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Quella appena trascorsa è stata un'altra domenica di attacchi e di morte nel conflitto tra Mosca e Kiev: il bilancio è di almeno dieci morti in Russia, di cui sette provocati dai frammenti di un drone ucraino caduti su una spiaggia, mentre gli attacchi russi contro l'Ucraina hanno fatto cinque vittime, come riferiscono le autorità dei due Paesi. Alla luce dell'offensiva russa, con quotidiani e massicci a bombardamenti e attacchi con droni, il presidente ucraino Zelensky ha rivolto un nuovo appello urgente agli altri Paesi affinché inviino ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot di fabbricazione statunitense, gli unici intercettori in grado di fermare i missili balistici. Ma da alcuni media trapela un'indiscrezione sull'incontro della scorsa settimana alla Casa Bianca fra Trump e Zelensky. Il presidente ucraino avrebbe chiesto un favore al suo omologo statunitense: chiamare Elon Musk e intercedere per lui. Tema? Starlink, come immaginabile. Sul fronte politico-governativo, Zelensky ha nominato l'attuale segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, Rustem Umerov, alla guida del Servizio d'intelligence estera. Mentre l'oppositore di Putin, Boris Nadezhdin, già inserito da Mosca nel registro degli ‘agenti stranieri' e fermato dalla polizia a metà luglio, ha lasciato la Russia per la Francia, come ha fatto sapere lui stesso postando un video da Parigi.Ascolta "Notizie dall'Ucraina" ogni giorno su podcast.adnkronos.com e su tutte le piattaforme di streaming.
Silvana La Spina"Le avvelenatrici"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itÈ una mattina di fine dicembre del 1783, l'aria odora di neve, anche se i palermitani sanno che è solo un'impressione: a Palermo non nevica mai. Tra le mura del convento di San Francesco, accade qualcosa di insolito: la cella di fra' Gerlando è rimasta chiusa, nessuno l'ha visto nemmeno al Mattutino. Dietro quella porta, l'orribile scoperta: il corpo esanime del frate, gli occhi strabuzzati dal terrore, il viso gonfio, una schiuma biancastra agli angoli della bocca. Per lo speziale non ci sono dubbi: è veleno. Anche se quell'uomo di Dio non pareva avere un nemico al mondo. A parte forse l'anziana donna con cui, il giorno prima, c'era stato un misterioso incontro, alla fine del quale il frate era apparso turbato. «Quella vecchia è la Morte» aveva commentato. Ma non è l'unico mistero, perché il nome del frate compare in una lista insieme a quello di un barone morto lo stesso giorno, con gli stessi sintomi. Lista che ora si trova nelle mani di Maurizio Belmonte, uomo di fiducia del Viceré, che non crede alle coincidenze e teme che anche altri siano in pericolo. Per le strade si sussurra di preghiere speciali. Preghiere che si pagano a peso d'oro e che, dicono, possono far ammalare. Possono uccidere. Ma Belmonte non crede nemmeno alle fatture, è uomo dei Lumi. Eppure i morti sono reali e ora anche la donna che ama, Sofia Schulz, la pittrice che ritrae i defunti dell'aristocrazia, sembra affetta da un morbo incurabile. Il veleno è l'arma di chi conosce la pazienza, e non richiede coraggio né la violenza di un attimo di follia. Belmonte dovrà immergersi nell'oscurità di un rancore coltivato nel silenzio, cercare la verità lì dove il sacro e il profano si confondono e un maleficio si paga come una messa.«Sappiate allora che l'odio è un sentimento, ma la morte un vizio. E che, una volta preso, quel vizio non si dimentica».Silvana La Spina è nata in Veneto da padre siciliano. Vive tra Milano e Catania da molti anni e la Sicilia è alla base di quasi tutti i suoi romanzi. Tra gli ultimi: La bambina pericolosa (2008); Un cadavere eccellente (2011); La continentale (2014); L'uomo che veniva da Messina (2015). Per Neri Pozza ha pubblicato L'uomo del Viceré (2021), Angelica (2022) e L'ombra dei Beati Paoli (2024). Ha vinto il Premio Chiara nel 1993 con il romanzo Scirocco.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Prima dell'Odissea di Christopher Nolan, del 70mm IMAX e di un cast pieno di star hollywoodiane, la televisione italiana aveva già affrontato il viaggio di Ulisse. Nel 1991 Beppe Recchia trasformò il poema di Omero in un musical comico di due puntate per Canale 5, convocando praticamente metà della televisione commerciale italiana. In questo speciale di Spin-Off mettiamo quindi a confronto due adattamenti appartenenti a universi completamente diversi. Da una parte Christopher Nolan, Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson, Zendaya, Jon Bernthal e un budget gigantesco. Dall'altra Andrea Roncato nei panni di Ulisse, Moana Pozzi come Penelope, Francesco Salvi come Telemaco e Polifemo, Teo Teocoli come Antinoo e Gerry Scotti nel ruolo di Menelao. Senza dimenticare Corinne Cléry come Circe, Umberto Smaila come Zeus, Iva Zanicchi come Giunone, Gigi Sammarchi come Mercurio e Davide Mengacci nel ruolo del narratore. Analizziamo cinque momenti presenti in entrambe le versioni: il cavallo di Troia, l'incontro con Polifemo, la trasformazione dei compagni di Ulisse in maiali, il canto delle Sirene e la prova finale dell'arco. Nolan costruisce un universo mitologico credibile e spettacolare. Recchia realizza invece gli Avengers della Fininvest: parodie musicali, doppi sensi, effetti speciali discutibili, balletti e alcune delle battute più imbarazzanti mai trasmesse in prima serata. Il risultato è un'opera caotica, sguaiata, sessista e completamente fuori controllo. Ma proprio per questo rappresenta perfettamente la televisione italiana dei primi anni Novanta e continua a essere infinitamente più affascinante di qualsiasi prodotto moderno costruito appositamente per diventare trash. L'Odissea di Nolan è chiaramente il film migliore. Quella di Beppe Recchia, però, è il reperto televisivo che nessuno avrebbe più il coraggio di produrre. (00:00) Disclaimer iniziale (00:22) Introduzione all'Odissea di Beppe Recchia (03:01) Il cast dell'Odissea di Recchia vs il cast dell'Odissea di Nolan (12:14) I 5 momenti più memorabili dell'Odissea di Recchia (19:05) Riflessioni finali sul trash italiano anni '90 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Secondo i dati Istat in Italia la disoccupazione a giugno è salita al 5,7% e quella giovanile ha raggiunto il 18,4%. Il numero degli occupati su base mensile è rimasto stabile, mentre si evidenzia una crescita dei disoccupati e una diminuzione degli inattivi.
⚓ UNA DOMANDA PER UNCINO... E PER TEA volte basta una domanda per guardare una storia in modo completamente diverso.Quella di oggi è molto più vicina a noi di quanto sembri.Buon ascoltoDiego e Francesca
Nel maggio 2026, in India, il Presidente della Corte, Surya Kant (nella foto), utilizzò il termine “scarafaggi” per riferirsi, in modo dispregiativo, ai giovani disoccupati che criticavano il governo. Quella che doveva essere un'offesa volta a derubricare il movimento è diventata invece una spinta di enorme potenza che ha portato alla nascita di un vero e proprio partito. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24Ore da New Dehli.Dopo la notizia dell'accordo sul nucleare tra Stati Uniti e Arabia Saudita, emergono nuovi e inaspettati elementi. La Casa Bianca ha infatti fatto sapere che l'intesa sarebbe subordinata a un'adesione del Paese arabo agli accordi di Abramo. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.Cresce ancora la tensione in Cisgiordania tra palestinesi e coloni israeliani. Nella mattinata di venerdì, un gruppo di abitanti degli insediamenti illegali si è presentato, spalleggiato dalle Forze di Difesa israeliane, nel villaggio palestinese di Tell, a ridosso della colonia di Havat Gilad, dando inizio a uno scontro che ha provocato quattro morti. Commentiamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole 24Ore.
S. 4 Ep. 37 - E se il tuo corpo stesse cercando di parlarti da anni… e tu fossi stato semplicemente troppo impegnato per ascoltarlo? In questa meditazione entrerai in una grande cattedrale di luce. Ma non sarà un luogo qualsiasi. Quella cattedrale sarà il tuo corpo. Attraverserai stanze simboliche che custodiscono le parti più profonde della tua esperienza: le spalle che hanno portato pesi troppo a lungo, la gola che conserva le parole mai pronunciate, il cuore che continua ad amare nonostante le sue cicatrici, il respiro che non ha mai smesso di riportarti nel presente e quella parte di te che, silenziosamente, continua a chiederti fiducia. Non troverai tecniche. Non troverai formule magiche. Troverai qualcosa di molto più raro. Uno spazio in cui il tuo corpo potrà finalmente raccontarti la sua storia. Questa meditazione è un invito a rallentare, ad ascoltare e a riconoscere che molte delle risposte che cerchiamo nella mente esistono già nelle sensazioni che il corpo ci offre, momento dopo momento. Perché il corpo non è soltanto il luogo in cui abiti. È il compagno di viaggio che ti accompagna dal tuo primo respiro… fino all'ultimo. E forse non ti ha mai chiesto di essere perfetto. Ti ha chiesto soltanto di tornare, ogni tanto, ad ascoltarlo. Chiudi gli occhi. Respira. E lascia che questa meditazione ti ricordi una verità semplice, ma rivoluzionaria: Il corpo non è il luogo in cui combatti contro te stesso. È il luogo in cui puoi finalmente fare pace con te.
Pensare alle cose che non vanno, può essere un aiuto fondamentale. Dipende però da come ci pensi. Quando ti senti sopraffatto, se, ti senti sopraffatto, inizia a pensare che tutto dipende dalla tua forza. Quella che generi, quella che senti, quella che esprimi. Non è il problema, a sopraffarti. È il modo in cui lo percepisci. Hai bisogno di rigenerarti, di ripartire, di cambiare prospettiva. Una battuta d'arresto non è una sconfitta, un momento più buio non è una resa, diventare consapevole della tua umanità non è debolezza. La vera forza è come il vero coraggio: sono veri se riesci ad usarli nel momento del bisogno. Perché quando bisogno non c'è, forza e coraggio possono essere nomi, ma non alleati e trasformazione. Ti senti sopraffatto? Bene. Così puoi iniziare a cambiare "Anche se il timore avrà più argomenti, tu scegli la speranza" (Seneca)- Leggi/ascolta: https://annarosapacini.com/ti-senti-sopraffatto/ - Qui puoi iscriverti a “Comunicare per essere®”: https://annarosapacini.com/podcast/ una via di evoluzione personale profonda, per una vita che ti corrisponda - Counselcoaching, comunicazione valoriale, relazioni, professione, benessere. Scrittura evolutiva®, Grafologia evolutiva®, Pedagogia evolutiva®, metodi esclusivi, soluzioni e percorsi sempre su misura. Per informazioni https://annarosapacini.com/contatti/ - YouTube https://www.youtube.com/@AnnarosaPacini - Rinforza la tua motivazione e la tua visione interiore: seguimi sul tuo social preferito, cerca @AnnarosaPacini
Certe piazze si riempiono per abitudine, altre per convenienza. Quella che ieri pomeriggio ha invaso il cuore di Malo appartiene invece a una categoria più rara: le piazze che nascono dall'istinto di una comunità quando sente che è stato superato un limite. Un centinaio fra sindaci e rappresentanti delle istituzioni, ma oltre un migliaio i privati cittadini.
Il giornalista e podcaster Stefano Nazzi è stato ospite nel programma Donne al Volante - con Liliana Russo e Agnese Spinelli - nella serata di giovedì 16 luglio. Ci ha illustrato il suo tour estivo "Indagini Live 2026" dedicato al racconto dal vivo di celebri casi di cronaca nera. L'autore spiega che il suo lavoro non nasce dal desiderio di spiare il macabro, bensì dalla necessità di comprendere la natura umana e preservare la memoria storica di vicende tragiche. «Devo dire che tutte creano emozioni. Quella forse più dolorosa è quella del bambino Tommaso Onofri che fu rapito e ucciso a soli 3 anni da tre persone». Nazzi sottolinea il valore dell'ascolto collettivo durante i suoi spettacoli, notando con particolare interesse come il pubblico sia composto in gran parte da donne e giovani attratti dalla profondità emotiva di queste storie.
Dirigevano il traffico, pattugliavano strade e mercati. L'ufficio ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati elenca così, nel comunicato del 3 giugno 2026, le attività durante le quali i poliziotti di Gaza vengono colpiti. Da gennaio almeno dodici attacchi contro la polizia, 53 morti, di cui 35 agenti, cinque bambini e una donna. Il 31 gennaio la stazione di Ash Sheikh Radwan, undici uccisi, fra loro detenuti e gente venuta a sbrigare una pratica. Poi c'è la riga che nessuno cita. Mayy El Sheikh, portavoce dell'ufficio, l'ha detta a UN News: «Israele in quanto potenza occupante ha l'obbligo, in base al diritto internazionale, di garantire l'ordine civile e pubblico per i palestinesi che vivono sotto l'occupazione». Quella dichiarata illegale dalla Corte internazionale di giustizia nel parere del luglio 2024. L'obbligo viaggia insieme al territorio. Martedì un raid ha colpito il commissariato di Jabaliya. Una donna e sei agenti uccisi, fra loro il colonnello Mohamad Marwan Salem, capo della stazione, secondo il ministero dell'Interno di Gaza citato da Associated Press. L'esercito israeliano ha dichiarato che quattro erano miliziani di Hamas e ha omesso le prove, e pure quali attività militari si svolgessero dentro quel commissariato. Dall'inizio del "cessate il fuoco" di ottobre i morti a Gaza sono 1.123. Il totale è 73.264. Ieri notte il ministro della Difesa Israel Katz ha parlato con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth. Il comunicato del suo ufficio, ripreso da Adnkronos alle 8.26 di stamattina, registra "la determinazione di Israele a rimanere nelle zone di sicurezza in Siria, a Gaza e in Libano al fine di proteggere i confini di Israele e le comunità situate vicino al confine". I confini di Israele. L'ordine dentro Gaza è la parte del mandato che dai verbali non risulta. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Lo spazio che hai attorno, la stanza, la distanza tra te e questo schermo: e se fosse una costruzione, non il fondale fisso della realtà?Ho cercato di capire dove Faggin porta la fisica dei campi quando smette di avere paura delle proprie conclusioni.Se vuoi ragionare su cosa sta sotto lo spazio-tempo, questa puntata fa per te. Ascolta e dimmi cosa ne pensi.#filosofia #coscienza #fisica00:00:00 Lo spazio che vedi: un'illusione?00:01:09 La domanda: palcoscenico o costruzione?00:02:21 Einstein: spazio e tempo non assoluti00:03:25 Penrose e i piani di simultaneità00:04:28 Universo a blocchi ed eternalismo00:06:40 La fisica quantistica sfida Newton00:08:06 Cos'è un campo quantistico00:09:41 Entanglement: separazione illusoria00:11:10 Vuoto quantistico: spazio e campi insieme00:12:50 La teoria CIF di Faggin00:14:47 Spazio I: informazione quantistica privata00:16:16 Spazio C e l'esperienza coscienteAscolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/CMjU8lfYuNQCommenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegramLascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stellineDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Ti sei mai chiesto da dove venga il tuo cognome? E ti è mai capitato di imbatterti in un cognome italiano e di pensare: "Ma perché qualcuno dovrebbe chiamarsi così?". Dietro ogni cognome si nasconde una piccola storia fatta di mestieri, luoghi, caratteristiche fisiche e perfino auguri. Scopriamo insieme da dove vengono i cognomi italiani e perché alcuni sono davvero curiosi. Da Dove Vengono i Cognomi Italiani e Perché Alcuni Sono così Strani? I cognomi italiani sono come piccoli libri di storia: raccontano da dove venivano i nostri antenati, che lavoro facevano e perfino com'erano fatti fisicamente. Imparare a "leggerli" è anche un ottimo modo per arricchire il vocabolario con nomi di mestieri, aggettivi e nomi di luoghi. Quando Sono Nati i Cognomi in Italia? I cognomi, in Italia, sono diventati obbligatori e ufficiali solo in epoca relativamente recente. Fu il Concilio di Trento, nel 1564, a stabilire che le parrocchie dovessero tenere un registro dei battesimi con nome e cognome. Lo scopo principale era pratico: evitare i matrimoni tra parenti. Prima di allora, una persona era semplicemente "Giovanni", e se in paese c'erano dieci Giovanni ci si arrangiava con i soprannomi. L'usanza del cognome esisteva comunque già da prima, soprattutto tra le famiglie nobili e i commercianti, e nelle campagne ci furono famiglie senza un vero cognome fisso addirittura fino all'Ottocento. Proprio dai soprannomi nasce gran parte dei cognomi italiani. Le Quattro Grandi Categorie dei Cognomi Italiani La maggior parte dei cognomi italiani deriva da quattro grandi categorie. Vediamole una per una, con tanti esempi pratici. 1. Cognomi che Derivano da un Nome di Persona (Patronimici) Sono cognomi che indicavano "il figlio di…". Si chiamano patronimici quando si riferiscono al padre, e matronimici (molto più rari) quando si riferiscono alla madre. L'esempio più chiaro è Di Stefano, cioè "(il figlio) di Stefano". Allo stesso modo abbiamo De Angelis, D'Antonio, Di Marco. Come esempio di matronimico possiamo citare De Maria o Di Maria, costruiti su un nome femminile. A volte la preposizione è scomparsa e il nome è rimasto da solo, magari al plurale: Martini, Bernardi, Mariani. Quella "-i" finale spesso significa proprio "appartenente alla famiglia di…". C'è un dettaglio bellissimo per chi studia l'italiano: tantissimi di questi cognomi nascono da un nome alterato, cioè modificato con un suffisso. Da "Giovanni" non nasce solo Giovannini, ma anche Nannini, Vanni, Giannetti. La particella Di all'inizio di tanti cognomi (Di Marco, Di Paolo, Di Pietro) è particolarmente diffusa in regioni come l'Abruzzo. Per approfondire questo meccanismo linguistico, puoi leggere la guida sugli alterati in italiano, tra diminutivi e accrescitivi. 2. Cognomi che Derivano da un Mestiere Questa categoria è perfetta per imparare vocabolario, perché molti cognomi raccontano semplicemente che lavoro facevano i nostri antenati. Per approfondire il lessico del lavoro, puoi consultare la guida sui mestieri e le professioni in italiano. CognomeMestiere d'origineFerrari, Ferraro, Fabbri, FabbroFabbro (chi lavora il ferro)PastoreChi si occupa delle pecoreSarti, SartoriSarto (chi cuce i vestiti)BarbieriChi taglia barba e capelliMolinari, Munari, MunaroMugnaio (chi lavora al mulino)VaccaroChi alleva le vacche Tra i cognomi di mestiere, quello legato al fabbro è il più diffuso in assoluto. Fabbri e Fabbro (dal latino faber) sono diffusissimi in Emilia-Romagna e in Friuli. Una curiosità: spesso uno stesso mestiere ha generato cognomi diversi a seconda della regione, perché c'era la forma in dialetto e quella in italiano. Il mugnaio, per esempio, in alcune zone del Nord è diventato Munari o Munaro. 3. Cognomi che Derivano da una Caratteristica Fisica o del Carattere Qui gli italiani del passato sono stati molto sinceri: tantissimi cognomi descrivevano com'era fatta una persona. Erano una specie di "etichetta", a volte affettuosa, a volte un po' ironica, data dal paese. Per ampliare il vocabolario, puoi consultare la guida su come descrivere qualcuno in italiano. CognomeCaratteristicaRossiCapelli rossi (il cognome più diffuso d'Italia)BianchiCapelli bianchi o pelle chiaraBassi, BassoPersona bassaLongo, LungoPersona altaMoretti, BrunoPelle o capelli scuriRicciCapelli ricciGrassiPersona robustaMagroPersona magra Non tutti i cognomi di questa categoria descrivevano l'aspetto fisico: alcuni raccontavano il carattere o un comportamento. Chi era sempre allegro diventava Allegri, chi era forte e robusto Forte o Forti, chi era gentile Gentile. Ricevere un cognome così, in fondo, era anche un piccolo complimento. Per arricchire il lessico, puoi leggere la guida sugli aggettivi italiani per descrivere il carattere e la personalità. 4. Cognomi che Derivano da un Luogo di Origine L'ultima grande categoria comprende i cognomi che indicano da dove veniva una persona. Se un uomo arrivava da un altro paese, gli abitanti lo identificavano proprio così. Questi cognomi si chiamano anche toponimici, dal greco tópos, che significa "luogo". Per ripassare la geografia italiana, puoi consultare la guida sulle regioni e i capoluoghi d'Italia. Da qui nascono cognomi come Romano (da Roma), Lombardo e Lombardi (dalla Lombardia), Calabrese (dalla Calabria), Pugliese (dalla Puglia), e perfino Messina o Genova dai nomi delle città. C'è poi una sottocategoria legata non a una città, ma a un elemento del paesaggio. Chi viveva vicino a una fontana diventava Fontana, vicino a una valle Valle o Della Valle, su una collina Collina, vicino al mare Costa o Marina. Il cognome diventava così una piccola fotografia del posto in cui si abitava. I Cognomi Italiani più Strani e Particolari In Italia esistono davvero dei cognomi che fanno sorridere. Dietro ognuno si nasconde una storia sorprendente, a volte divertente e a volte commovente. I Soprannomi Diventati Cognomi Gli italiani del passato amavano descrivere le persone con espressioni intere. Così troviamo Bevilacqua ("bevi l'acqua") e Tagliaferro ("taglia il ferro", probabilmente dato a qualcuno molto forte). I Cognomi Augurali Sono nomi che esprimevano un augurio, un ringraziamento o uno scongiuro per il neonato. Ecco perché esistono cognomi come Benvenuti (perché il bambino era benvenuto) e Bonaventura ("buona ventura", cioè buona fortuna). Un esempio particolare è Bencivenga: tipico della zona di Napoli e Caserta, era un nome-augurio col senso di "che ci venga del bene". C'è anche Tornincasa, cioè "torna in casa", un nome commovente che veniva dato a un figlio nato dopo la morte di un altro figlio, come a dire "bentornato in famiglia". I Cognomi di Origine Religiosa Molto diffusi, soprattutto al Sud, riprendevano feste, preghiere o simboli della tradizione cristiana. Troviamo quindi Santoro (dal latino sanctorum, spesso legato a chi nasceva nel giorno di Tutti i Santi), Natale (per chi nasceva il giorno di Natale) e De Angelis ("degli angeli"). Molti di questi cognomi sono legati alle festività: per scoprirle meglio, puoi leggere la guida sul Natale italiano e le sue tradizioni. I Cognomi dei Bambini Abbandonati C'è un capitolo speciale, un po' triste ma molto importante: i cognomi dati ai bambini abbandonati. In passato, i neonati lasciati negli istituti di carità ricevevano cognomi "inventati". Il più famoso è Esposito, che viene dal latino expositus, cioè "esposto": indicava il bambino "esposto" alla pubblica assistenza, lasciato spesso nella cosiddetta "ruota degli esposti". Non a caso oggi Esposito è il cognome più diffuso in Campania, in particolare a Napoli. Con lo stesso significato troviamo Proietti, tipico di Lazio e Umbria. Ci sono poi cognomi-augurio commoventi dati ai trovatelli, come Diotallevi ("Dio ti allevi", cioè "che Dio ti faccia crescere"), Diotaiuti ("Dio ti aiuti") e Degli Innocenti, diffuso in Toscana, legato all'Ospedale degli Innocenti di Firenze. C'è perfino Colombo, diffuso a Milano e in Lombardia, legato anch'esso in molti casi all'accoglienza dei trovatelli, con riferimento alla colomba, simbolo cristiano. Esiste Perfino un Museo del Cognome Un'ultima curiosità: esiste davvero un Museo del Cognome. Si trova a Padula, in Campania, ed è interamente dedicato alla storia e all'origine dei cognomi italiani. Per altre scoperte di questo tipo, puoi consultare la guida sulle curiosità sull'Italia. Tabella Riassuntiva delle Categorie Ecco una tabella che riassume le principali categorie dei cognomi italiani con qualche esempio. CategoriaSignificatoEsempiPatronimici"Figlio di…"Di Stefano, De Angelis, MartiniMestieriLavoro degli antenatiFerrari, Barbieri, MolinariCaratteristicheAspetto fisico o carattereRossi, Bianchi, AllegriToponimiciLuogo di origineRomano, Pugliese, FontanaAuguraliAugurio per il neonatoBenvenuti, BonaventuraReligiosiFeste e simboli cristianiSantoro, Natale, De AngelisTrovatelliBambini abbandonatiEsposito, Proietti, Colombo Domande Frequenti Qual È il Cognome più Diffuso in Italia? Il cognome più diffuso in tutta Italia è Rossi, che deriva probabilmente dal colore dei capelli. A livello regionale, però, ci sono cognomi dominanti diversi: in Campania, per esempio, il più diffuso è Esposito. Quando Sono Diventati Obbligatori i Cognomi in Italia? I cognomi sono diventati ufficiali e obbligatori con il Concilio di Trento nel 1564, quando si stabilì che le parrocchie dovessero registrare i battesimi con nome e cognome. L'usanza esisteva però già prima tra nobili e commercianti. Cosa Significa il Cognome Esposito? Esposito deriva dal latino expositus, cioè "esposto". Veniva dato ai bambini abbandonati, "esposti" alla pubblica assistenza. Oggi è il cognome più diffuso in Campania. Cosa Sono i Cognomi Patronimici? I patronimici sono cognomi che indicavano "il figlio di…" e si riferivano al padre,...
C'è stata un'amica, e c'è stata una conversazione, e c'è stato un istante preciso in cui ho capito che stavo facendo la cosa sbagliata credendo di fare la cosa giusta.Eravamo nel nostro locale preferito, quello della pausa pranzo.Davanti a noi due creme di zucca fumanti, troppo calde per essere mangiate subito.Lei mi stava confidando una cosa dolorosa, di quelle che si raccontano a voce bassa anche quando intorno non c'è nessuno che ascolti.E mi stava chiedendo aiuto. Io le ho dato quello che avevo.Le ho detto di prendersi il tempo. Di riflettere, di informarsi, di confrontarsi con qualcuno che ne sapesse più di noi. Di considerare che potesse esistere un approccio diverso da quello che aveva già deciso, e forse una strada alternativa che nessuna delle due aveva ancora visto.Lei ha risposto: «Ora non posso perdere tempo».Perdere. Non «non ho tempo»: non posso perderlo.Io le stavo offrendo esattamente l'unica cosa che le serviva, e per lei quella cosa era uno spreco. La riflessione come ritardo. Il confronto come lusso. La sosta come debolezza.
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L'avevamo promesso ed eccoci con un nuovo formato: gli starter kit! Volete iniziare un argomento, un'ambientazione, un'idea? Vi diciamo da cosa partire e perché. Partiamo con le Invasioni Aliene! Cosa leggere e guardare per iniziare? Quali sono i capostipiti e gli imperdibili? Ascoltate per scoprirlo. E abbiamo un'altra novità: la vetrina Amazon che vi permetterà di cercare direttamente i prodotti di cui parleremo. Quella di questo episodio si trova a questo link: https://amzn.to/43PDiRBPagina dell'episodio: https://www.polonerd.net/?p=1974--Merchandising:http://store.polonerd.netPer sostenerci offrendoci uno o più caffèhttps://www.buymeacoffee.com/polonerdSito, Mail e Contatti:redazione@polonerd.nethttps://www.polonerd.nethttps://www.polonerd.net/contatti
Carla e Rossana si incontrano per la prima volta a novembre, davanti a un tavolo apparecchiato per dodici persone. Non si scontrano, non litigano, non si dicono niente di sbagliato. Eppure, dopo un anno, non si conoscono per niente. In mezzo c'è Matteo, che fa finta di non vedere, e due persone che si proteggono a vicenda usando come scudo la propria autosufficienza. In questo episodio parto da questa storia per parlare della fiducia. Quella concreta, quotidiana - che ha poco a che fare con i discorsi motivazionali e ancora meno con l'idea che vada guadagnata come una medaglia. La fiducia, ti dico subito, è una scelta. Una postura che porti tu, prima ancora che l'altro faccia qualsiasi cosa. E aspettare le condizioni giuste per concederla è il modo più elegante che conosciamo per non rischiare nulla e poi lamentarci che le relazioni non funzionano. Parliamo anche di quell'alibi che usiamo tutti almeno una volta: "mi sono fidato e mi sono scottato, adesso non mi fido più." È comprensibile. Ma c'è un errore di logica dentro quella frase che vale la pena nominare - e che costa molto di più di quanto sembri. Buon ascolto.
Parigi, agosto 1911. Il Louvre è chiuso, i corridoi sono quasi vuoti. Tra gli operai che circolano c'è un italiano di trent'anni, Vincenzo Peruggia, che ha lavorato più volte nel museo e conosce bene ingressi, abitudini, orari. Quella mattina entra nel Salon Carré, stacca la Gioconda dalla parete, rimuove cornice e vetro, avvolge la tavola nel camice da lavoro e imbocca una scala laterale. Nessuno lo vede. Un gesto semplice, quasi ordinario. Peruggia porta il dipinto nel suo appartamento parigino. Per due anni vive con il quadro in un ripiano ricavato sotto al tavolo, mentre la polizia francese brancola nel buio e il Louvre diventa teatro di sospetti, scandali e teorie fantasiose. Nel 1913 decide di “restituirla”. Contatta l'antiquario fiorentino Alfredo Geri, proponendo la vendita del dipinto. L'incontro viene organizzato in un albergo: Peruggia apre la cassa, mostra la Gioconda. Il giorno dopo viene arrestato. Al processo appare come un uomo ingenuo, convinto di aver compiuto un gesto patriottico. La condanna è lieve. Da quel momento la sua impresa sarà ricordata come il furto più famoso della storia.EPISODI SENZA PUBBLICITÀAccesso Patreonhttps://patreon.com/InchiostroNeroAccesso YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UCgWYgzMqnraaWzHOy6e4ZwQ/joinSEGUICI SU:Instagram https://www.instagram.com/inchiostro_nero_podcastCanale WhatsApphttps://whatsapp.com/channel/0029VayE7vP4CrfaFPR9An0WQuesta è un'opera di fantasia ispirata da una storia vera. Ogni riferimento a luoghi reali, eventi o personaggi realmente esistiti è rielaborato dall'immaginazione. Gli eventi narrati sono il frutto della creatività dell'autore e qualsiasi somiglianza o discordanza con persone reali, luoghi e eventi accaduti è puramente casuale.
Diciassettemila ettari di suolo nudo dove due anni fa crescevano colture e praterie. A Gaza la terra scoperta è passata da 3.918 a 17.663 ettari, più 351%, e le superfici vegetate sono scese del 65%, da 5.941 a 2.056 ettari. Lo misura uno studio della Libera Università di Bolzano con la Bethlehem University, pubblicato sulla rivista Progress in Physical Geography e ripreso il 9 luglio dall'agenzia Gea. I ricercatori hanno letto le immagini dei satelliti europei Sentinel-2 tra il settembre 2023 e il settembre 2025. Nello stesso periodo, con clima identico, in Israele la vegetazione cala del 4,5% e il suolo esposto sale del 3,4%. Quella forbice misura l'offensiva. Il clima non c'entra. Il dato dice una cosa che i bilanci quotidiani lasciano fuori. I conteggi registrano i morti, almeno 1.084 dall'entrata in vigore della tregua il 10 ottobre 2025 secondo il ministero della Salute di Gaza, oltre 73.000 dall'ottobre 2023. Registrano meno la terra e ciò che la rende abitabile. Il suolo senza radici né acqua è la forma lenta e permanente di quello che la Corte internazionale di giustizia esamina come genocidio. La Commissione d'inchiesta dell'Onu, nel settembre 2025, lo ha ricondotto a quattro dei cinque atti della Convenzione. Il piano di tregua, sulla carta, prevede che Israele non occupi né annetta Gaza. Il 9 luglio, alla Knesset, Boaz Bismuth (Likud), presidente della Commissione Esteri e Difesa, ha rivendicato che «circa il 70% di Gaza è controllato dalle Idf», e ha parlato di una zona cuscinetto permanente. Il territorio che si tiene è lo stesso che si svuota. Su una terra che ha smesso di produrre non si torna, e non si ricostruisce niente. Luigimaria Borruso, che ha firmato lo studio, lo dice nel linguaggio del metodo. «Quando non è possibile accedere a un territorio, il rischio è che anche i danni ambientali rimangano invisibili». Il suolo di Gaza, adesso, è visibile dallo spazio. È tutto il resto a restare fuori campo. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.
Zuppa di Porro dell'10 luglio 2026: rassegna stampa quotidiana
Torna Massimiliano Bolcioni per parlare del noir che ha consacrato Marilyn Monroe come vera e propria icona di Hollywood: "Niagara" una storia che si svolge sullo sfondo spettacolare delle Cascate del Niagara. George Loomis (interpretato da Joseph Cotten) è un veterano di guerra psicologicamente instabile, sposato con la bellissima e seducente Rose (Marilyn Monroe). Quella che sembra una vacanza per tentare di salvare un matrimonio in crisi si rivela in realtà una trappola mortale.Un thriller torbido dove Marilyn Monroe non interpreta la classica "bionda svampita", ma una magnetica e letale femme fatale.nstagram: https://www.instagram.com/tramestrane_podcast?utm_source=qr&igsh=MWhnNm1qcXc5aTdwcA==mail: tramestranepodcast@gmail.com
Nell'estate del 1961, mentre il mondo aveva gli occhi puntati sulla corsa allo spazio, gli astronomi stavano anche cercando qualcosa di più ambizioso: una voce. Un segnale proveniente da altrove. La prova che nell'universo non fossimo soli. Sei anni prima, un astronomo inglese di nome Fred Hoyle aveva immaginato che cosa sarebbe successo se quel segnale fosse davvero arrivato. Non l'aveva scritto in un romanzo. L'aveva scritto per la televisione. E quello che aveva immaginato era inquietante: non un messaggio di pace, non un incontro tra civiltà. Ma qualcosa di molto più ambiguo, di molto più simile a come funziona davvero il potere. Quella storia racconta qualcosa di vero sul modo in cui gli esseri umani sognano il contatto con l'ignoto e su come quel sogno si trasforma, quasi inevitabilmente, in paura.SCOPRI IL MIO ULTIMO LIBRO: "Il mistero delle origini dell'uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando". Prenotalo ora: https://amzn.to/3WazGFVUna produzione Think about Science: thinkaboutscience.comCon: Massimo Polidoro e Giulio Niccolò Carlone; Video editing: Elena Mascolo, Fotografia: Claudio Sforza; Musiche: Marco Forni; Logo e animazioni: Zampediverse; Social - Comunicazione: Giacomo Vallarino - Grafiche: Roberta Baria; Distribuzione audio: Enrico Zabeo; Titoli: Jean SevillaÈ ARRIVATO IL MIO NUOVO LIBRO: "Una vita ben spesa. Trovare il senso delle cose con Leonardo, Einstein e Darwin": https://amzn.to/4leRDOR LEGGI UN ESTRATTO: https://bit.ly/4jRHXIN LEGGI la mia graphic novel: "Figli delle stelle" (con Riccardo La Bella, per Feltrinelli Comics): https://amzn.to/47YYN3KLEGGI: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento" (Feltrinelli), il mio ultimo libro: https://amzn.to/3UuEwxSLEGGI: "La meraviglia del tutto" l'ultimo libro di Piero Angela che abbiamo scritto insieme: https://amzn.to/3uBTojAIscriviti alla mia NEWSLETTER: L' "AVVISO AI NAVIGANTI": https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantiAderisci alla pagina PATREON, sostieni i miei progetti e accedi a tanti contenuti esclusivi: /massimopolidoroScopri i miei Corsi online: "L'arte di Ragionare", "Psicologia dell'insolito", "L'arte di parlare in pubblico" e "l'Arte del Mentalismo": https://www.massimopolidorostudio.comPER APPROFONDIRELe musiche sono di Marco Forni e si possono ascoltare qui: https://hyperfollow.com/marcoforniLEGGI i miei libri: "Sherlock Holmes e l'arte del ragionamento": https://amzn.to/3UuEwxS"La meraviglia del tutto" con Piero Angela: https://amzn.to/3uBTojA"La scienza dell'incredibile. Come si formano credenze e convinzioni e perché le peggiori non muoiono mai": https://amzn.to/3Z9GG4W"Geniale. 13 lezioni che ho ricevuto da un mago leggendario sull'arte di vivere e pensare": https://amzn.to/3qTQmCC"Il mondo sottosopra": https://amzn.to/2WTrG0Z"Pensa come uno scienziato": https://amzn.to/3mT3gOiL' "Atlante dei luoghi misteriosi dell'antichità": https://amzn.to/2JvmQ33"La libreria dei misteri": https://amzn.to/3bHBU7E"Grandi misteri della storia": https://amzn.to/2U5hcHe"Leonardo. Genio ribelle": https://amzn.to/3lmDthJE qui l'elenco completo dei miei libri disponibili: https://amzn.to/44feDp4Non perdere i prossimi video, iscriviti al mio canale: https://goo.gl/Xkzh8ARESTIAMO IN CONTATTO:Ricevi l'Avviso ai Naviganti, la mia newsletter settimanale: https://mailchi.mp/massimopolidoro/avvisoainavigantie partecipa alle scelte della mia communitySeguimi:Patreon: massimopolidoroCorsi: massimopolidorostudio.comInstagram: @massimopolidoroPagina FB: Official.Massimo.Polidoro X: @massimopolidoro Sito: http://www.massimopolidoro.comQuesta descrizione contiene link affiliati, il che significa che in caso di acquisto di qualcuno dei libri segnalati riceverò una piccola commissione (che a te non costerà nulla): un piccolo contributo per sostenere il canale e la realizzazione di questi video. Grazie per il sostegno!Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/ai-confini-di-massimo-polidoro--4522555/support.
Andrea Maderna e Giuseppe Colaneri ci riportano ai tempi in cui il Sonic Team s'era convinto di poter fare altro. Buon ascolto! Soundtraccia: Odd Theme - Fabio Bortolotti / Tanaka - Alessandro Mucchi / Notti fotoniche - Fabio Bortolotti Vuoi darci una mano? Abbonati su Twitch: https://www.twitch.tv/outcastvideo Fai acquisti su Amazon: https://amzn.to/3pGObEq Fai acquisti su Fusion Retro Books: https://fusionretrobooks.com/?ref=pzxtr4vyfzsy Usa il codice outcastlive su Epic Games Store. Compra le nostre felpe e magliette: https://outcastlive.threadless.com/ Supportaci su Patreon: https://www.patreon.com/outcast?ty=h Supportaci con PayPal: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=K9TL85M7PDN4Y
Roma, 23 ottobre 2019. Luca Sacchi, 25 anni, viene ucciso con un colpo di pistola alla testa fuori da un pub, nel tentativo di difendere la fidanzata da un'aggressione. Quella che sembra una rapina finita nel sangue, però, nasconde una realtà molto più complessa. Cosa è successo davvero in quei pochi, drammatici minuti? Un'indagine intricata che scava dietro le apparenze della cronaca per svelare i segreti e i colpi di scena. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Irene ha 30 anni e vive a Firenze, dove suona e insegna violino. Cresce a Varese e fin da piccola sogna una casa più grande di quella in cui vive, ma quel desiderio non diventa mai una bussola per le sue scelte. A cinque anni inizia a suonare il violino, e per tutta l'adolescenza la musica resta una promessa intatta. È solo lasciando Varese, e trasformando quella passione in un percorso di studio e poi in una professione, che Irene si scontra con la vera vita del musicista.Quella vita, Irene la incontra a Firenze, dove si trasferisce per studiare violino alla Scuola di Musica di Fiesole. Oggi in quella scuola insegna con un contratto a tempo indeterminato. A essere stabile, però, è solo il contratto. Il compenso orario si aggira intorno ai 20 euro lordi; il resto arriva dalle orchestre, con contratti di prestazione occasionale e pagamenti che possono richiedere mesi. «Sto ancora aspettando i soldi di concerti fatti a novembre del 2025». Sommando insegnamento e concerti, Irene arriva a guadagnare tra i mille e i milleduecento euro al mese: una cifra che non le garantisce ancora una piena autonomia, ma che non si allontana troppo dalla norma di un settore in cui, secondo l'Inps, nel 2023 il reddito medio annuo dei musicisti era di circa 7.215 euro, poco più di 600 euro al mese. Così, l'indipendenza che a vent'anni sembrava il traguardo, a trenta è ancora un punto all'orizzonte.A complicare le cose c'è il fatto che la sua professione continua a chiedere investimenti anche dopo gli studi. Corsi di perfezionamento, insegnanti, preparazione fisica e fisioterapia restano quasi sempre a carico dei musicisti. E quando un'infiammazione o un dolore costringono a rinunciare a un concerto, salta anche il compenso.Per arrivare fin qui, i genitori di Irene hanno investito nella sua formazione e, quando è arrivato il momento, le hanno comprato anche un violino professionale da diecimila euro. Non le chiederebbero mai di restituire quei soldi. Eppure Irene sente che quell'investimento debba produrre qualcosa: non necessariamente un guadagno, ma almeno la prova che la strada scelta può darle una vita serena e una sicurezza economica. «Hanno fatto questo investimento, e in qualche modo deve dare dei frutti».
PENDENTE: Rubrica su Cinema, letteratura, fumetto ed esperienze culturali
E' giunto il momento di trattare una filmografia...folle. Con protagonista un regista...folle.Si possono dire tante cose sulla lunga e variegata carriera di Robert Rodriguez e qui proverò a dire la mia sullo scatenato e imprevedibile cinema del nostro folle cineasta.Chiudiamo codesta rassegna con un curioso progetto che vide Rodriguez collaborare insieme ad altri tre registi."Four Rooms" è un film a episodi ambientato in un folle hotel e con protagonista un goffo fattorino alle prese con disavventure incredibili. Quella diretta da Rodriguez è decisamente la più divertente.
Dapi il favrer 2024 maina Silvana Beer il campadi Fontanivas a Mustér. Avant ha ella blers onns lavurà en la branscha da segiradas, saja quai a Turitg ma er in onn a Madrid. La plazza sco manadra dal campadi a Mustér n'ha Silvana Beer betg tschertgà. Quella saja vegnida tar ella, di la dunna da 33 onns en il profil dad RTR. Avant che vegnir a Mustér ha ella lavurà en Spagna e suenter avair dà giu la plazza vegnida a Mustér sin il campadi cun ses camper. Ils dis sco manadra dal campadi èn lungs, dis libers scarts. Bleras differentas lavurs èsi da far il medem mument e tuts vulan insatge. Pudair focusar sin ina chaussa è impurtant ed er da priorisar fitg bain las lavurs. Ses satgados ha Silvana Beer er emplenì cun experientschas da viadis, er viadis fitg simpels senza grond luxus – senza electricitad, senza internet. Da l'autra vart giauda ella magari er in pèr dis luxurius per vesair la differenza tranter quels munds. Per ella èsi impurtant da prender ord mintga level, mintga cultura, mintga religiun insatge.
Episodio Speciale. Sono stato ospite di Story Time: ecco la mia intervista in cui parlo del mio percorso di studi, del mio lavoro e di cosa rappresenta ormai Pillole di Scienza! Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Martina ha 35 anni, vive a Verona e lavora nella comunicazione digitale come libera professionista. È cresciuta in una famiglia agiata, con un padre imprenditore edile che si era costruito da sé la propria impresa, partendo dalla Val di Fiemme. È lui il modello che la spinge, fin da ragazza, a non fermarsi al posto fisso: «Il posto da dipendente l'ho sempre allontanato il più possibile, perché l'ho sempre visto come una gabbia troppo stretta». Così, dopo la laurea e una serie di stage non pagati, apre la partita Iva.Per dieci anni la vive con leggerezza, e con metodo: accantona il 30% di ogni fattura su un conto deposito, affronta le tasse senza pensieri, accantona da sola perfino un piccolo Tfr. Ma c'è una contraddizione alla base. I clienti di Martina sono agenzie, che la ingaggiano in rapporti continuativi e a tempo pieno. La sua condizione diventa difficile persino da nominare: «Io sono una dipendente partita Iva». A questi incarichi fissi, se ne aggiungono altri, che le girano colleghi e freelance veri, e che lei porta avanti la sera.A dicembre 2022 nasce suo figlio. Con un neonato in casa, i lavoretti serali spariscono, e quello che sembrava un extra si rileva essere l'ingranaggio che tiene in piedi tutto. «Mi sono resa conto che la mia attività infrasettimanale non bastava a mantenermi. Erano quei lavoretti serali, in realtà, a darmi l'elasticità e un maggior agio economico».In questo cambio di vita, la partita Iva inizia a mostrare l'altra faccia. Quella fatta di tutto ciò che non offre. «Anche se i miei 1.800 euro netti possono assomigliare allo stipendio di un dipendente, mi mancano tutta una serie di sicurezze: la malattia, le ferie, il TFR. Sono tutte cose a cui io non ho accesso». Quando prova a immaginare il suo futuro, davanti a sé vede una strada che fino a poco tempo fa avrebbe escluso senza pensarci: rimettersi volontariamente nella gabbia che ha sempre evitato, quella del posto fisso. Ma stavolta come un mezzo per arrivare altrove. «Non è una modalità che sento mia, ma potrebbe darmi più serenità, e magari consentirmi di fare quel salto che mi serve per aprire una mia attività».
Roma, 23 ottobre 2019. Luca Sacchi, 25 anni, viene ucciso con un colpo di pistola alla testa fuori da un pub, nel tentativo di difendere la fidanzata da un'aggressione. Quella che sembra una rapina finita nel sangue, però, nasconde una realtà molto più complessa. Cosa è successo davvero in quei pochi, drammatici minuti? Un'indagine intricata che scava dietro le apparenze della cronaca per svelare i segreti e i colpi di scena. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 4 luglio del 1776, due secoli e mezzo fa, le colonie britanniche del Nord America proclamarono a tutto il mondo la loro indipendenza dalla madrepatria, aprendo la via alla nascita degli Stati Uniti. Quella decisione fu riassunta e spiegata in una dichiarazione solenne, che soprattutto nel preambolo combina in modo profondamente originale una visione religiosa eterodossa, i principi dell'illuminismo e lo stesso spirito di libertà della storia inglese. Naturalmente, come sempre accade, questi principi sono stati poi applicati selettivamente, adattati ai tempi, spesso promossi e difesi, altrettanto spesso traditi. Ma anche per questo il 4 luglio è la festa nazionale per eccellenza. Ogni ricorrenza di quel gran giorno è stata occasione di confronto e di scontro politico; in tempi e modi diversi, ma con spirito spesso affine, neri, nativi, donne e lavoratori hanno proposto nuove letture, più larghe e inclusive, come ha ricostruito Arnaldo Testi.Ma è anche vero che ora la presidenza Trump, attraverso il nuovo progetto politico MAGA, sembra voler rimettere in discussione questa stagione di integrazione e inclusione, come spiega Mario Del Pero. Tanto che ci chiediamo: gli Stati Uniti sono ancora capaci di raccontarsi attraverso una promessa comune?
Domitilla Dardi"Cucire universi"Perché le arti minori e femminili non esistonoEinaudi Editorewww.einaudi.itPassaggi Festival, FanoMercoledì 24 giugno 2026Domitilla Dardi"Cucire universi"www.passaggifestival.itLa storia dell'arte visiva – soprattutto in Occidente e a partire dal Rinascimento – è caratterizzata da una visione nella quale il dominio di discipline quali pittura, scultura e architettura non è mai stato messo in discussione rispetto ad altre espressioni del fare. Si tratta di una precisa impostazione storiografica che ha portato alla separazione fra arti «maggiori» e «minori». Tuttavia, in questa visione dualista e gerarchica si viene a perdere un patrimonio di tecniche, applicazioni e conoscenze che non solo hanno avuto in passato una grande importanza nella cultura materiale, ma che sono portatrici di potenzialità espressive e produttive oggi piú che mai promettenti. Il pregiudizio su quale tecnica sia da valutare di maggiore valore rispetto a un'altra si unisce poi nella storia, molto spesso, a un altro tema: quello che relega alcune lavorazioni nell'ambito delle cosiddette discipline «femminili» (dando per sottinteso che esse siano secondarie e non professionali). Rileggere molte delle storie di queste tecniche – ceramica, cucito, maglieria, cucina, ricamo -, superandone i pregiudizi di genere e di disciplina, è l'occasione per scoprire nuovi sviluppi di conoscenze produttive millenarie. Culture progettuali che, oggi piú che mai, si stanno rendendo preziose in ambiti di ricerca tecnologicamente avanzati come quello medico e aerospaziale, oltre che nell'adozione di processi ecologici per diverse produzioni. Quella raccontata in Cucire universi non è quindi solo una controstoria del progetto, che restituisce importanza a protagonisti e opere discriminate da un pregiudizio storiografico e culturale, ma anche una ricognizione tra vicende passate e potenzialità presenti. In questi territori si possono scoprire metodologie, processi produttivi molto promettenti in termini funzionali ed ecologici, dove apprendere, ad esempio, che dalle tecniche di maglieria o di ceramica può nascere un nuovo modo per costruire un edificio, o che dai passaggi di una ricetta di cucina può derivare un processo gestionale di alta efficienza.Domitilla Dardi, nata a Roma nel 1970, è storica e curatrice di design. È stata curatrice per il design del MAXXI di Roma dal 2007 al 2023. Attualmente è docente nei corsi triennali e nei Master allo IED di Roma ed è stata visiting professor in diverse istituzioni, tra cui l'Universidad de Navarra a Pamplona, l'Accademia Abadir a Catania e il MADE Program di Siracusa. È co-fondatrice e curatrice della fiera del design d'autore EDIT Napoli. Scrive per diverse riviste di settore ed è autrice di numerosi monografie e saggi, tra cui il Manuale di storia del design, scritto con Vanni Pasca. Per Einaudi ha pubblicato Cucire universi. Perché le arti minori e femminili non esistono (2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
(ADV) NordVPN: https://nordvpn.com/crimeandcomedy Biglietti Magnolia: https://link.dice.fm/M09128584d6e Mackenzie Shirilla è una normale ragazza di 17 anni, tutta social amici e fidanzato: Dominic Russo. La bellezza della gioventù e una vita davanti che sembra preannunciarsi serena e senza problemi. Ma una sera, dopo una festa per il diploma, mentre Mackenzie, Dominic e il loro amico Davion sono in macchina, la tragedia si affaccia sulle loro vite e la macchina si schianta contro un muro. Sopravvive solo Mackenzie. La città è in lutto, ma qualcuno avanza il sospetto che non sia stato un semplice incidente e la polizia comincia a indagare. --------- Patreon: https://www.patreon.com/crimeandcomedy Instagram: https://www.instagram.com/crimeandcomedy.podcast/ Telegram: https://t.me/crimeandcomedy Sito: https://www.crimeandcomedy.it Instagram: Clara Campi: https://www.instagram.com/claracampicomedy/ Marco Champier: https://www.instagram.com/mrchreddy/ Editing - Ilaria Giangrande: https://www.instagram.com/ilaria.giangrande/ Caricature - Giorgio Brambilla: https://www.instagram.com/giorgio_brambilla_bookscomedy/ Capitoli: (00:00:00) | Intro (00:00:25) | Sigla (00:00:39) | Ringraziamenti Patreon (00:05:44) | Dominic, Davion, Mackenzie Shirilla e l'amicizia (00:15:05) | NordVPN (00:17:22) | Mackenzie Shirilla, quella brava ragazza (00:29:12) | L'incidente di Mackenzie Shirilla, Dominic e Davion (00:52:01) | I sospetti su Mackenzie Shirilla (01:16:01) | L'arresto e il processo a Mackenzie Shirilla (02:03:30) | I nostri Patreon Immagini: tutte le immagini appartengono ai legittimi proprietari e sono utilizzate senza fini di lucro e a puro scopo esplicativo, informativo e di intrattenimento. Altresì, eventuali brevi spezzoni di telegiornali/interviste/interrogatori appartengono ai legittimi proprietari e sono utilizzati senza fini di lucro a puro scopo esplicativo, informativo e di intrattenimento Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Una storia che nasce dalla passione per la natura e per le passeggiate nei campi dei fondatori, Daniela Villa e Franco Bergamaschi, alla ricerca di erbe e piante. Quella de L’Erbolario è un’avventura iniziata per passione, con una bottega a Lodi di cui all’inizio la clientela faticava a capire la funzione, e diventata un marchio che è sinonimo per eccellenza di cosmetici e profumi di origine vegetale per la cura e il benessere della persona. A guidarci in questo racconto è Luigi Bergamaschi, figlio dei fondatori e oggi amministratore delegato.
Vittorio Emanuele Parsi"Contro gli imperi"Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondialeBompiani Editorewww.bompiani.itPer quasi un secolo abbiamo potuto dimenticare la guerra, o perlomeno considerarla come qualcosa che ci riguardava più sul piano etico che su quello concreto. Per quasi un secolo abbiamo creduto che le dittature fossero un monito sui libri di scuola o spettri confinati in mondi lontani. E invece oggi siamo qui, in un mondo che brucia ed è nuovamente dominato da logiche imperiali. Che Russia e Cina si muovessero in questa direzione era chiaro da tempo: la vera novità, dirompente e inattesa, sono gli Stati Uniti di Trump, che hanno sconvolto dall'interno l'ordine liberale internazionale che per primi avevano contribuito a costruire. Se noi abbiamo potuto vivere la nostra durevole pace è anche perché c'erano loro a garantirla, ma ora il primo ministro canadese lo ha detto con parole nette: quella in atto “non è una transizione, è una rottura”. Attingendo alla potente metafora del “modello di Schweller” queste pagine ci raccontano come la superpotenza americana abbia abbandonato il ruolo del leone che veglia sulla foresta per tornare a vestire quello di lupo affamato in un mondo popolato di altri lupi e di sciacalli pronti a seguirli. In questo scenario, qual è il ruolo degli agnelli che ancora credono nella democrazia? Vittorio Emanuele Parsi ce lo spiega con lucidità e senza sconti, indicando con altrettanta chiarezza a quale conseguenza andremo incontro se non sapremo reagire: la servitù. Questo libro non vuole essere un requiem per le nostre democrazie. Piuttosto, Parsi ci indica cosa possiamo fare per difendere la libertà che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai nostri nonni. La strada esiste. Ma richiede coraggio, onestà, e la capacità di perseguire una via difficile: quella di essere pacifici, ma non imbelli. Quella di rinunciare alla nostalgia e perseguire una strategia nuova, fatta di forza e di fierezza ma anche di capacità di cooperare per difendere lo spazio felice della nostra libertà.Vittorio Emanuele Parsi è uno dei più autorevoli politologi italiani, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano e accademico dei Lincei. Editorialista e osservatore riconosciuto delle dinamiche globali, con Titanic. Il naufragio dell'ordine liberale (Il Mulino, 2018) ha ottenuto un grande successo di pubblico, consolidato poi con Il posto della guerra e Madre Patria (Bompiani, 2022 e 2023). È oggi una delle voci di riferimento nel dibattito sulle trasformazioni dell'Occidente, i conflitti in corso e la geopolitica. È Capitano di Fregata della Marina Militare (ris.).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Aggiungere una piccola sillaba davanti a un verbo italiano può cambiarne completamente il significato. Con questo articolo imparerai qualcosa di fondamentale per capire davvero l'italiano: come un prefisso — cioè una piccola parte che si aggiunge all'inizio di un verbo — può trasformarne il senso, aiutandoti a leggere, ascoltare e parlare con più precisione e naturalezza. Prefissi Italiani: Come una Sillaba TRASFORMA il Significato dei Verbi Cosa Sono i Prefissi? Un prefisso è una piccola sillaba o gruppo di sillabe che si aggiunge davanti a una parola per modificarne il significato. In italiano esistono numerosi prefissi: ri-, pre-, tra-, per-, con-, es-, dis-, in-, sor-, s-, ol-... e molti altri ancora. La cosa interessante — e al tempo stesso impegnativa — è che anche partendo dallo stesso verbo di base, prefissi diversi creano significati completamente diversi. La forma rimane la stessa, ma il senso cambia in modo sostanziale. Di seguito analizzeremo 10 coppie di verbi che condividono la stessa radice ma hanno prefissi (e significati) diversi, con esempi pratici e chiari per ciascuna coppia. CoppiaVerbo 1Verbo 2Radice comune1PRESCRIVERETRASCRIVERE-scrivere2RINCORREREPERCORRERE-correre3RINVENIRECONVENIRE-venire4ESPORREDISPORRE-porre5RIMANDARETRAMANDARE-mandare6ASSALIRETRASALIRE-salire7INTRAVEDEREPREVEDERE-vedere8SORPASSAREOLTREPASSARE-passare9COINVOLGERESCONVOLGERE-volgere10RICADERESCADERE-cadere 1. PRESCRIVERE vs. TRASCRIVERE La radice comune è -scrivere = mettere per iscritto, tracciare segni su una superficie per comunicare qualcosa. PRESCRIVERE Significato: ordinare, raccomandare ufficialmente qualcosa. Si usa soprattutto in ambito medico o legale. Il prefisso pre- indica qualcosa che viene prima o che stabilisce una regola in anticipo. "Il medico mi ha prescritto degli antibiotici." "La legge prescrive che tutti paghino le tasse." TRASCRIVERE Significato: copiare per iscritto qualcosa, riportare esattamente le parole di qualcuno o qualcosa. Il prefisso tra- (o trans-) indica un passaggio, un trasferimento — in questo caso, trasferire qualcosa dalla voce o da un audio alla scrittura. "Ho trascritto tutta la lezione sul quaderno." "Il giornalista ha trascritto l'intervista parola per parola." 2. RINCORRERE vs. PERCORRERE La radice comune è -correre = spostarsi velocemente, muoversi rapidamente da un punto all'altro. RINCORRERE Significato: correre dietro a qualcuno o qualcosa, inseguire. Il prefisso rin- è una forma alternativa di ri- e aggiunge l'idea di un'azione rivolta con insistenza verso qualcuno o qualcosa. "Il cane rincorreva la palla nel parco." "La mamma rincorreva il bambino per dargli il cappotto." PERCORRERE Significato: attraversare una distanza o un percorso dall'inizio alla fine. Il prefisso per- indica completezza, l'idea di fare qualcosa interamente, da cima a fondo. "Ogni giorno percorro 10 km in bicicletta." "Abbiamo percorso tutta la Penisola Italiana in macchina." 3. RINVENIRE vs. CONVENIRE La radice comune è -venire = spostarsi verso un luogo o una persona, arrivare da qualche parte. RINVENIRE Significato: questo verbo ha tre significati distinti: trovare qualcosa dopo averlo cercato; riprendere conoscenza dopo un mancamento; reidratarsi (in cucina), tornare morbido dopo essere stato secco. Il prefisso rin- dà in tutti e tre i casi l'idea di un "ritorno" — ritrovare qualcosa, tornare in sé, o tornare alla consistenza originale. "La polizia ha rinvenuto il documento scomparso." "Dopo lo svenimento, la ragazza è rinvenuta dopo pochi minuti." "Fai rinvenire i funghi secchi in acqua tiepida per venti minuti." CONVENIRE Significato: anche questo verbo ha più accezioni: essere vantaggioso, conveniente; essere d'accordo su qualcosa; riunirsi in un luogo (uso formale). Il prefisso con- suggerisce l'idea di venire insieme, convergere — fisicamente o metaforicamente. "Conviene comprare il biglietto online, è più economico." "Tutti convennero che era la scelta migliore." "Gli studenti convennero in aula per l'assemblea." 4. ESPORRE vs. DISPORRE La radice comune è -porre = collocare, mettere qualcosa in un determinato posto o posizione. ESPORRE Significato: mostrare al pubblico qualcosa; spiegare un argomento; mettere in una posizione vulnerabile. Il prefisso es- (o ex-) indica movimento verso l'esterno — portare qualcosa fuori, alla luce. "Il museo espone dipinti del Rinascimento." "Il professore ha esposto la teoria con molta chiarezza." "Non esporti al sole per troppo tempo." DISPORRE Significato: organizzare, sistemare; avere a disposizione qualcosa; stabilire con un'ordinanza. Il prefisso dis- indica separazione, distribuzione — dividere o organizzare le cose in modo diverso. "Ho disposto i mobili in modo da avere più spazio." "Dispongo di poco tempo oggi." "La legge dispone che i minorenni non possano votare." 5. RIMANDARE vs. TRAMANDARE La radice comune è -mandare = inviare qualcuno o qualcosa verso una destinazione. RIMANDARE Significato: posticipare qualcosa a un momento futuro; oppure rimandare indietro qualcuno o qualcosa. Il prefisso ri- indica ripetizione o movimento all'indietro. "Ho rimandato la riunione a venerdì." "Il professore ha rimandato lo studente a settembre." TRAMANDARE Significato: trasmettere qualcosa di generazione in generazione, preservare nel tempo. Il prefisso tra- indica un passaggio attraverso il tempo o da una persona all'altra. È un verbo ricco di significato culturale, che riflette il valore che la cultura italiana attribuisce alle tradizioni e alla memoria storica. "I nonni tramandano le tradizioni ai nipoti." "Questa ricetta viene tramandata da secoli nella nostra famiglia." 6. ASSALIRE vs. TRASALIRE La radice comune è -salire = muoversi verso l'alto, spostarsi con slancio. ASSALIRE Significato: attaccare qualcuno con violenza o con forza; ma anche essere colpiti improvvisamente da un'emozione. Il prefisso as- (variante di ad-, verso) suggerisce movimento verso qualcuno con forza. "Il ladro ha assalito il passante per strada." "Mi ha assalito un dubbio all'ultimo momento." TRASALIRE Significato: sobbalzare, avere un brivido improvviso per uno spavento o una sorpresa. Il prefisso tra- suggerisce qualcosa che attraversa il corpo dall'interno. "Ho trasalito quando ho sentito quel rumore forte." "La notizia l'ha fatta trasalire." 7. INTRAVEDERE vs. PREVEDERE La radice comune è -vedere = percepire con gli occhi, avere la capacità visiva di osservare qualcosa. INTRAVEDERE Significato: vedere qualcosa solo parzialmente, in modo confuso o rapido; ma anche percepire una possibilità o una speranza. Il prefisso intra- significa letteralmente "all'interno", e in intravedere dà l'idea di una visione incompleta, come se la vista rimanesse dentro un'ombra senza mai essere del tutto nitida. "Ho intravisto qualcosa muoversi nell'ombra." "Si intravede finalmente una soluzione al problema." PREVEDERE Significato: anticipare quello che accadrà; ma anche stabilire qualcosa per il futuro (come in legge o pianificazione). Il prefisso pre- indica qualcosa che avviene prima — vedere in anticipo rispetto agli eventi. "Le previsioni prevedono pioggia per domani." "Il contratto prevede due settimane di ferie." 8. SORPASSARE vs. OLTREPASSARE La radice comune è -passare = spostarsi attraverso o oltre un punto, transitare da un luogo all'altro. SORPASSARE Significato: superare qualcuno o qualcosa, andare davanti; essere superiore a qualcuno. Il prefisso sor- deriva dal latino e porta l'idea di andare oltre, al di sopra di qualcosa. Si usa prevalentemente per velocità o abilità. "Quella macchina ci ha sorpassato in autostrada." "Le sue capacità sorpassano di gran lunga quelle dei colleghi." OLTREPASSARE Significato: andare oltre un limite, superare una soglia fisica o figurata. Il prefisso oltre- indica chiaramente il trovarsi al di là di qualcosa. Si usa prevalentemente per confini fisici o figurati, non per veicoli in movimento. "Non oltrepassare la linea gialla." "Con quel comportamento hai oltrepassato ogni limite." 9. COINVOLGERE vs. SCONVOLGERE La radice comune è -volgere = girare, ruotare, avvolgere qualcosa intorno a qualcosa d'altro. COINVOLGERE Significato: includere qualcuno in qualcosa, rendere partecipe. Il prefisso co- (variante di con-) significa insieme — portare qualcuno con te in qualcosa. Ha una connotazione generalmente positiva. "Voglio coinvolgere tutti nelle decisioni del gruppo." "Il progetto coinvolge studenti di tutta Europa." SCONVOLGERE Significato: turbare profondamente, sconvolgere l'ordine delle cose, provocare un forte impatto emotivo. Il prefisso s- ha spesso un valore negativo o intensivo in italiano — in questo caso amplifica il significato della radice fino al caos. "La notizia della sua morte ci ha sconvolti." "Il terremoto ha sconvolto l'intera regione." 10. RICADERE vs. SCADERE La radice comune è -cadere = scendere verso il basso per effetto della gravità, perdere l'equilibrio. RICADERE Significato: cadere di nuovo; tornare in uno stato negativo da cui ci si era ripresi; ricadere sotto la responsabilità di qualcuno. Il prefisso ri- indica ripetizione: cadere ancora. "Dopo la dieta, sono ricaduto nelle vecchie abitudini." "Il bambino era guarito, ma si è ammalato di nuovo, ha avuto una ricaduta." "Questa responsabilità ricade su di te." SCADERE Significato: arrivare alla data limite; perdere qualità o valore nel tempo. Il prefisso s- indica una discesa, un degrado progressivo — in qualità o nel tempo. ...
Espressioni come "c'ho fame!" o "Vieni qui che ti dico una cosa" sono comunissime nell'italiano parlato, ma difficilmente le troverai in un manuale di grammatica. In questo articolo analizziamo due fenomeni tipici dell'italiano parlato e informale — il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE — per aiutarti a riconoscerli e capirli nel contesto reale. CHE POLIVALENTE e CI ATTUALIZZANTE: L'Italiano Informale Parte 1 — Il CI ATTUALIZZANTE: "C'Ho Fame!" Forme come "c'ho fame", "c'ho sonno", "c'ho fretta" o "non c'ho voglia" sono molto frequenti nell'italiano parlato. Il dubbio che sorge spontaneo è: "Ma quel 'ci' cosa sta facendo lì?". Vale la pena capirlo. Cos'è il CI ATTUALIZZANTE? In italiano standard, il verbo "avere" non ha bisogno di nessun "ci": "Ho fame." "Ha il biglietto." "Non ho voglia di studiare." Ma nell'italiano parlato e informale, moltissimi italiani — una tendenza diffusa soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, ma presente in tutta la penisola — aggiungono un "ci" davanti al verbo "avere". Questo "ci", chiamato appunto CI ATTUALIZZANTE, non aggiunge nessun significato nuovo: serve solo a rendere la frase più enfatica, più immediata, più viva. Italiano standardCon CI ATTUALIZZANTE"Ho fame.""C'ho fame!""Ha il biglietto.""C'ha il biglietto.""Non ho voglia.""Non c'ho voglia!""Non ho più 18 anni.""Non c'ho più 18 anni!" La versione con il "ci" suona più spontanea, più espressiva: il CI ATTUALIZZANTE aggiunge una piccola carica emotiva alla frase, rendendola più vivace nel parlato. Come Si Forma il CI ATTUALIZZANTE? La formazione è semplicissima: si aggiunge "ci" davanti alle forme del verbo "avere". Nella pronuncia parlata, "ci" e "ho/ha/hanno" si fondono insieme: PersonaForma con CI ATTUALIZZANTEEquivalente standardIoc'hohoTuc'haihaiLui / Leic'hahaLoroc'hannohanno Attenzione: questa forma si usa soprattutto con le persone singolari e la terza persona plurale. Con "noi" e "voi" nel parlato si tende ad evitarla. Esempi Pratici del CI ATTUALIZZANTE "C'ho una fame incredibile!" "Marco, c'hai cinque euro? Ho dimenticato il portafoglio." "Mia nonna dice sempre che non c'ha più l'età per certe cose." "Quei due c'hanno qualcosa — si vede chiaramente!" È Corretto o Scorretto? Il CI ATTUALIZZANTE è considerato sub-standard, cioè non è accettato nella grammatica ufficiale dell'italiano. Non lo troverai in testi scritti formali, giornali o documenti ufficiali. È importante però distinguere tra scorretto e raro: questa forma è comunissima nel parlato informale di moltissimi italiani. Ascoltando conversazioni quotidiane, film o serie TV, la sentirai continuamente. Riconoscerla è quindi fondamentale, anche se puoi scegliere di non usarla. Parte 2 — Il CHE POLIVALENTE Il CHE POLIVALENTE è uno degli elementi più caratteristici dell'italiano parlato. Gli italiani lo usano al posto di diverse congiunzioni e pronomi perché è breve, immediato e versatile. Vediamo i casi principali. 1. CHE POLIVALENTE al Posto di "Perché" o "Così" — Il "Che" Finale Questo è forse il caso più comune. In italiano informale, il CHE POLIVALENTE si usa alla fine di un'esortazione o di un'affermazione per spiegarne il motivo, esattamente come "perché" o "così": Con CHE POLIVALENTESignificato equivalente"Sbrigati, che è tardi!"Sbrigati, perché è tardi!"Vieni qui che ti dico una cosa."Vieni qui, così ti dico una cosa."Mettiti la giacca che fuori fa freddo."Mettiti la giacca perché fuori fa freddo."Abbassa la voce che c'è gente che dorme."Abbassa la voce perché c'è gente che dorme."Mangia che si raffredda!"Mangia prima che si raffreddi! Questa costruzione è tipica del parlato quotidiano: è diretta e immediata. Gli italiani la usano frequentemente per dare istruzioni, consigli o inviti, specialmente in contesti familiari e informali. 2. CHE POLIVALENTE Consecutivo — Quando il "Così" è Sottinteso Un altro uso tipico è quello in cui il CHE POLIVALENTE introduce la conseguenza di qualcosa — una situazione così intensa da produrre un risultato. Nei primi due esempi il "così" è esplicito; negli ultimi due è sottinteso — ed è qui che il fenomeno diventa davvero informale: TipoEsempio"così" esplicito"Era così stanca che non si reggeva in piedi.""così" esplicito"Ridevo così tanto che mi faceva male la pancia.""così" sottinteso"Fa un freddo che non si riesce nemmeno a uscire!""così" sottinteso"C'era una fila che non finiva mai." Negli ultimi due esempi il "così" iniziale è completamente sottinteso: si passa direttamente alla conseguenza, rendendo la frase più espressiva e immediata. È una caratteristica tipica dell'italiano parlato, che tende a comprimere la struttura sintattica a favore dell'efficacia comunicativa. 3. CHE POLIVALENTE al Posto di "In Cui" — Il "Che" Relativo Informale Nella grammatica ufficiale, per indicare il tempo o il luogo si dovrebbe usare "in cui": "L'anno in cui mi sono laureata è stato bellissimo." "Il giorno in cui ci siamo conosciuti era d'estate." Ma nell'italiano parlato, quasi nessuno dice "in cui" — si usa direttamente il CHE POLIVALENTE: Con CHE POLIVALENTEForma grammaticale standard"L'anno che mi sono laureata è stato bellissimo."L'anno in cui mi sono laureata…"Il giorno che ci siamo conosciuti ero nervosissima."Il giorno in cui ci siamo conosciuti…"La settimana che siamo stati a Roma è volata!"La settimana in cui siamo stati a Roma…"Quella volta che mi sono persa a Milano… non ne parliamo!"Quella volta in cui mi sono persa… Anche questo uso è tecnicamente scorretto nella grammatica formale, ma è universalmente diffuso nel parlato italiano. L'uso di "in cui" in una conversazione informale tende a suonare più formale del necessario: il CHE POLIVALENTE rimane la scelta più naturale e spontanea. Riepilogo: CI ATTUALIZZANTE e CHE POLIVALENTE a Confronto FenomenoFunzioneEsempioRegistroCI ATTUALIZZANTE"ci" davanti ad "avere" per enfasi"C'ho fame! / C'hai ragione."Informale / Sub-standardCHE POLIVALENTE finaleAl posto di "perché" / "così""Vieni qui che ti dico una cosa."Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE consecutivoIntroduce una conseguenza (così sottinteso)"Fa un freddo che non si esce!"Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE relativoAl posto di "in cui" per tempo/luogo"Il giorno che ci siamo conosciuti…"Informale / Parlato Domande Frequenti Posso Usare il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE Quando Parlo Italiano? Puoi farlo nelle conversazioni informali con amici, colleghi o nelle situazioni quotidiane. Evita queste forme in contesti formali — colloqui di lavoro, esami, documenti scritti — dove è preferibile usare l'italiano standard. Il CI ATTUALIZZANTE si Usa in Tutta Italia? È particolarmente diffuso nel Centro e nel Sud Italia, ma si sente anche al Nord, soprattutto nelle conversazioni più spontanee e informali. È comunque un fenomeno pan-italiano del parlato. Il CHE POLIVALENTE ha Sempre lo Stesso Significato? No! Il CHE POLIVALENTE è "polivalente" proprio perché assume significati diversi a seconda del contesto: può significare "perché", "così", "in cui" o introdurre una conseguenza. Il significato si capisce dal contesto della frase. Questi Fenomeni si Trovano Anche Nello Scritto? Il CI ATTUALIZZANTE è quasi esclusivamente orale — rarissimo anche nello scritto informale. Il CHE POLIVALENTE invece può apparire nei messaggi di testo, nelle chat e nei social media, specialmente nelle sue forme finale e relativa, perché rispecchiano il ritmo del parlato. Pronto a scoprire un'altra delle costruzioni più particolari dell'italiano? Leggi l'articolo dedicato al dativo etico. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo: “Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul CI Attualizzante e CHE Polivalente", "description": "Quiz interattivo sui fenomeni tipici dell'italiano parlato informale: il CI attualizzante con il verbo avere e i diversi usi del CHE polivalente.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale verbo accompagna sempre il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avere" } }, { "@type": "Question", "name": "In quale registro si usa il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Informale parlato" } }, { "@type": "Question", "name": "Cosa significa 'che' in: 'Sbrigati, che è tardi!'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "perché" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante aggiunge un nuovo significato alla frase.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma standard corrisponde a 'l'anno che mi sono laureata'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "l'anno in cui mi sono laureata" } }, { "@type": "Question", "name": "In 'Fa un freddo che non si riesce a uscire', il CHE introduce una...", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "conseguenza" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante si usa comunemente con 'noi' e 'voi'.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Perché il CHE si chiama 'polivalente'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Perché assume significati diversi a seconda del contesto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il CHE polivalente al posto di 'in cui'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il giorno che ci siamo incontrati era d'estate." } }, ...
Marina Di Modica, 39 anni, scomparve, a Torino l'8 maggio 1996. Era uscita dall'ufficio poco prima delle 17, si era fermata in due negozi a fare acquisti, era rientrata a casa e poi era uscita nuovamente, prima di cena. Da quel momento di lei non si è più saputo nulla. In casa era tutto in ordine, mancava però una cosa: una scatola contenente francobolli che la donna aveva trovato in solaio a casa della madre durante un trasloco. Sulla sua agenda, proprio alla data 8 maggio, c'era un appunto: «B. Cena Paolo x F.Bolli». Quell'appunto condusse prima la famiglia poi gli investigatori a una famosa azienda filatelica, la Bolaffi, e poi a un nome. Le indagini però dopo pochi mesi si fermarono. Vennero riprese cinque anni più tardi, dopo altri quattro anni si arrivò a un processo. La vicenda giudiziaria si chiuse solo nel 2011, 15 anni dopo la scomparsa della donna. La storia della scomparsa di Marina Di Modica è una storia intricata che ruota proprio attorno a quella scatola di francobolli. Ma c'entra anche il passato della persona che fu poi accusata di omicidio e processata. E ancora, alcune radiografie, la strana prenotazione per una visita, una cabina telefonica. E soprattutto la scomparsa di un'altra donna, Camilla Bini, avvenuta sette anni prima di quella di Marina Di Modica. Quella donna, per la cui sparizione le indagini furono frettolose e superficiali, lavorava proprio alla Bolaffi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Marina Di Modica, 39 anni, scomparve, a Torino l'8 maggio 1996. Era uscita dall'ufficio poco prima delle 17, si era fermata in due negozi a fare acquisti, era rientrata a casa e poi era uscita nuovamente, prima di cena. Da quel momento di lei non si è più saputo nulla. In casa era tutto in ordine, mancava però una cosa: una scatola contenente francobolli che la donna aveva trovato in solaio a casa della madre durante un trasloco. Sulla sua agenda, proprio alla data 8 maggio, c'era un appunto: «B. Cena Paolo x F.Bolli». Quell'appunto condusse prima la famiglia poi gli investigatori a una famosa azienda filatelica, la Bolaffi, e poi a un nome. Le indagini però dopo pochi mesi si fermarono. Vennero riprese cinque anni più tardi, dopo altri quattro anni si arrivò a un processo. La vicenda giudiziaria si chiuse solo nel 2011, 15 anni dopo la scomparsa della donna. La storia della scomparsa di Marina Di Modica è una storia intricata che ruota proprio attorno a quella scatola di francobolli. Ma c'entra anche il passato della persona che fu poi accusata di omicidio e processata. E ancora, alcune radiografie, la strana prenotazione per una visita, una cabina telefonica. E soprattutto la scomparsa di un'altra donna, Camilla Bini, avvenuta sette anni prima di quella di Marina Di Modica. Quella donna, per la cui sparizione le indagini furono frettolose e superficiali, lavorava proprio alla Bolaffi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Bebetta Campeti"La guaritrice ferita"L'iniziazione sciamanica di una donna occidentaleBompiani Editorewww.bompiani.itNel cuore pulsante della selva venezuelana, durante le riprese di un documentario sul culto di María Lionza, la giovane Bebetta è vittima di una violenza che la segna per sempre. Quella ferita - fisica, emotiva, spirituale - è destinata a diventare la soglia di un lungo percorso iniziatico: la chiamata del guaritore ferito, l'archetipo junghiano che trasforma la vulnerabilità in potere interiore, il dolore in strumento di conoscenza. La guaritrice ferita è una coraggiosa autobiografia spirituale che attraversa decenni di ricerca: dagli stati non ordinari di coscienza agli insegnamenti degli sciamani, dalla saggezza taoista alla meditazione buddista, dall'alchimia all'esperienza diretta con maestri delle più diverse tradizioni. È il racconto della vita di una donna che affronta traumi antichi e recenti, smonta le eredità del patriarcato, incontra il femminile sacro, scopre il potere trasformativo dello yoga e del tantra, diventa madre, sciamana, guaritrice. Con voce limpida e vibrante Bebetta Campeti ci accompagna in un viaggio vasto come il mondo e profondo quanto il cuore umano, che intreccia ricerca spirituale e impegno collettivo. Un memoir che attraversa visioni, sfide iniziatiche e metamorfosi e si fa meditazione, per dirci che la verità non è mai in superficie ma nascosta nella selva oscura, che non dobbiamo avere paura ma aprire i nostri spiriti a una consapevolezza più ampia perché la via non è mai quella della fuga dal dolore, ma quella della sua trasformazione in presenza, bellezza e pace.Bebetta Campeti è nata a Caracas. Parla quattro lingue e ha viaggiato in vari continenti. Si interessa di esoterismo, in particolare di sciamanesimo, religioni orientali, sincretismo religioso e sacro femminile. Ha conseguito un BA al Sarah Lawrence College (NY), dove ha studiato teatro, antropologia e scrittura creativa; ha lavorato per la Rai e realizzato documentari antropologici. Dal 2011 tiene corsi di sciamanesimo. Dal 2012 al 2016 ha ideato e condotto Aurora, Festival di Natura e Spirito. È autrice del monologo Diotima, o la vendetta di Eros, messo in scena in vari teatri, e pubblicato insieme ad altri suoi testi in Donne di Nessuno (La Vita Felice 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
A partire da quest’estate se si dovesse essere invitati ad esibire un documento di riconoscimento, anche la carta d’identità cartacea sarebbe considerata nulla. Niente da fare neppure se il documento risultasse ancora valido. Facciamo il punto con Romano Minardi, esperto ANUSCA, Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d'Anagrafe.
Olivia Ninotti"La scimmia antropomorta"Come siamo scesi dagli alberi per perderci in uno smartphoneSolferino Libriwww.solferinolibri.it«Pensiamo di essere superiori ma tendiamo a dimenticare che siamo in fondo delle scimmie anomale.» In un viaggio che parte dai fuochi primitivi dell'Homo sapiens e arriva agli schermi luminosi dell'era ipertecnologica, questo libro esplora l'evoluzione della psiche umana attraverso il filtro della storia, dell'antropologia e della cultura. In un saggio originale e provocatorio, Olivia Ninotti mostra come il passaggio dalle comunità tribali originarie alle relazioni digitali di oggi abbia trasformato profondamente la nostra mente. Il risultato? Una crisi narcisistica diffusa, fatta di confronto continuo sui social network, di solitudine e bisogno di riconoscimento che tuttavia è anche il frutto coerente di precisi processi evolutivi, sociali ed economici.Quella che ci propone è una mappa chiara, colta e originale per comprendere il disagio psicologico collettivo del nostro tempo e trovare le possibili vie d'uscita. Un racconto brillante della nostra storia per capire meglio noi stessi. Perché l'uomo, «finché immaginerà, sognerà e creerà cose belle e inutili, non sarà mai davvero antropomorto».Olivia Ninotti è neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta e direttrice sanitaria di AIAS ETS Milano. È autrice di molte pubblicazioni su libri e riviste di settore. E del romanzo “Sembrava un British invece era un Merdish”, in cui racconta in chiave ironica e psicologica della complessità della vita quotidiana. Vive a Milano con marito, figli e gatti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giorgia ha 34 anni, vive a Genova e insegna in un istituto professionale di periferia. È cresciuta in una famiglia di ceto medio e fin da bambina ha interiorizzato un'idea molto precisa: non dover dipendere economicamente da nessuno. Quando i suoi genitori si separano, lei vede da vicino cosa significa dipendere dagli aiuti familiari e costruisce, quasi senza accorgersene, un obiettivo identitario. «Non ho mai visualizzato cosa sarei stata da grande, ma sicuramente il come: una persona indipendente anche dal punto di vista finanziario».Quella convinzione accompagna tutte le sue scelte. Giorgia studia Scienze dei Materiali, si trasferisce a Milano per la magistrale, lavora durante l'università per contribuire all'affitto e, una volta laureata, trova subito impiego in una multinazionale. Ha uno stipendio buono, benefit aziendali, prospettive di crescita e un contratto stabile. «Mi hanno valorizzato sia dal punto di vista economico che professionale».Poi arriva il Covid, una gravidanza complicata e, insieme al lavoro da remoto, il ritorno a una vita che le manca: Genova, il compagno, la famiglia, gli amici. In quel momento riceve un'offerta per una supplenza come insegnante, un lavoro che aveva sempre desiderato fare. La scelta è improvvisa: quarantotto ore per licenziarsi e cambiare completamente vita. E Giorgia lo fa, lasciando alle spalle possibilità di carriera, aumenti di stipendio, assistenza sanitaria integrativa e un fondo pensione aziendale.«Per mantenere comunque la mia indipendenza economica sarei stata disposta anche a fare un lavoro meno remunerativo, meno valorizzato, proprio perché nell'infanzia e nell'adolescenza ho costruito questa idea di me molto indipendente dal punto di vista finanziario».Oggi Giorgia guadagna meno di prima, ma sente di aver costruito una vita più vicina a sé. E la stabilità economica che ha conquistato negli anni è diventata qualcosa di diverso da un semplice obiettivo: uno strumento per scegliere come vivere il proprio tempo, dove stare e a cosa dedicarsi. Anche gratuitamente. Perché oltre a insegnare, Giorgia è consigliera municipale e segretaria di partito a Genova. E proprio lì, nella possibilità di esserci anche dove il denaro non è il punto, per lei si misura il significato più profondo dell'indipendenza economica.
Il 15 marzo 1998, due ragazze diciottenni furono registrate in una stanza della procura di Foggia mentre parlavano della morte di una loro amica, coetanea. Quella morte era stata considerata, inizialmente, un suicidio. C'era anche una lettera d'addio, scritta a macchina. Fu da quei dialoghi intercettati in procura che gli inquirenti ebbero la conferma di ciò che già sospettavano. Nadia Roccia, questo il nome della ragazza, era stata uccisa e poi, in maniera ingenua e inverosimile, era stato simulato il suo suicidio. A essere accusate, processate e condannate furono le sue due amiche: Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, che tutti chiamano Mariena. Confessarono, ma indicarono moventi assurdi, poco credibili. Si parlò, in quella indagine, di promesse mancate, di gelosie, di sogni in cui appariva il fantasma del padre di una delle due autrici del delitto. Non mancò la pista satanica. Un consulente criminologo parlò di follia a due, una rara sindrome psichiatrica, difficile da diagnosticare. E poi, anche al processo, di omosessualità latente, di innamoramenti segreti e non corrisposti. L'attenzione mediatica fu costante, il video dell'esperimento giudiziale in cui le due ragazze ricostruivano le fasi dell'omicidio finì nelle mani dei giornalisti. I processi ebbero poi un andamento ondivago nella determinazione della pena e si conclusero con un patteggiamento. A distanza di 28 anni, il movente dell'omicidio non è mai stato chiarito. Iscriviti alle Dieci lezioni sui podcast Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 15 marzo 1998, due ragazze diciottenni furono registrate in una stanza della procura di Foggia mentre parlavano della morte di una loro amica, coetanea. Quella morte era stata considerata, inizialmente, un suicidio. C'era anche una lettera d'addio, scritta a macchina. Fu da quei dialoghi intercettati in procura che gli inquirenti ebbero la conferma di ciò che già sospettavano. Nadia Roccia, questo il nome della ragazza, era stata uccisa e poi, in maniera ingenua e inverosimile, era stato simulato il suo suicidio. A essere accusate, processate e condannate furono le sue due amiche: Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, che tutti chiamano Mariena. Confessarono, ma indicarono moventi assurdi, poco credibili. Si parlò, in quella indagine, di promesse mancate, di gelosie, di sogni in cui appariva il fantasma del padre di una delle due autrici del delitto. Non mancò la pista satanica. Un consulente criminologo parlò di follia a due, una rara sindrome psichiatrica, difficile da diagnosticare. E poi, anche al processo, di omosessualità latente, di innamoramenti segreti e non corrisposti. L'attenzione mediatica fu costante, il video dell'esperimento giudiziale in cui le due ragazze ricostruivano le fasi dell'omicidio finì nelle mani dei giornalisti. I processi ebbero poi un andamento ondivago nella determinazione della pena e si conclusero con un patteggiamento. A distanza di 28 anni, il movente dell'omicidio non è mai stato chiarito. Iscriviti alle Dieci lezioni sui podcast Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Lo sponsor di questo episodio è Shopify! Prova adesso Shopify per 1 euro al mese: www.shopify.it/mitologia Vent'anni lontano da casa. E adesso, finalmente, la strada che scende verso il palazzo è quella giusta. Odisseo la conosce a memoria: ogni curva, ogni ulivo storto, ogni sasso. Ma percorrerla oggi è diverso da tutte le altre volte. Questo episodio è dedicato alla fedeltà. Quella che resiste al tempo, all'abbandono, alla dimenticanza. Quella che non chiede niente in cambio. Omero sapeva già, tremila anni fa, che certe cose non si spiegano. Si raccontano. Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quella volta che vi siete sentiti un "mosca bianca".