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Milo Infante rompe con la Rai: dimissioni, Mediaset e un futuro tutto da scrivereLe dimissioni dalla vicedirezione degli Approfondimenti Rai hanno acceso il mercato televisivo. Milo Infante, forte dei risultati ottenuti con Ore 14, sarebbe vicino a una nuova avventura in Mediaset. Tra programmi di cronaca, trattative e tentativi della Rai di trattenerlo, la vicenda potrebbe cambiare gli equilibri della prossima stagione TV.#MiloInfante #Mediaset #Rai #Ore14 #TVNews
Patrizia Debicke van der Noot"L'inglese di Tiziano"AltreVoci Edizioniwww.altrevociedizioni.itDicembre 1545.Un'Europa dilaniata dallo scontro tra cattolici e protestanti trattiene il respiro: a Trento si apre il Concilio destinato a ridisegnare il destino della cristianità. Ma dietro le solenni vesti cardinalizie si agitano ambizioni, rancori e paure. Il legato del papa è un nemico temibile per Enrico VIII, sovrano ormai preda della follia e della crudeltà senile, che dalla sua corte libera veleni, intrighi e assassini. In questo clima di sospetti, prende il via il viaggio in Italia di Lord Templeton, giovane e brillante figlioccio del potente duca di Norfolk, inviato segreto della corona inglese. La sua prima tappa è Venezia, città di maschere e di inganni. Lord Templeton desidera farsi ritrarre da Tiziano, ma il ritratto è solo una copertura. Durante il fastoso ricevimento di Carnevale al Palazzo dei Dogi, tra musiche, velluti e sguardi ambigui, sventerà un complotto mortale che coinvolge la seducente cortigiana Angela Gradi e salverà la vita al nipote del papa, il cardinale Alessandro Farnese. Al suo fianco, Templeton giungerà a Roma, conquistandone la fiducia e l'amicizia. Ma nella città eterna, dove il potere si mescola al peccato, una bellissima duchessa romana lo attirerà in una rete di desiderio e tradimento, esponendolo a un pericoloso passo falso.Qual è il segreto che Lord Templeton nasconde? E qual è il vero scopo della sua missione?Il tempo stringe. Un piano infernale sta per scattare. E il destino dell'Europa potrebbe cambiare per sempre.Patrizia Debicke van der Noot è nata a Firenze e dopo varie esperienze lavorative dal 2003 si dedica alla scrittura. Ha viaggiato molto e ha trascorso la sua vita sia in Italia che all'estero.Ha scritto romanzi, gialli, gialli storici con Corbaccio (tra cui L'uomo dagli occhi glauchi ora ripubblicato da AltreVoci con il titolo L'Inglese di Tiziano), TEA, Todaro e AliRibelli, e racconti per antologie e racconti lunghi pubblicati in e-book con Milano Nera e Delos Digital. Ha vinto diversi premi, tra cui il Premio alla carriera al IX Premio Europa nel 2012 e il premio della critica al Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” di Seravvezza nel 2015 per La sentinella del papa. Nel 2022 si classifica seconda al Liberi di Scrivere Award con Il segreto del calice fiammingo e nel 2025 vince il Premio Selezione IusArteLibri e Festival 2025 per la sezione “Storie Nobili e Nobiliari”.È collaboratore editoriale di Writers Magazine Italia, Milano Nera, Contorni di noir, Libro guerriero e Liberi di Scrivere, e coordinatore e conduttore per il Festival del Giallo di Pistoia. Tiene conferenze storiche per il FAI, per gli Istituti Italiani di Cultura di Francia e Lussemburgo, per l'Università del Lussemburgo. Conduce workshop di scrittura per scuole medie e superiori.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quali sono le qualità di un ottimo romanzo noir? E che differenza c'è tra noir e giallo? Quando si scrive di cronaca nera fino a che punto si può spingere il giornalista? Quando si racconta un delitto si deve seguire solo la bussola della verità o anche l'etica conta? E più in generale, cosa porta un autore a scrivere… di qualunque cosa? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo in questa nuova puntata di “Alice”, dedicata all'intersezione tra detective story e scrittura. Il primo ospite del giorno è François Morlupi, un autore di romanzi noir di successo, due volte vincitore del premio Scerbanenco. Morlupi, creatore della serie noir dei Cinque di Monteverde, ha appena pubblicato per Feltrinelli il primo volume di una nuova saga, Il cielo degli invisibili.Si parlerà poi di giornalismo d'inchiesta e cronaca nera con Enzo D'Antonio, traduttore di Il giornalista e l'assassino di Janet Malcolm. Il reportage, che secondo Emmanuel Carrère dovrebbe essere inserito nei manuali di scrittura, è stato pubblicato pochi giorni fa per la prima volta in italiano da Adelphi. Infine, il consiglio di lettura. Questo mese il critico Roberto Galaverni ci propone il Dizionario del grafomane (Sellerio) di Antonio Castronuovo. Si tratta di un volume enciclopedico che riunisce voci su qualsiasi cosa sia legata alla letteratura, da “Baker Street” a “Falsario”.
Quali sono le qualità di un ottimo romanzo noir? E che differenza c'è tra noir e giallo? Quando si scrive di cronaca nera fino a che punto si può spingere il giornalista? Quando si racconta un delitto si deve seguire solo la bussola della verità o anche l'etica conta? E più in generale, cosa porta un autore a scrivere… di qualunque cosa? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo in questa nuova puntata di “Alice”, dedicata all'intersezione tra detective story e scrittura. Il primo ospite del giorno è François Morlupi, un autore di romanzi noir di successo, due volte vincitore del premio Scerbanenco. Morlupi, creatore della serie noir dei Cinque di Monteverde, ha appena pubblicato per Feltrinelli il primo volume di una nuova saga, Il cielo degli invisibili.Si parlerà poi di giornalismo d'inchiesta e cronaca nera con Enzo D'Antonio, traduttore di Il giornalista e l'assassino di Janet Malcolm. Il reportage, che secondo Emmanuel Carrère dovrebbe essere inserito nei manuali di scrittura, è stato pubblicato pochi giorni fa per la prima volta in italiano da Adelphi. Infine, il consiglio di lettura. Questo mese il critico Roberto Galaverni ci propone il Dizionario del grafomane (Sellerio) di Antonio Castronuovo. Si tratta di un volume enciclopedico che riunisce voci su qualsiasi cosa sia legata alla letteratura, da “Baker Street” a “Falsario”.
Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di plagio.Copertine simili, titoli identici, testi copiati: ma stiamo davvero parlando di plagio?In questa puntata metto ordine e ti spiego:– quando una copertina NON è plagio– perché i titoli possono coincidere– che cos'è davvero plagio dentro un testo– cosa si può fare (e cosa no) quando si usano delle fonti– cosa controlla davvero una casa editrice– perché la responsabilità è sempre dell'autoreE soprattutto: perché dimostrare un plagio è molto più complesso di quanto si pensi.Se scrivi – narrativa o saggistica – questo è un punto che devi avere chiarissimo.⸻LINK UTILISe vuoi capire meglio come funzionano i contratti editoriali – incluse le clausole di responsabilità e manleva – trovi qui il Master Lab dedicato: https://edday.it/corsi/masterlab-contratto-editoriale/
Il Giardino di Boboli Sotto Sopra Dentro le mura della città di Firenze c'è un meraviglioso giardino. Vialetti nel verde contornati da vasche e fontane. Larghe scalinate che salite con gli occhi rivolti al cielo danno l'illusione di poterlo toccare. Questa è la bellezza che tutti possono vedere ed ammirare. Al disotto esiste un regno sconosciuto che solo chi ha immaginazione può scoprire. Una lieve discesa sul lato destro porta alla grotta del Buontalenti, da cui si apre un passaggio sotterraneo in profondità, che conduce ad un mondo misterioso. Le radici degli alberi del giardino di sopra crescono e germogliano riformandosi alla rovescia, come attraverso uno specchio. Tra i rami nidi di pesci volanti. Uccelli che scivolano sull'acqua liscia in mezzo alle ninfee. Un pero e un melo, appoggiati a una panchina, parlano del più e del meno, sgranocchiando pistacchi tostati. Mentre le api sedute sotto un pergolato di fragole suonano una leggera musica jazz profumata di lavanda. Spruzzi di acqua sì e no, bagnavano prati e piante alla luce del tramonto. Improvvisamente una cascatella di acqua, formata da un piccolo fiume, accelerando si apre. All'istante un viale alberato prende forma in salita, indicando la strada da seguire. In questo regno incontaminato, non controllato dall'uomo, niente è impossibile. Al culmine del percorso, una grande apertura, sopra le scalinate nel giardino di Boboli, che riappare con le sue meraviglie e la sua storia. In alto un mantello di blu intenso stellato avvolge Firenze in una calda notte estiva. — Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
In questo episodio ti racconto 5 modi creativi con cui ho trovato clienti per scrivere agli inizi della mia carriera come copywriter.Oggi sono un'imprenditrice, ma al tempo ero timida.L'idea di andare a bussare alla porta mi faceva sentire scomoda e un po' aggressiva.Inoltre non volevo dare l'idea di avere troppo bisogno.Cosa potevo fare, quindi?Mi sono messa a tavolino e ho studiato 5 strategie che guardassero un po' più in là delle classiche dinamiche. Più originali, più innovative...che facessero centro.Le trovi in questo episodio: sono sicura che aiuteranno anche te a trovare clienti, se sei agli inizi della tua carriera nella scrittura.Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti
Rita Svandrlik"Scrivere per esistere"Vita e opere di Ingeborg BachmannCarocci Editorewww.carocci.itFornendo un nuovo sguardo d'insieme, completo e aggiornato, sulla vita e sulle opere della scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (1926-1973), il volume invita alla lettura dei suoi testi, molti dei quali composti durante i vari periodi di soggiorno in Italia, a Ischia, a Napoli e soprattutto a Roma. Ampiamente tradotta in italiano, oggi Bachmann sta riscuotendo l'attenzione di nuove generazioni, dopo l'appassionata ricezione degli anni Ottanta e Novanta da parte della cultura femminista. Intellettuale cosmopolita ed europea, viene considerata ormai un'autrice classica del Novecento, con una produzione che dalle prime raccolte liriche di grande risonanza arriva, attraverso radiodrammi, saggi e due libretti d'opera, alla straordinaria prosa narrativa. Anche i momenti di crisi personale non le hanno impedito di dedicarsi completamente alla scrittura, accettando la sfida rappresentata dal linguaggio corrotto delle opinioni e delle frasi fatte, per allargare l'orizzonte del dicibile e del possibile: chi scrive può infatti «rappresentare l'epoca sua e presentare qualcosa per cui il tempo non è ancora venuto». Memoria del passato e meticolosa analisi dei meccanismi del potere creano nei suoi testi «un regno aperto al futuro di cui non conosciamo i confini».Rita SvandrlikHa insegnato Letteratura tedesca all'Università di Firenze. Si è occupata di costruzioni mitiche del femminile, di letteratura austriaca (Grillparzer, Stifter, Musil) e di varie autrici, tra cui Jelinek, Wolf, Haushofer. Con Carocci editore ha pubblicato, tra l'altro, la monografia Ingeborg Bachmann: i sentieri della scrittura. Poesie, prose, radiodrammi (1^ rist. 2024); ha curato il volume Das dreißigste Jahr (2020) dell'Edizione di Salisburgo delle “Opere e Lettere” di Bachmann.Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller, è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.È grazie alla poesia che Bachmann inizia a scrivere. Alla parola Bachmann chiede di essere “libera, chiara, bella”, alla parola si affida per essere salvata. Per la scrittrice la poesia, come del resto la letteratura, deve perseguire il vero, usare il linguaggio in modo responsabileDi Ingeborg Bachmann (1926-1973) Adelphi ha pubblicato Malina (1973), Tre sentieri per il lago (1980), II trentesimo anno (1985), Il caso Franza - Requiem per Fanny Goldmann (1988), Il buon Dio di Manhattan - Un negozio di sogni - Le cicale (1991), Il dicibile e l'indicibile (1998) e Il libro Franza (2009). Diario di guerra è apparso postumo in Germania nel 2010 e viene pubblicato da Adelphi nel 2011.Ingeborg Bachmann muore nel 1973, nel reparto grandi ustionati dell'ospedale romano Sant'Eugenio, dopo ventidue giorni di agonia. Le circostanze della sua morte rimangono a tutt'oggi misteriose, impenetrabili.«Se siamo veri, lo siamo di notte, appena stiamo completamente soli.» - Non conosco mondo migliore, Ingeborg BachmannDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Hai solo un'idea e ti chiedi se abbia senso contattare un editor prima di iniziare a scrivere? Sì. E spesso è la scelta che ti fa risparmiare mesi di lavoro. In questa puntata ti spiego cosa fa davvero un editor quando il testo ancora non esiste:- come si lavora su un'idea- come si individua la direzione giusta- perché una stessa idea può diventare storie completamente diverse- cosa cambia tra editor esterno e editor di casa editrice- su cosa si lavora davvero: punto di vista, personaggi, archi narrativiSe scrivi – o vuoi scrivere – questo è uno dei passaggi più sottovalutati del processo creativo.Perché il lavoro non inizia quando il testo è finito.Inizia molto prima. LINK UTILISe hai un'idea e vuoi lavorarci insieme a me o con l'agenzia:
Ep.367 - Gli sviluppatori più veloci spesso nascondono il rischio più grande: accettare codice generato dall'AI senza capirlo davvero. In questa puntata Edoardo e Marco ascoltano un messaggio vocale inviato da Andrea Sprega, CTO di Slope, di come l'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di scrivere codice.Cosa succede quando la pigrizia prende il sopravvento sul giudizio? E soprattutto, qual è il confine tra usare l'AI come leva e delegarle il controllo?
ContestoEpisodio nato last-minute. L'idea: riprendere un episodio di 5 anni fa e commentare cosa è cambiato da allora. Spoiler: è invecchiato male.Temi principaliDal muratore al guardiano. Nel 2020 si criticava la tendenza a concentrarsi sui dettagli implementativi (cappello del muratore) invece che sul sistema (cappello dell'ingegnere). Oggi il lavoro micro sta sparendo: servono nuovi cappelli, quello dell'addestratore (guidare l'LLM) e quello del guardiano (custodire l'intento).Code review insostenibili. Il codice generato dagli LLM è troppo per essere revisionato riga per riga. Il carico cognitivo non è più sostenibile. Lo "human in the loop" come lo conosciamo potrebbe sparire. Mauro cita Caveman, una skill che fa comunicare l'LLM come un cavernicolo: zero fronzoli, solo fatti.Test come nuova guardia. Luca ha cambiato approccio: prima di tutto scrive test. Se una coverage del 95% si ottiene in 12 minuti con tre prompt, concetti che davamo per assodati vanno ripensati.Qualità del codice ≠ qualità del software. Leggibilità e facilità di modifica erano i parametri per valutare il codice. Ma se un LLM può spiegare e modificare qualsiasi codice, quei parametri perdono rilevanza. La qualità del software (funziona, è efficiente, fa quello che deve) resta.Phoenix Architecture e codice disposable. Il concetto centrale: il codice non è più l'asset da proteggere, l'intento lo è. Scrivere codice costa quasi nulla, comprenderlo diventa costoso. Il codice diventa immutabile: invece di modificarlo, lo riscrivi da zero. Il developer passa da "curare un albero" a "guardiano della foresta".Tracciabilità causale. Manca il collegamento tra specifica → implementazione → evaluation. Mauro immagina un futuro dove passando su un blocco di codice si vede: da quale spec è nato, con quali test/eval è stato validato, cosa ha triggerato l'ultimo cambiamento. Potenziale idea startup: "end-to-end observability dell'agent-driven coding".Skill per il futuro. Capacità di adattamento, comprendere domini diversi, pensare da imprenditori. Mauro vede opportunità nel product management e nel ponte tra digitale e mondo fisico (meccatronica).Paese dei BalocchiCLI Anything (Luca): repository GitHub (31k stelle), collezione di CLI per interagire via AI con programmi come GIMP, LibreOffice, OBS, Zoom, DrawIO"L'Ultimo Programmatore" di Angelo Frascella (Luca): racconto sci-fi pre-2020 dove nessuno sa più leggere il codice tranne una persona"Regenerative Software" dal blog The Phoenix Architecture (Mauro): in un mondo dove generare è abbondante, la cosa più costosa è possedere codice che hai paura di cambiare
Vent'anni dopo la prima stagione, Fede racconta cosa significa riscrivere una serie che tutti ricordano in un mondo dove competi con YouTube per l'attenzione.Scrivere due versioni in parallelo per la scomparsa di un attore, Amendola alla regia per la prima volta, e molto altro!Ma prima di arrivarci, si parte dal World Happiness Report 2026: l'Italia è 38esima su 147 Paesi. Produciamo felicità per tutto il mondo, tranne che per noi stessi. In questo episodio di Link proviamo a capire cosa c'entra la comunità e il fare cose gratis per gli altri.E poi stimoli creativi: un'IA che ha abbassato il prezzo della Guinness in Irlanda, un'indagine del New York Times per smascherare l'inventore dei Bitcoin, e Pif che racconta la fatica di promuovere un film nel 2026.E poi libri, musica, tool e una possibile live a Milano il 6 maggio.▫️ Analizza la tua bolletta di luce e gas con Tua Energia per scoprire come risparmiare e ottenere un preventivo gratuito → https://dub.sh/tua-enegia (Contenuto sponsorizzato da Tua Energia)▫️ Unisciti a oltre 200+ creativi nella nostra nuova community → https://dub.sh/mYVBDjU▫️ Approfondisci con gli Appunti (la nostra newsletter)→ https://dub.sh/rgUIhjq▫️ Per collaborazioni scrivi a info@hacking-creativity.com
Ne hanno parlato in onda Denise Cicchitti e Massimo Di Lecce
#419 - Lo Strato MancanteC'è uno spazio invisibile — una specie di “strato mancante” — tra l'essere competente… e l'essere considerato una fonte fidata. E la cosa più controintuitiva? Scrivere di più… non lo riempie. Anzi, a volte lo peggiora. Perché continui a fare meglio una cosa… che non è quella giusta.La soluzione non è produrre di più. È cambiare ruolo. Smettere di essere solo una “fonte”e diventare una guida.Invece di creare sempre contenuti nuovi…inizi a fare qualcosa di molto più potente:→ selezioni→ organizzi→ spieghi→ colleghiquello che già esiste.Questa è ciò che si chiama curation. E quindi… cosa serve davvero? Non più contenuto. Ma qualcuno che ti dica:“Questo sì. Questo no. Questo conta. Questo no.” Servono guide. Non altre voci.Morale della favola:Se vuoi diventare una fonte fidata:smetti di cercare idee da creareinizia a cercare cose da capirescegli cosa vale davverospiegalo con la tua lentefallo con continuità___________________________________________________Diventa il Punto di Riferimento nel Tuo SettoreVisibile, credibile, autorevole. Una guida fidata.Costruisciti una reputazione da esperto imparando a organizzare ciò che già c'è là fuori, invece che tentando di diventare lo scrittore che non sei mai stato. Percorso di affiancamento con Robin Good(Apr-Giu 2026)-> riempi questo modulo (3 domande)-> verrai ricontattato/a entro 24 ore-> https://forms.gle/s2erEDJMkYynEES4A__________________________________________________________________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good• Musica di questa puntata:"Soft Focus" by Birocratic disponibile su Bandcamp• Nella foto di copertina:Bosco naturale. Altares. Isola di Terceira (PT). April, 2020. • Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriend• Archivio del podcast organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItalia• Newsletter in Italiano:https://robingooditalia.substack.comEssere riconosciuti come punti di riferimento fidati curando invece che creando.• Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.comHow to be recognized as top trusted influencers by becoming top sector curators. .
Nata e cresciuta a Svitto, Gertrud Leutenegger ha vissuto per lunghi periodi a Firenze, in Inghilterra e Berlino, ma anche in Ticino, prima di stabilirsi a Zurigo. Dopo una formazione pedagogica, ha studiato regia teatrale all'Accademia d'arte drammatica di Zurigo, per poi lavorare nel 1978 come assistente alla regia di Jürgen Flimm all'Hamburger Schauspielhaus. Una delle voci più appartate del panorama letterario svizzero contemporane, Leutenegger ha esordito nel 1975 con il romanzo “Vorabend” (La vigilia) che si distingue per uno stile sobrio, onirico e visionario. Autrice di una produzione che spazia tra prosa e poesia, Leutenegger ha ricevuto nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti. Dal 1984 ha vissuto per quasi vent'anni in Ticino, prima a Cabbio nella Valle di Muggio, poi a Rovio. In italiano nel 2023 è apparso il romanzo “Fuggiaschi tardivi” per le edizioni Dadò.Vi riproponiamo un'intervista radiofonica realizzata nel 1995, tratta dagli archivi RSI, in cui Gertrud Leutenegger si racconta, parlando della sua vita a Cabbio, dei ricordi d'infanzia che più l'hanno segnata e del lavoro solitario della scrittura.
Leonardo Colombati"Non vi sarà più notte"Mondadori Editorewww.mondadori.itSan Pietroburgo, 1900. Vasilij “Baz” Kozlov, diciotto anni, è in partenza per Parigi, pronto a sfidare col suo reggimento Inghilterra, Francia e Germania in una partita di tennis: da quasi un secolo, infatti, a risolvere le dispute internazionali non sono più le guerre ma i tornei sportivi. Alla stazione di Berlino però entra in scena Cécile, promessa sposa di un ufficiale francese con cui il nostro eroe dovrà incrociare la racchetta… Quella partita piegherà la curva del suo destino, portandolo in America, dove diventerà marito e padre (non proprio in quest'ordine) e incontrerà gangster, spie, ballerine, politicanti, attori di vaudeville, venditori di pozioni magiche, astrofisici, divi del cinema muto, escapisti e galeotti; una folla di coloratissimi personaggi che abitano un mondo leggermente diverso dal nostro, perché l'armistizio ha favorito gli scambi tra i Paesi accelerando il progresso, e così il primo Novecento somiglia più a un romanzo di Jules Verne che a quello dei libri di Storia. Ma la pace sarà davvero perpetua? Storia di formazione e poi di guerra, racconto di mare ma anche on the road e diario di prigione, spy story e avventura post-apocalittica: Leonardo Colombati ci dà in pasto dosi massicce di Amore e Morte in un romanzo-mondo travolgente, dove convivono personaggi d'invenzione e figure reali come Isadora Duncan e Charlie Chaplin, Harry Houdini e il kaiser Guglielmo, tutti al servizio di Baz Kozlov, il superstite, che tenta fino alla fine di opporre al corso degli eventi la sua ottusa fiducia nella bontà dell'animo umano, con la speranza di ritrovare, al termine della sua odissea, l'unica persona che può davvero salvarlo.Leonardo Colombati (Roma, 1970) ha pubblicato i romanzi Perceber (Sironi, 2005 – Fandango, 2010), Rio (Rizzoli, 2007), Il re (Mondadori, 2009), 1960 (Mondadori, 2014), Estate (Mondadori, 2018) e Sinceramente non tuo (Mondadori, 2022) e raccolto i suoi saggi letterari in Scrivere per dire sì al mondo (Mondadori, 2021). Ha curato i volumi Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole (Sironi, 2007 – Mondadori, 2021) e La canzone italiana 1861-2011. Storia e testi (Mondadori-Ricordi, 2011). Ha collaborato con diverse testate, tra cui il “Corriere della Sera”, “Il Messaggero”, “Grazia”, “IL” e “Vanity Fair”. È condirettore della rivista letteraria “Nuovi Argomenti” e vicepresidente del Premio letterario Viareggio-Répaci. Nel 2015, con Emanuele Trevi ha fondato l'Accademia Molly Bloom, scuola di scrittura creativa di cui è rettore.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giorgia Tribuiani"Pezzi"il Saggiatore Editorewww.ilsaggiatore.comNello sperduto villaggio di G., l'inverno sembra arrivare sempre troppo presto, portando con sé inquietanti rivelazioni. Tutto comincia una mattina, quando diciassette merli si posano sulle scale della chiesa con un pacchetto fra le zampe. Dentro ci sono le falangi di un indice umano e il regolamento del «gioco dei pezzi»: tutti gli abitanti sono costretti a partecipare; i merli consegneranno giorno dopo giorno piccole porzioni di un corpo e gli altri dovranno indovinare a chi appartiene. Nessuno potrà lasciare il paese, né parlare del gioco con l'esterno. Basteranno cinque errori perché il misterioso mutilato venga ucciso. Un meccanismo semplice e crudele che precipita la comunità in un incubo.Ognuno reagisce a modo suo, cercando di proteggere e controllare ciò che può, provando a capire quale sia la risposta all'enigma. Tutti, sotto l'occhio indagatore dei merli, riveleranno a poco a poco bassezze e involontarie verità: c'è il Sindaco, che nel tentativo di essere una vera guida mostra tutta la sua debolezza; il Sarto, che cerca di tenere segreta una relazione inconfessabile; e poi gli altri, ciascuno con desideri nascosti, rancori antichi e rimpianti silenziosi. Ma nessuno che riesca a ricordare chi manca all'appello. Intanto, nel buio del bosco, un uomo continua a cantare circondato da uccelli scuri, mentre sterilizza la sua roncola nel fuoco.Con Pezzi Giorgia Tribuiani scrive una favola nera che richiama i roghi di Salem e le confessioni di Spoon River. Una storia corale sulla memoria come forma di responsabilità collettiva, che illumina le paure e le fragilità umane ma anche la solidarietà che può nascere in una situazione di estremo terrore.Giorgia Tribuiani (Alba Adriatica, 1985) è scrittrice e docente di scrittura creativa. Ha pubblicato il manuale Scrivere il perturbante (2023) e i romanzi Guasti (2018), Blu (2021) e Padri (2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nata e cresciuta a Svitto, Gertrud Leutenegger ha vissuto per lunghi periodi a Firenze, in Inghilterra e Berlino, ma anche in Ticino, prima di stabilirsi a Zurigo. Dopo una formazione pedagogica, ha studiato regia teatrale all'Accademia d'arte drammatica di Zurigo, per poi lavorare nel 1978 come assistente alla regia di Jürgen Flimm all'Hamburger Schauspielhaus. Una delle voci più appartate del panorama letterario svizzero contemporane, Leutenegger ha esordito nel 1975 con il romanzo “Vorabend” (La vigilia) che si distingue per uno stile sobrio, onirico e visionario. Autrice di una produzione che spazia tra prosa e poesia, Leutenegger ha ricevuto nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti. Dal 1984 ha vissuto per quasi vent'anni in Ticino, prima a Cabbio nella Valle di Muggio, poi a Rovio. In italiano nel 2023 è apparso il romanzo “Fuggiaschi tardivi” per le edizioni Dadò.Vi riproponiamo un'intervista radiofonica realizzata nel 1995, tratta dagli archivi RSI, in cui Gertrud Leutenegger si racconta, parlando della sua vita a Cabbio, dei ricordi d'infanzia che più l'hanno segnata e del lavoro solitario della scrittura.
Molti autori pensano che, se non riescono a scrivere, il problema sia nella storia. A volte è vero.Altre volte, però, il testo è solo il luogo in cui emerge qualcosa che nasce altrove. Perché procrastinazione, revisioni infinite, noia, perdita di motivazione e autosabotaggio non dipendono sempre da un problema tecnico di scrittura. Possono essere il sintomo di paure, resistenze, conflitti interiori e dinamiche personali che il processo creativo porta in superficie. In questa puntata parliamo proprio di questo: sette ragioni per cui potresti non riuscire a scrivere, anche quando il problema non è davvero il tuo romanzo. LINK UTILI Se invece vuoi lavorare sui blocchi di scrittura in senso tecnico e capire come distinguere le diverse tipologie di blocco narrativo, qui trovi il mio kit dedicato:
Alessandro Melazzini è un documentarista italiano che vive a Monaco di Baviera. Nel 2024, il suo documentario Italo Svevo. Scrivere nascosto a Trieste ha rimarcato le contraddizioni dello scrittore e romanziere quanto del capoluogo del Friuli Venezia Giulia – dove Svevo ha speso la maggior parte della sua vita. In questa puntata de I viandanti della cultura, Federico e Alessandro parlano dell'architettura e dei palazzi storici che si piegano in immagini surreali e dell'incertezza nella letteratura europea della prima metà del Novecento. Italo Svevo, che fu anche commerciante e bancario, scrisse tre romanzi Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno e tanti racconti brevi. Grazie allo scrittore irlandese James Joyce, Svevo venne riconosciuto con il suo terzo romanzo dopo più di trent'anni di silenzi e vuoti. Il lungometraggio ci porta alla scoperta della vicenda umana e letteraria di Italo Svevo, i suoi riferimenti alla psicoanalisi, l'ironia e la tecnica del flusso della coscienza hanno cambiato per sempre la letteratura italiana. https://www.melazzini.com/en/ Per il supporto alla realizzazione di questo programma Ondazzurra ringrazia l'Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che promuove e diffonde la conoscenza della lingua e cultura italiana in Australia e Nuova Zelanda. https://iicsydney.esteri.it/en/
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Dal Vangelo secondo GiovanniPrima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Laura Fortini"La rappresaglia"Laudomia BonanniEdizioni Cliquotwww.cliquot.itNel gelido inverno abruzzese del '43, al mutare degli eventi dopo l'armistizio, un gruppetto di fascisti di paese abbandona le proprie case alla volta di un eremo di montagna, e nel fitto dei boschi cattura una partigiana ormai agli ultimi giorni di gravidanza. Il tribunale di guerra del campo ne decreta la fucilazione, ma non è così facile, perché all'eremo giunge un prete che vuole accompagnare la condannata fino al giorno dell'esecuzione, e perché la “Rossa”, che da donna ribelle e futura madre si fa beffe di quei figuranti inconsapevoli – ma a suo giudizio colpevoli – del virile teatrino sociale eretto nel Ventennio, diviene simbolo della parte mancante in ciascuno di loro, del femminile che occorrerebbe al mondo per risorgere, mentre i principi e i valori di poco tempo prima, all'apparenza così saldi, rapidissimi si sgretolano lasciando negli animi nient'altro che macerie.Completato a metà degli anni Ottanta ma pubblicato postumo soltanto nel 2003, La rappresaglia è l'ultimo romanzo di Laudomia Bonanni e la sua opera più cruda e tormentata; la scrittura, mai stata tanto violenta, nervosa e acuminata, è strumento possente che come un piccone abbatte le contrapposizioni di facciata – bene e male, giusto e sbagliato, “rosso” e “nero” –, sfonda il muro che separa il passato dal presente e mette prepotentemente ogni lettore, uomo o donna, di fronte alla sua intima potenza e fragilità.Prefazione di Laura Fortini.Laudomia Bonanni (L'Aquila 1907 – Roma 2002), lettrice vorace fin da piccola, a diciassette anni è già maestra e insegna in diversi paesini dell'Abruzzo montano. Spinta dalla madre, partecipa con i racconti de Il fosso a un premio per inediti indetto dagli Amici della Domenica, che vince. In una recensione sul “Corriere d'informazione” del 1949 Montale paragona la sua prosa a quella del Joyce di Gente di Dublino. A lungo consulente presso il Tribunale per i minorenni, nel 1960 pubblica per Bompiani il primo romanzo, L'imputata, che ottiene il premio Viareggio e che la fa scoprire anche all'estero. Con L'adultera, il suo libro di maggior successo commerciale, vince il premio Selezione Campiello nel 1964. Trasferitasi a Roma nel 1969 per essere più vicina al mondo letterario, frequenta, senza mai integrarsi del tutto, gli scrittori e i critici letterari che animano il salotto di casa Bellonci. Dopo un lungo periodo di silenzio, nel 1974 torna con un libro-saggio, Vietato ai minori, e con i racconti di Città del tabacco (1977). E Nel 1979 con Il bambino di pietra arriva in finale al premio Strega. Nel 1982 esce Le droghe, caduto nell'indifferenza di un mondo letterario ormai radicalmente diverso da quello dei suoi esordi, e dopo il rifiuto del suo editore di pubblicare La rappresaglia, uscito postumo nel 2003, la Bonanni, delusa, interrompe la sua esperienza di scrittrice.Laura Fortini, è una studiosa di letteratura italiana. Insegna Letteratura italiana al DAMS dell'Università Roma Tre, dopo aver trascorso molti anni all'Università di Sassari. Socia fondatrice e già presidente della Società Italiana delle Letterate (SIL), ha fatto parte della redazione di DWF dal 1993 al 2008. Le sue ricerche si concentrano sulle scrittrici italiane contemporanee, sulle mistiche del Quattro-Cinquecento, su Ariosto e sulla cultura rinascimentale, con attenzione ai temi della differenza sessuale e ai problemi di canone letterario. Tra i suoi libri principali: Movimenti di felicità. Storie, strutture e figure del desiderio (con Donatella Alesi, 2004), Il romanzo del divenire. Un Bildungsroman delle donne? (con Paola Bono, 2007), Isolitudine. Scrittrici e scrittori della Sardegna (con Paola Pittalis, 2010), Scrivere lettere nel Cinquecento (2016), Abbecedario della differenza. Omaggio ad Alice Ceresa (con Alessandra Pigliaru, 2020) e Morante la luminosa (2015/2019). Ha inoltre curato vari Quaderni Alma Sabatini, tra cui Il farsi mondo delle donne. Scrivere il cinema (2023) e Dacia Maraini. Per un nuovo lessico della letteratura e del teatro (2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quando usi i pronomi combinati in italiano, ti senti come se stessi risolvendo un puzzle impossibile? Ti trovi lì a pensare: "La mi dice? Mi la dice? Glielo? Glilo?" I pronomi combinati sono uno degli argomenti che mettono in difficoltà quasi tutti gli studenti di italiano, ma dopo questa guida imparerai a evitare i 5 errori più comuni e il tuo italiano sembrerà molto più naturale e fluente. Pronomi Combinati: Tutto Quello che Devi Sapere Errore #1 — L'Ordine Sbagliato: il Pronome Indiretto va SEMPRE Prima Partiamo dall'errore forse più frequente in assoluto. Quando si usano due pronomi insieme — uno diretto e uno indiretto — l'ordine non è libero. C'è una regola precisa che devi sempre tenere a mente: Prima il pronome indiretto, poi il pronome diretto. Facile da ricordare così: INdiretto = INizio. Quindi, se vuoi dire "[Lei] dice [questo] a me", devi prima capire quali pronomi usare: questo/quello diventa lo (pronome diretto) e a me rimane me (pronome indiretto). Rispettando l'ordine — prima l'indiretto, poi il diretto — il risultato è: LA MI dice → SBAGLIATO ME LO dice → GIUSTO Ma perché me lo e non mi la? Perché quando i pronomi si combinano, non restano uguali: cambiano forma! Ed è esattamente questo il secondo errore che vediamo. Errore #2 — Scrivere i Pronomi Separati: gli/le + lo/la/li/le Diventano una Parola Sola Quando il pronome indiretto è mi, ti, ci, vi, la combinazione segue una logica abbastanza regolare: la vocale finale del pronome cambia, adattandosi al pronome diretto che segue. Indiretto+ lo+ la+ li+ le+ nemime lome lame lime leme netite lote late lite lete necice loce lace lice lece nevive love lave live leve ne Abbastanza logico, vero? La -i finale diventa -e e si crea una combinazione armoniosa. Ma ora arriva la parte che fa impazzire tutti: i pronomi gli e le della terza persona singolare. Quando gli o le si combinano con lo, la, li, le, ne, NON si scrivono separati. Si fondono completamente in un'unica parola che inizia sempre con GLIE-: Indiretto+ lo+ la+ li+ le+ negli / leglieloglielaglieliglielegliene Esempi pratici: Le lo diamo → SBAGLIATO Glielo diamo → GIUSTO (= Lo diamo a lui / Lo diamo a lei) Gli la mando → SBAGLIATO Gliela mando → GIUSTO (= La mando a lui / La mando a lei) Attenzione a un dettaglio importantissimo: glielo, gliela ecc. funzionano sia per il maschile (a lui) che per il femminile (a lei) — la forma è identica in entrambi i casi! Quindi "Glielo dico" può significare sia "Lo dico a lui" che "Lo dico a lei". Il contesto della conversazione ti aiuterà a capire di chi si parla. Errore #3 — Il Plurale: gli o loro? Per la terza persona plurale — cioè a loro — si usa gli o loro? La risposta è: entrambe le forme sono corrette! Ma c'è una differenza importante nella posizione all'interno della frase. GLI si mette prima del verbo e si combina normalmente con i pronomi diretti, formando un'unica parola:Glielo do. (= Lo do a loro) LORO si mette dopo il verbo, e in questo caso i due pronomi rimangono separati — non si fondono:Lo do loro. Quindi entrambe queste frasi sono perfettamente corrette:Glielo do.Lo do loro. Nella lingua parlata e informale di tutti i giorni, gli è di gran lunga più comune — gli italiani lo usano quasi sempre, per tutti. Loro in questa funzione è più formale, più letterario, lo trovi spesso nei testi scritti o in contesti molto eleganti. Quindi se vuoi parlare come un italiano vero, usa pure gli per tutto, senza paura! Errore #4 — I Casi Particolari: Imperativo, Infinito e Gerundio Finora abbiamo visto i pronomi combinati con i verbi "normali" — cioè i verbi coniugati. In questi casi i pronomi vanno prima del verbo. Ma ci sono tre forme verbali in cui le regole cambiano completamente: l'imperativo, l'infinito e il gerundio. Con queste tre forme, i pronomi NON si mettono prima del verbo: si attaccano dopo, formando una parola sola. Imperativo L'imperativo è la forma che usi per dare ordini o fare richieste dirette. Lo portami! → SBAGLIATO Portamelo! → GIUSTO Attenzione! Con le forme brevi dell'imperativo — fa', da', di', sta', va' — la consonante iniziale del primo pronome che si attacca si raddoppia, qualunque essa sia. È una regola fonetica dell'italiano per mantenere il ritmo della parola. Ecco alcuni esempi: Fa' + me + lo → Fammelo! Da' + me + lo → Dammelo! Di' + me + lo → Dimmelo! Dà' + gli + la → Dagliela! Nota: la consonante iniziale del pronome si raddoppia sempre — con me si raddoppia la m (fammelo, dammelo, dimmelo), con gli si raddoppia la g, anche se in questo caso il raddoppio non si vede nella scrittura ma si sente nella pronuncia: si dice dag-gliela, con la g rafforzata. Infinito Con l'infinito, i pronomi si attaccano in fondo al verbo, dopo aver eliminato la -e finale: Voglio dire questo a te → Voglio dirtelo. È importante dare questo a lui subito → È importante darglielo subito. La -e dell'infinito cade e i pronomi prendono il suo posto. Gerundio Stessa logica con il gerundio: i pronomi si attaccano direttamente dopo, senza spazio: Stavo dicendo questo a lui proprio adesso → Stavo dicendoglielo proprio adesso. Stavo parlando di questo a lui con calma → Stavo parlandogliene con calma. Il gerundio con i pronomi combinati può sembrare lungo e complicato, ma la regola è sempre la stessa: pronomi attaccati dopo. Errore #5 — L'Infinito con i Verbi Modali: Due Opzioni, Tutte e Due Corrette! Ultimo errore, ma assolutamente da non sottovalutare. Quando usi un verbo modale (potere, dovere, volere) + infinito, hai due opzioni per posizionare i pronomi combinati — e non tutti gli studenti lo sanno, quindi spesso scelgono una posizione sbagliata per esclusione! Guarda questo esempio: come si dice "Can you give it to me?" in italiano? Opzione A — I pronomi si mettono prima del verbo modale:Me lo puoi dare? Opzione B — I pronomi si attaccano all'infinito (eliminando la -e finale):Puoi darmelo? Entrambe le frasi sono corrette e assolutamente naturali! È solo una questione di stile e preferenza personale. Puoi me lo dare? → SBAGLIATO! Non puoi "spezzare" il verbo modale e l'infinito mettendo i pronomi in mezzo. O si mettono prima di tutto (me lo puoi dare) o si attaccano all'infinito (puoi darmelo). In mezzo no. Ecco un riepilogo chiaro: SbagliatoOpzione 1Opzione 2Puoi me lo dare?Me lo puoi dare?Puoi darmelo?Devo glielo dire?Glielo devo dire?Devo dirglielo?Vuoi me lo mandare?Me lo vuoi mandare?Vuoi mandarmelo? Riepilogo dei 5 Errori da Evitare #ErroreRegola da Ricordare1Ordine sbagliato dei pronomiIl pronome indiretto va sempre prima del diretto2Scrivere gli/le + pronome separatigli/le + lo/la/li/le/ne diventano una parola sola con GLIE-3Confusione tra gli e loro al pluraleGli va prima del verbo; loro va dopo il verbo4Pronomi prima dell'imperativo, infinito, gerundioCon queste forme i pronomi si attaccano dopo il verbo5Pronomi "in mezzo" al modale + infinitoO prima del modale, o attaccati all'infinito: mai in mezzo Domande Frequenti Qual È la Differenza tra Pronome Diretto e Pronome Indiretto? Il pronome diretto (lo, la, li, le) sostituisce il complemento oggetto — risponde alla domanda "cosa?" o "chi?". Il pronome indiretto (mi, ti, gli, le, ci, vi) sostituisce il complemento di termine — risponde alla domanda "a chi?". Nei pronomi combinati, l'indiretto viene sempre prima. "Glielo" Vale sia per Lui che per Lei? Sì! In italiano moderno, glielo, gliela, glieli, gliele, gliene funzionano sia per il maschile (a lui) che per il femminile (a lei). Il gli ha "assorbito" il le nella lingua d'uso. Il contesto della conversazione chiarirà di chi si parla. Con i Verbi Riflessivi si Usano anche i Pronomi Combinati? Sì, anche con i verbi riflessivi si possono usare i pronomi combinati. Il pronome riflessivo prende il posto del pronome indiretto e segue le stesse regole di trasformazione: mi → me, ti → te, si → se, ecc. Esempio: "Me lo metto" (= Metto [questo] su di me). I Pronomi Combinati si Usano anche nei Tempi Composti? Sì, e nei tempi composti (come il passato prossimo) i pronomi combinati vanno prima del verbo ausiliare: "Me lo hai detto" → "Me l'hai detto" (con elisione del pronome diretto lo davanti alla vocale). Attenzione: il participio passato concorda con il pronome diretto quando questo precede il verbo. Capire i pronomi combinati è un grande passo, ma per andare ancora più in profondità, leggi l'articolo dedicato alla guida sui pronomi. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo:“Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sui Pronomi Combinati Italiani", "description": "Quiz interattivo sui pronomi combinati italiani con 10 domande su ordine, forma, posizione e usi speciali.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quando si usano due pronomi insieme, quale va sempre al primo posto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il pronome indiretto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è corretta per 'Lo dico a lei'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Glielo dico" } }, { "@type": "Question", "name": "Con l'imperativo, dove si mettono i pronomi combinati?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Dopo il verbo, attaccati" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste combinazioni è scritta correttamente?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "glielo" } },
L'artista italoaustraliano Domenico De Clario aveva otto anni la prima volta in cui scrisse al celebre artista. Non poteva che essere lui a firmare un'opera che fa parte dell'iniziativa "Scrivere a Van Gogh".
Il divulgatore digitale Gabriele Gobbo dialoga con Cristian Feregotto, imprenditore nel settore IT dal 1999 e Capogruppo Telecomunicazione di Confindustria Udine, per ripercorrere trent'anni di trasformazione digitale vissuta in prima persona. Quattro rivoluzioni hanno cambiato tutto: email e web nel 1995, iPhone nel 2007, Industria 4.0 nel 2016, ChatGPT nel 2022.Nel 1995 l'email ha mandato in pensione fax e lettere. Scrivere e spedire una lettera richiedeva ore, l'email permetteva testo e allegati in tre secondi. Nel 2007 l'iPhone ha fatto sparire sette oggetti dalle tasche: telefono, iPod, walkman, macchina fotografica, agenda, navigatore. Feregotto racconta come nel 2016 Industria 4.0 ha collegato i macchinari delle fabbriche permettendo controllo globale della produzione.In questo episodio di FvgTech emerge come il 30 novembre 2022 ChatGPT abbia messo l'AI in mano a chiunque. La visione è pratica: trent'anni vissuti dentro la trasformazione tecnologica raccontati da chi l'ha attraversata lavorandoci ogni giorno.
Ospite del nostro truck a Sanremo 2026 incontriamo Fulminacci! Una bella chiaccherata a 360 gradi, partendo dal brano fino ad arrivare all'outfit scelto, ma anche uno sguardo al passato parlando di una generazione di nuovi artisti che è addirittura andata a scuola insieme. Non è mancato anche uno sguardo al futuro parlando di nuovo album e tour.
S. apprende per caso della morte di Dennis May, regista e attore che un decennio prima ha vissuto l'apice del successo e dell'insuccesso. Per S. Dennis May è stato un amore ossessionato, culminato in uno stupro. Da quel momento per S. cambiano i progetti, le relazioni e la vita. Dennis rimane un'ombra, un fantasma senza risposte, di cui ricordare l'ultima frase detta a S., dopo la violenza: “Non scrivere di me”.
In questo episodio Gianluca Gatta incontra Michele Righini, bibliotecario dell'Archiginnasio di Bologna e organizzatore di gruppi di lettura, per parlare di scrittura e lettura, libri, e-book, fumetti, manga, Umberto Eco, Stefano Benni, Carlo Ginzburg e Valerio Evangelisti, senza dimenticare le nuove sfide che pone l'intelligenza artificiale al ruolo dello scrittore e del lettore.
IN CROCIERA SU MARTE | TRE PAPERELLE IN VIAGGIOMamma papera aveva due figlie e con loro amava fare viaggi in posti lontani. Le due paperelle avevano pochi amici, ma andavano spesso in giro.Giocavano nell'aia facendo finta di essere un gruppo e persino il giorno del loro compleanno, la grossa torta se la mangiarono tutta da sole.La mamma per regalo decise di portarle in crociera su Marte. Organizzò il viaggio con una navicella spaziale per turisti, si procurò i biglietti per una festa marziana intergalattica, e partenza prima possibile — in men che non si dica, prima che potessero dire "qua qua".Mentre tutte e tre erano nel cortile pronte per il viaggio, videro uno strano oggetto che volava a bassa quota sopra la fattoria. Posandosi a terra, da uno sportello si affacciò una piccola figura quadrata che disse:"Scusi, è lei in possesso di tre biglietti per Marte e tre per la festa intergalattica?"Le paperelle si guardarono stupite. Non avevano mai visto una creatura quadrata — testa quadrata, occhi quadrati, persino il sorriso sembrava quadrato."Sì, siamo noi!" rispose mamma papera."Qua! Qua! Qua!" fecero le paperelle in coro, saltellando dall'emozione."Prego, salite a bordo," disse il marziano con un piccolo inchino squadrato. "Il viaggio per Marte sta per cominciare."E in un balzo salirono sulla navicella, tanto erano curiose ed entusiaste per quella nuova avventura. Lo strano mezzo di trasporto partì veloce come una folata di vento.Nello spazio era l'ora di punta. L'astronave si ritrovò in coda e il marziano-pilota suonò il clacson: "Blip, blip!"Si affacciò al finestrino e borbottò: "Sempre più difficile viaggiare! Ma guarda, c'è pure un pianetino giocherellone che si è messo a girare su se stesso, neanche fosse una giostra! Oh che bel divertimento — vai più in là, fammi passare e continua a giocare!"Causa ingorgo cosmico, l'astronave atterrò su Marte con un leggero ritardo sulla tabella di marcia."Che meraviglia!" esclamarono le paperelle nel vedere una nave tutta di vetro pronta per la crociera, dove furono invitate a salire a bordo.C'era un gran movimento di piccoli marziani quadrati."Buongiorno, signora papera, si accomodi!" dicevano facendo un inchino, mentre le paperelle — qua, qua, qua — chiacchieravano e saltellavano contente.In sottofondo, chitarre quadrate suonavano un Rock interplanetario.Le tre viaggiatrici, con la faccina appiccicata ai vetri, osservavano stupite il colore rosso del pianeta.La nave partì lentamente sulla sabbia, ma a un tratto i motori cominciarono a rombare e su, verso la cima di una montagna, e poi giù sulle rocce rosse — sembrava di stare su un ottovolante, su e giù, su e giù. Poi di nuovo si posava e lentamente attraversava vallate immense."Che strano spettacolo! Che strano mezzo di trasporto che viaggia sulle rocce e sulla sabbia!" commentavano le turiste.Passarono le ore tra meraviglie e scoperte. Il tempo volò.Arrivò la sera. Sulla nave marziana, mamma papera e le paperelle si presentarono tutte in ghingheri, con fiocchi e fiocchetti, alla festa di compleanno intergalattica.I camerieri danzavano, davano il braccio alle turiste e servivano al suono di una musica Rock. Piccoli marziani si avvicinarono alle paperelle e, facendo loro un sacco di complimenti, saltellando e ballando, giocarono con loro.La festa era iniziata."Qui è tutto quadrato — i bicchieri, le bottiglie!" parlottavano fra di loro le papere.I dolcetti erano salati, i salati erano dolci, la torta era... bah, bah, ma che mondo è questo qua!I palloncini con la scritta "Buon Compleanno" erano — provate a indovinare — quadrati.La serata era al termine e fuochi d'artificio brillarono nel cielo per festeggiare i turisti... ed erano quadrati anche quelli."Ma che bravi e gentili questi marziani!" disse mamma papera, e continuò: "Su Marte ci siamo arrivate, visto lo abbiamo visto, divertite ci siamo divertite. Ora pensiamo a ritornare sulla Terra."A un tratto, la voce del comandante della nave avvisò i passeggeri dell'imminente arrivo di una navicella spaziale per il ritorno.Le tre papere non aspettavano altro. Salutarono e, attraverso un ponte di collegamento, entrarono direttamente nella navicella. E giù, verso il loro pianeta.Osservando la partenza dei turisti dalle vetrate della nave, i marziani in abito da camerieri lanciarono nello spazio decine di palloncini colorati.Nell'universo, sotto un cielo stellato, i satelliti girovagavano intorno alla navicella spaziale. Venere risplendeva in lontananza e la Luna, sempre più vicina, sorrideva con la sua faccia piena.Arrivate sulla Terra, scesero sull'aia tutte e tre felici.Palloncini quadrati con la scritta "Buon Compleanno" volavano in aria.Che sorpresa! Questa è certamente opera dei marziani.E raccontando in giro della loro avventura galattica, le due paperelle si fecero tanti amici. Tutti volevano sapere del loro viaggio su Marte.Il nostro pianeta sarà tondo, sarà grande, sarà piccolo, sarà bello, e sarà sempre casa nostra.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Alex Raccuglia racconta in prima persona come sta accelerando lo sviluppo di software e progetti personali, tra nuove app (BlockH, eMass), IA creativa, strumenti di automazione per newsletter, riflessioni sul ruolo del creatore di fronte alla tecnologia e alle possibili soluzioni di monetizzazione. Tra esempi pratici (Gemmo, Whisper, Nano Banana Pro) e dubbi su identità professionale, l'episodio alterna innovazione, tecnica e introspezione.Brand, nomi, servizi e link (URL) presenti, con breve descrizione- BlockH - Descrizione: applicazione privata pensata come companion app per eMass; facilita la gestione di contenuti tramite blocchi riutilizzabili per newsletter. - URL: non specificato nel testo- eMass - Descrizione: sistema/strumento per la gestione di newsletter; in questo episodio BlockH viene presentata come companion app di eMass. - URL: non specificato nel testo- Gemmo (Gemini) - Descrizione: assistente IA utilizzato per generare contenuti (press release, HTML) e guidare la creazione di newsletter; comunica con l'utente tramite prompt. - URL: non specificato nel testo- Whisper - Descrizione: tecnologia di riconoscimento vocale/trascrizione utilizzata per trascrivere contenuti video. - URL: non specificato nel testo- Nano Banana Pro - Descrizione: strumento di generazione/creazione di immagini utilizzato per realizzare presentazioni e icone. - URL: non specificato nel testo- FCP AutoDuck - Descrizione: applicazione (tool) di ducking per Final Cut Pro; citata come esempio di prodotto che sta ancora vivendo “la sua onda lunga”. - URL: non specificato nel testo - Nota: viene citato anche Apple nel contesto della mancanza di attenzione verso di esso- Apple - Descrizione: brand citato come riferimento per l'evoluzione di FCP AutoDuck. - URL: https://www.apple.com- MailChimp - Descrizione: servizio di newsletter marketing; l'episodio discute della loro modifica dei piani free e della necessità di alternative. - URL: https://mailchimp.com- WordPress + Divi - Descrizione: piattaforma e tema utilizzati per costruire una pagina newsletter; Divi è il builder di WordPress. - URL WordPress: https://wordpress.org - URL Divi: https://www.elegantthemes.com/plugins/divi/- Associazione di sommelier - Descrizione: gruppo associativo gestito dall'autore e da sua moglie; riferimento al sistema di newsletter (contenuti multi-topic). - URL: non specificato nel testo- Telegram (gruppo tecnicoTechno Pillz) - Descrizione: canale/gruppo Telegram associato al podcast per interazioni con l'audience. - URL: https://t.me/tecnopillzriot- Runtime Radio - Descrizione: network/piattaforma che ospita il podcast - URL: non specificato nel testo- Leader - Descrizione: nome di una futura applicazione di cui l'autore parlerà in puntate successive; indicata come prodotto potenzialmente vendibile. - URL: non specificato nel testo- BeatMark - Descrizione: concetto di cui l'autore accenna come esempio di idee che ha utilizzato; presente nel discorso sull'innovazione personale. - URL: non specificato nel testoNota sull'intervista/ospiti- Non è presente un'intervista né ospiti esterni; l'episodio è una puntata monologata condotta da Alex Raccuglia, relatore e conduttore.[00:11:31] Spot[00:16:25] Spot[00:20:46] SpotQuesto episodio include contenuti generati dall'IA.
Alice Sat, 07 Feb 2026 13:40:00 GMT RSI - Radiotelevisione svizzera false no Intervista a Veronica Raimo 00:18:40
Passione Triathlon n° 349Sebastian Pedrazaprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon.Sebastian Pedraza, ex campione di triathlon, si racconta al Daddo in una veste nuova: quella di scrittore. Attraverso i suoi libri, "Quanto vuoi ciò che dici di volere" e "Il Chilometro 30", Sebastian esplora un percorso di auto-osservazione nato dopo la fine della carriera professionistica e segnato da profondi cambiamenti personali. L'intervista tocca temi come l'importanza di "rallentare" in una società frenetica, la riscoperta della propria identità oltre le etichette sociali e la sua visione anticonvenzionale su allenamento e nutrizione, incluso il digiuno.CAPITOLI00:00 - Introduzione: Sebastian Pedraza da atleta a scrittore01:35 - Scrivere per sfogarsi: la genesi dei libri02:50 - La domanda scomoda: chi sei quando togli tutte le tue identità?04:45 - Il Triathlon oggi: godersi l'allenamento senza l'ossessione dei social06:05 - Evoluzione da Coach: insegnare il valore del recupero e del riposo07:25 - Primo libro: "Quanto vuoi ciò che dici di volere" e la coerenza10:20 - Compromesso, scelte e responsabilità verso i propri sogni12:20 - Ricordi da Pro: quando ci si allenava 40 ore a settimana15:25 - Secondo libro: "Il Kilometro 30" e il superamento del "muro" della vita18:00 - I 14 anni di sfide: perdite, cambiamenti e resilienza22:55 - Un invito a rallentare: contemplare la natura e respirare26:00 - Il tema del digiuno: l'esperienza di Sebastian con gli Ironman a stomaco vuoto32:50 - Perché leggere "Il Kilometro 30": una storia di maturità e condivisione36:50 - La felicità oggi: vivere il presente e meravigliarsi ancora45:10 - Cosa rappresenta il Triathlon oggi: il posto al sicuro dell'animaSegui l'intervista condotta da Dario Daddo Nardone,PASSIONE TRIATHLON, in prima visione la nuova puntata sul canale youtube @DaddoSport ogni mercoledì alle 19.00!#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #govegan #stopgenocideDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.
I migliori sbocchi lavorativi per scrivere si traducono il 3 nicchie che pagheranno oro nel 2026.Ci sono opportunità incredibili quest'anno e nei prossimi decenni per la scrittura online e diventare professionisti ad alti livelli.Ma ricevo ogni giorno messaggi preoccupati per la caduta di questo o quest'altro settore e per la paura che non ci siano opportunità (o che quelle esistenti scompaiano).Quello che ho notato in queste preoccupazioni è che non c'è un'analisi veritiera di fondo, ma sono basate su emozioni.Quindi in questo episodio voglio raccontarti, senza far prevalere le emozioni ma sondando il mercato, quali sono gli sbocchi lavorativi più pagati se vuoi lavorare come copywriter nel 2026 e guadagnare online seriamente.Ascoltalo fino alla fine, perché ti lascio anche una ghiotta risorsa bonus
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player Scarica come HTML Scarica come PDF Vocabolario Scarica come text file Scarica come text file with semicolons (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4 Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia. Come è andata? Dove tornerebbe? Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo. E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio: Tutti i link utili per sapere di più di Fabio: https://fabiocerpelloni.com/ Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G Trascrizione Raffaele: [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo! Matteo: [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio. Raffaele: [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti? Matteo: [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti? Raffaele: [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me? Matteo: [0:58] Non lo so. Raffaele: [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre. Fabio: [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un... Matteo: [3:51] Una serie più che una puntata. Fabio: [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina. Raffaele: [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica? Fabio: [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere. Raffaele: [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro. Fabio: [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco. Raffaele: [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra. Matteo: [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover... Raffaele: [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna. Matteo: [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo? Fabio: [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì. Matteo: [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want? Fabio: [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro. Raffaele: [10:43] In bocca al lupo. Fabio: [10:44] Grazie. Raffaele: [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"! Fabio: [10:47] Crepi, crepi, infatti! Matteo: [10:48] Sei vegetariano? Fabio: [10:50] Io? Sono vegano. Matteo: [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"! Matteo: [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano. Matteo: [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta? Fabio: [11:13] Una ricetta vegana? Matteo: [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana. Raffaele: [11:22] La domanda più difficile delle due puntate. Fabio: [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure. Matteo: [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure. Fabio: [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure. Raffaele: [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana. Fabio: [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto. Raffaele: [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero? Fabio: [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa. Matteo: [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica. Fabio: [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me. Raffaele: [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano. Fabio: [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze. Matteo: [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto. Fabio: [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione. Raffaele: [17:54] E invece sei tornato in Italia? Matteo: [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare? Fabio: [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council. Matteo: [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council. Fabio: [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance. Raffaele: [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero? Fabio: [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai. Raffaele: [19:59] Le dai per scontate. Fabio: [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare. Matteo: [20:10] Questo è interessante, molto interessante. Fabio: [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa. Matteo: [20:23] No no no, continua. Fabio: [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa. Matteo: [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo. Fabio: [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo. Raffaele: [22:03] Cosa? Fabio: [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..." Raffaele: [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori? Fabio: [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers Matteo: [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking. Raffaele: [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio. Matteo: [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè. Fabio: [24:53] Bel piano! Raffaele: [24:54] Ciao a tutti. Matteo: [24:56] Ciao. Fabio: [24:57] Ciao ciao!
La Gatta GianninaLa gatta Giannina viveva in una casa con il giardino. Il muro di cinta confinava da un lato con un parco dove i bambini si ritrovavano per giocare. Il paese era piccolo ma grazioso — dai davanzali delle case, vasi di gerani e di petunie scendevano come cascate colorate.La sua padrona, la Signora Mafalda, la portava spesso in giro per il centro abitato. Tutti i bambini la conoscevano e appena la vedevano le correvano incontro facendole feste a non finire.Giannina era una grande giocherellona. Durante la giornata si divertiva a rincorrere lucertole, cacciare insetti, farfalle e tutto ciò che si muoveva. Per riposarsi si sdraiava al sole sulle pietre calde e poi andava a rinfrescarsi tra i fili d'erba. Nel giardino, tra il melograno, il limone e l'ulivo dalle foglie argentate, lei e Mafalda passavano i pomeriggi a giocare insieme.Ma un giorno Mafalda iniziò a notare qualcosa di strano. Giannina saltava per cacciare, ma sbagliava la mira e finiva tra i cespugli di rose. "Ohi, ohi, ohi! Mi sono bucata e la mia coda è impigliata fra i rami!" miagolava. Scansava per miracolo gli alberi dove prima saliva con sicurezza. Raggiungeva le ciotole dell'acqua e del cibo con andatura incerta.Preoccupata, Mafalda la portò dal Veterinario.Dopo aver ascoltato le strane avventure della micina, il Dottore sorrise e con aria saggia diede la sua sentenza: "Questa gattina non ci vede bene. Ha bisogno degli occhiali."Detto fatto, in quattro e quattr'otto il veterinario cercò in una vetrina piena di montature per animali domestici e, trovata quella perfetta, esclamò: "Ecco qua un paio di occhiali da signora elegante!"Appena poggiati sul musetto simpatico di Giannina, la gatta si guardò intorno meravigliata. Vedeva tutto più chiaro! Si strofinò alle gambe del Veterinario e saltò fra le braccia di Mafalda come per ringraziarla.Il Dottore, colpito dalla sua dolcezza, le fece un regalo speciale: una catenella dorata con al centro una piccola perla che brillava di luce propria. Sussurrando, le disse: "Se chiudi gli occhi e sfiori questa perla con il nasino, entrerai in possesso di poteri magici che solo tu avrai. Serviranno per aiutare gli altri."Giannina pensò che forse quel Veterinario era anche un Mago, ma non disse niente a Mafalda. Era un segreto fra lei e lo strano Dottore.Sulla strada di ritorno, qualcuno si girava a guardarla pensando: quella gatta sembra misteriosa, c'è qualcosa che luccica intorno a lei.A casa, il primo desiderio di Giannina fu di salire su una sedia e mettersi a guardare dalla finestra. I fiori brillavano nei loro colori e perfino l'erba era di un verde lucente come coperta di rugiada. Sorrideva felice come non mai.Mafalda, partecipe della sua gioia, decise di portarla al parco.Arrivarono in un baleno. Gli scoiattoli sgambettavano sugli alberi, gli uccellini cantando volavano da un ramo all'altro. Piccoli animali sbucavano da ogni parte e i bambini li seguivano curiosi — correvano con le lucertole, saltavano con le farfalle che danzavano nell'aria, mentre le rosse coccinelle si posavano sulla loro pelle come portafortuna.Dopo rincorse, scivolate e girotondi, i bambini si sedettero sul prato per la merenda. Dagli zainetti colorati uscirono spuntini appetitosi.Fu allora che arrivarono."Vriiip! Vriiip! Vriiip!"A tutta birra, un plotone di formiche sfrecciava su micromoto rombanti. Portavano mini caschi lucidi in testa, occhialini tondi sugli occhi e stivaletti minuscoli alle zampette. Frenarono di colpo davanti ai bambini, sollevando nuvolette di polvere."Pista! Ci siamo anche noi!" gridò la formica capo, alzando la visiera del casco. "Possiamo raccogliere le briciole?"I bambini risero a crepapelle. "Sì, sì! Sgranocchiate quante briciole volete!"Le formiche parcheggiarono le micromoto in fila ordinata, si tolsero i caschi con gesti teatrali, e si misero al lavoro trasportando briciole grandi il doppio di loro, cantando una canzoncina di marcia.In questa atmosfera gioiosa, Giannina e Mafalda camminavano sui vialetti. E improvvisamente, al loro passaggio, gli alberi piegarono i rami come in un inchino e le foglie frusciarono in segno di saluto. Le rose nelle aiuole schiusero le loro corolle e iniziarono a cantare. Le lucertole batterono le code sul terreno come su un tamburo: "Rattatatà! Rattatatà!" E i millepiedi si misero a ballare il tip tap al ritmo allegro."Oh cielo, questa è una grande baraonda!" esclamò Giannina, che iniziava a sentire un'aura misteriosa intorno a sé.Non poté fare a meno di pensare al Veterinario Mago. Quali potevano essere i poteri magici di cui era in possesso? E cosa sarebbe successo toccando la perla con il nasino?Lo disse a Mafalda, che portava un libro di favole sotto il braccio. Si guardarono e, capendosi al volo, presero la palla al balzo.Giannina riunì i bambini in un girotondo. Alcuni arrivarono velocemente, altri più timidi si unirono con calma. Anche le formiche, con la pancia piena, indossarono di nuovo i mini caschi, fecero un ultimo giro rombante sulle micromoto, poi scesero e si avvicinarono al gruppo.Era il momento giusto.Giannina chiuse gli occhi e sfiorò la perla magica con il nasino. Una scintilla dorata brillò nell'aria. Prese il libro dalle mani di Mafalda, lo aprì, e scelse la favola che sembrava attenderla, luccicando tra le pagine.Con voce dolce, iniziò a leggere."C'era una volta un coniglietto che viveva nel bosco. Inciampava nelle radici sporgenti degli alberi e nei sassolini. A scuola sbagliava a leggere le lettere e i numeri, così non voleva più andarci. Quando la maestra vedeva i suoi disegni gli diceva: 'Bravo!' Lo stesso facevano la mamma e il babbo: 'Bravo!' Ma a lui i colori sembravano sbiaditi. La verità era che non ci vedeva bene, ma invece di dirlo, scappava via e si nascondeva in una tana sotto un albero parlante. E l'albero, con il fruscio delle foglie, gli sussurrò un segreto: parla con i tuoi genitori. Così fece, e loro lo aiutarono a mettersi gli occhiali. E il mondo tornò bellissimo."Giannina chiuse il libro. Aveva capito: con la perla magica poteva leggere nel cuore dei bambini, scoprendo emozioni e segreti da portare alla luce."Sapete," disse ai piccoli ascoltatori, "anch'io fino a poco tempo fa non ci vedevo bene. Ma ho messo questi occhiali e puff! Il mondo è diventato più chiaro e bellissimo."Un bambino le si avvicinò, quasi vergognandosi, e le sussurrò all'orecchio: "Forse anch'io ne ho bisogno, come te."Giannina lo accarezzò dolcemente. "Io ti ho aiutato ad aprire il tuo cuore. Ora parla con i tuoi genitori, e tutto sarà risolto."Fu allora che un coniglietto apparve all'improvviso tra i cespugli. Si avvicinò a Giannina, la abbracciò e le disse: "Tu sei magicamente magica!"E — non ci credereste — quel coniglietto portava un bel paio di occhialini colorati.Da quel giorno Giannina prese per mano i bambini del paese, insegnando loro a credere in se stessi e ad avere fiducia. Diventò la mascotte con gli occhiali magici, e tutti volevano indossarli come lei.Ma la vera meraviglia era come ora vedeva il mondo dalla finestra: più luminoso, più colorato, più vivo. E ogni sera, prima di addormentarsi, sfiorava la perla con il nasino e sorrideva, sapendo che il giorno dopo avrebbe aiutato qualcun altro a vedere il mondo con occhi nuovi.Sembrava quasi fosse stato un sogno. Ma si sa, realtà e fantasia si prendono spesso per mano.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
LA BIBLIOTECA SEGRETA DI LEOPOLDO Certa gente è strana,gli piace passare le serate a leggere libri. Altri sono ancora più strani —credono alla magia che si trova tra le pagine,alle avventure fantastiche,alle storie di amori impossibili,ai fantasmi che girano fra i vivie pensano che tutto ciò che non esiste —forse invece sì. In breve, questa storia è per quelli un po' stranicome me e te —insomma, per quelli che. Allora… ascolta bene. Se dal centro del paese prendi la via per il monte,trovi una villa vecchia e nobile,che è lì da tanto tempo.Saranno sì e no 350 anniche sta lì in silenzio,osservando e respirando pianosotto il cielo toscano. Stanze enormi piene di storia,corridoi senza finee finestre grandi come sogni,ma adesso, invece di piatti e statuine di porcellana,sforna storie su carta per chi le vuole leggere. Sì, ora è la biblioteca del paese —un po' fuori mano ma tanto bella.Beh, non si può avere tutto. Insomma, fatto sta che,in una notte d'estate,avvolta da un manto di stellee la luce soffusa di lanterne delicate,la villa si era riempita di voci, musica, sorrisie tante storie raccontate e ascoltate,a voce alta o sussurrate,che si intrecciavano nell'abbraccio della festa. Indubbiamente una serata già speciale,ma fate attenzioneperché qualcosa di ancora più insolito stava per avvenire. Sì, perché anche Elisa era lì.Occhi grandi come il cielo,capelli scuri come la nottee un libro in mano — come sempre. Nonostante tutto quello che le accadeva intorno,Elisa preferiva leggere. Era lì, nel corridoio principale:fra il giardino e la corte interna,a mezza strada fra il sicuro e il forse,seduta su una poltrona un po' troppo grande per lei,immersa in una storia misteriosa e avvincente —in un mondo tutto suo. Gira una pagina, poi un'altra,si accomoda gli occhiali giallie gira un'altra pagina… Quando lentamentel'eco di una musica di pianoforteraggiunse le sue orecchie. Non ci fece tanto attenzione.Credendo che provenisse dal cortilevoltò un'altra pagina — e poi un'altra. Ma in breve tempo si rese contoche le note che sentivanon venivano dal cortile della villama da uno dei suoi corridoi —portate da un vento leggero,da luoghi lontani e senza tempo. Senza pensarci troppo,Elisa si alzò silenziosamente,si mise il libro sotto il braccioe inseguì la musica. Attraversò antichi corridoie stanze con scaffali pieni di volumidi ogni dimensione e colori immaginabili —arcobaleni di pensieri e parole in fila per unoche sembravano non finire mai. Mentre la musica diventava più marcatala luce diminuiva,le stanze che attraversavacominciarono ad apparire dimenticate,le scale di pietra che saliva e scendevaconsumate dal tempo,i corridoi laterali erano ora passaggi scuriilluminati solamente da torce alle pareti,che apparivano e scomparivano nel buiocome respiri. Una scala,una porta di legno socchiusa,un altro passaggio,un'altra scalae ancora stanze e scaffali e libri a non finire. Poi, all'improvviso,una foschia coprì il pavimentocome una marea gentilee davanti a lei una grande tenda pesante —socchiusa. Si intravedeva un po' di lucee poche scalette di legno. Le salì, quelle piccole scale,e la musica la avvolse come un abbraccio. Sul palco, candele fluttuavano nell'ariacome lucciole in una notte senza tempo.E lì, al centro,seduto davanti a un pianoforte piccolo piccolo,c'era un topo. Ma non un topo qualunque. Leopoldo indossava una giacca di tweed verde scuro,pantaloni marroni stirati con cura,e sul musetto, occhiali doratiche brillavano di una saggezza antica e gentile. Le sue dita danzavano sui tasticome se stessero raccontando un segreto. «Benvenuta, Elisa» disse, senza smettere di suonare.«Ti stavo aspettando.» Elisa sbatté gli occhi, incantata.«Come sai il mio nome?» «Ah,» sorrise Leopoldo, lasciando che l'ultima notasi spegnesse dolcemente nell'aria,«chi ama le storie riconosce sempre chi le cerca.» Si alzò, si aggiustò la giacca con un gesto elegante,e la guardò con occhi pieni di stelle. «Sai dove sei?» «Nella biblioteca del paese,» rispose Elisa,ma la sua voce tremava un po',come se sapesse che la risposta era un'altra. «Quella la conoscono tutti,» disse Leopoldo,scendendo piano dal palco.«Ogni paese ne ha una che tutti conoscono.Ma ogni paese ne ha anche un'altra —una che quasi nessuno trova.» Fece una pausa, gli occhi che brillavano. «Tu hai trovato la seconda.» --- Leopoldo la guidò verso una grande porta di legnoche Elisa avrebbe giurato non esserci un attimo prima.Si aprì lentamente, senza rumore,come un sospiro trattenuto troppo a lungo. E quello che vide le tolse il fiato. Scaffali infiniti si arrampicavano verso l'alto,scendevano verso il basso,si estendevano in ogni direzionecome spirali di galassie fatte di carta e sogni.Candele galleggiavano ovunque,illuminando libri che sembravano respirare,pulsare piano,come cuori addormentati. «Che posto è questo?» sussurrò Elisa. «Questa,» disse Leopoldo camminando tra gli scaffali,«è la biblioteca dei libri mai scritti.» Elisa lo seguì, confusa.«Libri mai scritti? Ma come possono esistere?» Leopoldo si fermò, si voltò,e la guardò con dolcezza infinita. «Ogni storia sognata esiste, Elisa.Ogni avventura immaginata prima di dormire.Ogni racconto pensato ma mai messo su carta.Vivono tutti qui,al confine tra il mondo e il sogno,aspettando.» --- Si fermarono davanti a uno scaffale. Leopoldo indicò un libro piccolo,rilegato in blu come un cielo d'estate. «Toccalo,» disse piano. Elisa allungò la mano, esitante,e sfiorò la copertina. Un calore gentile le attraversò le dita.E per un istante — solo un istante —sentì una risata di bambino,vide un drago fatto di nuvole,e un castello costruito con cuscini e coperte. «Questo,» disse Leopoldo,«era il sogno di un bambino di sei anni.Una storia che raccontava ogni sera al suo orsacchiotto.Non l'ha mai scritta.Ma esiste. Vedi? Esiste.» Elisa sorrise, il cuore leggero. --- Camminarono ancora,tra corridoi di storie silenziose,finché Leopoldo si fermò davanti a un altro libro. Questo era diverso.Più grande, rilegato in pelle scura,con lettere dorate che sembravano tremare. «E questo?» chiese Elisa, piano. «Questo,» disse Leopoldo,e la sua voce si fece morbida come una carezza,«apparteneva a una nonna.» Elisa lo toccò. E sentì qualcosa di diverso. Non una risata, questa volta.Ma una voce calda, lontana,che raccontava di una bambina coraggiosache attraversava un bosco incantatoper portare la luce a un villaggio dimenticato. «Era la storia che voleva lasciare ai suoi nipoti,»spiegò Leopoldo.«Ma il tempo... il tempo a volte corre più veloce dei sogni.Non ha fatto in tempo a scriverla.» Elisa sentì gli occhi pizzicare. «Ma è qui,» sussurrò. «È qui,» confermò Leopoldo.«Per sempre.» --- Continuarono a camminare, in silenzio,finché arrivarono a uno scaffale diverso dagli altri. Era quasi vuoto.Solo pochi libri, distanziati,e tanti spazi aperti, in attesa. Al centro, un libro senza titolo. La copertina era bianca, pulita,come neve appena caduta,come una pagina che aspetta il primo segno. «Posso?» chiese Elisa. Leopoldo annuì. Lo toccò. Niente.Nessun calore. Nessuna voce.Solo silenzio.Ma un silenzio pieno,come un respiro trattenuto. «Questo libro è vuoto,» disse Elisa, sorpresa. «Non ancora scritto,» corresse Leopoldo.«Nemmeno sognato. Non ancora.Aspetta qualcuno che trovi il coraggiodi immaginarlo.» Si voltò verso di lei,e i suoi occhi brillaronocome le candele che fluttuavano intorno. «Forse aspetta te.Forse aspetta qualcun altro.Ma aspetta.» --- Elisa rimase ferma,a guardare quel libro bianco. E capì. Capì che ogni storia che aveva immaginato,ogni avventura inventata prima di dormire,ogni sogno che credeva perso al risveglio,esisteva da qualche parte. E capì qualcos'altro. Che non bisogna avere paura di scrivere. Perché le storie esistono già —nel cuore, nella mente, nei sogni.Metterle su cartanon è crearle dal nulla.È solo aprire una portae lasciarle uscire. --- «Devo andare, vero?» disse Elisa, piano. Leopoldo sorrise.«Il tuo mondo ti aspetta.Ma ora sai che questo posto esiste.E sai che ogni storia che sogneraiavrà sempre un posto qui,che tu la scriva o no.» Fece una pausa. «Ma se la scrivi,» aggiunse con un sorriso furbo,«potrà vivere anche là fuori.E quella, mia cara, è un'altra magia ancora.» --- Elisa si ritrovò nel corridoio della villa,seduta sulla poltrona un po' troppo grande per lei,il libro ancora sotto il braccio. La festa continuava,voci e musica e risate,come se il tempo non fosse mai passato. Ma qualcosa era cambiato. Lei era cambiata. Aprì il libro che stava leggendo,guardò le pagine,e sorrise. Poi lo chiuse. Perché adesso sapevache le storie più bellenon sono solo quelle che leggiamo. Sono quelle che portiamo dentro,quelle che sogniamo ad occhi aperti,e quelle che un giorno,con un po' di coraggio,osiamo raccontare. --- *— Scritta da Marco Ciappelli* Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
®È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.Prima emissione: 18 aprile 2025
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(00:00) Intro (02:43) Il parlamento ha approvato il ddl del governo sulla valutazione dell'impatto generazionale, ma cosa cambia? (12:40) La storia del rinnovo automatico del Memorandum con la Libia Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: https://shor.by/zQ5D
Matilde Marcolli is a computational linguist and mathematical physicist currently serving as Robert F. Christy Professor of Mathematics and Computing and Mathematical Sciences at Caltech. Her latest book is Mathematical Structure of Syntactic Merge: An Algebraic Model for Generative Linguistics with Noam Chomsky and Robert C. Berwick.ReferencesFrancesco Cirillo, "L'autonomia nomade." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale—Basiclica, Puglia, Calabria, Sicilia, part 3. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Oscar Greco, "L'Autonomia nel Sud. Affinità e divergenze tra i movimenti e l'autonomia calabrese." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale—Basiclica, Puglia, Calabria, Sicilia, part 3. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Adriano Maini, "Si strutturano nuove modalità di protesta quali assemblee, conferenze, dibattiti, sit-in, commissioni di lavoro," Collasgarba, January 5, 2023.David P. Palazzo. The "Social Factory" In Postwar Italian Radical Thought From Operaismo To Autonomia. Dissertation. State University of New York, 2014.Fabio Papalia. Il Sessantotto italiano nella dinamica delle occupazioni e dei cortei: un confronto tra i movimenti studenteschi di Torino, Milano e Roma. Dissertation. Università degli studi Roma Tre, 2011.Paolo Perri, "Per un pugno di riviste? Il blitz all'Università della Calabria." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale—Basiclica, Puglia, Calabria, Sicilia, part 3. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Franco Piperno, Lo spettacolo cosmico. Scrivere il cielo: lezioni di astronomia visiva. DeriveApprodi, 2007.Franco Piperno, "Conversazione in Calabria." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale, part 1. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Franco Piperno, "AUTONOMIA POSSIBILE, VALORE D'USO, LAVORO NON-OPERAIO." Metropoli, Rome, 1978.Franco Piperno and Francesco Raparelli, "La rivolta del sapere," Dinamo Press, June 27, 2018. Potere Operaio. "Alle avanguardie per il partito," 1970.Marco Scavino. Potere operaio: La storia. La teoria. Vol. 1. Roma: Derive Approdi, 2018.Steve Wright. The Weight of the Printed Word: Text, Context and Militancy in Operaismo. Leiden: Brill, 2021.
®È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.Prima emissione: 18 aprile 2025
Due voci, una sola direzione: il divertimento!Michael Casanova e Danny Morandi tornano insieme su Radio 3i per accompagnarti in un viaggio fatto di risate, musica e tanta energia. Dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 18 e il venerdì dalle 15 alle 18, sali anche tu sul nostro tandem radiofonico: una pedalata a due che diventa un giro infinito di emozioni grazie agli ascoltatori, veri compagni di avventura!
In questo articolo parleremo di una domanda che riceviamo spessissimo: "Come devo cominciare a studiare l'italiano? Ci sono dei passaggi da seguire?" Se state leggendo questo articolo, probabilmente vi trovate proprio in questa situazione. Magari avete sempre sognato di parlare italiano, o forse dovete impararlo per lavoro, per amore (ah, l'amore italiano!), o semplicemente perché vi piace la nostra bellissima lingua. Ebbene, siete nel posto giusto! Come Cominciare a Studiare Italiano Passo 1: Valuta il Tuo Livello di Partenza Anche se siete principianti assoluti, potreste già conoscere più italiano di quanto pensiate! La lingua italiana è presente in molti contesti internazionali, dalla musica al cinema, dalla gastronomia all'arte. Piccolo test veloce: Provate a capire queste frasi: "Ciao, come stai?" (Saluto informale e domanda sullo stato di salute) "Pizza margherita, per favore" (Ordinazione al ristorante) "Grazie mille!" (Ringraziamento enfatico) "Dove è il bagno?" (Domanda pratica essenziale) Se avete capito almeno una di queste frasi, congratulazioni! Non siete completamente a zero. E se non avete capito niente... beh, tra pochi minuti capirete tutto! Consiglio pratico: Se avete già studiato altre lingue romanze (spagnolo, francese, portoghese), avrete un vantaggio enorme. Molte parole condividono radici latine simili! Ad esempio: "importante" è quasi identico in tutte queste lingue, così come "famiglia", "musica", "università". Passo 2: Scegli il Tuo "Perché" Questa è la parte più importante! Dovete avere un motivo forte e personale per imparare l'italiano. La motivazione sarà il carburante che vi sosterrà nei momenti di difficoltà. Esempi di motivazioni forti e specifiche: Relazioni personali: "Voglio comunicare con la famiglia italiana del mio partner" Opportunità professionali: "Voglio lavorare nel settore moda/design in Italia" Passioni culturali: "Voglio godermi i film di Fellini e Rossellini in originale" Obiettivi accademici: "Voglio studiare arte rinascimentale nelle università italiane" Trasferimento: "Voglio trasferirmi in Italia e integrarmi completamente" Suggerimento motivazionale: Scrivete il vostro "perché" su un foglietto e attaccatelo vicino al vostro spazio di studio. Quando la coniugazione del congiuntivo imperfetto vi sembrerà impossibile, rileggetelo! Passo 3: Definisci i Tuoi Obiettivi (Sii Realistico!) Stabilire obiettivi chiari e raggiungibili è fondamentale per mantenere alta la motivazione e misurare i progressi in modo concreto. Obiettivi a Breve Termine (1-3 mesi) Sopravvivenza linguistica: Imparare le espressioni essenziali per situazioni quotidiane Presentazioni personali: Saper dire nome, età, provenienza, lavoro e interessi base Interazioni pratiche: Ordinare al ristorante, chiedere informazioni, fare acquisti semplici Numeri e tempo: Utilizzare correttamente numeri, orari e date Obiettivi a Medio Termine (6-12 mesi) Conversazioni strutturate: Sostenere dialoghi di 10-15 minuti su argomenti familiari Comprensione mediatica: Capire i punti principali di telegiornali e programmi semplici Comunicazione scritta: Scrivere email formali e informali, messaggi di testo Espressione di opinioni: Dire cosa piace e non piace, esprimere preferenze Obiettivi a Lungo Termine (1-2 anni) Livello intermedio superiore: Raggiungere il livello B2 del Quadro Comune Europeo Lettura autonoma: Leggere romanzi, articoli di giornale e testi specialistici Discussioni complesse: Argomentare su temi astratti, esprimere ipotesi e dubbi Fluidità comunicativa: Parlare spontaneamente senza troppe pause per cercare parole Consiglio importante: Non abbiate fretta! L'italiano ha delle complessità grammaticali (come i 21 tempi verbali e i vari usi del congiuntivo) che richiedono tempo per essere assimilate. È meglio costruire basi solide piuttosto che correre e confondersi. ...
Scrivere, lottare e scendere i fiumi potrebbero apparire tre attività totalmente diverse e scollegate tra loro. Per Antonio Franchini, autore de “Il fuoco che ti porti dentro”, invece hanno molti punti in comune: tutte richiedono un alto livello di concentrazione. Per tutte ci vuole tecnica, ma soprattutto talento. Tutte rispondono al suo bisogno di consapevolezza e conoscenza.
In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una bellissima pratica di journaling che la nostra Valeria Da Pozzo ha offerto in diretta alla comunità La Tela.È stata una pratica intensa e siamo rimaste così tanto stupite dalle riflessioni e dal feedback delle persone che hanno participato che ho deciso di portarvene alcune in questo episodio, perché possiate beneficiarne tutti e tutte.