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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8463IL LIBRO DI RAVAGNANI: LIBERTA' A PREZZO DI UN'INFEDELTA' di Andrea Zambrano Abbiamo letto il libro di (don) Alberto Ravagnani La Scelta. Andiamo al cuore della faccenda: è la prova che Dio esiste. Esiste, perché se è riuscito ad avvicinare alla conversione decine di giovani, servendosi di un prete sicuramente innamorato di Cristo, ma privo di strumenti spirituali, intellettuali e teologici di "base", allora vuol dire davvero che supplet Ecclesia, cioè la Chiesa supplisce anche di fronte all'eventuale claudicanza del pastore. Si sa, la Chiesa è andata avanti anche grazie a sacerdoti inadeguati, ma inseriti dentro la cornice giusta. «Fate quello che dicono e non fate quello che fanno». È un format rodato.Per il resto, sulla vicenda umana di Ravagnani e di quello che dice nel libro, anticipato allo sfinimento nei podcast, nelle interviste, nei reels e nei post sui social con un afflato di egocentrismo neanche tanto nascosto, bisogna avere rispetto, ma non serve dire molto di più, se non la sensazione di essere di fronte al déjà-vu di una crisi ecclesiale titanica, ma inavvertita dalle gerarchie ecclesiastiche. Lasciare il sacerdozio è un dramma, però reversibile, ma nelle pagine che scorrono manca decisamente il senso di questo dramma che ignora anche la responsabilità di un consacrato. Possibile che sia una scelta come un'altra, intercambiabile a seconda delle circostanze? Frutto di un cammino troppo veloce per uno che è sacerdote da appena 7 anni? Di sicuro nel libro non affiora.Il ragazzo scrive a flusso di coscienza, con realismo, non ci aspettavamo Honoré de Balzac, ma qualcosa di più del diario di sfogo ordinato dallo psicologo, francamente sì. Spiritualmente impalpabile, teologicamente confuso, umanamente povero, frutto, più che di discernimento, di molte sedute da uno psicologo. Lo si capisce da questa insistenza dominante del bravo bambino che fu Ravagnani, e poi bravo seminarista, bravo prete, in una sequenza di prese di coscienza psicologiche dove lo schema è quello del poveretto che deve sempre rispondere alle aspettative degli altri. E per questo non è libero. Che fuffa. Dov'è la virilità? Il valore? Dov'è la virtù che si coltiva abbandonando l'io bambino delle recriminazioni sul mondo che non cambia, sulla vita che non è come la vorrei io e sul fatto che è sempre colpa degli altri?INCAPACE DI UMILTÀIncapace di umiltà, prende a schiaffi la liturgia con le banalità dei primi ribelli anni '60. Una paccottiglia trita e ritrita sulla Chiesa che deve cambiare. Cieco di fronte all'evidenza che la fede si risveglia oggi, e soprattutto nei giovani, laddove la liturgia è vissuta come duro lavoro e stupore di sacro. Il formalismo stantio che lui le rimprovera è in realtà il formalismo figlio di questi anni di creatività liturgica a cui evidentemente anche lui aspira. Niente di nuovo e niente di più scontato e infruttifero.Non poteva mancare il pippotto in salsa gay friendly, di lui che a Parigi scopre che la Chiesa sbaglia sull'omosessualità, pratica o in tendenza che sia. E lo fa in un tête-à-tête con un gay conosciuto in un bistrot. Polacco, tra l'altro, il quale dice di essere scappato dalla patria perché perseguitato. Evidentemente il primo polacco gay perseguitato dai tempi di nazismo e comunismo. Ma siamo seri?Un piagnisteo continuo di lui che era un bravo bambino e di lui che ha fatto tante cose, con i social, con i giovani e la Chiesa che non lo capisce. E che Fraternità è stata osteggiata. Ma figlio mio: San Francesco è stato osteggiato, San Pio, San Josemaria Escrivà sono stati osteggiati. Cosa ti aspettavi? Che i frutti scendessero dall'albero dei reels così senza fatica? Non lo fanno neanche i fichi selvatici in agosto. Pensavi di farcela tu?E poi lui che cede di fronte alla sessualità e non può e quindi dà la colpa alla Chiesa, che non cambia la morale sessuale. E allora "dagli alla Chiesa" da Galileo fino ad oggi, con la Chiesa nella parte della cattiva che ha sbagliato tutto. Conoscenze storiche da bar, luoghi comuni e cliché triti e ritriti secondo lo schema dell'"io so io e la Chiesa nun capisce un..." insomma avete capito.VOGLIA DI LIBERTÀ ASSOLUTAE che vuole essere libero, ma questo abito non glielo permette. Che noia. Una lagna egocentrica, che sembra piuttosto nascondere fallimenti, giustificare peccati, aprirsi ad una libertà intesa non come adesione alla Verità.Ammette, Ravagnani, di non avere avuto amici veri, tra i confratelli che non lo capivano, e qui sta forse il cuore della vicenda perché si dovrebbe aprire il doloroso capitolo dei preti che se non sono sostenuti da una comunità di consacrati, che custodiscano dubbi e fatiche, si va poco lontano. E il più delle volte si sbanda. Così come stupisce nel racconto che il vescovo non sia mai nominato, come se non si fosse mai interessato a lui. I superiori sempre visti come arcigni, incapaci di capirlo. Possibile?E poi l'inno alla "somatolatria", al suo corpo palestrato, pompato a suon di crunch per farci credere che per evangelizzare siano utili anche gli integratori contro una Chiesa che ha sempre condannato il corpo e perciò deve cambiare.Un disprezzo verso la veste da prete che si è accorto di portare - dice - per coprire un ruolo e che non corrisponde più con la sua persona finalmente libera. Un'offesa a quei santi che per rimanere fedeli a quella veste perché rivestimento visibile di Cristo si sono fatti ammazzare. Come Rolando Rivi, il cui libro gli avevo regalato quando lo ospitai in casa mia e che credo non abbia mai letto. Ci speravo, perché avrebbe avuto un esempio davanti agli occhi di martirio. In fondo viene da chiedersi se più che un problema di vocazione, non sia un problema di fede. E come si possa alimentare se persino la preghiera è vista come qualcosa di fastidioso, noioso, ripetitivo.E i giovani? I tanto strombazzati giovani che lui ha seguito, che ha avvicinato alla fede? A loro non sono riservate risposte, eppure sono loro oggi che, seguendo le sue gesta alle prese con le interviste sulla Stampa, Repubblica, sui grandi media che ora lo coccolano e domani lo scaricheranno, si interrogano con sconcerto: ma allora a che cosa è servito? E che senso ha rimanere fedeli ad una scelta se poi questa fedeltà viene infranta come il vetro di un IPhone?Un consiglio e un augurio, sarà anche paternalistico, ma fa lo stesso: guarda a Pietro, che tradì, non pubblicò libri sulla sua infedeltà, ma si mise testa china al servizio di quella chiamata. Tuffandosi nella misericordia di Dio e dando la sua vita.
Intrattenimento e informazione, musica, cultura, i fatti del giorno e la rassegna stampa con i vostri messaggi in diretta: tutto questo è Radio Vaticana con Voi! Anche oggi insieme per iniziare la giornata con numerosi ospiti! Come ogni giorno, protagonisti gli ascoltatori! Intervieni in diretta tramite WhatsApp al numero 3351243722. A quattro anni dall'invasione russa in Ucraina abbiamo ascoltato la testimonianza di Mario Galgano, inviato della redazione di lingua tedesca a Leopoli, che ci ha raccontato la situazione che vivono gli abitanti ogni giorno, che pur tra il freddo e la paura delle sirene di notte, cercano di ritrovare una sorta di quotidianità E' partito da Napoli lo scorso 19 febbraio, il Giro d'Italia per la Pace, una nuova iniziativa per fronteggiare la gravissima situazione internazionale facendo di ogni città un Cantiere e una Scuola di Pace. Ne abbiamo parlato con Flavio Lotti, coordinatore del Giro d'Italia per la pace Una riflessione del capo della Chiesa greco cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk sugli anni trascorsi dall'invasione russa nel 2022: una tragedia che si sta aggravando sempre di più e che vede aumentare i civili uccisi. Abbiamo ascoltato la sua intervista fatta da Svitlana Dukhovic La Pontificia Facoltà Teologica Teresianum organizza dall'1 al 5 marzo 2026 la 67ª edizione della Settimana di Spiritualità sul tema "Per vedere l'invisibile. Spunti per una spiritualità dell'immagine". Con noi Padre Iacopo Iadarola, docente alla Pontificia Facoltà Teologica del Teresianum e coordinatore della 67° Settimana di Spiritualità In occasione della Quaresima la Basilica della Santa Casa di Loreto ospita un itinerario di Meditazione sul tema "La Bellezza". Don Flavio Timperi Cancelliere della Prelatura della Santa Casa, ci ha raccontato come si svolgerà. Ieri è iniziato il settantaseiesimo Festival di Sanremo, ne abbiamo parlato insieme a Luigi Picardi, dei programmi musicali della Radio Vaticana Conducono Marina Tomarro e Silvia Giovanrosa Tecnici Audio/Video, Gabriele Di Domenico, Luca Rossi
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8461SAN GIUSEPPE ALLAMANO SMASCHERA L'ILLUSIONE DI EVANGELIZZARE SENZA CONVERSIONE di Roberto de Mattei Il 25 gennaio, Papa Leone XIV ha pubblicato un messaggio per celebrare il centesimo anniversario della Giornata Missionaria Mondiale del 2026, che si svolgerà il prossimo 16 ottobre. Questa giornata istituita da Papa Pio XI nel 1926, ci ricorda la vocazione missionaria della Chiesa, riassunta dalle parole di Nostro Signore ai suoi discepoli: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 18-20).Pochi sanno che l'istituzione di questa giornata si deve anche ad un santo che non fu mai missionario, ma che alle missioni dedicò la sua vita: san Giuseppe Allamano, la cui festa si celebra il 16 febbraio. Giuseppe Allamano nacque a Castelnuovo d'Asti il 21 gennaio 1851, nella stessa terra benedetta che aveva dato i natali a san Giovanni Bosco e fu uno degli ultimi frutti di quello straordinario filone di spiritualità piemontese, costellato da nomi come quelli di san Giuseppe Cafasso, san Giuseppe Benedetto Cottolengo, san Leonardo Murialdo, e, tanti altri beati e servi di Dio. La spiritualità piemontese è sempre concreta, radicata nella fedeltà alle grazie ricevute ogni giorno, senza mai essere intellettuale o sentimentale. Ciò che la caratterizza è il primato della vita interiore, l'amore per la Chiesa, una profonda devozione mariana, una fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza. Ordinato sacerdote nel 1873, Giuseppe Allamano, fu presto colpito dalla sofferenza: una grave malattia lo costrinse ad abbandonare l'insegnamento, ma ciò che sembrava una sconfitta diventò, nelle mani di Dio, un seme fecondo. Nominato rettore del Santuario della Consolata di Torino, Allamano trasformò quel luogo in un centro vivo di rinnovamento sacerdotale. Davanti all'immagine della Madonna Consolata, maturò in lui una chiamata decisiva: formare missionari santi per annunciare il Vangelo fino ai confini della terra. Nel 1901 fondò l'Istituto Missioni Consolata (oggi Missionari della Consolata) e, pochi anni dopo, l'Istituto delle Missionarie della Consolata. Non partirà mai personalmente per le missioni, ma il suo cuore le abbraccerà tutte. LA GIORNATA MISSIONARIANel 1912, si rivolse direttamente a san Pio X, per cercare di sensibilizzare il clero e i fedeli sulle attività delle missioni, chiedendo anche l'istituzione di una giornata a questo dedicata. La risposta arriverà con l'istituzione della Giornata Missionaria, poco dopo la sua morte, che avvenne a Torino, il 16 febbraio 1926. Quest'anno ne celebriamo il centenario. Fu beatificato da Giovanni Paolo II e proclamato santo da papa Francesco il 20 ottobre 2024. Oggi la sua famiglia missionaria è diffusa in molti Paesi del mondo.Per comprendere la profonda spiritualità missionaria di san Giuseppe Allamano sono preziosi i suoi scritti. Essa può essere riassunta nel suo celebre motto: «Prima santi, poi missionari». «L'opera della missione - scrive Allamano - esige grande santità. Non basta una santità mediocre, occorrono, come missionari, santi in modo superlativo. Le anime si salvano con la santità... Certe conversioni non si ottengono che con la santità. Non dimenticate mai che la conversione dei cuori è opera della divina grazia, e solo chi ne è ripieno, opererà prodigi di conversione...Prima santi e poi missionari. Non bisogna scambiare i termini. Non è affatto presunzione il voler farsi santo; è presunzione il confidare nelle proprie forze. I santi non sono nati santi, ma si sono fatti santi. Quelli che vogliono farsi veramente santi, il Signore li aiuta e li fa santi.Per essere santi occorre pregare. Bisogna pregare sempre, giorno e notte senza interruzione: il che vuol dire essere come investiti dello spirito di preghiera, come l'abito riveste il corpo. Dobbiamo formarci lo spirito della preghiera, avere l'abito della preghiera, che non consiste nel pregare sempre vocalmente, dal mattino alla sera, ma nel riferire tutto al Signore. Così il nostro lavoro sarà preghiera. Si fa più in un quarto d'ora dopo aver pregato, che in due ore senza preghiera. La preghiera deve essere perseverante. Bussiamo alla porta; se non ci viene aperto, bussiamo più forte; rompiamo la porta, se occorresse. È il Signore che ci insegna a fare così. Quando non riceviamo ciò che chiediamo, pensiamo che neppure un filo, una parola della nostra preghiera è caduta nel vuoto».PER MEZZO DELLA CROCEAggiunge il nostro santo: «È per mezzo della croce che ci santifichiamo, non per mezzo delle parole e neppure solo delle preghiere; queste giovano anche, ma il più importante è portare bene la croce. La spiritualità però non deve essere triste, ma profondamente serena e fiduciosa nella Provvidenza». «La confidenza - sottolinea il nostro santo - è la quintessenza della speranza. Confidare è speranza robusta, viva. Nella via della perfezione essa ha una grande parte. Senza confidenza in Dio non si può far nulla; d'altra parte, facciamo torto a Dio non confidando in lui. Ci vuole una confidenza da pretendere miracoli, una confidenza tale, da essere un po' audaci, "prepotenti". Il Signore non si offende di ciò. Iddio provvede a tutto per coloro che in lui confidano».La devozione alla Madonna Consolata è uno dei pilastri della spiritualità di san Giuseppe Allamano, che vede nella Consolata una Madre che guida, sostiene e corregge, e a Lei affida ogni difficoltà. «Se uno non sentisse amore verso la Madonna, lo domandi: non aver amore alla Madonna è cattivo segno. Se non avete la devozione alla Madonna, e non dico solo devozione, ma una tenera devozione - dice - non vi farete santi!»L'energia è una dote caratteristica della Madonna. «Maria nei suoi dolori non si lasciava abbattere, ma aveva energia: "stava preso la croce di Gesù" (Gv 19, 25), partecipe delle sofferenze del figlio. Generosità, coraggio - esorta - ma anche allegrezza! Dio vuole anime forti e risolute, che si mettano interamente a disposizione di lui! Guai a chi mette riserve nella santificazione! Il Paradiso non è fatto per i fiacchiChe cos'è la nostra vita? É un'ora. Almeno in quest'ora lavoriamo con tanta intensità, con tanto spirito, di modo che un'ora sola valga tutta la giornata. Non è tanto il cadere nella debolezza che è male, ma il non sollevarsi; invece bisogna sempre cominciare di nuovo, non stancarsi. Coraggio sempre. Avanti nel Signore».
Juan Pablo Chiesa Abogado en Trabajo y Empleo @juanchiesaok @rosca_casta 24-02-2026
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8419OMELIA II DOMENICA QUARESIMA - ANNO A (Mt 17,1-9) di Padre Stefano M. Miotto Siamo giunti alla seconda Domenica di Quaresima e la prima lettura ci presenta il patriarca Abramo. Invitato da Dio, egli lascia la sua terra, la sua parentela e la casa di suo padre, per andare verso una terra sconosciuta che Dio gli indicherà. II racconto della vocazione di Abramo mette in luce la sua pronta obbedienza alla Volontà di Dio e la sua sconfinata fiducia nell'adempimento delle promesse divine.Dio promette ad Abramo di far di lui una grande nazione e che in lui si diranno benedette «tutte le famiglie della terra» (Gen 12,3). Questa promessa si realizzerà pienamente con Gesù. Con Lui, discendente di Abramo secondo la natura umana, la salvezza è offerta a tutte le nazioni.Abramo parte senza sapere dove andare, animato da una grande fede. Il suo viaggio verso la terra che Dio gli indicherà simboleggia molto bene il nostro pellegrinaggio terreno verso la meta eterna che è il Paradiso. In questo cammino ci sono difficoltà d'ogni genere. Come Abramo, anche noi dobbiamo essere animati da una grande fiducia nelle promesse divine. Se saremo fedeli al Signore, raggiungeremo certamente il termine del nostro cammino.Come Abramo, anche noi dovremo lasciare tutto. Con noi porteremo solo il bene che abbiamo fatto, tutto il resto lo lasceremo su questa terra. Co me Abramo, anche noi dobbiamo essere obbedienti a Dio, compiendo fedelmente la sua Volontà ed evitando il peccato che intralcia il nostro cammino incontro a Lui. Come Abramo, anche noi saremo benedetti, con una benedizione eterna nei CieliIl cammino è lungo e san Paolo, nella seconda lettura di oggi, così esorta Timoteo: «Soffri con me per il Vangelo» (2Tim 1,8). Per rimanere fedele al Vangelo, lungo il non facile cammino di questa vita, e per annunziarlo al mondo, il cristiano deve tener conto che inevitabilmente ci sarà qualcosa da soffrire. L'apostolato di san Paolo fu costantemente contrassegnato dalla croce. Questo non deve però spaventare il fedele discepolo del Signore. Dio - come abbiamo udito nel salmo di oggi - «è nostro aiuto e nostro scudo» (Sal 32,20) e ci sarà accanto nell'ora della prova.In questo cammino è indispensabile una grande fiducia nel Signore, nel suo aiuto onnipotente, e una fervida vita di preghiera, per avere la forza di andare sempre avanti. La necessità della preghiera è messa in luce dal brano del Vangelo che abbiamo prima ascoltato. Gesù condusse in disparte, «su un alto monte» (Mt 17,1), Pietro Giacomo e Giovanni e si trasfigurò davanti a loro, facendo loro scorgere un riflesso della sua Gloria divina.Per i tre Apostoli, l'esperienza della Trasfigurazione fu qualcosa di indimenticabile. Era così grande la loro gioia che avrebbero voluto rimanere lì per sempre, al punto che Pietro chiese di poter fare tre capanne, una per Gesù, una per Mosè e una per Elia. Pietro non aveva ancora compreso che per giungere alla Gloria di Dio bisogna prima passare per la croce. Gesù condusse i tre Apostoli sul monte Tabor, il monte della Trasfigurazione, per fortificarli con l'esperienza della sua Gloria divina, nell'imminenza della sua Passione e Morte in croce. Era bello fermarsi lì, ma gli Apostoli dovettero ridiscendere quel monte e riprendere il cammino dietro Gesù che si incamminava verso un altro monte, quello del Calvario.L'episodio della Trasfigurazione ci insegna la necessità della preghiera. Anche noi dobbiamo salire il "monte della preghiera". Nel silenzio e nel raccoglimento, anche noi faremo una esperienza indimenticabile che darà a noi la forza di andare avanti e di affrontare le inevitabili prove della vita. In questo periodo di Quaresima, troviamo anche noi il tempo per "salire il monte della preghiera". Gesù ci aspetta.Nell'episodio del Vangelo di oggi c'è un altro particolare molto bello: la voce del Padre che dice: «Questi e il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo» (Mt 17,5). Il Signore ci parla nella preghiera, ispirandoci buoni propositi di miglioramento. Bisogna ascoltarlo. Il Signore ci parla inoltre attraverso la Chiesa, per mezzo dei suoi rappresentanti, iniziando dal Papa. Dobbiamo essere docili al suo Magistero, consapevoli che chi ascolta la Chiesa, e pertanto il Papa, ascolta il Signore.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8460LA MASSONERIA SENZA PIU' MEMBRI ORA LI CERCA... SUI SOCIAL di Manuela Antonacci Senza dubbio viviamo in una società di cambiamenti epocali, alcuni veramente insoliti e bizzarri come questo che vi raccontiamo e che ha per protagonista la società segreta che più segreta non si può, anzi la società segreta per eccellenza: la Massoneria. La confraternita da sempre condannata dalla Chiesa in cui era difficilissimo entrare, se non per "raccomandazione" da parte dei membri già affiliati, ora apre, anzi, spalanca le sue porte e lo fa in modo tutt'altro che sommesso, utilizzando addirittura i social. Questo è quanto riporta il Telegraph.Altro che rituali segreti e strette di mano misteriose, oggi, chiunque può aspirare a diventare massone, o meglio così è in Inghilterra, dove la setta segreta sta intraprendendo una campagna di reclutamento pubblica che utilizza niente meno che Facebook per attrarre adepti. Dunque, non solo le chiese si svuotano (almeno così si dice..): anche la società accusata o sospettata di governare il mondo ha bisogno di un piccolo aiutino per il reclutamento. Il numero di membri, infatti, diminuisce, al punto che le logge di tutto il Paese ora pagano per attirare gente nuova.Tra le logge "social", i massoni di Buckinghamshire hanno pubblicato annunci su Facebook invitando le persone a «unirsi ai Fratelli» dall'inizio di dicembre dello scorso anno: «La porta è aperta... Non aspettare che ti chiedano». «Stai cercando un nuovo giro social? Intriso di tradizione, ma concentrato su una concezione moderna di comunità? La Loggia Fiscian dei Massoni sarebbe felice di conoscerti». Ecco un altro incredibile annuncio di un'altra confraternita. Altri annunci online hanno fatto appello agli uomini che mirano a «far parte di qualcosa di positivo» e assicurano che sia «facile unirsi».Insomma sembrano messaggi che fanno leva sul senso di solitudine diffuso tra i giovani a cui indubbiamente strizzano l'occhio, utilizzando il linguaggio facile, immediato e accattivante del marketing, per mostrare una realtà, in apparenza dinamica, ultramoderna, che presenterebbe solo aspetti positivi. Perché tutto questo, se proprio il senso di segretezza era una delle caratteristiche essenziali della confraternita? La risposta sono i numeri: secondo gli stessi dati provenienti dagli ambienti massonici, l'adesione alla setta segreta è da tempo in calo sia negli Stati Uniti che in Inghilterra. Le cifre più recenti della Gran Loggia Unita d'Inghilterra parlano di circa 170.000 membri, in calo rispetto ai diverse centinaia di migliaia negli anni '50.Negli Stati Uniti, l'ultima tabella della Masonic Service Association indica un totale dei membri nazionali nel 2023 a 869.429, in calo rispetto ai poco più di 4,1 milioni del 1959. Le logge sembrano anche approfittare dei crescenti livelli di solitudine tra i giovani, un desiderio di "fratellanza" e il desiderio di appartenere a qualcosa di più grande. Ma la Chiesa, invece, ha da sempre messo in guardia dall'appartenere a questa realtà. Nella sua enciclica del 1884 Humanum Genus, papa Leone XIII scriveva infatti che «la setta dei massoni» era, tramite «frode o audacia», «riuscita a infiltrarsi in ogni rango dello stato fino a diventare un potere dominante». Un tale «avanzamento rapido e formidabile - aggiunse, aveva causato «gravi danni alla Chiesa, al potere dei principi, al benessere pubblico».Ma molto più recentemente, nel 2023, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha esplicitamente riaffermato che ai cattolici è vietato entrare nelle logge massoniche, sottolineando l'"inconciliabilità" della Massoneria con la dottrina cattolica e affermando che il giudizio negativo di lunga data della Chiesa sulla Massoneria rimaneva in vigore. E se ancora non bastasse, nel suo libro del 2023, "Credo - Compendio della fede cattolica", il vescovo Athanasius Schneider ha scritto che «l'essenza del credo massonico è una sovversione dell'ordine divino della creazione e della trasgressione delle leggi date da Dio». Insomma, da società segreta a società con segreti e speriamo che entrambi gli aspetti "misterici" rimangano ancora a lungo tali (nonostante le ultime, disperate operazioni social).
Nuovo appello di Papa Leone sull'Ucraina: la pace è un'esigenza urgente, deve tradursi in decisioni responsabili Messico: ucciso dall'esercito il capo indiscusso del narcotraffico. Reazione violenta dei suoi affiliati: almeno 26 le vittime fra cui civili. Giovedì nuovo round di colloqui tra Usa e Iran Leone XIV visita la parrocchia romana del Sacro Cuore di Gesù vicino alla Stazione termini: nelle contraddizioni del nostro tempo, la Chiesa sia presidio di carità
Abbonati ed entra nella Masnada! https://lorenzomanara.it/bio/Alla scoperta del De Nugis Curialium di Walter Map, un manoscritto inglese del XII secolo che contiene cronache inquietanti su morti viventi e presenze demoniache. In questo episodio esploreremo le vere origini del mito del non-morto, analizzando tre racconti macabri che hanno fondato il nostro immaginario fantastico ben prima della nascita dei moderni vampiri.Dalla terrificante vicenda del cavaliere William Laudun nel villaggio del Galles, costretto a decapitare un cadavere malvagio che sterminava i vicini col solo richiamo della voce, fino all'incredibile intervento di Carlo Magno e del suo esercito contro i demoni per salvare un chierico avido. Scopriremo come la figura del non-morto che esce dalla tomba fosse già radicata nel folclore medievale, influenzando la cultura popolare attraverso simboli religiosi, rituali di esorcismo fisico e battaglie spirituali tra l'Aldilà e il mondo dei vivi.
The former Utah Jazz Assistant Coach on the Utah Jazz & NBA, Season restarting post All Star break, Is tanking the NBA's biggest issue (?) + more
Lucio Coco"Italia"Lev Nikolaevič TolstojNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itIntroduzione, traduzione e note di Lucio CocoDalla sterminata produzione letteraria di Lev Tolstoj in questo volume viene presentata per la prima volta in una edizione italiana una serie di sentenze morali, che l'autore stesso rubrica sotto il titolo di Regole di vita [Pravila žizni]. La loro composizione, che risale agli anni 1847-1854, testimonia la lunga gestazione che ebbe questo lavoro, segno che con esso Tolstoj stava redigendo non solo una raccolta di massime ma stava riflettendo sull'orizzonte etico che avrebbe ispirato tutta la sua vita e al quale si sarebbe conformata anche tutta la sua opera di scrittore.Lev Nikolaevič Tolstòj (Jasnaja Poljana 1828-Astapovo 1910) è uno dei grandi autori non solo della letteratura russa ma di quella mondiale. Il sua fama è legata ai celebri romanzi Guerra e pace (1869), Anna Karenina (1877), Resurrezione (1899) e a diverse opere di ispirazione filosofica, pedagogica, religiosa e morale che ne hanno fatto non solo un campione di letteratura ma anche un maestro di vitaLucio Coco è curatore di importanti edizioni di testi dei Padri della Chiesa quali Giovanni Crisostomo, Gregorio di Nazianzo e Gregorio di Nissa. Si è inoltre interessato alla storia della spiritualità cristiana, approfondendo quella russa, nel cui ambito ha curato la prima edizione del Meterikon nella versio russica di Feofan Zatvornik (Mondadori) e dedicando particolare attenzione al fenomeno dello jurodstvo nella sua declinazione femminile con l'edizione delle Sante stolte della Chiesa russa (Città Nuova). Particolare attenzione ha dedicato allo studio della tradizione gnomologica cristiana greca approntando l'edizione delle Sentenze di Evagrio Pontico, delle Sentenze spirituali di Basilio Magno, Isaia di Scete, Iperechio, Marco l'Eremita e delle Sentenze morali di Fozio (Olschki).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
I titoli: - Il Papa all'Aventino alle 16.30 per la tradizionale processione e il rito delle Ceneri per l'inizio della Quaresima. All'Udienza generale il monito: la Chiesa sia segno di riconciliazione in mezzo all'umanità frammentata - Conclusi a Ginevra i colloqui fra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Kyiv parla di progressi. Mosca: “Presto per fare valutazioni”. - Siria, la testimonianza del Custode di Terra Santa: i cristiani di Idlib, un grande segno di pace e di speranza
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8458OMELIA I DOMENICA QUARESIMA - ANNO A (Lc 4,1-13) di Don Stefano Bimbi La prima domenica di Quaresima ci conduce nel deserto con Gesù. Non è un semplice dettaglio del Vangelo: è come se la Chiesa, all'inizio di questo tempo santo, ci dicesse subito dove si gioca la partita della conversione. Il deserto è quel luogo dove le distrazioni diminuiscono, dove le false sicurezze si assottigliano e dove, finalmente, emergono le domande vere. È lì che Gesù viene tentato, e non per caso. Egli ha voluto entrare fino in fondo nella nostra condizione, perché nessuna zona della vita umana restasse fuori dalla sua redenzione, nemmeno quella lotta interiore che ciascuno conosce: la lotta tra la voce di Dio e le scorciatoie del male.È importante chiarire una cosa con semplicità, ma con precisione: la tentazione non è ancora peccato. La tentazione è una proposta, un invito a deviare dal bene; il peccato nasce quando io acconsento, quando cedo, quando dico "sì" a ciò che so essere sbagliato. E qui la fede ci dà una luce decisiva: Dio non tenta nessuno al male. Dio può permettere una prova per purificarci e rafforzarci, come si fa con l'oro nel fuoco; ma chi tenta per confondere e distruggere è il Maligno. E tuttavia non siamo soli, perché Cristo, facendosi tentare, ci mostra che nella prova è possibile restare in piedi e ci assicura che la grazia di Dio è reale, concreta, operante.1) TRASFORMARE LE PIETRE IN PANELe tentazioni di Gesù sono come tre grandi specchi nei quali riconosciamo le tentazioni di ogni tempo. La prima è quella di trasformare le pietre in pane. In apparenza sembra innocua: che male c'è nel soddisfare un bisogno? Ma sotto c'è una logica sottile: ridurre l'uomo ai bisogni immediati, farci credere che conti solo ciò che appaga subito, che basta riempire lo stomaco, o la mente, o le emozioni, per essere felici. E allora ci accorgiamo che questa tentazione ci visita spesso proprio quando siamo stanchi, vulnerabili, affamati in tanti sensi: non solo di cibo, ma di attenzione, di affetto, di riconoscimento. Quante volte, dopo una giornata pesante, cerchiamo un "pane" che in realtà non nutre, ma anestetizza: il telefono che divora tempo prezioso, lo sfogo che ferisce chi ci è vicino, la ricerca compulsiva di qualcosa che ci distragga. E Gesù risponde con una parola che è dottrina viva: non di solo pane vive l'uomo. Cioè: tu sei più dei tuoi impulsi, più delle tue necessità del momento; hai un'anima, hai una fame di infinito, hai bisogno di Dio.Ecco allora come può diventare pratica la Quaresima: imparare a rimettere la Parola di Dio prima delle pietre trasformate in pane. Un gesto semplice, ma decisivo, potrebbe essere questo: ogni giorno, prima di prendere in mano il telefono, aprire il Vangelo e restare dieci minuti con il Signore. Dieci minuti soltanto, ma veri, fedeli. E anche quando si sceglie un digiuno, farlo con intelligenza spirituale: non per dimostrare forza di volontà, ma per ricordare al cuore che quel vuoto è un invito a cercare il nutrimento che resta.2) IL POTERE E LA GLORIALa seconda tentazione è ancora più evidente: il potere e la gloria, "tutto questo sarà tuo se ti prostri". Qui è in gioco l'adorazione. Adorare significa riconoscere chi è Dio. E quando non adoro Dio, inevitabilmente finisco per adorare qualcos'altro: il consenso degli altri, l'immagine, il successo, il denaro, il controllo, persino l'orgoglio di avere sempre ragione. È una tentazione molto quotidiana. Si manifesta nelle relazioni, quando voglio imporre la mia versione e non ascolto più nessuno; si manifesta nel lavoro, quando accetto compromessi piccoli ma ripetuti, dicendomi "lo fanno tutti"; si manifesta anche nei servizi per la parrocchia, quando si serve non per amore, ma per essere visti o considerati. La Quaresima, allora, diventa un allenamento a rimettere Dio al centro e a smascherare gli idoli.Un modo concreto per farlo potrebbe essere una domanda semplice, da portare la sera davanti a Dio: "Oggi chi ho adorato davvero? Il Signore o il mio ego?" E poi, a questa domanda, far seguire un gesto opposto al potere, un atto di umiltà reale: chiedere scusa quando è necessario, riconoscere il bene fatto da un altro senza gelosia, scegliere di tacere quando vorrei ferire, compiere un servizio che nessuno vede. Sono piccole medicine che guariscono il cuore.3) COSTRINGERE DIO A INTERVENIRELa terza tentazione è quella di gettarsi giù per costringere Dio a intervenire: "Se sei Figlio di Dio, Dio manderà i suoi angeli". Qui la fede viene deformata e trasformata in ricatto: "Se mi ami, devi dimostrarmelo come dico io". È una tentazione più fine, ma molto diffusa. È la pretesa di segni, la spiritualità dello spettacolo, l'idea che Dio debba sempre rispondere secondo le mie condizioni. E quando non lo fa, allora mi irrigidisco, mi raffreddo, mi offendo. Oppure, dall'altra parte, c'è la presunzione: "Faccio ciò che voglio tanto poi Dio perdona". Gesù risponde con chiarezza: non tenterai il Signore Dio tuo. La fede non è un esperimento, è una relazione; non è una prova da superare per ottenere miracoli, ma una fiducia che cammina anche quando non sente nulla.E anche qui c'è un esercizio quaresimale semplice: mettere la preghiera al primo posto, ogni giorno, soprattutto nei giorni aridi. E poi fare un passo concreto di obbedienza al bene, scegliendo ciò che è giusto anche quando costa: una riconciliazione, un dovere troppo a lungo rimandato, una rinuncia a una parola cattiva, un atto di verità.TRE GRANDI VIE: LA PREGHIERA, IL DIGIUNO E LA CARITÀDurante la quaresima, la Chiesa ci offre tre grandi vie, sempre attuali, che non sono tecniche ma terapie spirituali: la preghiera, il digiuno e la carità. La preghiera rimette Dio al centro e spegne gli idoli; il digiuno educa il desiderio e spezza le catene dell'impulso; la carità rompe l'egoismo e ci riconsegna la gioia del dono. Quando queste tre cose camminano insieme, il cuore cambia davvero, non per emozione, ma per conversione.E il punto più bello è questo: Gesù vince la tentazione non con effetti speciali, ma con la Parola di Dio. Questo è un insegnamento catechetico potentissimo. La Scrittura non è una decorazione religiosa, non è un libro per momenti solenni: è luce per discernere e forza per resistere. Anche noi spesso veniamo tentati attraverso pensieri che si presentano come "realistici", ma sono velenosi: "Tanto non cambia nulla", "Non ce la farai", "Che male c'è", "Sei solo". La Quaresima ci educa a rispondere con parole vere, con parole di Dio, con parole che rimettono ordine dentro: "Il Signore è con me", "Oggi scelgo il bene", "Non sono solo", "La grazia basta".In conclusione abbiamo imparato che il deserto non è una minaccia: è un'occasione. Non è il segno che Dio è lontano, ma spesso il luogo in cui Dio parla più chiaramente. Chiediamo la grazia di non vivere una Quaresima generica, fatta di buoni propositi vaghi, ma una Quaresima concreta e costante. Perché la santità non nasce da slanci occasionali: nasce da scelte quotidiane, ripetute, umili, sostenute dalla grazia.Con Gesù nel deserto impariamo questo: non dobbiamo dimostrare di essere forti; dobbiamo imparare a lasciarci sostenere da Dio. E allora la prova diventa cammino, la tentazione diventa occasione di libertà, e il deserto diventa luogo di incontro con Dio.
The former Utah Jazz Assistant Coach on the NBA All Star Game, Competitiveness & the format sustainable (?), Jazz's goals for rest of the year + more
Lidia Maggi"Dio vede e provvede?"Ripensare la Provvidenza con la BibbiaPrefazione di Daniel AttingerEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itIn queste pagine, troverete un altro Dio, quello vero, non fatto da mano o da ideologia umana, non Gesù fatto Dio, ma Dio fatto Gesù, un Dio tanto affascinato dall'essere umano da farsi lui stesso umano. Un Dio che non è il deus ex machina delle tragedie greche, ma Voce! E Voce paradossale che non solo interpella, chiama, consola, invita alla gioia, ma che addirittura custodisce chi l'ascolta e crede in lei. Il copione di questa grande sceneggiatura è la Bibbia stessa che, in queste poche pagine, appare ben diversa da come l'immaginiamo solitamente...«Non cade foglia che Dio non voglia»; «Dio vede e provvede»: così recitano i proverbi della provvidenza, uditi e ripetuti dai credenti, di generazione in generazione. Quella che nominiamo come provvidenza divina è la roccia su cui si erge la fede semplice, che ricorre spontanea mente a Dio, confidando nella sua amorosa cura. Se Dio è un padre, una madre, allora si prenderà cura di me, come i genitori si prendono cura dei figli. Non c'è bisogno nemmeno di dirlo: si sa che è così. Questa fiducia nella provvidenza ha retto l'urto di eventi drammatici: terremoti, pestilenze, guerre, genocidi…Lidia Maggi, pastora battista, appartiene a una confessione cristiana di tradizione riformata. A lei è stato affidato un ministero biblico itinerante. Gira l'Italia per far conoscere le Scritture e aiutare a riscoprire la forza e la bellezza della Bibbia, una parola antica che ha ancora tanto da dire. Per Edizioni Messaggero Padova ha già pubblicato Bibbia e web. Navigare nella vita (2022)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Partiamo da presupposto importante: noi non abbiamo capito niente. È il partito di Maria ed è da lì che osserviamo il mondo. E quello che stiamo osservando è strano, bellissimo, e non ce lo aspettavamo. C’è un cantante che piace a nostro figlio. Ha una busta di carta in testa. Nessuno conosce il suo volto. Scrive canzoni sull’avidità, sulla solitudine, sul fatto che la città in cui vivi ti fa schifo. Chiede ai suoi ascoltatori: su cosa scriviamo il prossimo pezzo? Non ha una casa discografica. Non fa concerti. È la radiografia perfetta della Generazione Z. Questa generazione ha smesso di correre verso fuori — il macchinone, la posizione sociale, l’appartamento al centro che costa duemila euro al mese ed è grande quanto un armadio. Ha cominciato a fare domande profonde. Chi sono? Cosa voglio davvero? Come mi proteggo da quello che mi ferisce? E da queste domande, succede qualcosa di inaspettato. In Francia — che è la nazione che ha più asfaltato il cristianesimo, conventi distrutti, cultura cristiana azzerata — ci sono migliaia di richieste di battesimo per la notte di Pasqua. In Croazia le adorazioni per i giovani hanno le chiese così piene che non si entra. In Scandinavia i ragazzi entrano nelle rare chiese rimaste aperte e chiedono: voglio fare un percorso per ricevere il battesimo. La fede è tornata di moda? È che nel cuore dell’uomo c’è una fiamma che non si spegne. Puoi farla vacillare con le ideologie, con il consumismo, con le pratiche esoteriche, con qualsiasi altra cosa. Ma quella fiamma non muore. E quando le proposte non rispondono davvero, le abbandoni e cerchi ancora. Sant’Agostino diceva: La verità è un leone. Non ha bisogno di essere difesa. Si difende da sola. Anni di new age, di spiritualità senza radici — non è che erano sbagliate nel desiderio. Il desiderio era giusto: cercare qualcosa di profondo, di vero, di non comprabile. Il problema è che alla fine la libertà proclamata non nutriva. Non portava al dono di sé. Non dava frutto fino in fondo. E allora le persone sono arrivate al Vangelo non cercando esplicitamente Gesù Cristo. Ma cercando la Verità. Anche per me è stato così. Essere cristiani vuol dire essere strani. Difficilmente manipolabili. Né dal potere, né dai soldi, né dalla posizione sociale. La stranezza non è nelle cose che fai. È nelle domande profonde che ti poni. E nelle risposte che ti dai. Obbedienza, castità — parole che sembrano brutte, frustranti. Ma quando vai a scoprire cosa significano davvero, scopri che l’obbedienza è qualcuno che si prende cura di te. Che ti custodisce nella libertà. E che la castità è imparare il valore del tuo corpo, il dono di te stesso — non è una prigione, è esattamente il contrario. La ricetta per la felicità non esiste. La ricetta è camminare. Quindi se sei in giro per il mondo e qualcuno ti parla male della fede, del Papa, della Chiesa, del Vangelo — ascolta. Ma il fondamento ce l’hai dentro. E quella relazione concreta, viva, reale con il Signore è quello che fa la differenza. Tutto il resto è rumore. La verità vi farà liberi. È il Vangelo. Ed è storia di vita. Buon ascolto!
Il 25 gennaio, Papa Leone XIV ha pubblicato un messaggio per celebrare il centesimo anniversario della Giornata Missionaria Mondiale del 2026, che si svolgerà il prossimo 16 ottobre. Questa giornata istituita da Papa Pio XI nel 1926, ci ricorda la vocazione missionaria della Chiesa, riassunta dalle parole di Nostro Signore ai suoi discepoli: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 18-20).Pochi sanno che l'istituzione di questa giornata si deve anche ad un santo che non fu mai missionario, ma che alle missioni dedicò la sua vita: san Giuseppe Allamano, la cui festa si celebra il 16 febbraio.
Welcome to the latest episode of this, the 7th season - after Liverpool finally overcame a shitball team away from home - after the low of the City match, the boys in Red rallied to produce a really solid away performance at Sunderland. I'm Paul, joined by Daz and Alex. Part One - Sunderland away (xG 0.63 to 2.53)Solid in the first half, aside from 1st minute foul throwLess control in the second half‘Carbon copy of the City game' - some really solid defending and control from out boys here - Gomez, Jones and Chiesa subs all seem to helpVirgil, Florian, KonateMore penalty nonsense - what does a handball for us look like?Endo - foot injuryPart Two - Brighton, Forest:FA Cup - 4th round, how much do we commit to this?Forest away after a week break. Can we give these bastards what they deserve?No Dyche, Victor Perreira12 matches left… We will be back after the 22nd with a review of the Forest game, maybe do some bits in between assessing where the team is and what we can hope for. Thanks to Alex and Daz for joining me, Paul. And most of all, thank you dear listener for joining us.If you enjoyed the pod, please share it with a friend. Follow us @FirstStateKopites on X – we only tweet and retweet from sources we think are credible. Music is courtesy of Hypenotic – they are a Welsh electro-pop band – https://hyperfollow.com/hypenotic
Jim Norton and Matt Serra are joined by Michael Chiesa for a wide-ranging conversation centered around his upcoming return to action in Seattle and the balancing act of being both an active UFC fighter and one of the promotion's most trusted analysts.Chiesa talks about fighting in the Pacific Northwest, what's fueling his current 3-fight win streak, and how his mindset has evolved at this stage of his career.Chiesa reflects on the adjustments that have led to renewed momentum, the challenges of flipping between fighter and broadcaster mode, and what a big performance in Seattle could mean for his standing at welterweight.Before signing off, Chiesa shifts into analyst mode to plug and preview Thursday's UFC BJJ 5 event — breaking down key matchups and what fans can expect as he joins Din Thomas on the broadcast team.See Privacy Policy at https://art19.com/privacy and California Privacy Notice at https://art19.com/privacy#do-not-sell-my-info.
The former Utah Jazz Assistant Coach on JJJ undergoing season ending surgery, The discourse around the Jazz's tanking efforts, All Star weekend + more
In questa puntata di PDR parlo con Roberto Mercadini a partire dal suo nuovo libro Io dico l'universo, un viaggio nella storia della scienza raccontata come una successione di vere e proprie rivoluzioni del pensiero. Partiamo da Copernico e da come una teoria capace di scardinare l'ordine del mondo venga pubblicata quasi di nascosto, per arrivare a Galileo: il cannocchiale, la fama, i nemici accademici, il rapporto ambiguo con la Chiesa e il processo che segna per sempre il suo destino. Con Mercadini esploriamo il lato meno scolastico di Galileo: i testi divulgativi, i messaggi cifrati, l'uso dell'astrologia, il rapporto con Keplero e il modo in cui la rivoluzione copernicana cambia senso prima e dopo di lui. Ci spostiamo poi su figure laterali ma decisive come Ulisse Aldrovandi, con la sua ossessiva e visionaria catalogazione del mondo naturale, e Andrea Vesalio, che rivoluziona lo studio del corpo umano rompendo con l'autorità di Galeno. La conversazione diventa una riflessione più ampia sul peso dell'aristotelismo, sulla forza delle narrazioni nel modellare ciò che riteniamo vero, sul rapporto tra realtà, simboli e approssimazione scientifica. Nel finale arriviamo al presente: reti neurali, modelli di linguaggio, intelligenza artificiale, e al teatro come “libro-mondo”, con Animali umani, lo spettacolo di Mercadini che prova a tenere insieme conoscenza, racconto e immaginazione. Questo episodio è offerto dall'olio extravergine "Il Fuoco invisibile": https://tinyurl.com/4b7tb9va La nuova edizione di ODIO è qui: https://amzn.to/44VUzdh I libri di tutti gli ospiti di PDR e qualche consiglio di lettura sono qui: https://www.amazon.it/shop/danielerielli La mia newsletter gratuita: https://danielerielli.substack.com/ 00:17 - "Io dico l'universo", il nuovo libro di Mercadini: il concetto di "rivoluzione"4:11 - Copernico e la sua teoria: come la pubblica e come si diffonde13:09 - Galileo: com'è diventato una celebrità mondiale?19:19 - Il cannocchiale21:28 - Galileo e i suoi colleghi detrattori25:27 - L'intervento della Chiesa33:18 - Il rapporto tra Galileo e Keplero36:54 - Il "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" e altre sue opere divulgative44:26 - Il processo48:25 - Le informazioni "cifrate" di Galileo: indovinelli e enigmi irrisolvibili50:20 - La rivoluzione copernicana prima e dopo Galileo53:45 - Gli oroscopi di Galileo: astrologia e astronomia53:33 - Ulisse Aldrovandi: l'assurda catalogazione dei mostri59:44 - L'avventurosa vita di Aldrovandi1:01:33 - L'approccio di Aldrovandi alla stampa e la divulgazione della scienza1:04:29 - Andrea Vesalio, lo studio del corpo umano in contraddizione a Galeno1:09:39 - La presa che l'aristotelismo ha sulla mentalità umana: il potere della narrazione1:11:40 - Verità e approssimazione della verità: realtà, scienza e simboli1:17:56 - Ancora sull'aristotelismo1:20:32 - "La fanciulla a due teste": una metafora per la fisica1:22:46 - Le reti neurali e i modelli di linguaggio: sono intelligenti?1:35:53 - "Animali umani": uno spettacolo teatrale che riflette il concetto di libro-mondo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/515OMELIA MERCOLEDI' DELLE CENERI (Mt 6,1-6.16-18) di Don Stefano Bimbi Oggi iniziamo la Quaresima con un gesto sobrio e potentissimo: le ceneri sul capo. Non sono un simbolo triste, ma di rinnovamento. Ci dicono due cose: la vita passa e, proprio per questo, la vita è preziosa. Le ceneri smascherano le maschere. E ci chiedono: davanti a chi sto vivendo? Per chi sto facendo quello che faccio?Nel Vangelo Gesù ci consegna il cuore della Quaresima con una frase che suona come un allarme: "Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati."Non dice che elemosina, preghiera e digiuno siano inutili. Al contrario: sono indispensabili. Ma c'è un rischio sottile: fare cose sante per un motivo sbagliato. Cercare lo sguardo degli altri, l'applauso, la reputazione. Una religiosità "in vetrina".E allora Gesù ripete tre volte una parola che è la chiave: "nel segreto".L'elemosina nel segreto. La preghiera nel segreto. Il digiuno nel segreto.E tre volte promette: "il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."1) ELEMOSINA: NON SOLO DARE, MA LIBERARE IL CUOREQuando Gesù parla di elemosina, non sta dicendo soltanto "fai una offerta ai poveri". Sta dicendo: rompi l'idolo del possesso. L'elemosina è la cura contro quel pensiero che ci stringe: "è mio, mi serve, non basta mai."Fare elemosina "nel segreto" significa: non la uso per sentirmi migliore, non la uso per costruirmi un'immagine. La faccio perché l'altro è mio fratello, perché Dio è Padre, perché ciò che ho l'ho ricevuto.Quaresima è un tempo buono per chiedersi: di chi mi sto dimenticando? chi sto lasciando solo? A volte l'elemosina più grande non è il denaro: è il tempo, l'ascolto, una visita, una telefonata, il perdono offerto.Esempi di impegni concreti per la Quaresima:- Una busta (o bonifico) quaresimale settimanale: scegliere una cifra fissa (anche piccola) e destinarla ogni settimana a Caritas/parrocchia/una famiglia in difficoltà, senza dirlo a nessuno.- Sostenere un bisogno reale di una persona che si conosce e non sta attraversando un buon periodo dal punto di vista dei soldi.- Tempo-dono: un pomeriggio alla settimana facciamo una visita a un anziano solo, un malato, o un servizio concreto in parrocchia o presso associazioni caritatevoli.- Carità in casa: spegnere una discussione sul nascere, chiedere scusa per primi, fare un atto di gentilezza senza farlo notare.2) PREGHIERA: ENTRA NELLA STANZA, RIENTRA IN TE STESSOGesù dice: "Quando preghi, entra nella tua camera e prega il Padre nel segreto".Non è un invito a disprezzare la preghiera comunitaria - che è fondamentale - ma a custodire la sorgente: l'incontro personale.La Quaresima non è anzitutto "fare di più", ma tornare a Dio. E tornare a Dio significa tornare alla verità del cuore. Nel segreto cadono le recite. Nel segreto si può dire: "Signore, tu mi conosci, eccomi come sono, aiutami a diventare quello che vuoi tu".Esempi di impegni concreti per la Quaresima:- dieci minuti di preghiera al giorno "non negoziabili" (cioè senza eccezioni, a meno di impedimenti gravi): stessa ora, stesso luogo. Meglio poco, ma fedele ogni giorno.- Un brano del Vangelo ogni giorno (potrebbe essere il Vangelo che si legge quel giorno alla Messa oppure la lettura continuata di un Vangelo): leggere, sottolineare una frase, portarla nel cuore durante la giornata, trasformarla in preghiera.- Preghiera breve, ma frequente: scegliere un'invocazione (es. "Gesù, confido in te", "Signore, abbi pietà di me peccatore", "Padre, sia fatta la tua volontà") e ripeterla spesso durante la giornata.- Una Via Crucis a settimana (preferibilmente in chiesa con la comunità).- Confessione programmata: decidere oggi una cadenza in Quaresima per confessarsi, senza rimandare "a quando avrò tempo". Ad esempio: ogni due settimane oppure ogni settimana.3) DIGIUNO: NON PER MOSTRARSI, MA PER CAMBIARE DAVVEROSul digiuno Gesù è molto concreto: "profùmati la testa e làvati il volto".Cioè: non farla pesare a nessuno. Non trasformare il sacrificio in teatro.Il digiuno è una medicina contro la schiavitù: quella di dover avere sempre, consumare sempre, riempirsi sempre.Il digiuno cristiano non è solo "togliere": è soprattutto fare spazio.Togli qualcosa perché torni a emergere l'essenziale. Digiuno per accorgermi di ciò che mi domina. Digiuno per riscoprire che il cuore ha fame non solo di pane, ma di senso, di amore, di pace.E qui possiamo capire il legame con le ceneri: oggi la Chiesa ci mette sul capo un segno che non si può esibire come un trofeo. È polvere. È fragilità. È verità. È come se ci dicesse: "Smettila di costruire un personaggio. Torna figlio".Esempi di impegni concreti per la Quaresima:- Digiuno "classico" con senso: un giorno a settimana con un pasto sobrio (o saltato), offrendo quella fame per qualcuno (una persona malata, una famiglia ferita, la pace con chi si è litigato). Ovviamente salvo restando il digiuno del mercoledì delle ceneri e del venerdì santo e l'astinenza dalle carni e dai cibi ricercati il venerdì.- Digiuno dagli acquisti: per tutta la Quaresima comprare solo l'essenziale; niente "sfizi" online. Mettere da parte il risparmio per la carità. Altrimenti se teniamo per noi il denaro risparmiato, la rinuncia è stato solo un attendere di poter usare quei soldi in un secondo momento.- Digiuno dalla lamentela: scegliere un giorno alla settimana in cui mi sforzo di non criticare, non mormorare, non parlare male. Di nessuno.- Digiuno dalle parole inutili: ridurre discussioni sterili (terminandole appena ci si accorge che non portano a nulla), eliminare risposte impulsive, ironie taglienti. Tutto questo per far spazio a una parola buona.- Digiuno dai social o dalle serie televisive: stabilire un limite (es. 30 minuti al giorno) e il tempo liberato va utilizzato per una maggiore presenza in famiglia, non solo fisica.- Digiuno "relazionale": rinunciare a "avere ragione" nei confronti di una persona concreta- Digiuno digitale: niente telefono nei primi 20 minuti del mattino (o dopo cena) e quel momento diventa tempo per la preghiera e lo stare con i familiari.Ovviamente tutti gli impegni quaresimali che desideriamo prendere vanno sottoposti al sapiente giudizio del Padre Spirituale per evitare eccessi, sia il troppo che il poco. Se non si ha il Padre Spirituale prendiamo l'impegno principale di trovare un sacerdote disponibile a seguirci nel cammino della vita.IL PADRE CHE VEDE NEL SEGRETOIn conclusione ricordiamo che la parola più consolante del Vangelo di oggi è questa: Dio vede. Vede le fatiche che nessuno riconosce. Vede le rinunce che nessuno nota. Vede le lacrime nascoste. Vede anche il bene piccolo e silenzioso.E la sua "ricompensa" non è un premio solo simbolico: è la reale comunione con Lui, una libertà nuova, un cuore più leggero, una gioia più pulita.Iniziamo questa Quaresima non con l'ansia di dimostrare qualcosa agli altri, e neanche a noi stessi, ma con il desiderio di ritornare al Padre.Prendiamo seriamente qualcuno tra gli impegni concreti visti sopra o altri simili. Riassumendo, questi saranno: scegliere una cosa da lasciare (un'abitudine che ci appesantisce), una cosa da fare (un gesto di carità reale), e una cosa da custodire (un tempo quotidiano di preghiera). Nel segreto. Per il Padre.
Firenze, aprile 1478 – È una domenica di primavera quando, durante la Messa solenne nel cuore della Cattedrale, la storia cambia volto. Due giovani rampolli della famiglia Medici, Lorenzo e Giuliano, sono il bersaglio di un agguato spietato orchestrato da rivali potenti: i Pazzi. Giuliano morirà sotto decine di colpi, mentre Lorenzo riuscirà a salvarsi e darà il via a una delle vendette più implacabili del Rinascimento. Dietro questa congiura non ci sono solo interessi familiari, ma anche ambizioni papali, banche, guerre e alleanze oscure. Ma perché Firenze, culla dell'arte e del pensiero, fu anche teatro di una violenza così feroce? Che ruolo ebbero la Chiesa e il popolo? E in che modo Lorenzo il Magnifico riuscì a trasformare un attentato in un trionfo politico? Proviamo a scoprirlo insieme a Margherita Vitali, detentrice di un master in divulgazione storica ed autrice del podcast “Passato prossimo”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
“...ma vi ho chiamato amici…” (Gv 15, 15)Cosa significa essere amici di Gesù?Ascoltaci!…Radio Maria, Il corpo per dire il Misterohttps://radiomaria.it/trasmissioni/il-corpo-per-dire-il-mistero/I nostri percorsi di 9 mesihttps://uncorpomihaidato.com/percorsi/…Musica del podcast "Mother of God", Debora Vezzani:https://youtu.be/g0aznkFu790--------------------- "Un corpo mi hai dato" è un progetto di evangelizzazione nato per rispondere alla domanda "Come il corpo ti parla di Dio nella tua vita?". Corpo come casa che ogni giorno sei chiamato ad abitare in pienezza e nella tua unicità di figlio amato dal Padre. Corpo come pane spezzato per condividere l'Amore sperimentato con i fratelli in Gesù. Corpo come Corpo di Cristo, la Chiesa, come famiglia dove nutrirsi del Pane della Vita. Un corpo che nasce, cresce...e rinasce! Come? Cammina con noi per scoprirlo! ... Vuoi conoscerci meglio e andare dietro le quinte, per vedere come siamo arrivati fin qui oggi?https://uncorpomihaidato.com/scoprici/Per richiedere una tappa del nostro tour e/o un accompagnamento personale:https://uncorpomihaidato.com/contattaci/ Per aiutarci a portare avanti questa missione:https://uncorpomihaidato.com/aiutaci/ E per tutto il resto: SITO INTERNET https://uncorpomihaidato.com YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UC1l5PfLcyIGWqSj7RVOexwg/SPOTIFY https://open.spotify.com/show/0GQd3LJjXfU4pA0xoRwhDB?si=2jXknMmVTrCPW33nJVGnTQ INSTAGRAM: https://www.instagram.com/uncorpomihaidato/ GRAZIE DI CUORE! A presto! Emanuele&Marianna&co.
Dave Davis breaks down Arne Slot's latest press conference and why one answer feels like a massive contradiction. Slot suggests Liverpool “could only sign Chiesa” because of Europa League… but does that fit with what Richard Hughes said (and the Zubimendi/Yoro pursuits)? Also: Calvin Ramsay's situation, the right-back mess, and why Sunderland at the Stadium of Light looks like a nightmare matchup. Topics: “We could only sign Chiesa” — truth or spin? Calvin Ramsay: “protecting” him… by never playing him? Sunderland's home record + why Jones at RB feels likely Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
The former Utah Jazz Assistant Coach on the Jazz upsetting the Heat, Should Darryn Peterson's draft stock fall after sitting out against #1 Arizona (?) + more
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8440CINQUANT'ANNI DI REPUBBLICA, IL QUOTIDIANO LAICISTA CHE PIACE ALLA GENTE CHE PIACE di Giuliano Guzzo Da giorni si celebra un compleanno rilevante per il mondo dell'informazione italiana: quello dei 50 anni di Repubblica. Mezzo secolo di stampa che piace alla gente che piace, il primo quotidiano di cui vale forse la pena leggere i titoli e senz'altro l'ultimo nel quale, per chi abbia a cuore i principi non negoziabili, è raccomandabile riconoscersi. Abortista, divorzista, pro eutanasia di Stato, pro fecondazione in vitro, ovviamente pro ddl Zan e rivendicazioni Lgbt e chi più ne ha più ne metta, il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari (1924-2022) fin dalle origini sta orgogliosamente dalla parte «giusta» della storia.È spesso il giornale dei professori (presenti, futuri e in pensione), a volte quello di chi vuol darsi un tono, sempre quello dei radical chic. Ha di certo pubblicato grandi firme, ma soprattutto enormi ego; a partire da quello del suo fondatore, il già citato Scalfari, che coi suoi interminabili editoriali della domenica - un'omelia laica imperdibile per i maggiorenti dell'amichettismo di casa ai Parioli e a Capalbio - spaziava dalla politica alla filosofia al costume, non di rado incorrendo nella gaffe. Non a caso sugli errori scalfariani sono stati pubblicati perfino libri. Eppure, va detto, Repubblica era Scalfari e Scalfari era Repubblica.DOPO SCALFARIEzio Mauro, il primo a succedere al fondatore nel 1996, non ha più avuto - forse per un suo senso della misura sabaudo -, il carisma da sommo sacerdote, da patriarca del laicismo appunto di Scalfari; e i successori del successore meno ancora. Risultato: dopo 50 anni Repubblica è sempre Repubblica, la bibbia quotidiana dei «sinceramente democratici», ma i lettori calano. Eccome: dei dati ufficiali piuttosto recenti (Ads, settembre 2025) parlano di crisi nera: sotto le 100.000 copie, meno della metà di quelle del Corriere. Aggiungiamoci le ultime novità sul cambio di proprietà, e si capisce quanto sia ora amaro, il cinquantesimo compleanno di questo giornale che sicuramente la storia l'ha fatta. Però si tratta di capire quale.Senza voler risultare sprezzanti né voler semplificare, si può osservare come a Repubblica la cosa riuscita meglio, sul piano politico, sia sempre stata la demonizzazione dell'avversario politico più in vista: per molti anni è stato Silvio Berlusconi, il Cavaliere, poi è venuto Matteo Salvini, oggi tocca naturalmente a Giorgia Meloni, domani chissà. Ma in fondo neppure importa chi: ciò che conta, per la linea di questa testata, è rilanciare un sentimento di ostilità ideologica viscerale e talmente insistita da far apparire, dopo un po', simpatico il bersaglio di tutti quegli editoriali e quelle inchieste.UN PRESENTE INCERTO E UN FUTURO INCERTISSIMOPer quanto riguarda invece l'antropologia sposata da Rep, beh, come già si diceva in apertura è in buona sostanza quella del permissivismo più assoluto. Non c'è opzione bioetica che il giornalone fondato da Scalfari non consideri percorribile. E chi, a fronte di tutto ciò, si fosse per caso meravigliato del fatto che giovedì anche Papa Leone XIV abbia inviato i suoi (brevi) auguri alla testata, facciamo osservare che nel messaggio papale - dove non manca un elegante ma eloquente richiamo alla «diversità di opinioni, dei punti di vista» - si trova l'augurio alla testata di «costruire sempre una comunicazione libera e dialogante, animata dalla ricerca della verità e senza pregiudizi».Ora, già richiamare apertis verbis «la verità» nel tempio editoriale del relativismo può essere una piccola frecciata, ma forse lo è ancor più quel «costruire» al posto di «continuare a costruire»: vuol dire che forse la comunicazione «libera e dialogante», nel giornalone radical chic per eccellenza, manca ancora? Chissà. Conoscendo lo stile molto misurato di Papa Leone XIV non lo si può né affermare né escludere. Ciò che è sicuro è che per Repubblica i tempi d'oro in cui Scalfari intervistava Papa Francesco (o Papa Francesco intervistava Scalfari, non si è mai davvero capito) sono acqua passata. Con il pontefice statunitense le vere o presunte «aperture della Chiesa» fanno oggi molta, moltissima fatica a finire in pagina.Dopo mezzo secolo di storia editoriale anche gloriosa, ma con un presente incerto e un futuro incertissimo, a Repubblica, il fu giornale-partito scalfariano, non resta dunque che giocarsi la carta della demonizzazione o lo spauracchio del «fascismo eterno» di Umberto Eco (sua storica firma), a danno ora di Giorgia Meloni ora di Donald Trump, che ogni giorno prende a picconate qualcosa di caro alla testata. Che, con alcune firme, continua ad esprimere qualità: nessuno lo nega. Ma dopo decenni di veleno sputato quasi ovunque, sulla morale naturale e sulla Chiesa (la cotta scalfariana per Papa Bergoglio non cancella il passato), ecco, oggi quel veleno sembra essere rimasto nel giornale. Un quotidiano che vende sempre meno e potrebbe, in un ironico boomerang, vivere un'eutanasia di quelle per cui ha sempre tifato. Tanti auguri.
VIDEO: La vita di Santa Clelia ➜ https://www.youtube.com/watch?v=8Tmsf_VqiqI&list=PLolpIV2TSebUYAolUy8XGKkkSVK1dUyXFTESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8448SANTA CLELIA BARBIERI: DAL SERVIZIO IN PARROCCHIA ALLA FONDAZIONE DI UN ISTITUTO di Gianpiero Pettiti Quella di papà e mamma è una contrastata storia d'amore che fa scandalo. Lei, della famiglia più benestante del paese e nipote del medico condotto, va ad innamorarsi di un servo di campagna, di sette anni più giovane di lei. Lo sposa contro la volontà dei suoi e facendosi cacciare di casa, e va a vivere nella catapecchia dei suoceri.L'anno dopo, nel 1847, in contrada Le Budrie di San Giovanni in Persiceto le nasce la prima bimba, Clelia, e tre anni dopo la seconda, Ernestina. Il suo non è stato un capriccio o una semplice infatuazione, ma l'inizio di una famiglia unita, saldamente fondata sul Vangelo. E' grazie a lei e ai suoi insegnamenti che le bimbe crescono, innamorate di Gesù.Dopo appena nove anni di matrimonio papà muore, portato via dal colera, e allora la famiglia di lei si ammorbidisce nei confronti della vedova e delle piccole orfane. Clelia, soprattutto, si dimostra straordinariamente matura, a 11 anni riceve la prima comunione e da quel giorno la sua vita assume un'impronta marcatamente eucaristica. Ha la fortuna di trovare una guida impareggiabile nel giovane parroco, che le fa sentire l'importanza della catechesi, soprattutto verso le persone più semplici e meno acculturate.Nella diocesi di Bologna vengono chiamati "operai della dottrina cristiana" quanti si impegnano con stabilità e continuità a fare catechismo e Clelia, a 14 anni, entra a far parte del gruppo parrocchiale. Sa leggere e scrivere a malapena e quindi viene collocata all'ultimo posto della lista, catechista "di riserva" che dovrà fare un lungo tirocinio prima di essere all'altezza della situazione. Ma Clelia brucia le tappe e diventa presto l'anima del gruppo, che proprio grazie a lei riprende vitalità.Soprattutto con tre "operaie" si stabilisce un'amicizia e una comunità di intenti che le spinge a sostenersi a vicenda nel cammino della perfezione, a istruirsi ed a lavorare insieme. Le quattro amiche cominciano a pensare di vivere insieme, in una piccola comunità che si inserisca come lievito nella vita parrocchiale.Nasce così la "famiglia di Clelia", perseguitata dalle autorità e dalle malelingue, che vive in povertà estrema affidandosi alla Provvidenza, che misuratamente ma costantemente non le fa mancare il necessario per la vita di ogni giorno. In parrocchia comincia a crescere l'ammirazione e la stima per Clelia, che spontaneamente viene chiamata "Madre" a dispetto dei suoi 22 anni: è un implicito riconoscimento del fascino che esercita e dell'autorità che le è riconosciuta.Mentre la "famiglia" cresce, comincia a declinare la salute di Clelia, in preda alla tubercolosi. Muore il 13 luglio 1870, promettendo di essere sempre presente tra le sue "sorelle" alle quali neppure ha dato un nome. Ha 23 anni appena, è la più giovane fondatrice della Chiesa, ma "vede" e "sente" l'espandersi di quella sua piccola comunità, alla quale verrà poi dato il nome di Minime dell'Addolorata.Nel primo anniversario della morte, le "sorelle" riunite nella camera in cui è spirata sentono per la prima volta la voce di Clelia che prega insieme a loro. Un fenomeno che, da allora in poi, si è ripetuto ed è stato documentato più di 150 volte, segno meraviglioso della comunione dei santi che lega quelli che sono quaggiù a quelli che già sono lassù.Clelia Barbieri è stata proclamata beata da Paolo VI nel 1968 e canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1989.Nota di BastaBugie: per approfondire la vita di Santa Clelia leggiamo la sua biografia dal sito del Dicastero delle Cause dei Santi.Clelia Barbieri nacque il 13 febbraio 1847 nella contrada volgarmente chiamata le "Budrie", appartenente civilmente al comune di S. Giovanni in Persiceto (BO), ecclesiasticamente alla Archidiocesi di Bologna, da Giuseppe Barbieri e Giacinta Nannetti.I genitori erano di censo diverso: Giuseppe Barbieri proveniva dalla famiglia quasi più povera delle "Budrie", mentre Giacinta dalla famiglia più in vista; lui garzone dello zio di Giacinta, medico condotto del luogo, lei la figlia di Pietro Nannetti benestante.Per il matrimonio contro corrente, Giacinta benestante sposò la povertà di un bracciante e da una casa agiata passò ad abitare nella umilissima casetta di Sante Barbieri, papà di Giuseppe; tuttavia si costituì una famiglia cementata sulla roccia della fede e della pratica cristiana.Al battesimo amministratole lo stesso giorno della nascita, per espresso volere della mamma, la neonata ricevette i nomi di Clelia, Rachele, Maria.La mamma insegnò precocemente alla piccola Clelia ad amare Dio fino a farle desiderare di essere santa. Un giorno Clelia le domandò: "Mamma, come posso essere santa?" Per tempo la Clelia imparò pure l'arte del cucire, di filare e tessere la canapa, il prodotto caratteristico della campagna persicetese.All'età di 8 anni, durante l'epidemia colerica del 1855 Clelia perdette il babbo. Con la morte del babbo, per generosità dello zio medico, la mamma, Clelia e la piccola sorellina Ernestina passarono ad abitare in una casa più accogliente vicino alla chiesa parrocchiale.Per Clelia le giornate divennero più santificate. Chiunque avesse voluto incontrarla poteva trovarla immancabilmente o a casa, a filare o cucire, o in chiesa a pregare.Sebbene era nell'uso del tempo accostarsi per la prima volta alla Comunione quasi adulti, Clelia per la sua precoce preparazione catechistica e spirituale vi fu ammessa il 17 giugno 1858, a soli undici anni.Fu un giorno decisivo per il suo futuro, perché visse la sua prima esperienza mistica: contrizione eccezionale dei peccati propri e altrui.Premette su di lei l'angoscia del peccato che crocifigge Gesù e addolora la Madonna.Dal giorno della prima Comunione, il Crocifisso e la Madonna Addolorata ispireranno la sua spiritualità.In pari tempo ebbe una intuizione interiore del suo futuro nella duplice linea contemplativa e attiva.In adorazione dinanzi al Tabernacolo appariva come una statua immobile, assorta in preghiera; a casa era la compagna maggiore delle ragazze costrette al lavoro. Con maturità precoce all'età trovava nel lavoro il suo primo modo di rapporto con le ragazze, poiché alle "Budrie" il lavorare, specialmente la canapa, era l'unica fonte per tirare avanti la vita.Ma Clelia vi aggiungeva qualcosa che nell'ambiente era particolarmente suo: lavorare con gioia, con amore, pregando, pensando a Dio e addirittura parlando di Dio.Clelia non è Marta che si affaccenda tutta presa dal servizio per le cose del mondo, tuttavia si prodiga compiutamente, appassionatamente al servizio delle creature più amate da Gesù, i poveri, tanto che le sue tenere mani portano i segni della più dura fatica.Clelia non è Maria che tutto lascia, esclude e abbandona per immobilizzarsi estatica nel gesto di devozione e di amore. Eppure non ha altro pensiero, non ha altri affetti e si muove e cammina immersa in Lui, come una sonnambula.Cammina nell'amore, si dà tutta all'Amore, senza risparmio. Dimentica il suo corpo, anzi lo ignora. È felice di appartenere al Signore e la sua felicità sta appunto nel non avere altro pensiero che Lui. Qualcosa però la spinge ad andare verso gli uomini, quelli più miseri e bisognosi, che aspettano una testimonianza di carità.Una fede ardente la consuma e sente che "deve andare" dividere e distribuire se stessa alle creature del suo Signore. Adora la solitudine che le consente di concentrarsi alla ricerca del pieno possesso di Dio, ma esce dalla sua casa, si lancia nel mondo, forzata dalla carità.Nella Chiesa bolognese, per combattere la noncuranza religiosa, specialmente degli uomini, vi erano gli "Operai della dottrina cristiana". Alle "Budrie" il gruppo era animato da un maestro molto anziano.Clelia volle essere e fu Operaia della dottrina cristiana. Alle "Budrie" la catechesi si rinnovò col suo inserimento che trascinò pure altre compagne di uguali sentimenti.Al principio Clelia fu ammessa come sottomaestra e era l'ultima ruota del carro, ma ben presto rivelò insospettate capacità tanto che gli stessi anziani si facevano suoi discepoli.Respinte non poche lusinghiere proposte di matrimonio, la comitiva di ragazze che facevano capo a Clelia concepì la prima idea di un nucleo di giovinette votate alla vita contemplativa e apostolica; un servizio che doveva scaturire dall'Eucarestia, doveva consumarsi nella Comunione quotidiana e sublimarsi nella istruzione dei contadini e dei braccianti del luogo.L'idea non poté realizzarsi subito per le vicende politiche dopo l'unità d'Italia del 1866-67.Si poté attuare il 1° maggio 1868 allorché, sopite le questioni ambientali e burocratiche, Clelia con le sue amiche poterono ritirarsi nella casa cosiddetta del maestro, ove cioè fino allora si erano radunati gli Operai della dottrina cristiana.Fu l'inizio umile della famiglia religiosa di Clelia Barbieri che i superiori in seguito chiameranno "Suore Minime dell'Addolorata".Minime per la grande devozione che la Beata Clelia ebbe al santo Minimo Romito di Paola, S. Francesco, patrono e provvido protettore della nascente comunità; dell'Addolorata, perché la Madonna Addolorata era veneratissima alle "Budrie" e perché era il titolo della Madonna preferito dalla
Sei pronto a metterti alla prova? Fai subito il QUIZ: https://bit.ly/3ZpFld2In questo podcast scopriamo insieme la storia di una delle famiglie più ricche, potenti e influenti di sempre: i Medici di Firenze. Dalle origini nel Mugello fino al dominio sulla Toscana, passando per la banca più potente d'Europa, il Rinascimento, l'arte e il potere della Chiesa.Parleremo di personaggi fondamentali come Giovanni de' Medici, Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico, dei papi Medici e della fine della dinastia, senza dimenticare il celebre Patto di Famiglia, grazie al quale oggi possiamo ancora ammirare i capolavori di Firenze.Capitoli del podcast:0:00 - Introduzione2:38 - Le origini e Giovanni De' Medici3:34 - Cosimo De' Medici4:56 - Piero e Lorenzo De' Medici6:10 - Il declino della banca e il potere della Chiesa7:02 - La fine della dinastia7:50 - Conclusione
Chiesa de San Trovaso. Volvemos a Venecia a Dorsuduro a recorrer un templo muy representativo de la obra del Veronés .
The former Utah Jazz Assistant Coach on the NBA trade deadline, Jazz trading for Jaren Jackson Jr, Bucks keeping Giannis + more
Vito Mancuso"Gesù e Cristo"Garzanti Editorewww.garzanti.itGesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell'umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest'opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall'Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall'essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell'unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.Vito Mancuso ha insegnato presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l'Università degli Studi di Padova. È autore di moltissimi libri a carattere teologico e dirige la collana I Grandi Libri dello Spirito. È editorialista del quotidiano «La Stampa».www.vitomancuso.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
L’uscita Vannacci ricompatta la Lega? - Sparisce dalla chiesa la “Meloni angelo”
The former Utah Jazz Assistant Coach on the how long is too long of a rebuild (?), Trade rumors heading into Thursday's deadline, Harden to the Cavs (?) + more
Listen to the Sean O'Connell Show every weekday from 11a-2p on ESPN 700 & 92.1 FM
Vincenzo Varagona"Alberto Maggi. Pane al pane"Edizioni Paolinewww.paoline.itAlla vigilia dei suoi 80 anni, un libro-intervista che accompagna il lettore nella vita di Alberto Maggi, noto biblista. Pagine che entrano nelle pieghe della sua storia, a tratti sofferta, nelle convinzioni e certezze maturate alla luce del Vangelo, nelle scelte che continuano a generare vita per molti.Montefano, provincia di Macerata, Centro studi biblici “G. Vannucci”, stanza del camino. Qui prende avvio una conversazione che attraversa senza soluzione di continuità autobiografia e grande storia, potenza della vita e mistero della morte, denuncia degli errori della Chiesa e annuncio profetico del Vangelo, piccoli aneddoti e riflessioni a tutto campo, risonanze del contatto con la vita delle persone “comuni” e dialoghi con persone “famose”.Le domande di Vincenzo Varagona – giornalista, presidente nazionale dell'Ucsi - sondano e socchiudono molte porte; le risposte di Alberto Maggi le spalancano. Ci sono gli ostacoli che ha dovuto affrontare per procedere in un cammino che lui stesso, da giovane, mai avrebbe immaginato per sé. Ci sono il suo entusiasmo per quanto la parola di Dio sa suscitare e l'interpretazione dei brani più discussi della Scrittura. C'è un cantore permanente della gioia che ha scelto l'accoglienza e che si sente sempre accompagnato dall'amore di Dio.Un libro-intervista in cui il “frate eretico” racconta di sé, della Chiesa, del mondo. E della fantasia del Padreterno. Come scrive nella Prefazione il Card. Zuppi, «Fra Alberto ha dimostrato che la fede può essere un'esperienza trasformativa, capace di risvegliare speranze e rinnovare vite, toccando il cuore di persone di ogni provenienza e situazione».Oltre alla prefazione del Card. Matteo Zuppi, il libro contiene anche una presentazione di Massimo Orlandi e una postfazione di Ricardo Pérez Márquez.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
The former Utah Jazz Assistant Coach on the Utah Jazz & the NBA, Lauri Markkanen snubbed in All Star rosters, Jazz vs Clippers tonight at the Delta Center + more
Laura Scarmoncin"Si può essere cattolici e femministi?"Julie Hanlon RubioMarietti1820www.mariettieditore.itTraduzione di Laura Scarmoncin.Prefazione di Lucia VantiniLa domanda che dà il titolo a questo libro ha vita breve nelle sue pagine, perché fin dalle prime battute una risposta c'è già: sì, si può, l'esperienza stessa dell'autrice lo testimonia. Tuttavia la questione non viene meno, anzi, si profila nella sua complessità trasformandosi in «Come si può essere cattolici e femministi?». L'analisi di Julie Rubio prende avvio dalla riflessione sull'autenticità dell'essere umano: se per i femministi presuppone la scelta di essere fedeli a se stessi e per i cattolici il dono di sé, quale forma di equilibrio potrà trovarsi fra libertà e solidarietà? Da questo primo e imprescindibileinterrogativo l'autrice prosegue indagando i conflitti e le contraddizioni che ne derivano nei principali nodi dell'esistenza:sesso, lavoro, matrimonio, etica della vita e autonomia decisionale, genere, rapporti di potere, preghiera, appartenenza.L'ampia conoscenza della letteratura, la capacità argomentativa che suggerisce risposte pragmatiche a questioni complesse, l'attenzione scrupolosa al linguaggio fanno di questo libro un vero e proprio punto di riferimento, una via concreta verso un'appartenenza autentica alla fede cattolica anche nella lotta femminista senza se e senza ma.Julie Hanlon Rubio insegna Etica sociale cristiana alla Jesuit School of Theology della Santa Clara University di Berkeley. Le sue ricerche si incentrano sui temi della famiglia, dei femminismi contemporanei, della sessualitàe della politica soprattutto in rapporto al cattolicesimo. È una nota divulgatrice e prolifica autrice, scrive per numerose testate quali America Magazine, National Catholic Reporter e The Conversation. Fra le sue pubblicazioni si segnalano Family Ethics: Practices for Christians (2010) e Hope for Common Ground: Mediating the Personal and the Politicalin a Divided Church (2016), premiato come miglior libro dell'anno dalla College Theology Society.Laura Scarmoncin, classe 1984, è nata in Veneto e dopo aver vagabondato per varie città, regioni, paesi e continenti, oggi risiede nella campagna lombarda. Laureata in Storia all'Università di Trieste e in Storia degli Stati Uniti, Storia del genere e della sessualità e Women's and gender studies alla South Florida University (USA), si è successivamente specializzata in Editoria libraria con un Master presso la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano. Oltre a lavorare come redattrice freelance per varie case editrici, è traduttrice dall'inglese e dal francese. I suoi campi d'elezione sono la teologia, l'esegesi e la spiritualità cristiane, le teorie e gli studi femministi e LGBTQ+, la storia e la filosofia. Ha tradotto teologi del calibro di John D. Caputo, esegeti quali Ryan E. Stokes e Ami-Jill Levine, e note teoriche femministe come Gloria E. Anzaldúa e Sara Ahmed. Per oltre un decennio, inoltre, ha militato nei movimenti femministi e LGBTQ+, e oggi il suo attivismo si concentra sul rinnovamento della dottrina e della morale sessuale della Chiesa cattolica per promuovere la piena cittadinanza delle persone queer nei contesti ecclesiali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
The Former Utah Jazz Assistant Coach on the Utah Jazz & the NBA, Jazz vs Spurs tonight at the Delta Center, Players on the trading block ahead of the deadline + more
The former Utah Jazz Assistant Coach on the Utah Jazz hosting the Minnesota Timberwolves tonight, All Star starters, Jimmy Butler out of the season + more
The former Utah Jazz Assistant Coach on the Utah Jazz & the NBA, Brice Sensabaugh's 43 points in last night's loss to the Bulls, Tonight at Dallas + more
Pajak is here with today's news around LFC (the greatest football club in the world). We've got the Barnsley fallout, a touch of Liverpool's new signings, a Chiesa update and what sounds like good news from the Marc Guehi camp. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Juventus recorded their largest victory since 2018 on Monday night, with the 5-0 win over Cremonese marking another sign of just how much the Bianconeri have improved under Luciano Spalletti. 00:00 Introduction 01:28 Takeaways from the week that was 07:59 Juventus 5-0 Cremonese recap 18:59 Early Spalletti review 30:01 Massive defensive improvements 40:06 VAR Talk 45:40 Mercato talk — Chiesa 2.0 on deck? You can follow us — or send us questions — on Bluesky @bwrao.bsky.social, Twitter @JuventusNation or on Facebook as well as the Fans First Sports Network @FansFirstSN on Twitter. You can also follow us on our Instagram page, too! Get all of our match coverage, transfer rumors and much more at our website, blackwhitereadallover.com. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gordie Chiesa on the Utah Jazz upset victory over the Cavs last night in Cleveland, James Harden passing Shaq on all time scoring list, Good the enemy of great + more
Alberto Trentini liberato dopo 423 giorni di detenzione in Venezuela. Con noi Don Renato Mazzuia, parroco della Chiesa di Sant'Antonio al Lido di Venezia. Ascoltiamo anche un contributo dell'ex Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Proteste in Iran, il regime spara sulla folla. "Se gli Stati Uniti attaccano risponderemo". Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.
Il podcast di Alessandro Barbero: Lezioni e Conferenze di Storia
Il prof. Barbero è ospite del Festival del Classico, per una lezione su Francesco e sulla scelta della povertàIl Festival del Classico è organizzato dalla Fondazione Circolo dei Lettori di Torino, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.Originale: https://www.youtube.com/watch?v=94wVIB0iIksCanale YouTube: https://www.youtube.com/@FondazioneCircolodeilettoriFestival del Classico: https://www.festivaldelclassico.itPartecipa alla Community: https://barberopodcast.it/communitySegui il podcast:X: https://x.com/barberopodcastFacebook: https://facebook.com/barberopodcastInstagram: https://instagram.com/barberopodcastMusiche:"George Street Shuffle" Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Bossa Antigua Kevin MacLeod (incompetech.com)Licensed under Creative Commons: By Attribution 3.0 Licensehttp://creativecommons.org/licenses/by/3.0/Richieste e segnalazioni:fabrizio@barberopodcast.it
Will Federico Chiesa join Juventus from Liverpool this January? How likely is it that Michele Di Gregorio returns to Inter? What is the greatest Serie A African XI of all time? This is an extended clip from this week's Q & A episode of The Italian Football Podcast only available to members on YouTube or Patreon. If you want to support The Italian Football Podcast and get every episode, simply become a member on Patreon.com/TIFP OR Spotify OR YouTube Memberships. Your support makes The Italian Football Podcast possible. Follow us: Twitter, Facebook, Instagram, YouTube, TikTok Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices
TIMESTAMPS1:02 Who is in the Scudetto race?3:02 Federico Chiesa to Juve?14:50 Juventus Lecce roundup, Jo David talk28:26 AC Milan, boring but productive33:53 Inter dominates Bologna45:00 Napoli Lazio, a difference in quality53:30 A big game let down for Roma again59:54 Credit to Palladino and Atalanta1:01:03 Fiorentina's SECOND win
On the latest episode of the Transfer Show, Dave Davis is joined by Trev Downey to break down all the latest Liverpool FC transfer news! Learn more about your ad choices. Visit podcastchoices.com/adchoices