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Nel The Essential di venerdì 12 giugno, Chiara Piotto parla di: 00:00 la quotazione in borsa di Space X che renderà milionari centinaia di dipendenti; 03:51 l'innalzamento dei tassi di interesse da parte della BCE e cosa cambia per i mutui; 07:31 la raccolta firme per estendere la PMA in Italia anche a donne single e coppie di donne https://pmapertutte.it/ Abbiamo aperto le iscrizioni per la nuova edizione della New Media Academy, la scuola di Podcasting, Storie per i New Media e Digital Journalism di Chora e Will: scopri tutti i corsi e le modalità di iscrizione su https://newmediacademy.com/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Fakhri Abu Diab vive in una casa mobile piantata sulle macerie della sua casa, demolita dalle autorità israeliane nel febbraio 2024 ad al-Bustan, Gerusalemme est. Anche la casa mobile ha già l'ordine di rimozione. «Cercano di cancellare i miei ricordi, la mia infanzia, la mia storia», dice all'Associated Press, che il 10 giugno ha documentato la macchina amministrativa dell'espulsione: oltre 260 strutture palestinesi demolite nel 2025, il 70% in più di tre anni prima, e già 116 nel 2026, secondo l'organizzazione israeliana Ir Amim. «Israele può decidere: sì, questo quartiere vogliamo cancellarlo. Nessuno ci fermerà», dice ad AP il suo ricercatore Aviv Tatarsky. L'anno scorso sono stati approvati quasi 9.000 permessi edilizi per i residenti ebrei di Gerusalemme e meno di 700 per i palestinesi, che sono il 40% della città (dati Bimkom). Chi costruisce senza permesso, perché il permesso gli è negato, riceve il bulldozer. A marzo, registra B'Tselem, il quartiere di Batan al-Hawah ha contato il numero più alto di sfratti da decenni: 15 famiglie fuori, i coloni dentro. La magistratura israeliana risponde per iscritto che i tribunali decidono "nel merito di ogni singolo caso". I numeri sopra dicono come finisce il merito. E intanto a Bengasi resta annullata senza preavviso l'udienza per i dieci del Land Convoy, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: all'avvocato le autorità libiche hanno indicato un indirizzo sbagliato del luogo di detenzione, denuncia la portavoce Maria Elena Delia, e Amnesty International il 10 giugno ne ha chiesto la liberazione. Ad AP il direttore dell'organizzazione di coloni Ateret Cohanim, Daniel Luria, consegna la frase che chiude ogni pratica: «Non ci sarà mai uno Stato palestinese». #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
L'ingegnera Valentina Carboni racconta il ruolo delle donne nelle professioni tecniche, l'impatto dell'intelligenza artificiale e l'importanza della formazione multidisciplinare per costruire un futuro inclusivo e innovativo. Nel mondo delle professioni tecniche, il tema dell'inclusione continua a essere centrale. Durante un'intervista ai microfoni di Unica Radio, Valentina Carboni, presidente di AIDIA Sardegna, ha affrontato il tema del ruolo delle donne nell'ingegneria, raccontando sfide, opportunità e trasformazioni che stanno cambiando il settore. L'ingegnera ha condiviso la propria esperienza personale e professionale, soffermandosi anche sull'impatto dell'intelligenza artificiale e sull'importanza della multidisciplinarità nella formazione delle nuove generazioni. Valentina Carboni e il ruolo delle donne nell'ingegneria Secondo Valentina Carboni, le professioni tecniche restano ancora oggi ambienti storicamente maschili. Negli ultimi anni, però, il numero di donne che scelgono percorsi di studio in ingegneria e architettura è cresciuto in modo significativo. Il problema principale emerge nel mondo del lavoro. Sempre più professioniste entrano nel settore, ma poche riescono a raggiungere ruoli dirigenziali o posizioni di potere. Carboni ha sottolineato anche il tema del divario salariale, ancora molto presente nelle professioni tecniche italiane. L'associazione AIDIA, acronimo di Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, nasce proprio con l'obiettivo di valorizzare le competenze femminili nel settore tecnico-scientifico. Attraverso incontri, formazione e collaborazioni con università e ordini professionali, l'associazione promuove una maggiore partecipazione femminile nelle discipline STEM. Per approfondire le attività dell'associazione è possibile visitare il sito ufficiale di AIDIA. Intelligenza artificiale e trasformazione del lavoro tecnico Uno dei temi centrali affrontati durante l'intervista riguarda l'evoluzione tecnologica. Per Valentina Carboni, l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo dell'ingegneria e dell'architettura. La digitalizzazione ha cambiato radicalmente i tempi e i metodi di lavoro. Processi che in passato richiedevano giorni oggi possono essere completati in poche ore grazie ai nuovi strumenti digitali. L'ingegnera ha evidenziato come l'informatica e l'automazione rappresentino oggi i settori più dinamici. Anche la pubblica amministrazione e gli studi professionali stanno vivendo una trasformazione profonda, sempre più legata alla gestione digitale dei progetti e dei servizi. Per comprendere meglio le opportunità offerte dall'innovazione digitale nelle professioni tecniche si possono consultare i contenuti pubblicati da Consiglio Nazionale degli Ingegneri. L'evento di Nuoro dedicato a Jane Jacobs Nel corso dell'intervista, Valentina Carboni ha raccontato anche l'esperienza della “Jane's Walk” organizzata a Nuoro il 16 maggio. Si tratta di una passeggiata partecipativa ispirata alla figura di Jane Jacobs, attivista e studiosa statunitense che ha rivoluzionato il modo di osservare e vivere gli spazi urbani. L'iniziativa ha coinvolto anche gli studenti del corso di laurea triennale in Programmazione, gestione e promozione turistica degli itinerari della cultura e dell'ambiente dell'Università di Nuoro. Attraverso un percorso urbano dedicato a Grazia Deledda, gli studenti hanno analizzato la città con uno sguardo diverso, più attento alle dinamiche sociali e urbanistiche. Valentina Carboni e la pianificazione di genere Tra i progetti che più hanno segnato il suo percorso professionale, Valentina Carboni ha citato la pianificazione di genere. Si tratta di un approccio urbanistico che mette al centro le esigenze delle persone. Non solo donne, ma anche lavoratori, immigrati e cittadini con disabilità. L'obiettivo è progettare città e spazi più inclusivi, sicuri e accessibili. Un modello che unisce ingegneria, architettura e attenzione sociale. Per Carboni, il futuro delle professioni tecniche passa proprio dalla capacità di osservare la società con sensibilità diverse e competenze multidisciplinari. Il consiglio alle future ingegnere Nel finale dell'intervista, Valentina Carboni ha lasciato un messaggio rivolto alle studentesse che desiderano intraprendere una carriera tecnica. Il consiglio principale è coltivare la curiosità e non fermarsi davanti alle difficoltà. Secondo l'ingegnera, il mondo del lavoro richiede aggiornamento continuo, apertura mentale e capacità di confrontarsi con discipline differenti. Carboni ha raccontato di non aver mai smesso di studiare, continuando ancora oggi il proprio percorso formativo attraverso master e specializzazioni. Per lei, la multidisciplinarità rappresenta uno degli strumenti più importanti per affrontare il futuro e costruire nuove opportunità professionali.
Greta Privitera racconta la ripresa dei combattimenti fra Stati Uniti e Repubblica islamica, anche se Trump ha parlato di «accordo fatto» con il regime degli ayatollah. Giovanni Bianconi spiega l'indagine sulle pressioni nei confronti della Corte dei Conti per la concessione delle autorizzazioni alla costruzione. Enea Conti ricostruisce la vicenda dell'omicidio della 78enne Pierina Paganelli, per la quale l'imputato è stato dichiarato non colpevole.L'altra guerra del Golfo: Iran contro Amazon. Anche il «cloud» diventa un campo di battagliaPonte sullo Stretto, l'ex magistrato Miele dopo la bocciatura del progetto: «Ai miei amici del governo non saprei come parlarne. I miei colleghi? Deficienti»Perché Louis Dassilva è stato assolto in primo grado per l'omicidio di Pierina Paganelli. Scarcerato nella notte
La metà degli edifici scolastici italiani ha mezzo secolo di vita. Come c’era da attendersi, il PNRR da solo non poteva colmare una simile lacuna. Anche per questo il dibattito stagionale sull’eccessiva durata delle vacanze estive, che accresce in alcuni casi i divari di apprendimento, rischia di impantanarsi nell’oggettivo deficit strutturale delle nostre vecchie scuole.Ne parliamo con Adriana Bizzarri, coordinatrice scuola di Cittadinanzattiva, e Barbara Romano, ricercatrice senior della Fondazione Agnelli.
Trump torna a parlare di brogli, ma torna anche Epstein
Francesca Nodari"Filosofi lungo l'Oglio"www.filosofilungologlio.itASCOLTARE32 incontri in 24 comuni italianitra Brescia, Bergamo e CremonaScopri tutto il programma sul sito del festival.Partita con successo la XXI edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio, Kermesse culturale diretta dalla professoressa e filosofa levinasiana Francesca Nodari, che anche quest'anno porterà lungo il fiume Oglio filosofi, studiosi e intellettuali di rilievo nazionale e internazionale, protagonisti di incontri, conferenze e dibattiti. Dopo l'inaugurazione di giovedì 4 giugno con la lezione, davvero magistrale, del Prof. Zagrebelsky il Festival prosegue fino a martedì 28 luglio proponendo 32 appuntamenti in 24 municipalità tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona: un'agorà itinerante per esplorare insieme la profondità dell'Ascoltare.Mercoledì 10 giugno alle ore 21 sarà la volta di Enzo Bianchi, che è atteso a Gardone Val Trompia (BS), nel cortile di Villa Mutti Bernardelli in via XX Settembre 31 per la sua lectio: Ascolto, dunque, sono. Fondatore della Comunità Monastica di Bose, di cui è stato Priore fino al 25 gennaio 2017, ha dato vita alla Casa della Madia, inaugurata il 9 settembre 2023, fraternità monastica di cui oggi è autorevole membro. Enzo Bianchi è una delle voci monastiche più autorevoli e ascoltate della contemporaneità, autore di una sterminata bibliografia e autorevole membro del Comitato scientifico del Festival Filosofi lungo l'Oglio.La settimana si concluderà venerdì 17 giugno alle ore 21 con la lectio di Marco Bartoli, Francesco d'Assisi: l'arte dell'incontro, che si terrà a Orzinuovi (BS) nella Chiesa di S. Maria Assunta, in piazza Vittorio Emanuele II. Professore di Storia medievale e di Storia del Francescanesimo presso l'Università LUMSA, è considerato uno dei massimi studiosi del pensiero, del messaggio e della storia di San Francesco, di cui quest'anno ricorre l'ottavo centenario del Transito (1226/2026). Bartoli illustrerà al pubblico come gli incontri vissuti da Francesco d'Assisi abbiano trasformato la sua umanità, delineando una vera “antropologia dell'incontro”.Lunedì 15 giugno alle ore 21 lo studioso di mistica speculativa Marco Vannini discuterà di: “Dum quietum silentium…”: Ascoltare la Parola nel silenzio a Orzivecchi (BS), nel giardino del Palazzo Municipale, via Martinengo 15. Il tema della lectio sarà il silenzio interiore nella tradizione mistica come condizione per la nascita della Parola (Logos) nell'anima e per l'incontro con la luce divina, secondo l'insegnamento di Meister Eckhart, di cui Vannini ha tradotto l'intera opera latina e tedesca.Per la serata di martedì 16 giugno alle ore 21 è attesissima Michela Marzano, che terrà la lectio dal titolo: Dove il silenzio parla: fare spazio all'altro a Pontevico (BS) nella Chiesetta di Santa Maria in Ripa d'Oglio, via Ponticella. Professoressa di Filosofia morale, Marzano rifletterà sull'ascolto autentico come apertura all'alterità e al silenzio, soprattutto dei giovani, quale condizione per costruire relazioni profonde e significative.Anche in questa occasione saranno esposte le opere finaliste del contest artistico in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia.Mercoledì 17 giugno alle 21 il Festival si sposterà per la prima volta a Verolanuova (BS) nella monumentale Basilica di San Lorenzo Martire, in piazza Malvestiti, per la lectio del grande medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l'Università di Edimburgo, Sergio Della Sala: Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio. Un'occasione per sfatare alcuni miti sul funzionamento del cervello, mostrando il ruolo essenziale dell'oblio nella memoria e approfondendo temi come false memorie, bias cognitivi e apprendimento.L'incontro, per chi lo desiderasse, sarà anticipato dalla lezione (rigorosamente dalle ore 19.30 alle ore 20.30) delle guide della Basilica che ospita due tele immense, le più grandi mai dipinte da Giambattista Tiepolo. La prima rappresenta Il sacrificio di Melchisedec, re e sacerdote nell'antica Gerusalemme. Il secondo dipinto racconta l'episodio della Caduta della manna, il “cibo degli angeli” disceso per volere di Dio sul deserto per salvare gli israeliti dopo la fuga dall'Egitto e la liberazione dalla schiavitù. Una pittura ariosa, traboccante di luce, una straordinaria tavolozza di colori e una fervida creatività compositiva caratterizzano entrambe le scene, in cui la tecnica e l'inventiva del maestro emergono in tutta l'esuberante raffinatezza.Per info e prenotazioni contattare: info@tiepoloverolanuova.it oppure whatsapp +39 3382668622.Mercoledì 10 giugno - ore 21.00Enzo BianchiAscolto, dunque, sono Gardone Val Trompia (BS)Cortile Villa Mutti Bernardelli, via XX Settembre 31In caso di maltempo: Sala V. Bernardelli Auditorium San Filippo, via Don Zanetti 1Venerdì 12 giugno - ore 21.00Marco BartoliFrancesco d'Assisi: l'arte dell'incontroOrzinuovi (BS) Chiesa di S. Maria Assunta, piazza Vittorio Emanuele IILunedì 15 giugno - ore 21.00Marco Vannini“Dum quietum silentium…”: Ascoltare la Parola nel silenzioOrzivecchi (BS)Giardino del Palazzo Municipale, via Martinengo 15In caso di maltempo: Chiesa Parrocchiale, via Giuseppe Pastori 44Contributo di €10.Martedì 16 giugno - ore 21.00Michela MarzanoDove il silenzio parla: fare spazio all'altro Pontevico (BS)Chiesetta di Santa Maria in Ripa d'Oglio, via Ponticella.In caso di maltempo: Cinema Concordia, via Giuseppe Zanardelli 8.Esposizione opere dell'Accademia Di Belle Arti Santa GiuliaContributo di €15. Mercoledì 17 giugno - ore 21.00Sergio Della SalaPerché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio Verolanuova (BS)Basilica di San Lorenzo Martire, Piazza MalvestitiIncontro anticipato dalla lezione (19.30-20.30) delle guide della Basilica sul TiepoloDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 Con Paola Simonetti abbiamo raccontato la storica Santa Messa alla Sagrada Familia presieduta da Leone XIV, nell'ambito del Viaggio Apostolico in Spagna Con il caporedattore della redazione in lingua armena, Roberta Attarian, ed il professor Marco Bais siamo tornati sulla meravigliosa figura di san Nerses Shnorhali Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, ha descritto il nuovo rapporto sui palestinesi in Cisgiordania, presentato ieri a Londra Ospite d'eccezione poi Francesco Repice, tra i più grandi radiocronisti di tutti i tempi, nel giorno in cui hanno inizio i Mondiali di Calcio 2026 Infine con Marcello Filotei abbiamo presentato le Canarie in musica, a pochi minuti dall'atterraggio del Papa a Las Palmas Condotto e a cura di: Andrea De Angelis e Stefania Ferretti Tecnici del suono: Gabriele Di Domenico e Bruno Orti
Sono Alexander Zverev e Mirra Andreeva i campioni di singolare del Roland Garros 2026. La russa Andreeva ha sconfitto sabato in una finale a senso unico la polacca Maja Chwalinska, mentre nella giornata finale di domenica Alexander Zverev è finalmente riuscito a sconfiggere la maledizione che lo voleva sempre perdente nei tornei dello Slam superando in cinque set Flavio Cobolli in un match per lunghi tratti emozionante ma con tanti alti e bassi a livello tecnico. Vanni Gibertini, tornato da Parigi, e Luca Baldissera tirano le somme del secondo Slam stagionale e come al solito rispondono alle domande degli ascoltatori. ---Anche per il 2026 ritorna il GoFundMe per le trasmissioni di Vanni Gibertini e Luca Baldissera. Raccontare il tornei di tennis dal posto è un valore aggiunto insostituibile, ma i costi sono ormai diventati difficilmente gestibili senza un aiuto, anche piccolo, da parte degli appassionati che ci dovessero ritenere meritevoli. Le donazioni per le passate stagioni sono state fondamentali, un ringraziamento enorme, di cuore, va a chiunque sarà tanto generoso da continuare, o iniziare a partecipare a questa iniziativa.Per il 2026, abbiamo finalmente un titolo: "Close Call", il tennis raccontato da vicino.https://www.gofundme.com/f/close-call-dirette-e-trasferte-2026-luca-e-vanni
Esistono momenti e situazioni in cui è naturale e giusto fare appello al nostro "animo guerriero".Parla di questo l'episodio in cui Gabriele Sol porta alcune testimonianze che suggeriscono quando e come impiegare le nostre risorse più intense.gabrielesol.com3dcoaching.academyIscriviti alla communityAcquista il libro "Vivi in Tre Dimensioni"
Le prime tre gare della finale di Stanley Cup 2026 sono state pazzesche. Grandi rimonte, grandi emozioni, ma anche tanti errori da entrambe le parti.
Bentornati in una nuova puntata del nostro podcast!Questa volta si parla di BASE AEROBICA.Se vuoi migliorare davvero come runner e come sportivo, devi iniziare da qui: la base aerobica. In questa puntata parliamo di cosa succede nel tuo corpo quando corri a bassa intensità, perché la maggior parte dei runner amatori si allena nella zona sbagliata e come costruire le fondamenta giuste per arrivare al picco di forma nel momento in cui conta.Partiamo da due studi su atleti sub-elite che dimostrano in modo chiaro che chi allena di più la zona uno migliora più di chi insiste sulla zona due e sulle intensità medie. E poi entriamo nel pratico: come strutturare i tuoi allenamenti estivi, quanto conta anche una corsa da 30 minuti, e perché smettere di ragionare solo in funzione del ritmo al chilometro.Attrezzatura, scarpe e abbigliamento per il tuo prossimo allenamento o gara li trovi su Top4Running.Usa il codice PRC5 per ottenere il 5% di sconto su https://top4running.it/Per integratori e tutto quello che riguarda la nutrizione sportiva, vai su 4Endurance e usa il codice PRC10 per il 10% di sconto su https://4endurance.it/Di cosa abbiamo parlato in questa puntata:10:00 - Cos'e la base aerobica e perche ti manca13:00 - I due studi che cambiano il modo di allenarti27:00 - Bassa intensita, mitocondri e capillarizzazione: la fisiologia spiegata semplice44:00 - Come strutturare gli allenamenti nel periodo di costruzione53:00 - Anche 30 minuti contano: il consiglio pratico per chi ha poco tempoIscriviti al canale e attiva la campanella per non perderti le prossime puntate.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8536OMELIA XI DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 9, 36-10,8)di Giacomo Biffi La pagina del Vangelo di Matteo, che abbiamo ascoltato, ci descrive la prima missione degli apostoli.Dal contesto della narrazione appare chiaro che Gesù la considera una missione provvisoria e sperimentale: quasi una prova generale in vista della missione definitiva di cui li incaricherà dopo la risurrezione, quando darà l'ordine di andare a tutte le genti non solo ad annunziare il Regno di Dio, ma anche a battezzare e a guidare i credenti in conformità ai suoi comandi.Alcune delle raccomandazioni qui contenute (per esempio quella di non uscire dai confini di Israele) si spiegano col carattere di preparazione e di saggio di questa prima evangelizzazione. Tuttavia nel suo insieme l'episodio è esemplare, ricco di insegnamenti, e merita tutta la nostra attenzione. Noi ci limiteremo a commentare in breve alcune frasi particolarmente rilevanti di questo brano.LA CHIESA, FRUTTO DELLA COMPASSIONE DIVINA PER L'UMANITÀ SMARRITAVedendo le folle, ne sentì compassione. Come si vede, proprio la compassione di Cristo viene indicata come il motivo sostanziale della decisione di eleggere tra i suoi discepoli dei capi responsabilizzati e di avviare così una precisa struttura ecclesiale. La ragione profonda della missione apostolica è lo stato di miseria dell'umanità: una miseria che punge il cuore del Figlio di Dio. La Chiesa dunque nasce dalla pietà del Signore e dalla sua volontà di salvezza.Qual è la natura di questa miseria?Erano stanche, sfinite, come pecore senza pastore. La stanchezza, il disorientamento, la disgregazione sono le note dolorose che l'occhio penetrante dell'Unigenito del Padre, che è diventato uno di noi, rileva nell'umanità abbandonata a sé sola.È un giudizio che è ancora pienamente attuale. Anche l'uomo di oggi spesso si sente stanco: stanco di lottare contro mille difficoltà che gli amareggiano l'esistenza; stanco di faticare senza risultato e qualche volta addirittura senza perché; stanco di non essere compreso nelle sue aspirazioni più essenziali e più vere; stanco di essere imbrogliato; stanco di essere sopraffatto da mille soprusi; stanco di essere vittima di molte ingiustizie. Magari crede di poter uscire da questa prostrazione con riforme sociali e cambiamenti politici, anche legittimi, ma che alla fine lo lasciano sempre deluso.Poi l'uomo di oggi è immerso nella confusione dei pareri, frastornato da mille messaggi e da mille proposte; e non sa più a chi credere.E trova la divisione e il conflitto perfino là dove gli sembrerebbe giusto attendersi un po' di concordia (per esempio nella propria famiglia, nel proprio ambiente di lavoro e di vita, nella propria comunità di preghiera).Perciò è smarrito: non sa più dove andare, non sa più quale sia la sua strada, non sa più quale sia il suo destino.Ebbene, appunto per venire incontro a questa disperata condizione degli uomini, Gesù sceglie i Dodici; e così dà inizio alla Chiesa.La Chiesa è dunque un dono che ci è dato per farci uscire dalla nostra stanchezza, dal nostro disorientamento, dalla nostra disgregazione; e guai a trascurare o peggio a disprezzare i doni di Dio!La Chiesa ci è data come aiuto provvidenziale a superare i nostri smarrimenti e ad approdare alle certezze vitali: stiamo attenti a non fare della nostra capacità di litigare, dei nostri problematicismi, della nostra inesauribile propensione a dubitare, quasi un titolo di merito e un segno di più consapevole ecclesialità.La Chiesa ci è data come mezzo di unificazione e di concordia: e allora non dobbiamo diventare mai all'interno della famiglia dei credenti profeti di divisione e di contestazione, magari all'insegna del diritto al pluralismo.L'INCONTRO INTIMO E PERSONALE CON CRISTOChiamò a sé i Dodici. La scelta è sua, sua la chiamata. Gli apostoli perciò non saranno tanto dei rappresentanti della "base", quanto dei "mandati" da Cristo agli uomini, i quali, in virtù della loro presenza, della loro parola, della loro azione, potranno e dovranno diventare una comunità di fratelli.Chiamò a sé. Prima di andare tra gli uomini, l'apostolo deve andare a Gesù. Prima ancora di scoprire tutte le necessità e le sofferenze del mondo che lo aspetta, deve scoprire personalmente l'amore appassionato e coinvolgente di colui che lo chiama; diversamente non è un apostolo.Prima di essere un "mandato", è un "chiamato", che deve fare della sua inalienabile intimità con Cristo la ragione della sua esistenza e l'anima della sua operosità.La preghiera è indispensabile per evangelizzareGli operai sono pochi. Pregate dunque... È una parola un po' sorprendente. Il mondo ha bisogno di apostoli, e il Signore dei cuori ritiene necessaria la nostra preghiera perché ci siano operai per la messe del Regno di Dio. Il Signore vuole che ci sia la nostra implorazione anche per le cause che stanno a cuore soprattutto a lui.Del resto, il Vangelo di Luca - narrando lo stesso episodio - ci informa che Gesù passò in preghiera l'intera notte precedente la elezione degli apostoli.Quando mancano i sacerdoti, noi siamo portati a studiare le cause del fenomeno, a organizzare inchieste, a promuovere sondaggi di opinione. Ed è giusto. Gesù però ci dà un consiglio più semplice e ci dice: Pregate...Forse questa è la più notevole diversità che c'è tra noi e il Vangelo. Noi riteniamo che i problemi del mondo si risolvano soprattutto attraverso una migliore conoscenza del mondo. Il Vangelo ci insegna che i problemi del mondo si risolvono soprattutto attraverso una più grande e intensa familiarità con Dio.
Popolarità a picco, continue liti nella maggioranza, crisi economica interna e sconfitte in politica estera: il bilancio dei primi tredici mesi di governo del cancelliere Merz è semplicemente disastroso. E forse per questo iniziano a circolare voci incontrollate su una sua possibile sostituzione in corsa con altri esponenti cristianodemocratici. Ne parliamo con Giulio Galoppo e con la corrispondente del Corriere della sera da Berlino, Mara Gergolet. Avete domande o suggerimenti? Volete ascoltare un podcast su un tema particolare? Scriveteci a cosmoitaliano@wdr.de Seguiteci anche su Facebook: Cosmo italiano E qui trovate tutti i nostri temi: https://www1.wdr.de/radio/cosmo/sprachen/italiano/index.html Von Cristina Giordano.
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Riccardo Moratto"Lettere d'amore di una dea" Xue MoBiblion Edizioniwww.biblionedizioni.itPrima uscita nella collana “Asiatica Biblion” di Biblion Edizioni: Lettere d'amore di una dea, di Xue Mo, traduzione e cura di Riccardo Moratto.Tra le vette dell'Himalaya e le distese silenziose dell'Oriente, la voce di una dea si leva per raccontare l'essenza stessa dell'amore e della spiritualità. Radicato nella cultura buddhista nepalese e nutrito dalle correnti filosofiche indiane e cinesi, questo testo straordinario ci conduce in una dimensione dove il mito si fa carne e la preghiera diventa poesia. In queste pagine, Xue Mo – una delle voci più profonde e originali della letteratura contemporanea – ci sfida a guardare oltre il velo delle apparenze, esplorando con coraggio i temi del sacrificio, della devozione e dell'impermanenza, intrecciando la saggezza millenaria del buddhismo con i battiti di un cuore umano e creando un ponte tra il sacro e l'effimero. Lettere d'amore di una dea non è solo un libro: è un'esperienza sensoriale. È il profumo dei fiori di prugno nella neve, il suono di un liuto antico che geme al vento, il riflesso di una luna calante che illumina il cammino verso la consapevolezza. Quest'opera ci invita a smarrirci nel mistero per ritrovare noi stessi, ricordandoci che anche nel mondo più fragile, l'amore è l'unica verità capace di restare. Un'opera coraggiosa che “risuona come il canto di una cetra nella notte”, destinata a chiunque cerchi nel libro non solo una storia, ma un rifugio per l'anima.Xue Mo 雪漠 (nom de plume di Chen Kaihong, nato nel 1963) è una delle voci più originali della letteratura cinese contemporanea e vice presidente dell'Associazione degli Scrittori della provincia del Gansu. I suoi romanzi indagano la convivenza di luce e oscurità nella natura umana e non esitano a confrontarsi con violenza e disperazione, ma conservano sempre uno spazio per la redenzione e la trasformazione. Anche nei recessi più oscuri dell'anima rimane un filo di coscienza e un barlume di umanità, che conducono il lettore verso il risveglio. Questa tensione tra luce e ombra testimonia la profonda comprensione della natura umana da parte di Xue Mo e la sua convinzione nel potenziale di crescita personale e trasformazione interiore.Riccardo Moratto è uno studioso di fama internazionale e rinomato sinologo, Distinguished Professor (特聘教授) presso la School of Foreign Languages della Tongji University e Vice Direttore del Research Center for Chinese Discourse and Global Communication (国家语委研究型基地中国对外话语体系研究中心副主任), nonché già Professore Ordinario presso il Graduate Institute of Interpretation and Translation della Shanghai International Studies University. Nel 2025 gli è stato conferito il premio “Amico della Letteratura Cinese” dall'Associazione degli Scrittori Cinesi. È l'unico membro italiano dell'Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza (AIIC) con il cinese, l'inglese e l'italiano come lingue di lavoro. È inoltre Chartered Linguist e Fellow del Chartered Institute of Linguists (FCIL), membro del Comitato Esecutivo della World Interpreter and Translator Training Association (WITTA) e Executive Editor della rivista internazionale peer-reviewed Journal of Translation and Communication.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Seconda amichevole, stesso risultato: 1-0 per l'Italia di Silvio Baldini. Decide ancora l'attaccante nerazzurro. Nella ripresa traversa di Koleosho e, nel finale, rosso diretto per Reggiani. Una domenica che ha visto trionfare anche l'U17, diventata campione d'Europa. Ne parlano Simone Solario ed Enrico Zambruno.Potrero, dove tutto ha inizio. Un podcast sul calcio italiano e internazionale.Su Como TV (https://tv.comofootball.com) nel 2026 potete seguire in diretta le partite della Saudi Pro League, Saudi King's Cup, Supercoppa d'Arabia, Copa Libertadores, Copa Sudamericana, Recopa, Liga Profesional Argentina, Trofeo de Campeones argentino, Eredivisie, Coppa di Francia, Scottish Premiership, Coppa di Scozia, Scottish League Cup, Scottish Championship, Coppa di Portogallo, Supercoppa di Portogallo, HNL croata e tutti i contenuti di calcio italiano e internazionale on demand.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/potrero--5761582/support.
Secondo Associata e Partito Democratico 200€ al mese non sarebbero una mancetta, ma una riduzione IRPEF. Cito da un articolo di Braga, che questa misura avrebbe l'obiettivo di “contrastare la crescente fuga dei giovani e garantire a loro la possibilità di costruire il proprio futuro nei territori in cui sono nati e cresciuti”. 200€ al mese sono 2400€ all'anno. Se paragonati con gli stipendi dei paesi dove emigrano gli italiani sono una miseria. Ma non solo, a pesare vi è anche il premio per la laurea. Infatti scriveva OCPI a dicembre 2021 “Uno studio dell'OCSE stima il guadagno netto nel corso dell'intera vita lavorativa di un laureato rispetto a chi consegue solamente un titolo di scuola superiore. Tra i paesi europei considerati, un giovane laureato italiano ha il minor vantaggio economico (circa 198mila dollari a parità di potere d'acquisto). Al contrario, nei paesi dove più italiani hanno spostato la propria residenza, il guadagno derivante da una laurea si attesta a valori molto più alti. Ad esempio, in Germania e Francia tali numeri sono pari a circa 280mila e 300mila dollari, quasi il 50 per cento in più rispetto al dato italiano. Anche nel confronto con altri paesi europei dove la quota di italiani emigrati è più bassa, una laurea assicura comunque un guadagno maggiore rispetto a un equivalente titolo di studio italiano”. Il risultato dí proposte di questo tipo è quindi già scritto, una lesione bella e buona dell'equità verticale e orizzontale, ovvero il famosissimo articolo 53 della costituzione a cui troppo spesso si fa riferimento a momenti alterni. Tutta la politica alla fine pensa solo alle mancette, cambiano solo i soggetti beneficiari. Mai una volta che si parli di riforme strutturali, ricerca, innovazione, sviluppo tecnologico. Sarebbe troppo difficile da vendere all'elettore italiano, pertanto meglio trattarlo da bambini. ### ❤️ *Sostieni il progetto*
Gestire gli errori sulle mappe di Google tra diritto e problemi organizzativiAssistenza e ancora assistenza. Per le aziende ? Anche per le associazioni.
con Denise Cicchitti
Alle elezioni parlamentari di domenica in Armenia si deciderà non solo il futuro governo, ma anche il futuro orientamento geopolitico del paese. Con Luna De Bartolo, giornalista, da TbilisiIl 7 giugno entreranno in vigore le nuove norme europee sulla trasparenza salariale, recepite dall'Italia con un decreto legislativo, pensate per ridurre il divario salariale che continua a penalizzare le lavoratrici. Con Marcella Corsi, economistaOggi parliamo anche di:Film • Rebuilding di Max Walker-SilvermanCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Anche le tecnologie più meravigliose non cambiano un'azienda fino a che non sono adottate per modificare un processo o creare nuovi prodotti o servizi. L'intelligenza artificiale non fa eccezione, anzi: l'adozione è una parte integrante del processo creativo. Non è una tecnologia che si compra e si usa: va compresa a fondo, progettata, sperimentata, per potersene fidare. «Con l'intelligenza artificiale si innova e si accelera il business, non ci si limita a limare qualche costo» dice Enza Truzzolillo, ad di Lenovo Italia. «I progetti di valore sono pensati in relazione alle caratteristiche di ogni singola azienda». Ne consegue che l'adozione non è un processo immediato. Una finestra su questa realtà si trova nei risultati della ricerca realizzata da un comitato Giovani Imprenditori della Confindustria in collaborazione con Lenovo e che verrà presentato domani durante il 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo. Alla survey hanno partecipato 621 imprenditori. La metà di queste aziende è in crescita e il 23 per cento ha una quota di export sul fatturato superiore al 30 per cento. Un quarto di queste aziende ha un fatturato superiore ai 10 milioni di euro: tutte le altre sono più piccole. Ebbene: tra queste aziende solo il 18,7 per cento usa l'intelligenza in modo strutturato, due terzi sono in fase di studio o test. Il 71 per cento ritiene che sia un'opportunità. L'81 per cento valuta che le aziende italiane siano in ritardo rispetto a quelle europee. Il problema centrale è visto nella preparazione del personale. Ci espone la ricerca Enza Truzzolillo, AD di Lenovo in Italia.
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Dopo vent'anni anni di assenza, i campi cantonali scout sono tornati in Valposchiavo, richiamando circa 400 giovani da tutto il Grigioni italiano per due fine settimana all'insegna di attività, condivisione e spirito di gruppo. Un evento importante per il movimento, che coinvolge centinaia di ragazzi e numerosi volontari, tra organizzazione e accompagnamento educativo.Dietro il campo di Pentecoste c'è un imponente lavoro preparatorio, durato mesi, sostenuto dall'Associazione Poschiavo Esploratori e da una rete di educatori e volontari. Per molti partecipanti, lo scoutismo rappresenta una vera scuola di vita: si imparano competenze pratiche, dalla costruzione ai nodi, ma anche relazionali, come il lavorare in gruppo e il superare le difficoltà insieme.Nonostante un calo di partecipazione rispetto al passato, dovuto alla crescente concorrenza di altre attività, lo scoutismo continua a distinguersi per il suo approccio educativo inclusivo e per l'assenza di competizione, dove tutti trovano spazio.Un'esperienza che lascia il segno nel tempo, come testimoniano genitori ed ex scout che oggi accompagnano i propri figli nello stesso percorso. Anche nel Moesano il movimento è attivo con una ventina di giovani e propone attività durante tutto l'anno scolastico, culminando nei campi estivi. Un impegno che richiede dedizione, ma che continua a trasmettere valori di responsabilità, solidarietà e rispetto, mantenendo viva una tradizione che guarda al futuro.
Se lavori su di te da tempo ma l'ansia continua a tornare, potresti avere la sensazione che qualcosa non stia funzionando.Magari hai meditato, hai fatto percorsi, hai capito tante cose... eppure, in certi momenti, l'ansia è ancora lì. E quando succede, può emergere un dubbio sottile: "Ma allora a cosa serve tutto questo lavoro?"In questo episodio esploro la frustrazione che nasce quando il cambiamento non assomiglia a come ce lo aspettavamo.Ti parlerò di:- perché l'ansia può essere ancora presente anche dopo anni di lavoro su di sé- l'aspettativa nascosta che rende tutto più difficile- il senso di inadeguatezza che può emergere, anche in chi aiuta gli altri- cosa significa davvero stare meglio
La Liviana si presenta quasi sempre come introduzione alla Serrana, raramente come protagonista assoluta. Eppure questa funzione di apertura ne rivela l'essenza più profonda: Liviano significa leggero, ma la spiegazione più ricca viene da Pepe de la Matrona, cantaor sivigliano cresciuto nel cuore gitano di Triana. In una puntata del ciclo televisivo Rito y Geografía del Cante (RTVE, anni '70), Pepe ricorda che il liviano era l'animale che portava il campanaccio in testa alla recua, la fila di muli da soma. Non il più forte, ma il più mansueto. Tutti i cantes hanno bisogno del loro liviano. "Se costruisci una casa senza fondamenta, come farai ad arrivare al tetto?"La Liviana lavora su un compás di 12 tempi asimmetrico, come la Siguiriya. La chitarra accompagna in Mi por arriba in modalità flamenca, mentre la Siguiriya si suona in La, differenza percepibile già dalle prime battute. Anche la metrica è anomala: il flamenco lavora su versi ottosillabi, ma la Liviana segue lo schema 7-5-7-5, lo stesso delle seguidillas castellanas, il che suggerisce radici precedenti al flamenco.La prima menzione nella stampa risale al 1827, sul Mercantil de Cádiz: il cantaor Lázaro Quintana avrebbe cantato una seguidilla de Pedro la Cambra. Sopravvive ancora oggi una letra diffusissima "De quién son esos machos con tanto rumbo / son de Pedro la Cambra / van pa' Bollullos". Pedro la Cambra era un mulattiere benestante, rimasto personaggio quasi mitico dopo duecento anni.Nel 1852 un manifesto del Teatro Principal di Valencia annuncia lo stesso tema cantato da Francisco Pardo. In entrambi i casi, però, non ci sono indicazioni sulla melodia.Nel 1881 Demófilo pubblica la Colección de cantes flamencos, accorpando Toná e Liviana in un'unica categoria con versi in otto sillabe, in contraddizione con la metrica reale della Liviana. La fonte era il cantaor Juanelo de Jerez, figura nebulosa di cui non si sa quasi nulla.Silverio Franconetti, la voce roca che inventò il professionismo nel cante aprendo il primo cafè cantante, strutturò la sequenza Liviana-Serrana-remate in macho di Siguiriya di María Borrico, ancora in uso oggi. Antonio Chacón lavorò per otto mesi al café di Silverio apprendendo il cante direttamente, ma non lasciò incisioni di Liviana. Da Chacón la trasmissione arrivò a Pepe de la Matrona.Nel 1944 Pepe Marchena incise un brano di Serrana in cui la chitarra vira in 4/4 e Pepe intona la melodia della Liviana, prova che all'epoca era nota abbastanza da essere citata senza spiegazioni. La prima registrazione di Liviana è del 1947 ma è privata, del musicologo Manuel García Matos. Nel 1954 Pepe de la Matrona registrò la Liviana Primitiva nell'antologia Hispavox curata da Perico el del Lunar.Antonio Mairena completò il cante di Juan Talega, che ricordava una strofa imparata dal padre senza sapere come finisse. Mairena la completò seguendo la logica interna del flamenco e la chiamò Toná Liviana.Tra gli esempi da ascoltare: Fosforito, Luis Caballero, cantaor repubblicano condannato a morte durante la guerra civile che scelse di fare il cameriere all'Hotel Alfonso XIII pur di non rinunciare al cante, e per chi è alle prime armi Si tu me vieras di Miguel Poveda dall'album Zaguan.Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco e Lyrical Arab Dance a Milano. Cerco di investigare tutto ciò che è possibile attraverso l'emozionalità e le neuroscienze per quanto riguarda l'espressione del flamenco. Il cante di liviana introduce il baile por Serrana, e mi ha molto affascinata esplorarlo a fondo.
"Solitudini inverse" racconta il progetto di Viola Serra tra musica, identità e società iperconnessa, esplorando emozioni, radici sardo basche e riflessioni sulla solitudine contemporanea nel panorama artistico europeo oggi attuale Solitudini_iиverse nasce come sintesi artistica e personale di Viola Serra, protagonista dell'intervista a Unica Radio. Nel racconto emerge subito Solitudini_iиverse come chiave interpretativa di un percorso che unisce musica e introspezione. La cantautrice spiega come il progetto sia nato dopo la scrittura dei primi brani, capaci di riflettere una condizione esistenziale fatta di connessioni continue e distanza emotiva. La dimensione lavorativa e sociale descritta da Serra mostra come Solitudini_iиverse rappresenti un paradosso contemporaneo: essere costantemente in contatto ma sentirsi soli. Il progetto prende forma proprio da questa tensione. Solitudini_iиverse e società iperconnessa Solitudini_iиverse viene approfondito nel dialogo quando si affronta il tema della società iperconnessa e della distanza emotiva. Viola Serra evidenzia come sia una risposta artistica alla cultura della performance costante, dove ogni gesto viene osservato e giudicato. In questo contesto Solitudini_iиverse diventa una lente critica sulla realtà digitale, fatta di social network e aspettative di perfezione. La cantante racconta episodi che mostrano quanto il progetto nasca da una riflessione autentica sul rapporto tra identità e immagine pubblica. Il rischio di perdere spontaneità e autenticità è centrale in Solitudini_iиverse, che denuncia la difficoltà di sentirsi liberi di sbagliare. La narrazione si intreccia con una visione lucida della contemporaneità e diventa anche uno spazio di resistenza emotiva. Solitudini_iиverse tra Sardegna e Paese Basco Solitudini_iиverse assume una dimensione culturale forte nel legame tra Sardegna e Paese Basco. Viola Serra si definisce “sardovasca” e racconta come Solitudini_iиverse sia influenzato da entrambe le identità. Nel progetto emergono valori come la resilienza, la capacità di lottare e il senso di appartenenza culturale. La cantante sottolinea come l'idea nasca anche dall'esperienza vissuta a Bilbao, dove il confronto sociale e la partecipazione civica sono molto attivi. Questo spirito di coesione sociale e di opposizione alle ingiustizie ha rigenerato il suo carattere. Questa energia si riflette nel cuore di Solitudini_iиverse, che diventa un manifesto artistico e umano. Anche la dimensione emotiva del progetto si intreccia con la memoria personale e con la consapevolezza delle proprie radici. Solitudini_iиverse e il lato più intimo dello spettacolo Solitudini_iиverse trova la sua espressione più profonda nei brani intimi presentati durante lo spettacolo. In particolare l'essenza dello spettacolo si manifesta in pezzi come “Dissonanza” e “Blue Woman Voices”, dove emergono temi di fragilità, notti insonni, senso di inadeguatezza sociale e violenza psicologica. Qui diventa uno spazio di elaborazione emotiva, in cui la musica si trasforma in racconto diretto e personale. La forza di Solitudini_iиverse sta proprio nella capacità di alternare denuncia sociale e introspezione. Ad accompagn
Espressioni come "c'ho fame!" o "Vieni qui che ti dico una cosa" sono comunissime nell'italiano parlato, ma difficilmente le troverai in un manuale di grammatica. In questo articolo analizziamo due fenomeni tipici dell'italiano parlato e informale — il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE — per aiutarti a riconoscerli e capirli nel contesto reale. CHE POLIVALENTE e CI ATTUALIZZANTE: L'Italiano Informale Parte 1 — Il CI ATTUALIZZANTE: "C'Ho Fame!" Forme come "c'ho fame", "c'ho sonno", "c'ho fretta" o "non c'ho voglia" sono molto frequenti nell'italiano parlato. Il dubbio che sorge spontaneo è: "Ma quel 'ci' cosa sta facendo lì?". Vale la pena capirlo. Cos'è il CI ATTUALIZZANTE? In italiano standard, il verbo "avere" non ha bisogno di nessun "ci": "Ho fame." "Ha il biglietto." "Non ho voglia di studiare." Ma nell'italiano parlato e informale, moltissimi italiani — una tendenza diffusa soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, ma presente in tutta la penisola — aggiungono un "ci" davanti al verbo "avere". Questo "ci", chiamato appunto CI ATTUALIZZANTE, non aggiunge nessun significato nuovo: serve solo a rendere la frase più enfatica, più immediata, più viva. Italiano standardCon CI ATTUALIZZANTE"Ho fame.""C'ho fame!""Ha il biglietto.""C'ha il biglietto.""Non ho voglia.""Non c'ho voglia!""Non ho più 18 anni.""Non c'ho più 18 anni!" La versione con il "ci" suona più spontanea, più espressiva: il CI ATTUALIZZANTE aggiunge una piccola carica emotiva alla frase, rendendola più vivace nel parlato. Come Si Forma il CI ATTUALIZZANTE? La formazione è semplicissima: si aggiunge "ci" davanti alle forme del verbo "avere". Nella pronuncia parlata, "ci" e "ho/ha/hanno" si fondono insieme: PersonaForma con CI ATTUALIZZANTEEquivalente standardIoc'hohoTuc'haihaiLui / Leic'hahaLoroc'hannohanno Attenzione: questa forma si usa soprattutto con le persone singolari e la terza persona plurale. Con "noi" e "voi" nel parlato si tende ad evitarla. Esempi Pratici del CI ATTUALIZZANTE "C'ho una fame incredibile!" "Marco, c'hai cinque euro? Ho dimenticato il portafoglio." "Mia nonna dice sempre che non c'ha più l'età per certe cose." "Quei due c'hanno qualcosa — si vede chiaramente!" È Corretto o Scorretto? Il CI ATTUALIZZANTE è considerato sub-standard, cioè non è accettato nella grammatica ufficiale dell'italiano. Non lo troverai in testi scritti formali, giornali o documenti ufficiali. È importante però distinguere tra scorretto e raro: questa forma è comunissima nel parlato informale di moltissimi italiani. Ascoltando conversazioni quotidiane, film o serie TV, la sentirai continuamente. Riconoscerla è quindi fondamentale, anche se puoi scegliere di non usarla. Parte 2 — Il CHE POLIVALENTE Il CHE POLIVALENTE è uno degli elementi più caratteristici dell'italiano parlato. Gli italiani lo usano al posto di diverse congiunzioni e pronomi perché è breve, immediato e versatile. Vediamo i casi principali. 1. CHE POLIVALENTE al Posto di "Perché" o "Così" — Il "Che" Finale Questo è forse il caso più comune. In italiano informale, il CHE POLIVALENTE si usa alla fine di un'esortazione o di un'affermazione per spiegarne il motivo, esattamente come "perché" o "così": Con CHE POLIVALENTESignificato equivalente"Sbrigati, che è tardi!"Sbrigati, perché è tardi!"Vieni qui che ti dico una cosa."Vieni qui, così ti dico una cosa."Mettiti la giacca che fuori fa freddo."Mettiti la giacca perché fuori fa freddo."Abbassa la voce che c'è gente che dorme."Abbassa la voce perché c'è gente che dorme."Mangia che si raffredda!"Mangia prima che si raffreddi! Questa costruzione è tipica del parlato quotidiano: è diretta e immediata. Gli italiani la usano frequentemente per dare istruzioni, consigli o inviti, specialmente in contesti familiari e informali. 2. CHE POLIVALENTE Consecutivo — Quando il "Così" è Sottinteso Un altro uso tipico è quello in cui il CHE POLIVALENTE introduce la conseguenza di qualcosa — una situazione così intensa da produrre un risultato. Nei primi due esempi il "così" è esplicito; negli ultimi due è sottinteso — ed è qui che il fenomeno diventa davvero informale: TipoEsempio"così" esplicito"Era così stanca che non si reggeva in piedi.""così" esplicito"Ridevo così tanto che mi faceva male la pancia.""così" sottinteso"Fa un freddo che non si riesce nemmeno a uscire!""così" sottinteso"C'era una fila che non finiva mai." Negli ultimi due esempi il "così" iniziale è completamente sottinteso: si passa direttamente alla conseguenza, rendendo la frase più espressiva e immediata. È una caratteristica tipica dell'italiano parlato, che tende a comprimere la struttura sintattica a favore dell'efficacia comunicativa. 3. CHE POLIVALENTE al Posto di "In Cui" — Il "Che" Relativo Informale Nella grammatica ufficiale, per indicare il tempo o il luogo si dovrebbe usare "in cui": "L'anno in cui mi sono laureata è stato bellissimo." "Il giorno in cui ci siamo conosciuti era d'estate." Ma nell'italiano parlato, quasi nessuno dice "in cui" — si usa direttamente il CHE POLIVALENTE: Con CHE POLIVALENTEForma grammaticale standard"L'anno che mi sono laureata è stato bellissimo."L'anno in cui mi sono laureata…"Il giorno che ci siamo conosciuti ero nervosissima."Il giorno in cui ci siamo conosciuti…"La settimana che siamo stati a Roma è volata!"La settimana in cui siamo stati a Roma…"Quella volta che mi sono persa a Milano… non ne parliamo!"Quella volta in cui mi sono persa… Anche questo uso è tecnicamente scorretto nella grammatica formale, ma è universalmente diffuso nel parlato italiano. L'uso di "in cui" in una conversazione informale tende a suonare più formale del necessario: il CHE POLIVALENTE rimane la scelta più naturale e spontanea. Riepilogo: CI ATTUALIZZANTE e CHE POLIVALENTE a Confronto FenomenoFunzioneEsempioRegistroCI ATTUALIZZANTE"ci" davanti ad "avere" per enfasi"C'ho fame! / C'hai ragione."Informale / Sub-standardCHE POLIVALENTE finaleAl posto di "perché" / "così""Vieni qui che ti dico una cosa."Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE consecutivoIntroduce una conseguenza (così sottinteso)"Fa un freddo che non si esce!"Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE relativoAl posto di "in cui" per tempo/luogo"Il giorno che ci siamo conosciuti…"Informale / Parlato Domande Frequenti Posso Usare il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE Quando Parlo Italiano? Puoi farlo nelle conversazioni informali con amici, colleghi o nelle situazioni quotidiane. Evita queste forme in contesti formali — colloqui di lavoro, esami, documenti scritti — dove è preferibile usare l'italiano standard. Il CI ATTUALIZZANTE si Usa in Tutta Italia? È particolarmente diffuso nel Centro e nel Sud Italia, ma si sente anche al Nord, soprattutto nelle conversazioni più spontanee e informali. È comunque un fenomeno pan-italiano del parlato. Il CHE POLIVALENTE ha Sempre lo Stesso Significato? No! Il CHE POLIVALENTE è "polivalente" proprio perché assume significati diversi a seconda del contesto: può significare "perché", "così", "in cui" o introdurre una conseguenza. Il significato si capisce dal contesto della frase. Questi Fenomeni si Trovano Anche Nello Scritto? Il CI ATTUALIZZANTE è quasi esclusivamente orale — rarissimo anche nello scritto informale. Il CHE POLIVALENTE invece può apparire nei messaggi di testo, nelle chat e nei social media, specialmente nelle sue forme finale e relativa, perché rispecchiano il ritmo del parlato. Pronto a scoprire un'altra delle costruzioni più particolari dell'italiano? Leggi l'articolo dedicato al dativo etico. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo: “Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul CI Attualizzante e CHE Polivalente", "description": "Quiz interattivo sui fenomeni tipici dell'italiano parlato informale: il CI attualizzante con il verbo avere e i diversi usi del CHE polivalente.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale verbo accompagna sempre il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avere" } }, { "@type": "Question", "name": "In quale registro si usa il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Informale parlato" } }, { "@type": "Question", "name": "Cosa significa 'che' in: 'Sbrigati, che è tardi!'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "perché" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante aggiunge un nuovo significato alla frase.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma standard corrisponde a 'l'anno che mi sono laureata'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "l'anno in cui mi sono laureata" } }, { "@type": "Question", "name": "In 'Fa un freddo che non si riesce a uscire', il CHE introduce una...", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "conseguenza" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante si usa comunemente con 'noi' e 'voi'.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Perché il CHE si chiama 'polivalente'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Perché assume significati diversi a seconda del contesto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il CHE polivalente al posto di 'in cui'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il giorno che ci siamo incontrati era d'estate." } }, ...
Il dumping aggressivo tocca i settori più disparati. La UE corre ai ripari ma rischia una guerra commerciale Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Mentre il pesidente Trump assicura che i negoziati con l'Iran non si sono interrotti, l'esercito iraniano diffonde immagini dei missili contro obiettivi Usa nel Kuwait. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore, inviato in Libano.Anche le tensioni tra Ucraina e Russia si acuiscono: Kiev colpisce obiettivi vicino a San Pietroburgo proprio mentre nella città di Vladimir Putin è in corso il Forum economico. Ne parliamo con Carolina De Stefano, docente di Storia e politica russa alla Luiss Guido Carli, e con Giuliano Noci, prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano, autore di “Disordine. Le nuove coordinate del mondo” (Il Sole24 Ore Libri).
L'analisi di PSG vs. Arsenal 1 - 1 (rigori: 4 - 3) e cosa significa questa vittoria per la legacy del PSG e di Luis Enrique. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Anche lo shopping è sempre più social e anche in Italia cresce il social commerce, la vendita di prodotti all'interno delle piattaforme social, un mercato che a livello globale si stima possa raggiungere i 600 miliardi di dollari entro il 2027. A dare la scossa al mercato, poco più di un anno fa, l'arrivo anche in Italia di TikTok Shop, piattaforma utilizzata da quasi 1 e-shopper su 5 che ai nostri microfoni racconta la sua rivoluzione.Focus sui trend dedicato invece alla tendenza newstalgia: tra vecchio e nuovo, quando la tecnologia punta sul fascino analogico anche per le funzioni più avanzate.
Dora Iannuzzi"La cucina dei perché"Memoria Festival, Mirandolavenerdì 5 giugno, ore 18:00www.memoriafestival.itLa cucina dei perchéCon Dora Iannuzzi, Elisabetta Moro e Marino NiolaPerché mangiamo ciò che mangiamo? Dietro ogni ricetta e ogni abitudine alimentare si nasconde un intreccio affascinante di storia, scienza e antropologia. In questo incontro, Dora Iannuzzi, Elisabetta Moro e Marino Niola ci guidano alla scoperta delle radici profonde della nostra cultura gastronomica. Un viaggio tra curiosità e tradizioni per svelare i “perché” che si celano nei nostri piatti e comprendere come il cibo sia, da sempre, uno dei linguaggi più potenti per raccontare chi siamo e da dove veniamo.Dora Iannuzzi è probabilmente l'unica napoletana che non sa fare il caffè: un'anomalia statistica, un numero primo. Scrive per “Il Gusto”, il magazine enogastronomico di “La Repubblica”, dove racconta cibo, territori e culture gastronomiche. Collabora inoltre con Cibo Ludens, progetto editoriale dei Dodici Ghiotti dedicato alla storia della gastronomia. Perde spesso l'equilibrio, inciampa ma si rialza e riesce comunque ad arrivare puntuale sulle cose che ama: l'arte, il teatro e il cibo, sviluppando una curiosità inesauribile per culture e tavole del mondo. Scrive poco, avendo abbandonato il culto della costanza in epoca preadolescenziale, ma crede nel valore apotropaico delle chiacchiere, nelle cene lente e nel fatto che molte cose importanti si sistemino meglio davanti ad un buon piatto."La cucina dei perché"Marino NiolaSlow Food Editorewww.slowfoodeditore.itPerché i gladiatori mangiavano tante cipolle? Perché il pomo è "della discordia" e le forchette hanno quattro punti? Da dove vengono i nomi parmigiana e barbecue? E perché si sono affermati modi di dire come "avere sale in zucca" o "pan per focaccia".Ogni cucina è il frutto di mescolanze, prestiti e incroci. Anche il piatto più tradizionale ha dentro la traccia dell'altro. Quel che lega un cibo a una terra non è infatti la nascita, ma l'adozione. Per dirla in altre parole, l'identità - sia essa gastronomica, religiosa, paesana - è essenzialmente un sentimento, una memoria. E come tale non ha confini, se non quelli della mente e del cuore.In questo libro-raccolta di perché e meditazioni, Marino Niola, antropologo ed editorialista napoletano, indaga le origini delle nostre abitudini a tavola. A volta sembrano "solo" curiosità, ma ci aiutano a riflettere, perché come sosteneva Lévi-Strauss "una cosa diventa buona da mangiare quando è anche buona da pensare". Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Corrado De Rosa"Totò Schillaci. Non ero previsto"66thand2ndwww.66thand2nd.com«Succede tutto insieme. De Napoli lancia. Giannini tocca di tacco. Vialli accarezza. Ancora Giannini che corre, la prende, la alza. Arriva Vialli e tira senza pensarci. È un tiro preciso, al volo, potente. Goycochea la respinge. Etrusco rimbalza e torna nel cuore dell'area, nel centro del mondo. Schillaci è lì. Colpisce e poi niente, solo silenzio. Napoli trattiene il fiato. L'Italia pure. Per un millesimo di secondo, ventotto milioni di italiani si domandano: possiamo permettercelo un gol così?».Totò Schillaci non era previsto. Non doveva nemmeno esserci ai Mondiali del 1990, eppure, per una breve stagione, è diventato il volto dell'Italia: gli occhi dilatati, la gioia di chi non sa bene cosa stia succedendo ma intuisce che non potrà succedere mai più.Corrado De Rosa parte da lì, da una fotografia scattata allo stadio San Paolo di Napoli dopo il suo gol nella semifinale contro l'Argentina, per raccontare non solo la storia di un uomo e di un giocatore, ma quella di una nazione intera che si specchia nei propri eroi e li consuma in fretta. Schillaci viene da una casa popolare di Palermo: è il Sud che ce la fa, il ragazzo senza pedigree che riesce a entrare, a suon di gol, nel salotto buono del calcio internazionale. Anche se, passata quella stagione leggendaria, la stessa Italia che lo aveva messo sull'altare lo nasconde sotto il tappeto. Alla fine del libro, trent'anni dopo, ritroviamo Schillaci in una clinica oncologica di Palermo. La città è bloccata per l'arresto di Matteo Messina Denaro. Al microfono di un giornalista, Totò dice: «Alle otto e un quarto sembrava il manicomio». È il suo modo di chiudere il cerchio, con l'ironia e la lucidità di chi ha capito tutto, troppo tardi ma piuttosto bene.Corrado De Rosa, psichiatra, è autore di numerosi saggi sulla follia come strumento di manipolazione dei processi, tra cui La mente nera (Sperling & Kupfer, 2014) e Italian Psycho (minimum fax, 2021). Nel 2018 è uscito per Rizzoli il suo romanzo L'uomo che dorme. Nel 2022, per Giulio Perrone Editore, ha scritto A Salerno. Psicologia insolita di una città sospesa. Nel 2023 ha pubblicato con minimum fax Quando eravamo felici, un libro sul rapporto fra calcio, cultura e società.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Caldo record: ondata di caldo in Europa, in Francia sette morti per le temperature record. Anche in Italia l’afa si intensificherà ulteriolmente nei prossimi giorni. Facciamo il punto con Massimiliano Pasqui, climatologo presso il Cnr.
Clarissa, conosciuta sui social come Mrs. Veggy, ha trentadue anni, vive ad Arona ed è una delle voci più seguite della cucina vegetale in Italia. Cresce a Stresa, dentro un ristorante di famiglia dove di soldi non si parla mai apertamente, ma il messaggio è chiaro: chi guadagna di più, vale di più. Da bambina interiorizza quell'equazione e si dà un obiettivo netto: «Ho sempre desiderato diventare ricca».A quindici anni inizia a lavorare nei weekend nel ristorante, come le sue cugine. Quei soldi le danno indipendenza e alimentano l'idea che la sicurezza passi dall'accumulare e dal concedersi il meno possibile. Dopo la laurea, quando si trasferisce ad Arona per fare la graphic designer freelance, rompe per la prima volta quel modello: mentre in famiglia anche chi ha un altro lavoro continua a fare i weekend al ristorante, lavorando di fatto sette giorni su sette, Clarissa decide di non tornare. Per i suoi non è concepibile che preferisca il tempo libero a qualche soldo in più.Ma la vita da freelance è più faticosa del previsto. Per anni guadagna poco e quel poco la misura: si sente inadatta, non abbastanza adulta, non abbastanza utile nella coppia. L'ansia di diventare ricca si trasforma così in ansia del consumare: spendere il meno possibile, concedersi il meno possibile, risparmiare come forma di controllo.Poi arriva il 2020. Nel pieno della pandemia apre un profilo Instagram di ricette vegetali. Nel 2022 firma con un'agenzia ed è la svolta: per la prima volta guadagna abbastanza, anzi di più, e nella coppia i ruoli economici si invertono. Ma diventare un personaggio pubblico porta con sé una nuova paura: non essere all'altezza. Una crisi profonda la porta in terapia, dove inizia a guardare anche il suo rapporto con i soldi.Oggi Clarissa ha riempito di un altro significato l'idea di ricchezza che la guidava a quindici anni. I soldi non sono più un valore universale, ma uno strumento per stare meglio. Il simbolo è un cappuccino al bar, più volte a settimana: una piccola spesa che prima le sarebbe sembrata impensabile, e che adesso riconosce come un investimento in sé stessa.
E ancora: Il Victoria renderà omaggio a Neale Daniher con i funerali di Stato; Tennis, Roland Garros, avanti Berrettini, Cobolli e Paolini, domani tocca a Sinner.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Marco +In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».Parola del Signore.
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La Bologna Children's Book Fair, che si è tenuta in questa primavera, giungendo alla sua 63ma edizione e confermandosi come l'evento internazionale più importante nel settore, ha mostrato un'attenzione particolare alla saggistica rivolta alle giovani lettrici e ai giovani lettori, focalizzata in particolare su temi alti, di carattere etico, politico, sociale, psicologico.Come afferma Gianrico Carofiglio, ospite di questa puntata, è importante i giovani vengano incoraggiati ad esercitare il pensiero critico, «la forma più profonda di resistenza che abbiamo a disposizione», e a farsi energia di cambiamento verso un mondo più giusto. Proprio di questo tratta il suo saggio più recente, Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza (Mondadori).L'esercizio del pensiero è anche ciò che ci preserva dal cortocircuito tra emozione e azione violenta, e “sentire pensare agire” è infatti il sottotitolo di Dentro l'uragano (Il Castoro), in cui Anna Ballerini, psicologa e psicoterapeuta specializzata in età evolutiva, e Luigi Ballerini, medico psicoterapeuta nonché scrittore per ragazzi tra i più letti e apprezzati, si rivolgono direttamente agli adolescenti con grande sensibilità e competenza.Anche loro saranno ospiti di questa puntata, insieme a Victor Dias De Oliveira Santos, scrittore e linguista brasiliano residente negli Stati Uniti, che ha scritto un libro per i più piccoli: Le persone sono strane (Terre di Mezzo), il cui tema è il valore della diversità, della tolleranza, del rispetto di ogni individuo.
Zuppa di Porro dell'25 maggio 2026: rassegna stampa quotidiana
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E ancora: Congo, familiari di una vittima di Ebola danno alle fiamme un centro di cura: volevano il corpo per celebrare un funerale tradizionale; Sport, Giro d'Italia, 12esima tappa al belga Segaerts.
Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se, improvvisamente, ci fosse una crisi energetica in Italia? Nelle ultime settimane si fa un gran parlare di "lockdown energetico" a causa dell'instabilità nello Stretto di Hormuz dovuta alla guerra in Iran e oggi facciamo chiarezza in merito. Anche se al momento non è in programma alcuna soluzione di questo tipo, nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare potrebbero scattare misure di emergenza coordinate a livello europeo, incluse limitazioni dei consumi, riduzione dei voli di linea e un aumento del prezzo dei carburanti. In questo video vi spiegheremo cosa comporterebbe il lockdown energetico in Italia, di cosa si tratta e quando potrebbe scattare a seconda di regolamenti e direttive sulle scorte di petrolio e gas naturale. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Intro 00:48 Cos'è il lockdown energetico 01:56 Italia e importazioni estere 04:36 Chiusura dello Stretto di Hormuz: le conseguenze 06:00 Cosa comporterebbe il lockdown energetico in Italia 06:30 DaD per le scuole, smart working e circolazione a targhe alterne 08:02 Illuminazione pubblica e condizionatori 09:00 Quando potrebbe esserci il lockdown 09:19 I regolamenti sul petrolio 12:00 Le direttive sul gas naturale 14:00 Quali paesi sono già in lockdown energetico 15:39 La crisi energetica in UE e il piano d'azione Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Adriana Logroscino racconta il caso della mozione della maggioranza da cui è stata eliminata la richiesta di rivedere (al ribasso) l'innalzamento al 5% del Pil per le spese militari. Marco Imarisio spiega quali sono gli obiettivi del presidente russo in visita in Cina, pochi giorni dopo quella di Donald Trump. Michela Rovelli parla della conclusione per prescrizione del processo nato da una causa intentata dal miliardario contro Sam Altman di OpenAIDifesa ed energia, mozione del centrodestra per «rivedere l'obiettivo Nato sulle spese militari al 5%». Poi la retromarciaPutin vola da Xi in cerca di garanzie e prova a non farsi mettere in ombraOpenAI, Elon Musk ha perso la causa contro Altman
Alle Maldive sono stati recuperati i corpi di due dei sub italiani morti la scorsa settimana, grazie al lavoro di tre subacquei finlandesi inviati da Divers Alert Network Europea. Ci facciamo raccontare come da Cristian Pellegrini, Marketing and Communication manager di Dan Europe.Dopo la visita del Presidente Donald Trump, Xi Jinping accoglie un altro leader: Vladimir Putin. Cosa bisogna aspettarsi da questo vertice? Lo chiediamo a Claudio Bertolotti, Direttore di Start Insight.Nel frattempo a Parigi va in scena il G7. Ci racconta la giornata Danilo Ceccarelli, collaboratore da Parigi.
Giorgia ha 34 anni, vive a Genova e insegna in un istituto professionale di periferia. È cresciuta in una famiglia di ceto medio e fin da bambina ha interiorizzato un'idea molto precisa: non dover dipendere economicamente da nessuno. Quando i suoi genitori si separano, lei vede da vicino cosa significa dipendere dagli aiuti familiari e costruisce, quasi senza accorgersene, un obiettivo identitario. «Non ho mai visualizzato cosa sarei stata da grande, ma sicuramente il come: una persona indipendente anche dal punto di vista finanziario».Quella convinzione accompagna tutte le sue scelte. Giorgia studia Scienze dei Materiali, si trasferisce a Milano per la magistrale, lavora durante l'università per contribuire all'affitto e, una volta laureata, trova subito impiego in una multinazionale. Ha uno stipendio buono, benefit aziendali, prospettive di crescita e un contratto stabile. «Mi hanno valorizzato sia dal punto di vista economico che professionale».Poi arriva il Covid, una gravidanza complicata e, insieme al lavoro da remoto, il ritorno a una vita che le manca: Genova, il compagno, la famiglia, gli amici. In quel momento riceve un'offerta per una supplenza come insegnante, un lavoro che aveva sempre desiderato fare. La scelta è improvvisa: quarantotto ore per licenziarsi e cambiare completamente vita. E Giorgia lo fa, lasciando alle spalle possibilità di carriera, aumenti di stipendio, assistenza sanitaria integrativa e un fondo pensione aziendale.«Per mantenere comunque la mia indipendenza economica sarei stata disposta anche a fare un lavoro meno remunerativo, meno valorizzato, proprio perché nell'infanzia e nell'adolescenza ho costruito questa idea di me molto indipendente dal punto di vista finanziario».Oggi Giorgia guadagna meno di prima, ma sente di aver costruito una vita più vicina a sé. E la stabilità economica che ha conquistato negli anni è diventata qualcosa di diverso da un semplice obiettivo: uno strumento per scegliere come vivere il proprio tempo, dove stare e a cosa dedicarsi. Anche gratuitamente. Perché oltre a insegnare, Giorgia è consigliera municipale e segretaria di partito a Genova. E proprio lì, nella possibilità di esserci anche dove il denaro non è il punto, per lei si misura il significato più profondo dell'indipendenza economica.
Non sempre è facile valutare con obiettività il proprio livello di italiano. Con questo quiz potrai capire il tuo livello reale — se sei principiante, intermedio o avanzato — testando la tua grammatica, il tuo vocabolario e la naturalezza con cui usi la lingua. Un test rapido ma efficace. Sei Principiante, Intermedio o Avanzato in Italiano? Fai il Quiz Le Regole del Quiz Prima di iniziare, tieni a mente queste semplici indicazioni. Non consultare dizionari o traduttori — affidati solo alle tue conoscenze. Rispondi a ogni domanda nella tua testa, prima di leggere la soluzione. Sii onesto con te stesso: il risultato sarà tanto più utile quanto più è sincero. Per ogni risposta corretta guadagni un punto. Alla fine scoprirai cosa significa il tuo punteggio. Le 5 Domande del Quiz Domanda 1 — Grammatica: Il Periodo Ipotetico Scegli la forma corretta per completare la frase: «Se _____ più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.» A) avessi B) avrò C) ho [...] Risposta Corretta: A) avessi Questa è una frase con il periodo ipotetico della possibilità: si usa il congiuntivo imperfetto nella parte con "se" e il condizionale presente nella parte del risultato. Quindi: «Se avessi più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.» La forma "avrò" è il futuro semplice e "ho" è il presente indicativo — nessuna delle due si usa dopo "se" in questo tipo di frase. È uno degli errori più frequenti tra chi studia italiano. Domanda 2 — Grammatica: Le Preposizioni Quale frase è corretta? «Mi sono innamorato _____ Maria.» A) per B) con C) di [...] Risposta Corretta: C) di In italiano il verbo "innamorarsi" vuole sempre la preposizione "di" — non "per", non "con", non "da". Si dice «mi sono innamorato di Maria», esattamente come si dice «ho bisogno di aiuto» o «sono stanco di aspettare». Le preposizioni in italiano sono una delle difficoltà più grandi per gli stranieri, perché non seguono sempre una logica traducibile da altre lingue. Ad esempio, in inglese si dice «I fell in love with Maria» — con "with" — ma in italiano si usa "di". Vale quindi la pena imparare queste combinazioni senza affidarsi alla traduzione letterale. Domanda 3 — Grammatica: Gli Aggettivi Scegli la parola giusta: «Il film era _____, mi sono addormentata sul divano.» A) noioso B) annoiata C) noiosamente [...] Risposta Corretta: A) noioso In italiano bisogna distinguere tra aggettivi che descrivono la cosa e aggettivi che descrivono come ci si sente: «Il film era noioso» → è la cosa che provoca noia «Io ero annoiata» → è la persona che prova noia Noiosamente è un avverbio — modifica un verbo, non un sostantivo Usare «Il film era annoiato» significherebbe attribuire al film stesso la sensazione di noia, il che non ha senso dal punto di vista semantico. Domanda 4 — Grammatica: Il Congiuntivo o l'Indicativo? Scegli la forma verbale corretta: «Penso che Marco _____ già a casa.» A) è B) sia C) sarà [...] Risposta Corretta: B) sia Dopo il verbo "pensare che" si usa il congiuntivo presente — non l'indicativo, non il futuro. La forma corretta è quindi: «Penso che Marco sia già a casa.» Il congiuntivo in italiano si usa dopo verbi che esprimono opinione, dubbio, emozione o desiderio, come: pensare che, credere che, sperare che, volere che, temere che. La forma "è" (indicativo presente) è grammaticalmente scorretta in questo contesto, anche se diffusa nel parlato informale. La forma "sarà" (futuro) indica invece un'ipotesi futura, non presente. Verbo PrincipaleModo RichiestoEsempioPenso cheCongiuntivoPenso che sia veroCredo cheCongiuntivoCredo che abbiano ragioneSpero cheCongiuntivoSpero che venga prestoSo cheIndicativoSo che è veroVedo cheIndicativoVedo che ha capito Domanda 5 — Naturalezza: L'Ordine delle Parole Quale frase direbbe più naturalmente un italiano? A) Ogni giorno vado al lavoro alle 8.B) Vado al lavoro ogni giorno alle 8.C) Entrambe sono corrette. [...] Risposta Corretta: C) Entrambe Sono Corrette — ma con Sfumature Diverse Quando si mette "ogni giorno" all'inizio, si enfatizza la frequenza — ogni singolo giorno, senza eccezioni. Quando si inizia con "Vado", si enfatizza l'azione — ed è la struttura più neutra e comune nella conversazione quotidiana. L'italiano è flessibile nell'ordine delle parole: è possibile spostare gli elementi della frase per modificarne il focus. Con la pratica, questa sensibilità diventa progressivamente più istintiva. I Risultati del Quiz Conta i tuoi punti e scopri il tuo livello. PunteggioLivelloDescrizione0–1 puntoA1 — PrincipianteNon scoraggiarti: tutti iniziano da qui. Il fatto che tu stia studiando è già un ottimo punto di partenza.2–3 puntiB1 — IntermedioBuon lavoro. Capisci le strutture di base e stai costruendo una solida base grammaticale. Continua su questa strada.4–5 puntiC1 — AvanzatoIl tuo italiano è davvero solido. Potresti valutare di esporti a contenuti autentici, come film o podcast in italiano, senza supporto. Tieni presente che questo è un test orientativo, utile per avere un'idea generale del tuo livello. Domande Frequenti Il Congiuntivo È Davvero Necessario in Italiano? Anche se nel parlato informale molti italiani tendono a evitarlo, il congiuntivo è fondamentale per un italiano corretto e formale. Usarlo in modo appropriato contribuisce in modo significativo alla naturalezza e alla competenza percepita da un madrelingua. Come Posso Migliorare con le Preposizioni Italiane? Il modo più efficace è imparare i verbi insieme alla loro preposizione, come un'unità fissa. Non imparare solo "innamorarsi", ma «innamorarsi di». La lettura e l'ascolto di contenuti autentici aiutano a interiorizzare questi abbinamenti in modo graduale e naturale. Questo Test Determina il Mio Livello Ufficiale? No, si tratta di un test orientativo e rapido. Per un livello ufficiale riconosciuto a livello internazionale, è possibile fare riferimento alle certificazioni come CILS, CELI o PLIDA, che valutano tutte e quattro le abilità linguistiche: lettura, scrittura, ascolto e produzione orale. Un buon test non dà solo risposte, apre nuove domande — trovale con l'articolo dedicato alla guida sui pronomi. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo:“Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Livello di Italiano", "description": "Quiz interattivo per valutare il tuo livello di italiano: grammatica, preposizioni, congiuntivo, aggettivi e naturalezza della lingua.", "educationalLevel": "A1-C1", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale forma verbale completa correttamente la frase: «Se _____ più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avessi" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale preposizione completa correttamente: «Mi sono innamorato _____ Maria.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "di" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale parola completa correttamente: «Il film era _____, mi sono addormentata sul divano.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "noioso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma verbale è corretta dopo «Penso che»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "sia" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, l'ordine delle parole nella frase è sempre fisso e non può cambiare.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il congiuntivo?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Spero che venga presto." } }, { "@type": "Question", "name": "Quale verbo richiede l'indicativo nella frase subordinata?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "So che" } }, { "@type": "Question", "name": "Il periodo ipotetico della possibilità usa il congiuntivo imperfetto nella parte con «se».", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale parola completa correttamente: «Io ero _____ dopo quel film lungo.»?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "annoiata" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale delle seguenti frasi mette enfasi sulla frequenza dell'azione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ogni giorno vado al lavoro alle 8." } } ] } Caricamento quiz in corso... Esercizio: Grammatica e Naturalezza dell'Italiano Test sul livello di italiano. Metti alla prova la tua grammatica, le preposizioni e il congiuntivo. Scopri se sei principiante, intermedio o avanzato. Domanda 1 di 10 const livelloItalianoQuizData = { id: 'livello-italiano', preguntas: [ { tipo: 'multiple', pregunta: "Quale forma verbale completa correttamente la frase?n«Se _____ più tempo, imparerei l'italiano più in fretta.»", opciones: ['avessi', 'avrò', 'ho', 'avevo'], correcta: 'avessi', explicacion: {correcta: 'Esatto! Il periodo ipotetico della possibilità vuole il congiuntivo imperfetto dopo «se».', incorrecta: 'La risposta corretta è «avessi». Con «se» nel periodo ipotetico della possibilità si usa il congiuntivo imperfetto.'}}, { tipo: 'multiple', pregunta: "Quale preposizione completa correttamente la frase?n«Mi sono innamorato _____ Maria.»", opciones: ['per', 'con', 'di', 'da'], correcta: 'di', explicacion: {correcta: 'Perfetto! 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