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Puntata 618 con Marco e Giuliana in conduzione.Iniziamo dalla scoperta del mesone Bc*+ , stato eccitato del mesone Bc da parte dell'esperimento ATLAS al CERN.Per approfondire:- REFERENCE PAPER: https://arxiv.org/pdf/2605.16228- https://koppenburg.ch/particles.htmlUna canzone può davvero mandare in crash un computer? Ian parte da un brano “Rythm Nation” di Janet Jackson del 1989 e, insieme a Leonardo, fa un deep dive tra frequenze di risonanza, hardware e fenomeni un po' inaspettati.Per approfondire:- CASO NIST - CVE-2022-38392: https://nvd.nist.gov/vuln/detail/CVE-2022-38392- BRANO: Janet Jackson - Rhythm Nation https://www.youtube.com/watch?v=OAwaNWGLM0c&list=RDOAwaNWGLM0c&start_radio=1- REFERENCE PAPER: https://eng.sut.ac.th/me/JRAME/images/Document/06paper4.pdf- ADAM NEELY: https://www.youtube.com/watch?v=-y3RGeaxksY&t=109sLast but not least, continuiamo con un po' di fisica e domande esistenziali che partono dall'equazione di Dirac.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/scientificast-la-scienza-come-non-l-hai-mai-sentita--1762253/support.
Da quando nell'agosto 1969 il musicista Serge Gainsbourg (1928-1991) e l'attrice Jane Birkin (1946-2023) pubblicarono il singolo Je t'aime moi non plus, dando il via al fenomeno del sexy sound, niente fu come prima.CensuraLa canzone che mima un rapporto sessuale, destò un tale scandalo da essere censurata dalla maggior parte dei paesi dove ne era possibile l'acquisto.
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Avete mai visto quattro persone sedute al tavolo di Non ho mai? Da oggi potrete rispondere "fatto"! In questo episodio Giulia e Claudio hanno invitato Mattiratti e Altea per condividere un po' di Non ho mai in compagnia di amici fidati (forse). Ad esempio: avete mai organizzato un addio al nubilato? E come vi immaginate il vostro? Avete mai mentito sul contenuto della playlist "i miei brani più ascoltati"? E qual è il vostro artista guilty pleasure? Volete suggerimenti sulla canzone da mettere come primo ballo al vostro matrimonio? Meglio non chiedere consiglio a Dj Claves... Ma di questo e molto altro meglio parlarne con Giulia e Claudio a Non ho mai!See omnystudio.com/listener for privacy information.
Italoscopie prend l'air ce week-end et se déplace à l'IIC dans les jardins de l'Hotel Galifet ! Émission spéciale avec les Tazenda, Elena Ledda et Alberto Bertoli a l'occasion du Festival Canzoni & Parole.
Mario Esposito e Carlo Emilio Zummocuratori della mostra "Lucio Dalla e Roberto Roversi. Automobili. Un disco"MAUTO Museo Nazionale dell'Automobile di TorinoFino al 20 settembre 2026A cinquant'anni dalla pubblicazione, il progetto espositivo invita a riascoltare un album e a ripensare il nostro rapporto con una delle invenzioni che più hanno segnato – e continuano a segnare – la nostra storia.Installation view. Ph. PerottinoIl Museo Nazionale dell'Automobile presenta il progetto espositivo LUCIO DALLA & ROBERTO ROVERSI. AUTOMOBILI. UN DISCO. In esposizione da mercoledì 13 maggio a domenica 20 settembre - nella project room al primo piano - materiali d'archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore in un percorso in cui le canzoni dell'album prendono forma nello spazio espositivo, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo dell'automobile nella società.“Il Museo Nazionale dell'Automobile rappresenta il contesto ideale per accogliere e amplificare il progetto Lucio Dalla & Roberto Roversi. Automobili. Un disco. Da luogo tradizionalmente deputato alla conservazione e valorizzazione dell'oggetto automobile, il Museo si configura oggi come uno spazio di riflessione culturale più ampio, in linea con una strategia che privilegia approcci trasversali e intersezionali. Portare questa mostra al MAUTO significa spostare lo sguardo - da oggetto tecnico a fenomeno culturale complesso - e interrogare le narrazioni che hanno costruito il mito dell'auto, metterle in discussione e aprire nuove prospettive di lettura che coinvolgono musica, letteratura, arte e società. La mostra si inserisce così pienamente nella nuova visione del Museo: un'istituzione capace di raccontare l'automobile come lente privilegiata per comprendere le trasformazioni del Novecento e le sfide del contemporaneo. Automobili diventa allora un archivio vivo, un racconto aperto, uno strumento critico”. Lorenza Bravetta, Direttore MAUTONel 1976 la casa discografica RCA pubblica Automobili, il concept album di Lucio Dalla e Roberto Roversi dedicato al simbolo per eccellenza della modernità e delle trasformazioni del Novecento. Il cantautore e il poeta, entrambi bolognesi, avevano originariamente composto undici brani destinati alla scena teatrale. La scelta di ridurli a soli sei per la pubblicazione su LP segna, al tempo stesso, il culmine e la rottura della loro collaborazione. Una decisione che rende oggi necessario riscoprire anche le cinque canzoni escluse, fondamentali per comprendere appieno la portata sociale e politica della loro visione del rapporto tra l'uomo e l'automobile.Quando uscì, l'album fu accolto come un'opera anomala, difficile, profondamente politica. Lontano dalle logiche commerciali della discografia dell'epoca, il disco si configurava come un affresco critico della società industriale italiana, in cui l'automobile non era semplice oggetto di desiderio o simbolo di progresso, ma dispositivo culturale, sociale e ideologico. Le recensioni dell'epoca ne sottolineavano la natura spiazzante: un concept album che smontava il mito dell'automobile proprio mentre questo raggiungeva la sua massima espansione. Nelle parole di Roversi e nelle musiche di Dalla, l'automobile è teatro di contraddizioni: promessa di libertà e insieme strumento di alienazione, icona di modernità e al tempo stesso segno di crisi industriale, simbolo di potere e oggetto destinato al declino. A distanza di cinquant'anni, Automobili si rivela un'opera sorprendentemente attuale. In un presente segnato dalla transizione ecologica, dalla ridefinizione dei modelli di mobilità e da un ripensamento radicale del rapporto tra uomo, tecnologia e ambiente, il “futuro incompleto” evocato dal disco appare come una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo. La mostra nasce dunque come un dispositivo interpretativo: non una celebrazione nostalgica, ma un campo di tensione tra passato e presente. Le canzoni diventano matrici narrative che attivano una pluralità di linguaggi – automobili, materiali d'archivio, immagini, suoni, illustrazioni – per costruire un racconto stratificato, capace di attraversare storia, cultura pop, industria, immaginario e critica sociale.Installation view. Ph. PerottinoIn esposizione materiali originali provenienti dall'archivio di Antonio Bagnoli - nipote di Roberto Roversi - e dedicati all'universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta: programmi di sala e locandine dello spettacolo teatrale Il futuro dell'automobile (1976), taccuini manoscritti di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo “Norisso” presso la SIAE, articoli e interviste pubblicate sulla stampa dell'epoca, oltre a testi originali delle canzoni e materiali audiovisivi tratti dal programma televisivo Automobili andato in onda nel 1977. Un corpus eterogeneo che restituisce il clima culturale, artistico e politico in cui nacque uno dei progetti più radicali e visionari della canzone italiana degli anni Settanta. Accanto ai documenti, due vetture - la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 - che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell'automobile italiana: da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea. La prima rimanda direttamente alla dimensione epica evocata nel brano Nuvolari e, più in generale, al racconto della velocità come mito moderno. È l'automobile delle corse, dell'eroismo individuale, delle Mille Miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco: una macchina estrema, simbolo di un'Italia che costruisce il proprio immaginario tecnologico e sportivo attraverso figure leggendarie e imprese collettive. La Bianchina rappresenta invece l'altra faccia del racconto: l'automobile popolare, accessibile, entrata nella vita quotidiana degli italiani durante il boom economico. È la vettura delle famiglie, delle periferie, delle vacanze e della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente in Automobili, tra alienazione urbana, ingorghi, consumi e trasformazioni del paesaggio sociale.Con il patrocinio diMinistero della CulturaRegione PiemonteCittà di TorinoFondazione Lucio DallaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'Eurovision Song Contest nasce nel 1956 con lo spirito nobile di creare una cultura europea nella televisione - e con lo scopo pratico di sperimentare le prime tecniche di Eurovisione. Ispirato al Festival di Sanremo, da subito, però, si intreccia con la geopolitica europea: dalle ferite del Dopoguerra, alle dittature di Spagna e Portogallo, alle conseguenze della caduta del blocco sovietico, fino ad arrivare, in queste ultime edizioni, alle proteste per la presenza di Israele. Direttamente da Vienna, dove si svolge la 70ª edizione, incontriamo gli storici della manifestazione, che ci raccontano il cammino complesso e affascinante del concorso.Con noi Emanuele Lombardini, cofondatore di Eurofestivalnews, autore tra l'altro di Unite Unite Europe (Arcana) e Dean Vuletic, "Professor Song Contest", storico dell'Europa contemporanea. Tra le sue pubblicazioni, in Italia è stata edita Eurovision Song Contest (Minimum Fax).
Nel "mondo di Manuel" inauguriamo un ciclo di puntate dedicate a canzoni che illustrano e/o sono influenzate dalla plumbea atmosfera di guerra - alla quale purtroppo ci siamo da qualche anno riabituati.In chiusura di puntata, la musica di Carne Fresca: Florilegio con "La Felicità Non Esiste".Playlist:Talking Heads - "Life During Wartime"PJ Harvey - "Let England Shake"Rage Against The Machine - "Bombtrack"Radiohead - "Burn The Witch"Hüsker Dü - "Turn On The News"Faraj Suleiman - "Elegy for a Lone Martyr"Florilegio - "La Felicità Non Esiste"
È un tema che sempre più spesso, soprattutto durante la settimana di Sanremo, viene fuori… ma davvero una canzone scritta da dieci persone vale meno? Ne abbiamo parlato con Davide Petrella al BSMT. Cosa ne pensate? Episodio completo qui: https://open.spotify.com/episode/4hYS2EUyK8FlPNUoeXYunH?si=rGHLJWa3RUW2xU5-aR0K-g Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 1° maggio in Italia è la festa dei lavoratori e a Roma viene organizzato un grande concerto, chiamato "il concertone del primo maggio". La musica è molto importante per mandare mssaggi chiari e uniti e quest'anno ricordiamo la festa con 6 canzoni italiane che hanno fatto la storia del primo maggio in Italia. Ascolta l'episodio 84 sulla origini e la storia del Primo maggio QUi: https://www.spreaker.com/episode/84-la-festa-dei-lavoratori-origini-e-storia-del-primo-maggio--65799101 Guarda i video e i testi QUI:Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/italian-time-zone-l-italiano-con-la-storia--5159377/support.
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Brani che non si fermano abbastanza a lungo da diventare un pezzo di vita. Fonti: video “Giorgio Gaber - E pensare che c'era il pensiero (5 - CD2)” pubblicato sul canale Youtube Carosello records il 12 luglio 2013; account Tiktok Best of Trap, 22 agosto 2025; account Instagram fabrizio.deandre, 28 dicembre 2022. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Roberto Emanuelli"Scegliti sempre"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itQuesto è un romanzo sull'invisibilità emotiva, sulla forza silenziosa delle donne che resistono troppo a lungo. Ma soprattutto è una storia di rinascita, lenta, reale, imperfetta.Beatrice ha quarantuno anni, un figlio adolescente e un matrimonio che lentamente sembra incrinarsi. Per Matteo aveva rinunciato a tutto: l'università, la musica, i sogni; per costruire con lui quella famiglia che da piccola le era mancata. Negli anni, stretta fra il ruolo di madre e un lavoro che non ama, ha messo da parte se stessa, e ora si scopre noiosa, svuotata, senza una vita propria. Quando Matteo la tradisce e la lascia, Beatrice crolla. Il dolore non è solo la fine di un amore, ma la consapevolezza di aver consegnato vent'anni della propria vita a qualcuno che non l'ha mai davvero scelta. Precipita in una spirale di dolore che la porta a toccare il fondo. Accanto a lei, però, ci sono le amiche di sempre, ancore di salvezza che la riportano alla realtà. E poi c'è la madre, con la sua forza silenziosa, che le mostra che si può sopravvivere anche all'abbandono più devastante. Beatrice comincia a guardarsi indietro, a collegare i fili, a fare i conti con quello che ha dentro. A raccogliere i pezzi, a prendersi per mano. Nella scoperta che l'amore non è sacrificio. Non è mettersi da parte. È poter scegliere. Prima di tutto, scegliere se stessi.E mentre guardo il mare, col vento che mi spettina i capelli e mi rimette a posto i pezzi nel cuore, vedo che nel muro di dolore che mi schiaccia si è aperta una crepa, e da lì, adesso, entra una luce."Mi chiamo Roberto Emanuelli e faccio lo scrittore. Racconto di amore, relazioni, felicità e rinascita dopo le cadute, partendo da esperienze vissute in prima persona, tra cui una storia tossica che mi ha insegnato molto sull'amore malato e sulla crescita personale. Parlo di autostima e di amore per sé stessi, temi che continuo a esplorare nel mio percorso umano e creativo. Sono nato e vivo a Roma. Ho provato mille cose senza eccellere in nessuna. L'unica che mi è riuscita davvero è scrivere: la mia cura, la mia urgenza, quello che mi salva ogni giorno."Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gianluigi Cosi"45 giri di poesia"Canzone che viene, canzone che vaEdizioni il raggio verdewww.ilraggioverdesrl.it“45 giri di poesia – canzone che viene canzone che va” è la nuova raccolta di poesie di Gianlugi Cosi edito da Il Raggio Verde edizioni. Un libro che nelle intenzioni dell'autore, fotografato in copertina da Mimmo Summa, vuole essere un omaggio alla musica d'autore italiana da riscoprire attraverso il filtro della poesia che le canzoni hanno ispirato. Si tratta di un vero e proprio viaggio musicale – spiega lo stesso Cosi – «attraverso le poesie e le canzoni, attraverso una chitarra o un piano, attraverso le parole e le emozioni. La canzone scappa via la poesia si aggrappa al cuore e rimane lì sospesa.Bisognerebbe educarsi alla canzone con la poesia, ascoltare il più possibile i vecchi e nuovi cantautori, leggere la storia. Fu Vincenzo Micocci che “inventò” il termine “Cantautori” negli anni Settanta con la scuola romana nel famoso Folkstudio fucina di grandi artisti.»Impreziosisce la raccolta l'inserimento ad ogni poesia del qrcode del brano che ha ispirato il componimento. Scrive in prefazione Carmelo Grassi direttore artistico Nuovo Teatro Verdi di Brindisi: «I “45 giri” del titolo sono rotazioni dell'anima. Sono istantanee di un'epoca che, lungi dall'essere nostalgica, diventa un laboratorio emotivo per il presente. Questo libro è più che un'operazione retrospettiva, è un vero atto di riappropriazione: ci restituisce le canzoni come spazi aperti, come paesaggi in cui tornare a camminare. E lo fa con uno stile sobrio, calibrato, mai ridondante. Una poesia che non alza la voce ma che resta impressa. “45 giri di poesia” è anche, infine, un invito. A riascoltare con attenzione. A rileggere con lentezza. A non archiviare mai ciò che ci ha emozionato. Perché la bellezza – come la musica, come la poesia – non ha bisogno di molto per rivelarsi: le basta una scintilla. Un frammento. Una parola giusta al momento giusto. E Gianluigi Cosi, in queste pagine, ha saputo trovarla.»Gianluigi Cosi è nato nella primavera del 1976 a Brindisi dove attualmente vive e lavora. Cantautore e scrittore scrive filastrocche, canzoni e poesie. Dal 2007 è il cantante dei “Rinoplastici” una tribute band dedicata a Rino Gaetano. Ha iniziato a fare teatro portando in giro lo spettacolo dal titolo “Ci vuole un fiore” cantando Endrigo e leggendo Rodari che considera suo maestro ispiratore. Ha scritto per il Raggio Verde: Betta caretta e gli amici della macchia (2015), Camilla clorofilla e il bosco che brilla (2017) Iole girasole e i prati in fiore (2019), Nessuno bacia Biancaneve (2021), Hanno vinto i bambini (2024). Dai libri sono nati gli spettacoli teatrali in collaborazione con Paola Giglio con musiche originali. Sta per uscire un nuovo album di inediti dal titolo Cosa ci serve davvero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giacomo Serreli "Marisa Sannia. La voce del vento e del mare"Francesco Brioschi Editorewww.brioschieditore.itLa voce di Marisa Sannia emerge, fresca e limpida, come le onde che si infrangono sulla sua terra, la Sardegna. La sua non è solo la storia di un successo, ma è prima di tutto la storia di una giovane ragazza isolana appassionata di musica e pallacanestro che è riuscita a raggiungere il palco di Sanremo. Dal suo primissimo esordio al Parioli, dove si esibiva con un gruppo di amici, ha poi conquistato mete ben più lontane e ambiziose come il Giappone e Cuba. E tutto questo senza perdere la genuinità e la delicatezza che da sempre l'hanno caratterizzata.Versatile ed eclettica, Marisa Sannia si è rivelata un'artista di talento in diversi ambiti: dalla canzone ai musicarelli, dalla pubblicità al teatro. Anche se la sua creatività si è espressa al meglio attraverso la riscoperta della lingua sarda negli album Melagranàda, Nanas e janas e Sa oghe de su entu e de su mare, e poi ancora di quella spagnola con il postumo Rosa de papel, ispirato ai testi di Federico García Lorca.In questa biografia, Marisa Sannia si svela grazie alla penna acuta di Giacomo Serreli, capace di raccontare quella “voce del vento e del mare” che ancora risuona in tanti ascoltatori.Giacomo Serreli è nato a Cagliari nel 1955.In quasi cinquant'anni di attività come giornalista televisivo, non ha mancato di rivolgere la sua attenzione e il suo interesse alla scena e al patrimonio musicale sardo.In particolare, ha lavorato a produzioni per l'emittente Videolina, programmi radiofonici sull'emittente Radiolina e per la sede regionale della Rai.Tra le sue pubblicazioni: Sonos langanos (Condaghes, 1998), Maria Carta voce e cuore di Sardegna (La Nuova Sardegna, 2019), Boghes e sonos (Fondazione Maria Carta, 2020) e l'autobiografico Dropout music, itinerari per il mondo di un dj radiofonico (Edes, 2021).Ha curato inoltre numerosi saggi tra cui la sezione dedicata alla Sardegna in The Rough Guide to World Music. Vol. 2 (Rough Guide, 2009).È responsabile del comitato scientifico della Fondazione Maria Carta di Siligo dal 2002, anno della sua costituzione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quali sono le canzoni attraverso cui gli studenti di tutto il mondo imparano l'italiano? Lo analizza uno studio realizzato dall'Università Ca' Foscari di Venezia assieme alla rete mondiale della Società Dante Alighieri.
Emilio Jona"Quattro donne"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L'ultima, ma non per importanza, è Delfina, l'impiegata dello studio dell'avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all'eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.Solo ora, spinto dalle circostanze, mi decido a scrutare un poco dentro la sua vita, oltre la sua riservatezza, a sottrarla alla fitta rete di dimenticanza o di omissioni che la nascondono. Delfina è stata per venti mesi il cordone ombelicale che ci ha mantenuto in vita; se fosse stata arrestata, se avesse parlato, se fosse morta, noi tutti saremmo scomparsi con lei. Partendo da questa stanza pulita e anonima dove sta naufragando la sua vecchiaia, vorrei allora provare a fare un po' di luce, a sbocconcellare a morsi un poco del suo passato e tradurlo in scrittura, in memoria.Emilio Jona (Biella, 1927) è avvocato, poeta, narratore, librettista, saggista. Tra i suoi libri: di cultura popolare, Cantacronache. Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta (Scriptorium-Paravia 1995, con M.L. Straniero), di cui fu anche uno dei protagonisti, e Senti le rane che cantano. Canzoni e vissuti popolari della risaia (Donzelli 2005, con F. Castelli e A. Lovatto, Premio Nigra 2006); di poesia, La cattura dello splendore (Scheiwiller 1998, finalista al Premio Viareggio, vincitore del Premio Catanzaro 1999); di teatro, Il 29 luglio del 1900. Vita e morte dell'anarchico Gaetano Bresci (Sipario n. 321, 1973, con S. Liberovici, Premio Riccione 1972). Presso Neri Pozza sono usciti Al rombo del cannon. Grande Guerra e canto popolare (Neri Pozza 2018, con F. Castelli e A. Lovatto), i romanzi Il celeste scolaro (finalista al Premio Bottari Lattes 2016) e Il fregio della vita (2018), la raccolta di saggi Essere altrove. Scritti sull'ebraismo (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Viviana Mazza spiega da chi sono composti i movimenti e le organizzazioni che manifestano contro le azioni violente delle milizie anti-immigrati a Minneapolis. Lara Sirignano parla dell'emergenza nazionale dichiarata per le devastazioni su Sicilia, Calabria e Sardegna prodotte dall'uragano, che si è abbattuto anche su diverse navi di migranti. I voti di Andrea Laffranchi ai 30 brani in gara alla edizione numero 76 del Festival, dal 24 al 28 febbraio.I link di corriere.it:Minnesota, Trump invia Homan, il «duro» zar delle frontiere. Il candidato governatore repubblicano si ritiraNiscemi, è ripresa la pioggia, altri crolli. Mille sfollati, «destinati ad aumentare». Dichiarata l'emergenza nazionale per il maltempoSanremo 2026, le pagelle dei brani in anteprima
In questa puntata di Start parliamo della firma del nuovo contratto di lavoro della scuola e degli aumenti in arrivo per prof e personale tecnico, poi dell'Italia che diventa il primo esportatore di mele al mondo e poi del perché le canzoni natalizie fanno bene all'umore Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La cantante Carlotta Centanni è venuta a trovarci in studio per parlarci di questo spettacolo e dei suoi ricordi musicali: "Mina? È stato mio padre ad inventare il suo look con quegli occhi bellissimi".
Vuoi scoprire quanto ne sai di musica italiana? Fai subito il QUIZ: https://bit.ly/3VqZsp6In questo podcast scoprirai sei brani iconici della musica italiana che non solo ti faranno emozionare, ma ti aiuteranno anche a imparare nuovo vocabolario, espressioni autentiche e aspetti della cultura italiana.Dall'ironia di Toto Cutugno, ai sogni di Modugno, dalla malinconia di Celentano fino alla poesia di Bocelli: ogni canzone ti insegnerà parole ed espressioni utili per vivere la lingua italiana in modo naturale e divertente.Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione1:49 - L'italiano di Toto Cutugno3:47 - Volare di Domenico Modugno5:30 - Azzurro di Adriano Celentano7:37 - Caruso di Lucio Dalla9:11 - La solitudine di Laura Pausini10:07 - Con te partirò di Andrea Bocelli11:27 - Conclusione