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Mirafiori è la grande, gloriosa, fabbrica della Fiat. È stata la fabbrica più grande d'Europa, nel 1971 ospitava 60.000 operai, oggi sono poco più di 4.000, la maggior parte vicino alla pensione. Tutti in cassa integrazione, che significa lavorare poco e guadagnare poco. Attraverso le voci degli ultimi operai e delle ultime operaie, Zancan restituisce un mondo fatto di lavoro, fatica, povertà, ma anche di appartenenza, orgoglio, lotte e sogni.
RadioBorsa - La tua guida controcorrente per investire bene nella Borsa e nella Vita
In questa puntata di Financial Fitness partiamo da una domanda scomoda: fare a fettine il proprio capitale umano per la famiglia è un atto d'amore o un rischio finanziario sottovalutato?Attraverso storie concrete e un passaggio chiave della giurisprudenza recente, scopriamo perché oggi non esiste più un diritto automatico a “vivere come prima” dopo una separazione e cosa significa, davvero, dimostrare un danno economico.Tra capitale umano, autonomia, dipendenza e lavori che cambiano sotto la spinta dell'intelligenza artificiale, l'episodio invita a guardare alle scelte affettive con uno sguardo nuovo: non per giudicarle, ma per capirne fino in fondo le conseguenze.
Fantasia e realtà non sono mondi separati, ma piani che si intrecciano continuamente nella nostra esperienza. La fantasia anticipa, colora, protegge; la realtà verifica, delimita, a volte delude. In questo episodio esploriamo il confine sottile tra ciò che immaginiamo e ciò che accade davvero, e come spesso non soffriamo per la realtà in sé, ma per la distanza tra questa e la storia che avevamo costruito.Attraverso uno sguardo psicologico e corporeo, osserviamo quando la fantasia diventa risorsa creativa e quando invece si trasforma in fuga o in illusione. Un viaggio per riconoscere come tornare alla realtà senza rinunciare all'immaginazione, e come abitare la fantasia senza perdere il contatto con ciò che è vivo, concreto e presente.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
Maurizio Cecchetti"Non serve scomodare gli dei"Il kitsch è dentro di noiOfficina Librariawww.officinalibraria.netChe cos'è il kitsch? Come si presenta nell'età in cui tramonta il buon gusto? Troppo di tutto: la nostra è un'epoca carica di «segni, linguaggi, cose, stili, parole indipendenti», generati dal desiderio affannoso e confuso di bellezza. Attraverso colori, musiche, narrazioni, un mondo troppo pieno satura i sensi e l'immaginario. Non si può più ridurre il kitsch, come già suggeriva Hermann Broch, al male nell'arte. Da queste pagine emerge una figura mobile, inafferrabile, una sorta di categoria universale del nostro presente. Perché «il kitsch non è il brutto o il cattivo gusto, ma il come se ne fa uso a fini estetici»; è il testimonial perfetto e ambiguo del dominio del mercato sulla vita di ogni uomo.Il volume si arricchisce di dodici disegni di Giorgio Bertelli realizzati appositamente dall'artista per questa edizione.Maurizio Cecchetti (Cesena, 1960), critico d'arte, saggista ed editore svolge da decenni un'azione di critica militante su giornali e riviste. Attualmente collabora a «La Stampa» e a «Finestre sull'arte». Ha pubblicato vari volumi, tra cui I cerchi delle betulle (Milano 2007), Pelle di vetro. Il libro dell'antiarchitettura (Milano 2010), Fuori servizio. Note per la manutenzione di Marcel Duchamp (Milano 2018), Come fu che la Biennale di Venezia diventò un circo (Milano 2024), Gli anni di Fancello (Milano 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
RELOADED---Le voci di chi serve oggi per guidare il domani.Ecco un nuovo podcast di Assoraider dopo Una Co(a)sa ben fatta (“una cosa ben fatta!”, ovvero “tante cose fatte bene, da cui prendere esempio”. Da un idea del Commissariato al Volontariato di ASSORAIDER - Associazione Italiana di Scautismo Raider, una serie di incontri con Associazioni e realtà del terzo settore che operano nel sociale, per discutere argomenti e progetti che possano essere di spunto ed esempio per il mondo Scout.) e In-Form-Azione ("sapere per saper fare e per saper trasmettere", attività di formazione continua a cura della Formazione Quadri)"Servire, Guidare, Raccontare è il podcast in cui giovani capi scaut dell'ASSORAIDER dialogano con le funzioni nazionali dell'associazione, per scoprire cosa significa assumersi responsabilità educative, organizzative e valoriali a servizio degli altri. Attraverso dialoghi diretti, esempi concreti e racconti di esperienza, il podcast esplora il “dietro le quinte” dei ruoli associativi: come si arriva a ricoprirli, quali competenze richiedono, quali sfide comportano e quale impatto hanno sulla crescita personale e della comunità scaut. Uno spazio di confronto autentico che rende accessibili struttura, missione e spirito di servizio, offrendo orientamento e ispirazione a capi e raider in cammino." (la presentazione del podcast)OGGI: Stefano Carpedi, scaut ASSORAIDER della sezione Senna Comasco 1, dialoga con Francesco Ranucci, Presidente Capo Scaut ASSORAIDER. Un confronto diretto su esperienza, servizio e visione associativa.
Dal progetto Formed alla mobilità per dottorandi e specializzandi, Simona Deidda lavora per rendere l'Erasmus a UniCA un'esperienza inclusiva, formativa e culturalmente integrata Simona Deidda è una delle figure che contribuiscono in modo concreto all'inclusione degli studenti internazionali all'Università degli Studi di Cagliari. Simona Deidda lavora all'interno dell'ufficio ISMOKA e si occupa del progetto Formed, oltre a seguire percorsi di mobilità internazionale dedicati a studenti, dottorandi e specializzandi. Il suo ruolo si colloca nel cuore dell'Erasmus come esperienza non solo accademica, ma anche umana e culturale. Il progetto Formed e l'inclusione internazionale Formed è un progetto pensato per favorire l'accoglienza e l'integrazione di studenti provenienti da contesti extra-europei, in particolare dall'area del Mediterraneo. Attraverso attività di supporto linguistico, culturale e amministrativo, il progetto aiuta gli studenti a orientarsi nel sistema universitario italiano. Simona Deidda segue da vicino questi percorsi, rendendo l'esperienza Erasmus più accessibile e meno frammentata. Un lavoro che va oltre la burocrazia Occuparsi di Formed significa accompagnare le persone, non solo gestire pratiche. Il lavoro quotidiano comprende ascolto, mediazione culturale e supporto personalizzato. Gli studenti internazionali affrontano spesso difficoltà legate alla lingua, alle differenze accademiche e alla vita quotidiana. In questo contesto, la presenza di una figura di riferimento come Simona Deidda diventa fondamentale per costruire fiducia e continuità. Mobilità per dottorandi e specializzandi Oltre a Formed, Simona Deidda segue anche la mobilità internazionale di dottorandi e specializzandi. Si tratta di percorsi diversi rispetto alla mobilità degli studenti triennali o magistrali, perché richiedono maggiore flessibilità e un coordinamento più mirato. Queste esperienze permettono di rafforzare la ricerca e la formazione avanzata, favorendo scambi accademici di alto livello. Integrazione culturale e crescita personale L'internazionalizzazione non si esaurisce nelle aule universitarie. Favorire l'incontro tra studenti internazionali e comunità locale significa creare un ambiente più aperto e dinamico. Attraverso iniziative di orientamento e momenti di confronto, il lavoro di Simona Deidda contribuisce a costruire un'università capace di valorizzare le differenze culturali come risorsa. Le sfide dell'internazionalizzazione Gestire progetti complessi come Formed richiede attenzione costante. Le sfide riguardano la comunicazione interculturale, l'adattamento ai cambiamenti dei programmi Erasmus e la necessità di rispondere a bisogni sempre diversi. In questo scenario, il ruolo di Simona Deidda si inserisce come punto di equilibrio tra struttura istituzionale e dimensione umana. Uno sguardo al futuro della mobilità inclusiva L'università del futuro sarà sempre più internazionale e inclusiva. Progetti come Formed rappresentano un modello di accoglienza che guarda avanti, mettendo al centro le persone. Il lavoro svolto da Simona Deidda rafforza il ruolo di UniCA come ateneo capace di offrire opportunità concrete, valorizzando la mobilità Erasmus non solo come scambio accademico, ma come esperienza di crescita condivisa.
Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it Quante opportunità ti stanno passando davanti senza che tu te ne accorga? In questa puntata parliamo di chiarezza mentale, attenzione e obiettivi. Spesso non vediamo nuove possibilità nel lavoro o nella vita personale perché non abbiamo definito cosa stiamo davvero cercando. Attraverso un episodio reale (un banco al mercato “invisibile” per anni) scopriamo perché la chiarezza guida la percezione e come attivare il tuo radar interno per riconoscere opportunità, soddisfazione e direzione. Se vuoi più focus, crescita personale e un futuro più intenzionale, questa puntata è per te.
Maria Cristina Amoretti"Una scienza libera?"Il ruolo dei valori nella ricerca scientificaRosenberg & Sellierwww.rosenbergesellier.itÈ davvero possibile e auspicabile una scienza “libera”, completamente immune da influenze etiche, politiche, culturali, economiche o religiose? Questo volume esplora in profondità il rapporto tra scienza e valori, mostrando come le intrusioni valoriali pervadano l'intero processo scientifico: dalla definizione delle priorità di ricerca alla valutazione delle evidenze, fino all'accettazione delle ipotesi e alla comunicazione dei risultati. Contrariamente a un'idea ancora diffusa, l'autrice argomenta come l'ideale della value-free science sia non solo irrealistico, ma anche indesiderabile, e come il tentativo di nascondere il ruolo dei valori possa compromettere l'integrità, l'affidabilità e la credibilità della scienza stessa. Attraverso una solida analisi teorica e numerosi esempi concreti, il volume aiuta a comprendere come la scienza possa rimanere oggettiva e al servizio della società, senza nascondere — ma anzi rendendo trasparenti — le sue molteplici connessioni con i valori.Maria Cristina Amoretti è professoressa associata in Filosofia della scienza presso l'Università di Genova. Si occupa di questioni concettuali e metodologiche in filosofia della medicina e della psichiatria, con particolare riferimento al ruolo dei valori nella pratica scientifica. Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli e volumi tra cui: Filosofia della scienza. Parole chiave (con D. Serpico, Carocci 2022) e Filosofia della medicina. Pensare la salute e la malattia (Carocci 2015).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
I testi analizzati delineano la figura storica e il sistema metafisico di Plotino, l'architetto del Neoplatonismo, evidenziando il passaggio dalla biografia curata da Porfirio alla complessa struttura delle Enneadi. La narrazione ripercorre le tappe salienti della sua vita, dall'incontro mistico con Ammonio Sacca ad Alessandria fino alla fondazione della sua influente scuola a Roma. Il fulcro dottrinale risiede nella teoria delle tre ipostasi, dove la realtà emana necessariamente dall'Uno ineffabile per generare l'Intelletto e l'Anima. Attraverso estratti diretti, viene esplorato il concetto di emanatismo monistico, descrivendo come il principio supremo trabocchi potenza senza perdere la propria immobilità. Il percorso spirituale si conclude con l'esortazione al ritorno dell'anima verso il divino, un processo di unificazione interiore che trascende la conoscenza puramente intellettuale. In sintesi, le fonti celebrano l'unione tra il rigore filosofico greco e una profonda aspirazione alla trascendenza, che ha segnato indelebilmente il pensiero occidentale e cristiano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/l-antica-sapienza-egizia--3571682/support.
Quante volte rinunci a qualcosa non perché non sei abbastanza brava, ma perché non ti senti legittimata a occupare quello spazio? In questo episodio parliamo di autorizzazione interiore, identità, ambizione e di come molte rinunce nascano non dall'incapacità, ma dal sentirsi “fuori posto”. Attraverso storie vere e una riflessione profonda, ti invito a riconoscere dove ti stai togliendo il permesso e cosa potrebbe cambiare se smettessi di farlo. Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it
Dall'accoglienza degli studenti Erasmus ai progetti di integrazione culturale, Lorenzo Pirinu lavora per rendere l'Università di Cagliari un punto di riferimento per la mobilità internazionale in entrata Lorenzo Pirinu è una figura chiave per l'accoglienza degli studenti internazionali che scelgono Cagliari come destinazione Erasmus. Lorenzo Pirinu lavora presso l'ufficio ISMOKA dell'Università degli Studi di Cagliari e si occupa dell'Incoming Erasmus, ovvero della gestione e del supporto degli studenti stranieri in arrivo. Il suo ruolo contribuisce in modo diretto a costruire l'immagine di UniCA come ateneo aperto, inclusivo e internazionale. Accogliere studenti da tutto il mondo Gestire l'Incoming Erasmus significa occuparsi di molto più della semplice burocrazia. Lorenzo Pirinu segue gli studenti fin dal primo contatto, supportandoli nelle procedure di iscrizione, nei learning agreement e nell'orientamento iniziale. Questo lavoro è fondamentale per garantire un ingresso sereno nel sistema universitario italiano e per ridurre le difficoltà legate a lingua, regole accademiche e organizzazione della vita quotidiana. L'importanza dell'accoglienza nell'esperienza Erasmus L'accoglienza rappresenta uno degli aspetti più delicati della mobilità internazionale. Uno studente che si sente supportato sin dall'arrivo vive l'esperienza Erasmus in modo più positivo e produttivo. Attraverso il lavoro di Lorenzo Pirinu e dell'ufficio ISMOKA, UniCA offre un punto di riferimento stabile, capace di accompagnare gli studenti incoming non solo nei primi giorni, ma durante tutto il loro percorso accademico. Integrazione culturale e vita universitaria Oltre agli aspetti amministrativi, l'Incoming Erasmus si concentra sull'integrazione culturale. Favorire l'incontro tra studenti internazionali e comunità locale è essenziale per rendere l'esperienza completa. Attività di orientamento, momenti informativi e collaborazioni con altre realtà universitarie aiutano gli studenti a sentirsi parte della vita del campus e della città di Cagliari. Le sfide della mobilità in entrata Accogliere studenti da Paesi e sistemi universitari diversi comporta sfide continue. Differenze culturali, aspettative accademiche e difficoltà linguistiche sono elementi che richiedono attenzione costante. Il lavoro di Lorenzo Pirinu si inserisce proprio in questo contesto, cercando soluzioni pratiche e flessibili per rispondere alle esigenze di una popolazione studentesca sempre più internazionale. L'impatto sull'ateneo e sul territorio La presenza di studenti Erasmus incoming arricchisce l'università e il territorio. Le aule diventano spazi multiculturali, mentre la città beneficia di uno scambio continuo di idee e prospettive. Attraverso una gestione attenta dell'Incoming, UniCA rafforza il proprio ruolo nel panorama universitario europeo e rende Cagliari una destinazione attrattiva per la mobilità internazionale. Uno sguardo al futuro dell'Incoming Erasmus La mobilità in entrata è destinata a crescere e a trasformarsi. Digitalizzazione dei servizi, maggiore attenzione all'inclusione e nuove collaborazioni internazionali sono temi sempre più centrali. In questo scenario, il lavoro di Lorenzo Pirinu contribuisce a costruire un modello di accoglienza moderno, efficace e umano, capace di rispondere alle sfide future dell'internazionalizzazione universitaria.
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Elisa Andriano"Sembrava dovessero incendiare il mondo"Clown Bianco Edizioniwww.clownbianco.comStudiare, laurearsi, non tornare più indietro: il piano era perfetto. Alla retorica del «se vuoi, puoi», Carlotta ci aveva creduto fin da bambina, mentre osservava la madre trasformarsi in un ingranaggio della macchina produttiva del Nord Est. Eppure, nel 2000, la realtà decide di non piegarsi alla sua volontà. Attraverso un monologo interiore serrato, dove il dialogo si fonde al pensiero in un respiro unico, seguiamo Carlotta nei vicoli nebbiosi di una Ferrara dai due volti, accogliente e respingente. Un test di gravidanza positivo diventa lo spartiacque tra la ragazza che era e la donna chiamata a fare una scelta. Mentre le amiche si allontanano e le profezie di una cartomante iniziano a pesare come condanne, Carlotta smonta, pezzo dopo pezzo, la grande finzione del merito e dell'equità sociale. Come il terzo segreto di Fatima, svelato dopo quarant'anni per rivelarsi una verità deludente, così la vita di Carlotta approda alla sua personale rivelazione. Un romanzo potente sulla fragilità dei progetti umani e sulla forza di chi ha il coraggio di guardare in faccia il proprio destino.Elisa Andriano vive a Valdagno, dove divide il tempo tra il lavoro in un'azienda artigiana, la famiglia, e l'amore per la narrazione. Laureata in Arti del teatro, ha imparato che ogni racconto ha bisogno del giusto sguardo: che sia attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica o tra le righe di una poesia. Fotografa per passione, coltiva piante e nei dettagli ricerca la bellezza. Sembrava dovessero incendiare il mondo è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sonia La Marca"Il risveglio della Grande Madre"Viaggio evolutivo attraverso le stagioni dell'anima e di Madre NaturaEdizioni Spazio Interiorewww.spaziointeriore.comQuesto libro è un viaggio alchemico ed evolutivo, in cui l'Autrice ci accompagna in un cammino che esplora il risveglio delle forze femminili e maschili nella loro essenza sciamanica, spirituale, corporea e mentale. Attraverso la conoscenza delle forze della Grande Madre, veniamo condotti in un dialogo profondo con le energie di Madre Terra, radicandoci nella sua saggezza ancestrale. Questo percorso di trasformazione si snoda nella sanazione delle radici: l'albero genealogico, le relazioni che ci plasmano e soprattutto la relazione con noi stessi, primo e sacro incontro con il nostro essere. È il viaggio dell'iniziato: un cammino di consapevolezza attraverso tutte le stagioni interiori, accogliendone i doni, le opportunità, le ombre e la luce. Perché solo attraversandole fino in fondo possiamo evolverci, guarire, manifestarci, crescere e illuminarci. Le pagine di questo libro mostrano come le dinamiche della vita, dalla nostra origine primale ai giorni presenti, ci guidino in un ciclo di evoluzione continua: un invito a riscoprire il nostro posto nell'equilibrio universale, armonizzando spirito e corpo, mente e cuore, e intrecciando il nostro viaggio personale con il respiro della natura e il ritmo eterno della vita, aiutandoci a prendere consapevolezza di tutto quello che siamo e possiamo essere, a entrare in contatto con le nostre ferite, risvegliare l'istinto arcaico che possediamo e così ritrovare il nostro potere personale.«Questo non è un libro. Questo è un viaggio. È il viaggio che, attraverso l'incontro con la Grande Madre, mi ha portata a fiorire, trasformandomi da donna inconsapevole, desiderosa di colmare il vuoto che si portava dentro, a donna in cammino alla scoperta di se stessa e della sua sacralità. Ma è anche il tuo viaggio, di te che ti appresti a leggere e a scendere dentro di te, alla scoperta di te stessa e della tua sacralità.È un viaggio attraverso le stagioni, della natura e dell'anima, che si sviluppa attraverso un percorso circolare che dall'Autunno conduce all'Estate, dalla Morte alla Manifestazione. Ed è il ciclo dell'anima, del cambiamento e di ogni percorso evolutivo, dove le quattro stagioni diventano archetipi per raccontare le quattro fasi del viaggio alchemico, personale e collettivo, che dall'ombra conduce alla luce, dal trauma alla guarigione. Il ciclo trasformativo non si esaurisce con il suo apparente compimento, ma ricomincia ogni volta da dove si è fermato per dare inizio a una nuova parabola. Ecco allora che il cerchio diventa spirale, permettendoci di toccare ogni volta livelli sempre più profondi e raggiungere gradini sempre più alti della nostra incarnazione».Sonia La Marca è terapeuta sciamanica, costellatrice, formatrice e scrittrice. Inizia consapevolmente a lavorare su di sé nel 2008, ma è nel 2012 che avviene un clic riconosce la propria missione: accompagnare gli altri nella guarigione e nell'evoluzione dell'anima. Il suo primo strumento è la natura, che la conduce alla floriterapia. Prosegue con l'Ipnosi Regressiva, la lettura dei Registri Akashici, PSYCH-K® ed EFT, strumenti che favoriscono l'integrazione e la guarigione tra corpo, mente e spirito. L'incontro con una curandera sudamericana le apre la via alla saggezza antica delle Ande e allo Sciamanesimo. Inizia il lavoro con le piante maestre e medicina, e apprende a leggere dal Libro della Natura, una guida vivente e sacra. La maternità e la relazione di coppia rappresentano passaggi profondi e trasformativi che radicano ulteriormente il suo cammino. Nel tempo, si forma nelle costellazioni familiari multidimensionali, e conosce a fondo il lavoro corporeo ed emotivo di Willi Maurer e le 5 Leggi Biologiche. Da queste esperienze nasce un metodo personale che unisce la visione sistemica al lavoro sul trauma e al risveglio della sacralità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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L'esule istriana, residente da quasi 60 anni nella città altovicentina, condurrà personalmente le visite guidate alla mostra, che sarà visitabile fino a domenica 22 febbraio presso Palazzo Toaldi Capra.
Daria Scolamacchia"Corpi reali, corpi immaginati"Identità, appartenenza, costruzione di sensoFino al 29 giugno 2026Centro della Fotografia, Romawww.centrodellafotografia.itAll'interno del neonato centro della Fotografia, ritroviamo uno spazio dedicato ai linguaggi contemporanei: un osservatorio sul nostro tempo, un luogo di scoperta e riflessione sui temi che attraversano la societa contemporanea. Un progetto curatoriale che invita a guardare il presente con attenzione critica, mettendo in dialogo pratiche artistiche diverse e prospettive plurali. Inaugura questo spazio il progetto espositivo CORPI REALI, CORPI IMMAGINATI a cura di Daria Scolamacchia, docente di fotografia presso lo IED di Roma, che dichiara: “La mostra intende proporre una riflessione su corpo e gesto attraverso materiali d'archivio, immagini documentarie e installazioni tessili. All'interno ci sono questioni legate all'identità, a processi di emancipazione e alla costruzione di senso. Nonostante la diversità di approccio e l'intenzione con cui nascono, i lavori presentati condividono una tensione comune verso la contaminazione tra pratiche e linguaggi. Il corpo diventa uno spazio di scoperta e sperimentazione".La fotografia supera i limiti della cornice tradizionale per assumere nuove dimensioni espositive, capaci di scardinare prospettive consolidate e aprire a modalità inedite di fruizione. In questo contesto si inserisce Today's Curiosity di Kensuke Koike, il primo artista presentato nello spazio: un piccolo archivio in continua evoluzione che raccoglie ciò che, giorno dopo giorno, cattura la sua attenzione. Le opere nascono da un processo di recupero e rivisitazione di materiali d'archivio e cartoline vintage e sono spesso realizzate a poche ore dalla prima intuizione, per preservare l'emozione originaria senza filtri o sovrastrutture. “Non si tratta tanto di documentare gli eventi, quanto piuttosto di catturare i brevi movimenti della mia percezione”, afferma Koike. Ogni lavoro diventa così una traccia minima ma significativa di uno sguardo che cambia, anche solo impercettibilmente, nel rapporto quotidiano con il mondo.Seconda artista presente è Alix Marie, con due opere: Maman, un'installazione composta da cinque immagini del busto della madre, stampate su un tessuto setoso e disposte lungo una struttura circolare in metallo, cava, di due metri di diametro e due metri e mezzo di altezza. L'opera invita il visitatore a entrare nel cerchio, offrendo un'esperienza intima all'interno dello spazio pubblico del museo: dall'interno le immagini sono pienamente visibili, mentre dall'esterno si rivelano solo parzialmente, lasciando intuire ciò che è nascosto. L'installazione si inserisce nelle ricerche di Alix Marie sullatopologia del corpo femminile e sulla materialità della fotografia, in dialogo con il tessuto e con la sua storia. Ispirata al baldacchino — “letto” tradizionalmente utilizzato per proteggere dal freddo e dagli sguardi indiscreti — l'opera riflette sulle ambivalenze della maternità: da un lato il desiderio di rifugio e conforto, dall'altro il senso di confinamento legato a una protezione percepita come soffocante. Seconda opera in mostra è STRETCH, che ritrae l'amica di lunga data e modella Nina Boukhrief, performer, danzatrice e attrice, le cui immagini sono stampate su tessuto in lycra. La collaborazione esplora le dinamiche dell'amicizia femminile e il rapporto di autonomia e potere sull'immagine tra modella e fotografa, spesso condizionato da stereotipi di genere. In STRETCH la modella esegue posizioni yoga, offrendo uno sguardo critico sulla frenesia contemporanea del fitness e del benessere, legata alle politiche del corpo. Le fotografie vengono fissate e tirate fino ai limiti del materiale, generando una distorsione che richiama le immagini digitalmente alterate e, al tempo stesso, allude allo sforzo fisico, al gesto e alla sensazione stessa dello stiramento muscolare. Entrambe le opere di Alix Marie sono una gentile concessione di Ncontemporary. Un ulteriore nucleo della mostra è dedicato al lavoro di Forough Alaei, che tra il 2019 e il 2024 ha documentato la vita delle pescatrici dell'isola iraniana di Hengam, all'estremità meridionale del Golfo Persico. Qui la pesca è praticata soprattutto dalle donne, conosciute come “le figlie del mare”. Indossano veli e mascherine colorati, memoria di antiche occupazioni straniere, che le proteggono dal sole e dagli sguardi indesiderati. Pescano nel rispetto dell'ecosistema, utilizzando esche fatte a ed evitando reti e pesca a strascico. Il loro lavoro sostiene le famiglie e sfida leggi e convenzioni che per decenni hanno limitato l'accesso femminile ai lavori più duri e rischiosi. Attraverso ritratti in mare, nei momenti di preparazione e durante la pesca, Alaei trasforma i gesti quotidiani di queste donne in immagini vive e colorate di coraggio, resilienza e tradizione.Con Campo Visivo, il Centro della Fotografia conferma il proprio impegno nel promuovere una riflessione aperta e contemporanea sull'immagine, intesa non solo come rappresentazione, ma come spazio di pensiero, relazione e trasformazione. In questo senso Campo Visivo è al tempo stesso un binocolo per guardare lontano e una lente d'ingrandimento su ciò che ci circonda: uno spazio in cui osservare, interrogare e reinterpretare il reale.Le mostre sono promosse da Roma Capitale e Fondazione Mattatoio e organizzate da Civita Mostre e MuseiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
E se il fallimento non fosse la fine, ma l'inizio di un cambio di prospettiva?In questo episodio parlo di paura di fallire, burnout e cambiamento. Di quanto spesso ci concentriamo su quel 10% che non va, dimenticando il 90% delle cose che stanno già funzionando nella nostra vita.Attraverso riflessioni personali, psicologia e piccoli esempi quotidiani, esploriamo perché il fallimento non è un giudizio su chi siamo, ma una tappa naturale di crescita. E come imparare ad annaffiare i semi giusti: quelli della gratitudine, della pazienza e dell'allineamento con ciò che siamo davvero.Un episodio per chi sente di essere stanco, in transizione, o semplicemente ha bisogno di ritrovare prospettiva.Trovi le fonti degli articoli citati nel mio SubstackIscriviti alla mia newsletter e abbonati al podcast
Link al form: https://www.amazon.it/hz/wishlist/ls/TQB5MSL6ASYB?ref_=wl_share Quando la comunicazione pubblica diventa un banco di prova per leadership, gestione della pressione e posizionamento personale. In questo episodio reaction analizziamo il confronto mediatico tra Leonardo Maria Del Vecchio e Lilli Gruber, osservando non tanto il contenuto dello scambio, quanto il modo in cui una risposta diversa avrebbe potuto cambiare percezione, impatto e narrazione pubblica. Attraverso una lettura strategica della comunicazione, riflettiamo su: • come gestire domande scomode in contesti ad alta esposizione • l'importanza del linguaggio, del tono e della postura comunicativa • il ruolo della leadership quando si parla a un pubblico ampio • come trasformare un momento critico in un'opportunità di posizionamento Questo video non vuole giudicare, ma offrire una chiave di lettura utile a manager, imprenditori e professionisti che ogni giorno si trovano a comunicare sotto pressione. Perché spesso non è solo cosa diciamo a fare la differenza, ma come scegliamo di dirlo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa puntata scopri il vero segreto del successo che nessuno ti insegna: la disponibilità a pagare il prezzo del cambiamento. Attraverso esempi concreti e riflessioni pratiche, esploriamo come affrontare il disagio, trasformare il dolore in feedback e scegliere consapevolmente cosa sei disposto/a a sacrificare per ottenere ciò che desideri davvero. Un episodio diretto, sincero e trasformativo per chi vuole smettere di cercare scuse e iniziare ad agire. _________
Il Messaggio di Oggi: “ENTRARE NEL REGNO DI DIO ATTRAVERSO MOLTE TRIBOLAZIONI” • Atti 14: 22 • Romani 14 :17 • Galati 5: 22 • Matteo 4 :4 • 1 Pietro 2 :2 • 1 Pietro 2: 1 • Luca 17: 21 • 1 Corinzi 4 :20 • 1 Giovanni 4: 4 • Romani 13: 13 • 1 Giovanni 1 :7 • 1 Giovanni 1: 9 • Salmo 32: 5 • 2 Timoteo 4 :18 • 2 Timoteo 4: 17 • Filippesi 1: 6 • Atti 14: 21 • Romani 16: 20 • Genesi 3: 15 • Giovanni 16 :33 • 2 Tessalonicesi 1 :5 • Matteo 3 :2 • Apocalisse 22 :12 • Apocalisse 22: 20-21 • Efesini 2: 8--Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Preghiera in memoria di Andrea Poretti"Bene, servo buono e fedele: sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone" (Matteo 25,21)In questa meditazione Andrea Riccardi, partendo dalla parabola dei talenti, ricorda la vita di Andrea Poretti come testimonianza concreta di fedeltà, gratuità e amore per i poveri. Attraverso il racconto della sua storia, emerge una spiritualità vissuta nella preghiera, nell'amicizia e nel servizio, capace di trasformare i doni ricevuti in speranza per molti. La sua esistenza diventa così immagine della vita cristiana come risposta generosa alla chiamata di Dio e come partecipazione alla gioia del Regno.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=0zRBFGjoXHY&t=6s
S. 3 Ep. 73 - Viviamo quasi sempre nella testa: pensieri, preoccupazioni, programmi, ricordi. Eppure il presente si manifesta in un solo luogo: nel corpo. Questa meditazione guidata ti accompagna a tornare dalle idee alle sensazioni, dalla mente al sentire, usando il corpo come ancora naturale alla presenza. Non serve rilassarti né “fare bene” la pratica: basta abitare ciò che senti.
Passione Triathlon n° 349Sebastian Pedrazaprotagonista della nuova puntata di Passione Triathlon.Sebastian Pedraza, ex campione di triathlon, si racconta al Daddo in una veste nuova: quella di scrittore. Attraverso i suoi libri, "Quanto vuoi ciò che dici di volere" e "Il Chilometro 30", Sebastian esplora un percorso di auto-osservazione nato dopo la fine della carriera professionistica e segnato da profondi cambiamenti personali. L'intervista tocca temi come l'importanza di "rallentare" in una società frenetica, la riscoperta della propria identità oltre le etichette sociali e la sua visione anticonvenzionale su allenamento e nutrizione, incluso il digiuno.CAPITOLI00:00 - Introduzione: Sebastian Pedraza da atleta a scrittore01:35 - Scrivere per sfogarsi: la genesi dei libri02:50 - La domanda scomoda: chi sei quando togli tutte le tue identità?04:45 - Il Triathlon oggi: godersi l'allenamento senza l'ossessione dei social06:05 - Evoluzione da Coach: insegnare il valore del recupero e del riposo07:25 - Primo libro: "Quanto vuoi ciò che dici di volere" e la coerenza10:20 - Compromesso, scelte e responsabilità verso i propri sogni12:20 - Ricordi da Pro: quando ci si allenava 40 ore a settimana15:25 - Secondo libro: "Il Kilometro 30" e il superamento del "muro" della vita18:00 - I 14 anni di sfide: perdite, cambiamenti e resilienza22:55 - Un invito a rallentare: contemplare la natura e respirare26:00 - Il tema del digiuno: l'esperienza di Sebastian con gli Ironman a stomaco vuoto32:50 - Perché leggere "Il Kilometro 30": una storia di maturità e condivisione36:50 - La felicità oggi: vivere il presente e meravigliarsi ancora45:10 - Cosa rappresenta il Triathlon oggi: il posto al sicuro dell'animaSegui l'intervista condotta da Dario Daddo Nardone,PASSIONE TRIATHLON, in prima visione la nuova puntata sul canale youtube @DaddoSport ogni mercoledì alle 19.00!#daddocè #mondotriathlon #ioTRIamo ❤️________Video puntate Passione Triathlon: https://www.mondotriathlon.it/passioneSegui il Podcast di Passione Triathlon anche suSpotify: https://open.spotify.com/show/7FgsIqHtPVSMWmvDk3ygM1Spreaker: https://www.spreaker.com/show/triathlonAmazon Music: https://music.amazon.com/podcasts/f7e2e6f0-3473-4b18-b2d9-f6499078b9e0/mondo-triathlon-daddo-podcastApple Podcast: https://podcasts.apple.com/it/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast/id1226932686Trinews: Mondotriathlon.itFacebook: @mondotriathlonInstagram: @mondotriathlon________#triathlon #trilife #fczstyle#mondotriathlon #passionetriathlon#galadeltriathlon #triathlonshow #trivoluzione#daddosport #govegan #stopgenocideDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/mondo-triathlon-daddo-podcast--2275909/support.
Denis Curti"Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"Palazzo Reale, Milanofino al 17 maggio 2026A Palazzo Reale di Milano, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un'ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l'opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l'esposizione è inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l'Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l'Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. “Tutto cambia quando l'amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid - racconta Denis Curti curatore della mostra - e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se stesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all'estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l'esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere "arte" ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”. A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall'uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. “Autodidatta, - continua Denis Curti - Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima Hasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei bianchi e neri perfetti per cui è oggi universalmente conosciuto. L'obiettivo di questa mostra è proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia più alta, tra i più importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura”. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell'HIV.La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l'intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull'identità e il piacere dell'artificio, sperimentati dall'artista con l'obiettivo di creare una relazione con l'altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all'amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici. Autoritratti e identità. La sezione degli autoritratti rivela un'introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe usa la macchina fotografica come uno specchio dell'anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia. Il ritratto. In mostra i volti di celebrità come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini. Per Mapplethorpe il ritratto in studio è un incontro tra due anime: un "altare visivo" dove la corporeità viene trasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l'equilibrio e la luce. Nudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi sociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti come apparizioni passionali e "muscoli pulsanti", in bilico tra la sacralità della forma e allusioni delicatamente erotiche. In dialogo con l'Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per "sciogliere" le membra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida come carne viva.https://marsilioarte.us14.list-manage.com/track/click?u=c47da75d8834873eb7150a10f&id=81ea925391&e=0696917494La retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma, al Museo dell'Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe. “In Marsilio Arte - afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte - crediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza in una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla valorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d'eccellenza come Le Stanze della Fotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette città come Venezia, Milano e Roma, vogliamo trasformare l'esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualità del catalogo e il rigore del progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell'immagine”. Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast - disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l'evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesco Cuzzocrea"Attraverso il tuo cuore"Percorsi di coppia tra spiritualità e psicologia del contattoEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itCosa tiene viva una relazione di coppia nel tempo? Come si attraversano le crisi, il silenzio, la stanchezza, senza smarrirsi? Ecco un itinerario delicato e potente che unisce spiritualità cristiana e psicologia del contatto, pensato per coppie reali: quelle che si amano ma litigano, quelle che si cercano ma si perdono, quelle che vogliono ancora scegliere l'amore… ogni giorno. Ogni capitolo è una tappa: un pensiero-chiave, una storia, una riflessione, un gesto da vivere, una preghiera da condividere. Strutturato come un percorso pratico e trasformativo, il libro accompagna la coppia a riaprire dialoghi, ritrovare l'intimità, affrontare le ferite, e riscoprire che Dio abita anche nella casa, nei corpi, nei giorni semplici.Francesco Cuzzocrea, presbitero della chiesa di Reggio Calabria-Bova dove vive il ministero di parroco, teologo del Matrimonio e della Famiglia ha insegnato Sacramento del Matrimonio, Pastorale familiare e Teologia Morale Sessuale, Matrimoniale e Familiare presso la Pontifica Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Istituto Teologico Pio XI di Reggio Calabria; Gestalt counselor familiare e di coppia; esperto nelle relazioni educative familiari e mediatore familiare; assistente ecclesiastico della Federazione Regionale Calabrese dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana e consulente etico presso il Centro Servizi Sociali per la Famiglia Consultorio Familiare “Pasquale Raffa” di Reggio Calabria, consigliere spirituale di Equipe Nôtre Dame, assistente della Comunità La Sorgente, Cappellano presso II.PP. “G. Panzera” di Reggio Calabria. Le sue pubblicazioni principali: La danza dei cuori. Gestalt Counseling Sessuologico ed Etica cristiana (Assisi, 2022); La preparazione dei giovani al matrimonio e alla famiglia (Roma, 2006); L'amore sponsale nell'antropologia di Giovanni Paolo II (Cosenza, 2002). Ha scritto per le seguenti riviste: Consultori Familiari Oggi (Ancora), La Famiglia (La Scuola), Comunità (Missione Chiesa-Mondo), Lettera End (Equipe Nôtre Dame), La chiesa nel tempo (Laruffa).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Andrea Colamedici"Il Carnevale di Putignano"La città di Putignano si lascia attraversare, ancora una volta, dalla magia del suo Carnevale, tra le manifestazioni più antiche e longeve d'Europa e che quest'anno giunge alla 632ª edizione. Le sue origini risalgono al 1394 e, da allora, il filo della tradizione non si è mai spezzato: riti, gesti e costumi continuano a scandire il tempo della festa, rinnovandosi anno dopo anno. Il Carnevale di Putignano nasce dal cuore della sua comunità, che lo vive, lo costruisce e lo tramanda celebrando attraverso la festa la propria identità culturale e un patrimonio di arte e saperi che attraversa le generazioni. Anche in questa edizione, un'attenzione speciale sarà dedicata ai momenti più simbolici e riconoscibili della tradizione identitaria del Carnevale:Giovedì delle Donne Sposate, giovedì 5 febbraioGiovedì dei Cornuti, giovedì 12 febbraioSan Valentino, venerdì 14 febbraioFesta di chiusura, sabato 21 febbraioIl Carnevale entrerà poi nel suo pieno fermento con le tradizionali sfilate in maschera, vero cuore pulsante della manifestazione, che si terranno sabato 7 febbraio alle ore 19:00, domenica 15 febbraio alle ore 11:00 e martedì 17 febbraio alle ore 19:00.Anche quest'anno, la direzione filosofica e culturale è affidata ad Andrea Colamedici, che prosegue il suo percorso di rilettura contemporanea della tradizione putignanese, intrecciando arte e filosofia in un dialogo vivo e costante con la comunità e con il pubblico.IL TEMA: IL PARADOSSOIl paradosso sarà il tema dell'edizione 2026 del Carnevale di Putignano. Un concetto che, da sempre, ne rappresenta l'anima più profonda e che torna oggi come lente per osservare le contraddizioni del presente e trasformarle in slancio creativo.Come accade nel Carnevale più autentico, tutto si rovescia: mentre la natura riposa, la comunità si risveglia; ciò che è scarto diventa materia d'arte; la derisione si trasforma in celebrazione collettiva. È il mondo alla rovescia custodito da secoli dal Carnevale, uno spazio simbolico in cui il potere viene messo in discussione e la fragilità trova nuova forza.La cartapesta, simbolo di Putignano, incarna perfettamente questo spirito: leggera, ma capace di diventare imponente e monumentale. Ogni carro sarà così un paradosso, sospeso tra effimero e grandioso. Attraverso il claim Dove tutto è il contrario di tutto, il Carnevale invita a sostare in quella tensione vitale che nasce dall'incontro degli opposti: ordine e caos, tradizione e innovazione, peso e leggerezza.«Il paradosso, quando viene riconosciuto e abitato consapevolmente, diventa un dispositivo di risveglio di massa. La maschera carnevalesca ci chiede di sostare in quello spazio scomodo dove il pensiero è costretto a farsi creativo, perché le vecchie categorie non bastano più. In un'epoca che pretende coerenza a ogni costo, che esige posizionamenti netti e identità stabili, il Carnevale rivendica il diritto alla contraddizione fertile» dichiara il direttore filosofico, Andrea Colamedici. La commissione della Fondazione Carnevale di Putignano ha selezionato i progetti che daranno vita a sette grandi carri di cartapesta, pronti a sfilare nel centro cittadino durante il mese di febbraio. Ogni opera nasce da un processo di selezione attento e rigoroso, volto a tutelare la continuità della storica tecnica della carta a calco, cuore pulsante della tradizione putignanese. È un percorso lungo e paziente, che inizia dalla costruzione di una solida armatura in ferro, capace di sostenere i grandi modelli in argilla: forme originarie sulle quali, strato dopo strato, gesso, cartapesta e colla di acqua e farina prendono corpo, fino alla fase conclusiva della pittura e delle rifiniture.A rendere possibile questo lavoro sono i Mastri Cartapestai di Putignano, artigiani e artisti insieme, depositari di un sapere tecnico e di una visione creativa che si tramandano di generazione in generazione.La scelta del paradosso come tema rappresenta una sfida intensa e stimolante per i Mastri Cartapestai, chiamati a tradurre in forme, volumi e immagini le contraddizioni e gli enigmi che attraversano l'esistenza umana e la società contemporanea. Ne nasceranno progetti densi di significato, ognuno dedicato a una diversa declinazione del paradosso dei nostri tempi.Come da tradizione, i carri in gara si contenderanno il titolo di vincitore dell'edizione 2026, che verrà assegnato dalla giuria al termine delle sfilate.Il racconto visivo dei carri attraverserà temi complessi e attuali: dalla delicata questione dell'eutanasia, in cui la libertà di scelta si scontra con tradizioni consolidate e rigidità burocratiche, al fenomeno della turistificazione, che rischia di trasformare l'autenticità dei borghi pugliesi in quinte sceniche svuotate di significato.Affiorerà il paradosso dello sfruttamento animale in una società che si proclama animalista, così come quello della ludopatia, che svela un gioco della vita moderna governato da algoritmi capaci di trasformarci in inconsapevoli pedine di un sistema già scritto.Troveranno spazio anche riflessioni sulla disabilità, riletta come occasione di crescita e di trasformazione, e sull'intelligenza artificiale, che solleva forse il paradosso più inquietante del nostro tempo: l'uomo che crea macchine pensanti mentre progressivamente abdica al proprio pensiero critico.Grande attenzione sarà dedicata a un tema di drammatica urgenza come il femminicidio, che rivela la contraddizione più crudele: un amore proclamato che si trasforma in violenza mortale, mostrando come una società che si definisce moderna e libera continui invece a riprodurre antichi schemi di possesso e controllo.Accanto ai sette carri in competizione, sfileranno anche due carri fuori concorso.Il primo è Il Factotum dell'Inconcludenza, un omaggio a Putignano e alla tradizione della cartapesta che si fa riflessione ironica sulla frenesia contemporanea: il mito del “fare tutto” che si ribalta nel paradosso del non riuscire a portare a termine nulla, metafora di una società multitasking che finisce per perdersi nel disordine della propria presunta efficienza. Il secondo è Pollo, credici, realizzato dall'associazione Frallijos e firmato dai ragazzi che lo scorso anno hanno conquistato il primo posto nella categoria delle maschere di carattere, tornando quest'anno con un progetto speciale fuori concorso.Il programma degli eventi si articola in una serie di appuntamenti pensati per animare il Carnevale con linguaggi, atmosfere e pubblici diversi, tra concerti, spettacoli e format speciali. Ad aprire il programma sarà Nina Zilli, attesa sul palco il 1° febbraio con la sua voce inconfondibile, capace di fondere soul, pop e jazz con grande eleganza. Il 7 febbraio sarà invece la volta di BigMama, pronta a travolgere il pubblico con la sua energia, insieme a Madman, tra i liricisti più raffinati del rap italiano, pugliese d'origine, noto per il flow chirurgico e le metriche ardite. A chiudere questo viaggio musicale, il 15 febbraio, arriverà il Canzoniere Grecanico Salentino, che porterà sul palco i ritmi ancestrali della pizzica e del tamburello, celebrando le radici della tradizione popolare salentina.Anche il fronte show promette momenti speciali. Il 1° febbraio spazio all'ironia irriverente di Auroro Borealo, con uno spettacolo inedito che mescola un dj set di grandi classici ballabili ai suoi brani più dissacranti. Il 14 febbraio, invece, il Carnevale si tingerà di romanticismo grazie a Renzo Rubino, che celebrerà San Valentino con serenate nel centro storico insieme ai Propagginanti: incursioni musicali a sorpresa pensate per riportare la magia del corteggiamento nelle piazze di Putignano. Nella stessa serata, Rubino proporrà anche un concerto intimo e inedito, rileggendo i suoi successi in versione piano e voce.L'acquisto dei biglietti è disponibile online sul sito https://www.carnevalediputignano.it/ e presso l'infopoint in via Matteotti 6, Putignano (lunedì-sabato 10-13 e 16-20. Domenica 10-13).Giovani 11-14 anni: da 5 euroAbbonamento 4 sfilate: da 30 euroBiglietto flessibile: 19 euroBiglietto giornaliero: da 16 euroBiglietto gratuito per bambini fino a 10 anni e abbonamento per i domiciliati a 5 euro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Come riconocsere la modalità maggiore? Attraverso l'ascolto di brani che sono certamente nel tuo universo sonoro da sempre. Partiamo da Fra Martino Campanaro, un pezzo che suona infanzia pura, e da La donna è mobile, dal III atto del Rigoletto di Verdi, un manifesto all'escalamazione. Ti faccio sentire tutti i brani che suonano maggiore anche a chi non ha una formazione musicale (tranne quella del flauto dolce della scuola media) e sono già nella tua memoria acustica soono utili per costruire una competenza, sistematizzando ciò che già sai. Io stessa non sono musicista e il mio obiettivo non è quello di darti definizioni tecniche e tecnicismi: non è la mia materia, e forse on userei neppure i termini corretti. Voglio di fornirti gli strumenti per capire, per sentire. E far riferimento a ciò che già conosci è un ottimo sistema per convertire in conoscenza una esperienza.Continuiamo con un esempio pop internazionale: Don't worry be happy di Bobby McFerrin. Un tormentone! La modalità maggiore è un sorriso sonoro, e non si identifica con un genere musicale specifico. Un sorriso sonoro, cheben si sposa con questo "Non ti preoccupare e sii felice"!Ecco altri brani del repertorio della musica classica che non puoi non conoscere: L'inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, che è diventato l'inno europeo. Gioia dichiarata, costruita tutta in maggiore. Serenata Notturna di Wolfgang Amadeus Mozart, un brano di cui forse non conosciamo tutti quanti il titolo ma che è fa parte della nostra educaizone sonora. Trasparente, luminoso, immediatamente leggibile: immagina i colori che puoi vedere in una bella giornata di sole, senza nuvole, con un bel cielo terso. Il maggiore come chiarezza mentale. Questi due brani ci chiariscono che il maggiore non è “felicità sciocca o infantile”, come poteva essere Fra Martino Campanaro, ma apertura, sollievo. Altro grande “classico” che è impossibile non conoscere: Let it be dei Beatles La velocità più lenta e calma, ci mostra che il Maggiore può essere anche calmo, fiducioso e consolatorio, non è necessariamente euforia con quattro punti sclamativi. E la colonna sonora del mitico film “Mago di Oz” Over the Rainbow. Chi non lo conosce? Magari non hai visto il film, ma questo brano lo hai ascoltato di certo.Interessante perché parte con una piccola tensione emozionale, ma la percezione del maggiore resta luminosa, desiderante. Il maggiore non è di per se stesso “allegria obbligatoria”: non è una emozione stereotipata ma è espansione, orizzonte, tono aperto, giornata di sole e cielo azzurro. Se facciamo una analisi razionale, percettiva, possiamo trovare alcune caratteristiche musicali che possono motivare l'emozionalità che il maggiore comunica,di apertura: - Le distanze tra i suoni creano sensazione di ampiezza, non ci sono note troppo vicine fra loro che causino incertezza.- Non genera tensioni emotive: è come stare in una stanza luminosa con le finestre aperte, o in una giornata con clima sereno. Non sei per forza felice. Però respiri meglio, ti senti meglio. Il maggiore permette apertura, distensione. Gli esempi che ho usato non sono appartengono ad un repertorio universale assoluto, ma sono una porta di accesso alla comprensione del maggiore per chi come noi è cresciuto dentro un universo sonoro occidentale o occidentalizzato.In altre culture magari non li conoscono quanto li conosciamo noi, che li abbiamo sentiti moltissime volte. Ma la sensazione che producono, quella apertura, quella stabilità, quella mancanza di attrito, mancanza di incertezze, è qualcosa che molti esseri umani anche di culture molto differenti dal punto di vista musicale riconoscono, anche se la chiamano in modo diverso. Ma non ci interessano i nomi!Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e danze e musiche del mondo arabo dal 1985 e insegno baile flamenco a Milano al Mosaico Danza dal 1990 e un lavoro sulla espressione delle emozioni attraverso danze e musiche arabe, che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Sono appassionatissima di neuroscienze, psicologia, storia della Musica, espressività... e sono secchiona abbastanza da capire che dietro ad ogni cosa c'è un modo meraviglioso che possiamo esplorare e che possiamo sfruttare (o meglio... disfrutar, godere) al meglio.Perché nel flamenco il maggiore è raro? Nella sua natura, il flamenco non serve a rassicurare ma a raccontare le emozioni per come sono. C'è sempre una specie di tensione non risolta, una sorta di sopracciglio alzato, di dubbio esistenziale, come succede nella vita! Infatti ciò che domina musicalmente nel flamenco è il modo flamenco, che per la teoria musicale è assimilabile alla scala andalusa, riconoscibile con la cadenza andalusa, che ha ombre, ambiguità, dualismo, sensazione di non tutto è risolto, siamo di passaggio in questa emozione. Ne parleremo ancora in altri podcast.Dire "tutto ok" non è la tipica espressione del flamenco, ma l'uso del maggiore in questo contesto culturale indica che ci sono spazi e possibilità, forse anche nonostante tutto. Non si tratta solo di una parentesi felice, leggera e spensierata. In realtà sono momenti di affermazione e di presenza. Non è un caso che i palos che si svolgano prevalentemente sulla tonalità maggiore sono pochi: parecchie Cantinas, Guajiras, Colombianas, Garrotin, Buleria de Cadiz. FIne dell'elenco! In altri palos ci sono passaggi alla tonalità maggiore, mescolati ad altre tonalità. Anche dopo aver parlato di altre emozioni, il flamenco ha sempre un pizzico di dubbio, di malinconia. Il maggiore, quando entra alla fine di una contesto più oscuro, è continuare a stare in piedi, dritti e fieri dopo aver attraversato qualcosa di duro. Come dopo una siguiriya, quando arriva cabales. Quando il maggiore entra nel flamenco illumina senza cancellare totalmente l'ombra. In qualche modo fa capire che la luce ha senso solo se sai da dove viene. Questa è una vera e propria alfabetizzazione percettiva, non una teoria. Ti insegna a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuta a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa. L'esperienza già ce l'hai! E quando le cose assumono un nome si crea nel nostro cervello una categoria, nella quale confluiscono le informazioni che abbiamo, e che ci aiuta a capire e ricordare.
Disciplina vs Ossessione: Il vero equilibrio nelle arti interneIn questa puntata esploriamo il delicato equilibrio tra dedizione e ossessione nella pratica del Tai Chi, Qigong e meditazione. Partendo dal rapporto tra corpo e spiritualità nelle discipline orientali, analizza come l'allenamento intensivo possa trasformarsi da strumento di crescita a prigione mentale. Attraverso esempi personali e osservazioni su maestri e praticanti, emerge un messaggio chiave: la vera pratica spirituale non si misura in ore di allenamento, ma nella capacità di integrare la disciplina con spazi di riposo, relazioni autentiche ed esperienze di vita. Un invito a liberarsi dalla paranoia del “non essere mai abbastanza” e riscoprire che essere praticanti è più importante di quanto si pratica.Temi trattati: intensità vs equilibrio, il pericolo della personalità paranoica, l'importanza del vuoto e del riposo, pratica marziale vs crescita spirituale, trovare la propria via personale
All'interno del programma di Radio PNR “Buongiorno PNR”, ospite di Alberto La Piana, è intervenuto Giovanni Castellana, membro dell'associazione Granello di Senape. L'associazione ha dato spazio a una mostra d'arte itinerante, “HeArt of Gaza”, composta da opere realizzate dai bambini di Gaza. Si tratta di disegni che raccontano, attraverso l'arte infantile, una realtà segnata dal genocidio. La mostra è aperta al pubblico dal 24 gennaio all'8 febbraio.
Faezeh Mardani"Dovrò prepararmi a fiorire"Poetesse iraniane dal Novecento a oggiAnima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.comQuesta antologia, che dà voce a Forugh Farrokhzād, Bitā Malakuti, Leila Kordbacheh, Parvin Salājeghe, Fereshteh Sāri e Grānāz Moussavi, è la prima rassegna italiana della poesia femminile di un Paese quale l'Iran da sempre abituato ad affidare al canto poetico tutte le componenti della propria vitalità esistenziale e spirituale. Attraverso i versi più significativi, per incisività di stili e contemporaneità di temi, di sei autrici imprescindibili della poesia persiana dal Novecento a oggi veniamo a conoscenza di voci potenti e originali, portatrici di un messaggio universale di coraggio, umanità, passione e bellezza. Un omaggio alla forza e alla speranza femminili, non solo iraniane.A cura di Faezeh Mardani Traduzione di Faezeh Mardani e Francesco OcchettoFaezeh Mardani insegna lingua e letteratura persiana moderna e contemporanea all'Università di Bologna. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Iranici all'Istituto Orientale di Napoli con una tesi sulla “poesia nuova persiana”. Ha curato e tradotto (insieme a Francesco Occhetto) il volume Poeti iraniani. Dal 1921 a oggi (Mondadori 2024).Francesco Occhetto è studioso di letteratura persiana classica e contemporanea. Con Faezeh Mardani ha tradotto i maggiori poeti iraniani del Novecento. Si occupa inoltre di letteratura italiana; tra le curatele in questo campo ricordiamo l'edizione dei diari inediti di Adriana Zarri intitolata La mia voce sa ancora di stelle (Einaudi, 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Nel video esploriamo Esodo 17, l'episodio di Massa e Meriba, dove Israele mette alla prova Dio nel deserto. Attraverso l'analisi teologica ed esegetica, distinguiamo tra la fede come pretesa personale, che vacilla quando le aspettative non vengono soddisfatte, e la fede autentica come fiducia, quella di Abramo, che resta salda anche nell'incertezza e nella mancanza. L'episodio diventa così un luogo simbolico di prova, in cui emerge la fragilità della fiducia del popolo nonostante i segni della provvidenza: l'acqua, il pane, la guida. Il video riflette anche sulla crisi di Mosè, stretto tra un popolo insoddisfatto e un Dio che sfugge al controllo umano, rivelando la tensione drammatica tra leadership e fede. Infine, scopriamo come il vero dono di Dio non sia mai solo una risposta al bisogno, ma un invito alla fiducia — un test che trasforma il deserto in un luogo di rivelazione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/bella-prof--4788354/support.
Viviamo in un'epoca in cui tutti parlano di intelligenza artificiale, automazione, fabbriche autonome.Ma la domanda vera è un'altra: chi fa succedere davvero le cose? In questa puntata della serie Game Changers parliamo di industria reale, non di slide.Di Lean non come metodologia alla moda, ma come modo di pensare.Di tecnologia come strumento, non come scorciatoia. Ospite di oggi è Michele Bonfiglioli, Amministratore Delegato di Bonfiglioli Consulting e fondatore della Lean Factory School.Una storia di quasi cinquant'anni, migliaia di casi industriali, fabbriche in Italia e all'estero, dagli Stati Uniti all'Asia. Il suo libro aggiornato per celebrare venticinque anni dall'uscita del suo precedente best seller sul Lean Thinking, è acquistabile su amazon: https://www.amazon.it/anni-lean-thinking-maniera-italiana-ebook/dp/B0G5F6S1DXDalla globalizzazione alle nuove tecnologie, dalla sostenibilità alla resilienza organizzativa, il libro analizza i trend che stanno ridisegnando la competitività delle imprese italiane e internazionali.Attraverso casi reali, testimonianze di imprenditori, manager e innovatori, e una ricca esperienza maturata sul campo, l'autore guida il lettore nella comprensione di come i principi del Lean Thinking continuino a rappresentare uno strumento attuale e strategico.Con lui affrontiamo un tema centrale: perché la trasformazione industriale non fallisce per mancanza di tecnologia, ma per mancanza di tempo, commitment e capacità di decidere. Lean, AI, fabbrica autonoma, Stati Uniti, private equity, leadership.Senza slogan. Con esperienza. A guidare la conversazione di oggi è Marco Mizzau — già CEO di aziende complesse, oggi Senior Advisor per fondi di Private Equity e banche d'affari, investitore e business fixer con il fiuto per le imprese che cambiano davvero le regole del gioco.Marco ha visto cosa succede quando visione e capitale si incontrano… o si scontrano.E, come sempre, lo farà senza filtri.Qui non si fanno PR.Qui si parla di scelte vere, di tensioni strategiche, di futuro industriale — con il coraggio di dire le cose come stanno.Buon ascolto.
Da New York a Parigi, dai ritratti di Picasso allo D-Day, dalle copertine di Vogue ai campi di concentramento, la vita di Lee Miller è una storia eccezionale.Modella, musa e artista, fotografa e reporter di guerra, Lee Miller ha attraversato il Novecento con uno sguardo surreale. Collaboratrice e compagna di Man Ray protagonista della stagione surrealista parigina accanto a Picasso e Dalí, è stata una delle pochissime donne accreditate come fotografa di guerra dall'esercito americano. Le sue immagini dei bombardamenti, della liberazione dei campi di concentramento e della fine del nazismo hanno segnato in modo indelebile la storia del fotogiornalismo. Eppure, dopo la guerra, Lee Miller sceglie il silenzio: si ritira in Inghilterra, lontano dalla sua macchina fotografica, come se quella lente avesse visto troppo. Per anni, la sua opera rischia di scomparire, dimenticata in una soffitta. A riportarla alla luce sarà il figlio, Antony Penrose. Un rapporto difficile, segnato dal silenzio acolico della madre, che si trasforma in una vera e propria missione di vita: ricostruire la storia di sua madre, restituirle voce e giustizia. Attraverso archivi, testimonianze e una lunga ricerca personale, Penrose riannoda i fili di una biografia complessa, fatta di coraggio e ferite profonde. Questo documentario radiofonico racconta la storia di Lee Miller-Penrose attraverso le parole di Antony Penrose. Un radiodocumentario che non è solo il ritratto di una grande fotografa, ma il racconto di come il dolore di un figlio, se affrontato, possa trasformarsi in testimonianza e memoria collettiva.
Questa meditazione guidata è pensata per aiutarti a ritrovare calma immediata e quiete mentale. Attraverso il respiro e immagini interiori semplici, ti invito a rallentare, ad ascoltare il corpo e a lasciare andare ciò che non serve in questo momento. Non c'è nulla da fare o da ottenere. Solo uno spazio in cui fermarti. Ascoltala quando senti la mente affollata o prima di dormire. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Esaminiamo il Capitolo 14 dell'Esodo, concentrandoci sul Passaggio del Mar Rosso, raccontato come un atto di guerra contro l'Egitto, ma anche come un atto creativo che richiama genesi, quando Dio separa le acque per lasciare emergere il mondo. Cerchiamo anche di comprendere la complessità della redazione del testo biblico, evidenziando i contributi dei diversi strati temporali e dei diversi autori, inclusi i redattori jahvisti, sacerdotali e post-esilici. Infine ci soffermeremo sul significato di "Yam Suf" (Mare dei Giunchi) rispetto a "Mar Rosso", e come la posizione che Dio comanda a Israele di assumere sia una *esca strategica divina* per il Faraone. Infine, esploriamo le diverse interpretazioni storiche, teologiche e simboliche del passaggio, dalla prefigurazione del battesimo cristiano alle varie letture morali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/bella-prof--4788354/support.
Margherita Pelaja"Le donne di piazza del fico"Edizioni Piemmewww.edizpiemme.itRoma, 1864. Luisa Stecca aiuta le donne dei rioni in una città ancora governata dal potere papale, tra vicoli polverosi, conventi, botteghe e un'umanità che sopravvive come può. Assiste gravidanze spesso clandestine e accoglie ragazze e madri di famiglia a casa sua, in piazza del Fico. Tra queste donne c'è Angela Carbone. Nata da una famiglia sfortunata, è una ragazza decisa a uscire dalla povertà che la soffoca. Con l'aiuto della sorella, Gertrude, e di una non convinta Luisa, ordisce un inganno perfetto: finge una gravidanza per legarsi al ricco cavaliere Armando Bachino, e quando nasce il figlio di Amalia, una giovane abbandonata a sé stessa, lo fa passare come suo. Ma la verità è una forza che scava e chiede di essere ascoltata. Attorno al piccolo Armando si creano tensioni, affetti, recriminazioni: la madre naturale lo rivuole, la madre adottiva lo difende, il cavaliere si scopre tradito ma incapace di rinunciare a quel bambino. E mentre Roma si avvicina alla caduta del potere temporale del Papa, anche le illusioni di Angela iniziano a sgretolarsi. Tra confessioni, rivelazioni e un vero processo, si dipana una storia di donne ferite ma ostinate, di maternità negate e inventate. Attraverso la combinazione brillante di avvenimenti realmente accaduti e documentati negli archivi ecclesiastici, Margherita Pelaja pone domande attuali sul significato di parole come famiglia, amore, appartenenza. Le donne di piazza del Fico racconta un passato lontano e riesce nel miracolo di costruire una voce urgente, elegante e attuale.Margherita PelajaHa svolto ricerche negli ambiti della storia delle donne e della storia della sessualità, pubblicando numerosi saggi e monografie. È stata fra le fondatrici di Memoria. Rivista di storia delle donne e della Società Italiana delle Storiche. Nel campo editoriale è stata autrice e redattrice presso l'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e ha fondato e diretto la casa editrice universitaria Biblink editori. Nata nel 1950, vive a Roma.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Non mi fido non è solo una frase: è una posizione interna, spesso antica, che nasce molto prima della situazione presente. In questo episodio esploriamo cosa succede quando la sfiducia diventa una lente attraverso cui guardiamo il mondo, le relazioni, perfino noi stessi. Non come difetto da correggere, ma come strategia di sopravvivenza che, a un certo punto, ha avuto una funzione precisa.Attraverso uno sguardo psicologico e corporeo, entriamo nei meccanismi della chiusura, dell'ipercontrollo e dell'allerta costante, chiedendoci cosa protegge davvero il “non mi fido” e cosa invece impedisce. Perché riconoscere la sfiducia non significa forzarla ad aprirsi, ma ascoltarla abbastanza da capire se oggi è ancora necessaria… o se sta solo chiedendo un'altra forma di sicurezza.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
Lucia Todaro"Elogio dell'attenzione"Istruzioni per vivere senza rimpiantiFeltrinelli Editorewww.feltrinellieditore.itCircolo dei Lettori, NovaraMercoledì 21 Gennaio, ore 18:00P.za Martiri della Libertà, 3 - Novara Presentazione del libro "Elogio dell'attenzione" con Lucia TodaroIn un presente dominato dalla frenesia e dove la distrazione è la regola, Lucia Todaro – instancabile osservatrice dell'animo umano – ci invita a fermarci.E a prestare attenzione. Perché l'attenzione ci salva dalla superficialità, ci aiuta a individuare la strada verso la nostra realizzazione e a uscire dalla trappola dell'ovvio. Ci permette di “accorgerci” di ciò che è essenziale per noi: nei rapporti, nel modo in cui affrontiamo il cambiamento, nelle scelte che facciamo (o evitiamo).Attraverso episodi di vita, aneddoti commoventi e riflessioni acute, l'autrice ci guida con lucidità ed empatia in un viaggio alla scoperta di sfumature, emozioni taciute, inclinazioni, gesti piccoli che indicano cose grandi. Perché accorgersi, in fondo, è un atto rivoluzionario, che salva dal rimpianto, rende presenti e capaci di amare, decidere e cambiare.Questo libro nasce da qui: dal desiderio di rispondere a un bisogno spesso inespresso, quello di vivere con consapevolezza e presenza attiva, di trovare un senso, riconoscendo ciò che conta per te prima che il tempo scivoli via.Ti è mai capitato di arrivare a fine giornata e non ricordare cosa hai vissuto davvero? Di sentirti sopraffatto da mille cose, ma allo stesso tempo vuoto, distratto? O di avvertire il rammarico di non aver colto un'occasione, compreso un gesto o uno sguardo?Lucia Todaro, psicopedagogista laureata in Filosofia e specializzata in Scienze umane, si dedica da oltre trent'anni al benessere emotivo, relazionale e spirituale delle persone, attraverso la consulenza, la formazione e l'orientamento.Opera in contesti aziendali, scolastici, sociali e sportivi, collaborando con enti come Caritas, Aido, Sportello Scuola Volontariato, Curia di Como e di Milano; dal 1995 è referente psicopedagogica per il Centro Sportivo Italiano. Tiene incontri, convegni e webinar in tutta Italia, nei quali condivide esperienze, competenze e strategie per vivere con maggiore consapevolezza e autenticità. Nei suoi corsi lascia sempre in dono “promemoria emotivi”, piccoli segni che accompagnano chi li riceve nel proprio cammino di crescita e realizzazione.Per Feltrinelli ha pubblicato La felicità possibile. Piccoli indizi di quotidiana saggezza (2024) e Elogio dell'attenzione. Istruzioni per vivere senza rimpianti (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Sermone predicato nella Chiesa Cristiana Evangelica "Sola Grazia" di Caltanissetta il 18/01/2026 Testo biblico: Giovanni 9:39-10:6 Predicatore: Nazzareno Ulfo Ascolta altri sermoni nella nostra pagina dedicata: https://www.sermoni.solagrazia.it/ Gesù si rivela come il Buon Pastore, l'unico vero pastore che entra per la porta, conosce le sue pecore per nome e le guida con amore e protezione, mentre gli estranei, i ladri e i briganti, cercano di rubare e distruggere. Attraverso questa allegoria, il Vangelo di Giovanni rivela che Cristo è il centro della salvezza, l'unico accesso a Dio, il guardiano che protegge e il pastore che va davanti, guidando il gregge attraverso la vita, la morte e la risurrezione. L'ascolto della sua voce è ciò che distingue i veri discepoli, quelli che riconoscono in Lui il loro unico Signore e Salvatore, nonostante le molteplici voci del mondo che cercano di attrarre l'attenzione. La vera fede non risiede nella teologia o nella religiosità, ma nella relazione personale con Cristo, che chiama ogni singola anima per nome, facendola vibrare interiormente, e promette riposo, guarigione, protezione e gloria eterna a chi lo segue con fedeltà.
Una scoperta di portata internazionale riporta le Alpi al centro della ricerca paleontologica. Nel settembre scorso, nella Valle di Fraele, all'interno del Parco nazionale dello Stelvio, tra Livigno e Bormio, è stato individuato uno dei più vasti e significativi giacimenti di orme di dinosauri del Triassico Superiore mai documentati in Europa. Migliaia di impronte, lasciate circa 210 milioni di anni fa da grandi dinosauri erbivori bipedi e quadrupedi, raccontano il passaggio di branchi in un ambiente allora tropicale, affacciato sull'oceano Tetide.La scoperta, confermata dal Museo di Storia Naturale di Milano, dal MUSE di Trento e dall'Università degli Studi di Milano, si inserisce in un quadro più ampio di ricerche che interessa l'intero arco alpino, con importanti ritrovamenti anche in Svizzera: dalle impronte fossili del Parco Ela e dell'Engadina, ai grandi giacimenti del Giura, fino ai celebri fossili marini del Monte San Giorgio, patrimonio mondiale UNESCO.Attraverso le voci degli esperti e del fotografo naturalista Elio Della Ferrera che ha individuato il sito, la trasmissione racconta una ricerca che guarda al passato remoto, ma che apre interrogativi sul comportamento dei dinosauri, sull'evoluzione degli ecosistemi alpini e, più in generale, sulla storia profonda del nostro pianeta.
Gisella Modica"La somiglianza"Postfazione di Maria Rosa CutrufelliIacobelli Editorewww.iacobellieditore.itLa protagonista è ossessionata dalla figura del nonno e dalla somiglianza che ha con lui; è un'ombra che le appare in alcuni momenti della vita non lasciandole tregua. Alla morte della madre troverà il suo diario con il racconto della sua vita e dell'amore provato per questo padre. Amalia capisce che per superare il suo incubo dovrà continuare a scrivere la storia iniziata dalla mamma. Attraverso la scrittura riuscirà a comprendere fino in fondo la vera natura del nonno e a scoprire la verità.Gisella Modica è socia della Biblioteca delle Donne UDI Palermo e della Società italiana delle Letterate. Fa parte della redazione di Letterate Magazine, rivista online della SIL, e di Mezzocielo, rivista di politica, cultura e ambiente pensata e realizzata da donne.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Simone Gambacorta"La casa di Napoli"Presentazione di Michele PriscoGennaro MannaSolfanelli Editorewww.edizionisolfanelli.itCon La casa di Napoli, a cura di Simone Gambacorta, che prende le mosse dal terremoto di Casamicciola nel 1883, Gennaro Manna non ha scritto un romanzo biografico, ma ha puntato a darci “una cronaca familiare italiana”, descrivendola sia nei suoi borghesi rituali domestici, sia nel suo scontrarsi con gli eventi della Storia, condizionando le vicende dei personaggi.Attraverso l'esperienza terrena di Giovanni Sermonti – che può dirsi ispirata alla figura di Benedetto Croce per alcune coincidenze anagrafiche, ambientali e storiche con il filosofo napoletano, dal quale però prende le distanze – l'Autore, con “profonda simpatia umana” e con una “soffusa molle malinconia napoletana”, non celebra l'elegia di un mondo scomparso (o che sta scomparendo), ma riafferma la necessità di un ancoraggio agli imperituri valori della vita umana.Con uno straordinario ventaglio di personaggi secondari che perseguono una serenità che di continuo sfugge e che talvolta viene ribaltata o mascherata dalle contraddizioni e dai dubbi che sfilacciano l'anima, il romanzo assume una natura corale, laddove “le quattro stagioni” di Sermonti-Croce s'intrecciano inevitabilmente con la storia di un paese intero.Gennaro Manna nasce a Tocco da Casauria nel 1922 e muore a Roma nel 1990. Giornalista e scrittore, ha pubblicato Le terrazze (Sciascia, 1959, Premio Alvaro per l'inedito nel 1958), Un uomo senza cappello (Rizzoli, 1962), L'aquila impagliata (Rizzoli, 1968), L'abdicazione (Bietti, 1973), Il potere e la maschera (Massimo, 1977, Premio Basilicata), La casa di Napoli (Rusconi, 1982, Premio Grinzane Cavour) e Adamo a Gaeta (Camunia, 1990). In ambito saggistico pubblica Tramonto della civiltà contadina (Massimo, 1979). Le sue poesie sono state pubblicate postume nella raccolta Dopo il varo della porta (Ila Palma, 1997). Ha scritto per “L'Osservatore romano”, “Il Tempo”, “La Fiera letteraria”, “Realtà del Mezzogiorno”, “Poesia nuova”, “Nostro Tempo”, “Ausonia”, “Oggi e domani” e “Dimensioni”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giuseppe Nifosì"Irriverenti"Arte contemporanea tra provocazione e denunciaEditori Laterzawww.laterza.itYves Klein, Piero Manzoni, Pino Pascali, Christo e Jeanne-Claude, Andy Warhol, Keith Haring, Jeff Koons, Maurizio Cattelan, Regina José Galindo e Banksy: concettuali, pop, performer o graffitisti, certamente grandi artisti che della contemporaneità sono cifra e interpretazione.Questo libro racconta le sortite, le trovate, le provocazioni, le denunce coraggiose o trasgressive di un audace gruppo di artisti, alcuni concettuali, altri pop, altri ancora performer e graffitisti, attivi tra la fine degli anni Cinquanta e i nostri giorni. Attraverso la loro arte apparentemente beffarda, allergica ai canoni, hanno affrontato temi fondamentali della nostra epoca –la violenza di genere, la malattia, l'AIDS e la morte, il consumismo, la guerra –e hanno rimesso in discussione il ruolo e la natura stessa dell'arte. Nifosì li definisce irriverenti perché non hanno rispettato gli schemi. Hanno spiazzato, scombinato, disturbato, eluso. Alcuni di loro sono stati irriverenti nel proporre forme d'arte lontanissime dalla nozione comune di arte. Altri hanno affrontato tematiche scabrose o creato immagini scandalose, rompendo tabù, violando la sensibilità del pubblico. Alcuni spinti da nobilissimi propositi, altri da uno spirito canzonatorio e ribelle. Nessuno può definirsi banale. Nessuno inutile. Tutti hanno osato, tutti hanno utilizzato l'arte come un grimaldello per entrare nelle nostre coscienze. Ci hanno stupito, irritato, divertito e così facendo sono riusciti ad attirare la nostra attenzione e spinto a riflettere anche quando non ne avevamo voglia.Giuseppe Nifosì (1964) è storico dell'arte e dell'architettura e docente di Storia dell'arte. È impegnato nell'insegnamento e nella divulgazione dell'arte e dell'architettura attraverso pubblicazioni, lezioni e conferenze in tutta Italia. Come esperto di didattica della Storia dell'arte, tiene incontri e corsi di formazione per i docenti. Ha creato e cura il blog e il podcast “Arte Svelata”. Per Laterza ha pubblicatoL'arte contemporanea in 10 artisti(2022) e ha realizzato una serie di manuali per la scuola, tra i quali A passo d'arte (2020), L'arte svelata (2021), L'arte allo specchio (2021) e I territori dell'arte(2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
SIMPLE ITALIAN PODCAST | IL PODCAST IN ITALIANO COMPRENSIBILE | LEARN ITALIAN WITH PODCASTS
Leggi i libri di Serena QUI.In questo episodio del podcast per imparare l'italiano col metodo naturale parliamo con Serena Capilli di lingua italiana e di come imparare l'italiano attraverso le storie.Blog + Piazzetta Italiana: https://italianpills.com/Instagram: @smart_italianlearningAmazon: cerca Serena CapilliBuon ascolto!▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬
Tradimento e delusione sono due parole che arrivano sempre dopo. Dopo la fiducia, dopo l'apertura, dopo quell'atto – spesso silenzioso – con cui consegniamo qualcosa di fragile a qualcuno. In questo episodio non parliamo solo di infedeltà o rotture evidenti, ma di tutte quelle micro-fratture che incrinano il legame: le promesse implicite, le aspettative non dette, le alleanze che pensavamo condivise e che scopriamo, all'improvviso, unilaterali.Attraverso uno sguardo psicologico e corporeo, esploriamo cosa accade quando la delusione non è solo emotiva ma somatica: dove va a finire la fiducia quando crolla, come si iscrive nel corpo, e perché il tradimento – anche quello subito – può diventare una soglia trasformativa. Non per “perdonare a tutti i costi”, ma per capire cosa stava davvero chiedendo quella fiducia… e a chi.Iscriviti al #podcast, commenta e condividi con i tuoi amici le #puntate di #thebigfatvoice, seguiti sui #social, rimani in contatto e buon ascolto!Visita il sito www.mbgvoice.com Segui la pagina Facebook https://www.facebook.com/mbgvoicereal Segui il profilo Instagram https://www.instagram.com/magabecco Puoi metterti in contatto con Massimiliano scrivendo a info@mbgvoice.comFai girare la voce… o meglio… fai girare #thebigfatvoiceMusica originale by #audiio @helloaudiio www.audiio.com
IELTS/Cambridge Exam Tips to Ensure Success with an Official Trainer/Examiner
Un podcast pensato per chi studia inglese e vuole parlare in modo più naturale e sicuro.In ogni episodio analizziamo espressioni autentiche dell'inglese reale, spiegandone il significato in italiano e mostrando come usarle in contesti quotidiani, di studio e di lavoro. Attraverso dialoghi guidati e domande mirate, il podcast ti aiuta a capire quando e perché usare certe espressioni, non solo cosa significano. Ideale per studenti di livello B1–B2, ma utile anche per chi vuole consolidare la propria fluidità e ampliare il vocabolario pratico. Ascolta, rifletti e prova a usare l'inglese nella tua vita reale: è così che si fa un vero passo avanti.
Scarica subito il PDF regalo: https://bit.ly/3YCkrH0In questo podcast ti consiglio cinque film italiani di Natale, perfetti da guardare durante le feste per entrare nello spirito natalizio e migliorare l'italiano in modo naturale.Attraverso commedie classiche, film d'animazione e titoli più recenti, potrai ascoltare dialoghi autentici, scoprire tradizioni italiane e conoscere meglio la cultura del Natale in Italia, dal Nord al Sud.Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione1:36 - Vacanze di Natale3:02 - La Freccia Azzurra5:45 - La banda dei Babbi Natale6:50 - La cena di Natale8:04 - Cortina Express9:08 - Conclusione