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L’estate arriva prima sul corpo che sul calendario. Cambiano la luce, il ritmo delle giornate, il modo in cui dormiamo, respiriamo e percepiamo la fatica. Eppure, proprio mentre la natura ci invita a rallentare, spesso continuiamo a vivere con la stessa velocità e le stesse richieste che ci accompagnano per tutto l’anno.In questa puntata esploriamo l’estate come un vero laboratorio biologico ed emotivo: un tempo in cui il caldo ci obbliga ad ascoltare i segnali del corpo, il respiro può diventare uno strumento di equilibrio e il recupero non è una pausa improduttiva, ma una necessità fisiologica.Con Daniel Lumera, biologo naturalista, parleremo di come il caldo influenzi energia, umore e capacità di attenzione; di perché la lentezza possa trasformarsi da ostacolo a risorsa; del ruolo del respiro nel regolare stress e benessere; e di come la luce e i ritmi naturali possano aiutarci a recuperare energie profonde
Si avvicinano i mondiali di calcio, quest'anno ospitati congiuntamente da Canada, Messico e Stati Uniti: sulla carta saranno l'evento sportivo più redditizio di sempre, con ricavi stimati in oltre 10 miliardi di dollari. Se siamo ormai abituati a considerare il calcio dei grandi club come un calcio ormai spersonalizzato e senz'anima, in mano a colossi finanziari globali, il discorso cambia quando si pensa alle nazionali di calcio. Qui, per molti tifosi, sopravvive ancora un'atmosfera fatta di valori sportivi, di attaccamento alla propria squadra come simbolo della propria identità. Eppure i numeri di questo mondiale, che produrrà profitti mai visti prima in un evento sportivo, raccontano una storia diversa.Una delle domande che ci siamo posti, nel Dossier andato in onda nel corso della settimana, è se l'anima del calcio esista ancora. E la risposta è sì: l'abbiamo trovata in piccole realtà, in società calcistiche che resistono e si oppongono al modello dominante. Ma quell'anima può esistere anche nel sistema globale del calcio, fatto di enormi interessi finanziari, di diritti miliardari, di fondi di investimento e di multinazionali?Partiremo da qui con i nostri ospiti: Marzio Minoli, giornalista economico della RSI, tifoso e amante dello sport, autore del libro uscito due anni fa Noi tifosi. Istruzioni per l'uso (Fontanaedizioni); e Pippo Russo, sociologo, giornalista e scrittore, che sul calcio ha scritto moltissimo. Ricordo, tra i tanti, il suo libro del 2014, dal titolo Gol di rapina – il lato oscuro del calcio globale (Edizioni Clichy)
Da quando grazie a un romanzo dell'800 abbiamo trovato un marchio per l'umana tendenza a perseverare in situazioni tossiche, la parola ha avuto una fortuna esagerata. Eppure sul piano individuale e su quello collettivo, ormai apertamente politico, il masochismo mette in campo qualcosa che è necessario conoscere. Forse per guarire, sicuramente per capire. Farsi male di Vittorio Lingiardi, Einaudi Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Hai ottimizzato tutto: categorie, schede prodotto, contenuti blog.Eppure il traffico organico non si comporta più come prima. Google AI Overviews risponde direttamente alle ricerche dei tuoi utenti — senza che debbano cliccare sul tuo sito. ChatGPT e Perplexity intercettano intenzioni d'acquisto che prima arrivavano da te organicamente.Ogni visita organica persa è CAC da recuperare con budget ADV.In questo episodio di E-Commerce Superheroes, Elena Zen — esperta SEO — spiega cosa sta succedendo davvero alla SEO nell'era dell'AI e, soprattutto, cosa fare adesso per non trovarsi indietro.→ Come l'AI sta ridisegnando le SERP e cosa significa concretamente per il tuo e-commerce → Quali strategie SEO reggono ancora — e quali è il momento di abbandonare → Come rendere i tuoi contenuti visibili anche ai nuovi motori AI → Da dove iniziare per proteggere il traffico organico senza aumentare lo spendingE-commerce Superheroes: Viaggiando tra pionieri e innovatori, le sfide e successi che hanno ridefinito il commercio elettronico
Il 19 marzo 2026 scompare Chuck Norris. Se ci sono nomi che appartengono al cinema e che da lì diventano icona, il suo è sicuramente uno di questi. Artista marziale, attore, leggenda dell'action occidentale degli anni 80 e 90, Norris attraversa generazioni, trasformandosi nel tempo fino a diventare mito pop e simbolo quasi caricaturale di forza assoluta e invincibilità. Eppure, dietro quell'immagine granitica, c'è una storia più complessa, fatta tanto di disciplina e successo, quanto di convinzioni, idee e dichiarazioni controverse, che hanno lasciato perplessi.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Per milioni di donne il dolore non è un episodio occasionale, ma una presenza costante che accompagna la quotidianità per anni prima di ricevere un nome. L'endometriosi è una patologia cronica che colpisce circa tre milioni di persone in Italia e che può avere un impatto profondo sulla qualità della vita, influenzando studio, lavoro, relazioni affettive, fertilità e benessere psicologico. Eppure, nonostante la sua diffusione, continua spesso a essere sottovalutata o confusa con i normali dolori mestruali, contribuendo a ritardi diagnostici che possono durare molti anni. Perché una malattia così frequente resta ancora oggi poco riconosciuta? Quali sono i segnali da non ignorare e come si può migliorare la vita di chi ne soffre? Ne parliamo con il dottor Marcello Ceccaroni, Direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'IRCCS Negrar di Verona e tra i maggiori esperti italiani della patologia.
Alessio e Katia ci portano a fare un viaggio emozionante nel tempo e attraverso l'Oceano, partendo dalle celebrazioni della Festa della Repubblica fino a toccare le storie dei milioni di italiani emigrati all'estero, grazie alle pagine di un grande capolavoro della letteratura italiana contemporanea: Novecento di Alessandro Baricco
Numeri sembrano la cosa più oggettiva del mondo. Eppure dietro ogni dato c'è qualcuno che ha deciso cosa contare, come contarlo e cosa lasciare fuori.Donata Columbro è giornalista dei dati e lo spiega con una chiarezza che fa un po' male: il dato non è la realtà, è una rappresentazione parziale di essa. E quella parte che manca spesso non è un caso.Si parla di femminicidi contati e non contati, di bambine con disabilità invisibili nelle statistiche, di grafici che sembrano dire tutto e invece nascondono la domanda più importante. Ma anche di come imparare a fare le domande giuste quando un numero ti finisce davanti, che sia su un giornale, in una riunione o sui social.Una puntata che non ti insegna a diffidare dei dati. Ti insegna a usarli meglio.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
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C'era una volta un paese in cui innamorarsi era inevitabile. Anzi, c'è ancora, e lì l'amore trova tutti... o quasi. Se vivi in una tenuta di campagna e fai di tutto per difenderla da chi vorrebbe venderla per costruirci un campo da golf, potrebbe essere più difficile. Eppure, anche in questo caso, non è poi così impossibile. Questa è la storia di Elisa e Michele, interpretati da Matilde Gioli e Cristiano Caccamo, protagonisti del film tratto dal romanzo bestseller di Felicia Kingsley.See omnystudio.com/listener for privacy information.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8569SAN GIORGIO NON DIALOGA COL DRAGO, MA LO COMBATTE E LO UCCIDEdi Roberto de Mattei Nel suo libro Fisionomie di santi, lo scrittore francese Ernest Hello dedica un profilo a San Giorgio, definendolo "uno dei santi più illustri e dimenticati; illustri ieri, dimenticati oggi". Hello scriveva il suo libro nel 1879; oggi San Giorgio non è solo dimenticato, ma nella Chiesa cattolica, dopo il Concilio Vaticano II, la sua memoria è stata addirittura retrocessa a festa liturgica facoltativa, forse perché san Giorgio è il santo guerriero per eccellenza, antitetico al modello del cattolico pacifista oggi dominante. San Giorgio nacque probabilmente in Cappadocia tra il 275 e il 285, e morì martire a Nicomedia intorno al 303. I suoi genitori erano cristiani: il padre Geronzio, di origine persiana, e la madre Policromia, cappadoce. Educato nella fede, crebbe nella disciplina e nel timore di Dio. A diciassette anni abbracciò la carriera militare sotto l'imperatore Diocleziano. Si distinse per coraggio e rettitudine, divenendo tribunus militum, cioè un ufficiale di alto grado dell'esercito romano. Nel 303, l'anno in cui più infuriava la persecuzione di Diocleziano, Giorgio si presentò all'imperatore e ardì rimproverarlo, confessando di essere cristiano. Fu torturato in tutti i modi possibili, ma continuò a professare la sua fede. Lo fustigarono fino a mettere le ossa allo scoperto, lo gettarono in una fossa ardente, gli applicarono stivaletti roventi ai piedi, ma Giorgio continuava a soffrire senza arrendersi. Più volte dato per morto, Giorgio risorse miracolosamente, convertendo testimoni e soldati, tra cui il comandante Anatolio. Persino l'imperatrice Alessandra, colpita dalla sua fede, abbracciò il cristianesimo e subì il martirio. Alla fine l'ufficiale cristiano chiese di essere condotto davanti al tempio dove si adoravano gli dei. Diocleziano pensò di averlo finalmente piegato. Ma Giorgio, rivolgendosi all'idolo, dopo aver fatto il segno della croce gli chiese: "Vuoi che ti faccia sacrifici come a Dio?". Allora il demonio, forzato alla confessione rispose: "Non sono Dio. Non c'è altro Dio al di fuori di quello che tu predichi". Poi gli idoli del tempio caddero in polvere. A questo punto l'imperatore ordinò di decapitare il milite cristiano. In quel tempo ciò accadde a molti martiri. Il Signore li fece sopravvivere ad inauditi tormenti, permettendo che morissero solo per mezzo della decapitazione. MEGALOMARTIRESan Giorgio è entrato nella storia, come "Megalomartire", cioè grande testimone della fede, ed è venerato soprattutto in Oriente. Ma egli è celebre per un altro episodio, tramandatoci dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, che è una raccolta medioevale non di leggende, ma di testimonianze storiche. Nei dintorni della città di Silena, in Libia, un mostro terribile, che viveva in un lago, terrorizzava la popolazione, precipitandosi su animali o su uomini. Si cercò di placarlo dandogli ogni giorno due pecore, ma presto i greggi finirono e si consultò l'oracolo. Questi rispose che, per sfamarlo, bisognava servire al dragone, vittime umane da tirare a sorte. Questa storia non è inverosimile. Gli oracoli pagani, ispirati dal demonio, chiedevano spesso sacrifici umani per placare gli dei e solo il Cristianesimo interruppe questa pratica infernale. La sorte designò un giorno come vittima la figlia del Re. Il sovrano rifiutò di concedere la figlia, ma il popolo iniziò a rivoltarsi, circondando il palazzo e minacciando la famiglia reale. A questo punto il Re cedette e consegnò la figlia alla folla, per immolarla al drago. La giovane attendeva la sua sorte sulle rive del lago, quando le apparve un soldato cristiano, che la rassicurò, invitandola ad avere fiducia nel nome di Cristo. Quando il drago emerse, Giorgio, salito a cavallo, lo affrontò nel nome del Signore, e lo trafisse da parte a parte con la sua lancia. Poi condusse il mostro ferito fino alla città e promise di ucciderlo, a condizione della conversione del popolo. Il Re fu battezzato e ventimila uomini con lui, senza contare le donne e i bambini. Giorgio rifiutò ogni ricompensa e andò verso il suo destino, che sarebbe stato il martirio. Il dato più antico e più solido della memoria cristiana di san Giorgio è la sua morte sotto Diocleziano. Eppure, l'immagine di san Giorgio che domina ovunque - dalle icone bizantine agli affreschi medievali, fino alla pittura rinascimentale - è quella del cavaliere che trafigge il drago. Questa scena, al di là della sua storicità, ha un valore simbolico. Il drago ci ricorda che esistono nemici, non solo dei singoli individui, ma delle collettività umane. Sotto le sembianze del drago potremmo raffigurare la Rivoluzione anticristiana che da secoli aggredisce la Civiltà cristiana. San Giorgio è il cristiano, o il gruppo di cristiani che, armati di fede, combattono e annientano il nemico.SENZA TIMORE FINO ALLA VITTORIASe la lotta di san Giorgio contro il drago può essere messa in dubbio dalla critica storica, non può esserlo un altro episodio, tramandato da testimoni. Il 15 luglio 1099, nel corso della Prima Crociata bandita dal Papa beato Urbano II, quando i crociati giunsero alle porte di Gerusalemme, san Giorgio apparve rivestito di una bianca armatura su cui risplendeva, rossa, la croce e fece segno ai combattenti di seguirlo senza timore fino alla vittoria. Lo stesso accadde nella battaglia di Antiochia. Da allora san Giorgio è il patrono non solo della lotta, ma del trionfo sul nemico, e come tale è stato invocato nei secoli. Particolarmente forte fu la devozione nella Repubblica di Genova, il cui vessillo - croce rossa in campo bianco - divenne simbolo del santo. Il grido "Genova e San Giorgio!" accompagnava i combattenti in battaglia. Anche Venezia lo venerò, dopo san Marco, come suo speciale protettore. Ma nessuna provincia del mondo cattolico sorpassò l'Inghilterra nell'ossequio reso a questo santo, venerato fin dal IX e X secolo. Un concilio nazionale, tenuto ad Oxford nel 1222, ordinò che la festa del grande Martire fosse di precetto in tutta l'Inghilterra per onorarlo quale protettore del popolo inglese. In Italia, le città e i comuni di cui san Giorgio è patrono sono più di cento. Il suo cranio, portato a Roma dall'Oriente, nell'VIII secolo, è custodito a Roma nella chiesa di San Giorgio al Velabro.La memoria liturgica di san Giorgio si celebra il 23 aprile, giorno della sua nascita al cielo. In Georgia, terra che porta il suo nome, il santo è venerato con particolare solennità anche il 23 novembre.Oggi abbiamo bisogno della protezione di san Giorgio, e dobbiamo invocarlo perché infonda spirito combattivo e conduca alla vittoria tutti coloro che hanno la responsabilità, o la vocazione, di difendere il popolo cristiano dai suoi nemici.
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Per molti italiani la casa è sicurezza, la Borsa è rischio.Eppure un recente report di Goldman Sachs mostra un dato che fa riflettere: nell'ultimo anno l'S&P 500 è salito del 27%, mentre i prezzi delle abitazioni negli Stati Uniti sono cresciuti appena dell'1%. Il risultato? Gran parte dell'aumento della ricchezza delle famiglie americane è arrivato dai mercati finanziari.Ma la vera domanda non è se sia meglio investire in azioni o in immobili.La vera domanda è: che cos'è davvero la ricchezza?È il valore di ciò che possediamo? Oppure è la possibilità di trasformare quel patrimonio in scelte, opportunità, progetti e libertà?In questo episodio di Financial Fitness parliamo di effetto ricchezza, ma soprattutto di persone. Di Giuseppe, che ha paura della Borsa ma continua a comprare case. Di Alice, che ha ereditato una casa all'estero e scopre che essere proprietari non significa necessariamente essere liberi. Di una giovane dottoressa che, con disciplina e visione di lungo periodo, sta costruendo il proprio patrimonio senza tifare né per il mattone né per la finanza.E anche un po' di Roberta Rossi.Parleremo di investimenti, di psicologia, di immobili, di ETF, di azioni, di costi nascosti e di una domanda che tutti dovremmo porci: la ricchezza che stiamo costruendo oggi sarà in grado di offrirci più scelte domani?
Quando si parla di Ozempic, Wegovy e Mounjaro, quasi tutti si concentrano sulla stessa cosa: il peso che scende.Ma c'è una domanda molto più interessante che quasi nessuno si pone. Cosa succede quando questi farmaci vengono abbinati alla dieta chetogenica?Perché sulla carta sembra una combinazione perfetta. Entrambi aiutano a controllare la glicemia. Entrambi migliorano la sensibilità insulinica.Entrambi possono favorire il dimagrimento. Eppure proprio qui si nasconde uno degli errori più pericolosi ⚠️ In questo episodio il Dott. Lorenzo Vieri analizza una delle combinazioni più discusse degli ultimi anni: dieta chetogenica e farmaci GLP-1 agonisti come Ozempic, Wegovy e Mounjaro.Scoprirai perché questa strategia può dare risultati estremamente interessanti, ma anche perché può trasformarsi rapidamente in un problema se non viene gestita correttamente. Perché il rischio non è soltanto perdere peso. Il rischio è perdere troppo peso, troppo in fretta e soprattutto perdere massa muscolare
Mai come oggi si parla di alimentazione, allenamento e salute.Eppure, mai come oggi è così difficile capire a chi credere. Tra guru improvvisati, diete miracolose, consigli contrastanti e trend che cambiano ogni settimana, fare chiarezza è diventato quasi impossibile. Per questo al BSMT abbiamo deciso di partire dalla scienza. Il Doc Scara è passato dal BSMT.
Oggi i microfoni di Sveja si accendono di domenica per portarvi in un viaggio nel tempo e nello spazio, dentro un pezzo di Roma che tutti credono di conoscere, ma la cui vera memoria è stata spesso schiacciata dalla narrazione dominante.Questa storia inizia sette metri sotto l'argine del fiume Tevere. Siamo alla Magliana, periferia sorta alla fine degli anni Sessanta tra palazzoni e irregolarità edilizie. Se pronunciamo il nome di questo quartiere, l'immaginario pubblico corre quasi in automatico all'omonima banda criminale.Eppure, la Magliana ha un'altra storia da raccontare. Per un abbondante decennio, questo territorio è stato uno straordinario cantiere politico e sociale. Un laboratorio a cielo aperto che ha espresso forme originali, radicali e coraggiose di lotta per la casa e per il diritto alla città.A dare voce, e soprattutto ritmo, a questa mobilitazione dal basso c'era il Canzoniere della Magliana, che di quegli anni ha scritto, in un certo senso, la “colonna sonora”. Oggi vi portiamo a scoprire proprio le loro memorie e la loro produzione artistica, per addentrarci in una stagione intensa, ricca di sperimentazioni, sogni ribelli e militanza di quartiere.Tutto questo è “Un'Esperienza d'Amore”, un audiodocumentario di storia orale basato su un preziosissimo archivio di ricerca.L'immagine di copertina è un fotomontaggio di Riccardo Preda, nato da uno scatto di Gigi De Grossi e da un bollettino di «Magliana in lotta» del novembre 1972I crediti dello speciale:Gli autori: scritto e realizzato da Riccardo Preda (educatore e professionista audio indipendente, appassionato di storie sonore e field recording) e Giulia Zitelli Conti (ricercatrice, docente all'Università Roma Tre ed esperta di storia orale).Le voci: le testimonianze che ascolterete sono quelle di Filomena “Menalda” Damato, Gigi De Grossi, Daniela Mastrobuono, Mimma Santarsiero e Volker Klein, intervistati tra il 2017 e il 2018. La voce narrante è di Giulia Zitelli Conti.La musica: iltre alla fisarmonica di Marco Tiberti e a voci storiche tratte dal documentario del ‘72 “Il fitto dei padroni non lo paghiamo più”, lo speciale è arricchito dai brani originali del Canzoniere: da Storia della lotta a Stornelli del carovita, fino a registrazioni dal vivo dell'epoca.Il documentario è realizzato con il patrocinio dell'Associazione Italiana di Storia Orale (AISO).
Crescendo senza una figura paterna presente, non avrebbe mai immaginato di diventare per tanti atleti un punto di riferimento quasi paterno. Eppure è andata proprio così. Julio Velasco ha riflettuto al BSMT per la prima volta su uno dei paradossi più profondi della sua vita. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/1STLllQEH8sZ4gcvX1eDMj?si=Arg336TxQf-dEWxZcGgmuA Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ascolta il nuovo podcast: https://open.spotify.com/show/2wyYqG2OXpzTz1gGxpO2OL Il carcere, lo sappiamo, è uno dei temi più abilmente ignorati dalla politica. Non porta voti. Eppure la condizione delle carceri italiane, in cui sono recluse circa 63.500 persone, delle quali quasi il 10% in attesa di condanna definitiva, è un vero e proprio disastro in corso. Sovraffollamento oltre 130%, mancanza di personale, diritti basici - come quello alla salute e all'affettività - negati. In questa serie Luca Bizzarri parla di carcere a partire dai dispacci da Rebibbia dell'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, un uomo che al potere ha promosso la “tolleranza zero”. E che condivide la fede politica di un governo che ha affermato di provare “intima gioia” di fronte a detenuti che soffocano. “Il sindaco di Rebibbia” è la storia di una parabola politica, ma anche l'occasione di parlare di un mondo, a noi vicino, che tendiamo a dimenticare, nonostante vengano violati diritti umani. IL SINDACO DI REBIBBIA è una serie podcast di Chora News, prodotta da Chora Media. Raccontata da Luca Bizzarri Scritta da Francesca Berardi in collaborazione con Tommaso De Lorenzis La cura editoriale è di Sara Poma e Simone Pieranni In redazione Flavia Bevilacqua, Ilaria Ferraresi e Chiara Godino Il fact checking è a cura di Carlo Canepa La senior producer è Ilaria Celeghin Il sound design è a cura di: Luca MicheliIl coordinamento della post produzione audio è di Matteo Scelsa Il progetto grafico è di Giulia Mangano e Rebecca Grassi Le musiche sono su licenza Machiavelli Music E/O Universal Music Publishing Ricordi srlLe fonti degli inserti audio sono indicate nella sinossi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Controllare il passato per controllare il presente e il futuro. Scorrendo le pagine del libro scritto da Giorgio Caravale, pubblicato da Laterza, dal titolo “Chi controlla il passato. La storia nelle mani del potere”, si ha la conferma di una tendenza che pare ormai consolidata soprattutto laddove al potere vi siano formazioni di stampo populista. Non è certo una novità - si potrebbe obiettare - considerato che l’uso politico della storia accompagna da sempre la storia dell’umanità: piegare in sostanza gli avvenimenti del passato, spesso attraverso veri e propri ribaltamenti della verità storica, a fini di consenso e di politica interna. Eppure in quel che sta accadendo un po’ ovunque nel mondo, dalla Russia di Putin alla Cina di Xi, dai campus americani alle aule italiane, il controllo del passato a fini politici sta acquisendo caratteristiche ancor più pervasive e invasive. Ne parliamo in compagnia dell’autore del libro, Giorgio Caravale, docente di storia moderna presso l’Università Roma Tre e presidente della Società italiana per la Storia dell’Età moderna.
Siamo noi i veri architetti delle prigioni da cui poi fatichiamo a liberarci. Eppure, evolvere significa proprio questo: imparare a posare i pesi che trasciniamo, fare ordine nella mente e nella vita, e chiederci onestamente cosa sia davvero utile per il viaggio che abbiamo davanti.Trattenere ci viene naturale. È un riflesso che impariamo da bambini, quando stringere forte qualcosa ci faceva sentire al sicuro. Alla base di questa resistenza c'è l'illusione del controllo: siamo convinti che ciò che stringiamo rimanga sotto il nostro dominio. Ma è solo un trucco della nostra mente. Il cervello ama la familiarità: ciò che è noto rasserena il sistema nervoso, mentre l'ignoto attiva l'allarme.Questo meccanismo tocca anche la nostra identità, che costruiamo attraverso le relazioni e i ruoli che interpretiamo al loro interno. Per questo, lasciare andare una situazione spesso significa dover lasciare andare una parte di noi stessi. Dietro questa fatica si nascondono bisogni profondi: una reale necessità di sicurezza, il desiderio di appartenenza e il bisogno di continuità.In ultima analisi, a bloccarci è sempre la paura. Paura dell'ignoto, dell'abbandono, e soprattutto paura del dolore. Ma il dolore va attraversato. Attraversarlo davvero significa viverlo senza aggiungere drammi e senza sottrarre nulla alla realtà, finché non smette di risuonare dentro di noi. Se lo evitiamo, rimarrà un eterno conto in sospeso.Come si fa, quindi, a lasciare andare? Con un atto di pura presenza. Basta decidere di farlo. Si lascia andare nel qui e ora, per iniziare a camminare verso il futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
La Liviana si presenta quasi sempre come introduzione alla Serrana, raramente come protagonista assoluta. Eppure questa funzione di apertura ne rivela l'essenza più profonda: Liviano significa leggero, ma la spiegazione più ricca viene da Pepe de la Matrona, cantaor sivigliano cresciuto nel cuore gitano di Triana. In una puntata del ciclo televisivo Rito y Geografía del Cante (RTVE, anni '70), Pepe ricorda che il liviano era l'animale che portava il campanaccio in testa alla recua, la fila di muli da soma. Non il più forte, ma il più mansueto. Tutti i cantes hanno bisogno del loro liviano. "Se costruisci una casa senza fondamenta, come farai ad arrivare al tetto?"La Liviana lavora su un compás di 12 tempi asimmetrico, come la Siguiriya. La chitarra accompagna in Mi por arriba in modalità flamenca, mentre la Siguiriya si suona in La, differenza percepibile già dalle prime battute. Anche la metrica è anomala: il flamenco lavora su versi ottosillabi, ma la Liviana segue lo schema 7-5-7-5, lo stesso delle seguidillas castellanas, il che suggerisce radici precedenti al flamenco.La prima menzione nella stampa risale al 1827, sul Mercantil de Cádiz: il cantaor Lázaro Quintana avrebbe cantato una seguidilla de Pedro la Cambra. Sopravvive ancora oggi una letra diffusissima "De quién son esos machos con tanto rumbo / son de Pedro la Cambra / van pa' Bollullos". Pedro la Cambra era un mulattiere benestante, rimasto personaggio quasi mitico dopo duecento anni.Nel 1852 un manifesto del Teatro Principal di Valencia annuncia lo stesso tema cantato da Francisco Pardo. In entrambi i casi, però, non ci sono indicazioni sulla melodia.Nel 1881 Demófilo pubblica la Colección de cantes flamencos, accorpando Toná e Liviana in un'unica categoria con versi in otto sillabe, in contraddizione con la metrica reale della Liviana. La fonte era il cantaor Juanelo de Jerez, figura nebulosa di cui non si sa quasi nulla.Silverio Franconetti, la voce roca che inventò il professionismo nel cante aprendo il primo cafè cantante, strutturò la sequenza Liviana-Serrana-remate in macho di Siguiriya di María Borrico, ancora in uso oggi. Antonio Chacón lavorò per otto mesi al café di Silverio apprendendo il cante direttamente, ma non lasciò incisioni di Liviana. Da Chacón la trasmissione arrivò a Pepe de la Matrona.Nel 1944 Pepe Marchena incise un brano di Serrana in cui la chitarra vira in 4/4 e Pepe intona la melodia della Liviana, prova che all'epoca era nota abbastanza da essere citata senza spiegazioni. La prima registrazione di Liviana è del 1947 ma è privata, del musicologo Manuel García Matos. Nel 1954 Pepe de la Matrona registrò la Liviana Primitiva nell'antologia Hispavox curata da Perico el del Lunar.Antonio Mairena completò il cante di Juan Talega, che ricordava una strofa imparata dal padre senza sapere come finisse. Mairena la completò seguendo la logica interna del flamenco e la chiamò Toná Liviana.Tra gli esempi da ascoltare: Fosforito, Luis Caballero, cantaor repubblicano condannato a morte durante la guerra civile che scelse di fare il cameriere all'Hotel Alfonso XIII pur di non rinunciare al cante, e per chi è alle prime armi Si tu me vieras di Miguel Poveda dall'album Zaguan.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco e Lyrical Arab Dance a Milano. Cerco di investigare tutto ciò che è possibile attraverso l'emozionalità e le neuroscienze per quanto riguarda l'espressione del flamenco. Il cante di liviana introduce il baile por Serrana, e mi ha molto affascinata esplorarlo a fondo.
Il 2 giugno, nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv, alcuni funzionari hanno alzato un cartello con una cifra: 19,2 miliardi di dollari. È il record delle esportazioni di armi israeliane nel 2025, quasi il 30% in più sul 2024. Il primo mercato è l'Europa, con il 36% delle vendite. Lo certifica il ministero stesso, ripreso da Associated Press e Times of Israel. Il ministro della Difesa Israel Katz ha spiegato come abbiano collaudato le armi. Nel comunicato ufficiale si legge: "un filo chiaro e inequivocabile collega i successi dell'esercito sul campo e il successo delle esportazioni israeliane nel mondo". Il campo è Gaza, dove dal 7 ottobre 2023 l'agenzia palestinese Wafa conta 72.942 morti, ed è il Libano, ed è l'Iran. Alla fiera Defense Tech di Tel Aviv i manifestanti hanno chiamato quel campo con il suo nome di mercato: laboratorio di collaudo. A marzo il SIPRI ha registrato il sorpasso sul Regno Unito, settimo esportatore mondiale. Quello che il listino vende come capacità è quello che la Corte internazionale di giustizia, dal gennaio 2024, considera un plausibile rischio di genocidio. Il prezzo nasce lì. Antonio Tajani al Forum di Cernobbio ha definito gli invii di armi a Israele «una leggenda metropolitana», e le nuove licenze di esportazione restano sospese. Eppure nel 2025 l'Italia ha importato armamenti israeliani per circa 85 milioni di euro, secondo la Relazione 185/90 trasmessa al Parlamento il 25 marzo 2026. Compra cioè l'arma già collaudata. Intanto domenica 31 maggio i resti dell'ammiraglia Kasr-i Sadabad, la barca della Global Sumud Flotilla abbandonata alla deriva dopo l'abbordaggio israeliano, sono stati spinti da vento e corrente fino alla spiaggia di Al-Mawasi. Due attivisti italiani del convoglio di terra restano trattenuti a Bengasi. Dal mare arriva un relitto. Dal campo di collaudo escono diciannove miliardi. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Vi è mai capitato di dover mandare dei soldi a un parente che vive in un Paese lontano? Con il sistema bancario tradizionale ci vogliono tempo, denaro e burocrazia. Eppure, da centinaia di anni, esiste un sistema di trasferimento di valore sofisticato e alternativo, basato su un principio: non spostare il capitale ma fiducia. Si tratta di una banca senza sportelli, server, capitali e filiali e si chiama “hawala”, un sistema finanziario antico, diffuso e invisibile, in cui il capitale più prezioso non è più il denaro, bensì l'onore della famiglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8564ANCHE A NAPOLI LA DRAG QUEEN INDOTTRINA I BAMBINIdi Fabio Piemonte «Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi». È stato questo il leitmotiv de "L'ora delle storie con Priscilla", uno spettacolo e laboratorio di lettura per bambini tenuto da una drag queen all'insegna dell'indottrinamento ideologico alla fluidità di genere che si è svolto domenica 19 aprile, presso la sede della Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli, nell'ambito del Napoli Queer Festival.Svoltosi dal 14 al 19 aprile, il Napoli Queer Festival si autodefinisce come «un festival multidisciplinare dedicato all'esplorazione e alla promozione della cultura e delle arti performative queer. Attraverso spettacoli, musica, talk, mostre, percorsi formativi, mira a costruire e rafforzare luoghi di espressione queer: proponendo artistx ineditx nel panorama culturale della città per creare nuove connessioni col territorio; aprendo spazi di discussione e di confronto sulla queerness e sulle identità non conformi», secondo quanto si legge sul sito ufficiale della kermesse.Ebbene, sempre nell'ambito di questa iniziativa, l'evento con la drag queen veniva già prima del suo svolgimento presentato come un incontro dove «Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità. Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza». Il tutto è stato organizzato dal Collettivo Favolos*, in collaborazione con MagnaVeg, che coniuga la dieta vegana con la cultura delle «identità libere» - ossia fluide - in nome dell'inclusione. LO "SPETTACOLO" DELLA DRAG QUEENAttraverso questo spettacolo laboratoriale si è dunque instillata nei più piccoli la menzogna che maschi e femmine siano soltanto convenzioni sociali, poiché si può essere ogni giorno ciò che si vuole, a prescindere dal proprio sesso biologico. D'altra parte, il progetto "L'ora delle storie con Priscilla" nasce proprio per far incontrare l'infanzia con «la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina"» è la descrizione degli stessi promotori, che sa tanto di excusatio non petita, accusatio manifesta. Ma soprattutto di una palese contraddizione. Durante le stesse letture ai bambini, infatti, si insegna «l'autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione», come si legge sempre nella descrizione dell'evento. E ancora: «Questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti» e «sostenere percorsi educativi fondati sull'ascolto e sull'inclusione». Ecco, dunque, che alla luce di queste considerazioni l'obiettivo pedagogico della drag queen appare evidente: introdurre precocemente i bambini alla fluidità di genere e alla libertà sessuale. E, come se non bastasse, nelle ultime righe della presentazione dello spettacolo traspare ancor più esplicitamente l'intento ideologico - sovversivo della realtà e conseguentemente della stessa grammatica italiana - di quest'azione pedagogica: «La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere».CHI E' PRISCILLA, LA DRAG GIA' OSPITE IN UN LICEOLa drag queen Priscilla - all'anagrafe Mariano Gallo - non è nuova ad incontri con bambini e adolescenti. A gennaio dello scorso anno è stata infatti protagonista di un incontro con i ragazzi del liceo artistico Munari di Acerra nell'ambito della settimana dello studente, con il pieno coinvolgimento dei docenti e della dirigente scolastica. Allora si presentò a scuola in abito fucsia e kefiah e disse con orgoglio: «È la prima volta in assoluto che una drag queen incontra gli studenti e le studentesse di un liceo». Eppure, gli studenti si trovarono allora di fronte a un'attivista Lgbt, non certo a un'esperta in materia di discriminazioni o bullismo. Dunque, «niente a che vedere con un pedagogista, uno psicologo dell'età evolutiva o un esperto di comunicazione: solo un soggetto che, senza alcuna competenza, fa formazione, dicendo ai nostri ragazzi che "spesso, quello che viene costruito a scuola, viene distrutto a casa dalle famiglie"», ebbe modo di dire al tempo il deputato Rossano Sasso, nel corso di un'interrogazione parlamentare sulla scia delle polemiche che scaturirono dopo quell'incontro.In tale prospettiva, e proprio in tema di scuola e libertà educativa dei genitori, appare urgente e fondamentale ciò che sta per accadere proprio in questi giorni in Senato, ovvero la discussione - e, si auspica, l'approvazione - del Ddl Valditara sul consenso informato proprio su iniziative inerenti la sessualità e l'affettività. [...]
Molte donne, viste da fuori, sembrano stare bene. Lavorano, si prendono cura degli altri, portano avanti tutto. Funzionano. Eppure dentro si sentono stanche, tese, scollegate da sé stesse. Non perché ci sia qualcosa che non va. Ma perché da troppo tempo stanno resistendo invece che vivere. In questo episodio parliamo proprio di questo. Di quella sensazione di pesantezza che molte donne chiamano normalità. Di quando continui a fare, a dare, a occuparti di tutto e tutti, ma perdi il contatto con te stessa. Parliamo di libertà interiore, di vitalità, di confini e di quanto spesso ci abituiamo a dire sì quando vorremmo dire no. Perché la verità è che non hai bisogno di diventare un'altra donna. Hai bisogno di smettere di abbandonarti. Condivido anche tre pratiche semplici ma potenti per iniziare subito a sentirti più leggera, più libera e più viva. Perché la vita non inizia quando tutto sarà finalmente sistemato. Inizia quando smetti di rimandarti. Se senti che è arrivato il momento di scegliere te stessa e fare un percorso guidato insieme a migliaia di altre donne, Happy Daily Home è aperto ancora per pochi giorni. Chiudiamo il 1 giugno alle ore 17:00. Ti aspetto dentro Happy Daily Home per un mese dedicato al corpo, alla femminilità e alla tua forza vitale. Iscriviti qui: https://giusivalentini.com/happy-daily-home/
Quando acquistiamo nuovi prodotti tecnologici diamo spesso per scontato che, prima o poi, smetteranno di funzionare e verranno sostituiti. Quando succede non ci chiediamo se possano essere riparati, semplicemente li cambiamo. Eppure, dietro questa abitudine c'è un tema sempre più rilevante, che riguarda non solo i costi per i consumatori, ma anche l'impatto ambientale, le scelte dei produttori e il modo in cui la tecnologia viene progettata fin dall'inizio. Capire se un prodotto è riparabile sta diventando una domanda centrale per affrontare in modo consapevole il nostro rapporto con la tecnologia. Per tornare a raccontare questo mondo e comprendere come il diritto alla riparazione sta trasformando l'industria abbiamo invitato Sara Balestra, traduttrice per l'italiano di iFixit, una delle principali piattaforme al mondo che sostiene la riparabilità come diritto.Nella sezione delle notizie parliamo della Ferrari Luce, la prima auto completamente elettrica della casa che ha sorpreso per il suo design, e infine, della prima enciclica papale dedicata all'etica dell'intelligenza artificiale.--Indice--00:00 - Introduzione01:45 - Ferrari presenta l'auto elettrica Luce (DMove.it, Matteo Gallo)03:30 - La prima enciclica papale sull'IA (Wired.it, Luca Martinelli)05:34 - iFixit: il miglior prodotto di sempre, finché non lo ripari (Sara Balestra, Davide Fasoli, Alessandro Cocilova)27:54 - Conclusione--Testo--Leggi la trascrizione: https://www.dentrolatecnologia.it/S8E22#testo--Contatti--• www.dentrolatecnologia.it• Instagram (@dentrolatecnologia)• Telegram (@dentrolatecnologia)• YouTube (@dentrolatecnologia)• redazione@dentrolatecnologia.it--Immagini--• Foto copertina: iFixit--Brani--• Ecstasy by Rabbit Theft• Capsized by Tollef
Laureata al conservatorio con il massimo dei voti, Francesca Michielin sa suonare pianoforte, chitarra, basso, tastiere, glockenspiel, percussioni. Eppure, per anni, proprio da certi musicisti si è sentita dire di tutto. Con lei abbiamo parlato anche di elitismo musicale, di giudizi non richiesti e di chi, a volte, sembra dimenticare che prima della tecnica c'è sempre una cosa più importante: il bisogno di fare musica. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/6UjTwzVYQcHyq1rbT93XGj?si=rqlm01Z_SBGi7XoIMyGR_g Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
SegretiBancari.comC'è qualcosa di strano nei mercati del 2026. L'S&P 500 continua a macinare record.Le grandi aziende tecnologiche sembrano inarrestabili. L'intelligenza artificiale promette una nuova rivoluzione economica. Eppure, nello sfondo, restano:inflazione alta,tassi elevati,tensioni geopolitiche e un enorme mercato del credito privato che pochi stanno osservando davvero. Forse il mercato ha ragione.Oppure sta semplicemente scegliendo di non guardare. In questa puntata proviamo a capire cosa sta succedendo davvero dietro l'euforia di Wall Street.
Sarà capitato a tutti di smontare qualcosa e di non sapere più bene come rimontarlo. Nel mondo della robotica industriale si verifica il problema opposto: milioni di manufatti vengono assemblati quotidianamente da robot nelle fabbriche di tutto il mondo. Eppure tutta questa capacità di assemblare non si traduce in capacità di disassemblare. È qui che entra in gioco il progetto Inverse, coordinato dall’Università di Trento, il cui obiettivo è far sì che i robot, montando, imparino anche a smontare quello che altri robot hanno assemblato solo qualche anno prima. Un sistema utilissimo per potenziare processi come il remanufacturing, che mira a recuperare componenti preziosi che altrimenti andrebbero distrutti, quali le celle che compongono le batterie delle auto. È proprio da qui che partirà Inverse. Ne parliamo con Matteo Saveriano, Ricercatore dell’Università di Trento e coordinatore del progetto.
Partiamo da un dato: respiriamo 25.000 volte al giorno, ma senza cibo resistiamo tre settimane, senza acqua qualche giorno, senza respirare tre minuti. Eppure il respiro è l'unica di queste tre cose che nessuno ci ha mai insegnato a fare bene. E nove persone su dieci, a livello medico, hanno una respirazione disfunzionale senza saperlo.Leonardo Pelagotti ha scalato il Kilimangiaro in 24 ore, da 0 a 5900 metri, senza acclimatazione e con lo scotch sulla bocca. Respirando solo dal naso. Un record mondiale che però non gli interessa per il record: gli interessa per il messaggio. Il respiro è importante, e lo stiamo trascurando tutti.In questa puntata Leonardo spiega perché il naso ha più di trenta funzioni e la bocca zero, cosa succede al tuo corpo quando respiri male (sonno peggiore, più stress, più infiammazione, invecchiamento precoce), e perché la capacità respiratoria è uno dei due fattori più importanti di longevità.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
Francesco Parisi"Il Simbolismo in Italia"Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma)Fino al 28 giugno 2026www.magnanirocca.itBellezza, mistero, ossessione. Una delle più grandi mostre mai dedicate al Simbolismo italiano.Più di 150 opere — dipinti, sculture, incisioni — rivelano al grande pubblico la stagione più visionaria dell'arte italiana tra Otto e Novecento: un capitolo che si sviluppò in dialogo serrato con una tendenza internazionale che muoveva da varie declinazioni del preraffaellismo e da una cultura francese e mitteleuropea che aveva in Gustave Moreau e Arnold Böcklin alcuni dei suoi principali riferimenti. Eppure la via italiana al Simbolismo seppe elaborare una propria fisionomia, riconoscibile nella convergenza tra istanze spirituali e la costante riflessione sul mito e sul paesaggio capace di tenere insieme tradizione e modernità.La natura come organismo vivente, il mito come esperienza perturbante, la figura femminile come presenza ambivalente, il paesaggio come spazio dell'interiorità, il segno grafico come veicolo dell'invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra, concepite per restituire tutta la complessità e l'ampiezza dell'immaginario simbolista italiano.La mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915, curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi, compie un'operazione critica necessaria: distingue gli artisti che elaborarono consapevolmente un lessico simbolista da quelli che aderirono occasionalmente a mode iconografiche. Ne emerge la ricostruzione filologica di un linguaggio autonomo, sviluppato in dialogo serrato con le ricerche europee ma dotato di caratteri propri.Tra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Domenico Morelli, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Luigi Russolo, Leonardo Bistolfi, Adolfo Wildt, Giulio Bargellini, Adolfo De Carolis, Francesco Paolo Michetti, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Ettore Tito, Carlo Fornara, Duilio Cambellotti, Felice Carena, Alberto Martini, Cesare Saccaggi, Libero Andreotti, Ettore Ximenes, Mario De Maria, Mariano Fortuny.Catalogo e apparato scientifico. Il catalogo della mostra, curato da Francesco Parisi e Stefano Roffi, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, costituisce un importante strumento critico sul Simbolismo italiano. Saggi di Alessandro Botta, Niccolò D'Agati, Mario Finazzi, Eugenia Querci, Sergio Rebora, Alessandra Tiddia, oltre ai contributi dei curatori.La Fondazione Magnani-Rocca è una delle più importanti istituzioni artistiche d'Italia. La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, ospita la collezione d'arte di Luigi Magnani: opere di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Renoir, Cézanne, Burri e la più significativa raccolta di lavori di Giorgio Morandi. Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva il fascino della dimora di un grande collezionista, con arredi neoclassici e impero, circondata dal Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e i celebri pavoni bianchi e colorati, non a caso emblema del movimento simbolista.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Aspiranti Café | La vita attraverso la fotografia | Il podcast di Aspiranti Fotografi
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E se Donald Trump avesse perso il tocco? Per carità, mantiene sempre il controllo sul partito repubblicano e sul movimento Maga, come dimostra la doppia sconfitta dei parlamentari repubblicani anti Trump Bill Cassidy e Thomas Massie, che la settimana scorsa hanno perso le primarie dopo essersi messi contro il presidente americano. Eppure i sondaggi sono sempre più disastrosi, la guerra in Iran si ferma e non si ferma, gli youtuber e i podcaster eccellenti lo hanno mollato. Secondo i dati di OPIS (Oil Price Information Service), gli americani hanno speso 45 miliardi di dollari in più in benzina e gasolio durante la guerra con l'Iran rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per quanto potrà andare avanti ancora Trump?
Si fa presto a dire Comunità Energetica, ma ciò che la rende davvero viva è la partecipazione attiva dei suoi membri. Senza il coinvolgimento delle persone, infatti, una comunità energetica non può davvero esistere. Eppure, abituati ai tradizionali gestori energetici “tuttofare”, molti cittadini si trovano impreparati di fronte a un modello che richiede condivisione, consapevolezza e collaborazione. In questa puntata proviamo ad approfondire proprio questo aspetto, raccontando anche alcune realtà che sono riuscite a trasformare questa sfida in un’esperienza concreta e funzionante.Gli ospiti di oggi:Laura Borsieri - Coordinatrice del gruppo di Comunità Energetiche Rinnovabili Confcooperative Consumo e UtenzaSara Capuzzo - Direttrice, Responsabile Advocacy e Innovazione e già presidente di ènostra e Membro del direttivo di RESCoopNatalia Magnani - Professoressa Associata di Sociologia dell'ambiente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento
Respiriamo senza pensarci. Circa ventimila volte al giorno. Eppure molti di noi respirano male — troppo in fretta, troppo in alto, senza mai usare davvero il diaframma. In questa puntata di Obiettivo Salute Risveglio entriamo nel mondo del respiro insieme a Mike Maric: medico, campione mondiale di apnea e autore dell’Atlante illustrato del respiro. Scopriamo cosa succede nel corpo e nella mente quando il respiro è corto e sbagliato, perché ansia, stanchezza e stress passano anche dai polmoni e quali esercizi semplici possono aiutarci a stare meglio fin dal mattino.
Una delle tecno-fobie più diffuse è la paura dei robot: robot che prendono il nostro posto di lavoro, robot che si ribellano. Eppure non si vedono robot maggiordomi, né robot che svolgono quei compiti che nessuno vorrebbe svolgere. Il fatto è che ancora i robot non sono pronti a stare in mezzo a noi: non ci capiscono abbastanza e perciò non sono abbastanza sicuri. Di intesa tra robot e umani si intendono però all’IIT, dove da anni studiano protesi robotiche, oggetti concettualmente non diversi da robot indossabili. E ora stanno pensando a come riversare quello che hanno imparato nella robotica collaborativa, sia domestica sia industriale. Ne abbiamo parlato a "Research to Innovate" a Bologna con Antonio Bicchi , professore di Robotica all’Università di Pisa e Senior Scientist dell’Istituto Italiano di tecnologia.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Hai già detto tutto, i tutti i modi. Eppure non cambia niente. Ci sono passata anche io e so quanto è logorante. In questo episodio parliamo di crescita personale nella relazione di coppia. Il problema spesso non è cosa dici, ma da dove lo dici. Parliamo di cosa comunica il tuo corpo quando le parole sono giuste ma la tensione no, del perché aspetti l'ultimo minuto e poi esplodi per dire la tua, e della differenza tra comunicare per essere capita e comunicare per creare connessione. Se ti ritrovi a parlare al muro, inizia da qui.
Storie di Videogame è anche un LIBRO, il SECONDO VOLUME è disponibile ORA! Lo trovi qui: https://bit.ly/SDVvol2 ************* La storia dello sviluppo di Diablo è forse una delle più particolari mai raccontate. Certo, David Brevik, come tanti altri della sua generazione, si avvicina allo sviluppo di videogame per pura passione e si porta dietro un'idea fino ad avere i mezzi per realizzarla, e fino a questo punto potremmo parlare di un copione già sentito altre volte. Eppure, fermandoci qui, avremmo un Diablo molto più simile ai roguelike dell'epoca e, soprattutto, basato su un sistema a turni. Per arrivare a quel fenomeno incredibile che tutti conosciamo, occorre aggiungere una serie di altri elementi e coincidenze che ci confermano come il successo, alle voltre, dipenda da combinazioni del tutto imprevedibili. L'incontro con Max e Erik Schafer, quello con Allen Adham di Blizzard, gli scontri sulle questioni creative. Ad ogni passo, il progetto avrebbe potuto prendere una direzione differente e diventare un gioco tra i tanti, destinato magari a un timido successo e nulla di più. Come Diablo sia arrivato a diventare il fenomeno globale che tutti conosciamo, dipende proprio da una serie di eventi straordinari, tutti da scoprire in questa puntata. Tutto questo e molto altro nella storia dello sviluppo di Diablo. Se desiderate supportarmi: ko-fi.com/storiedivideogame Telegram @storiedivideogame Instagram @storiedivideogame email: storiedivideogamepodcast@gmail.com Bibliografia e disclaimer: https://medium.com/@storiedivideogamepodcast Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Molti genitori puniscono perché si sentono sopraffatti, impotenti e giudicati. Vogliono aiutare i figli a fare meglio e fanno quello che hanno imparato a fare davanti a comportamenti difficili.Eppure esiste un costo invisibile della logica punitiva di cui si parla troppo poco.In questo episodio esploriamo cosa succede davvero nella relazione genitore-figlio quando urla, minacce, castighi e punizioni diventano il modo principale per gestire gli errori, le emozioni intense o i comportamenti difficili dei bambini.Insieme ragioniamo su alcune di queste domande:a chi serve la punizione?perché la punizione sembra funzionare sul momento?cosa succede nel cervello e nel sistema nervoso dei bambini quando vengono puniti?perché molti bambini iniziano a mentire, nascondersi o chiudersi?Questo episodio è per te se senti che urlare, minacciare o punire non ti rappresenta più, ma nei momenti difficili ti sembra l'unica soluzione.Prima di cercare una punizione più efficace, prova ad ascoltare questo episodio.Mini-corso “Alternative efficaci alle punizioni”https://corsi.mammasuperhero.com/offers/HP53fuEW/checkoutLascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Un cambio di regolamento in corsa, due gran premi saltati e un rookie tricolore di nome Kimi Antonelli che sta rubando gli occhi e il cuore degli italiani appassionati di motori: insomma, un inizio di stagione di F1 intenso che commentiamo oggi in diretta con Stefano Domenicali, Presidente e Ceo Formula 1, ospite di Mister Genta e Leo Turrini.Il passo falso del Napoli col Bologna obbliga al mucchio selvaggio: Como-Parma, Genoa-Milan, Juve-Fiorentina, Pisa-Napoli e Roma-Lazio tutti insieme, appassionatamente, a lottare per la Champions League. Eppure, con questa storia dell'ordine pubblico di Roma impegnata anche con gli Internazionali di tennis, stiamo assistendo ad un pasticcio di calendario: prima tutti alle 12:30, poi solo il derby lunedì sera, poi slittano tutte le partite al lunedì sera... noi ci stiamo capendo poco, chissà Sandro Sabatini.
Martina ha trent'anni, è cresciuta in Calabria ed è figlia unica di due impiegati statali che le hanno insegnato che «il lavoro è importante, soprattutto perché tante persone attorno a te non ne hanno uno. Perciò, se ce l'hai stabile, te lo tieni. Anche se non ti piace». Quel mandato Martina lo onora alla lettera. Si laurea in tempi rapidi all'Università della Calabria, si trasferisce a Milano per la magistrale in Bocconi e, una volta finiti gli studi, trova subito un impiego in una grande azienda, in ambito dati, con un contratto a tempo indeterminato. In cinque anni cambia tre lavori, sempre con stipendi crescenti. Oggi guadagna 42mila euro lordi all'anno, ha risparmiato, ha investito, ha imparato a negoziare. È, in tutto e per tutto, una persona che ha raggiunto la stabilità.Eppure, da qualche mese, qualcosa si è messo in movimento. Sono i progetti che fa fuori dal lavoro a riaccenderla in un modo che il contratto a tempo indeterminato non le restituisce. Per la prima volta, Martina si chiede se la strada percorsa la rappresenti ancora. «Da un punto di vista razionale, se mettiamo a tavolino i miei Excel e le mie stime, potrei decidere di sondare altri terreni e avere un paracadute. Ma il mio punto di vista emotivo non me lo permette. Distaccarmi da questa concezione, per quanto razionalmente abbia tutte le carte per farlo, è difficile».È quello che oggi si chiama job hugging - l'abbraccio al proprio lavoro anche quando non lo si ama più - e che secondo Glassdoor riguarda il 93% dei lavoratori. La paralisi di Martina, però, non è quella di chi non vede alternative: è quella di chi le vede tutte, le ha calcolate, e non riesce comunque a sceglierne una, perché le è difficile discostarsi da ciò che le è stato insegnato. «Non è tanto la RAL, la quantità di soldi in sé, quanto la stabilità che il lavoro a tempo indeterminato in un'azienda grande ti dà». Lo stipendio che permette a Martina di sentirsi tranquilla è anche quello che le impone di restare in una città che, per come è strutturata oggi, le chiede tutto quello che guadagna. E forse è anche per questo che, quando le si chiede dove si vede tra cinque anni, l'unica risposta possibile è una che fino a poco tempo fa avrebbe escluso: «Forse mi vedo in Calabria, di nuovo. Non l'avrei mai detto, però in realtà poi si cambia».
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Ci sono momenti in cui ti rendi conto che la vita che stai vivendo non è più quella che senti tua. Anche se l'hai scelta tu, anche se ci hai creduto davvero.Questo episodio nasce da una conversazione con Alberto Ravagnani, ex sacerdote, oggi una delle voci più riconoscibili sui social quando si parla di fede, cambiamento e ricerca di sé.Una persona che ha avuto il coraggio di compiere una delle scelte più difficili che esistano: lasciare un percorso costruito negli anni, pieno di senso, pieno di identità, e ricominciare quasi da zero.La sua storia potrebbe sembrarti lontana. Eppure, mentre parlavamo, mi sono resa conto che dentro c'era qualcosa di profondamente familiare.Perché chi di noi non ha mai vissuto quella sensazione? Il momento in cui senti che qualcosa non ti corrisponde più, ma non riesci ancora a capire se è una fase o un segnale vero. Il peso delle aspettative degli altri. La paura di chi sarai quando ti togli un'identità che hai indossato così a lungo.In questa conversazione esploriamo il suo percorso: dal discernimento alla scelta, dalla paura di deludere alla fatica di reinventarsi, fino alla scoperta che cambiare non significa tradire chi si era prima.In questo episodio riflettiamo su:cosa significa prendere una scelta di vita e poi rimettere tutto in discussionecome si attraversa il senso di colpa di deludere chi ci vuole benela differenza tra una crisi passeggera e un cambiamento che viene da dentrocosa vuol dire ricostruire un'identità quando quella che avevi non ti appartiene piùperché essere fedeli a sé stessi è spesso la cosa più coraggiosa e più difficileSe stai attraversando un momento di dubbio o se senti che qualcosa nella tua vita ha bisogno di essere guardato con più onestà, questa puntata è per te.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Carlo Lapucci"Trattatello delle ansie e delle fobie"Curarsi col linguaggioEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itAnsie, timori, piccoli turbamenti quotidiani: compagni silenziosi della vita moderna che ci mettono in allerta, ma spesso ci logorano. Quando si fanno costanti e invadenti, rischiano di trasformarsi in un vero e proprio disturbo. Eppure, molto prima delle terapie mediche, l'umanità ha imparato a fronteggiarli con saggezza, parole, comportamenti e accorgimenti semplici ma efficaci. Questo libro è un piccolo vademecum di autoterapia quotidiana: attinge alla tradizione, all'osservazione, alla filosofia e al buon senso per offrire strumenti pratici con cui affrontare le ansie di ogni giorno. È un invito a ritrovare la calma attraverso il linguaggio, l'esperienza e il pensiero. Una guida per restare padroni di sé, prima che l'agitazione prenda il sopravvento.Carlo Lapucci, ex insegnante, vive a Firenze con mille interessi che spaziano tra letteratura, antropologia e tradizioni popolari. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo il romanzo Itinerario a Vega (1972), le raccolte di racconti La biblioteca di Tarmakòden (2019), Canzoniere dell'amore coniugale (1974), la raccolta di versi Come la spiga accanto alla spiga. Poesie 1982-2005 (2021). Inoltre, il monumentale Dizionario dei Proverbi italiani (2007) e La simbologia delle piante (2016).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nessuno ci ha mai insegnato a comunicare. Eppure è la cosa che facciamo ogni giorno con chi amiamo — e quella su cui inciampiamo di più. In questo primo episodio di tre, io e Manuele Paradiso — intimacy e sex coach — apriamo la serie sulla comunicazione e il conflitto nella coppia, parlando di cosa rende una comunicazione competente, autentica e non violenta. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Prova Shopify ad 1 € - Vai su shopify.it La mattina del 24 dicembre 1992 i Carabinieri arrestano un alto funzionario del SISDE. L'accusa contenuta nel mandato di cattura firmato dal procuratore capo Gian Carlo Caselli è pesante: concorso esterno in associazione mafiosa. Quel funzionario è Bruno Contrada: già capo della Squadra Mobile alla Questura di Palermo negli anni '70, "u' Dutturi" aveva scalato la gerarchia dei Servizi divenendo un punto di contatto tra pezzi dello Stato impegnati nella lotta a Cosa Nostra e al terrorismo. Eppure, il sospetto che Contrada fosse qualcosa di diverso continuava ad aleggiare tra i corridoi del palazzo di Giustizia di Palermo. Dei sussurri confermati da Buscetta, Mutolo e altri collaboratori di giustizia che avrebbero portato al clamoroso arresto e all'avvio di un lungo iter processuale.
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Silvia ha 43 anni, vive a Udine e lavora come editor e correttrice di bozze freelance. È cresciuta in una famiglia in cui il risparmio era una virtù assoluta, quasi un'ossessione: chiedere era un problema, desiderare un lusso. Da bambina rinuncia a ciò che le piace — dal basket alle gite — interiorizzando presto l'idea di non avere diritto a occupare spazio, nemmeno economico.C'è però un'altra dimensione che attraversa tutta la sua vita e che Silvia scoprirà solo a 42 anni: è neurodivergente. Per trent'anni compensa. Studia gli altri, imita comportamenti, costruisce una maschera per funzionare in un mondo che le chiede di essere “come tutti”. Questa fatica invisibile si riflette anche nel lavoro: entra nell'editoria, ma resta ai margini; prova la stabilità, ma ne viene schiacciata; sceglie la libera professione, ma si scontra con un nodo profondo — l'impossibilità di attribuire valore economico a ciò che fa.Quando apre la partita Iva, la libertà che cerca si intreccia con una fragilità antica: «Non riesco a chiedere soldi». Nel 2025 fattura 3.540 euro. Una cifra che racconta insieme tre cose: un settore povero, una difficoltà personale a negoziare, e il costo - economico, prima ancora che psicologico - di una diagnosi arrivata troppo tardi.Il crollo arriva nel 2025, seguito da una diagnosi: autismo, ADHD, depressione. Non è una soluzione, ma un linguaggio nuovo per rileggere tutto: i lavori che non reggeva, gli ambienti che la saturavano, la fatica di esistere dentro strutture pensate per altri. Oggi Silvia si prepara a chiedere il riconoscimento dell'invalidità. L'obiettivo non è una pensione, ma le liste speciali per lavorare da casa, part time. Eppure il suo QI è di 128, superiore a quello di 97 persone su 100. «Però mi devo presentare come invalida, perché la società per come è strutturata mi chiede di fare delle cose che io non riesco a fare».L'indipendenza economica, che per anni ha inseguito, resta fragile: senza il supporto del compagno o della famiglia, dice, «sarei sotto un ponte». E così la sua storia diventa anche una domanda collettiva: cosa succede a chi può lavorare, ma solo a certe condizioni? E cosa succede quando quelle condizioni non esistono?Questa puntata è offerta da Bravo, una società che aiuta le persone a gestire e risolvere i propri debiti in modo sostenibile, attraverso un percorso costruito sulle proprie reali capacità economiche e sulla propria situazione finanziaria.
Hormuz resta chiuso, ma intanto nella notte diverse navi lo attraversano. Il punto con Matteo Villa, direttore del DataLab ISPI. Omicidio-suicidio di Catanzaro, la donna soffriva di depressione post-parto. Ne parliamo con Elsa Viora, presidente della SIGO – Società Italiana Ginecologia e Ostetricia.
A Mestre, una supplente di una Scuola Media ha tagliato una ciocca di capelli a due allunne, davanti alla classe, come gesto dimostrativo e risposta alla domanda su quanto lungo dovesse essere un riassunto. Famiglie in rivolta, provvedimenti disciplinari in arrivo. Eppure c'era un tempo in cui maestri, suore e professori avevano carta bianca su punizioni e metodi correttivi, come possono testimoniare i nostri ascoltatori più attempati.