Il podcast della preghiera quotidiana di Sant'Egidio. Ogni giorno una lettura e un commento di un brano della Bibbia per illuminare i nostri passi con la Parola di Dio

Commentando il Vangelo di Luca (9, 57-62), in cui Gesù si incammina con «ferma decisione» verso Gerusalemme, la meditazione mette a fuoco le esigenze radicali della sequela attraverso l'incontro con tre figure emblematiche: chi vorrebbe seguirlo senza calcolare il distacco dalle proprie sicurezze, chi rinvia di fronte a doveri familiari e chi chiede tempo per voltarsi indietro. Gesù non propone una vita comoda né compromessi: essere discepoli significa farsi itineranti, liberi dalla prigionia delle proprie radici, capaci di riconoscere l'urgenza del Regno di Dio e di non cedere alla tentazione contemporanea del rinvio continuo delle scelte definitive.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=RgP40gNB61g&t=2s

Nel commento al libro del profeta Daniele (3, 51.90-97), la vicenda dei tre giovani gettati nella fornace ardente per essersi rifiutati di piegarsi all'idolo del re Nabucodonosor diventa specchio del nostro tempo. Oggi come allora, il potere di questo mondo chiede sottomissione e accende le fornaci della guerra, della violenza e della miseria. Di fronte al fuoco, Sadrac, Mesac e Abdènego non oppongono la forza delle armi, ma la fede disarmata e la lode: nel cuore del rogo appare un quarto uomo, l'angelo di Dio, che scioglie i loro legami e trasforma un luogo di morte in uno spazio di rugiada e benedizione.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/WbW6GkDZaWA

Ricordo di William Quijano, giovane salvadoregno della Comunità di Sant'Egidio ucciso il 28 settembre 2009 dalla violenza delle bande armate. In questa meditazione, Don Marco Gnavi evidenzia come le parole evangeliche non invitino all'incoscienza, ma indichino ciò che conta veramente, rivelando la sovrabbondanza dell'amore di Dio a chi spende la propria vita per gli altri. In un Paese segnato dalle ferite della guerra civile e dalla logica spietata delle maras, William scelse di non cedere alla paura o alla rassegnazione: forte dell'incontro con la Comunità a soli sedici anni, scommise sulla forza disarmata della parola, della simpatia e dell'incontro per riscattare i più giovani nel difficile quartiere di Apopa. Attraverso lo sport e l'esperienza delle Scuole della Pace, vissute come veri e propri santuari posti ad argine della violenza e della povertà, coltivò il sogno di strappare i bambini alla criminalità e restituire loro dignità e speranza. Ricordando il suo martirio, avvenuto sotto gli occhi della madre per aver contrastato con mitezza il dominio del terrore, la riflessione accosta la sua testimonianza a quella di Floribert Bwana Chui, riaffermando che la vita dei piccoli è preziosa agli occhi di Dio e che solo quando tornerà a esserlo anche per gli uomini sorgerà l'alba di un mondo pacificato e rinnovato.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/7fOUA5n3VZw

Nel commento al Vangelo di Luca (Lc 9, 18-22), Don Angelo Romano analizza il riserbo di Gesù sulla propria identità messianica, volto a non ridurre la sua missione a un'attesa politica o a una rivolta contro i romani, lasciando spazio all'ascolto autentico della Parola. Alla professione di fede di Pietro («Il Cristo di Dio»), Gesù associa l'annuncio della passione e della croce: è proprio lì, e nei crocifissi di oggi — chi soffre, chi è povero o ferito dalla guerra —, che si rivela il Signore. Richiamando anche le parole di papa Leone a Notre-Dame, la meditazione esorta a non cedere alla rassegnazione, ma a farsi guidare dalla speranza operosa della Scrittura per riconoscere e costruire germogli di giustizia e di pace.Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/zW6-0-nY18U

Nella meditazione sul Vangelo di Marco, la parabola dei vignaioli omicidi diventa una profonda riflessione sulla dinamica della sequela, della memoria e della carità. Ricordando la predilezione di papa Francesco per questo testo evangelico e richiamando la propria formazione salesiana, monsignor Giordano Piccinotti sottolinea come la fede non si riduca a formule nozionistiche o pratiche esteriori, ma sia un'esperienza viva e personale che conduce a riconoscere Gesù e a farsi suoi testimoni liberi e convinti. L'immagine della cura paziente per la vigna esprime la premura paterna con cui Dio custodisce la vita dell'uomo, chiedendogli unicamente di farsi tramite e custode della sua carità. Il dramma dei contadini affittuari scaturisce invece dalla dimenticanza e dall'illusione di farsi proprietari: in una società che cancella le radici spirituali per vivere solo l'effimero, la memoria si rivela come la vera àncora di salvezza e identità, capace di ricordare all'uomo la sua condizione di figlio amato e semplice amministratore passeggero. Il paradosso evangelico del figlio ucciso e gettato fuori dalla vigna, divenuto poi pietra d'angolo, ribalta le logiche umane e mostra come Dio scelga ciò che il mondo scarta. La meditazione si conclude con un vibrante appello alla conversione del cuore, affinché la comunità sappia ritornare sui propri passi, rinnovarsi nella carità e custodire accesa la luce del bene per portare frutti autentici di vita.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/FnoeDrZl0O4

Nella meditazione sul libro dell'Esodo, la teofania del roveto ardente rivela il cuore dell'azione divina nella storia umana: la salvezza ha sempre inizio con un Dio che ascolta il grido degli oppressi, si ricorda della sua alleanza e se ne dà pensiero. Accogliendo i fedeli collegati a distanza e i pellegrini giunti da Germania e Austria, la riflessione ripercorre la vicenda di Mosè, fuggito dall'Egitto dopo il fallimento della violenza — che non è mai la via della giustizia e della pace — e rifugiatosi in una tranquilla quotidianità pastorale a Madian. Davanti alla tentazione ricorrente di chiudersi per salvare solo se stessi e dimenticare chi soffre, Dio interviene con il fuoco della sua Parola, che arde senza consumarsi per scuotere l'uomo dalle abitudini ordinarie. L'invito a togliersi i sandali perché il suolo è santo chiama la comunità a presentarsi nella preghiera disarmata dalle proprie sicurezze e rigidità. Il timore reverenziale di Mosè, che si vela il volto, testimonia quell'umiltà evangelica che si contrappone all'arroganza del mondo: guardando al volto di Cristo, ogni credente è invitato a non temere e a farsi strumento di liberazione per i tanti fratelli ancora feriti e dispersi.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://www.youtube.com/watch?v=f941pxiFQvo

Nella meditazione sul testo del profeta Ezechiele, l'immagine biblica della «sentinella» posta a difesa della città illumina la vocazione e la responsabilità di chiunque ascolta la Parola di Dio nei tempi difficili della storia. Accogliendo i ministri luterani dall'Assia e un gruppo di pellegrini provenienti dalle sofferenze di Haiti, la riflessione evidenzia come il compito di suonare il corno per dare l'allarme non sia facoltativo: il suono dello shofar, così come la predicazione e la preghiera comune, rappresenta la prima risorsa per sottrarsi al torpore, all'incoscienza e alla dispersione, scandendo i tempi della conversione e custodendo l'unità nella prova. Il profeta-sentinella non può rifugiarsi nell'indifferenza di Caino chiedendosi se sia lui il custode del fratello: davanti a un Dio che non vuole la morte del malvagio ma la sua conversione, chi ascolta la Parola diviene intimamente corresponsabile della vita di tutti, giusti e ingiusti. L'omelia si conclude con l'esortazione a farsi sentinelle obbedienti nel tempo presente, vigilanti contro il male e la violenza, certi che anche dentro le crisi più gravi la speranza rinasce e i disegni d'iniquità vengono capovolti dalla forza umile del bene.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/gytqLplL30U

Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=tQ9wy9JK91k&t=1s

In questa meditazione, Don Marco Gnavi mette in luce la dimensione essenzialmente comunitaria dell'annuncio: nessuno è chiamato a camminare da solo, ma insieme, preparando la strada all'incontro con il Signore. La riflessione evidenzia l'identità disarmata dei discepoli, inviati come «agnelli in mezzo ai lupi» non per ingenuità, ma liberi dall'orgoglio, dall'arroganza e dal risentimento, affinché il conflitto non diventi mai la misura della fede cristiana. L'unica vera ricchezza affidata loro è il dono della pace, da offrire gratuitamente e senza riserve a ogni casa. Richiamando il valore della testimonianza e del martirio, l'omelia sottolinea l'importanza dell'«eroicità della costanza e della fedeltà»: il comando evangelico di «restare» invita a non fuggire di fronte alle complessità e a non cercare risultati immediati, ma a farsi compagni di strada dei sofferenti, curando i malati e scuotendo via la polvere della rassegnazione per annunciare con fiducia che il Regno di Dio è vicino.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/m4IsjTOgrWU

In questa meditazione Sua Beatitudine Giovanni X Yazigi, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente, affronta il tema cruciale della presenza cristiana in Medio Oriente, ricordando anzitutto con affetto i metropoliti rapiti ad Aleppo, Paul e Gregorios. Il Patriarca sottolinea con forza come il cristianesimo non sia una realtà estranea o un reperto archeologico da tutelare, bensì una presenza viva, originaria e fondante della civiltà mediorientale fin dai tempi apostolici ad Antiochia. La sfida odierna, segnata dall'esodo drammatico dei giovani e dalle ferite di guerre e crisi economiche, non può essere ridotta alla sola protezione emergenziale delle minoranze, ma richiede la piena affermazione di una pari cittadinanza, in cui cristiani, musulmani e ogni cittadino siano partner a pari titolo nel bene comune. Citando infine l'apoftegma di san Macario nel deserto sul supplizio delle anime condannate a darsi le spalle senza potersi guardare in volto, Sua Beatitudine ricorda che l'inferno è l'assenza di incontro e la fine del dialogo, esortando a una preghiera corale per la pace in Siria, Libano, Iraq e in tutta la regione mediorientale affinché le nuove generazioni possano continuare a chiamare quella terra la propria casa.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/i_wUjP23Gfc

In questa meditazione, don Francesco Tedeschi commenta la profezia dell'anziano Simeone nel Vangelo di Luca, sottolineando come la croce non sia mai un simbolo astratto, ma memoria viva e ferita del dolore condiviso con tante madri del nostro tempo — dai campi di battaglia alle rotte migratorie nel Mediterraneo e nel deserto. Come per Simeone, la preghiera quotidiana allena lo sguardo del credente a vedere oltre l'oscurità del presente, riconoscendo la luce della salvezza e accogliendo la vocazione a essere, insieme a Cristo, un «segno di contraddizione» di fronte all'egoismo, all'ingiustizia e alla violenza del mondo. Questa fedeltà disarmata si incarna nella testimonianza dei martiri, ricordata in modo speciale attraverso la figura del beato Pino Puglisi, parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia per aver sottratto i giovani alla criminalità. Salutando anche una delegazione di pastori luterani danesi della diocesi di Viborg, la riflessione si conclude con l'invito a non restare indifferenti, lasciandosi toccare dal dolore del prossimo per portare nel mondo la consolazione e la speranza del Vangelo.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/prk3OL60_wk

Nella festa dell'Esaltazione della Santa Croce, il cardinale Fridolin Ambongo Besungu commenta il dialogo tra Gesù e Nicodemo tratto dal Vangelo di Giovanni, mettendo a confronto due modi opposti di intendere l'«innalzamento». Mentre il mondo contemporaneo si esalta nella logica illusoria della forza, del potere e della guerra — un trionfo apparente che produce macerie e chiude il cielo sopra l'umanità —, Dio compie il movimento inverso: si abbassa nella persona di suo Figlio fino al legno della croce, trasformando uno strumento di morte in un varco aperto verso il cielo e in una via di fecondità e salvezza. È il mistero compreso dai martiri di ogni epoca, tra cui il beato congolese Floribert Bwana Chui, giovane di Sant'Egidio che ha testimoniato la vittoria dell'amore contro la corruzione e la violenza. Richiamando la voce del crocifisso di San Damiano che chiese a san Francesco di riparare la sua casa, il cardinale ha esortato la comunità a ricostruire la casa comune ferita dall'odio e ha chiesto una preghiera intensa per la pace nella Repubblica Democratica del Congo, affinché le croci del dolore si trasformino in percorsi di riconciliazione e di vita per tutti i popoliGuarda il video completo della preghiera: https://youtube.com/live/VkogJcosRoY

In un tempo dominato dalla cultura della forza e dall'ansia per il futuro, Gesù rivolge a ciascuno un comando esigente ma profondamente liberante: «Non affannatevi». Di fronte alla tentazione di rinchiudersi nella difesa del proprio interesse e nella paura del domani, la meditazione ci ricorda che non siamo orfani smarriti nella storia, ma creature amate da un Padre che conosce da sempre i nostri bisogni. Guardando all'icona della creazione, ai gigli dei campi e agli uccelli del cielo nutriti da Dio, siamo invitati a riscoprire la cura paterna del Signore e a distogliere lo sguardo dalle nostre inquietudini per cercare anzitutto «il regno di Dio e la sua giustizia». È un cammino concreto che guarisce dall'affanno: spendersi per chi è fragile, riparare con passione le ferite del mondo e riconoscere la presenza viva di Cristo nei fratelli e nei poveri, certi che chi si prende cura del bene altrui troverà la pace e il riposo di cui ha bisogno.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/c6vN5iMm7T8

In questa meditazione ,monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla complessa genealogia di Gesù proposta dal Vangelo di Matteo. Lungi dall'essere un semplice elenco di nomi sconosciuti, questa successione di uomini e donne — santi e peccatori, fedeli e traditori, figure eminenti e persone comuni come Racab o Rut — manifesta che la storia non è frutto del caos, ma un cammino dotato di senso, guidato dall'interesse concreto di Dio per ogni vita. In un tempo segnato dall'individualismo, la genealogia ci ricorda che siamo tutti parte di una storia di amore e di un'alleanza universale. Al culmine di questo percorso si colloca Maria, la giovane di periferia che con il suo ascolto fiducioso ha reso possibile l'irruzione del Salvatore, dimostrando che nessuno è troppo piccolo per compiere grandi cose con il Signore. L'omelia,arricchita dai saluti ai vescovi di Indonesia e Centrafrica e dalla memoria dello storico incontro di pace tra Francesco d'Assisi e il sultano, si chiude con l'invito a lasciar germogliare la pace dentro di noi per intercessione della Vergine,affinché possiamo inserire i nostri nomi in questa lunga genealogia di testimoni e costruttori di fraternità.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/Lf93mxwDiQE

In questa meditazione Marco Impagliazzo, ci ricorda che la Parola del Signore non è lontana né irraggiungibile nei cieli o oltre i mari, ma è intimamente vicina, posta «nella bocca e nel cuore» per trasformare un cuore di pietra in un cuore di carne. In questa preghiera dedicata in modo speciale a tutti i malati e a chi affronta la prova del dolore, la Parola si fa balsamo contro la paura e l'angoscia della sofferenza: un invito accorato a non fuggire dinanzi a chi è fragile, a non lasciare nessuno solo e a trovare pace solo in Dio, testimoniando con gesti concreti il comandamento dell'amore verso il prossimo Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/m9ZD0NttJAA

In questa meditazione, Don Angelo Romano riflette sulla polemica di scribi e farisei contro la gioia del banchetto con cui Levi festeggia la propria conversione. Di fronte alle critiche moralistiche sul digiuno, Gesù risponde richiamando le immagini delle nozze, del vestito nuovo e del vino nuovo: il Vangelo è una novità gioiosa e misericordiosa che supera ogni schema rigido o presunzione del passato, e richiede cuori rinnovati, capaci di aprirsi all'umiltà e al cambiamento.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/UaSLUd2wrlY

In questa meditazione, don Marco Gnavi riflette sulla parabola del granello di senape (Luca 13, 18-19) attraverso la testimonianza di papa san Gregorio Magno, pastore capace di custodire visioni larghe e profetiche pur tra le violenze e le invasioni del suo tempo. Dalla scelta del dialogo diplomatico con i Longobardi all'evangelizzazione della Britannia affidata ad Agostino, fino all'amore concreto per i poveri nel monastero del Celio, Gregorio ha mostrato come il piccolo seme del Vangelo possa trasformarsi in un grande albero di pace e accoglienza. Centrale è il suo invito rivolto a tutti i credenti, laici compresi, ad accostarsi ogni giorno alle Scritture come a «una lettera del Creatore alla sua creatura», poiché è proprio nella Parola di Dio che cresce l'intelligenza del cuore e si impara a costruire, giorno dopo giorno, un'umanità nuova.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/yXp1FPjG8PY

In questa meditazione, Marco Impagliazzo mette al centro il paradosso di una solitudine estrema interamente trasformata e vinta dall'abbraccio di Dio. Mosè, che contemplò la terra promessa senza potervi entrare, accoglie l'ultimo tratto della vita con un cuore libero e pacificato, senza cedere all'amarezza o al rimpianto: affidandosi alle mani del Signore che lo seppelliscono con tenerezza, egli consegna al popolo non una tomba da venerare, ma la saggezza di Giosuè e la forza di camminare verso il futuro. Una parola di speranza universale che rischiara le tante solitudini e gli sradicamenti del nostro tempo, riaffermando che la vita di chi ama Dio non finisce nel vuoto ma nella Sua promessa eterna di liberazione e pace.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/1La_ebifXGE

In questa meditazione Andrea Riccardi delinea il Vangelo della mitezza come risposta profetica alla cultura della forza, del riarmo e dell'indifferenza. Ripercorrendo i gesti concreti di consolazione vissuti accanto ai profughi a Cipro, ai malati e ai vulnerabili in Africa, America Latina e nei paesi provati dai conflitti e dalle catastrofi ambientali, la riflessione evidenzia l'urgenza di fermare la follia della guerra — con un appello accorato per l'Ucraina sotto i bombardamenti — e di custodire la casa comune. In questo orizzonte, la testimonianza di sant'Egidio, che nella selva protesse la cerva ferendosi la mano per fermare la freccia del cacciatore, si fa icona viva e programma per la Comunità: credere nella forza disarmata dei miti che ereditano la terra, disarmano i potenti e costruiscono instancabilmente la pace evangelica.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/-2QvFE8Fay0

In questa meditazione, don Francesco Tedeschi commenta il brano evangelico di Giovanni (19, 38-42) dedicato alla sepoltura di Gesù. I due discepoli, rimasti nell'ombra per gran parte del ministero del Maestro, trovano il coraggio di esporsi proprio nell'ora più buia della croce, incarnando la celebre intuizione del cardinal Martini secondo cui i veri discepoli si riconoscono quando dal buio escono alla luce. Il loro gesto di pietà verso il corpo inerme di Cristo non solo squarcia l'indifferenza e la violenza dei crocifissori, ma prepara silenziosamente lo spazio della Resurrezione. Un richiamo che interpella fortemente il presente: davanti ai troppi corpi oggi privati di sepoltura — dai migranti inghiottiti dai mari e dai deserti alle vittime delle guerre contemporanee —, prendersi cura della debolezza altrui significa respingere la logica disumana di Caino e riconoscere in ogni carne ferita il tempio sacro dello Spirito di Dio.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/vE2Laozywqs

In questa meditazione Don Moise Moriba Beavogui riflette sul valore della "parola della croce", che supera l'orgoglio e la sapienza umana. Di fronte alle sofferenze contemporanee — la solitudine degli anziani, il dramma dei profughi e la brutalità delle guerre —, l'omelia richiama a non rifugiarsi in discorsi retorici o vuoti, ma a lasciarsi toccare dal dolore, richiamando anche il sogno di fratellanza e giustizia di Martin Luther King per costruire percorsi concreti di pace e vicinanzaGuarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/wZd4uVrfvWo

In questa meditazione pronunciata da don Angelo Romano nella memoria di santa Monica, a partire dal Vangelo di Matteo (24, 42-51), la riflessione invita alla vigilanza e alla perseveranza nella speranza di fronte alle incertezze e alle fatiche del presente.L'omelia sottolinea il valore di ammonimento delle parole di Gesù sulla necessità di vegliare, non per paura, ma per non farsi cogliere impreparati nella «notte» del nostro tempo, spesso segnata da distrazione, pessimismo e conflitti. Vegliare come sentinelle significa rifiutare lo stordimento e l'assuefazione al male, custodendo la certezza che il buio non durerà per sempre e che la luce del Signore verrà. Un modello luminoso di questa attesa fiduciosa è santa Monica: in un'epoca di crisi e decadenza, non smise mai di pregare con instancabile speranza per il figlio Agostino fino a vederne la conversione, ricordando a ogni credente che chi confida nel Signore non resta deluso.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/-ifX7k4sOP8

In questa meditazione pronunciata da monsignor Olav Fykse Tveit a partire dal Vangelo di Giovanni (12, 20-26), la riflessione prende le mosse dal desiderio di alcuni greci saliti a Gerusalemme di «vedere Gesù», aprendo alla potente immagine evangelica del chicco di grano che, cadendo in terra e morendo, produce molto frutto. L'omelia sottolinea come la vita cristiana non sia astratta o superficiale, ma profondamente radicata nella realtà: il fine ultimo del dono di sé non è la morte in se stessa, bensì il raccolto abbondante di speranza e amore. Questa fecondità si manifesta in modo luminoso nella testimonianza dei martiri del passato e del nostro tempo — come il beato congolese Floribert Bwana Chui, ricordato per il suo coraggioso rifiuto della corruzione in nome della fede, o sant'Olaf in Norvegia. Ciascun credente è così chiamato a farsi seme generoso, affidandosi all'opera dello Spirito Santo nella certezza che ogni vita spesa per il Vangelo contribuisce a generare un frutto duraturo per la Chiesa e per il mondo.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/bg2bAoEh_SY

In questa meditazione pronunciata da Cesare Zucconi nella basilica di Santa Maria in Trastevere a partire dal libro del profeta Isaia (62, 1-7), la riflessione si sofferma sulla passione instancabile della preghiera e sull'amore sponsale e fedele di Dio verso il suo popolo.L'omelia evidenzia come il profeta non possa restare indifferente davanti alla Parola: anche quando ancora domina l'ingiustizia, egli decide di non tacere e di non concedersi riposo, anticipando nella fede la salvezza e la consolazione promesse da Dio. Di fronte alle guerre, alle povertà e alla rassegnazione del nostro tempo, la comunità dei credenti è chiamata a farsi carico della stessa inquietudine spirituale, diventando come le sentinelle poste sulle mura di Gerusalemme. Nella preghiera serale e incessante, le sentinelle scrutano i pericoli, scorgono i passi della pace e non danno riposo al Signore finché non si compia il suo regno di giustizia. Lasciandosi trasformare da questo amore gratuito, ogni persona comune è chiamata a risplendere come «diadema regale», testimoniando a tutti la speranza e la vicinanza del Signore.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/EESU8isC9ew

In questa meditazione pronunciata da Stefano Orlando nella festa dell'apostolo Bartolomeo (Gv 1, 45-51) e nella memoria di Jerry Essam Masslo, la riflessione mette al centro il superamento del pregiudizio e della rassegnazione attraverso l'esperienza viva dell'incontro.L'omelia ripercorre l'iniziale diffidenza di Natanaele, tentato di liquidare l'annuncio su Gesù perché proveniente dall'insignificante Nazaret: un atteggiamento simile a quello di chi oggi si abitua al male del mondo convincendosi che "tanto non cambia nulla". Di fronte al pregiudizio, la risposta dell'apostolo Filippo non è un discorso teorico, ma il semplice invito a «venire e vedere». Accettando di muoversi, Natanaele incontra Gesù e riceve la promessa di vedere «cose più grandi». Questo stesso dinamismo si ritrova nella memoria di Jerry Masslo, rifugiato sudafricano ucciso nel 1989 a Villa Literno: prima delle etichette e dei confini, c'è sempre il volto, il nome e la storia di una persona. L'amicizia con lui e con i poveri è diventata per la comunità un vero «vieni e vedi», capace di generare frutti straordinari come le scuole di lingua, l'accoglienza e i corridoi umanitari. L'omelia esorta infine a lasciarsi liberare dalla rassegnazione e ad andare incontro agli altri con fiducia, certi che il Signore continua a promettere e a mostrare cose più grandi.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=59XuQ4af2rw&t=3s

Preghiera della Santa Croce.Meditazione di don Moise Moriba Beavogui sul Vangelo (Mt 22,34-40)

In questa meditazione , don Fredny Ameris nel Vangelo di Marco, l'incontro tra Gesù e il lebbroso rivela il cuore della misericordia di Dio: Gesù non respinge chi è escluso o impuro, ma si lascia toccare dalla sofferenza, stende la mano e risana. La lebbra non era solo una malattia fisica, ma una condanna all'isolamento e alla solitudine, una condizione che ancora oggi tocca tanti anziani, malati e persone fragili emarginate dalla società. Con il suo gesto, Gesù non solo guarisce ma restituisce alla comunità, trasformando l'amicizia e la cura nella vera medicina contro il dolore e l'abbandono.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/aCXykS0nyec

In questa meditazione Corrado Petrachi, nel brano della seconda lettera ai Corinti, l'apostolo Paolo invita alla generosità non come a un semplice dovere economico, ma come a una vera dimensione di vita per il discepolo. La colletta per i poveri di Gerusalemme diventa il segno tangibile dell'amore reciproco e dell'unità tra comunità diverse e lontane, superando ogni ripiegamento su se stessi. Donare con larghezza e con gioia, liberi dal calcolo, nasce dalla gratitudine verso Dio, che è sempre pronto a moltiplicare le nostre risorse e a far crescere i frutti della giustizia.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/l725t7tsEfo

In questa meditazione, don Riccardo Mensuali ci mostra la generosità senza calcoli di Dio, che continua a gettare il seme buono della sua Parola nel cuore di ciascuno, superando ogni logica di sola produttività. La Parola di Dio non si limita a descrivere, ma crea: genera comunione, rende più umani, capaci di compassione e attenti al dolore degli altri. Di fronte alle distrazioni, all'abitudine e al rischio che il male renda sterile questo dono, siamo chiamati a custodire il nostro cuore con perseveranza, lasciando che il seme metta radici profonde e porti frutti di bene per il mondo intero.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/C6nyoB5PUR0

In queste meditazione, don Riccardo Mensuali davanti al moltiplicarsi delle guerre e della violenza che feriscono il mondo, la meditazione sul brano della Genesi ci mostra un Dio che non è impassibile, ma si addolora e soffre per il male dell'umanità. Il diluvio non nasce per distruggere, ma per aprire a un nuovo inizio attraverso l'alleanza con Noè: l'arca diventa così il luogo della custodia della vita, dell'armonia e della salvezza. Anche oggi, ogni comunità è chiamata a essere come quell'arca, proteggendo i più fragili e diventando strumento instancabile di pace e speranza per il mondo intero.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/JZzLh8e3vG0

In questa meditazione Don Fredy Ameris nel Vangelo di Luca, Gesù proclama beati «coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano». Nella solennità dell'Assunzione, Maria ci mostra che accogliere e vivere la Parola apre per tutta l'umanità una luce di salvezza e di speranza, capace di vincere il male e il buio della guerra. Il suo «sì» ci insegna a riscoprire il primato dell'ascolto per diventare costruttori di pace e fratelli di tutti, custoditi dall'amore del Signore in vita e oltre la morte.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/aeo7lJiOF6Q

In questa meditazione Don Fredny Ameris nel brano dell'Esodo, Dio ascolta il grido del suo popolo oppresso e decide di intervenire, chiamando Mosè a farsi strumento di liberazione. Il Signore non resta indifferente al dolore e alla miseria umana: scende, si fa prossimo e ci invita a distogliere lo sguardo da noi stessi per accorgerci di chi soffre. Di fronte alla nostra debolezza e alla domanda «Chi sono io?», risuona la promessa rassicurante di Dio: «Io sarò con te». È questa vicinanza che dà forza alla nostra missione quotidiana accanto a chi è fragile, solo o bisognoso di speranza.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/v4wOCzqQivU

In questa meditazione, Don Isaias Isesele ci rivela il volto del «Dio di ogni consolazione», che si fa vicino a noi nelle difficoltà per insegnarci a consolare gli altri. Contro la cultura dell'individualismo e della forza, il Vangelo ci invita alla vicinanza, alla misericordia e alla fraternità, così come ha testimoniato la nostra cara sorella Giovanna Piini nel suo servizio ai poveri e nella forza della preghiera durante la malattia.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/VmaD_9uei10

In questa meditazione don Angelo Romano, nella memoria di santa Chiara, riflette sul Vangelo di Matteo (Mt 18, 1-5.10.12-14) e sul discorso di Gesù ai discepoli su chi sia il più grande nel regno dei cieli. L'omelia mostra come la logica di Dio ribalti completamente quella dei regni del mondo — fondati sul potere, sulla ricchezza e sulla ricerca della superiorità — indicando nel bambino il modello di conversione e di fiducia nel Padre. Invitandoci a fare memoria della scelta di povertà e umiltà di santa Chiara, la meditazione ci esorta ad abbassarci per farci piccoli con i piccoli, accogliendo i più fragili come la vera ricchezza e la proprietà della Chiesa.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/_vF_oEL5DNI

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In questa meditazione l'omelia riflette sul Salmo 61, la preghiera di un uomo che, dall'orlo dell'abisso e dalla solitudine dell'esilio, grida a Dio cercando rifugio sulla sua rupe salda. Sottolineando come i salmi siano una parte profondamente umana della Bibbia in grado di trasfigurare ogni nostro sentimento, il commento ci ricorda che nessuna lontananza geografica, umana o spirituale può separarci dal Signore. Anche nei momenti di estremo smarrimento o quando la terra sembra diventare una regione infernale, la preghiera ci trasforma e ci invita ad affidarci a Dio, roccia e torre fortificata, per essere guidati verso la giustizia, la pace e la cura verso ogni persona.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/2cKyrO7Myl4

Preghiera per la Chiesa. Meditazione di Stefano Orlando sul Vangelo di Matteo 13, 45-46

In questa meditazione Stefano Orlando riflette sul Vangelo di Matteo (Mt 13, 45-46) e sul ricordo di Nunzia e di tutti i fratelli e le sorelle con disabilità mentale. L'omelia ribalta la lettura tradizionale della parabola: il mercante non rappresenta noi, ma Dio stesso, che vede in ogni essere umano — e specialmente in chi è fragile, emarginato o disprezzato dal mondo — una perla di inestimabile valore per la quale ha donato la sua stessa vita. Ricordando che disprezzare significa "attribuire un prezzo inferiore", la meditazione ci invita a superare la cultura dell'utilità e dell'efficienza, aiutandoci ad acquisire lo sguardo scaltro di Dio, capace di fermarsi e riconoscere la ricchezza preziosa che si nasconde in ogni persona.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/RsgFaGg2Uec

In questa meditazione, Don Angelo Romano mostra come Gesù non esiti a mettere in gioco la propria vita pur di recarsi dagli amici provati dal dolore per la morte di Lazzaro. Il dialogo con Marta rivela che la sua non è una lamentela, ma una profonda professione di fede: la sola presenza di Gesù è fonte di vita e di speranza di fronte alla morte. Questa fiducia sprona i credenti a farsi intercessori per i malati, i soli e gli abbandonati del nostro tempo, "convocando" Gesù al loro fianco attraverso la preghiera. La testimonianza di Marta, Maria e Lazzaro, divenuti secondo la tradizione annunciatori del Vangelo nel Mediterraneo, ricorda infine a tutta la comunità la forza trasformatrice della preghiera e dell'amore gratuito del Signore.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/iuHeQdJTuKw

In questa meditazione Don Francesco Tedeschi mostra come la parola diaspora, rivolta alle prime comunità cristiane, richiami non solo la drammatica condizione geografica di profughi e rifugiati dispersi dalle guerre, ma anche una dispersione esistenziale del cuore, spesso smarrito nel pensiero di sé. Di fronte alle difficoltà e al confronto con un mondo segnato da conflitti e violenza, l'apostolo invita a non cedere alla paura o all'instabilità. La fede messa alla prova produce la pazienza della perseveranza: una cura costante verso i poveri e gli oppressi che rende il cuore integro e ricco di umanità. La preghiera diventa così l'àncora che vince le esitazioni, placa le agitazioni dell'animo come Gesù con la tempesta e custodisce l'unità di un popolo che affida la propria speranza alla sola Parola che non passa.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/0gv1J7_BBCA

In questa meditazione, Don Fernando Escobar mostra come, in un mondo che ci spinge a dover controllare tutto da soli e a rincorrere sicurezze effimere, l'insegnamento di Gesù sugli uccelli del cielo e i gigli del campo offra una via d'uscita liberante dall'ansia per il domani. L'invito a non preoccuparsi, tuttavia, non è una spinta alla passività o al disimpegno: il Vangelo sostituisce all'ansia personale la sola vera preoccupazione del discepolo, ossia la ricerca del Regno di Dio e della sua giustizia. Questa ricerca nasce nella preghiera e si traduce in un impegno concreto a "mani nude" a favore di chi soffre a causa della guerra, della violenza e della solitudine. L'omelia esorta infine a vivere pienamente l'oggi con "gli occhi aperti e il cuore largo", certi che la storia è guidata dal Signore e che a ciascuno è chiesto di affrettare i segni del suo regno di pace.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/R5B8wpgUiaQ

In questa meditazione Marco Impagliazzo riflette sul Vangelo di Luca (Lc 5, 1-11) e sulla chiamata dei primi discepoli al lago di Gennèsaret. L'omelia evidenzia come Simone, prima di diventare "pescatore di uomini", sia stato per primo "pescato" dal Signore: fidandosi della Parola di Gesù anche di fronte al fallimento e riconoscendo con umiltà la propria inadeguatezza di peccatore, Pietro scopre che il Signore non guarda ai nostri limiti ma ci dona risorse e misericordia inaspettate per "prendere il largo" e comunicare il Vangelo a tutti.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/zthlGnLg7RI

In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sulla celebre lotta notturna di Giacobbe al guado dello Iabbok. Di fronte alla tentazione di cedere alla rassegnazione e di scappare dai conflitti del mondo, l'omelia ci richiama alla dimensione della preghiera come vero e proprio "combattimento": un incontro intimo con Dio e con i propri limiti da cui si esce trasformati, consapevoli che la pietà e l'amore sono sempre più forti di ogni male e della guerra.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/UGBikYUaNfc

In questa meditazione Monsignor Ambrogio Spreafico in occasione della festa di Maria di Magdala (Gv 20, 1.11-18), la riflessione si incentra sull'incontro con il Risorto come momento di liberazione e inizio di una nuova fraternità. L'omelia ripercorre il cammino della Maddalena, la cui vita viene trasformata dalla guarigione operata da Gesù: affrancata dal potere del male e da un "io opprimente", la sua gratitudine si traduce in servizio, fedeltà ai piedi della croce e presenza orante al sepolcro. Nel buio del dolore e della paura — un buio che richiama le oscurità del nostro tempo, segnato dalla guerra, dalla solitudine e dalla povertà — il Risorto si accosta a Maria e la chiama per nome, restituendole dignità e speranza. Ricomponendo la ferita antica del giardino dell'Eden, la vittoria di Gesù sulla morte e l'annuncio affidato alle donne inaugurano un mondo nuovo di fratelli e sorelle. L'omelia esorta infine la comunità a lasciarsi interpellare dalla Parola e a farsi profeta di questo nuovo inizio, custodendo il nome di ogni persona e facendosi servitrice sollecita del bene.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/mVGI1A1obWs

In questa meditazione, Don Marco Gnavi mostra come, a partire da Maria ed Elisabetta fino alle discepole come Maria di Magdala, Giovanna e Susanna, le donne abbiano scardinato gli schemi del tempo, diventando mediatrici di Dio in virtù della sola forza della loro fede. Seguire un maestro itinerante e sostenerne il ministero rappresentava uno scandalo per l'epoca, eppure Gesù affida proprio a loro annunci decisivi come quello della Risurrezione. Questo "Vangelo al femminile" si configura come una protesta contro la cultura della forza, del conflitto e della violenza di genere, offrendo al contempo la proposta concreta di una Chiesa guidata dalla tenerezza, dall'ascolto, dalla cura del bene comune e dall'unica vera forza che non passa: quella dell'amore e della sequela.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/C72U5nBnP2E

In questa meditazione, Andrea Riccardi incentra il valore disarmante del Vangelo, capace di spezzare la spirale dell'odio e di tracciare una via di pace in un mondo segnato dalla violenza e dalla divisione. L'omelia mostra come l'insegnamento di Gesù — dal porgere l'altra guancia all'amore per i nemici — non sia una rinuncia alla difesa, ma la scelta di superare la logica della contrapposizione. In una società rassegnata al "realismo" e alla polarizzazione tra amici e nemici, la Parola invita i credenti a non accontentarsi dell'ordinario, ma a vivere in modo "straordinario" attraverso la preghiera di intercessione, la generosità e la costruzione di ponti. Nella parte finale, la meditazione si trasforma in un affettuoso ricordo di Diego Lentini nel giorno delle sue esequie in basilica: un amico e fratello caratterizzato da una fedeltà costante alla preghiera e da un servizio discreto e generoso verso i più fragili, dalle periferie romane all'aiuto per l'Ucraina e per altri Paesi in difficoltà.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/EP0Y0RTh31s

In questa meditazione, Andrea Riccardi affronta un tema di forte attualità: l'ansia e la ricerca ossessiva di sicurezza, sia a livello geopolitico che personale. Vien demistificato il concetto comune di "sicurezza" (spesso intesa come corsa al riarmo o accumulo di beni), definendolo un idolo che genera solo nuove angosce. La vera alternativa cristiana non è l'insicurezza perenne, ma l'affidamento fiducioso a Dio, che permette di vivere da "figli della luce", vigili e liberi dalla paura del buio.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/_MqLuvCUlKU

In questa meditazione, Don Angelo Romano si sofferma sul celebre invito di Gesù a trovare ristoro in lui. La riflessione non presenta la fede come un'esenzione dalle fatiche della vita, ma come uno spostamento del nostro baricentro: passare dai "pesi inutili" del consumo e dell'autosufficienza al "giogo dolce" della relazione con Cristo. Essere discepoli significa riconoscere con umiltà la propria fragilità per poter diventare, a propria volta, strumenti di consolazione per gli altri.Guarda il video completo su Youtube: https://youtube.com/live/_JDpbXfqR6I

In questa meditazione , Don Francesco Tedeschi si incentra sull'importanza della perseveranza nella preghiera e sulla forza liberatrice della Parola di Dio. L'omelia sottolinea come la preghiera costante e la vigilanza siano tratti distintivi della vita dei discepoli, capaci di risvegliare dal torpore della distrazione e dall'isolamento dell'egocentrismo. Prendendo spunto dall'esperienza dell'apostolo Paolo, che scrive in catene dalla prigione romana, Don Tedeschi ricorda che non esiste alcuna condizione umana in cui sia impossibile pregare, invitando a rivolgere il pensiero a chiunque viva oggi richiuso nelle carceri o sottomesso alle catene della povertà e della violenza. Anziché chiedere la propria liberazione, l'apostolo chiede di pregare affinché si aprano le porte alla proclamazione del Vangelo: l'unica vera forza capace di sciogliere i legami della rassegnazione. Di fronte a una società segnata da un linguaggio duro, ostile e violento, i cristiani sono infine esortati a curare una comunicazione saggia, gentile e accogliente, capace di offrire risposte di pace e di speranza a chiunque si trovi nell'attesa di una vita nuova.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/xRQyCWoLInI

In questa meditazione, don Marco Gnavi ripercorre le dure vicende di Tobi, colpito dalla cecità dopo aver compiuto un'opera di misericordia, e dei giovani Tobia e Sara, minacciati dal male e dal dolore. Nonostante l'angoscia, tutti e tre rimangono ancorati alla fede. L'angelo Raffaele, che ha camminato con Tobia sotto le spoglie umane di Azaria, svela infine la sua identità, mostrando come ogni loro preghiera e ogni gesto di carità — come il seppellire i morti a rischio della vita — fossero custoditi davanti a Dio. Donando valore alla preghiera, al digiuno e all'elemosina, l'omelia sottolinea che il ribaltamento dei destini segnati dal male avviene proprio attraverso questi piccoli e quotidiani gesti di giustizia e compassione. La figura dell'angelo ci ricorda che nessuno è mai davvero solo nelle proprie fatiche e che le nostre comunità sono chiamate oggi a essere quegli "angeli" di cui molti, provati dalla vita, hanno bisogno per scorgere la carezza e la guarigione di Dio.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/N0gOVOJg_Hs

In questa meditazione basata sul brano di Esodo (2, 1-10), la riflessione si incentra sul dramma dell'oppressione e sulla forza salvifica della compassione, mettendo in parallelo il cesto di Mosè affidato al Nilo con la condizione attuale dei profughi e dei migranti.L'omelia evidenzia come l'atto della madre di Mosè non sia un abbandono, ma un gesto di amore disperato per strappare il figlio a un decreto di morte, ricordando che nessuno abbandona la propria terra se rimanere non significa rischiare la vita. In questa storia di salvezza emerge l'azione di una rete di donne: la madre che protegge, la sorella che veglia da lontano senza distogliere lo sguardo, e la figlia del faraone che, mossa dalla compassione di fronte al pianto del bambino, sceglie di disobbedire alla logica di morte del potere. La meditazione richiama così le comunità a essere "canestri di salvezza" e rive sicure nelle acque agitate del nostro tempo, capaci di volgere lo sguardo verso i fragili, offrendo accoglienza, dignità e futuro.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/MUZh2wkRPXg