umane: uno rappresenta la fame di verità e giustizia, l'altro il disincanto e il declino. Il loro incontro è il cuore emotivo del romanzo, fatto di dialoghi intensi e notti cariche di tensione, che trascinano il lettore fino al gesto finale, inatteso e liberatorio.• Uno stile narrativo limpido e ironicoGiovanni Paolo De Matteis scrive con una prosa efficace, tagliente ma scorrevole. L'ironia disillusa e lo sguardo lucido rendono la lettura piacevole anche nei passaggi più duri, regalando momenti di riflessione e commozione. Destinatari: Adulti e giovani, appassionati di calcio, lettori di romanzi realistici e contemporanei.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Maria La Tela"Nel nome tuo"Ventanas Edizioniwww.ventanasedizioni.itLa donna si alza di scatto, si tiene per un momento al tavolo per riprendere fiato, le gira la testa, poi si avvia verso la camera da letto. Teresa si alza di riflesso. Sa che voltarsi verso quegli occhi è come cadere nell'abisso, eppure ogni lembo di carne le dice di voltarsi e precipitare.Fino a dove può arrivare il senso di colpa? Una cattiva ragazza è sempre e veramente cattiva? Qual è il confine tra la pietà e la crudeltà? Ogni volta che fa del male, Teresa vede piantati su di lei gli occhi di un uomo che non esiste, ma che la segue ovunque come un rimprovero. È una cattiva ragazza, non ha pazienza e non ha rispetto: detesta la sorella Amalia che accusa della morte della madre dopo il parto e odia il padre per il suo desiderio di rifarsi una vita. A diciotto anni entra in monastero, ma la clausura e certe situazioni poco chiare non fanno per lei. Si ribella e i voti le saranno negati. Ritornerà nella casa di famiglia dove ancora vive Amalia, appena rimasta vedova. Il finale a sorpresa ci costringerà a giudicarla o a comprenderla. Siamo negli anni Venti, poi nei Trenta e nei Quaranta. Scoppia la guerra, e la guerra finisce. Anche in un paesino del sud, anche nel cuore dei suoi abitanti.Così comincia "Nel nome tuo"Qualcuno ha detto a sua madre che i nati d'inverno portano calore. Teresa allora, la notte che doveva nascere il bambino nuovo, s'è messa seduta a terra con la schiena contro il muro, abbracciata alle ginocchia, ma i piedi le si sono gelati lo stesso.Guardatela adesso che ha pochi anni e non conosce ancora l'odio perché non sa che dietro quella parete sta arrivando la sua disgrazia più grande, fatta di mani, gambe e braccia più piccole delle sue, eppure capaci di far uscire dalla bocca di sua madre una voce spaventosa che non ha mai sentito.Maria La Tela è nata nel 1973 a Napoli, dove vive e lavora nel settore farmaceutico. Ha cominciato scrivendo racconti, molti dei quali sono apparsi su riviste e siti letterari. Nel 2024, Nel nome tuo è stato finalista alla XXXVII edizione del Premio Italo Calvino: «Il merito fondamentale della narrazione è di mostrare senza spiegare, senza abbandonarsi all'analisi psicologica: tutto è azione e gesti eloquenti, significativi».Nel nome tuo è il suo esordio letterario.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La penisola delle case vuote di David Uclés è una sorprendente saga familiare ambientata durante la guerra civile spagnola e una riflessione sui fascismi e le guerre. My father's shadow, l'ombra di mio padre, del regista anglo-nigeriano Akinola Davies Jr. mescola critica politica e vicende familiari. La regista e studiosa francese Amandine Gay, nel suo saggio autobiografico Una bambola di cioccolata, smonta i luoghi comuni dell'adozione internazionale attraverso la sua esperienza di persona adottata, nera e femminista. Alle Gallerie d'Italia di Torino una mostra del fotografo britannico Nick Brandt illustra gli effetti del cambiamento climatico sulle persone e sugli animali nei territori più colpiti dalla distruzione ambientale. CONSara Cavarero, traduttriceFrancesca Sibani, editor di Africa di InternazionaleAmandine Gay, regista e saggista francese Arianna Rinaldo, photo editor e curatriceLa penisola delle case vuote: https://neripozza.it/libro/9788854532175My father's shadow: https://www.youtube.com/watch?v=4HRW6JHChuMAmandine Gay: https://www.youtube.com/watch?v=gqZhHHovHJE&t=267s Nick Brandt: https://www.youtube.com/watch?v=Q9s39Oq91a8Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti