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forse

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Io Non Mi Rassegno
Vittoria dei manifestanti: l'Iran abolisce la polizia morale e (forse) il velo! - #631

Io Non Mi Rassegno

Play Episode Listen Later Dec 5, 2022 27:09


Le autorità iraniane dicono di essere pronte ad abolire la polizia morale e persino ad eliminare l'obbligo di indossare il velo per le donne: un risultato inatteso che suona come una grande vittoria per le manifestanti e i manifestanti, anche se va preso con cautela. Oggi è la giornata mondiale del suolo, e per onorarla proviamo a spiegare che cos'è il suolo e come mai è così meraviglioso. Tutto ciò alla vigilia della Cop15 sulla biodiversità che apre i battenti domani a Montreal, in Canada. Parliamo anche della sentenza della Corte Costituzionale sull'obbligo vaccinale, del perché siamo tutti mezzi malati, della morte dell'ex campione di ciclismo Davide Rebellin e dei tagli ai fondi per le piste ciclabili e infine dell'assoluzione degli imputati di etnia masai accusati per aver protestato contro lo sfratto delle loro terre. INDICE:01:12 - L'Iran abolisce la polizia morale e (forse) il velo obbligatorio07:05 - Oggi è la giornata internazionale del suolo10:22 - Domani inizia la Cop15 sulla biodiversità a Montreal15:09 - La sentenza della Consulta sull'obbligo vaccinale19:20 - Come mai siamo tutti malati?21:49 - La morte di Davide Rebellin e i tagli ai fondi per le ciclabili24:17 - Tanzania: cadono le accuse contro i masai che difendevano la loro terra_______________Abbonati: https://www.italiachecambia.org/abbonati/Seguici su:Telegram - https://t.me/itachecambiaInstagram (Italia che Cambia) - italiachecambiaInstagram (Andrea Degl'Innocenti) - deglinnocentiandreaFacebook - /itachecambia

Rudy Bandiera docet
Cosa sta succedendo a Musk?

Rudy Bandiera docet

Play Episode Listen Later Dec 2, 2022 1:59


Forse c'è qualche problema di comunicazione

Keration Podcast
Il fascino della musica rock

Keration Podcast

Play Episode Listen Later Dec 2, 2022 4:28


La musica ha sempre un ruolo importante, soprattutto fra i giovani. The Journal of the American Medical Association osserva: “L'adolescente medio ascolta 10.500 ore di musica rock, di poco maggiori rispetto al totale delle ore trascorse in classe dall'asilo al liceo”. In base ad alcuni sondaggi, la maggior parte dei giovani statunitensi ascolta esclusivamente musica rock o pop. (Per semplicità, con i termini “rock” e “pop” racchiuderò tutti gli stili musicali popolari fra i giovani, dalla musica soul e new wave al rap e all'heavy metal.) The World Book Encyclopedia dice: “La musica rock non è più solo la musica dei giovani americani. È la musica del mondo”. Il fascino della musica rock Perché la musica rock è così popolare? Secondo il libro Youth Trends, il rock funge da “linguaggio comune fra tutti i giovani”. Alcuni ragazzi affermano quindi che stare al passo con la scena musicale – conoscere i gruppi e le canzoni più recenti – aiuta a adattarsi agli altri. La musica fornisce un legame comune tra i giovani e infiniti argomenti di conversazione. Per molti giovani, tuttavia, la musica si gode meglio stando da soli. Hai avuto una giornata difficile a scuola? Forse desideri sederti in camera tua e mettere lo stereo a tutto volume. Può alleviare la tensione e le pressioni. La musica rock è spesso criticata e definita rumorosa e dissonante; comunque, molte canzoni pop sono molto melodiose e sono arrangiate in modo piacevole. Altri, però, sono attirati dal ritmo. Il rap è stato definito la musica più facile con cui ballare. Ma molti sono attratti anche dalle parole. Scritti su misura per i giovani, i testi pop abbracciano una ricca gamma di contenuti, che vanno dai sentimenti alle ansie degli adolescenti. La musica rap è particolarmente degna di nota perché si concentra su questioni legate all'attualità, come il razzismo e l'ingiustizia sociale. La rivista Newseek cita questa lamentela dell'adolescente Dan: “Accendo la radio e la maggior parte della musica è assurda; mi fa impazzire. Il rap ha storie vere e cose reali. È interessante da ascoltare”. Tuttavia, i genitori spesso sono più preoccupati del messaggio della musica che della musica in sé. I giovani, che sono ancora inesperti in molti ambiti della vita, dovrebbero ascoltare i consigli dei loro genitori. Comunque, i genitori dovrebbero fare delle ricerche prima di criticare la musica che i loro figli ascoltano. E voi, cosa ne pensate? Chi vincerà la decennale diatriba fra genitori e figli sulla scelta dei gusti musicali? --- Send in a voice message: https://anchor.fm/corgiov/message

il posto delle parole
Massimo Blasi "Se vuoi essere fico usa il latino"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Dec 1, 2022 19:02


Massimo Blasi"Se vuoi essere fico usa il latino"Newton Compton Editorihttps://www.newtoncompton.com/Parole, espressioni e modi di dire: in latino è meglio!Oggi è comune pensare che il latino rientri nel novero delle cosiddette lingue morte, ovvero gli idiomi che non sono più parlati da nessuna popolazione al mondo. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Forse, per il latino, più che di lingua morta bisognerebbe parlare di lingua uccisa, perché in realtà sì, viene ancora usata… ma molto male! Questo libro si propone come la guida essenziale all'uso corretto della grande lingua di Roma antica. In maniera semplice ma accurata, Massimo Blasi spiega il significato di decine di espressioni latine ancora vive nel parlato odierno, dal celeberrimo carpe diem alla locuzione o tempora, o mores. Oltre a una serie di esercizi di conversazione per imparare a usare il latino in modo spigliato, il libro contiene giochi e quiz che lo rendono non solo un utile strumento per chi vuole ampliare il proprio lessico, ma anche un divertente passatempo per tenere allenata la mente!Altro che lingua morta: il latino è più vivo che mai, bisogna solo saperlo usare!Metti il latino nel curriculum e sarai un manager miglioreUsare frasi ed espressioni latine ad hoc è considerato un segno distintivoNegli Stati Uniti è ormai esplosa la latinomaniaCarpe diemCogli l'attimoOrazioHomo homini lupusUn uomo è un lupo per un altro uomoPlautoIn vino veritasNel vino sta la veritàPlinio il vecchioParce sepultoRisparmia un mortoVirgilioVeni vidi viciVenni, vidi, vinsiSvetonioMassimo BlasiDottore di ricerca in Filologia e storia del mondo antico, è autore di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste italiane e straniere, di una monografia insignita nel 2012 del Premio “Sapienza Università Editrice” (Strategie funerarie. Onori funebri pubblici e loro uso politico nella Roma medio e tardorepubblicana, 230-27 a.C.) e, con Laura Zadra, di una serie di gialli ambientati nella Roma del I secolo a.C. (Quel che è di Cesare e I morti non fanno festa; il terzo episodio è di prossima pubblicazione). Dopo un periodo all'École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, collabora con l'Università di Roma La Sapienza e insegna materie umanistiche in un liceo romano. Con la Newton Compton ha pubblicato L'incredibile storia degli imperatori romani, I dieci incredibili avvenimenti che hanno cambiato la storia dell'antica Roma, Il grande romanzo di Roma antica e Se vuoi essere fico usa il latino.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Ultim'ora
Gravina "Stavamo crescendo, dispiace non essere al Mondiale"

Ultim'ora

Play Episode Listen Later Nov 30, 2022 1:10


"Forse abbiamo pagato un debito di riconoscenza verso chi aveva centrato certi obiettivi, ma bisogna riflettere moltissimo anche sul dato dei giocatori selezionabili". Così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, a Napoli a margine dell'evento Calcio & Welfare.xc9/ari/gtr

Fede Pericolosa
18/21 - QUI SI FA SUL SERIO, Operazione Ninive: Parte 3

Fede Pericolosa

Play Episode Listen Later Nov 30, 2022 5:02


“Il capitano gli si avvicinò e gli disse: «Che fai qui? Dormi? Alzati e invoca il tuo dio! Forse egli si darà pensiero di noi e non periremo»” - Giona 1:6 Prodotto da Porte Aperte Voce Simone Morabito

il posto delle parole
Giorgio Ieranò "Festival del Classico" Circolo dei Lettori

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 29, 2022 22:37


Giorgio Ieranò"Festival del Classico"Circolo dei Lettori, Torinohttps://festivaldelclassico.it/Cosa manca al nostro tempo dell'effimero?Forse un paradigma interpretativo, ancorato alla memoria del passato ma capace di orientare il futuro. Perché la storia non è un fluire incessante: se si trovano adeguati strumenti di lettura, noteremo l'esistenza di avvenimenti che offrono occasioni per riflettere sulla vita collettiva.La cassetta degli attrezzi la mettono a disposizione i classici, libri che non offrono soluzioni semplificate, ma ripropongono antichi dilemmi, non presentano un'immagine unilaterale ed edulcorata dell'uomo e del mondo, ma danno da pensare.Da questa idea nasce il Festival del Classico, lezioni, dialoghi, letture, dispute dialettiche, presentazione di libri, spettacoli teatrali, alimentati dalle parole della letteratura e della filosofia, sullo sfondo della storia.presidente onorario Luciano Canforacuratore Ugo CardinaleIl Festival del Classico è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori.Giovedì 1° dicembre, ore 21:00L'utopia del non lavororeading con Anna Bonaiutointroduce Giorgio Ieranò // grecistaal pianoforte Elena TirritoL'età dell'oro è l'epoca felice in cui l'umanità non era costretta a lavorare per vivere: tutto si offriva spontaneamente all'uomo, il mondo era per sua natura regolato e perfetto. Poi l'armonia si è infranta e gli autori antichi hanno raccontato in vario modo il declino dell'umanità e la nostalgia del paradiso perduto: Ovidio, per esempio, all'inizio delle Metamorfosi, ha dipinto un grande affresco sull'avvicendarsi delle età dell'uomo, mentre Seneca, nella Medea, ha legato la fine della felicità primordiale al varo della prima nave e alla proto-globalizzazione provocata dalla marineria. L'età dell'oro ha così potuto trovare il suo posto solo fuori dalla storia: dal favoloso regno dei Feaci cantato già da Omero fino al Paese di Cuccagna vagheggiato nel Medioevo.Prenota il tuo posto. https://www.vivaticket.com/it/ticket/lutopia-del-non-lavoro/196877IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

il posto delle parole
Chiara Martini "Senza controllo"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 27, 2022 21:48


Chiara Martini"Senza controllo"Calibano Editorehttps://www.calibanoeditore.com/Forse sto marcendo dall'interno, forse questo miasma lo emano io stessa.L'incubo ossessivo di un'adolescenza senza controllo.Distrutta da un lutto e dall'anoressia, una diciottenne percorre le strade deserte di una Firenze agostana sotto la canicola, raccogliendo briciole di vita. Scossa da una smania di controllo, che è l'unico modo per unire i pezzi del suo puzzle, affoga i dispiaceri nell'alcol e si lascia cullare dagli incubi notturni, cercando rifugio fra le braccia di mostri immaginativi o di amicizie superficiali, finendo per accartocciarsi su se stessa. Uno straordinario romanzo di formazione che non lascia indenni.Così comincia:"Appena sveglia, la prima cosa che sento è il sapore ferroso del sangue. La gola asciutta e la lingua ruvida mi impediscono di deglutire quella poca saliva che mi è rimasta. Poi subito il vo- mito, con il suo sapore acidulo e aspro. Ho l'impressione di aver rigurgitato talmente tanto la scorsa notte, da essermi in qualche modo raschiata le vie aeree.Laringe o faringe? Chi diavolo mai se lo ricorda.Grazie a Dio non mi ritrovo dei pezzettoni di cibo fra i denti, visto che non immetto del solido nello stomaco da ieri mattina. Cerco di spalancare gli occhi il più possibile e di tenere lo sguar- do fisso su un punto per evitare che il capogiro continui; se mi appisolo anche solo per un secondo la stanza, ma più probabilmente il mondo intero, comincerà a girare vorticosamente.Se c'è una cosa che odio più del vomito, è dormire accanto al vomito, ma non ho ancora le forze per scostare dal viso le lenzuola che ne sono ricoperte. Continuo a tenere lo sguardo ben fermo sulla bianca parete fino a che piccoli vermicelli traslucidi non appaiono ai bordi della mia vista, gli stessi bastardi che cerco di acchiappare quando le palpebre sono serrate nel tentativo di raggiungere le braccia di Morfeo."Chiara Martini è nata nel 1995 a Firenze, dove attualmente vive e lavora.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Ecovicentino.it - AudioNotizie
Ecco la manovra: 136 articoli in 15 capitoli. Energia, fisco e pensioni temi caldi

Ecovicentino.it - AudioNotizie

Play Episode Listen Later Nov 24, 2022 1:51


L'aveva definita una "manovra coraggiosa" la premier Giorgia Meloni. Forse perché, in un momento così delicato per il mondo intero, ci vuole davvero molto coraggio per portare a un passo sempre più avanti un'intera nazione.

Le interviste di Radio Number One
Avv. Iacobino: «Lo Stato dispone aiuti economici per separazioni violente»

Le interviste di Radio Number One

Play Episode Listen Later Nov 23, 2022 7:27


Con le Donne al Volante, Liliana Russo e Katia De Rossi, parla al microfono l'avvocato Goffredo Iacobino. Il legale ha partecipato attivamente al convegno di We World, un'organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in 27 paesi del mondo. L'argomento è stato quello contro la violenza sulle donne, ricordata il 25 novembre con la giornata mondiale dedicata.LA BROCHURE INFORMATIVA – Durante il convegno si è cercato di far emergere le sensibilità sulle violenze che le donne possono subire. Oltre agli abusi fisici, spesso si è vittima di violenze verbali, che causano un grande dolore psicologico. «Forse è più dolorosa proprio perché non si vede ed è più difficile da far emergere. Abbiamo creato una brochure per dare spiegazioni tecniche non in modo tecnico, per essere più facilmente percepibili. Bisogna cercare di essere il più vicino possibili alle persone. Chi si rivolge ai centri di aiuto spesso è gente comune con un bagaglio culturale modesto».I SUPPORTI DELLO STATO – In Italia ci sono i supporti economici per tutte le situazioni complicate e violente di separazioni e divorzi, che non coinvolgono solamente la coppia ma anche i figli. I fondi sono destinati alle famiglie non abbienti con un reddito inferiore ai 15k. «Queste informazioni non circolano moltissimo. Quando ci si trova in una situazione di pericolo e di rottura, per prima cosa bisogna rivolgersi ai servizi sociali. Non abbiate paura ad andare da un legale, perché svolge l'attività di consulenza e aiuto con il patrocinio dello Stato»

Keration Podcast
UN PREZZO TROPPO ALTO

Keration Podcast

Play Episode Listen Later Nov 21, 2022 2:12


Raggiunta la vecchiaia, alcune star della musica rock, note da diverso tempo perché suonavano a un volume da spaccare le orecchie, hanno iniziato a parlare della perdita dell'udito come conseguenza negativa. Secondo The Toronto Star, verso la fine degli anni '80, il chitarrista rock Ted Nugent ammise che il suo orecchio sinistro “è lì solo fisicamente. Non funziona” più. E Townshend, del Gruppo The Who, disse allo stesso giornale che “una delle più grandi agonie … è che, molto prima di diventare vecchio, non puoi più sentire cosa ti dicono i bambini”. Riguardo ai suoi anni di rock 'n' roll a tutto volume, aggiunge: “Penso che valga la pena dire che c'è un prezzo da pagare per questo: la sordità prematura”. Lui e altri musicisti veterani hanno deciso di diminuire il volume. Comunque, i nuovi artisti, sorti negli ultimi 35-40 anni, non sembra che vogliano seguire il loro esempio. Forse è meglio sacrificare l'udito, uno degli strumenti più importanti per un musicista, piuttosto che il volume? --- This episode is sponsored by · Anchor: The easiest way to make a podcast. https://anchor.fm/app --- Send in a voice message: https://anchor.fm/corgiov/message

il posto delle parole
Vincenzo Levizzani "Piccolo manuale per cercatori di nuvole"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 21, 2022 24:50


Vincenzo Levizzani"Piccolo manuale per cercatori di nuvole"Il Saggiatorehttps://www.ilsaggiatore.com/Osservare le nuvole in giro per i cieli di tutto il mondo è un'avventura entusiasmante: le nuvole cambiano aspetto, hanno nomi diversi, assumono le forme più strane, accompagnandoci ovunque andiamo o speriamo di arrivare. Per orientarsi nelle sterminate geografie celesti, però, una guida risulta indispensabile: ed è per questo motivo che Vincenzo Levizzani, fisico italiano tra i maggiori esperti di nefologia, ha deciso di realizzare il Piccolo manuale per cercatori di nuvole e svelarci i segreti della vita delle nubi, terrestri ed extraterrestri, dalle quote più alte a quelle più basse, e le loro trasformazioni in piogge, temporali, nebbie.Vincenzo Levizzani (Formigine, 1957) è dirigente di ricerca dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna e professore di Fisica delle nubi all'Università di Bologna.Jorge Luis Borges"Nubi"Non vi sarà mai cosa che non siauna nube. Lo son le cattedralidi vasta pietra e bibliche vetrateche il tempo spianerà. Lo è l'Odissea,che cambia come il mare. Se la riaprisempre cambia qualcosa. Anche il riflessodel tuo viso è già un altro nello specchioed il giorno è un dubbioso labirinto.Siamo chi se ne va. La numerosanuvola che si disfa all'occidenteè nostra effigie. Incessantamentela rosa si tramuta in altra rosa.Sei nuvola, sei mare, sei l'oblio.Sei anche tutto quello che hai smarrito.Vanno per l'aria placide montagneoppure cordigliere d'ombre tragicheche oscurano il giorno. Le chiamiamonuvole. Hanno sempre forme strane.Shakespeare ne osservò una. Somigliavaa un drago. Quella nube di una serarisplende e brucia nella sua parolae ancora seguitiamo a rivederla.Le nuvole che sono? Architetturadel caso? Forse Dio ne necessitaper eseguire l'opera infinita:sono i fili della Sua trama oscura.Forse la nube non è meno vanadell'uomo che la guarda nel mattino.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Rudy Bandiera docet
Forse fai solo contenuti brutti

Rudy Bandiera docet

Play Episode Listen Later Nov 21, 2022 0:37


True Crime Diaries, un podcast firmato LA CASE Books
Emanuela Orlandi tra segreti, misteri, disinformazione e "disinformatia"

True Crime Diaries, un podcast firmato LA CASE Books

Play Episode Listen Later Nov 20, 2022 15:24


A tutt'oggi sono poche le certezze sul caso Orlandi, la ragazzina di 15 anni scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983. Forse la sola certezza è che di lei non si è saputo più niente di concreto. In questa brutta storia entrano a più riprese e a vario titolo bande criminali, terroristi internazionali, il Vaticano e, forse, addirittura servizi segreti di diversi paesi. Ci sono insomma tutti gli elementi di un thriller cinematografico. Ma questa non è fiction e sullo sfondo resta sempre e solo lei, Emanuela, una ragazzina di 15 anni scomparsa nel nulla il 22 giugno 1983 nel bel mezzo di un'estate romana. Sono passati quasi quarant'anni dalla scomparsa di Emanuela, eppure continuiamo a parlare di lei. L'aspetto paradossale di tutta questa vicenda è che gli unici che continuano a restare zitti sono quelli che conoscono la verità sul caso. Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro si muovono tra misteri, segreti, disinformazione più o meno inconsapevole e vera e propria "disinformatia", cercando soprattutto di capire per quale motivo si continua a tenere nascosta la verità. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/la-case-books/message Support this podcast: https://anchor.fm/la-case-books/support

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

CINEMA! E ANCORA CINEMA! Nuovo appuntamento con la mia rubrica "improvvisata" in cui esprimo opinioni su film visti da pochi minuti al Cinema per ricordarvi che il CINEMA è AL CINEMA! In un mondo in cui la ricchezza spropositata sembra essere una piaga difficile da debellare e dove certi influencer sembrano alimentare la stupidità della massa, "Triangle of Sadness" di Ruben Östlund sembra volerci ricordare la più amara delle verità: ricchi o poveri che siate, siamo tutti dei miserabili. Cinico, spregiudicato, estremamente grottesco e perfido, "Triangle of Sadness" conferma lo stile spregevole del regista (già visto in "The Square") e si presenta come la commedia contemporanea che nessuno di noi vorrebbe vedere ma di cui forse (e sottolineo FORSE) abbiamo bisogno.

Chiesa Cristiana Evangelica  della Vera Vite
La nostra identità davanti a un Dio misericordioso - Giona 2 | 20 Novembre 2022 |

Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite

Play Episode Listen Later Nov 20, 2022


Nella tempesta, come credenti abbiamo due possibilità: tacere, ed essere zavorra inutile, o proclamare Dio, e portare conforto e salvezza. Anche quando la tempesta è dentro di noi.---CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIOTempo di lettura: 10 minuti Tempo di ascolto audio/visione video: XX minutiLa settimana scorsa abbiamo concluso con Giona nella città di Iafo  che pagava il biglietto per salpare verso Tarsis.Abbiamo detto che Giona lo faceva per due ragioni: il timore di andare in una città di omicidi e perché trovava troppo inquietante la misericordia che Dio  stava estendendo alla città di Ninive.Un breve riassunto visivo delle azioni di Giona può essere visto guardando una mappa. La città natale di Giona è Gat-Efer. Ninive è il luogo in cui Dio ha chiamato Giona a fare l'annuncio. La città portuale di Iafo (l'attuale Giaffa) è il luogo in cui Giona si reca a prendere la barca. La località dove Giona era diretto è Tarsis, probabilmente in Spagna. Giona sta letteralmente andando nella direzione opposta... il più lontano possibile.Che cosa fa il Signore a questo proposito?  Il Signore manda una tempesta. Leggiamo Giona 1:4-16"Il Signore scatenò un gran vento sul mare, e vi fu sul mare una tempesta così forte che la nave era sul punto di sfasciarsi. I marinai ebbero paura e invocarono ciascuno il proprio dio e gettarono a mare il carico di bordo, per alleggerire la nave. Giona, invece, era sceso in fondo alla nave, si era coricato e dormiva profondamente. Il capitano gli si avvicinò e gli disse: «Che fai qui? Dormi? Àlzati, invoca il tuo dio! Forse egli si darà pensiero di noi e non periremo».  Poi si dissero l'un l'altro: «Venite, tiriamo a sorte e sapremo per causa di chi ci capita questa disgrazia». Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona. Allora gli dissero: «Spiegaci dunque per causa di chi ci capita questa disgrazia! Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?»Egli rispose loro: «Sono Ebreo e temo il Signore, Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terraferma». Allora quegli uomini furono presi da grande spavento e gli domandarono: «Perché hai fatto questo?» Quegli uomini infatti sapevano che egli fuggiva lontano dalla presenza del Signore, perché egli li aveva messi al corrente della cosa.  Poi gli dissero: «Che dobbiamo fare di te perché il mare si calmi per noi?» Il mare infatti si faceva sempre più tempestoso. Egli rispose: «Prendetemi e gettatemi in mare, e il mare si calmerà per voi; perché io so che questa gran tempesta vi piomba addosso per causa mia».  Tuttavia quegli uomini remavano con forza per raggiungere la riva; ma non riuscivano, perché il mare si faceva sempre più tempestoso e minaccioso. Allora gridarono al Signore e dissero: «Signore, non lasciarci perire per risparmiare la vita di quest'uomo e non accusarci del sangue innocente; poiché tu, Signore, hai fatto come ti è piaciuto».  Poi presero Giona, lo gettarono in mare e la furia del mare si calmò.  Allora quegli uomini furono presi da un grande timore del Signore; offrirono un sacrificio al Signore e fecero dei voti." (Giona 1:4-17)Quando si scatena la tempesta Giona sa perfettamente perché. Non è la prima tempesta che vediamo nelle Scritture; anzi, la Bibbia ne è piena. Il profeta Geremia ne aveva annunciata una:“Ecco, la tempesta del Signore! Il furore scoppia, la tempesta imperversa, scroscia sul capo degli empi.  L'ira del Signore non si placherà, finché non abbia eseguito, compiuto i disegni del suo cuore; negli ultimi giorni lo capirete appieno.” (Geremia 23:19-20)I marinai sono esperti di quel tratto di mare, e subito capiscono che non si tratta di una tempesta “normale”; nessuna nuvola, nessun vento, nessun temporale l'ha preceduta ed annunciata; è scoppiata così, all'improvviso.E' per questo che, invece di remare, di lascare la randa, o di fare altro per governare la nave, si mettono tutti a pregare.Si, ma quale dio pregare? Provenendo probabilmente da più parti del medio oriente ognuno ne aveva uno o più: quale era quello che si era adirato, e perché? “ È il dio del mare che è stato offeso?  O il dio dei marinai?  O il dio dei venti?  Era il tuo dio o il mio?” Alla fine, tanto vale pregarli tutti!Ma una cosa la fanno per governare la nave:  gettano il carico in mare:  era una mossa disperata,  perché in pratica stavano gettando in mare il motivo per cui sarebbero stati pagati una volta a Tarsis. Ma dovevano alleggerire la nave, innalzare la linea di galleggiamento per farla stare un po' più in alto nell'acqua,  in modo da avere meno possibilità  che le onde la sommergessero.E Giona dove è? Dov'è il profeta che sente la voce di Dio? Quello che sa esattamente qual è il Dio da pregare?  Dove si trova? Cosa sta facendo? Semplicemente, dorme beato! Agli occhi del capitano  che Giona non ci provi nemmeno.   è un atto di assoluto egoismo  e di totale disprezzo per tutti gli altri sulla nave Avrebbe dovuto essere sul ponte a pregare assieme a tutti gli altri... pregare il suo dio, non dormire beato!Guardate questi due versetti:“La parola del SIGNORE fu rivolta a Giona, figlio di Amittai, in questi termini: «Àlzati, va' a Ninive, la gran città, e proclama contro di lei che la loro malvagità è salita fino a me».” ( Giona 1:2)“Il capitano gli si avvicinò e gli disse: «Che fai qui? Dormi? Àlzati, invoca il tuo dio! Forse egli si darà pensiero di noi e non periremo». (Giona 1:6)In cosa si somigliano?  Nella frase “ALZATI!” Capiamo che Giona  è uno di quelli che preferisce NON fare... evitare, lasciare ad altri... Paolo parla di quelli come lui in Romani:“Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? E come potranno sentirne parlare, se non c'è chi lo annunci?” (Romani 10:14)Giona avrebbe potuto salire sul ponte, dire a tutti :”Un attimo, è inutile che preghiate a questi dei inesistenti: ora pregherò io il vero Dio, colui che può placare la tempesta!” Che testimonianza sarebbe stata? Quanti si sarebbero convertiti? Quanti avrebbero rinunciato ai falsi dei? Perché è vero, offrono un sacrificio a Dio... ma quale Dio? Un Dio che non conoscono, perché Giona,   ancora una volta, fugge.Due applicazioni per  noi.  La prima.Quando vediamo altri nel pericolo che invocano altri dei, preghiamo assieme a loro, indicandogli il vero Dio, oppure dormiamo? Attenzione, perché nei momenti di pericolo, noi abbiamo sì Dio...  ma spesso anche noi abbiamo una serie infinita  di altri piccoli dei accessori... Il danaro, la fama, il sesso, l'amico potente... tutte cose che pensiamo possano “aiutare”, se non sostituire il vero Dio.Come credenti siamo tenuti a salire sul ponte  dove tutti ci vedono, e ci guardano, e a dare testimonianza di quale Dio sia in controllo di tutto.La seconda. Ve la spiego con il versetto di Romani che viene prima di quello che abbiamo letto:“...perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato...” (Romani 10:9)Se abbiamo confessato con la bocca, e creduto col cuore, allora abbiamo libero accesso all'aiuto del Padre; si chiama: preghiera. Paolo afferma:“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.” (Filippesi 4:6)Ed ecco, Giona affronta  una situazione che ha bisogno di preghiera.  Giona si alza e va sul ponte... Ma mentre gli altri pregano...lui no.  Non c'è traccia di Giona che parla a Dio.Non cambia nulla quando non parliamo con Dio. Giona tace. La tempesta continua.  Viene quindi attuata una nuova strategia. Opinabile. Tirare a sorte. Ma Dio la usa per puntare il dito su GionaE inizia l'interrogatorio dei marinai per capire perché Dio ce l'ha con Giona: “Che tipo di lavoro fai? Da dove vieni? Qual è il tuo Paese? Di quale popolo sei?". Io me l'immagino come se a Giona piovessero addosso tutte le domande assieme, urlate nella tempesta. E Giona risponde a fatica:“Sono un ebreo.  Sono nato nella famiglia dell'alleanza di Dio  e godo della speranza di essere adottato come figlio di Dio.  Ho la legge, il culto del tempio  e promesse che non sono state date a nessun'altra nazione.  La mia terra è Israele,  la terra promessa da Dio come suo luogo. Adoro l'Eterno, il Dio del cielo, che ha fatto il mare e la terra.”I marinai erano contenti di prendere i soldi di Giona che stava scappando dal suo Dio... Ma adesso capiscono che Giona stava fuggendo da qualcosa di veramente importante, e anche se non conoscono quel suo Dio, lo temono, e lo incolpano: “Perché hai fatto questo?”  gli dicono.E' la stessa frase con cui Dio si rivolge ad Eva: (letteralmente la stessa nell'originale in ebraico):“Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato»” (Genesi 3:13 CEI)Eva credeva forse che Dio non avrebbe vista? Giona credeva forse che Dio non lo avrebbe seguito? Assurdo! Irrealizzabile!  Ma anche noi, talvolta... spesso...  facciamo lo stesso!Se vi è di conforto (per me lo è)  sappiate che siamo in buona compagnia... il grande re Davide è un nostro sodale:“Davanti a te ho ammesso il mio peccato, non ho taciuto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE», e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato.” (Salmo 32:5)Basterebbe che Giona si pentisse, ammettesse la colpa, pregasse chiedesse perdono,  e tornasse al Signore... ma non lo fa... Nel capitolo 4 leggeremo queste parole: "O SIGNORE, non era forse questo che io dicevo, mentre ero ancora nel mio paese? Perciò mi affrettai a fuggire a Tarsis. Sapevo infatti che tu sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira e di gran bontà e che ti penti del male minacciato.".(Giona 4:2)Giona aveva capito il piano di Dio; salvare Ninive... e non gli piaceva! trovava troppo inquietante  il pensiero della misericordia inattesa di Dio verso i Niniviti; non la voleva, non la accettava. quindi fugge, quindi rimane in silenzio.E Giona, da credente, da figlio di Dio ribellandosi tacendo, diventa “altro”.“I marinai ebbero paura e invocarono ciascuno il proprio dio e gettarono a mare il carico di bordo, per alleggerire la nave. Giona, invece, era sceso in fondo alla nave, si era coricato e dormiva profondamente.” (Giona 1:5)."«Prendetemi e gettatemi in mare, e il mare si calmerà per voi; perché io so che questa gran tempesta vi piomba addosso per causa mia».". (Giona 1:12)“Poi presero Giona, lo gettarono in mare e la furia del mare si calmò.” (Giona 1:15).I marinai avevano gettato la merce che ormai era zavorra  per alleggerire la nave; Giona in questo momento non è più un figlio di Dio... è “zavorra”, un peso inutile, un peso di cui ci si può disfare...Mi chiedo quante volte sono stato solo zavorra perché non ho parlato con Dio, perché non ho parlato di Dio e perché ho disobbedito a Dio, e perché mi sono ostinato a non ammettere il mio errore.Credere in Cristo, si va bene,   ma seduto  al posto di pilotaggio,  vivendo a modo mio,  facendo le mie scelte,  seguendo i miei desideri  e non cercando il Signore in queste decisioni. Sono un cittadino del cielo.  Ma mi affido al mio denaro,  alla mia carriera,  al mio status,  al mio lavoro,  alla mia conoscenza,  alla mia abilità  e alla mia attenzione molto mondana.  Non ho parlato con Dio di tutto questo.Se faccio così, posso diventare “zavorra”. Zavorra che appesantisce la nave mia e degli altri, piuttosto che salvarla dalle onde.E questo spesso succede perché non accettiamo che la misericordia imprevista di Dio  è anche per noi,  quando capisco di aver smesso di parlare con Dio e di affidarmi a lui.E sarebbe bastato un  “Perdonami! Ho sbagliato, avevi ragione tu, ritorno ad ascoltare e a parlare con te” e non sarei più stato zavorra.Qual è la nostra identità? Non è quella di essere un peso; anche quando attraversiamo momenti di ribellione,  di interrogativi irrisolti,  di dubbio.Forse è una crisi di fede.  Forse siamo sopraffatti dagli eventi. Forse ci sentiamo come se le nostre parole rimbalzassero sul soffitto, e Dio ci avesse dimenticato.E non riusciamo ad accettare  che la misericordia inaspettata di Dio sia anche per noi,   nei dubbi, nella ribellione, nel fuggire lontano...Se, anzi, quando ci troviamo lì,  continuiamo a parlare con Dio.  Forse non sappiamo nemmeno cosa dobbiamo dire.  Anche lì Dio, nella sua misericordia, ha coperto quella situazione.“Nello stesso modo, anche lo Spirito Santo ci aiuta giorno per giorno nei nostri problemi e nelle nostre preghiere. Perché, in realtà, noi non sappiamo neppure per che cosa pregare, né pregare nel modo giusto, ma lo Spirito Santo prega per noi con tale sentimento, che non si può esprimere a parole.” (Romani 8:26 PV)“Dio, eccomi... vorrei parlare... ma non ho le parole.” Lo Spirito di Dio dentro di noi dice:  "Stai tranquillo, ci penso io".Questa è la misericordia inattesa di Dio. Questa è l'identità di essere figli... amati, ricercati, compresi, aiutati, perdonati.Giona non riuscì ad accettarla... ma noi non siamo Giona... e non vogliamo essere zavorra.E non dobbiamo fare nulla di più che parlare al nostro Dio.Preghiamo.GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIOGUARDA IL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOKGUARDA IL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU INSTAGRAM---   GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN HD

Off topic
I giovani non hanno voglia di lavorare

Off topic

Play Episode Listen Later Nov 19, 2022


È forse uno dei mantra che i boomer utilizzano per attaccare la generazione dei giovani di oggi: non hanno voglia di lavorare. E questo mantra è ancora più forte nel mondo della ristorazione: da Briatore a Borghese tutti lamentano il fatto di non trovare giovani lavoratori da inserire come camerieri in sala o cuochi in cucina. Forse la vera domanda è: quali sono le condizioni di lavoro che vengono proposte a queste persone? E quali le prospettive di crescita? Di tutto questo parliamo con Valerio Massimo Visintin, critico gastronomico del Corriere della Sera.

Radio Pirata
86 - La vera storia di Tortuga e Port Royal

Radio Pirata

Play Episode Listen Later Nov 19, 2022 52:43


Entriamo oggi nella città più malfamata della storia: Port Royal, città pirata per eccellenza, avvolta nel comodo mantello della legalità. Poco distante, poi, i pirati avevano un vero e proprio nido felice: Tortuga. Attraverso la storia di questi due fondamentali covi pirata, scopriremo qualcosa di più sulla storia dei bucanieri e sulla valanga di tragedie che hanno colpito Port Royal senza pietà. Forse una vendetta divina?

What's Up Tuscany
Il mucco pisano, sarà la nuova Chianina? - Ep. 125

What's Up Tuscany

Play Episode Listen Later Nov 18, 2022 18:41


Nonostante l'enorme patrimonio di bellezze naturali e artistiche, molti dei turisti che atterrano in Toscana vengono qui attratti dall'idea di poter gustare le specialità di questa terra. Sebbene la nostra sia prevalentemente una cucina povera, i nostri antenati davano il meglio quando si trattava di trovare modi creativi per cucinare la carne, una delicatezza che la gente normale poteva gustare un paio di volte all'anno. Forse è per questo che noi toscani siamo ossessionati dalla carne, specialmente quando si presenta sotto la forma di una enorme, succulenta bistecca. Nonostante questa passione sfrenata, non molti toscani sanno come dalle nostre parti ci sia una razza poco conosciuta di mucche, molto antica che, secondo parecchi chef, sarebbe anche migliore della famosa chianina. Il nome sembra un errore, fa ridere appena lo senti, ma quando inizi a masticare una bella tagliata ti rendi conto di quanto non scherzi per niente quando si tratta di gusto. Ecco perché questa settimana What's Up Tuscany vi porterà di nuovo sulla costa toscana per raccontarvi la storia del mucco pisano, l'antica razza di bovini che, dopo esser andata vicino all'estinzione, sta diventando la passione degli amanti della ciccia. Se ascoltate l'intero episodio scoprirete la storia dietro queste robuste mucche, cosa le renda speciali, le ricette vicine al cuore dei pisani ed i migliori ristoranti nei quali potrete gustare questa incredibile carne. Seguiteci e vi spiegheremo perché il mucco è la migliore bistecca che non avete mai mangiato. Fateci sapere se questo episodio vi è piaciuto o qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Tutto fa brodo: domande, dubbi, richieste per episodi futuri, qualunque cosa serva per iniziare una conversazione è la benvenuta! Saremmo felici di conoscervi meglio e di aiutarvi come possiamo.Email: podcast@larno.itFacebook: https://www.facebook.com/larno.itTwitter: @arno_it / @WhatsupTuscanyI LINK ALLE FONTIhttps://www.braciamiancora.com/il-mucco-pisano-dalla-toscana-una-carne-dalla-bonta-unica-da-provare-anche-al-barbecue/https://www.ilgiornaledelcibo.it/ricetta/tagliata-di-mucco-pisano/https://www.ilgiornaledelcibo.it/ricetta/spezzatino-di-mucco-con-patate-alla-pisana/http://stradadellolio.it/en/portfolio-articoli/mucco-pisano/https://www.barlume-cafe.it/mucco-pisano/https://www.montepisano.travel/tortelli-mucco-pisano/BACKGROUND MUSICPipe Choir - Bom Bom Breakthrough (Instrumental)Catmosphere - Candy-coloured Sky (Instrumental)Wayne John Bradley - Summercycle (Instrumental)Pipe Choir - Mapping the Stars (Instrumental)Audionautix - Water Wood and StoneIncompetech - Leopard Print ElevatorWayne John Bradley - Blues Rock Original InstrumentalAll released under Creative Commons Attribution 4.0 International Licensehttps://soundcloud.com/pipe-choir-2/pipe-choir-bom-bom-breakthrough-creative-commons-instrumentalhttps://soundcloud.com/argofox/catmosphere-candy-coloured-skyhttps://soundcloud.com/ayneohnradley/summercycle-original-indie-style-instrumental-creative-commonshttps://soundcloud.com/pipe-choir-2/pipe-choir-mapping-the-stars-instrumentalhttps://www.free-stock-music.com/audionautix-water-wood-and-stone.htmlhttps://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1500077https://soundcloud.com/ayneohnradley/blues-rock-original-instrumentalcreative-commonshttp://www.pipechoir.com/

Come Comunicare per Vendere - i Sarti del Web
337 - I Clienti non hanno più soldi, o forse si

Come Comunicare per Vendere - i Sarti del Web

Play Episode Listen Later Nov 18, 2022 20:54


Hai sentito la notizia? I clienti non hanno più soldi, tutti in bancarotta!Infatti la Apple, che vende i telefoni più costosi del mondo, è fallitaOra, se la finiamo con le chiacchiere da bar ed i titoli dei giornali da due soldi, cerchiamo di guardare in faccia la realtàLa gente spende in maniera più attentaE cosa puoi fare tu per attirare nuovi clienti e riempire la cassa?Parliamone col Modellista Umberto Masiello!

Facciamo il Punto
E27 - Tra sfide ed errori per creare (forse) la prossima startup unicorno italiana nel settore della stampa 3D, con Alessio Lorusso, Founder @ Roboze

Facciamo il Punto

Play Episode Listen Later Nov 16, 2022 22:13


PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
Beh, io sì!: Cambia la tua vita con un Click

PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali

Play Episode Listen Later Nov 16, 2022 20:49


Invertiamo la rotta ed eccoci quindi con una rubrica in cui voglio esprimere opinioni riguardo film o serie tv che spesso vengono poco considerate ma che, per un motivo o l'altro, a me invece piacciono. A chi non piacerebbe possedere un telecomando universale, capace di semplificarti la vita? Forse un po' a tutti. Pochi saprebbero però usarlo con giudizio ed ecco quindi "Cambia la tua vita con un click", film comico che però vuole ricordarci l'importanza dei valori fondamentali della vita. Quelli che tendiamo a dimenticare con enorme facilità.

pordenonelegge.it - Festa del libro con gli autori
Martina Milia, Francesco Stoppa e Gian Mario Villalta - Dimmi come parli… Dialogo sull'uso e abuso della Parola

pordenonelegge.it - Festa del libro con gli autori

Play Episode Listen Later Nov 14, 2022 57:12


Incontro con Martina Milia, Francesco Stoppa e Gian Mario Villalta “Parlo dunque sono” potrebbe essere il motto del credo individualista di oggi: tutti accomunati nel ruolo di anonimi destinatari di un flusso incessante di informazioni e sollecitazioni in forma di messaggi, inviti, lusinghe. Una parola che ha smarrito il filo segreto che la legava al silenzio, necessario per dare spazio e dignità alla parola dell'altro. Forse il nostro è il tempo in cui reimparare a parlarci e ad ascoltarci. Il tempo per riscoprire il piacere perduto della lingua. Edizione 2022 www.pordenonelegge.it

pordenonelegge.it - Festa del libro con gli autori
Flavio Caroli e Maurizio Cucchi - Un'opera d'arte, una poesia

pordenonelegge.it - Festa del libro con gli autori

Play Episode Listen Later Nov 14, 2022 53:49


Incontro con Flavio Caroli e Maurizio Cucchi Un esperimento, un happening? - sicuramente una proposta inusuale: Flavio Caroli illustra alcune opere esemplari di grandi artisti del panorama internazionale del Novecento (Pollock, Burri, Bacon...) alle quali Maurizio Cucchi dedicherà un testo poetico inedito, composto meditando su quella stessa opera. Ut pictura poesis? Forse no, forse l'arte, che pone sempre nuove domande, chiede a sua volta nuove risposte. Edizione 2022 www.pordenonelegge.it

Radio Number One - Tutto libri
Alessandra Redaelli: i segreti e sregolatezze degli artisti più influenti di sempre

Radio Number One - Tutto libri

Play Episode Listen Later Nov 14, 2022 3:06


Liliana Russo, nel nuovo episodio di TuttoLibri, racconta Forse non tutti sanno che l'arte, di Alessandra Redaelli

Spiritualità | RRL
267 - l'Umiltà di sant'Agostino

Spiritualità | RRL

Play Episode Listen Later Nov 12, 2022 4:56


Avendo meditato le parole di sant'Agostino sull'umiltà come fondamento dell'edificio spirituale, guardiamo adesso l'umiltà del santo stesso. Forse più potente di ogni sua riflessione a riguardo, è la testimonianza delle “Confessioni.” Considerato come santo già quando era in vita, scrisse quell'opera sicuramente in parte per palesare le profondità della propria malvagità prima della sua rinomata conversione. La santa sincerità e l'umiliante precisione con le quali enumera i peccati presentano il santo al lettore proprio come lui si presenta davanti a Dio: spogliato da ogni pretesa: un'anima peccatrice davanti alla Santità Stessa, un niente davanti all'Essere stesso, Somma di ogni Perfezione.Questa visione di Dio e di sé stesso che si manifesta in ogni pagina del libro sembra come la risposta di Dio alla sua preghiera di conoscere sia l'uomo che Dio, di “conoscere me e conoscere Te”: “Domine Jesu, noverim me, noverim Te... oderim me, et amem Te... humiliem me, exaltem Te...: Signore Gesù, che io mi conosca, che io Ti conosca... che io mi odii, e Ti ami... che io mi umilii e Ti esalti...”Citiamo il commentario della prima frase di padre Gihr nell'opera ‘Il santo sacrificio della Messa': O Dio, concedete che io Vi conosca: Noverim Te! Datemi una conoscenza intima delle Vostre adorabili perfezioni che sono senza misura né numero – della Vostra infinita grandezza e gloria; dei Vostri inconcepibili potere, saggezza, e bontà; della Vostra inesprimibile bellezza, dolcezza, ed amabilità; penetratemi di una profonda conoscenza delle “cose pro

The Italian Mind
Chatting in the Café in Rome with Francesca (English & Italian)

The Italian Mind

Play Episode Listen Later Nov 10, 2022 3:35


Chatting in the Cafè with Francesca - Italian Version F: Ciao Anthony A: Ciao Francesca F: Cosa vuoi bere? A: Un caffé e una bottiglia di acqua gassata F: Hai fame? A: Sempre! Vorrei un cornetto al cioccolato F: Perfetto. Offro io A: Grazie! La prossima volta faccio io. F: Per quanto tempo starai in Italia? A: Tre mesi. Ho bisogno di praticare il mio italiana e poi, amo Roma! F: Roma è stupenda! C'è tantissimo da fare e vedere. A: Qual è la tua cosa preferita di Roma? F: Per me il Pantheon e tutte le fontane. A: Anche per me. Ma ho una lista lunga di cose preferite. Amo i siti storici romani, il vaticano. Tutte le chiese, così tanto da vedere. F: Sei mai stato a Roma in inverno? A: No, mai. Ma vorrei! F: È così tranquilla rispetto all'estate. A: Fa freddo? F: No, è mite e bellissima. Di dove sei? Chicago vero? A: Si, sono di Chicago. F: Roma in inverno non è per niente come Chicago in inverno. Non ti preoccupare. A: Da quanto sei a Roma? F: Otto mesi. Amo insegnare italiana all'università. Insegno lunedì, mercoledì e venerdì a mezzogiorno. A: Che ore sono? F: Sono le 10:30 A: È un po' tardi per me. Forse possiamo pranzare insieme domani? Mi piacerebbe iscrivermi ad un corso online. F: Perfetto. Ci vediamo domani! Incontriamoci di fronte al Pantheon a mezzogiorno. A: Perfetto. Ci vediamo. Chatting in the Cafè with Francesca - English Version F - Ciao Anthony. A - Ciao Francesca. F - What would you like to drink? A - A coffee and a bottle of sparkling water, please. F - Are you hungry? A - Always. I would like a chocolate croissant. F - Perfect. It's my treat. A - Thank you. Next time it will be mine. F - How long are you staying in Italy? A - Three months. I need to practice my Italian and I love Rome. F - Rome is big and beautiful. So much to see and do. A - What is your favorite sight in Rome? F - For me, the Pantheon and all the fountains. A - Me too, but I have a very long list. I love all the Ancient Roman sights, the Vatican, all the churches, so much to see. F - Have you been to Rome in the winter? A - No, I haven't. I want to though. F - It's so quiet compared to the summer. A - Is it cold? F - No, it's mild and wonderful. Where are you from? Chicago right? A - Yes. I'm from Chicago. F - Rome in the winter is nothing like Chicago in the winter. Don't worry. A - How long have you been in Rome? F - 8-months. I love teaching Italian at the university. I teach Monday, Wednesday, and Friday at noon. A - What time is it? F - 10:30 AM. A - I am running a bit late. Maybe we can have lunch tomorrow? I would like to sign-up for your online course. F - Perfect. See you tomorrow. Let's meet in front of the Pantheon at noon. A - Perfect. See you then. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/theitalianmind/message

The Italian Mind
Bumping into a Friend in Rome (English & Italian)

The Italian Mind

Play Episode Listen Later Nov 10, 2022 2:48


Bumping into a Friend in Rome: English Version Francesca: Ciao Anthony Anthony: Ciao Francesca Francesca: Come stai? Anthony: Bene, grazie, e tu? Where are you off to? Francesca: Work, I am teaching Italian at the University, now. Anthony: very nice. I am still studying Italian. Maybe you can help me? Francesca: Of course. I am very happy to help. I have an online course, podcast, and app to help students learn Italian now in addition to my university course and 1-1 lessons. I even offer a free weekly online lesson on Friday for all online course students. It's a great way to ask questions, practice speaking, getting help on any exercises. Anthony: that's great! Please tell me more. How do I sign-up for your online course? That sounds perfect for me with my busy work schedule. Francesca: I have a few minutes now. Do you have time for a coffee at cafè d'oro near the Pantheon? It's only a two blocks from here and it's on the way to the University. Anthony: That sounds great. Let's go. Bumping into a Friend in Rome: Italian Version Francesca: Ciao Anthony Anthony: Ciao Francesca Francesca: Come stai? Anthony: Bene, grazie e tu? Dove stai andando? Francesca: A lavoro! Insegno all'università adesso. Anthony: Molto bene. Io sto ancora studiando italiano. Forse puoi aiutarmi? Francesca: Certo! Sarei felice di aiutarti. Ho un corso online, un podcast e un app per aiutare gli studenti a imparare italiano, oltre al mio lavoro come insegnante. Offro anche una lezione settimanale gratuita di venerdì per tutti gli studenti del corso online. È un ottimo modo per fare domande, praticare il parlato e chiedere aiuto sugli esercizi. Anthony: Ottimo! Dimmi di più. Come posso iscrivermi al corso online? Sembra ideale con i miei orari di lavoro. Francesca: Ho qualche minuto adesso. Hai tempo per un caffè al bar D'oro vicino al Pantheon? È a soli due isolati da qui ed è vicino all'università. Anthony: Perfetto! Andiamo. --- Send in a voice message: https://anchor.fm/theitalianmind/message

il posto delle parole
Pier Luigi Fagan "I princìpi del principio"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 10, 2022 14:54


Pierluigi Fagan"I princìpi del principio"Biennale Tecnologiahttps://www.biennaletecnologia.it/ I princìpi del principioVenerdì, 11 Novembre 2022 - 10:30Pierluigi Faganintroduce Juan Carlos De MartinIn filosofia, "princìpio" ha il dop­pio significato di "inizio" e "fonda­ mento/i". Pierluigi Fagan indaga sull'ipotesi che noi siamo capitati in una nuova fase del mondo: qua­li dovrebbero essere i fondamenti di questo nuovo inizio? Ambiente, demografia, economia, tecnologia, politica e geopolitica, sistemi men­tali umani sono tutti capitoli di al­trettante variabili in movimento che dovranno trovare ordine e struttura. Su quali basi? A quali fini?Pierluigi Fagan"Verso un mondo multipolare"Fazi Editorehttps://fazieditore.it/Quello in cui viviamo è un mondo sempre più complesso; in poco più di un secolo la popolazione è passata da 1,5 a più di 7 miliardi e secondo le stime demografiche entro il 2050 arriverà a 10. Anche gli Stati nel giro di cinquant'anni sono quadruplicati, passando da 50 a oltre 200. Il nostro establishment politico, economico e finanziario, come nella Francia di Maria Antonietta, pare avulso dalla realtà dei popoli e inadeguato ad affrontare i profondi cambiamenti che stanno investendo il pianeta. All'aumentare della complessità del mondo corrisponde una progressiva perdita di credibilità dei piloti, quell'élite occidentale a cui nessuno riconosce più il suo ruolo di guida. Allo stesso tempo, con la crisi della globalizzazione acquisiscono nuova importanza gli Stati, le unioni, gli accordi bilaterali, il giusto mix di hard e soft power, l'equilibrio tra i diversi attori. Verso un mondo multipolare esamina lo scacchiere internazionale attingendo alle forme di pensiero della cultura della complessità e dei sistemi. Il risultato è un'analisi condotta su diversi livelli dei punti di forza e debolezza sia degli attori tradizionali (USA, Cina, Russia ed Europa), sia dei nuovi centri emergenti, tutti impegnati nel grande gioco di tutti i giochi: assicurarsi le migliori condizioni di possibilità per accedere a un futuro in cui cambieranno molte cose. Un mondo in cui se l'Europa non troverà in fretta una sua chiara collocazione finirà per essere una pedina all'interno di un gioco a tre: Cina, Russia e America. Un mondo nuovo per il quale sono necessari un agire e un pensare inediti.Forse avremmo tutti preferito vivere in un'epoca quieta e prevedibile in cui svolgere la nostra esistenza alla ricerca del miglior beneficio personale, contando sul fatto che le più ampie strutture del mondo in cui viviamo sarebbero rimaste tra loro organiche e funzionali.Ma non è andata così.Pierluigi Fagan ha lavorato per più di vent'anni come manager di multinazionali e poi come imprenditore. Ritiratosi dal lavoro, ha poi intrapreso un lungo periodo di intensa ricerca intorno al concetto di complessità, declinata in vari campi di studio. Questo primo libro è anche frutto di una ricerca che dura ormai da tredici anni. Scrive per il suo blog (pierluigifagan.wordpress.com) sul concetto di complessità (in senso filosofico, economico, politico e geopolitico) e i suoi articoli compaiono su diverse riviste online.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

iPhoneItalia Podcast
Siri cambia (forse?)

iPhoneItalia Podcast

Play Episode Listen Later Nov 9, 2022 72:20


In questa puntata del podcast vari temi sul tavolo: dalla possibile nuova evoluzione di Siri, ai suoi limiti sui nostri dispositivi e nella demotica, all'impiegato Apple e la storia dietro molti (recenti) leaks e rumors. Analizziamo anche l'evoluzione delle piattaforme di messaggistica ed in particolare l'evoluzione (o involuzione?) di Telegram.In questa puntata del podcast:- Siri: Addio "Hey Siri"- Tutti i limiti attuali di Siri- Siri, qualche tip utile- Telegram: qualche passo indietro?- Apple incastra il dipendente infedele. Addio RumorsConduttori:Giovanni Longo: www.twitter.com/giolongooClaudio Sardaro: www.twitter.com/ClauoITALuca Ansevini: www.twitter.com/Anse1987Feedback?Potete segnalarci temi da approfondire, dire la vostra o darci qualunque tipo di feedback su Twitter col consueto hashtag #iPhoneItaliaPodcast.Potete, inoltre, darci una valutazione su Apple Podcast e seguirci su Spreaker per aiutare più persone a scoprire il nostro podcast.I vostri consigli ed i vostri commenti sono preziosi per noi, sul serio.

il posto delle parole
Matteo Pietropaoli "La società dell'estinzione"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Nov 7, 2022 30:42


Matteo Pietropaoli"La società dell'estinzione"LIberazione dell'essere umano da se stessoOrthotes Editricehttps://www.orthotes.com/L'odierna civiltà globale, rappresentata innanzitutto dalle società più avanzate in termini di organizzazione e produzione, di diritti sociali e civili, di conoscenze e tecnologie, è arrivata nel secondo millennio dopo Cristo e nel quinto dalle Piramidi in prossimità della sua più elevata conquista: la liberazione dell'essere umano da se stesso, ossia l'estinzione.Sebbene questa possa sembrare una boutade o un divertissement, o altre parole francesi che evochino lo scherzo in maniera colta, quanto viene qui esposto non vuole prendere in giro nessuno. Piuttosto si vuole far notare come il massimo processo di liberazione del singolo uomo o donna (e già questa distinzione dice tanto) condurrà nel prossimo futuro all'estinzione della specie, o almeno, in primo luogo, della società umana cui ci si è abituati da alcune centinaia di anni. Il che, a detta dell'autore, non è un dramma ma appunto un processo, a un tempo inevitabile, di maturazione d'autonomia e sviluppo individuale a livelli mai eguagliati prima.L'obiettivo della “liberazione” dell'essere umano, che va di pari passo con il processo di individualizzazione, sembra infatti il punto d'arrivo di quelle grandi società originate dal processo di civilizzazione, persino antico, una volta venuto fuori dal tribalismo (Mesopotamia, Egitto, Sudamerica etc.). Sebbene anche le singole tribù primordiali o contemporanee siano in un certo modo delle società, e come si vedrà anzi sono state sempre caratterizzate da un tema culturale molto profondo, intrecciato com'è al tema naturale che i moderni invece distinguono, qui non ci si riferisce a ciò quando si parla di “società dell'estinzione”. Forse la specie umana sopravviverà, magari tramite un neotribalismo o in uno stadio a un tempo selvaggio e mitico rinnovato, ma bisognerà vedere quale ecosistema sarà rimasto per essa.Matteo Pietropaoli (Roma 1985), dottore di ricerca in Filosofia presso la “Sapienza” Università di Roma, nel 2018 consegue l'ASN a professore di II fascia in Filosofia teoretica. Nel corso delle sue ricerche trascorre periodi presso la Sorbonne Université de Paris, la Martin-Luther-Universität Halle-Wittenberg e la Ruprecht-Karls-Universität Heidelberg. Autore di numerosi saggi su riviste scientifiche, oltre che di libri e traduzioni, dal 2018 al 2021 ha lavorato come consulente politico-legislativo per il MIUR e la Camera dei Deputati. Attualmente insegna Sociologia politica presso la Link Campus University di Roma.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Deejay 6 Tu
Paolo Borzachiello presenta il nuovo libro Forse sei già felice e non lo sai

Deejay 6 Tu

Play Episode Listen Later Nov 7, 2022 5:06


Deejay 6 Tu
Paolo Borzachiello presenta il nuovo libro Forse sei già felice e non lo sai pt 2

Deejay 6 Tu

Play Episode Listen Later Nov 7, 2022 5:18


Deejay 6 Tu
Paolo Borzachiello presenta il nuovo libro Forse sei già felice e non lo sai al telefono con Simona

Deejay 6 Tu

Play Episode Listen Later Nov 7, 2022 2:57


OMJ Podcast
La ragazza della stazione (la storia) | 163

OMJ Podcast

Play Episode Listen Later Nov 5, 2022 39:41


In questo episodio troppo spontaneo vi racconto (ancora ma in modo più approfondito) la storia del mio primo bacio. Avevo 15 anni, questa ragazza per i miei genitori era quasi una strega. Aveva 19 anni anni. Per i fedeli della mia chiesa questa ragazza voleva manipolarmi. Voleva rubarmi il destino. Bho pensandoci forse avevano ragione. Era l'ex del mio migliore amico. Forse voleva usarmi come sacrificio per un incantesimo romantico contro il suo ex. Bho.... Ammetto che ogni tanto questo pensiero mi tormentava. Vabbè, in realtà la parte interessante di questa storia è il ruolo di mia mamma durante questo famoso incontro in stazione. Mia Mamma sapeva tutto. Mia Mamma vede tutto. John ci stai dicendo che tua Mamma è una strega?? Nooooo! Adessoo vi spiego!Mi dispiace essere sparito per un mese intero. Stavo registrando un film. Presto vi racconto tutto!

Off topic
Non mi ascolti mai

Off topic

Play Episode Listen Later Nov 5, 2022


Forse è il tema di litigio più frequente nelle coppie: uno dei due non ascolta quello che dice l'altro. Quali sono allora i meccanismi per cui una persona non si concentra su quello che dice il suo interlocutore? Ed è lecito ammettere che non stiamo ascoltando qualcuno perché ci annoia? Di tutto questo parliamo con Federica Cacciola, attrice e conduttrice senza peli sulla lingua.

Effetto giorno le notizie in 60 minuti

Il governo non prorogherà più il contratto dei navigator (ne sono rimasti meno di mille rispetto ai 3 mila iniziali), cioè quei lavoratori assunti nel 2019 come collaboratori per 18 mesi con il compito di aiutare i titolari del sussidio di povertà a trovare un'occupazione. Una mission fallita. Ne parliamo con Luca Barilà, segretario nazionale FELSA CISL. Controlli e sequestri dei Nas in tutta Italia per i casi di intossicazione da listeria. Con noi il tenente colonnello Dario Praturlon dei Nas. Secondo il Wall Street Journal, l'Iran sarebbe pronto a dichiarare guerra all'Arabia Saudita. Perchè? Quanto può essere veritiero? Lo chiediamo a Marco di Liddo, analista del CeSI.

Mamma Superhero
Ep. 169: Il valore di una mamma (e di una persona in generale)

Mamma Superhero

Play Episode Listen Later Oct 27, 2022 12:02


Forse hai già sentito questa frase: il valore di una mamma non è direttamente proporzionale a ciò che fa per la sua famiglia. Ma so cosa stai pensando... "Impossibile! Che madre sarei se non mi prendessi cura della mia famiglia?" Probabilmente per anni abbiamo creduto che essere una brava madre significasse cucinare, pulire e soddisfare ogni bisogno dei nostri figli. E di conseguenza, quando non facciamo queste cose o commettiamo un errore, ci sentiamo insignificanti. Come se avessimo fallito. Stiamo costruendo il nostro presente su una convinzione: io sono qualcuno, se faccio qualcosa. Ma se ti dicessi che il tuo valore non sta in ciò che fai? Se ti dicessi che il tuo valore è indipendente dal ruolo che svolgi? Nell'episodio di questa settimana ti confido perché dovremmo smettere di dare valore a ciò che facciamo, e focalizzarci invece su chi siamo. *** MSH Facebook: https://www.facebook.com/mammasuperhero MSH Instagram: https://www.instagram.com/mammasuperhero/ *** Per guardare il video di cui parlo, ecco il link: https://www.facebook.com/mammasuperhero/videos/2687823944810665/

Effetto Mondo
A Londra è finita la tregua. E forse anche in Europa

Effetto Mondo

Play Episode Listen Later Oct 27, 2022


Daily Cogito
FEED - Hubble avrà ancora (forse) una lunga vita!

Daily Cogito

Play Episode Listen Later Oct 19, 2022 75:59


Oggi su FEED Fede ci parla di HUBBLE: tutt'altro che in pensione! I prossimi eventi dal vivo ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/eventi  Impara ad argomentare bene ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/video-corso/  Il canale Youtube ➤➤➤ https://www.youtube.com/c/RiccardoDalFerro  Entra nella Community ➤➤➤ https://www.patreon.com/rickdufer  La newsletter gratuita ➤➤➤ http://eepurl.com/c-LKfz  Daily Cogito su Spotify ➤➤➤ http://bit.ly/DailySpoty  Canale Discord (chat per abbonati) ➤➤➤ https://discord.gg/x4ZhQZ4E  Tutti i miei libri ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/libri/  Il negozio (felpe, tazze, maglie e altro) ➤➤➤ https://www.dailycogito.org/  INSTAGRAM: https://instagram.com/rickdufer  INSTAGRAM di Daily Cogito: https://instagram.com/dailycogito  TELEGRAM: http://bit.ly/DuFerTelegram  FACEBOOK: http://bit.ly/duferfb   LINKEDIN: https://www.linkedin.com/pub/riccardo-dal-ferro/31/845/b14  -------------------------------------------------------------------------------------------- Chi sono io: https://www.dailycogito.com/rick-dufer/  -------------------------------------------------------------------------------------------- La sigla è stata prodotta da Freaknchic: https://www.freaknchic.it/  La voce è della divina Romina Falconi, la produzione del divino Immanuel Casto.  A cura di Stefano Maggiore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Monologato Podcast
DIO IN UNA LACRIMA #5 - La Verità, un cuore qualunque

Monologato Podcast

Play Episode Listen Later Oct 18, 2022 9:36


Diario Estate 2021. La verità è tristemente meravigliosa, una lezione che si apprende solo accerchiati da quello che sembra esistere ma non è reale. La prima reazione dell'uomo quando ha sistemato i bisogni primari è quella di evadere, creare mondi, distanziarsi, entrare in un mondo fatto di alibi e illusioni, convincersene pur di crederci fino in fondo. Non riesco a non chiedermi continuamente qual' è la mia missione, il mio obiettivo in quest'epoca dove ognuno ostenta la sua guerra, mentre sento che è arrivato il momento della mia pace. Mi sembra come se non fosse più possibile ambire a cambiare il mondo, perché il mondo cambia in continuazione e sono stupidi pensieri adolescenziali che non mi toccano da un pezzo. Mi sembra come se non ci fosse più la possibilità concreta di fare qualcosa di utile nel prossimo che sia per l'altro e basta, non per un proprio interesse emozionale. Mi sembra che l'amore non esista, esiste coesistere con altre persone fino a che il tutto non diventa così disfunzionale. Esiste l'amore solo per chi crede di essere innamorato, così come Dio esiste per chi ci crede. Io non credo nell'amore perché ho perso la fede, ma non sarei completamente sincero se dicessi che ho perso la speranza, che del resto è la più grande forma d'amore, che è radice della spiritualità. Forse in questo momento di smarrimento e perdizione mi sono davvero aperto ai sentimenti, a differenza di quando ne sono stato completamente invaso. Cerco di racchiudere il mare in una conchiglia, cerco di capire cosa vuol dire essere adulto o semplicemente essere umano e mi sento così connesso alla paura.  Questa terra non è fatta per le risposte, è la grande patria delle domande, il vero segreto è restare curiosi perché tutto sfugge a chi sa ed è chiaro a chi non è in grado di sapere. Non saprei rispondere se mi chiedessero se credo in Dio, mostratemi la sua esistenza attraverso la grandezza del suo operato, fatemi sentire quello che col tempo ho cessato di percepire. Passeggio all'alba con una ragazzina che sento di amare ma che non amo affatto. La vivo di nascosto, se mi palesassi saremmo perduti. Non ambisco al possesso, mi astengo dal sesso sentendomi un fallito a riguardo, purtroppo l'affetto non lo saprei gestire. Scegliere sé stessi vuol dire rinunciare a tutto il resto. Saper gustare senza mangiare davvero, semplicemente nutrirsi e di notte faccio a cazzotti con i miei sentimenti sopiti. A volte l'amicizia è una grande menzogna.  Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Chiesa Cristiana Evangelica  della Vera Vite
La chiesa: ai vostri posti, pronti, via - Terza parte 3: Via!... Ovvero andare oltre | 16 Ottobre 2022 |

Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite

Play Episode Listen Later Oct 16, 2022


La chiesa è chiamata ad andare oltre il riunirsi in un luogo la domenica. La chiesa non è mai un qualcosa di statico, ma cambia nel tempo, con lo scopo di adempiere al Grande Mandato di Gesù. Ed ogni cambiamento non è una "malattia" da curare, ma una opportunità da cogliere... per essere più efficaci nel testimoniare di Cristo al mondo.---Predicatrice: Jean GuestCLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIOTempo di lettura: 9 minutiTempo di ascolto audio/visione video: 30 minutiNel romanzo “1984” di George Orwell, la stanza delle torture è denominata Stanza 101 e nel Regno Unito l'abbiamo trasformata in un programma televisivo umoristico in cui personaggi famosi dicono le tre cose che li torturano e che meritano di entrare in una immaginaria Stanza 101. Due cose che io metterei hanno a che fare con l'uso che alcuni cristiani fanno della nostra fede: la prima è quella delle canzoni d'azione (non ho bisogno di fare questo per sapere che il mio Dio è grande, forte e potente) e la seconda è quella di trasformare le Scritture in simpatici poster.Non voglio offendere nessuno se queste due cose sono di vostro gusto, a ciascuno il suo, ma se volete sapere perché ne sono contro, è perché rendono banale e sentimentale proprio ciò che amo del mio Dio e della mia fede: nessuno dei due si sottrae dal vedere le cose come sono realmente ed entrambi sono felici di sporcarsi le mani. La vita è disordinata, le persone sono disordinate e noi abbiamo un Dio che ha lasciato il Cielo per camminare in mezzo al disordine, affinché un giorno potessimo avere a pieno la sua nuova creazione. Forse ricorderete che qualche settimana fa ho detto che la chiesa dovrebbe essere il luogo più sicuro sulla Terra; ma dovrebbe anche essere il luogo più convincente sulla Terra dove si vive il Vangelo. Dove si affronta la confusione. Ne abbiamo un esempio in Filemone:“...ti prego per mio figlio che ho generato mentre ero in catene, per Onesimo, un tempo inutile a te, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui, che amo come il mio cuore. Avrei voluto tenerlo con me, perché in vece tua mi servisse nelle catene che porto a motivo del vangelo;  ma non ho voluto fare nulla senza il tuo consenso, perché la tua buona azione non fosse forzata, ma volontaria.  Forse proprio per questo egli è stato lontano da te per un po' di tempo, perché tu lo riavessi per sempre;  non più come schiavo, ma molto più che schiavo, come un fratello caro specialmente a me, ma ora molto più a te, sia sul piano umano sia nel Signore! Se dunque tu mi consideri in comunione con te, accoglilo come me stesso. Se ti ha fatto qualche torto o ti deve qualcosa, addebitalo a me. IO PAOLO, LO SCRIVO DI MIA PROPRIA MANO: PAGHERO' IO.”  (Filemone:10-19 a)Ecco i retroscena: Onesimo (che significa Utile) era uno schiavo di Filemone. La nuova chiesa di Colosse si riuniva nella casa di Filemone dove, come abbiamo visto la volta scorsa, si dedicava all'insegnamento e all'apprendimento, al culto, alla preghiera e alla Cena del Signore. È molto probabile che Onesimo abbia ascoltato tutto questo e che sia diventato un credente. Quello che sappiamo per certo è che fa qualcosa di molto sbagliato e scappa ( scappa da Paolo che è in prigione a Efeso). Il significato è che Onesimo sta rubando qualche cosa a Filemone, perché Paolo dice che ripagherà Filemone per intero. È qui a Efeso che Onesimo diventa sicuramente un credente e, all'altezza del suo nome, si rende utile a Paolo che lo vede come un figlio. Qui il discorso si fa interessante: Onesimo, in quanto schiavo fuggito, avrà una taglia sulla testa e Colosse sarebbe un posto pericoloso dove essere rimandato. Ma Paolo fa questo: lo rimanda da Filemone come portatore della sua lettera in cui chiede a Filemone di fare l'impensabile e di riaccettare Onesimo nella sua famiglia. E non solo, ma di accettarlo come fratello; Paolo non gli dice di liberarlo, ma di riconciliarsi con lui. Come dice NT Wright, "...è il nuovo ordine mondiale del Vangelo, come sperimentato dalla Chiesa". Quando ci riuniamo come Chiesa, siamo la casa della riconciliazione. Riconciliazione tra le persone, ma soprattutto tra Dio e le persone. “...e se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così. Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, [tutte le cose] sono diventate nuove.  E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di [Gesù] Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.” (2 Corinzi 5:16b-18)È per questo che siamo stati salvati, per far conoscere il messaggio della riconciliazione. Lo ha detto il grande arcivescovo Desmond Tutu:“L'atto di riconciliazione è la grazia con cui permettiamo all'altra persona di rialzarsi, e di rialzarsi con dignità, per ricominciare. Nell'atto di perdono dichiariamo la nostra fede nel futuro di una relazione e nella capacità del malfattore di cambiare.”  Desmond Tutu - Arcivescovo città del Capo - Sud AfricaIl nostro messaggio è che puoi essere perdonato, redento, restaurato e riconciliato, indipendentemente da ciò che hai fatto o pensi di essere, e noi, la Chiesa, siamo qui per accoglierti nella famiglia, proprio come Filemone e Onesimo. Ma non possiamo farlo seduti qui, lo facciamo là fuori.La missione di Dio comporta sempre il mandare e il servire. Prima il mandare. Lo conosciamo come il Grande Mandato, con l'enfasi di solito sulla parola “Andate!”,  punto esclamativo. Ma mi piace il modo in cui la traduzione The Message in inglese della Bibbia lo traduce. Mi piace perché troppo spesso interpretiamo l "Andate" come un andare il più lontano possibile, ma qui è “Uscite!” e tutti noi ne siamo capaci. “Gesù, imperterrito, andò avanti e diede il suo incarico: "Dio mi ha dato autorità e comandato di mandarvi: uscite dunque e ammaestrate tutti quelli che incontrate, lontani e vicini, su questo modo di vivere, segnandoli con il battesimo nel triplice nome: Padre, Figlio e Spirito Santo. Poi istruiteli nel praticare tutto ciò che vi ho comandato. Sarò con voi mentre fate questo, giorno dopo giorno, sino alla fine dei tempi". (Matteo 28,18-20  - trad. The Message)Mi piace anche perché, messa in questi termini, la chiesa sembra più un movimento che una religione, e questo è esattamente ciò che la chiesa primitiva era: un catalizzatore per il cambiamento sociale e per la salvezza. Nel suo libro Dominion, lo storico Tom Holland parla così dell'effetto del cristianesimo:“Un Dio sofferente su una croce è stata la bomba che ha fatto esplodere l'ordine mondiale Greco-Romano. Il cristianesimo come storia del potere speso volontariamente a favore dei vulnerabili; della forza impiegata per proteggere i deboli. La storia del forte che sceglie di fare la vittima per conto degli oppressi, per risparmiare loro l'ignominia e la vergogna... è la storia di come il dominio sacrificale di Cristo, mediato attraverso il dominio sacrificale della Chiesa, ha liberato e sta liberando il mondo occidentale.” (Tom Holland – Dominion: come il cristianesimo ha modellato l'Occidente)Come dice il pastore americano Rich Villodas, "...a molti non importa nulla della nostra buona notizia se non è anche una buona notizia che porta a un mondo migliore e più giusto". I movimenti cambiano il mondo, le funzioni religiose complessivamente no. Quindi forse è arrivato il momento di pensare a come ci organizziamo, a come ci incontriamo e a dove ci incontriamo. Il nostro "andare" ha forse bisogno di essere rivitalizzato.Ma da chi andiamo? In due parole: dagli smarriti. Mi è stato recentemente ricordato (anche se ho predicato su questo tema solo poche settimane fa) che questo è il linguaggio di Gesù ed è pieno di compassione; gli smarriti non sono persone in difetto, ma coloro che cercano di tornare a casa. E come possiamo andare? Quando a Gesù è stato chiesto quale fosse il comandamento più grande, ha dato la risposta attesa di "amare Dio con tutto il cuore, la mente, l'anima e la forza", ma poi ha aggiunto un altro "e ama il tuo prossimo". L'amore per Dio si accompagna a un mandato missionario: andiamo a servire con amore e, per Gesù, non si può fare l'uno senza l'altro.Questo mi riporta a ciò che abbiamo analizzato qualche settimana fa, ovvero a come la Chiesa primitiva rispondesse ai bisogni che la circondavano e a ricordarvi che viviamo nel bel mezzo di un'epidemia di solitudine. Se mettiamo insieme queste due cose, forse vediamo dove si trova la nostra opportunità di amare, servire e condividere. Come possiamo essere ansiosi di andare avanti mentre ignoriamo il campo di missione alle porte?Vi fornisco alcuni esempi da considerare. Negli Stati Uniti esiste un movimento di chiese chiamato Dinner Church: “Chiesa della Cena”. È nato a Seattle, quando un pastore, sconcertato per la diminuzione della sua congregazione, ha fatto una passeggiata di preghiera intorno alla sua chiesa ed è rimasto sorpreso nel sentire Dio dirgli di abbandonare l'edificio della chiesa e di iniziare a dare da mangiare ai senzatetto e ai bisognosi. Dieci anni dopo ci sono Chiese della Cena in tutti gli Stati dove le persone vengono per un pasto gratuito, fanno amicizia, possono chiedere preghiera e ascoltare un brevissimo messaggio su Gesù. Non è che Dio voleva che la chiesa chiudesse, ma  voleva immaginarla in un modo diverso e riaprirla.La chiesa da cui provengo nel Regno Unito fa qualcosa di simile ogni primo giovedì del mese: offre un pranzo leggero a base di zuppa e pane e, dato che sono inglesi, una tazza di tè; inoltre c'è un breve messaggio e la possibilità di chiedere una preghiera. Quando vivevo a Londra, facevo parte di un gruppo di diverse chiese e denominazioni che offrivano colazioni per le persone che stavano andando al lavoro; era un'occasione per iniziare bene la giornata e sapere che qualcuno pensava a te e pregava per te mentre andavi a una riunione difficile o affrontavi un capo difficile. Tutti e tre questi esempi riguardano la fornitura di un servizio, e la rottura della solitudine e la condivisione della vita e dell'amore di Gesù.Non so cosa si adatterebbe a un contesto italiano, non so con certezza se questo è ciò che Dio sta chiamando a fare questo gruppo di credenti, ma credo che ci siano una serie di cose che la nostra chiesa deve considerare alla luce delle nostre circostanze e di questo insegnamento. Vorrei suggerire umilmente che il cambiamento non significa che Dio ci abbia abbandonato o che ciò che è stato in passato debba essere considerato un fallimento; c'è una stagione per ogni cosa e dobbiamo accettarlo, come ci dice l'Ecclesiaste 3:1.In secondo luogo, la chiesa, qualsiasi chiesa, può essere ugualmente potente ed efficace indipendentemente dal luogo in cui si riunisce, perché è il dedicarsi all'adorazione, alla preghiera e all'apprendimento che ci rende efficaci, e i numeri non contano. "Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro." (Matteo 18:20)Essere chiesa riguarda il modo in cui viviamo, il modo in cui preghiamo e il modo in cui condividiamo la nostra vita usando i doni che Dio ci ha dato.“La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l'amore copre una gran quantità di peccati. Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. Se uno parla, lo faccia come si annunciano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.” (1 Pietro 4:7-11)Amen. GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIOGUARDA IL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOKGUARDA IL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU INSTAGRAM---GUARDA IL  VIDEO DEL MESSAGGIO IN HD

il posto delle parole
Giorgio Vitari "Il procuratore e il diavolo di Lucedio"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Oct 15, 2022 22:06


Giorgio Vitari"Il procuratore e il diavolo di Lucedio"Neos Edizionihttp://www.neosedizioni.it/L'ombra alligna dietro ricche ville e scintillanti paesaggi vercellesi. Così, l'indagine sull'omicidio di un antiquario conduce Francesco Ròtari a investigare nei meandri di una causa prosaicamente famigliare, ma anche sul mistero che circonda l'inquietante spartito dipinto in una chiesa a Lucedio.Una nuova squadra affianca il procuratore Ròtari, da poco trasferito a Vercelli, nelle indagini sull'omicidio di Giulio Valinotto, colpito alla testa con una statuetta raffigurante il diavolo. Ròtari individua due piste che potrebbero fare luce sul caso: la prima, riguarda un contenzioso giudiziario tra la vittima e una agiata famiglia del posto per questioni di eredità, l'altra, più oscura, sembra portare a una chiesa sconsacrata intorno alla quale aleggiano sinistre leggende e in cui pare si pratichino riti satanici. Nel corso dell'investigazione, Ròtari avrà modo di interloquire con Felicia Merz un'affascinante giovane giudice, che saprà sollecitare la sua vanità con la costruzione di un arguto gioco di seduzione.Con un intricato meccanismo investigativo, che svela il lavoro quotidiano degli uffici della procura, l'Autore accompagna il lettore tra gli scandali famigliari locali e il mondo dell'esoterismo. Una scrittura dal ritmo serrato e incalzante che procede con continue scoperte in un crescendo di colpi di scena e cambi di prospettiva.… Chino sul cadavere c'era il medico legale.«Dottore, buon pomeriggio ‒ lo salutò il procuratore. ‒ Per fortuna è riuscito a venire».Il medico non rispose alla provocazione, si limitò a dire: «La morte è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per un forte colpo con un oggetto pesante. Verosimilmente quella statuetta di bronzo…». Indicò una piccola scultura posta su una mensola nei pressi del cadavere, alta circa trenta centimetri, scura, raffigurante un diavolo ghignante accovacciato su una grossa pietra. La base della statuetta, quadrata, circa cinque centimetri per lato e spessa tre dita, aveva tracce di sangue. «Forse la morte non è stata immediata – proseguì il medico ‒ ma dovuta all'emorragia endocranica che si è sviluppata successivamente. L'uomo deve aver perso conoscenza per il colpo subìto e non ha potuto chiedere soccorso. Per ora non ho notato sul corpo segni di lotta».Giorgio Vitari, torinese, nato nel 1948, si è laureato in giurisprudenza dopo gli studi classici al temibile liceo “Cavour” di Torino. Assistente universitario, ha poi superato l'esame di Stato per svolgere la professione di avvocato; nel 1977 ha vinto il concorso ed è entrato in magistratura. In oltre quarant'anni, sempre nel ramo penale, ne ha viste tante e tante ne ha fatte: come pretore penale e sostituto procuratore a Torino, e poi procuratore della Repubblica a Ivrea, Vercelli, Asti, infine avvocato generale presso la Procura generale di Torino. In particolare, come sostituto procuratore, dal 1983 al 1985, ha seguito, durante le indagini e successivamente nel dibattimento di primo grado, il cosiddetto “caso Zampini”, che precorse Tangentopoli. Quel “caso” ha in parte ispirato le vicende, peraltro dovute in gran parte alla sua fantasia, raccontate in questo libro. IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Daily Cogito
FEED - I Videogiochi ci fanno BENE oppure MALE? Uno studio ce lo dice, forse...

Daily Cogito

Play Episode Listen Later Oct 13, 2022 67:11


Su FEED aperitivo al videogioco: uno studio cerca di capire quale sia il loro impatto sul benessere. I prossimi eventi dal vivo ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/eventi  Impara ad argomentare bene ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/video-corso/  Il canale Youtube ➤➤➤ https://www.youtube.com/c/RiccardoDalFerro  Entra nella Community ➤➤➤ https://www.patreon.com/rickdufer  La newsletter gratuita ➤➤➤ http://eepurl.com/c-LKfz  Daily Cogito su Spotify ➤➤➤ http://bit.ly/DailySpoty  Canale Discord (chat per abbonati) ➤➤➤ https://discord.gg/x4ZhQZ4E  Tutti i miei libri ➤➤➤ https://www.dailycogito.com/libri/  Il negozio (felpe, tazze, maglie e altro) ➤➤➤ https://www.dailycogito.org/  INSTAGRAM: https://instagram.com/rickdufer  INSTAGRAM di Daily Cogito: https://instagram.com/dailycogito  TELEGRAM: http://bit.ly/DuFerTelegram  FACEBOOK: http://bit.ly/duferfb   LINKEDIN: https://www.linkedin.com/pub/riccardo-dal-ferro/31/845/b14  -------------------------------------------------------------------------------------------- Chi sono io: https://www.dailycogito.com/rick-dufer/  -------------------------------------------------------------------------------------------- La sigla è stata prodotta da Freaknchic: https://www.freaknchic.it/  La voce è della divina Romina Falconi, la produzione del divino Immanuel Casto.  A cura di Stefano Maggiore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!
10 Espressioni per Parlare Italiano come un Madrelingua

Learn Italian with LearnAmo - Impariamo l'italiano insieme!

Play Episode Listen Later Oct 13, 2022 14:58


Qual è il vostro desiderio più grande? Forse comprare una casa, diventare famosi, incontrare l'anima gemella, avere più amici… Ci sta… ovviamente! Ma se la risposta è “suonare come un madrelingua quando parlo italiano”, allora questo è il video che fa per voi! Infatti, vi presenterò delle espressioni molto comuni nel gergo quotidiano, soprattutto tra i più giovani! Si tratta perlopiù di intercalari e di esclamazioni che vengono utilizzate in contesti informali per dare voce alla propria sorpresa, indignazione, sconcerto, ecc. Espressioni comuni nel gergo quotidiano Ecco le espressioni colloquiali italiane più usate dai madrelingua: Ceh boh...Si utilizza per esprimere: incertezza, quando non siamo sicuri di qualcosa; incredulità, quando siamo senza parole e non riusciamo a credere a qualcosa; disprezzo, per qualcosa che non ci piace. Esempi: Vorrei trasferirmi all'estero, ma ho paura di non riuscire a trovare un lavoro… Ceh boh… Con il tipo di laurea che ho, chi mi assumerebbe fuori dall'Italia?   Ho aiutato Stefania a superare l'esame e non mi ha neanche detto un “grazie”… Ceh boh… Non le farò più un favore! Almeno un po' di riconoscenza… Sei rimasto seduto al tuo posto sull'autobus nonostante quella vecchietta ti avesse chiesto di cederle il posto. Ceh boh… So che anche tu sei stanco, ma te lo ha persino chiesto… Ma che veramente? Esprime sorpresa, sia in senso positivo sia in senso negativo. Nel primo caso può esprimere meraviglia per qualcosa che non ci aspettiamo e a cui non riusciamo a credere; nel secondo caso, esprime sbigottimento e incredulità quando ci troviamo davanti ad una situazione che ci prende alla sprovvista ma che non ci piace o che non accettiamo. Esempi: Ma che veramente? Hai comprato i biglietti per il concerto? Ma che figata! Hai raccontato il mio segreto a Marco? Ma che veramente? Cioè non ci si può fidare proprio di te! No vabbè adoro! Esprime entusiasmo, sorpresa, contentezza, felicità per qualcosa. È accompagnato da toni entusiastici e allegri. Esempi: Vi sposate tra un anno? No vabbè adoro! E avete già scelto il posto in cui volete celebrare il matrimonio? Ad Amsterdam? No vabbè adoro! Ho sempre voluto visitare quella città! Che vuoi, una foto? Esprime fastidio quando qualcuno ci guarda con insistenza, ci fissa, facendoci sentire a disagio. Non è un modo educato e gentile di esprimersi, ovviamente, perché sottolinea tutto il fastidio e l'insofferenza che questa situazione provoca in noi. Esempi: Scusa, che vuoi, una foto? No perché mi fissi da un'ora e non mi sembra di conoscerti… Dai, poi vediamo… / Poi vediamo, dai… Espressione usata per mantenersi vaghi quando si vuole evitare di dare una risposta certa e precisa. La si usa come risposta a una domanda scomoda, alla quale preferiamo non rispondere per non offendere o rattristare l'interlocutore, e quindi preferiamo rimandare a un secondo momento la questione. Esempi: Ah state organizzando una vacanza? Ah grazie per avermi invitata! Eh… Poi vediamo dai… Devo valutare un po' di cose e vi faccio sapere! Se puoi lavorare per noi? Non so ora… È possibile, devo parlare con qualcuno… Dai, poi vediamo… No vabbè… Indica che si è delusi, sconvolti, ma anche un po' arrabbiati; non si sa cosa dire perché quello che si vede o si sente sembra assurdo, senza senso o poco realistico. Esempi: No vabbè… Vuoi andare al funerale con questo vestito rosso? Ma ti sembra normale? Ah quindi non avevi studiato nulla ma pretendevi di superare l'esame? No vabbè… Tu non sai cosa sia il sacrificio! Stammi bene! Si tratta di una formula di congedo molto molto usata dagli italiani al termine di una conversazione. Con questa espressione, facciamo capire all'altra persona che ci sta a cuore e che ci interessiamo alla sua salute. Esempi: Ciao Sara! Mi ha fatto molto piacere rivederti dopo così tanto tempo. Adesso però ci teniamo in contatto eh!

il posto delle parole
Fausto Manara "L'inconsapevole"

il posto delle parole

Play Episode Listen Later Oct 13, 2022 17:45


Fausto Manara"L'inconsapevole"Edizioni Piemmehttps://www.edizpiemme.it/È notte fonda quando Antonio Mazzini risponde a una telefonata che mai avrebbe voluto ricevere. Psichiatra di successo, si occupa in particolare di adolescenza, e un giornalista gli dà una notizia che lo getta nello sconforto: Paola, una sua giovane paziente, si è suicidata in ospedale. Per Antonio - che ha dedicato tutta la propria vita alla professione, a parte qualche piccola scivolata nel mondo delle scommesse e dei locali notturni - quella morte è un fallimento che non può perdonarsi. È quindi per senso di colpa e forse anche per puntiglio che inizia a fare qualche ricerca sulla tragica fine della ragazza. Era un'anima fragile, sì, con un forte disturbo dell'alimentazione, ma gli ha sempre dato l'idea di essere una combattente, una che avrebbe fatto qualunque cosa per uscirne, e quel suicidio stona con tutto il suo quadro clinico. Il muro che Antonio si trova di fronte è spesso, la procura non ha dubbi, ma lui è convinto che qualcosa non quadri. Forse l'ombra che un infermiere ha visto fuggire per le scale e poi c'è il referto, anche se non decisivo, dell'autopsia... La ricerca ha sempre fatto parte del suo modo di lavorare ma questa volta sarà costretto ad addentrarsi in una storia intricata e agghiacciante, da cui gli sarà difficile uscire incolume.Fausto Manara dosa con sapienza le proprie notevoli conoscenze dell'anima in questo giallo perfettamente congegnato e umanissimo, e ci regala uno psichiatra detective che mancava nel panorama del mistero italiano.Fausto Manara, nato a Cantù, vive a Brescia. Laureato in Medicina presso l'Università di Milano si è specializzato in Neurologia e in Psichiatria. Docente universitario, si è occupato per anni di disturbi del comportamento alimentare e di adolescenti. Oltre all'attività professionale, è attivo nel mondo dell'arte. Ha pubblicato diversi saggi per Sperling e Kupfer. L'inconsapevole è il suo primo romanzo.IL POSTO DELLE PAROLEAscoltare fa Pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

SBS Italian - SBS in Italiano
Il G7 conferma il supporto all'Ucraina, Putin parlerà con Erdogan e (forse) con Biden

SBS Italian - SBS in Italiano

Play Episode Listen Later Oct 13, 2022 14:58


Dopo un'escalation militare che ha portato il G7 a convocare un vertice di emergenza, ci sono timide speranze verso un dialogo che possa mettere fine alle violenze.

Tutti Convocati
La rabbia e la vergogna

Tutti Convocati

Play Episode Listen Later Oct 12, 2022


Serata amara per le italiane. Forse un po' di più per la Juventus perchè il 2-0 subito dal Maccabi Haifa e il modo in cui è maturato gettano ancor più Allegri e i suoi nel baratro di una crisi che sembra irrisolvibile, tanto da far intervenire il presidente Agnelli che non usa mezzi termini per definire il senso di vergogna che pervade l'ambiente bianconero. Meno apocalittica sembra la sconfitta del Milan, se non altro perchè c'è di mezzo un errore arbitrale che ha fortemente condizionato la partita: rigore e rosso per un fallo di Tomori che lascia la squadra in dieci e spiana la strada per il 2-0 del Chelsea. Di tutto questo parliamo con Mister Alberto Zaccheroni che ha vissuto momenti difficili su entrambe le panchine. Ci colleghiamo poi con Filippo Maria Ricci da Barcellona, in attesa della sfida che attende l'Inter di Inzaghi questa sera al Camp Nou.

Chiesa Cristiana Evangelica  della Vera Vite
La chiesa: unico scopo anche quando cambia la forma | 9 Ottobre 2022 |

Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite

Play Episode Listen Later Oct 10, 2022


La chiesa, che sia grande o piccola, è il luogo dove si impara a correre assieme, a supportarsi, ad ammonirsi ed incoraggiarsi. Gesù non ha mai mandato i suoi discepoli da soli in una missione; se vuoi essere efficace nella tua vita di credente, devi avere una chiesa reale, fatta di uomini e donne come te.---CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIOTempo di lettura: 9 minuti Tempo di ascolto audio/visione video: 30 minutiVi ricordate cosa è successo  dal 15 marzo 2020 al 31 maggio 2020? Era il periodo più difficile della pandemia, e in tutto il paese sono state sospese qualsiasi tipo di riunione... anche quelle di chiesa... vi ricordare? Nonostante tutto abbiamo in qualche modo trovato maniere alternative di riunione, attraverso Zoom, attraverso le dirette su Facebook e su Youtube, attraverso i messaggi su Whatsapp.Non era ideale, ma ciascuno di noi proprio in quella situazione di estremo disagio sentiva la necessità di essere più stretto all'altro; cercava il sostegno e sentiva  la necessità di una comunità.Forse sbaglio, ma penso che la chiesa è stata più unita in quel periodo che in quelli dove questa sala era piena di persone che dovevamo mettere giù tutte le sedie disponibili.E' stato quello uno dei momenti in cui come pastore, sono stati più fiero dell'opera che il Signore aveva piantato e che mi aveva chiamato, non so neppure io perché, a condurre.Ho visto in quel periodo gran parte degli insegnamenti domenicali cadere nel posto giusto:  l'incoraggiamento, la compassione, la preghiera per gli altri.Ma, soprattutto, ho visto nella mia chiesa la consapevolezza che non si può nutrire la propria fede, non si può crescere  al di fuori del “corpo di Cristo”, la chiesa.  UNA chiesa specifica, con persone reali, mani, piedi, occhi, sorrisi e braccia.Paolo dice:“Così, sotto ogni aspetto ci avvicineremo sempre più a Cristo, che è il capo [del suo corpo, la chiesa].  Sotto la sua guida, tutto il corpo, ben collegato e tenuto unito dalle giunture, grazie al contributo di ogni singola parte, riceverà da lui quella forza che lo fa crescere nell'amore.” (Efesini 4:11-16)La chiesa è un “corpo”, il corpo di Cristo, e la sua forza è proporzionale  a quanto  ciascuna delle sue parti è collegata all'altra.La chiesa è anche una “famiglia”. Da gennaio saremo chiamati ad essere forse un po' meno ordinati, un po' meno “strutturati” e a prendere le cose così come vengono, con qualche problema di audio delle basi dei canti magari meno “serie di messaggi” magari più brevi, o forse solo lettura e commento assieme di brani la Bibbia.Ma la chiesa è una famiglia,  e in una famiglia non c''è sempre uno che parla; dovremo riscoprire cosa significhi essere “famiglia in Cristo” anche la domenica  a guardarci negli occhi, a parlare assieme incrociando le opinioni... proprio come si fa in una famiglia sana.Nei miei trenta anno di servizio al Signore, ho incontrato spessissimo persone che magari venivano in chiesa per una o due mesi, poi sparivano... inspiegabilmente, senza un motivo apparente.E quando magari le incontravi per caso, ti raccontavano o che avevano scelto un'altra chiesa perché quella era una chiesa “giusta”, ovvero una chiesa online...Per molti anni il podcast legato alla nostra chiesa  è stato stabilmente tra i primi dieci podcast cristiani in in Italia; perché eravamo una delle pochissime chiese evangeliche in Italia ad utilizzare i podcast come mezzo per diffondere l'evangelo. Poi la pandemia ha spinto quasi tutti sul web... e ci sono chiese molto più efficaci della nostra e con molti più mezzi.Tramite essi noi come atri riusciamo a nutrire persone  al di là della nostra collocazione geografica. Ma mai nessun podcast, mai nessuno streaming on-line,  mai nessun programma satellitare potrà mai sostituire  la chiesa “fisica”, reale, fatta di uomini e donne  che si incontrano assieme.Non ci sono chiese “perfette”; le chiese sono fatte da peccatori, come me  che ne guido una per la Grazia di Dio soltanto, non per merito,  ma è quello il posto dove cercare le risposte,  dove attingere l'aiuto che serve a ciascun credente per mezzo di pastori, insegnanti ma anche da  semplici membri di chiesa.Ormai viviamo nell'epoca dove i media  hanno sostituito gran parte delle relazioni umane; dove crediamo di vedere la “vita vera” attraverso i “reality” anche se sappiamo bene che le situazioni sono finte  e che le persone stanno interpretando una parte.E, purtroppo, molto credenti sono portati a  pensare che non gli serve una chiesa, ma che basta quella via  web.  Intendetemi, si può ricevere suggerimenti, dei consigli,  Dio può servirsi di Marco (o di quant'altri)  per edificare, ammonire, illuminare, toccare il cuore...  ma non è un sostituto alla chiesa!Continuo a ripeterlo: nel Nuovo Testamento ci sono 58 comandamenti  che non possono essere adempiuti  se non si fa parte di una chiesa,  e che sono connessi alla frase “gli uni gli altri”:  amatevi, esortatevi, ammonitevi, accoglietevi...  e tutto questo non lo si può fare senza una chiesa.   Né io né altri possono farlo per tramite di un mezzo elettronico!Perché ho bisogno di una famiglia spirituale?I) Ho bisogno di altri con cui camminarePaolo dice:“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui” (Colossesi 2:6)La Bibbia paragona spesso la vita spirituale ad un cammino:  ci sono almeno due benefici a non essere da soli quando stai facendo il cammino.1) E' più sicuroCamminare a soli di notte non è stata mai una buona idea: la vita che fa il mondo rassomiglia molto alla notte; una notte spirituale, ovviamente, ma come in quella fisica è meglio non essere da soli: Salomone afferma:“Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe così presto” (Ecclesiaste 4:12)2) C'è più supportoJean ne ha parlato la settimana scorsa: ha detto:“La fedeltà è dura, è una fatica, richiede lavoro e intenzionalità. Si sa che i maratoneti di solito si allenano in gruppo perché è più facile continuare a percorrere la lunga distanza quando ci sono altri che ti incoraggiano. Gesù ha detto "rimanete in me", in altre parole, "rimanete fedeli" e questo è più facile da fare nella comunità dei credenti.”C'è un proverbio dello Zambia che dice: “Quando corri da solo corri più veloce, quando corri assieme ad altri corri più a lungo” ; la salvezza, la chiesa, proclamare Cristo, non è una gara di velocità, ma di durata. E se sei in compagnia duri di più.In Ebrei è scritto:“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda” (Ebrei 10:25 PV)In una chiesa, anche se piccola,  si impara la fedeltà;  perché ognuno è una parte indispensabile.  Pensate a una chiesa di due (perché Gesù ha detto che dove sono due tre riuniti nel suo nome, lui è là) dove uno manca!  In una chiesa, forse anche meglio se piccola,  ci si incoraggia a vicenda;  è la conseguenza naturale del rapporto che si crea.E' per questo che quando la chiesa si fa “piccola” come in questo momento, ogni persona è importante per incoraggiare  l'altro e per essere incoraggiato personalmente.Se non hai una chiesa, con chi cammini insieme?  Sei da solo, da sola, oppure hai una famiglia che cammina con te? II) Ho bisogno di altri con cui lavorareE' il motto della nostra chiesa: “Amare non è un sentimento, amare è un'azione.” e per agire ho bisogno di altri  per adempiere ai comandamenti di Gesù. Paolo dice:“È Dio stesso che ci ha fatto così e ci ha dato nuova vita in Gesù Cristo, per farci compiere quelle buone opere che egli aveva preparato per noi fin da principio.” (Efesini 2:10 PV)Dio ha dato a ciascuno di noi doni e talenti particolari,  ma molti di questi posso utilizzarli solo se ho relazioni con gli altri;  doni di incoraggiamento, doni di discernimento, ecc.1) Lavorare (anche se per il Signore) è stancanteSe lavoro  da solo sarò esausto: sempre Salomone ha detto:“Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senza avere un altro che lo rialzi!” (Ecclesiaste 4:9-10)“Gesù non mandava mai i suoi discepoli da soli:“Quindi riunì i dodici discepoli e li mandò fuori a due a due” (Marco 6:7a PV)Molti, sia tra i credenti che tra i non credenti,  vengono colti dalla sindrome “faso todo mi”,  faccio tutto io.  Così facendo in breve tempo sarai bruciato (o bruciata),  andrai in depressione,  e non riuscirai a fare neppure la metà  di quello che avresti fatto assieme ad altri.  Neppure Madre Teresa faceva tutto da sola,  ma aveva centinaia se non migliaia di persone che la aiutavano.In una chiesa di grandi dimensioni questo è impossibile; in una chiesa delle nostre dimensioni attuali è parzialmente possibile; ma è comunque meglio avere anche incontri  al di fuori. Di chiesa: probabilmente da gennaio saranno più importanti quelli che le domeniche.In che fase ti trovi Sei nella fase “faso todo mi”,  oppure hai una famiglia che ti aiuta?  La chiesa è la famiglia che Dio ha creato per i suoi figli:Il fatto che io sarò defilato dal dirigere in prima persona la chiesa secondo me porterà col tempo più frutti che problemi: i pastori (specialmente quelli come me... faso todo mi...) talvolta sono “ingombranti”: e questo libererà voi nel fare di più in famiglia.III) Ho bisogno di altri che veglino su meQuando parti per le vacanze,  chiedi ai vicini se danno una controllata alla tua casa?  Dovresti chiederlo anche per la tua anima  Ma visto che non lo puoi chiedere a uno qualsiasi,  ti serve un piccolo gruppo dove sei amato, sei amata. Paolo afferma:“Non pensate soltanto al vostro interesse, ma preoccupatevi piuttosto di quello degli altri.” (Filippesi 2:4)1) Altri che mi amanoSpesso esco da casa senza essermi pettinato;  mi serve mia moglie che mi dica “Caro, ti sei pettinato?”.  Perché lo fa? Perché mi vuole bene,  perché non vuole che appaia come uno sciocco agli altri.  Non ne trae nessun vantaggio,  non c'è un beneficio imminente o futuro.  E' un semplice atto d'amore  (“hai la zip lasciata giù...”  mi toglie dall'imbarazzo).Spesso nella mia vita di credente  ci sono cose che non ho “pettinato”,  e non ci faccio nemmeno più caso,  ma che mi farebbero apparire sciocco (o peggio)  davanti alle persone e a Dio;  un peccato ricorrente ed evidente,  una decisione sbagliata,  un comportamento da correggere.Ma uno che mi vuole bene  e non lo fa per vantaggio personale  può salvarmi dall'imbarazzo verso Dio e gli uomini.Sei sicuro da solo di uscire la mattina pettinato e con la zip alzata?  Dio ha previsto un posto sicuro  dove altri possano dirtelo prima che sarai di fronte ad un grande imbarazzo,  e quel posto è la chiesa.ConclusioneLa chiesa è un imparare a camminare assieme,  a lavorare assieme,  a vegliare sull'altro assieme.“E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,  lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Il Signore aggiungeva al loro numero ogni giorno quelli che venivano salvati.” (Atti 2:46-47)La chiesa è fatta per accogliere altre persone che vivono attorno, che camminano da sole, lche lavorano da soli,  e non hanno nessuno che vegli su di loro:  è queste persone che Gesù sta cercando attraverso la nostra chiesa.Cosa farai? Accetterai di nuovo la sfida di continuare a crescere, anche se la forma della tua chiesa sarà cambiata, anche se il luogo potrebbe non rimanere lo stesso?Gesù ha in serbo per te, se accetti ancora un mare di avventure da vivere assieme nella tua chiesa.Preghiamo.GUARDA LE DIAPOSITIVE DEL MESSAGGIOGUARDA IL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU FACEBOOKGUARDA IL MESSAGGIO IN BASSA RISOLUZIONE SU INSTAGRAM---GUARDA IL VIDEO DEL MESSAGGIO IN HD