Podcasts about scrivere

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Orecchie e Segnalibri
#1046 - Veronica Raimo - "Non scrivere di me"

Orecchie e Segnalibri

Play Episode Listen Later Feb 25, 2026 15:00


scrivere raimo
Voce ai libri
Ep.175: Veronica Raimo, “Non scrivere di me”

Voce ai libri

Play Episode Listen Later Feb 24, 2026 22:12


S. apprende per caso della morte di Dennis May, regista e attore che un decennio prima ha vissuto l'apice del successo e dell'insuccesso. Per S. Dennis May è stato un amore ossessionato, culminato in uno stupro. Da quel momento per S. cambiano i progetti, le relazioni e la vita. Dennis rimane un'ombra, un fantasma senza risposte, di cui ricordare l'ultima frase detta a S., dopo la violenza: “Non scrivere di me”.

scrivere raimo per s
Circolo BOOKweek
135 - EPISODIO SPECIALE: "Leggere non è cosa per pochi"

Circolo BOOKweek

Play Episode Listen Later Feb 21, 2026 42:00


In questo episodio Gianluca Gatta incontra Michele Righini, bibliotecario dell'Archiginnasio di Bologna e organizzatore di gruppi di lettura, per parlare di scrittura e lettura, libri, e-book, fumetti, manga, Umberto Eco, Stefano Benni, Carlo Ginzburg e Valerio Evangelisti, senza dimenticare le nuove sfide che pone l'intelligenza artificiale al ruolo dello scrittore e del lettore.

Storie Sotto Le Stelle Podcast
Crociera su Marte | Tre Paperelle in Viaggio | Scritta da Lucia & Marco Ciappelli (Versione in Italiano) | Storie Sotto Le Stelle Podcast | Storie Brevi Per Bambini E Sognatori Di Ogni Età

Storie Sotto Le Stelle Podcast

Play Episode Listen Later Feb 15, 2026 8:10


IN CROCIERA SU MARTE | TRE PAPERELLE IN VIAGGIOMamma papera aveva due figlie e con loro amava fare viaggi in posti lontani. Le due paperelle avevano pochi amici, ma andavano spesso in giro.Giocavano nell'aia facendo finta di essere un gruppo e persino il giorno del loro compleanno, la grossa torta se la mangiarono tutta da sole.La mamma per regalo decise di portarle in crociera su Marte. Organizzò il viaggio con una navicella spaziale per turisti, si procurò i biglietti per una festa marziana intergalattica, e partenza prima possibile — in men che non si dica, prima che potessero dire "qua qua".Mentre tutte e tre erano nel cortile pronte per il viaggio, videro uno strano oggetto che volava a bassa quota sopra la fattoria. Posandosi a terra, da uno sportello si affacciò una piccola figura quadrata che disse:"Scusi, è lei in possesso di tre biglietti per Marte e tre per la festa intergalattica?"Le paperelle si guardarono stupite. Non avevano mai visto una creatura quadrata — testa quadrata, occhi quadrati, persino il sorriso sembrava quadrato."Sì, siamo noi!" rispose mamma papera."Qua! Qua! Qua!" fecero le paperelle in coro, saltellando dall'emozione."Prego, salite a bordo," disse il marziano con un piccolo inchino squadrato. "Il viaggio per Marte sta per cominciare."E in un balzo salirono sulla navicella, tanto erano curiose ed entusiaste per quella nuova avventura. Lo strano mezzo di trasporto partì veloce come una folata di vento.Nello spazio era l'ora di punta. L'astronave si ritrovò in coda e il marziano-pilota suonò il clacson: "Blip, blip!"Si affacciò al finestrino e borbottò: "Sempre più difficile viaggiare! Ma guarda, c'è pure un pianetino giocherellone che si è messo a girare su se stesso, neanche fosse una giostra! Oh che bel divertimento — vai più in là, fammi passare e continua a giocare!"Causa ingorgo cosmico, l'astronave atterrò su Marte con un leggero ritardo sulla tabella di marcia."Che meraviglia!" esclamarono le paperelle nel vedere una nave tutta di vetro pronta per la crociera, dove furono invitate a salire a bordo.C'era un gran movimento di piccoli marziani quadrati."Buongiorno, signora papera, si accomodi!" dicevano facendo un inchino, mentre le paperelle — qua, qua, qua — chiacchieravano e saltellavano contente.In sottofondo, chitarre quadrate suonavano un Rock interplanetario.Le tre viaggiatrici, con la faccina appiccicata ai vetri, osservavano stupite il colore rosso del pianeta.La nave partì lentamente sulla sabbia, ma a un tratto i motori cominciarono a rombare e su, verso la cima di una montagna, e poi giù sulle rocce rosse — sembrava di stare su un ottovolante, su e giù, su e giù. Poi di nuovo si posava e lentamente attraversava vallate immense."Che strano spettacolo! Che strano mezzo di trasporto che viaggia sulle rocce e sulla sabbia!" commentavano le turiste.Passarono le ore tra meraviglie e scoperte. Il tempo volò.Arrivò la sera. Sulla nave marziana, mamma papera e le paperelle si presentarono tutte in ghingheri, con fiocchi e fiocchetti, alla festa di compleanno intergalattica.I camerieri danzavano, davano il braccio alle turiste e servivano al suono di una musica Rock. Piccoli marziani si avvicinarono alle paperelle e, facendo loro un sacco di complimenti, saltellando e ballando, giocarono con loro.La festa era iniziata."Qui è tutto quadrato — i bicchieri, le bottiglie!" parlottavano fra di loro le papere.I dolcetti erano salati, i salati erano dolci, la torta era... bah, bah, ma che mondo è questo qua!I palloncini con la scritta "Buon Compleanno" erano — provate a indovinare — quadrati.La serata era al termine e fuochi d'artificio brillarono nel cielo per festeggiare i turisti... ed erano quadrati anche quelli."Ma che bravi e gentili questi marziani!" disse mamma papera, e continuò: "Su Marte ci siamo arrivate, visto lo abbiamo visto, divertite ci siamo divertite. Ora pensiamo a ritornare sulla Terra."A un tratto, la voce del comandante della nave avvisò i passeggeri dell'imminente arrivo di una navicella spaziale per il ritorno.Le tre papere non aspettavano altro. Salutarono e, attraverso un ponte di collegamento, entrarono direttamente nella navicella. E giù, verso il loro pianeta.Osservando la partenza dei turisti dalle vetrate della nave, i marziani in abito da camerieri lanciarono nello spazio decine di palloncini colorati.Nell'universo, sotto un cielo stellato, i satelliti girovagavano intorno alla navicella spaziale. Venere risplendeva in lontananza e la Luna, sempre più vicina, sorrideva con la sua faccia piena.Arrivate sulla Terra, scesero sull'aia tutte e tre felici.Palloncini quadrati con la scritta "Buon Compleanno" volavano in aria.Che sorpresa! Questa è certamente opera dei marziani.E raccontando in giro della loro avventura galattica, le due paperelle si fecero tanti amici. Tutti volevano sapere del loro viaggio su Marte.Il nostro pianeta sarà tondo, sarà grande, sarà piccolo, sarà bello, e sarà sempre casa nostra.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.

TechnoPillz
BlockH: per newsletter la rivoluzione del modo di scrivere email con un CSS unico

TechnoPillz

Play Episode Listen Later Feb 9, 2026 28:29


Alex Raccuglia racconta in prima persona come sta accelerando lo sviluppo di software e progetti personali, tra nuove app (BlockH, eMass), IA creativa, strumenti di automazione per newsletter, riflessioni sul ruolo del creatore di fronte alla tecnologia e alle possibili soluzioni di monetizzazione. Tra esempi pratici (Gemmo, Whisper, Nano Banana Pro) e dubbi su identità professionale, l'episodio alterna innovazione, tecnica e introspezione.Brand, nomi, servizi e link (URL) presenti, con breve descrizione- BlockH  - Descrizione: applicazione privata pensata come companion app per eMass; facilita la gestione di contenuti tramite blocchi riutilizzabili per newsletter.  - URL: non specificato nel testo- eMass  - Descrizione: sistema/strumento per la gestione di newsletter; in questo episodio BlockH viene presentata come companion app di eMass.  - URL: non specificato nel testo- Gemmo (Gemini)  - Descrizione: assistente IA utilizzato per generare contenuti (press release, HTML) e guidare la creazione di newsletter; comunica con l'utente tramite prompt.  - URL: non specificato nel testo- Whisper  - Descrizione: tecnologia di riconoscimento vocale/trascrizione utilizzata per trascrivere contenuti video.  - URL: non specificato nel testo- Nano Banana Pro  - Descrizione: strumento di generazione/creazione di immagini utilizzato per realizzare presentazioni e icone.  - URL: non specificato nel testo- FCP AutoDuck  - Descrizione: applicazione (tool) di ducking per Final Cut Pro; citata come esempio di prodotto che sta ancora vivendo “la sua onda lunga”.  - URL: non specificato nel testo  - Nota: viene citato anche Apple nel contesto della mancanza di attenzione verso di esso- Apple  - Descrizione: brand citato come riferimento per l'evoluzione di FCP AutoDuck.  - URL: https://www.apple.com- MailChimp  - Descrizione: servizio di newsletter marketing; l'episodio discute della loro modifica dei piani free e della necessità di alternative.  - URL: https://mailchimp.com- WordPress + Divi  - Descrizione: piattaforma e tema utilizzati per costruire una pagina newsletter; Divi è il builder di WordPress.  - URL WordPress: https://wordpress.org  - URL Divi: https://www.elegantthemes.com/plugins/divi/- Associazione di sommelier  - Descrizione: gruppo associativo gestito dall'autore e da sua moglie; riferimento al sistema di newsletter (contenuti multi-topic).  - URL: non specificato nel testo- Telegram (gruppo tecnicoTechno Pillz)  - Descrizione: canale/gruppo Telegram associato al podcast per interazioni con l'audience.  - URL: https://t.me/tecnopillzriot- Runtime Radio  - Descrizione: network/piattaforma che ospita il podcast  - URL: non specificato nel testo- Leader  - Descrizione: nome di una futura applicazione di cui l'autore parlerà in puntate successive; indicata come prodotto potenzialmente vendibile.  - URL: non specificato nel testo- BeatMark  - Descrizione: concetto di cui l'autore accenna come esempio di idee che ha utilizzato; presente nel discorso sull'innovazione personale.  - URL: non specificato nel testoNota sull'intervista/ospiti- Non è presente un'intervista né ospiti esterni; l'episodio è una puntata monologata condotta da Alex Raccuglia, relatore e conduttore.[00:11:31] Spot[00:16:25] Spot[00:20:46] SpotQuesto episodio include contenuti generati dall'IA.

Alice
“Non scrivere di me”

Alice

Play Episode Listen Later Feb 7, 2026 18:40


Alice Sat, 07 Feb 2026 13:40:00 GMT RSI - Radiotelevisione svizzera false no Intervista a Veronica Raimo 00:18:40

intervista scrivere gmt rsi radiotelevisione
Triathlon Daddo Podcast
Il Chilometro 30: Sebastian Pedraza racconta la sua rinascita oltre il Triathlon

Triathlon Daddo Podcast

Play Episode Listen Later Feb 4, 2026 50:09


Passione Triathlon n° 349Sebastian Pedrazaprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon.Sebastian Pedraza, ex campione di triathlon, si racconta al Daddo in una veste nuova: quella di scrittore. Attraverso i suoi libri, "Quanto vuoi ciò che dici di volere" e "Il Chilometro 30", Sebastian esplora un percorso di auto-osservazione nato dopo la fine della carriera professionistica e segnato da profondi cambiamenti personali. L'intervista tocca temi come l'importanza di "rallentare" in una società frenetica, la riscoperta della propria identità oltre le etichette sociali e la sua visione anticonvenzionale su allenamento e nutrizione, incluso il digiuno.CAPITOLI00:00 - Introduzione: Sebastian Pedraza da atleta a scrittore01:35 - Scrivere per sfogarsi: la genesi dei libri02:50 - La domanda scomoda: chi sei quando togli tutte le tue identità?04:45 - Il Triathlon oggi: godersi l'allenamento senza l'ossessione dei social06:05 - Evoluzione da Coach: insegnare il valore del recupero e del riposo07:25 - Primo libro: "Quanto vuoi ciò che dici di volere" e la coerenza10:20 - Compromesso, scelte e responsabilità verso i propri sogni12:20 - Ricordi da Pro: quando ci si allenava 40 ore a settimana15:25 - Secondo libro: "Il Kilometro 30" e il superamento del "muro" della vita18:00 - I 14 anni di sfide: perdite, cambiamenti e resilienza22:55 - Un invito a rallentare: contemplare la natura e respirare26:00 - Il tema del digiuno: l'esperienza di Sebastian con gli Ironman a stomaco vuoto32:50 - Perché leggere "Il Kilometro 30": una storia di maturità e condivisione36:50 - La felicità oggi: vivere il presente e meravigliarsi ancora45:10 - Cosa rappresenta il Triathlon oggi: il posto al sicuro dell'animaSegui l'intervista condotta da Dario Daddo Nardone,PASSIONE TRIATHLON, in prima visione la nuova puntata sul canale youtube @DaddoSport ogni mercoledì alle 19.00!#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #govegan #stopgenocideDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.

Monica Pirozzi | Il Podcast
240. 3 Nicchie che Pagheranno ORO nel 2026 e Migliori Sbocchi Lavorativi per SCRIVERE

Monica Pirozzi | Il Podcast

Play Episode Listen Later Feb 3, 2026 26:15


I migliori sbocchi lavorativi per scrivere si traducono il 3 nicchie che pagheranno oro nel 2026.Ci sono opportunità incredibili quest'anno e nei prossimi decenni per la scrittura online e diventare professionisti ad alti livelli.Ma ricevo ogni giorno messaggi preoccupati per la caduta di questo o quest'altro settore e per la paura che non ci siano opportunità (o che quelle esistenti scompaiano).Quello che ho notato in queste preoccupazioni è che non c'è un'analisi veritiera di fondo, ma sono basate su emozioni.Quindi in questo episodio voglio raccontarti, senza far prevalere le emozioni ma sondando il mercato, quali sono gli sbocchi lavorativi più pagati se vuoi lavorare come copywriter nel 2026 e guadagnare online seriamente.Ascoltalo fino alla fine, perché ti lascio anche una ghiotta risorsa bonus

Raffaele Gaito, il podcast.
✍️ Se l'IA ci fa scrivere tutti allo stesso modo, come si fa a essere unici?

Raffaele Gaito, il podcast.

Play Episode Listen Later Feb 2, 2026 14:11


Oggi condivido una riflessione importante su come affrontare l'era dell'intelligenza artificiale nel lavoro intellettuale.Parto da un concetto che porto avanti da anni: non devi essere l'unico a parlare di qualcosa, ma devi parlare di qualcosa in modo unico, mettendo il tuo percorso e il tuo vissuto in tutto ciò che fai.A questa idea aggiungo la bellissima riflessione di Armando Bisogno sulla responsabilità: quando firmi un contenuto, anche se l'80% è stato fatto con ChatGPT, ti prendi la responsabilità di quelle scelte, quell'argomento, quel formato, quel momento.Unicità e responsabilità insieme sono l'accoppiata vincente per evitare il contenuto fotocopia e distinguersi nell'era dell'AI generativa.Questa riflessione vale per freelance, content creator, docenti, autori e tutti coloro che producono contenuti nel loro lavoro quotidiano.Buon ascolto

Caffe 2.0
3789 Il fast food di internet, sapresti riconoscerlo ?

Caffe 2.0

Play Episode Listen Later Feb 2, 2026 9:43


Come contrattare con il fast food digitale?Se vuoi ridurre l'uso del "fast food di internet", puoi:Fare pause: Provare a leggere un libro o guardare un film senza scorrere frettolosamente.Scegliere contenuti più approfonditi: Ad esempio, un podcast invece di un video di 2 minuti.Limitare le notifiche: Disattivare gli alert per non essere distratto.Fare attività offline: Scrivere, camminare, parlare con persone di persona.Usare il "no": Dire "no" a contenuti che non servono o che ti distolgono.

Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali

Iniziamo a pralare dei mitici libricini, e poi si passa alla musica, alle esperienze fatte e ovviamente... cibo! Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Come scaricare la trascrizione Apri l'episodio in Transcript Player Scarica come HTML Scarica come PDF Vocabolario Scarica come text file Scarica come text file with semicolons (per app che utilizzano flashcard) Iscriviti usando il tuo feed RSS privatoper vedere la trascrizione e il vocab helper subito sulla tua applicazione per ascoltare i podcast sul tuo cellulare. Note dell'episodio The Most Beautiful Italian Word (according to Italians) - https://www.youtube.com/watch?v=rbKSArNUR_4 Con Fabio oggi parliamo della sua esperienza all'estero e poi del suo ritorno in Italia. Come è andata? Dove tornerebbe? Ma non solo, parliamo di libri, di musica e cibo. E di seguito per chi vuole sapere di più di Fabio: Tutti i link utili per sapere di più di Fabio: https://fabiocerpelloni.com/ Any Language You Want - https://a.co/d/f7dp9fU Tiny Book Author (Amazon link) - https://a.co/d/4tSF01G Trascrizione Raffaele: [0:23] Bello, eh, questo stacco di batteria? Bellissimo! Matteo: [0:27] E buongiorno a tutti e due, oggi siamo in tre già dall'inizio. Raffaele: [0:33] Siamo di nuovo in tre. ricordiamo per chi si fosse perso la produttiva precedente, andatevela a recuperare. E questo spiegherà perché in questa puntata siamo in tre. Matteo, ma dove eravamo rimasti? Matteo: [0:53] Beh, e dove eravamo rimasti? Raffaele: [0:55] Io lo chiedo a te e tu lo chiedi a me? Matteo: [0:58] Non lo so. Raffaele: [0:59] Eravamo rimasti alle lingue, no? Abbiamo parlato quasi per tutta la puntata precedente di lingue. In quest'altra puntata, con il nostro Fabio, proviamo a trattare altri argomenti. Però usiamo le lingue come ponte. E quindi io ho subito una domanda per te, Fabio. Ovvero, sei italiano, ma scrivi libri e anche articoli, di questo poi magari ne parliamo nell'after show, in inglese. Come hai raggiunto questo livello di fluency si dice in inglese, di competenza chiamiamola in italiano? Ma anche di fiducia in se stessi, perché in tanti non scriverebbero un libro nella loro lingua madre. Tu invece scrivi libri in una lingua che non è la tua lingua madre. Fabio: [1:42] Ok. Quindi... buongiorno a tutti. A me è sempre piaciuto scrivere, devo dire, anche quando ero alle scuole superiori superiori, scuole superiori e medie. I miei temi che ci facevano fare... diciamo che sono sempre andato bene nei temi. Mi piaceva scrivere, mi piace esprimermi in forma scritta. Formandomi come insegnante ho dovuto scrivere parecchio in inglese, perché c'erano i vari... adesso non so come si può dire... assignments. I vari... (Compiti.) Compiti, esatto, compiti o comunque test dove dovevi produrre un testo scritto. E già questa cosa a me piaceva, perché poi anche scrivendo, vedi, ti vengono in mente cose, ti viene in mente... dubbi. Ci va la virgola, ci va questa proposizione, quell'altra, come esprimo quest'idea, quali parole uso? Quindi è un continuo scoprire quando scrivi. Sia idee che hai, ma anche a livello di forma, quindi di capire come strutturare una frase, un testo, un paragrafo. È una cosa che mi è sempre piaciuta, la faccio anche nella mia attività da libero professionista. Come ho raggiunto questo livello? Scrivendo, ricevendo anche un feedback, un riscontro. Da me stesso più che altro, perché poi sono sempre stato io quello che andava a vedere se il testo andava bene, se non andava bene. Adesso con l'intelligenza artificiale è tutto molto più semplice, quindi per qualcuno che vuole scrivere hai un assistente diretto che ti può dire "guarda, qua ci va questo, perché bla bla bla..." Poi sull'intelligenza artificiale possiamo farci un... Matteo: [3:51] Una serie più che una puntata. Fabio: [3:55] Comunque sì, addirittura adesso, non per dire, però arrivo a scrivere in inglese e mi sono quasi dimenticato le regole di punteggiatura dell'italiano. Perché le virgole in italiano, ho sempre il dubbio dove vanno, come vanno, se ci vanno. Mentre in inglese, scrivendo solo in inglese, perché poi scrivo solo in inglese, sono molto più sicuro di quello che metto sulla pagina. Raffaele: [4:26] C'è sempre interferenza. Ma i tuoi libri hanno una caratteristica, qual è questa caratteristica? Fabio: [4:33] Che sono corti. Sono corti. Appunto io li chiamo tiny books, libricini, perché il mio primo libro, Any Language You Want, in realtà è stato quasi una sorpresa per me. Perché io non ho mai pensato di scrivere un libro, in realtà. Io ho sempre visto questa cosa dello scrivere un libro, pubblicare un libro come un obiettivo impossibile. Scrivere un libro? Quante cose devi dire? Come fai a pubblicarlo? E poi cosa scrivo? Questo era quello che pensavo. Poi ho letto un libricino di business che si chiama Anything You Want di Derek Sivers, che era, che è, è stato un imprenditore americano, dove lui semplicemente aveva pubblicato questo libricino. Ogni pagina, su ogni pagina, ogni due facciate raccontava una storia di come aveva costruito il suo business. Ed era un libricino di meno di 100 pagine, molto piccolo. Ho detto "wow, cavolo, 'sto libro qua ha detto molto di più, ho trovato molto di più in questo libro che in tanti altri che ho letto. Perché comunque leggo parecchio. E ho detto "Quasi quasi lo scrivo anch'io un libro così", un libro corto, storie corte, iniziano e finiscono, ogni capitolo è una storiella. Storiella vera poi, perché non scrivo mai di... cioè non scrivo romanzi o storie inventate. E allora ho detto "Wow, allora ci provo anch'io, quindi non devo pubblicare 300 pagine per diventare un autore." [È] così che ho scritto poi il mio primo e il mio secondo. Che poi il mio secondo è "come scrivere un libricino". (Un metalibro.) Un metalibro, esatto, sempre storie mie. Parlo sempre... cioè parlo sempre di me, non perché sono egocentrico ma perché vorrei far vedere quello che può funzionare. L'ho fatto col primo con language learning, e l'ho fatto col secondo con il self publishing, lo scrivere. Raffaele: [6:53] C'è un grande vantaggio dei libricini, che ho sentito tra l'altro da, come chiamarlo, da un linguista e esperto anche di business che dovresti conoscere, ma ne parliamo nell'after show. Che dice che il vantaggio dei libri piccolini, è quello che ti spingono poi all'azione più facilmente. Finisci il libro presto e sei subito portato all'azione. Mentre invece libri grandi tendono ad addormentarti per certi versi. Quindi leggi il libro, ma poi alla fine del libro ti sei dimenticato di farci qualcosa con il libro. Fabio: [7:26] Sì, ne ho letto uno, appunto, anzi più di uno in realtà, dove è un continuo dire sempre la stessa cosa, sempre il solito, due o tre concetti, i soliti due o tre concetti, e tu dici "ma ok, non mi serve un altro esempio di questo concetto". E a volte questa cosa è un po' dovuta anche all'industria del publishing che richiede poi... l'autore... "o scrivi 250 pagine oppure non possiamo pubblicarti perché magari il libro non si vede sullo scaffale". Mentre un libro piccolo è più funzionale, ti dà quello che ti dà, quello che ti deve dare e basta: è inutile diluire o comunque dilungarsi, ecco. Raffaele: [8:21] Matteo, hai sentito nella puntata precedente? Fabio ha vissuto a Londra. Matteo: [8:27] Fabio ha vissuto a Londra, esattamente, ma questo lo dovevi sentire tu, che sei il Londra lover... Raffaele: [8:35] Eh vabbè, ma ci hai vissuto più tu che io però, è un'altra cosa che ci accomuna. Matteo: [8:40] Ma io prima di andare a Londra, perché poi andiamo anche a Londra, volevo chiedere a proposito dei due libricini: ma c'è un due senza tre in arrivo? Fabio: [8:49] C'è, c'è il 3. C'è il 3, è ancora un'idea, c'è un elenco di cose che voglio mettere dentro. Però ci sarà, io voglio continuare a farlo, sì, sì. Matteo: [9:04] A quel punto la seconda domanda è: ma è per caso su Any Martial Art You Want? Fabio: [9:12] No, non è su martial arts. Mia cognata mi ha detto "ah, hai scritto un secondo libro su come scrivere il primo libro, quindi il tuo terzo cos'è? Scrivi un terzo libro su come scrivere un secondo libro? Cos'è, Inception?" No, non è Inception, è sempre un libro di storie. Allora, ho un po' di idee, però quella che più mi piace, perché poi sempre parlando poi di language learning, di apprendimento linguistico: se fai qualcosa che hai... passione, per la quale passione o comunque qualcosa che ti entusiasma, poi la cosa ti riesce meglio. E quindi sto pensando a un libro di storie mie personali, sempre, ovviamente, però con un messaggio più universale. Non ho ancora ben chiaro il progetto, però questa cosa a me entusiasma molto. Anche perché io nel podcast che avevo aperto nel 2021, tutti [i miei primi] episodi erano storie mie personali, che utilizzavo per insegnare inglese. Prendere quei contenuti, aggiustarli e scrivere una storia, come testo scritto, e racchiudere il tutto in un libro poi... non so, questo qua è un progetto che mi ispira molto. Quindi diciamo che [all']80% questo è il terzo libro. Raffaele: [10:43] In bocca al lupo. Fabio: [10:44] Grazie. Raffaele: [10:46] "Crepi" si dice! No "grazie"! Fabio: [10:47] Crepi, crepi, infatti! Matteo: [10:48] Sei vegetariano? Fabio: [10:50] Io? Sono vegano. Matteo: [10:53] Ah vedi allora per questo non ha detto "crepi"! Matteo: [10:56] Ce li abbiamo tutti e tre allora: l'onnivoro, il vegetariano e il vegano. Matteo: [11:00] Posso fare una domanda che vorrei fare poi a tutti i nostri futuri ospiti, per fare poi una raccolta? Ci dai una ricetta? Fabio: [11:13] Una ricetta vegana? Matteo: [11:15] Una ricetta. Una ricetta che ti piace, una ricetta ovviamente che ti piace e che mangeresti, quindi se sei vegano, vegana. Raffaele: [11:22] La domanda più difficile delle due puntate. Fabio: [11:23] Questa è difficile sì! Allora, la ricetta: riso saltato con le verdure. E come si fa? Prendi il riso, lo salti e ci metti le verdure. Matteo: [11:41] Andiamo un po' più... almeno dicci le verdure. Fabio: [11:46] Ci metti il peperone, ci metti la carota, il broccolo, salti tutto, un po' di salsa di soia, riso integrale ai minerali: è più nutriente. E lo salto. Guarda, questo è come mi ha conquistato la mia compagna, con un riso saltato con le verdure. Raffaele: [12:07] Ma mi sembra una ricetta più asiatica che non italiana. Fabio: [12:10] Sì, perché sia io che la mia compagna siamo innamorati del sud-est asiatico, ci abbiamo viaggiato per cinque mesi e mezzo quando eravamo di ritorno dalla Nuova Zelanda. Così, con lo zainetto, senza... abbiamo pianificato i primi due giorni a Bali e poi il resto non sapevamo in realtà, non avevamo un piano. Avevamo un piano che stavamo in giro con i soldi che avevamo guadagnato in Nuova Zelanda a farci un mega viaggio, con un budget ristretto comunque. Non è che abbiamo fatto hotel 5 stelle, resorts... nulla di tutto ciò. Ma, con l'Asia sì, soprattutto io col Vietnam: mi piace molto. Raffaele: [13:02] Fantastico. Fabio, ti devo interrompere a questo punto, perché io prima ho lanciato l'amo per Londra ma non avete abboccato. Poi tu adesso hai detto che sei stato in Nuova Zelanda. Ma hai vissuto in più posti in giro per il mondo. Ti va di raccontarci un po' di questi tuoi... non viaggi soltanto, ma proprio di esperienze di vita all'estero? Fabio: [13:21] Allora, io sono partito per Londra nel 2011, lavoravo per Pret a Manger, che è tipo Starbucks. E ho fatto lì i primi... facciamo un anno e mezzo. Un anno e mezzo. Ero con la mia ex compagna, a Londra esperienza formativa, però esperienza che mi ha tirato fuori dal guscio, dalla protezione di mamma e papà. Ero lì facendo un lavoro per il quale non avevo studiato, perché facevo panini e zuppe. E il mio inglese lì è migliorato, perché comunque stando a contatto, parlando con i miei colleghi, sono migliorato. Poi con la mia compagna dell'epoca ci siamo lasciati, e ho detto "dove vado?" E pensavo "vado in Canada, adesso me ne vado in Canada, voglio comunque andare in un altro paese dove parlano l'inglese, così vado avanti, imparo sempre di più, diventerò insegnante". Avevo visto che c'era qualcosa qui col visto che non poteva funzionare, ho detto "no, sai dove vado? Andiamo da un'altra parte del mondo!" E sono andato in Australia. In Australia sono atterrato ad Adelaide e l'Australia per me è stato il mio... ancora lo ricordo come i miei due anni più belli dei miei 38 anni. Perché ho conosciuto un sacco di persone, ho visto un sacco di bei posti, poi a me piace il deserto, ho conosciuto la mia compagna attuale, che è quella che mi ha conquistato col riso con le verdure. In realtà l'avevo conosciuta in Italia perché, adesso la storia un po' si complica, in Italia io insegnavo così amatorialmente lezioni di batteria e lei era una mia studentessa. Matteo: [15:21] Oh, quindi legati dall'amore non solo per il sud-est asiatico, ma anche per la batteria e la musica. Fabio: [15:33] Sì, esatto. Una settimana prima che io partissi per l'Australia, io e Aloha, che è la mia compagna, abbiamo iniziato la relazione. Quindi è stata davvero dura all'inizio, perché in Australia io all'inizio ero da solo i primi quattro mesi. Lei poi mi fece la sorpresa di dire "vengo giù anch'io". Ma io ero io ero cotto, innamorato perso, cotto. Quindi i primi quattro mesi a distanza, in realtà quelli sono stati più brutti secondo me. Raffaele: [16:04] E che distanza poi, non è esattamente Napoli-Milano. Fabio: [16:07] Esatto, esatto, poi dall'Australia lei mi ha raggiunto, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto, perché abbiamo comprato un van, abbiamo girato, lavoravamo nelle farm, nelle piantagioni e abbiamo fatto lì quei due anni. E da lì poi ho detto "ma dove andiamo? Il visto è scaduto!" Il paese più vicino è la Nuova Zelanda, facilissimo da entrarci per candidarsi per il visto, l'abbiamo preso ed è lì poi che io ho preso la mia prima certificazione per diventare insegnante, ho iniziato a insegnare nelle scuole di lingua ad Oakland, in una scuola di lingua inglese ad Oakland, ho fatto tutta la mia prima esperienza. E la mia... Aloha lavorava in pasticceria, perché lei... no pasticceria, era una... vabbè comunque lavorava in un posto dove facevano da mangiare. E abbiamo fatto due anni lì, poi prima di tornare in Italia appunto abbiamo detto "andiamo a vedere l'Asia". Perché poi in Australia e in Nuova Zelanda incontravamo tante persone che dicevano "sono stato in Vietnam, abbiamo visto la Malesia, e la Cambogia, di qua. di là..." Tante persone in viaggio, sentivamo che avevano appunto avuto queste esperienze. Matteo: [17:27] E quindi dicevate "ma dovremmo vederla anche noi". Giusto. Fabio: [17:31] Esatto. Quindi prima di tornare facciamo anche noi i backpackers, come già lo facevamo, e andiamo lì. Abbiamo fatto appunto questi cinque mesi e mezzo vagando con lo zainetto, bellissimo. Io vorrei andare lì in pensione. Raffaele: [17:54] E invece sei tornato in Italia? Matteo: [17:56] Infatti sì, stavo per dire, vi siete stufati di girare? Fabio: [18:00] Beh, più che stufati,sapevamo l'inizio del viaggio e la fine. In realtà siamo tornati perché il visto della Nuova Zelanda era scaduto, in Indonesia, [nel] sud-est asiatico non potevamo stare. Anche perché i servizi... noi ci lamentiamo magari dell'Italia magari, però ci sono posti dove i servizi sono molto scadenti. E quindi siamo tornati, siamo tornati. Io poi ho iniziato a lavorare al British Council. Matteo: [18:39] Lavori ancora? No, non lavori [più] al British Council. Fabio: [18:43] Al British Council sono... come si dice... collaboratore, insomma, freelance. Raffaele: [18:49] Com'è tornare in Italia dopo aver vissuto diversi anni all'estero? Fabio: [18:54] Ma all'inizio, quando tornavo, perché ogni tanto tornavamo, io non vedevo poi l'ora di andare via, perché comunque la mia routine era dall'altra parte, avevo i miei progetti in Australia, Nuova Zelanda. Poi quando siamo tornati in realtà non è stato poi così scioccante o che so, deprimente o magari... È stata un'esperienza normale, abbiamo preso una casa in affitto, poi abbiamo comprato casa. Shock culturale non c'è stato in realtà, perché fondamentalmente siamo italiani quindi sapevamo cosa trovavamo. In realtà è stato anche... dopo aver visto certe cose fuori dall'Italia, in realtà ci siamo resi conto che in realtà ci sono tante cose che funzionano nel nostro paese. Però siccome siamo qui, non te ne accorgi poi. Te ne accorgi quando non le hai. Raffaele: [19:59] Le dai per scontate. Fabio: [20:01] Esatto, le dai per scontate. E quindi è stato anche un po'... mi ha fatto apprezzare in realtà di più l'Italia, il tornare. Matteo: [20:10] Questo è interessante, molto interessante. Fabio: [20:13] Eh bisogna... per quello che quando si dice "viaggiare ti apre gli occhi, viaggiare..." cioè non è un cliché, è così. Logico: se viaggi... scusa. Matteo: [20:23] No no no, continua. Fabio: [20:24] No, dico, se viaggi in paesi magari dove la cultura è identica... però neanche tanto perché, per esempio in Australia abbiamo avuto un paio di episodi dove ci siamo trovati davvero male. Ora senza... io l'Australia la porto al top, numero uno. Qua non potete vedere, ma ho bandiere australiane appese, ho un didgeridoo, insomma un po' di cose. Però ci siamo trovati male un paio di volte con l'assistenza sanitaria, e ci siamo detti "cavolo, ma in Italia ci lamentiamo però sta cosa è inconcepibile, non ci è mai successa prima". Quindi adesso non voglio dire che il sistema, come si dice... il sistema healthcare dell'Australia non funziona, anzi. Però [ci sono] state un paio di cose che ho detto "mah, le cose..." Anche a Londra, ma in realtà ovunque, in realtà ovunque: trovi cose che qua non hai e viceversa. Matteo: [21:23] Sì, il fatto del viaggiare che ti apre a volte... automaticamente pensiamo sempre verso... guardando noi verso una direzione, guardiamo verso il luogo dove arriviamo e pensiamo sempre che l'apertura è verso nuove cose. Ma a volte, come spesso succede, ci si accorge che anche dietro di noi era una situazione diversa da come la vedevamo. Fabio: [21:53] Esatto. In Cambogia abbiamo visto persone in motorino con la flebo. Raffaele: [22:03] Cosa? Fabio: [22:04] Sì, perché la storia... la Cambogia ha avuto questo genocidio davvero deprimente negli anni '70 con Pol Pot, questo dittatore che aveva fatto fuori 3 milioni di cambogiani, soprattutto gli intellettuali. Cioè se avevi gli occhiali eri considerato intellettuale e quindi dovevi essere fatto fuori. E quindi c'è tutta una sorta di... non ci sono certe figure, tipo medici, ingegneri, intellettuali, che possono portare avanti il paese. Si stanno riprendendo... Questo me la raccontava una volontaria australiana che era lì, quindi magari da verificare questa cosa, però questo è quello che mi aveva detto lei. E quindi manca tutta quella fetta di società, di figure professionali lì, e sono quindi praticamente tutti contadini, pescatori, lavoranti, insomma nel settore agricolo. E la sanità? La sanità lì infatti eravamo in una situazione dove "cavolo, se qua cadiamo in motorino che si fa? Se abbiamo un incidente, se succede qualcosa?" Qua sei... devi poi andare in giro con la flebo attaccata in motorino, come ne abbiamo visti tanti. Persone in motorino con la flebo che uscivano da questa clinica, poi dici "vabbè..." Raffaele: [23:39] Pazzesco, molto Interessante però. Fabio, però il nostro tempo qui nella puntata aperta a tutti è finito. Quindi io ti faccio un'ultima domanda brevissima: come possono trovarti i nostri ascoltatori? Fabio: [23:51] Allora possono trovarmi sul mio sito fabiocerpelloni.com o mi potete trovare su YouTube, Fabio Cerpelloni. Vi mando lì. Ah scusate, un terzo canale è su Substack, che ho ed è chiamato Better Writers Matteo: [24:15] Benissimo. Allora inseriremo tutti questi link nelle show notes, così tutti quanti potete andare a fare un po' di stalking. Raffaele: [24:26] Matteo, però c'è un problema: io ho ancora delle domande per Fabio. Matteo: [24:29] E non c'è problema, in realtà noi abbiamo ancora un po' di tempo con Fabio e lo andiamo a passare di là. Io già so che Raffaele prende il caffè, Fabio la pizza, ho preparato tutto nella nostra saletta dell'aftershow. Quindi salutiamo tutti quanti e andiamo a mangiare pizza e bere caffè. Fabio: [24:53] Bel piano! Raffaele: [24:54] Ciao a tutti. Matteo: [24:56] Ciao. Fabio: [24:57] Ciao ciao!

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La Gatta Giannina | Scritta da Lucia & Marco Ciappelli (Versione in Italiano) | Storie Sotto Le Stelle Podcast | Storie Brevi Per Bambini E Sognatori Di Ogni Età

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Play Episode Listen Later Jan 18, 2026 11:26


La Gatta GianninaLa gatta Giannina viveva in una casa con il giardino. Il muro di cinta confinava da un lato con un parco dove i bambini si ritrovavano per giocare. Il paese era piccolo ma grazioso — dai davanzali delle case, vasi di gerani e di petunie scendevano come cascate colorate.La sua padrona, la Signora Mafalda, la portava spesso in giro per il centro abitato. Tutti i bambini la conoscevano e appena la vedevano le correvano incontro facendole feste a non finire.Giannina era una grande giocherellona. Durante la giornata si divertiva a rincorrere lucertole, cacciare insetti, farfalle e tutto ciò che si muoveva. Per riposarsi si sdraiava al sole sulle pietre calde e poi andava a rinfrescarsi tra i fili d'erba. Nel giardino, tra il melograno, il limone e l'ulivo dalle foglie argentate, lei e Mafalda passavano i pomeriggi a giocare insieme.Ma un giorno Mafalda iniziò a notare qualcosa di strano. Giannina saltava per cacciare, ma sbagliava la mira e finiva tra i cespugli di rose. "Ohi, ohi, ohi! Mi sono bucata e la mia coda è impigliata fra i rami!" miagolava. Scansava per miracolo gli alberi dove prima saliva con sicurezza. Raggiungeva le ciotole dell'acqua e del cibo con andatura incerta.Preoccupata, Mafalda la portò dal Veterinario.Dopo aver ascoltato le strane avventure della micina, il Dottore sorrise e con aria saggia diede la sua sentenza: "Questa gattina non ci vede bene. Ha bisogno degli occhiali."Detto fatto, in quattro e quattr'otto il veterinario cercò in una vetrina piena di montature per animali domestici e, trovata quella perfetta, esclamò: "Ecco qua un paio di occhiali da signora elegante!"Appena poggiati sul musetto simpatico di Giannina, la gatta si guardò intorno meravigliata. Vedeva tutto più chiaro! Si strofinò alle gambe del Veterinario e saltò fra le braccia di Mafalda come per ringraziarla.Il Dottore, colpito dalla sua dolcezza, le fece un regalo speciale: una catenella dorata con al centro una piccola perla che brillava di luce propria. Sussurrando, le disse: "Se chiudi gli occhi e sfiori questa perla con il nasino, entrerai in possesso di poteri magici che solo tu avrai. Serviranno per aiutare gli altri."Giannina pensò che forse quel Veterinario era anche un Mago, ma non disse niente a Mafalda. Era un segreto fra lei e lo strano Dottore.Sulla strada di ritorno, qualcuno si girava a guardarla pensando: quella gatta sembra misteriosa, c'è qualcosa che luccica intorno a lei.A casa, il primo desiderio di Giannina fu di salire su una sedia e mettersi a guardare dalla finestra. I fiori brillavano nei loro colori e perfino l'erba era di un verde lucente come coperta di rugiada. Sorrideva felice come non mai.Mafalda, partecipe della sua gioia, decise di portarla al parco.Arrivarono in un baleno. Gli scoiattoli sgambettavano sugli alberi, gli uccellini cantando volavano da un ramo all'altro. Piccoli animali sbucavano da ogni parte e i bambini li seguivano curiosi — correvano con le lucertole, saltavano con le farfalle che danzavano nell'aria, mentre le rosse coccinelle si posavano sulla loro pelle come portafortuna.Dopo rincorse, scivolate e girotondi, i bambini si sedettero sul prato per la merenda. Dagli zainetti colorati uscirono spuntini appetitosi.Fu allora che arrivarono."Vriiip! Vriiip! Vriiip!"A tutta birra, un plotone di formiche sfrecciava su micromoto rombanti. Portavano mini caschi lucidi in testa, occhialini tondi sugli occhi e stivaletti minuscoli alle zampette. Frenarono di colpo davanti ai bambini, sollevando nuvolette di polvere."Pista! Ci siamo anche noi!" gridò la formica capo, alzando la visiera del casco. "Possiamo raccogliere le briciole?"I bambini risero a crepapelle. "Sì, sì! Sgranocchiate quante briciole volete!"Le formiche parcheggiarono le micromoto in fila ordinata, si tolsero i caschi con gesti teatrali, e si misero al lavoro trasportando briciole grandi il doppio di loro, cantando una canzoncina di marcia.In questa atmosfera gioiosa, Giannina e Mafalda camminavano sui vialetti. E improvvisamente, al loro passaggio, gli alberi piegarono i rami come in un inchino e le foglie frusciarono in segno di saluto. Le rose nelle aiuole schiusero le loro corolle e iniziarono a cantare. Le lucertole batterono le code sul terreno come su un tamburo: "Rattatatà! Rattatatà!" E i millepiedi si misero a ballare il tip tap al ritmo allegro."Oh cielo, questa è una grande baraonda!" esclamò Giannina, che iniziava a sentire un'aura misteriosa intorno a sé.Non poté fare a meno di pensare al Veterinario Mago. Quali potevano essere i poteri magici di cui era in possesso? E cosa sarebbe successo toccando la perla con il nasino?Lo disse a Mafalda, che portava un libro di favole sotto il braccio. Si guardarono e, capendosi al volo, presero la palla al balzo.Giannina riunì i bambini in un girotondo. Alcuni arrivarono velocemente, altri più timidi si unirono con calma. Anche le formiche, con la pancia piena, indossarono di nuovo i mini caschi, fecero un ultimo giro rombante sulle micromoto, poi scesero e si avvicinarono al gruppo.Era il momento giusto.Giannina chiuse gli occhi e sfiorò la perla magica con il nasino. Una scintilla dorata brillò nell'aria. Prese il libro dalle mani di Mafalda, lo aprì, e scelse la favola che sembrava attenderla, luccicando tra le pagine.Con voce dolce, iniziò a leggere."C'era una volta un coniglietto che viveva nel bosco. Inciampava nelle radici sporgenti degli alberi e nei sassolini. A scuola sbagliava a leggere le lettere e i numeri, così non voleva più andarci. Quando la maestra vedeva i suoi disegni gli diceva: 'Bravo!' Lo stesso facevano la mamma e il babbo: 'Bravo!' Ma a lui i colori sembravano sbiaditi. La verità era che non ci vedeva bene, ma invece di dirlo, scappava via e si nascondeva in una tana sotto un albero parlante. E l'albero, con il fruscio delle foglie, gli sussurrò un segreto: parla con i tuoi genitori. Così fece, e loro lo aiutarono a mettersi gli occhiali. E il mondo tornò bellissimo."Giannina chiuse il libro. Aveva capito: con la perla magica poteva leggere nel cuore dei bambini, scoprendo emozioni e segreti da portare alla luce."Sapete," disse ai piccoli ascoltatori, "anch'io fino a poco tempo fa non ci vedevo bene. Ma ho messo questi occhiali e puff! Il mondo è diventato più chiaro e bellissimo."Un bambino le si avvicinò, quasi vergognandosi, e le sussurrò all'orecchio: "Forse anch'io ne ho bisogno, come te."Giannina lo accarezzò dolcemente. "Io ti ho aiutato ad aprire il tuo cuore. Ora parla con i tuoi genitori, e tutto sarà risolto."Fu allora che un coniglietto apparve all'improvviso tra i cespugli. Si avvicinò a Giannina, la abbracciò e le disse: "Tu sei magicamente magica!"E — non ci credereste — quel coniglietto portava un bel paio di occhialini colorati.Da quel giorno Giannina prese per mano i bambini del paese, insegnando loro a credere in se stessi e ad avere fiducia. Diventò la mascotte con gli occhiali magici, e tutti volevano indossarli come lei.Ma la vera meraviglia era come ora vedeva il mondo dalla finestra: più luminoso, più colorato, più vivo. E ogni sera, prima di addormentarsi, sfiorava la perla con il nasino e sorrideva, sapendo che il giorno dopo avrebbe aiutato qualcun altro a vedere il mondo con occhi nuovi.Sembrava quasi fosse stato un sogno. Ma si sa, realtà e fantasia si prendono spesso per mano.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.

Unica Radio Podcast
Stefania Unida racconta la vita oltre la diagnosi

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Jan 17, 2026 22:23


Dalla sclerosi multipla alla divulgazione scientifica, dai social ai libri e al documentario: l'intervista a Stefania Unida è un racconto umano di fragilità, consapevolezza e possibilità. Stefania Unida ai microfoni di Radio Unica Stefania Unida è stata ospite ai microfoni di Radio Unica per un'intervista intensa e autentica, capace di andare oltre la cronaca sanitaria. La sua voce racconta una storia personale che parla a molti. Una storia che parte dalla diagnosi di sclerosi multipla e arriva alla scelta consapevole di trasformare la fragilità in narrazione, conoscenza e condivisione. La diagnosi e il silenzio iniziale La diagnosi non è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Stefania Unida racconta un percorso fatto di segnali ignorati, normalizzati, spiegati con la stanchezza o lo stress. Quando nel 2008 arriva il nome della malattia, non ci sono urla né lacrime. C'è il silenzio. Un silenzio profondo, quello che toglie le parole e riscrive il futuro. È lì che nasce la consapevolezza di entrare in una storia non scelta, ma destinata a diventare parte della propria identità. Raccontarsi per non sentirsi invisibili La scelta di raccontarsi nasce da un vuoto. Stefania Unida cercava informazioni, ma trovava solo forum che aumentavano la paura. Mancavano le storie. Mancavano le voci. Da qui l'idea di tradurre articoli scientifici, renderli accessibili, umani. Prima un blog, poi i social. Il racconto diventa un modo per dire “io esisto”, per rompere l'isolamento e dare spazio alle malattie invisibili. Non eroi, non tragedie. Persone. Il libro come atto di verità Dal racconto online nasce un libro autobiografico. Non un testo sulla malattia, ma sulla persona. Fragile è il titolo scelto, perché le crepe non sono difetti, ma punti da cui passa la luce. Scrivere, soprattutto dopo una ricaduta nel 2023, è stato doloroso e liberatorio insieme. Mettere su carta paure e dubbi ha permesso di guardarli senza fuggire, di dare loro forma e senso. Dal cortometraggio al documentario Il percorso narrativo si amplia con l'audiovisivo. Prima il cortometraggio “Non siamo invisibili”, poi il documentario “Istruzioni per non sclerare”. Qui Stefania Unida sceglie l'ironia come chiave di accesso a un tema serio. Il messaggio è chiaro: la vita con una patologia non è una vita a metà. È una vita diversa, ma piena di dignità, desideri e possibilità. Nessuno insegna come vivere quando il corpo cambia, ma raccontarlo può aiutare. Ricerca, università e tecnologia L'esperienza personale incontra anche la ricerca. Stefania Unida ha partecipato come paziente esperto a un progetto universitario internazionale sulla tele-riabilitazione, basato sull'intelligenza artificiale. Un sistema che permette ai fisioterapisti di seguire i pazienti a distanza, offrendo feedback immediati. Un esempio concreto di come scienza, tecnologia e vissuto possano dialogare, soprattutto in territori come la Sardegna, dove la sclerosi multipla è molto diffusa. Un messaggio per chi è all'inizio del percorso Il consiglio finale è semplice e potente. Non isolarsi. Dare spazio alla paura, al pianto, alla fragilità. Cercare altre voci. Stefania Unida lo ripete con forza: non si è la propria diagnosi. La vita resta piena di possibilità, anche se diverse da quelle immaginate. Un messaggio che continua a viaggiare grazie alla radio, ai libri, ai documentari e ai social. L'intervista è disponibile su radiouni

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La Biblioteca Segreta Di Leopoldo | Scritta da Marco Ciappelli (Versione in Italiano) | Storie Sotto Le Stelle Podcast | Storie Brevi Per Bambini E Sognatori Di Ogni Età

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Play Episode Listen Later Jan 12, 2026 14:05


LA BIBLIOTECA SEGRETA DI LEOPOLDO Certa gente è strana,gli piace passare le serate a leggere libri. Altri sono ancora più strani —credono alla magia che si trova tra le pagine,alle avventure fantastiche,alle storie di amori impossibili,ai fantasmi che girano fra i vivie pensano che tutto ciò che non esiste —forse invece sì. In breve, questa storia è per quelli un po' stranicome me e te —insomma, per quelli che. Allora… ascolta bene. Se dal centro del paese prendi la via per il monte,trovi una villa vecchia e nobile,che è lì da tanto tempo.Saranno sì e no 350 anniche sta lì in silenzio,osservando e respirando pianosotto il cielo toscano. Stanze enormi piene di storia,corridoi senza finee finestre grandi come sogni,ma adesso, invece di piatti e statuine di porcellana,sforna storie su carta per chi le vuole leggere. Sì, ora è la biblioteca del paese —un po' fuori mano ma tanto bella.Beh, non si può avere tutto. Insomma, fatto sta che,in una notte d'estate,avvolta da un manto di stellee la luce soffusa di lanterne delicate,la villa si era riempita di voci, musica, sorrisie tante storie raccontate e ascoltate,a voce alta o sussurrate,che si intrecciavano nell'abbraccio della festa. Indubbiamente una serata già speciale,ma fate attenzioneperché qualcosa di ancora più insolito stava per avvenire. Sì, perché anche Elisa era lì.Occhi grandi come il cielo,capelli scuri come la nottee un libro in mano — come sempre. Nonostante tutto quello che le accadeva intorno,Elisa preferiva leggere. Era lì, nel corridoio principale:fra il giardino e la corte interna,a mezza strada fra il sicuro e il forse,seduta su una poltrona un po' troppo grande per lei,immersa in una storia misteriosa e avvincente —in un mondo tutto suo. Gira una pagina, poi un'altra,si accomoda gli occhiali giallie gira un'altra pagina… Quando lentamentel'eco di una musica di pianoforteraggiunse le sue orecchie. Non ci fece tanto attenzione.Credendo che provenisse dal cortilevoltò un'altra pagina — e poi un'altra. Ma in breve tempo si rese contoche le note che sentivanon venivano dal cortile della villama da uno dei suoi corridoi —portate da un vento leggero,da luoghi lontani e senza tempo. Senza pensarci troppo,Elisa si alzò silenziosamente,si mise il libro sotto il braccioe inseguì la musica. Attraversò antichi corridoie stanze con scaffali pieni di volumidi ogni dimensione e colori immaginabili —arcobaleni di pensieri e parole in fila per unoche sembravano non finire mai. Mentre la musica diventava più marcatala luce diminuiva,le stanze che attraversavacominciarono ad apparire dimenticate,le scale di pietra che saliva e scendevaconsumate dal tempo,i corridoi laterali erano ora passaggi scuriilluminati solamente da torce alle pareti,che apparivano e scomparivano nel buiocome respiri. Una scala,una porta di legno socchiusa,un altro passaggio,un'altra scalae ancora stanze e scaffali e libri a non finire. Poi, all'improvviso,una foschia coprì il pavimentocome una marea gentilee davanti a lei una grande tenda pesante —socchiusa. Si intravedeva un po' di lucee poche scalette di legno. Le salì, quelle piccole scale,e la musica la avvolse come un abbraccio. Sul palco, candele fluttuavano nell'ariacome lucciole in una notte senza tempo.E lì, al centro,seduto davanti a un pianoforte piccolo piccolo,c'era un topo. Ma non un topo qualunque. Leopoldo indossava una giacca di tweed verde scuro,pantaloni marroni stirati con cura,e sul musetto, occhiali doratiche brillavano di una saggezza antica e gentile. Le sue dita danzavano sui tasticome se stessero raccontando un segreto. «Benvenuta, Elisa» disse, senza smettere di suonare.«Ti stavo aspettando.» Elisa sbatté gli occhi, incantata.«Come sai il mio nome?» «Ah,» sorrise Leopoldo, lasciando che l'ultima notasi spegnesse dolcemente nell'aria,«chi ama le storie riconosce sempre chi le cerca.» Si alzò, si aggiustò la giacca con un gesto elegante,e la guardò con occhi pieni di stelle. «Sai dove sei?» «Nella biblioteca del paese,» rispose Elisa,ma la sua voce tremava un po',come se sapesse che la risposta era un'altra. «Quella la conoscono tutti,» disse Leopoldo,scendendo piano dal palco.«Ogni paese ne ha una che tutti conoscono.Ma ogni paese ne ha anche un'altra —una che quasi nessuno trova.» Fece una pausa, gli occhi che brillavano. «Tu hai trovato la seconda.» --- Leopoldo la guidò verso una grande porta di legnoche Elisa avrebbe giurato non esserci un attimo prima.Si aprì lentamente, senza rumore,come un sospiro trattenuto troppo a lungo. E quello che vide le tolse il fiato. Scaffali infiniti si arrampicavano verso l'alto,scendevano verso il basso,si estendevano in ogni direzionecome spirali di galassie fatte di carta e sogni.Candele galleggiavano ovunque,illuminando libri che sembravano respirare,pulsare piano,come cuori addormentati. «Che posto è questo?» sussurrò Elisa. «Questa,» disse Leopoldo camminando tra gli scaffali,«è la biblioteca dei libri mai scritti.» Elisa lo seguì, confusa.«Libri mai scritti? Ma come possono esistere?» Leopoldo si fermò, si voltò,e la guardò con dolcezza infinita. «Ogni storia sognata esiste, Elisa.Ogni avventura immaginata prima di dormire.Ogni racconto pensato ma mai messo su carta.Vivono tutti qui,al confine tra il mondo e il sogno,aspettando.» --- Si fermarono davanti a uno scaffale. Leopoldo indicò un libro piccolo,rilegato in blu come un cielo d'estate. «Toccalo,» disse piano. Elisa allungò la mano, esitante,e sfiorò la copertina. Un calore gentile le attraversò le dita.E per un istante — solo un istante —sentì una risata di bambino,vide un drago fatto di nuvole,e un castello costruito con cuscini e coperte. «Questo,» disse Leopoldo,«era il sogno di un bambino di sei anni.Una storia che raccontava ogni sera al suo orsacchiotto.Non l'ha mai scritta.Ma esiste. Vedi? Esiste.» Elisa sorrise, il cuore leggero. --- Camminarono ancora,tra corridoi di storie silenziose,finché Leopoldo si fermò davanti a un altro libro. Questo era diverso.Più grande, rilegato in pelle scura,con lettere dorate che sembravano tremare. «E questo?» chiese Elisa, piano. «Questo,» disse Leopoldo,e la sua voce si fece morbida come una carezza,«apparteneva a una nonna.» Elisa lo toccò. E sentì qualcosa di diverso. Non una risata, questa volta.Ma una voce calda, lontana,che raccontava di una bambina coraggiosache attraversava un bosco incantatoper portare la luce a un villaggio dimenticato. «Era la storia che voleva lasciare ai suoi nipoti,»spiegò Leopoldo.«Ma il tempo... il tempo a volte corre più veloce dei sogni.Non ha fatto in tempo a scriverla.» Elisa sentì gli occhi pizzicare. «Ma è qui,» sussurrò. «È qui,» confermò Leopoldo.«Per sempre.» --- Continuarono a camminare, in silenzio,finché arrivarono a uno scaffale diverso dagli altri. Era quasi vuoto.Solo pochi libri, distanziati,e tanti spazi aperti, in attesa. Al centro, un libro senza titolo. La copertina era bianca, pulita,come neve appena caduta,come una pagina che aspetta il primo segno. «Posso?» chiese Elisa. Leopoldo annuì. Lo toccò. Niente.Nessun calore. Nessuna voce.Solo silenzio.Ma un silenzio pieno,come un respiro trattenuto. «Questo libro è vuoto,» disse Elisa, sorpresa. «Non ancora scritto,» corresse Leopoldo.«Nemmeno sognato. Non ancora.Aspetta qualcuno che trovi il coraggiodi immaginarlo.» Si voltò verso di lei,e i suoi occhi brillaronocome le candele che fluttuavano intorno. «Forse aspetta te.Forse aspetta qualcun altro.Ma aspetta.» --- Elisa rimase ferma,a guardare quel libro bianco. E capì. Capì che ogni storia che aveva immaginato,ogni avventura inventata prima di dormire,ogni sogno che credeva perso al risveglio,esisteva da qualche parte. E capì qualcos'altro. Che non bisogna avere paura di scrivere. Perché le storie esistono già —nel cuore, nella mente, nei sogni.Metterle su cartanon è crearle dal nulla.È solo aprire una portae lasciarle uscire. --- «Devo andare, vero?» disse Elisa, piano. Leopoldo sorrise.«Il tuo mondo ti aspetta.Ma ora sai che questo posto esiste.E sai che ogni storia che sogneraiavrà sempre un posto qui,che tu la scriva o no.» Fece una pausa. «Ma se la scrivi,» aggiunse con un sorriso furbo,«potrà vivere anche là fuori.E quella, mia cara, è un'altra magia ancora.» --- Elisa si ritrovò nel corridoio della villa,seduta sulla poltrona un po' troppo grande per lei,il libro ancora sotto il braccio. La festa continuava,voci e musica e risate,come se il tempo non fosse mai passato. Ma qualcosa era cambiato. Lei era cambiata. Aprì il libro che stava leggendo,guardò le pagine,e sorrise. Poi lo chiuse. Perché adesso sapevache le storie più bellenon sono solo quelle che leggiamo. Sono quelle che portiamo dentro,quelle che sogniamo ad occhi aperti,e quelle che un giorno,con un po' di coraggio,osiamo raccontare. --- *— Scritta da Marco Ciappelli*   Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... 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.NET in pillole
326 - Codice pulito, tempi stretti e realtà: i compromessi nello sviluppo software

.NET in pillole

Play Episode Listen Later Jan 5, 2026 20:40


In questa puntata parlo di una parte del nostro lavoro di cui si discute poco: i compromessi.Scrivere software non significa solo scegliere librerie o framework, ma trovare ogni giorno il giusto equilibrio tra qualità del codice, tempi di consegna, architettura, test e persone. La soluzione “perfetta” quasi mai esiste, e spesso dobbiamo scegliere quella meno sbagliata per il contesto in cui stiamo lavorando.Una puntata più riflessiva, basata sull'esperienza, per ricordarci che crescere come sviluppatori significa anche accettare consapevolmente i compromessi giusti.#dotnet #softwaredevelopment #codinglife #dotnetinpillole #podcast

da Brand a Friend
#405 - Autorevole Senza Scrivere

da Brand a Friend

Play Episode Listen Later Jan 4, 2026 20:58


405 - Autorevole Senza ScrivereCome costruire credibilità e fiducia anche se non sei uno scrittore. Viviamo in un mondo di sovrabbondanza. Idee ovunque. Contenuti infiniti. Opinioni che si accavallano senza sosta. Un mondo in cui avere nuove idee vale sempre meno. E in cui, invece, diventa sempre più prezioso saper riconoscere quali idee contano davvero. Quali adottare. Come usarle. E cosa fare per evitare che si rompano strada facendo.E per fare questo, no, non serve essere uno scrittore.Serve esperienza. Serve sensibilità. Serve gusto. Serve la capacità di valutare, scegliere e mettere in evidenza ciò che conta da ciò che è superfluo.Ecco cosa mi ha scritto ieri un esperto che ha iniziato da poco a scrivere online: “Capisco che devo aumentare la mia visibilità, dimostrare autorevolezza, costruire fiducia.Il problema è che io non sono uno scrittore. Non l'ho mai davvero fatto, e non è una competenza che ho coltivato dopo la scuola. Come ne esco?” Se sei un esperto, hai probabilmente passato anni a costruire competenze reali. Hai esperienza. Hai visto errori, tentativi, fallimenti, soluzioni che funzionano e altre no. Peccato però che tu non sia uno scrittore. Ecco che allora risale quel pregiudizio silenzioso: Autorevolezza = Scrivere nuove idee. Inventarsi cose nuove. Ma è un pregiudizio sbagliato. La realtà è un'altra. La maggior parte dei cosiddetti “thought leader” non sono creatori puri. Sono curatori. Organizzano. Analizzano. Sintetizzano. Danno senso a ciò che altri producono.Se ti guardi intorno con attenzione, ti accorgi che molti dei nomi che consideriamo punti di riferimento fanno esattamente questo.Alcuni esempi evidenti:Seth GodinCura storie, modelli mentali e idee su marketing e cultura, distillandoli in brevi riflessioni quotidiane.Maria PopovaCura libri, lettere, saggi e opere d'arte, intrecciandoli in riflessioni profonde sul significato e sulla creatività.James ClearCura ricerca scientifica, psicologia ed esempi reali, trasformandoli in framework semplici sulle abitudini.Ali AbdaalCura strumenti, studi e metodi di apprendimento, traducendo sistemi complessi in guide pratiche.Austin KleonCura citazioni, libri, arte e routine creative, remixandoli in incoraggiamenti pratici.Naval RavikantCura intuizioni filosofiche, tweet e interviste, rielaborando il proprio pensiero nel tempo.E l'elenco potrebbe continuare a lungo: Anne-Laure Le Cunff, David Perell, Lenny Rachitsky, Benedict Evans, Daniel Pink, Kevin Kelly, Michel Bauwens, Ben Thompson, Ted Gioia, Cal Newport, Marie Dollé, e molti altri ancora.Il pattern è chiarissimo. Queste persone non si invenatno “idee nuove”. Mappano territori. Collegano punti. Aiutano a vedere ciò che era già lì, ma in modo più chiaro.L'essere autorevoli (influenti) oggi non nasce quindi dall'inventarsi nuove idee, metodi o prompt ad ogni piè sospinto. Nasce dal saper scegliere, dal saper fornire contesto, dal ripetere andando sempre più a fondo. Il problema è che purtroppo, siamo ancora abituati a guardare il mondo come se le idee fossero scarse. Esiste quindi un'altra strada per poter raggiungere questo scopo. E questa è una strada che:non richiede di diventare scrittoricostruisce autorevolezza più velocementesfrutta il tuo vero punto di forza: la capacità di giudizio maturata con l'esperienza.E questa è un'opportunità enorme. Perché i contenuti originali dimostrano che sai pensare. Ma i contenuti curati dimostrano che pensi davvero, con continuità, su ciò che conta per uno specifico pubblico.Oggi, con o senza AI, chiunque può scrivere un buon articolo. Molto meno comune è trovare qualcuno che mantenga una direzione chiara nel tempo. Chi resta focalizzato comunica implicitamente competenza. Come un navigatore esperto che sa dove sta andando. Ed è esattamente questo che le persone cercano: qualcuno che non salti costantemente da un'idea brillante all'altra, ma che scenda in profondità.La praticaAttenzione: curation non significa ripostare link. Curation significa usare formati che dimostrano competenza senza richiedere scrittura classica.Qui trovi 7 formati di contenuti curati, testati, pratici, adatti anche a chi non si sente scrittore. Ogni formato richiede si del tempo per essere creato, ma poi continua a creare valore man mano che il tempo passa. Perché la curation è come una pianta. Va curata, aggiornata, mantenuta. Ed è proprio questo che la rende così potente.1. Directory di StrumentiUna lista curata di 10–20 risorse utili in una nicchia specifica. Breve descrizione per ciascuna.Aggiornata nel tempo. Esempi:Content Finder ToolkitT5 - zero-cost tools for indie entrepreneurs 2. Expert RoundupInvii 3–5 domande a 7–10 esperti. CurI le risposte in guide tematiche. Aggiungi introduzione, analisi e punto di vista personale. Esempi:Most Creators Are Preparing For AI WrongPredictions for Journalism 2026Are AI-generated Images Theft?3. NewsradarUna selezione periodica delle notizie più rilevanti in una nicchia. Con contesto e spiegazione del perché contano. Esempi:This Week in Social4. Learning PathUn percorso guidato di contenuti per imparare qualcosa passo dopo passo. Articoli, video, podcast, ricerche. 5. Raccolta di casi di successoUna libreria di esempi reali. Progetti, persone, strategie che funzionano.6. Best Of Il meglio del meglio su un tema specifico.Non tutto. Solo ciò che vale davvero.7. Pattern LibraryUna raccolta di schemi ricorrenti. Modelli che si ripetono nel tempo. Utilissima per chi vuole capire, non solo imitare.Il punto chiave è: Non serve essere uno scrittore. Serve essere qualcuno che sa vedere, scegliere e mettere in relazione le cose. La fiducia oggi non nasce da chi parla di più. Nasce da chi aiuta gli altri a orientarsi. In un mondo pieno di idee e possibili direzioni, chi disegna mappe diventa una guida.-----------------------Articolo originale (in Inglese) - "✪ The Non-Writer's Authority System: Stop Writing, Start Curating - #62"_______________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good•  Musica di questa puntata:"Prismatic" by Birocratic•  Nella foto di copertina:La mano della mia assistente-coloratrice Trilly mentre dipinge il tetto della mia casetta su uno dei mieiscarabocchi creativi - Isola di Terceira, 2018• Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriend• Archivio del podcast organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItalia• Instagram channelMomenti di vita non in posa - cosa vedono i miei occhi:https://instagram.com/giggi_canali • Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.comFuoco su costruire fiducia per chi fa l'imprenditore online. 

Laser
Scrivere la memoria della mia gente

Laser

Play Episode Listen Later Dec 30, 2025 27:57


®È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.Prima emissione: 18 aprile 2025

Alice
Scrivere tra le diverse lingue con Luca Brunoni e Joseph Incardona

Alice

Play Episode Listen Later Dec 27, 2025 65:50


®Cosa comporta scrivere in una lingua diversa da quella con la quale si è cresciuti? Come si sviluppano la creatività e l'immaginazione a contatto con ambienti culturali e linguistici lontani dalla propria terra d'origine? Quanto il rapporto con le proprie radici influenza il processo dello scrivere?Assieme allo scrittore ticinese Luca Brunoni che ha appena pubblicato in francese En surface e Joseph Incardona, scrittore romando di origini italiane, che con il suo nuovo romanzo Le monde est fatigué sta conquistando un vasto numero di lettrici e lettori, indagheremo la vivacità linguistica della Svizzera. Scopriremo anche come si compongono trame avvincenti e dalle tinte noir in un paese socialmente tranquillo e pacificato come il nostro: entrambi gli autori, per i loro nuovi lavori, hanno infatti scandagliato zone oscure e hanno scelto di calare le loro protagoniste (entrambi i romanzi raccontano storie di donne in balia di emozioni forti) in realtà affascinanti e poco conosciute. In diretta da Lettere dalla Svizzera alla Val Poschiavo, festival letterario giunto alla quinta edizione, respireremo la forza della differenza grazie ad una manifestazione dedicata interamente alla produzione letteraria svizzera nelle quattro lingue nazionali.Prima emissione: 4 ottobre 2025.

Unica Radio Podcast
Iosonouncane: musica come identità, sperimentazione e trasformazione

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Dec 22, 2025 13:48


Ospite di UniCa Radio, Iosonouncane riflette su nome, percorso artistico, sperimentazione, produzione e colonne sonore, raccontando una visione musicale libera, artigianale e in continua evoluzione. Iosonouncane è stato ospite oggi ai microfoni di UniCa Radio per un'intervista densa e sincera, capace di restituire il percorso umano e artistico di uno dei musicisti più lucidi e radicali della scena italiana contemporanea. Fin dalle prime battute, emerge una riflessione profonda sull'identità, sulla sperimentazione e sul senso stesso del fare musica oggi. Iosonouncane e il peso di un nome Il nome Iosonouncane nasce dall'unione tra il brano Io sono uno di Luigi Tenco e il suo cognome Incani. Una scelta legata a un momento preciso della vita dell'artista. Jacopo Incani racconta come oggi guardi a quel nome con una certa distanza critica. Non lo rinnega, ma lo riconosce come il frutto di un'urgenza giovanile. All'origine c'era l'idea di un disco sociale, ma rivolto verso sé stessi. Non un dito puntato all'esterno, bensì un atto di esposizione. La figura del “cane” diventava così una maschera per stare dentro le contraddizioni raccontate, senza sottrarsi. Dal gruppo al progetto solista Il progetto Iosonouncane prende forma nel 2008, dopo lo scioglimento degli Adharma. La strada solista non nasce da una scelta romantica, ma da una necessità concreta. Incani lavora con ciò che ha a disposizione. Tra questi strumenti c'è una groovebox Roland acquistata quasi per errore. Nei primi anni, la tecnologia influenza il suono. Col tempo, però, l'approccio cambia. Con DIE arriva una consapevolezza diversa. La scrittura non è più legata allo strumento, ma a un'idea musicale più ampia. Un'evoluzione senza rinnegare il passato Dal debutto con La macarena su Roma fino a IRA, il percorso appare frammentato solo in superficie. Iosonouncane rivendica ogni fase del suo lavoro. Anche i brani da cui oggi si sente lontano restano parte della sua storia. L'approccio resta artigianale, ma evolve. Scrivere oggi come nel 2010 sarebbe difficile. Suonare come allora, quasi impossibile. Eppure nulla viene escluso in astratto. Sperimentazione e forma canzone La sperimentazione, per Iosonouncane, non è un'etichetta. È una condizione necessaria dell'arte. Senza ricerca, i linguaggi si fermano. Anche il pop, da sempre, si nutre di esperienze nate ai margini. Dai Beatles ai Radiohead, la forma canzone è stata messa in discussione molte volte. Per questo Incani non vede una frattura netta tra canzone e destrutturazione. Il suo lavoro si colloca dentro un'idea ampia di pop, più vicina a quella degli anni Sessanta che alle definizioni attuali. Produzione e confronto con gli altri Oltre al lavoro solista, Iosonouncane produce altri artisti solo quando nasce un coinvolgimento emotivo totale. Collaborare significa condividere metodo, tempo e intensità. È un'esperienza diversa rispetto ai propri dischi, che restano il luogo di un'espressione totale. Ma è anche una grande occasione di crescita, umana e "artigianale". Musica per immagini e futuro Scrivere colonne sonore cambia radicalmente il processo creativo. La musica non cerca un “bello assoluto”. Deve funzionare sulle immagini. Il giudizio finale non spetta al compositore. È un lavoro di servizio, ma anche di grande arricchimento. Guardando al futuro, Iosonouncane non parla di ripartenze da zero. Non ci crede. Preferisce continuare a scrivere, a cercare, a trasformare ciò che già esiste.

Radio FSC
La non musica - Come Scrivere una Conclusion Track

Radio FSC

Play Episode Listen Later Dec 19, 2025 7:44


Monica Pirozzi | Il Podcast
233. Copywriting per E-commerce: Scrivere per Store Online e Guadagnare | 8 Regole

Monica Pirozzi | Il Podcast

Play Episode Listen Later Dec 16, 2025 10:13


Un ambito strepitoso per guadagnare online è il copywriting per E-commerce: scrivere per Store Online e guadagnare, seguendo 8 regole principali.Si tratta di una nicchia diversa dalle altre relative alla scrittura online, che non si focalizza su emotività e storytelling ma perlopiù su tecnicismi e concretezza.Quale approccio puoi adottare come copywriter per ecommerce allora, se vuoi lavorare in questo settore?Qui ti racconto quali sono le caratteristiche di un copy per e-commerce e le 8 best practice da adottare per avvicinarti alla scrittura testi di questa ampia categoria di attività online.Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti

Ascolto Beltrami
La nostalgia è uno zucchero più dolce della novità

Ascolto Beltrami

Play Episode Listen Later Dec 5, 2025 25:15


I contenuti funzionano quando riescono a spostare il cliente dal presente scomodo verso un passato rassicurante o un futuro desiderabile.Per farlo usano nostalgia e novità come se fossero zuccheri narrativi. Se i clienti fossero già “in cassa” a pagare, non servirebbero contenuti, ma il cliente oggi è lontano da noi, sia mentalmente che emotivamente. Vive nel suo "qui e ora" che di solito non è piacevole.Un presente carico di frustrazioni, preoccupazioni, noia, apatia e altre cose brutte. Il vero compito delle parole è costruire un altrove mentale dove la sofferenza viene annullata.Un luogo narrativo in cui le cose sono state migliori oppure in cui saranno migliori e qui entrano in gioco due strumenti potenti: un passato idealizzato, con il suo effetto nostalgia e un futuro desiderabile, con la sua promessa di novità.La nostalgia funziona perché il cervello ha un istinto selettivo e di fronte al passato tende a illuminare i ricordi belli sfumando i difetti sullo sfondo. Quando pensiamo all'infanzia, ai nonni, a come si viveva in un certo quartiere tanti anni fa, non stiamo facendo un'analisi storica, ma stiamo accedendo a un archivio emotivo che privilegia la parte rassicurante. Comunicare agganciandosi a quei tempi significa sfruttare questo archivio collocando ciò che vendiamo vicino a immagini e sensazioni che per il cliente sono cariche di significato positivo.Non tutte le attività hanno lo stesso margine operativo quando si parla di nostalgia, ad esempio chi lavora con prodotti legati alla tradizione ha una corsia preferenziale. Il pane fatto con lievitazioni lente oppure il vino che richiama le vigne di famiglia hanno qualche carta in più da giocare. Così come l'artigianato, la sartoria, i mestieri di bottega... tutti contesti che offrono spunti per una narrazione ricca di effetto nostalgia. Persino i luoghi in sé possono diventare un dispositivo nostalgico. Una sede in un quartiere storico colloca la narrazione in un altro tempo ancora prima di parlare del prodotto. A quel punto si apre un grande spazio creativo e si possono raccontare storie legate al “come si faceva una volta”.Si possono mettere a confronto ieri e oggi, sottolineando le continuità che rassicurano. Si possono descrivere dettagli molto concreti. I profumi di un forno acceso all'alba. I suoni di un laboratorio in cui si lavora a mano o i gesti ripetuti per anni allo stesso modo.Ogni dettaglio sensoriale diventa un dispositivo per il teletrasporto emotivo. Non stai più solo dicendo “faccio il pane fresco ogni giorno”, ma stai invitando il lettore a entrare in un forno che somiglia a qualcosa che ha già vissuto, magari da bambino. È lo stesso meccanismo che sperimentiamo con la letteratura, il teatro, il cinema. Bastano poche pagine perché la nostra testa esca dal presente e ci ritroviamo in un'altra epoca, in un altro luogo. Non perché qualcuno ci ha fornito dati tecnici, ma perché ha rievocato immagini e sensazioni che si agganciano al nostro passato.Da qui nasce la domanda: quale ricordo bello dei tempi andati può rievocare il mio prodotto o il mio servizio? Se la risposta è “nessuno”, la strada della nostalgia è più stretta. Se invece emergono luoghi, persone, rituali, odori... vale la pena insistere.Dall'altra parte c'è l'effetto novità, che lavora sul futuro. La leva è sempre emotiva perché gli esseri umani convivono con una speranza di fondo: prima o poi le cose miglioreranno, in qualche modo.Rimandiamo anche le decisioni necessarie perché immaginiamo un dopo in cui il problema sarà meno grave o addirittura risolto.Il futuro ci piace proprio perché promette un mondo in cui le difficoltà del presente non esistono più. Questo tipo di narrazione si sposa bene con prodotti e servizi che promettono trasformazione. Ad esempio percorsi formativi, consulenze e strumenti tecnologici. Tutte soluzioni che nascono con l'obiettivo di cambiare qualcosa nella vita del cliente. Quando qualcuno si iscrive a un corso non pensa di uscire uguale a prima, c'è l'aspettativa di uno scarto, di un prima e un dopo. Per raccontare questo scarto, l'errore più comune è entrare nel dettaglio tecnico fatto di microchip, funzioni del software, struttura del percorso. È molto più potente descrivere la vita del cliente dopo il cambiamento. Che cosa succede nella sua giornata tipo sei mesi dopo aver iniziato a usare il servizio? Quali problemi non ha più? Che cosa fa con meno fatica? Che cosa riesce finalmente a permettersi? Scrivere poche righe su questa versione futura del cliente è un esercizio prezioso.Aiuta a chiarire la promessa reale di ciò che si vende e fa emergere la differenza tra il presente carico di sofferenza e il domani desiderabile.A questo punto si torna alla domanda chiave: meglio usare il dolcificante della nostalgia o quello della novità?Una prima risposta passa da ciò che si vende: se il cuore del proprio lavoro è fatto di eredità, radici, continuità, il passato glorioso è un alleato naturale. Se invece l'attività ruota intorno al miglioramento e alla trasformazione, la direzione più logica è il futuro. Un domani che non esiste ancora, ma che appare reale e desiderabile.Una seconda riflessione riguarda il pubblico. Alcune persone si sentono più rassicurate da ciò che conoscono. Cercano conferme, rituali, sapori che hanno già sperimentato e che non deludono mai. Altre sono irresistibilmente attratte da ciò che ancora non conoscono. Idealizzano la novità, vedono nel futuro la promessa di un salto di qualità. È interessante notare come le aziende spesso giochino su questa doppia possibilità. Nel food, per esempio, c'è chi costruisce la propria identità sul “come una volta” e chi invece propone nuove formulazioni, frutto della ricerca, con caratteristiche che in passato non sarebbero state possibili. Lo stesso vale per molti altri settori. Il bisogno soddisfatto è simile, ciò che cambia è il mondo evocato. La novità, però, porta con sé una piccola controindicazione perché chi vive inseguendo solo ciò che è "nuovo" tende a cambiare continuamente riferimento. Ciò che oggi è innovativo domani viene percepito come superato (servirà un'ulteriore novità e poi un'altra ancora e ancora...). La nostalgia invece ha un super potere perché le cose belle del passato non esauriscono il loro effetto. Possono essere vissute molte volte senza stancare. È un aspetto che vale la pena tenere a mente quando si decide che tipo di promessa costruire.Alla fine il principio di fondo resta lo stesso: senza una storia che rimanda a un passato desiderabile o a un futuro desiderabile, i contenuti lasciano le persone dove sono. Nel presente che di solito è ricco di frustrazione, noia e altre cose poco piacevoli.Una storia ben costruita non elimina i problemi, però offre una via di fuga mentale. Permette di abitare per un momento un tempo diverso, più leggero o più promettente e questo basta a ottenere la massima attenzione del cliente.*** *** ***Scarica il corso gratuito sul Content Marketing: https://www.ascoltobeltrami.com/corsoVisita https://www.ascoltobeltrami.com/La voce di Alessio Beltrami viene utilizzata per gentile concessione della Fondazione Alessio Beltrami

Avvocati e Mac: Compendium
69. Scrivere documenti con assistenti di programmazione AI per la riga di comando?

Avvocati e Mac: Compendium

Play Episode Listen Later Dec 1, 2025 46:02


In questa puntata, ho iniziato a esplorare una nuova frontiera tecnologica: gli assistenti di programmazione IA per la riga di comando (CLI) e come possono essere usati nel mondo legale e della scrittura. Spoiler: per ora i risultati sono stati molto soddisfacenti. Ascolta tutto …

Daily Cogito
Se NESSUNO Legge più, perché mai SCRIVERE LIBRI?!?

Daily Cogito

Play Episode Listen Later Nov 19, 2025 23:19


Cogito Festival, domenica 7 dicembre ➤➤➤ https://cogitofestival.com/ ⬇⬇⬇SOTTO TROVI INFORMAZIONI IMPORTANTI⬇⬇⬇ Abbonati per live e contenuti esclusivi ➤➤➤ https://bit.ly/memberdufer Leggi Daily Cogito su Substack ➤➤➤ https://dailycogito.substack.com/ I prossimi eventi dal vivo ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/eventi Scopri la nostra scuola di filosofia ➤➤➤ https://www.cogitoacademy.it/ Racconta storie di successo con RISPIRA ➤➤➤ https://cogitoacademy.it/rispira/ Impara ad argomentare bene ➤➤➤ https://bit.ly/3Pgepqz Prendi in mano la tua vita grazie a PsicoStoici ➤➤➤ https://bit.ly/45JbmxX Tutti i miei libri ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/libri/ Il nostro podcast è sostenuto da NordVPN ➤➤➤ https://nordvpn.com/dufer #rickdufer #libri #scrivereunlibro INSTAGRAM: https://instagram.com/rickdufer INSTAGRAM di Daily Cogito: https://instagram.com/dailycogito TELEGRAM: http://bit.ly/DuFerTelegram FACEBOOK: http://bit.ly/duferfb LINKEDIN: https://www.linkedin.com/pub/riccardo-dal-ferro/31/845/b14 -------------------------------------------------------------------------------------------- Chi sono io: https://www.dailycogito.com/rick-dufer/ -------------------------------------------------------------------------------------------- La musica della sigla è tratta da Epidemic Sound (author: Jules Gaia): https://epidemicsound.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Avvocati e Mac: Compendium
68. Il mio flusso di lavoro per scrivere atti e documento giuridici con IA

Avvocati e Mac: Compendium

Play Episode Listen Later Nov 17, 2025 36:22


In questa puntata ti parlo del perché ora più che mai è importante scrivere atti o documenti programmatici. Ascolta tutto…

Monica Pirozzi | Il Podcast
225. Come farti pagare il GIUSTO ed Evitare di scrivere per una MISERIA | Definire il PREZZO di Servizi

Monica Pirozzi | Il Podcast

Play Episode Listen Later Nov 13, 2025 7:53


Come farti pagare il giusto ed evitare di scrivere per una miseria? Come definire il prezzo di servizi una volta per tutte?Molti copywriter si ossessionano con il “prezzo giusto”. Ho chiesto troppo, ho chiesto poco.La verità è che il prezzo non è un numero fisso né una formula matematica. Cambia in base a chi sei, a come ti percepisci e soprattutto a come ti percepisce il cliente.In questo episodio ti racconto i due approcci più efficaci per definire il prezzo dei tuoi servizi di scrittura e ti mostro come applicarli, passo dopo passo, in base alla tua esperienza attuale.Per guadagnare finalmente bene e in maniera autorevole. ___Costruisci la tua libertà scrivendo online, vivi e lavora con la scrittura ad alti livelli ⁠⁠inizia dalla lezione gratuita qui⁠⁠⁠. Oppure ⁠⁠clicca qui, parla in modo diretto e gratuito con un copywriter del team TCG⁠⁠⁠.___Per domande, accesso a materiali e risorse, scrivi alla mail ⁠hola@copygateway.com⁠.___Seguimi sui Social: ⁠⁠⁠Instagram⁠⁠⁠ |⁠⁠ ⁠YouTube⁠⁠⁠ |⁠⁠ ⁠LinkedIn⁠⁠⁠ |⁠⁠ ⁠TikTok⁠⁠

La Psicologia dell'Attrazione
E114 - L'hai beccata scrivere ad un altro: E adesso?

La Psicologia dell'Attrazione

Play Episode Listen Later Nov 11, 2025 68:53


Liberati dalle credenze sbagliate che non ti permettono di attrarre la donna che vuoi. INIZIA SUBITO

BRANDY | Storie di Brand Daily Show
La storia (non scritta) della macchina da scrivere

BRANDY | Storie di Brand Daily Show

Play Episode Listen Later Nov 10, 2025 10:22


La storia dell'antenata del PC è anche molto italiana. PROVA SurfShark 4 mesi GRATIS - di https://surfshark.com/brandy⁠⁠, codice code BRANDY Ascolta il podcast STORIE di BRAND - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://spotify.openinapp.co/zp15q⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ Entra nel Canale TELEGRAM - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://t.me/storiedibrand⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ Storie su YOUTUBE - ⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠https://www.youtube.com/@StoriediBrand⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ Seguici su INSTAGRAM -⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ https://www.instagram.com/storiedibrand/?hl=it⁠⁠⁠⁠⁠⁠⁠ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

da Brand a Friend
#397 - Dare Profondità

da Brand a Friend

Play Episode Listen Later Nov 9, 2025 16:29


#397 - Dare ProfonditàViviamo in un'epoca in cui tutti pubblicano, ma pochi riescono davvero a lasciare il segno.Il problema non è la quantità, ma la profondità.La maggior parte dei contenuti oggi sono belli, ordinati, scritti bene… eppure vuoti. Come una mela di plastica: perfetta da guardare, ma senza sapore.In questo episodio esploro cosa significa davvero “aggiungere profondità” a ciò che condividiamo. Non si tratta di scrivere di più, né di curare il design o trovare le parole giuste. Si tratta di mettere dentro i contenuti ciò che spesso manca: le nostre impronte umane. Le storie, gli errori, le connessioni, le prove tangibili che mostrano che dietro quelle parole c'è qualcuno che vive, sperimenta, e si mette in gioco davvero.Ti racconto i quattro elementi che danno spessore e fiducia a ciò che scrivi:1️⃣ Autenticitàcioè mostrare chi sei, con le tue imperfezioni e la tua voce vera.2️⃣ Connessioneperché le idee non nascono nel vuoto ma da incontri, ispirazioni, maestri.3️⃣ Provele tracce concrete di ciò che hai vissuto, testato, osservato.4️⃣ Longevitàla capacità di costruire contenuti che crescono nel tempo, che si aggiornano, che resistono.Aggiungere profondità non è un esercizio di stile. È un atto di fiducia verso chi legge e verso se stessi.Perché quando vai a fondo, non ti serve più “convincere”. Ti basta raccontare ciò che hai davvero scoperto._______________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good•  Musica di questa puntata:"Dead Cat in the Parking Lot" by Birocratic disponibile su Bandcamp•  Nella foto di copertina:Mio figlio Ludovico - oggi trentunenne - durante il nostro primo viaggio internazionale insieme - Acquario di Lisbona (Portogallo). 2005• Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriendArchivio completo organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItaliaInstagram channelMomenti di vita non in posa - cosa vedono i miei occhi:https://instagram.com/giggi_canali • Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.com - Fuoco su costruire fiducia per chi fa l'imprenditore online .

Closer
Cambia il modo di scrivere le leggi?

Closer

Play Episode Listen Later Nov 4, 2025 19:11


(00:00) Intro (02:43) Il parlamento ha approvato il ddl del governo sulla valutazione dell'impatto generazionale, ma cosa cambia? (12:40) La storia del rinnovo automatico del Memorandum con la Libia Firma la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere una legge sul voto fuorisede: ⁠https://shor.by/zQ5D⁠

Un passo al giorno
479 - Stare meglio in soli 20 minuti al giorno, per 3 giorni

Un passo al giorno

Play Episode Listen Later Oct 30, 2025 9:00


Scrivere può far bene al corpo e alla mente. In questa puntata scopri come un esercizio di soli venti minuti al giorno, per tre giorni, può migliorare la salute e ampliare la prospettiva. Basato sulla ricerca del 2009 di Burton e King, il semplice gesto di scrivere delle esperienze più belle della tua vita  aiuta il cervello a “riaccendersi”, riduce i sintomi fisici e allena la mente a vedere più possibilità, più fiducia e più gratitudine. Sono Stefania Brucini, ideatrice di Simple Tiny Shifts®, il metodo dei piccoli e semplici cambiamenti per smettere di procrastinare.

Unica Radio Podcast
 Cristina Muntoni: trovare benessere con la parola e la calligrafia

Unica Radio Podcast

Play Episode Listen Later Oct 25, 2025 34:56


La trasformazione di Cristina Muntoni: dalla legge alla cura attraverso l'arte Dopo 15 anni come avvocata, Cristina Muntoni ha deciso di seguire una vocazione profonda, abbandonando progressivamente la carriera forense per dedicarsi alla ricerca storica e antropologica, alla scrittura saggistica e alla valorizzazione culturale del territorio. Una scelta maturata attraverso esperienze personali forti, che le hanno fatto comprendere quanto sia importante vivere in armonia con la propria essenza. Abracadabra: la parola che cura tra mito e neuroscienze Insieme al neurologo Alberto Priori, Cristina ha scritto "Abracadabra. Il potere curativo delle parole", edito da Milano University Press. Il libro è frutto di una ricerca interdisciplinare che mette in dialogo tradizioni sciamaniche, antichi rituali e neuroscienza moderna. Il filo rosso che collega culture diverse è proprio l'uso rituale della parola cantata, pronunciata e scritta. Le neuroscienze oggi confermano ciò che i miti antichi sembravano già sapere: la parola modifica il cervello, agisce sull'equilibrio emotivo e sul benessere fisico. Calligrafia e arte terapia: una palestra per la mente Presso l'Accademia di Arteterapia di Cagliari, fondata e diretta da Cristina, vengono proposti laboratori di calligrafia e scrittura rituale che fondono arte, simbolo e neuroscienze. La calligrafia non è solo un'espressione estetica, ma una pratica meditativa capace di rallentare il ritmo mentale, favorire la connessione interiore e attivare aree cerebrali coinvolte nella memoria, nella concentrazione e nell'equilibrio psico-emotivo. Scrivere con il pennino o creare l'inchiostro con il mallo di noce, afferma Cristina in un intervista con Unica Radio, diventa un rituale simbolico e spirituale, un atto che restituisce potere alla parola scritta, tanto da essere impiegato anche in ambiti clinici come l'Alzheimer e il Parkinson. Scrittura rituale: trasformare la vita con le parole La scrittura rituale, metodo ideato da Muntoni, ha portato cambiamenti concreti nella vita di chi l'ha praticata. Non è necessaria una bella grafia: è la consapevolezza del gesto e l'intenzionalità della parola a fare la differenza. Come racconta Cristina, molti partecipanti hanno riscoperto sé stessi, superato blocchi interiori e avviato percorsi di trasformazione profonda. Le parole come cibo: educare alla consapevolezza linguistica Cristina invita a considerare le parole come nutrimento: quelle che leggiamo, ascoltiamo e diciamo hanno un impatto reale sulla salute mentale e fisica. La sua missione è divulgare strumenti accessibili a tutti, come la calligrafia e la scrittura, per favorire benessere, bellezza e presenza in un mondo sempre più frenetico.

.NET in pillole
314 - Da JSON a UI in un attimo, senza scrivere una riga di HTML

.NET in pillole

Play Episode Listen Later Oct 13, 2025 15:03


In questa puntata ti parlo di come sia possibile creare interfacce utente riusabili e interattive che si adattano automaticamente a Teams, Outlook o alle tue app web, partendo da un semplice file JSON. Un modo elegante e pratico per scrivere una porzione di UI una volta sola e mostrarla ovunque.https://adaptivecards.io/https://learn.microsoft.com/en-us/adaptive-cards/https://github.com/microsoft/AdaptiveCardshttps://adaptivecards.microsoft.com/designer#dotnet #adaptivecards #teams #podcast #dotnetinpillole

Years of Lead Pod
Franco Piperno: The Insurrectionary Nuclear Physicist, ft. Matilde Marcolli

Years of Lead Pod

Play Episode Listen Later Oct 6, 2025 196:02


Matilde Marcolli is a computational linguist and mathematical physicist currently serving as Robert F. Christy Professor of Mathematics and Computing and Mathematical Sciences at Caltech. Her latest book is Mathematical Structure of Syntactic Merge: An Algebraic Model for Generative Linguistics with Noam Chomsky and Robert C. Berwick.ReferencesFrancesco Cirillo, "L'autonomia nomade." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale—Basiclica, Puglia, Calabria, Sicilia, part 3. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Oscar Greco, "L'Autonomia nel Sud. Affinità e divergenze tra i movimenti e l'autonomia calabrese." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale—Basiclica, Puglia, Calabria, Sicilia, part 3. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Adriano Maini, "Si strutturano nuove modalità di protesta quali assemblee, conferenze, dibattiti, sit-in, commissioni di lavoro," Collasgarba, January 5, 2023.David P. Palazzo. The "Social Factory" In Postwar Italian Radical Thought From Operaismo To Autonomia. Dissertation. State University of New York, 2014.Fabio Papalia. Il Sessantotto italiano nella dinamica delle occupazioni e dei cortei: un confronto tra i movimenti studenteschi di Torino, Milano e Roma. Dissertation. Università degli studi Roma Tre, 2011.Paolo Perri, "Per un pugno di riviste? Il blitz all'Università della Calabria." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale—Basiclica, Puglia, Calabria, Sicilia, part 3. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Franco Piperno, Lo spettacolo cosmico. Scrivere il cielo: lezioni di astronomia visiva. DeriveApprodi, 2007.Franco Piperno, "Conversazione in Calabria." Gli autonomi: La autonomia operaia meridionale, part 1. eds Antonio Bove, Francesco Festa. DeriveApprodi, 2022.Franco Piperno, "⁠AUTONOMIA POSSIBILE, VALORE D'USO, LAVORO NON-OPERAIO⁠." Metropoli, Rome, 1978.Franco Piperno and Francesco Raparelli, "La rivolta del sapere," Dinamo Press, June 27, 2018. Potere Operaio. "Alle avanguardie per il partito," 1970.Marco Scavino. Potere operaio: La storia. La teoria. Vol. 1. Roma: Derive Approdi, 2018.Steve Wright. The Weight of the Printed Word: Text, Context and Militancy in Operaismo. Leiden: Brill, 2021.

Laser
Scrivere la memoria della mia gente

Laser

Play Episode Listen Later Sep 24, 2025 27:57


®È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.Prima emissione: 18 aprile 2025

Radio3i
TANDEM - DEVO ANDARE A SCRIVERE AL PAPA

Radio3i

Play Episode Listen Later Sep 8, 2025


Due voci, una sola direzione: il divertimento!Michael Casanova e Danny Morandi tornano insieme su Radio 3i per accompagnarti in un viaggio fatto di risate, musica e tanta energia. Dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 18 e il venerdì dalle 15 alle 18, sali anche tu sul nostro tandem radiofonico: una pedalata a due che diventa un giro infinito di emozioni grazie agli ascoltatori, veri compagni di avventura!

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
Iniziare a Imparare l’Italiano: una Guida Completa

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Sep 4, 2025


In questo articolo parleremo di una domanda che riceviamo spessissimo: "Come devo cominciare a studiare l'italiano? Ci sono dei passaggi da seguire?" Se state leggendo questo articolo, probabilmente vi trovate proprio in questa situazione. Magari avete sempre sognato di parlare italiano, o forse dovete impararlo per lavoro, per amore (ah, l'amore italiano!), o semplicemente perché vi piace la nostra bellissima lingua. Ebbene, siete nel posto giusto! Come Cominciare a Studiare Italiano Passo 1: Valuta il Tuo Livello di Partenza Anche se siete principianti assoluti, potreste già conoscere più italiano di quanto pensiate! La lingua italiana è presente in molti contesti internazionali, dalla musica al cinema, dalla gastronomia all'arte. Piccolo test veloce: Provate a capire queste frasi: "Ciao, come stai?" (Saluto informale e domanda sullo stato di salute) "Pizza margherita, per favore" (Ordinazione al ristorante) "Grazie mille!" (Ringraziamento enfatico) "Dove è il bagno?" (Domanda pratica essenziale) Se avete capito almeno una di queste frasi, congratulazioni! Non siete completamente a zero. E se non avete capito niente... beh, tra pochi minuti capirete tutto! Consiglio pratico: Se avete già studiato altre lingue romanze (spagnolo, francese, portoghese), avrete un vantaggio enorme. Molte parole condividono radici latine simili! Ad esempio: "importante" è quasi identico in tutte queste lingue, così come "famiglia", "musica", "università". Passo 2: Scegli il Tuo "Perché" Questa è la parte più importante! Dovete avere un motivo forte e personale per imparare l'italiano. La motivazione sarà il carburante che vi sosterrà nei momenti di difficoltà. Esempi di motivazioni forti e specifiche: Relazioni personali: "Voglio comunicare con la famiglia italiana del mio partner" Opportunità professionali: "Voglio lavorare nel settore moda/design in Italia" Passioni culturali: "Voglio godermi i film di Fellini e Rossellini in originale" Obiettivi accademici: "Voglio studiare arte rinascimentale nelle università italiane" Trasferimento: "Voglio trasferirmi in Italia e integrarmi completamente" Suggerimento motivazionale: Scrivete il vostro "perché" su un foglietto e attaccatelo vicino al vostro spazio di studio. Quando la coniugazione del congiuntivo imperfetto vi sembrerà impossibile, rileggetelo! Passo 3: Definisci i Tuoi Obiettivi (Sii Realistico!) Stabilire obiettivi chiari e raggiungibili è fondamentale per mantenere alta la motivazione e misurare i progressi in modo concreto. Obiettivi a Breve Termine (1-3 mesi) Sopravvivenza linguistica: Imparare le espressioni essenziali per situazioni quotidiane Presentazioni personali: Saper dire nome, età, provenienza, lavoro e interessi base Interazioni pratiche: Ordinare al ristorante, chiedere informazioni, fare acquisti semplici Numeri e tempo: Utilizzare correttamente numeri, orari e date Obiettivi a Medio Termine (6-12 mesi) Conversazioni strutturate: Sostenere dialoghi di 10-15 minuti su argomenti familiari Comprensione mediatica: Capire i punti principali di telegiornali e programmi semplici Comunicazione scritta: Scrivere email formali e informali, messaggi di testo Espressione di opinioni: Dire cosa piace e non piace, esprimere preferenze Obiettivi a Lungo Termine (1-2 anni) Livello intermedio superiore: Raggiungere il livello B2 del Quadro Comune Europeo Lettura autonoma: Leggere romanzi, articoli di giornale e testi specialistici Discussioni complesse: Argomentare su temi astratti, esprimere ipotesi e dubbi Fluidità comunicativa: Parlare spontaneamente senza troppe pause per cercare parole Consiglio importante: Non abbiate fretta! L'italiano ha delle complessità grammaticali (come i 21 tempi verbali e i vari usi del congiuntivo) che richiedono tempo per essere assimilate. È meglio costruire basi solide piuttosto che correre e confondersi. ...

Voce ai libri
L'Altra - Stagione 2: I fiumi e la lotta di Antonio Franchini

Voce ai libri

Play Episode Listen Later Aug 25, 2025 32:39


Scrivere, lottare e scendere i fiumi potrebbero apparire tre attività totalmente diverse e scollegate tra loro. Per Antonio Franchini, autore de “Il fuoco che ti porti dentro”, invece hanno molti punti in comune: tutte richiedono un alto livello di concentrazione. Per tutte ci vuole tecnica, ma soprattutto talento. Tutte rispondono al suo bisogno di consapevolezza e conoscenza. 

il posto delle parole
Linda Bertelli, Marta Equi Pierazzini "Il corpo delle pagine"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Aug 20, 2025 30:13


Linda Bertelli, Marta Equi Pierazzini"Il corpo delle pagine"Scrittura e vita in Carla LonziMoretti & Vitaliwww.morettievitali.itAlle donne di cui non sapremo nulla, ma che – lo sappiamo – hanno contribuito a essere ciò che siamo.Alle donne di cui, grazie ad altre donne, abbiamo saputo qualcosa, o tanto (mai tutto).Non era previsto, ma è stato. E sarà.Con questo libro Linda Bertelli e Marta Equi Pierazzini propongono una lettura della vicenda esistenziale e intellettuale di Carla Lonzi (1931-1982) che ha come perno il rapporto della pensatrice radicale con lo scrivere. Espressione, messa in questione di sé e pratica politica femminista, in Lonzi lo scrivere fa corpo unico con la vita. In continuità con l'idea di scrittura come aderenza materiale all'esperienza le autrici delineano gli elementi di una critica femminista alla cultura in Lonzi, presentando anche un'inedita riflessione sull'organizzazione della casa editrice Scritti di Rivolta Femminile. Frutto di una ricerca durata anni e di un articolato lavoro di archivio, il libro è caratterizzato da un ricco apparato documentale, testuale e iconografico, che rende possibile, anche attraverso diversi inediti, l'originale lettura del pensiero lonziano. Intrecciata alle vicende esistenziali delle autrici, la pratica di scrittura di questo libro mette a tema, nella forma di un dialogo conclusivo tra loro, la sfida e l'eredità che Carla Lonzi lascia per l'agire contemporaneo.Quando Lonzi pubblica, nel 1978, Taci, anzi parla. Diario di una femminista, il processo di elaborazione di una scrittura differente  giunge al suo punto di svolta. La scrittura rende pienamente conto della maturazione dell'autocoscienza quale esito e guadagno di un intenso percorso di ricerca. «Scrivere mi piaceva più di tutto», afferma Lonzi in una pagina del Diario.La frase rispecchia una breve nota inedita del 1975 in cui dichiara: «Ho scritto quasi ogni giorno da quando sono bambina. Diari, lettere, meditazioni». La scrittura fa così corpo unico con la vita. In effetti, il piacere ricavato dalla scrittura non è solo la conseguenza dello scrivere ma, più in particolare, è l'effetto della messa in questione di sé che s'intreccia con la stessa pratica dello scrivere. Il Diario è dunque uno «scritto autocoscienziale».IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Laser
Scrivere la memoria della mia gente

Laser

Play Episode Listen Later Aug 11, 2025 27:57


®È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.Prima emissione: 18 aprile 2025

Educare con calma
225. Rabbia: come scrivere può aiutare ad iniziare il lavoro

Educare con calma

Play Episode Listen Later Jul 11, 2025 14:53


In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una bellissima pratica di journaling che la nostra Valeria Da Pozzo ha offerto in diretta alla comunità La Tela.È stata una pratica intensa e siamo rimaste così tanto stupite dalle riflessioni e dal feedback delle persone che hanno participato che ho deciso di portarvene alcune in questo episodio, perché possiate beneficiarne tutti e tutte.

il posto delle parole
Alba Donati "Little Lucy. Un festival letterario piccolo così"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Jun 27, 2025 20:46


Alba Donati"Little Lucy Festival"Libreria sopra la pennaLucignanahttps://libreriasopralapenna.it/Tra l'8 giugno e il 13 settembre nel giardino con cottage pieno di libri che la poetessa Alba Donati ha creato a Lucignana, un paesino di 180 abitanti a 30 chilometri da Lucca, torna Little Lucy. Un festival letterario piccolo così, arrivato alla sua quinta edizione.Il Festival si ispira alle Little Italy in giro per il mondo, le comunità di emigrati italiani ? molti da Lucignana ? delle grandi città come New York o Melbourne. Anche la Libreria sopra la Penna è una comunità di transfughi, lettori in cerca di autenticità e di nuovi legami. A Lucignana in questi anni, in tanti hanno trovato casa, ispirazione, amici. Sono diventati, di nuovo, una comunità. E qualcosa di meravigliosamente controcorrente.A cura di Alba Donati e Pierpaolo Orlando, con la collaborazione di Tina Guiducci e Isabella Di Nolfo, questa edizione presenta 15 appuntamenti con scrittrici e scrittori, una notte dedicata alla di poesia, due workshop, la classica salita all'Eremo di Sant'Ansano e due riconoscimenti: il premio internazionale Scrivere sull'orizzonte della collina e il Premio Libreria sopra la Penna – Pia Pera.Sabato 28 giugno, ore 18.00Premio Libreria Sopra la Penna – Pia PeraIncontro con Marco Martella, vincitore della 2a edizionein dialogo con Lara Ricci e Margherita LoyIntroduce Alba DonatiSabato 5 luglioore 17.00Un tè freddo con Paolo Di PaoloRimembri ancora. Perché amare da grandi le poesie studiate a scuola (Il Mulino)ore 18.00Premio Scrivere sull'orizzonte della collinaIncontro con Dacia Maraini, vincitrice della 2a edizionein dialogo con Paolo Di PaoloSabato 12 luglio, ore 18.00Incontro con Rossana CampoLibere e un po' bastarde (Bompiani)in dialogo con Ginevra BarbettiSabato 19 Luglio, ore 18.00Incontro con Nadia TerranovaQuello che so di te (Guanda)in dialogo con Laura MontanariSabato 26 Luglio, ore 18.00Incontro con Romana PetriLa ragazza di Savannah (Mondadori)in dialogo con Isabella Di NolfoSabato 2 Agosto, ore 18.00Incontro con Nicoletta VernaL'autrice de I giorni di vetro (Einaudi)in dialogo con Elisabetta BertiVenerdì 8 agosto, ore 18.00Monologo di Paolo NoriChiudo la porta e urlo (Mondadori)Introduce Alba DonatiSabato 9 agosto, ore 18.00Sulla felicità_ 1Incontro con Ilide CarmignaniParole intraducibili per raccontare la felicità (Rizzoli)in dialogo con Paolo NoriMercoledì 13 Agosto, dalle 17.00 alle 18.30Sulla felicità_ 2Laboratorio per bambini a cura di Ylenia BravoVenerdì 15 e sabato 16 agostoSulla felicità_ 3Chi è felice ha ragione, workshop con Laura Imai Messinaa cura di Fenysia. Scuola di linguaggi della culturaDomenica 17 agosto, ore 17.00Passeggiata spirituale all'Eremo di Sant'Ansanocon Laura Imai MessinaTutti gli indirizzi perduti (Einaudi)in dialogo con Maria Materasaluti presidente Fondazione CR Lucca Massimo MarsiliSabato 23 agosto, ore 18.00Incontro con Sandra PetrignaniAutobiografia dei miei cani (Feltrinelli Gramma)in dialogo con Fulvio Paloscia e Giovanna NiccoliSabato 30 agosto ore 18.00Musica e paroleIncontro con Michele RossiCuratore di Condotti da fragili desideri. Parole e liturgie dei CCCP – Fedeli alla linea (Baldini+Castoldi)e Gianni MaroccoloAutore de Il Sonatore di Basso e di Memorie di un Sonatore di Basso (Libri Aparte)al termine dell'incontro esibizione di Gianni Maroccolo con Andrea ChimentiSabato 6 settembre, ore 18.00Incontro con Enzo Fileno CarabbaL'arca di Noè (Ponte alle Grazie)in dialogo con Elena TorreSabato 13 settembre, ore 18.00Incontro con Marcello FoisL'immensa distrazione (Einaudi, 2025)in dialogo con Gianluca MonastraPrenotazione obbligatoria per gli incontrilibreria.lucignana@gmail.comIL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Laser
Scrivere la memoria della mia gente

Laser

Play Episode Listen Later Jun 25, 2025 27:57


®È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.Prima emissione: 18 aprile 2025

il posto delle parole
Noemi Vola "Scrivere per trovare una via d'uscita (che non c'è mai)"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later May 14, 2025 7:49


Noemi Vola"Scrivere per trovare una via d'uscita (che non c'è mai)"sabato 17 maggio alle ore 19.30 debutta alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino SULLA VITA SFORTUNATA DEI VERMI, tratto dall'omonimo trattato abbastanza breve di storia naturale di Noemi Vola ©2021 edito da Corraini Edizioni, produzione della Fondazione TRG, in collaborazione con il Salone Internazionale del Libro (repliche domenica 18 maggio alle ore 16.30 e lunedì 19 maggio alle ore 19.30). In scena Andrea De Falco, Nicola Morucci e Mariajosé Revert Signes, su drammaturgia di Paola Fresa e con la regia di Emiliano Bronzino.Uno spettacolo, capace di parlare a tutti, che indaga – con ironia e profondità – cosa possiamo scoprire di noi stessi osservando da vicino chi è molto diverso da noi. Lunedì 19 maggio, alle ore 17.30, prima della replica serale dello spettacolo, la Casa del Teatro ospita Noemi Vola con la lectio dal titolo Scrivere per trovare una via di uscita (che non c'è mai) per l'ultimo appuntamento di CONVIVIO – Esperienze di crescita e conoscenza. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

il posto delle parole
Arnaldo Greco "E anche scrittore"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Apr 28, 2025 24:26


Arnaldo Greco"E anche scrittori"Come ci siamo messi tutti a scrivereUtet Libriwww.utetlibri.it«È noto che solo con il Novecento l'amore romantico è diventato realmente alla portata di tutti. Non che prima non esistesse, ovvio, ma era appannaggio di una cerchia molto ristretta di persone e cioè di chi poteva permetterselo. Oggi anche la letteratura vive qualcosa di simile. Perché così come, a un certo punto, tutti hanno cominciato ad amare, a un certo punto tutti hanno cominciato a poter scrivere, a poter pubblicare, a poter essere letti e a ricevere complimenti per ciò che scrivono.Ormai esistono Scrittori per le chat con gli amici, Scrittori di gruppi WhatsApp e Scrittori di messaggi di buongiorno. Scrittori di Facebook, X o Instagram. Scrittori di recensioni per Amazon, Scrittori di meme, Scrittori di articoli di giornali senza lettori e Scrittori di lettere ai giornali, Scrittori di preghiere per comunità numerose di cui non immaginiamo neppure l'esistenza e Scrittori di catene di Sant'Antonio, Scrittori di messaggi farneticanti e Scrittori di poesie per strada. Esistono anche Scrittori con un libro nel cassetto, ma – per quanto numerosi – sono ormai una retroguardia blasé.»Non si tratta di accusare gli altri di vanità o velleitarismo: sarebbe bene ammettere che tutti noi, ormai, siamo anche scrittori. Anche noi cerchiamo la parola giusta, riscriviamo se la prima versione non ci soddisfa, pensiamo a come catturare l'attenzione dei nostri lettori. Anche noi sfruttiamo le nostre vite e i nostri ricordi come repertori di materiale letterario e vogliamo essere letti, e apprezzati, da più persone possibile.Arnaldo Greco ha identificato per primo questo vero e proprio mutamento antropologico e in questo delizioso e acuminato volumetto inventaria i pregi, i difetti, i tic, le nevrosi, le virtù di tutti noi, anche scrittori. Che sono simili a quelle dei grandi scrittori del passato, ma con una differenza fondamentale: come osservava perfidamente Gertrude Stein, infatti, «i piccoli artisti hanno tutti i dolori e le infelicità dei grandi artisti, solo che non sono grandi artisti».Arnaldo Greco (Caserta, 1979) lavora come autore televisivo e scrive per riviste e giornali. Ha pubblicato con Fandango, Einaudi e il Mulino. Odia e ama le note biografiche spiritose, leggendo questo libro si capisce perché.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Laser
Scrivere la memoria della mia gente

Laser

Play Episode Listen Later Apr 18, 2025 27:57


È tra le più affermate scrittrici francofone, vincitrice di numerosi riconoscimenti in Francia e nel resto del mondo.Scholastique Mukasonga è ruandese di origine tutsi scampata al genocidio del 1994 solo perché due anni prima era riuscita a fuggire dal suo paese e a trasferirsi in Francia. Ha deciso di scrivere per conservare una memoria fino ad allora tramandata oralmente come avviene in Ruanda e in molte zone dell'Africa. Le esperienze vissute non dovevano in nessun modo perdersi, non potevano essere affidate solo al ricordo, destinato inevitabilmente a svanire con il tempo. Ma come raccontare ciò che era successo a lei e a centinaia di migliaia di persone della sua etnia, come provare a riconciliarsi con se stessi grazie ad un foglio e a una penna, muti e in grado di raccogliere le confidenze, le sofferenze, i pensieri. Ecco allora la scrittura. Per evitare che il suo popolo e altre realtà nel mondo non commettano gli stessi errori, non vivano ciò che la comunità tutsi ha vissuto solo trent'anni fa.I lavori di Scholastique Mukasonga sono pubblicati in italiano dalla casa editrice Utopia e in francese da Gallimard.

Italian language
Come scrivere e-mail formali in italiano

Italian language

Play Episode Listen Later Mar 18, 2025 12:16


In today's article, I will explain how to write formal emails in Italian. Whether you are about to take an Italian language exam or are simply interested in the topic, continue reading because it's useful and something you might apply daily! :)Read the script here! ______________________You can book a trial lesson with me by writing an email at: ilalazed@gmail.com or on:www.ilazed.comlanguatalk__________________________You might be interested in:Come ci si rivolge agli altri nel contesto scolastivoaudioscriptFare o rendere?audioscriptParla in modo più forbitoaudioscriptChiedere e rispondere in italianoaudioscript_____________________On my website: ilazed.comfree exercisestips for learning Italianexplanation of the Italian languageinfo and curiosity about the Italian culture___________________________Follow me on my socials:https://www.facebook.com/italianwithilazed/https://www.instagram.com/ila_zed/https://twitter.com/ila_zedhttps://www.pinterest.it/ilalazed/

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
5 Errori Da Evitare nelle E-mail in Italiano

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Feb 25, 2025 15:44


Scrivere un'e-mail formale in italiano può essere una sfida, soprattutto per chi non è madrelingua! Esistono alcune regole precise che, se non rispettate, possono far sembrare il messaggio poco professionale o addirittura scortese. Scopriamole insieme! E-mail Formali: Come Scriverle Correttamente In questo articolo scoprirai i 5 errori più comuni che gli stranieri (e qualche italiano) commettono quando scrivono un'e-mail formale in italiano. Troverai anche consigli semplici e pratici per evitarli. Iniziamo subito! Errore #1: Saluto iniziale troppo generico o informale Il primo errore riguarda il saluto. In italiano, soprattutto in contesti formali, i saluti devono essere rispettosi e appropriati. - COSA NON SCRIVERE: Ciao o Salve (troppo informale!) A chi di competenza (troppo generico!) - COSA SCRIVERE: Cerca sempre il nome della persona a cui ti stai rivolgendo, se possibile, o almeno il suo titolo: Egregio Signor Rossi, Gentile Dott.ssa Bianchi, Egregio Presidente, Gentile Direttore, Se ti stai rivolgendo a un'azienda, un ente o un'organizzazione di qualsiasi tipo: Spettabile [Nome Azienda], Errore #2: Uso scorretto dei pronomi e della forma di cortesia Nelle e-mail formali in italiano, è meglio usare il Lei con la L maiuscola, così come la S maiuscola per i pronomi e gli aggettivi possessivi (Suo, Sua). Questo dimostra rispetto e professionalità. - COSA NON SCRIVERE: Ti invio i documenti. Ti mando il tuo codice. - COSA SCRIVERE: Le invio i documenti. Le mando il Suo codice. Vorrei ringraziarLa per la Sua disponibilità. Non dimenticare, inoltre, di imparare espressioni formali che vanno sempre bene e danno un tocco più ricercato alla tua e-mail: La ringrazio. Le allego... Desidero informarLa riguardo... Questi dettagli fanno la differenza tra un'e-mail amatoriale e una professionale! Errore #3: Frasi troppo lunghe o poco chiare Scrivere frasi lunghe e complicate può rendere il messaggio difficile da leggere e poco professionale. - COSA NON SCRIVERE: Con la presente volevo informare il gentile destinatario della mia richiesta che riguarda la domanda inoltrata in data 12 gennaio... - COSA SCRIVERE: Desidero informarLa riguardo alla richiesta inoltrata il 12 gennaio. Usa frasi brevi e dirette! Rileggi e controlla sempre che il messaggio sia chiaro e ben organizzato. Errore #4: Dimenticare la chiusura formale Non dimenticare una chiusura adeguata (e non troppo colloquiale) per la tua e-mail formale. - COSA NON SCRIVERE: Grazie, A presto, - COSA SCRIVERE: Cordiali saluti, Distinti saluti, Cordialmente, Con i migliori saluti, Se attendi una risposta, puoi scrivere: Rimango in attesa di un Suo gentile riscontro e Le porgo cordiali saluti. Confidando in una Sua cortese risposta, porgo distinti saluti. In attesa di un Suo riscontro, Le auguro una buona giornata e porgo cordiali saluti. Restando a disposizione per ulteriori chiarimenti, Le porgo i miei migliori saluti. Se vuoi ringraziare, puoi scrivere: La ringrazio per la cortese attenzione e Le porgo distinti saluti. RingraziandoLa anticipatamente, porgo cordiali saluti. Grazie per la Sua disponibilità. Cordiali saluti. Se il contesto è formale, ma non troppo (ad esempio, tra colleghi) puoi scrivere: Grazie per l'attenzione. Saluti cordiali. Restando a disposizione, porgo un cordiale saluto. In attesa di risentirLa, porgo un cordiale saluto. Errore #5: Errori grammaticali o ortografici L'ultimo errore, ma forse il più comune, riguarda la grammatica e l'ortografia. Come evitarli? Rileggi sempre il testo prima di inviarlo, meglio se a distanza di alcune ore da quando lo hai scritto. Usa strumenti di correzione come i correttori automatici. Chiedi un controllo a un madrelingua se l'e-mail è molto importante.

Psicologia con Luca Mazzucchelli
Ecco perché dovresti scrivere una lettera d'addio: 3 consigli

Psicologia con Luca Mazzucchelli

Play Episode Listen Later Feb 13, 2025 9:55


Oggi argomento tosto, veramente tosto... in questo episodio ti spiego perché secondo me dovresti scrivere una lettera d'addio. Buon ascolto :-)DISCLAIMER Data la delicatezza di questo processo, può essere prezioso il supporto di uno psicologo.Se ne hai uno di riferimento, parlane con lui: potrà aiutarti a trasformare questo momento di riflessione in un'opportunità di crescita personale. Se, invece, non hai uno psicologo che ti accompagna nel tuo percorso di vita, rivolgiti ai miei MindCenter.La perdita di un caro collega (00:00:00)Qualche settimana fa, ho perso un caro amico e collega, un tumore al cervello ha strappato Daniel dalla sua famiglia improvvisamente. Questa perdita mi ha fatto riflettere su tante cose, e in particolare sulla fragilità della vita.Scrivere una lettera ai propri cari (00:02:02) A volte le cose rimangono in sospeso, le parole non dette, i sentimenti inespressi. Da questa riflessione è nata l'idea di scrivere una lettera alla mia famiglia. Una lettera che potesse dare loro conforto, chiarezza e direzione in un momento di dolore. Una lettera che potesse togliere spazio a dubbi, non detti, incomprensioni rispetto alle quali magari non c'è stato modo o tempo di chiarirsi. Cosa ho imparato scrivendo la lettera (00:03:17)Non forzare il processo, non avere fretta.Lascia da parte i rancori. È meglio affrontare i non detti di questo tipo (rancori, risentimenti), nella vita che si sta vivendo ora per non trasformarli in macigni insostenibili per chi legge.Non diventare ingombrante. Non deve essere un modo per perpetuare la propria autorità e influenza, deve liberare l'altro.Lo scopo ultimo è quello di aiutare i nostri cari a lasciarci andare, come una leggera brezza che spinge la barca al largo, piuttosto che un'ancora che la trattiene ferma al porto.Cosa ho imparato scrivendo questa lettera (00:07:10)Scrivere questa lettera mi ha aiutato a mettere in ordine i pensieri, a dare voce a sentimenti profondi, a lasciare qualcosa di prezioso a chi amo. Per questo ho voluto condividere con te questa esperienza.Un po' per suggerirti di farlo, ma un po' anche solo per invitarti a riflettere su cosa vorresti dire alle persone che ami.A presto, Luca