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"L'alba dei leoni" di Stefania AuciIl nome di Stefania Auci è legato alla saga dei Florio. Nei romanzi "I leoni di Sicilia", libro più venduto in Italia nel 2019, e poi "L'inverno dei leoni", aveva narrato la parabola della famiglia Florio, arrivata a Palermo dalla Calabria a cavallo fra il '700 e l'800. L'ascesa, il successo commerciale, le vicende personali e poi la caduta. Ora il romanzo "L'alba dei leoni" (Nord) racconta le vicende dei Florio prima del trasferimento in Sicilia. Siamo, dunque, fra il 1772 e il 1799 a Bagnara Calabra. Ci sono Vincenzo Florio, fabbro, e la moglie Rosa con i vari figli, fra cui c'è Francesco, considerato il ribelle perché non vuole fare lo stesso mestiere del padre. Viene rapito da una banda di briganti ed è costretto a stare con loro per diversi mesi. La vita di stenti, la violenza, la paura, ma sempre il costante desiderio di essere artefice del proprio destino. C'è poi il terremoto del 1783 che distrugge quasi completamente Bagnara, infine il focus si sposta su un altro personaggio, Paolo, che come il fratello Francesco non vuole fare il fabbro ma vorrebbe andare per mare. Sarà lui, insieme al fratello Ignazio, ad andare poi a Palermo, avviare l'aromateria e dare inizio alla storia imprenditoriale dei Florio. Questo è dunque un prequel de "I leoni di Sicilia", ma è soprattutto la storia di due ragazzi, Francesco e Paolo, che vogliono segnare il proprio destino, ribellandosi alle imposizioni del padre. Ed è anche la storia di tante donne che alla fine del '700 vivono una condizione di sottomissione e silenzio, in cui si inserisce qualche raro tentativo di indipendenza.
Donald Trump frena sull'attacco in Iran dopo aver ricevuto notizia della sospensione delle esecuzioni dei manifestanti. Nel frattempo gli scontri nelle piazze continuano. Ne parliamo con Giuseppe Dentice di Osmed e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter nel Regno Unito.Mentre contingenti europei raggiungono la Groenlandia, la divergenza di vedute tra il governo danese e Donald Trump permane. Come ha ribadito il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, "Siamo d'accordo sul non essere d'accordo ma il dialogo prosegue". Ne parliamo con Marzio Mian, autore di "Guerra Bianca" (Neri Pozza).
What happens when we stop trying to be less human at work—and start leaning into who we really are?In this episode of Agency for Change, Lyn welcomes back Alex Cullimore and Cristina Amigoni, co-founders of Siamo, to talk about their new bestselling book, The Authenticity Upgrade. Together, they explore why so many workplace challenges are actually human challenges, and how authenticity can unlock energy, connection, and better outcomes for individuals and organizations alike.Alex and Cristina share insights from the book, discuss the importance of self-awareness in leadership, reflect on how AI and rapid change are reshaping the workplace, and explain how their new public workshops are helping bring more humanity into organizations everywhere.If you've ever felt exhausted by “professional armor” or wondered how to show up more fully at work, this conversation is for you.Connect with Alex, Cristina, and Siamo at: · Website – https://www.wearesiamo.com/· LinkedIn – https://www.linkedin.com/company/wearesiamo/· Get the Book, The Authenticity Upgrade: https://www.wearesiamo.com/authenticityupgrade· Listen to the podcast, Uncover the Human: https://www.wearesiamo.com/our-podcast
In this milestone 200th episode of Uncover the Human, Alex Cullimore and Cristina Amigoni reflect—with plenty of humor—on what they've learned after 200 conversations about authenticity. The big takeaway: authenticity isn't a finish line, it's a practice. It changes as you change, and it becomes a powerful way to protect your energy, reduce burnout, and show up more aligned in your work and relationships. They also share why the podcast exists in the first place: to make the workplace more human, so people can bring their full selves to what takes up such a huge portion of life.Then the conversation gets real as two members of the Siamo team, Aaron Wilson and Abbay Robinson, describe what it feels like to work in a truly human-centric environment—where “humanity and performance aren't opposites,” asking for help is safe, and hard conversations can happen without fear. Together they name the biggest barrier to authenticity at work: fear—fear of judgment, gossip, consequences, and the exhausting “performative” masks people wear to survive. If you're craving a refreshing, honest take on what authentic leadership and psychological safety can actually look like (and why it matters), this episode is a warm, candid listen.
Siamo entrati negli uffici milanesi di Bending Spoons per una conversazione approfondita con Luca Ferrari, co-founder e CEO di una delle aziende tech italiane più rilevanti a livello globale. In meno di 12 mesi la valutazione di Bnding Spoons è passata da 4,5 a oltre 11 miliardi di dollari, alle acquisizioni strategiche che stanno ridefinendo il gruppo (tra cui Vimeo, Aol e Eventbrite). Luca racconta cosa significa costruire un'azienda eccezionale, con una visione di lungo periodo e una forte ossessione per l'impatto reale, più che per l'etichetta di “scaleup innovativa”. Parliamo di: - Strategia di acquisizioni: perché Bending Spoons compra poche aziende ma molto grandi - Innovazione attraverso sviluppo di tecnologia proprietaria, AI, dati e processi - Playbook di integrazione post-acquisizione e task force interne- Talento e recruiting: 800.000 candidature l'anno, selezione data-driven e performance - Cultura aziendale: decisioni centralizzate, zero compromessi sulla qualità - Fallimenti iniziali, ambizione e differenze culturali tra Italia e Stati Uniti - Produttività e focus personale: come raggiungere i propri obbiettivi - IPO, dividendi e ritorni per gli investitori: cosa c'è nel futuro di Bending Spoons Un episodio lucido, diretto e senza retorica su scalabilità, leadership, AI, M&A, cultura tech e imprenditoria italiana, raccontato da chi sta costruendo una delle aziende più ambiziose della sua generazione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Sei mai arrivato tardi a un appuntamento e non sapevi cosa dire? In italiano esistono tantissime espressioni alternative per comunicare che sei in ritardo, ognuna con sfumature diverse e adatta a contesti specifici. Conoscerle ti permetterà di parlare in modo più naturale e di fare bella figura con i tuoi amici italiani... nonostante arrivi 30 minuti dopo l'orario dell'appuntamento. 12 Modi per NON Dire "SONO IN RITARDO" in Italiano Registro Neutro: Espressioni Standard per Ogni Situazione Partiamo dalle espressioni più comuni, quelle che puoi usare sia quando parli che quando scrivi, per esempio in un messaggio WhatsApp o in un'email. Queste formule sono versatili e appropriate in quasi tutti i contesti. Espressioni da Usare Quando Arrivi in Ritardo 1. "Scusa, Ho Avuto un Contrattempo." Questa è un'espressione elegante e versatile. Un contrattempo è qualcosa di imprevisto, qualcosa che non avevi pianificato e che ti ha fatto perdere tempo. La parola viene da "contro" + "tempo", quindi letteralmente qualcosa che va contro il tempo che avevi programmato. Può riferirsi a qualsiasi situazione: il treno era in ritardo, hai perso le chiavi di casa, hai ricevuto una telefonata urgente. In generale, tutti quei piccoli imprevisti della vita quotidiana. Questa espressione è particolarmente utile perché è abbastanza vaga: non devi spiegare esattamente cosa è successo se non vuoi. È educata, professionale, e funziona in quasi tutte le situazioni. Esempi di utilizzo: "Scusa, ho avuto un contrattempo: il mio cane ha mangiato le mie scarpe!" "Mi dispiace per il ritardo, ho avuto un piccolo contrattempo stamattina." "Purtroppo ho avuto un contrattempo e non sono riuscito ad arrivare in tempo." "Ho avuto dei contrattempi" (plurale, se sono successe più cose) 2. "Scusa, Sono Stato Trattenuto." Questa espressione è interessante dal punto di vista grammaticale. Usiamo il verbo trattenere al passivo. Trattenere significa "tenere qualcuno in un luogo", "non lasciarlo andare". Quindi "sono stato trattenuto" significa che qualcuno o qualcosa ti ha tenuto in un posto più a lungo del previsto, impedendoti di andare via. È un'espressione molto comune nel mondo del lavoro. Può riferirsi a situazioni in cui il capo ti ha fermato per parlarti di un progetto, una riunione si è prolungata, un cliente ti ha fatto molte domande, o una telefonata importante è durata più del previsto. Il vantaggio di questa espressione è che suggerisce che non è colpa tua: qualcun altro ti ha trattenuto. È come dire "Non potevo fare altrimenti, qualcuno aveva bisogno di me." Esempi di utilizzo: "Perdonami, sono stata trattenuta in ufficio dal mio capo." "Scusate il ritardo, sono stato trattenuto da una telefonata importante." "Mi dispiace, sono stata trattenuta: un collega aveva bisogno del mio aiuto." Nota grammaticale importante: Ricorda di accordare il participio passato con il soggetto. SoggettoForma correttaIo (uomo)Sono stato trattenutoIo (donna)Sono stata trattenutaNoiSiamo stati trattenuti 3. "Grazie per Avermi Aspettato, Mi Dispiace Molto." Questa espressione è elegante e mostra intelligenza emotiva. Invece di concentrarti solo sul tuo errore (essere in ritardo), riconosci il fatto che le altre persone hanno dovuto aspettarti, e le ringrazii per la loro pazienza. È un approccio psicologicamente efficace: quando ringrazii qualcuno, quella persona si sente apprezzata e tende a essere meno arrabbiata con te. È come dire: "So che il vostro tempo è prezioso e vi ringrazio per aver dedicato parte di quel tempo ad aspettarmi." Questa espressione funziona particolarmente bene in situazioni di gruppo, per esempio se arrivi tardi a una riunione, a una cena con amici, o a un evento dove le persone ti stavano aspettando per cominciare. Esempi di utilizzo: "Grazie mille per avermi aspettato, mi dispiace davvero tanto per il ritardo!" "Vi ringrazio per la pazienza, so che vi ho fatto aspettare e mi dispiace." "Grazie per non aver iniziato senza di me, mi scuso per il disagio." Combinazione efficace: "Grazie per avermi aspettato. Ho avuto un contrattempo, mi dispiace molto." Espressioni da Usare Quando Sei Ancora in Viaggio 4. "Sto Facendo Tardi, Ma Arrivo!" Fare tardi è un'espressione idiomatica molto usata in italiano. Significa "accumulare ritardo", "non riuscire a rispettare l'orario previsto". È diversa da "essere in ritardo" perché indica un processo in corso: il ritardo sta aumentando mentre parli. Usiamo questa espressione soprattutto quando siamo ancora in movimento, per avvisare qualcuno che non arriveremo puntuali. È adatta per i messaggi di testo, le telefonate veloci, o i vocali su WhatsApp. Il verbo fare in italiano è molto versatile e lo usiamo in tantissime espressioni idiomatiche: fare tardi, fare presto, fare bella figura, fare brutta figura, fare un favore. È uno di quei verbi che devi conoscere bene. Esempi di utilizzo: "Ehi, sto facendo tardi... il traffico è impossibile! Arrivo tra 10 minuti!" "Scusami, sto facendo tardissimo! Cominciate pure senza di me." "Ho fatto tardi perché non trovavo parcheggio." Variazioni utili dell'espressione: EspressioneSignificatoFare tardissimoFare molto tardi (superlativo, aggiunge enfasi)Fare sempre tardiEssere abitualmente in ritardoNon fare tardi!Un'esortazione a essere puntualiFaccio tardi al lavoroRimango al lavoro più a lungo del solito 5. "Sono per Strada, Arrivo Subito!" Questa è un'espressione rassicurante. Essere per strada significa che sei già uscito di casa, sei già in movimento verso la tua destinazione. Non sei ancora sul divano, non ti stai ancora preparando: sei già fisicamente in viaggio. È un'espressione importante da conoscere perché la sentirai frequentemente nella vita quotidiana italiana. Quando qualcuno ti chiede "Dove sei?", rispondere "Sono per strada!" comunica immediatamente che stai arrivando. Esempi di utilizzo: "Tranquillo, sono già per strada! Cinque minuti e sono lì!" "Non ti preoccupare, sono per strada. Il traffico è un po' lento ma arrivo." "Sì sì, sono per strada! Sto cercando parcheggio." Espressioni simili: EspressioneSignificatoSono in arrivoSto per arrivareSto arrivandoArrivo tra pochissimoSono a due passiSono vicinissimo (letteralmente "a due passi di distanza")Sono dietro l'angoloSono quasi arrivatoSono in stradaVariante di "sono per strada"Sono già in viaggioSono già partito Nota culturale: Gli italiani tendono a essere ottimisti con i tempi. Quindi quando un italiano dice "Sono per strada, cinque minuti!", potrebbe in realtà significare 15-20 minuti. È una sfumatura culturale da tenere presente. Registro Informale: Espressioni da Usare tra Amici Passiamo ora al registro informale. Queste sono le espressioni che sentirai tra amici, in famiglia, o nelle serie TV italiane. Alcune sono molto colloquiali e colorite. Attenzione: Queste espressioni sono adatte con amici e familiari, ma non usarle in contesti formali come colloqui di lavoro, riunioni importanti, o con persone che non conosci bene. Espressioni Colorite e Colloquiali 6. "Sono in Ritardo Marcio!" Questa è un'espressione tipicamente italiana. L'aggettivo marcio normalmente significa "rotten" in inglese, qualcosa che è andato a male, che si è decomposto. Pensa a una mela marcia o a del legno marcio. Tuttavia, quando lo usiamo dopo un sostantivo o un aggettivo, marcio diventa un intensificatore, cioè rafforza il significato di quello che viene prima. Quindi "in ritardo marcio" significa "in ritardo tantissimo", "in ritardo in modo grave". È un'espressione espressiva e colorita, tipica del parlato informale. La sentirai spesso tra giovani e in contesti casual. Esempi di utilizzo: "Oddio, sono in ritardo marcio! La riunione è iniziata venti minuti fa!" "Sbrigati! Siamo in ritardo marcio per il film!" "Ieri sera sono arrivata in ritardo marcio alla festa." Altri usi di "marcio" come intensificatore: EspressioneSignificatoUbriaco marcioCompletamente ubriacoStanco marcioStanchissimo, esaustoInnamorato marcioPerdutamente innamoratoSbagliato marcioCompletamente sbagliato Curiosità linguistica: Questa costruzione con "marcio" è tipicamente italiana e non ha un equivalente diretto in molte altre lingue. È uno di quei modi di dire che ti faranno sembrare fluente. 7. "Oggi Sono proprio Incasinato/a con gli Orari!" Un'altra espressione colorita. Essere incasinato significa essere in una situazione confusa, caotica, disordinata. Viene dalla parola "casino" che in italiano informale significa "confusione, disordine, caos". Attenzione alla pronuncia e all'ortografia: "Casino" (con una sola S) significa "confusione" in italiano informale. "Casinò" (con l'accento) è il luogo dove si gioca d'azzardo. Sono due parole diverse. Quando dici "Sono incasinato con gli orari", stai comunicando che la tua giornata è stata caotica, che hai avuto difficoltà a organizzare il tuo tempo, che tutto è andato storto con la tua programmazione. Esempi di utilizzo: "Scusa se arrivo tardi, oggi sono completamente incasinata con gli orari!" "Questa settimana sono incasinatissimo, ho mille cose da fare." "Non ce la faccio, sono troppo incasinato in questo periodo." Variazioni dell'espressione: EspressioneSignificatoChe casino!Che confusione! Che disordine!Fare casinoFare confusione, fare rumoreIncasinarsiMettersi in una situazione complicata Nota: "Casino" e le parole derivate sono considerate informali, quasi un po' volgari. Usale solo con amici. 8. "Scusa, Ho Toppato!" Toppare è un verbo informale e moderno che significa "sbagliare, commettere un errore, fallire". È l'equivalente italiano di espressioni inglesi come "to mess up" o "to screw up" (ma meno volgare). Probabilmente deriva dallo sport,
"Vita e peccati di Maria Sentimento" di Catena Fiorello Galeano e "Un animale innocente" di Letizia Pezzali"Maria Sentimento aveva lo sguardo vitreo e tagliente. In paese era una donna chiacchierata, ma non si poteva dire lasciasse indifferenti e benché per indole preferisse parlare poco di sé, le malelingue insistevano nel ricamare pettegolezzi sulla sua vita". Questo è l'incipit del romanzo "Vita e peccati di Maria Sentimento" di Catena Fiorello Galeano (Rizzoli). Siamo in Sicilia alla fine degli anni '50: Maria Sentimento è una vedova quarantenne con quattro figli, Santino, Anna, Lucia e il piccolo Antonio che è nato da un amore clandestino, un uomo che dopo tante promesse l'aveva abbandonata. Per Maria Sentimento il rapporto con gli uomini era stato sempre complicato, non aveva mai sopportato il marito, sposato solo per sottrarsi a un padre manesco e di scarso affetto. La sua vita è tutta dedicata ai figli, cerca per loro un futuro migliore ed è per questo che lascia il lavoro in campagna e va a lavorare nella villa di una coppia di ricchi americani nella vicina Taormina, all'epoca al centro della vita mondana e internazionale, meta di divi del cinema di tutto il mondo. Nella seconda parte parliamo di un romanzo composito, carico anche di tensione: inizia come un romanzo intimista di riflessioni personali e lentamente si trasforma in un noir psicologico. La protagonista è Vanda che a 45 anni attraversa un momento di crisi: ha chiuso una relazione clandestina con un uomo sposato e sente improvvisamente il peso degli anni, tanto che dice di sentirsene 90. È una donna autonoma, determinata, ma dice anche "non so vivere". Decide così di concedersi una vacanza a Fuerteventura e qui incontra Ben, un massaggiatore ventenne per il quale sviluppa un'ossessione erotica. Il romanzo "Un animale innocente" di Letizia Pezzali (Einaudi) è dunque la storia di questa ossessione erotica, con una serie di riflessioni sui rapporti di potere, sul confine fra bene e male e anche sulla manipolazione.
Stai imparando l'italiano e vuoi evitare di dire cose come "Io è fame" quando hai lo stomaco che brontola? Sei nel posto giusto! Questo test ti farà scoprire se riesci già a ordinare un caffè senza far alzare un sopracciglio al barista, o se rischi ancora di creare situazioni imbarazzanti. Spoiler: Alcune frasi sono corrette, altre... beh, meglio non dirle in giro! Trova tutti gli errori! I Verbi Italiani dal Livello Principiante al Livello Avanzato Come funziona? Per ogni frase, fermati un attimo e chiediti: "È corretta o no?", quindi scopri il tuo livello! Il tuo risultato: 0-6 punti: Principiante avventuroso - meglio ordinare al ristorante col dito sul menù! 7-14 punti: Intermedio promettente - inizi a capirci qualcosa, continua così! 15-20 punti: Avanzato impressionante - gli italiani ti scambiano per uno di loro! LIVELLO 1: SOPRAVVIVENZA IN ITALIA Esercizio 1 "Scusi, io è vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" ... AIUTO! ERRORE CRITICO! Cosa C'è Che Non Va? Al ristorante hai appena detto "io è vegetariano"... Il cameriere ti guarda perplesso! Il verbo "essere" alla prima persona singolare è "sono", non "è". Quella forma si usa per lui/lei. VERSIONE CORRETTA: "Scusi, io sono vegetariano. Nel menù c'è qualcosa senza carne?" Trucco: Pensa "io SONO / tu SEI / lui È" Esercizio 2 "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi ha piaciuto moltissimo!" ... ERRORE DOPPIO! ATTENZIONE! Cosa è andato storto? Qui ci sono ben due errori! Il verbo "piacere" al passato prossimo vuole sempre l'ausiliare ESSERE, NON "avere". Il participio passato deve accordarsi con il soggetto grammaticale (la pizza = femminile singolare), quindi "piaciuta" non "piaciuto". VERSIONE CORRETTA: "Ragazzi, ieri sera la pizza da Gino mi è piaciuta moltissimo!" La formula per "piacere": ESSERE (coniugato) + PIACIUTO/A/I/E (accordato con la cosa che piace) Altri esempi corretti: Il film mi è piaciuto La canzone ti è piaciuta? I dolci ci sono piaciuti Le foto vi sono piaciute Esercizio 3 "Ciao Marco! Tu sei andare alla festa di Lucia sabato scorso?" ... ATTENZIONE! ALLARME ROSSO! Cosa È Andato Storto? Hai praticamente detto "tu sei andare" invece di "sei andato"! Con il passato prossimo, dopo l'ausiliare (essere/avere) ci vuole il participio passato, non l'infinito."Andare" diventa "andato/a". VERSIONE CORRETTA: "Ciao Marco! Tu sei andato alla festa di Lucia sabato scorso?" Attenzione: Con "andare" usiamo sempre l'ausiliare ESSERE! Esercizio 4 "La mia famiglia abita a Milano da dieci anni e ci troviamo benissimo!" ... BRAVISSIMO! ITALIANO AL TOP! Cosa Rende Questa Frase Perfetta? Hai centrato la struttura italiana per azioni che durano ancora!Quando qualcosa è iniziato nel passato e continua ora, usiamo il presente (abita) + "da" + tempo. Ricorda: "Da dieci anni" = l'azione continua ancora adesso! Esercizio 5 "Guarda quelle ragazze! Loro mangia il gelato davanti alla Fontana di Trevi." ... ERRORE DA PRINCIPIANTE! Dove Hai Sbagliato? "Loro mangia"? No no no! "Loro" è plurale, quindi il verbo deve essere "mangiano". "Mangia" lo usi solo per lui/lei (terza persona singolare). VERSIONE CORRETTA: "Guarda quelle ragazze! Loro mangiano il gelato davanti alla Fontana di Trevi." Bonus: In Italia è più comune dire "prendere un gelato", non "mangiare". Esercizio 6 "Stamattina io è comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" ... DOPPIO ERRORE! CIOÈ? Due Problemi da Risolvere: 1) Hai detto "io è" invece di "io ho". 2) "Comprare" vuole l'ausiliare AVERE, non "essere"! VERSIONE CORRETTA: "Stamattina io ho comprato i biglietti per il concerto dei Måneskin!" Regola d'oro: I verbi che indicano un'azione (comprare, mangiare, bere, studiare) vanno quasi sempre con AVERE! Esercizio 7 "Wow! Francesca canta come un angelo ieri al karaoke!" ... CONFUSIONE TEMPORALE! Qual È il Problema? Hai usato il presente "canta" ma poi hai detto "ieri"! Quando parli di ieri, devi usare il passato prossimo: "ha cantato". Il presente serve per cose abituali o che succedono ora. VERSIONE CORRETTA: "Wow! Francesca ha cantato come un angelo ieri al karaoke!" LIVELLO 2: TI STAI INTEGRANDO BENE! Esercizio 8 "A te interessi i film italiani? A me sì, molto!" ... ERRORE SUBDOLO! Cosa C'è Che Non Va? Verbi come "interessare", "piacere", "mancare", "servire" hanno una costruzione particolare in italiano! Il soggetto grammaticale NON è la persona, ma la cosa che piace o interessa. Nella frase "a te interessi" hai coniugato il verbo come se "tu" fosse il soggetto, ma in realtà il soggetto sono "i film" (plurale). VERSIONE CORRETTA: "A te interessano i film italiani? A me sì, molto!" La struttura corretta: Ti interessa la musica? Vi interessano i libri di storia? Regola d'oro: Con questi verbi, coniuga il verbo in base alla cosa che piace/interessa, non alla persona! Esercizio 9 "Eh, se io avrei più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" ... L'ERRORE PIÙ COMUNE ANCHE TRA GLI STUDENTI AVANZATI! Il Tranello del "SE": Mai, MAI usare il condizionale dopo "se"! È tentante perché in molte lingue si fa, ma in italiano è un errore grave. Dopo "se" ci vuole il CONGIUNTIVO IMPERFETTO, POI il condizionale. VERSIONE CORRETTA: "Eh, se io avessi più soldi, farei un viaggio in Costiera Amalfitana!" VIETATO: Se + condizionaleCORRETTO: Se + congiuntivo Esercizio 10 "Stavo studiando i verbi irregolari quando improvvisamente mi ha chiamato la mia amica italiana per fare aperitivo." ... ECCELLENTE! MAESTRIA TEMPORALE! Cosa Hai Fatto di Giusto? Hai combinato perfettamente due azioni passate: Imperfetto "stavo studiando" = azione in corso, lo sfondo della scena Passato prossimo "ha chiamato" = azione improvvisa che interrompe In Sintesi: l'imperfetto è la scena, il passato prossimo è l'evento che accade! Esercizio 11 "Oh no! Siamo partiti la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" ... COSTRUZIONE IMPOSSIBILE! Dove Sta l'Assurdità? "Partire la valigia"? Il verbo "partire" significa andare via, non lasciare qualcosa! Se vuoi dire che hai dimenticato la valigia, devi usare "lasciare" o "dimenticare" (che vogliono AVERE come ausiliare). VERSIONE CORRETTA: "Oh no! Abbiamo lasciato la valigia in hotel e ora siamo già in aeroporto!" Esercizio 12 "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho visto sul tavolo stamattina." ... ERRORE NASCOSTO! SCOPRIAMOLO! Perché È Sbagliato (Anche Se Suona Bene)? Questo è un tranello per studenti avanzati! Quando usiamo i pronomi diretti (lo, la, li, le) prima del verbo al passato prossimo, il participio passato si accorda con il pronome. "Le" si riferisce alle chiavi (femminile plurale), quindi il participio deve essere "viste". VERSIONE CORRETTA: "Hai visto le chiavi della macchina? Sì, le ho viste sul tavolo stamattina." Confronta: "Ho visto le chiavi" (nessun accordo senza pronome) "Le ho viste" (accordo con il pronome "le") "L'ho vista" (la = singolare femminile) "Li ho visti" (li = plurale maschile) Esercizio 13 "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu fai tanti esercizi di grammatica." ... CONGIUNTIVO MANCANTE! Cosa Manca? Dopo espressioni come "è necessario che", "è importante che", "bisogna che", DEVI usare il congiuntivo, NON l'indicativo! È una regola ferrea in italiano. VERSIONE CORRETTA: "Per passare l'esame di italiano, è necessario che tu faccia tanti esercizi di grammatica." Trigger words del congiuntivo: "È necessario/importante/giusto/possibile che..." Esercizio 14 "È sicuro che il prossimo weekend fa bel tempo e noi andremo al mare!" ... PERFETTO! SICUREZZA GRAMMATICALE! Perché È Giusto NON Usare il Congiuntivo? Ottima domanda! Quando esprimi certezza assoluta ("è sicuro che/so che/è chiaro che..."), devi usare l'indicativo.Il congiuntivo serve per dubbi, speranze, opinioni. Qui sei sicuro! Probabilmente hai visto le previsioni. La regola d'oro: CERTEZZA → Indicativo DUBBIO → Congiuntivo LIVELLO 3: SEI QUASI ITALIANO! Esercizio 15 "Pensavo che Luca fosse già arrivato alla stazione, ma poi ho scoperto che era in ritardo come sempre!" ... INCREDIBILE! CONCORDANZA DEI TEMPI PERFETTA! Cosa Hai Fatto di Straordinario? Hai usato il congiuntivo trapassato ("fosse arrivato") dopo un verbo al passato ("pensavo"). Questa è concordanza dei tempi da professionista!Il congiuntivo trapassato esprime un'azione che credevi fosse accaduta prima. Timeline mentale: Prima: Luca arriva (pensavi) Dopo: Tu pensi Realtà: Era in ritardo Formula avanzata: Pensavo/credevo/immaginavo + che + congiuntivo trapassato Esercizio 16 "Benché lui ha studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" ... L'IRONIA! ERRORE SUL CONGIUNTIVO! Dov'è l'Ironia? Stai parlando del congiuntivo ma... hai dimenticato di usarlo! "Benché" è una congiunzione che richiede SEMPRE il congiuntivo. In questo caso, congiuntivo passato perché l'azione di studiare è terminata. VERSIONE CORRETTA: "Benché lui abbia studiato il congiuntivo per settimane, continua a fare errori!" Parole-spia del congiuntivo: "benché, sebbene, nonostante, affinché, prima che..." Esercizio 17 "Se avessi accettato quel lavoro a Roma tre anni fa, ora vivrei nella Città Eterna!" ... FANTASTICO! PERIODO IPOTETICO DA MANUALE! Perché È Perfetto? Hai costruito un perfetto periodo ipotetico del quarto tipo (misto): Protasi: "Se avessi accettato" (congiuntivo trapassato) Apodosi: "vivrei" (condizionale presente)
Le iscrizioni a Italiano Per La Vita riaprono l'11 gennaio! Iscriviti alla lista d'attesa qui per non perderti l'apertura: https://italianoautomatico.lpages.co/lista-dattesa-italiano-per-la-vita/In questo video speciale di inizio anno io e Isa rispondiamo alle domande che riceviamo da anni: dove era Isa? Siamo ancora sposati? Com'è la vita in Brasile? Un video vero, spontaneo e perfetto per chi ama l'Italia e vuole migliorare il proprio italiano ascoltando conversazioni naturali.Capitoli del podcast:0:00 – Introduzione4:08 – Bettina e gli ultimi aggiornamenti7:18 – Italiano Per La Vita8:39 – La nostra vita in Brasile15:33 - Messaggio di Isa per il nuovo anno 9:13 – Conclusione
Un romanzo che parla di discriminazione per circostanze e situazioni diverse. Siamo vicino ad Alba, in Piemonte, alla fine dell'Ottocento. Camilla da bambina ha un incidente e i genitori devono prendere una decisione difficile: farle amputare una gamba per garantirle la sopravvivenza. Camilla sarà così discriminata per la sua disabilità. Discriminati e isolati anche i suoi genitori, colpevoli, secondo i compaesani, di non aver voluto rispettare il volere di Dio e il destino, dando appunto il consenso all'amputazione. Camilla fortunatamente ha un carattere forte e determinato e risponde spesso a tono a chi la discrimina o a chi critica la sua storia d'amore con Felice, uno studente di medicina di una famiglia che si è arricchita. La discriminazione sarà anche quella che subirà lo stesso Felice quando, cacciato dai genitori che si oppongono al matrimonio con Camilla, andrà a lavorare nelle saline in Francia, dove gli italiani sono visti come nemici. Tutto questo è raccontato nel romanzo "Come sale sulla pelle" (Piemme) scritto da Anna Pavignano che ha sceneggiato, lo ricordiamo, tutti i film di Massimo Troisi da "Ricomincio da tre" a "Il Postino", per il quale fu candidata all'Oscar.
La fine dell'anno solare in Italia coincide sempre con l'approvazione della legge di bilancio e il discorso del presidente della Repubblica. L'analisi del giornalista Carlo Fusi.
Questa volta il BSMT è uscito dal Basement. Siamo saliti su un palco, davanti a un pubblico vero, per una puntata speciale registrata dal vivo al Video Podcast Club di Spotify. E con noi, una delle voci più amate e riconoscibili della musica italiana. Ebbene sì, Luciano Ligabue è tornato al BSMT.
Qual è la differenza tra ESSERE e STARE? Questi due verbi sembrano simili, ma hanno funzioni e significati molto diversi. In questa guida completa imparerai a distinguerli e a usarli correttamente, con tantissimi esempi pratici, espressioni idiomatiche e gli errori più comuni da evitare. ESSERE vs STARE: Come e Quando Usarli? Quando Usi il Verbo ESSERE Il verbo ESSERE è molto più frequente in italiano rispetto a STARE. Lo utilizzi in tantissime situazioni diverse e rappresenta il verbo principale per descrivere stati, condizioni e caratteristiche. 1. Esistenza Quando vuoi comunicare che qualcosa o qualcuno esiste in un determinato luogo, usi ESSERE nelle forme c'è (per il singolare) e ci sono (per il plurale). EsempioSpiegazioneC'è un problema con il computer.Esiste un problema (singolare)Ci sono molti turisti in piazza.Esistono molti turisti (plurale)Non c'è nessuno in casa.Non esiste nessuna persona 2. Possesso Quando vuoi indicare che qualcosa appartiene a qualcuno, usi ESSERE. EsempioSpiegazioneQuesta borsa è mia.La borsa appartiene a meQuei libri sono di Marco.I libri appartengono a MarcoDi chi è questo ombrello?Domanda sul possesso 3. Origine e Nazionalità Quando vuoi esprimere da dove viene una persona o qual è la sua nazionalità, usi ESSERE seguito da un aggettivo di nazionalità o dalla preposizione "di" + luogo. EsempioStrutturaLaura è italiana.ESSERE + aggettivo di nazionalitàI miei nonni sono messicani.ESSERE + aggettivo di nazionalitàSono di Roma, e tu?ESSERE + di + città/luogo 4. Professione Quando vuoi indicare il lavoro o l'occupazione di una persona, usi ESSERE seguito direttamente dalla professione. Attenzione: in italiano non si usa l'articolo prima della professione! Corretto Errato Mio padre è architetto.Mio padre è un architetto.Siamo studenti universitari.Siamo degli studenti universitari.Da grande voglio essere veterinaria.Da grande voglio essere una veterinaria. 5. Descrizione di Qualità Quando vuoi descrivere le caratteristiche di una persona, un oggetto, un luogo o qualsiasi altra cosa (aspetto fisico, carattere, sapore, temperatura...), usi ESSERE. EsempioTipo di DescrizioneMarco è simpaticissimo.CarattereQuesta pizza è deliziosa!SaporeIl film è noioso.QualitàL'acqua è fredda.TemperaturaLa tua casa è enorme!Dimensione 6. Emozioni e Stati d'Animo Quando vuoi esprimere come ti senti emotivamente o descrivere lo stato d'animo di qualcuno, usi ESSERE. Questo è un punto fondamentale che spesso confonde gli studenti ispanofoni! EsempioEmozione/Stato d'AnimoSono felice di vederti!FelicitàPerché sei così nervoso oggi?NervosismoSiamo preoccupati per l'esame.PreoccupazioneEra triste perché il suo gatto era malato.Tristezza 7. Stato di Luoghi e Oggetti Quando vuoi descrivere la condizione in cui si trova un luogo o un oggetto (aperto/chiuso, acceso/spento, pieno/vuoto...), usi ESSERE. La porta è aperta o chiusa? Il supermercato è chiuso la domenica. La strada è buia, accendi i fari! Il ristorante era pieno, non c'era neanche un tavolo libero. 8. Posizione Ecco un punto cruciale! Quando vuoi indicare dove si trova qualcosa o qualcuno, in italiano standard usi ESSERE. EsempioContestoDove sei? — Sono in ufficio.Posizione di una personaRoma è nel Lazio.Posizione geograficaLe chiavi sono sul tavolo.Posizione di un oggettoIl bagno è in fondo al corridoio.IndicazioniScusa, sai dov'è la fermata dell'autobus?Richiesta di informazioni Quando Usi il Verbo STARE Il verbo STARE ha usi più specifici e limitati rispetto a ESSERE. È fondamentale conoscerli per evitare errori comuni. 1. Salute e Condizione Generale Quando vuoi chiedere o rispondere riguardo alla salute o alla condizione generale di una persona, usi STARE. Questa è probabilmente una delle prime cose che impari in italiano! DomandaRispostaCome stai?Sto bene, grazie!Come sta tua madre?Sta meglio, grazie.Come state?Non sto molto bene oggi, ho mal di testa. 2. Posizione Fisica del Corpo Quando vuoi descrivere la posizione fisica che il corpo di una persona sta assumendo (seduto, in piedi, sdraiato...), puoi usare STARE. Sto seduta da tre ore, ho mal di schiena! Il dottore mi ha detto di stare sdraiato. Preferisco stare in piedi, grazie. La Sfumatura tra "Sono Seduto" e "Sto Seduto" Puoi dire sia sono seduto sia sto seduto, ma con una piccola differenza importante: FormaSignificatoEsempioSono sedutoDescrivi semplicemente la tua posizione, una condizioneSono seduto sulla panchina.Sto sedutoÈ una scelta attiva, un'azione volontariaSto seduto perché mi fanno male le gambe. Immagina questa scena: sei sull'autobus, vedi una signora anziana e le offri il posto. Lei risponde: "No, grazie, sto in piedi perché scendo tra poco." In questo caso, lei sta scegliendo di rimanere in piedi, non sta semplicemente descrivendo la sua posizione. 3. Permanenza in un Luogo Quando vuoi esprimere che qualcuno rimane o trascorre del tempo in un determinato luogo, usi STARE come sinonimo di RIMANERE o RESTARE. EsempioSignificatoStasera sto a casa, sono stanca.= resto a casaQuest'estate stiamo in montagna per due settimane.= restiamo in montagnaQuanto tempo state in Italia?= quanto tempo rimanete La Differenza Fondamentale tra "Sono a Casa" e "Sto a Casa" Se un'amica ti chiama e dice: FraseSignificato"Sono a casa di mia sorella."Semplicemente si trova lì in quel momento (posizione)"Sto a casa di mia sorella."Sta trascorrendo del tempo lì, magari è ospite per il weekend 4. Comportamento (Imperativo) Quando vuoi dire a qualcuno come deve comportarsi o invitarlo ad assumere un certo atteggiamento, usi STARE, soprattutto nella forma imperativa. EsempioContestoStai zitto!Ordine di tacere (un po' maleducato!)State attenti quando attraversate!Invito alla prudenzaSta' calmo, risolviamo tutto.Invito a mantenere la calmaBambini, state buoni!Richiesta di comportarsi bene 5. Adattamento e Vestibilità Quando vuoi esprimere che un vestito, un colore o un accessorio è adatto a qualcuno o gli dona, usi STARE. EsempioSignificatoQuel colore ti sta benissimo!Il colore ti dona moltoQuesti pantaloni mi stanno stretti.I pantaloni non hanno la taglia giustaCome mi sta questo cappello?Domanda sull'adattamentoQuella giacca non ti sta bene, provane un'altra.La giacca non è adatta 6. Capacità e Contenimento Un uso che molti studenti non conoscono! Quando vuoi indicare che c'è spazio sufficiente per contenere qualcosa o qualcuno, usi STARE. EsempioContestoIn questa macchina ci stanno cinque persone.Capacità di un veicoloTutti questi vestiti non ci stanno nella valigia!Spazio insufficienteNel frigorifero non ci sta più nulla, è strapieno!Capacità esauritaQuante persone ci stanno in questo ascensore?Domanda sulla capacità 7. Le Due Strutture Grammaticali Fondamentali con STARE Il verbo STARE è fondamentale in due costruzioni grammaticali molto usate in italiano. STARE + GERUNDIO (Presente Progressivo) Usi questa struttura quando vuoi indicare un'azione in corso di svolgimento, qualcosa che sta succedendo proprio in questo momento. Funziona anche al passato! TempoEsempioPresenteCosa stai facendo? — Sto cucinando.PresenteNon posso parlare, sto guidando.PresenteShhh! Il bambino sta dormendo.Passato (imperfetto)Cosa stavi facendo quando ti ho chiamato? — Stavo dormendo! STARE PER + INFINITO (Futuro Imminente) Usi questa struttura quando vuoi indicare un'azione che succederà tra pochissimo tempo. EsempioSignificatoIl treno sta per partire, corri!Il treno partirà tra pochissimoSto per addormentarmi, sono esausto.Mi addormenterò da un momento all'altroSta per piovere, prendi l'ombrello!Pioverà tra poco ESSERE o STARE con lo Stesso Aggettivo? Ci sono alcuni aggettivi che puoi usare sia con ESSERE che con STARE, ma il significato cambia. Vediamo i casi più comuni e le sfumature di significato. Tranquillo FormaSignificatoMarco è tranquillo. Marco è una persona calma di carattere, è una sua qualità permanenteStai tranquillo!Calmati! Non preoccuparti! È un invito a comportarsi in un certo modo Attento FormaSignificatoLucia è molto attenta.Lucia è una persona attenta in generale, è una sua caratteristicaSta' attento!Fai attenzione adesso! Stai per fare qualcosa di pericoloso! Zitto FormaSignificatoPerché sei così zitto oggi?Perché non parli? Sei silenzioso (descrizione)Stai zitto!Smetti di parlare! Taci! (ordine sul comportamento) Fermo FormaSignificatoLa macchina è ferma.La macchina non si muove, descrivo il suo statoStai fermo!Non muoverti! (ordine) Pronto Questo caso è particolarmente interessante! FormaSignificatoEsempio ContestualizzatoSono pronto.Ho finito di prepararmi, descrivo la mia condizione attuale"Sei pronto?" — "Sì, sono pronto, possiamo andare."Stai pronto!Preparati! Sta per succedere qualcosa! È un avvertimento"Stai pronto che arrivo!" (giocando a nascondino) ESSERE e STARE al Passato Come funzionano questi verbi al passato? Ecco una cosa interessante: al passato prossimo, ESSERE e STARE condividono lo stesso participio passato: "stato"! Questo può creare confusione, ma le differenze di significato rimangono. ESSERE al Passato Usi ESSERE al passato per descrivere condizioni, stati ed emozioni nel passato. EsempioTempo VerbaleUsoIeri ero molto stanco.ImperfettoDescrizione di uno statoLa festa è stata bellissima!Passato prossimoGiudizio su un eventoQuando ero piccola, ero molto timida.ImperfettoCaratteristica nel passato STARE al Passato Usi STARE al passato per indicare la salute, la permanenza in un luogo, o il comportamento nel passato. EsempioSignificatoCome sei stato alla festa?Come ti sei trovato? Ti sei divertito?Ieri sono stato a casa tutto il giorno.
Zuppa di Porro del 24 dicembre 2025: rassegna stampa quotidiana
In questo episodio ti propongo una domanda semplice solo in apparenza: quanto ci ricordiamo davvero di com'era stare dall'altra parte?Parliamo di cosa succede quando, diventando adulti e genitori, perdiamo il contatto con il peso emotivo dell'infanzia e iniziamo a guardare i nostri figli solo con occhi “grandi”, efficienti, razionali.E di quanto cambia la relazione quando torniamo a ricordare che anche per noi, un tempo, le cose piccole erano enormi.All'interno dell'episodio trovi anche un esercizio guidato, positivo e gentile, per ritrovare sensazioni di sicurezza, lentezza e valore che forse oggi sottovalutiamo, ma che per i bambini contano tantissimo.Un invito a tornare sintonizzati, più che corretti.Perché i nostri figli non hanno bisogno di adulti che sanno tutto, ma di adulti che si ricordano.**Se hai bisogno di idee per un regalo LAST MINUTE, ti ricordo che con il codice "PODCAST" hai il 10% di sconto su tutti i miei corsi: https://elenacortinovis.thinkific.com/
Zuppa di Porro del 23 dicembre 2025: rassegna stampa quotidiana
Ricetta Mousse allo YogurtLivello A1#Natale #Italia #Italy #Christmas #Weihnachten #ItalienRicetta per un dolce da servire a Natale Una ricetta facile, facile per un dessert leggero a Natale Buongiorno cari amici e amanti dell'italiano e benvenuti all'ultimo episodio dedicato al Natale per quest'anno.Come promesso vi do in questo episodio la ricetta per un dolce facile, facile e anche leggero da preparare per la Vigilia o anche per il giorno di Natale.Per prima cosa vediamo i vocaboli più difficili per capire bene la ricetta: lamponi = Himbeeren/rasberriesmirtilli = Heidelbeeren/blueberriesfragole = Erdbeeren/Strawberriesmontare = steif schlagen/to whipfruste elettriche = elektrischer Schneebesen/whiskzucchero a velo = Puderzucker/Icing sugarciotola = Schale/bowlsac a poche = Spritzbeutel/pastry bagspatola =Küchenspatel/paddlescaglie di cioccolato = Schokosplitter/chocolate flakesMousse allo yogurt con frutti rossi – la ricetta è per 4 persone.Partiamo con gli ingredienti:200 ml di panna250 grammi di yogurt20 grammi di zucchero a velofrutti di bosco: lamponi, mirtilli, fragole. Potete usare i frutti freschi, ma se non li trovate potete usare anche quelli surgelati.Ora passiamo al procedimento:versate la panna vegetale liquida e fredda da frigorifero in una ciotola dai bordi alti e montatela con le fruste elettriche. Montatela a metà (non proprio montata fino in fondo). Quando sarà montata per metà prendete lo yogurt e mescolateci lo zucchero a velo.Versate lo yogurt nella panna e continuate a montare con le fruste elettriche. Continuate finchè non sarà ben montata. Fate rassodare in frigorifero per almeno 15 minuti, Mettete poi una parte di mousse in bicchieri con l'aiuto di una sach a poche o di una spatola.Lavate e asciugate accuratamente i frutti rossi, mettetene una parte nel bicchiere sopra la mousse di yogurt e ricoprite con altra mousse.Decorate con i frutti di bosco.Eventualmente si possono anche aggiungere delle scaglie di cioccolato. Servite la mousse di yogurt ai frutti di bosco subito o conservate in frigorifero, coperta da pellicola, per massimo 24 ore.Cari amici questa ricetta è proprio facile e veloce, ma anche buona. Siamo arrivati agli sgoccioli, non mi resta che augurarvi buon Natale e felice anno nuovo.Ci sentiamo nel 2026. Ciao, ciao da Luisa!...- The full transcript of this Episode (and excercises for many of the grammar episodes) is available via "Luisa's learn Italian Premium", Premium is no subscription and does not incur any recurring fees. You can just shop for the materials you need or want and shop per piece. Prices start at 0.20 Cent (i. e. Eurocent). - das komplette Transcript / die Show-Notes zu allen Episoden (und Übungen zu vielen der Grammatik Episoden) sind über Luisa's Podcast Premium verfügbar. Den Shop mit allen Materialien zum Podcast finden Sie unterhttps://premium.il-tedesco.itLuisa's Podcast Premium ist kein Abo - sie erhalten das jeweilige Transscript/die Shownotes sowie zu den Grammatik Episoden Übungen die Sie "pro Stück" bezahlen (ab 20ct). https://premium.il-tedesco.itMehr info unter www.il-tedesco.it bzw. https://www.il-tedesco.it/premiumMore information on www.il-tedesco.it or via my shop https://www.il-tedesco.it/premium
Siamo al 22 dicembre e la manovra sembra essere ancora nel caos, fine dicembre caldo in Parlamento. Ne parliamo con Gianni Trovati, giornalista de Il Sole 24 ORE. Australia, misure più severe contro l'hate speech dopo l'attentato di Bondi Beach. Ne parliamo con Davide Piacenza, giornalista, autore del libro "La correzione del mondo. Cancel culture, politicamente corretto e i nuovi fantasmi della società frammentata". Cresce lo shopping di lusso per le festività 2025. Ne parliamo con Maria Cristina Squarcialupi, presidente Federorafi.
La serie di podcast “Conversazioni sull'America”, del prof. Mario Del Pero (Professore di Storia Internazionale presso SciencesPo, Parigi) e di Riccardo Alcaro (Coordinatore delle Ricerche e responsabile del Programma Attori globali dello IAI), si concentrano su fatti di cronaca politica americana attuali per cercarne paralleli storici, mettendo in luce le continuità col passato ma anche le differenze dell'oggi. L'ottava puntata si occupa della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale (NSS) dell'Amministrazione Trump, che rappresenta un documento di rottura, caratterizzato da una marcata vocazione emisferista che mira a riaffermare l'egemonia statunitense sulle Americhe attraverso un'aggressiva riproposizione della Dottrina Monroe. L'elemento di novità più dirompente è tuttavia l'aperta dichiarazione di ostilità verso l'Europa e i valori fondamentali dell'Unione Europea, un segnale che rende necessaria un'analisi approfondita non solo di questo specifico documento, ma della funzione della NSS nel suo complesso. Inquadrare la strategia attuale all'interno di un più ampio contesto storico permette infatti di comprendere meglio l'evoluzione della politica estera americana e la portata dei cambiamenti in atto. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale Le questioni della Storia ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Ma questa volta parliamo di come gli italiani se si parla di cibo non riescano più a distinguere ironia e realtà. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Italian Past Tense: What Did You Do Yesterday? - https://www.youtube.com/watch?v=ZTOV1aCoUKI Buon 200esimo episodio a tutti! Festeggiamo il nostro episodio numero 200 tra influenze e operazioni. Ebbene si, tra Matteo e Raffaele si sono divertiti questa settimana. Ma non ci sono problemi, quando poi arriva il cibo, soprattutto quando è anche patrimonio dell'UNESCO. Oggi parliamo di cibo, ma non solo, parliamo di come gli italiani quando si parla di cibo spesso perdano il senso della ragione e non riescono più a distinguere ironia e serietà. E non solo, non riescono nemmeno a capirsi tra italiani! Il cibo ci rende pazzi! E i canederli cosa sono? https://ricette.giallozafferano.it/Canederli-alla-Tirolese-Knodel.html Eccoli! Un fantastico piatto della cucina Tirolese. Trascrizione Raffaele: [0:09] Auguri! Matteo: [0:25] Buon duecentesimo! Buon duecentesimo? Raffaele: [0:29] Eh sì, tanti auguri di 200 podcast, per 200 podcast! Siamo quasi a Natale, gli auguri potevano essere auguri natalizi ma in realtà... Matteo: [0:40] Quelli non ancora... ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Episodio di fine anno: tiriamo le somme del 2025!
Siamo a un passo dalle feste… ma soprattutto siamo a un passo da un nuovo inizio.È quel momento dell'anno in cui si tirano le somme, si guarda indietro… e si cerca di capire in che direzione andare.In questa puntata partiamo da James Clear, passiamo dalle abitudini minuscole, arriviamo al metodo 1–4–6 e finiamo nel mondo delle micro-avventure, dei futuri alternativi e della progettazione della vita come se fosse un prodotto: sperimentando, testando, scegliendo meglio.Zero buoni propositi impossibili, solo strumenti pratici e idee che puoi usare davvero.E già che ci siamo, parliamo anche di IA, di creatività, di esperimenti personali, di libri che aiutano (davvero) a ripensare la propria direzione… e di qualche storia assurda perfetta da raccontare ai cenoni delle feste.Ascolta la puntata per scoprire tutto!
Siamo alla fine del 2025 e voglio lasciarti quelli che, secondo me, sono i 10 comportamenti che più appesantiscono la vita di un genitore: creano attrito nella relazione con i figli, aumentano la reattività e rendono le giornate molto più faticose di quanto dovrebbero essere.Ti invito ad ascoltare questo episodio con curiosità e apertura, senza giudizio. Non importa quanti di questi comportamenti riconoscerai in te: forse tutti (come succedeva a me qualche anno fa), forse solo alcuni. Il punto è che, per diventare un genitore più presente e regolato, non serve sempre aggiungere nuove informazioni. A volte serve praticare l'arte del lasciare andare.Questi comportamenti possono averti protetto, aiutato o semplificato la vita fino a un certo punto. Ma nel lungo termine drenano energia, aumentano lo stress e mantengono il sistema nervoso in modalità sopravvivenza. Ti accompagno a riconoscerli e a lasciarli andare, così da entrare nel nuovo anno più leggera, più consapevole e più connessa con te stessa e con i tuoi figli.Metti le cuffie: oggi smascheriamo insieme 10 pesi invisibili che ti impediscono di vivere la genitorialità con più serenità, presenza e autenticità.Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito che diffonde il respectful parenting e supporta la genitorialità.*** Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Herzlich willkommen im VNWpod-Lazarett. Tobi, Ferdi und John sind erkältet. Andre natürlich nicht. So quälen sich drei Viertel heute für euch durch die Sendung und erklären euch, weshalb es am Sonntag nochmal einen schönen Auswärtssieg zu feiern geben wird. Am Ende wünsche wir euch ein frohes Weihnachtsfest und einen guten Rutsch ins neue Jahr - heute aber leider ohne Gesang. Siamo tutti antifacisti. Impressum Dieser Podcast wird vermarktet von der Podcastbude.www.podcastbu.de - Full-Service-Podcast-Agentur - Konzeption, Produktion, Vermarktung, Distribution und Hosting.Du möchtest deinen Podcast auch kostenlos hosten und damit Geld verdienen?Dann schaue auf www.kostenlos-hosten.de und informiere dich.Dort erhältst du alle Informationen zu unseren kostenlosen Podcast-Hosting-Angeboten. kostenlos-hosten.de ist ein Produkt der Podcastbude.
Ad Amici In Affitto con La Marghe e Maxi B oggi ci raccontiamo episodi in cui ci siamo dimenticati qualcosa di importante. I figli a scuola, le chiavi di casa, un regalo al matrimonio...Buon ascolto.
La settimana scorsa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che apre la strada a un quadro regolatorio federale sull'intelligenza artificiale, ridimensionando il margine di intervento dei singoli stati in materia di norme sull'AI.Il provvedimento prevede la creazione di una task force giuridica all'interno del Dipartimento di Giustizia, incaricata di impugnare le leggi statali che l'amministrazione riterrà incompatibili con l'indirizzo federale. Al Dipartimento del Commercio viene invece affidato il compito di elaborare linee guida che potrebbero condizionare l'accesso degli stati ai finanziamenti per la banda larga, qualora approvino regolamenti sull'intelligenza artificiale giudicati troppo restrittivi. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, direttore editoriale UCapital.com.Telethon e la Ricerca quest'anno sbarca in USA Fondazione Telethon sbarca negli Stati Uniti con una nuova sfida che conferma l eccellenza della ricerca made in Italy. La FDA americana (Food and Drug Administration) ha infatti approvato Waskyra, una terapia genica ex vivo destinata ai pazienti affetti da sindrome di Wiskott-Aldrich (WAS), una rara e grave immunodeficienza genetica.Si tratta di una prima assoluta. Telethon è il primo ente no profit a ricevere l'autorizzazione a distribuire negli Stati Unit una terapia frutto della propria attività di ricerca e sviluppo.È un traguardo importante che dà seguito al percorso iniziato nel 2023, quando la Fondazione ha assunto la responsabilità della produzione e distribuzione nell Unione Europea di un altra terapia genica (per il trattamento dell'ADA-SCID, la malattia dei cosiddetti bimbi bolla). Di questo traguardo tagliato nel 2023 ce ne eravamo occupati anche noi di Focus. Anche ai tempi si trattava di una prima assoluta: la Fondazione con la terapia genica Strimvelis per l'immunodeficienza ADA-SCID diventava la prima charity al mondo ad assumersi la responsabilita della produzione e distribuzione di un farmaco. Si è trattato di un passaggio storico con Telethon che da ente finanziatore della ricerca è diventato anche un soggetto direttamente coinvolto nella filiera farmaceutica, con un farmaco già disponibile e destinato a un numero estremamente limitato di pazienti. Interviene Ilaria Villa, Direttrice Fondazione Telethon.Stallo Manovra. I governo "lotta" per spendere il tesoretto l'anno prossimo? I tempi stringono. Quindici giorni dall esercizio provvisorio e sulla manovra ancora neanche un voto. Governo e maggioranza continuano a riscrivere la legge di bilancio con emendamenti che arrivano a singhiozzo in commissione senza trovare l intesa sufficiente per avviare i lavori. La commissione Bilancio del Senato, che avrebbe dovuto riunirsi nella sera di domenica 14 dicembre, è slittata un ennesima volta. Inizialmente prevista per il primo pomeriggio di oggi, è possibile che slitti ancora, e che le prime votazioni arrivino in tarda serata. Il calendario promette sedute, anche serali, fino a sabato. Quasi tutti scommettono sull approdo del testo in Aula a Palazzo Madama lunedì 22 dicembre mentre alla Camera il via libera è ormai atteso tra Natale e Capodanno. Restano molti nodi da sciogliere: dai compensi ai professionisti che lavorano con la Pa alla nuova tassa sui pacchi, fino ai tagli previsti per la Rai. Mentre l'aumento del tetto al contante da 5 a 10 mila euro, uscito dal dibattito, vede un centrodestra sostanzialmente favorevole al rialzo. Intanto è arrivata la riformulazione sull'oro di Bankitalia. L ultima riformulazione che porterà il Tesoro ricalcherà quanto scritto dal ministro dell Economica Giancarlo Giorgetti a Christine Lagarde: «La disponibilità e gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d Italia in conformità alle regole dei Trattati». «Siamo a posto. Nella riformulazione che ho presentato a nome del Governo riteniamo che la questione si possa considerare chiusa», ha detto Giorgetti, uscendo dall Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato. Il commento è affidato a Gianni Trovati, Sole 24 Ore.
1) Jose Antonio Kast è il nuovo presidente del Cile. Sulla promessa di sicurezza, il paese elegge un nostalgico della dittatura di Pinochet. (Alfredo Somoza) 2) Australia, la strage antisemita di Bondi Beach riapre la discussione sulle armi. (Alice Franchi) 3) Decine di migliaia di persone in piazza in Brasile contro l'indulto all'ex presidente Bolsonaro. In prima linea ancora gli artisti che lottarono contro la dittatura militare. (Luigi Spera) 4) Hong Kong, l'editore pro democrazia Jimmy Lai condannato per sedizione e collusione rischia l'ergastolo. È la pietra tombale sulla speranza di essere una democrazia dell'ex colonia britannica. (Ilaria Maria Sala - Lettera22) 5) Stati Uniti. Sanità, costo della vita e crisi abitativa possono aspettare, la priorità di Trump è costruire il suo personale arco di trionfo. (Roberto Festa) 6) La crisi senza fine del Louvre. Dopo il furto del secolo, i lavoratori del museo più famoso del mondo vanno in sciopero. “Siamo l'ultimo baluardo prima del collasso”. (Francesco Giorgini) 7) Serie Tv. L'affaire Warner Bros e l'accentramento dell'industria dei media e dell'intrattenimento. (Alice Cucchetti)
Lo abbiamo chiesto ai lettori la settimana scorsa: nonostante i cambiamenti sociali, gli obblighi e i divieti sempre più stringenti, nonostante la nostra amata moto sia cambiata tanto, è ancora libertà? Ecco cosa ne pensate
(00:00) Intro (03:16) Cosa resta del duello a distanza di questa domenica tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein (14:13) Cosa si muove in parlamento sugli emendamenti più caldi della legge di bilancio
Il congiuntivo ti fa impazzire? Non sai mai quando usarlo e quando no? Ti senti insicuro ogni volta che devi scegliere tra congiuntivo e indicativo? Beh, tranquillo, non sei solo! Il congiuntivo è il nemico numero uno di tutti gli stranieri che studiano l'italiano... e anche di molti italiani, a dire il vero! Perciò ho realizzato questa guida definitiva su quando va usato e quando invece no. Congiuntivo: Quando Usarlo e Quando Non Usarlo Parte 1: Quando Usare il Congiuntivo 1. Con i Verbi di OPINIONE nella Frase Principale Quando nella frase principale c'è un verbo che esprime un'opinione personale, nella frase secondaria devi usare il congiuntivo. Questi verbi sono, per esempio: pensare, credere, ritenere, supporre, immaginare. Esempi pratici: Penso che tu abbia ragione. (e non "hai") Credo che Marco sia già partito. (e non "è") Suppongo che loro vengano domani. (e non "vengono") Immagino che la festa finisca tardi. (e non "finisce") La regola è semplice: quando esprimi un pensiero soggettivo o un'opinione personale, il verbo della frase dipendente va al congiuntivo perché indica qualcosa di incerto, non verificato oggettivamente. 2. Con i Verbi di SPERANZA, AUGURIO e VOLONTÀ Quando esprimi una speranza, un augurio o una volontà, devi usare il congiuntivo nella frase secondaria. I verbi più comuni sono: sperare, augurare, desiderare, volere, preferire. Esempi pratici: Spero che tutto vada bene. (e non "va") Vi auguro che siate felici per sempre. (e non "siete") Voglio che voi studiate di più. (e non "studiate" indicativo) Preferisco che lei venga con noi. (e non "viene") Questi verbi esprimono un desiderio o una volontà che qualcosa accada, ma non è detto che accada davvero. Proprio per questo motivo di incertezza sul futuro, si usa il congiuntivo. 3. Con i Verbi di SENTIMENTO ed EMOZIONE Gioia, tristezza, paura, rabbia... tutte le emozioni richiedono il congiuntivo! I verbi tipici sono: essere felice/contento/triste, dispiacere, temere, avere paura. Esempi pratici: Sono felice che tu sia qui. (e non "sei") Mi dispiace che non possiate venire. (e non "potete") Temo che piova domani. (e non "piove") Ho paura che lui non capisca. (e non "capisce") Le emozioni sono reazioni soggettive a situazioni che non sono sotto il nostro controllo diretto. Per questo motivo, quando esprimiamo un sentimento riguardo a un'azione o situazione, usiamo il congiuntivo per sottolineare la natura soggettiva della nostra reazione emotiva. 4. Con i Verbi di DUBBIO Il dubbio e il congiuntivo sono migliori amici! Se nella frase principale c'è un verbo che esprime incertezza o dubbio, nella secondaria ci vuole il congiuntivo. I verbi più comuni sono: dubitare, non essere sicuro/certo. Esempi pratici: Dubito che lui dica la verità. (e non "dice") Non sono sicuro che questa sia la strada giusta. (e non "è") Non sono certa che loro arrivino in tempo. (e non "arrivano") Il dubbio rappresenta per definizione una mancanza di certezza, quindi è perfettamente logico che richieda il congiuntivo, il modo verbale che esprime proprio l'incertezza e la possibilità. 5. Con Molte Congiunzioni e Locuzioni che Esprimono IPOTESI, CONDIZIONE, CONCESSIONE Alcune parole "magiche" richiedono sempre il congiuntivo. Ecco le più importanti: Congiunzione/LocuzioneSignificatoEsempioaffinché / perché (scopo)con lo scopo cheTi chiamo affinché tu sappia la verità.purché / a patto che / a condizione chea condizione cheVengo, purché tu mi accompagni a casa.prima cheprima diDevo uscire prima che piova.senza chesenzaÈ uscito senza che io lo sapessi.nel caso in cui / qualoranel casoNel caso in cui tu abbia bisogno, chiamami.nonostante / benché / sebbenenonostanteNonostante faccia freddo, esco senza la giacca.a meno che / tranne cheeccetto seVengo, a meno che non piova. Queste congiunzioni introducono situazioni ipotetiche, condizionali o concessive, quindi richiedono sempre il congiuntivo per indicare che si tratta di eventi non ancora realizzati o comunque incerti. 6. Con Alcune Espressioni IMPERSONALI Le espressioni impersonali (quelle con "è" + aggettivo/sostantivo) richiedono quasi sempre il congiuntivo. Ecco le principali: È necessario/importante/essenziale che: È necessario che tu venga subito. È possibile/probabile/impossibile che: È probabile che loro siano in ritardo. È meglio/peggio che: È meglio che tu stia a casa. È bene/male che: È bene che voi sappiate la verità. È giusto/sbagliato che: È giusto che lui paghi per quello che ha fatto. È strano/raro/incredibile che: È strano che lui non abbia ancora chiamato. Può darsi/può essere che: Può darsi che io parta domani. Queste espressioni esprimono valutazioni soggettive, possibilità o necessità, e per questo richiedono il congiuntivo. Si tratta di giudizi o previsioni, non di fatti certi. 7. Con i Verbi di ATTESA e ASPETTATIVA Quando aspetti qualcosa o qualcuno, usa il congiuntivo! I verbi principali sono: aspettare, attendere, aspettarsi. Esempi pratici: Aspetto che tu finisca di studiare. (e non "finisci") Mi aspetto che lui arrivi presto. (e non "arriva") Attendiamo che voi ci diate una risposta. (e non "date") L'attesa implica sempre un elemento di incertezza su quando o se qualcosa accadrà, quindi si usa naturalmente il congiuntivo. 8. Con Alcuni Verbi IMPERSONALI Verbi come bastare, occorrere, servire, convenire, importare richiedono il congiuntivo: Esempi pratici: Basta che tu mi dica la verità. Occorre che voi siate puntuali. Non importa che lei venga o no. Conviene che partiamo presto. Serve che qualcuno mi aiuti. Questi verbi esprimono necessità, sufficienza o rilevanza, ma non certezza su ciò che accadrà, quindi richiedono il congiuntivo. 9. SUPERLATIVO + Pronome Relativo (Opinione Personale) Quando usi un superlativo seguito da un pronome relativo (che, cui) per esprimere un'opinione personale e soggettiva, devi usare il congiuntivo: Esempi pratici: È il film più bello che abbia mai visto. (CONGIUNTIVO) → È la mia opinione personale, soggettiva. È la persona più intelligente che conosca. (Mia opinione personale) È il ristorante migliore in cui abbia mai mangiato. (Valutazione soggettiva) È la cosa più strana che mi sia mai capitata. (Esperienza personale) In questo caso, il congiuntivo sottolinea che si tratta di una valutazione personale, non di un fatto oggettivo. Se invece parlassimo di un fatto oggettivo e misurabile, useremmo l'indicativo (es. "È la montagna più alta che esiste in Europa" - fatto geografico). Parte 2: Quando NON Usare il Congiuntivo (e Usare l'Indicativo) 1. Con i Verbi di CERTEZZA nella Frase Principale Quando nella frase principale c'è un verbo che esprime certezza, sicurezza o conoscenza oggettiva, nella frase secondaria devi usare l'indicativo. I verbi principali sono: sapere, essere sicuro/certo, conoscere, rendersi conto, accorgersi, notare, ricordare. Esempi pratici: Ricordo che ieri pioveva. (e non "piovesse") Mi sono accorto che tu hai ragione. (e non "abbia") Noto che sei stanco. (e non "tu sia stanco") So che la newsletter di LearnAmo è super utile. (e non "sia") Sono certo che domani faranno bel tempo. (e non "facciano") La regola è chiara: se esprimi certezza assoluta o conoscenza diretta di qualcosa, non c'è spazio per il dubbio, quindi si usa l'indicativo. 2. Con i Verbi di PERCEZIONE I verbi che esprimono una percezione sensoriale (quello che vedi, senti, ecc.) richiedono l'indicativo: vedere, sentire, ascoltare, toccare, percepire. Esempi pratici: Vedo che stai bene. (e non "tu stia") Sento che arrivano. (e non "arrivino") Ho sentito che Luigi si è sposato. (e non "si sia sposato") Percepisco che c'è qualcosa che non va. (e non "ci sia") ⚠️ ATTENZIONE! Se usi sembrare o parere, allora devi usare il congiuntivo: Mi sembra che tu sia stanco. ✓ Mi pare che lui abbia ragione. ✓ Perché questa differenza? Perché "vedere" e "sentire" indicano una percezione diretta e quindi certa, mentre "sembrare" e "parere" indicano un'impressione soggettiva, quindi incerta. 3. Con i Verbi di AFFERMAZIONE e DICHIARAZIONE Quando affermi o dichiari qualcosa con certezza, usa l'indicativo! I verbi tipici sono: dire, affermare, dichiarare, sostenere, riferire, raccontare, spiegare, confermare, giurare, promettere. Esempi pratici: Raccontavano che tu avevi torto. (e non "abbia") Lui afferma che l'esame è facile. (e non "sia") Confermo che domani vengono. (e non "vengano") Ti giuro che faccio il possibile. (e non "faccia") Mi ha detto che parte domani. (e non "parta") ⚠️ ATTENZIONE! Se questi verbi sono alla forma NEGATIVA, allora puoi usare il congiuntivo: Non dico che tu abbia torto. ✓ Non promettono che vengano. ✓ Non affermo che lui sia colpevole. ✓ La negazione introduce un elemento di dubbio o incertezza, quindi il congiuntivo diventa appropriato. 4. Dopo Espressioni Impersonali di CERTEZZA Alcune espressioni impersonali esprimono certezza e quindi richiedono l'indicativo: È vero/certo/sicuro che: È vero che Marco ha 30 anni. (e non "abbia") È chiaro/evidente/ovvio che: È chiaro che lui non capisce. (e non "capisca") ⚠️ ATTENZIONE! Quando queste espressioni diventano PERSONALI, devi usare il congiuntivo: Sono sicura che domani piova. ✓ (opinione personale) Siamo certi che tu abbia ragione. ✓ (certezza soggettiva) La differenza sta nel fatto che le espressioni impersonali ("è vero che...") presentano qualcosa come un fatto oggettivo, mentre le espressioni personali ("sono sicuro che...") esprimono una convinzione personale. 5. Con "Secondo me", "Per me", "A mio parere", "A mio avviso" Queste espressioni introducono un'opinione personale,
Fluent Fiction - Italian: Giulia's Daring Penguin Rescue at the Rome Aquarium Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-12-12-23-34-02-it Story Transcript:It: Il Natale era nell'aria al Rome Aquarium.En: Christmas was in the air at the Rome Aquarium.It: Festoni di luci e palline colorate adornavano ogni angolo.En: Garlands of lights and colorful baubles adorned every corner.It: I suoni delle risate dei bambini riempivano i corridoi, mentre i visitatori ammiravano i pesci nelle vasche scintillanti.En: The sounds of children's laughter filled the halls as visitors admired the fish in the sparkling tanks.It: Giulia, una nuova dipendente piena di entusiasmo, girava ansiosamente tra gli ospiti.En: Giulia, a new employee full of enthusiasm, anxiously moved among the guests.It: Amava il mare e i suoi abitanti, ma aveva un segreto: temeva gli uccelli, specialmente i pinguini.En: She loved the sea and its inhabitants, but she had a secret: she feared birds, especially penguins.It: La mattina aveva iniziato con un imprevisto.En: The morning had begun with an unexpected event.It: Durante un evento natalizio, un pinguino era stato inavvertitamente scambiato con uno costume di Babbo Natale.En: During a Christmas event, a penguin had been inadvertently swapped with a Santa Claus costume.It: La confusione all'interno della struttura aveva portato al caos.En: The confusion within the facility had led to chaos.It: Ora, Giulia era determinata a sistemare la situazione prima che qualcuno se ne accorgesse.En: Now, Giulia was determined to fix the situation before anyone noticed.It: Osservando la scena caotica, si rese conto che avrebbe bisogno di aiuto.En: Observing the chaotic scene, she realized she would need help.It: Cercò Marco, il suo collega sempre allegro e pronto a ridere, e Renato, un'anziano guardiano del parco che sapeva tutto sugli animali del luogo.En: She looked for Marco, her always-cheerful colleague ready to laugh, and Renato, an elderly park guardian who knew everything about the local animals.It: Con pazienza, spiegò loro la situazione e la sua paura.En: Patiently, she explained the situation and her fear to them.It: Marco sorrise.En: Marco smiled.It: "Tu riesci a fare qualsiasi cosa se ci credi, Giulia," disse con un occhiolino.En: "You can do anything if you believe, Giulia," he said with a wink.It: Renato annuì, aggiungendo: "Siamo qui per aiutarti."En: Renato nodded, adding, "We're here to help you."It: Con il cuore che batteva forte, Giulia si avvicinò alla folla.En: With her heart pounding, Giulia approached the crowd.It: Babbo Natale stava intrattenendo i bimbi, ignaro della presenza del pinguino che si agitava tra di loro.En: Santa Claus was entertaining the children, unaware of the penguin's presence, who was becoming agitated among them.It: Doveva agire con attenzione per non creare scompiglio.En: She had to act carefully to avoid causing commotion.It: Marco e Renato la seguirono, coprendo la vista del pubblico con un rapido diversivo.En: Marco and Renato followed her, shielding the public's view with a quick diversion.It: Finalmente davanti ai pinguini, Giulia prese un lungo respiro.En: Finally in front of the penguins, Giulia took a deep breath.It: I suoi occhi incontrarono quelli del pinguino.En: Her eyes met those of the penguin.It: Vacillò per un istante, ma poi, determinata, si avvicinò.En: She wavered for a moment, but then, determined, she stepped closer.It: Con un gesto delicato, riavvicinò il pinguino alla sua famiglia, il tutto mentre Babbo Natale faceva finta di cercare il suo sacco perduto.En: With a gentle gesture, she guided the penguin back to its family, all while Santa Claus pretended to search for his lost sack.It: Mentre si allontanava, Giulia sentì un peso sollevarsi dalle sue spalle.En: As she walked away, Giulia felt a weight lift off her shoulders.It: Aveva affrontato la sua paura.En: She had faced her fear.It: Si voltò verso Marco e Renato con un grande sorriso.En: She turned to Marco and Renato with a big smile.It: "Ce l'abbiamo fatta," disse con sollievo.En: "We did it," she said with relief.It: Il pinguino era tornato sano e salvo, e l'evento natalizio proseguì senza intoppi.En: The penguin was returned safe and sound, and the Christmas event continued smoothly.It: La serata si concluse con i fuochi d'artificio sul cielo romano, mentre Giulia, colma di gioia, realizzava l'importanza di chiedere aiuto e l'amore per il suo lavoro.En: The evening concluded with fireworks over the Roman sky, while Giulia, filled with joy, realized the importance of asking for help and her love for her job.It: In quel freddo inverno, sotto le luci natalizie, Giulia aveva trovato un nuovo coraggio.En: In that cold winter, under the Christmas lights, Giulia had found new courage. Vocabulary Words:the aquarium: l'acquariothe garland: il festonethe bauble: la pallinathe hall: il corridoiothe laughter: la risatathe guest: l'ospitethe employee: la dipendenteenthusiasm: l'entusiasmothe fear: la paurathe bird: l'uccellounexpected: l'imprevistoto swap: scambiarethe chaos: il caosthe facility: la strutturato fix: sistemarethe colleague: il collegathe guardian: il guardianoelderly: anzianoto nod: annuireto wink: fare un occhiolinothe crowd: la follato entertain: intrattenerethe diversion: il diversivoto shake: vacillareagitated: agitatothe gesture: il gestoto pretend: fare fintato relieve: sollevaresmoothly: senza intoppifireworks: i fuochi d'artificio
(00:00) Intro (02:04) La festa dei giovani di Fratelli d'Italia che sta diventando sempre più nazional popolare (09:52) Cosa dice l'ultimo rapporto Censis sulla partecipazione politica in Italia
Martina Albini"In rivolta. Manifesto dei corpi liberi"Voci collettive per WeWorldCastelvecchi Editorehttp://www.castelevecchieditore.comParlare di corpi significa parlare di potere. Da questa idea nasce In Rivolta. Manifesto dei corpi liberi, un'opera corale realizzata da WeWorld, organizzazione umanitaria attiva da oltre cinquant'anni in più di 20 paesi, compresa l'Italia.Un libro che parla di diritti, potere e possibilità attraverso ciò che tutti e tutte abbiamo in comune: il corpo.E sul sito, oltre al libro, è possibile trovare anche tanti altri regali solidali: la borraccia, la tazza e la maglia Falastin, pensati per sostenere i progetti dell'organizzazione e portare con sé un messaggio di giustizia, libertà e solidarietà.Perché questo libro è il regalo giusto?Perché è stato pensato per farci attraversare da storie che solo in apparenza sembrano lontane, ma che invece ci riguardano da vicino. Anche quando parliamo di esperienze che vivono in altri luoghi, come Avere le mestruazioni a Gaza, che chiude il volume, ciò che ci avvicina è il riconoscimento della fatica che conosciamo, traslata in un contesto di guerra e precarietà.Ed è proprio questo riconoscimento che ci permette di capire una cosa fondamentale: il corpo è il luogo in cui i diritti prendono forma.In Rivolta nasce da questa consapevolezza: quando parliamo di diritti umani non parliamo di idee astratte, ma di corpi reali. Parliamo di una ragazza che può scegliere se e quando avere un figlio, di una persona queer che può camminare per strada senza paura, di una donna con disabilità che può uscire di casa senza incontrare ostacoli a ogni metro. Parliamo di libertà, ma anche di potere.Questo libro non racconta soltanto violazioni: racconta anche resistenza, possibilità e libertà.Siamo partite da un'idea ancora profondamente valida — “il personale è politico” — perché è dal personale che nasce il cambiamento. Riconoscersi, anche nelle storie che inizialmente ci scomoda leggere, crea un movimento: una piccola, grande rivolta.Le piazze di queste settimane ce lo ricordano: la forza dei corpi che si incontrano e si sostengono, che scelgono la presenza fisica come forma di politica. In Rivolta prova a restituire proprio questo: la potenza collettiva dei corpi che prendono parola.Il libro nasce per amplificare queste voci, non per parlare al posto di qualcuno.È articolato in cinque sezioni che attraversano i modi in cui il corpo viene violato, giudicato, regolato — ma anche le forme con cui resiste: il corpo politico, il corpo non conforme, il corpo che deve farsi madre, il corpo che invecchia, il corpo come campo di battaglia.Dentro queste sezioni convivono le voci di donne, attiviste, economiste, giornaliste e professioniste straordinarie, insieme alle testimonianze di chi lavora con WeWorld nei contesti più diversi: dall'Ucraina alla Moldavia, dalla Palestina all'Afghanistan, dallo Spazio Donna San Basilio al Kenya. oltre venti autrici che si fanno “corpi in rivolta”, intrecciando analisi, testimonianze e pratiche di resistenza.Una coralità che non restituisce un punto di vista unico, ma un intreccio di storie, competenze e pratiche.I proventi del libro sosterranno i progetti di WeWorld per i diritti delle donne in Afghanistan e Palestina.Il corpo normato racconta come regole, leggi e consuetudini possano diventare strumenti di controllo. Parlare di mestruazioni, di piacere o di consenso non è solo questione di linguaggio, ma un modo per riaffermare che la libertà parte da scelte quotidiane.Il corpo non conforme raccoglie le esperienze di chi non si riconosce nei modelli dominanti: persone trans, persone con disabilità, persone grasse o razzializzate. Le loro storie raccontano non soltanto discriminazioni, ma anche possibilità di decostruire il concetto di “normalità” e aprire spazi di esistenza condivisa.Il corpo che deve farsi madre indaga la maternità quando diventa aspettativa o imposizione. Si parla di violenza ostetrica, di ruoli assegnati, delle pressioni culturali e demografiche che gravano sulle donne. Accanto a queste voci emerge la libertà di scelta: diventare madri, o non diventarlo, è un atto di autodeterminazione.Il corpo che invecchia affronta i cambiamenti legati all'età, spesso accompagnati da silenzi e pregiudizi. Menopausa, trasformazioni fisiche e discriminazioni generazionali diventano qui occasioni per ripensare desideri e autonomia, costruendo nuove narrazioni.Con il corpo campo di battaglia il libro si sposta su scenari di conflitto e sfruttamento, dove il corpo diventa il primo terreno di violenza. Le mutilazioni genitali femminili, i racconti dalla Palestina, dall'Afghanistan, dall'Iran e dall'Ucraina mostrano come i diritti vengano messi in discussione a partire dal corpo. Allo stesso tempo, testimoniano che la resistenza non si ferma: continua nei gesti individuali, nei legami comunitari, nelle pratiche collettive che attraversano i confini. A fianco delle testimonianze di attiviste, giornaliste e scrittrici, si affiancano quelle dello staff di WeWorld e delle persone incontrate nei progetti dell'organizzazione, creando un dialogo che mette in relazione saperi ed esperienze diverse. Il libro non si limita a raccontare storie: mostra anche quanto il cambiamento si costruisca insieme. Nelle varie sezioni si intrecciano voci e punti di vista differenti – su linguaggio, demografia, maternità, invecchiamento, ginecologia e guerra sul corpo delle donne – mettendo in dialogo esperienze pratiche, accademiche e personali. Le discriminazioni non si presentano mai da sole, e le risposte devono essere altrettanto collettive e integrate.Il libro si chiude con il Manifesto dei corpi liberi: non un elenco di regole, ma un testo collettivo che raccoglie idee per il futuro. Nato durante la Chiacchierata femminista del WeWorld Festival di Milano e arricchito dalle voci raccolte in questo volume, il Manifesto apre spazi di confronto e possibilità, più che offrire risposte definitive.«Il Manifesto dei corpi liberi non è il punto d'arrivo del libro, ma il racconto di un percorso. È nato dal piacere di scriversi e confrontarsi, dal riconoscersi nelle esperienze altrui e dal mettere in comune pratiche diverse per immaginare come stare meglio insieme. Sappiamo che non tutte le persone si ritroveranno in ogni punto, e va bene così: non vuole essere un testo definitivo, ma un riferimento aperto, a volte imperfetto, che invita a continuare il cammino. Perché l'esperienza corporea è universale, ma i modi in cui la viviamo dipendono anche da contesti sociali, economici e culturali. È da qui che nasce la possibilità di riconoscerci e costruire percorsi comuni.» Martina Albini, Coordinatrice centro studi WeWorld e curatrice del volumeUna presa di parola collettivaIn Rivolta non è un saggio neutro: è un atto politico, scritto dalla parte dei corpi marginalizzati – grassi, queer, trans*, disabili, razzializzati, migranti – che reclamano dignità, spazio e autodeterminazione. Nasce per amplificare voci che troppo spesso restano ai margini.Racconta storie di corpi che subiscono pressioni e discriminazioni, ma anche di come, attraverso pratiche quotidiane, trovino modi per resistere e affermarsi. Insieme, tutte queste esperienze compongono un mosaico che mostra quanto la giustizia e la libertà passino sempre dai corpi, e quanto le battaglie personali e collettive siano legate tra loro.«Questo libro dimostra la forza della rete e della coralità: nessuna trasformazione è possibile da sole. Solo intrecciando voci diverse, mettendo in dialogo prospettive e pratiche, possiamo generare un cambiamento che sia davvero collettivo e a misura di tutte le persone.»Greta Nicolini, Head of Relations WeWorldL'invito che fa questo volume è di lasciarsi attraversare dalle storie raccontate e riconoscere che non parlano solo di “altre persone”, ma anche di noi. Significa raccogliere la forza che portano con sé e provare a tradurla nella vita di ogni giorno perché la rivolta non è un gesto isolato, ma un modo di vivere insieme, costruendo spazi di libertà condivisa.Non offre risposte facili, ma apre domande, visioni, possibilità. È un manifesto che invita ciascuna e ciascuno a unirsi alla rivolta dei corpi liberi. Contributi In Rivolta· Sara Manfredi, CHEAP – The M Word· Claudia Bellante, RACCOMTAMI – Sussurri. Dar es Salaam, Tanzania· Alessandra Vescio, giornalista freelance – Ai margini della cura· Francesca Palazzetti, Doula – Il consenso inizia dall'infanzia· Alessia Dulbecco, Pedagogista e formatrice – Autoerotico & Politico· Spazio Donna WeWorld San Basilio – Dove il corpo riprende parola· Georgina Orellano, sex worker e attivista – Puttana femminista, grazie alla collaborazione con Tlon· Vera Gheno, Sociolinguista - Ma che vuol dire?· Alessia Nobile, Scrittrice e attivista – Incastrata nel corpo di un maschio· Lara Lago, giornalista – Che cosa resta se togli la grassofobia?· Valentina Perniciaro, Fondatrice Tetrabondi – Sbilenchi e in rivolta· Somaia Sediqi, WeWorld Afghanistan – Essere viste· Liliana Gîscă, WeWorld Moldavia – Essere rom e sinti a Soroca· Fiorenza Sarzanini, Vicedirettrice Corriere della Sera – L'epidemia silenziosa· Francesca Fiore, MammadiMerda – Quando tutti se ne vanno· Donata Columbro, giornalista e divulgatrice – Tutta colpa delle donne?· Sarah Malnerich, Mammadimerda – Le altre non si lamentano così· Simonetta Sciandivasci, giornalista – Avere a che fare con un vuoto· Ilaria Maria Dondi, giornalista e scrittrice – SbaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Guerre, tensioni internazionali e interne. È da questo contesto esplosivo che bisogna partire per decrittare la seconda presidenza di Donald Trump. Un mondo radicalmente diverso da quello del suo primo mandato: più frammentato, più armato, più vicino al punto di rottura. Una presidenza dai caratteri imperiali che ha sconvolto le regole del commercio internazionale e dei confini territoriali finora riconosciuti. «America First» – molto più di uno slogan elettorale – è un doppio tentativo – forse disperato – di ricostruire l'identità interna e di ridisegnare l'ordine globale con gli Stati Uniti, i loro valori, saldamente al centro. Claudio Pagliara è un esperto cronista internazionale, per venticinque anni è stato corrispondente della Rai da diverse capitali del mondo: Parigi, Gerusalemme, Pechino e, dal 2019, New York -fino a giugno del 2025-. Attualmente è direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale Personaggi ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Giuseppe Zqnetto"Polemos"La guerra in GreciaLaterza Editoriwww.laterza.it«Cantami, o Diva, del Pelide Achille / l'ira funesta…»: chi non ricorda il celebre incipit dell'Iliade? Dal suo primo verso, il capolavoro omerico ci parla di guerra. Ma non c'è solo l'epopea di Troia, tutta la storia ellenica è una sequenza quasi ininterrotta di conflitti: Maratona, Salamina, le Termopili...Il modo in cui la Grecia guardava alla guerra offre uno sguardo originale sulla sua civiltà e la sua eredità.Nella civiltà delle poleis, ogni generazione mandava soldati a combattere e morire; ogni generazione era testimone di devastazioni e saccheggi. Insomma, la guerra per i Greci faceva parte della ‘normalità' della vita. È naturale, dunque, che fosse una presenza forte del discorso pubblico, ma anche dell'immaginario, delle espressioni artistiche e del sistema di valori. Ma che rapporto avevano con la guerra gli antichi Greci? Come vivevano questa ‘normalità'? Esistevano voci che si schieravano contro questa pratica, invocando altre vie di superamento dei conflitti? Il libro – facendo tesoro della storiografia ma anche delle voci altissime della letteratura, dall'epica alla tragedia – ricostruisce i tanti aspetti della guerra: dalla sua dimensione pratica e quotidiana alle tecniche militari, dal modo di guardare al nemico al peso degli imperialismi.Giuseppe Zanetto insegna Letteratura teatrale della Grecia antica presso l'Università degli Studi di Milano. I suoi interessi principali sono il teatro attico e il romanzo greco. Tra i suoi lavori, l'edizione commentata degli Uccelli di Aristofane, l'edizione del Reso attribuito a Euripide, le traduzioni commentate del Ciclope di Euripide e del Gorgia di Platone e la traduzione degli Acarnesi di Aristofane. È coautore del Lessico dei romanzieri greci e curatore della raccolta Il romanzo antico. Ha pubblicato saggi che illustrano la perenne attualità della cultura greca, tra cui Siamo tutti greci e Miti di ieri, storie di oggi, il libro di viaggi Un mare di poeti e di eroi. Luoghi, storie e miti dell'Egeo, una riscrittura dell'Iliade che dà spazio alla voce dei vinti e il volume Ettore e Andromaca (nella collana “Amori mitici” del“Corriere della Sera”).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
See pictures and read more on materiallyspeaking.comQuesto episodio continua anche il nostro desiderio di produrre un episodio per stagione in italiano.In keeping with our desire to produce one episode per season in Italian.Inoltre, ora avete la possibilità di guardare questo episodio come video o semplicemente ascoltare l'audio.In addition, you now have the option to watch this episode as a video below or on YouTube, with English subtitles, or simply listen to the audio, in Italian only.Nato a Roma, ma ora residente in Versilia, Giannelli è probabilmente famoso soprattutto per la sua gigantesca scultura Mr Arbitrium, alta oltre cinque metri, che sembra spingere via o sostenere gli edifici contro cui è appoggiata, a seconda del punto di vista dello spettatore. Born in Rome, but now living in Versilia, Giannelli is probably best known for his giant sculpture, Mr Arbitrium, over five metres tall, which appears to be either pushing away or supporting the buildings it stands against - depending on the viewers' point of view. Questa ambiguità trasforma noi spettatori in protagonisti, mettendo in discussione le nostre convinzioni sul significato di queste strutture e sul nostro legame con esse. Diverse versioni di Mr Arbitrium sono state installate su edifici e chiese a Milano, Firenze, Lucca, Servezza, Carrara, Pietrasanta e persino in Ucraina.This ambiguity turns us as viewers into the protagonists, challenging our beliefs about the meaning of these structures and our connection to them. Versions of Mister Arbitrium have been installed against buildings and churches in Milan, Florence, Lucca, Servezza, Carrara, Pietrasanta and even Ukraine.Giannelli accoglie Mike sul prato della tenuta di famiglia, dove la sua serie di sculture in bronzo I Sospesi è appesa agli alberi e un simpatico labrador nero giace sull'erba. Giannelli welcomes Mike on the lawn of the family estate, where his series of bronze sculptures I Sospesi hang from the trees, and a friendly black labrador lies on the grass. Emanuele è arrivato a Carrara a diciannove anni per studiare scultura all'Accademia di Belle Arti di Carrara, stabilendosi qui in Versilia, dove la sua famiglia aveva vissuto nelle generazioni precedenti. All'Accademia ha scelto di lavorare l'argilla piuttosto che il marmo, per la flessibilità che offre e per la natura più concettuale del suo lavoro. Emanuele came to Carrara at nineteen to study sculpture at the Carrara Academy of Fine Arts, settling here in Versilia, where his family had lived in previous generations. At the Academy he chose to work in clay rather than marble, due to the flexibility it offers and the nature of his work being more conceptual.Giannelli racconta a Mike di come, in gioventù, abbia trascorso del tempo a New York, Londra e Berlino, subendo l'influenza della fantascienza, del cinema, dei graffiti, della musica elettronica e del punk rock. Alla fine è tornato a Pietrasanta, luogo più adatto per crescere una famiglia.Giannelli tells Mike how in his youth he spent time in New York, London and Berlin and was influenced by science fiction, cinema, graffiti, electronic music, and punk rock. Eventually he returned to Pietrasanta which was more conducive to raising a family.Ricorda la gioia di incontrare artigiani e visitare i laboratori che allora si trovavano nel centro di Pietrasanta. E gli piacevano anche le feste e la vita sociale con tanti giovani, soprattutto stranieri, tedeschi, francesi e americani.He recalls the joy of meeting artisans and visiting the workshops which were then in the centre of Pietrasanta. And he also enjoyed the parties and social life with lots of young people, especially foreigners, Germans, French, and Americans.The Watcher è una scultura che osserva il cielo con binocoli, cosa che gli esseri umani hanno sempre fatto. Tuttavia, ora, grazie alla tecnologia, sta cercando di guardare oltre. Emanuele afferma che “oltre” gli fa pensare anche alla spiritualità. The Watcher is a sculpture who looks up with binoculars at the sky, which is something humans have always done. However now, through technology, he is trying to look beyond. Emanuele says that ‘beyond' also makes him think of spirituality.Un'altra opera che cita con un tema visionario è Korf, un uomo che sta in piedi davanti al suo monitor, con le braccia incrociate, lo sguardo rivolto verso l'alto, alla ricerca della sua visione e del suo futuro.Another work he mentions with a visionary theme is Korf, a man who stands watching on his monitor, arms crossed, gaze turned upwards, searching for his vision and his future.Emanuele afferma che, pur non credendo in un codice chiamato religione, crede molto negli esseri umani. Dice che, sebbene siamo animali e abbiamo un senso di autodistruzione, siamo animali straordinari. Le sue opere si collocano tra il figurativo e il concettuale, riflettendo sul periodo contemporaneo caratterizzato da cambiamenti incredibilmente rapidi. Emanuele says although he doesn't believe in a code called religion, he believes very much in human beings. He says that although we are animals, and have a sense of self-destruction, we are extraordinary animals. His works are pitched between figurative and conceptual, reflecting on the contemporary period of incredibly fast-moving change.emanuelegiannelli.itinstagram.com/emanuele.giannelli
Siamo difronte a un'altra svolta nel caso Garlasco? Lo chiediamo a Marco Oliva, giornalista. La Francia ripristina il servizio militare su base volontaria e anche in Italia si parla da tempo di seguire questa strada. Quanto serve? Ce lo spiega il Generale Maurizio Fioravanti, già Comandante delle forze speciali italiane (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali).Domani arriva il Black Friday e saranno giorni centrali per il settore della logistica. Con noi per parlarne Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council.Serata di coppe europee. Ce le racconta Giovanni Capuano.
E' metà settimana, siamo molto stanchi.Siamo ancora nel bosco, ma Cruciani intervista il Ministro Matteo Salvini.Jacopo Coghe all'attacco di tutto e tutti. Fabrizio Marrazzo del Partito Gay gli risponde.Caterina Collovati contro Erika, mamma di Onlyfans. Poi arriva anche Ivan Taddei con le sue real doll.
Il PoretCast diventa un viaggio intimo e sorprendente con il professore Vittorio Lingiardi: dalla dipendenza dal telefono alle sovradiagnosi, dalla “cura della relazione” e all'esplorazione poetica e biologica del corpo umano. In un periodo storico dove narcisismo e smarrimento la fanno da padrone e l'IA interroga la psicoterapia, emerge un'unica verità: il corpo, fragile e misterioso come l'essere umano, sa trascendere tutto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Fluent Fiction - Italian: Discovering Gratitude in Florence's Autumn Haven Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-11-23-08-38-20-it Story Transcript:It: Luca camminava lentamente lungo i sentieri del Giardino Botanico di Firenze.En: Luca walked slowly along the pathways of the Giardino Botanico di Firenze.It: L'aria autunnale era fresca, e il profumo di fiori tardivi si mescolava con quello della terra umida.En: The autumn air was fresh, and the scent of late flowers mixed with that of the damp earth.It: Le foglie colorate scricchiolavano sotto i piedi, creando una melodia gentile che accompagnava i suoi pensieri.En: The colorful leaves crunched underfoot, creating a gentle melody that accompanied his thoughts.It: Era il Giorno del Ringraziamento, una festa rara in Italia, ma un momento di riflessione per Luca.En: It was Thanksgiving Day, a rare holiday in Italy, but a moment of reflection for Luca.It: Pensava alla gratitudine e all'importanza degli amici.En: He thought about gratitude and the importance of friends.It: Luca aveva ricevuto la diagnosi di una condizione respiratoria stagionale.En: Luca had been diagnosed with a seasonal respiratory condition.It: Questo lo preoccupava.En: This worried him.It: Aveva paura di essere un peso per i suoi amici, Chiara e Valentina.En: He was afraid of being a burden to his friends, Chiara and Valentina.It: Loro erano sempre pronte ad aiutarlo, ma lui voleva sentirsi normale, senza preoccupazioni.En: They were always ready to help him, but he wanted to feel normal, without worries.It: Mentre si avvicinavano al cuore del giardino, dove una grande esposizione di fiori d'autunno brillava sotto il sole, Luca si sentiva nervoso.En: As they approached the heart of the garden, where a large display of autumn flowers shone under the sun, Luca felt nervous.It: "E se avessi problemi a respirare qui?En: "What if I have trouble breathing here?"It: ", pensava.En: he thought.It: Non voleva che Chiara e Valentina lo guardassero con preoccupazione.En: He didn't want Chiara and Valentina to look at him with concern.It: "Luca, guarda quel colore!En: "Luca, look at that color!"It: ", disse Chiara indicando un cespuglio di crisantemi rossi.En: said Chiara, pointing to a bush of red chrysanthemums.It: Valentina sorrideva, godendosi la bellezza del posto.En: Valentina smiled, enjoying the beauty of the place.It: Luca cercava di rilassarsi e di vivere il momento.En: Luca tried to relax and live in the moment.It: Ma all'improvviso, sentì il suo respiro diventare più corto.En: But suddenly, he felt his breathing become shorter.It: Si fermò, cercando di mantenere la calma.En: He stopped, trying to stay calm.It: Chiara e Valentina si accorsero subito che qualcosa non andava.En: Chiara and Valentina immediately noticed that something was wrong.It: "Luca, stai bene?"En: "Luca, are you okay?"It: chiese Valentina con dolcezza.En: asked Valentina gently.It: Luca annuì, cercando di sorridere, ma il suo respiro era affannoso.En: Luca nodded, trying to smile, but his breathing was labored.It: Le sue amiche si avvicinarono e lo aiutarono a sedersi su una panchina vicina.En: His friends came closer and helped him sit on a nearby bench.It: "Respira piano, Luca", disse Chiara con calma.En: "Breathe slowly, Luca," said Chiara calmly.It: Valentina aprì la sua borsa e tirò fuori una bottiglietta d'acqua.En: Valentina opened her bag and pulled out a small bottle of water.It: "Ecco, questo ti aiuterà."En: "Here, this will help you."It: Dopo alcuni minuti, il respiro di Luca tornò normale.En: After a few minutes, Luca's breathing returned to normal.It: Guardò Chiara e Valentina con gratitudine.En: He looked at Chiara and Valentina with gratitude.It: "Mi dispiace, non volevo rovinarvi la giornata," disse con voce tremante.En: "I'm sorry, I didn't want to ruin your day," he said with a trembling voice.It: Valentina scosse la testa, "Non hai rovinato nulla, Luca.En: Valentina shook her head, "You haven't ruined anything, Luca.It: Siamo qui per te.En: We are here for you.It: Sempre."En: Always."It: Chiara aggiunse, "Siamo contenti di passare questo giorno insieme.En: Chiara added, "We are happy to spend this day together.It: Ci importa di te, non della tua condizione."En: We care about you, not your condition."It: Luca li guardò, il cuore più leggero.En: Luca looked at them, his heart lighter.It: Realizzò che il loro legame era più forte delle sue paure.En: He realized that their bond was stronger than his fears.It: Si sentì grato, non solo per il loro aiuto, ma per la loro amicizia sincera.En: He felt grateful, not only for their help but for their sincere friendship.It: Da quel giorno in avanti, Luca fu più aperto riguardo alla sua condizione.En: From that day forward, Luca was more open about his condition.It: Non si sentiva più un peso, ma parte di una squadra che lo supportava.En: He no longer felt like a burden, but part of a team that supported him.It: Il Giardino Botanico non era solo un luogo di fiori, ma il posto dove aveva capito il vero significato della gratitudine.En: The Giardino Botanico was not just a place of flowers, but the place where he understood the true meaning of gratitude.It: Più che mai, Luca sapeva che non era solo.En: More than ever, Luca knew he was not alone. Vocabulary Words:pathways: i sentieriautumn: l'autunnoscent: il profumoflowers: i fiorileaves: le foglieearth: la terracrunched: scricchiolavanomelody: la melodiareflection: la riflessionegratitude: la gratitudinefriends: gli amicidiagnosed: la diagnosiseasonal: stagionalerespiratory condition: la condizione respiratoriaburden: il pesoheart: il cuoredisplay: l'esposizioneconcern: la preoccupazionecolor: il colorebush: il cespugliocalm: la calmabag: la borsabottle: la bottigliettatrembling voice: la voce tremantebond: il legameteam: la squadrabreathing: il respirobench: la panchinabeauty: la bellezzagratitude: la gratitudine
Il presidente ucraino non si tira indietro e davanti al piano di pace in 28 punti proposto dagli Stati Uniti attiva un piano per una controproposta, in collaborazione con i partner europei. Siamo davvero giunti alla fase finale della guerra? Ne parliamo con Federigo Argentieri, professore di Scienze politiche alla John Cabot University, e con Alessandro Marrone, responsabile del Programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali.
In questo episodio discutiamo sugli stereotipi più comuni sugli italiani e di quanto ci rispecchiano. Chi sarà più italiano dei due?
Le domande sull'origine dell'avventura umana su questo pianeta sono tante. Come e perché la nostra specie si è affermata sulle altre? Quanto di contingente c'è nella nostra evoluzione? Quando è nata la civiltà? Risponde Massimo Polidoro, autore del saggio "Il mistero delle origini dell'uomo".
Siamo nell'era del Merdocene. La nostra Rosalba ci racconta Dirty Dancing. Gli animali cambiano taglia? Il Curacao si è qualificato! Ospiti in studio Stefano Bollani e Valentina Cenni.
In questo articolo affrontiamo uno degli argomenti che più vi fa venire il mal di testa: quando usare l'ausiliare ESSERE e quando usare AVERE? Lo so, lo so... ogni volta che dovete formare un tempo composto vi viene il panico! "Ma si dice ho andato o sono andato?" "È ho piaciuto o sono piaciuto?" Tranquilli! Vi spiego tutto con regole chiarissime e trucchi infallibili. E alla fine di questo articolo, non avrete più dubbi! Promesso! Tempi Composti: Come scegliere l'ausiliare giusto? Quando Usare "ESSERE"? L'ausiliare ESSERE si utilizza in diversi casi specifici che è importante conoscere e riconoscere. La caratteristica principale dei verbi che richiedono "essere" è che il participio passato deve concordare in genere e numero con il soggetto. 1) Verbi di Movimento (Spostamento da un Luogo all'Altro) I verbi di movimento che indicano uno spostamento da un posto all'altro o un cambiamento di posizione richiedono sempre l'ausiliare ESSERE. Questi verbi esprimono l'azione di muoversi, spostarsi o cambiare la propria collocazione nello spazio. Verbi principali: andare, venire, tornare, partire, uscire, entrare, cadere, fuggire, arrivare, salire, scendere, rientrare RICORDA: Con l'ausiliare "essere", devi concordare il participio passato in genere e numero con il soggetto. Esempi pratici: Io sono andata al supermercato (soggetto femminile singolare) Paolo è tornato dal suo viaggio ieri (soggetto maschile singolare) Noi siamo partiti per Parigi un anno fa (soggetto maschile plurale o misto) Le tue sorelle sono venute a casa mia ieri (soggetto femminile plurale) Maria e Luca sono usciti insieme stasera (gruppo misto: si usa il maschile plurale) Il treno è arrivato in ritardo stamattina Sono salita al terzo piano a piedi ATTENZIONE: Eccezioni con "AVERE" Alcuni verbi che indicano movimento, ma senza specificare la destinazione o il punto di arrivo, utilizzano invece l'ausiliare AVERE: Verbi con AVERE: ballare, camminare, nuotare, correre, viaggiare, passeggiare Perché usano AVERE? Perché questi verbi descrivono un'azione continuativa senza indicare uno spostamento specifico da un punto A a un punto B. Esempi: Ho camminato per due ore (movimento generico, nessuna destinazione specifica) Abbiamo ballato tutta la notte Ho nuotato in piscina Hanno corso per mantenersi in forma NOTA BENE: Anche CADERE richiede sempre l'ausiliare "essere" perché indica un cambiamento di posizione: Sono caduto dalle scale. 2) Verbi di Permanenza (Stare in un Luogo o in una Condizione) I verbi di permanenza indicano il fatto di rimanere in un certo luogo o di mantenere una determinata condizione per un periodo di tempo. Esprimono staticità piuttosto che movimento. Verbi principali: stare, restare, rimanere, durare Esempi pratici: Ieri sono rimasta a casa tutto il giorno perché dovevo lavorare (permanenza in un luogo) Luca è stato fermo tutto il tempo perché aveva paura (permanenza in una condizione) Loro sono rimasti dentro perché stava diluviando Il film è durato troppo (durata temporale) Siamo stati in silenzio per rispetto Le ragazze sono rimaste sole tutto il weekend Questi verbi esprimono la continuità di uno stato o di una posizione, senza implicare movimento o cambiamento attivo. 3) Verbi che Esprimono Cambiamenti di Stato Questa categoria include tutti i verbi che indicano una trasformazione, un cambiamento fisico o psicologico, o l'inizio/fine di uno stato. Sono verbi che descrivono come qualcosa o qualcuno diventa diverso da come era prima. Verbi principali: nascere, morire, crescere, diventare, invecchiare, dimagrire, ingrassare, impazzire, arrossire, guarire, ammalarsi, migliorare, peggiorare, cambiare, scomparire, apparire Esempi pratici con spiegazione: Sono nata nel 1996 (inizio dell'esistenza) Luca è diventato famoso grazie a quel video (cambiamento di condizione sociale)
Siamo tutti in attesa: la decisione che vorremmo prendere e che non va mai bene. Ne parliamo al Volo del Mattino