POPULARITY
10/6 Usa: tre ondate di raid difensivi nella notte per rivendicare l'attacco iraniano all'elicottero Apache. Pasdaran colpiscono base militare usa in Giordania e Bahrein. Entrambi: operazioni terminate. Brent +1%, dollaro e Treasury stabile. Futures in rosso, aspettando l'inflazione. Verso il tilt di Warsh? SpaceX, domanda supera di 4 volte offerta a 250 mld. Oggi chiude collocamento a istituzionali. Anthropic rivela Claude Fable 5, l'AI più potente del mondo della famiglia Mythos. Fifa, il flop dei biglietti. *** Questo episodio è offerto da Scalable Capital Investire comporta rischi Interesse p.a. lordo variabile su liquidità illimitata. Condizioni e distribuzione della liquidità su scalable.capital/conto-deposito-non-vincolato*** Asia in rosso: Nikkei -2%, Kospi -6%. Cina PPI al 3,9% ritmo più alto ultimi 4 anni. CPI sotto le stime. Giappone sale PPI, verso aumento tassi BOJ. Cina, AI: piano da 295 miliardi di dollari. Taiwan taglia export chip alla Cina. Bank of Indonesia alza tassi In Europa futures prudenti, domani Bce. Ecco cosa farà. Meta, l'avvertimento di Bruxelles. Leonardo: via libera Bromo al 2027. Risiko bancario in portafoglio? I “Buy” degli analisti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quando si parla di Ozempic, Wegovy e Mounjaro, quasi tutti si concentrano sulla stessa cosa: il peso che scende.Ma c'è una domanda molto più interessante che quasi nessuno si pone. Cosa succede quando questi farmaci vengono abbinati alla dieta chetogenica?Perché sulla carta sembra una combinazione perfetta. Entrambi aiutano a controllare la glicemia. Entrambi migliorano la sensibilità insulinica.Entrambi possono favorire il dimagrimento. Eppure proprio qui si nasconde uno degli errori più pericolosi ⚠️ In questo episodio il Dott. Lorenzo Vieri analizza una delle combinazioni più discusse degli ultimi anni: dieta chetogenica e farmaci GLP-1 agonisti come Ozempic, Wegovy e Mounjaro.Scoprirai perché questa strategia può dare risultati estremamente interessanti, ma anche perché può trasformarsi rapidamente in un problema se non viene gestita correttamente. Perché il rischio non è soltanto perdere peso. Il rischio è perdere troppo peso, troppo in fretta e soprattutto perdere massa muscolare
Il 24 maggio il Teatro Massimo accoglie il debutto nazionale degli Artisti Fuori Posto, tra lingua sarda, inglese, memoria collettiva, futuro distopico e interrogativi etici sul nostro presente contemporaneo vivo. Nosus apre una distopia sulla lingua Nosus debutta il 24 maggio 2026 alle ore 20:30 al Teatro Massimo di Cagliari, nella Sala M2. Lo spettacolo degli Artisti Fuori Posto arriva in scena nell'ambito della rassegna On Stage 2026 e porta con sé una domanda semplice solo in apparenza: una lingua può salvare una vita? L'appuntamento è indicato nel programma della rassegna e nella scheda del Teatro Massimo dedicata alla produzione. La risposta prende forma in un futuro cupo. La pace esiste, ma ha chiesto un prezzo altissimo. Le lingue sono state cancellate. Le memorie sono state sepolte. Un'intelligenza artificiale decide, fin dalla nascita, chi potrà vivere liberamente e chi resterà prigioniero di una scelta altrui. Dentro questo scenario, tre uomini entrano in una sala interrogatori. Lì non si gioca solo il loro destino. Si gioca il senso stesso dell'identità. Lingua sarda e inglese in scena Il nuovo lavoro nasce da un soggetto condiviso da Filippo Salaris, Piero Murenu e Alessandro Pani. La sceneggiatura originale porta la firma di Pani, che ha scritto il testo direttamente in lingua sarda e in inglese. Non si tratta di un dettaglio formale. Le due lingue convivono fin dall'origine della drammaturgia e diventano materia viva del conflitto scenico. Lo spettacolo prevede sottotitoli in italiano. Questa scelta apre la visione a pubblici diversi, senza togliere forza alle lingue presenti sul palco. Il sardo non appare come reperto. L'inglese non resta semplice codice internazionale. Entrambi diventano strumenti di attrito, memoria e resistenza. La parola, in questo caso, non spiega soltanto. Protegge. Ferisce. Ricorda. Gli Artisti Fuori Posto e l'attore-regista Gli Artisti Fuori Posto costruiscono il lavoro attraverso una regia condivisa. Il processo segue il principio dell'attore-regista elaborato da Juri Alschitz. La scena nasce quindi dal corpo dei performer, dalla loro esperienza e dalla relazione diretta con il testo. Questa impostazione rende il debutto più vicino a un rito che a una semplice rappresentazione. Ogni gesto parte da una necessità interna. Ogni pausa pesa. La sala interrogatori diventa un luogo mentale, oltre che fisico. In quello spazio chiuso, i personaggi devono misurare ciò che resta di loro. Il controllo tecnologico incombe, ma la vera tensione riguarda la libertà. Quanto si può perdere prima di smettere di riconoscersi? Sardegna arcaica e futuro digitale Nosus non usa la Sardegna come sfondo folkloristico. Al centro entra uno spirito arcaico, riletto in chiave futuristica. Lo spettacolo guarda alla tradizione di Ottana e alle figure dei Boes e Merdules, maschere centrali dell'immaginario sardo. La tradizione ottanese è legata a maschere originali e a un universo simbolico molto forte, ancora oggi riconosciuto come parte della cultura isolana. L'Associazione Boes e Merdules di Ottana ha aperto i propri archivi e ha messo a disposizione le maschere originali. Piero Murenu le ha poi reinterpretate in chiave distopica, mentre l'artigiano digitale Andrea Cincotti le ha trasformate attraverso la stampa 3D. Il risultato non cancella il rito. Lo sposta avanti nel tempo. L'antico non viene travestito da moderno. Continua invece a parlare, anche dentro un futuro do
Chiara Raineri"Conosci il mondo"Storiedichi Edizioniwww.storiedichiedizioni.itChi siamo? Dove abitiamo? Come è fatto il nostro mondo?Un progetto narrativo potente, arricchito da eleganti pagine trasparenti, che si rivolge a bambini e adulti. Il libro invita a scoprire con i cinque sensi il mondo “che c'è fuori” e, successivamente, il mondo “che c'è dentro”: un universo interiore immenso e rigoglioso. Stimolando l'uso dei sensi e l'osservazione, l'albo invita a una profonda riflessione sull'importanza di prenderci cura dell'ambiente in cui viviamo e, al tempo stesso, del nostro corpo e della nostra interiorità.La meraviglia della natura, la meraviglia del corpo.Un racconto, con pagine trasparenti, per scoprire noi stessi: fuori e dentro.Chiara RaineriLaureata in scenografia all'Accademia nazionale di Brera, si è specializzata alla Scuola internazionale di Illustrazione di Sarmede e alla scuola di Illustrazione Ars in Fabula di Macerata. Fra i suoi libri più conosciuti: Un po' più che amici (Bacchilega Junior); Piccola pantera (Camelozampa), vincitore del Premio Nati per leggere 2023, con il sequel Pensa se. Entrambi gli albi sono stati pubblicati in lingua francese e spagnola. Nel 2025, sempre per Camelozampa, ha pubblicato l'albo Spettacolare.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In occasione dell'imminente uscita della miniserie tv, analizziamo Il promontorio della paura, thriller diretto da J. Lee Thompson nel 1962, con Gregory Peck e Robert Mitchum, e il suo celebre remake: Cape Fear, diretto da Martin Scorsese nel 1991, con Nick Nolte e Robert De Niro, nei panni dell'avvocato Sam Bowden e dell'ex detenuto Max Cady. Entrambi i film sono adattamenti del romanzo The Executioners, di John D. MacDonald. Quale pellicola ci avrà convinto di più?(02:30) Il promontorio della paura (1962)(24:30) Cape Fear - Il promontorio della paura (1991)Iscriviti al canale YouTube del podcast per non perderti live e contenuti ulteriori rispetto a quelli settimanali pubblicati qui su Spotify: https://youtube.com/@blowupodcast?si=I1-WJcv_pDSZaACd
Attivisti della Flotilla legati e inginocchiati: il video del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir diventa un caso internazionale e scatena l'ira di Mattarella e del governo italiano: “Violazione del diritto, Israele ha superato linea rossa”.
Terzo appuntamento in diretta dalla 16esima edizione del Salone del Risparmio, il principale appuntamento europeo dedicato all’industria del risparmio gestito, in programma dal 5 al 7 maggio 2026 presso l’Allianz MiCo di Milano. Sono nostri ospiti Giovanni Sandri (nella foto sopra) - Head of BlackRock Italia - e Carlo Trabattoni (nella foto sotto), presidente di Generali Real Estate Sgr. Entrambi sono anche vicepresidenti di Assogestioni.
Domenica 3 maggio, Saif Abukeshek e Thiago Avila compaiono davanti al Tribunale di Ashkelon. Nessuna accusa formale è stata depositata. Il tribunale proroga la detenzione di due giorni, fino al 5 maggio. I due sono nel carcere di Shikma da quando le forze navali israeliane li hanno prelevati al largo di Creta il 30 aprile — oltre mille chilometri da Gaza, fuori da qualunque giurisdizione israeliana. Le avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto che il procedimento è «fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici». Non esiste alcuna base legale per applicare extraterritorialmente i reati contestati — assistenza al nemico, contatto con agente straniero, appartenenza a organizzazione terroristica — ad azioni di cittadini stranieri in acque internazionali. Il tribunale ha ignorato l'eccezione. Sabato 2 maggio le avvocate avevano visitato i due a Shikma. Avila ha dichiarato di essere stato «trascinato a faccia in giù e picchiato fino a perdere i sensi due volte». Abukeshek ha riferito di essere stato «legato alle mani, bendato e costretto a stare prono» fino all'arrivo in Israele. Adalah ha qualificato i trattamenti come «abusi fisici assimilabili a tortura». L'ambasciata brasiliana ha incontrato Avila attraverso un vetro divisorio. I diplomatici hanno attestato lividi visibili e dolori alla spalla; nessuna cura era stata data. Il ministro spagnolo Albares ha dichiarato alla RAC1 che si tratta di «una detenzione illegale in acque internazionali, al di fuori di ogni giurisdizione israeliana». Sánchez ha chiesto a Netanyahu «la liberazione del cittadino spagnolo illegalmente detenuto». Entrambi proseguono lo sciopero della fame. Nessuna accusa formale risulta depositata agli atti del Tribunale di Ashkelon alla sera del 3 maggio 2026. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
L'Assessore Lamberto Bertolé difende la divisione equa dei ruoli genitoriali, raccontandoci perché, secondo lui, il congedo parentale obbligatorio anche per i papà debba essere una misura concreta anche in Italia. Ce lo racconta con un'immagine forte, ci dice che un neo papà che possa e debba stare a a casa per alcuni mesi dopo il parto ripartirebbe alleggerito di molte tossine che accumuliamo durante le nostre giornate lavorative.Il compito educativo è di entrambi, ed entrambi abbiamo il tema di conciliare i compiti di cura con l'evoluzione professionale.Entrambi. In un giorno come oggi, il 1 Maggio, pensiamo sia importante ricordare quanto il lavoro sia un diritto, innanzitutto. Come per tanti altri diritti, ogni conquista è un processo. Buon ascolto, e buon lavoro-----------------------Mamme in Carriera è un podcast di Elisabetta Pesenti. La quarta stagione è ideata scritta e prodotta da Elisabetta Pesenti e Dimitrij ZanussoSound design e post-produzione sono di Elisabetta Pesenti e Dimitrij Zanusso.Le sigle sono originali... nel senso che le abbiamo fatte noi...Altre musiche no. Sono su licenza Epidemic Sound Per entrare in contatto con me, prenotare un percorso di coaching 1:1, sostenere il nostro lavoro o scambiare due chiacchiere scrivi a info@elisabettapesenti.com o su IG elisabettapesenti_coach_______________È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente podcast "Mamme in Carriera", ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque modalità off-line o piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Elisabetta Pesenti, che ha ideato e scritto i testi e detiene tutti i diritti. Le riproduzioni di brani di opere effettuate nel presente podcast hanno esclusivo scopo di critica, discussione e ricerca nei limiti stabiliti dall'art. 70 della Legge 633/1941 sul diritto d'autore.
Mariano Sabatini"Mutevoli nascondigli"Indomitus Publishingwww.indomitus-publishing.itNel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l'abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita.Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi. E non è che l'inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell'animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve.Tra dolori lancinanti, ferite dell'anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi?Nell'attesissimo terzo capitolo della serie con protagonista Leo Malinverno, Mariano Sabatini tesse un thriller mozzafiato, duro e scioccante, dove anche il lettore finirà per non fidarsi di nessuno.Mariano Sabatini è nato nel 1971 a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (tra i quali “Tappeto volante”, “Parola mia” e “Uno Mattina”) per la RAI e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la TV come commentatore e scrive racconti per riviste popolari. Ha partecipato a diverse antologie e proposto una novella per bambini dal titolo “Una cagnolina non vola mica” (Chiaredizioni, 2021). Dopo diversi libri saggistici, con “L'inganno dell'ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Giallo Ceresio e Pemio Città di Como. Entrambi sono tradotti all'estero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospite: Romondini:"Gapserini e Ranieri hanno sbagliato entrambi"
Per oltre trent'anni, il presunto fenomeno dei “safari umani” a Sarajevo è rimasto ai margini del racconto pubblico. Eppure oggi quella storia è tornata con forza al centro del dibattito, rompendo un silenzio lungo decenni. Il merito – o la responsabilità – è soprattutto dello scrittore Ezio Gavazzeni, che con il suo libro I cecchini del weekend ha riaperto una ferita mai del tutto chiusa. Attraverso un lavoro di ricerca durato anni e culminato in un esposto alla Procura di Milano, Gavazzeni ha trasformato un racconto oscuro in un caso giudiziario concreto, portando magistrati e opinione pubblica a interrogarsi su ciò che sarebbe accaduto durante l'assedio di Sarajevo.Nel ricostruire questo sistema, Gavazzeni introduce testimoni chiave, che avrebbero partecipato o assistito direttamente ai safari, descrivendo logiche economiche e modalità operative agghiaccianti. Tuttavia, il suo impianto narrativo viene messo in discussione da altri intervistati: Andrea Angeli, ex rappresentante UNPROFOR, evidenzia incongruenze sul ruolo delle istituzioni italiane e sull'assenza di riscontri ufficiali, mentre Mario Boccia, fotografo e giornalista testimone diretto dell'assedio di Sarajevo, invita alla cautela, sottolineando come il contesto estremo della guerra possa aver alimentato voci e interpretazioni distorte. Entrambi riconoscono la brutalità del conflitto, ma si mostrano scettici rispetto alla sistematicità del fenomeno descritto da Gavazzeni.A rafforzare, almeno in parte, le ipotesi del libro interviene il giornalista croato Domagoj Margetic, che amplia il quadro collegando i safari umani a strutture paramilitari e ai vertici della politica balcanica. Margetic suggerisce l'esistenza di insabbiamenti e pressioni politiche che avrebbero impedito di far emergere la verità già negli anni '90. In questo contesto, I cecchini del weekend diventa non solo un'opera narrativa ma un elemento attivo nel riaprire il caso, stimolando indagini giudiziarie e dibattito internazionale. Rimane però una tensione irrisolta tra denuncia e verifica: mentre Gavazzeni sostiene che “tutti sapessero”, gli altri interlocutori invitano a distinguere tra ipotesi, prove e memoria, in un terreno ancora segnato da traumi e verità parziali.
Per oltre trent'anni, il presunto fenomeno dei “safari umani” a Sarajevo è rimasto ai margini del racconto pubblico. Eppure oggi quella storia è tornata con forza al centro del dibattito, rompendo un silenzio lungo decenni. Il merito – o la responsabilità – è soprattutto dello scrittore Ezio Gavazzeni, che con il suo libro I cecchini del weekend ha riaperto una ferita mai del tutto chiusa. Attraverso un lavoro di ricerca durato anni e culminato in un esposto alla Procura di Milano, Gavazzeni ha trasformato un racconto oscuro in un caso giudiziario concreto, portando magistrati e opinione pubblica a interrogarsi su ciò che sarebbe accaduto durante l'assedio di Sarajevo.Nel ricostruire questo sistema, Gavazzeni introduce testimoni chiave, che avrebbero partecipato o assistito direttamente ai safari, descrivendo logiche economiche e modalità operative agghiaccianti. Tuttavia, il suo impianto narrativo viene messo in discussione da altri intervistati: Andrea Angeli, ex rappresentante UNPROFOR, evidenzia incongruenze sul ruolo delle istituzioni italiane e sull'assenza di riscontri ufficiali, mentre Mario Boccia, fotografo e giornalista testimone diretto dell'assedio di Sarajevo, invita alla cautela, sottolineando come il contesto estremo della guerra possa aver alimentato voci e interpretazioni distorte. Entrambi riconoscono la brutalità del conflitto, ma si mostrano scettici rispetto alla sistematicità del fenomeno descritto da Gavazzeni.A rafforzare, almeno in parte, le ipotesi del libro interviene il giornalista croato Domagoj Margetic, che amplia il quadro collegando i safari umani a strutture paramilitari e ai vertici della politica balcanica. Margetic suggerisce l'esistenza di insabbiamenti e pressioni politiche che avrebbero impedito di far emergere la verità già negli anni '90. In questo contesto, I cecchini del weekend diventa non solo un'opera narrativa ma un elemento attivo nel riaprire il caso, stimolando indagini giudiziarie e dibattito internazionale. Rimane però una tensione irrisolta tra denuncia e verifica: mentre Gavazzeni sostiene che “tutti sapessero”, gli altri interlocutori invitano a distinguere tra ipotesi, prove e memoria, in un terreno ancora segnato da traumi e verità parziali.
I carteggi dei grandi scrittori e delle grandi scrittrici ci raccontano di storie e relazioni umane, delle loro profondità e complessità. Ci strappano sorrisi, ci aprono mondi, ci regalano dettagli inediti dei loro lavori letterari ma anche testi che sono di per sé letteratura, talvolta magnifica letteratura. Vale sicuramente per il carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch così come per quello tra la poetessa austriaca e il premio Nobel tedesco per la letteratura Heinrich Böll.Entrambi usciti in tedesco, il primo nel 2022, il secondo lo scorso anno, sono di fondamentale importanza. Wir haben es nicht gut gemacht fa chiarezza e scagiona l'autore di Homo Faber dalla responsabilità di aver avuto un ruolo nella morte della sua amata Ingeborg. Was machen wir aus unserem Leben invece è il racconto di una tenera amicizia e di un rapporto solidale tra due scrittori nel mondo editoriale tedesco della seconda metà del Novecento. Non solo, nei due carteggi scopriamo una Ingeborg Bachmann diversa, innamorata, fragile e combattuta nel primo; leggera, accogliente, ironica e determinata nel secondo.A guidarci nella scoperta dei due carteggi sarà Renate Langer, germanista, curatrice di entrambi i volumi e grande esperta dell'autrice di Malina. Preparatevi ad un viaggio letterario e non solo che non si conclude qui ma proseguirà con altri importanti carteggi pubblicati di recente come quello tra Gottfried Benn e la figlia Nele o quello tra Joseph Roth e Stefan Zweig appena tradotto e uscito per Adelphi.
I carteggi dei grandi scrittori e delle grandi scrittrici ci raccontano di storie e relazioni umane, delle loro profondità e complessità. Ci strappano sorrisi, ci aprono mondi, ci regalano dettagli inediti dei loro lavori letterari ma anche testi che sono di per sé letteratura, talvolta magnifica letteratura. Vale sicuramente per il carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch così come per quello tra la poetessa austriaca e il premio Nobel tedesco per la letteratura Heinrich Böll.Entrambi usciti in tedesco, il primo nel 2022, il secondo lo scorso anno, sono di fondamentale importanza. Wir haben es nicht gut gemacht fa chiarezza e scagiona l'autore di Homo Faber dalla responsabilità di aver avuto un ruolo nella morte della sua amata Ingeborg. Was machen wir aus unserem Leben invece è il racconto di una tenera amicizia e di un rapporto solidale tra due scrittori nel mondo editoriale tedesco della seconda metà del Novecento. Non solo, nei due carteggi scopriamo una Ingeborg Bachmann diversa, innamorata, fragile e combattuta nel primo; leggera, accogliente, ironica e determinata nel secondo.A guidarci nella scoperta dei due carteggi sarà Renate Langer, germanista, curatrice di entrambi i volumi e grande esperta dell'autrice di Malina. Preparatevi ad un viaggio letterario e non solo che non si conclude qui ma proseguirà con altri importanti carteggi pubblicati di recente come quello tra Gottfried Benn e la figlia Nele o quello tra Joseph Roth e Stefan Zweig appena tradotto e uscito per Adelphi.
Mattia Insolia"La vita giovane"Mondadori Editorewww.mondadori.itChi siamo prima di diventare noi stessi?Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l'anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell'epoca: oltre agli sposi – monade a due teste fin dalla terza superiore – ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l'indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all'ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro (“il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo”). Finché, l'ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell'evento ha scavato in ognuno di loro un'insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla. Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l'esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d'un fiato.Mattia Insolia è nato a Catania nel 1995, oggi vive a Milano. Ha scritto racconti per diverse antologie, tra cui “Un piccolo incendio”, incluso nella raccolta Data di nascita curata da Teresa Ciabatti per Solferino. Collabora con “Domani”, “D” e “U” di “Repubblica” e “L'Espresso”, ed è editor per Nutrimenti. Ha scritto due romanzi: Gli affamati, pubblicato nel 2020 da Ponte alle Grazie, e Cieli in fiamme (Mondadori, 2023), vincitore del premio Comisso Under 35. Entrambi sono stati tradotti in Germania.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
I carteggi dei grandi scrittori e delle grandi scrittrici ci raccontano di storie e relazioni umane, delle loro profondità e complessità. Ci strappano sorrisi, ci aprono mondi, ci regalano dettagli inediti dei loro lavori letterari ma anche testi che sono di per sé letteratura, talvolta magnifica letteratura. Vale sicuramente per il carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch così come per quello tra la poetessa austriaca e il premio Nobel tedesco per la letteratura Heinrich Böll. Entrambi usciti in tedesco, il primo nel 2022, il secondo lo scorso anno, sono di fondamentale importanza. Wir haben es nicht gut gemacht fa chiarezza e scagiona l'autore di Homo Faber dalla responsabilità di aver avuto un ruolo nella morte della sua amata Ingeborg. Was machen wir aus unserem Leben invece è il racconto di una tenera amicizia e di un rapporto solidale tra due scrittori nel mondo editoriale tedesco della seconda metà del Novecento. A guidarci nella scoperta dei due carteggi sarà Renate Langer, germanista, curatrice di entrambi i volumi e grande esperta dell'autrice di Malina. Preparatevi ad un viaggio letterario e non solo che non si conclude qui ma proseguirà con altri importanti carteggi pubblicati di recente come quello tra Gottfried Benn e la figlia Nele o quello tra Joseph Roth e Stefan Zweig appena tradotto e uscito per Adelphi.
I carteggi dei grandi scrittori e delle grandi scrittrici ci raccontano di storie e relazioni umane, delle loro profondità e complessità. Ci strappano sorrisi, ci aprono mondi, ci regalano dettagli inediti dei loro lavori letterari ma anche testi che sono di per sé letteratura, talvolta magnifica letteratura. Vale sicuramente per il carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch così come per quello tra la poetessa austriaca e il premio Nobel tedesco per la letteratura Heinrich Böll. Entrambi usciti in tedesco, il primo nel 2022, il secondo lo scorso anno, sono di fondamentale importanza. Wir haben es nicht gut gemacht fa chiarezza e scagiona l'autore di Homo Faber dalla responsabilità di aver avuto un ruolo nella morte della sua amata Ingeborg. Was machen wir aus unserem Leben invece è il racconto di una tenera amicizia e di un rapporto solidale tra due scrittori nel mondo editoriale tedesco della seconda metà del Novecento. A guidarci nella scoperta dei due carteggi sarà Renate Langer, germanista, curatrice di entrambi i volumi e grande esperta dell'autrice di Malina. Preparatevi ad un viaggio letterario e non solo che non si conclude qui ma proseguirà con altri importanti carteggi pubblicati di recente come quello tra Gottfried Benn e la figlia Nele o quello tra Joseph Roth e Stefan Zweig appena tradotto e uscito per Adelphi.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8472TYBURN, LA MEMORIA DEI MARTIRI CATTOLICI INGLESIdi Roberto de Mattei Tra i tanti luoghi del mondo in cui, giorno e notte, si adora il Santissimo Sacramento, ve n'è uno che possiede un significato del tutto particolare, perché richiama una pagina tragica della storia della Chiesa: il convento di Tyburn, nel centro di Londra, presso l'attuale Marble Arch.Il Tyburn Tree era il nome popolare del grande patibolo che qui sorgeva. Non si trattava di un "albero" vero e proprio, ma di una robusta struttura lignea di forma triangolare: tre pali verticali sostenevano altrettante travi orizzontali. Questa particolare conformazione permetteva di eseguire più condanne contemporaneamente, facendo di Tyburn il principale luogo delle esecuzioni pubbliche inglesi fino al 1783.Tra il 1535 e il 1681, quel patibolo divenne teatro della morte di oltre cento martiri cattolici, insieme a molti altri fedeli non ancora ufficialmente riconosciuti santi dalla Chiesa.La persecuzione religiosa ebbe inizio nel 1534 quando, con l'Atto di Supremazia, il re Enrico VIII si proclamò capo supremo della Chiesa d'Inghilterra, rompendo con Roma dopo il rifiuto papale di dichiarare nullo il suo matrimonio con Caterina d'Aragona.Chiunque non riconoscesse la nuova autorità religiosa del sovrano veniva condannato a morte per "alto tradimento". Ebbe così origine lo scisma anglicano.Le prime vittime furono san Giovanni Fisher, vescovo di Rochester, e il Lord Cancelliere san Tommaso Moro. Entrambi furono decapitati a Tower Hill nel 1535. Pur non essendo stati giustiziati a Tyburn, il clima persecutorio che li condannò era lo stesso che avrebbe segnato il destino di tanti martiri impiccati e squartati al Tyburn Tree.Durante il regno di Elisabetta I la repressione contro i cattolici si intensificò. Tra i martiri più noti di Tyburn ricordiamo: il padre gesuita Edmund Campion, nel 1581, e i suoi confratelli Robert Southwell e Henry Walpole, nel 1595. Accanto a loro, vogliamo ricordare due laici, meno conosciuti, ma meritevoli di venerazione.JOHN FELTONIl 25 febbraio 1570, san Pio V firmò e promulgò in concistoro la bolla Regnans in excelsis, con la quale pronunciò la sentenza di scomunica contro la regina Elisabetta I, dichiarandola decaduta dal suo preteso diritto alla corona inglese; i suoi sudditi non erano legati dal giuramento di fedeltà verso di essa e sotto pena di scomunica non potevano prestarle obbedienza. Il Papa si richiamava al Magistero dei grandi Papi del Medioevo, ma anche di Paolo III che, nel 1535, aveva dichiarato privato del regno il Re d'Inghilterra Enrico VIII, e di Clemente VIII che lo aveva scomunicato.Elisabetta cercò in tutti i modi di impedire che la bolla fosse introdotta e conosciuta nel suo regno, ma la notte del 25 marzo 1570, un gentiluomo di Southwark, John Felton, affisse una copia della bolla papale sul portone della casa del vescovo scismatico di Londra, accanto alla cattedrale anglicana di San Paolo.La mattina dopo la notizia si diffuse nella popolazione di Londra che si riunì eccitata presso il palazzo del vescovo. Elisabetta andò su tutte le furie, e ordinò che si facesse uso della tortura per scoprire il temerario che l'aveva affissa. Felton, invece di fuggire, rivendicò l'onore dell'impresa, e dichiarò che molti esemplari della bolla circolavano già nelle mani dei fedeli della città. Il 4 agosto Felton, condotto dinanzi al tribunale, negò pubblicamente la supremazia spirituale di Elisabetta, dichiarandosi pronto a morire per la fede cattolica. Poi, per mostrare di non nutrire nessun odio personale contro la regina, si tolse dal dito un anello, in cui era incastonato un diamante prezioso e lo fece consegnare alla sovrana. Fu impiccato e squartato l'8 agosto 1570 e, come testimonia Francesca sua figlia, mentre il carnefice già ne stringeva in mano il cuore strappatogli dal petto fu udito ancora invocare per due volte il nome di Gesù. John Felton fu beatificato da Leone XIII il 29 dicembre 1886. Suo figlio Thomas si fece sacerdote e subì lo stesso supplizio nel 1588.JOHN STOREYAl suo martirio seguì quello di John Storey, un anziano giurista, professore di diritto ad Oxford, che era stato membro del Parlamento negli ultimi anni di Enrico VIII. Storey, dopo essere stato arrestato una prima volta dal 1548 al 1549, si rifugiò a Lovanio, ma all'avvento di Maria Tudor ritornò in Inghilterra, venendo nominato cancelliere delle diocesi di Oxford e Londra. Arrestato di nuovo agli inizi del regno di Elisabetta riuscì ad evadere, riparando nuovamente nelle Fiandre, dove aveva preso la cittadinanza spagnola, mettendosi sotto la protezione di Filippo II. Nell'estate del 1570 fu attirato con un tranello a bordo di un vascello inglese, incatenato e portato a Londra, dove fu rinchiuso nelle prigioni della Torre e condannato a morte. Il 26 maggio 1571 fu squartato a Tyburn. È stato beatificato da Leone XIII nel 1886.Il supplizio di Storey fu analogo a quello di Felton e di tanti cattolici che sarebbero stati "impiccati, sventrati e squartati" a Tyburn. Il condannato condotto su un carretto al luogo dell'esecuzione, veniva spogliato nudo, con le mani legate e impiccato in modo che il collo non si rompesse. Prima che sopraggiungesse la morte, veniva condotto al tavolo di squartamento e orrendamente mutilato, ancora vivo e cosciente. Il carnefice stava attento a non ledere organi vitali, in modo che il condannato restasse vivo sino al termine del supplizio. Vicino al tavolo di squartamento, c'era un braciere dove veniva posto ogni pezzo di organo, per essere bruciato davanti agli occhi del suppliziato. Quando al suppliziato, ancor vivo, erano completamente strappate le viscere, il carnefice gli tagliava la testa e procedeva infine allo squartamento del corpo. Con un'ascia lo divideva in quattro parti, prima tagliandolo verticalmente poi, orizzontalmente, quindi in altre due metà. I quarti del suo corpo venivano appesi in diversi angoli della città. Così morirono molti martiri cattolici inglesi sotto Elisabetta I, la sanguinaria.Oliver Plunkett, Arcivescovo di Armagh, vittima di accuse infondate, fu l'ultimo cattolico a morire a Tyburn nel 1681.Nel 1901 un ordine religioso di suore benedettine esiliate dalla Francia, le Adoratrici del Sacro Cuore di Gesù di Montmartre, acquistò il terreno in cui sorgeva il patibolo di Tyburn. Nel luogo che aveva visto tanto sangue, istituirono un'Adorazione perpetua al Santissimo Sacramento, che costituisce ancora oggi il centro della Londra cattolica. Al patibolo si è sostituito un altare dove si adora Dio, verità infinita e somma giustizia.
Mariano Sabatini"L'inganno dell'ippocastano""Primo venne Caino"Indomitus Edizioniwww.indomitus-publishing.it"L'inganno dell'ippocastano"In una Roma corrotta e tentacolare, dove potere, malavita e politica si intrecciano in un abbraccio mortale, l'imprenditore Ascanio Restelli è a un passo dalla candidatura a sindaco nonostante i troppi nemici. Ma Viola Ornaghi, inviata a intervistarlo, non si aspettava certo di ritrovarlo morto, con la gola tagliata e due buchi al posto degli occhi.Sconvolta, la giornalista perde il controllo e, in preda al panico, richiama l'ultimo numero sul cellulare: quello del collega Leo Malinverno. Scaltro, ironico e famoso per le sue inchieste scomode, Leo è l'uomo perfetto per proteggerla da un effetto domino letale.Coinvolto suo malgrado, affianca la polizia in un'indagine intricata che svela una rete criminale sempre più sfaccettata: testimoni che diventano protagonisti, innocenti condannati al posto dei colpevoli e segreti sepolti pronti a esplodere. Tra colpi di scena fulminanti, rivelazioni scioccanti e tradimenti imprevedibili, riuscirà Malinverno a risolvere il caso prima che le conseguenze possano rivelarsi fatali?Con “L'inganno dell'ippocastano” Mariano Sabatini dà l'avvio a una serie thriller noir con un protagonista indimenticabile."Primo venne Caino"In una Roma soffocante e insonne, sferzata da un'estate che brucia come un ferro rovente, il giornalista Leo Malinverno interrompe le vacanze con Eimì – la sua affascinante compagna greca, vent'anni più giovane – per rispondere alla chiamata urgente dell'amico vicequestore Jacopo Guerci.Due omicidi rituali sconvolgono la città: alle vittime viene asportata con precisione chirurgica la pelle tatuata, lasciando corpi mutilati come su tele macabre. Il killer, ribattezzato “Il Tatuatore”, è un predatore spietato, che segue un piano oscuro e indecifrabile, seminando terrore e sangue nelle strade di Roma.Tra amici malati, furiosi scontri in redazione, intrighi familiari e crepe sentimentali che minacciano di fagocitarlo, Leo avvia un'indagine parallela a quella ufficiale dei Carabinieri. Man mano che il caso si dipana, emerge un'orribile verità nascosta: accanto alla follia evidente del Tatuatore, si cela un'altra storia altrettanto atroce, radicata nell'inganno della normalità quotidiana. Riuscirà Leo a fermare il Tatuatore prima che la Città Eterna diventi un'unica, gigantesca landa insanguinata?Nel secondo capitolo della serie con l'irresistibile Leo Malinverno, Mariano Sabatini tesse un thriller classico e nerissimo, intrecciando suspense mozzafiato a un'indagine psicologica profonda.Mariano Sabatini è nato nel 1971 a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (tra i quali “Tappeto volante”, “Parola mia” e “Uno Mattina”) per la RAI e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la TV come commentatore e scrive racconti per riviste popolari. Ha partecipato a diverse antologie e proposto una novella per bambini dal titolo “Una cagnolina non vola mica” (Chiaredizioni, 2021). Dopo diversi libri saggistici, con “L'inganno dell'ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Giallo Ceresio e Pemio Città di Como. Entrambi sono tradotti all'estero.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quando si parla di marchi conosciuti eamati, ci sono 2 simboli che potrebbero sembrare più simili di quanto nonsiano: il logo di Conad e il celebre marchio Chupa Chups. Se liosserviamo velocemente, potrebbero sembrare quasi identici, ma la verità dietroqueste somiglianze è più interessante.
Dopo 2 ore passate a cercare di entrare non visti in un treno in movimento, i nostri coboldi hanno fatto esplodere un vagone e si sono scontrati con la prima guardia della Dama in Nero. Ora che il treno si è finalmente fermato però dovranno affrontare il suo amante, e il 14esimo figlio della Dama. Entrambi però potrebbero essere interessati a trovare un accordo con i Koboldi. Insieme a Claudio Serena, dietro ai microfoni ci saranno Simone Bernardi, Simone Bonavita, Matteo Mantovanelli, e Luca Carbone, l'autore del gioco.Se vuoi scoprire qualcosa di più sul gioco, scaricare il quickstart e ricevere una notifica quando il crowdfunding sarà attivo, puoi usare il link qui sotto!https://www.backerkit.com/c/projects/genitori-di-ruolo/dice-first/launch_party?ref=fumbleTutti i nostri contenuti sono gratuiti e disponibili pubblicamente, rilasciati sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0: puoi distribuirli, manipolarli, copiarli quanto vuoi, e se hai dubbi su quali siano i limiti entro cui farlo puoi scriverci su Discord, dove saremo felice di risponderti.Un'ultima cosa: Quello che noi mettiamo in scena non è scriptato e giochiamo live, così come ci viene. Questo non vuol dire che sia l'unico modo o il modo giusto di giocare: se giochi in maniera diversa non è certo un problema, anzi, stai arricchendo il mondo!Fumble fa parte di Fumblecast, un network indipendente di podcast che parlano di giochi. Puoi scoprire di più sul nostro sito
Dopo 2 ore passate a cercare di entrare non visti in un treno in movimento, i nostri coboldi hanno fatto esplodere un vagone e si sono scontrati con la prima guardia della Dama in Nero. Ora che il treno si è finalmente fermato però dovranno affrontare il suo amante, e il 14esimo figlio della Dama. Entrambi però potrebbero essere interessati a trovare un accordo con i Koboldi. Insieme a Claudio Serena, dietro ai microfoni ci saranno Simone Bernardi, Simone Bonavita, Matteo Mantovanelli, e Luca Carbone, l'autore del gioco.Se vuoi scoprire qualcosa di più sul gioco, scaricare il quickstart e ricevere una notifica quando il crowdfunding sarà attivo, puoi usare il link qui sotto!https://www.backerkit.com/c/projects/genitori-di-ruolo/dice-first/launch_party?ref=fumbleTutti i nostri contenuti sono gratuiti e disponibili pubblicamente, rilasciati sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0: puoi distribuirli, manipolarli, copiarli quanto vuoi, e se hai dubbi su quali siano i limiti entro cui farlo puoi scriverci su Discord, dove saremo felice di risponderti.Un'ultima cosa: Quello che noi mettiamo in scena non è scriptato e giochiamo live, così come ci viene. Questo non vuol dire che sia l'unico modo o il modo giusto di giocare: se giochi in maniera diversa non è certo un problema, anzi, stai arricchendo il mondo!Fumble fa parte di Fumblecast, un network indipendente di podcast che parlano di giochi. Puoi scoprire di più sul nostro sito
Oggi su Unica Radio abbiamo intervistato la Dott.ssa Sorcinelli, professionista affermata, poetessa sensibile e curatrice accorta. La mostra "Duplex: incontri d'arte": una comunicazione doppia Il nome scelto per la mostra, "Duplex" appunto, suggerisce un doppio sguardo, delle opere che "si guardano". Nonostante questi quadri siano stati dipinti in periodi diversi seguono uno stesso filone, ovvero quello della natura, la Sardegna, la necessità di restare umani, costi quel che costi, anche e soprattutto nei tempi contemporanei. Un'affinità insolita La curatrice ci dice che per quanto riguarda gli artisti esposti, Gianfranco Serra e Nino Stagi, tutto nasce fuori dai musei, nei cenacoli culturali e artistici, negli aggregati umani e nelle cordate di solidarietà, oltre che nella comunione di intenti. Entrambi sono dunque accomunati dal viaggiare fuori dagli schemi, nonostante le differenze nei rispettivi stili. La Dotto.ssa però ci tiene a sottolineare con questa mostra soprattutto l'affinità umana tra i due artisti. Gli ospiti presenti Saranno presenti delle poetesse, tra cui Francesca Petrucci con il suo libro "Fuoco", che in copertina riproduce un'opera di Nino Stagi; proprio Francesca racconterà questo incontro d'arte. Ci sarà inoltre un'arta poetessa di Gesturi, Annamaria Brughitta, che ci racconterà la bellezza della terra sarda. I visitatori: non solo degli spettatori passivi, ma portatori di entusiasmo La curatrice della mostra ci spiega che non si accontenta del fatto che i visitatori prendano con sé qualcosa dalla mostra, ma si aspetta anche che siano loro a portare qualcosa, a partire dall'entusiasmo, la voglia di conoscere e in seguito la diffusione della bellezza di questa terra. "Tutti hanno qualcosa da dare" è infatti la sua filosofia. Dove e quando sarà possibile visitare la mostra La mostra verrà inaugurata nel museo Genna Maria a Villanovaforru oggi, 20 febbraio 2026, dalle ore 17:00 circa. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica, sino al 15 marzo 2026, con ingresso gratuito.
"Il rivoluzionario e la maestra" di Gaja Cenciarelli e "Clandestine" di Marta Stella"Il rivoluzionario e la maestra" di Gaja Cenciarelli (Marsilio) è un romanzo doloroso, potente, duro e anche commovente, che attraverso tre voci narranti ricostruisce la vita vera di Adolfo Wasem e Sonia Mosquera, militanti del Movimento di Liberazione dei Tupamaros nell'Uruguay degli anni '70, dominato da una dittatura militare. I due, marito e moglie, furono arrestati nel '72. Lui passò 12 anni nei cosiddetti calabozos, ossia delle celle così piccole nelle quali non si poteva stare né in piedi né sdraiati. Sonia fu portata in una prigione femminile collettiva. Entrambi subirono tremende torture e, nel caso di Sonia e delle altre prigioniere, ripetuti stupri. La terza voce narrante è quella di una donna, una maestra, che a Roma dal 2015 in poi, dopo la morte dei genitori, è costretta a fare cinque traslochi: vive una condizione di povertà e di precarietà che i suoi amici non comprendono. La maestra compra per caso un libro in cui si ricostruisce la storia terribile di Adolfo e di Sonia e sente di avere con quella storia un legame particolare. Nella seconda parte parliamo di "Clandestine - Il romanzo delle donne" di Marta Stella (Bompiani). Un romanzo che va dalla fine degli anni '70 ai primi anni '80 con alcune riflessioni anche sull'oggi. È la storia di una donna che ricorda il suo aborto clandestino quando aveva 17 anni: era il 1967 e in Italia la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza è arrivata solo nel '78. La sua vicenda e la sua crescente consapevolezza su quello che accade nel mondo e su sè stessa si intrecciano alla storia dell'epoca, al movimento del '68, al femminismo, alla storia di altre donne che avevano dovuto abortire illegalmente. Questa è la storia di donne, ma anche di alcuni uomini, che hanno combattuto per la conquista dei diritti. C'è Elvira Banotti, che per anni ha raccolto le testimonianze di donne e di medici che praticavano gli aborti al di fuori della legalità perché non esisteva una legge e si battevano per questo, c'è Gigliola Pierobon diventata suo malgrado nota perché processata e condannata per aver abortito clandestinamente. Ci sono anche le donne e gli uomini che nel '53 fondarono l'AIED, l'Associazione Italiana per l'Educazione Demografica, che si è battuta per una procreazione consapevole (fino a primi anni '70 in Italia la contraccezione era di fatto illegale).
Denis Curti"Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"Palazzo Reale, Milanofino al 17 maggio 2026A Palazzo Reale di Milano, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un'ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l'opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l'esposizione è inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l'Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l'Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. “Tutto cambia quando l'amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid - racconta Denis Curti curatore della mostra - e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se stesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all'estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l'esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere "arte" ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”. A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall'uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. “Autodidatta, - continua Denis Curti - Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima Hasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei bianchi e neri perfetti per cui è oggi universalmente conosciuto. L'obiettivo di questa mostra è proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia più alta, tra i più importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura”. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell'HIV.La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l'intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull'identità e il piacere dell'artificio, sperimentati dall'artista con l'obiettivo di creare una relazione con l'altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all'amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici. Autoritratti e identità. La sezione degli autoritratti rivela un'introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe usa la macchina fotografica come uno specchio dell'anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia. Il ritratto. In mostra i volti di celebrità come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini. Per Mapplethorpe il ritratto in studio è un incontro tra due anime: un "altare visivo" dove la corporeità viene trasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l'equilibrio e la luce. Nudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi sociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti come apparizioni passionali e "muscoli pulsanti", in bilico tra la sacralità della forma e allusioni delicatamente erotiche. In dialogo con l'Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per "sciogliere" le membra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida come carne viva.https://marsilioarte.us14.list-manage.com/track/click?u=c47da75d8834873eb7150a10f&id=81ea925391&e=0696917494La retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe. “In Marsilio Arte - afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte - crediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza in una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla valorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d'eccellenza come Le Stanze della Fotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette città come Venezia, Milano e Roma, vogliamo trasformare l'esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualità del catalogo e il rigore del progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell'immagine”. Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast - disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l'evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
In questo nuovo episodio torniamo a camminare nel deserto insieme al popolo di Israele, affrontando un tema fondamentale: il cibo, la sopravvivenza e la fede. Carboidrati e proteine, manna e quaglie: cosa si nasconde davvero dietro la dieta dei viandanti biblici?. Oggi mettiamo a confronto due testi paralleli ma profondamente diversi: Esodo 16 e Numeri 11. Se nel libro dell'Esodo la manna è presentata come un dono liturgico e provvidenziale legato al memoriale del sabato, nel libro dei Numeri lo stesso evento assume tinte più oscure. Qui l'abbondanza richiesta dal popolo – l'avidità di carne – si trasforma da benedizione in giudizio e piaga. Nel corso della puntata esploreremo:La difficoltà della libertà: Perché il popolo mormora contro Dio e contro Mosè? Analizziamo come la mancanza di fede non dipenda dall'assenza di prove, ma dalla difficoltà di accettare un Dio che non segue la nostra agenda.Il deserto come l'Eden: Scopriremo il sorprendente legame tra il deserto e il Paradiso terrestre. Entrambi sono il "luogo della prova", dove la relazione di fiducia con il Creatore viene testata.La lettura cristiana: Come si collegano questi eventi alle tentazioni di Gesù? Vedremo come Cristo, il "nuovo Adamo", supera la prova del pane nel deserto, riuscendo dove Israele aveva fallito.Il contesto storico: Capiremo come questi racconti riflettano le sfide della ricostruzione post-esilio, tra la nostalgia della schiavitù e la fatica di costruire un'identità nuova.Un viaggio tra teologia, storia e psicologia sociale, per riscoprire che l'identità del credente si fonda su due pilastri: la memoria e il riconoscimento del dono gratuito. Buon ascolto!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/bella-prof--4788354/support.
L'incidente è avvenuto nel veronese poco prima delle 4 all'altezza di Brentino Belluno sulla Modena-Brennero, in direzione sud. Il furgone con a bordo un uomo e una donna ha tamponato un autoarticolato, che era fermo, incendiandosi. Entrambi i mezzi sono stati distrrutti dalle fiamme.
Sono arrivati in Italia questa mattina i due connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò. Entrambi sono stati liberati ieri dal carcere di Caracas in Venezuela.
Iain Chambers"Lampedusa/Gaza"L'orologio coloniale e i linguaggi interrottiOrthotes Editricewww.orthotes.comQuesto libro esplora le intersezioni tra migrazione, arte e colonialismo, interrogando il Mediterraneo e Gaza come uno spaziotempo plasmato da rapporti di potere storicamente asimmetrici e configurato come un laboratorio aperto della modernità. Attraverso una serie di itinerari critici, si estrae dalle rovine del presente la trama intrecciata di colonialismo e razzismo costitutiva della modernità occidentale. Nei linguaggi delle arti postcoloniali si incontrano strumenti critici in grado di sfidare le narrazioni egemoniche con configurazioni inaspettate della realtà contemporanea. Qui, Gaza, devastata dal genocidio, si impone come punto focale, rivelando tutti i limiti dell'Occidente: la sua politica, ovviamente, ma anche il suo umanesimo e la sua estetica. Nella violenza coloniale del presente, il testo afferma con urgenza la necessità di smantellare le architetture epistemiche e politiche dell'Occidente, per sostenere degli orizzonti critici che rispondano alle storie negate e alle voci e vite rifiutate. In questo lavoro di smontaggio del Mediterraneo e del mondo contemporaneo, si mette in luce la centralità politica della traduzione storica e culturale continua che sostiene un'appartenenza mobile, e ci parla sempre di futuri radicalmente più democratici.L'insistenza sull'anacronismo, in cui i migranti contemporanei forgiano le rotte non autorizzate di una Underground Railroad, come la rete segreta di due secoli fa negli Stati Uniti usata dagli schiavi per sfuggire, non solo ci fornisce un altro strumento per mappare il presente, ma ci permette anche di riflettere sul nostro passato. Riapre anche un passato considerato morto, andato, dimenticato e sepolto. E poi pensare ai migranti come “viaggiatori”, come propone Shahram Khosravi, significa sottolineare l'arbitrarietà della “clandestinità” e tornare a quella violenza che soffoca la mobilità nonostante la sua centralità strutturale nella costruzione del mondo moderno negli ultimi cinquecento anni. Se spostassimo di 180° l'asse del tempo cronologico, potremmo addentrarci per setacciare i sedimenti e registrare le stratificazioni del passato nella continua costituzione del presente. Non si presume più che il tempo sia un flusso lineare verso il futuro né che il luogo sia solo un dato materiale fisso e stabile. Entrambi sono prodotti sociali e culturali. Ciò significa che possono essere riconfigurati per rispondere a coordinate e preoccupazioni diverse. In questo contesto, il migrante moderno è l'emblema del presente storico. Incontriamo tutte le dinamiche mutevoli, complesse e nascoste del tempo e dello spazio, esposta dal suo movimento e dalla sua incarnazione mobile dei confini e delle frontiere. Dalla resistenza di un movimento clandestino emerge la piattezza del tempo dell'ordine stabilito. Come figura fuori posto e instabile, il migrante diventa un'inquietante figura di Giano, sia nella sua ricerca di accesso al riconoscimento, ai diritti e alla cittadinanza, sia nel suo sfidare le premesse di tali linguaggi.Ogni giorno che passa, la sveglia ecologica, l'interruzione delle temporalità subalterne e la rivolta contro la subordinazione razziale del resto del mondo mettono in discussione lo scorrere del tempo occidentale e la misurazione estrattiva imposta dal suo orologio coloniale. Ciò incoraggia una sociologia più aperta, incerta e speculativa, mentre annuncia una storia più labile e sperimentale.Iain Chambers è uno scrittore e ricercatore indipendente. In passato ha insegnato studi culturali e postcoloniali del Mediterraneo presso l'Università di Napoli L'Orientale. Le sue pubblicazioni includono Le molte voci del Mediterraneo (2007) e Mediterraneo Blues (2020). Con Marta Cariello ha pubblicato La questione mediterranea (2019). Nel 2022 è stato membro del collettivo «Jimmie Durham & A Stick in the Forest by the Side of the Road» che ha partecipato a Documenta Fifteen. Scrive regolarmente per il Manifesto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesco De Luca"Il poeta andava fucilato"Rafal WojaczekDelufa Presswww.delufapress.comTraduttori: Francesco De Luca - Bożena TopolskaProgetto grafico: Laura ZerellaRevisione italiana: Sara Tosetto Clarel servizi editorialiRevisione polacca: Krzysztof PorosłoIl Poeta andava fucilato è una raccolta di 66 poesie scelte che porta per la prima volta al pubblico italiano la voce intensa e disturbante di Rafał Wojaczek, uno dei poeti più iconici e tormentati della scena artistica polacca degli anni '60 e '70. Scomparso prematuramente a ventisette anni a Breslavia nel maggio 1971, Wojaczek è noto per aver esplorato i lati più profondi e dolorosi dell'esistenza. Il libro, tradotto e curato da Bożena Topolska e Francesco De Luca, cattura l'audacia e la profondità del linguaggio di questo poeta straordinario.La raccolta è arricchita dalla Lettera di Dagmara Janus, figlia di Wojaczek, che offre un toccante omaggio personale al padre, visto non solo come poeta leggendario, ma anche come presenza spirituale nella sua vita, percepita nei momenti difficili attraverso apparizioni metafisiche.Completano il volume le postfazioni di Maciej Melecki, direttore dell'Istituto Wojaczek di Mikołów, e Krzysztof Siwczyk, poeta e interprete del film Wojaczek (1999) di Lech Majewski. Entrambi approfondiscono la figura di Wojaczek nel contesto storico e culturale della Polonia dell'epoca, illuminando i temi e l'impatto della sua opera. Attraverso queste voci, il lettore è guidato in un viaggio intimo e commovente nella psiche del poeta, tra tormento e lirismo, esplorando l'essenza di un poeta che ha saputo trasformare il propri dolore in arte.Questa edizione rappresenta non solo un'opera letteraria, ma un tributo collettivo alla figura di Wojaczek, il cui impatto continua a influenzare lettori e scrittori con la sua poesia viscerale e senza compromessi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Questi testi analizzano l'intersezione tra scienza moderna, spiritualità e misticismo ebraico, suggerendo una visione unitaria dell'universo. La prima fonte esamina teorie fisiche come i campi torsionali e la geometria sacra per collegare la coscienza umana a un'energia universale definita etere. Vengono citate le profezie di Edgar Cayce e le conoscenze degli antichi Maya come prove di una saggezza perduta che oggi riaffiora attraverso la fisica quantistica. La seconda fonte offre un'analisi accademica della Kabbalah, esplorando l'evoluzione storica del pensiero mistico e il simbolismo delle Sefiroth. Entrambi i documenti sottolineano la transizione da una visione meccanicistica del mondo a una comprensione olistica e trascendentale della realtà. Complessivamente, le opere cercano di superare il dualismo tra materia e spirito attraverso lo studio di antiche tradizioni e scoperte scientifiche d'avanguardia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/l-antica-sapienza-egizia--3571682/support.
Ti è mai capitato di chiederti perché diciamo "imbiancare" e non semplicemente "biancare"? O perché esiste il verbo "allargare" ma non "largare"?I verbi parasintetici sono un argomento che probabilmente non hai mai studiato a scuola, ma che usi tutti i giorni senza saperlo. Imparerai come si formano, come riconoscerli e, soprattutto, perché sono così importanti per arricchire il tuo italiano e parlare in modo più naturale e preciso. I VERBI PARASINTETICI: abbellire, irrobustire, arrossire... Che Cos'è un Verbo Parasintetico? I verbi parasintetici sono verbi che si formano aggiungendo contemporaneamente un prefisso all'inizio e un suffisso alla fine di una parola base, che può essere un nome o un aggettivo. La parola chiave è proprio "contemporaneamente": significa che né la parola con solo il prefisso, né la parola con solo il suffisso esistono in italiano. Entrambi gli elementi devono essere aggiunti insieme perché il verbo abbia senso. Facciamo un esempio pratico con il verbo "imbiancare": Partiamo dall'aggettivo "bianco" Aggiungiamo il prefisso "in-" (che diventa "im-" davanti a B) + il suffisso "-are" Otteniamo: imbiancare Ma attenzione! In italiano non esistono né "biancare" (solo suffisso) né "imbianco" come verbo (solo prefisso). Devono esserci entrambi! Ecco perché si chiama "parasintetico" – dal greco "para" (accanto) e "synthesis" (composizione): gli elementi si aggiungono insieme, accanto! Come Si Formano i Verbi Parasintetici? Pensa ai verbi parasintetici come a un panino completo: hai bisogno del pane sopra, del pane sotto e del ripieno in mezzo. Senza uno di questi elementi, non hai un panino completo! La formula è questa: PREFISSO + PAROLA BASE (nome o aggettivo) + SUFFISSO VERBALE (-are, -ire, -ificare) I Prefissi Più Comuni I prefissi più utilizzati nella formazione dei verbi parasintetici sono: a-: avvicinare, arrossare, abbellire in-/im-/il-/ir-: imbiancare, indebolire, illuminare, irrobustire (questo prefisso cambia forma come un camaleonte davanti a diverse lettere, ma rimane sempre lo stesso!) s-: spaventare, svenare, sbiancare dis-: disgelare ri-: riempire (anche se alcuni linguisti discutono ancora se sia davvero parasintetico) I Suffissi Più Frequenti I suffissi verbali che completano la formazione dei verbi parasintetici sono: -are: imbiancare, allargare, accorciare (il classico della prima coniugazione) -ire: arrossire, indebolire, impazzire (per chi preferisce la terza coniugazione) -ificare: identificare (il suffisso più elaborato della famiglia) Tipi di Verbi Parasintetici con Esempi Pratici I verbi parasintetici si possono classificare in diverse categorie in base al tipo di cambiamento o azione che indicano. Vediamoli in dettaglio con numerosi esempi! Verbi che Indicano un Cambiamento di Colore Questi verbi descrivono tutte le trasformazioni cromatiche possibili e immaginabili. Sono particolarmente utili per descrivere fenomeni naturali e cambiamenti fisici: Imbiancare (in- + bianco + -are) = diventare bianco o rendere qualcosa bianco "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." "Domani devo imbiancare le pareti della cucina." Arrossare/Arrossire (a- + rosso + -are/-ire) = diventare rosso "Maria arrossisce sempre quando le faccio un complimento!" Ingiallire (in- + giallo + -ire) = diventare giallo "Le pagine di questo vecchio libro sono ingiallite con il tempo." Annerire (a-/in- + nero + -ire) = diventare nero "Il fumo ha annerito il soffitto della cucina." Inverdire (in- + verde + -ire) = diventare verde "In primavera i prati inverdiscono rapidamente." Verbi che Indicano un Cambiamento di Dimensione Questi verbi sono utilissimi quando qualcosa è troppo grande, troppo piccolo, troppo lungo o troppo corto. Permettono di esprimere con precisione le modifiche dimensionali: Allargare (a- + largo + -are) = rendere più largo "Devo allargare questi pantaloni, sono troppo stretti!" Accorciare (a- + corto + -are) = rendere più corto "Il sarto ha accorciato la gonna di due centimetri." Allungare (a- + lungo + -are) = rendere più lungo "Puoi allungare il brodo con un po' d'acqua?" Rimpicciolire (ri- + piccolo + -ire) = rendere più piccolo "Questa giacca si è rimpicciolita in lavatrice!" Ingrandire (in- + grande + -ire) = rendere più grande "Potresti ingrandire questa foto? Non si vede bene." Verbi che Indicano un Cambiamento di Qualità o Stato Questa categoria comprende verbi per le trasformazioni più significative che riguardano caratteristiche fisiche, mentali o economiche: Indebolire (in- + debole + -ire) = rendere debole "L'influenza mi ha indebolito molto." Irrobustire (ir- + robusto + -ire) = rendere robusto "L'allenamento in palestra mi ha irrobustito." Abbellire (a- + bello + -ire) = rendere bello "Hanno abbellito la piazza con nuove fontane." Impazzire (in- + pazzo + -ire) = diventare pazzo "Sto impazzendo con tutti questi compiti da fare!" "I tifosi sono impazziti quando la squadra ha segnato!" Arricchire (a- + ricco + -ire) = rendere ricco "Leggere libri arricchisce la mente." "Si è arricchito vendendo immobili." Impoverire (in- + povero + -ire) = rendere povero "La crisi economica ha impoverito molte famiglie." Verbi che Indicano Movimenti o Azioni Specifiche Questi verbi descrivono azioni dinamiche che implicano spostamenti nello spazio o cambiamenti di posizione: Avvicinare (a- + vicino + -are) = rendere vicino, portare vicino "Avvicina la sedia al tavolo, per favore." Allontanare (a- + lontano + -are) = rendere lontano, portare lontano "Il cane ha allontanato il gatto dal giardino." Atterrare (a- + terra + -are) = toccare terra "L'aereo atterrerà tra dieci minuti." Affondare (a- + fondo + -are) = andare a fondo "Il Titanic affondò nell'Oceano Atlantico." Sbarcare (s- + barca + -are) = scendere dalla barca "I turisti sono sbarcati sul molo." Verbi che Indicano Emozioni o Stati Psicologici Questa categoria comprende verbi che esprimono stati emotivi intensi e le loro manifestazioni: Spaventare (s- + pavento [paura] + -are) = causare paura "Non spaventare il bambino con quelle storie!" Rattristare (r- + triste + -are) = rendere triste "Questa notizia mi ha rattristato molto." Inferocire (in- + feroce + -ire) = rendere feroce, arrabbiare molto "Il suo comportamento mi ha inferocito!" Come Riconoscere un Verbo Parasintetico Ecco il metodo infallibile per identificare un verbo parasintetico: togli mentalmente il prefisso o il suffisso dal verbo. Se la parola che rimane non esiste come verbo in italiano, hai trovato un verbo parasintetico! È come un gioco di detective linguistico. Esempio pratico: Imbiancare → Tolgo il prefisso e il suffisso → "biancare"Esiste "biancare"? NO! → È PARASINTETICO! Rileggere → Tolgo il prefisso → "leggere"Esiste "leggere"? SÌ! → NON è parasintetico Vedi? È semplicissimo! Basta applicare questa regola pratica e saprai sempre distinguere i verbi parasintetici dagli altri verbi. Curiosità Linguistiche sui Verbi Parasintetici La Forma Riflessiva Molti verbi parasintetici hanno anche una forma riflessiva. Ad esempio, "arrossare" diventa "arrossarsi", "avvicinare" diventa "avvicinarsi". La differenza è significativa: Forma transitiva: "Ho arrossato le guance del bambino" (io ho fatto diventare rosse le sue guance – quindi io → lui) Forma riflessiva: "Mi sono arrossato per l'imbarazzo" (io stesso sono diventato rosso – quindi io → io) Verbi Parasintetici Nascosti nel Linguaggio Quotidiano Alcuni verbi parasintetici sono così comuni che non ci rendiamo nemmeno conto che lo sono! Pensa a "atterrare" – lo senti ogni volta che prendi l'aereo negli annunci: "Signore e signori, stiamo per atterrare..." Eppure nessuno si è mai fermato a pensare: "Ma come mai non diciamo 'terrare'?" Perché non esiste! È un verbo parasintetico sotto copertura! Variazioni Dialettali In alcuni dialetti italiani esistono verbi parasintetici che non esistono nell'italiano standard. È come se ogni regione avesse i suoi superpoteri linguistici segreti! Questa ricchezza linguistica dimostra la creatività e la vitalità della lingua italiana in tutte le sue varianti regionali. Il Doppio Significato di "Imbiancare" Il verbo "imbiancare" è particolarmente interessante perché ha un doppio significato: Dipingere le pareti di bianco: "Domani devo imbiancare il salone." Diventare bianco (riferito ai capelli): "I miei capelli stanno iniziando a imbiancare." Questo dimostra la versatilità e la ricchezza semantica dei verbi parasintetici! Errori Comuni da Evitare Anche gli studenti avanzati commettono alcuni errori tipici quando usano i verbi parasintetici. Ecco i più comuni e come evitarli: Errore 1: Confondere Verbi Parasintetici con Verbi Prefissati Normali Questo è l'errore più frequente: Sbagliato: Pensare che "rivedere" sia parasintetico Corretto: "Rivedere" NON è parasintetico perché "vedere" esiste già come verbo! È solo un verbo con un prefisso aggiunto. È come pensare che una pizza con ingredienti extra sia un piatto completamente nuovo. No! È sempre una pizza, solo più riempita! Errore 2: Dimenticare che Servono ENTRAMBI gli Elementi Gli studenti spesso cercano di semplificare, ma l'italiano richiede sia il prefisso che il suffisso: Sbagliato: "Io bianco le pareti" Corretto: "Io imbianco le pareti" Ricorda il panino? Non puoi mangiare solo il pane o solo il ripieno! Dovete avere tutto insieme! Errore 3: Usare il Prefisso Sbagliato La creatività è bella, ma con i verbi dobbiamo essere precisi: Sbagliato: "Disbiancare" (quando si intende diventare bianco) Corretto: "Imbiancare"
Vincenzo Carrozza"Il traditore"Golem Edizioniwww.golemedizioni.itSeguito del libro “Ghost Medical Team”. Il GMT è chiamato a svolgere una nuova missione che coinvolge George, Lorenzo e tre soldati inglesi, in territorio nemico. George, leader del GMT, rimarrà ucciso. Lorenzo non è convito che la sua morte sia casuale, così, insieme al suo amico Giuseppe e Ciccio, il cane mascotte, comincia a cercare indizi. Entrambi sono convinti che George sia stato ucciso in seguito a un preciso ordine. Ma da parte di chi? E perché?La vicenda si snoda tra Inghilterra, Francia, Cuba e Russia e altri omicidi, mettendo a rischio la vita degli stessi due amici e Ciccio.Vincenzo CarrozzaMedico, specializzato in Chirurgia generale, dopo varie esperienze di lavoro in Italia e all'estero, decide di dedicarsi alla chirurgia di guerra. Somalia, Niger, Afghanistan, Mali, Kosovo e Ucraina diventano, allora, luoghi familiari, dove provare a dare speranza a bambini, donne, ragazzi, uomini per i quali la morte arriva inaspettata per via delle guerre, della fame, dei trafficanti, delle malattie, del terrorismo, del deserto e del mare grosso.Ghost Medical Team, pubblicato nel 2023 per Golem Edizioni, racconta di un team medico altamente segreto, al servizio di enti sovranazionali, nato per agire in zone ostili.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Bella domanda! Matteo sicuro non lo sa, forse possiamo chiedere a Raffaele di raccontarci cosa sta succedendo e di chi stiamo parlando! Mettetevi comodi, stiamo per iniziare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio How to talk to Italians: Intermediate Dialogues - https://www.youtube.com/watch?v=kA99KDfud0o Iniziamo con la televisione! Ma non parliamo di programmi o film, parliamo di pubblicità. C'è un brand di "amaro" che da sempre fa pubblicità molto riconoscibili e molto conosciute in tutta l'Italia e riconosciute da tutti gli italiani. Prima di parlare dell'amaro, di cos'è e quando si beve in Italia. Ecco le pubblicità di cui abbiamo parlato durante la puntata. La nuova pubblicità che ha colpito Raffaele molto positivamente: https://youtu.be/f3yzRL0b__8 Queste invece sono le vecchie pubblicità sempre della stessa marca: https://youtu.be/AzVuRkU7_Sg https://youtu.be/A1Mllrji3ho Ma, cos'è l'amaro? Ci facciamo aiutare da wikipedia, che anche con l'aiuto di una foto spiega la varietà e complessità di questa bevenda molto bene: https://it.wikipedia.org/wiki/Amaro_(bevanda) Passiamo poi allo sport, ma rimaniamo in compagni delle stesse persone con cui abbiamo iniziato. Chi sono Francesco Totti e Luciano Spalletti? Luciano Spalletti, Allenatore italiano di calcio, famoso, bravo e anche molto criticato. https://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_Spalletti Francesco Totti, Giocatore di calcio, anche lui molto famoso. Particolarità: ha giocato in una sola squadra, la Roma. https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Totti Concludiamo con il Cinema. Ci spostiamo quindi in una sala cinematografica, e cosa guardiamo? Uno spaghetti western! O come si dice in Italia, wester all'italiana. Due nomi? Sergio Leone e Ennio Morricone. Entrambi di Roma, come Luciano Spalletti e Francesco Totti. Sarà un caso? Trascrizione Matteo: [0:23] Buongiorno! Raffaele: [0:24] Buongiorno a te, Matteo, come va oggi? Matteo: [0:28] Bene. Molto bene oggi, sono felice: dopo tre-quattro giorni di grigio e pioggia, finalmente cielo azzurro e sole. Raffaele: [0:38] Qui è appena finito invece un bel temporale: un'oretta bella forte. Però così adesso dalla finestra vedo spuntare qualche raggio di sole. Matteo: [0:52] Bello, bello anche quel sole, ancora più bello perché è proprio quel sole che dici "ah!" Cerca di farsi spazio tra le nuvole. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Pannelli fonoassorbenti che fermano le vibrazioni, lasciando passare aria e luce; barriere per ridurre l’inquinamento acustico sottomarino; dispositivi in grado di interagire e ridirigere le onde sismiche. Sono alcune delle applicazioni allo studio nei progetti DREAM e POSEIDON: il primo sostenuto dal MIUR e dedicato alla progettazione di materiali innovativi per l’architettura; il secondo, dallo European Research Council e concentrato sulla lotta all’inquinamento acustico sottomarino. Entrambi puntano a risolvere il problema grazie allo sviluppo di nuovi metamateriali, le cui strutture geometriche presenti al loro interno conferiscono loro proprietà non convenzionali. Ne parliamo ancora con Marco Miniaci, professore di Scienza delle Costruzioni al Politecnico di Torino.
Due uomini, due destini segnati dal coraggio di non piegarsi. Giuseppe Insalaco, ex sindaco di Palermo, e Natale Mondo, poliziotto fedele allo Stato, vengono assassinati a pochi giorni di distanza nel 1988. Entrambi conoscevano troppo, entrambi avevano toccato da vicino gli interessi di Cosa Nostra. In questo video ripercorriamo la loro storia, le indagini, e i legami con la stagione di sangue che travolse Palermo negli anni Ottanta. ISCRIVITI AL CANALE: https://www.youtube.com/@italiamistero?sub_confirmation=1 #italiamistero #GiuseppeInsalaco #NataleMondo #CosaNostra #Mafia #Palermo #TrueCrimeItalia #OmicidiMafiosi #storia #storiavera #perte www.italiamistero.it: https://www.italiamistero.it/
Due uomini, due destini segnati dal coraggio di non piegarsi. Giuseppe Insalaco, ex sindaco di Palermo, e Natale Mondo, poliziotto fedele allo Stato, vengono assassinati a pochi giorni di distanza nel 1988. Entrambi conoscevano troppo, entrambi avevano toccato da vicino gli interessi di Cosa Nostra. In questo video ripercorriamo la loro storia, le indagini, e i legami con la stagione di sangue che travolse Palermo negli anni Ottanta. ISCRIVITI AL CANALE: https://www.youtube.com/@italiamistero?sub_confirmation=1 #italiamistero #GiuseppeInsalaco #NataleMondo #CosaNostra #Mafia #Palermo #TrueCrimeItalia #OmicidiMafiosi #storia #storiavera #perte www.italiamistero.it: https://www.italiamistero.it/
La comprensione orale rappresenta una delle sfide più significative per chi studia l'italiano come lingua straniera. A differenza della lettura, dove si può tornare indietro e rileggere, l'ascolto richiede una capacità di elaborazione immediata che coinvolge simultaneamente il riconoscimento dei suoni, la comprensione del vocabolario e l'interpretazione del contesto. Cosa Fare per Riuscire a Capire gli Italiani Quando Parlano Comprendere le Caratteristiche Fonologiche dell'Italiano Prima di iniziare qualsiasi attività di ascolto, è fondamentale conoscere le peculiarità fonologiche della lingua italiana che la distinguono da altre lingue. L'italiano è una lingua melodica e ritmica, caratterizzata da vocali chiare e ben distinte, consonanti doppie che modificano il significato delle parole, e un'intonazione che gioca un ruolo cruciale nella comunicazione. Le vocali italiane sono sette dal punto di vista fonetico (a, e aperta, e chiusa, i, o aperta, o chiusa, u) ma vengono scritte utilizzando solo cinque lettere. Questa distinzione è particolarmente importante in alcune regioni e può creare confusione iniziale. Per esempio, la parola "pésca" (il frutto) si pronuncia con la e aperta, mentre "pèsca" (l'azione di pescare) ha una e chiusa, anche se nella scrittura appaiono identiche senza accenti diacritici. Le consonanti doppie rappresentano un aspetto distintivo dell'italiano che non esiste in molte altre lingue. La differenza tra "caro" (expensive/dear) e "carro" (cart) o tra "pala" (shovel) e "palla" (ball) è sostanziale e può generare incomprensioni. Quando si ascolta l'italiano, è essenziale allenare l'orecchio a percepire questa durata prolungata della consonante, che in italiano viene detta geminazione consonantica. L'intonazione italiana è particolarmente espressiva e varia notevolmente tra le diverse regioni. In generale, le frasi affermative tendono ad avere un'intonazione discendente verso la fine, mentre le domande sì/no hanno un'intonazione ascendente. Le domande con pronomi interrogativi (chi, cosa, dove, quando, perché, come) possono avere intonazioni variabili. Comprendere questi pattern intonativi aiuta non solo a capire cosa viene detto, ma anche come viene detto, fornendo indizi sul contesto emotivo e comunicativo. L'Ascolto Attivo e l'Ascolto Passivo: Due Approcci Complementari Per sviluppare una comprensione auditiva completa, è necessario combinare due modalità di ascolto che servono scopi diversi ma complementari: l'ascolto attivo e l'ascolto passivo. Entrambi gli approcci sono indispensabili per raggiungere una padronanza naturale della lingua. L'ascolto attivo richiede concentrazione totale e coinvolgimento diretto con il materiale audio. Durante l'ascolto attivo, si prende nota delle parole sconosciute, si analizza la struttura delle frasi, si cerca di ripetere mentalmente o ad alta voce ciò che si ascolta, e si verifica la propria comprensione attraverso esercizi specifici. Questa modalità è particolarmente utile nelle fasi iniziali dell'apprendimento e quando si affrontano materiali complessi o nuovi argomenti. L'ascolto attivo può includere attività come guardare film con sottotitoli in italiano, ascoltare podcast educativi facendo pause frequenti per riflettere sul contenuto, o partecipare a conversazioni dove si deve rispondere e interagire. L'ascolto passivo, invece, avviene quando si è esposti alla lingua italiana senza uno sforzo cosciente di comprensione totale. Questo tipo di ascolto permette al cervello di familiarizzare con i suoni, il ritmo e la musicalità della lingua in modo naturale e rilassato. Si può praticare l'ascolto passivo ascoltando la radio italiana mentre si svolgono altre attività quotidiane, guardando programmi televisivi italiani durante i pasti, o lasciando musica italiana in sottofondo mentre si lavora o si studia. Sebbene possa sembrare meno efficace dell'ascolto attivo, l'esposizione passiva è fondamentale per sviluppare l'i...
Seduta in forte rialzo per Pirelli dopo le indiscrezioni Reuters su un possibile disimpegno di Sinochem, che detiene il 37% del capitale, disposto a valutare offerte con premio di mercato. L’ipotesi si inserisce negli sforzi del governo italiano per risolvere i nodi di governance. La notizia segue l’archiviazione del procedimento sul golden power da parte di Palazzo Chigi e l’avvio di un dialogo tra governo, Pirelli e azionisti. Lo stallo tra parte italiana e soci cinesi ha già creato tensioni, con il bilancio 2024 e la trimestrale bocciati e l’AD Casaluci che ha parlato di rischi per lo sviluppo del gruppo. La contesa riguarda la perdita del controllo da parte dei cinesi, mai accettata da Sinochem, e i vincoli americani che vedono ancora troppa influenza cinese in Pirelli. Tra le soluzioni possibili, la riduzione della quota cinese o una revisione della governance. Per Mediobanca l’indiscrezione è positiva perché il mercato percepisce la governance come debolezza e la cessione totale o parziale della quota Sinochem appare la via più probabile. Intermonte evidenzia che il tema è già consolidato tra gli investitori, ma ora emerge come volontà di Sinochem. L’uscita, pur ostacolata dalla richiesta di premio, viene ritenuta probabile anche grazie alla crescita della quota di Camfin al 27,4% con target 29,9%. Entrambi gli analisti mantengono rating “Outperform” con target price a 7,3 euro. Ne parliamo con Marigia Mangano, Il Sole 24 Ore.Irpef senza sconti oltre i 50mila euro: escluso il 7% che paga il 45% del gettito. Il rapporto Itinerari previdenziali-Cida mostra una forte concentrazione del gettito Irpef: il 27% dei contribuenti paga il 76,9% dell’imposta, mentre quasi metà dei cittadini versa appena il 5,64%. La manovra di bilancio prevede la sterilizzazione del taglio Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 50mila euro, escludendo 3 milioni di contribuenti (7,1% del totale) che però garantiscono il 44,3% del gettito. Il tema si intreccia con il dibattito sul ceto medio, indicato dal governo nella fascia tra 28mila e 50mila euro. In Italia la soglia dei 50mila resta quella che individua i “ricchi”, con aliquota marginale al 43%, ben più bassa nei livelli di reddito in cui scatta rispetto a Germania e Francia. L’Osservatorio guidato da Brambilla sottolinea come l’Irpef sia ormai sbilanciata, con 1,65% di contribuenti sopra i 100mila euro che coprono oltre il 22% del gettito e quasi metà degli italiani che paga pochissimo o nulla. Il commento è di Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali.Gli Usa entrano ufficialmente in shutdown. Gli Stati Uniti sono entrati nello shutdown per la prima volta in sette anni, con il congelamento di parte dell’amministrazione federale. Lo scontro politico tra repubblicani e democratici al Congresso non ha portato all’approvazione del bilancio: i repubblicani hanno respinto la proposta che includeva il rinnovo dei sussidi Obamacare. Lo stop comporta la sospensione dal lavoro per 750mila dipendenti federali senza stipendio immediato e costi stimati in 400 milioni di dollari al giorno, oltre a ritardi nei trasporti e nella diffusione di dati economici cruciali. Lo shutdown riguarda finanziamenti governativi per 1.700 miliardi di dollari, circa un quarto del bilancio totale. Si teme che la chiusura possa durare più a lungo del passato, mentre cresce il clima di scontro politico. Intanto è stata annunciata l’acquisizione di Electronic Arts per 55 miliardi di dollari da parte di un consorzio che include Silver Lake, il fondo sovrano saudita Pif e Affinity Partners di Jared Kushner, segnando la più grande operazione a debito della storia e alimentando le polemiche sui legami d’affari della famiglia Trump. Interviene Peter Cardillo, Chief Market Economist di Spartan Capital Securities, basato a New York.
La salute degli occhi è fondamentale per il nostro benessere quotidiano, ma spesso ce ne occupiamo solo quando qualcosa cambia. In questa puntata di Obiettivo Salute risveglio, insieme al prof. Paolo Vinciguerra, responsabile di Oculistica presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e Humanitas University, parliamo di vista, prevenzione e delle ultime novità in campo oculistico - dalla gestione della presbiopia alle nuove possibilità per l’intervento di cataratta.
Altro che tregua, entrambi gli scenari di guerra peggiorano
Altro che tregua, entrambi gli scenari di guerra peggiorano
Investi con Fineco, 60 trade gratis nei primi sei mesi (#adv). Imparare a costruire un portafoglio di investimenti diversificato e coerente è fondamentale. Ma il portafoglio è solo un pilastro della nostra ricchezza futura. Gli altri due sono il nostro capitale umano e la nostra salute. Entrambi hanno un ruolo preciso e quantificabile nell'asset allocation del portafoglio. Bodie, Merton, Samuelson, Labor Supply Flexibility and Portfolio Choice in a Life-Cycle Model Rosen, Wu, Portfolio Choice and Health Status =============================================== Investi con Scalable, 3,5% di interessi sulla liquidità (*) Prova gratis la newsletter di DataTrek per 15 giorni. Naviga in totale sicurezza con NordVPN Migliaia di libri audioriassunti su 4Books. I link sono sponsorizzati e l'Autore potrebbe percepire una commissione. (*) fino al 31/12/2025, offerta valida per i nuovi clienti. Si applicano termini e condizioni. =============================================== ATTENZIONE: I contenuti di questo canale hanno esclusivamente finalità di informare e intrattenere. Le informazioni fornite sul canale hanno valore indicativo e non sono complete circa le caratteristiche dei prodotti menzionati. Chiunque ne faccia uso per fini diversi da quelli puramente informativi cui sono destinati, se ne assume la piena responsabilità. Tutti i riferimenti a singoli strumenti finanziari non devono essere intesi come attività di consulenza in materia di investimenti, né come invito all'acquisto dei prodotti o servizi menzionati. Investire comporta il rischio di perdere il proprio capitale. Investi solo se sei consapevole dei rischi che stai correndo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Bologna, cuore gastronomico dell'Emilia-Romagna, è vicina alle città di Parma e Modena, famose per due eccellenze: il Parmigiano Reggiano e l'Aceto Balsamico di Modena. Entrambi sono simboli della tradizione culinaria italiana.Start learning Italian today!1. Explore more simple Italian lessons: https://italianmatters.com/2032. Download the Italian Verb Conjugation Blueprint: https://bit.ly/freebieverbblueprint3. Subscribe to the YouTube lessons: https://www.youtube.com/italianmattersThe goal of the Italian Matters Language and Culture School is to help English speakers build fluency and confidence to speak the Italian language through support, feedback, and accountability. The primary focus is on empowering Italian learners to speak clearly and sound natural so they can easily have conversations in Italian. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Come in ogni grande storia d'amore che finisce, i due innamorati voltano pagina, cambiano vita, ma l'addio lascia l'amaro in bocca. È così tra l'Inter ora accasata con Chivu e Inzaghi ora sposato con l'Al Hilal. Entrambi in America per il Mondiale per Club, le due parti continuano a mandarsi frecciatine a distanza, direttamente e non. Ne parliamo con Fabrizio Biasin di Libero. Convochiamo Guido Bagatta che ieri ha raccontato da bordocampo per Eurosport lo scudetto vinto dalla Virtus Bologna in gara-3 contro Brescia.Mentre domani il nuovo ct della Nazionale Gattuso verrà presentato alla stampa, continua l'avventura dell'U21 nell'Europeo in Slovacchia, con i ragazzi di Nicolato che pareggiano con la Spagna e vanno ai quarti di finale. Di questo parliamo con Mario Beretta, consigliere della componente professionistica dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio oggi ospite di #DaiCarloNonFarlo col nostro Carletto Pellegatti.
Viaggiare in Italia è un'esperienza indimenticabile, ma conoscere il lessico dei trasporti è essenziale per spostarsi in modo sicuro e senza stress. In questo video ti propongo una guida chiara e pratica con tutte le parole e le frasi fondamentali per orientarti facilmente tra auto, treni, autobus, metropolitane e altri mezzi pubblici nel Bel Paese. Parole ed Espressioni per Usare i Mezzi Pubblici Italiani Termini Fondamentali per Stazioni e Fermate Comprendere la terminologia delle stazioni e fermate è il primo passo per viaggiare senza problemi. Il capolinea rappresenta l'ultima fermata di qualsiasi mezzo di trasporto, che si tratti di treni, autobus, tram o metropolitane. Questo termine ha anche un significato figurativo molto comune nel linguaggio quotidiano italiano: "arrivare al capolinea" indica infatti la fine di qualcosa, come un rapporto, un'esperienza o una fase della vita. "Dopo tanti litigi, hanno capito che il loro rapporto era arrivato al capolinea" è un esempio perfetto di come questo termine venga utilizzato in contesti non legati ai trasporti. Il binario ha una duplice definizione che spesso confonde i viaggiatori stranieri. Da un lato, indica ciascuna delle due rotaie parallele che consentono il movimento del treno; dall'altro, si riferisce alla piattaforma o marciapiede dove i passeggeri aspettano e da cui salgono sul treno. Quando chiedi informazioni, puoi dire: "Da quale binario parte il treno per Roma?" oppure "Da quale binario devo prendere il treno per Firenze?" Una fermata a richiesta è un concetto importante per chi utilizza gli autobus: si tratta di una fermata opzionale dove l'autista si ferma solo su specifica richiesta del passeggero, solitamente azionando un pulsante apposito presente sul mezzo. Questo sistema permette di ottimizzare i tempi di percorrenza, fermandosi solo quando necessario. Biglietti e Sistema di Validazione Il sistema di bigliettazione italiana richiede una comprensione precisa di alcuni termini chiave. La convalida è l'azione necessaria per rendere valido il tuo biglietto dopo l'acquisto. Questo processo è obbligatorio per la maggior parte dei mezzi pubblici italiani e la sua mancanza può comportare multe salate. Spesso ci si chiede se sia corretto dire "convalidare" o "obliterare". Entrambi i termini sono accettabili e sostanzialmente sinonimi, ma presentano alcune sfumature: "obliterare" è più tecnico e tradizionale, storicamente legato alle vecchie macchinette che "bucavano" fisicamente il biglietto. "Convalidare" è più generico e moderno, utilizzabile anche per biglietti elettronici e sistemi digitali. La biglietteria è il luogo dove puoi acquistare i biglietti per qualsiasi mezzo di trasporto. Può essere tradizionale (con operatori umani) o automatica (con macchinette self-service). Nelle grandi stazioni e aeroporti, spesso troverai entrambe le opzioni disponibili. Quando una linea o corsa è soppressa, significa che è stata cancellata e dovrai cercare un'alternativa o aspettare la corsa successiva. Questo termine è particolarmente importante da conoscere durante scioperi o problemi tecnici. Vocabolario Specifico dei Treni Il sistema ferroviario italiano utilizza una terminologia specifica che è importante padroneggiare. Ogni carrozza rappresenta uno dei vagoni che compongono il treno, numerati progressivamente per facilitare l'identificazione del posto assegnato. La carrozza ristorante è il vagone specializzato dove puoi acquistare cibi e bevande durante il viaggio, particolarmente comune sui treni a lunga percorrenza. È fondamentale distinguere tra treno diretto e treno con cambio. Un treno diretto ti porta senza interruzioni dalla città di partenza a quella di destinazione, mentre un treno con cambio richiede di scendere in una stazione intermedia e salire su un altro treno per completare il viaggio. Questa distinzione è cruciale per pianificare correttamente i tempi di viaggio.
Entrambi imbattuti in una finale Slam, i due tennisti hanno dato via ad uno spettacolo memorabile conclusosi dopo cinque set e oltre cinque ore di battaglia.
La Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Gallant. Entrambi sono accusati per crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Intanto mercoledì sera è stato trovato l'accordo per i nomi di Raffaele Fitto e Teresa Ribera come componenti della Commissione europea, mentre si alzano le polemiche per la norma del nuovo codice della strada sul divieto di assunzione di sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida. Anche molti giorni prima. Qui per la promozione Black Friday ... Qui il link per iscriversi al canale Whatsapp di Notizie a colazione: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione ... Qui gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices