ABCinema, una serie pillole di approfondimento a cura di Blow Out - frequenze cinefile, su autori e generi per scoprire, conoscere, ricordare mode e tendenze della settima arte.

"Cime tempestose" di Emerald Fennell, rigorosamente inserito tra due virgolette, è un film che va letto principalmente attraverso quella che è stata la sua narrazione extra cinematografica. Perché del film in sé, c'è davvero molto poco da dire.

Protagonista della stagione dei premi e acclamatissimo da pubblico e critica, il nuovo film di Chloe Zhao ci ha lasciati piuttosto freddi. Proviamo a spiegare perché per noi è un film problematico da molti punti di vista.

Al momento dell'annuncio delle nomination, la notizia degli Oscar 2026 è stata una sola: I peccatori di Ryan Coogler è diventato il film con più candidature nella storia degli Academy Awards.Ma cosa significa davvero questo record? Ha senso paragonarlo a giganti come Il Signore degli Anelli o Il Padrino? E soprattutto: cosa ci raccontano oggi le nomination agli Oscar sullo stato del cinema contemporaneo?Ne abbiamo parlato con Luca Liguori, direttore di BadTaste.

Il nuovo film di Josh Safdie è un'opera importante per il cinema contemporaneo e travolgente come il suo protagonista. Un film che abbiamo amato da subito e che siamo convinti rimarrà nella storia.

Candidato a 9 premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Film Internazionale, Sentimental Value di Joachim Trier era uno dei film più attesi dell'anno da un certo tipo di cinefilia contemporanea. Sicuramente un'opera molto interessante e stimolante sotto molti punti di vista, che però ci ha lasciato anche qualche dubbio qua e là.

Nia DaCosta firma assieme ad Alex Garland un nuovo capitolo della saga dei "28", concentrandosi principalmente sul valore politico dell'horror. Un film sorprendentemente ricco di stimoli e spunti per leggere il presente.

Nel 2002, con 28 giorni dopo, Danny Boyle e Alex Garland rivoluzionarono e rilanciarono la figura dello zombie nella cultura pop. Con 28 anni dopo tornano a parlare di infetti, di contemporaneità e del rapporto che abbiamo con le immagini con una puntualità davvero straordinaria.In questo speciale in due puntate, dedicato a 28 anni dopo e 28 anni dopo - Il tempio delle ossa, raccontiamo la rivoluzione portata avanti dalla saga, il suo impatto nell'immaginario collettivo e la sua profondità drammaturgica.

È stato uno dei nostri colpi di fulmine all'ultimo Festival di Cannes, ora finalmente in sala una delle esperienze cinematografiche più incredibili degli ultimi tempi.Un film ipnotico, un rave nel deserto, un viaggio indimenticabile.

Ancora una volta ci affidiaimo al caso dello spietatissimo Ultimate Tournament per scegliere i migliori film dell'anno. In compagnia di Martina Barone e Marco Lovisato, una puntata ricca di pugnalate alle spalle, colpi di scena e scelte azzardate.

Abbiamo visto il terzo capitolo della saga di Pandora: ancora una volta un'esperienza fuori scala e senza eguali. Vi raccontiamo cosa ne pensiamo di quest'ultima fatica di James Cameron e di come si relaziona con il resto della saga.

Grazie al suo concept originale e al suo fantastico protagonista, Good Boy è stato uno degli esordi horror più chiacchierati (e interessanti) del 2025. In questo episodio di Blow Out proviamo a raccontarvi le nostre impressioni su un film che ci è sembrato meno banale di quanto immaginavamo.

Quando siamo andati a vedere Zootropolis 2, mai avremmo pensato di trovarci di fronte a un film così divertente, intelligente e stratificato. Una vera sorpresa!

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Virgilio Villoresi, autore di Orfeo, uno dei film più sorprendenti dell'anno.Orfeo è per il cinema italiano ma forse, più in generale, un film alieno per il modo in cui siamo abituati oggi a fruire delle immagini in movimento. Un'opera che intreccia animazioni in stop motion, illusioni ottiche, scenografie artigianali e moltissime altre tecniche davvero sbalorditive. Assieme al regista abbiamo provato a raccontare l'anima del progetto.

Edgar Wright è un regista che adoriamo. In The Running Man si misura per la prima con Stephen King e quel che ne esce è un film poco kinghiano e per certi aspetti anche molto diverso dal solito cinema del regista britannico.

Per noi Paul Thomas Anderson è uno dei (se non il) regista più importante del nostro tempo. Qui firma uno dei suoi film più ambiziosi, importanti e travolgenti. Difficile andare oltre quello che il film mette in scena da sé, in modo evidente. Ma abbiamo provato a dire la nostra su un capolavoro istantaneo.

The Life of Chuck ci ha fatto esplodere il cuore. Tratto da un racconto di Stephen King e diretto dal regista più kingiano che ci sia, un film che dovete vedere assolutamente portandovi dietro un pacchetto bello pieno di fazzoletti.

Quella di Venezia 82 è stata una cerimonia di premiazione che ha scatenato più di qualche polemica. Vi raccontiamo il perché, ma anche perché secondo noi è stata un'ottima edizione della Mostra.

Questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stata davvero ricca di sorprese. In quest'ultimo frammento registrato al Lido vi raccontiamo di quattro film che sono stati capaci di conquistarci in modo inaspettato.

Gus Van Sant torna con un thriller tesissimo, basato su una vera storia di cronaca incentrata sulle azioni disperate di un uomo, Tony Kiritsis, nel 1977. Un film che, nonostante l'ambientazione nel passato, ha molti collegamenti col nostro presente.

29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di sei anni è intrappolata in un'auto sotto attacco a Gaza e implora di essere salvata. Il suo nome era Hind Rajab ed è stata brutalmente assassinata dall'esercito israeliano.Kaouther Ben Hania ha utilizzato la vera registrazione audio della voce di Hind per costruire un film potente, ambientato in un'unica location, dove la violenza rimane fuori campo ma è presente in ogni fotogramma.

Ozon adatta il capolavoro di Camus in perfetto equilibrio tra fedeltà, eleganza e attualità.

Il cinema muscolare di Kathryn Bigelow arriva in concorso all'82esima edizione del Festival di Venezia: la catastrofe nucleare è imminente e la gestione dell'emergenza è umana, disastrosa, impossibile.

Un anno di scuola di Laura Samani è un film che ci ha travolto emotivamente e in questa puntata vi spieghiamo perché sapevamo già che sarebbe andata a finire così.

The Smashing Machine racconta la storia del lottatore Mark Kerr, leggenda delle arti marziali miste e dell'Ultimate Fighting Championship e lo fa raccontando soprattutto le fragilità fuori dal ring.

Tratto dall'omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, sceneggiato da Emmanuel Carrère e diretto da Olivier Assayas, Il mago del Cremlino è un film che racconta l'ascesa al potere di Putin attraverso una riflessione sulla politica moderna.

Quando si tratta di raccontare la fragilità dei legami personali, Jim Jarmush è davvero un maestro. Lo dimostra per l'ennesima volta con Father Mother Sister Brother, uno dei migliori visti quest'anno a Venezia

A Venezia 82 è finalmente il giorno di Frankenstein!Guillermo del Toro si confronta con uno dei miti fondanti della fantascienza (e del suo cinema) ma secondo noi, purtroppo, delude le aspettative.

Park Chan-wook torna in grandissimo stile con un film che speriamo farà molto parlare di sé.

Guadagnino continua con estremo coraggio a prendere posizioni scomodissime e per questo lo adoriamo sempre di più.

Alla Mostra del Cinema di Venezia abbiamo visto Ghost Elephants, il nuovo film di Werner Herzog. Questa volta il regista premiato col Leone d'oro alla Carriera si è messo alla ricerca di un misterioso e sfuggente branco di elefanti fantasma sulle montagne dell'Angola.

Abbiamo visto il nuovo film di Noah Baumbach con protagonisti un George Clooney e un Adam Sandler in stato di grazia. Forse il film più da grande pubblico mai fatto dal regista americano, che però ci è sembrato meno puntuale del solito.

È arrivato il giorno di Bugonia: Yorgos Lanthimos torna in concorso alla Mostra del cinema di Venezia a due anni di distanza dal Leone d'oro a Povere creature!, definitiva consacrazione per quello che è uno degli autori più del momento.L'abbiamo visto e, come sempre, tra complotti, dinamiche di sottomissione e manipolazione, ci ha messo in una posizione scomoda.

L'82esima edizione della Mostra del cinema di Venezia si è aperta con La Grazia di Paolo Sorrentino: il regista napoletano ritorna in concorso al Lido a 4 anni di distanza dal Gran Premio della Giuria vinto con È stata la mano di Dio e un solo anno dopo quel Parthenope che ci aveva fatto battere forte forte il cuore. Con La grazia, Sorrentino torna ad affrontare una figura di potere, con uno sguardo certo malinconico ma anche più luminoso di altre volte. E ancora una volta ci ha conquistati.

Come ogni anno siamo in partenza per la nuova edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Siamo pronti a raccontarvi i film più attesi, le delusioni e le sorprese che incontreremo durante le visioni dei prossimi giorni. Intanto vi raccontiamo cosa ci aspettiamo dalla ricchissima selezione di quest'anno.

È una follia farsi 12 ore di auto in 24 ore per vedere un film? Probabilmente sì. Eppure per vedere Mektoub, My Love: Canto Due di Abdellatif Kechice siamo andati fino al Festival di Locarno. Ne è valsa la pena? Assolutamente sì.In questa nuova puntata di Blow Out proviamo a spiegarvi il perché!

Concludiamo questo piccolissimo speciale dedicato a Werner Herzog realizzato in occasione dell'assegnazione del Leone d'Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia con l'analisi di uno dei suoi grandi capolavori: Grizzly Man (2005).

Fitzcarraldo (1982) è l'opera simbolo del cinema di Werner Herzog. Un film monumentale, un'avventura irripetibile che trasmetter l'epicità di un'impresa in ogni suo fotogramma.

Aguirre, furore di Dio (1972) è il primo, grande, capolavoro di Herzog. Un film che racchiude in sé praticamente tutti gli elementi che il regista tedesco svilupperà nell'arco della sua sterminata filmografia.

In occasione del Leone d'Oro alla Carriera dell'82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, abbiamo deciso di dedicare al regista e sceneggiatore tedesco Werner Herzog uno speciale in 3 puntate incentrate su altrettanti capolavori: Aguirre, furore di Dio, Fitzcarraldo e Grizzly Man.Per dirla con Alberto Barbera, direttore della Mostra, "Werner Herzog percorre incessantemente il pianeta Terra inseguendo immagini mai viste, mettendo alla prova la nostra capacità di guardare, sfidandoci a cogliere ciò che sta al di là dell'apparenza del reale, sondando i limiti della rappresentazione filmica alla ricerca inesausta di una verità superiore, estatica, e di esperienze sensoriali inedite. [… ] Geniale narratore di storie insolite, Herzog è anche l'ultimo erede della grande tradizione del romanticismo tedesco, un umanista visionario, un perlustratore instancabile votato a un nomadismo perpetuo, alla ricerca (com'ebbe a dire) «di un luogo dignitoso e conveniente per l'uomo, un luogo che è talvolta un Paesaggio dell'Anima»”.

In occasione della proiezione de L'oro del Reno all'Ariston, ci siamo seduti a un tavolino del bar del cinema per fare quattro chiacchiere con il regista del film, Lorenzo Pullega.

Soderbergh firma l'ennesimo saggio sul cinema con una storia di fantasmi girata interamente in soggettiva che ha saputo regalarci ancora una volta una profonda riflessione su cosa sia oggi lo sguardo.

James Gunn rilancia il cinecomic con una personalissima versione dell'Uomo d'acciaio dove essere buoni è il nuovo punk!

In occasione dell'uscita in sala di Final Destination Bloodlines abbiamo deciso di dedicare un po' di tempo all'analisi di questa saga, ripercorrendo una storia lunga 25 anni.

Quella del 2025 è stata senza dubbio un'edizione diversa dalle ultime, forse meno pop e più politica, ma di sicuro molto in linea con i tempi che stiamo vivendo oggi.In quest'ultima puntata dedicata al Festival di Cannes vi raccontiamo i verdetti della giura e qualche nostra impressione su quello che abbiamo visto durante questi giorni.

Abbiamo visto il nuovo straordinario film di Jafar Panahi che come sempre porta avanti la sua idea di cinema tra attivismo politico e una forma personalissima di messa in scena.

Tra i film più potenti passati quest'anno al Festival di Cannes, una spy story intensa e irresistibile.

Tratto dall'omonimo videogioco, Exit 8 è un horror che sfrutta le peculiarità del materiale di partenza per costruire un'esperienza cinematografica molto gustosa e divertente.

Una commedia piuttosto grossolana ma con velleità autoriali: è iniziata forse l'era dell'elevated comedy?

Mario Martone racconta una figura complessa e stratificata come quella della scrittrice Goliarda Sapienza attraverso un racconto intimo impreziosito dalle ottime interpretazioni di Valeria Golino e Matilda De Angelis.

Dopo l'importante Palma d'Oro conquistata con Titane, Julia Ducournau torna dietro la macchina da presa con Alpha con un film che attendevamo molto ma che ci ha lasciati piuttosto perplessi.

Spike Lee rifà Anatomia di un rapimento di Akira Kurosawa adattandolo alla sua New York e all'industria dell'intrattenimento contemporanea. Come potevamo aspettarci, Highest 2 Lowest non è un remake filologico, ma una reinterpretazione autoriale estremamente interessante.