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Mandato agli animatori del Grest - Meditazione di Mons. Guido Marini by RadioPNR
Siamo noi i veri architetti delle prigioni da cui poi fatichiamo a liberarci. Eppure, evolvere significa proprio questo: imparare a posare i pesi che trasciniamo, fare ordine nella mente e nella vita, e chiederci onestamente cosa sia davvero utile per il viaggio che abbiamo davanti.Trattenere ci viene naturale. È un riflesso che impariamo da bambini, quando stringere forte qualcosa ci faceva sentire al sicuro. Alla base di questa resistenza c'è l'illusione del controllo: siamo convinti che ciò che stringiamo rimanga sotto il nostro dominio. Ma è solo un trucco della nostra mente. Il cervello ama la familiarità: ciò che è noto rasserena il sistema nervoso, mentre l'ignoto attiva l'allarme.Questo meccanismo tocca anche la nostra identità, che costruiamo attraverso le relazioni e i ruoli che interpretiamo al loro interno. Per questo, lasciare andare una situazione spesso significa dover lasciare andare una parte di noi stessi. Dietro questa fatica si nascondono bisogni profondi: una reale necessità di sicurezza, il desiderio di appartenenza e il bisogno di continuità.In ultima analisi, a bloccarci è sempre la paura. Paura dell'ignoto, dell'abbandono, e soprattutto paura del dolore. Ma il dolore va attraversato. Attraversarlo davvero significa viverlo senza aggiungere drammi e senza sottrarre nulla alla realtà, finché non smette di risuonare dentro di noi. Se lo evitiamo, rimarrà un eterno conto in sospeso.Come si fa, quindi, a lasciare andare? Con un atto di pura presenza. Basta decidere di farlo. Si lascia andare nel qui e ora, per iniziare a camminare verso il futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Quante ore passiamo senza accorgerci di avere un corpo? Lo notiamo solo quando duole o quando è stanco. Questa meditazione ci invita a tornare ad abitarlo: portiamo l'attenzione dalla cima della testa fino al punto d'appoggio, una parte alla volta, osservando le sensazioni senza pretendere di cambiarle. È come se ogni zona, finora silenziosa, si svegliasse e cominciasse a parlarci. E scopriamo che nel corpo nulla è fermo: tutto cambia di continuo, perfino solo perché lo stiamo osservando. Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 5 giugno 2026. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
Buongiorno, nel nuovo video ho esplorato una delle frasi più profonde delle costellazioni familiari spirituali:“Prendo tutto da te.”A volte non è la vita a chiudersi… siamo noi che smettiamo di prenderla.Succede in silenzio: un gesto interrotto, una distanza antica, un “no” che non ricordiamo più di aver detto.Questa frase può riaprire quel movimento, perché tocca il cuore del ricevere, del lasciarsi nutrire, del tornare a sentire il flusso della vita che scorre verso di noi.Nel video riprendiamo il tema del movimento interrotto e lo approfondiamo con nuove immagini e considerazioni, per ritrovare quel gesto semplice che permette alla vita di tornare a fluire. Buon ascolto e buon movimento interiore. DiegoMeditazione sulla mammahttps://youtu.be/ELFEbIxfZ2k Meditazione sul papàhttps://youtu.be/dhIVYVD_o4s Meditazione onorare la vita che arrivahttps://youtu.be/NiN7tGpdOKkPer iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimi Puoi rimanere aggiornato su video, riflessioni ed eventi che propongo iscrivendoti al mio canale YouTube:https://www.youtube.com/c/diegogiaimi?sub_confirmation=1Su Facebook: https://www.facebook.com/diegogiaimiTramite il mio sito http://www.diegogiaimi.comSu instagram:https://www.instagram.com/diegogiaimi/Su Telegram:https://t.me/diegogiaimi
Spesso si sente dire che la somatizzazione è "solo una questione psicologica", quasi a voler dire che i sintomi siano inventati o frutto di suggestione. Assolutamente no. Somatizzare non significa affatto "essere isterici". Il sintomo fisico esiste davvero, è reale e si fa sentire. La somatizzazione è, a tutti gli effetti, la trasformazione di elementi psichici in elementi fisici. Quando un bisogno resta insoddisfatto o un'emozione non viene riconosciuta, quell'energia non svanisce nel nulla: si riversa nel corpo, trasformandosi in un'arma contro noi stessi.Le emozioni sono, per loro natura, pura energia in movimento. Se questa energia non viene riconosciuta, processata e infine espressa, rimane intrappolata e si trasforma in energia fisica.Ma perché accade? Il blocco della paura: Di solito è proprio la paura che inibisce la nostra capacità di sentire ed esprimere le emozioni. La censura della mente: I nostri sistemi di difesa psicologici ci impediscono di vedere o accogliere determinati vissuti perché la nostra mente li reputa intollerabili.Il corpo comunica semplicemente ciò che la testa tace. Se non vogliamo che le emozioni si somatizzino, l'unica via d'uscita è permettere loro di esprimersi. Se cerchiamo il canale di comunicazione principale tra la mente e il corpo, lo troviamo nel respiro.Quando respiriamo male, in modo superficiale o contratto, alteriamo e blocchiamo la nostra capacità di sentire le emozioni nel corpo. Al contrario, attraverso un respiro regolato, abbiamo il potere di disciplinare il nostro stato fisico ed emotivo.Il respiro non è solo aria: è un messaggio continuo e diretto che diamo al nostro sistema nervoso. Imparare a respirare significa ricominciare a sentire, per lasciare andare ciò che ci portiamo dentro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
La gentilezza può cominciare dal luogo più vicino e più trascurato: il nostro corpo. In questa meditazione lasciamo riposare il corpo, ammorbidiamo le tensioni con il respiro e lo riconosciamo per quello che è, terra, acqua, fuoco e vento, la stessa materia di ogni altro essere. Da questo riconoscimento nasce un augurio di salute e benessere che si allarga a chi amiamo, agli sconosciuti, a chi ci mette in difficoltà, fino a tutti gli esseri. Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 29 maggio 2026. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
Buongiorno, in questo video esploro come il “so di non sapere”, da Socrate ai maestri contemporanei, possa aprire uno spazio di presenza più ampio della mente e dei suoi concetti. Quando smettiamo di aggrapparci alle nostre certezze, si apre una verità interiore che non si può spiegare: si può solo riconoscere.Il non sapere diventa così un varco, un passaggio silenzioso attraverso cui la consapevolezza si fa più viva, più libera, più autentica.Se vuoi riflettere su questo tema e ascoltare alcune citazioni di maestri spirituali, buon ascoltoDiegoPer iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimiConsulta la scheda del libro “Lo sguardo dell'anima"https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__sguardo-anima-diego-giaimi-libro.php?pn=6774Per iscriverti alla mia newsletter mensile e ricevere contenuti e il calendario degli appuntamenti:https://mailchi.mp/c7f5d3545cf2/newsletterdiegogiaimi Puoi rimanere aggiornato su video, riflessioni ed eventi che propongo iscrivendoti al mio canale YouTube:https://www.youtube.com/c/diegogiaimi?sub_confirmation=1Su Facebook: https://www.facebook.com/diegogiaimiTramite il mio sito http://www.diegogiaimi.comSu instagram:https://www.instagram.com/diegogiaimi/Su Telegram:https://t.me/diegogiaimi
Osservare il respiro, riconoscere il corpo, lasciar calmare le tensioni. Poi sentire la gioia che emerge dalla calma, una scintilla o qualcosa di più grande, e lasciarla rasserenare in un benessere quieto. Infine portare la stessa attenzione alle sensazioni e alla mente: osservare i pensieri senza farsi trascinare, conoscerli in profondità e poi posarli, lasciarli andare. Una pratica completa che attraversa le prime tre tetrade dell'Ānāpānasati Sutta, dalla contemplazione del corpo fino alla quiete della mente. Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 22 maggio 2026. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
S. 4 Ep. 18 - Questa meditazione è per chi continua a rincorrere amore… per non sentire il vuoto. Per chi: si aggrappa aspetta messaggi confonde l'attaccamento con l'amore ha paura del silenzio sente il bisogno costante di essere scelto Nella scorsa puntata abbiamo visto una verità scomoda:
«Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli».In questa meditazione, Don Angelo Romano fa memoria del beato Rosario Livatino, giovane magistrato e cristiano ucciso dalla mafia ad Agrigento a soli 38 anni. Fin dalla giovinezza, la vita di Livatino è stata orientata dalla preghiera e dall'impegno attivo nella sua comunità, incarnando una nuova generazione di credenti decisa a rifiutare la rassegnazione e la paura di fronte a un potere mafioso che monopolizzava la vita politica ed economica con una macchina di violenza e morte.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/4kePCzkpPBo
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».
«Gesù disse loro: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua". E lì non poteva compiere nessun prodigio... E si meravigliava della loro incredulità»In questa meditazione, Andrea Riccardi riflette sul ritorno di Gesù a Nazareth, la sua patria, dove l'insegnamento nella sinagoga si scontra con il muro del pregiudizio e dell'abitudine. I suoi compaesani lo conoscono da sempre: sanno che è il falegname, conoscono la sua famiglia e la sua casa. Proprio questa conoscenza abitudinaria e superficiale soffoca lo stupore profondo che la Sua autorevolezza dovrebbe suscitare, trasformandosi in sdegno e fastidio. Di fronte alla pretesa di "sapere già tutto" di Lui, Gesù non trova fede e si ritrova nell'impossibilità di compiere prodigi, meravigliandosi dell'incredulità dei suoi.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/bo-cUoA2tIM
"E vidi un cielo nuovo e una terra nuova... Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno" In questa meditazione Marco Impagliazzo si interroga sul realismo di questa promessa biblica in un tempo in cui l'odio e la guerra – definita una realtà demoniaca – continuano a scavare abissi profondi tra i popoli. La riflessione si concentra in particolare sulla sofferenza attuale della Terrasanta, invocando giustizia per il popolo palestinese e una coesistenza pacifica per tutti gli abitanti della regione. Il cuore del messaggio risiede nel valore e nella responsabilità della preghiera per la pace. Pregare non è un atto irrilevante o un rifugio passivo, ma significa entrare direttamente nella "sala del trono di Dio" attraverso una porta aperta nel cielo. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=eO9oenuJsNo
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
"Vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace." (Efesini 4, 1-3) In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla forza dell'unità e dell'universalità cristiana a partire dall'esortazione dell'apostolo Paolo, prigioniero ma sempre sollecito verso le sue comunità. Sottolinea che l'essere discepoli richiede di vivere secondo lo stile di Gesù, fondato su tratti che il mondo spesso considera deboli: l'umiltà, la dolcezza e la magnanimità. In una società dominata dall'arroganza e da tanti "io" contrapposti, Spreafico evidenzia come proprio la debolezza vissuta per il Vangelo diventi la vera forza capace di generare dialogo e pace.Guarda il video della preghiera completo su Youtube: https://youtube.com/live/b4m97zwhabg
S.4 Ep. 16- C'è una voce dentro di te che non si ferma mai.
"Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra... così sarà della mia parola: non ritornerà a me senza effetto"Nella memoria dell'apostolo Mattia, Marco Impagliazzo riflette sulla chiusura del "Libro della Consolazione" del profeta Isaia. Il messaggio è rivolto a un popolo in esilio, umiliato e convinto di non avere più speranza, spesso vittima dell'illusione di potersi salvare da solo. La riflessione sottolinea che la vera salvezza inizia con la ricerca del Signore e con l'ascolto della Sua Parola, che non è mai astratta, ma agisce come pioggia e neve che fecondano la terra arida.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/7-EXrJMewMY
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
"Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future."In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sul "peso" delle parole di Gesù, contrapponendole a un mondo che spesso le svuota di senso. Spiega che portare il peso della Parola significa renderla concreta e visibile, un compito che sarebbe impossibile senza il dono dello Spirito Santo. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/TDbLTyGxR4w
Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». È bene diffidare sempre da chi ha “la verità in tasca”.
"Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato"In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sulla "sapienza di Dio", una conoscenza profonda e misteriosa che Paolo contrappone radicalmente alla sapienza dei dominatori di questo mondo. È una sapienza che i potenti non hanno conosciuto, altrimenti non avrebbero crocifisso il Signore della gloria, né con lui la pace e il bene. Questa rivelazione non è riservata ai dotti o ai nobili, ma è preparata da Dio per coloro che lo amano: è nel cuore della comunità, per quanto piccola possa apparire rispetto alle grandi metropoli cosmopolite, che questo Spirito viene riversato.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/ojP44dTBCTo
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Dalla padella alla brace, dalla teoria alla pratica, così passiamo dagli aspetti teorici della positività alla pratica. Attraverso la meditazione possiamo acquisire consapevolezza di noi stessi.
Aprirsi, accogliere, lasciar andare, fidarsi del flusso della vita. Viverla con il cuore liquido.
"Se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti" (1 Cor 15, 1-21) In questa meditazione Andrea Riccardi ripercorre il cuore del Vangelo trasmesso dall'apostolo Paolo: la risurrezione di Cristo come evento reale e fondante della fede. Paolo non parla per teorie, ma riporta una testimonianza calda e viva, citando i testimoni oculari che hanno incontrato il Risorto dopo il dramma della croce. La sua è la storia di una grazia che riscatta l'indegnità: Paolo, che si definisce "il più piccolo tra gli apostoli", sperimenta come la forza di Dio scelga ciò che nel mondo è debole e irrilevante per confondere i forti.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/IR4RzxUdEdU
Dal Vangelo secondo GiovanniIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21)In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Respiriamo continuamente, eppure raramente sentiamo davvero dove il respiro arriva nel corpo. In questa pratica, ispirata all'insegnamento di Ajahn Lee Dhammadharo, impariamo a far fluire il respiro dalla base del cranio lungo la spina dorsale, nelle braccia, nelle gambe, fino alle dita e poi fuori nell'aria. Il corpo intero diventa un unico spazio di consapevolezza e benessere. Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 8 maggio 2026. Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.
"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando."In questa meditazione, Don Marco Gnavi chiarisce che il comandamento dell'amore non è un'esortazione sentimentale, ma una forza potente capace di sovvertire i progetti di divisione del male. L'amicizia con Gesù non nasce da una nostra scelta o simpatia naturale, ma da una Sua chiamata che ci trasforma da servi in amici, rendendoci partecipi dei segreti del Padre. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/fjUPmOwLeGc
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17)In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Una meditazione del mattino per svegliarsi apprezzando l'energia che regala il Sole, la natura e tutto ciò che il mondo ha da offrire. Segui la mia voce e svegliati in modo lento e armonioso. Lentamente, con i tuoi tempi, potrai prepararti a una nuova giornata ricca di sfide, creatività e successi. O anche perché no, semplicemente a una nuova giornata rilassante. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa live racconto la mia esperienza di dissoluzione del Sè... o almeno ciò che credo di aver sperimentato. E la collego ad un tema molto più ampio e misterioso... le esperienze di pre-morte.
Puntata #370 - Giovedì 23 Aprile 2026 In questa nuova puntata del podcast rispondo alle seguenti domande ricevute via email: Meditazione vs Fuga: Quando la meditazione smette di essere uno strumento di presenza e diventa una forma di "bypass spirituale" per evitare i problemi della vita? Il Destino è Scritto? Esplorando testi come la Devi Bhagavatam, è possibile riscrivere il proprio destino con la saggezza o siamo soggetti a leggi cosmiche immutabili? L'Inadeguatezza del Cercatore: Come superare la paura del giudizio e il senso di autocritica che spesso bloccano chi inizia un percorso spirituale? CONTINUATE A SCRIVERMI e a mandarmi le vostre domande! Email: info@carlodorofatti.com Per informazioni: www.carlodorofatti.com
In questa live ti racconto come e perché ho iniziato a meditare. E come la fortuna abbia voluto che, nello stesso identico periodo, questa disciplina abbia stravolto il campo della psicologia contemporanea.
I tre mondi dell'essere è una meditazione guidata che invita a esplorare tre dimensioni fondamentali della nostra esperienza: il corpo, le emozioni e la coscienza. Spesso viviamo identificati con uno solo di questi livelli, perdendo il contatto con gli altri. In questo episodio ti accompagno in un viaggio lento e consapevole per riconoscere questi tre mondi dentro di te e ritrovare il filo che li collega.Attraverso il respiro, l'ascolto del corpo e l'attenzione alle sensazioni interiori, la meditazione apre uno spazio in cui osservare senza giudicare ciò che emerge. Un momento di presenza per tornare a te stesso, abitare il tuo spazio interiore e lasciare che corpo, cuore e mente ritrovino un ritmo comune.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice. Seguimi sui #social, rimaniamo in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
Un viaggio astrale guidato per lasciarsi andare e provare l'esperienza emozionante dell'uscita fuori dal corpo. Se questi contenuti sono di tuo gradimento, lascia un mi piace e segui MentalmentE. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 26, 14-25.
Fra Adriano Bertero, della comunità della Porziuncola in Assisi, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 13, 21-33. 36-38.
Fra Corrado Sica, vicedirettore dell'istituto Magnificat, maestro del coro e organista del Santo Sepolcro di Gerusalemme, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 12, 1-11.
Fra Giovanni Claudio Bottini, professore allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 21,1-11.
Fra Lorenzo Pagani, vice maestro della formazione allo studentato di San Salvatore a Gerusalemme, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 11, 45-56.
Fra Alberto Gesu , del convento dell'Immacolata Terra Santa College a Gerusalemme medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 10, 31-42.
Fra Amjad Sabbara, parroco della Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 8, 51-59.
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