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Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».
A SÌ? IL MONACO E IL BAMBINO (Storia zen)Buongiorno, negli ultimi giorni abbiamo attraversato insieme un piccolo percorso:l'ego che perde forza, l'ego che si indebolisce nei micro‑istanti quotidiani, l'ego che si muove nelle lamentele e nei giudizi.Quando iniziamo a vedere questi movimenti interiori, cambia anche il modo in cui ci relazioniamo agli altri.Il video che condivido oggi si inserisce in questo stesso filone.Non è un invito alla passività, né un elogio del “non agire”.È un'immagine che parla della capacità di non reagire dall'ego, di restare presenti anche quando arrivano accuse o elogi.Una storia semplice, essenziale, che lascia spazio al silenzio.E che si colloca naturalmente nel cammino che stiamo facendo.Buona visione e buone riflessioniDiegoPer iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimi Puoi rimanere aggiornato su video, riflessioni ed eventi che propongo iscrivendoti al mio canale YouTube:https://www.youtube.com/c/diegogiaimi?sub_confirmation=1Su Facebook: https://www.facebook.com/diegogiaimiTramite il mio sito http://www.diegogiaimi.comSu instagram:https://www.instagram.com/diegogiaimi/Su Telegram:https://t.me/diegogiaimi
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».
In questa meditazione, Andrea Riccardi incentra il valore disarmante del Vangelo, capace di spezzare la spirale dell'odio e di tracciare una via di pace in un mondo segnato dalla violenza e dalla divisione. L'omelia mostra come l'insegnamento di Gesù — dal porgere l'altra guancia all'amore per i nemici — non sia una rinuncia alla difesa, ma la scelta di superare la logica della contrapposizione. In una società rassegnata al "realismo" e alla polarizzazione tra amici e nemici, la Parola invita i credenti a non accontentarsi dell'ordinario, ma a vivere in modo "straordinario" attraverso la preghiera di intercessione, la generosità e la costruzione di ponti. Nella parte finale, la meditazione si trasforma in un affettuoso ricordo di Diego Lentini nel giorno delle sue esequie in basilica: un amico e fratello caratterizzato da una fedeltà costante alla preghiera e da un servizio discreto e generoso verso i più fragili, dalle periferie romane all'aiuto per l'Ucraina e per altri Paesi in difficoltà.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/EP0Y0RTh31s
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato».
In questa meditazione, Andrea Riccardi affronta un tema di forte attualità: l'ansia e la ricerca ossessiva di sicurezza, sia a livello geopolitico che personale. Vien demistificato il concetto comune di "sicurezza" (spesso intesa come corsa al riarmo o accumulo di beni), definendolo un idolo che genera solo nuove angosce. La vera alternativa cristiana non è l'insicurezza perenne, ma l'affidamento fiducioso a Dio, che permette di vivere da "figli della luce", vigili e liberi dalla paura del buio.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/_MqLuvCUlKU
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
S. 4 Ep. 35 - Da quanto tempo la tua mente non si riposa davvero? Non parlo di dormire. Parlo di quel momento in cui smette di rincorrere il futuro, di rivivere il passato e di sentirsi responsabile di tutto. In questa meditazione guidata entrerai in un luogo simbolico e profondamente accogliente: una casa interiore dove esiste una stanza che, forse, avevi dimenticato. Lì incontrerai la tua mente. Stanca. Silenziosa. Ancora intenta a portare pesi che non le appartengono più. Attraverso un viaggio fatto di immagini evocative, silenzi e gesti simbolici, la accompagnerai a lasciare andare ciò che la affatica e a ritrovare uno spazio in cui respirare, recuperare e sentirsi finalmente al sicuro. Questa non è una meditazione per smettere di pensare. È una meditazione per smettere di pretendere che la tua mente non si stanchi mai. Perché la mente non ha bisogno di essere riparata. Ha bisogno di essere ascoltata. Chiudi gli occhi. Respira. E concediti il dono più raro dei nostri tempi: quello di non dover fare niente. Solo, finalmente… riposare.
In questa meditazione, Don Angelo Romano si sofferma sul celebre invito di Gesù a trovare ristoro in lui. La riflessione non presenta la fede come un'esenzione dalle fatiche della vita, ma come uno spostamento del nostro baricentro: passare dai "pesi inutili" del consumo e dell'autosufficienza al "giogo dolce" della relazione con Cristo. Essere discepoli significa riconoscere con umiltà la propria fragilità per poter diventare, a propria volta, strumenti di consolazione per gli altri.Guarda il video completo su Youtube: https://youtube.com/live/_JDpbXfqR6I
In questa meditazione , Don Francesco Tedeschi si incentra sull'importanza della perseveranza nella preghiera e sulla forza liberatrice della Parola di Dio. L'omelia sottolinea come la preghiera costante e la vigilanza siano tratti distintivi della vita dei discepoli, capaci di risvegliare dal torpore della distrazione e dall'isolamento dell'egocentrismo. Prendendo spunto dall'esperienza dell'apostolo Paolo, che scrive in catene dalla prigione romana, Don Tedeschi ricorda che non esiste alcuna condizione umana in cui sia impossibile pregare, invitando a rivolgere il pensiero a chiunque viva oggi richiuso nelle carceri o sottomesso alle catene della povertà e della violenza. Anziché chiedere la propria liberazione, l'apostolo chiede di pregare affinché si aprano le porte alla proclamazione del Vangelo: l'unica vera forza capace di sciogliere i legami della rassegnazione. Di fronte a una società segnata da un linguaggio duro, ostile e violento, i cristiani sono infine esortati a curare una comunicazione saggia, gentile e accogliente, capace di offrire risposte di pace e di speranza a chiunque si trovi nell'attesa di una vita nuova.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/xRQyCWoLInI
Una meditazione per dormire che ti renderà spettatore dei tuoi pensieri. Senza volerli analizzare o controllare, non dovrai far altro che vederli passare sullo schermo. Come ti trovassi in un cinema all'aperto, d'estate, mentre il vento solletica la tua pelle. Lasciati andare, e dormi profondamente con questa meditazione che esplora i sogni e i pensieri. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa meditazione, don Marco Gnavi ripercorre le dure vicende di Tobi, colpito dalla cecità dopo aver compiuto un'opera di misericordia, e dei giovani Tobia e Sara, minacciati dal male e dal dolore. Nonostante l'angoscia, tutti e tre rimangono ancorati alla fede. L'angelo Raffaele, che ha camminato con Tobia sotto le spoglie umane di Azaria, svela infine la sua identità, mostrando come ogni loro preghiera e ogni gesto di carità — come il seppellire i morti a rischio della vita — fossero custoditi davanti a Dio. Donando valore alla preghiera, al digiuno e all'elemosina, l'omelia sottolinea che il ribaltamento dei destini segnati dal male avviene proprio attraverso questi piccoli e quotidiani gesti di giustizia e compassione. La figura dell'angelo ci ricorda che nessuno è mai davvero solo nelle proprie fatiche e che le nostre comunità sono chiamate oggi a essere quegli "angeli" di cui molti, provati dalla vita, hanno bisogno per scorgere la carezza e la guarigione di Dio.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/N0gOVOJg_Hs
In questa meditazione basata sul brano di Esodo (2, 1-10), la riflessione si incentra sul dramma dell'oppressione e sulla forza salvifica della compassione, mettendo in parallelo il cesto di Mosè affidato al Nilo con la condizione attuale dei profughi e dei migranti.L'omelia evidenzia come l'atto della madre di Mosè non sia un abbandono, ma un gesto di amore disperato per strappare il figlio a un decreto di morte, ricordando che nessuno abbandona la propria terra se rimanere non significa rischiare la vita. In questa storia di salvezza emerge l'azione di una rete di donne: la madre che protegge, la sorella che veglia da lontano senza distogliere lo sguardo, e la figlia del faraone che, mossa dalla compassione di fronte al pianto del bambino, sceglie di disobbedire alla logica di morte del potere. La meditazione richiama così le comunità a essere "canestri di salvezza" e rive sicure nelle acque agitate del nostro tempo, capaci di volgere lo sguardo verso i fragili, offrendo accoglienza, dignità e futuro.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/MUZh2wkRPXg
Dal Vangelo secondo MatteoQuel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Buongiorno, ho appena condiviso una nuova storia zen.Una storia di due monaci, un fiume e un incontro inatteso.Parla di presenza, di peso, di ciò che continuiamo a portare senza accorgercene.È una storia breve, ma lavora in profondità.Le parabole non hanno bisogno di essere spiegate, agiscono da sole, nella loro semplicità.Domani condividerò un approfondimento su uno dei temi che attraversano la storia, così da lasciare alla riflessione il tempo di sedimentare.Buon ascolto e buone riflessioni.DiegoPer iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimi Puoi rimanere aggiornato su video, riflessioni ed eventi che propongo iscrivendoti al mio canale YouTube:https://www.youtube.com/c/diegogiaimi?sub_confirmation=1Su Facebook: https://www.facebook.com/diegogiaimiTramite il mio sito http://www.diegogiaimi.comSu instagram:https://www.instagram.com/diegogiaimi/Su Telegram:https://t.me/diegogiaimi
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un'altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo».
In questa meditazione, Don Moise Beavogui analizza il contrasto evangelico tra l'aggressività del lupo e la vulnerabilità dell'agnello. Sebbene le pecore appaiano deboli e destinate a soccombere, il testo mostra che questo apparente limite è il cuore stesso della missione cristiana. Citando San Giovanni Crisostomo, Don Moise ricorda che i discepoli vincono solo finché rimangono agnelli, perché il Pastore non pasce i lupi: diventare aggressivi significherebbe perdere la protezione di Dio. Il bene e la vita vissuta secondo il Vangelo, per quanto piccoli, destabilizzano un mondo dominato da interessi egoistici e violenza, come evidenziato anche dal richiamo a Martin Luther King. Di fronte a un «tempo di lupi» che soffia sull'odio, sul riarmo e sulla divisione, il cristiano è invitato a seguire l'insegnamento di San Paolo: non lasciarsi vincere dal male, ma vincere il male con il bene. L'esortazione finale è a rimanere saldi nella fede e nella mitezza, trasformando la paura in speranza e brillando anche nelle tenebre, con la certezza che chi persevererà fino alla fine sarà salvato.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/SYBB91C3Ohk
S. 4 Ep. 33 - Perché ci sentiamo così spesso in conflitto con noi stessi? Forse perché la mente corre senza sosta, mentre il corpo continua ad aspettarci. In questa meditazione guidata intraprenderai un viaggio simbolico dentro una valle silenziosa, dove incontrerai due parti di te che, troppo spesso, vivono come estranee: la mente, instancabile e sempre in allerta, e il corpo, paziente, presente e profondamente saggio. Attraverso immagini evocative, un dialogo intenso e un abbraccio capace di sciogliere anni di tensioni interiori, questa pratica ti accompagnerà verso una riconciliazione profonda con te stesso. Non cercheremo di fermare i pensieri. Non cercheremo di eliminare l'ansia. Impareremo qualcosa di molto più importante.
In questa meditazione Monsignor Ambrogio Spreafico indaga il rapporto profondo tra la Parola di Dio e l'umanità, mettendo in guardia dal rischio del torpore spirituale e del formalismo. L'omelia evidenzia come il testo di Isaia tocchi da vicino la nostra fragilità richiamando elementi concreti come gli occhi, le labbra e il cuore. In un mondo saturo di parole effimere, gridate o arroganti che dividono anziché unire, il profeta invita a fermarsi e a riscoprire lo stupore. Viene spiegata l'immagine del "libro sigillato": la Scrittura rischia di rimanere incomprensibile se non si apre il cuore all'ascolto o se la si frequenta troppo poco. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/RlPwdbK11Ps
In questa meditazione pronunciata nella basilica di Santa Maria in Trastevere per la memoria liturgica del Beato Floribert Bwana Chui, Andrea Riccardi ripercorre il senso del sacrificio del giovane martire congolese della Comunità di Sant'Egidio, ucciso a 26 anni per essersi opposto alla corruzione e alla speculazione a danno dei poveri. L'omelia prende le mosse dal brano dei Colossesi per sottolineare come il Dies Natalis di un martire sia un giorno di festa per la Chiesa, in cui si celebra chi non ha cercato di salvare la propria vita, ma l'ha offerta per gli altri. In una terra ferita come il Kivu — e in un mondo spesso asservito alla logica del denaro, delle divisioni e delle armi —, Floribert ha saputo opporsi a ogni logica identitaria, cercando sempre il dialogo e ponendosi come obiettivo la giustizia per i più deboli e l'unità tra i popoli. Richiamando le parole di Leone XIV sul pericolo di cedere alla rassegnazione di fronte a problemi apparentemente più grandi di noi, Riccardi evidenzia come Floribert non si sia sentito troppo piccolo né si sia arreso. La sua resistenza fino al sangue, simboleggiata dalla sua giacca e dal suo "mantello di profeta", rimane un richiamo vivo che interpella ciascuno a raccoglierne l'eredità, a vincere il male con il bene e a vivere con gratitudine il Vangelo della pace.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/X3Gc_9O31-o
In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sull'incontro tra Gesù e il giovane ricco, e sullo sconcerto dei discepoli di fronte alle sue parole sulla ricchezza. L'omelia evidenzia il dramma dell'uomo che, pur cercato da uno sguardo d'amore di Gesù, rifiuta la chiamata al discepolato per non separarsi dai suoi beni, finendo per smarrire la gioia e la parola. I dodici, smarriti e forse desiderosi delle medesime garanzie materiali, vengono rassicurati da Gesù con un linguaggio colmo di paternità: l'ingresso nel Regno è spalancato ai poveri in spirito e agli operatori di pace, poiché ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio. Don Marco sottolinea come i discepoli non comprendessero di essere già immensamente più ricchi di quel tale: ciò che avevano lasciato valeva molto meno del "centuplo" ricevuto nel presente sotto forma di fraternità, di una comunità accogliente e di campi di missione da fecondare. In un mondo che consacra i primi e sprofonda gli ultimi, l'ascolto della Parola e la preghiera risvegliano in noi la gratitudine, liberandoci dal timore e ricordandoci la predilezione di Dio per i poveri e per chi sceglie di seguirlo.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/7ny3631uRpY
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
In questa meditazione Andrea Riccardi sviluppa una profonda riflessione sulla malattia e sulla preghiera d'intercessione. si sottolinea come l'assenza di dettagli clinici in questo primo miracolo rivolto a una donna permetta a ogni malato di identificarsi con la sua debolezza e il suo totale svuotamento di forze. La casa dei discepoli si trasforma così in un luogo santo, dimostrando che Gesù è presente in ogni casa toccata dal dolore. L'accento viene posto sul quel "subito" con cui i discepoli espongono il problema a Gesù, metafora di una preghiera insistente e prioritaria, capace di cambiare la storia. Il miracolo si compie senza formule, ma attraverso un gesto semplice e affettuoso: Gesù si avvicina e la prende per mano. Una volta guarita, la donna si mette a servire, diventando un modello di sequela per tutti, specialmente in contrasto con la fatica del mondo maschile nel coniugare il discepolato con il servizio. Infine, il pensiero si allarga agli anziani e ai malati costretti negli istituti, la cui sofferenza è spesso aggravata dall'abbandono e dalla perdita di senso; per loro, la mano tesa dei volontari diventa il canale che trasmette l'amicizia, la benedizione del Maestro e la restituzione di un valore e di una dignità ancora intatti.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/UojIxK2W0HY
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell'istante la donna fu salvata.Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sulla figura dell'apostolo Tommaso, descritto non solo come colui che dubita, ma come il nostro "gemello" (Didimo) spirituale che apre le porte alla beatitudine di chi crede senza vedere. Di fronte alle ferite del mondo e alla tentazione di isolarsi per cercare una pace illusoria lontano dagli altri, Don Francesco ci ricorda che la vera pace e la guarigione dalle nostre rassegnazioni si trovano solo all'interno della comunità riunita, capace di accogliere le fragilità e di lasciarsi toccare dall'amore risorto di Gesù.Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/7mbeOTDyqg8
Nella puntata di oggi, intitolata “Meditazione e mandala di guarigione”Corrado Marchetti e Jara Centanni condividono la loro visione come esperti operatori olistici e channeler medium, con oltre vent'anni di esperienza nel campo.●▬▬▬▬ IL FOCUS DELLA PUNTATA ▬▬▬▬● • Cosa significa trovare forza nella meditazione e centratura grazie al mandala ●▬▬▬▬ COME INTERAGIRE CON NOI ▬▬▬▬● • Prenotati e iscriviti all'evento mensile gratuito online https://open.centrostudipranici.it Channeling News è il primo podcast italiano che parla di messaggi che arrivano dal mondo invisibile per la crescita della tua anima. Aggiungi questo podcast tra i tuoi preferiti così da non perdere nessuna puntata. Scarica la rivista digitale gratuita CHANNELING NEWS -https://www.channelingnews.it/ Partecipa ai corsi di crescita personale, corsi di channeling - online e dal vivo - https://www.centrostudipranici.it/ ISCRIVITI al canale così da non perdere nessuna puntata. SEGUICI su facebook - https://www.facebook.com/channelingne... SCARICA la rivista digitale gratuita CHANNELING NEWS - https://www.channelingnews.it PARTECIPA ai corsi di channeling, pranoterapia e cristalloterapia - online e dal vivo - https://www.centrostudipranici.it ACQUISTA I nostro prodotti - https://www.csp.ovh #guarigione #mandala #centratura
Puntata #378 - Giovedì 2 Luglio 2026 Che cosa significa davvero meditare? In questa diretta affrontiamo cinque domande fondamentali sulla meditazione e sulla ricerca interiore, andando oltre le semplificazioni, le mode spirituali e l'idea che meditare significhi soltanto rilassarsi o «svuotare la mente». Parleremo di questi temi: Meditare significa eliminare i pensieri oppure imparare a non esserne dominati? • La meditazione può trasformarsi in una raffinata fuga dalla realtà e dai propri conflitti? • Come distinguere un'autentica esperienza interiore da un fenomeno di autosuggestione? • La crescita spirituale richiede necessariamente crisi, sofferenza e profonde trasformazioni personali? • È possibile praticare seriamente senza disciplina, metodo e continuità? La meditazione autentica non è evasione, passività o semplice ricerca del benessere. È un lavoro progressivo sulla presenza, sulla consapevolezza e sulla capacità di osservare e trasformare se stessi.
In questa meditazione su un passo del Vangelo di Giovanni (17, 11-19), Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla preghiera accorata che Gesù rivolge al Padre prima della Passione, invocando protezione e unità per i suoi discepoli rimasti nel mondo. All'inizio della celebrazione, il vescovo accoglie con calore la presenza di Matteo Ferrari, priore generale della congregazione dei Camaldolesi. Il predicatore sottolinea come la prima forza della Chiesa risieda proprio nell'essere "una cosa sola", un dono d'amore cruciale per contrastare un mondo frammentato da guerre, polarizzazioni e dall'abbandono dei poveri e dei migranti. Ricordando che la Parola ricevuta è una "verità da condividere" e non un'arma di scontro o di prepotenza egocentrica, l'omelia si conclude con un forte invito a riscoprirsi "consacrati" e inviati nel mondo, per superare gli abissi dell'indifferenza e seminare con coraggio una cultura di unità e di pace.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/ZvrbTZ3fXCk
S. 4 Ep. 31 - Quanto tempo è passato dall'ultima volta che hai ascoltato davvero il tuo corpo? Non per giudicarlo. Non per cambiarlo. Non per chiedergli di fare di più. Semplicemente per ascoltarlo. In questa meditazione guidata intraprenderai un viaggio profondo dentro la casa che abiti da tutta la vita: il tuo corpo. Attraverserai stanze simboliche dove vivono la stanchezza, le emozioni non ascoltate, la vitalità dimenticata e quella saggezza silenziosa che spesso la mente copre con il rumore dei pensieri. Una pratica intensa e visionaria che ti accompagnerà in un dialogo autentico tra mente e corpo. Perché il corpo parla continuamente. Attraverso il respiro. Attraverso le sensazioni. Attraverso l'energia.Attraverso il silenzio. E forse il problema non è che il corpo non ci parli.
In questa meditazione, il sacerdote commenta il brano del Vangelo di Marco (8,22-25), soffermandosi sulla guarigione del cieco di Betsaida, un miracolo unico che avviene in due tempi. Il predicatore attualizza questa "cecità a metà" denunciando l'indifferenza e la cecità spirituale del nostro tempo, in cui le persone rischiano di essere ridotte ad "alberi che camminano" e il mondo, pur iper-connesso dal web, cammina al buio senza vedere il vicino. Citando l'appello di Papa Leone nella Magnifica Humanitas, la riflessione diventa un'invocazione accorata a non accontentarsi, ma ad accogliere una seconda volta le mani di Gesù per guarire gli occhi del cuore e tornare a guardare ogni persona con amore e lungimiranza.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/WFmgPQ5fZXU
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
In questa meditazione, Don Marco Gnavi, attualizza l'invito biblico a non piangere, esortando a guardare oltre i cieli chiusi della speranza e degli orizzonti individuali. La preghiera comune diventa così l'esperienza di una fraternità in cui nessuno è più solo, uniti nello stupore del Vangelo e nel canto di gratitudine che vince la tristezza e il senso di impotenza di fronte ai problemi del mondo.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/ZsmuKAUEm3g
Dal Vangelo secondo MatteoQuando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va' invece a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».
In questa meditazione Don Angelo Romano, a conclusione del discorso della montagna, Gesù mette in guardia dai falsi profeti, che sono discepoli di se stessi: parlano nel Suo nome, ma non ascoltano né seguono davvero il Maestro. Al contrario, l'uomo saggio è colui che ascolta la Parola e la mette concretamente in pratica, costruendo la propria vita sulla roccia per resistere alle tempeste del mondo e rimanere saldo nell'accoglienza. In questa cornice si inserisce il ricordo di don Lorenzo Milani, che ha vissuto il Vangelo senza compromessi accanto agli scartati. Oggi, in un mondo che scivola continuamente su una sabbia mutevole fatta di mode e convenienze, siamo chiamati a rifiutare queste illusioni per fondare la nostra esistenza unicamente su Cristo, via, verità e vita.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/907tGFxl9yI
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va'!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa' questo!”, ed egli lo fa».Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va', avvenga per te come hai creduto». In quell'istante il suo servo fu guarito.Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:“Egli ha preso le nostre infermitàe si è caricato delle malattie”.
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!”.Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
S. 4 Ep. 28 - Quante delle scelte che compi ogni giorno sono davvero tue? E quante invece nascono dall'abitudine, dall'inerzia o dal semplice fatto che hai sempre fatto così? In questa meditazione guidata ti accompagnerò in un viaggio profondo attraverso le diverse versioni di te stesso, le strade che hai percorso e quelle che forse stai percorrendo senza più accorgertene. Un'esperienza visionaria e contemplativa per fermarti, respirare e ritrovare qualcosa che spesso dimentichiamo:
n questa meditazione, Don Francesco Tedeschi commenta il brano del Secondo Libro dei Re (22, 1-13; 23, 1-3), incentrato sulla figura del giovane re Giosia e sul ritrovamento del libro della Legge tra le trascuratezze del tempio. Il sacerdote attualizza questo racconto legandolo alle fragilità del nostro tempo — segnato dalle guerre, dai cambiamenti climatici e dal recente terremoto in Venezuela — e ricordandoci che il male e lo smarrimento nascono spesso dall'aver dimenticato la Parola di Dio. Un invito accorato a riscoprire la Scrittura come il vero tesoro e la roccia su cui edificare la vita, rinnovando un'alleanza comunitaria che convoca tutti, dal più piccolo al più grande.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/HabUi1SXYTk
Dal Vangelo secondo LucaPer Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele
In questa meditazione, Marco Impagliazzo ci guida a riflettere sul senso profondo del "conoscere" e del non lasciare che il nostro cuore sia turbato dalle guerre e dalle ingiustizie del mondo. Attraverso i dubbi e le domande di Tommaso e Filippo, emerge l'invito accorato di Gesù a fare memoria della Sua parola e a riscoprire che Lui stesso è la via, la verità e la vita. Una via che non si percorre da soli, ma insieme, come comunità, pronti a prenderci per mano e a camminare nella relazione fedele con il Signore e con i fratelliGuarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/fBWqW_vrziY
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c'è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello».
In questa meditazione, Don Marco Gnavi commenta il brano della Prima Lettera di Pietro (5, 5b-11), offrendo una profonda riflessione sulla forza dell'umiltà e della fraternità di fronte alle prove della storia. Il sacerdote attualizza la figura biblica del "leone ruggente" che divide i popoli, ricordando il drammatico e recente sacrificio di padre Youhanna Al-Amin e dei suoi collaboratori in Sudan, vittime della violenza e degli interessi economici. Un invito accorato alla vigilanza operante, alla solidarietà globale e all'impegno per una pace disarmata e disarmante, capace di vincere il male con il bene.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/3mE1hLg6ZfU
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo.Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Il SistemaIn Cina si sono sviluppati storicamente centinaia di sistemi marziali, come il Taijiquan, lo Xingyi, il Bagua, il Wingchun, solo per citare alcuni di quelli più famosi e diffusi anche in occidente. Allo stesso tempo, anche scuole di Qigong e Meditazione si sono costituite attraverso dei sistemi. Ma cos'è un Sistema? In questa puntata, cerchiamo di fare chiarezza.
Una meditazione del mattino per svegliarsi apprezzando l'energia che regala il Sole, la natura e tutto ciò che il mondo ha da offrire. Segui la mia voce e svegliati in modo lento e armonioso. Lentamente, con i tuoi tempi, potrai prepararti a una nuova giornata ricca di sfide, creatività e successi. O anche perché no, semplicemente a una nuova giornata rilassante. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa live racconto la mia esperienza di dissoluzione del Sè... o almeno ciò che credo di aver sperimentato. E la collego ad un tema molto più ampio e misterioso... le esperienze di pre-morte.
In questa live ti racconto come e perché ho iniziato a meditare. E come la fortuna abbia voluto che, nello stesso identico periodo, questa disciplina abbia stravolto il campo della psicologia contemporanea.
I tre mondi dell'essere è una meditazione guidata che invita a esplorare tre dimensioni fondamentali della nostra esperienza: il corpo, le emozioni e la coscienza. Spesso viviamo identificati con uno solo di questi livelli, perdendo il contatto con gli altri. In questo episodio ti accompagno in un viaggio lento e consapevole per riconoscere questi tre mondi dentro di te e ritrovare il filo che li collega.Attraverso il respiro, l'ascolto del corpo e l'attenzione alle sensazioni interiori, la meditazione apre uno spazio in cui osservare senza giudicare ciò che emerge. Un momento di presenza per tornare a te stesso, abitare il tuo spazio interiore e lasciare che corpo, cuore e mente ritrovino un ritmo comune.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice. Seguimi sui #social, rimaniamo in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com