Municipality in Northern, Brazil
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Settant'anni fa, nel 1956, il mondo visse uno dei momenti più drammatici del dopoguerra. Due eventi, verificatisi a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, segnarono profondamente quell'anno: la rivolta contro il regime comunista in Ungheria, il 23 ottobre, e lo scoppio della guerra arabo-israeliana, con la crisi di Suez il 29 dello stesso mese. Questi avvenimenti, e in particolare le immagini della resistenza anticomunista ungherese, suscitarono una profonda emozione nell'opinione pubblica e spinsero il Papa Pio XII a rivolgere al mondo intero tre brevi ma importanti encicliche.Con la prima, Luctuosissimi eventus del 28 ottobre, il Pontefice, indisse pubbliche preghiere affinché al popolo ungherese oppresso dal comunismo fosse concessa una pace fondata sulla giustizia. Con la seconda, Laetamur admodum, del 1° novembre, il Papa espresse la sua preoccupazione anche per l'altro conflitto armato che nel frattempo era scoppiato in Medio Oriente, non lontano dalla Terra Santa. Nella terza enciclica, Datis nuperrime, del 5 novembre, dopo la tragica repressione dell'insurrezione ungherese da parte dell'Armata Rossa, Pio XII affermò solennemente che “il sangue del popolo ungherese grida al Signore, il quale, come giusto giudice, se punisce spesso i peccati dei privati soltanto dopo la morte, tuttavia colpisce talora i governanti e le nazioni stesse anche in questa vita, per le loro ingiustizie, come la storia ci insegna.”Il 10 novembre il Pontefice, nel radiomessaggio Per la libertà e la pace, elevò un nuovo accorato appello in favore del popolo ungherese. Ma l'intervento più impegnativo fu il Radiomessaggio natalizio del 23 dicembre in cui Pio XII rivelò di avere pensato alla possibilità di bandire una crociata per difendere l'Ungheria oppressa. Queste le sue parole: “Noi da parte Nostra, come Capo della Chiesa, abbiamo evitato al presente, come in casi precedenti, di chiamare la Cristianità ad una crociata”. Il Papa dunque rivendica il diritto dei Capi della Chiesa di promulgare una crociata e, anche se egli ha deciso di non farlo, ha seriamente valutato questa ipotesi. Aggiunge poi: “Possiamo però richiedere piena comprensione del fatto che, dove la religione è un vivo retaggio degli antenati, gli uomini concepiscano la lotta, che viene loro dal nemico ingiustamente imposta, anche come una crociata”. La crociata è più di una guerra giusta, è una guerra santa, e secondo Pio XII, è lecito concepirla, dove la religione di un popolo è ancora viva, quando è in gioco una causa che tocchi, quelli che egli definisce “i valori assoluti dell'uomo e della società”. “Per la Nostra grave responsabilità - continua il Papa - non possiamo lasciare che questo si nasconda nella nebbia degli equivoci”. Infatti spiega: “Con profondo rammarico dobbiamo a tal proposito lamentare l'appoggio prestato da alcuni cattolici, ecclesiastici e laici, alla tattica dell'annebbiamento, per ottenere un effetto da essi stessi non voluto. Come si può ancora non vedere che questo è lo scopo di tutto quell'insincero agitarsi, che va sotto il nome di «colloqui» ed «incontri»? A che scopo, del resto, ragionare senza un comune linguaggio, o com'è possibile d'incontrarsi, se le vie divergono, se cioè da una delle parti ostinatamente si respingono e si negano i comuni valori assoluti, rendendo quindi inattuabile ogni «coesistenza nella verità»? Già per il rispetto del nome cristiano si deve desistere dal prestarsi a quelle tattiche, poiché, come ammonisce l'Apostolo, è inconciliabile il volersi assidere alla mensa di Dio e a quella dei suoi nemici (cfr. 1 Cor. 10, 21)”. L'appello ai colloqui, agli incontri, alle negoziazioni diviene non solo inutile, ma nocivo, di fronte a un nemico che si serve di questi mezzi come tattica dilatoria per fiaccare lo spirito dei cristiani. Dice Pio XII: “Se la triste realtà Ci costringe a stabilire con chiaro linguaggio i termini della lotta, nessuno può onestamente muoverCi il rimprovero quasi di favorire l'irrigidimento dei fronti opposti, e ancor meno di esserCi in qualche modo allontanati da quella missione di pace che deriva dal Nostro Apostolico Officio. Se tacessimo, ben più dovremmo temere il giudizio di Dio. Rimaniamo fermamente legati alla causa della pace, e Dio solo sa quanto brameremmo di poterla annunziare pienamente e lietamente con gli Angeli del Natale. Ma appunto per salvarla dalle presenti minacce, dobbiamo indicare dove si cela il pericolo, quali sono le tattiche dei suoi nemici e ciò che li addita per tali”. Infatti, “di fronte ad un nemico risoluto ad imporre, in un modo o nell'altro, a tutti i popoli una particolare e intollerabile forma di vita, soltanto l'unanime e forte contegno di tutti gli amanti della verità e del bene può salvare la pace, e la salverà. Sarebbe un fatale errore ripetere ciò che in una simile contingenza avvenne negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, quando ognuna delle nazioni minacciate, e non soltanto le più piccole, cercò di salvarsi a spese delle altre, quasi facendosene scudo, e anzi cercando di trarre dalla altrui angustia vantaggi economici e politici assai discutibili. L'epilogo fu che tutte insieme vennero travolte nella conflagrazione”.Pio XII condanna con tutta chiarezza il cosiddetto spirito di Monaco, ovvero l'atteggiamento delle nazioni occidentali che nel 1938, di fronte all'espansionismo di Hitler si illusero di evitare la guerra, cedendo alle pretese del dittatore nazista: “L'epilogo fu che tutte insieme vennero travolte nella conflagrazione”.Lo scrittore francese Jean Madiran in un editoriale apparso sulla rivista “Itinéraires” del febbraio 1957, a commento del Radiomessaggio di Pio XII lo sottolineava bene: la prima ragione per la quale il Papa non ha chiamato la Cristianità a una crociata non sta nel fatto che si dovrebbe dialogare, venire a patti, intendersi con il comunismo: questa prima ragione sta nel fatto che si può e si deve evitare la guerra mondiale, non con il cedimento però, ma grazie ad una ferma e unanime resistenza alle iniziative, alle manovre, alle infiltrazioni dei sovietici. Il comunismo è un nemico della civiltà cristiana e contro di esso non servono compromessi o dialoghi illusori, ma una resistenza morale, politica e spirituale fondata sulla tradizione religiosa dell'Occidente. II messaggio che Pio XII ci affida è chiaro: sarebbe una grande disgrazia se la guerra mondiale divenisse inevitabile. Ma vi sarebbe una disgrazia ancora peggiore: il silenzio e l'abbandono della lotta di fronte al nemico che attacca. Chi cede per non perdere, è spesso travolto dalla sconfitta e dalla vergogna. A chi combatte per la verità e la giustizia, non manca mai la vittoria. (Roberto de Mattei) Questo episodio include contenuti generati dall'IA.
XVII ciclo di Dottorato della Scuola Superiore di Studi StoriciUniversità deglli Studi della Repubblica di San MarinoI CAPITALISMILe città marinare del XII secolo e un caso di precapitalismo-protocapitalismo in un milieu precoloniale-protocoloniale: Romano Mairano in TerrasantaProf. Franco Cardini(Istituto di Scienze Umane e Sociali di Firenze)Podcast a cura di Giuseppe GiardiUna produzione Usmaradio - Centro di Ricerca per la Radiofonia
Chiacchierata con il Presidente della Compagnia di San Giorgio, Angelopiero Bafundi, che ci racconta lo svolgimento di una "Route" molto particolare in Terrasanta, avvenuta dal 28 Maggio al 3 Giugno u.s.Non anticipo nulla ed auguro a tutti Buon Ascolto e Buona Strada!
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243722 Con i colleghi che hanno curato il radiogiornale, le ultime notizie sul fronte diplomatico, volgendo anche lo sguardo, come ogni lunedì, all'attività di Papa Leone che nel Regina Caeli ha esortato ad invocare lo Spirito Santo che apre le porte alla fede, e che spinge la Chiesa ad essere “accogliente ed ospitale verso tutti”, ricordando che lo stesso apre il cuore di ogni uomo perché sia capace di vincere “le resistenze, gli egoismi, le diffidenze e i pregiudizi” e far fiorire la fraternità. Nei saluti dopo il Regina Caeli il Santo Padre ha rivolto una invocazione alla Vergine Maria affidandole la comunità dei fedeli cinesi affinché possano essere testimoni di “speranza e pace” ed ha espresso un pensiero a coloro che in Terra Santa soffrono le conseguenze dei conflitti. In studio la consueta finestra sulle redazioni in lingua straniera dei media vaticani, oggi con la redazione di lingua spagnola rappresentata da Renato Martinez. Ci raggiungerà Gabriele Nicolò della redazione cultura dell'Osservatore Romano con la sue "Spigolature", dedicate oggi allo scrittore Tommaso Landolfi (1908 - 1979). Andremo poi in Ucraina con Piero Meda, responsabile Paese dell'organizzazione We World per capire come ha reagito la popolazione all'impiego del missile balistico Oreshnik, usato dalla Federazione russa per attaccare il Paese nel fine settimana. Per la rubrica "Fare Luce", avremo in collegamento Enzo Porzio ed Emanuele Russo, che ci porteranno alla scoperta del MUDD, il Museo Diocesano diffuso di Napoli. La RADIOVISIONE di oggi è dedicata alla prevenzione dei rischi sulle strade italiane. Ospite: Fabrizio Fossati, funzionario del servizio di Polizia Stradale, ci presenterà anche il progetto della Polstrada dedicato ai giovani studenti delle scuole primarie, secondarie e superiori. Per L'Osservatore Romano, Marco Bellizi, ci porta a scoprire le nuove fonti di approvvigionamento energetico e la rubrica "Per la cura della casa comune". Nella terza parte di Radio Vaticana con Voi, torneremo sulla Visita Pastorale ad Acerra di Papa Leone con un commento di Padre Maurizio Patriciello, sacerdote della parrocchia di San Paolo Apostolo in Caivano (NA), tra i primi a dare l'allarme su quello che stava avvenendo negli anni della "Terra dei Fuochi" nel territorio tra Napoli e Caserta. Ne abbiamo parlato in studio con Marco Guerra, della redazione giornalistica di Radio Vaticana - Vatican News. In conclusione, idealmente restando in Campania, siamo andati a scoprire un passato della città di Napoli che ha visto, tra i suoi abitanti, anche il filosofo Benedetto Croce. Con Simone Gambacorta, curatore della nuova collana editoriale della casa editrice Solfanelli, "L'Altro ieri", pensata per riportare alla luce opere dimenticate di scrittori italiani contemporanei, abbiamo scoperto il primo volume, "La casa di Napoli", romanzo del 1982 di Gennaro Manna, ispirato alla giovinezza di Croce. In conduzione: Francesco De Remigis e Stefania Ferretti Tecnici Audio e Video: Alberto Giovannetti, Bruno Orti, Patrizio Ciprari
"E vidi un cielo nuovo e una terra nuova... Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno" In questa meditazione Marco Impagliazzo si interroga sul realismo di questa promessa biblica in un tempo in cui l'odio e la guerra – definita una realtà demoniaca – continuano a scavare abissi profondi tra i popoli. La riflessione si concentra in particolare sulla sofferenza attuale della Terrasanta, invocando giustizia per il popolo palestinese e una coesistenza pacifica per tutti gli abitanti della regione. Il cuore del messaggio risiede nel valore e nella responsabilità della preghiera per la pace. Pregare non è un atto irrilevante o un rifugio passivo, ma significa entrare direttamente nella "sala del trono di Dio" attraverso una porta aperta nel cielo. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=eO9oenuJsNo
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
È nell'Alto Medioevo che prese piede in Europa l'idea del pellegrinaggio come atto penitenziale. un'esperienza faticosa e pericolosa che per primi vide i cristiani recarsi in Terra Santa, nei luoghi della passione di Cristo. A questi, nell'anno 1300, quando papa Bonifacio VIII chiamò a Roma tutti i fedeli per il primo Giubileo, si aggiunsero i pellegrini che raggiungevano la Città eterna per beneficiare del perdono dei peccati innescato dalla concessione delle indulgenze. Meta di pellegrinaggio era anche il santuario di Santiago de Compostela, nella Spagna nordoccidentale. Il pellegrinaggio nel Medioevo divenne così un fenomeno di massa per devozione, penitenza o ricerca di grazie divine, che coinvolse tutte le classi sociali. Di questo ed altro Giovanni Conti ne parla con lo storico Marco Ferrero presidente del Centro Studi Medievali Ponzio di Cluny.
È nell'Alto Medioevo che prese piede in Europa l'idea del pellegrinaggio come atto penitenziale. un'esperienza faticosa e pericolosa che per primi vide i cristiani recarsi in Terra Santa, nei luoghi della passione di Cristo. A questi, nell'anno 1300, quando papa Bonifacio VIII chiamò a Roma tutti i fedeli per il primo Giubileo, si aggiunsero i pellegrini che raggiungevano la Città eterna per beneficiare del perdono dei peccati innescato dalla concessione delle indulgenze. Meta di pellegrinaggio era anche il santuario di Santiago de Compostela, nella Spagna nordoccidentale. Il pellegrinaggio nel Medioevo divenne così un fenomeno di massa per devozione, penitenza o ricerca di grazie divine, che coinvolse tutte le classi sociali. Di questo ed altro Giovanni Conti ne parla con lo storico Marco Ferrero presidente del Centro Studi Medievali Ponzio di Cluny.
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Adattamento audio: Matteo D'Alessandro - www.matteodalessandro.com Per approfondire gli argomenti della puntata: La serie dedicata alle crociate : https://www.youtube.com/watch?v=9Sj5jGTRh4A&list=PLpMrMjMIcOkltGazel8HF5Wo6srVqnEPz&index=1 Altre pillole dal Medioevo : https://www.youtube.com/watch?v=m414kquZGeY&list=PLpMrMjMIcOknatmkUIASEYa0_l9nYfOnn&ab_channel=LaBibliotecadiAlessandria Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
E aiiiiiii Diooooovens!! No episódio de hoje, vamos entrar em uma pergunta que parece coisa de filme, mas que levanta questões profundas sobre fé, criação e o poder de Deus: e se a Igreja encontrasse vida fora da Terra? Será que a existência de alienígenas destruiria a fé cristã? A Igreja mudaria sua doutrina? Jesus teria morrido também por outras criaturas? E como o catolicismo olha para a possibilidade de existir vida inteligente em outros planetas? Hoje vamos conversar sobre o que a Igreja realmente ensina — e também sobre aquilo que ela nunca afirmou. Vamos descobrir que acreditar em Deus Criador não limita o universo à Terra, e por que a grandeza da criação pode ser muito maior do que imaginamos. Também vamos refletir sobre como muitos confundem ciência com oposição à fé, quando na verdade a própria Igreja sempre incentivou a busca pela verdade. Afinal, se Deus criou todo o universo, não existe descoberta verdadeira que possa contradizer Aquele que é a própria Verdade. E mais importante ainda: vamos entender por que, existindo ou não vida fora da Terra, nada muda a centralidade de Jesus Cristo, da salvação e do amor de Deus pela humanidade. Então, se você quer mergulhar nessa conversa entre teologia, ciência e mistério, não perca este episódio! Está pronto para olhar para o céu de um jeito totalmente diferente? Aperte o play agora mesmo e compartilhe com amigos e familiares que também já se perguntaram: “e se não estivermos sozinhos no universo?”
Puntata 569 di Border Nights - La Notte ai confini, in onda ogni martedì alle 22 su Web Radio Network, in podcast su tutte le piattaforme digitali come ad esempio Spotify e il sabato sera in onde medie su Radio Briscola (Am 1449). Nella prima parte con noi Maria Heibel con cui ricostruire quanto avviene nei nostri cieli tra geoingegneria e guerra climatica. Nella seconda parte Samantha Liati sarà insieme a Claudia Pellegrino per parlare di coppia alchemica ma anche di tempo. Paolo Franceschetti ci parlerà di San Francesco e dei Francescani in Terra Santa. Tom Bosco ci porta nel 1816 senza estate. Con la partecipazione di Barbara Marchand. Il tutto condito dall'esclusivo tappeto sonoro di Border Nights, curato anche da Lex Dj e Daniele Dj.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/border-nights--654467/support.
No podcast ‘Notícia No Seu Tempo’, confira em áudio as principais notícias da edição impressa do jornal ‘O Estado de S.Paulo’ desta segunda-feira (06/04/2026): O ministro do Supremo Tribunal Federal (STF) Alexandre de Moraes e sua mulher, a advogada Viviane Barci de Moraes, desembolsaram, nos últimos cinco anos, R$ 23,4 milhões em compras de imóveis em Brasília e em São Paulo, todas à vista, conforme registros em cartório, obtidos pelo Estadão. O patrimônio imobiliário da família soma hoje R$ 31,5 milhões. Em 2017,quando o ex-presidente Michel Temer indicou Moraes para o STF, o valor dos imóveis do casal era avaliado em R$ 8,6 milhões. A maior parte das transações foi realizada por meio do Lex Instituto de Estudos Jurídicos, que tem como sócios Viviane e os dois filhos do casal. Moraes não figura como sócio. Como é casado com Viviane sob regime de comunhão parcial de bens, isso significa que os bens adquiridos durante o casamento integram o patrimônio comum do casal. Moraes e Viviane não se manifestaram. Política: Toffoli usou aviões de empresários para 3 viagens à resort Economia: Mesmo com guerra, Brasil atrai R$ 9 bi de capital externo em março Internacional: EUA resgatam com sucesso segundo piloto de caça F-15 abatido pelo Irã Metrópole: Previsão indica que planeta pode ter um ‘super El Niño’ até o fim do ano See omnystudio.com/listener for privacy information.
Messaggio di Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, sulla Colletta del Venerdì Santo.
Saudações Arcanas! Neste programa, com a participação de Adílio Marques e Pablo Bispo fazemos uma breve introdução aos famosos Cavaleiros Templários na história. A Ordem dos Templários foi uma ordem religiosa e militar fundada no século XII, durante as Cruzadas, com a missão de proteger peregrinos cristãos na Terra Santa. Reconhecida pela disciplina e organização, tornou-se rapidamente poderosa, acumulando riquezas e influência na Europa. Seus membros viviam sob votos religiosos, combinando vida monástica e atividade militar. Com o tempo, despertaram desconfiança de reis e autoridades, especialmente de Filipe IV da França. Em 1312, a ordem foi oficialmente dissolvida, deixando um legado envolto em história e mistério.
Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 26, 14-25.
La mattina del 29 marzo la polizia israeliana ha bloccato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, e il Custode di Terra Santa davanti alla Basilica del Santo Sepolcro. Non potevano entrare per una Messa privata. Il Patriarcato Latino ha ricordato che dal 28 febbraio la chiesa ospitava Messe private ininterrottamente: non era chiaro perché domenica fosse diverso. La polizia ha invocato ragioni di sicurezza. Il governo italiano ha convocato l'ambasciatore israeliano. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che l'azione «costituisce un'offesa non solo ai credenti ma a ogni comunità che riconosce la libertà religiosa». Netanyahu ha risposto che non c'era «nessuna intenzione malevola». Sicurezza: la stessa parola usata il 24 marzo dal Comitato per la sicurezza nazionale della Knesset per approvare il disegno di legge sulla pena di morte applicata ai palestinesi. Il testo promosso da Limor Son Har-Melech del partito di Ben Gvir prevede nei tribunali militari della Cisgiordania la pena capitale obbligatoria per omicidio intenzionale, inflitta a semplice maggioranza senza che la procura la richieda, eseguita per impiccagione entro novanta giorni. I tribunali militari hanno giurisdizione esclusivamente sui palestinesi: i coloni vengono processati dai tribunali civili. Lo stesso esercito israeliano ha dichiarato che la legge viola il diritto internazionale e potrebbe esporre i comandanti a giudizi stranieri. Dodici esperti ONU hanno scritto che l'impiccagione «equivale a tortura». Amnesty ha definito le pene senza appello «crimini di guerra». Al Purim, Har-Melech si era vestita da boia. «La legge fissa un messaggio chiaro e inequivocabile», ha detto Har-Melech il 24 marzo. «Chi sceglie di uccidere ebrei perché sono ebrei perde il diritto di vivere.» #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Tensione tra il mondo cristiano-cattolico e Israele, all'inizio della Settimana Santa. La polizia di Israele ha impedito al patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa cattolica in Terra Santa, l'ingresso nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre insieme a fra Francesco Ielpo, Custode della Terra Santa, ,si facevano strada per celebrare la Messa della Domenica delle Palme.
Fra Bruno mons. Varriano, frate della Custodia di Terra Santa e Vescovo vicario patriarcale per Cipro, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca 1,26-38.
Fra Agustin Pelayo, economo della Custodia di Terra Santa e membro del Discretorio, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 5,17-30.
Fra David Grenier, commissario di Terra Santa a Washington, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Giovanni 5,1-16.
Fra Alberto Joan Pari, Segretario della Custodia di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34.
Fra Marco Antonio Uras, guardiano del Convento di San Fortunato in Montefalco Postulandato della Custodia di Terra Santa in Italia, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19.
Fra Gianfranco Pinto Ostuni, commissario generale di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 18,21-35.
Fra Antonino Milazzo, delegato di Terra Santa in Italia, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722. Tra i temi di oggi: Come la didattica diventa il primo laboratorio del cambiamento. Nasce il progetto CHANGES che, attraverse ricerche multidisciplinari, mostra come l'Università Roma Tre stia ridefinendo i confini stessi dell'apprendimento, costruendo un modello formativo che intreccia interdisciplinarità, tecnologia avanzata e responsabilità sociale. Spazio al lavoro della redazione Podcast di Radio Vaticana - Vatican News che presenta “Podlectio”, il podcast quotidiano di meditazione sul Vangelo del giorno prodotto dai frati francescani della Custodia di Terra Santa. Dal Mercoledì delle Ceneri, e fino al Mercoledì della Settimana Santa, ogni mattina è disponibile una nuova riflessione audio, per vivere il tempo che conduce alla Pasqua come un itinerario di ascolto e di conversione. "O" di Orizzonte. In dialogo con il direttore de L'Osservatore Romano che, per il consueto appuntamento con l'Alfabeto di Radio Vaticana con Voi, sonda il messaggio, il senso nascosto e profondo delle parole, aprendo a riflessioni di ampio respiro. Al termini della trasmissione andiamo a conoscere la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, dove il Papa si recherà per l'ultima visita pastorale nel tempo di Quaresima. Gli ospiti di oggi: Professoressa Maria Cristina Giorda, Storica delle Religioni Don Franz Refalo, parroco del Sacro Cuore di Gesù. Conducono Andrea De Angelis e Silvia Giovanrosa Si ringraziano i colleghi, Marco Guerra, Roberto Palombaro e Tecnici audio - video: Luca Rossi, Bruno Orti e Alberto Giovannetti, Fabrice Bagendekere S.J.
Fra Ulises Zarza, Vicario Custodiale di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca, 9,22-25.
I titoli: - Il Papa all'Aventino alle 16.30 per la tradizionale processione e il rito delle Ceneri per l'inizio della Quaresima. All'Udienza generale il monito: la Chiesa sia segno di riconciliazione in mezzo all'umanità frammentata - Conclusi a Ginevra i colloqui fra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Kyiv parla di progressi. Mosca: “Presto per fare valutazioni”. - Siria, la testimonianza del Custode di Terra Santa: i cristiani di Idlib, un grande segno di pace e di speranza
Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243 722 Inizieremo la puntata dall'attività domenicale di Papa Leone, in particolare ieri nel litorale romano, con la visita alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis, prima tappa delle cinque che scandiranno le domeniche prima della Pasqua. Ci collegheremo poi con Bitetto, in Puglia, con i colleghi Gianmarco Murroni e Luigi Picardi che ieri sera hanno seguito l'evento speciale per i bambini di Terra Santa, al Teatro Petruzzelli di Bari. Poi tanto volontariato, con una testimonianza di resilienza da parte di chi ha scelto di aiutare chi vive una fase di malattia anche grave a non perdere la speranza, partendo da una esperienza ospedaliera, e con la Fondazione di Liegro andremo a scoprire la XIX° edizione del corso di formazione per la salute mentale. Infine andremo a Gaza, per capire come si sta muovendo la macchina degli aiuti, concentrata negli hub della Giordania. E con Caritas italiana ci sposteremo in Madagascar, Paese citato ieri dal Pontefice nel "dopo Angelus" esprimendo solidarietà a quanti sono stati colpiti dalle raffiche distruttive dei cicloni e dove è attiva anche una solida macchina di aiuti. Gli ospiti di oggi in ordine di presenza: - Massimiliano Menichetti, vicedirettore editoriale dei media vaticani, responsabile di Radio Vaticana - Vatican News In collegamento da Bitetto (Bari): Fra Marco Valletta e Fra Gianni Mastromarino per presentare la serata “Fratelli tutti - Insieme con arte” - Alfonso Celotto, costituzionalista, professore di Diritto costituzionale e avvocato cassazionista, con cui parleremo delle nuove misure annunciate dal governo italiano in materia di sicurezza e immigrazione e del nuovo Patto Ue sulla migrazione e l'asilo In collegamento da Amman, Giovanna Fotia, Direttrice Paese WeWorld Palestina - Ercole Cauti, ingegnere, testimonial Ail, autore del libro-testimonianza "Il privilegio di esserci ancora" (Verdone Editore) - Tiziana Ceccarelli, councelor e responsabile del corso di formazione della Fondazione Di Liegro - Fabrizio Cavalletti, responsabile Africa di Caritas italiana In conduzione: Francesco De Remigis e Stefania Ferretti; in esterna Gianmarco Murroni e Luigi Picardi Tecnici del suono: Luca Rossi, Bruno Orti e, da Bitetto, Alberto Giovannetti
Torna, dal 18 febbraio, mercoledì delle ceneri, Podlectio, la meditazione sul vangelo del giorno ad opera dei frati francescani della Custodia di Terra Santa. Durante questa Quaresima, ai frati in servizio presso la Custodia si aggiungeranno quelli della provincia Serafica dell'Umbria e Sardegna, in occasione degli ottocento anni dal transito di San Francesco. Come di consueto, le meditazioni saranno disponibili su diverse piattaforme, anche sul sito e canali social della Custodia.
Intervista di TelePace, effettuata a San Giovanni Crisostomo venerdì 5 dicembre 2025, di presentazione dell'Istituto Magnificat di Gerusalemme e dell'impegno della Compagnia di San Giorgio in Terra Santa.L'intervistatore è Don Massimo Tellan (1) (2), nuovo socio effettivo della Compagnia che si intrattiene con il Presidente della medesima, Angelopiero Bafundi. ---Un coro di ragazze musulmane, cristiane ed ebree che canta insieme mentre la guerra continua a ferire la Terra Santa: è il Coro Yasmeen dell'Istituto Magnificat di Gerusalemme, ospite a Roma per una serie di concerti natalizi promossi dalla Compagnia di San Giorgio, la quale da molti anni coltiva un proficuo rapporto con la Custodia di Terra Santa ed i gruppi scout locali.Attraverso la musica, queste giovani testimoniano che anche nel tempo del conflitto è possibile costruire dialogo, convivenza, speranza e pace.
"Archeologia in terra Santa: Nuovi tesori dal santo sepolcro" - Ospiti: Prof.ssa Francesca Romana StasollaTrascrizione (non corretta dall'autore)
A Gaza la parola “tregua” continua a funzionare solo nei comunicati. Sul terreno, nelle ultime ventiquattro ore, restano almeno tredici morti sotto i raid israeliani, cinque bambini. Una tenda per sfollati colpita nel sud, una casa distrutta nella parte orientale di Gaza City, bombardamenti tra Jabalia e Khan Younis. I luoghi sono sempre gli stessi, cambia soltanto il conteggio dei corpi. Intanto il vento e la pioggia sferzano le tendopoli: l'assedio aggiunge anche il freddo. L'esercito israeliano parla di “obiettivi terroristici” e di risposta a un proiettile partito da Gaza e caduto prima di raggiungere Israele. È la formula standard, ripetuta, che cancella il contesto: colpire aree dove vivono sfollati significa colpire civili, anche quando il bersaglio dichiarato ha un altro nome. Hamas risponde accusando Israele di violare gli impegni della tregua e, nello stesso tempo, prova a mostrare disponibilità sul dopo, evocando la consegna del governo di Gaza a un'entità palestinese. Parole contro macerie. Fuori da Gaza, il boomerang è politico. Rula Jebreal scrive che l'“ordine mondiale basato sulle regole” è morto a Gaza. Nelle stesse ore il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier accusa gli Stati Uniti di distruggere quell'ordine, legittimando il diritto del più forte. Gaza smette di essere un'eccezione umanitaria e diventa un precedente: ciò che passa lì diventa norma altrove. L'Italia si muove su un altro registro. Giorgia Meloni ribadisce che Gaza “resta nei radar”, annuncia fondi per la cooperazione, offre l'addestramento dei Carabinieri alle future forze di sicurezza palestinesi e apre, con molte cautele, a una forza multinazionale sotto egida Onu. Mentre sul terreno si colpiscono tende, a Roma si discute di addestramento e mandati parlamentari. Il linguaggio della gestione prende il posto di quello della protezione. La chiusura arriva da un atto istituzionale che pesa più di mille analisi. Papa Leone XIV parla di “grave crisi umanitaria” in Terra Santa, richiama la prospettiva dei due Stati e segnala l'aumento delle violenze in Cisgiordania contro i civili palestinesi. Gaza e West Bank nello stesso respiro. La tregua resta una parola tecnica. L'assedio, una realtà quotidiana. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 335 1243 722 In attesa di partecipazione all'Udienza di Papa Leone XIV al Corpo Diplomatico, abbiamo avuto ospiti di oggi in ordine di presenza Michele Raviart , giornalista di Radio Vaticana - Vatican News in collegamento dalla Terra Santa per la ripresa dei Pellegrinaggi Marco Magnano , giornalista cooperante di Base a Damasco in Siria A cura di Silvia Giovanrosa e Francesco De Remigis Si rigraziano i colleghi Marco Guerra e Marie Jose Muando Tecnico del suono Bruno Orti
È il primo Natale dal 2022 senza una guerra ufficiale in Terra Santa, dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre. Le celebrazioni tornano con cautela, mentre prosegue l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania.
Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Luca 1,67-79.
Fra Piermarco Luciano, discreto di Terra Santa e membro della comunità di Ein Karem, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 1,18-24.
Receberemos novamente o Prof. Ariel Lazari, arqueólogo e filósofo católico, para um episódio especial:“Lugares do Natal na Terra Santa”
Fra Agustin Pelayo, economo e membro del discretorio di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 17,10-13.
Fra Gianfranco Pinto Ostuni, Commissario Generale di Terra Santa per il Sud Italia, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 7,21.24-27.
Fra Ulisse Zarza, Vicario della Custodia di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 15,29-37.
Fra Alberto Joan Pari, Segretario della Custodia di Terra Santa e responsabile del dialogo ecumenico, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 8,5-11.
Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, medita il Vangelo del giorno.Il passo evangelico di oggi è tratto dal Vangelo secondo Matteo 24,37-44.
A realização da próxima Conferência do Clima da ONU em Belém do Pará (COP30) aproximará, pela primeira vez, os líderes globais de uma realidade complexa: a de que a preservação ambiental só vai acontecer se garantir renda para as populações locais. Conforme o IBGE, mais de um terço (36%) dos 28 milhões habitantes da Amazônia Legal estão na pobreza, um índice superior à média nacional. Lúcia Müzell, enviada especial da RFI a Belém e Terra Santa (Pará) Ao longo de décadas de ocupação pela agricultura, mineração e extração de madeira, incentivadas pelo Estado, instalou-se na região o imaginário de que a prosperidade passa pelo desmatamento. O desafio hoje é inverter esta lógica: promover políticas que façam a floresta em pé ter mais valor do que derrubada. Os especialistas em preservação alertam há décadas que uma das chaves para a proteção da floresta é o manejo sustentável dos seus recursos naturais, com a inclusão das comunidades locais nessa bioeconomia. Praticamente 50% do bioma amazônico está sob Unidades de Conservação do governo federal, que podem ser Áreas de Proteção Permanente ou com uso sustentável autorizado e regulamentado, como o das concessões florestais. A cadeia da devastação começa pelo roubo de madeira. Depois, vem o desmatamento da área e a conversão para outros usos, como a pecuária. A ideia da concessão florestal é “ceder” territórios sob forte pressão de invasões para empresas privadas administrarem, à condição de gerarem o menor impacto possível na floresta e seus ecossistemas. Essa solução surgiu em 2006 na tentativa de frear a disparada da devastação no Brasil, principalmente em áreas públicas federais, onde o governo havia perdido o controle das atividades ilegais. A ideia central é que a atuação de uma empresa nessas regiões, de difícil acesso, contribua para preservar o conjunto de uma grande área de floresta, e movimente a economia local. Os contratos duram 40 anos e incluem uma série de regras e obrigações socioambientais, com o aval do Ibama (Instituto Brasileiro de Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis). A madeira então recebe um selo de sustentabilidade emitido por organismos reconhecidos internacionalmente – o principal deles é o FSC (Forest Stewardship Council). Atualmente, 23 concessões florestais estão em operação pelo país. "Qualquer intervenção na floresta gera algum impacto. Mas com a regulamentação do manejo florestal e quando ele é bem feito em campo, você minimiza os impactos, porque a floresta tropical tem um poder de regeneração e crescimento muito grandes”, explica Leonardo Sobral, diretor da área de Florestas e Restauração do Imaflora (Instituto de Manejo e Certificação Florestal e Agrícola), parceiro do FSC no Brasil. "O que a gente observa, principalmente através de imagens de satélite, é que em algumas regiões que são muito pressionadas e que têm muito desmatamento no entorno, a única área de floresta que restou são florestas que estão sob concessão. Na Amazônia florestal sobre pressão, que é onde está concentrada a atividade ilegal predatória, existem florestas que estão na iminência de serem desmatadas. É onde entendemos que as concessões precisam acontecer, para ela valer mais em pé do que derrubada”, complementa. Manejo florestal em Terra Santa Na região do Pará onde a mata é mais preservada, no oeste do Estado, a madeireira Ebata é a principal beneficiada de uma concessão em vigor na Floresta Nacional de Saracá-Taquera, entre os municípios de Oriximiná, Faro e Terra Santa. Numa área de 30 mil hectares, todas as árvores de interesse comercial e protegidas foram catalogadas. Para cada espécie, um volume máximo de unidades pode ser extraído por ano – em média, 30 metros cúbicos de madeira por hectare, o que corresponde a 3 a 6 árvores em um espaço equivalente a um campo de futebol. A floresta foi dividida em 30 “pedaços” e, a cada ano, uma área diferente é explorada, enquanto as demais devem permanecer intocadas. O plano prevê que, três décadas após uma extração, a fatia terá se regenerado naturalmente. "Para atividades extrativistas como madeira, a castanha do Brasil ou outros produtos que vem da floresta, a gente depende que ela continue sendo floresta”, afirma Leônidas Dahás, diretor de Meio Ambiente e Produtos Florestais da empresa. "Se em um ano, a minha empresa extrair errado, derrubar mais do que ela pode, eu não vou ter no ano que vem. Daqui a 30 anos, eu também não vou ter madeira, então eu dependo que a floresta continue existindo.” Estado incapaz de fiscalizar Unidades de Conservação A atuação da empresa é fiscalizada presencialmente ou via satélite. A movimentação da madeira também é controlada – cada tora é registrada e os seus deslocamentos devem ser informados ao Serviço Florestal Brasil (SFB), que administra as concessões no país. "Uma floresta que não tem nenhum dono, qualquer um vira dono. Só a presença de alguma atividade, qualquer ela que seja, já inibe a grande parte de quem vai chegar. Quando não tem ninguém, fica fácil acontecer qualquer coisa – qualquer coisa mesmo”, observa Dahás. A bióloga Joice Ferreira, pesquisadora na Embrapa Amazônia Oriental, se especializou no tema do desenvolvimento sustentável da região e nos impactos do manejo florestal. Num contexto de incapacidade do Estado brasileiro de monitorar todo o território e coibir as ilegalidades na Amazônia, ela vê a alternativa das concessões florestais como “promissora” – embora também estejam sujeitas a irregularidades. Os casos de fraudes na produção de madeira certificada não são raros no país. “Você tem unidades de conservação que são enormes, então é um desafio muito grande, porque nós não temos funcionários suficientes, ou nós não temos condições de fazer esse monitoramento como deveria ser feito”, frisa. “Geralmente, você tem, em cada unidade de conservação, cinco funcionários.” Em contrapartida do manejo sustentável, a madeireira transfere porcentagens dos lucros da comercialização da madeira para o Instituo Chico Mendes de Conservação da Biodiversidade (ICMBio) e o SFB, que distribuem os recursos para o Estado do Pará e os municípios que abrigam as Flonas, como são chamadas as Florestas Nacionais. Populações no interior da Amazônia sofrem de carências básicas O dinheiro obrigatoriamente deve financiar projetos de promoção do uso responsável das florestas, conservação ambiental e melhora da gestão dos recursos naturais na região. Todo o processo é longo, mas foi assim que a cidade de Terra Santa já recebeu mais de R$ 800 mil em verbas adicionais – um aporte que faz diferença no orçamento da pequena localidade de 19 mil habitantes, onde carências graves, como saneamento básico, água encanada e acesso à luz, imperam. "Quase 7 mil pessoas que moram na zona rural não têm tem acesso à energia elétrica, que é o básico. Outro item básico, que é o saneamento, praticamente toda a população ribeirinha e que mora em terra firme não têm acesso à água potável”, detalha a secretária municipal de Meio Ambiente, Samária Letícia Carvalho Silva. "Elas consomem água do igarapé. Quando chega num período menos chuvoso, a gente tem muita dificuldade de acesso a água, mesmo estando numa área com maior bacia de água doce do mundo. Nas áreas de várzea, enche tudo, então ficam misturados os resíduos de sanitários e eles tomam aquela mesma água. É uma situação muito grave na região.” Com os repasses da concessão florestal, a prefeitura construiu a sede da Secretaria Municipal do Meio Ambiente, distribuiu nas comunidades 50 sistemas de bombeamento de água movido a energia solar e painéis solares para o uso doméstico. A família da agente de saúde Taila Pinheiro, na localidade de Paraíso, foi uma das beneficiadas. A chegada das placas fotovoltaicas zerou um custo de mais de R$ 300 por mês que eles tinham com gerador de energia. "Antes disso, era lamparina mesmo. Com o gerador, a gente só ligava de noite, por um período de no máximo duas horas. Era só para não jantar no escuro, porque era no combustível e nós somos humildes, né?”, conta. "A gente não conseguia ficar com a energia de dia." A energia solar possibilitou à família ter confortos básicos da cidade: armazenar alimentos na geladeira, carregar o celular, assistir televisão. Um segundo projeto trouxe assistência técnica e material para a instalação de hortas comunitárias. A venda do excedente de hortaliças poderá ser uma nova fonte de renda para a localidade, que sobrevive da agricultura de subsistência e benefícios sociais do governo. "A gente já trabalhava com horta, só que a gente plantava de uma maneira totalmente errada. Até misturar o adubo de maneira errada a gente fazia, por isso a gente acabava matando as nossas plantas”, observa. “A gente quer avançar, para melhorar não só a nossa alimentação, mas levar para a mesa de outras pessoas." Acesso à água beneficia agricultura Na casa de Maria Erilda Guimarães, em Urupanã, foi o acesso mais fácil à água que foi celebrado: ela e o marido foram sorteados para receber um kit de bombeamento movido a energia solar, com o qual extraem a água do poço ou do próprio rio, com bem menos esforço braçal. No total, quase 50 quilômetros de captura de água pelo sistema foram distribuídos nas comunidades mais carentes do município. O casal completa a renda da aposentadoria com a venda de bebidas e paçoca caseira para os visitantes no período da estação seca na Amazônia, a partir de agosto. O marido de Maria Erilda, Antônio Conte Pereira, também procura fazer serviços esporádicos – sem este complemento, os dois “passariam fome”. "Foi um sucesso para nós, que veio mandado pelo governo, não sei bem por quem foi, pela prefeitura, não sei. Mas sei que foi muito bom”, diz Pereira. "Não serviu só para nós, serviu para muitos aqui. A gente liga para as casas, dá água para os vizinhos, que também já sofreram muito carregando água do igarapé, da beira do rio." Urupanã é uma praia de rio da região, onde o solo arenoso dificulta o plantio agrícola. No quintal de casa, os comunitários cultivam mandioca e frutas como mamão, abacaxi e caju. O bombeamento automático da água facilitou o trabalho e possibilitou ampliar o plantio de especiarias como andiroba e cumaru, valorizados pelas propriedades medicinais. "Para muitas famílias que ainda precisavam bater no poço, foi muito legal. A gente conseguiu manter as nossas plantas vivas no verão”, conta Francisco Neto de Almeida, presidente da Associação de Moradores de Urupanã, onde vivem 38 famílias. 'Fazer isso é crime?' A prefeitura reconhece: seria difícil expandir rapidamente a rede elétrica e o acesso à água sem os recursos da madeira e dos minérios da floresta – outra atividade licenciada na Flona de Saracá-Taquera é a extração de bauxita, pela Mineração Rio do Norte. Entretanto, o vice-prefeito Lucivaldo Ribeiro Batista considera a partilha injusta: para ele, o município não se beneficia o suficiente das riquezas da “Flona”, que ocupa um quarto da superfície total de Terra Santa. Para muitos comunitários, a concessão florestal e a maior fiscalização ambiental na região estrangularam a capacidade produtiva dos pequenos agricultores. "Existe esse conflito. Hoje, se eu pudesse dizer quais são os vilões dos moradores que estão em torno e dentro da Flona, são os órgãos de fiscalização federal, que impedem um pouco eles de produzirem”, constata ele, filiado ao Partido Renovação Democrática (PRD), de centro-direita. "E, por incrível que pareça, as comunidades que estão dentro da Flona são as que mais produzem para gente, porque é onde estão os melhores solos. Devido todos esses empecilhos que têm, a gente não consegue produzir em larga escala”, lamenta. A secretária de Meio Ambiente busca fazer um trabalho de esclarecimento da população sobre o que se pode ou não fazer nos arredores da floresta protegida. Para ela, a concessão teria o potencial de impulsionar as técnicas de manejo florestal sustentável pelas próprias comunidades dos arredores de Sacará-Taquera. Hoje, entretanto, os comunitários não participam desse ciclo virtuoso, segundo Samária Carvalho Silva. “Eles pedem ajuda. ‘Fazer isso não é crime?'. Eles têm muito essa necessidade de apoio técnico. Dizem: 'Por que que eu não posso tirar a madeira para fazer minha casa e a madeireira pode?'", conta ela. "Falta muito uma relação entre esses órgãos e as comunidades”, avalia. Há 11 anos, a funcionária pública Ilaíldes Bentes da Silva trabalhou no cadastramento das famílias que moravam dentro das fronteiras da Flona – que não são demarcadas por cercas, apenas por placas esparsas, em uma vasta área de 440 mil hectares. Ela lembra que centenas de famílias foram pegas de surpresa pelo aumento da fiscalização de atividades que, até então, eram comuns na região. "Tem muita gente aqui que vive da madeira, mas a maioria dessas madeiras eram tiradas ilegalmente. Com o recadastramento, muitas famílias pararam”, recorda-se. “Para as pessoas que vivem dessa renda, foi meio difícil aceitar, porque é difícil viver de farinha, de tucumã, de castanha e outras coisas colhidas nessa região do Pará.” Kelyson Rodrigues da Silva, marido de Ilaíldes, acrescenta que “até para fazer roça tinha que pedir permissão para derrubar” a mata. “Hoje, eu entendo, mas tem gente que ainda não entende. O ribeirinho, para ele fazer uma casa, tem que derrubar árvore, e às vezes no quintal deles não tem. Então eles vão tirar de onde?”, comenta. “Quando vem a fiscalização, não tem como explicar, não tem documento.” Espalhar o manejo sustentável A ecóloga Joice Ferreira, da Embrapa, salienta que para que o fim do desmatamento deixe de ser uma promessa, não bastará apenas fiscalizar e punir os desmatadores, mas sim disseminar as práticas de uso e manejo sustentável da floresta também pelas populações mais vulneráveis – um desafio de longo prazo. “Não adianta chegar muito recurso numa comunidade se ela não está preparada para recebê-lo. Muitas vezes, as empresas chegam como se não houvesse nada ali e já não tivesse um conhecimento, mas ele existe”, ressalta. “As chances de sucesso vão ser muito maiores se as empresas chegarem interessadas em dialogar, interagir e aumentar as capacidades do que já existe. Isso é fundamental para qualquer iniciativa de manejo sustentável ter sucesso”, pontua a pesquisadora. Um dos requisitos dos contratos de concessão florestal é que a mão de obra seja local. A madeireira Ebata reconhece que, no começo, teve dificuldades para contratar trabalhadores só da cidade, mas aos poucos a capacitação de moradores deu resultados. A empresa afirma que 90% dos empregados são de Terra Santa. “No início da minha carreira em serraria, eu trabalhei em madeireiras que trabalhavam de forma irregular. Me sinto realizado por hoje estar numa empresa que segue as normas, segue as leis corretamente”, afirma Pablio Oliveira da Silva, gerente de produção da filial. Segundo ele, praticamente tudo nas toras é aproveitado, e os resíduos são vendidos para duas olarias que fabricam tijolos. Cerca de 10% da madeira é comercializada no próprio município ou destinada a doações para escolas, centros comunitários ou igrejas. Na prefeitura, a secretária Samária Silva gostaria de poder ir além: para ela, a unidade de beneficiamento de madeira deveria ser na própria cidade, e não em Belém. Da capital paraense, o produto é vendido para os clientes da Ebapa, principalmente na Europa. “O município é carente de empreendedorismo e de fontes de renda. A gente praticamente só tem a prefeitura e a mineração”, explica. “Essas madeireiras, ao invés de ter todo esse processo produtivo aqui... ‘Mas o custo é alto. A gente mora numa área isolada, só tem acesso por rios e isso tem um custo'. Mas qual é a compensação ambiental que vai ficar para o município, da floresta? Essas pessoas estão aqui vivendo, o que vai ficar para elas?”, indaga. Foco das concessões é conter o desmatamento O engenheiro florestal Leonardo Sobral, do Imaflora, constata que, de forma geral no Brasil, as comunidades locais não se sentem suficientemente incluídas nas soluções de preservação das florestas, como as concessões. Uma das razões é a falta de conhecimento sobre o que elas são, como funcionam e, principalmente, qual é o seu maior objetivo: conter o desmatamento e as atividades predatórias nas Unidades de Conservação. Em regiões carentes como no interior do Pará, esses grandes empreendimentos podem frustrar expectativas. “São problemas sociais do Brasil como um todo. Uma concessão florestal não vai conseguir endereçar todos os problemas”, salienta. Esses desafios também simbolizam um dos aspectos mais delicados das negociações internacionais sobre as mudanças climáticas: o financiamento. Como diminuir a dependência econômica da floresta num contexto em que faltam verbas para atender às necessidades mais básicas das populações que vivem na Amazônia? Como desenvolver uma sociobioeconomia compatível com a floresta se as infraestruturas para apoiar a comercialização dos produtos não-madeireiros são tão deficientes? “O recurso que chega do financiamento climático pode ser muito importante para fazer a conservação. Nós temos um exemplo bem claro, que é do Fundo Amazônia”, lembra Joice Ferreira. “Agora, nós temos ainda uma lição a aprender que é como fazer esse link com as comunidades locais, que têm o seu tempo próprio, os seus interesses próprios. Ainda não sabemos como fazer esse diálogo de forma justa.” Entre os projetos financiados pelo Fundo Amazônia, alguns destinam-se especificamente a melhorar as condições sociais das populações do bioma, como os programas da Fundação Amazônia Sustentável e o Sanear Amazônia. Na COP30, em Belém, o Brasil vai oficializar uma proposta de financiamento internacional específico para a conservação das florestas tropicais do planeta, inspirada no Fundo Amazônia, mas incluindo um mecanismo de investimentos que gere dividendos. A ideia central do Fundo Florestas Tropicais Para Sempre (TFFF, na sigla em inglês) é prever recursos perenes para beneficiar os países que apresentem resultados na manutenção e ampliação das áreas de mata preservadas. “Somos constantemente cobrados por depender apenas de dinheiro público para essa proteção, mas o Fundo Florestas Tropicais para Sempre representa uma virada de chave”, disse a ministra do Meio Ambiente e Mudança do Clima do Brasil, Marina Silva, em um evento em Nova York, em meados de setembro. “Não é doação, e sim uma iniciativa que opera com lógica de mercado. É uma nova forma de financiar a conservação, com responsabilidade compartilhada e visão de futuro", complementou a ministra. * Esta é a segunda reportagem de uma série do podcast Planeta Verde da RFI na Amazônia. As reportagens, parcialmente financiadas pelo Imaflora, vão ao ar todas as quintas-feiras até a COP30 em Belém, em novembro.
Tanya 15 Elul Cap14Parte1-energia vital divina para o mundo,terra santa inédita a cada Rosa Hashana
Os convidados do programa Pânico desta quinta-feira (21) são Aline de Israel e Nikolas Ferreira.Aline de IsraelAline Szewkies, conhecida como Aline de Israel, é brasileira de Porto Alegre e vive em Israel há 16 anos. É guia de turismo especializada em história e arqueologia bíblica, mostrando a conexão entre as Escrituras e a Terra de Israel. Lidera grupos do Brasil e do Brasil para viagens a Terra Santa.Criadora do canal Israel com Aline, que reúne mais de 2,5 milhões de inscritos, compartilha conteúdos sobre Bíblia, história, profecias e atualidade em Israel. Casada com Sefi, é mãe de dois filhos, Yair (4) e Benjamin (2).Redes Sociais: Instagram: https://www.instagram.com/israelcomaline/Facebook: https://www.facebook.com/IsraelcomAlineTelegram: https://t.me/israelcomaline2Tiktok: https://www.tiktok.com/@israelcomalineYoutube: https://www.youtube.com/@israelcomalineNikolas FerreiraNikolas Ferreira é natural de Belo Horizonte/MG. É bacharel em Direito pela PUC-Minas, cristão, conservador e defensor da família.Foi o segundo parlamentar mais votado da história de Belo Horizonte/MG, escolhido por 29.388 eleitores para o seu mandato como vereador em 2020.Em 2022, Nikolas foi eleito para a Câmara Federal como o deputado mais votado do país naquele ano e o mais bem votado da história de Minas Gerais. Ele foi votado por 1.492.047 milhões de eleitores.Em 14 de janeiro de 2025, Nikolas fez um vídeo criticando a fiscalização do Pix, bateu o recorde mundial, sendo o segundo vídeo mais visto em todo mundo em 24 horas, fazendo com que o Governo Federal anunciasse a revogação da medida.Nikolas também é palestrante e já realizou a sua palestra “O Cristão e a Política” em toas as regiões do Brasil, Estados Unidos e na Europa. Ele é evangélico e membro da Igreja Comunidade Evangélica Graça e Paz em Belo Horizonte.Redes Sociais:Instagram: https://www.instagram.com/nikolasferreiradm/X: https://x.com/nikolas_dm
Sergio Fanucci"L'enigma del patriarca"Time Crimewww.timecrime.itUn thriller corale, in giro per il mondo, un tuffo nell'antichità, un intreccio tra libri di storia e cultura, tra fede e religione, una lettura coinvolgente e frenetica dove ogni angolo nasconde un'altra verità e riuscire a scoprire chi manovra il crimine sarà difficile quanto rivelatore.Un thriller corale, in giro per il mondo, un tuffo nell'antichità, un intreccio tra libri di storia e cultura, tra fede e religione, una lettura coinvolgente e frenetica dove ogni angolo nasconde un'altra verità e riuscire a scoprire chi manovra il crimine sarà difficile quanto rivelatore.Rifugiatasi a Venezia dopo gli ultimi eventi che l'hanno sconvolta, l'avvocato Elisabeth Scorsese incontra Andrea Spinazzola, in visita in città: possiede una casa d'aste a Londra e ha bisogno di un consulente legale. Ne parla con il padre, James Scorsese, capo dei servizi segreti militari americani, che le confida di stare attenta; il suo nome è coinvolto in loschi traffici di manufatti antichi. Decide di approfondire, ma come arriva nella capitale inglese, Spinazzola è sparito. Per quale motivo? Elisabeth deve lasciar perdere o scoprire cosa nasconde quell'uomo?Anna Pareto insegna Storia delle religioni presso l'Università di Torino, un lavoro gratificante ma ripetitivo, e così quando riceve dal Vaticano l'offerta di redigere una relazione sulla Terra Santa, accetta di gran volata e si catapulta a Roma. L'aspetta un viaggio a Gerusalemme.Presto si accorgerà, però, che i luoghi santi nascondono segreti che non possono essere rivelati, ne va degli equilibri del mondo e del destino di milioni di persone. è forse finita in un gioco più grande di lei, insidioso e mortale?Due donne lontane, due storie d'intrigo e mistero destinate a incrociarsi quando il pericolo si trasforma in delitto e le forze in gioco sono temibili quanto fatali.Sergio Fanucci (1965), figlio e nipote di editori, ha lavorato fin da ragazzo nelle aziende di famiglia e nel 1990 ha ereditato la casa editrice del padre. Da allora ha costruito un catalogo specializzato nella letteratura di genere creando il Gruppo Editoriale Fanucci. Vive a Roma con la moglie, due figlie e un cocker spaniel inglese di nome Bloom. Per Rizzoli ha pubblicato Codice Scorsese (2015), primo volume della Trilogia dei Codici di cui la principale protagonista è l'avvocato italo-americano Elisabeth Scorsese, e il successivo Codice Scriba (2016), cui fa seguito l'ultimo e conclusivo romanzo, Codice Lumière (2018), pubblicato per il marchio Timecrime. Con il ritorno di Elisabeth Scorsese in L'Enigma del Patriarca inaugura la nuova Trilogia degli Enigmi, cui farà seguito L'Enigma degli Arcani, di prossima pubblicazione in questa stessa collana.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Terra Santa, dove le Scritture si aprono - Ospiti: Don Matteo Alvarez Serna - Miguel Angel Barrientos Blanco - Rodrigo CorreaTrascrizione (non corretta dall'autore)
Os Cavaleiros Templários foram uma poderosa ordem militar e religiosa da Idade Média. Fundada no início do século XII, sua missão era proteger peregrinos cristãos na Terra Santa. Com o tempo, os Templários se tornaram mais do que guerreiros, passaram a administrar fortificações, acumular terras e desenvolver um sofisticado sistema financeiro que os tornou extremamente ricos e influentes.No entanto, essa ascensão despertou a desconfiança de monarcas e da Igreja. Em 1307, o rei Filipe IV da França ordenou a prisão dos Templários, acusando-os de heresia e outros crimes. A ordem foi dissolvida, seu último Grão-Mestre, Jacques de Molay, foi queimado na fogueira, e seu imenso tesouro... simplesmente desapareceu.No episódio de hoje, os investigadores Andrei Fernandes, Rafael Jacaúna, Tupá Guerra, e Marcos Keller irão debater sobre o destino dessa fortuna que se tornou um dos maiores mistérios da história. Teria sido escondida antes da queda da ordem? Estaria enterrada em algum lugar da Europa ou até mesmo em outro continente?IMERSÃO ALURA GOOGLE GEMINI AQUI: https://www.alura.com.br/imersao-ia-google-gemini-ii?utm_source=influenciadores&utm_medium=mundofreak&utm_campaign=imersao-ia-google-gemini-iiTransforme ideias em projetos reais com a IA do GoogleAs inscrições são por tempo limitado, então garanta agora o seu lugar.Links:Apoia-se Mundo Freak: https://apoia.se/confidencialMundo Freak no Youtube