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Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player Scarica come HTML Scarica come PDF Vocabolario Scarica come text file Scarica come text file with semicolons (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4 Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia. Come è andata? Dove tornerebbe? Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo. E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio: Tutti i link utili per sapere di più di Fabio: https://fabiocerpelloni.com/ Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G Trascrizione Raffaele: [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo! Matteo: [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio. Raffaele: [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti? Matteo: [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti? Raffaele: [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me? Matteo: [0:58] Non lo so. Raffaele: [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre. Fabio: [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un... Matteo: [3:51] Una serie più che una puntata. Fabio: [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina. Raffaele: [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica? Fabio: [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere. Raffaele: [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro. Fabio: [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco. Raffaele: [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra. Matteo: [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover... Raffaele: [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna. Matteo: [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo? Fabio: [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì. Matteo: [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want? Fabio: [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro. Raffaele: [10:43] In bocca al lupo. Fabio: [10:44] Grazie. Raffaele: [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"! Fabio: [10:47] Crepi, crepi, infatti! Matteo: [10:48] Sei vegetariano? Fabio: [10:50] Io? Sono vegano. Matteo: [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"! Matteo: [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano. Matteo: [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta? Fabio: [11:13] Una ricetta vegana? Matteo: [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana. Raffaele: [11:22] La domanda più difficile delle due puntate. Fabio: [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure. Matteo: [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure. Fabio: [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure. Raffaele: [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana. Fabio: [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto. Raffaele: [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero? Fabio: [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa. Matteo: [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica. Fabio: [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me. Raffaele: [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano. Fabio: [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze. Matteo: [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto. Fabio: [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione. Raffaele: [17:54] E invece sei tornato in Italia? Matteo: [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare? Fabio: [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council. Matteo: [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council. Fabio: [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance. Raffaele: [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero? Fabio: [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai. Raffaele: [19:59] Le dai per scontate. Fabio: [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare. Matteo: [20:10] Questo è interessante, molto interessante. Fabio: [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa. Matteo: [20:23] No no no, continua. Fabio: [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa. Matteo: [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo. Fabio: [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo. Raffaele: [22:03] Cosa? Fabio: [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..." Raffaele: [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori? Fabio: [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers Matteo: [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking. Raffaele: [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio. Matteo: [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè. Fabio: [24:53] Bel piano! Raffaele: [24:54] Ciao a tutti. Matteo: [24:56] Ciao. Fabio: [24:57] Ciao ciao!
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN I Maori, popolo indigeno della Nuova Zelanda di origine polinesiana, sono conosciuti per la tradizionale danza della haka, i tatuaggi e - più recentemente - per il film Oceania. Ma chi sono esattamente? Non sappiamo con precisione come sia nata la comunità maori, ma probabilmente si è trattato di un popolo della Polinesia arrivato intorno al 1300 in Nuova Zelanda (chiamata in lingua maori “Aotearoa”, cioè “grande nuvola bianca”). Ma come vivono oggi? Cos'è la haka? E qual è la loro religione? In questo nuovo video della serie “Antichi Popoli” vedremo chi sono i Maori, com'è la loro cultura e come vivono oggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Passione Triathlon n° 345Flavio Calafatiprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon.Segui l'intervista condotta da Dario Daddo Nardone,PASSIONE TRIATHLON, in prima visione la nuova puntata sul canale youtube @DaddoSport ogni mercoledì alle 19.00!#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #govegan #stopgenocideDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.
in questo primo episodio della nuova serie Solitudine: voci dall'estero, i curatori Elia Bressanello, Laura Crippa e Giulio Pitroso esplorano le molteplici sfaccettature della solitudine, con un focus specifico sull'esperienza migratoria. Non solo un racconto personale, ma un'analisi critica e interdisciplinare: Elia dialoga con Giulio, sociologo, e Laura, letterata, per decostruire il fenomeno attraverso lenti tecniche e culturali. Questo episodio pilota getta le basi per un viaggio che, in ogni puntata successiva, affronterà la solitudine con l'aiuto di un esperto diverso, unendo scienze umane e scientifiche per una comprensione più profonda di un'esperienza universale. Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che promuove e diffonde la conoscenza della lingua e cultura italiana in Australia e in Nuova Zelanda, https://iicsydney.esteri.it/en e il Ministry for Ethnic Communities che promuove la diversità ed l'inclusione in Aotearoa. https://www.ethniccommunities.govt.nz/
Il devastante tornado EF-4, uscito dagli schermi dei film hollywoodiani per abbattersi sulle strade della città brasiliana di Rio Bonito do Iguaçu, è stato il più potente tornado nella storia recente del Brasile. Il vento, con una velocità fino a 300 km/h, ha ridotto in macerie interi quartieri. Ha lasciato circa un migliaio di residenti senza tetto e ha causato la morte di 6 persone. "Il vento ha portato via tutto, tranne la voglia di vivere", dicono i residenti locali, mentre ripuliscono le macerie insieme ai volontari.Ma la tragedia brasiliana è solo un episodio della crisi climatica globale, che sta diventando ogni giorno più grave:– L'incendio nel parco nazionale di Tongariro, dove è stata girata la trilogia "Il Signore degli Anelli", ha distrutto 2800 ettari di natura unica, Nuova Zelanda;– Il freddo artico ha colpito gli Stati Uniti: la Florida è stata colpita da una gelata di -3 °C e a Miami gli iguana congelati cadevano dagli alberi;– Il Canada è stato colpito da una rara tempesta di neve precoce, che non si vedeva da oltre mezzo secolo;– La regione di Sanriku in Giappone ha subito una serie di 37 terremoti in poco più di 24 ore, tra cui tre forti scosse di magnitudo superiore a 6,0;– Due potentissimi tifoni si sono abbattuti consecutivamente sulle Filippine: "Kalmaegi" ha causato 232 vittime, mentre il tifone "Fung-Wong" ha provocato la morte di altre 25 persone;– L'Iran sta vivendo una siccità storica: i bacini idrici di Teheran sono pieni per meno del 10%;– In Cina è crollato parzialmente il "ponte tra le nuvole" di Hongqi, recentemente costruito nella provincia di Sichuan.Tutti questi eventi non sono casuali, ma anelli di una catena di cambiamenti climatici globali. Vediamo come fenomeni meteorologici estremi, attività sismica e catastrofi naturali stanno diventando la norma, e le moderne tecnologie non garantiscono più la sicurezza.Ma c'è una notizia che dà speranza: è già operativo il Centro di ricerca globale “ALLATRA”, una piattaforma scientifica internazionale dove gli scienziati, senza politici e sponsor, cercano soluzioni reali alla crisi climatica. Tutti i dati sono di dominio pubblico. È un'occasione per trovare una via d'uscita.
Puntata "clandestina" dopo il blackout del nostro profilo Instagram (forse la FIFA non ha gradito il memendiale?). Analizziamo il secondo round dei gironi del Mondiale Femminile di futsal chiusosi con la sconfitta dell'Italia con il Brasile, che si qualifica come prima. Le Azzurre si giocheranno il passaggio del turno contro l'Iran all'ultima giornata. Negli altri gironi, qualificate Argentina, Spagna e Portogallo. La sorpresa? La vittoria della Tanzania contro la Nuova Zelanda. Ci risentiamo domenica, se non ci sequestrano.
Gianni was born and raised in Muriwai on the west coast near Auckland, on a farm that is still in the family. Gianni's father emigrated to NZ with his parents Zita ed Eugenio. They came as refugees from Istria, where after the Second World War the borders were changed and they village was no longer part of Italy. A great aunt had married a NZ soldier and Gianni's grandparents decided also to move to NZ. Gianni's grandfather was a language teacher, and Zita was a dressmaker who later set up her own high-fashion label, Moda Bella. Both were founding members of the Dante Alighieri Society and Zita was also the President in the '70s. Gianni is telling us about his time with relatives in Trieste learning Italian, his involvement with the mandolin orchestra and the big passion in life: his profession as a winemaker. Gianni is a qualified viticulturist and oenologist and has worked for major winemaker companies in NZ. In 2010, he started on the family farm a small vineyard of Nebbiolo, a difficult variety to grow in the Auckland climate, now producing about 300 litres of Flego Wines. https://flegowine.substack.com/ Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Ambasciata d'Italia a Wellington, https://ambwellington.esteri.it/en/ che promuove la lingua e cultura italiana in Nuova Zelanda, e il Ministry for Ethnic Communities che promuove la diversità ed inclusione in Aotearoa. https://www.ethniccommunities.govt.nz/
La scelta di Belém, alle porte dell'Amazzonia, come sede della trentesima Conferenza delle Nazioni Unte sul clima, ha suscitato grandi speranze che, a dieci anni dagli accordi di Parigi, questi colloqui possano essere un punto di svolta nella lotta contro la crisi climatica. Con Ferdinando Cotugno, giornalista, da Belém.Secondo i dati più recenti pubblicati dall'agenzia nazionale Statistics New Zealand, negli ultimi 12 mesi la crescita della popolazione ha raggiunto il tasso più basso dal 2013. Con Junko Terao, editor di Asia e Pacifico di Internazionale. Oggi parliamo anche di:Corpo e mente • “Quando le parole si bloccano in gola” di Julinka Goetzhttps://www.internazionale.it/magazine/julinka-goetz/2025/11/13/quando-le-parole-si-bloccano-in-golaSerie tv • Call my agent Italia su Sky tv e NowCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
I ricercatori della University of Queensland hanno sviluppato nuove linee guida per il trattamento delle commozioni cerebrali in Australia e Nuova Zelanda.
Il passato ci insegue come uno zombie, dice Alessandro Giammei. Saggista e professore di letteratura Italiana a Yale, negli USA. Il passato è uno zombie, in cui però possiamo specchiarci noi stessi. Ogni epoca si sceglie il suo passato per meglio riflettere le sue esigenze, come fa l'Italia santificando il Rinascimento e le sue figure. Ma il passato è spesso una mascherata, un carnevale organizzato, i cui abiti sono scelti da un presente ingombrante. In questo episodio de I viandanti della cultura, Federico Magrin e Alessandro discutono della propaganda che traveste il passato e che gli cuce a misura i costumi. Nel suo libro Gioventù degli antenati, pubblicato da Einaudi, Alessandro scrive che bisogna specializzarsi in tecniche di necromanzia per affrontare il passato in maniera autentica. Bisogna antichizzarsi, invece che presentificare o attualizzare il passato. Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che promuove e diffonde la conoscenza della lingua e cultura italiana in Australia e Nuova Zelanda. https://iicsydney.esteri.it/en/
Corte internazionale di Giustizia: Israele deve consentire alle agenzie delle Nazioni Unite, tra cui l'UNRWA, di entrare a Gaza per consegnare aiuti. Gaza disseminata di ordigni esplosivi. Nuova Zelanda: tempesta e rabbia sociale.Sudan, la crisi dimenticata al collasso.Regno Unito: arrestati tre uomini accusati di spionaggio per la Russia.Ucraina: due giornalisti uccisi in un attacco russo Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli Introduzione: Ottant'anni dopo Norimberga: la giustizia che non si ripete
Ondazzurra ha il piacere di incontrare l'Ambasciatore Cristiano Maggipinto, capo missione all'Ambasciata d'Italia a Wellington dai primi mesi del 2025. L'Ambasciatore ci traccia le tappe principali della sua carriera diplomatica, all'estero presso le Ambasciate di Tel Aviv, Bonn, Berlino, Houston, Washington, Kuala Lumpur; e in Italia alla direzione generale degli Italiani all'Estero e come consigliere diplomatico presso la città di Firenze. In NZ si è trovato subito bene ed ha iniziato una densa attività. Ci parla delle iniziative per celebrare quest'anno la ricorrenza dei 75 anni di relazioni diplomatiche tra l'Italia e la Nuova Zelanda. E degli eventi significativi per il mese di ottobre: la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo e il primo Busness Summit Europa-Nuova Zelanda, che fa seguito all'accordo di libero scambio EU-NZ firmato nel 2024. Nel futuro ci saranno occasioni di diplomazia sportiva col comitato olimpico NZese partecipante alle Olimpiadi Invernali a Cortina d'Ampezzo e col prestigioso evento della America's Cup a Napoli nel 2027. Nel settore della ricerca scientifica ci parla della missione italiana in Antartide e di altre occasioni significative per la promozione dei rapporti tra i due paesi. https://ambwellington.esteri.it/en/ Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che promuove e diffonde la conoscenza della lingua e cultura italiana in Australia e Nuova Zelanda. https://iicsydney.esteri.it/en/
Otago, Nuova Zelanda. Il Vulcan Hotel, che risale agli anni Ottanta dell'Ottocento, ha una stanza (la numero 1) che custodisce un terribile segreto...Buon ascolto!
Nel terzo episodio di "Sul mare luccica....riflessi d'Italia nella letteratura NZese" Antonella Sarti Evans e Carla Rotondo riflettono sull'importanza di Patricia Grace nella letteratura, storia e cultura di Aotearoa. Patricia Grace è esempio luminoso del rinascimento māori sin dagli anni 70: la sua opera conta ben 7 romanzi, 8 raccolte di racconti e numerosi libri per bambini, fra i primissimi ad essere pubblicati bilingue, in inglese e te reo māori. Patricia Grace è stata la prima autrice māori pubblicata in NZ con la raccolta Waiariki (1975), alla quale hanno fatto seguito titoli amatissimi quali Potiki (1986), Cousins (1992), The Sky People (1994), TU (2004) sino alla recente collezione Bird Child & other stories (2024). La sua opera è stata introdotta al pubblico italiano tradotta da Antonella Sarti Evans per l'editore Joker. Figura portentosa sia nella penna che nelle azioni, Patricia Grace è portavoce lucida, sensibile e costante della lotta per i diritti civici e la lingua māori, insignita di innumerevoli premi e due Dottorati di ricerca onorari in letteratura. https://antonellasartievans.net Ondazzurra ringrazia l'Ambasciata d'Italia Wellington per il supporto alla realizzazione di questo programma, a promozione della lingua e cultura italiana in Nuova Zelanda https://ambwellington.esteri.it/en/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/9828RIVOLUZIONE SESSUALE, IL VIRUS CHE HA INFETTATO L'OCCIDENTEL'Ungheria di Orbán prova a guarire, Bruxelles preferisce la malattia e grida al fascismodi Francesca Romana Poleggi L'immagine in evidenza mostra una croce disegnata in cielo dall'aeronautica sul Parlamento di Budapest, in occasione della festa nazionale del 20 agosto scorso, che esprime l'orgoglio dell'Ungheria di essere una nazione cristiana, grazie a Santo Stefano, dall'anno 1000.Viktor Orbàn, Primo Ministro ungherese, è uno dei più odiati dai media e dalle élite globaliste e progressiste europee e internazionali: un recente articolo di Jonathon Van Maren (un giornalista canadese che scrive per europeanconservative.com) ci fa capire perché.Da almeno dieci anni Orbàn - che è di religione Calvinista - promuove nel suo Paese la "democrazia cristiana" (niente a che vedere con il noto partito scudocrociato italiano). Sa bene che nessun governo può rendere cristiano il popolo. La sua "democrazia cristiana" non si occupa di difendere gli articoli di fede o la religione. "Democrazia cristiana" significa proteggere lo stile di vita che scaturisce dalla cultura cristiana e in particolare la dignità umana, la famiglia e la nazione - perché il cristianesimo non cerca l'universalità attraverso l'abolizione delle nazioni, ma attraverso la loro conservazione.Questi i cinque principi fondamentali della democrazia cristiana di Orbàn:1) difendere la cultura cristiana e riservarsi il diritto di rifiutare le ideologie multiculturali,2) difendere la famiglia naturale e il diritto di ogni bambino a una madre e un padre,3) difendere i settori economici e i mercati strategici nazionali,4) difendere i propri confini e riservarsi il diritto di respingere l'immigrazione,5) insistere sul principio che a ogni nazione spetti un voto sulle questioni più importanti discusse in sede di Unione Europea.La visione di Orbán è stata facilmente bollata come "nazionalista" (o "sovranista" e con altri epiteti considerati più o meno offensivi e dispregiativi) e molto criticata dall'élite di un'Europa che ha rinnegato le sue radici cristiane e promuove una "società aperta" senza confini, fluida in tutto e per tutto. Un'Europa che sta perdendo le identità, le tradizioni dei popoli a favore delle culture degli immigrati (islamici) che devono essere accolti senza se e senza ma, un'Europa in cui "famiglia" è ormai qualsiasi forma di convivenza facoltativa e fluida. L'AGENDA CONSERVATRICE DI ORBÁN HA POSTO L'UNGHERIA SU UNA STRADA DIVERSALa Costituzione ungherese del 2011 afferma che lo Stato "protegge l'istituzione del matrimonio come unione di un uomo e una donna stabilita per decisione volontaria, e la famiglia come base della sopravvivenza della nazione". Inoltre, afferma che "I legami familiari si basano sul matrimonio o sul rapporto tra genitori e figli", e sottolinea che "l'Ungheria sostiene l'impegno ad avere figli", e che: "la dignità umana è inviolabile. Ogni essere umano ha diritto alla vita e alla dignità umana; la vita del feto è protetta fin dal momento del concepimento".Una serie di politiche a favore del matrimonio e dell'infanzia ha implementato effettivamente questi principi costituzionali. Il tasso di matrimoni è raddoppiato tra il 2010 e il 2021; i divorzi si sono dimezzati. Sebbene l'aborto sia ancora legale in Ungheria fino a 12 settimane - il governo riconosce che un divieto, pur essendo costituzionalmente valido, non gode ancora di sufficiente sostegno pubblico - gli aborti si si sono dimezzati, e anche tra le adolescenti tasso di abortività è in diminuzione. La politica di promozione della famiglia ha comportato logicamente e coerentemente una fiera battaglia alla rivoluzione sessuale. Una legge vieta la propaganda sessuale LGBT tra i minori dal 2021 e le manifestazioni oscene ai gaypride.Un emendamento costituzionale approvato ad aprile ha affermato l'esistenza di solo due sessi. Il cambio di genere è stato dichiarato illegale nel 2020.I critici insistono sul fatto che si tratti di un attacco alla democrazia, ma gli Ungheresi sostengono massicciamemte le politiche del governo.Il progetto di Orbán appare illiberale alle élite globaliste perché, a partire dagli anni '60, le società occidentali sono state letteralmente sconvolte dalla rivoluzione sessuale. La secolarizzazione e la scristianizzazione dell'Europa dipendono certamente dalla filosofia illuminista, dallo scientismo darwiniano, dal consumismo e anche dagli orrori sanguinosi del XX secolo, spiega Van Maren. Ma non solo.Come osserva Mary Eberstadt ("How the West Really Lost God: A New Theory of Secularization"), la Seconda Guerra Mondiale fu seguita da un boom religioso fino all'inizio degli anni '60 in tutto il mondo occidentale, anche in società che ora sono totalmente scristianizzate, come la Nuova Zelanda, l'Australia, il Canada.La perdita della fede è stata successiva, collettiva e drammatica, accelerata senz'altro negli anni '60: la rivoluzione sessuale ha infettato le famiglie e queste hanno smesso di frequentare le chiese.I DANNI DELLA RIVOLUZIONE SESSUALECiò che si suppone comunemente è che le persone religiose abbiano maggiori probabilità di avere una famiglia (numerosa). Eberstadt, invece, sostiene che è la vita di famiglia con la condivisione di nascita, morte, sacrificio di sé che spinge le persone ad andare in chiesa. La vita familiare incoraggia la vita religiosa perché madri e padri cercano sostegno nella comunità e nella fede, e cercano un quadro trascendente che dia un senso alla stessa vita familiare con tutte le sue vicissitudini (e difficoltà).Come ci si può aspettare che i giovani di oggi abbraccino il cristianesimo quando, a causa di famiglie sempre più assenti e insignificanti, non hanno mai tenuto in braccio un bambino, accudito un anziano, partecipato a un funerale?Wilhelm Reich, che coniò l'espressione "rivoluzione sessuale", predisse tutto questo. Credeva che tutte le libertà derivassero dalla libertà sessuale e pronosticò che con la completa liberazione sessuale la famiglia e la religione sarebbero presto scomparse.Allora, le politiche di Orbàn che incoraggiano, incentivano e proteggono la famiglia naturale costruiscono una nazione di famiglie con figli, una nazione che, umanamente parlando, è un terreno fertile per il ritorno del cristianesimo.Nessun governo può tentare una "cristianizzazione" del proprio Paese, ma può onorare la propria eredità cristiana e orientare le proprie politiche in tal senso.Negli ultimi quindici anni, l'Ungheria è stata impegnata in politiche pro-vita e pro-famiglia da un lato, e in una ferma resistenza alla colonizzazione della rivoluzione sessuale (anche quella con la bandiera arcobaleno) dall'altro. I risultati che questo esperimento ha prodotto finora sono incoraggianti.Se questi risultati persistono, la visione di Orbán per una "democrazia cristiana" potrebbe essere un modello per i politici conservatori di tutto il continente, conclude Van Maren.Può darsi che abbia ragione.Ma noi cittadini abbiamo il sacrosanto dovere di far sentire i nostri politici, che finora si sono mostrati piuttosto esitanti e timorosi, sostenuti da una maggioranza solida e non più silenziosa.
Carla Rotondo talks to Michael Giacon about his kiwi-Italian upbringing and identity. Michael is a poet, performer and former senior lecturer. He was born in Auckland in the '50s in a large Italian-Pākehā family. His father Luigi was from Montebelluna in Veneto and his mother Mary was from Napier, where they met in the aftermath of the earthquake. His father arrived in NZ in 1928, aged 18 and shortly after started the Terrazzo flooring trade, which still continues today as a well-known family business. Michael grew up in Herne Bay, the youngest of five children, in a house with terrazzo floors and murals built by his father, that was also the center of the Italian and expat community of that time. To convey some of his emotions, Michael read from his book “Undressing in slow motion” recollections about love and loss: his childhood memories of the Italian Club in the ‘60s, the glamour of the Sunday night club gatherings, the singers and film stars of the time….a mix of sadness and wonder, evocative of a time and people all gone. Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Ambasciata d'Italia a Wellington, https://ambwellington.esteri.it/en/ che promuove la lingua e cultura italiana in Nuova Zelanda, e il Ministry for Ethnic Communities che promuove la diversità ed inclusione in Aotearoa. https://www.ethniccommunities.govt.nz/
Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Danilo Fatur, Annarella Giudici. Un quartetto che ha costituito la base di tanti gruppi musicali. Uno su tutti i CCCP – Fedeli alla linea. Le loro performances dal vivo, che si pongono al punto di incontro tra piece teatrale, lettura di poesie e concerto, sono ricominciate dopo una lunga pausa. Federico Magrin ne parla con Maurizio Zoja, giornalista per Rolling Stone Italia che è stato ad un loro concerto l'anno scorso. Federico e Maurizio parlano della loro critica al consumismo, del tono seducente e cacofonico delle loro canzoni, e della poetica dei loro testi. Un gruppo che, pur cambiando nome più volte negli ultimi quattro decenni, ha continuato a portare avanti uno stile unico e alternativo. Combinando le influenze della religione e del marxismo, con le suggestioni orientali, i CCCP hanno fondato il punk italiano. Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che promuove e diffonde la conoscenza della lingua e cultura italiana in Australia e Nuova Zelanda. https://iicsydney.esteri.it/en/
Nel secondo episodio della serie "Sul mare luccica …riflessi d'Italia nella letteratura NZese" Antonella Sarti Evans e Carla Rotondo incontrano Susan Jacobs: scrittrice e ricercatrice, appassionata di storia e letteratura italiana. Susan racconta degli anni trascorsi in Umbria, Toscana e Friuli Venezia Giulia, e poi dei corsi insegnati all'università di Auckland su autrici italiane del calibro di Grazia Deledda, Sibilla Aleramo, Dacia Maraini, Oriana Fallaci. La sua straordinaria ricerca storica su un periodo complesso come il 1943-45 in Italia, è risultata nel volume Fighting with the Enemy. New Zealand POW and the Italian Resistance (2003), che mette in luce storie di coraggiosa accoglienza da parte di famiglie italiane e di altrettanto coraggiosa lotta di neozelandesi fra i Partigiani. Un'altra interessante prospettiva é offerta nella raccolta di storie vissute fra l'Italia e Aotearoa: In Love and War. Kiwi Soldiers' Romantic Encounters in Wartime Italy (2012), inclusiva di preziose interviste alle spose di guerra italiane in NZ. L'opera di Susan Jacobs rivela un'indiscussa maestria letteraria, ponendosi come significativo ponte culturale fra i nostri due Paesi. https://www.susanjacobs.co.nz/fwte.html https://antonellasartievans.net/ Ondazzurra ringrazia l'Ambasciata d'Italia Wellington per il supporto alla realizzazione di questo programma, a promozione della lingua e cultura italiana in Nuova Zelanda https://ambwellington.esteri.it/en/
Una partita infinita, dall’esito sempre imprevedibile e mai definitivo. È quella che da sempre si gioca tra sport e politica. A ricordarcelo una volta di più due libri preziosi, che oggi arricchiscono la puntata di Sfogliando Olympia. Il giornalista Dario Ronzulli nel suo “Sudafrica 95: una squadra, una nazione” (labDFG editore) rivive a trent’anni di distanza l’epopea della Coppa del Mondo di rugby 1995, che il Sudafrica vinse in casa contro gli All Blacks della Nuova Zelanda sotto gli occhi di Nelson Mandela, capace di sfruttare quel successo per costruire una nuova nazione, libera e liberata dall’apartheid. Lo storico dello sport Gino Cervi cura invece “Storie di Giusti nello sport”, splendida antologia scritta sa più mani per ricordare l’esempio di coloro che, sui campi di gara, seppero anteporre alla vittoria o alla sconfitta i diritti fondamentali di ogni essere umano, lasciando così un segno dal valore più grande di qualsiasi medaglia.Dario Ronzulli e Gino Cervi sono ospiti di Sfogliando Olympia.olympia@radio24.it
No al piano di occupazione israeliano a Gaza. L'Italia ha firmato un documento assieme ai “Ministri degli Esteri di Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Norvegia, Nuova Zelanda e Regno Unito per respingere con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell'8 agosto di lanciare un'ulteriore operazione militare su larga scala sulla Striscia”.
Ultimo capitolo di On Court speciale mondiali U19 che ha assegnato i tanto attesi verdetti. I nuovi campioni del mondo sono gli Stati Uniti, che si riscattano dopo aver mancato i mondiali del 2023. Alla Germania non è bastato un buon primo tempo, da segnalare anche lo storico terzo posto della Slovenia che nella finale per il 3/4 posto hanno avuto la meglio sulla Nuova Zelanda.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
È il giorno delle semifinali a Losanna e come da previsione Germania e Stati Uniti hanno avuto la meglio contro Slovenia e Nuova Zelanda. Da segnalare anche le grandi prestazioni dei prospetti Anderson della Germania e Padjen della Slovenia e il record di assist della competizione del cinese Yi Yang che ne ha distribuiti ben 17! Con “On Court” andiamo a scoprire il dietro le quinte del penultimo giorno dei mondiali U19 di Losanna.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
La registrazione del commento della partita Auckland City-Boca Juniors, valevole per la fase a gironi della FIFA Club World Cup 2025, che abbiamo trasmesso in diretta sul nostro canale Twitch il 24 giugno 2025Ospiti: il nostro ascoltatore Gianmaria, Riccardo Buson e Giacomo Cobianchi
Mentre aumenta il numero di vittime dell'attacco russo su Kiev di mercoledì, molti si chiedono quale ruolo potrebbe avere la Russia nel conflitto tra Israele e l'Iran che sta destabilizzando ancora di più lo scenario internazionale. Con Marta Allevato, giornalista.La Nuova Zelanda ha sospeso milioni di euro di finanziamenti alle Isole Cook a causa di una serie di accordi che la piccola nazione del Pacifico ha stretto con la Cina. Con Giuseppe Gabusi, docente di economia politica internazionale e dell'Asia orientale all'Università di Torino.Oggi parliamo anche di:Film • Il maestro e Margherita di Michael LockshinCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia annunciano sanzioni contro due ministri israeliani.Gli Usa ammettono di non accettare un futuro Stato di Palestina. Benin: condannato attivista digitale per post critici sul governo.Ergastolo a due complici per l'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia.India: Ondata di calore record, si aggrava l'emergenza sanitaria.Introduzione al notiziario: La voce di Madleen solca ancora il mareQuesto e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Perchè il primo maggio è la Festa dei Lavoratori in Italia? In questo episodio vediamo le origini e la storia del primo maggio come festa dei lavoratori in Italia, ma non solo. Vediamo anche quando si festeggia questa festa (Labour Day) in Nuova Zelanda e perché.Lascia un commento QUI: https://www.italiantimezone.com/podcast-stagione-4/festa-dei-lavoratori-storia-primo-maggio Contatti e corsi QUI: www.italiantimezone.comGrazie,Giulia
La storia di Edward Hamilton Lee, un soldato neozelandese che si trovò tra il 1943 ed il '44 in Italia con l'esercito del Commonwealth, unisce Australia, Nuova Zelanda e Italia.
Rimasta folgorata dall'Australia durante un soggiorno vacanza-lavoro, Tania è riuscita a tornare grazie alla sua laurea italiana in Tecniche di Radiologia e a una permanenza in Nuova Zelanda prolungata dal COVID.
The latest release of kiwis in New Zealand has boosted the endangered species' return to suburbs in the capital. It's part of an extensive predator-trapping initiative, which is working to remove all rats, stoats and possums by 2025. - L'ultima liberazione di kiwi in Nuova Zelanda ha favorito il ritorno della specie in pericolo nei sobborghi della capitale. Questo fa parte di una vasta iniziativa di cattura dei predatori, che sta a eliminare tutti i ratti, gli ermellini e gli opossum entro il 2025.
The latest release of kiwis in New Zealand has boosted the endangered species' return to suburbs in the capital. It's part of an extensive predator-trapping initiative, which is working to remove all rats, stoats and possums by 2025. - L'ultima liberazione di kiwi in Nuova Zelanda ha favorito il ritorno della specie in pericolo nei sobborghi della capitale. Questo fa parte di una vasta iniziativa di cattura dei predatori, che sta a eliminare tutti i ratti, gli ermellini e gli opossum entro il 2025.
Guida turistica di mestiere, un anno fa l'italiana ha deciso di partire per un viaggio in solitaria nei cinque continenti, passando per Australia e Nuova Zelanda.
MARIELLA BIGHELLIprotagonista della puntata 301 di Passione Triathlon.Segui l'intervista condotta da Dario Daddo Nardone,in prima visione il 5 febbraio 2025 dalle 21.00.#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#passionetriathlon
Dai nostri archivi, la storia di Stefano Floris e Tiziana Nuvoli, in arte Floris e Nu, due viaggiatori sardi alla ricerca di sardi in giro per il mondo.
Giorgio Enrico Bena"Pagine in viaggio. Incontrare l'altro"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itA cura di Giorgio Enrico BenaRacconti di: Donatella Actis, Marco Aime, Andrea Balzola, Paolo Calvino, Paolo Camera, Ernesto Chiabotto, Fernanda De Giorgi, Rosanna Fonseca, Maddalena Fortunati, Antonio Graziosi, Giorgio Macor, Riccardo Marchina, Valentine Patry, Andrea Pivotto, Laura Remondino, Franca Rizzi Martini, Roberto Taberna, Raffaele Tomasulo.Racconti fotografici di: Ada Brunazzi, Chiara Enrico Bena, Giorgio Enrico Bena, Paola Mongelli, Silvia Maria Ramasso, Vittorio Sella. Potenti o fuggevoli, vere amicizie o semplici sguardi che non si dimenticheranno mai: gli incontri narrati in questi diciotto racconti confermano quanto il vero dono del viaggio sia la conoscenza dell'altro, il contatto con vite e realtà diverse dalle nostre. In una parola, la comprensione del mondo.Dal Caucaso alla Nuova Zelanda, dal Madagascar all'Arizona, dalla Spagna all'Oceania. Sono ambientati in ogni continente e riservano infinite sorprese ed emozioni i personaggi e i luoghi che popolano queste pagine. Troveremo il principe danzatore che sognava la neve e sguardi enigmatici fra le dune, il latitante saggio e i pellegrini in alta quota, i gentili giapponesi e gli accoglienti ex cannibali. Scopriremo come diventare un po' maori oppure thailandesi, cos'è il Testamento della Sardina, se in Albania i fantasmi esistono davvero, e molto altro… Ogni Autore ha saputo rendere vivo e affascinante il tema dell'incontro, colorandolo con il proprio stile personale.I diciotto racconti si alternano a sei portfolio fotografici, introdotti dalle magnifiche immagini scattate in Caucaso nel 1889-1890 da Vittorio Sella, gentilmente concesse dalla Fondazione Sella. Giorgio Enrico Bena è nato nel 1957 a Torino, dove vive. Laureato in Chimica, dopo aver lavorato in ambito scientifico dedica ora buona parte del tempo a coltivare le sue passioni: i viaggi, l'illustrazione e la fotografia. Ha al suo attivo numerose esposizioni, tra le quali una personale di fotografia in Australia. Da molti anni organizza in città una rassegna di incontri su reportage di viaggi dal titolo “Viaggiatori in poltrona”. Ha illustrato per le Edizioni Poetica del Territorio di Saint-Vincent (AO) tre libri per bambini. Con Neos edizioni ha scritto e illustrato due libri di viaggio Schizzi d'Africa e Schizzi d'Australia. Attualmente è direttore della collana di narrativa di viaggio Pagine in viaggio e curatore delle omonime antologie a cui partecipa con suoi racconti e le immagini delle copertine.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Siria: Mazen al-Hamada, noto attivista siriano trovato morto nella terribile prigione di Sednaya. Israele: Netanyahu va in tribunale.Kenya: gas lacrimogeni della polizia alle manifestanti contro il femminicidio.Iran: Amnesty condanna la legge iraniana sul velo.Cina: Gli uiguri rinnovano le richieste di giustizia nel Giorno del riconoscimento del genocidio Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Migliaia di persone sono arrivate a Wellington per l'ultimo tratto di una protesta durata oltre una settimana: una marcia attraverso le strade della città verso il Parlamento per dire no alla revisione del Trattato di Waitangi.
1) “La storia non perdonerà né dimenticherà la nostra inazione e complicità davanti a quanto accade a Gaza”. Il comitato speciale delle Nazioni Unite incaricato di indagare sulla condotta israeliana in Palestina presenta all'assemblea generale il suo rapporto annuale. 2) Al G20 di Rio i paesi membri trovano un accordo per la bozza finale, ma la dichiarazione resta vaga su Ucraina, Medio Oriente e crisi climatica. (Luigi Spera) 3) “Il processo della vigliaccheria”. Giselle Pelicot torna a parlare in tribunale sul caso degli stupri di Mazan e parla direttamente ai suoi carnefici. (Luisa Nannipieri) 4) Spagna, domani la ministra dell'ambiente spagnola Teresa Ribera riferirà in parlamento sull'alluvione di Valencia. Una vicenda che i popolari spagnoli hanno trasformato in un caso politico europeo. (Giulio Maria Piantadosi) 5) Stati Uniti. L'Ohio è diventato l'epicentro della violenta retorica razzista di Donald Trump. (Roberto Festa) 6) Nuova Zelanda, i Maori scendono in piazza contro un disegno di legge che mina i diritti delle comunità indigene. La più grande protesta nella storia del paese. (Elena Brizzi) 7) Rubrica Sportiva. L'incontro di boxe tra Jake Paul e Mike Tyson in diretta su Netflix è l'esempio di come lo sport entra nello show biz. (Luca Parena)
Gaza: saccheggiati decine di camion di aiuti. Libano: pronti alla tregua ma Israele continua a bombardare. Ecuador: stato di emergenza per gli incendi. Nuova Zelanda: migliaia di persone protestano contro la controversa legge Maori. Stati Uniti: Trump promette di usare l'esercito per le deportazioni di massa.Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Skiing in New Zealand
Anche se è una figura simbolica, la regina maori ha un importante ruolo politico come guida spirituale di una minoranza da sempre discriminata. Il 12 settembre per la prima volta nella storia due astronauti non professionisti hanno fatto una passeggiata nello spazio.CONGiovanni Tiso, giornalista, da WellingtonEmilio Cozzi, giornalista scientifico Scienza: Il cervello è inflazionato di Colin Barrashttps://www.internazionale.it/magazine/colin-barras/2024/09/12/il-cervello-e-inflazionatoLibro: L'invenzione dei tuoi occhi di Francesca Berardi (Terre di mezzo editore)Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Consulenza editoriale di Chiara Nielsen.Produzione di Claudio Balboni e Vincenzo De Simone.Musiche di Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.Direzione creativa di Jonathan Zenti.
La Germania rafforza le politiche di sicurezza e di asilo e la morte del re indigeno Māori della Nuova Zelanda
Dopo avere attraversato in bicicletta la Nuova Zelanda ed essere poi sbarcato a Sydney per iniziare il suo lungo viaggio australiano, Mattia Traballano ha finalmente concluso la sua fatica australiana arrivando pochi giorni fa a Darwin attraverso Adelaide.
In questo episodio di Educare con Calma, esploriamo il tema del camminare scalzi in natura ed esploriamo insieme il termine barefoot anche applicato alle calzature. Vi racconto come il contatto prolungato con la natura in Nuova Zelanda durante la pandemia ha cambiato il mio/nostro stile di vita, portando tutta la famiglia a camminare spesso scalzi in natura e la ricerca sul camminare scalzi ci abbia portati a scegliere calzature barefoot. La nostra Chiara Grasso, etologa ed educatrice ambientale, condivide la sua esperienza personale e ci porta le sue riflessioni dal punto di vista etologico sull'importanza di camminare scalzi, una pratica che offre un profondo benessere e una nuova consapevolezza dello spazio circostante. L'intervento dell'osteopata Giulia Grosso finisce il puzzle, offrendo spunti sui vantaggi e le precauzioni del camminare scalzi, specialmente per i bambini, da un punto di vista scientifico. Giulia ci parla anche delle calzature barefoot, che permettono di camminare con la sensazione di essere scalzi, e si sofferma anche sull'importanza di scegliere calzature adeguate per il corretto sviluppo del piede pediatrico. 00:00 Introduzione e benvenuto 07:08 Intervento dell'etologa Chiara Grasso 20:57 Riflessioni di Carlotta 25:38 Introduzione alle calzature barefoot 29:10 Intervento dell'osteopatia pediatrica Giulia Grosso 39:58 Conclusione e saluti
My life in New Zealand
Il pianista Giulio Biddau è in Australia per una serie di concerti, tra cui quello che si terrà all'Istituto italiano di cultura di Sydney questa sera 1° agosto, che è tutto esaurito, ma ve ne saranno altri, anche in Nuova Zelanda.
Final destination: New Zealand
Partiti da un viaggio in treno di 20mila km alla ricerca di sardi tra Europa e Asia, la coppia ha ora allargato la ricerca all'Oceania.
Tra il 3 e il 6 luglio si terrà il convegno dell'ACIS (Australasian Centre for Italian Studies), che riunisce italianisti ed italianiste che operano in Australia e Nuova Zelanda. Ne parliamo con Francesco Ricatti.
L'Italian Trade Agency (ITA) è un ente governativo che promuove le imprese italiane all'estero e favorisce gli investimenti stranieri in Italia. Simona Bernardini, responsabile nella sede di Sydney, spiega quali iniziative sono tuttora in corso in Australia e in Nuova Zelanda.
Il Messico rompe le relazioni con l'Ecuador, il neo presidente pro-Russia della Slovacchia e le regole più stringenti in Nuova Zelanda