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Enrico Arosio"Baci dal Kashmir"Il viaggio che avevo rimossoIbis Edizioniwww.ibisedizioni.itAgosto 1993. Enrico Arosio, allora giornalista de L'Espresso ma in vacanza, e sua moglie Miki partono per dieci giorni in Kashmir: templi, giardini moghul, la capitale Srinagar affacciata sul lago Dal, trekking nelle valli sub-himalayane. Volevano solo riavvicinarsi all'Himalaya, dopo un viaggio in Nepal di qualche anno prima.Trovano invece una regione dilaniata da una guerra civile: la contesa tra India, Pakistan e indipendentisti islamici, l'occupazione militare, il coprifuoco, le sparatorie notturne nella Old City, il turismo azzerato, le case galleggianti in legno di cedro deserte. In quel clima sospeso tra bellezza e minaccia, un agguato di un gruppo di mujaheddin sulla via di Aru segna il punto di non ritorno del viaggio.Arosio pensò di raccontare questa storia già nel 1995, quando la decapitazione di un ostaggio occidentale nello stesso distretto di Anantnag gli riportò tutto alla memoria. Rinunciò allora, per non creare imbarazzo alla testata per cui scriveva. Trent'anni dopo, «più solo, ma anche più libero», ha deciso di riscrivere quei giorni: non una storia di guerra, ma un racconto privato che si intreccia a un contesto geopolitico complesso, e che restituisce anche l'incanto di quando «eravamo giovani e avventurosi».«Di colpo ricordavo tutto. Ricordavo l'incomprensibile violenza di cui io stesso, nel medesimo distretto di Anantnag, ero stato, insieme, testimone e vittima. Forse, forse era il caso che raccontassi anch'io una storia. Non una storia macabra, non una storia di morte e raccapriccio, ma un'avventura sempre sul filo della disavventura. Mai vissuta prima, mai rivissuta dopo. Una storia privata, ma non poi così privata.»Enrico Arosio (Milano, 1957) è giornalista, germanista e traduttore. Cresciuto bilingue, si è laureato in germanistica all'Università Ludwig Maximilian di Monaco con una tesi su Frank Wedekind.Redattore editoriale per Longanesi e Ubulibri, giovanissimo collabora con il manifesto e la Repubblica. Nel 1986 entra a L'Espresso, dove per trent'anni – dal 1989 nella redazione di Milano, di cui è stato caporedattore – firma circa 1.200 articoli di attualità e cultura, seguendo tra l'altro la riunificazione tedesca e le trasformazioni dell'Europa Centrale. Lascia il settimanale nel 2016; dal 2021 è recensore letterario per La Stampa-Tuttolibri.Esperto di Mitteleuropa, lavora come consulente editoriale, curatore e traduttore dal tedesco per Adelphi, Einaudi, Neri Pozza, Keller e Sellerio, portando in Italia autori come Alfred Döblin, Lion Feuchtwanger, Erich Maria Remarque, Ralf Rothmann, Martin Pollack e Hans Sahl. Ha pubblicato Piccoli incontri con grandi architetti (Skira, 2012). Collezionista d'arte, ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico.Con Baci dal Kashmir. Il viaggio che avevo rimosso (Ibis Edizioni, 2026) firma il suo primo libro di narrativa di viaggio, la cronaca di un'avventura vissuta con la moglie Miki in Kashmir nel 1993, rielaborata a distanza di trent'anni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ricordate "La ricreazione è finita", romanzo di successo del 2023? Ora lo scrittore Dario Ferrari è tornato in libreria con "L'idiota di famiglia" (Sellerio). Un romanzo in cui si trovano anche alcuni temi del precedente, come lo sguardo disilluso sulle carriere universitarie, lo stile ironico e tagliente, ma anche la struttura con una storia principale che fa da contenitore a una narrazione di fatti che si ispirano a vicende storiche. L'io narrante è Igor, un traduttore quarantenne quasi costretto a lavorare su libri estremamente commerciali che lui disprezza. È in crisi con la compagna Marta, che avrebbe dovuto avere un incarico da ricercatrice universitaria ma è costretta a cambiare vita, arrivando a pubblicare un libro di successo. Igor lascia Roma e torna a Viareggio perché il padre, un noto professore di storia e filosofia in pensione, è affetto da demenza senile. Igor si sente stretto fra il desiderio atavico di essere apprezzato dal padre, la consapevolezza di essere un po' invidioso del successo della fidanzata, la tensione con la sorella Ester ottimista al limite della superficialità, mentre lui tende al pessimismo e "si cruccia di problemi irrilevanti". Fra le carte del padre, Igor trova la narrazione di un episodio realmente accaduto a Viareggio nel 1920, ossia la creazione per tre giorni di una Repubblica di stampo bolscevico.
Nicola Campogrande"Liberi tutti"Esce per ARIA classics "Liberi tutti", il nuovo album interamente dedicato alla musica orchestrale di Nicola Campogrande, tra i compositori italiani oggi più eseguiti nel mondo. A interpretarlo è l'ADDA Simfónica di Alicante diretta da Josep Vicent, affiancata da tre solisti d'eccezione: il pianista Claudio Bonfiglio, la chitarrista Anabel Montesinos e il Meta4 Quartet.Il disco raccoglie quattro partiture che disegnano un ritratto ampio della scrittura orchestrale di Campogrande. Si apre con "Decisamente allegro", pagina che dichiara fin dal titolo la cifra ottimista e comunicativa del compositore torinese, per proseguire con "R. Un ritratto per pianoforte e orchestra", cinque movimenti — Home, Occhi, Conquiste, Notte, Finale — affidati a Claudio Bonfiglio. Segue "Cinque modi per aprire un concerto", e poi il "Concerto allegro" per chitarra e orchestra, nei tre tempi Andante, Larghetto e Andante gioioso, con Anabel Montesinos solista. Il disco si chiude con il brano che dà il titolo all'intero album: "Liberi tutti. Concerto per quartetto d'archi e orchestra", con il Meta4 Quartet impegnato in un serrato dialogo con l'orchestra lungo i tre movimenti Moderato, Largo e Allegro.Proprio "Liberi tutti" è il cuore del progetto. Commissionato dall'Orchestra Sinfonica di Milano, dalla Punavuori Chamber Music Association finlandese e da ADDA Sinfónica, il concerto ha debuttato il 6 giugno 2025 all'Auditorium di Milano, per poi essere eseguito in Finlandia e in Spagna, dove ha ottenuto grande successo di pubblico e critica. Campogrande stesso ne ha raccontato la genesi in un testo che accompagna la partitura, "Sciogliere le categorie": un brano nato pensando a un presente in cui «le categorie si sciolgono in continuazione», dove i riferimenti logici sembrano smarriti e regna «una buona dose di caos» — ma affrontato, scrive il compositore, «con ottimismo, con allegria, immaginando che dalla confusione del presente possa emergere una vita diversa, consapevole, luminosa». Non a caso nel brano cadono anche i confini di genere: per alcuni tratti è musica sinfonica, per altri musica da camera, con il quartetto che dialoga al proprio interno secondo la tradizione e insieme si apre di continuo al confronto con l'intera orchestra.È una musica che parla direttamente a chi ascolta, senza bisogno di mediazioni intellettuali: lo ha notato la critica spagnola, che dopo la prima esecuzione ad Alicante ha scritto di una «avventura dello spirito» capace di restituire, tanto nell'esecuzione quanto nell'ascolto, «una sensazione di libertà lontana da canoni e rigide considerazioni prestabilite». Un giudizio che si potrebbe estendere all'intero album: quattro partiture diverse per organico e occasione, tenute insieme dallo stesso timbro riconoscibile — luminoso, generoso, capace di restare popolare senza mai essere banale."Liberi tutti" è disponibile su Spotify, YouTube e sulle principali piattaforme digitali. Le partiture sono pubblicate da Breitkopf & Härtel.Nicola Campogrande è nato a Torino nel 1969 ed è considerato oggi uno dei compositori italiani più importanti sulla scena internazionale. Diplomato ai conservatori di Milano e di Parigi, dal 2017 la sua musica è pubblicata in esclusiva da Breitkopf & Härtel. Dalla stagione 2023/2024 è compositore residente del Teatro Comunale di Bologna e dell'Orchestra Sinfonica di Milano.Nella sua musica critica e pubblico riconoscono una scrittura fresca ed espressiva, spesso al servizio di lavori dalla forte componente spettacolare: un linguaggio personale ma comprensibile, capace — come ha scritto il direttore Paul Daniel — di «creare musica che appartiene al pubblico, che non crea divisioni tra chi la esegue e chi la ascolta». Le sue partiture sono state eseguite da interpreti come Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, Roberto Abbado, Mario Brunello e Gauthier Capuçon, in sale come il Teatro alla Scala, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Parigi e il Rudolfinum di Praga, e incise su oltre 35 CD.Appassionato di teatro musicale, ha firmato opere come "Olympia", "#Folon", "De bello gallico", "La notte di San Nicola" e "I due usignoli", oltre a un ricco catalogo sinfonico e cameristico che comprende, tra gli altri, la Sinfonia n. 2 "Un mondo nuovo", il Concerto per pubblico e orchestra e, più di recente, "Liberi tutti" per quartetto d'archi e orchestra.Dal 1998 conduce programmi culturali su Rai Radio3 ed è stato per anni critico musicale, prima de la Repubblica e ora del Corriere della Sera. È autore di diversi libri di divulgazione musicale, tra cui "Occhio alle orecchie" (2015), "100 brani di musica classica da ascoltare una volta nella vita" (2018) e, più di recente, "Storia della musica classica. Il racconto di un'avventura straordinaria, dal Medioevo a Spotify" (2024). Dal 2016 al 2023 è stato direttore artistico del festival MITO SettembreMusica; in precedenza lo è stato per undici anni dell'Orchestra Filarmonica di Torino. È membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Musica per Roma. Vive a Roma, dove insegna anche alla Scuola Holden di Torino dal 1994.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La politica italiana si divide sul riarmo. Ne parliamo con Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo. Dopo l'attentato al Pride di Berlino, è tornato il rischio jihadista in Europa? Lo chiediamo a Tonia Mastrobuoni, inviata di Repubblica in Germania Arriva Spiderman a contrastare l'incredibile successo dell'Odissea di Nolan. Ne parliamo con Gabriele Niola, critico cinematografico e Alessandro Casale, regista, autore del podcast Le donne dell'Odissea.
Ai microfoni di questa rassegna stampa di Martedì 28 luglio ci sono Simona Oppedisano, Luca Dammicco e Alessandro Bernardini. In apertura la cronaca consueta sugli incendi che lambiscono il Gra.Il tema sicurezza assume le sue forme più distopiche attraverso il racconto che ne fanno gli youtuber britannici (picchiatori) di Dje Media. Non si fa attendere la reazione di chi questa narrazione l'ha inventata: gli youtuber nostrani, tra “sovranismo narrativo” e nuovi posizionamenti politici. I pezzi di Roma Today, il Foglio e MowMag.Continuiamo col tema delle morti sul lavoro nel Lazio. 4 decessi nell'ultima settimana, per il caldo, per scarsa manutenzione e dispositivi di sicurezza obsoleti. I numeri Nel Lazio e in Italia sono impietosi: nei primi cinque mesi del 2026, nel Lazio sono state presentate 19.507 denunce di infortunio: l'8,8 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I morti denunciati sono stati 29. In Italia i decessi da gennaio a maggio sono 370. Leggiamo il Manifesto, il Corriere della Sera e Latina oggi.Parliamo poi della morte di Pippo di marca, attore e drammaturgo che si è tolto la vota il 21 luglio a Roma. Leggiamo un'intervista di Chiara Rapaccini, l'ex compagna di Mario Monicelli, a Repubblica e parliamo di autodeterminazione e legge sul fine vita in Italia.Segnaliamo, per gli abbonati a Internazionale, lo splendido articolo di Eva Ziedan: Nessuno è straniero a CentocelleInfine chiudiamo provando a darvi qualche notizia meno amara. Ci riusciremo? Chissà.Puoi ascoltare la rassegna stampa su tutte le piattaforme audio ( Spotify , Apple Podcast , Spreaker, Audible), sul nostro sito www.sveja.it o riceverla direttamente sulla tua mail iscrivendoti alla nostra newsletter.Non abbiamo padroni, donace un sesterzoBuona Estate da Sveja!
Radio Vaticana è con Voi anche nel palinsesto estivo e come ogni giorno sono protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 Con Francesco De Remigis abbiamo parlato dell'attualità internazionale, con particolare riferimento al Medio Oriente e ai bilaterali di Trump alla Casa Bianca con Netanyahu e Zelensky La politica in primo piano sui quotidiani italiani con la questione del riarmo che sembra dividere il Governo L'intervista a monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali, di ritorno dalla missione in Ucraina Con noi Nina Quarenghi, scrittrice, docente, autrice di "Ai confini del vento", edito da Mondadori. Un libro che presentiamo nel 50.mo anniversario di Tina Anselmi ministro, prima donna nella storia della Repubblica italiana alla guida di un ministero Condotto e a cura di Andrea De Angelis Ha collaborato Roberto Paglialonga Tecnico del suono Gabriele Di Domenico
Doveva essere il weekend di Pirlo ct... e invece, oltre lui, rischiano di saltare anche Maldini e Leonardo. Facciamo il punto della situazione con Giulio Cardone che sta seguendo la vicenda per Repubblica e poi chiediamo un parere politico a Mauro Berruto, deputato della Repubblica e responsabile sport del Partito Democratico.Iniziamo il giro dei ritiri in questa settimana. Partiamo con Marco Giordano di Radio Crc, dal Napoli di Max Allegri che passa dal ritiro di Dimaro a quello, sempre tradizionale, di Castel di Sangro.Chiudiamo con l'appuntamento post gran premio del lunedì col nostro pilota talent Giorgio Sernagiotto, per un commento sul gp di Ungheria.
10 Giugno 1946. La Corte di Cassazione comunica i risultati del referendum istituzionale: la repubblica prevale sulla monarchia per due milioni di voti. Questo dice la storia. A ottant'anni dal voto, in questo podcast, Marco Patricelli ribaltando la prospettiva si chiede cosa sarebbe successo se fosse stato il fronte repubblicano a essere sconfitto e racconta uno scenario diverso grazie a un intervento segreto di Stati Uniti e Gran Bretagna. Marco Patricelli ha insegnato Storia dell'Europa contemporanea all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti ed è autore di saggi pubblicati da case editrici italiane ed europee. Da suoi lavori sono stati tratti docufilm e docufiction Rai, Media set e Zdf. Con “Il volontario” ha vinto nel 2010 il Premio Acqui Storia. Per il suo impegno nella ricerca e nella divulgazione storica, ha ricevuto l'onorificenza di Bene Merito e la Croce di ufficiale della Repubblica di Polonia e, dal Presidente, la Croce di Cavaliere della Repubblica italiana. Con Solferino ha recentemente pubblicato “Se avesse vinto la Monarchia”. A cura di Francesco De Leo. Montaggio di Silvio Farina. https://storiainpodcast.focus.it - Canale I Savoia ------------ Storia in Podcast di Focus si può ascoltare anche su Spotify https://open.spotify.com/show/293C5TZniMOgqHdBLSTaRc ed Apple Podcasts https://podcasts.apple.com/it/podcast/la-voce-della-storia/id1511551427. Siamo in tutte le edicole... ma anche qui: - Facebook: https://www.facebook.com/FocusStoria/ - Gruppo Facebook Focus Storia Wars: https://www.facebook.com/groups/FocuStoriaWars/ (per appassionati di storia militare) - YouTube: https://www.youtube.com/user/focusitvideo - Twitter: https://twitter.com/focusstoria - Sito: https://www.focus.it/cultura Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Sichuan a Shanghai, a Parigi: il corso rivoluzionario di Deng Xiaoping, la relazione con Mao e la nascita della Repubblica popolare, fino ad arrivare alla "successione", nel 1978. La prima parte della vita dell'uomo che ha posto le basi della Cina di oggi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Da via Fani a via Poma, passando attraverso Gladio e la loggia P2: un viaggio alle origini di alcuni dei più inquietanti misteri della storia italiana.In questo documentario ripercorriamo il sequestro di Aldo Moro, la struttura Gladio, la loggia P2, il ruolo dei servizi segreti e il delitto di via Poma. Vicende appartenenti a epoche differenti, ma attraversate da ambienti, personaggi e interrogativi che ritornano nella storia della Repubblica.Fatti accertati, ipotesi investigative e collegamenti controversi vengono ricostruiti separatamente, senza trasformare le coincidenze in certezze.
Che cosa significa essere una rivoluzionaria di professione? Per Teresa Noce, nome di battaglia Estella, era una scelta che investiva ogni aspetto della vita. Significava accettare la clandestinità, l'esilio, i documenti falsi, il carcere, la deportazione e la separazione dai propri figli, convinta che la lotta contro il fascismo e per l'emancipazione delle classi popolari venisse prima di tutto il resto.Teresa Noce è stata una delle figure più importanti del comunismo italiano e una delle ventuno donne elette all'Assemblea Costituente. Il suo contributo alla nascita della Repubblica e alla conquista dei diritti delle lavoratrici è stato decisivo. Eppure oggi il suo nome è ricordato molto meno di quello di altri dirigenti della sua generazione.In questa puntata di L'ombelico di un mondo ripercorriamo una biografia che attraversa quasi tutto il Novecento: gli anni dell'Ordine Nuovo a Torino, l'incontro e l'amore con Luigi Longo, la clandestinità internazionale, l'esilio a Mosca e a Parigi, la guerra civile spagnola, l'arresto da parte della Gestapo, Ravensbrück e il lavoro forzato, il ritorno in Italia, la Costituente e le grandi battaglie sindacali.Ma raccontiamo anche il finale, forse il più amaro. Dopo aver dedicato l'intera esistenza al Partito comunista, Teresa Noce si trovò sola proprio quando rivendicò un diritto che riteneva elementare. Una vicenda poco conosciuta, che aiuta a capire non solo la storia di una donna straordinaria, ma anche le contraddizioni, le grandezze e i limiti del movimento comunista italiano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Le nouveau Premier ministre britannique a promis de « redonner de l'espoir » au Royaume-Uni, rapporte le Guardian. Conscient que les Britanniques « en ont "marre" de la politique », il a affirmé que « son gouvernement devait "faire mieux" pour apporter un vrai changement. » Andy Burnham, maire travailliste du Grand Manchester jusqu'au mois dernier, est le 7e Premier ministre depuis 2016 au Royaume-Uni… Il succède à Keir Starmer et est plus à gauche que son prédécesseur. Il a promis hier de dévoiler un plan sur dix ans pour le pays, qui s'attaquera notamment à la réindustrialisation, à la construction de logements sociaux et à mettre fin aux personnes sans-abris. Pour le journal conservateur The Telegraph, « l'odyssée d'Andy [Burnham] a tout pour se transformer en échec cuisant ». En Une, un dessin montre le bateau du Premier ministre et son équipe affrontant des monstres qui tentent de les engloutir. Ces monstres portent des noms : économie, défense, protection sociale… Autant de sujets sensibles auxquels le Premier ministre a promis de s'attaquer mais qui pourraient bien le faire chuter. Son gouvernement Le nouveau chef du gouvernement a annoncé sans tarder la composition de son équipe. « Burnham évince les alliés de Starmer et parie sur Healey pour calmer les marchés », titre le Times. Le nouveau chef du gouvernement a surpris en choisissant John Healey comme chancelier de l'Échiquier, ministre des Finances. « Il y a six semaines, il avait démissionné de son poste de ministre de la Défense de façon spectaculaire, rappelle le quotidien britannique […] car le plan d'investissement dans la défense était bien en dessous des besoins. » « Avec Healey aux commandes des finances du pays, la Grande-Bretagne a plus de chances d'atteindre son objectif de consacrer 3% du PIB à la défense », se félicite le Washington Post. Seule bonne nouvelle, selon le quotidien américain, de l'arrivée de Burnham à Downing Street. À Rome, la Repubblica note que « le premier soutien international apporté à Andy Burnham est inattendu : celui de Donald Trump […]. Le président américain ne tarit pas d'éloges sur le nouveau Premier ministre britannique car le "Roi du nord" fera tout son possible pour réactiver et exploiter les concessions pétrolières en mer du Nord. » Et on sait à quel point Donald Trump est sensible au business et à la remilitarisation de l'Europe. Un nouveau chef à la tête du Hamas Khalil Al-Hayya a été désigné pour prendre les rênes du Hamas, le mouvement islamiste palestinien. Il succède à Yahya Sinwar, tué par Israël en octobre 2024, dans la bande de Gaza. Dans une vidéo, Al Jazeera donne la parole à des habitants de Gaza. Si certains y voient une affirmation de la vivacité du mouvement face à Israël, beaucoup demandent simplement à retrouver leur vie « d'avant la guerre », « peu importe que ce soit le Hamas, le Fatah ou une autre organisation qui gouverne, les gens s'en fichent, on veut pouvoir vivre dans la dignité », dit un autre homme. « Près de trois ans après le massacre du 7 octobre, le fait que le Hamas ait organisé des élections alors qu'il est attaqué de toutes parts montre que ses institutions fonctionnent encore », analyse le quotidien israélien Haaretz. « Né à Gaza, Khalil Al-Hayya est proche du régime iranien », écrit le Times of Israël. Il était le principal négociateur du Hamas lors des discussions visant à établir un cessez-le-feu et la libération des otages… « Quelques jours avant le 7 octobre, il a quitté la bande de Gaza et s'est installé au Qatar, où il réside depuis », poursuit le quotidien qui rappelle qu'il a survécu à une tentative d'assassinat israélienne à Doha l'an dernier. Une frappe dans laquelle l'un de ses fils est décédé rappelle l'Orient-Le Jour à Beyrouth. Et « qui a provoqué la colère du Qatar alors que les dirigeants visés étaient en pleine négociation avec Israël en vue d'un cessez-le-feu. » « En avril 2024, Khalil Al-Hayya a assuré dans une interview accordée à l'agence Associated Press que le Hamas dissoudrait son aile armée si un État palestinien était créé le long des frontières d'avant 1967. Une perspective qui semble encore lointaine », conclut le quotidien libanais.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. La posizione politica sui casi di di Mario Roggero e Fakir , il nuovo premier britannico Burnham, la guerra in Medio Oriente, la stretta dei NAS sulle piscine. Spazio Donna Moderna. Le relazioni parasociali. Ne abbiamo parlato con Giulia Scolari, di Donna Moderna. La preoccupante crescita del prezzo dei carburanti. Ne abbiamo parlato con Mauro Antonelli, dell'Unione Nazionale Consumatori. Situazione Baby Gang. Ieri una imponente operazione della Polizia in 44 province. Il punto con Maura Manca, psicologa e psicoterapeuta, presidente dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza e con Stefania Crespi, Avvocato penalista cassazionista. Questo è l'anno del Glamping. Ne abbiamo parlato con Alberto Granzotto, presidente di FAITA Federcamping, la Federazione Italiana del Turismo all'Aria Aperta, e vicepresidente nazionale Confturismo. L'attualità, commentata dall'editorialista del giornale Repubblica, Maurizio Molinari. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Le prime pagine dei principali quotidiani nazionali commentate in rassegna stampa da Davide Giacalone. I depositi bancari e inflazione, Abderrahim Fakir il 42enne marocchino ammanettato che muore durante un intervento della Polizia, le concessioni balneari e le spiagge libere, Salvini e la legittima difesa, gli insulti a Miss Bologna 2026 Marta Bunda. Spazio Formula 1. Questo weekend si correva in Belgio. Il punto sulla gara con Carlo Vanzini, di Sky Sport Formula 1. Spazio Mondiali. In collegamento la nostra squadra di Cronisti Mondiali. Con ognuno di loro abbiamo approfondito un tema. La Spagna ha vinto il Mondiale, battendo l'Argentina ai supplementari. Iniziamo dai vincitori della Spagna con Nicolò Pompei. Gli sconfitti dell'Argentina con Tommaso Angelini. Il bilancio conclusivo di questo Mondiale con Paolo Pacchioni. L'avvocato Angelo Greco, è intervento in diretta, per parlare dell'arresto del gioielliere Mario Roggero. In estate i comuni si sbizzarriscono imponendo divieti vari ed eventuali. Il punto con il prof. Alfonso Celotto, costituzionalista. In libreria con “Viva il Re! Viva la Repubblica!”, edito da Mondadori. L'attualità economica, commentata dal prof. Carlo Cottarelli, economista. All'interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Lucrezia Bernardo, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
Il 20 luglio la liturgia tradizionale della Chiesa ricorda san Girolamo Emiliani (1486-1537). Nacque a Venezia nel 1486 da una famiglia patrizia. Come molti giovani nobili della Serenissima, ricevette una formazione orientata più alle armi e al governo che agli studi. Il suo ideale era quello del cavaliere cristiano, fedele alla Repubblica e pronto a difenderne i confini. Per questo intraprese presto la carriera militare, militando nella cavalleria veneta. L'episodio decisivo della sua vita avvenne nel 1511. Durante la guerra della Lega di Cambrai fu incaricato della difesa della fortezza di Castelnuovo di Quero, nel Trevigiano. L'assedio delle truppe francesi ebbe un esito disastroso: Girolamo fu catturato, incatenato e rinchiuso in una prigione. Per un uomo abituato agli onori e alle responsabilità fu un'umiliazione profonda.Questo episodio include contenuti generati dall'IA.
La Procura della Repubblica di Bologna ha avviato i primi accertamenti formali in merito alla morte di Abderrahim Fakir, il cittadino di origini marocchine di 43 anni deceduto in via Svevo al culmine di un intervento di polizia e personale sanitario.
La sveglia di Bobo - Roberto Giachetti del 20 Luglio 2026
Da Venezia al Mediterraneo, il Lazzaretto Nuovo racconta la nascita della quarantena, l'evoluzione della sanità pubblica e la vita quotidiana di un micromondo sospeso tra isolamento e commercio. Lazzaretto Nuovo, l'isola che inventò la quarantena Quando si parla di isolamento sanitario, il pensiero corre inevitabilmente agli anni della pandemia. Eppure il concetto di quarantena affonda le sue radici in un passato molto più lontano. Al centro di questa storia c'è il Lazzaretto Nuovo, un luogo simbolo della Venezia medievale che ha cambiato per sempre il modo di affrontare le malattie contagiose. Durante un'intervista ai microfoni di Unica Radio, le studiose Giorgia Fazzini e Lara Meneghini hanno raccontato il valore storico e culturale di questo straordinario sito, definito uno dei luoghi più importanti nella storia della salute pubblica del Mediterraneo. Dove nasce la quarantena Il Lazzaretto Nuovo sorge nell'arcipelago veneziano e venne istituito nel 1468 dalla Repubblica di Venezia. La sua funzione era chiara: prevenire la diffusione delle epidemie attraverso l'isolamento temporaneo di persone e merci provenienti da aree considerate a rischio. L'esperienza maturata con il precedente Lazzaretto Vecchio aveva già portato Venezia a comprendere un principio fondamentale: le malattie contagiose potevano essere contenute separando i soggetti infetti dal resto della popolazione. Con il nuovo insediamento, però, si passò dalla cura alla prevenzione. La quarantena moderna nacque proprio qui, attraverso procedure che ricordano da vicino quelle adottate secoli dopo durante l'emergenza Covid-19. Il Lazzaretto Nuovo e la nascita della sanità pubblica L'importanza del Lazzaretto Nuovo non riguarda soltanto la medicina. Secondo gli studiosi, Venezia trasformò la gestione delle epidemie in una vera politica di Stato. La Serenissima comprese che la salute pubblica era strettamente legata alla prosperità economica. Proteggere la popolazione significava anche tutelare i commerci che rendevano la città uno dei principali snodi tra Oriente e Occidente. Da questa intuizione nacque un sistema organizzato di controlli, regolamenti e coordinamento internazionale. Un modello innovativo per l'epoca che contribuì allo sviluppo delle prime forme di sanità pubblica moderna. Un crocevia di culture nel Mediterraneo Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il Lazzaretto Nuovo non era soltanto un luogo di isolamento. Era anche un punto d'incontro tra persone provenienti da diverse parti del mondo. Gli scavi archeologici hanno restituito numerosi reperti che raccontano questa realtà multiculturale. Ceramiche veneziane convivono con manufatti dell'Italia meridionale e del Mediterraneo orientale. Sono emersi persino oggetti provenienti dall'area ottomana, testimonianza degli intensi rapporti commerciali dell'epoca. Anche gli oggetti personali, come le pipe ritrovate sull'isola, mostrano una sorprendente varietà di provenienze. Ogni reperto racconta una storia fatta di viaggi, incontri e scambi culturali. Le testimonianze lasciate sulle mura Tra le scoperte più affascinanti spiccano le iscrizioni conservate sulle pareti degli antichi edifici destinati allo stoccaggio delle merci. Una delle più suggestive raffigura una nave accompagnata da una breve dedica. Due uomini, Antonio Roy e Zeno Planta, decisero di lasciare il proprio segno nella storia: il primo realizzò il disegno dell'imbarcazione, il secondo scrisse il testo che ancora oggi accompagna quella rappresentazione. Si tratta di una testimonianza preziosa, capace di restituire voce e identità a persone che altrimenti sarebbero rimaste anonime. Un micromondo dentro altri micromondi Il tema del micromondo emerge con forza osservando la struttura del Lazzaretto Nuovo. L'isola funzionava infatti come una comunità separata, regolata da norme specifiche e molto rigorose. Al suo interno esistevano ulteriori suddivisioni. Equipaggi diversi venivano separati in base alla provenienza e al livello di rischio sanitario. Nascevano così piccole comunità autonome che condividevano spazi, regole e quotidianità. Questo sistema rende il Lazzaretto Nuovo un esempio perfetto di micromondo storico: uno spazio limitato ma capace di riflettere dinamiche sociali, economiche e culturali molto più ampie. Un'eredità ancora attuale Oggi il Lazzaretto Nuovo continua a trasmettere un messaggio sorprendentemente moderno. La sua storia insegna il valore della prevenzione, dell'innovazione e della collaborazione tra istituzioni. Le sfide affrontate dalla Venezia del Quattrocento non sono poi così lontane da quelle che il mondo contemporaneo ha vissuto negli ultimi anni. Per questo motivo l'isola resta un luogo di memoria, ricerca e divulgazione, capace di raccontare come una delle più grandi emergenze della storia abbia contribuito a costruire strumenti ancora fondamentali per la tutela della salute collettiva.
Il 14 luglio dei francesi rovinato dagli spagnoli che prendono la Bastiglia di Dallas ed eliminano i Galletti dal Mondiale. Finisce così il regno di quattordici anni di Deschamps sulla panchina dei Bleu. Ne parliamo col direttore di DAZN Michele Dalai e con l'ex bomber Simone Tiribocchi.È tornato Carlo Pellegatti dalla Costa Azzurra, direttamente in elicottero, come Cardinale a Milanello, qui a Radio 24 per parlare di mercato insieme a Giulio Cardone di Repubblica.
Trascrizione con glossario (gratis)In questo episodio di livello avanzato, parliamo di eutanasia in Italia: dalla lettera di Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica, alla sentenza storica della Corte Costituzionale, fino al dibattito parlamentare ancora irrisolto e alle leggi regionali di Toscana e Sardegna. Un tema etico, filosofico e giuridico tra i più accesi del nostro tempo.Altri link e risorse utili:Volti d'Italia - Corso di italiano intermedio-avanzato (B1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebook
Siamo stati al Quirinale a parlare con il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ci ha spiegato il significato dell'articolo 1 della Costituzione: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Un'esperienza imperdibile, in occasione degli 80 anni della prima seduta dell'Assemblea Costituente, in cui abbiamo chiesto al Presidente se l'Articolo 1, che definisce la forma dello Stato Italiano come Repubblica, sia ancora attuale e se la frase "non voglio vivere per lavorare, ma lavorare per vivere" sia in contrasto con il primo articolo della legge fondamentale dello Stato. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 L'intervista a Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica italiana 01:20 Cosa direbbe a un ragazzo che afferma di non voler vivere per lavorare 02:33 Significato dell'art. 1 della Costituzione: l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=STRg45TcQ7k https://www.youtube.com/watch?v=uNWjwyA-c1k&t=171s Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Con questa mini-serie podcast celebreremo gli 80 anni dell'Italia repubblicana attraverso lo strumento più puro della democrazia: il voto. A guidarci nelle elezioni che sancirono la fine della Seconda Repubblica e al trionfo del populismo Antonio Maria Orecchia, professore associato di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell'Insubria.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Stefano Montefiori parla della decisione della leader della Destra francese, di candidarsi alla presidenza della Repubblica nonostante la condanna in appello. Chiara Barison racconta del ritrovamento del corpo della donna sospettata di essere la responsabile dell'agguato contro l'oligarca ucraino Vadim Ermolaev nel Principato di Monaco. Rinaldo Frignani spiega i sorprendenti sviluppi delle indagini sull'attentato al conduttore di «Report»Marine Le Pen, la sentenza a Parigi: «È colpevole». Potrebbe candidarsi «ma dovrà portare il braccialetto elettronico»Media ucraini: ritrovato vicino a Kiev il corpo di Anastasia Berezovska, accusata dell'attentato di Monaco contro l'oligarca Ermolaev Ranucci: «L'attentato? Lavitola è un amico, non avrebbe mai fatto male a me e alla mia famiglia. Ho il sospetto di un gesto trasversale»
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Valerio Varesi"E' sangue di noi tutti"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itReggio Emilia, 7 luglio 1960. Nella piazza dei Teatri sono arrivati a decine di migliaia, richiamati dal Pci e dal sindacato per protestare contro l'imminente Congresso del Movimento sociale italiano a Genova, città medaglia d'oro della Resistenza. Sono ex partigiani, operai, ragazzi, le magliette a strisce per riconoscersi, i cartelli stretti in pugno, sulle labbra le canzoni della Resistenza e gli slogan gridati contro il governo Tambroni, eletto proprio grazie ai voti dell'Msi. Sono tantissimi, il loro entusiasmo fa paura. I poliziotti della Celere arrivano in piazza per sgomberarla, spegnere le proteste sul nascere, tacitare le voci sempre più forti. Arrivano con licenza di sparare. Sparano. In quarantacinque minuti di mattanza muoiono in cinque: Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli, ragazzi, padri di famiglia, tutti ugualmente attoniti di fronte alla polizia che apre il fuoco su gente disarmata. Questa giornata di sangue, tuttavia, non arriva dal nulla: le sue radici affondano nei quarant'anni che l'hanno preceduta, nelle traiettorie singole plasmate da forze storiche opposte. Come quella di Afro Tondelli che, di origini contadine, cresce testimone della brutalità squadrista ed entra nella Resistenza; e quella dell'uomo senza nome che preme il grilletto – uno fra i tanti educati dal fascismo alla violenza politica – di cui l'autore immagina origini, percorsi e ragioni. In pagine vivide e adamantine, Valerio Varesi narra così queste due vite unite da un tragico giorno d'estate. È il romanzo di una strage, emblema della frattura mai ricomposta di un Paese senza memoria.Ci si genuflette per pregare, per rendere omaggio a una divinità, a un santo o a una donna. Ma il poliziotto si è genuflesso per uccidere. A volte i gesti capovolgono il loro senso. E con essi anche quello della Storia, che inverte la marcia e rigurgita il passato.«Valerio Varesi sottrae all'oblio storie passate che meritano di essere ricordate per affrontare il nostro presente». AvvenireValerio Vares, giornalista e scrittore italiano (1959). Laureatosi in Filosofia, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1985, collaborando come corrispondente di vari quotidiani, tra cui La Stampa, la Gazzetta di Parma e la Repubblica. Autore di romanzi gialli, ha esordito nella letteratura nel 1998 con Ultime notizie di una fuga, in cui compare per la prima volta la figura del commissario Soneri, protagonista di altri polizieschi di V., ai quali è stata ispirata una serie di sceneggiati televisivi dal titolo Nebbie e delitti. Tra gli altri libri con il commissario Soneri protagonista si ricordano: Il Fiume delle nebbie (2003), L'Affittacamere (2004), Le Ombre di Montelupo (2005), A mani vuote (2006), Oro, incenso e polvere (2007), La casa del comandante (2008), Il commissario Soneri e la mano di dio (2009), Il commissario Soneri e la strategia della lucertola (2014), Il commissario Soneri e la legge del Corano (2017), La paura nell'anima (2018), Reo confesso (2021) e Vuoti di memoria (2024). Nel 2002 ha vinto il Premio Fedeli con il romanzo Il cineclub del mistero. Tra gli altri romanzi: Le Imperfezioni (2007), Il paese di Saimir (2009), Lo stato di ebbrezza (2015), Un marito (2018) e L'ora buca (2020). Per Giallo Mondadori ha pubblicato Vuoti di memoria (2024) e Lago Santo (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Vannacci premier e Giorgia Meloni Presidente della Repubblica. Sembra fantascienza, ma forse è proprio lo scenario impronunciabile che una parte della politica e dei giornali sta già cominciando a maneggiare senza dirlo fino in fondo. In questa puntata parto dalle parole di Giorgia Meloni sulla Presidenza della Repubblica a 10 minuti, da Nicola Porro, e dalle indiscrezioni circolate nelle ore precedenti sul possibile rapporto tra la crescita del movimento di Roberto Vannacci e i futuri equilibri del centrodestra. Se Vannacci dovesse davvero arrivare alla doppia cifra, che cosa accadrebbe dentro la coalizione? Forza Italia e Lega sarebbero ancora in grado di pesare più di lui? E Meloni potrebbe essere tentata dall'idea di diventare la prima donna al Quirinale e la prima Presidente della Repubblica espressione della destra? Da qui allarghiamo lo sguardo alla comunicazione politica della settimana: Forza Italia che continua a parlare di Vannacci finendo per rafforzarlo, il centrosinistra che non riesce nemmeno a coordinare il nome della propria alleanza, Carlo Calenda che fa il dito medio e vince su Michele Boldrin sul terreno dell'attivazione emotiva, Salvini che passa dagli anni del Papeete agli hamburger presso l'ambasciatore americano a Roma, Piccolotti che evoca manipolazioni algoritmiche senza portare prove, Vannacci che mostra il corpo come dispositivo di credibilità e i partiti che continuano a pubblicare grafiche e messaggi come se la comunicazione fosse un dettaglio decorativo. Il punto è sempre lo stesso: la politica italiana ha conservato quasi tutto dell'eredità berlusconiana, tranne l'unica cosa davvero decisiva, cioè la comprensione profonda di come e perché quelle tecniche funzionavano.
Sabato 4 luglio l'America compie duecentocinquant'anni. Ma quello stesso giorno, a ottomila chilometri di distanza, la Repubblica islamica metterà in scena il funerale dei funerali: quello della Guida suprema, Ali Khamenei. Quanto costa sposarsi in Italia? Secondo una ricerca di Federconsumatori un matrimonio con cento invitati, viaggio di nozze compreso, richiede un budget minimo di 48 mila euro. Michela Rossi, art director e fumettista, racconta su Domani i dieci giorni passati a New York in una residenza artistica. Ma, in realtà, parla di qualcosa che riguarda tutti noi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. "Circo Massimo - Lo spettacolo della politica" lo puoi ascoltare sull'app di One Podcast, sull'app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
E dopo l'apertura dedicata allo scisma di cui troverete altri dettagli nel servizio di Franca Giansoldati, il commento di Mario Ajello riguarda la festa americana del 4 luglio che coinvolge molto anche l'Italia, quindi con l'analisi di Francesco Bechis parliamo di Presidenza della Repubblica, con Laura Pace entrano nella cronaca e andiamo a Crans Montana per un altro caso che farà discutere, quindi, sempre per la cronaca, ci spostiamo in Abruzzo con Michele Milletti e un inseguimento finito con la morte del fuggiasco, per lo spettacolo partiamo da Perugia con Fabio Nucci e la partenza di Umbria Jazz, per poi spostarci a Spoleto con Michele Bellucci e Antonella Manni per il Due Mondi e una mostra dedicata a Dario Fo, oggi con il Messaggero c'è l'inserto gratuito MoltoEconomia da Lorena Loiacono le anticipazioni, e chiudiamo con lo sport e con la giornata di Massimo Boccucci che ci parla di Sinner e di calcio con la prima decisione presa da Giovanni Malagò
Franco Faggiani"Escartons"Le libere Comunità delle Alpi OccitanePaolo Fusta Editorewww.fustaeditore.itAlevé Libre FestivalCasteldelfino, Valle Varaita (Cuneo)Domenica 9 agosto 2026Presentazione del libro di Franco Faggiani "Escarton"Per quasi quattro secoli, tra le montagne alte e severe delle Alpi Occidentali, le genti di Briançon, Queyras, Oulx, Pragelato e Casteldelfino costruirono qualcosa di straordinario: una federazione di comunità alpine unite dalla lingua, dal lavoro, dagli scambi e da un legame profondissimo con il territorio che, ancora oggi, è una lezione di mutuo aiuto, di libertà e di visione di un confine come luogo di incontro e non di divisione.Mentre intorno a loro scoppiavano guerre e guerriglie, pestilenze, cambiamenti di alleanze e di confini, ci sono state nella storia delle comunità che sono rimaste abbarbicate sulle alte montagne e isolate nelle valli delle Alpi Occidentali, così sfuggevoli e in luoghi così impervi che spesso per i funzionari di stato era difficile perfino andare a riscuotere le gabelle. E qui, in transumanza d'estate, a scaldarsi con il calore degli animali nelle stalle d'inverno, queste genti vivevano un'esistenza che seguiva innanzitutto le imposizioni della natura, una natura ferrea e aspra, e poi le regole proprie di una società fondata sul mutuo aiuto e sulla solidarietà, un modello di autogoverno ancora capace di stupirci per la sua modernità. Il libro, corredato da schizzi d'autore, ripercorre la storia dei territori del Queyras, di Briançon, Oulx, Pragelato e Casteldelfino, riuniti in una federazione per quasi quattro secoli. Lo fa con il rigore della ricerca, ma scova anche tracce, suggestioni, voci e memorie e riesce a ricreare l'atmosfera di quelle montagne severe, delle valli piene di neve e rocce, a seguire quei sentieri che non esistono più e che univano tra loro comunità legate da una stessa lingua, la lingua d'oc, dal lavoro, dai mercati, dagli scambi, dai maestri che andavano per un periodo in un paese, un periodo in un altro, dai musici. Un pezzo di storia alpina fondamentale raccontato da una voce autorevole e da un occhio meravigliato dall'infinita bellezza paesaggistica e storica di questo territorio, adesso diviso tra Italia e Francia.Franco Faggiani, milanese di adozione, è giornalista, fotografo e scrittore. Ha affrontato viaggi e reportage in diverse parti del mondo per poi dedicarsi alla realizzazione di guide, saggi, racconti, testi di libri fotografici e alla direzione di riviste di viaggi e di sport. Ha scritto per Rizzoli, IdeaMontagna, Mulatero, Electa Junior, Terre di Mezzo, Aboca, Mondadori, CAI Edizioni, Touring Club e Fazi. Con quest'ultimo editore ha pubblicato sette romanzi, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti. Solo con L'inventario delle nuvole, ambientato in Piemonte, in Valle Maira, e pubblicato nel 2013, ha vinto otto premi letterari, uno dei quali in Francia, costituendo un piccolo caso editoriale. I suoi romanzi sono tradotti in sette Paesi. Per CAI Edizioni ha scritto nel 2025 Il maestro itinerante, un lungo racconto ambientato nella Repubblica degli Escartons. Per l'editore Fazi, ha pubblicato "La luce del primo mattino".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Diu Francesco Tonucci que escoltar de veritat els nens i les nenes ens dona pistes sobre alguns dels principals errors que cometem els adults. Pel pedagog,
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Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni dell'Italia repubblicana attraverso lo strumento più puro della democrazia: il voto. In questo episodio torniamo alle elezioni politiche del 1976, passate agli annali come le elezioni di Enrico Berlinguer e del massimo gradimento del partito da lui guidato, il Partito Comunista.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Approvata il 22 dicembre 1947 dall'Assemblea Costituente con 453 voti favorevoli su 515 votanti, venne promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il successivo 27 dicembre. La Carta Costituzionale sostituì lo Statuto Albertino e fu redatta all'indomani della caduta del fascismo, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Tutto partì con il referendum istituzionale del 2 giugno del 1946, che segnò la nascita della Repubblica Italiana. In questa occasione, per la prima volta nella storia del nostro Paese, tutti i cittadini (donne e uomini) furono chiamati a votare per scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere i 556 deputati incaricati di scrivere la Costituzione. Ma com'è nata la Carta Costituzionale? E cosa c'era prima? In questo video vedremo la storia della Costituzione della Repubblica Italiana, a partire dallo Statuto Albertino fino al voto dell'Assemblea Costituente. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 La storia della Costituzione italiana: quando è nata e come 00:29 L'Italia del 1945: fascismo e Seconda Guerra Mondiale 01:16 Lo Statuto Albertino 02:15 Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 03:57 L'Assemblea Costituente: la commissione della Costituzione 06:46 La Costituzione italiana: una sintesi di più visioni del mondo 07:18 L'articolo 1 della Costituzione della Repubblica italiana 10:01 Il giorno del 22 dicembre 1947: il preambolo di La Pira 12:12 Come funzionava il voto 12:48 L'approvazione e l'entrata in vigore il 1° gennaio 1948 13:20 I 3 documenti originali della Carta Costituzionale I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=LRhMsaa9R0I https://www.youtube.com/watch?v=7V8aB_U6_vc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il Messico è la prima squadra a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta della Coppa del Mondo FIFA 2026™ dopo aver sconfitto la Repubblica di Corea nell'ottava giornata, mentre il Canada ha scritto una pagina di storia con una vittoria record per 6-0 sul Qatar. La Svizzera ha consolidato la propria posizione grazie alla vittoria per 4-1 sulla Bosnia-Erzegovina.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni dell'Italia repubblicana attraverso lo strumento più puro della democrazia: il voto. Miguel Gotor, docente di storia moderna all'Università di Roma Tor Vergata, ci ha spiegato l'importanza dei referendum su divorzio e aborto, traguardi storici per la società italiana.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Il Messico e la Repubblica di Corea hanno esordito con una vittoria nella qualificazione ai Mondiali FIFA 2026, mentre i Socceroos proseguono i preparativi in vista dell'esordio nel Gruppo D contro la Turchia, in programma domenica.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Greta Privitera racconta la ripresa dei combattimenti fra Stati Uniti e Repubblica islamica, anche se Trump ha parlato di «accordo fatto» con il regime degli ayatollah. Giovanni Bianconi spiega l'indagine sulle pressioni nei confronti della Corte dei Conti per la concessione delle autorizzazioni alla costruzione. Enea Conti ricostruisce la vicenda dell'omicidio della 78enne Pierina Paganelli, per la quale l'imputato è stato dichiarato non colpevole.L'altra guerra del Golfo: Iran contro Amazon. Anche il «cloud» diventa un campo di battagliaPonte sullo Stretto, l'ex magistrato Miele dopo la bocciatura del progetto: «Ai miei amici del governo non saprei come parlarne. I miei colleghi? Deficienti»Perché Louis Dassilva è stato assolto in primo grado per l'omicidio di Pierina Paganelli. Scarcerato nella notte
Alessio e Katia ci portano a fare un viaggio emozionante nel tempo e attraverso l'Oceano, partendo dalle celebrazioni della Festa della Repubblica fino a toccare le storie dei milioni di italiani emigrati all'estero, grazie alle pagine di un grande capolavoro della letteratura italiana contemporanea: Novecento di Alessandro Baricco
Con questa miniserie podcast celebriamo gli 80 anni dell'Italia repubblicana parlando dello strumento più puro della democrazia: il voto. A guidarci in questo episodio, dedicato alle elezioni del 1963, è Antonio Maria Orecchia, professore associato di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi dell'Insubria.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
A quick update from Katy on the heatwave currently hitting Italy and what it means for your trip, plus a note on today's Festa della Repubblica national holiday.Summary: Italy is under Level 3 red heat alerts across Rome, Florence, Bologna and Turin, with temperatures hitting 35 degrees in late May. Katy shares practical tips for traveling in the heat, from shifting your day to beat the midday sun to the free drinking fountains you will find across most major cities. She also covers today's Republic Day holiday, the free museum day it brings, and why the big sites may be worth skipping today in favour of the celebrations.Not sure where to start? Get the Untold Italy podcast guide with 315 epsiodes organized by topic.The premium Untold Italy app has ad-free access to our complete archive of 300+ episodes searchable by place and topicFOLLOW: Instagram • Facebook • YouTube GET OUR NEWS: Subscribe hereTRIP PLANNING SERVICES: Learn more hereJOIN US ON TOUR: Upcoming departuresThe Untold Italy travel podcast is an independent production. Podcast editing and audio production by Mark Hatter. Production assistance by the other
Per la festa della Repubblica festeggiamo in diretta. Altro che ponte!Dopo la porchetta a Villa Gordiani, Simone Carabella vs Clizia de Rossi.Alberto Gottardo e Kanye West.Platinì da Manager a organizzatore di festicciole a carattere... selvaggio. Porta alcuni ospiti in studio.Maurizio Ruggiero e la non festa per il 2 giugno
Every year on June 2, Italy pauses to celebrate one of the most important moments in its modern history. Across the country, Italian flags appear on balconies, official ceremonies take place in cities and towns large and small, and in Rome the skies are filled with the colors of the national flag as the Frecce Tricolori soar overhead. For many Italians, it is a welcome holiday that signals the arrival of summer, but Italian Republic Day is far more than a day off from work. It commemorates a decision that fundamentally changed the nation and shaped the Italy we know today. What makes Italian Republic Day (Festa della Repubblica) particularly fascinating is that it is not a celebration of the country's founding, nor does it commemorate a military victory or a declaration of independence. Instead, it marks the anniversary of a democratic choice made by ordinary citizens in the aftermath of World War II. On June 2 and 3, 1946, Italians went to the polls and voted to abolish the monarchy and establish a republic. In doing so, they helped define the future direction of their nation at a moment when the country was still struggling to recover from one of the most difficult periods in its history.
2 giugno 1946 - 2 giugno 2026: festeggiamo insieme gli ottant'anni della Repubblica italiana!