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Esiste il dialogo in fondo al web? La vita digitale può prescindere da un sistema di relazioni? Sono le domande con cui è cominciata la puntata di Memos di oggi. Sostiene l’Istat: tra gli 11 e i 14 anni di età si sono ridotti i tempi di incontro con gli amici (nel 2018 solo il 32% ha incontrato gli amici tutti i giorni rispetto al 71% del 2003) e quasi parallelamente nello stesso periodo è aumentato l’uso di internet. Una diagnosi possibile: questa vita digitale può generare confusione emozionale (chi sono io, chi è l’altro) e cultura della chiusura (cerchie sempre più strette di simili), secondo quanto ha raccontato a Memos Felicia Pelagalli, psicologa che insegna alla Sapienza di Roma innovazione e trasformazione digitale. «Oggi si è sempre più calcificati nelle proprie visioni e non si dialoga», ha sostenuto il sociologo di Codici Stefano Laffi, ospite a Memos. La puntata di oggi è stata chiusa dal messaggio di Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”, di Torino.
Esiste il dialogo in fondo al web? La vita digitale può prescindere da un sistema di relazioni? Sono le domande con cui è cominciata la puntata di Memos di oggi. Sostiene l’Istat: tra gli 11 e i 14 anni di età si sono ridotti i tempi di incontro con gli amici (nel 2018 solo il 32% ha incontrato gli amici tutti i giorni rispetto al 71% del 2003) e quasi parallelamente nello stesso periodo è aumentato l’uso di internet. Una diagnosi possibile: questa vita digitale può generare confusione emozionale (chi sono io, chi è l’altro) e cultura della chiusura (cerchie sempre più strette di simili), secondo quanto ha raccontato a Memos Felicia Pelagalli, psicologa che insegna alla Sapienza di Roma innovazione e trasformazione digitale. «Oggi si è sempre più calcificati nelle proprie visioni e non si dialoga», ha sostenuto il sociologo di Codici Stefano Laffi, ospite a Memos. La puntata di oggi è stata chiusa dal messaggio di Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”, di Torino.
Il futuro del lavoro. Innovazione tecnologica e automazione: cosa succederà al lavoro? Una ricerca dell’Ocse sostiene che il 14%% dei lavori di oggi potrebbe essere completamente automatizzato, mentre il 32% potrebbe subire cambiamenti significativi. Memos ha ospitato Stefano Scarpetta, economista, direttore all’Ocse per l’occupazione e le politiche sociali; e Daniela Palma, economista e ricercatrice all’Enea. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”.
Il futuro del lavoro. Innovazione tecnologica e automazione: cosa succederà al lavoro? Una ricerca dell’Ocse sostiene che il 14%% dei lavori di oggi potrebbe essere completamente automatizzato, mentre il 32% potrebbe subire cambiamenti significativi. Memos ha ospitato Stefano Scarpetta, economista, direttore all’Ocse per l’occupazione e le politiche sociali; e Daniela Palma, economista e ricercatrice all’Enea. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”.
Recessione e questione salariale. Che fine faranno con la recessione i già bassi stipendi di chi lavora in Italia? Risolvere la questione salariale è anche un modo per uscire dalla recessione? Perchè il cosiddetto reddito di cittadinanza dovrebbe spiazzare l’occupazione reale? Salari bassi, competitività, produttività: tra credenze consolidate e ideologie di ferro. Di tutto questo parlano oggi a Memos l’economista Marta Fana e il sociologo Simone Fana. Entrambi sono autori di un articolo pubblicato in questi giorni su Jacobin Italia dal titolo “Il problema del Reddito si rivela il salario”. Chiude la trasmissione il messaggio di Davide Mattiello, parlamentare del Pd nella scorsa legislatura, membro della Commissione Antimafia, oggi presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”. Mattiello racconta di un libro appena pubblicato e scritto da otto persone, di cui lui è uno degli autori. Il titolo: “la Repubblica d’Europa” (Add Editore, 2019).
Recessione e questione salariale. Che fine faranno con la recessione i già bassi stipendi di chi lavora in Italia? Risolvere la questione salariale è anche un modo per uscire dalla recessione? Perchè il cosiddetto reddito di cittadinanza dovrebbe spiazzare l’occupazione reale? Salari bassi, competitività, produttività: tra credenze consolidate e ideologie di ferro. Di tutto questo parlano oggi a Memos l’economista Marta Fana e il sociologo Simone Fana. Entrambi sono autori di un articolo pubblicato in questi giorni su Jacobin Italia dal titolo “Il problema del Reddito si rivela il salario”. Chiude la trasmissione il messaggio di Davide Mattiello, parlamentare del Pd nella scorsa legislatura, membro della Commissione Antimafia, oggi presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”. Mattiello racconta di un libro appena pubblicato e scritto da otto persone, di cui lui è uno degli autori. Il titolo: “la Repubblica d’Europa” (Add Editore, 2019).
Ndrangheta e massoneria deviata. Dal processo di Reggio Calabria “Ndrangheta stragista” all’ultima operazione della Dda di Torino sulle ‘ndrine in Val d’Aosta, emerge la costante del rapporto tra organizzazioni mafiose e poteri occulti insediati all’interno di logge massoniche. Memos ne ha parlato oggi con Alessia Candito, giornalista del Corriere della Calabria, e con Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino ed ex componente della Commissione parlamentare antimafia. La puntata di oggi si chiude con il “messaggio nella bottiglia” di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio del lavoro della Cgil di Milano.
Ndrangheta e massoneria deviata. Dal processo di Reggio Calabria “Ndrangheta stragista” all’ultima operazione della Dda di Torino sulle ‘ndrine in Val d’Aosta, emerge la costante del rapporto tra organizzazioni mafiose e poteri occulti insediati all’interno di logge massoniche. Memos ne ha parlato oggi con Alessia Candito, giornalista del Corriere della Calabria, e con Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino ed ex componente della Commissione parlamentare antimafia. La puntata di oggi si chiude con il “messaggio nella bottiglia” di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio del lavoro della Cgil di Milano.
La legge Salvini e il vigore dell’opposizione. Prima il sindaco di Palermo Orlando e poi un gruppo di regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria): il no alla legge contro l’immigrazione è stato forse il primo vero atto di opposizione al governo Conte e alla maggioranza M5S-Lega. Un’opposizione in difesa dei princìpi costituzionali e della convivenza democratica. Memos ne ha parlato con la politologa Nadia Urbinati. A chiudere la puntata di oggi il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della commissione antimafia e presidente della Fondazione Benvenuti in Italia di Torino.
La legge Salvini e il vigore dell’opposizione. Prima il sindaco di Palermo Orlando e poi un gruppo di regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria): il no alla legge contro l’immigrazione è stato forse il primo vero atto di opposizione al governo Conte e alla maggioranza M5S-Lega. Un’opposizione in difesa dei princìpi costituzionali e della convivenza democratica. Memos ne ha parlato con la politologa Nadia Urbinati. A chiudere la puntata di oggi il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della commissione antimafia e presidente della Fondazione Benvenuti in Italia di Torino.
La questione settentrionale torna a condizionare il governo di Roma. Nello scontro Salvini-Di Maio pesano le pressioni sull’esecutivo delle imprese del nord. Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi usa toni allusivi per avvertire Salvini: «si sta diffondendo e rafforzando l’idea che questo governo voglia affossare il nord», ha detto ieri il capo degli industriali lombardi. Memos ha ospitato oggi due politologi studiosi della Lega e del M5S come Roberto Biorcio (“Il M5S: dalla protesta al governo”, Mimesis 2018, con Paolo Natale) e Gianluca Passarelli (“La Lega di Salvini”, Mulino 2018, con Dario Tuorto). Chiude la puntata di oggi Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”: il suo “messaggio nella bottiglia” è dedicato alla nuova Commissione parlamentare antimafia che si insedia domani.
La questione settentrionale torna a condizionare il governo di Roma. Nello scontro Salvini-Di Maio pesano le pressioni sull’esecutivo delle imprese del nord. Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi usa toni allusivi per avvertire Salvini: «si sta diffondendo e rafforzando l’idea che questo governo voglia affossare il nord», ha detto ieri il capo degli industriali lombardi. Memos ha ospitato oggi due politologi studiosi della Lega e del M5S come Roberto Biorcio (“Il M5S: dalla protesta al governo”, Mimesis 2018, con Paolo Natale) e Gianluca Passarelli (“La Lega di Salvini”, Mulino 2018, con Dario Tuorto). Chiude la puntata di oggi Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”: il suo “messaggio nella bottiglia” è dedicato alla nuova Commissione parlamentare antimafia che si insedia domani.
Angela Merkel dopo 13 anni di governo lascia la guida del suo partito, la Cdu, ma non la cancelleria di Berlino. E’ la fine di una lunga stagione politica, che segue alcune pesanti sconfitte elettorali (Baviera, Assia). Con lei finisce anche un ciclo politico, l’alternanza tra socialdemocratici e democristiani in Germania? Memos ne ha parlato con il politologo Piero Ignazi dell’università di Bologna. Merkel lascia nel pieno del ciclone delle destre sovraniste europee. Quanto ha contribuito la cancelliera a determinarlo? Ospite della trasmissione anche la copresidente dei verdi europei Monica Frassoni. Il successo dei verdi in Germania può essere un argine al sovranismo nazional-populista? Nella puntata di oggi abbiamo parlato anche di riarmo nucleare con il professor Alessandro Pascolini e di beni confiscati alle mafie con Davide Mattiello, presidente della Fondazione Benvenuti in Italia.
Angela Merkel dopo 13 anni di governo lascia la guida del suo partito, la Cdu, ma non la cancelleria di Berlino. E’ la fine di una lunga stagione politica, che segue alcune pesanti sconfitte elettorali (Baviera, Assia). Con lei finisce anche un ciclo politico, l’alternanza tra socialdemocratici e democristiani in Germania? Memos ne ha parlato con il politologo Piero Ignazi dell’università di Bologna. Merkel lascia nel pieno del ciclone delle destre sovraniste europee. Quanto ha contribuito la cancelliera a determinarlo? Ospite della trasmissione anche la copresidente dei verdi europei Monica Frassoni. Il successo dei verdi in Germania può essere un argine al sovranismo nazional-populista? Nella puntata di oggi abbiamo parlato anche di riarmo nucleare con il professor Alessandro Pascolini e di beni confiscati alle mafie con Davide Mattiello, presidente della Fondazione Benvenuti in Italia.
Le elezioni in Baviera: un voto di controprotesta. E’ la definizione data a Memos dallo storico Andrea Mammone, della Royal Holloway di Londra. In Baviera, sostiene Mammone, è svanito l’effetto sorpresa dell’estrema destra e un pezzo del voto di protesta che andava ad alimentarla. E così domenica scorsa una parte dell’elettorato ha votato la sua “controprotesta” contro la destra. Per commentare il voto bavarese ospite in trasmissione anche la politologa dell’università di Firenza Giorgia Bulli. La puntata di oggi ha ospitato Daniele Perotti e il suo “Lo impone il mercato” (Imprimatur, 2018). Davide Mattiello, ex parlamentare antimafia e coordinatore della scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia, ha dedicato il suo “messaggio nella bottiglia” alla giornalista Daphne Caruana Cuntrera nel primo anniversario del suo assassinio.
Le elezioni in Baviera: un voto di controprotesta. E’ la definizione data a Memos dallo storico Andrea Mammone, della Royal Holloway di Londra. In Baviera, sostiene Mammone, è svanito l’effetto sorpresa dell’estrema destra e un pezzo del voto di protesta che andava ad alimentarla. E così domenica scorsa una parte dell’elettorato ha votato la sua “controprotesta” contro la destra. Per commentare il voto bavarese ospite in trasmissione anche la politologa dell’università di Firenza Giorgia Bulli. La puntata di oggi ha ospitato Daniele Perotti e il suo “Lo impone il mercato” (Imprimatur, 2018). Davide Mattiello, ex parlamentare antimafia e coordinatore della scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia, ha dedicato il suo “messaggio nella bottiglia” alla giornalista Daphne Caruana Cuntrera nel primo anniversario del suo assassinio.
Non solo reddito di cittadinanza. A Memos oggi abbiamo parlato di Commonfare.net, un progetto europeo di welfare dal basso e contro l’impoverimento. Ospiti: l’economista dell’università di Pavia Andrea Fumagalli, e la giornalista e ricercatrice indipendente Cristina Morini. Partners del progetto: Università di Trento - Department of Information Engineering and Computer Science - Italia (capofila); Bin-Italia (Basic Income Network-Italia) - Italia (pilot Country); MITI (Madeira Interactive Technologicies Institute) – Portogallo; CMS - Centre for Peace Studies - Croatia (pilot country); Dyne.org - Olanda (pilot country)..Abertay University - United Kingdom; Fondazione Bruno Kessler (FBK) - Italy. A Memos il messaggio nella bottiglia oggi a cura di Davide Mattiello, ex parlamentare della commissione antimafia, oggi coordinatore della scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia.
Non solo reddito di cittadinanza. A Memos oggi abbiamo parlato di Commonfare.net, un progetto europeo di welfare dal basso e contro l’impoverimento. Ospiti: l’economista dell’università di Pavia Andrea Fumagalli, e la giornalista e ricercatrice indipendente Cristina Morini. Partners del progetto: Università di Trento - Department of Information Engineering and Computer Science - Italia (capofila); Bin-Italia (Basic Income Network-Italia) - Italia (pilot Country); MITI (Madeira Interactive Technologicies Institute) – Portogallo; CMS - Centre for Peace Studies - Croatia (pilot country); Dyne.org - Olanda (pilot country)..Abertay University - United Kingdom; Fondazione Bruno Kessler (FBK) - Italy. A Memos il messaggio nella bottiglia oggi a cura di Davide Mattiello, ex parlamentare della commissione antimafia, oggi coordinatore della scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia.
E' iniziata in Piemonte la chiusura del 98 % delle Slot machine e videolottery piemontesi, che, su una stima della Regione, chiuderanno con l'entrata in vigore delle nuove normative. Sono quasi 20 mila, nel totale piemontese, che hanno incassato nel 2016 quasi 800.000 euro. Nessuna potrà essere accesa o trovarsi a meno di 500 metri da luoghi cosiddetti sensibili come scuole, ospedali, impianti sportivi, luoghi di culto, banche, istituti di credito o stazioni ferroviarie.Un raggio che vale per tutti i Comuni con una popolazione superiore ai 5000 abitanti. Al di sotto di questa soglia, la restrizione viene ridotta a 300 metri. Le Amministrazioni comunali, oltre a poter disciplinare gli orari di funzionamento degli apparecchi, potranno individuare ulteriori luoghi da definire “sensibili” e non contemplati dalla normativa regionale.---------------------Il 22 novembre si celebra la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, istituita per legge dalla “Buona Scuola”, in memoria del tragico incidente avvenuto nel 2008 al Liceo Darwin di Rivoli e di tutte le vittime della scuola. “Questa giornata – dichiara l’assessora all’istruzione della Regione Piemonte Gianna Pentenero, che parteciperà alla manifestazione ‘Un fiore per Vito’, organizzata dalla Fondazione Benvenuti in Italia – Fondo Vito Scafidi – deve essere motivo di riflessione e di azione comune da parte di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella scuola e con competenza in materia di edilizia scolastica, ma anche occasione per accrescere l’attenzione e la sensibilizzazione della comunità scolastica nel diffondere la cultura della sicurezza”.Nei prossimi anni in Piemonte saranno investiti circa 220 milioni di euro per la sicurezza degli edifici scolastici. Si tratta di risorse regionali o nazionali per la realizzazione di interventi che impegnano il settore edilizia scolastica della Regione, nella programmazione e istruttoria dei progetti. Saranno costruiti nuovi edifici scolastici che saranno finanziati, grazie a uno stanziamento complessivo di 19 milioni di euro, in Piemonte, due interventi nelle province di Biella e Vercelli, mentre una seconda fase progettuale dello stesso concorso consentirà la realizzazione di altre due strutture scolastiche innovative sul territorio piemontese, per un investimento di circa 22 milioni di euro. Una modalità analoga, ma attuata grazie a risorse Inail e del Ministero, consentirà inoltre la realizzazione di 3 poli innovativi per l’infanzia, nuovi edifici in grado di accogliere in un'unica struttura asili nido e scuole materne, offrendo così un percorso integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni. Per la loro realizzazione, il ministero assegna al Piemonte oltre 9 milioni e 946 mila euro, di cui potranno beneficiare i comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti, selezionati attraverso un avviso pubblico bandito nelle settimane scorse della Regione. Ci sarà anche Pinerolo?
Davide Mattiello è un deputato eletto come indipendente nelle liste del Pd e fa parte della Commissione Antimafia. E' un parlamentare alla prima legislatura. Ha 43 anni ed è nato a Torino e in Piemonte si è svolta gran parte della sua attività politica e civile: prima nella Gioventù Operaia Cristiana, poi nell'associazione Acmos che a Torino si occupa di “inclusione democratica” e formazione, poi in Libera Piemonte di Don Ciotti e alla Fondazione Benvenuti in Italia. Ha raccolto in un libro (“L'onere della prova”, Melampo, 2015) alcune riflessioni sulla stagione delle stragi del '92-93 e documenti della Commissione Antimafia di allora, in particolare le conclusioni contenute nella relazione finale. «Oggi – racconta quella relazione del '93 - sono superate le condizioni oggettive che hanno favorito quel processo che si è definito di coabitazione. Il tragico spartiacque è costituito dalle stragi di capaci e di via D’Amelio». Per Davide Mattiello «la verità sui fatti compresi tra il 1989 e il 1994 e la capacità di assumere questa verità sul piano politico, facendola diventare spartiacque tra il mondo mafioso e il mondo democratico, è una condizione necessaria per la liberazione dell’Italia». L'intervista a Memos con il deputato Mattiello tocca anche il tema del rapporto tra mafia e politica, un rapporto che non si esaurisce con le figure criminali di Cosa Nostra ma che passa anche attraverso gli impresentabili delle liste regionali della Campania e i “personaggi dal passato e presente equivoco” denunciati dal giudice Scarpinato.
Davide Mattiello è un deputato eletto come indipendente nelle liste del Pd e fa parte della Commissione Antimafia. E' un parlamentare alla prima legislatura. Ha 43 anni ed è nato a Torino e in Piemonte si è svolta gran parte della sua attività politica e civile: prima nella Gioventù Operaia Cristiana, poi nell'associazione Acmos che a Torino si occupa di “inclusione democratica” e formazione, poi in Libera Piemonte di Don Ciotti e alla Fondazione Benvenuti in Italia. Ha raccolto in un libro (“L'onere della prova”, Melampo, 2015) alcune riflessioni sulla stagione delle stragi del '92-93 e documenti della Commissione Antimafia di allora, in particolare le conclusioni contenute nella relazione finale. «Oggi – racconta quella relazione del '93 - sono superate le condizioni oggettive che hanno favorito quel processo che si è definito di coabitazione. Il tragico spartiacque è costituito dalle stragi di capaci e di via D’Amelio». Per Davide Mattiello «la verità sui fatti compresi tra il 1989 e il 1994 e la capacità di assumere questa verità sul piano politico, facendola diventare spartiacque tra il mondo mafioso e il mondo democratico, è una condizione necessaria per la liberazione dell’Italia». L'intervista a Memos con il deputato Mattiello tocca anche il tema del rapporto tra mafia e politica, un rapporto che non si esaurisce con le figure criminali di Cosa Nostra ma che passa anche attraverso gli impresentabili delle liste regionali della Campania e i “personaggi dal passato e presente equivoco” denunciati dal giudice Scarpinato.