Confederation Music

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Tutta la musica svizzera in programma: Confederation Music é una finestra aperta sulla variegata e frizzante scena musicale elvetica, dove potrete ascoltare parole e suoni di chi ha scelto di fare il musicista nel nostro paese.

RSI - Radiotelevisione svizzera


    • Aug 2, 2026 LATEST EPISODE
    • weekdays NEW EPISODES
    • 36m AVG DURATION
    • 452 EPISODES


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    Latest episodes from Confederation Music

    Yalisco - Quando l'immaginazione va al largo

    Play Episode Listen Later Aug 2, 2026 38:52


    Un mare segreto racchiuso tra le montagne, tra acque scintillanti e sogni a occhi aperti.È lo scenario in cui i ginevrini Yalisco danno vita alla loro personale visione mistica e psichedelica del surf e del garage rock. Ambientazioni cinematografiche calde e riverberate, piene di luce di fine estate, per viaggiare con la mente ascoltando “Orange Orange” (Table Basse/Le Pop Club), uno dei dischi di genere meglio riusciti di quest'anno musicale svizzero.A differenza del primo (“Yalisco”, del 2024), il nuovo album “Orange Orange” ha una produzione più curata ed è più maturo, pieno di sfumature e i testi sono cantati soprattutto in francese. È una modalità di lavoro che guarda al vintage, alle vecchie tecniche di registrazione e al calore del suono.Il bello di questa dimensione sonora dilatata è che, appena premi play, ti arrivano addosso gli anni 60 e 70 e sei catapultato in uno stato di contemplazione o, come dicono loro, “la tua immaginazione prende il largo”. È con grande piacere che ospitiamo Yalisco e diamo il benvenuto a Confederation Music a Valentin Girardet (chitarra e voce) e David Torche (batteria, percussioni e voce).

    Odd Beholder - Honest Work

    Play Episode Listen Later Jul 26, 2026 41:38


    Una riflessione sul lavoro, sull'esaurimento, sulla ricerca di un senso e sulla responsabilità nella vita personale di una musicista, come nella società. Odd Beholder ha scritto un album dopo aver osservato amici e amiche consumarsi con il lavoro a scapito della salute e della qualità della vita. La musicista e attivista argoviese Daniela Weinmann ne parla nel suo ultimo album “Honest Work” (2026 Sinnbus).Non è un confronto tra il “privilegio” di chi può permettersi di fare il musicista indipendente e le condizioni di chi svolge mestieri “tradizionali”, ma se sul fronte musicale la realtà è stravolta dall'industria tecnologica, nel mondo del lavoro (soprattutto nelle grandi aziende) i presupposti sono astratti, globalizzati, instabili e difficilmente negoziabili; standards sempre più bassi che spingono a chiedersi per chi, e a vantaggio di chi, impieghiamo una vita trascorsa in gran parte lavorando per qualcuno. Odd Beholder si chiede come sarà il lavoro del futuro (come noi vorremmo che fosse) e, soprattutto, che cosa significa davvero vivere bene.“Honest Work” è la fotografia di un senso diffuso di rassegnazione e disorientamento di una società che vive una normalità solo apparente. È un disco che non da risposte ma che dice che “non basta una pausa per un curare un burnout”, servono nuove prospettive.Prodotto e realizzato in tandem con il DJ tedesco Douglas Greed (per questo, forse, più frizzante ritmicamente), “Honest Work” è un buon punto di partenza, ben ragionato e carico di rabbia, per portare un po' di chiarezza nella realtà complessa del mondo del lavoro.Sandra Romano ha incontrato Daniela Weinmann a Zurigo, 5 anni dopo la sua ultima apparizione a Confederation Music.

    Odd Beholder - Honest Work

    Play Episode Listen Later Jul 26, 2026 51:39


    Una riflessione sul lavoro, sull'esaurimento, sulla ricerca di un senso e sulla responsabilità nella vita personale di una musicista, come nella società. Odd Beholder ha scritto un album dopo aver osservato amici e amiche consumarsi con il lavoro a scapito della salute e della qualità della vita. La musicista e attivista argoviese Daniela Weinmann ne parla nel suo ultimo album “Honest Work” (2026 Sinnbus).Non è un confronto tra il “privilegio” di chi può permettersi di fare il musicista indipendente e le condizioni di chi svolge mestieri “tradizionali”, ma se sul fronte musicale la realtà è stravolta dall'industria tecnologica, nel mondo del lavoro (soprattutto nelle grandi aziende) i presupposti sono astratti, globalizzati, instabili e difficilmente negoziabili; standards sempre più bassi che spingono a chiedersi per chi, e a vantaggio di chi, impieghiamo una vita trascorsa in gran parte lavorando per qualcuno. Odd Beholder si chiede come sarà il lavoro del futuro (come noi vorremmo che fosse) e, soprattutto, che cosa significa davvero vivere bene.“Honest Work” è la fotografia di un senso diffuso di rassegnazione e disorientamento di una società che vive una normalità solo apparente. È un disco che non da risposte ma che dice che “non basta una pausa per un curare un burnout”, servono nuove prospettive.Prodotto e realizzato in tandem con il DJ tedesco Douglas Greed (per questo, forse, più frizzante ritmicamente), “Honest Work” è un buon punto di partenza, ben ragionato e carico di rabbia, per portare un po' di chiarezza nella realtà complessa del mondo del lavoro.Sandra Romano ha incontrato Daniela Weinmann a Zurigo, 5 anni dopo la sua ultima apparizione a Confederation Music.

    Eckhart - He's dancing, he says he will never die

    Play Episode Listen Later Jul 19, 2026 51:39


    Raccontare la morte, il destino, la modernità, l'arte e la musica stessa, offrendo un'esperienza sonora che invita alla danza, alla gioia e all'euforia estatica del lasciarsi andare alla libertà.John Silvestre scomoda Cormac McCarthy e il suo romanzo cult “Blood Meridian” per dare il titolo a “He's dancing, he says he will never die”, l'ultimo album del progetto electro-punk vodese Eckhart, di cui fanno parte anche il batterista Laurent Glur (Fomies) e la cantante Olivia Madhuri.È un disco di rottura: dopo il DIY di “Far from god” del 2024, Silvestre è tornato con una produzione più grossa, un feticismo totale per il campionamento e una batteria acustica e frenetica che conferisce al suono e alle ritmiche di Eckhart una dimensione e una dinamica inedite.“He's dancing, he says he will never die” di Eckhart, uscito all'inizio di maggio del 2026 con Blizzard Audio Club, è entrato istantaneamente nella nostra personale Top Ten dei miglior dischi svizzeri dell'anno. È la montagna russa elettronica e impetuosa di un creativo che per anni ha suonato post-rock, bazzicando gli ambienti Constellation Records prima di trovare la propria strada musicale.È con grande piacere che apriamo le porte di Confederation Music a John Silvestre.

    Pascal Gamboni - Mia barca

    Play Episode Listen Later Jul 12, 2026 39:12


    Un monolocale come una barca, un appartamento con poco spazio ma che galleggia e ti tiene a galla, e dove tutto funziona comunque.Come gli incendi che bruciano i prati e fanno crescere nuova erba verde e rigogliosa, gli stravolgimenti esistenziali portano nuove prospettive. Il cantautore grigionese Pascal Gamboni ha attraversato la sua personale selva oscura, uscendone con una nuova consapevolezza e un nuovo disco. Il quattordicesimo.Con “Mia barca”, Pascal Gamboni celebra la vita. Lo fa ricordando le occasioni che essa offre e che devi saper cogliere; omaggia gli incontri e le amicizie, ricordandoci che tutto è interconnesso in questo mondo, e immaginando il nostro stato d'animo variabile come il tempo meteorologico. “Mia Barca” contiene tredici canzoni realizzate nel suo originale stile “Alpine lo-fi”, rigorosamente DIY e cantato in romancio, essenziale, ricco di sole e melodia, per invitare tutti quanti a restare svegli, attenti e ricettivi. Sandra Romano ha incontrato Pascal Gamboni a Zurigo. La chiacchierata è partita dall'idea che la musica sia un salvagente esistenziale.

    To Athena - Have I lost my magic?

    Play Episode Listen Later Jul 5, 2026 39:21


    Ho perso la mia magia? Se lo chiede To Athena nell'ultimo album “Have I lost my magic?” (Mouthwatering Records)È un'opera personale e audace in cui un'estetica sonora calda e avvolgente (arpa, archi e grandi arrangiamenti per band) fa da sfondo a una narrazione introspettiva che racconta la riscoperta di una magia interiore che sembrava perduta.Dentro “Have I lost my magic?”, To Athena parla apertamente di sopraffazione, vulnerabilità e del desiderio di connessioni autentiche. Sono temi alimentati da relazioni interpersonali vissute, dal burnout e dagli abusi.  La cantautrice lucernese volge uno sguardo discreto e fiducioso verso il futuro, con un'estetica cinematografica velatamente vintage e nostalgica che è diventata marchio di fabbrica di un pop da camera che fa grandi numeri e raccoglie consensi all'estero.“Have I lost my magic?” contiene 12 canzoni che invitano all'introspezione e alla guarigione, con uno scopo: riscoprire la propria luce interiore. La propria magia .Tra queste, anche “Collide”, scelta per una campagna di Greenpeace e diventata “live performance” in una grotta del ghiacciaio del Morteratsch.Sandra Romano ha incontrato To Athena, uno dei più promettenti talenti pop svizzeri. 

    Andrea Zinzi - Healing Winters

    Play Episode Listen Later Jun 28, 2026 46:56


    Non conta quanto sia grande la finestra dalla quale scegli di guardare il mondo. Conta che cosa sei pronto a vedere. Il primo disco solista di chi ha condiviso anni e chilometri di musica è un gesto personale che sa di necessità fisiologica e ha il sapore dell'epifania .“Healing Winters”, pubblicato il 10 aprile 2026 da Safe Port Production, è la prima testimonianza individuale del chitarrista, cantautore e maestro Andrea Zinzi, che conosciamo come l'altra metà dei Make Plain.La forza delle otto canzoni di “Healing winters” sta nella loro essenzialità, nella loro registrazione in presa diretta, nel calore delle melodie e, soprattutto, nella potenza primordiale dell'uomo da solo con il suo strumento. In questo sorprendente disco folk ticinese cantato in inglese, un faro, una grotta e una piccola finestra che guarda sui Denti della Vecchia, sono il catalizzatore generativo che ha scosso l'anima, trasformando la percezione in narrazione artistica. Silenzio e distacco diventano un cocktail che stimola la riflessione; nel caso di “Healing Winters”, sull'inverno, sui luoghi significativi e sulla cura.Ne abbiamo parlato con Andrea Zinzi.

    Tatum Rush - Lolito Ceresiaco

    Play Episode Listen Later Jun 21, 2026 47:32


    Aspetta l'inaspettato… “Lolito Ceresiaco” di Tatum Rush è una tra le più belle sorprese discografiche del 2026 musicale svizzero. Il cantautore e artista ticinese è tornato con un disco di dieci canzoni pensate e concepite lontano dal frastuono urbano, sul Sentiero di Gandria, sulla scia di una ritrovata ebbrezza spirituale, del ricordo del nonno e dei suoi vecchi, ispiranti dischi in vinile .Quella di Lolito Ceresiaco è una passeggiata allucinata e malinconica, una raccolta di scatti musicali a grana grossa della magia di un'estate vissuta sul Lago di Lugano giocando e flirtando con un bouquet di reminiscenze jazz, bolero, swing, klezmer, tradizione partenopea e tarantella. Tatum Rush veste i panni di un crooner nostrano su una fotografia sbiadita dal tempo ma carica di storia e di ricerca. La bellezza di “Lolito Ceresiaco” sta anche nella sua essenzialità, nella forte resa data da una produzione fatta come una volta: pochi microfoni, musicisti super-preparati e zero post-produzione. Quello che sentite è quello che hanno suonato.  Dopo un piatto di condiviso di pasta “aglio, olio e peperoncino”, Giordano Tatum Rush ci ha raccontato la sua nuova, inaspettata, deviazione stilistica.Enjoy & spread the word!Moci

    Emmanuel De La Paix - Chromaverse (Human Structures)

    Play Episode Listen Later Jun 14, 2026 43:06


    Emmanuel De La Paix percorre lande sperimentali. Ora si trova dove il confine tra suono, spazio, immagine, sopra e sotto è indefinibile. È il limbo creativo e mistico in cui la musica trae energia dalla forza degli elementi generando onde sonore e nutrendo l'anima.Si chiama “Chromaverse (Human Structures)” (2026 Broque) l'ultima opera di Emanuel De La Paix. È il suo album più intenso e dettagliato, un nuovo esercizio musicale specchiato che segna la fine di un ciclo stilistico (questa volta non ci sono il mix e la produzione di Birgir Birgisson) prima dell'inizio di qualcosa di nuovo, quella “novità” che è centrale nel percorso evolutivo di De La Paix. “Chromaverse (Human Structures)” contiene 14 canzoni che portano il numero di una stanza. È un climax che parte ambient e meditativo, assume progressivamente vigore, ritmo e voce, prima di farti scendere dall'altro versante di una collina sperimentale, verso un epilogo nuovamente etereo.Emmanuel De La Paix ce lo ha raccontato.

    Worries And Other Plants - Sweet Heart Sugar Love

    Play Episode Listen Later Jun 7, 2026 36:06


    Non importa se una canzone sia forte o delicata, perché nella sua essenza l'emozione rimane la stessa.La musica come danza del linguaggio interiore per discutere con te stesso dei tuoi sentimenti. E quando la condividi (permettendo agli altri di ascoltare quella conversazione) ognuno sceglie quanto assorbirne.Dionys Müller (per gli amici Dio) è l'epicentro di Worries And Other Plants, sestetto psy-rock sangallese che, a intervalli regolari, aggiorna la colonna sonora di un viaggio “on the road” desertico e costiero in un mix avventuroso e riflessivo che, nell'ultimo album “Sweet Heart Sugar Love”, mette sotto la lente il viaggio, il fare musica, la libertà e la vita.Sono temi su cui meditare mentre le otto canzoni di questo disco scorrono, ricche di melodia e sonorità dilatate. È un paesaggio sonoro in cui groove e sogno si avvinghiano tra loro come serpenti che si accoppiano.Sandra Romano ha intervistato Dionys Müller per parlare del nuovo disco “Sweet Heart Sugar Love”, due anni dopo la sua ultima apparizione a Confederation Music con l'album “Travel in cycles”.

    Sheldon Suter - Pink Dawn

    Play Episode Listen Later May 31, 2026 38:48


    Quanta melodia c'è dentro un batterista?Ci sono batteristi che tengono il tempo per tutta la vita, altri, invece, che non resistono al richiamo della melodia, della composizione armonica e della ricerca minuziosa di una timbrica.Sheldon Suter fa parte della seconda categoria. La sua arte sonora nasce da un bouquet stimolante di strumenti musicali: la batteria (ovviamente), la cetra (modificata con un manico di chitarra elettrica e un ponticello di violino), il gong, le campane tibetane, la Kalimba, lo Shruti Box indiano (una specie di armonium che fa i drones, le basi basse) e dei pedalini per gli effetti.Di formazione fotografo, organizzatore del festival Éther, artigiano dei suoi strumenti, musicista attivo e conosciuto come sideman nel campo dell'improvvisazione e della sperimentazione, Sheldon Suter, ogni tanto, mette la testa fuori dalla musica non codificata e si dedica alle forme musicali più convenzionaliDopo “Berceuses & Nocturnes” del 2023, Sheldon Suter ha pubblicato “Pink Dawn” (Selftape Records) il suo secondo album solista con una novità; ci sono degli ospiti: il poeta ticinese Vanni Bianconi, l'arpista sperimentale romanda Julie Campiche e la cantautrice pop-folk svizzero tedesca Lea Lu.Siamo andati a trovare Sheldon Suter nella sua tana creativa, al Mulino del Brumo (sede principale di Éther) nei boschi di Arcegno, un luogo d'ispirazione così immerso nel verde, nella natura e nel profumo di humus, che è difficile capire dove finisca l'essere umano e dove inizi la vegetazione.

    Malummì - Damaged by their silence

    Play Episode Listen Later May 24, 2026 42:24


    La perdita, la riconciliazione e la riflessione famigliare.Larissa Rapold esplora temi personali nel terzo album di Malummì. “Damaged by their silence” (Mouthwatering Records) di Malummi è un percorso musicale introspettivo indie e intimo in cui il suono del pianoforte (a volte distante e anche dissonante) è diventato centrale, assieme quello potente e viscerale della chitarra; un equilibrio che regge per tutti i nove brani di questo disco e di questo trio atipici: rock alternativo, indie pop, sapori vintage e tutta l'energia cantautorale.Siamo andati a trovare Malummì nel loro quartier generale a Basilea e, con Larissa Rapold, c'era anche il chitarrista e compagno musicale Giovanni Vicari.

    Lone Assembly - Knots & Chains

    Play Episode Listen Later May 17, 2026 47:31


    Il volti del controllo sono molteplici: c'è quello esercitato dagli altri, quello che alimentiamo noi dentro noi stessi e quello che subiamo dall'ambiente circostante.“Knots & Chains” (nodi e catene) è l'album di debutto di Lone Assembly pubblicato da Irascible. La bellezza e la forza di questo disco stanno, per metà, nella voce profonda e grave del cantante del quartetto ginevrino, Raphaël Bressler, che è come una coperta oscura e gotica. L'altra metà sono le nove belle canzoni di un prodotto new-wave e synth pop tecnicamente eccellente.Che sia la città ad assorbirci, respingerci o distorcere la nostra percezione, che siano gli altri a vincolare il nostro semplice “essere”, o che siamo addirittura noi a farlo su noi stessi, Lone Assembly attingono da un'oscurità profonda che porta a inneggiare al dolore, al senso di alienazione e alla sofferenza, senza mai lasciarsi andare alla rassegnazione. “Knots & Chains” di Lone Assembly è un album che invita ad avere forza e coraggio, e che porta in sé la storia di un'epoca e di un'estetica musicale: gli anni 80 più freddi della new-wave. Figuratevi se non chiamavamo Raphael Bressler per raccontarcelo!

    Lone Assembly - Knots & Chains

    Play Episode Listen Later May 17, 2026 47:31


    Il volti del controllo sono molteplici: c'è quello esercitato dagli altri, quello che alimentiamo noi dentro noi stessi e quello che subiamo dall'ambiente circostante.“Knots & Chains” (nodi e catene) è l'album di debutto di Lone Assembly pubblicato da Irascible. La bellezza e la forza di questo disco stanno, per metà, nella voce profonda e grave del cantante del quartetto ginevrino, Raphaël Bressler, che è come una coperta oscura e gotica. L'altra metà sono le nove belle canzoni di un prodotto new-wave e synth pop tecnicamente eccellente.Che sia la città ad assorbirci, respingerci o distorcere la nostra percezione, che siano gli altri a vincolare il nostro semplice “essere”, o che siamo addirittura noi a farlo su noi stessi, Lone Assembly attingono da un'oscurità profonda che porta a inneggiare al dolore, al senso di alienazione e alla sofferenza, senza mai lasciarsi andare alla rassegnazione. “Knots & Chains” di Lone Assembly è un album che invita ad avere forza e coraggio, e che porta in sé la storia di un'epoca e di un'estetica musicale: gli anni 80 più freddi della new-wave. Figuratevi se non chiamavamo Raphael Bressler per raccontarcelo!

    Temple Solaire - Past due

    Play Episode Listen Later May 10, 2026 45:30


    Fregatene di quello che pensano gli altri. Abbandona i cliché di una società che ti giudica solo per i tuoi risultati.C'è una forte componente ritualistica dentro “Past Due” (Taxi Gauche Records) di Temple Solaire. In un appassionante trip di psy rock 60, Paisley Underground, Garage Rock e Shoegaze, il combo zurighese affronta un paradosso: sei costretto a fare il criceto nella ruota e mentre corri ne sei cosciente. È a quel punto che dovresti trovare la motivazione per cambiare treno e prendere quello del cambiamento, quello che ti porti verso ciò che desideri di più per te stesso.“Past Due” di Temple Solaire è un disco analogico immersivo e ipnotico, registrato su nastro e svincolato, nella sua forma, da ogni regola di mercato, così fedele al suo ideale e alla sua sorgente creativa che fai fatica a distinguere il confine tra studio e palcoscenico. Ha avuto il grande piacere di parlarne con Giovanni Fortunato, epicentro di questa delizia psichedelica!

    Temple Solaire - Past due

    Play Episode Listen Later May 10, 2026 45:30


    Fregatene di quello che pensano gli altri. Abbandona i cliché di una società che ti giudica solo per i tuoi risultati.C'è una forte componente ritualistica dentro “Past Due” (Taxi Gauche Records) di Temple Solaire. In un appassionante trip di psy rock 60, Paisley Underground, Garage Rock e Shoegaze, il combo zurighese affronta un paradosso: sei costretto a fare il criceto nella ruota e mentre corri ne sei cosciente. È a quel punto che dovresti trovare la motivazione per cambiare treno e prendere quello del cambiamento, quello che ti porti verso ciò che desideri di più per te stesso.“Past Due” di Temple Solaire è un disco analogico immersivo e ipnotico, registrato su nastro e svincolato, nella sua forma, da ogni regola di mercato, così fedele al suo ideale e alla sua sorgente creativa che fai fatica a distinguere il confine tra studio e palcoscenico. Ha avuto il grande piacere di parlarne con Giovanni Fortunato, epicentro di questa delizia psichedelica!

    Pina Palau - You better get used to it

    Play Episode Listen Later May 3, 2026 42:44


    Renderti conto che non vuoi vivere inseguendo cose che non puoi controllare, ma investire più tempo nelle relazioni, nelle amicizie, nell'amore e nella vita reale.Pina Palau ha fatto della musica la sua scuola di vita. Farla e suonarla, oggi, per la cantautrice zurighese, significa acquisire maggiore chiarezza su quando sia necessario trattenere, quando fidarsi e quando, invece, lasciar andare.Il terzo album di Pina Palau è “You better get used to it” (Mouthwatering Records), un diario che documenta una trasformazione innescata da una montagna russa sentimentale estrema che fa da cornice al disco. Nove canzoni come nove tappe esplorative di ciò che rimane di non detto tra due persone: confessioni, contraddizione, domande. È un percorso auto-curativo musicale intrapreso per trasformare la frustrazione per schemi vecchi che non cambiano in nuovi colori sonori, per fare i conti le proprie incertezze e i propri dolori e trovare un nuovo senso di sé. Il cocktail sonico di Pina Palau è un blend di folk intimista e indie-rock crudo, con il retrogusto americano di un'artista che ha radici negli Stati Uniti.Abbiamo raggiunto Pina Palau per saperne di più.

    Pina Palau - You better get used to it

    Play Episode Listen Later May 3, 2026 42:44


    Renderti conto che non vuoi vivere inseguendo cose che non puoi controllare, ma investire più tempo nelle relazioni, nelle amicizie, nell'amore e nella vita reale.Pina Palau ha fatto della musica la sua scuola di vita. Farla e suonarla, oggi, per la cantautrice zurighese, significa acquisire maggiore chiarezza su quando sia necessario trattenere, quando fidarsi e quando, invece, lasciar andare.Il terzo album di Pina Palau è “You better get used to it” (Mouthwatering Records), un diario che documenta una trasformazione innescata da una montagna russa sentimentale estrema che fa da cornice al disco. Nove canzoni come nove tappe esplorative di ciò che rimane di non detto tra due persone: confessioni, contraddizione, domande. È un percorso auto-curativo musicale intrapreso per trasformare la frustrazione per schemi vecchi che non cambiano in nuovi colori sonori, per fare i conti le proprie incertezze e i propri dolori e trovare un nuovo senso di sé. Il cocktail sonico di Pina Palau è un blend di folk intimista e indie-rock crudo, con il retrogusto americano di un'artista che ha radici negli Stati Uniti.Abbiamo raggiunto Pina Palau per saperne di più.

    Mattiu - Aura

    Play Episode Listen Later Apr 26, 2026 31:26


    Basta ascoltare i primi secondi del canto polifonico “Mument” per capire che ci stiamo addentrando in un luogo sia reale che spirituale e che è in atto una simbiosi tra l'individuo e la natura, tra la purezza d'animo e la forza degli elementi. Siamo alla fonte segreta dell'ispirazione. “Mument” è la canzone che apre “Aura”, il primo album di Mattiu, cantautore grigionese della Surselva attivo discograficamente dal 2022. È un disco che da nuova linfa alla celebrazione personale di una terra, di una cultura e di una natura che, per l'artista, è vitale come l'aria: una bellezza così potente da ispirare la creatività di chi la osserva e la assorbe in religioso silenzio, di chi non la piega al proprio volere la ma la ascolta quando si trova da solo al suo cospetto.Mattiu fonde pop, folk, elettronica e acustica in una musica limpida e cristallina; un suono e una voce delicati che non portano con sé l'ego ma stimolano piuttosto i legami tra le persone, tra il passato e il presente, tra il dentro e il fuori. Le radici, la cultura e il paesaggio romanci sono al centro di “Aura”. Mattiu con le 10 canzoni del suo album ci porta contemporaneamente dentro di sé e in un ambiente fatto di ruscelli, humus, prati, boschi, muschio e quella luce misteriosa che filtra tra i rami degli alberi quando sei nella foresta.Sandra Romano ha intervistato Mattiu per Confederation Music.

    Mattiu - Aura

    Play Episode Listen Later Apr 26, 2026 31:26


    Basta ascoltare i primi secondi del canto polifonico “Mument” per capire che ci stiamo addentrando in un luogo sia reale che spirituale e che è in atto una simbiosi tra l'individuo e la natura, tra la purezza d'animo e la forza degli elementi. Siamo alla fonte segreta dell'ispirazione. “Mument” è la canzone che apre “Aura”, il primo album di Mattiu, cantautore grigionese della Surselva attivo discograficamente dal 2022. È un disco che da nuova linfa alla celebrazione personale di una terra, di una cultura e di una natura che, per l'artista, è vitale come l'aria: una bellezza così potente da ispirare la creatività di chi la osserva e la assorbe in religioso silenzio, di chi non la piega al proprio volere la ma la ascolta quando si trova da solo al suo cospetto.Mattiu fonde pop, folk, elettronica e acustica in una musica limpida e cristallina; un suono e una voce delicati che non portano con sé l'ego ma stimolano piuttosto i legami tra le persone, tra il passato e il presente, tra il dentro e il fuori. Le radici, la cultura e il paesaggio romanci sono al centro di “Aura”. Mattiu con le 10 canzoni del suo album ci porta contemporaneamente dentro di sé e in un ambiente fatto di ruscelli, humus, prati, boschi, muschio e quella luce misteriosa che filtra tra i rami degli alberi quando sei nella foresta.Sandra Romano ha intervistato Mattiu per Confederation Music.

    Stefanie Stauffacher - Mania Mania

    Play Episode Listen Later Apr 19, 2026 45:24


    Un dialogo creativo, un'interazione continua tra un freak dell'elettronica che vive tra macchine analogiche e cavi, e un'autrice, attrice e comica conosciuta nella scena “slam poetry” svizzera.Lukas Marty e Lara Stoll sono Stefanie Stauffacher, un duo elettronico e sperimentale zurighese edito dall'etichetta indipendente basilese A Tree In A Field Records.L'ultima pubblicazione è “Mania Mania”, un titolo riferito al lato A di un vinile che, su quello B, contiene le canzoni del vecchio EP “Friedhof Sihlfeld”, finora mai uscito in vinile.Sono compartimenti più o meno stagni che mostrano due umori: quello più pop, eclettico e a tratti (volutamente) kitsch di “Mania Mania” (cinque brani che ruotano attorno al tema della follia) e quello più oscuro e gotico di “Friedhof Sihlfeld”.È musica che nasce nel sottosuolo zurighese, nel locale vicino a Hardplatz dove abbiamo incontrato Lara Stoll (con un dito steccato) e Lukas Marty per capire che cos'è (o chi è) esattamente Stefanie Stauffacher.

    Stefanie Stauffacher - Mania Mania

    Play Episode Listen Later Apr 19, 2026 45:24


    Un dialogo creativo, un'interazione continua tra un freak dell'elettronica che vive tra macchine analogiche e cavi, e un'autrice, attrice e comica conosciuta nella scena “slam poetry” svizzera.Lukas Marty e Lara Stoll sono Stefanie Stauffacher, un duo elettronico e sperimentale zurighese edito dall'etichetta indipendente basilese A Tree In A Field Records.L'ultima pubblicazione è “Mania Mania”, un titolo riferito al lato A di un vinile che, su quello B, contiene le canzoni del vecchio EP “Friedhof Sihlfeld”, finora mai uscito in vinile.Sono compartimenti più o meno stagni che mostrano due umori: quello più pop, eclettico e a tratti (volutamente) kitsch di “Mania Mania” (cinque brani che ruotano attorno al tema della follia) e quello più oscuro e gotico di “Friedhof Sihlfeld”.È musica che nasce nel sottosuolo zurighese, nel locale vicino a Hardplatz dove abbiamo incontrato Lara Stoll (con un dito steccato) e Lukas Marty per capire che cos'è (o chi è) esattamente Stefanie Stauffacher.

    Andrina Bollinger - Island of way back

    Play Episode Listen Later Apr 12, 2026 34:43


    “In un'industria che richiede visibilità costante, allontanarsi può sembrare un suicidio professionale, ma alcuni lavori richiedono ritiro. La profondità richiede tempo”“Island of way back”, uscito il 6 marzo 2026 con Mouthwatering Records, è l'album più personale dell'artista avant-pop zurighese Andrina Bollinger. Contiene undici brani suddivisi in quattro atti che sono come un rituale intimo, di sopravvivenza e ribellione contro la tirannia della visibilità costante.In una cultura ossessionata dalla velocità e dalla perfezione, Andrina Bollinger rallenta per guarire, prima di tornare a casa attraverso il suono. Andrina ha impiegato sei anni per scrivere “Island of way back”. Sono tempistiche che riflettono il rigetto della cultura della fretta e che seguono il tempo biologico piuttosto che le richieste del mondo esterno. È un invito a chi si sente sopraffatto dalla pressione della performance perpetua.Andrina Bollinger ha realizzato “Island of way back”  con il batterista Arthur Hnatek e il bassista Jules Martinet e lo ha co-prodotto con il britannico Mike Lindsay.Sandra Romano ha intervistato Andrina Bollinger a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di un'artista libera che spinge il pop verso territori sperimentali.

    Andrina Bollinger - Island of way back

    Play Episode Listen Later Apr 12, 2026 34:43


    “In un'industria che richiede visibilità costante, allontanarsi può sembrare un suicidio professionale, ma alcuni lavori richiedono ritiro. La profondità richiede tempo”“Island of way back”, uscito il 6 marzo 2026 con Mouthwatering Records, è l'album più personale dell'artista avant-pop zurighese Andrina Bollinger. Contiene undici brani suddivisi in quattro atti che sono come un rituale intimo, di sopravvivenza e ribellione contro la tirannia della visibilità costante.In una cultura ossessionata dalla velocità e dalla perfezione, Andrina Bollinger rallenta per guarire, prima di tornare a casa attraverso il suono. Andrina ha impiegato sei anni per scrivere “Island of way back”. Sono tempistiche che riflettono il rigetto della cultura della fretta e che seguono il tempo biologico piuttosto che le richieste del mondo esterno. È un invito a chi si sente sopraffatto dalla pressione della performance perpetua.Andrina Bollinger ha realizzato “Island of way back”  con il batterista Arthur Hnatek e il bassista Jules Martinet e lo ha co-prodotto con il britannico Mike Lindsay.Sandra Romano ha intervistato Andrina Bollinger a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di un'artista libera che spinge il pop verso territori sperimentali.

    Freddie & The Cannonballs - Cannonballing

    Play Episode Listen Later Apr 5, 2026 52:19


    C'è la memoria al centro di “Cannonballing”, l'ultimo album di Freddie & The Cannonballs, quintessenza del Rhythm & Blues che nasce nella svizzera italiana e che sfocia nel soul e nel funk. È la memoria emotiva, intima, quella che accarezza Federico Albertoni come un soffio nostalgico quando ripensa a momenti di vita vissuta. Ricordi così potenti che ispirano musica, che ispirano un album intero.Nel loro avventuroso peregrinare tra le radici della musica nera, Freddie & The Cannonballs affinano l'esperienza umana, la performance e la produzione: “Cannonballing” è un album auto-prodotto con le competenze tecniche maturate negli anni dal chitarrista Mattia “Mad” Mantello.“Cannonballing” suona bene, dinamico e graffiante. Contiene tutto l'entusiasmo del DIY e dell'amore infinito per un genere; una passione inesauribile che divampa nell'anima ed è la benzina di tutto. Freddie & The Cannonballs, nelle persone di Federico Albertoni e Mattia Mad Mantello, hanno fatto tappa a Confederation Music per raccontarcelo.

    Freddie & The Cannonballs - Cannonballing

    Play Episode Listen Later Apr 5, 2026 52:19


    C'è la memoria al centro di “Cannonballing”, l'ultimo album di Freddie & The Cannonballs, quintessenza del Rhythm & Blues che nasce nella svizzera italiana e che sfocia nel soul e nel funk. È la memoria emotiva, intima, quella che accarezza Federico Albertoni come un soffio nostalgico quando ripensa a momenti di vita vissuta. Ricordi così potenti che ispirano musica, che ispirano un album intero.Nel loro avventuroso peregrinare tra le radici della musica nera, Freddie & The Cannonballs affinano l'esperienza umana, la performance e la produzione: “Cannonballing” è un album auto-prodotto con le competenze tecniche maturate negli anni dal chitarrista Mattia “Mad” Mantello.“Cannonballing” suona bene, dinamico e graffiante. Contiene tutto l'entusiasmo del DIY e dell'amore infinito per un genere; una passione inesauribile che divampa nell'anima ed è la benzina di tutto. Freddie & The Cannonballs, nelle persone di Federico Albertoni e Mattia Mad Mantello, hanno fatto tappa a Confederation Music per raccontarcelo.

    Da Cruz - Som Sistema

    Play Episode Listen Later Mar 29, 2026 42:10


    Quali sono gli effetti a lungo termine del colonialismo? Quali sono le cause delle tensioni sociali odierne? Chi e perché si è accaparrato le terre dei nativi brasiliani? E l'amore e la redenzione che ruolo hanno in tempi difficili come quelli che vive questa civiltà?Sono questioni che Da Cruz affrontano nel loro sesto album “Som sistema” (Boom Jah Records), un disco in cui Mariana Da Cruz esplora musicalmente le proprie radici africane e brasiliane. Non è “amarcord”, è uno sguardo fisso e ispirato sulla contemporaneità della musica nera. Il compagno e produttore Ane Hebeisen ha riesumato vecchi synth, batterie elettroniche e sequencers.“Som Sistema” di Da Cruz ha l'energia nuda e cruda e il suono tagliente che sono marchio di fabbrica del duo bernese, ma questa volta c'è un caleidoscopio sonoro e ritmico che richiama l'Amapiano Sudafricano, lo Shatta caraibico, il Kuduro dell'Angola, la Trap brasiliana e molto di quello che le nuove generazioni di produttori africani creano in questa nuova epoca elettronica.È musica contemporanea brasiliana con una forte identità e un messaggio. È musica clubby nera che fa muovere il corpo e il cervello. Sandra Romano ha intervistato Ane Hebeisen e Marian Da Cruz e questa è la storia di “Som Sistema”.

    Da Cruz - Som Sistema

    Play Episode Listen Later Mar 29, 2026 42:10


    Quali sono gli effetti a lungo termine del colonialismo? Quali sono le cause delle tensioni sociali odierne? Chi e perché si è accaparrato le terre dei nativi brasiliani? E l'amore e la redenzione che ruolo hanno in tempi difficili come quelli che vive questa civiltà?Sono questioni che Da Cruz affrontano nel loro sesto album “Som sistema” (Boom Jah Records), un disco in cui Mariana Da Cruz esplora musicalmente le proprie radici africane e brasiliane. Non è “amarcord”, è uno sguardo fisso e ispirato sulla contemporaneità della musica nera. Il compagno e produttore Ane Hebeisen ha riesumato vecchi synth, batterie elettroniche e sequencers.“Som Sistema” di Da Cruz ha l'energia nuda e cruda e il suono tagliente che sono marchio di fabbrica del duo bernese, ma questa volta c'è un caleidoscopio sonoro e ritmico che richiama l'Amapiano Sudafricano, lo Shatta caraibico, il Kuduro dell'Angola, la Trap brasiliana e molto di quello che le nuove generazioni di produttori africani creano in questa nuova epoca elettronica.È musica contemporanea brasiliana con una forte identità e un messaggio. È musica clubby nera che fa muovere il corpo e il cervello. Sandra Romano ha intervistato Ane Hebeisen e Marian Da Cruz e questa è la storia di “Som Sistema”.

    Tender Ender - Black Swan

    Play Episode Listen Later Mar 22, 2026 45:13


    Thomas Schmidiger lo chiama “doomsday pop” il suono del suo alter-ego solista Tender Ender; pop “da fine del mondo”, sempre bello ma sempre pericolosamente al limite. Thomas Schmidiger è stato il cantante del trio rock bernese Dead Bunny, un'esperienza breve e intensa dopo la quale ha scelto di reinventarsi partendo dal pianoforte e dalle grandi melodie di Elton John che lo avevano stregato da bambino.L'album “Black Swan” (A Tree In A Field Records) è la prima tappa di un viaggio personale e sperimentale che, in questo debutto, è come un film ambientato poco prima della fine e nell'attimo subito dopo. Musica sfarzosa e rassicurante, kitsch e cinica in cui il cigno nero del titolo è simbolo di un capriccio della natura, di un'anomalia o di un incidente fortunato. E non è necessariamente foriero di buone novelle. In questo album così “strano” diventa addirittura stato d'animo.30 anni vissuti su questo pianeta hanno modificato l'idea pittoresca e gioiosa del mondo costruita nell'infanzia da Thomas Schmidiger. La questione, quindi, è accettare che sia così. È questo il concetto di “Black Swan” che Tender Ender ci canta con una voce audace: vi mostro la realtà con eleganza, così la pillola è più dolce!

    Tender Ender - Black Swan

    Play Episode Listen Later Mar 22, 2026 45:13


    Thomas Schmidiger lo chiama “doomsday pop” il suono del suo alter-ego solista Tender Ender; pop “da fine del mondo”, sempre bello ma sempre pericolosamente al limite. undefinedThomas Schmidiger è stato il cantante del trio rock bernese Dead Bunny, un'esperienza breve e intensa dopo la quale ha scelto di reinventarsi partendo dal pianoforte e dalle grandi melodie di Elton John che lo avevano stregato da bambino.undefinedL'album “Black Swan” (A Tree In A Field Records) è la prima tappa di un viaggio personale e sperimentale che, in questo debutto, è come un film ambientato poco prima della fine e nell'attimo subito dopo. Musica sfarzosa e rassicurante, kitsch e cinica in cui il cigno nero del titolo è simbolo di un capriccio della natura, di un'anomalia o di un incidente fortunato. E non è necessariamente foriero di buone novelle. In questo album così “strano” diventa addirittura stato d'animo.undefined30 anni vissuti su questo pianeta hanno modificato l'idea pittoresca e gioiosa del mondo costruita nell'infanzia da Thomas Schmidiger. La questione, quindi, è accettare che sia così. È questo il concetto di “Black Swan” che Tender Ender ci canta con una voce audace: vi mostro la realtà con eleganza, così la pillola è più dolce!

    Re-Count - 1995-2025 Songs & Sounds Inventory

    Play Episode Listen Later Mar 15, 2026 47:12


    Creare è una necessità fisiologica. L'atto creativo è benzina sul fuoco di una passione che ti fa attraversare il tempo.Non sembra ieri perché sono passati trent'anni, ma la lampadina che si accende nella testa di Omar Enrico Bernasconi è la stessa accesa nel 1995. È la luce di una passione che quel tempo lo ferma.“1995-2025 Songs & Sounds Inventory” è una raccolta di quattro album (due di brani cantati e due di canzoni strumentali) con una selezione ben curata dell'inventario musicale lungo trent'anni di Re-Count; un'operazione anticipata e arricchita dall'EP “It doesn't seem – TwoFiveToZero” che celebra (con una nuova versione e vecchi e nuovi remix) il classico di Re-Count d'inizio millennio cantato da Michela Domenici (ex-Diaspro).Re-Count è l'alter-ego musicale del musicista e produttore ticinese Omar Enrico Bernasconi che, in oltre trent'anni di creazioni musicali, ha esplorato e assimilato mondi elettronici, rock, industrial, ambient, sperimentali, breakbeat, hip-hop techno, per poi rigurgitarli in una costante e naturale metamorfosi stilistica. Lo ha fatto rispettando una tabella di marcia discografica che, in tutto questo tempo, ha disseminato gli archivi musicali di tracce e idee che oggi fanno parte del ricco e variegato patrimonio culturale del nostro paese.Abbiamo invitato Re-Count a Confederation Music per festeggiare il suo trentesimo compleanno.

    Re-Count - 1995-2025 Songs & Sounds Inventory

    Play Episode Listen Later Mar 15, 2026 47:12


    Creare è una necessità fisiologica. L'atto creativo è benzina sul fuoco di una passione che ti fa attraversare il tempo.undefinedNon sembra ieri perché sono passati trent'anni, ma la lampadina che si accende nella testa di Omar Enrico Bernasconi è la stessa accesa nel 1995. È la luce di una passione che quel tempo lo ferma.undefined“1995-2025 Songs & Sounds Inventory” è una raccolta di quattro album (due di brani cantati e due di canzoni strumentali) con una selezione ben curata dell'inventario musicale lungo trent'anni di Re-Count; un'operazione anticipata e arricchita dall'EP “It doesn't seem – TwoFiveToZero” che celebra (con una nuova versione e vecchi e nuovi remix) il classico di Re-Count d'inizio millennio cantato da Michela Domenici (ex-Diaspro).undefinedRe-Count è l'alter-ego musicale del musicista e produttore ticinese Omar Enrico Bernasconi che, in oltre trent'anni di creazioni musicali, ha esplorato e assimilato mondi elettronici, rock, industrial, ambient, sperimentali, breakbeat, hip-hop techno, per poi rigurgitarli in una costante e naturale metamorfosi stilistica. Lo ha fatto rispettando una tabella di marcia discografica che, in tutto questo tempo, ha disseminato gli archivi musicali di tracce e idee che oggi fanno parte del ricco e variegato patrimonio culturale del nostro paese.undefinedAbbiamo invitato Re-Count a Confederation Music per festeggiare il suo trentesimo compleanno.

    Dirty Sound Magnet - Me & my shadow

    Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 59:16


    Per la prima volta i Dirty Sound Magnet usano il pronome, mettono l'IO nel titolo di un disco. Lo sguardo critico e sarcastico rivolto verso l'esterno rimane, ma il nuovo album “Me & My Shadow” va in uno specifico più interiore, restringe il campo, diventa personale. Confrontandosi con il proprio “doppelganger”, il cantante e chitarrista Stavros Dzodzos esplora territori oscuri interrogandosi sulla fonte della propria ispirazione, omaggiando il potere curativo della musica, meditando sulla magia e sulle incertezze della vita artistica e, non da ultimo, rassegnandosi alla fragilità delle relazioni vincolate da un lavoro che ti porta sempre lontano da chi ami.Nel loro guardarsi dentro, i friborghesi Dirty Sound Magnet tornano con un suono più grande e profondo, senza perdere un grammo della loro visione musicale in technicolor, dove il blues-rock flirta con la psichedelìa, dove la struttura progressive può avere anche una corrente orientale oppure una ritmica etnica. “Me & my shadow” è una nuova tappa entusiasmante nel viaggio personale, creativo e discografico di Dirty Sound Magnet: una piccola azienda autosufficiente gestita tre compagni di viaggio (Stavros Dzodzos, Marco Mottolini e Maxime Cosandey) che sono come fratelli. Una storia musicale svizzera di eccellenza e successo.

    Dirty Sound Magnet - Me & my shadow

    Play Episode Listen Later Mar 8, 2026 59:16


    Per la prima volta i Dirty Sound Magnet usano il pronome, mettono l'IO nel titolo di un disco. Lo sguardo critico e sarcastico rivolto verso l'esterno rimane, ma il nuovo album “Me & My Shadow” va in uno specifico più interiore, restringe il campo, diventa personale. undefinedConfrontandosi con il proprio “doppelganger”, il cantante e chitarrista Stavros Dzodzos esplora territori oscuri interrogandosi sulla fonte della propria ispirazione, omaggiando il potere curativo della musica, meditando sulla magia e sulle incertezze della vita artistica e, non da ultimo, rassegnandosi alla fragilità delle relazioni vincolate da un lavoro che ti porta sempre lontano da chi ami.undefinedNel loro guardarsi dentro, i friborghesi Dirty Sound Magnet tornano con un suono più grande e profondo, senza perdere un grammo della loro visione musicale in technicolor, dove il blues-rock flirta con la psichedelìa, dove la struttura progressive può avere anche una corrente orientale oppure una ritmica etnica. undefined“Me & my shadow” è una nuova tappa entusiasmante nel viaggio personale, creativo e discografico di Dirty Sound Magnet: una piccola azienda autosufficiente gestita tre compagni di viaggio (Stavros Dzodzos, Marco Mottolini e Maxime Cosandey) che sono come fratelli. Una storia musicale svizzera di eccellenza e successo.undefined

    Dub Spencer & Trance Hill - Synchronos

    Play Episode Listen Later Mar 1, 2026 52:34


    Dub Spencer & Trance Hill sono un unicum. Se nelle scene ethno-elettroniche, downtempo e trance quasi tutto nasce in digitale, questo combo pioniere della musica Dub svizzera rema da sempre contro corrente affidandosi esclusivamente a strumenti musicali analogici. Per questo motivo, e in particolare dal penultimo album “Imago cells” del 2022, la sensazione è che non ci sia un confine: è musica analogica ma suona elettronica.L'ultimo album di Dub Spencer & Trance Hill è “Synchronos” (2025 Echo Beach). È un perfezionamento di quel concetto, un ibrido perfetto tra dub e trance: analogico, ballabile e tecnologicamente all'avanguardia quando viene portato in scena.A rendere la trasformazione tra realtà analogica e sensazione elettronica ancora più speciale, c'è il fatto che Dub Spencer & Trance Hill registrano tutto dal vivo, in studio e (come per “Imago Cells”) anche in “Synchronos” la forma canzone classica è solo un lontano ricordo. Ora tutto nasce da jam sessioni d'improvvisazione in cui un groove accattivante viene ripetuto ad oltranza innescando l'effetto ipnotico e l'elemento trance tipici della loro musica attuale.Julian Dillier è da 20 anni il batterista di Dub Spencer & Trance Hill. Lo abbiamo raggiunto all'Università di Lucerna dove insegna musica. In questa generosa intervista ci racconta la storia di “Synchronos” e quella di un gruppo di amici che suona insieme da due decenni e ha accolto il nuovo chitarrista Michael Bucher subentrato a Markus Meier, partito dopo 19 anni di sana e appassionata militanza.

    Dub Spencer & Trance Hill - Synchronos

    Play Episode Listen Later Mar 1, 2026 52:34


    Dub Spencer & Trance Hill sono un unicum. Se nelle scene ethno-elettroniche, downtempo e trance quasi tutto nasce in digitale, questo combo pioniere della musica Dub svizzera rema da sempre contro corrente affidandosi esclusivamente a strumenti musicali analogici. Per questo motivo, e in particolare dal penultimo album “Imago cells” del 2022, la sensazione è che non ci sia un confine: è musica analogica ma suona elettronica.undefinedL'ultimo album di Dub Spencer & Trance Hill è “Synchronos” (2025 Echo Beach). È un perfezionamento di quel concetto, un ibrido perfetto tra dub e trance: analogico, ballabile e tecnologicamente all'avanguardia quando viene portato in scena.undefinedA rendere la trasformazione tra realtà analogica e sensazione elettronica ancora più speciale, c'è il fatto che Dub Spencer & Trance Hill registrano tutto dal vivo, in studio e (come per “Imago Cells”) anche in “Synchronos” la forma canzone classica è solo un lontano ricordo. Ora tutto nasce da jam sessioni d'improvvisazione in cui un groove accattivante viene ripetuto ad oltranza innescando l'effetto ipnotico e l'elemento trance tipici della loro musica attuale.undefinedJulian Dillier è da 20 anni il batterista di Dub Spencer & Trance Hill. Lo abbiamo raggiunto all'Università di Lucerna dove insegna musica. In questa generosa intervista ci racconta la storia di “Synchronos” e quella di un gruppo di amici che suona insieme da due decenni e ha accolto il nuovo chitarrista Michael Bucher subentrato a Markus Meier, partito dopo 19 anni di sana e appassionata militanza.undefined

    Black Sea Dahu - Everything

    Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 41:09


    “Il bosco è così silenzioso che riesci a sentire il rumore del dolore. E se Il mondo gira anche quando tu sei fermo, la musica gira con te come una compagna, perché è l'unica cosa che spiega il tuo ritmo”Janine Cathrein invita ad ascoltare la persistenza silenziosa della vita. Il nuovo album di Black Sea Dahu, “Everything”, uscito il 20 febbario 2026 con l'etichetta bernese Mouthwatering Records, é un disco sui cicli della vita e della morte, della solitudine e della connessione.È un'opera che nasce nel terreno muschioso del dolore, quello per la perdita del papà e per le conseguenti incertezze. Canzoni nate come erba cresciuta dopo un incendio, verde e rigogliosa. Nuova. Black Sea Dahu tornano con il blend sonoro così tanto rodato da questo combo zurighese che fa faville in Europa. La magia si trova su tutto l'arco che collega il contautorato più delicato ed essenziale al vigore della grande orchestrazione. È la parafrasi musicale del lutto e del conforto, del buio e del sole che illumina le montagne al mattino. Nove canzoni come nove piccole finestre aperte sulla complessità della vita, un lavoro curativo, di risalita, per ritrovare il proprio equilibrio. Sandra Romano ha incontrato Janine Cathrein a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di “Everything”, il nuovo album di Black Sea Dahu!

    Black Sea Dahu - Everything

    Play Episode Listen Later Feb 22, 2026 41:09


    “Il bosco è così silenzioso che riesci a sentire il rumore del dolore. E se Il mondo gira anche quando tu sei fermo, la musica gira con te come una compagna, perché è l'unica cosa che spiega il tuo ritmo”undefinedJanine Cathrein invita ad ascoltare la persistenza silenziosa della vita. Il nuovo album di Black Sea Dahu, “Everything”, uscito il 20 febbario 2026 con l'etichetta bernese Mouthwatering Records, é un disco sui cicli della vita e della morte, della solitudine e della connessione.undefinedÈ un'opera che nasce nel terreno muschioso del dolore, quello per la perdita del papà e per le conseguenti incertezze. Canzoni nate come erba cresciuta dopo un incendio, verde e rigogliosa. Nuova. undefinedBlack Sea Dahu tornano con il blend sonoro così tanto rodato da questo combo zurighese che fa faville in Europa. La magia si trova su tutto l'arco che collega il contautorato più delicato ed essenziale al vigore della grande orchestrazione. È la parafrasi musicale del lutto e del conforto, del buio e del sole che illumina le montagne al mattino. Nove canzoni come nove piccole finestre aperte sulla complessità della vita, un lavoro curativo, di risalita, per ritrovare il proprio equilibrio. undefinedSandra Romano ha incontrato Janine Cathrein a Zurigo. In questa puntata vi raccontiamo la storia di “Everything”, il nuovo album di Black Sea Dahu!

    Cedric Blaser - Fessure

    Play Episode Listen Later Feb 15, 2026 37:51


    “Fessure” era nella pila di dischi da ascoltare, quelli che non hai mai tempo perché ne escono così tanti e non è evidente passarli alla lente, tutti. Eppure, quando ho sentito il nuovo album solista di Cedric Blaser ho detto “perché non l'ho ascoltato prima!”Cedric Blaser è un musicista, un creativo dai molteplici volti artistici, un cantautore ticinese che vive a Friborgo. Lo ricordiamo con gli ABC, era qui l'anno scorso con Layena, scrive musica per il cinema, collabora con il teatro… ma il suo primo album mi ha spiazzato. Registrato nella sua sala prove nella Valle del Gottéron e mixato da Louis Jucker (Coilguns, Humus records), “Fessure” è il tentativo (riuscito) di dare un suono a quelle “aperture” da cui filtrano luce, emozioni e immagini taciute. Cedric ha affrontato questa pagina bianca con la sua “loop station” e si è divertito in totale libertà, sorprendendo sé stesso.Blaser lo definisce “un disco che non parla troppo ma che invita ad ascoltare” e su questo siamo d'accordo perché è un caleidoscopio di suoni, idee e colori dove c'è spazio per la musicalità e la psichedelia che, sapientemente miscelate con le liriche, ti portano dove il sogno si mescola alla realtà, dove il ricordo è diluito. Canzoni come finestre musicali da cui osservare emozioni e interiorità, canzoni che Cedric Blaser ci racconta in questa puntata.

    Cedric Blaser - Fessure

    Play Episode Listen Later Feb 15, 2026 37:51


    “Fessure” era nella pila di dischi da ascoltare, quelli che non hai mai tempo perché ne escono così tanti e non è evidente passarli alla lente, tutti. Eppure, quando ho sentito il nuovo album solista di Cedric Blaser ho detto “perché non l'ho ascoltato prima!”undefinedCedric Blaser è un musicista, un creativo dai molteplici volti artistici, un cantautore ticinese che vive a Friborgo. Lo ricordiamo con gli ABC, era qui l'anno scorso con Layena, scrive musica per il cinema, collabora con il teatro… ma il suo primo album mi ha spiazzato. Registrato nella sua sala prove nella Valle del Gottéron e mixato da Louis Jucker (Coilguns, Humus records), “Fessure” è il tentativo (riuscito) di dare un suono a quelle “aperture” da cui filtrano luce, emozioni e immagini taciute. Cedric ha affrontato questa pagina bianca con la sua “loop station” e si è divertito in totale libertà, sorprendendo sé stesso.undefinedBlaser lo definisce “un disco che non parla troppo ma che invita ad ascoltare” e su questo siamo d'accordo perché è un caleidoscopio di suoni, idee e colori dove c'è spazio per la musicalità e la psichedelia che, sapientemente miscelate con le liriche, ti portano dove il sogno si mescola alla realtà, dove il ricordo è diluito. undefinedCanzoni come finestre musicali da cui osservare emozioni e interiorità, canzoni che Cedric Blaser ci racconta in questa puntata.

    Peter Kernel - Un viaggio lungo vent'anni

    Play Episode Listen Later Feb 8, 2026 54:59


    Passano gli anni, invecchiamo e cresciamo alimentando il nostro vissuto e la nostra consapevolezza e, mentre il tempo scorre come un ritmo di batteria, ti rendi conto che quel disco che sembrava uscito ieri in realtà era uscito 20 anni fa. La musica vissuta da professionista, l'ignoto che affronti tutti i giorni, forgiano il tuo carattere, ti trasformano come persona. È una legge dell'universo: se non cambi non ti evolvi.Vent'anni di Peter kernel sono anche vent'anni di storia della musica della Svizzera italiana, scanditi da dischi che hanno fatto breccia anche fuori dai confini nazionali, alimentando un immaginario post-punk e art-pop di cui esser fieri.Aris Bassetti e Barbara Lehnhoff hanno superato indenni due decenni di musica insieme, la fine di una storia d'amore, migliaia di concerti e centinaia di migliaia di chilometri percorsi in furgone per tutta l'Europa.In questa puntata speciale dedicata al ventesimo compleanno di Peter Kernel, ripercorriamo le tappe fondamentali di una storia svizzera di coerenza e successo.

    Peter Kernel - Un viaggio lungo vent'anni

    Play Episode Listen Later Feb 8, 2026 54:59


    Passano gli anni, invecchiamo e cresciamo alimentando il nostro vissuto e la nostra consapevolezza e, mentre il tempo scorre come un ritmo di batteria, ti rendi conto che quel disco che sembrava uscito ieri in realtà era uscito 20 anni fa. undefinedLa musica vissuta da professionista, l'ignoto che affronti tutti i giorni, forgiano il tuo carattere, ti trasformano come persona. È una legge dell'universo: se non cambi non ti evolvi.undefinedVent'anni di Peter kernel sono anche vent'anni di storia della musica della Svizzera italiana, scanditi da dischi che hanno fatto breccia anche fuori dai confini nazionali, alimentando un immaginario post-punk e art-pop di cui esser fieri.undefinedAris Bassetti e Barbara Lehnhoff hanno superato indenni due decenni di musica insieme, la fine di una storia d'amore, migliaia di concerti e centinaia di migliaia di chilometri percorsi in furgone per tutta l'Europa.undefinedIn questa puntata speciale dedicata al ventesimo compleanno di Peter Kernel, ripercorriamo le tappe fondamentali di una storia svizzera di coerenza e successo.undefined

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