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Elisabetta Dellavalle"Voci di donne in Piemonte"Negli 80 anni della RepubblicaInterlinea Edizioniwww.interlinea.comNegli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne si ricordano figure femminili piemontesi vissute tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Duemila che, con le loro scelte e il loro coraggio, hanno contribuito – in alcuni casi pagando con la vita – alla nascita dello stato democratico. Sono partigiane, intellettuali, artiste, medici, lavoratrici e non solo: queste donne, alcune immeritatamente dimenticate, si sono battute con la voce e con le azioni per gli ideali di libertà e di uguaglianza nella convinzione che ognuna di loro: «può entrare nella vita politica del paese. Come ha saputo lottare durante la guerra di Liberazione, capace di continuare il suo cammino verso la ricostruzione».Elisabetta Dellavalle è storica dell'arte, già docente di letteratura e storia nei licei, giornalista pubblicista dal 1987 (ad oggi “La Stampa” Vercelli e “Patriaindipendente”), presidente Anpi Vercelli (2018-2021) e membro del Consiglio direttivo di Slow Food Vercelli e ISTORBiVE.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Claudio Rinaldi"Viaggio in America"Gianni BreraNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itClaudio Rinaldi"Viaggio in America"Gianni BreraNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itNella primavera del 1955 Gianni Brera sale su un aereo diretto a New York. Non è un viaggio di piacere: il Dipartimento di Stato americano ha selezionato un gruppo di giornalisti europei per un tour di tre mesi attraverso gli Stati Uniti, con l'obiettivo dichiarato di farne conoscere lo sport e i campus universitari in piena Guerra fredda culturale. Brera, allora al vertice della sua fama di firma sportiva e appena allontanato dalla direzione della Gazzetta dello Sport anche per le sue simmetrie di sinistra, accetta. Atterra l'8 aprile e non farà ritorno prima di luglio, dopo undici voli interni e tappe a New York, Washington, New Haven, Filadelfia, Indianapolis, Chicago, San Francisco, Stockton, Los Angeles, Denver. Da quel viaggio nascono reportage che oggi Claudio Rinaldi ha riunito per la prima volta in volume, Viaggio in America, edito da Aragno. Sono pagine scritte per Tempo, L'Illustrazione Italiana e L'Équipe: inchieste sulla boxe, sull'atletica, sul football, sulle corse di cavalli e di automobili, ma anche cronache di costume che intrecciano sport, razza, potere e diseguaglianza nell'America di metà secolo. C'è persino un'intervista ad Avery Brundage, allora presidente del Comitato Olimpico Internazionale, sui Giochi di Roma del 1960. Brera confessa di sentirsi come "in un polmone d'acciaio: quello della mia ignoranza" della lingua inglese, eppure proprio quello spaesamento affina il suo sguardo e la sua scrittura, spingendolo verso un giornalismo che è insieme cronaca, sociologia e letteratura. Colpisce, rileggendo oggi quelle corrispondenze, la lucidità con cui Brera osserva un paese che non conosce e di cui non parla la lingua: annota il fascino ambiguo del football americano ("troppo bello perché il calcio possa attecchire qui"), si aggira tra le palestre di boxe di Chicago e i quartieri di Little Italy, assiste al Kentucky Derby, misura la distanza tra lo sport-spettacolo statunitense e quello, ancora largamente dilettantistico, dell'Italia del dopoguerra. Ne esce un affresco che è insieme reportage sportivo e ritratto sociale, attraversato da un'idea di giornalismo per cui la cronaca di una gara di velocità o di un incontro di pugilato diventa lente per leggere razza, classe, potere e mito americano. Claudio Rinaldi, biografo e tra i massimi studiosi dell'opera di Brera, firma la curatela di questo volume che restituisce un tassello finora poco conosciuto della sua produzione: uno snodo stilistico e ideologico che anticipa la stagione del giornalismo culturale breriano, dalle pagine del Giorno fino a Repubblica, di cui Brera sarà tra le firme fondative. Nell'intervista che presentiamo, Rinaldi ricostruisce la genesi del viaggio e il contesto politico che lo rese possibile, il lavoro di ricerca che ha permesso di raccogliere per la prima volta in volume articoli dispersi su testate diverse, il metodo di un cronista che pur non parlando inglese seppe leggere in profondità un paese lontano dal suo, e il valore che queste pagine assumono oggi, settant'anni dopo, per chi vuole capire non solo Brera ma l'incontro-scontro tra due modi opposti di intendere lo sport e la modernità. Un'occasione, per i lettori/ascoltatori de Il Posto delle Parole, di riscoprire attraverso l'America degli anni Cinquanta la voce di uno dei più grandi narratori dello sport italiano: un Brera meno noto, in viaggio, spaesato e insieme acutissimo, alle prese con un mondo che di lì a poco avrebbe cambiato per sempre il modo di raccontare lo sport anche da queste parti.Gianni Brera (1919 - 1992) è stato il più grande giornalista sportivo italiano. Direttore della «Gazzetta dello Sport» a trent'anni, ha scritto per il «Guerin Sportivo», «il Giorno», «il Giornale», «la Repubblica», oltre a infinite altre collaborazioni. Tra i suoi innumerevoli libri si ricordino L'avocatt in bicicletta (1952), Il sesso degli Ercoli (1959), Io, Coppi (1960), La pacciada, con Luigi Veronelli (1973), Incontri e invettive (1974), Storia critica del calcio italiano (1975), Coppi e il diavolo (1981), i romanzi Il corpo della ragassa (1969), Naso bugiardo (1977) e Il mio vescovo e le animalesse (1983), oltre a vari manuali tecnici di calcio e di atletica leggera e alla traduzione di tre opere di Molière (Il misantropo, Tartufo, L'avaro), con un'ampia nota critica introduttiva (1947).Claudio Rinaldi , 57 anni, è il direttore della «Gazzetta di Parma», dove è entrato come praticante nel 1991. Ha deciso di fare il giornalista quando era un ragazzino, dopo essersi imbattuto in Gianni Brera ed essere rimasto folgorato dalla sua prosa. A Brera ha dedicato il libro Gioannfucarlo: Vita e scritti inediti di Gianni Brera (2001), scritto con Paolo Brera, e la voce del Dizionario biografico degli italiani della Treccani (2014). Ha scritto biografie dell'arbitro internazionale di calcio Alberto Michelotti e dell'allenatore di maratoneti Luciano Gigliotti e un volume sulle storie degli emigranti dall'Appennino parmense in Inghilterra, in Francia e negli Stati Uniti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
« Un peu partout en Europe, constate Le Monde à Paris, et d'autant plus à l'ouest du continent, des prairies et des champs desséchés témoignent de l'étendue et de l'intensité d'ores et déjà historiques de la sécheresse de l'année 2026. De nombreux fleuves et rivières sont dans une situation très critique, jamais observée jusqu'alors. La situation hydrologique inquiète de plus en plus de pays. Dans un bilan publié ce lundi, le service européen de surveillance Copernicus alerte : malgré les pluies et les inondations survenues cet hiver, les niveaux d'humidité des sols enregistrés en juillet dans l'ouest du continent sont désormais "nettement inférieurs à ceux de juillet 2022, dernier été marqué par une grave sécheresse dans toute l'Europe occidentale". » À lire aussiSécheresse: «Ce n'est pas en allant creuser des rivières qu'on va inventer de l'eau» Le Danube à sec Exemple : le Danube, avec ce reportage d'El Pais à Madrid, qui nous emmène à Budapest en Hongrie : le deuxième fleuve le plus long d'Europe s'étend sur 2 870 kilomètres et traverse dix pays. Et, à Budapest, le niveau du fleuve n'atteint plus qu'une trentaine de centimètres. « Là où coulait autrefois l'eau, il ne reste que de vastes bancs de sable, relève El País, que beaucoup ont transformés en plages improvisées. Vendredi dernier, alors que la chaleur étouffante de 37°C commençait à décliner, des dizaines de personnes se sont retrouvées, avec bières et en-cas, prêtes pour un pique-nique improvisé. L'atmosphère était détendue et joyeuse, note le journal. Mais à y regarder de plus près, une certaine inquiétude se faisait jour. "Je ne crois pas que nous n'ayons jamais connu une sécheresse pareille", confie Mike, un ouvrier du bâtiment de 45 ans venu passer l'après-midi avec deux amis du quartier. Une impression partagée par Diana, professeure de climatologie à l'université de Budapest : "Le Danube a toujours été un fleuve très stable. Il y a eu des crues et des sécheresses, certes, mais une situation aussi extrême est sans précédent, affirme-t-elle. Normalement, lorsqu'il ne pleut pas à un endroit, il pleut ailleurs, ou la neige des Alpes compense. Mais, cet été, la sécheresse a été généralisée". » À lire aussiLe Danube à sec: l'Europe centrale et les Balkans face à une catastrophe écologique De même que le Pô ou encore le Rhin Même cause, mêmes effets pour le Pô qui traverse Turin. Le plus long fleuve italien est presque à sec. « Le Pô est réduit à une simple flaque d'eau, soupire la Repubblica, recouverte d'algues vertes et de déchets. (…) Le courant est à l'arrêt : le Pô ne coule plus, il ressemble à une grande flaque immobile, étouffée par une eau vert bouteille. » En Allemagne, « spectacle désolant : le niveau du Rhin n'a jamais été aussi bas, relève le Süddeutsche Zeitung. Cette situation a des conséquences dramatiques pour l'économie allemande. (…) D'habitude, les péniches sillonnent le Rhin en une longue file, chargées principalement de marchandises en vrac comme du minerai, du charbon, des céréales ou du pétrole. Désormais, pointe le quotidien allemand, rien en vue pendant de longues minutes. Et lorsqu'un navire apparaît enfin, il ne transporte que quelques conteneurs. » À lire aussiAllemagne: l'industrie en souffrance face à la sécheresse qui abaisse le niveau du Rhin Une catastrophe pour l'agriculture Cette sécheresse a aussi bien sûr des conséquences directes sur l'agriculture. C'est le cas en France. « Si les pêches, concombres, nectarines, pastèques et autres melons, friands de soleil et de fortes chaleurs, ont été dopés par la canicule, l'agriculture française dans son ensemble traverse une crise sans précédent, pire encore que celle de la grande sécheresse de l'été 1976, pointe Libération à Paris. La FNSEA – principal syndicat agricole – estime que "les pertes économiques atteignent près de 25 % pour les fruits et les légumes frais". La récolte de blé a baissé de 4,3 % tandis que celle de maïs devrait chuter de 35 %, à 9 millions de tonnes cette année, son plus bas niveau depuis 1980. (…) Les animaux font, eux aussi, les frais des températures extrêmes, relève encore le journal. En juillet, deux à trois millions de volailles sont mortes grillées. Le bétail a mieux résisté, mais pourrait faire face, faute de fourrage en quantité suffisante, à de grandes difficultés dans les prochains mois. » Commentaire de Libération : « Les aides promises par les pouvoirs publics, dans un pays en période de disette budgétaire, ne suffiront pas. Les pansements provisoires pour répondre aux crises ne suffisent plus. C'est tout un modèle de fonctionnement, d'existence qui doit être profondément repensé. Par les agriculteurs, les éleveurs, les dirigeants aujourd'hui au pouvoir ou ceux qui y accéderont demain, mais aussi par chacun d'entre nous, individuellement. Parce que les jours sans fin ne font que commencer. »
Roma è diventata una Repubblica. Cosa succede nel prossimo capitolo di storia italiana? Lo vediamo in questo episodio tra guerre, leggende e popoli misteriosi.
L'apertura è dedicata all'estate torrida di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Mauro Evangelisti, il commento di Mario Ajello è dedicato alla scomparsa del maestrone Francesco Guccini, per la cronaca andiamo invece a Crans Montana per l'ultimo affronto della magistratura elvetica all'Italia, quindi con l'inviata Laura Bogliolo visitiamo un'altra spiaggia cara ai romani, mentre con l'esperta Gloria Satta andiamo al cinema per applaudire il ritorno degli spettatori nelle sale e chiudiamo con lo sport e con la giornata di Massimo Boccucci dedicata all'eroina azzurra della Senna Chiara Pellacani e al sogno sportivo di San Marino la più piccola e più antica Repubblica al mondo
Enrico Arosio"Baci dal Kashmir"Il viaggio che avevo rimossoIbis Edizioniwww.ibisedizioni.itAgosto 1993. Enrico Arosio, allora giornalista de L'Espresso ma in vacanza, e sua moglie Miki partono per dieci giorni in Kashmir: templi, giardini moghul, la capitale Srinagar affacciata sul lago Dal, trekking nelle valli sub-himalayane. Volevano solo riavvicinarsi all'Himalaya, dopo un viaggio in Nepal di qualche anno prima.Trovano invece una regione dilaniata da una guerra civile: la contesa tra India, Pakistan e indipendentisti islamici, l'occupazione militare, il coprifuoco, le sparatorie notturne nella Old City, il turismo azzerato, le case galleggianti in legno di cedro deserte. In quel clima sospeso tra bellezza e minaccia, un agguato di un gruppo di mujaheddin sulla via di Aru segna il punto di non ritorno del viaggio.Arosio pensò di raccontare questa storia già nel 1995, quando la decapitazione di un ostaggio occidentale nello stesso distretto di Anantnag gli riportò tutto alla memoria. Rinunciò allora, per non creare imbarazzo alla testata per cui scriveva. Trent'anni dopo, «più solo, ma anche più libero», ha deciso di riscrivere quei giorni: non una storia di guerra, ma un racconto privato che si intreccia a un contesto geopolitico complesso, e che restituisce anche l'incanto di quando «eravamo giovani e avventurosi».«Di colpo ricordavo tutto. Ricordavo l'incomprensibile violenza di cui io stesso, nel medesimo distretto di Anantnag, ero stato, insieme, testimone e vittima. Forse, forse era il caso che raccontassi anch'io una storia. Non una storia macabra, non una storia di morte e raccapriccio, ma un'avventura sempre sul filo della disavventura. Mai vissuta prima, mai rivissuta dopo. Una storia privata, ma non poi così privata.»Enrico Arosio (Milano, 1957) è giornalista, germanista e traduttore. Cresciuto bilingue, si è laureato in germanistica all'Università Ludwig Maximilian di Monaco con una tesi su Frank Wedekind.Redattore editoriale per Longanesi e Ubulibri, giovanissimo collabora con il manifesto e la Repubblica. Nel 1986 entra a L'Espresso, dove per trent'anni – dal 1989 nella redazione di Milano, di cui è stato caporedattore – firma circa 1.200 articoli di attualità e cultura, seguendo tra l'altro la riunificazione tedesca e le trasformazioni dell'Europa Centrale. Lascia il settimanale nel 2016; dal 2021 è recensore letterario per La Stampa-Tuttolibri.Esperto di Mitteleuropa, lavora come consulente editoriale, curatore e traduttore dal tedesco per Adelphi, Einaudi, Neri Pozza, Keller e Sellerio, portando in Italia autori come Alfred Döblin, Lion Feuchtwanger, Erich Maria Remarque, Ralf Rothmann, Martin Pollack e Hans Sahl. Ha pubblicato Piccoli incontri con grandi architetti (Skira, 2012). Collezionista d'arte, ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico.Con Baci dal Kashmir. Il viaggio che avevo rimosso (Ibis Edizioni, 2026) firma il suo primo libro di narrativa di viaggio, la cronaca di un'avventura vissuta con la moglie Miki in Kashmir nel 1993, rielaborata a distanza di trent'anni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ricordate "La ricreazione è finita", romanzo di successo del 2023? Ora lo scrittore Dario Ferrari è tornato in libreria con "L'idiota di famiglia" (Sellerio). Un romanzo in cui si trovano anche alcuni temi del precedente, come lo sguardo disilluso sulle carriere universitarie, lo stile ironico e tagliente, ma anche la struttura con una storia principale che fa da contenitore a una narrazione di fatti che si ispirano a vicende storiche. L'io narrante è Igor, un traduttore quarantenne quasi costretto a lavorare su libri estremamente commerciali che lui disprezza. È in crisi con la compagna Marta, che avrebbe dovuto avere un incarico da ricercatrice universitaria ma è costretta a cambiare vita, arrivando a pubblicare un libro di successo. Igor lascia Roma e torna a Viareggio perché il padre, un noto professore di storia e filosofia in pensione, è affetto da demenza senile. Igor si sente stretto fra il desiderio atavico di essere apprezzato dal padre, la consapevolezza di essere un po' invidioso del successo della fidanzata, la tensione con la sorella Ester ottimista al limite della superficialità, mentre lui tende al pessimismo e "si cruccia di problemi irrilevanti". Fra le carte del padre, Igor trova la narrazione di un episodio realmente accaduto a Viareggio nel 1920, ossia la creazione per tre giorni di una Repubblica di stampo bolscevico.
Nicola Campogrande"Liberi tutti"Esce per ARIA classics "Liberi tutti", il nuovo album interamente dedicato alla musica orchestrale di Nicola Campogrande, tra i compositori italiani oggi più eseguiti nel mondo. A interpretarlo è l'ADDA Simfónica di Alicante diretta da Josep Vicent, affiancata da tre solisti d'eccezione: il pianista Claudio Bonfiglio, la chitarrista Anabel Montesinos e il Meta4 Quartet.Il disco raccoglie quattro partiture che disegnano un ritratto ampio della scrittura orchestrale di Campogrande. Si apre con "Decisamente allegro", pagina che dichiara fin dal titolo la cifra ottimista e comunicativa del compositore torinese, per proseguire con "R. Un ritratto per pianoforte e orchestra", cinque movimenti — Home, Occhi, Conquiste, Notte, Finale — affidati a Claudio Bonfiglio. Segue "Cinque modi per aprire un concerto", e poi il "Concerto allegro" per chitarra e orchestra, nei tre tempi Andante, Larghetto e Andante gioioso, con Anabel Montesinos solista. Il disco si chiude con il brano che dà il titolo all'intero album: "Liberi tutti. Concerto per quartetto d'archi e orchestra", con il Meta4 Quartet impegnato in un serrato dialogo con l'orchestra lungo i tre movimenti Moderato, Largo e Allegro.Proprio "Liberi tutti" è il cuore del progetto. Commissionato dall'Orchestra Sinfonica di Milano, dalla Punavuori Chamber Music Association finlandese e da ADDA Sinfónica, il concerto ha debuttato il 6 giugno 2025 all'Auditorium di Milano, per poi essere eseguito in Finlandia e in Spagna, dove ha ottenuto grande successo di pubblico e critica. Campogrande stesso ne ha raccontato la genesi in un testo che accompagna la partitura, "Sciogliere le categorie": un brano nato pensando a un presente in cui «le categorie si sciolgono in continuazione», dove i riferimenti logici sembrano smarriti e regna «una buona dose di caos» — ma affrontato, scrive il compositore, «con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa». Non a caso nel brano cadono anche i confini di genere: per alcuni tratti è musica sinfonica, per altri musica da camera, con il quartetto che dialoga al proprio interno secondo la tradizione e insieme si apre di continuo al confronto con l'intera orchestra.È una musica che parla direttamente a chi ascolta, senza bisogno di mediazioni intellettuali: lo ha notato la critica spagnola, che dopo la prima esecuzione ad Alicante ha scritto di una «avventura dello spirito» capace di restituire, tanto nell'esecuzione quanto nell'ascolto, «una sensazione di libertà lontana da canoni e rigide considerazioni prestabilite». Un giudizio che si potrebbe estendere all'intero album: quattro partiture diverse per organico e occasione, tenute insieme dallo stesso timbro riconoscibile — luminoso, generoso, capace di restare popolare senza mai essere banale."Liberi tutti" è disponibile su Spotify, YouTube e sulle principali piattaforme digitali. Le partiture sono pubblicate da Breitkopf & Härtel.Nicola Campogrande è nato a Torino nel 1969 ed è considerato oggi uno dei compositori italiani più importanti sulla scena internazionale. Diplomato ai conservatori di Milano e di Parigi, dal 2017 la sua musica è pubblicata in esclusiva da Breitkopf & Härtel. Dalla stagione 2023/2024 è compositore residente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Orchestra Sinfonica di Milano.Nella sua musica critica e pubblico riconoscono una scrittura fresca ed espressiva, spesso al servizio di lavori dalla forte componente spettacolare: un linguaggio personale ma comprensibile, capace — come ha scritto il direttore Paul Daniel — di «creare musica che appartiene al pubblico, che non crea divisioni tra chi la esegue e chi la ascolta». Le sue partiture sono state eseguite da interpreti come Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Roberto Abbado, Mario Brunello e Gauthier Capuçon, in sale come il Teatro alla Scala, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi e il Rudolfinum di Praga, e incise su oltre 35 CD.Appassionato di teatro musicale, ha firmato opere come "Olympia", "#Folon", "De bello gallico", "La notte di San Nicola" e "I due usignoli", oltre a un ricco catalogo sinfonico e cameristico che comprende, tra gli altri, la Sinfonia n. 2 "Un mondo nuovo", il Concerto per pubblico e orchestra e, più di recente, "Liberi tutti" per quartetto d'archi e orchestra.Dal 1998 conduce programmi culturali su Rai Radio3 ed è stato per anni critico musicale, prima de la Repubblica e ora del Corriere della Sera. È autore di diversi libri di divulgazione musicale, tra cui "Occhio alle orecchie" (2015), "100 brani di musica classica da ascoltare una volta nella vita" (2018) e, più di recente, "Storia della musica classica. Il racconto di un'avventura straordinaria, dal Medioevo a Spotify" (2024). Dal 2016 al 2023 è stato direttore artistico del festival MITO SettembreMusica; in precedenza lo è stato per undici anni dell'Orchestra Filarmonica di Torino. È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Musica per Roma. Vive a Roma, dove insegna anche alla Scuola Holden di Torino dal 1994.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Doveva essere il weekend di Pirlo ct... e invece, oltre lui, rischiano di saltare anche Maldini e Leonardo. Facciamo il punto della situazione con Giulio Cardone che sta seguendo la vicenda per Repubblica e poi chiediamo un parere politico a Mauro Berruto, deputato della Repubblica e responsabile sport del Partito Democratico.Iniziamo il giro dei ritiri in questa settimana. Partiamo con Marco Giordano di Radio Crc, dal Napoli di Max Allegri che passa dal ritiro di Dimaro a quello, sempre tradizionale, di Castel di Sangro.Chiudiamo con l'appuntamento post gran premio del lunedì col nostro pilota talent Giorgio Sernagiotto, per un commento sul gp di Ungheria.
10 Giugno 1946. La Corte di Cassazione comunica i risultati del referendum istituzionale: la repubblica prevale sulla monarchia per due milioni di voti. Questo dice la storia. A ottant'anni dal voto, in questo podcast, Marco Patricelli ribaltando la prospettiva si chiede cosa sarebbe successo se fosse stato il fronte repubblicano a essere sconfitto e racconta uno scenario diverso grazie a un intervento segreto di Stati Uniti e Gran Bretagna. Marco Patricelli ha insegnato Storia dell'Europa contemporanea all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti ed è autore di saggi pubblicati da case editrici italiane ed europee. Da suoi lavori sono stati tratti docufilm e docufiction Rai, Media set e Zdf. Con “Il volontario” ha vinto nel 2010 il Premio Acqui Storia. Per il suo impegno nella ricerca e nella divulgazione storica, ha ricevuto l'onorificenza di Bene Merito e la Croce di ufficiale della Repubblica di Polonia e, dal Presidente, la Croce di Cavaliere della Repubblica italiana. Con Solferino ha recentemente pubblicato “Se avesse vinto la Monarchia”. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Sichuan a Shanghai, a Parigi: il corso rivoluzionario di Deng Xiaoping, la relazione con Mao e la nascita della Repubblica popolare, fino ad arrivare alla "successione", nel 1978. La prima parte della vita dell'uomo che ha posto le basi della Cina di oggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Da via Fani a via Poma, passando attraverso Gladio e la loggia P2: un viaggio alle origini di alcuni dei più inquietanti misteri della storia italiana.In questo documentario ripercorriamo il sequestro di Aldo Moro, la struttura Gladio, la loggia P2, il ruolo dei servizi segreti e il delitto di via Poma. Vicende appartenenti a epoche differenti, ma attraversate da ambienti, personaggi e interrogativi che ritornano nella storia della Repubblica.Fatti accertati, ipotesi investigative e collegamenti controversi vengono ricostruiti separatamente, senza trasformare le coincidenze in certezze.
Il 14 luglio dei francesi rovinato dagli spagnoli che prendono la Bastiglia di Dallas ed eliminano i Galletti dal Mondiale. Finisce così il regno di quattordici anni di Deschamps sulla panchina dei Bleu. Ne parliamo col direttore di DAZN Michele Dalai e con l'ex bomber Simone Tiribocchi.È tornato Carlo Pellegatti dalla Costa Azzurra, direttamente in elicottero, come Cardinale a Milanello, qui a Radio 24 per parlare di mercato insieme a Giulio Cardone di Repubblica.
Trascrizione con glossario (gratis)In questo episodio di livello avanzato, parliamo di eutanasia in Italia: dalla lettera di Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica, alla sentenza storica della Corte Costituzionale, fino al dibattito parlamentare ancora irrisolto e alle leggi regionali di Toscana e Sardegna. Un tema etico, filosofico e giuridico tra i più accesi del nostro tempo.Altri link e risorse utili:Volti d'Italia - Corso di italiano intermedio-avanzato (B1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebook
Siamo stati al Quirinale a parlare con il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ci ha spiegato il significato dell'articolo 1 della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Un'esperienza imperdibile, in occasione degli 80 anni della prima seduta dell'Assemblea Costituente, in cui abbiamo chiesto al Presidente se l'Articolo 1, che definisce la forma dello Stato Italiano come Repubblica, sia ancora attuale e se la frase "non voglio vivere per lavorare, ma lavorare per vivere" sia in contrasto con il primo articolo della legge fondamentale dello Stato. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 L'intervista a Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica italiana 01:20 Cosa direbbe a un ragazzo che afferma di non voler vivere per lavorare 02:33 Significato dell'art. 1 della Costituzione: l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=STRg45TcQ7k https://www.youtube.com/watch?v=uNWjwyA-c1k&t=171s Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Con questa mini-serie podcast celebreremo gli 80 anni dell'Italia repubblicana attraverso lo strumento più puro della democrazia: il voto. A guidarci nelle elezioni che sancirono la fine della Seconda Repubblica e al trionfo del populismo Antonio Maria Orecchia, professore associato di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell'Insubria.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Stefano Montefiori parla della decisione della leader della Destra francese, di candidarsi alla presidenza della Repubblica nonostante la condanna in appello. Chiara Barison racconta del ritrovamento del corpo della donna sospettata di essere la responsabile dell'agguato contro l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev nel Principato di Monaco. Rinaldo Frignani spiega i sorprendenti sviluppi delle indagini sull'attentato al conduttore di «Report»Marine Le Pen, la sentenza a Parigi: «È colpevole». Potrebbe candidarsi «ma dovrà portare il braccialetto elettronico»Media ucraini: ritrovato vicino a Kiev il corpo di Anastasia Berezovska, accusata dell'attentato di Monaco contro l'oligarca Ermolaev Ranucci: «L'attentato? Lavitola è un amico, non avrebbe mai fatto male a me e alla mia famiglia. Ho il sospetto di un gesto trasversale»
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Valerio Varesi"E' sangue di noi tutti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itReggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l'imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell'Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in cinque: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant'anni che l'hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell'uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l'autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d'estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria.Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.«Valerio Varesi sottrae all'oblio storie passate che meritano di essere ricordate per affrontare il nostro presente». AvvenireValerio Vares, giornalista e scrittore italiano (1959). Laureatosi in Filosofia, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1985, collaborando come corrispondente di vari quotidiani, tra cui La Stampa, la Gazzetta di Parma e la Repubblica. Autore di romanzi gialli, ha esordito nella letteratura nel 1998 con Ultime notizie di una fuga, in cui compare per la prima volta la figura del commissario Soneri, protagonista di altri polizieschi di V., ai quali è stata ispirata una serie di sceneggiati televisivi dal titolo Nebbie e delitti. Tra gli altri libri con il commissario Soneri protagonista si ricordano: Il Fiume delle nebbie (2003), L'Affittacamere (2004), Le Ombre di Montelupo (2005), A mani vuote (2006), Oro, incenso e polvere (2007), La casa del comandante (2008), Il commissario Soneri e la mano di dio (2009), Il commissario Soneri e la strategia della lucertola (2014), Il commissario Soneri e la legge del Corano (2017), La paura nell'anima (2018), Reo confesso (2021) e Vuoti di memoria (2024). Nel 2002 ha vinto il Premio Fedeli con il romanzo Il cineclub del mistero. Tra gli altri romanzi: Le Imperfezioni (2007), Il paese di Saimir (2009), Lo stato di ebbrezza (2015), Un marito (2018) e L'ora buca (2020). Per Giallo Mondadori ha pubblicato Vuoti di memoria (2024) e Lago Santo (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Vannacci premier e Giorgia Meloni Presidente della Repubblica. Sembra fantascienza, ma forse è proprio lo scenario impronunciabile che una parte della politica e dei giornali sta già cominciando a maneggiare senza dirlo fino in fondo. In questa puntata parto dalle parole di Giorgia Meloni sulla Presidenza della Repubblica a 10 minuti, da Nicola Porro, e dalle indiscrezioni circolate nelle ore precedenti sul possibile rapporto tra la crescita del movimento di Roberto Vannacci e i futuri equilibri del centrodestra. Se Vannacci dovesse davvero arrivare alla doppia cifra, che cosa accadrebbe dentro la coalizione? Forza Italia e Lega sarebbero ancora in grado di pesare più di lui? E Meloni potrebbe essere tentata dall'idea di diventare la prima donna al Quirinale e la prima Presidente della Repubblica espressione della destra? Da qui allarghiamo lo sguardo alla comunicazione politica della settimana: Forza Italia che continua a parlare di Vannacci finendo per rafforzarlo, il centrosinistra che non riesce nemmeno a coordinare il nome della propria alleanza, Carlo Calenda che fa il dito medio e vince su Michele Boldrin sul terreno dell'attivazione emotiva, Salvini che passa dagli anni del Papeete agli hamburger presso l'ambasciatore americano a Roma, Piccolotti che evoca manipolazioni algoritmiche senza portare prove, Vannacci che mostra il corpo come dispositivo di credibilità e i partiti che continuano a pubblicare grafiche e messaggi come se la comunicazione fosse un dettaglio decorativo. Il punto è sempre lo stesso: la politica italiana ha conservato quasi tutto dell'eredità berlusconiana, tranne l'unica cosa davvero decisiva, cioè la comprensione profonda di come e perché quelle tecniche funzionavano.
Sabato 4 luglio l'America compie duecentocinquant'anni. Ma quello stesso giorno, a ottomila chilometri di distanza, la Repubblica islamica metterà in scena il funerale dei funerali: quello della Guida suprema, Ali Khamenei. Quanto costa sposarsi in Italia? Secondo una ricerca di Federconsumatori un matrimonio con cento invitati, viaggio di nozze compreso, richiede un budget minimo di 48 mila euro. Michela Rossi, art director e fumettista, racconta su Domani i dieci giorni passati a New York in una residenza artistica. Ma, in realtà, parla di qualcosa che riguarda tutti noi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
E dopo l'apertura dedicata allo scisma di cui troverete altri dettagli nel servizio di Franca Giansoldati, il commento di Mario Ajello riguarda la festa americana del 4 luglio che coinvolge molto anche l'Italia, quindi con l'analisi di Francesco Bechis parliamo di Presidenza della Repubblica, con Laura Pace entrano nella cronaca e andiamo a Crans Montana per un altro caso che farà discutere, quindi, sempre per la cronaca, ci spostiamo in Abruzzo con Michele Milletti e un inseguimento finito con la morte del fuggiasco, per lo spettacolo partiamo da Perugia con Fabio Nucci e la partenza di Umbria Jazz, per poi spostarci a Spoleto con Michele Bellucci e Antonella Manni per il Due Mondi e una mostra dedicata a Dario Fo, oggi con il Messaggero c'è l'inserto gratuito MoltoEconomia da Lorena Loiacono le anticipazioni, e chiudiamo con lo sport e con la giornata di Massimo Boccucci che ci parla di Sinner e di calcio con la prima decisione presa da Giovanni Malagò
Franco Faggiani"Escartons"Le libere Comunità delle Alpi OccitanePaolo Fusta Editorewww.fustaeditore.itAlevé Libre FestivalCasteldelfino, Valle Varaita (Cuneo)Domenica 9 agosto 2026Presentazione del libro di Franco Faggiani "Escarton"Per quasi quattro secoli, tra le montagne alte e severe delle Alpi Occidentali, le genti di Briançon, Queyras, Oulx, Pragelato e Casteldelfino costruirono qualcosa di straordinario: una federazione di comunità alpine unite dalla lingua, dal lavoro, dagli scambi e da un legame profondissimo con il territorio che, ancora oggi, è una lezione di mutuo aiuto, di libertà e di visione di un confine come luogo di incontro e non di divisione.Mentre intorno a loro scoppiavano guerre e guerriglie, pestilenze, cambiamenti di alleanze e di confini, ci sono state nella storia delle comunità che sono rimaste abbarbicate sulle alte montagne e isolate nelle valli delle Alpi Occidentali, così sfuggevoli e in luoghi così impervi che spesso per i funzionari di stato era difficile perfino andare a riscuotere le gabelle. E qui, in transumanza d'estate, a scaldarsi con il calore degli animali nelle stalle d'inverno, queste genti vivevano un'esistenza che seguiva innanzitutto le imposizioni della natura, una natura ferrea e aspra, e poi le regole proprie di una società fondata sul mutuo aiuto e sulla solidarietà, un modello di autogoverno ancora capace di stupirci per la sua modernità. Il libro, corredato da schizzi d'autore, ripercorre la storia dei territori del Queyras, di Briançon, Oulx, Pragelato e Casteldelfino, riuniti in una federazione per quasi quattro secoli. Lo fa con il rigore della ricerca, ma scova anche tracce, suggestioni, voci e memorie e riesce a ricreare l'atmosfera di quelle montagne severe, delle valli piene di neve e rocce, a seguire quei sentieri che non esistono più e che univano tra loro comunità legate da una stessa lingua, la lingua d'oc, dal lavoro, dai mercati, dagli scambi, dai maestri che andavano per un periodo in un paese, un periodo in un altro, dai musici. Un pezzo di storia alpina fondamentale raccontato da una voce autorevole e da un occhio meravigliato dall'infinita bellezza paesaggistica e storica di questo territorio, adesso diviso tra Italia e Francia.Franco Faggiani, milanese di adozione, è giornalista, fotografo e scrittore. Ha affrontato viaggi e reportage in diverse parti del mondo per poi dedicarsi alla realizzazione di guide, saggi, racconti, testi di libri fotografici e alla direzione di riviste di viaggi e di sport. Ha scritto per Rizzoli, IdeaMontagna, Mulatero, Electa Junior, Terre di Mezzo, Aboca, Mondadori, CAI Edizioni, Touring Club e Fazi. Con quest'ultimo editore ha pubblicato sette romanzi, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Solo con L'inventario delle nuvole, ambientato in Piemonte, in Valle Maira, e pubblicato nel 2013, ha vinto otto premi letterari, uno dei quali in Francia, costituendo un piccolo caso editoriale. I suoi romanzi sono tradotti in sette Paesi. Per CAI Edizioni ha scritto nel 2025 Il maestro itinerante, un lungo racconto ambientato nella Repubblica degli Escartons. Per l'editore Fazi, ha pubblicato "La luce del primo mattino".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Diu Francesco Tonucci que escoltar de veritat els nens i les nenes ens dona pistes sobre alguns dels principals errors que cometem els adults. Pel pedagog,
Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni dell'Italia repubblicana attraverso lo strumento più puro della democrazia: il voto. In questo episodio torniamo alle elezioni politiche del 1976, passate agli annali come le elezioni di Enrico Berlinguer e del massimo gradimento del partito da lui guidato, il Partito Comunista.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Approvata il 22 dicembre 1947 dall'Assemblea Costituente con 453 voti favorevoli su 515 votanti, venne promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il successivo 27 dicembre. La Carta Costituzionale sostituì lo Statuto Albertino e fu redatta all'indomani della caduta del fascismo, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Tutto partì con il referendum istituzionale del 2 giugno del 1946, che segnò la nascita della Repubblica Italiana. In questa occasione, per la prima volta nella storia del nostro Paese, tutti i cittadini (donne e uomini) furono chiamati a votare per scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere i 556 deputati incaricati di scrivere la Costituzione. Ma com'è nata la Carta Costituzionale? E cosa c'era prima? In questo video vedremo la storia della Costituzione della Repubblica Italiana, a partire dallo Statuto Albertino fino al voto dell'Assemblea Costituente. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 La storia della Costituzione italiana: quando è nata e come 00:29 L'Italia del 1945: fascismo e Seconda Guerra Mondiale 01:16 Lo Statuto Albertino 02:15 Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 03:57 L'Assemblea Costituente: la commissione della Costituzione 06:46 La Costituzione italiana: una sintesi di più visioni del mondo 07:18 L'articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana 10:01 Il giorno del 22 dicembre 1947: il preambolo di La Pira 12:12 Come funzionava il voto 12:48 L'approvazione e l'entrata in vigore il 1° gennaio 1948 13:20 I 3 documenti originali della Carta Costituzionale I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=LRhMsaa9R0I https://www.youtube.com/watch?v=7V8aB_U6_vc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il Messico è la prima squadra a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta della Coppa del Mondo FIFA 2026™ dopo aver sconfitto la Repubblica di Corea nell'ottava giornata, mentre il Canada ha scritto una pagina di storia con una vittoria record per 6-0 sul Qatar. La Svizzera ha consolidato la propria posizione grazie alla vittoria per 4-1 sulla Bosnia-Erzegovina.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni dell'Italia repubblicana attraverso lo strumento più puro della democrazia: il voto. Miguel Gotor, docente di storia moderna all'Università di Roma Tor Vergata, ci ha spiegato l'importanza dei referendum su divorzio e aborto, traguardi storici per la società italiana.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Il Messico e la Repubblica di Corea hanno esordito con una vittoria nella qualificazione ai Mondiali FIFA 2026, mentre i Socceroos proseguono i preparativi in vista dell'esordio nel Gruppo D contro la Turchia, in programma domenica.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Greta Privitera racconta la ripresa dei combattimenti fra Stati Uniti e Repubblica islamica, anche se Trump ha parlato di «accordo fatto» con il regime degli ayatollah. Giovanni Bianconi spiega l'indagine sulle pressioni nei confronti della Corte dei Conti per la concessione delle autorizzazioni alla costruzione. Enea Conti ricostruisce la vicenda dell'omicidio della 78enne Pierina Paganelli, per la quale l'imputato è stato dichiarato non colpevole.L'altra guerra del Golfo: Iran contro Amazon. Anche il «cloud» diventa un campo di battagliaPonte sullo Stretto, l'ex magistrato Miele dopo la bocciatura del progetto: «Ai miei amici del governo non saprei come parlarne. I miei colleghi? Deficienti»Perché Louis Dassilva è stato assolto in primo grado per l'omicidio di Pierina Paganelli. Scarcerato nella notte
Alessio e Katia ci portano a fare un viaggio emozionante nel tempo e attraverso l'Oceano, partendo dalle celebrazioni della Festa della Repubblica fino a toccare le storie dei milioni di italiani emigrati all'estero, grazie alle pagine di un grande capolavoro della letteratura italiana contemporanea: Novecento di Alessandro Baricco
Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni dell'Italia repubblicana parlando dello strumento più puro della democrazia: il voto. A guidarci in questo episodio, dedicato alle elezioni del 1963, è Antonio Maria Orecchia, professore associato di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell'Insubria.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Inoltre: bombardamenti russi in varie parti dell'Ucraina causano 22 vittime tra i civili; il salario minimo in Australia aumentato del 4,75%; nello sport: agli Open di Francia di tennis Alexander Zverev batte lo spagnolo Rafael Jodar e va in semifinale.
Oltre 15mila persone hanno partecipato alle celebrazioni della Festa della Repubblica al Club Marconi di Sydney. Tra interventi istituzionali, musica e tradizioni italiane, diverse generazioni della comunità italoaustraliana hanno celebrato insieme.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Per celebrare l'80esimo anniversario della Repubblica Italiana, in tutto il Paese si sono tenuti vari eventi e iniziative volti a rafforzare il legame tra le istituzioni e i cittadini.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
A quick update from Katy on the heatwave currently hitting Italy and what it means for your trip, plus a note on today's Festa della Repubblica national holiday.Summary: Italy is under Level 3 red heat alerts across Rome, Florence, Bologna and Turin, with temperatures hitting 35 degrees in late May. Katy shares practical tips for traveling in the heat, from shifting your day to beat the midday sun to the free drinking fountains you will find across most major cities. She also covers today's Republic Day holiday, the free museum day it brings, and why the big sites may be worth skipping today in favour of the celebrations.Not sure where to start? Get the Untold Italy podcast guide with 315 epsiodes organized by topic.The premium Untold Italy app has ad-free access to our complete archive of 300+ episodes searchable by place and topicFOLLOW: Instagram • Facebook • YouTube GET OUR NEWS: Subscribe hereTRIP PLANNING SERVICES: Learn more hereJOIN US ON TOUR: Upcoming departuresThe Untold Italy travel podcast is an independent production. Podcast editing and audio production by Mark Hatter. Production assistance by the other
Per la festa della Repubblica festeggiamo in diretta. Altro che ponte!Dopo la porchetta a Villa Gordiani, Simone Carabella vs Clizia de Rossi.Alberto Gottardo e Kanye West.Platinì da Manager a organizzatore di festicciole a carattere... selvaggio. Porta alcuni ospiti in studio.Maurizio Ruggiero e la non festa per il 2 giugno
Every year on June 2, Italy pauses to celebrate one of the most important moments in its modern history. Across the country, Italian flags appear on balconies, official ceremonies take place in cities and towns large and small, and in Rome the skies are filled with the colors of the national flag as the Frecce Tricolori soar overhead. For many Italians, it is a welcome holiday that signals the arrival of summer, but Italian Republic Day is far more than a day off from work. It commemorates a decision that fundamentally changed the nation and shaped the Italy we know today. What makes Italian Republic Day (Festa della Repubblica) particularly fascinating is that it is not a celebration of the country's founding, nor does it commemorate a military victory or a declaration of independence. Instead, it marks the anniversary of a democratic choice made by ordinary citizens in the aftermath of World War II. On June 2 and 3, 1946, Italians went to the polls and voted to abolish the monarchy and establish a republic. In doing so, they helped define the future direction of their nation at a moment when the country was still struggling to recover from one of the most difficult periods in its history.
In occasione dei festeggiamenti per l'ottantesimo anniversario della Repubblica, l'ambasciatore Nicola Lener ci ha concesso una breve intervista.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni della Repubblica Italiana attraverso il voto, fondamento della democrazia. A farci da Cicerone in questo primo episodio è il professor Zèffiro Ciuffoletti, emerito dei Georgofili e professore di Storia Contemporanea.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Inoltre: accordo tra Stati Uniti e Hezbollah in vista; attesa in mattinata una decisione sul salario minimo per tre milioni di lavoratori australiani. Roland Garos, Matteo Arnaldi vince al quinto set contro Frances Tiafoe.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Anna Momigliano parla dell'annuncio di Teheran su uno stop alle trattative con gli Stati Uniti per l'intensificarsi delle operazioni militari israeliane in Libano. Monica Guerzoni spiega come sarà la cerimonia per gli 80 anni della Repubblica, che il presidente Mattarella ha voluto modificare rispetto alla tradizione. Paolo Valentino racconta la polemica tra l'attrice che chiede il taglio di una scena violenta da un vecchio film e il regista che si rifiuta di farloLe parole di Mattarella: «Il Libano colpito in modo brutale. E la guerra scatenata in Iran rischia di irradiarsi a tutta la regione»Parata del 2 Giugno, l'Italia celebra gli 80 anni della Repubblica: l'evento «aperto» ai cittadini voluto da Mattarella, gli ospiti e il monologo di CortellesiNastassja Kinski, Wim Wenders e lo scontro su una scena porno del 1975: «Avevo solo 13 anni, deve cancellarla». Lui: «Ma in quanti altri casi dovremmo farlo?»
Tra pochi giorni si celebrerà la Festa del 2 giugno, la nascita della Repubblica Italiana che nel 2026 compie 80 anni. Un evento a Melbourne ci porta in un viaggio nella storia del Referendum e del contesto storico del 1946.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
2 giugno 1946 - 2 giugno 2026: festeggiamo insieme gli ottant'anni della Repubblica italiana!