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Stai mangiando meno di prima. Ti muovi uguale, forse anche di più. Eppure il peso sale e il girovita cresce.E nessuno ti dà una risposta che abbia davvero senso.In questo video ti spiego cosa sta succedendo nel tuo corpo durante la menopausa e perché le strategie che funzionavano prima non funzionano più.Con il calo degli estrogeni cambiano quattro cose in parallelo: la sensibilità insulinica scende, il grasso si redistribuisce verso il girovita invece che sui fianchi, la leptina diventa meno efficace e la massa muscolare cala più velocemente. Il risultato è che puoi fare tutto giusto sulla carta e non vedere nessun risultato.Non perché tu stia sbagliando qualcosa. Ma perché stai applicando le stesse strategie a una fisiologia completamente diversa.In questo video vediamo i meccanismi biologici precisi, il ruolo della resistenza insulinica, l'impatto del cortisolo e del sonno, e cosa funziona davvero per migliorare la composizione corporea in menopausa.Per questo nei nostri percorsi partiamo sempre da una misurazione reale della composizione corporea non dal peso sulla bilancia per capire esattamente da dove si parte e costruire un piano su misura.Per questo nei nostri percorsi partiamo sempre dal Vitality Check-up —un'analisi completa che misura la composizione corporea reale, i parametri ormonali, la qualità del sonno e lo stile di vita nel suo insieme. Non il peso sulla bilancia. Il quadro completo.Perché senza sapere esattamente da dove parti, qualsiasi intervento rischia di essere approssimativo.Se vuoi capire come funziona il Vitality Check-up e se fa per te, trovi tutti i dettagli qui
Altre volte narrata e mirabilmente cantata, la strage di antifascisti il 7 luglio del 1960 è un evento cruciale e uno spartiacque nella storia italiana. La storia delle vite stroncate racconta che paese diviso siamo stati. Eppure la memoria è fragile e consente di tenere in piedi autentiche falsificazioni. Per esempio sul ruolo dei neofascisti nella storia italiana del dopoguerra. È sangue di noi tutti di Valerio Varesi, Neri Pozza Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Inizio questo episodio confessandoti una cosa: io sono sempre stato un decisionista. Decido in fretta, a volte troppo in fretta, e qualche cicatrice che porto addosso viene esattamente da lì. Non sono, quindi, la persona più attrezzata per parlarti del dubbio. Eppure è proprio da questo punto di partenza scomodo che voglio ragionare insieme a te su qualcosa che riguarda quasi tutti, ma che pochissimi sanno nominare bene. Il dubbio fa paura. E quasi tutti, per scappare da quella paura, fanno una di tre cose: decidono troppo in fretta, non decidono affatto, cercano certezze dove non esistono. Tre strategie diverse, stesso risultato: non stare nel dubbio. Andarsene da lì il prima possibile. In questo episodio ti racconto la storia di Giulia, trentotto anni, quasi un anno di relazione con Marco e quasi un anno passato a interrogarsi su una domanda sola: lo amo davvero, o è solo la comodità di stare bene con qualcuno? Una domanda che sembra ragionevole, finché non capisci che non è una domanda. È un tribunale. Mi sono fatto aiutare da due libri che trovo preziosi: Incertezza positiva di Andrés Pascual, e L'ingannevole paura di non essere all'altezza di Roberta Milanese, psicologa e ricercatrice. Da angolazioni diverse, arrivano allo stesso posto: il dubbio non è il nemico. È l'uso che ne fai che decide tutto. La distinzione che ti porto oggi è quella tra dubbi che sono domande e dubbi che sono ansia travestita da domanda. Riconoscere la differenza cambia tutto - su come stai in una relazione, su come prendi una decisione, su come smetti di consumarti in attesa di una certezza che non arriverà mai. Buon ascolto.
Quando scegliamo un gioiello, difficilmente ci chiediamo da dove arrivino i materiali con cui è stato realizzato. Eppure, dietro l'oro, le pietre preziose e gli altri metalli si intrecciano temi che riguardano l'ambiente, le condizioni di lavoro, la tracciabilità delle materie prime e le filiere produttive.Gli ospiti di oggi:Luca Parrini - presidente di Orafi ConfartigianatoRoberto Ricci - socio dell’Associazione Orafa LombardaFrancesco Belloni - co-fondatore del marchio Ethical Jewels. Primo brand in Italia per la gioielleria etica e sostenibilePiervittorio Antoniazzo - Presidente presso Uroburo
Da Venezia al Mediterraneo, il Lazzaretto Nuovo racconta la nascita della quarantena, l'evoluzione della sanità pubblica e la vita quotidiana di un micromondo sospeso tra isolamento e commercio. Lazzaretto Nuovo, l'isola che inventò la quarantena Quando si parla di isolamento sanitario, il pensiero corre inevitabilmente agli anni della pandemia. Eppure il concetto di quarantena affonda le sue radici in un passato molto più lontano. Al centro di questa storia c'è il Lazzaretto Nuovo, un luogo simbolo della Venezia medievale che ha cambiato per sempre il modo di affrontare le malattie contagiose. Durante un'intervista ai microfoni di Unica Radio, le studiose Giorgia Fazzini e Lara Meneghini hanno raccontato il valore storico e culturale di questo straordinario sito, definito uno dei luoghi più importanti nella storia della salute pubblica del Mediterraneo. Dove nasce la quarantena Il Lazzaretto Nuovo sorge nell'arcipelago veneziano e venne istituito nel 1468 dalla Repubblica di Venezia. La sua funzione era chiara: prevenire la diffusione delle epidemie attraverso l'isolamento temporaneo di persone e merci provenienti da aree considerate a rischio. L'esperienza maturata con il precedente Lazzaretto Vecchio aveva già portato Venezia a comprendere un principio fondamentale: le malattie contagiose potevano essere contenute separando i soggetti infetti dal resto della popolazione. Con il nuovo insediamento, però, si passò dalla cura alla prevenzione. La quarantena moderna nacque proprio qui, attraverso procedure che ricordano da vicino quelle adottate secoli dopo durante l'emergenza Covid-19. Il Lazzaretto Nuovo e la nascita della sanità pubblica L'importanza del Lazzaretto Nuovo non riguarda soltanto la medicina. Secondo gli studiosi, Venezia trasformò la gestione delle epidemie in una vera politica di Stato. La Serenissima comprese che la salute pubblica era strettamente legata alla prosperità economica. Proteggere la popolazione significava anche tutelare i commerci che rendevano la città uno dei principali snodi tra Oriente e Occidente. Da questa intuizione nacque un sistema organizzato di controlli, regolamenti e coordinamento internazionale. Un modello innovativo per l'epoca che contribuì allo sviluppo delle prime forme di sanità pubblica moderna. Un crocevia di culture nel Mediterraneo Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il Lazzaretto Nuovo non era soltanto un luogo di isolamento. Era anche un punto d'incontro tra persone provenienti da diverse parti del mondo. Gli scavi archeologici hanno restituito numerosi reperti che raccontano questa realtà multiculturale. Ceramiche veneziane convivono con manufatti dell'Italia meridionale e del Mediterraneo orientale. Sono emersi persino oggetti provenienti dall'area ottomana, testimonianza degli intensi rapporti commerciali dell'epoca. Anche gli oggetti personali, come le pipe ritrovate sull'isola, mostrano una sorprendente varietà di provenienze. Ogni reperto racconta una storia fatta di viaggi, incontri e scambi culturali. Le testimonianze lasciate sulle mura Tra le scoperte più affascinanti spiccano le iscrizioni conservate sulle pareti degli antichi edifici destinati allo stoccaggio delle merci. Una delle più suggestive raffigura una nave accompagnata da una breve dedica. Due uomini, Antonio Roy e Zeno Planta, decisero di lasciare il proprio segno nella storia: il primo realizzò il disegno dell'imbarcazione, il secondo scrisse il testo che ancora oggi accompagna quella rappresentazione. Si tratta di una testimonianza preziosa, capace di restituire voce e identità a persone che altrimenti sarebbero rimaste anonime. Un micromondo dentro altri micromondi Il tema del micromondo emerge con forza osservando la struttura del Lazzaretto Nuovo. L'isola funzionava infatti come una comunità separata, regolata da norme specifiche e molto rigorose. Al suo interno esistevano ulteriori suddivisioni. Equipaggi diversi venivano separati in base alla provenienza e al livello di rischio sanitario. Nascevano così piccole comunità autonome che condividevano spazi, regole e quotidianità. Questo sistema rende il Lazzaretto Nuovo un esempio perfetto di micromondo storico: uno spazio limitato ma capace di riflettere dinamiche sociali, economiche e culturali molto più ampie. Un'eredità ancora attuale Oggi il Lazzaretto Nuovo continua a trasmettere un messaggio sorprendentemente moderno. La sua storia insegna il valore della prevenzione, dell'innovazione e della collaborazione tra istituzioni. Le sfide affrontate dalla Venezia del Quattrocento non sono poi così lontane da quelle che il mondo contemporaneo ha vissuto negli ultimi anni. Per questo motivo l'isola resta un luogo di memoria, ricerca e divulgazione, capace di raccontare come una delle più grandi emergenze della storia abbia contribuito a costruire strumenti ancora fondamentali per la tutela della salute collettiva.
Puglia, 11 agosto 1974 – Lungo la strada statale strada tra Andria e Canosa si consuma una tragedia devastante: un violento incidente stradale tra un'auto e un pullman spezza la vita di un'intera famiglia, i Pontrelli. Una dinamica improvvisa, brutale, che lascia dietro di sé vittime, feriti e molte domande su ciò che accadde davvero in quei minuti. Eppure, nonostante la gravità dell'evento, questa storia scivola lentamente nell'oblio. Le ricostruzioni dell'epoca sono frammentarie, le informazioni spesso discordanti e, sul piano giudiziario, il caso sembra lasciare poche tracce chiare. A distanza di oltre 50 anni, un'inchiesta riporta però alla luce questa vicenda partendo da un dettaglio tanto semplice quanto potente: una fila di loculi con la stessa data. Da lì prende forma una ricerca tra archivi, testimonianze e memoria, che prova a ricostruire non solo i fatti, ma anche il silenzio che li ha avvolti. Cosa successe davvero quella notte? E perché una tragedia così grande è stata, nel tempo, quasi dimenticata? Proviamo a scoprirlo insieme ad Onny Allegretti co-autore del podcast “L'Ultima Granita”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
Dal suo coming out sul Corriere della Sera in un video di 8 minuti, agli insulti ricevuti, vi propongo questo estratto dall'intervista a Stefano Ferri (puntata integrale n.94), che con la sua autenticità e generosità ci racconta che cosa ha significato e significa per lui la visibilità, il presentarsi al mondo così com'è, senza filtri.Non immagino neanche quello che la sua scelta quotidiana possa significare per lui, il coraggio che rappresenti, la forza di reagire ( o cancellare!) gli assalti di hater e leoni da tastiera. Eppure lui ci parla di un momento drammatico come dell'inizio della sua 'vaccinazione emotiva'. Un estratto sull'importanza dell'igiene mentale, e sul coraggio di essere se stessi.-----------------------------------------------Per non perderti le novità segui il nuovo profilo IG: mammeincarriera_podcastPer entrare in contatto con me, prenotare un percorso di coaching 1:1, sostenere il nostro lavoro o scambiare due chiacchiere scrivi a info@elisabettapesenti.com _____Mamme in Carriera è un podcast di Elisabetta Pesenti. La quarta stagione è ideata scritta e prodotta da Elisabetta Pesenti e Dimitrij ZanussoSound design e post-produzione sono di Elisabetta Pesenti e Dimitrij Zanusso.Le sigle sono originali... nel senso che le abbiamo fatte noi...Altre musiche no. Sono su licenza Epidemic Sound ____È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente podcast "Mamme in Carriera", ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque modalità off-line o piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Elisabetta Pesenti, che ha ideato e scritto i testi e detiene tutti i diritti. Le riproduzioni di brani di opere effettuate nel presente podcast hanno esclusivo scopo di critica, discussione e ricerca nei limiti stabiliti dall'art. 70 della Legge 633/1941 sul diritto d'autore.
C'è una regola scritta in ogni manuale di macroeconomia: quando una banca centrale alza i tassi, la sua valuta si rafforza. Eppure, dopo il rialzo storico della Bank of Japan all'1% (il massimo da 31 anni), lo Yen è crollato ai minimi dal 1986. Perché i manuali stanno fallendo? La risposta sta in un concetto chiave che la Banca dei Regolamenti Internazionali indica come il rischio principale di questo decennio: la Dominanza Fiscale (Fiscal Dominance). Con un debito pubblico monster al 230% del PIL, il mercato dubita che il Giappone possa permettersi i tassi di cui lo Yen avrebbe bisogno. In questo video analizziamo i dati straordinari del primo trimestre del 2026: per la prima volta in trent'anni, i grandi fondi giapponesi hanno invertito la rotta, vendendo netti 4.670 miliardi di yen di Treasury americani. Vi spiego la matematica dietro questo riposizionamento strutturale (2,3% domestico contro 1,3% coperto sul cambio) e perché la chiusura di questo rubinetto di liquidità globale influenzerà direttamente i rendimenti dei bond occidentali, il costo dei tuoi mutui e i multipli azionari di Wall Street. Disclaimer: contenuto informativo ed educativo, non consulenza finanziaria personalizzata. Gli strumenti citati possono essere presenti nel mio portafoglio personale, societario o in portafogli modello. La disclosure aggiornata con ticker/ISIN, strumenti citati, eventuali posizioni e data di aggiornamento è disponibile qui: https://www.marcocasario.com/disclaimer/Vai su https://www.shopify.com/it e scopri come iniziare con Shopify in pochi minuti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le dita dei piedi sono molto più importanti di quanto pensiamo: contribuiscono all'equilibrio, alla stabilità e al modo in cui camminiamo ogni giorno. Eppure, spesso ce ne accorgiamo solo quando compare un fastidio o un dolore. In questa puntata di Obiettivo Salute Risveglio, insieme alla dottoressa Camilla Maccario, ortopedico dell'Unità di Chirurgia della Caviglia e del Piede di Humanitas San Pio X, scopriamo perché le dita non sono tutte uguali, quale ruolo svolgono e perché conoscerle meglio può aiutarci a prenderci cura della salute dei nostri piedi.
Carla e Rossana si incontrano per la prima volta a novembre, davanti a un tavolo apparecchiato per dodici persone. Non si scontrano, non litigano, non si dicono niente di sbagliato. Eppure, dopo un anno, non si conoscono per niente. In mezzo c'è Matteo, che fa finta di non vedere, e due persone che si proteggono a vicenda usando come scudo la propria autosufficienza. In questo episodio parto da questa storia per parlare della fiducia. Quella concreta, quotidiana - che ha poco a che fare con i discorsi motivazionali e ancora meno con l'idea che vada guadagnata come una medaglia. La fiducia, ti dico subito, è una scelta. Una postura che porti tu, prima ancora che l'altro faccia qualsiasi cosa. E aspettare le condizioni giuste per concederla è il modo più elegante che conosciamo per non rischiare nulla e poi lamentarci che le relazioni non funzionano. Parliamo anche di quell'alibi che usiamo tutti almeno una volta: "mi sono fidato e mi sono scottato, adesso non mi fido più." È comprensibile. Ma c'è un errore di logica dentro quella frase che vale la pena nominare - e che costa molto di più di quanto sembri. Buon ascolto.
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Oggi possiamo fare tutto. Possiamo partire, organizzare, dire sì, riempire le nostre giornate di esperienze, occasioni, possibilità.E proprio per questo, spesso, sentiamo che dovremmo farlo.In questa riflessione entriamo dentro un paradosso molto attuale: il fatto che qualcosa sia possibile non significa che sia giusto per noi. Eppure, quando vediamo che gli altri lo fanno, quando sappiamo che potremmo farlo anche noi, diventa difficile fermarsi.Si crea una sensazione sottile ma costante: se non lo faccio, mi sto perdendo qualcosa.In questa riflessione parliamo di:come è cambiato nel tempo il nostro modo di scegliere e di vivere le esperienzeil paradosso della scelta: più opzioni abbiamo, più sentiamo la pressione di sfruttarle tuttela differenza tra ciò che è possibile e ciò che è davvero desideratoperché riempiamo le nostre giornate senza chiederci se ne vale davvero la penala sensazione di “perdere tempo” anche quando finalmente ci fermiamol'importanza di creare uno spazio prima di dire sì, per tornare a scegliere con intenzione♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Oggi possiamo fare tutto. Possiamo partire, organizzare, dire sì, riempire le nostre giornate di esperienze, occasioni, possibilità.E proprio per questo, spesso, sentiamo che dovremmo farlo.In questa riflessione entriamo dentro un paradosso molto attuale: il fatto che qualcosa sia possibile non significa che sia giusto per noi. Eppure, quando vediamo che gli altri lo fanno, quando sappiamo che potremmo farlo anche noi, diventa difficile fermarsi.Si crea una sensazione sottile ma costante: se non lo faccio, mi sto perdendo qualcosa.In questa riflessione parliamo di:come è cambiato nel tempo il nostro modo di scegliere e di vivere le esperienzeil paradosso della scelta: più opzioni abbiamo, più sentiamo la pressione di sfruttarle tuttela differenza tra ciò che è possibile e ciò che è davvero desideratoperché riempiamo le nostre giornate senza chiederci se ne vale davvero la penala sensazione di “perdere tempo” anche quando finalmente ci fermiamol'importanza di creare uno spazio prima di dire sì, per tornare a scegliere con intenzione♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Matteo Lupoli"Ecologiaa e politica del turismo balneare"Natura e lavoro a buon mercato a Rimini e DurazzoOrthotes Editricewww.orthotes.comIl turismo è uno dei settori produttivi più rilevanti e in continua espansione dell'economia globale. Eppure, al di là delle cifre e delle retoriche promozionali, la sua crescita porta con sé contraddizioni che tendono a essere rappresentate come effetti collaterali inevitabili: la precarietà del lavoro, la privatizzazione degli spazi costieri, il consumo intensivo di suolo e risorse, la marginalizzazione delle comunità residenti. Questo volume si propone di mostrare come questi presunti effetti collaterali non siano affatto tali, ma costituiscano gli assi strutturali su cui si regge l'intera industria turistica. Prendendo come casi di studio Rimini e Durazzo, due coste e due momenti distinti di uno stesso processo storico, il libro analizza le condizioni materiali ed ecologiche che rendono possibile la vacanza balneare di massa, attraverso la prospettiva dell'ecologia-mondo arricchita dal dialogo con l'ecologia politica, la sociologia del turismo e le analisi della governamentalità neoliberale. Un futuro desiderabile potrebbe non coincidere con l'abolizione del turismo, né con il suo semplice rinverdimento, ma con la capacità di immaginarne uno sviluppo meno estrattivo e più equo.Matteo Lupoli è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Università di Bologna. Collabora stabilmente con il Cidospel (Centro internazionale di documentazione e studi sociologici sui problemi del lavoro) e si occupa principalmente dello studio delle relazioni tra trasformazioni del lavoro, degradazione ambientale e crisi ecologica. Attivista prima che ricercatore, ha scritto vari contributi per riviste, giornali e blogDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
"Sono rimasto molto deluso dalla Nato e, francamente, se il summit non si fosse tenuto in Turchia, dove il mio amico è un leader molto forte, una persona molto forte, probabilmente non avrei partecipato", sono state le parole del presidente americano Donal Trump al suo arrivo ad Ankara. Ne parliamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI, e con Riccardo Gasco, Visiting Research Fellow dell’Istanbul Policy Center.La Corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici, condannandola a tre anni di reclusione di cui due sospesi con la condizionale. Eppure la leader della destra francese col suo partito Rassemblement National potrebbe candidarsi alle presidenziali del 2027, ma i giudici oggi l’hanno anche condannata a un anno di braccialetto elettronico. Ne parliamo con Veronica Gennari, giornalista a Parigi.
Il furto di 80 fiale di Fentanyl dall’Ospedale Israelitico di Roma ha riacceso l'allarme e la preoccupazione intorno a questa nuova dipendenza che in Usa sta mietendo vittime su vittime. Eppure gli esperti di narcotraffico sostengono che le mafie italiane siano disinteressate al fentanyl. Approfondiamo la questione con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. Parliamo poi insieme all'avvocato di Lamin Saidilly, il ragazzo di 22 anni accusato del tentato omicidio del 55enne accoltellato davanti a un bar in via Capecelatro a Milano. Infine, una finestra sulla polemica, nata in Puglia, in merito al divieto da parte dei balneari di poter portare cibo da casa nei lidi privati.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8540OMELIA XV DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 13, 1-23)di Giacomo Biffi La pagina evangelica che abbiamo ascoltato propone e sviluppa una immagine: quella del "seme".Le immagini usate dal Signore Gesù di solito sono, per chi riflette con animo attento e aperto, delle folgorazioni di verità che non si possono più dimenticare: esse restano nel patrimonio del pensiero umano, proprio perché sono al tempo stesso semplici e ricche di luce.LA PAROLA DI DIO, PICCOLO SEME CON IMMENSA FORZA VITALEDunque, la parola di Dio è un seme. Non c'è nulla di più esiguo, di più debole, di più incerto nel suo futuro, di un seme.Sembra una piccola cosa inerte, e ha dentro di sé una carica incalcolabile di vita. Si affida alla terra, al vento, alle forze della natura, senza nessuna garanzia di successo; ed è la sola speranza di fecondità che è data al mondo, l'unica prospettiva aperta a un avvenire.Il seme si nasconde fino a scomparire: nessuno che passi per la strada riesce a percepire la differenza tra un solco che è stato inseminato e un solco che non lo è stato. Il seme pare una realtà condannata a essere sconfitta: il suo destino è lo sfacelo e la morte. Ma proprio in virtù della sua morte è data alla vita la capacità di risorgere e di salvarsi. Non c'è nulla offerto più generosamente di un seme: ogni albero diffonde i suoi semi a migliaia, prodigalmente, nella tenue speranza che qualcuno attecchisca.Proprio così, ci ha detto Gesù, è la parola di Dio: è debole, inerme, sopraffatta, in mezzo al chiasso e al martellamento ossessivo delle parole umane. Ma è la sola che resta, la sola vivificante, la sola in grado di fecondare le intelligenze e i cuori.Si avventura nel mondo senza illusioni di successo; ma se qualcosa di autentico, di nuovo, di imperituro nasce nell'uomo, nasce da lei.Le altre parole lasciano il più delle volte nello smarrimento di sempre. I mezzi di comunicazione (stampa, radio, televisione) riversano ogni giorno sulle nostre anime fiumi di parole vuote e vanificanti, morte e mortificanti; di parole che solleticano senza nutrire, che scintillano senza illuminare, che riempiono gli orecchi e ci lasciano aridi nel nostro essere più profondo e più vero.Il multiloquio mondano è un diluvio che ogni giorno ci sommerge. Ma se vogliamo un po' di luce, un po' di sostentamento, un po' di consolazione, dobbiamo aprirci alla parola di Dio.La parola di Dio, che nella liturgia della Chiesa piove su di noi con grande abbondanza, sembra sempre un po' sciupata: vinta e inefficace tra gli accadimenti della storia, quasi irrilevante nel clamore della cronaca. Eppure i fatti che davvero contano, gli eventi che segnano le esistenze, le novità decisive sul serio, nascono proprio dall'incontro segreto della parola di Dio con la coscienza dell'uomo. Lo testimoniano le vicende di tutti i grandi santi.IL TERRENO NOSTRO SU CUI È SEMINATA LA PAROLAPerché, se la parola di Dio è un seme, il nostro mondo interiore è un "campo": così Gesù completa e rifinisce l'immagine.È un campo insidiato dagli uccelli voraci dei pensieri che contrastano i disegni del Padre e delle attenzioni sviate.È un campo troppo spesso isterilito dalla superficialità e dalla incostanza, cioè da quell'atteggiamento dello spirito che non ci interdice di accogliere la proposta cristiana con gioia e magari con entusiasmo, ma ci fa rifuggire dagli impegni prolungati, soprattutto dagli impegni totali e senza ritorno, che però sono gli unici a essere degni di Dio; sicché la verità divina non riesce a mettere radici tenaci dentro di noi.È un campo talvolta ingombro di passioni incontrollate, di desideri terrestri troppo intensi, di preoccupazioni che non lasciano alcuno spazio ai pensieri del Regno e della vita eterna.È un campo però che deve stare sempre in attesa del seme; che deve sempre ricominciare ad accoglierlo, sperando sempre in una miglior fecondità per il domani; un campo che almeno intende e vuole dare i frutti che il Divino Seminatore si aspetta.A noi, che andiamo abitualmente alla scuola di Gesù, è dato di conoscere i misteri del Regno dei cieli: su di noi la parola di Dio discende senza avarizia, e la nostra appartenenza ecclesiale ci consente di capirla nella sua verità. Preghiamo perché non discenda inutilmente e perché la nostra comprensione non resti puramente intellettuale, ma investa tutto il nostro essere e il nostro agire.Preghiamo perché anche per noi si avveri quanto sta scritto nelle profezie di Isaia: Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigata la terra e averla fecondata..., così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.
Diciamolo francamente: non è un gran momento per il nostro calcio, alla finestra ancora una volta a guardare un Mondiale, e alle prese che mille problemi e riforme da fare. Eppure, segnali di speranza ci sono, e spesso molto vicini alle radici nel nostro football. Basti pensare ai progetti Parents Manager e Community Coach che sta sviluppando la Lega Nazionale Dilettanti, che con oltre un milione di praticanti è il vero motore del nostro sport nazionale. Due progetti che mirano, rispettivamente, a educare i genitori che ogni domenica seguono dagli spalti le partite dei loro figli; e a formare come veri e propri educatori gli allenatori della LND: Percorsi che indicano una via, che dobbiamo seguire in fretta e bene, per costruire un futuro diverso, verso cui incamminarsi con un pallone tra i piedi.Ospiti di Olympia Luca De Simoni, coordinatore dell'Area di Responsabilità Sociale della Lega Nazionale Dilettanti, e Rosario Coco, formatore nell'ambito del progetto Community Coach.
Prendersi cura di sé non è un atto di egoismo. È l'atto d'amore più grande che possiamo fare per noi stessi e per le nostre relazioni. Esiste, infatti, un malinteso profondo che ci blocca ogni giorno: confondere la cura di sé con l'egoismo. L'egoismo ha a che fare con il danneggiare l'altro per un tornaconto personale. La cura di sé, invece, si muove nella direzione opposta. Non a caso, la stessa tradizione antica ci ricorda di "amare il prossimo tuo come te stesso": non puoi dare agli altri ciò che non dai prima a te. Eppure, continuiamo a ripetere che "non abbiamo tempo" per noi. Il modo in cui gestiamo questo spazio dipende dai nostri stati di coscienza – ovvero da ciò che riusciamo a percepire di noi stessi – e dalle diverse parti psicologiche che convivono dentro di noi. Ognuna di queste parti ha un rapporto diverso con la cura di sé. Nel corso della vita, per proteggerci, abbiamo sviluppato dei meccanismi automatici. Alcune parti di noi hanno letteralmente "imparato a fare a meno" del benessere personale, ognuna a modo suo: *La Crocerossina (Chi sposta la cura): È la parte che attiva la cura solo "in uscita". Si occupa costantemente degli altri per evitare di guardare se stessa.L'Iper-performante (Chi la nega con il fare): È la parte che non riesce a fermarsi perché associa il proprio valore al rendimento. Per questa parte tu vali solo se produci, solo se sei utile. Il concetto stesso di fermarsi a riposare non è previsto dal sistema.L'Evitante (Chi la teme): È la parte che ha paura di fermarsi perché l'ascolto significa avvicinarsi a sé, e avvicinarsi a sé fa paura. C'è il timore inconscio di cosa si potrebbe trovare dentro quel silenzio.L'Indegno (Chi non se lo permette): È quella sfumatura interiore che si sente profondamente inadeguata e non meritevole di attenzioni, amore o riposo.Il Rimandatore: È la parte che riconosce il bisogno, ma usa la scusa del "lo farò dopo/quando avrò tempo", spostando la cura di sé sempre un passo più in là.Tutte queste dinamiche non sono "sbagliate": sono strategie che un tempo ti hanno protetto. Per questo motivo, la soluzione non è fare la guerra a queste parti di te. Ciò che combatti si fortifica; ciò che curi si trasforma. La vera cura di sé non consiste nell'aggiungere un'altra attività stressante alla tua lista di cose da fare, ma nel togliere il comando a queste parti automatiche. Quando senti la resistenza a fermarti, prova a dialogare internamente con la parte che sta prendendo il controllo e chiedile senza giudizio: Da cosa mi stai proteggendo in questo momento? Di cosa hai bisogno per poterti rilassare? Prendersi cura di sé significa accogliere anche queste resistenze. Quando comprendi che l'Iper-performante corre solo per farti sentire amato, o che la Crocerossina cura gli altri per non sentire il proprio dolore, puoi ringraziarle, rassicurarle e riprendere in mano il timone della tua vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Sta per arrivare il fine settimana e per molti sarà l'occasione per una breve fuga fuori città. Per altri, invece, iniziano le vacanze vere e proprie. Valigie, documenti, costumi, creme solari, ma c'è un'altra cosa che non può mancare quando si parte: i farmaci che assumiamo abitualmente. Eppure non sempre pensiamo che il caldo, i viaggi, gli spostamenti e persino l'esposizione al sole possano influire sulla corretta conservazione dei medicinali e, in alcuni casi, anche sui loro effetti. Ne parliamo con Adele Romano, professoressa associata di Farmacologia alla Sapienza e membro della Società Italiana di Farmacologia
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Viviamo in un momento storico in cui la libertà individuale è più ampia che mai. Possiamo scegliere come vivere, cosa fare, chi essere, senza i vincoli che hanno caratterizzato le generazioni precedenti.Eppure, insieme a questa libertà, stanno emergendo anche nuove fragilità: senso di vuoto, perdita di direzione, difficoltà a trovare un significato profondo nelle proprie scelte.In questa riflessione proviamo a guardare più da vicino cosa sta succedendo, partendo da un'idea semplice: quando i valori di una società cambiano molto velocemente, può diventare difficile capire cosa è davvero importante.In questa riflessione parliamo di:come i valori sociali si stanno spostando verso una maggiore centralità dell'individuoperché vivere solo nel presente può portare a perdere progettualità e direzioneil ruolo del sacrificio, della responsabilità e del futuro nella costruzione del significatocosa succede quando si riducono i legami, i gruppi e i contesti di appartenenzaperché aumentano solitudine, senso di inutilità e perdita di significatola difficoltà di orientarsi in una società in cui i riferimenti sono sempre più deboli♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.Viviamo in un momento storico in cui la libertà individuale è più ampia che mai. Possiamo scegliere come vivere, cosa fare, chi essere, senza i vincoli che hanno caratterizzato le generazioni precedenti.Eppure, insieme a questa libertà, stanno emergendo anche nuove fragilità: senso di vuoto, perdita di direzione, difficoltà a trovare un significato profondo nelle proprie scelte.In questa riflessione proviamo a guardare più da vicino cosa sta succedendo, partendo da un'idea semplice: quando i valori di una società cambiano molto velocemente, può diventare difficile capire cosa è davvero importante.In questa riflessione parliamo di:come i valori sociali si stanno spostando verso una maggiore centralità dell'individuoperché vivere solo nel presente può portare a perdere progettualità e direzioneil ruolo del sacrificio, della responsabilità e del futuro nella costruzione del significatocosa succede quando si riducono i legami, i gruppi e i contesti di appartenenzaperché aumentano solitudine, senso di inutilità e perdita di significatola difficoltà di orientarsi in una società in cui i riferimenti sono sempre più deboli♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.Ascolta l'episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of
L’Italia è uno tra i Paesi più piovosi d’Europa, dietro a Norvegia, Croazia, Irlanda, Austria e Slovenia. Eppure, non mancano i momenti di siccità prolungata, come in questo periodo soprattutto al nord.Ne parliamo Mauro Grassi, direttore della Fondazione Earth and Water Agenda, già direttore generale della regione Toscana e direttore di «Italiasicura» nel governo Renzi e Francesco Vincenzi, presidente ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue).
Un ragazzo di 25 anni dorme otto ore con efficienza al 91%. Eppure di giorno è stanco morto. Un altro specialista gli aveva detto solo "dormi di più." La risposta vera era nascosta in un posto che quasi nessuno guarda.→ Il CAP — Cyclic Alternating Pattern — misura la microstruttura del sonno, non solo la durata. Il ragazzo aveva micro-risvegli nel sonno profondo all'88% (normale: circa 20%): "ogni 20 secondi è come se qualcuno entrasse nella stanza e battesse le mani." Le metriche macro dicevano tutto perfetto. La microstruttura raccontava un disastro che gli stava costando anche la salute mentale→ Quando il gruppo di Parma scoprì il CAP negli anni '80, ricevettero minacce dirette dai grandi nomi internazionali del settore. Nel 2000 lo stesso "boss dei boss" si inginocchiò pubblicamente a un congresso di Chicago riconoscendo la scoperta come uno dei passaggi più cruciali nello studio del sonno→ Prima dell'elettricità l'essere umano dormiva in due blocchi separati da un'ora o due di veglia notturna — dedicata a parlare, fare l'amore, leggere. La fusione in un blocco unico imposta dalla società moderna è, secondo molti studiosi, una forzatura della natura→ "Meno dormi, più sei produttivo": narrativa diffusissima nella cultura del lavoro performante, smontata da 46 anni di pratica clinica. I veri brevi dormitori naturali sono rarissimi — quattro in tutta una carriera professionaleSe hai sempre pensato che bastasse contare le ore, questa puntata ti farà guardare il sonno in un altro modo.
Le donne vengono pagate il 17,4% in meno rispetto agli uomini. Eppure, in Italia, la disparità di stipendio è stata archiviata nel 1963 dai Contratti nazionali di lavoro. La domanda è inevitabile: da dove nasce questo divario? Le risposte del data room di Milena Gabanelli C'è un lago in Germania dove, prima di fare il bagno, bisogna superare un esame. E in un Land che a settembre va al voto — la Sassonia-Anhalt, dove l'AfD è data oltre il 40% —, su quel divieto si allunga l'ombra della remigrazione. I bambini ucraini rapiti e la guerra in cameretta: "Empty Beds " è il progetto di Bird of Light Ukraine , inaugurato all'Europa Experience – David Sassoli di Roma. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mai come oggi si parla di salute mentale. Eppure, mai come oggi è così difficile distinguere tra ciò che dice la scienza e ciò che dice internet. Valerio Rosso è passato dal BSMT.
Camilla Rocca"Tutte le strade portano al mare"Garzanti Editorewww.garzanti.itC'è Sofia e c'è Giorgio. Ci sono due ragazzi che vivono in città diverse e non si conoscono. Due vite che vanno avanti come se nulla fosse. Sofia cresce la piccola Bianca sull'isola di Rodi, dove finiscono per essere l'una l'unico approdo dell'altra. Lì, trovano rifugio nel carisma e nell'entusiasmo di Penelope, che apre la sua casa ai viaggiatori senza chiedere nulla in cambio. Giorgio, invece, bloccato in una facoltà scelta più per compiacere il padre che per passione, incontra tre amici che riescono a farlo sentire a casa anche lontano dal mare. Gli anni passano, e il destino avvicina più volte Sofia e Giorgio. Ma mai davvero. Forse perché, prima di trovarsi, devono capire chi sono. Sofia deve fare pace con i fantasmi del passato e imparare a vivere dopo aver dedicato tutta sé stessa alla figlia. Giorgio deve capire se non si è nascosto dentro il lavoro per evitare una verità capace di incrinare il mondo apparentemente perfetto in cui si è rinchiuso. Solo allora le loro esistenze potranno intrecciarsi. Solo allora Sofia potrà scoprire Giorgio, e Giorgio Sofia. Come se tutto ciò che hanno vissuto non potesse che portarli lì, a quell'incontro, a quell'attimo. Ma tutto questo fa paura. Sofia e Giorgio si chiedono se le scelte che hanno fatto, in realtà, non li portino ancora più lontano l'uno dall'altra, ma più vicini a loro stessi. Eppure, rispondere al richiamo del destino è forse il modo più bello di lasciarsi sorprendere dalla vita.Camilla Rocca è nata a Milano nel 1982. Ha studiato Filosofia alla Statale e, grazie a uno scambio Erasmus, ha passato il terzo anno di università a Parigi, di cui si è innamorata. Proprio a Parigi è tornata dopo la laurea specialistica per un dottorato in Fenomenologia alla Sorbona. Dal 2008 vive nella capitale francese. Ha lavorato diversi anni come responsabile dei programmi di ricerca della Maison des Sciences de l'Homme Paris Nord. È sposata e ha due bambini. Ama il mare, il caldo e i colori accesi; ama i felini e ha il terrore degli insetti. Dopo diverse pubblicazioni scientifiche in campo filosofico, Due di noi (2024) ha segnato il suo esordio nella narrativa. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Con il suo consueto sguardo razionale e provocatorio, Odifreddi smaschera le ipocrisie dell'Occidente sul tema nucleare: le grandi potenze atomiche, a partire dagli Stati Uniti, impongono a Paesi come l'Iran di non dotarsi della bomba, pur continuando a rafforzare i propri arsenali. “Eppure”, osserva, “l'unico tra questi a non averla mai usata è proprio l'Iran”. E rilancia: “Forse sarebbe più logico iniziare a toglierle agli americani”.******************************Le Interviste - Byoblu (23/06/25)
Siamo costantemente connessi. Eppure sembriamo sempre più distanti. Fiorella Mannoia riflette sul rapporto con gli altri, sull'indifferenza e sulla difficoltà di immedesimarsi nel dolore altrui. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/3BLtUcKJ9KEY4V0i84x1Cg?si=rphIaCSeTEuPzjQOarVWMw Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nell'Universo, ci sono molti sistemi stellari binari (con due stelle). Eppure, alcuni sono costituite da due stelle di simili dimensioni che orbitano attorno ad un centro di massa comune, altri hanno una stella gigante che domina una stella minore ben più piccola, che tende invece a ruotare attorno alla stella maggiore come se si trattasse di un pianeta. Ecco, nell'Italia del 774, ci sono certamente due stelle - Carlo Magno e Papa Adriano - ma quale tipo di sistema binario parliamo? --- Iscriviti alla mia mailing list: Link: https://italiastoria.voxmail.it/user/register Ti piace il podcast? sostienilo, accedendo all'episodio premium, al canale su telegram, alla citazione nel podcast, alle première degli episodi e molto altro ancora: Patreon: https://www.patreon.com/italiastoria Tipeee: https://en.tipeee.com/italiastoria Altri modi per donare (anche una tantum): https://italiastoria.com/come-sostenere-il-podcast/ --- Sito del podcast: https://italiastoria.com/ --- Magliette di Storia d'Italia disponibili con il 10% di sconto sul sito di "Feudalesimo e libertà" Inserire codice ITALIASTORIA per lo sconto. --- Per acquistare "Quando Venezia distrusse l'Impero romano": Versione cartacea: Libro Versione ebook: Ebook --- Per acquistare gli altri miei libri: IL MIGLIOR NEMICO DI ROMA: https://amzn.to/3DG9FG5 PER UN PUGNO DI BARBARI: https://amzn.to/3l79z3u FUMETTO AMMIANO": https://www.nubes.live/prodotto/ammianus-vesper-mundi/ Altri link utili: Tutti i link su Linktree: https://linktr.ee/italiastoria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?". Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».Parola del Signore.
La catequesis del dìa de Tiziana, Apòstol de la Vida Interior
+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?". Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».Parola del Signore.
Fabrizio Pomes"Trovate la speranza o voi che entrate"Il carcere tra pena e possibilitàIntroduzione di Matteo Maria ZuppiPostfazione di Alessandro BergonzoniEdizioni Pendragonwww.pendragon.itIl carcere è uno dei luoghi più rimossi dallo spazio pubblico, raccontato quasi sempre per slogan, paura o emergenza, e molto più raramente nella sua realtà concreta. Eppure ciò che accade dietro le mura non riguarda soltanto chi vi è rinchiuso: riguarda tutti, perché chiama in causa l'idea di giustizia, di pena, di responsabilità e, soprattutto, la possibilità stessa del cambiamento. Questo libro nasce dall'esperienza diretta della detenzione e accompagna il lettore dentro un mondo complesso, segnato da sovraffollamento, carenze strutturali, solitudini profonde e fragilità quotidiane, ma anche attraversato da percorsi reali di lavoro, studio, cultura, fede e volontariato. Ne emerge un racconto che non assolve e non accusa, ma osserva, interroga, restituisce spessore umano a una realtà troppo spesso troppo semplificata. Ad arricchire queste pagine ci sono anche numerose testimonianze di operatori, politici e volontari, voci diverse ma accomunate dal confronto diretto con il problema del carcere, delle sue contraddizioni e delle sue possibilità. Il loro contributo amplia lo sguardo e mostra quanto la questione penitenziaria non sia marginale, ma profondamente intrecciata alla qualità civile di un Paese. Entrate. Leggete. Uscirete diversi.Fabrizio Pomes, un passato da politico e imprenditore nel sociale, laureato in Scienze Giuridiche, Economia e Sociologia, ha vissuto in prima persona l'esperienza della detenzione. Da quel passaggio complesso e trasformativo è nato un impegno civile che lo ha portato a dedicarsi al volontariato penitenziario. Partecipa a convegni, incontri pubblici e percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, portando testimonianze dirette e uno sguardo lucido sulle dinamiche del carcere. Attraverso il suo lavoro di divulgazione e ascolto, contribuisce a costruire un dialogo necessario tra il “dentro” e il “fuori”, promuovendo una cultura della dignità e della responsabilità condivisa. Trovate la speranza o voi che entrate (Pendragon, 2026) è il suo primo libro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il 19 marzo 2026 scompare Chuck Norris. Se ci sono nomi che appartengono al cinema e che da lì diventano icona, il suo è sicuramente uno di questi. Artista marziale, attore, leggenda dell'action occidentale degli anni 80 e 90, Norris attraversa generazioni, trasformandosi nel tempo fino a diventare mito pop e simbolo quasi caricaturale di forza assoluta e invincibilità. Eppure, dietro quell'immagine granitica, c'è una storia più complessa, fatta tanto di disciplina e successo, quanto di convinzioni, idee e dichiarazioni controverse, che hanno lasciato perplessi.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!
Per milioni di donne il dolore non è un episodio occasionale, ma una presenza costante che accompagna la quotidianità per anni prima di ricevere un nome. L'endometriosi è una patologia cronica che colpisce circa tre milioni di persone in Italia e che può avere un impatto profondo sulla qualità della vita, influenzando studio, lavoro, relazioni affettive, fertilità e benessere psicologico. Eppure, nonostante la sua diffusione, continua spesso a essere sottovalutata o confusa con i normali dolori mestruali, contribuendo a ritardi diagnostici che possono durare molti anni. Perché una malattia così frequente resta ancora oggi poco riconosciuta? Quali sono i segnali da non ignorare e come si può migliorare la vita di chi ne soffre? Ne parliamo con il dottor Marcello Ceccaroni, Direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'IRCCS Negrar di Verona e tra i maggiori esperti italiani della patologia.
Alessio e Katia ci portano a fare un viaggio emozionante nel tempo e attraverso l'Oceano, partendo dalle celebrazioni della Festa della Repubblica fino a toccare le storie dei milioni di italiani emigrati all'estero, grazie alle pagine di un grande capolavoro della letteratura italiana contemporanea: Novecento di Alessandro Baricco
Numeri sembrano la cosa più oggettiva del mondo. Eppure dietro ogni dato c'è qualcuno che ha deciso cosa contare, come contarlo e cosa lasciare fuori.Donata Columbro è giornalista dei dati e lo spiega con una chiarezza che fa un po' male: il dato non è la realtà, è una rappresentazione parziale di essa. E quella parte che manca spesso non è un caso.Si parla di femminicidi contati e non contati, di bambine con disabilità invisibili nelle statistiche, di grafici che sembrano dire tutto e invece nascondono la domanda più importante. Ma anche di come imparare a fare le domande giuste quando un numero ti finisce davanti, che sia su un giornale, in una riunione o sui social.Una puntata che non ti insegna a diffidare dei dati. Ti insegna a usarli meglio.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
Mai come oggi si parla di alimentazione, allenamento e salute.Eppure, mai come oggi è così difficile capire a chi credere. Tra guru improvvisati, diete miracolose, consigli contrastanti e trend che cambiano ogni settimana, fare chiarezza è diventato quasi impossibile. Per questo al BSMT abbiamo deciso di partire dalla scienza. Il Doc Scara è passato dal BSMT.
Crescendo senza una figura paterna presente, non avrebbe mai immaginato di diventare per tanti atleti un punto di riferimento quasi paterno. Eppure è andata proprio così. Julio Velasco ha riflettuto al BSMT per la prima volta su uno dei paradossi più profondi della sua vita. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/1STLllQEH8sZ4gcvX1eDMj?si=Arg336TxQf-dEWxZcGgmuA Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Molte donne, viste da fuori, sembrano stare bene. Lavorano, si prendono cura degli altri, portano avanti tutto. Funzionano. Eppure dentro si sentono stanche, tese, scollegate da sé stesse. Non perché ci sia qualcosa che non va. Ma perché da troppo tempo stanno resistendo invece che vivere. In questo episodio parliamo proprio di questo. Di quella sensazione di pesantezza che molte donne chiamano normalità. Di quando continui a fare, a dare, a occuparti di tutto e tutti, ma perdi il contatto con te stessa. Parliamo di libertà interiore, di vitalità, di confini e di quanto spesso ci abituiamo a dire sì quando vorremmo dire no. Perché la verità è che non hai bisogno di diventare un'altra donna. Hai bisogno di smettere di abbandonarti. Condivido anche tre pratiche semplici ma potenti per iniziare subito a sentirti più leggera, più libera e più viva. Perché la vita non inizia quando tutto sarà finalmente sistemato. Inizia quando smetti di rimandarti. Se senti che è arrivato il momento di scegliere te stessa e fare un percorso guidato insieme a migliaia di altre donne, Happy Daily Home è aperto ancora per pochi giorni. Chiudiamo il 1 giugno alle ore 17:00. Ti aspetto dentro Happy Daily Home per un mese dedicato al corpo, alla femminilità e alla tua forza vitale. Iscriviti qui: https://giusivalentini.com/happy-daily-home/
Laureata al conservatorio con il massimo dei voti, Francesca Michielin sa suonare pianoforte, chitarra, basso, tastiere, glockenspiel, percussioni. Eppure, per anni, proprio da certi musicisti si è sentita dire di tutto. Con lei abbiamo parlato anche di elitismo musicale, di giudizi non richiesti e di chi, a volte, sembra dimenticare che prima della tecnica c'è sempre una cosa più importante: il bisogno di fare musica. Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/6UjTwzVYQcHyq1rbT93XGj?si=rqlm01Z_SBGi7XoIMyGR_g Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Sarà capitato a tutti di smontare qualcosa e di non sapere più bene come rimontarlo. Nel mondo della robotica industriale si verifica il problema opposto: milioni di manufatti vengono assemblati quotidianamente da robot nelle fabbriche di tutto il mondo. Eppure tutta questa capacità di assemblare non si traduce in capacità di disassemblare. È qui che entra in gioco il progetto Inverse, coordinato dall’Università di Trento, il cui obiettivo è far sì che i robot, montando, imparino anche a smontare quello che altri robot hanno assemblato solo qualche anno prima. Un sistema utilissimo per potenziare processi come il remanufacturing, che mira a recuperare componenti preziosi che altrimenti andrebbero distrutti, quali le celle che compongono le batterie delle auto. È proprio da qui che partirà Inverse. Ne parliamo con Matteo Saveriano, Ricercatore dell’Università di Trento e coordinatore del progetto.
Partiamo da un dato: respiriamo 25.000 volte al giorno, ma senza cibo resistiamo tre settimane, senza acqua qualche giorno, senza respirare tre minuti. Eppure il respiro è l'unica di queste tre cose che nessuno ci ha mai insegnato a fare bene. E nove persone su dieci, a livello medico, hanno una respirazione disfunzionale senza saperlo.Leonardo Pelagotti ha scalato il Kilimangiaro in 24 ore, da 0 a 5900 metri, senza acclimatazione e con lo scotch sulla bocca. Respirando solo dal naso. Un record mondiale che però non gli interessa per il record: gli interessa per il messaggio. Il respiro è importante, e lo stiamo trascurando tutti.In questa puntata Leonardo spiega perché il naso ha più di trenta funzioni e la bocca zero, cosa succede al tuo corpo quando respiri male (sonno peggiore, più stress, più infiammazione, invecchiamento precoce), e perché la capacità respiratoria è uno dei due fattori più importanti di longevità.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
Francesco Parisi"Il Simbolismo in Italia"Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma)Fino al 28 giugno 2026www.magnanirocca.itBellezza, mistero, ossessione. Una delle più grandi mostre mai dedicate al Simbolismo italiano.Più di 150 opere — dipinti, sculture, incisioni — rivelano al grande pubblico la stagione più visionaria dell'arte italiana tra Otto e Novecento: un capitolo che si sviluppò in dialogo serrato con una tendenza internazionale che muoveva da varie declinazioni del preraffaellismo e da una cultura francese e mitteleuropea che aveva in Gustave Moreau e Arnold Böcklin alcuni dei suoi principali riferimenti. Eppure la via italiana al Simbolismo seppe elaborare una propria fisionomia, riconoscibile nella convergenza tra istanze spirituali e la costante riflessione sul mito e sul paesaggio capace di tenere insieme tradizione e modernità.La natura come organismo vivente, il mito come esperienza perturbante, la figura femminile come presenza ambivalente, il paesaggio come spazio dell'interiorità, il segno grafico come veicolo dell'invisibile: sono i nuclei tematici delle sette sezioni della mostra, concepite per restituire tutta la complessità e l'ampiezza dell'immaginario simbolista italiano.La mostra Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915, curata da Francesco Parisi e Stefano Roffi, compie un'operazione critica necessaria: distingue gli artisti che elaborarono consapevolmente un lessico simbolista da quelli che aderirono occasionalmente a mode iconografiche. Ne emerge la ricostruzione filologica di un linguaggio autonomo, sviluppato in dialogo serrato con le ricerche europee ma dotato di caratteri propri.Tra gli artisti in mostra: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Arnold Böcklin, Edward Burne-Jones, Franz von Stuck, Max Klinger, Domenico Morelli, Giulio Aristide Sartorio, Galileo Chini, Luigi Russolo, Leonardo Bistolfi, Adolfo Wildt, Giulio Bargellini, Adolfo De Carolis, Francesco Paolo Michetti, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Ettore Tito, Carlo Fornara, Duilio Cambellotti, Felice Carena, Alberto Martini, Cesare Saccaggi, Libero Andreotti, Ettore Ximenes, Mario De Maria, Mariano Fortuny.Catalogo e apparato scientifico. Il catalogo della mostra, curato da Francesco Parisi e Stefano Roffi, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, costituisce un importante strumento critico sul Simbolismo italiano. Saggi di Alessandro Botta, Niccolò D'Agati, Mario Finazzi, Eugenia Querci, Sergio Rebora, Alessandra Tiddia, oltre ai contributi dei curatori.La Fondazione Magnani-Rocca è una delle più importanti istituzioni artistiche d'Italia. La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma, ospita la collezione d'arte di Luigi Magnani: opere di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Renoir, Cézanne, Burri e la più significativa raccolta di lavori di Giorgio Morandi. Immersa nella campagna parmense, la Villa conserva il fascino della dimora di un grande collezionista, con arredi neoclassici e impero, circondata dal Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e i celebri pavoni bianchi e colorati, non a caso emblema del movimento simbolista.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Si fa presto a dire Comunità Energetica, ma ciò che la rende davvero viva è la partecipazione attiva dei suoi membri. Senza il coinvolgimento delle persone, infatti, una comunità energetica non può davvero esistere. Eppure, abituati ai tradizionali gestori energetici “tuttofare”, molti cittadini si trovano impreparati di fronte a un modello che richiede condivisione, consapevolezza e collaborazione. In questa puntata proviamo ad approfondire proprio questo aspetto, raccontando anche alcune realtà che sono riuscite a trasformare questa sfida in un’esperienza concreta e funzionante.Gli ospiti di oggi:Laura Borsieri - Coordinatrice del gruppo di Comunità Energetiche Rinnovabili Confcooperative Consumo e UtenzaSara Capuzzo - Direttrice, Responsabile Advocacy e Innovazione e già presidente di ènostra e Membro del direttivo di RESCoopNatalia Magnani - Professoressa Associata di Sociologia dell'ambiente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Hai già detto tutto, i tutti i modi. Eppure non cambia niente. Ci sono passata anche io e so quanto è logorante. In questo episodio parliamo di crescita personale nella relazione di coppia. Il problema spesso non è cosa dici, ma da dove lo dici. Parliamo di cosa comunica il tuo corpo quando le parole sono giuste ma la tensione no, del perché aspetti l'ultimo minuto e poi esplodi per dire la tua, e della differenza tra comunicare per essere capita e comunicare per creare connessione. Se ti ritrovi a parlare al muro, inizia da qui.
Molti genitori puniscono perché si sentono sopraffatti, impotenti e giudicati. Vogliono aiutare i figli a fare meglio e fanno quello che hanno imparato a fare davanti a comportamenti difficili.Eppure esiste un costo invisibile della logica punitiva di cui si parla troppo poco.In questo episodio esploriamo cosa succede davvero nella relazione genitore-figlio quando urla, minacce, castighi e punizioni diventano il modo principale per gestire gli errori, le emozioni intense o i comportamenti difficili dei bambini.Insieme ragioniamo su alcune di queste domande:a chi serve la punizione?perché la punizione sembra funzionare sul momento?cosa succede nel cervello e nel sistema nervoso dei bambini quando vengono puniti?perché molti bambini iniziano a mentire, nascondersi o chiudersi?Questo episodio è per te se senti che urlare, minacciare o punire non ti rappresenta più, ma nei momenti difficili ti sembra l'unica soluzione.Prima di cercare una punizione più efficace, prova ad ascoltare questo episodio.Mini-corso “Alternative efficaci alle punizioni”https://corsi.mammasuperhero.com/offers/HP53fuEW/checkoutLascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Un cambio di regolamento in corsa, due gran premi saltati e un rookie tricolore di nome Kimi Antonelli che sta rubando gli occhi e il cuore degli italiani appassionati di motori: insomma, un inizio di stagione di F1 intenso che commentiamo oggi in diretta con Stefano Domenicali, Presidente e Ceo Formula 1, ospite di Mister Genta e Leo Turrini.Il passo falso del Napoli col Bologna obbliga al mucchio selvaggio: Como-Parma, Genoa-Milan, Juve-Fiorentina, Pisa-Napoli e Roma-Lazio tutti insieme, appassionatamente, a lottare per la Champions League. Eppure, con questa storia dell'ordine pubblico di Roma impegnata anche con gli Internazionali di tennis, stiamo assistendo ad un pasticcio di calendario: prima tutti alle 12:30, poi solo il derby lunedì sera, poi slittano tutte le partite al lunedì sera... noi ci stiamo capendo poco, chissà Sandro Sabatini.