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QUOTIDIANO NAZIONALE - David Allegranti

Si è dimessa, infine, la ministra del Turismo Daniela Santanchè. Non si è dimesso invece il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Lo ha ribadito ieri in aula alla Camera, nel corso di un question time, di fronte all'opposizione che gli chiedeva insistentemente, dal Pd ad Avs al M5S, di lasciare l'incarico.

Festeggia Beppe Conte, capo del M5S, che adesso apre alle primarie del Campo Largo dopo aver fischiettato per un bel po' di tempo. Evidentemente neanche lui, che adesso passa all'incasso, si aspettava una partecipazione così alta al voto.

In mondo è in fiamme e si duella dappertutto, dall'Iran a Figline e Incisa Valdarno. Solo che al posto di americani, israeliani e pasdaran iraniani a combattere da quelle parti sono renziani ed ex renziani

Donald Trump ha chiesto aiuto ai Paesi della Nato per liberare lo Stretto di Hormuz, ma almeno dall'Europa le risposte sono state tiepide. “Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero”, ha detto detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Trump, che ha pronosticato un "futuro molto negativo" per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla guerra con l'Iran

Ieri è andato in scena uno scambio di cenciate, al Senato, durante, il question time. Protagonisti dello scontro il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che hanno duellato di fronte ai docenti e agli studenti dell'Istituto di istruzione superiore "Saraceno-Romegialli" di Morbegno, in provincia di Sondrio, che stavano assistendo ai lavori parlamentari

Ai vertici del Pd toscano sta andando in scena una pittoresca coabitazione. Da una parte c'è Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd e deputato, dall'altra c'è Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche del Pd e deputato.

Giovedì scorso sono stato a un convegno della cosiddetta “società civile” per il No, un evento molto partecipato che aveva come relatori tra gli altri Tomaso Montanari e Rosy Bindi. Il rettore dell'Università per Stranieri di Siena ha usato parole molto dure nei confronti di Meloni e altri, che poi hanno replicato: “Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi (Meloni, Nordio, La Russa, Lollobrigida, ndr)? Io no, per questo voto no”.

Il conflitto in Iran ha prevedibilmente e comprensibilmente spostato l'attenzione, di nuovo, sulla politica estera. Le ricadute immediate sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare dalle speculazioni che provocano un immotivato, immotivato almeno per ora, aumento dei prezzi. L'attenzione della pubblica opinione italiana è dunque presa da altro, certamente molto meno dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La riforma Nordio passa in secondo, terzo, quarto piano rispetto agli eventi macroscopici che ci circondano

Ieri Antigone ha presentato il suo ottavo rapporto sulla giustizia minorile in Italia. Il lavoro dell'associazione presieduta da Patrizio Gonnella è sempre prezioso, pieno di dati e analisi accurate. “Con onestà intellettuale bisognerebbe dire che non abbiamo un quadro esatto e univoco del fenomeno. Ma men che meno abbiamo un quadro che supporti l'idea di un'emergenza criminalità minorile. Non stiamo assistendo a un'esplosione della criminalità minorile, ma a un'espansione della reazione penale”, ha detto Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell'Osservatorio sulla giustizia minorile. C'è un numero che mi ha colpito molto ed è quello dei presunti innocenti in carcere. Il 64,9% dei ragazzi detenuti, pari a 370, si trova in carcere esclusivamente in virtù di un provvedimento di custodia cautelare.

Per Giorgia Meloni sta arrivando il momento del disvelamento, quel momento che in politica arriva sempre, a un anno dalle elezioni politiche del 2027. Soprattutto per quanto riguarda i rapporti con Donald Trump e il movimento MAGA. La destra americana ha una sua agenda. È l'agenda del nativismo nazionalista e populista. È l'agenda del Project 2025. L'Italia che cosa c'entra?

L'europarlamentare eletta con il Pd, Elisabetta Gualmini, ha salutato la curva ed è passata al partito di Carlo Calenda, Azione. Non è ancora chiaro se l'addio di Gualmini sia vissuto, dalla dirigenza schleiniana, con sollievo oppure con preoccupazione in vista di possibili nuovi addii. Nel secondo caso, le parole dell'ex vicepresidente della Regione Emilia-Romagna dovrebbero sortire qualche effetto.

Ieri alle 13:30 il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani si è presentato in aula alla Camera per spiegare, o quantomeno provare a farlo, perché l'Italia ha deciso di partecipare, seppure nelle vesti di Paese osservatore, al Board of Peace su Gaza, un'organizzazione internazionale il cui obiettivo - dice lo statuto - è quello di “promuovere la stabilità, restaurare un governo affidabile e legittimo, e assicurare una pace duratura nelle aree afflitte o minacciate da conflitti”.

Chi è? Dika è il sotto segretario alla presidenza della Regione Toscana, è del 1998 e fra meno di cinque anni potrebbe essere il candidato presidente della Regione al posto di Eugenio Giani, che a quel punto avrà già fatto due mandati.

Dopo il video di propaganda per il No al referendum sui neofascisti che votano a favore della riforma Nordio e il video con l'intervento del professor Angelo D'Orsi schierato per il No, il Partito Democratico torna a colpire sui suoi social. Il partito di Elly Schlein ha usato le immagini degli ignari atleti azzurri del curling suscitando lo sconcerto del presidente del Coni Luciano Buonfiglio e le proteste di Stefania Constantini e Amos Mosaner, bronzo nel curling, inconsapevolmente strumentalizzati dal Pd.

Gli incursori di Roberto Vannacci sono dunque entrati in azione ieri alla Camera, dove è sbarcato il decreto Ucraina. Con una mossa a dir poco pittoresca. Emanuele Pozzolo, ex Fratelli d'Italia, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, ex leghisti, hanno votato la fiducia al governo sul decreto ma hanno votato contro il decreto

La bomba dentro la Lega è esplosa e per il destra-centro è giunto il momento delle decisioni irrevocabili: ora che Gip Vannacci è uscito dal gruppo che cosa fare del suo nuovo partitino, Futuro Nazionale, che peraltro ha le stesse iniziali di Forza Nuova, FN?

Donald Trump non ha un buon rapporto con i giornalisti, diciamo meglio: non ha un buon rapporto con i giornalisti che gli fanno delle domande alle quali non vuole rispondere o quelli che pubblicano notizie a lui non gradite. Gli scontri con i giornalisti durante la sua prima presidenza sono diventati purtroppo materiale di studio per i sociologi dei media. Ora è il turno di Kaitlan Collins, giornalista della CNN

Ma ve lo ricordate l'ex Terzo Polo? Quello dove si litigava un giorno sì e l'altro pure. Ecco, quello lì. Ieri è andato in scena un altro sontuoso, sontuosissimo scazzo fra Carlo Calenda e Matteo Renzi.

Vincenzo De Luca tiene ancora in scacco la politica campana e non solo. Adesso vuole tornare a fare il sindaco di Salerno, mestiere che ha già svolto in passato a più riprese.