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Un'analisi approfondita sulla controversia legata alla qualita e al decadimento delle palline nel circuito ATP dal periodo post-Covid a oggi. Il video esamina l'impatto meccanico dell'usura sul controllo e sulla velocita di gioco, le conseguenze fisiche per i giocatori professionali e i recenti provvedimenti di sperimentazione introdotti dall'ATP.#ATP #Tennis #Wilson #RolandGarros #Wimbledon #USOpen #SlicePodcast♥️ Abbonati e SOSTIENI questo canale. Avrai accesso alla chat con me gli altri abbonati e potrai guardare dei contenuti extra, esclusivi.→ https://www.youtube.com/channel/UCrUccQZNK2kQErhNEJqbBtw/join
In questo Podcast parliamo di:
Inizio bagnato per questo National Bank Open di Montreal. Dopo una prima giornata con solamente due incontri completati, anche la seconda si preannuncia molto lunga e molto umida. Sono ben 27 i match in programma, ma difficilmente si potrà completarli tutti.Programmati per il loro primo turno tre italiani: Berrettini contro Navone, Bellucci contro Baez e Lorenzo Sonego contro Tallon Griekspoor.Vanni Gibertini e Luca Baldissera raccontano il torneo da Montreal e rispondono alle domande degli spettatori ---Anche per il 2026 ritorna il GoFundMe per le trasmissioni di Vanni Gibertini e Luca Baldissera. https://www.gofundme.com/f/close-call-dirette-e-trasferte-2026-luca-e-vanni
Una bomba esplose in stazione, uccidendo 85 persone e ferendone più di 200. Tra le vittime del tremendo atto terroristico neofascista morirono anche i maranesi Elisabetta Manea e Roberto De Marchi, madre e figlio. Per questo una delegazione è partita da Marano e ha partecipato anche quest'anno alla commemorazione per chiedere verità e giustizia.
Dal 28 luglio 2026 negli USA basta una soglia quasi banale — circa 2 kg, sensori, connettività e autonomia con machine learning — per finire nella “covered list” della FCC: un perimetro che blocca nuove autorizzazioni e quindi importazione, marketing e vendita di nuovi modelli. Non è solo la storia degli umanoidi o dei quadrupedi virali: dentro ci finiscono anche gli aspirapolvere robot domestici, perché l'architettura richiesta è la stessa che rende un robot utile… e potenzialmente pericoloso.La chiave non è la bandiera del produttore, ma il concetto di dual use “per architettura”: percepire l'ambiente, muoversi autonomamente, ricevere comandi e aggiornamenti da remoto. È la combinazione, tutta nello stesso corpo che entra in case, magazzini e ospedali, a cambiare la natura del rischio: spionaggio ambientale, spegnimento da remoto, riprogrammazione, dipendenza dagli update. E qui la discussione pubblica tende a oscillare tra due caricature ugualmente miopi: “è solo un elettrodomestico” e “è Terminator sotto il divano”.Il punto politico-tecnico diventa allora un altro: cosa pretendiamo davvero come standard (firmware verificabile, filiera, dati e giurisdizione), e quanto siamo disposti a pagare per una sicurezza che non può essere gratuita quando l'oggetto, per design, ha sempre almeno due mestieri.00:00 2 kg, sensori, rete: robot01:18 FCC covered list: come blocca02:39 Definizione: autonomia e ML03:18 Dentro anche i robot aspirapolvere04:47 La catena di divieti USA06:02 Perché è architettura, non Cina06:45 Dual use di serie nella robotica09:51 Dal tostapane a Terminator#FCC #DualUse #roomba NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
Studi l'italiano da mesi, conosci la grammatica a memoria, sai coniugare anche i verbi irregolari… poi arrivi in Italia, ti siedi al bar, senti due ragazzi che chiacchierano e... non capisci quasi niente! Il motivo è semplice: nessun libro di testo ti insegna lo slang, quelle parole informali e vive che gli italiani usano davvero ogni giorno. Scopriamo insieme le 20 espressioni gergali per capire — e parlare — come un vero italiano. Impara Queste Espressioni e Smetti di Parlare come un Manuale Lo slang italiano è la chiave per uscire dal "robottino da libro di grammatica" e diventare davvero spontaneo. Le 20 parole che vedremo sono quelle che senti in continuazione nei film, nelle serie TV, nelle canzoni e nelle conversazioni di tutti i giorni. Vediamole una a una, divise in cinque gruppi. Le 5 Parole Jolly dello Slang Italiano Iniziamo con le parole "jolly", quelle che senti in ogni frase e che gli italiani usano come riempitivi naturali per parlare come un madrelingua. 1. Boh La regina indiscussa dello slang italiano: un'interiezione praticamente intraducibile con una sola parola. Significa "non lo so", "non ne ho idea", ma a seconda del tono esprime anche indifferenza, dubbio o rassegnazione. "A che ora apre il museo? – Boh, prova a guardare sul sito!" (= non lo so) "Ti è piaciuto il ristorante? – Mah, boh… niente di speciale." (= indifferenza) "Perché Marco è arrabbiato? – Boh! E che ne so io." (= rassegnazione) Curiosità: si accompagna quasi sempre al gesto delle spalle alzate e delle mani aperte. Lo puoi anche allungare ("booooh!") per enfasi. Lo usano proprio tutti, dai bambini ai nonni. 2. Tipo Letteralmente significa "genere, categoria". Ma nello slang fa due lavori: è un riempitivo, come il famigerato "like" inglese, oppure significa "circa, più o meno", spesso per introdurre un esempio. "Ci vediamo tipo alle otto." (= verso le otto) "Ero tipo sotto shock quando l'ho saputo!" "Mi va qualcosa di leggero, tipo un'insalata." "Un tipo" o "una tipa" indica anche genericamente "una persona". Ma occhio: come riempitivo è il classico tormentone dei più giovani. Usalo per suonare naturale, ma con misura. 3. Roba Parola informale tanto vaga quanto comodissima: significa "cosa, cose, oggetti, materiale" (in inglese "stuff"). È perfetta quando non vuoi, o non sai, chiamare qualcosa con precisione. "Raccogli la tua roba!" (= le tue cose) "Ho un sacco di roba da fare prima di stasera." "Togli questa roba dal tavolo, dobbiamo mangiare." Brilla nelle esclamazioni: "che roba!" per lo stupore, "roba da matti!" per qualcosa di assurdo. Ha origini germaniche: deriva da una parola che significava "bottino", la stessa da cui viene anche il verbo "rubare". 4. Un Sacco Significa "molto, moltissimo, tantissimo". L'immagine è chiarissima: un sacco bello pieno, cioè una grande quantità. Funziona con i verbi, con i nomi e perfino con gli aggettivi. "Mi sei mancato un sacco!" "C'era un sacco di gente alla festa." "Tuo fratello è un sacco simpatico." Fa parte di una bella famiglia di espressioni per dire "tanto", come "una marea di", "una cifra" e "un botto". Insomma, di modi per esagerare in italiano ne abbiamo… un sacco! 5. Anche No Un rifiuto netto e ironico: "no di sicuro", "col cavolo", "manco per sogno". Il bello è che usiamo "anche", che di solito serve ad aggiungere qualcosa, seguito da un secco "no". "Una corsetta domani alle sei di mattina? – Eh, anche no, grazie!" "Lavorare anche nel weekend? Ma anche no." "Pagare quindici euro per un cocktail? Anche no." Tutto sta nel tono: va detto con una certa calma sfrontata, magari con un sopracciglio alzato. Ha una parente strettissima: "anche basta!", che si usa quando qualcosa o qualcuno ci ha davvero stancati. Slang per Giudicare Cose e Persone Quattro parole per esprimere il tuo giudizio su qualcuno o qualcosa, perfette per esprimere entusiasmo in italiano in modo naturale. 6. Figata Sostantivo: una cosa fantastica, bellissima, super interessante (in inglese "a cool thing"). Perfetta per esprimere entusiasmo verso un oggetto, un posto o un'esperienza. "Che figata questo videogioco!" "Vivere in Giappone per un anno? Una figata pazzesca!" "Hanno aperto una pista di pattinaggio in centro: che figata!" Attenzione: "figata" descrive solo le cose, mai le persone. Per le persone c'è "figo/figa". In compenso "figata" è sempre educata e sicura: la puoi usare ovunque senza alcun imbarazzo. 7. Figo / Figa Aggettivo per descrivere persone (e cose) molto cool, in gamba, di tendenza, a volte attraenti: figo al maschile, figa al femminile. "Il tuo nuovo collega è davvero figo." "Che giacca figa!" "Sei stata fighissima a rispondergli così!" Attenzione importante: al femminile, "figa" è anche un termine volgare per indicare l'organo genitale femminile. Riferita a una donna può risultare ambigua o imbarazzante, a seconda del tono. Il trucco: per le cose belle usa "figata"; per dire che un uomo è figo nessun problema; con il femminile, un po' più di attenzione. Origine e Varianti Geografiche Niente a che vedere con il "fico" frutto! Secondo l'Accademia della Crusca nasce probabilmente come slang giovanile romano degli anni '70, da "ficaccio", una deformazione popolare di "efficace" (attestata addirittura in un sonetto di Belli del 1835!). Sul piano geografico, "figo" (con la g) è più tipico del Nord, mentre "fico" (con la c) è più tipico del Centro Italia (Roma, Toscana). 8. Sfigato / Sfigata Il contrario di figo, con due significati vicini: "sfortunato" oppure "perdente" (in inglese "loser"). È il contesto a dirti quale dei due intende chi parla. "Marco perde sempre il treno, gli si rompe tutto: è proprio sfigato!" (= sfortunato) "Smettila di fare lo sfigato e invitala a uscire!" "Sei rimasto a casa il sabato sera? Che sfigato!" (tra amici, scherzando) Deriva da "sfiga", che nello slang significa "sfortuna", da cui anche l'esclamazione "che sfiga!". È un po' offensiva: tra amici e in tono scherzoso va benissimo, ma evita di darla a uno sconosciuto. 9. Spaccare Letteralmente "rompere in due", ma nello slang significa "essere fortissimo, eccezionale, andare alla grande" (in inglese "to rock", "to kill it"). "Questa canzone spacca!" "Hai spaccato all'esame, bravissima!" "Il tuo nuovo taglio di capelli spacca davvero." Per esagerare ancora di più, "spaccare di brutto". Piccola precisazione: "spaccarsi" (riflessivo) significa invece "lavorare durissimo". Ma "spacca!" da solo è semplicemente il massimo dei complimenti. Stati d'Animo: tra Fastidio e Relax Cinque espressioni gergali per parlare di emozioni, fastidi e momenti di relax. Per altre formule simili, puoi consultare la guida sulle espressioni colloquiali quotidiane. 10. Che Palle Un grande classico del fastidio: significa "che noia", "che seccatura", "che rottura". Letteralmente "palle" sono i testicoli, quindi è un po' volgare, ma talmente diffusa che la sentirai ovunque. "Devo rifare tutto da capo, che palle!" "Piove di nuovo e avevo organizzato il picnic… che palle." "Domani riunione alle otto. Che due palle." "Rompere le palle" significa infastidire, mentre "avere le palle piene" vuol dire essere stufi. Tra amici è normalissima, ma evitala in contesti formali; le versioni più educate sono "che noia", "che barba", "che pizza". Per approfondire, c'è una guida dedicata sulle parole volgari in italiano. 11. Sclerare Significa "perdere la pazienza, dare di matto, esplodere per il nervoso" (in inglese "to freak out"). "Quando ho visto il conto, sono sclerato di brutto!" "Mia madre sclera se lascio la stanza in disordine." "Sto sclerando con questo computer che si blocca in continuazione!" Deriva, scherzosamente, dal termine medico "arteriosclerosi" (per via del decadimento mentale che la malattia può causare), ma nello slang non c'entra niente la medicina. C'è anche il sostantivo "sclero": "che sclero!" per una situazione stressante. È una parola piuttosto giovanile. 12. Rosicare Letteralmente "rosicchiare, mordere a piccoli pezzi", ma nello slang significa "rodersi dall'invidia o dalla rabbia, non accettare una sconfitta" (in inglese "to be salty"). "Ho preso trenta e lui rosica perché ne ha presi ventotto." "Hai perso e basta, dai, non rosicare!" "Quando ha vinto la mia squadra, gli avversari rosicavano di brutto." Chi rosica sempre è un "rosicone". Nasce dal dialetto romano, ma ormai la usa tutta Italia. È imparentata con l'espressione "rodersi il fegato": l'immagine è quella dell'invidia che ti rosicchia da dentro. 13. Scialla Significa "tranquillo, stai sereno, rilassati, non c'è problema" (in inglese "chill", "relax"). Un piccolo invito alla calma, perfetto per sdrammatizzare. "Scialla, abbiamo ancora un sacco di tempo!" "Hai sbagliato l'esame? Scialla, lo rifarai!" "Sono in ansia per il colloquio! – Ma scialla, sei preparatissimo." Sull'origine gli esperti si dividono. C'è chi la fa risalire all'arabo "inshallah" ("se Dio vuole"), arrivato forse tramite le parlate liguri e il romanesco, e chi al verbo italiano "scialare" (godersela), dal latino "exhalare". In ogni caso è esplosa in tutta Italia nel 2011 grazie al film Scialla! di Francesco Bruni. 14. Daje Versione romana di "dai", rafforzata: "forza!", "andiamo!", "così si fa!" (in inglese "come on!", "let's go!"). Un grido di incoraggiamento ed entusiasmo. Per scoprire altre espressioni regionali italiane, c'è una guida dedicata. "Daje, ce la puoi fare!" "Pizza stasera? – Daje!" "Daje Roma, daje!" (allo stadio) Si pronuncia "dàie", con la "j" che si legge come una "i" lunga, mai all'inglese! È l'inno della romanità, legatissimo alla Roma e a campioni come Totti,...
Silvana La Spina"Le avvelenatrici"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ una mattina di fine dicembre del 1783, l'aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un'impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra' Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l'ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l'orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell'uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l'anziana donna con cui, il giorno prima, c'era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l'unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d'oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell'aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l'arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell'oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa.«Sappiate allora che l'odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica».Silvana La Spina è nata in Veneto da padre siciliano. Vive tra Milano e Catania da molti anni e la Sicilia è alla base di quasi tutti i suoi romanzi. Tra gli ultimi: La bambina pericolosa (2008); Un cadavere eccellente (2011); La continentale (2014); L'uomo che veniva da Messina (2015). Per Neri Pozza ha pubblicato L'uomo del Viceré (2021), Angelica (2022) e L'ombra dei Beati Paoli (2024). Ha vinto il Premio Chiara nel 1993 con il romanzo Scirocco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carla Fiorentino"L'altrove è un cane bianco"Fandango Libriwww.fandangolibri.itVioletta detta Vetta, giornalista di viaggio romana, e Federico, l'uomo con cui divide il fardello dell'esistenza, hanno una nuova scusa per tornare nel loro altrove, Carloforte nel Sud Sardegna: l'inaugurazione del ristorante che la burbera Caterinetta ha deciso di aprire insieme alla laconica chef giapponese Misato, fondendo due culture culinarie misteriosamente simili.Entrambi hanno con l'Isola delle questioni in sospeso: Federico deve concludere l'acquisto della casa che ha promesso a Vetta come dimostrazione del suo amore; lei vuole reincontrare gli amici isolani, soprattutto Pietro, il bel sommozzatore di tonnara che non sente ormai da diversi mesi.Per uno strano incastro di coincidenze, questa volta, non saranno i soli a partire e la cosa non li rende troppo contenti.Ma il bello dell'altrove è che non è mai uguale a se stesso e anche questa volta Carloforte ha in serbo una sorpresa per la protagonista, che non resiste allo stimolo dell'ignoto ed è sempre pronta a mettere in discussione se stessa e le proprie relazioni con il mondo.Inevitabilmente ne uscirà cambiata, ma fino a che punto? Dopo I tonni non nuotano in scatola e Dallo scoglio si vede tutto, Carla Fiorentino ci riporta a Carloforte e tra una focaccia e un takoyaki, un bagno di notte e una scarpinata sulla falesia, ci ricorda che un sorriso al momento giusto non toglie il peso ai problemi, ma aiuta a vederli dal loro lato migliore (sempre che ce l'abbiano).Carla Fiorentino (Cagliari, 1979) a diciannove anni lascia la Sardegna per studiare a Roma, dove si laurea in Sociologia della Letteratura e inizia subito il suo viaggio nel mondo editoriale. Dal 2021 è la direttrice editoriale di Emons. Per Fandango Libri sono usciti Che cosa fanno i cucù nelle mezz'ore (2018), I tonni non nuotano in scatola (2020) e Dallo scoglio si vede tutto (2024). Nel 2020 ha realizzato Forty. Il podcast che ci rivela i superpoteri dei quarantenni (Emons Record) che è diventato un libro nel 2021. Nel 2025 per Emons è uscito il libro per ragazzi Anche il diavolo si stanca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Stai mangiando meno di prima. Ti muovi uguale, forse anche di più. Eppure il peso sale e il girovita cresce.E nessuno ti dà una risposta che abbia davvero senso.In questo video ti spiego cosa sta succedendo nel tuo corpo durante la menopausa e perché le strategie che funzionavano prima non funzionano più.Con il calo degli estrogeni cambiano quattro cose in parallelo: la sensibilità insulinica scende, il grasso si redistribuisce verso il girovita invece che sui fianchi, la leptina diventa meno efficace e la massa muscolare cala più velocemente. Il risultato è che puoi fare tutto giusto sulla carta e non vedere nessun risultato.Non perché tu stia sbagliando qualcosa. Ma perché stai applicando le stesse strategie a una fisiologia completamente diversa.In questo video vediamo i meccanismi biologici precisi, il ruolo della resistenza insulinica, l'impatto del cortisolo e del sonno, e cosa funziona davvero per migliorare la composizione corporea in menopausa.Per questo nei nostri percorsi partiamo sempre da una misurazione reale della composizione corporea non dal peso sulla bilancia per capire esattamente da dove si parte e costruire un piano su misura.Per questo nei nostri percorsi partiamo sempre dal Vitality Check-up —un'analisi completa che misura la composizione corporea reale, i parametri ormonali, la qualità del sonno e lo stile di vita nel suo insieme. Non il peso sulla bilancia. Il quadro completo.Perché senza sapere esattamente da dove parti, qualsiasi intervento rischia di essere approssimativo.Se vuoi capire come funziona il Vitality Check-up e se fa per te, trovi tutti i dettagli qui
Un figlio cambia sempre il bilancio di una famiglia. Cambiano le spese, le priorità, le paure, il modo in cui si immagina il futuro. Anche quando quel figlio non nasce dal tuo corpo, ma arriva attraverso un'adozione.Rossella ha 37 anni, vive a Piacenza, lavora nel sociale e insieme al marito ha scelto l'adozione nazionale. Una decisione pensata a lungo, rimandata anche per ragioni economiche, poi diventata urgente dopo il Covid e dopo la perdita di una persona cara.La procedura di adozione nazionale in Italia è gratuita: non si pagano agenzie, intermediari o percorsi privati. Ma questo non significa che il denaro resti fuori dalla storia. Ci sono i permessi presi al lavoro, gli spostamenti, i colloqui, i documenti, il tempo dell'attesa. E poi c'è tutto quello che arriva dopo: una casa da riorganizzare, nuove spese, assegno unico da gestire, un piccolo fondo da immaginare per il futuro.Nel caso di Rossella, la genitorialità porta con sé anche un bisogno ancora più forte di protezione. Durante l'iter di adozione ha scoperto di avere un linfoma non Hodgkin, superato dopo il primo ciclo di terapia. Una malattia che l'ha resa più consapevole di quanto sia importante tutelare la propria famiglia anche davanti all'ipotesi di una propria assenza, temporanea o definitiva.Oggi Rossella e suo marito vogliono capire come proteggere il futuro economico del loro bambino, come usare bene le risorse che arrivano per lui, come costruire un fondo nel tempo e come integrare una pensione che, per chi lavora nel sociale, rischia di poggiare su basi contributive fragili.Perché pianificare l'arrivo di un figlio non significa solo comprare quello che serve adesso. Significa costruire un margine per gli imprevisti, pensare alla protezione della famiglia, iniziare presto a mettere da parte risorse per il futuro e dare al proprio amore anche una forma economica.Ad aiutare Rossella a orientarsi tra fondo di emergenza, piano di accumulo, polizza vita, salute e previdenza integrativa c'è Silvia Seresi, consulente di Alleanza Assicurazioni dell'Agenzia di Teramo.Questa è Money Clinic, il podcast di Rame in collaborazione con Alleanza Assicurazioni: storie vere di grandi cambiamenti, e le domande economiche che possono renderli più sostenibili.
Anche detta Ficedula, specie rara che in Svizzera nidifica quasi esclusivamente sul territorio ticinese. Ficedula è il nome dell' associazione che da decenni svolge ricerche, osservazioni, monitoraggi e progetti in collaborazione con altri istituti di ricerca specialistici. Un lungo paziente lavoro che oggi ci aiuta a capire il mondo degli uccelli stanziali e migratori che vivono attorno a noi in svizzera. Un mondo delicato che va protetto e valorizzato come Ficedula racconta attraverso le sue pubblicazioni. E approfittando dell' ultima rivista pubblicata da Ficedula, entriamo grazie all'ornitologa Chiara Scandolara, negli habitat e nelle organizzazioni sociali e comportamentali di alcune specie.
Hai mai provato a riportare le parole di qualcun altro e non sapevi quale tempo verbale usare? Non eri sicuro se servisse il congiuntivo o l'indicativo? Il discorso indiretto è uno degli argomenti più insidiosi della grammatica italiana e anche gli studenti avanzati commettono errori. In questo articolo scoprirai come riportare correttamente quello che qualcuno ha detto, ha chiesto o ha ordinato. 5 Errori da Evitare con il Discorso Indiretto Errore 1: Usare il Tempo Sbagliato per Riportare Notizie (al Passato) Partiamo dalle basi. Che cos'è il discorso indiretto? In pratica, è quando riporti le parole di qualcun altro senza citarle direttamente, cioè senza usare le virgolette. Per esempio: Discorso diretto: «Marco dice: "Ho fame."»Discorso indiretto: «Marco dice che ha fame.» Come puoi notare, abbiamo tolto le virgolette e abbiamo aggiunto che. Fin qui semplice. Il problema nasce quando il verbo introduttore – cioè il verbo che introduce le parole dell'altra persona – è al passato. Molti studenti fanno così: «Marco ha detto che ha fame.» «Marco ha detto che aveva fame.» Perché è sbagliato il primo? Perché quando il verbo introduttore è al passato (ha detto, disse, diceva...), bisogna fare la cosiddetta «trasformazione dei tempi». È come se tutto «scivolasse indietro nel tempo»: il presente diventa imperfetto, il passato prossimo diventa trapassato prossimo, e così via. Tabella: Trasformazione dei Tempi Verbali Discorso DirettoD. Indiretto (verbo al presente)D. Indiretto (verbo al passato)Presente«Studio italiano.»«Dice che studia italiano.»→ Imperfetto«Ha detto che studiava italiano.»Passato prossimo«Ho studiato.»«Dice che ha studiato.»→ Trapassato prossimo«Ha detto che aveva studiato.»Futuro semplice«Studierò domani.»«Dice che studierà domani.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato il giorno dopo.»Futuro anteriore«Avrò finito per le 3.»«Dice che avrà finito per le 3.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe finito per le 3.»Imperfetto«Studiavo ogni sera.»«Dice che studiava ogni sera.»→ Imperfetto (non cambia!)«Ha detto che studiava ogni sera.»Condizionale presente«Studierei di più.»«Dice che studierebbe di più.»→ Condizionale passato«Ha detto che avrebbe studiato di più.»Congiuntivo presente«Credo che studi.»«Dice che crede che studi.»→ Congiuntivo imperfetto«Ha detto che credeva che studiasse.»Congiuntivo passato«Credo che abbia studiato.»«Dice che crede che abbia studiato.»→ Congiuntivo trapassato«Ha detto che credeva che avesse studiato.» Nota una cosa molto importante: l'imperfetto è l'unico tempo che non cambia. Resta uguale sia con il verbo introduttore al presente sia al passato. È una delle poche eccezioni che semplificano le cose. E nota anche un'altra cosa fondamentale: quando il verbo introduttore è al presente (dice che, racconta che...), non devi fare nessuna trasformazione dei tempi. La trasformazione si applica solo quando il verbo è al passato. Curiosità sull'Italiano Parlato Nell'italiano parlato, soprattutto nel linguaggio informale, molti italiani non rispettano sempre queste regole. Capita spesso di sentire «Ha detto che viene domani» al posto di «Ha detto che sarebbe venuto il giorno dopo.» Tuttavia, se vuoi parlare un italiano corretto, è consigliabile seguire la tabella. Errore 2: Non Usare DI + Infinito Un altro errore frequente riguarda la struttura della frase. Osserva queste due versioni di «Marco dice: "Vado al cinema."»: «Marco dice che lui va al cinema.» — grammaticalmente corretto, ma pesante «Marco dice di andare al cinema.» — molto più naturale! Quando il soggetto della frase principale è lo stesso della frase secondaria, in italiano si preferisce usare la struttura DI + infinito. Il motivo è che suona molto più naturale e meno ripetitivo. Anziché dire «Marco dice che lui va al cinema» ripetendo il soggetto, è più elegante e scorrevole dire «Marco dice di andare al cinema». Tabella: CHE + Indicativo vs DI + Infinito Soggetto diverso → CHE + verbo coniugatoStesso soggetto → DI + infinito«Marco dice che Maria va al cinema.»«Marco dice di andare al cinema.»«Luca ha detto che Giulia era stanca.»«Luca ha detto di essere stanco.»«Anna dice che Paolo ha ragione.»«Anna dice di avere ragione.»«Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.»«Il prof ha detto di dover studiare.» (ambiguo!) Osserva l'ultimo esempio: «Il prof ha detto di dover studiare» è un po' ambiguo, perché potrebbe sembrare che sia il professore a dover studiare. In casi come questo, dove il significato potrebbe non essere chiaro, è meglio usare la forma completa con CHE: «Il prof ha detto che gli studenti devono studiare.» Attenzione: Infinito Presente e Passato Quando usi DI + infinito con il verbo introduttore al passato, l'infinito può essere presente o passato. Se l'azione riportata è anteriore rispetto al momento in cui è stata detta, usa l'infinito passato: «Marco ha detto di aver studiato tutta la notte.» Curiosità sull'Uso di DI + Infinito In realtà, l'uso di DI + infinito non è obbligatorio, ma è fortemente preferito dai madrelingua. Se dici «Marco dice che lui va al cinema», gli italiani ti capiranno, ma la frase risulterà poco naturale. Errore 3: Dimenticare il Congiuntivo per Riportare Domande Questo è un errore molto diffuso, comune anche tra i madrelingua. Quando riporti una domanda in modo indiretto, è necessario usare il congiuntivo. Vediamo perché: Domanda diretta: «Vieni alla festa?» «Mi ha chiesto se vengo alla festa.» «Mi ha chiesto se venissi alla festa.» Dopo espressioni come chiede se / ha chiesto se / voleva sapere se, il verbo che segue deve essere al congiuntivo (quando il verbo introduttore è al passato). Questo vale sia per le domande con risposta sì/no, sia per le domande aperte con parole interrogative come dove, quando, come, perché, eccetera. Un'altra cosa importante da ricordare: nel passaggio dal discorso diretto a quello indiretto, il punto interrogativo sparisce, perché non stai più facendo una domanda, ma stai riferendo che qualcuno ha fatto una domanda. Tabella: Come Riportare le Domande Domanda direttaVerbo al presenteVerbo al passato«Parli italiano?»«Chiede se parlo italiano.»«Ha chiesto se parlassi italiano.»«Sei andato al cinema?»«Chiede se sono andato al cinema.»«Ha chiesto se fossi andato al cinema.»«Dove abiti?»«Chiede dove abito.»«Ha chiesto dove abitassi.»«Quando arriverai?»«Chiede quando arriverò.»«Ha chiesto quando sarei arrivato/a.»«Che cosa hai fatto?»«Chiede che cosa ho fatto.»«Ha chiesto che cosa avessi fatto.» Come vedi, le parole interrogative (dove, quando, che cosa...) si mantengono anche nel discorso indiretto. L'unica differenza è che le domande con risposta sì/no vengono introdotte dalla parola SE: «Vieni alla festa?» → «Ha chiesto se venissi alla festa.» Nota anche che, come per l'Errore 1, quando il verbo introduttore è al presente (chiede se...), non c'è bisogno del congiuntivo: si usa normalmente l'indicativo. Il congiuntivo entra in gioco quando il verbo è al passato (ha chiesto se...). Hai notato la quarta riga della tabella? «Quando arriverai» non diventa congiuntivo, ma condizionale passato (sarei arrivato). Questo perché il futuro segue sempre la stessa regola che abbiamo visto nell'Errore 1: futuro → condizionale passato, sia nelle affermazioni sia nelle domande. Curiosità sull'Italiano Informale Nella lingua parlata informale, molti italiani usano l'indicativo anche dopo «ha chiesto se». Capita spesso di sentire «Mi ha chiesto se venivo». Non è scorretto in senso assoluto, ma il congiuntivo resta la forma più corretta e adatta a un registro curato. Errore 4: Non Usare il Congiuntivo per Riportare Ordini Come si riportano gli ordini o le richieste in modo indiretto? Anche in questo caso entra in gioco il congiuntivo. Ordine diretto: «Studia di più!» «Il professore ha detto che studio di più.» «Il professore ha detto che io studi di più.»; «Il professore mi ha detto di studiare di più.» Come puoi notare, per riportare ordini, richieste o consigli hai due possibilità: puoi usare CHE + congiuntivo oppure DI + infinito. Entrambe le forme sono corrette, ma hanno usi leggermente diversi. Tabella: Come Riportare Ordini e Richieste Ordine direttoCHE + congiuntivoDI + infinito«Studia di più!»«Ha detto che io studiassi di più.»«Mi ha detto di studiare di più.»«Non fumare!»«Ha detto che io non fumassi.»«Mi ha detto di non fumare.»«Venite subito!»«Ha detto che noi andassimo subito.»«Ci ha detto di andare subito.»«Sii gentile!»«Ha detto che io fossi gentile.»«Mi ha detto di essere gentile.» Nota che nella terza riga «venite» è diventato «andassimo» / «andare». Nel discorso indiretto, anche i verbi di movimento cambiano prospettiva: venire (verso chi parla) diventa andare (lontano da chi parla), proprio come «qui» diventa «lì». Si tratta di un cambiamento di punto di vista. DI + Infinito vs CHE + Congiuntivo nella Vita Quotidiana Nella vita di tutti i giorni, la forma con DI + infinito è di gran lunga la più usata perché è più semplice e diretta. La forma con CHE + congiuntivo è più formale e la troverai soprattutto nella lingua scritta o in contesti ufficiali. È comunque importante conoscerle entrambe per scegliere quella giusta a seconda della situazione. Attenzione alla Negazione Con la negazione, fai molta attenzione all'ordine delle parole. Il «non» va dopo «di» e prima dell'infinito: «Mi ha detto di non fumare.» L'errore tipico è dire «Mi ha detto non di fumare», che in italiano suona completamente sbagliato. Errore 5: Non Fare le Altre Trasformazioni A questo punto hai imparato a cambiare i tempi verbali, a usare DI + infinito, il congiuntivo per domande e ordini... ma manca ancora un pezzo importante. Nel discorso indiretto non cambiano solo i verbi: cambiano anche i prono
Il pittore cagliaritano ripercorre i primi vent'anni della sua carriera attraverso una mostra che racconta l'evoluzione del suo linguaggio artistico e il legame con il paesaggio Davide Siddi celebra vent'anni di attività artistica con la mostra Sul Paesaggio 2006-2026, un'esposizione che ripercorre il suo cammino creativo attraverso 70 opere. Ospite di Unica Radio, il pittore ha raccontato le origini del progetto, il rapporto con il paesaggio e il metodo di lavoro che lo accompagna da sempre. Un percorso costruito tra ricerca, osservazione e sperimentazione, che negli ultimi anni lo ha portato a esporre anche fuori dalla Sardegna. Vent'anni di pittura raccontati attraverso il paesaggio Per Davide Siddi questa mostra rappresenta molto più di una semplice esposizione. L'idea nasce dalla volontà di riunire due importanti traguardi: i vent'anni di attività artistica e la quarantesima mostra personale. Negli ultimi dieci anni il pittore ha lavorato prevalentemente fuori dall'Isola, pur mantenendo il proprio studio a Cagliari. Da qui la scelta di riportare in Sardegna una selezione significativa del suo lavoro più recente, offrendo al pubblico che lo segue fin dagli esordi l'opportunità di osservare da vicino l'evoluzione del suo stile. L'esposizione diventa così anche un momento di incontro con amici, appassionati e visitatori, quasi una festa dedicata all'arte e al tempo trascorso tra tele, colori e nuove esperienze. Davide Siddi e il paesaggio come racconto della realtà Il filo conduttore della mostra è il paesaggio, un tema che accompagna l'artista da molti anni. Non si tratta soltanto della rappresentazione di scorci naturali o urbani, ma di uno strumento capace di raccontare il mondo contemporaneo. Secondo Davide Siddi, la luce è l'elemento che più contribuisce a modellare ciò che osserviamo. Attraverso i paesaggi, infatti, è possibile esplorare colori, atmosfere e composizioni sempre diverse, passando dalle città ai dettagli architettonici fino agli scenari naturali. Ogni opera invita l'osservatore a riconoscere qualcosa della propria esperienza quotidiana. Il paesaggio diventa così una forma di narrazione condivisa, capace di mettere in relazione l'artista con chi osserva i suoi lavori. Dalla fotografia all'acquerello Dietro ogni dipinto c'è un lungo lavoro di osservazione. Durante i suoi viaggi, l'artista realizza migliaia di fotografie che diventano il punto di partenza delle future opere. La scelta del soggetto nasce spesso d'istinto. Una particolare luce, un colore o un dettaglio architettonico attirano la sua attenzione e vengono immortalati senza un progetto preciso. Solo una volta rientrato in studio inizia un'attenta selezione delle immagini. Curiosamente, tra lo scatto e la realizzazione del dipinto possono trascorrere anche diversi anni. È un tempo necessario per lasciare sedimentare le emozioni e osservare il soggetto con uno sguardo nuovo, più maturo e consapevole. L'acquerello, una tecnica che valorizza luce e atmosfera L'acquerello è la tecnica che meglio identifica il percorso artistico di Davide Siddi. La scelta è avvenuta quasi casualmente agli inizi della sua carriera, ma con il tempo è diventata il mezzo espressivo più adatto alla sua ricerca. Questa tecnica permette infatti di valorizzare la trasparenza della luce, le variazioni cromatiche e le atmosfere che caratterizzano ogni paesaggio. Anche la carta contribuisce al risultato finale, grazie alle texture che arricchiscono la superficie del dipinto. Pur sperimentando anche disegno, tempera e inchiostro, l'acquerello resta lo strumento principale attraverso cui l'artista ha costruito uno stile personale, affinato nel corso degli anni grazie allo studio e alla continua pratica. I prossimi appuntamenti artistici Conclusa la mostra dedicata ai suoi primi vent'anni di carriera, Davide Siddi guarda già ai nuovi progetti. Sono infatti in programma due importanti esposizioni personali fuori dalla Sardegna. La prima si terrà a Palermo, presso la Galleria Caravello, mentre la seconda sarà ospitata a Berna, in un museo dedicato al realismo, corrente artistica alla quale il pittore sente di appartenere maggiormente. Due appuntamenti che confermano il percorso di crescita dell'artista e testimoniano come la sua ricerca continui a svilupparsi, mantenendo sempre al centro il dialogo tra luce, paesaggio e osservazione della realtà.
Capita, nella vita, di non trovare la persona giusta. O di averla trovata, e averla perduta. O che fosse giusta, un tempo, e adesso non lo è più. La paura di restare soli è qualcosa che a volte arriva da dentro, altre, arriva da fuori, dagli altri, dalle parole dette o non dette. Ma cosa vuol dire, restare soli? E non essere soli è meglio, comunque? Anche se si è “male accompagnati”? Eppure, la saggezza dei proverbi raccoglie secoli di vita e di esperienze, e nasce per trasmettere un insegnamento. Meglio soli che male accompagnati sta a dire che se stai bene con te stesso, puoi vivere una vita bella e ricca, anche se non trovi la persona giusta. Puoi trovare molte relazioni giuste, però, buoni amici, persone importanti. Perché si può essere soli anche in coppia, e vivere a fianco di qualcuno che non rispetti, e non ti rispetta, è una prospettiva che dovrebbe far paura più che non vivere con te stesso in buona compagnia. “Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare” (E. Fromm)- Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/paura-restare-soli/- Per approfondire: https://www.francopassarini.it/ - Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione valoriale, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, Grafologia evolutiva®, Pedagogia evolutiva®, metodi esclusivi, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
Anche oggi è quel giorno, e cioè l'overshoot day – il giorno in cui consumiamo più risorse naturali di quante ne produciamo sul pianeta ogni anno. Se lo sappiamo da 50 anni è anche grazie a un italiano parecchio lungimirante. Gli incendi si sono estesi anche a Grecia e Turchia, e l'Unione Europea dice che dovremmo prepararci più velocemente a stagioni degli incendi più estese. Ora c'è anche OnlyMarms, un social dove i ricercatori Usa caricano foto e video di marmotte che fanno le marmotte con l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca su di loro. Il documentario italiano: L'ultima chiamata – The last call, sul gruppo di scienziati che 50 anni fa per la prima volta calcolarono i limiti fisici del pianeta Terra Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
Un'altra lunga estate all'orizzonte e nuovi ricordi da rivivere con me, uno schermo e un cursore. Dal 2024 a oggi, ecco altri ricordi videoludici utili a farci dimenticare i tormenti e a scaricarci i nervi.Anche la più grande fabbrica dei sogni è partita dal basso. E anche un'icona come Topolino un tempo fu la "riserva" di una star che poi fu abbandonata dal pubblico e dai suoi stessi creatori.In "Epic Mickey" il nostro ragazzo topo dopo tornare indietro nel tempo per comprendere il suo lascito e i suoi errori passati.
Dopo la pausa estiva post-Wimbledon, ritorna l'appuntamento con Close Call mentre sta iniziando lo swing estivo sul cemento nordamericano. Sinner non sarà della partita all'Open del Canada, mentre potrebbe ritrovare Alcaraz a Cincinnati, dove lo spagnolo potrebbe rientrare se riuscirà a vincere la sua lotta contro il tempo per tornare in condizione prima dello US Open. Vanni Gibertini e Luca Baldissera sono pronti a rispondere alle domande degli appassionati prima del National Bank Open di Montreal dove riprenderanno le dirette da bordocampo ---Anche per il 2026 ritorna il GoFundMe per le trasmissioni di Vanni Gibertini e Luca Baldissera. https://www.gofundme.com/f/close-call-dirette-e-trasferte-2026-luca-e-vanni
Anche l'Europa mobilita i propri pochi mezzi per aiutare Francia e Spagna – con i loro esausti vigili del fuoco. Un paese però, la Grecia, ha sviluppato un sistema tecnologico di microsatelliti, droni e IA per rilevare incendi e anche i piromani. È partito il sondaggio europeo per decidere la grafica delle nuove banconote. Sarà aperto fino al 21 settembre, e serve anche a ridurre la falsificazione. Il principio europeo “chi inquina paga” non sempre è rispettato: una nuova inchiesta pubblicata su Vox Europ mostra come in diverse zone europee – Italia, Fiandre o Marsiglia – siano le comunità a dover pagare i danni dell'inquinamento e delle bonifiche. Rassegna stampa: La Grecia punta su nanosatelliti, droni e AI per domare gli incendi, Luigi Mastrodonato https://www.lifegate.it/grecia-incendi-satelliti-ai-tecnologia Chi inquina non paga: cosa succede alle comunità quando le aziende responsabili ignorano le leggi europee, Teresa Di Mauro, Nuri Fatolahzadeh, Luigi Simonelli , Federica Tessari https://voxeurop.eu/it/chi-inquina-non-paga-inquinamento-responsabilita-aziendale/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ai microfoni di questa rassegna stampa di Martedì 28 luglio ci sono Simona Oppedisano, Luca Dammicco e Alessandro Bernardini. In apertura la cronaca consueta sugli incendi che lambiscono il Gra.Il tema sicurezza assume le sue forme più distopiche attraverso il racconto che ne fanno gli youtuber britannici (picchiatori) di Dje Media. Non si fa attendere la reazione di chi questa narrazione l'ha inventata: gli youtuber nostrani, tra “sovranismo narrativo” e nuovi posizionamenti politici. I pezzi di Roma Today, il Foglio e MowMag.Continuiamo col tema delle morti sul lavoro nel Lazio. 4 decessi nell'ultima settimana, per il caldo, per scarsa manutenzione e dispositivi di sicurezza obsoleti. I numeri Nel Lazio e in Italia sono impietosi: nei primi cinque mesi del 2026, nel Lazio sono state presentate 19.507 denunce di infortunio: l'8,8 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I morti denunciati sono stati 29. In Italia i decessi da gennaio a maggio sono 370. Leggiamo il Manifesto, il Corriere della Sera e Latina oggi.Parliamo poi della morte di Pippo di marca, attore e drammaturgo che si è tolto la vota il 21 luglio a Roma. Leggiamo un'intervista di Chiara Rapaccini, l'ex compagna di Mario Monicelli, a Repubblica e parliamo di autodeterminazione e legge sul fine vita in Italia.Segnaliamo, per gli abbonati a Internazionale, lo splendido articolo di Eva Ziedan: Nessuno è straniero a CentocelleInfine chiudiamo provando a darvi qualche notizia meno amara. Ci riusciremo? Chissà.Puoi ascoltare la rassegna stampa su tutte le piattaforme audio ( Spotify , Apple Podcast , Spreaker, Audible), sul nostro sito www.sveja.it o riceverla direttamente sulla tua mail iscrivendoti alla nostra newsletter.Non abbiamo padroni, donace un sesterzoBuona Estate da Sveja!
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8609EVA FA L'ASSESSORE, MA NON ESISTE: E' CREATA DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALEAd Acqui Terme l'Assessore IA avrà la delega... all'Umanizzazione (paradosso nel paradosso: farsi spiegare l'umanizzazione da una macchina)di Federica di Vito Eva Statiella nel giro di poche settimane ha assunto un nome, un volto e un seggio comunale. Il Comune di Acqui Terme in provincia di Alessandria ha introdotto una novità senza precedenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale nominando Eva Statiella, un'assessore interamente generato dall'IA. Per quanto possa sembrare già di per sé strana come notizia, c'è da aggiungere che questa figura virtuale avrà l'incarico paradossale di occuparsi dell'umanizzazione, oltre a gestire i temi della transizione digitale e dell'innovazione tecnologica. E affidare a una figura virtuale un incarico legato all'umanizzazione contiene in sé un enorme paradosso. L'iniziativa, voluta dal sindaco Danilo Rapetti, sarebbe un esperimento volto a esplorare l'integrazione delle nuove tecnologie nella pubblica amministrazione e testare concretamente l'efficacia dei sistemi algoritmici nei processi decisionali nella gestione pubblica. Annunciato il 9 giugno, il sindaco prevede di formalizzare il suo incarico entro la fine del mese. Il progetto prevede inoltre la futura creazione di un avatar del sindaco per interagire con i cittadini e l'automazione dei servizi burocratici per alleggerire il lavoro dei dipendenti.Questo progetto si inserisce in una visione più ampia del sindaco Rapetti, che prevede anche la creazione di un "sindaco avatar" per rispondere ai cittadini e l'automazione di uffici come l'anagrafe e l'urbanistica per sgravare i dipendenti da compiti ripetitivi. Attualmente, accanto al valutatore, Rapetti ha pianificato un secondo strumento: un assistente virtuale che interagirà con i cittadini attraverso i canali social della città. Questo agente di conversazione risponderà a richieste pratiche, dalla segnalazione di una buca in centro alle informazioni su come pagare una multa.ESPRIMERE OPINIONI?Ora, mentre un chatbot di servizio al cittadino è uno strumento già collaudato in molte amministrazioni (per esempio Roma Capitale), un valutatore con il potere di dare opinioni sul consiglio è qualcosa di molto diverso. Restano però da chiarire diversi aspetti pratici: non è ancora noto quali provvedimenti l'assessore virtuale potrà adottare nell'ambito delle sue competenze né in che modo prenderà parte al confronto con gli altri membri della giunta. Ciò che sappiamo è che in pratica dalla prossima riunione di consiglio apparirà un valutatore virtuale che avrà un posto tra gli amministratori e sarà in grado di parlare ed esprimere opinioni. Le conseguenze sono tutte da scoprire. Anche il nome scelto non è casuale. Il nome "Eva" richiama la figura biblica progenitrice dell'umanità, mentre "Statiella" è un omaggio ai Liguri Statielli e all'insediamento romano Acquae Statiellae, da cui ha origine la città. È un dettaglio di comunicazione costruito con cura, e questo da solo dice qualcosa sulla natura dell'iniziativa. Lo stesso sindaco ha inquadrato la nomina come un esperimento, utile «per capire meglio cosa può accadere quando queste entità hanno concretamente un ruolo attivo e decisionale». Questo test dunque ci servirebbe per immaginare le conseguenze dell'introduzione dell'Intelligenza artificiale in politica.Basta dare uno sguardo al funzionamento di certe entità software per chiarire che quando si dice che Eva Statiella «esprimerà opinioni», in termini concreti significa che un modello linguistico, adeguatamente istruito con i documenti e le priorità dell'amministrazione, produrrà testi su un determinato argomento. Questi testi sono il risultato di un calcolo statistico raffinato, non di una coscienza o di una volontà personale. Un sistema come questo riflette i dati e le istruzioni con cui è stato configurato e può produrre risposte sbagliate, ma convincenti. Per questo è necessaria una supervisione umana e precisa che riconosca raccomandazioni errate che potrebbero influenzare le scelte pubbliche.MAGNIFICA HUMANITASInoltre, il riferimento che il sindaco ha fatto all'enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, con il ruolo dell'assessore virtuale «all'umanizzazione», non si capisce se sia una provocazione o uno sconsiderato accostamento. Citare quel documento per giustificare l'assegnazione della responsabilità per l'umanizzazione a un'entità non umana è un cortocircuito e non un omaggio. L'enciclica, che porta il sottotitolo «sulla salvaguardia della persona umana nell'era dell'intelligenza artificiale», insiste infatti sull'idea che il progresso tecnologico deve essere umanizzato, impedendo alla persona di essere ridotta a un inganaggio in un sistema governato da macchine e mette in guardia dal delegare alla tecnologia ciò che è proprio dell'essere umano.In ultimo, ci preme puntualizzare che, sebbene attualmente la legge italiana ed europea (UE 2024/1689 - che impone per i sistema di IA utilizzati dalla pubblica amministrazione che incidono sui diritti dei cittadini, obblighi di vigilanza umana, tracciabilità, valutazione del rischio e chiara responsabilità) impediscano a un assessore virtuale di governare nel concreto una città - al limite Eva potrà fornire opinioni non vincolanti che rimarranno sotto la responsabilità degli amministratori -, un precedente come questo concretizza in qualche modo l'entrata in scena dell'IA in politica.Niente allarmismi, ma neanche superficialità. In un ipotetico scenario futuro un primo grosso rischio è aumentare la distanza - e la conseguente sfiducia - tra i cittadini e le istituzioni. I primi potrebbero potenzialmente ritrovarsi a votare per messaggi controllati da algoritmi con la conseguenza che sarebbe messa a rischio la democrazia. In questo contesto, urge ridare alla tecnologia il posto che gli spetta: quello di fungere da strumento a servizio di scelte che devono continuare a rimanere umane. Saremo in grado o aspetteremo il prossimo esperimento?
Il bar e prima le osterie e le locande, hanno sempre giocato un ruolo cruciale nella vita sociale delle persone. Ogni dettaglio in fondo è l'eredità delle funzioni che i luoghi di ritrovo hanno assunto nei secoli. Anche il nome BAR. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Anche un altro dei produttori più importanti di componenti annuncia imminenti aumenti nei costi, vi raccontiamo qualche dettaglio in più. Negli Stati Uniti arriva una nuova funzionalità di intelligenza artificiale, ma il tema è delicatissimo. Si prevede nuovo terreno di scontro tra l'Europa e TikTok. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio Il valore dell'esperienza umana nella vendita e la differenza tra informazioni, memoria e vera maturità professionale.Il ruolo dell'intelligenza artificiale come strumento utile, potente, ma incapace di sostituire relazione, responsabilità e discernimento. L'importanza di non trasformare errori, rifiuti o vecchie esperienze in giudizi definitivi su clienti e persone.La cura come elemento distintivo della relazione commerciale: attenzione, ascolto, tempo dedicato e riconoscimento dell'altro.Il rischio di inseguire solo efficienza e ottimizzazione, perdendo ciò che rende umano il venditore: empatia, fragilità, presenza e capacità di imparare dagli incontri. Perché ascoltare questo episodio Questo episodio aiuta a riflettere su come usare l'intelligenza artificiale senza perdere il centro umano della vendita. Ti porti a casa uno sguardo concreto sul valore dell'esperienza, delle domande, della cura e della relazione con il cliente. È un invito a non ridurre la vendita a tecnica o automazione, ma a viverla come incontro tra persone. Utile per chi vuole migliorare le proprie competenze commerciali senza rinunciare a responsabilità, sensibilità e autenticità. Come possiamo continuare questa conversazioneSe quello che hai ascoltato in questo episodio ti ha fatto venire qualche domanda — o anche solo il sospetto che qualcosa nelle tue conversazioni di vendita possa essere visto meglio — allora ti lascio qui alcuni percorsi concreti. Non per fare di più.Per capire meglio quello che stai già facendo.☕ Un caffè (e una corsa insieme) Se vuoi offrirmi un caffè — e sostenere l'iniziativa Tra capo e collo — puoi farlo qui:
Rassegna stampa economico-finanziaria del 25 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Energia, petrolio, gas e impatto sull'economia italianaTestate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Libero / Domani / Il FoglioIl rincaro dell'energia torna a rappresentare il principale rischio congiunturale per l'economia italiana. L'aumento del petrolio e del gas, alimentato dall'escalation in Medio Oriente e dalle tensioni sulle rotte marittime, si trasferisce rapidamente sui carburanti, sulle bollette, sui trasporti e sui margini delle imprese.L'inflazione italiana risale al 3,4%, rispetto al 2,3% del mese precedente, mentre l'indice armonizzato si colloca intorno al 3,7%. La componente energetica torna quindi a comprimere il potere d'acquisto delle famiglie e a rallentare consumi, investimenti e crescita.Il Brent raggiunge circa 96,38 dollari al barile, mentre il gas europeo si attesta intorno a 62,90 euro per MWh. Il contemporaneo rafforzamento del dollaro amplifica l'impatto sull'Eurozona, poiché una parte rilevante delle forniture energetiche viene regolata in valuta statunitense.Sulla rete ordinaria la benzina raggiunge circa 1,968 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,161 euro. In autostrada i prezzi arrivano rispettivamente a circa 2,059 e 2,228 euro, con un aggravio stimato fino a 13,95 euro per un pieno di diesel.Accise, sostegni e tutela del potere d'acquistoTestate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / La StampaLa cosiddetta “stangata estiva” viene quantificata in circa 700 milioni di euro, considerando i maggiori costi sostenuti dalle famiglie per carburanti e spostamenti. A questo impatto diretto si aggiungono gli effetti indiretti sui beni trasportati su gomma.Il Governo valuta il ritorno delle accise mobili, un meccanismo che consentirebbe di utilizzare parte dell'extragettito IVA prodotto dal rincaro petrolifero per ridurre temporaneamente il prezzo alla pompa.L'intervento ipotizzato potrebbe comportare un taglio di circa 6-7 centesimi al litro, ma richiede coperture compatibili con i conti pubblici. Una riduzione generalizzata e permanente avrebbe infatti un costo molto elevato per lo Stato.La soluzione più efficace potrebbe essere una combinazione di accise mobili, sostegni mirati alle famiglie vulnerabili e crediti d'imposta temporanei per i settori energivori, evitando un sussidio indistinto anche ai consumatori con maggiore capacità di spesa.Piano energetico, rinnovabili e ritorno del nucleareTestate: Corriere della Sera / Italia Oggi / Il FoglioIl Tesoro prepara un piano da circa 14 miliardi di euro per sostenere energia pulita, reti, capacità rinnovabile, sistemi di accumulo, efficienza energetica e infrastrutture industriali.Una parte delle risorse potrebbe essere mobilitata attraverso garanzie pubbliche e strumenti finanziari capaci di coinvolgere investitori istituzionali, limitando l'impatto diretto sul deficit.La crisi del Golfo riapre contemporaneamente il dibattito sul nucleare. Arabia Saudita, Emirati, Egitto e Turchia valutano nuovi programmi atomici per ridurre il consumo interno di idrocarburi e liberare maggiori quantità di petrolio e gas destinate all'esportazione.Anche senza la costruzione immediata di nuove centrali in Italia, il rilancio internazionale del nucleare può creare opportunità per imprese italiane attive nell'ingegneria, nella componentistica, nella cybersecurity e nei sistemi di controllo.Iran, Stretto di Hormuz e sicurezza delle filiere globaliTestate: Corriere della Sera / La Stampa / Repubblica / Domani / Il FoglioLo Stretto di Hormuz torna al centro dello scenario economico mondiale. Nell'area non transitano soltanto petrolio e gas naturale liquefatto, ma anche merci e materie prime indispensabili per l'agricoltura e l'industria.Un blocco anche parziale determinerebbe un aumento dei noli, dei premi assicurativi e dei tempi di consegna. Le rotte alternative e gli oleodotti terrestri potrebbero compensare soltanto una parte dei volumi normalmente trasportati attraverso lo Stretto.Il rischio riguarda anche fertilizzanti come ammoniaca e urea. Un'interruzione prolungata delle forniture potrebbe tradursi, con alcuni mesi di ritardo, in un aumento dei costi agricoli e dei prezzi alimentari.Cina e India sono particolarmente esposte per la forte dipendenza dalle forniture del Golfo, ma anche l'Europa subirebbe l'aumento delle quotazioni internazionali e la competizione per i carichi disponibili.Dazi, commercio internazionale ed export italianoTestate: Corriere della Sera / Repubblica / Domani / Il FoglioLa politica commerciale statunitense torna a essere una delle principali fonti di volatilità. Washington valuta nuove misure contro l'Unione europea in risposta alle sanzioni e alle regole comunitarie applicate alle grandi piattaforme digitali.I settori italiani potenzialmente più esposti sono automotive, farmaceutica, vino, agroalimentare, moda, arredamento, macchinari e beni di lusso.Il farmaceutico potrebbe dimostrare una maggiore capacità di tenuta grazie al peso dei prodotti brevettati e alla difficoltà di sostituire rapidamente alcune forniture. Moda, vino e arredamento sono invece più vulnerabili alla riduzione della domanda determinata dall'aumento dei prezzi.Le imprese esportatrici dovranno gestire il rischio attraverso anticipazione delle spedizioni, revisione dei contratti, coperture valutarie, diversificazione geografica e maggiore presenza produttiva negli Stati Uniti.Intelligenza Artificiale, produttività e concentrazione finanziariaTestate: Il Sole 24 Ore / Milano FinanzaL'Intelligenza Artificiale viene indicata come una tecnologia capace di produrre effetti moltiplicativi sulla produttività, non limitandosi all'automazione delle attività esistenti ma trasformando processi, prodotti e modelli organizzativi.Il principale limite italiano non è la disponibilità degli strumenti, ma la loro diffusione. Le grandi imprese possono investire in competenze e modelli avanzati, mentre le PMI rischiano di rimanere indietro per carenza di dati, capitale e capacità organizzativa.La corsa all'AI ha inoltre aumentato la concentrazione degli indici azionari statunitensi. Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla rappresentano circa il 32,5% della capitalizzazione dell'S&P 500.Gli investimenti miliardari in chip, data center e infrastrutture possono sostenere la crescita futura, ma ridurre temporaneamente il flusso di cassa disponibile. Per gli investitori diventa quindi essenziale distinguere tra narrativa tecnologica e reale capacità di generare ricavi, margini e cassa.Investimenti, crescita europea e competitività bancariaTestate: Il Sole 24 Ore / Il Foglio / Milano FinanzaGli investimenti sono la variabile centrale dell'autonomia strategica europea. L'Unione dispone di un'elevata quantità di risparmio privato, ma investe meno degli Stati Uniti in innovazione, energia, difesa, infrastrutture e tecnologie avanzate.Il modello europeo resta troppo dipendente dal credito bancario. Le imprese innovative e ad alta crescita necessitano invece di mercati azionari più profondi, capitale di rischio, private equity e venture capital.La Commissione europea riconosce inoltre la scarsa competitività del sistema bancario continentale, ancora frammentato lungo i confini nazionali e caratterizzato da barriere alle aggregazioni transfrontaliere.Una maggiore integrazione bancaria e finanziaria potrebbe ridurre i costi, aumentare gli investimenti tecnologici e trasformare una quota maggiore del risparmio europeo in capitale produttivo.Difesa, aerospazio e LeonardoTestate: Repubblica / Milano Finanza / Italia OggiL'aumento della spesa militare europea sostiene le prospettive della filiera industriale italiana. Leonardo accelera su elicotteri, droni, satelliti, elettronica, sistemi di difesa integrata e sul programma del nuovo caccia GCAP con Regno Unito e Giappone.Il gruppo ha acquisito nuovi contratti per circa 1 miliardo di euro, tra cui accordi con Arabia Saudita e Indonesia per elicotteri e aerei da combattimento.Il titolo Leonardo si colloca intorno a 52 euro, con una performance cumulata molto rilevante dall'inizio della guerra in Ucraina. La crescita della domanda apre opportunità, ma evidenzia anche limiti di capacità produttiva.La filiera deve affrontare carenza di personale qualificato, tempi di approvvigionamento e disponibilità di componenti. L'aumento degli ordini dovrà quindi tradursi in investimenti produttivi, formazione e occupazione specializzata.PNRR, partenariato pubblico-privato e infrastruttureTestate: Milano Finanza / Il Sole 24 OreLa conclusione del PNRR apre il problema della continuità degli investimenti. Imprese, strutture operative e progetti avviati grazie alle risorse europee rischiano di rimanere senza finanziamenti dopo la fine del Piano.Il partenariato pubblico-privato assume quindi un ruolo crescente. I contratti censiti raggiungono circa 28 miliardi di euro, coinvolgendo amministrazioni, banche, fondi infrastrutturali e operatori industriali.
Isabella Guanzini"Essere all'ascolto"Filosofi lungo l'Ogliowww.filosofilungologlio.itL'egemonia dello sguardo ha a lungo modellato il nostro modo di pensare, privilegiando immagini, visioni e trasparenze come metafore della conoscenza. Lunedì 27 luglio alle ore 21:00, a Seniga (BS), presso Palazzo Ferrante (Villa Zani), in via Umberto I n. 2, Isabella Guanzini terrà la lectio magistralis Essere all'ascolto, una riflessione sul primato dell'udito e dell'esperienza sonora nella formazione dell'umano, dove l'ascolto si rivela come forma originaria di apertura, ricezione e relazione con l'altro. In caso di maltempo l'incontro si terrà presso Oratorio di S. Apollonio, via Umberto I n. 2, Seniga (BS).La nostra cultura appare da tempo segnata dall'egemonia dello sguardo. Non è un caso che il linguaggio occidentale privilegi metafore visive: “avere un punto di vista”, “mettere a fuoco”, “vedere chiaro”, “illuminare un problema”, oppure parlare di una “visione del mondo”. Anche la conoscenza viene spesso descritta nei termini della luce e della visibilità, nel senso di un sapere che rischiara e rende trasparente la realtà. Eppure, la nostra esistenza è immersa in un incessante paesaggio sonoro: non ancora venuto al mondo, prima ancora di vedere, l'essere umano è raggiunto da voci, battiti, ritmi, tonalità e silenzi. La voce dell'altro precede l'immagine e lascia tracce profonde nell'inconscio e nella memoria corporea. Siamo fin dall'inizio esseri all'ascolto, con l'orecchio teso, abitanti ricettivi di un universo sonoro che ci precede, ci attraversa e ancora ci attende.È possibile considerare il nostro rapporto con il mondo dal punto di vista dell'ascolto? Ha senso iniziare ad accostare le cose a partire dal loro timbro, dalla loro voce, dal loro specifico “colore sonoro”? Interrogare questa gerarchia dei sensi, mostrando come l'ascolto costituisca una delle esperienze fondamentali della relazione con l'altro e con il mondo, significa pensare il nostro essere come capace non solo di visione, ma anche di accoglienza, risonanza ed esposizione. L'occhio infatti afferra, ma l'orecchio riceve. In un'epoca affollata di schermi e saturata da immagini, tornare all'ascolto significa forse recuperare una diversa forma di porosità e presenza al mondo, sensibile alle sue vibrazioni e al richiamo di altri sensi. Isabella GuanziniNata a Cremona, è filosofa e teologa. Laureata in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano, Guanzini ha conseguito il dottorato in Teologia presso la Research Platform Religion and Transformation in Contemporary Society dell'Università di Vienna e il dottorato in Studi umanistici presso il Dipartimento di Scienze storiche e religiose dell'Università Cattolica di Milano. Dal 2019 è professore ordinario di Teologia fondamentale all'Università di Linz (KU Linz) e docente di Storia della Filosofia presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano.Tra i suoi scritti: Lo spirito è un osso. Postmodernità, materialismo e teologia in Slavoj Zizek, Cittadella 2010; L'origine e l'inizio. Hans Urs von Balthasar e Massimo Cacciari, ETS 2012; Il giovane Hegel e Paolo. L'amore fra politica e messianismo, Vita e Pensiero 2013; Il neognosticismo. I semi teologici di Francesco, San Paolo Edizoni 2019; Desiderare, (con D. Galimberti), Cittadella 2022. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato: Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile (2017, nuova ed. 2025), tradotto in tedesco e in spagnolo, e Filosofia della gioia. Una cura per le malinconie del presente 2022. In uscita: Il segreto dell'altro, Vita e Pensiero 2026.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Anche in estate possono comparire naso che cola, starnuti e prurito, sintomi che spesso vengono scambiati per un semplice raffreddore, ma che possono nascondere una rinite allergica o essere favoriti da un uso scorretto dell'aria condizionata. Con il dottor Andrea Franzetti, primario di Otorinolaringoiatria all'Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, sfatiamo i falsi miti più comuni e scopriamo come distinguere le diverse cause dei disturbi nasali, come utilizzare correttamente il climatizzatore, perché i lavaggi nasali possono essere utili anche negli adulti e quali errori evitare con gli spray decongestionanti
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La rilevanza assunta negli ultimi anni dalla cosiddetta creator economy e la specificità dell’attività svolta dagli addetti ai lavori ha comportato una crescente attenzione anche agli aspetti fiscali e ai relativi controlli. Ne parliamo con Laura Ambrosi, commercialista, esperta per Il Sole 24 ORE. L'Inps ha rilasciato il 3 luglio un nuovo simulatore della contribuzione di artigiani e commercianti. Il servizio è ad accesso libero e anonimo, senza necessità di credenziali. Ce lo presenta Antonio Pone, diretotre centrale della Direzione Centrale Entrate INPS.
La Spagna conquista il secondo titolo mondiale della sua storia grazie a Ferran Torres, entrato dalla panchina e autore del gol decisivo al 106° minuto. Anche nel 2010 la finale era stata decisa ai tempi supplementari, dalla rete di Andrés Iniesta.Seguici su Facebook, X e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Quante volte si sente qualcuno dire «se verrei» o «se avevo»? È uno degli errori più diffusi nell'italiano parlato — e non lo fanno solo gli stranieri: molti italiani cadono nella stessa trappola. Dopo il SE in italiano ci vuole sempre il congiuntivo? Ho un trucchetto che può aiutarvi a fare chiarezza una volta per tutte. Trucco per Non Sbagliare il Congiuntivo Il Problema: Dove Va il Congiuntivo? Osserva queste tre frasi e prova a individuare quale è corretta: A) «Se avrei più soldi, viaggerei di più.» B) «Se avessi più soldi, viaggerei di più.» C) «Se avessi più soldi, viaggiassi di più.» La risposta corretta è la B. Ma perché le altre due sono sbagliate? La A è sbagliata perché dopo «se» non si usa mai il condizionale — in nessun caso, anche quando può sembrare logico. È uno degli errori più comuni in assoluto, ma in italiano corretto è assolutamente da evitare. La C è sbagliata perché usa il congiuntivo in entrambe le parti della frase: il secondo verbo non segue «se», quindi non deve essere al congiuntivo. Il problema di fondo è sempre lo stesso: non sapere dove mettere cosa. Ed è esattamente quello che questo articolo chiarisce. Il Secondo Periodo Ipotetico La frase «Se avessi più soldi, viaggerei di più» è un esempio di secondo periodo ipotetico: descrive una situazione ipotetica e poco probabile, ma non impossibile. Non si hanno molti soldi in questo momento, ma la situazione potrebbe cambiare in futuro. Questo tipo di frase segue una regola fissa, senza eccezioni: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Il problema è che molti conoscono questa regola a memoria, ma nel momento in cui devono applicarla arriva il dubbio: «Quale dei due va dopo 'se'? E quale va nell'altra parte?» Ed è qui che entra in gioco il trucco. Il Trucco: "SE Vuole SS" Il trucco è questo: "SE vuole SS". La parola «se» vuole sempre vicino a sé il verbo con la doppia S — cioè il congiuntivo imperfetto. La S di «se» richiama le due S del congiuntivo. È quasi un gioco di parole, ma funziona sempre. Ogni volta che si costruisce una frase ipotetica, basta seguire tre passi: Individuare il «se». Mettere subito dopo il verbo con la doppia S (congiuntivo imperfetto). Nell'altra parte della frase mettere il condizionale presente. Le Coniugazioni da Conoscere Il Congiuntivo Imperfetto Il congiuntivo imperfetto ha sempre la doppia S — con una sola eccezione, come si vedrà a breve. PersonaAMARELEGGERECAPIREioamassileggessicapissituamassileggessicapissilui/leiamasseleggessecapissenoiamassimoleggessimocapissimovoiamasteleggestecapisteloroamasseroleggesserocapissero Attenzione alla forma "voi": amaste, leggeste, capiste — non ha la doppia S. È l'unica eccezione alla regola. Quando si incontra una frase con «se» seguito da un verbo alla seconda persona plurale senza doppia S, si tratta comunque di congiuntivo imperfetto. I verbi irregolari più importanti da ricordare sono i seguenti: ESSERE → fossi, fosse, fossimo, fossero AVERE → avessi, avesse, avessimo, avessero FARE → facessi, facesse, facessimo, facessero STARE → stessi, stesse, stessimo, stessero VOLERE → volessi, volesse, volessimo, volessero. Vale la pena notare che tutti i verbi irregolari all'imperfetto indicativo mantengono la stessa radice irregolare anche al congiuntivo imperfetto: conoscere già l'imperfetto significa essere già a metà strada. Il Condizionale Presente PersonaPARLAREPRENDERESENTIREioparlereiprendereisentireituparlerestiprenderestisentirestilui/leiparlerebbeprenderebbesentirebbenoiparleremmoprenderemmosentiremmovoiparleresteprenderestesentiresteloroparlerebberoprenderebberosentirebbero Attenzione alla forma "noi": il condizionale presente vuole la doppia M — parleremmo. Il futuro invece ha una M sola: parleremo. Sembrano identici nel parlato veloce, ma nello scritto quella M in più cambia completamente il significato. Il Trucco in Azione: Esempi Pratici In ciascuno degli esempi seguenti, il «se» è sempre affiancato dal verbo con la doppia S — il congiuntivo imperfetto — mentre l'altra parte della frase porta il condizionale presente. «Se cambiassi città, troverei nuove opportunità di lavoro.» «Se non fossero così timidi, farebbero nuove amicizie facilmente.» «Se dessimo più attenzione ai dettagli, commetteremmo meno errori.» «Se tu traducessi questo testo, aiuteresti molte persone.» «Se non facesse così tardi, uscireste ancora un po'?» Il trucco funziona anche quando la frase è invertita — cioè quando il condizionale viene prima. Il congiuntivo rimane sempre vicino al «se», indipendentemente dall'ordine: «Mangereste meglio se sceglieste ingredienti più freschi.» «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» «Sarebbe tutto più semplice se le persone ascoltassero di più.» Gli Errori Più Comuni da Evitare Errore 1: Il Condizionale Dopo "Se" «Se avrei più tempo, studierei di più.» «Se avessi più tempo, studierei di più.» Dopo «se» il condizionale non si usa mai — anche quando sembra logico, anche quando lo si sente nell'italiano parlato informale. In italiano corretto è sempre sbagliato. Il trucco "SE vuole SS" è proprio il modo più efficace per non dimenticarlo. Errore 2: Il Congiuntivo in Entrambe le Parti della Frase «Se parlassi meglio l'italiano, trovassi più facilmente lavoro.» «Se parlassi meglio l'italiano, troveresti più facilmente lavoro.» Il congiuntivo appartiene esclusivamente alla parte della frase introdotta da «se». Nell'altra parte ci vuole sempre il condizionale presente. Errore 3: Confondere Secondo e Terzo Periodo Ipotetico Questo è un errore più sottile, ma importante. Considera queste due frasi: «Se studiassi di più, prenderesti voti migliori.» → secondo periodo ipotetico: la situazione è improbabile ma ancora possibile. «Se avessi studiato di più, avresti preso voti migliori.» → terzo periodo ipotetico: la situazione appartiene al passato e non può più cambiare. La differenza è fondamentale: nel secondo periodo ipotetico la situazione può ancora cambiare; nel terzo si parla di qualcosa di definitivamente passato. I tempi verbali cambiano di conseguenza: Secondo: congiuntivo imperfetto + condizionale presente Terzo: congiuntivo trapassato + condizionale passato Domande Frequenti Come Faccio a Ricordare Quale Tempo Va Dove? Con il trucco "SE vuole SS": la parola «se» vuole sempre accanto a sé il verbo con la doppia S, cioè il congiuntivo imperfetto. Nell'altra parte della frase va il condizionale presente. L'ordine delle due parti può variare, ma questa distribuzione rimane sempre invariata. Cosa Succede Se la Frase È Invertita? Il trucco funziona lo stesso. Anche quando il condizionale compare nella prima parte della frase, il congiuntivo rimane sempre vicino al «se». Per esempio: «Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente.» Qual È la Differenza tra Secondo e Terzo Periodo Ipotetico? Il secondo periodo ipotetico descrive una situazione improbabile ma ancora possibile nel presente o nel futuro, e usa congiuntivo imperfetto + condizionale presente. Il terzo periodo ipotetico si riferisce invece a una situazione passata e irreversibile, e usa congiuntivo trapassato + condizionale passato. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! Il trucco ti ha aiutato, ma vuoi capire davvero quando usarlo? L'articolo dedicato a quando usare e quando non usare il congiuntivo fa proprio al caso tuo. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Secondo Periodo Ipotetico", "description": "Quiz interattivo sul secondo periodo ipotetico in italiano: congiuntivo imperfetto e condizionale presente nelle frasi con 'se'.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale tempo verbale si usa dopo 'se' nel secondo periodo ipotetico?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il congiuntivo imperfetto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste frasi è corretta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se avessi più tempo, studierei di più." } }, { "@type": "Question", "name": "Nel secondo periodo ipotetico, dopo 'se' si può usare il condizionale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la forma corretta del congiuntivo imperfetto di 'essere' per 'loro'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "fossero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma è quella giusta: 'Se parlaste' o 'Se parlasste'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se parlaste" } }, { "@type": "Question", "name": "Nella frase 'Capirei tutto se il professore parlasse più lentamente', qual è il condizionale?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Capirei" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è la differenza tra 'parleremmo' e 'parleremo'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "parleremmo è condizionale presente, parleremo è futuro semplice" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale periodo ipotetico si usa per situazioni passate e irreversibili?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il terzo periodo ipotetico" } }, { "@type": "Question", "name": "Qual è il congiuntivo imperfetto di 'fare' per 'noi'? 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«Alla fine degli anni 80 dopo lo scandalo del metanolo che ha innescato la prima rivoluzione della qualità del vino italiano, l'Italia produceva circa 70 milioni di ettolitri e il consumo pro capite era superiore a 100 litri l'anno. Oggi produciamo in media 44 milioni di ettolitri, il consumo pro capite è sceso a 33-34 litri ma, intanto, il fatturato del vino italiano è passato dai 2 miliardi di allora agli oltre 16 di oggi. Ridurre produzione e consumi non è necessariamente un male. C'è ancora spazio per valorizzare il prodotto». Il presidente dell'Unione italiana vini Lamberto Frescobaldi, va dritto al punto: il vino italiano deve tagliare la produzione. I consumi mondiali sono strutturalmente in calo. Altri paesi prima di noi come Francia e Spagna (che già producevano meno dell'Italia) sono intervenuti in modo massiccio anche con campagne di estirpazione dei vigneti. Ma, soprattutto, sono due i dati che consigliano una riflessione produttiva: da un lato, le giacenze di vino invenduto hanno superato i 53,4 milioni di ettolitri (compresi i mosti), è come avere una vendemmia di riserva in cantina. E dall'altro, i prezzi dei vini a denominazione d'origine (non quindi quelli del vino sfuso e indifferenziato), a maggio 2026 rispetto a maggio 2025 hanno perso in media il 10%. Bisogna correre ai ripari. «A questo quadro va aggiunto prosegue Frescobaldi che rispetto a 40 anni fa quando a produrre vino erano Italia, Francia e poco altro, adesso c'è la California e l'Oregon negli Usa, la Nuova Zelanda, il Sudafrica, persino la Cina realizza vini gradevoli. Si è allargato, e di molto, il perimetro della competizione e dell'offerta. Ci dobbiamo adeguare. Non possiamo voltarci dall'altra parte».Il presidente Uiv, almeno per il momento, non invoca la rottamazione dei vigneti come avvenuto in Francia ma non nasconde le azioni che possono essere intraprese. «Il punto di partenza continua sono le nuove autorizzazioni all'impianto. Ogni anno si possono piantare nuovi vigneti per un 1% della superficie nazionale. Sono circa 6mila ettari l'anno. Queste autorizzazioni vanno bloccate. Anche temporaneamente ma vanno sospese. Inutile piantare nuove viti se i vini fanno fatica a essere venduti. E poi bisogna incidere sulle rese». Ai microfoni di Sebastiano Barisoni è intervenuto Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini.
«Soldi insufficienti». Il giudizio di Fim, Fiom e Uilm espresso al tavolo sull'auto convocato al ministero delle Imprese e del made in Italy è unanime. Va bene invece il pressing su Bruxelles per rivedere le regole: da quelle sulla transizione verso l'elettrico mantenendo le ibride vetture anche dopo il 2035 all'approvazione rapida della clausola "made in Europe" con l'Industrial acceleration act. Elementi che il ministro Adolfo Urso, da sempre contro il green deal, ritiene necessari e da realizzarsi nel 2026. Senza risorse, però, ribattono i sindacati, il confronto resta un «tavolo senza gambe». Anche perché, tra concorrenza cinese in crescita e pandemia, il mercato europeo ha perso 4,5 milioni di vetture dopo il 2019, secondo Emanuele Cappellano, capo dell'Europa allargata di Stellantis. Sull'argomento si è espressa anche l'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), nella persona del presidente Roberto Vassori: "Abbiamo apprezzato il Dpcm (automotive), abbiamo chiesto a gran voce che i decreti attuativi siano pronti domani, perché altrimenti ancora una volta lasciamo passare del tempo in maniera inutile". Vavassori ha aggiunto: "L'Europa in questo momento è lentissima, fa ancora estrema fatica a lavorare. Noi come industria europea stiamo morendo. La vicenda Volkswagen è solo la punta dell'iceberg". Ne abbiamo parlatop con Marco Stella, vice presidente di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e Presidente del Gruppo Componenti di ANFIA.Lo Stato di New York blocca la costruzione di nuovi data center per l AINegli Stati Uniti, New York sarà il primo Stato a imporre una moratoria sui nuovi data center di tipo hyperscale , strutture di grandi dimensioni usate dalle big tech e ora dalle società di AI, nel momento in cui le amministrazioni locali di tutto il Paese cercano di capire come regolamentare la proliferazione di queste strutture ad alto consumo energetico. La governatrice democratica dello Stato di New York, Kathy Hochul, ha firmato martedì un ordine esecutivo che vieta per un periodo fino a un anno la costruzione di questi nuovi data center che hanno un fabbisogno energetico pari o superiore a 50 megawatt, impianti che richiedono ingenti quantità di energia, acqua e suolo per le proprie infrastrutture. L Empire State diventa così il primo Stato americano a imporre un simile divieto. L iniziativa di Hochul giunge in un momento in cui i singoli stati e il governo federale cercano di mantenere la competitività nel campo dell intelligenza artificiale e di creare posti di lavoro per le comunità, garantendo al contempo che i data center non esauriscano le risorse naturali o le capacità della rete elettrica, né gravino eccessivamente sulle tasche dei consumatori. Quello che è stato deciso nello Stato di New York si inserisce in una battaglia più ampia contro la proliferazione di data center negli Stati Uniti. Battaglia che ha il volto di nomi noti. Lo scorso marzo il senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders e la deputata democratica di New York, Alexandria Ocasio-Cortez, quindi due figure di spicco dell opposizione americana di sinistra, hanno presentato, rispettivamente al Senato e alla Camera usa, l Artificial Intelligence (AI) Data Center Moratorium Act, un disegno di legge che mira a sospendere a livello nazionale la costruzione di nuovi data center fino a quando non saranno implementate adeguate misure di sicurezza. Ne parliamo con Luca Beltramino, Presidente di IDA - Italian Datacenter Association.
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Le statistiche non sono numeri freddi: contano solo se lette dentro l'identità e la cultura di gioco della tua squadra. In questa puntata, dedicata a chi allena e a chi dirige, ti mostro come trasformare i dati in uno strumento mentale.I 5 punti della puntata:I dati da soli valgono zero. Rimbalzi, palle rubate, percentuali: hanno senso solo se incastrati nella tua mentalità e nella tua identità di gioco.A ogni dato il suo significato emotivo. La difesa è sacrificio? Il recupero palla è gioia? Il tiro è concentrazione? Abbina ogni statistica a un'emozione e a un valore — e allena quello.Il vero lavoro dell'allenatore è trasferire la propria cultura. Non solo lo schema con la palla in mano, ma i valori del gioco, negli allenamenti e in partita.Lavora sulla discrepanza. Quando i dati dicono una cosa e la percezione della squadra ne dice un'altra, è lì che nasce il lavoro mentale. Non c'è giusto o sbagliato: c'è solo ciò che è utile al tuo obiettivo.Mental Lab. Lo strumento sperimentale che abbina i dati statistici alle caratteristiche mentali che vuoi vedere nella squadra — motivazione, ritmo, equilibrio, energia. Accesso gratuito su richiesta per allenatori e dirigenti.Mental Lab (sito sperimentale, richiedi l'accesso) → https://mental-lab.web.app/Mentalità è anche un'app, creata proprio da Gabriele per aiutare chiunqua voglia essere seguito, inziare un percorso o anche solo provare a capire qualcosa di più dell'aspetto mentale applicato allo sport e al basket. Chi volesse provarla può andare su: gabrielecolombo.coach e con il codice BACKDOOR, chi scarica l'app e lo inserisce ha un mese gratis di pacchetto Mentorship e il 40% di sconto sul rinnovo del mese successivo. Un ottimo modo per capire meglio il mondo dello sport e capirsi meglio per avere migliori performance, nell'attività sportiva e nella vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
Report: la Rai blocca le repliche - Anche il governo italiano negli USA al vertice sul "terrorismo rosso"
Rassegna stampa economico-finanziaria del 12 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.Economia italiana, produttività e politica industrialeTestate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / La StampaLa crescita italiana continua a mantenersi positiva, ma il vero limite dell'economia resta la produttività. Secondo il Corriere della Sera, il patrimonio privato delle famiglie rimane elevato, tuttavia la debole crescita della produttività continua a frenare salari, investimenti e sviluppo del PIL nel lungo periodo.Il Centro-Nord si conferma il principale motore della crescita economica nazionale, mentre il Mezzogiorno continua a mostrare criticità strutturali che limitano il proprio contributo allo sviluppo del Paese.Sul fronte europeo si rafforza la collaborazione industriale tra Italia e Francia, con l'obiettivo di costruire una politica industriale più autonoma nei settori strategici. La capacità manifatturiera italiana continua così a rappresentare uno dei principali punti di forza dell'economia nazionale.Banche, risparmio e mercati finanziariTestate: Repubblica / Il Sole 24 Ore / La StampaLe famiglie italiane stanno modificando la composizione del proprio patrimonio finanziario. Diminuisce la liquidità detenuta sui conti correnti, mentre cresce il peso degli investimenti azionari e degli strumenti finanziari, segnale di una maggiore propensione a investire il risparmio.Le banche italiane e spagnole guidano le performance delle Borse europee grazie a redditività elevata, solidità patrimoniale e tassi d'interesse ancora favorevoli. Il comparto bancario dell'Europa meridionale si conferma tra i più solidi dell'Eurozona.Monte dei Paschi ribadisce la volontà di mantenere la propria autonomia industriale. L'amministratore delegato Luigi Lovaglio esclude ipotesi di "spezzatino", confermando una strategia orientata alla crescita indipendente.Industria, infrastrutture e competitivitàTestate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / La StampaIl nuovo ciclo di investimenti europei nella difesa apre importanti opportunità per l'industria italiana. Cantieristica, aerospazio e manifattura specializzata si preparano a beneficiare dell'aumento della domanda europea.Ferrovie dello Stato inaugura una nuova fase manageriale con la selezione del futuro amministratore delegato di Trenitalia, passaggio ritenuto strategico per il piano industriale del gruppo.Le Regioni del Nord propongono un piano speciale dedicato al rafforzamento della competitività manifatturiera del Settentrione, con nuovi interventi destinati a sostenere investimenti, innovazione e sviluppo industriale.Tecnologia, ESG e trasformazione digitaleTestate: Corriere della Sera / Il Sole 24 OreLe Big Tech continuano a ridefinire il concetto di proprietà digitale. I grandi operatori tecnologici spostano sempre più il proprio modello di business verso ecosistemi integrati, servizi digitali e gestione dei dati.Anche l'ESG entra in una nuova fase evolutiva. Secondo il Sole 24 Ore, la sostenibilità viene sempre più valutata come fattore di competitività e creazione di valore, superando un approccio esclusivamente regolamentare.Il messaggio che emerge è chiaro: innovazione tecnologica e sostenibilità stanno diventando strumenti strategici per migliorare produttività, redditività e posizionamento competitivo delle imprese.Energia, geopolitica e commercio internazionaleTestate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il GiornaleLo Stretto di Hormuz continua a rappresentare il principale rischio macroeconomico globale. Eventuali interruzioni delle rotte energetiche potrebbero incidere su petrolio, inflazione, trasporti e costi industriali a livello internazionale.Rimane aperto il confronto sulla strategia statunitense nei confronti dell'Iran, mentre prosegue il dibattito europeo sull'aumento della spesa per la difesa e sul rafforzamento dell'industria militare continentale.Nonostante la volatilità geopolitica, le principali filiere energetiche mondiali continuano a funzionare regolarmente e, al momento, non emergono interruzioni strutturali degli approvvigionamenti.Mobilità, fisco e regolamentazioneTestate: Repubblica / La StampaIl Governo valuta un possibile rinvio della tassa sui mini-pacchi destinati al commercio elettronico internazionale, misura che potrebbe influenzare operatori logistici e piattaforme di e-commerce.Sul fronte della mobilità arriva il nuovo decreto sugli autovelox. Secondo La Stampa potrebbero essere disattivati circa 1.200 impianti, modificando in maniera significativa il sistema nazionale dei controlli stradali.Le novità regolamentari confermano come fisco, logistica e mobilità continueranno a rappresentare ambiti di particolare attenzione per imprese e cittadini.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che Washington concederà all'Ucraina la licenza per produrre i missili antiaerei Patriot, mentre nell'Ucraina orientale la situazione sul terreno resta difficile per Kiev. Con Davide Maria De Luca, giornalista, da SlovianskL'8 luglio la Corte d'assise di Latina ha condannato a sedici anni di carcere Antonello Lovato per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano morto nel giugno del 2024 dopo un grave incidente sul lavoro. Con Stefano Liberti, giornalistaOggi parliamo anche di:Film • L'hangar rosso di Juan Pablo SallatoCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ci sono sogni che non smettono di tornare. Anche quando li rimandiamo per anni, anche quando la vita chiede altro: un lavoro da tenere stretto, una famiglia da assistere, una casa da pagare, una città nuova in cui ricominciare.Viviana ha appena compiuto 40 anni e da sempre sogna di fare la fotoreporter. Per anni, però, quella passione è rimasta sullo sfondo. Ha studiato, lavorato come fotografa freelance, viaggiato quando poteva, poi ha messo tutto in pausa per restare accanto alla madre malata. Ha gestito un bed and breakfast a Palermo, si è trasferita a Torino, ha affrontato una separazione e imparato a non chiedere più soldi a nessuno.Oggi vive a Torino con Andrea, travel designer, e insieme hanno deciso di fare spazio a una domanda che non vogliono più rimandare: che cosa succederebbe se ci prendessimo un anno per vivere davvero come desideriamo?Il loro piano è lasciare la casa, partire per il Sud America e provare a costruire una vita più vicina a ciò che amano: viaggiare, raccontare storie, fotografare. Ma un anno sabbatico non è solo una partenza. È un progetto economico: bisogna capire quanto costa vivere in viaggio, quali spese restano anche mentre si è lontani, quanto serve tenere da parte per gli imprevisti e come affrontare i mesi in cui le entrate potrebbero non arrivare.Perché risparmiare per un sogno non significa soltanto rinunciare a qualche sfizio. Significa trasformare un desiderio in un piano: costruire un budget, definire un fondo di emergenza, capire quanto tempo manca alla partenza e scegliere come accantonare le risorse senza inseguire scorciatoie o rendimenti impossibili.Ad aiutarla a preparare questo salto c'è Elisa Severin, consulente di Alleanza Assicurazioni dell'Agenzia di Novafeltria.Questa è Money Clinic, il podcast di Rame in collaborazione con Alleanza Assicurazioni: storie vere di grandi cambiamenti, e le domande economiche che possono renderli più possibili.
Siamo nell'era della semplificazione, qualsiasi cosa può essere semplificata. Anche uno studio di meccanica quantistica, possiamo metterlo dentro una IA e farcelo raccontare come "ad un bambino"... insomma un'era eccezionale che però nasconde tanti tranelli, dobbiamo parlarne!
L'attore, regista e docente Fabio Motta racconta come una delle più antiche tradizioni teatrali italiane continui a evolversi e a parlare al pubblico contemporaneo nel volume Commedia dell'Arte: Contemporary Practitioners.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Quante volte hai scritto "buona fortuna!" in un messaggio e hai pensato: c'è qualcosa di più naturale? La risposta è sì, e ce ne sono tantissime! Gli italiani raramente usano "buona fortuna" nella vita quotidiana: suona quasi tradotta dall'inglese, un po' rigida, da dizionario. Chi parla la lingua tutti i giorni ha a disposizione un'intera tavolozza di espressioni: più calde, più vivaci, più sfumate. In questa guida trovi 23 alternative organizzate per tono e contesto, con esempi pratici e note grammaticali. Alla fine saprai esattamente quale augurio scegliere in ogni situazione. Smettila di Dire Sempre "Buona Fortuna" Le alternative italiane a "buona fortuna" sono divise in cinque categorie, in base al tono e alla situazione: informali, neutrali, motivazionali, poetiche e affettive. Per approfondire il tema degli auguri, puoi consultare la guida sulle differenze tra auguri, congratulazioni e complimenti. Categoria 1 — Informali e Comuni Queste espressioni si usano tra amici, colleghi e in famiglia. Sono il pane quotidiano della lingua italiana parlata: caldi, spontanei, immediati. 1. In Bocca al Lupo! La più famosa e la più italiana di tutte! Si usa prima di esami, colloqui di lavoro, audizioni, gare sportive… ogni volta che qualcuno sta per affrontare una prova importante. Ma attenzione: la risposta corretta non è "Grazie", ma "Crepi!" (dal verbo crepare, cioè "morire"). Rispondere "grazie" è considerato porta sfortuna dai superstiziosi! Esempio: "Domani ho l'esame di matematica. In bocca al lupo! — Crepi!" Per approfondire l'origine di questa espressione, puoi consultare la guida completa sull'espressione "in bocca al lupo". 2. Spacca Tutto! Espressione giovanile ed energica. Perfetta prima di una performance, di una sfida o di un evento in cui bisogna dare il massimo. Letteralmente significa "rompi tutto", ma il senso è: "dai il meglio di te, sii inarrestabile!". Esempio: "Domani hai il concerto? Spacca tutto!" 3. Dacci Dentro! Invita a impegnarsi al massimo. Ha un tono di entusiasmo e grinta, quasi da allenatore sportivo. Contiene la particella ci (pronome combinato con l'imperativo) e la puoi usare tanto tra amici quanto sul lavoro tra colleghi giovani. Per approfondire, guarda anche la guida sulla particella CI. Esempio: "Manca solo l'ultimo esame prima della laurea. Dacci dentro!" 4. Vai Tranquillo/a! Trasmette fiducia e serenità. È come dire "non preoccuparti, ce la fai". Nota grammaticale: l'aggettivo tranquillo/a si accorda con il genere della persona a cui parli. A un uomo dirai "vai tranquillo!", a una donna "vai tranquilla!". Esempio: "Ti sei preparata benissimo per il colloquio. Vai tranquilla!" 5. Forza! Breve, diretto, potente. Si usa per incoraggiare qualcuno prima di qualcosa di duro. Un solo "forza!", detto con lo sguardo giusto, vale mille frasi. Esempio: "È l'ultima salita. Forza!" 6. Tutto Liscio! Per augurare che non ci siano intoppi. Perfetto per viaggi, traslochi, eventi organizzativi. L'aggettivo liscio significa "senza problemi", "senza ostacoli". Esempio: "Parto per il viaggio domani mattina." "Tutto liscio!" Categoria 2 — Più Neutrali Queste espressioni funzionano in quasi tutti i contesti: dal messaggio a un amico all'email a un collega, dalla conversazione informale al biglietto d'auguri. Sono la scelta sicura quando non conosci bene la persona o quando il contesto è misto. 7. Ti Auguro il Meglio Si usa soprattutto per i grandi cambiamenti di vita: un nuovo lavoro, un trasferimento, una svolta importante. Ha un tono sincero e caldo, ma non troppo confidenziale. Nella forma di cortesia (rivolta al "Lei") diventa: "Le auguro il meglio". Esempio: "Ho saputo che ti trasferisci all'estero: ti auguro il meglio!" 8. Tanti Auguri Attenzione: non solo per i compleanni! Può accompagnare qualsiasi momento felice o di svolta: matrimoni, lauree, promozioni, un nuovo inizio, un progetto importante. È un jolly universale. Esempio: "Ho saputo che ti sposi! Tanti auguri!" 9. Spero Vada Tutto Bene Non stai solo augurando qualcosa, stai dicendo che ci tieni. Adatto anche per lo scritto. Nota grammaticale: "vada" è il congiuntivo presente del verbo andare, obbligatorio dopo "spero che". Esempio: "So che oggi è una giornata importante per te: spero vada tutto bene." 10. Ti Faccio i Miei Auguri Leggermente più formale, adatto a comunicazioni scritte o contesti semi-ufficiali. Nella forma di cortesia diventa: "Le faccio i miei auguri". Esempio: "Per il tuo nuovo incarico ti faccio i miei auguri, sono certa che farai un ottimo lavoro." 11. Buona Continuazione! Si usa quando qualcuno sta già facendo qualcosa (un lavoro, un viaggio, un progetto) e tu gli auguri di andare avanti bene. È un'espressione tipicamente italiana che gli stranieri non usano abbastanza! Puoi sentirla anche al ristorante, quando il cameriere si allontana dopo aver servito. Esempio: "Vedo che stai lavorando bene al progetto. Buona continuazione!" Categoria 3 — Motivazionali Queste espressioni servono a trasmettere fiducia a chi sta affrontando una sfida. Non augurano solo che vada bene: dicono chiaramente "credo in te". 12. Ce la Farai! Una dichiarazione di fiducia piena nell'altro. Nota grammaticale: "farai" è il futuro semplice del verbo fare, usato qui per dare all'espressione un valore quasi profetico: "sono sicuro che ci riuscirai". Esempio: "So che sei stanca, ma manca poco: ce la farai!" 13. Andrà alla Grande! Perfetta quando si vuole essere entusiasti insieme all'altra persona. È il classico augurio ottimista: non solo "andrà bene", ma "andrà alla GRANDE!". Esempio: "Domani apre il tuo negozio! Andrà alla grande!" 14. Hai Tutte le Carte in Regola Significa: "hai tutto ciò che serve". Si usa per dire a qualcuno che è preparato, qualificato, pronto — per esempio prima di colloqui di lavoro o esami importanti. È una metafora presa dal gioco delle carte: chi ha le carte in regola, ha buone possibilità di vincere. Esempio: "Non essere nervoso per il colloquio: hai tutte le carte in regola." 15. Fidati di Te Stesso/a! Non è tanto un augurio quanto un consiglio affettuoso: "smettila di dubitare, credi in te". Nota grammaticale: fidarsi è un verbo riflessivo, e si costruisce con la preposizione di. Anche "te stesso" si accorda in genere: a una donna dirai "te stessa!". Esempio: "Sai fare questa cosa meglio di chiunque altro: fidati di te stessa!" Categoria 4 — Speciali e Poetiche Queste espressioni hanno un tono letterario o solenne, e a volte anche un pizzico di ironia. Perfette per messaggi scritti, dediche, momenti importanti o semplicemente quando vuoi dire qualcosa di diverso dal solito. 16. Che la Fortuna ti Sorrida Si usa in contesti scritti, discorsi, messaggi formali con un tocco letterario. Nota grammaticale: "sorrida" è il congiuntivo presente del verbo sorridere, usato per esprimere un desiderio. È la costruzione "che + congiuntivo", tipica degli auguri. Esempio: "In questo nuovo capitolo della tua vita, che la fortuna ti sorrida." 17. Che il Cielo ti Aiuti Un tempo espressione solenne, oggi usata anche in chiave ironica o scherzosa, quando la situazione sembra davvero difficile. Anche qui la costruzione è "che + congiuntivo" (aiuti è il congiuntivo presente di aiutare). Esempio (ironico): "Domani devo affrontare tutta la mia famiglia riunita per Natale. — Che il cielo ti aiuti!" 18. Vai e Conquista! Tipico del registro epico-ironico tra amici. Lo si dice spesso con un gesto della mano, quasi da imperatore romano che manda in battaglia il suo esercito! Esempio: "Hai il colloquio finale con il capo? Vai e conquista!" 19. Non ci Pensare e Vai! Per i perfezionisti e gli ansiosi. È al tempo stesso un augurio e un consiglio pratico: smettila di rimuginare, agisci e basta! Nota che "ci pensare" nasconde la particella CI, che sostituisce "a quella cosa" (pensare A qualcosa → CI pensare). Esempio: "Stai troppo rimuginando sul discorso di domani. Non ci pensare e vai!" Categoria 5 — Affettive e Personali Queste espressioni vanno oltre l'augurio: dicono all'altra persona che non è sola, che le vuoi bene, che ci sei. Si usano nei momenti che contano davvero, con le persone che contano davvero. 20. Vada Come Vada, ti Voglio Bene Un'espressione bellissima. Dice: il risultato non è ciò che conta di più, sei tu. Nota grammaticale: "vada" è di nuovo il congiuntivo presente di andare. La struttura "vada come vada" significa "qualunque cosa succeda". Esempio: "Domani ci sarà il verdetto: vada come vada, ti voglio bene." 21. Sono con Te Non è tanto un augurio quanto una dichiarazione di solidarietà. Dice che non sei solo/a, qualunque cosa accada. Semplice, brevissima, ma dice tantissimo. Esempio: "So che sarà una giornata difficile. Sono con te." 22. Ti Penso! Non augura nulla di specifico. Si usa spesso in accompagnamento ad altri auguri, oppure da solo, come promemoria affettivo prima di un momento importante. Esempio: "In bocca al lupo per l'esame, ti penso!" 23. Fai del Tuo Meglio! Toglie pressione sul risultato e la sposta sul processo. È un augurio realistico e gentile: non ti chiedo di vincere, ti chiedo solo di dare tutto quello che hai. Esempio: "Non importa se non arrivi primo: fai del tuo meglio e sarà già una vittoria." Tabella Riassuntiva delle 23 Espressioni Ecco un riepilogo di tutte le 23 espressioni, divise per categoria, con il tono e la situazione tipica in cui usarle. EspressioneCategoriaQuando usarlaIn bocca al lupo!InformaleEsami, colloqui, gareSpacca tutto!InformalePerformance, sfide (tra giovani)Dacci dentro!InformaleMomenti di massimo impegnoVai tranquillo/a!InformaleQuando l'altro è nervosoForza!...
La Norvegia ha sorpreso il Brasile, cinque volte campione del mondo, conquistando un posto nei quarti di finale della Coppa del Mondo. Anche il Messico, una delle squadre ospitanti del torneo, è stato eliminato dopo la sconfitta per 3-2 contro l'Inghilterra davanti al caldo pubblico di casa.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
La pronuncia è spesso l'aspetto più trascurato nello studio dell'italiano — eppure è la prima cosa che un madrelingua nota. Esistono errori legati a caratteristiche dell'italiano che non esistono in molte altre lingue: quasi tutti gli studenti li commettono, ma una volta riconosciuti è possibile correggerli. Non Commettere Questi Errori di Pronuncia in Italiano Errore 1: L'Accento Sbagliato nella Terza Persona Plurale In italiano, l'accento tonico — cioè la sillaba su cui cade il "peso" della parola — cade di norma sulla penultima sillaba. Esiste però una grande eccezione: le terze persone plurali dei verbi, cioè le forme con "loro". Molti studenti, seguendo la regola della penultima sillaba, pronunciano: «loro scrivono» con accento su -vo- → scri-VO-no «loro leggono» con accento su -go- → leg-GO-no La pronuncia corretta è invece: «loro SCRIvono» → accento sulla terzultima sillaba «loro LEGgono» → accento sulla terzultima sillaba La regola: nelle terze persone plurali, l'accento non cade mai sulla penultima sillaba, ma sempre sulla terzultima — o anche prima. Il Trucco: Pensa alla Prima Persona Singolare L'accento nella terza persona plurale cade esattamente nella stessa posizione della prima persona singolare (io): «io SCRIvo» → «loro SCRIvono» «io LEGgo» → «loro LEGgono» «io DORmo» → «loro DORmono» «io PARlo» → «loro PARlano» Esistono anche verbi in cui l'accento alla prima persona singolare cade sulla terzultima sillaba o ancora prima. In questi casi il plurale segue la stessa posizione: «io Àbito» → «loro Àbitano» — non «a-bi-TA-no» «io co-MÙ-ni-co» → «loro co-MÙ-ni-ca-no» — non «co-mu-ni-CA-no» «io DÌ-men-ti-co» → «loro DÌ-men-ti-ca-no» — non «di-men-ti-CA-no» Poiché in italiano non si scrive l'accento grafico su queste parole, non esiste una regola visiva di supporto. L'unico modo per interiorizzare questi accenti è ascoltare tanto italiano e abituare l'orecchio nel tempo. Errore 2: La Lettera Z — Due Suoni in una Sola Lettera La lettera Z è la più imprevedibile dell'alfabeto italiano: può avere due suoni completamente diversi. Z "dura": è la combinazione TS pronunciata in modo fuso, rapidamente — come se T e S diventassero un suono unico. Le corde vocali non vibrano. Z "morbida": è la combinazione DZ pronunciata in modo fuso. Qui le corde vocali vibrano. Per distinguerle, si può appoggiare la mano alla gola: con la Z "morbida" si sente una vibrazione, con la Z "dura" no. È la stessa differenza che esiste tra F (nessuna vibrazione) e V (vibrazione). Esempi con la Z "Dura" (TS fusi) «pizza» → pi-TZa «stazione» → sta-TZIO-ne «grazie» → GRA-tzie «silenzio» → si-LEN-tzio «pazienza» → pa-TZIEN-tza Esempi con la Z "Morbida" (DZ fusi) «zaino» → DZai-no «zero» → DZe-ro «mezzo» → MED-dzo «realizzare» → rea-li-DZZA-re «zona» → DZO-na Regole Utili per Orientarsi Quando la Z è all'inizio di parola, nella maggior parte dei casi è Z "morbida": «zero, zona, zaino, zucchero, zio». Il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura": «situazione, conversazione, attenzione, nazione». La sequenza Z + I + vocale vuole la Z "dura": «grazie, pulizia, agenzia, silenzio, anziano». Il suffisso -izzare e tutte le sue forme coniugate vogliono la Z "morbida": «realizzare → io realizzo, lui realizza, loro realizzano» — Z "morbida" in tutte le forme. Eccezione importante: la parola «azienda» sembra seguire la regola della sequenza Z+I+vocale — e quindi dovrebbe avere la Z "dura". Invece no: azienda ha la Z "morbida" → a-DZIEN-da. È un'eccezione da memorizzare a parte. Curiosità: moltissimi stranieri pronunciano «pizza» con la Z "morbida", come «pi-DDZA». La pronuncia corretta è invece «pi-TTZA», con la Z "dura". Anche la parola più famosa d'Italia viene pronunciata male nel mondo intero. Errore 3: Le Lettere che Si Scrivono ma Non Si Pronunciano Uno degli aspetti più insidiosi dell'italiano è la presenza di lettere che si scrivono ma sono completamente mute. Molti studenti le pronunciano perché le vedono scritte — ma si tratta di un errore. I Gruppi CIA/CIO/CIU e GIA/GIO/GIU Nei gruppi CIA, CIO, CIU e GIA, GIO, GIU, la I non si pronuncia. La sua unica funzione è segnalare che la C o la G si pronunciano con suono morbido — come la CH di «cheese» o la J di «jump» in inglese. La I è solo un segnale visivo. «ciao» → si pronuncia CHAO — la I non si sente «cioccolato» → CIOC-co-la-to, con suono morbido CH — I muta «giacca» → JAC-ca — I muta «gioco» → JO-co — I muta «Giovanni» → Jo-VAN-ni — I muta Il Gruppo SCIA/SCIO/SCIU Stesso discorso per SCIA, SCIO, SCIU: la I è muta e serve solo a far pronunciare SC con il suono SH — come «she» o «shower» in inglese. «sciarpa» → SHAR-pa — la I non si pronuncia «sciocco» → SHOC-co — I muta «asciugare» → a-SHU-ga-re — I muta Le I "Storiche" — il Caso Più Insidioso In alcune parole la I si scrive per ragioni storiche: nella parola latina originale si pronunciava, ma in italiano moderno è completamente muta. Non esiste una regola visiva di supporto — bisogna semplicemente saperlo. «scienza» → si pronuncia SHÈN-tza, non SHIÈN-tza — la I non si sente «coscienza» → co-SHÈN-tza — I muta «società» → so-che-TÀ — I muta «igiene» → i-JÈ-ne — I muta «specie» → SPÈ-che — I muta Curiosità: la parola «conoscenza» non ha nessuna I, eppure si pronuncia esattamente come la parte finale di «coscienza». Questo dimostra che quella I in «coscienza» è inutile dal punto di vista della pronuncia — esiste solo per ragioni storiche. Un Caso Speciale: i Plurali in -CIE e -GIE Il plurale di «camicia» è «camicie» — con la I. Quello di «valigia» è «valigie» — ancora con la I. Questa I si pronuncia? No, è muta anche qui. Ma allora perché si scrive? Per una regola ortografica precisa: si scrive la I se la sillaba precedente finisce per vocale. «va-LI-gia» → la sillaba -li- finisce per vocale → plurale: «va-LI-gie» (I scritta, ma muta) «ca-MI-cia» → la sillaba -mi- finisce per vocale → plurale: «ca-MI-cie» (I scritta, ma muta) «a-RAN-cia» → la sillaba -ran- finisce per consonante → plurale: «a-RAN-ce» (senza I) «TOR-cia» → la sillaba -tor- finisce per consonante → plurale: «TOR-ce» (senza I) Questa regola riguarda solo la scrittura, non la pronuncia — ma è utile anche per evitare errori ortografici. Errore 4: I Gruppi GL e GN — Suoni che Non Esistono in Molte Lingue Il Gruppo "GLI" Il gruppo GLI non si pronuncia come G + L + I separatamente: è un unico suono prodotto con la lingua premuta contro il palato. A seconda della propria lingua madre, si può avvicinare a questo suono in modi diversi: Spagnolo castigliano: simile alla LL di «llegar» o «llamar» Portoghese: simile alla LH di «filho» Inglese: il suono centrale di «million» — quel «ly» nel mezzo è molto vicino al GLI italiano Esempi pratici: «figlio» → fi-LYO (lingua sul palato) «famiglia» → fa-MI-lya «aglio» → A-lyo «voglio» → VO-lyo «meglio» → ME-lyo Errore comune: molti pronunciano «figlio» separando le lettere — «fig-lio», con G e L distinte. Il suono deve essere invece unico e fluido. Il Gruppo "GN" Anche GN è un suono unico. Per avvicinarsi a questo suono a partire da diverse lingue: Spagnolo: identico alla Ñ di «mañana» Francese: come la GN di «champagne» Inglese: il suono «ny» nel mezzo di «canyon» Esempi pratici: «gnocchi» → NYOc-chi «bagno» → BA-nyo «signore» → si-NYO-re «cognome» → co-NYO-me «montagna» → mon-TA-nya GN è sempre un suono solo — mai G + N separati. Errore 5: Le Consonanti Doppie In molte lingue, come l'inglese, le lettere doppie si scrivono ma non cambiano il suono. In italiano invece la doppia allunga fisicamente il suono della consonante — e questo non è solo una questione fonetica: la doppia può cambiare completamente il significato della parola. SingolaSignificatoDoppiaSignificatonononumero ordinale 9°nonnopadre del proprio padrepenatristezza, dolorepennastrumento per scriveresetevoglia di beresetteil numero 7caroamato, o costosocarroveicolo trainato da animalicapelloun singolo pelo della testacappellocopricapo La doppia si pronuncia semplicemente allungando il suono della consonante — come se ci fosse una piccola pressione su quella consonante prima di continuare: «pena» → N normale | «penna» → N allungata: pen...na «sete» → T normale | «sette» → T allungata: set...te «caro» → R normale | «carro» → R allungata: car...ro Nota: quando gli italiani parlano velocemente, le doppie si sentono meno. Questo può rendere difficile riconoscerle all'ascolto. Nel parlare, però, è sempre meglio pronunciarle con chiarezza: un madrelingua preferirà sentirle leggermente esagerate piuttosto che non sentirle affatto. Domande Frequenti Come Faccio a Sapere Dove Cade l'Accento nella Terza Persona Plurale? Il modo più efficace è pensare alla prima persona singolare (io): l'accento cade nella stessa posizione. Per esempio, se si sa che si dice «io PARlo», si può dedurre che la forma corretta è «loro PARlano» e non «loro parLAno». Per i verbi meno comuni, l'unica strategia affidabile è ascoltare tanto italiano parlato. Esiste una Regola per Distinguere la Z "Dura" dalla Z "Morbida"? Sì, esistono alcune indicazioni utili: la Z all'inizio di parola è quasi sempre "morbida"; il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura"; la sequenza Z+I+vocale vuole la Z "dura"; il suffisso -izzare e tutte le sue forme vogliono la Z "morbida". Fanno eccezione alcune parole come «azienda», che va memorizzata a parte. Perché Alcune I Si Scrivono ma Non Si Pronunciano? Per due motivi diversi. In alcuni casi — come in «ciao» o «gioco» — la I serve come segnale visivo per indicare che la C o la G si pronunciano con suono morbido....
Dopo un conteggio dei voti e una revisione delle schede contestate durati 22 giorni, l'Ufficio nazionale per i processi elettorali del Perù ha proclamato Keiko Fujimori vincitrice delle elezioni presidenziali del 7 giugno. Con Elena Basso, giornalista, da Buenos Aires Il 1 luglio la Fraternità sacerdotale San Pio X, anche nota come comunità dei lefevriani, ha consacrato quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio, di fatto rompendo con il Vaticano. Con Stefania Mascetti, editor di Europa di InternazionaleOggi parliamo anche di:Film • Love letters di Alice DouardCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti