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Consociazione, in Italia, ha un significato negativo. Ma le buone regole si fanno solo con consenso ampio. Invece di creare maggioranze artificiali, converrebbe creare regole che impongono di negoziare. Uno sguardo alla Svizzera.Catchword è una rubrica di parole per guardare dietro (o sotto) alle parole. Ogni due settimane Francesco Palermo parte da una parola chiave (catchword, appunto) per spiegare in modo conciso il concetto (o l'inganno) che le sta dietro. Da leggere o da ascoltare in formato podcast.Informazioni correlate:Francesco PalermoCatchwordOnde LungheI podcast di SALTOAbbonati a SALTO
Scarica subito il tuo regalo: https://bit.ly/4ysP7LsDire sempre e solo "grazie" a volte può essere noioso! In questo podcast scopriamo 5 alternative naturali e super italiane per esprimere gratitudine come un vero madrelingua (dallo spontaneo "mi hai salvato" al classico "ti devo un caffè”).Qual è la tua alternativa preferita? Scrivicelo nei commenti!Capitoli del podcast:2:29 - Mi hai salvato3:52 - Ti devo un favore5:00 - Non so come ringraziarti6:06 - Sei gentilissimo7:00 - Ci voleva proprio8:36 - Conclusione
Buon venerdì, Stupefan. Per un momento ci avevamo sperato! Dopo aver letto del bando del Ministero dell'Interno per l'acquisto di quasi 7.000 confezioni di naloxone nasale, avevamo pensato che, lassù ai piani alti, qualcuno ci avesse finalmente ascoltati. Ci auguravamo si trattasse di una gigantesca operazione di riduzione del danno, magari perché Mantovano, ravveduto dopo l'ascolto dell'ultima puntata, aveva finalmente intuito che solo una distribuzione massiccia di questo farmaco salvavita avrebbe potuto arginare davvero i rischi legati agli oppioidi, comprese le eventuali ripercussioni del furto delle 80 fiale dall'Ospedale Israelitico di Roma. Invece no. Quel naloxone è destinato agli agenti delle forze dell'ordine, nel caso entrino involontariamente in contatto con il fentanyl. Un uso fondato su un rischio sostanzialmente inesistente, che dimostra ancora una volta quanto il Ministero o non abbia capito a cosa serva davvero il naloxone, o abbia orchestrato l'ennesima operazione di propaganda (tanto a pagare sono i contribuenti e le persone che usano droghe). A proposito di fentanyl, Repubblica racconta la storia di Zhi Dong Zhang, indicato come uno degli uomini chiave del traffico tra Cina, Messico e Stati Uniti. Un'altra storia perfetta per costruire il nemico del giorno, molto meno utile per capire il sistema che lo rende possibile. Le notizie, ovviamente, non finiscono qui. Bibi ha passato la notte davanti a San Vittore, in un presidio che denuncia il sovraffollamento ormai endemico delle carceri italiane. Ma cosa ha a che fare tutto questo con le leggi sulle droghe? Lo scoprite cliccando play.Note dell'episodio:- Il bando per il Naloxone alle FDO: https://www.poliziadistato.it/statics/19/ff01-2026-determina-a-contrarre-nyxoid.pdf- Il PR del cartello di Sinaloa: https://www.repubblica.it/esteri/2026/07/13/news/messico_un_cinese_a_capo_del_cartello_di_sinaloa_cosi_zhidong_e_diventato_il_re_del_fentanyl-425467794/?ref=RHLM-BG-P8-S1-T1-fdg3- Il Libro Bianco sulle droghe: https://www.fuoriluogo.it/pubblicazioni/libro-bianco-droghe/e-non-sono-pazzi-xvii-libro-bianco-sulle-droghe-2026/- Una notte davanti a San Vittore: https://ristretti.org/milano-una-notte-intera-davanti-a-san-vittore-la-protesta-contro-linferno-delle-celle-bollentiEntra in contatto con noi usando la mail stupefatticast@gmail.com o seguendo su Instagram il @stupefatti_podcast! Puoi anche iscriverti a STUPEGRAM, il nostro canale telegram, a questo link https://t.me/stupegram!
Si è concluso il progetto “Next Generation”, che, dal 2022 al 2026, ha visto l'Università Roma Tre proporre a quasi 25.000 studentesse e studenti delle scuole del Lazio due corsi di orientamento progettati per affrontare in maniera consapevole le scelte post-diploma. Nella puntata di oggi, la Dott.ssa Roberta Vangelista, responsabile dell'Area Orientamento e Mobilità, e la Dott.ssa Valentina Cavalletti, responsabile dell'Ufficio Orientamento di Roma Tre, ci raccontano cosa ha comportato per Roma Tre l'organizzazione di un progetto così vasto e articolato. Invece, per conoscere il punto di vista delle scuole sull'orientamento, abbiamo chiesto al Prof. Giuseppe Grasso, del Liceo "Edoardo Amaldi" di Roma, di parlarci dell'importanza della collaborazione tra scuola e università e a Valeria e Sofia, due studentesse del Liceo scientifico "G.B. Grassi" di Latina, di condividere con noi dubbi, sogni, incertezze e speranze di chi sta per concludere il proprio percorso scolastico.
Alberto Cirio, presidente della Regione PiemonteIn Piemonte è stato evitato il blocco dei veicoli diesel Euro 5 riformando il piano della qualità dell'aria senza chiedere deroghe a Bruxelles, ma diversificando le misure per raggiungere gli obiettivi ambientali. Invece di limitare esclusivamente la circolazione automobilistica, si è infatti scelto di intervenire su altri fattori inquinanti, come il riscaldamento, potenziando al contempo il trasporto pubblico per abbattere le emissioni. Questo approccio permette di rispettare i parametri europei, tutelando la mobilità di chi non può sostituire il proprio mezzo, garantendo così l’equilibrio tra sostenibilità e necessità sociali - spiega Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.
Benvenuti su Bookatini 2.0 - il podcast per chi è ghiotto di libri.L'ospite di questa puntata è la mia amica Suhrya, che molti di voi conosceranno già. La trovate qui https:https://www.instagram.com/suhryaInsieme abbiamo chiacchierato di alcune delle nostre più recenti letture ovvero:- "Innamorasi per caso a Story Lake Town", Lucy Score, Newton Compton Editore- "Le ventisette sveglie di Atena Ferraris", Alice Basso, Garzanti- "Il tempo dell'attesa", Elizabeth Jane Howard, Fazi Editore- "Il barattolo dei pastelli", Barbara Cortinovis, Bollati BoringhieriLink storytel di Suhrya quindi è affiliato ma non di Bookatini ma lo specifico comunque che non si sa mai https://www.filify.co/SHBIJPotete contattarmi, scrivere commenti, suggerimenti, domande e condividre con me le vostre letture su questo tema contattandomi alla pagina Instagram Bookatini_podcast.Se volete sostenermi e godere di contenuti aggiuntivi, potete unirvi a 4 possibili livelli di Patreon che trovate al link: https://www.patreon.com/bookatiniLa sigla di Bookatini è scritta e suonata da Andrea Cerea
La pronuncia è spesso l'aspetto più trascurato nello studio dell'italiano — eppure è la prima cosa che un madrelingua nota. Esistono errori legati a caratteristiche dell'italiano che non esistono in molte altre lingue: quasi tutti gli studenti li commettono, ma una volta riconosciuti è possibile correggerli. Non Commettere Questi Errori di Pronuncia in Italiano Errore 1: L'Accento Sbagliato nella Terza Persona Plurale In italiano, l'accento tonico — cioè la sillaba su cui cade il "peso" della parola — cade di norma sulla penultima sillaba. Esiste però una grande eccezione: le terze persone plurali dei verbi, cioè le forme con "loro". Molti studenti, seguendo la regola della penultima sillaba, pronunciano: «loro scrivono» con accento su -vo- → scri-VO-no «loro leggono» con accento su -go- → leg-GO-no La pronuncia corretta è invece: «loro SCRIvono» → accento sulla terzultima sillaba «loro LEGgono» → accento sulla terzultima sillaba La regola: nelle terze persone plurali, l'accento non cade mai sulla penultima sillaba, ma sempre sulla terzultima — o anche prima. Il Trucco: Pensa alla Prima Persona Singolare L'accento nella terza persona plurale cade esattamente nella stessa posizione della prima persona singolare (io): «io SCRIvo» → «loro SCRIvono» «io LEGgo» → «loro LEGgono» «io DORmo» → «loro DORmono» «io PARlo» → «loro PARlano» Esistono anche verbi in cui l'accento alla prima persona singolare cade sulla terzultima sillaba o ancora prima. In questi casi il plurale segue la stessa posizione: «io Àbito» → «loro Àbitano» — non «a-bi-TA-no» «io co-MÙ-ni-co» → «loro co-MÙ-ni-ca-no» — non «co-mu-ni-CA-no» «io DÌ-men-ti-co» → «loro DÌ-men-ti-ca-no» — non «di-men-ti-CA-no» Poiché in italiano non si scrive l'accento grafico su queste parole, non esiste una regola visiva di supporto. L'unico modo per interiorizzare questi accenti è ascoltare tanto italiano e abituare l'orecchio nel tempo. Errore 2: La Lettera Z — Due Suoni in una Sola Lettera La lettera Z è la più imprevedibile dell'alfabeto italiano: può avere due suoni completamente diversi. Z "dura": è la combinazione TS pronunciata in modo fuso, rapidamente — come se T e S diventassero un suono unico. Le corde vocali non vibrano. Z "morbida": è la combinazione DZ pronunciata in modo fuso. Qui le corde vocali vibrano. Per distinguerle, si può appoggiare la mano alla gola: con la Z "morbida" si sente una vibrazione, con la Z "dura" no. È la stessa differenza che esiste tra F (nessuna vibrazione) e V (vibrazione). Esempi con la Z "Dura" (TS fusi) «pizza» → pi-TZa «stazione» → sta-TZIO-ne «grazie» → GRA-tzie «silenzio» → si-LEN-tzio «pazienza» → pa-TZIEN-tza Esempi con la Z "Morbida" (DZ fusi) «zaino» → DZai-no «zero» → DZe-ro «mezzo» → MED-dzo «realizzare» → rea-li-DZZA-re «zona» → DZO-na Regole Utili per Orientarsi Quando la Z è all'inizio di parola, nella maggior parte dei casi è Z "morbida": «zero, zona, zaino, zucchero, zio». Il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura": «situazione, conversazione, attenzione, nazione». La sequenza Z + I + vocale vuole la Z "dura": «grazie, pulizia, agenzia, silenzio, anziano». Il suffisso -izzare e tutte le sue forme coniugate vogliono la Z "morbida": «realizzare → io realizzo, lui realizza, loro realizzano» — Z "morbida" in tutte le forme. Eccezione importante: la parola «azienda» sembra seguire la regola della sequenza Z+I+vocale — e quindi dovrebbe avere la Z "dura". Invece no: azienda ha la Z "morbida" → a-DZIEN-da. È un'eccezione da memorizzare a parte. Curiosità: moltissimi stranieri pronunciano «pizza» con la Z "morbida", come «pi-DDZA». La pronuncia corretta è invece «pi-TTZA», con la Z "dura". Anche la parola più famosa d'Italia viene pronunciata male nel mondo intero. Errore 3: Le Lettere che Si Scrivono ma Non Si Pronunciano Uno degli aspetti più insidiosi dell'italiano è la presenza di lettere che si scrivono ma sono completamente mute. Molti studenti le pronunciano perché le vedono scritte — ma si tratta di un errore. I Gruppi CIA/CIO/CIU e GIA/GIO/GIU Nei gruppi CIA, CIO, CIU e GIA, GIO, GIU, la I non si pronuncia. La sua unica funzione è segnalare che la C o la G si pronunciano con suono morbido — come la CH di «cheese» o la J di «jump» in inglese. La I è solo un segnale visivo. «ciao» → si pronuncia CHAO — la I non si sente «cioccolato» → CIOC-co-la-to, con suono morbido CH — I muta «giacca» → JAC-ca — I muta «gioco» → JO-co — I muta «Giovanni» → Jo-VAN-ni — I muta Il Gruppo SCIA/SCIO/SCIU Stesso discorso per SCIA, SCIO, SCIU: la I è muta e serve solo a far pronunciare SC con il suono SH — come «she» o «shower» in inglese. «sciarpa» → SHAR-pa — la I non si pronuncia «sciocco» → SHOC-co — I muta «asciugare» → a-SHU-ga-re — I muta Le I "Storiche" — il Caso Più Insidioso In alcune parole la I si scrive per ragioni storiche: nella parola latina originale si pronunciava, ma in italiano moderno è completamente muta. Non esiste una regola visiva di supporto — bisogna semplicemente saperlo. «scienza» → si pronuncia SHÈN-tza, non SHIÈN-tza — la I non si sente «coscienza» → co-SHÈN-tza — I muta «società» → so-che-TÀ — I muta «igiene» → i-JÈ-ne — I muta «specie» → SPÈ-che — I muta Curiosità: la parola «conoscenza» non ha nessuna I, eppure si pronuncia esattamente come la parte finale di «coscienza». Questo dimostra che quella I in «coscienza» è inutile dal punto di vista della pronuncia — esiste solo per ragioni storiche. Un Caso Speciale: i Plurali in -CIE e -GIE Il plurale di «camicia» è «camicie» — con la I. Quello di «valigia» è «valigie» — ancora con la I. Questa I si pronuncia? No, è muta anche qui. Ma allora perché si scrive? Per una regola ortografica precisa: si scrive la I se la sillaba precedente finisce per vocale. «va-LI-gia» → la sillaba -li- finisce per vocale → plurale: «va-LI-gie» (I scritta, ma muta) «ca-MI-cia» → la sillaba -mi- finisce per vocale → plurale: «ca-MI-cie» (I scritta, ma muta) «a-RAN-cia» → la sillaba -ran- finisce per consonante → plurale: «a-RAN-ce» (senza I) «TOR-cia» → la sillaba -tor- finisce per consonante → plurale: «TOR-ce» (senza I) Questa regola riguarda solo la scrittura, non la pronuncia — ma è utile anche per evitare errori ortografici. Errore 4: I Gruppi GL e GN — Suoni che Non Esistono in Molte Lingue Il Gruppo "GLI" Il gruppo GLI non si pronuncia come G + L + I separatamente: è un unico suono prodotto con la lingua premuta contro il palato. A seconda della propria lingua madre, si può avvicinare a questo suono in modi diversi: Spagnolo castigliano: simile alla LL di «llegar» o «llamar» Portoghese: simile alla LH di «filho» Inglese: il suono centrale di «million» — quel «ly» nel mezzo è molto vicino al GLI italiano Esempi pratici: «figlio» → fi-LYO (lingua sul palato) «famiglia» → fa-MI-lya «aglio» → A-lyo «voglio» → VO-lyo «meglio» → ME-lyo Errore comune: molti pronunciano «figlio» separando le lettere — «fig-lio», con G e L distinte. Il suono deve essere invece unico e fluido. Il Gruppo "GN" Anche GN è un suono unico. Per avvicinarsi a questo suono a partire da diverse lingue: Spagnolo: identico alla Ñ di «mañana» Francese: come la GN di «champagne» Inglese: il suono «ny» nel mezzo di «canyon» Esempi pratici: «gnocchi» → NYOc-chi «bagno» → BA-nyo «signore» → si-NYO-re «cognome» → co-NYO-me «montagna» → mon-TA-nya GN è sempre un suono solo — mai G + N separati. Errore 5: Le Consonanti Doppie In molte lingue, come l'inglese, le lettere doppie si scrivono ma non cambiano il suono. In italiano invece la doppia allunga fisicamente il suono della consonante — e questo non è solo una questione fonetica: la doppia può cambiare completamente il significato della parola. SingolaSignificatoDoppiaSignificatonononumero ordinale 9°nonnopadre del proprio padrepenatristezza, dolorepennastrumento per scriveresetevoglia di beresetteil numero 7caroamato, o costosocarroveicolo trainato da animalicapelloun singolo pelo della testacappellocopricapo La doppia si pronuncia semplicemente allungando il suono della consonante — come se ci fosse una piccola pressione su quella consonante prima di continuare: «pena» → N normale | «penna» → N allungata: pen...na «sete» → T normale | «sette» → T allungata: set...te «caro» → R normale | «carro» → R allungata: car...ro Nota: quando gli italiani parlano velocemente, le doppie si sentono meno. Questo può rendere difficile riconoscerle all'ascolto. Nel parlare, però, è sempre meglio pronunciarle con chiarezza: un madrelingua preferirà sentirle leggermente esagerate piuttosto che non sentirle affatto. Domande Frequenti Come Faccio a Sapere Dove Cade l'Accento nella Terza Persona Plurale? Il modo più efficace è pensare alla prima persona singolare (io): l'accento cade nella stessa posizione. Per esempio, se si sa che si dice «io PARlo», si può dedurre che la forma corretta è «loro PARlano» e non «loro parLAno». Per i verbi meno comuni, l'unica strategia affidabile è ascoltare tanto italiano parlato. Esiste una Regola per Distinguere la Z "Dura" dalla Z "Morbida"? Sì, esistono alcune indicazioni utili: la Z all'inizio di parola è quasi sempre "morbida"; il suffisso -zione vuole sempre la Z "dura"; la sequenza Z+I+vocale vuole la Z "dura"; il suffisso -izzare e tutte le sue forme vogliono la Z "morbida". Fanno eccezione alcune parole come «azienda», che va memorizzata a parte. Perché Alcune I Si Scrivono ma Non Si Pronunciano? Per due motivi diversi. In alcuni casi — come in «ciao» o «gioco» — la I serve come segnale visivo per indicare che la C o la G si pronunciano con suono morbido....
Qualcosa si è rotto nel mondo: ovunque si guardi, c'è un conflitto armato. Cominciamo dal Sudan, “la peggior crisi umanitaria in corso”, secondo le Nazioni Unite, conseguenza di una guerra civile entrata nel quarto anno di violenza, che ha già fatto 150 mila morti e minaccia oltre 13 milioni di persone. Lo raccontano da Khartoum Matteo D'Alonzo di Emergency e Philippe Kropf del Programma alimentare mondiale. Ma per questa prima speciale puntata del nuovo progetto di podcast settimanale della Redazione Esteri del Corriere della Sera, facciamo un ragionamento più ampio: sono in corso almeno 130 conflitti, nel conteggio del Comitato della Croce Rossa Internazionale; una tendenza in crescita negli anni Venti del Duemila, secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di ricerca sulla pace di Oslo. Che sta succedendo? “Ci sentiamo assediati dai conflitti, così tanto che alla fine non vorremmo sentirli, e sicuramente non vorremmo reagire”, osserva Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera. “Ci sono momenti di attenzione vera, di struggimento anche, e poi seguono lunghe fasi di rimozione o anche più banalmente di distrazione”. Che fare, allora? “In questa fase storica l'onestà è un elemento fondamentale di come facciamo informazione”, continua, “l'onestà nell'esercizio del nostro lavoro, che resta quello di raccogliere notizie e riproporle con chiarezza, con la massima completezza possibile, per dimostrare che non c'è tutta questa distanza, che non c'è noi e loro, che non c'è noi e loro guardando al Sudan, che non c'è noi e loro guardando alle ragazze iraniane che somigliano tantissimo alle nostre ragazze, che non c'è noi e loro guardando la gente che è rimasta intrappolata per mesi, per anni a Gaza e che è molto più importante capire come aiutare la popolazione di Gaza che azzuffarci tra noi, con quello sdegno che ci riempie talmente tanto di compiacimento che poi non facciamo niente”.Dunque un podcast per ridisegnare la mappa di un mondo nel caos, come alle origini della cartografia, un tentativo di capirlo. E di reagire. “Dopo la caduta del muro di Berlino, negli anni '90, c'era questa idea che si andava verso un mondo più pacifico, più giusto, con più democrazia - interviene Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere - che la globalizzazione sarebbe equivalsa a più diritti, più libertà ovunque. Invece non è stato così. O meglio, lo è stato fino a un certo punto, ma poi c'è stata questa involuzione”. Persino Internet, che sembrava veicolo di libertà, è diventato strumento di repressione nelle mani degli autocrati. “L'ordine liberale internazionale è entrato in crisi e siamo piombati in una sorta di età dell'impunità in cui gli Stati, ma anche attori non statali, possono fare delle cose inaudite senza pagarne le conseguenze”. Ne abbiamo parlato anche con la politologa Nathalie Tocci, docente di Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University. “Si sta rompendo l'ordine internazionale, e per ordine intendiamo istituzioni, norme e quindi diritto internazionale. E perciò vediamo guerre intrastato, che a differenza del passato, stanno acquisendo sempre più dimensioni regionali o dimensioni globali, e anche guerre tra gli Stati”. Che erano quasi scomparse. “Ci potevano essere, come dire, accordi e disaccordi su 1.000 questioni, ma su una cosa erano tutti d'accordo: che la base del diritto internazionale, integrità territoriale e sovranità, diciamo, non si toccava”Tutto saltato, tutto da rifare. Molto lavoro per questo podcast.
L'estate dovrebbe essere il periodo più bello. Invece per molti genitori è quello più difficile: figli a casa, routine saltata, meno pazienza, più crisi.Non stai sbagliando tu. È il contesto che cambia, e in questa puntata spiego esattamente perché succede e cosa puoi fare.I bambini vivaci, intensi, difficili da gestire hanno bisogno di due cose: routine e connessione. L'estate le smonta entrambe. Ma si possono ricostruire, in modo leggero e fattibile.In questo episodio trovi due strumenti concreti:La struttura leggera — non riempire le giornate, ma dargli tre ancore: un rituale settimanale, un evento del mese, una scelta sua. Bastano queste tre cose per ridurre crisi e disorientamento.La ricarica — un gioco semplice da fare anche cinque minuti al giorno che costruisce connessione fisica con tuo figlio e abbassa la frequenza delle crisi. Non è magia, è neurobiologia.Se hai più di un figlio, c'è anche una nota su come non perdere di vista quello "più tranquillo" mentre sei impegnato con l'altro.(00:00) Perché l'estate è il periodo più difficile per i bambini intensi(02:24) Le due cose di cui hanno bisogno: routine e connessione(05:33) Come dare struttura senza riempire le giornate(12:29) Il gioco della ricarica: costruire connessione in 5 minuti(20:27) La storia di Laura e Stefano e come applicarlo
Martina ha 35 anni, vive a Verona e lavora nella comunicazione digitale come libera professionista. È cresciuta in una famiglia agiata, con un padre imprenditore edile che si era costruito da sé la propria impresa, partendo dalla Val di Fiemme. È lui il modello che la spinge, fin da ragazza, a non fermarsi al posto fisso: «Il posto da dipendente l'ho sempre allontanato il più possibile, perché l'ho sempre visto come una gabbia troppo stretta». Così, dopo la laurea e una serie di stage non pagati, apre la partita Iva.Per dieci anni la vive con leggerezza, e con metodo: accantona il 30% di ogni fattura su un conto deposito, affronta le tasse senza pensieri, accantona da sola perfino un piccolo Tfr. Ma c'è una contraddizione alla base. I clienti di Martina sono agenzie, che la ingaggiano in rapporti continuativi e a tempo pieno. La sua condizione diventa difficile persino da nominare: «Io sono una dipendente partita Iva». A questi incarichi fissi, se ne aggiungono altri, che le girano colleghi e freelance veri, e che lei porta avanti la sera.A dicembre 2022 nasce suo figlio. Con un neonato in casa, i lavoretti serali spariscono, e quello che sembrava un extra si rileva essere l'ingranaggio che tiene in piedi tutto. «Mi sono resa conto che la mia attività infrasettimanale non bastava a mantenermi. Erano quei lavoretti serali, in realtà, a darmi l'elasticità e un maggior agio economico».In questo cambio di vita, la partita Iva inizia a mostrare l'altra faccia. Quella fatta di tutto ciò che non offre. «Anche se i miei 1.800 euro netti possono assomigliare allo stipendio di un dipendente, mi mancano tutta una serie di sicurezze: la malattia, le ferie, il TFR. Sono tutte cose a cui io non ho accesso». Quando prova a immaginare il suo futuro, davanti a sé vede una strada che fino a poco tempo fa avrebbe escluso senza pensarci: rimettersi volontariamente nella gabbia che ha sempre evitato, quella del posto fisso. Ma stavolta come un mezzo per arrivare altrove. «Non è una modalità che sento mia, ma potrebbe darmi più serenità, e magari consentirmi di fare quel salto che mi serve per aprire una mia attività».
Pensi che per imparare Revit basti conoscere i comandi principali? In questo episodio scopri perché è uno degli errori più comuni. Revit non si impara comando per comando, ma comprendendo il flusso di un progetto: livelli, viste, famiglie, tavole ed esportazioni. Ti spiego come passare dalla semplice modellazione a un metodo di lavoro organizzato, per evitare confusione, perdere meno tempo e gestire i progetti con maggiore sicurezza.Risorse Gratuite:CORSO GRATIS REVIT- BIM: https://tinyurl.com/2pafj768CORSO GRATIS AUTOCAD: https://tinyurl.com/ybf32zb6CORSO GRATIS RENDERING: https://tinyurl.com/fxfmpmfjACCATASTA QUIZ - SCOPRI CHE ACCATASTATORE SEI: https://tinyurl.com/mrwtj2jnBIM QUIZ - SCOPRI CHE BIM SEI: https://tinyurl.com/49smpbwjPILLOLE DI CANTIERE: https://tinyurl.com/2yjvxreuPILLOLE DI COMPUTO METRICO: https://tinyurl.com/mu7hxcudPILLOLE DI DOCFA: https://tinyurl.com/5649zs8uPILLOLE DI PRATICHE EDILIZIE: https://tinyurl.com/5n8hx2mnLe 8 REGOLE D'ORO PER FARE UN BUON RENDER: https://tinyurl.com/4r2afnpvPRENOTA UNA CONSULENZA TELEFONICA GRATUITA: https://tinyurl.com/mr2tjhpr==========================================================Per seguire ADARA Architettura:YOUTUBE: Iscriviti e attiva la campanella https://tinyurl.com/2h3kz7aaWEBSITE: https://tinyurl.com/2bffswthBLOG: https://tinyurl.com/37jhws78PAGINA FB: https://tinyurl.com/43c2y6jkGRUPPO SEGRETO FB "Progettazione Competitiva": https://tinyurl.com/5x2vv8au==========================================================Podcast:SPOTIFY: https://tinyurl.com/3eejwdj4APPLE PODCAST: https://tinyurl.com/tju78jmyANCHOR: https://tinyurl.com/yd9pru8s==========================================================#AdaraArchitetturaCentroAutodesk #Università
Guanti, occhiali, scarpe antinfortunistiche, cuffie, elmetti, pantaloni antitaglio.Sembra l'equipaggiamento di qualcuno che deve affrontare una missione estrema.Invece parliamo di giardinaggio.In questa seconda parte dell'intervista ad Andrea Macchiavelli continuiamo a parlare di sicurezza nel giardino, andando ancora più sul pratico.Vediamo quali dispositivi di protezione servono davvero, perché non sono optional, e perché anche chi taglia l'erba nel proprio giardino dovrebbe smettere di pensare: “Tanto lo faccio solo per cinque minuti”.Parliamo di motoseghe, decespugliatori, caldo, colpi di sole, lavori in quota, chiamata al 112, accessi per i soccorsi e collaborazioni tra lavoratori autonomi.Perché la sicurezza non riguarda solo il professionista. Riguarda anche il privato, il committente e chiunque metta mano a un attrezzo in giardino.Da questa puntata emerge un concetto molto forte: prevenire significa progettare.E progettare bene un giardino non vuol dire solo scegliere piante belle e adatte.Vuol dire anche capire come fare i lavori, quando farli, con chi farli e con quali rischi.Se vuoi una consulenza per il tuo giardino, per valutare interventi, priorità, problemi o scelte da non sbagliare, puoi scrivermi a robertomassai@giardinofuturo.itE se vuoi raccontarmi una tua esperienza, farmi una domanda o dirmi cosa ne pensi dell'episodio, scrivimi sempre lì: robertomassai@giardinofuturo.it
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Report evita il colpo più duro: la scelta dei giornalisti premia la squadra di RanucciPer mesi si era temuto un ridimensionamento della redazione di Report a causa delle nuove assunzioni Rai. Invece nove professionisti hanno deciso di restare accanto a Sigfrido Ranucci, rinunciando al posto fisso. U#Report #SigfridoRanucci #Rai #Giornalisti #TvItaliana
Naviga in totale sicurezza con NordVPN https://nordvpn.com/thebull #adv Oggi parliamo di una delle convinzioni più radicate nella finanza personale: che l'oro sia il bene rifugio per eccellenza. Per anni ci siamo raccontati la stessa storia: oro come protezione contro inflazione, debito pubblico fuori controllo e crisi geopolitiche. Tra 2024 e 2025 questa narrativa ha spinto sempre più investitori su ETC ed ETF, trasformandolo nella posizione “più sicura” del portafoglio. Poi però è successo qualcosa di strano. Quando il rischio è diventato reale — tra tensioni geopolitiche e mercati in turbolenza — l'oro non ha fatto il suo lavoro. Anzi, ha perso terreno mentre asset “rischiosi” come l'azionario tenevano meglio del previsto.“Hai comprato l'oro per dormire la notte. E alla fine è stato proprio l'oro a tenerti sveglio.” Da qui nasce la domanda centrale di questo episodio: l'oro è ancora un bene rifugio o è diventato qualcos'altro? Novità assoluta a partire da questo episodio! Tutti i grafici che sono mostrati nei video saranno scaricabili in versione PDF con brevissimo commento di fianco a ciascuno, quindi se poi volete recuperarli li trovate tutti assieme.
Miglior accordo di tutti i tempi raggiunto dagli Stati Uniti con l'Iran o una sconfitta strategica per Washington? Le valutazioni cambiano a seconda degli osservatori, ma è comunque chiaro che i punti di domanda non mancano. Da una parte l'Iran sembra aver ottenuto importanti concessioni sia a livello di sanzioni alleggerite sia per quanto riguarda il suo programma nucleare, dall'altra ha preso pochi impegni a parte la riapertura al traffico lo stretto di Hormuz. Invece, per gli Stati Uniti gli obiettivi annunciati all'inizio degli scontri militari non sono stati raggiunti, per esempio il porre fine ai programmi missilistici dell'Iran, eppure i negoziati previsti potrebbero aprire le porte a migliori relazioni con la nuova dirigenza iraniana. C'è poi l'incognita degli effetti di questo accordo su Israele, sia per la politica interna che quella estera. A Modem ne discutono:Riccardo Alcaro, direttore delle ricerche dell'Istituto affari internazionali di Roma Nima Baheli, giornalista e analista geopolitico italo-iraniano Daniel Bettini, responsabile della redazione esteri del quotidiano israeliano Yediot Ahronot
MADRE INVESTE LA FIGLIA IN RETROMARCIA: UNA TRAGEDIA IMPOSSIBILE DA ACCETTAREDoveva essere una giornata come tante. Invece, in pochi istanti, si è consumato un dramma devastante. Una bambina di 3 anni è morta dopo essere stata investita accidentalmente dall'auto guidata dalla madre. Una storia che ha sconvolto Platì e commosso tutta Italia. Ricostruiamo i fatti e analizziamo gli sviluppi delle indagini.#Calabria #Cronaca #Tragedia #Incidente #Notizie #UltimOra
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Ottieni 4% annuo lordo x 12 mesi fino a €1 Milione se apri Conto Corrente Arancio Business di ING entro il 25/07. Cresciuto nell'azienda fondata dal padre, specializzata nella produzione di arredi e strutture metalliche per il retail, Manuele Perlati avrebbe potuto limitarsi a continuare il business di famiglia. Invece ha deciso di costruire qualcosa di suo. Così nasce HIRO, un brand di design italiano che oggi vende in tutta Europa e che nel 2025 ha superato i 4 milioni di euro di fatturato, crescendo del 60% in un solo anno. In questa puntata di Making IT ripercorriamo la nascita di HIRO, dagli esperimenti iniziali con una semplice barchetta fermacarte fino alla costruzione di uno dei brand di design italiani più interessanti del momento. Parliamo di validazione, crescita, errori, prodotto, e-commerce e delle sfide che si affrontano quando si trasforma una competenza manifatturiera in un marchio riconoscibile. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».Parola del Signore.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
La Festa del Sacro Cuore ci porta al centro della nostra salvezza, al grande motivo che ha spinto il Padre celeste a donarci il suo Figlio per la salvezza dell’uomo. Tutta l’opera della salvezza ha inizio dal Cuore immenso del Padre che vuole riempire il vuoto del cuore umano. Le letture proposte alla nostra considerazione ci invitano a riconoscere e lodare Dio per la scelta preferenziale a nostro favore, chiamandoci alla fede, ad amarlo e ad estendere questo amore ai fratelli sull’esempio di Gesù, a ringraziare il Padre con lui perché ha voluto rivelare a noi, povere e misere creature, la ricchezza della sua sapienza. Forte è nel nostro cuore l’anelito alla felicità, ma questa suppone l’appagamento di tutti i nostri desideri, mortificati dall’instabilità delle cose. Il più profondo desiderio è quello di amare ed essere amati. Per questo ci tuffiamo su tutto ciò che sembra colmare questo nostro vuoto, ma ne rimaniamo scottati perché l’amore umano, così limitato e volubile, non ci appaga se non per un istante. Viene Gesù che ci presenta il suo Cuore come sede del vero amore, di un amore perenne; ci rivela che solo in questo amore noi possiamo trovare la felicità di cui siamo tanto assetati, purché ci poniamo nell’obbedienza al Padre. Sarebbe per sé scontato lasciarsi conquistare da questo amore, almeno come sentimento di gratitudine a lui che ci invita a entrare nel segreto del suo cuore attraverso il costato aperto. Invece, chini come siamo verso la terra, siamo sordi a questi richiami, lasciamo inascoltati i gemiti di quel Cuore che ripete il lamento, come a santa Maria Margherita: “Ecco quel cuore che tanto ha amato gli uomini… dai quali è così poco amato!”. Un lamento che dovrebbe ferire la nostra sensibilità. Non è il Signore che ha bisogno di noi, ma siamo noi che, senza il suo amore e la redenzione che ci ha regalato, resteremmo chiusi nella nostra angoscia. Amiamo, cerchiamo di ricambiare quell’amore, per quanto poco ci sarà possibile; ogni sforzo vale “oro”, che è la vita eterna.
La “rivoluzione” annunciata da Cardinale avrebbe dovuto prendere forma nel giro di pochi giorni. Invece, a oltre dieci giorni di distanza, continuano a susseguirsi nomi, indiscrezioni e ipotesi che non fanno altro che aumentare il malumore dei tifosi, sempre più frustrati e orientati verso una protesta su larga scala.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Ottieni 4% annuo lordo x 12 mesi fino a 1 milione di euro. Apri Conto Corrente Arancio Business di ING entro il 25/07 https://links.madeitpodcast.it/ING_PROMO_GIUGNO In molti pensano che per costruire una grande azienda servano il percorso perfetto, il curriculum perfetto e magari anche la laurea perfetta. La storia di Filippo Rocca racconta l'esatto contrario. Dopo aver lasciato l'università, Filippo lancia la sua prima startup, che però non funziona. Invece di fermarsi, riparte da zero, costruisce Bandyer, la porta a un'exit di successo e oggi è il co-founder di Subbyx, una delle startup italiane in più rapida crescita. In meno di due anni Subbyx ha superato i 12 milioni di euro di ricavi ricorrenti, oltre 25.000 abbonamenti attivi e ha raccolto 50 milioni di euro tra equity e debito. In questa puntata parliamo di: • Perché ha lasciato l'università e cosa pensa oggi di quella scelta • Gli errori commessi nella sua prima startup • Come trovare co-founder e costruire un team vincente • Come Bandyer è passata da idea a exit • Come validare una startup prima di investire tempo e capitale • Perché il primo cliente enterprise cambia tutto • Come attrarre talenti quando nessuno conosce la tua azienda • La nascita di Subbyx e il modello della subscription economy • Come raccogliere capitali in uno dei momenti peggiori del mercato • Le lezioni più importanti imparate costruendo tre startup Se stai costruendo una startup, pensando di lanciarne una o vuoi capire come ragionano i founder che riescono a ripartire dopo ogni errore, questa puntata fa per te.
Se fossimo nel Signore degli Anelli diremmo:“Barbalbero, ma che c**zo combini?”Invece siamo in Pakistan, quindi tutto nella norma.Storia vera: un ufficiale inglese ubriaco crede che UN ALBERO lo stia minacciando.Sì, un ufficiale decisamente ubriaco.Risultato? L'albero viene arrestato.Catena, guardia armata, documenti: tutto.Tipo Bossetti, ma senza meches.Così nasce la leggenda dell'albero di Khyber: non ha mai bevuto, mai fumato, mai parcheggiato in divieto, eppure sta in cella dal 1898.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8553OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A (Gv 3,16-18)di Don Stefano Bimbi La solennità della Santissima Trinità ci mette davanti al mistero più grande della nostra fede: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono tre dèi, ma un solo Dio in tre Persone distinte, unite da un amore perfetto ed eterno. Dio non è una solitudine, ma una comunione di amore. Ogni volta che facciamo il segno della croce entriamo dentro questo mistero. Lo facciamo spesso in modo distratto, quasi meccanico, e invece stiamo pronunciando il nome stesso di Dio, il cuore della fede cristiana.Il Vangelo di oggi ci porta al centro del mistero della Trinità attraverso una frase che forse conosciamo troppo bene e che rischiamo di ascoltare senza stupore: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16). Qui Gesù ci svela il vero volto di Dio che non è un padrone freddo e lontano, ma un Padre che ama fino al dono totale. Ama così tanto il mondo da donare il Figlio. E Lui accetta liberamente di venire nel mondo, di caricarsi dei nostri peccati, di morire sulla croce per salvarci. Dietro tutta la storia della salvezza c'è questo amore infinito che unisce il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.Gesù però ci mette anche davanti a una verità seria: «Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato» (Gv 3,18). Non significa che Dio gode nel condannare qualcuno. Significa che l'uomo può sottrarsi all'amore di Dio. La condanna nasce dal rifiuto della luce. È come una persona che sta per morire e, pur avendo davanti una medicina capace di guarirla, si ostina a non prenderla. Cristo è la salvezza del mondo, ma Dio non costringe nessuno ad accogliere il suo amore.UN'IMMAGINE... ILLUMINANTEA questo punto occorre chiederci: cosa significa concretamente dire che Dio è uno e trino? Significa che Dio è un'unica natura divina, un unico Dio, ma in tre Persone realmente distinte. Il Padre non è il Figlio, il Figlio non è lo Spirito Santo, eppure ciascuno è pienamente Dio. Il Padre genera eternamente il Figlio; il Figlio è eternamente generato dal Padre; lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come vincolo di amore eterno. Non ci sono tre volontà contrapposte o tre divinità separate. C'è una perfetta unità di amore e di vita.Naturalmente questo supera la nostra intelligenza. Se Dio fosse completamente comprensibile alla nostra mente, non sarebbe Dio. Però possiamo avvicinarci al mistero con alcune immagini che ci aiutano. La Trinità assomiglia a una candela accesa: ci sono la cera, lo stoppino e la fiamma. Sono realtà distinte, ma formano un'unica candela. La cera rappresenta il Padre, l'origine e la sostanza da cui tutto ha inizio. Lo stoppino rappresenta il Figlio (Gesù), generato dalla cera, che incarna la sostanza e si offre per far risplendere la luce. La fiamma rappresenta lo Spirito Santo, il calore e la luce che scaturiscono continuamente dall'unione tra la cera e lo stoppino.Certamente ogni esempio è limitato e non riesce a spiegare perfettamente Dio, ma serve a capire che distinzione e unità possono stare insieme senza contraddizione. La Trinità non è un rompicapo teologico per specialisti. È la verità che illumina tutta la nostra vita. Se Dio è comunione di amore, allora anche noi siamo fatti per amare e per vivere relazioni vere. Ecco perché il peccato mortale è sempre una rottura della comunione: con Dio, con gli altri e persino con noi stessi.LA TRINITÀ ILLUMINA LA VITA CRISTIANALa Trinità illumina anche la famiglia. Quando in una casa ciascuno pensa solo a sé stesso, quando si vive di orgoglio, ripicche e silenzi pieni di rancore, quella casa si spegne. Quando invece ci si ascolta, ci si perdona, ci si dona tempo e pazienza, allora quella famiglia diventa un piccolo riflesso della vita di Dio. Nessuna famiglia è perfetta, ma ogni famiglia può diventare scuola di comunione.Anche nella vita quotidiana spesso viviamo come se Dio fosse una entità generica e lontana da noi. Ci basiamo solo sui nostri calcoli, ci affidiamo solo alle nostre forze. Invece il cristiano vive immerso nella Trinità. Il Padre ci custodisce con la sua Provvidenza anche quando non comprendiamo tutto. Il Figlio cammina accanto a noi nelle fatiche e nelle croci. Lo Spirito Santo ci dà luce nei momenti di confusione e forza quando siamo stanchi o tentati.Pensiamo a quante volte nella giornata abbiamo bisogno della presenza di Dio: quando dobbiamo trattenere una parola cattiva, quando occorre pazienza con una persona difficile, quando ci sentiamo scoraggiati, quando dobbiamo prendere una decisione importante. Invocare e affidarsi alla Trinità non è una devozione astratta. È entrare nella sorgente dell'amore e della pace.I santi avevano una familiarità profonda con questo mistero. Non pretendevano di capire tutto con la ragione, ma adoravano con umiltà. Il vero problema oggi non è che Dio sia troppo misterioso; il problema è che spesso abbiamo perso il senso dell'adorazione. Viviamo in un mondo che vuole spiegare e controllare tutto. Ma davanti alla Trinità impariamo che Dio non si possiede, ma si contempla e si ama.Per questo la Chiesa oggi non ci invita tanto a "capire" la Trinità, quanto a vivere della Trinità. Ogni Messa inizia e finisce nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni battesimo ci immerge nella Trinità. Ogni preghiera autentica nasce dallo Spirito, passa attraverso il Figlio e sale al Padre. E allora oggi possiamo chiederci con sincerità: la mia fede è soltanto un'abitudine oppure una relazione viva con Dio? Quando faccio il segno della croce lo faccio con profondo rispetto oppure in fretta? La mia vita assomiglia almeno un poco alla comunione e all'amore che esistono in Dio?La Santissima Trinità ci ricorda che all'origine di tutto non c'è il caso, ma un Dio che ci ama di un amore eterno. E il destino ultimo della nostra vita non è il nulla, ma entrare per sempre dentro quell'amore infinito del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Negli ultimi anni, le nostre cucine hanno accolto una vera e propria rivoluzione tecnologica che promette di cambiare per sempre il nostro modo di preparare i pasti quotidiani. Se ami il sapore croccante del cibo ma desideri mantenere un'alimentazione sana ed equilibrata, sicuramente avrai sentito parlare di questo innovativo elettrodomestico. Ma qual è il segreto dietro a questo successo travolgente a livello globale? La promessa di poter gustare patatine, pollo, pesce e verdure con una crosticina perfetta, rinunciando però alle abbondanti quantità di olio tradizionale, ha conquistato milioni di famiglie, da chi vive da solo alle famiglie numerose. Questo cambiamento nelle abitudini alimentari non è solo una tendenza momentanea, ma rispecchia una crescente consapevolezza verso uno stile di vita orientato al benessere, senza dover necessariamente fare fastidiosi sacrifici a tavola. Cosa è esattamente questo apparecchio? Nonostante il nome possa trarre in inganno i meno esperti, il dispositivo non frigge nel senso classico del termine. Si tratta, a tutti gli effetti, di un piccolo forno a convezione potente e compatto, progettato in modo specifico per massimizzare l'efficienza termica. Invece di immergere gli alimenti nel grasso bollente, utilizza la circolazione del calore per simulare lo stesso effetto. Se stai cercando soluzioni di alta qualità, puoi esplorare diverse opzioni di friggitrici ad aria per trovare il modello più adatto alle tue esigenze di spazio e di preparazione dei pasti. La magia risiede nella sua capacità di concentrare l'energia termica in uno spazio ristretto, garantendo una cottura uniforme e veloce che i grandi forni tradizionali faticano a eguagliare. È un compagno ideale per chi ha poco tempo a disposizione, ma non vuole rinunciare in alcun modo al gusto e alla qualità della propria cena.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8549OMELIA PENTECOSTE - ANNO A (Gv 20,19-23)di Don Stefano Bimbi Nel giorno di Pentecoste la Chiesa contempla il compimento della Pasqua. Gesù non è soltanto risorto ed asceso al cielo, ma continua ad agire nella storia donando il suo Spirito Santo. Senza, il cristianesimo diventerebbe soltanto un insieme di idee, di ricordi o di regole morali. Con lo Spirito Santo, invece, Cristo vive dentro di noi e la Chiesa diventa realmente il suo Corpo vivente nel mondo.Gli Apostoli, prima della Pentecoste, erano uomini impauriti. Avevano visto il Risorto e ascoltato le sue parole, eppure rimanevano nel cenacolo con le porte sbarrate. Quante volte pure noi andiamo a Messa e preghiamo in famiglia, ma poi viviamo chiusi nella paura del futuro, di soffrire, del giudizio degli altri, di testimoniare la fede. Lo Spirito Santo entra proprio dentro queste porte chiuse.Gesù non aspetta che gli Apostoli diventino forti da soli, ma è lui a trasformarli soffiando su di essi dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo». Quel soffio richiama il gesto della creazione: Dio aveva plasmato Adamo dalla polvere e aveva soffiato in lui il respiro della vita. Ora Cristo risorto compie una nuova creazione. Lo Spirito Santo non migliora semplicemente l'uomo vecchio, ma crea l'uomo nuovo. Il cristiano non cerca soltanto di "comportarsi bene", ma lascia entrare Dio dentro di sé per trasformare la propria vita. Per questo è sbagliato ridurre la fede a uno sforzo personale. Siamo tentati di sforzarci di essere più pazienti, buoni e generosi, ma poi ci scoraggiamo perché vediamo sempre gli stessi difetti. Invece la Pentecoste ci insegna che la santità nasce anzitutto dalla presenza di Dio in noi, non dal nostro sforzo. È lo Spirito Santo che produce i suoi frutti nell'anima: pace, gioia, fortezza, dominio di sé, carità. Certo, è necessaria la nostra collaborazione, ma il protagonista è Dio.LA LAMPADINA E LA CORRENTEPensiamo ad una lampadina: può essere perfetta, ben costruita, elegante, ma senza corrente rimane spenta. Così è la nostra anima senza lo Spirito Santo. Possiamo avere cultura, capacità, perfino una certa religiosità esteriore, ma senza il soffio di Dio manca la luce vera. E questo si vede concretamente nella vita quotidiana. Una persona piena di Spirito Santo non è necessariamente straordinaria agli occhi del mondo, ma è una persona che porta pace. In famiglia non alimenta continuamente tensioni. Sul lavoro non vive di rivalità o orgoglio. Nelle difficoltà non cade nella disperazione e, anche quando soffre, conserva una sorprendente serenità.Per capire se lo Spirito Santo sta agendo in una determinata realtà bisogna considerare che la sua prima opera è unire. A Babele gli uomini, pieni di superbia, non si comprendono più e le differenti lingue manifestano tale divisione. A Pentecoste, invece, uomini di popoli diversi comprendono tutti il medesimo annuncio. Lo Spirito Santo crea comunione. Invece il demonio lavora sempre per dividere: all'interno della famiglia, nel gruppo di amici, nelle parrocchie, persino dentro il cuore dell'uomo, mettendolo continuamente in contraddizione con se stesso. Quando vediamo nascere pettegolezzi, fazioni, rancori ostinati, freddezza e sospetto, lì lo Spirito Santo è stato ignorato.È importante allora domandarsi: io costruisco comunione oppure semino divisione? Le mie parole portano pace oppure veleno? A volte basta poco per spegnere lo Spirito: una critica continua, un giudizio cattivo, un'ironia pungente, il gusto di parlare male degli altri. In tante occasioni il clima diventa pesante non per grandi tragedie, ma per piccole ferite ripetute ogni giorno.IL CORAGGIO DELLA TESTIMONIANZALa seconda opera dello Spirito Santo è il coraggio della testimonianza. Gli Apostoli escono dal cenacolo e annunciano Cristo senza vergogna. Oggi molti cristiani vivono una fede nascosta, quasi chiedendo scusa di credere. Si ha paura di apparire "troppo cattolici". Eppure il mondo non ha bisogno di cristiani timidi, ma di cristiani luminosi. Non aggressivi e fanatici, ma neppure muti. Un padre che insegna ai figli a pregare, una madre che perdona e incoraggia, un giovane che non si vergogna di difendere la Chiesa, una persona che difende la verità senza conformarsi al pensiero dominante: questi sono i segni concreti della Pentecoste.Infine il Vangelo collega il dono dello Spirito al perdono dei peccati. Non è un dettaglio secondario. Dove arriva lo Spirito Santo nasce la misericordia. L'uomo vecchio conserva rancore, mentre l'uomo nuovo impara a perdonare. A volte diciamo: "Io non ce la faccio". È vero. Da soli spesso non ce la facciamo. Ma lo Spirito Santo può rendere possibile anche ciò che umanamente sembra impossibile. Ci sono persone che per anni hanno vissuto nell'odio e poi, aprendosi alla grazia di Dio, hanno ritrovato pace e libertà.La Pentecoste allora non è soltanto il ricordo di un evento passato. È una domanda rivolta a ciascuno di noi: vuoi davvero lasciare entrare lo Spirito Santo nella tua vita? Perché non si impone, ma entra dove trova una porta aperta. E quando entra trasforma lentamente tutto: il modo di guardare, di parlare, di soffrire, di amare. Trasforma perfino le ferite in occasione di grazia.Chiediamo oggi al Signore di non essere cristiani spenti, abitudinari, stanchi, ma uomini e donne abitati dallo Spirito Santo. Perché il mondo non sarà convertito da strategie umane, ma dal fuoco di Dio che arde nel cuore dei santi.
In questa puntata di *The Morning Rant* vi racconto perché ho deciso di chiamare questo episodio "Impera" e di come, proprio come nello sbarco sulla luna, il mio ultimo corto (*Il Rubino Perduto*) mi abbia spinto a sviluppare tecnologie di cui non sapevo di aver bisogno.Ho passato gli ultimi giorni a fare **VibeCoding** selvaggio. Il risultato? **Sound Designator**, un tool nato per risolvere un problema che mi faceva impazzire: montare il sound design su una timeline di Final Cut diventa un inferno di palle quando hai centinaia di clip. **Cosa fa questa roba?**Invece di impazzire con una timeline infinita, il software spezzetta il lavoro in segmenti gestibili, ti permette di analizzare i fotogrammi con l'AI e di trascinare effetti sonori in sync con una precisione che – lasciatemelo dire – è di una potenza magistrale. 5200 righe di codice, un approccio *top-down* al problem solving e la soddisfazione di aver creato qualcosa che, nonostante non abbia un valore di mercato, mi ha salvato la vita (e le orecchie) per la produzione del corto.[00:13:53] Spot[00:24:14] Spot[00:29:45] Il riassunto di Sciatta GPTQuesto episodio include contenuti generati dall'IA.
Lezione sullo Srimad-Bhagavatam canto 1 capitolo 5 verso 17:tyaktvā sva-dharmaṁ caraṇāmbujaṁ harerbhajann apakvo 'tha patet tato yadiyatra kva vābhadram abhūd amuṣya kiṁko vārtha āpto 'bhajatāṁ sva-dharmataḥLa persona che ha messo fine alle sue occupazioni materiali per impegnarsi nel servizio di devozione al Signore certamente non rischia l'insuccesso, anche se può talvolta cadere mentre è ancora allo stadio iniziale. Invece chi non è devoto, anche se compie alla perfezione i suoi doveri materiali, non realizza alcun guadagno.Relatore: Tiziano Valentinuzzi (Giridhari dasa)Questa conferenza è tratta dai libri e insegnamenti di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Visita ora la nostra pagina https://www.prabhupadadesh.com/libri e scopri i libri che puoi avere con una libera donazione, direttamente a casa Tua. Spediamo ovunque Tu desideri.Tutte le domeniche dell'anno, a partire dalle ore 17:00, la comunità Hare Krishna di Albettone apre le porte ai visitatori con una gioiosa festa che prevede incontri culturali che affrontano tematiche di attualità tenendo presente i millenari insegnamenti della cultura dei Veda, i più antichi testi sapienziali conosciuti dal genere umano.In un'atmosfera intrisa di cordialità e devozione, gli ospiti possono apprendere gli insegnamenti del bhakti-yoga che include lo studio della filosofia e della spiritualità dell'India classica, la meditazione, la musica sacra e l'arte della cucina vegetariana.Ogni serata si conclude con l'offerta di gustose preparazioni vegetariane!L'ingresso è libero. Per informazioni visita il nostro sito https://www.prabhupadadesh.comVuoi fare una domanda? Scrivici a contatta@prabhupadadesh.com
Al di là del conosciuto è finalmente uscito ed è in tutte le librerie! Lo trovi anche online su Amazon a questo link https://amzn.eu/d/fd93JU3 e su tutti gli altri negozi online di libri. Affrontiamo la scienza di confine in modo serio ma anche con la voglia di scoprire e sorprenderci! Avete letto bene: secondo la teoria del multiverso quantistico la morte potrebbe non essere una vera e propria fine. In alcuni mondo paralleli potrebbero esistere versioni di noi stessi che si sono salvate da incidenti o altro. Potremmo essere già morti più volte senza saperlo? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ti è mai capitato di dire "Necessito un bicchiere d'acqua" o "Necessito di aiuto"? In realtà, gli italiani non parlano così. Il verbo "necessitare" è estremamente formale, burocratico, legale. In questo articolo scoprirai perché "necessitare" suona strano e quali espressioni usare al suo posto per parlare in modo naturale e autentico. Come Esprimere BISOGNI e Necessità in Italiano Perché "Necessitare" Suona Strano? Il verbo "necessitare" esiste in italiano. È nel dizionario, nessuno lo ha inventato. Però — e questo è il punto importante — è un verbo estremamente formale. Appartiene a un registro burocratico, amministrativo, quasi legale. Che cosa significa questo? Significa che se dici a un amico: "Necessito di un consiglio", il tuo amico probabilmente ti guarderà in modo strano. Magari penserà: "Ma stai leggendo un documento ufficiale?" Nella vita quotidiana, gli italiani non lo usano praticamente mai. Dove potresti trovarlo? In documenti ufficiali, testi burocratici, comunicazioni molto formali. Per esempio: "Il macchinario necessita di manutenzione." (in un rapporto tecnico) Ma anche in questi contesti, molti italiani preferiscono comunque alternative più semplici. Quindi, la regola d'oro è: dimentica "necessito" nella conversazione quotidiana! E adesso vediamo cosa usare al suo posto. Le Alternative a "Necessitare" (Quelle che Usiamo Davvero!) a) Avere Bisogno di + Nome / Verbo all'Infinito Questa è l'alternativa numero uno. È l'espressione più comune, più usata, più naturale in italiano. Se devi sceglierne una sola, scegli questa! Struttura Soggetto + avere (coniugato) + bisogno + di + nome o verbo all'infinito Esempi "Ho bisogno di un caffè." (e non: Necessito un caffè) "Abbiamo bisogno di parlare." "Hai bisogno di aiuto?" "Maria ha bisogno di riposare." Come vedi, funziona sia con i nomi (un caffè, aiuto) sia con i verbi all'infinito (parlare, riposare). b) Servire Ecco un'altra alternativa fantastica e molto usata nell'italiano parlato. Però attenzione: "servire" ha una struttura particolare, simile al verbo "piacere". La cosa che è necessaria diventa il soggetto, e la persona che ne ha bisogno è il complemento indiretto (con mi, ti, gli, le, ci, vi, gli). Struttura Mi/Ti/Gli/Le/Ci/Vi/Gli + serve/servono + nome Esempi "Mi serve una penna." (= Ho bisogno di una penna) "Ti servono i documenti?" (= Hai bisogno dei documenti?) "Ci serve più tempo." "Le serve un'informazione." (a lei) Attenzione alla Concordanza! Questo è un errore molto comune tra gli studenti! Serve → con nomi singolari (Mi serve un libro) Servono → con nomi plurali (Mi servono due libri) Ricordati: funziona come "piacere". "Mi piace il gelato" → "Mi serve il gelato". "Mi piacciono i gelati" → "Mi servono i gelati". Curiosità: "Servire" significa anche "to serve" (come servire il cibo a tavola). Quindi, se a pranzo qualcuno ti chiede: "Ti servo?", non ti sta chiedendo se hai bisogno di qualcosa… ti sta chiedendo se ti può mettere il cibo nel piatto. Il contesto è tutto! c) Dovere + Verbo all'Infinito Se quello di cui hai bisogno è un'azione (e non un oggetto), puoi usare semplicemente il verbo "dovere". Esempi "Devo studiare di più." (= Ho bisogno di studiare di più / Necessito di studiare di più) "Dobbiamo trovare una soluzione." "Devi dormire!" La Differenza di Sfumatura "Dovere" esprime una necessità un po' più forte, quasi un obbligo. Mentre "avere bisogno di" è più neutro, "dovere" aggiunge l'idea che è importante, urgente, devi farlo. "Ho bisogno di dormire." → Sento la necessità di dormire. "Devo dormire." → È proprio necessario che io dorma, magari domani ho un esame! d) Mi Occorre / Mi Occorrono Questa espressione è un po' più formale di "servire" e "avere bisogno di", ma è comunque molto più naturale e usata rispetto a "necessitare". Funziona esattamente come "servire": la cosa necessaria è il soggetto. Esempi "Mi occorre un documento." (= Mi serve un documento) "Ci occorrono più risorse." "Ti occorre altro?" Dove la senti di più? In contesti semi-formali: al lavoro, in ufficio, in una mail professionale (ma non troppo burocratica). È una via di mezzo perfetta tra il linguaggio quotidiano e quello formale. e) C'è Bisogno di (Forma Impersonale) Quando non parliamo di una persona specifica, ma della situazione in generale, possiamo usare questa forma impersonale. Esempi "C'è bisogno di più pazienza in questo mondo." "Non c'è bisogno di urlare!" "C'è bisogno di fare qualcosa subito!" La frase "Non c'è bisogno!" da sola è usatissima. Significa: "Non è necessario", "Non serve", "Non ti preoccupare". Per esempio, se un amico vuole pagarti il caffè: "No, no, non c'è bisogno, offro io!" f) È Indispensabile / È Essenziale + Che + Congiuntivo / Infinito Se vuoi esprimere necessità in modo un po' più enfatico o formale (ma comunque naturale!), puoi usare queste espressioni impersonali. Esempi "È indispensabile che tutti portino il passaporto." "È essenziale studiare la grammatica." Nota sul Congiuntivo Quando c'è un soggetto specifico dopo queste espressioni, serve che + congiuntivo: "È essenziale che tu venga alla riunione." Quando il soggetto è generico o è lo stesso della frase principale, basta l'infinito: "È indispensabile arrivare puntuali." Riepilogo Veloce: Tabella delle Alternative Ecco un riassunto pratico di tutte le alternative a "necessitare" con i relativi esempi: Invece di "necessito"…Usa…EsempioNecessito un caffèHo bisogno di un caffè"Ho bisogno di te."Necessito una pennaMi serve una penna"Mi servono due biglietti."Necessito di studiareDevo studiare"Devo andare dal dottore."Necessito un documentoMi occorre un documento"Mi occorrono delle informazioni."Si necessita di calmaC'è bisogno di calma"Non c'è bisogno di gridare!"Si necessita di prenotareÈ essenziale prenotare"È essenziale che tu venga." Tabella Comparativa: Livelli di Formalità Per aiutarti a scegliere l'espressione giusta a seconda della situazione, ecco una tabella che confronta il livello di formalità di ciascuna alternativa: EspressioneLivello di FormalitàQuando UsarlaFunziona con…Avere bisogno diInformale / NeutroSempre, in ogni situazioneNomi e verbi all'infinitoServireInformale / NeutroConversazioni quotidianeSolo nomiDovereInformale / NeutroQuando l'azione è urgente o obbligatoriaSolo verbi all'infinitoOccorrereSemi-formaleLavoro, email professionaliSolo nomiC'è bisogno diInformale / NeutroSituazioni generali, impersonaliNomi e verbi all'infinitoÈ indispensabile / essenzialeSemi-formale / FormaleEnfasi, contesti ufficialiChe + congiuntivo o infinitoNecessitareMolto formaleSolo documenti burocratici o tecniciDi + nome o infinito Domande Frequenti "Necessitare" È Sbagliato? No, "necessitare" non è sbagliato dal punto di vista grammaticale. È un verbo che esiste nel dizionario italiano ed è perfettamente corretto. Il problema è che è estremamente formale e suona innaturale nella conversazione quotidiana. Usarlo parlando con amici o in situazioni informali è come presentarsi a una cena in pigiama: non è illegale, ma è decisamente fuori luogo. Qual È la Differenza tra "Servire" e "Avere Bisogno di"? Entrambe le espressioni significano la stessa cosa, ma hanno una struttura grammaticale diversa. Con "avere bisogno di", il soggetto è la persona ("Io ho bisogno di…"). Con "servire", il soggetto è la cosa necessaria ("Mi serve…"), proprio come funziona il verbo "piacere". Nella pratica, sono intercambiabili nella maggior parte dei contesti. "Avere bisogno di" funziona anche con i verbi all'infinito, mentre "servire" si usa prevalentemente con i nomi. Posso Usare "Occorrere" nella Vita Quotidiana? Sì, ma con una sfumatura. "Occorrere" è leggermente più formale di "servire" e "avere bisogno di". È perfetto per contesti semi-formali: al lavoro, in una email professionale, in una richiesta a un ufficio. Non è pesante come "necessitare", ma non è nemmeno informale come "mi serve". È la scelta ideale quando vuoi essere educato e preciso senza sembrare troppo burocratico. Quando Devo Usare il Congiuntivo con "È Indispensabile" e "È Essenziale"? La regola è semplice: se dopo l'espressione c'è un soggetto specifico diverso da quello della frase principale, si usa "che" + congiuntivo ("È essenziale che tu venga"). Se il soggetto è generico o lo stesso, si usa l'infinito ("È indispensabile arrivare puntuali"). Il congiuntivo è necessario perché queste espressioni esprimono una necessità soggettiva, e il congiuntivo in italiano è il modo verbale della soggettività, del desiderio e della necessità. Perché Molti Studenti Stranieri Usano "Necessitare"? Questo accade per una ragione molto comprensibile: in molte lingue, il verbo equivalente di "necessitare" è perfettamente normale nella conversazione quotidiana. In inglese "I need", in spagnolo "necesito", in francese "j'ai besoin" (anche se questo è più simile a "avere bisogno di") e in portoghese "necessito" sono tutti usati regolarmente. Gli studenti quindi traducono direttamente dalla loro lingua madre, senza sapere che in italiano il verbo ha un registro molto più elevato. Ecco perché è così importante conoscere le alternative! Vuoi continuare a rendere il tuo italiano più fluido e autentico? Scopri l'articolo dedicato al verbo 'piacere'. Vuoi fare lezioni di italiano con i nostri insegnanti madrelingua qualificati? Acquista il tuo pacchetto di Italiano Intensivo! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test su Come Esprimere Bisogni e Necessità in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative al verbo necessitare in italiano con 10 domande su avere bisogno di, servire, dovere, occorrere e altre espressioni naturali....
In questo episodio di Educare con calma proviamo a guardare alla tecnologia con uno sguardo un pò diverso dal solito: lo faccio condividendo con voi un estratto di una diretta con Giulia Dall'Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale.Giulia parte da un'immagine metaforica che mi è piaciuta tantissimo: quella del digitale come un «ospite» che entra nelle nostre case. Un ospite spesso piacevole e capace di offrirci tante opportunità, ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere accolto con consapevolezza.Riflettiamo quindi su cosa significa portare il digitale in famiglia: come definire regole e confini e come accompagnare nostrǝ figliǝ e noi stessǝ in un uso più intenzionale.Possiamo allenarci a rimettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia: se basiamo tutto su controllo e divieti, diventa difficile educare davvero all'equilibrio digitale. Invece, una posizione più aperta e consapevole ci aiuta a scegliere con intenzionalità ciò che entra nel spazio digitale di famiglia.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto03:27 Tecnologia come scelta04:17 Gestire gli schermi in famiglia04:36 L'ospite che entra in casa05:33 Chiusura e riflessione finale:: Potete trovare Giulia:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Ho (Matteo) un passato da musicista, o meglio, da studente di musica. Ma dove ho studiato, e che strumento ho studiato? Ho studiato a Napoli? Milano? Con Raffaele parliamo del mio passato, ma anche della musica nelle nostre vite quotidiane oggi. E poi... cibo. Ma quale cibo? Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio https://www.youtube.com/watch?v=OteHtoidbHg Does speaking Italian make you more attractive? Conservatorio! Ma cos'è? Cosa significa? Il conservatorio è un istituto di alta formazione musicale (AFAM) dedicato all'insegnamento, allo studio e alla diffusione della musica, del canto e di altre arti correlate. Equiparato a un'università, prepara musicisti, direttori d'orchestra e tecnici del suono, con percorsi accademici strutturati secondo il modello 3+2. Parliamo poi di cibo, di quello che possiamo trovare a Milano e di come alcune ricette della cucina milanese ricordano alcune ricette della tradizione austriaca. Ma perché l'Austria? Perchè per qualche giorno saremo tutti a Vienna per incontrare tutti gli amici della comunità di Easy Languages! E quindi da bravi italiani cercheremo di provare il cibo viennese! Iniziando con la schnitzel, che a quanto pare è molto simile alla cotoletta milanese. E poi la Sacher! Riusciremo a mangiare tutto? Per la risposta a questa importantissima domanda dovrete aspettare il prossimo episodio, quindi mi raccomando, inscrivetevi al podcast! Trascrizione Raffaele: [0:24] (Buongiorno!) Buongiorno Matteo, buongiorno a te e bentornato. Matteo: [0:29] Bentornato anche tu. Com'è stata questa settimana? Raffaele: [0:34] C'è un po' di confusione. Bentornato da dove? Da Vienna? Matteo: [0:39] No, io sono tornato dalla pizzeria qui sotto dove ho appena mangiato una pizza. Raffaele: [0:45] Ok, bene, interessante. No, ma io la battuta la facevo per il bentornato da Vienna. Perché? (Invece no...) Ancora non ci siamo stati a Vienna. (No.) C'è confusione. ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Rimandi, ti blocchi, arrivi a sera con quella sensazione appiccicosa di non aver fatto abbastanza e la voce in testa che ti dice: "sei pigra, le altre ce la fanno, tu no." Ci sono passata anche io. E so quanto è logorante portarsi quel peso ogni giorno. In questo episodio parliamo di procrastinazione, ma da un'angolazione che probabilmente nessuno ti ha ancora mostrato. Parto da una domanda che mi sono fatta per anni e che forse ti fai anche tu: Perché so cosa dovrei fare, lo voglio davvero, eppure non lo faccio? Se ti è capitato di chiederti perché le soluzioni classiche - le sveglie alle cinque, le app, i buoni propositi - funzionano una settimana e poi svaniscono, questo episodio risponde esattamente a quella domanda. Parliamo di:
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».Parola del Signore.
Erica Cassano"Duramadre"Garzanti Editorewww.garzanti.itIl primo giorno di scuola, Celeste entra in aula e non trova nessuno ad aspettarla. Nessun bambino. Nessuna famiglia ha avuto il coraggio di mandare i figli dalla nuova professoressa: una donna, nubile, quasi quarantenne, venuta da Napoli. In quel paese della Calabria basta un dettaglio per segnarti, uno sguardo per condannarti. Celeste è arrivata lì per amore. Credeva che accanto a Tonio avrebbe trovato un approdo sicuro. Invece anche nella nuova casa nessuno la vuole: la madre la sopporta appena, le sorelle la escludono e persino Tonio, giorno dopo giorno, sembra sfuggirle. A tratti Celeste non lo riconosce. A tratti non riconosce nemmeno sé stessa. Fuori, l'Italia corre verso il boom economico: arrivano i telefoni, cresce la speranza. Ma non lì. Non in quella terra aspra e dura come una madre che non perdona. Non in quel paese immobile, dove una maledizione grava sulla famiglia di Tonio. Celeste è un corpo estraneo: troppo moderna, troppo diversa. Più volte è tentata di andarsene. Eppure, lei ha passato la vita a cavarsela da sola. È fatta per resistere, non per fuggire. Ma questa volta porta in sé una verità che non ha avuto il coraggio di confidare a Tonio. Una verità che potrebbe cambiare ogni cosa. E che presto non potrà più restare taciuta.Con La Grande Sete Erica Cassano è diventata un'autrice rivelazione. Il romanzo ha esordito primo in classifica. Tutti i lettori ne hanno parlato per mesi dando vita a un passaparola senza fine. Dopo aver conquistato la fiducia dei librai e il plauso della stampa, Erica torna con un libro che cala una protagonista controcorrente in un paese pieno di mormorii, in una famiglia dove nulla è come sembra, in una tradizione che esclude il nuovo. Celeste vuole essere accettata per quello che è, ma allo stesso tempo è spaventata. Accanto a lei, Tonio sta cercando la sua strada, ma le sue radici lo ostacolano. Una storia sulle curve lungo il cammino per diventare sé stessi. E sulla forza per superarle.Erica Cassano è nata a Maratea (PZ) il 19 agosto del 1998. È cresciuta tra Tortora Marina e Praia a Mare, ha vissuto a Napoli, Parigi, Torino. Attualmente abita a Genova. Quando le chiedono da dove viene la risposta è: una somma di tutti questi luoghi. Dopo il liceo classico ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la magistrale in Filologia Moderna presso l'Università Federico II di Napoli. Ha frequentato un master in scrittura e narrazione a Torino. Ama ciò che riguarda i libri, l'arte, la fotografia e i gatti, di cui si è sempre circondata. Per Garzanti ha pubblicato anche La Grande Sete (2025). Duramadre è il suo secondo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gabriele Gimmelli"Stanze per la fantasia"Aldo BuzziOfficina Librariawww.officinalibraria.netNegli ultimi mesi del 1944, Aldo Buzzi è sfollato ad Appiano Gentile a causa degli eventi bellici. Dopo aver dato alle stampe, durante l'estate, il Taccuino dell'aiuto-regista, ha subito messo mano a nuovi progetti. Uno di questi è Stanze per la fantasia, un volumetto composto da prose di vario genere. Buzzi lavora al libro con un certo impegno, e alla fine del 1946 la pubblicazione sembra ormai cosa fatta. Invece, per ragioni ignote, il dattiloscritto rimane inedito, e fa perdere le proprie tracce per quasi ottant'anni. Ritrovate fra le carte di Buzzi in una redazione molto avanzata, Stanze per la fantasia si presenta come un'opera compiuta, costituita da due scritti narrativi e da cinque «Note» di carattere saggistico. Fra queste ne spiccano un paio, più ampie, dedicate alla camera oscura e alle «macchine inutili» dell'amico Bruno Munari. Il testo viene finalmente restituito ai lettori, accompagnato per l'occasione da una ricca appendice nella quale spicca un carteggio inedito con Sebastiano Timpanaro senior. Un modo per entrare nell'officina del Buzzi scrittore, idiosincratico bricoleur della parola, e per cogliere già, in questa prova di (quasi) esordio, i tratti salienti della sua produzione matura.Aldo Buzzi(Como, 1910-Milano, 2009) terminati gli studi di Architettura, ha svolto numerosi mestieri, dapprima nel cinema e in seguito nell'editoria. Il suo primo libro, Taccuino dell'aiuto-regista, è del 1944 (Hoepli; e Ponte alle Grazie, 2007). Fra i titoli successivi: Piccolo diario americano (All'insegna del pesce d'oro, 1974), Čechov a Sondrio e altri viaggi (Scheiwiller, 1994, e Ponte alle Grazie, 2000), L'uovo alla kok (Adelphi, 1979 e 2002). Suoi scritti sono apparsi su riviste quali «Corrente», «Domus», «Il Caffè», «The New Yorker». Gabriele Gimmelli(Milano, 1988) ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università di Bergamo, dove ha collaborato per tre anni come assegnista. Redattore di «doppiozero», si occupa dei rapporti fra letteratura, cinema e arti visive. Oltre a numerosi saggi apparsi in riviste e volumi collettanei, ha pubblicato Un cineasta delle riserve. Gianni Celati e il cinema (2021) e “American”. Orson Welles, il mito, la letteratura (2024). Di Aldo Buzzi ha curato Tutte le opere (2020) e sta attualmente lavorando all'edizione del suo epistolario.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Quante volte al giorno dici "buona giornata"? Al bar, in ufficio, al supermercato, al telefono... Sempre la stessa frase! Con questo articolo imparerai 10 modi diversi per augurare una buona giornata in italiano, così potrai finalmente smettere di ripetere sempre la stessa espressione e fare un'ottima impressione sui madrelingua. Smettila di Dire Sempre "Buona Giornata"! Espressioni Semplici e Informali Iniziamo con le alternative più semplici e immediate, quelle che puoi iniziare a usare subito nella vita di tutti i giorni senza timore di sbagliare. Sono espressioni comuni, naturali e perfette per le situazioni quotidiane. 1. "Bella Giornata!" La prima alternativa è facilissima. Invece di dire "buona giornata", di' semplicemente "bella giornata!" oppure "ti auguro una bella giornata!" Sembra un cambiamento piccolo, vero? Ma in realtà l'effetto è diverso: "bella" dà un tono più caldo, più luminoso, quasi come se stessi regalando un sorriso con le parole. Ultimamente in Italia si usa moltissimo, è diventata quasi una moda! Esempio: "Ieri sono andata dal fruttivendolo sotto casa e, quando sono uscita, il signore mi ha detto con un gran sorriso: 'Bella giornata, signora!' Mi ha messo di buon umore per tutta la mattina!" Curiosità Linguistica In italiano possiamo dire sia "bella giornata" da solo, sia "ti auguro una bella giornata" o "passa una bella giornata". La versione corta è più informale e spontanea, perfetta per scambi veloci al bar o al negozio. La versione lunga, invece, suona leggermente più curata e premurosa. 2. "Goditela!" / "Goditi la Giornata!" Questa è un'espressione molto usata tra amici, colleghi o persone con cui hai un rapporto informale. In pratica stai dicendo all'altra persona: approfitta di questa giornata, divertiti, vivi ogni momento! È un augurio che trasmette energia e positività. Esempio: "Il mio amico Marco, prima di partire per il weekend, mi ha detto: 'Io vado al mare. Tu che fai? Qualunque cosa sia, goditi la giornata!'" Approfondimento Grammaticale "Goditela" è un imperativo con doppio pronome: goditi (imperativo riflessivo di "godersi") + la (la giornata). È una forma molto colloquiale, perfetta per situazioni informali. Se vuoi essere più formale, puoi dire: "Si goda la giornata" (con il "Lei" di cortesia), ma onestamente si usa pochissimo nella vita reale. Questa struttura con il doppio pronome è tipica dell'italiano parlato e si ritrova in molte altre espressioni: "sbrigatela" (sbrigati + la), "cavarsela" (cavarsi + la), "prendersela" (prendersi + la). Padroneggiare queste forme ti farà sembrare molto più naturale quando parli italiano! Espressioni Raffinate e Affettuose Adesso saliamo di livello! Queste espressioni sono più ricercate e calorose, perfette per quando vuoi trasmettere un augurio più sentito e personale. Sono ideali per amici cari, familiari o colleghi con cui hai un buon rapporto. 3. "Ti Auguro una Giornata Serena" Qui saliamo un po' di livello. "Serena" trasmette l'idea di calma, tranquillità, assenza di stress. È un augurio molto dolce, perfetto ad esempio per qualcuno che sta attraversando un periodo difficile o per chi ha bisogno di un momento di pace. Esempio: "La mia vicina di casa aveva appena perso il suo gatto. Quando l'ho incontrata sulle scale, le ho detto: 'Mi dispiace tanto. Ti auguro una giornata serena.' Lei mi ha sorriso e mi ha detto che le aveva fatto piacere." Nota Culturale Gli italiani danno molta importanza alla "serenità". Non è solo felicità, è qualcosa di più profondo: è stare bene con sé stessi, avere pace interiore. Nella cultura italiana, la serenità è considerata uno stato d'animo superiore alla semplice allegria perché implica un equilibrio interiore duraturo. Quindi augurare una giornata "serena" è davvero un bell'augurio, molto apprezzato soprattutto dalle generazioni più mature. 4. "Che la Giornata Ti Porti Tante Soddisfazioni" Questa espressione è perfetta per qualcuno che ha una giornata importante davanti: un esame, un colloquio di lavoro, una presentazione, un progetto da consegnare. È un augurio che combina incoraggiamento e affetto. Esempio: "La mattina dell'esame di italiano B2, la mia insegnante ci ha detto: 'Ragazzi, che la giornata vi porti tante soddisfazioni. Ce la farete!' E sai cosa? Abbiamo passato tutti l'esame!" Punto Grammaticale: Il Congiuntivo negli Auguri Nota la struttura "che + congiuntivo": "che la giornata ti porti". Questa è una struttura molto usata in italiano per esprimere auguri e desideri. Il congiuntivo qui esprime un desiderio, un auspicio, qualcosa che speriamo si realizzi. Altri esempi con la stessa struttura: "Che tu sia felice!", "Che vada tutto bene!", "Che sia un anno meraviglioso!" Questa struttura è particolarmente importante da conoscere perché è molto frequente nei brindisi, nei biglietti di auguri e in tutte quelle situazioni in cui si vuole esprimere un desiderio per qualcun altro. Padroneggiarla ti permetterà di creare i tuoi auguri personalizzati per qualsiasi occasione! 5. "Passa una Giornata Speciale, Come Te!" Ecco, questa è un po' furba! Perché non è solo un augurio, è anche un complimento. Stai dicendo: tu sei una persona speciale, quindi meriti una giornata altrettanto speciale. È un modo elegante per far sentire importante e apprezzata la persona a cui ti rivolgi. Esempio: "Il mio ragazzo mi ha lasciato un bigliettino attaccato allo specchio del bagno con scritto: 'Passa una giornata speciale, come te. Ti amo.' Io ovviamente mi sono sciolta come un gelato ad agosto!" Funziona benissimo con il partner, ma anche con un'amica cara, con la mamma, con i figli... È un'espressione versatile che si adatta a qualsiasi rapporto affettuoso. La chiave sta nel paragone "come te", che trasforma un semplice augurio in un gesto di affetto. Espressioni per Occasioni Speciali Queste espressioni sono pensate per momenti particolari: quando vuoi fare un augurio che resti impresso, che emozioni, che faccia sentire l'altra persona davvero speciale. Sono perfette per occasioni importanti o per quando vuoi aggiungere un tocco di originalità e calore. 6. "Ti Auguro una Giornata Ricca di Sorprese" A chi non piacciono le sorprese? Con questa frase auguri una giornata piena di momenti inaspettati e positivi. È un augurio che trasmette ottimismo e aspettativa, come dire: "la vita ti riserva ancora tante cose belle oggi!" Esempio: "Il primo giorno del mio nuovo lavoro, la mia amica Lucia mi ha mandato un messaggio: 'In bocca al lupo! Ti auguro una giornata ricca di belle sorprese.' E in effetti i colleghi avevano organizzato un piccolo benvenuto con caffè e cornetti. Sorpresa riuscita!" Espressione Utile: "In Bocca al Lupo" Hai notato l'espressione "In bocca al lupo" nell'esempio? È il modo italiano per dire "buona fortuna", ed è usatissima nella vita quotidiana. La risposta tradizionale è: "Crepi il lupo!" (letteralmente "che il lupo muoia"). Per chi preferisce una versione più animalista, esiste anche "Viva il lupo!", che è diventata sempre più popolare negli ultimi anni. Attenzione: rispondere semplicemente "grazie" è considerato portare sfortuna! 7. "Che Sia una Giornata Indimenticabile" Questa è perfetta per occasioni davvero importanti: un matrimonio, una laurea, un compleanno speciale, il primo giorno di scuola, la nascita di un figlio... È un augurio solenne e carico di emozione, che eleva il momento rendendolo ancora più significativo. Esempio: "Al matrimonio della mia migliore amica, durante il brindisi, ho alzato il bicchiere e ho detto: 'Che sia una giornata indimenticabile, come l'amore che vi unisce.' Metà degli invitati si è commossa. Anche il cameriere, credo." Questa espressione usa nuovamente la struttura "che + congiuntivo" che abbiamo visto al punto 4. Puoi personalizzarla aggiungendo un paragone o un riferimento alla persona: "Che sia una giornata indimenticabile, come meriti", oppure "Che sia una giornata indimenticabile, piena d'amore". 8. "Il Meglio Deve Ancora Venire!" Questa è motivazionale! È un modo per dire: non importa com'è andata finora, la parte migliore della giornata è ancora davanti a te. È perfetta per tirare su il morale a qualcuno che sta avendo una giornata difficile o che ha iniziato male la mattina. Esempio: "Ieri mattina avevo rovesciato il caffè sulla camicia, perso l'autobus e dimenticato l'ombrello. Ho scritto alla mia amica e lei mi ha risposto: 'Tranquilla, il meglio deve ancora venire!' E aveva ragione: la sera ho trovato 20 euro nella tasca della giacca! Non sarà molto, ma dopo quella mattina, mi sembrava di aver vinto la lotteria." Questa frase è particolarmente apprezzata perché contiene una filosofia di vita positiva: l'idea che ogni giornata, anche quella iniziata nel peggiore dei modi, può riservare ancora qualcosa di bello. È un augurio che trasmette speranza e ottimismo, due valori molto cari alla cultura italiana. Espressioni Poetiche e Romantiche E infine, arriviamo alle espressioni più poetiche e romantiche, quelle che fanno battere il cuore e che sono perfette per situazioni speciali o per le persone a cui vuoi più bene. L'italiano è una lingua che si presta meravigliosamente alla poesia quotidiana, e queste espressioni ne sono la prova! 9. "Ti Auguro una Giornata Dolce Come il Miele" Questa è decisamente poetica e tenera. Si usa soprattutto con persone a cui vogliamo molto bene: il partner, i genitori, i figli, gli amici più cari. Il paragone con il miele evoca dolcezza, calore e piacere. Esempio: "Ogni mattina, prima di andare al lavoro, mia nonna diceva a mio nonno: 'Ti auguro una giornata dolce come il miele, amore mio.' E lo faceva da cinquant'anni. Questo è amore vero!" Il Cibo nelle Espressioni Affettuose Italiane Gli italiani usano spesso il cibo nelle espressioni affettuose,
Lo sponsor di questo episodio è Shopify! Prova adesso Shopify per 1 euro al mese: www.shopify.it/mitologia Immagina di svegliarti in paradiso. Cibo divino, acqua pura, un'isola bellissima. Una dea immortale che ti ama e ti offre l'eternità. Il tuo corpo non invecchia più, le ferite guariscono in fretta. Dovresti essere felice, no? Invece piangi. Ogni giorno. Sulla stessa spiaggia. Guardando lo stesso mare vuoto. Perché il paradiso senza libertà è una prigione. E l'immortalità senza significato è tormento. Odisseo vive questo paradosso per anni - ma quanti? Lui crede pochi mesi. La verità è molto, molto peggiore. .-.-. Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».Parola del Signore.
Ci sono momenti in cui la genitorialità non sembra difficile “in modo eclatante”, ma semplicemente faticosa, continua, mentale. In questo episodio parliamo di 3 segnali concreti che indicano che forse non sei in difficoltà perché stai sbagliando, ma perché stai andando avanti senza strumenti abbastanza chiari per sostenerti davvero.Se ti capita di reagire in modi che non ti rappresentano, di gestire molte situazioni cercando soprattutto di evitare conflitti o di entrare in alcuni momenti della giornata già in tensione, questo episodio è per te: non per dirti di fare di più, ma per aiutarti a capire come smettere di sopravvivere alla genitorialità e iniziare a viverla con più direzione e serenità.Se senti che è il momento di avere una guida pratica e concreta, puoi entrare in La Dolce Guida, il percorso che ti accompagna passo passo nel trasformare i momenti quotidiani più faticosi in occasioni di connessione e leadership educativa.CLICCA QUI e utilizzail codice "disciplinadolce" per ottenere il 10% di sconto e iniziare questo cambiamento insieme.https://elenacortinovis.thinkific.com/courses/ladolceguida13
Maracanà con Marco Piccari e Stefano Impallomeni. Ospiti: Di Benedetto:" Marotta poteva spegnere le polemiche invece ha fatto caos" Garbo:"Marotta con quelle parole ha sbagliato un rigore a porta vuota" Bonanni:" Bastoni ha sbagliato ma lo porterei in Nazionale"
Il primo giorno di test a Sepang è agli archivi e Marc Marquez ha ripreso dove aveva terminato prima dell'incidente con Bezzecchi.Ciononostante non si è beato del miglior tempo spiegando di averlo fatto con gomme morbide (come gli altri veloci comunque), ma soprattutto di non essere ancora al 100% della forma fisica. Ci sta.Non è andato male anche Bagnaia, anche se Di Giannantonio è stato più veloce di lui. Sette decimi non sono un dramma durante delle prove. Pecco comunque non si è astenuto dal raccontare per l'ennesima volta la sua versione del 2025."Sicuramente l'anno scorso qualcosa per come guido io non ha funzionato nel migliore dei modi, però come prima presa di contatto la moto nuova sta funzionando bene, almeno per me. Non penso che Ducati abbia cercato questa cosa qui, è ovvio che vuole cercare di mettermi nella migliore posizione e condizione possibile. Però l'anno scorso sono state prese delle decisioni che magari hanno lavorato contro il mio feeling in frenata e ingresso, ma non volutamente. Invece con questa moto appena sono partito mi sono trovato immediatamente meglio". Qui l'intervista completa.Il titolo di questa Live non è dunque polemico nei suoi confronti, ma sottolinea un atteggiamento che Pecco non ha lasciato in una scatola del 2025 assieme all'anno passato.Nella Live di oggi Carlo Pernat ha ribadito più volte che Bagnaia andrà in Yamaha. Noi non ne siamo sicuri, comunque l'intero mercato, nonostante il polverone sollevato dal caso Quartararo-Honda, è tutt'altro che deciso. Ne abbiamo parlato a lungo, ma se dovessimo scommettere su due grandi cambiamenti per il 2027 la nostra scelta cadrebbe proprio su questi due: Fabio Quartararo e Francesco Bagnaia.
In questo episodio di Educare con calma parlo delle bugie dei nostri figli partendo dalla condivisione della fatica di una genitrice sul Forum La Tela.Mi è sembrata davvero una bella occasione per offrirvi riflessioni un po' diverse su questo argomento e per aprire prospettive nuove su alcuni comportamenti scomodi dei nostri figli, che spesso siamo abituatǝ a leggere solo come problemi da correggere – e invece di solito rappresentano tutt'altro!Vi racconto di alcuni comportamenti che a noi adulti suonano come scuse o tentativi di ingannarci, e che per questo spesso accendono in noi un «allarme». Invece di chiederci come smascherare o correggere, vi propongo un cambio di sguardo: e se non fossero bugie, ma tentativi (a volte anche con grande capacità argomentativa) di raccontare una difficoltà, una paura o una frustrazione?Molte lamentele e bugie non sono strategie, ma richieste di essere vistǝ. Possiamo quindi partire dal credere a quello che bambinǝ ci dicono, e possiamo stare in relazione con queste «proteste creative» senza cedere né irrigidirci, facendo da interpretǝ, dando parole più semplici a quello che forse stanno cercando di dirci davvero.: Nell'episodio menzionoIl Forum della ComunitàTrovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Sei mai arrivato tardi a un appuntamento e non sapevi cosa dire? In italiano esistono tantissime espressioni alternative per comunicare che sei in ritardo, ognuna con sfumature diverse e adatta a contesti specifici. Conoscerle ti permetterà di parlare in modo più naturale e di fare bella figura con i tuoi amici italiani... nonostante arrivi 30 minuti dopo l'orario dell'appuntamento. 12 Modi per NON Dire "SONO IN RITARDO" in Italiano Registro Neutro: Espressioni Standard per Ogni Situazione Partiamo dalle espressioni più comuni, quelle che puoi usare sia quando parli che quando scrivi, per esempio in un messaggio WhatsApp o in un'email. Queste formule sono versatili e appropriate in quasi tutti i contesti. Espressioni da Usare Quando Arrivi in Ritardo 1. "Scusa, Ho Avuto un Contrattempo." Questa è un'espressione elegante e versatile. Un contrattempo è qualcosa di imprevisto, qualcosa che non avevi pianificato e che ti ha fatto perdere tempo. La parola viene da "contro" + "tempo", quindi letteralmente qualcosa che va contro il tempo che avevi programmato. Può riferirsi a qualsiasi situazione: il treno era in ritardo, hai perso le chiavi di casa, hai ricevuto una telefonata urgente. In generale, tutti quei piccoli imprevisti della vita quotidiana. Questa espressione è particolarmente utile perché è abbastanza vaga: non devi spiegare esattamente cosa è successo se non vuoi. È educata, professionale, e funziona in quasi tutte le situazioni. Esempi di utilizzo: "Scusa, ho avuto un contrattempo: il mio cane ha mangiato le mie scarpe!" "Mi dispiace per il ritardo, ho avuto un piccolo contrattempo stamattina." "Purtroppo ho avuto un contrattempo e non sono riuscito ad arrivare in tempo." "Ho avuto dei contrattempi" (plurale, se sono successe più cose) 2. "Scusa, Sono Stato Trattenuto." Questa espressione è interessante dal punto di vista grammaticale. Usiamo il verbo trattenere al passivo. Trattenere significa "tenere qualcuno in un luogo", "non lasciarlo andare". Quindi "sono stato trattenuto" significa che qualcuno o qualcosa ti ha tenuto in un posto più a lungo del previsto, impedendoti di andare via. È un'espressione molto comune nel mondo del lavoro. Può riferirsi a situazioni in cui il capo ti ha fermato per parlarti di un progetto, una riunione si è prolungata, un cliente ti ha fatto molte domande, o una telefonata importante è durata più del previsto. Il vantaggio di questa espressione è che suggerisce che non è colpa tua: qualcun altro ti ha trattenuto. È come dire "Non potevo fare altrimenti, qualcuno aveva bisogno di me." Esempi di utilizzo: "Perdonami, sono stata trattenuta in ufficio dal mio capo." "Scusate il ritardo, sono stato trattenuto da una telefonata importante." "Mi dispiace, sono stata trattenuta: un collega aveva bisogno del mio aiuto." Nota grammaticale importante: Ricorda di accordare il participio passato con il soggetto. SoggettoForma correttaIo (uomo)Sono stato trattenutoIo (donna)Sono stata trattenutaNoiSiamo stati trattenuti 3. "Grazie per Avermi Aspettato, Mi Dispiace Molto." Questa espressione è elegante e mostra intelligenza emotiva. Invece di concentrarti solo sul tuo errore (essere in ritardo), riconosci il fatto che le altre persone hanno dovuto aspettarti, e le ringrazii per la loro pazienza. È un approccio psicologicamente efficace: quando ringrazii qualcuno, quella persona si sente apprezzata e tende a essere meno arrabbiata con te. È come dire: "So che il vostro tempo è prezioso e vi ringrazio per aver dedicato parte di quel tempo ad aspettarmi." Questa espressione funziona particolarmente bene in situazioni di gruppo, per esempio se arrivi tardi a una riunione, a una cena con amici, o a un evento dove le persone ti stavano aspettando per cominciare. Esempi di utilizzo: "Grazie mille per avermi aspettato, mi dispiace davvero tanto per il ritardo!" "Vi ringrazio per la pazienza, so che vi ho fatto aspettare e mi dispiace." "Grazie per non aver iniziato senza di me, mi scuso per il disagio." Combinazione efficace: "Grazie per avermi aspettato. Ho avuto un contrattempo, mi dispiace molto." Espressioni da Usare Quando Sei Ancora in Viaggio 4. "Sto Facendo Tardi, Ma Arrivo!" Fare tardi è un'espressione idiomatica molto usata in italiano. Significa "accumulare ritardo", "non riuscire a rispettare l'orario previsto". È diversa da "essere in ritardo" perché indica un processo in corso: il ritardo sta aumentando mentre parli. Usiamo questa espressione soprattutto quando siamo ancora in movimento, per avvisare qualcuno che non arriveremo puntuali. È adatta per i messaggi di testo, le telefonate veloci, o i vocali su WhatsApp. Il verbo fare in italiano è molto versatile e lo usiamo in tantissime espressioni idiomatiche: fare tardi, fare presto, fare bella figura, fare brutta figura, fare un favore. È uno di quei verbi che devi conoscere bene. Esempi di utilizzo: "Ehi, sto facendo tardi... il traffico è impossibile! Arrivo tra 10 minuti!" "Scusami, sto facendo tardissimo! Cominciate pure senza di me." "Ho fatto tardi perché non trovavo parcheggio." Variazioni utili dell'espressione: EspressioneSignificatoFare tardissimoFare molto tardi (superlativo, aggiunge enfasi)Fare sempre tardiEssere abitualmente in ritardoNon fare tardi!Un'esortazione a essere puntualiFaccio tardi al lavoroRimango al lavoro più a lungo del solito 5. "Sono per Strada, Arrivo Subito!" Questa è un'espressione rassicurante. Essere per strada significa che sei già uscito di casa, sei già in movimento verso la tua destinazione. Non sei ancora sul divano, non ti stai ancora preparando: sei già fisicamente in viaggio. È un'espressione importante da conoscere perché la sentirai frequentemente nella vita quotidiana italiana. Quando qualcuno ti chiede "Dove sei?", rispondere "Sono per strada!" comunica immediatamente che stai arrivando. Esempi di utilizzo: "Tranquillo, sono già per strada! Cinque minuti e sono lì!" "Non ti preoccupare, sono per strada. Il traffico è un po' lento ma arrivo." "Sì sì, sono per strada! Sto cercando parcheggio." Espressioni simili: EspressioneSignificatoSono in arrivoSto per arrivareSto arrivandoArrivo tra pochissimoSono a due passiSono vicinissimo (letteralmente "a due passi di distanza")Sono dietro l'angoloSono quasi arrivatoSono in stradaVariante di "sono per strada"Sono già in viaggioSono già partito Nota culturale: Gli italiani tendono a essere ottimisti con i tempi. Quindi quando un italiano dice "Sono per strada, cinque minuti!", potrebbe in realtà significare 15-20 minuti. È una sfumatura culturale da tenere presente. Registro Informale: Espressioni da Usare tra Amici Passiamo ora al registro informale. Queste sono le espressioni che sentirai tra amici, in famiglia, o nelle serie TV italiane. Alcune sono molto colloquiali e colorite. Attenzione: Queste espressioni sono adatte con amici e familiari, ma non usarle in contesti formali come colloqui di lavoro, riunioni importanti, o con persone che non conosci bene. Espressioni Colorite e Colloquiali 6. "Sono in Ritardo Marcio!" Questa è un'espressione tipicamente italiana. L'aggettivo marcio normalmente significa "rotten" in inglese, qualcosa che è andato a male, che si è decomposto. Pensa a una mela marcia o a del legno marcio. Tuttavia, quando lo usiamo dopo un sostantivo o un aggettivo, marcio diventa un intensificatore, cioè rafforza il significato di quello che viene prima. Quindi "in ritardo marcio" significa "in ritardo tantissimo", "in ritardo in modo grave". È un'espressione espressiva e colorita, tipica del parlato informale. La sentirai spesso tra giovani e in contesti casual. Esempi di utilizzo: "Oddio, sono in ritardo marcio! La riunione è iniziata venti minuti fa!" "Sbrigati! Siamo in ritardo marcio per il film!" "Ieri sera sono arrivata in ritardo marcio alla festa." Altri usi di "marcio" come intensificatore: EspressioneSignificatoUbriaco marcioCompletamente ubriacoStanco marcioStanchissimo, esaustoInnamorato marcioPerdutamente innamoratoSbagliato marcioCompletamente sbagliato Curiosità linguistica: Questa costruzione con "marcio" è tipicamente italiana e non ha un equivalente diretto in molte altre lingue. È uno di quei modi di dire che ti faranno sembrare fluente. 7. "Oggi Sono proprio Incasinato/a con gli Orari!" Un'altra espressione colorita. Essere incasinato significa essere in una situazione confusa, caotica, disordinata. Viene dalla parola "casino" che in italiano informale significa "confusione, disordine, caos". Attenzione alla pronuncia e all'ortografia: "Casino" (con una sola S) significa "confusione" in italiano informale. "Casinò" (con l'accento) è il luogo dove si gioca d'azzardo. Sono due parole diverse. Quando dici "Sono incasinato con gli orari", stai comunicando che la tua giornata è stata caotica, che hai avuto difficoltà a organizzare il tuo tempo, che tutto è andato storto con la tua programmazione. Esempi di utilizzo: "Scusa se arrivo tardi, oggi sono completamente incasinata con gli orari!" "Questa settimana sono incasinatissimo, ho mille cose da fare." "Non ce la faccio, sono troppo incasinato in questo periodo." Variazioni dell'espressione: EspressioneSignificatoChe casino!Che confusione! Che disordine!Fare casinoFare confusione, fare rumoreIncasinarsiMettersi in una situazione complicata Nota: "Casino" e le parole derivate sono considerate informali, quasi un po' volgari. Usale solo con amici. 8. "Scusa, Ho Toppato!" Toppare è un verbo informale e moderno che significa "sbagliare, commettere un errore, fallire". È l'equivalente italiano di espressioni inglesi come "to mess up" o "to screw up" (ma meno volgare). Probabilmente deriva dallo sport,
Hai studiato italiano per mesi, forse anni, ma quando parli con un italiano vero ti senti perso? Il problema spesso non è la grammatica, ma quelle piccole parole che gli italiani infilano ovunque e che nei libri di testo non si trovano mai. Se vuoi capire l'italiano vero, quello parlato per strada, queste cinque parole sono assolutamente fondamentali! 5 Parole Italiane che DEVI Conoscere per Parlare come un Madrelingua 1. Mica Cominciamo con una parola che gli stranieri quasi mai conoscono, ma che gli italiani usano in continuazione: "mica". Definizione e Origine "Mica" è un avverbio che deriva dal latino "mica", che significava "briciola" — quindi originariamente indicava qualcosa di molto piccolo, quasi niente. Oggi si usa principalmente per rafforzare una negazione, per negare qualcosa da sola, o nelle domande con il significato di "per caso". È una parola tipica del registro informale e colloquiale, quindi la sentirai soprattutto nel parlato quotidiano. A seconda del contesto, può essere sostituita da sinonimi come "per niente", "affatto" o "per caso". A) Rafforzare una Negazione Quando vuoi dare più forza a una frase negativa, usa la struttura "non + verbo + mica". In questo caso, "mica" significa "per niente", "assolutamente". EsempioSignificatoQuesto esercizio non è mica difficile!Non è per niente difficile, è facilissimo!Marco non è mica stupido, sa quello che fa.Marco non è assolutamente stupido.Non ho mica tempo per queste sciocchezze!Non ho assolutamente tempo. B) Sostituire la Negazione "non" A volte "mica" può stare da solo, senza "non", e funziona come una negazione completa, davanti alla parola da negare. EsempioSignificatoTi è piaciuto il film? — Mica tanto.Non tanto, non molto.Com'è il nuovo ristorante? — Mica male!Non male, abbastanza buono!Mica ho capito cosa vuoi dire.Non ho capito. C) Nelle Domande con Significato di "Per Caso" Quando usi "mica" in una domanda, stai chiedendo qualcosa in modo gentile, come dire "per caso". EsempioSignificatoNon avresti mica un caricatore per il telefono?Per caso hai un caricatore?Hai mica sentito che ore sono?Per caso sai che ore sono? 2. Addirittura Passiamo alla seconda parola, una delle più espressive della lingua italiana: "addirittura". Definizione e Caratteristiche "Addirittura" è un avverbio che serve a sottolineare qualcosa di sorprendente, inaspettato o estremo. Quando lo usi, vuoi comunicare che l'informazione che stai dando va oltre le aspettative normali. Può essere usato all'interno di una frase o da solo come esclamazione di stupore. È un avverbio di registro neutro, quindi puoi usarlo tranquillamente sia nel parlato che nello scritto. Presenta alcuni sinonimi utili da conoscere, come "perfino", "persino" o "nientemeno". A) Per Introdurre Informazioni Straordinarie EsempioSignificatoLaura ha studiato tanto e ha addirittura preso 30 e lode all'esame!Non solo ha passato l'esame, ma ha preso il voto massimo! Incredibile!Ieri ho cucinato per la prima volta e mia madre ha addirittura chiesto il bis!Mia madre ha chiesto di mangiare ancora! Pazzesco!Il mio gatto ha addirittura imparato ad aprire le porte.Perfino questo ha imparato! B) Come Esclamazione (da Sola) Puoi usare "addirittura!" da sola per esprimere sorpresa e stupore. Funziona sia in contesti positivi che negativi. ContestoEsempioSorpresa positivaHo vinto 1000 euro alla lotteria! — Addirittura! Che fortuna!Sorpresa negativaIl volo è stato cancellato e dovrò aspettare 8 ore. — Addirittura! Che sfortuna! 3. Ormai Terza parola: "ormai". Preparati, perché questa la sentirai almeno dieci volte al giorno in Italia! Definizione e Caratteristiche "Ormai" è un avverbio di tempo che indica un punto di non ritorno, un momento in cui le cose sono cambiate in modo definitivo. Esprime l'idea che siamo arrivati a una certa situazione e non possiamo (o non ha senso) tornare indietro. Spesso porta con sé una sfumatura di rassegnazione o accettazione, ma non sempre è negativo. È un avverbio di registro neutro, molto comune sia nel parlato che nello scritto. Esiste anche una forma alternativa, "oramai", che significa esattamente la stessa cosa. A seconda del contesto, può essere sostituito da espressioni come "a questo punto", "già" o "quasi". A) Per Indicare che È Troppo Tardi per Cambiare Qualcosa Spesso "ormai" esprime una certa rassegnazione, l'idea che non possiamo più fare nulla. EsempioSignificatoVolevo comprare i biglietti per il concerto, ma ormai sono finiti.È troppo tardi, non posso più comprarli.Avrei voluto studiare medicina, ma ormai ho 50 anni.A questo punto della mia vita, è tardi per ricominciare.Il treno parte tra 2 minuti, ormai non ce la faccio.È inutile correre, non arrivo in tempo. B) Senza Connotazione Negativa Non sempre "ormai" è negativo! Può semplicemente indicare che siamo arrivati a un certo punto di evoluzione o cambiamento. EsempioSignificatoAll'inizio il caffè italiano mi sembrava troppo forte, ma ormai mi piace tantissimo!Adesso, a questo punto, mi sono abituato/a.Ormai conosco Roma come le mie tasche.A questo punto, dopo tanto tempo, la conosco benissimo. C) Con il Significato di "Già" EsempioSignificatoSono ormai tre mesi che studio italiano.Sono già passati tre mesi.È ormai un anno che non vedo i miei genitori.È già passato un anno. D) Con il Significato di "Quasi" EsempioSignificatoLa cena è ormai pronta, mancano solo cinque minuti.La cena è quasi pronta. 4. Anzi Quarta parola: "anzi". Questa è fantastica perché ti salva ogni volta che dici qualcosa e poi cambi idea! Definizione e Caratteristiche "Anzi" è una congiunzione avversativa che serve principalmente a contrapporre due idee o a correggere quello che si è appena detto. Il suo significato base è "al contrario", ma può anche significare "o meglio" quando vuoi rettificare o precisare qualcosa. È una parola molto versatile e frequentissima, di registro neutro, quindi la troverai sia nelle conversazioni informali che nei testi scritti. Tra i suoi sinonimi più comuni ci sono "al contrario", "o meglio" e "invece". A) Significa "Al Contrario" (Dopo una Frase Negativa) Usa "anzi" per dire l'opposto di quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto libro non è noioso, anzi, è appassionante!Al contrario, è molto interessante.Non sono arrabbiato con te, anzi, ti ringrazio per la tua sincerità.Al contrario, sono grato.La grammatica italiana non è impossibile, anzi!Al contrario, si può imparare! B) Per Correggersi (Significa "O Meglio") Quando dici qualcosa e vuoi modificarlo, usa "anzi". Spesso si aggiunge "no" (se la frase precedente era affermativa) o "sì" (se era negativa). EsempioSignificatoPrendo un tè, anzi no, preferisco un caffè.Mi correggo, voglio un caffè.Non voglio uscire stasera. Anzi sì, dai, usciamo!Ho cambiato idea, usciamo.Ci vediamo alle 8, anzi, facciamo alle 8 e mezza.Mi correggo, meglio alle 8:30. C) Per Enfatizzare "Anzi" può anche essere usato per rafforzare e intensificare quello che hai appena detto. EsempioSignificatoQuesto tiramisù è buono, anzi buonissimo!Non è solo buono, è eccezionale!Marco è intelligente, anzi è un genio!Non solo intelligente, molto di più! 5. Piuttosto E arriviamo all'ultima parola: "piuttosto". Questa è la più complicata delle cinque, quindi concentrazione massima! Definizione e Caratteristiche "Piuttosto" è un avverbio molto versatile con diversi significati a seconda del contesto. Può indicare una quantità moderata (come "abbastanza"), può servire per cambiare argomento, può esprimere una preferenza, o può essere usato per correggersi. È una parola di registro neutro, comune sia nel parlato che nello scritto, ma richiede un po' di attenzione perché cambia significato in base a come viene usata nella frase. A seconda del contesto, può essere sostituita da "abbastanza", "parecchio", "invece di", "preferibilmente" o "o meglio". A) Significa "Abbastanza", "Parecchio" Si usa principalmente con aggettivi e avverbi. EsempioSignificatoL'esame di oggi era piuttosto difficile.Era abbastanza difficile.Questa borsa è piuttosto cara.È parecchio costosa.Il film è finito piuttosto tardi.È finito abbastanza tardi. Attenzione! Non si usa con sostantivi o verbi da soli. Non puoi dire "c'è piuttosto gente" ❌, ma "c'è parecchia gente" ✓. Non puoi dire "ho mangiato piuttosto" ❌, ma "ho mangiato abbastanza" ✓. B) Per Cambiare Argomento "Piuttosto" è utilissimo quando vuoi spostare la conversazione su un altro tema. EsempioSignificatoVa bene, ho capito cosa è successo. Piuttosto, hai parlato con Luca?Cambiando discorso...Ok, lasciamo perdere questo argomento. Piuttosto, cosa facciamo stasera?Cambiando argomento... C) "Piuttosto che" = Invece di, Anziché Si usa per indicare l'opzione che NON preferiamo. EsempioSignificatoPiuttosto che prendere l'autobus, preferisco camminare.Invece di prendere l'autobus...Piuttosto che litigare, è meglio parlare con calma.Invece di litigare... D) Per Esprimere una Forte Preferenza In questo caso, "piuttosto" esprime che faresti qualsiasi altra cosa pur di evitare qualcosa. EsempioSignificatoNon sopporto il caldo. Piuttosto vado in vacanza in montagna!Preferisco di gran lunga la montagna.Mangeresti gli insetti? — Piuttosto!Piuttosto che mangiare insetti, farei qualsiasi altra cosa! E) "O Piuttosto" = O Meglio (Per Correggersi) EsempioSignificatoParlo bene l'inglese. O piuttosto, me la cavo.O meglio, non parlo benissimo ma mi arrangio. Tabella Riassuntiva delle 5 Parole ParolaCategoriaSignificati PrincipaliSinonimiMicaAvverbioRafforza negazione; sostituisce "non"; significa "per caso" nelle domandePer niente, affatto, per casoAddiritturaAvverbioEsprime sorpresa, qualcosa di inaspettato o estremoPerfino, persino,
Primavera, estate, autunno, inverno: le stagioni scandiscono la nostra vita. Ma perché esistono? E chi decide quando iniziano e finiscono? In questo video rispondiamo a una domanda che spesso diamo per scontata: perché ci sono le stagioni. Scopriremo, insieme a Giorgia Giulia, che non dipendono dalla distanza tra la Terra e il Sole, ma dall'inclinazione dell'asse terrestre, di circa 23,5 gradi, e dal modo in cui il nostro pianeta orbita attorno al Sole nel corso dell'anno. Vedremo cosa succede quando l'emisfero nord o sud è inclinato verso il Sole, come cambiano la durata del giorno e della notte e perché questo dà origine alle stagioni, ai solstizi e agli equinozi. E capiremo anche perché, nelle zone equatoriali e ai poli, le stagioni non sono quattro come da noi. Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/ngCbN Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio ci confrontiamo con un tema tanto semplice quanto scomodo: i nostri difetti. Partiamo da tre in particolare — non perché siano i peggiori o i più gravi, ma perché spesso li viviamo come pietre d'inciampo nel quotidiano. Cosa accade quando iniziamo a guardarli da vicino, senza giudizio ma con curiosità? E se quei difetti che tanto cerchiamo di correggere fossero, in realtà, porte d'accesso a qualcosa di più profondo?Riflettiamo su come i difetti possano essere espressione di strategie antiche, risposte adattive a un mondo che ci ha chiesto di essere diversi da come siamo. Invece di combatterli, imparare ad ascoltarli può aprire spazi di comprensione, trasformazione e gentilezza verso noi stessi. Un episodio dedicato a chi è stanco di rincorrere la perfezione e ha voglia di fare pace con le proprie ombre.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com