2009 studio album by Mina
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La realtà europea e i fiumi hanno una cosa in comune: sono in difficoltà. Facile il confronto tra questi due mondi: quello delle acque, che segnano il territorio del Continente, e i pilastri morali e civili che quel Continente ha creato e su cui si basano tutte le società e le culture dei paesi europei.Una serie di conferenze ci racconta queste due realtà. Da una parte le siccità e le alluvioni causate dalla crisi climatica, dall'altro una impercettibile ma costante forma di sgretolamento delle certezze che hanno segnato l storia d'Europa degli ultimi ottant'anni. Un lungo periodo di pace, il più longevo nella storia, sembra essere messo in discussione da venti contrari alle conquiste sociali, civili ed economiche che caratterizzano il Vecchio Continente e lo rendono unico nel panorama globale.E la Svizzera? Alcuni grandi fiumi europei nascono nella Confederazione, sfociano nel Mediterraneo, nel Mare del Nord, nel Mar Nero, segnano il respiro dell'Europa, ne raccontano la storia e le difficoltà ambientali.Millevoci racconta il profondo legame tra la geografia e la Storia d'Europa, che vede la Svizzera al centro di questo Continente.Prendendo spunto da una serie di conferenze organizzate da Lugano dal 22 settembre al 2 dicembre, al LAC, alla Biblioteca cantonale e al Consolato generale d'ItaliaCon: Giuliano Di Baldassarre, professore di Idrologia all'università di Uppsala, Cristina Bettelini presidente dell'associazione Fare Arte nel nostro tempo quasi 15 anni di attività nel mondo dell'arte, Ernesto Borchi docente di Sacra Scrittura alle facoltà teologiche di Napoli e Padova e coordinatore della Formazione Biblica nella Diocesi di Lugano, Angela Vettese, docente di arte contemporanea allo IUAV l'istituto universitario di Architettura di Venezia, storica e critica dell'arte, Bernardino Regazzoni Ambasciatore in numerose missioni diplomatiche della Confederazione, dallo Sri Lanka all'Italia alla Francia alla Cina, per ricordarne alcuni incarichi all'interno del Dipartimento Federale degli affari esteri, commentatore di affari internazionali
L'IA fait s'effondrer le coût de production, mais pas celui de la vérification. Nous entrons ainsi dans un monde où textes, analyses, images et décisions peuvent être produits en masse, tandis que notre capacité à en garantir la fiabilité reste limitée. Cet écart constitue un défi stratégique pour les organisations et, au-delà, une menace pour un bien collectif essentiel : la confiance.
E questa è una buona cosa.
On vous a tellement fait croire qu'expanser dans votre business était difficile, que vous avez fini par normaliser la difficulté.Puis vous avez appris aussi que facile = arnaque. Vous avez donc installé le difficile comme quelque chose de naturel.Et ensuite vous vous demandez pourquoi c'est si "difficile" alors que vous rêvez que ce soit facile.Dans cet épisode, je vous partage les 5 points qui vont rendre votre expansion bien plus facile que ce qu'on vous a fait croire, et pourquoi.Pour savoir à quel niveau d'identité vous jouez vraiment dans votre business: https://bit.ly/4d14EJxRejoindre LE CLUB PREMIUM : https://bit.ly/4ADrXU2Merci pour vos commentaires, vos partages et vos 5 étoiles ⭐⭐⭐⭐⭐ si vous aimez le podcast !Hébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
Nuit compliquée, agitée, trop courte car tu t'es couché tard ou parce que les enfants t'ont réveillé ? Et ce matin la séance de vitesse au programme te semble être une mauvaise idée : tu penses déjà la transformer en footing tranquille pour te ménager. Dans cet épisode je questionne ce réflexe et tu vas repartir avec une grille de décision simple pour savoir quand maintenir, alléger ou reporter ta séance, sans culpabiliser et sans te fier à un réflexe qui n'est peut-être pas le bon.Gratuit : le guide de la sortie longue : https://go.soulier.xyz/sortielonguekm42Liens :Gratuit - Le Kit Reboot pour retrouver la forme : https://km42.soulier.xyz/kitLe Hamsters Running Club (gratuit) : https://go.soulier.xyz/hrcLe Protocole Perte de Gras : https://go.soulier.xyz/protocolekm42Le programme FlowFit : https://go.soulier.xyz/flowfitkm42Le programme Tout le monde peut courir plus vite https://go.soulier.xyz/vitePosez vos questions :https://go.soulier.xyz/questionsTous les liens vers les anciens épisodes : https://km42.soulier.xyz/474Tu as mal dormi. La nuit a été courte, agitée, ou carrément blanche, et le programme du jour prévoyait une séance de vitesse ou de seuil. Le réflexe classique : transformer ça en footing tranquille, réduire la distance, ou carrément annuler. Dans cet épisode je remets ce réflexe en question à partir des travaux de chercheurs comme Guillaume Millet, physiologiste du sport et professeur à l'Université Jean Monnet de Saint-Étienne, Boris Cheval, Matthieu Boisgontier ou Carol Dweck.Premier constat : une privation de sommeil, même une nuit blanche, n'altère pas la capacité à produire un effort maximal ou très court. Le système nerveux central garde son niveau d'activation. Ce qui chute nettement, c'est la capacité à maintenir la performance en endurance sur les efforts prolongés, ainsi que les fonctions cognitives. Le vrai problème n'est donc pas « je suis moins fort », c'est « je tiens moins longtemps ». Et l'exercice intense va plus loin : il active le cerveau au point de masquer temporairement les effets du manque de sommeil.Alors pourquoi choisit-on presque toujours l'inverse, le footing lent, par réflexe ? Je t'explique le mécanisme grâce aux recherches sur le self-control et le Flush Model. Tu vas comprendre pourquoi la sortie longue, perçue comme pénible, a moins de chances de passer, et pourquoi une séance courte et intense peut au contraire te faire du bien, physiquement et sur le plan du moral. Tu repars avec une grille de décision concrète, et même une stratégie pour repositionner tes sorties longues et pour anticiper les journées difficiles.Dans cet épisode :Faut-il courir quand on a mal dormi, ou vaut-il mieux alléger la séance ?Qu'est-ce qu'on perd vraiment physiquement après une mauvaise nuit, selon les travaux de Guillaume Millet ?Pourquoi une séance courte et intense est-elle souvent plus facile à réaliser qu'une sortie longue quand on est fatigué ?Comment l'exercice physique peut-il masquer temporairement les effets du manque de sommeil ?Qu'est-ce que le Flush Model et pourquoi explique-t-il ton envie de rester sur le canapé ?Comment fonctionne le tir à la corde entre tes intentions et tes automatismes de sédentarité ?Comment appliquer le sleep banking pour aborder tes séances exigeantes avec moins de fatigue ?Quelle grille de décision utiliser pour savoir si tu dois maintenir, alléger ou reporter ta séance ?Nouveau : Le protocole Perte de Gras 2026 ❤️ Me suivre : Tous les liens sont ici
La disciplina delle perdite su crediti aggiornata al Codice della crisi, la scadenza di fine mese per la domanda di accredito figurativo per cariche elettive e sindacali, la svalutazione delle immobilizzazioni in base ai flussi di reddito per le imprese minori, come evitare il rischio recapture del tax credit 4.0. A cura di Norberto Villa
Ti è mai capitato di parlare in italiano e di sentirti un po'… un robot? "Io mangio. Io bevo. Io studio. Io dormo." Frasi corte, staccate, tutte una dietro l'altra, come i vagoni di un trenino. Se vuoi che il tuo italiano suoni finalmente fluido, naturale e da vero madrelingua, esiste una categoria di paroline magiche che devi assolutamente conoscere. Sono piccole, spesso lunghe una o due sillabe, ma tengono in piedi tutto il discorso: sono le congiunzioni. In questo articolo le vediamo tutte, sia coordinanti sia subordinanti, e scoprirai anche quali di loro nascondono dentro di sé il temutissimo congiuntivo. La Guida Definitiva alle Congiunzioni Italiane La parola "congiunzione" viene dal verbo congiungere, che significa "unire", "collegare". E infatti le congiunzioni servono esattamente a questo: sono quelle parole invariabili — cioè che non cambiano mai forma — che collegano tra loro due parole oppure due frasi. Un esempio semplicissimo: "Mangio la pizza. Bevo la birra." → due frasi separate, un po' rigide. "Mangio la pizza E bevo la birra." → una frase sola, molto più fluida. Visto? Le congiunzioni sono come la colla della lingua italiana. Senza di loro, tutto si sbriciola. Ora, le congiunzioni si dividono in due grandi famiglie: Le congiunzioni COORDINANTI, che collegano due elementi dello stesso livello, cioè due elementi "alla pari". Le congiunzioni SUBORDINANTI, che invece collegano due frasi mettendone una al servizio dell'altra: una frase principale e una frase secondaria che dipende da lei. Le Congiunzioni Coordinanti Le coordinanti uniscono due parole o due frasi che hanno la stessa importanza: nessuna comanda sull'altra, sono colleghe. Ne esistono di vari tipi. Vediamoli uno per uno. 1. Copulative Servono ad aggiungere, a sommare. Le principali: e, anche, pure, inoltre, né, neanche, nemmeno, neppure. Ho comprato il pane E il latte. Non è venuto Marco e NEMMENO Luca. Non mangio la carne NÉ il pesce. Curiosità grammaticale: il "né" è una doppia negazione… ma è corretta! In tante lingue la doppia negazione è vietata. In italiano no: con "né… né" la doppia negazione è addirittura obbligatoria. Si dice "Non mangio né carne né pesce". Se togli il "non", la frase suona sbagliata! Curiosità — La "d eufonica": quando la "e" si trova davanti a un'altra parola che comincia anch'essa per "e", spesso diventa "ed", per rendere il suono più scorrevole. Si chiama proprio "d eufonica", dal greco euphonía, "suono piacevole". Quindi dirai "Italia ED Europa", non "Italia e Europa". Lo stesso vale per la "a", che davanti a un'altra "a" diventa "ad": "L'ho detto AD Anna". La regola moderna consiglia di usare questa "d" soprattutto davanti alla stessa vocale; restano però comuni alcune espressioni fisse come "ad esempio". 2. Disgiuntive Indicano un'alternativa, una scelta, un'esclusione. Le principali: o, oppure, altrimenti. Preferisci il tè O il caffè? Sbrigati, ALTRIMENTI perderemo il treno! 3. Avversative Esprimono un contrasto, un'opposizione. Le principali: ma, però, tuttavia, anzi, eppure, bensì. Vorrei uscire, MA piove. Non sono arrabbiata, ANZI, sono felicissima! ("anzi" rovescia completamente il senso: significa "al contrario".) Studio tanto, EPPURE non ricordo niente! La congiunzione preferita da chi non ha voglia di fare le cose è, senza dubbio, "però": "Vorrei studiare l'italiano… PERÒ oggi fa troppo caldo. PERÒ domani ho da fare. PERÒ magari la settimana prossima…". 4. Esplicative Introducono una spiegazione, un chiarimento. Le principali: cioè, infatti, ossia, vale a dire. Torno tra un attimo, CIOÈ tra cinque minuti. Aveva ragione: INFATTI è andata proprio come diceva lui. 5. Conclusive Introducono una conclusione o una conseguenza. Le principali: quindi, dunque, perciò, pertanto, allora. Piove, QUINDI prendo l'ombrello. "Penso, DUNQUE sono." (la famosissima frase del filosofo Cartesio!) 6. Correlative Vanno sempre in coppia, si "richiamano" a distanza. Le principali: sia… sia, o… o, né… né, non solo… ma anche. SIA io SIA mia sorella parliamo italiano. NON SOLO è bello, MA ANCHE simpatico. Tabella Riassuntiva delle Congiunzioni Coordinanti TipoFunzioneEsempiCopulativeAggiungere, sommaree, anche, pure, inoltre, né, neancheDisgiuntiveIndicare un'alternativao, oppure, altrimentiAvversativeEsprimere un contrastoma, però, tuttavia, anzi, eppure, bensìDichiarativeIntrodurre una spiegazionecioè, infatti, ossia, vale a direConclusiveIntrodurre una conclusionequindi, dunque, perciò, pertanto, alloraCorrelativeAndare in coppiasia… sia, o… o, né… né, non solo… ma anche Le Congiunzioni Subordinanti Ora arriva la parte un pochino più impegnativa. Le congiunzioni subordinanti collegano due frasi, ma non "alla pari": una delle due (la subordinata) dipende dall'altra (la principale). La subordinata, da sola, di solito non ha senso compiuto. Esempio: "Sono felice PERCHÉ ho superato l'esame." "Sono felice" → frase principale, sta in piedi da sola. "perché ho superato l'esame" → frase subordinata: da sola resta appesa, incompleta. Anche le subordinanti hanno tantissimi tipi, in base al significato che aggiungono. Vediamo i più importanti. 1. Causali Indicano la CAUSA, il motivo. Le principali: perché, poiché, siccome, dato che, visto che, dal momento che, giacché. Non esco PERCHÉ sono stanca. SICCOME piove, resto a casa. Curiosità utilissima: "siccome" si mette quasi sempre all'inizio della frase, mentre "perché" di solito va in mezzo. Quindi dirai "Siccome piove, resto a casa" oppure "Resto a casa perché piove", ma NON "Resto a casa siccome piove". 2. Finali Indicano lo SCOPO, l'obiettivo (per quale fine?). Le principali: affinché, perché. Reggono il congiuntivo! Ti scrivo tutto AFFINCHÉ tu non dimentichi. Parla piano PERCHÉ tutti possano capire. Il doppio volto di "perché": hai notato che "perché" è comparso due volte, tra le causali E tra le finali? Non è un errore! "Perché" è una congiunzione furba, che fa due lavori: Quando è CAUSALE (risponde a "per quale motivo?"), vuole l'indicativo: "Studio perché mi PIACE." Quando è FINALE (risponde a "per quale scopo?"), vuole il congiuntivo: "Te lo spiego perché tu CAPISCA." Un solo "perché", due significati e persino due modi verbali diversi! 3. Temporali Indicano il TEMPO. Le principali: quando, mentre, appena, non appena, prima che, dopo che, finché, ogni volta che. MENTRE cucino, ascolto la musica. Ti chiamo APPENA arrivo. Sbrigati PRIMA CHE il negozio chiuda. (+ congiuntivo!) 4. Concessive Indicano una CONCESSIONE, cioè un ostacolo che però non ferma l'azione (nonostante qualcosa). Le principali: benché, sebbene, nonostante, malgrado, anche se, per quanto. ANCHE SE piove, esco lo stesso. (+ indicativo) SEBBENE piova, esco lo stesso. (+ congiuntivo!) Attenzione a questa coppia insidiosa! "Anche se" e "sebbene / benché" significano quasi la stessa cosa. MA: "anche se" vuole l'indicativo, mentre "sebbene", "benché", "nonostante", "malgrado" vogliono il congiuntivo. Errore classico da evitare! 5. Condizionali Indicano una CONDIZIONE (solo a una certa condizione succede qualcosa). Le principali: se, qualora, purché, a patto che, a condizione che, nel caso in cui. Per approfondire, puoi consultare la guida sul periodo ipotetico italiano. SE studi, imparerai. Ti presto la macchina PURCHÉ tu guidi piano. (+ congiuntivo!) 6. Consecutive Indicano una CONSEGUENZA. Le principali: così… che, tanto… che, cosicché, al punto che, in modo che. Ero COSÌ stanca CHE mi sono addormentata sul divano. Ha mangiato TANTO CHE è quasi scoppiato (per modo di dire, eh!). 7. Modali e Comparative Indicano il modo o il confronto. Modali (come, come se): Fai COME ti ho detto. / Si comporta COME SE fosse il capo. (+ congiuntivo!) Comparative (più… che, meno… di, (così)… come, (tanto)… quanto): È più simpatico CHE intelligente. 8. Dichiarative La reginetta di tutte, che (e a volte come). La congiunzione "che" è probabilmente la più usata in assoluto: la trovi davvero dappertutto. Penso CHE tu abbia ragione. (+ congiuntivo!) So CHE sei bravo. (+ indicativo) 9. Eccettuative / Esclusive Le principali: a meno che (non), tranne che, salvo che, senza che. Vengo alla festa, A MENO CHE NON piova. (+ congiuntivo!) Curiosità curiosa: in "a meno che NON piova", quel "non" non è una vera negazione: è "pleonastico", cioè decorativo. La frase significa "vengo, tranne nel caso in cui piova". Sembra strano, ma è così! Tabella Riassuntiva delle Congiunzioni Subordinanti TipoFunzioneModo verbaleCausaliIndicare la causaIndicativoFinaliIndicare lo scopoCongiuntivoTemporaliIndicare il tempoIndicativo (o congiuntivo con "prima che")ConcessiveIndicare una concessioneCongiuntivo (indicativo con "anche se")CondizionaliIndicare una condizioneCongiuntivo (indicativo con "se")ConsecutiveIndicare una conseguenzaIndicativoModali / ComparativeIndicare il modo o il confrontoIndicativo (congiuntivo con "come se")DichiarativeIntrodurre una dichiarazioneIndicativo o congiuntivoEccettuativeIndicare un'eccezioneCongiuntivo Quali Congiunzioni Vogliono il Congiuntivo? Il Riassunto Salvavita Per molti studenti il vero incubo non è la congiunzione in sé, ma il fatto che alcune congiunzioni obbligano a usare il congiuntivo. Ecco un mini-riassunto da tenere sempre a portata di mano. Chiedono il congiuntivo soprattutto: Le finali: affinché (e perché quando è finale). Le concessive: benché, sebbene, nonostante, malgrado, per quanto. Le condizionali del tipo: purché, qualora, a patto che, a condizione che, nel caso in cui. Alcune particolari: prima che, a meno che (non), senza che, come se. Piccolo trucco (con avviso!...
Alexander Zverev composte son billet pour le dernier carré de l'US Open après sa victoire maitrisée en trois manches face au Néerlandais Botic van de Zandschulp. L'Allemand confirme sa régularité impressionnante au plus haut niveau cette saison, mais une question persiste sur le plateau de Sans Filet : que vaut réellement cette qualification pour les demi-finales ? Entre deux premiers tours piégeux bouclés au bout du cinquième set et une partie de tableau qui s'est considérablement ouverte, Sascha avance-t-il avec les certitudes d'un futur champion ? Si la gestion de son parcours force le respect, l'absence de cadors sur sa route jusqu'ici pourrait se transformer en cadeau empoisonné au moment de franchir le dernier cap. Zverev manque-t-il de rythme au très haut niveau pour aller soulever le trophée à New York, ou profite-t-il au contraire de la fraîcheur parfaite pour conclure ? Retrouvez l'analyse tranchée, les échanges enflammés et les pronostics de la bande de Sans Filet pour tout comprendre aux enjeux de cette demi-finale.Ce podcast est hébergé par Podcastics, la plateforme pour créer et diffuser votre podcast facilement.
Nel giorno della riunione della Banca Centrale Europea, da cui si attende un rialzo dei tassi di interesse, analizziamo i possibili effetti per chi ha un mutuo o sta pensando di accenderne uno. Ospite Andrea Polo, direttore comunicazione di Facile.it.A seguire, uno sguardo ai mercati dopo l'estate e alle prospettive per i risparmiatori in una fase caratterizzata da inflazione, tensioni geopolitiche e scelte delle banche centrali. A venticinque anni dagli attentati dell'11 settembre ripercorriamo gli eventi che più hanno influenzato economia e mercati in questo quarto di secolo e analizziamo le opportunità e i rischi per gli investitori nella fase attuale. Con Enrico Vaccari, Head of Institutional Client Development di Zurich Bank.
durée : 00:02:48 - Farrah, du collectif Miam 64, dévoile sa méthode pour réussir des gnocchis maison. Du choix d'une pomme de terre farineuse à la cuisson vapeur, en passant par la congélation, quelques astuces permettent d'obtenir la bonne texture et de gagner du temps en cuisine. Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France
La DGFiP promettait depuis des années que vos données étaient en sécurité, entre les mains de l'État français, seul "tiers de confiance légitime". Un hacker avec un seul nom d'utilisateur et un mot de passe a suffi pour tout prendre. Deux intrusions, +678 000 personnes exposées, et un ministère qui annonce la double authentification comme une innovation.Le problème n'est pas technique. Il est structurel. L'ANSSI alerte depuis des années. Les experts cyber fuient la fonction publique. Et pendant ce temps, la France empile les lois numériques sans jamais sécuriser ce qu'elle collecte déjà.La vraie question n'est plus comment mieux protéger nos données. C'est, est-ce que l'État est encore capable de nous protéger ?===================⏱️ DANS CET ÉPISODE :===================0:00 — Intro0:48 — Présentation des invités1:50 — Le hack de la DGFIP: la promesse de souveraineté s'effondre4:29 — Sans double authentification: comment le hacker a tout pris7:05 — La réponse pourrie du gouvernement9:36 — Pas un accident isolé: les administrations françaises hackées en série15:14 — [Sponsor] Google Cloud au service de l'innovation française !16:38 — Qui est responsable ? Des décideurs sans culture numérique19:15 — L'ANSSI crie depuis des années: et personne ne les écoute22:14 — La France est-elle vraiment plus vulnérable que les autres ?25:04 — Les meilleurs profils cyber fuient l'État pour le privé33:56 — Facturation électronique obligatoire: toutes vos données économiques exposées35:30 — Il fallait son passeport pour tweeter: le Conseil dit non38:34 — Confier nos données à Microsoft: une hérésie ou une nécessité ?42:10 — Le RGPD ne sert à rien: l'aveu qui dérange==================
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ozempic, Wegovy, Mounjaro... Ces injections qui coupent la faim étaient réservées, il y a encore peu, aux stars d'Hollywood. Elles se démocratisent à toute vitesse. Pourtant, ces médicaments ne devraient être prescrits que sous conditions strictes. Décryptage avec Dominique Dürrer, médecin spécialisée dans la prise en charge de l'obésité, présidente d'Eurobesitas et directrice médicale de deux centres spécialisés à Vevey et à Neuchâtel. Journaliste: Juliane Roncoroni Réalisation: Jonah Dubois Pour aller plus loin: - eurobesitas.org, association de patient·e·s atteint·e·s d'obésité - "Retour de la maigreur à Hollywood : peut-on alerter sans commenter ?", France Inter, 1 septembre 2026 (en ligne) Nous écrire ou nous proposer des questions: +41 79 134 34 70 ou pointj@rts.ch