ABCinema, una serie pillole di approfondimento a cura di Blow Out - frequenze cinefile, su autori e generi per scoprire, conoscere, ricordare mode e tendenze della settima arte.

Almodóvar torna in concorso a Cannes con un film dichiaratamente minore all'interno della sua filmografia, capace di aggiungere qualche spunto interessante solo se messo in relazione agli altri film del regista.

A 10 anni di distanza da The Neon Demon, Refn con un'opera di fatta di riflessi, nebbia e fantasmi.

Un film spietatissimo che parla d'Europa in modo nerissimo mettendo lo spettatore all'angolo con un legal drama incredibilmente intenso.

A 11 anni dal folgorante "Il figlio di Saul", László Nemes torna in concorso a Cannes con un film potente ma non altrettanto convincente.

Un film incredibile e incompiuto che con estremo coraggio il Festival di Cannes ha posizionato in concorso.

Uno dei registi americani più importanti della sua generazione torna alle origini del proprio cinema con un noir classico esteticamente irresistibile.

Dopo As Bestas, Rodrigo Sorogoyen si conferma uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo.

Per la prima volta in carriera il regista giapponese si confronta con la fantascienza. Ne viene fuori un film molto umano dalle riflessioni interessanti.

Un'opera prima divertente e folgorante per l'ennesima sorpresa da questo Festival di Cannes 2026.

Un film d'animazione sull'alzheimer struggente e folgorante.

Ryusuke Hamaguchi, regista premio Oscar per Drive My Car, firma un altro film straordinario, sul potere salvifico del dialogo e dei rapporti umani.

Dal Festival di Cannes un nuovo body horror al femminile per una delle prime sorprese di quest'edizione!

Asghar Farhadi rifà Kieslowski con un occhio a De Palma e realizza un film complesso e intricato, capace di offrire molti spunti di riflessione.

I Saw the TV Glow è diventato un piccolo film di culto, per cui c'era molta attesa nei confronti del nuovo film della regista americana: sarà stata all'altezza delle aspettative?

Quella del 2026 è un'edizione del Festival di Cannes senza grandi punti di riferimento. Molti film attesi, ma pochi capisaldi capaci di contraddistinguere l'annata. Un festival tutto da scoprire che proviamo a raccontarvi brevemente in questa intro.

Forse la puntata con più parolacce della storia di Blow Out!

In un mondo in cui l'umanità ha barattato la sua capacità di sognare con l'immortalità, un giovane sognatore intraprende un'odissea onirica attraverso le epoche e i generi. Una ragazza, determinata a scoprire la realtà che si nasconde tra le pieghe del sogno, lo segue nelle sue peregrinazioni.Bi Gan firma un capolavoro cinefilo ipnotico, potente e immaginifico che trascende ogni confine, una maestosa ode al cinema come portale aperto sull'inconscio e àncora di salvezza, Premio speciale della Giuria al Festival di Cannes.

Abbiamo fatto qualche domanda a Laura Samani fuori dal Cinema Ariston di Trieste mentre stavamo aspettando di rientrare in sala per discussione post proiezione di Un anno di scuola dedicata agli studenti dell'istituto Galvani, dove il film è stato girato.Un anno di scuola è ambientato a Trieste nell'anno scolastico 2007/2008. Fred, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per frequentare l'ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo. I tre si appartengono da quando hanno memoria.L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro.

Béla Tarr è stato uno dei massimi autori del cinema contemporaneo, capace di ridefinire il linguaggio cinematografico attraverso opere radicali amatissime dai cinefili di tutto il mondo. Nato a Pécs nel 1955, ha esordito con film realistici e sociali, per poi approdare a uno stile unico contraddistinto da lunghissimi piani sequenza, uso espressivo del bianco e nero e un ritmo dilatato capace di dare al tempo una connotazione unica. Negli anni ha sviluppato un cinema contemplativo e metafisico, spesso in collaborazione con lo scrittore László Krasznahorkai, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2025.La Cappella Underground in collaborazione con il Trieste Film Festival presenta al Cinema Ariston una selezione di capolavori del regista, distribuiti da Movies Inspired. Perdizione, melodramma noir sullo sfondo del crollo comunista; Le armonie di Werckmeister, parabola allegorica sulla cecità delle masse; Sátántangó, monumentale riflessione di sette ore e mezzo sul fallimento di una comunità e Il cavallo di Torino, parabola estrema sulla miseria dell'esistenza e sull'apocalisse, ispirata a Friedrich Nietzsche.

A History of Violence è uno dei film più importanti della storia recente del cinema statunitense, uno di quelli che meglio ha raccontato i trami dell'America post 11 settembre.In una puntata registrata dal vivo nello spazio Underground del Cinema Ariston di Trieste, abbiamo raccontato molte delle suggestioni di un grandissimo capolavoro.

In occasione della Maratona Oscar del Cinema Ariston, in diretta dallo Spazio Underground abbiamo provato a raccontare di come gli Oscar, negli anni, abbiamo saputo raccontare la storia politica degli Stati Uniti. Con noi Marco Lovisato di CineFacts!

In occasione della Maratona Oscar del Cinema Ariston, in diretta dallo Spazio Underground l'Ultimate Tournament che decreterà il più meritevole Oscar Miglior Film dal 2000 al 2025. Con noi Marco Lovisato di CineFacts!

L'agente segreto di Kleber Mendonça Filho è il perfetto esempio di una cinefilia contemporanea, profonda e stratificata.Un film che abbiamo amato moltissimo e che consideriamo uno dei migliori esempi di cinema autoriale degli ultimi anni.

"Pillion" è un film spiazzante e travolgente, che richiede allo spettatore di lavorare molto sulla propria percezione del mondo. Una "dom-com" molto particolare che ci ha davvero conquistati. Ne abbiamo parlato con Ful Massimi.

"Cime tempestose" di Emerald Fennell, rigorosamente inserito tra due virgolette, è un film che va letto principalmente attraverso quella che è stata la sua narrazione extra cinematografica. Perché del film in sé, c'è davvero molto poco da dire.

Protagonista della stagione dei premi e acclamatissimo da pubblico e critica, il nuovo film di Chloe Zhao ci ha lasciati piuttosto freddi. Proviamo a spiegare perché per noi è un film problematico da molti punti di vista.

Al momento dell'annuncio delle nomination, la notizia degli Oscar 2026 è stata una sola: I peccatori di Ryan Coogler è diventato il film con più candidature nella storia degli Academy Awards.Ma cosa significa davvero questo record? Ha senso paragonarlo a giganti come Il Signore degli Anelli o Il Padrino? E soprattutto: cosa ci raccontano oggi le nomination agli Oscar sullo stato del cinema contemporaneo?Ne abbiamo parlato con Luca Liguori, direttore di BadTaste.

Il nuovo film di Josh Safdie è un'opera importante per il cinema contemporaneo e travolgente come il suo protagonista. Un film che abbiamo amato da subito e che siamo convinti rimarrà nella storia.

Candidato a 9 premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Film Internazionale, Sentimental Value di Joachim Trier era uno dei film più attesi dell'anno da un certo tipo di cinefilia contemporanea. Sicuramente un'opera molto interessante e stimolante sotto molti punti di vista, che però ci ha lasciato anche qualche dubbio qua e là.

Nia DaCosta firma assieme ad Alex Garland un nuovo capitolo della saga dei "28", concentrandosi principalmente sul valore politico dell'horror. Un film sorprendentemente ricco di stimoli e spunti per leggere il presente.

Nel 2002, con 28 giorni dopo, Danny Boyle e Alex Garland rivoluzionarono e rilanciarono la figura dello zombie nella cultura pop. Con 28 anni dopo tornano a parlare di infetti, di contemporaneità e del rapporto che abbiamo con le immagini con una puntualità davvero straordinaria.In questo speciale in due puntate, dedicato a 28 anni dopo e 28 anni dopo - Il tempio delle ossa, raccontiamo la rivoluzione portata avanti dalla saga, il suo impatto nell'immaginario collettivo e la sua profondità drammaturgica.

È stato uno dei nostri colpi di fulmine all'ultimo Festival di Cannes, ora finalmente in sala una delle esperienze cinematografiche più incredibili degli ultimi tempi.Un film ipnotico, un rave nel deserto, un viaggio indimenticabile.

Ancora una volta ci affidiaimo al caso dello spietatissimo Ultimate Tournament per scegliere i migliori film dell'anno. In compagnia di Martina Barone e Marco Lovisato, una puntata ricca di pugnalate alle spalle, colpi di scena e scelte azzardate.

Abbiamo visto il terzo capitolo della saga di Pandora: ancora una volta un'esperienza fuori scala e senza eguali. Vi raccontiamo cosa ne pensiamo di quest'ultima fatica di James Cameron e di come si relaziona con il resto della saga.

Grazie al suo concept originale e al suo fantastico protagonista, Good Boy è stato uno degli esordi horror più chiacchierati (e interessanti) del 2025. In questo episodio di Blow Out proviamo a raccontarvi le nostre impressioni su un film che ci è sembrato meno banale di quanto immaginavamo.

Quando siamo andati a vedere Zootropolis 2, mai avremmo pensato di trovarci di fronte a un film così divertente, intelligente e stratificato. Una vera sorpresa!

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Virgilio Villoresi, autore di Orfeo, uno dei film più sorprendenti dell'anno.Orfeo è per il cinema italiano ma forse, più in generale, un film alieno per il modo in cui siamo abituati oggi a fruire delle immagini in movimento. Un'opera che intreccia animazioni in stop motion, illusioni ottiche, scenografie artigianali e moltissime altre tecniche davvero sbalorditive. Assieme al regista abbiamo provato a raccontare l'anima del progetto.

Edgar Wright è un regista che adoriamo. In The Running Man si misura per la prima con Stephen King e quel che ne esce è un film poco kinghiano e per certi aspetti anche molto diverso dal solito cinema del regista britannico.

Per noi Paul Thomas Anderson è uno dei (se non il) regista più importante del nostro tempo. Qui firma uno dei suoi film più ambiziosi, importanti e travolgenti. Difficile andare oltre quello che il film mette in scena da sé, in modo evidente. Ma abbiamo provato a dire la nostra su un capolavoro istantaneo.

The Life of Chuck ci ha fatto esplodere il cuore. Tratto da un racconto di Stephen King e diretto dal regista più kingiano che ci sia, un film che dovete vedere assolutamente portandovi dietro un pacchetto bello pieno di fazzoletti.

Quella di Venezia 82 è stata una cerimonia di premiazione che ha scatenato più di qualche polemica. Vi raccontiamo il perché, ma anche perché secondo noi è stata un'ottima edizione della Mostra.

Questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stata davvero ricca di sorprese. In quest'ultimo frammento registrato al Lido vi raccontiamo di quattro film che sono stati capaci di conquistarci in modo inaspettato.

Gus Van Sant torna con un thriller tesissimo, basato su una vera storia di cronaca incentrata sulle azioni disperate di un uomo, Tony Kiritsis, nel 1977. Un film che, nonostante l'ambientazione nel passato, ha molti collegamenti col nostro presente.

29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di sei anni è intrappolata in un'auto sotto attacco a Gaza e implora di essere salvata. Il suo nome era Hind Rajab ed è stata brutalmente assassinata dall'esercito israeliano.Kaouther Ben Hania ha utilizzato la vera registrazione audio della voce di Hind per costruire un film potente, ambientato in un'unica location, dove la violenza rimane fuori campo ma è presente in ogni fotogramma.

Ozon adatta il capolavoro di Camus in perfetto equilibrio tra fedeltà, eleganza e attualità.

Il cinema muscolare di Kathryn Bigelow arriva in concorso all'82esima edizione del Festival di Venezia: la catastrofe nucleare è imminente e la gestione dell'emergenza è umana, disastrosa, impossibile.

Un anno di scuola di Laura Samani è un film che ci ha travolto emotivamente e in questa puntata vi spieghiamo perché sapevamo già che sarebbe andata a finire così.

The Smashing Machine racconta la storia del lottatore Mark Kerr, leggenda delle arti marziali miste e dell'Ultimate Fighting Championship e lo fa raccontando soprattutto le fragilità fuori dal ring.

Tratto dall'omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, sceneggiato da Emmanuel Carrère e diretto da Olivier Assayas, Il mago del Cremlino è un film che racconta l'ascesa al potere di Putin attraverso una riflessione sulla politica moderna.

Quando si tratta di raccontare la fragilità dei legami personali, Jim Jarmush è davvero un maestro. Lo dimostra per l'ennesima volta con Father Mother Sister Brother, uno dei migliori visti quest'anno a Venezia

A Venezia 82 è finalmente il giorno di Frankenstein!Guillermo del Toro si confronta con uno dei miti fondanti della fantascienza (e del suo cinema) ma secondo noi, purtroppo, delude le aspettative.