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Orzessek, Arno www.deutschlandfunkkultur.de, Studio 9
Az Anno Budapest 2026. július 19-i adása két pillanatról szólt, amik ott lapulnak valahol az emlékezetünk fiókjának a mélyén: az elsőről, amit lopva szívtunk el, és az utolsóról, amit megfogadtunk, hogy tényleg az lesz. Igen, az első és az utolsó bűzrúdról. A gyufa reccsenése hangosabb, mint az egész 12. születésnap. Valaki a garázs mögött guggol, … Anno Budapest: az első cigaretta olvasásának folytatása →
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Lesart - das Literaturmagazin (ganze Sendung) - Deutschlandfunk Kultur
Orzessek, Arno www.deutschlandfunkkultur.de, Studio 9
Omelia della s. Messa del 18 Luglio 2026, XVI Domenica del Tempo Ordinario, Anno A, tenuta da p. Giovanni M. Severini, FI.
2:42:08 – Frank in New Jersey, plus the Other Side. Topics include: Smoke from Canada wildfires, going to see The Odyssey (2026) tomorrow, Cary Grant’s credit cards, pop culture auctions, Myachi, Flop Ball, listening to all of Woodstock 1969, next day, trailers, movie review, backwards lyrics, Ice Town, pareidolia, Anno Sleuthing, clock towers, satellites, Bortle-Scoville Cyber City, […]
2:42:08 – Frank in New Jersey, plus the Other Side. Topics include: Smoke from Canada wildfires, going to see The Odyssey (2026) tomorrow, Cary Grant’s credit cards, pop culture auctions, Myachi, Flop Ball, listening to all of Woodstock 1969, next day, trailers, movie review, backwards lyrics, Ice Town, pareidolia, Anno Sleuthing, clock towers, satellites, Bortle-Scoville Cyber City, […]
Omelia della s. Messa del 17 Luglio 2026, Venerdì della XV Settimana del Tempo Ordinario, Anno Pari, tenuta da p. Francesco M. Budani, FI
Anno Da Poet is a spoken-word artist and slam poet. A native Houstonian, he is an active featured performer, host, and recurring competitor with the Write About Now (WAN) Poetry organization. He also founded Bayou City Hoops, a 501(c)(3) nonprofit designed to foster amateur sports competition and youth development. Anno calls Houston, Texas home.
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8541OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 13, 24-43)di Giacomo Biffi Da dove viene la zizzania? (Mt 13,27). Da dove è venuta questa erbaccia maligna e soffocatrice che infesta il campo di Dio?È una delle domande più serie e decisive, e siamo tutti costretti a formularla quando ci poniamo di fronte al mistero dell'esistenza: o neghiamo l'evidenza della zizzania, cioè del male (ed è un'impresa disperata), o ci interroghiamo circa la sua provenienza. Sulle labbra dei contadini della parabola l'interpellanza sembra esprimere non solo stupore, ma anche delusione e quasi una specie di rabbia. Sembra anzi marcata da un accento di velato rimprovero verso il padrone, che in fin dei conti è il primo responsabile della coltivazione: "Non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove dunque viene la zizzania?". Dobbiamo dire però che quei contadini almeno una fortuna ce l'hanno, ed è di avere un padrone con cui lamentarsi: è già una consolazione prendersela con qualcuno. A chi ritenesse che il campo non sia di nessuno e ogni accadimento sia in esso del tutto casuale, non sarebbe consentito neppure di protestare o di fare domande, per assenza di destinatari responsabili. Se non esiste un proprietario del campo con un suo programma operativo, se tutto nell'universo è fortuito, allora, pur avvertendo ancora i morsi del male, non siamo più autorizzati né a lagnarci né a enunciare problemi, perché in quel caso non si dà spazio per nessuna verità e quindi per nessuna ricerca. Dove si prende per buona l'ipotesi del caso e dell'assenza di un "Signore" dell'universo (ed è l'ipotesi degli atei), non può sorgere alcuna plausibile investigazione: bisogna rassegnarsi all'esistenza enigmatica della malvagità e all'assurdo della condizione umana. Deve essere tremenda la condizione degli atei, e proprio per questo: per il fatto di non poter riconoscere di fronte a sé nessun interlocutore adeguato.Un ateo vero e coerente è in realtà il più sfortunato degli uomini: si priva perfino della soddisfazione di protestare con qualcuno e di bestemmiare con una certa coerenza.IL PECCATO ORIGINALEL'insegnamento di Gesù a questo proposito è estremamente sintetico ma limpidissimo: il nemico che ha frammischiato l'erbaccia alla buona coltivazione di Dio è il diavolo (cf. Mt 13,39).Mette conto che abbiamo a richiamare, sia pure in cenni rapidissimi, l'intera concezione della fede cattolica circa il male del mondo (concezione che è implicitamente evocata da questa breve frase del Signore). Essa oggi è così faziosamente e acriticamente contrastata dalla cultura che da oltre due secoli è dominante. Ma le illusioni culturali anticristiane, tra l'altro, si sono rivelate storicamente molto pericolose. L'ottimismo naturalistico del secolo XVIII (che si contrapponeva, irridendoli, ai dati della fede) di fatto negli ultimi anni di quel secolo è approdato all'omicidio perpetrato, per così dire, su scala industriale, con indici inauditi di produzione resi possibili dalla geniale invenzione della ghigliottina. Le ideologie che si rifiutavano di credere alla malvagità del cuore dell'uomo, hanno dato vita ripetutamente in questi due secoli a forme esasperate di crudeltà.L'iniquità umana c'è, ed è largamente diffusa. Così diffusa da costituire un problema: come mai gli uomini, più o meno tutti, sconfinano nell'ingiustizia? La Rivelazione cristiana risponde con la dottrina del peccato originale.La verità del peccato originale, come ogni mistero, è oscura in se stessa, ma è illuminante per noi e per la nostra condizione. Indubbiamente si fa fatica a capirla nella sua natura e nelle sue cause; ma senza di essa tutto nel mondo e nell'uomo si fa ancora più impenetrabile, a cominciare dal mare di lacrime e di sangue che ricopre la nostra storia.LA RADICE PRIMA DEL MALEA dire il vero, il libro della Genesi, raccontando la colpa di Adamo e di Eva come frutto della istigazione perfida del serpente, sembra insinuare che l'inizio assoluto del male nell'universo vada ricercato antecedentemente alla comparsa dell'uomo sulla terra. E il libro della Sapienza - implicitamente citato da san Paolo nella lettera ai Romani - dà una lettura teologica dell'antico racconto indicando nel demonio la prima fonte delle nostre sciagure: La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono (Sap 2,24).Ci ritroviamo così all'identico insegnamento offertoci da Gesù appunto nella parabola che stiamo tentando di capire: Il nemico che ha seminato la zizzania è il diavolo (Mt 13,39).Come si vede, la nostra meditazione sul male del mondo è stata progressivamente sospinta dalla verità del peccato personale a quella del peccato che dall'alba della vicenda umana universalmente contamina la nostra stirpe; e dalla verità del peccato originale a quella dell'esistenza del demonio, prima e oscura fonte di ogni perversione.Siamo così invitati a risalire a poco a poco l'enigmaticità delle cose fino a raggiungere la soglia del mondo invisibile che precede la storia dell'uomo; vale a dire la soglia della realtà che sta al di fuori e al di sopra del nostro tempo.IL TENTATIVO DI NEGARE L'ESISTENZA DEL DEMONIONella cristianità contemporanea è in atto invece un curioso processo di smarrimento, tanto che si arriva a percorrere in senso contrario la strada sulla quale, come s'è visto, siamo stati guidati dalla fede.Tra i teologi c'è chi si impegna alacremente in un lavoro cosiddetto di smitizzazione, dopo il quale del demonio non resta neppure la coda. Questi teologi - diversamente da Gesù Cristo - pare che non pensino più a satana come a un essere reale concretamente e personalmente esistente; sembrano piuttosto ridurlo a una sorta di immagine simbolica della intrinseca inclinazione al male che c'è nelle creature.Ma - tolto di mezzo il diavolo - anche il peccato originale non è più plausibile; e infatti in molte odierne presentazioni teologiche esso fatalmente si estenua e si sbiadisce fino a essere la cifra dell'umana finitezza o al più la denominazione collettiva di tutte le colpe individuali. Le quali, a loro volta, tendono a essere considerate non tanto come peccati responsabilmente commessi, quanto come turbe psichiche conseguenti a squilibri congeniti o alla violazione di tabù senza fondamento.Insomma, prima si risolve l'idea del demonio in quella del peccato originale, poi del peccato originale in quella dei peccati dei singoli, infine l'idea dei peccati dei singoli in quella di un malessere senza colpevolezza. Così l'universo diventa una specie di innocente giardino d'infanzia, senza malvagità e senza malvagi, dove però non si capisce più perché tanto spesso ci si imbatta nella ferocia umana, e soprattutto non si capisce più che senso abbiano la morte, il dolore, la redenzione di Cristo.LA SCONFITTA DEL MALIGNO COMINCIA NEL MOMENTO IN CUI LO SI PRENDE SUL SERIOLa vera misericordia - quella di Dio - batte la strada opposta.Il grande avversario comincia a essere sconfitto non nel momento in cui lo si relega tra le favole, ma nel momento in cui lo si prende sul serio, in modo da prendere sul serio la vittoria ottenuta su di lui dalla morte e dalla risurrezione del Figlio di Dio; vittoria che quotidianamente si impianta nella vicenda di ognuno di noi mediante la nostra crescente partecipazione al mistero pasquale.L'universale decadenza della natura umana può essere superata solo partendo dalla persuasione che Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia (cf. Rm 11,32).E dal mio peccato personale incomincio con la grazia divina a risorgere non nel momento in cui lo ignoro o lo censuro psicologicamente, ma nel momento in cui, pentendomi, lo riconosco come atto veramente cattivo e veramente mio.Questo è il senso della proposta evangelica della metànoia (della conversione), che Gesù ci ha indicato come necessaria premessa della nostra salvezza. Il Vangelo non è la notizia che siamo già tutti innocenti per incapacità di intendere e di volere o perché i fatti non costituiscono reato; è la notizia che siamo tutti peccatori e, proprio per questo, siamo i fortunati destinatari dell'invincibile misericordia del Padre.
Omelia della s. Messa del 14 Luglio 2026, Martedì della XV Settimana del Tempo Ordinario, Anno Pari, tenuta da p. Francesco M. Budani, FI
Az Anno Budapest 2026 július 12-i adásában vonatra szálltunk és nyaralni indultunk nyugat felé. Éjfél múlt, a bécsi pályaudvaron egy csoport egyetemista alszik a csővázas hátizsákján, mint a hulla, mert a müncheni csatlakozás négy órát késik, a padok fémből vannak, hidegek, és valaki a csapat végén azt motyogja, hogy megnézte a menetrendet, de a menetrend … Anno Budapest: utazásaink Interrail-jeggyel olvasásának folytatása →
Ci sono sogni che non smettono di tornare. Anche quando li rimandiamo per anni, anche quando la vita chiede altro: un lavoro da tenere stretto, una famiglia da assistere, una casa da pagare, una città nuova in cui ricominciare.Viviana ha appena compiuto 40 anni e da sempre sogna di fare la fotoreporter. Per anni, però, quella passione è rimasta sullo sfondo. Ha studiato, lavorato come fotografa freelance, viaggiato quando poteva, poi ha messo tutto in pausa per restare accanto alla madre malata. Ha gestito un bed and breakfast a Palermo, si è trasferita a Torino, ha affrontato una separazione e imparato a non chiedere più soldi a nessuno.Oggi vive a Torino con Andrea, travel designer, e insieme hanno deciso di fare spazio a una domanda che non vogliono più rimandare: che cosa succederebbe se ci prendessimo un anno per vivere davvero come desideriamo?Il loro piano è lasciare la casa, partire per il Sud America e provare a costruire una vita più vicina a ciò che amano: viaggiare, raccontare storie, fotografare. Ma un anno sabbatico non è solo una partenza. È un progetto economico: bisogna capire quanto costa vivere in viaggio, quali spese restano anche mentre si è lontani, quanto serve tenere da parte per gli imprevisti e come affrontare i mesi in cui le entrate potrebbero non arrivare.Perché risparmiare per un sogno non significa soltanto rinunciare a qualche sfizio. Significa trasformare un desiderio in un piano: costruire un budget, definire un fondo di emergenza, capire quanto tempo manca alla partenza e scegliere come accantonare le risorse senza inseguire scorciatoie o rendimenti impossibili.Ad aiutarla a preparare questo salto c'è Elisa Severin, consulente di Alleanza Assicurazioni dell'Agenzia di Novafeltria.Questa è Money Clinic, il podcast di Rame in collaborazione con Alleanza Assicurazioni: storie vere di grandi cambiamenti, e le domande economiche che possono renderli più possibili.
Van egy folyónk, amelyik nem siet, nem izgul, csak ballag, kanyarog, és időnként árad. Az Anno Budapest 2026 július 5-i adásában 590 kilométeren át, Tiszabecstől Gyálarétig tart a kalandozás, végig azon a folyón, amelyet a magyar nem véletlenül nevezett el a szívéhez a legközelebb állónak. Amíg a Duna a fővárosban villog és pózol, a Tisza … Anno Budapest: a Tisza (mármint a folyó) olvasásának folytatása →
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8540OMELIA XV DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 13, 1-23)di Giacomo Biffi La pagina evangelica che abbiamo ascoltato propone e sviluppa una immagine: quella del "seme".Le immagini usate dal Signore Gesù di solito sono, per chi riflette con animo attento e aperto, delle folgorazioni di verità che non si possono più dimenticare: esse restano nel patrimonio del pensiero umano, proprio perché sono al tempo stesso semplici e ricche di luce.LA PAROLA DI DIO, PICCOLO SEME CON IMMENSA FORZA VITALEDunque, la parola di Dio è un seme. Non c'è nulla di più esiguo, di più debole, di più incerto nel suo futuro, di un seme.Sembra una piccola cosa inerte, e ha dentro di sé una carica incalcolabile di vita. Si affida alla terra, al vento, alle forze della natura, senza nessuna garanzia di successo; ed è la sola speranza di fecondità che è data al mondo, l'unica prospettiva aperta a un avvenire.Il seme si nasconde fino a scomparire: nessuno che passi per la strada riesce a percepire la differenza tra un solco che è stato inseminato e un solco che non lo è stato. Il seme pare una realtà condannata a essere sconfitta: il suo destino è lo sfacelo e la morte. Ma proprio in virtù della sua morte è data alla vita la capacità di risorgere e di salvarsi. Non c'è nulla offerto più generosamente di un seme: ogni albero diffonde i suoi semi a migliaia, prodigalmente, nella tenue speranza che qualcuno attecchisca.Proprio così, ci ha detto Gesù, è la parola di Dio: è debole, inerme, sopraffatta, in mezzo al chiasso e al martellamento ossessivo delle parole umane. Ma è la sola che resta, la sola vivificante, la sola in grado di fecondare le intelligenze e i cuori.Si avventura nel mondo senza illusioni di successo; ma se qualcosa di autentico, di nuovo, di imperituro nasce nell'uomo, nasce da lei.Le altre parole lasciano il più delle volte nello smarrimento di sempre. I mezzi di comunicazione (stampa, radio, televisione) riversano ogni giorno sulle nostre anime fiumi di parole vuote e vanificanti, morte e mortificanti; di parole che solleticano senza nutrire, che scintillano senza illuminare, che riempiono gli orecchi e ci lasciano aridi nel nostro essere più profondo e più vero.Il multiloquio mondano è un diluvio che ogni giorno ci sommerge. Ma se vogliamo un po' di luce, un po' di sostentamento, un po' di consolazione, dobbiamo aprirci alla parola di Dio.La parola di Dio, che nella liturgia della Chiesa piove su di noi con grande abbondanza, sembra sempre un po' sciupata: vinta e inefficace tra gli accadimenti della storia, quasi irrilevante nel clamore della cronaca. Eppure i fatti che davvero contano, gli eventi che segnano le esistenze, le novità decisive sul serio, nascono proprio dall'incontro segreto della parola di Dio con la coscienza dell'uomo. Lo testimoniano le vicende di tutti i grandi santi.IL TERRENO NOSTRO SU CUI È SEMINATA LA PAROLAPerché, se la parola di Dio è un seme, il nostro mondo interiore è un "campo": così Gesù completa e rifinisce l'immagine.È un campo insidiato dagli uccelli voraci dei pensieri che contrastano i disegni del Padre e delle attenzioni sviate.È un campo troppo spesso isterilito dalla superficialità e dalla incostanza, cioè da quell'atteggiamento dello spirito che non ci interdice di accogliere la proposta cristiana con gioia e magari con entusiasmo, ma ci fa rifuggire dagli impegni prolungati, soprattutto dagli impegni totali e senza ritorno, che però sono gli unici a essere degni di Dio; sicché la verità divina non riesce a mettere radici tenaci dentro di noi.È un campo talvolta ingombro di passioni incontrollate, di desideri terrestri troppo intensi, di preoccupazioni che non lasciano alcuno spazio ai pensieri del Regno e della vita eterna.È un campo però che deve stare sempre in attesa del seme; che deve sempre ricominciare ad accoglierlo, sperando sempre in una miglior fecondità per il domani; un campo che almeno intende e vuole dare i frutti che il Divino Seminatore si aspetta.A noi, che andiamo abitualmente alla scuola di Gesù, è dato di conoscere i misteri del Regno dei cieli: su di noi la parola di Dio discende senza avarizia, e la nostra appartenenza ecclesiale ci consente di capirla nella sua verità. Preghiamo perché non discenda inutilmente e perché la nostra comprensione non resti puramente intellettuale, ma investa tutto il nostro essere e il nostro agire.Preghiamo perché anche per noi si avveri quanto sta scritto nelle profezie di Isaia: Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigata la terra e averla fecondata..., così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.
Tutto nel Mondo è Burla - Un anno con Rossini diciassettesima puntata
Da oggi, 1° luglio, entrano in vigore diverse novità fiscali in Australia. Il professor Massimiliano Tani analizza le principali.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
In Europa più di 1300 persone sono morte in una settimana a causa delle temperature estreme. Mentre il governo francese è accusato di non aver fatto abbastanza per evitare la conseguenze dell'ondata di caldo, in Italia oggi sono 22 le città contrassegnate dal bollino rosso. Con Ferdinando Cotugno, giornalistaDopo più di un anno di proteste il 27 giugno il presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato che si dimetterà entro poche settimane e che ci saranno elezioni presidenziali e parlamentari anticipate. Con Massimo Moratti, giornalistaOggi parliamo anche di:Visti dagli altri • "Perché Giorgia Meloni volta le spalle a Trump" di Amy Kazminhttps://www.internazionale.it/magazine/amy-kazmin/2026/06/25/perche-giorgia-meloni-volta-le-spalle-a-trumpVisti dagli altri • "Il ponte spezzato tra Roma e Washington" di Michael Braunhttps://www.internazionale.it/magazine/michael-braun/2026/06/25/il-ponte-spezzato-tra-roma-e-washingtonDocumentario • Residence Hammamet - il maktub secondo mia madre di Salvatore AlloccaCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8539OMELIA XIV DOMENICA T. ORD. - ANNO A (Mt 11, 25-30)di Giacomo Biffi Le frasi di Matteo, che abbiamo ascoltato, sono tra le più affascinanti e le più ricche di insegnamento di tutti i vangeli. Da queste poche parole tutti i libri umani vengono oltrepassati; tutti i complicati pensieri, tutte le analisi erudite dei dotti sbiadiscono davanti alla loro luce; tutto il multiloquio, che si rovescia quotidianamente su di noi da parte dei vari mezzi moderni di comunicazione, nel confronto rivela la sua spaventosa vuotezza. Purché si sappiano davvero capire. La loro profondità è immensa. Forse solo la Vergine Maria, creatura "piccola" resa grande da Dio, ha potuto esaurirne davvero l'intelligibilità. Qui siamo di fronte a una sapienza diversa da quella che si impone nel mondo: una sapienza così sublime da esigere una speciale illuminazione dall'alto per essere percepita e assimilata. Alla Madre di Dio chiediamo di accostarci a queste frasi con l'umiltà di cuore, che è stata sua, e con lo stesso desiderio di aprirsi alla verità divina che ha connotato ogni giorno del suo pellegrinaggio terrestre.CI È INDISPENSABILE UN ANIMO SEMPLICE E LIMPIDOTi benedico, o Padre... perché hai tenuto nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11,25). Queste cose sono i misteri del Regno, è il disegno che l'amore del Padre ha pensato per noi, è il senso ultimo e vero dell'universo, è la strada sulla quale possiamo arrivare a salvarci.Avvertiamo in queste parole l'eco del canto di colei che un giorno aveva magnificato Dio perché ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1,52). Vedete come il Figlio assomigli spiritualmente alla Madre, così come doveva perfettamente assomigliare a lei nelle fattezze del volto. Vedete come il cuore e la mentalità di Maria siano vicini e conformi al cuore e alla mentalità di Gesù. Vedete come l'originalità e la carica rivoluzionaria della predicazione di Cristo siano state anticipate dall'intuizione affettuosa di colei che già era stata proclamata piena di grazia.Non ci meraviglia: nella Vergine del Magnificat noi ascoltiamo lo stesso Spirito Santo "che è Signore e dà la vita", e che, avendo già "parlato per mezzo dei profeti", nella pienezza dei tempi è disceso su Maria nell'Annunciazione ed è disceso su Gesù, nel battesimo del Giordano, sospingendolo nel mondo a compiere la sua missione di Maestro e di Redentore (cf. Lc 4,1.14).Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra... Che cosa dice Gesù con questa frase che, a ben guardare, è al tempo stesso tremenda e consolante? Dice in sostanza: "Ti ringrazio, o Dio, perché ti è piaciuto distribuire tra noi le tenebre e la luce, la finezza di spirito e l'ottusità, l'attitudine a capire il significato vero delle cose, degli accadimenti, delle idee e la totale incomprensione, non secondo le regole mondane consuete, con le quali solitamente troviamo avvantaggiati i ricchi di mezzi, di cultura, di appoggi, ma secondo principi nuovi e stupefacenti, che smentiscono tutte le attese terrene e capovolgono l'ordine dei valori comunemente riconosciuto".Chi sono, secondo Gesù, quelli che più faticano a interpretare la cifra dell'esistenza, a intendere il linguaggio di Dio, a percepire la fondamentale dimensione religiosa dell'universo senza della quale niente nella vita si capisce davvero? Chi sono i "sapienti" e gli "intelligenti", di cui qui si parla?Sono quelli che sanno, e più ancora quelli che sanno di sapere. Sono quelli che, essendo troppo furbi, troppo informati e troppo complicati, non riescono più a cogliere la semplicità disarmante del progetto del Padre. Sono quelli che sono così bravi a discutere e a indagare tutta l'esteriore complicazione della dottrina evangelica e della vicenda ecclesiale, che non sono più in grado di vedere e gustare l'interiore linearità e il candore della parola divina che salva, né la soprannaturale bellezza della Sposa amata dal Signore, che è la Chiesa.Certo, qui non si condanna l'onesta ricerca intellettuale né si vuol infierire sugli smarrimenti e sulle nebbie che possono affliggere talvolta anche gli animi meglio intenzionati. Siamo piuttosto messi in guardia dall'aridità di cuore, dall'orgoglio, dal sottile egoismo, dallo spirito di amara contestazione, che spesso colpiscono e accecano coloro che, in virtù dei loro studi e del loro prestigio culturale, credono di vedere meglio degli altri in materia di fede e di poter giudicare con voce più autorevole. Nella cristianità non mancano quelli che fanno delle loro frequentazioni bibliche o teologiche le premesse a un atteggiamento di critica e di rancore. Come c'è chi si occupa di religione e di mondo ecclesiastico, ma sembra ricavarne soltanto, per sé e per gli altri, dubbio, disorientamento, sterile problematicismo. Sono api snaturate che dal nettare delle parole ispirate e dai fiori della vita ecclesiale pare sappiano trarre solo aceto aspro e attossicante.Di tutti costoro - tra i quali per qualche aspetto e per qualche momento possiamo essere annoverati tutti - Gesù dice: sono i "sapienti" e gli "intelligenti", cui il Padre si compiace di tenere nascosti i suoi vitali segreti.IMITIAMO LO SGUARDO UMILE DI MARIAMa allora i "sapienti" e gli "intelligenti" non hanno posto nel Regno di Dio? No, c'è posto anche per loro, perché nel Regno di Dio c'è posto per tutti.C'è posto anche per loro, purché cerchino di diventare "piccoli"; purché usino della loro scienza e della loro acutezza per contemplare con occhio limpido la verità totale e per superare le inutili complicazioni; purché non si prendano troppo sul serio; purché non si dimentichino che per il Signore del cielo e della terra la fede viva degli animi retti ha un valore infinitamente più grande di tutti i libri e di tutte le discussioni; purché non si chiudano in consorterie impenetrabili e sprezzanti; purché non abbiano nessun atteggiamento di disistima o di sufficienza verso la religione tradizionale, la pietà e il buon senso degli umili, che sono i preferiti di Cristo e i privilegiati del Padre. Domandiamo per intercessione di Maria l'umiltà e la mitezza del suo cuore, che è stato il più conforme al cuore dell'amatissimo Figlio. Allora potremo, come Maria, vedere la realtà con gli occhi stessi dell'Unigenito, il solo che sa davvero guardare dentro il mistero di Dio. Allora, nelle fatiche dell'esistenza e nelle difficoltà della vita di fede, troveremo il ristoro che ci è stato promesso. Allora la legge evangelica dell'amore, cui ci siamo sottomessi accettando come norma dell'esistenza l'ideale cristiano, sarà per noi veramente un "giogo dolce" e un "carico leggero".
Omelia della s. Messa del 30 Giugno 2026, Martedì della XIII Settimana del Tempo Ordinario, Anno Pari, tenuta da p. Francesco M. Budani, FI
Kell egy hely, ahol a magunkfajta bohémek összegyűlhetnek időről időre. Ez nemcsak a vasárnaponkénti Anno Budapest, de kell egy fizikai hely is, és pont egy ilyenről emlékeztünk meg a 2026. június 28-i adásunkban. Ez a Fészek Művészklub. 1901 áprilisában száz művész összeült egy rendkívüli közgyűlésen, és kimondta: kell egy hely, ahol végre nyugton lehetnek — … Anno Budapest: a Fészek Művészklub olvasásának folytatása →
Lo scorso 2 giugno l'onorevole Emanuele Pozzolo era finito fuori strada lungo la superstrada che collega Biella a Vigliano. Nel sinistro non erano stati coinvolti altri mezzi e l'esponente di Futuro nazionale era solo all'interno del veicolo da cui uscì in modo autonomo senza riportare ferite gravi.
Omelia della s. Messa del 27 Giugno 2026, XIII Domenica del Tempo Ordinario, Anno A, tenuta da p. Giovanni M. Severini, FI.
On this episode of The David Ellefson Show, David Ellefson and co-host Joshua Toomey sit down with acclaimed filmmaker Wes Orshoski to discuss his powerful new documentary Di'Anno: Iron Maiden's Lost Singer, chronicling the life and legacy of original Iron Maiden frontman Paul Di'Anno. Wes shares how the documentary first came together, what story he set out to tell, and the many challenges and obstacles he faced while bringing Paul's complicated journey to the screen. The conversation dives deep into Paul's serious health struggles over the years and the emotional reunion between Paul and Steve Harris. Wes also breaks down the involvement of James Hetfield and what it took to grab time with one of metal's biggest icons for the film. This is an incredible behind-the-scenes look at a documentary every heavy metal fan will want to see.Join the Patreon for early access to episodes and Q and A's with the hosts www.patreon.com/tdesFor David Ellefson Stage Played Basses and Merch www.ellefsonemporium.comFollow David on Social Medialinktr.ee/davidellefsonFollow Joshua on Social Medialinktr.ee/talktoomeypodcast #megadeth #ironmaiden #thrash #bigfour
2026. június 21-én újabb érzelmes utazásra hívta önöket az Anno Budapest. Amiket most keresünk, azok a varázsütések. Néha egy mondat. Néha egy ember, aki öt percre leül valaki mellé a villamoson, aztán leszáll — és onnantól minden másképp megy tovább. Ritkán látni előre. Az ilyen pillanat nem jelez, nem dörög, egyszer csak ott van. Egy … Anno Budapest: sorsdöntő pillanataink olvasásának folytatása →
Wenn die Thesen unseres Gastes heute standhalten, hinterlässt sein Buch "Von Bayreuth nach Auschwitz" ein Trümmerfeld.
Megint elkezdődött a labdarúgó világbajnokság, és a 2026. június 14-i Anno Budapest is ehhez a témához igazodik. A magyar szurkoló most is azzal a kettős érzéssel ül le: büszkeség, hogy valaha a világ legjobbjai voltunk, és gyanú, hogy ezt rajtunk kívül senki sem tartja számon. Pedig 1938-ban már döntőt játszottunk, igaz, az olaszoktól kikaptunk — … Anno Budapest: focivébék régen olvasásának folytatása →
This week we continue following Night Demon on their epic North American trek supporting King Diamond and Overkill in fall 2024. The narrative resumes with a rare appearance in Indianapolis. Band and crew describe the benefits and pitfalls of performing at ornate old theaters that were not designed for 21st century heavy metal productions. You will learn how Night Demon paid tribute to the late, great Paul Di'Anno at this show, and will hear exclusive details about a recording session and potential future single release. From there, the tour proceeded to Louisville, with visits from friends in Savage Master and chiropractic care courtesy of the Rock Doc. As always, we bring you live clips from the performances and behind-the-scenes recollections of how each show went down.LINKSOld National Centre - https://en.wikipedia.org/wiki/Old_National_CentreMagnetic Eye Records -https://magneticeyerecords.bandcamp.com/Louisville Palace -https://www.louisvillepalace.com/ Listen at nightdemon.net/podcast or anywhere you listen to podcasts! Follow us on Instagram Like us on Facebook
Stronghold 4 ist endlich enthüllt - und fühlt sich sehr vertraut an. Zu vertraut vielleicht? Große Innovation ist Fehlanzeige, das neue Stronghold spielt sich wie ein Stronghold 1.5, ohne Ballast, aber auch ohne Mut. Gerade das könnte die beste Nachricht sein, sagen Maurice und GameStar-Chefredakteur Heiko. Micha und Stronghold-Experte Udwin diskutieren mit: Reicht uns das? Alle Links zum GameStar Podcast und unseren Werbepartnern: https://linktr.ee/gamestarpodcast
Az Anno Budapest 2026. június 7-én vasárnap ismét osztálykirándulásra ment, Panxnotded Miklós vezetésével utaztunk el egy római vakációra. Az örök városba, ahol a múlt nem hajlandó nyugdíjba vonulni. Mindenhol ott lóg, mint egy beszédes nagybácsi a családi ebéden: itt egy kétezer éves oszlop, ott egy fórum romjai, amott meg egy templom, amit valaki a negyedik … Anno Budapest: római vakáció olvasásának folytatása →
Bilancio da fine anno scolastico, ansia genitoriale nel gestire la lunga pausa estiva, il tradizionale dibattitto sui compiti delle vacanze, se opportuni o meno. Sono solo alcuni dei tanti temi che affrontiamo in questa puntata approfittando della presenza in studio dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet. Con lui affrontiamo anche la complessa questione della gestione dei pazienti psichiatrici autori di reato partendo dalla vicenda personale di Francesca Rizzello, accoltellata dal fratello con gravi patologie psichiatriche il 23 aprile 2019. Infine una lunga chiacchierata con il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, nipote di Maria José di Savoia che in un libro fresco di uscita racconta "Gli ultimi giorni della Corona: i ricordi di mia nonna sulla fine della Monarchia".
Zum Abschluss der Woche im Podcast "Blick in die Bibel" spricht Anno Busch vom Fachbereich Evangelisierung im Erzbistum Köln über das Finale des Glaubensfestivals "kommt&seht" – und über seinen persönlichen Einsatz in der Kirche. Busch engagiert sich ehrenamtlich als Kirchenvorstandsvorsitzender in seiner Heimatpfarrei und erklärt, warum er trotz aller Herausforderungen weitermacht: "Letztendlich motiviert mich die Botschaft Jesu Christi." Die Kirche brauche Menschen, die Verantwortung übernehmen – oft leise und ohne großes Aufsehen.Im Bibeltext aus dem Markusevangelium warnt Jesus eindringlich vor Scheinheiligkeit und lobt gleichzeitig die arme Witwe, die ihren ganzen Lebensunterhalt spendet. Busch macht deutlich: Es geht Jesus nicht zuerst ums Geld, sondern um die Haltung dahinter. "Es geht um Zeit. Es geht um Einsatz", sagt er – und darum, Glauben nicht zur Selbstdarstellung zu machen. Besonders beeindruckend seien oft gerade die Menschen, "die keinen großen Wirbel um ihr Engagement machen, sondern einfach da sind".Ein Gespräch über verborgenes Engagement, echte Hingabe und die Frage, was wir Christus heute geben können. Jetzt reinhören!Aus dem Markusevangelium:In jener Zeit lehrte Jesus eine große Menschenmenge und sagte: Nehmt euch in Acht vor den Schriftgelehrten! Sie gehen gern in langen Gewändern umher, lieben es, wenn man sie auf den Marktplätzen grüßt, und sie wollen in der Synagoge die Ehrensitze und bei jedem Festmahl die Ehrenplätze haben. Sie fressen die Häuser der Witwen auf und verrichten in ihrer Scheinheiligkeit lange Gebete. Umso härter wird das Urteil sein, das sie erwartet.Als Jesus einmal dem Opferkasten gegenübersaß, sah er zu, wie die Leute Geld in den Kasten warfen. Viele Reiche kamen und gaben viel. Da kam auch eine arme Witwe und warf zwei kleine Münzen hinein. Er rief seine Jünger zu sich und sagte: Amen, ich sage euch: Diese arme Witwe hat mehr in den Opferkasten hineingeworfen als alle andern. Denn sie alle haben nur etwas von ihrem Überfluss hineingeworfen; diese Frau aber, die kaum das Nötigste zum Leben hat, sie hat alles hergegeben, was sie besaß, ihren ganzen Lebensunterhalt. (Mk 12,38-44)(© Ständige Kommission für die Herausgabe der gemeinsamen liturgischen Bücher im deutschen Sprachgebiet)
Was bewegt Menschen an eucharistischen Festivals wie "kommt&seht?" Darüber spricht Anno Busch vom Fachbereich Evangelisierung im Erzbistum Köln mit DOMRADIO.DE-Redakteur Jan Hendrik Stens im heutigen Podcast. Für Busch sind es vor allem die persönlichen Glaubenszeugnisse: "Was hat Christus mit ihrem Leben gemacht?" Gleichzeitig erzählt er sehr persönlich, wie ihn die Geburt seiner Tochter verändert hat. Kirche habe ihn selbst geprägt – und genau diese Botschaft wolle er weitergeben. "Das spornt mich an, mich kirchlich zu engagieren", sagt Busch.Im Johannesevangelium spricht Jesus dann einen erstaunlich vertrauten Satz: "Ich nenne euch nicht mehr Knechte, sondern Freunde." Busch erklärt, warum christlicher Glaube für ihn vor allem Beziehung bedeutet – "eine Freundschaft mit Jesus, eine Freundschaft mit Gott". Doch diese Freundschaft ist nicht bequem: Jesus spricht auch von Ablehnung und Verfolgung. Busch erinnert daran, dass Christen weltweit bis heute für ihren Glauben leiden und sterben.Ein Gespräch über Glauben, Verantwortung und die Frage, was Freundschaft mit Jesus heute bedeuten kann. Jetzt reinhören!Aus dem Johannesevangelium:Nachdem Jesus die Menge gespeist hatte, drängte er die Jünger, ins Boot zu steigen und an das andere Ufer vorauszufahren. Inzwischen wollte er die Leute nach Hause schicken. Nachdem er sie weggeschickt hatte, stieg er auf einen Berg, um für sich allein zu beten. Als es Abend wurde, war er allein dort. Das Boot aber war schon viele Stadien vom Land entfernt und wurde von den Wellen hin und her geworfen; denn sie hatten Gegenwind. In der vierten Nachtwache kam er zu ihnen; er ging auf dem See.Als ihn die Jünger über den See kommen sahen, erschraken sie, weil sie meinten, es sei ein Gespenst, und sie schrien vor Angst. Doch sogleich sprach Jesus zu ihnen und sagte: Habt Vertrauen, ich bin es; fürchtet euch nicht! Petrus erwiderte ihm und sagte: Herr, wenn du es bist, so befiehl, dass ich auf dem Wasser zu dir komme! Jesus sagte: Komm! Da stieg Petrus aus dem Boot und kam über das Wasser zu Jesus. Als er aber den heftigen Wind bemerkte, bekam er Angst. Und als er begann unterzugehen, schrie er: Herr, rette mich! Jesus streckte sofort die Hand aus, ergriff ihn und sagte zu ihm: Du Kleingläubiger, warum hast du gezweifelt?Und als sie ins Boot gestiegen waren, legte sich der Wind. Die Jünger im Boot aber fielen vor Jesus nieder und sagten: Wahrhaftig, Gottes Sohn bist du. Sie fuhren auf das Ufer zu und kamen nach Gennésaret. Als die Leute jener Gegend ihn erkannten, schickten sie in die ganze Umgebung. Und man brachte alle Kranken zu ihm und bat ihn, er möge sie wenigstens den Saum seines Gewandes berühren lassen. Und alle, die ihn berührten, wurden geheilt. (Mt 14,22-36)(© Ständige Kommission für die Herausgabe der gemeinsamen liturgischen Bücher im deutschen Sprachgebiet)
Am Fronleichnamsfest spricht Anno Busch vom Fachbereich Evangelisierung im Erzbistum Köln über die Eucharistie – und über die Hoffnung auf einen neuen Aufbruch in der Kirche. Das Glaubensfestival "kommt&seht" versteht er als Einladung, "Christus in die Mitte zu stellen". Passend zum Fronleichnamsfest soll die Eucharistie dabei zur "Quelle unserer Einheit" werden – gerade in einer Zeit, die von Spaltung geprägt ist. Besonders eindrücklich beschreibt Busch die eucharistische Anbetung als "die niederschwelligste Methode, Menschen mit Christus in Verbindung zu bringen".Im Bibeltext aus dem Johannesevangelium bezeichnet sich Jesus selbst als "das lebendige Brot". Anno Busch erklärt, warum dieses Bild weit mehr bedeutet als bloße Symbolik und weshalb Christen seit den ersten Jahrhunderten Missverständnisse rund um Eucharistie und Abendmahl erklären mussten. Dabei geht es um die Frage: Wie kann Gott Menschen so nahekommen, dass er selbst zur Nahrung wird?Ein Gespräch über Fronleichnam, die Sehnsucht nach Einheit und die bleibende Provokation der Eucharistie. Jetzt reinhören!Aus dem Johannesevangelium:In jener Zeit sprach Jesu zu der Menge: Ich bin das lebendige Brot, das vom Himmel herabgekommen ist. Wer von diesem Brot ist, wird in Ewigkeit leben. Das Brot, das ich geben werde, ist mein Fleisch für das Leben der Welt.Da stritten sich die Juden und sagten: Wie kann er uns sein Fleisch zu essen geben? Jesus sagte zu ihnen: Amen, amen, ich sage euch: Wenn ihr das Fleisch des Menschensohnes nicht esst und sein Blut nicht trinkt, habt ihr das Leben nicht in euch. Wer mein Fleisch isst und mein Blut trinkt, hat das ewige Leben und ich werde ihn auferwecken am Jüngsten Tag. Denn mein Fleisch ist wahrhaft eine Speise und mein Blut ist wahrhaft ein Trank. Wer mein Fleisch isst und mein Blut trinkt, der bleibt in mir und ich bleibe in ihm.Wie mich der lebendige Vater gesandt hat und wie ich durch den Vater lebe, so wird jeder, der mich isst, durch mich leben. Dies ist das Brot, das vom Himmel herabgekommen ist. Es ist nicht wie das Brot, das die Väter gegessen haben, sie sind gestorben. Wer aber dieses Brot isst, wird leben in Ewigkeit. (Joh 6,51-58)(© Ständige Kommission für die Herausgabe der gemeinsamen liturgischen Bücher im deutschen Sprachgebiet)
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Wie kann die Kirche heute Menschen neu für den Glauben begeistern? Darüber spricht Anno Busch vom Fachbereich Evangelisierung im Erzbistum Köln mit DOMRADIO.DE-Redakteur Jan Hendrik Stens – mitten in den Vorbereitungen für das Glaubensfestival "kommt&seht". Während andere ins lange Fronleichnamswochenende starten, heißt es für Busch: packen, organisieren und aufbauen. Denn für ihn ist klar: "Wir dürfen uns nicht damit zufrieden geben, dass wir weniger werden." Die Kirche müsse neue Wege finden, Menschen von Jesus Christus zu begeistern.Im Bibeltext aus dem Markusevangelium diskutieren die Sadduzäer mit Jesus über die Auferstehung der Toten – und wollen ihn mit einer absurden Frage bloßstellen. Busch erklärt, warum Jesus den Blick weg von rein menschlichen Vorstellungen lenkt und was christliche Hoffnung eigentlich bedeutet. Besonders eindrücklich: "Mit dem Tod ist nicht alles vorbei." Für Busch ist der Auferstehungsglaube keine Randnotiz, sondern das Zentrum des Christentums.Ein Gespräch über neue Aufbrüche in der Kirche und die Hoffnung auf Leben über den Tod hinaus. Jetzt reinhören!Aus dem Markusevangelium:In jener Zeit kamen einige von den Sadduzäern, die behaupten, es gebe keine Auferstehung, zu Jesus und fragten ihn: Meister, Mose hat uns vorgeschrieben: Wenn ein Mann, der einen Bruder hat, stirbt und eine Frau hinterlässt, aber kein Kind, dann soll sein Bruder die Frau nehmen und seinem Bruder Nachkommen verschaffen.Es lebten einmal sieben Brüder. Der erste nahm sich eine Frau, und als er starb, hinterließ er keine Nachkommen. Da nahm sie der zweite; auch er starb, ohne Nachkommen zu hinterlassen, und ebenso der dritte. Keiner der sieben hatte Nachkommen. Als letzte von allen starb die Frau. Wessen Frau wird sie nun bei der Auferstehung sein? Alle sieben haben sie doch zur Frau gehabt.Jesus sagte zu ihnen: Ihr irrt euch, ihr kennt weder die Schrift noch die Macht Gottes. Wenn nämlich die Menschen von den Toten auferstehen, heiraten sie nicht, noch lassen sie sich heiraten, sondern sind wie Engel im Himmel. Dass aber die Toten auferstehen, habt ihr das nicht im Buch des Mose gelesen, in der Geschichte vom Dornbusch, in der Gott zu Mose spricht: Ich bin der Gott Abrahams, der Gott Ísaaks und der Gott Jakobs? Er ist kein Gott von Toten, sondern von Lebenden. Ihr irrt euch sehr. (Mk 12,18-27)(© Ständige Kommission für die Herausgabe der gemeinsamen liturgischen Bücher im deutschen Sprachgebiet)
A Checkpoint Anno (aka. Checkpoint Időrégész, Checkpoint Almanach, Checkpoint Kincses Kalendárium) hatodik adása. Régi szaksajtószemle, ezúttal 1981 második negyedévét dolgoztuk fel. Kísérőposzt: https://iddqd.blog.hu/2026/06/02/checkpoint_anno_06_1981_masodik_negyedev
Was bedeutet es eigentlich, gemeinsam im Glauben unterwegs zu sein? Darüber spricht Anno Busch vom Fachbereich Evangelisierung im Erzbistum Köln heute mit DOMRADIO.DE-Redakteur Jan Hendrik Stens. Der frühere wissenschaftliche Mitarbeiter für Kirchengeschichte in Bonn erzählt, warum ihn besonders das Lukasevangelium fasziniert – und weshalb er und seine Frau zur Hochzeit den Vers gewählt haben: "Er sandte sie zu zweit aus." Für Busch steckt darin eine wichtige Botschaft: "Wir sind keine Einzelkämpfer."Im Bibeltext aus dem Markusevangelium versuchen die Pharisäer dann, Jesus mit der Frage nach der Steuerpflicht gegenüber dem Kaiser in eine Falle zu locken. Doch Jesu Antwort überrascht alle. Busch erklärt, warum Jesus weder zum politischen Aufstand aufruft noch den Glauben aus der Welt verdrängt. Stattdessen stellt sich die Frage neu: "Geben wir Gott, was Gott gehört?" Und was heißt das konkret für unseren Alltag, unseren Sonntag – und für Kirche heute?Ein Gespräch über Glauben mitten in der Welt und über eine Antwort Jesu, die bis heute verblüfft. Jetzt reinhören!Aus dem Markusevangelium:In jener Zeit wurden einige Pharisäer und einige Anhänger des Herodes zu Jesus geschickt, um ihn mit einer Frage in eine Falle zu locken. Sie kamen zu ihm und sagten: Meister, wir wissen, dass du die Wahrheit sagst und auf niemanden Rücksicht nimmst; denn du siehst nicht auf die Person, sondern lehrst wahrhaftig den Weg Gottes. Ist es erlaubt, dem Kaiser Steuer zu zahlen, oder nicht? Sollen wir sie zahlen oder nicht zahlen?Er aber durchschaute ihre Heuchelei und sagte zu ihnen: Warum versucht ihr mich? Bringt mir einen Denár, ich will ihn sehen. Man brachte ihm einen. Er fragte sie: Wessen Bild und Aufschrift ist das? Sie antworteten ihm: Des Kaisers. Da sagte Jesus zu ihnen: So gebt dem Kaiser, was dem Kaiser gehört, und Gott, was Gott gehört! Und sie waren sehr erstaunt über ihn. (Mk 12,13-17)(© Ständige Kommission für die Herausgabe der gemeinsamen liturgischen Bücher im deutschen Sprachgebiet)
Az Anno Budapest 2026. május 31-i adásának témája újból a segítségnyújtás volt: amikor kikerültünk a slamasztikákból egy váratlan segítő révén. Az ember sosem ott kerül bajba, és soha nem akkor, ahol és amikor kényelmes lenne. Mindig késő este, mindig ismeretlen utcában, mindig lemerült telefonnal — és akkor egyszer csak megjelenik valaki, akit soha többé nem … Anno Budapest: váratlan segítség – 2. adás olvasásának folytatása →
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Trecentottantunesima puntata della trasmissione “Generazioni Mobili” di Radio 24, il primo “passaporto radiofonico valido per l’espatrio”.ON AIR: su Radio 24 tutti i sabati dalle 14 alle 14.15, in versione “Express”IN PODCAST: sulle piattaforme di Radio 24 / Spotify / Apple Music / Amazon Music… e tante altre, in versione “Extralarge”In questa puntata:- Federico Fabiani, fondatore di “Scambi Europei”, ci elenca le ultimissime e concrete opportunità di studio, stage e lavoro in Europa e nell’UE;- Lisa Piccinnu, studentessa 18enne in scambio formativo in Indonesia alle scuole superiori, ci spiega come approdare nel sud-est asiatico per un intero anno scolastico, tuffandosi in un Paese e in una cultura molto diversi – ospite in onda Benedetta Barbieri, ex-borsista Intercultura proprio in Indonesia;- Alessio Romeo, Digital Innovator e HR Startup Inventor, ci porta a scoprire i trend lavorativi e le migliori offerte di impiego in Europa e nel mondo;- nella rubrica “Expats Social Club” nuovo appuntamento con i nostri consigli sulle mete di espatrio: oggi vi parliamo dell’ultima classifica relativa alle migliori università suddivise per materia e area di studio, con suggerimenti pratici su dove orientare le vostre scelte.CONNETTITI CON "GENERAZIONI MOBILI""Studiate/lavorate/siete imprenditori all'estero? Siete junior o senior? Avete una storia da raccontare e consigli preziosi da dare per cogliere opportunità oltreconfine, sfruttando le occasioni di mobilità internazionale? Scrivete a: generazionimobili@radio24.itOppure, avete domande da porre su come studiare/fare stage/lavorare/avviare start-up all'estero? Inviatele a: generazionimobili@radio24.itInfine, avete un sito/blog all'estero, nel quale fornite consigli pratici su come trasferirsi nel vostro attuale Paese di residenza? O avete scritto un libro su questo tema? Segnalateci tutto, sempre a: generazionimobili@radio24.it
Följ med Fredrik och Poki på GOTY-resan, där vi återvänder till klassiska – men fortfarande moderna – spelår och ser hur väl titlarna står sig i dag. Har tiden gett dem en ny innebörd, eller cementerat deras legendariska status?Den här gången är det 2015 som står i fokus. Dags att utse årets bästa spel – retroaktivt.Upplägget är som vanligt:Vi börjar med att lyfta årets bubblare, fortsätter med våra personliga topp 10-listor och avslutar med det tuffaste momentet av alla – att enas om en gemensam topp 5. En lista av spel som ska stå emot all kritik och förbli ohotade över tid.Och högst upp?Ett spel som för oss definierar året. 2015 års Game of the Year.
Rich Embury’s R3TROGR4D3 returns to CRANK IT LOUD with more brand NEW Hard Rock & Metal from Anthrax / Jeris Johnson / John Diva & the Rockets of Love / From Ashes To New / Any Given Day / Five Finger Death Punch / Until 9 / Ashes Divide / Wage War! Plus music history, classics, requests and more from Kick Axe / Megadeth / Marilyn Manson / Iron Maiden / Motley Crue / Bachman-Turner Overdrive / Dio / Nine Inch Nails / Judas Priest / Rainbow / Nazareth x2 / P.O.D. & Tatiana Shmayluk (Jinjer) / Paul Di’Anno’s Warhorse / Tool / System Of A Down / Poison / Seasons Of The Wolf / The Smashing Pumpkins! TAKE COVER
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L'apertura di giornata con le notizie e le voci dei protagonisti, tutto in meno di 30 minuti.Nel weekend si è celebrata la Giornata della Vittoria a Mosca. La parata quest'anno è stata ridimensionata per motivi di sicurezza, senza veicoli blindati né caduti militari, con blackout di internet e telefonia. Putin ai russi piace sempre meno. Anno dopo anno, dallo scoppio della guerra in Ucraina, il malcontento nella società russa si fa sempre più concreto. Facciamo il punto insieme a Mara Morini, docente di Politics of Eastern Europe e Scienza politica all’Università di Genova.
A un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, ne ricordiamo il pontificato e l'eredità. Ne abbiamo parlato con il vaticanista Paolo Fucili, con uno sguardo anche a Papa Leone XIV e al recente confronto a distanza con Donald Trump.
Quanto poco guadagniamo Guerra in Iran e le tensioni tra India e Pakistan L'insegnamento di Papa Francesco a un anno dalla morte Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices