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[Puntata del 13 novembre 2024] Siamo davvero liberi di scegliere le nostre azioni? Il dibattito sul libero arbitrio è di quelli destinati ad andare avanti per sempre. C'è però una cosa che possiamo affermare con una certa sicurezza, ovvero che – mano a mano che deleghiamo sempre più responsabilità ad algoritmi predittivi – stiamo rinunciando alla nostra capacità di determinare il futuro. E quindi, da un certo punto di vista, stiamo rinunciando al nostro libero arbitrio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Siamo abituati a riempire ogni momento della giornata di impegni e stimoli, ma anche la noia può avere un ruolo importante per il benessere mentale. Il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente all'Università Statale di Milano e presidente di Assomensana, autore di Strategicamente (Sole 24 Ore), racconta perché lasciare spazio ai momenti vuoti permette al cervello di elaborare pensieri, stimolare la creatività e ritrovare equilibrio. Segue il riascolto di Obiettivo Salute Risveglio.
Siamo nel 1923, Rosalba è una giovane donna che ha prestato servizio presso una famiglia benestante a Trieste. In seguito a una relazione con il padrone di casa, Giacomo Ledri, dirigente fascista in carriera, resta incinta e lui, per non avere problemi, la fa imbarcare su una nave diretta a Montreal in Canada. Qui ci sono degli zii di Rosalba e lei otterrà un impiego come governante a casa di James Phillips, un ex ufficiale della Marina Britannica che gestisce diversi pub e locali dove si ascolta il jazz. Per Rosalba, che tutti in Canada chiameranno Rose, sarà un'occasione di riscatto e di ricerca della propria libertà, anche quando dovrà scontrarsi con il caporalato che gestisce i rapporti di lavoro degli immigrati italiani e chiede una percentuale consistente del suo stipendio. Tutto questo è raccontato nel romanzo "La valigia del ritorno" di Ludovica Elder (Piemme).
Il nome di Ilaria Tuti è legato sia ai romanzi noir con Teresa Battaglia, dai quali è stata tratta anche una serie tv, sia ai romanzi che riportano alla luce fatti e contesti storici, come "Fiore di roccia" sulle portatrici carniche durante la prima guerra mondiale. Il nuovo romanzo "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) -il titolo è una frase del poeta Pierluigi Cappello- fa parte della serie dei romanzi storici. Siamo in Friuli fra il 1915 e la fine della seconda guerra mondiale. La protagonista è Serafina, che vediamo prima bambina e poi giovane donna, una donna tenace, controcorrente, che ama stare da sola e indossare i pantaloni. In paese pensano che lei abbia lo stesso potere della nonna Silva, che veniva chiamata quando nascevano bimbi destinati a morire in poche ore: Silva riusciva a farli respirare nuovamente anche per pochissimo, giusto il tempo di battezzarli e farli morire in pace. Intorno a Serafina nasce la superstizione che lei porti fortuna e così viene convocata dalla levatrice durante i parti complicati. Da giovane donna, Serafina si trova ad affrontare la seconda guerra mondiale e soprattutto l'invasione della Carnia da parte dei Cosacchi: perseguitati in Russia perché fedeli allo zar, si erano alleati con Hitler che aveva indicato il Friuli come terra di conquista, dove avevano compiuto razzie e violenze, ma soprattutto si erano stabiliti nelle case degli abitanti. Qualcuno era fuggito, altri erano rimasti in questa anomala convivenza, come Serafina, costretta a condividere la sua casa con tre cosacchi.
A Millevoci Estate siamo partiti dalla Colombia, colpita da un forte terremoto, collegandoci con Lorena e Robert, trasferiti da poco dalla Svizzera a Medellín, per farci raccontare la paura e le sensazioni vissute durante la scossa. Con Giorgia Blotti abbiamo poi parlato di una tendenza sempre più diffusa tra i giovani: il digital detox, il desiderio di staccarsi almeno per qualche ora da smartphone e social.Ci siamo preparati anche all'eclissi solare, raggiungendo Maurizio Vannetti de L'ideatorio della Svizzera italiana, partito dalla Svizzera in camper per osservare lo spettacolo da quasi 1.800 metri di quota. E abbiamo scoperto che durante un'eclissi anche gli animali possono cambiare comportamento, spesso semplicemente comportandosi come se fosse improvvisamente arrivata la sera.Siamo tornati poi in Svizzera con Martino Bianchi dell'Azienda Agricola Bianchi di Arogno: il grande caldo ha anticipato i tempi e la vendemmia è iniziata proprio oggi.Infine, con l'oggetto dell'estate, siamo andati in spiaggia per raccontare la storia dello slip da bagno.
La recente finale di MasterChef Australia ci ha offerto lo spunto per esplorare il legame tra patrimonio culturale e gastronomia. Dalle cotolette della nonna italoaustraliana alle riflessioni dell'autrice Emiko Davies, un viaggio alla scoperta di come il cibo racconti le nostre origini, la nostra identità e l'incontro tra culture.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Siamo fuori della bolla, o gli algoritmi ci cullano ? E gli altri, nelle bolle opposte, sono compatibili con le nostre ? Cosa succede quando qualcuno la pensa in modo opposto e non accetta confronti ?Succede anche nella musica. Da Avvenire leggo del rumore di fondo costituito da pochissimi ascolti per milioni di autori inascoltati. Come fare ? Come essere main stream ?Ma lo vogliamo ?
L'intelligenza artificiale non è più soltanto una promessa del futuro. È già entrata nel modo in cui lavoriamo, creiamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. In questo nuovo episodio di Mix of BSMT abbiamo raccolto le riflessioni di alcuni degli ospiti che, nel corso degli anni, hanno affrontato il tema da prospettive differenti. Opportunità, rischi, lavoro, creatività e responsabilità: punti di vista diversi per provare a capire non solo dove ci porterà questa trasformazione, ma quale ruolo vogliamo avere al suo interno. Perché la vera domanda non è più se l'intelligenza artificiale cambierà le nostre vite, ma quanto siamo pronti a cambiare insieme a lei. Ne abbiamo parlato con: 00:00 Luciano Floridi 07:53 Prof. Barbero 16:56 Drusilla 17:49 Salvatore Aranzulla 22:34 Federico Faggin 31:06 Davide Petrella 35:32 Brunello Cucinelli 41:08 Max Pezzali e Riccardo Zanotti 47:28 Edoardo Prati 49:49 Alberto Angela 55:21 Jared Leto 57:10 Valerio Rosso 01:01:33 Mauro Porcini 01:15:18 Benny Benassi 01:17:12 Andrea Pezzi 01:22:04 Jago Saremo noi a guidare questa trasformazione o sarà lei a cambiare noi? Fateci sapere la vostra nei commenti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Zuppa di Porro dell'9 agosto 2026: rassegna stampa quotidiana
Lo Hobbit arriva su Magic! Oggi parliamo e critichiamo le carte estremamente costose di questa espansione Universes Beyond.
Quando è stata l'ultima volta che ti sei annoiata davvero? Senza prendere il telefono. Senza cercare qualcosa da fare. Senza riempire immediatamente quel piccolo spazio vuoto con un messaggio, un'attività, un problema da risolvere. Siamo diventate così abituate al rumore e agli stimoli continui che, quando finalmente arriva il silenzio, spesso non sappiamo più come starci. Il corpo cerca qualcosa da fare, la mente qualcosa da controllare, la mano quasi automaticamente va verso il telefono. E se invece provassimo a restare? In questo episodio di Happy Daily ti parlo della noia come luogo sacro: uno spazio che può inizialmente creare irrequietezza, ma che, se abbiamo il coraggio di attraversarlo, può riportarci in contatto con parti di noi che durante l'anno non riusciamo più a sentire. Ti racconto anche di una giornata in Brasile in cui, dopo aver cercato in tutti i modi qualcosa con cui occupare il mio tempo, mi sono quasi costretta a rimanere ferma davanti all'oceano. Ed è proprio lì, quando ho smesso di fare, che è arrivato qualcosa che non mi aspettavo: una profondissima gratitudine per ciò che avevo già intorno a me. Perché la noia non è necessariamente un problema da risolvere, ma a volte è uno spazio che rivela. Ascolta il nuovo episodio di Happy Daily e, se ti va, raccontami: cosa emerge quando smetti di riempire ogni momento della tua giornata? ☀️ ULTIMI GIORNI – PROMO ESTATE Se senti il desiderio di portare questa consapevolezza più profondamente nella tua quotidianità, per ancora pochi giorni puoi accedere ai miei percorsi guidati con il 50% di sconto: ✨ Trova la tua Autostima ✨ Gestisci le tue Emozioni ✨ 10 Minuti Solo per Te ✨ Alimentazione Consapevole Usa il codice ESTATE50 al checkout sul mio sito per ottenere il 50% di sconto. La promozione estiva sta per terminare. Se c'è un percorso che senti possa accompagnarti in questo momento della tua vita, questo è il momento per iniziare: https://giusivalentini.com/corsi-online/
Il nome di Stefania Auci è legato alla saga dei Florio. Nei romanzi "I leoni di Sicilia", libro più venduto in Italia nel 2019, e poi "L'inverno dei leoni", aveva narrato la parabola della famiglia Florio, arrivata a Palermo dalla Calabria a cavallo fra il '700 e l'800. L'ascesa, il successo commerciale, le vicende personali e poi la caduta. Ora il romanzo "L'alba dei leoni" (Nord) racconta le vicende dei Florio prima del trasferimento in Sicilia. Siamo, dunque, fra il 1772 e il 1799 a Bagnara Calabra. Ci sono Vincenzo Florio, fabbro, e la moglie Rosa con i vari figli, fra cui c'è Francesco, considerato il ribelle perché non vuole fare lo stesso mestiere del padre. Viene rapito da una banda di briganti ed è costretto a stare con loro per diversi mesi. La vita di stenti, la violenza, la paura, ma sempre il costante desiderio di essere artefice del proprio destino. C'è poi il terremoto del 1783 che distrugge quasi completamente Bagnara, infine il focus si sposta su un altro personaggio, Paolo, che come il fratello Francesco non vuole fare il fabbro ma vorrebbe andare per mare. Sarà lui, insieme al fratello Ignazio, ad andare poi a Palermo, avviare l'aromateria e dare inizio alla storia imprenditoriale dei Florio. Questo è dunque un prequel de "I leoni di Sicilia", ma è soprattutto la storia di due ragazzi, Francesco e Paolo, che vogliono segnare il proprio destino, ribellandosi alle imposizioni del padre. Ed è anche la storia di tante donne che alla fine del '700 vivono una condizione di sottomissione e silenzio, in cui si inserisce qualche raro tentativo di indipendenza.
La serie di podcast “Conversazioni sull'America”, del prof. Mario Del Pero (Professore di Storia Internazionale presso SciencesPo, Parigi) e di Riccardo Alcaro (Coordinatore delle Ricerche e responsabile del Programma Attori globali dello IAI), si concentrano su fatti di cronaca politica americana attuali per cercarne paralleli storici, mettendo in luce le continuità col passato ma anche le differenze dell'oggi. In questa puntata ci si rioccupa dei Vice Presidenti, in particolare di Harry Truman, l'ultimo dei vice presidenti di Franklin Roosevelt, che ebbe in sorte di succedergli subito dopo il suo insediamento nel gennaio 1944, visto che Franklin Roosevelt morirà in aprile, lasciando a Truman il compito di organizzare il mondo del dopoguerra. Fra le fondamentali iniziative promosse dall'Amministrazione Truman c'è quella che porta alla conclusione del Trattato del Nord Atlantico, da cui poi sarebbe discesa un'organizzazione tout court che porta il nome di Nato. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale Le questioni della Storia ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Anche l'infrastruttura digitale costruita meglio, prima o poi, avrà un disservizio. E cosa si fa in quell'occasione? Come si costruiscono sistemi che sono in grado di resistere a un guerra, un disastro naturale o a una pandemia? Ne parliamo con Marco Centenaro, docente di telecomunicazioni all'Università degli Studi di Padova.
Anche l'infrastruttura digitale costruita meglio, prima o poi, avrà un disservizio. E cosa si fa in quell'occasione? Come si costruiscono sistemi che sono in grado di resistere a un guerra, un disastro naturale o a una pandemia? Ne parliamo con Marco Centenaro, docente di telecomunicazioni all'Università degli Studi di Padova.
Le vicende di una famiglia siciliana emigrata a Tunisi (non in America perché non c'erano abbastanza soldi e perché in quel modo si poteva essere più vicini alla propria terra). Siamo a cavallo fra gli anni '50 e '60, nel momento in cui la Tunisia diventa indipendente e, a causa delle nuove leggi, francesi e italiani iniziano ad andare via e a tornare in patria. Anna ha 16 anni e parla siciliano e francese (all'epoca Tunisi era veramente una Babele dal punto di vista delle lingue). Vive con la madre, che è un'abile sarta, e le due sorelle, mentre il padre si assenta per lunghi periodi per lavorare come contadino in campagna. Il rapporto con la migliore amica, Marinette, una francese di famiglia benestante, i primi innamoramenti, ma anche la scoperta di alcuni segreti di famiglia. Tutto questo viene raccontato nel romanzo "Le ragazze di Tunisi" (Mondadori) di Luca Bianchini. Una storia che, come si legge in esergo, è ispirata alle vicende della madre dell'autore che a Tunisi ha vissuto gli anni più belli.
Siamo in piena estate e forse anche tu, come tanti genitori, senti di avere l'acqua alla gola.In questo episodio parliamo di uno dei miti più radicati della genitorialità moderna: l'idea che un buon genitore debba riuscire a fare tutto: essere presente, lavorare bene, gestire la casa, coltivare la coppia, accompagnare le emozioni dei figli, limitare gli schermi, prendersi cura della propria salute… e possibilmente farlo con calma e senza perdere mai la pazienza.Ma se il problema non fosse la tua organizzazione o la tua forza di volontà?Se il vero problema fosse il peso delle aspettative che porti ogni giorno sulle spalle?È una riflessione pensata per chi, soprattutto in estate, sente di non riuscire più a stare dietro a tutto e ha bisogno, prima di altri consigli, del permesso di respirare un po'.Buon ascolto.Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e di condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito a supporto della genitorialità consapevole. Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Un episodio in cui torniamo al format tradizionale, quello che ci ha accompagnato in più di 6 anni.Un episodio a distanza in cui parliamo di parchi giochi fuori contesto, di natura e - come sempre - di corsa.
È il romanzo che ha vinto il Premio Strega 2026: "I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi). Siamo a metà degli anni 70, una classe di un liceo milanese che ha appena fatto la maturità decide di darsi appuntamento il 22 luglio di ogni anno per una cena. Qualcuno, non si saprà mai chi, lancia l'idea di una strana riffa: ogni volta ciascuno di loro verserà una quota in denaro, il capitale sarà investito e gli ultimi tre che resteranno in vita (poi diveterà uno solo) si aggiudicheranno il monte premi. Nasce come gioco, ma poco a poco emergono le meschinità: si scommette su chi morirà prima in base allo stato di salute, si fanno macumbe fino ad arrivare agli omicidi. Il meccanismo della "riffa della morte" riprende un po' la Tontina del '600, che era una forma di assicurazione sulla vita collettiva in cui l'unico sopravvissuto intascava il capitale. Nel romanzo di Mari nel momento in cui i compagni di classe lanciano questo gioco lo sguardo nei confronti degli altri cambia.
In questo Podcast parliamo di:
Bruno IalunaGIOTTO ERA IL NONNO BANKSYSiamo al mondo per lasciare un segnoMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art)fino al 2 maggio 2027 Lasciare un segno è uno dei gesti più antichi e profondi dell'esperienza umana.Un atto che attraversa la storia e trasforma lo spazio in racconto. Questa lunga storia, fatta di tracce, scritture e immagini nello spazio pubblico, è al centro di Giotto era il nonno di Banksy. Siamo al mondo per lasciare un segno, la grande mostra che racconta la nascita e lo sviluppo dell'arte urbana, dalle origini preistoriche ai protagonisti della scena internazionale.In programma al Mo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art) di Montecatini Terme dal 29 giugno 2026 al 2 maggio 2027, l'esposizione, è a cura di Bruno Ialuna e si configura come un viaggio immersivo che attraversa oltre 60.000 anni di storia, mettendo in relazione le prime forme di espressione umana con i linguaggi visivi che oggi abitano le città di tutto il mondo. Giotto era il nonno di Banksy è un progetto di Mare Laboratorio di innovazione sociale ed ha il patrocinio della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana. Il percorso prende avvio da una considerazione semplice e universale: l'arte pubblica non nasce nel Novecento, ma affonda le proprie radici in un bisogno ancestrale. Dalle pitture rupestri alle incisioni della Val Camonica, dai graffiti di Pompei fino alle scritte sui muri delle metropoli contemporanee, lasciare un segno nello spazio condiviso è un gesto che attraversa epoche, culture e continenti. Il titolo della mostra richiama un filo invisibile che attraversa i secoli: se oggi Banksy incarna la street art nel mondo, già Giotto mostrava come l'immagine potesse parlare a tutti, trasformando muri e spazi pubblici in strumenti di comunicazione collettiva. L'esposizione si sviluppa in più sezioni, costruite come ambienti narrativi capaci di restituire contesti, atmosfere e trasformazioni del linguaggio urbano. Il cuore del percorso è dedicato alla nascita del writing nella New York degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, con testimonianze dei pionieri TAKI 183, Jec*, Sjk 171, Mike 171, Riff170, Snake1, Stay High149, Coco144, fino a protagonisti fondamentali come Quik, Iz The Wiz, Lady Pink, Toxic, Delta2, Sar e Zephyr. Una scenografia immersiva, firmata dal Maestro della cartapesta Jacopo Allegrucci, ricostruisce l'impatto visivo della metropolitana newyorkese, restituendo al visitatore il contesto originario di questa rivoluzione artistica. Il percorso si amplia poi alla dimensione internazionale del fenomeno, attraverso artisti che, dal secondo dopoguerra, hanno sviluppato linguaggi urbani in contesti differenti: da Cornbread a Blek Le Rat, da Harald Naegeli a Hector Carrasco, a Mick La Rock, in un dialogo tra esperienze nate a Philadelphia, Parigi, Zurigo, Santiago del Cile e Amsterdam. Un focus specifico è dedicato alla scena di Bristol, con figure come Robert Del Naja e Nick Walker, fino all'affermazione di Banksy, che ha contribuito a ridefinire il ruolo e la percezione pubblica della street art in Europa. Una sezione centrale racconta il passaggio decisivo degli anni Ottanta, quando l'arte urbana entra nei circuiti istituzionali, conquistando gallerie e musei. Opere d'arte, fotografie, materiali rari e documenti originali sono testimoni di quel periodo, e della nascita della Graffiti Hall Of Fame di Harlem e della storica 51X Gallery di St Marks Place. La mostra dedica inoltre ampio spazio alle connessioni tra arte urbana, musica e cinema, con riferimenti ai film cult Wild Style e Style Wars, e a materiali legati alla cultura hip hop, tra vinili, fotografie e testimonianze d'epoca. Il percorso si conclude con una sezione dedicata alla scena italiana, dai pionieri degli anni Ottanta fino agli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale. Tra questi Flycat, Francesco Garbelli, Alice Pasquini, Maupal, Diavù, Blub, affiancati da importanti presenze della scena mondiale, con lavori che giungeranno da tutti e cinque i continenti. Giotto era il nonno di Banksy si propone così non solo come una grande ricognizione storica, ma come una riflessione sul rapporto tra individuo e spazio pubblico, tra espressione personale e dimensione collettiva, restituendo all'arte urbana la sua profondità culturale e la sua continuità nel tempo. InformazioniGiotto era il nonno di BanksySiamo al mondo per lasciare un segnoMo.C.A. (Montecatini Terme Contemporary Art)Viale Giuseppe Verdi 46,Montecatini Terme (PT)29 giugno 2026 – 2 maggio 2027 OrariDa martedì a venerdì ore 10.00 – 12-00Sabato, domenica e festivi ore 10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00Lunedì chiusoIngresso libero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Siamo alla fine degli anni Cinquanta. L'Italia, in quel momento, è in corsa per dominare la rivoluzione informatica mondiale. Poi, nel giro di pochi anni, tutto si ferma. Il genio che guidava il progetto muore in un incidente stradale sull'autostrada Milano-Torino. Il fondatore dell'azienda muore a 59 anni su un treno, per emorragia cerebrale o infarto, non si sa. Nessuno ordina un'autopsia. Il prototipo del computer più avanzato d'Europa viene rubato e tentano di portarlo clandestinamente in Svizzera. E l'azienda, la Olivetti, viene progressivamente marginalizzata, fino a sparire dalla scena tecnologica mondiale. Coincidenze? Fatalità? O qualcuno ha deciso che l'Italia non doveva vincere quella corsa?SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVPIERO ANGELA: ecco il nuovo libro che ho avuto il piacere e l'onore di curare "Chiedetevi sempre perché" (Mondadori): https://amzn.to/4nhQ8RzUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaLEGGI: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/ai-confini-di-massimo-polidoro--4522555/support.
"Il fuoco di Venezia" di Giovanni Montanaro (Feltrinelli) racconta oltre cinquant'anni d'amore fra una donna e un uomo, accomunati dalla stessa passione: fabbricare vetro. Siamo nella laguna veneziana, a Murano, patria del vetro soffiato, alla fine degli anni Sessanta. Elena gestisce la Fornace dell'Est ed è l'unica donna in questo ruolo, perché nella produzione del vetro per secoli alle donne era stata concessa solo la produzione di perle. Elena ha ereditato dal padre la fornace, ama profondamente il suo lavoro, è una donna tenace e nello stesso tempo creativa. Si presenta un giorno Tiziano, dieci anni più giovane di lei, che vuole diventare mastro vetraio. Fra mille difficoltà (Elena fra l'altro è sposata e all'epoca aveva un figlio) e in modo assolutamente altalenante, i due portano avanti questa relazione fatta di amore reciproco, ma soprattutto di passione professionale. Per entrambi la Fornace dell'Est è un luogo dell'anima ed un posto dove entrambi si sentono realizzati al cento per cento come persone e come professionisti. L'incontro fra queste due persone diverse per provenienza (lei è borghese e frequenta l'alta società veneziana, lui è del sestiere popolare di Castello, con il papà che si ammala di tumore per aver lavorato in fabbrica a Marghera) è decisivo per le loro vite. Tutto è raccontato da una voce narrante, la cui identità si scopre solo verso la fine del romanzo.
Andrea Zagami"Capalbio Libri"www.capalbiolibri.itCapalbio Libri - festival sul piacere di leggereCapalbio, 1-8 agostoTeatro del leccio - via Giovanni Pascoli, 13 Tra gli ospiti: Claudio Cerasa, Maria Elena Boschi, Leonardo Colombati, Giuseppe Conte, Massimo Giannini, Tomaso Montanari, Giuliano Ferrara, Stefano Cappellini, Veronica De Romanis, Barbara Palombelli, Roberto Napoletano, Innocenzo Cipolletta, Michela Tamburrino, Lorenzo Bini Smaghi, Mauro Canali, Sergio Rizzo, Claudio Tito, Laura Cannavò, Pierluigi Battista, Bruno Manfellotto, Andrea Vianello, Chicco Testa, Giuliano AmatoQuest'anno gli incontri si svolgeranno al Teatro del leccio, una nuovissima struttura all'aperto in via Giovanni Pascoli 13, appena fuori dal centro abitato e firmato dal noto architetto olandese Maurice Nio. Si tratta di un'opera moderna e funzionale che assicura un'ottima acustica e una vista inedita sul borgo antico di Capalbio e le sue storiche mura. Come ogni anno, il festival è accompagnato da una nuova illustrazione, scelta come ogni anno, dall'art director di Capalbio Libri, Piero Zagami che l'ha affidata a Jacopo Rosati.Il Festival è ideato e diretto da Andrea Zagami ed è organizzato dall'Agenzia di comunicazione integrata Zigzag. “Siamo felici di inaugurare questa nuova casa per Capalbio Libri – ha detto Andrea Zagami – voluta dall'Amministrazione comunale e dal suo Sindaco Gianfranco Chelini che, con il sostegno della Regione Toscana, dota Capalbio di un'importante infrastruttura sociale. Il nuovo teatro all'aperto fa seguito alla rinascita del Nuovo Cinema Tirreno di Borgo Carige. Adesso possiamo pensare ad un programma più vasto di iniziative che possa andare oltre l'estate”.Zagami ha poi ringraziato tutte le aziende che sostengono il festival. In particolare Intesa Sanpaolo che contribuisce attivamente alla vita culturale dei territori italiani, tra cui quello toscano, riconoscendo il valore della lettura e dell'editoria italiana con un concreto sostegno ai più importanti festival e premi letterari. E Aspesi, che in occasione della XX edizione, ha voluto offrire al pubblico di Capalbio uno spettacolo dedicato alla narrativa breve: gli Aspesi readings conversazioni, letture e racconti del nostro tempo.“Siamo tutti preoccupati per la situazione politica internazionale, quindi quest'anno abbiamo scelto in gran parte libri di saggistica che ci aiutino a riflettere sul presente. Gli autori e le autrici saranno in dialogo con le più grandi firme del giornalismo” ha concluso Andrea Zagami.“Il successo di Capalbio Libri – commenta il sindaco Gianfranco Chelini - è legato certamente alla qualità degli ospiti e degli intervistatori che negli anni si sono susseguiti, ma anche al gruppo di lavoro di Andrea Zagami. Un'organizzazione corale che rende facile ciò che facile non è. A questo poi si aggiunge un altro elemento: se Capalbio Libri è giunto alla ventesima edizione è perché la rassegna è particolarmente apprezzata dal pubblico, peraltro in un periodo tutt'altro che felice per i libri e per la lettura. Siamo inoltre felici di poter accogliere l'edizione 2026 all'intero del nuovo Teatro del Leccio, un'opera che rinnova l'attenzione che l'amministrazione comunale ha verso la cultura".“La ventesima edizione della rassegna certifica il profondo legame tra Capalbio e i libri – commenta l'assessore alla Cultura Patrizia Puccini -. Un binomio che ogni giorno si rafforza e si rinnova grazie al lavoro della biblioteca comunale ‘La Piccola', al titolo ‘Città che legge' e ai tantissimi appuntamenti legati alla lettura che puntualmente vengono promossi. Non è un caso, infatti, che il nuovo Teatro del Leccio sia stato inaugurato proprio dal saggio finale di ‘Leggere: Forte!”, il progetto della Regione Toscana che ha visto protagonisti gli studenti dell'Istituto comprensivo ‘Pietro Aldi' di Capalbio e Manciano. Ringrazio Andrea Zagami non solo per la magia che le sue serate hanno sempre regalato al pubblico, ma anche per tutto quello che puntualmente fa per la lettura e per i giovani del nostro territorio. Una collaborazione che prosegue da vent'anni e che cresce nel tempo”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Zuppa di Porro dell'29 luglio 2026: rassegna stampa quotidiana
10 Giugno 1946. La Corte di Cassazione comunica i risultati del referendum istituzionale: la repubblica prevale sulla monarchia per due milioni di voti. Questo dice la storia. A ottant'anni dal voto, in questo podcast, Marco Patricelli ribaltando la prospettiva si chiede cosa sarebbe successo se fosse stato il fronte repubblicano a essere sconfitto e racconta uno scenario diverso grazie a un intervento segreto di Stati Uniti e Gran Bretagna. Marco Patricelli ha insegnato Storia dell'Europa contemporanea all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti ed è autore di saggi pubblicati da case editrici italiane ed europee. Da suoi lavori sono stati tratti docufilm e docufiction Rai, Media set e Zdf. Con “Il volontario” ha vinto nel 2010 il Premio Acqui Storia. Per il suo impegno nella ricerca e nella divulgazione storica, ha ricevuto l'onorificenza di Bene Merito e la Croce di ufficiale della Repubblica di Polonia e, dal Presidente, la Croce di Cavaliere della Repubblica italiana. Con Solferino ha recentemente pubblicato “Se avesse vinto la Monarchia”. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Siamo ancora live per raccontarvi un evento importante del basket estivo europeo. Siamo infatti a Trento per i mondiali U18. I nostri Paolo Spelorzi e Matteo Di Giovannantonio raccontano tutto quello che succede, il dietro le quinte e oggi anche le interviste a coach Sodini e Niang.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
"Non è un paese per single" di Felicia Kingsley e "Io sono Adele" di Csaba dalla ZorzaUn'autrice da 4 milioni di copie con oltre 20 libri: parliamo di Felicia Kingsley, pseudonimo di una scrittrice italiana considerata una delle massime esponenti del genere Romance, nell'accezione della commedia romantica. Sono suoi romanzi come "Matrimonio di convenienza", che era stato il suo esordio nel 2017, "Due cuori in affitto", "Ti aspetto a Central Park" e "Non è un paese per single" (tutti pubblicati da Newton Compton) uscito nel 2022, ma che ora è tornato alla ribalta in una nuova edizione, in seguito al film che ne è stato tratto con la regia di Laura Chiossone, disponibile su Prime Video. "Non è un paese per single" è una sorta la riscrittura di "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen, ma è ambientato in Toscana ai giorni nostri. Siamo a Belvedere in Chianti ed Elisa, madre single, si occupa della tenuta vitivinicola Le Giugiole. Alla morte del conte Ricasoli, arriva dall'Inghilterra l'erede, il nipote Charles, in compagnia dell'amico Michael Darcy, amici di infanzia che Elisa non vede da anni. Elisa teme di perdere il lavoro che ama (lei adora prendersi cura delle vigne e produrre vino), ma la storia d'amore ovviamente è dietro l'angolo.Nella seconda parte parliamo del nuovo romanzo di Csaba dalla Zorza. Immaginate una donna con una vita di successo e che a 60 anni, però, decide di abbandonare Milano e trasferirsi in un paesino della Provenza per andare a servizio presso una famiglia benestante. Questa donna si chiama Adele Casagrande ed è la protagonista di "Io sono Adele" (Marsilio), secondo romanzo di Csaba dalla Zorza che aveva avuto un bel successo con il suo esordio "La Governante" dove già compariva il personaggio di Adele. Attraverso le attività manuali (lei ama lavare i piatti a mano) e il rapporto con gli oggetti, Adele riesce a ritrovare veramente se stessa.
Perché basta una sola frenata per bloccare centinaia di automobili? Dalle onde di rallentamento ai sistemi complessi, esploriamo la scienza che si nasconde dietro le code in autostrada e scopriamo perché, spesso, il traffico peggiore è quello che sembra non avere causa. Ci occupiamo poi di nuovi sorprendenti effetti dell'Ozempic e dei farmaci dimagranti. Infine, qualche consiglio di lettura per chi va al mare, in montagna, all'estero o resta in città. Le dieci lezioni sul giornalismo del Post Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche – Ingorghi stradali senza colli di bottiglia: prove sperimentali del meccanismo fisico di formazione di un ingorgo– Perché si formano gli ingorghi sulle strade – Le AI stanno cambiando la matematica – Un farmaco per la crescita muscolare "potrebbe ridurre la perdita di massa magra" quando si utilizzano iniezioni dimagranti – Farmaci GLP-1 e ictus: cosa emerge dalla ricerca – Le tortuose e inattese origini dell'Ozempic – Miliardi di persone e un brevetto in meno per dimagrire – Il libro del Sole, Sibylle Anderl e Claus Leggewie, traduzione di Roberta Zuppet, Il Saggiatore, 2026 – La speranza verde, Vittoria Brambilla e Fabio Fornara, Bompiani 2026 – L'intelligenza delle prede. I poteri dei vulnerabili cambieranno il mondo, Valter Tucci, Bompiani, 2026 – Avete rotto l'atomo, Matteo De Piccoli e Giovanni L. Montagnani, People, 2026 – I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente, Douwe Draaisma, traduzione di Maria Cristina Coldagelli, Codice, 2026 – La fisica dei supereroi di Hollywood, James Kakalios, traduzione di Daniele A. Gewurz, Einaudi, 2026 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Isabella Guanzini"Essere all'ascolto"Filosofi lungo l'Ogliowww.filosofilungologlio.itL'egemonia dello sguardo ha a lungo modellato il nostro modo di pensare, privilegiando immagini, visioni e trasparenze come metafore della conoscenza. Lunedì 27 luglio alle ore 21:00, a Seniga (BS), presso Palazzo Ferrante (Villa Zani), in via Umberto I n. 2, Isabella Guanzini terrà la lectio magistralis Essere all'ascolto, una riflessione sul primato dell'udito e dell'esperienza sonora nella formazione dell'umano, dove l'ascolto si rivela come forma originaria di apertura, ricezione e relazione con l'altro. In caso di maltempo l'incontro si terrà presso Oratorio di S. Apollonio, via Umberto I n. 2, Seniga (BS).La nostra cultura appare da tempo segnata dall'egemonia dello sguardo. Non è un caso che il linguaggio occidentale privilegi metafore visive: “avere un punto di vista”, “mettere a fuoco”, “vedere chiaro”, “illuminare un problema”, oppure parlare di una “visione del mondo”. Anche la conoscenza viene spesso descritta nei termini della luce e della visibilità, nel senso di un sapere che rischiara e rende trasparente la realtà. Eppure, la nostra esistenza è immersa in un incessante paesaggio sonoro: non ancora venuto al mondo, prima ancora di vedere, l'essere umano è raggiunto da voci, battiti, ritmi, tonalità e silenzi. La voce dell'altro precede l'immagine e lascia tracce profonde nell'inconscio e nella memoria corporea. Siamo fin dall'inizio esseri all'ascolto, con l'orecchio teso, abitanti ricettivi di un universo sonoro che ci precede, ci attraversa e ancora ci attende.È possibile considerare il nostro rapporto con il mondo dal punto di vista dell'ascolto? Ha senso iniziare ad accostare le cose a partire dal loro timbro, dalla loro voce, dal loro specifico “colore sonoro”? Interrogare questa gerarchia dei sensi, mostrando come l'ascolto costituisca una delle esperienze fondamentali della relazione con l'altro e con il mondo, significa pensare il nostro essere come capace non solo di visione, ma anche di accoglienza, risonanza ed esposizione. L'occhio infatti afferra, ma l'orecchio riceve. In un'epoca affollata di schermi e saturata da immagini, tornare all'ascolto significa forse recuperare una diversa forma di porosità e presenza al mondo, sensibile alle sue vibrazioni e al richiamo di altri sensi. Isabella GuanziniNata a Cremona, è filosofa e teologa. Laureata in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano, Guanzini ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Research Platform Religion and Transformation in Contemporary Society dell'Università di Vienna e il dottorato in Studi umanistici presso il Dipartimento di Scienze storiche e religiose dell'Università Cattolica di Milano. Dal 2019 è professore ordinario di Teologia fondamentale all'Università di Linz (KU Linz) e docente di Storia della Filosofia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano.Tra i suoi scritti: Lo spirito è un osso. Postmodernità, materialismo e teologia in Slavoj Zizek, Cittadella 2010; L'origine e l'inizio. Hans Urs von Balthasar e Massimo Cacciari, ETS 2012; Il giovane Hegel e Paolo. L'amore fra politica e messianismo, Vita e Pensiero 2013; Il neognosticismo. I semi teologici di Francesco, San Paolo Edizoni 2019; Desiderare, (con D. Galimberti), Cittadella 2022. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato: Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile (2017, nuova ed. 2025), tradotto in tedesco e in spagnolo, e Filosofia della gioia. Una cura per le malinconie del presente 2022. In uscita: Il segreto dell'altro, Vita e Pensiero 2026.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Investi con Fineco, 60 trade gratis nei primi sei mesi #adv Da quasi un decennio c'era una sola regola d'oro: compra le Big Tech e guardala crescere più di chiunque altro. Apple, Microsoft, Nvidia, Amazon, Alphabet, Meta, Tesla. Le sette meraviglie che ogni anno salivano e facevano sembrare un folle chiunque parlasse di diversificazione. Nei primi sei mesi del 2026 sapete quanta parte del rendimento dell'S&P 500 è arrivata da quelle sette aziende? Praticamente zero. Quasi il 100% della crescita è venuto dalle altre 493 società. Ed Yardeni e mezza Wall Street le hanno già ribattezzate: non più "Magnificent Seven", ma "Lag Seven" — le sette ritardatarie. Non è un disastro e non è una profezia. È una rotazione, e cambia qualcosa per i nostri portafogli. In questo episodio guardiamo cosa dicono davvero i dati, capiamo perché il vero protagonista non sono gli utili ma il free cash flow, e soprattutto: cosa significa tutto questo per chi ha un portafoglio market cap weighted — e come arrivare preparati se il mercato gira sul serio. Scopri The Bull Academy: il percorso pratico per mettere ordine nelle tue finanze, investire con metodo e costruire un portafoglio coerente con i tuoi obiettivi. (00:00) Le Big Tech stanno perdendo? (03:43) Perché l'AI divora la cassa (12:06) Siamo in una bolla degli utili? (17:46) Cosa fare con un ETF globale (27:02) Il tagliando al portafoglio Prodotto e distribuito da Corax.
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(00:00:00) News del 22 luglio 2026 (00:00:10) Intro (00:05:15) Star Trek Strange New Worlds (00:21:17) Uscite cartacee (00:33:50) Uscite e News Video (00:42:30) Sony e l'abbandono dei supporti fisici (00:44:55) Lucca Comics & Games 2026 (00:49:03) Horror Park (00:51:06) Chiusura e saluti Un episodio di News veramente speciale e imperdibile: non solo i soli annunci cartacei, non solo le prossime uscite video, ma ben 15 minuti di resoconto dedicato alla premiere italiana di Star Trek Strange New Worlds in occasione dell'uscita della quarta stagione.Siamo stati al Panel, al Meet & Greet e al Red Carpet e qui trovate l'intero resoconto.Imperdibile! Vi ricordiamo inoltre che tutto ciò di cui parliamo è recuperabile nella nostra vetrina Amazon: https://amzn.to/4fiEGBC--Merchandising:http://store.polonerd.netPer sostenerci offrendoci uno o più caffèhttps://www.buymeacoffee.com/polonerdSito, Mail e Contatti:redazione@polonerd.nethttps://www.polonerd.nethttps://www.polonerd.net/contatti
®“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d'oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d'oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell'undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d'oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.Prima emissione: 29 ottobre 2017
Il G8 di Genova (19-22 luglio 2001) è stato uno dei vertici internazionali più drammatici della storia contemporanea. Segnato da imponenti contestazioni del movimento no-global, scontri violentissimi, la morte del manifestante Carlo Giuliani e gravi violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell'ordine. Il vertice riuniva a Palazzo Ducale i leader delle otto nazioni più industrializzate (G8), oltre ai rappresentanti dell'Unione Europea. La città fu divisa in una “zona rossa” blindata e inaccessibile e una “zona gialla”. A contestare le politiche neoliberiste e di globalizzazione c'era il Genoa Social Forum, una rete di oltre 500 sigle pacifiste, ambientaliste e sindacali. In questo podcast, Roberto Spagnoli, capo redattore di RadioRadicale racconta la sua esperienza a Genova da inviato di RadioRadicale, a venticinque anni dagli eventi. Ascolterete alcuni passaggi delle sue corrispondenze gentilmente concessi a Storiainpodcast di Focus dall'Archivio di RadioRadicale. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale Eventi e luoghi ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
L'ultima live del Podcast del Disagio è stata qualcosa di magico e chi c'era lo sa. Siamo state ospitate dalla fantastica Chiara Ferri dell' azienda agricola La Marsena di Ceranesi (GE) promettendoci di farci raccontare tutti i disagi che vivere e lavorare in un contesto così affascinante porta con sè. Perchè siamo tutte brave a immergerci nella natura per un giorno, ma cosa significa veramente farlo come stile di vita? **Seguici su IG : Il Podcast del Disagio e sul Tubo del Disagio Il podcast del disagio è condotto e ideato da Vee Tridente Co-host e editing Francesca Faralli Sigla di Mattia Ceci
Giovanni Semi"E' il capitalismo bellezza!"L'estetica all'assalto delle cittàEinaudi Editorewww.einaudi.itLungomare di Libri, Bariwww.lungomaredilibri.itDomenica 19 Luglio alle ore 21 Giovanni Semi presenta "E' il capitalismo bellezza!" a Lungomare di Libri, presso Largo Vito Maurogiovanni a Bari.Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Ogni nostra esperienza deve essere a misura dell'immagine di noi stessi che vogliamo dare: i ristoranti in cui andiamo, le case che abitiamo, gli oggetti che possediamo sono costruiti per restituirci un'atmosfera che diventa parte integrante del nostro essere, e che contribuisce in larga misura a definirlo.Siamo immersi in qualcosa che identifichiamo come realtà, ma che di fatto è irreale, completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre piú presenti attorno a noi. È l'evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall'imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un'evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento. E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione.Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre piú simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria; dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi o per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district. Giovanni Semi ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono piú nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.Giovanni Semi è sociologo e vive e lavora a Torino. Si è occupato di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni. Ha pubblicato Gentrification. Tutte le città come Disneyland? (2015) e Breve manuale per una gentrificazione carina (2023). Per Einaudi ha pubblicato È il capitalismo, bellezza! L'estetica all'assalto delle città (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Il futuro non è un'attesa, è un atto di volontà.
®“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d'oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d'oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell'undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d'oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.Prima emissione: 22 ottobre 2017
Siamo nell'era della semplificazione, qualsiasi cosa può essere semplificata. Anche uno studio di meccanica quantistica, possiamo metterlo dentro una IA e farcelo raccontare come "ad un bambino"... insomma un'era eccezionale che però nasconde tanti tranelli, dobbiamo parlarne!
Siamo stati al Quirinale a parlare con il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ci ha spiegato il significato dell'articolo 1 della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Un'esperienza imperdibile, in occasione degli 80 anni della prima seduta dell'Assemblea Costituente, in cui abbiamo chiesto al Presidente se l'Articolo 1, che definisce la forma dello Stato Italiano come Repubblica, sia ancora attuale e se la frase "non voglio vivere per lavorare, ma lavorare per vivere" sia in contrasto con il primo articolo della legge fondamentale dello Stato. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 L'intervista a Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica italiana 01:20 Cosa direbbe a un ragazzo che afferma di non voler vivere per lavorare 02:33 Significato dell'art. 1 della Costituzione: l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=STRg45TcQ7k https://www.youtube.com/watch?v=uNWjwyA-c1k&t=171s Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
®“Quilisma” affronta uno sguardo sul mondo dei Trovatori e naturalmente dei Trovieri. Siamo di fronte ad un fenomeno culturale – ed anche sociale – che è da inquadrare in quel processo di trasformazione del latino volgare in lingua vernacolare, processo che aveva dato vita anche alla formazione di due lingue affini, la cosiddetta langue d'oïl in uso nella Francia settentrionale e la langue d'oc, comunemente definita provenzale ma che in realtà veniva parlata anche molto più a nord della Provenza. Per collocarci temporalmente dobbiamo andare nello stesso periodo in cui il canto sacro stava vivendo il periodo di massimo splendore. Siamo nell'undicesimo secolo, momento in cui nei territori della langue d'oc cominciò a delinearsi un movimento artistico dedito alla produzione di poesia in musica.Prima emissione: 15 ottobre 2017
I verbi irregolari italiani spaventano molti studenti, ma in realtà sono i verbi più usati nella conversazione quotidiana. Per questo motivo, conoscerli bene è il segreto per parlare un italiano naturale e fluente. In questo articolo vedremo insieme la coniugazione completa di 23 verbi irregolari fondamentali al presente indicativo e al passato prossimo, con tante curiosità, esempi pratici e piccoli trucchi per ricordarli. 23 Verbi Irregolari = 50% di Italiano I verbi irregolari sono quei verbi che non seguono il modello standard di coniugazione delle tre coniugazioni italiane (-are, -ere, -ire). La loro radice cambia, e a volte anche la desinenza diventa imprevedibile. La buona notizia? La maggior parte di questi verbi appartiene al vocabolario di base: una volta imparati, li userai costantemente. Vediamoli ora uno per uno, con la coniugazione al presente, l'ausiliare giusto al passato prossimo (essere o avere) e il participio passato corretto. I Verbi Ausiliari: Essere e Avere 1. Essere Cominciamo dal verbo Essere, il primo fra tutti per importanza e che usiamo per parlare dell'identità ("Io sono Graziana"), della professione ("Lei è insegnante"), della provenienza ("Tu sei spagnolo?"), dello stato d'animo ("Siamo felici!") e tantissimo altro. È anche il verbo ausiliare per eccellenza nei tempi composti. PersonaPresentePassato Prossimoiosonosono stato/atuseisei stato/alui/leièè stato/anoisiamosiamo stati/evoisietesiete stati/elorosonosono stati/e Attenzione all'accento: è vs e Mi raccomando: è (verbo) ha l'accento grave e si scrive in modo diverso da e (congiunzione). Esempio: "Marco è italiano e parla italiano". È un errore piccolo ma molto comune anche tra gli italiani, soprattutto quando scrivono velocemente sui social. Curiosità: il participio passato di essere è "stato", lo stesso del verbo stare. Vuoi sapere quando usare l'uno o l'altro? Dai un'occhiata alla guida dedicata su essere vs stare. 2. Avere L'altro grande verbo ausiliare dell'italiano. La H all'inizio non si pronuncia, ma si scrive sempre! È fondamentale per non confondere ho (verbo) con o (congiunzione), hai con ai (preposizione articolata), o hanno con anno (l'unità di tempo). Sembrano dettagli, ma fanno la differenza. PersonaPresentePassato Prossimoiohoho avutotuhaihai avutolui/leihaha avutonoiabbiamoabbiamo avutovoiaveteavete avutolorohannohanno avuto Espressioni con "Avere" In italiano, avere si usa anche in tantissime espressioni dove altre lingue userebbero essere. Per esempio: "ho fame", "ho sete", "ho freddo", "ho caldo", "ho 30 anni", "ho ragione", "ho paura", "ho un mal di testa terribile".Quindi non dire mai "sono fame" o "sono 30 anni"! Verbi di Movimento: Andare, Stare, Venire, Uscire, Nascere 3. Andare PersonaPresentePassato Prossimoiovadosono andato/atuvaisei andato/alui/leivaè andato/anoiandiamosiamo andati/evoiandatesiete andati/elorovannosono andati/e Curiosità: il presente indicativo in italiano è un tempo verbale "multiuso". Lo usiamo per parlare del presente, ma anche del futuro. Basta aggiungere un'indicazione temporale: "Domani vado al cinema". Andare si usa in tantissime espressioni quotidiane: "andare a piedi", "andare in macchina", "andare al lavoro", "andare a scuola". E poi c'è la classica domanda italiana: "Come va?". Una conversazione tipica al bar in Italia inizia praticamente sempre così! 4. Stare PersonaPresentePassato Prossimoiostosono stato/atustaisei stato/alui/leistaè stato/anoistiamosiamo stati/evoistatesiete stati/elorostannosono stati/e Stare è un verbo che gli stranieri spesso confondono con essere, ma in italiano hanno usi diversi! Stare lo usiamo per indicare uno stato di salute ("Come stai? Sto bene"), una posizione o permanenza in un luogo ("Sto a casa di mia sorella per il weekend"), oppure in espressioni come "stare zitto", "stare attento", "stare calmo". C'è anche la forma "stare + gerundio" che è importantissima per parlare di azioni in corso: "Sto mangiando", "Stiamo studiando italiano". 5. Venire PersonaPresentePassato Prossimoiovengosono venuto/atuvienisei venuto/alui/leivieneè venuto/anoiveniamosiamo venuti/evoivenitesiete venuti/elorovengonosono venuti/e Attenzione a non confondere venire con andare! Venire indica un movimento verso chi parla, mentre andare indica un movimento verso un altro luogo. Per approfondire, leggi la guida su andare vs venire. Venire lo usiamo anche in espressioni come "venire in mente" ("Mi è venuta in mente una cosa"), "venire voglia" ("Mi viene voglia di gelato"), "venire bene/male" (parlando di una foto o una ricetta). 6. Uscire PersonaPresentePassato Prossimoioescosono uscito/atuescisei uscito/alui/leiesceè uscito/anoiusciamosiamo usciti/evoiuscitesiete usciti/eloroesconosono usciti/e Curiosità: la "u" che diventa "e" Nota che alla prima, seconda, terza persona singolare e alla terza plurale, la "u" diventa "e". Strano, vero? Ma è una caratteristica di alcuni verbi irregolari italiani. Uscire ha tanti significati: può significare "andare fuori di casa" ("Esco di casa alle 8"), ma anche "frequentare qualcuno romanticamente" ("Sto uscendo con Marco da tre mesi"), oppure "essere pubblicato" ("È uscito un nuovo libro di Ferrante"). 7. Nascere PersonaPresentePassato Prossimoionascosono nato/atunascisei nato/alui/leinasceè nato/anoinasciamosiamo nati/evoinascetesiete nati/eloronasconosono nati/e Le preposizioni con "nascere" In italiano si dice "sono nato A" + città (a Roma, a Milano, a Napoli) e "sono nato IN" + regione o paese (in Toscana, in Italia, in Spagna). Una piccola eccezione: con le isole grandi si usa "in" (in Sicilia, in Sardegna), ma con le isole piccole si usa "a" (a Capri, a Ischia).Ad esempio: "Sono nata a Bari, in Puglia, in Italia". I Verbi Modali: Dovere, Potere, Volere I verbi modali (dovere, potere, volere) sono particolari perché sono sempre seguiti da un altro verbo all'infinito. Esprimono obbligo, possibilità o volontà. Sono fondamentali per comunicare in italiano, ma nascondono diverse insidie! 8. Dovere PersonaPresentePassato Prossimoiodevoho dovutotudevihai dovutolui/leideveha dovutonoidobbiamoabbiamo dovutovoidoveteavete dovutolorodevonohanno dovuto Dovere esprime un obbligo o una necessità: "Devo studiare per l'esame", "Dobbiamo andare al lavoro". Può essere anche un sostantivo che significa "obbligo, responsabilità", ma soprattutto è il verbo che usiamo per parlare di debiti: "Ti devo 20 euro" significa "ho un debito di 20 euro con te". Quale ausiliare al passato prossimo? Quando dovere è seguito da un verbo che richiede essere come ausiliare, la regola tradizionale dice che bisogna usare essere. Quindi: "Sono dovuto andare al lavoro" è la forma più corretta secondo la grammatica. Nel parlato si sente spesso anche "Ho dovuto andare al lavoro": entrambe sono accettate, ma la prima è quella consigliata. 9. Potere PersonaPresentePassato Prossimoiopossoho potutotupuoihai potutolui/leipuòha potutonoipossiamoabbiamo potutovoipoteteavete potutoloropossonohanno potuto Attenzione all'accento: "può" si scrive con l'accento! È una di quelle piccole regole che fanno la differenza tra uno scritto da principiante e uno da esperto. Potere esprime la possibilità o il permesso: "Posso entrare?" (chiedo permesso), "Possiamo andare al cinema?" (suggerisco una possibilità). È utilissimo per le richieste cortesi: invece di dire "Mi dai un caffè?" è più educato dire "Mi puoi dare un caffè?". 10. Volere PersonaPresentePassato Prossimoiovoglioho volutotuvuoihai volutolui/leivuoleha volutonoivogliamoabbiamo volutovoivoleteavete volutolorovoglionohanno voluto Attenzione: in italiano dire semplicemente "voglio" senza altre formule può sembrare un po' brusco! Per essere educati, soprattutto al ristorante o al bar, è meglio usare il condizionale "vorrei" ("Vorrei un caffè, per favore") oppure aggiungere "per favore". Volere si usa anche in espressioni come "voler bene" ("Ti voglio bene" indica un affetto non romantico, e si usa con familiari e amici). E poi c'è "volerci", una forma derivata che si usa per esprimere il tempo o la quantità necessaria: per scoprire la differenza con metterci, leggi la guida su volerci e metterci. Sapere: il Verbo della Conoscenza 11. Sapere PersonaPresentePassato Prossimoiosoho saputotusaihai saputolui/leisaha saputonoisappiamoabbiamo saputovoisapeteavete saputolorosannohanno saputo Qui c'è un dilemma classico per gli studenti: sapere o conoscere? Entrambi si traducono spesso con "to know", ma in italiano si usano in modo diverso! Sapere si usa per fatti, informazioni e abilità ("So parlare italiano", "So che Roma è la capitale"). Conoscere si usa per persone, luoghi e cose con cui abbiamo familiarità ("Conosco Roma", "Conosco Marco"). Per approfondire, leggi la guida su potere, riuscire, sapere, conoscere. Curiosità: "sapere di" significa anche "avere il sapore o l'odore di qualcosa". Per esempio: "Questa pizza sa di formaggio", "Il vestito sa di fumo". Piccola sfumatura interessante: "ho saputo" al passato prossimo spesso significa "sono venuto a conoscenza di", cioè "ho scoperto". Esempio: "Ieri ho saputo che Marco si è sposato!". Verbi di Azione Quotidiana: Dare, Dire, Bere 12. Dare PersonaPresentePassato Prossimoiodoho datotudaihai datolui/leidàha datonoidiamoabbiamo datovoidateavete datolorodannohanno dato Attenzione: dà vs da La terza persona singolare "dà" si scrive con l'accento grave! Perché? Per non confonderla con la preposizione semplice "da". Quindi: "Maria dà un libro a Luigi" (verbo) vs "Vengo da Roma" (preposizione). Dare è un verbo super versatile in italiano. Lo usiamo in espressioni come "dare del tu/del lei" (per parlare in modo informale o formale), "dare una mano" (= aiutare), "dare fastidio" (= disturbare), "dare un esame" (= sostenere un esame all'università)....
Alessia e Anna sono due sorelle che hanno scelto di intraprendere un percorso di vita insieme in Australia, anche se il problema del visto potrebbe separarle.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Storie d'Amore nel Arte (3) | Spendieren Sie einen Cafè (1€)? Donate a coffee (1€)? https://ko-fi.com/italiano Livello B1 B2 - #language #amore #coppieBuongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti alla terza e ultima parte delle nostre storie d'amore. Cominciamo con una storia della letteratura italiana:11) Renzo e Lucia sono i protagonisti de “I promessi sposi”, romanzo storico scritto da Alessandro Manzoni tra il 1825 e il 1827 e ripubblicato tra il 1840 e il 1842. Siamo a metà del 1.600, in Lombardia, in uno dei periodi più bui della storia. Le città sono dominate da potenti corrotti e incapaci, arriva la peste, gli eserciti ispano imperiali si incrociano qui per la guerra dei trent'anni.In questo periodo dominato dal male e dalla violenza due giovani, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, che sono tutti e due operai tessili, si incontrano e si innamorano. Vogliono sposarsi in chiesa perché soprattutto Lucia è molto religiosa. ...- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
(00:00) Sigla iniziale(00:44) Il debasement di Mark Twain(19:23) Socialisti d'America(28:01) Rubli, cannoni e pagherò(44:07) Fool Britannia(53:57) Pensioni tedesche, Willkommen in Italien(01:04:32) La tassa su volatilità e stupidità(01:21:40) Siamo la Elly, i potery ci temonoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/phastidio-podcast--4672101/support.Fatti e notizie che hanno attirato l'attenzione del vostro TitolareOra disponibile: "Paziente Zero: come la sindrome italiana ha contagiato l'Europa (e l'Occidente)"Volete donare a questo podcast? Ora potete!
_Learn the most common Italian phrases that tourists get wrong and what to say instead so you can sound more natural in Italian. _ Learn about our Online Italian School and get a free mini lesson every week: https://joyoflanguages.online/italian-school Subscribe to our new YouTube channel: https://www.youtube.com/@joyoflanguages.italian?sub_confirmation=1 Get the bonus materials for this episode: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Italian-phrases-tourists-get-wrong For our episode on how to say yummy in Italian: https://italian.joyoflanguages.com/podcast/Yummy-in-Italian Today's Italian words: L'albergo è in centro = The hotel is in the city centre Vorrei un tavolo per stasera. Siamo in tre = I'd like a table for this evening. There are three of us C'è una farmacia in zona? = Is there a pharmacy in the area? Questo risotto è buonissimo = This risotto is delicious A Milano fa troppo caldo oggi = In Milan it's too hot today
"Ed è un poco la notte e un poco l'alba" di Ilaria Tuti e "Le ragazze di Tunisi" di Luca Bianchini Il nome di Ilaria Tutti è legato sia ai romanzi noir con Teresa Battaglia, dai quali è stata tratta anche una serie tv, sia ai romanzi che riportano alla luce fatti e contesti storici, come "Fiore di roccia" sulle portatrici carniche durante la prima guerra mondiale. Il nuovo romanzo "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) -il titolo è una frase del poeta Pierluigi Cappello- fa parte della serie dei romanzi storici. Siamo in Friuli fra il 1915 e la fine della seconda guerra mondiale. La protagonista è Serafina, che vediamo prima bambina e poi giovane donna, una donna tenace, controcorrente, che ama stare da sola e indossare i pantaloni. In paese pensano che lei abbia lo stesso potere della nonna Silva, che veniva chiamata quando nascevano bimbi destinati a morire in poche ore: Silva riusciva a farli respirare nuovamente anche per pochissimo, giusto il tempo di battezzarli e farli morire in pace. Intorno a Serafina nasce la superstizione che lei porti fortuna e così viene convocata dalla levatrice durante i parti complicati. Da giovane donna, Serafina si trova ad affrontare la seconda guerra mondiale e soprattutto l'invasione della Carnia da parte dei Cosacchi: perseguitati in Russia perché fedeli allo zar, si erano alleati con Hitler che aveva indicato il Friuli come terra di conquista, dove avevano compiuto razzie e violenze, ma soprattutto si erano stabiliti nelle case degli abitanti. Qualcuno era fuggito, altri erano rimasti in questa anomala convivenza, come Serafina, costretta a condividere la sua casa con tre cosacchi. Nella seconda parte parliamo di "Le ragazze di Tunisi", di Luca Bianchini (Mondadori). Si racconta di una famiglia siciliana emigrata a Tunisi (non in America perché non c'erano abbastanza soldi e perché in quel modo si poteva essere più vicini alla propria terra). Siamo a cavallo fra gli anni '50 e '60, nel momento in cui la Tunisia diventa indipendente e, a causa delle nuove leggi, francesi e italiani iniziano ad andare via e a tornare in patria. Anna ha 16 anni e parla siciliano e francese (all'epoca Tunisi era veramente una Babele dal punto di vista delle lingue). Vive con la madre, che è un'abile sarta, e le due sorelle, mentre il padre si assenta per lunghi periodi per lavorare come contadino in campagna. Il rapporto con la migliore amica, Marinette, una francese di famiglia benestante, i primi innamoramenti, ma anche la scoperta di alcuni segreti di famiglia. Una storia che, come si legge in esergo, è ispirata alle vicende della madre dell'autore che a Tunisi ha vissuto gli anni più belli.