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In questo nuovo episodio di Dialoghi di Scienza incontriamo Marta Filippi, doppiatrice, comica e attrice italiana, ma anche laureata in archeologia. Insieme a DeNa e Meribì raccontiamo il suo percorso fuori dagli schemi: dagli studi archeologici al mondo dello spettacolo, passando per il doppiaggio. Parliamo di cosa significa studiare archeologia oggi, di come si costruisce una carriera partendo da una passione scientifica e di cosa vuol dire cambiare strada senza rinnegare ciò che si è studiato. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Marta Filippi e la laurea in archeologia 06:04 Com'è stato studiare archeologia: gli scavi 17:20 Cosa aspettarsi quando si va a studiare archeologia 20:20 La passione per il teatro 22:43 Le scelte tra università e teatro 26:35 Dopo la laurea e l'inizio del doppiaggio 31:30 Il lockdown e la visibilità sui social 32:40 Sbocchi di studio di archeologia 39:37 La carriera di attrice e il mondo dei social 46:00 Cosa ha insegnato studiare archeologia per Marta I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: • Dialoghi di scienza EP3 - Geologia • Dialoghi di scienza EP5 - Farmacia Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dopo più di sei mesi, Bordighera ha dato l'ultimo saluto a Beatrice. Ma mentre una bara bianca attraversava la città, restavano aperte domande pesantissime sulle sue ultime ore, sui soccorsi mai arrivati e su ciò che gli investigatori stanno ancora cercando di chiarire. I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Ho deciso di uccidere un mio brand.Sì, ho commesso un errore. E visto che avevo promesso di raccontare questo progetto in modalità building in public, credo sia giusto raccontare anche quello che non ha funzionato.Sui social siamo abituati a vedere imprenditori che raccontano successi, intuizioni e traguardi. Ma fare impresa significa anche prendere decisioni sbagliate, cambiare idea e avere il coraggio di correggere la rotta.In questo caso ho sbagliato proprio su qualcosa che fa parte del mio lavoro da anni: la costruzione di un brand e la scelta del suo nome.Dopo oltre 20 anni di esperienza con 4incentive abbiamo deciso di ripensare completamente la nostra piattaforma dedicata alle vendite. Il prodotto era cambiato, i servizi erano aumentati e il mondo delle campagne incentive e loyalty rappresentava ormai soltanto una parte di quello che stavamo costruendo.Da questa esigenza era nato BeBoom.L'idea era semplice: comunicare crescita, energia e un “boom” delle vendite. Ma c'era un problema che nel tempo è diventato impossibile ignorare: quel nome non mi aveva mai convinto fino in fondo, soprattutto rispetto al mercato Enterprise al quale ci rivolgiamo.Nel frattempo, poi, è successo qualcosa di ancora più importante: l'esplosione dell'Intelligenza Artificiale generativa e degli LLM ha completamente modificato lo scenario.Non è cambiato soltanto il modo di comunicare il prodotto. È cambiato il prodotto stesso.Abbiamo integrato sistemi avanzati di analisi dei dati, strumenti basati sull'AI, automazioni e vere e proprie soluzioni agentiche capaci di supportare le aziende nelle decisioni commerciali.A tutto questo si aggiunge un patrimonio costruito in circa vent'anni di attività: dati di vendita anonimizzati, conoscenza dei processi distributivi e progetti sviluppati insieme a grandi aziende appartenenti a settori molto diversi.A quel punto mi sono posto una domanda:ha davvero senso continuare a investire su un brand nel quale non credo completamente, soltanto perché lo abbiamo già lanciato?La risposta è stata no.Cambiare nuovamente nome significa assumersi un rischio. Può creare confusione sul mercato e tra i clienti. Ma continuare nella direzione sbagliata soltanto per evitare di ammettere un errore, secondo me, avrebbe creato un problema ancora più grande.Così ho deciso di chiudere BeBoom.Al suo posto nasce SALESTACK (https://sale-stack.ai/).SALESTACK è una soluzione agentica basata sull'Intelligenza Artificiale progettata per aiutare le aziende a comprendere meglio i propri dati commerciali, attivare le reti di vendita, automatizzare processi e individuare nuove opportunità di crescita.Uno stack di dati, tecnologia, automazioni e agenti AI dedicati alle vendite.Per certi versi considero SALESTACK quasi una startup. Ma una startup particolare: alle spalle ha vent'anni di esperienza, progetti realizzati con grandi aziende e una conoscenza dei processi di vendita costruita direttamente sul campo.E ora sono curioso di conoscere la tua opinione:tu cosa avresti fatto al mio posto?Avresti continuato a investire su BeBoom per evitare ulteriore confusione oppure avresti deciso di cambiare nuovamente nome?Scrivimelo nei commenti.#SALESTACK #IntelligenzaArtificiale #AI #ArtificialIntelligence #AgenticAI #AIAgents #Vendite #Sales #SalesTech #SalesAI #Rebranding #Branding #Naming #BrandStrategy #BuildingInPublic #Startup #Entrepreneurship #Imprenditoria #Innovazione #Tecnologia #SaaS #B2B #Enterprise #Business #SalesAutomation #digitalmarketing #marketing #gianlucatesta #marketingarage #businessgarage #garagistitech=======* Ricordati di iscriverti al canale Youtube per non perderti i prossimi contenutihttps://www.youtube.com/channel/UCY0ULyzYfz6kyLbihJm2hLA?sub_confirmation=1* Visita anche i miei siti:https://gianlucatesta.it/https://sale-stack.ai/ithttps://4incentive.comhttps://linktr.ee/gianluca.testa* Mi trovi anche su LinkedInhttps://www.linkedin.com/in/gianlucatesta-
Dopo oltre mezzo secolo di carcere, Renato Vallanzasca resterà nella struttura sanitaria dove viene assistito. Le sue condizioni sono considerate incompatibili con la detenzione. Ma cosa significa davvero questa decisione? E perché gli uomini della vecchia Mala sperano ancora di poterlo riabbracciare? I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Marco Frau racconta il richiamo della sua terra, il cambiamento affrontato insieme alla famiglia e la scelta di ricominciare ad Aritzo, il suo paese d'origine nel Nuorese: “Una scelta per il presente, al futuro ci penseremo”.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
RELOAD With TC Dj (English info) Mastering Sessions Black In Studio With TC Dj Station Radio" Online Pure Music Underground / Techno Based in the heart of Vomero Naples , Italy On Air 24 hours a day, 7 days a week, 365 days a year https://tcdjintheclubroomworldwide.jimdofree.com/video-live FROM HERE YOU CAN FOLLOW US WHEREVER YOU ARE Download Radio.net Free App App Store https://apps.apple.com/us/app/radio-net-am-fm-radio-tuner/id402206359 Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=de.radio.android&pli=1 Download Zeno.fm Free App App Store https://apps.apple.com/us/app/zenoradio/id1207197757 Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=com.zenofm.player&hl=en_US Stay Connect https://www.radio.net/s/tcdj https://tcdjintheclubroomworldwide.jimdofree.com/video-live/ TC Dj has been breaking sound systems all over the world for several decades, starting in its native Italy, and finally landing in Basel, Zurich, London, Naples, Italy, where it currently resides. Starting his techno campaign in the early 90s in Italy, he quickly delved into the productive side of things, and eventually managed to manage. A quick technical study, he quickly found himself handling buttons for renowned labels such as flying saucers, self records, Tcr records, neapolis records and robotics records, providing mastering, production and remixing for various labels, meanwhile building his repertoire. He has played with several djs and producers including Mark Broom, DJ Lukas, dj Du'art, dj Sasha Carassi, dj Felix Kröcher, dj Horacio Cruz, dj Danilo Vigorito, dj Murphy, dj Fernanda Martins, dj Paula Cazenave, dj Professor dj Fatima Hajji. __________________________________________________________________________________________________________ Contact Worldwide Booking & Mngmnt: tcdj@tutamail.com tcdj.info@gmail.com broadcasting from Italy. ________________________________________________________________ THE CLUB ROOM WORLDWIDE PRESENT: (Italian info) Mastering Sessions Black In Studio With TC Dj Station Radio" Musica Pura Online Underground / Techno Con sede nel cuore del Vomero, Napoli, Italia In onda 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all'anno DA QUI PUOI SEGUIRCI OVUNQUE TU SIA Scarica l'app gratuita di Radio.net App Store https://apps.apple.com/us/app/radio-net-am-fm-radio-tuner/id402206359 Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=de.radio.android Scarica l'app gratuita di Zeno.fm App Store Italiano: https://apps.apple.com/app/id1475649885 Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=com.zenofm.player&hl=en_US Resta connesso https://www.radio.net/s/tcdj https://tcdjintheclubroomworldwide.jimdofree.com/video-live/ TC Dj ha rivoluzionato sound system in tutto il mondo per diversi decenni, partendo dalla sua nativa Italia e approdando infine a Basilea, Zurigo, Londra e Napoli, dove attualmente risiede. Avviando la sua campagna techno nei primi anni '90 in Italia, si è rapidamente immerso nel lato produttivo, riuscendo infine a gestirla. Dopo una rapida formazione tecnica, si è ritrovato rapidamente a gestire i pulsanti per etichette rinomate come Flying Saucers, Self Records, Tcr Records, Neapolis Records e Robotics Records, occupandosi di mastering, produzione e remix per diverse etichette, costruendo nel frattempo il suo repertorio. Ha suonato con diversi dj e produttori tra cui Mark Broom, DJ Lukas, dj Du'art, dj Sasha Carassi, dj Felix Kröcher, dj Horacio Cruz, dj Danilo Vigorito, dj Murphy, dj Fernanda Martins, dj Paula Cazenave, dj Professor dj Fatima Hajji. _____________________________________________________________________________________________ Contatto Prenotazione e gestione in tutto il mondo: tcdj@tutamail.com tcdj.info@gmail.com trasmissione dall'Italia. ________________________________________________________________ #recording #live #techno #hardtechno #technoproducer #djlifestyles #deeptechno #technolifestyle #tcrrecords #techc #darktechno #neapolisrecords #livestream #dj #naples #twitch #musicislife #partyplanner #studio #music #acid #rave #technofestival #tcdj #traxsource #beatport #spotify #itunes #hearthisat #mixcloud #technopeople
Oltre 7'000 metri cubi di roccia, detriti e legname si abbatterono sulla chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia, considerata il centro spirituale della valle.La storia del santuario inizia il 10 ottobre 1492, quando due ragazze annunciarono di aver visto la Madonna mentre raccoglievano castagne. “Videro apparire questa figura piccola, tutta vestita di bianco, che disse loro: ‘Io sono la mamma di Dio'”, racconta lo storico Guido Scaramellini. Nel 1493 sorgeva già una piccola chiesa in legno, sostituita dall'attuale santuario tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento. La consacrazione avvenne nel 1615.Tesori artistici da salvareL'interno custodisce un prezioso ciclo di affreschi realizzato nei primi anni del Seicento da Domenico Caresana, pittore ticinese che lavorò anche nel Duomo di Milano. Tra le opere più significative, l'Incoronazione della Vergine di Paolo Camillo Landriano (1606) e dipinti settecenteschi di Cesare Ligari. Dopo la frana, oltre 120 opere tra dipinti, statue e arredi sono state recuperate e messe in sicurezza.Il cantiere del restauro“L'intervento non è solo un recupero dei danni, ma anche un miglioramento sismico dell'intera struttura”, spiega l'ingegnere Virgilio Scalco, direttore dei lavori. Sono state installate travi sovradimensionate sulla copertura per proteggere le volte affrescate da eventuali nuove cadute di massi.L'architetto Mauro De Giovanni coordina il restauro artistico: “La frana ha bucato un angolo di un affresco del Caresana. I frammenti sono stati catalogati e verranno riutilizzati per ricomporre l'opera”. Il lavoro più delicato riguarda la pulitura dalla polvere e il consolidamento degli intonaci distaccati.Come contribuireIl primo lotto di lavori ammonta a 4'600'000 euro: 3'600'000 da fondi pubblici (Regione Lombardia e Provincia) e 1'000'000 dalla Diocesi di Como e dalla parrocchia. “Finora abbiamo raccolto circa 300'000 euro attraverso donazioni”, afferma l'ingegnere Matteo Zubiani della commissione diocesana.Il santuario si è affiliato a Italia per il Dono, garantendo massima trasparenza. È possibile donare anche per il restauro di opere specifiche: 50 euro per due stelline della navata, 100 euro per il rosone. Sul sito sono visibili tutti i nomi dei donatori e i loro messaggi.La strada per la riapertura è ancora lunga, ma la fede dei valligiani e dei fedeli di ogni dove sta riportando in vita questo luogo simbolo della Valchiavenna.
Il terremoto che ha colpito la Colombia ha provocato centinaia di vittime e messo sotto pressione il sistema dei soccorsi, mentre nel vicino Venezuela restano pesanti le conseguenze del sisma dello scorso giugno. Sullo sfondo, in entrambi i Paesi, emergono anche tensioni e incognite politiche.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Un'anziana di 89 anni viene trovata morta nella propria abitazione. Poco prima dell'arrivo dei carabinieri, una telefonata raggiunge una familiare all'estero. Al centro dell'indagine c'è il nipote venticinquenne. Ma che cosa ha detto durante quella chiamata? I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Luca Bergamin"Andare per vulcani"Edizioni del Mulinowww.mulino.itTra lava e lapilli: il fuoco ancestrale che ci avvicina al cuore della Terra.L'Italia è un paese di vulcani, una rapsodia di pennacchi di fuoco e cenere che si elevano nel cielo. Fin dall'antichità hanno ispirato miti e leggende come dimostra il loro stesso nome, derivante dal dio romano del fuoco. Il loro fascino risiede nell'incarnare contemporaneamente la bellezza più profonda della natura e la sua forza primordiale e distruttrice. L'itinerario parte dal Vesuvio, uno dei coni più famoso al mondo, e si snoda per i Campi Flegrei, il monte Epomeo di Ischia per giungere ai Colli Albani con i loro laghi dentro alle caldere. Si potrà inoltre scoprire la bizzarra fertilità della lava basaltica nei vigneti del Veneto e sui Colli Euganei. Dopo il monte Amiata e la zona del Vulture, si giungerà infine in Sicilia, alle isole Stromboli e Vulcano e al principe assoluto, l'Etna. Luca Bergamin giornalista e scrittore, scrive per «Corriere della Sera», «Il Sole 24 Ore», «Amica» e «Natural Style». Di recente ha pubblicato «Barbagia è libertà» (Ediciclo, 2021), «Giardini pazzi e misteriosi» (Pendragon, 2021), «Salento. Terre e mare a Sud Est» (Polaris, 2022), «Andare per fari» (Il Mulino, 2023), «I giardini degli scrittori» (EDT, 2024), «Così fan frutti. Viaggio colto tra gli alberi che fanno bene» (Pendragon, 2024), «La più bella dei mortali. Nelle terre di Agrigento e la sua mitica costa» (Ediciclo, 2025) «A Sud Alberi. Viaggi botanici da Roma in giù» (Libreria della natura, 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Rassegna stampa economico-finanziaria dell'11 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Energia, geopolitica e materie primeTestate: Repubblica / Corriere della Sera / Il Foglio / Il Riformista / AvvenireLo Stretto di Hormuz torna a essere il principale premio geopolitico incorporato nei prezzi energetici. Il negoziato tra Iran, Oman e Stati Uniti non riesce ancora a normalizzare la situazione e il Brent risale sopra gli 86 dollari al barile, mentre il gas europeo TTF registra un aumento del 5,7%, portandosi a circa 58,8 euro per MWh.Attraverso Hormuz transita normalmente circa un quinto del petrolio mondiale. La riserva strategica americana è inoltre scesa a 298,7 milioni di barili, il livello più basso dal 1983, riducendo il margine di Washington per compensare un nuovo shock attraverso il rilascio delle scorte.Il traffico nello Stretto risulta inferiore di circa il 95% rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Il Brent aveva raggiunto circa 120 dollari in marzo, con un aumento del 65%, prima di ridiscendere nell'area 82-83 dollari.La crisi pesa anche sui produttori del Golfo. Adnoc Gas registra un utile trimestrale di 665 milioni di dollari, meno della metà rispetto all'anno precedente, mentre Saudi Aramco chiude con circa 32,7 miliardi di dollari di utile, in calo del 4%.Sul fronte russo-ucraino, gli attacchi contro raffinerie e infrastrutture energetiche russe mantengono un secondo premio di rischio sui mercati. Il messaggio per imprese e investitori è chiaro: un petrolio strutturalmente sostenuto dall'incertezza geopolitica favorisce il settore energetico, ma aumenta contemporaneamente trasporti, inflazione importata e volatilità.Transizione energetica, rinnovabili e nuovo nucleareTestate: Il Sole 24 Ore / MF / Gazzetta del MezzogiornoParte operativamente il FerX, uno dei passaggi più rilevanti della giornata per gli investimenti energetici italiani. Le procedure riguardano complessivamente 27,15 GW di nuova capacità rinnovabile con potenza superiore a 1 MW.Le domande per la qualificazione preliminare possono essere presentate dal 25 agosto, mentre per partecipare alla prima asta la richiesta dovrà essere presentata entro il 30 settembre. Gli impianti fino a 1 MW potranno invece accedere direttamente agli incentivi.Il meccanismo introduce requisiti finanziari e industriali più stringenti e prevede criteri che limitano la dipendenza da componentistica proveniente da Paesi terzi. L'obiettivo è quindi non soltanto aumentare la capacità rinnovabile, ma anche favorire una filiera industriale europea.Sul fronte dell'idrogeno vengono indicati 400 milioni di euro di sostegno e un contingente incentivabile fino a 200.000 tonnellate annue di capacità produttiva.Leonardo amplia intanto la propria presenza nel nucleare americano. Leonardo DRS realizzerà un polo produttivo di oltre 13.000 metri quadrati in Connecticut, operativo dall'inizio del 2027, e dispone di commesse potenziali superiori a 3 miliardi di dollari per il programma dei sottomarini nucleari Columbia.I risultati trimestrali rafforzano il quadro: ricavi a 913 milioni di dollari, +10%, Ebitda rettificato +33%, utile netto da 59 a 86 milioni e backlog record di 5,1 miliardi di dollari. Difesa, energia e nucleare stanno quindi convergendo in una filiera industriale ad alto valore aggiunto.Intelligenza artificiale, robotica e nuova industriaTestate: MF / La StampaI robot umanoidi entrano nella fase finanziaria della loro crescita. La cinese Unitree Robotics prepara la quotazione allo Star Market di Shanghai con l'obiettivo di raccogliere fino a 6,1 miliardi di yuan, circa 1 miliardo di dollari.La valutazione complessiva attesa è vicina a 9 miliardi di dollari. Nel 2025 Unitree ha registrato oltre 1,7 miliardi di yuan di ricavi, mentre nel primo trimestre del 2026 il fatturato è cresciuto del 68%.Nel primo semestre 2026 le spedizioni mondiali di robot umanoidi avrebbero raggiunto circa 19.100 unità, oltre tre volte quelle dello stesso periodo dell'anno precedente.In Italia il mercato della robotica umanoide viene stimato intorno a 3,5 miliardi di euro, trasformando quello che fino a pochi mesi fa era soprattutto un tema tecnologico in un vero nuovo segmento industriale e finanziario.Meta spinge intanto verso un'AI più aperta e meno concentrata, attraverso modelli open source e un possibile fondo da 1 miliardo di dollari per sostenere comunità e iniziative collegate all'intelligenza artificiale aperta.Il messaggio di fondo è che AI, robotica, semiconduttori, sensoristica, software ed energia stanno diventando parti della stessa filiera industriale. Per gli investitori il tema è quindi molto più ampio del singolo “titolo AI”.Imprese, fisco e regolamentazioneTestate: Il Sole 24 Ore / MF / Il Giornale / Italia OggiLa nuova disciplina fiscale sulle auto aziendali rischia di aumentare il carico anche sui veicoli elettrici. Dopo cinque anni di utilizzo è prevista una maggiorazione del 50% della tassazione, senza distinzione tra motorizzazioni.Secondo Aniasa potrebbero essere interessate circa 12.000 vetture, delle quali circa il 60% elettriche. La misura potrebbe incentivare una sostituzione più frequente delle flotte, con un aumento dei costi per le imprese ma anche una maggiore disponibilità di elettriche usate sul mercato secondario.Sul fronte dei carburanti, tra marzo e luglio la Guardia di Finanza ha rilevato 2.279 violazioni su 3.428 interventi, pari al 66,5%. Complessivamente sono stati effettuati circa 4.800 controlli e sequestrate circa 20.000 tonnellate di prodotti energetici.Il rafforzamento dei controlli rappresenta un elemento positivo per gli operatori regolari, soprattutto in una fase di prezzi elevati nella quale le frodi fiscali possono trasformarsi in una forma significativa di concorrenza sleale.UniCredit perde invece in appello nel contenzioso fiscale relativo alle quote della Banca d'Italia, con una richiesta di rimborso di circa 399,6 milioni di euro. Un caso analogo riguarda Generali per circa 75,55 milioni.Dal 2027 sono inoltre previsti 30 milioni di euro all'anno per la digitalizzazione della giustizia, destinati a sistemi informatici, sicurezza, manutenzione e assistenza. Una misura limitata in valore assoluto, ma potenzialmente importante per ridurre tempi e costi amministrativi.Lavoro, welfare, sanità e demografiaTestate: Repubblica / Italia Oggi / Il Fatto QuotidianoLa natalità italiana resta strettamente collegata a lavoro, casa e disponibilità di servizi. L'età media al primo figlio ha ormai superato i 32 anni, mentre la fecondità è scesa intorno a 1,14 figli per donna, contro oltre 1,6 in Francia.L'analisi sposta quindi l'attenzione dagli incentivi una tantum verso infrastrutture permanenti: asili, abitazioni accessibili, continuità occupazionale e congedi.Dal punto di vista economico, meno nascite significano in prospettiva meno forza lavoro e un rapporto più elevato tra pensionati e occupati. Politiche su asili, servizi, mobilità e abitazioni possono invece aumentare contemporaneamente natalità e partecipazione femminile al mercato del lavoro.Nasce inoltre una grande copertura sanitaria per oltre 1,2 milioni di lavoratori della scuola, attraverso un contratto da circa 320 milioni di euro affidato a UniSalute, Intesa Sanpaolo Protezione e Poste Assicura.La copertura prevede, tra le altre prestazioni, rimborsi per maternità e fino a 500 euro mensili in caso di non autosufficienza permanente. Il welfare contrattuale continua quindi a spostare una quota crescente della protezione sociale verso coperture collettive integrative.Sulle liste d'attesa sanitarie emergono invece criticità. Nel Lazio, nel primo semestre 2026, il rispetto dei tempi sarebbe fermo al 78,5% per le prime visite e all'84,6% per gli esami diagnostici, contro una soglia normativa superiore al 90%.Clima, acqua, agricoltura e infrastruttureTestate: Il Sole 24 Ore / Avvenire / Gazzetta del MezzogiornoLa siccità nel bacino del Po assume una dimensione economica rilevante. La portata del fiume è scesa a circa un terzo della norma e 101 Comuni di Piemonte e Lombardia risultano in stato d'emergenza.In diverse stazioni del Po le riduzioni della portata si avvicinano al 70% rispetto alle medie storiche. Nell'area del Delta l'intrusione salina risale inoltre per circa 25 chilometri, con conseguenze sull'irrigazione.Anche i principali laghi del Nord mostrano livelli molto bassi: Maggiore al 6%, Como al 7%, Iseo al 13% e Idro al 5%, mentre il Garda si mantiene più resiliente intorno al 47%.La crisi rappresenta un rischio per agricoltura, allevamento, industria e produzione alimentare, ma allo stesso tempo apre un nuovo ciclo potenziale di investimenti in reti idriche, accumulo, irrigazione di precisione e riuso dell'acqua.Sul fronte della qualità delle acque, il 34% dei 391 campionamenti realizzati da Goletta Verde risulta oltre i limiti di legge. Vengono inoltre indicati 514 agglomerati urbani critici, che coinvolgono circa 14 milioni di abitanti, per insufficienze delle reti fognarie o degli impianti di depurazione.
Ti sei mai chiesto perché, il 15 agosto, l'Italia sembra improvvisamente sparire? Le città si svuotano, i negozi abbassano le saracinesche e sulle spiagge non si trova un centimetro di sabbia libero. Ma cosa si festeggia esattamente in questa giornata, e perché questa festa si chiama proprio "Ferragosto", una parola che a prima vista sembra mettere insieme il "ferro" e il mese di "agosto"? Piccolo spoiler: con il ferro non c'entra nulla. In questa guida scoprirai la storia millenaria del Ferragosto, dai Romani a oggi, e imparerai anche le espressioni estive che gli italiani usano davvero. Cosa si Celebra il 15 Agosto in Italia? In questa guida ripercorreremo insieme la storia millenaria del Ferragosto, dalle sue origini nella Roma imperiale fino alle spiagge affollate di oggi. Scoprirai da dove viene questa parola così curiosa, capirai perché la festa si è spostata dal 1° al 15 agosto e imparerai un po' di espressioni e parole che gli italiani usano davvero in estate. Scoprirai anche che Ferragosto non è l'unica festa che gli italiani hanno ereditato dagli antichi Romani. Da Dove Viene la Parola "Ferragosto"? Partiamo dall'inizio, anzi, da molto lontano. La parola "Ferragosto" viene dal latino Feriae Augusti, che significa "il riposo di Augusto" o, se preferisci, "le vacanze di Augusto". Piccola chicca linguistica: la parola latina feriae indicava i giorni di riposo, ed è la stessa parola da cui deriva l'italiano moderno "ferie", cioè i giorni di vacanza dal lavoro. Quindi, la prossima volta che dirai "sono in ferie", sappi che stai usando una parola vecchia di più di duemila anni. L'Imperatore Augusto e le Origini della Festa Ma chi era questo Augusto? Era il primo imperatore romano, e fu proprio lui, nel 18 a.C., a istituire questo periodo di riposo. Dopo mesi di lavoro nei campi, i contadini avevano finalmente il diritto di fermarsi, festeggiare e tirare il fiato. In fondo, gli italiani prendono la pausa di agosto molto sul serio da sempre. Augusto era un personaggio così importante che, qualche anno dopo, il mese che prima si chiamava sextilis venne ribattezzato augustus in suo onore. Sì, hai indovinato: è da lì che arriva la parola "agosto". Questo imperatore ha dato quindi il suo nome sia alla festa sia al mese intero. All'inizio, però, il Ferragosto non si festeggiava il 15, ma il 1° agosto, e non durava un solo giorno: era un lungo periodo di feste, che si univa ad altre celebrazioni romane come i Consualia, le feste dedicate a Conso, il dio della terra e della fertilità. Si mangiava, si beveva e ci si riposava: un rituale che ancora oggi non ci è del tutto estraneo. Perché il 15 Agosto? La Doppia Anima della Festa Ma allora perché oggi il Ferragosto è il 15 agosto e non il 1°? La risposta arriva molti secoli dopo, con la Chiesa cattolica. La Chiesa spostò la festa al 15 agosto per farla coincidere con una celebrazione religiosa molto importante: l'Assunzione di Maria. Secondo la tradizione cristiana, in questo giorno la Madonna venne "assunta", cioè portata in cielo in anima e corpo. Ecco perché il Ferragosto ha una doppia anima: da una parte le sue origini pagane e romane, dall'altra la festa cristiana. Due mondi diversi che si incontrano nello stesso giorno. Perché a Ferragosto Tutti Vanno al Mare? Come mai nella testa di ogni italiano "Ferragosto" fa subito rima con "mare", "montagna" e "gita"? Questa tradizione è molto più recente di quello che si potrebbe pensare. Facciamo un salto negli anni '30 del Novecento, e più precisamente nel 1931. In quell'anno, in Italia, il regime fascista inaugurò i cosiddetti "Treni Popolari di Ferragosto": biglietti a prezzi ridottissimi che permettevano anche alle famiglie meno ricche di fare una gita e vedere, magari per la prima volta nella vita, il mare o la montagna. C'erano due possibilità: La gita di un solo giorno, in un raggio di circa 50-100 chilometri. La gita di tre giorni, entro circa 100-200 chilometri. C'era però un piccolo dettaglio: in questi viaggi i pasti non erano inclusi. E quindi cosa facevano gli italiani? Si portavano il cibo da casa. È proprio da qui che nasce una delle tradizioni più amate di questa giornata: il famoso pranzo al sacco, la grigliata all'aperto, il picnic con la famiglia. A Roma, questi turisti "fai da te" che si portavano il cibo da casa avvolto in un fagotto venivano chiamati "fagottari": una parola simpatica da tirare fuori al momento giusto. Se oggi a Ferragosto ti ritrovi a mangiare un panino seduto su un prato o davanti al mare, sappi che stai portando avanti una tradizione con quasi cento anni di storia. Tradizioni e Curiosità del Ferragosto di Oggi Come si festeggia oggi il Ferragosto in Italia? Ecco qualche immagine tipica: La grigliata è la grande protagonista. Ferragosto è l'unico giorno dell'anno in cui ogni italiano si sente, all'improvviso, un maestro della griglia — o almeno ci prova. Il mare, con le spiagge affollatissime, i fuochi d'artificio la sera e, in tantissimi paesi, le sagre, cioè le feste popolari dove si mangiano i piatti tipici del posto. Le città si svuotano completamente. A Ferragosto trovare un bar aperto nel centro di Roma o di Milano è come cercare un ago in un pagliaio. Esiste anche un vecchio detto un po' scherzoso: "Ferragosto, moglie mia non ti conosco". Era un modo ironico per dire che, nella confusione della festa, ci si concedeva un pizzico di libertà e divertimento. Oggi si usa giusto per fare una battuta. Una curiosità in più per gli appassionati di tradizioni: il giorno dopo Ferragosto, il 16 agosto, a Siena si corre il famoso Palio dell'Assunta, una spettacolare corsa di cavalli che va avanti da secoli. Non Solo Ferragosto: le Feste che Arrivano dall'Antica Roma Abbiamo visto che il Ferragosto affonda le sue radici nell'Antica Roma. Ma non è l'unica festa che gli italiani hanno ereditato dai Romani. Ce ne sono altre, molto conosciute, dietro le quali si nasconde un pezzo di storia vecchio di duemila anni. Facciamo un piccolo viaggio nel tempo. Il Natale e la Nascita del Sole Partiamo dalla festa più amata di tutte: il Natale. I Romani, intorno al solstizio d'inverno, festeggiavano due ricorrenze molto importanti. La prima erano i Saturnali, in onore del dio Saturno, che si celebravano più o meno dal 17 al 23 dicembre: erano giorni di banchetti, di regali e di allegria in cui i ruoli si rovesciavano, e persino i padroni servivano a tavola i loro schiavi. La seconda festa era il Dies Natalis Solis Invicti, cioè il "giorno di nascita del Sole Invitto", celebrato il 25 dicembre. In quel periodo, dopo la notte più lunga dell'anno, le giornate ricominciavano ad allungarsi, e i Romani festeggiavano la "rinascita" del Sole. Con il passare dei secoli, la Chiesa fissò la nascita di Gesù proprio il 25 dicembre, facendola coincidere con queste antichissime feste. Attenzione, però: anche su questo legame gli storici discutono. Non ci sono prove definitive che il Natale sia nato "sopra" la festa del Sole, e c'è persino chi pensa che il 25 dicembre derivi da un calcolo religioso, cioè nove mesi dopo il 25 marzo. Chicca linguistica: la parola "Natale" viene dal latino natalis, che significa proprio "relativo alla nascita", "compleanno". Quando scambi i regali sotto l'albero, stai quindi ripetendo un gesto che i Romani facevano già duemila anni fa. Il Capodanno e il Dio con Due Facce Andiamo avanti di qualche giorno e arriviamo al Capodanno. Perché si festeggia l'inizio dell'anno proprio il 1° gennaio? Anche qui la risposta è romana. Furono i Romani a fissare il primo giorno dell'anno al 1° gennaio, e a renderlo ufficiale fu Giulio Cesare con il suo nuovo calendario, nel 46 a.C. E perché proprio gennaio? Perché il mese era dedicato a Giano, il dio degli inizi, rappresentato con due facce: una che guarda al passato e una che guarda al futuro. Un simbolo perfetto per iniziare un anno nuovo. Le tre chicche linguistiche del Capodanno: La parola "gennaio" viene proprio da Ianuarius, cioè dal nome del dio Giano. Giano era il dio delle porte, e "porta" in latino si dice ianua: Giano è letteralmente il dio che apre le porte del nuovo anno. I Romani si scambiavano dei regali beneauguranti, tra cui dei fichi chiamati strenae: da lì arriva la parola "strenna", che ancora oggi si usa per i regali di Natale e Capodanno. Persino la parola "calendario" viene dal latino calendae, il primo giorno del mese romano. San Valentino e una Festa un Po' Incerta Andiamo avanti e arriviamo a febbraio, con la festa degli innamorati: San Valentino. Qui la storia è affascinante ma anche un pochino incerta. C'è una versione molto popolare che collega San Valentino a un'antica festa romana chiamata Lupercalia, che si celebrava intorno al 15 febbraio: erano feste di purificazione e di fertilità, piuttosto vivaci, dedicate al dio Fauno. Secondo questa versione, la Chiesa avrebbe sostituito i Lupercalia con la festa di San Valentino, il 14 febbraio. Molti storici oggi sono però scettici su questo collegamento diretto, e fanno notare che l'idea di San Valentino come "festa degli innamorati" è in realtà molto più recente, nata nel Medioevo. La verità è quindi meno lineare di quanto si racconti in giro. Chicca linguistica: il nome del mese "febbraio" viene dal latino februa, le strisce di pelle che i sacerdoti romani usavano proprio durante quei riti di purificazione. Il Carnevale e il Mondo alla Rovescia Chiudiamo con una festa allegra e colorata: il Carnevale. Anche in questo caso si può tornare ai Saturnali. Ricordi che, durante quei giorni, i ruoli si rovesciavano e quasi tutto era permesso? Quel "mondo alla rovescia", con le maschere, gli scherzi e l'allegria sfrenata, è lo stesso spirito che ritroviamo ancora oggi nel Carnevale italiano: un'eredità romana che, ogni inverno, riempie di coriandoli le piazze del Paese. ...
Dopo i due delitti commessi in poche settimane a Padova si scatena la psicosi per la presenza di un serial killer in città che potrebbe colpire nuovamente da un momento all’altro. La procura lavora giorno e notte per assicurare l’omicida alla giustizia e grazie ad accurate indagini e ad un colpo di fortuna riesce finalmente ad arrestare il serial killer: un uomo di 53 anni che si chiama Michele Profeta.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Acquista il mio nuovo libro, "Neanche Nietzsche era un superuomo": https://amzn.eu/d/0hN113ZXConcentriamoci ora sull'Afghanistan, paese piccolo e povero, ma vicino a importanti colossi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
Elena Macellari"Le signore del paesaggio"Storia di donne, scrittrici e viaggiatrici tra Ottocento e Novecentoillustrazioni di Barbara LachiFusta Editorewww.fustaeditore.itIn un'odierna Italia troppo mutata nelle sue forme antropiche capita di imbattersi in luoghi iconici per la loro intima natura. Possono essere piccoli borghi, case sparse oppure ville, giardini o case nobili. Sono luoghi che più di altri hanno conservato le energie e la dedizione di proprietari e abitanti che, con il loro lavoro, sono riusciti a tramandare la bellezza di tempi lontani. Questo magico miscuglio tra arte, architettura e natura è sintetizzato nella felice espressione latina Genius loci, ritornata in auge con il Romanticismo. Le dieci biografie di donne riunite in questa raccolta portano alla scoperta di molteplici esperienze che, pur avendo una solida base comune, in primis l'amore per la natura, si discostano in maniera decisa e quale di questi ritratti incarna il più grande segreto desiderio di libertà? La vita piroettante e teatrale di Mabel Dodge, oppure il grande progetto agricolo di Iris Origo, animato da un profondo respiro sociale? O ancora le trepidanti atmosfere veneziane che inghiottirono Woolson, fino a condurla alla più tragica delle morti? Più semplicemente, questo libro potrà divenire la guida ideale per avventurarsi alla scoperta di magnetici giardini storici, simbolo di un'epoca: da Villa Pisani a Vescovana con la coraggiosa contessa Evelyn van Milligen, alla ligure esotica collezione botanica di Boccanegra, all'opera d'arte paesaggistica del giardino La Foce, fino alla Tebaide del Cetinale, tra le crete senesi, adorata da Edith Wharton e dall'indomabile amica Vernon Lee. Elena Macellari, nata a Perugia, vive in Veneto poi in Toscana. Dopo il Liceo Classico, si laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie e lavora presso lo studio di architettura del padre. Persegue un Dottorato in Assetto del Territorio Agricolo poi lavora per il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l'Università degli Studi di Perugia. Dal 2001 si interessa all'arte del paesaggio e alla composizione di giardini, occupandosi di formazione, divulgazione in tema di giardini, orti didattici e storia della botanica. È II Dan nell'arte del marziale dell'Aikidō. Ha pubblicato Giardinieri ed esposizioni botaniche in Italia (1800-1915) nel 2005, Eva Mameli Calvino nel 2010, Nabù e il giardino cosmico nel 2012, Nello specchio di Mabel (di Marco Tornar), postfazione sul giardino storico fi orentino, nel 2012; di Antichi giardini italiani, Vernon Lee (trad. Marco Tornar), ha curato la presentazione nel 2013. Nel 2015 ha pubblicato con il patrocinio della Società Botanica Italiana Botaniche italiane. Scienziate, naturaliste, appassionate. Del 2017 è la nuova edizione Le signore della botanica. Storie di grandi naturaliste italiane con Aboca Edizioni. Nel 2020 L'Orto botanico di Padova. Atlante, Nicla Edizioni, in tre volumi; nel 2021 L'Orto botanico di Padova in quattro stagioni. Inverno, Primavera, Estate, Nicla Edizioni; Custodi della biodiversità agricola, ali&no, nel 2021.Barbara Lachi, nata in Toscana, vive in Umbria, a Perugia. Dopo il Liceo Artistico frequenta la facoltà di Architettura di Firenze. Lavora come industrial designer per IVV, Industria Vetraria Valdarnese. Attiva una serie di collaborazioni tra cui lo studio di Architettura M+M e il Museo d'Ar-te per bambini di Siena. Designer, grafi ca e illustratrice, dedica parte del suo lavoro al mondo dell'infanzia, scrivendo e illustrando libri. È stata direttore creativo di una linea di abbigliamento per bambine, selezionata in ambito di concorsi internazionali: Who is on next Pitti Bimbo e Bubble di Londra. Dal 2011 fa parte del duo artistico Grimm Twins. Ha creato il metodo creativo BookChildrenBook® per la realizzazione di libri d'artista. Lavora a progetti europei dedicati ai bambini. Pubblicazioni: Un jour un jardin, Bel et Bien Edition 2025; Amo quel che svanisce, piedimosca editore 2025; Libro d'artista per giorni di pioggia e non, e Orfeo il canto e l'incanto, Cesvol Editoriasociale 2021/2022; Ricettario n°1, ricette speciali per tipi elettrici, Firenze, Edifi r edizioni 2020; Le granier d'Andersen, Bel et Bien Edition 2020; Vespa Tè-resa e Nella neve, Storiecucite 2016; Th e Paper Magician, 2012; Agaworld-Korea, Nabù e il giardino cosmico, Edizionicorsare 2011; Fate le Fate, Viaindustriae 2011; Il Pescioliere Errante, Edimond 2002.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
David Le Breton"La fine della conversazione"La parola in una società spettraleEdizione italiana a cura di Pietro Grassi e Raymond ZammitArmando Editorewww.armandoeditore.itSempre più assorbito dallo smartphone e isolato dagli auricolari, l'individuo ipermoderno vive immerso in un altrove digitale che indebolisce la percezione dell'ambiente e degli altri. La promessa di connessione dei social network nasconde una solitudine crescente, che colpisce soprattutto adolescenti e anziani. La dissociazione diventa un gesto quotidiano: un rifugio rapido dalla noia, dalle frustrazioni, dai legami sociali che ci pesano. Questo libro indaga come la tecnologia stia trasformando la nostra presenza al mondo e il senso stesso di stare insieme.David Le Breton è professore all'Università di Strasburgo, membro dell'Institut Universitaire de France e ricercatore presso il laboratorio Dynamiques Européennes. Antropologo e sociologo francese, è uno specialista delle rappresentazioni e dell'uso del corpo umano, che ha studiato in particolare analizzando i comportamenti a rischio.Pietro Grassi. Dopo studi di filosofia, teologia e psicologia, si è perfezionato in bioetica, storia della medicina e psicopatologia e cultura delle migrazioni. Docente ISSR all'Apollinare (PUSC), Roma. Docente IPU – Pontificia Università Salesiana – Sede aggregata della Tuscia.Raymond Zammit è professore di bioetica e di etica sociale e professionale. Gli interessi delle sue ricerche comprendono la bioetica, l'etica professionale, l'etica degli affari, l'etica nel sistema della giustizia criminale, l'etica ambientale e l'etica del cibo. Direttore del Dipartimento di Teologia Morale della Facoltà di Teologia dell'Università di Malta.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"Non ho visto nessuno." Ma come?! Due negazioni nella stessa frase? In matematica meno per meno fa più… ma in italiano funziona così? E soprattutto: è giusto o è un errore? La doppia negazione è uno di quegli argomenti che separano chi "studia" l'italiano da chi lo parla davvero come un madrelingua. Scopriamo insieme le 8 trappole più comuni e come puoi evitarle. Smettila di Dire "NON MAI VADO" In italiano la doppia negazione non è un errore: è correttissima e spesso addirittura obbligatoria. Tra gli errori più comuni in italiano, quelli sulla doppia negazione sono tra i più diffusi. Vediamo prima la regola d'oro e poi gli 8 errori classici che devi assolutamente evitare. Le Parole Negative dell'Italiano In italiano abbiamo un piccolo gruppo di parole negative, che devi tenere sempre a mente: niente, nulla, nessuno, mai, né… né, neanche, nemmeno, neppure, affatto, mica (e anche più, nel senso di "non più", che si comporta in modo un po' speciale). La regola che le governa è una sola e si basa sulla posizione: Se la parola negativa viene dopo il verbo → ti serve anche "non" prima del verbo. Ecco la doppia negazione! → "Non ho visto nessuno." Se la parola negativa viene prima del verbo → "non" sparisce. Negazione singola! → "Nessuno è venuto." Questa regola funziona alla perfezione con nessuno, niente/nulla, mai, né… né, neanche/nemmeno/neppure. Tienila a mente, perché i primi errori che vedremo nascono proprio da qui. Un'unica regola, e già un sacco di modi diversi di sbagliarla. Piccole Eccezioni: "Più" e "Ancora" La parola più (nel senso di "non più") vuole quasi sempre il "non" e non si mette mai prima del verbo per negare: non dici "Più ti amo", ma "Non ti amo più". Fai attenzione anche a ancora: da sola non è una parola negativa (in "ho ancora tempo" è positiva!), ma quando significa "not yet" vuole il "non" anche quando sta prima del verbo → "Ancora non ho finito". Sono le due piccole ribelli che non seguono del tutto la regola dell'anteposizione. Curiosità Linguistica: la Concordanza Negativa Questo fenomeno ha un nome tecnico: si chiama concordanza negativa. Significa che le negazioni, invece di annullarsi a vicenda, "collaborano" e rinforzano insieme il significato negativo. Non è una stranezza solo dell'italiano: anche lo spagnolo ("No vi a nadie") e il francese ("Je ne vois personne") funzionano allo stesso modo. È una caratteristica di famiglia delle lingue romanze. Anzi, per gran parte della storia delle lingue europee questa è stata la norma, e l'idea che "due negazioni si annullano" è un'imposizione relativamente recente della logica e della matematica sulla lingua di tutti i giorni. Errore n°1 — Dimenticare il "Non" È l'errore numero uno degli anglofoni. In inglese si dice "I saw nobody": una sola negazione. Quindi è naturale tradurre parola per parola e dire "Ho visto nessuno". Ma in italiano, se "nessuno" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Da evitareCorretto"Capisco niente""Non capisco niente""Vado mai in palestra""Non vado mai in palestra""Vedo nessuno""Non vedo nessuno" Perché succede? Perché a scuola, agli studenti di lingua inglese, insegnano che "two negatives make a positive", cioè che due negazioni si annullano. Ma rilassati: l'italiano non è una lezione di matematica. Qui le due negazioni non si annullano (vedi? Anche questa è una doppia negazione perfetta!), anzi, più ne metti, più la frase è negativa. Trabocchetto Collegato: "Qualcuno/Qualcosa" al Posto di "Nessuno/Niente" C'è un secondo modo, più nascosto, di cadere in questo errore. Molti studenti, per "salvare" la frase, evitano la parola negativa e usano qualcuno o qualcosa. Per approfondire questo punto, puoi consultare la guida sugli aggettivi indefiniti in italiano. Da evitareCorretto"Non ho visto qualcuno""Non ho visto nessuno""Non ho mangiato qualcosa""Non ho mangiato niente" Nelle frasi negative devi usare nessuno e niente, non qualcuno e qualcosa (che restano per le frasi affermative e per le domande: "Hai visto qualcuno?"). Tienilo a mente, perché è un errore subdolo che fanno anche studenti di livello avanzato. Errore n°2 — Mettere il "Non" quando NON Serve Questo è l'errore opposto, quello dello "studente bravo che ha imparato fin troppo bene la regola precedente". Quando la parola negativa è prima del verbo, il "non" diventa di troppo. Da evitareCorretto"Nessuno non è venuto alla festa""Nessuno è venuto alla festa""Niente non è cambiato""Niente è cambiato" La cosa interessante è che puoi dire la stessa identica cosa in due modi diversi, semplicemente spostando la parola negativa: "Non è venuto nessuno" ("nessuno" dopo il verbo → c'è "non") "Nessuno è venuto" ("nessuno" prima del verbo → niente "non") Stesso significato, due strutture diverse. Regola pratica da ricordare: o "non", o la parola negativa davanti al verbo. Mai tutti e due insieme. Una Differenza di "Sapore" Le due strutture non sono identiche al 100% nell'uso reale. Quando metti la negazione prima del verbo ("Nessuno è venuto", "Niente è cambiato"), la frase suona un po' più solenne, letteraria, da titolo di giornale. Quando invece usi la doppia negazione con "non" ("Non è venuto nessuno"), suona più naturale e quotidiana: è quella che useresti parlando con un amico al bar. Entrambe sono corrette, ma sapere questa sfumatura ti aiuta a scegliere il registro giusto. Errore n°3 — Sbagliare la Posizione di "Mai" con i Tempi Composti Questo è un errore sottile ma frequentissimo. Con i tempi composti, come il passato prossimo, la posizione naturale di mai, più, ancora, nemmeno non è alla fine della frase, ma tra l'ausiliare e il participio. Per ripassare la formazione di questo tempo, puoi consultare la guida sul passato prossimo e il participio passato. Da evitareNaturale"Non ho visto mai un film così bello""Non ho mai visto un film così bello" Altri esempi: "Non ho più avuto sue notizie." "Non è ancora arrivato." "Non ho nemmeno iniziato." Il "non" resta sempre davanti all'ausiliare, mentre la parola negativa si "incastra" prima del participio. Una volta che ci hai fatto l'orecchio, ti verrà automatico. E con i Verbi Modali? Stessa logica: la negazione si infila vicino al verbo coniugato, non all'infinito. "Non voglio più vederti." "Non posso mai uscire la sera." Il "più" e il "mai" si appoggiano al modale (voglio, posso), non all'infinito. Piccolo dettaglio, grande differenza nel suono naturale della frase. Errore n°4 — Confondere "Né… Né" con "O… O" Quando vuoi negare due cose insieme, in italiano devi usare né… né (con l'accento sulla "é"!), non o… o. Per approfondire l'uso, puoi consultare la guida su tutte le congiunzioni italiane. Da evitareCorretto"Non mangio o carne o pesce""Non mangio né carne né pesce""Mangio né carne né pesce""Non mangio né carne né pesce" Vale sempre la regola della posizione: se "né… né" sta dopo il verbo, ti serve il "non". Ma se "né… né" apre la frase, cioè sta prima del verbo, allora il "non" sparisce di nuovo (esattamente come nell'Errore n°2!): "Né Marco né Luca sono venuti." Dettaglio sull'accordo: quando il soggetto è "né X né Y", il verbo va quasi sempre al plurale ("Né Marco né Luca sono venuti"), anche se in altre lingue ti verrebbe naturale il singolare. Errore n°5 — Rispondere "Anch'io Non…" invece di "Neanch'io" Questo errore è subdolo, perché non è un errore di grammatica: "Anch'io non bevo caffè" è una frase corretta! Il problema è che come risposta di accordo a una frase negativa suona innaturale: nessun madrelingua risponde così. Per approfondire, puoi consultare la guida su come esprimere accordo e disaccordo in italiano. InnaturaleNaturale"Io non bevo caffè. – Anch'io non bevo caffè.""Io non bevo caffè. – Neanch'io!" Ricorda la differenza: anch'io risponde a una frase positiva → "Amo la pizza! – Anch'io!" neanch'io risponde a una frase negativa → "Non amo l'ananas sulla pizza. – Neanch'io!" Lo stesso vale con il complemento: "Non piace a me. – Neanche a me!" Estendiamo a Tutte le Persone Funziona uguale per tutti: "Lui non viene. – Neanche lei." "Non l'ho mai fatto. – Neanche noi." Nel parlato sentirai spessissimo espressioni colorite come "Neanche per sogno!" o "Neanche per idea!", che significano semplicemente "assolutamente no". Usale e suonerai subito più italiano. Errore n°6 — Sbagliare le Parole dopo "Senza" Ecco un errore che pochi insegnano. Dopo senza, in italiano si usano le parole negative niente e nessuno, NON qualcosa e qualcuno. Da evitareCorretto"È uscito senza dire qualcosa""È uscito senza dire niente""È partito senza salutare qualcuno""È partito senza salutare nessuno" E c'è un secondo trabocchetto, ancora più frequente: dopo senza NON devi aggiungere il "non"! Da evitareCorretto"È uscito senza non dire niente""È uscito senza dire niente" Perché? Perché senza è già di per sé una parola negativa: porta dentro di sé il concetto del "non avere / non fare". Per questo non ha bisogno di un altro "non" davanti. È un piccolo gioiello di logica della lingua: una volta che l'hai capito, non lo sbaglierai più. Errore n°7 — Fraintendere le Frasi tipo "Non Posso Non…" Ti ricordi che ti ho detto "in italiano le negazioni non si annullano"? Ebbene, c'è un caso magnifico in cui invece sì — e se non lo conosci, rischi di capire l'esatto contrario di quello che ti viene detto! "Non posso non ringraziarti" → significa "DEVO ringraziarti" (positivo!). "Non potevo non accorgermene" → "per forza me ne sono accorto". L'errore è proprio questo: senti "Non posso non aiutarti" e pensi "quindi non mi aiuta". Sbagliato! Qui le due negazioni cadono su due verbi diversi ("non posso" + "non ringraziare"), quindi seguono la logica matematica e si annullano, dando un senso affermativo. Nella concordanza negativa di prima, invece,...
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Rassegna stampa economico-finanziaria del 6 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Finanza pubblica, Manovra e clausola europea di salvaguardiaTestate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Milano Finanza / La Verità / Gazzetta del MezzogiornoL'Italia prepara una richiesta alla Commissione europea per ottenere circa 36 miliardi di euro di maggiore flessibilità fiscale destinata a energia, sicurezza energetica e difesa. Lo spazio complessivo corrisponde all'1,5% del PIL: circa lo 0,6% per l'energia e lo 0,9% per la difesa.In termini nominali, la ripartizione prevede oltre 14 miliardi di euro per energia e sicurezza energetica e quasi 22 miliardi per la difesa, distribuiti nel triennio 2026-2028. La componente energetica dovrà essere suddivisa su almeno due esercizi, con un limite dello 0,3% del PIL annuo.La procedura europea prevede la presentazione della richiesta entro la metà di agosto, una prima valutazione della Commissione entro settembre e il passaggio nell'Ecofin il 9 ottobre 2026. Dopo l'eventuale autorizzazione europea sarà necessario un voto parlamentare a maggioranza assoluta sullo scostamento di bilancio.La clausola non elimina però il vincolo dei conti pubblici. Il deficit è indicato al 3,1% nel 2025 e al 2,9% nel 2026 e 2027, mentre il debito pubblico dovrebbe salire dal 137,1% al 138,6% del PIL nel 2026, prima di iniziare una graduale discesa.IRPEF, pensioni e risorse per la Manovra 2027Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / Milano FinanzaLa Manovra 2027 potrebbe disporre di margini superiori alle previsioni iniziali, grazie allo scostamento e alla possibile riclassificazione di investimenti già programmati. Le ipotesi politiche indicano una manovra da circa 30 miliardi di euro, potenzialmente estendibile verso una fascia compresa tra 30 e 40 miliardi.Una parte delle risorse non deriverebbe però da nuove entrate, ma dallo spostamento fuori dal bilancio ordinario di spese già previste. Il margine realmente disponibile per nuovi interventi sarà quindi inferiore rispetto al valore complessivo annunciato.Tra le ipotesi fiscali figura la riduzione dell'aliquota IRPEF dal 43% al 33% per la fascia di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, con un costo stimato in circa 3 miliardi di euro.Vengono inoltre considerate misure su pensioni, bollo auto e sostegno al reddito. Il riordino delle oltre 573 agevolazioni fiscali, che comportano una perdita di gettito stimata in 129,7 miliardi, potrebbe offrire coperture, ma rappresenta un dossier politicamente molto complesso.Energia, elettricità e sicurezza degli approvvigionamentiTestate: La Stampa / Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore / Domani / Il RiformistaIl rischio energetico italiano riguarda ormai non soltanto il prezzo, ma anche la disponibilità fisica dell'energia. L'Italia importa circa il 16% del proprio fabbisogno elettrico, pari a 52 TWh su un consumo complessivo di circa 312 TWh.Le difficoltà del sistema elettrico francese hanno quasi dimezzato, in alcune giornate, le esportazioni verso l'Italia. Il dato evidenzia la vulnerabilità derivante dall'elevata interdipendenza europea e dalla limitata capacità nazionale di riserva.La domanda elettrica è destinata ad aumentare con Intelligenza Artificiale, data center, pompe di calore, mobilità elettrica ed elettrificazione industriale. L'Italia dispone di circa 150 GW di progetti rinnovabili in attesa di autorizzazione, ma oltre 4.000 pratiche risultano bloccate o rallentate.Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 49% della produzione elettrica nazionale. Il risultato è positivo, ma deve essere accompagnato da reti, accumuli, interconnessioni e capacità programmabile.Carburanti, accise e climaflationTestate: La Stampa / Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 OreI prezzi dei carburanti restano elevati nonostante gli interventi fiscali. Al 4 agosto, il prezzo medio self in autostrada è indicato in circa 2,084 euro al litro per la benzina e 2,173 euro per il gasolio.Per la benzina è stato previsto uno sconto complessivo di 17 centesimi al litro, in scadenza il 6 agosto. Una riduzione analoga sul gasolio è prevista dal 7 al 25 agosto.La Guardia di Finanza intensifica intanto i controlli sui carburanti adulterati. Nei primi sei mesi dell'anno sono state sequestrate 74 tonnellate di prodotto nella provincia di Roma, mentre a livello nazionale risultano circa 1.700 interventi e oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti sequestrati.Diventa inoltre strutturale il fenomeno della climaflation. Siccità, alluvioni e temperature estreme riducono la produttività agricola e aumentano i costi di trasporto, assicurazione e stoccaggio. Uno shock climatico significativo può aggiungere circa 0,1-0,2 punti percentuali all'inflazione alimentare nell'arco di un anno.Geopolitica, Hormuz e industria della difesaTestate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Fatto Quotidiano / Domani / Il Riformista / LiberoIran e Oman lavorano a un'intesa per la riapertura controllata dello Stretto di Hormuz. La proposta prevede un percorso marittimo concordato, con transito iniziale nelle acque omanite e successivo controllo iraniano.L'accordo avrebbe una durata iniziale di 60 giorni e potrebbe includere un pedaggio a favore dell'Iran. Sarebbero inoltre necessari circa 30 giorni per la bonifica delle mine e l'organizzazione dei nuovi meccanismi di transito.Le anticipazioni hanno ridotto temporaneamente il premio geopolitico incorporato nei prezzi di petrolio e oro. Il quadro resta però fragile: un fallimento dei negoziati riporterebbe immediatamente al centro il rischio di blocchi navali, aumento del greggio e rincari nei trasporti e nelle assicurazioni.Le operazioni militari hanno inoltre ridotto sensibilmente le scorte statunitensi di intercettori. Secondo le ricostruzioni riportate, sarebbero stati utilizzati circa l'80% dei THAAD immediatamente disponibili e oltre il 35% dei Patriot PAC-3, confermando la difficoltà dell'industria occidentale nel ricostituire rapidamente le scorte.SAFE, esportazioni militari e filiere strategicheTestate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Il Fatto QuotidianoL'Italia punta a semplificare le procedure per le esportazioni militari e le commesse internazionali, attraverso regole più rapide per materiali d'armamento, infrastrutture e attività svolte per conto di Stati esteri.Il prestito europeo SAFE resta politicamente controverso. L'Italia avrebbe prenotato una quota potenziale di circa 14,9 miliardi di euro, ma l'utilizzo effettivo potrebbe fermarsi intorno ai 6 miliardi, concentrandosi soprattutto sui programmi comuni europei.Il vantaggio finanziario deriva dal minore costo dei bond europei, indicato intorno al 3%, rispetto a un rendimento dei BTP vicino al 3,87%.L'aumento della spesa europea può sostenere aerospazio, elettronica, cybersecurity, sensoristica e cantieristica. Il beneficio sarà però maggiore se le commesse verranno coordinate a livello europeo, evitando la duplicazione di programmi nazionali.Banche, Banco BPM e consolidamento finanziarioTestate: Repubblica / Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / Il FoglioBanco BPM chiude un semestre record e riapre il dossier Crédit Agricole. L'utile netto corrente raggiunge 1,1 miliardi di euro, in crescita del 3,9%, mentre quello contabile scende a circa 1,06 miliardi per effetto di componenti non ricorrenti.I proventi operativi salgono a 3,2 miliardi, le commissioni nette aumentano del 13,8% e il coefficiente CET1 raggiunge il 14,4%. Il rapporto costi-ricavi scende al 43%, confermando una buona efficienza operativa.Banco BPM alza la stima dell'utile 2026 a 1,95 miliardi di euro e punta a distribuire circa 1 miliardo tra dividendi e acconto. La remunerazione cumulata prevista per il periodo 2024-2027 sale da 6 a 7 miliardi.Crédit Agricole possiede il 29,9% di Banco BPM. L'amministratore delegato Giuseppe Castagna considera una possibile fusione industrialmente solida, pur precisando che non esiste ancora un'offerta formale.PagoPA, pagamenti digitali e inclusione finanziariaTestate: Corriere della Sera / Milano Finanza / Il FoglioPoste Italiane e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato rilevano il 100% di PagoPA dal Ministero dell'Economia, attraverso un'operazione dal valore massimo di circa 500 milioni di euro.Il Poligrafico acquisisce il 51% della società, mentre Poste Italiane detiene il restante 49%. L'obiettivo è integrare pagamenti digitali, identità digitale, servizi pubblici e infrastrutture postali.Banca d'Italia segnala intanto la scarsa diffusione dei conti di base destinati alle fasce vulnerabili. A fine 2025 risultavano circa 180.000 conti, un numero molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei.Il conto gratuito è destinato ai cittadini con ISEE fino a 11.600 euro e ai pensionati con assegno lordo annuo fino a 18.000 euro. Il potenziale bacino supera i 7 milioni di persone, ma l'utilizzo resta marginale.
Dopo aver gestito due palestre a Pescara, Carlos Bello si è trasferito a Perth, dove ha ricostruito la sua attività come personal trainer. Oggi segue clienti in presenza e online, puntando su competenze, relazioni e capacità di adattarsi alla multiculturalità australiana.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Nelle ore scorse un incontro richiesto d'urgenza da Italia e Danimarca, con il sostegno di altri venti Paesi dell'Unione e critico verso la Spagna di Sanchez, si è concluso con toni conciliatori, ma evidenziando allo stesso tempo differenze profonde nella gestione delle migrazioni.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Sara Gandolfi parla dei risultati del vertice straordinario dell'Unione europea, convocato dopo il massiccio tentativo d'ingresso dei migranti nell'exclave spagnola in Marocco. Rinaldo Frignani racconta l'assalto di un gruppo di estrema destra in Bulgaria contro un gruppo di adolescenti (tra cui molti italiani) a Sofia per un raduno giovanile ebraico. Roberto De Ponti spiega perché la morte e i funerali dell'ex giocatore del Milan hanno colpito così tante persone Il vertice Ue sui migrantiBulgaria, naziskin tentano di assaltare hotel che ospita adolescenti ebrei italiani. «Erano grossi e urlavano: abbiamo avuto paura». La Comunità: «Ignobile provocazione antisemita»Morto Franco Baresi, il «piscinin» che divenne «Il Capitano» del Milan. La sua vita in rossonero
Gli altri effetti del caldo record La quarta ondata di caldo dell'estate continua a soffocare con temperature che sfiorano i 40 gradi in tutta Italia. Secondo gli esperti, il primo giorno di lieve sollievo arriverà al Nord da venerdì 7 agosto, mentre il Sud dovrà attendere la prossima settimana. Perché si parla tanto di banche Negli ultimi mesi in Italia si continua a parlare di banche e di risiko bancario. Dopo anni di relativa calma, il settore è entrato infatti in una fase di consolidamento senza precedenti. Quando le star dicono stop Sta facendo molto discutere il fatto che Ariana Grande, la popstar americana, abbia deciso di prendersi una pausa, allontanarsi per un periodo dalla vita pubblica e dal lavoro e rinunciando persino anche a uno dei progetti teatrali più attesi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sophie Cavagnola è arrivata in Australia nel 2025 come assistente linguistica di italiano attraverso il programma Co.As.It., con l'idea di fermarsi solo otto mesi. Dopo poche settimane però, ha deciso di costruire il proprio futuro a Melbourne, iniziando un faticoso braccio di ferro con la burocrazia.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Bologna ricorda la strage ma è scontro sul 'neofascismo'. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alessandra Muglia racconta la situazione nell'exclave spagnola, dove in 50.000 hanno tentato di entrare in territorio europeo via mare. Simone Canettieri parla delle tensioni politiche tra Stati membri dell'Ue generate da questa crisi e che hanno portato alla convocazione d'emergenza di un incontro fra i 27. Leonard Berberi elenca le prime ipotesi sulla caduta del Cessna a Nazca, in cui sono morte 13 persone, 7 delle quali italianeMigranti a Ceuta, viaggio tra gli affamati rimasti nell'exclave: «Ci hanno usati come proiettili»Migranti, martedì il vertice d'urgenza su Ceuta. Accolta la richiesta di MeloniAereo caduto in Perú, dal cedimento strutturale all'errore umano: le 4 ipotesi sull'incidente
Ep. 1040 - La nuova vita del Sassuolo dopo Carnevali. La strategia è già chiara e decisa
Zuppa di Porro dell'2 agosto 2026: rassegna stampa quotidiana
Carmelina Novembre"L'essenza del genio"Il profumo di Leonardo da VinciBonfirraro Editorewww.bonfirraroeditore.itUn profumo può custodire una verità capace di attraversare secoli. Anchiano, 1452. Nell'atmosfera dorata della campagna toscana, tre donne assistono una giovane partoriente: è Caterina, sedicenne segnata da un passato doloroso. Schiava venduta a Venezia e madre di Leonardo, sa di non poter tenere il figlio che sta per nascere. Prima di lasciarlo, imprime nel neonato il ricordo di casa attraverso il profumo di una foglia di fico, un segno olfattivo destinato a sopravvivere al tempo.Torino, presente. Carmelina Novembre, profumiera alchimista, crea un'essenza rivoluzionaria ispirata non a Leonardo da Vinci in sé, ma a La Dama con l'Ermellino, l'opera più enigmatica del genio: una fragranza costruita come un ritratto olfattivo di Cecilia Gallerani, fatta di foglie di fico, ambra, pergamena e legno bagnato.La giornalista francese Giulia Dumas, affiancata dallo storico dell'arte Lorenzo Mantegazza, decide di investigare sull'origine di quella fragranza per il suo prossimo libro. La loro ricerca li conduce a una verità nascosta: il legame profondo tra Leonardo e Caterina, una madre di nobili origini strappata alla libertà, il cui amore vive nell'aroma che segnò l'infanzia del genio.Ma non tutti vogliono che la verità venga alla luce. Gabriele Volpe, profumiere spietato discendente di una famiglia umiliata da Leonardo, si mette sulle tracce del segreto olfattivo per sfruttarlo commercialmente. Il furto di documenti cruciali trasforma la ricerca storica in una pericolosa caccia al tesoro. Giulia dovrà seguire indizi olfattivi, collegare passato e presente e scoprire che il vero tesoro non è una formula segreta, ma la più potente delle storie d'amore: quella di una madre per il figlio che le fu portato via, eternata in un profumo.Carmelina G. Novembre è nata a Grassano, in provincia di Matera, dove ha trascorso infanzia, adolescenza e giovinezza. Dopo il matrimonio con Franco Novembre ha seguito il marito in diverse città italiane, vivendo tra Palermo e Modena prima di stabilirsi a Torino, dove ha trovato equilibrio tra vita familiare e professionale insieme alle figlie Idia e Giusy.Originaria della Basilicata e da sempre legata al mondo delle fragranze, ha trasformato questa passione in un mestiere: è un Naso, creatrice di profumi, e nella sua Maison torinese dà vita a essenze che nascono da storie, incontri e suggestioni. Con L'essenza del genio ha ideato anche una fragranza ispirata a La Dama con l'Ermellino, pensata come complemento olfattivo al romanzo.Nel 2021 ha pubblicato con Bonfirraro Editore Il mistero del profumo di Rol, il racconto autobiografico del suo incontro con la figura di Gustavo Adolfo Rol, sensitivo torinese, e della creazione dei profumi "Mistero" ed "Elna" a lui ispirati. Con L'essenza del genio, edito sempre da Bonfirraro nella collana Romanzo B., torna in libreria intrecciando romanzo storico, indagine contemporanea e arte profumiera.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La diamo per scontata questa nostra, imperfetta, democrazia. Dopo la Guerra Fredda ci siamo convinti che sia lo stato naturale delle cose, il sistema politico a cui tutti i popoli tendono e tenderebbero, se solo fossero liberi di votare. Ma non è così. Quando arriva un'ondata di calore – come quella che sta facendo sudare l'Italia in questi giorni – ci ripetono sempre le stesse raccomandazioni: bevete molta acqua, evitate di uscire nelle ore più calde, restate in ambienti climatizzati. Ma chi a casa non ha un ambiente climatizzato cosa fa? Il prossimo 13 ottobre arriverà anche nelle librerie italiane Regime Change, il nuovo libro di Maggie Haberman e Jonathan Swan, due autorevoli firme del New York Times che seguono da anni Donald Trump da dentro la Casa Bianca. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dopo anni di dubbi, consulenze e nuove ipotesi, la giustizia italiana ha detto ancora no. Ora lo sguardo dei legali si sposta verso Strasburgo. I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Hai mai provato a riportare le parole di qualcun altro e non sapevi quale tempo verbale usare? Non eri sicuro se servisse il congiuntivo o l'indicativo? Il discorso indiretto è uno degli argomenti più insidiosi della grammatica italiana e anche gli studenti avanzati commettono errori. In questo articolo scoprirai come riportare correttamente quello che qualcuno ha detto, ha chiesto o ha ordinato. 5 Errori da Evitare con il Discorso Indiretto Errore 1: Usare il Tempo Sbagliato per Riportare Notizie (al Passato) Partiamo dalle basi. Che cos'è il discorso indiretto? In pratica, è quando riporti le parole di qualcun altro senza citarle direttamente, cioè senza usare le virgolette. Per esempio: Discorso diretto: «Marco dice: "Ho fame."»Discorso indiretto: «Marco dice che ha fame.» Come puoi notare, abbiamo tolto le virgolette e abbiamo aggiunto che. Fin qui semplice. Il problema nasce quando il verbo introduttore – cioè il verbo che introduce le parole dell'altra persona – è al passato. Molti studenti fanno così: «Marco ha detto che ha fame.» «Marco ha detto che aveva fame.» Perché è sbagliato il primo? Perché quando il verbo introduttore è al passato (ha detto, disse, diceva...), bisogna fare la cosiddetta «trasformazione dei tempi». È come se tutto «scivolasse indietro nel tempo»: il presente diventa imperfetto, il passato prossimo diventa trapassato prossimo, e così via. Tabella: Trasformazione dei Tempi Verbali Discorso DirettoD. Indiretto (verbo al presente)D. Indiretto (verbo al passato)Presente«Studio italiano.»«Dice che studia italiano.»→ Imperfetto«Ha detto che studiava italiano.»Passato prossimo«Ho studiato.»«Dice che ha studiato.»→ Trapassato prossimo«Ha detto che aveva studiato.»Futuro semplice«Studierò domani.»«Dice che studierà domani.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato il giorno dopo.»Futuro anteriore«Avrò finito per le 3.»«Dice che avrà finito per le 3.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe finito per le 3.»Imperfetto«Studiavo ogni sera.»«Dice che studiava ogni sera.»→ Imperfetto (non cambia!)«Ha detto che studiava ogni sera.»Condizionale presente«Studierei di più.»«Dice che studierebbe di più.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato di più.»Congiuntivo presente«Credo che studi.»«Dice che crede che studi.»→ Congiuntivo imperfetto«Ha detto che credeva che studiasse.»Congiuntivo passato«Credo che abbia studiato.»«Dice che crede che abbia studiato.»→ Congiuntivo trapassato«Ha detto che credeva che avesse studiato.» Nota una cosa molto importante: l'imperfetto è l'unico tempo che non cambia. Resta uguale sia con il verbo introduttore al presente sia al passato. È una delle poche eccezioni che semplificano le cose. E nota anche un'altra cosa fondamentale: quando il verbo introduttore è al presente (dice che, racconta che...), non devi fare nessuna trasformazione dei tempi. La trasformazione si applica solo quando il verbo è al passato. Curiosità sull'Italiano Parlato Nell'italiano parlato, soprattutto nel linguaggio informale, molti italiani non rispettano sempre queste regole. Capita spesso di sentire «Ha detto che viene domani» al posto di «Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.» Tuttavia, se vuoi parlare un italiano corretto, è consigliabile seguire la tabella. Errore 2: Non Usare DI + Infinito Un altro errore frequente riguarda la struttura della frase. Osserva queste due versioni di «Marco dice: "Vado al cinema."»: «Marco dice che lui va al cinema.» — grammaticalmente corretto, ma pesante «Marco dice di andare al cinema.» — molto più naturale! Quando il soggetto della frase principale è lo stesso della frase secondaria, in italiano si preferisce usare la struttura DI + infinito. Il motivo è che suona molto più naturale e meno ripetitivo. Anziché dire «Marco dice che lui va al cinema» ripetendo il soggetto, è più elegante e scorrevole dire «Marco dice di andare al cinema». Tabella: CHE + Indicativo vs DI + Infinito Soggetto diverso → CHE + verbo coniugatoStesso soggetto → DI + infinito«Marco dice che Maria va al cinema.»«Marco dice di andare al cinema.»«Luca ha detto che Giulia era stanca.»«Luca ha detto di essere stanco.»«Anna dice che Paolo ha ragione.»«Anna dice di avere ragione.»«Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.»«Il prof ha detto di dover studiare.» (ambiguo!) Osserva l'ultimo esempio: «Il prof ha detto di dover studiare» è un po' ambiguo, perché potrebbe sembrare che sia il professore a dover studiare. In casi come questo, dove il significato potrebbe non essere chiaro, è meglio usare la forma completa con CHE: «Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.» Attenzione: Infinito Presente e Passato Quando usi DI + infinito con il verbo introduttore al passato, l'infinito può essere presente o passato. Se l'azione riportata è anteriore rispetto al momento in cui è stata detta, usa l'infinito passato: «Marco ha detto di aver studiato tutta la notte.» Curiosità sull'Uso di DI + Infinito In realtà, l'uso di DI + infinito non è obbligatorio, ma è fortemente preferito dai madrelingua. Se dici «Marco dice che lui va al cinema», gli italiani ti capiranno, ma la frase risulterà poco naturale. Errore 3: Dimenticare il Congiuntivo per Riportare Domande Questo è un errore molto diffuso, comune anche tra i madrelingua. Quando riporti una domanda in modo indiretto, è necessario usare il congiuntivo. Vediamo perché: Domanda diretta: «Vieni alla festa?» «Mi ha chiesto se vengo alla festa.» «Mi ha chiesto se venissi alla festa.» Dopo espressioni come chiede se / ha chiesto se / voleva sapere se, il verbo che segue deve essere al congiuntivo (quando il verbo introduttore è al passato). Questo vale sia per le domande con risposta sì/no, sia per le domande aperte con parole interrogative come dove, quando, come, perché, eccetera. Un'altra cosa importante da ricordare: nel passaggio dal discorso diretto a quello indiretto, il punto interrogativo sparisce, perché non stai più facendo una domanda, ma stai riferendo che qualcuno ha fatto una domanda. Tabella: Come Riportare le Domande Domanda direttaVerbo al presenteVerbo al passato«Parli italiano?»«Chiede se parlo italiano.»«Ha chiesto se parlassi italiano.»«Sei andato al cinema?»«Chiede se sono andato al cinema.»«Ha chiesto se fossi andato al cinema.»«Dove abiti?»«Chiede dove abito.»«Ha chiesto dove abitassi.»«Quando arriverai?»«Chiede quando arriverò.»«Ha chiesto quando sarei arrivato/a.»«Che cosa hai fatto?»«Chiede che cosa ho fatto.»«Ha chiesto che cosa avessi fatto.» Come vedi, le parole interrogative (dove, quando, che cosa...) si mantengono anche nel discorso indiretto. L'unica differenza è che le domande con risposta sì/no vengono introdotte dalla parola SE: «Vieni alla festa?» → «Ha chiesto se venissi alla festa.» Nota anche che, come per l'Errore 1, quando il verbo introduttore è al presente (chiede se...), non c'è bisogno del congiuntivo: si usa normalmente l'indicativo. Il congiuntivo entra in gioco quando il verbo è al passato (ha chiesto se...). Hai notato la quarta riga della tabella? «Quando arriverai» non diventa congiuntivo, ma condizionale passato (sarei arrivato). Questo perché il futuro segue sempre la stessa regola che abbiamo visto nell'Errore 1: futuro → condizionale passato, sia nelle affermazioni sia nelle domande. Curiosità sull'Italiano Informale Nella lingua parlata informale, molti italiani usano l'indicativo anche dopo «ha chiesto se». Capita spesso di sentire «Mi ha chiesto se venivo». Non è scorretto in senso assoluto, ma il congiuntivo resta la forma più corretta e adatta a un registro curato. Errore 4: Non Usare il Congiuntivo per Riportare Ordini Come si riportano gli ordini o le richieste in modo indiretto? Anche in questo caso entra in gioco il congiuntivo. Ordine diretto: «Studia di più!» «Il professore ha detto che studio di più.» «Il professore ha detto che io studi di più.»; «Il professore mi ha detto di studiare di più.» Come puoi notare, per riportare ordini, richieste o consigli hai due possibilità: puoi usare CHE + congiuntivo oppure DI + infinito. Entrambe le forme sono corrette, ma hanno usi leggermente diversi. Tabella: Come Riportare Ordini e Richieste Ordine direttoCHE + congiuntivoDI + infinito«Studia di più!»«Ha detto che io studiassi di più.»«Mi ha detto di studiare di più.»«Non fumare!»«Ha detto che io non fumassi.»«Mi ha detto di non fumare.»«Venite subito!»«Ha detto che noi andassimo subito.»«Ci ha detto di andare subito.»«Sii gentile!»«Ha detto che io fossi gentile.»«Mi ha detto di essere gentile.» Nota che nella terza riga «venite» è diventato «andassimo» / «andare». Nel discorso indiretto, anche i verbi di movimento cambiano prospettiva: venire (verso chi parla) diventa andare (lontano da chi parla), proprio come «qui» diventa «lì». Si tratta di un cambiamento di punto di vista. DI + Infinito vs CHE + Congiuntivo nella Vita Quotidiana Nella vita di tutti i giorni, la forma con DI + infinito è di gran lunga la più usata perché è più semplice e diretta. La forma con CHE + congiuntivo è più formale e la troverai soprattutto nella lingua scritta o in contesti ufficiali. È comunque importante conoscerle entrambe per scegliere quella giusta a seconda della situazione. Attenzione alla Negazione Con la negazione, fai molta attenzione all'ordine delle parole. Il «non» va dopo «di» e prima dell'infinito: «Mi ha detto di non fumare.» L'errore tipico è dire «Mi ha detto non di fumare», che in italiano suona completamente sbagliato. Errore 5: Non Fare le Altre Trasformazioni A questo punto hai imparato a cambiare i tempi verbali, a usare DI + infinito, il congiuntivo per domande e ordini... ma manca ancora un pezzo importante. Nel discorso indiretto non cambiano solo i verbi: cambiano anche i prono
Criticato per la gestione della sicurezza e della sorveglianza dell'attenatore di Berlino, Merz deve anche affrontare il malcontento del suo partito dopo il recente rimasto di governo, a meno di due mesi dalle elezioni regionali. Con Cosimo Caridi giornalista, da BerlinoIl 27 luglio ChangXin Memory Technologies, nota come Cxmt, il principale produttore cinese di chip di memoria, ha debuttato alla borsa di Shanghai con la più grande offerta pubblica iniziale in Cina degli ultimi sedici anni. Con Lorenzo Lamperti, giornalista, da TaipeiOggi parliamo anche di:Podcast • Lance di Umberto Preite Martinez, per Ultimo UomoCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Che cosa significa studiare Astrofisica e trasformare la passione per le stelle in un lavoro? In questa seconda puntata di Dialoghi di Scienza, abbiamo parlato con il nostro Filippo Bonaventura, astrofisico e coordinatore del magazine Geopop. Filippo ci racconta come è nata la sua passione per gli astri, il percorso che lo ha portato a studiare questa affascinante disciplina e le possibilità lavorative che si aprono. Vedremo insieme al DeNa e Meribì, cosa vuol dire lavorare con le stelle, come si costruisce una carriera nella divulgazione scientifica e quali sono le sfide (e le soddisfazioni) di raccontare la scienza al grande pubblico.. Abbonati per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Com'è studiare astrofisica all'università 06:45 Astrofisica vs. astronomia: qual è la differenza? 07:34 Tesi magistrale di un Astrofisico: cosmologia numerica spiegata 12:42 Dalla ricerca alla divulgazione: il cambiamento di percorso 17:51 Studiare divulgazione scientifica: cosa significa davvero? 22:54 Tecniche di storytelling nella scienza 24:02 Dopo l'università: libri scolastici e il progetto “Chi ha paura del buio?” 27:05 Cosa può fare un astrofisico: opportunità lavorative 31:00 L'incontro con Margherita Hack: com'era davvero 35:35 Qual è la cosa più bella della fisica? I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: • Dialoghi di scienza EP1 - Chimica e matema... • Casa Geopop - il programma in prima serata... #geopop #astrofísica #università Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Vuoi realizzare un giardino anche senza essere un esperto e senza affidare ogni cosa a qualcun altro?In questo episodio ti racconto la storia di Pietro, un ascoltatore di Giardino Futuro che ha deciso di passare dalle idee all'azione.Pietro partiva da uno spazio difficile: un terreno sassoso, povero, quasi simile a un piazzale. Non aveva esperienza con le piante e temeva di scegliere soluzioni standard, costose e poco adatte al luogo.Per questo mi ha chiesto una consulenza.Dopo aver scoperto che abitavamo vicini, abbiamo trasformato la consulenza in un piccolo percorso di tutoraggio.L'ho aiutato a osservare il terreno, scegliere le piante e disporle nel giardino.Lui ha preso pala, zappa e piccone e ha realizzato gran parte del lavoro con le proprie mani.Abbiamo rispettato il terreno esistente, evitato interventi inutili e scelto piante mediterranee, resistenti alla siccità e capaci di attirare insetti e farfalle. Il risultato non è stato soltanto un nuovo giardino.Pietro ha imparato a conoscere le piante, a osservare ciò che accade e a sentirsi più autonomo nella gestione dello spazio.In questa conversazione parliamo anche di costi, risparmio, irrigazione, biodiversità, manutenzione e dell'importanza di realizzare un giardino per gradi.Pietro racconta di aver risparmiato circa il 50% rispetto ad altre soluzioni, ma soprattutto di aver investito nelle proprie capacità.La sua esperienza dimostra che non devi fare tutto da solo, ma neppure delegare ogni scelta. Puoi farti guidare, imparare lavorando e costruire un giardino che senti davvero tuo.Perché un giardino non nasce soltanto quando compri delle piante.Nasce quando inizi a osservare il luogo, accetti di darti tempo e trovi il coraggio di mettere le mani nella terra.
Dopo aver strenuamente negato per giorni la possibilità di dimettersi, la premier del Victoria Jacinta Allan getta la spugna e viene sostituita da Ben Carroll. Cosa ha portato a questa decisione?Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Dopo settimane di proteste, il ministro dell'istruzione indiano Dharmendra Pradhan ha rassegnato le dimissioni: migliaia di giovani indiani nelle piazze, e milioni online, si sono rivoltati verso l'establishment che li considera "scarafaggi".Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Ti è mai capitato di parlare in italiano e sentirti bloccato sulle stesse quattro frasi di sempre? È normale: quando parliamo, tutti tendiamo a usare le espressioni più semplici e conosciute. Ma per suonare davvero naturale e sentirti a tuo agio in ogni situazione, hai bisogno di un vocabolario più ricco. In questa guida trovi 25 frasi utilissime per la conversazione di tutti i giorni, organizzate in cinque momenti tipici: salutare, aggiornarsi, conoscere meglio qualcuno, mantenere i contatti e congedarsi. Sono espressioni un po' più ricercate delle solite, che gli italiani usano spesso nella vita reale e che ti aiuteranno a fare un salto di qualità nel parlato. Parla come un Vero Italiano Quando impari una lingua, all'inizio ti concentri sulle basi: "Come stai?", "Piacere di conoscerti", "Devo andare". Sono frasi utilissime, ma dopo un po' rischiano di far sembrare il tuo italiano un po' scolastico. Il segreto per suonare più naturale è avere diverse alternative per dire la stessa cosa, e scegliere quella giusta a seconda del contesto, del tono e della persona con cui parli. Per un ripasso sulle frasi base della conversazione, puoi consultare la guida dedicata. Frasi per Salutare Qualcuno Cominciamo con le frasi da usare quando incontri qualcuno, che lo conosci o meno. Sono i primi secondi di una conversazione, e valgono tantissimo: una buona apertura mette subito a proprio agio la persona che hai davanti. Per approfondire le forme di saluto, puoi consultare la guida sui saluti in italiano. 1. "Che Bella Sorpresa Incontrarti Qui!" Si usa quando incontri qualcuno che conosci in modo inaspettato: per strada, al supermercato, in una città lontana. Trasmette entusiasmo e piacere per l'incontro casuale. È una frase calorosa che rompe subito il ghiaccio. "Marco! Che bella sorpresa incontrarti qui! Non ci vediamo da mesi!" (incontro casuale con un vecchio amico al bar) "Ma guarda un po', che bella sorpresa incontrarti qui a Parigi!" (incontro casuale in un luogo lontano da casa) 2. "Finalmente Ci Conosciamo di Persona!" Perfetta quando hai comunicato in precedenza con qualcuno solo a distanza, via email, videochiamata o telefono, e finalmente lo incontri dal vivo. La parola "finalmente" trasmette il piacere dell'attesa e dà valore all'incontro. "Buongiorno dottor Bianchi, finalmente ci conosciamo di persona! Dopo tante email, che piacere!" (incontro di lavoro dopo mesi di corrispondenza online) "Ciao Anna, finalmente ci conosciamo di persona! Le videochiamate sono un'altra cosa!" (incontro con una collega straniera in visita in Italia) 3. "Parli del Diavolo e Spuntano le Corna" Un vero classico. Si dice quando qualcuno arriva proprio nel momento in cui se ne stava parlando. È un modo simpatico e leggermente scherzoso per riconoscere la coincidenza. Per approfondire questa e altre espressioni simili, puoi consultare la guida sui proverbi italiani. "Stavamo giusto parlando di te… parli del diavolo e spuntano le corna!" (mentre si chiacchiera con un amico, arriva la persona di cui si stava parlando) "Ecco Giulia! Parli del diavolo e spuntano le corna, dicevamo proprio che dovevamo chiamarti." (in ufficio, appare la collega che si stava per contattare) 4. "Ho Sentito Parlare Molto di Te" Quando incontri qualcuno per la prima volta con cui hai amici o conoscenti in comune, che probabilmente hanno raccontato molto sul suo conto. È una frase che valorizza la persona che hai davanti e crea subito una connessione. "Piacere di conoscerti finalmente! Ho sentito parlare molto di te da Luca." (in una festa, incontro con l'amico di un amico comune) "Tu devi essere Sara! Ho sentito parlare molto di te, tutte cose buone!" (a cena, presentazione a una collega del proprio partner) 5. "Non Credo che Ci Siamo Mai Incontrati" Un modo educato ed elegante per far capire a qualcuno che non lo conosci, invitandolo a presentarsi senza sembrare scortese. Utilissima nei contesti sociali dove non vuoi ammettere direttamente "non ti conosco" ma vuoi comunque aprire la conversazione. "Scusi, non credo che ci siamo mai incontrati. Sono Paolo, e lei?" (a un evento professionale, a qualcuno che sembra conoscerti) "Un attimo, non credo che ci siamo mai incontrati, giusto? Come ti chiami?" (a una cena tra amici, a un ospite mai visto prima) Frasi per Aggiornarsi "Aggiornarsi" in italiano, in questo contesto, significa raccontarsi cosa è successo dall'ultima volta che ci si è visti. È il cuore di molte conversazioni tra amici, colleghi o familiari: sapere come chiedere e come rispondere ti permette di sostenere questi momenti con naturalezza. 6. "Come Vanno le Cose?" Una domanda aperta che lascia all'altro la libertà di scegliere di cosa parlare. È molto più generosa di un semplice "come stai?", perché invita l'altro a raccontare qualcosa di sé. Perfetta con amici e colleghi in un contesto informale. "Ciao Marco, allora, come vanno le cose? Da quanto non ci vediamo?" (incontro casuale con un amico che non vedi da tempo) "Ehi, come vanno le cose in ufficio? Ho saputo del nuovo progetto." (a un collega che non vedi da qualche settimana) 7. "Cosa Hai Combinato di Bello?" Frase amichevole e informale per chiedere cosa qualcuno ha fatto ultimamente. Il verbo "combinare" qui non ha significato negativo: al contrario, suggerisce curiosità simpatica per le attività dell'altro. Da usare con amici e persone con cui hai un rapporto confidenziale. "Allora, cosa hai combinato di bello questo weekend?" (il lunedì mattina, a un amico o collega) "Non ci sentiamo da secoli! Cosa hai combinato di bello negli ultimi mesi?" (a un vecchio amico ritrovato al telefono) 8. "Cosa Mi Sono Perso? Raccontami Tutto" Si usa quando sei stato assente per un po' — magari in vacanza, o solo lontano dal gruppo — e vuoi essere messo al corrente di tutto quello che è successo nel frattempo. Trasmette interesse genuino e voglia di riconnettersi. "Sono stato via due settimane, cosa mi sono perso? Raccontami tutto!" (rientro dal viaggio, con gli amici del gruppo) "Ero in malattia, cosa mi sono persa in ufficio? Raccontami tutto!" (dopo giorni di assenza dal lavoro, a una collega) 9. "Abbiamo un Sacco di Cose da Raccontarci" Si usa quando è passato molto tempo dall'ultima volta che ci si è visti e sono successe tante cose da entrambe le parti. È un modo caloroso per dire "abbiamo tanto da recuperare". L'espressione "un sacco di" è colloquiale e significa "molto, moltissimo". "Dai, vieni a prendere un caffè con me, abbiamo un sacco di cose da raccontarci!" (invito informale a una vecchia amica) "Non ci vediamo da un anno! Abbiamo un sacco di cose da raccontarci, dove ci sediamo?" (a una cena tra amici dopo tanto tempo) 10. "Ci Sarebbe Tanto da Dire, ma non È Né il Momento Né il Posto" Utilissima quando non è opportuno entrare nei dettagli in quel contesto — magari perché ci sono altre persone che ascoltano, o perché il momento non si presta. La frase implica che c'è molto da raccontare, ma lo si farà in un'altra occasione più adatta. "Guarda, ci sarebbe tanto da dire, ma non è né il momento né il posto. Ne parliamo la prossima settimana?" (in ufficio, davanti a colleghi, su una questione delicata) "Con la storia con Luca ci sarebbe tanto da dire, ma non è né il momento né il posto. Ti chiamo domani." (a un evento pubblico, a un'amica curiosa) Frasi per Conoscere Meglio Qualcuno Queste sono domande aperte pensate per far parlare le persone di sé. Sono ottime nelle conversazioni con qualcuno che hai appena conosciuto, quando vuoi andare oltre le solite domande scontate come "che lavoro fai?" o "di dove sei?". Per approfondire l'uso delle domande in italiano, puoi consultare la guida dedicata. 11. "Come Ti Sei Avvicinato a Questo Campo?" Un modo educato e curioso per chiedere come qualcuno è arrivato al proprio lavoro o alla propria passione. Rispetto al più banale "perché hai scelto questa professione?", questa formulazione invita a raccontare un percorso, un'evoluzione, magari con qualche aneddoto. "Interessante quello che fai. Come ti sei avvicinata a questo campo?" (a una conferenza, con una relatrice appena conosciuta) "L'archeologia è affascinante. Tu come ti sei avvicinato a questo campo?" (a una cena, con un nuovo conoscente) 12. "Cosa Fai nel Tempo Libero?" Apre la porta a conversazioni su hobby, sport, interessi e passioni. È una delle domande più utili in assoluto per trovare argomenti in comune con qualcuno. Da tenere sempre pronta quando la conversazione rischia di spegnersi. "Cosa fai nel tempo libero? Hai qualche hobby particolare?" (a un primo appuntamento o incontro sociale) "Con tutto il lavoro che hai, cosa fai nel tempo libero per rilassarti?" (con una persona molto impegnata, per conoscerla meglio) 13. "Cosa Ti Appassiona Davvero?" Chiede cosa muove una persona nel profondo, cosa la entusiasma e la coinvolge emotivamente. È una domanda intima ma non invadente, che apre a conversazioni molto interessanti. Da usare quando c'è già un minimo di confidenza. "Al di là del lavoro, cosa ti appassiona davvero?" (in una conversazione più profonda, dopo aver parlato di lavoro) "Dimmi, cosa ti appassiona davvero nella vita?" (a un amico dopo qualche bicchiere di vino, in una serata tranquilla) 14. "Cos'È che Ti Fa Alzare la Mattina?" Domanda che va alla radice della motivazione di qualcuno. È una formulazione molto italiana che chiede in modo poetico "qual è il tuo scopo, cosa ti spinge?". Perfetta in conversazioni profonde, magari davanti a un caffè o dopo cena. "Dopo tutto quello che hai fatto, cos'è che ti fa alzare la mattina ancora oggi?" (a una persona di successo, dopo una lunga chiacchierata) "Sei sempre così pieno di energia, cos'è che ti fa alzare la mattina?...
Uno dei passi decisivi per un business, specie per un locale, è la scelta di un nome, che sia originale, memorabile, possibilmente inedito. Cosa succede però quando il nome risulta offensivo per parte della comunità?Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Nel maggio 2026, in India, il Presidente della Corte, Surya Kant (nella foto), utilizzò il termine “scarafaggi” per riferirsi, in modo dispregiativo, ai giovani disoccupati che criticavano il governo. Quella che doveva essere un'offesa volta a derubricare il movimento è diventata invece una spinta di enorme potenza che ha portato alla nascita di un vero e proprio partito. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24Ore da New Dehli.Dopo la notizia dell'accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Arabia Saudita, emergono nuovi e inaspettati elementi. La Casa Bianca ha infatti fatto sapere che l'intesa sarebbe subordinata a un'adesione del Paese arabo agli accordi di Abramo. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.Cresce ancora la tensione in Cisgiordania tra palestinesi e coloni israeliani. Nella mattinata di venerdì, un gruppo di abitanti degli insediamenti illegali si è presentato, spalleggiato dalle Forze di Difesa israeliane, nel villaggio palestinese di Tell, a ridosso della colonia di Havat Gilad, dando inizio a uno scontro che ha provocato quattro morti. Commentiamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole 24Ore.
Gli scontri a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir e un racconto del quartiere Pilastro, abbandonato dalla politica. Trump che entra a gamba tesa nelle campagne elettorali europee con un bando a favore di chi diffonde i valori MAGA Più della metà della ricchezza degli italiani è nelle mani degli over 55: in che modo le PMI possono sfruttare questo dato? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
340 milioni di sterline spalmati su tre anni, 1.200 nuove case e supporto per 3.000 persone. Sono questi i primi numeri annunciati dal nuovo premier britannico e leader laburista, Andy Burnham, appena insediato al numero 10 di Downing Street. Obiettivo: risolvere la crisi abitativa e azzerare i senzatetto in Inghilterra. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, giornalista e producer, nostra collaboratrice a Londra.L'esercito libanese ha iniziato oggi il suo dispiegamento nel villaggio di Zawtar al-Gharbiya, la cui periferia era controllata dall'esercito israeliano, in base all'accordo con Israele sulle "zone pilota" mediato da Washington. Ne parliamo con Michael Young, direttore del Carnegie Middle East Center a Beirut.Dopo le dimissioni del presidente Tamas Sulyok, l'Ungheria avvia un nuovo percorso politico, di maggiore integrazione all'interno dell'Unione europea. Ne parliamo con Stefano Bottoni, professore di Storia dell’Europa Orientale all’Università degli Studi di Firenze.
Dopo essere stato eletto leader del Partito laburista la settimana scorsa, ieri Andy Burnham è diventato primo ministro del Regno Unito ed è stato incaricato da re Carlo di formare un nuovo governo. Con John Foot, storico, da Bristol. Il 19 luglio a Bologna un uomo di 42 anni, Abderrahim Fakir, è morto durante un intervento della polizia, che è stato filmato da un testimone in un video poi diffuso su internet. Con Luigi Mastrodonato, giornalistaOggi parliamo anche di:Macedonia del Nord • "Prigionieri del sistema" di Martyjanka https://www.internazionale.it/magazine/marek-matyjanka/2026/07/16/prigionieri-del-sistemaSerie tv • Off campus su Prime VideoCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Dopo 104 partite e un mese di calcio indimenticabile, la Coppa del Mondo FIFA 2026 si è conclusa con l'incoronazione della Spagna, che ha battuto l'Argentina per 1-0.Scopri altri nostri podcast cliccando qui.Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am. Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Quante volte si sente qualcuno dire «se verrei» o «se avevo»? È uno degli errori più diffusi nell'italiano parlato — e non lo fanno solo gli stranieri: molti italiani cadono nella stessa trappola. Dopo il SE in italiano ci vuole sempre il congiuntivo? Ho un trucchetto che può aiutarvi a fare chiarezza una volta per tutte. Trucco per Non Sbagliare il Congiuntivo Il Problema: Dove Va il Congiuntivo? Osserva queste tre frasi e prova a individuare quale è corretta: A) «Se avrei più soldi, viaggerei di più.» B) «Se avessi più soldi, viaggerei di più.» C) «Se avessi più soldi, viaggiassi di più.» La risposta corretta è la B. Ma perché le altre due sono sbagliate? La A è sbagliata perché dopo «se» non si usa mai il condizionale — in nessun caso, anche quando può sembrare logico. È uno degli errori più comuni in assoluto, ma in italiano corretto è assolutamente da evitare. La C è sbagliata perché usa il congiuntivo in entrambe le parti della frase: il secondo verbo non segue «se», quindi non deve essere al congiuntivo. Il problema di fondo è sempre lo stesso: non sapere dove mettere cosa. Ed è esattamente quello che questo articolo chiarisce. Il Secondo Periodo Ipotetico La frase «Se avessi più soldi, viaggerei di più» è un esempio di secondo periodo ipotetico: descrive una situazione ipotetica e poco probabile, ma non impossibile. Non si hanno molti soldi in questo momento, ma la situazione potrebbe cambiare in futuro. Questo tipo di frase segue una regola fissa, senza eccezioni: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Il problema è che molti conoscono questa regola a memoria, ma nel momento in cui devono applicarla arriva il dubbio: «Quale dei due va dopo 'se'? E quale va nell'altra parte?» Ed è qui che entra in gioco il trucco. Il Trucco: "SE Vuole SS" Il trucco è questo: "SE vuole SS". La parola «se» vuole sempre vicino a sé il verbo con la doppia S — cioè il congiuntivo imperfetto. La S di «se» richiama le due S del congiuntivo. È quasi un gioco di parole, ma funziona sempre. Ogni volta che si costruisce una frase ipotetica, basta seguire tre passi: Individuare il «se». Mettere subito dopo il verbo con la doppia S (congiuntivo imperfetto). Nell'altra parte della frase mettere il condizionale presente. Le Coniugazioni da Conoscere Il Congiuntivo Imperfetto Il congiuntivo imperfetto ha sempre la doppia S — con una sola eccezione, come si vedrà a breve. PersonaAMARELEGGERECAPIREioamassileggessicapissituamassileggessicapissilui/leiamasseleggessecapissenoiamassimoleggessimocapissimovoiamasteleggestecapisteloroamasseroleggesserocapissero Attenzione alla forma "voi": amaste, leggeste, capiste — non ha la doppia S. È l'unica eccezione alla regola. Quando si incontra una frase con «se» seguito da un verbo alla seconda persona plurale senza doppia S, si tratta comunque di congiuntivo imperfetto. I verbi irregolari più importanti da ricordare sono i seguenti: ESSERE → fossi, fosse, fossimo, fossero AVERE → avessi, avesse, avessimo, avessero FARE → facessi, facesse, facessimo, facessero STARE → stessi, stesse, stessimo, stessero VOLERE → volessi, volesse, volessimo, volessero. Vale la pena notare che tutti i verbi irregolari all'imperfetto indicativo mantengono la stessa radice irregolare anche al congiuntivo imperfetto: conoscere già l'imperfetto significa essere già a metà strada. Il Condizionale Presente PersonaPARLAREPRENDERESENTIREioparlereiprendereisentireituparlerestiprenderestisentirestilui/leiparlerebbeprenderebbesentirebbenoiparleremmoprenderemmosentiremmovoiparleresteprenderestesentiresteloroparlerebberoprenderebberosentirebbero Attenzione alla forma "noi": il condizionale presente vuole la doppia M — parleremmo. Il futuro invece ha una M sola: parleremo. Sembrano identici nel parlato veloce, ma nello scritto quella M in più cambia completamente il significato. Il Trucco in Azione: Esempi Pratici In ciascuno degli esempi seguenti, il «se» è sempre affiancato dal verbo con la doppia S — il congiuntivo imperfetto — mentre l'altra parte della frase porta il condizionale presente. «Se cambiassi città, troverei nuove opportunità di lavoro.» «Se non fossero così timidi, farebbero nuove amicizie facilmente.» «Se dessimo più attenzione ai dettagli, commetteremmo meno errori.» «Se tu traducessi questo testo, aiuteresti molte persone.» «Se non facesse così tardi, uscireste ancora un po'?» Il trucco funziona anche quando la frase è invertita — cioè quando il condizionale viene prima. Il congiuntivo rimane sempre vicino al «se», indipendentemente dall'ordine: «Mangereste meglio se sceglieste ingredienti più freschi.» «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» «Sarebbe tutto più semplice se le persone ascoltassero di più.» Gli Errori Più Comuni da Evitare Errore 1: Il Condizionale Dopo "Se" «Se avrei più tempo, studierei di più.» «Se avessi più tempo, studierei di più.» Dopo «se» il condizionale non si usa mai — anche quando sembra logico, anche quando lo si sente nell'italiano parlato informale. In italiano corretto è sempre sbagliato. Il trucco "SE vuole SS" è proprio il modo più efficace per non dimenticarlo. Errore 2: Il Congiuntivo in Entrambe le Parti della Frase «Se parlassi meglio l'italiano, trovassi più facilmente lavoro.» «Se parlassi meglio l'italiano, troveresti più facilmente lavoro.» Il congiuntivo appartiene esclusivamente alla parte della frase introdotta da «se». Nell'altra parte ci vuole sempre il condizionale presente. Errore 3: Confondere Secondo e Terzo Periodo Ipotetico Questo è un errore più sottile, ma importante. Considera queste due frasi: «Se studiassi di più, prenderesti voti migliori.» → secondo periodo ipotetico: la situazione è improbabile ma ancora possibile. «Se avessi studiato di più, avresti preso voti migliori.» → terzo periodo ipotetico: la situazione appartiene al passato e non può più cambiare. La differenza è fondamentale: nel secondo periodo ipotetico la situazione può ancora cambiare; nel terzo si parla di qualcosa di definitivamente passato. I tempi verbali cambiano di conseguenza: Secondo: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Terzo: congiuntivo trapassato + condizionale passato Domande Frequenti Come Faccio a Ricordare Quale Tempo Va Dove? Con il trucco "SE vuole SS": la parola «se» vuole sempre accanto a sé il verbo con la doppia S, cioè il congiuntivo imperfetto. Nell'altra parte della frase va il condizionale presente. L'ordine delle due parti può variare, ma questa distribuzione rimane sempre invariata. Cosa Succede Se la Frase È Invertita? Il trucco funziona lo stesso. Anche quando il condizionale compare nella prima parte della frase, il congiuntivo rimane sempre vicino al «se». Per esempio: «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» Qual È la Differenza tra Secondo e Terzo Periodo Ipotetico? Il secondo periodo ipotetico descrive una situazione improbabile ma ancora possibile nel presente o nel futuro, e usa congiuntivo imperfetto + condizionale presente. Il terzo periodo ipotetico si riferisce invece a una situazione passata e irreversibile, e usa congiuntivo trapassato + condizionale passato. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! Il trucco ti ha aiutato, ma vuoi capire davvero quando usarlo? L'articolo dedicato a quando usare e quando non usare il congiuntivo fa proprio al caso tuo. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Secondo Periodo Ipotetico", "description": "Quiz interattivo sul secondo periodo ipotetico in italiano: congiuntivo imperfetto e condizionale presente nelle frasi con 'se'.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale tempo verbale si usa dopo 'se' nel secondo periodo ipotetico?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il congiuntivo imperfetto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste frasi è corretta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se avessi più tempo, studierei di più." } }, { "@type": "Question", "name": "Nel secondo periodo ipotetico, dopo 'se' si può usare il condizionale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la forma corretta del congiuntivo imperfetto di 'essere' per 'loro'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "fossero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è quella giusta: 'Se parlaste' o 'Se parlasste'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se parlaste" } }, { "@type": "Question", "name": "Nella frase 'Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente', qual è il condizionale?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Capirei" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la differenza tra 'parleremmo' e 'parleremo'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "parleremmo è condizionale presente, parleremo è futuro semplice" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale periodo ipotetico si usa per situazioni passate e irreversibili?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il terzo periodo ipotetico" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è il congiuntivo imperfetto di 'fare' per 'noi'? 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Bukayo Saka realizza una tripletta, consentendo all'Inghilterra di resistere alla rimonta della Francia e di aggiudicarsi la finale per il terzo posto con il punteggio tennistico di 6-4, mentre Kylian Mbappé entra nella storia dei Mondiali come miglior marcatore di tutti i tempi.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Domenica 19 luglio torna Run Melbourne, gara podistica che attraversa la capitale del Victoria. E tra chi correrà, per almeno 10 km, ci sarà anche Matthew Absalom, docente di italianistica della University of Melbourne. Per lui sarà una corsa speciale, che segna anche il ritorno alla salute dopo un vero e proprio "health scare".Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Il 13 luglio nel Maine un agente dell'Ice, l'agenzia federale statunitense che si occupa del controllo dell'immigrazione, ha ucciso un cittadino colombiano durante un'operazione di arresto. Con Lucia Magi, giornalista Mentre il governo di Giorgia Meloni criminalizza sempre di più le proteste e il dissenso, il G8 di Genova rimane una ferita nella democrazia italiana. Con Annalisa Camilli, giornalista di InternazionaleOggi parliamo anche di:Film • Odissea di Christopher NolanCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Il celebre attore Sam Neill è morto lunedì all'età di 78 anni, ricordato con omaggi da tutto il mondo.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.