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Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Buon Agosto dal Mazzu...In queste settimane accompagno le tue giornate più "lente" leggendoti alcuni estratti dal mio libro "Basta un'idea: tutto cambia quando cambi come pensi". Clicca qui per acquistarlo: https://amzn.to/4wTJSDDIn questo estratto ti racconto come puoi aiutare a far cambiare idea alle persone che hai attorno scendendo nel cuore dei loro valori.Buon ascolto, Luca
Stare con sé stessi non è restare soli.È la scoperta più grande che possiamo fare: accorgerci che dentro di noi c'è una compagnia che non ci ha mai lasciato.Troppo spesso riempiamo ogni silenzio, cerchiamo fuori quello che abbiamo paura di trovare dentro.E così non impariamo mai a stare bene anche quando restiamo soli con noi.Cosa possiamo fare per iniziare a scoprire il piacere di stare con noi stessi?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Questa intervista ripercorre l'evoluzione professionale e personale di Francesca Ciaralli, oggi project manager culturale che, grazie al percorso #3MesiXSvoltare, è riuscita a integrare la propria natura multipotenziale in una carriera solida e appagante.Inizialmente divisa tra un impiego stabile in ambasciata e la passione per l'organizzazione di festival vissuta come un semplice hobby, Francesca ha affrontato durante il percorso di empowerment un profondo processo di consapevolezza e riconoscimento delle proprie competenze.Superando il pregiudizio che l'arte non potesse garantire stabilità, ha infine trovato il coraggio di abbandonare la sicurezza del lavoro dipendente per abbracciare la libera professione, ottenendo ruoli di leadership in prestigiose realtà culturali e importanti riconoscimenti ministeriali.Sviluppando fiducia nelle sue capacità trasversali e la suddivisione a compartimenti stagni tra passioni e lavoro è riuscita a manifestare pienamente il proprio potenziale attraverso un lavoro che la appaga e che le permette di generare un impatto significativo a livello sociale e culturale.---------------------
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ti sforzi, costruisci abitudini, fai tutto come si deve eppure il cambiamento che desideri non arriva. Succede. A volte i piccoli passi sono fondamentali, ma non bastano: serve un atto di coraggio, una scelta audace, un salto che cambia tutto. Oggi parliamo di come capire se è il momento di continuare con i piccoli passi o se è arrivata l'ora del grande salto, e perché restare nella zona di comfort potrebbe essere esattamente il motivo per cui non vedi i risultati che vuoi.
Dedica meno energie alla complessità tecnica e più energie alle tue idee. Prova gratuita su Shopify.com La fatica non è sempre un segnale che stiamo sbagliando. A volte è la resistenza iniziale necessaria per passare dal pensiero all'azione; altre volte accompagna ciò che per noi conta davvero. In questa puntata impariamo a distinguere l'attrito utile dalle complicazioni inutili, per capire quando perseverare e quando, invece, semplificare.
L'intelligenza artificiale sta entrando nella sua fase più delicata.Non basta più sviluppare modelli sempre più potenti.La vera sfida oggi è integrare l'AI nelle organizzazioni senza trasferire nuovi costi, nuovi rischi e nuove responsabilità a imprese, lavoratori e territori.Nella 19ª puntata di Intelligenze Emergenti analizziamo una settimana che mostra come l'intelligenza artificiale stia uscendo dalla fase sperimentale per entrare definitivamente nei processi operativi.Tra i temi principali:• Perché produttività e risparmio economico non sono la stessa cosa e come misurare il vero ritorno degli investimenti in AI.• L'impatto dell'intelligenza artificiale sull'organizzazione del lavoro, sulla formazione delle competenze e sul ruolo delle persone.• L'arrivo degli agenti AI nelle aziende e le nuove sfide legate a sicurezza, governance e controllo operativo.• Gli investimenti miliardari nei data center, le crescenti tensioni con i territori e il concetto di "licenza sociale" per le infrastrutture dell'AI.• Il futuro dell'informazione tra copyright, trasparenza, contenuti generativi e nuove regole europee per l'intelligenza artificiale.La domanda non è più:"Quanto è potente un modello?"La domanda è: Come possiamo integrare l'intelligenza artificiale nei processi reali senza perdere controllo, competenze e responsabilità?Una panoramica strategica dedicata a imprenditori, manager e professionisti che vogliono comprendere le dinamiche che stanno ridefinendo il mercato globale dell'intelligenza artificiale.In collaborazione con Claudio Ricci, Amministratore Unico di Recomb, realtà specializzata nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all'innovazione sugli sviluppi dell'intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale.Per maggiori informazioni: info@recomb.aiVuoi approfondire ogni settimana questi temi?Iscriviti anche alla newsletter di Claudio Ricci per ricevere analisi, scenari e approfondimenti strategici dedicati all'evoluzione dell'intelligenza artificiale.
Si è parlato di CAMBIAMENTO e di come "reinventarsi", dell'importanza del non tenersi le cose dentro e di tanto altro con PIERNANDO BINAGHI, ospite di MATTINE D'ESTATE.Ascolta il podcast
Perchè la mente ha così tanto bisogno di storie?Non siamo fatti solo di biologia, siamo fatti di significati. Quando soffriamo, la nostra narrazione interna si spezza. Ci sentiamo persi.Raccontarsi significa mettere ordine nel caos.Il potere terapeutico delle fiabe e l'impatto della narrazione in psicologia sono i temi centrali di questo dialogo con il narratore teatrale Claudio Tomaello. In questo video abbiamo esplorato come la riscrittura della propria storia e il passaggio dal ruolo di "attore passivo" a quello di "narratore consapevole" possano diventare strumenti fondamentali per la guarire le relazioni e superare i blocchi emotivi.Claudio Tomaello racconta la sua esperienza personale: in un momento di profonda crisi (con le "ossa sparse"), l'incontro fortuito con una fiaba simbolica (il vecchio che ricostruisce lo scheletro di un lupo e gli ridà vita col canto) ha attivato un processo di guarigione profonda, trasformandosi in una missione etica ed educativa rivolta agli adulti.Perché le Fiabe Curano gli Adulti: a differenza dei bambini, che entrano nella storia in modo innato, gli adulti hanno sovrastrutture mentali. La formula magica "C'era una volta" agisce come un portale extratemporale (il tempo imperfetto come spazio senza tempo) che abbatte le difese razionali, permettendo di accedere direttamente alla dimensione simbolica e inconscia.Quando una persona scrive o ascolta la propria storia, smette di identificarsi in un singolo ruolo (es. la vittima o il carnefice) e acquisisce la visione dell'Aquila. Riconosce così che tutti i personaggi della storia – compreso il "lupo cattivo" – rappresentano parti del proprio mondo interiore e del proprio condominio interno.Le storie iniziatiche e le fiabe si basano sul numero tre (tre fratelli, tre prove, tre colori). Questo perché l'essere umano ha una natura trinitaria e il terzo elemento è la coscienza, l'elemento che permette di superare le polarizzazioni e i conflitti orizzontali.La vita dipende da come ce la raccontiamo. Cambiare la propria narrazione logica e integrarla attraverso i simboli permette di trasformare una ferita primaria in un'opportunità di evoluzione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
In questo nuovo episodio di Purpose, il podcast di Ersel dedicato ai temi della sostenibilità e della responsabilità sociale d'impresa, Valeria Ferrero, Responsabile ESG Strategy di Ersel, incontra Maria Francesca Aceti, CEO di Deltha Pharma, PMI italiana specializzata nella nutraceutica e impegnata nello sviluppo di integratori alimentari naturali ad alto contenuto scientifico. Un dialogo che racconta come sostenibilità, innovazione e visione imprenditoriale possano diventare leve concrete di crescita e competitività.Nel corso dell'episodio approfondiamo:il ruolo dei fattori ESG e il loro impatto sull'accesso al credito;il percorso di certificazione di Deltha Pharma e i riconoscimenti ottenuti negli anni;l'innovazione digitale e il cambiamento organizzativo come strumenti per costruire il futuro.Un confronto ricco di spunti che mostra come avere un Purpose significhi assumersi responsabilità, prendere decisioni e generare un cambiamento positivo e duraturo. Ascolta l'episodio completo.#comunicazionedimarketingIl presente podcast è destinato esclusivamente a scopi informativi/ di marketing non sostituendosi al prospetto informativo o ad altri documenti legali di prodotti finanziari ivi eventualmente richiamati. Nel caso, si prega di consultare il prospetto dell'OICVM/documento informativo e il documento contenente le informazioni chiave per gli investitori (KID) prima di prendere una decisione finale di investimento che può essere effettuata solo previa valutazione dell'adeguatezza del servizio o dello strumento finanziario rispetto al profilo individuato con il questionario MiFID. Solo la versione più recente del prospetto, dei regolamenti, del Documento chiave per gli investitori, delle relazioni annuali e semestrali del fondo può essere utilizzata come base per decisioni di investimento. Il presente podcast non costituisce né un'offerta né una sollecitazione all'acquisto, alla sottoscrizione o alla vendita di prodotti o strumenti finanziari o una sollecitazione all'effettuazione di investimenti. Ersel ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate nel presente podcast e compiuto sforzi per garantire che il contenuto di questo podcast sia basato su informazioni e dati ottenuti da fonti affidabili, ma non garantisce della loro esattezza e completezza non assumendosi alcuna responsabilità. Ersel non si assume alcuna responsabilità circa le informazioni, le proiezioni o le opinioni contenute nel presente podcast e non risponde dell'uso che terzi potrebbero fare di tali informazioni, né di eventuali perdite o danni che possano verificarsi in seguito a tale uso. Il presente podcast può fare riferimento alla performance passata degli investimenti: i rendimenti passati non sono indicativi di quelli attuali o futuri. Le indicazioni e i dati relativi agli strumenti finanziari, forniti dalla Società, non costituiscono necessariamente un indicatore delle future prospettive dell'investimento o disinvestimento. È vietata la riproduzione e/o la distribuzione del presente podcast, non espressamente autorizzata.
Answers1. Marco lavorava nella stessa azienda da molti anni.2. Perché si sentiva stressato e senza tempo libero.3. Aveva paura di sbagliare e pensava di tornare al passato.4. Lavora da casa, organizza meglio il tempo e passa più tempo con la famiglia.5. Perché a volte cambiare è necessario per essere più felici.
Si crede comunemente che per realizzarsi e sentirsi appagate nella propria vita sia necessario fare del proprio lavoro principale la sola fonte di senso, denaro e varietà. E invece è molto interessante per me poter aiutare le manager o dirigenti che mi chiedono aiuto in un momento di crisi professionale a mettere a punto delle soluzioni alternative, che non comportino necessariamente la necessità di lasciare un'occupazione tutto sommato comoda e fonte di stabilità e sicurezza, ma possano funzionare come ottima integrazione di ciò che sentono mancare nella loro vita.Qualche esempio?Penso a Valeria, che ha avviato la sua struttura ricettiva senza tuttavia dare le dimissioni dall'azienda in cui è quality manager, o ad Alessandra che - pur mantenendo il suo impiego - è riuscita a farsi spazio nel contesto pubblico e ad acquisire un ruolo di spicco nell'amministrazione locale, o a Paola che ha dato vita ad una fondazione culturale.Insomma: quello che potresti far nascere come side-project potrebbe rimanere un'attività parallela al tuo lavoro principale e non sostituirlo mai, oppure, al contrario, iniziare come un esperimento e poi trasformarsi nella tua occupazione, se è ciò che desideri. Ciascuna di noi ha il suo modo unico di sentirsi realizzata e in equilibrio con le sue ambizioni e necessità personali e familiari, l'importante è trovarlo! Se ti stai arrovellando da tempo su come trovare il tuo, possiamo certamente aiutarti! ---------------------
In questo episodiopartiamo da una provocazione semplice, quasi brutale: se bastasse aggiornare i venditori come si aggiorna un software, con un download, un upgrade e un bel “tac, problema risolto”, molte aziende avrebbero già sistemato da tempo le proprie performance commerciali;ragioniamo sul fatto che il mestiere di chi aiuta le aziende a vendere meglio è sempre meno un mestiere di semplice formazione e sempre più un mestiere di cambiamento, perché non si tratta soltanto di spiegare qualche tecnica, ma di modificare approcci, comportamenti, criteri, indicatori, promesse e modo complessivo con cui l'impresa arriva davanti al cliente;torniamo su un punto decisivo: il venditore non va mai dal cliente da solo, perché porta con sé tutta l'azienda, cioè la strategia, le rigidità, i tempi di risposta, il marketing, il back office, la qualità del servizio, il coraggio di dire no, e infatti il cliente non distingue con eleganza tra “bravo venditore” e “azienda che poi non funziona”;colleghiamo la vendita all'antropologia e all'intelligenza emotiva, chiarendo che anche nel B2B più tecnico nessuno decide come una testa appoggiata sopra un foglio Excel: dentro ogni scelta ci sono razionalità, certo, ma anche prudenza, paura, reputazione, rischio interno, memoria di esperienze precedenti e desiderio di non fare la figura dell'imbecille davanti agli altri;raccontiamo una storia concreta, nata anni fa in una grande azienda molto desiderata e molto “di moda”, nella quale un direttore del personale spiegò con grande onestà che non avrebbe scelto Paolo per un corso di public speaking non perché non lo stimasse, ma perché doveva proteggere la propria reputazione interna: una lezione preziosa per capire che dietro ogni decisione d'acquisto c'è sempre una persona che difende qualcosa;introduciamo San Francesco e il tema della piccolezza, non come debolezza o rinuncia, ma come giusto posizionamento nella relazione: non davanti al cliente per farsi applaudire, non sopra il cliente per dominarlo, non dietro il cliente per seguirlo passivamente, ma accanto, aiutandolo a decidere meglio;arriviamo alla domanda centrale dell'episodio: dopo un incontro con noi, il cliente si sente più ammirato dalla nostra bravura o più capace di decidere meglio e per il meglio?riflettiamo poi sui “lebbrosi della pipeline”, cioè su quei clienti, prospect, interlocutori o situazioni che tendiamo a evitare perché non ci fanno brillare, non sembrano abbastanza strategici, non promettono prestigio immediato o ci costringono a spiegare meglio, ricordandoci però che non si tratta di servire tutti, ma di non usare criteri comodi per sottrarci alla responsabilità di essere davvero utili;parliamo infine di giovinezza professionale, distinguendo chi resta giovane perché continua a fare domande, imparare, migliorare e lasciarsi correggere, da chi diventa vecchio anche da giovane perché trasforma l'esperienza in corazza, ogni osservazione in attacco e ogni cambiamento in una minaccia al proprio modo di avere sempre ragione; 10. chiudiamo con l'intelligenza artificiale, vista non come scorciatoia magica né come sostituto del pensiero, ma come specchio anche graffiante, strumento di lavoro, acceleratore di riflessione e aiuto concreto per preparare meglio, scrivere meglio, ordinare meglio le idee, purché non venga usata per copiare e incollare mediocrità più velocemente.Perché ascoltarloPerché questo episodio parla di vendita, certo, ma soprattutto parla del mestiere difficile del cambiamento. Ascoltarlo serve a farsi una domanda che riguarda venditori, manager, imprenditori, consulenti e chiunque lavori con i clienti: stiamo davvero aiutando le persone a decidere meglio, oppure stiamo soltanto cercando di ottenere da loro una risposta più rapida, una firma più comoda, un sì più utile a noi? Serve perché ci ricorda che la performance commerciale non migliora davvero se cambia solo il venditore, mentre tutto il resto dell'azienda continua a comportarsi come prima. Serve perché rimette al centro la persona: il cliente con le sue paure, il venditore con le sue resistenze, l'azienda con le sue abitudini, il decisore con la sua reputazione da proteggere. Serve anche per capire che l'intelligenza emotiva nella vendita non è gentilezza ornamentale, non è sorridere di più, non è fare i simpatici, ma è lucidità: leggere il lato umano della decisione, rispettarlo, non manipolarlo, e servire meglio ciò che l'altro sta cercando di proteggere. E serve, infine, perché pone una domanda molto concreta, più commerciale di quanto sembri: come posso rendermi più utile al cliente, così da meritare fiducia, attenzione, ascolto, tempo e contratti? Perché forse vendere meglio non significa fare più pressione. Significa diventare più utili. E questo, nella vendita come nella vita professionale, è ancora un cambiamento enorme.Come possiamo continuare questa conversazioneSe quello che hai ascoltato in questo episodio ti ha fatto venire qualche domanda — o anche solo il sospetto che qualcosa nelle tue conversazioni di vendita possa essere visto meglio — allora ti lascio qui alcuni percorsi concreti. Non per fare di più.Per capire meglio quello che stai già facendo.☕ Un caffè (e una corsa insieme) Se vuoi offrirmi un caffè — e sostenere l'iniziativa Tra capo e collo — puoi farlo qui:
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Ti senti affaticata, non dal troppo lavoro, ma da qualcosa di più profondo: tu ferma noi ci sai stare, ed alzarti ogni giorno pensando che tirerai sera facendoti spremere su cose operative, senza intravedere alcuna prospettiva di crescita, è una cosa che non riesci più a tollerare.Accade a molte donne attorno ai 40 anni: rivedere la propria vita chiedendosi se abbia ancora senso. Il lavoro che ho scelto è ancora quello che mi appaga? Sto vivendo la vita come la desidero o forse mi sto accontentando di trascinarla semplicemente in avanti? Perché non posso chiedere qualcosa in più dalla mia vita?In questo momento di revisione generale emergono le idee più disparate: dal lasciare il lavoro per prendersi un anno sabbatico, al licenziarsi senza avere un'alternativa, giusto per capire se la vita può portare qualche novità, al fare spazio ad un sogno nel cassetto dopo averlo a lungo custodito come hobby per i ritagli di tempo. Idee bizzarre, banali? Quale solidità potranno mai dare? Eppure è lì, dietro a quelle idee che si nasconde la possibilità di realizzare nella vita qualcosa di inedito e di ritrovare il senso e le energie perdute. Del resto, basta solo trovare il coraggio di mettere a tacere chi ci incalza dicendo "Ma che cosa vuoi ancora, cosa vuoi di più?" , e darci il permesso di brillare come meritiamo.Nell'episodio di oggi ti racconto cosa è accaduto quando, 8 anni fa mi sono data il permesso di rispondere a mio modo a questa domanda. Se, oltre alle mie riflessioni, desideri un supporto più puntuale, puoi iniziare dal test che trovi qui: Oppure candidarti alla call informativa gratuita con la nostra tutor per sapere come possiamo aiutarti a superare l'empasse e svoltare verso la tua realizzazione.---------------------
La sveglia di Bobo - Roberto Giachetti del 29 Giugno 2026
Ti capita mai di sentirsi bloccato e sopraffatto dalla pigrizia? La pigrizia è una condizione umana sempre in agguato, un atteggiamento che può apparire come semplice apatia o indolenza, ma che spesso nasconde significati più profondi. Da uno stato di mancanza di energia può evolvere fino all'apatia vera e propria, lasciandoci con la sensazione che ci manchi qualcosa. A volte, la pigrizia è un segnale prezioso: è il modo del nostro corpo e della nostra mente di dirci che abbiamo bisogno di fermarci e ricaricarci. In una routine statica, dominata dalla cultura del “fare”, ci dimentichiamo che la passività può avere un ruolo funzionale. È un campanello d'allarme dello stress e, se ascoltata, può aiutarci a riconnetterci con i nostri bisogni profondi. Immaginiamo la pigrizia come un bambino che richiede attenzione e comprensione. Spesso, invece di ascoltarla, cerchiamo di scacciarla o ignorarla, ma questo è l'errore peggiore che possiamo fare. Accogliere la pigrizia significa chiederci perché si manifesta e quale messaggio ci sta portando. Spesso la pigrizia è associata all'idea di mancanza di motivazione. La motivazione nasce da una connessione emotiva verso qualcosa che riteniamo significativo. Quando non riusciamo a motivarci, spesso è perché ciò che dobbiamo fare non rispecchia i nostri valori o obiettivi di vita. È una disconnessione: il compito ci appare distante da ciò che ci interessa davvero, come la ricerca di apprezzamento degli altri o un guadagno puramente materiale. Dietro la pigrizia si nascondono spesso due grandi paure: la paura di fallire e la paura di riuscire. E, sorprendentemente, è quest'ultima a prevalere. Riuscire significa affrontare il cambiamento, uscire dalla zona di comfort e affrontare nuove responsabilità, e questo può spaventarci. La chiave per superare la pigrizia è iniziare con poco. Piccole azioni minimali sono sufficienti per creare slancio. Come un piccolo ingranaggio che avvia una grande macchina, anche il più piccolo passo può portarti verso il cambiamento e ridarti l'energia per andare avanti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Come può una Regione prepararsi agli effetti del cambiamento climatico senza rinunciare allo sviluppo economico?In questa puntata di Clorofilla Podcast, registrata live durante la Settimana della Sostenibilità organizzata da Confindustria Veneto Est presso il Move Hotel di Mogliano Veneto, Davide Franzago, Enrico Chiari e Leonardo Feletto dialogano con Elisa Venturini, Assessore all'Ambiente, Clima e Protezione Civile della Regione Veneto.Al centro della conversazione c'è la Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, uno strumento con cui la Regione Veneto intende integrare il tema climatico nelle politiche pubbliche, dall'urbanistica al turismo, dalla pianificazione territoriale alla gestione delle risorse naturali. Nel corso dell'episodio si affrontano:la necessità di adattarsi agli effetti del cambiamento climatico;il ruolo delle istituzioni nella pianificazione di lungo periodo;il difficile equilibrio tra crescita economica e tutela dell'ambiente;l'evoluzione della sensibilità ambientale nelle nuove generazioni;la valorizzazione dei parchi naturali e del patrimonio del Veneto;la bonifica dei siti contaminati e la rigenerazione del territorio.Una conversazione che mette in luce come la sostenibilità non sia più soltanto una questione ambientale, ma un criterio con cui ripensare il modo di amministrare, pianificare e costruire il futuro di un territorio.▪️ Elisa Venturinihttps://www.regione.veneto.it/assessore-ambiente-clima-parchi-e-protezione-civile▪️ Settimana della Sostenibilitàhttps://settimanadellasostenibilita.it/▪️ Clorofilla Podcasthttps://clorofillapodcast.it/
Come le ondate di calore in India stanno chiudendo le scuole e spingendo le donne fuori dal mondo del lavorohttps://www.radiobullets.com/notiziari/23-giugno-2026-notizie-donne-mondo-podcast/
Quando il posto di lavoro diventa insopportabile il pensiero ricorrente è lasciare tutto e andarsene il più lontano possibile, ma - per quanto paradossale possa sembrare - può comunque emergere qualche remora all'idea di "sputare nel piatto dove si è mangiato".Del resto, cambiare vita non è l'unica alternativa disponibile per sopravvivere ad un contesto tossico o sessista: nel video di oggi ti racconto come ho lavorato con alcune delle mie clienti che stavano pensando di lasciare l'azienda, non tanto perché stufe o insoddisfatte del proprio lavoro, ma per smettere di stare male.Insieme abbiamo ritrovato la grinta per tenere testa alle conversazioni più aggressive e subdole e progettato nel frattempo una strategia di cambiamento (per una interna, per l'altra esterna) che fosse valorizzante per loro e in linea con i loro valori ed interessi. -----Se anche tu senti il bisogno di uscire da un momento di crisi o stallo professionale, possiamo aiutarti!
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Perché dovremmo lasciare andare? Il cambiamento, di solito, porta con sé benefici fondamentali per il nostro benessere psicofisico. Quando decidiamo di mollare la presa, guadagniamo tre risorse preziose:Energia: tutto ciò che tratteniamo (spesso senza rendercene conto) consuma energia mentale, emotiva e psichica. È per questo che a volte ci sentiamo esausti senza un motivo apparente: c'è un carico sotterraneo che mantiene in piedi ciò che non lasciamo andare. Liberandocene, riacquistiamo immediatamente vitalità.Presenza: rimanere concentrati sul passato ci toglie dal momento presente, privandoci del benessere attuale.Spazio: trattenere il vecchio toglie spazio al nuovo, bloccando il flusso della vita.Spesso però ci incastriamo in un paradosso del cambiamento: vogliamo avere di più, ma senza lasciare andare nulla. Desideriamo cambiare, pretendendo però di rimanere esattamente identici a noi stessi. Cosa ci impedisce davvero di lasciare andare? La risposta sta nel prezzo che cerchiamo di evitare: il discomfort (il dolore emotivo legato al distacco).Per superare questo blocco, dobbiamo comprendere la natura del dolore:*Il dolore del lasciare andare è inevitabile, ma ha una fine.*Il dolore del trattenere è evitabile, ma dura all'infinito.Che cos'è, di fatto, lasciare andare?Non è un atto immediato, ma un percorso che richiede consapevolezza (è un processo che inizia quando ci rendiamo conto di essere attaccati a qualcosa); accettazione (significa arrendersi ai dati di realtà); scelta (è una decisione intenzionale, un atto di volontà con cui stabiliamo di non aggrapparci più)Prima di agire, dobbiamo porci una domanda fondamentale: “Sono davvero disposto a lasciare andare?”Cosa si può fare concretamente? Se la risposta alla domanda precedente è sì, ecco due strumenti pratici per aiutarti a chiudere il cerchio:Scrivere una lettera di congedo: mettere nero su bianco le proprie emozioni offre il tempo necessario per elaborare il distacco e salutare ciò che è stato. È utile scrivere sinceramente cosa sentiamo, anche esprimendo gratitudine per ciò che stiamo lasciando andare.Utilizzare la visualizzazione guidata (la galleria dei ricordi-guardi la tua storia dall'esterno, come se fossi uno spettatore in un museo; o il lancio- immagini l'oggetto del tuo attaccamento e visualizzi l'atto di lanciarlo il più lontano possibile da te).Sei disposto a lasciare andare?Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
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Cosa può raccontarci un ghiaccio vecchio oltre 1,2 milioni di anni sul futuro del nostro pianeta?In questa puntata di Clorofilla Podcast, registrata live durante la Settimana della Sostenibilità organizzata da Confindustria Veneto Est presso il Move Hotel di Mogliano Veneto, Davide Franzago, Enrico Chiari e Leonardo Feletto dialogano con Carlo Barbante, professore ordinario di Chimica Analitica e Cambiamenti Climatici all'Università Ca' Foscari di Venezia e tra i protagonisti del progetto internazionale Beyond EPICA.Partendo dalla straordinaria ricerca che ha portato al recupero di ghiaccio antartico vecchio almeno 1,2 milioni di anni, la conversazione affronta uno dei temi più urgenti del nostro tempo: comprendere il passato per interpretare meglio il presente e il futuro del clima.Nel corso dell'episodio si parla di: progetto Beyond EPICA e ricerca in Antartidevelocità del cambiamento climatico e differenze rispetto al passatoruolo della scienza nella comunicazione della crisi climaticarapporto tra imprese, finanza e sostenibilitàgestione della risorsa idrica e salute dei ghiacciaiscenari futuri e strategie di adattamento Un dialogo che unisce ricerca scientifica, divulgazione e sostenibilità, ricordandoci che il problema non è soltanto che il clima cambia, ma la rapidità senza precedenti con cui sta cambiando oggi.▪️ Carlo Barbantehttps://www.unive.it/persone/barbante▪️ Settimana della Sostenibilitàhttps://settimanadellasostenibilita.it/▪️ Clorofilla Podcasthttps://clorofillapodcast.it/
Se hai una posizione di prestigio in azienda come manager o dirigente ma da tempo ti senti fuori posto nel tuo contesto, probabilmente stai vivendo da tempo un grande conflitto interiore. Forse ti stai trovando anche tu in quella che definisco la GABBIA DORATA.E' quella prigione che si configura per quelle donne che - in 15-20 anni di carriera - sono arrivate ad ottenere uno stipendio ed uno status invidiabili a cui è difficile rinunciare. Arriva però un punto in cui il riconoscimento esterno e il denaro non bastano più per sentirsi appagate e per ritrovare la voglia di alzarsi al mattino e il senso stesso di esistere.Come licenziarsi senza sentirsi in colpa con la propria famiglia o le persone che continuano a ripetere che sei fortunata e che dovresti accontentarti di ciò che hai? Dare le dimissioni per lasciare un lavoro da dirigente può sembrare un colpo di testa, tuttavia è possibile considerare questa opzione come una di quelle possibili, se ponderata con criterio e poi trasformata in un progetto solido, con una strategia alla base.Nell'episodio di oggi ti racconto come di recente ho aiutato una delle mie clienti a superare la crisi professionale che l'aveva colta e a definire una prospettiva alternativa finalmente convincente, capitalizzando gli asset costruiti in una vita di lavoro.------Sono Cristina Pedretti, specialista in women empowerment ed ho già aiutato decine di donne intraprendenti in situazione di stallo a ritrovare senso ed energia grazie a progetti professionali finalmente in linea con i loro valori ed ambizioni.
S.4 Ep. 20 - Questa meditazione è per chi sta crescendo, ma continua a sentirsi fuori posto. Per chi:dubita di sé anche quando sta facendo passi enormi si sente “non abbastanza” ha paura di esporsi davvero sente di stare cambiando, ma non riesce ancora a riconoscersi Nella scorsa puntata abbiamo parlato della sindrome dell'impostore. Di quella voce sottile che sussurra:
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Stai crescendo, ma senti che qualcuno intorno a te vorrebbe che tu restassi ancora quella di prima e questo ti frena e rende il tuo percorso più faticoso. Lo capisco. Sono stata al" Let Them Tour" di Mel Robbins e ho capito perché succede e cosa farci. In questo episodio ti parlo di: 1. Cosa fa il tuo cambiamento a chi ami e perché ti tira indietro senza dirlo; 2. Perché il Let them vero non è "me ne frego" ma qualcosa di molto più difficile; 3. Come il Let me diventa la scelta concreta di riprendere la tua energia.
S. 4 Ep. 19 - La sindrome dell'impostore non urla.
Come possono le imprese orientarsi in un contesto fatto di trasformazioni continue — tecnologiche, sociali, energetiche e climatiche?In questa puntata di Clorofilla Podcast, registrata live durante la Settimana della Sostenibilità organizzata da Confindustria Veneto Est presso il Move Hotel di Mogliano Veneto, Davide Franzago, Enrico Chiari e Leonardo Feletto dialogano con Carlo Carraro, economista ambientale e professore emerito all'Università Ca' Foscari di Venezia.Il punto di partenza è chiaro: le imprese sono da sempre chiamate ad adattarsi, ma oggi la vera difficoltà non è solo reagire al cambiamento, quanto anticiparlo. Dalla transizione energetica a quella digitale, fino al cambiamento climatico, emerge un nodo centrale: tendiamo a vedere con chiarezza i costi delle azioni, ma facciamo fatica a percepire quelli dell'inazione — anche se saranno sempre più rilevanti e crescenti nel tempo.Nel corso dell'episodio si affrontano: la difficoltà delle imprese nell'anticipare le trasformazioniil ruolo delle competenze e del capitale umanoil tema del cambiamento climatico e dei costi futuriil disallineamento tra decisioni di breve periodo e impatti di lungo termineil potenziale della tecnologia come leva positiva Fino ad arrivare a una prospettiva più avanzata: quella dell'impresa rigenerativa, chiamata non solo a sostenere, ma a ricostruire ciò che è stato compromesso.▪️ Carlo Carrarohttps://carlocarraro.org/▪️ Settimana della Sostenibilitàhttps://settimanadellasostenibilita.it/▪️ Clorofilla Podcasthttps://clorofillapodcast.it/
Darti forza e venire in tuo soccorso è qualcosa di molto buono. Così, la zona di comfort, se è comfort vero, un luogo dove stai bene, non un luogo dove rimani perché temi di non stare bene, è un potenziatore del tuo equilibrio interiore. Non tutto ciò che ti porta fuori dalla tua zona di comfort è davvero crescita. Dipende da cosa intendi, per comfort, e da cosa intendi, per crescita. Ma al di là delle interpretazioni personali, ce n'è una che va bene per tutti: è comfort quello che è giusto per te, per questo, ti dà forza e ti aiuta. Solo tu puoi riconoscerlo, perché è legato all'autoconoscenza. Se è vera, la zona di comfort è già crescita. Se manca un'autoconoscenza autentica e profonda, uscire dalla zona di comfort non ti aiuterà. Così, creare una zona giusta e confortevole per te, a livello interiore, è la base di ogni cambiamento, punto di partenza, punto di arrivo, e partenza di nuovo, di una crescita che è prospettiva di un'esistenza di valore. “Quel che abbiamo alle spalle e quel “Quel che abbiamo alle spalle e quel che abbiamo davanti sono piccole cose se paragonate a ciò che abbiamo dentro” (R. W. Emerson) - Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/comfort-zone-cambiamento/ - Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, grafologia evolutiva®, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
Nella puntata del 5 maggio 2026 abbiamo intervistato la Dott.ssa Federica Lino, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, sul tema “navigare il cambiamento”. Il cambiamento è una dimensione naturale e inevitabile della vita? In che modo il cervello è coinvolto nei processi di cambiamento? Qual è il ruolo delle abitudini nel rendere il cambiamento stabile e duraturo? Quali sono i principali ostacoli psicologici che rendono difficile il cambiamento?
Dare tutto per dimostrare di valere, con la speranza di intercettare nuove opportunità di crescita e il risultato di esaurirsi per un lavoro che non appaga più. Accade a diverse donne capaci e sensibili, che sono state educate ad impegnarsi al massimo sul lavoro e nella vita perché così, grazie al merito, sarebbe arrivato il riconoscimento. Quando si accorgono che questa è soltanto una falsa promessa, tutto improvvisamente salta, ed il corpo comincia a parlare: mal di testa, di stomaco, notti insonni, somatizzazioni di vario tipo, sono i sintomi di una crisi professionale che spesso svela una crisi di senso più profonda..Nel video di oggi andremo insieme a fondo su come affrontare nel migliore dei modi la situazione, per evitare di arrivare alla soglia del burnout e poter ponderare con maggior serenità e strategia i tuoi prossimi passi, che si tratti di cambiare settore professionale, cambiare azienda o trovare strategie più efficaci per rimanere nel contesto con serenità e prospettive di crescita..Per quanto ora possa sembrarti tutto estremamente faticoso, ti rassicuro del fatto che in questi anni abbiamo aiutato decine di manager, dirigenti, professioniste ed imprenditrici che partivano da una situazione di confusione e sovraccarico simile a quella che forse stai vivendo in questo momento.Grazie al lavoro di empowerment fatto in 3MesiXSvoltare sono riuscite a ritrovare direzione ed energie e a progettare e realizzare con grinta il loro futuro professionale.----
Pensare positivo come soluzione alla sofferenza psicologica è un falso mito. E il motivo è presto detto: sei un sistema composto da mente, corpo, cuore, anima, e se questi non sono in sintonia, nessun mantra funzionerà. Il cambiamento autentico accade solo quando tutte le tue parti si allineano. Lascia un commento nella nostra community! https://discord.gg/hDVGVd2
Il Partito Democratico vicentino ha un nuovo segretario. La ratifica dell'elezione di Luca Cislaghi, classe 1989, originario di Velo d'Astico, è arrivata ieri all'Alfa Hotel, dove il congresso provinciale ha sancito il passaggio di consegne. Una candidatura unitaria, cresciuta nel tempo e sostenuta dai principali amministratori del territorio, che segna l'inizio di un nuovo corso dopo il mandato di Davide Giacomin, alla guida dal 2022.
Stili di attaccamento: come capire il tuo, riconoscere quello del partner e smettere di ripetere gli stessi pattern relazionali.In questa diretta esploriamo i 4 stili — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — partendo dalla teoria di Bowlby e dalla Strange Situation di Mary Ainsworth, fino alla buona notizia: si può cambiare.Ti sei mai chiesto perché nelle relazioni continui a fare gli stessi errori? Perché ti aggrappi quando l'altro si allontana, o al contrario perché scappi quando qualcuno si avvicina davvero?Lo stile di attaccamento è la mappa invisibile dell'amore che hai costruito da bambino — prima ancora di saper dire la parola "amore". Oggi, da adulto, continui a usarla. Anche quando non funziona.In questa diretta vediamo:→ Cos'è uno stile di attaccamento e come si forma nei primi 18 mesi di vita→ La Strange Situation di Mary Ainsworth: l'esperimento che ha cambiato la psicologia delle relazioni→ I 4 stili — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — con le caratteristiche per riconoscersi→ Come gli stili interagiscono nella coppia (e perché certe combinazioni "esplodono")→ Si può cambiare? La earned security, neuroplasticità e cosa dice davvero la ricercaNon è solo psicologia accademica. È la bussola per capire come ami e come vieni amato e per smettere di sentirti rotto quando una relazione finisce sempre nello stesso modo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
S. 4 Ep. 14 - Quante volte ti sei raccontato una storia che ti tiene fermo?
COS'HAI IN MENTE? - Navigare il cambiamento by Roma Tre Radio
S.4 Ep.13 - Cosa succede quando un coach atletico professionista incontra il mondo della mindfulness? Nasce una conversazione vera. Senza filtri. Senza personaggi. Senza frasi motivazionali vuote. In questo episodio speciale parlo con Alessio Vaiano, coach atletico professionista e punto di riferimento per tante persone che vogliono trasformare corpo, mentalità e stile di vita. Abbiamo toccato temi profondi, concreti e attuali:
In questa puntata di Stable Talk, Albertina Nania dialoga con Antonio Lanotte, tra i vari incarichi Ambasciatore Global Blockchain Business Council per l'Italia, sul nuovo ordine europeo tra impresa digitale, regolazione, capitali e moneta digitale.Il punto di partenza è la proposta della EU Inc, il cosiddetto 28° regime europeo: una nuova forma societaria pensata per superare la frammentazione tra i 27 ordinamenti nazionali e consentire la costituzione di un'impresa interamente online, con tempi rapidi, costi ridotti e regole armonizzate.Il confronto si allarga poi ai limiti strutturali dell'Europa: burocrazia, frammentazione fiscale, applicazione disomogenea delle regole, difficoltà di accesso al venture capital e lentezza nell'esecuzione.Al centro dell'episodio emerge una tesi netta: l'Europa è già una potenza regolatoria globale, grazie a framework come MiCA, DORA, GDPR e AI Act. Ma questo non basta. Per competere con Stati Uniti e Cina deve trasformare la propria capacità normativa in infrastrutture, capitali, strumenti digitali e mercati realmente integrati.Spazio anche al ruolo della blockchain, della DLT, dell'intelligenza artificiale, dell'euro digitale, delle stablecoin e della possibile costruzione di un mercato unico dei capitali su base digitale.Una conversazione utile per capire se l'Europa sia pronta a passare da un modello fondato sulle regole a un modello capace di generare crescita, innovazione e sovranità economica.
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Dalle profondità marine ai genomi nascosti tra i ghiacci: la puntata 606 di Scientificast vi porta tra microbi sorprendenti, foreste di coralli neri e nuove storie di DNA che cambiano il modo di leggere la biodiversità. Ai microfoni di (finalmente!) nuovo insieme Luca e Ilaria.Luca ci parla di una nuova forma di metabolismo microbico scoperta da un team guidato dall'University of Vienna e pubblicata su Nature. Alcuni batteri, chiamati MISO, riescono letteralmente a “respirare” minerali di ferro mentre ossidano il solfuro di idrogeno, un gas tossico che si forma spesso nei sedimenti poveri di ossigeno. Il risultato? I microbi trasformano una reazione che pensavamo solo chimica in un processo biologico che produce energia e rimuove sostanze nocive. Non è solo una curiosità microbiologica: questa via metabolica collega i cicli di ferro, zolfo e carbonio e potrebbe contribuire a limitare l'espansione delle zone morte negli ecosistemi acquatici. Ancora una volta, i microbi dimostrano di essere piccoli ingegneri del pianeta. Come servizio esterno, Giuliana intervista il biologo marino Giovanni Chimienti per parlare della spettacolare foresta di coralli neri scoperta vicino a Marettimo, nelle Isole Egadi. Un ambiente affascinante che vive nella cosiddetta “twilight zone” del mare, dove la luce cala e gli ecosistemi diventano meno conosciuti. La scoperta è raccontata nel documentario Il Bianco nel Blu, prodotto con National Geographic: una vera esplorazione moderna fatta con sub, robot e tanta curiosità scientifica. Un viaggio in un Mediterraneo ancora pieno di segreti.Dopo la consueta barza (questa volta persino peggiore, perché Luca riesce anche a sbagliarla) Ilaria ci parla di due studi che usano la stessa grande protagonista della biologia moderna: il sequenziamento genomico. Il primo esplora il DNA dei microbi del Southern Ocean attorno all'Antarctica, rivelando che almeno un terzo dei geni trovati non compare nei cataloghi genetici marini esistenti. In pratica, un intero mondo genetico ancora da mappare, con implicazioni importanti per capire come il plancton regola il ciclo del carbonio e quindi il clima. Il secondo studio guarda invece a un'icona della fauna australiana, il Koala: analizzando centinaia di genomi, i ricercatori mostrano che le popolazioni passate attraverso colli di bottiglia genetici possono recuperare più rapidamente di quanto si pensasse. La genetica della conservazione diventa così più dinamica: non conta solo quanta diversità c'è oggi, ma anche la direzione evolutiva delle popolazioni.Se volete scoprire come batteri, coralli e genomi raccontano nuove storie sul funzionamento del pianeta, la puntata 606 di Scientificast vi aspetta: buon ascolto!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Un mondo sempre più instabile, raccontato senza filtri. A Gaza ospedali allo stremo: mancano laboratori e banche del sangue, mentre l'emergenza umanitaria continua a peggiorare.Gli Stati Uniti annunciano che venderanno il petrolio venezuelano e alzano il livello dello scontro geopolitico, intensificando le minacce di annettere la Groenlandia, anche attraverso un possibile acquisto.In Siria, nuovi scontri tra le Forze Democratiche Siriane e il governo di Damasco causano almeno otto morti: coprifuoco ad Aleppo e rischio di escalation.Donald Trump ritira Washington da decine di organismi internazionali e dell'ONU, segnando un ulteriore strappo con il multilateralismo.In Australia, un'ondata di calore estrema fa scattare l'allarme per incendi definiti “catastrofici”, i più gravi dai tempi della Black Summer.
Ti è mai capitato di chiederti perché diciamo "imbiancare" e non semplicemente "biancare"? O perché esiste il verbo "allargare" ma non "largare"?I verbi parasintetici sono un argomento che probabilmente non hai mai studiato a scuola, ma che usi tutti i giorni senza saperlo. Imparerai come si formano, come riconoscerli e, soprattutto, perché sono così importanti per arricchire il tuo italiano e parlare in modo più naturale e preciso. I VERBI PARASINTETICI: abbellire, irrobustire, arrossire... Che Cos'è un Verbo Parasintetico? I verbi parasintetici sono verbi che si formano aggiungendo contemporaneamente un prefisso all'inizio e un suffisso alla fine di una parola base, che può essere un nome o un aggettivo. La parola chiave è proprio "contemporaneamente": significa che né la parola con solo il prefisso, né la parola con solo il suffisso esistono in italiano. Entrambi gli elementi devono essere aggiunti insieme perché il verbo abbia senso. Facciamo un esempio pratico con il verbo "imbiancare": Partiamo dall'aggettivo "bianco" Aggiungiamo il prefisso "in-" (che diventa "im-" davanti a B) + il suffisso "-are" Otteniamo: imbiancare Ma attenzione! In italiano non esistono né "biancare" (solo suffisso) né "imbianco" come verbo (solo prefisso). Devono esserci entrambi! Ecco perché si chiama "parasintetico" – dal greco "para" (accanto) e "synthesis" (composizione): gli elementi si aggiungono insieme, accanto! Come Si Formano i Verbi Parasintetici? Pensa ai verbi parasintetici come a un panino completo: hai bisogno del pane sopra, del pane sotto e del ripieno in mezzo. Senza uno di questi elementi, non hai un panino completo! La formula è questa: PREFISSO + PAROLA BASE (nome o aggettivo) + SUFFISSO VERBALE (-are, -ire, -ificare) I Prefissi Più Comuni I prefissi più utilizzati nella formazione dei verbi parasintetici sono: a-: avvicinare, arrossare, abbellire in-/im-/il-/ir-: imbiancare, indebolire, illuminare, irrobustire (questo prefisso cambia forma come un camaleonte davanti a diverse lettere, ma rimane sempre lo stesso!) s-: spaventare, svenare, sbiancare dis-: disgelare ri-: riempire (anche se alcuni linguisti discutono ancora se sia davvero parasintetico) I Suffissi Più Frequenti I suffissi verbali che completano la formazione dei verbi parasintetici sono: -are: imbiancare, allargare, accorciare (il classico della prima coniugazione) -ire: arrossire, indebolire, impazzire (per chi preferisce la terza coniugazione) -ificare: identificare (il suffisso più elaborato della famiglia) Tipi di Verbi Parasintetici con Esempi Pratici I verbi parasintetici si possono classificare in diverse categorie in base al tipo di cambiamento o azione che indicano. Vediamoli in dettaglio con numerosi esempi! Verbi che Indicano un Cambiamento di Colore Questi verbi descrivono tutte le trasformazioni cromatiche possibili e immaginabili. Sono particolarmente utili per descrivere fenomeni naturali e cambiamenti fisici: Imbiancare (in- + bianco + -are) = diventare bianco o rendere qualcosa bianco "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." "Domani devo imbiancare le pareti della cucina." Arrossare/Arrossire (a- + rosso + -are/-ire) = diventare rosso "Maria arrossisce sempre quando le faccio un complimento!" Ingiallire (in- + giallo + -ire) = diventare giallo "Le pagine di questo vecchio libro sono ingiallite con il tempo." Annerire (a-/in- + nero + -ire) = diventare nero "Il fumo ha annerito il soffitto della cucina." Inverdire (in- + verde + -ire) = diventare verde "In primavera i prati inverdiscono rapidamente." Verbi che Indicano un Cambiamento di Dimensione Questi verbi sono utilissimi quando qualcosa è troppo grande, troppo piccolo, troppo lungo o troppo corto. Permettono di esprimere con precisione le modifiche dimensionali: Allargare (a- + largo + -are) = rendere più largo "Devo allargare questi pantaloni, sono troppo stretti!" Accorciare (a- + corto + -are) = rendere più corto "Il sarto ha accorciato la gonna di due centimetri." Allungare (a- + lungo + -are) = rendere più lungo "Puoi allungare il brodo con un po' d'acqua?" Rimpicciolire (ri- + piccolo + -ire) = rendere più piccolo "Questa giacca si è rimpicciolita in lavatrice!" Ingrandire (in- + grande + -ire) = rendere più grande "Potresti ingrandire questa foto? Non si vede bene." Verbi che Indicano un Cambiamento di Qualità o Stato Questa categoria comprende verbi per le trasformazioni più significative che riguardano caratteristiche fisiche, mentali o economiche: Indebolire (in- + debole + -ire) = rendere debole "L'influenza mi ha indebolito molto." Irrobustire (ir- + robusto + -ire) = rendere robusto "L'allenamento in palestra mi ha irrobustito." Abbellire (a- + bello + -ire) = rendere bello "Hanno abbellito la piazza con nuove fontane." Impazzire (in- + pazzo + -ire) = diventare pazzo "Sto impazzendo con tutti questi compiti da fare!" "I tifosi sono impazziti quando la squadra ha segnato!" Arricchire (a- + ricco + -ire) = rendere ricco "Leggere libri arricchisce la mente." "Si è arricchito vendendo immobili." Impoverire (in- + povero + -ire) = rendere povero "La crisi economica ha impoverito molte famiglie." Verbi che Indicano Movimenti o Azioni Specifiche Questi verbi descrivono azioni dinamiche che implicano spostamenti nello spazio o cambiamenti di posizione: Avvicinare (a- + vicino + -are) = rendere vicino, portare vicino "Avvicina la sedia al tavolo, per favore." Allontanare (a- + lontano + -are) = rendere lontano, portare lontano "Il cane ha allontanato il gatto dal giardino." Atterrare (a- + terra + -are) = toccare terra "L'aereo atterrerà tra dieci minuti." Affondare (a- + fondo + -are) = andare a fondo "Il Titanic affondò nell'Oceano Atlantico." Sbarcare (s- + barca + -are) = scendere dalla barca "I turisti sono sbarcati sul molo." Verbi che Indicano Emozioni o Stati Psicologici Questa categoria comprende verbi che esprimono stati emotivi intensi e le loro manifestazioni: Spaventare (s- + pavento [paura] + -are) = causare paura "Non spaventare il bambino con quelle storie!" Rattristare (r- + triste + -are) = rendere triste "Questa notizia mi ha rattristato molto." Inferocire (in- + feroce + -ire) = rendere feroce, arrabbiare molto "Il suo comportamento mi ha inferocito!" Come Riconoscere un Verbo Parasintetico Ecco il metodo infallibile per identificare un verbo parasintetico: togli mentalmente il prefisso o il suffisso dal verbo. Se la parola che rimane non esiste come verbo in italiano, hai trovato un verbo parasintetico! È come un gioco di detective linguistico. Esempio pratico: Imbiancare → Tolgo il prefisso e il suffisso → "biancare"Esiste "biancare"? NO! → È PARASINTETICO! Rileggere → Tolgo il prefisso → "leggere"Esiste "leggere"? SÌ! → NON è parasintetico Vedi? È semplicissimo! Basta applicare questa regola pratica e saprai sempre distinguere i verbi parasintetici dagli altri verbi. Curiosità Linguistiche sui Verbi Parasintetici La Forma Riflessiva Molti verbi parasintetici hanno anche una forma riflessiva. Ad esempio, "arrossare" diventa "arrossarsi", "avvicinare" diventa "avvicinarsi". La differenza è significativa: Forma transitiva: "Ho arrossato le guance del bambino" (io ho fatto diventare rosse le sue guance – quindi io → lui) Forma riflessiva: "Mi sono arrossato per l'imbarazzo" (io stesso sono diventato rosso – quindi io → io) Verbi Parasintetici Nascosti nel Linguaggio Quotidiano Alcuni verbi parasintetici sono così comuni che non ci rendiamo nemmeno conto che lo sono! Pensa a "atterrare" – lo senti ogni volta che prendi l'aereo negli annunci: "Signore e signori, stiamo per atterrare..." Eppure nessuno si è mai fermato a pensare: "Ma come mai non diciamo 'terrare'?" Perché non esiste! È un verbo parasintetico sotto copertura! Variazioni Dialettali In alcuni dialetti italiani esistono verbi parasintetici che non esistono nell'italiano standard. È come se ogni regione avesse i suoi superpoteri linguistici segreti! Questa ricchezza linguistica dimostra la creatività e la vitalità della lingua italiana in tutte le sue varianti regionali. Il Doppio Significato di "Imbiancare" Il verbo "imbiancare" è particolarmente interessante perché ha un doppio significato: Dipingere le pareti di bianco: "Domani devo imbiancare il salone." Diventare bianco (riferito ai capelli): "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." Questo dimostra la versatilità e la ricchezza semantica dei verbi parasintetici! Errori Comuni da Evitare Anche gli studenti avanzati commettono alcuni errori tipici quando usano i verbi parasintetici. Ecco i più comuni e come evitarli: Errore 1: Confondere Verbi Parasintetici con Verbi Prefissati Normali Questo è l'errore più frequente: Sbagliato: Pensare che "rivedere" sia parasintetico Corretto: "Rivedere" NON è parasintetico perché "vedere" esiste già come verbo! È solo un verbo con un prefisso aggiunto. È come pensare che una pizza con ingredienti extra sia un piatto completamente nuovo. No! È sempre una pizza, solo più riempita! Errore 2: Dimenticare che Servono ENTRAMBI gli Elementi Gli studenti spesso cercano di semplificare, ma l'italiano richiede sia il prefisso che il suffisso: Sbagliato: "Io bianco le pareti" Corretto: "Io imbianco le pareti" Ricorda il panino? Non puoi mangiare solo il pane o solo il ripieno! Dovete avere tutto insieme! Errore 3: Usare il Prefisso Sbagliato La creatività è bella, ma con i verbi dobbiamo essere precisi: Sbagliato: "Disbiancare" (quando si intende diventare bianco) Corretto: "Imbiancare"
(00:00:00) Alan, dai (00:00:13) Introduzione al Software 2025 (00:00:34) Antipasti Tecnologici (00:02:01) Svolta di Apple nel 2025 (00:04:14) L'importanza di iOS 26 (00:05:48) Intelligenza Artificiale e iOS 18 (00:08:37) Errori con iOS 18.3 (00:11:07) La Novità di iOS 18.4 (00:14:14) Cambiamenti nella Numerazione (00:15:32) Liquid Glass e Innovazioni (00:16:36) Riconoscimento del Cambiamento (00:20:07) Contaminazione tra Dispositivi (00:25:41) Aspettative per il 2026 (00:28:52) Evoluzione dell'Ecosistema Apple (00:31:47) Saluti e Conclusioni dell'Anno Il 2025 è l'anno della vera svolta software o solo di una grande confusione? In questa puntata analizzo il controverso design "Liquid Glass", la fuga di Alan Dye verso Meta e un'Apple Intelligence che ancora fatica a ingranare. Tra numerazioni di iOS che non tornano e indizi sui futuri iPhone pieghevoli, cerco di capire se Apple sta tracciando una nuova strada o se sta solo correndo ai ripari.Le novità di iOS 26.3Visita Digiteee e scopri tutte le notizie sulla tecnologiaSegui Digiteee su TikTokDimmi la tua su Twitter, su Threads, su Telegram, su Mastodon, su BlueSky o su Instagram.Mail jacoporeale@yahoo.it Scopri dove ascoltare il podcast e lascia una recensione su Apple Podcast o Spotify.Ascolta An iPad guy su YouTube Podcast.Supporta il podcast
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X L'intelligenza artificiale, come ChatGPT, ha messo alle corde Google, che ha risposto introducendo Ai Overview, cioè una funzionalità che sfrutta l'AI per fornire agli utenti un riassunto delle informazioni contenute nelle pagine dei risultati di ricerca. Ma perché Google ha deciso di introdurre Ai Overview? E quali conseguenze sta avendo su utenti, giornali e siti online? Per quanto riguarda le persone, l'intelligenza artificiale potrebbe portarci a non approfondire più gli argomenti che cerchiamo sul web, con il rischio di ridurre le nostre capacità nel corso del tempo. Per i giornali, invece, il pericolo è quello di perdere l'indipendenza editoriale. In questo video vi spiegheremo come sta cambiando Google e che ripercussioni potrebbero esserci sulla nostra quotidianità. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices