Podcasts about Nei

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Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #80

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Nov 22, 2025 1:56


Basta, davvero. A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare come un anestetico. L'Unicef conta almeno 67 bambini uccisi dall'inizio del cessate il fuoco, quasi due al giorno. Medici Senza Frontiere racconta un raid del 19 novembre: sei feriti, una bambina di nove anni colpita al volto, un quindicenne, un uomo di 71 anni. Nei comunicati ufficiali tutto questo diventa “incidente”, come se bastasse un sinonimo gentile per cancellare la scena. Intanto la mappa della Striscia viene riscritta. L'area gialla controllata dall'esercito supera metà del territorio. A Gaza City i militari avanzano verso Shujaiya, spingendo le famiglie più a ovest dentro quella che le fonti locali chiamano «gabbia». Un uomo sfollato è stato ucciso fuori dalla zona militare, nel punto che l'accordo indicava come relativamente sicuro. Anche questo, nel linguaggio diplomatico, rientra nella “tregua”. In Cisgiordania due ragazzi di 18 e 16 anni sono morti dopo un'incursione a Kafr Aqab. A Nablus e Ramallah gruppi di coloni hanno incendiato magazzini e serre, spesso coperti dall'esercito. La guerra non è ferma: è solo descritta come se lo fosse. Sul piano politico Israele prepara la “seconda fase” dell'accordo con una task force che include ministri contrari alla tregua stessa. Netanyahu lega la riapertura di Rafah alla restituzione dei corpi degli ostaggi e aggiunge che sarebbe «felice» se l'Egitto permettesse agli abitanti di Gaza di andarsene. Ecco perché serve restituire senso alle parole. Se chiamiamo “tregua” giorni in cui si muore, se chiamiamo “pace” un dispositivo di controllo territoriale, allora non stiamo raccontando i fatti: li stiamo coprendo. A Gaza oggi non c'è tregua. C'è una guerra che si prende la libertà di farsi chiamare diversamente. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Tempo di Riforma - il podcast
Domenica 23-11-2025 - Servizio di culto evang. riformato

Tempo di Riforma - il podcast

Play Episode Listen Later Nov 21, 2025 61:19


Cristo Re o “Cesare”: una scelta da fare ogni giornoTesto completoChe cosa significa davvero affermare che Cristo è il nostro Re? È una verità centrale della fede cristiana. Nei racconti del processo davanti a Pilato vediamo Cristo accusato, dichiarato innocente, deriso e perfino rifiutato dal Suo popolo in favore di Cesare! Eppure, proprio in quel momento di umiliazione, emerge la Sua autentica regalità: non un potere mondano, ma l'autorità che regna attraverso verità, giustizia e dono di sé. Questa predicazione esplora il contrasto fra il riconoscimento pubblico della signoria di Cristo e la tentazione — antica e moderna — di lasciarsi guidare da altri “re”: la cultura dominante, la pressione sociale, la ricerca del consenso. Cristo conquista i cuori, guida e chiama il Suo popolo a vivere ogni dimensione della vita sotto la Sua autorità. È un invito a riscoprire la libertà, il coraggio e la speranza che derivano dal dire e vivere davvero: la regali

Tutti Convocati
Mondiale, persino Curaçao...

Tutti Convocati

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025


Mentre altre squadre tipo Scozia, Belgio e anche la piccola Curaçao si qualificano al Mondiale, noi attendiamo con ansia il sorteggio di domani dei playoff. Tutto frutto anche della nuova geopolitica del calcio, argomento di cui parliamo da sempre col nostro Marco Bellinazzo da Il Sole 24 Ore. Nei momenti di crisi della Nazionale, torna sempre in ballo anche la discussione sulla mancanza di nuovi talenti. Di calcio giovanile ha parlato il giornalista Mimmo Cacciuni Angelone nel suo romanzo "Bomber e Mister Franco", lettura consigliata a ragazzi e genitori. Con Carlo Pellegatti e Fabrizio Biasin continuiamo a parlare di qualificazioni ai Mondiali ed entriamo anche un po' in clima derby di Milano.

I am Groots Podcast
#551 Onbewuste patronen die je business groei tegenhouden

I am Groots Podcast

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 26:49


Welkom bij een nieuwe aflevering van Groots! In deze aflevering duikt Ciska van Grootveld in de kracht en werking van NEI: Neuro Emotionele Integratie. Vanuit haar eigen ervaring met NEI-sessies, neemt ze je mee in hoe onverwerkte emoties en blokkades – soms zelfs generaties terug – invloed hebben op ons dagelijks leven en ondernemerschap. Je hoort over de verbinding tussen oude patronen, fysieke en mentale klachten, en hoe NEI niet alleen effectief ruimt, maar ook heling brengt voor toekomstige generaties.  Ciska deelt persoonlijke verhalen en voorbeelden, en nodigt je uit om stil te staan bij wat er in jouw systeem speelt. Benieuwd wat NEI voor jou kan betekenen? Luister mee en ontdek hoe je de deur opent naar groei en persoonlijke vrijheid! Boek hier jouw persoonlijke 1-1 NEI sessie

Esteri
Esteri di martedì 18/11/2025

Esteri

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 27:14


1) La vita in Cisgiordania occupata tra posti di blocco, la violenza dei coloni e dell'esercito e le umiliazioni quotidiani. La testimonianza della nostra inviata dalla zona di Hebron. 2) Stati Uniti – Arabia Saudita: in diretta dalla Casa Bianca gli affari miliardari tra Donald Trump e il Principe Bin Salman. 3) Ucraina. Zelensky oggi a Madrid. Rimane intatta la solidarietà del governo Sanchez con Kiev. 4) Casino Totale. Vertice all'Eliseo sul narcotraffico a Marsiglia. Il punto di Esteri 5) Diritto all' Asilo. Il copia incolla del governo laburista dei peggiori testi della destra britannica. 6) Rubrica sportiva. Nei paesi baschi partita storica e indimenticabile per Gaza e la Palestina. Oggi si replica in Catalogna.

BASTA BUGIE - Santi e beati
Il sacerdote ucraino in carcere per dieci anni e morto in un gulag

BASTA BUGIE - Santi e beati

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 15:57


TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8351IL SACERDOTE UCRAINO IN CARCERE PER DIECI ANNI E MORTO IN UN GULAG di Paolo Risso Nacque a Leopoli (Ucraina occidentale) nel 1912, figlio di cattolica famiglia. Ha un solo desiderio in cuore, il giovanissimo Alessio: farsi sacerdote. Cresce e studia, puntando deciso alla meta: il santo altare. Nella cattedrale della sua città, nel 1936, a 24 anni, è ordinato sacerdote.È un tempo terribile: Stalin sta facendo della Russia e dell'Europa orientale fino alla Siberia un'immensa prigione, dove i cattolici sono i primi a essere perseguitati, e i preti, considerati pericolosi per il regime comunista, devono essere i primi a sparire.Padre Alessio è un vero innamorato di Gesù e per amore a Lui alimenta un dirompente spirito di apostolato, uno zelo instancabile per le anime, una dedizione senza limiti al suo ministero. È sempre disponibile, senza mai pensare a se stesso, con un'indole mite che avvicina tutti, una singolare comprensione per le persone: il vero stile del buon pastore.Nella sua diocesi gli sono affidate alcune comunità: perseguitati sì, ma mai abbattute, animate nella fede in Gesù Crocifisso e Vivo, dall'esempio dei loro pastori e dei loro martiri. Padre Alessio si preoccupa di donare una catechesi essenziale, attingendo al Vangelo e al Magistero della Chiesa: Gesù al centro di tutto, la fedeltà a Lui, la fuga dal peccato e la vita in grazia di Dio, lo spirito di fortezza per testimoniare Gesù anche davanti alla morte, l'attesa del Paradiso.Grazie a lui, i suoi fedeli si confessano almeno ogni mese e, moltissimi di loro, ricevono Gesù Eucaristico ogni giorno. La sua prima preoccupazione, pur sapendo di rischiare il carcere e la vita, è che tutti possano confessarsi e ricevere spesso l'Eucaristia. Per undici anni, così: tenuto d'occhio e braccato, quasi fosse un brigante, dalla polizia del regime comunista ateo e omicida!Nel 1948, parroco in Ucraina, viene arrestato, a causa della sua fedeltà alla Chiesa Cattolica. Le autorità comuniste gli propongono di diventare vescovo ortodosso, separandosi dal Papa di Roma e così avrebbe avuto vita più facile. Padre Alessio rifiuta in modo aspro: "Separarmi dal Papa - dichiara - è tradire il Vangelo di Cristo!". Ai suoi parrocchiani, prima di avviarsi al carcere, raccomanda: "Non tradite mai la fede dei nostri padri".Tutti sentono il grande vuoto da lui lasciato; come sacerdote greco-cattolico non si era limitato al rito orientale, ma per amore dei suoi fedeli cattolici-romani, aveva imparato con naturalezza anche la celebrazione della santa Messa nel rito latino. Dal carcere scrive lettere ai suoi cari e ai suoi fedeli. Al padre anziano: "Ogni giorno e ogni ora dobbiamo offrire tutto a Gesù sofferente che portò la sua croce sul Calvario per mostrarci come si arriva alla vita eterna. Prega molto. La preghiera è la nostra più grande forza". A un suo fratello sposato con figli: "Confessatevi più volte l'anno, amate il S. Sacrificio della Messa e allora avrete Dio nella vostra anima. Chi ha Dio nell'anima, ha tutto. Chi non ha Dio nella sua anima, non possiede nulla, anche se fosse padrone del mondo. Questo è il mio raggio di luce, il pensiero più alto della mia vita".Quel che soffre in carcere, nelle mani di quei mostri, solo Dio lo sa: prega e soffre anche per i suoi persecutori. Un'unica certezza: "Gesù, il mio Gesù c'è, mi è vicino e mi ama". Alla morte di Stalin, nel marzo 1953, e poi nel 1956, in seguito al XX congresso del PCUS, sembra allentarsi (sembra soltanto, perché in realtà non è neppure così con Krusciov) la ferrea morsa della dittatura comunista che pretende' di annientare la Chiesa Cattolica. Padre Alessio esce di carcere e subito riprende il suo apostolato, sempre tenuto d'occhio però dalla polizia, con suo rischio enorme.IL VANGELO DI DIOPrima della fine del 1956, mentre Krusciov (così democratico!) fa invadere con i carri armati e schiaccia nel sangue l'Ungheria, Padre Alessio Zarytsky è costretto all'esilio a Karaganda nel Kazakistan. Da tutti è accolto come Gesù in persona e i fedeli lo chiamano presto "il vagabondo di Dio". Intraprende infatti viaggi pastorali di migliaia di chilometri attraverso il Kazakistan, grande nove volte più dell'Italia. Per far visita ai cattolici, si spinge fino in Siberia; nessuno lo ferma, né il clima micidiale né il controllo della polizia: è rotto a tutte le fatiche, a tutti i rischi, per amore del suo Gesù: "Ma mi vuoi dire, che cosa non si fa per Gesù?.In segreto, nel 1957, è nominato amministratore apostolico per Kazakistan e l'Asia centrale dall'Arcivescovo metropolita ucraino Josyf Slipyi (1984), futuro Cardinale, che per 20 anni ha sofferto l'indicibile nei gulag della Siberia. Nei suoi lunghi viaggi, Padre Alessio si ferma dove sa che ci sono comunità di cattolici per amministrare i Sacramenti a diverse famiglie fino nei villaggi più sperduti. Nei medesimi anni, si reca più volte presso quei cattolici tedeschi che dalle terre del Volga e del mar Nero erano stati deportati da Stalin tra gli Urali e internati in povere baracche. Ricorda Maria Schneider, madre dell'attuale Vescovo di Karaganda, Mons. Athanasius Schneider: "Nel gennaio 1958, nella città di Krasnokamsk vicino a Perm nei monti Urali, all'improvviso arrivò Padre Alessio, proveniente dal suo esilio in Kazakistan. Si adoperava affinché il maggior numero possibile di fedeli fosse preparato per ricevere Gesù Eucarisico nella S. Comunione. Perciò si disponeva ad ascoltare le confessioni dei fedeli di giorno e di notte, senza dormine e senza mangiare. I fedeli lo sollecitavano dicendogli: "Padre, deve mangiare e dormire!". Lui rispondeva: "Non posso perché la polizia mi può arrestare da un momento all'altro, e tante persone resterebbero senza confessione, quindi senza Comunione Eucaristica". Dopo che tutti si furono confessati, Padre Alessio cominciò la S. Messa. Improvvisamente risuonò la voce: "La polizia è vicina". Quella volta, poté sfuggire alla polizia grazie, all'aiuto di Maria Schneider, la quale continua a narrare: "Dopo un anno, ritornò a Krasnokamsk. Questa volta, poté celebrare la S. Messa e dare la Comunione ai fedeli" (da Athanasius Schneider, Dominus est, Libreria Editrice Vaticana 2008, bellissimo libro da leggere e diffondere!).SACERDOTE DAVVERO EUCARISTICOAncora una volta, riprende il suo apostolato di prete itinerante, senza fissa dimora, rivolgendosi soprattutto al Kazakistan. Ricorda suor Anastasia Bium: "Nel 1961, avevo 21 anni e incontrai per la prima volta Padre Alessio: il primo giovane prete che vedevo e mi impressionò per il suo aspetto gioioso, la sua indole gaia e il suo sorriso sereno. Tutto questo era nuovo per me, perché i sacerdoti che avevo conosciuto fino a allora, erano segnati dalla persecuzione e dalle sofferenze. Padre Alessio confessava fino a tarda notte e a volte, dopo la S. Messa, mia madre lo invitava a casa e noi ci confessavamo da lui nell'unica stanza che era tutta la nostra abitazione. Poi celebrava la la Messa, tutto assorto in Dio, spesso alle 4 del mattino. Riusciva a dire Verità e fatti molto seri in un modo amabile. Non parlava mai di sé, dei terribili anni passati in prigione e delle torture subite. Non si sarebbe detto che avesse subito tante sofferenze fisiche e morali e che patisse allora forti dolori allo stomaco. Era sempre spiato e perseguitato. Donava tutto ciò al Signore e incoraggiava anche noi a soffrire e unire la nostra povertà e le nostre prove alle sofferenze di Gesù. Nei suoi spostamenti, portava sempre con sé il SS.mo Sacramento per poter dare la S. Comunione ai malati e agli agonizzanti, dopo averli confessati".Padre Alessio era in tutto un vero sacerdote, figli di Maria SS.ma, e con gioia predicava la vita purissima della Vergine Madre di Dio, come modello per la vita di ogni credente. Era solito dire: "Come Maria, dobbiamo essere dei gigli di amore e di purezza per Gesù. Sì, dobbiamo fiorire davanti a Gesù come dei candidi gigli, in un luminoso candore"."Ho impressa nella mia mente - conclude suor Anastasia - l'ultima sua visita, durante cui egli ci disse con aspetto serio: "Oggi è l'ultima volta che sono con voi, poi mi porteranno di nuovo in prigione". Dopo la S. Messa, ricevemmo la sua benedizione, e le sue parole di addio furono come un testamento per la nostra famiglia: "Regolate la vostra vita in modo che in futuro potremo ritrovarci tutti nel Cuore di Gesù per glorificare Dio per tutta l'eternità".MARTIRE CON MARIANel mese aprile 1962, Padre Alessio viene arrestato a tradimento dalla polizia segreta e messo nel campo di concentramento di Dolinka presso Karaganda, dove tra terribili sofferenze si avvia alla fine. Una volta, alcune donne di grande fede e coraggio, avvicinatesi al filo spinato del campo, riescono a vederlo in una scena atroce. Le guardie, dopo averlo picchiato brutalmente, lo calano in una buca profonda... per tirarlo fuori con delle corde, grondante di sangue. Le donne piangono, impotenti a aiutarlo, ma lui, vedendole, esclama: "Non piangete. Questa è la via della croce, la passione di Gesù!". Un giorno può far uscire dal carcere una breve lettera su cui ha scritto ai suoi fedeli: "La Madonna mi ha fatto visita e mi ha detto: caro figlio mio, ancora un po' di sofferenza. Verrò presto a prenderti con me".Dopo tanti maltrattamenti e umiliazioni, Padre Alessio ottiene la palma del martirio "ex aerumnis carceris" (= per le torture del carcere), il 13 ottobre 1963. L'indomani, vigilia della festa dei Santi, quando il becchino sta per dargli sepoltura in totale solitudine, sente dei canti bellissimi e, voltandosi, vede una "giova

Giovanni Certomà
Il panettone che emoziona: la firma di Massimiliano Tagliaferro

Giovanni Certomà

Play Episode Listen Later Nov 18, 2025 27:54


Massimiliano Tagliaferro è un dolciere che ha fatto dell'eccellenza artigianale la propria firma. Nei suoi panettoni, ogni ingrediente racconta una scelta precisa: materie prime selezionate, lievitazioni lente, profumi che evocano casa e festa.I suoi impasti soffici, le glassature delicate e l'equilibrio dei sapori trasformano un grande classico in un'esperienza sensoriale unica.Assaggiare un panettone di Massimiliano Tagliaferro significa entrare nel suo mondo: un luogo dove la tradizione incontra la sensibilità di un artigiano che mette cuore, cura e visione in ogni creazione.Sigla (Voce): Mara Rechichigiovannicertoma.it

Gammal Maiden
Episode 263: Danko Jones - 2 Minutes to Leo Rising

Gammal Maiden

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 35:22


Partyrocker som påstår han ALDRI har tatt seg en fest på turné: Hils på Danko Jones, klar med sitt tolvte album og nye turnéer (uten fest), verden over.Ikke vil han at jeg skal vite når han er født heller. Er visst hemmelig det.Merkelig særpeis? Nei, ikke svarte heller: For en hyggelig fyr og for noen nydelige oppvekstminner fra Canada med KISS, Ramones og Misfits på platespilleren. Og Powerslave da...

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #75

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 1:42


Nel sud di Gaza, dove la tregua resta parola, gli aerei israeliani colpiscono ancora a est di Gaza City e nei pressi di Khan Yunis: civili feriti, un morto recuperato dalle macerie dei raid dei giorni scorsi. Nel frattempo, nei palazzi della diplomazia, avanza la proposta di una missione internazionale di «stabilizzazione». Nei comunicati si discute di mandati e regole di ingaggio, nei vicoli si continuano a contare i corpi. I corridoi umanitari vengono presentati come prova che «il meccanismo funziona», ma nei campi profughi decine di migliaia di persone vivono sotto la pioggia, senza tende adeguate né rifugi sicuri. Le prime piogge invernali trasformano il fango in acqua nera, aggravano l'emergenza sanitaria, spengono i generatori: la lunga fila di convogli che entra dalla frontiera non cambia l'aritmetica del collasso. A nord, la guerra “in pausa” resta solo nelle dichiarazioni. UNIFIL segnala che un carro armato israeliano ha sparato colpi pesanti a ridosso dei caschi blu lungo la Blue Line, episodio definito «grave violazione». In Cisgiordania un'altra operazione tra Nablus e i villaggi vicini lascia un palestinese ucciso e case devastate, mentre le aggressioni dei coloni proseguono lontano dai riflettori. Sul piano politico, Benjamin Netanyahu ripete che uno Stato palestinese «non sarà consentito», proprio mentre al Consiglio di Sicurezza si discute della futura forza per Gaza. A sud si amministrano tregue parziali, a nord si alzano muri di cemento, al centro si cancella qualsiasi orizzonte di rappresentanza. A Gaza «stabilizzazione» è il nome di un equilibrio costruito sul rumore dei droni. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Unica Radio Podcast
Odem: tra musica, immagini e magia

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 5:15


Chitarrista, produttore, videomaker e artista di strada: Riccardo Mameli, in arte Odem, racconta un percorso fatto di talento, versatilità e libertà creativa Riccardo Mameli, conosciuto nel panorama musicale come Odem, è una delle figure più poliedriche della nuova scena sarda. La sua avventura artistica comincia da bambino, quando i genitori gli trasmettono la passione per la musica, in particolare il padre gli ha insegnato a cantare, la madre teoria musicale e pianoforte. Da lì nasce una curiosità musicale senza confini: Odem impara a suonare anche chitarra e strumenti elettronici, sviluppando un approccio istintivo e sperimentale alla composizione. Parallelamente, approfondisce il mixaggio e l'editing audio, competenze che gli aprono la strada a collaborazioni con diversi artisti della scena locale, partecipando alla produzione, al mix e master di album, oltre che a veri e propri featuring. Tra musica e immagini: la nascita di un linguaggio visivo La ricerca espressiva di Odem non si ferma alla musica. L'artista scopre presto il videomaking, un campo in cui fonde ritmo e immagine con naturalezza. Realizza videoclip musicali per numerosi rapper e cantanti sardi, tra cui il videoclip del pezzo Artista Maledetto di Redenzione (adesso Focus), contribuendo a dare una forma visiva riconoscibile alla sua estetica. Nei suoi lavori, la regia si intreccia alla sensibilità sonora: ogni immagine sembra seguire il battito della musica, ogni inquadratura diventa una nota visiva. Questa capacità di costruire ponti tra arti diverse è il tratto distintivo di Odem, che considera la creazione audiovisiva come una forma di comunicazione totale. Libertà e strada: un'arte che nasce dal contatto diretto Dopo un periodo segnato da pressioni e precarietà lavorativa, Odem decide di reinventarsi musicista di strada. Tra Torino e Milano, porta la sua musica direttamente nelle piazze e tra la gente, trovando nel pubblico spontaneo un'energia autentica. Ogni performance diventa un momento di scambio e libertà, lontano dalle logiche dell'industria musicale. Periodicamente ritorna a Cagliari, dove le sue esibizioni in via Manno sono ormai diventate un appuntamento riconoscibile per chi frequenta il centro. In queste esperienze Odem ritrova la dimensione umana dell'arte, quella che unisce empatia, improvvisazione e verità. Illusionismo e meraviglia: la magia come estensione della musica Come se non bastasse, Odem coltiva anche la passione per l'illusionismo, disciplina che gli permette di giocare con la percezione e la meraviglia. Ha lavorato a diversi spettacoli di magia, anche dedicati ai bambini, dove fonde musica, racconto e sorpresa. La magia, per lui, non è solo intrattenimento: è un modo per mantenere vivo lo stupore e ricordare che l'arte, in tutte le sue forme, nasce dal desiderio di far sognare.

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli
Occhi su Gaza, diario di bordo #72

Il #Buongiorno di Giulio Cavalli

Play Episode Listen Later Nov 14, 2025 1:55


Nel documento interno della brigata Givati trapelato ieri c'è una riga che racconta più di molte conferenze stampa. Il 19 novembre 2024 un corrispondente militare parla di «circa 40 terroristi» uccisi mentre tentavano di fuggire da Jabalia sotto pioggia e nebbia. Nel foglio Excel ufficiale, però, quel giorno i morti registrati sono dieci, due il giorno prima. Trenta persone che scompaiono nella contabilità della guerra, inghiottite da una parola che le assorbe tutte: «terrorista». È in quella discrepanza che si vede come una tregua possa convivere con un archivio che continua a cancellare. Sul terreno la tregua resta una formula diplomatica. A Beit Lid, in Cisgiordania, oltre cinquanta coloni mascherati hanno incendiato camion, terre agricole, una fabbrica, ferendo quattro palestinesi. Nelle agenzie scorrono altre violenze: una moschea bruciata nel nord, scritte razziste, minacce persino ai soldati israeliani. A Gaza i raid su Khan Yunis e Beit Lahia continuano a intermittenza: un morto a Jabalia, demolizioni di siti definiti “oltre la Linea Gialla”. Il senatore Rubio avverte che la violenza dei coloni può far saltare la tregua, mentre nello stesso giorno invoca una forza multinazionale di “stabilizzazione”. Due piani paralleli che non si toccano. Nei palazzi, infatti, si lavora sulla narrazione. Il G7 Esteri in Canada dice di occuparsi di «Gaza e tensioni emergenti», mentre Trump scrive a Herzog chiedendo la grazia per Netanyahu in pieno processo. Macron autorizza le aziende israeliane della difesa al salone di Parigi. In Italia si parla sempre meno delle violazioni della tregua e il silenzio del governo. Resta la stessa lezione: nei conflitti e nelle politiche, ciò che non viene registrato smette di esistere. A Gaza e in Cisgiordania spariscono vite; altrove spariscono responsabilità. Il metodo è identico: correggere i numeri e sperare che il mondo guardi altrove. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Unica Radio Podcast
Nunzio Caponio: Stato Intermedio e la recitazione viscerale di Strasberg

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Nov 12, 2025 17:01


Nunzio Caponio si racconta ai nostri microfoni: l'attore e regista continua il suo percorso nell'isola e organizza laboratori teatrali intensivi, di cui l'ultimo sulla morte L'attore e regista Nunzio Caponio si racconta ai nostri microfoni con la forza del vissuto e la chiarezza di chi ha attraversato molte esperienze artistiche. Dal reportage fotografico nei viaggi all'esordio cinematografico in Asia, fino al biennio formativo al Lee Strasberg di New York, dove studia il metodo. Quel metodo, fondato sulla memoria emozionale e sulla presenza autentica dell'attore, diventa per Caponio il punto di partenza di un percorso personale che si trasforma in tecnica, in ricerca e in insegnamento. In Sardegna, sua terra di adozione, Caponio organizza laboratori teatrali intensivi, nei quali la recitazione non è solo tecnica di scena ma esplorazione interiore, corpo, voce, spazio e silenzio. Nei suoi corsi, la visceralità è parola chiave: l'attore è chiamato a vivere e non semplicemente a rappresentare. L'influenza del metodo Strasberg e la trasformazione artistica La formazione di Caponio alla Lee Strasberg rappresenta un momento cruciale per definire il suo approccio. “Ho frequentato un biennio sul Metodo Strasberg”, racconta nella sua biografia. In quell'esperienza maturano non solo le competenze attoriali, ma anche la consapevolezza. Recitare significa infatti farsi attraversare da emozioni autentiche, radicate nel corpo e nella memoria. Da tale base Caponio sviluppa i suoi metodi — come il suo NOACTING e PRIME ACTING — nel tentativo di andare oltre la recitazione convenzionale: un percorso che unisce tecniche teatrali, lavoro energetico e percorsi interiori. Nel panorama artistico isolano, queste proposte rappresentano un'offerta formativa che abbraccia non solo chi aspira a diventare attore, ma chiunque voglia esplorare la presenza autentica, il fare corpo con la scena e il sé in un dialogo creativo. Laboratori intensivi sull'isola e focus sulla morte come esperienza scenica Nel contesto dell'isola, Caponio tiene laboratori intensivi che spesso assumono uno spessore tematico forte: nell'ultimo ciclo, il tema cardine è la morte. L'attore e regista invita i partecipanti a confrontarsi con il confine, a usare la scena come spazio in cui abitare l'“altro lato”, per trasformare paura, silenzio, perdita in forza creativa. Questo tipo di lavoro mostra come la recitazione viscerale non sia mera performance, ma esplorazione profonda dell'esistenza. A Cagliari e in Sardegna Caponio propone un teatro che non si limita al palco: la scena diventa laboratorio esistenziale e la tecnica diventa via per l'autenticità. In un'era in cui la formazione teatrale spesso resta nell'apparenza, Caponio rilancia la dimensione del corpo, dell'emozione reale, del vuoto e della presenza — radicando l'insegnamento del Metodo Strasberg in una visione che guarda anche alAttore, regista e drammaturgo, Nunzio Caponio si forma al Lee Strasberg Theatre & Film Institute di New York tra il 1999 e il 2002, dove approfondisce la recitazione viscerale basata sulla memoria emotiva. La sua esperienza americana, unita a studi alla New York University in drammaturgia, segna la nascita di un linguaggio scenico che fonde introspezione e tensione poetica. Nella scena off-off newyorchese, Caponio firma opere originali e sperimentali, maturando uno stile in cui il corpo diventa specchio dell'anima. Dopo anni di ricerca tra Amsterdam e l'Italia, collabora con Sardegna Teatro, Akroama – Teatro Stabile d'Innovazione e diverse istituzioni europee. Tra i suoi lavori più noti spicca Donchisci@tte (Arca Azzurra, 2018–2020), diretto da Davide Iodice, vincitore del Premio Ubu alla regia. Parallelamente sviluppa progetti pedagogici come NOACTING e PRIME ACTING, che uniscono formazione attoriale e ricerca spirituale. Stato Intermedio: un viaggio post mortem tra ironia e rivelazione Con il nuovo lavoro “Stato Intermedio”, scritto, diretto e interpretato da Nunzio Caponio, e con suoni erranti ed evocazioni originali di Gerardo Ferrara, il teatro diventa rito di consapevolezza. In scena dal 28 al 30 novembre, alle 20:30 presso lo Spazio T.Off di Cagliari (via Nazario Sauro 6, prenotazioni: noacting@gmail.com), lo spettacolo si apre con la citazione di Carl Gustav Jung: “Le persone dedicano anni a prepararsi per la vita, ma quasi nessuno si prepara alla morte. Eppure, la morte è la più grande esperienza di tutte.” Il protagonista, un artista mancato, scopre di essere morto mentre guarda la televisione, e da quel momento inizia un viaggio tragicomico nell'Aldilà. Tra rimpianti che parlano, santi napoletani e visioni cosmiche, attraversa l'Oceano del Rimpianto, la Montagna dell'Ego e la Città delle Abitudini Eterne, ispirandosi ai Libri dei Morti tibetano ed egizio. La messinscena, sospesa tra simbolismo e comicità, richiama il Teatro Nō e il Kyōgen, fondendo spiritualità e ironia. lo spettatore come parte del rito In “Stato Intermedio”, il pubblico diventa presenza del Bardo, parte del paesaggio post mortem: non osserva, ma abita la scena, testimone e specchio del protagonista. A fine spettacolo, gli spettatori sono invitati a scrivere un “testamento di vita”, gesto poetico che restituisce senso alla presenza e al vivere. Il progetto include anche un percorso educativo per le scuole. Caponio accompagna infatti i giovani a riflettere sul valore delle scelte e della consapevolezza di sé. Come afferma l'autore: “Stato Intermedio non è uno spettacolo sulla morte, ma sulla vita. Colta nel momento in cui la finzione cade e resta solo ciò che siamo stati. Il teatro, in questo spazio sospeso, diventa un rito di verità e di rinascita.”la trasformazione personale oltre la semplice cifra recitativa.

Il Mondo
I lunghi blackout che lasciano l'Ucraina al buio. La Bbc di nuovo nella bufera.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Nov 11, 2025 25:49


Nei giorni scorsi La Russia ha lanciato uno dei più pesanti attacchi fatti finora contro le infrastrutture energetiche ucraine, che al momento provoca lunghi black out in tutto il paese. Con Davide Maria De Luca, giornalista, da Kiev.Il direttore generale della Bbc, Tim Davie, e l'amministratrice delegata di Bbc News, Deborah Turness, si sono dimessi l'8 novembre dopo che la testata è stata accusata di essere faziosa e di manipolare le notizie. Con William Ward, giornalista, da Londra.Oggi parliamo anche di:Documentario • Toni, mio padre di Anna NegriCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

In Taverna da Kurt
Household 5e | La Fiamma dell'Amore E1 - La Fiamma di Herman

In Taverna da Kurt

Play Episode Listen Later Nov 11, 2025 133:20


Nei bassifondi di Glasburg, nella parte più buia della Credenza, si trova Unter, il covo della criminalità del Reame. Ed è qui che Gunther, Micah e Petrolio vengono incaricati di scortare Herman nella Cucina per recuperare un oggetto a lui molto caro, un misterioso e prezioso ritratto...Potete trovare i video di #IntavernadaKurt su:●⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Twitch⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠●⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Youtube⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠●⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Facebook⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠●⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Telegram⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠●⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠Discord⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠

Gittarpodden
Episode 72 - Fender Acoustasonic

Gittarpodden

Play Episode Listen Later Nov 9, 2025 40:02


Er det en el-gitar? Er det en kassegitar? Nei, det er Fender Acoustasonic! Vi har lenge hatt lyst til å gå mer i dybden i denne merkelige og innovative kombinasjonen som vi ikke helt har visst hva vi skal synes om. Men etter et nærmere dypdykk, så finner vi ut at deter mer ved disse gitarene enn man skulle tro.

Open Up With Alice podcast
#3.28: Eens of oneens? Een bewezen strategie werkt altijd! – met Celina Groothuizen

Open Up With Alice podcast

Play Episode Listen Later Nov 9, 2025 30:43


Een heerlijk open gesprek met Celina over hoe onze week was.Celina had haar laatste dag in loondienst, ik werkte aan mijn reel-shootdag en aan het onderzoek voor de Mastermind 2.0.We hebben het over work-life balance, waarom een te strak schema soms averechts werkt, én over hoe je op een zuivere manier je prijzen bepaalt — zowel als adem- en NEI-therapeut, als als salescoach. Ook praten we strategie: hoe zorg je ervoor dat een strategie niet zwaar voelt, maar juist licht en zuiver blijft?Luister je mee?

Studentnyhetene
Big Høyskole Is Watching

Studentnyhetene

Play Episode Listen Later Nov 7, 2025 34:42


Har du tenkt over de sosioøkonomiske implikasjonene av at du hører på oss på Spotify? Nei, helt sikkert ikke. I dag skal vi belyse nettopp dette for deg! Vi funderer over om det burde bli obligatorisk med utdanning for influensere, akkurat hvor lutfattige studentene er og om det greit å bli overvåket med kamera og mikrofon under hjemmeeksamen.I studio: Hans Henrik Grelland Bohman, Idun Marie Løvøen Rasmussen, Julianne Kyoo-Ree Eikrem og Thayra Michelle Bogdan (si dét fem ganger!)Teknikk: Thayra Michelle Bogdan

Filmofil
10 things I hate about Filmofil

Filmofil

Play Episode Listen Later Nov 5, 2025 73:55


Nei vi hater selvfølgelig ikke Filmofil!!!! Vi har bare hatt chick-flick sending, der vi tar den ualvorlige sjangeren ordentlig på alvor. Vi ser på dens røtter i Shakespeare, leker litt leker og debatterer om det komplekse kvinnekarakterer eller rosafeminisme. Ta en lytt for litt nostalgi, comfort og glitter!

ROCKET Radio - Shows
LIDO OBLIO 015 - Livio Improta invites Magico Di Notte

ROCKET Radio - Shows

Play Episode Listen Later Nov 5, 2025 162:24


Lontano da qualsiasi etichetta di genere, @magicodinotte coltiva un amore profondo per la musica in ogni sua forma. Nei suoi set si incontrano con naturalezza funk, disco, boogie, italo-disco, elettronica, ma anche incursioni nel mondo afro, jazz e latin – creando viaggi sonori coerenti e coinvolgenti. Nasce artisticamente a Madrid tra il 2010 e il 2015, collaborando al suo rientro a Salerno alla nascita del collettivo @logout_crew, formando il progetto @logout__soundsystem : Un trio di DJ che rappresenta la residenza artistica degli eventi firmati Logout. In studio con lo pseudonimo Prospettive Funk è parte del collettivo TONY, proseguendo con la creazione del progetto Panorama Social Club con @tonico.70 Le sue produzioni si caratterizzano per un approccio analogico e caldo, spesso influenzato dai groove del passato ma arricchito da una sensibilità contemporanea. @livioimprota

Focus economia
Fondi Ue, spesa ferma all'8% e si teme accentramento della governance

Focus economia

Play Episode Listen Later Nov 3, 2025


La priorità data al Pnrr ha rallentato l'attuazione dei fondi di coesione 2021-2027: al 31 agosto 2025 la spesa è ferma a 6 miliardi, pari all'8% dei 74,8 miliardi disponibili. Le risorse impegnate raggiungono il 27,1%. La Commissione ha autorizzato la riallocazione di una parte dei fondi verso nuove priorità come difesa, energia, alloggi e resilienza idrica, concedendo un prefinanziamento aggiuntivo e un anno di proroga per la spesa, fino al 2030. La cabina di regia guidata da Tommaso Foti ha esaminato rimodulazioni per 2,6 miliardi di quota Ue: 887 milioni agli alloggi, 729 milioni alle reti idriche, 278 milioni alla transizione energetica, 204 milioni alla piattaforma Step, 196 milioni a difesa e infrastrutture a duplice uso e 361 milioni alla formazione e occupazione. Sullo sfondo cresce la preoccupazione per un possibile accentramento della governance da parte della Commissione Ue: l'assessore lombardo Guido Guidesi avverte che la Lombardia rischierebbe di perdere 4,4 miliardi, penalizzando imprese, formazione e ricerca. La Regione ha partecipato a Bruxelles alla manifestazione della Cohesion Alliance contro la centralizzazione dei fondi. Le nuove regole Ue introducono la possibilità di finanziare progetti legati alla sicurezza e alla mobilità militare, ma l'adesione resta su base volontaria. Ne parliamo con Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia.Shutdown, Stati Uniti nel caos: sospensione di servizi sociali e aeroporti bloccatiNegli Stati Uniti lo shutdown prosegue da oltre un mese, paralizzando servizi pubblici e trasporti. La riunione d'urgenza convocata dal vicepresidente JD Vance non è bastata a rassicurare compagnie aeree e sindacati: oltre 800mila dipendenti federali sono senza stipendio da quattro settimane. I disagi toccano aeroporti, scuole, servizi per l'infanzia, tribunali e perfino i fondi alimentari per 42 milioni di americani. La crisi nasce dallo scontro politico tra Repubblicani e Democratici sul bilancio federale. Trump, in viaggio in Asia, ha lasciato Washington senza guida e attacca l'opposizione definendola responsabile del caos. I Repubblicani puntano a usare lo shutdown per ridurre la spesa sociale e tagliare personale pubblico, mentre i Democratici restano divisi. Nei trasporti la situazione è critica: 63mila controllori e addetti alla sicurezza lavorano senza paga, mentre cresce il timore di un collasso del sistema in vista del Ringraziamento. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore Newsmondo.itCome sta andando il mercato del Petrolio? Le sanzioni alla Russia influiranno sul prezzo?Opec+ ha deciso un nuovo aumento della produzione di 137mila barili al giorno dopo quelli di settembre e ottobre. L'incremento sarà sospeso da gennaio a marzo 2026 per motivi stagionali, ma resta l'obiettivo di 1,65 milioni di barili aggiuntivi giornalieri. I prezzi restano deboli: il Wti è a 60,98 dollari al barile e il Brent a 64,77 dollari. Il calo riflette l'incertezza sulla domanda cinese e l'impatto delle sanzioni Usa sul petrolio russo. Opec+ continua a monitorare il mercato con prudenza per evitare eccessi di offerta. La strategia di lungo periodo mira a riconquistare quote di mercato perse a favore degli Stati Uniti. Il 18 novembre è previsto un incontro tra Mohammed bin Salman e Donald Trump, che chiede un aumento della produzione per contenere i prezzi dei carburanti. Chevron prevede ulteriori ribassi nel 2026, mentre la prossima riunione Opec+ è fissata per il 30 novembre. Ne parliamo insieme a Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore.OpenAI sigla un accordo da 38 miliardi con Amazon per i servizi CloudOpenAI ha firmato un accordo settennale da 38 miliardi di dollari con Amazon Web Services per accedere a un'enorme capacità di calcolo basata su GPU Nvidia, necessaria per l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. L'intesa arriva dopo quella con Microsoft e rafforza la posizione di OpenAI come attore chiave nel settore globale dell'AI. Amazon punta a consolidare il suo primato nel cloud in un momento di ristrutturazione interna e tagli di personale. Per OpenAI, ormai trasformata in una public benefit company, l'accordo segna il passaggio definitivo da laboratorio di ricerca a colosso industriale. Secondo stime interne, l'azienda prevede investimenti infrastrutturali fino a 1.400 miliardi di dollari. "L'infrastruttura di AWS sarà la spina dorsale delle ambizioni di OpenAI", ha dichiarato il CEO di AWS Matt Garman. Approfondiamo la questione con Biagio Simonetta, Il Sole 24 Ore.

Millevoci
Passeggiare nei cimiteri, luoghi di incontri, di ricordi e di storie

Millevoci

Play Episode Listen Later Oct 31, 2025 24:39


Sono giorni, questi, in cui si va nei cimiteri che sono luoghi di incontri, di ricordi, di curiosità e anche di scoperte e conoscenze storiche tanto che vi sono molte persone che durante i loro viaggi fanno visita ai campisanti in quello che viene definito “cimiturismo”.Numerosi artisti, scrittori e scienziati hanno scelto il Ticino come luogo di vita, di lavoro e di riposo: le loro tombe, ancora oggi visitate, testimoniano il loro legame con la regione. Mare Dignola, autore del libro Incontri tra i cipressi del Ticino, racconta queste sorprendenti presenze nei cimiteri ticinesi. Douglas Sirk a Castagnola, Hermann Hesse a Gentilino, Arturo Benedetti Michelangeli a Pura, Alfredo Foni a Breganzona, Paulette Goddard e Erich Maria Remarque a Ronco sopra Ascona, Alessandro Moissi a Morcote, Gisela Andersch a Berzona, Cesare Thomson a Lugano, Jean Arp a Locarno e l'elenco potrebbe continuare. Sono artisti, scrittori, scienziati che hanno vissuto in Ticino e hanno scelto di rimanere da noi anche dopo la morte. Parecchi di loro hanno vissuto con discrezione nei nostri Comuni. Ma le loro tombe, anche in piccoli cimiteri, ci ricordano il loro vissuto, le loro opere, la loro presenza. Altri hanno raccolto consensi internazionali e, ancora oggi, le loro tombe sono meta di visite di estimatori.Dai cimiteri della Svizzera italiana ai piccoli cimiteri italiani di cui si è occupato, Claudio Visentin che ha scritto un libro “Passeggiate nei piccoli cimiteri” per riflettere sul tempo, sulla morte e sulla vita. La commozione per una persona cara, l'empatia per uno sconosciuto, la curiosità per una frase, una scritta, un epitaffio o una fotografia su una lapide o su una tomba. Andar per piccoli cimiteri consente di immergersi in un silenzio diverso, vuoto eppure pieno. Chi ha tracciato i sentieri e le strade? I morti. Chi ha dato il nome ai paesi? I morti. Chi ha costruito le case e le chiese? I morti. Chi ha disegnato le forme dei campi registrate nel catasto? I morti. Chi ha stabilito leggi, regole di convivenza, usi e costumi quotidiani? I morti. Nei piccoli cimiteri di campagna e di paese, e ancora più nei poetici cimiteri abbandonati, specie lungo tutto l'Appennino, i morti sembrano più presenti dei vivi; la morte fa meno paura, il dialogo fra le generazioni passate e presenti si mantiene a lungo e ogni cimitero ha una storia da raccontare. Dai cimiteri al significato odierno della festa di Ognissanti e della commemorazioni di tutti i defunti con uno sguardo antropologico: se la morte è certa, il modo di affrontarla è un tema dei vivi e, in quanto tale, muta a seconda dei contesti, delle culture, delle tradizioni e delle usanze dei singoli Paesi. L'antropologia ci insegna che sono molti e diversi i modi in cui le comunità affrontano l'esperienza universale della morte. L'idea di ricordare in un'unica ricorrenza tutti i morti risale al secolo IX grazie all'abate benedettino sant'Odilone di Cluny. Il significato è quello di pregare per le anime di tutti coloro che ci hanno preceduti nel segno della fede e si sono addormentati nella speranza della resurrezione e per tutti coloro dei quali solo Dio ha conosciuto la fede. I primi giorni d'autunno, dunque, per chi sa guardare e ascoltare sono l'occasione per andare dentro e oltre le storie di famiglie e di personaggi, più o meno famosi o più o meno sconosciuti, i cui nomi e cognomi si ritrovano anche nei cimiteri, appezzamenti di terra molto concreti ma allo stesso tempo carichi di simboli e significati su paesi, comunità e persone.Sono ospiti:Sara Zambotti, giornalista della RAI e docente di antropologia al Politecnico di Milano,Mare Dignola, autore del libro “ncontri tra i cipressi del Ticino (Fontana Editore, 2024),Claudio Visentin, autore del libro Passeggiate nei piccoli cimiteri (Ediciclo Editore, 2023), docente di Storia del turismo all'Università della Svizzera italiana, scrittore e saggista.

Rádio Cruz de Malta FM 89,9
Bairro da Juventude é contemplado pelo Criança Esperança 2025 com maior valor da história

Rádio Cruz de Malta FM 89,9

Play Episode Listen Later Oct 29, 2025 13:09


O Bairro da Juventude, tradicional instituição de Criciúma reconhecida pelo trabalho de assistência, educação e desenvolvimento social de crianças e adolescentes, foi anunciado como uma das entidades beneficiadas pelo Criança Esperança 2025, projeto social da Rede Globo. A revelação foi feita ao vivo no programa Caldeirão com Mion, exibido no último sábado (25). O valor destinado ao Bairro é de R$ 544 mil, o maior montante já recebido pela instituição em todas as edições do projeto. O recurso será aplicado no CLIC – Centro Lúdico de Inovação e Criatividade, espaço voltado para o desenvolvimento de atividades inovadoras, criativas e tecnológicas. Parte do investimento será direcionada à aquisição de equipamentos e materiais educativos que estimulem o aprendizado dinâmico e a experimentação. Atualmente, o Bairro da Juventude atende mais de 1.600 crianças e adolescentes, e conta com uma equipe formada por cerca de 240 colaboradores que atuam em diversas áreas de formação e assistência social. Em entrevista ao programa Cruz de Malta Notícias nesta quarta-feira (29), o diretor de projetos do Bairro, Nei de Souza, destacou a relevância do aporte financeiro e o reconhecimento nacional da instituição.

EPRI Current
62. What's Next for Advanced Reactors? EPRI's 2025 AR Roadmap Update

EPRI Current

Play Episode Listen Later Oct 22, 2025 22:25


The nuclear industry is in an era of rapid innovation and deployment. In this episode of The EPRI Current, host Samantha Gillman is joined by Alison Krager Hahn from NEI and Chad Boyer from EPRI to revisit the 2023 episode on the Advanced Reactor (AR) Roadmap, assessing the industry's recent progress with advanced technologies and where it's headed next. Developed as a collaborative framework, the roadmap serves as a strategic guide for the successful commercialization and large-scale deployment of advanced reactor designs.      Alison and Chad unpack the 2025 roadmap update, highlighting strides in emergency preparedness, fuel supply, and workforce development. They explore the growing role of data centers and industrial decarbonization in shaping demand and discuss how policy shifts and bipartisan support are accelerating deployment. With insights into how industry-wide collaboration is shaping the future, they offer a timely look at how advanced reactors are positioned to meet rising energy demands, and how the roadmap is guiding the way.     To explore the AR Roadmap, visit https://ant.epri.com/roadmap     For more information and episodes visit EPRI.com.     If you enjoy this podcast, please subscribe and share! And please consider leaving a review and rating on Apple Podcasts/iTunes.    Follow EPRI: LinkedIn https://www.linkedin.com/company/epri/  Twitter https://twitter.com/EPRINews    EPRI Current examines key issues and new R&D impacting the energy transition. Each episode features insights from EPRI, the world's preeminent independent, non-profit energy research and development organization, and from other energy industry leaders. We also discuss how innovative technologies are shaping the global energy future. Learn more at www.epri.com   

Disciplina Dolce - Il Podcast di Elena Cortinovis
Ep. 201 - La strategia della hostess: come la tua calma insegna ai figli ad ascoltarti

Disciplina Dolce - Il Podcast di Elena Cortinovis

Play Episode Listen Later Oct 21, 2025 19:59


Nei momenti di turbolenza con i nostri figli, la reazione istintiva è spesso agitarsi, urlare o cercare di farli smettere subito.Ma cosa succederebbe se imparassimo a restare centrati e calmi, proprio come una hostess in mezzo alle turbolenze?In questo episodio ti spiego, dal punto di vista pedagogico e neuroscientifico, perché la nostra calma è la chiave per farsi ascoltare dai bambini, come funziona il contenimento emotivo e come trasformare le crisi quotidiane in momenti di fiducia e sicurezza.Se senti che vuoi smettere di sentirti travolta dalle turbolenze quotidiane e imparare finalmente a restare calma anche nei momenti più difficili…Allora la nuova edizione della Dolce Guida è esattamente quello che ti serve.Ma attenzione: i posti sono limitati e già molti genitori hanno risposto al richiamo.Non lasciare che scivoli via: entra ora e scopri strumenti concreti, passo dopo passo, per trasformare le crisi in momenti di connessione e sicurezza con i tuoi figli.

Foreldrekoden - med Hedvig Montgomery
Dele barna på sosiale medier? Tenk over dette først.

Foreldrekoden - med Hedvig Montgomery

Play Episode Listen Later Oct 20, 2025 42:48


Når du tar opp mobilen for å knipse et bilde fra en hyggelig stund, forandrer øyeblikket seg. Det som var noe mellom deg og barnet, er plutselig blitt til noe mellom deg og andre voksne. Men betyr det at vi ikke burde dele bilder av barna i det hele tatt? Nei, mener Hedvig som gir sine råd til hva du bør tenke på før du deler.

Il cacciatore di libri
Felicia Kingsley e Clara Sanchez

Il cacciatore di libri

Play Episode Listen Later Oct 18, 2025


"Scandalo a Hollywood" di Felicia Kingsley e "La casa che attende la notte" di Clara Sanchez Con tre milioni di copie vendute, Felicia Kinsley si conferma, romanzo dopo romanzo, una scrittrice molto amata. Le sue commedie romantiche conquistano lettrici e lettori ed è considerata un po' una regina del genere Romance. Nel nuovo romanzo "Scandalo a Hollywood" (Newton Compton) siamo a Los Angeles: Hayden West è il re del gossip, ha un libro in classifica, un sito e un podcast di successo. Appartiene a una famiglia benestante e politicamente molto influente. Sofia Cortez, invece, è una giornalista d'inchiesta, vorrebbe occuparsi di temi sociali, ma è costretta dal suo capo a occuparsi di gossip, perché è un argomento che tira di più. I due si conoscevano dai tempi dell'università, ma i loro incontri-scontri sono destinati a ripetersi, frequentando gli stessi ambienti. Quando si fa il nome di Clara Sanchez, viene subito in mente il suo grande successo "Il profumo delle foglie di limone" del 2011 con un milione di copie vendute. Poi naturalmente ci sono stati tanti altri romanzi, come "Entra nella mia vita", "Le cose che sai di me", "L'amante silenzioso". Clara Sanchez è l'unica scrittrice che ha ricevuto i tre premi letterari spagnoli più importanti: il Planeta, l'Alfaguara e il Nadal. Nei suoi romanzi ci sono spesso dei misteri che a volte prendono spunto da fatti reali, altre sono pura fiction. In "La casa che attende la notte" (Garzanti - traduz. di Enrica Budetta) Clara Sanchez ha deciso di esplorare il mistero più grande, ossia il confine fra vita e morte, facendo riferimento anche a qualche elemento sovrannaturale. La protagonista è Alicia che fa la babysitter al piccolo Raphael di nove mesi. Quando lo porta in giro, il bambino sembra essere attratto da una strada e soprattutto da una casa. Pur non parlando, le fa capire benissimo che vuole andare esattamente là. In quel palazzo abita una famiglia che sta facendo i conti con una tragedia.

Já OK
Hallbjörg Bjarnadóttir

Já OK

Play Episode Listen Later Oct 15, 2025 70:06


Eru þið nokkuð með rödd sem spannar fjórar áttundir? Nei? Það var hún Hallbjörg Bjarnadóttir með! Shiiiii

Focus economia
Lecornu all'Assemblea nazionale: "Sospesa la riforma delle pensioni"

Focus economia

Play Episode Listen Later Oct 14, 2025


Sébastien Lecornu ha riportato ordine all'Assemblea nazionale, ottenendo un risultato politico significativo in tre mosse: ha ridato centralità al Parlamento, annunciato un'imposta eccezionale sui grandi patrimoni e promesso la sospensione della riforma delle pensioni fino al 2028, quindi dopo le presidenziali. Lecornu ha garantito che non ci sarà alcun aumento dell'età pensionabile né della durata dei contributi fino a gennaio 2028, come richiesto dalla CFDT. La sospensione costerà 400 milioni di euro nel 2027 e interesserà 3,5 milioni di francesi, ma sarà compensata da risparmi per evitare un aumento del deficit.Ha inoltre proposto un contributo eccezionale sui grandi patrimoni per finanziare investimenti strategici e aumenti fiscali mirati per alcune grandi imprese, con l'obiettivo di redistribuire meglio il carico fiscale. Lecornu ha anche ribadito il ruolo centrale del Parlamento, rinunciando al ricorso all'articolo 49.3 della Costituzione e invitando le opposizioni a partecipare alla discussione su bilancio e riforme. Ne parliamo con Marc Lazar, titolare della cattedra Relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss e Professore di Storia Politica e Sociologia, direttore del Centro di Storia di Sciences Po a Parigi, Presidente del Comitato Scientifico della stessa università.La Cina impone tasse portuali alle navi UsaLa Cina ha introdotto un nuovo regime di tasse portuali speciali per le navi di proprietà o gestite da imprese, organizzazioni e individui statunitensi, in risposta a misure analoghe adottate dagli Stati Uniti. Le tariffe partono da 400 yuan per tonnellata netta e aumenteranno progressivamente fino a 1.120 yuan nel 2028. La misura riguarda anche navi battenti bandiera americana, costruite negli Usa o controllate da entità con partecipazione statunitense superiore al 25%.Si tratta di una mossa speculare a quella di Washington, che ha imposto restrizioni al settore navale e cantieristico cinese. Pechino accusa gli Stati Uniti di violare gli accordi commerciali e di danneggiare gli interessi cinesi. Un portavoce del ministero del Commercio ha dichiarato che la Cina è pronta a "combattere fino alla fine" nella guerra commerciale, pur restando disponibile al dialogo. Interviene Patrizio Bianchi, Professore Emerito di Economia, Cattedra Unesco "Educazione, Crescita e Uguaglianza", Università degli Studi di Ferrara.Istat: in povertà assoluta 5,7 milioni di persone, in gran parte stranieriSecondo l'Istat, nel 2024 oltre 2,2 milioni di famiglie italiane (8,4% del totale) vivono in povertà assoluta, per un totale di 5,7 milioni di individui, pari al 9,8% dei residenti. I valori restano stabili rispetto al 2023. La povertà colpisce soprattutto le famiglie con componenti stranieri: l'incidenza è del 30,4% se c'è almeno uno straniero, e del 35,2% se tutti i membri sono stranieri, contro il 6,2% delle famiglie composte solo da italiani.Il Mezzogiorno registra i livelli più alti di povertà (10,5%), seguito dal Nord-Ovest (8,1%) e dal Nord-Est (7,6%), mentre il Centro resta l'area con i valori più bassi (6,5%). Aumenta la povertà nelle Isole, passata dal 11,9% al 13,4%. Nei comuni piccoli non periferici delle aree metropolitane l'incidenza è più elevata (8,9%), mentre nelle grandi città scende leggermente. Tuttavia, al Sud e al Nord sono proprio i centri metropolitani a registrare i tassi più alti. Commentiamo il tutto con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

Dr. Football
Vikulok Dr. Football - Hvernig vinnum við Úkraínu?

Dr. Football

Play Episode Listen Later Oct 10, 2025 68:40


05:10 - Tölvutek spurningin 10:50 - Landsliðið 22:00 - Óskar Hrafn framlenging? 29:00 - Smash eða pass 33.00 - Besta Deildin 34.00 - 5 lyklar Vikes 45:00 - Enskiboltinn 50:00 - Winners n Losers 54:00 - Sameiginlegur Bet Builder á landsleikinn 56:30 - Nei eða Já 01:00:00 - Gunni vs Keli - 60m sprettur 01:01:30 - El Grande

Non spegnere la luce
La diga del Vajont - Il disastro che cancellò 5 paesi dalle cartine geografiche

Non spegnere la luce

Play Episode Listen Later Oct 8, 2025 84:38


9 ottobre 1963, provincia di Belluno – Alle ore 22:39 una frana di proporzioni gigantesche si distacca dal Monte Toc e si riversa nel bacino artificiale del Vajont. L'acqua sollevata dall'impatto supera la diga e precipita a valle con una forza devastante, cancellando in pochi istanti interi paesi come Longarone, Pirago e Rivalta. Le vittime saranno quasi 2000, tra uomini, donne e bambini sorpresi nelle loro case. Nei primi minuti molti pensarono a un crollo strutturale della diga, ma presto si capì che il disastro era stato causato da un'enorme frana, i cui segni premonitori erano stati segnalati da tempo e ignorati. Negli anni successivi un lungo processo avrebbe tentato di stabilire responsabilità, ma le condanne furono poche e lievi rispetto alla portata della catastrofe. Il Vajont è rimasto così nella memoria collettiva come una tragedia annunciata, simbolo delle conseguenze fatali dell'avidità e della negligenza. Ma cosa accadde davvero quella notte? E perché un'opera che avrebbe dovuto rappresentare il progresso si trasformò invece in uno dei più grandi lutti della storia italiana? Proviamo a scoprirlo insieme a Mary e Winny, esperti di cronaca nera e conduttori del podcast “Tango in Nero”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast

Dr. Football
Vikulok Dr. Football - Smash eða Pass! Eiður Smári og Auðunn Blöndal gestir

Dr. Football

Play Episode Listen Later Oct 3, 2025 77:55


Eiður Smári og Auðunn Blöndal með Dr. Football. 03:00 - Auddi stuttur ferill 04:00 - Eiður mark 07:00 - Tölvutek Spurningin 10:00 - Powerrank með Blö 14:00 - Smash eða pass 19:40 - Landsliðið 28:00 - Breiðablik Sambandsdeild 30:00 - Eiður sem þjálfari 39:20 - Freyr Alexandersson 46:00 - Íslenski boltinn 56:10 - Premier League 59:30 - Amorim umræða 1:04:00 - Tippa á leikina 1:05:00 - Winners n Losers 1:07:00 - Nei eða já 1:13:00 - El Grande

Misjonen med Antonsen og Golden
Droner - Trumps fredsplan og Bjørn Eidsvåg - Terroristen Jihad

Misjonen med Antonsen og Golden

Play Episode Listen Later Oct 3, 2025 46:12


I tillegg til: Ølquiz - Atles oddstipping - Kø på Normal?? - Nei, Frank Løke har ikke ødelagt boksingen Episoden kan inneholde målrettet reklame, basert på din IP-adresse, enhet og posisjon. Se smartpod.no/personvern for informasjon og dine valg om deling av data.

il posto delle parole
Giulio Busi "Il cantico dell'umiltà"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Oct 1, 2025 29:28


Giulio Busi"Il cantico dell'umiltà"Vita di San FrancescoMondadori Editorewww.mondadori.itIlletterato, sprovveduto, sognatore, Francesco d'Assisi è il «santo» per eccellenza. Ma è anche, nell'opinione comune, un personaggio fuori dalla storia, relegato nella sfera del misticismo e dell'utopia. Come mai, allora, la Chiesa decide di innalzarlo agli altari a soli due anni dalla morte, dopo un processo di canonizzazione tra i più brevi nella vicenda millenaria del cristianesimo? Francesco ribelle e antisistema o docile strumento nelle mani del potere ecclesiastico? Giulio Busi passa al vaglio le cronache dell'epoca, s'immerge nel mare sconfinato dell'agiografia, e poi dipinge un Francesco inedito, vigoroso, a tratti mite, più spesso provocatorio e intransigente. Quando è costretto, infatti, sa obbedire e accettare l'autorità. Ma è una scelta che gli costa, e da cui, ogni volta, riparte per inseguire la verità. Mentre attorno a lui la società scopre, e soffre, l'economia del mercato e del profitto, Francesco accoglie i lebbrosi, si unisce ai mendicanti, rivendica per sé un posto tra gli ultimi. Nei primi tempi, i benpensanti lo dileggiano, lo considerano un folle. Intanto, però, il suo carisma attrae sempre più seguaci. Nella primavera del 1212 Chiara d'Assisi, nobile per nascita, lascia i propri beni e la sontuosa casa paterna per seguire l'esempio di Francesco. È l'inizio di una consonanza spirituale che durerà tutta la vita. Ai «fratelli» che hanno cominciato a raccogliersi attorno al Poverello si aggiungono le «sorelle minori», ispirate da Chiara. Nel giro di pochi anni, il successo del movimento è travolgente. E i dubbi del fondatore diventano sempre più angosciosi. La Chiesa ha bisogno di un Ordine francescano forte, efficiente, solido. Ma lui riuscirà a difendere povertà e umiltà, a mantenere la semplicità delle origini? Al termine della sua esistenza, così breve e intensa, Francesco è malato, e deluso. Sembra sconfitto, ma nel momento più buio detta il Cantico di Frate Sole, splendido, gioioso inizio della letteratura italiana. Ringraziamento è l'esordio, inno la conclusione. Francesco lo sa, lo ha sempre saputo. La sorgente è una sola, un unico fine ha il creato. E ora il suo Cantico è libero di percorrere il vasto mondo. Che con lui se ne vada il dolore, assieme a lui si diffonda la lode.Giulio Busi (Bologna, 1960) è professore ordinario alla Freie Universität di Berlino e presidente della Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio. Ha scritto di mistica ebraica, di storia rinascimentale, della filosofia di Giovanni Pico della Mirandola. Collaboratore di lungo corso delle pagine culturali del «Sole – 24 Ore», ha uno stile letterario inconfondibile, incalzante e, al tempo stesso, documentatissimo. Per Mondadori ha pubblicato: Lorenzo de' Medici (2016), Michelangelo (2017), Marco Polo (2018), Cristoforo Colombo (2020), Giulio II (2021) e Gesù, il ribelle (2023), Simboli del pensiero ebraico (2024) e Giovanni, il discepolo che Gesù amava (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

The Pacific War - week by week
- 201 - Special Why did the Japanese Army commit so many Atrocities during WW2?

The Pacific War - week by week

Play Episode Listen Later Sep 23, 2025 49:42


Hello Youtube Members, Patreons and Pacific War week by week listeners. Yes this was intended to be an exclusive episode to join the 29 others over on my Youtube Membership and Patreon, but since we are drawing to the end of the Pacific War week by week series, I felt compelled to make some special episodes to answer some of the bigger questions.   Hey before I begin I just want to thank all of you who have joined the patreon, you guys are awesome. Please let me know what other figures, events or other things you want to hear about in the future and I will try to make it happen.   So as you can see the title of this episode is, Why did the Japanese perform so many Atrocities during the Pacific War. Phewww, its honestly a difficult one to tackle, for there are countless reasons. I had a university professor who taught; ancient and modern Japanese history, history of the Japanese empire and the Pacific War. He actually answered this very question in a single lecture and in many ways I found it to be one of the most illuminating things I ever learnt about the Pacific War. To truly understand the reasons why they did such horrible things, you actually need to learn the general history of Japan, particularly the changes from Tokugawa, to Meiji, to Showa. I am going to do my very best, but I know many of you might be asking “what were the worst things they did?”, not everyone takes a special interest into such a niche part of history. May I recommend for those with strong stomachs “the knights of Bushido” by Edward Russel that covers pretty much all the atrocities of the Asia-Pacific War. For those of you who like darker things, check out Unit 731: Japan's Secret Biological Warfare in World War II by David Wallace and Peter Williams, absolute nightmare fuel.   I can't go through the entire history of Japan, but I think it's important to start off with the first Sino-Japanese War of 1894-1895. This was the first time the Empire of Japan fought a true war with a foreign nation, that being the Qing dynasty. At this point in time, there really emerged a sort of, to be blunt, race war. The Chinese had historically referred to the Japanese as “woren”, a racist term meaning dwarf. Now historically the Japanese had always revered the Chinese, kind of like in the way a little brother looks up to his big brother. In tokugawa Japan they would learn from the Chinese, but as the Meiji restoration began this dramatically changed. Japan watched as the Chinese were humiliating and abused by the western powers and failed to modernize. Meanwhile Japan emulated the best of the west, to modernize and become a great power themselves. In many ways, Japan saw itself become big brother and now China was little brother. The Meiji restoration had an element of nationalism built into it that would explode come the Show era. Japan for its entire history had this belief they were the “Yamato Race” dating back to the 6th century. Now while the Meiji restoration sought to emulate the west, they also emulated racism and propaganda, which in the 19th century was kind of a big deal. The Japanese government gradually began a long term campaign promoting the idea the Japanese, or Yamato people were superior to that of the other asian races. Who was the next big asian boy on the block? China, so it was inevitable they would direct a lot of racist attitudes towards the Chinese. During the first sino-japanese war, the Chinese, particularly Manchu had a habit of performing atrocities upon the Japanese. They would often cut off body parts of Japanese soldiers in grotesque manners and leave them to be found by their comrades. This was honestly a pretty typical thing of war in the region, but it did also have a racist element to it, the Chinese certainly saw the Japanese as lesser people. Just before the battle of Port Arthur, the Japanese found mutilated remains of the comrades, here is a passage from Makio Okabe who was there:   As we entered the town of Port Arthur, we saw the head of a Japanese soldier displayed on a wooden stake. This filled us with rage and a desire to crush any Chinese soldier. Anyone we saw in the town, we killed. The streets were filled with corpses, so many they blocked our way. We killed people in their homes; by and large, there wasn't a single house without from three to six dead. Blood was flowing and the smell was awful. We sent out search parties. We shot some, hacked at others. The Chinese troops just dropped their arms and fled. Firing and slashing, it was unbounded joy. At this time, our artillery troops were at the rear, giving three cheers [banzai] for the emperor.   The Japanese performed a massacre at Port Arthur, butchering perhaps up to 3000 Chinese civilians, some claim 10's of thousands and in full few of western war correspondents. It became a huge controversy that destroyed the image of the IJA internationally and hurt the Japanese governments efforts at riding themselves of unequal treaties with the western powers. The Japanese learnt a hell of a lesson and an Imperial Proclamation was made in 1894 stating that Japanese soldiers should make every effort to win the war without violating international laws. According to Japanese historian Yuki Tanaka, Japanese forces during the First Sino-Japanese War released 1,790 Chinese prisoners without harm, once they signed an agreement not to take up arms against Japan if they were released.   During the next major war the Japanese performed a dramatic 180, well at least to their enemy. During the Russo-Japanese War, over 80,000 Russian POWs were held by the IJA who were treated in accordance with the Hague conventions of 1899. The Japanese paid them for labor, housed them in conventional POW camps, made sure they received good medical treatment, ironically better than the Russians were capable of. The Japanese did all of this, making sure the foreign war correspondents wrote about it. It was a massive PR stunt in many ways. The Japanese were emulating how a world power should act, because they sought to be one. Meanwhile the Japanese swallowed their pride at being called yellow monkeys, as the prevalent Yellow Peril ideology was being pushed by Kaiser Wilhehelm and Tsar Nicholas II heavily. The Japanese treated the entire war like gentlemen and suffered horrific higher casualties than necessary because of it. But something many people don't take much notice of, because the IJA made sure of it, was they horrible treatment of the Chinese during the war.   Now the Russians in Manchuria looted, killed and raped many Chinese, pushed quite a bit by the Yellow Peril. The Chinese, certainly the Honghuzi bandits were working for the Japanese to attack them, so its not like they had no reasons. The IJA was more professional and had orders not to molest the Chinese, as they were helping the war effort, but this did not prevent it. The Japanese also looted, killed and raped Chinese. The Japanese would often wave it off as reprisals against potential spies. I only bring this up as it was very apparent, the Japanese treated the Russians much different than the chinese.   Fast forward to WW1, the Japanese had a battle against the Germans and Austro-Hungarians known in the west as the Siege of Tsingtau. The Japanese took up an identical methodology to the Russo-Japanese war with their approach to the Germans, but even took it a step further. After winning the siege, the Japanese seized nearly 5000 German POW's who were treated with a surreal amount of respect. They were brought back to Japan and housed for the rest of the war in 12 cities around Tokyo and Kumamoto. The POW's enjoyed humane treatment and a rather famous event occurred at the Bando camp where a large orchestra was formed of German POW's who toured the nation performing 100 concerts, lectures and plays. Evidence the Germans were treated well can be seen in the fact 170 prisoners never left Japan and sought wives and lives there. Now is this all a feel good love story, no, just like during the Russo-Japanese War, Japan was playing up the PR, for during WW1 they wanted official recognition as a world power and that of being racially equal to the whites.    Japan was officially recognized as a world power during the treaty of Versailles, but when Japan gave its racial equality proposal, President Woodrow Wilson of the US and Australian Prime Minister Billy Hughes refused to allow it to pass, even though they received majority votes. Now The Japanese had been for a lack of better words, fucked over, during the first sino-japanese war when the triple intervention of France, Germany and Russia stole away their war earning of the Liaodong peninsula. During the Russo-Japanese war, Theodore Roosevelt limited the Japanese war gains and now here after WW1 the Japanese received another humiliation. To the Japanese, it was the last straw and it was a major reason they went to war with the west, who they viewed, and honestly rightfully so, would never see them as equals.   Ompf, lot of history there, but now we come to the Showa era, which was molded by the feelings of the past decades.   In 1937 Japan and China enter an unofficial war that saw one of the worst wartime atrocities in human history, the rape of Nanjing. It began on December 13th of 1937, lasting 6 or so weeks seeing the murder of possibly 300,000 civilians and pows, the mass rape of 20,000 and untold hardship upon the Chinese people. The Japanese followed this up with numerous other massacres in China such as the Changjiao Massacre claiming possibly 30,000 Chinese civilian lives, the Alexandra Hospital Massacre killing 200 patients and medical staff in Hong Kong, the Laha Massacre on Ambon island where 300 members of the Gull force were executed, the Bangka island massacre where 60 Australian and British soldiers and 22 Australian nurses were murdered, the Parit Sulong massacre in Malay where 150 wounded Australian and Indian POW's were executed, the Bataan Death march where negligence and brutality took the lives of 650 Americans and perhaps a possible 18,000 Filipinos, the Manila massacres claiming the lives of perhaps 54,000 filipinos including women and children in the Philippines, the Balikpapan massacre in the dutch east indies taking the lives of 78 Dutch Civilians, I can keep going and going. Where the Japanese went, massacres and horrors occurred.    Again if you really want to delve into these stories check out “the knights of Bushido”.   The Japanese also had the infamous special units like 731, who conducted horrifying experiments on civilians and POWs like vivisectioning live people without anesthesia, testing biological and chemical weapons on live people, the freezing peoples to study frostbite treatment and giving people sexually transmitted diseases to study. Lt General Shiro Ishii's unit 731 deployed plague infested fleas, cholera, bubonic plague and other nasty weapons upon Chinese civilians killing perhaps up to 500,000. This was seen during the battle of Changde and famously during operation Sei-go also known as the Zhejiang-Jiangxi campaign.    The Japanese also enacted the infamous “Sanko Sakusen / three all's policy : kill all, urn all, loot all” in retaliation to the Chinese communists Hundred regiments offensive in December of 1940. Sanctioned by Hirohito personally, it is thought this act resulted in the death of 2.7 million Chinese civilians. According to author Werner Gruhl 8 million Chinese civilian deaths could be attributable to the Japanese.     So then we come back to the big question, why? So now that I've covered the loose history for coherency sake I want to list here the largest reasons for the atrocities and by no means is this official categories or even all of them, I am simply stating kind of my top ones I guess you can say:   Treaties signed or not signed War strategy and indoctrination  Ultra-Nationalism and Racism Surrender & the Bastardization of the Bushido code The Brutality of the Japanese military Treaties signed or not signed   Yes its time to talk about treaties, yawn. Now I said previously Japan did sign the Hague Conventions of 1899 and would ratify them in 1907. The Hague conventions did contain laws for prisoners of war, protection of civilians. Alongside this, in 1894 an imperial proclamation was made stating Japanese soldiers should make every effort to win a war without violating international laws. More significantly Japan “signed” but unlike the majority of other world powers did not ratify the Geneva convention of 1929. Why? To be blunt, the geneva conventions did not really benefit the Japanese military from their point of view.   First the Japanese had a very specific perspective on surrendering, they simply did not do it, so they did not expect many of their soldiers to ever become POW's, so how would it benefit them to ratify such a thing? If they are not going to have many POW's, why would they burden themselves with upholding all the conventional laws for POW's they would obtain during war?  Another glaring reason involved aerial bombing. Many Japanese leaders, like Kanji Ishiwara, believed the home islands would be subjected to massive aerial bombing if a global war broke out. If Japan was subjected to aerial bombing and ratified the geneva convention, this meant they would have to take the pilots who were caught prisoner. The Japanese believed this would encourage further bombing. Lastly the convention had rules for POW treatment that literally contradicted how Japanese soldiers were treated by their own superiors. More about that in the last part about the military's brutality, but summarized, the Japanese army were abusive as hell and to sign such a thing would literally contradict how they did things.   Emperor Hirohito personally ratified a decision to remove certain constraints of the Hague Conventions when it came to the treatment of Chinese POW's in the directive of 5 August 1937. This notification advised staff officers to simply stop using the term "prisoners of war". They would refer to their enemy as bandits, guerillas and such, anything but soldiers so they would not have to take any prisoners, though they typically did not leave anyone alive in China regardless. The Geneva Convention exempted POWs of sergeant rank or higher from manual labor, and stipulated that prisoners performing work should be provided with extra rations and other essentials. The Japanese in the later half of the war would be starved of provisions and resources, thus its to no surprise they could not meet these demands, even if they sought to uphold them. I will note in 1942, Japan indicated they would “follow” the Geneva rules and would observe the Hague Convention of 1907 outlining the laws and customs of war. Yet this is like a verbal confirmation, it had no legal basis, something the Japanese particularly loved to do during the war.   According to Dr. William Skelton III, who produced a document entitled American Ex Prisoners of War for the U.S. Department of Veterans' Affairs, more POWs died at the hands of the Japanese in the Pacific theater and specifically in the Philippines than in any other conflict to date. For example in Germany, POWs died at a rate 1.2%. In the Pacific theater the rate was 37%. In the Philippines, POWs died at a rate of 40%.    Now these pieces of paper that were signed or not signed, what does this really matter when it comes to war, its obvious they were not upholding certain rules, but how did this quote en quote make them more brutal and perform more atrocities? Well here is the sticky thing, if you are part of the Japanese military and you know your nation did not ratify certain rules of war, this meant your enemy had no supposed legal basis to follow said rules against you either.    So I want you to think of two aspects of this. If your nation did not sign or ratify certain treaties, then you could not expect the enemy to respect such rules when it comes to you. But more importantly, what if the leader of your nation…just told you to believe that?    In early 1942, Great Britain, the United States of America and other great powers did officially let the Japanese know that they would, on their  part, observe all the provisions of the Convention and requested reciprocity. Japanese foreign minister at the time, Hideki Tojo gave a formal assurance that although Japan was not bound by the Geneva convention, the Japanese would apply it “mutatis mutandis” towards the Americans, British, Canadians, Australians and New Zealander POW's, note he most definitely did not extend this to the asiatic groups, nor the Dutch whom I guess he just forgot about. But this did morally bind Japan to comply with the convention. However the top brass of the Japanese military, notably Hideki Tojo in these cases, went out of his way to instill beliefs within the military as to what they should expect from the enemy. As you will see in the next points, this was basically a type of indoctrination.   War strategy and indoctrination    The leaders of Japan knew full well how unmatched they were in terms of resources and productivity before they began the war with the west. How could they possibly win the war? The IJN was dead set on a decisive naval battle, but for the IJA to compensate for their lack of resources, they believed their “spirit” would overcome the enemy. In many ways this spirit meant going above and beyond normal human endurance, to literally outperform the allies and notably to conduct the war with absolutely zero mercy. Once Japan lost the initiative in the war, after Guadalcanal, the IJA were forced to fight a war of attrition. Now they would prolong and exact maximum casualties upon the allies hoping to force them to the peace table. The idea was quite simple, the IJA would do everything possible to make the allies believe they would never give up and it would far too costly to defeat them. How does one go about achieving these aims? Well the IJA officers would tell you “by steeling your hearts”. To achieve all of this required extreme indoctrination.    Japanese children grew up in regimentation, they were desensitized to violence through tales of martial glory, and were taught that their purpose in life was to serve the emperor. Upon entering  military service, they were trained out of any individualistic spirit, and taught that compassion was a weakness and had no place in the field of war. The soldier's motto was faith equaled strength.  Faith being devotion to duty and service to the Divine Emperor. Apart from ideology and spiritual toughening, training in the Japanese Imperial Army was also extremely harsh and violent. This was not even particularly a special aspect of Showa Japan, it went all the way back to the Meiji era. From a young age children's education directed them, like a pipeline for military duty.   Now at the offset of the war, Hideki Tojo released the “Senjinkun” “instructions for the battlefield”. This was basically a manual for soldiers on how to conduct war. The document was used to establish standards of behavior for Japanese troops and improve discipline and morale within the Army, it also included things like a prohibition against being taken prisoner. It stated if you were captured by the enemy, because Japan did not sign or ratify certain treaties, you would be killed or tortured by the allies, and if you survived you and your family would face shame back home, and punishment resulting typically in 6 months of prison.   Here is a small excerpt from the document Those who know shame are weak. Always think of [preserving] the honor of your community and be a credit to yourself and your family. Redouble your efforts and respond to their expectations. Never live to experience shame as a prisoner. By dying you will avoid leaving a stain on your honor.   The purpose was basically psychological warfare, against their own army. Those like Hideki Tojo believed Japan could only defeat the resource rich Americans with spirit. Thus the manuals like Senjinkun demanded the forces not ever surrender, because the allies would do horrible things, it was shameful to do so and there were disciplinary actions for any who did. In 1942 the Army amended its criminal code to specify that officers who surrendered soldiers under their command faced at least six months imprisonment, regardless of the circumstances in which the surrender took place. This change attracted little attention, however, as the Senjinkun imposed more severe consequences and had greater moral force.   In a report dated June 1945, the U.S. Office of War Information noted that 84 percent of one group of interrogated Japanese prisoners, many of whom had been injured or unconscious when captured stated that they had expected to be killed or tortured by the Allies if taken prisoner. The OWI analysts described this as being typical, and concluded that fear of the consequences of surrender, “rather than Bushido,” was the motivation for many Japanese battle deaths in hopeless circumstances–as much as, and probably more than, the other two major considerations: fear of disgrace at home, and “the positive desire to die for one's nation, ancestors, and god-emperor.”   Something barely talked about in the west, was during the Pacific War, the Americans had a habit of taking human trophies. Human trophies were Japanese skulls, gold teeth, finger bones and such. The famous novel “With the Old Breed” by Eugene Sledge spoke of his personal accounts of these actions, its a rather gruesome and dark part of the war. Now some of these actions were publicized, despite the US military's efforts to quell and hush it down. Time magazine famously had an iconic photo of a woman whose enlisted boyfriend sent her home a Japanese skull. FDR also famously was given a letter opener carved out of Japanese bones. These stories were seized up greedily by the Japanese government who used them as propaganda to prove to their soldiers what would happen if they were captured. It had a profound effect as you can imagine. And this was not limited to Japanese soldiers. The propaganda machine would contribute at the end of the war to mass civilian suicides on Okinawa and Saipan.   Back to the POW subject. When it came to the treatment of POW's, Hideki Tojo began submitting in May of 1942 a series of memorandum, basic orders as to how POW's should be treated. “Prisoners of war can be used for the enlargement of our production and as military labor, white prisoners of war will be confined successively in Korea, Formosa and Manchuria. Superior technicians and high ranking officers -- Colonels and above -- will be included among the prisoners of war confined in Formosa. Those who are not suitable for use in enlargement of our production will be confined in prisoner of war camps which will be built immediately on the spot.Although the working of prisoner of war officers and warrant officers is forbidden by the Regulations of 1903, the policy of the control authorities is that under the situation of our country where not one person now eats without working they want them to set to work. It is desired that you give proper orders on this.The present situation of affairs in this country does not permit anyone to lie idle doing nothing but eating freely. With that in view, in dealing with prisoners of war, I hope you will see that they may be usefully employed. In Japan, we have our own ideology concerning prisoners of war, which should naturally make their treatment more or less different from that in Europe and America. In dealing with them, you should, of course, observe the various Regulations concerned, aim at an adequate application of them . . . At the same time, you must not allow them to lie idle doing nothing but eating freely for even a single day. Their labor and technical skill should be fully utilized for the replenishment of production, and contribution rendered toward the prosecution of the Greater East Asiatic War for which no effort ought to be spared."   Thus in the end as a grunt in the IJA you were led to believe: if I am captured I will be tortured, killed maybe turned into a letter opener, or someone will place my skull on their mantle. If I surrender and survive and make it back home, I will be severely punished and worst of all me and my family will be shamed. I could not expect any humanity from the enemy, because my nation did not sign or ratify treaties like the Geneva convention. More so, because my armies conduct was so unbelievably barbaric, I could only expect the very same from my enemy. It was a vicious cycle. You perform atrocities, expecting the enemy to do the same, and thus it just keeps perpetuating itself. Ultra-Nationalism and Racism   Now we spoke a little bit about the concept of the Yamato race, the Japanese were indoctrinated to believe they were a superior race and that their emperor was something akin to a living god. Until this war, the Japanese empire was on a hell of a winning streak going all the way back to the Meiji Era. For the first half of the Pacific war, the Japanese won nearly every battle. This led to something historians called “victory disease” that made them become somewhat arrogant and cocky, but it also made them feel “superhuman”. The allies' news reporting at the beginning of the war began to frantically refer to the Japanese as “supermen”or  “super jungle fighters”. Particularly because of the Malay campaign, the Japanese soldier just seemed to be tougher, could survive harsher jungle climates, even doing so with less food or war materials. The Japanese read the allied news reports and came to the conclusion that had been driven down their throats by their government, indeed the Japanese spirit was winning the war. The Japanese public ate this up in their propaganda and it perpetuated their ultra-nationalistic beliefs. The Japanese truly came to believe they were destined to rule the asia-pacific. Look at the results in China for example. Within a short amount of time they conquered much of China, though the public really had no idea how bad the China was bottled down by 1940. Then came the greater east asia co-prosperity sphere propaganda, which is an excellent example of their megalomania.    Yet alongside their ultra-nationalism, seen more strongly perpetuated against other Asian groups, the Japanese also indoctrinated their public with racism against them. The Yellow Peril of the 19th century and anti-japanese or anti-asian racism fueled the Japanese soldiers. The Japanese as a people had faced brutal racist hardships historically at the hands of the west, particularly from their point of view from America. There was the slights against them during the first sino-japanese war, the infamous triple intervention of france, germany and Russia stealing away their prize that was the liaodong peninsula. Then during the Boxer rebellion they faced racism, not being allowed to lead mutli national army formations, despite them being the lionshare of said military force. The Russo-Japanese war saw from their point of view, America stealing their war prizes. Last but not least, after WW1 they were told to their faces that they were a world power, but not racially equal. The Japanese faced anti-Japanese and anti-asian immigration laws when it came to America in the form of the gentleman's agreement and Australia's “great white Australia policy”. During the war, the American propaganda machine began pumping out racist caricatures of Japanese as rats, goggle eyed  bucktooth people, literal yellow monkey's.   For the IJA the pacific war in many was a holy war directed at the arrogant whites who had abused them for so long. This will probably sound controversial, but indeed, the pacific war was very much a race war. If you are not convinced of that, I recommend reading “War without Mercy: Race and Power in the Pacific War” by John Dower. The human trophy taking, anti-japanese bucktooth, rat people cartoon propaganda, history of racial abuse like the japanese concentration camps, the gentleman's agreement, the stealing of victories during the first sino-japanese war, russo-japanese war and ww1 all plagued the mind of a Japanese soldier. To them in many ways, the “whites had it coming”. Which is rather ironic given how the Japanese would treat the other asian racial groups they came into contact with. But such is the contradictory nature of the Imperial Japanese military.    The Japanese also held racist beliefs about the westerners. The Japanese soldiers were taught the allies were akin to demons or beasts. They were described often as “the hairy ones” or “anglo-American demons”. Taught these men would rape women and girls, stample upon the civilians they captured with the treads of their tanks. The marines were especially dreaded.  According to a story circulated widely among the Japanese on Saipan, all Marine Corps recruits were compelled to murder their own parents before being inducted into service. It was said that Japanese soldiers taken prisoner would suffer hideous tortures—their ears, noses, and limbs would be cut off; they would be blinded and castrated; they could also be cooked and fed to dogs. As silly as this may sound, do remember the Americans were taking human trophies so the Japanese propaganda machine had its evidence. Tons of photos of skulls atop american tanks for example were displayed to the Japanese public. Another famous one was the cartoon appearing in an American servicemen's magazine, which was later reproduced and translated in the Japanese press. It suggested the existence of “Japanese hunting licenses, promising open season on the enemy, complete with free ammunition and equipment—with pay!    In terms of how the Japanese exacted their own racism towards their fellow asians. During the War the Japanese dragged into forced labor, Koreans, Chinese and southeast asians. 670,000 Koreans were brought to Japan to work mines and heavy industry, around 60,000 of them died to harsh conditions. Between April 1943 to May 1945, 41,862 Chinese were sent to Japan to work, 2800 died before even reaching the home islands. 6872 died in the work sites again from brutal conditions. When it comes to southeast asian numbers are hard to pinpoint but its safe to say at least 300,000 Javanese, Malay, Burmese, Tamil and other groups were mobilized to construct the Burma-Siam railroad between October 1942 to november 1943 and 60,000 perished. This all went for the men, for the women, all those racial groups would face the horrors of becoming comfort women, historians estimate there could have been 50-200,000 pressed into it. But for the Japanese, believing their were superior to these other asiatic groups, groups whom they would publicly say were like children, they as the father figure would guide, well they simply abused them.   So in a contradictive fashion, the Japanese believed they were superior and could do horrible things to their Asian neighbors while simultaneously decrying the racism cast towards them by western powers as justification for their brutal actions against them. These types of feelings and perspectives molded the mind of the average Japanese soldier, dehumanizing others has always been a standard military practice afterall.    Surrender & the Bastardization of the Bushido code   I think this is one the vast majority of WW2 history buffs know, the Japanese perspective on surrender and the bushido code. In the book “military trials of war criminals in the Netherlands east indies 1946-1949” Fred Borch had this to say about the variable of bushido for the brutality   As Japan continued its modernization in the early 20th century, her armed forces became convinced that success in battle would be assured if Japanese soldiers, sailors, and airmen had the "spirit" of Bushido. ... The result was that the Bushido code of behavior "was inculcated into the Japanese soldier as part of his basic training." Each soldier was indoctrinated to accept that it was the greatest honor to die for the Emperor and it was cowardly to surrender to the enemy. ... Bushido therefore explains why the Japanese soldiers who were stationed in the NEI so mistreated POWs in their custody. Those who had surrendered to the Japanese—regardless of how courageously or honorably they had fought—merited nothing but contempt; they had forfeited all honor and literally deserved nothing. Consequently, when the Japanese murdered POWs by shooting, beheading, and drowning, these acts were excused since they involved the killing of men who had forfeited all rights to be treated with dignity or respect. While civilian internees were certainly in a different category from POWs, it is reasonable to think that there was a "spill-over" effect from the tenets of Bushido.   It is very true, the Japanese soldiers and sailors were taught Japan was a sacred nation. Traditional samurai values of bushido were merged with modern training and weaponry. The government propagandized the figure of the Emperor as a living god who embodied the Japanese state, the Kokutai. Emperor Hirohito and his family were the spiritual essence of Japan. To even show your back to the enemy let alone surrender was deemed cowardly and brought dishonor upon your family. As written by Inouye Jukichi in 1910, something read by many Japanese “The Japanese warriors looked upon it as shame to themselves not to die when their Lord was hard pressed . . . their own shame was the shame upon their parents, their family, their house and their whole clan, and with this idea deeply impressed upon their minds, the Samurai, no matter of what rank, held their lives light as feathers when compared with the weight they attached to the maintenance of a spotless name”.    Young men of Japan were taught that "The greatest honor is to die for the Emperor" Additionally precept the Japanese were taught that it is an ignominy to surrender to the enemy. The combined effect of these two precepts was to inculcate in the Japanese soldier a spirit of contempt for Allied soldiers who surrendered, which, in defiance of the rules of war, was demonstrated in their ill-treatment of prisoners. They made no distinction between the soldier who fought honorably and courageously up to an inevitable surrender, and the soldier who surrendered without a fight. All enemy soldiers who surrendered under any circumstance were to be regarded as being disgraced and entitled to live only by the tolerance of their captors.   Surrender was unforgivable under their code, drilled into them through the Imperial Japanese education system and military. When the Japanese would come across vast swathes of the enemy surrendering, particularly if the enemy used up all their ammunition killing their comrades and then surrendered, well it added fuel to their brutality. One only needs to look at the deaths due to Banzai charges, take for example the incredibly massive one at the battle of Saipan seeing around 4000 dead Japanese. IJA officers brought ancestral katana's to the war, the Japanese cut off the heads of the enemies as it was seen to be honorable. When faced with death, many chose to commit seppuku, the bushido propaganda was intense.    A brutal practice emerged in the Pacific island hopping campaign, whereupon wounded Japanese would pretend to be dead or surrender only to explode grenades upon allied forces coming closer. This began to be noticed by US marines during the battle of Guadalcanal and Australians in New Guinea. This began a vicious cycle . There were of course Japanese who would surrender. Hell the Koreans forced into service often did try to surrender, but they would all be hampered by something. Because of the actions of those Japanese feinted death and taking down allied soldiers with them, the allied soldiers gradually began a practice of not bothering to accept surrender. It became a self fulfilling prophecy. Many Japanese made the allies believe all they could expect was a grenade death, thus the allies became more brutal to them. This simply led the Japanese to conclude their government was accurate about how the allies would treat them, so more and more did not surrender. An absolutely horrible cycle that went on to the very end of the war, though the allies did figure out means to get Japanese to surrender more in the last year.    The Brutality of the Japanese military   I think this is probably one of the most important factors, and its also one the “normies” would not know as much about. The Imperial Japanese military, more so the Army, had what I can only describe as a built in system of abuse. As described to me by the same university professor I keep bringing up in podcasts, picture a literal pecking order. Going from the highest ranked general to the very bottom grunt. Imagine each one who is higher than the other, routinely physically abuses them. For example, it was very typical for a colonel to slap a major across the face, the major would then strike one of his captains, and the abuse would continue through the ranks to the grunts who would have no one to abuse, thus they turned to POW's or civilian populations. This was not just an accepted part of the Japanese Imperial Army it was indoctrinated.    From day one of basic training, IJA officers taught their men, races like the Chinese were their blood enemies and racially inferior. These were people the Japanese would rule over one day. The trainers would toss the boys into rigorous training activities involving physical violence towards another alongside the notion any orders given by a higher ranking officer was infallible and to be treated as if the divine emperor himself, the living god was giving it.    The Japanese army even taught methods of torture that would be employed in all areas they occupied. Among these tortures were the water treatment, burning, electric shocks, the knee spread, suspension, kneeling on sharp instruments and flogging. The Kempetai, were the ones doing the lionshare of these tortures. Other Army and Navy units, however, used the same methods as the Kempetai. Camp guards performed similar methods, local police forces organized by the Kempetai in the occupied territories also applied the same methods of torture. The Kempetai were administered by the War Ministry, trained at specialized schools who were maintained and operated by the War Ministry in Japan. Thus the conduct of Kempetai and the camp guards directly reflected the policy of the War Ministry.    The Japanese army leadership made sure recruits were physically and mentally abused, they were given strenuously duty tasks and pushed to their absolute limit. During the war given where they were deployed, take guadalcanal for example, the Japanese soldiers would be facing starvation as well. Being half starved, beaten and suffering the effects of war would drive anyone to perform horrifying acts. The life of a Japanese solider was simply at the whims of an extremely toxic management culture. The lowest ranking echelons received the lionshare of abuse and they took out their frustration with whomever they could find deemed lower than them, ie: POW's, civilians, etc.   All of these variables combined contributed to the creation of a military willing to perform just about any atrocity they thought necessary to win the war. It was a war they could not hope to win, but many of them went to their deaths trying to defeat the hands of fate. There are countless other reasons of course for the atrocities committed in cold or hot blood. Countless books have been written on this subject, please do check out the few I mentioned. With that again, a big thanks to you patreons, you guys are awesome. Please let me know what you think in the comments, and what you want to hear more about in the future. This has been the pacific war channel over and out.

Il Mondo
Oggi in Italia si sciopera per Gaza. La de-estinzione del dodo.

Il Mondo

Play Episode Listen Later Sep 22, 2025 25:43


In tutta Italia ci sarà uno sciopero generale nazionale a sostegno della popolazione palestinese e della missione internazionale della Global Sumud Flotilla, indetto da diversi sindacati di base. Con Paola Caridi, presidente di Lettera 22.Nei giorni scorsi l'azienda tecnologica Colossal Biosciences ha annunciato di essere sempre più vicina a riportare in vita il dodo, un uccello terrestre originario di Mauritius che si è estinto più di trecento anni fa. Con Alice Mosconi, paleoantropologa molecolare. Oggi parliamo anche di:Libri • Donata Columbro, Perché contare i femminicidi è un atto politico (Einaudi) Fuoriclasse. Internazionale a Ferrara.https://www.internazionale.it/festival/fuoriclasseCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

¡Con amor, carajo!
CAC 9 - 3 ingredientes clave para sanar NEI

¡Con amor, carajo!

Play Episode Listen Later Sep 21, 2025 36:23


En este cierre de mini temporada quiero compartirte 3 ingredientes clave para el trabajo de integración de la Negligencia Emocional Infantil.Te hablo de trabajo corporal, comunidad y espiritualidad como grandes elementos que nos renuevan la seguridad, la confianza y la fe en nuestras habilidades personales y sociales.Las emociones que los adultos que vivieron NEI suelen tener reprimidas son la ira y la tristeza. El cuerpo te ayuda a sintetizarlas a través de ejercicios de respiración, de anclaje con el cuerpo, con la atención, movimiento físico y técnicas de expresión segura del enojo como gritar en un lugar seguro, escritura expresiva, decir muchas groserías en el coche/baño/almohada o llorar.Vamos a experimentarlos en Permiso Para Sentir, ve a www.descubremasdeti.com/permiso si quieres inscribirte en el grupo que ya está corriendo. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

60 minučių
Tarp koalicijos partnerių bręsta ministerijų mainai

60 minučių

Play Episode Listen Later Sep 19, 2025 51:40


Paskirtosios premjerės Ingos Ruginienės taurė perpildyta - Nemuno aušrai pateiktas galutinis pasiūlymas, kaip būtų galima iki galo suformuoti Vyriausybę. Atsakymo iš "aušriečių" socialdemokratai tikisi šiandien. Nemuno aušrai susiduriant su sunkumais rasti Prezidentui tinkamus kandidatus į Energetikos ministrus - koalicijos partneriai siūlo mainus.Konstitucinio teismo teisėjais pateiktos Vilniaus universiteto Teisės fakulteto dekano Haroldo Šinkūno, Lietuvos Aukščiausiojo Teismo Civilinių bylų skyriaus pirmininko Artūro Driuko ir Seimo Teisės ir teisėtvarkos komiteto pirmininko Juliaus Sabatausko kandidatūros. Dėl pastarosios girdėti daugiausia kritikos. Politikai ir teisininkai abejoja, ar Julius Sabatausko darbo patirtis atitinka kandidatams būtiną dešimties metų teisinio darbo stažą.Panevėžyje pagamintas pirmas lietuviškas šarvuotis. Sukūrusi karinį visureigį įmonė sulaukė milžiniško susidomėjimo, daugiausia - iš užsienio šalių. Planuojama, kad Panevėžyje ne tik bus toliau gaminami šarvuočiai, ir bendrovė užtikrins vietinę techninę apžiūrą, tieks atsargines dalis. Tai užtikrintų greitą reagavimą į besikeičiančius poreikius.Įvairių dalykų korepetitoriai sako susiduriantys su augančia konkurencija – vis daugiau žmonių renkasi tokį darbą kaip papildomą ar pagrindinį pajamų šaltinį. Didelė dalis korepetitorių yra studentai, tačiau dirba ir mokytojai. Nei švietimo, mokslo ir sporto ministerija, nei kitos institucijos netikrina korepetitorių darbo kokybės, todėl tėvai raginami rinktis itin atidžiai.Ved. Liepa Želnienė

Focus economia
Genova, al via il salone nautico

Focus economia

Play Episode Listen Later Sep 18, 2025


Parte oggi la 65ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma fino al 23 settembre. L’evento si svolge nelle nuove aree del Waterfront di Levante progettato da Renzo Piano, con spazi espositivi direttamente in acqua e una panoramica che va dai gommoni ai maxi yacht. In mostra oltre 1.000 imbarcazioni, 23 nuovi cantieri, espositori da 45 Paesi, 123 novità e 96 première. All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il viceministro Edoardo Rixi, la ministra del Turismo Daniela Santanchè e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Nei prossimi giorni previsti il Forum dell’industria della blue economy e la sesta edizione del Design Innovation Award. Il settore nautico ha chiuso il 2024 con un fatturato record di 8,6 miliardi di euro (+3,2% sul 2023), ma in rallentamento rispetto agli anni precedenti. Cresce il segmento dei superyacht, mentre la piccola nautica registra un calo intorno al -10%. L’Italia si conferma primo Paese esportatore con 4,3 miliardi di euro di export (+7,5%), pari al 90% della produzione nazionale. Ne parliamo dai nostri studi con, Pietro Lucchese, Ceo Mr.Blu Yacht & Ship e Riccardo Cavarzan, CEO SupermarineIntervista al presidente di Confindustria Emanuele Orsini(nellafoto il secondo da sinistra)Yoox, terza fumata nera al tavolo, licenziamenti restanoTerzo incontro senza esito tra Yoox Net-a-Porter e sindacati, questa volta convocato in Regione Emilia-Romagna. L’azienda ha confermato 211 licenziamenti, di cui 165 a Bologna, nell’ambito del piano di ristrutturazione del gruppo tedesco LuxExperience per ridurre perdite da 2 miliardi. Previsto anche il trasferimento di 40 dipendenti da Landriano. In totale il piano coinvolge circa 700 persone tra Italia e Germania. Inizialmente si era parlato di ammortizzatori sociali, ma la dirigenza ha scelto di procedere con i tagli. I sindacati hanno confermato gli scioperi del 16 e 17 settembre. Nuovo appuntamento il 23 settembre a Roma, con la supervisione del Ministero delle Imprese. Interviene per fare il punto Marta Casadei, Il Sole 24 Ore

Elisa True Crime
Ep. 125: Ed Kemper, lo spietato killer delle studentesse

Elisa True Crime

Play Episode Listen Later Sep 17, 2025 71:25


California, anni '70. Big Ed è un gigante alto più di due metri, con una mente brillante e un rapporto molto disturbato con le donne. Nei campus universitari di Santa Cruz si seminerà il panico quando inizierà a offrire passaggi a studentesse e autostoppiste, realizzando le sue macabre fantasie. Questa è la storia di Ed Kemper.See omnystudio.com/listener for privacy information.

¡Con amor, carajo!
CAC 8 - Vergüenza y culpa por sentir todo tu espectro de emociones

¡Con amor, carajo!

Play Episode Listen Later Sep 15, 2025 25:16


*En este capítulo te invito a unirte a:Permiso para sentir donde ya llevamos dos sesiones y hemos estado trabajando con nuestra historia de negligencia emocional infantil https://descubremasdeti.com/permiso Programa de acompañamiento emocional donde este cuatrimestre hablaremos sobre cómo ser un acompañante emocional nutritivo https://institutoee.com/programa/ Como infancias que vivieron el olvido emocional o la negligencia emocional (NEI) de nuestros cuidadores, padres y adultos que nos rodeaban, aprendimos que SENTIR en general no era seguro y que mostrar nuestras emociones nos podía ganar un regaño, un comentario sarcástico, un silencio agresivo pasivo o sentirnos ignorad@s.Crecimos con esa creencia y nos convertimos en adolescentes y adultos que cada vez que sienten algo muy intensamente sienten que están en peligro de ser rechazados. Y eso desata vergüenza.El mecanismo que muchos de los niños con NEI encontramos para canalizar nuestras emociones intensas es resolver. Nos volvemos la persona que resuelve todo lo que le ponen enfrente, la persona que tiene consejos, planes y sugerencias al por mayor. Resolución a resolución, nos convertimos en controladores.Y cuando nos damos cuenta de que estamos intentando controlar, nos invade la culpa porque nos sentimos la villana/el malo de la historia, la persona manipuladora que quiere que todo se haga como ella dice.Pero ¿qué pasa si te digo que tu control es una respuesta adaptativa a la vergüenza que te hicieron sentir por tener emociones?En el capítulo de hoy te cuento un poco más cómo funciona este mecanismo, me va a encantar que me cuentes qué es lo que más te llamó la atención. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

Nessun luogo è lontano
Summit del Golfo, la risposta del Qatar

Nessun luogo è lontano

Play Episode Listen Later Sep 15, 2025


Nei mesi scorsi Israele ha bombardato diversi Paesi in Medio Oriente: Libano, Siria, Yemen e, ovviamente, l'Iran. Mai però aveva colpito uno dei Paesi del Golfo, quei Paesi con cui la prima amministrazione Trump aveva avviato un processo diplomatico complesso, volto ad ottenere un riavvicinamento con Israele. L'attacco in Qatar, per Netanyahu necessario per eliminare alcuni esponenti di Hamas, segna dunque uno spartiacque decisivo nella guerra in Medio Oriente? Ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista OSMED, e con Antonino Occhiuto, analista di Gulf Stete Analytics.Dopo il caso polacco arriva quello romeno. Questa volta si è trattato di un singolo drone russo entrato nello spazio aereo Nato, per l'appunto in Romania, con un volo di 50 minuti. Vladimir Putin sta quindi deliberatamente e sistematicamente provocando la Nato? Ne parliamo con Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, e con Svetlana Tikhanovskaya, leader dell'opposizione bielorussa.

24 Mattino
La giornata in 24 minuti del 10 settembre

24 Mattino

Play Episode Listen Later Sep 10, 2025


L’apertura dei giornali, con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Tra lunedì e la giornata di ieri una barca con a bordo 44 persone di nazionalità egiziana, eritrea, etiope, gambiana e algerina è arrivata al molo di Lampedusa. Sono 1100 i migranti arrivati in 36 ore nella maggiore delle isole Pelagie. Nei primi mesi del 2025 l’Italia è il Paese europeo in cui è sbarcato il maggior numero di migranti. Possiamo veramente parlare di sbarchi record rispetto al passato? Lo chiediamo a Matteo Villa, direttore del Data Lab dell'ISPI.

Focus economia
Mps espugna Mediobanca, a Siena il 62% del capitale

Focus economia

Play Episode Listen Later Sep 9, 2025


Dal prossimo 15 settembre, con il pagamento del corrispettivo dell’opas, Mediobanca diventerà controllata del Monte dei Paschi. Durante il periodo di adesione sono state consegnate 506,6 milioni di azioni, pari al 62,29% del capitale, e tra il 16 e il 22 settembre Siena potrebbe superare la soglia del 66,7% necessaria per il delisting e la fusione. Questo permetterebbe di accelerare le sinergie promesse da 700 milioni e sfruttare 2,9 miliardi di crediti fiscali in sei anni. Delfin e Caltagirone hanno aderito con il loro 30%, mentre il ritocco cash di 0,9 euro ha convinto casse di previdenza, Benetton, Amundi, Anima, Tages, Unicredit e grandi fondi come Vanguard, Fidelity e Blackrock. Anche alcune famiglie pattiste, come Tortora e Doris, hanno deciso di partecipare. Ora il consiglio del 18 settembre prenderà atto del cambio di controllo, e l’uscita di Nagel e del cda è attesa per l’assemblea del 28 ottobre. Si lavora a una lista di maggioranza Mps, con i nomi di Palermo e Morelli per la carica di ceo e di Grilli e De Vecchi per la presidenza. La nuova stagione segna la fine dell’autonomia storica di Mediobanca e apre scenari anche su Generali, dove Mps erediterà il 13,1% del Leone da Piazzetta Cuccia, in sinergia con Delfin e Caltagirone. Per Donnet e il cda di Generali si prospettano mesi difficili, con lo stop al progetto di fusione con Natixis. Intanto De Agostini ha completato la cessione delle sue quote, segno dei tempi nuovi. Ne parliamo con Luca Davi, Il Sole 24Ore.Le prospettive del Pnrr a un anno dalla scadenzaA un anno dalla scadenza del Pnrr, le difficoltà nell’attuazione emergono in tutta l’Unione europea, ma l’Italia resta tra i paesi più avanti. La Francia guida con l’82% delle scadenze già completate, seguita da Danimarca (57%), Germania (54%) ed Estonia (49%), mentre Italia e Lussemburgo si attestano al 43%. Considerando i traguardi del secondo semestre 2024, l’Italia salirebbe al 54%. Finora Roma ha ricevuto 122 miliardi su 194,4 complessivi, pari al 62,7%, e la Commissione ha dato il via libera alla settima rata da 18,3 miliardi, mentre è stata presentata la richiesta per l’ottava da 12,8 miliardi. L’Italia è quindi tra i paesi con la quota più alta di risorse già incassate, anche se il ministro con delega al Pnrr Tommaso Foti, ha annunciato per l’autunno una nuova revisione del piano. Interviene Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi, e membro CD Fondazione M&M.Rapporto Coop, 'italiani al risparmio, è l'era del deconsumismo'Secondo il Rapporto Coop 2025, il risparmio è il driver primario per il 42% degli italiani, segno che la società dei consumi lascia spazio al deconsumismo. La spesa delle famiglie cresce solo dello 0,5% rispetto a cinque anni fa, ma oltre la metà è assorbita da spese obbligate come abitazione, utenze, trasporti e cibo. I consumatori acquistano solo l’indispensabile, si orientano sul second hand, preferiscono riparare anziché sostituire e, quando spendono in tecnologia, cercano utilità più che gratificazione. Crescono le vendite di piccoli e grandi elettrodomestici, mentre calano gli acquisti di smartphone. Nei primi sei mesi del 2025 si registra una ripresa nei carrelli della spesa, con vendite in crescita del 3,8% a valore e del 2% a volume, trainate da frutta e verdura. Al contrario cala la spesa nella ristorazione fuori casa (-2,2%), con un terzo degli italiani che intende ridurla ulteriormente. La ricerca di convenienza resta alta: i discount crescono dell’1,8%, meno dei supermercati che segnano +2,7% grazie a promozioni e prodotti a marchio del distributore, oggi percepiti come equilibrio tra qualità e risparmio. Il commento è di Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative Consumatori), e curatore del Rapporto.Infermieri, fuga dalla laurea, ci sono più posti che candidatiGli infermieri restano l’emergenza numero uno della sanità italiana, con una carenza stimata di almeno 70mila unità. Per la prima volta però, al test di ammissione alla laurea triennale ci sono stati meno candidati rispetto ai posti disponibili: 19.298 domande contro 20.699 posti, con immatricolazioni effettive destinate a essere inferiori. Nei 41 atenei pubblici le domande sono scese da 19.421 a 17.215 su 18.918 posti, segnando un calo dell’11% in un anno, con punte oltre il 30% a Roma. Una parziale compensazione potrebbe arrivare dai corsi di Medicina: dopo la riforma del test di ingresso gli iscritti sono scesi a 54mila, ma il 20% ha indicato Infermieristica come alternativa nel caso di esclusione. Potrebbe quindi esserci un recupero, ma intanto la carenza di infermieri mette a rischio ospedali e avvio della sanità territoriale con le Case di comunità. Facciamo il punto con Marzio Bartoloni, Il Sole 24 Ore.

Il Mondo
Oggi sul Mondo Cultura: i film di Venezia, un romanzo sulla vaniglia, l'arte nei sotterranei del Leoncavallo e le foto di Stephen Shore

Il Mondo

Play Episode Listen Later Sep 6, 2025 3:27


L'edizione 2025 della mostra del cinema di Venezia è stata una delle migliori degli ultimi anni, con film in grado di far riflettere sulle crisi del presente. Il frutto più raro di Gaëlle Bélem racconta la storia dello schiavo africano che ha scoperto la vaniglia. Nei sotterranei del centro sociale Leoncavallo ci sono centinaia di opere di street art a rischio dopo lo sgombero. Un libro raccoglie i lavori giovanili inediti del fotografo statunitense Stephen Shore.CONLee Marshall, giornalista e critico cinematografico britannicoFrancesca Sibani, giornalista di InternazionaleMarco Teatro, artista e scenografoDaria Scolamacchia, photo editorSe ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità . Vai su internazionale.it/podcastScrivi a podcast@internazionale.it o manda un vocale a +39 3347063050Produzione di Claudio Balboni e Vincenzo De Simone.Musiche di Carlo Madaghiele, Raffaele Scogna, Jonathan Zenti e Giacomo Zorzi.Direzione creativa di Jonathan Zenti.Yorgos Lanthimos a Venezia: https://www.youtube.com/watch?v=-fR1DSWauv8Gaëlle Bélem: https://www.youtube.com/watch?v=1r3e1lopv_4&t=97sLeoncavallo: https://www.youtube.com/watch?v=-fR1DSWauv8Stephen Shore: https://www.youtube.com/watch?v=T029CTSO0IECi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti

Italian Grammar Made Easy
#207: Il Mercato e il Supermercato in Italia (Italian Only)

Italian Grammar Made Easy

Play Episode Listen Later Sep 4, 2025 6:46


In Italia, la spesa si può fare sia al mercato che al supermercato. Nei mercati si trovano prodotti freschi, tipici e locali, ed è anche un momento di incontro sociale, soprattutto nelle piazze cittadine. I supermercati, invece, sono presenti ovunque e offrono più varietà.Start learning Italian today!1. Explore more simple Italian lessons: https://italianmatters.com/2072. Download the Italian Verb Conjugation Blueprint: ⁠⁠⁠https://bit.ly/freebieverbblueprint⁠⁠⁠3. Subscribe to the YouTube lessons: ⁠⁠⁠https://www.youtube.com/italianmatters⁠⁠⁠The goal of the Italian Matters Language and Culture School is to help English speakers build fluency and confidence to speak the Italian language through support, feedback, and accountability. The primary focus is on empowering Italian learners to speak clearly and sound natural so they can easily have conversations in Italian. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.

Siri og de gode hjelperne
EP30: "Når ble tyggis guilty pleasure, Jonas?"

Siri og de gode hjelperne

Play Episode Listen Later Sep 4, 2025 40:33


Yama Wolasmal har utfordret Erna Solberg. Og med seg har han fått en liten hjelper. Er det en larve eller er det en flue? Mads Hansen er klar med ny sesong av Forræder. Hvem vil han drepe, hvem vil han gifte seg med og hvem vil han ligge med? Er det relevant? Nei, derfor spør vi.TV2 har spurt de tre statsministerkandidatene om deres guilty pleasures. Det er dørgende kjedelig med mindre du tenker tyggis er flaut.

Rossifari Podcast - Zoos, Aquariums, and Animal Conservation
Rossifari Zoo News 8.29.25 - The Travis and Taylor are Engaged Edition!

Rossifari Podcast - Zoos, Aquariums, and Animal Conservation

Play Episode Listen Later Aug 29, 2025 40:00


Dateline: August 29, 2025. Rossifari Zoo News is back with a round up of the latest news in the world of zoos, aquariums, conservation, and animal weirdness!   We start off discussing the recent collaboration I did with the Smithsonian's National Zoo and Conservation Biology Institute, and how it led to the facility and the podcast getting mentioned in the Washington Post. Then we discuss Dani Larson's takeover on Instagram that occurred this week. We then move on to our births for the week, featuring new panda cubs at Zoo Knoxville, a new elephant at Sedgwick County Zoo, impalas born at Brevard Zoo, cheetahs at Metro Richmond Zoo, and more! We then say goodbye to animals at Topeka Zoo, Newquay Zoo, Kansas City Zoo, and Potter Park Zoo.We have additional Zoo News stories from Reid Park Zoo, Clearwater Marine Aquarium, Chessington World of Adventure, and the Virginia Zoo (by way of NEI). Conservation News stories include a dhole photo contest, a new population of rhinos discovered in a unique way, the discovery of the cause of sea star wasting disease, and more! And in Other News, we talk about an orange shark and one of our listeners going to prison (for a good reason, for once). ROSSIFARI LINKS: patreon.com/rossifari to support the pod rossifari.com @rossifari on socials @rossifaripod on TikTok 

Inclusion in Progress
IIP142 Distributed Work Experts: Lessons from NEI Electric Power Engineering

Inclusion in Progress

Play Episode Listen Later Aug 29, 2025 31:23


For this episode of Inclusion in Progress, we continue our Distributed Work Expert Series with someone (gasp!) outside of the tech industry!   With this series, we've been highlighting some of the world's leading experts who continue to map, innovate, and design how work looks from inside forward-thinking companies — designing a version of work that works for teams — regardless of where they choose to work.   Our goal is to highlight distributed work leaders in companies to help forward-thinking leaders like you to: Navigate remote and hybrid work challenges with real-world examples Draw inspiration to find a distributed work model that is best suited for your teams Reimagine your workplaces with research-backed insights from experts at the forefront of the future of work conversation   For this episode, we're joined by Grayson Harris, flexible work and engagement partner at NEI  Electric Power Engineering, who shares their journey as a flexibility-first company in an industry that's not traditionally known for offering flexible work options.   Grayson shares how NEI leaders have encouraged workplace innovation with their NEI Nomad Program, intentional in-person periods, and other data-driven frameworks and initiatives to attract top talent and encourage growth and productivity.  

Zoo Logic
Aloha NEI TEC Podcast

Zoo Logic

Play Episode Listen Later Aug 21, 2025 29:56


After five years and nearly 300 weekly episodes on animals, training, human behavior and much more, Natural Encounters' TEC podcast is hitting the long pause. Show hosts Ari Bailey and Chris Jenkins have decided now may be the right time to sunset the long-running, keeper-trainer favorite, now that Chris has accepted an executive director role at another zoo. The hosts discuss their mutual long history at NEI training animals and people, as well as, their favorite episodes and guests, as well as, a few that didn't quite make it!  Animal Care Software

The TEC Talk Podcast: Presented by Natural Encounters, Inc.
Episode 278: Kids These Days Say The Darndest Things (with Michael Van Horne, Natural Encounters, Inc.)

The TEC Talk Podcast: Presented by Natural Encounters, Inc.

Play Episode Listen Later Aug 15, 2025 40:37


Ari sits down with NEI's own Michael Van Horne this week to chat about what it's like being a young person in the field. Michael talks about his time at college and his philosophy to help him focus on his own growth while supporting his teammates. He also helps Ari with some Gen Alpha slang and they wrap it all up with the latest NEI team building craze - Marble Olympics!If you have a shout-out you'd like us to share, a question or a topic you'd like us to discuss, or a suggestion for a guest we should have on the show, let us know at podcast@naturalencounters.com!