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Il viaggio quotidiano nei territori italiani: identità, valori da salvaguardare, lingue, tradizioni e canzoni.
Annalisa De Simone"Ingrata"Nutrimenti Edizioniwww.nutrimenti.netUn romanzo duro, una storia che guarda negli occhi l'ambizione e che, senza paura, la viviseziona. Il desiderio di potere non conosce limiti, e Annalisa De Simone lo racconta con grande maestria.Letizia si trasferisce a Roma per frequentare l'università, poi decide di restarci, dopo la laurea, per trovare un lavoro. Ma non uno qualsiasi, non ha alcuna intenzione di accontentarsi: lei vuole entrare nelle stanze in cui risiede il potere. Così il padre malato, vedovo da tanti anni – la madre di Letizia è morta quando lei era bambina –, la affida al compaesano famoso, al compaesano che ce l'ha fatta: il sindacalista Tonino Giuliante. Lui le farà da mentore, lui la aiuterà. Tra Letizia e Giuliante, però, nasce qualcosa, qualcosa di inaspettato e, per certi versi, sconveniente, qualcosa che va avanti per quasi trent'anni, che segue la parabola discendente di Giuliante – un tempo ragazzo prodigio: dal piccolo agglomerato abruzzese alla segreteria del Psi – e quella ascendente di Letizia che, con spregiudicatezza, punta in alto e tira dritto.Dal 1992 a oggi. La protagonista di questo romanzo racconta quasi trent'anni della propria vita, dall'infanzia in un piccolo paese dell'Abruzzo alla capitale. E racconta la sua ambizione feroce, la sua necessità di riscatto, la sua brama di potere. Ma cosa si cela dietro desideri tanto sfrenati? Il potere è una forma di difesa dalla solitudine, dalla paura dell'abbandono? Cosa ci rimane quando, giunti lì dove abbiamo lavorato per arrivare, capiamo che la vita era altrove, che ne abbiamo dissipato una grande parte inseguendo stelle bugiarde, finte?“Tutti siamo destinati a tornare nei luoghi e dalle persone che abbiamo tradito.”Annalisa De Simone. nata a L'Aquila nel 1983, ma oggi vive a Roma. È stata presidente del teatro Stabile d'Abruzzo e nel consiglio d'amministrazione di Cinecittà, collabora con la Rai. Scrive per Linkiesta e il Riformista. Ha esordito alla narrativa con Solo andata, Baldini&Castoldi, con Marsilio ha pubblicato Non adesso, per favore, nel 2016, Le mie ragioni te le ho dette, 2017, e Sempre soli con qualcuno, 2021.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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EPSTEIN E LA MACCHINA VAMPIRICA DEL POTERE - AURUM liveLA MATRICE OCCULTA E RITUALE DEGLI OMICIDI MEDIATICI - NUOVA EDIZIONE AMPLIATA E AGGIORNATA: https://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-matrice-occulta-e-rituale-degli-omicidi-mediatici-libro.php?pn=4038Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/border-nights--654467/support.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8458OMELIA I DOMENICA QUARESIMA - ANNO A (Lc 4,1-13) di Don Stefano Bimbi La prima domenica di Quaresima ci conduce nel deserto con Gesù. Non è un semplice dettaglio del Vangelo: è come se la Chiesa, all'inizio di questo tempo santo, ci dicesse subito dove si gioca la partita della conversione. Il deserto è quel luogo dove le distrazioni diminuiscono, dove le false sicurezze si assottigliano e dove, finalmente, emergono le domande vere. È lì che Gesù viene tentato, e non per caso. Egli ha voluto entrare fino in fondo nella nostra condizione, perché nessuna zona della vita umana restasse fuori dalla sua redenzione, nemmeno quella lotta interiore che ciascuno conosce: la lotta tra la voce di Dio e le scorciatoie del male.È importante chiarire una cosa con semplicità, ma con precisione: la tentazione non è ancora peccato. La tentazione è una proposta, un invito a deviare dal bene; il peccato nasce quando io acconsento, quando cedo, quando dico "sì" a ciò che so essere sbagliato. E qui la fede ci dà una luce decisiva: Dio non tenta nessuno al male. Dio può permettere una prova per purificarci e rafforzarci, come si fa con l'oro nel fuoco; ma chi tenta per confondere e distruggere è il Maligno. E tuttavia non siamo soli, perché Cristo, facendosi tentare, ci mostra che nella prova è possibile restare in piedi e ci assicura che la grazia di Dio è reale, concreta, operante.1) TRASFORMARE LE PIETRE IN PANELe tentazioni di Gesù sono come tre grandi specchi nei quali riconosciamo le tentazioni di ogni tempo. La prima è quella di trasformare le pietre in pane. In apparenza sembra innocua: che male c'è nel soddisfare un bisogno? Ma sotto c'è una logica sottile: ridurre l'uomo ai bisogni immediati, farci credere che conti solo ciò che appaga subito, che basta riempire lo stomaco, o la mente, o le emozioni, per essere felici. E allora ci accorgiamo che questa tentazione ci visita spesso proprio quando siamo stanchi, vulnerabili, affamati in tanti sensi: non solo di cibo, ma di attenzione, di affetto, di riconoscimento. Quante volte, dopo una giornata pesante, cerchiamo un "pane" che in realtà non nutre, ma anestetizza: il telefono che divora tempo prezioso, lo sfogo che ferisce chi ci è vicino, la ricerca compulsiva di qualcosa che ci distragga. E Gesù risponde con una parola che è dottrina viva: non di solo pane vive l'uomo. Cioè: tu sei più dei tuoi impulsi, più delle tue necessità del momento; hai un'anima, hai una fame di infinito, hai bisogno di Dio.Ecco allora come può diventare pratica la Quaresima: imparare a rimettere la Parola di Dio prima delle pietre trasformate in pane. Un gesto semplice, ma decisivo, potrebbe essere questo: ogni giorno, prima di prendere in mano il telefono, aprire il Vangelo e restare dieci minuti con il Signore. Dieci minuti soltanto, ma veri, fedeli. E anche quando si sceglie un digiuno, farlo con intelligenza spirituale: non per dimostrare forza di volontà, ma per ricordare al cuore che quel vuoto è un invito a cercare il nutrimento che resta.2) IL POTERE E LA GLORIALa seconda tentazione è ancora più evidente: il potere e la gloria, "tutto questo sarà tuo se ti prostri". Qui è in gioco l'adorazione. Adorare significa riconoscere chi è Dio. E quando non adoro Dio, inevitabilmente finisco per adorare qualcos'altro: il consenso degli altri, l'immagine, il successo, il denaro, il controllo, persino l'orgoglio di avere sempre ragione. È una tentazione molto quotidiana. Si manifesta nelle relazioni, quando voglio imporre la mia versione e non ascolto più nessuno; si manifesta nel lavoro, quando accetto compromessi piccoli ma ripetuti, dicendomi "lo fanno tutti"; si manifesta anche nei servizi per la parrocchia, quando si serve non per amore, ma per essere visti o considerati. La Quaresima, allora, diventa un allenamento a rimettere Dio al centro e a smascherare gli idoli.Un modo concreto per farlo potrebbe essere una domanda semplice, da portare la sera davanti a Dio: "Oggi chi ho adorato davvero? Il Signore o il mio ego?" E poi, a questa domanda, far seguire un gesto opposto al potere, un atto di umiltà reale: chiedere scusa quando è necessario, riconoscere il bene fatto da un altro senza gelosia, scegliere di tacere quando vorrei ferire, compiere un servizio che nessuno vede. Sono piccole medicine che guariscono il cuore.3) COSTRINGERE DIO A INTERVENIRELa terza tentazione è quella di gettarsi giù per costringere Dio a intervenire: "Se sei Figlio di Dio, Dio manderà i suoi angeli". Qui la fede viene deformata e trasformata in ricatto: "Se mi ami, devi dimostrarmelo come dico io". È una tentazione più fine, ma molto diffusa. È la pretesa di segni, la spiritualità dello spettacolo, l'idea che Dio debba sempre rispondere secondo le mie condizioni. E quando non lo fa, allora mi irrigidisco, mi raffreddo, mi offendo. Oppure, dall'altra parte, c'è la presunzione: "Faccio ciò che voglio tanto poi Dio perdona". Gesù risponde con chiarezza: non tenterai il Signore Dio tuo. La fede non è un esperimento, è una relazione; non è una prova da superare per ottenere miracoli, ma una fiducia che cammina anche quando non sente nulla.E anche qui c'è un esercizio quaresimale semplice: mettere la preghiera al primo posto, ogni giorno, soprattutto nei giorni aridi. E poi fare un passo concreto di obbedienza al bene, scegliendo ciò che è giusto anche quando costa: una riconciliazione, un dovere troppo a lungo rimandato, una rinuncia a una parola cattiva, un atto di verità.TRE GRANDI VIE: LA PREGHIERA, IL DIGIUNO E LA CARITÀDurante la quaresima, la Chiesa ci offre tre grandi vie, sempre attuali, che non sono tecniche ma terapie spirituali: la preghiera, il digiuno e la carità. La preghiera rimette Dio al centro e spegne gli idoli; il digiuno educa il desiderio e spezza le catene dell'impulso; la carità rompe l'egoismo e ci riconsegna la gioia del dono. Quando queste tre cose camminano insieme, il cuore cambia davvero, non per emozione, ma per conversione.E il punto più bello è questo: Gesù vince la tentazione non con effetti speciali, ma con la Parola di Dio. Questo è un insegnamento catechetico potentissimo. La Scrittura non è una decorazione religiosa, non è un libro per momenti solenni: è luce per discernere e forza per resistere. Anche noi spesso veniamo tentati attraverso pensieri che si presentano come "realistici", ma sono velenosi: "Tanto non cambia nulla", "Non ce la farai", "Che male c'è", "Sei solo". La Quaresima ci educa a rispondere con parole vere, con parole di Dio, con parole che rimettono ordine dentro: "Il Signore è con me", "Oggi scelgo il bene", "Non sono solo", "La grazia basta".In conclusione abbiamo imparato che il deserto non è una minaccia: è un'occasione. Non è il segno che Dio è lontano, ma spesso il luogo in cui Dio parla più chiaramente. Chiediamo la grazia di non vivere una Quaresima generica, fatta di buoni propositi vaghi, ma una Quaresima concreta e costante. Perché la santità non nasce da slanci occasionali: nasce da scelte quotidiane, ripetute, umili, sostenute dalla grazia.Con Gesù nel deserto impariamo questo: non dobbiamo dimostrare di essere forti; dobbiamo imparare a lasciarci sostenere da Dio. E allora la prova diventa cammino, la tentazione diventa occasione di libertà, e il deserto diventa luogo di incontro con Dio.
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Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCNegli anni '90 gli Stati Uniti si trovarono soli al potere, dopo il crollo dell'URSS. Ecco cosa provarono a fare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
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Secondo Giuliano Da Empoli la nostra vita si sta trasferendo in una “Somalia digitale”, cioè in uno Stato fallito nel quale non c'è nessuna regola e l'unica regola la fanno i padroni delle piattaforme tecnologiche. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio di 16 Noni esploriamo le diverse sfumature del desiderio umano. Partiamo dal cinema e dalla letteratura con l'analisi de La Gioia, l'intrigo geopolitico de Il Mago del Cremlino e il tormento senza tempo di Cime Tempestose. Spazio poi alla serialità con il debutto su HBO Max di Heated Rivalry, tra adrenalina sul ghiaccio e tensioni sentimentali, per concludere con un grande classico: il gioco di manipolazione e gelosia dell'Otello shakespeariano. Un viaggio tra grandi schermi e grandi testi che interroga le nostre passioni più profonde. L'articolo 16 Noni | Potere, Ossessione, sport e amore proviene da Young Radio.
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"Mi sono dovuto alzare" o "Ho dovuto alzarmi"? Se questa domanda ti tormenta, sei nel posto giusto.In questo episodio analizziamo i verbi modali (Dovere, Potere, Volere) da una prospettiva pratica. Non la solita lezione di grammatica noiosa, ma 4 consigli strategici per sbloccare la tua fluidità.Cosa imparerai oggi:Il "segreto" della posizione dei pronomi.Perché a volte usiamo l'imperfetto e altre il passato prossimo.Come non sbagliare mai più l'ausiliario con i riflessivi.Ascolta l'episodio e poi corri a metterti alla prova con gli esercizi dedicati che trovi nella nostra community.CAPITOLI01:10 La grammatica come una lasagna02:00 La posizione dei pronomi con i verbi modali04:30 Passato prossimo o imperfetto? Cosa cambia08:00 Essere o avere con i verbi modali12:33 Essere o avere con i modali e i riflessivi
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La scorsa settimana il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato milioni di documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein, un finanziere arrestato nel 2019 per lo sfruttamento sessuale di minori. Con Ida Dominijanni, giornalista e filosofa femminista.L'organizzazione non governativa Mediterranea ha denunciato almeno mille persone disperse nel Mediterraneo durante il passaggio del ciclone Harry, di cui le autorità italiane e internazionali non danno conferma . Con Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, e Sergio Scandura, giornalista di Radio Radicale.Oggi parliamo anche di:YouTube • Carlo Rovelli presenta "L'ordine del tempo", sul canale YouTube Adelphi edizionihttps://www.youtube.com/watch?v=fVany7qlUyECi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8444TORINO IN FIAMME: MARTELLI COMUNISTI E MEZZALUNA ISLAMICA A BRACCETTO di Lorenza Formicola Il giorno dopo, il freddo non basta a ripulire l'aria. Torino puzza ancora di bruciato: cassonetti incendiati e odore della marijuana avvolgono il bollettino che racconta di circa 100 feriti. È l'eredità del corteo convocato in difesa di uno "spazio di libertà", una definizione che stride con ciò che resta sull'asfalto. Ricordiamo che stiamo parlando di un immobile occupato illegalmente per trent'anni per farne un 'centro sociale'. E che la manifestazione non sarebbe stata un corteo pacifico, ce lo avevano raccontato apertamente anche le parole partite dall'occupazione dell'università la scorsa settimana - «ci pensavate prima» -, lo urlavano gli slogan: rompere «gli argini» e «vinciamo noi». Tutto annunciato. Il resto è storia, neanche inedita.Con Askatasuna le pietre ci sono sempre. I fuochi artificiali usati come proiettili portano la firma dell'insurrezionalismo anarchico. Le chiavi inglesi sono grosse, pensate per spezzare il nemico in divisa. Le pietre, belle grosse, piovono con una facilità disarmante. Ci sono persino gli scudi, sormontati da stelle rosse, per resistere agli idranti e ai lacrimogeni. I militari incaricati di garantire la sicurezza lo diranno poi senza esitazioni: non era una folla, era un dispositivo coordinato e militarizzato.La piazza di Torino del 31 gennaio è stata inaugurata dai discepoli dell'imam Mohammad Hannoun, l'uomo indicato come costruttore della cellula italiana di Hamas, e per il quale il riesame ha confermato il carcere. Attorno a loro, i neo-comunisti: compagni di strada e di slogan.Sfilano insieme le bandiere dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), quelle dell'API, dei giovani palestinesi, dei No Tav, dei proPal; falce e martello disegnati, ma anche branditi. La piazza si stringe: «Hannoun libero!». Con loro esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, del Movimento 5 Stelle. Si grida «Palestina libera dal fiume al mare», si punta il dito contro il «governo genocida e sionista» di Giorgia Meloni. «Torino è partigiana», con il premier raffigurata a testa in giù. In strada non ci sono solo le periferie: marcia un'alleanza che salda Potere al Popolo, sigle comuniste, islam organizzato e il partito di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Vecchi militanti comunisti e terze generazioni di maranza marciano insieme, spalla a spalla. In testa, l'imam torinese Brahim Baya proclama, «Questa piazza è l'Italia migliore»; su Instagram precisa: «Essere qui non è estremismo».AGGRESSIONE BRUTALE CONTRO LA POLIZIALa manifestazione è dedicata tutta alla solidarietà per Hannoun e gli altri arrestati nell'inchiesta sulla cellula italiana di Hamas. Sono arrivati i rinforzi anche dalla Francia: un'estrema sinistra che fonde ideologia e islam delle nuove generazioni. Sanno muoversi, contrastare le forze dell'ordine, dispongono di squadre di soccorritori in seconda linea: tattiche già viste al G8 di Genova, con militanti giunti allora da mezza Europa. Parliamo di Askatasuna, che conta veterani di una guerra vera: il nord-est della Siria. Dozzine di anarchici e antagonisti torinesi hanno combattuto al fianco dei curdi, che avevano organizzato un battaglione Antifa a Raqqa. La stessa bandiera sventola ancora, oggi, nelle strade di Torino.E sotto quelle insegne che sventolano ormai nel buio della sera del 31 gennaio, prende forma l'aggressione più brutale contro la polizia: le strade di Torino diventano il proscenio di una violenza esercitata per anni e utilizzata come palestra per addestrare le nuove leve.Non ha ancora trent'anni Alessandro Calista, eppure il suo nome è diventato un simbolo. È il poliziotto più conosciuto d'Italia da quando, tra i mille agenti inviati a Torino, è finito al centro di una piazza feroce e cattiva, esplosa in risposta allo sgombero pre natalizio di Askatasuna. In servizio a Padova, spedito al fronte della guerriglia urbana in salsa verde-rossa piemontese, è diventato il volto di una violenza che, se nessuno avesse filmato, non sarebbe mai esistita.Perché senza le immagini del nugolo di giovani bardati e serrati come una squadra di aguzzini, intenti a ghignare mentre uno di loro lo colpiva a martellate - bacino fratturato, costole spezzate, una coscia lacerata -, Torino oggi non farebbe notizia. Sarebbe tutto già archiviato, dimenticato, normalizzato. Dal momento che quelle, ci hanno già spiegato gli intellò, sono «piazze di risposta», lecite difese di luoghi di «un'alterità intoccabile» (leggi Askatasuna).L'ALLEANZA TRA SINISTRA E ISLAMTutti complici dei terroristi rossi. Perché chi colpisce un uomo inerme a terra è un vigliacco; chi esce di casa con un martello per picchiare, e se capita uccidere, è un terrorista. E chi colpiva sapeva che la pistola sarebbe rimasta nella fondina: in Italia la paura del processo supera spesso quella della morte. Da questa asimmetria nasce l'appello di Andrea Cecchini, segretario Italia Celere, ai magistrati a manifestazione non ancora finita: «scendete in piazza, condividete il rischio con noi, prima di giudicare».Nel cuore di quella piazza già saldata - imam, comunisti islamici, militanti rossi - c'erano anche i volti della politica istituzionale. Il deputato Marco Grimaldi (AVS), che scandisce: «Siamo qui per rispondere a un assedio. La repressione non ha cittadinanza in questa città antifascista», con diversi consiglieri regionali e comunali di AVS e del M5S. Con loro ci sono anche il segretario della CGIL Piemonte e Paolo Ferrero, ex ministro del governo Prodi e oggi dirigente di Rifondazione Comunista. Scende in piazza anche il mondo della nuova intellighenzia per Askatasuna: Zerocalcare (autore della locandina all'asta online, per ora, a 179 euro), Willie Peyote, i Subsonica. E Extinction Rebellion, Fridays for Future, Non Una di Meno.E Torino non è neanche più come le banlieue, ma assomiglia d'un tratto alla Parigi dell'estate 2023, o ancora a quella del 2025. Quanto è andato in scena a Torino racconta così la sintesi di un laboratorio francese ormai divenuto realtà anche in Italia: un'alleanza tra sinistra e islam che ha il sapore di una nuova rivoluzione. Oggi, ai sanpietrini si aggiungono Allah e il Corano, alla garibaldina. Le prove generali della destabilizzazione parlano arabo: l'islamismo radicale come collante nuovo tra autonomi, e terroristi di sinistra che ormai dettano l'agenda politica ai partiti.I protagonisti della piazza di Torino sono i figli di una classe dirigente che per almeno trent'anni li ha educati e giustificati, cullati, accompagnandoli, come continua ancora oggi, con una presenza costante ad ogni loro iniziativa, per non lasciarli mai soli. E mentre la piazza rossa si accende, la loro guida spirituale, Mohammad Hannoun, in carcere come finanziatore di Hamas, si offre al ruolo di martire. Da una cella, continua ad aizzare una piazza che ha già scelto il suo linguaggio: quello dell'odio, organizzato, tra martello e falce.
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Rassegna stampa economico-finanziaria del 01 febbraio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Pubblica Amministrazione e StatoCorriere della Sera * Capacità amministrativa: Si rileva un miglioramento nella capacità amministrativa dello Stato italiano, ma persiste un "mosaico di corporazioni" che ne frena l'efficacia. * Efficienza dei Ministeri: * La Presidenza del Consiglio appare appesantita da compiti gestionali che ne limitano la funzione di guida. * Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) mostra prudenza a breve termine, ma la Ragioneria generale dello Stato è ritenuta lenta e inadatta come ufficio studi economici. * Giustizia: Ammontano ancora a troppi milioni le questioni pendenti; è in corso la stabilizzazione dell'80% dei 12.000 addetti agli uffici del processo. * Divario Nord-Sud: Le regioni meridionali occupano gli ultimi otto posti nella classifica della qualità istituzionale.Investimenti e MercatiCorriere della Sera / Il Sole 24 Ore * Golden Power: Nel 2025 il governo ha esercitato i poteri speciali in 40 casi su 900 notifiche, un record. * Veti: Bloccata la cessione del 70% di Tekne agli americani (Nuburu) e l'acquisto del 45% di Exsemicon da parte di cinesi (Xingr Technologies). * Settori: Maggior numero di interventi in Difesa (7 casi), Salute (4) ed Elettronica (4). * Rating Italia: L'agenzia Standard & Poor's ha migliorato l'outlook per l'Italia, certificando una percezione positiva del Paese. * Produzione Industriale: Registrato un calo dello 0,5% nei primi undici mesi del 2025.EnergiaIl Sole 24 Ore / La Repubblica / La Stampa * Costo dell'energia: L'Italia detiene il primato dei prezzi elettrici più alti in Europa e nel mondo. * Il prezzo medio 2025 in Italia è di 115 €/MWh, contro i 91 della Germania, 61 della Francia e 68 della Spagna. * Rincari per le Pmi: Nel 2025 la bolletta elettrica per il terziario è aumentata del 28,8% rispetto al 2019, mentre quella del gas è balzata del 70,4%. * Decreto Bollette: Confindustria e governo lavorano a un decreto atteso per i primi di febbraio per ridurre gli oneri di sistema. * Mercati del gas: Prezzi in rialzo a causa dell'inverno rigido, con il gas passato da 27 €/MWh a circa 40 €/MWh in un mese e mezzo.Finanza Internazionale e BancheCorriere della Sera / Il Sole 24 Ore * Federal Reserve (FED): Kevin Warsh è stato designato da Trump come nuovo presidente. * Scommessa AI: Warsh punta sull'intelligenza artificiale per aumentare l'efficienza e ridurre l'inflazione, permettendo un ulteriore taglio dei tassi. * Dati di mercato: Nvidia, Microsoft e altri 6 gruppi legati all'AI rappresentano il 40% del valore di mercato del principale indice di New York. * BRICS+: Il blocco ha superato il G7 per PIL, controllando oltre il 40% della produzione mondiale di petrolio e il 50% delle materie prime critiche. * La New Development Bank (NDB) dispone di un capitale autorizzato di 100 miliardi di dollari. Geopolitica Economica e AccordiCorriere della Sera / La Repubblica * Difesa Europea: Il ministro Tajani sottolinea la necessità di rafforzare la difesa UE all'interno della NATO. * Materie Prime: In corso trattative per un accordo strategico tra UE, USA, Giappone e Corea del Sud per affrontare la competizione cinese. * Relazioni USA-Iran: Tensione altissima nello Stretto di Hormuz, da cui transita il 20% del petrolio mondiale. Trump conferma l'esistenza di negoziati pur mantenendo la pressione militare. * Ucraina: La Russia ha spostato i propri attacchi dai nodi energetici a quelli logistico-ferroviari.Lavoro e SocietàCorriere della Sera / La Stampa * Impiego pubblico: Il lavoro nella PA torna attrattivo con 700.000 domande per 10.000 posti disponibili. * Scuola e Turismo: La ministra Santanchè propone di rivedere il calendario scolastico per destagionalizzare i flussi turistici. * In Italia la pausa estiva dura circa 13 settimane, contro le 8 della Francia e le 6 della Germania. * Potere d'acquisto: Unimpresa stima che nel periodo 2022-2025 i redditi delle famiglie abbiano tenuto grazie a un saldo positivo di 11,7 miliardi di euro tra drenaggio fiscale e misure di compensazione del governo.
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la brutale rivolta di Beziers e il massacro di William Trencheveil. In questo nuovo episodio di Leggende Affilate, Lorenzo Manara ci riporta nel cuore del dodicesimo secolo per scoprire come un cavallo rubato e un onore ferito abbiano scatenato una delle vendette medievali più spietate della storia. Scopriremo la vera cronaca di William of Newburgh e i dettagli del terribile omicidio nella cattedrale, dove il sangue dei nobili scorse davanti all'altare.Il video analizza le tensioni sociali tra la nobiltà feudale e la nascente classe borghese nel sud della Francia. Vedremo come la punizione umiliante inflitta a un cittadino abbia trasformato una città orgogliosa in un campo di battaglia, portando all'assedio del Re d'Aragona e a una trappola finale senza via di scampo. Una lezione storica sul potere, la sottomissione e il limite oltre il quale il popolo decide di ribellarsi ai propri padroni, cambiando per sempre il volto delle città medievali.Lorenzo Manara è scrittore di libri storici e fantasy. Acquista subito i miei romanzi!
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Dal Vangelo secondo Marco In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
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In questo episodio vi porto lungo Park Avenue, una delle avenue più eleganti e simboliche di New York, per raccontarne la storia meno conosciuta.Quando si chiamava ancora Fourth Avenue, questa strada era attraversata in superficie dai treni a vapore della New York & Harlem Railroad: rumorosa, sporca, tutt'altro che prestigiosa.Scopriremo come l'interramento della ferrovia e la nascita di Grand Central abbiano trasformato Park Avenue in un viale di potere e ricchezza, e perché proprio oltre la 97th Street i binari tornano improvvisamente alla luce del sole, segnando una frattura urbana e sociale ancora oggi evidente.Un racconto di trasformazione, scelte urbanistiche e disuguaglianze, perché a New York anche una strada può spiegare come funziona davvero la città.
Il viaggio quotidiano nei territori italiani: identità, valori da salvaguardare, lingue, tradizioni e canzoni.
Quando una relazione può essere considerata una relazione di Amore? Cosa è l'amore? E cosa distingue le relazioni di Amore da quelle che non lo sono? Dialoghiamo, in questo video, con domande e risposte, sul tema fondamentale delle relazioni. Le relazioni sono il cuore della nostra vita. Siamo sempre in relazione con tutto ciò che ci circonda. È fondamentale chiedersi, allora, che tipo di relazioni abbiamo. Le nostre relazioni sono nutrienti? Viviamo relazioni costruttive? Le relazioni che abbiamo sono evolutive? Sono relazioni di Amore? Le relazioni evolutive sono quelle relazioni in cui noi siamo disposti in prima persona a metterci in gioco, a guardare a noi stessi, alle nostre reattività, alle nostre parti egoiche, e abbiamo la voglia di impegnarci a generare dialogo. Stiamo parlando di relazioni di Amore, con la A maiuscola, dell'amore che nasce ed è un bisogno del sè superiore. Quali sono le sue caratteristiche? Innanzitutto è un AMORE che richiede conoscenza, cura responsabilità e dono. L'amore frutto del nostro piccolo ego è, invece, un amore infantile: si basa, infatti, sulle aspettative (non esplicitate), sul potere sull'altro, sul controllo e sul risentimento. Come possiamo sostanzialmente distinguerli? Guardando alla comunicazione, al tipo di comunicazione che utilizziamo. Se parliamo di Amore la comunicazione sarà di questo tipo: è la comunicazione tra chi ascolta, esplicita, parla di sé. Se parliamo di amore, allora la comunicazione sarà egoica: è la comunicazione tra chi accusa, recrimina, chiede la ragione (vuole aver ragione). E', inoltre, importante considerare che quando siamo in relazione, entrano in gioco sia il nostro se superiore che il nostro ego: si intrecciano tra di loro e si manifestano nella relazione con l'altro, che, a sua volta, entra in relazione con noi con il suo ego e la sua anima intrecciati. Nelle relazioni evolutive, quello che fa la differenza è l'osservazione di questi nostre parti interne che entrano in relazione tra di loro e con l'altro. Osservazione con l'occhio pulito dal giudizio che ci consente di accogliere ed accettare quello che osserviamo, ovvero la parte animica e la parte egoica, mia e dell'altro. E tu, che relazioni hai?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Le proteste e la loro durissima repressione in Iran, l'uccisione a Minneapolis di una cittadina americana fermata dagli agenti dell'ICE: dopo i fatti degli ultimi giorni hanno proliferato in modo incontrollato e rapidissimo versioni distorte, immagini modificate e propaganda calata dall'alto. Come reagire a una diffusione della disinformazione sempre più massiccia in questo inizio di 2026? Scriveteci all'indirizzo segnalazioni@facta.news o segnalateci le notizie che volete verificare al numero 3421829843. Seguiteci sul nostro sito Facta.news, sui nostri profili Facebook, Instagram, Telegram, TikTok e Bluesky Condotto da Simone Fontana e Anna Toniolo Episodio scritto da Simone Fontana e Anna Toniolo Prodotto da Jessica Mariana Masucci LINK UTILI Questa non è la donna uccisa a Minneapolis da un agente dell'ICE - Facta Questa foto che mostra il volto dell'agente dell'ICE che ha ucciso una donna in Minnesota è falsa - Facta "Profanazioni digitali": quando i deepfake vengono utilizzati per deridere morti tragiche e cosa dovrebbero fare le piattaforme al riguardo - Indicator Questo video di donne iraniane che distruggono un furgone della polizia è falso - Facta Ecco cosa c'è da sapere sulle proteste in Iran - The New York Times Questo video di persone che lanciano molotov non c'entra con le proteste in Iran - Facta CREDIT BRANI “Dynamic world” di StockStudio “Cinematic Time Lapse” di Lexin Music “Risk” di StudioKolomna Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il viaggio quotidiano nei territori italiani: identità, valori da salvaguardare, lingue, tradizioni e canzoni.
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Parliamo spesso di parità, di condivisione, di ruoli moderni: ma cosa succede davvero nella vita quotidiana?Che cosa significa oggi costruire una coppia, una famiglia paritaria? Come viene percepito dalla società, dai nostri pari, dai nostri figli?In questa puntata, insieme a Natalia Levinte, divulgatrice e studiosa dei temi della parità di coppia, indipendenza economica e emancipazione femminile, proviamo ad andare oltre gli slogan per guardare da vicino ciò che succede nelle famiglie reali. Cosa succede quando arrivano i figli? Per chi, come e in che misura il tempo si riduce? Che cosa succede all'equilibrio individuale e di coppia?Con Natalia, attraverso il racconto della sua storia di vita, arriviamo a toccare temi come la maternità intensiva e maternità performativa che diventano spesso senza accorgercene, la misura silenziosa del valore di una madre.Parliamo del carico mentale, di tutto quello che si richiede implicitamente o esplicitamente alle donne di pensare, organizzare, tenere insieme, rinunciare e di parità di genere come pratica viva, che richiede dialogo, consapevolezza e continue rinegoziazioni.In sintesi, ascolterai:– Cosa significa davvero parlare di maternità intensiva e maternità performativa oggi– Perché il carico mentale non riguarda solo “fare di più”, ma portare il peso di più responsabilità spesso invisibili e date per scontato– Come gli equilibri di coppia cambiano nel tempo, anche senza conflitti evidenti– In che modo cultura, aspettative e biologia si intrecciano nelle relazioni– Come iniziare a parlare di tutto in coppia (soldi, figli, aspettative) senza colpe ma con onestà.Non è una puntata che offre risposte semplici.È una conversazione che invita a fermarsi, osservare e farsi domande di qualità che vanno oltre ciò che tradizionalmente ci portiamo dietro, ma anche oltre gli slogan.Perché solo così possiamo costruire relazioni più consapevoli, per chi siamo oggi.Se questo episodio ti è stato utile, condividilo e lascia una recensione.Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/aliceslifestyleUnisciti al canale Telegram: https://t.me/dearalicechannelPuoi approfondire i temi di emancipazione femminile e parità di genere con Natalia:nel suo profilo Instagram: https://www.instagram.com/natalia_levinte/nel suo Podcast: https://open.spotify.com/show/2BdxvosvouJ6pzBGl0tqga?si=2a61ffbf499e48c7
In Cile il 14 dicembre ha vinto le elezioni presidenziali il candidato di estrema destra José Antonio Kast, un avvocato nostalgico della dittatura di Augusto Pinochet. Con Elena Basso, giornalista, da Santiago.L'Australia è in lutto dopo che il 14 dicembre quindici persone sono morte e almeno quaranta sono rimaste ferite in un attentato a colpi d'arma da fuoco che il primo ministro australiano Anthony Albanese ha definito “un atto antisemita di pura malvagità”. Con Donatella Della Porta, sociologa.Oggi parliamo anche di:Politica • "Vendere la pace per comprare la guerra" di Tim RossSerie tv • Death by lightning su NetflixCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Ospiti di Maria Latella la giornalista Annalisa Terranova e Barbara Carnevali, professoressa di Estetica Sociale a Parigi.
Estate 1961: in una elegante tenuta del Buckinghamshire, a bordo piscina, una bella ragazza viene presentata a un politico britannico rampante. Tra i due nasce un rapporto clandestino fatto di incontri e di lettere sotto l'attento sguardo dell'MI5. Perché la ragazza, Christine Keeler, un passato di povertà e un presente composto da un lavoro da modella che intervalla il ruolo di prostituta ai festini clandestini, è condivisa da più uomini tra cui spicca Evgeni Ivanov, spia sovietica accreditata come addetto navale a Londra. E perché il politico è John Profumo, ministro della Guerra nel gabinetto MacMillan. Lo scandalo Profumo scuote le fondamenta della società inglese e cambierà per sempre la percezione pubblica degli uomini di potere.
Glauco Maria Cantarella"L'impero di Cluny"I monaci della corte celesteCarocci Editorewww.carocci.itIl nome di Cluny evoca un connubio indissolubile di spiritualità e potere; tra il X e il XIII secolo, infatti, il monastero che fondò la sua regola sul silenzio si trasformò nell'abbazia più grande della cristianità occidentale, un vero impero della fede, più potente della stessa Roma papale. Il volume racconta come quella di Cluny non fu solo una storia di osservanza e innovazione della regola benedettina, ma un'inarrestabile ascesa spirituale che, grazie al carisma degli abati e all'ambizione di dominare il mondo monastico, rese i suoi monaci un'aristocrazia della preghiera, capace di trattare alla pari con papi e imperatori. Cluny fu il centro di un grande impero che estendeva le sue reti nell'Europa occidentale, dalla Borgogna all'Italia, alla penisola iberica all'Inghilterra. I monaci cluniacensi erano la corte celeste che aveva come perimetro il mondo terreno e come prospettiva i cieli divini. Il percorso tracciato da questa aristocrazia della fede non fu lineare ma fu inarrestabile, la sua influenza mutò nei secoli, e pian piano si spense, molto lentamente.Glauco Maria CantarellaÈ professore emerito di Storia medievale all'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Membro di consigli scientifici presso istituzioni e università europee e americane, è autore di numerosi saggi, tra cui L'Europa e il suo fantasma (La Vela, 2020), Gregorio VII (Salerno Editrice, 2018) e Ruggero II (Salerno Editrice, 2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/