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Dal 1° agosto Truth Social apre una corsia preferenziale: un'API che promette accesso “al millisecondo” ai post dei 10 account più influenti della piattaforma, a partire da Donald Trump. Prezzo riportato dal Financial Times: fino a 100.000 dollari al mese (circa 60.000 con contratto triennale). Il target è esplicito: banche, fondi, trading ad alta frequenza, media finanziari. Non si compra un segreto: si compra latenza.Tecnicamente non è insider trading nel senso classico, perché il contenuto è pubblico. Ma l'effetto è quello che conta: due classi di spettatori, chi vede prima e chi vede dopo, con algoritmi che reagiscono prima ancora che arrivi la notifica sul telefono. La velocità come merce esiste da anni nei mercati (feed diretti, colocation), ma qui la “fonte” non è un'infrastruttura regolata: è la voce del Presidente degli Stati Uniti, e la corsia preferenziale viene venduta dall'azienda legata a quella stessa voce.Il conflitto d'interessi è strutturale: Trump è l'autore dei post che muovono i mercati e risulta anche azionista di riferimento di Trump Media & Technology Group, che monetizza quell'anticipo. È la rutinizazione del carisma in formato API: volatilità trasformata in abbonamento, con il potere che torna a farsi pagare per l'accesso—solo che ora dura meno di un battito di ciglia.00:00 100k al mese per vedere prima01:03 Cos'è Truth API02:49 Quanto valgono i post03:45 Perché non è insider trading04:47 Il precedente Reuters 201305:24 Presidente, piattaforma, azioni07:52 Routinizzazione del carisma10:01 Due classi di mercato#TruthAPI #TruthSocial #DonaldTrump
After several weeks on the road, Convention of States President Mark Meckler is back in the saddle to talk the Iran War Reloaded, JD Vance's comments on Israel, a Crazy Candace update, and much more. As always, Mark finishes up with the latest news from the COS movement and a segment of Ask Mark Anything with his responses to listener questions. Ask Mark Anything
#433 - Crea una Mappa della Tua ConoscenzaUna base di conoscenza personale (personal knowledge base) mi ha aiutato a trovare idee, collegamenti e perfino un metodo di lavoro che erano già dentro i miei articoli. Non ha creato niente di nuovo. Mi ha semplicemente fatto vedere, tutte insieme, cose che prima erano sparse in centinaia di pagine.Per anni ho scritto articoli, preso appunti e sviluppato idee. Ogni volta lavoravo su un pezzo alla volta. Non avevo mai guardato tutto il mio lavoro come se fosse un unico insieme. Quando l'ho fatto, sono saltate fuori cose molto interessanti.Mi sono accorto che c'erano argomenti importantissimi di cui parlavo spesso, ma che non avevo mai spiegato fino in fondo. Ho scoperto che usavo sempre gli stessi principi per prendere decisioni. Io li applicavo senza pensarci troppo. Solo vedendoli ripetuti decine di volte ho capito che quello era, a tutti gli effetti, il mio metodo.È un po' come guardare il retro di un arazzo. Da vicino vedi solo fili che vanno in tutte le direzioni. Quando lo guardi dalla parte giusta, all'improvviso compare il disegno.Secondo me è questo il valore più grande di una base di conoscenza personale. Non serve solo a conservare quello che sai. Ti aiuta a vedere come ragioni, quali idee tornano continuamente e quali meritano di essere sviluppate. Così quello che hai imparato negli anni smette di essere una raccolta di documenti e diventa qualcosa che puoi capire, usare e far crescere.Articolo originale: ✪ What My Personal Knowledge Base Made Visible That I Couldn't See - #85___________________________Cosa Posso Fare per TeAiuto esperti e consulenti che stanno costruendo una nuova carriera online a guadagnare l'autorevolezza, la credibilità e la visibilità che inizialmente non hanno.Diventa il Punto di Riferimento nel Tuo SettoreVisibile, credibile, autorevole. Una guida fidata.Costruisciti una reputazione da esperto imparando a organizzare ciò che già c'è là fuori. Percorso di affiancamento.-> riempi questo modulo (3 domande)-> verrai ricontattato/a entro 24 ore_______________Info Utili• Sostieni questo podcast:Entra in contatto con me, ottieni feedback, ricevi consigli sul tuo progetto onlinehttps://Patreon.com/Robin_Good• Musica di questa puntata:"Misty" by Birocratic disponibile su Bandcamp• Nella immagine di copertina:Visualizzare i propri principi e concetti attraverso uno specchio tecnologico: l'LLM-wiki.Concept e design di Robin Good eseguito da ChatGPT Image 2• Ascolta e condividi questo podcast:https://www.spreaker.com/show/dabrandafriend• Archivio del podcast organizzato per temi:https://start.me/p/kxENzk/da-brand-a-friend-archivio-podcast• Seguimi su Telegram:https://t.me/RobinGoodItalia• Newsletter in Italiano:https://robingooditalia.substack.comCome diventare punti di riferimento fidati nel proprio settore.• Newsletter in Inglese:https://robingood.substack.comHow to be recognized as a top trusted advisor in your field. .
L'algoritmo può essere un capo migliore di un essere umano? Oggi tre aziende italiane su quattro utilizzano già sistemi di gestione algoritmica per assegnare compiti, monitorare i dipendenti, valutare le prestazioni e organizzare il lavoro. Non si tratta solo di colossi come Amazon, Uber o Deliveroo: l'algoritmo è ormai entrato in moltissime aziende, spesso senza che i lavoratori ne siano pienamente consapevoli. Ma è davvero un problema? Non necessariamente. In questo episodio analizziamo come funziona la gestione algoritmica del lavoro, quali vantaggi può offrire rispetto ai manager umani e quali rischi comporta quando le decisioni vengono prese da sistemi opachi e difficili da contestare. Parleremo dei dati dell'OCSE, della diffusione dell'intelligenza artificiale nelle aziende, degli algoritmi che valutano i lavoratori e delle nuove regole europee pensate per garantire trasparenza e tutela dei diritti. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Gestione algoritmica nel lavoro: quando l'AI è il capo 01:03 Cos'è il management algoritmico 02:02 L'adozione dell'IA in Italia, UE e USA: dati OCSE 03:51 I settori e i lavori interessati 05:21 Rider e call center 06:34 Screening automatico dei CV 07:48 La valutazione dei manager e il Workforce Analytics 09:28 I rischi della gestione algoritmica nella sanità 10:15 Il giornalismo: l'influenza sulle decisioni editoriali 11:16 Le 5 leve del management algoritmico 12:25 I rischi sui lavoratori: impatto psicologico e ansia 14:01 Tutele legali: le norme in Europa e Italia 15:29 Il futuro: l'IA e la valutazione degli insegnanti 16:18 Assistenti sociali e lo scandalo nei Paesi Bassi 17:16 La valutazione di avvocati, analisti e medici 18:10 Un sistema algoritmico è meglio di un manager umano? I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=QA_V6vtmEmU https://www.youtube.com/watch?v=IKsZajZEuBg Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Lo spazio che hai attorno, la stanza, la distanza tra te e questo schermo: e se fosse una costruzione, non il fondale fisso della realtà?Ho cercato di capire dove Faggin porta la fisica dei campi quando smette di avere paura delle proprie conclusioni.Se vuoi ragionare su cosa sta sotto lo spazio-tempo, questa puntata fa per te. Ascolta e dimmi cosa ne pensi.#filosofia #coscienza #fisica00:00:00 Lo spazio che vedi: un'illusione?00:01:09 La domanda: palcoscenico o costruzione?00:02:21 Einstein: spazio e tempo non assoluti00:03:25 Penrose e i piani di simultaneità00:04:28 Universo a blocchi ed eternalismo00:06:40 La fisica quantistica sfida Newton00:08:06 Cos'è un campo quantistico00:09:41 Entanglement: separazione illusoria00:11:10 Vuoto quantistico: spazio e campi insieme00:12:50 La teoria CIF di Faggin00:14:47 Spazio I: informazione quantistica privata00:16:16 Spazio C e l'esperienza coscienteAscolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/CMjU8lfYuNQCommenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegramLascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stellineDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Ti sei mai chiesto da dove venga il tuo cognome? E ti è mai capitato di imbatterti in un cognome italiano e di pensare: "Ma perché qualcuno dovrebbe chiamarsi così?". Dietro ogni cognome si nasconde una piccola storia fatta di mestieri, luoghi, caratteristiche fisiche e perfino auguri. Scopriamo insieme da dove vengono i cognomi italiani e perché alcuni sono davvero curiosi. Da Dove Vengono i Cognomi Italiani e Perché Alcuni Sono così Strani? I cognomi italiani sono come piccoli libri di storia: raccontano da dove venivano i nostri antenati, che lavoro facevano e perfino com'erano fatti fisicamente. Imparare a "leggerli" è anche un ottimo modo per arricchire il vocabolario con nomi di mestieri, aggettivi e nomi di luoghi. Quando Sono Nati i Cognomi in Italia? I cognomi, in Italia, sono diventati obbligatori e ufficiali solo in epoca relativamente recente. Fu il Concilio di Trento, nel 1564, a stabilire che le parrocchie dovessero tenere un registro dei battesimi con nome e cognome. Lo scopo principale era pratico: evitare i matrimoni tra parenti. Prima di allora, una persona era semplicemente "Giovanni", e se in paese c'erano dieci Giovanni ci si arrangiava con i soprannomi. L'usanza del cognome esisteva comunque già da prima, soprattutto tra le famiglie nobili e i commercianti, e nelle campagne ci furono famiglie senza un vero cognome fisso addirittura fino all'Ottocento. Proprio dai soprannomi nasce gran parte dei cognomi italiani. Le Quattro Grandi Categorie dei Cognomi Italiani La maggior parte dei cognomi italiani deriva da quattro grandi categorie. Vediamole una per una, con tanti esempi pratici. 1. Cognomi che Derivano da un Nome di Persona (Patronimici) Sono cognomi che indicavano "il figlio di…". Si chiamano patronimici quando si riferiscono al padre, e matronimici (molto più rari) quando si riferiscono alla madre. L'esempio più chiaro è Di Stefano, cioè "(il figlio) di Stefano". Allo stesso modo abbiamo De Angelis, D'Antonio, Di Marco. Come esempio di matronimico possiamo citare De Maria o Di Maria, costruiti su un nome femminile. A volte la preposizione è scomparsa e il nome è rimasto da solo, magari al plurale: Martini, Bernardi, Mariani. Quella "-i" finale spesso significa proprio "appartenente alla famiglia di…". C'è un dettaglio bellissimo per chi studia l'italiano: tantissimi di questi cognomi nascono da un nome alterato, cioè modificato con un suffisso. Da "Giovanni" non nasce solo Giovannini, ma anche Nannini, Vanni, Giannetti. La particella Di all'inizio di tanti cognomi (Di Marco, Di Paolo, Di Pietro) è particolarmente diffusa in regioni come l'Abruzzo. Per approfondire questo meccanismo linguistico, puoi leggere la guida sugli alterati in italiano, tra diminutivi e accrescitivi. 2. Cognomi che Derivano da un Mestiere Questa categoria è perfetta per imparare vocabolario, perché molti cognomi raccontano semplicemente che lavoro facevano i nostri antenati. Per approfondire il lessico del lavoro, puoi consultare la guida sui mestieri e le professioni in italiano. CognomeMestiere d'origineFerrari, Ferraro, Fabbri, FabbroFabbro (chi lavora il ferro)PastoreChi si occupa delle pecoreSarti, SartoriSarto (chi cuce i vestiti)BarbieriChi taglia barba e capelliMolinari, Munari, MunaroMugnaio (chi lavora al mulino)VaccaroChi alleva le vacche Tra i cognomi di mestiere, quello legato al fabbro è il più diffuso in assoluto. Fabbri e Fabbro (dal latino faber) sono diffusissimi in Emilia-Romagna e in Friuli. Una curiosità: spesso uno stesso mestiere ha generato cognomi diversi a seconda della regione, perché c'era la forma in dialetto e quella in italiano. Il mugnaio, per esempio, in alcune zone del Nord è diventato Munari o Munaro. 3. Cognomi che Derivano da una Caratteristica Fisica o del Carattere Qui gli italiani del passato sono stati molto sinceri: tantissimi cognomi descrivevano com'era fatta una persona. Erano una specie di "etichetta", a volte affettuosa, a volte un po' ironica, data dal paese. Per ampliare il vocabolario, puoi consultare la guida su come descrivere qualcuno in italiano. CognomeCaratteristicaRossiCapelli rossi (il cognome più diffuso d'Italia)BianchiCapelli bianchi o pelle chiaraBassi, BassoPersona bassaLongo, LungoPersona altaMoretti, BrunoPelle o capelli scuriRicciCapelli ricciGrassiPersona robustaMagroPersona magra Non tutti i cognomi di questa categoria descrivevano l'aspetto fisico: alcuni raccontavano il carattere o un comportamento. Chi era sempre allegro diventava Allegri, chi era forte e robusto Forte o Forti, chi era gentile Gentile. Ricevere un cognome così, in fondo, era anche un piccolo complimento. Per arricchire il lessico, puoi leggere la guida sugli aggettivi italiani per descrivere il carattere e la personalità. 4. Cognomi che Derivano da un Luogo di Origine L'ultima grande categoria comprende i cognomi che indicano da dove veniva una persona. Se un uomo arrivava da un altro paese, gli abitanti lo identificavano proprio così. Questi cognomi si chiamano anche toponimici, dal greco tópos, che significa "luogo". Per ripassare la geografia italiana, puoi consultare la guida sulle regioni e i capoluoghi d'Italia. Da qui nascono cognomi come Romano (da Roma), Lombardo e Lombardi (dalla Lombardia), Calabrese (dalla Calabria), Pugliese (dalla Puglia), e perfino Messina o Genova dai nomi delle città. C'è poi una sottocategoria legata non a una città, ma a un elemento del paesaggio. Chi viveva vicino a una fontana diventava Fontana, vicino a una valle Valle o Della Valle, su una collina Collina, vicino al mare Costa o Marina. Il cognome diventava così una piccola fotografia del posto in cui si abitava. I Cognomi Italiani più Strani e Particolari In Italia esistono davvero dei cognomi che fanno sorridere. Dietro ognuno si nasconde una storia sorprendente, a volte divertente e a volte commovente. I Soprannomi Diventati Cognomi Gli italiani del passato amavano descrivere le persone con espressioni intere. Così troviamo Bevilacqua ("bevi l'acqua") e Tagliaferro ("taglia il ferro", probabilmente dato a qualcuno molto forte). I Cognomi Augurali Sono nomi che esprimevano un augurio, un ringraziamento o uno scongiuro per il neonato. Ecco perché esistono cognomi come Benvenuti (perché il bambino era benvenuto) e Bonaventura ("buona ventura", cioè buona fortuna). Un esempio particolare è Bencivenga: tipico della zona di Napoli e Caserta, era un nome-augurio col senso di "che ci venga del bene". C'è anche Tornincasa, cioè "torna in casa", un nome commovente che veniva dato a un figlio nato dopo la morte di un altro figlio, come a dire "bentornato in famiglia". I Cognomi di Origine Religiosa Molto diffusi, soprattutto al Sud, riprendevano feste, preghiere o simboli della tradizione cristiana. Troviamo quindi Santoro (dal latino sanctorum, spesso legato a chi nasceva nel giorno di Tutti i Santi), Natale (per chi nasceva il giorno di Natale) e De Angelis ("degli angeli"). Molti di questi cognomi sono legati alle festività: per scoprirle meglio, puoi leggere la guida sul Natale italiano e le sue tradizioni. I Cognomi dei Bambini Abbandonati C'è un capitolo speciale, un po' triste ma molto importante: i cognomi dati ai bambini abbandonati. In passato, i neonati lasciati negli istituti di carità ricevevano cognomi "inventati". Il più famoso è Esposito, che viene dal latino expositus, cioè "esposto": indicava il bambino "esposto" alla pubblica assistenza, lasciato spesso nella cosiddetta "ruota degli esposti". Non a caso oggi Esposito è il cognome più diffuso in Campania, in particolare a Napoli. Con lo stesso significato troviamo Proietti, tipico di Lazio e Umbria. Ci sono poi cognomi-augurio commoventi dati ai trovatelli, come Diotallevi ("Dio ti allevi", cioè "che Dio ti faccia crescere"), Diotaiuti ("Dio ti aiuti") e Degli Innocenti, diffuso in Toscana, legato all'Ospedale degli Innocenti di Firenze. C'è perfino Colombo, diffuso a Milano e in Lombardia, legato anch'esso in molti casi all'accoglienza dei trovatelli, con riferimento alla colomba, simbolo cristiano. Esiste Perfino un Museo del Cognome Un'ultima curiosità: esiste davvero un Museo del Cognome. Si trova a Padula, in Campania, ed è interamente dedicato alla storia e all'origine dei cognomi italiani. Per altre scoperte di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Tabella Riassuntiva delle Categorie Ecco una tabella che riassume le principali categorie dei cognomi italiani con qualche esempio. CategoriaSignificatoEsempiPatronimici"Figlio di…"Di Stefano, De Angelis, MartiniMestieriLavoro degli antenatiFerrari, Barbieri, MolinariCaratteristicheAspetto fisico o carattereRossi, Bianchi, AllegriToponimiciLuogo di origineRomano, Pugliese, FontanaAuguraliAugurio per il neonatoBenvenuti, BonaventuraReligiosiFeste e simboli cristianiSantoro, Natale, De AngelisTrovatelliBambini abbandonatiEsposito, Proietti, Colombo Domande Frequenti Qual È il Cognome più Diffuso in Italia? Il cognome più diffuso in tutta Italia è Rossi, che deriva probabilmente dal colore dei capelli. A livello regionale, però, ci sono cognomi dominanti diversi: in Campania, per esempio, il più diffuso è Esposito. Quando Sono Diventati Obbligatori i Cognomi in Italia? I cognomi sono diventati ufficiali e obbligatori con il Concilio di Trento nel 1564, quando si stabilì che le parrocchie dovessero registrare i battesimi con nome e cognome. L'usanza esisteva però già prima tra nobili e commercianti. Cosa Significa il Cognome Esposito? Esposito deriva dal latino expositus, cioè "esposto". Veniva dato ai bambini abbandonati, "esposti" alla pubblica assistenza. Oggi è il cognome più diffuso in Campania. Cosa Sono i Cognomi Patronimici? I patronimici sono cognomi che indicavano "il figlio di…" e si riferivano al padre,...
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Den gracias a Dios: reconociendo la bondad de Dios en un mundo autosuficiente | Salmo 107 Predicador invitado: Federico Galeano (Pastor Redil Gracia y Verdad - La Ceja)Domingo, 12 de julio - 2026La iglesia es el grupo de personas que Cristo salvó y redimió mediante Su obra en la cruz del calvario y en Su resurrección de entre los muertos. La iglesia, reunida o dispersada, glorifica, exalta y rinde adoración solamente a Dios. Ven y gózate junto a nosotros en este gran privilegio de adorar a Cristo desde dónde estés y por la eternidad...- - - - - SÉ PARTE DEL ESFUERZO DE NUESTRO MINISTERIO - - - - -Nuestro sabio Dios ha decidido que Su obra se realice con la participación activa y alegre de aquellos que son Su pueblo. A algunos Él los llama a ir a hacer la obra, mientras que a otros los llama a apoyar enviando. La Biblia dice que Dios ama al dador alegre y se ha comprometido a proveer siempre lo suficiente para aquellos que abundan en la generosidad, lo cual trae gloria a Su nombre (2Co 9:6-15).Si eres parte del @redildelpoblado o has sido beneficiado con la predicación de la Palabra de Dios desde nuestro ministerio, te invitamos a ser parte de este esfuerzo de manera que más personas puedan recibir Su Palabra. Realiza tus ofrendas por medio de nuestra cuenta de ahorros Bancolombia No. 24554697913Iglesia Comunidad Cristiana El Redil del PobladoEnvía tu comprobante al correo: administracion@redil.org.coSí desea más información, por favor escríbenos al WHATSAPP: +57 3103645315@redildelpoblado#Redildelpoblado #ElRedilenCasa #KenRuckerConoce más sobre nosotros en: http://www.redildelpoblado.orgEnglish Site: https://redildelpoblado.org/en/
Nello stesso palazzo di Bruxelles, lunedì, i ministri dei Ventisette hanno annunciato quasi un miliardo per ricostruire Gaza e lo stesso giorno hanno lasciato cadere l'unica misura che avrebbe toccato Israele. Il denaro ha un nome, Team Gaza Initiative: 883,6 milioni di euro annunciati al vertice dei donatori per la Palestina, con al tavolo il premier palestinese Mohammad Mustafa e 65 delegazioni. «L'Unione europea è il partner più affidabile e credibile del popolo palestinese», ha detto l'Alta rappresentante Kaja Kallas. La misura scomparsa è il divieto di importare i prodotti delle colonie illegali, quella che per Kallas ha raccolto «il maggior sostegno». Si è arenata su una lite di etichetta: se è sanzione serve l'unanimità dei Ventisette, se è atto commerciale basta la maggioranza qualificata. Antonio Tajani ha chiuso alla seconda strada: «Credo che debba essere approvata all'unanimità visto che si tratta di una scelta politica e non commerciale». Così il veto di un solo governo basta a fermare tutto. L'Europa è il primo partner commerciale di Israele, quasi 70 miliardi di interscambio nel 2024 secondo Eurostat. È più o meno quanto l'ONU stima per ricostruire Gaza. La leva c'è. Il parere della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 dice che gli Stati sono obbligati a non sostenere con il commercio l'occupazione dei territori palestinesi. Intanto la Striscia. Il cessate il fuoco vige dal 10 ottobre e i raid tornano quasi ogni giorno: il 12 luglio l'Associated Press ha contato sei morti, una bambina di nove anni tra loro. Oxfam Italia stima oltre 73.000 uccisi, più di mille dal cessate il fuoco, due milioni schiacciati sul 35% del territorio, con meno di sei litri d'acqua al giorno. Dopo il mancato accordo la portavoce di Oxfam Bushra Khalidi lo ha messo per iscritto: "Il cessate il fuoco a Gaza esiste solo di nome". L'unanimità è il nome che l'Europa dà al proprio rifiuto. Il divieto, per la Corte dell'Aia, è già un obbligo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Il vero lusso non è la vacanza ad agosto: è non dover chiedere le ferie a nessuno.I tempi stanno cambiando.Molte persone si stanno ribellando alle gabbie dorate in cui vivono.Lavoro sicuro, guadagno sicuro.Ma libertà limitata.Chiedere permesso per prendere ferie, andare a una visita, stare con i figli, fare una commissione.Tantissime donne si trovano in questa situazione e me ne parlano.Magari i soldi ci sono, ma il tempo per spenderli no.In questo episodio ti racconto onestamente cosa è per me il vero lusso oggi (che mi sono costruita anche io).Così spero che tu possa seguire, almeno in parte, il mio esempio.Per non doverti ritrovare, tra 10 anni, a chiedere il milionesimo permesso e godere finalmente della libertà che ti meriti.___Costruisci la tua libertà scrivendo online, vivi e lavora con la scrittura ad alti livelli inizia dalla lezione gratuita qui. Oppure clicca qui, parla in modo diretto e gratuito con un copywriter del team TCG.___Per domande, accesso a materiali e risorse, scrivi alla mail hola@copygateway.com.___Seguimi sui Social: Instagram | YouTube | LinkedIn | TikTok
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8541OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 13, 24-43)di Giacomo Biffi Da dove viene la zizzania? (Mt 13,27). Da dove è venuta questa erbaccia maligna e soffocatrice che infesta il campo di Dio?È una delle domande più serie e decisive, e siamo tutti costretti a formularla quando ci poniamo di fronte al mistero dell'esistenza: o neghiamo l'evidenza della zizzania, cioè del male (ed è un'impresa disperata), o ci interroghiamo circa la sua provenienza. Sulle labbra dei contadini della parabola l'interpellanza sembra esprimere non solo stupore, ma anche delusione e quasi una specie di rabbia. Sembra anzi marcata da un accento di velato rimprovero verso il padrone, che in fin dei conti è il primo responsabile della coltivazione: "Non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove dunque viene la zizzania?". Dobbiamo dire però che quei contadini almeno una fortuna ce l'hanno, ed è di avere un padrone con cui lamentarsi: è già una consolazione prendersela con qualcuno. A chi ritenesse che il campo non sia di nessuno e ogni accadimento sia in esso del tutto casuale, non sarebbe consentito neppure di protestare o di fare domande, per assenza di destinatari responsabili. Se non esiste un proprietario del campo con un suo programma operativo, se tutto nell'universo è fortuito, allora, pur avvertendo ancora i morsi del male, non siamo più autorizzati né a lagnarci né a enunciare problemi, perché in quel caso non si dà spazio per nessuna verità e quindi per nessuna ricerca. Dove si prende per buona l'ipotesi del caso e dell'assenza di un "Signore" dell'universo (ed è l'ipotesi degli atei), non può sorgere alcuna plausibile investigazione: bisogna rassegnarsi all'esistenza enigmatica della malvagità e all'assurdo della condizione umana. Deve essere tremenda la condizione degli atei, e proprio per questo: per il fatto di non poter riconoscere di fronte a sé nessun interlocutore adeguato.Un ateo vero e coerente è in realtà il più sfortunato degli uomini: si priva perfino della soddisfazione di protestare con qualcuno e di bestemmiare con una certa coerenza.IL PECCATO ORIGINALEL'insegnamento di Gesù a questo proposito è estremamente sintetico ma limpidissimo: il nemico che ha frammischiato l'erbaccia alla buona coltivazione di Dio è il diavolo (cf. Mt 13,39).Mette conto che abbiamo a richiamare, sia pure in cenni rapidissimi, l'intera concezione della fede cattolica circa il male del mondo (concezione che è implicitamente evocata da questa breve frase del Signore). Essa oggi è così faziosamente e acriticamente contrastata dalla cultura che da oltre due secoli è dominante. Ma le illusioni culturali anticristiane, tra l'altro, si sono rivelate storicamente molto pericolose. L'ottimismo naturalistico del secolo XVIII (che si contrapponeva, irridendoli, ai dati della fede) di fatto negli ultimi anni di quel secolo è approdato all'omicidio perpetrato, per così dire, su scala industriale, con indici inauditi di produzione resi possibili dalla geniale invenzione della ghigliottina. Le ideologie che si rifiutavano di credere alla malvagità del cuore dell'uomo, hanno dato vita ripetutamente in questi due secoli a forme esasperate di crudeltà.L'iniquità umana c'è, ed è largamente diffusa. Così diffusa da costituire un problema: come mai gli uomini, più o meno tutti, sconfinano nell'ingiustizia? La Rivelazione cristiana risponde con la dottrina del peccato originale.La verità del peccato originale, come ogni mistero, è oscura in se stessa, ma è illuminante per noi e per la nostra condizione. Indubbiamente si fa fatica a capirla nella sua natura e nelle sue cause; ma senza di essa tutto nel mondo e nell'uomo si fa ancora più impenetrabile, a cominciare dal mare di lacrime e di sangue che ricopre la nostra storia.LA RADICE PRIMA DEL MALEA dire il vero, il libro della Genesi, raccontando la colpa di Adamo e di Eva come frutto della istigazione perfida del serpente, sembra insinuare che l'inizio assoluto del male nell'universo vada ricercato antecedentemente alla comparsa dell'uomo sulla terra. E il libro della Sapienza - implicitamente citato da san Paolo nella lettera ai Romani - dà una lettura teologica dell'antico racconto indicando nel demonio la prima fonte delle nostre sciagure: La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono (Sap 2,24).Ci ritroviamo così all'identico insegnamento offertoci da Gesù appunto nella parabola che stiamo tentando di capire: Il nemico che ha seminato la zizzania è il diavolo (Mt 13,39).Come si vede, la nostra meditazione sul male del mondo è stata progressivamente sospinta dalla verità del peccato personale a quella del peccato che dall'alba della vicenda umana universalmente contamina la nostra stirpe; e dalla verità del peccato originale a quella dell'esistenza del demonio, prima e oscura fonte di ogni perversione.Siamo così invitati a risalire a poco a poco l'enigmaticità delle cose fino a raggiungere la soglia del mondo invisibile che precede la storia dell'uomo; vale a dire la soglia della realtà che sta al di fuori e al di sopra del nostro tempo.IL TENTATIVO DI NEGARE L'ESISTENZA DEL DEMONIONella cristianità contemporanea è in atto invece un curioso processo di smarrimento, tanto che si arriva a percorrere in senso contrario la strada sulla quale, come s'è visto, siamo stati guidati dalla fede.Tra i teologi c'è chi si impegna alacremente in un lavoro cosiddetto di smitizzazione, dopo il quale del demonio non resta neppure la coda. Questi teologi - diversamente da Gesù Cristo - pare che non pensino più a satana come a un essere reale concretamente e personalmente esistente; sembrano piuttosto ridurlo a una sorta di immagine simbolica della intrinseca inclinazione al male che c'è nelle creature.Ma - tolto di mezzo il diavolo - anche il peccato originale non è più plausibile; e infatti in molte odierne presentazioni teologiche esso fatalmente si estenua e si sbiadisce fino a essere la cifra dell'umana finitezza o al più la denominazione collettiva di tutte le colpe individuali. Le quali, a loro volta, tendono a essere considerate non tanto come peccati responsabilmente commessi, quanto come turbe psichiche conseguenti a squilibri congeniti o alla violazione di tabù senza fondamento.Insomma, prima si risolve l'idea del demonio in quella del peccato originale, poi del peccato originale in quella dei peccati dei singoli, infine l'idea dei peccati dei singoli in quella di un malessere senza colpevolezza. Così l'universo diventa una specie di innocente giardino d'infanzia, senza malvagità e senza malvagi, dove però non si capisce più perché tanto spesso ci si imbatta nella ferocia umana, e soprattutto non si capisce più che senso abbiano la morte, il dolore, la redenzione di Cristo.LA SCONFITTA DEL MALIGNO COMINCIA NEL MOMENTO IN CUI LO SI PRENDE SUL SERIOLa vera misericordia - quella di Dio - batte la strada opposta.Il grande avversario comincia a essere sconfitto non nel momento in cui lo si relega tra le favole, ma nel momento in cui lo si prende sul serio, in modo da prendere sul serio la vittoria ottenuta su di lui dalla morte e dalla risurrezione del Figlio di Dio; vittoria che quotidianamente si impianta nella vicenda di ognuno di noi mediante la nostra crescente partecipazione al mistero pasquale.L'universale decadenza della natura umana può essere superata solo partendo dalla persuasione che Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia (cf. Rm 11,32).E dal mio peccato personale incomincio con la grazia divina a risorgere non nel momento in cui lo ignoro o lo censuro psicologicamente, ma nel momento in cui, pentendomi, lo riconosco come atto veramente cattivo e veramente mio.Questo è il senso della proposta evangelica della metànoia (della conversione), che Gesù ci ha indicato come necessaria premessa della nostra salvezza. Il Vangelo non è la notizia che siamo già tutti innocenti per incapacità di intendere e di volere o perché i fatti non costituiscono reato; è la notizia che siamo tutti peccatori e, proprio per questo, siamo i fortunati destinatari dell'invincibile misericordia del Padre.
Potremo mai teletrasportarci da un angolo all'altro del pianeta come nei film di fantascienza? Esisterà mai il teletrasporto umano? Nella prima parte di questo video vi spieghiamo quali sono i limiti strutturali, energetici e biologici che rendono lo spostamento di un intero corpo umano un'impresa teoricamente e praticamente impossibile. Tuttavia, se il viaggio dei corpi resta confinato a Star Trek, la fisica quantistica è riuscita a fare qualcosa di altrettanto sconvolgente: il teletrasporto dell'informazione. Per capire come funziona questa rivoluzione siamo andati nel cuore del Quantum Internet Research Group dell'Università Federico II di Napoli. Qui gli scienziati manipolano le particelle sfruttando l'entanglement quantistico. Immaginate due particelle così intimamente connesse che qualsiasi cosa accada a una si riflette istantaneamente sull'altra, a prescindere dalla distanza. Sfruttando questa sorta di legame invisibile, i ricercatori italiani stanno gettando le basi per l'internet del futuro. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Il mito del teletrasporto: fantascienza o realtà? 01:08 Il teletrasporto di materia è scientificamente possibile? 04:42 Cos'è il teletrasporto quantistico di informazioni 05:46 Il Quantum Internet Research Group dell'Univ. Federico II di Napoli 06:05 Fisica delle particelle, entanglement e fotoni 06:57 Che cos'è l'entanglement quantistico? 08:23 Come si può generare entanglement in laboratorio? 09: 35 Come si teletrasporta l'informazione quantistica? Teletrasporto quantistico 11:07 Verso la prima Internet Quantistica 11:20 Le potenzialità dell'Internet quantistica: perché questa tecnologia cambierà il mondo I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=bdKbAcGSpjs https://www.youtube.com/watch?v=NVDosb-PbFA Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel film La terrazza c'è una frase che sembra attraversare silenziosamente tutta la mostra romana dedicata a Ettore Scola: «Quella sera del 1965 non sapevamo che ci stavamo preparando dei ricordi». È difficile non pensarci entrando nelle sale dove disegni, appunti, fotografie, sedie di legno, materiali preparatori e frammenti di cinema ricompongono non soltanto il percorso di uno dei più grandi registi italiani, ma soprattutto un modo di guardare gli esseri umani e il loro tempo. La mostra evita infatti il rischio più facile quando si racconta un autore così amato: trasformarlo in un monumento immobile. Al contrario, quello che emerge è uno sguardo ancora vivo, capace di parlare del presente attraverso le sue contraddizioni, le sue malinconie, i suoi spazi urbani, i suoi margini sociali e quella capacità di osservare gli individui senza giudicarli mai completamente. I disegni non appaiono come semplici materiali laterali o curiosità d'archivio, ma come parte integrante di un metodo di osservazione del mondo. Così come Roma non è mai soltanto una città di sfondo, ma un organismo che condiziona i personaggi, e il cinema non è soltanto racconto, ma esperienza collettiva, fisica, popolare. Con Silvia Scola abbiamo provato allora a partire dalla mostra per parlare non solo del regista, ma dell'eredità di uno sguardo che continua a interrogare il presente: il rapporto fra memoria e cinema, il modo in cui osserviamo gli esseri umani, la perdita della dimensione collettiva della sala e ciò che oggi, forse, manca al nostro modo di raccontare il mondo. Buon ascolto! Leggi gli articoli del nostro Magazine: https://magazine.discorsifotografici.itSeguici su Facebook: https://www.facebook.com/discorsifotograficiSeguici su Instagram: https://www.instagram.com/discorsifotografici/Scrivici a: info@discorsifotografici.it
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Andiamo a Caprera, "l'isola di Garibaldi", un luogo che ci aiuterà a scoprire com'è nata l'Italia.Nota: Continuo a litigare con il microfono, l'audio non è perfetto ma sono sicura che presto tornerà tutto normale!
L'estate è iniziata da poche settimane e come ogni anno c'è grande attenzione intorno alle creme solari, un argomento sorprendentemente divisivo e che lo diventa ancora di più quando ci sono di mezzo i social network. Circolano contenuti allarmistici sulle “creme solari che finiscono nel sangue”, con consigli poco scientifici per evitare il problema. Ma come stanno veramente le cose e che cosa vuol dire fare i conti con la complessità, anche quando ci spalmiamo un solare. Ci occupiamo poi dei sismometri che abbiamo tutti in tasca, senza saperlo, e del caldo nonostante il Sole sia lontanissimo. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche – Così tanto Spazio in una volta sola non l'avevamo mai visto – Tutto, ma proprio tutto, sulle creme solari – Effetto dell'applicazione della crema solare in condizioni di utilizzo massimale sulla concentrazione plasmatica dei principi attivi della crema solare – Effetto dell'applicazione della crema solare sulla concentrazione plasmatica dei principi attivi della crema solare – In difesa del Sole– Cosa non capisce il movimento anti-creme solari – Perché i terremoti in Venezuela sono stati così devastanti – Rilevamento e allerta terremoti a livello globale tramite telefoni Android Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Buon venerdì, Stupefan. È chiaramente la settimana della notizia del furto delle 80 fiale di fentanyl dall'Ospedale Israelitico di Roma. Ma con il Dipartimento per le politiche antidroga che da ben quattro anni sta lavorando a un piano per affrontare l'eventualità che questa sostanza inizi a diffondersi nel nostro Paese, dovremmo essere in una botte di ferro. E infatti è stato immediatamente convocato un tavolo. Un tavolo, Stupefan. Preparatevi quindi a passare in rassegna le falle passate, presenti e forse future di chi ha in mano la gestione della salute pubblica e legge la realtà attraverso le lenti del pregiudizio. Parleremo di protocolli, di mafie, di modelli di consumo e di mercato nero, di piani che ci sono ma non sono operativi e di altri che verranno e riguarderanno solo il lato repressivo di quella che, se gestita così, potrebbe davvero trasformarsi in un'emergenza. Ma non è tutto. Affronteremo insieme uno degli argomenti più discussi del momento. Possono gli psichedelici essere un argine alla violenza e all'autoritarismo? Preparatevi, perché due studi da poco pubblicati sembrerebbero convergere su conclusioni analoghe, che ci riportano a una convinzione che a Stupefatti sosteniamo da tempo. Quale? Clicclate play!Note dell'episodio:- Cos'è successo a Roma: https://www.ilpost.it/2026/07/05/furto-fentanyl-roma-ospedale-israelitico/- Solo circolari, un controllo mai: https://www.doctor33.it/articolo/68255/fentanyl-il-ministero-richiama-i-controlli-su-prescrizioni-e-tracciabilita-dei-medicinali-stupefacenti- Ora fanno il tavolo tecnico: https://www.secoloditalia.it/2026/07/fentanyl-riunione-a-palazzo-chigi-al-via-il-tavolo-tecnico-stretta-sulla-custodia-degli-stupefacenti-nelle-farmacie/- La "Saviano's version" cit: https://www.repubblica.it/cultura/2026/07/03/news/roberto_saviano_fentanyl_droga_mafie-425450078/- Il nostro prefe: https://www.youtube.com/watch?v=4W1j201_O9A- Non vi ricordate cos'è successo nel carcere di Modena?: https://www.ilpost.it/2023/07/26/tredici-un-nuovo-podcast-del-post/- Consumare il 4 luglio: https://short-url.cc/1yTRA- Gli psichedelici ci rendono più buoni? https://short-url.cc/1yTRuEntra in contatto con noi usando la mail stupefatticast@gmail.com o seguendo su Instagram il @stupefatti_podcast! Puoi anche iscriverti a STUPEGRAM, il nostro canale telegram, a questo link https://t.me/stupegram!
"Il governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari russi responsabili delle attività di spionaggio emerse dalle indagini della Procura di Roma". Così su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Le organizzazioni sindacali: "Dopo il Ciclamino, anche il Girasole affidato ai privati. Tradite le rassicurazioni della direzione. Così si mette a rischio il futuro dell'ente, dei lavoratori e della qualità dell'assistenza". Al centro, il rischio di smantellamento di un servizio pubblico.
Irene ha 30 anni e vive a Firenze, dove suona e insegna violino. Cresce a Varese e fin da piccola sogna una casa più grande di quella in cui vive, ma quel desiderio non diventa mai una bussola per le sue scelte. A cinque anni inizia a suonare il violino, e per tutta l'adolescenza la musica resta una promessa intatta. È solo lasciando Varese, e trasformando quella passione in un percorso di studio e poi in una professione, che Irene si scontra con la vera vita del musicista.Quella vita, Irene la incontra a Firenze, dove si trasferisce per studiare violino alla Scuola di Musica di Fiesole. Oggi in quella scuola insegna con un contratto a tempo indeterminato. A essere stabile, però, è solo il contratto. Il compenso orario si aggira intorno ai 20 euro lordi; il resto arriva dalle orchestre, con contratti di prestazione occasionale e pagamenti che possono richiedere mesi. «Sto ancora aspettando i soldi di concerti fatti a novembre del 2025». Sommando insegnamento e concerti, Irene arriva a guadagnare tra i mille e i milleduecento euro al mese: una cifra che non le garantisce ancora una piena autonomia, ma che non si allontana troppo dalla norma di un settore in cui, secondo l'Inps, nel 2023 il reddito medio annuo dei musicisti era di circa 7.215 euro, poco più di 600 euro al mese. Così, l'indipendenza che a vent'anni sembrava il traguardo, a trenta è ancora un punto all'orizzonte.A complicare le cose c'è il fatto che la sua professione continua a chiedere investimenti anche dopo gli studi. Corsi di perfezionamento, insegnanti, preparazione fisica e fisioterapia restano quasi sempre a carico dei musicisti. E quando un'infiammazione o un dolore costringono a rinunciare a un concerto, salta anche il compenso.Per arrivare fin qui, i genitori di Irene hanno investito nella sua formazione e, quando è arrivato il momento, le hanno comprato anche un violino professionale da diecimila euro. Non le chiederebbero mai di restituire quei soldi. Eppure Irene sente che quell'investimento debba produrre qualcosa: non necessariamente un guadagno, ma almeno la prova che la strada scelta può darle una vita serena e una sicurezza economica. «Hanno fatto questo investimento, e in qualche modo deve dare dei frutti».
Cos was the CTO of Brex, which he helped scale from 40 people to over 1,000. Before that, he led engineering at Stripe. When he finally left, he had no startup idea—just a co-founder he trusted and one rule: whatever they built had to have massive impact. Six months of brainstorming later, they landed on accounting.In this episode, Cos breaks down why he capped the company at 21 people after raising $75M, why everyone—engineers and salespeople alike—earns the exact same salary, how he hit a 100% pilot-to-production conversion rate with top accounting firms, and the counterintuitive process he used to pick accounting over every other industry.Why You Should ListenWhy the only reason to join an early-stage company should be the equity, never the cash.How Accrual hit a 100% pilot-to-production conversion rate selling to the largest accounting firms.Why he raised $75M but refuses to grow past 21 people.How to tell real product market fit from the "just one more feature" trap.Keywords startup podcast, startup podcast for founders, product market fit, finding pmf, AI accounting, vertical AI, enterprise sales, pilot to production, Brex, Stripe, Cosmin Nicolaescu, Accrual, lean teamChapters00:00:00 Intro00:01:56 The Moment of True Product Market Fit00:09:46 Collapsing 6+ Tools Into One Platform00:18:07 Leaving Brex to Start From Scratch00:31:41 Landing H&R Block and Armanino00:34:57 A 100% Pilot-to-Production Playbook00:43:26 A 21-Person Company by Design00:51:38 One Salary for EveryoneSend me a message to let me know what you think!
If every diet feels harder than the last one, this episode is for you.An effective fat loss phase needs to be deliberately set up, deliberately executed and deliberately exited - because repeatedly half-dieting from the wrong place is exactly why every diet feels harder and leaves you softer, more frustrated and more likely to start again.Especially if you've been doing this for years… trying to be sensible, trying to make fat loss “balanced,” trying to find something sustainable, then somehow ending up right back at: okay, I'm uncomfortable again, I need to tighten things up.You are not the woman who needs another lecture about trying harder.You're probably already training. Thinking about protein. Watching the scale. Trying to be good. Starting again. And wondering why all that effort still doesn't seem to create the lean, strong, athletic body you actually want.In this episode, I'm digging into the part almost nobody talks about: there is an entry criteria for fat loss.Because a proper fat loss phase needs more than lower calories. It needs a body and a life that are actually set up to handle it, a strong enough training signal to protect muscle, food structure you can rely on, a defined reason for the phase, and an exit so you don't end up right back in the same yo yo dieting cycle.This is especially relevant if you're a woman over 35 or 40, you're navigating perimenopause concerns, you feel stuck between losing fat and building muscle, or you're terrified that eating more means losing control. Cos how many more times do you want to have that exact same conversation with yourself?Do you REALLY want to spend your life so fixated on losing fat, feeling restricted and like there is literally something wrong with your body for not responding how it ought toThe goal is to build a life, metabolism, training base, food structure, and body that does not need another duscomfort/panic dietOr dieting because ‘you need a goal to keep you motivated - You do not need to become better at suffering through diets. You need to become the woman who understands what her body needs, chooses the right phase, commits to it properly and knows what she is returning to afterwards.fat loss has entry criteria, a defined phase, and an exit That is how you stop starting over.find me @transformxruby on instagramApply for a free consult:https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfqaxMDfbPYPYVui3BgSClnDXTj4BWjRvPkbBHuK5CP7SQsIw/viewform?usp=sf_linkDirect link to DM me on IG:https://ig.me/m/transformxrubyMichelles podcast https://open.spotify.com/episode/4fN2lRXqTRdbI6GTAE601l AMYs podcast https://open.spotify.com/episode/1cIHFoaFvGzrTYJd8v9sSo Leannes podcast https://open.spotify.com/episode/3PeOjGKyqyEy5MS4JjcX4b Sharons podcast https://open.spotify.com/episode/7jMbxS68hYYxSTJoRVjhq4 And if youre someone who;always dieting but not losingevery diet gets harderscared to eat morestuck between losing fat and building muscletraining hard but still feeling softnot lean enough to stop dietingafraid of gaining weight backdoing all the work without the payoff I'd love to be the one helping you break through all that
Pablo Hernández de Cos, Andréa M Maechler and Frank Smets brief the media on the main messages of the Annual Economic Report. Read more: https://bis.org/publ/arpdf/ar2026e.htm
To help us celebrate America250, we're welcoming the President of American Minute, Inc. Bill Federer is a bestselling author, historian, and speaker who provides a no-nonsense, enlightening look at America's founding. Your host Jonathan Viaud also interviews Jack McPherson, as the application period for the COS internship is reaching its final weeks. Then, Jon reviews the latest Convention of States news and reads nearly 20(!) responses for this month's Minuteman Mailbag.
Lorenzo Cremonesi parla del nuovo, pesantissimo attacco con missili e droni sull'Ucraina, in particolare sulla capitale. Antonella Baccaro spiega che cosa è successo ieri, con le dimissioni a catena dalla Commissione in stallo da mesi per la nomina di Simona Agnes a presidente dell'azienda. Natalia Distefano racconta come Roma si sta preparando al concerto di sabato sera del cantante, che ha battuto ogni record di presenze per l'ItaliaVigilanza Rai, l'opposizione si dimette in blocco. Subito dopo lasciano anche i membri di maggioranza: «Si formi una nuova commissione con nuovo presidente»Concerto di Ultimo a Tor Vergata, rivoluzione mobilità: metro aperte h24, ma Manzoni e Re di Roma chiuse dalle 22. Vietate al traffico 14 stradeRoma Tor Vergata, i fan di Ultimo aspettano nelle tende: «Così saremo in prima fila il 4 luglio»
La Palantir Technologies, azienda statunitense che si occupa di analisi di big data e sviluppo di software AI, sta suscitando polemiche perché "potrebbe aiutare i governi ad operare un controllo di massa". Si tratta di una delle imprese tecnologiche più potenti al mondo, ma che il grande pubblico non conosce. Bersaglio di crescenti critiche per la collaborazione con l'ICE americana, Palantir vende ad aziende e governi di molti paesi - Usa e Regno Unito - software in grado di collegare tra loro miliardi di dati diversi - militari, finanziari, personali - con l'intento di individuare in anticipo possibili minacce, come quelle terroristiche. In questo video vedremo cos'è Palantir, cosa fa davvero, qual è l'ideologia dei suoi fondatori e che impatto ha su di noi. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 Intro 01:19 Cos'è Palantir e cosa fa l'azienda statunitense 02:28 I prodotti: Gotham, la piattaforma per analisi militari 03:38 Foundry, il software per le imprese private 04:04 Apollo e il super chatbot AIP 05:03 Le origini dell'azienda, fondatori e investitori 07:08 Il fatturato 07:40 Chi sono i clienti di Palantir e perché preoccupa 08:44 Gli stati interessati: Regno Unito, Paesi Bassi e Italia 09:52 Le critiche 11:56 Quando l'analisi dei dati diventa sorveglianza di massa 13:29 I rischi: errori degli algoritmi e privacy 15:54 L'ideologia di Palantir e il nome dal Signore degli Anelli 18:31 La missione di difendere l'Occidente e la soluzione alle guerre I NOSTRI VIDEO CONSIGLIATI: https://www.youtube.com/watch?v=bdKbAcGSpjs https://www.youtube.com/watch?v=c7ovY0dTMPk https://www.youtube.com/watch?v=89C0jCgtBuk Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Manuela Faccon"La fabbrica delle donne"Feltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itSola da tempo dopo la scomparsa dei genitori, la giovane Elsa lavora come operaia al lanificio Frizzi, l'unica grande fabbrica di Valsarto, un paese del Nord Italia. Siamo nei primi anni venti, i turni sono lunghi e massacranti, e basta un solo attimo di distrazione per rischiare la vita: tutte ingiustizie che Elsa non è più disposta a tollerare. Sognatrice ma con i piedi ben piantati a terra, Elsa sa che per migliorare le condizioni in cui sono costrette a lavorare lei e le sue compagne bisogna lottare, marciare per le strade; soprattutto, far sentire la propria voce e decidere per sé stesse, ottenendo finalmente il diritto di voto, così come hanno fatto le suffragette nel Regno Unito. La determinazione di Elsa piano piano infiamma anche le altre operaie, che per la prima volta organizzano un corteo, e la avvicina a Italo, giovane antifascista di cui Elsa si innamora. La sua passione politica ha radici profondissime, e misteriose: che legame c'è tra i suoi ideali e il materiale contenuto nella valigetta che le ha fatto recapitare il nonno Michelangelo, unico parente rimasto? Cos'hanno a che fare con Elsa le copie della prima rivista fondata dal movimento femminista a Milano, che razza di eredità è mai quella?Mentre Elsa fa luce sul proprio passato e scopre chi è veramente, gli eventi minacciano di travolgerla: l'ombra del fascismo avanza, e la protesta contro i padroni del lanificio si traduce in un costo altissimo: Elsa è costretta a scegliere se spegnere la propria voce o continuare a lottare.Con La fabbrica delle donne Manuela Faccon conferma il suo talento nel costruire il ritratto di una giovane donna impetuosa, che combatte per la propria dignità e per quella di tutte le donne in un'Italia povera di diritti – e lo fa parlando dritto al cuore del nostro complesso presente.C'è quel pensiero fisso che non le dà tregua: vuole andare a votare, e così devono fare tutte le donne del paese, d'Italia, del mondo.Manuela Faccon è nata a Padova nel 1968 e vive a Este. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne e dottore di ricerca in Filologia e letteratura, è studiosa di codici manoscritti e appassionata di Storia. Ha pubblicato vari articoli sulle traduzioni di racconti esemplari e di testi medievali in area iberica. Insegna Lingua e cultura spagnola. Nel 2023 per Feltrinelli ha pubblicato il suo romanzo d'esordio, Vicolo Sant'Andrea 9, ispirato a vicende familiari e frutto di un lungo lavoro di ricerca.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Martina ha 35 anni, vive a Verona e lavora nella comunicazione digitale come libera professionista. È cresciuta in una famiglia agiata, con un padre imprenditore edile che si era costruito da sé la propria impresa, partendo dalla Val di Fiemme. È lui il modello che la spinge, fin da ragazza, a non fermarsi al posto fisso: «Il posto da dipendente l'ho sempre allontanato il più possibile, perché l'ho sempre visto come una gabbia troppo stretta». Così, dopo la laurea e una serie di stage non pagati, apre la partita Iva.Per dieci anni la vive con leggerezza, e con metodo: accantona il 30% di ogni fattura su un conto deposito, affronta le tasse senza pensieri, accantona da sola perfino un piccolo Tfr. Ma c'è una contraddizione alla base. I clienti di Martina sono agenzie, che la ingaggiano in rapporti continuativi e a tempo pieno. La sua condizione diventa difficile persino da nominare: «Io sono una dipendente partita Iva». A questi incarichi fissi, se ne aggiungono altri, che le girano colleghi e freelance veri, e che lei porta avanti la sera.A dicembre 2022 nasce suo figlio. Con un neonato in casa, i lavoretti serali spariscono, e quello che sembrava un extra si rileva essere l'ingranaggio che tiene in piedi tutto. «Mi sono resa conto che la mia attività infrasettimanale non bastava a mantenermi. Erano quei lavoretti serali, in realtà, a darmi l'elasticità e un maggior agio economico».In questo cambio di vita, la partita Iva inizia a mostrare l'altra faccia. Quella fatta di tutto ciò che non offre. «Anche se i miei 1.800 euro netti possono assomigliare allo stipendio di un dipendente, mi mancano tutta una serie di sicurezze: la malattia, le ferie, il TFR. Sono tutte cose a cui io non ho accesso». Quando prova a immaginare il suo futuro, davanti a sé vede una strada che fino a poco tempo fa avrebbe escluso senza pensarci: rimettersi volontariamente nella gabbia che ha sempre evitato, quella del posto fisso. Ma stavolta come un mezzo per arrivare altrove. «Non è una modalità che sento mia, ma potrebbe darmi più serenità, e magari consentirmi di fare quel salto che mi serve per aprire una mia attività».
General Manager Pablo Hernández de Cos on the 2026 Annual Economic Report: AI's risks, leveraged hedge funds in sovereigns, the fiscal-financial stability nexus and policy priorities.
Bruno Gambarotta"Torino, LungoDora Napoli"Manni Editoriwww.mannieditori.itLa stanza delle Molinette è in penombra, l'uomo è immobile. La testa piegata all'indietro scopre un collo bianchiccio invaso per metà da una barba ispida e nera. La lama di luce che si infila dal corridoio nell'apertura della porta lo costringe a tenere gli occhi chiusi. Le mani sono stese sopra la coperta, a palme in giù, due zattere parallele e ferme. La donna richiude la porta e, cercando di non fare rumore, si accosta al letto e si accomoda in punta alla sedia di ferro. L'altro lettino della stanza è vuoto. La donna solleva, fino ad appoggiarla sulle ginocchia unite, la borsona e lentissimamente fa scorrere la chiusura lampo.L'uomo apre gli occhi, ha uno sguardo malvagio e rancoroso.«Cos'hai lì dentro?», chiede all'improvviso.La donna subito si sente in colpa: «Ma niente… Ti ho portato un po' di biancheria, un asciugamano…»Quando Giuliano Sugamele del clan Peluso viene assassinato all'ospedale delle Molinette, i sospetti ricadono sul clan Agnello, avversario di quello cui appartiene la vittima nella lotta per la gestione malavitosa dei Mercati generali. Nessuno potrebbe credere che si tratti di una banale vicenda di gelosia d'amore...Ma ci penserà il commissario Garzullo a trovare il bandolo di una matassa che corre lungo la Dora.In una Torino notturna e violenta, tra bar malfamati, cadaveri nei portabagagli e rapimenti, Bruno Gambarotta scrive un giallo in piena regola che, nel suo inconfondibile stile, è anche una commedia. Ambientata a metà degli anni Novanta, è una storia avvincente e condita da un'ironia bonaria e sagace riservata soprattutto al coro dei torinesi: la portinaia, le chiacchiere sul tram, le trasmissioni delle tv locali dipingono la città con pennellate decise, divertenti e argute.Bruno Gambarotta, è nato ad Asti nel 1937, vive da sempre a Torino.Ha lavorato in Rai per quasi 40 anni, come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive.Collabora con diverse testate giornalistiche tra cui “la Stampa”.Nella narrativa ha esordito nel 1977 con La nipote scomoda (scritto con Massimo Felisatti, edito da Mondadori), vincitore del Premio Gran Giallo - Città di Cattolica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Jane Anson calls it “the best party in Bordeaux” and it is hard not to agree listening to Sarah Kemp and Jane Anson discuss the 2026 Connoisseur Week where they visited stellar estates including Cos d'Estournel, Pichon Comtesse, Rauzan-Ségla, Margaux, Vieux Château Certan, Angelus, Troplong Mondot, Condat and drank legendary wines back to 1945. Find out how the great vintages stacked up, and which vintages they recommend you drink now, and those that aren't just ready yet. Listen in to hear about a week of glorious wines and people.Find out more at: wine-conversation.com
Marianna Giglio Tos"Di pietra e di sogno"Tempo di storie al Castello di IssogneNeos Edizioniwww.neosedizioni.it.. Uscendo François dedicò un ultimo sguardo alle lunette dei mercanti e si cullò con quelle immagini fino alle vigne lungo la Dora, a quell'ora tinta del blu tenue del cielo. La visita del castello aveva ricucito i frammenti della sua vita. Non poteva cancellare tutto il dolore e la solitudine subìti ma la bellezza che gli aveva riempito gli occhi era colata nelle ferite come oro. L'intera sua esistenza apparve a François come l'illustrazione di un Libro d'Ore. Con la foglia oro anche la più semplice delle figure, la più drammatica delle scene emanava splendore. Così si sentì il prevosto François de Challant, un'illustrazione fra le pagine di un codice miniato. Lasciò Issogne con l'anima traboccante di un luminoso dolore… Fece ritorno alla collegiata e fu delizioso passeggiare fra i campi baciati dalla primavera... François sapeva che non avrebbe veduto i campi di segale imbrunirsi nella calura estiva, né i castagni tingersi di rubino col giungere dell'autunno. Ma non se ne rattristò, avrebbe goduto delle bellezze di una natura superiore, in un luogo ove nulla lo avrebbe più allontanato da suo padre. Intanto le immagini vivide del castello lo avrebbero illuminato dentro nelle ultime ore sulla terra.Un villaggio celtico, una villa romana, un maniero medievale, un castello rinascimentale, una dimora perduta che rinasce: uno spazio che non muore ma si trasforma, dove le pietre narrano storie e le anime hanno una seconda possibilità.Forse ogni luogo ha i suoi fantasmi, i suoi spiriti in attesa. Issogne non fa certo eccezione. In questa terra abbracciata dalle montagne valdostane si sono succeduti, e in qualche modo sono rimasti, personaggi desiderosi di compiere o cambiare il proprio destino. Le mura ancora raccontano di apprendisti e guerrieri, di nobili e poveri, di artigiani e letterati, di visionari e uomini di fede, avventure che si intrecciano seguendo lo scorrere dei secoli.Sono storie di sogni e paure, di amori e tradimenti, di guerra e arte, di anime che si perdono per ritrovarsi. Storie che lasciarono un segno, nascosto o manifesto, sulle pietre di Issogne.Con uno stile vivace ricco di immagini suggestive e una scrupolosità che mostra la profonda passione per la storia antica e medievale, l'autrice accompagna il lettore in un viaggio indietro nel tempo per rivelare, con un colpo di scena finale, come anche la vicenda più lontana sia ancora in divenire. La morte non è la fine della storia.Marianna Giglio Tos, nata nel 1984 a Ivrea, è diplomata al liceo artistico e all'accademia teatrale. Oltre alla scrittura ama la lettura, la fotografia, la recitazione, la ricerca e il Medioevo che vive come figurante del Groupe Historique Château d'Issogne.È autrice dei sette saggi della raccolta Una volta anticamente (per cui ha realizzato anche le fotografie), del romanzo storico L'antica fiamma (Pedrini, 2021) e dei racconti pubblicati in antologia Sulle radici del noce, Historica, 2023; Incanto sulla Kramerthal, Ed. della Sera, 2024; Audrey, Ugo Mursia Ed., 2025.Per Neos edizioni, ha pubblicato racconti nelle antologie Natale in Valle d'Aosta, 2022 e 2024; Monferrato paesaggio vivo e Gente del Monferrato (che raccolgono i racconti finalisti del Premio “Parole in Collina” 2023 e 2025); Racconti alle porte, 2024; Romance, 2025. Con il racconto Di aria e luce si è aggiudicata nel 2024 il terzo posto a “Incipit d'Autore”, scelta dalla scrittrice Carla Maria Russo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Crisi totale tra Giorgia Meloni e Donald Trump dopo il G7 in Francia. Cos'è successo?Contenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!Contenuti BONUS su PATREONPer informazioni sui corsi di italiano: info@italianoavanzato.comsito: Italiano AvanzatoScopri la VIDEOGRAMMATICA di Italiano Avanzato! Sostieni il podcast consigliandolo ai tuoi amici!
Paola ha 43 anni, è una language coach e da nove anni vive a Barcellona. È cresciuta a Milano, in una famiglia in cui il rapporto con i soldi non è mai stato fonte d'ansia. A diciassette anni il padre le insegna che davanti a un lavoro che è pagato sempre meno non si è impotenti. «Mi diceva che investire è una cosa che si può studiare, una skill che si può apprendere». Quei discorsi diventano utili prima di quanto chiunque avrebbe voluto. Il padre muore quando Paola ha ventitré anni e lei e la madre ereditano quello che lui aveva messo da parte. Il fatto che non le avesse mai tenute all'oscuro, a quel punto, fa tutta la differenza.Paola si laurea in Mediazione Linguistica e scopre che in Italia, il lavoro per cui si è formata non ha mercato e ci si aspetta che lo facciano i volontari. Così emigra: Istanbul, Vienna, il Sud America, Bangkok e infine Barcellona. Ed è fuori dall'Italia che impara quanto vale ciò che sa fare. «Andare a Istanbul mi ha insegnato che, a seconda di dove vai, le tue competenze valgono di più o di meno. Quello per cui a Milano mi davano 15 euro l'ora, a Istanbul me ne faceva guadagnare 50».Ogni salto, però, lo prepara con prudenza: prima un cuscinetto da parte, e poi il rischio. È questa gestione attenta a permetterle la scelta più controintuitiva di tutte: restare in una città, Barcellona, che ama ma che la paga poco, e costruirsi lì un lavoro tutto suo, da language coach online. «Paradossalmente molte persone diventano nomadi digitali per poter andare dove vogliono; io sono diventata nomade digitale per poter rimanere». Lo stesso principio governa anche la decisione più intima, quella della casa, che compra con il compagno solo a condizione di restarne la socia di maggioranza: «Se dovesse succedere qualcosa io sono in sicurezza».
Giorgio Ferrari"L'alcova delle spie"Salon Kitty: Sesso e spionaggio nel Terzo ReichNeri Pozza Editorewww.neripozza.itAlla vigilia della Seconda guerra mondiale all'interno di una casa d'appuntamenti in un'elegante palazzina di Charlottenburg si annidava una centrale spionistica. A pochi mesi dall'invasione della Polonia, infatti, le SS avevano allestito nel cuore di Berlino una struttura per intercettare le conversazioni intime dei clienti più altolocati: diplomatici, militari, politici, giornalisti, membri del partito. Da Ciano al ministro degli Esteri spagnolo, da Göring a Goebbels, da Ribbentrop a Speer, dai corrispondenti di testate straniere ai vertici della Wehrmacht, decine di personaggi di spicco passarono per le alcove di quell'accogliente pensione gestita da Kitty Schmidt, una donna ricattata e manipolata dagli uomini del numero due delle SS, Reinhard Heydrich, che accatastarono migliaia e migliaia di registrazioni. Così la Germania nazista spiava sé stessa fra le coltri di una maison rimasta attiva fino all'ultimo, anche sotto le bombe. Il Terzo Reich riduceva la “nobile arte” dello spionaggio a un voyerismo di bassa lega che serviva ai gerarchi in competizione fra loro per spiarsi a vicenda. Mentre gli inglesi avevano da tempo violato Enigma, la macchina cifratrice utilizzata per le comunicazioni militari, la decadente classe dirigente hitleriana preferiva mettersi in coda nella sala degli specchi della casa di appuntamenti di Charlottenburg, in attesa di un'ora di svago fra le braccia di ragazze scelte accuratamente per riferire ogni accenno di critica al regime. I clienti conoscevano quell'indirizzo come Pensione Schmidt. Ma tutti, in omaggio al fascino discreto della sua tenutaria e dei tanti segreti che immaginavano tenesse per sé, finirono per chiamarlo Salon Kitty.Questa è la storia di ciò che accadeva dentro il Salon Kitty, un'elegante casa di appuntamenti trasformata dalle SS in un centro di spionaggio, frequentata fino all'ultimo dalle alte cariche del Reich, dalla diplomazia internazionale, dai vertici della Wehrmacht. Giocò un ruolo fondamentale negli equilibri interni ed esterni del nazismo. E ne rappresentò tutta la decadenza anticipandone la sconfitta.Giorgio Ferrari, inviato speciale e editorialista di Avvenire, è stato corrispondente diplomatico e di guerra per varie testate coprendo per un trentennio le principali vicende internazionali. Fra le sue ultime pubblicazioni, L'arca russa. Il mito della Grande Asia, dall'impero degli zar alle guerre di Vladimir Putin (2023) e La morte dell'Uomo Macchina. La guerra infinita fra uomini e automi (2025) presso La Vita Felice. Per Neri Pozza sono apparsi: Uccidete il Re Buono, da Bava Beccaris a Gaetano Bresci (2021), Il naufragio di Šostakovič, Arte e cultura sovietica negli anni del terrore staliniano (2022) e Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia (2024)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Naviga in totale sicurezza con NordVPN https://nordvpn.com/thebull #adv Oggi parliamo di una delle convinzioni più radicate nella finanza personale: che l'oro sia il bene rifugio per eccellenza. Per anni ci siamo raccontati la stessa storia: oro come protezione contro inflazione, debito pubblico fuori controllo e crisi geopolitiche. Tra 2024 e 2025 questa narrativa ha spinto sempre più investitori su ETC ed ETF, trasformandolo nella posizione “più sicura” del portafoglio. Poi però è successo qualcosa di strano. Quando il rischio è diventato reale — tra tensioni geopolitiche e mercati in turbolenza — l'oro non ha fatto il suo lavoro. Anzi, ha perso terreno mentre asset “rischiosi” come l'azionario tenevano meglio del previsto.“Hai comprato l'oro per dormire la notte. E alla fine è stato proprio l'oro a tenerti sveglio.” Da qui nasce la domanda centrale di questo episodio: l'oro è ancora un bene rifugio o è diventato qualcos'altro? Novità assoluta a partire da questo episodio! Tutti i grafici che sono mostrati nei video saranno scaricabili in versione PDF con brevissimo commento di fianco a ciascuno, quindi se poi volete recuperarli li trovate tutti assieme.
Chaque jour, nous influençons et nous sommes influencés, que nous en soyons conscients ou non. Comprendre les mécanismes qui se jouent alors, c'est mieux se protéger de ceux qui veulent obtenir de nous ce que nous ne voulons pas faire, mais aussi apprendre à obtenir ce que nous voulons. Et contrairement à ce que l'on croit souvent, cela peut être tout à fait éthique ! J'en parle avec Marwan Mery, négociateur d'élite, ancien du COS et fondateur d'ADN Group.Le livre de Marwan : https://www.lisez.com/livres/lelegance-de-la-manipulation-influencer-et-convaincre-sans-conflit/9782221287033Mon site : https://www.fabricemidal.comReso, mon école de méditation : https://www.reso.coRéalisation, image et son : Alexandre AgostiniMontage : Constance HaondMots clé : INFLUENCER ET CONVAINCRE SANS CONFLITComment faire changer d'avis quelqu'un sans le heurter, là où les arguments et la pression échouent systématiquement ?Pour la première fois, Marwan Mery dévoile des mécanismes de manipulation et d'influence jusqu'ici réservés à sa pratique professionnelle, qu'il n'avait jamais exposés publiquement. Loin des recettes simplistes, ces leviers agissent directement sur les vulnérabilités humaines à l'origine des blocages et des résistances.Ce livre propose une plongée dans les mécanismes profonds de la psychologie humaine afin de comprendre, façonner et faire évoluer les positions des autres sans créer de rupture.Un ouvrage unique et fascinant pour obtenir ce que vous voulez, qu'il s'agisse de détourner un enfant de son écran, de libérer un proche d'une emprise ou de déverrouiller un discours radical." Un pro de la négociation et de la manipulation qui révèle tous ses secrets. Redoutable ! " Yann Barthès, Quotidien" L'un des plus grands experts mondiaux de l'influence " Le Parisien" Un ponte de la négociation " Le Figaro" Des techniques d'influence et de manipulation qui permettent de mieux communiquer au travail, en famille, entre amis " Ali Rebeihi, Grand bien vous fasse !Marwan Mery est l'un des plus grands experts mondiaux de l'influence.Négociateur de crise, il est sollicité aux quatre coins de monde pour mener des négociations de crise, des entretiens stratégiques et des interrogatoires sensibles. Ancien officier® spécialiste de l'influence au Commandement des opérations spéciales, il est consultant pour les Nations Unies et intervient à l'Université d'Harvard.Il dirige ADN Group, une agence internationale de négociation, qui forme chaque année plusieurs milliers de personnes.Ses passages sur LEGEND ont fait des millions de vues.
Dorino Mingutti"Premio Ostana"Premio Cinemawww.premioostana.itVenerdì 26 giugno 2026ore 20:30Friulano sullo schermoLa potenza emotiva delle parole.Conversazione conDorino Minigutti, Premio CinemaA cura di: Antonello Zandalingua friulanaa seguire proiezione dei filmMotivazione PremioIl Premio Ostana viene conferito quest'anno 2026 al regista friulano Dorino Minigutti per la coerenza e la qualità del suo percorso cinematografico, caratterizzato da un'attenzione costante alle lingue minoritarie e in particolare al friulano. Attraverso opere come la serie “Int/Art”, dedicata all'arte contemporanea in Friuli, “Si Vîf – Une vite di musicant” che sublima la storia di un musicista su temi universali, fino ad “Atlante della memoria”, che approda sul versante dell'identità linguistica e del significato della memoria – per citare solo alcuni dei suoi lavori – Minigutti sottolinea come il friulano possa essere lingua viva di narrazione, di riflessione e di resistenza. Così nei suoi lavori il territorio non è semplice sfondo locale, ma radice di un percorso culturale che tocca il rapporto vivo tra lingua e terra. Le persone, le storie e le comunità vivono “per la” e “nella” lingua che è strumento naturale di espressione, senza retorica o deriva folkloristica. La sua opera mostra come l'uso di una lingua minoritaria nel cinema possa uscire dall'intento nostalgico e diventare nodo attuale e consapevole del mondo reale e del suo racconto, del suo essere “alle spalle” e “all'orizzonte” della nostra storia (ad un tempo personale e collettiva). Per questo impegno continuo e per la capacità di coniugare ricerca artistica e responsabilità culturale, gli viene conferito il presente riconoscimento.Dorino Minigutti vive e lavora in Friuli come autore e produttore indipendente. Ha realizzato numerosi documentari, sia in lingua friulana che italiana, collaborando con la RAI e diverse istituzioni pubbliche e private.Per conto dell'Università di Udine ha scritto e diretto fiction didattiche in lingua friulana nell'ambito di progetti UE per le lingue minoritarie. Negli anni approfondisce la sua ricerca sui temi del disagio sociale, dell'identità e della memoria anche ideando e curando laboratori audiovisivi per adolescenti e adulti in progetti psicoriabilitativi e di promozione della salute.Nel 2010 è co-fondatore di Agherose con la quale produce e dirige numerosi documentari tra i quali “Si Vîf – une vite di musicant” (2023) – Premio Italymbas – Babel Film Festival 2025, L' “Atlante della Memoria” (2020) – 69° Trento Film Festival 2021.Nel 2011 realizza“Oltre il filo”, documentario sull'inedita storia dei campi di concentramento italiani nella II^ GM ( II premio “Un Film per la Pace” 2013).Le sue attività in ambito televisivo comprendono diverse serie documentarie in lingua friulana per RAI-FVG. Tra queste: “Nûfcent” (2004-2007), Int/Art (2016-2018),“Feminis” (2022), “Stra-ordenari”(2025) e“Zetaboom” (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Prima di compiere 5 anni, un bambino compare online in media 1.500 volte. Quasi sempre per amore, quasi mai con la consapevolezza di quello che quelle foto portano con sé. In questo video analizziamo il fenomeno dello sharenting, ovvero la pratica di condividere immagini dei figli sui social, distinguendo tra quello che è documentato e quello che è esagerato. Cosa contiene una foto innocente oltre all'immagine? Cos'è il digital kidnapping? Come funzionano i deepfake e perché oggi basta una sola immagine? E poi la parte che quasi nessuno conosce: i tribunali italiani hanno già condannato genitori a risarcire i propri figli per contenuti postati online, incluso un caso in cui un bambino ha ottenuto 10.000 euro di risarcimento. Alla fine resta una domanda sola: quella foto che trovi adorabile oggi, se tuo figlio la trovasse a 18 anni, sarebbe d'accordo? #sponsoredby Scopri il mondo Fineco cliccando sul link https://finecobank.sjv.io/c/7417568/3939107/17904 e inserisci il codice TRD020-S1 per ottenere 20 ordini gratis. Ascolta NowWhat? il podcast di Mia Ceran: https://bit.ly/3Q1rdFc 00:00 Sharenting: cos'è e cosa significa 02:08 Pubblicare foto dei figli sui social 04:47 Foto dei bambini su WhatsApp: ci sono rischi? 06:31 Furto d'identità digitale: uno dei rischi reali 08:30 Digital kidnapping: quando le foto vengono rubate 10:10 AI, deepfake e immagini manipolate 12:30 L'identità digitale dei bambini: il problema del consenso 14:00 Sharenting: i rischi reali e i falsi allarmi 15:50 Cosa dice la legge italiana: sentenze e risarcimenti Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ottieni 4% annuo lordo x 12 mesi fino a €1 Milione se apri Conto Corrente Arancio Business di ING entro il 25/07. Cresciuto nell'azienda fondata dal padre, specializzata nella produzione di arredi e strutture metalliche per il retail, Manuele Perlati avrebbe potuto limitarsi a continuare il business di famiglia. Invece ha deciso di costruire qualcosa di suo. Così nasce HIRO, un brand di design italiano che oggi vende in tutta Europa e che nel 2025 ha superato i 4 milioni di euro di fatturato, crescendo del 60% in un solo anno. In questa puntata di Making IT ripercorriamo la nascita di HIRO, dagli esperimenti iniziali con una semplice barchetta fermacarte fino alla costruzione di uno dei brand di design italiani più interessanti del momento. Parliamo di validazione, crescita, errori, prodotto, e-commerce e delle sfide che si affrontano quando si trasforma una competenza manifatturiera in un marchio riconoscibile. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
We're back in Leicester, this time with the hilarious Seeta Wrightson, whose opening story earns her the seal of approval from everyone in the room, not a dry eye in the house. She then aids and abets Taylor and Hannah get to the heady heights of a criminal act from the early 80s... are you sitting comfortably? Cos, our perp certainly was. We then round off the evening by hearing from an audience member who has never fought crime for The Queen... which is exactly what someone who fought crime for The Queen would say. Hannah and Taylor are on tour during the spring and summer of 2026...Each show is a double record, so that's TWO crimes to solve, TWO fantastic guests and TWO chances to win a set of DWSC coasters!For all info, dates and tickets have a look here Drunk Women Solving Crime - The UK's hit true crime comedy podcast Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
I retroscena dei fatti più importanti degli ultimi 7 giorni in ItaliaL'inchiesta sul Ponte sullo Stretto. Così l'imprenditore «arruolava» i giudici contabili: «Vieni, ti presento tre top manager pubblici»Inchiesta sul Ponte sullo Stretto, Tommaso Miele si dimette dall'incarico al Csm. Indagato, lascia il ruolo di presidente del Collegio dei revisoriLe accuse contro Elisabetta Pellegrini, la «ministra ombra» dei Trasporti indagata nell'inchiesta Milano-Cortina
La sartoria è uno dei mestieri alla base dell'intero sistema moda, eppure l'Arte sartoriale resta spesso poco conosciuta rispetto alla sua reale importanza.In questa puntata entriamo nel mondo della sartoria con il Maestro Sarto Giuseppe Pino Peluso, Presidente Moda Confartigianato Napoli, membro dell'Accademia Nazionale dei Sartori e Segretario Generale della World Federation of Master Tailors. Con lui scopriamo cosa significa davvero costruire un abito, lavorare sulla forma, interpretare il corpo e trasformare una materia prima in un capo capace di raccontare identità, cultura e competenza.Un viaggio dentro un mestiere fatto di tecnica, sensibilità, precisione e memoria, dove il tempo non è solo produzione, ma cura. Perché dietro ogni cucitura c'è una visione, e dietro ogni abito ben fatto c'è un sapere che merita di essere conosciuto, preservato e tramandato.I contatti del Maestro Sarto Giuseppe Pino Peluso:il suo sito web: www.pinopelusosartoria.itil profilo instagram: @pinopeluso_officialla pagina facebook: https://www.facebook.com/pino.peluso.1Le risorse citate dal Maestro:il personaggio di Tommaso campanella Così parlò ZarathustraL'Io interioreSe invece ti va di chiacchierare mi trovi su instagram: @ravenousfashionpodcastVuoi venire sul podcast? Compila questo modulo: https://forms.gle/J4aDTPu6CU27RSft5https://forms.gle/J4aDTPu6CU27RSft5Ti piace la nuova sigla? Si chiama The Best Jazz Club In New Orleans ed è stata creata dal talentuoso Paolo Argento, lo trovi qui e qui.Infine, se ti è piaciuta questa puntata, ti invito a iscriverti al canale e, se stai ascoltando l'episodio su Spotify o Apple Podcast, a lasciare una recensione a cinque stelline :)Un abbraccio,B.
Lavoro in aumento ma stipendi in calo per i laureati italianiPiù occupati rispetto a un anno fa, ma meno retribuiti. Con un vantaggio lavorativo e stipendiale che privilegia i laureati rispetto alle laureate e i residenti al Centro-Nord invece che al Sud. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione presentato all università della Basilicata durante il convegno dal titolo Efficacia della formazione universitaria .Nel complesso, le due rilevazioni hanno coinvolto, per i percorsi di laurea, quasi 335 mila persone che hanno completato gli studi nel 2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio, e quasi 700mila per gli esiti occupazionali, intervistati a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Il tasso occupazionale dei laureati è in aumento. A un anno arriva all 81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e all 80,8% nel secondo livello (in crescita, rispettivamente, di +2,6 e +2,2 punti rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea l occupazione tocca il 91,7% nel primo livello, contro il 92,8 per cento del 2024. Nel secondo livello si arriva al 94,4%, che è il valore più alto dell ultimo quindicennio e rappresenta un miglioramento del 4,7% rispetto ai 12 mesi precedenti. Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno cala al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione precipita fino al 2,6 per cento. Lo stesso segno positivo registrato sul fronte del lavoro non si registra però sugli stipendi. A un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta è in media di 1.491 euro nel primo livello e 1.495 nel secondo; al netto dell inflazione, le retribuzioni reali sono risultate in lieve calo nell ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%). Dopo cinque anni per fortuna il quadro migliora. La retribuzione mensile netta è pari a 1.796 euro per i laureati di primo livello e a 1.903 euro per quelli di secondo livello. Con un aumento dell 1,6% per questi ultimi e una sostanziale stabilità per i primi. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio EmiliaLa Bce alza costo denaro di 25 punti base Dopo 13 mesi fermi al 2%, i tassi d interesse nell area dell euro sono tornati a salire oggi dello 0,25%, a distanza di un anno esatto dall ultimo taglio. Il tasso sui depositi presso la Bce, mediante il quale il Consiglio direttivo orienta la politica monetaria, passerà dal 2% - livello sul quale è rimasto per 12 mesi- al 2,25 per cento. Come si legge nel comunicato, «Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l inflazione si stabilizzi sull obiettivo del 2% a medio termine. In linea con questo impegno ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della Bce. Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l area dell euro». In conferenza stampa la presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato: "La decisione che abbiamo preso non è una decisione drastica": un aumento di 25 punti base dei tassi "è una decisione che, chiaramente, invia un segnale ed è necessaria data la situazione economica in cui ci troviamo, l'incertezza che stiamo affrontando, le prospettive inflazionistiche e le proiezioni elaborate dall'Eurosistema". Lagarde ha anche aggiunto: Con una crescita 2026 rivista allo 0,8% da 0,9% precedente "non è che ci troviamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo". Lagarde ha citato "i numeri che abbiamo, le prospettive inflazionistiche, i rischi al rialzo sull'inflazione, la solidità della decisione in tutti gli scenari quello negativo, quello molto negativo e quello meno negativo e il fatto che questa decisione regga in tutte le circostanze". Lagarde ha ricordato che per la crescita "si può fare molto di più attraverso riforme strutturali, favorendo un mercato europeo senza ostacoli al commercio, l'unione dei risparmi e degli investimenti e così via". Approfondiamo il tema con Franco Bruni, presidente dell'Ispi e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.Fabi, su Mps priorità alla tutela a lavoratori e professionalità"Le eventuali evoluzioni degli assetti societari che riguardino il Monte dei Paschi di Siena non possono prescindere dalla tutela dell'occupazione, delle professionalità e delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo". Così lunedì il coordinatore Fabi del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, Guido Fasano, circa le operazioni che riguardano il settore bancario e coinvolgono Mps. "Le lavoratrici e i lavoratori di Mps - aggiunge - hanno contribuito in modo determinante al rilancio e alla stabilizzazione della banca e rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità che deve essere valorizzato e preservato. Riteniamo fondamentale salvaguardare l'integrità del Monte dei Paschi di Siena, la sua identità storica, il suo radicamento nei territori e il valore economico e sociale che continua a rappresentare per il Paese. Qualsiasi progetto futuro dovrà riconoscere e tutelare questo patrimonio, evitando che logiche esclusivamente finanziarie ne compromettano il valore industriale, occupazionale e territoriale. Per questo riteniamo indispensabile un confronto costante con le organizzazioni sindacali, il cui ruolo resta centrale per governare ogni possibile ricaduta sull'occupazione, sull'organizzazione del lavoro e sulle prospettive professionali delle lavoratrici e dei lavoratori. La Fabi continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione, per garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie". Dello stesso tenore le dichiarazioni di ieri di Luigi Vaudo, ex coordinatore Fabi in Piazzetta Cuccia, oggi membro della segreteria Fabi in Mps: "È ormai da oltre un anno e mezzo che le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Mediobanca vivono in una situazione di forte incertezza sul proprio futuro". "Prima l'Ops promossa da Mps - ha aggiunto - oggi le nuove operazioni straordinarie che coinvolgono il settore bancario e che potrebbero determinare ulteriori rinvii e nuove attese incertezze per gli oltre 5.000 dipendenti del Gruppo. Ricordiamo che, poco prima dell'avvio dell'Ops di Mps, era stata approvata all'unanimità la piattaforma per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Un percorso negoziale che è stato successivamente sospeso a causa dell'assenza delle necessarie condizioni di governance", afferma. "Dopo diciotto mesi di instabilità e di continui interrogativi sul futuro societario, riteniamo che sia giunto il momento di riportare al centro dell'attenzione le persone che ogni giorno garantiscono con competenza, professionalità e impegno i risultati del Gruppo Mediobanca", sottolinea. Ne parliamo con Lando Maria Sileoni, segretario generale FABI (Federazione Autonoma Bancari Italiani).
Era il 10 giugno 1981, quartantacinque anni fa, quando Alfredino Rampi cadde accidentalmente in un pozzo artesiano nelle campagne di Vermicino, vicino Roma. Per tre giorni l'Italia intera seguì con il fiato sospeso il tentativo di salvarlo nella prima grande diretta televisiva continua della storia del Paese, un evento che segnò profondamente l'opinione pubblica italiana. Ma la tragedia di Vermicino non è solo una drammatica vicenda umana. È anche una storia di geologia, di soccorsi d'emergenza, di errori tecnici e organizzativi e di un territorio che, all'epoca, era ancora poco conosciuto dal punto di vista del sottosuolo. In questo video ricostruiamo in 3D cosa accadde 45 anni fa a Vermicino attraverso documenti ufficiali, testimonianze e ricostruzioni tecniche. Analizzeremo la struttura del pozzo artesiano, le difficoltà incontrate durante le operazioni di soccorso, i tentativi di raggiungere il bambino e le criticità che emersero in quelle ore drammatiche. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN 00:00 L'incidente di Vermicino: la tragedia di Alfredino Rampi 01:08 Cos'è successo a Vermicino il 10 giugno 1981: la caduta nel pozzo 03:15 Perché c'era un pozzo artesiano di circa 80 m 05:15 Le operazioni di salvataggio: le trivellazioni 07:57 I tentativi di afferrare il bambino 08:30 La morte di Alfredino dopo 3 giorni (63 h) nel pozzo: le cause 08:56 Come hanno tirato fuori il corpo 10:07 Le conseguenze della tragedia: la protezione civile 11:16 Il progetto CARG Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Be careful what you wish for. Especially if what you wish for is your ex to come to your house party and cause some drama. Cos there'll be drama. Just not the kind you wanted! Petty Crimes is hosted by Ceara Jane O'Sullivan and Griff Stark-EnnisHave a crime that should be heard in the Petty Crimes Court? Submit it to pettycrimespodcast@gmail.comBuy our Merch!Join our Patreon for exclusive BONUS EPS, AD-FREE EPISODES, and more!Keep up with us on Instagram and TikTok to see evidence, events, behind the scenes, and other petty bullsh*t …This episode was produced and edited by Riley Madincea. Additional production support from Meghan Hinna.=== SPONSORS ===LittleSpoonGive them meals + snacks that are actually right for where kids are developmentally—balanced, intentional and made to support real growth. Go to littlespoon.com/PETTYCRIMES and enter code PETTYCRIMES for 30% off your first order.Mood20% off your entire purchase for first-time buyers. Use code PETTY at checkout.Omaha SteaksGo to https://OmahaSteaks.com and use promo code PETTYCRIMES at checkout for $35 off. Minimum purchase may apply.ProgressiveVisit Progressive.com and see if you can enjoy a little cash back.RocketMoneyJoin at rocketmoney.com/pettycrimesRulaRula patients typically pay $15 per session when using insurance. Connect with quality therapists and mental health experts who specialize in you at https://www.rula.com/pettycrimes #rulapodShopifySign up for your $1/month trial today at shopify.com/pettycrimesSkimsShop Everyday Cotton, and all of my favorite bras and underwear athttp://www.skims.com #skimspartnerQuinceGo to quince.com/pettycrimes for free shipping and 365-day returns.See Privacy Policy at https://art19.com/privacy and California Privacy Notice at https://art19.com/privacy#do-not-sell-my-info.
Le operazioni di fusione e acquisizione (M&A) in Italia sono spesso influenzate tanto dalla politica e dalle personalità quanto dalla massimizzazione del profitto. Questo rende l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Banca Intesa, per un valore di 30 miliardi di euro, una rara eccezione." È quanto scrive il Financial Times in un editoriale pubblicato nella sezione Lex dal titolo "L'offerta di Intesa per il Monte dei Paschi di Siena ripristina un po' di buon senso nella scena delle Fusioni e Acquisizioni italiane". "Intesa ha scelto l'obiettivo giusto, nel senso che le prospettive di MPS, istituto di credito toscano, non sono brillanti. La banca è alle prese con la complessa integrazione della rivale Mediobanca, acquisita lo scorso anno. Inoltre, la sua governance è estremamente fragile: gli azionisti, in perenne conflitto tra loro, hanno recentemente estromesso e reintegrato l'amministratore delegato Luigi Lovaglio in rapida successione. La scorsa settimana, secondo i dati di S&P Capital IQ, Mps è stata quotata a un prezzo inferiore al suo valore contabile tangibile, risultando quindi sottovalutata rispetto agli standard bancari europei", osserva il quotidiano della City. Nella sua mossa su Mps "Intesa sarà difficile da battere: secondo i calcoli di Lex, potrebbe migliorare la sua offerta di un paio di miliardi senza compromettere il valore dell'azienda. Ma la finanza non racconta tutta la storia. Se la banca dovesse avere successo, si ritroverebbe anche con la quota del 16% di Mediobanca in Generali, ampiamente considerata un asset strategico per l'Italia. Per questo motivo, una vittoria di Intesa potrebbe essere allettante anche per il Primo Ministro Giorgia Meloni, in quanto ridurrebbe le possibilità che Generali finisca in mani straniere. La differenza rispetto ad altri accordi graditi a Roma è che anche il capitalismo italiano potrebbe considerare questo un successo", scrive il Financial Times.Il commento di Salvatore Rossi, economista, dal 2013 al 2019 ha ricoperto la carica di direttore generale di Banca d'Italia e Daniel Gros, direttore Institute for European Policy Making, Bocconi.Brennero, maxi danni dai divieti «serve l'arbitro Ue per i valichi»Quando si blocca il Brennero, non si fermano soltanto i camion: si rallentano l'economia italiana, l'export, l'agroalimentare, la manifattura, la continuità delle forniture verso il Nord Europa e gli approvvigionamenti di materie prime e semilavorati alle nostre industrie di trasformazione. Il Brennero è l'asse portante del corridoio Scandinavo-Mediterraneo e un'infrastruttura europea strategica per il sistema economico. Sul tema Brennero servono soluzioni europee condivise, non divieti unilaterali. Tra le richieste: il completamento nei tempi previsti del tunnel ferroviario di base (Bbt) e delle relative tratte di accesso per ampliare la capacità del trasporto su rotaia, investimenti per rendere l'autostrada A22 del Brennero ancora più moderna, l'eliminazione dei divieti di transito notturno in Tirolo. Così Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per i trasporti, la logistica e l'industria del Turismo, sintetizza il sentimento delle imprese. Destro è a Trento, ospite di un convegno organizzato da Confindustria Regionale Tentino-Alto Adige dove si discute di Brennero e dell'importanza di questo corridoio alpino per tutta l'economia italiana. Presenti, tra gli altri, i presidenti di Confindustria Trentino-Alto Adige, Alexander Rieper; Confindustria Trento, Lorenzo Delladio; Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini; il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti. In un videomessaggio, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ribadisce l'attenzione del governo verso i territori del Trentino-Alto Adige e annuncia: «Siamo al 95% degli scavi della nuova galleria ferroviaria del Brennero (linea Fortezza-Innsbruck), con l'obiettivo di aprire l'opera nel 2033 per ridurre i tempi di collegamento tra l'Italia e il cuore dell'Europa». È intervenuto Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del Turismo.Ponte sullo Stretto, la procura di Roma indaga per corruzioneLa Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In base a quanto emerge da una nota diffusa dall ufficio giudiziario, l ufficio ha delegato i carabinieri del Ros all esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, Tommaso Miele, (in quiescenza dal febbraio scorso), l'avvocato già Consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa , Giacomo Francesco Saccomanno, e l'imprenditore Vincenzo Virgoglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria". Le indagini hanno documentato le condotte dei tre indagati tese a condizionare l esame di legittimità della Corte dei Conti sull approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell opera pubblica. Secondo quanto emerge dalla nota diffusa dalla Procura capitolina l avvocato e l imprenditore indagati al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa , avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell esigenza citata . Secondo l impianto accusatorio i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto - si legge nella nota - la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa . Inoltre il magistrato contabile avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell interesse della Stretto di Messina Spa , una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l interesse a diventare Presidente dell'Antitrust o di una società partecipata. Il commento di Ivan Cimarusti, Il Sole 24 Ore.
America's Constitution Coach Rick Green (President of Patriot Academy) joins us for a spellbinding interview on his BIG plans for America250 in collaboration with Convention of States and other patriotic groups across the country. PLUS, two young leaders within the movement invite listeners to get more members of the rising generation to apply for our internship programs. All that and much more on this month's episode of COS at Home with your host Jonathan Viaud, the Director of Grassroots for Convention of States Action. Minutemen Mailbag Emerging Leaders Program Leaders Launchpad Freedom250 Patriot Academy
Espressioni come "c'ho fame!" o "Vieni qui che ti dico una cosa" sono comunissime nell'italiano parlato, ma difficilmente le troverai in un manuale di grammatica. In questo articolo analizziamo due fenomeni tipici dell'italiano parlato e informale — il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE — per aiutarti a riconoscerli e capirli nel contesto reale. CHE POLIVALENTE e CI ATTUALIZZANTE: L'Italiano Informale Parte 1 — Il CI ATTUALIZZANTE: "C'Ho Fame!" Forme come "c'ho fame", "c'ho sonno", "c'ho fretta" o "non c'ho voglia" sono molto frequenti nell'italiano parlato. Il dubbio che sorge spontaneo è: "Ma quel 'ci' cosa sta facendo lì?". Vale la pena capirlo. Cos'è il CI ATTUALIZZANTE? In italiano standard, il verbo "avere" non ha bisogno di nessun "ci": "Ho fame." "Ha il biglietto." "Non ho voglia di studiare." Ma nell'italiano parlato e informale, moltissimi italiani — una tendenza diffusa soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, ma presente in tutta la penisola — aggiungono un "ci" davanti al verbo "avere". Questo "ci", chiamato appunto CI ATTUALIZZANTE, non aggiunge nessun significato nuovo: serve solo a rendere la frase più enfatica, più immediata, più viva. Italiano standardCon CI ATTUALIZZANTE"Ho fame.""C'ho fame!""Ha il biglietto.""C'ha il biglietto.""Non ho voglia.""Non c'ho voglia!""Non ho più 18 anni.""Non c'ho più 18 anni!" La versione con il "ci" suona più spontanea, più espressiva: il CI ATTUALIZZANTE aggiunge una piccola carica emotiva alla frase, rendendola più vivace nel parlato. Come Si Forma il CI ATTUALIZZANTE? La formazione è semplicissima: si aggiunge "ci" davanti alle forme del verbo "avere". Nella pronuncia parlata, "ci" e "ho/ha/hanno" si fondono insieme: PersonaForma con CI ATTUALIZZANTEEquivalente standardIoc'hohoTuc'haihaiLui / Leic'hahaLoroc'hannohanno Attenzione: questa forma si usa soprattutto con le persone singolari e la terza persona plurale. Con "noi" e "voi" nel parlato si tende ad evitarla. Esempi Pratici del CI ATTUALIZZANTE "C'ho una fame incredibile!" "Marco, c'hai cinque euro? Ho dimenticato il portafoglio." "Mia nonna dice sempre che non c'ha più l'età per certe cose." "Quei due c'hanno qualcosa — si vede chiaramente!" È Corretto o Scorretto? Il CI ATTUALIZZANTE è considerato sub-standard, cioè non è accettato nella grammatica ufficiale dell'italiano. Non lo troverai in testi scritti formali, giornali o documenti ufficiali. È importante però distinguere tra scorretto e raro: questa forma è comunissima nel parlato informale di moltissimi italiani. Ascoltando conversazioni quotidiane, film o serie TV, la sentirai continuamente. Riconoscerla è quindi fondamentale, anche se puoi scegliere di non usarla. Parte 2 — Il CHE POLIVALENTE Il CHE POLIVALENTE è uno degli elementi più caratteristici dell'italiano parlato. Gli italiani lo usano al posto di diverse congiunzioni e pronomi perché è breve, immediato e versatile. Vediamo i casi principali. 1. CHE POLIVALENTE al Posto di "Perché" o "Così" — Il "Che" Finale Questo è forse il caso più comune. In italiano informale, il CHE POLIVALENTE si usa alla fine di un'esortazione o di un'affermazione per spiegarne il motivo, esattamente come "perché" o "così": Con CHE POLIVALENTESignificato equivalente"Sbrigati, che è tardi!"Sbrigati, perché è tardi!"Vieni qui che ti dico una cosa."Vieni qui, così ti dico una cosa."Mettiti la giacca che fuori fa freddo."Mettiti la giacca perché fuori fa freddo."Abbassa la voce che c'è gente che dorme."Abbassa la voce perché c'è gente che dorme."Mangia che si raffredda!"Mangia prima che si raffreddi! Questa costruzione è tipica del parlato quotidiano: è diretta e immediata. Gli italiani la usano frequentemente per dare istruzioni, consigli o inviti, specialmente in contesti familiari e informali. 2. CHE POLIVALENTE Consecutivo — Quando il "Così" è Sottinteso Un altro uso tipico è quello in cui il CHE POLIVALENTE introduce la conseguenza di qualcosa — una situazione così intensa da produrre un risultato. Nei primi due esempi il "così" è esplicito; negli ultimi due è sottinteso — ed è qui che il fenomeno diventa davvero informale: TipoEsempio"così" esplicito"Era così stanca che non si reggeva in piedi.""così" esplicito"Ridevo così tanto che mi faceva male la pancia.""così" sottinteso"Fa un freddo che non si riesce nemmeno a uscire!""così" sottinteso"C'era una fila che non finiva mai." Negli ultimi due esempi il "così" iniziale è completamente sottinteso: si passa direttamente alla conseguenza, rendendo la frase più espressiva e immediata. È una caratteristica tipica dell'italiano parlato, che tende a comprimere la struttura sintattica a favore dell'efficacia comunicativa. 3. CHE POLIVALENTE al Posto di "In Cui" — Il "Che" Relativo Informale Nella grammatica ufficiale, per indicare il tempo o il luogo si dovrebbe usare "in cui": "L'anno in cui mi sono laureata è stato bellissimo." "Il giorno in cui ci siamo conosciuti era d'estate." Ma nell'italiano parlato, quasi nessuno dice "in cui" — si usa direttamente il CHE POLIVALENTE: Con CHE POLIVALENTEForma grammaticale standard"L'anno che mi sono laureata è stato bellissimo."L'anno in cui mi sono laureata…"Il giorno che ci siamo conosciuti ero nervosissima."Il giorno in cui ci siamo conosciuti…"La settimana che siamo stati a Roma è volata!"La settimana in cui siamo stati a Roma…"Quella volta che mi sono persa a Milano… non ne parliamo!"Quella volta in cui mi sono persa… Anche questo uso è tecnicamente scorretto nella grammatica formale, ma è universalmente diffuso nel parlato italiano. L'uso di "in cui" in una conversazione informale tende a suonare più formale del necessario: il CHE POLIVALENTE rimane la scelta più naturale e spontanea. Riepilogo: CI ATTUALIZZANTE e CHE POLIVALENTE a Confronto FenomenoFunzioneEsempioRegistroCI ATTUALIZZANTE"ci" davanti ad "avere" per enfasi"C'ho fame! / C'hai ragione."Informale / Sub-standardCHE POLIVALENTE finaleAl posto di "perché" / "così""Vieni qui che ti dico una cosa."Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE consecutivoIntroduce una conseguenza (così sottinteso)"Fa un freddo che non si esce!"Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE relativoAl posto di "in cui" per tempo/luogo"Il giorno che ci siamo conosciuti…"Informale / Parlato Domande Frequenti Posso Usare il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE Quando Parlo Italiano? Puoi farlo nelle conversazioni informali con amici, colleghi o nelle situazioni quotidiane. Evita queste forme in contesti formali — colloqui di lavoro, esami, documenti scritti — dove è preferibile usare l'italiano standard. Il CI ATTUALIZZANTE si Usa in Tutta Italia? È particolarmente diffuso nel Centro e nel Sud Italia, ma si sente anche al Nord, soprattutto nelle conversazioni più spontanee e informali. È comunque un fenomeno pan-italiano del parlato. Il CHE POLIVALENTE ha Sempre lo Stesso Significato? No! Il CHE POLIVALENTE è "polivalente" proprio perché assume significati diversi a seconda del contesto: può significare "perché", "così", "in cui" o introdurre una conseguenza. Il significato si capisce dal contesto della frase. Questi Fenomeni si Trovano Anche Nello Scritto? Il CI ATTUALIZZANTE è quasi esclusivamente orale — rarissimo anche nello scritto informale. Il CHE POLIVALENTE invece può apparire nei messaggi di testo, nelle chat e nei social media, specialmente nelle sue forme finale e relativa, perché rispecchiano il ritmo del parlato. Pronto a scoprire un'altra delle costruzioni più particolari dell'italiano? Leggi l'articolo dedicato al dativo etico. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo: “Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul CI Attualizzante e CHE Polivalente", "description": "Quiz interattivo sui fenomeni tipici dell'italiano parlato informale: il CI attualizzante con il verbo avere e i diversi usi del CHE polivalente.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale verbo accompagna sempre il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avere" } }, { "@type": "Question", "name": "In quale registro si usa il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Informale parlato" } }, { "@type": "Question", "name": "Cosa significa 'che' in: 'Sbrigati, che è tardi!'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "perché" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante aggiunge un nuovo significato alla frase.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma standard corrisponde a 'l'anno che mi sono laureata'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "l'anno in cui mi sono laureata" } }, { "@type": "Question", "name": "In 'Fa un freddo che non si riesce a uscire', il CHE introduce una...", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "conseguenza" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante si usa comunemente con 'noi' e 'voi'.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Perché il CHE si chiama 'polivalente'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Perché assume significati diversi a seconda del contesto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il CHE polivalente al posto di 'in cui'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il giorno che ci siamo incontrati era d'estate." } }, ...
Brian is back from the National Convention, where some major motions were made, and later is joined by Mary Hebert and Josh Castro of the California Convention of the States. Is the time right for a COS, and is this the only way we'll finally reign in government abuses of power? Check out the COS: https://conventionofstates.com/ Buy my new card game: WOKE WORD WARS - https://www.amazon.com/dp/B0FLF8Y16S...