Podcast nato per narrare le storie, le vite e le carriere degli Hall of Famers NBA, ma non solo! In arrivo storie dal mondo del basket a stelle e strisce in collaborazione con il Tore!

DELONTE WEST - DA GIOCATORE NBA A SENZATETTO Una delle storie più tristi e tragiche che riguardi un giocatore NBA è sicuramente quella di Delonte West. Delonte West nasce a Washington il 26 luglio del 1983, e la sua storia è tutt'altro che una favola. I genitori divorziano quando lui era ancora giovane ed, a rendere ancora più difficile i suoi primi anni di vita, ci pensa un quartiere tutt'altro che amichevole. Ed anche se lui stesso descrive la sua gioventù come "felice povertà", la situazione non era per nulla felice. Sin da giovanissimo, si notava qualcosa di strano dal punto di vista mentale, e tutto venne a galla a 12 anni quando, in seguito ad un infortunio grave ad una gamba, fu costretto a rinunciare al basket per un lungo periodo. Il basket era l'unico posto dove Delonte si sentiva a suo agio. Carnagione chiara e capelli rossi, veniva spesso deriso dagli altri ragazzi del quartiere e lui stesso sentiva di non appartenere a quel posto. Probabilmente di non appartenere a questo mondo. L'unico posto in cui si sentiva a suo agio era il campo da basket e, non potendo giocare a causa dell'infortunio, impazzì. Perchè andare a scuola se non posso giocare? Cadde in depressione e tentò, già a 12 anni, più volte il suocidio. Era spesso in ospedale e la madre, convinta di far cosa buona e giusta, lo spedì dal padre per tentare di aiutarlo. Al padre però non fregava letteralmente nulla di Delonte, ed il giovane cominciò a frequenteare "cattive influenze", che lo portarono verso droghe e alcool. Alla fine, però, l'infortunio alla gamba passò e, tornato sul campo da basket Delonte divenne una vera star. Alla Eleanor Roosevelt High School, nel Maryland, West si fece notare dai principali college americani, vincendo il Washington Post Player of the Year award con i suoi 20 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 4 rubate di media. [...] Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

JAVARIS CRITTENTON - STORIA DI UN CRIMINALE 100 dollari, un debito infimo per 2 giocatori NBA, eppure sufficiente ad estrarre i rispettivi ferri all'interno dello spogliatoio. E' la vigilia di Natale del 2009 ed, all'interno dello spogliatoio dei Washington Wizards si sfiora la tragedia. "Tirò fuori la propria pistola, già carica, la armò e la puntò contro Gilbert. Gli altri giocatori che erano arrivati casualmente, ridendo e scherzando tra loro, si fermarono di colpo, con gli occhi sgranati. Ci vollero solo pochi secondi per rendersi conto che era tutto vero, una sparatoria di tutt'altra natura. Si sono guardati l'un l'altro e poi sono scappati, l'ultimo è uscito chiudendosi la porta alle spalle". Questo è un estratto dall'autobiografia di Caron Butler, membro di quei Wizards. I 2 contendenti: Gilbert Arenas, superstar della squadra, non chè detentore del debito da 1100$, e Javaris Crittenton, la cui epopea è quanto di più criminale possiate trovare nella storia del basket a stelle e strisce. E' il gennaio del 1996, Javaris Cortez Crittenton ha solamente 8 anni e vive con madre e sorelle nei sobborghi di Atlanta. Il padre, come nelle più classiche storie legate al mondo afroamericano della NBA, non esiste. Non è mai esistito nella sua vita. Mamma Sonya, per paura che potesse cadere in giri loschi, lo iscrive nella scuola di basket di Tommy "PJ" Slaughter, che gli insegna le basi. Il talento di Javaris è, come spesso capita in questo tipo di storie, innato, tanto da riuscire ad attrarre le attenzioni degli Atlanta Celtics, una delle migliori squadre giovanili d'America. Scuola attraverso cui sono passati anche Dwight Howard e Josh Smith, 2 che in NBA hanno fatto grandi cose. Il giovane è promettente e si mette subito in mostra giocando una partita splendida contro la Saint Vincent Saint Mary di un certo LeBron James, già all'epoca etichettato come "The Chosen One". E' oramai uno dei nomi noti all'interno di una quantità innumerevole di taccuini degli scout NBA, tanto che nel draft del 2007, lo stesso di Oden e Durant, viene scelto dai Los Angeles Lakers alla numero 19. [...] Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

JACK TWYMAN E MAURICE STOKES - I MIGLIORI COMPAGNI DI SQUADRA Il Twyman–Stokes Teammate of the Year Award è un premio annuale che si pone l'obiettivo di premiare il compagno di squadra ideale. Ciò che deve caratterizzare il premiato è "selfless play" (ovvero altruismo) e "commitment and dedication to his team" (ovvero impegno e dedizione verso la sua squadra). Venne istituito nel 2012-13 ed in quest'ultima stagione lo ha vinto, e mi verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere, Damian Lillard. Solitamente i nomi dei premi hanno un perchè, e questo premio ne ha uno enorme. Perchè? Lasciate che vi racconti la storia di Jack Twyman e Maurice Stokes! Stokes nasce a Rankin, in Pannsylvania, il 17 giugno del 1933. Un paesino appena fuori Pittsbugh, nel nord est degli Stati Uniti. E proprio a Pittsburgh, l'11 maggio dell'anno successivo, nasce anche Twyman. All'età di 8 anni, la famiglia di Stokes si trasferisce nel quartieri di Homewood, a Pittsburgh città. Erano lui, i genitori, 2 fratelli ed una sorella gemella. I due si conobbero, per puro caso, alla Westinghouse High School poichè compagni di squadra e, da lì in avanti, vissero l'uno per l'altro. Non nel senso che tutti voi immaginate alla Broke Back Mountain, ma con un rapporto di semplice e pura amicizia. Stokes era molto dotato, giocava titolare e la squadra vinse i campionati cittadini per 2 anni di fila. Diciamo però che non era la stella della squadra, e nemmeno il numero 2 o 3. Si pensava fosse troppo lento per meritarsi una borsa di studio o, addirittura, per arrivare a giocare nel basket professionistico. Ma spesso i brutti anatroccoli crescono e diventano cigni stupendi. Stokes riesce ad entrare all' università e sviluppa un ottimo tiro, divenendo uno dei migliori tiratori nel College Basketball. Nel frattempo, anche il fisico stava crescendo e, nel suo primo anno al St. Francis College di Loretto, in Pennzylvania, Stoke diventa All-American tra i piccoli college con 23 punti e 22 rimbalzi di media. Da lì in avanti il nome di Stokes venne sempre più preso in considerazione, tanto che persino gli Harlem Globetrotters gli diedero la caccia. E cosa centro Jack Twyman in tutto ciò? [...] Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

LEN BIAS - LA STORIA DEL PIU' TRISTE DEI WHAT IF Questa è una storia di giovani, droghe, società e cultura americana. Questa è la storia di uno dei più grandi what if di sempre. Questa è la storia di Len Bias, stella inespressa del basket americano, nato il 18 novembre del 1963 e morto neanche 23enne per overdose di cocaina 2 giorni dopo il draft. Ma chi è Len Bias? Nato a Landover, nel Maryland, il 18 Novembre 1963, Leonard Kevin Bias, per tutti Len, è considerato da molti addetti ai lavori dell'epoca una delle migliori stelle inespresse del Basket americano. “Frosty” come lo chiamavano gli amici per via di un nomignolo affibbiatogli dal parroco della sua città per sottolineare il suo carattere serio e umile, è un ragazzo afroamericano di oltre 2 metri e quasi 100 chili. Amante sin da piccolo del Football, comincia la sua carriera cestistica con il passaggio dalle superiori al college, presso la University of Maryland. Il suo ruolo, Ala Piccola. Da ragazzo grezzo e poco disciplinato, Lefty Driesell, monumento del basket NCAA e coach dell'università, lo trasforma negli anni in un lungo dal rimbalzo facile, dalle splendide mani, con i movimenti di una guardia ed un atletismo spaventoso. Len è un atleta fantastico, alla continua ricerca della perfezione: decide di allenarsi anche con la squadra di football e in poco tempo si trasforma in un colosso dalle grandi spalle e le braccia possenti, capace di volare sopra tutto e tutti per andare al ferro. Sono gli ultimi anni di Michael Jordan in NCAA con North Carolina, e Len vede crescere le sue statistiche, le prestazioni e la sua popolarità in modo esponenziale. Dopo il passaggio di MJ nella NBA direzione Chicago Bulls, Bias diventa in assoluto la stella conclamata del college basket americano, vincendo per due stagioni consecutive il premio di miglior giocatore. Con la fama e i fotografi arrivano anche le donne e le amicizie di comodo. Ma Len è un ragazzo serio. Certo, si diverte. Ma come farebbe qualsiasi altro ragazzo che sta per entrare in un mondo più grande di lui. Sul campo, però, è un'autentica furia. Statistiche e percentuali clamorose portano i maggiori talent scout sulle tracce di questo “Horse” – cavallo, come veniva definito per la potenza abbinata all'eleganza dei movimenti – dal sorriso fresco e spontaneo. Non ultimi, i Boston Celtics di Red Auerbach, freschi campioni NBA. Finita la stagione universitaria, arriva il momento più bello ed emozionante per un adolescente che sta per realizzare il sogno della sua vita: il Draft. L'anno è il 1986 e il giorno è 17 giugno. [...] Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

MARK EATON - IL MIGLIOR STOPPATORE DI SEMPRE La storia di Mark Eaton, scritta da Tommaso Ranelletti e raccontata qui, per voi! Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

MANUTE BOL - UN' INCREDIBILE VITA Quarto episodio di questa serie. Parliamo di Manute Bol, padre di Bol Bol ed autentico personaggio della NBA di fine anni 80 e 90. Il testo è stato scritto da Omar Bergomi, ed ho chiesto a lui la possibilità di riportarlo in video. LINK: https://www.rivistacorner.ch/lincredibile-vita-di-manute-bol/ Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

NATE ROBINSON - IL CUORE OLTRE L'ALTEZZA

Quarto episodio di questa serie. Parliamo di TJ Ford, scelta numero 8 del draft del 2003, uno dei migliori di sempre. LINK: https://www.theplayerstribune.com/articles/tj-ford-i-cant-feel-my-body Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Terzo episodio di questa serie. Parliamo di Robert Traylor, detto Tractor. Scelto nel 1998 e visto anche in Italia con la maglia di Napoli. Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Ci sono giocatori che entrano nella storia. E poi ci sono quelli che diventano la storia stessa di una franchigia. John Havlicek appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria. Non è un caso che la sua biografia autorizzata, pubblicata nel 1977 e firmata dal celebre giornalista Bob Ryan, porti un titolo tanto semplice quanto perfetto: Hondo: Celtic Man in Motion. Tre parole che raccontano, meglio di qualsiasi statistica, l'essenza di un campione irripetibile. "Hondo" era il soprannome che lo accompagnò per tutta la carriera, ispirato al celebre film con John Wayne e affibbiatogli già ai tempi del liceo da un suo compagno di squadra. "Celtic" perché, se esiste un giocatore che ha incarnato davvero l'anima dei Boston Celtics, quel giocatore è stato proprio John Havlicek. Un simbolo assoluto della franchigia, al pari di mostri sacri come Bill Russell e Larry Bird. E infine "Man in Motion". Un'espressione che descrive alla perfezione il suo modo di stare in campo. Havlicek era movimento continuo, energia inesauribile, una presenza costante su ogni possesso. L'ex allenatore Red Holzman lo definì addirittura "la più grande dinamo umana mai vista su un parquet". Una frase che ancora oggi rende perfettamente l'idea. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

ISAIAH AUSTIN - STORIA DI UN CAMPIONE MANCATO Video ispirato dall'articolo di Alberto Pucci per Around The Game. LINK: https://aroundthegame.com/post/never-underestimate-isaiah-austin/

Chi l'ha detto che, per diventare una leggenda della NBA, sia necessario essere amati da tutti? La storia dimostra esattamente il contrario. E pochi giocatori incarnano questo concetto meglio di Isiah Thomas. Perché sì, il suo nome è legato anche a pagine controverse. C'è l'Isiah Thomas dirigente dei New York Knicks, protagonista di una delle gestioni più criticate della franchigia. C'è il presunto regista della famosa "congiura" contro Michael Jordan all'All-Star Game del 1985. E poi c'è il Thomas che fece discutere il mondo dello sport con l'uscita anticipata dal parquet nelle Finali di Conference del 1991 o quello coinvolto nelle polemiche dei playoff del 1987. Ma se si mettono da parte tutte queste ombre, resta qualcosa di enorme. Resta uno dei più grandi playmaker che abbiano mai calcato un parquet NBA. Per molti, semplicemente il miglior "piccolo" della storia del basket. Questa è la storia di Isiah Lord Thomas III. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

KEON CLARK - IL RAGAZZO CHE NON HA VOLUTO FARSI SALVARE Secondo episodio di questa serie che racconta aneddoti, storie e curiosità dalla NBA del passato. Racconto la storia di Keon Clark, atleta spettacoloso ma avvezzo ad ogni tipo di vizio. Un doveroso ringraziamento ad Emanuele Venturoli, che mi ha concesso il permesso di utilizzare il testo di un suo articolo del 2013. LINK: https://rtrsports.com/blog/nba-storia-keon-clark-ragazzo-che-non-ha-voluto-farsi-salvare/ TWITTER: https://twitter.com/RTR_MotoGP Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

BRYANT REEVES - LA STORIA DI BIG COUNTRY Inauguro questa serie dedicata alla storia NBA raccontata a piccole dosi, con un giocatore di nicchia, scelto dai Vancouver Grizzlies nel 1995 e, dopo 6 anni, scomparso nel nulla. LINK INSTAGRAM: https://www.instagram.com/findingbigcountry LINK DOCUMENTARIO: https://www.youtube.com/watch?v=cMhM-8D-Q1o Gli spezzoni video sono stati presi da altri video presenti su youtube, così come le foto. Ringrazio gli autori, a cui va riconosciuto il lavoro. Se vuoi supportare il canale, ricordati di mettere un bel LIKE a questo video! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

2025/26 - UNA MALEDIZIONE DURATA 53 ANNI

Quando parliamo di Leonard Randolph Wilkens, detto Lenny, parliamo di una delle facce più iconiche della storia della NBA. Prima al college, poi da giocatore NBA ed infine come allenatore, ha segnato le epoche di questo sport nel mondo a stelle e strisce, lasciando il proprio segno ovunque sia passato. Scomparso il 9 novembre del 2025 alla veneranda età di 88 primavere, il vecchio Lenny porta in dote un posto tra i migliori 50 (e poi 75) giocatori di sempre ed un posto tra i migliori 15 head coach NBA di sempre, con il miracoloso titolo del 1979 in quel di Seattle che lo ha reso, di fatto, the Godfather of Seattle. Il padrino di Seattle. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Fino alla metà degli anni ‘80 Bob Pettit era ancora unanimemente considerato la miglior Power Forward nella storia della pallacanestro. Poi il ruolo subì una profonda evoluzione e nel giro di un decennio nuovi e agguerriti interpreti ridisegnarono e stravolsero completamente le gerarchie nello spot di ala forte. Sembrerà strano ma il primo a scalzare dal trono la mitica ala dei St. Louis Hawks, fu un giocatore nato in Alabama, alto non più di 195 centimetri e con gravi problemi di peso, tanto da viaggiare sull'ordine delle 300 libbre ai tempi del college ad Auburn. Il suo nome era – o meglio è – Charles Wade Barkley. E se di lui non avete mai sentito parlare, questa rubrica non fa decisamente per voi. O forse sì. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

La bellezza della NBA è anche quella di riuscire, più o meno volontariamente, a riproporre sfide epiche ciclicamente, creando corsi e ricorsi storici che aiutano a rendere uniche e “for the ages” le gesta di chi ne prende parte.. Toronto Raptors e Philadelphia 76ers si sono già affrontate in passato sul terreno delle semifinali di conference, ed è stata una serie memorabile. Una serie raccontata in un precedente episodio de “La serie delle serie” su questi stessi canali. Protagoniste dell'epoca, due squadre molto simili: una superstar dominante in attacco ed una schiera di role players a contorno. Ognuno con un compito ben chiaro. Ognuno con uno spartito ben definito. Le superstar di quella serie furono ovviamente Allen Iverson e Vince Carter, e quello fu il vero spartiacque della carriera di entrambi. Per il primo, The Answer, in senso positivo. Per l'altro, Air Canada, nel senso opposto. Le squadre del 2019 sono profondamente diverse rispetto a quelle di 18 anni prima. Il basket è cambiato, i fisici sono cambiati, ciò che viene richiesto ad ogni singolo giocatore è cambiato.

I San Antonio Spurs, nel 2014, hanno ufficialmente chiuso il cerchio. Campioni NBA, alla loro età, e nonostante la bruciante sconfitta alle Finals dell'anno precedente. E' una dinastia che, nonostante tutto, vuole continuare a stupire. E non solamente per le riconferme di Duncan e Ginobili, ma anche, se non soprattutto, per la presenza del più giovane MVP delle Finals della storia della NBA: Kawhi Leonard. Kawhi è il prototipo della Spurs Culture. Parla poco, difende molto, migliora di continuo e domina sempre più le partite. Dopo una stagione regolare in cui Popovich ha palesemente fatto risparmiare le energie ai veterani, entrano in post-season con la testa di serie numero 6 ad ovest. I Los Angeles Clippers sono invece la squadra più esplosiva ed atletica dell'intera lega. Chris Paul guida l'attacco, con Blake Griffin e DeAndre Jordan a chiudere i lob alzati da CP3. E' LOB CITY il soprannome della squadra. Un roster che gioca insieme da diverso tempo e che, oltre ai Paul, Griffin e Jordan, ha a roster tanti altri validi giocatori come JJ Redick, Matt Barnes, Glen Davis, Hedo Turkoglu ed il sesto uomo dell'anno Jamal Crawford. Una franchigia che da anni sta provando a raggiungere la terra promessa, ma che anno dopo anno ha sempre disatteso le aspettative in post season. Sarà la volta buona?

Racconto, in questa nuovissima serie, le migliori serie NBA di sempre! Sono NBA Finals, ed un'edizione tra le più belle e combattute di tutti i tempi. Una serie che rimarrà nella leggenda, ri-raccontata per voi in questo video.

Racconto, in questa nuovissima serie, le migliori serie NBA di sempre! Si tratta di un esperimento che, a seconda dei feedback, deciderò se portare avanti o meno. Parliamo della serie "sliding door" per eccellenza, almeno per la carriera di Vince Carter ed Allen Iverson. Correva l'anno 2001!

Racconto, in questa nuovissima serie, le migliori serie NBA di sempre! Si tratta di un esperimento che, a seconda dei feedback, deciderò se portare avanti o meno. Parliamo della meravigliosa serie tra i Lakers di Kobe e Shaq ed i Sacramento Kings di Webber, Divac, Bibby e Sotjakovic! Correva l'anno 2002!

Non avrei mai pensato che, alla fine, un giocatore come Dwight Howard sarebbe entrato nella Hall of Fame, ed invece siamo qui, nel 2025, a celebrarne vita e gesta, in quella che di fatto rimane una grande carriera incompiuta, di un giocatore che ha avuto l'enorme macigno di ereditare la legacy di Shaq, senza però averne nè la tecnica, nè il carisma. Una carriera fatta di bassi bassissimi, ma anche di alti altissimi, in cui però, alla fine, viene ricordato più come un meme che come un giocatore capace di dominare fisicamente la NBA per molti anni in maglia Magic. Ripercorriamone quindi vita e carriera. Questa è la storia di Superman.

Le stagioni NBA raccontate dal Franz.

CARMELO ANTHONY - Il RE di New YorkAnno domini 2018. Carmelo Anthony, dopo 15 stagioni NBA e sole 10 partite con la sua nuova franchigia, gli Houston Rockets, rimane senza squadra. Come può un giocatore col suo background rimanere a piedi a soli 34 anni, senza che qualcuno sia disposto a dargli un'opportunità di tornare in NBA?Questa è la storia di un giocatore dominante, schiavo del suo ego fino a tarda età e mai realmente in grado di evolversi da quel suo primo, stratosferico anno, sino al termine della sua carriera da Hall of Fame.Si, perchè la carriera, ed ancor più la storia di Melo, sono quanto di più incredibile si possa trovare in epoca moderna e, come scritto nella sua autobiografia “Where Tomorrows Aren't Promised” (che tradotto significa “Dove non c'è promessa del domani”), questa si che è stata una vera fuga da sfortuna, disagio e povertà.

Le stagioni NBA raccontate dal Franz.

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Le stagioni NBA raccontate dal Franz.

Le stagioni NBA raccontate dal Franz.

La nuova sigla di NBA Revival Zone per la stagione NBA 2023/24!Grazie a TRIP aka MrCIM per il pezzo!