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Año XX. Núm. 26. La catequesis semanal del Papa León XIV sobre el Concilio Vaticano II, acerca de la constitución dogmática Dei Verbum sobre la Divina Revelación.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8423OMELIA V DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 5, 13-16) di Giacomo Biffi Alla scuola di Gesù - l'unica scuola di vita, perché è l'unica dove si insegna la verità che è sempre uguale a se stessa, che vale sempre, che è sempre attuale per tutti fino all'ultimo minuto della loro esistenza - oggi l'argomento in programma è: come deve essere la presenza del cristiano nel mondo? E il nostro Maestro tratta questo tema con la sublime semplicità che gli è consueta, mediante il vigore, l'evidenza, la concretezza di due paragoni: il paragone del sale e il paragone della luce.IL DOVERE DI TESTIMONIARE CRISTOVoi siete il sale della terra (Mt 5,13). C'è in questa immagine un insegnamento implicito, che qui Gesù non sviluppa, e un insegnamento esplicito che apertamente viene proposto.L'insegnamento implicito è che il cristiano - normalmente e salvo una vocazione particolare - non deve isolarsi, ma deve restare a vivere nella condizione in cui il Signore l'ha posto.Il sale non si mangia a parte, ma si scioglie nelle vivande. Solo così riesce a esaltare i diversi sapori che diversamente rimarrebbero come nascosti e vanificati. Allo stesso modo noi cristiani non dobbiamo accarezzare il sogno di metterci per nostro conto, pretendendo di abitare un mondo tutto per noi. È normale e giusto che nei quartieri, negli ambienti di lavoro, nelle varie forme di socializzazione, credenti e non credenti si trovino insieme. E appunto in questa naturale coabitazione noi dobbiamo compiere il tentativo di tradurre in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Questo è il bello e il difficile: essere cristiani in un mondo che non lo è.Posti in questo stato di mescolanza, è ovvio che i discepoli di Gesù siano disposti a comunicare cordialmente con tutti, senza chiusure impossibili e senza fanatiche intransigenze. Ma questo stato di mescolanza in tanto è accettabile in quanto diventa occasione per diffondere la verità che salva, anche solo con la silenziosa testimonianza dell'esempio. Il sale si scioglie negli alimenti per salarli, non per lasciarli insipidi come prima: colui che ha creduto al Vangelo si immerge nell'umanità che gli sta attorno per evangelizzarla.Questo dovere, che è di tutti i credenti, è espressamente richiamato dal Concilio Vaticano II che, proprio citando questa pagina di Vangelo, dice: «Tutti i cristiani dovunque vivano sono tenuti a manifestare con l'esempio della vita e con la testimonianza della parola l'uomo nuovo, che hanno rivestito col battesimo, e la forza dello Spirito Santo, dal quale sono stati rinvigoriti con la confermazione, così che gli altri, vedendo le loro opere buone, glorifichino il Padre e comprendano più pienamente il significato genuino della vita umana e l'universale vincolo di comunione tra gli uomini» (Ad Gentes, 11).Perché questo avvenga, occorre che, pur mescolandoci col mondo dell'incredulità, noi conserviamo nitida e viva la nostra identità cristiana, anche se può apparire ostica all'opinione mondana. Se no, non gioviamo agli altri e smarriamo noi stessi. Proprio questo è l'insegnamento che in modo diretto il Signore Gesù vuole impartirci col paragone del sale. Il sale ha in sé un sapore pungente. Ma appunto questo sapore lo rende indispensabile e gli consente di avvalorare ogni cibo. Un sale in cui questo sapore irritante fosse attenuato, un sale per così dire "dolcificato", sarebbe il più inutile degli ingredienti: A null'altro serve che a essere gettato via. Parimenti il discepolo di Gesù, che vive nel mondo in dialogo con tutti, deve mantenere intatta l'autenticità del messaggio che porta, anche se i palati mondani lo trovano aspro. Il nostro è un messaggio in cui si parla della salvezza raggiunta mediante la croce, si esalta il valore impareggiabile della sofferenza, si rovesciano i comuni criteri di comportamento (come ci ha insegnato domenica scorsa la pagina delle Beatitudini). È un messaggio in cui non si rinnega ciò che è terrestre e temporale, ma lo si finalizza al regno invisibile ed eterno. È un messaggio in cui non si disprezza né il corpo né tutta la sua varia vitalità, ma si rivendica il primato dello spirito. È un messaggio in cui la liberazione, il progresso, il benessere dell'uomo non possono e non vogliono essere ottenuti con la prepotenza o a prezzo della rinuncia a ogni disciplina morale, ma aprendo il proprio cuore al pentimento, alla fede, alla legge della carità.Ebbene, questo messaggio deve restare integro nella sua verità; e integro, senza sconti e senza alterazioni, va presentato anche al nostro tempo.Non illudiamoci che la "dolcificazione" di questo "sale" divino ci consenta di essere più facilmente accolti e capiti dal mondo. Ci condurrebbe piuttosto a "essere calpestati dagli uomini", i quali di un cristianesimo in larga parte assimilato alla mentalità ormai dominante non saprebbero proprio che fare.LA VERITÀ DI CRISTO NON PUÒ RESTARE NASCOSTAVoi siete la luce del mondo (Mt 5,14). La prerogativa di essere "luce" è propria del Figlio di Dio, la luce vera, quella che illumina ogni uomo (Gv 1,9). Ma qui è attribuita anche ai cristiani, perché appunto la presenza di un cristianesimo coraggioso e operante riesce, con la grazia di Cristo, a rompere il buio dell'errore, della menzogna, dell'ingiustizia che opprime la terra. La luce di sua natura si irradia in tutte le direzioni. Una fonte luminosa, se la si scherma o la si nasconde, è come se non ci fosse. Così la Chiesa di Cristo deve farsi conoscere, deve farsi sentire, deve proporre chiaramente la strada che conduce al Padre e al Regno, in mezzo all'intrico delle molte proposte aberranti, deve saper inquietare la falsa pace delle coscienze, deve arrivare ad offrire consolazione e speranza agli smarriti. Certo tutto questo va compiuto senza ostentazione, senza arroganza, senza trionfalismi, con la tranquilla mitezza della luce, la quale non fa violenza a nessuno, ma tutti affascina, tutti persuade, a tutti senza costrizione svela le cose come sono.La Chiesa, secondo le direttive del Signore che abbiamo ascoltato, non è una colleganza anonima e quasi impercettibile. È la città posta sul monte, che deve avere le sue strutture, i suoi mezzi di azione e di espressione, le sue opere di apostolato e di carità. È una città che non può restare nascosta, dal momento che è stata fondata perché tutti, vicini e lontani, vedano in essa un sicuro punto di riferimento nelle incertezze dell'esistenza e percepiscano il segno della presenza misericordiosa del nostro Dio, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità (1 Tm 2,4).
Habemus Podcast! CCXX puntata di Anima Latina con la dottoressa Ilaria Rossetti, funzionaria archeologa della Soprintendenza ABAP, che ci racconta la scoperta e l'identificazione della basilica di Vitruvio a Fano, caso pressoché unico di piena corrispondenza tra dati archeologici e testo antico, e mons. Waldemar Turek, dell'Ufficio Lettere Latine, che a partire dal verbo perpendere invita a leggere i documenti del Concilio Vaticano II con attenzione e profondità, evitando gli slogan ma puntando alla comprensione. Mons. Waldemar Turek, responsabile dell'Ufficio Lettere Latine della Segreteria di Stato e docente di Lettere Cristiane e Classiche presso la Pontificia Università Salesiana Ilaria Rossetti, egittologa, si è formata all'Università di Bologna e ha conseguito il dottorato a Siena, e il post-dottorato alla Sapienza di Roma. È attualmente funzionaria archeologa presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) per le province di Ancona e Pesaro Urbino. Gli ascoltatori possono inviare domande, curiosità o proposte di temi futuri con un messaggio WhatsApp al 335 124 3722 Conducono: Fabius Colagrande & Maria Milvia Morciano Puoi ascoltare tutti i podcast di Radio Vaticana - Vatican News cliccando qui: https://www.vaticannews.va/it/podcast/radio-vaticana.html
Año XX. Núm. 25. El Papa León XIV continúa su catequesis semanal sobre el Concilio Vaticano II explicando la relación entre la Escritura y la Tradición, a la luz de la Constitución Dogmática Dei Verbum sobre la divina revelación.
Año XX. Núm. 22. Lo que el Papa León XIV ha enseñado en su segunda catequesis sobre la Constitución Dogmática Dei Verbum sobre la divina revelación.
Año XX. Núm. 20. El Papa León XIV ha iniciado su catequesis sobre el Concilio Vaticano II reflexionando acerca de la Constitución Dei Verbum sobre la Divina Revelación.
El Papa recibe a familiares de víctimas del incendio en una discoteca suiza, expresando conmoción y esperanza frente a la codicia y negligencia. Felicita a La Repubblica por su 50 aniversario, destacando el periodismo como diálogo para el bien común, libertad y respeto, promoviendo verdad y estabilidad. Un mosaico circular del Papa se exhibe en San Pablo Extramuros. El Pontífice inicia catequesis sobre el Concilio Vaticano II, reafirmando su vigencia y la revelación divina como diálogo de amistad con Dios. A nivel internacional, el Papa se reúne con María Corina Machado, opositora venezolana, quien pide interceder por presos políticos. Las protestas en Irán, reprimidas, plantean dilemas éticos sobre dignidad y libertad; la Iglesia critica teocracias, defendiendo justicia. Groenlandia, estratégica por recursos, reaviva tensiones; la doctrina eclesial defiende autodeterminación de pueblos. La Semana de Oración por la Unidad de los Cristianos subraya la responsabilidad de confesiones ...
En el inicio de un nuevo ciclo de catequesis, el Papa León XIV exhortó a la Iglesia este 7 de enero a volver al Concilio Vaticano II, no desde interpretaciones parciales o recuerdos lejanos, sino a través de la lectura directa de sus Documentos. A sesenta años de su clausura, el Pontífice subrayó la vigencia y la fuerza profética de aquel acontecimiento, que sigue orientando el camino de la Iglesia en un mundo marcado por profundos cambios sociales y culturales.PARA VERLA Y ESCUCHARLA pincha aqui_ https://youtu.be/3lDkeUhhz_Y?si=FlLEdQY_QE6IQn0M
Se destaca la solemnidad del Bautismo del Señor, donde Jesús revela su divinidad como hijo amado de Dios. El papa León 14 retoma audiencias, iniciando una catequesis sobre el Concilio Vaticano II, la "estrella polar" de la Iglesia, impulsando su relectura y aplicación.Adrián Ruiz Pelayo, tras una peregrinación sin dinero, saluda al Papa en Roma para bendecir un ciprés, símbolo de unión de lugares sagrados y la providencia en la fe.En España, el Ministerio de Justicia y las conferencias religiosa y episcopal firman un acuerdo para atender integralmente a víctimas de abusos sexuales sin vía judicial, buscando verdad y justicia.El padre Juanpi, sacerdote argentino, usa Instagram para conectar la fe con los jóvenes, fomentando la profundidad espiritual y la comunidad digital con un estilo cercano.Se recomienda la novela "Los Goonies", celebrando el 40 aniversario del clásico cinematográfico y su mensaje de amistad y aventura.Finalmente, el papa León 14 convoca un consistorio con ...
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
Editorial En Italia, miles de mujeres son víctimas cada año del crimen organizado con fines de explotación sexual. La trata de blancas es consolidada por la mafia local y se incrementa conforme también lo hace la inmigración, proliferando organizaciones criminales de explotación sexual de origen nigeriano, entre otras. La policía organiza redadas y desarticula las mafias, pero no siempre puede atender a las víctimas. Consciente de ello, la hermana Carla Venditti, de 64 años, se adentra en la noche italiana desde 2017, armada con el Evangelio, dispuesta a enfrentar las mafias y rescatar de ellas a mujeres, jóvenes y niñas. Conocida por su labor, las víctimas esperan su llegada. Noticias internacionales Bulgaria: Herencia cristiana en las nuevas monedas de euro Malawi: 100 mil niños celebraron la Jornada de la Infancia Misionera Argentina: Más de 1.000 espectadores disfrutaron de una nueva Navidad EE. UU.: Gobernadora explicó el significado religioso de la Navidad Noticias nacionales Muere la «auténtica» Sor Citroën El Camino de Santiago bate su propio récord Noticias de la Santa Sede El Papa León XIV recibe al Cardenal Zen en el Vaticano Primer consistorio extraordinario del Papa León XIV Nuevo ciclo de catequesis centrado en el Concilio Vaticano II
Si quieres ayudar a sostener este apostolado, envía WhatsApp "quiero apoyar" al +52 33 2813 6085.Contenido fiel a la doctrina católica tradicional y al Magisterio perenne.⏰ Capítulos:00:00 Introducción04:15 Nuevo libro del Padre Murr.12:00 Palabras para los sacerdotes en problemas.28:06 Sinodalidad y Concilio Vaticano II.
El Papa León XIV visita España en 2026, con Canarias, Madrid y Barcelona como ciudades propuestas, y se prevé en junio por la inauguración de la torre de Jesucristo de la Sagrada Familia. Es la primera visita papal en 15 años. Celebra el primer consistorio con cardenales globales, abordando colegialidad, sinodalidad y misión de la Iglesia, convocando otro para finales de junio y sugiriendo encuentros anuales. Inicia catequesis para redescubrir el Concilio Vaticano II. La Santa Sede relaciona con 184 estados. El Papa, ante el cuerpo diplomático, defiende la paz, multilateralismo y diálogo, insistiendo en que la paz no se logra con la fuerza ni intereses egoístas, sino con la visión de Dios. Sobre Venezuela, el Papa demanda respeto a la voluntad popular y derechos humanos. Se contempla una larga reconstrucción democrática, con estabilización y recuperación económica previas a la transición. La Iglesia, experta en humanidad, promueve diálogo y solidaridad con los afectados. En ...
Año XX. Núm. XIX. El Papa León XIV ha decidido impartir toda una catequesis acerca del Concilio Vaticano II.
Questo episodio approfondisce le ragioni teologiche e pastorali dell'impegno della Chiesa per lo sviluppo umano integrale, ripercorrendo l'evoluzione del concetto nella Dottrina sociale, dal Concilio Vaticano II fino al magistero di papa Francesco. Al centro c'è la dignità della persona umana e la visione cristiana dello sviluppo come “dono gratuito di sé”, radicata nel mistero di Cristo. Il podcast mette in luce il legame inscindibile tra annuncio del Vangelo e promozione umana, mostrando come la cura delle condizioni di vita, dei diritti fondamentali e della dimensione spirituale dell'uomo faccia parte integrante della missione evangelizzatrice della Chiesa. Una riflessione che conduce a una conclusione chiara e provocatoria: la felicità di tutti riguarda davvero la Chiesa.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
En ocasión del aniversario de los documentos del Concilio Vaticano II sobre la libertad religiosa y la relación de la Iglesia con religiones no cristianas, hoy hablamos sobre el diálogo como medio de evangelización y que, por lo tanto, evita el relativismo dominante.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
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PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
Acompaña al Padre Román Flecha a meditar sobre el Concilio Vaticano II del 28 de octubre de 1965, y conozcamos más a fondo este tema.
Envíame un mensajeYa son 100 años del Documento Quas Primas y después del Concilio Vaticano II muchos se preguntan cuál es el papel de los laicos en la Iglesia y en el mundo. Hoy Fernando Romero acompaña a Luis Román para contestar esta importante pregunta.Support the show YouTube Facebook Telegram Instagram Tik Tok Twitter
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
PABLO OBISPO SIERVO DE LOS SIERVOS DE DIOS JUNTAMENTE CON LOS PADRES DEL CONCILIO PARA PERPETUO RECUERDOCONSTITUCIÓN DOGMÁTICA SOBRE LA IGLESIA* LUMEN GENTIUMCAPÍTULO I EL MISTERIO DE LA IGLESIA1. Cristo es la luz de los pueblos. Por ello este sacrosanto Sínodo, reunido en el Espíritu Santo, desea ardientemente iluminar a todos los hombres, anunciando el Evangelio a toda criatura (cf. Mc 16,15) con la claridad de Cristo, que resplandece sobre la faz de la Iglesia. Y porque la Iglesia es en Cristo como un sacramento, o sea signo e instrumento de la unión íntima con Dios y de la unidad de todo el género humano, ella se propone presentar a sus fieles y a todo el mundo con mayor precisión su naturaleza y su misión universal, abundando en la doctrina de los concilios precedentes. Las condiciones de nuestra época hacen más urgente este deber de la Iglesia, a saber, el que todos los hombres, que hoy están más íntimamente unidos por múltiples vínculos sociales técnicos y culturales, consigan también la plena unidad en Cristo.
CONSTITUCIÓN DOGMÁTICA DEI VERBUM SOBRE LA DIVINA REVELACIÓN PROEMIO1. El Santo Concilio, escuchando religiosamente la palabra de Dios y proclamándola confiadamente, hace cuya la frase de San Juan, cuando dice: "Os anunciamos la vida eterna, que estaba en el Padre y se nos manifestó: lo que hemos visto y oído os lo anunciamos a vosotros, a fin de que viváis también en comunión con nosotros, y esta comunión nuestra sea con el Padre y con su Hijo Jesucristo" (1 Jn., 1,2-3). Por tanto siguiendo las huellas de los Concilios Tridentino y Vaticano I, se propone exponer la doctrina genuina sobre la divina revelación y sobre su transmisión para que todo el mundo, oyendo, crea el anuncio de la salvación; creyendo, espere, y esperando, ame.
«La Eucaristía y el sacerdocio son inseparables». El P. Félix López —superior general de los Siervos del Hogar de la Madre—, nos habla de cómo el Corazón de Jesús, tan lleno de amor, quiso instituir el sacrificio Eucarístico de su Cuerpo y de su Sangre para «perpetuar el sacrificio de la cruz», como dice el Concilio Vaticano II en la Constitución sobre la Liturgia. El P. Félix nos confiesa que, elevar la Hostia en la consagración, le ayuda a mirar a Jesús y a mirarse en Él, como en un espejo. Al ver a Jesús y su actitud de donación, se pregunta si él vive con esta misma actitud.
CONSTITUCIÓN DOGMÁTICA DEI VERBUM SOBRE LA DIVINA REVELACIÓN PROEMIO1. El Santo Concilio, escuchando religiosamente la palabra de Dios y proclamándola confiadamente, hace cuya la frase de San Juan, cuando dice: "Os anunciamos la vida eterna, que estaba en el Padre y se nos manifestó: lo que hemos visto y oído os lo anunciamos a vosotros, a fin de que viváis también en comunión con nosotros, y esta comunión nuestra sea con el Padre y con su Hijo Jesucristo" (1 Jn., 1,2-3). Por tanto siguiendo las huellas de los Concilios Tridentino y Vaticano I, se propone exponer la doctrina genuina sobre la divina revelación y sobre su transmisión para que todo el mundo, oyendo, crea el anuncio de la salvación; creyendo, espere, y esperando, ame.
CONSTITUCIÓN DOGMÁTICA DEI VERBUM SOBRE LA DIVINA REVELACIÓN PROEMIO1. El Santo Concilio, escuchando religiosamente la palabra de Dios y proclamándola confiadamente, hace cuya la frase de San Juan, cuando dice: "Os anunciamos la vida eterna, que estaba en el Padre y se nos manifestó: lo que hemos visto y oído os lo anunciamos a vosotros, a fin de que viváis también en comunión con nosotros, y esta comunión nuestra sea con el Padre y con su Hijo Jesucristo" (1 Jn., 1,2-3). Por tanto siguiendo las huellas de los Concilios Tridentino y Vaticano I, se propone exponer la doctrina genuina sobre la divina revelación y sobre su transmisión para que todo el mundo, oyendo, crea el anuncio de la salvación; creyendo, espere, y esperando, ame.
CONSTITUCIÓN DOGMÁTICA DEI VERBUM SOBRE LA DIVINA REVELACIÓN PROEMIO1. El Santo Concilio, escuchando religiosamente la palabra de Dios y proclamándola confiadamente, hace cuya la frase de San Juan, cuando dice: "Os anunciamos la vida eterna, que estaba en el Padre y se nos manifestó: lo que hemos visto y oído os lo anunciamos a vosotros, a fin de que viváis también en comunión con nosotros, y esta comunión nuestra sea con el Padre y con su Hijo Jesucristo" (1 Jn., 1,2-3). Por tanto siguiendo las huellas de los Concilios Tridentino y Vaticano I, se propone exponer la doctrina genuina sobre la divina revelación y sobre su transmisión para que todo el mundo, oyendo, crea el anuncio de la salvación; creyendo, espere, y esperando, ame.
CONSTITUCIÓN DOGMÁTICA DEI VERBUM SOBRE LA DIVINA REVELACIÓN PROEMIO1. El Santo Concilio, escuchando religiosamente la palabra de Dios y proclamándola confiadamente, hace cuya la frase de San Juan, cuando dice: "Os anunciamos la vida eterna, que estaba en el Padre y se nos manifestó: lo que hemos visto y oído os lo anunciamos a vosotros, a fin de que viváis también en comunión con nosotros, y esta comunión nuestra sea con el Padre y con su Hijo Jesucristo" (1 Jn., 1,2-3). Por tanto siguiendo las huellas de los Concilios Tridentino y Vaticano I, se propone exponer la doctrina genuina sobre la divina revelación y sobre su transmisión para que todo el mundo, oyendo, crea el anuncio de la salvación; creyendo, espere, y esperando, ame.
Fuente original: https://youtu.be/_zisLqRa7tM?list=TLGGgHWWEMUIXUsyMDA4MjAyNQLa compleja relación entre el Concilio Vaticano II y la crisis en la práctica religiosa católica. Se cita una investigación del National Bureau of Economic Research (NBER) que señala un vínculo evidente entre el Concilio y la disminución religiosa, destacando que esta crisis fue más pronunciada en la Iglesia Católica que en otras confesiones. Los análisis sugieren que, aunque la crisis tuvo raíces preexistentes (como el modernismo y la posmodernidad), el Concilio actuó como un catalizador, intensificando estos problemas a través de su intento de diálogo con la modernidad y la adopción de un lenguaje pastoral menos preciso que uno definitorio. En esencia, las fuentes exploran cómo factores previos y las orientaciones del Concilio se combinaron para precipitar una manifestación significativa de la crisis religiosa.
EL DERECHO DE LA PERSONA Y DE LAS COMUNIDADESA LA LIBERTAD SOCIAL Y CIVIL EN MATERIA RELIGIOSA1. Los hombres de nuestro tiempo se hacen cada vez más conscientes de la dignidad de la persona humana, y aumenta el número de aquellos que exigen que los hombres en su actuación gocen y usen del propio criterio y libertad responsables, guiados por la conciencia del deber y no movidos por la coacción. Piden igualmente la delimitación jurídica del poder público, para que la amplitud de la justa libertad tanto de la persona como de las asociaciones no se restrinja demasiado. Esta exigencia de libertad en la sociedad humana se refiere sobre todo a los bienes del espíritu humano, principalmente a aquellos que pertenecen al libre ejercicio de la religión en la sociedad. Secundando con diligencia estos anhelos de los espíritus y proponiéndose declarar cuán conformes son con la verdad y con la justicia, este Concilio Vaticano estudia la sagrada tradición y la doctrina de la Iglesia, de las cuales saca a la luz cosas nuevas, de acuerdo siempre con las antiguas.
EL DERECHO DE LA PERSONA Y DE LAS COMUNIDADESA LA LIBERTAD SOCIAL Y CIVIL EN MATERIA RELIGIOSA1. Los hombres de nuestro tiempo se hacen cada vez más conscientes de la dignidad de la persona humana, y aumenta el número de aquellos que exigen que los hombres en su actuación gocen y usen del propio criterio y libertad responsables, guiados por la conciencia del deber y no movidos por la coacción. Piden igualmente la delimitación jurídica del poder público, para que la amplitud de la justa libertad tanto de la persona como de las asociaciones no se restrinja demasiado. Esta exigencia de libertad en la sociedad humana se refiere sobre todo a los bienes del espíritu humano, principalmente a aquellos que pertenecen al libre ejercicio de la religión en la sociedad. Secundando con diligencia estos anhelos de los espíritus y proponiéndose declarar cuán conformes son con la verdad y con la justicia, este Concilio Vaticano estudia la sagrada tradición y la doctrina de la Iglesia, de las cuales saca a la luz cosas nuevas, de acuerdo siempre con las antiguas.
3-07. En torno al Concilio Vaticano II | Abancay. un obispo en los Andes peruanos by Opus Dei
EL DERECHO DE LA PERSONA Y DE LAS COMUNIDADESA LA LIBERTAD SOCIAL Y CIVIL EN MATERIA RELIGIOSA1. Los hombres de nuestro tiempo se hacen cada vez más conscientes de la dignidad de la persona humana, y aumenta el número de aquellos que exigen que los hombres en su actuación gocen y usen del propio criterio y libertad responsables, guiados por la conciencia del deber y no movidos por la coacción. Piden igualmente la delimitación jurídica del poder público, para que la amplitud de la justa libertad tanto de la persona como de las asociaciones no se restrinja demasiado. Esta exigencia de libertad en la sociedad humana se refiere sobre todo a los bienes del espíritu humano, principalmente a aquellos que pertenecen al libre ejercicio de la religión en la sociedad. Secundando con diligencia estos anhelos de los espíritus y proponiéndose declarar cuán conformes son con la verdad y con la justicia, este Concilio Vaticano estudia la sagrada tradición y la doctrina de la Iglesia, de las cuales saca a la luz cosas nuevas, de acuerdo siempre con las antiguas.
EL DERECHO DE LA PERSONA Y DE LAS COMUNIDADESA LA LIBERTAD SOCIAL Y CIVIL EN MATERIA RELIGIOSA1. Los hombres de nuestro tiempo se hacen cada vez más conscientes de la dignidad de la persona humana, y aumenta el número de aquellos que exigen que los hombres en su actuación gocen y usen del propio criterio y libertad responsables, guiados por la conciencia del deber y no movidos por la coacción. Piden igualmente la delimitación jurídica del poder público, para que la amplitud de la justa libertad tanto de la persona como de las asociaciones no se restrinja demasiado. Esta exigencia de libertad en la sociedad humana se refiere sobre todo a los bienes del espíritu humano, principalmente a aquellos que pertenecen al libre ejercicio de la religión en la sociedad. Secundando con diligencia estos anhelos de los espíritus y proponiéndose declarar cuán conformes son con la verdad y con la justicia, este Concilio Vaticano estudia la sagrada tradición y la doctrina de la Iglesia, de las cuales saca a la luz cosas nuevas, de acuerdo siempre con las antiguas.
Actualmente se usa el término «diálogo» con mucha frecuencia en la Iglesia católica, pero descubriremos en este programa de «Un ancla en la tormenta» que el uso de este término es mucho más antiguo. Nuestro itinerario en esta «Introducción a la Doctrina Social de la Iglesia» nos lleva hoy a examinar los documentos de los pontificados del papa san Juan XXIII y del papa san Pablo VI, especialmente los del Concilio Vaticano II, que nos muestran la búsqueda esmerada del diálogo de la Iglesia con todos, aunque no de forma indiscriminada, pues establece círculos necesarios de diálogo para distinguir entre creyentes y no creyentes, cuya propia dignidad humana les impone el deber de buscar y vivir en la verdad. Además, veremos el papel de los laicos y su vocación de ordenar las realidades temporales hacia Cristo, y cómo la Iglesia peregrina avanza juntamente con la humanidad, peregrinando hacia Cristo, quien es «punto de convergencia hacia el cual tienden los deseos de la historia y de la civilización» («Gaudium et Spes» 45). Así, nos abre nuevas formas de entender la relación entre la Iglesia —sacramento universal de salvación— y la unión del género humano con Dios y entre sí, impeliéndonos a ser testigos de Cristo en todos los ámbitos de la sociedad actual.
EL DERECHO DE LA PERSONA Y DE LAS COMUNIDADESA LA LIBERTAD SOCIAL Y CIVIL EN MATERIA RELIGIOSA1. Los hombres de nuestro tiempo se hacen cada vez más conscientes de la dignidad de la persona humana, y aumenta el número de aquellos que exigen que los hombres en su actuación gocen y usen del propio criterio y libertad responsables, guiados por la conciencia del deber y no movidos por la coacción. Piden igualmente la delimitación jurídica del poder público, para que la amplitud de la justa libertad tanto de la persona como de las asociaciones no se restrinja demasiado. Esta exigencia de libertad en la sociedad humana se refiere sobre todo a los bienes del espíritu humano, principalmente a aquellos que pertenecen al libre ejercicio de la religión en la sociedad. Secundando con diligencia estos anhelos de los espíritus y proponiéndose declarar cuán conformes son con la verdad y con la justicia, este Concilio Vaticano estudia la sagrada tradición y la doctrina de la Iglesia, de las cuales saca a la luz cosas nuevas, de acuerdo siempre con las antiguas.
GRAVISSIMUM EDUCATIONISSOBRE LA EDUCACIÓN CRISTIANA PROEMIO El Santo Concilio Ecuménico considera atentamente la importancia decisiva de la educación en la vida del hombre y su influjo cada vez mayor en el progreso social contemporáneo. En realidad la verdadera educación de la juventud, e incluso también una constante formación de los adultos, se hace más fácil y más urgente en las circunstancias actuales. Porque los hombres, mucho mas conscientes de su propia dignidad y deber, desean participar cada vez más activamente en la vida social y, sobre todo, en la económica y en la política; los maravillosos progresos de la técnica y de la investigación científica, y los nuevos medios de comunicación social, ofrecen a los hombres, que, con frecuencia gozan de un mayor espacio de tiempo libre de otras ocupaciones, la oportunidad de acercarse con facilidad al patrimonio cultural del pensamiento y del espíritu, y de ayudarse mutuamente con una comunicación más estrecha que existe entre las distintas asociaciones y entre los pueblos.
DECLARACIÓN GRAVISSIMUM EDUCATIONISSOBRE LA EDUCACIÓN CRISTIANA PROEMIO El Santo Concilio Ecuménico considera atentamente la importancia decisiva de la educación en la vida del hombre y su influjo cada vez mayor en el progreso social contemporáneo. En realidad la verdadera educación de la juventud, e incluso también una constante formación de los adultos, se hace más fácil y más urgente en las circunstancias actuales. Porque los hombres, mucho mas conscientes de su propia dignidad y deber, desean participar cada vez más activamente en la vida social y, sobre todo, en la económica y en la política; los maravillosos progresos de la técnica y de la investigación científica, y los nuevos medios de comunicación social, ofrecen a los hombres, que, con frecuencia gozan de un mayor espacio de tiempo libre de otras ocupaciones, la oportunidad de acercarse con facilidad al patrimonio cultural del pensamiento y del espíritu, y de ayudarse mutuamente con una comunicación más estrecha que existe entre las distintas asociaciones y entre los pueblos.
DECLARACIÓN GRAVISSIMUM EDUCATIONISSOBRE LA EDUCACIÓN CRISTIANA PROEMIO El Santo Concilio Ecuménico considera atentamente la importancia decisiva de la educación en la vida del hombre y su influjo cada vez mayor en el progreso social contemporáneo. En realidad la verdadera educación de la juventud, e incluso también una constante formación de los adultos, se hace más fácil y más urgente en las circunstancias actuales. Porque los hombres, mucho mas conscientes de su propia dignidad y deber, desean participar cada vez más activamente en la vida social y, sobre todo, en la económica y en la política; los maravillosos progresos de la técnica y de la investigación científica, y los nuevos medios de comunicación social, ofrecen a los hombres, que, con frecuencia gozan de un mayor espacio de tiempo libre de otras ocupaciones, la oportunidad de acercarse con facilidad al patrimonio cultural del pensamiento y del espíritu, y de ayudarse mutuamente con una comunicación más estrecha que existe entre las distintas asociaciones y entre los pueblos.
María, Madre de la Iglesia 1) La cruz: Hoy celebramos una fiesta presentada en el Concilio Vaticano II, pues la Iglesia en este tiempo también tiene cruces y nos crucifican. Porque la Iglesia no es una estructura institucional, la Iglesia somos vos y yo. En este milenio cuánto nos han crucificado, pero seguimos aquí, porque la Iglesia es de Dios, porque vos sos de Dios y donde está Dios está María. 2) María al pie: La teología nos dice que los dolores que una mujer tiene al dar a luz, al tener un hijo, María los tuvo al ver a su hijo crucificado, pero la iconografía nos muestra a María de pie. Porque cuando el dolor aparece en tu vida y cuando sentís que todo se te cae en la vida, lo único que te hace mantener en pie es la fe. Hoy alimenta tu fe. Es la fe lo que te mantiene en pie. 3) Vida: Hoy pidamos por nuestra Iglesia, por el Papa y su salud. Porque más allá de lo que pensés o te digan, es quien guía a la Iglesia. Yo, con 23 capillas, ya tengo canas. Imagínate él que debe guiar a toda la Iglesia. Pidamos por los obispos, pues son los que nos confirman en la fe y deben protegernos de tantos errores doctrinales que hay. Pidamos por todos los sacerdotes y consagrados, para que recordemos que somos de Dios y llevamos a Dios. Pidamos por cada bautizado, para que se ponga la camiseta de la Iglesia y recuerde que es Iglesia. Algo bueno está por venir.
María, Madre de la Iglesia 1) La cruz: Hoy celebramos una fiesta presentada en el Concilio Vaticano II, pues la Iglesia en este tiempo también tiene cruces y nos crucifican. Porque la Iglesia no es una estructura institucional, la Iglesia somos vos y yo. En este milenio cuánto nos han crucificado, pero seguimos aquí, porque la Iglesia es de Dios, porque vos sos de Dios y donde está Dios está María. 2) María al pie: La teología nos dice que los dolores que una mujer tiene al dar a luz, al tener un hijo, María los tuvo al ver a su hijo crucificado, pero la iconografía nos muestra a María de pie. Porque cuando el dolor aparece en tu vida y cuando sentís que todo se te cae en la vida, lo único que te hace mantener en pie es la fe. Hoy alimenta tu fe. Es la fe lo que te mantiene en pie. 3) Vida: Hoy pidamos por nuestra Iglesia, por el Papa y su salud. Porque más allá de lo que pensés o te digan, es quien guía a la Iglesia. Yo, con 23 capillas, ya tengo canas. Imagínate él que debe guiar a toda la Iglesia. Pidamos por los obispos, pues son los que nos confirman en la fe y deben protegernos de tantos errores doctrinales que hay. Pidamos por todos los sacerdotes y consagrados, para que recordemos que somos de Dios y llevamos a Dios. Pidamos por cada bautizado, para que se ponga la camiseta de la Iglesia y recuerde que es Iglesia. Algo bueno está por venir.
Proemio1 Este sacrosanto Concilio se propone acrecentar día en día entre los fieles la vida cristiana, adaptar mejor a las necesidades de nuestro tiempo las instituciones que están sujetas a cambio, promover todo aquello que pueda contribuir a la unión de cuantos creen en Jesucristo y fortalecer lo que sirve para invitar a todos los hombres al seno de la Iglesia. Por eso cree que le corresponde de un modo particular proveer a la reforma y al fomento de la LiturgiaLa Liturgia en el misterio de la Iglesia 2 En efecto, la Liturgia, por cuyo medio "se ejerce la obra de nuestra Redención", sobre todo en el divino sacrificio de la Eucaristía, contribuye en sumo grado a que los fieles expresen en su vida, y manifiesten a los demás, el misterio de Cristo y la naturaleza auténtica de la verdadera Iglesia. Es característico de la Iglesia ser, a la vez, humana y divina, visible y dotada de elementos invisibles, entregada a la acción y dada a la contemplación, presente en el mundo y, sin embargo, peregrina; y todo esto de suerte que en ella lo humano esté ordenado y subordinado a lo divino, lo visible a lo invisible, la acción a la contemplación y lo presente a la ciudad futura que buscamos. Por eso, al edificar día a día a los que están dentro para ser templo santo en el Señor y morada de Dios en el Espíritu, hasta llegar a la medida de la plenitud de la edad de Cristo, la Liturgia robustece también admirablemente sus fuerzas para predicar a Cristo y presenta así la Iglesia, a los que están fuera, como signo levantado en medio de las naciones, para que, bajo de él, se congreguen en la unidad los hijos de Dios que están dispersos, hasta que haya un solo rebaño y un solo pastor.
Proemio1 Este sacrosanto Concilio se propone acrecentar día en día entre los fieles la vida cristiana, adaptar mejor a las necesidades de nuestro tiempo las instituciones que están sujetas a cambio, promover todo aquello que pueda contribuir a la unión de cuantos creen en Jesucristo y fortalecer lo que sirve para invitar a todos los hombres al seno de la Iglesia. Por eso cree que le corresponde de un modo particular proveer a la reforma y al fomento de la LiturgiaLa Liturgia en el misterio de la Iglesia 2 En efecto, la Liturgia, por cuyo medio "se ejerce la obra de nuestra Redención", sobre todo en el divino sacrificio de la Eucaristía, contribuye en sumo grado a que los fieles expresen en su vida, y manifiesten a los demás, el misterio de Cristo y la naturaleza auténtica de la verdadera Iglesia. Es característico de la Iglesia ser, a la vez, humana y divina, visible y dotada de elementos invisibles, entregada a la acción y dada a la contemplación, presente en el mundo y, sin embargo, peregrina; y todo esto de suerte que en ella lo humano esté ordenado y subordinado a lo divino, lo visible a lo invisible, la acción a la contemplación y lo presente a la ciudad futura que buscamos. Por eso, al edificar día a día a los que están dentro para ser templo santo en el Señor y morada de Dios en el Espíritu, hasta llegar a la medida de la plenitud de la edad de Cristo, la Liturgia robustece también admirablemente sus fuerzas para predicar a Cristo y presenta así la Iglesia, a los que están fuera, como signo levantado en medio de las naciones, para que, bajo de él, se congreguen en la unidad los hijos de Dios que están dispersos, hasta que haya un solo rebaño y un solo pastor.
Proemio1 Este sacrosanto Concilio se propone acrecentar día en día entre los fieles la vida cristiana, adaptar mejor a las necesidades de nuestro tiempo las instituciones que están sujetas a cambio, promover todo aquello que pueda contribuir a la unión de cuantos creen en Jesucristo y fortalecer lo que sirve para invitar a todos los hombres al seno de la Iglesia. Por eso cree que le corresponde de un modo particular proveer a la reforma y al fomento de la LiturgiaLa Liturgia en el misterio de la Iglesia 2 En efecto, la Liturgia, por cuyo medio "se ejerce la obra de nuestra Redención", sobre todo en el divino sacrificio de la Eucaristía, contribuye en sumo grado a que los fieles expresen en su vida, y manifiesten a los demás, el misterio de Cristo y la naturaleza auténtica de la verdadera Iglesia. Es característico de la Iglesia ser, a la vez, humana y divina, visible y dotada de elementos invisibles, entregada a la acción y dada a la contemplación, presente en el mundo y, sin embargo, peregrina; y todo esto de suerte que en ella lo humano esté ordenado y subordinado a lo divino, lo visible a lo invisible, la acción a la contemplación y lo presente a la ciudad futura que buscamos. Por eso, al edificar día a día a los que están dentro para ser templo santo en el Señor y morada de Dios en el Espíritu, hasta llegar a la medida de la plenitud de la edad de Cristo, la Liturgia robustece también admirablemente sus fuerzas para predicar a Cristo y presenta así la Iglesia, a los que están fuera, como signo levantado en medio de las naciones, para que, bajo de él, se congreguen en la unidad los hijos de Dios que están dispersos, hasta que haya un solo rebaño y un solo pastor.