Il podcast della preghiera quotidiana di Sant'Egidio. Ogni giorno una lettura e un commento di un brano della Bibbia per illuminare i nostri passi con la Parola di Dio

In questa meditazione, Andrea Riccardi incentra il valore disarmante del Vangelo, capace di spezzare la spirale dell'odio e di tracciare una via di pace in un mondo segnato dalla violenza e dalla divisione. L'omelia mostra come l'insegnamento di Gesù — dal porgere l'altra guancia all'amore per i nemici — non sia una rinuncia alla difesa, ma la scelta di superare la logica della contrapposizione. In una società rassegnata al "realismo" e alla polarizzazione tra amici e nemici, la Parola invita i credenti a non accontentarsi dell'ordinario, ma a vivere in modo "straordinario" attraverso la preghiera di intercessione, la generosità e la costruzione di ponti. Nella parte finale, la meditazione si trasforma in un affettuoso ricordo di Diego Lentini nel giorno delle sue esequie in basilica: un amico e fratello caratterizzato da una fedeltà costante alla preghiera e da un servizio discreto e generoso verso i più fragili, dalle periferie romane all'aiuto per l'Ucraina e per altri Paesi in difficoltà.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/EP0Y0RTh31s

In questa meditazione, Andrea Riccardi affronta un tema di forte attualità: l'ansia e la ricerca ossessiva di sicurezza, sia a livello geopolitico che personale. Vien demistificato il concetto comune di "sicurezza" (spesso intesa come corsa al riarmo o accumulo di beni), definendolo un idolo che genera solo nuove angosce. La vera alternativa cristiana non è l'insicurezza perenne, ma l'affidamento fiducioso a Dio, che permette di vivere da "figli della luce", vigili e liberi dalla paura del buio.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/_MqLuvCUlKU

In questa meditazione, Don Angelo Romano si sofferma sul celebre invito di Gesù a trovare ristoro in lui. La riflessione non presenta la fede come un'esenzione dalle fatiche della vita, ma come uno spostamento del nostro baricentro: passare dai "pesi inutili" del consumo e dell'autosufficienza al "giogo dolce" della relazione con Cristo. Essere discepoli significa riconoscere con umiltà la propria fragilità per poter diventare, a propria volta, strumenti di consolazione per gli altri.Guarda il video completo su Youtube: https://youtube.com/live/_JDpbXfqR6I

In questa meditazione , Don Francesco Tedeschi si incentra sull'importanza della perseveranza nella preghiera e sulla forza liberatrice della Parola di Dio. L'omelia sottolinea come la preghiera costante e la vigilanza siano tratti distintivi della vita dei discepoli, capaci di risvegliare dal torpore della distrazione e dall'isolamento dell'egocentrismo. Prendendo spunto dall'esperienza dell'apostolo Paolo, che scrive in catene dalla prigione romana, Don Tedeschi ricorda che non esiste alcuna condizione umana in cui sia impossibile pregare, invitando a rivolgere il pensiero a chiunque viva oggi richiuso nelle carceri o sottomesso alle catene della povertà e della violenza. Anziché chiedere la propria liberazione, l'apostolo chiede di pregare affinché si aprano le porte alla proclamazione del Vangelo: l'unica vera forza capace di sciogliere i legami della rassegnazione. Di fronte a una società segnata da un linguaggio duro, ostile e violento, i cristiani sono infine esortati a curare una comunicazione saggia, gentile e accogliente, capace di offrire risposte di pace e di speranza a chiunque si trovi nell'attesa di una vita nuova.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/xRQyCWoLInI

In questa meditazione, don Marco Gnavi ripercorre le dure vicende di Tobi, colpito dalla cecità dopo aver compiuto un'opera di misericordia, e dei giovani Tobia e Sara, minacciati dal male e dal dolore. Nonostante l'angoscia, tutti e tre rimangono ancorati alla fede. L'angelo Raffaele, che ha camminato con Tobia sotto le spoglie umane di Azaria, svela infine la sua identità, mostrando come ogni loro preghiera e ogni gesto di carità — come il seppellire i morti a rischio della vita — fossero custoditi davanti a Dio. Donando valore alla preghiera, al digiuno e all'elemosina, l'omelia sottolinea che il ribaltamento dei destini segnati dal male avviene proprio attraverso questi piccoli e quotidiani gesti di giustizia e compassione. La figura dell'angelo ci ricorda che nessuno è mai davvero solo nelle proprie fatiche e che le nostre comunità sono chiamate oggi a essere quegli "angeli" di cui molti, provati dalla vita, hanno bisogno per scorgere la carezza e la guarigione di Dio.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/N0gOVOJg_Hs

In questa meditazione basata sul brano di Esodo (2, 1-10), la riflessione si incentra sul dramma dell'oppressione e sulla forza salvifica della compassione, mettendo in parallelo il cesto di Mosè affidato al Nilo con la condizione attuale dei profughi e dei migranti.L'omelia evidenzia come l'atto della madre di Mosè non sia un abbandono, ma un gesto di amore disperato per strappare il figlio a un decreto di morte, ricordando che nessuno abbandona la propria terra se rimanere non significa rischiare la vita. In questa storia di salvezza emerge l'azione di una rete di donne: la madre che protegge, la sorella che veglia da lontano senza distogliere lo sguardo, e la figlia del faraone che, mossa dalla compassione di fronte al pianto del bambino, sceglie di disobbedire alla logica di morte del potere. La meditazione richiama così le comunità a essere "canestri di salvezza" e rive sicure nelle acque agitate del nostro tempo, capaci di volgere lo sguardo verso i fragili, offrendo accoglienza, dignità e futuro.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/MUZh2wkRPXg

In questa meditazione, Don Moise Beavogui analizza il contrasto evangelico tra l'aggressività del lupo e la vulnerabilità dell'agnello. Sebbene le pecore appaiano deboli e destinate a soccombere, il testo mostra che questo apparente limite è il cuore stesso della missione cristiana. Citando San Giovanni Crisostomo, Don Moise ricorda che i discepoli vincono solo finché rimangono agnelli, perché il Pastore non pasce i lupi: diventare aggressivi significherebbe perdere la protezione di Dio. Il bene e la vita vissuta secondo il Vangelo, per quanto piccoli, destabilizzano un mondo dominato da interessi egoistici e violenza, come evidenziato anche dal richiamo a Martin Luther King. Di fronte a un «tempo di lupi» che soffia sull'odio, sul riarmo e sulla divisione, il cristiano è invitato a seguire l'insegnamento di San Paolo: non lasciarsi vincere dal male, ma vincere il male con il bene. L'esortazione finale è a rimanere saldi nella fede e nella mitezza, trasformando la paura in speranza e brillando anche nelle tenebre, con la certezza che chi persevererà fino alla fine sarà salvato.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/SYBB91C3Ohk

In questa meditazione Monsignor Ambrogio Spreafico indaga il rapporto profondo tra la Parola di Dio e l'umanità, mettendo in guardia dal rischio del torpore spirituale e del formalismo. L'omelia evidenzia come il testo di Isaia tocchi da vicino la nostra fragilità richiamando elementi concreti come gli occhi, le labbra e il cuore. In un mondo saturo di parole effimere, gridate o arroganti che dividono anziché unire, il profeta invita a fermarsi e a riscoprire lo stupore. Viene spiegata l'immagine del "libro sigillato": la Scrittura rischia di rimanere incomprensibile se non si apre il cuore all'ascolto o se la si frequenta troppo poco. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/RlPwdbK11Ps

In questa meditazione pronunciata nella basilica di Santa Maria in Trastevere per la memoria liturgica del Beato Floribert Bwana Chui, Andrea Riccardi ripercorre il senso del sacrificio del giovane martire congolese della Comunità di Sant'Egidio, ucciso a 26 anni per essersi opposto alla corruzione e alla speculazione a danno dei poveri. L'omelia prende le mosse dal brano dei Colossesi per sottolineare come il Dies Natalis di un martire sia un giorno di festa per la Chiesa, in cui si celebra chi non ha cercato di salvare la propria vita, ma l'ha offerta per gli altri. In una terra ferita come il Kivu — e in un mondo spesso asservito alla logica del denaro, delle divisioni e delle armi —, Floribert ha saputo opporsi a ogni logica identitaria, cercando sempre il dialogo e ponendosi come obiettivo la giustizia per i più deboli e l'unità tra i popoli. Richiamando le parole di Leone XIV sul pericolo di cedere alla rassegnazione di fronte a problemi apparentemente più grandi di noi, Riccardi evidenzia come Floribert non si sia sentito troppo piccolo né si sia arreso. La sua resistenza fino al sangue, simboleggiata dalla sua giacca e dal suo "mantello di profeta", rimane un richiamo vivo che interpella ciascuno a raccoglierne l'eredità, a vincere il male con il bene e a vivere con gratitudine il Vangelo della pace.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/X3Gc_9O31-o

In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sull'incontro tra Gesù e il giovane ricco, e sullo sconcerto dei discepoli di fronte alle sue parole sulla ricchezza. L'omelia evidenzia il dramma dell'uomo che, pur cercato da uno sguardo d'amore di Gesù, rifiuta la chiamata al discepolato per non separarsi dai suoi beni, finendo per smarrire la gioia e la parola. I dodici, smarriti e forse desiderosi delle medesime garanzie materiali, vengono rassicurati da Gesù con un linguaggio colmo di paternità: l'ingresso nel Regno è spalancato ai poveri in spirito e agli operatori di pace, poiché ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio. Don Marco sottolinea come i discepoli non comprendessero di essere già immensamente più ricchi di quel tale: ciò che avevano lasciato valeva molto meno del "centuplo" ricevuto nel presente sotto forma di fraternità, di una comunità accogliente e di campi di missione da fecondare. In un mondo che consacra i primi e sprofonda gli ultimi, l'ascolto della Parola e la preghiera risvegliano in noi la gratitudine, liberandoci dal timore e ricordandoci la predilezione di Dio per i poveri e per chi sceglie di seguirlo.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/7ny3631uRpY

In questa meditazione Andrea Riccardi sviluppa una profonda riflessione sulla malattia e sulla preghiera d'intercessione. si sottolinea come l'assenza di dettagli clinici in questo primo miracolo rivolto a una donna permetta a ogni malato di identificarsi con la sua debolezza e il suo totale svuotamento di forze. La casa dei discepoli si trasforma così in un luogo santo, dimostrando che Gesù è presente in ogni casa toccata dal dolore. L'accento viene posto sul quel "subito" con cui i discepoli espongono il problema a Gesù, metafora di una preghiera insistente e prioritaria, capace di cambiare la storia. Il miracolo si compie senza formule, ma attraverso un gesto semplice e affettuoso: Gesù si avvicina e la prende per mano. Una volta guarita, la donna si mette a servire, diventando un modello di sequela per tutti, specialmente in contrasto con la fatica del mondo maschile nel coniugare il discepolato con il servizio. Infine, il pensiero si allarga agli anziani e ai malati costretti negli istituti, la cui sofferenza è spesso aggravata dall'abbandono e dalla perdita di senso; per loro, la mano tesa dei volontari diventa il canale che trasmette l'amicizia, la benedizione del Maestro e la restituzione di un valore e di una dignità ancora intatti.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/UojIxK2W0HY

In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sulla figura dell'apostolo Tommaso, descritto non solo come colui che dubita, ma come il nostro "gemello" (Didimo) spirituale che apre le porte alla beatitudine di chi crede senza vedere. Di fronte alle ferite del mondo e alla tentazione di isolarsi per cercare una pace illusoria lontano dagli altri, Don Francesco ci ricorda che la vera pace e la guarigione dalle nostre rassegnazioni si trovano solo all'interno della comunità riunita, capace di accogliere le fragilità e di lasciarsi toccare dall'amore risorto di Gesù.Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/7mbeOTDyqg8

In questa meditazione su un passo del Vangelo di Giovanni (17, 11-19), Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla preghiera accorata che Gesù rivolge al Padre prima della Passione, invocando protezione e unità per i suoi discepoli rimasti nel mondo. All'inizio della celebrazione, il vescovo accoglie con calore la presenza di Matteo Ferrari, priore generale della congregazione dei Camaldolesi. Il predicatore sottolinea come la prima forza della Chiesa risieda proprio nell'essere "una cosa sola", un dono d'amore cruciale per contrastare un mondo frammentato da guerre, polarizzazioni e dall'abbandono dei poveri e dei migranti. Ricordando che la Parola ricevuta è una "verità da condividere" e non un'arma di scontro o di prepotenza egocentrica, l'omelia si conclude con un forte invito a riscoprirsi "consacrati" e inviati nel mondo, per superare gli abissi dell'indifferenza e seminare con coraggio una cultura di unità e di pace.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/ZvrbTZ3fXCk

In questa meditazione, il sacerdote commenta il brano del Vangelo di Marco (8,22-25), soffermandosi sulla guarigione del cieco di Betsaida, un miracolo unico che avviene in due tempi. Il predicatore attualizza questa "cecità a metà" denunciando l'indifferenza e la cecità spirituale del nostro tempo, in cui le persone rischiano di essere ridotte ad "alberi che camminano" e il mondo, pur iper-connesso dal web, cammina al buio senza vedere il vicino. Citando l'appello di Papa Leone nella Magnifica Humanitas, la riflessione diventa un'invocazione accorata a non accontentarsi, ma ad accogliere una seconda volta le mani di Gesù per guarire gli occhi del cuore e tornare a guardare ogni persona con amore e lungimiranza.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/WFmgPQ5fZXU

In questa meditazione, Don Marco Gnavi, attualizza l'invito biblico a non piangere, esortando a guardare oltre i cieli chiusi della speranza e degli orizzonti individuali. La preghiera comune diventa così l'esperienza di una fraternità in cui nessuno è più solo, uniti nello stupore del Vangelo e nel canto di gratitudine che vince la tristezza e il senso di impotenza di fronte ai problemi del mondo.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/ZsmuKAUEm3g

In questa meditazione Don Angelo Romano, a conclusione del discorso della montagna, Gesù mette in guardia dai falsi profeti, che sono discepoli di se stessi: parlano nel Suo nome, ma non ascoltano né seguono davvero il Maestro. Al contrario, l'uomo saggio è colui che ascolta la Parola e la mette concretamente in pratica, costruendo la propria vita sulla roccia per resistere alle tempeste del mondo e rimanere saldo nell'accoglienza. In questa cornice si inserisce il ricordo di don Lorenzo Milani, che ha vissuto il Vangelo senza compromessi accanto agli scartati. Oggi, in un mondo che scivola continuamente su una sabbia mutevole fatta di mode e convenienze, siamo chiamati a rifiutare queste illusioni per fondare la nostra esistenza unicamente su Cristo, via, verità e vita.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/907tGFxl9yI

n questa meditazione, Don Francesco Tedeschi commenta il brano del Secondo Libro dei Re (22, 1-13; 23, 1-3), incentrato sulla figura del giovane re Giosia e sul ritrovamento del libro della Legge tra le trascuratezze del tempio. Il sacerdote attualizza questo racconto legandolo alle fragilità del nostro tempo — segnato dalle guerre, dai cambiamenti climatici e dal recente terremoto in Venezuela — e ricordandoci che il male e lo smarrimento nascono spesso dall'aver dimenticato la Parola di Dio. Un invito accorato a riscoprire la Scrittura come il vero tesoro e la roccia su cui edificare la vita, rinnovando un'alleanza comunitaria che convoca tutti, dal più piccolo al più grande.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/HabUi1SXYTk

In questa meditazione, Marco Impagliazzo ci guida a riflettere sul senso profondo del "conoscere" e del non lasciare che il nostro cuore sia turbato dalle guerre e dalle ingiustizie del mondo. Attraverso i dubbi e le domande di Tommaso e Filippo, emerge l'invito accorato di Gesù a fare memoria della Sua parola e a riscoprire che Lui stesso è la via, la verità e la vita. Una via che non si percorre da soli, ma insieme, come comunità, pronti a prenderci per mano e a camminare nella relazione fedele con il Signore e con i fratelliGuarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/fBWqW_vrziY

In questa meditazione, Don Marco Gnavi commenta il brano della Prima Lettera di Pietro (5, 5b-11), offrendo una profonda riflessione sulla forza dell'umiltà e della fraternità di fronte alle prove della storia. Il sacerdote attualizza la figura biblica del "leone ruggente" che divide i popoli, ricordando il drammatico e recente sacrificio di padre Youhanna Al-Amin e dei suoi collaboratori in Sudan, vittime della violenza e degli interessi economici. Un invito accorato alla vigilanza operante, alla solidarietà globale e all'impegno per una pace disarmata e disarmante, capace di vincere il male con il bene.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/3mE1hLg6ZfU

In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico mette in luce il profondo significato del verbo "salire", ripetuto più volte nel testo dell'Esodo. Incontrare il Signore richiede un movimento di ascesa: significa lasciare l'attaccamento a se stessi per ricevere uno sguardo più largo sul mondo. Questo cammino non si compie in solitudine: Mosè sale insieme ai responsabili del popolo, delineando così il senso profondo dell'essere Chiesa e comunità, in totale controtendenza rispetto all'individualismo odierno. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/d0gC8RjscSA

In questa meditazione, Don Angelo Romano ci esorta a riflettere sul rischio profondo dell'ipocrisia, intesa nel suo senso originario di recita e ricerca spasmodica dell'applauso. In un'epoca dominata dall'ansia di comunicazione e dal consenso virtuale, la vita rischia di trasformarsi in una perenne finzione teatrale che allontana dalla realtà e inquina il rapporto con Dio e con gli altri. Il cuore della riflessione ci invita a spezzare questa logica di cartone e a ritrovare l'essenza vera della nostra esistenza. Seguire il Vangelo significa abbandonare lo sforzo logorante dell'apparire per abitare la verità della nostra umanità, con tutte le sue fragilità e i suoi limiti. Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/As4mI_UB1-M

In questa meditazione, Marco Impagliazzo mette a nudo il cuore della fede cristiana: l'amore smisurato di Dio per un mondo reale, spesso meschino, egoista e ferito, eppure immensamente prezioso ai Suoi occhi. Dio non ha paura delle nostre debolezze e non pone limiti o confini al Suo amore; al contrario, dove abbonda l'errore e la sofferenza, lì la Sua grazia sovrabbonda. Il senso profondo di questa riflessione sta nello sguardo del Signore, che non ci inchioda a ciò che siamo oggi, ma ci ama per ciò che possiamo diventare: un'umanità guarita dalle proprie paure, più generosa e capace di fraternità. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/oQp9pan7hFw

In questa meditazione, Andrea Riccardi, nel primo anniversario della beatificazione di Floribert Bwana Chui, ci ricorda che siamo chiamati a riconoscere il legame profondo tra i grandi conflitti mondiali e lo stillicidio di disprezzo e razzismo che ferisce il nostro quotidiano. La "cultura della potenza" e della guerra si rovescia infatti sulle nostre società, spingendoci a umiliare il diverso per una falsa difesa della nostra identità. Il cuore della riflessione ci strappa così dalla comoda posizione di osservatori e ci interroga direttamente: la pace inizia solo quando sentiamo come nostro il dolore dei poveri e degli stranieri, rifiutando l'inimicizia che sporca le coscienze per scegliere, invece, la giustizia dell'accoglienza. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/lpUk3_T80Tk

"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita".In questa meditazione, Don Moise Beavogui commenta il Vangelo di Matteo mettendo in luce i sentimenti più intimi del Figlio di Dio. Gesù esprime profonda gratitudine al Padre in un momento di apparente insuccesso umano, quando la sua predicazione viene rifiutata dai dotti e dai sapienti, accecati dal proprio orgoglio. Citando l'esempio del beato Floribert Bwana Chui, l'autore esorta a frequentare la Parola per riceverne consolazione. Gesù si manifesta così non come un messia di guerra o di potere, ma come un Signore mite e umile, venuto a spezzare le armi e a donare la pace ai cuori, alle relazioni e ai popoli divisi dai conflitti.Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/UNypteJKBOM

«Allora i discepoli stabilirono di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo quello che possedeva; questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo».In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi centra la sua riflessione sulla figura dell'apostolo Barnaba, il cui nome significa "figlio della profezia". Originario di Cipro, Barnaba è tra i primi ad aderire alla comunità cristiana di Gerusalemme dopo la Pentecoste, compiendo un immediato e totale gesto di distacco dai beni materiali: vende un suo campo e ne consegna il ricavato agli apostoli. Eli incarna la figura di chi si svuota di se stesso per fare spazio a Dio, spendendo l'esistenza per il Vangelo senza riserve. Per questa sua radicale disponibilità, viene inviato ad Antiochia, all'epoca la terza metropoli dell'Impero romano. Qui, la sua predicazione generosa e ad ampio raggio attira una folla considerevole, dando vita a un popolo nuovo: è proprio ad Antiochia, infatti, che per la prima volta i discepoli vengono chiamati "cristiani".Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/waMRXFF8bh0

«Tu sei più giusto di me, perché mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male».In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico introduce una delle pagine più drammatiche e attuali del Primo Libro dei Re: la fuga di Davide, inseguito da Saul, il primo re d'Israele, accecato dalla gelosia, dal potere e dal desiderio di rivalsa. In questa storia di odio e divisione, si inserisce l'episodio della caverna di Engaddi, dove Davide sorprende Saul da solo e in un momento di totale vulnerabilità. Esortato dai suoi stessi uomini a cogliere l'opportunità per eliminare l'avversario — giustificando l'atto persino come adempimento del volere divino —, Davide compie una scelta radicalmente diversa. Si limita a tagliare un lembo del mantello del re e, persino per questo piccolo gesto, sente battere il cuore per il timore di aver violato la Parola di Dio, riconoscendo in Saul il "consacrato del Signore".Guarda il video completo della preghiera su YouTubehttps://youtube.com/live/gLK0W-JjBCU

«La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra».In questa meditazione, Don Marco Gnavi introduce la figura di Elia, grande profeta in Israele, che si muove in un contesto drammatico: il re Acab ha abbandonato il culto del Dio vivente per dedicarsi agli idoli muti di Baal, mentre una gravissima carestia di tre anni e sei mesi stringe il Paese in una morsa di impotenza e disperazione. Per comprendere il peso di questo dramma, lo sguardo si posa sulla vedova di Sarepta: una donna senza speranza, sola con un figlio giovane e apparentemente senza alcun futuro. Alla richiesta di ospitalità del profeta, la donna risponde con amara rassegnazione, svelando di avere soltanto un pugno di farina e un filo d'olio, e l'intenzione di consumare l'ultimo pasto prima di lasciarsi morire.Guarda il video della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/nnOlBj7DMX4

«Ma Gesù intervenne dicendo: "Lasciate! Basta così!". E, toccandogli l'orecchio, lo guarì».In questa meditazione, Marco Impagliazzo apre la riflessione analizzando la scena drammatica dell'arresto di Gesù nel Getsemani, un momento dominato dalla violenza delle armi, dalla folla inferocita e dal tradimento di Giuda per denaro. La meditazione evidenzia lo stretto legame, tragicamente attuale anche nelle guerre di oggi, tra gli interessi economici e la violenza. Di fronte a questo scenario, persino i discepoli cadono nella tentazione di rispondere al male con altro male, usando la spada; ma Gesù interviene fermamente dicendo "Lasciate! Basta così!" e guarisce il servo ferito, opponendo alla violenza la sola forza disarmata della sua parola e la mitezza del suo cuore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=iLlON1Lrv_w&t=6s

"Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna." (1 Re 19, 12-13)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sull'esperienza dell'uomo stanco e deluso, che di fronte alla violenza e all'aridità del mondo descritte attraverso l'immagine del deserto cede alla rassegnazione e al desiderio di arrendersiGuarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/CytoKM7uqaM

«Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra».In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreaficosi concentra su ciò che può dare reale felicità alle nazioni: non il dominio o il potere che calpesta i diritti, ma un Dio che governa con rettitudine e indica la via della giustizia. Attraverso la lode si riscopre quella fraternità e quell'unità che i personalismi e le divisioni del tempo presente sembrano aver cancellato.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/5FlqYuErNoo

«È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli».In questa meditazione, Il Preposito generale della Compagnia di Gesù, Padre Arturo Sosa Abascal, sottolinea che l'uomo può conoscere Dio soltanto guardando a Gesù, immagine del Dio invisibile e luce che libera il mondo dal potere delle tenebre, svelando il mistero della Santa Trinità. Cristo viene contemplato come il principio e la fine della storia, il Dio creatore per mezzo del quale e in vista del quale ogni cosa sussiste. Da questa centralità scaturisce anche il senso profondo della Chiesa, descritta come il corpo di cui Gesù è il capo: un popolo in cammino caratterizzato dalla ricca diversità di doni e carismi dello Spirito Santo.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/cbEsJUXwQ4g

«Gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore, tuo Dio, avrà dato a te e alla tua famiglia».In questa meditazione Marco Impagliazzo dedica gratitudine per il dono di vivere in un Paese democratico che da 80 anni sperimenta la pace, un grande talento collettivo che persiste nonostante le ferite storiche del terrorismo, delle mafie e della violenza. Esprime inoltre profonda riconoscenza per la vita della Comunità (ricordando anche i tanti membri riuniti in questi giorni in uno speciale convegno), custode di una duplice fedeltà: alla Parola di Dio e ai poveri. La gratitudine viene descritta come il segno tangibile della vicinanza al Signore, capace di guarire i cuori induriti e trasformarli con la tenerezza, offrendo una visione chiara contro lo spaesamento del tempo presente.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/nbQi4F6ZeZs

"E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato" In questa meditazione Andrea Riccardi sottolinea come la parola del Risorto risuoni inizialmente come un rimprovero per l'incredulità e la durezza di cuore dei discepoli, rimasti chiusi in sé stessi dopo la morte di Gesù. Tuttavia, il Signore non li abbandona, ma li invia a essere testimoni, un mandato che richiede loro di uscire da sé, di convertirsi e di rivolgere lo sguardo al mondo intero. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/SfMMsdFfhQY

"Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione"In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sulla parabola del Buon Samaritano in occasione della memoria di san Paolo VI. L'autore ricorda come il santo Papa indicò in questa pagina evangelica il paradigma dell'intero Concilio Vaticano II e della spiritualità cristiana: un'immensa simpatia verso l'uomo, specialmente se segnato dalle lacrime e dal dolore, nel cui volto si riflette quello di Cristo. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/sCGbLWBuRT0

"Il Signore è lo Spirito e, dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà."In questa meditazione, Marco Impagliazzo riflette sul dono dello Spirito Santo come sorgente di una libertà interiore profonda, capace di sconfiggere la rassegnazione, il male e il pessimismo. L'autore contrappone la logica evangelica del "sì" alla diffusa "società del no", in cui il rifiuto dell'altro e la chiusura individualistica vengono scambiati per indipendenza. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/T4DRuB76wtY

«Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».In questa meditazione, Don Angelo Romano sottolinea come, dopo la Pentecoste, la liturgia offra passi evangelici utili a comprendere a fondo la natura della missione dei discepoli. Gesù cammina davanti a tutti verso Gerusalemme, mentre chi lo segue è avvolto da sgomento e paura per via del clima ostile che li attende nella città santa. Davanti a questa profonda incertezza, Gesù sceglie la via della verità: parla apertamente della sua imminente passione, della condanna a morte, ma anche della vittoria finale della risurrezione. Guarda il video completo della preghiera du YouTube: https://youtube.com/live/mOQE0a6XLCg

«Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla».In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico esprime la gioia profonda del trovarsi insieme davanti al Signore, salutando l'assemblea radunata e i tanti collegati. L'invito alla letizia dell'apostolo Paolo può apparire oggi paradossale: la tristezza spinge alla solitudine e alla paura, lo stesso timore che aveva bloccato i discepoli dopo la morte di Gesù. Ma la Pentecoste compie il miracolo: lo Spirito Santo irrompe per liberare i cuori e donare la lingua universale del Vangelo, capace di farsi comprendere da tutti.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/FzDynd5C7HI

«Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui».In questa meditazione, Don Marco Gnavi apre la riflessione raccogliendo la gioia e la gratitudine per il vento della Pentecoste che ha appena soffiato, spingendo la Comunità verso il futuro con speranza. Ci riporta nella stanza al piano superiore a Gerusalemme, il Cenacolo, luogo in cui la primissima comunità di circa 120 persone — composta dagli apostoli (nominati uno a uno), dalle donne testimoni della tomba vuota e dai fratelli di Gesù — si riscopre unita, concorde e perseverante nella preghiera. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=H5BlAfbFWUM&t=1s

"Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell'uomo, e annuncia allo spirito: 'Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano'." (Ezechiele 37, 9)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sulla celebre visione delle ossa inaridite, spiegando che la preghiera è un "esodo" da se stessi per imparare a guardare la realtà con gli occhi di Dio. Le parole dei deportati a Babilonia — privi di speranza e smarriti — riecheggiano nel nostro tempo, ferito dai dolori personali e dall'aridità della guerra.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/7EoMMwgAr8w

«Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi... ma essa non cadde».In questa meditazione, Andrea Riccardi ricorda la scomparsa di Léopold Djogbédé, responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Benin. Léopold viene ricordato come l'incarnazione dell'uomo saggio del Vangelo, che ha fondato la propria vita non sulle parole sterili, ma sulla roccia dell'ascolto e della messa in pratica della Parola di Dio. Avvicinatosi alla Comunità sin dagli anni universitari a Dakar, è diventato il vero motore di una vita fraterna e generosa a Cotonou. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/rQutDyyh9Rw

«Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli».In questa meditazione, Don Angelo Romano fa memoria del beato Rosario Livatino, giovane magistrato e cristiano ucciso dalla mafia ad Agrigento a soli 38 anni. Fin dalla giovinezza, la vita di Livatino è stata orientata dalla preghiera e dall'impegno attivo nella sua comunità, incarnando una nuova generazione di credenti decisa a rifiutare la rassegnazione e la paura di fronte a un potere mafioso che monopolizzava la vita politica ed economica con una macchina di violenza e morte.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/4kePCzkpPBo

«Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua". E lì non poteva compiere nessun prodigio... E si meravigliava della loro incredulità»In questa meditazione, Andrea Riccardi riflette sul ritorno di Gesù a Nazareth, la sua patria, dove l'insegnamento nella sinagoga si scontra con il muro del pregiudizio e dell'abitudine. I suoi compaesani lo conoscono da sempre: sanno che è il falegname, conoscono la sua famiglia e la sua casa. Proprio questa conoscenza abitudinaria e superficiale soffoca lo stupore profondo che la Sua autorevolezza dovrebbe suscitare, trasformandosi in sdegno e fastidio. Di fronte alla pretesa di "sapere già tutto" di Lui, Gesù non trova fede e si ritrova nell'impossibilità di compiere prodigi, meravigliandosi dell'incredulità dei suoi.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/bo-cUoA2tIM

"E vidi un cielo nuovo e una terra nuova... Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno" In questa meditazione Marco Impagliazzo si interroga sul realismo di questa promessa biblica in un tempo in cui l'odio e la guerra – definita una realtà demoniaca – continuano a scavare abissi profondi tra i popoli. La riflessione si concentra in particolare sulla sofferenza attuale della Terrasanta, invocando giustizia per il popolo palestinese e una coesistenza pacifica per tutti gli abitanti della regione. Il cuore del messaggio risiede nel valore e nella responsabilità della preghiera per la pace. Pregare non è un atto irrilevante o un rifugio passivo, ma significa entrare direttamente nella "sala del trono di Dio" attraverso una porta aperta nel cielo. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=eO9oenuJsNo

"Vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace." (Efesini 4, 1-3) In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla forza dell'unità e dell'universalità cristiana a partire dall'esortazione dell'apostolo Paolo, prigioniero ma sempre sollecito verso le sue comunità. Sottolinea che l'essere discepoli richiede di vivere secondo lo stile di Gesù, fondato su tratti che il mondo spesso considera deboli: l'umiltà, la dolcezza e la magnanimità. In una società dominata dall'arroganza e da tanti "io" contrapposti, Spreafico evidenzia come proprio la debolezza vissuta per il Vangelo diventi la vera forza capace di generare dialogo e pace.Guarda il video della preghiera completo su Youtube: https://youtube.com/live/b4m97zwhabg

"Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra... così sarà della mia parola: non ritornerà a me senza effetto"Nella memoria dell'apostolo Mattia, Marco Impagliazzo riflette sulla chiusura del "Libro della Consolazione" del profeta Isaia. Il messaggio è rivolto a un popolo in esilio, umiliato e convinto di non avere più speranza, spesso vittima dell'illusione di potersi salvare da solo. La riflessione sottolinea che la vera salvezza inizia con la ricerca del Signore e con l'ascolto della Sua Parola, che non è mai astratta, ma agisce come pioggia e neve che fecondano la terra arida.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/7-EXrJMewMY

"Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future."In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sul "peso" delle parole di Gesù, contrapponendole a un mondo che spesso le svuota di senso. Spiega che portare il peso della Parola significa renderla concreta e visibile, un compito che sarebbe impossibile senza il dono dello Spirito Santo. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/TDbLTyGxR4w

"Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato"In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sulla "sapienza di Dio", una conoscenza profonda e misteriosa che Paolo contrappone radicalmente alla sapienza dei dominatori di questo mondo. È una sapienza che i potenti non hanno conosciuto, altrimenti non avrebbero crocifisso il Signore della gloria, né con lui la pace e il bene. Questa rivelazione non è riservata ai dotti o ai nobili, ma è preparata da Dio per coloro che lo amano: è nel cuore della comunità, per quanto piccola possa apparire rispetto alle grandi metropoli cosmopolite, che questo Spirito viene riversato.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/ojP44dTBCTo

"Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti" (1 Cor 15, 1-21) In questa meditazione Andrea Riccardi ripercorre il cuore del Vangelo trasmesso dall'apostolo Paolo: la risurrezione di Cristo come evento reale e fondante della fede. Paolo non parla per teorie, ma riporta una testimonianza calda e viva, citando i testimoni oculari che hanno incontrato il Risorto dopo il dramma della croce. La sua è la storia di una grazia che riscatta l'indegnità: Paolo, che si definisce "il più piccolo tra gli apostoli", sperimenta come la forza di Dio scelga ciò che nel mondo è debole e irrilevante per confondere i forti.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/IR4RzxUdEdU

"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando."In questa meditazione, Don Marco Gnavi chiarisce che il comandamento dell'amore non è un'esortazione sentimentale, ma una forza potente capace di sovvertire i progetti di divisione del male. L'amicizia con Gesù non nasce da una nostra scelta o simpatia naturale, ma da una Sua chiamata che ci trasforma da servi in amici, rendendoci partecipi dei segreti del Padre. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/fjUPmOwLeGc

"Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15, 9-11)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sulle parole di confidenza che Gesù rivolge ai discepoli durante l'Ultima Cena. In un tempo segnato dal dolore e dalle guerre, sorge una domanda spontanea: come può la nostra gioia essere piena? La risposta non sta nell'assenza di problemi, ma nel verbo "rimanere". Gesù ci offre se stesso come una dimora stabile, una casa sicura in cui trovare rifugio contro l'instabilità e la frenesia di un mondo che ci vorrebbe sempre agitati come onde dal vento.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/sF81dzgcukE

"Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini" (Filippesi 2,1-11)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico commenta l'inno cristologico di San Paolo, scritto in un momento di prigionia ma intriso di una gioia profonda che nasce dalla concordia. In un tempo dominato da rivalità, arroganza e ricerca di vanagloria, l'Apostolo esorta a ritrovare "gli stessi sentimenti di Gesù", che non indicano semplici emozioni, ma un modo di stare al mondo e di abitare il proprio cuore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/8PhBpCj3QyI