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Il podcast della trasmissione Memos di Radio Popolare

Radio Popolare


    • Jul 1, 2021 LATEST EPISODE
    • weekdays NEW EPISODES
    • 28m AVG DURATION
    • 1,743 EPISODES


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    Latest episodes from Memos

    Memos di ven 02/07/21

    Play Episode Listen Later Jul 1, 2021 29:17


    L'Italia e l'antirazzismo alla Chiellini. L'originale trovata del capitano della nazionale, e dei vertici del calcio italiano, di inginocchiarsi ma solo per cortesia verso la squadra avversaria. Che cosa significa? “Significa vedere il razzismo come un problema degli altri, delle squadre che hanno al proprio interno un giocatore nero”, dice a Memos la filosofa della politica Giorgia Serughetti (università di Milano Biocca). “Mentre ai calciatori, personaggi pubblici, si chiede – racconta Serughetti - di prendere una posizione in una campagna globale (Black Lives Matter) che è contro le violenze della polizia sugli afroamericani e, in generale, contro il razzismo”. La seconda parte della puntata di oggi si occupa della pericolosa “passeggiata”, chiamiamola così, che la sinistra sta facendo sui bordi di un buco nero rappresentato dai Cinque Stelle di questi giorni. Gli alleati principali del Pd sono in frantumi e l'alleanza di centrosinistra rischia di non nascere mai. Il tutto mentre la destra radicale di Meloni e Salvini conferma nei sondaggi la propria solidità. Memos ne ha parlato con Mario Ricciardi, direttore della rivista Il Mulino e filosofo del diritto all'università Statale di Milano. Con la puntata di oggi si conclude il ciclo di Memos. Il promemoria sull'attualità di Radio Popolare entra definitivamente negli archivi di Rp. Dopo 7 stagioni, quasi 900 puntate, Memos chiude. 
Grazie a tutte e a tutti coloro che si sono alternati in questi anni al microfono come ospiti di questa trasmissione. E' stato un piacere incontrarli. Soltanto nel corso dell'ultima stagione Memos ha ospitato 205 persone (57% uomini, 43% donne). Ma soprattutto un grazie speciale va a voi ascoltatrici e ascoltatori per la vostra generosità verso Radio Popolare. Continuate così, grazie! (Qui trovate l'archivio di tutte le puntate, dalla prima del 6 ottobre 2014 all'ultima di oggi 2 luglio 2021. Ci sono anche i testi di sette anni di appunti quotidiani per ciascuna puntata. https://www.radiopopolare.it/trasmissione-archivo/?id=922).

    Memos di gio 01/07/21

    Play Episode Listen Later Jun 30, 2021 28:28


    Oggi a Memos si è parlato di frutta e di parole. Prima il rapporto dell'associazione Terra, diretta da Fabio Ciconte, sulla crisi del mercato ortofrutticolo italiano. Un mercato sempre di più messo alle strette dai vincoli della standardizzazione dei prodotti: “un cibo bello – sostengono gli autori del rapporto - non è sempre buono per l'ambiente e l'agricoltura”. E poi la sociolinguista Vera Gheno ci ha condotti alla ricerca delle parole consapevoli che rendono efficaci le nostre conversazioni (“Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione consapevole” con Federico Faloppa, Gruppo Abele Edizioni 2021).

    Memos di mer 30/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 30, 2021 27:48


    G8, vent'anni fa a Genova. Di cosa parlarono in quei giorni di luglio del 2001 i leader riuniti a Palazzo Ducale? Quali scenari della globalizzazione prefigurarono? Qual era il profilo politico dei protagonisti? Bush e i neocon. Blair, Schroeder e il centrismo della terza via. Chirac, il gollista. Berlusconi, l'americano amico di Putin. Ospite: Luigi Bonanate, professore emerito di relazioni internazionali all'università di Torino.

    Memos di mar 29/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 29, 2021 28:12


    “Per la civiltà e la giustizia sociale”. E' iniziata la raccolta di firme per il referendum abrogativo che vuole legalizzare l'eutanasia in Italia. Entro il 30 settembre dovranno essere raccolte 500 mila firme. Il referendum è stato promosso dall'associazione “Luca Coscioni” e dai Radicali italiani. Tra i promotori c'è Marco Cappato, l'esponente radicale e dell'associazione Coscioni che aiutò a realizzare la volontà di Fabiano Antoniani, dj Fabo, di mettere fine alla propria vita. Cappato, che è stato ospite oggi a Memos, ha raccontato che solo “una persona su mille può accedere all'aiuto alla morte volontaria in Svizzera. Sono pochi anche coloro che possono ottenere qualche cosa di simile a una eutanasia clandestina o di fatto. Invece, il diritto e le regole – secondo Cappato - sono quelle che devono valere per tutti e che danno in modo uguale a tutti la libertà di poter scegliere alla fine della propria vita. E' un fatto che in democrazia deve essere garantito indipendentemente dalle disponibilità economiche o dalle conoscenze del paziente”. Così conclude Marco Cappato: “non si tratta di essere a favore o contro l'eutanasia, ma di scegliere tra un'eutanasia clandestina che c'è già (come ricordava sempre il professor Umberto Veronesi), un'eutanasia fatta di disperazione, abbandono, solitudine; e un'eutanasia legale dove il compito delle istituzioni è quello di avere regole chiare, facilitare la conoscenza, la libertà e quindi la responsabilità individuale”.

    Memos di ven 25/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 25, 2021 26:40


    Memos di ven 25/06/21

    Memos di gio 24/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 24, 2021 27:30


    Uno sfregio alla rivoluzione di Franco Basaglia, l'inventore dei centri pubblici di salute mentale, lo psichiatra che guardava negli occhi il paziente prima ancora della malattia; il medico che ha privilegiato le terapie fatte di relazioni e rifiutato le costrizioni e le violenze. Lo sfregio arriva da alcune decisioni della giunta del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla destra, che mettono in discussione il modello Basaglia e le sue strutture. Memos ne ha parlato con Fabiana Martini, giornalista e consigliera comunale d'opposizione a Trieste, del Pd; e con Giovanni Carrosio, sociologo dell'ambiente, docente all'università di Trieste. Le parole di qualche giorno fa di Alberta Basaglia, figlia del grande psichiatra morto nel 1980, suonano come un appello alla mobilitazione: “stanno uccidendo l'eredità di mio padre. Quando saranno distrutti gli ultimi baluardi che dimostrano l'efficacia della riforma Basaglia, sarà più facile rinnegare la sua rivoluzione culturale”.

    Memos di mer 23/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 23, 2021 27:34


    Caporali, imprese di comodo, criminalità: è la coalizione dello schiavismo che sfrutta il lavoro bracciantile, soprattutto dei migranti. Ma in Puglia i lavoratori sfruttati cominciano a denunciare i propri aguzzini. A Memos il racconto del Procuratore capo della Repubblica di Foggia, Ludovico Vaccaro. “Sono decine le inchieste sullo sfruttamento – dice il procuratore Vaccaro - decine le aziende sottoposte a controllo giudiziario. E' importante che l'ultima inchiesta sia partita da una denuncia di due lavoratori sfruttati, perché testimonia un cambiamento di rotta. In passato i primi a fuggire al nostro arrivo erano i migranti, perché temevano di perdere il lavoro. Ora, abbiamo recuperato la fiducia dei lavoratori sfruttati anche grazie all'aiuto dei sindacati”. Memos ha ospitato anche un commento della sociologa Annalisa Dordoni, dell'università di Milano Bicocca. I braccianti nei campi della Puglia e i fattorini della logistica al nord condividono la condizione di sfruttati. “Il lavoro della logistica come quello dei braccianti – sostiene Dordoni - è soprattutto lavoro migrante che nelle nostre società occidentali è connesso a forme di sfruttamento e ricattabilità. In paesi come il nostro vi è una struttura del lavoro che costruisce il seguente quadro: da un lato vi sono bacini e fonti di reclutamento per circuiti di caporalato; dall'altro vi sono situazioni di irregolarità dal punto di vista giuridico (penso al cosiddetto reato di clandestinità e alle norme del pacchetto sicurezza) che portano ad una estrema ricattabilità e quindi possibilità di sfruttamento”.

    Memos di mar 22/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 22, 2021 28:41


    I profughi nel mondo sono più di 82 milioni, quasi quanto la popolazione di un paese come la Germania. Lo raccontano i dati dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (ACNUR), diffusi in occasione della Giornata mondiale per il rifugiato del 20 giugno scorso. A Memos Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, e la sociologa dell'università di Torino Magda Bolzoni. .Secondo Calzolaio “i dati diffusi dall'ACNUR sottostimano il dramma di chi è costretto a fuggire. Per essere censiti in quei numeri bisogna avere o lo status di rifugiato internazionale o di profugo interno. Per molte persone in fuga, però, questo status non si raggiunge mai. Allora non vengono censiti o vengono uccisi prima dai disastri naturali o dalle persecuzioni, e sono decine di milioni. L'Italia - conclude Calzolaio - non fa niente per accogliere i profughi. Anche l'Europa non è certo virtuosa. La maggior parte di loro viene accolta nei paesi poveri, con l'eccezione della Germania”. La sociologa Magda Bolzoni ricorda quali sono i pericoli da cui le persone scappano. “Si fugge da situazioni diverse. Da guerre, instabilità, terrorismo, desertificazione, eventi legati ai cambiamenti climatici. Si fugge anche da forti diseguaglianze in termini di accesso ad acqua, cibo e servizi. Le migrazioni forzate e “non forzate” sono un mix difficile da distinguere. Molto spesso le motivazioni si sovrappongono - sostiene Bolzoni - : situazioni di guerra, instabilità, persecuzioni si sommano a discriminazioni e attentati alla vita personali”.

    Memos di ven 18/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 18, 2021 27:43


    Lina Khan, 32 anni, giurista laureata a Yale, docente alla Columbia Law School, è stata nominata dal presidente Usa Biden a capo dell'antitrust americana (FTC). E' apertamente schierata contro i monopoli di Big Tech. La nomina di Khan potrà avere conseguenze a livello mondiale. Le concentrazioni di potere di società come Facebook, Amazon, Apple, Google, Netflix, Microsoft colpiscono la concorrenza e possono essere un danno anche per la democrazia. Nel 2017, in un paper sul Yale Law Journal (https://www.yalelawjournal.org/note/amazons-antitrust-paradox) Khan ha denunciato la legislazione antitrust americana, ritenuta insufficiente di fronte alle minacce di monopoli come Amazon. “L'attuale quadro dell'antitrust - scriveva Lina Khan - non è in grado di catturare l'architettura del potere di mercato nell'economia moderna. Non possiamo conoscere i potenziali danni alla concorrenza posti dal dominio di Amazon, se misuriamo la concorrenza principalmente attraverso il prezzo e la produzione. In particolare, l'attuale dottrina sottovaluta il rischio di prezzi predatori e l'integrazione tra diverse linee di business che possono rivelarsi anti-concorrenziali”. Memos ha parlato di Lina Khan e delle conseguenze che può avere la sua nomina ai vertici dell'antitrust Usa, con la giornalista e saggista Roberta Carlini e l'economista Andrea Roventini, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

    Memos di gio 17/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 16, 2021 27:15


    Demografia asiatica e africana. In queste aree il XXI secolo continuerà ad essere un secolo di crescita della popolazione, come lo è stato il ‘900 per tutto il pianeta. La Cina, paese più popoloso al mondo ancora per poco, ha imboccato il sentiero dell'invecchiamento dei suoi abitanti, come accade da tempo in Occidente. Inoltre, nei prossimi anni inizierà un vero e proprio declino demografico cinese. In Italia il 2018 è stato l'anno della svolta, con la quota di anziani over 60 che ha superato i giovani under 30. Ma in Italia l'assistenza agli anziani non autosufficienti è quasi all'anno zero. E la riforma, di cui sta discutendo la commissione Paglia, spinge sulla domiciliarità dell'assistenza. Il rischio è far ricadere solo sulle famiglie il peso dell'aiuto agli anziani non autosufficienti. Memos ha ospitato oggi il demografo Alessandro Rosina e la sociologa Chiara Saraceno.

    Memos di mer 16/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 15, 2021 28:04


    Economia e sicurezza. L'Occidente in versione novecentesca (G7 e Nato) punta il dito contro Cina e Russia. A Memos ne abbiamo parlato con l'economista Alessia Amighini, docente all'Università del Piemonte Orientale e co-direttrice dell'Osservatorio Asia dell'Ispi; e con l'analista strategico Alessandro Politi, direttore del centro di ricerca “Nato Defense College Foundation”. Secondo Politi “la Nato ha trovato un consenso su come trattare Russia e Cina”. La Russia, sostiene Politi, è un problema oggettivo. “La Crimea è stata annessa in un modo totalmente illegale. In più c'è metà dell'Ucraina sottratta alla sovranità legittima del governo di Kiev. La Cina, invece, viene trattata sostenendo che rappresenta sia una sfida che un'opportunità. C'è, quindi, un trattamento differenziato tra Russia e Cina”. A ciò l'economista Alessia Amighini aggiunge un dato che riguarda la Russia e i suoi annunci (vedi il ministro degli esteri Lavrov) di volersi svincolare dal dollaro. “La Russia – sostiene Amighini - gioca in questo modo una carta nuova e lo fa in combutta con Pechino (che da tempo ha deciso di muoversi verso la propria de-dollarizzazione, ndr) perché da sola non riuscirebbe”.

    Memos di mar 15/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 14, 2021 27:12


    Ambiente e biodiversità, tutela degli ecosistemi e degli animali. E' iniziato il lungo iter di modifica dell'articolo 9 della nostra Costituzione. La settimana scorsa il primo sì del Senato a larghissima maggioranza. La modifica costituzionale riguarda anche l'articolo 41. Si introduce tra i principi il rispetto della salute e dell'ambiente. Memos oggi ha ospitato Annalisa Corrado, co-portavoce di Green Italia; e Andrea Pertici, costituzionalista dell'università di Pisa. “Come ecologisti non possiamo che essere contenti”, sostiene Annalisa Corrado. “L'ambiente, l'ecosistema, la salute arrivano nell'ossatura del nostro ordinamento, nel fondamento primario del nostro paese. Questo significa che l'importanza di questi temi è arrivata al massimo del livello istituzionale possibile. E' molto importante, anche solo dal punto di vista culturale. Sarà un riferimento che potrà essere utilizzato per far leva sul decisore politico, quando dovesse allontanarsi da questo principio. Dopodichè, il problema sta nell'attuazione”. Il costituzionalista Andrea Pertici è d'accordo con Annalisa Corrado: “non si può che dire bene dell'aggiunta di ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Tuttavia – sostiene Pertici – il problema è ciò che verrà dopo. L'inserimento in un principio costituzionale di ambiente, biodiversità, dipenderà dalle leggi. E, come ci insegna la storia costituzionale italiana, molti principi che sono stati inseriti nella Costituzione nel 1948 hanno avuto attuazione soltanto molti anni dopo”.

    Memos di ven 11/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 10, 2021 28:41


    Rimettere in sesto il rapporto tra esseri umani e natura, squilibrato dalla biodiversità maltrattata, dagli allevamenti intensivi e dalle emissioni di CO2. A Memos Sofia Belardinelli, ricercatrice di bioetica e etica ambientale all'università di Napoli, collaboratrice del magazine online di divulgazione scientifica dell'università di Padova “Bo Live” (https://ilbolive.unipd.it/) e di Micromega. Del rapporto tra umano e natura discuteranno gli ospiti delle “Giornate della laicità” a Reggio Emilia nei prossimi tre giorni. A Memos la direttrice scientifica degli incontri Cinzia Sciuto, filosofa e giornalista di Micromega, presenta i temi degli incontri (https://www.giornatedellalaicita.com/).

    Memos di gio 10/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 9, 2021 26:53


    Memos oggi vi ha riproposto l'intervista a Branko Milanovic, uno dei maggiori studiosi delle disuguaglianze economiche e sociali. Milanovic è un economista, insegna negli Stati Uniti. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia si intitola "Capitalismo contro capitalismo" (Laterza, 2020).

    Memos di mer 09/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 8, 2021 27:07


    Joe, le taxeur. Così la settimana scorsa titolava il quotidiano francese Liberation. Joe Biden, l'esattore. Secondo il quotidiano di sinistra francese è l'uomo delle tasse del momento. All'interno degli Stati Uniti ha aumentato le tasse sulle imprese dal 21 al 28%; all'estero ha premuto sui G7 per la tassa minima sulle multinazionali. La Casa Bianca di Biden sta cercando a tutti i costi di recuperare dal passato almeno l'immaginario del New Deal rooseveltiano o della Great Society di Lyndon Johnson. Riforme e politiche fiscali redistributive verso il basso. E così di equità, tasse sui ricchi, redistribuzione fiscale si torna a parlare dopo un quarantennio di tabula rasa neoliberista. E' solo un'operazione cosmetica, di “fiscalwashing”? Oppure si vuole mettere mano alle diseguaglianze crescenti nelle nostre società? In questo caso basta la leva fiscale per ricomporre divari e disuguaglianze? Memos ha ospitato oggi Tommaso Faccio, docente di diritto tributario alla Nottingham University Business School e segretario generale della Commissione per la riforma della tassazione delle multinazionali (ICRICT). Insieme a lui, Elena Granaglia, docente di Scienza delle Finanze all'università di Roma Tre, che fa parte del Coordinamento del Forum Disuguaglianze Diversità.

    Memos di mar 08/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 7, 2021 27:00


    Il PNRR non se ne occupa, l'opinione pubblica appare distratta da altro. Perché sembrano non interessare più le concentrazioni nel settore della comunicazione e dell'informazione? Da qui parte la conversazione di oggi a Memos con Flavia Barca, consulente ufficio studi Rai, e Vincenzo Vita, giornalista, già parlamentare e sottosegretario in governi di centrosinistra, esperto di media e informazione. “Le concentrazioni editoriali di oggi – racconta Vita - sono difensive. Gli editori del mondo analogico sono terrorizzati dai nuovi oligarchi delle piattaforme digitali (Facebook, Google, Amazon, Microsoft). I vecchi editori decidono le concentrazioni al solo scopo difensivo e nella speranza che aggregandosi possano difendersi meglio. Le concentrazioni di oggi – conclude Vita - hanno un sapore un po' diverso da quelle che abbiamo conosciute in altre epoche degli anni ruggenti”. Per Flavia Barca ci sono due temi chiave. “Il primo tema – sostiene - è il significato delle concentrazioni. Si tratta di processi figli degli sconvolgimenti economici degli ultimi anni e che rappresentano un cambiamento radicale dei paradigmi di competizione. Oggi per competere e sopravvivere sui grandi mercati della comunicazione – racconta Flavia Barca - è necessario essere grandi, BIG, e ciò significa espandersi a livello internazionale e concentrarsi a livello nazionale. C'è un secondo tema fondamentale, riguarda l'esigenza di una spazio pubblico di discussione. Governo e cittadinanza-attiva dovrebbero contrapporre a queste concentrazioni un dibattito pubblico. La mancanza di uno spazio di discussione limita i ragionamenti sugli assetti proprietari, su ciò che queste concentrazioni producono in termini di pluralismo, di trasparenza dell'informazione”.

    Memos di ven 04/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 3, 2021 26:45


    Il blocco che non blocca. E' quello dei licenziamenti. La sociologa del lavoro Giustina Orientale Caputo (dell'università Federico II di Napoli) ha raccontato a Memos che le statistiche dell'Istat mostrano tutt'altra situazione rispetto al blocco dei licenziamenti. “Nel periodo aprile 2020-aprile2021 – racconta la professoressa Orientale Caputo – sono diminuiti gli occupati permanenti (con contratto a tempo indeterminato) di 222 mila unità. Mentre nello stesso anno sono stati assunti in 229 mila con contratti a tempo determinato. La realtà dell'Istat è la seguente: primo, nonostante il sacrosanto blocco dei licenziamenti, in Italia sono stati persi 222 mila posti di lavoro; secondo, le contemporanee assunzioni a termine di 229 mila lavoratori/trici potrebbero voler dire che negli ultimi decenni in Italia c'è stato un processo di sostituzione delle tipologie di lavoro. E cioè – conclude la sociologa della Federico II – che a fronte di contratti permanenti, con garanzie, gli imprenditori preferiscono assumere lavoratori senza protezioni. Le imprese dunque chiedono un lavoro meno garantito, più flessibile, a condizioni più basse e con una qualità sempre peggiore”. A Memos oggi anche il giurista Alessandro Somma (dell'università La Sapienza di Roma) per il quale il Piano per la ripresa (PNRR) contiene diverse stringenti condizionalità che lo fanno assomigliare in alcuni tratti ai vecchi Memorandun imposti dalla Troika (Bce, Fmi, Commissione europea) ai paesi europei in crisi finanziaria.

    Memos di gio 03/06/21

    Play Episode Listen Later Jun 2, 2021 27:37


    Scuola, sta per finire un anno di restrizioni e pendolarismo forzato tra lezioni a distanza e in presenza. Memos ha ospitato un'insegnante di scuola elementare, Antonella Meiani, e un neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, Stefano Benzoni. “Le tracce negative di quest'anno sono sicuramente tante”, racconta Meiani. “C'è anche un desiderio che sento dai bambini e dalle bambine – aggiunge Meiani - e cioè quello di riappropriarsi del mondo, del loro corpo e di tutto quello che al corpo è stato negato”. Stefano Benzoni ha messo in evidenza quanto il malessere dei bambini e dei ragazzi fosse presente già in precedenza. “La realtà – sostiene Benzoni - è che la situazione della gestione della salute mentale era già critica in passato. Prima del Covid la situazione era la seguente: le richieste delle famiglie alle unità di neuropsichiatria infantile erano raddoppiate negli ultimi dieci anni e le risorse pubbliche dedicate dallo stato alla neuropsichiatria infantile dimezzate. Eravamo in una situazione in cui solo un utente su due riusciva ad accedere ai servizi, solo un utente su tre riusciva a ricevere un intervento e solo uno su tre riusciva ad essere accolto in un reparto per il ricovero. Oggi – prosegue Stefano Benzoni – scopriamo che non ci sono letti di neuropsichiatria infantile, ma non è l'emergenza Covid! Anche prima della pandemia i letti per la neuropsichiatria infantile non c'erano. Ma di questo non si parlava. Ora, la pandemia ci ha permesso di parlarne e questo è un bene, se ne parliamo bene. E' un bene che si recuperi una attenzione verso il tema della salute mentale, un'attenzione che non può seguire mode e contingenze. Perchè? Perchè la metà delle persone che hanno un disturbo psichiatrico in età adulta ha avuto un esordio di problemi psicologici e psichiatrici in età infantile”. Stefano Benzoni conclude la sua ricostruzione di un quadro drammatico di disattenzione verso i problemi della salute mentale, ricordando che di fronte alla carenza cronica di risorse occorrono interventi mirati e coordinati.

    Memos di mar 01/06/21

    Play Episode Listen Later May 31, 2021 29:13


    La Repubblica italiana e i suoi 75 anni. Domani 2 giugno è un anniversario speciale per la Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo. Il 2 giugno 1946 si vota per il referendum monarchia-repubblica e per l'Assemblea Costituente. Per la prima vota in Italia votano anche le donne. In 75 anni di storia quante “repubbliche” ha avuto l'Italia? Memos ha chiesto ad alcuni/e studiosi/e di raccontarne almeno quattro: la repubblica dei valori civili (Maurizio Viroli, filosofo e teorico della politica), la repubblica della parità di genere (Marilisa D'Amico, costituzionalista), la repubblica della sovranità violata (Massimo Villone, costituzionalista) e la repubblica dei partiti (Simona Colarizi, storica).

    Memos di ven 28/05/21

    Play Episode Listen Later May 28, 2021 25:48


    PNRR e salute. Un gruppo di scienziati ha bocciato il piano di Draghi: “non c’è alcun riferimento alla prevenzione”. A Memos il professor Francesco Forastiere, medico ed epidemiologo, ha spiegato le conseguenze di questa omissione, dopo averle scritte in un articolo per la rivista online “Scienza in rete”. Oggi a Memos siamo tornati a parlare delle origini incerte del virus Sars-Cov-2. La pandemia di Covid-19 è la conseguenza di un salto di specie dagli animali agli umani? Oppure è frutto di un errore di laboratorio? Ospite in trasmissione la dottoressa Elisa Vicenzi che è a capo dell’unità di ricerca in “Patogeni Virali e Biosicurezza” dell’Ospedale San Raffaele di Milano. “Conoscere l’origine del virus Sar-Cov-2 è importante anche per il futuro”, racconta la dottoresssa Vicenzi. “Se non conosciamo l’origine di questa pandemia – sostiene - come potremo affrontare le prossime pandemie?”

    Memos di gio 27/05/21

    Play Episode Listen Later May 27, 2021 28:44


    Sperimentazioni. La stagione delle elezioni dei sindaci è di fatto aperta. Si voterà in autunno (la data non è ancora stata fissata) nelle principali città italiane: da Roma a Milano, da Torino a Napoli, a Bologna. Coinvolti in totale quasi un migliaio di comuni, tra grandi e piccoli. In queste elezioni si sperimentano alcune forme di organizzazione della politica che prendono spunto da alcune pratiche americane. Memos presenta oggi due casi: TiCandido (con il Forum Disuguaglianze&Diversità) e Futura. La prima si ispira al modello organizzativo dei “political action committee” americani, i PAC. La seconda invece fa proprio il modello dei “caucus” statunitensi, cioè le assemblee dove si designano i candidati. Ospiti per parlare delle due esperienze: Mattia Diletti, ricercatore in scienza politica alla Sapienza di Roma. Insegna scienza politica e Sistemi politici e istituzionali; Marwa Mahmood, consigliera comunale Pd a Reggio Emilia; Ugo Mattei, giurista e attivista per i beni comuni, candidato sindaco a Torino.

    Memos di mer 26/05/21

    Play Episode Listen Later May 26, 2021 28:38


    Appalti pubblici, regole a rischio. Il governo Draghi vuole modificare le norme attuali. E’ uno degli impegni presi con la Commissione europea nel PNRR (pag.61). Le indiscrezioni sulle modifiche hanno preoccupato i sindacati, soprattutto per le parti che riguardano subappalti e massimo ribasso. A rischio ci sono salari e sicurezza di chi lavora. Quella degli appalti è materia molto tecnica, ma ciò non significa che sia una cosa solo per “tecnici”. Gli appalti pubblici toccano questioni importanti: il funzionamento di servizi e infrastrutture essenziali; il livello di legalità in un paese; le condizioni di lavoro. Su questo tema, potremmo dire, si gioca un pezzo importante dello stato di salute di una democrazia. Memos oggi ha ospitato Michele Corradino, già membro dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), oggi magistrato e presidente di sezione del Consiglio di Stato (autore di “L’Italia immobile”, Chiarelettere 2020). Con Corradino abbiamo ricostruito un vademecum minimo dei contratti pubblici. Che cos’è un appalto pubblico? Chi sono i soggetti coinvolti? Quali sono i criteri di assegnazione dei lavori? Quali sono i rischi della deregulation sul massimo ribasso e sui subappalti? Ospite a Memos anche Sara Spartà, giurista, specialista in appalti pubblici e studi sull’amministrazione pubblica. Spartà ha analizzato l'intreccio tra appalti e mafie, le infiltrazioni della criminalità organizzata.

    Memos di mar 25/05/21

    Play Episode Listen Later May 25, 2021 27:05


    “I primi fondi del PNRR dovrebbero arrivare in Italia durante l’estate e il processo di approvazione del piano italiano da parte dell’Europa dovrebbe essere abbastanza rapido”. A Memos l’intervista con l’economista Marco Leonardi, capo dipartimento alla programmazione economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, uno dei luoghi dove è stato elaborato il Piano per la ripresa. Che effetti avrà sulla crescita dell’economia? Voi stimate un moltiplicatore superiore a 1 (per ogni euro di spesa si genera più di un euro di crescita del Pil). Alcuni sostengono si tratti di una stima ottimistica? “Per essere onesti, sulle stime dei moltiplicatori hanno sempre sbagliato tutti. Il tema vero - sostiene Marco Leonardi - è quanti di questi soldi del Piano, 191 miliardi, riusciremo a spendere in maniera rapida e solida, come sapremo trasformarli in opere, infrastrutture servizi. Questo è il moltiplicatore vero, la sua stima è quella che è”. Leonardi rivendica la scelta europea di aver prima stanziato i fondi e poi richiesto di fare le riforme. “Ricordiamoci - dice - che se avessimo affrontato la crisi come nel 2008 e nel 2011, cioè imponendo riforme, austerità e tagli della spesa pubblica invece di fare politiche espansive, avremmo sbagliato anche questa volta come sbagliammo allora”. Perché le politiche contro le disuguaglianze non sono al centro del PNRR? “La parte sull’inclusione – racconta Leonardi - è saldamente dentro il piano, dove c’è istruzione, ricerca, sanità, asili nido, lavoro. Sono parti che riguardano l’inclusione, il piano non è solo digitale e verde. Molti altri paesi hanno parti più contenute sull’inclusione. Noi ci siamo impegnati molto se guardiamo le cifre su sanità, lavoro, istruzione e ricerca. Quindi non è che non c’è. Per quanto riguarda le disuguaglianze – prosegue il professor Leonardi - la tassazione della ricchezza tendenzialmente è una cosa giusta. Va bene la proposta del segretario del Pd Letta sulla tassa di successione, andrebbe rafforzata sicuramente, ma il posto giusto è la riforma fiscale. Non è dentro il PNRR, ma è un suo accompagnamento. A fine mese dovremmo presentare le linee di una delega al governo a fare la riforma fiscale. Dovrebbero essere approvate in parlamento a fine luglio. La commissione di esperti per affrontare la riforma fiscale, che a questo punto spero produca un ragionamento sulla tassa di successione e una tassa sulla ricchezza, dovrebbe partire subito dopo l’estate. Quindi – conclude il suo ragionamento l’economista di Palazzo Chigi - una riforma fiscale potrebbe avere una sua definizione, se non quest’anno, l’anno prossimo. Non sfuggono a nessuno i tempi un po’ lunghi di questa riforma fiscale. In parlamento le forze politiche non sono tutte d’accordo, quindi è un tema che verrà discusso a lungo, non solo in questo governo, ma anche nei governi prossimi”.

    Memos di gio 20/05/21

    Play Episode Listen Later May 20, 2021 27:49


    “Ricomporre i divari” (Il Mulino, 2021) è il titolo di una ricerca fatta da una settantina tra architetti, urbanisti, geografi, sociologi, per lo più del Politecnico di Milano. L’Italia delle aree metropolitane, delle aree interne e l’Italia di mezzo è l’oggetto della ricerca. Le principali politiche in queste aree (per l’abitare, per la mobilità, per trasporti, sanità e scuola) possono essere anche politiche per l’uguaglianza sociale e la transizione ecologica? Che differenze ci sono, su questi temi, tra la ricerca del Politecnico e il PNRR? Risponde Arturo Lanzani, geografo e urbanista del Politecnico di Milano, uno dei coordinatori della ricerca. A Memos anche la sociologa Giovanna Procacci e il suo resoconto sul processo di Locri all’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano.

    Memos di mer 19/05/21

    Play Episode Listen Later May 19, 2021 28:06


    Mafia e PNRR, la criminalità organizzata e l’arrivo in Italia di miliardi di euro dall’Europa. Come si preparano le mafie? Ospite a Memos il sociologo Rocco Sciarrone: “le mafie – racconta - trovano nelle situazioni di emergenza un habitat ideale per prosperare, svolgere i loro affari, offrire i loro servizi e quindi affermarsi. Il flusso di denaro legato all’emergenza sanitaria rappresenta una struttura di opportunità favorevole per l’azione delle mafie”, sostiene il professor Sciarrone. Ospite a Memos anche Alessandra Dolci, magistrata a capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Quali settori rischiano di più? “Il settore della gestione dei rifiuti”, spiega Dolci. “E quindi quelli delle energie rinnovabili, dell’economia sostenibile in generale. Poi c’è il settore storico della presenza mafiosa che è quello dell’edilizia. E il settore del turismo e della ristorazione. Ci sono anche i settori della logistica, dei servizi a basso impatto tecnologico”. In che modo le mafie cercheranno di accaparrarsi i fondi del PNRR? “Da anni – dice Alessandra Dolci - fanno sistema con un certo mondo imprenditoriale, si avvalgono di abili professionisti e quindi direi che sono in grado di architettare operazioni di carattere societario complesse per intercettare questi fondi”. E’ stato fatto tutto il possibile per evitare che la mafia metta le mani sul Pnrr? “Tutto ciò che era prevedibile – sostiene la procuratrice antimafia - è stato fatto. Credo molto nel sistema della prevenzione. Esempio: il registro dei titolari effettivi delle società, che doveva essere istituito negli scorsi mesi. Per quanto ne so, è ancora in attesa del decreto attuativo. E’ un elemento molto importante per disvelare situazioni di opacità dietro le quali si cela la presenza della criminalità organizzata”. Ospite a Memos anche Leonardo Ferrante, di Libera e Gruppo Abele, sul monitoraggio civico e il Pnrr.

    Lezioni di antimafia: Nando dalla Chiesa

    Play Episode Listen Later May 18, 2021 28:26


    Decimo e ultimo incontro del quinto ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Nando dalla Chiesa. Il titolo della sua lezione: “In nome di tutte le vittime, in nome della giustizia”. La lezione si è svolta il 10 maggio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.

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    Memos di ven 14/05/21

    Play Episode Listen Later May 14, 2021 26:54


    “O facciamo la riforma della giustizia o perdiamo tutti i 191 miliardi del Recovery. Il governo si sta giocando tutto”. Parola della ministra della giustizia, Marta Cartabia. Gli interventi sull’ordinamento giudiziario ci saranno, sono fuori discussione. Dal processo penale a quello civile, fino al Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo garante dell’autonomia delle toghe. Quale sarà la direzione politica che prenderanno queste riforme? E’ ancora difficile dirlo. Preoccupa, però, il fatto che questa tornata riformatrice avvenga in uno dei momenti di maggiore crisi della magistratura. In questi ultimi due anni c’è stato prima il caso Palamara, con l’intreccio tra esponenti politici, membri del Csm, magistrati, per pilotare nomine e posti di potere. E poi, più recentemente, il caso dei verbali dell’avvocato Piero Amara e lo scontro tra magistrati su come gestirli. C’è poi il contenuto di quelle carte: la loggia massonica raccontata da Amara, fatta di magistrati, politici, forze dell’ordine, imprenditori, esiste davvero? Nuovamente, si intravede un intreccio tra pezzi di politica e di magistratura con l’obiettivo di condizionare scelte politiche e orientamenti giudiziari delle toghe. Preoccupa, come dicevo, il fatto che la debolezza attuale della magistratura possa rafforzare le posizioni di chi la vuole meno indipendente dagli altri poteri. Memos ha ospitato oggi la giurista Grazia Mannozzi, docente di diritto penale all’Università dell’Insubria; e Alberto Vannucci, docente di scienza politica all’Università di Pisa.

    Memos di gio 13/05/21

    Play Episode Listen Later May 13, 2021 26:25


    Che cos’è un brevetto? Sospenderne l’applicazione sui vaccini anti-Covid fa aumentare la produzione dei vaccini stessi? Disapplicare il brevetto sui vaccini blocca il circuito dell’innovazione delle imprese farmaceutiche? Memos ha girato queste e altre domande a Massimo Florio, economista all’Università Statale di Milano. Sulla svolta di Biden, il sostegno alla sospensione dei brevetti sui vaccini anti-Covid, il professor Florio sostiene che il capo della Casa Bianca aprirà un negoziato con Big Pharma e da una posizione di forza. Per tre ragioni: la prima, ci sono stati oltre dieci miliardi di finanziamenti da parte del governo Usa alla ricerca farmaceutica. La seconda ragione è che i brevetti che attualmente sono stati depositati dalle industrie farmaceutiche, in particolare da Moderna e da Pfizer, utilizzano in maniera cruciale una serie di invenzioni che sono state sviluppate all'interno dell'istituto diretto da Fauci (principale consulente in materia di vaccini degli Usa). La terza ragione è che la Food and Drug Administration (agenzia di regolazione del farmaco), avendo approvato i vaccini in solo un anno (di solito ne occorrono dieci), ha dato un vantaggio enorme alle imprese farmaceutiche. Memos ha ospitato oggi anche l’antropologa della Statale di Milano Angela Biscaldi. La professoressa Biscaldi è autrice di uno studio sulle conseguenze delle misure anti-Covid sui nostri cinque sensi (“La perdita dei sensi di prossimità”, Treccani 2021).

    Memos di mer 12/05/21

    Play Episode Listen Later May 12, 2021 28:01


    Democrazia europea cercasi. Il 9 maggio scorso, festa dell’Europa, c’è stato il lancio della “Conferenza per il futuro dell’Europa”. Un’assemblea che coinvolgerà 450 tra deputati, nazionali ed europei, governi, Commissione e gruppi di rappresentanze di cittadini. Non è ancora chiaro come verranno utilizzate le conclusioni di un anno di discussioni e proposte sull’Europa. L’Unione Europea resta un’architettura istituzionale molto sbilanciata dove i governi nazionali gestiscono il grosso del potere, dove la Commissione dipende dai governi nazionali e il parlamento europeo eletto dai cittadini ha meno poteri di qualsiasi parlamento nazionale. La democrazia delle istituzioni europee resta ancora incompleta. Memos ne ha parlato con Piervirgilio Dastoli, collaboratore di Altiero Spinelli, storico dell’integrazione europea. Ospite anche l’economista Antonella Stirati (Università di Roma 3) per parlare dell’Europa del futuro attraverso Next Generation EU: gli effetti dei piani di rilancio sulla crescita dell’economia; le scarse risorse effettive messe a disposizione dall’Europa ai governi nazionali al di là della grandi cifre stanziate; la gestione dei debiti pubblici accumulati, tra rischi di ritorno a forme di austerità fiscali e appelli alla cancellazione di quote di debito.

    Lezioni di antimafia: Daniela Marcone, Lorenzo Sanua e Rosy Tallarita

    Play Episode Listen Later May 11, 2021 26:29


    Nono incontro del quinto ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatori/trici: Daniela Marcone, Lorenzo Sanua e Rosy Tallarita. Il titolo della loro lezione: “La domanda di verità dei familiari delle vittime e la giustizia negata”. La lezione si è svolta il 3 maggio 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.

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    Memos di ven 07/05/21

    Play Episode Listen Later May 7, 2021 28:07


    Ultradestra, la ricerca di Cas Mudde oltre la democrazia liberale. Oggi Memos ha ospitato il politologo olandese Cas Mudde, 54 anni, che insegna ad Athens (Geogia, Stati Uniti) e a Oslo (Norvegia), per parlare del suo ultimo libro “Ultradestra” (Luiss, 2020). Mudde indaga l’ultradestra definita come “la destra antisistema, ostile alla democrazia liberale”. Questa destra, secondo il politologo olandese, si divide in due sottogruppi: l’estrema destra, che rifiuta l’essenza della democrazia, vale a dire la sovranità popolare e il principio di maggioranza. L’altro sottogruppo dell’ultradestra è la destra radicale che, invece, accetta l’essenza della democrazia, ma si oppone ad elementi fondamentali della democrazia liberale (diritti delle minoranze, stato di diritto, separazione dei poteri). Nell’intervista a Memos Cas Mudde dà un’interessante spiegazione del perché l’ultradestra è uscita dalla marginalità politica in Occidente. Secondo il politologo olandese, dopo l’11 settembre nella discussione politica c’è stato “il passaggio dai temi socio-economici ai temi socio-culturali. Da un lato l'11 settembre ha posto in primo piano questioni come l'identità, l'insicurezza; dall'altro, c’è stata la convergenza tra centrodestra e centrosinistra sulle questioni economiche. Quindi – conclude Cas Mudde - i partiti principali avendo meno da discutere delle questioni socio-economiche, hanno iniziato a discutere di più su questioni legate all'identità e alla sicurezza e queste sono le questioni che fanno guadagnare l'estrema destra”. L’intervista a Cas Mudde è preceduta da una breve introduzione della teorica della politica, Nadia Urbinati.

    Memos di gio 06/05/21

    Play Episode Listen Later May 6, 2021 28:07


    Governare la società del dopo Covid. E’ il titolo di un documento politico scritto da un gruppo di studiosi (economisti, sociologi, scienziati politici) e offerto alle forze politiche della sinistra. Da Gianfranco Pasquino a Piero Ignazi, da Elena Granaglia a Valeria Termini, Mario Ricciardi, Giovanni Dosi: ecco il network di studiosi che dopo un paio di incontri, tra dicembre e marzo scorsi, ha elaborato quel documento di sintesi (https://ripensarelasinistra.it) presentato oggi a Memos da Salvatore Biasco (economista) e Nadia Urbinati (teorica della politica). Per il professor Biasco l’obiettivo centrale del loro lavoro è stato “immaginare una società del post-Covid che sia partecipata, che mobiliti le persone mentre corregge le varie disuguaglianze, dove l’economia sia governata, il capitalismo sia costretto a produrre risultati coerenti con l’interesse pubblico”. Per la professoressa Urbinati il lavoro del network ha indicato in cinque funzioni i caratteri che possono individuare le forze politiche del campo del centrosinistra a cui il documento si rivolge. “La prima – sostiene Urbinati – è la funzione del pubblico, dello stato. La seconda: gli indirizzi strategici connessi a missioni di ricerca. Terza: indirizzi generali capaci di aver ripercussioni nel Mezzogiorno e nelle aree in ritardo del centro-nord. Quarta: le grandi imprese pubbliche orientate da mandati specifici coerenti e per un obiettivo-paese. Quinta – conclude Urbinati – la governance e l’architettura dei processi che non devono essere calati dall’alto”.

    Memos di mer 05/05/21

    Play Episode Listen Later May 5, 2021 28:43


    La pandemia, la morte che si trasforma e la recessione delle nascite. Memos ha ospitato oggi Asher Colombo, sociologo all’università di Bologna e presidente dell’istituto di ricerca “Carlo Cattaneo”. Colombo ha appena pubblicato un saggio (“La solitudine di chi resta. La morte ai tempi del contagio”, Il Mulino 2021) in cui racconta come lo sconvolgimento della vita sociale causato dal Covid_19 abbia avuto riflessi sulla morte e i suoi riti (l’ultimo saluto, il funerale, la sepoltura). Sono riti, occasioni di socialità, sospesi dalla pandemia e, a differenza di altri aspetti, non più recuperabili. Il professor Colombo per spiegare i mutamenti dell’idea sociale di morte ha condotto una serie di interviste a medici, infermieri, sacerdoti, imprese funebri e, soprattutto, ha analizzato i testi dei necrologi. “Il cambiamento principale riguarda la sostituzione della buona morte con la cattiva morte”, dice il professor Asher Colombo. “La “buona morte” è quella in cui il defunto muore circondato dai propri cari, una morte – racconta Colombo - a cui ci si prepara. Improvvisamente, con la pandemia, arriva la “cattiva morte” oppure - come dice un medico che ho intervistato - la “morte antica”, una morte a cui non siamo più preparati. Il libro – conclude il sociologo - descrive le varie strategie che le famiglie hanno utilizzato per ricucire la ferita inferta dalla pandemia col sequestro della ritualità tradizionale della morte”. La puntata di Memos si conclude con un’intervista al fondatore del giornale “Il Bullone”, Bill Niada.

    Lezioni di antimafia: Maria Luisa Iavarone

    Play Episode Listen Later May 4, 2021 28:42


    Ottavo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatrice: Maria Luisa Iavarone, presidente dell’Associazione A.R.T.U.R. (Adulti Responsabili per un Territorio Unito contro il Rischio) contro la marginalità e il bullismo e docente all’Università di Napoli Parthenope...Il titolo della sua lezione: “Dalle colpe dei minori alle assenze degli adulti tra responsabilità educativa e pedagogia civile”. La lezione si è svolta il 26 aprile 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”.

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    Memos di ven 30/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 29, 2021 28:37


    Bassa produttività, alta disuguaglianza (2). Torniamo sui contenuti del PNRR, dopo la puntata di ieri. Memos oggi ha ospitato la sociologa Chiara Saraceno e l’economista Gianfranco Viesti (autore di “Centri e Periferie”, Laterza 2021).

    Memos di gio 29/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 28, 2021 28:27


    Bassa produttività, alta disuguaglianza. Il PNRR deve raddrizzare i principali squilibri economici e sociali dell’Italia, insieme al clima e alla transizione digitale. Mission impossible? Il PNRR da 273 pagine è stato appena licenziato dal Parlamento. Nel documento del governo si indica la bassa produttività come il male dei mali dell’economia. Nella visione di Draghi la produttività – più che le diseguaglianze – diventa l’obiettivo, il punto di riferimento di tutte le politiche, insieme agli altri due fattori: la crescita dell’economia e dell’occupazione. Memos oggi ha ospitato due economisti: Patrizia Luongo, del Forum Disuguaglianze e Diversità, e Andrea Roventini, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

    Memos di mer 28/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 27, 2021 29:07


    Si potevano salvare, ma non è stato fatto. Per la strage di migranti, con oltre cento vittime, nel Mediterraneo ci sono dei responsabili. Li ha denunciati papa Bergoglio, a cui ha chiesto di provare vergogna. Li ha indicati il direttore per il Mediterraneo dell’OIM (organizzazione internazionale per le migrazioni), Laurence Hart: ”La responsabilità c'è ed è innanzitutto politica. In questo momento – sostiene Hart - più che mai è importante fare squadra e invece qui ognuno continua a giocare la sua partita. Dovrebbero essere tutti seduti allo stesso tavolo, Italia, Malta, Libia, gli altri paesi costieri, ma soprattutto l'Europa”. Memos ha ospitato oggi Cecile Kyenge, ex ministra dell’integrazione nel governo Letta (2013), ex parlamentare europea (2014-2019), oggi medica di medicina territoriale anti-Covid nel padovano. Ospite anche la giornalista e scrittrice Bianca Stancanelli e il sociologo di Eurispes e presidente dell’associazione Tempi Moderni, Marco Omizzolo.

    Lezioni di antimafia: Gianrico Carofiglio

    Play Episode Listen Later Apr 26, 2021 29:56


    Settimo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Gianrico Carofiglio, scrittore, parlamentare per una legislatura con il Pd, ex magistrato. Il titolo: “Il racconto della giustizia fra realtà e finzione romanzesca”. La lezione si è svolta il 19 aprile 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.

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    Memos di ven 23/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 22, 2021 26:11


    Un gigantesco trasferimento di ricchezza, dai poveri ai ricchi. In vent’anni, tra il 1995 e il 2016, il 50% più povero della popolazione (25 milioni di persone) ha perso l’80% della propria ricchezza. Nello stesso periodo lo 0,1% più ricco (50 mila persone) ha aumentato del 70% la quantità di ricchezza a disposizione. E’ una delle conclusioni di un articolo appena pubblicato da Cepr (https://tinyurl.com/RicchiPoveriIta) sulla concentrazione della ricchezza in Italia e sulle disuguaglianze. Memos ha ospitato uno degli autori: Salvatore Morelli, economista all’università di Roma Tre e membro del coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità. “È un’ “inversione nelle fortune” avvenuta nelle nostre società dalla metà degli anni ’90 ai giorni nostri”, racconta Morelli a Memos. “Nel ’95 uscivamo da una crisi finanziaria molto grave, iniziava una fase di declino macroeconomico dell’Italia. Si tratta di un periodo non solo di grande stasi dei redditi aggregati della nostra economia, ma anche di varie riforme strutturali (mercato del lavoro, pensioni) e del susseguirsi di almeno una grave crisi finanziaria seguita da una crisi del debito sovrano”. A Memos Morelli spiega le ragioni che hanno fatto dell’Italia, nel corso di quel ventennio, un paese che arricchisce i più ricchi e impoverisce i più poveri.

    Memos di gio 22/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 21, 2021 27:00


    Quali segnali arrivano dalla Germania della grande transizione politica, del passaggio da Angel Merkel ai suoi eredi? Memos è tornato sul tema anche oggi e lo ha fatto con due analisti. Nadia Urbinati, teorica della politica che insegna alla Columbia University di New York; e Alfio Mastropaolo, scienziato della politica dell’università di Torino. Per Nadia Urbinati ci sono due segnali che arrivano dal caso tedesco. “Il primo è che chi ha governato durante il Covid_19 ha pagato un costo alto. La Cdu di Merkel è crollata. Dall’altro – prosegue la professoressa Urbinati – tra le opposizioni c’è il partito verde che si presenta in modo diverso. Annalena Baerbock è una novità, è riuscita a contenere alcune caratteristiche tradizionali dei verdi: la severità dei principi, una quasi religiosità nei comportamenti, la virtuosa etica nel controllo dei propri bisogni e comportamenti per difendere la natura. Baerbock – secondo Urbinati - ha smussato gli angoli fideisti, oltranzisti dei verdi e ha assegnato al partito una capacità di aspirare alla leadership del paese”. Anche per Alfio Mastropaolo sono due i segnali che arrivano dalla Germania. Secondo il politologo i sondaggi dimostrano che “c’è ancora una larga fetta dell’elettorato tedesco che non vuole la destra populista al governo. Inoltre i due partiti storici sono in declino. La socialdemocrazia e i democristiani. Quindi – prosegue il professor Mastropaolo - anche la destra tradizionale tedesca è in difficoltà. Quindi c’è un problema: difficile trovare una soluzione alla crisi che non sia né la proposta populista tradizionale; né la proposta neoliberale, declinata dalla Cdu e – bisogna riconoscerlo – anche dalla Spd. C’è il tentativo di trovare una Terza Via con la proposta dei verdi – conclude Mastropaolo - che però non credo sia replicabile in altri paesi”.

    Memos di mer 21/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 20, 2021 28:12


    La Germania e il dopo Merkel. I Grunen – dopo il sorpasso della Cdu negli ultimi sondaggi - sognano una cancelliera verde, Annalena Baerbock, neo-candidata alla guida del governo per il partito verde. I democristiani della Cdu e della Csu (il partito regionale bavarese di Markus Soeder) sperano invece di non azzuffarsi più dopo i litigi sull’eredità di Angela Merkel che hanno portato alla scelta del candidato centrista Armin Laschet. “La Cdu esce indebolita da questo scontro, avrà delle conseguenze a livello territoriale – racconta a Memos il giornalista Lorenzo Monfregola - soprattutto nelle regioni orientali dove Soeder avrebbe probabilmente evitato una perdita di voti verso Afd e la destra nazionalista ”. Ospite a Memos anche Alexandra Geese, deputata europea dei verdi tedeschi, che così descrive la neo-candidata verde. “Annalena Baerbock – racconta Geese – è una donna che non ha paura e che ha voglia di arrivare ai vertici per cambiare davvero le cose. Ha valori e obiettivi molto chiari - prosegue l’eurodeputata dei Verdi - che sono soprattutto la tutela del clima, e quindi combattere la crisi climatica in modo finalmente radicale ed efficace, ma anche creare una società in cui ci sia più giustizia sociale. Allo stesso tempo – conclude Alexandra Geese - è bravissima a trovare compromessi. E’ stata capace di impostare un dialogo con l’industria tedesca che inizialmente è stata estremamente scettica verso i verdi al governo”.

    Lezioni di antimafia: Mauro Palma

    Play Episode Listen Later Apr 19, 2021 30:03


    Sesto incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Relatore: Mauro Palma, garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. ..Il titolo della sua lezione: “Costituzione ed esecuzione penale. Il ruolo del Garante”. La lezione si è svolta il 23 marzo 2021 in streaming sui canali YouTube di Radio Popolare e della Scuola Caponnetto.

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    Memos di ven 16/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 15, 2021 29:18


    Il cristianesimo puro di Bergoglio e lo spirito primitivo del capitalismo di Boris Johnson. Il papa, parlando di vaccini e della loro condivisione, ha definito il condividere la proprietà l’essenza del “cristianesimo puro, non del comunismo”. Il premier britannico, invece, ha attribuito il merito della disponibilità di vaccini in Gran Bretagna non agli investimenti pubblici che ci sono stati, ma al “capitalismo e all’avidità” che lo anima. Quale spirito dei tempi interpretano Bergoglio e Johnson? “Johnson interpreta la voglia di un ritorno al passato”, dice il sociologo Marco Revelli, ospite a Memos. Per l’economista Laura Pennacchi, ospite della puntata di oggi, “la straordinaria novità di Bergoglio non è tanto nel rapporto con le origini del cristianesimo, quanto con la visione sociale dell’oggi da parte della Chiesa e con l’eredità politica che ci lascia il neoliberismo”. E come giudicare il neoliberismo che tenta di autoriformarsi? Il riferimento è a diverse prese di posizione, più o meno recenti, di ambienti del capitalismo globale (Pennacchi ne parla nel suo ultimo libro “Democrazia Economica”, Castelvecchi). Ad esempio, il documento della Business Roundtable americana (associazione dei manager più potenti negli Stati Uniti) che due anni fa ha chiuso con la dottrina Friedman (1970) che affidava all’impresa il solo obiettivo di massimizzare i profitti, trascurando qualsiasi altro obiettivo, anche di tipo sociale. Per Pennacchi e Revelli i tentativi di autorevisione del neoliberismo sono il riconoscimento di un fallimento e il tentativo di evitare un tracollo.

    Memos di gio 15/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 14, 2021 29:17


    Gran Bretagna, un fallimento la lotta al riciclaggio del denaro sporco di mafie e colletti bianchi. L’Economist ha lanciato l’allarme: “stiamo perdendo la guerra” (https://www.economist.com/finance-and-economics/2021/04/12/the-war-against-money-laundering-is-being-lost). C’è una responsabilità del sistema bancario che non controlla adeguatamente, sostiene il settimanale britannico. Ma una colpa ce l’hanno anche quei governi che hanno “esternalizzato al settore privato gran parte del lavoro di polizia”, in pratica c’è stata una privatizzazione dell’apparato di controllo. Ma ciò che l’Economist non dice riguarda altre modalità di lotta al riciclaggio: come si fa a combattere la ripulitura del denaro di origine criminale quando ci sono paesi (i paradisi fiscali o finanziari), riconosciuti dalla comunità internazionale, che sono ritenuti dei porti sicuri per custodire capitali di dubbia provenienza? Memos oggi ha ospitato il criminologo dell’università di Oxford in Gran Bretagna, Federico Varese. Nella seconda parte della puntata di oggi siamo tornati sulla vicenda delle intercettazioni dei giornalisti da parte delle procure di Trapani e Locri con la sociologa Giovanna Procacci che sta seguendo – anche per Memos – il processo di Locri contro l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano.

    Memos di mer 14/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 13, 2021 29:18


    La giustizia della sorveglianza. Appare così la giustizia esercitata “in nome del popolo italiano” dalle parti delle procure di Trapani e di Locri. Sorvegliati. E’ questa la condizione degli oltre quaranta giornalisti finiti nella rete delle intercettazioni delle procure di Trapani, dove indagano le Ong e le loro operazioni di salvataggio nel Mediterraneo; e di Locri, dove sotto inchiesta (ora sotto processo, da quasi due anni) c’è finito il sistema dell’accoglienza dei migranti costruito dall’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano. Salvataggi e accoglienza! E un pezzo dell’informazione che li ha raccontati. Ora hanno scoperto tutti di essere stati ascoltati per mesi. Conversazioni, si legge negli articoli che le hanno rivelate, che riguardano anche la vita privata delle persone. Il sistema della sorveglianza ha squadernato in pubblico un catalogo di conoscenze riservate, private, professionali, numeri, indirizzi. Tutti ora consultabili on demand da parte di magistrati, avvocati della difesa e delle parti civili. L’ascolto attraverso le intercettazioni, oltre che pratica invasiva e a volte l’unica ad esempio per le indagini di mafia, è anche una pratica oggettivamente dissuasiva. Potrebbe indurre ad una silenziosa discrezione su temi fondamentali, immigrazione e accoglienza. Memos oggi ha ospitato uno dei giornalisti che ha rivelato sul proprio giornale le intercettazioni di Trapani, si tratta di Andrea Pellegrino (Domani). Ospite anche l’avvocata Caterina Malavenda, esperta di diritto dell’informazione.

    Memos di mar 13/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 12, 2021 29:44


    Passato e futuro del Covid_19. Qual è l’origine del virus SARS-CoV-2? Le quattro ipotesi (e i relativi giudizi) fatte dagli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità inviati a Wuhan: la trasmissione zoonotica diretta dall'animale all'uomo (spillover, da possibile a probabile); il passaggio per un ospite intermedio seguito da spillover (da probabile a molto probabile); l'introduzione del virus nella comunità attraverso la catena del freddo di conservazione dei cibi (possibile); l'introduzione del virus nella comunità per un incidente di laboratorio (estremamente improbabile). Memos ne ha parlato con Simonetta Pagliani, medica di medicina generale, che scrive Scienza in Rete. Stefano Vella, docente di Salute Globale all’università Cattolica di Roma ha invece raccontato alcuni scenari futuri legati all’evoluzione della pandemia. “Questo virus – sostiene il professor Vella - resterà con noi per sempre. L’ipotesi probabile è che la pandemia si trasformerà in una endemia, il virus resterà intorno a noi”.

    Memos di ven 09/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 8, 2021 31:51


    Gli eccedi nazifascisti in Jugoslavia, centinaia di migliaia le vittime. Il 6 aprile 1941, ottant’anni fa, l’invasione della Jugoslavia da parte dei militari fascisti italiani. Oggi un appello al presidente Mattarella di oltre un centinaio di storici (Giulia Albanese, Giovanni De Luna, Chiara Colombini, Davide Conti, Eric Gobetti, Marcello Flores, Paolo Rumiz e tanti altri) cerca di dare luce ad una vicenda rimasta da allora in un cono d’ombra della storia. (Qui si può leggere l’appello con le adesioni https://www.reteparri.it). Memos ha ospitato gli storici Eric Gobetti e Raoul Pupo. Pupo è il curatore di una importante mostra online sui fatti del 1941 a cui ha lavorato anche Gobetti. La mostra si intitola “A ferro e fuoco. L’occupazione italiana della Jugoslavia 1941-1943” (qui è possibile visitarla https://www.occupazioneitalianajugoslavia41-43.it).

    Memos di gio 08/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 7, 2021 29:07


    Quanto “green” è il piano di Biden per le infrastrutture? Memos ha ospitato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, anche per fare alcune valutazioni sul ministro per la transizione ecologica Roberto Cingolani. E poi sempre oggi a Memos: inflazione da anti-Covid. E se i piani di rilancio dell’economia facessero ripartire una spirale inflazionistica? Lo abbiamo chiesto all’economista Valeria Termini (Università Roma Tre), studiosa di energia ed economie sostenibili.

    Memos di mer 07/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 6, 2021 28:47


    A fine mese scadono i termini per consegnare il Recovery Plan italiano all’Europa. “Un piano che avrà effetti non sufficienti sull’economia”, dice uno studio pubblicato sulla Review of Political Economy da un gruppo di economisti italiani. Oggi alle 13 a Memos è stato ospite uno di loro, Riccardo Realfonzo, e Rossella Muroni, deputata, ex presidente di Legambiente. “Il Next Generation EU può avere effetti non sufficienti, può essere inadeguato per l’economia – racconta il professor Realfonzo - I 750 miliardi di euro previsti sono solo un terzo di quanto messo in campo dagli Stati Uniti di Biden. Nel nostro articolo siamo arrivati alla conclusione che le risorse messe in campo in Europa non riusciranno a determinare una ripresa adeguata della produzione e del Pil. L’impatto sulla crescita sarà modesto. Il Pil italiano non dovrebbe riuscire a tornare ai livelli del 2019 entro il 2025. Nonostante le ingenti risorse che saranno investite – conclude il professor Realfonzo - il Pil italiano rimarrà ben al di sotto dei livelli del 2019 e del 2007”. A Memos la deputata Muroni ha poi raccontato che il PNRR portato al voto per alcuni pareri in aula nei giorni scorsi era ancora la bozza del governo Conte2. Il governo Draghi, secondo Muroni, porterà il piano aggiornato in parlamento prima di consegnarlo alla Commissione di Bruxelles entro il prossimo 30 aprile.

    Memos di mar 06/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 5, 2021 28:37


    Reddito di cittadinanza, tra misura di contrasto alla povertà e misura di distribuzione del reddito. A seconda dei casi – spiega a Memos Elena Granaglia, economista all’università di Rome Tre e del Forum Diseguaglianze e Diversità – può essere o meno giustificato legare il percepimento di un assegno ad un percorso di reinserimento lavorativo. “Ad esempio, se il reddito di cittadinanza (rdc) è visto come misura di contrasto alla povertà – racconta la professoressa Granaglia - allora è coerente prevedere una forma di attivazione al lavoro. Diversamente se pensiamo al rdc come misura redistributiva (...) allora non avrebbe senso richiedere di lavorare”. A Memos Elena Granaglia ricorda i punti di forza (contrasto alla povertà) e di debolezza (obbligo lavori di comunità) delle norme attuali sul rdc. Inoltre, l’economista del Forum Disuguaglianze Diversità segnala che all’interno del PNRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza) ci sono pochi riferimenti ai temi della redistribuzione del reddito, dell’equità e della giustizia sociale. “La ragione – dice la professoressa Granaglia – è che abbiamo una visione del welfare basata su due gambe: una gamba del capitale umano (rafforzare le persone perché possano poi aiutarsi da sé), e un’altra gamba dove si dà solo un aiuto residuale agli esclusi e vulnerabili”.

    Memos di ven 02/04/21

    Play Episode Listen Later Apr 1, 2021 28:45


    Crolla il saldo migratorio in Italia. Nel 2020 si è registrato il livello più basso della differenza tra entrate e uscite dall’Italia negli ultimi venti anni (80 mila circa). Sono dati dell’Istat che l’Istituto Cattaneo di Bologna ha rielaborato in una propria ricerca. Nel primo decennio degli anni Duemila il saldo migratorio era stato in media di 250 mila unità; negli anni dieci è calato a 200 mila unità. Nel 2020, come dicevamo, 80 mila. Memos ha ospitato il presidente del Cattaneo, il sociologo Asher Colombo, per presentarci i risultati della loro ricerca. In chiusura della trasmissione il commento di Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale che si occupa di immigrazione.

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