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Discover the complex and often volatile relationship between Napoleon Bonaparte and the Catholic Church—a story filled with ambition, compromise, and conflict. In this episode, special guest & author Ambrogio Caiani breaks down how Napoleon went from restoring Catholicism in France to ultimately clashing with the Pope himself.After the chaos of the French Revolution, religion in France was in ruins. Napoleon saw an opportunity. Through the Concordat of 1801, he reestablished ties with the Catholic Church, bringing stability to a fractured nation. But was this a genuine act of faith—or a calculated political move?As Napoleon's power grew, so did tensions with the papacy. From controlling church appointments to annexing Papal territories and even imprisoning Pope Pius VII, Napoleon pushed the limits of his authority. What began as cooperation quickly turned into a dramatic struggle between empire and faith.In this episode, you'll learn:How the French Revolution reshaped religion in FranceWhy Napoleon signed the Concordat of 1801The growing conflict between Napoleon and the PopeThe annexation of the Papal StatesThe arrest and imprisonment of Pope Pius VIIHow religion became a tool of imperial control
«Tu sei più giusto di me, perché mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male».In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico introduce una delle pagine più drammatiche e attuali del Primo Libro dei Re: la fuga di Davide, inseguito da Saul, il primo re d'Israele, accecato dalla gelosia, dal potere e dal desiderio di rivalsa. In questa storia di odio e divisione, si inserisce l'episodio della caverna di Engaddi, dove Davide sorprende Saul da solo e in un momento di totale vulnerabilità. Esortato dai suoi stessi uomini a cogliere l'opportunità per eliminare l'avversario — giustificando l'atto persino come adempimento del volere divino —, Davide compie una scelta radicalmente diversa. Si limita a tagliare un lembo del mantello del re e, persino per questo piccolo gesto, sente battere il cuore per il timore di aver violato la Parola di Dio, riconoscendo in Saul il "consacrato del Signore".Guarda il video completo della preghiera su YouTubehttps://youtube.com/live/gLK0W-JjBCU
Pos. Report en vidéo aux Sables ! A l'occasion de la Vendée Arctique Les Sables d'Olonne 2026, Pos. Report se délocalise aux Sables d'Olonne pour cinq épisodes exceptionnels consacrés à la course, en partenariat avec la classe Imoca, trois en amont du départ le 7 juin, deux pour la débriefer après les arrivées. Cinq épisodes enregistrés en vidéo depuis le village officiel, diffusés sur toutes les plateformes d'écoute et sur les chaînes YouTube de Sailorz, de la classe Imoca et du Vendée Globe.Ce 249e épisode de Pos. Report reçoit deux marins qui feront à n'en pas douter partie des favoris de la course, Sam Goodchild (Macif Santé Prévoyance) et Ambrogio Beccaria (Allagrande Mapei).Sam Goodchild commence par remonter 16 mois en arrière et son arrivée au même endroit à la 9e place de son premier Vendée Globe, un souvenir qui reste marquant pour lui, tandis qu'Ambrogio Beccaria raconte comment, au départ de cette édition 2024, il en était au tout début de l'élaboration de son projet, avec son partenaire italien Mapei.Il explique dans la foulée comment ce projet s'est structuré, avec la collaboration, en 2025, de l'équipe Thomas Ruyant Racing, qui lui a permis de se lancer dans des conditions idéales en Imoca. Sam Goodchild raconte quant à lui comment son projet Imoca a basculé en cours d'année dernière quand la Macif lui a proposé de remplacer Charlie Dalin et tire les enseignements d'une première saison réussie, avec notamment une victoire sur la Course des Caps et une 3e place sur la Transat Café L'Or.L'Italien détaille ensuite le gros chantier d'hiver de son plan Koch Finot Conq Allagrande Mapei (ex Vulnerable) avec une implantation des foils modifiée, de nouveaux foils (qui arriveront après la Vendée Arctique) et beaucoup de poids gagné. Il confie attendre avec impatience cette Vendée Arctique, d'abord parce que c'est sa première course en solitaire sur le bateau, ensuite parce qu'elle comprend une grosse part d'inconnu avec son parcours très Nord, ce qu'il apprécie tout particulièrement.Pas de gros changements du côté de Macif Santé Prévoyance l'hiver dernier, dans la mesure où Sam Goodchild attend un nouveau plan Verdier pour 2027, le Britannique ayant remporté la première course de la saison, la 1000 Race, d'où un statut de favori sur la Vendée Arctique qu'il assume, signe que lui et son équipe ont bien travaillé. Les deux marins détaillent les stratégies possibles sur les 3 500 milles du parcours et finissent en évoquant la suite de leur saison, et notamment leur préparation pour la Route du Rhum-Destination Guadeloupe.En partenariat avec la classe ImocaDiffusé le 4 juin 2026Production et post-production : PolaryseHébergé par Ausha. Visitez ausha.co/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
«Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra».In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreaficosi concentra su ciò che può dare reale felicità alle nazioni: non il dominio o il potere che calpesta i diritti, ma un Dio che governa con rettitudine e indica la via della giustizia. Attraverso la lode si riscopre quella fraternità e quell'unità che i personalismi e le divisioni del tempo presente sembrano aver cancellato.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/5FlqYuErNoo
«Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla».In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico esprime la gioia profonda del trovarsi insieme davanti al Signore, salutando l'assemblea radunata e i tanti collegati. L'invito alla letizia dell'apostolo Paolo può apparire oggi paradossale: la tristezza spinge alla solitudine e alla paura, lo stesso timore che aveva bloccato i discepoli dopo la morte di Gesù. Ma la Pentecoste compie il miracolo: lo Spirito Santo irrompe per liberare i cuori e donare la lingua universale del Vangelo, capace di farsi comprendere da tutti.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/FzDynd5C7HI
durée : 00:04:00 - InterNational - par : Jose Manuel Lamarque - Ambrogio Beccaria, que l'on appelle Boggi dans le milieu de la voile. Il est italien, il vient de Milan, un Lombard, qui va s'élancer le 07 juin prochain pour le Vendée Arctique depuis les Sables-d'Olonne. Pour lui, tout a commencé en Sardaigne, quand sa soeur prenait des cours de voile... Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France
Ambrogio Beccaria, skipper de l'IMOCA Allagrande Mapei, était l'invité de François Sorel dans Tech & Co, la quotidienne, ce lundi 18 mai. Il s'est penché sur la Route du Rhum et la technologie, en particulier la transformation de la course au large grâce à la data et à l'IA, sur BFM Business. Retrouvez l'émission du lundi au jeudi et réécoutez-la en podcast.
"Vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace." (Efesini 4, 1-3) In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla forza dell'unità e dell'universalità cristiana a partire dall'esortazione dell'apostolo Paolo, prigioniero ma sempre sollecito verso le sue comunità. Sottolinea che l'essere discepoli richiede di vivere secondo lo stile di Gesù, fondato su tratti che il mondo spesso considera deboli: l'umiltà, la dolcezza e la magnanimità. In una società dominata dall'arroganza e da tanti "io" contrapposti, Spreafico evidenzia come proprio la debolezza vissuta per il Vangelo diventi la vera forza capace di generare dialogo e pace.Guarda il video della preghiera completo su Youtube: https://youtube.com/live/b4m97zwhabg
"Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini" (Filippesi 2,1-11)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico commenta l'inno cristologico di San Paolo, scritto in un momento di prigionia ma intriso di una gioia profonda che nasce dalla concordia. In un tempo dominato da rivalità, arroganza e ricerca di vanagloria, l'Apostolo esorta a ritrovare "gli stessi sentimenti di Gesù", che non indicano semplici emozioni, ma un modo di stare al mondo e di abitare il proprio cuore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/8PhBpCj3QyI
Della serie "Un esame visto da vicino" la risonanza magnetica è forse l'esame diagnostico più desiderato, più temuto e più frainteso della medicina moderna. Oggi proviamo a capire davvero di cosa si tratta, con chi la risonanza magnetica la legge, la interpreta e ci ragiona ogni giorno. Ospite di Obiettivo Salute il prof. Luca Sconfienza, Direttore dell'Unità Operativa di radiologia all' I.R.C.C.S Ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio di Milano
«Ma io volgo lo sguardo al Signore, spero nel Dio della mia salvezza, il mio Dio mi esaudirà». (Mi 7, 7)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico affronta con realismo lo sgomento davanti a un mondo segnato da ingiustizia, corruzione e violenza, che sembra aver smarrito ogni traccia di bene. Michea si sente come uno spigolatore dopo la vendemmia: sembra che non sia rimasto nulla. Eppure, Mons. Spreafico sottolinea che la fede ci libera dal pessimismo paralizzante e ci trasforma in cercatori di speranza. La missione dei cristiani è dunque quella di non rassegnarsi, ma di coltivare questi semi per costruire una "nuova cultura della pace", come auspicato da Papa Leone. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/CKUsuuiBoQg
"Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?" (Isaia 43, 18-19)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sull'annuncio di un Dio che, di fronte al tradimento e alla violenza degli uomini, non si limita a restaurare il passato, ma opera una "nuova creazione". Commentando il profeta Isaia, l'autore sottolinea che nei tempi bui della guerra e del deserto spirituale, il Signore apre una strada inaspettata e offre l'acqua della sua Parola per fecondare i cuori inariditi. La preghiera diventa così la prima risposta a questo amore, un inno di lode che invoca la luce di Cristo risorto affinché illumini l'umanità e porti finalmente la pace in ogni parte del mondo.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/bRN43q_v9y8
Il cuore lavora sempre, mentre dormiamo, mentre pensiamo, mentre viviamo. Eppure, spesso ce ne ricordiamo solo quando qualcosa non va. In questa puntata di Obiettivo Salute Risveglio proviamo a fare il contrario: occuparcene prima di un evento. Con il dottor Edoardo Conte, cardiologo aiuto presso l’unità operativa di cardiologia universitaria ed imaging cardiaco dell’ospedale Galeazzi sant’Ambrogio di Milano e segretario del comitato scientifico della fondazione Cesare Bartorelli, parliamo di prevenzione, di stile di vita e di familiarità uno di quegli elementi che spesso sottovalutiamo e che invece può fare la differenza nella lettura del rischio cardiovascolare. È proprio attorno a questo tema che nasce il Family Study, il progetto di ricerca coordinato dallo stesso dottor Conte, dedicato a chi ha una storia familiare di infarto: uno strumento per imparare a riconoscere i segnali prima che si trasformino in emergenza.
Liberale, antifascista e leader dell’Aventino, questa in poche parole la vita di Giovanni Amendola.Come Matteotti e poi come Gobetti, morì in seguito all'ennesima aggressione fascista nel giugno del 1925. Ne parliamo, nella seconda parte del programma, con Antonio Carioti, autore del libro, L'uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale, Laterza.Nella prima parte le recensioni e le segnalazioni dei seguenti libri:- Francesco De Gregori - Angelo Ruta, Cantando con gli occhi, Carthusia- Antonio Spadaro, A passo d'uomo, Marsilio- Israel Knohl, La disputa messianica, Farisei, sadducei e la morte di Gesù, Adelphi- Marco Garzonio, La vita di Ambrogio narrata da Agostino, Ancora- Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, La fede del futuro, il futuro della Chiesa, Cantagalli- Raffaele Simone, La vita anteriore, Memoria di una generazione, Laterza.
"Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta" (Is 42, 2-3)In questa meditazione Monsignor Ambrogio Spreafico ci introduce al mistero del "Servo Sofferente", figura profetica che incarna il paradosso di Dio: affidare la salvezza del mondo a un servo e non a un padrone, a un crocifisso e non a un vincitore.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/_hRWZQ_wlBo
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8491OMELIA VENERDI SANTO - ANNO A (Gv 18,1-19,42)di Giacomo Biffi Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me (Gv 12,32). Così Gesù aveva profeticamente anticipato l'efficacia cosmica della sua crocifissione e della sua gloria.In quel venerdì che stiamo rievocando - ora straordinaria e unica nella nostra storia di peccato e di dolore - comincia l'esaltazione redentrice del Figlio di Dio, e comincia dal trono insanguinato e tragico della croce.Mai c'è stato, nella vicenda umana, un punto migliore di osservazione della nostra miseria e della nostra pena, di quello in cui Gesù si trova adesso collocato, secondo il disegno del Padre, dall'odio inspiegabile dei suoi fratelli. Dall'alto del suo spaventoso e benedetto patibolo - strumento di morte piegato al servizio della vera vita - il suo sguardo di Messia e di Signore dell'universo raggiunge tutti i destinatari della sua azione di salvezza. Raggiunge anche noi che siamo radunati a farne memoria.Questa azione di salvezza - espressa dai patimenti accolti e dal sacrificio cruento liberamente offerto al Padre - trae tutto il suo vigore e il suo pregio dall'amore. Siamo stati redenti perché siamo stati amati.E per poterci toccare e trasformare con un affetto che arrivasse al cuore dei singoli - perché non c'è autentico amore se non c'è rapporto di persona a persona - il Salvatore ad uno ad uno ci ha conosciuti; dalla croce, nel momento di morire per me, il Signore mi ha visto: così può dire ciascuno di noi. I suoi occhi - forse materialmente annebbiati dalle lacrime, dai sudori, dagli spasimi dell'agonia - in quell'istante ricevevano soprannaturalmente una lucidità nuova, una potenza visiva senza confronti, sicché nessuna delle creature infelici e colpevoli da riscattare è sfuggita all'attenzione appassionata di colui che si donava per tutti.DALL'ALTO DELLA CROCEDall'alto della croce Gesù vede il mare di crudeltà, di viltà, di stoltezza che da sempre ricopre la terra; ma sa che l'impeto della sua volontà di bene, provata fino al martirio, è più forte di ogni tracotanza del male. Egli non ha dubbi: come sacerdote della nuova e definitiva alleanza sta riconsacrando il mondo contaminato e sviato, che alla fine sarà ricondotto a servire e a cantare la gloria del suo Creatore.Perciò il Crocifisso si spegne con la coscienza di aver portato a buon fine l'impresa che gli era stata affidata: Tutto è compiuto (Gv 19,30), è l'ultima sua parola. Dall'alto della croce Gesù vede anche la moltitudine di quelli che, lungo la secolare vicenda della Chiesa, si arrenderanno nella loro esistenza concreta al fascino della sua grazia, e anzi si voteranno senza riserve ad annunciare il suo Vangelo e ad ampliare tra gli uomini l'appartenenza al suo Regno.E questo è uno sguardo di infinita compiacenza, perché si posa sul frutto più saporoso della divina seminagione nel dolore: il morente ne è consolato e, pur tra le sue sofferenze, presenta silenziosamente al Padre l'omaggio della sua gratitudine.Chiediamo, nella commozione penosa di questo venerdì santo, di aver parte tra coloro che sono totalmente di Cristo e di poter entrare con generosità sempre più grande, come attivi e consapevoli collaboratori, nell'opera di illuminazione e di santificazione degli uomini, promossa e compiuta dal Figlio di DioIn questa schiera, cooperatrice primaria ed eccezionale, c'è Maria, la «figlia di Sion», che sul Calvario «vivamente partecipò al dolore del Figlio unigenito e con animo materno si associò al suo sacrificio, amorosamente consenziente alla vittima da lei generata» (Lumen gentium 58). E oggi continua in questa singolare missione, poiché «si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siamo condotti nella patria» (ib. 65).LA VERGINE ADDOLORATAIn una celebrazione come questa, è bello che abbiamo a fermarci un po' sulla figura della Vergine addolorata, per farci aiutare da lei a capire e ad assimilare il mistero della passione che ci ha rinnovati.«Davanti alla croce stava in piedi la madre, e rimaneva intrepida mentre fuggivano gli uomini... Con occhi pietosi osservava le ferite del figlio, per il quale sapeva che a tutti sarebbe stata assicurata la redenzione» (sant' Ambrogio, De institutione virginis 49).Ma non soffriva meno per questo: soffriva come e più di qualunque altra madre chiamata a vivere un'esperienza così lancinante.«Nel dolore di una madre vi è qualcosa di ineffabile, di irrimediabile, di inconsolabile, di eterno: è uno strazio che non si placa, e una piaga che non si rimargina.Sembra che nel cuore di una mamma vi sia qualche fibra del cuore e delle viscere di Dio, della sua tenerezza e della sua misericordia infinita, per quelli che egli ha creati e ama» (card. Giovanni Colombo).Questa pena propria delle madri è stata interamente assaporata anche da lei, dalla Vergine Madre di Dio; ma in lei era una pena trasfigurata dall'intima consapevolezza di contribuire così alla salvezza del mondo, e intimamente sublimata dalla stessa potenza d'amore che faceva del Crocifisso del Golgota il Redentore dell'universo.Dio ha tanto amato il mondo - sta scritto - da dare il suo Figlio unigenito (Gv 3,16). A questo amore del Padre Maria ha unito il suo, di creatura obbediente, elevata a un compito altissimo e singolare. Anche lei ci ha tanto amato da regalarci il suo Gesù, il suo solo amore, nel travaglio maternamente condiviso della passione redentrice.Non dimenticare i dolori di tua madre (Sir 7,29), ci ammonisce la Sacra Scrittura. Insieme col sacrificio del Nuovo Adamo, che ci ha riaperto immolandosi la via all'albero della vita (cf. Gn 3,24), ricordiamoci oggi anche di questa sua angoscia di donna, che a questo modo nella pena è diventata la madre dei nuovi viventi (cf. Gn 3,20).
"Ecco, io pongo una pietra in Sion, una pietra scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata: chi crede non si turberà. Io porrò il diritto come misura e la giustizia come una livella."In questa meditazione quaresimale, Monsignor Spreafico esorta ad ascoltare la Parola di Dio contro l'arroganza che stringe "alleanze con la morte": la vera roccia è Cristo, pietra angolare che sconfigge paura, ingiustizia e guerre, fondando vite e comunità su fede, diritto e pace per un mondo fragile.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/twIeQSC_v70
On a freezing day in December 1804, Napoleon Bonaparte placed the imperial crown of France on his head in Notre-Dame - the first time an Emperor had ruled in Paris for 1,000 years and the time of Charlemagne. What were the ambiguities of the ceremony and what did they mean for the continuing story of French politics? Was this the moment the French Revolution really ended? What effects would this new title have on the new Emperor Napoleon I - and his warring family?Alex Stevenson is joined by Dr Ambrogio Caiani, Senior Lecturer In History at the University of Kent, to explore the build-up to the coronation, the day itself and its various hidden meanings. With moments of great pomp and circumstance, both profound meaning and perilous farce are never far away.Thanks to our resident artificial intelligence, NAIpoleon Bot-aparte, here's what you can expect in this episode in a bit more detail: A deep dive into Napoleon Bonaparte's coronation, exploring its significance as a turning point in the end of the French Revolution and the rise of imperial France.Candid discussion about the political motivations behind Napoleon's self-crowning, including the ongoing instability and the reasoning for establishing a hereditary empire.Insight into the role of Pope Pius VII, the negotiations for his presence in Paris, and the myths versus reality surrounding his involvement in the ceremony.Anecdotes and drama from the lead-up to the coronation, including Josephine's last-minute confession and the family tensions within the Bonaparte clan.Thoughtful analysis of the symbolism, spectacle, and public response to the event—plus reflections on how this moment fundamentally changed Napoleon's personality and approach to power.Help us produce more episodes by joining the Napoleonic Quarterly community on Patreon: patreon.com/napoleonicquarterly
"Il re, in piedi presso la colonna, concluse l'alleanza davanti al Signore, per seguire il Signore e osservare i suoi comandi, le istruzioni e le leggi con tutto il suo cuore e con tutta la sua anima, per mettere in pratica le parole dell'alleanza scritte in quel libro" (2 Cronache 34,31)In questa meditazione don Ambrogio Spreafico riflette sul ritrovamento del libro della Parola di Dio come simbolo di riscoperta in un tempo di oblio, tra idoli e distrazioni quotidiane. Invita a superare la superficialità, a scavare nel "tempio" della vita per riascoltare la Scrittura, che risveglia coscienze, genera pentimento e unità comunitaria. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/1wreJyGYf88
"Ed ecco che la gloria del Dio d'Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria" (Ezechiele 43, 2).In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico commenta il ritorno della gloria di Dio nel tempio, sottolineando come la presenza del Signore non sia mai lontana dai sofferenti. Ci invita a ritrovare uno sguardo illuminato dalla Parola, capace di cambiare la storia e di scorgere la luce divina non solo nella preghiera, ma soprattutto nelle piaghe del Crocifisso che oggi vediamo nei volti dei poveri e di chi soffre.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/J5zOjx5Stxw
Introduzione della reliquia del Beato Floribert Bwana ChuiIn questa meditazione Mons. Ambrogio Spreafico rilegge il martirio del beato Floribert Bwana Chui alla luce della Lettera ai Romani, evidenziando tre nuclei centrali:La resistenza morale come atto di fede: Floribert ha vissuto il Vangelo dicendo "no" alla corruzione. Rifiutando di sdoganare cibo avariato per non avvelenare la sua gente, ha dimostrato che la fedeltà a Cristo è più forte della paura e del potere del denaro.La "nota eroica" della normalità: Attraverso la testimonianza di questo giovane laico della Comunità di Sant'Egidio, la meditazione invita a riscoprire una forza di pace che non usa le armi, ma il dialogo e l'amicizia, specialmente verso i poveri e i bambini di strada.La reliquia come impegno: La deposizione del suo abito insanguinato nella basilica non è solo un atto di memoria, ma un invito a "rivestire" la nostra umanità della sua stessa coerenza, per diventare capaci di una forza disarmata contro il male.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/4Re4VelDpGE
"Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli." (Esodo 19, 4-6)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico ci conduce nel cuore del deserto del Sinai. Proprio come il popolo d'Israele, anche noi attraversiamo oggi "deserti di umanità", fatti di solitudine e fatica, ma il Signore non ci abbandona: ci solleva "su ali di aquile" per ridarci un futuro e un senso.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=BlfLV0-PPds&t=1s
"Il Signore lo aveva dato a ciascuno perché bastasse per tutti e tutti potessero essere saziati. A nessuno mancò quanto era necessario per un giorno." (Esodo 16, 16-18)In questa meditazione Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sull'esperienza del popolo d'Israele nel deserto, rileggendo il tempo di Quaresima come un cammino comune verso la libertà. Il popolo, affaticato dalle difficoltà, reagisce con la mormorazione e la ricerca di un colpevole: una risposta che Spreafico definisce tipica anche del nostro tempo, in cui è facile individuare un nemico pur di non assumersi le proprie responsabilità.Guarda il video completo della preghiera su YouTube:https://youtube.com/live/t0AIgiMBO0U
"Verserò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri; cresceranno fra l'erba, come salici lungo acque correnti" (Is 44, 3-4).In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico commenta il brano di Isaia ricordandoci che la nostra identità e la nostra fecondità nascono esclusivamente dall'ascolto di Dio. Egli sottolinea che non siamo schiavi, ma "servi" amati e resi giusti, chiamati a superare l'ansia e l'egoismo del nostro tempo. Affidandoci a Lui, la nostra vita diventa come acqua che irriga il deserto, trasformandoci in testimoni capaci di generare speranza, libertà e autentica fraternità all'interno della comunità.Guarda il video completo su YouTube: https://youtube.com/live/2IHiT4Fy5II
"Trattieni il tuo pianto, perché c'è una speranza" (Geremia 31, 15-17)In questa meditazione Mons. Ambrogio Spreafico richiama la voce di Rachele come simbolo del dolore di tutte le madri e dei popoli feriti dalla violenza, in particolare delle vittime della Shoah. Invita a custodire la memoria come atto di responsabilità verso il presente e il futuro, rifiutando ogni forma di antisemitismo e razzismo. La compassione di Dio, che ascolta il pianto e promette speranza, diventa così chiamata a costruire dialogo, fraternità e pace, trasformando il dolore in impegno per un'umanità riconciliata.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/oKoCnnIIRoI
Tony Di Cicco turned 90 on October 4, 2025. This is a small tribute to his legacy!The ship Cristoforo Colombo was docked in the bay of Naples, Italy. May 20 was a warm day, the sun beating on the passengers patiently waiting for their turn to the ramp that would take them inside the massive vessel bound for New York City. Antonio Di Cicco was one of the passengers waiting in line for what must have been a journey filled with anxiety and uncertainties.From this verse onward, we'll call him Tony, the American adopted name. This could be another typical story about an Italian immigrant leaving the country in search of a better tomorrow. Still, there is more, and you'll see further why I decided to write about Tony.The Cristoforo Colombo arrived at Pier 42 West eight days later on May 28, 1955. Tony was 20 years old, full of energy, self-assured, and not intimidated. The American dream began in Rhode Island with a mixed bag of low-paying jobs as a construction helper, followed by a job as a jeweler polisher at UNCAS, a company owned and operated by Italians who hired many “freshly arrived” Italians. Uncas headquarters were located at the end of Atwells Avenue, near Valley Street toward Manton Avenue, near the center of Rhode Island's Little Italy, known across the country as Federal Hill. Just like any ethnic group, Italians sought places where the rest of their compatriots lived, almost like redesigning the life they had left behind, but in a new context.Living abroad was already difficult due to integration and language assimilation, not to mention the social and economic disparities they faced every day, and adjusting was not always easy. But, like many resilient Italians, Tony found his waytheir compatriots lived, almost as if redesigning the lives they had left behind, secured a good apartment, and the job at Uncas began to pay well. He earned much more than most of the low-paying group because of the piece-work system that was in place- the more rings you polish, the more you make. His mother eventually joined him, and with his brother Carmelo, the family's reunification was partially completed. His father remained in Italy, working for the local municipality.Tony was born on October 4, 1935, in the town of Sant'Ambrogio in the province of Cassino, southern territory of the Lazio region, near the river Garigliano. Early life took him to Albania, where he spent about 3 years. His father, at the time, was employed with the Italian government and stationed there, and to avoid being distant from his family, he decided to keep everyone together in the city of Durazzo. His father at the time was employed with the Italian government and stationed there, and to avoid the distancing from his family, decided to keep everyone together. The Second World War had just begun, and Albania provided a safe refuge from the bellicose confrontations.One bright morning, Tony walked into Uncas for the daily shift and noticed a sign posted on a blackboard. A food store on Federal Hill was looking to hire young, energetic Italians as stock boys. Later that evening, Tony paid a visit to the store and, after an informal interview, was hired. Gregory Sabatini owned and operated Gregory's Colonial Foods, selling basic Italian imports, cold cuts, cheeses, and dry goods.The store had been on the Hill since 1920, providing ingredients for the packed Italian community and their cooking rituals. In those days, the Hill counted about 40,000 residents, plenty of food stores, butcher shops, ice cream parlors, topped with a daily outdoor market on Balbo Avenue where vendors lined up their wooden carts selling anything from fresh chicken, fresh fish, fruits, and produce. Read the Full Content HereMore Podcast HereProduced by Chef Walters SimVal Media Group, USA
“Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata.” (Ez 34,16)In questa meditazione, don Mons. Ambrogio Spreafico ci guida alla scoperta del volto di Dio come pastore buono, che non abbandona nessuno, soprattutto i più fragili. A partire dal profeta Ezechiele, riflette sulla cura di Dio per i poveri, gli smarriti e i feriti, invitandoci a costruire una comunità che non esclude, ma raduna, accompagna e guarisce, nel cammino verso l'unità e la fraternità.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/uBaCYsdhU7Q
Il retail non sta morendo, sta cambiando pelle, e il 2026 sarà l'anno in cui questo cambiamento diventerà impossibile da ignorare per aziende e manager. È il messaggio che emerge con chiarezza dalla conversazione di RadioNext con Marco Zanardi, presidente di Retail Institute, e Giorgio Sant'Ambrogio, amministratore delegato del Gruppo VéGé. Un confronto che mette al centro una domanda cruciale: siamo davvero pronti a interpretare un consumatore sempre più frammentato, omnicanale e meno prevedibile? I numeri raccontano la dimensione della sfida: il retail globale vale oltre 32 trilioni di dollari, quello italiano 540 miliardi, ma a cambiare non sono solo le dimensioni, bensì i comportamenti. Sei generazioni convivono nello stesso mercato, con aspettative, tempi e valori diversi, e il cliente non sceglie più un canale contro un altro, ma li combina.L'idea che il Covid avrebbe spinto tutto online si è rivelata una semplificazione: nel food l'e-commerce resta sotto il 5%, non per arretratezza culturale, ma per una complessità strutturale che riguarda logistica, qualità del fresco, catena del freddo e percezione del valore. Sant'Ambrogio lo dice chiaramente: il cliente decide in base al contesto, al tempo e alla categoria. Le commodity possono viaggiare su app e piattaforme, ma il fresco chiede relazione, fiducia, esperienza sensoriale. E qui il punto vendita fisico non scompare, si trasforma.Diventa luogo di consulenza, di racconto della filiera, di uso consapevole dei cinque sensi, quasi un ritorno evoluto al mercato di una volta, integrato con tecnologia e servizi come click&collect e prenotazione degli slot. Ma cosa succede ai negozi di prossimità, travolti da chiusure e desertificazione commerciale? Per Zanardi la risposta è nella specializzazione e nella vicinanza non solo fisica, ma cognitiva ed emotiva: il piccolo generalista perde, il piccolo verticale che risolve problemi e conosce il suo bacino può ancora vincere, soprattutto se supportato dal digitale per servizi, contenuti e delivery locale. Non è una guerra tra grande e piccolo, né tra online e offline: il cliente è già omnicanale e sceglie di volta in volta. Sullo sfondo, una logistica che cambia paradigma, passando da grandi hub centralizzati a una rete capillare di micro-magazzini e dark store più vicini al consumatore, con benefici su velocità, costi e sostenibilità. E poi c'è l'intelligenza artificiale, già oggi protagonista nel marketing, nella supply chain, nella finanza e nella demand forecasting. Un alleato decisivo se si pensa che ogni anno il settore perde circa il 4% delle vendite per rotture di stock. Meno scaffali vuoti significa più fiducia, più fedeltà, più valore per tutta la filiera. La vera sfida, però, non è tecnologica ma culturale: capire il cliente prima di "metterlo al centro". Perché al centro di cosa, esattamente? Della relazione, rispondono Zanardi e Sant'Ambrogio. Ed è da lì che passa il futuro del retail.
“Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nella tua terra.” – Deuteronomio 15,11In questa meditazione, Monsignore Ambrogio Spreafico riflette sulla Parola di Dio e sul valore dell'apertura del cuore e della mano verso i poveri e i bisognosi. Una riflessione che ci invita a guardare chi abbiamo davanti con attenzione e generosità, a vivere il dono come gioia e a rendere la vita più umana e luminosa per chi si affida a noi.
Preghiera del tempo di Natale Meditazione di Mons. Ambrogio Spreafico sul Libro del Profeta Zaccaria
di Gianluca Briguglia | Questo episodio del Bestiario Politico accompagna Agostino d'Ippona nel tratto più decisivo della sua vita: dalla Roma che lo delude alla Milano che lo trasforma grazie all'incontro con Ambrogio, ma che non placa le inquietudini filosofiche e i dubbi che rendono la sua conversione lenta e ostinata. La crisi è alle porte, ed esplode all'improvviso, aprendo per Agostino la strada verso un'esistenza nuova. Tornato in Africa, Agostino diventa vescovo, guida e polemista formidabile, mentre l'impero attorno a lui si incrina. È il momento in cui il retore ambizioso si trasforma in uno dei pensatori più influenti dell'Occidente, proprio mentre un mondo finisce e un altro, anche grazie alle sue idee, comincia a nascere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ambrogio Beccaria è uno dei più talentuosi velisti italiani. Ha attraversato dieci volte l'Atlantico, ha vinto le più importanti regate transoceaniche e si prepara alla Vendée Globe, il giro del mondo in barca a vela in solitario. Ambrogio ha pubblicato un libro, Mare Selvaggio, e ci racconta le emozioni, le paure, le esperienze di vita e navigazione. Ma non solo: parliamo anche di clima che cambia e della sua esperienza a bordo di Life Support di Emergency. ... Per iscriverti al canale Whatsapp: https://whatsapp.com/channel/0029Va7X7C4DjiOmdBGtOL3z Per iscriverti al canale Telegram: https://t.me/notizieacolazione Qui per provare MF GPT ... Gli altri podcast di Class Editori: https://milanofinanza.it/podcast Musica https://www.bensound.com Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Preghiera per la Chiesa. Meditazione di Mons. Ambrogio Spreafico sul Libro del Profeta Isaia (Is 26,1-6)
Mal di schiena, spalla dolorante, ginocchio che scricchiola... Il dolore muscolo-scheletrico è una delle principali cause di disagio quotidiano. Ma quando va indagato con più attenzione? E soprattutto: oltre alla diagnosi, oggi cosa si può fare per ridurre davvero il dolore? Ne parliamo con il professor Luca Maria Sconfienza, Direttore dell'Unità Operativa di radiologia all' I.R.C.C.S Ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio di Milano per capire come la radiologia oggi non si limiti a "guardare dentro" il corpo, ma possa anche intervenire con tecniche mirate, efficaci e sempre meno invasive.
Oggi a Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare: Michele Losi di Campsirago Residenze su "Errando per antiche vie", percorso a piedi da Cortina a Milano per narrare un territorio al di là della spettacolarizzazione olimpica; il progetto "Ambrosius. Il tesoro della basilica" per valorizzare il patrimonio artistico di S. Ambrogio a Milano; al Teatro delle Passioni di Modena debutta "Tristano e Isotta", di Virginia Landi e Tatjana Motta; la rubrica di fumetti di Antonio Serra...
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di mons. Ambrogio Spreafico su Dt 6,4-9
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8364IL SACRO CHIODO DI COLLE VAL D'ELSA di Don Stefano Bimbi I Sacri Chiodi o Santi Chiodi sono quelli usati nella crocifissione di Gesù. Sono reliquie molto venerate dalla Cristianità, insieme alla Vera Croce e al Titulus Crucis.Fu Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, a ritrovare le reliquie della Passione durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa tra il 327 e il 328. Il primo riferimento scritto a queste reliquie risale al 395 in un'orazione pronunciata da Sant'Ambrogio che le menziona nel discorso funebre per l'imperatore Teodosio.Nel VI secolo, a Costantinopoli, esistevano tracce della venerazione di più Sacri Chiodi. Tradizionalmente, i Sacri Chiodi sono ritenuti quattro, poiché si pensa che, durante la crocifissione, a ciascun piede fosse infisso un chiodo separato. Il metodo di crocifissione praticato al tempo di Gesù, infatti, seguiva l'uso riservato agli schiavi sia presso i Greci che presso i Romani fin dall'epoca precristiana. Tale tecnica prevedeva l'affiancamento dei piedi, anziché la loro sovrapposizione (come invece sembrerebbe suggerito dalla Sacra Sindone), rendendo necessario l'impiego di quattro chiodi in totale. Il commediografo latino T. Maccio Plauto, nel III sec., in Mostellaria, chiariva: «affinché siano inchiodati alla croce due volte i piedi, due volte le braccia». Anche san Cipriano nel Sermo de Passione Domini, sempre nel III secolo affermava: «con i chiodi che trapassarono i santi piedi».Nonostante in Europa siano una trentina le reliquie venerate come Sacri Chiodi, i quattro principali sono considerati quello conservato nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, quello nella corona ferrea a Monza, quello sospeso sopra l'altare maggiore del Duomo di Milano e infine quello del duomo di Colle di Val d'Elsa in provincia di Siena. Questo vuol dire che gli altri sono falsi? Assolutamente no. Non deve sorprendere il fatto che i Sacri Chiodi venerati siano molteplici. In un'epoca di profonda fede come il Medioevo, si sentì la necessità di moltiplicare queste reliquie per rispondere al desiderio ardente dei cristiani di possedere un segno tangibile della Passione di Cristo. È documentato infatti che, utilizzando limature o frammenti dei Sacri Chiodi autentici, vennero forgiati altri chiodi per essere distribuiti alla devozione dei fedeli. Altro modo di moltiplicare le reliquie era per contatto. Bastava prendere un chiodo e metterlo a contatto con un Sacro Chiodo. Ad esempio San Carlo Borromeo donò parecchi chiodi che erano stati a contatto con il Sacro Chiodo di Milano. A Colle di Val d'Elsa l'uso di creare nuove reliquie per contatto si diffuse a tal punto che nel 1683 le autorità proibirono che qualunque oggetto toccasse il Sacro Chiodo. Va tenuto conto che si possono considerare comunque degni di venerazione sia queste reliquie "prodotte" a partire dai Sacri Chiodi originali, sia altri chiodi che, sebbene non abbiano sostenuto il corpo di Gesù, siano però serviti comunque per la crocifissione, ad esempio quelli con cui vennero connesse le parti della Croce o quello con cui fu affissa la tavoletta col Titulus Crucis.COLLE DI VAL D'ELSATornando ai quattro Sacri Chiodi principali, essi sono dunque conservati a Roma, Milano, Monza e Colle di Val d'Elsa. Visto che in quest'ultima città sono nato e che la mia famiglia vi abita almeno dal 1400, vorrei narrarne più approfonditamente la storia.Colle di Val d'Elsa è il comune della Toscana sulla strada tra Firenze e Siena che ha dato i natali ad Arnolfo di Cambio, famoso scultore e architetto. Il Sacro Chiodo che vi si venera è un chiodo di ferro di circa ventidue centimetri di lunghezza, munito ad un'estremità della capocchia ed all'altra ancora appuntito, intaccato e piegato in prossimità della punta. Nelle descrizioni di questa reliquia riportate nei documenti ufficiali sempre si parla di Unus ex Clavis quo crucifixus est Dominus Noster Jesus Christus. Cosi nelle bolle dei papi Eugenio IV, Callisto III, Sisto V, Urbano VIII, Clemente X. Molto probabilmente si tratta del chiodo che trafisse il piede sinistro di Gesù.La preziosa reliquia giunse in Val d'Elsa nel IX secolo grazie a un vescovo franco che la ricevette dalle mani di un pontefice negli anni successivi alla morte di Carlo Magno. Durante il viaggio di ritorno il vescovo morì a Viterbo affidando il prezioso chiodo a un sacerdote originario del contado colligiano. L'insigne reliquia ebbe subito un grande culto. Tra i devoti spicca l'arciprete Sant'Alberto da Chiatina che resse il clero di Colle dal 1177 al 1202, quando morì "crocifisso" da lunghe sofferenze corporali sopportate con esemplare pazienza tanto da essere definito il Giobbe della Valdelsa, il cui corpo si trova nel duomo dove è conservato il Sacro Chiodo. In alcuni documenti dell'epoca il Sacro Chiodo è stato detto "Chiodo del Beato Alberto".La preziosa reliquia si trova ancora oggi custodita in un semplice bucciolo di canna, lo stesso che l'avvolgeva quel lontano giorno in cui il Sacro Chiodo passò dalle mani del vescovo franco a quelle del sacerdote colligiano. Sembra che questo contenitore fosse una parte della canna usata per porgere l'aceto a Gesù sulla croce. Quel che è certo è che quando i canonici provarono a mettere la reliquia in un contenitore diverso, cioè un reliquiario d'argento, il Sacro Chiodo fu ritrovato miracolosamente nel vecchio bucciolo di canna. Oggi la reliquia è conservata dentro di esso e posta all'interno di un pregevole forziere d'argento, raffinata opera di oreficeria fiorentina datata 1628. Al suo interno si trovano anche, perfettamente conservati, gli antichissimi guanti di lana indossati nel XII secolo da Sant'Alberto e utilizzati da tutti i suoi successori fino ad oggi per maneggiare la sacra reliquia. Il forziere è custodito in un apposito tabernacolo ed è protetto da cinque chiavi. In passato due di esse erano conservate dal Comune, una dal vescovo e le rimanenti dai canonici. Nel 1868 il Comune, in pieno clima risorgimentale, rinunciò a tale diritto in nome della separazione tra Stato e Chiesa e come segno di disprezzo della devozione popolare.FATTI STRAORDINARINumerosi sono i fatti straordinari e le grazie attribuite nel corso dei secoli alla venerazione del Sacro Chiodo, molti dei quali documentati con cura. L'insigne reliquia veniva solennemente invocata nei momenti più drammatici della storia cittadina. Emblematico è l'episodio della peste che colpì Colle nel 1527. Ogni giorno si contavano tra i trenta e i quaranta morti. La gente era stremata e impaurita, ma in quel momento venne presa una decisione coraggiosa e carica di fede: portare in processione per tutta la città la sacra reliquia. C'erano tutti: uomini, donne, l'intero clero. E tutti camminavano scalzi, in segno di penitenza e devozione profonda. Non c'erano a quell'epoca autorità sanitarie e decreti governativi a bloccare il popolo che si riuniva per pregare. Ogni passo era un atto di speranza lanciato contro la malattia che mieteva vittime senza sosta. E il miracolo avvenne, la peste si fermò. Non un altro morto. Non un nuovo contagio. Testimoni oculari lasciarono racconti scritti a futura memoria.Con questa stessa devozione furono affrontate guerre come durante l'assedio degli Aragonesi nel 1479, la carestia del 1540 ed ogni sorta di calamità naturali come siccità o, al contrario, piogge troppo abbondanti. Si contano inoltre tante e frequenti guarigioni, incluse liberazioni dalle insidie dei demòni che innanzi al Sacro Chiodo si contorcono e fuggono poiché, secondo l'affermazione di S. Ambrogio tale è la «virtù infusa da Dio in tutti i Chiodi della Crocifissione».Un episodio singolare accadde durante l'episcopato di monsignor Niccolò Sciarelli. Il vescovo, di chiare idee gianseniste, si mostrava contrario non solo al culto del Sacro Chiodo, ma in generale a quello di tutte le reliquie. Per questo disprezzava la festa del Sacro Chiodo, così amata dal popolo. Accadde però che nel 1796 proprio durante la celebrazione liturgica della solennità dell'Esaltazione della Santa Croce, in cui tradizionalmente si venerava il Sacro Chiodo, fu colpito da paralisi e fu costretto ad abbandonare il governo della diocesi.LA TRADIZIONEAncora oggi a Colle di Val d'Elsa la seconda (o la terza) domenica di settembre si celebra la festa del Sacro Chiodo che inizia con un triduo di preparazione con Messe e catechesi appropriate. La domenica c'è poi la festa vera e propria con i vespri presso la concattedrale di Colle di Val d'Elsa a cui segue la Santa Messa solenne concelebrata dai sacerdoti del paese e presieduta da un vescovo o un cardinale. Segue la processione organizzata dalla Centuria del Sacro Chiodo fondata nel 1645. Sovrastata da un baldacchino, in mano al celebrante, la sacra reliquia viene portata per le vie della città. Arrivati al baluardo che sovrasta il resto dell'abitato si procede con la benedizione dei quattro angoli della città con il Sacro Chiodo. Poi si torna in duomo e il popolo canta l'inno sacro che inizia così: "Su, cantiamo, cantiamo fratelli, l'inno sacro all'amata Reliquia". Mentre il ritornello invoca: "O dolcissimo pegno d'amor, rendi a Colle propizio il Signor". Nel mentre il Sacro Chiodo viene inserito in un reliquiario di vetro e i fedeli si accostano con devozione baciando la sacra reliquia in segno di venerazione. Ai soli sacerdoti è concesso il privilegio di baciare direttamente il Sacro Chiodo senza il reliquiario di vetro.La Festa del Sacro Chiodo è un'opportunità per i devoti di immergersi in un'atmosfera di contemplazione, mentre si onora una reliquia sac
Alzi la mano a chi non è mai capitato di ricevere il referto di una risonanza, una TAC o un'ecografia... e di non capire quasi nulla? Sigle, termini tecnici, diagnosi che sembrano scritte in un'altra lingua. E con loro, un senso di spaesamento. Oggi però qualcosa sta cambiando: grazie all'intelligenza artificiale, anche il linguaggio medico potrebbe diventare più chiaro, più vicino alle persone. Proprio per centrare questo obiettivo all'Università di Stanford un gruppo di radiologi ha sviluppato "RadGPT", un modello linguistico capace di tradurre i referti delle immagini diagnostiche in parole semplici, accessibili, perfino con esempi pratici. Ne parliamo con il prof. Luca Maria Sconfienza, Direttore dell'Unità Operativa di radiologia all' I.R.C.C.S Ospedale Galeazzi Sant'Ambrogio di Milano
Preghiera con Maria, Madre del Signore. Meditazione di Mons. Ambrogio Spreafico sul Libro del Profeta Isaia (Is 40,27-31)
durée : 00:59:13 - Invité : Davide Ambrogio - par : Aliette de Laleu - Dans son dernier album, Davide Ambrogio, chanteur italien originaire de Calabre, s'inspire de la semaine sainte célébrée dans toute l'Italie par des chants, mélodies, instruments et rituels. Dans cette émission, il revient sur ce travail et nous partage son amour pour Giovanna Marini. - réalisé par : Max James Vous aimez ce podcast ? Pour écouter tous les autres épisodes sans limite, rendez-vous sur Radio France.
L'apertura dei giornali, con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Aumentano i casi di Chikungunya nella zona di Verona: si contano al momento 46 contagiati. Il paziente zero ha probabilmente effettuato un viaggio di recente all'estero, e il virus sembra essere stato trasmesso da zanzare tigre a Verona e in vari comuni della provincia da Domegliara a Sant’Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano e Parona. Cerchiamo di fare il punto insieme a Federico Gobbi, direttore scientifico dell'IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) e direttore del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali.
Dolore, rigidità, fastidio nei movimenti: la spalla ha un linguaggio tutto suo, e spesso ci manda segnali che ignoriamo o sottovalutiamo. Ma saper ascoltare questi segnali è fondamentale per prevenire e curare disturbi anche seri. Nella puntata di oggi di Obiettivo Salute Risveglio impariamo a decifrare il linguaggio della spalla: da cosa dipende il dolore? Quali sono i movimenti da evitare? E quando è il momento di rivolgersi a uno specialista? Un viaggio tra muscoli, tendini e articolazioni per ripartire con più consapevolezza fin dal mattino. Ospite il dottor Carlo Perfetti, ortopedico UO di chirurgia della spalla dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.
Dolore cronico, difficoltà nei movimenti, qualità della vita ridotta: per chi soffre di artrosi avanzata al ginocchio, l’intervento di protesi può rappresentare una svolta. Ma non esiste una sola soluzione: oggi si può intervenire con una protesi totale o parziale, cosa cambia tra le due opzioni? In questa intervista spieghiamo cosa aspettarsi prima e dopo l’operazione, come si svolge il percorso di recupero e quali sono i risultati oggi, grazie alle tecniche sempre più precise e personalizzate. Ospite il prof. Roberto D’Anchise, responsabile della Chirurgia del Ginocchio all’Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano.
La puntata è dedicata alla cuffia dei rotatori, gruppo di muscoli fondamentali per il movimento e la stabilità della spalla. Si approfondisce il dolore notturno alla spalla, le cause degenerative e traumatiche, e le possibili soluzioni tra fisioterapia, infiltrazioni e chirurgia.Ospite: Dott. Carlo Perfetti, ortopedico dell’unità operativa di chirurgia della spalla dell’IRCCS Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano.
Ambrogio Borsani"Di parlarti non ho coraggio"Poesie inedite per Roberto VolponiEdizioni Interlineawww.interlinea.comUn'inedita Alda Merini riemerge nei testi ritrovati di Di parlarti non ho coraggio, curati da Ambrogio Borsani ed editi da Interlinea, in libreria dal 28 ottobre, con anteprima al festival internazionale di poesia civile di Vercelli sabato 9 novembre alla libreria Mondadori di Vercelli alle ore 12.Le poesie inedite della raccolta celebrano la storia di un'amicizia insolita tra la poetessa dei Navigli e il giovane Roberto Volponi, figlio dello scrittore Paolo, nata nelle serate trascorse fino alle due a conversare nel bar libreria Chimera di Milano, rifugio di poeti e sognatori, da Tondelli a Busi, da Raboni a Lamarque.«Lui era affascinato dalla vicenda umana e letteraria della poetessa e soprattutto dalla sua libertà lessicale nel raccontarla» ricorda nella premessa il curatore Borsani, amico della Merini ed egli stesso frequentatore del Chimera: «mentre lei vedeva in lui un ragazzo appassionato, curioso, tenero, con una fede ostinata nelle utopie e una sorprendente partecipazione agli abissi delle umane vicende».Dopo la morte improvvisa del giovane Volponi in un incidente aereo nel 1989, Merini donò alla famiglia il gruppo di poesie di straordinaria intensità rimaste ignote fino a oggi anche per problemi filologici oggi risolti, ricordo della stima e dell'affetto profondo tra i due: «Purissima ambizione la mia / che tocco le tue vesti / colme di ingegno e poi / ti lasciarono andare le mie mani / come avessero avuto la maggiore / folgorazione. In vita eri sì bello / che ogni profilo tuo pieno di vento / diventava commiato di parola».I testi sono stati dattiloscritti dall'autrice con una macchina per scrivere con tasti dissestati e nastro scarico di inchiostro (tanto che in sostituzione del nastro spesso usava anche fogli di carta carbone) e pertanto la trascrizione ha dovuto interpretare le molte lettere digitate erroneamente.Di parlarti non ho coraggio. Poesie inedite per Roberto Volponi«Io di parlarti non ho coraggio, / né nominarti come solo amore»: un inedito sorprendente che la poetessa dei navigli ha composto su una macchina per scrivere dai tasti e nastro rovinati per ricordare l'amico Roberto Volponi, il figlio dello scrittore Paolo morto giovane in un incidente aereo. Sono testi che parlano di amore e morte, amicizia e dolore, con le illuminazioni di Alda Merini tanto amate dai suoi lettori. Come ricorda Ambrogio Borsani, amico di entrambi, frequentati al bar milanese Chimera con Tondelli, Busi, Consolo, Raboni e molti altri, è la testimonianza di una stagione unica da cui sono nate queste poesie che meritano di trovare «un posto nella vasta e variegata geografia poetica della Merini: la storia di un'amicizia insolita vissuta in un luogo rifugio di poeti e sognatori». Scrive lei: «Eri sì puro come una medaglia, / ed io medaglia che mi sono sfatta / brillo appena di luce sul tuo cuore».Alda Merini è nata a Milano nel 1931. Ha avuto riconoscimenti importanti alle sue prime raccolte, tra La presenza di Orfeo (1953) e Tu sei Pietro (1961). Sono seguiti vent'anni di silenzio per la drammatica esperienza dell'ospedale psichiatrico. Il suo capolavoro, La Terra Santa, uscì nel 1983 accolto da una sostanziale indifferenza. Nel 1986 raccontò l'esperienza del manicomio in L'altra verità. Diario di una diversa. Grazie a Giovanni Raboni riemerse all'attenzione del pubblico con Delirio amoroso, prose liriche del 1989. Nel 1993 vinse il premio Librex-Montale. Con Ballate non pagate (1995) vinse il premio Viareggio. La prima antologia, Fiore di poesia, curata da Maria Corti, uscì per Einaudi nel 1998 creando un caso editoriale. Iniziò una vasta produzione di plaquette e libri sparsi tra decine di editori. Nell'ultimo periodo scrisse diversi libri segnati da una vena di misticismo, come Francesco. Canto di una creatura (2007), e tra le ultime raccolte per Einaudi troviamo Superba è la notte (2000). Si spense all'Ospedale San Paolo di Milano il primo novembre del 2009. Il suono dell'ombra (2018) è la più ampia raccolta della sua produzione in prosa e poesia negli “Oscar” Mondadori. Interlinea ha già pubblicato di lei Più della poesia, due conversazioni con Paolo Taggi, che per primo la portò in tv, un libro-verità con dvd in cui lei si racconta come mai aveva fatto prima.Ambrogio Borsani ha scritto romanzi come L'ellisse di fuoco (Premio Pisa) e libri di viaggio: Addio Eden, Tropico dei sogni, Stranieri a Samoa (Finalista Premio Chatwin), Martinica incantatrice di poeti, Assalto al paradiso e Avventure di piccole terre. Ha fondato e diretto la rivista di storia del libro Wuz. Al mondo editoriale ha dedicato Il morbo di Gutenberg e altre patologie, L'arte di governare la carta, La claque del libro, Autori in cerca di autori. Ha lavorato come direttore creativo in agenzie di pubblicità internazionali (Leone d'argento al Cinema Pubblicitario di Cannes). Ha scritto molti libri per bambini e ha curato le opere principali di Alda Merini. Ha insegnato Comunicazione all'Università di Napoli “l'Orientale”, alla Statale di Milano e all'Accademia di Brera.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Le Confessioni di Sant'Agostino: riassunto dettagliato e spiegazione dell'opera autobiografica di Agostino d'Ippona.
If you have got a wicked case of the munchies, boy howdy, do we have the perfect episode for you! MUNCHIES (1987) directed by Tina Hirsch and MUNCHIE (1992) directed by Jim Wynorski. It's a Roger Corman produced double feature celebrating 4/20 here on Death By DVD and we hope you tune in and light one up for this special fan request episode. Did you know that you can watch episodes of DEATH BY DVD and much much more on the official Patreon of Death By DVD? ★ Support this podcast on Patreon ★ subscribe to our newsletter today for updates on new episodes, merch discounts and more at www.deathbydvd.comHEY, while you're still here.. have you heard...DEATH BY DVD PRESENTS : WHO SHOT HANK?The first of its kind, (On this show, at least) an all original narrative audio drama exploring the murder of this shows very host, HANK THE WORLDS GREATEST! Explore WHO SHOT HANK, starting with the MURDER! A Death By DVD New Year Mystery WHO SHOT HANK : PART ONE WHO SHOT HANK : PART TWO WHO SHOT HANK : PART THREE WHO SHOT HANK : PART FOUR WHO SHOT HANK PART 5 : THE BEGINNING OF THE ENDWHO SHOT HANK PART 6 THE FINALE : EXEUNT OMNES or copy and paste the link below : https://deathbydvd.com/who-shot-hankWhoah, you're still here? Check out the official YOUTUBE of Death By DVD and see our brand new program, TRAILER PARK! The greatest movie trailer compilation of all time. Tap here to visit our YOUTUBE or copy and paste the link below : https://www.youtube.com/@DeathByDVD
Death By DVD takes a bite out ofAMBROGIO : The First Vampire on this fresh from the grave episode! We have a real treat, the director, producers & stars of AMBROGIO : The First Vampire, Angelina Buzzelli & Alex Javo join me to discuss their new vampire epic and their careers as artists in general. This is a delightful episode filled with great indie insight. It's educational and fun for everyone. I believe this is the first episode in Death By DVD history without a curse word! Don't hesitate, click play and hear this episode today. It may be one of the best we have ever released. I am so thankful to Alex Javo & Angelina Buzzelli for their time. Well, what are you waiting for?! Click play now! Tap here or copy and pate the link below for AMBROGIO : The First Vampire on IMDb : https://www.imdb.com/name/nm13682571/Tap here or copy and paste the link below for Alex Javo on IMDb : https://www.imdb.com/name/nm13682571/Tap here or copy and paste the link below for Angelina Buzzelli on IMDb : https://www.imdb.com/name/nm13682571/TAP HERE or copy and paste the link below to watch AMBROGIO : The First Vampire now on AMAZON : https://www.amazon.com/gp/video/detail/B0DRWH3LVJ/ref=atv_dp_share_cu_r ★ Support this podcast on Patreon ★ Don't forget, Death By DVD has its very own all original audio drama voiced almost entirely by Death By DVD!DEATH BY DVD PRESENTS : WHO SHOT HANK?The first of its kind, (On this show, at least) an all original narrative audio drama exploring the murder of this shows very host, HANK THE WORLDS GREATEST! Explore WHO SHOT HANK, starting with the MURDER! A Death By DVD New Year Mystery WHO SHOT HANK : PART ONE WHO SHOT HANK : PART TWO WHO SHOT HANK : PART THREE WHO SHOT HANK : PART FOUR WHO SHOT HANK PART 5 : THE BEGINNING OF THE ENDWHO SHOT HANK PART 6 THE FINALE : EXEUNT OMNES Whoah, you're still here? Check out the official YOUTUBE of Death By DVD and see our brand new program, TRAILER PARK! The greatest movie trailer compilation of all time. Tap here to visit our YOUTUBE or copy and paste the link below : https://www.youtube.com/@DeathByDVD ★ Support this podcast on Patreon ★
On this fresh from the grave episode of DEATH BY DVD we are talking about a movie that SUCKS. SUCKS blood, that is! Ambrogio : The First Vampire is a wonderful independent film shot entirely in Georgia and we are talking all things VAMPIRE on this episode. A brief history of vampire films and then we dive into all the glory that is AMBROGIO : The First Vampire. We discuss the cast, crew and of course the film itself. Hit play today to hear this epic indie episode all about AMBROGIO : The First Vampire.Tap here to watch Ambrogio : The first Vamprie now on Amazon.com or copy and paste the link below :https://www.amazon.com/gp/video/detail/B0DRWH3LVJ/ref=atv_dp_share_cu_rDon't forget, Death By DVD has its very own all original audio drama voiced almost entirely by Death By DVD!DEATH BY DVD PRESENTS : WHO SHOT HANK?The first of its kind, (On this show, at least) an all original narrative audio drama exploring the murder of this shows very host, HANK THE WORLDS GREATEST! Explore WHO SHOT HANK, starting with the MURDER! A Death By DVD New Year Mystery WHO SHOT HANK : PART ONE WHO SHOT HANK : PART TWO WHO SHOT HANK : PART THREE WHO SHOT HANK : PART FOUR WHO SHOT HANK PART 5 : THE BEGINNING OF THE ENDWHO SHOT HANK PART 6 THE FINALE : EXEUNT OMNES Whoah, you're still here? Check out the official YOUTUBE of Death By DVD and see our brand new program, TRAILER PARK! The greatest movie trailer compilation of all time. Tap here to visit our YOUTUBE or copy and paste the link below : https://www.youtube.com/@DeathByDVD ★ Support this podcast on Patreon ★
Alex Javo transforms Greek mythology into modern vampire romance in his remarkable debut feature "Ambrogio: The First Vampire." After years of facing typecasting as an actor in Atlanta's film industry, Javo decided to create his own breakthrough opportunity by writing, directing, and starring in a completely fresh take on vampire lore.What separates this indie production from countless other vampire tales is its foundation in ancient Greek mythology and Javo's extraordinary commitment to embodying his character. He underwent a dramatic physical transformation, losing 40 pounds in just two months through an extreme diet where he only ate three days per week. "I wanted to not only look the part but feel what a starving vampire might feel," he explains, drawing on his Stanislavski training. Working with an Italian dialect coach added another layer of authenticity, as Javo mastered not just the language but subtle mannerisms that brought historical depth to his character.Perhaps most impressive is how Javo leveraged his eight years of industry relationships to assemble a dream team of collaborators. This strategic approach allowed the entire feature to be shot in just seven and a half days—a testament to the chemistry and professionalism of the cast and crew. When inevitable challenges arose, from sudden rainstorms to equipment failures, Javo's steady leadership kept the production on track. "I knew if I broke down or got angry, it wouldn't do any good for the environment," he reflects, highlighting the importance of directorial temperament on independent sets.Drawing inspiration from filmmakers like Scorsese and Tarantino, Javo has created something that honors cinematic traditions while establishing his unique voice. "Ambrogio: The First Vampire" arrives on Amazon, Walmart, Fandango, and Voodoo beginning March 11th. Don't miss this debut from an emerging filmmaker who's already planning his next feature—a gangster drama that promises to blend elements of "The Godfather" with "Rocky" for a fresh take on classic genres.Support the show: