Voci del Grigioni italiano

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L'approfondimento della politica e dell'attualità vista dal Grigioni italiano.

RSI - Radiotelevisione svizzera


    • Feb 27, 2026 LATEST EPISODE
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    Archeologia alpina: il passato che illumina il presente

    Play Episode Listen Later Feb 27, 2026 20:57


    Le Voci del Grigioni italiano tornano ad occuparsi di archeologia alpina, intesa non solo come disciplina di scavo, ma come strumento per leggere il territorio, comprenderne le trasformazioni e restituire memoria alle comunità.Nelle profondità del lago di Sankt Moritz millenari resti lignei conservati in condizioni eccezionali, ci raccontano di variazioni climatiche e mutamenti ambientali di lunga durata. Un archivio naturale che permette di riflettere sulla fragilità degli ecosistemi alpini e sugli equilibri che, nel corso dei secoli, hanno modellato il paesaggio.Accanto a questa dimensione ambientale, trova spazio il lavoro quotidiano di tutela svolto sul territorio: interventi legati a cantieri e infrastrutture, pianificazione preventiva, documentazione sistematica prima delle trasformazioni edilizie. Un'attività spesso silenziosa, che punta a conciliare sviluppo e conservazione, riducendo conflitti e costruendo nel tempo un rapporto di fiducia con la popolazione.Infine, l'attenzione si concentra su un importante sito alpino - Piuro, nella Bregaglia italiana, segnato da un evento catastrofico, oggi riletto attraverso ricerche stratigrafiche, analisi scientifiche e studi sulle reti economiche medievali. Oltre la memoria della tragedia, emerge la ricostruzione di un centro produttivo inserito in circuiti di scambio di ampia portata, con una restituzione dei risultati che guarda anche alla valorizzazione pubblica.Il filo conduttore è l'archeologia come chiave di lettura del presente: una disciplina che collega ambiente e storia, prevenzione e memoria, identità locale e relazioni europee, trasformando ciò che riemerge dal sottosuolo in conoscenza condivisa e patrimonio vivo.Ad accompagnarci in questo affasciante viaggio alla scoperta del nostro passato saranno Patrick Cassitti (responsabile scientifico del Servizio archeologico del Canton Grigioni) e il professor Fabio Saggioro (ordinario di archeologia medievale all'Università di Verona).

    Roveredo, riemerge un insediamento dell'Età del bronzo

    Play Episode Listen Later Feb 20, 2026 20:14


    A Roveredo la terra ha parlato. E ciò che ha restituito ha il sapore dell'eccezionale. In località Casclasc, nel cuore della Bassa Mesolcina, sono riemerse strutture monumentali che potrebbero appartenere a un insediamento fortificato dell'Età del bronzo, vecchio di 4'000 anni. Muraglioni spessi fino a tre metri e mezzo, visibili per decine di metri, disegnano dall'alto una struttura poderosa, quasi una porta d'accesso a un passato che credevamo sepolto per sempre.Grazie al progetto Interreg ArcheoAlps e alla collaborazione con il Servizio archeologico cantonale, un'indagine georadar e un sondaggio diagnostico hanno portato alla luce strutture in pietra e vasellame domestico riconducibile all'Età del bronzo. Non semplici tracce: ma la concreta ipotesi di un abitato organizzato e difeso, in un punto strategico sulle rotte nord-sud verso il San Bernardino e est-ovest verso il lago di Como.Non è un ritrovamento qualsiasi. È una scoperta che potrebbe cambiare la percezione storica dell'intera regione, rafforzando l'identità culturale e aprendo scenari di valorizzazione turistica senza precedenti. In un territorio oggi sotto pressione edilizia, Casclasc emerge come un baluardo del tempo, un patrimonio da proteggere e raccontare.Roveredo, ancora una volta, si conferma crocevia di civiltà. E forse, proprio sotto i nostri piedi, custodisce una delle pagine più straordinarie della preistoria alpina.

    100% Valposchiavo: da progetto a sistema

    Play Episode Listen Later Feb 13, 2026 20:23


    A dieci anni dalla sua nascita, il progetto 100% Valposchiavo è al centro di una puntata di approfondimento dedicata a bilanci e prospettive future. Nato come strategia di sviluppo regionale, il 100% Valposchiavo ha puntato sulla valorizzazione dei prodotti locali, sulle filiere corte e sull'agroalimentare come asset dello sviluppo socio-economico della valle.Nel tempo, il progetto ha ottenuto riconoscimenti importanti e ha contribuito a rafforzare l'identità produttiva del territorio. Ma le voci raccolte raccontano anche un malcontento diffuso nel mondo contadino: i risultati economici non sempre hanno risposto alle aspettative dei produttori.In questa edizione si confrontano enti, agricoltori, ristoratori e membri della commissione marchi, che hanno scelto all'unanimità di alzare l'asticella, introducendo controlli più rigorosi. Una scelta che tutela la credibilità del marchio, ma che pone nuove sfide.Non più un semplice progetto, ma una fase di maturità che impone domande sul futuro: governance, ricadute economiche, equilibrio tra rigore e inclusività. Il 100% Valposchiavo si trova oggi a un vero giro di boa.

    I toponimi come memoria viva di un territorio

    Play Episode Listen Later Feb 6, 2026 20:26


    In questa edizione delle VGI, Alessandro Tini dialoga con Dante Peduzzi, già ispettore scolastico del Grigioni italiano e profondo conoscitore della Mesolcina, autore del nuovo volume “I toponimi di Cama”. Un'opera frutto di oltre quarant'anni di ricerche tra archivi, cartografie storiche e testimonianze orali raccolte nel villaggio.undefinedPeduzzi spiega come lo studio della toponomastica non sia soltanto un esercizio linguistico, ma un modo per leggere l'evoluzione del territorio e delle sue comunità. L'autostrada A13, ad esempio, ha modificato profondamente l'assetto fondiario, cancellando antichi nomi e costringendo a un lavoro di ricostruzione basato su mappe precedenti agli anni Sessanta. Molti toponimi, specialmente in montagna, resistono invece da secoli e conservano un forte radicamento culturale.undefinedIl volume offre un apparato introduttivo che guida alla lettura dei materiali, mappe suddivise in settori e un QR code con oltre 300 nomi localizzati. Accanto ai documenti più antichi, risalenti al 1340, trovano spazio leggende, microstorie e i racconti degli anziani del paese: un patrimonio che rischia di scomparire.undefinedDante Peduzzi sottolinea l'urgenza di completare la raccolta toponomastica dell'intera valle, prima che gli ultimi depositari della memoria vengano a mancare. Un libro che non parla solo di luoghi, ma del legame profondo tra territorio, storia e identità.

    “Eredità olimpica”: progresso o boomerang?

    Play Episode Listen Later Jan 30, 2026 21:17


    In questa seconda edizione delle Voci del Grigioni italiano dedicata alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, l'attenzione si concentra su uno dei concetti più ricorrenti nel racconto dei grandi eventi sportivi: la “legacy”, ovvero l'eredità che le Olimpiadi promettono di lasciare ai territori che le ospitano. Ma cosa significa davvero, al di là degli slogan, parlare di eredità olimpica? E soprattutto: per chi?La puntata prende le mosse dalle opere realizzate o programmate in vista dei Giochi, con un focus particolare su Livigno, località che ospiterà le gare di freestyle e snowboard, mentre a Bormio sarà di scena lo sci alpino. Infrastrutture per la mobilità, parcheggi interrati, nuovi impianti di risalita, collegamenti tra i versanti sciistici, interventi energetici e investimenti nella sanità locale vengono analizzati nel loro insieme, cercando di capire se rispondano a bisogni strutturali dei territori o se siano stati accelerati – e in parte imposti – dal calendario olimpico.Alla voce istituzionale del sindaco, che rivendica scelte condivise e una visione di lungo periodo, abbiamo affiancato quella di un cittadino, operatore turistico ma anche padre di famiglia. Due testimonianze per due sguardi diversi sul futuro di una località alpina che ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni e che grazie alle Olimpiadi ha ricevuto oltre 160 milioni di euro da investire sul territorio. Una bella cifra se si considera che la capacità di investimento del comune - situato a oltre 1800 metri di quota - è di circa 2 milioni l'anno. C'è chi parla di un'occasione storica per colmare ritardi infrastrutturali e migliorare la qualità dei servizi, e chi invece denuncia un impatto ambientale pesante, un consumo crescente di risorse e un modello di sviluppo che rischia di superare i limiti di sostenibilità della montagna. Il tema della mobilità, dell'accesso ai servizi sanitari, della pressione turistica e della qualità della vita per i residenti attraversa l'intero racconto.I forti investimenti in tema di sanità fatti a Bormio e Livigno offrono poi lo spunto per allargare lo sguardo alla sanità valtellinese, tra investimenti legati all'evento olimpico e criticità strutturali che restano irrisolte: liste d'attesa, carenza di personale, ospedali dal glorioso passato e dalle grandi potenzialità ma dal futuro incerto. Un capitolo che mette in luce il divario tra interventi straordinari e problemi quotidiani vissuti dalla popolazione.Non mancano infine le voci critiche del giornalismo indipendente, che mettono in discussione il concetto stesso di “legacy olimpica”: opere non pronte per i Giochi, procedure accelerate, valutazioni ambientali semplificate, extracosti e trasparenza. Il racconto si fa così più ampio e problematico, interrogando il rapporto tra grandi eventi, interessi pubblici e privati, e reale coinvolgimento dei territori.Una puntata che non offre risposte definitive, ma prova a fare ordine in un dibattito complesso, restituendo la pluralità dei punti di vista. Perché l'eredità dei Giochi non è solo fatta di cemento, impianti e investimenti, ma anche di scelte politiche, conseguenze sociali e domande aperte sul futuro delle comunità alpine.

    Olimpiadi 2026, la sfida della mobilità

    Play Episode Listen Later Jan 23, 2026 19:44


    Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, che si svolgeranno dal 6 al 21 febbraio, rappresentano una sfida cruciale anche per la Valtellina, chiamata a ospitare gare di sci alpino a Bormio e snowboard e freestyle a Livigno. Con 180'000 biglietti in vendita e 3'500 giornalisti attesi, l'attenzione si concentra soprattutto sulla tenuta del sistema della mobilità, messo alla prova da cantieri aperti, opere incompiute e forti contestazioni locali.undefinedLe VOCI, con l'assessore della Regione Lombardia agli enti locali Massimo Sertori (già vicesindaco di Ponte in Valtellina, presidente della Provincia di Sondrio e presidente dell'Unione delle Province lombarde), fanno il punto sulle infrastrutture previste in vista dei Giochi, tra interventi realizzati, rinviati o stralciati. Al centro del confronto, la Statale 38 dello Stelvio, con i progetti dello svincolo di Sassella e del completamento della tangenziale di Sondrio, entrambi rallentati da iter autorizzativi complessi e opposizioni territoriali. Tra i contrari figura anche Barbara Baldini, già sindaca del Comune Montagne in Valtellina, che spiega le ragioni della contrarietà.undefinedAmpio spazio è dedicato anche al caso di Bormio, dove la contestata tangenzialina della piana dell'Alute è stata esclusa dal pacchetto olimpico dopo due ricorsi al Tribunale amministrativo, ma continua a dividere la comunità locale. L'opposizione è guidata da un Comitato popolare che, come spiegano Stefania Trabucchi e Laura Sala, vuole tutelare la zona agricola e l'identità del luogo.undefinedLa trasmissione affronta poi il tema delle limitazioni al traffico, delle ZTL olimpiche attive solo nei giorni di gara e in fasce orarie definite dal 4 al 21 febbraio che avranno un notevole impatto sulle attività di trasporto merci a causa del divieto parziale di transito per i mezzi commerciali in salita da Tirano, come spiega Paolo Oberti della SoLog che non lesina critiche alla gestione della questione, prevedendo che nei giorni delle Olimpiadi la viabilità in Alta Valtellina “sarà un delirio”. Disservizi sono previsti anche a livello ferroviario, poiché, nonostante il previsto potenziamento delle corse sulla linea Lecco-Tirano, la linea incontra sovente problemi di infrastruttura e gestione. A detta dello stesso assessore Massimo Sertori il servizio attualmente “non raggiunge la sufficienza”.undefinedIn chiusura, uno sguardo oltre confine sul contenzioso tra Regione Lombardia e Canton Grigioni per i costi sostenuti dalla Svizzera nel garantire collegamenti agevoli con Livigno, a conferma di come le Olimpiadi abbiano riacceso il dibattito sul futuro della mobilità alpina e transfrontaliera.

    Dinosauri sulle Alpi: la scoperta della Valle di Fraele

    Play Episode Listen Later Jan 16, 2026 20:01


    Una scoperta di portata internazionale riporta le Alpi al centro della ricerca paleontologica. Nel settembre scorso, nella Valle di Fraele, all'interno del Parco nazionale dello Stelvio, tra Livigno e Bormio, è stato individuato uno dei più vasti e significativi giacimenti di orme di dinosauri del Triassico Superiore mai documentati in Europa. Migliaia di impronte, lasciate circa 210 milioni di anni fa da grandi dinosauri erbivori bipedi e quadrupedi, raccontano il passaggio di branchi in un ambiente allora tropicale, affacciato sull'oceano Tetide.La scoperta, confermata dal Museo di Storia Naturale di Milano, dal MUSE di Trento e dall'Università degli Studi di Milano, si inserisce in un quadro più ampio di ricerche che interessa l'intero arco alpino, con importanti ritrovamenti anche in Svizzera: dalle impronte fossili del Parco Ela e dell'Engadina, ai grandi giacimenti del Giura, fino ai celebri fossili marini del Monte San Giorgio, patrimonio mondiale UNESCO.Attraverso le voci degli esperti e del fotografo naturalista Elio Della Ferrera che ha individuato il sito, la trasmissione racconta una ricerca che guarda al passato remoto, ma che apre interrogativi sul comportamento dei dinosauri, sull'evoluzione degli ecosistemi alpini e, più in generale, sulla storia profonda del nostro pianeta.

    De scià e de là del confin

    Play Episode Listen Later Jan 9, 2026 19:24


    La giovane ricercatrice Elisa Plozza ha dedicato la sua tesi di master in geografia politica all'Università di Zurigo al tema “lombardo oltreconfine: negoziare le identità attraverso la rivitalizzazione linguistica. Una ricerca che parte dal territorio e diventa riflessione sull'identità, sui legami culturali e sulla forza delle lingue “minori” nel definire chi siamo.Attraverso sedici interviste condotte tra Svizzera e Italia, la giovane di Soazza ha esplorato come il lombardo, parlato su entrambi i lati del confine, sia al tempo stesso lingua di appartenenza e spazio di confronto. Nonostante differenze locali e politiche linguistiche diverse, emerge una realtà viva, sostenuta soprattutto da giovani che – spesso controcorrente – scelgono di imparare e usare il dialetto come segno di orgoglio culturale.Se per le generazioni più anziane il confine resta un elemento di separazione, tra i giovani prevale un nuovo senso di unione: il lombardo viene riscoperto come patrimonio condiviso, ma anche come lingua globale, capace di vivere in comunità online dove le distanze si annullano.“Prima della mia ricerca ero pessimista – confessa Elisa Plozza – ma conoscere chi, in Lombardia e nei Grigioni, si batte per rivitalizzare il lombardo mi ha ridato speranza. Finché sono i giovani ad amarlo, questa lingua ha futuro”.

    Cultura e turismo, un'alleanza che fa vivere i Grigioni

    Play Episode Listen Later Jan 2, 2026 21:31


    Da Roma a Poschiavo, passando per Coira, Kaspar Howald porta nei Grigioni un'idea di turismo che mette al centro la cultura. Ex direttore di Valposchiavo Turismo, oggi guida Graubünden Cultura, piattaforma cantonale che connette artisti, istituzioni e destinazioni. Nata nel quadro della Nuova politica regionale, l'iniziativa punta a valorizzare il potenziale culturale dei Grigioni, tradizionalmente noti per sci e sentieri, ma ricchissimi di arte, memoria e creatività.L'obiettivo, spiega Howald, non è inventare nuovi format ma “mettere in rete ciò che già esiste”, dando visibilità alle esperienze locali e sostenendo progetti pilota come lo “Zoo di Mesocco” o gli “Atelier aperti” dell'Engadina Bassa. Cultura e turismo, insieme, possono rivitalizzare le periferie, destagionalizzare i flussi e prolungare la permanenza degli ospiti.Tra le iniziative in corso spicca la nascita della rete degli “Alberghi culturali dei Grigioni”, strutture che coniugano ospitalità e programmazione artistica. E mentre si lavora a un'agenda digitale comune per evitare la frammentazione degli eventi, Howald invita a guardare oltre la logica del “tutto in un weekend”: “Meglio piccoli progetti sostenibili durante tutto l'anno che grandi rischi economici”.Il futuro? Continuare a unire bellezza, sapere e comunità. Perché, ricorda il direttore di Graubünden Cultura, “il turismo crea lavoro, ma senza cultura non crea vita”.

    Pietro Della Cà, il tempo delle scelte

    Play Episode Listen Later Dec 26, 2025 22:42


    Oggi incontriamo Pietro Della Cà, sindaco di Brusio, presidente della Regione Bernina e granconsigliere nel Parlamento retico. Guida un comune periferico e di confine, affacciato sulla Valtellina, dove amministrare significa confrontarsi ogni giorno con la scarsità di risorse e la complessità dei rapporti transfrontalieri. Pietro Della Cà è stato eletto per la prima volta in Gran Consiglio il 6 giugno 2018, poi rieletto nel 2022. In Consiglio comunale è entrato nel 2020 in seguito a un'elezione suppletiva e nel 2023 è stato eletto presidente del Consiglio comunale. Nel marzo 2025 ha annunciato che non porterà a termine il mandato comunale, che lascerà alla scadenza del suo impegno a Coira nel corso del prossimo anno.In questa edizione cerchiamo di capire quali siano state le sfide affrontate in questo triplice incarico da parte di un uomo che alla politica si è avvicinato in età matura e senza alcuna esperienza pregressa. Classe 1948, sposato, due figli, Della Cà ha girato il mondo per lavoro come esperto di apparecchiature nel settore militare e, in anni più recenti, come consulente tecnico-commerciale. Uomo tutto d'un pezzo, è stato segnato dalla carriera militare che lo ha visto raggiungere il grado di maggiore: ha comandato la compagnia aviazione “Dieci”, l'unica compagnia di lingua italiana, dal 1983 al 1987.Nel suo impegno amministrativo ha posto al centro la governance locale e lo sviluppo territoriale, insistendo in particolare sulla necessità di infrastrutture più solide e di un'amministrazione più efficiente sul piano finanziario e operativo. Guidare un comune periferico e di confine, con una popolazione limitata ma un territorio vasto e complesso, ha significato per lui misurarsi quotidianamente con la scarsità di risorse, la gestione dei rapporti transfrontalieri e la rappresentanza di una comunità italofona in un contesto cantonale plurilingue. Con una comunicazione trasparente e un preavviso significativo per le sue dimissioni, Della Cà ha voluto lasciare un'eredità di serietà e rigore istituzionale, chiudendo la sua esperienza pubblica con il senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il suo percorso.

    Una voce nella valle

    Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 23:32


    Nel cuore della valle alpina della Val Bregaglia, al confine tra Svizzera e Italia, la figura di Simona Rauch emerge come punto di riferimento per una comunità piccola ma vibrante. Pastora della Chiesa evangelica riformata di Bregaglia, porta avanti da anni un ministero che unisce le radici della tradizione evangelica riformata con le sfide e le opportunità di un territorio montano che vive cambiamenti importanti.Cresciuta in Ticino, Simona Rauch ha intrapreso un percorso formativo e professionale ricco e variegato: dopo gli studi in psicologia ha operato anche come logopedista nei servizi scolastici e successivamente ha intrapreso gli studi in teologia. La sua elezione come pastora della Val Bregaglia risale al 2007.Questa puntata offre uno sguardo sulla Bregaglia attraverso la voce di chi ne vive e condivide le fragilità e la resilienza: un viaggio nel rapporto tra spiritualità, comunità e vita di valle, in un momento dell'anno in cui il significato del Natale invita alla comprensione reciproca e alla riscoperta del significato dell'Attesa.

    La Strada dello Stelvio compie 200 anni

    Play Episode Listen Later Dec 12, 2025 19:02


    Nel 1825, quando il Lombardo-Veneto faceva parte dell'Impero Asburgico, veniva inaugurata la Strada dello Stelvio, un'opera audace e armoniosa che collega l'Alta Valtellina alla Val Venosta, offrendo anche uno sbocco verso l'Engadina attraverso il Passo dell'Umbrail. Progettata dall'ingegnere Carlo Donegani, la via alpina si snoda per 46,5 chilometri tra 88 tornanti e 7 gallerie, raggiungendo i 2'758 metri del passo (è il valico più alto d'Italia). In soli cinque anni, Donegani trasformò un confine impervio in una moderna arteria alpina, integrata nel paesaggio e simbolo di equilibrio tra ingegno umano e natura.Nel 2024 nasce a Sondrio l'Associazione Istituto Ricerca e Studi Carlo Donegani, fondata da docenti e studenti del Liceo Scientifico “Donegani”. Da oltre vent'anni, la scuola valorizza l'eredità dell'ingegnere con ricerche, mostre e collaborazioni con istituti e professionisti. Le tavole originali dei progetti dello Stelvio e dello Spluga continuano a ispirare nuove generazioni. Lo Stelvio, oggi, è più di una strada: è un monumento vivente alla capacità dell'uomo di dialogare con la montagna.

    Le Alpi, archeologia di un paesaggio

    Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 22:37


    Le Alpi non sono mai state una terra incontaminata. Da millenni l'uomo modella questo paesaggio, aprendosi varchi tra le foreste, costruendo insediamenti, scavando miniere, tracciando vie di transito. Ogni sentiero, ogni terrazzo coltivato o pietra eretta racconta una storia di adattamento, di lavoro e di fede che affonda le sue radici nel Neolitico e nell'Età del Rame.La ricerca archeologica ce lo ricorda ogni giorno: il paesaggio alpino non è un fondale immobile, ma un archivio vivente della presenza umana. E dal punto di vista archeologico, le Alpi non hanno nulla da invidiare alle regioni dove “si faceva la storia”: anche qui, nelle valli più remote, si intrecciavano rotte, culture e alleanze che collegavano il nord e il sud dell'Europa. Le montagne, più che confini, sono sempre state corridoi di incontro e di scambio.Oggi quel passato riaffiora grazie al lavoro dei Servizi archeologici, impegnati a proteggere e rendere accessibile un patrimonio fragile e prezioso. Accanto alla tutela cresce la necessità di sensibilizzare la popolazione: dietro ogni ritrovamento non c'è un ostacolo ai cantieri, ma un frammento di memoria collettiva che riemerge dal terreno.Anche i progetti transfrontalieri come ArcheoAlps stanno contribuendo a ricucire la storia comune delle valli di confine, dove nuove campagne di scavo permettono di rileggere il passato romano e medievale delle Alpi centrali. E quando la ricerca incontra la tecnologia, l'archeologia si apre al futuro: droni, rilievi 3D e “gemelli digitali” consentono di documentare e condividere in modo innovativo ciò che il tempo rischierebbe di cancellare.Dalle statue-stele preistoriche ai modelli digitali, un unico filo unisce passato e presente: la volontà di comprendere le montagne non solo come natura, ma come parte della nostra storia più profonda.

    Tra pietre e cielo, tra cielo e pietre

    Play Episode Listen Later Nov 28, 2025 20:03


    In questa edizione delle Voci del Grigione italiano, Alessandro Tini dialoga con lo storico Gionata Pieracci, autore del volume Tra pietre e cielo, tra cielo e pietre, edito da Fontana Edizioni. Un titolo poetico per un'opera che intreccia memoria, ricerca e territorio, raccontando il sistema di fortificazioni militari costruito dall'esercito svizzero nella Val Traversagna di Roveredo tra la Prima e la Seconda guerra mondiale.Gioanata Pieracci, originario di Roveredo e laureato in Storia alla Statale di Milano, spiega come l'idea sia nata quasi per caso: da un semplice pannello informativo per la riattivazione della cosiddetta “strada di Maria Teresa”, è emersa una ricerca durata anni, tra sopralluoghi, archivi militari e testimonianze locali. Il risultato è un affresco storico che unisce geografia, strategia e vita quotidiana dei soldati chiamati a presidiare le montagne in condizioni estreme.Il libro restituisce valore a un patrimonio dimenticato di trincee, casematte e caserme in quota, ma anche alle storie umane che vi si celano, come quella di un soldato svizzero-romando che scriveva alla sua amata dal fronte. Con rigore e passione, Pieracci mostra come la piccola Val Traversagna si inserisca nel più ampio disegno difensivo elvetico, tra timori di invasione e orgoglio di neutralità.Un progetto sostenuto dal Comune di Roveredo, che oggi invita a riscoprire – tra pietre e cielo – le tracce di una storia che non va dimenticata.

    La fabbrica dei talenti in Valtellina

    Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 21:52


    La Liquid Factory, fondata dal valtellinese Fabrizio Capobianco – imprenditore con un lungo percorso nella Silicon Valley e già creatore di Funambol e TOK.tv – si conferma un progetto capace di attrarre giovani talenti da tutto il mondo. L'edizione 2025 ha raccolto 545 candidature provenienti da 38 Paesi, un risultato che triplica quello della prima edizione, a testimonianza dell'interesse crescente verso questo modello di “fabbrica di startup” nata tra le Alpi e sostenuta da un istituto di credito locale che ha messo a disposizione 4 milioni di euro che consentiranno ad ogni start up di contare su una dote di 200mila euro.Dieci giovani selezionati svilupperanno in Valtellina quattro nuove startup – Stelvio, Gavia, Mortirolo e Spluga – che nei prossimi mesi seguiranno un percorso di formazione e mentoring tra Sondrio e la Silicon Valley. Un'esperienza che unisce competenze tecnologiche, visione internazionale e radici territoriali, nel tentativo di trasformare idee ad alto potenziale in imprese pronte a crescere.Nell'intervista realizzata per Le Voci del Grigioni Italiano, Fabrizio Capobianco racconta la genesi e la filosofia della Liquid Factory: un laboratorio dove si parte dalle persone prima ancora che dalle idee, per formare una nuova generazione di imprenditori. Si parla anche di talento e formazione, di diversità di genere nel mondo tech, e delle sfide legate al lavoro remoto e alla cultura del rischio, in un dialogo che mette in relazione la Valtellina con i grandi centri dell'innovazione globale.

    gri.media: una sola rete per la voce italiana nei Grigioni

    Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 19:59


    Da Poschiavo nasce gri.media, piattaforma digitale che mette in rete il Bernina, il Grigione italiano, labregaglia.ch e moesano.ch: 4 media, tre territori, una sola infrastruttura per dare più forza all'informazione in lingua italiana. Sostenuto dal Cantone con oltre 220 mila franchi, il progetto punta a cooperazione, formazione e innovazione tecnologica, lasciando però autonomia editoriale alle redazioni. Ospiti delle Voci del Grigioni italiano, Maurizio Michael (InfoGrigione), Antonio Platz (direttore de il Grigione italiano) e Bruno Raselli (presidente de Il Bernina) spiegano filosofia e obiettivi: competere sui contenuti, collaborare su ciò che sta “dietro le quinte”.La “culla” è InfoGrigione, attiva dal 2007 nella tutela dell'italiano nei media cantonali: oggi cura la piattaforma e ne garantirà la manutenzione, stimata in 30–40 mila franchi l'anno, da reperire con partner pubblici e privati. Niente fondi per le redazioni: l'investimento riguarda la macchina tecnologica che libera tempo e risorse per fare giornalismo. Resta la sfida di condividere contenuti senza appiattire le voci: linee guida comuni, grafica rinnovata e strumenti condivisi, ma pluralità intatta.Tra le priorità: avvicinare i giovani con linguaggi e formati adatti, coordinare un'agenda comune e creare opportunità di lavoro sul territorio. L'equilibrio è sottile: sostenibilità economica, qualità e cooperazione. La rotta, però, è chiara: “Resistere e crescere”, per un'informazione italiana utile, leggibile e indipendente, all'altezza della democrazia locale.

    Expo Valposchiavo 25: il futuro con radici

    Play Episode Listen Later Nov 7, 2025 20:01


    Questa edizione delle “Voci del Grigioni italiano” racconta una Poschiavo in grande forma: Expo 25 porta numeri lusinghieri, pubblico entusiasta e sguardi oltre il Bernina. Il direttore Orlando Lardi già pensa alla prossima edizione: ascoltare espositori e visitatori, limare i dettagli, custodire una formula che funziona.Il tema 2025 ha intrecciato tradizione e intelligenza artificiale. La tecnologia non ruba la scena: i droni della Polizia cantonale velocizzano i rilievi; Repower usa algoritmi per scovare difetti sui tralicci; nelle cucine professionali forni “intelligenti” suggeriscono ricette, ma il tocco resta umano. Innovazione utile, concreta, che semplifica senza snaturare.Accanto al futuro, il fascino della memoria: un Motrack del 1938, restaurato con 600 ore di lavoro, è tornato a rombare come simbolo di passione e radici.Ma Expo 25 è stata anche la cornice ideale per una novità assoluta: gr.media, la piattaforma che riunisce quattro testate digitali – ilbernina.ch, ilgrigioneitaliano.ch, labregaglia.ch e ilmoesano.ch. Un'alleanza che valorizza il giornalismo locale, ottimizza le risorse e rafforza la voce dell'italiano nei Grigioni. Come ha ricordato il direttore RSI Mario Timbal, “è un passo avanti per un'informazione più vicina alle persone”.Expo 25 lascia in dono piccoli gesti – come i mosaici del “ciao” lungo il lago – che diventano inviti all'incontro. È l'anima della Valposchiavo: un luogo dove tecnologia e tradizione camminano insieme.

    Attilio Savioni, il sindaco più longevo della Svizzera

    Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 20:04


    Quarantacinque anni da sindaco: un traguardo che pochi possono vantare. Attilio Savioni, eletto per la prima volta nel 1980 a soli 35 anni, è da allora la guida instancabile del Comune di Castaneda, in Calanca. Oggi, a ottant'anni, continua a servire la sua comunità con la stessa passione e dedizione di sempre, incarnando un raro esempio di continuità e senso civico.Nella ricca conversazione con Alessandro Tini, Savioni ripercorre mezzo secolo di storia locale, tra sfide, cambiamenti e ricordi indelebili: dalle alluvioni che colpirono il paese negli anni '70 e '80, agli investimenti che hanno trasformato strade, scuole e infrastrutture. Parla con orgoglio del lavoro svolto insieme al segretario comunale, definito “il perno del Comune”, e non nasconde le difficoltà di un incarico sempre più complesso, aggravato da burocrazia, regolamenti e aspettative crescenti dei cittadini.Sindaco, imprenditore edile e uomo di grande concretezza, Savioni rivela anche il lato umano di un impegno lungo una vita: il sacrificio della famiglia, la pazienza della moglie, la gratitudine verso chi lo ha accompagnato nel cammino. Guarda al futuro con realismo, sostenendo l'idea di una possibile fusione comunale, ma senza rinunciare al legame profondo con la sua terra.Un ritratto sincero e toccante di un amministratore che ha fatto della fedeltà al proprio paese la sua missione più autentica.

    Valposchiavo: la tessitura rinasce dalle sue radici

    Play Episode Listen Later Oct 24, 2025 19:18


    C'è un filo che non si spezza, anche quando il telaio si ferma. È quello che lega la Tessitura Valposchiavo alla sua comunità. Fondata nel 1955, la cooperativa tessile è stata per decenni un punto di riferimento per il lavoro artigianale femminile nelle nella valle. Dopo quasi settant'anni di attività, ha dovuto interrompere la produzione, piegata dai costi e dai mutamenti del mercato. Ma la storia non si è chiusa: dalle sue trame è nata l'associazione Pro Tessitura in Val Poschiavo, un'alleanza di musei, contadini, artigiani e istituzioni che vuole restituire alla valle un patrimonio di saperi e di identità.Il nuovo progetto, coordinato dai Musei Valposchiavo, punta a digitalizzare l'archivio storico dei tessuti, a valorizzare la filiera locale della lana e del lino e a creare percorsi didattici “dalla pecora al tessuto” e “dal campo al lino”, dove la materia prima diventa racconto di sostenibilità. Accanto alle testimonianze delle prime apprendiste, risuonano le voci delle nuove tessitrici e dei giovani designer che reinterpretano i motivi tradizionali in chiave contemporanea, unendo memoria e innovazione.In vista del Forum Tessile “Fili di Futuro”, che celebra i 70 anni della tessitura a mano in Valposchiavo, questa puntata racconta come una valle intera continui a credere nella forza creativa delle proprie radici. Perché ogni filo intrecciato non è solo un gesto antico, ma un atto di fiducia nel domani.

    Le Alpi e l'intelligenza artificiale

    Play Episode Listen Later Oct 17, 2025 20:57


    Nel contesto di Expo Valposchiavo, dedicata quest'anno all'intelligenza artificiale (IA), il ricercatore e storico Severin Duc offre una riflessione che unisce tecnologia e identità alpina. Lungi dall'essere un tema “campato in aria”, l'IA rappresenta secondo lui una nuova tappa nel lungo percorso di adattamento delle comunità di montagna. Le Alpi – osserva Duc – non sono mai state statiche: hanno sempre saputo reinventarsi, accogliendo le innovazioni senza rinnegare il proprio patrimonio culturale e umano.L'intelligenza artificiale, se ben orientata, può diventare uno strumento di valorizzazione della qualità artigianale, della tracciabilità dei prodotti e della resilienza economica e climatica. Può aiutare gli artigiani e i commercianti a gestire meglio il tempo e le risorse, ma deve restare uno strumento “al servizio dell'umano”. Il vero rischio, ammonisce Duc, è la perdita di sfumature, di quella ricchezza di relazioni e sensibilità che caratterizza la vita alpina.Per questo, l'adozione dell'IA deve essere accompagnata da umiltà e spirito comunitario: “L'innovazione non può calare dall'alto – ricorda – ma nascere dal dialogo tra tutti gli attori della valle”. Solo così la tecnologia potrà diventare alleata di una modernità alpina radicata nella memoria, capace di rafforzare la coesione sociale e la cura del territorio.

    Freellion, un miliardo di persone da liberare

    Play Episode Listen Later Oct 10, 2025 21:25


    Tra le montagne della Valtellina, a Tirano, c'è un giovane artigiano che sogna di cambiare il mondo, una bicicletta alla volta. Si chiama Daniele Rinaldi, ha 34 anni, e dal suo piccolo laboratorio costruisce biciclette e mezzi di mobilità in stampa 3D, con un'idea semplice ma rivoluzionaria: permettere a chiunque, ovunque, di produrre ciò che serve per muoversi liberamente.Per lui la tecnologia non è fine a sé stessa, ma uno strumento per democratizzare la libertà di movimento, rendendola accessibile a tutti — anche a chi ha difficoltà motorie o vive in luoghi lontani. Il suo progetto si chiama Freellion, unione di “freedom” e “billion”: un miliardo di persone da liberare.Un movimento aperto, inclusivo, che guarda al futuro della mobilità sostenibile e condivisa: bici e carrozzine stampate in 3D, materiali biodegradabili, telai in bambù, ma anche collaborazione con scuole, esploratori, comunità e maker di ogni parte del mondo. Rinaldi non cerca finanziatori, ma persone che vogliano mettersi al servizio degli altri e condividere questa visione.Un sogno grande, che parte da un piccolo garage e si diffonde come un'onda: quella della mobilità libera e solidale.

    Ricominciare da zero

    Play Episode Listen Later Oct 3, 2025 18:48


    Andrea Lanfri, atleta e alpinista toscano, ha trasformato una tragedia in una nuova vita. Nel 2015 una meningite fulminante lo ha costretto all'amputazione di entrambe le gambe e di sette dita delle mani. I medici gli dissero che non avrebbe più corso, né arrampicato. Ma Lanfri non si è arreso: con ostinazione ha deciso di ricominciare da zero. È tornato a correre, ad arrampicare, a inseguire i suoi sogni in montagna. Il palmarès parla da solo: nove titoli italiani, un argento mondiale, quattro medaglie europee. E poi un Guinness World Record per il miglio più veloce in quota.Nel 2022 è stato il primo pluriamputato al mondo a salire sull'Everest. Un'impresa compiuta con la guida alpina Luca Montanari. Le sue protesi in fibra di carbonio, i “super piedi”, gli hanno permesso di spingersi oltre i limiti. Ma non è solo sport: dietro a ogni passo c'è un lavoro di ricerca e innovazione. Insieme al Politecnico di Milano, Lanfri ha trasformato le sue gare in un laboratorio a cielo aperto. Sensori applicati al corpo e alle protesi raccolgono milioni di dati durante le competizioni. Dati che serviranno a progettare protesi sempre più performanti e adattabili.Il professor Marco Tarabini spiega che la sfida è passare da strumenti passivi a dispositivi attivi. Protesi in grado di reagire ai terreni, alle condizioni, ai movimenti quotidiani. Così la scienza e lo sport si incontrano, aprendo strade nuove anche per la vita di tutti i giorni. E la storia di Andrea Lanfri diventa esempio di coraggio, ricerca e speranza.

    Sentieri di memoria

    Play Episode Listen Later Sep 26, 2025 20:15


    In questa puntata di Voci del Grigioni italiano camminiamo lungo sentieri che raccontano il territorio, la sua storia e le sue trasformazioni. Dalla Valposchiavo alla Mesolcina, passando per la Valmalenco e la Bregaglia, scopriamo come le vie antiche tornino a vivere grazie a progetti di valorizzazione e alla passione di chi le percorre.In Valposchiavo, il “Giro dei Secoli” è un itinerario che intreccia epoche e memorie locali, frutto di un lungo lavoro comunitario. In Valmalenco, il geografo e alpinista Giancarlo Corbellini ci guida lungo l'Alta Via, simbolo di un camminare che unisce paesaggio e cultura. In Bregaglia, la “VIA” da Maloja a Chiavenna diventa occasione per scoprire la valle passo dopo passo.Infine, in Mesolcina, seguiamo il sindaco Gianpiero Raveglia lungo la Strada di Maria Teresa, antica mulattiera oggi al centro di un importante progetto di recupero. Un percorso che unisce Roveredo al Passo San Jorio, tra storia militare e paesaggi alpini.

    Sentieri di memoria

    Play Episode Listen Later Sep 26, 2025 20:15


    In questa puntata di Voci del Grigioni italiano camminiamo lungo sentieri che raccontano il territorio, la sua storia e le sue trasformazioni. Dalla Valposchiavo alla Mesolcina, passando per la Valmalenco e la Bregaglia, scopriamo come le vie antiche tornino a vivere grazie a progetti di valorizzazione e alla passione di chi le percorre.In Valposchiavo, il “Giro dei Secoli” è un itinerario che intreccia epoche e memorie locali, frutto di un lungo lavoro comunitario. In Valmalenco, il geografo e alpinista Giancarlo Corbellini ci guida lungo l'Alta Via, simbolo di un camminare che unisce paesaggio e cultura. In Bregaglia, la “VIA” da Maloja a Chiavenna diventa occasione per scoprire la valle passo dopo passo.Infine, in Mesolcina, seguiamo il sindaco Gianpiero Raveglia lungo la Strada di Maria Teresa, antica mulattiera oggi al centro di un importante progetto di recupero. Un percorso che unisce Roveredo al Passo San Jorio, tra storia militare e paesaggi alpini.

    Le vie dei ponti

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2025 20:05


    In questa edizione delle Voci del Grigioni italiano, Alessandro Tini dialoga con Lorenzo Berlendis, autore del volume Le vie dei ponti. Percorsi tra memoria e gusto, storia e arte, dalle Orobie bergamasche ai Grigioni attraverso la Valtellina e la Val Bregaglia (Edizioni Altreconomia). Un libro che non è una guida tradizionale, ma un intreccio di racconti, incontri e suggestioni che uniscono paesaggi, comunità e culture.Originario della Val Brembana, l'autore ripercorre la storica via Priula – aperta dalla Serenissima nel Cinquecento per collegare Bergamo a Coira – e ne riscopre il valore simbolico: i ponti come metafora di scambio, superamento dei confini e occasione di cooperazione. Dal Brembo al Pizzo dei Tre Signori, dalle valli minerarie alle rotte commerciali verso il Nord Europa, la narrazione intreccia storia, religiosità, letteratura e tradizioni gastronomiche, con un'attenzione particolare alla transumanza e all'arte casearia.Un invito a rileggere la montagna non con parametri quantitativi, ma come scrigno di biodiversità, sobrietà e bellezza, capace di insegnare nuovi modi di abitare i territori. Un percorso di memoria e futuro, che mostra come i ponti – reali e simbolici – possano ancora oggi aprire vie di incontro tra popoli e culture.

    Le vie dei ponti

    Play Episode Listen Later Sep 19, 2025 20:05


    In qesta edizione delle Voci del Grigioni italiano, Alessandro Tini dialoga con Lorenzo Berlendis, autore del volume Le vie dei ponti. Percorsi tra memoria e gusto, storia e arte, dalle Orobie bergamasche ai Grigioni attraverso la Valtellina e la Val Bregaglia (Edizioni Altreconomia). Un libro che non è una guida tradizionale, ma un intreccio di racconti, incontri e suggestioni che uniscono paesaggi, comunità e culture.Originario della Val Brembana, l'autore ripercorre la storica via Priula – aperta dalla Serenissima nel Cinquecento per collegare Bergamo a Coira – e ne riscopre il valore simbolico: i ponti come metafora di scambio, superamento dei confini e occasione di cooperazione. Dal Brembo al Pizzo dei Tre Signori, dalle valli minerarie alle rotte commerciali verso il Nord Europa, la narrazione intreccia storia, religiosità, letteratura e tradizioni gastronomiche, con un'attenzione particolare alla transumanza e all'arte casearia.Un invito a rileggere la montagna non con parametri quantitativi, ma come scrigno di biodiversità, sobrietà e bellezza, capace di insegnare nuovi modi di abitare i territori. Un percorso di memoria e futuro, che mostra come i ponti – reali e simbolici – possano ancora oggi aprire vie di incontro tra popoli e culture.

    Bondo, otto anni dopo: dalla tragedia alla rinascita

    Play Episode Listen Later Sep 12, 2025 22:49


    Il 23 agosto 2017 una frana di proporzioni enormi si staccò dal Pizzo Cengalo, travolgendo la Val Bondasca e raggiungendo Bondo. Oltre 3 milioni di metri cubi di materiale causarono la morte di otto escursionisti e segnarono profondamente la valle e i suoi abitanti. Immagini e suoni fecero il giro del mondo, ma altrettanto forte fu l'ondata di solidarietà che arrivò da ogni parte.A distanza di otto anni, Antonia Marsetti e Alessandro Tini sono tornati a Bondo per raccontare la conclusione dei lavori di protezione e ripristino, riuniti nel progetto “Bondo Due”. Ospiti della trasmissione: Anna Giacometti, consigliera nazionale ed ex sindaca, che visse in prima persona i giorni dell'emergenza, e Fernando Giovanoli, attuale sindaco, che ha seguito la lunga fase di ricostruzione.Dal ricordo doloroso delle vittime al sostegno della popolazione, dall'impegno della protezione civile alla resilienza della comunità, il racconto diventa testimonianza di una valle che guarda al futuro con più sicurezza, pur consapevole che il rischio zero non esiste. Bondo oggi è più protetta, ma soprattutto è il simbolo di una comunità che, pur ferita, ha saputo rialzarsi.

    Casa Besta

    Play Episode Listen Later Sep 5, 2025 20:02


    A pochi passi dal confine con la Valtellina, nella parte meridionale del borgo di Brusio, sorge Casa Besta: una dimora storica che racconta l'anima di un territorio di frontiera. Un tempo semplice abitazione contadina, la casa fu trasformata nel Settecento in elegante residenza dalla famiglia Marliani, originaria di Sondrio. Oggi, questo edificio accoglie un museo completamente rinnovato, che restituisce voce e memoria alla vita quotidiana della Valposchiavo.Il nuovo allestimento di Casa Besta nasce da un percorso partecipativo che ha coinvolto la comunità locale, con il contributo di storici, artigiani ed esperti, e grazie al sostegno di fondazioni e del programma Interreg SconfiNati. Il museo si concentra su quattro temi che da sempre plasmano la storia e l'identità del territorio: il commercio transfrontaliero, l'agricoltura di montagna, l'artigianato tradizionale e, soprattutto, il contrabbando.Attraverso pannelli informativi, fotografie, oggetti d'epoca e contributi multimediali, il visitatore è accompagnato in un viaggio tra le storie di chi ha vissuto, lavorato – e spesso sfidato – il confine. In attesa dell'inaugurazione del nuovo Museo del Tabacco, che sorgerà a pochi passi da Casa Besta, la sezione dedicata a questo importante capitolo della storia di Brusio è stata momentaneamente smantellata. Un segno della volontà di valorizzare al meglio ogni aspetto della memoria locale.Completano il percorso museale due ambienti storici di grande fascino: la Sala del Consiglio, con il suo soffitto ligneo finemente decorato, e una saletta adiacente ornata da stucchi e dagli stemmi delle famiglie del posto.Casa Besta non è solo un museo, ma un punto d'incontro tra passato e presente, tra Svizzera e Italia, tra memoria e identità. Un luogo da scoprire, ascoltare, attraversare.

    Poschiavo premiata

    Play Episode Listen Later Aug 29, 2025 19:35


    Il Premio Wakker 2025, prestigioso riconoscimento assegnato ogni anno da Patrimonio svizzero a un Comune che si distingue per la valorizzazione del proprio patrimonio architettonico e culturale, è andato a Poschiavo. Sabato scorso la cerimonia ufficiale ha animato la piazza del borgo, trasformata in un grande spazio di festa, con autorità, cittadini e associazioni a fare da cornice. Un evento che ha reso visibile il lungo lavoro di tutela e pianificazione che ha permesso a questa comunità alpina di coniugare tradizione e modernità.Il Podestà Giovanni Jochum, nel ricevere il premio, ha voluto sottolineare che non si tratta di un traguardo personale, ma di un riconoscimento per l'intera popolazione: “Il Wakker ci invita a guardare al passato, ma ci obbliga a proseguire sulla strada intrapresa”. La giuria ha premiato Poschiavo non solo per i suoi palazzi storici, i nuclei e il borgo armoniosamente conservato, ma anche per l'energia di una comunità che continua a investire sul futuro, valorizzando cultura, turismo e filiere produttive locali. Un impegno che passa anche dal volontariato: decine di cittadini animano i musei, le associazioni e i progetti che mantengono vivo il paese e la valle, contribuendo a rafforzarne l'identità e l'attrattiva turistica.Il Premio Wakker diventa così non solo un riconoscimento al passato, ma anche uno stimolo per il futuro, perché Poschiavo continui a essere un modello di sviluppo sostenibile nelle Alpi.

    Alpinismo

    Play Episode Listen Later Aug 22, 2025 21:49


    La recente polemica sulla conquista dei 14 Ottomila da parte di Marco Confortola, con accuse e smentite che hanno coinvolto persino Reinhold Messner e Silvio “Gnaro” Mondinelli, ci offre lo spunto per riflettere sul senso profondo dell'alpinismo. Non solo cronaca di vette conquistate, ma anche valori, rinunce, solidarietà e memoria.Tre gli ospiti che ci accompagnano.Silvio “Gnaro” Mondinelli, uno dei pochissimi alpinisti ad aver scalato tutti i 14 Ottomila senza ossigeno, condivide riflessioni sul valore dell'umiltà, della rinuncia e sul cambiamento dell'alpinismo nell'epoca dei grandi numeri e dei social.Daniele Foletti, presidente onorario dell'associazione Mani per il Nepal, racconta dieci anni di progetti concreti a favore delle comunità himalayane: ponti, scuole, acquedotti e, più di recente, l'elettrificazione di otto villaggi documentata dal film Oltre la luce.Infine, Daniele Maini, fotografo di montagna e autore di libri e reportage dedicati alle Alpi ticinesi e grigionesi, ci accompagna con le sue immagini autentiche, lontane dalla spettacolarizzazione, per riflettere sul ruolo della fotografia tra verità, memoria e rispetto dei luoghi.Un viaggio a più voci che intreccia imprese, solidarietà e cultura, per restituire alla montagna il suo significato più profondo.

    Servizi sociali senza confini

    Play Episode Listen Later Aug 15, 2025 21:28


    Come assicurare assistenza sociale e un servizio di curatela altamente professionali anche nei territori più periferici, dove non sempre è possibile trovare figure qualificate? La risposta più immediata sarebbe accentrare le competenze nelle grandi città, dove è più facile reperire personale specializzato. Ma per l'utenza fragile che vive nelle valli periferiche, questa soluzione comporta trasferte e disagi.A Poschiavo si sta sperimentando un progetto pilota che va nella direzione opposta. Un modello che vede dialogare sul territorio tutte le figure impegnate nel servizio sociale e in quello della curatela. La sperimentazione punta a creare una struttura stabile che possa offrire consulenza, sostegno e interventi mirati.Oltre a rispondere alle esigenze immediate, l'iniziativa vuole diventare un modello replicabile in altre valli e regioni periferiche dei Grigioni.

    Scuola, si riparte!

    Play Episode Listen Later Aug 8, 2025 20:02


    Lunedì 11 agosto le scuole del Cantone dei Grigioni riapriranno ufficialmente i battenti, mentre solo nel Moesano il rientro è fissato per il 25. È il momento in cui studenti, insegnanti, famiglie – e con loro l'intero sistema scolastico – si rimettono in moto.Per inaugurare idealmente il nuovo anno, abbiamo incontrato Manuela Della Cà - Tuena, da poco alla guida dell'Ufficio dell'Ispettorato scolastico del Grigioni italiano. Un incarico di responsabilità, al crocevia tra qualità educativa, sostegno alle sedi scolastiche e rapporto diretto con territori diversi e complessi.In un'intervista a tutto campo, ripercorriamo insieme il suo profilo professionale e il ruolo dell'Ispettorato scolastico oggi, tra continuità e cambiamento. Una voce competente e appassionata per riflettere su cosa significhi “fare scuola” nelle nostre valli, in un tempo che cambia.

    Scuola, si riparte!

    Play Episode Listen Later Aug 8, 2025 20:02


    Lunedì 11 agosto le scuole del Cantone dei Grigioni riapriranno ufficialmente i battenti, mentre solo nel Moesano il rientro è fissato per il 25. È il momento in cui studenti, insegnanti, famiglie – e con loro l'intero sistema scolastico – si rimettono in moto.Per inaugurare idealmente il nuovo anno, abbiamo incontrato Manuela Della Cà - Tuena, da poco alla guida dell'Ufficio dell'Ispettorato scolastico del Grigioni italiano. Un incarico di responsabilità, al crocevia tra qualità educativa, sostegno alle sedi scolastiche e rapporto diretto con territori diversi e complessi.In un'intervista a tutto campo, ripercorriamo insieme il suo profilo professionale e il ruolo dell'Ispettorato scolastico oggi, tra continuità e cambiamento. Una voce competente e appassionata per riflettere su cosa significhi “fare scuola” nelle nostre valli, in un tempo che cambia.

    Cavaione

    Play Episode Listen Later Aug 1, 2025 23:42


    Le solenni note della Filarmonica Avvenire Brusio aprono una puntata speciale dedicata all'ultimo villaggio entrato nella Confederazione: Cavaione, minuscolo borgo a 1'300 metri d'altitudine, oggi parte del Comune di Brusio.Per decenni, i cavaionesi vissero senza patria né cittadinanza. Solo nel 1875, con l'intervento dell'Assemblea federale e un credito straordinario, poterono finalmente diventare svizzeri. A raccontarci questa vicenda poco nota è lo storico Sacha Zala, originario della vicina Campascio.Con il sindaco di Brusio Pietro della Cà ripercorriamo anche un'altra tappa fondamentale: la costruzione della strada, completata nel 1971 dopo sette anni di lavori, che ha spezzato l'isolamento secolare del paese.Oggi a Cavaione vivono solo otto persone. Uno di loro, Franco Balsarini, è l'anima della comunità e ci racconta la vita in questo angolo quasi fuori dal tempo.Chiude la puntata Romana Costa, giornalista di RTR, che ha vissuto una settimana nel villaggio e ce lo racconta con la sensibilità di chi ne ha condiviso il silenzio, i ritmi e la memoria.Un'edizione per scoprire un luogo che, pur minuscolo, ci dice molto sulla Svizzera e sulla sua storia.

    Festival Demenga 2025

    Play Episode Listen Later Jul 25, 2025 21:20


    Questa edizione è dedicata alla musica, alla cultura e alla meraviglia degli incontri inaspettati. Siamo in Val Calanca, dove ogni tre anni la musica diventa lingua universale e il paesaggio si trasforma in palcoscenico. Torna infatti il Festival Demenga, che nel 2025 raggiunge la sua settima edizione.Otto concerti, una mostra suggestiva, una visita guidata… ma soprattutto un filo rosso: l'intreccio tra musica popolare e musica classica. Due mondi che sembrano lontani, eppure – ascoltando bene – parlano la stessa lingua: quella della memoria, della terra, dell'emozione. Dalle danze slave di Dvořák ai ritmi ungheresi rielaborati da Brahms, la musica ci racconta che la tradizione popolare è stata – e resta – linfa per la grande arte.Dal 2 al 9 agosto, la Val Calanca risuonerà di suoni antichi e contemporanei, con artisti di fama internazionale e la direzione artistica della famiglia Demenga, anima di questo festival che ha saputo ritagliarsi un posto speciale nel panorama musicale svizzero.Il Festival Demenga è pronto a sorprendere ancora, intrecciando passato e presente, gesti e suoni, corpi e strumenti. Dal 2 al 9 agosto. Ricordiamo che il programma completo è disponibile sul sito ufficiale festivaldemenga.ch.

    La filiera del legno 

    Play Episode Listen Later Jul 18, 2025 21:17


    La filiera del legno è la protagonista di questa edizione. Ci occupiamo quindi di una ricchezza delle Alpi, inestimabile, soprattutto in questo momento in cui si parla con insistenza di transizione ecologica.I boschi vanno coltivati, soprattutto se di protezione e questo implica un esbosco. Ma che fine fanno le piante abbattute? Come dare ulteriore valore all'intervento sul territorio delle aziende forestali - sino esse private o comunali? A queste domande cercheremo di dare risposta, ma prima di tutto ricordiamo le fasi che incontriamo nel sistema foresta-legno C'è una fase di raccolta che viene effettuata sia dalle aziende forestali comunali sia da imprese private, c'è una prima trasformazione che comprende le segherie e una seconda lavorazione sostanzialmente formata da falegnamerie artigianali ed industriali e dalle altre produzioni in legno.Interessante a questo proposito il progetto regionale che sta prendendo piede in Valposchiavo, denominato “legno 100% Valposchiavo”. In pratica si tratta di certificare - così come è stato fatto nel settore agroalimentare - i prodotti derivati dal legname tagliato in valle: dal cippato che alimenta la rete di teleriscaldamento di Poschiavo, alla legna da ardere utilizzata in valle, dai semilavorati impiegati in edilizia a sud e a nord del Bernina, sino ai complementi di arredo.

    Una vita a e per la scuola

    Play Episode Listen Later Jul 11, 2025 21:37


    A partire dal primo agosto, Arno Zanetti, nato nel 1960 e poschiavino doc, andrà ufficialmente in pensione, concludendo una carriera straordinaria nel mondo dell'educazione e dell'insegnamento. Zanetti ha dedicato la sua vita alla scuola: prima come studente, poi come insegnante e, negli ultimi otto anni, come ispettore scolastico del Circondario del Grigione Italiano, ruolo che ha condiviso con entusiasmo e affiatamento con la brusiese Manuela Della Ca-Tuena.Nel corso della sua carriera, Zanetti ha accumulato un'esperienza vasta e diversificata, che gli ha permesso di conoscere a fondo il sistema educativo e tutti i suoi meccanismi. Oltre ad essere stato insegnante, ha ricoperto il ruolo di presidente della Conferenza regionale del distretto Bernina, è stato membro del Comitato centrale degli insegnanti, direttore scolastico delle scuole comunali di Poschiavo dal 2003 al 2017 e, infine, ispettore scolastico. In quest'ultimo ruolo, si è dedicato a valutare e sostenere la scuola, monitorando costantemente la qualità dell'insegnamento.Come ispettore scolastico, Zanetti ha interagito con oltre 220 insegnanti (per un totale di 1350 alunni), offrendo consulenza su questioni di pianificazione scolastica, gestione dei conflitti e supporto didattico-metodico e pedagogico.

    Grifone 2025

    Play Episode Listen Later Jul 4, 2025 20:38


    Turisti in difficoltà da soccorrere, una scolaresca da recuperare nel bosco, un aereo civile disperso nel bosco. Questi sono solo alcuni degli scenari che “Grifone 2025” ha allestito per l'imponente esercitazione internazionale di soccorso aereo - il principale evento in Italia nell'ambito del SAR (Search and Rescue) - che si è svolta in Valtellina, nel mese di giugno, sulle Alpi Retiche. Più di 500 militari appartenenti all'Aeronautica Militare, alla Marina Militare, e alle diverse forze dell'ordine italiane, si sono dati appuntamento con i loro mezzi all'Aviosuperficie di Caiolo, a due passi da Sondrio. Presenti anche due Super Puma: uno dell'Esercito del Aire spagnola, l'altro dell'Aeronautica Militare Svizzera.Ben 48 le ore di volo con 80 tra atterraggi e decolli sono stati gestiti dal Rescue Coordination Centre (RCC) del Comando Operazioni Aerospaziali che ha coordinato anche gli uomini del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.Si è trattato di un evento internazionale interforze a cui hanno partecipato anche 20 osservatori stranieri che hanno potuto toccare con mano il grado di cooperazione internazionale raggiunto, indispensabile per la riuscita di un intervento quando si opera sul confine, quando sono coinvolte le forze aeree di diverse nazioni. In questo caso Italia, Spagna e Svizzera.

    E sem partì

    Play Episode Listen Later Jun 27, 2025 22:00


    “A 16 anni, nel 1814, se ne va. Fra mille incognite. Pressoché a piedi, raggiunge Bilbao, in Spagna. Perché proprio in quella città? Come ci si arriva senza saper nulla del mondo? Quanto tempo ci si impiega? È inevitabile fermarsi ogni tanto, cammin facendo, a svolgere qualche lavoretto in cambio di pochi spiccioli, un alloggio o un pasto caldo”. Pietro Rodolfo Fanconi lascia giovanissimo la Valposchiavo in cerca di fortuna lontano da casa. Fa la gavetta come tutti, poi si afferma come caffettiere in Spagna e aiuta a creare una vasta rete di Café Suizo in tutta la Spagna insieme alla famiglia Matossi.Come lui, tanti altri sono partiti tra la fine del Settecento e l'inizio del Novecento. Moltissimi hanno in comune la scelta del mestiere di pasticciere o caffettiere. C'è chi è rimasto all'estero e chi è tornato in patria, portando con sé competenze, nuove idee e soldi da investire e aiutando a cambiare la società e il volto del paese.Questa forma di emigrazione è un capitolo importante della storia della Valposchiavo ed è comune ad altre regioni dell'arco alpino, come testimonia l'iniziativa della Nova Fundaziun Origen, che ad un pasticciere emigrato da Mulegns ha dedicato la Torre Bianca, ed. L'associazione iSTORIA dedica a questo fenomeno che ha completamente cambiato il volto di Poschiavo fenomeno il libro fotografico “E sem partì - Storie di emigrazione”. Il volume racchiude le vicende di 20 famiglie di pasticcieri e caffettieri raccontate in immagini e con brevi testi in italiano, tedesco e inglese, a beneficio anche dei discendenti degli emigrati rimasti nei paesi d'adozione ma ancora legati alle loro origini.

    Alpi Fragili

    Play Episode Listen Later Jun 20, 2025 21:01


    Frane, alluvioni, smottamenti, quando va bene la conta dei danni riguarda edifici e infrastrutture ma sempre più spesso si contano anche vittime.Le Alpi si riscoprono sempre più fragili. Nel 1987, Valtellina e Valposchiavo finirono in ginocchio per una frana ciclopica (parliamo di 20 milioni di metri cubi di materiale) che cancellò un paese e devastò il territorio causando 29 vittime. Nel 2017 - il 23 agosto - una frana sul pizzo Cengalo travolse e uccise 8 escursionisti. Lo scorso anno in Mesolcina e di recente a Blatten nel Canton Vallese, un intero paese è rimasto sommerso dalla frana innescata da un ghiacciaio. Grazie ai sistemi di monitoraggio l'abitato era stato evacuato da giorni e non ci sono state vittime.Questi sono solo i più estremi eventi calamitosi che si sono verificati negli ultimi 40 anni sulle Alpi, ma ogni regione alpina può citare eventi più o meno importanti legati alla sicurezza idrogeologica.C'è dunque da interrogarsi, ma c'è anche da riflettere prendendo spunto da quanto avvenuto in passato. La frana della Val Pola, ad esempio, in Valtellina se da un lato ha dato il via in modo ufficiale alla nascita della protezione civile in Italia, dall'altro ha segnato una serie di ritardi e di ingerenze burocratiche che hanno reso la vita di chi ha perso tutto, se non un inferno, un'odissea, come testimonia l'ospite di questa puntata: Stefano Confortola. Il valtellinese riuscì miracolosamente a salvarsi nel 1987 - perse però i genitori - ma non è mai riuscito a lasciarsi alle spalle quanto avvenuto dopo.

    “Il filo delle Alpi”

    Play Episode Listen Later Jun 13, 2025 20:09


    La transumanza, è una pratica antica le cui origini si perdono nel tempo. I pastori hanno sempre spostato in estate le loro greggi (o mandrie) verso i prati i quota. Oggi si parla però di “transumanza culturale”, ovvero l'insieme di valori antropologici, sociali e identitari che questa pratica rappresenta per le comunità e i territori coinvolti. Non a caso la transumanza è stata riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità nel 2019. In Lombardia, per la precisione in Valcamonica, da due anni a questa parte si celebra la “transumanza culturale”, un evento generato dal progetto interreg AlpTexstyle (capofila il Polo Poschiavo) che mira a creare un'industria tessile più sostenibile nelle Alpi. Nella regione alpina, l'ecosistema tessile non è sempre stato così inquinante come oggi. Dodici organizzazioni partner provenienti da Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera hanno unito le loro forze per creare una base comune di conoscenze e competenze e per riterritorializzare le catene del valore tessile locali compromesse da una produzione offshore e da un approvvigionamento globale. Il progetto è ormai giunto a conclusione ma lascia sulle Alpi diverse azioni concrete e un terreno fertile per nuove sfide.

    30mila mani rosse

    Play Episode Listen Later Jun 6, 2025 20:18


    L'arte può essere denuncia, memoria, atto di resistenza. Da Picasso a Wilfred Owen, da Guernica alle trincee della Prima guerra mondiale, la storia ci mostra come la creatività sappia trasformarsi in gesto di solidarietà umana, soprattutto nei momenti più oscuri. Anche oggi, in un mondo attraversato da decine di conflitti, c'è chi sceglie di non restare in silenzio.Tra le montagne del Grigioni italiano è nato un progetto che parla al cuore dell'umanità. Si chiama Your hands are their hands – le vostre mani sono le loro mani – ed è stato ideato dall'artista Clyo Lurati a partire da un sogno vivido e toccante. L'obiettivo? Raccogliere 30.000 impronte di mani rosse su fogli banchi, per rappresentare simbolicamente i 30.000 bambini morti nei conflitti armati del mondo. Un gesto collettivo, simbolico e profondamente umano.L'installazione, che idealmente si snoderà lungo la pista ciclabile della Mesolcina, vuole parlare di pace, confini, solidarietà. Coinvolge scuole, artisti, cittadini da più continenti, uniti da un filo rosso – reale e simbolico – lungo chilometri. Un progetto che nasce da qui ma guarda lontano.Ne parliamo in questa edizione delle Voci del Grigioni Italiano, insieme a Clyo Lurati.Per chi volesse aderire, l'indirizzo mail dove inviare l'impronta rossa della propria mano è:Yourhandsaretheirhandsproject@gmail.com

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