Genus of spiders
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Il 21 giugno 2013, Cherish Perrywinkle, una bambina di otto anni, è stata rapita da un Walmart a Jacksonville, in Florida, da Donald James Smith, un molestatore sessuale condannato e rilasciato dal carcere solo tre settimane prima. Smith ha ingannato la madre di Cherish, Rayne, offrendosi di comprare vestiti per le sue figlie con una falsa carta regalo. Quella che doveva essere una semplice gita al negozio si è trasformata in un incubo quando Smith ha attirato Cherish lontano con la scusa di prendere del cibo. Poche ore dopo, il corpo senza vita di Cherish è stato trovato in un torrente, vittima di una brutale aggressione. Smith è stato arrestato, condannato per omicidio di primo grado e condannato a morte. Questo caso è un tragico promemoria dei pericoli di fidarsi degli sconosciuti e delle falle nel sistema giudiziario.
La storia di Typhaine Taton è uno dei casi più scioccanti che hanno sconvolto il Belgio alla fine degli anni 2000.Typhaine ha 13 anni quando scompare nell'estate del 2009 a Charleroi, dove vive con la madre e il patrigno. All'inizio la famiglia racconta che la ragazza è uscita di casa dopo una lite e non è più tornata. Le ricerche iniziano subito e la sua scomparsa mobilita media e volontari.Con il passare dei giorni emergono però numerose contraddizioni nelle dichiarazioni dei familiari. Gli investigatori concentrano rapidamente i sospetti all'interno della casa.L'indagine porta alla scoperta di una verità terribile: Typhaine era già morta quando era stata denunciata la scomparsa. Le prove indicano che la ragazza è stata uccisa dal patrigno durante un episodio di violenza domestica. Dopo il delitto, il corpo viene nascosto e la madre aiuta a coprire quanto accaduto.Nel 2013, la giustizia belga condanna il patrigno a 30 anni di carcere per omicidio, mentre la madre viene condannata per complicità e occultamento del corpo. Nonostante il processo, il corpo di Typhaine non è mai stato ritrovato, lasciando la famiglia e l'opinione pubblica senza una vera sepoltura per la giovane vittima.Questo caso resta uno dei più tragici esempi di violenza familiare culminata in un omicidio, e continua a colpire profondamente l'opinione pubblica belga.
TL;DR La competizione, quando è vissuta nel modo giusto, non ci allontana da noi stessi: ci costringe a capire chi siamo, cosa vogliamo e fin dove siamo disposti a spingerci. Non serve per schiacciare gli altri, ma per uscire dalla mediocrità, misurarci con la realtà e imparare a stare dentro una tensione sana. Ecco alcuni punti emersi nell'episodio Competere ci mette davanti alla verità Ci sono contesti in cui possiamo restare vaghi, proteggerci, raccontarci che va bene tutto. La competizione rompe questa nebbia, perché ci obbliga a prendere posizione. Quando c'è qualcosa in gioco, viene fuori il nostro atteggiamento reale: quanto siamo presenti, quanto siamo molli, quanto siamo solidi. Per questo può diventare uno specchio potente, capace di mostrarci limiti, fragilità e risorse che nella vita ordinaria restano nascoste. Dare il massimo non significa vivere ossessionati C'è una differenza netta tra il voler vincere e il vivere consumati dall'ansia di prevalere. Il punto non è trasformare tutto in una guerra, ma entrare nelle sfide con decisione, senza quel tono spento da chi parte già in difesa. Quando ci mettiamo davvero in gioco, tiriamo fuori energia, concentrazione e disciplina. E proprio lì scopriamo che una tensione sana non ci chiude: ci rende più vivi, più presenti, più responsabili. La competizione sana non distrugge la fraternità Uno degli aspetti più interessanti è che si può lottare seriamente senza perdere il rispetto per l'altro. Anzi, spesso è proprio l'avversario a permetterci di salire di livello, perché ci costringe a misurarci con qualcosa di reale. Questo vale nello sport, ma anche nel lavoro e nella vita concreta: gli altri non sono per forza un ostacolo da abbattere, possono diventare il banco di prova che ci spinge a crescere con più lucidità e più spessore. Puntare in alto ci obbliga a uscire dalla mediocrità Smettere di accontentarsi non vuol dire raggiungere qualsiasi cosa, ma pensare e tracciare una nuova strada. Vuol dire lasciare i sentieri battuti per seguire ciò che senti vivo nel tuo cuore. Non sempre arriveremo dove immaginiamo, ma il fatto stesso di orientarci verso qualcosa di grande cambia il nostro standard, il nostro lavoro quotidiano e il modo in cui affrontiamo le sconfitte. È questo processo che ti da l’opportunità per emergere nella tua unicità. La vera sfida non è evitare il confronto, ma imparare a usarlo per diventare uomini più saldi, più lucidi e più veri. Buon ascolto!
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
Benvenuti in un cinema sporco, greve, controverso e a tratti viscerale. Un genere di cinema che non fa prigionieri e quindi è da prendere o da lasciare. Questo è il cinema di Abel Ferrara.Cominciamo con uno splendido film che sancì la fine della collaborazione di lunga data tra Ferrara e il suo fidato sceneggiatore Nicholas St. John."Fratelli" potrebbe sembrare all'apparenza un tipico film di gangster ma poi si rivelerà come uno dei film più truci e disperati del nostro Ferrara, deciso a narrarci di un mondo popolato da personaggi che non devono assolutamente temere l'Inferno: ci stanno già.https://creators.spotify.com/pod/profile/madmike3/subscribe
Il cormorano è un grande uccelloacquatico palmato che pesca tuffandosi. Ecco come veniva chiamato nelle lingueantiche.Ebraico: shalàkh.Greco: katarràktes.Latino: mergulus oppure phalacrocoraxcarbo.Interessanti sono i significati dei nomilatini. Infatti, il nome mergulus si può tradurre anche “tuffatore”, eben descrive la sua attività di pescatore. L'altro nome latino, Phalacrocorax, ètradotto anche marangone. Il cormorano è piuttosto comune in Palestina,in particolare lungo la costa del Mediterraneo e anche in alcune acque internecome il Mar di Galilea. Il cormorano è imparentato con gli uccelli dellafamiglia dei pellicani. Di solito dal corpo allungato e dalcolore scuro, il cormorano è veloce e agile in acqua, sotto la quale nuota usandoprincipalmente le sue zampe palmate. Grazie al suo becco affilato e adunco è unbuon pescatore. Fin dall'antichità i cormorani vengono addestrati dai pescatoriorientali, in particolare in alcuni territori dell'India, per catturare pesciper i loro proprietari. Per garantire la “consegna” del pesce, i pescatorilegano una fascia piuttosto larga attorno alla gola dell'uccello per evitareche ingoi i pesci più grandi.Il cormorano e il suo legame con il TrivenetoIl nome alternativo del cormorano, marangone,potrebbe far pensare subito a un cognome e a una località del Triveneto.Il cognome Marangon è di origine triveneta,e sembra che sia legato al termine “marangone”, che in italiano anticosignifica “carpentiere” o “costruttore di barche”; è sinonimo di “maestro d'ascia”.Quindi, deriva da un soprannome legato a questa attività artigianale, che a suavolta potrebbe essere riferito alla figura di un “costruttore” o “riparatore”,come ad esempio dei legnaioli o carpentieri navali.Il legame con l'uccello chiamato “marangone”è interessante, ma non necessariamente legato al cognome in modo diretto. Il marangoneè un uccello marino, che vive vicino all'acqua e spesso nei pressi di porti oambienti legati al mare. L'associazione fra il cognome e l'uccello potrebbeessere simbolica o riferirsi alla vicinanza geografica o professionale conattività legate al mare, come la pesca o la costruzione navale.In Provincia di Venezia, è presente unalocalità che si chiama Marango, frazione di Caorle. Il nome ha un'origine che potrebbeessere legata al dialetto veneto, dove il termine marango èprobabilmente una variante del termine marangon, che, come accennatoprima, può riferirsi a un mestiere legato alla carpenteria navale.Questo tipo di toponimo, quindi, potrebbe derivare dall'attività chestoricamente si svolgeva nella zona, come la costruzione o la riparazione diimbarcazioni, un mestiere molto legato alle aree costiere come Caorle.Riguardo al legame con l'uccello marangone,è possibile che il nome Marango faccia riferimento all'area di acquebasse e costiere, dove questi uccelli marini erano e sono comuni. Il marangoneè un uccello che si trova spesso in ambienti umidi e costieri, quindi il nomedella frazione potrebbe derivare da una descrizione del paesaggio naturalecircostante, che ospitava queste specie, o anche da una tradizione legata allapesca, dove il cormorano è spesso associato all'attività di pescatori.In sintesi, il nome Marangopotrebbe avere una doppia origine: una legata alla carpenteria navale(come indicato dal termine “marangon”) e l'altra a un elemento naturale(l'uccello cormorano) presente nelle vicinanze, in un'area tipicamente lagunaree marittima come quella di Caorle.
Scarica gratuitamente le 7 Regole di Italiano Automatico: https://italianoautomatico.lpages.co/corso-gratuito-le-7-regole-di-italiano-automatico/Ho tolto dolci, cioccolato, bibite e tutti gli zuccheri nascosti. Ma cosa succede davvero quando smetti di mangiarlo? In questo podcast ti racconto la mia esperienza, le difficoltà dei primi giorni e cosa è cambiato nel mio corpo e nella mia energia.Tu riusciresti a vivere senza zucchero? Scrivilo nei commenti!Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione7:38 - Cosa è realmente cambiato dopo 68 giorni?12:27 - Difficoltà16:55 - Valutazioni finali18:00 - Conclusione
Vuoi imparare ad applicare la comunicazione non violenta? Sono aperte le iscrizioni al corso Cresci con il respectful parenting
Maria Chiara Rioli"Senza rifugio"Storia dei profughi palestinesiEditori Laterzawww.laterza.itGli eventi recenti nella Striscia di Gaza hanno riacceso l'interesse del pubblico verso una comprensione più profonda delle radici storiche del conflitto israelo-palestinese. Le mobilità forzate – dall'esilio della maggioranza dei palestinesi nel 1948 alle espulsioni del 1967, fino ai trasferimenti che si sono susseguiti nei decenni successivi – rappresentano un elemento imprescindibile della storia di quest'area. Questo libro ricostruisce la storia dei rifugiati palestinesi utilizzando fonti documentarie inedite e immagini provenienti da archivi disseminati in tutto il mondo. E lo fa coprendo un arco temporale straordinariamente ampio, che parte dalle migrazioni all'interno dell'impero ottomano nel XIX secolo fino ad arrivare agli sviluppi più recenti, passando attraverso i momenti cruciali delle espulsioni nel 1948 e dell'occupazione nel 1967. Una prospettiva di lungo periodo che permette di comprendere continuità e rotture storiche spesso ignorate dalla cronaca contemporanea, offrendo chiavi di lettura originali per interpretare il presente. Le vicende dei rifugiati palestinesi, infatti, investono anche il modo con cui viene ricostruito e narrato il conflitto arabo-israeliano. I palestinesi non sono stati privati soltanto di case, comunità e territori: da esuli e rifugiati, sono state anche negate la loro soggettività e l'identità, presentati come vittime e mai protagonisti.Una storia mai raccontata, oggi più necessaria che mai.Maria Chiara Rioli insegna Storia contemporanea presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. Coordina progetti di ricerca europei ed è autrice di volumi e saggi sulla storia del conflitto israelo-palestinese. Tra le sue pubblicazioni, A Liminal Church: Refugees, Conversions and the Latin Diocese of Jerusalem, 1946-1956 (Brill 2020) e L'archivio Mediterraneo. Documentare le migrazioni contemporanee (Carocci 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La storia forse meno nota della raccolta di Perrault, e che certo potrebbe fare molto discutere. Personalmente, credo ci siano molti elementi che ci danno indizi sulle vere intenzioni dell'autore, e le approfondirò a breve in un video dedicato. Adattamento e lettura di Valter Carignano.Qui la playlist delle fiabe di Charles Perrault ➡️ VUOI OFFRIRMI UN CAFFÈ? In tutta sicurezza da 2 euro qui su PayPal➡️ VUOI SCRIVERE FAVOLE E FIABE? Comincia da qui Charles Perrault non aveva alcuna intenzione di scrivere 'storie per bambini', e i suoi racconti sono state inseriti nella letteratura per bambini - specie in Italia - soltanto perché sono popolati di incantesimi, principi e orchi. Lui scriveva per adulti, e in particolare per i nobili parigini della corte del re di Francia. Questo è il motivo per cui non mancano elementi che oggi potremmo quasi definire horror in questa e altre storie. Nella seconda parte della Bella Addormentata nel Bosco, per esempio, l'immagine dell'orchessa madre del principe che vaga per il castello fiutando e cercando bambini da mangiare. ©Tutte le fiabe, favole, storie e tutti i contenuti di questo canale sono registrate, depositate e protetti dal diritto d'autore in tutti i Paesi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La vita oltre la Terra: mito o realtà? Questo podcast è un viaggio affascinante attraverso le domande più profonde e intriganti che l'umanità si è posta riguardo all'esistenza di vita al di fuori del nostro pianeta. In questo podcast, esploreremo teorie scientifiche, miti culturali e storie straordinarie che alimentano la curiosità di un gruppo di ragazze sedicenni che si interrogano su questo tema.
Questo podcast parla del recente divieto dei cellulari a scuola. Si sentiranno le voci di alunni e alunne e delle nostre insegnanti che espongono la propria opinione. Siamo una classe quarta di un istituto tecnico napoletano e questa è la nostra idea sull'argomento.
Quante volte hai provato a risolvere un problema con ilpartner, un figlio o un collega, finendo solo per alzare un muro di difesa? Il motivo per cui non veniamo ascoltati è quasi sempre lostesso: iniziamo la conversazione lanciando una sentenza invece di descrivere la realtà. In questo episodio esploriamo come smettere di usare leparole come armi e iniziare a usarle come strumenti di costruzione attraverso il metodo della Relazione Eroica. Imparerai a distinguere tra il giudizio morale e il fatto oggettivo grazie alla tecnica del Testimone Muto, un esercizio di disciplina mentale che permette di isolare i comportamenti dai pregiudizi. Attraverso il caso reale di Marta, vedremo come spostare ilfocus dal Tu Sei (l'etichetta che imprigiona l'altro) all'impatto emotivo che i fatti hanno su di noi. Questo passaggio è fondamentale per mostrare la propria vulnerabilità senza cadere nel vittimismo, fornendo all'altro una mappa per comprenderci invece di un motivo per attaccarci. Analizzeremo inoltre il concetto di Negoziazione Etica:perché chiedere un cambiamento non deve essere un ordine morale, ma una proposta di scambio basata sul valore e sulla responsabilità individuale.Scoprirai come definire il tuo perimetro di tolleranza e come chiudere ogni confronto con micro-accordi concreti e verificabili, gli unici in grado di ricostruire la fiducia un passo alla volta. Se vuoi trasformare i tuoi legami e smettere di esserevittima dei tuoi stessi aggettivi, questo episodio ti fornirà gli strumenti pratici per diventare l'architetto della tua realtà relazionale. Punti chiave trattati nell'episodio: Perché le etichette (Tu Sei) distruggono il dialogo eattivano la difesa. La tecnica del Testimone Muto per isolare i fatti oggettivi.Come comunicare il proprio impatto emotivo in modoassertivo. La differenza tra il lavoro del Coach (il come) e delloPsicoterapeuta (il perché). Negoziazione Etica e baratto di valore nelle relazioniadulte. Creare confini chiari e micro-accordi verificabili entro 48ore.Buon ascolto!
Autore e voce: Alessandro Renzi Editor e voce: Matteo Manoni Patreon.com/sotterraneiedragoni ko-fi.com/sotterraneiedragoni Instagram: @sotterraneiedragoni www.sotterraneiedragoni.com Un podcast su Dungeons & Dragon, o D&D per gli amici, e sul gioco di ruolo in generale. Questo podcast fa parte dell'universo di VOIS. Per scoprire di più, segui @vois.fm su Instagram o visita il sito https://vois.fm Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Se senti il respiro corto quando arriva l'ansia, questa ipnosi guidata può aiutarti a calmare il sistema nervoso e riportare il respiro a un ritmo più naturale.Quando il corpo entra in allerta, la respirazione spesso diventa più superficiale e veloce.Questo può aumentare la sensazione di tensione nel petto e alimentare il ciclo dell'ansia. In questa sessione di ipnosi guidata lavoreremo proprio sul respiro per aiutare il sistema nervoso a ritrovare uno stato di maggiore calma e regolazione.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Non proprio. Questo festival è stato un po'... noioso. Ma ne parliamo bene con Raffaele, ormai super esperto di festival. E io (Matteo), no, non ho visto il festival ma ho ascoltato alcune canzoni! Incresibile... Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Is Lake Como Worth Visiting? We Asked the Locals - https://www.youtube.com/watch?v=7JBs2wPV2eE Ma che strano questo festival di Sanremo! Breve? No in realtà è durato come sempre circa una settimana. Questa volta però in Italia se ne è parlato solo per una settimana o poco più, mentre di solito se ne parla per almeno un mese prima e qualche giorno dopo. Ma chi ha vinto questa edizione del festival? Sal Da Vinci https://it.wikipedia.org/wiki/Sal_Da_Vinci Questa volta ho ascoltato, non visto adesso non esageriamo, alcune canzoni e mi pare siano state tutte o quasi tutte canzoni d'amore, e insomma, un po' troppo. Anche Raffaele ha notato la prevalenza del tema dell'amore. Ma quali sono piaciute a me, e quali a Raffaele? Abbiamo poi parlato di due artisti con nomi strani: Ditonellapiaga https://it.wikipedia.org/wiki/Ditonellapiaga TonyPitony https://it.wikipedia.org/wiki/TonyPitony Concludiamo con una notiziona per il prossimo festival. Stefano De Martino sarà il nuovo conduttore del festival di Sanremo 2027! https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_De_Martino Ma come andrà? Io no sono fiduciosissimo e Raffaele cercherà di convicermi del contrario nell'aftershow. Curiosi? Per avere l'accesso all'aftershow basta essere membri della comunità Easy Italian! easyitalian.fm/membership Trascrizione Matteo: [0:23] Buongiorno. Raffaele: [0:25] Buongiorno Matteo, benvenuti a marzo. Matteo: [0:32] Ben... quasi "primaverati". No, non si dice, non esiste questa parola. Raffaele: [0:38] "Primaverati" è la prima volta che la sento. Matteo: [0:41] Perché uno "si primavera" quando entra nella primavera. Raffaele: [0:45] Quindi adesso in italiano funziona che possiamo creare i verbi come l'inglese? Matteo: [0:49] Ma sì... ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Oggi ascoltiamo la storia di DEBORAH SORIA, libraia. Deborah è tra le fondatrici di “OTTIMOMASSIMO”, libreria itinerante per bambini e ragazzi, una libreria che porta i libri dove ci sono i bambini ma non ci sono altre librerie o biblioteche. E poi Deborah lavora anche a Lampedusa, dove ha capito che c'era un gran bisogno di libri per bambini, come ci racconterà in questa storia di determinazione, di amore e anche di creatività.Questo è un podcast indipendente. Clicca i link qui di seguito per: Diventare un mio PATREON e sostenere questo podcast con un piccolo contributo per coprire le spese di produzione ed aiutarmi a continuare questo progetto; Ricevere la NEWSLETTER de “Il Mondo Invisibile” in cui condivido cosa imparo ogni settimana dagli ospiti del podcast e cosa voglio ricordare per la mia pratica creativa; Ascoltare il podcast anche su YOUTUBE; Seguire l'account Instagram @ilmondoinvisibilepodcast e la pagina facebook, per vedere le opere degli artisti, e per mandarmi i tuoi commenti. Grazie milleA presto!Alessandro#deborahsoria #ottimomassimo #ibby #arte #creatività #illustrazione #alboillustrato #picturebook #immagini #ilmondoinvisibile #ilmondoinvisibilepodcast #podcastitaliani
Cari italiani nel mondo,in queste ore milioni di cittadini italiani residenti all'estero stanno trovando nella loro cassetta della posta una busta molto speciale.Dentro quella busta non c'è una semplice scheda elettorale.C'è qualcosa di molto più importante: il diritto di partecipare alla vita democratica del proprio Paese.Il 22 e 23 marzo l'Italia voterà al referendum sulla riforma della giustizia.E anche noi, italiani all'estero, siamo chiamati a esprimerci.Non è sempre stato così.Per molti anni chi viveva fuori dall'Italia non poteva votare.Questo diritto è arrivato dopo lunghe battaglie civili, perché la democrazia non è un regalo: è una conquista.Milioni di persone nel corso della storia hanno lottato, e spesso sono morte, per difendere il diritto di voto.Oggi quel diritto è nelle nostre mani.E riguarda una riforma che tocca il cuore dello Stato: la giustizia.Una riforma discussa da oltre trent'anni e che oggi arriva finalmente al giudizio dei cittadini.Il tema è chiaro: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.Una scelta che riguarda l'equilibrio tra accusa e giudizio, tra potere e garanzia, tra Stato e cittadino.Oggi nella Ventunesima Regione proviamo a capire perché io voterò SÌ e perché invito anche voi a fare lo stesso.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/levocididentro--1541984/support.Parliamo degli Italiani all'estero.
Inizia ufficialmente sulle piattaforme di Backdoor Podcast, il podcast Mentalità, condotto da Gabriele Colombo, mental coach professionista all'interno dello sport che ci porterà all'interno di tutto l'aspetto mentale, psicologico, intrinseco dei professionisti applicato alla pallacanestro.Questo è l'episodio zero, quello che vi racconta tutto su quello che sarà.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
Miti e leggende del Triathlon - puntata 003Pagina ufficiale: https://www.mondotriathlon.it/mitiMITI E LEGGENDE DEL TRIATHLON, in prima visione la nuova puntata sul canale youtube @DaddoSport ogni venerdì alle 19.00!Mark "The Grip" Allen: il triatleta perfetto che ha dovuto cambiare anima per vincereL'incredibile odissea sportiva di Mark Allen, eletto da ESPN come il più grande atleta di endurance di tutti i tempi. Dopo sei anni di sconfitte brucianti contro il rivale Dave Scott all'Ironman di Kona, Allen capisce che per vincere non deve allenare solo il corpo, ma trasformare la propria mente. Attraverso una rivoluzione interiore che unisce il metodo Maffetone, la meditazione e lo sciamanesimo, nasce lo "Zen Master". Il racconto culmina nella leggendaria Iron War del 1989, dove Allen sconfigge i suoi demoni e il suo rivale, dando inizio a un regno di sei vittorie totali alle Hawaii e lasciando un'eredità che va ben oltre lo sport.CAPITOLI0:00 - Introduzione: Chi è Mark Allen, il più grande di sempre1:38 - 1982: L'inizio casuale e la folgorazione televisiva3:15 - L'incubo Dave Scott: 6 anni di sconfitte e "maledizione"4:53 - La rivoluzione interiore: Metodo Maffetone e lo Sciamano5:58 - "The Grip" diventa "Zen Master": Il guerriero e il monaco6:25 - 14 Ottobre 1989: Il giorno della Iron War7:19 - La battaglia mentale: I colpetti sulla caviglia di Scott7:46 - Il sorpasso su Palani Hill: Mark Allen vince Kona8:42 - Record demoliti e il regno del campione (21 vittorie consecutive)10:18 - L'eredità di Mark Allen: Da rivali a fratelli con Dave Scott 11:23 - Conclusione: Qual è la tua personale Iron War?#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️ #triathlon #trilife #fczstyle #daddosport #govegan #stopgenocide #markallen #davescott #ironwar #ironmanDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.Questo episodio include contenuti generati dall'IA.
Raffaele Simone"La vita anteriore"Memorie di una generazione, con figureEditori Laterzawww.laterza.itIntrecciando la scrittura di memoria e la pura narrazione, La vita anteriore è l'autobiografia dell'unica generazione nella storia –quella nata a cavallo degli anni Quaranta –che in una sola vita abbia ‘saltato un evo intero', trascinata da un turbine incessante dalla fine del Medioevo a un Mondo Nuovo ancora senza nome. Con una scrittura lucida e appassionata, potenti zoomate tra allora e ora e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, La vita anteriore racconta questo turbine, con l'aiuto di un ricco album di fotografie (di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali) che danno forte evidenza visiva al lungo cammino da ‘come eravamo' a come siamo diventati.La vita anteriore è l'autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni Quaranta, che ha un tratto che la rende particolare. È l'unica nella storia che si sia trovata a ‘saltare un evo intero' – o forse più di uno – e a superare in una vita sola tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare.Nell'intervallo tra allora e ora è infatti cambiata ogni cosa, più volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l'ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, le relazioni tra le persone e i rituali sociali, l'educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l'abbigliamento e la concezione del corpo, dell'identità personale e del sesso, le pratiche religiose, il modo di guardare e di fotografare, di parlarsi e di telefonare, i mezzi di trasporto e il modo di viaggiare, la cura della salute, il modo di mangiare, l'eros e le passioni, la compassione e la pietà, le forme politiche e la socialità. Questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, ha bisogno di essere raccontato perché, per una strana deformazione imposta dalla modernità, quanto più sappiamo di quel che accade, tanto meno ci rendiamo conto di quel che scompare e va via. Con una scrittura appassionata, forti zoomate tra passato e presente e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, La vita anteriore racconta questo turbine, vividamente restituito dalle molte fotografie di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali. Raffaele Simone, linguista di reputazione internazionale, è autore del primo trattato italiano di linguistica (Fondamenti di linguistica, Laterza 1990, più volte ristampato) e di numerosi saggi e volumi tecnici. Ha progettato opere di consultazione (come il Grande dizionario analogico della lingua italiana per Utet e l'Enciclopedia dell'Italiano per l'Istituto della Enciclopedia Italiana). Ha pubblicato libri sulla modernità culturale e politica tradotti in più lingue, tra i quali: Presi nella rete. La mente ai tempi del web (2012, Premio Castiglioncello); Come la democrazia fallisce (2015, Prix du Livre Européen); L'ospite e il nemico. La grande migrazione e l'Europa (2018); Divertimento con rovine. La nostra vita tra guerra e pandemia (2022). Per Laterza, tra l'altro: L'università dei tre tradimenti (1993); La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo (2000, Premio Rhegium Iulii); La mente al punto. Dialogo sul tempo e il pensiero (2002); La grammatica presa sul serio (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In italiano esistono molte parole che sembrano simili, a volte quasi identiche, ma che hanno significati molto diversi. Usare quella sbagliata può creare situazioni imbarazzanti, divertenti o semplicemente confuse. In questo articolo scoprirai 10 gruppi di parole che vengono confuse continuamente: alla fine saprai esattamente quale parola usare in ogni situazione! 10 Gruppi di Parole Italiane che Sembrano Uguali Ma Non Lo Sono Parole Legate alle Relazioni e ai Ruoli Gruppo N°1: Litigio vs Rissa vs Discussione vs Lite Iniziamo con quattro parole che riguardano tutte situazioni di disaccordo. Ma attenzione, perché il livello di intensità è molto diverso! Definizioni Complete DISCUSSIONE = uno scambio di opinioni tra due o più persone che hanno punti di vista diversi. Può essere calma e civile, oppure un po' accesa, ma rimane sempre sul piano verbale e razionale. È quello che fai quando parli di politica con gli amici, quando decidi dove andare a cena, quando il professore e lo studente dibattono su un argomento. Non implica necessariamente rabbia o conflitto – può essere anche costruttiva e interessante. LITE = un conflitto verbale più intenso di una discussione, caratterizzato da rabbia, tensione emotiva e spesso voci alte. Le persone si arrabbiano, si dicono cose spiacevoli, magari alzano la voce. È quello che succede quando le coppie "hanno una lite", quando due vicini litigano per il parcheggio, quando la mamma scopre che non hai fatto i compiti. Rimane verbale, ma c'è un coinvolgimento emotivo forte. LITIGIO = è sostanzialmente un sinonimo di lite, forse leggermente più formale o usato più spesso per indicare una lite prolungata o ripetuta. "Hanno avuto un litigio" e "hanno avuto una lite" significano praticamente la stessa cosa. In alcune regioni si preferisce uno, in altre l'altro. Anche questo è puramente verbale. RISSA = uno scontro fisico tra due o più persone. Qui si passa dalle parole ai fatti: pugni, spinte, calci. È quello che può succedere fuori dai locali notturni o durante eventi sportivi quando la tensione degenera. La rissa è violenta e fisica, spesso illegale, e richiede l'intervento delle forze dell'ordine. La Scala di Intensità ParolaTipoIntensitàEsempioDiscussioneVerbale, razionaleBassa"Abbiamo avuto una discussione interessante sulla politica italiana."Lite / LitigioVerbale, emotivoMedia"I miei genitori hanno avuto una lite ieri sera. Mia madre non gli parla ancora."RissaFisico, violentoAlta"È scoppiata una rissa fuori dal bar. Sono dovuti intervenire i carabinieri." Esempi "Abbiamo avuto una discussione interessante sulla politica italiana." = Scambio di opinioni civile, nessuno si è arrabbiato. "I miei genitori hanno avuto una lite ieri sera. Mia madre non gli parla ancora." = Si sono arrabbiati, hanno alzato la voce, c'è tensione in casa. "Il litigio tra i due fratelli dura da anni." = Un conflitto verbale prolungato nel tempo, non si parlano più. "È scoppiata una rissa fuori dal bar. Sono dovuti intervenire i carabinieri." = Scontro fisico, intervento delle forze dell'ordine. Perché è importante distinguerli? Perché se dici "ho avuto una rissa con mia moglie", stai dicendo che vi siete picchiati. È molto diverso da "ho avuto una lite con mia moglie". E se dici "abbiamo avuto una discussione" quando in realtà vi siete urlati addosso per un'ora, stai minimizzando parecchio la situazione. Le parole contano. Gruppo N°2: Antico vs Vecchio vs Anziano Tre parole che indicano tutte qualcosa che ha molti anni, ma che si usano in contesti molto diversi. Confonderle può risultare offensivo. Definizioni Complete ANTICO = qualcosa che appartiene a un'epoca storica lontana, che ha valore storico, culturale o artistico proprio per la sua età. Si usa per oggetti, edifici, civiltà, tradizioni che risalgono a secoli fa. Ha una connotazione positiva e prestigiosa: l'antichità conferisce valore. Roma antica, mobili antichi, tradizioni antiche, civiltà antiche. Mai per le persone! VECCHIO = qualcosa o qualcuno che ha molti anni di età, che è usato, consumato dal tempo, o che non è più nuovo/recente. Può riferirsi a oggetti, idee, abitudini e anche a persone – ma attenzione, usato per le persone può suonare poco rispettoso o indicare semplicemente "non giovane". Ha spesso una connotazione neutra o negativa: vecchie scarpe, vecchie abitudini, vecchia macchina. ANZIANO = una persona che ha un'età avanzata, tipicamente oltre i 65-70 anni. È il termine rispettoso e neutro per indicare le persone in età avanzata. Non si usa mai per oggetti! Solo per esseri umani. È la parola che usi quando parli con rispetto della terza età: "gli anziani del paese", "una signora anziana", "assistenza agli anziani". Schema Rapido ParolaSi usa perConnotazioneEsempioAnticoOggetti, edifici, civiltàPositiva, prestigiosa"Questo vaso è antico, risale all'epoca romana."VecchioOggetti e persone (informale)Neutra o negativa"Queste scarpe sono vecchie, devo comprarne di nuove."AnzianoSolo personeRispettosa"Mio nonno è anziano, ha 85 anni." Errori Comuni "Mio nonno è antico." – Tuo nonno non è un reperto archeologico. → "Mio nonno è anziano." "Questa chiesa è anziana." – Le chiese non hanno l'età pensionabile. → "Questa chiesa è antica." (se è di secoli fa); "Questa chiesa è vecchia." (se è semplicemente non nuova) "Ho comprato un mobile anziano." – I mobili non invecchiano come le persone. → "Ho comprato un mobile antico." (se ha valore storico); "Ho comprato un mobile vecchio." (se è semplicemente usato) Perché è importante distinguerli? Perché chiamare una persona "vecchia" può essere offensivo, mentre "anziana" è rispettoso. E chiamare un oggetto "anziano" non ha senso! Allo stesso modo, un mobile del 1700 è "antico" e ha valore; un mobile degli anni '80 comprato all'Ikea è semplicemente "vecchio". La differenza è anche economica: l'antico costa molto di più. Gruppo N°3: Rispettoso vs Rispettato vs Rispettabile Tre aggettivi che derivano tutti dal verbo "rispettare", ma che descrivono situazioni completamente diverse. Attenzione a non confonderli. Definizioni Complete RISPETTOSO = qualcuno che mostra rispetto verso gli altri, che si comporta con educazione, cortesia e considerazione. Descrive il comportamento di una persona verso gli altri. Un bambino rispettoso ascolta i genitori; uno studente rispettoso non interrompe il professore; un ospite rispettoso si comporta bene a casa d'altri. RISPETTATO = qualcuno che riceve rispetto dagli altri, che è stimato, considerato, ammirato. Descrive come gli altri vedono una persona. È il risultato di azioni, competenze, reputazione. Un medico rispettato è stimato dai colleghi; un professore rispettato è ammirato dagli studenti; un leader rispettato è seguito con convinzione. RISPETTABILE = qualcuno o qualcosa che merita rispetto, che è degno di considerazione, che ha una buona reputazione nella società. Può anche significare "accettabile, discreto" quando si parla di quantità o risultati. Una famiglia rispettabile è una famiglia per bene; una cifra rispettabile è una somma considerevole; un lavoro rispettabile è un lavoro dignitoso. Schema Rapido ParolaSignificatoDirezioneEsempioRispettosoIo do rispetto agli altriAttivo →"Marco è molto rispettoso con gli anziani: cede sempre il posto sull'autobus."RispettatoIo ricevo rispetto dagli altri← Passivo"Il professor Rossi è molto rispettato nel suo campo: tutti citano i suoi studi."RispettabileIo merito rispettoQualità intrinseca"Viene da una famiglia rispettabile: suo padre è giudice e sua madre è medico." Errori Comuni "Luigi è molto rispettato verso i suoi professori." → "Luigi è molto rispettoso verso i suoi professori." (Luigi DÀ rispetto, non lo RICEVE) "Voglio essere una persona rispettosa nella mia professione." → "Voglio essere una persona rispettata nella mia professione." (Vuoi ricevere rispetto, non solo darlo) Perché è importante distinguerli? Perché il significato cambia completamente! Dire "è una persona rispettata" è un complimento sulla reputazione. Dire "è una persona rispettosa" è un complimento sul comportamento. E dire "è una persona rispettabile" significa che è per bene, ha una buona posizione sociale. Tre concetti diversi, tre aggettivi diversi. Gruppo N°4: Capo vs Direttore vs Responsabile vs Dirigente Parliamo ora della gerarchia aziendale italiana. Queste quattro parole indicano tutte persone con autorità, ma a livelli e in contesti diversi. Definizioni Complete CAPO = termine generico e informale per indicare qualcuno che ha autorità su di te, che ti dà ordini, che è sopra di te nella gerarchia. Può essere usato in qualsiasi contesto: lavoro, sport, gruppi informali. "Il mio capo" è semplicemente la persona a cui rispondi, qualunque sia il suo titolo ufficiale. È anche il termine usato nei contesti criminali – il "capo" della mafia, per esempio. RESPONSABILE = qualcuno che ha la responsabilità di un'area specifica, di un progetto, di un reparto. Non è necessariamente al vertice dell'azienda, ma ha l'autorità e la responsabilità per una determinata area. Il responsabile delle vendite, il responsabile della comunicazione, il responsabile del personale. Indica una funzione specifica più che un livello gerarchico assoluto. DIRETTORE = qualcuno che dirige, che guida un'organizzazione, un dipartimento, un'istituzione. È un titolo più formale e specifico, spesso usato per ruoli definiti: direttore generale, direttore artistico, direttore di banca, direttore d'orchestra, direttore di un giornale. Implica un ruolo di leadership importante e riconosciuto. DIRIGENTE = qualcuno che appartiene alla categoria professionale più alta in un'azienda, che fa parte del management. In Italia, "dirigente" è anche una categoria contrattuale specifica con determinati diritti e responsabilità. I dirigenti prendono decisioni strategiche,
Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Qui sotto puoi ascoltare le puntate integrali di FUORI DAL BUIO https://open.spotify.com/show/5L5v3AKzqbRVNZ9iqwDn55?si=5f252edc6a594c60 Oggi faremo un viaggio con Alcide Pierantozzi, scrittore candidato al Premio Strega con il suo romanzo Lo Sbilico , in cui racconta il buio del proprio malessere psicologico, le sue cause profonde, il percorso e le conseguenze della medicalizzazione. In questo episodio, Alcide aprirà per noi una finestra sull’abisso della malattia. Con rara trasparenza ci permetterà di entrare nelle difficoltà di chi vive spesso dissociato dal proprio io, nella quotidianità fatta di diagnosi e di farmaci, nello stigma attorno a questi disturbi. Ci parlerà del suo rapporto difficile con la scuola, dell’autismo, dell’amore per i libri e dell’attenzione meticolosa che dedica alle parole. Ci racconterà del suo amore per la scrittura e la poesia e di come queste gli abbiano spesso donato quiete. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Maria Noemi Grandi, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Emma Marsan. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commercialiSee omnystudio.com/listener for privacy information.
La guerra in Iran sconvolge gli equilibri internazionali e Bitcoin non può non essere direttamente coinvolto. Il protocollo di Sasoshi Nakamoto è al centro delle trame geopolitiche e delle speranze della popolazione.Inoltre: Rikki racconta BTC++ da Florianopolis, cos'è il caso Jane Street, il futuro del denaro secondo il WEF, e un ricercatore elude i filtri del BIP110It's showtime!
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Quella in corso in Iran è un'altra guerra in cui i droni coprono un ruolo decisivo. Questo perché l'Iran è oggi considerato uno dei leader mondiali nel settore dei sistemi aerei senza pilota (UAV), avendo sviluppato una capacità asimmetrica che bilancia la relativa debolezza della sua aeronautica convenzionale. Ne parliamo con Federico Borsari, analista esperto di aerospazio e sistemi senza pilota.
Questo weekend dovevo fare una cosa bellissima che aspettavo da un bel po', ma purtroppo è andata in fumo. Oggi vi racconto come sono riuscito a gestire questa situazione, anche grazie al mio psicologo e il lavoro che ho fatto su me stesso, in modo da non rimanerci troppo male e comunque trarne del positivo. Raccontatemi nei commenti una vostra delusione, nel prossimo episodio (se mi ricordo eheheh) risponderò a eventuali domande e provo a dare qualche consiglio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo podcast vediamo insieme alcune parole italiane che cambiano significato quando cambiano genere (maschile e femminile). Questo fenomeno in grammatica italiana di chiama alternanza di genere e di significato e può accadere in diversi casi. Nel podcast trovi anche degli esempi in contesto, per capire meglio il significato e l'uso delle parole. Se vuoi praticare queste parole, entra nella membership "Il salotto Italiano" _ Clicca qui per il link direttoConosci altre parole che cambiano significato quando cambiano il genere? Scrivi un commento qui: https://www.italiantimezone.com/italiano-cultura/alternanza-di-genere-e-significato-in-italiano_______________________________________________________________________________Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/italian-time-zone-l-italiano-con-la-storia--5159377/support.
Medio Oriente al sesto giorno di guerra, in Libano sfollamenti di massa.Gaza e Cisgiordania: continuano morti, raid e arresti mentre la guerra si espande.La Spagna dice no alle minacce di Trump.Venezuela: Washington valuta un'incriminazione contro la presidente ad interim Delcy Rodríguez.Sud Sudan: operatori di Medici Senza Frontiere dispersi.Lo Sri Lanka recupera 87 corpi dalla nave da guerra iraniana affondata al largo delle sue coste da un sottomarino statunitense. Elezioni in Nepal: la vecchia guardia contro la Generazione Z. Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Immaginate catamarani lunghi 15 metri che sfrecciano a oltre 100 km/h davanti alla Statua della Libertà. Dodici team. Zero pause. Sei sprint da 15 minuti. Solo adrenalina. A bordo di ogni F50 ci sono più di 800 sensori che trasmettono 270.000 dati al secondo. Droni, realtà aumentata, grafica in stile videogame. È come guidare una Formula 1 sull'acqua. In questa puntata, Assia Grazioli Venier ci porta dietro le quinte della SailGP, una delle leghe sportive in più forte crescita al mondo. Una competizione globale, meritocratica, con uomini e donne sulla stessa barca, 2 milioni di dollari al campione e città da Sydney a San Francisco che fanno a gara per ospitarla. Perché investire oggi nello sport significa investire in esperienza, tecnologia e comunità. E questo potrebbe essere solo l'inizio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Una sanguinosa lotta per la fama e il potere scuotono la Golden Wind Academy. Thomas, Amara, Aurelio e Takamasa dovranno sfidare il Consiglio Studentesco, prima di raggiungere l'Architetto e il Preside.Il gioco lo trovi in vendita sul sito MS Edizionihttps://www.msedizioni.it/prodotto/the-house-doesnt-always-win/Tutti i nostri contenuti sono gratuiti e disponibili pubblicamente, rilasciati sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0: puoi distribuirli, manipolarli, copiarli quanto vuoi, e se hai dubbi su quali siano i limiti entro cui farlo puoi scriverci su Discord, dove saremo felice di risponderti.Un'ultima cosa: Quello che noi mettiamo in scena non è scriptato e giochiamo live, così come ci viene. Questo non vuol dire che sia l'unico modo o il modo giusto di giocare: se giochi in maniera diversa non è certo un problema, anzi, stai arricchendo il mondo!QueerRoll fa parte di Fumblecast, un network indipendente di podcast che parlano di giochi. Puoi scoprire di più sul nostro sitoTutti i nostri contenuti sono gratuiti e disponibili pubblicamente, rilasciati sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0: puoi distribuirli, manipolarli, copiarli quanto vuoi, e se hai dubbi su quali siano i limiti entro cui farlo puoi scriverci su Discord, dove saremo felice di risponderti.Un'ultima cosa: Quello che noi mettiamo in scena non è scriptato e giochiamo live, così come ci viene. Questo non vuol dire che sia l'unico modo o il modo giusto di giocare: se giochi in maniera diversa non è certo un problema, anzi, stai arricchendo il mondo!Fumble fa parte di Fumblecast, un network indipendente di podcast che parlano di giochi. Puoi scoprire di più sul nostro sito
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Legrottaglie:" Allegri nella gestione è numero 1 al Real starebbe bene" Bonfanti:"Per il tipo di calcio Allegri al Real starebbe in difficoltà" Impallomeni:" In questo Milan Leao fa la differenza va rinnovato:"
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Medio Oriente, guerra aperta tra Stati Uniti, Israele e Iran.Gaza e la paura di essere dimenticati.Giappone e Cina, tensione politica ma affari in crescita. Pakistan, assalto al consolato USA a Karachi.Afghanistan e Pakistan: ancora scontri Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Passato prossimo o imperfetto? Quante volte ti sei fatto questa domanda? Questo è uno degli argomenti più difficili della grammatica italiana, e persino gli studenti più avanzati continuano a fare gli stessi errori. In questo articolo imparerai a riconoscere e a evitare i 5 errori più comuni che gli stranieri fanno quando devono scegliere tra passato prossimo e imperfetto, scoprendo perché sono sbagliati e, soprattutto, come correggerli. 5 Errori da Evitare con Passato Prossimo e Imperfetto Errore N°1: Usare il Passato Prossimo per Descrivere nel Passato Questo è probabilmente l'errore più frequente in assoluto. Molti studenti costruiscono frasi come queste, pensando che siano corrette: "La casa è stata grande e ha avuto un giardino bellissimo." "Maria è stata una donna alta, con i capelli biondi." "Ieri ha fatto freddo e il cielo è stato grigio." Perché È Sbagliato? In italiano, quando vuoi descrivere qualcosa o qualcuno nel passato — cioè quando parli di caratteristiche, stati, condizioni o situazioni di sfondo — devi usare l'imperfetto, non il passato prossimo. L'imperfetto è il tempo delle descrizioni, delle situazioni statiche, del "contesto" in cui accadono le cose. Pensa alle descrizioni come a una fotografia: sono statiche, fissano un momento senza movimento. Come Si Corregge? "La casa era grande e aveva un giardino bellissimo." "Maria era una donna alta, con i capelli biondi." "Ieri faceva freddo e il cielo era grigio." E Quando Si Usa il Passato Prossimo, Allora? Il passato prossimo si usa per le azioni, cioè per eventi che sono successi in un momento specifico, che hanno un inizio e una fine, che sono "conclusi". Le azioni sono come un film: si muovono, hanno dinamismo. "Ieri sono andato al supermercato e ho comprato il pane." "Maria è entrata nella stanza e ha salutato tutti." Un trucco per ricordare: quando descrivi, chiediti "Sto dipingendo uno scenario? Sto dando informazioni di sfondo?". Se la risposta è sì, usa l'imperfetto. Errore N°2: Usare l'Imperfetto per Azioni Svolte un Numero Preciso di Volte Ecco un altro errore molto comune che si incontra frequentemente tra gli studenti di italiano: "L'anno scorso andavo in Italia tre volte." "Ieri mangiavo due pizze." "La settimana scorsa telefonavo a mia madre cinque volte." Perché È Sbagliato? In italiano, quando un'azione è stata svolta un numero definito e preciso di volte, devi usare il passato prossimo. L'imperfetto, invece, si usa per azioni abituali, cioè azioni che si ripetevano regolarmente nel passato, senza specificare quante volte esattamente. La chiave sta nella precisione numerica: se puoi contare esattamente quante volte è successo qualcosa, allora serve il passato prossimo. Come Si Corregge? "L'anno scorso sono andato in Italia tre volte." "Ieri ho mangiato due pizze." "La settimana scorsa ho telefonato a mia madre cinque volte." Quando Si Usa l'Imperfetto per le Azioni Ripetute? Quando l'azione era un'abitudine, qualcosa che facevi regolarmente, senza un numero preciso: "Da bambino andavo spesso in Italia." (Non si dice quante volte esattamente) "Quando vivevo a Roma, mangiavo sempre la pizza il venerdì sera." "Telefonavo a mia madre ogni domenica." Ecco una regola semplice da memorizzare: Numero preciso (una volta, due volte, tre volte, dieci volte…) → passato prossimo. Frequenza generica (spesso, sempre, ogni giorno, di solito…) → imperfetto. Errore N°3: MENTRE + Passato Prossimo Questo è un errore che si sente continuamente, anche tra studenti di livello intermedio e avanzato: "Mentre ho camminato, ho incontrato Marco." "Mentre ho cucinato, è arrivato il postino." "Mentre sono stato in vacanza, mi hanno rubato la macchina." Perché È Sbagliato? La parola "mentre" introduce un'azione che fa da sfondo a un'altra azione. Questa azione di sfondo era in corso, stava accadendo, non era conclusa. Per questo motivo, "mentre" è sempre seguito dall'imperfetto. Sempre. Senza eccezioni. Questa è una delle regole più categoriche della grammatica italiana per quanto riguarda l'uso dei tempi passati. Come Si Corregge? "Mentre camminavo, ho incontrato Marco." "Mentre cucinavo, è arrivato il postino." "Mentre ero in vacanza, mi hanno rubato la macchina." Come Funziona la Frase Completa? Di solito, in queste frasi abbiamo due azioni che interagiscono tra loro: l'azione di sfondo (lunga, in corso) che richiede l'imperfetto, e l'azione principale (breve, puntuale, che "interrompe") che richiede il passato prossimo. "Mentre dormivo (sfondo, in corso), è suonato il telefono (azione puntuale)." "Mentre studiavo (sfondo), è andata via la luce (azione improvvisa)." È importante sapere che si possono anche avere due imperfetti con "mentre", quando le due azioni erano entrambe in corso contemporaneamente: "Mentre io cucinavo, lui guardava la TV." Ma ricorda: mai "mentre" + passato prossimo per l'azione di sfondo. Mai! Errore N°4: La Differenza tra "Ero in un Luogo" e "Sono Stato in un Luogo" Questa è una differenza sottile ma importante che mette in difficoltà moltissimi studenti. Osserva queste due frasi: "Ieri ero a casa." "Ieri sono stato a casa." Sono entrambe frasi corrette, ma significano cose diverse! Quando Si Usa "Ero" (Imperfetto)? Usiamo "ero" + luogo quando vogliamo indicare dove ci trovavamo in un certo momento, come contesto o sfondo per un'altra azione o situazione. Il luogo è solo un'informazione accessoria, non il focus della frase. "Ieri alle 8 ero a casa, quindi non ho visto l'incidente." "Quando mi hai chiamato, ero in ufficio." "Mentre tu eri al cinema, io ti ho cercato dappertutto!" Quando Si Usa "Sono Stato" (Passato Prossimo)? Usiamo "sono stato" + luogo quando vogliamo parlare di una visita, di un'esperienza completa, di qualcosa che abbiamo fatto intenzionalmente. In questi casi, stiamo parlando di un'azione conclusa: siamo andati in un posto, ci siamo stati, e poi siamo tornati. "L'anno scorso sono stato a Parigi per tre giorni." "Sei mai stato in Giappone?" "Ieri sono stato dal dentista." Un Esempio Che Chiarisce Tutto Guarda questa frase, dove entrambi i tempi verbali convivono perfettamente: "Quando ero in Italia, sono stato a Roma, a Firenze e a Venezia." In questo caso: "ero in Italia" = contesto generale, periodo prolungato (imperfetto); "sono stato a Roma…" = visite specifiche, esperienze concrete (passato prossimo). La regola è semplice: "ero" indica dove ti trovavi (sfondo), "sono stato" indica dove sei andato (visita, esperienza). Errore N°5: "Era una Bella Giornata" vs "È Stata una Bella Giornata" Arriviamo all'ultimo errore, che confonde moltissimi studenti. Osserva queste due frasi apparentemente simili: "Era una bella giornata." "È stata una bella giornata." Qual è la differenza? Quando si usa l'una e quando l'altra? Quando Si Usa "Era" (Imperfetto)? Usiamo "era una bella giornata" quando stiamo descrivendo lo sfondo di una storia, quando stiamo "aprendo una scena". In questo caso, la frase serve a creare l'atmosfera, a dipingere il contesto prima che succeda qualcosa di specifico. "Era una bella giornata. Il sole splendeva, gli uccelli cantavano. Improvvisamente, ho sentito un rumore strano..." Quando Si Usa "È Stata" (Passato Prossimo)? Usiamo "è stata una bella giornata" quando stiamo valutando la giornata nel suo complesso, quando diamo un giudizio finale su come è andata. La giornata è finita e noi stiamo tirando le somme. "Oggi ho fatto tante cose belle: sono andato al mare, ho visto gli amici, ho mangiato bene. È stata una bella giornata!" Un modo semplice per ricordare questa differenza: "era" apre la storia, "è stata" la chiude. L'imperfetto introduce, il passato prossimo conclude. Tabella Riassuntiva: Passato Prossimo vs Imperfetto Per aiutarti a ricordare meglio le differenze, ecco una tabella riassuntiva con tutti e cinque gli errori e le relative correzioni: SituazioneTempo CorrettoEsempio CorrettoParole ChiaveDescrizioni nel passato (caratteristiche, stati, condizioni)Imperfetto"La casa era grande."era, aveva, faceva, sembravaAzioni con numero preciso di voltePassato prossimo"Sono andato in Italia tre volte."una volta, due volte, tre volte…Dopo "mentre" (azione di sfondo)Imperfetto"Mentre camminavo, ho incontrato Marco."mentreTrovarsi in un luogo (sfondo)Imperfetto"Quando mi hai chiamato, ero in ufficio."ero, eri, era + luogoVisitare un luogo (esperienza conclusa)Passato prossimo"Sono stato a Parigi per tre giorni."sono stato/a + luogoDescrizione di sfondo (apertura racconto)Imperfetto"Era una bella giornata…"era + inizio storiaValutazione complessiva (giudizio finale)Passato prossimo"È stata una bella giornata!"è stato/a + giudizio Indicatori Temporali: Guida alle Parole Chiave Un modo pratico per scegliere il tempo verbale giusto è prestare attenzione alle parole e alle espressioni temporali presenti nella frase. Alcune parole tendono ad accompagnare l'imperfetto, altre il passato prossimo. Conoscerle ti aiuterà a prendere la decisione giusta in modo più rapido e naturale. Indicatori → ImperfettoIndicatori → Passato Prossimosempre, spesso, di solito, ogni giornoieri, l'altro ieri, la settimana scorsaogni volta che, tutte le estatiuna volta, due volte, tre volteda bambino/a, da giovane, da ragazzo/aall'improvviso, improvvisamentementre, nel frattempo, intantopoi, dopo, alla fine, finalmentedi solito, normalmente, generalmentea un certo punto, in quel momentoa quei tempi, in quel periodo, allorastamattina, ieri sera, lunedì scorso Attenzione: questi indicatori sono una guida utile, non una regola assoluta.
Lucetta Scaraffia"Ebrei senza saperlo"Memorie nascosteRaffaello Cortina Editorewww.raffaellocortina.itLa scoperta che la nonna paterna, che credeva di origini inglesi, era invece di famiglia ebraica, se pure convertita, ispira all'autrice una ricerca sulle sue origini, partendo dal cognome, Wildt, originario dell'Europa orientale. Le indagini d'archivio rivelano che la famiglia era arrivata a Milano all'inizio dell'Ottocento, dove si era insediata ed evidentemente convertita. Questo nascondimento delle origini ebraiche anche in una famiglia di convertiti dimostra le difficoltà a essere accettati e la necessità di difendersi con la menzogna. Era a conoscenza la nonna Lucia delle radici ebraiche? Non lo sapremo mai, certo le ha taciute ai suoi figli. Quanti altri ebrei emigrati si sono convertiti, spinti dalla paura e dal bisogno? Quanti di noi, ripercorrendo il passato, potrebbero scoprire tracce nascoste della propria origine ebraica? La ricerca di Lucetta Scaraffia si allarga al complesso tema della trasmissione dell'identità ebraica, spesso cancellata. Una storia condivisa in realtà da molte famiglie.Lucetta Scaraffia è una figura di spicco nel panorama culturale italiano. Storica e giornalista, ha insegnato Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma ed è stata professore invitato alla Sorbona di Parigi. Ha collaborato e collabora con differenti quotidiani, tra cui Avvenire, Il Foglio, Corriere della Sera e La Stampa. Nel 2017, per la sua attività di storica e di giornalista, ha ricevuto dal presidente della Repubblica francese le insegne della Legion d'onore. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Oggi ascoltiamo la storia di LUCA TORTOLINI, scrittore. Luca è anche sceneggiatore e si occupa di educazione e promozione della lettura. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi, tra cui anche il premio Strega ragazzi e ragazze nel 2025. In quest'episodio parliamo di storie, di persone, del ritmo giusto per noi. Questo è un podcast indipendente. Clicca i link qui di seguito per: Diventare un mio PATREON e sostenere questo podcast con un piccolo contributo per coprire le spese di produzione ed aiutarmi a continuare questo progetto;Ricevere la NEWSLETTER de “Il Mondo Invisibile” in cui condivido cosa imparo ogni settimana dagli ospiti del podcast e cosa voglio ricordare per la mia pratica creativa;Ascoltare il podcast anche su YOUTUBE;Seguire l'account Instagram @ilmondoinvisibilepodcast e la pagina facebook, per vedere le opere degli artisti, e per mandarmi i tuoi commenti.Grazie milleA presto! #lucatortolini #arte #creatività #illustrazione #alboillustrato #picturebook #immagini #ilmondoinvisibile #ilmondoinvisibilepodcast #podcastitaliani
Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it La classica missione impossibile. Affrontare un nemico ben addestrato, ottimamente organizzato, determinato a vincere ad ogni costo e dotato di risorse belliche moderne potendo contare su navi vecchie o inadeguate o danneggiate, su equipaggi di diversa nazionalità non abituati ad agire di concerto e non addestrati alle reciproche abitudini tattiche. Questo è quanto chiede a fine febbraio del 1942 l'American-British-Dutch-Australian Command a Karel Doorman, ammiraglio olandese a capo della Striking Force interalleata: la sua missione (suicida), sollecitata dal governo reale dei Paesi Bassi, è intercettare la forza da sbarco dell'Impero nipponico per preservare le preziose risorse indonesiane. L'esito del confronto fornirà una tragica risposta alla tattica alleata.
La gravidanza è spesso raccontata per ciò che si vede: il corpo che cambia, gli esami, l'attesa. Questo documentario audio esplora invece la sua dimensione invisibile; raccoglie storie di donne che vivono la maternità in contesti culturali diversi da quelli d'origine. Esperienze che trasformano profondamente il modo di abitare l'attesa. Il racconto attraversa anche le gravidanze che non si manifestano esteriormente o che vengono scoperte tardi, soprattutto in adolescenza; in questo caso l'invisibile diventa spazio corporeo, psicologico e sociale. La gravidanza emerge come territorio di confine, tra consapevolezza e riconoscimento. Attraverso testimonianze intime, paesaggi sonori e contributi professionali, prende forma un racconto corale. Con le voci delle donne del Tragitto di Lugano, dello Spazio Madri Bambino del CD Giambellino e della ginecologa Letizia Parolari.Un viaggio sonoro che restituisce complessità e voce alle forme più intime e invisibili della maternità.
Hai mai pensato a quanto sarebbe noioso ripetere sempre gli stessi nomi? "Marco ha visto Maria. Marco ha salutato Maria." Ecco perché esistono i pronomi: strumenti linguistici essenziali che rendono il discorso fluido e naturale. In questa guida imparerai a usare tutti i tipi di pronomi italiani con esempi pratici e regole chiare! I PRONOMI ITALIANI: La Guida Completa 1. Pronomi Personali Soggetto I pronomi personali soggetto sostituiscono il nome della persona o della cosa che compie l'azione. Sono fondamentali per identificare chi sta facendo qualcosa e per dare struttura alle nostre frasi. In italiano, questi pronomi si dividono in singolari e plurali, e ognuno ha una funzione specifica nella comunicazione. Forma Singolare Io - prima persona singolare (parlo di me stesso/a). Questo pronome indica colui o colei che sta parlando, il centro della comunicazione. Esempi: Io mangio la pizza, Io studio italiano, Io lavoro a Milano. Tu - seconda persona singolare (parlo con te). Indica la persona con cui si sta parlando direttamente, l'interlocutore immediato. Esempi: Tu studi italiano, Tu parli bene, Tu sei simpatico. Lui/Lei/Egli/Ella/Esso/Essa - terza persona singolare (parlo di qualcun altro). Questi pronomi indicano una persona o cosa di cui si sta parlando, ma che non è presente nella conversazione diretta. Lui si usa per il maschile, Lei per il femminile. Esempi: Lui lavora a Roma, Lei studia medicina, Esso funziona bene (per oggetti). Forma Plurale Noi - prima persona plurale. Indica un gruppo di persone che include chi sta parlando. È il pronome della collettività e dell'inclusione. Esempi: Noi andiamo al cinema, Noi parliamo italiano, Noi abitiamo in Italia. Voi - seconda persona plurale. Indica un gruppo di persone a cui ci si sta rivolgendo direttamente. Esempi: Voi studiate molto, Voi siete italiani, Voi capite tutto. Loro/Essi/Esse - terza persona plurale. Indica un gruppo di persone o cose di cui si sta parlando. Loro è la forma più comune e moderna. Esempi: Loro lavorano insieme, Loro sono amici, Loro vivono a Firenze. Curiosità Importanti In italiano, spesso non usiamo i pronomi soggetto perché il verbo già ci dice chi compie l'azione! Questa è una caratteristica unica dell'italiano rispetto ad altre lingue. Per esempio, possiamo dire "Mangio la pizza" invece di "Io mangio la pizza".La desinenza del verbo (-o) indica chiaramente che il soggetto è "io". Usiamo il pronome soggetto solo quando vogliamo dare enfasi o evitare confusione. Esempi di enfasi: "Io pago il conto!" (sottolineo che sono proprio io a pagare), "Tu devi studiare!" (enfatizzo che è responsabilità tua). ATTENZIONE! Le forme "Egli, ella, essi, esse" sono forme formali e letterarie che appartengono principalmente alla lingua scritta formale e letteraria. Nella lingua parlata quotidiana usiamo sempre "lui, lei, loro". Se vuoi sembrare un libro di poesia dell'Ottocento, usa pure "egli"... ma i tuoi amici italiani ti guarderanno in modo strano! Queste forme si trovano ancora in documenti ufficiali, testi letterari classici e contesti molto formali, ma sono considerate arcaiche nella conversazione moderna. 2. Pronomi Personali Complemento Questi pronomi sostituiscono i complementi nelle frasi: oggetto diretto, oggetto indiretto e altri tipi di complementi. Qui la situazione diventa più complessa e articolata, ma non preoccuparti! Con un po' di pratica e attenzione, diventerà tutto naturale. I pronomi complemento sono essenziali per evitare ripetizioni e rendere il discorso più scorrevole ed elegante. A) Pronomi Diretti (Complemento Oggetto) I pronomi diretti rispondono alla domanda "chi?" o "che cosa?" e sostituiscono il complemento oggetto. Si usano quando l'azione del verbo passa direttamente sull'oggetto, senza bisogno di preposizioni. Forme atone (deboli - si usano prima del verbo coniugato): mi - me (prima persona singolare): Marco mi vede = Marco vede me ti - te (seconda persona singolare): Ti chiamo domani = Chiamo te domani lo - lui/esso (maschile singolare) o "ciò": Lo compro = Compro lui/quello/ciò la - lei/essa (femminile singolare): La vedo = Vedo lei/quella La - Lei (forma di cortesia): La ringrazio, signora = Ringrazio Lei ci - noi (prima persona plurale): Ci invitano = Invitano noi vi - voi (seconda persona plurale): Vi aspetto = Aspetto voi li - loro (maschile plurale): Li conosco = Conosco loro (maschi o gruppo misto) le - loro (femminile plurale): Le compro = Compro loro (cose femminili o donne) Esempi pratici con frasi complete: Vedi Marco? Sì, lo vedo. (lo = Marco) - Invece di ripetere "Sì, vedo Marco" Conosci Maria? Sì, la conosco. (la = Maria) - Invece di "Sì, conosco Maria" Mangi la pasta? Sì, la mangio. (la = la pasta) - Il pronome sostituisce l'intero oggetto Leggete i libri? Sì, li leggiamo. (li = i libri) - Plurale maschile Compri le scarpe? Sì, le compro. (le = le scarpe) - Plurale femminile Trucco da ricordare: "Lo" e "la" diventano "l'" davanti a vocale per ragioni di eufonia (suono piacevole): L'amo (amo lui/lei), L'ho visto (ho visto lui/lei/esso), L'ascolto (ascolto lui/lei). Questo rende la pronuncia più fluida e naturale. I Pronomi Diretti con il Passato Attenzione! Quando usi i pronomi diretti con il passato prossimo (e altri tempi composti), il participio passato deve accordarsi con il pronome in genere e numero. Ma c'è una regola importante da ricordare: Con la 3ª persona singolare (lo, la, l') e plurale (li, le) → l'accordo è OBBLIGATORIO: Hai visto Marco? Sì, l'ho visto. (visto = maschile singolare) Hai visto Maria? Sì, l'ho vista. (vista = femminile singolare) Hai mangiato le mele? Sì, le ho mangiate. (mangiate = femminile plurale) Hai letto i libri? Sì, li ho letti. (letti = maschile plurale) Con la 1ª e 2ª persona singolare e plurale (mi, ti, ci, vi) → l'accordo è FACOLTATIVO (ma sempre corretto se fatto): Marco mi ha chiamato/chiamata. (entrambi corretti!) Maria ci ha visto/visti/viste. (tutte le forme sono corrette!) Ti ho cercato/cercata stamattina. (entrambi corretti!) Curiosità con i Verbi Modali (dovere, potere, volere) Quando usi i pronomi diretti con i verbi modali al passato prossimo, succede una cosa interessante: è il pronome che decide se il participio passato si accorda o no! Se il pronome è PRIMA del verbo modale: Ci hanno voluti vedere. (voluti si accorda con "ci" = noi) Li ho dovuti chiamare. (dovuti si accorda con "li" = loro maschile) L'ho potuta incontrare. (potuta si accorda con "l'" = lei) Se il pronome è DOPO (attaccato all'infinito): Hanno voluto vederci. (NON si accorda: hanno voluto) Ho dovuto chiamarli. (NON si accorda: ho dovuto) B) Pronomi Indiretti (Complemento di Termine) I pronomi indiretti rispondono alla domanda "a chi?" e sostituiscono il complemento di termine. Si usano quando l'azione del verbo è diretta indirettamente verso qualcuno, tipicamente con verbi che richiedono la preposizione "a". Forme atone: mi - a me: Mi telefoni? = Telefoni a me? ti - a te: Ti scrivo = Scrivo a te gli - a lui: Gli parlo = Parlo a lui le - a lei: Le regalo fiori = Regalo fiori a lei Le - a Lei (forma di cortesia): Le chiedo scusa = Chiedo scusa a Lei ci - a noi: Ci scrivono = Scrivono a noi vi - a voi: Vi spiego = Spiego a voi gli/loro - a loro: Gli telefono / Telefono loro = Telefono a loro Esempi dettagliati: Telefoni a Marco? Sì, gli telefono. (gli = a Marco) - Il verbo "telefonare" richiede sempre "a" Scrivi a Maria? Sì, le scrivo. (le = a Maria) - Il verbo "scrivere a qualcuno" Parli ai tuoi genitori? Sì, gli parlo (o: parlo loro). - Terza persona plurale Dai un regalo a me? Sì, ti do un regalo. - Prima persona singolare indiretta Nota importante: "Loro" può essere usato al posto di "gli" per la terza persona plurale, ma presenta una differenza fondamentale di posizione: si mette DOPO il verbo invece che prima. Quindi diciamo: "Parlo loro" invece di "Gli parlo". Però nella lingua moderna e colloquiale, la forma "gli" sta vincendo questa battaglia ed è ormai la più usata, anche se "loro" rimane corretta e viene ancora utilizzata in contesti più formali o letterari. Verbi comuni che usano pronomi indiretti: telefonare, scrivere, parlare, chiedere, rispondere, regalare, dare, mandare, inviare, spedire, raccontare, spiegare, insegnare, prestare, mostrare. C) Pronomi Complemento - Forma Forte (Dopo Tutte le Preposizioni) Oltre alle forme atone (deboli), esistono anche le forme toniche (forti) dei pronomi complemento. Queste si usano DOPO le preposizioni e quando si vuole dare enfasi. Forme toniche: me - me te - te lui/lei/Lei - lui/lei/Lei noi - noi voi - voi loro - loro sé - sé stesso/stessa (forma riflessiva) Quando si usano? 1. DOPO TUTTE LE PREPOSIZIONI (a, di, da, con, per, su, tra, fra, senza...): Vengo con te. (NON: vengo con ti) Parlo di lui. (NON: parlo di lo) Questo regalo è per voi. (NON: questo regalo è per vi) Abito vicino a loro. (NON: abito vicino a gli) Senza di te, mi annoio. Pensano sempre a me. 2. PER DARE ENFASI: Amo te! (più forte di "Ti amo") Ha chiamato me, non te! Cercano proprio voi! 3. DOPO LE COMPARAZIONI (di, come, quanto): Sei più alto di me. Marco è intelligente come te. Lavora quanto noi. FORMA RIFLESSIVA "SÉ": La forma "sé" (con o senza accento, entrambi corretti: "sé" o "se") si usa per la terza persona quando l'azione ricade sul soggetto stesso: Pensa sempre a sé (stesso). Parla da sé. Conta solo su sé (stesso). ESEMPI COMPLETI: Questo libro è per te, non per lui. Viene da noi stasera? Abito lontano da loro. Escono sempre con voi? Pensa solo a sé. D) Pronomi Combinati
Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time a TEATRO https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Qui sotto puoi ascoltare le puntate integrali di FUORI DAL BUIO https://open.spotify.com/show/5L5v3AKzqbRVNZ9iqwDn55?si=5f252edc6a594c60 Oggi faremo un viaggio con Paolo Ruffini, una personalità iconica del mondo dello spettacolo, che nel corso della sua importante carriera come attore, regista e conduttore, ha spesso messo al centro della sua arte quelle categorie umane all’apparenza più fragili. Quelle stesse categorie che, però, hanno di più da insegnarci: i bambini, gli anziani, le persone con la sindrome di Down. Paolo ci racconterà la sua infanzia fatta di amore e di ribellione, l’affetto per il microcosmo che aveva costruito nella sua scuola, il suo rapporto viscerale col cinema e coi suoi genitori. Ci parlerà degli inizi in MTV, dei primi film come attore e poi delle sue occasioni come regista. Con una lucida analisi di cosa perdiamo diventando adulti ci svelerà che, alla fine, il modo migliore che abbiamo per guardare il mondo è attraverso gli occhi dei bambini. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Maria Noemi Grandi, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Emma Marsan. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commercialiSee omnystudio.com/listener for privacy information.
Altri clamorosi data breach espongono i dati personali e sensibili di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Stavolta sono proprio alcune delle società incaricate di fare KYC ad essere le responsabili. Se le aziende e gli Stati non sono in grado di custodire i nostri dati, è lecito che ce li possano chiedere?Inoltre: l'AI arriva sul lightning network, Deblock integra bitcoin LN sulla sua app, e nonostante il bear market un nuovo report fotografa positivamente lo stato dell'adozione nel mondo.It's showtime!
Molte madri vivono con una sensazione costante di non fare abbastanza. O peggio: di non essere abbastanza.E quando questa diventa la casa emotiva in cui vivi ogni giorno, il prezzo che paghi è altissimo.In questo episodio del podcast Mamma Superhero smascheriamo una convinzione molto diffusa tra le mamme: la sensazione di essere una cattiva madre anche quando stai facendo del tuo meglio.Parliamo di:• perché tante madri vivono con sensi di colpa e autocritica costanti• come nascono gli standard impossibili della “brava madre”• perché vergogna e perfezionismo tengono il sistema nervoso in allerta• come cambiare prospettiva per uscire dalla trappola del “non sono abbastanza”Quando il nostro valore come genitori dipende da criteri impossibili, la vita reale non potrà mai essere all'altezza delle aspettative. E questo alimenta un ciclo di vergogna, stress e autocritica che rende ancora più difficile essere presenti con i nostri figli.In questo episodio ti aiuto a guardare la genitorialità da una prospettiva diversa: più realistica, più gentile e più utile per sviluppare maturità emotiva.Se questo episodio ti è stato utile, segui il podcast Mamma Superhero per continuare questo percorso di crescita come genitore.Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
J-Ax che parla della sua svolta country e della scelta di portare “E la vita” nella serata duetti. Samurai Jay racconta di come la musica gli ha salvato la vita mentre Arisa racconta la sua canzone e parla della condizione femminile. C'è anche la litigata di una giornalista con Carlo Conti sulla scelta di troppe voci maschili rispetto quelle femminili. Ospite anche Andrea Bonomo, autore della canzone di J-Ax. Questo è altro in UN SANREMO DA TENORI
Dopo 2 ore passate a cercare di entrare non visti in un treno in movimento, i nostri coboldi hanno fatto esplodere un vagone e si sono scontrati con la prima guardia della Dama in Nero. Ora che il treno si è finalmente fermato però dovranno affrontare il suo amante, e il 14esimo figlio della Dama. Entrambi però potrebbero essere interessati a trovare un accordo con i Koboldi. Insieme a Claudio Serena, dietro ai microfoni ci saranno Simone Bernardi, Simone Bonavita, Matteo Mantovanelli, e Luca Carbone, l'autore del gioco.Se vuoi scoprire qualcosa di più sul gioco, scaricare il quickstart e ricevere una notifica quando il crowdfunding sarà attivo, puoi usare il link qui sotto!https://www.backerkit.com/c/projects/genitori-di-ruolo/dice-first/launch_party?ref=fumbleTutti i nostri contenuti sono gratuiti e disponibili pubblicamente, rilasciati sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0: puoi distribuirli, manipolarli, copiarli quanto vuoi, e se hai dubbi su quali siano i limiti entro cui farlo puoi scriverci su Discord, dove saremo felice di risponderti.Un'ultima cosa: Quello che noi mettiamo in scena non è scriptato e giochiamo live, così come ci viene. Questo non vuol dire che sia l'unico modo o il modo giusto di giocare: se giochi in maniera diversa non è certo un problema, anzi, stai arricchendo il mondo!Fumble fa parte di Fumblecast, un network indipendente di podcast che parlano di giochi. Puoi scoprire di più sul nostro sito
Questo episodio è sponsorizzato da Shopify! https://shopify.it ************* Storie di Videogame è anche un LIBRO, il SECONDO VOLUME è disponibile ora per il predordine! Ordina qui: https://bit.ly/SDVbooks ************* La storia dello sviluppo di Baldur's Gate 3 ha inizio molto prima del suo annuncio ufficiale da parte di Larian. Nei quasi vent'anni che lo separano dai suoi predecessori, diversi studi, tra i quali la stessa BioWare, si sono contesi la licenza, senza mai riuscire a ottenerla. Anche il primo tentativo di Swen Vincke, il fondatore di Larian, non va a buon fine, eppure è la stessa Wizards of the Coast a tornare sui suoi passi poco tempo dopo. La storia dello sviluppo di Baldur's Gate 3 è tanto affascinante quanto complessa e, a tratti, spaventosa, fatta di enormi scommesse e un'ossessione inarrestabile. Se desiderate supportarmi: ko-fi.com/storiedivideogame Telegram @storiedivideogame Instagram @storiedivideogame email: storiedivideogamepodcast@gmail.com Bibliografia e disclaimer: https://medium.com/@storiedivideogamepodcast Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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La forma passiva è uno degli argomenti più insidiosi della grammatica italiana, e quasi tutti gli studenti commettono gli stessi errori. In questo articolo scoprirai i 5 errori più comuni con la forma passiva e imparerai come evitarli una volta per tutte. 5 Errori con il Passivo in Italiano Errore N°1: Usare l'Ausiliare AVERE Partiamo dalle basi. Questo è l'errore più grave e, purtroppo, anche molto frequente tra gli studenti di italiano. Alcuni studenti costruiscono frasi come: "La pizza ha mangiata da Marco." Questo è completamente sbagliato. In italiano, l'unico ausiliare per formare il passivo è ESSERE. Sempre. Senza eccezioni. "La pizza è mangiata da Marco." Come Trasformare una Frase Attiva in Passiva Per comprendere meglio il meccanismo della trasformazione, analizziamo un esempio chiaro e dettagliato. Frase Attiva Marco mangia la pizza. Marco = soggetto (chi compie l'azione) mangia = verbo la pizza = complemento oggetto (chi riceve l'azione) Frase Passiva La pizza è mangiata da Marco. La pizza = nuovo soggetto è mangiata = verbo al passivo (essere + participio passato) da Marco = agente (chi compie l'azione) Come vedi, nella trasformazione avvengono tre cambiamenti fondamentali: Il complemento oggetto diventa soggetto Il verbo diventa essere + participio passato Il soggetto originale diventa "agente" e si introduce con la preposizione DA Verbi Transitivi e Intransitivi: Una Distinzione Fondamentale Non tutti i verbi possono avere una forma passiva. Solo i verbi transitivi (cioè quelli che possono avere un complemento oggetto) possono essere trasformati al passivo. "Il libro è letto da Maria." (leggere = transitivo, posso leggere qualcosa) "Il parco è andato da Maria." (andare = intransitivo, non posso "andare qualcosa") Un trucco semplice per riconoscere i verbi transitivi: se nella frase attiva puoi rispondere alla domanda "Che cosa?" dopo il verbo, allora il verbo è transitivo e puoi fare il passivo. Marco mangia... che cosa? → La pizza. Transitivo! Maria va... che cosa? → ??? Intransitivo! Errore N°2: Usare la Preposizione Sbagliata per l'Agente Questo errore è strettamente collegato al primo e riguarda proprio quella parolina che introduce l'agente nella frase passiva. Molti studenti commettono errori come: "La pizza è mangiata per Marco." "La pizza è mangiata di Marco." Ma la preposizione corretta è una sola: DA! "La pizza è mangiata da Marco." Perché Questo Errore È Così Comune? L'origine di questo errore spesso dipende dalla lingua madre dello studente: Chi parla spagnolo spesso usa "per" perché in spagnolo si dice "por" (La pizza es comida por Marco). Chi parla inglese a volte usa "di" perché in inglese si dice "by", che in altri contesti si traduce con "di" (a book by Hemingway = un libro di Hemingway). Ma ricorda: in italiano, per l'agente del passivo, si usa sempre DA. Esempi Corretti con la Preposizione DA Questo quadro è stato dipinto da Caravaggio. La lettera sarà scritta da me. I biscotti sono stati preparati da mia nonna. L'America fu scoperta da Cristoforo Colombo. La Divina Commedia è stata scritta da Dante Alighieri. Errore N°3: Confondere il Passivo Presente con il Passato Questo errore è molto subdolo e dipende da come funziona il passato prossimo in italiano. Guarda questa frase: "La pizza è mangiata." Molti studenti pensano: "Vedo due parole: 'è' + 'mangiata'. Due parole = passato prossimo!" SBAGLIATO! Questa frase è al presente passivo, non al passato! Il segreto è questo: nel passivo, il tempo è determinato SOLO dall'ausiliare ESSERE. Tabella dei Tempi Verbali al Passivo Tempo VerbaleForma PassivaNumero di ParolePresenteLa pizza è mangiata2 parolePassato prossimoLa pizza è stata mangiata3 paroleImperfettoLa pizza era mangiata2 paroleTrapassato prossimoLa pizza era stata mangiata3 parolePassato remotoLa pizza fu mangiata2 paroleTrapassato remotoLa pizza fu stata mangiata3 paroleFuturo sempliceLa pizza sarà mangiata2 paroleFuturo anterioreLa pizza sarà stata mangiata3 parole Come vedi, per il passato prossimo passivo servono tre parole: essere (al presente) + stato/a/i/e + participio passato. La Differenza È Fondamentale La pizza è mangiata = Presente (qualcuno la sta mangiando ora, in generale) La pizza è stata mangiata = Passato prossimo (qualcuno l'ha già mangiata) È una differenza enorme! Confonderle può creare grandi malintesi nella comunicazione. Immagina di essere in un ristorante e dire "La pizza è mangiata" (presente) invece di "La pizza è stata mangiata" (passato): il cameriere potrebbe pensare che qualcuno stia ancora mangiando la pizza, invece di capire che è già finita. Errore N°4: Sostituire Sempre ESSERE con VENIRE Forse hai sentito dire che in italiano si può usare anche il verbo VENIRE per formare il passivo. Ed è vero! La pizza viene mangiata da Marco. Questa frase è perfettamente corretta e significa la stessa cosa di "La pizza è mangiata da Marco." Ma attenzione: c'è una regola importante! La Regola Fondamentale di VENIRE VENIRE si può usare SOLO con i tempi semplici. I tempi semplici sono: presente, imperfetto, passato remoto, futuro semplice, congiuntivo presente, congiuntivo imperfetto, condizionale presente. La pizza viene mangiata. (presente) La pizza veniva mangiata. (imperfetto) La pizza verrà mangiata. (futuro) Ma con i tempi composti? No, non si può! La pizza è venuta mangiata. → SBAGLIATO! La pizza è stata mangiata. → CORRETTO! Tabella Comparativa: ESSERE vs VENIRE TempoCon ESSERECon VENIREPresenteè mangiataviene mangiataImperfettoera mangiataveniva mangiataPassato remotofu mangiatavenne mangiataFuturo semplicesarà mangiataverrà mangiataPassato prossimoè stata mangiataè venuta mangiataTrapassato prossimoera stata mangiataera venuta mangiataFuturo anterioresarà stata mangiatasarà venuta mangiata Perché Esiste l'Alternativa con VENIRE? Spesso si usa "venire" per dare un senso più dinamico all'azione, per sottolineare che qualcosa sta accadendo in quel momento. Inoltre, "venire" può aiutare a evitare ambiguità: la frase "La porta è chiusa" potrebbe significare sia "La porta viene chiusa (da qualcuno)" sia "La porta è in stato di chiusura". Usando "La porta viene chiusa" si elimina l'ambiguità e si indica chiaramente un'azione in corso. Errore N°5: Non Riconoscere le Strutture Passive "Nascoste" Ed eccoci all'ultimo errore, forse il più insidioso di tutti. Esistono alcune strutture che sono passive... ma non sembrano passive! Molti studenti non le riconoscono e quindi non le capiscono. Vediamone tre molto comuni. 1) ANDARE + Participio Passato "Questo lavoro va fatto entro domani." Che cosa significa? Significa che questo lavoro deve essere fatto entro domani. È un obbligo, una necessità. La struttura andare + participio passato ha un significato passivo con valore di dovere/necessità. Altri Esempi con ANDARE + Participio Le regole vanno rispettate. = Le regole devono essere rispettate. Questo documento va firmato. = Questo documento deve essere firmato. I compiti vanno consegnati venerdì. = I compiti devono essere consegnati venerdì. La carne va cotta bene. = La carne deve essere cotta bene. Questi medicinali vanno presi a stomaco pieno. = Questi medicinali devono essere presi a stomaco pieno. Attenzione: anche "andare" segue la regola del punto 4! Si usa solo nei tempi semplici. Il lavoro va fatto. (presente) Il lavoro andava fatto. (imperfetto) Il lavoro è andato fatto. → Sbagliato! 2) Participio Passato da Solo (Participio Assoluto) "Fatte queste premesse, possiamo continuare." Questa struttura si chiama participio assoluto e ha valore passivo. Significa: "Dopo che queste premesse sono state fatte..." Il participio, posto all'inizio della frase, indica un'azione già compiuta che precede l'azione principale. Altri Esempi di Participio Assoluto Letto il libro, ho capito tutto. = Dopo che il libro è stato letto (da me)... Finiti i compiti, sono uscito. = Dopo che i compiti sono stati finiti... Considerati tutti i fattori, la decisione è stata difficile. = Dopo che tutti i fattori sono stati considerati... Superato l'esame, ho festeggiato. = Dopo che l'esame è stato superato... Aperta la porta, entrò nella stanza. = Dopo che la porta fu aperta... Questa struttura è molto usata nella lingua scritta e formale, ma si sente anche nel parlato. Se non la riconosci, rischi di non capire il significato della frase. 3) Il "SI" Passivante "In Italia si mangia molta pasta." Questa frase non significa che qualcuno mangia se stesso (quello sarebbe riflessivo!). Significa: "In Italia molta pasta è mangiata" / "In Italia la gente mangia molta pasta." È il famoso SI passivante: si usa quando non vogliamo o non possiamo specificare chi compie l'azione. Come Riconoscere il SI Passivante Il verbo concorda con il sostantivo che segue: Si mangia molta pasta (pasta = singolare → verbo singolare) Si mangiano molti spaghetti (spaghetti = plurale → verbo plurale) Si legge un libro / Si leggono molti libri Si parla l'italiano / Si parlano molte lingue Esempi Comuni del SI Passivante Il si passivante è estremamente comune in italiano. Lo sentirai e leggerai ovunque: Qui si parla italiano. (= L'italiano è parlato qui) Non si accettano carte di credito. (= Le carte di credito non sono accettate) Come si dice "hello" in italiano? (= Come è detto "hello" in italiano?) In questo negozio si vendono prodotti biologici. (= Prodotti biologici sono venduti) Affittasi appartamento. (= Un appartamento viene affittato - forma molto comune negli annunci) Se non riconosci questa struttura,
How do you say “amazing” in Italian? Here you'll learn the best word to use, a few common alternatives, and tips on when Italians would actually use them. Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Amazing-in-Italian Today's Italian words: Questo risotto è fantastico = This risotto is amazing Questa focaccia è fantastica = This focaccia is amazing Fantastico! - Amazing! È fantastico - That's (lit. it is) amazing