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Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Se desideri approfondire ulteriormente questo percorso, offro:
Recita con devozione questa Preghiera per il Servizio. Chiediamo al Signore la grazia di compiere ogni azione con umiltà, mettendo a disposizione i nostri doni e talenti per il bene degli altri. Sia il nostro servizio un atto di carità e lode, vedendo il volto di Gesù nel nostro prossimo. Un breve momento per rinnovare il nostro impegno ad essere servi fedeli.
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Fra Giuseppe Maria Gaffurini, guardiano del convento del Sano Sepolcro a Gerusalemme, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 21, 33-43.45-46.
S. 3 Ep. 81 - Il lavoro spesso viene associato a tensione, fretta, pressione. Mail da rispondere, richieste improvvise, scadenze, conversazioni difficili. E quasi sempre succede la stessa cosa: il corpo si contrae, il respiro si accorcia, la mente accelera… e la presenza sparisce. In questa meditazione guidata impari qualcosa di semplice ma potentissimo: restare dentro ciò che accade mentre accade. Attraverso una pratica lenta, concreta e immersiva esplorerai:
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
Fra Sinisa Sebrenovic, guardiano del convento dell'Agonia al Getsemani, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca 16,19-31.
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Introduzione della reliquia del Beato Floribert Bwana ChuiIn questa meditazione Mons. Ambrogio Spreafico rilegge il martirio del beato Floribert Bwana Chui alla luce della Lettera ai Romani, evidenziando tre nuclei centrali:La resistenza morale come atto di fede: Floribert ha vissuto il Vangelo dicendo "no" alla corruzione. Rifiutando di sdoganare cibo avariato per non avvelenare la sua gente, ha dimostrato che la fedeltà a Cristo è più forte della paura e del potere del denaro.La "nota eroica" della normalità: Attraverso la testimonianza di questo giovane laico della Comunità di Sant'Egidio, la meditazione invita a riscoprire una forza di pace che non usa le armi, ma il dialogo e l'amicizia, specialmente verso i poveri e i bambini di strada.La reliquia come impegno: La deposizione del suo abito insanguinato nella basilica non è solo un atto di memoria, ma un invito a "rivestire" la nostra umanità della sua stessa coerenza, per diventare capaci di una forza disarmata contro il male.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/4Re4VelDpGE
Pier Giorgio, in questo breve ma potente podcast, espone delle riflessioni molto profonde sull'essenza della meditazione, spesso diffusamente considerata come una tecnica per calmarsi o per gestire aspetti della nostra personalità. La sua essenza consiste nella scoperta di Chi veramente Siamo, nell'emersione del Sacro in noi (che è una grazia, non qualcosa che possiamo ottenere) a prescindere dall'esteriorità della nostra persona, e dall'esigenza di migliorare la persona secondo i nostri interessi individuali.
Una meditazione d'altri tempi, che riporta indietro nel tempo a quando la povertà rendeva ogni piccola cosa, davvero speciale. Lasciati trasportare dalla mia voce in un sonno profondo e rivigorente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ecco alcuni link utili: Accedi alla community di Yogi gratuita
Fra Angelo Salvia, della comunità della Porziuncola in Assisi, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 20,17-28.
"Se veramente vogliamo ribellarci alla potenza del male, viviamo di più la potenza del bene. Accettando che questa si manifesti nell'amore che sa piegarsi sulle ferite." (Lc 11, 29-32)In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sul "segno di Giona" e sulla figura di Gesù come espressione della misericordia di Dio che supera ogni peccato. Commentando il Vangelo di Luca, sottolinea come la vera fede non risieda nel cercare segni prodigiosi, ma nell'accoglienza interiore di un bene che si fa servizio, umiltà e vicinanza ai più fragili. Il ricordo di Noel, giovane della Scuola della Pace di Blantyre scomparso improvvisamente, diventa testimonianza concreta di una vita spesa nell'audacia del bene, opponendosi alla rassegnazione e alla sfiducia che inaridiscono il cuore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/XrfqnCBYUd8
Fra Nicolas Marquez, guardiano del convento dell'Immacolata Terra Sana college a Gerusalemme, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 23,1-12.
"Gesù, guardando verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: "Effatà", cioè: "Apriti!"In questa meditazione, Marco Impagliazzo riflette sulla guarigione del sordomuto nel territorio della Decapoli, sottolineando l'unicità dei gesti compiuti da Gesù: il tocco fisico, le dita nelle orecchie e il contatto con la lingua. Questi segni indicano che la cura non è fatta solo di parole, ma di vicinanza concreta, affetto e gesti di dolcezza che trasformano il cuore di chi soffreGuarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/d6CwNHYl2c0
La paura non è nella mente. E' nel corpo!Abbiamo tutti bisogno di sentirci al sicuro per stare bene e guarire.La paura non è dei deboli e non si deve vincere.La paura può essere attraversata ed abitata con consapevolezza, senza giudizio ma con amore.
Fra Sergio Galdi d'Aragona, della comunità di Montefalco medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca 6,36-38.
10.814 ore. È il tempo reale che ho passato seduta, in silenzio, a respirare. A scappare da me. E poi – piano – a tornare. La mia vita non è cambiata perché sono diventata più "zen". È cambiata perché ho smesso di combattermi. Se pensi che dopo tutte queste ore io viva in uno stato permanente di calma, ti fermo subito: non funziona così. La meditazione non ti salva la vita. Ti insegna a starci dentro. In questo episodio condivido 5 lezioni che non ho imparato leggendo libri motivazionali, ma vivendo nel corpo, nel silenzio, nelle cadute e nei ritorni. Non sono verità comode. Sono verità che restano quando la musica finisce e la vita ti chiama. E se mentre ascolti senti qualcosa muoversi, non è ispirazione passeggera. È il tuo corpo che riconosce una verità. Ed è proprio da qui che nasce Equilibrio. Ho riaperto, dopo un anno, e solo per pochi giorni, le iscrizioni al mio percorso online premium più completo e guidato che abbia mai creato. Un metodo concreto, incarnato, che unisce meditazione, respiro, corpo e consapevolezza. Non per "capire di più". Ma per vivere meglio davvero. Equilibrio è aperto solo fino a lunedì 2 marzo alle ore 21, poi chiudiamo per altri 12 mesi. Non è un corso da fare quando hai tempo. È uno spazio in cui smetti di funzionare e inizi ad abitarti. Se senti che è il momento di non fare tutto da sola, iscriviti qui: https://giusivalentini.com/equilibrio/ Se senti il sì, ti aspetto dentro. Io ci sono. 03:49 L'obiettivo non è la calma 05:51 La motivazione arriva dopo 07:29 La verità del corpo 09:01 Amare senza perderti 10:39 Non devi guarire per vivere
Fra Diego della Gassa, della comunità del Monte Tabor - Basilica della Trasfigurazione, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 17,1-9.
In un'epoca in cui la comunicazione è veloce e frenetica, in cui la nostra attenzione è costantemente distratta da qualcosa di nuovo da consumare in fretta, ripararsi in una pratica del silenzio può essere l'inizio di un percorso verso la scoperta del sé. Silenzio e meditazione diventano quindi gli strumenti per trovare una nuova dimensione intima per stare nel mondo con consapevolezza. Nella puntata di “Moby Dick” esploriamo le pratiche di ricerca interiore sia religiosa sia di visione universale, confrontandoci con tre ospiti: Chandra Livia Candiani, poetessa e traduttrice di testi buddhisti. Tra i suoi molti libri ricordiamo Il silenzio è cosa viva. L'arte della meditazione (Einaudi 2018) e Sogni del fiume (Einaudi, 2022); Giuliano Boccali, già professore di Indologia e Lingua e letteratura sanscrita all'Università di Venezia, Ca' Foscari e alla Statale di Milano è tra i massimi studiosi di letteratura indiana e di induismo. Autore di molti saggi e diverse traduzioni dei capolavori classici (Poesia d'amore indiana, 2009; Gitagovinda, 2009), ha pubblicato nel 2017 per la casa editrice Mimesis Il silenzio in India e Fra' Michele Ravetta, rettore del Santuario di Bigorio, teologo e insegnante.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,43-48In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Fra Antonino Milazzo, delegato di Terra Santa in Italia, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48.
Recita con noi questa Preghiera per la Pace universale. Invochiamo il Signore affinché cessi ogni guerra, ogni conflitto e ogni forma di violenza nel mondo. Chiediamo il dono della fratellanza e della giustizia affinché la vera pace possa regnare in ogni cuore e nazione. Un momento di intercessione potente per la serenità del mondo.
"Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli." (Esodo 19, 4-6)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico ci conduce nel cuore del deserto del Sinai. Proprio come il popolo d'Israele, anche noi attraversiamo oggi "deserti di umanità", fatti di solitudine e fatica, ma il Signore non ci abbandona: ci solleva "su ali di aquile" per ridarci un futuro e un senso.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=BlfLV0-PPds&t=1s
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,20-26In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: Stupido, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: Pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna.Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!»
Fra Luca Di Pasquale, della comunità della Porziuncola in Assisi, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26.
S.3 Ep. 79 - Quante cose fai ogni giorno… senza esserci davvero? Bere. Camminare. Toccare il telefono. Aprire una porta. Respirare. Gesti semplici, ripetuti, automatici. Così automatici che spesso passano inosservati anche a te. In questa meditazione entriamo proprio lì: nel cuore silenzioso delle abitudini. Non per cambiarle. Non per migliorarle. Ma per vederle davvero. Attraverso una guida lenta, sensoriale e profondamente immersiva, sperimenterai cosa succede quando porti presenza dentro un gesto quotidiano. Quando rallenti. Quando senti. Quando abiti ciò che normalmente fai distrattamente. Scoprirai che non serve trasformare la tua vita per vivere con consapevolezza. A volte basta trasformare un singolo gesto. Questa puntata è uno spazio di ritorno. Al corpo. Al momento. A te.
"In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto" (Giovanni 12, 24)In questa meditazione, Don Marco Gnavi parte dal desiderio profondo di alcuni greci — stranieri e cercatori di Dio — che chiedono ai discepoli: "Signore, vogliamo vedere Gesù". Questo desiderio è lo stesso che Don Marco riconosce oggi nel grido dei poveri, dei profughi e dei bambini strappati alla guerra che, attraverso i Corridoi Umanitari, tornano finalmente a vedere lo splendore di una vita in paceGuarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/sNTbnjHOl5Y
Fra John Luke Gregory, parroco di Rodi e Kos in Grecia, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 7,7-12.
"Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani" (Giona 3, 8)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi ci invita a riscoprire il "segno di Giona" come l'unica risposta possibile alla malvagità e all'insensibilità del nostro tempo. Riflettendo sulla missione del profeta a Ninive — la città nemica, simbolo del male e della violenza — Don Francesco sottolinea l'insistenza di Dio nel voler offrire una possibilità di salvezza a ogni uomo, senza distinzioni.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=M0UfMuIYlYQ&t=2s
Dal Vangelo secondo Luca Lc 11,29-32In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Fra Johnny Jallouf, parroco di Beit Hanina a Gerusalemme Est, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca 11,29-32.
"Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?" (Luca 18, 7)In questa meditazione, il Cardinale Matteo Zuppi riflette sul valore della preghiera come atto di ribellione al male e alla rassegnazione. Commentando la parabola della vedova e del giudice disonesto, identifica la guerra come quel "giudice terribile" che calpesta la dignità dei più piccoli. Il Cardinale ci ricorda che pregare non è un esercizio passivo, ma una forza umile che rompe la "globalizzazione dell'impotenza" e l'abitudine all'odio. Attraverso le testimonianze di speranza nate dal dolore in Ucraina, veniamo esortati a disarmare i nostri cuori e a diventare "gocce di grazia" capaci di riparare il mondo con l'amore, nell'attesa instancabile della Pasqua della pace.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/RIZTmOlj-Ag
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 6,7-15 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722. A quattro anni dall'invasione russa in Ucraina abbiamo ascoltato la testimonianza di Mario Galgano, inviato della redazione di lingua tedesca a Leopoli, che ci ha raccontato la situazione che vivono gli abitanti ogni giorno, che pur tra il freddo e la paura delle sirene di notte, cercano di ritrovare una sorta di quotidianità E' partito da Napoli lo scorso 19 febbraio, il Giro d'Italia per la Pace, una nuova iniziativa per fronteggiare la gravissima situazione internazionale facendo di ogni città un Cantiere e una Scuola di Pace. Ne abbiamo parlato con Flavio Lotti, coordinatore del Giro d'Italia per la pace Una riflessione del capo della Chiesa greco cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk sugli anni trascorsi dall'invasione russa nel 2022: una tragedia che si sta aggravando sempre di più e che vede aumentare i civili uccisi. Abbiamo ascoltato la sua intervista fatta da Svitlana Dukhovic La Pontificia Facoltà Teologica Teresianum organizza dall'1 al 5 marzo 2026 la 67ª edizione della Settimana di Spiritualità sul tema "Per vedere l'invisibile. Spunti per una spiritualità dell'immagine". Con noi Padre Iacopo Iadarola, docente alla Pontificia Facoltà Teologica del Teresianum e coordinatore della 67° Settimana di Spiritualità In occasione della Quaresima la Basilica della Santa Casa di Loreto ospita un itinerario di Meditazione sul tema "La Bellezza". Don Flavio Timperi Cancelliere della Prelatura della Santa Casa, ci ha raccontato come si svolgerà. Ieri è iniziato il settantaseiesimo Festival di Sanremo, ne abbiamo parlato insieme a Luigi Picardi, dei programmi musicali della Radio Vaticana Conducono Marina Tomarro e Silvia Giovanrosa Tecnici Audio/Video, Gabriele Di Domenico, Luca Rossi
Fra Francesco Patton, della comunità del memoriale di Mosè al Monte Nebo in Giordania, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 25,31-46 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
"Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi."In questa meditazione Marco Impagliazzo riflette sulla potente attualità della voce di Isaia, denunciando l'ipocrisia di una religiosità puramente rituale che ignora le piaghe dell'ingiustizia sociale. Egli sottolinea come il "vero digiuno" gradito a Dio non sia un'astinenza formale, ma un atto concreto di liberazione e condivisione: spezzare le catene dell'oppressione e aprire il cuore ai vulnerabili.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/pe-NRDlji_Y
Fra Graziano Maria, della comunità del Memoriale di San Paolo a Damasco, Siria, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 25,31-46.
Fra Matteo Munari, professore allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 4,1-11.
Fra Alessandro Cavicchia, professore allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca 5,27-32.
Fra Alessandro Coniglio, professore allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 9,14-15.
Fra Ulises Zarza, Vicario Custodiale di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca, 9,22-25.
Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18.
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Se continuo a distrarmi durante la meditazione, sto sbagliando?" È una domanda che ricevo spesso. E non riguarda solo la meditazione, ma il nostro rapporto con il controllo, con il giudizio e con l'idea di dover "fare bene". In questo episodio parto dalla domanda di Claudia per ribaltare una convinzione molto diffusa: che meditare significhi riuscire, concentrarsi, non distrarsi. La verità è un'altra: se la tua mente scappa, stai meditando. Il momento in cui ti accorgi di essere andata via con i pensieri non è un fallimento. È l'inizio della pratica. In questo episodio parliamo di: ✨ perché distrarsi non è il problema ✨ perché il giudizio è il vero ostacolo alla meditazione ✨ cosa significa davvero meditare, nella vita reale ✨ perché la meditazione non è "stare", ma tornare ✨ come allenare una presenza che non ti abbandona nei momenti difficili Ed è proprio questo che alleniamo nel mini corso gratuito "2026 in Equilibrio". Non impariamo a fare la meditazione "giusta". Alleniamo, insieme, la capacità di accorgerci e tornare, nel corpo, nel respiro, nella presenza.
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