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Xbox Helix è il futuro di Xbox che non vuole mollare il gaming. Requiem mi sta piacendo UN BOTTO... maaaaa. Forse è in sviluppo il remake di RE1. PlayStation mi irrita con i prezzi dinamici, EA licenzia e mette in dubbio un modello di industria, Shinji Mikami sta lavorando a un nuovo AAA nel suo nuovo studio, Crimson Desert svela le specifiche console e soprattutto una domanda: è questa la golden age del gaming?Buon ascolto!Capitoli:00:00:00 Intro + Progressi Requiem00:08:21 Le espansioni di Requiem00:12:11 I prezzi dinamici di PlayStation00:18:07 Insert Coin00:20:45 Xbox Helix e le sue novità!00:32:15 Sony, esclusive e futuro00:36:29 I licenziamenti di EA e un modello sbagliato per il gaming00:50:09 Gang of Dragon rischia la cancellazione00:52:14 Le specifiche di Crimson Desert00:56:46 Il Remake di Resident Evil01:02:51 Shinji Mikami sta lavorando a un nuovo AAA01:06:22 Siamo nella golden age del gaming?
Hai 4.000 follower su Instagram e le vendite sono imprevedibili come il meteo? Forse il problema non è il contenuto che stai creando.Se anche tu passi ore a creare caroselli perfetti, controlli i like ogni 10 minuti e poi ti ritrovi a chiederti cosa pubblicare domani, questo episodio è per te. Ti parlo di una trappola in cui cadono tantissime professioniste e ti spiego perché la tua newsletter, anche se ha "solo" 500 iscritti, vale molto di più dei tuoi 4.000 follower di Instagram.In questo episodio parlo di:La trappola della dopamina di InstagramIl calcolo concreto tra chi vede davvero i tuoi post e chi legge davvero la tua newsletter Perché la lista email è un assetLe metriche che contano davvero per il fatturatoCome invertire le prioritàCosa fare dalla settimana prossima "Se aspetti che Instagram diventi prevedibile per le vendite, stai investendo il tuo tempo nel posto sbagliato.""I follower non sono tuoi, è l'algoritmo che decide chi ti vede. La lista email invece è tua per sempre.""200 persone che ti hanno scelto, ti hanno dato la loro email valgono molto di più di 4.000 persone che hanno messo un like in maniera distratta."Risorse menzionate nel podcast:Flodesk*: la mia piattaforma del
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran potrebbe protrarsi più a lungo del previsto. Nel frattempo, il conflitto continua a espandersi.
[ Vota Atariteca tramite la app di Spotify ] Riusciranno i nostri eroi a infilare l'intera lore di Street Fighter in appena 50 minuti? Forse sì. Intanto era solo martedì#capcom #arcade #streetfighter #streetfighter2IL SITO DI MIKE ARCADEIL CANALE INSTAGRAM DI MIKE ARCADESe desiderate supportarmi: https://ko-fi.com/ataritecapodcastIl gruppo Telegram del Vintage People NetworkIl canale YouTube dei Vintage People La sigla di Atariteca è stata gentilmente offerta dai SYRIANPer tutto il resto c'è il sito di ATARITECA### CONTRIBUISCI ALL'ATARITECA ###### ISCRIVITI ###Omone su InstagramOmone su MastodonSpreakeriTunesYoutube MusicSpotifyFeed
Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Se ti stai guardando intorno e pensi: “Ho costruito tutto… eppure qualcosa dentro di me vuole cambiare” … non stai attraversando una crisi ☺️In questo episodio mi espongo tanto, perché questo passaggio lo sto vivendo anche io. Quel momento in cui inizi a mettere in discussione la vita che hai costruito, non perché hai fallito, ma perché sei cambiata tu. E quello che ci hanno insegnato a chiamare “crisi di mezza età” spesso non è una crisi: è una fase evolutiva (proprio come quella che si vive durante l'infanzia o l'adolescenza) solo che nessuno ci ha mai spiegato come attraversarla.Partiamo dalla domanda di Lucia e apriamo un capitolo enorme: il cambiamento nella seconda fase della vita adulta. Cosa succede quando la vita che hai costruito fuori non è più perfettamente allineata con ciò che senti dentro? E come si attraversa questo passaggio senza distruggere tutto, senza sentirsi sbagliati, senza vivere ogni dubbio come un fallimento?In questo episodio condivido 5 passi per affrontare questo momento con consapevolezza, mentre provo anch'io a stare dentro alle domande che porta con sé.In questo episodio riflettiamo su:perché la “crisi di mezza età” spesso è un'etichetta sbagliata (e cosa dice davvero la psicologia dello sviluppo dell'adulto)cosa succede quando passiamo dal costruire un'identità esterna al cercare un'identità più interna e allineatacome distinguere un desiderio di cambiamento che nasce dalla fuga da uno che nasce dall'evoluzioneperché sperimentare prima di stravolgere tutto può essere un atto di responsabilità, non di pauracosa significa confrontarsi davvero con la perdita di status, sicurezza e riconoscimento quando si cambia direzionecome reinventarsi senza cancellare ciò che si è stati, ma integrandolo in una versione più ampia di séSe ti senti confusa, in bilico, o con la sensazione che la tua vita abbia bisogno di essere aggiornata… questo episodio è per te.Perché forse non stai distruggendo quello che hai costruito.Forse lo stai evolvendo.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Nicola Cinquetti"Miti greci"Illustrazioni di Desideria GuicciardiniEdizioni Lapiswww.edizionilapis.itChi ha creato i miti? Forse nessuno. O forse tutti.Nati come racconti tramandati a voce, i miti greci attraversano il tempo portando con sé le grandi domande dell'umanità: il desiderio di potere, la paura, l'amore, la ribellione, il coraggio, la trasformazione. In queste storie antichissime, gli dèi hanno passioni e debolezze umane, gli eroi affrontano prove impossibili, e ogni viaggio diventa una conquista di sé.Nicola Cinquetti torna a raccontare il mondo del mito con una raccolta intensa e avvincente, che riporta all'origine del racconto e alle stesse radici da cui sono nati Iliade e Odissea. Zeus, Atena, Poseidone, Demetra, Apollo e Artemide convivono con figure indimenticabili come Prometeo, Pandora, Teseo, Icaro, Orfeo, Medusa ed Eracle, in un vero e proprio pantheon narrativo ricco e armonico.La scrittura, limpida e poetica, colta ma accessibile, parla ai lettori di oggi senza perdere il respiro epico delle origini. Le illustrazioni di Desideria Guicciardini, evocative e potenti, danno volto e corpo al mito, amplificando la forza simbolica ed emotiva di ogni racconto.Un libro per avvicinarsi ai miti greci come a storie vive, capaci ancora di accendere l'immaginazione, di essere lette da soli o raccontate insieme, e di accompagnare bambine e bambini – ma anche adulti – alla scoperta delle grandi narrazioni che sono all'origine della nostra cultura.Età di lettura dagli 8 anniNicola Cinquetti, veronese, laureato in Filosofia e Pedagogia, insegna Storia e Filosofia in un liceo. Autore di testi in prosa e in rima caratterizzati da uno stile poetico e ironico, nel 2020 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior scrittore. Tra i suoi titoli pubblicati con Lapis le due riscritture di Iliade e Odissea, illustrate da Desideria Guicciardini, e L'incredibile notte di Billy Bologna, vincitore dei premi Campiello Junior e Letteratura Ragazzi di Cento 2023.Desideria Guicciardini, dopo aver concluso gli studi al Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Lettere moderne, ma la sua passione per l'illustrazione la porta presto a cambiare rotta e a seguire i corsi di litografia della Scuola del libro di Urbino e i corsi serali dell'Accademia di Brera. Negli anni Settanta inizia a illustrare libri per ragazzi con Emme e Mondadori, anche grazie al felice incontro con Rosellina Archinto, e da quel momento non si ferma più. Inoltre, lavora nel campo pubblicitario come illustratrice e visualizer. Nel 2014 vince il Premio Andersen come migliore illustratrice. Desideria Guicciardini pubblica con i maggiori editori italiani per bambini e ragazzi. Il suo tratto è limpido, fresco ed elegante.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8468OMELIA III DOM. DI QUARESIMA - ANNO A (Gv 4,5-42)di Don Stefano Bimbi La liturgia di oggi ci fa contemplare due scene che si illuminano a vicenda: da una parte il popolo d'Israele nel deserto, nella prima lettura; dall'altra Gesù Cristo al pozzo di Sicar con la samaritana.Nel libro dell'Esodo il popolo ha sete. Si trova nel deserto e mormora contro Mosè arrivando a dire: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?». È una sete fisica, ma dietro c'è una sete più profonda: la paura di essere abbandonati. Dio allora ordina a Mosè di percuotere la roccia e da quella roccia scaturisce acqua. Il luogo viene chiamato Massa e Merìba, cioè "prova e contestazione", perché lì Israele ha messo alla prova il Signore.Nel Vangelo ritroviamo la stessa sete, ma in forma personale. Non più un popolo intero, ma una donna sola. Non più un deserto geografico, ma un deserto interiore. Anche qui c'è una domanda implicita: Dio è davvero con me? Si interessa della mia vita concreta?La roccia percossa nel deserto e Cristo seduto al pozzo di Sicar sono due immagini collegate. San Paolo dirà che quella roccia era figura di Cristo. Come dalla roccia colpita sgorgò l'acqua, così dal costato di Cristo trafitto sulla croce sgorgheranno sangue e acqua, segni dei sacramenti. Nel deserto l'acqua salva dalla morte fisica; nel Vangelo l'acqua viva salva dalla morte spirituale.C'è però una differenza decisiva. Nel deserto il popolo mormora e pretende un segno. Al pozzo, invece, Gesù prende l'iniziativa: «Dammi da bere». Non attende la protesta, ma offre la grazia. Tuttavia anche noi, spesso, assomigliamo a Israele. Quando arrivano le difficoltà, le prove, le malattie, le incomprensioni, quante volte nel cuore riaffiora la domanda: «Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».L'ACQUA CHE DISSETA DAVVERO«Dammi da bere» è una frase sorprendente: Dio chiede da bere a una creatura. Colui che ha creato l'acqua, chiede acqua. Ma in realtà è Lui che sta offrendo qualcosa di infinitamente più grande. Come spesso accade nel Vangelo, Gesù parte da un bisogno materiale per condurre a una verità spirituale più profonda.La samaritana pensa all'acqua del pozzo. Gesù parla di un'acqua viva, capace di diventare sorgente che zampilla per la vita eterna. Quest'acqua è la grazia, è dono dello Spirito Santo, è la vita divina che ci viene comunicata nei sacramenti. Non è un sentimento passeggero, non è un'emozione religiosa: è una realtà oggettiva che trasforma l'anima.Il cristianesimo infatti non è in primo luogo uno sforzo morale, ma un dono da accogliere. San Paolo lo dice chiaramente: l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. Prima ancora che noi cerchiamo Dio, è Dio che cerca noi. Prima ancora che noi abbiamo sete di Lui, è Lui che ha sete della nostra salvezza. Eppure, quante volte anche noi, come la samaritana, non capiamo subito. Restiamo alla superficie. Cerchiamo l'acqua che non disseta davvero.Il dialogo diventa più personale quando Gesù tocca la ferita morale della donna: «Hai avuto cinque mariti...». Il Signore porta alla luce la verità per guarire, non per umiliare. Il suo scopo è salvare.Quei "cinque mariti" possono rappresentare anche le nostre false sorgenti. Ognuno di noi sa dove ha cercato acqua e non l'ha trovata: nel successo, nel denaro, in relazioni sbagliate, nell'orgoglio, nelle abitudini di peccato. Il cuore resta inquieto quando si allontana dalla sorgente vera. Sant'Agostino diceva: «Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te».UNA BROCCA DA LASCIARELa Quaresima è il tempo in cui il Signore ci invita a fare verità. Non una verità generica, ma concreta. Dove sto cercando la mia felicità? Qual è il mio "pozzo" che non disseta? C'è qualche peccato che continuo a giustificare? C'è una situazione che rimando di affrontare?La risposta non è scoraggiarsi, ma fare come la samaritana: lasciarsi guardare da Cristo. Quando la donna comprende di essere davanti al Messia, cambia tutto. Lascia la brocca e corre in città ad annunciare: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto». La brocca abbandonata è il segno di un passato lasciato alle spalle. Ha trovato una sorgente più grande. Anche per noi c'è una brocca da lasciare. Forse è un'abitudine sbagliata o un vizio radicato in noi. Forse è la freddezza nella preghiera. Forse è la trascuratezza dei sacramenti. L'acqua viva richiama il Battesimo, ma anche la Confessione che rinnova la grazia battesimale e l'Eucaristia che alimenta la vita divina.Concretamente, questa settimana possiamo fare tre cose semplici ma decisive.Primo: dedicare alla preghiera ogni giorno qualche minuto in più del solito, magari rileggendo questo Vangelo e dicendo: «Signore, dammi sempre di quest'acqua».Secondo: fare ogni sera un serio esame di coscienza, chiedendoci dove abbiamo cercato la nostra sicurezza.Terzo: accostarci con umiltà al sacramento della Confessione, senza paura. Il peccato nascosto è come una sorgente inquinata; la grazia lo purifica. Chiediamo un appuntamento con il padre spirituale per verificare se il cammino della Quaresima procede bene.Infine, non dimentichiamo l'ultimo passaggio: la samaritana diventa missionaria. L'incontro vero con Cristo non si tiene per sé. Anche noi possiamo testimoniare con semplicità: una parola di fede in famiglia, un invito alla Messa, un gesto di carità fatto con amore.Oggi leggendo il vangelo anche noi siamo davanti al pozzo. Gesù ci guarda e dice: «Dammi da bere». Gli daremo la nostra fede? Gli consegneremo la nostra vita perché la trasformi? Gli permetteremo di entrare nelle nostre ferite più nascoste sicuri che Dio può far scaturire acqua anche dalla roccia più dura della nostra vita?Se non induriamo il cuore, questa Quaresima diventerà un tempo di vera conversione e di affidamento totale. Solo così potremo dire con sincerità: «Signore, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete».
Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Se ti stai guardando intorno e pensi: “Ho costruito tutto… eppure qualcosa dentro di me vuole cambiare” … non stai attraversando una crisi ☺️In questo episodio mi espongo tanto, perché questo passaggio lo sto vivendo anche io. Quel momento in cui inizi a mettere in discussione la vita che hai costruito, non perché hai fallito, ma perché sei cambiata tu. E quello che ci hanno insegnato a chiamare “crisi di mezza età” spesso non è una crisi: è una fase evolutiva (proprio come quella che si vive durante l'infanzia o l'adolescenza) solo che nessuno ci ha mai spiegato come attraversarla.Partiamo dalla domanda di Lucia e apriamo un capitolo enorme: il cambiamento nella seconda fase della vita adulta. Cosa succede quando la vita che hai costruito fuori non è più perfettamente allineata con ciò che senti dentro? E come si attraversa questo passaggio senza distruggere tutto, senza sentirsi sbagliati, senza vivere ogni dubbio come un fallimento?In questo episodio condivido 5 passi per affrontare questo momento con consapevolezza, mentre provo anch'io a stare dentro alle domande che porta con sé.In questo episodio riflettiamo su:perché la “crisi di mezza età” spesso è un'etichetta sbagliata (e cosa dice davvero la psicologia dello sviluppo dell'adulto)cosa succede quando passiamo dal costruire un'identità esterna al cercare un'identità più interna e allineatacome distinguere un desiderio di cambiamento che nasce dalla fuga da uno che nasce dall'evoluzioneperché sperimentare prima di stravolgere tutto può essere un atto di responsabilità, non di pauracosa significa confrontarsi davvero con la perdita di status, sicurezza e riconoscimento quando si cambia direzionecome reinventarsi senza cancellare ciò che si è stati, ma integrandolo in una versione più ampia di séSe ti senti confusa, in bilico, o con la sensazione che la tua vita abbia bisogno di essere aggiornata… questo episodio è per te.Perché forse non stai distruggendo quello che hai costruito.Forse lo stai evolvendo.♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Il Messaggio di Oggi: “SQUILLA FORSE LA TROMBA IN UNA CITTÀ PER NIENTE?” • Amos 3: 7 • Amos 3: 6 • 1 Corinzi 14: 29 • Genesi 6: 13 • Genesi 6: 11 • Romani 2: 13 • Giacomo 1 :22 • Giacomo 1: 25 • Genesi 6: 17 • Matteo 24 :37 • 1 Tessalonicesi 4 :17 • Atti 8: 39 • 2 Corinzi 12 :2 • Luca 17: 26-27 • 2 Pietro 2 :5 • Ebrei 11: 7 • Matteo 24 :37 • Matteo 24: 42-44 • Matteo 24: 2 (3-8) --Guarda Canale 245 | Tivùsat 454 | Sky 854Scopri di più su www.paroledivita.org/linkinbio
Omelia della II domenica di Quaresima A. La nuova guerra che stanotte è scoppiata, ci chiede di imparare a coniugare realtà e parole di Dio, per evitare di cadere nel tranello che la fede sia altro rispetto alla realtà che viviamo tutti i giorni… Forse questo Vangelo che oggi ci viene donato in questa seconda domenica di Quaresima non capita a caso…
Siamo ben consapevoli che i nostri sensi e la nostra mente siano oggi sempre più saturi da eccesso di informazioni, di parole, di stimoli, di interazioni. Forse avremo bisogno di saper creare o ricreare un sano silenzio? Interviene Nicoletta Polla Mattiot, autrice del saggio "Il Silenzio è rivoluzione".
Cosa accade se ChatGpt Perplexity Claude Mistral etc etc perdono tutti i nostri prompt ?Non solo me lo sono chiesto: ho cancellato tutto. Quello che mi serve l'ho tenuto separatamente.Ma il risultato e' stato incredibile, e spiega perche' cosi' tanti hanno allucinazioni incredibili ed io non ho le stesse.Incredibile ? Forse no. Certamente inaspettato in questa misura.
Nuova puntata dedicata alla trilogia de "L'Impero del Vampiro" di Jay Kristoff e alla "Vampire Fatigue". Esiste una sorta di stanchezza correlata con i prodotti legati alla figura del succhiasangue che negli ultimi 20-30 anni tra libri, videogiochi, serie tv ma soprattutto film hanno inflazionato il mercato o la gente ne desidera ancora? Analizziamo poi la mastodontica trilogia di uno degli autori più acclamati del fantasy contemporaneo, testo che ondivaga tra il melodrammatico e il becero, con un finale parecchio insoddisfacente.Discord: https://discord.gg/zPH6EeEgfXCanale Telegram: https://t.me/blablafantasPagina Instagram: https://www.instagram.com/bla.blafantasy
Hai mai spruzzato qualcosa “per sicurezza” e dopo poco ti sei ritrovato con più problemi di prima?Ti è mai capitato di pensare: possibile che per tenere in vita due piante serva mezzo armadietto di prodotti?In questo episodio ti porto dentro una scena che vedo spesso, sia nei corsi sia dai clienti: qualcuno fa fuori tutto con lo spray “risolutivo” e, senza volerlo, crea un vuoto biologico.Cioè un posto dove non resta più nessuno a tenere a bada i fastidi.E quando arriva il primo insetto “furbo”, trova il tavolo apparecchiato: niente predatori, niente antagonisti, zero equilibrio.Risultato: ti ritrovi ospiti che prima nemmeno conoscevi… e fanno festa. Poi parliamo di una cosa che pesa davvero sul successo del tuo giardino: il progetto.Se scegli piante giuste per luce, suolo e acqua, ti togli un sacco di lavori e di spese.Se invece compri a caso perché “ti piace”, finisci per collezionare tentativi, delusioni e la solita frase: “Io ho il pollice nero”.Spoiler: spesso è solo un progetto assente.Entriamo anche nel tema terrazzi e vasi “vecchi”, quelli con zolle dure e stanche.Qui ti racconto due mosse concrete che uso spesso: leonardite e micorrize.Non come magia, come aiuto pratico per ridare struttura, aria e vita al substrato.E ti spiego pure perché un terrazzo, se lo imposti bene, può arrivare a un equilibrio vero in circa dieci anni, con manutenzione sensata e poche cure mirate.Chiudiamo con una riflessione schietta: non è lo spruzzo che ti salva, è la gestione.E quando ti viene voglia di “disinfettare” tutto, fermati un secondo.Forse stai solo preparando il terreno al prossimo problema.
Cultismo tutto. Il freddo inverno circondava la sua mangione con una stretta inevitabile. Il ghiaccio si accumulava tra le pieghe degli infissi e la luce di un sole pallido e morente si faceva strada a malapena attraverso il pesante tendaggio. Al centro della grande stanza ovale, un letto. Al centro del letto, il DucaConte. Al centro del DucaConte, un sentimento di profonda malinconia. Due episodi persi nel giro di un mese. Chi sono, io? Si chiese, mentre allungava lentamente il braccio per accarezzare il manuale in pelle di Cani della Vigna. Fissò per un attimo la sua attenzione sul grande scaffale con la big box di Thunder Road Vendetta ancora incellophanata. Il suo sguardo si fece meno vuoto. Aprì Vinted con mano tremolante. Ancora zero offerte per la sua copia usata di Blitz Bowl a 899€. Un prezzo onesto, ma forse era giusto così. Forse, era il destino che gli stava dicendo che certi giochi non si devono vendere. Chi lo sa. “Tonerò”, pensò, cupo, ma con un debole raggio di luce a illuminare il grande naso adunco. L'ombra che proiettava sul muro, si mosse. Buon ascolto, e come sempre… Ci vediamo dall'altra parte!PS Va beh algoritmo, ecco i titoli di questo episodio: Maestro Makatsu, Storyfold, Abomination: The Heir of Frankenstein. A posto, grazie. Alla prossima, ciao. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dunwich-buyers-club--2814177/support.
Scopri il DOCUMENTO SEGRETO delle Banche (che ti farà guadagnare tantissimi soldi): https://bit.ly/4eOttaP----Comprare casa a Milano è il miglior investimento?Ha senso nel 2026 comprare casa a Milano?Qualche settimana fa ho scritto un post su LinkedIn sul tema che ha viralizzato: oggi ne parlo con Francesco Rassu, consulente strategico con esperienza in campo finanziario e immobiliare, e una delle voci del podcast "Finanza, Pizza e Mandolino".Per approfondire: https://cisf.famigliacristiana.it/canale/cisf/cisf-family-report-2024.aspx---Francesco Rassu: https://www.linkedin.com/in/francesco-rassu/Post LinkedIn di cui parliamo: https://bit.ly/40lwDgaPodcast "Finanza, pizza e mandolino": @FinanzaPizzaMandolino---Nello specifico vedremo:Leggiamo il post su LinkedInDa dove arriva la domanda?La flat tax incide sulla domandaI prezzi a Milano sono scesi nell'ultimo annoIl concetto di affordabilitySolo il 47% del mercato si basa sul mutuoIl 70% degli under 35 acquista la prima casa con gli aiuti familiariI numeri di MilanoIl trend della domanda a Milano negli anni cresceràUn esempio di compravenditaIl rendimento di un bilocale a MilanoConfronto per scegliere affitto o compravenditaClub Deal ImmobiliareCompriamo o no a Milano?Cosa ne pensi?Prenota una sessione gratuita con il team di Affari Miei, ti guideremo nella scelta delle soluzioni più adatte a te: https://bit.ly/3ZHtAg2
Trump e Vance (forse) abbassano i toni (interni)
Secondo voci sempre più insistenti Igli Tare sarebbe tentato di lasciare il Milan per dissidi e divergenze di vedute con l'ad Giorgio Furlani.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
OpenClaw e NanoClaw - il team programmato a paroleBello. Comodo. Ideale. Forse un po' troppo ?Le tendenze sono chiare. Le preoccupazioni pure. E nel frattempo ?Io vado in una soluzione mediana, piu' moderata, ma senza abbandonare il vibe coding quando serve.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Evviva!
Aandelenmarkten ogen tamelijk rustig, maar onderliggend kolkt het. Sommige aandelen zijn met meer dan 30% gestegen, andere met eenzelfde percentage gedaald. In deze aflevering bespreken we waar kansen en risico's liggen. Ook zoomen we in op themabeleggen: welke beleggingthema's zijn in de mode en welke juist niet?
“The springtime reminds me of…” cantano i Touch Girl Apple Blossom nella canzone che apre la scaletta di questa sera, ma non finiscono mai la frase. La ripetono varie volte ma non finiscono mai quella frase. Forse ci stanno dicendo che, in fondo, dentro di te sai bene cosa ti ricorda la primavera, ma non […]
Unisciti alla ribellione su Telegram – Iscriviti alla newsletter – Supportaci su Patreon Che cos'è Kingdom Hearts? Una stronzata. Vero ma una stronzata che un tempo aveva senso di esistere. È sempre stato un prodotto di natura commerciale, come tutti i cross-over, eppure nonostante sia nato quasi per scherzo inizialmente aveva una sua identità, una sua anima, un cuore (lo so, lo so). Le atmosfere fiabesche hanno lasciato il passo a un mood pre-adolescenziale degno dei peggiori battle shonen, l'ispirazione artistica è diventata un pigro copiaincolla e alla fine vuoto e oscurità hanno vinto sulla luce. E allora che è successo? Forse è successo che non si dovrebbe dare a un character designer il ruolo in cabina di comando eppure resta il fatto che all'inizio qualcosa di buono c'era. Sarà stato il successo inaspettato, la fatica di gestire personaggi e licenze, non lo so ma il gioco che era nato quasi scherzando è diventato effettivamente uno scherzo. Uno scherzo di pessimo gusto però. Capitoli: 00:00 Introduzione a Kingdom Hearts 03:03 Crossover e la loro natura commerciale 04:28 L'affetto per Kingdom Hearts 11:36 Personaggi e dinamiche di gioco 18:07 Chain of Memories e la sua importanza 26:01 Kingdom Hearts 2 e l'evoluzione della trama 33:52 358/2 Days e le sue problematiche 39:18 Conclusioni e anticipazioni sulla prossima parte
In un ampio studio prospettico, chi consumava formaggi ad alto contenuto di grassi e panna intera mostrava un rischio più basso di demenza negli anni successivi. Una sfida alle raccomandazioni tradizionali sul “tagliare i grassi”? Forse, di sicuro non tutti i grassi sono uguali, e la forma alimentare che li veicola conta. “Grasso nel contesto del formaggio” ≠ “grasso isolato”. Occorre tuttavia prudenza, poiché lo studio è osservazionale, e la complessità dei dati più elevata.
L'inizio del 2026 è stato il più mortale di sempre per i migranti nel Mediterraneo ma la cifra non scandalizza, non smuove più nulla. Forse siamo rassegnati o anche solo annoiati. I racconti di chi arriva tra noi ci mettono in contatto con una umanità che si sottrae a ogni astrazione. Può aiutare a superare l'assuefazione e le paure? Dimmi (Diari Multimediali Migranti), Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano Questo e gli altri podcast gratuiti del Post sono possibili grazie a chi si abbona al Post e ne sostiene il lavoro. Se vuoi fare la tua parte, abbonati al Post. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Iscriviti al periodo di prova ad un euro al mese su shopify.it In questa puntata della rubrica “La parola della settimana” parliamo di possibilità. Quante volte diciamo “è impossibile” quando in realtà dovremmo dire “non ancora”? Partendo dal vocabolario e dalla distinzione tra possibilità logica e possibilità reale, esploriamo perché molti sogni nel cassetto non sono davvero impossibili, sono solo possibilità per cui non abbiamo ancora creato le condizioni
Forse "inclusivo" non è il termine migliore, come dice Mario. Ma di sicuro il rugby della Brancaleone non è solo uno sport di combattimento e contatto, ma uno sport...beh. Molto Umano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Questo episodio è dedicato a come riconoscere la modalità minore.Ascoltiamo subito Bella ciao. E' l'esempio migliore in assoluto della modalità minore perché è una canzone famosissima, conosciuta internazionalmente, ed essendo anche cantata è più facile da ricordare. La conosce anche chi non la ascolta attivamente, cioè anche chi non sceglie di ascoltarla, chi non ha studi musicali, ed è un tema transgenerazionale, che conoscono tutti a prescindere dall'età che hanno. E' un canto chiaramente in minore: non espande, non addolcisce, guarda in faccia alla realtà nella sua crudità e proprio per questo non consola, non è depressivo né lamentoso. E' seria. E' una dichiarazione di ciò che la realtà è. Giusto una curiosità di tipo culturale: Bella ciao deriva da un canto popolare di lavoro delle mondine nelle risaie italiane, con testi sulla fatica e lo sfruttamento, e solo dopo la Seconda Guerra mondiale è diventato l'inno simbolico della Resistenza partigiana contro fascismo e nazismo. Ti faccio sentire un brano di questo canto nella versione di una cantante, Milva, appassionata cultrice di canti popolari! Milva ha amato, interpretato e valorizzato canti popolari e “impegnati”, portandoli anche nei palcoscenici principali e incidendoli nei suoi album. Quella che nasce dalla fatica e dalla durezza del lavoro delle mondine, e che negli anni è stata poi trasformata in un canto di lotta politica e simbolo di libertà. Oggi, è diventata un inno cantato in tutto il mondo, oltre che per questioni politiche e sociali anche grazie alla serie “La casa de Papel”. In questo episodio del podcast ti faccio ascoltare brani che sono già nella tua memoria sonora e ti aiuto a creare una categoria identificativa della modalità minore. Sono tutti brani tratti di una selezione sonora intuitiva, immediatamente riconoscibile e internazionale, tutta roba che “suona minore” anche a chi non sa cosa sia una scala.Non sono musicista, non ho intenzione di usare tecnicismi che non padroneggio neppure io. Il mio mantra resta lo stesso: zero tecnicismi, sentire prima di sapere e sfruttare competenze e conoscenze che hai già, in modo da organizzarle.Ascoltiamo Greensleeves. E' una delle melodie più antiche e riconoscibili della tradizione europea. Famosa anche per essere stata affiancata alle melodie natalizie.Intima, narrativa, essenziale. Il minore qui non è drammatico, non è teatrale: è raccolto, ti accompagna dentro una storia, non ti spinge chissà dove nella fantasia. Altro esempio famosissimo, di cui forse non conosci il titolo ma di certo conosci il tema musicale: Sonata al chiaro di luna – primo movimento, di Ludwig van Beethoven. E' probabilmente uno dei brani in minore più conosciuti al mondo. Lento, ipnotico, sospeso. Il minore qui non chiede azione, non chiede energia: chiede ascolto interno, presenza, silenzio. Continuiamo con un esempio pop internazionale: Eleanor Rigby dei Beatles. Il minore, in questo brano racconta un clima sobrio, reale, quotidiano. Enuncia semplicemente le cose come un dato di fatto: è spoglio, umano, diretto, non cerca commozione facile, niente di melodrammatico. Proseguiamo con una sigla che conosciamo da sempre: Heidi Una sigla per bambini, eppure chiaramente in minore. Esprime una atmosfera nostalgica, tenera, intima. Il minore qui racconta di una realtà, non spaventa, non opprime, è quindi accessibile anche all'infanzia. Parla di casa, memoria, legame. Non c'è tristezza o clima “pesante” ma solo calma e fotografia di una realtà. Ascoltiamo una ninnananna che definirei universale, forse la più cantata. Forse ce l'hai in mente così: suonata con il carillon. E' la ninnananna di Brahms. Originariamente cantata (ti faccio sentire un brano), viene tradott ain altre lingue e cantata ovunque, riconosciuta da chiunque. Il minore qui è avvolgente, rassicurante, non stimola ma calma. Il minore non è tristezza obbligatoria. Così come il maggiore non è “allegria obbligatoria”! È interiorità, è densità emotiva, è uno spazio più raccolto. Se il maggiore è piena luce in un giorno di sole con il cielo azzurro, il minore è come stare in una stanza con una luce più morbida. Non stai peggio. Respiri diversamente. Se facciamo un'analisi percettiva, possiamo dire che il minore ha alcune caratteristiche molto chiare: lo spazio sonoro si contrae e diventa intimo, privato, quindi l'attenzione si sposta verso l'interno, non genera una spinta immediata all'azione, e porta invece alla presenza. Gli esempi che ho usato appartengono a un repertorio occidentale, non sono universali in senso assoluto. Ma la sensazione che producono, di raccoglimento, presenza, descrizione di una immagine reale, è riconosciuta da moltissimi esseri umani, anche in culture musicali molto diverse. Cambiano i sistemi musicali. Cambiano i nomi. Ma corpo ed emozioni no. Sono Sabina Todaro mi occupo di flamenco e di danze e musiche del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, a Il Mosaico Danza, e un lavoro sull'espressione delle emozioni che ho chiamato Lyrical Arab Dance. Vediamo come si utilizza il minore nel flamenco. Dato che il flamenco non nasce per rassicurare, ma per raccontare l'esperienza umana per come è, il minore si adatta perfettamente, descrivendo la presenza nell'esperienza. Pochissimi palos vivono stabilmente nel minore molti lo attraversano, lo evocano. I palos che si svolgono su modalità minore: Farruca, Tango de Malaga, lo stile di Fandango de Huelva di Cabezas Rubias, tango de Triana o del Titi, Milonga, Vidalita. La petenera gioca sulla modalità minore, ma non è solo in modalità minore: utilizza un linguaggio tonale instabile in area minore. Vai ad ascoltare i podcast sulla Petenera, se hai la curiosità. Ci sarà un podcast dedicato a chiarire il concetto di tonale e di modale, queste parolacce che fanno impazzire noi che abbiamo la formazione di teoria musicale che si limita alla teoria musicale delle medie con il flauto dolce. Ossia: zero.Molti palos utilizzano in parte il linguaggio minore: Mariana, Granaina, Media granaina, Mirabrás (attraversa maggiore, minore e modalità flamenca), Alegrías de Córdoba, alcuni Fandangos personales, Fandango de Huelva (molte strofe in area minore, con remate in modalità flamenca). Come sempre, ti invito a sfruttare competenze e conoscenze che hai già, e semplicemente ti aiuto a riunirle sotto un nome, a dar loro una casa
Era da tanto che non si parlava di cacca in questo podcast, ed eccoci a rimediare con uno degli eventi più iconici in fatto di escrementi. Signore e signori, questa è l’incredibile storia della Grande Puzza di Londra, il periodo nauseabondo in cui tonnellate di cacca resero invivibile una delle città più potenti del pianeta. Sconsiglio vivamente in caso di viaggi nel tempo, a meno che non siate esperti nel costruire sistemi fognari, perché in quel caso la parola d’ordine sarebbe BUDGET ILLIMITATO.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Forse i nostri genitori avevano davvero ragione, il problema è quel maledetto telefono e sembra che la Gen Z lo stia capendo a proprie spese. In questa puntata, Beatrice e Laura riflettono sul loro rapporto con il telefono e i social, e si danno consigli su come vivere di più fuori dallo schermo.•••Iniziativa autonoma dellə studentə #UNINT che si avvale del finanziamento dell'Università degli Studi Internazionali di Roma
Elena Brandi Castellani"Pescatori di ombre"Edizioni Extemporawww.edizioniextempora.itTutto è racconto in queste nove storie fittonanti alla luce e all'ombra di uno sfumato affresco senese. Uno sguardo dentro la città fatto di richiami fiabeschi, di personaggi immersi nei sensi, inafferrabili, con l'inquietudine che si cela nel quotidiano. Nove narrazioni liberate per restituirle all'invisibile come si fa con i rapaci feriti quando un'ala guarisce. Forse ombre e luci dell'autrice.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessio si è presentato in studio con una camicia nuova, molto colorata e... decisamente vistosa! L'acquisto diventa l'occasione perfetta per Katia e Alessio per esplorare il colorato mondo dei modi di dire italiani legati all'abbigliamento.In questo episodio di
In questa puntata partiamo dalle bollette, con l'aumento della soglia Isee per accedere ai bonus sociali su luce, gas, acqua e rifiuti; ci spostiamo poi sulla scuola perché dal prossimo anno per entrare nel registro elettronico serviranno Spid o carta d'identità elettronica; passiamo a Sanremo, dove la Rai ha chiarito che pubblicità, messaggi politici o gesti fuori linea sul palco saranno responsabilità esclusiva degli artisti; infine, ti racconto la storia di Emanuele. Se vuoi dirmi le difficoltà e le sfide che, come giovane, incontri nella tua vita quotidiana o, semplicemente, la tua opinione sulle notizie di oggi, scrivimi in DM su Instagram, mi trovi come Angelica Migliorisi. Per approfondire: Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Matteo Auciello"Tecniche miste di trasformazione"il ramo e la foglia edizioniwww.ilramoelafogliaedizioni.itDopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, nell'estate del 1978, la tensione degli attentati è continua e palpabile, si respira confusa allo smog e al caos delle città. In questa nube di ansia collettiva si muove lo psicoanalista Nicola Severino, un uomo solitario e introverso, diviso tra l'attrazione per Enrica, sua giovane paziente, e l'amicizia di Monica, vecchia compagna di militanza. Quando Enrica e Michele, il suo ragazzo, si ritrovano arruolati nei Proletari Armati per la Rivoluzione, una scombinata formazione marxista-leninista, tutto precipita. Michele resta ferito in una rapina di autofinanziamento, Enrica scompare di casa, Nicola e Monica si avventurano sulle loro tracce. In questa deriva si compone l'atmosfera di Tecniche miste di trasformazione, che segue i personaggi nelle loro traiettorie instabili, mosse dal caso e dalle intermittenze del desiderio, più che dal rigore dell'ideologia.Combinando introspezione e ironia, il romanzo di esordio di Matteo Auciello mette insieme lotta armata e psicoanalisi, entrambe “tecniche di trasformazione”, per evocare le trasformazioni della società italiana sul finire degli Anni di piombo.*«Così quelle vite individuali si muovevano, quella di Nicola e dei passanti, quella di chiunque altro in quell'ora sonnolenta. Gli attentati si erano fatti più frequenti, alla televisione si vedevano più spesso le vittime, i loro corpi sgranati sullo schermo, le sagome coperte da un lenzuolo. Ma non era facile seguire tutti i fatti, Nicola non guardava la TV. Lui leggeva i quotidiani, L'Unità, qualche volta Il Manifesto. Forse qualcuno teneva il conto delle azioni armate, forse le classificava secondo la matrice, neofascista o comunista rivoluzionaria, forse secondo il tipo di arma, forse secondo il luogo o il giorno, l'ora, la stagione.»Matteo Auciello è nato nel 1969 a Pescara, dove vive e lavora. Come attore teatrale ha realizzato spettacoli da autori come Rimbaud, Büchner, Foster Wallace. Ha pubblicato un libro di poesia, Dove ora sono (Italic, 2013), Premio Gozzano Opera Prima. Tecniche miste di trasformazione è il suo esordio narrativo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Maurizio Zanari"Le scritture del Grande Infante"Sull'opera-vita di Enzo MoscatoCronopio Edizioniwww.cronopio.ita cura di Claudio Affinito, Antonia Lezza, Matteo Palumbo, Maurizio ZanardiL'idea di un libro collettivo dedicato alle scritture di Enzo Moscato è insorta tra noi di Cronopio dopo la pubblicazione di Archeologia del sangue, di cui Moscato prometteva un seguito che aveva già cominciato a scrivere prima della sua scomparsa. Archeologia del sangue ci aveva così colpiti, commossi e rallegrati, da imporci di segnalare che qui, a Napoli, viveva non solo un'ineguagliabile creatura teatrale, ma anche un essere che si dedicava infaticabile, nella luce e nell'ombra, nel rischio dell'andare in scena e nella protezione di uno spazio appartato – quella esigenza di “clandestinità” che aveva condiviso col “compagnello di giocate” Antonio Neiwiller – all'invenzione di scritture, teatrali, filosofiche, linguistiche, letterarie. musicali.Enzo Moscato è stato un drammaturgo, attore e sceneggiatore italiano. Prolifico autore e interprete teatrale nonché cantante, esordisce in Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone. Prete «pop» in Libera (1993) di Pappi Corsicato, è voce melodica di una Napoli tra grazia e perdizione in Rasoi (1993), ancora di Martone, di cui è anche co-sceneggiatore. Surreale Gesù in una sacra rappresentazione a basso costo (Viaggio clandestino - Vite di santi e di peccatori, 1994, di R. Ruiz), in Pozzi d'amore, episodio di I racconti di Vittoria (1995) di A. De Lillo tratto da una sua pièce, monologa sulla morte. Sempre per la De Lillo è il travestito autorecluso protagonista di Maruzzella, episodio del collettivo I vesuviani (1997), e il pensatore illuminista Gaetano Filangieri in Il resto di niente (2005) di A. De Lillo. In Mater natura (2006) di M. Andrei assume le ambigue e divertite vesti di Europa.Come drammaturgo la sua opera è ambientata in larga parte nei Quartieri Spagnoli dove Moscato è cresciuto, come il monologo «Luparella» (1997), «Toledo suite» (2011) e i racconti di «Tempo che fu di Scioscia» (2014).Ha raccontato la sua vita nel libro autobiografico Archeologia del sangue (1948-1961) (Cronopio 2020), finalista al Premio Napoli.«La mia lingua teatrale – in verità un misto multi sonoro e ritmico di napoletano a altri idiomi (italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco, latino, saraceno…) – un po' è inventata, artificiale, costruita “sub vitro” come in un'officina alchemica, privata e segretissima, un po' è il ricalco esagerato, iperbolico, ridondante del caos multietnico-poliglottico che ci gira, ai tempi nostri, attorno».Enzo Moscato è morto a Napoli nel 2023. Così ha dichiarato Mario Martone: «Dobbiamo ricordare Enzo Moscato non solo come grande artista di teatro, ma come poeta. Forse il più straordinario poeta che Napoli abbia espresso negli ultimi decenni».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La Gatta GianninaLa gatta Giannina viveva in una casa con il giardino. Il muro di cinta confinava da un lato con un parco dove i bambini si ritrovavano per giocare. Il paese era piccolo ma grazioso — dai davanzali delle case, vasi di gerani e di petunie scendevano come cascate colorate.La sua padrona, la Signora Mafalda, la portava spesso in giro per il centro abitato. Tutti i bambini la conoscevano e appena la vedevano le correvano incontro facendole feste a non finire.Giannina era una grande giocherellona. Durante la giornata si divertiva a rincorrere lucertole, cacciare insetti, farfalle e tutto ciò che si muoveva. Per riposarsi si sdraiava al sole sulle pietre calde e poi andava a rinfrescarsi tra i fili d'erba. Nel giardino, tra il melograno, il limone e l'ulivo dalle foglie argentate, lei e Mafalda passavano i pomeriggi a giocare insieme.Ma un giorno Mafalda iniziò a notare qualcosa di strano. Giannina saltava per cacciare, ma sbagliava la mira e finiva tra i cespugli di rose. "Ohi, ohi, ohi! Mi sono bucata e la mia coda è impigliata fra i rami!" miagolava. Scansava per miracolo gli alberi dove prima saliva con sicurezza. Raggiungeva le ciotole dell'acqua e del cibo con andatura incerta.Preoccupata, Mafalda la portò dal Veterinario.Dopo aver ascoltato le strane avventure della micina, il Dottore sorrise e con aria saggia diede la sua sentenza: "Questa gattina non ci vede bene. Ha bisogno degli occhiali."Detto fatto, in quattro e quattr'otto il veterinario cercò in una vetrina piena di montature per animali domestici e, trovata quella perfetta, esclamò: "Ecco qua un paio di occhiali da signora elegante!"Appena poggiati sul musetto simpatico di Giannina, la gatta si guardò intorno meravigliata. Vedeva tutto più chiaro! Si strofinò alle gambe del Veterinario e saltò fra le braccia di Mafalda come per ringraziarla.Il Dottore, colpito dalla sua dolcezza, le fece un regalo speciale: una catenella dorata con al centro una piccola perla che brillava di luce propria. Sussurrando, le disse: "Se chiudi gli occhi e sfiori questa perla con il nasino, entrerai in possesso di poteri magici che solo tu avrai. Serviranno per aiutare gli altri."Giannina pensò che forse quel Veterinario era anche un Mago, ma non disse niente a Mafalda. Era un segreto fra lei e lo strano Dottore.Sulla strada di ritorno, qualcuno si girava a guardarla pensando: quella gatta sembra misteriosa, c'è qualcosa che luccica intorno a lei.A casa, il primo desiderio di Giannina fu di salire su una sedia e mettersi a guardare dalla finestra. I fiori brillavano nei loro colori e perfino l'erba era di un verde lucente come coperta di rugiada. Sorrideva felice come non mai.Mafalda, partecipe della sua gioia, decise di portarla al parco.Arrivarono in un baleno. Gli scoiattoli sgambettavano sugli alberi, gli uccellini cantando volavano da un ramo all'altro. Piccoli animali sbucavano da ogni parte e i bambini li seguivano curiosi — correvano con le lucertole, saltavano con le farfalle che danzavano nell'aria, mentre le rosse coccinelle si posavano sulla loro pelle come portafortuna.Dopo rincorse, scivolate e girotondi, i bambini si sedettero sul prato per la merenda. Dagli zainetti colorati uscirono spuntini appetitosi.Fu allora che arrivarono."Vriiip! Vriiip! Vriiip!"A tutta birra, un plotone di formiche sfrecciava su micromoto rombanti. Portavano mini caschi lucidi in testa, occhialini tondi sugli occhi e stivaletti minuscoli alle zampette. Frenarono di colpo davanti ai bambini, sollevando nuvolette di polvere."Pista! Ci siamo anche noi!" gridò la formica capo, alzando la visiera del casco. "Possiamo raccogliere le briciole?"I bambini risero a crepapelle. "Sì, sì! Sgranocchiate quante briciole volete!"Le formiche parcheggiarono le micromoto in fila ordinata, si tolsero i caschi con gesti teatrali, e si misero al lavoro trasportando briciole grandi il doppio di loro, cantando una canzoncina di marcia.In questa atmosfera gioiosa, Giannina e Mafalda camminavano sui vialetti. E improvvisamente, al loro passaggio, gli alberi piegarono i rami come in un inchino e le foglie frusciarono in segno di saluto. Le rose nelle aiuole schiusero le loro corolle e iniziarono a cantare. Le lucertole batterono le code sul terreno come su un tamburo: "Rattatatà! Rattatatà!" E i millepiedi si misero a ballare il tip tap al ritmo allegro."Oh cielo, questa è una grande baraonda!" esclamò Giannina, che iniziava a sentire un'aura misteriosa intorno a sé.Non poté fare a meno di pensare al Veterinario Mago. Quali potevano essere i poteri magici di cui era in possesso? E cosa sarebbe successo toccando la perla con il nasino?Lo disse a Mafalda, che portava un libro di favole sotto il braccio. Si guardarono e, capendosi al volo, presero la palla al balzo.Giannina riunì i bambini in un girotondo. Alcuni arrivarono velocemente, altri più timidi si unirono con calma. Anche le formiche, con la pancia piena, indossarono di nuovo i mini caschi, fecero un ultimo giro rombante sulle micromoto, poi scesero e si avvicinarono al gruppo.Era il momento giusto.Giannina chiuse gli occhi e sfiorò la perla magica con il nasino. Una scintilla dorata brillò nell'aria. Prese il libro dalle mani di Mafalda, lo aprì, e scelse la favola che sembrava attenderla, luccicando tra le pagine.Con voce dolce, iniziò a leggere."C'era una volta un coniglietto che viveva nel bosco. Inciampava nelle radici sporgenti degli alberi e nei sassolini. A scuola sbagliava a leggere le lettere e i numeri, così non voleva più andarci. Quando la maestra vedeva i suoi disegni gli diceva: 'Bravo!' Lo stesso facevano la mamma e il babbo: 'Bravo!' Ma a lui i colori sembravano sbiaditi. La verità era che non ci vedeva bene, ma invece di dirlo, scappava via e si nascondeva in una tana sotto un albero parlante. E l'albero, con il fruscio delle foglie, gli sussurrò un segreto: parla con i tuoi genitori. Così fece, e loro lo aiutarono a mettersi gli occhiali. E il mondo tornò bellissimo."Giannina chiuse il libro. Aveva capito: con la perla magica poteva leggere nel cuore dei bambini, scoprendo emozioni e segreti da portare alla luce."Sapete," disse ai piccoli ascoltatori, "anch'io fino a poco tempo fa non ci vedevo bene. Ma ho messo questi occhiali e puff! Il mondo è diventato più chiaro e bellissimo."Un bambino le si avvicinò, quasi vergognandosi, e le sussurrò all'orecchio: "Forse anch'io ne ho bisogno, come te."Giannina lo accarezzò dolcemente. "Io ti ho aiutato ad aprire il tuo cuore. Ora parla con i tuoi genitori, e tutto sarà risolto."Fu allora che un coniglietto apparve all'improvviso tra i cespugli. Si avvicinò a Giannina, la abbracciò e le disse: "Tu sei magicamente magica!"E — non ci credereste — quel coniglietto portava un bel paio di occhialini colorati.Da quel giorno Giannina prese per mano i bambini del paese, insegnando loro a credere in se stessi e ad avere fiducia. Diventò la mascotte con gli occhiali magici, e tutti volevano indossarli come lei.Ma la vera meraviglia era come ora vedeva il mondo dalla finestra: più luminoso, più colorato, più vivo. E ogni sera, prima di addormentarsi, sfiorava la perla con il nasino e sorrideva, sapendo che il giorno dopo avrebbe aiutato qualcun altro a vedere il mondo con occhi nuovi.Sembrava quasi fosse stato un sogno. Ma si sa, realtà e fantasia si prendono spesso per mano.— Scritta da Lucia & Marco Ciappelli Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Scadrà a luglio del 2026 l'autorizzazione per la permanenza del rigassificatore Italis Lng (ex Golar Tundra) nel porto di Piombino (Livorno). Ora Snam, la società che lo gestisce, ha chiesto, anche in mancanza di un'alternativa, che resti a Piombino.Ne parliamo con Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.Mentre le truppe di alcuni Paesi europei sono già arrivate in Groenlandia per una missione esplorativa, l'Italia presenta la sua nuova strategia per l'Artico.Ne parliamo con un esperto.
LA BIBLIOTECA SEGRETA DI LEOPOLDO Certa gente è strana,gli piace passare le serate a leggere libri. Altri sono ancora più strani —credono alla magia che si trova tra le pagine,alle avventure fantastiche,alle storie di amori impossibili,ai fantasmi che girano fra i vivie pensano che tutto ciò che non esiste —forse invece sì. In breve, questa storia è per quelli un po' stranicome me e te —insomma, per quelli che. Allora… ascolta bene. Se dal centro del paese prendi la via per il monte,trovi una villa vecchia e nobile,che è lì da tanto tempo.Saranno sì e no 350 anniche sta lì in silenzio,osservando e respirando pianosotto il cielo toscano. Stanze enormi piene di storia,corridoi senza finee finestre grandi come sogni,ma adesso, invece di piatti e statuine di porcellana,sforna storie su carta per chi le vuole leggere. Sì, ora è la biblioteca del paese —un po' fuori mano ma tanto bella.Beh, non si può avere tutto. Insomma, fatto sta che,in una notte d'estate,avvolta da un manto di stellee la luce soffusa di lanterne delicate,la villa si era riempita di voci, musica, sorrisie tante storie raccontate e ascoltate,a voce alta o sussurrate,che si intrecciavano nell'abbraccio della festa. Indubbiamente una serata già speciale,ma fate attenzioneperché qualcosa di ancora più insolito stava per avvenire. Sì, perché anche Elisa era lì.Occhi grandi come il cielo,capelli scuri come la nottee un libro in mano — come sempre. Nonostante tutto quello che le accadeva intorno,Elisa preferiva leggere. Era lì, nel corridoio principale:fra il giardino e la corte interna,a mezza strada fra il sicuro e il forse,seduta su una poltrona un po' troppo grande per lei,immersa in una storia misteriosa e avvincente —in un mondo tutto suo. Gira una pagina, poi un'altra,si accomoda gli occhiali giallie gira un'altra pagina… Quando lentamentel'eco di una musica di pianoforteraggiunse le sue orecchie. Non ci fece tanto attenzione.Credendo che provenisse dal cortilevoltò un'altra pagina — e poi un'altra. Ma in breve tempo si rese contoche le note che sentivanon venivano dal cortile della villama da uno dei suoi corridoi —portate da un vento leggero,da luoghi lontani e senza tempo. Senza pensarci troppo,Elisa si alzò silenziosamente,si mise il libro sotto il braccioe inseguì la musica. Attraversò antichi corridoie stanze con scaffali pieni di volumidi ogni dimensione e colori immaginabili —arcobaleni di pensieri e parole in fila per unoche sembravano non finire mai. Mentre la musica diventava più marcatala luce diminuiva,le stanze che attraversavacominciarono ad apparire dimenticate,le scale di pietra che saliva e scendevaconsumate dal tempo,i corridoi laterali erano ora passaggi scuriilluminati solamente da torce alle pareti,che apparivano e scomparivano nel buiocome respiri. Una scala,una porta di legno socchiusa,un altro passaggio,un'altra scalae ancora stanze e scaffali e libri a non finire. Poi, all'improvviso,una foschia coprì il pavimentocome una marea gentilee davanti a lei una grande tenda pesante —socchiusa. Si intravedeva un po' di lucee poche scalette di legno. Le salì, quelle piccole scale,e la musica la avvolse come un abbraccio. Sul palco, candele fluttuavano nell'ariacome lucciole in una notte senza tempo.E lì, al centro,seduto davanti a un pianoforte piccolo piccolo,c'era un topo. Ma non un topo qualunque. Leopoldo indossava una giacca di tweed verde scuro,pantaloni marroni stirati con cura,e sul musetto, occhiali doratiche brillavano di una saggezza antica e gentile. Le sue dita danzavano sui tasticome se stessero raccontando un segreto. «Benvenuta, Elisa» disse, senza smettere di suonare.«Ti stavo aspettando.» Elisa sbatté gli occhi, incantata.«Come sai il mio nome?» «Ah,» sorrise Leopoldo, lasciando che l'ultima notasi spegnesse dolcemente nell'aria,«chi ama le storie riconosce sempre chi le cerca.» Si alzò, si aggiustò la giacca con un gesto elegante,e la guardò con occhi pieni di stelle. «Sai dove sei?» «Nella biblioteca del paese,» rispose Elisa,ma la sua voce tremava un po',come se sapesse che la risposta era un'altra. «Quella la conoscono tutti,» disse Leopoldo,scendendo piano dal palco.«Ogni paese ne ha una che tutti conoscono.Ma ogni paese ne ha anche un'altra —una che quasi nessuno trova.» Fece una pausa, gli occhi che brillavano. «Tu hai trovato la seconda.» --- Leopoldo la guidò verso una grande porta di legnoche Elisa avrebbe giurato non esserci un attimo prima.Si aprì lentamente, senza rumore,come un sospiro trattenuto troppo a lungo. E quello che vide le tolse il fiato. Scaffali infiniti si arrampicavano verso l'alto,scendevano verso il basso,si estendevano in ogni direzionecome spirali di galassie fatte di carta e sogni.Candele galleggiavano ovunque,illuminando libri che sembravano respirare,pulsare piano,come cuori addormentati. «Che posto è questo?» sussurrò Elisa. «Questa,» disse Leopoldo camminando tra gli scaffali,«è la biblioteca dei libri mai scritti.» Elisa lo seguì, confusa.«Libri mai scritti? Ma come possono esistere?» Leopoldo si fermò, si voltò,e la guardò con dolcezza infinita. «Ogni storia sognata esiste, Elisa.Ogni avventura immaginata prima di dormire.Ogni racconto pensato ma mai messo su carta.Vivono tutti qui,al confine tra il mondo e il sogno,aspettando.» --- Si fermarono davanti a uno scaffale. Leopoldo indicò un libro piccolo,rilegato in blu come un cielo d'estate. «Toccalo,» disse piano. Elisa allungò la mano, esitante,e sfiorò la copertina. Un calore gentile le attraversò le dita.E per un istante — solo un istante —sentì una risata di bambino,vide un drago fatto di nuvole,e un castello costruito con cuscini e coperte. «Questo,» disse Leopoldo,«era il sogno di un bambino di sei anni.Una storia che raccontava ogni sera al suo orsacchiotto.Non l'ha mai scritta.Ma esiste. Vedi? Esiste.» Elisa sorrise, il cuore leggero. --- Camminarono ancora,tra corridoi di storie silenziose,finché Leopoldo si fermò davanti a un altro libro. Questo era diverso.Più grande, rilegato in pelle scura,con lettere dorate che sembravano tremare. «E questo?» chiese Elisa, piano. «Questo,» disse Leopoldo,e la sua voce si fece morbida come una carezza,«apparteneva a una nonna.» Elisa lo toccò. E sentì qualcosa di diverso. Non una risata, questa volta.Ma una voce calda, lontana,che raccontava di una bambina coraggiosache attraversava un bosco incantatoper portare la luce a un villaggio dimenticato. «Era la storia che voleva lasciare ai suoi nipoti,»spiegò Leopoldo.«Ma il tempo... il tempo a volte corre più veloce dei sogni.Non ha fatto in tempo a scriverla.» Elisa sentì gli occhi pizzicare. «Ma è qui,» sussurrò. «È qui,» confermò Leopoldo.«Per sempre.» --- Continuarono a camminare, in silenzio,finché arrivarono a uno scaffale diverso dagli altri. Era quasi vuoto.Solo pochi libri, distanziati,e tanti spazi aperti, in attesa. Al centro, un libro senza titolo. La copertina era bianca, pulita,come neve appena caduta,come una pagina che aspetta il primo segno. «Posso?» chiese Elisa. Leopoldo annuì. Lo toccò. Niente.Nessun calore. Nessuna voce.Solo silenzio.Ma un silenzio pieno,come un respiro trattenuto. «Questo libro è vuoto,» disse Elisa, sorpresa. «Non ancora scritto,» corresse Leopoldo.«Nemmeno sognato. Non ancora.Aspetta qualcuno che trovi il coraggiodi immaginarlo.» Si voltò verso di lei,e i suoi occhi brillaronocome le candele che fluttuavano intorno. «Forse aspetta te.Forse aspetta qualcun altro.Ma aspetta.» --- Elisa rimase ferma,a guardare quel libro bianco. E capì. Capì che ogni storia che aveva immaginato,ogni avventura inventata prima di dormire,ogni sogno che credeva perso al risveglio,esisteva da qualche parte. E capì qualcos'altro. Che non bisogna avere paura di scrivere. Perché le storie esistono già —nel cuore, nella mente, nei sogni.Metterle su cartanon è crearle dal nulla.È solo aprire una portae lasciarle uscire. --- «Devo andare, vero?» disse Elisa, piano. Leopoldo sorrise.«Il tuo mondo ti aspetta.Ma ora sai che questo posto esiste.E sai che ogni storia che sogneraiavrà sempre un posto qui,che tu la scriva o no.» Fece una pausa. «Ma se la scrivi,» aggiunse con un sorriso furbo,«potrà vivere anche là fuori.E quella, mia cara, è un'altra magia ancora.» --- Elisa si ritrovò nel corridoio della villa,seduta sulla poltrona un po' troppo grande per lei,il libro ancora sotto il braccio. La festa continuava,voci e musica e risate,come se il tempo non fosse mai passato. Ma qualcosa era cambiato. Lei era cambiata. Aprì il libro che stava leggendo,guardò le pagine,e sorrise. Poi lo chiuse. Perché adesso sapevache le storie più bellenon sono solo quelle che leggiamo. Sono quelle che portiamo dentro,quelle che sogniamo ad occhi aperti,e quelle che un giorno,con un po' di coraggio,osiamo raccontare. --- *— Scritta da Marco Ciappelli* Each story is currently written and narrated in both Italian and English.The translation from Italian (the original language) to English and the reading of the stories are performed using Generative Artificial Intelligence — which perhaps has a touch of magic... We hope it has done a good job!If you like it, make sure to tell your friends, family, and teachers, and subscribe to this podcast to stay updated. You'll be able to read or listen to new stories as soon as they become available. Visit us On The Official Website https://www.storiesottolestelle.com/ Hosted by Simplecast, an AdsWizz company. See pcm.adswizz.com for information about our collection and use of personal data for advertising.
Alberto Cavaglion"Nella notte straniera"Gli ebrei di Saint Martin de VésubieFusta Editorewww.fustaeditore.itTra 1939 e 1943 il susseguirsi di tragici even- ti favorì il convergere lungo l'arco alpino oc- cidentale di una cospicua quantità di ebrei in fuga dalle persecuzioni. Le leggi razziali in Italia, lo scoppio della seconda guerra mon- diale e la conseguente invasione della Fran- cia meridionale da parte degli italiani, poi la conquista di Parigi da parte dei tedeschi for- mularono una sorta di fatale legge di gravità, capace di attrarre decine e decine di famiglie: donne, anziani e bambini, che ripararono prima lungo la costa che unisce la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra (si pensi a Wal- ter Benjamin o Arthur Koestler), poi lungo il versante francese delle Alpi, dalla valle della Vésubie su fino all'Alta Savoia. La maggior parte di loro erano “stranieri”, giunti in Italia dopo il 1933, o fuggiti da Parigi invasa dalle SS. Polacchi, russi, un- gheresi, austriaci. Tra Nizza e Saint Martin vissero un periodo di relativa tranquillità, che di poco precede la fuga attraverso i valichi al- pini al seguito di una armata in rotta. Per una parte di loro l'arrivo in Italia volle dire pri- ma l'internamento nel campo di Borgo San Dalmazzo, poi la deportazione ad Auschwitz. Per i sopravvissuti le valli cuneesi furono ter- ra d'asilo fino alla Liberazione. Una vicenda di grande intensità emotiva, ma un problema non semplice da spiegare per gli storici. Come sciogliere infatti la contraddi- zione di un paese come l'Italia, che s'era dato una legislazione razziale feroce, ma alla fero- cia rinuncia quando si trova a convivere con le strategie di sterminio dell'alleato tedesco e del regime collaborazionista di Vichy?Che cosa fa, di questo libro, qualcosa di diverso da altri su argomenti simili? Forse il fatto che non è solo documento, o cronaca, o descrizione, o rifles- sione, ma un po' tutte queste cose insieme. Andrea Devoto, La Nuova Antologia, 2152, ottobre-dicembre 1984 Le livre suit avec beaucoup de minutie un épisode fort peu connu. Une contribution très attachante qui doit être versée au dossier ouvert par Marrus et Pax- ton dans un ouvrage déja classique. Claude Lévy, Bulletin de la Société d'Histoire de la Deuxième Guerre Mondiale, XVI, 13, 1982 Una scrittura asciutta, la più lontana possibile da ogni giornalistica ricerca di effetti e che perciò non disperde mai l'insuperabile forza del nudo fatto. Lucio Ceva, Il Risorgimento, XXXIV, 1, febbraio 1982 Cavaglion has pieced together the story of several hundred Jews who moved to Nice in the tiny Ital- ian-held part of France after Mussolini's downfall in 1943, hoping (justifiably) that they would be bet- ter treated by the Italians than by the SS. Memoirs, civic, military, parish and hospital records, local ar- chives, diaries and correspondence. John Gatt-Rutter, Fatal flight, Times Literary Supplement, 30 aprile 1982Alberto Cavaglion (Cuneo, 1956) ha insegnato Storia dell'Ebraismo all'U- niversità di Firenze. Nel 2005 con il libro La Resistenza spiegata a mia figlia (terza edizione aggiornata Feltrinelli, 2023) ha vinto il Premio Lo Straniero. Tra i suoi lavori recenti: Verso la Terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matil- de Serao a Pier P. Pasolini (Carocci 2016); Guida a ‘Se questo è un uomo' (Carocci 2020); Decontaminare le memorie. Luo- ghi, libri, sogni (Add editore 2021); La misura dell'inatteso. Ebraismo e cultura italiana 1815-1988 (Viella 2022); La filosofia del pressappoco. Weininger, Sesso e carattere e la cultura del Novecento (Bi- bliotheka 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Fluent Fiction - Italian: Unearthing Siena's Secret: A New Year's Eve Discovery Find the full episode transcript, vocabulary words, and more:fluentfiction.com/it/episode/2025-12-28-08-38-20-it Story Transcript:It: Le campane della Torre del Mangia rintoccavano sulla Piazza del Campo, mentre una leggera neve cadeva sugli antichi mattoni.En: The bells of the Torre del Mangia tolled over Piazza del Campo, as a light snow fell on the ancient bricks.It: Era la vigilia di Capodanno, e l'entusiasmo vibrava in tutta Siena.En: It was New Year's Eve, and excitement vibrated throughout Siena.It: Giovanni, un giovane storico, camminava sotto al cielo d'inverno, la sua mente occupata da pensieri tumultuosi.En: Giovanni, a young historian, walked under the winter sky, his mind occupied by tumultuous thoughts.It: Tra le mani, un'antica lettera trovata accidentalmente nel vecchio studio di suo nonno, piena di simboli e parole criptiche.En: In his hands, an ancient letter accidentally found in his grandfather's old study, full of symbols and cryptic words.It: "La devi lasciare perdere, Giovanni!"En: "You should let it go, Giovanni!"It: disse Luca, come sempre cauto e critico.En: said Luca, as always cautious and critical.It: "Non ti porterà che problemi."En: "It will only bring you trouble."It: Giovanni sorrise al suo amico, scuotendo la testa.En: Giovanni smiled at his friend, shaking his head.It: "Luca, questa è la scoperta della mia vita.En: "Luca, this is the discovery of my life.It: Immagina cosa potrebbe voler dire per Siena... e per me."En: Imagine what it could mean for Siena... and for me."It: Accanto a loro, Elena osservava in silenzio.En: Next to them, Elena watched in silence.It: La sua presenza era avvolta nel mistero, tanto affascinante quanto intimidatoria.En: Her presence was wrapped in mystery, as fascinating as it was intimidating.It: Con la delicatezza di chi conosce segreti antichi, disse: "Forse la storia di cui parlate non è solo vostra.En: With the delicacy of one who knows ancient secrets, she said, "Perhaps the story you're talking about isn't just yours.It: Ci sono cose che bisogna lasciare sepolte."En: There are things that need to remain buried."It: Ma Giovanni non poteva resistere.En: But Giovanni could not resist.It: La lettera parlava di un incontro segreto sotto la piazza, dove sarebbe stato svelato un antico tesoro.En: The letter spoke of a secret meeting under the square, where an ancient treasure would be revealed.It: La sera, mentre le luci della festa illuminavano l'atmosfera, Giovanni seguì le istruzioni della lettera.En: In the evening, as the lights of the festivities lit up the atmosphere, Giovanni followed the letter's instructions.It: Le sue mani tremavano leggermente per il freddo e l'emozione.En: His hands trembled slightly from the cold and excitement.It: Elena lo guidò verso un ingresso nascosto nella pietra della piazza.En: Elena guided him to a hidden entrance in the stone of the square.It: Sotto la neve leggera, una lastra si mosse silenziosamente, rivelando un passaggio.En: Under the light snow, a slab moved silently, revealing a passage.It: Luca, sospirando, seguì Giovanni con riluttanza.En: Luca, sighing, reluctantly followed Giovanni.It: “Non dovremmo farlo,” mormorò.En: "We shouldn't do this," he murmured.It: Il corridoio oscuro li portò a una piccola cripta.En: The dark corridor led them to a small crypt.It: Al centro, un artefatto antico, quasi sepolto nella polvere, giaceva maestoso.En: In the center, an ancient artifact, almost buried in dust, lay majestic.It: Era una scultura di rara bellezza, pura storia nascosta.En: It was a sculpture of rare beauty, pure hidden history.It: "E abbiamo trovato il nostro segreto," sussurrò Giovanni, il cuore traboccante di gioia.En: "And we've found our secret," Giovanni whispered, his heart overflowing with joy.It: Quando tornarono in superficie, la piazza esplodeva di gioia per il nuovo anno.En: When they returned to the surface, the square erupted in joy for the new year.It: Fuochi d'artificio illuminarono il cielo.En: Fireworks lit up the sky.It: Giovanni alzò gli occhi, un sorriso di trionfo sulle labbra.En: Giovanni looked up, a smile of triumph on his lips.It: Luca gli diede una pacca sulla spalla, finalmente colpito dall'importanza di ciò che avevano scoperto.En: Luca patted him on the shoulder, finally struck by the importance of what they had discovered.It: Elena stava a distanza, l'ombra di un sorriso sulle labbra.En: Elena stood at a distance, the shadow of a smile on her lips.It: "La storia ora è tua, Giovanni," disse, prima di allontanarsi verso l'ombra della piazza.En: "The story is yours now, Giovanni," she said, before disappearing into the shadow of the square.It: Giovanni non la vide più, ma il segreto era ormai nelle sue mani.En: Giovanni never saw her again, but the secret was now in his hands.It: La scoperta venne rivelata al mondo e Giovanni ottenne la riconoscenza tanto desiderata.En: The discovery was revealed to the world and Giovanni gained the recognition he so desired.It: Ma più di ogni suo successo, c'era il legame con Luca, rafforzato da avventure e scoperte comuni.En: But more than any of his successes, there was the bond with Luca, strengthened by shared adventures and discoveries.It: Il nuovo anno cominciava con la promessa di nuove storie, di segreti ancora da svelare, e di amicizie che il tempo non avrebbe mai scalfito.En: The new year began with the promise of new stories, secrets yet to be unveiled, and friendships that time would never erode.It: Giovanni si sentiva finalmente in pace con il suo destino, certo che avrebbe sempre amici fedeli al suo fianco.En: Giovanni finally felt at peace with his destiny, certain that he would always have loyal friends by his side. Vocabulary Words:the bells: le campanethe square: la piazzathe bricks: i mattonithe historian: lo storicotumultuous thoughts: pensieri tumultuosithe letter: la letteracryptic words: parole criptichethe caution: la cautelathe mystery: il misterothe delicacy: la delicatezzathe secrets: i segretithe treasure: il tesorothe instructions: le istruzionithe entrance: l'ingressothe stone: la pietrathe passage: il passaggiothe corridor: il corridoiothe crypt: la criptathe artifact: l'artefattothe beauty: la bellezzathe joy: la gioiathe surface: la superficiethe fireworks: i fuochi d'artificiothe shadow: l'ombrathe recognition: la riconoscenzathe bond: il legamethe adventures: le avventurethe discoveries: le scopertethe promise: la promessathe friendships: le amicizie
Le emozioni non seguono il calendario. Forse per te il Natale porta gioia e serenità, o forse porta rabbia e tristezza. Le tue emozioni sono valide, indipendentemente dal giorno rosso sul calendario.In questo episodio ti porto alcune riflessioni per normalizzare qualsiasi cosa tu stia provando.Buon Natale Lascia una recensione e condividiSe il podcast Mamma Superhero ti aiuta, ti fa sentire meno sola e ti fa compagnia nella relazione con tuo figlio, ti chiedo di lasciare una recensione e condividerlo con altri genitori. Questo aiuta il podcast a crescere e mi motiva a continuare a offrire questo servizio gratuito che diffonde il respectful parenting e supporta la genitorialità.*** Seguimi sui socialInstagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero
Quando parli italiano, conoscere le espressioni giuste per ogni situazione è fondamentale quanto sapere la grammatica. Questo articolo ti mostra più di 70 frasi essenziali che gli italiani usano ogni giorno nelle conversazioni normali. Imparerai le espressioni pratiche per salutare, ringraziare, scusarti, chiedere aiuto e molto altro. 50+ Frasi Comuni da Usare in Conversazione in Italia Fase 1: Iniziare una Conversazione L'Importanza delle Domande Aperte Per iniziare bene una conversazione, devi usare domande aperte. Cosa significa? Sono domande che invitano l'altra persona a parlare e a raccontare qualcosa, non solo a dire "sì" o "no". Domande da evitare (sono troppo chiuse): 1. "Tutto bene?" 2. "Va tutto ok?" 3. "Sta bene?" (formale con Lei) Queste domande portano solo a risposte brevi come "sì" o "no", e poi la conversazione si blocca. Domande migliori (aprono la conversazione): 4. "Che mi racconti?" 5. "Come procede?" 6. "Come sta?" (formale) Con queste domande, l'altra persona deve raccontare qualcosa e parlare di più. Se vuoi davvero invitare qualcuno a parlare, usa queste espressioni molto utili: 7. "Che c'è di nuovo?" / 8. "Novità?" Queste sono perfette perché dicono "Raccontami tutto quello che è successo!" Fase 2: Rispondere Quando Ti Chiedono Come Stai Quando qualcuno ti chiede "Come stai?", devi scegliere la risposta giusta per la situazione. Risposte Positive 9. "Bene, grazie!" 10. "Tutto bene!" 11. "Benissimo!" 12. "Sto bene, e tu?" 13. "Alla grande!" (registro informale, significa "molto bene") Usa queste espressioni quando stai bene e vuoi comunicarlo. Risposte Neutre o Moderatamente Negative Attenzione: nei libri di italiano trovi sempre "così così", ma gli italiani quasi mai lo usano davvero! Ecco cosa dicono invece: 14. "Non troppo male" (vuol dire "non sto benissimo, ma va bene così") 15. "Boh, non benissimo" ("boh" mostra che non sei sicuro) 16. "Mah..." (dici solo questo con faccia perplessa – dice tutto senza parole!) 17. "Potrebbe andare meglio" (modo gentile per dire "non sto benissimo") 18. "Non è il massimo" (significa che le cose non vanno molto bene) 19. "Non è un disastro, ma potrebbe andare meglio" (versione più completa e onesta) Fase 3: Ringraziare Dire grazie è molto importante in italiano. Puoi usare espressioni diverse a seconda della situazione e di quanto formale vuoi essere. Espressioni di Ringraziamento 20. "Grazie!" (la forma base, sempre corretta) 21. "Grazie mille!" 22. "Grazie tante!" 23. "Ti ringrazio" / "La ringrazio" (più sincero e personale) 24. "Sei troppo gentile!" / "È troppo gentile!" (quando qualcuno è molto gentile con te) 25. "Non dovevi!" (quando ricevi un regalo inaspettato) Fase 4: Rispondere a "Grazie" In italiano, quando qualcuno ti dice "grazie", devi sempre rispondere! Non puoi restare in silenzio, altrimenti sembra scortese. Risposte Appropriate ai Ringraziamenti 26. "Prego!" (la più usata in tutta Italia) 27. "Di niente!" 28. "Figurati!" (informale) 29. "Si figuri!" (formale) 30. "Il piacere è tutto mio" (molto educato ed elegante) 31. "Non c'è problema!" / "Tranquillo!" (molto casual) Fase 5: Scusarsi e Rispondere alle Scuse Tutti dobbiamo chiedere scusa qualche volta – quando arriviamo in ritardo, facciamo un errore o creiamo un problema. Ecco come farlo: Formulare le Scuse 32. "Scusa!" / "Scusi!" (formale) 33. "Mi dispiace tanto!" 34. "Scusami per il ritardo" / "Mi scusi per il ritardo" (formale) 35. "Chiedo scusa" (più formale) 36. "Perdonami!" / "Mi perdoni!" (formale) Quando qualcuno si scusa con te, devi rispondere anche qui! Accettare le Scuse 37. "Non ti preoccupare!" / "Non si preoccupi!" (formale) 38. "Non fa niente!" / "Figurati!" 39. "Nessun problema!" Fase 6: Chiedere Aiuto o Informazioni Quando hai bisogno di aiuto, è meglio usare il condizionale ("potresti", "potrebbe") per essere più educato. Rende la richiesta meno diretta. Formulare Richieste di Aiuto 40. "Potresti indicarmi la strada per...?" 41. "Potrebbe indicarmi la strada per...?" (formale) 42. "Potresti darmi una mano?" (informale) 43. "Potrebbe darmi una mano?" (formale) 44. "Potresti/Potrebbe aiutarmi, per favore?" Nota importante: "Darmi una mano" è un'espressione che significa semplicemente "aiutarmi". Gli italiani la usano moltissimo! Fase 7: Rispondere a una Richiesta di Aiuto Quando qualcuno ti chiede aiuto, le tue risposte dipendono da una cosa semplice: puoi aiutarlo oppure no? Se Puoi Aiutare 45. "Sì, certo!" 46. "Volentieri!" 47. "Con piacere!" Se Non Puoi Aiutare (o Non Sei Sicuro) 48. "Mi dispiace, non posso aiutarti/aiutarla" 49. "Non ne sono sicuro/a" / "Non ne ho idea" / "Boh!" (molto informale) Fase 8: Offrire Qualcosa e Rispondere a un'Offerta Gli italiani amano offrire caffè, cibo e aiuto! Devi sapere come offrire qualcosa, e anche come accettare o rifiutare in modo educato. Formulare un'Offerta 50. "Ti va un caffè?" / "Le va un caffè?" (formale) 51. "Posso offrirti qualcosa?" / "Posso offrirLe qualcosa?" (formale) 52. "Vuoi/Vuole bere qualcosa?" 53. "Accomodati!" / "Si accomodi!" (per invitare qualcuno a sedersi - formale) Accettare un'Offerta 54. "Sì, grazie!" / "Volentieri!" 55. "Molto gentile, grazie!" 56. "Non mi dispiacerebbe!" (significa "sì, mi piacerebbe") 57. "Perché no?" (modo informale per dire "sì") Rifiutare in Modo Educato 58. "No, grazie, sei/è troppo gentile!" 59. "Grazie mille, ma ho già mangiato/bevuto" 60. "Magari un'altra volta, grazie!" Fase 9: Esprimere Accordo Quando qualcuno dice qualcosa e tu pensi "Esatto! Hai ragione!", come lo dici in italiano? Espressioni di Accordo 61. "Assolutamente!" 62. "Esattamente!" 63. "Verissimo!" 64. "Sono completamente d'accordo (con te/lei)" 65. "Chiaro!" / "Lo ammetto!" (utilizzato particolarmente dai giovani) Curiosità: "Lo ammetto" letteralmente significa "riconoscere qualcosa", ma i giovani lo usano così: "Quel film è bellissimo!" – "Eh sì, lo ammetto!" Come modo per dire "sono d'accordo". Fase 10: Esprimere Disaccordo E se invece NON sei d'accordo? Devi fare attenzione a quanto vuoi essere diretto, in base alla situazione. Formulare il Disaccordo 66. "Non sono d'accordo (con te/Lei)" 67. "Non è il mio modo di vedere le cose" (educato e diplomatico) 68. "Ma stai scherzando?" / "Ma sei pazzo/a?" (attenzione! Molto informale, usa solo con amici stretti!) Fase 11: Esprimere Opinioni in Modo Neutro e Interrompere Educatamente A volte non vuoi essere troppo diretto, oppure devi cambiare argomento senza sembrare scortese. Ecco come fare: Esprimere Incertezza 69. "Forse..." / "Può darsi..." 70. "Dipende..." (molto usato!) 71. "Non saprei..." 72. "Mah, non sono convinto/a" (quando hai dubbi) Interrompere o Cambiare Argomento 73. "Scusa se ti interrompo, ma..." / "Mi scusi se La interrompo, ma..." (formale) 74. "Posso dire una cosa?" 75. "A proposito..." (per cambiare argomento in modo naturale) 76. "Comunque..." (anche questo per cambiare argomento) Nota utile: Gli italiani usano "comunque" e "a proposito" tantissimo! Sono come ponti che ti permettono di passare da un argomento all'altro senza problemi. Fase 12: Concludere e Salutare La conversazione è stata piacevole, ma ora devi andare. Come concludi in modo naturale? Segnalare che Vuoi Concludere 77. "È stato un piacere vederti/vederla" 78. "Beh, credo che sia meglio andare, ho molte cose da fare" Saluti Finali 79. "Ciao!" (informale) 80. "Arrivederci!" / "ArrivederLa!" (formale) 81. "Buona giornata!" 82. "A presto!" (ci vediamo tra giorni o settimane) 83. "A dopo!" / "A più tardi!" (ci vediamo oggi) 84. "Alla prossima!" 85. "Abbi/Abbia cura di te/sé" (molto carino) 86. "Salutami la tua famiglia!" Curiosità interessante: Gli italiani, anche se amano la loro lingua, usano spesso parole inglesi nei saluti! Sentirai molto spesso: 87. "Bye!" / 88. "Bye bye!" Quindi puoi usarlo anche tu senza problemi. Approfondimento: Elementi per una Conversazione Autentica Parlare del Tempo: L'Argomento Preferito degli Italiani Gli italiani adorano parlare del tempo! Ogni conversazione, prima o poi, arriva a questo argomento. È un modo facile per iniziare o continuare una chiacchierata: "Che brutto tempo con questa pioggia, che depressione!" "E da te che tempo fa?" "C'è il sole almeno?" "Qui piove da tre giorni..." Parlare del tempo è considerato un argomento sicuro quando non conosci bene la persona con cui parli. È perfetto per iniziare una conversazione! I Riempitivi: Come Rendere il Tuo Italiano Più Naturale I riempitivi sono piccole parole che gli italiani usano mentre parlano. Non hanno un significato preciso, ma rendono la conversazione più naturale e fluida. Ecco i più comuni: RiempitivoFunzione Comunicativa"Allora..."Iniziare un enunciato o prendere tempo per formulare il pensiero"Dunque..."Funzione analoga a "allora", con registro leggermente più formale"Insomma..."Riassumere o esprimere difficoltà nell'articolazione del pensiero"Cioè..."Riformulare o fornire chiarimenti aggiuntivi"Praticamente..."Semplificare una spiegazione complessa"Tipo..."Introdurre esempi (registro informale giovanile) Esempio di utilizzo integrato: "Allora, praticamente dovrei andare al supermercato, cioè, devo comprare un po' di cose, tipo latte, pane, insomma, le cose base!" Vedi? Suona immediatamente più italiano! Non usarne troppi, ma qualcuno qua e là ti farà sembrare più naturale.
Per approfondire gli argomenti della puntata: Altre pillole dall'età contemporanea : https://www.youtube.com/watch?v=vfSB5rwk8to&list=PLpMrMjMIcOklAamXwkzlub85zjR3Eh74B&index=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I primi appelli per il semestre di Medicina hanno fatto registrare un numero alto di non ammessi. La ministra Bernini ha ribadito che nessuno perderà l'anno accademico ma ha anche aperto a qualche modifica.Ne parliamo con Matteo Bassetti, ordinario di Malattie infettive e direttore della Clinica malattie infettive, Ospedale San Martino di Genova e Leonardo Dimola, membro dell'UDU (Unione degli Universitari).A seguire con Tonia Mastrobuoni, corrispondente de la Repubblica da Berlino il punto sulle trattative per la tregua in Ucraina alla vigilia del Consiglio europeo.
Easy Italian: Learn Italian with real conversations | Imparare l'italiano con conversazioni reali
Iniziamo subito a bacchettare gli italiani oggi, ma poi andiamo subito a fare un giro nella cantina di Matteo! Pronti? Bevanda calda e prendete posto, stiamo per iniziare. Trascrizione interattiva e Vocab Helper Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership Note dell'episodio Why You Shouldn't Do This Gesture in Italy - https://www.youtube.com/watch?v=C5yrp96Kx7w&t=1s Lo sapevi? A quanto pare in Italia l'inglese si parla male. Ottimo! Cosi' tutti quelli che stanno imparando l'italiano potreanno piu' facilmente parlate italiano invece dell'inglese. Ma dove si parla di piu' e dove si parla di meno? A quanto pare al sud si parla peggio, notizia ancora migliore, piu' sole e piu' mare! Ma perche' si parla poco inglese e si impara male? Matteo e Raffaele fanno "due chiacchiere" e cercano di capire cosa non va con l'inglese e gli italiani. Torniamo poi in Italia, Milano, casa di Matteo e Katie. Precisamente in cantina. Matteo facendo un po' di ordine e cercando di sistemare un po' la cantina ha trovato qualcosa.. Ma cosa? Concludiamo con un "incidente" interessante che riguarda alcuni italiani e "Mediaworld". Cosa e' successo? Prezzi pazzi per il black friday! Forse troppo pazzi? Trascrizione Raffaele: [0:23] Good morning, Matteo! Matteo: [0:27] Buongiorno, come siamo internazionali! Raffaele: [0:31] E sai, sono tornato dall'Inghilterra, parte di me è ancora lì e poi ho letto una notizia che mi ha fatto mettere le mani nei capelli. Matteo: [0:40] Ah, e allora andiamo, lanciamoci subito a bomba, come diceva un mio professore d'italiano. Lo sapevi? Raffaele: [0:56] Lo sapevi cosa vuol dire "good morning", Matteo? ... Support Easy Italian and get interactive transcripts, live vocabulary and bonus content: easyitalian.fm/membership
La Russia non indietreggia di un passo. I colloqui tra Witkoff e il presidente Putin pare non abbiano portato a particolari svolte sul conflitto, nonostante il segretario di Stato Marco Rubio abbia parlato di "alcuni progressi". Nel frattempo, Putin avrebbe velatamente minacciato l'Europa dicendo che, se la Russia dovesse subire un attacco da parte sua, non esiterebbe a rispondere ben più duramente rispetto a quanto sta avvenendo in Ucraina. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, e con Anna Zafesova, giornalista e autrice di "Russia. L'impero che non sa morire" (Rizzoli).