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"Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna." (1 Re 19, 12-13)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sull'esperienza dell'uomo stanco e deluso, che di fronte alla violenza e all'aridità del mondo descritte attraverso l'immagine del deserto cede alla rassegnazione e al desiderio di arrendersiGuarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/CytoKM7uqaM
Fluent Fiction - Italian: Crafting Firenze: An Ice Cream Adventure Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2026-06-02-07-38-19-it Story Transcript:It: La piazza Santa Croce a Firenze era in fermento.En: La piazza Santa Croce in Firenze was buzzing with activity.It: Il calore estivo avvolgeva la città, e la musica dei violinisti di strada riempiva l'aria.En: The summer heat enveloped the city, and the music of street violinists filled the air.It: I turisti con gelati colorati in mano osservavano le celebrazioni della Festa della Repubblica, mentre l'aroma delle specialità fiorentine si mescolava a quello dei fiori nei balconi.En: Tourists with colorful ice creams in hand watched the celebrations of the Festa della Repubblica, as the aroma of Fiorentine specialties blended with that of the flowers on the balconies.It: Luca, con gli occhi brillanti di passione, guardava fuori dalla vetrina del suo piccolo negozio di gelato.En: Luca, with eyes bright with passion, looked out from the window of his small ice cream shop.It: Aveva sognato per settimane un nuovo sapore.En: For weeks, he had dreamed of a new flavor.It: Doveva catturare l'essenza di Firenze: la dolcezza dell'arte, la bellezza storica, e un pizzico di modernità.En: It had to capture the essence of Firenze: the sweetness of art, historical beauty, and a touch of modernity.It: Non era un compito facile.En: It wasn't an easy task.It: E c'era un motivo in più per la sua determinazione: un famoso critico gastronomico, Giovanna, era in città e lui voleva impressionarla.En: And there was an additional reason for his determination: a famous food critic, Giovanna, was in town, and he wanted to impress her.It: Ma la realtà del negozio lo portava con i piedi per terra.En: But the reality of the shop kept him grounded.It: La fila di clienti non finiva mai.En: The line of customers never ended.It: I turisti desideravano assaggiare il gelato artigianale di Luca.En: Tourists wanted to taste Luca's artisanal ice cream.It: I rumori delle risate e delle voci erano contagiosi, ma anche travolgenti.En: The sounds of laughter and voices were contagious but also overwhelming.It: Alessio, il suo fedele assistente, correva da una parte all'altra cercando di aiutare tutti.En: Alessio, his loyal assistant, ran back and forth trying to help everyone.It: Tuttavia, Luca sapeva che al ritmo attuale, non avrebbe mai trovato il tempo per sperimentare il suo nuovo sapore.En: However, Luca knew that at the current pace, he would never find the time to experiment with his new flavor.It: Inoltre, uno degli ingredienti chiave, una rara essenza di lavanda, era in ritardo a causa delle festività.En: Moreover, one of the key ingredients, a rare lavender essence, was delayed due to the holiday festivities.It: Luca dovette prendere una decisione difficile.En: Luca had to make a difficult decision.It: "Chiuderò il negozio per qualche ora," decise ad alta voce, sorprendente Alessio e i clienti all'interno.En: "I'll close the shop for a few hours," he decided aloud, surprising Alessio and the customers inside.It: Alcune persone mormorarono deluse, ma Luca era determinato.En: Some people murmured in disappointment, but Luca was determined.It: Sapeva che il rischio era grande, ma altrettanto lo era la possibile ricompensa.En: He knew the risk was great, but so too was the potential reward.It: Con Alessio che controllava la porta, Luca si mise al lavoro nel retrobottega.En: With Alessio managing the door, Luca got to work in the backroom.It: Tra scaffali pieni di ingredienti e pentole di acciaio, sperimentava sapori e consistenze.En: Among shelves filled with ingredients and stainless steel pots, he experimented with flavors and textures.It: Dopo ore di tentativi, trovò un sostituto per l'essenza di lavanda: il miele di acacia, dolce e profumato.En: After hours of trials, he found a substitute for the lavender essence: acacia honey, sweet and fragrant.It: Con il sole al tramonto, la porta del negozio si riaprì.En: With the sun setting, the shop door reopened.It: I clienti curiosi tornarono, attratti dalla promessa di un nuovo sapore.En: Curious customers returned, drawn by the promise of a new flavor.It: Giovanna, il critico, provò il gelato con una piccola esitazione, ma il suo viso si illuminò all'assaggio.En: Giovanna, the critic, tried the ice cream with a little hesitation, but her face lit up upon tasting it.It: "Delizioso!En: "Delicious!It: Riesco a sentire Firenze in ogni cucchiaio!"En: I can feel Firenze in every spoonful!"It: esclamò.En: she exclaimed.It: Le voci si diffusero rapidamente.En: Word spread quickly.It: Il gelato di Luca diventò il nuovo must della città.En: Luca's ice cream became the new must-have in the city.It: Il successo non solo portò nuovi clienti, ma anche un profondo insegnamento per Luca.En: The success not only brought new customers but also a profound lesson for Luca.It: Capì che a volte vale la pena fermarsi e seguire il cuore.En: He understood that sometimes it's worth stopping and following your heart.It: La piazza era ancora viva, piena di luci e musica, e Luca, con un sorriso sereno, si godette la vista del suo negozio vivace.En: The square was still alive, full of lights and music, and Luca, with a serene smile, enjoyed the sight of his lively shop.It: Sapeva di aver trovato il suo posto nel cuore di Firenze e nel cuore della sua gente.En: He knew he had found his place in the heart of Firenze and in the hearts of its people. Vocabulary Words:activity: l'attivitàheat: il calorearoma: l'aromaflower: il fiorepassion: la passionewindow: la vetrinaflavor: il saporeessence: l'essenzamodernity: la modernitàtask: il compitofoot: il piedeline: la filaartisan: artigianalelaughter: la risatavoice: la vocepace: il ritmoingredient: l'ingredienteholiday: la festivitàreward: la ricompensabackroom: il retrobottegashelf: lo scaffalesteel: l'acciaiohoney: il mielesunset: il tramontocurious: curiosospoonful: il cucchiaiomust-have: il mustlesson: l'insegnamentoheart: il cuoresight: la vista
"Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione"In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi riflette sulla parabola del Buon Samaritano in occasione della memoria di san Paolo VI. L'autore ricorda come il santo Papa indicò in questa pagina evangelica il paradigma dell'intero Concilio Vaticano II e della spiritualità cristiana: un'immensa simpatia verso l'uomo, specialmente se segnato dalle lacrime e dal dolore, nel cui volto si riflette quello di Cristo. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/sCGbLWBuRT0
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722 Con il direttore editoriale Andrea Tornielli abbiamo aperto la trasmissione, in buona parte dedicata alla prima enciclica di Papa Leone, Magnifica humanitas, presentata ieri in Vaticano. Dopo la rassegna, l'episodio numero 49 del podcast Leone Dixit. Con noi ancora Silvonei Protz, responsabile della redazione in lingua portoghese di Radio Vaticana – Vatican News. Sull'enciclica poi siamo tornati con il professor Giovanni Tridente, professore di comunicazione alla Pontificia Università della Santa Croce e autore del libro Anima digitale. In collegamento con Rosario Tronnolone abbiamo conosciuto da vicino il cammino della Comunità Radiotelevisiva Italofona nella Valle Santa Reatina. L'iniziativa conferma l'impegno della Comunità nel valorizzare i cammini come strumento di conoscenza e di dialogo. Come ogni martedì la rubrica su i santi e le sante della settimana, a cura di don Andrea Vena. Con don Carlo Abbate, incaricato della Commissione regionale per il servizio alla salute della Pastorale Familiare della Diocesi di Roma ed il dottor Lorenzo Sommella, responsabile del progetto Green Hospital della Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico, si è discusso della sostenibilità negli ambienti sanitari. La collega Giulia Galeotti ha descritto in anteprima l'inserto Quattro Pagine de L'Osservatore Romano. Infine il professor Giuseppe Patota, tra i più grandi linguisti italiani, ha presentato il volume “L'italiano in 80 giochi”. Condotto e a cura di: Andrea De Angelis e Silvia Giovanrosa Tecnici del suono: Alberto Giovannetti e Bruno Orti
"Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell'uomo, e annuncia allo spirito: 'Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano'." (Ezechiele 37, 9)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sulla celebre visione delle ossa inaridite, spiegando che la preghiera è un "esodo" da se stessi per imparare a guardare la realtà con gli occhi di Dio. Le parole dei deportati a Babilonia — privi di speranza e smarriti — riecheggiano nel nostro tempo, ferito dai dolori personali e dall'aridità della guerra.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/7EoMMwgAr8w
«Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi... ma essa non cadde».In questa meditazione, Andrea Riccardi ricorda la scomparsa di Léopold Djogbédé, responsabile della Comunità di Sant'Egidio in Benin. Léopold viene ricordato come l'incarnazione dell'uomo saggio del Vangelo, che ha fondato la propria vita non sulle parole sterili, ma sulla roccia dell'ascolto e della messa in pratica della Parola di Dio. Avvicinatosi alla Comunità sin dagli anni universitari a Dakar, è diventato il vero motore di una vita fraterna e generosa a Cotonou. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/rQutDyyh9Rw
When Pope Leo XIV issued his first apostolic exhortation, he chose a title drawn from the Book of Revelation: Dilexi te — "I have loved you." Those words, addressed to a community with little power and little standing, become in this document Christ's word to the poor of every age. The poor are not a problem to be managed. They are, the Pope insists, the place where Christ continues to speak.But who exactly are the poor? That question turns out to be less obvious than it sounds. Poverty, as Fr. Cristian Mendoza Ovando helps us see in this conversation, is not one thing. It is material and spiritual, negative and positive, something suffered and — in a different sense — something chosen. Any serious reading of Dilexi te has to reckon with that complexity.Fr. Cristian, who teaches at Santa Croce in Rome, joins me today following a lecture he gave on Dilexi te at the University of Notre Dame.Follow-up Resources:Dilexi Te, Apostolic Exhortation by Pope Leo XIV“Anthropological concerns regarding digital technologies,” by Fr. Cristian Mendoza Ovando, journal article via Church, Communication and Culture“The Sacred Heart of the New Encyclical,” by Leonard DeLorenzo, article on Dilexit Nos in Church Life Journal“The Church is the Sacrament of the Preferential Option for the Poor,” by John Cavadini, article in Church Life Journal“The Eucharist Commits Us to the Poor,” by John Cavadini, article in Church Life JournalChurch Life Today is a partnership between the McGrath Institute for Church Life at the University of Notre Dame and OSV Podcasts from Our Sunday Visitor. Discover more ways to live, learn, and love your Catholic faith at osvpodcasts.com. Sharing stories, starting conversations.
„Du kannst keine starke Brand bauen, wenn das Produkt nicht exzellent ist.“ In dieser Folge von Behind the C spricht Franz Kubbillum mit Luca Faloni, Gründer der gleichnamigen Direct-to-Consumer-Marke für hochwertige Menswear „Made in Italy“. Die Brand steht für eine permanente Kollektion aus Cashmere, Leinen, Baumwolle, Leder und Outerwear, gefertigt in spezialisierten Manufakturen in ganz Italien – von Santa Croce für Leder bis Bergamo für Knitwear. Statt ständig wechselnder Saisons setzt Luca Faloni auf zeitlose Essentials, schlanke Auswahl pro Kategorie und ein hybrides Modell aus globalem Online-Vertrieb und derzeit zwölf eigenen Stores in Metropolen wie Mailand, London, Paris, München, Zürich, New York, Miami und Toronto. Luca erzählt, wie er als Berater und anspruchsvoller Kunde das D2C-Modell im Silicon Valley entdeckte, nach Europa zurückkehrte und mit eigenen Ersparnissen, Kreditkarten und später kleinen Freundesrunden Schritt für Schritt eine internationale Luxusmarke aufgebaut hat, ohne große VC-Finanzierung und Hyper-Growth-Druck. Er beschreibt, warum Produktqualität vor allem anderen steht, wie er Kollektionen über Jahre iterativ verbessert, Retail sehr bewusst und kapitaleffizient ausrollt und seine Woche zwischen Strategie, Finanzen, Retail, Brand und Produktdesign strukturiert, um „am“ statt nur „im“ Geschäft zu arbeiten. Weitere Fragen und Themen, die in dieser Episode besprochen werden: - Wie entstand aus der Beobachtung italienischer Handwerksqualität und Reisen zwischen Turin, London und San Francisco die Idee für eine eigene D2C-Luxusmarke? - Was bedeutet für Luca „demokratischer Luxus“ – und warum misst er ihn an Material, Verarbeitung und Details statt an künstlicher Exklusivität und Preissignalen? - Wie nutzt er das Direct-to-Consumer-Modell, um Margen zu verbessern, Kundenfeedback direkt zu bekommen und Produktentwicklung deutlich zu beschleunigen? Themen: - C-level - Produktqualität - Organisches Wachstum ----- Über Atreus – A Heidrick & Struggles Company Atreus garantiert die perfekte Interim-Ressource (m/w/d) für Missionen, die nur eine einzige Option erlauben: nachhaltigen Erfolg! Unser globales Netzwerk aus erfahrenen Managern auf Zeit zählt weltweit zu den besten. In engem Schulterschluss mit den Atreus Direktoren setzen unsere Interim Manager vor Ort Kräfte frei, die Ihr Unternehmen zukunftssicher auf das nächste Level katapultieren. ▶️ Besuchen Sie unsere Website: https://www.atreus.de/ ▶️ Interim Management: https://www.atreus.de/kompetenzen/service/interim-management/ ▶️ Für Interim Manager: https://www.atreus.de/interim-manager/ ▶️ LinkedIn-Profil von Luca Faloni: https://www.linkedin.com/in/lucafaloni/ ▶️ Profil von Franz Kubbillum: https://www.atreus.de/team/franz-kubbillum/
"Vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace." (Efesini 4, 1-3) In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sulla forza dell'unità e dell'universalità cristiana a partire dall'esortazione dell'apostolo Paolo, prigioniero ma sempre sollecito verso le sue comunità. Sottolinea che l'essere discepoli richiede di vivere secondo lo stile di Gesù, fondato su tratti che il mondo spesso considera deboli: l'umiltà, la dolcezza e la magnanimità. In una società dominata dall'arroganza e da tanti "io" contrapposti, Spreafico evidenzia come proprio la debolezza vissuta per il Vangelo diventi la vera forza capace di generare dialogo e pace.Guarda il video della preghiera completo su Youtube: https://youtube.com/live/b4m97zwhabg
Santa Croce - Omelia di Mons. Guido Marini by RadioPNR
"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando."In questa meditazione, Don Marco Gnavi chiarisce che il comandamento dell'amore non è un'esortazione sentimentale, ma una forza potente capace di sovvertire i progetti di divisione del male. L'amicizia con Gesù non nasce da una nostra scelta o simpatia naturale, ma da una Sua chiamata che ci trasforma da servi in amici, rendendoci partecipi dei segreti del Padre. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/fjUPmOwLeGc
"Insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: 'Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? (Mt 13,54-58)"In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sulla figura di san Giuseppe lavoratore, celebrando la "grandezza umile" di un uomo che ha protetto il mistero di Dio attraverso il silenzio e la dignità del lavoro ordinario. L'autore sottolinea come il lavoro di Giuseppe confermi la scelta di Gesù di assumere pienamente la condizione umana, facendosi prossimo alla nostra fatica quotidiana. Guarda il video completo della preghiera su Youtube:https://youtube.com/live/UeiFuteiu2Q
Send us Fan MailMarch 18, 2023Lunch in Tricase Porto--south of LecceVisiting a gluten-free store, a mozzarella store, Basilica di Santa Croce.Visiting Ostuni, Lunch in GallipoliExtolling spumoni: Gallipolian versus Sicilian versions.Carnevale in Gallipoli: the story of the lethal meatball.Notes about Tiramisu, cannolis, anchovy pizza and the search for perfection.Support the showWrite to me at twneuhaus@gmail.comTo learn more, visit http://www.projecthopeandfairness.org
"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me." (Giovanni 6, 56-57)In questa meditazione, Don Angelo Romano approfondisce lo scandalo suscitato dalle parole di Gesù sul "pane della vita". Spiega che il rifiuto della folla nasce dall'incapacità di accettare che Dio abbia scelto di rivelarsi nella fragilità della condizione umana, nella "carne". Mangiare la carne e bere il sangue di Cristo significa entrare in una relazione reale e concreta con Lui, riconoscendolo presente non solo nell'Eucaristia e nella Parola, ma anche nel corpo dei fratelli più piccoli e sofferenti. Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/oEsxEg103ps
"Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?" (Isaia 43, 18-19)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico riflette sull'annuncio di un Dio che, di fronte al tradimento e alla violenza degli uomini, non si limita a restaurare il passato, ma opera una "nuova creazione". Commentando il profeta Isaia, l'autore sottolinea che nei tempi bui della guerra e del deserto spirituale, il Signore apre una strada inaspettata e offre l'acqua della sua Parola per fecondare i cuori inariditi. La preghiera diventa così la prima risposta a questo amore, un inno di lode che invoca la luce di Cristo risorto affinché illumini l'umanità e porti finalmente la pace in ogni parte del mondo.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/bRN43q_v9y8
Stanno indagando i carabieri sulla grave aggressione avvenuta ieri mattina all'alba nel quartiere Santa Croce, dove un uomo di origini marocchine è stato ferito a colpi di machete da alcuni malviventi intenti a rubare un'auto. L'uomo è stato operato d'urgenza e si trova ora ricoverato all'ospedale di Santorso.
The Museum of Santa Croce in Florence, Italy, occupies the former refectory and wing of the Franciscan convent that separated two cloisters. It includes the celebrated Pazzi Chapel, a "God the Father" statue by Bacio Bandinelli, Taddeo Gaddi's "Lignum Vitae," Donatello's "St. Louis of Toulouse," and Giorgio Vasari's "Last Supper."
El doctorado es el título otorgado por la Iglesia católica como máxima distinción a grandes personalidades cuyos escritos y enseñanzas han influido profundamente en la teología cristiana. Aunque la figura fue instaurada a finales del siglo XIII, no reconocerá a ninguna mujer hasta que en 1970 el papa Pablo VI nombra doctoras a la abulense Santa Teresa de Jesús, responsable de la reforma del Carmelo en el siglo XVI, y a Catalina de Siena, dominica terciaria del siglo XIV. Casi tres décadas después, en 1997, Juan Pablo II incluyó en la lista a la santa francesa Teresa de Lisieux, una joven carmelita descalza fallecida en 1897. Por último, en 2012, Benedicto XVI promovió el doctorado de la alemana Hildegarda de Bingen, polifacética abadesa benedictina que vivió en el siglo XII.En total, cuatro mujeres en una nómina que suma 38 doctores hasta la fecha. Otras personalidades religiosas se encuentran actualmente en estudio para su posible distinción; entre ellas, la carmelita descalza y filósofa Santa Teresa Benedicta de la Cruz, judía conversa nacida como Edith Stein y fallecida en el campo de exterminio de Auschwitz.Este documental, con guion de Ana Vega Toscano y diseño sonoro de Samuel Alarcón, se acerca a las cuatro doctoras siguiendo la cronología de sus nombramientos. Intervienen Silvia Mas, profesora del departamento de Historia de la Iglesia de la Pontificia Università della Santa Croce y editora del libro 'Doctoras de la Iglesia y patronas de Europa'; Victoria Cirlot, catedrática de filología románica de la Universitat Pompeu Fabra, editora de Hildegard von Bingen en español y autora de 'La mirada interior. Mística femenina en la Edad Media'; Josemi Lorenzo Arribas, doctor en historia medieval y especialista en monacato femenino; y José Carlos Martín, doctor en historia de la teología, miembro de la Academia de Historia Eclesiástica y profesor del máster del Dicasterio de las Causas de los Santos. Suenan también en el programa grabaciones históricas procedentes del Archivo RTVE que retratan cada proclamación.Escuchar audio
"Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli." (Matteo 10, 31-32)In questa meditazione, Don Marco Gnavi riflette sull'invito di Gesù a vincere la paura, definendola come una forza che può isolare l'uomo fino a renderlo schiavo della disperazione o del potere. Sottolinea che i discepoli sono chiamati a essere "alternativi alla logica dei lupi", svelando il mistero del bene anche nei tempi più bui e fragili.Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/RkvNRUg1uaU
"Disse allora Gesù ai Dodici: "Volete andarvene anche voi?". Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna".In questa meditazione, Cesare Zucconi sottolinea come il Vangelo non sia una storia scritta in anticipo, ma una vicenda di libertà dove ogni uomo è chiamato a scegliere se restare o andarsene. Pietro, pur non comprendendo tutto, risponde per i Dodici e per noi: la sua decisione di "restare aggrappato" a Gesù salva la catena della fede attraverso i secoli. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=RktHHhoHoes&t=1s
Nel quartiere Santa Croce, a Schio, la tensione cresce di giorno in giorno. La possibile vendita di un capannone di circa 350 metri quadrati in via Canova a un'associazione islamica sta trasformando un'ordinaria trattativa immobiliare in un caso politico. Il quartiere teme che l'immobile possa diventare il nuovo punto di aggregazione della stessa comunità che oggi utilizza, in via Martiri della Libertà, un locale di 60 metri quadrati destinato a uso direzionale e impiegato invece come luogo di preghiera.
"La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi." (Marco 12, 10-11)In questa meditazione, Don Armand Puig i Tàrrech riflette sulla parabola dei vignaioli omicidi come specchio drammatico della vita di Gesù. Sottolinea il contrasto tra l'amore incondizionato del Padre, che affida la sua vigna all'umanità, e la risposta violenta dei contadini che rifiutano i servi e uccidono il "figlio amato". Guarda il video completo della preghiera su Youtube: https://youtube.com/live/C_wMY3khs8w
"Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli." (Esodo 19, 4-6)In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico ci conduce nel cuore del deserto del Sinai. Proprio come il popolo d'Israele, anche noi attraversiamo oggi "deserti di umanità", fatti di solitudine e fatica, ma il Signore non ci abbandona: ci solleva "su ali di aquile" per ridarci un futuro e un senso.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=BlfLV0-PPds&t=1s
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: 'Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?' Matteo (9, 14-15)In questa meditazione, Don Francesco Tedeschi si sofferma sulla controversia del digiuno sollevata dai discepoli di Giovanni Battista. Egli spiega che il digiuno non deve essere una pura formalità esteriore, ma un atto che restituisce giustizia alla vita degli uomini. Il digiuno diventa così una lotta e una memoria degli altri, per rendere viva la speranza di un amore che rinnovi il mondo.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/Y04yFc8SZ5s
"Verserò il mio spirito sulla tua discendenza, la mia benedizione sui tuoi posteri; cresceranno fra l'erba, come salici lungo acque correnti" (Is 44, 3-4).In questa meditazione, Monsignor Ambrogio Spreafico commenta il brano di Isaia ricordandoci che la nostra identità e la nostra fecondità nascono esclusivamente dall'ascolto di Dio. Egli sottolinea che non siamo schiavi, ma "servi" amati e resi giusti, chiamati a superare l'ansia e l'egoismo del nostro tempo. Affidandoci a Lui, la nostra vita diventa come acqua che irriga il deserto, trasformandoci in testimoni capaci di generare speranza, libertà e autentica fraternità all'interno della comunità.Guarda il video completo su YouTube: https://youtube.com/live/2IHiT4Fy5II
Preghiera in memoria di Andrea Poretti"Bene, servo buono e fedele: sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone" (Matteo 25,21)In questa meditazione Andrea Riccardi, partendo dalla parabola dei talenti, ricorda la vita di Andrea Poretti come testimonianza concreta di fedeltà, gratuità e amore per i poveri. Attraverso il racconto della sua storia, emerge una spiritualità vissuta nella preghiera, nell'amicizia e nel servizio, capace di trasformare i doni ricevuti in speranza per molti. La sua esistenza diventa così immagine della vita cristiana come risposta generosa alla chiamata di Dio e come partecipazione alla gioia del Regno.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=0zRBFGjoXHY&t=6s
"Il regno di Dio è come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto"In questa meditazione, Don Angelo Romano ci invita a riscoprire la forza umile e inarrestabile della Parola di Dio attraverso le parabole del seme che germoglia da solo e del granello di senape. Spesso ci sentiamo piccoli di fronte ai drammi e alle ingiustizie del mondo, ma la Parola agisce con una potenza creatrice che non dipende dai nostri sforzi: essa cresce mentre l'uomo dorme, trasformando la terra del nostro cuore in un raccolto di speranza. Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/mUAYTL9wF_U
Ha tentato di rubare all'interno della chiesa di Santa Croce in corso Fogazzaro a Vicenza ma è stato sorpreso da un addetto alla manutenzione ed è stato bloccato dalla Polizia. Un giovane vicentino di 26 anni è stato denunciato martedì per tentato furto in luogo di culto dopo che ieri, 20 gennaio, è scattato l'allarme intorno alle 9.30.
"Figlio, ti sono perdonati i peccati… Alzati e cammina"(Marco 2,5.11)In questa meditazione, don Marco Gnavi ci accompagna in una riflessione sul Vangelo in cui Gesù accoglie un uomo portato da quattro amici e, prima ancora di guarirlo nel corpo, lo libera nel cuore con il perdono. Una parola sulla fede che si fa gesto concreto, sull'amicizia che salva e su una misericordia capace di rimettere in piedi le persone e riaprire il futuro alla speranza.Guarda il video completo della preghiera su YouTube: https://youtube.com/live/HL2edq2h19Q
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di mons. Spreafico sul Vangelo di Marco (Mc 8,14-21)
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di don Armand Puig i Tàrrech sul Libro del Profeta Isaia (Is 48,17-22)
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di mons. Ambrogio Spreafico su Dt 6,4-9
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8364IL SACRO CHIODO DI COLLE VAL D'ELSA di Don Stefano Bimbi I Sacri Chiodi o Santi Chiodi sono quelli usati nella crocifissione di Gesù. Sono reliquie molto venerate dalla Cristianità, insieme alla Vera Croce e al Titulus Crucis.Fu Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, a ritrovare le reliquie della Passione durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa tra il 327 e il 328. Il primo riferimento scritto a queste reliquie risale al 395 in un'orazione pronunciata da Sant'Ambrogio che le menziona nel discorso funebre per l'imperatore Teodosio.Nel VI secolo, a Costantinopoli, esistevano tracce della venerazione di più Sacri Chiodi. Tradizionalmente, i Sacri Chiodi sono ritenuti quattro, poiché si pensa che, durante la crocifissione, a ciascun piede fosse infisso un chiodo separato. Il metodo di crocifissione praticato al tempo di Gesù, infatti, seguiva l'uso riservato agli schiavi sia presso i Greci che presso i Romani fin dall'epoca precristiana. Tale tecnica prevedeva l'affiancamento dei piedi, anziché la loro sovrapposizione (come invece sembrerebbe suggerito dalla Sacra Sindone), rendendo necessario l'impiego di quattro chiodi in totale. Il commediografo latino T. Maccio Plauto, nel III sec., in Mostellaria, chiariva: «affinché siano inchiodati alla croce due volte i piedi, due volte le braccia». Anche san Cipriano nel Sermo de Passione Domini, sempre nel III secolo affermava: «con i chiodi che trapassarono i santi piedi».Nonostante in Europa siano una trentina le reliquie venerate come Sacri Chiodi, i quattro principali sono considerati quello conservato nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, quello nella corona ferrea a Monza, quello sospeso sopra l'altare maggiore del Duomo di Milano e infine quello del duomo di Colle di Val d'Elsa in provincia di Siena. Questo vuol dire che gli altri sono falsi? Assolutamente no. Non deve sorprendere il fatto che i Sacri Chiodi venerati siano molteplici. In un'epoca di profonda fede come il Medioevo, si sentì la necessità di moltiplicare queste reliquie per rispondere al desiderio ardente dei cristiani di possedere un segno tangibile della Passione di Cristo. È documentato infatti che, utilizzando limature o frammenti dei Sacri Chiodi autentici, vennero forgiati altri chiodi per essere distribuiti alla devozione dei fedeli. Altro modo di moltiplicare le reliquie era per contatto. Bastava prendere un chiodo e metterlo a contatto con un Sacro Chiodo. Ad esempio San Carlo Borromeo donò parecchi chiodi che erano stati a contatto con il Sacro Chiodo di Milano. A Colle di Val d'Elsa l'uso di creare nuove reliquie per contatto si diffuse a tal punto che nel 1683 le autorità proibirono che qualunque oggetto toccasse il Sacro Chiodo. Va tenuto conto che si possono considerare comunque degni di venerazione sia queste reliquie "prodotte" a partire dai Sacri Chiodi originali, sia altri chiodi che, sebbene non abbiano sostenuto il corpo di Gesù, siano però serviti comunque per la crocifissione, ad esempio quelli con cui vennero connesse le parti della Croce o quello con cui fu affissa la tavoletta col Titulus Crucis.COLLE DI VAL D'ELSATornando ai quattro Sacri Chiodi principali, essi sono dunque conservati a Roma, Milano, Monza e Colle di Val d'Elsa. Visto che in quest'ultima città sono nato e che la mia famiglia vi abita almeno dal 1400, vorrei narrarne più approfonditamente la storia.Colle di Val d'Elsa è il comune della Toscana sulla strada tra Firenze e Siena che ha dato i natali ad Arnolfo di Cambio, famoso scultore e architetto. Il Sacro Chiodo che vi si venera è un chiodo di ferro di circa ventidue centimetri di lunghezza, munito ad un'estremità della capocchia ed all'altra ancora appuntito, intaccato e piegato in prossimità della punta. Nelle descrizioni di questa reliquia riportate nei documenti ufficiali sempre si parla di Unus ex Clavis quo crucifixus est Dominus Noster Jesus Christus. Cosi nelle bolle dei papi Eugenio IV, Callisto III, Sisto V, Urbano VIII, Clemente X. Molto probabilmente si tratta del chiodo che trafisse il piede sinistro di Gesù.La preziosa reliquia giunse in Val d'Elsa nel IX secolo grazie a un vescovo franco che la ricevette dalle mani di un pontefice negli anni successivi alla morte di Carlo Magno. Durante il viaggio di ritorno il vescovo morì a Viterbo affidando il prezioso chiodo a un sacerdote originario del contado colligiano. L'insigne reliquia ebbe subito un grande culto. Tra i devoti spicca l'arciprete Sant'Alberto da Chiatina che resse il clero di Colle dal 1177 al 1202, quando morì "crocifisso" da lunghe sofferenze corporali sopportate con esemplare pazienza tanto da essere definito il Giobbe della Valdelsa, il cui corpo si trova nel duomo dove è conservato il Sacro Chiodo. In alcuni documenti dell'epoca il Sacro Chiodo è stato detto "Chiodo del Beato Alberto".La preziosa reliquia si trova ancora oggi custodita in un semplice bucciolo di canna, lo stesso che l'avvolgeva quel lontano giorno in cui il Sacro Chiodo passò dalle mani del vescovo franco a quelle del sacerdote colligiano. Sembra che questo contenitore fosse una parte della canna usata per porgere l'aceto a Gesù sulla croce. Quel che è certo è che quando i canonici provarono a mettere la reliquia in un contenitore diverso, cioè un reliquiario d'argento, il Sacro Chiodo fu ritrovato miracolosamente nel vecchio bucciolo di canna. Oggi la reliquia è conservata dentro di esso e posta all'interno di un pregevole forziere d'argento, raffinata opera di oreficeria fiorentina datata 1628. Al suo interno si trovano anche, perfettamente conservati, gli antichissimi guanti di lana indossati nel XII secolo da Sant'Alberto e utilizzati da tutti i suoi successori fino ad oggi per maneggiare la sacra reliquia. Il forziere è custodito in un apposito tabernacolo ed è protetto da cinque chiavi. In passato due di esse erano conservate dal Comune, una dal vescovo e le rimanenti dai canonici. Nel 1868 il Comune, in pieno clima risorgimentale, rinunciò a tale diritto in nome della separazione tra Stato e Chiesa e come segno di disprezzo della devozione popolare.FATTI STRAORDINARINumerosi sono i fatti straordinari e le grazie attribuite nel corso dei secoli alla venerazione del Sacro Chiodo, molti dei quali documentati con cura. L'insigne reliquia veniva solennemente invocata nei momenti più drammatici della storia cittadina. Emblematico è l'episodio della peste che colpì Colle nel 1527. Ogni giorno si contavano tra i trenta e i quaranta morti. La gente era stremata e impaurita, ma in quel momento venne presa una decisione coraggiosa e carica di fede: portare in processione per tutta la città la sacra reliquia. C'erano tutti: uomini, donne, l'intero clero. E tutti camminavano scalzi, in segno di penitenza e devozione profonda. Non c'erano a quell'epoca autorità sanitarie e decreti governativi a bloccare il popolo che si riuniva per pregare. Ogni passo era un atto di speranza lanciato contro la malattia che mieteva vittime senza sosta. E il miracolo avvenne, la peste si fermò. Non un altro morto. Non un nuovo contagio. Testimoni oculari lasciarono racconti scritti a futura memoria.Con questa stessa devozione furono affrontate guerre come durante l'assedio degli Aragonesi nel 1479, la carestia del 1540 ed ogni sorta di calamità naturali come siccità o, al contrario, piogge troppo abbondanti. Si contano inoltre tante e frequenti guarigioni, incluse liberazioni dalle insidie dei demòni che innanzi al Sacro Chiodo si contorcono e fuggono poiché, secondo l'affermazione di S. Ambrogio tale è la «virtù infusa da Dio in tutti i Chiodi della Crocifissione».Un episodio singolare accadde durante l'episcopato di monsignor Niccolò Sciarelli. Il vescovo, di chiare idee gianseniste, si mostrava contrario non solo al culto del Sacro Chiodo, ma in generale a quello di tutte le reliquie. Per questo disprezzava la festa del Sacro Chiodo, così amata dal popolo. Accadde però che nel 1796 proprio durante la celebrazione liturgica della solennità dell'Esaltazione della Santa Croce, in cui tradizionalmente si venerava il Sacro Chiodo, fu colpito da paralisi e fu costretto ad abbandonare il governo della diocesi.LA TRADIZIONEAncora oggi a Colle di Val d'Elsa la seconda (o la terza) domenica di settembre si celebra la festa del Sacro Chiodo che inizia con un triduo di preparazione con Messe e catechesi appropriate. La domenica c'è poi la festa vera e propria con i vespri presso la concattedrale di Colle di Val d'Elsa a cui segue la Santa Messa solenne concelebrata dai sacerdoti del paese e presieduta da un vescovo o un cardinale. Segue la processione organizzata dalla Centuria del Sacro Chiodo fondata nel 1645. Sovrastata da un baldacchino, in mano al celebrante, la sacra reliquia viene portata per le vie della città. Arrivati al baluardo che sovrasta il resto dell'abitato si procede con la benedizione dei quattro angoli della città con il Sacro Chiodo. Poi si torna in duomo e il popolo canta l'inno sacro che inizia così: "Su, cantiamo, cantiamo fratelli, l'inno sacro all'amata Reliquia". Mentre il ritornello invoca: "O dolcissimo pegno d'amor, rendi a Colle propizio il Signor". Nel mentre il Sacro Chiodo viene inserito in un reliquiario di vetro e i fedeli si accostano con devozione baciando la sacra reliquia in segno di venerazione. Ai soli sacerdoti è concesso il privilegio di baciare direttamente il Sacro Chiodo senza il reliquiario di vetro.La Festa del Sacro Chiodo è un'opportunità per i devoti di immergersi in un'atmosfera di contemplazione, mentre si onora una reliquia sac
Aveva solo vent'anni Mamadou, e la sua vita è cessata nella notte di domenica, tra le strutture allestite per la sagra patronale in zona Santa Croce. Un tragico episodio che ha lasciato sgomenta l'intera città di Schio, dove Mamadou viveva da circa quattro anni insieme ai genitori e ai fratelli più piccoli. Era arrivato dal Senegal con la speranza di costruire un futuro, e proprio lo scorso giugno aveva conseguito il diploma professionale presso l'istituto cittadino Salesiani "Don Bosco".
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di don Moise Moriba Beavogui sul salmo 146
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di don Angelo Romano sul Vangelo Lc 16, 1-13
Preghiera della Santa Croce. Meditazione di don Francesco Tedeschi sulla lettera agli Ebrei (Eb 12,1-3)
Julie is back from her two-week trip to Italy (with a quick stop in Copenhagen!) and brings stories that weave together travel, literature, and layered learning. From visiting her aunt on the Mediterranean coast to finally stepping inside Florence's Santa Croce—20 years after promising herself she would—Julie shares how books like A Room with a View transform sightseeing into soul-deep experiences.She and Melissa explore how these kinds of connections—between story, place, and lived experience—are the essence of meaningful education. You'll also hear about unexploded WWII bombs in a train station, the Leaning Tower of Pisa's surprising wonder, naked bungee-jumping in Denmark, and a serendipitous plane conversation that led to the discovery of a century-old “living book.”This episode is a reminder to travel, talk to strangers, and create opportunities for our kids (and ourselves) to encounter the world twice: once through story, and once in real life.Resources & MentionsA Room with a View by E.M. ForsterSister Wendy's Story of Painting (BBC)The Prairie Thief by Melissa WileyBrave Writer Dart: The Prairie ThiefStories of the Old Duck Hunters and Other Drivel by Gordon MacQuarrieBrave Writer Online ClassesSign up for our Text Message Pod Ring to get podcast updates and more!Send us podcast topic ideas by texting us: +1 (833) 947-3684Connect with Julie:Instagram: @juliebravewriterThreads: @juliebravewriterBluesky: @bravewriter.comFacebook: facebook.com/bravewriterConnect with Melissa:Website: melissawiley.comSubstack: melissawiley.substack.comInstagram: @melissawileybooksBluesky: @melissawiley.bsky.socialProduced by NOVA
Omelia del 14 settembre 2025 https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20250914 https:/www.uprubiera.org/spiritualpod/anno2025/20250914esaltazionedellasantacroce2025.m4a Sun 14 Sep 2025 07:30 +0100 Spirituality no
Roberta Poggio"Onora il figlio"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.itUna saga famigliare che si snoda nel paese immaginario di Follero, in un intreccio di personalità, azioni e vicissitudini che ruotano intorno a una presunta e antica maledizioneFollero, paesino immaginario a vocazione rurale. Gli abitanti del luogo si trovano a deliberare sulla demolizione della chiesa principale. Da qui si dipanano le vicende che vedranno i protagonisti catapultati – forse a causa di una lontana maledizione – da un ambiente contadino al contesto della grande città. Due donne senza un apparente legame, entrambe Caterina ed entrambe Rambaldi, muoiono lo stesso giorno in città diverse. Nel medesimo istante Pietro, giovane destinato a una brillante carriera politica, entra in carcere. Ripercorrendo a ritroso le tappe che hanno portato a questi luttuosi destini, conosciamo a Roma la prima Caterina, giornalista affermata che viene travolta da uno scandalo e madre coraggiosa di un sedicenne con gravi problemi psichici. E a Genova la seconda Caterina, ragazza fragile che passa da un lavoretto all'altro nel tentativo di non soccombere alle problematiche famigliari. Conosciamo i loro genitori, le comuni origini a Follero. È qui che, nel 1969, l'agguerrita Beatrice e i fratelli Antonio e Francesco Rambaldi convincono i paesani a demolire l'antica chiesa di Santa Croce. Pagano caro il successo: per superstizione o per giochi di potere, i folleresi finiscono per esiliarli. Ma dietro tutto questo alberga forse un antico anatema scagliato contro alcune famiglie del paese in un passato oscuro e oramai dimenticato che, pian piano, emergerà fino all'epilogo finale.Roberta PoggioNasce a Genova nel 1974 e oggi vive a Torino. Frequenta il Liceo Classico e la Facoltà di Lettere Antiche, studia sceneggiatura alla SDAC di Genova e regia alla NUCT di Roma. Partecipa come sceneggiatrice alla realizzazione di diversi cortometraggi (tra cui il pluripremiato Il vampiro, per la regia di Marco Speroni e interpretato da Andrea Bruschi). Dal 2000 ha lavorato come traduttrice, adattatrice di dialoghi per il doppiaggio (RAI, Mediaset, BBC Knowledge e altre reti) e redattrice di testi per pubblicazioni a fascicoli (Fabbri, Hachette, De Agostini). Si è occupata inoltre di fumetti, in particolare dell'edizione italiana di molti manga giapponesi, e scrive testi per blog e per app. Nel 2022 frequenta il Laboratorio annuale della Bottega di narrazione. Il suo racconto Don Giuseppe è pubblicato sull'Almanacco Guanda. Il suo (Ma) poi la sera è pubblicato nell'antologia L'olmo e i suoi racconti (2023) curata da Marino Magliani e Dario Voltolini; altre antologie ospitano suoi racconti.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Florence was founded in the 1st century BCE as a Roman military outpost, although it came to prominence as a centre of commerce and the arts in the 14th to 16th centuries CE. The Florentine method of speech even became the Italian language. Some of the city's most famous exports are Leonardo da Vinci, Galileo, Michelangelo, and Niccolo Machiavelli, along with the Medici family. You can see the tombs of Galileo, Michelangelo, and Machiavelli in the Basilica of Santa Croce. But that's not all you can find in this Tuscan city. From the mythological scenes to statues of Roman gods present in the Uffizi, Florence has a range of odd curiosities and folk traditions that are worth seeing. Let's explore some of the stranger side of Florence in this week's episode of Fabulous Folklore! Find the images and references on the blog post: https://www.icysedgwick.com/florence-folklore/ Pre-order Ghostlore: https://geni.us/ghostlore The Many Faces of Medusa talk: https://ko-fi.com/s/a60a047ebb Get your free guide to home protection the folklore way here: https://www.icysedgwick.com/fab-folklore/ Become a member of the Fabulous Folklore Family for bonus episodes and articles at https://patreon.com/bePatron?u=2380595 Buy Icy a coffee or sign up for bonus episodes at: https://ko-fi.com/icysedgwick Fabulous Folklore Bookshop: https://uk.bookshop.org/shop/fabulous_folklore Pre-recorded illustrated talks: https://ko-fi.com/icysedgwick/shop Request an episode: https://forms.gle/gqG7xQNLfbMg1mDv7 Get extra snippets of folklore on Instagram at https://instagram.com/icysedgwick Find Icy on BlueSky: https://bsky.app/profile/icysedgwick.bsky.social 'Like' Fabulous Folklore on Facebook: https://www.facebook.com/fabulousfolklore/
Vittorio Zambardino"Dries"I giorni del pensiero cagnolinoLuca Sossella Editorewww.lucasossellaeditore.itQuasi alla fine di un attraversamento di Roma per motivi banali, mi fermo al semaforo di Santa Croce in Gerusalemme. Nell'aiuola c'è un tubo che innaffia o perde e dal quale esce un getto sottile ma energico d'acqua. Un pastore tedesco ci si avventa sopra, non per bere ma per chiudere la falla, lui mangia l'acqua per fermarla. Si allontana, vede che il getto continua, si avventa di nuovo. Lo fa tre, quattro volte, e io mi commuovo per l'innocenza di questo gioco: è il “pensiero cagnolino”.Vittorio Zambardino (Napoli 1951) ha lavorato nel giornalismo politico, sportivo e digitale. Ha fondato il sito “Repubblica.it” e il portale Kataweb, che ha diretto.Ha pubblicato il fortunato Internet. Avviso ai naviganti (Donzelli editore, 1996), scritto con Alberto Berretti e con Massimo Russo Eretici Digitali (Apogeo, 2009). Cura una rubrica per il mensile “Mind”. È opinionista sportivo per il “Corriere del Mezzogiorno-Corriere della Sera”.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
¿Quieres ir a Roma, la ciudad eterna, pero no sabes qué ver ni cómo organizarte? «Roma Cristiana» te puede ayudar. En está edición de «En perspectiva» D. Luis Cano, Profesor de Historia de la Iglesia en la Pontificia Universidad de la Santa Croce, nos presenta este proyecto de «Roma Cristiana», una página web que contiene vídeos sobre la realidad católica en Roma a través de la historia y la cultura. Con estos vídeos podrás conocer los lugares relacionados con San Pedro y San Pablo, o las casas donde vivieron los santos a lo largo de los siglos, o sitios donde vivieron los primeros cristianos, los evangelizadores y los mártires. «Roma Cristiana» te invita a emprender un viaje fascinante a través de veinte siglos de historia de la Iglesia universal, reviviendo momentos clave que han tenido lugar en la Ciudad Eterna.
Sandra Dal Farra"Con calma al San Lorenzo"Storia di una locanda, di una cucina, di una famigliaKellermann Editorewww.kellermanneditore.itwww.locandasanlorenzo.itA cura di Antonio G. BortoluzziTesti di Sandra e Renzo Dal FarraFotografie di Francesca CostaperariaNel ricordo del fratello Aldo, mancato venti anni fa, Sandra e Renzo raccontano la storia della locanda di famiglia, tenendo vivo il loro motto “con calma...”: per mantenere lo stile di una cucina ricercata, ma rispettosa dei tempi lenti per creare ogni pietanza e testimoniare la continuità con le tradizioni di famiglia e le abitudini della gente di montagna.Da piccola osteria di montagna, partita 125 anni fa, passando per quattro generazioni, la Locanda San Lorenzo (stella Michelin) conferma di essere un luogo dove i commensali diventano amici.Da quattro generazioni la Locanda San Lorenzo è un luogo in cui il gusto prende forma, con semplicità, naturalezza e originalità.Il menù propone un viaggio ricercato tra i sapori del territorio e ispirazioni più innovative, in una felice combinazione di piatti nuovi e dal cuore antico, reinterpretati con tecniche e abbinamenti moderni.Il ristorante stellato è affiancato da un albergo per offrire una completa accoglienza.dal sito della Locanda San Lorenzo:Il nostro menù è in continua evoluzione.Segue il corso delle stagioni, i ritmi della terra e la disponibilità dei migliori prodotti del territorio.Il menù della Locanda San Lorenzo propone un percorso nella cucina creativa, capace di evolversi, senza mai dimenticare l'importanza della tradizione.Con profondo rispetto per le materie prime, riunisce istinto, ricerca e tecnica in piatti che valorizzano il gusto autentico degli ingredienti di alta qualità.Le proposte di terra e di mare sono interpretate con curiosità, genuinità e attenzione alle cotture, alle preparazioni, alla leggerezza.L'Alpago è sinonimo di natura incontaminata tra montagne, ancora non toccate dal turismo di massa. È una meta ideale per escursioni di tutti i livelli in estate e per lo sci alpinismo in inverno.Il territorio dell'Alpago offre numerose possibilità per fare sport e camminate in mezzo alla natura.Negli anni è stato il teatro di moltissimi eventi sportivi nazionali e internazionale: gli europei di mountain bike, la gara di sci alpinismo Transcavallo, l'ecomaratona, l'ultra trail e più recentemente il triathlon, attorno alle rive del lago di Santa Croce, dove si può praticare anche windsurf, kitesurf e velaL'Alpago è una terra ricca di eccellenze gastronomiche tutta da gustare: dall'agnello dell'Alpago,presidio Slow Food, alla trota di Alpaos, dai fagioli “mame”, allo zafferano, ai frutti di bosco.Molto ricercati sono i formaggi che nascono nei pascoli della zona, da latte vaccino, ovino e caprino.Anche la viticoltura sta riprendendo sui pendii della parte bassa della conca dell'Alpago. Tanti piccoli produttori locali hanno riscoperto i prodotti della tradizione agroalimentare alpagota e sono tornati a realizzarli all'insegna della qualità e della tipicità. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
Emiliana Mangone, Guido Gili"Speranza. Passione del possibile"Vita e Pensierowww.vitaepensiero.itCi sono parole che crediamo di conoscere perfettamente perché indicano realtà che fanno parte della nostra esperienza quotidiana. Una di queste è speranza. Come hanno detto in tanti, da Aristotele a oggi, la speranza è un bisogno universale e una struttura della stessa vita umana, perché senza speranza non possiamo vivere. Come esperienza soggettiva essa si esprime in forma di emozione, sentimento, tratto della personalità, abito di azione, virtù. Non è però solo qualcosa che accade ‘nelle' persone, ma anche ‘tra' le persone. Speriamo non solo per noi stessi, ma anche per gli altri, con gli altri e a volte contro gli altri. Persone e gruppi diversi ripongono la loro speranza in realtà diverse: nella vita oltre la morte, nella felicità in questo mondo, nella sicurezza materiale, nell'amore, nella salute del corpo o nel benessere spirituale… E ci sono poi anche le ‘grandi' speranze delle classi sociali, delle generazioni, delle nazioni o dell'intera umanità.Facendo riferimento alle scienze umane e sociali, alla letteratura e alla storia dell'arte, i due sociologi Guido Gili ed Emiliana Mangone percorrono a tutto tondo il tema della speranza interrogandosi, ad esempio, sui suoi caratteri propri; sul rapporto con il desiderio o l'attesa; sulle forme della sua relazione con la trascendenza. E ancora: perché in certe epoche e luoghi la speranza nasce o risorge prepotente, mentre in altri si isterilisce e sembra sparire dall'orizzonte della vita personale e associata? E soprattutto, perché oggi c'è bisogno di speranza, la «passione del possibile», come la definiscono Jürgen Moltmann e Paul Ricoeur.Guido Gili è docente di Sociologia nell'Università Gregoriana e di Teoria della comunicazione nell'Università della Santa Croce. Già preside e prorettore nell'Università del Molise, ha anche insegnato nelle Università di Bologna e LUISS «Guido Carli» di Roma. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la teoria della comunicazione e la sociologia della cultura e dell'educazione. Tra le sue più recenti pubblicazioni: The History and Theory of Post-Truth Communication (con Giovanni Maddalena, 2020), La credibilità politica (con Massimiliano Panarari, 2020), Comunicare. Persone, relazioni, media (con Giovanni Boccia Artieri e Fausto Colombo, 2022), La differenza che arricchisce. Comunicazione e transculturalità (con Alberto Gil, 2022).Emiliana Mangone è professoressa ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell'Università degli Studi di Salerno. Dirige il Narratives and Social Changes-International Research Group (NaSC-IRG, 2020-2026). I suoi interessi di ricerca si rivolgono ai sistemi culturali e istituzionali, con particolare attenzione alle rappresentazioni sociali, ai processi relazionali, alla conoscenza e alla narrazione come elementi chiave dell'azione, agli studi sulle migrazioni, nonché allo studio del pensiero di Pitirim A. Sorokin. Recentemente ha pubblicato: Pitirim A. Sorokin: Rediscovering a Master of Sociology (2023).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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Episode No. 678 features curator Stephan Wolohojian. Along with Laura Llewellyn, Caroline Campbell and Joanna Cannon, Wolohojian is the curator of "Siena: The Rise of Painting, 1300-1350" at the Metropolitan Museum of Art, New York. The exhibition examines the role of Sienese artists such as Duccio, Pietro and Ambrogio Lorenzetti, and Simone Martini in the dawn of the Italian Renaissance and before the onset of the plague in around 1350. While Florence is typically considered the most important city of the Italian Renaissance, "Siena" argues for a broadening of our understanding of the dawn of a new era. "Siena" is on view through January 26, 2025. The excellent exhibition catalogue was published by the National Gallery, London. Amazon and Bookshop offer it for about $45. Some of the works referenced on the program are most easily seen via websites that aggregate multiple paintings into single pages, including: Ambrogia Lorenzetti, The Allegory of Good and Bad Government, 1838-39, Palazzo Pubblico, Siena. Duccio, Maestà, 1311, Museo dell'Opera Metropolitana del Duomo, Siena. Ugolino di Nerio, Santa Croce altarpiece, 1325-28.
Un Viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo nel 700esimo della morte. È quello che propone oggi alle 18.30 nel Tempio di Santa Croce a Riva San Vitale l'ensemble LaReverdie affiancato da David Riondino. Il tutto ripercorrendo la suggestione de “Il Milione” ovvero la storia di un mercante e avventuriero che trascorse gran parte della sua vita in viaggio attraversando il Medio Oriente e l'Asia Centrale fino alla Cina diventando uomo di fiducia presso la Corte. La fama di Marco Polo sta soprattutto nel fatto di aver lasciato il racconto della sua straordinaria esperienza di vita: un racconto che, filtrato dalla penna abile di un poeta di Chanson de geste quale il pisano Rustichello, alterna descrizione di luoghi a narrazione di eventi storici e leggende. Gli usi e costumi nelle diverse regioni che il protagonista attraversa durante il viaggio vengono descritti con nitidezza a volte scientifica della corte del Gran Khan, ma anche nella descrizione di animali che sembrano usciti da quel “Medioevo fantastico” in cui si alternano storia e leggenda, santi e briganti, re e sudditi, in un rapporto di prodigiosa contiguità con il viaggiatore…Dalla lettura di questa straordinaria opera è nata l'idea di affidare alla voce narrante di David Riondino la lettura di alcune tappe di questo racconto di viaggio e di costruire una sorta di colonna sonora in cui l'Ensemble La Reverdie dà suono ad alcuni dei temi toccati da Marco raccontando un mondo meraviglioso ed esotico con una logica ed uno stile profondamente legati al mondo medievale Occidentale, analogamente la musica che commenterà la narrazione, proviene dall'ambiente veneto e francese coevo. Ma l'atmosfera dei luoghi, dei colori, dei profumi, trovano nell'improvvisazione melodica di un saz e di un tanbur e nei ritmi del tabla, suonati da due musicisti specializzati in repertorio orientale, un contraltare sonoro che inevitabilmente ci porta in quel mondo meraviglioso e remoto, dall'irresistibile fascino. A guidarci, ospite di Giovanni Conti, anche lo storico del Medioevo Marco Ferrero.
Un Viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo nel 700esimo della morte. È quello che propone oggi alle 18.30 nel Tempio di Santa Croce a Riva San Vitale l'ensemble LaReverdie affiancato da David Riondino. Il tutto ripercorrendo la suggestione de “Il Milione” ovvero la storia di un mercante e avventuriero che trascorse gran parte della sua vita in viaggio attraversando il Medio Oriente e l'Asia Centrale fino alla Cina diventando uomo di fiducia presso la Corte. La fama di Marco Polo sta soprattutto nel fatto di aver lasciato il racconto della sua straordinaria esperienza di vita: un racconto che, filtrato dalla penna abile di un poeta di Chanson de geste quale il pisano Rustichello, alterna descrizione di luoghi a narrazione di eventi storici e leggende. Gli usi e costumi nelle diverse regioni che il protagonista attraversa durante il viaggio vengono descritti con nitidezza a volte scientifica della corte del Gran Khan, ma anche nella descrizione di animali che sembrano usciti da quel “Medioevo fantastico” in cui si alternano storia e leggenda, santi e briganti, re e sudditi, in un rapporto di prodigiosa contiguità con il viaggiatore…Dalla lettura di questa straordinaria opera è nata l'idea di affidare alla voce narrante di David Riondino la lettura di alcune tappe di questo racconto di viaggio e di costruire una sorta di colonna sonora in cui l'Ensemble La Reverdie dà suono ad alcuni dei temi toccati da Marco raccontando un mondo meraviglioso ed esotico con una logica ed uno stile profondamente legati al mondo medievale Occidentale, analogamente la musica che commenterà la narrazione, proviene dall'ambiente veneto e francese coevo. Ma l'atmosfera dei luoghi, dei colori, dei profumi, trovano nell'improvvisazione melodica di un saz e di un tanbur e nei ritmi del tabla, suonati da due musicisti specializzati in repertorio orientale, un contraltare sonoro che inevitabilmente ci porta in quel mondo meraviglioso e remoto, dall'irresistibile fascino. A guidarci, ospite di Giovanni Conti, anche lo storico del Medioevo Marco Ferrero.
Let's travel to Florence— I'll provide a little bit of historical background to the birthplace of the Renaissance and then we'll dive into the treasures of this Tuscan capital. In this episode, I'll talk about my summer experience in Italy starting with visiting Pisa and then going to Firenze aka Florence. Florence is an art history/architectural nerd's dream. From the beautiful Piazzas (Piazza del Duomo, Piazza del Santa Croce), mega cathedrals with unimaginable scale and so much art. From the Uffizi to the Piazza della Signoria, Florence is truly an open air museum. Shop along the gold and jewelry shops of the medieval Ponte Vecchio bridge overlooking the Arno. Just be on the look out for pickpockets. Treat yourself to quality Florentine leather goods at the Scuolo del Cuoio or Galleria Michaelangelo. And most imporantly, eat gelato. My favorite spots in Florence: La Galleria Michelangelo Scuolo Del Cuoio La Strega Nocciola Gelateria Della Passera Trattoria Casa Toscana WHERE TO FIND ME: Instagram: @busygallivantingpodcast Youtube: https://www.youtube.com/@BusyGallivantingPodcast Email: busygallivantingpodcast@gmail.com Website: busygallivantingpodcast.com --- Support this podcast: https://podcasters.spotify.com/pod/show/busygallivanting/support