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"Ed ecco che la gloria del Dio d'Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria" (Ezechiele 43, 2).In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico commenta il ritorno della gloria di Dio nel tempio, sottolineando come la presenza del Signore non sia mai lontana dai sofferenti. Ci invita a ritrovare uno sguardo illuminato dalla Parola, capace di cambiare la storia e di scorgere la luce divina non solo nella preghiera, ma soprattutto nelle piaghe del Crocifisso che oggi vediamo nei volti dei poveri e di chi soffre.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/J5zOjx5Stxw
"Allora quei tre giovani, a una sola voce, si misero a lodare, a glorificare, a benedire Dio nella fornace".(Daniele 3, 51)In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sulla vicenda dei tre giovani ebrei nella fornace ardente, leggendola come un'immagine del mondo attuale, spesso "rovente" a causa di guerre e violenze. Il commento sottolinea come la concordia, la preghiera comune e la solidarietà agiscano come un "vento pieno di rugiada", capace di proteggere il cuore dal male e dall'arroganza del potere. L'invito è quello di resistere alla logica della divisione attraverso l'invocazione unanime e la fiducia nella misericordia di Dio, che non abbandona i suoi figli nemmeno nella prova più difficile.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/Y2-2m8VRT-Y
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
L'evangelista Matteo ci ricorda oggi il nostro impegno o missione cristiana che è quella di seguire le orme o i passi del nostro Grande Maestro Gesù Cristo. Gesù incarna in sé il sacramento del perdono. I nostri limiti umani tante volte rendono difficile l'accoglienza dei fratelli e l'esercizio della carità nei loro confronti. Per superare queste situazioni c'è un rimedio evangelico infallibile: il perdono. Il perdono è il «pane quotidiano» di una comunità o chiesa domestica. Infatti ogni giorno c'è bisogno di perdono, perché ogni giorno ci possono essere contrasti che creano divisioni. Nella logica del Vangelo perdonare significa dimenticare: non si tratta di memoria, ma di cuore; e dimenticare significa amare di più il fratello, accogliendolo pienamente e comportandosi con lui come se nulla fosse accaduto, cioè senza lasciarci condizionare dal male ricevuto. Perdonare significa «ricordarsi per dimenticare», come dice il profeta Isaia: «Io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato». San Giovanni Paolo II, nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1997, scriveva: «Offri il perdono, ricevi la pace». Resta vero che non si può rimanere prigionieri del passato: occorre una sorta di purificazione della memoria, affinché i mali non tornino a prodursi. Il perdono richiede fede, carità, rinnegamento di sé, lotta contro l'uomo della carne. Essa deve essere totale, nel cuore e nel comportamento. Dal perdono nascono la condivisione, il servizio, la pace, la partecipazione alle gioie e alle sofferenze altrui. Senza perdono c'è il cancro, il pericolo di rendere incurabile il nostro male. Vivendo solo in atteggiamento di perdono possiamo rivolgerci al Signore pregando: «Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori», e potremo accostarci con verità ai sacramenti della riconciliazione e dell'Eucaristia.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.Parola del Signore.
Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42) In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Il Messaggio di Oggi: "TUTTI QUELLI CHE AMO… LI CORREGGO" • Salmo 19 • Apocalisse 3: 19 • Apocalisse 3: 14 (15-22) • Apocalisse 3: 22 • Ebrei 3: 7-8 • Apocalisse 3 :2 • Apocalisse 3: 17 • Osea 12: 8 • Apocalisse 3: 18 • Isaia 55: 1 • 1 Corinzi 15 :42 • 2 Corinzi 5: 3 • Isaia 55: 1-2 • Romani 10 :10 • Romani 10: 9 • 1 Corinzi 14 :1 • Colossesi 2: 1-2 • Giovanni 21: 15 • Giobbe 5: 17 • Giobbe1: 8 • Ebrei 12: 5 • Ebrei 3: 7-8 • 2 Corinzi 5: 20 • Apocalisse 3: 20--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
- Francesco Sciotto, pastore della Chiesa valdese di Torino, inaugura in questa puntata un ciclo di meditazioni bibliche. La prima è dedicata all'incontro fra Gesù e la donna samaritana al pozzo (Giovanni 4, 5-26). Qualsiasi sia la nostra storia, le nostre ferite, la nostra identità – afferma il pastore Sciotto – il Signore ci accoglie e ci dona la sua acqua viva”. Le tradizioni, le norme, l'identità stessa e il peso che le diamo sono da mettere fra parentesi, nell'incontro vivificante con il Cristo.- La Chiesa riformata di Lugano organizza, sabato 14 marzo, un incontro sul tema “Crisi del maschile”: per ripensare l'identità dell'uomo, al di là degli stereotipi, per discutere di maschilità in crisi. Ospite il professor Stefano Ciccone, sociologo, in Italia uno dei massimi esperti del tema, fra i fondatori di “Maschile plurale”, associazione che vuole intercettare e dare forma al desiderio di cambiamento degli uomini, che spesso non trova ancora le parole per essere attuato.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
L'Autore della Lettera agli Ebrei, nel descrivere l'efficacia e la forza della Parola di Dio, afferma: «La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi, e a lui noi dobbiamo rendere conto». Quando i doni di Dio ci vengono offerti come strumenti di salvezza, o li accogliamo con gratitudine e li viviamo nella fede, o diventano il nostro interiore tormento. Non si può impunemente opporre resistenza alla Luce. Essa mette a nudo le nostre incoerenze, ci scruta in profondità, svela i segreti dell'anima e tutto il bene che ci adorna, ma anche tutto il male che ci opprime. È per questo che scribi e farisei, e gli stessi compaesani del Cristo, non possono resistere alle sue parole, si riempiono di sdegno e minacciano di gettare Gesù da un precipizio. L'orgoglio ferito si trasforma in minacciosa vendetta. Colui che proclama la verità deve tacere; chi osa toglierci la maschera, accuratamente modellata a protezione di eclatanti falsità, deve scomparire ed essere precipitato nel nulla. La falsità, la grettezza, l'ipocrisia si organizzano a fatica nell'animo umano: è un lavoro diuturno con cui le verità, anche quelle di Dio, si smontano pezzo a pezzo, e accanto si ricostruiscono false verità personali e sostitutive. La voce di Cristo si scontra violentemente con queste realtà umane. Non esistono possibilità di accomodamento o di compromesso. La verità è una e non può essere frammentata. Viene data gratuitamente ed è motivo di beatitudine, di grazia e di salvezza: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». Il Signore è ancora vivo in mezzo a noi, la sua Parola palpita nel cuore e nella vita della Chiesa e dei suoi fedeli, ma ancora sono tanti coloro che si sentono interiormente disturbati da Cristo e dai suoi messaggeri. C'è ancora chi vorrebbe farci tacere e farci precipitare in un abisso. Dobbiamo augurarci che il Signore stesso, cogliendoci superficiali e distratti, se non addirittura ostili, non debba ripeterci con la stessa amarezza di allora: «Nessun profeta è ben accolto in patria».
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo». Parola del Signore.
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Il salmista canta e ci fa cantare: «Ti cerco, Signore, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua». È necessario soddisfare la sete dell’anima e del corpo nella vita quotidiana, ancor più nell’aridità e nella fatica del deserto, dove diventa un’urgenza essenziale, vitale. Per il popolo d’Israele il soccorso non si fa attendere: «Tu, Mosè, è un ordine dell’Altissimo, batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà». La “roccia” da cui poi sgorga acqua in sovrabbondanza è Cristo, e ce lo testimonia anche San Paolo: «L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato, e Dio ci dimostra il suo amore nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo Gesù è morto per noi». Al pozzo di Giacobbe, lì dove Gesù si riposa, giunge una donna samaritana, giunge la Chiesa, ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». È incessante e inestinguibile la sete di Gesù; chiede da bere fin sulla croce! Subito precisa alla donna, e a ciascuno di noi: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: ‘Dammi da bere’, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». È l’acqua che disseta per sempre; se abbeverati di quell’Amore, non si avrà più sete in eterno. Quell’acqua che io gli dò diventa in ciascuno di noi una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna. Con la samaritana diciamo con fede: «Dammi dell’acqua viva perché io non abbia più sete». Quella sete saziata ci rende consapevoli di poter essere veri adoratori in spirito e verità, così come il Padre ci vuole.
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In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna •, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "Io non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Heath Young “Superare la mancanza di perdono” • Matteo 6: 12-15 • Matteo 5: 44 • Matteo 18 :32-35 • Giobbe 42: 10-12 • Efesini 4: 26 Angelo Porreca “ Fede è azione” • Romani 10 :17 • Efesini 2: 4-10 • Matteo 14 :28-35 • Ebrei 11: 1 • Giovanni 19 :30 • Salmo 23: 1-3 Concetto Di Mauro “Da quale pozzo stai attingendo” • Giovanni 4 :1-15 • Giovanni 7: 37-39 Antonino Mazzarà “Gesù dice io ti darò le chiavi del Regno” • Matteo 16: 13-19 • Efesini 1: 3 • Isaia 58: 1-5 • Matteo 6 :1-4 • Matteo 6: 5 • Matteo 6: 6 • Isaia 58: 6-10 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Il Messaggio di Oggi: “PER ANNUNCIARE LIBERAZIONE AI PRIGIONIERI” • Luca 4: 18 • Luca 2: 52 • Luca 4: 1 • Luca 4: 21 • Giovanni 8 :32 • Giovanni 8: 34 • Galati 4: 6 • Efesini 2 :1 • Giovanni 11: 44 • Galati 4: 7 • Giovanni 8 :36 • Giovanni 14 :26 • Galati 5: 22 • Luca 11: 13 • Romani 8: 1-2 • 1 Giovanni 4 :4 • Giovanni 15: 26 • Romani 12: 19 • 2 Pietro 1: 21 • 2 Timoteo 3: 16 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
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Recita con devozione questa Preghiera per il Servizio. Chiediamo al Signore la grazia di compiere ogni azione con umiltà, mettendo a disposizione i nostri doni e talenti per il bene degli altri. Sia il nostro servizio un atto di carità e lode, vedendo il volto di Gesù nel nostro prossimo. Un breve momento per rinnovare il nostro impegno ad essere servi fedeli.
"La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi." (Marco 12, 10-11)In questa meditazione, Don Armand Puig i Tàrrech riflette sulla parabola dei vignaioli omicidi come specchio drammatico della vita di Gesù. Sottolinea il contrasto tra l'amore incondizionato del Padre, che affida la sua vigna all'umanità, e la risposta violenta dei contadini che rifiutano i servi e uccidono il "figlio amato". Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/C_wMY3khs8w
Recita con devozione questa Preghiera per il Servizio. Chiediamo al Signore la grazia di compiere ogni azione con umiltà, mettendo a disposizione i nostri doni e talenti per il bene degli altri. Sia il nostro servizio un atto di carità e lode, vedendo il volto di Gesù nel nostro prossimo. Un breve momento per rinnovare il nostro impegno ad essere servi fedeli.
Il Messaggio di Oggi: “LA FEDE SENZA LE OPERE È MORTA” • Giacomo 2 :17 • Giacomo 2: 20 • Matteo 7: 21 • Matteo 7: 23 • Atti 19: 15 • Giacomo 2 :19 • Atti 3: 16 • Atti 19 :13 • Ebrei 12 :2 • Ebrei 2: 10 • Galati 6: 7 • Giacomo 5 :7 • 1 Corinzi 3: 6 • Matteo 21: 40-41 • Atti 18: 5 • Matteo 27 :23 • Atti 13: 46 • Atti 1: 8 • Marco 4 :14 • Marco 16 :15--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Oggi quasi anticipando la gioia di Pasqua, il Signore Gesù ci svela con la parabola più bella e più amata del Vangelo il Padre misericordioso e il figlio che ritorna, l’irrefrenabile misericordia e l’amore incessante che nutre per ciascuno di noi, la sua paziente e trepida attesa, il suo sguardo che arriva lontano, fino al pascolo dei porci, e diventa potente attrazione che richiama e converte: «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò». Poi, dopo la recuperata figliolanza, segue la gioiosa celebrazione conviviale, che segna il pieno reinserimento nella casa paterna: «Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». E cominciarono a far festa. I momenti oscuri vengono così cancellati, a cominciare dal triste: «Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Viene redento il peccato antico e sempre attuale, quello di reclamare una libertà piena e incondizionata, di uscire dalla casa paterna, dall’abbraccio del suo amore, nella facile illusione di poter sperimentare l’ebbrezza di una supremazia che annulla ogni dipendenza. Ci ricorda il momento fatale in cui i nostri progenitori hanno teso la mano per prendere e mangiare il frutto dell’albero proibito. Oggi, come allora, il Signore, buon Pastore, si mette alla ricerca della pecora smarrita ovunque e comunque essa si sia persa. La certezza di non restare mai soli, di essere anzi cercati, fa nascere la speranza e il ripensamento come primo moto verso la conversione: «Io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio». La consapevolezza di aver sperperato malamente i doni preziosi fa sperare di poter essere accolto soltanto come uno dei salariati. Il Signore però non ci vuole come salariati: in forza dello Spirito non siamo più schiavi, ma figli, e se siamo figli siamo anche eredi. Così vuole Dio. Che meraviglia! Dopo il peccato siamo stati accolti, baciati, rivestiti, nutriti e festeggiati: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove», e ancor più: «Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione». Abbiamo iniziato la Quaresima con un invito: «Convertitevi e credete al Vangelo», ora sappiamo la via alla conversione, resa più facile se confidiamo nella divina misericordia. Facciamo un proposito: Mi alzerò…
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:«Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:"La pietra che i costruttori hanno scartatoè diventata la pietra d'angolo;questo è stato fatto dal Signoreed è una meraviglia ai nostri occhi"?Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.Parola del Signore.
Il Messaggio di Oggi: "LE CATTIVE COMPAGNIE CORROMPONO I BUONI COSTUMI" • 1 Corinzi 15:33 • 1 Corinzi 5:1 • 1 Corinzi 6:18 • Efesini 5:5 • Efesini 5:3 (4-17) • Giovanni 4:13-14 • Giovanni 7:39 • Giovanni 3:4 • Luca 9:62 • Giosuè 24:15 • Ebrei 13:4 • Galati 5:22 • 1 Corinzi 15:33--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Il Messaggio di Oggi: “LA GENTE NON SI ACCORSE DI NULLA” • Matteo 24: 39 • Genesi 7: 23 • Matteo 26 :39 • Matteo 27: 46 • Giovanni 10 :17 • Isaia 53: 10 • 1 Pietro 2 :24 • Isaia 53: 11 • 1 Pietro 3 :18 • Luca 1: 35 • Luca 23 :46 • Ebrei 9: 14 • Giovanni 14 :26 • Luca 17: 26 • Genesi 6 :22 • Ebrei 11: 7 • Genesi 6: 9 • Genesi 5: 24 • Colossesi 2 :6 • 1 Giovanni 2 :6 • Giovanni 6: 38 • Giovanni 3: 17--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal libro del profeta Geremia +Così dice il Signore:«Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,e pone nella carne il suo sostegno,allontanando il suo cuore dal Signore.Sarà come un tamerisco nella steppa;non vedrà venire il bene,dimorerà in luoghi aridi nel deserto,in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.Benedetto l'uomo che confida nel Signoree il Signore è la sua fiducia.È come un albero piantato lungo un corso d'acqua,verso la corrente stende le radici;non teme quando viene il caldo,le sue foglie rimangono verdi,nell'anno della siccità non si dà pena,non smette di produrre frutti.Niente è più infido del cuoree difficilmente guarisce!Chi lo può conoscere?Io, il Signore, scruto la mentee saggio i cuori,per dare a ciascuno secondo la sua condotta,secondo il frutto delle sue azioni».Parola del Signore.
Il Messaggio di Oggi: “IO SONO IL BUON PASTORE” • Giovanni 10: 11 • Ebrei 13: 20 • 1 Pietro 5 :4 • Giovanni 13 :15 • Luca 18: 14 • Luca 18: 9 • 1 Pietro 1: 16 • 1 Tessalonicesi 5 :23-24 • Giovanni 12: 26 • Esodo 3: 1 • Giosuè 1: 1 • 2 Re 3: 11 • 1 Samuele 16 :21 • 1 Samuele 17: 32 • 1 Cronache 29 :10-11 • Matteo 6: 13 • 1 Cronache 29 :12-14 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».Parola del Signore.
Il Messaggio di Oggi: “IO SONO VENUTO COME LUCE NEL MONDO” • Giovanni 12: 46 • Salmo 119: 105 • Giovanni 8: 12 • Giovanni 14 :2-3 • 1 Tessalonicesi 4 :13 • Atti 1: 11 • Atti 1: 10 • Atti 1: 4 • Atti 10 :41 • Giovanni 14: 5-6 • Ebrei 10: 20 • Ebrei 7: 25 • 1 Timoteo 2: 5 • 1 Pietro 1: 18-20 • 1 Timoteo 2 :6 • Giovanni 10: 17 • Giovanni 10: 27 • Giovanni 14: 9 • Giovanni 10: 30 • Matteo 13: 58 • Matteo 13: 55 • Luca 1: 35 • Giovanni 14: 10 • Giovanni 3: 2 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Pietro Evangelista “Pace nel caos globale” • Isaia 26 :3 • Proverbi 4 :23 • Matteo 11 :28 • Matteo 24 :6-7 • Luca 21: 25-26 • Giovanni 14: 1 • Giovanni 14: 2-3 • Giovanni 14: 27 • Romani 5: 1 • Filippesi 4 :6-7 • 1 Tessalonicesi 4: 16-17 • Ebrei 13 :8 Domenico Scutifero “ Fammi conoscere le tue vie” • Esodo 1: 8-14 • Esodo 32: 30-35 • Esodo 33: 1-18 • Esodo 40: 11 • Esodo 40: 34-38 Franco Candelino “I due altari” • 1 Corinzi 10: 14-22 • Romani 9: 4 • Deuteronomio 32: 17-18 • Salmo 106: 37 • Apocalisse 9 :20 • Michea 1: 7-14 • Matteo 26 :26-28 • Romani 12 :5 • Efesini 4: 16 • Colossesi 3: 15 Massimo Innaimi “ Non ti smarrire” • Isaia 41: 10 • 2 Re 6: 8-17 • Salmo 121: 1-8 --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8468OMELIA III DOM. DI QUARESIMA - ANNO A (Gv 4,5-42)di Don Stefano Bimbi La liturgia di oggi ci fa contemplare due scene che si illuminano a vicenda: da una parte il popolo d'Israele nel deserto, nella prima lettura; dall'altra Gesù Cristo al pozzo di Sicar con la samaritana.Nel libro dell'Esodo il popolo ha sete. Si trova nel deserto e mormora contro Mosè arrivando a dire: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?». È una sete fisica, ma dietro c'è una sete più profonda: la paura di essere abbandonati. Dio allora ordina a Mosè di percuotere la roccia e da quella roccia scaturisce acqua. Il luogo viene chiamato Massa e Merìba, cioè "prova e contestazione", perché lì Israele ha messo alla prova il Signore.Nel Vangelo ritroviamo la stessa sete, ma in forma personale. Non più un popolo intero, ma una donna sola. Non più un deserto geografico, ma un deserto interiore. Anche qui c'è una domanda implicita: Dio è davvero con me? Si interessa della mia vita concreta?La roccia percossa nel deserto e Cristo seduto al pozzo di Sicar sono due immagini collegate. San Paolo dirà che quella roccia era figura di Cristo. Come dalla roccia colpita sgorgò l'acqua, così dal costato di Cristo trafitto sulla croce sgorgheranno sangue e acqua, segni dei sacramenti. Nel deserto l'acqua salva dalla morte fisica; nel Vangelo l'acqua viva salva dalla morte spirituale.C'è però una differenza decisiva. Nel deserto il popolo mormora e pretende un segno. Al pozzo, invece, Gesù prende l'iniziativa: «Dammi da bere». Non attende la protesta, ma offre la grazia. Tuttavia anche noi, spesso, assomigliamo a Israele. Quando arrivano le difficoltà, le prove, le malattie, le incomprensioni, quante volte nel cuore riaffiora la domanda: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».L'ACQUA CHE DISSETA DAVVERO«Dammi da bere» è una frase sorprendente: Dio chiede da bere a una creatura. Colui che ha creato l'acqua, chiede acqua. Ma in realtà è Lui che sta offrendo qualcosa di infinitamente più grande. Come spesso accade nel Vangelo, Gesù parte da un bisogno materiale per condurre a una verità spirituale più profonda.La samaritana pensa all'acqua del pozzo. Gesù parla di un'acqua viva, capace di diventare sorgente che zampilla per la vita eterna. Quest'acqua è la grazia, è dono dello Spirito Santo, è la vita divina che ci viene comunicata nei sacramenti. Non è un sentimento passeggero, non è un'emozione religiosa: è una realtà oggettiva che trasforma l'anima.Il cristianesimo infatti non è in primo luogo uno sforzo morale, ma un dono da accogliere. San Paolo lo dice chiaramente: l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. Prima ancora che noi cerchiamo Dio, è Dio che cerca noi. Prima ancora che noi abbiamo sete di Lui, è Lui che ha sete della nostra salvezza. Eppure, quante volte anche noi, come la samaritana, non capiamo subito. Restiamo alla superficie. Cerchiamo l'acqua che non disseta davvero.Il dialogo diventa più personale quando Gesù tocca la ferita morale della donna: «Hai avuto cinque mariti...». Il Signore porta alla luce la verità per guarire, non per umiliare. Il suo scopo è salvare.Quei "cinque mariti" possono rappresentare anche le nostre false sorgenti. Ognuno di noi sa dove ha cercato acqua e non l'ha trovata: nel successo, nel denaro, in relazioni sbagliate, nell'orgoglio, nelle abitudini di peccato. Il cuore resta inquieto quando si allontana dalla sorgente vera. Sant'Agostino diceva: «Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te».UNA BROCCA DA LASCIARELa Quaresima è il tempo in cui il Signore ci invita a fare verità. Non una verità generica, ma concreta. Dove sto cercando la mia felicità? Qual è il mio "pozzo" che non disseta? C'è qualche peccato che continuo a giustificare? C'è una situazione che rimando di affrontare?La risposta non è scoraggiarsi, ma fare come la samaritana: lasciarsi guardare da Cristo. Quando la donna comprende di essere davanti al Messia, cambia tutto. Lascia la brocca e corre in città ad annunciare: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto». La brocca abbandonata è il segno di un passato lasciato alle spalle. Ha trovato una sorgente più grande. Anche per noi c'è una brocca da lasciare. Forse è un'abitudine sbagliata o un vizio radicato in noi. Forse è la freddezza nella preghiera. Forse è la trascuratezza dei sacramenti. L'acqua viva richiama il Battesimo, ma anche la Confessione che rinnova la grazia battesimale e l'Eucaristia che alimenta la vita divina.Concretamente, questa settimana possiamo fare tre cose semplici ma decisive.Primo: dedicare alla preghiera ogni giorno qualche minuto in più del solito, magari rileggendo questo Vangelo e dicendo: «Signore, dammi sempre di quest'acqua».Secondo: fare ogni sera un serio esame di coscienza, chiedendoci dove abbiamo cercato la nostra sicurezza.Terzo: accostarci con umiltà al sacramento della Confessione, senza paura. Il peccato nascosto è come una sorgente inquinata; la grazia lo purifica. Chiediamo un appuntamento con il padre spirituale per verificare se il cammino della Quaresima procede bene.Infine, non dimentichiamo l'ultimo passaggio: la samaritana diventa missionaria. L'incontro vero con Cristo non si tiene per sé. Anche noi possiamo testimoniare con semplicità: una parola di fede in famiglia, un invito alla Messa, un gesto di carità fatto con amore.Oggi leggendo il vangelo anche noi siamo davanti al pozzo. Gesù ci guarda e dice: «Dammi da bere». Gli daremo la nostra fede? Gli consegneremo la nostra vita perché la trasformi? Gli permetteremo di entrare nelle nostre ferite più nascoste sicuri che Dio può far scaturire acqua anche dalla roccia più dura della nostra vita?Se non induriamo il cuore, questa Quaresima diventerà un tempo di vera conversione e di affidamento totale. Solo così potremo dire con sincerità: «Signore, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete».
"Se veramente vogliamo ribellarci alla potenza del male, viviamo di più la potenza del bene. Accettando che questa si manifesti nell'amore che sa piegarsi sulle ferite." (Lc 11, 29-32)In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sul "segno di Giona" e sulla figura di Gesù come espressione della misericordia di Dio che supera ogni peccato. Commentando il Vangelo di Luca, sottolinea come la vera fede non risieda nel cercare segni prodigiosi, ma nell'accoglienza interiore di un bene che si fa servizio, umiltà e vicinanza ai più fragili. Il ricordo di Noel, giovane della Scuola della Pace di Blantyre scomparso improvvisamente, diventa testimonianza concreta di una vita spesa nell'audacia del bene, opponendosi alla rassegnazione e alla sfiducia che inaridiscono il cuore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/XrfqnCBYUd8
Il cardinale Parolin: il Signore faccia tacere le armi e gli uomini si riconcilino Guerra in Medio oriente: colpita l'ambasciata statunitense a Riad, bombe dell'Idf su Teheran Le truppe israeliane entrano in Libano. Almeno 30 mila gli sfollati
Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno
Un lebbroso osa accostarsi a Gesù: i lebbrosi erano considerati impuri e contagiosi e, per questo, venivano emarginati e dovevano restare lontani dalla comunità. Egli lo vede, gli si getta dinanzi e prega: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». È una preghiera semplice ed essenziale, che esprime fede, rispetto e fiducia. Gesù mette in atto quanto aveva più volte affermato: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». L’evangelista infatti dice: Gesù ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. È significativo, e merita attenzione, ciò che accade dopo l’implorazione del lebbroso: Gesù si muove a compassione, condivide amorevolmente il suo male, tende la mano e lo tocca - non avrebbe dovuto farlo secondo le prescrizioni della legge - e poi pronuncia la parola potente che sana e purifica. Il divino Redentore vuole dirci che non si ritrae davanti al nostro male, neppure quando incancrenisce e diventa purulento; anzi, si muove a compassione e, se siamo pentiti e supplici, è sempre pronto a farci sentire la sua vicinanza e il suo sollecito soccorso. Egli ci tende la mano, ci tocca e ci assolve dal nostro male: va’, sei purificato. Ti manca soltanto la conferma della Chiesa: mostrarti al sacerdote che ti assolve poi rendi grazie per il dono e per la Grazia che hai ricevuto. Il peccato è stato lavato nel sangue di Cristo.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente.Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».Parola del Signore.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».Parola del Signore.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».Parola del Signore.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?". E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».Parola del Signore.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla numerosa di pubblicani e d'altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».Parola del Signore.
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Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».Parola del Signore.
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