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Die einen schwimmen im Wohlstand, sie können fast alles erreichen. Andere kommen gerade so durch, und ihre Chancen sind viel schlechter. Die Schere zwischen Arm und Reich wird größer, sie ist nicht zuletzt auch eine Klassenfrage. Welche Bedeutung hat die Klasse in unserer Gesellschaft? Gast: Hanno Sauer, Philosoph Moderation: Jürgen Wiebicke Von WDR 5.
Il Liceo Classico è dentro o fuori dal mondo contemporaneo? Carta e calamai hanno ancora ragione d’essere? In questo mondo sempre più ingegnerizzato, attento alle nuove tecnologie, al digitale e all’IA, perché passare ore sui classici? Hanno ancora lezioni da darci? E scendendo di grado scolastico: perché insegnare ancora ai bambini il corsivo? Ora che tutti scriviamo su tablet e PC, perché è necessario imparare a tenere una penna in mano?Simone Beta - professore ordinario di Lingua e letteratura greca all'Università di SienaDaniela Chieffo - Professoressa di psicologia generale Università Cattolica Sacro Cuore e Direttrice unità di psicologia clinica Policlinico GemelliCristina Pendola - Docente di Filosofia e Scienze Umane e Pedagogista
Hanno diverse forme, diversi colori, diversi materiali. Siamo abituati a pensarli come meri ripari dagli agenti atmosferici, invece i tetti sono superfici straordinarie anche per la produzione energetica. Senza consumo di suolo e con benefici possibili anche nel contrasto delle isole di calore urbano. La realizzazione di un tetto solare è anche un’occasione per sostituire le coperture in cemento amianto che purtroppo sono ancora migliaia nel Paese. E no, non è vero che non si può fare nei pregiati centri storici italiani. Prova ne sia la riqualificazione energetica del Museo e Real Bosco di Capodimonte.Gli ospiti di oggi:- Mario Pagliaro - Dirigente di ricerca del CNR- Antonio Urbano - Presidente e Amministratore Delegato Arpex- Sara Callegari - Communication Director di Engie Italia sulla riqualificazione energetica del Museo e Real Bosco di Capodimonte- Carla Peirolero - Direttrice e Ideatrice Festival suQ Ascolta ancheStorie dal socialeIl lavoro che nobilita tutti
Usando un sistema di intelligenza artificiale, il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha trovato la spiegazione a uno dei più annosi problemi matematici. Altre AI stanno aiutando fisici e matematici a trovare nuove formule per le costanti matematiche o nuove dimostrazioni, impiegando poche ore rispetto al lavoro di mesi di un tempo. Ma qual è il limite delle AI in questo settore e quali sono i rischi per chi studia cose che ci appaiono complicatissime, ma spesso fondamentali per scoprire come funziona il mondo che abbiamo intorno? Ci spostiamo poi in orbita intorno alla Terra, dove Luca Parmitano farà un bel po' di manovre per la prossima missione del programma lunare Artemis. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche – Una prova di identità per gli esponenti critici del jamming – Hanno passato anni su un problema di matematica. Poi sono stati superati dall'intelligenza artificiale – Come l'intelligenza artificiale sta rimodellando la scoperta in matematica e fisica – I matematici lanciano un allarme mentre l'intelligenza artificiale guadagna rapidamente terreno – Annunciato l'equipaggio di Artemis III – SPECIALE – Intorno alla Luna – Quattro astronauti e un milione di chilometri Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Okay, okay. Man muss zu dieser Folge sagen, dass Max in Vegas mit Jetlag im Hotel sitzt und Hanno einen durchzechten Geburtstag gefeiert hat (Kaffee im Bett, Wellness und Golf). Deswegen ist vielleicht nicht jede Silbe immer am richtigen Platz, dafür aber mit Leidenschaft gesprochen. Denn es ist wieder WM. Also muss natürlich Prognosen, Hot Takes und einmal Gewinner und Verlierer des Kaders der deutschen Nationalmannschaft durchexerziert werden. Außerdem natürlich wieder zwei Flatterfonfragen, u.a. ob es sich lohnt, den Schiri anzuschreien. Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
Torna SpazioTalk con l'episodio numero 185. Mirino puntato sul Tour Auvergne - Rhône-Alpes che oggi ha vissuto una giornata cruciale con la cronosquadre, specialità che vedremo riproposta anche nella prima del Tour de France. Un bel test che ha visto Team Visma | Lease a Bike e Netcompany INEOS sugli scudi, con due prove di alto livello malgrado qualche problemino tra forature e altri guai meccanici. Hanno vinto i neerlandesi, ma i britannici non ci sono arrivati lontano. E ora i grandi favoriti, a partire da Isaac Del Toro e Paul Seixas, senza dimenticare Juan Ayuso, dovranno recuperare terreno. Ci aspettano giornate calde in montagna.
Paola Capriolo, Teresa Maresca"Il canto della luna"Con la traduzione dal tedesco del "Canto della terra" di Gustav MahlerBibliotheka Edizioniwww.bibliotheka.itNell'autunno 1907 fu pubblicata in Germania l'antologia Il flauto cinese, un centinaio di liriche di autori compresi tra il XII secolo a. C. e l'epoca contemporanea. Gustav Mahler ne venne a conoscenza e l'incontro con quelle poesie ebbe un immediato riflesso sulla sua opera. Nel 1908, sulle Dolomiti, dove trascorse le ultime estati della sua vita, compose infatti il ciclo di lieder Il Canto della Terra, basato su sette poesie della raccolta, traendo spunto per la maggior parte da Li Po (702 – 763). L'ombra fascinosa e potente di uno dei capolavori della musica del ‘900 ha suggerito alla scrittrice Paola Capriolo e all'artista Teresa Maresca un libro a quattro mani che intreccia in modo personalissimo e originale letteratura, pittura e musica.Paola Capriolo vive e lavora a Milano.Ha esordito nel 1988 con i racconti de La Grande Eulalia (Premio Berto), in seguito Il Nocchiero (Premio Rapallo, Premio Selezione Campiello), Il Doppio Regno (Premio Grinzane Cavour), e, tra gli altri, Una Luce Nerissima, Il Pianista Muto, Mi ricordo, Marie e il signor Mahler, Irina Nikolaevna.Tutti i suoi romanzi sono stati tradotti in molte lingue. Ha tradotto classici della letteratura tedesca, tra cui Goethe, Kafka, Kleist, Thomas Mann. Teresa Maresca vive a Milano dagli anni '80.Con una pittura figurativa e visionaria lavora sui temi del paesaggio, spesso rivisto attraverso la memoria cinematografica o la poesia.Hanno scritto di lei Carlo Sini, Sergio Givone, Lalla Romano, Roberto Sanesi, Paolo Biscottini.Ha pubblicato il libro Il Primitivo del Sogno su arte, natura e pensiero primitivo e ha in preparazione la mostra-installazione Stars&Bones per la Fabbrica del Vapore di Milano. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Musik und Literatur – bei kaum einem Schriftsteller des 20. Jahrhunderts fließen beide Kunstformen so eng zusammen wie in den Texten von Thomas Mann. Ob er als Essayist über die Opern von Richard Wagner schreibt, ob er in den Buddenbrooks den kleinen Hanno am Klavier fantasieren lässt oder im Davoser Berg-Sanatorium ein ganzes Kapitel dem Hören von Schallplatten widmet – Musik war für Thomas Mann ein „Lebenselixier“. Kein Wunder also, dass er im fortgeschrittenen Alter mit „Doktor Faustus“ einen ganzen Musiker-Roman geschrieben hat, die fiktive Biografie eines Komponisten. In unserer Reihe „Klassiker der Musik-Literatur“ stellt uns das Buch Christoph Vratz vor – für ihn ist „Doktor Faustus“ einer der Meilensteine der Musik-Literatur.
ANSWERS1. Iniziano presto la giornata.2. Hanno molte responsabilità.3. Pensano ai compiti da finire.4. Stress e stanchezza mentale.5. Trovare momenti per staccare e rilassarsi.
Hanno portato la loro storia, i loro ricordi e la loro essenza bergamasca sul palco del PoretCast nella seconda stagione, e adesso questa puntata torna finalmente in formato video! Una produzione Corax. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Conosciute anche come le "oh shit handle" le maniglie nell'abitacolo servono a qualcosa di diverso da quello che quasi tutti pensano. In più hanno un potere comunicativo ineguagliabile, anche se non voluto in origine. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Feuilletöne - Der Podcast mit wöchentlichem Wohlsein, der den Ohren schmeckt
Moin, das sind wir wieder, der drollige kleine und kuschelige Familienkulturpodcast! Und wir hören 'Perspective' von Hanno Busch und 'It's fine to Dream' von You are an Angel. Danach reden wir über Empörung und verkosten das Märzen von Wolters.
Se potessi tornare indietro nel tempo, cambierei tutto. In questo video ti svelo i consigli finanziari vitali che avrei voluto ricevere a 20 anni per diventare ricco senza sforzo. Scoprirai come trasformare appena 150€ al mese in una valanga da 30.000€ grazie alla magia dell'interesse composto, come sfruttare il debito a tuo favore anziché temerlo e perché tagliare le persone tossiche salverà il tuo portafoglio. Smetti di buttare soldi in spese inutili e impara subito a vivere sotto le tue possibilità creando un'attività extra. Il tuo futuro finanziario inizia da qui!
Bart Geeraedts sprak met Hanno Sauer over zijn boek Klasse. Voortbouwend op de ideeën van Thorstein Veblen betoogt Sauer dat sociale klassen meer zijn dan economische categorieën. Sociale hiërarchieën reproduceren zich via statussignalen, zoals smaak en gedrag. Daardoor blijven klassenverschillen een fundamenteel kenmerk van de moderne samenleving.
In der heutigen KVLT Klopper Folge besprechen wir mal keinen Metal, keinen Punk, keinen Hardcore... ja nicht einmal wirklich Gitarrenmusik. Stattdessen wird es mellow und nostalgisch. Simon fährt die 'Saturdays = Youth' von M83 auf während Hanno sich den 'Virgin Suicides' Soundtrack von AIR vornimmt. Werden die alten Herren auf ihre letzten Tage doch noch weich?
Le sonde Voyager 1 e 2 sono partite dalla Terra nel 1977. Hanno a bordo strumenti e computer progettati più di mezzo secolo fa, con una memoria minuscola rispetto a qualsiasi dispositivo moderno, eppure continuano ancora oggi a funzionare e a parlarci dallo spazio profondo. Tecnologia gloriosa oltre i confini del Sistema Solare. Ancora per poco. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8564ANCHE A NAPOLI LA DRAG QUEEN INDOTTRINA I BAMBINIdi Fabio Piemonte «Il rosa non è solo per le femmine e il celeste non è solo per i maschi». È stato questo il leitmotiv de "L'ora delle storie con Priscilla", uno spettacolo e laboratorio di lettura per bambini tenuto da una drag queen all'insegna dell'indottrinamento ideologico alla fluidità di genere che si è svolto domenica 19 aprile, presso la sede della Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli, nell'ambito del Napoli Queer Festival.Svoltosi dal 14 al 19 aprile, il Napoli Queer Festival si autodefinisce come «un festival multidisciplinare dedicato all'esplorazione e alla promozione della cultura e delle arti performative queer. Attraverso spettacoli, musica, talk, mostre, percorsi formativi, mira a costruire e rafforzare luoghi di espressione queer: proponendo artistx ineditx nel panorama culturale della città per creare nuove connessioni col territorio; aprendo spazi di discussione e di confronto sulla queerness e sulle identità non conformi», secondo quanto si legge sul sito ufficiale della kermesse.Ebbene, sempre nell'ambito di questa iniziativa, l'evento con la drag queen veniva già prima del suo svolgimento presentato come un incontro dove «Priscilla legge favole a bambin3. Nessun trauma. Nessuna fuga verso mamma o papà. Nessuna paura. Solo risate, domande, curiosità. Bambin3 che hanno visto semplicemente una persona che ama truccarsi e vestirsi con colori vivaci. Hanno ascoltato la storia. Hanno partecipato. Hanno detto la loro. Con naturalezza». Il tutto è stato organizzato dal Collettivo Favolos*, in collaborazione con MagnaVeg, che coniuga la dieta vegana con la cultura delle «identità libere» - ossia fluide - in nome dell'inclusione. LO "SPETTACOLO" DELLA DRAG QUEENAttraverso questo spettacolo laboratoriale si è dunque instillata nei più piccoli la menzogna che maschi e femmine siano soltanto convenzioni sociali, poiché si può essere ogni giorno ciò che si vuole, a prescindere dal proprio sesso biologico. D'altra parte, il progetto "L'ora delle storie con Priscilla" nasce proprio per far incontrare l'infanzia con «la diversità senza filtri ideologici e senza paure indotte. Non si parla di orientamento sessuale. Non si fa propaganda. Non si "indottrina"» è la descrizione degli stessi promotori, che sa tanto di excusatio non petita, accusatio manifesta. Ma soprattutto di una palese contraddizione. Durante le stesse letture ai bambini, infatti, si insegna «l'autodeterminazione. Si parla di diritto di essere se stess3. Si parla di educazione affettiva, rispetto e libertà di espressione», come si legge sempre nella descrizione dell'evento. E ancora: «Questo progetto rappresenta un gesto chiaro: offrire strumenti, parole e immagini che aiutino i più piccoli a crescere senza vergogna, senza paura, senza silenzi imposti» e «sostenere percorsi educativi fondati sull'ascolto e sull'inclusione». Ecco, dunque, che alla luce di queste considerazioni l'obiettivo pedagogico della drag queen appare evidente: introdurre precocemente i bambini alla fluidità di genere e alla libertà sessuale. E, come se non bastasse, nelle ultime righe della presentazione dello spettacolo traspare ancor più esplicitamente l'intento ideologico - sovversivo della realtà e conseguentemente della stessa grammatica italiana - di quest'azione pedagogica: «La rivoluzione non è uno slogan. È una voce che legge una fiaba. È una stanza in cui ogni bambino e ogni bambina può sentirsi liber@ di esistere».CHI E' PRISCILLA, LA DRAG GIA' OSPITE IN UN LICEOLa drag queen Priscilla - all'anagrafe Mariano Gallo - non è nuova ad incontri con bambini e adolescenti. A gennaio dello scorso anno è stata infatti protagonista di un incontro con i ragazzi del liceo artistico Munari di Acerra nell'ambito della settimana dello studente, con il pieno coinvolgimento dei docenti e della dirigente scolastica. Allora si presentò a scuola in abito fucsia e kefiah e disse con orgoglio: «È la prima volta in assoluto che una drag queen incontra gli studenti e le studentesse di un liceo». Eppure, gli studenti si trovarono allora di fronte a un'attivista Lgbt, non certo a un'esperta in materia di discriminazioni o bullismo. Dunque, «niente a che vedere con un pedagogista, uno psicologo dell'età evolutiva o un esperto di comunicazione: solo un soggetto che, senza alcuna competenza, fa formazione, dicendo ai nostri ragazzi che "spesso, quello che viene costruito a scuola, viene distrutto a casa dalle famiglie"», ebbe modo di dire al tempo il deputato Rossano Sasso, nel corso di un'interrogazione parlamentare sulla scia delle polemiche che scaturirono dopo quell'incontro.In tale prospettiva, e proprio in tema di scuola e libertà educativa dei genitori, appare urgente e fondamentale ciò che sta per accadere proprio in questi giorni in Senato, ovvero la discussione - e, si auspica, l'approvazione - del Ddl Valditara sul consenso informato proprio su iniziative inerenti la sessualità e l'affettività. [...]
« Notre métier c'est de transformer des personnes en chefs d'entreprise. »
ANSWERS1. Hanno un ruolo importante come forma di svago e crescita personale.2. Sviluppano competenze, creatività e relazioni sociali.3. Possono migliorare l'equilibrio emotivo e la qualità della vita.4. Aiutano a mantenere un senso di identità oltre il lavoro e le responsabilità quotidiane.5. Perché rappresentano un investimento importante nel benessere personale.
DEMAIN je reçois Yann Jéhanno - Président de Laforêt : le réseau leader de la franchise immobilière en France.
Domenica 29 Marzo 2026 - Antonella Romano
Quante volte al giorno si dice «va bene»? Per accordarsi, per accettare, per riempire il silenzio — sembra la soluzione per tutto. Il problema è che usare sempre la stessa espressione suona ripetitivo e artificioso. In italiano esistono alternative molto più naturali e precise, ognuna adatta a un contesto diverso. Smettila di Dire Sempre "Va Bene" Alternative per Esprimere Accordo e Conferma Quando qualcuno dice qualcosa e si è d'accordo, invece del solito «va bene» si può ricorrere a queste espressioni. 1. Certo! / Certamente! Si usa per confermare qualcosa in modo deciso e leggermente formale. È perfetto quando si vuole trasmettere sicurezza e professionalità. «Possiamo vederci alle tre?» — «Certo! Ti aspetto al bar.» «Hai capito le istruzioni?» — «Certamente, nessun problema.» 2. Esatto! / Esattamente! Perfetto quando qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto. È come dire: «hai centrato il punto». «Quindi dobbiamo prendere il treno delle otto?» — «Esatto! Quello è il più veloce.» «La riunione è stata spostata a venerdì?» — «Esattamente, hai capito bene.» 3. Giusto! / Già! Molto informale, tipico del parlato quotidiano. «Già» in particolare esprime un accordo quasi pensieroso, come se si stesse elaborando ciò che si è appena sentito. «Roma è la capitale d'Italia.» — «Giusto! Me lo ero dimenticato.» «Domani è lunedì.» — «Già... e ho ancora mille cose da fare.» 4. Senza Dubbio / Indubbiamente Più formale, usato per esprimere un accordo forte e convinto. In una conversazione tra amici può suonare eccessivamente serio — meglio riservarlo a contesti professionali o quando si vuole dare particolare peso alle proprie parole. «La pizza napoletana è la migliore del mondo.» — «Senza dubbio! Non si discute.» «Questo progetto richiede molto lavoro.» — «Indubbiamente, ma ne vale la pena.» Alternative per Accettare o Approvare Qualcosa Quando qualcuno propone qualcosa e si accetta, queste espressioni sono molto più efficaci del generico «va bene». 5. D'Accordo! La sostituzione più diretta e naturale di «va bene». Funziona in quasi tutti i contesti — formali e informali — ed è l'espressione che i madrelingua usano più spesso al suo posto. «Ci vediamo sabato per studiare insieme?» — «D'accordo! A che ora?» «Ti va di mangiare la pizza stasera?» — «D'accordo, ma la pago io questa volta!» 6. Perfetto! Quando non si accetta soltanto, ma si è anche soddisfatti della proposta. È come dire: «non si sarebbe potuto organizzare meglio». «Ho prenotato il ristorante per le otto.» — «Perfetto! Non vedo l'ora.» «Il documento è pronto, te lo mando adesso.» — «Perfetto, grazie mille.» 7. Ottimo! Simile a «perfetto», ma con un tono leggermente più formale o professionale. Si sente spesso in ufficio o in contesti accademici. «Ho finito il rapporto in anticipo.» — «Ottimo lavoro! Puoi mandarmelo?» «Ho trovato una soluzione al problema.» — «Ottimo! Spiegami tutto.» 8. Benissimo! Un po' più caloroso ed emotivo rispetto a «ottimo». È il superlativo di «bene» — trasmette calore e partecipazione genuina. «Ho superato l'esame d'italiano!» — «Benissimo! Lo sapevo che ce la facevi!» «Posso portare il dolce alla cena?» — «Benissimo, tutti ti adoreranno!» Alternative Entusiaste Quando «va bene» sarebbe troppo poco e si vuole esprimere vera soddisfazione o gioia. 9. Fantastico! / Magnifico! / Meraviglioso! Tre espressioni potentissime per trasmettere entusiasmo autentico. Attenzione però: usarle troppo spesso le svuota di significato. Meglio tenerle per i momenti davvero speciali. «Ti regalo un viaggio a Napoli per il tuo compleanno.» — «Fantastico! Quando si parte?» «Ho trovato i biglietti per il concerto.» — «Meraviglioso! Pensavo fossero esauriti.» 10. Che Bello! / Che Notizia! Più colloquiale, usato soprattutto quando si riceve una buona notizia inaspettata. È spontaneo e genuino — tipicamente italiano. «Mia sorella aspetta un bambino!» — «Che bello! Quando nasce?» «Ho trovato lavoro finalmente!» — «Che notizia! Sono così contenta per te!» 11. Evviva! / Finalmente! «Evviva» è una pura esclamazione di gioia — quasi un piccolo festeggiamento con le parole. «Finalmente» si usa invece quando si aspettava qualcosa da lungo tempo: si sente tutta la pazienza accumulata. «Domani non lavoro!» — «Evviva! Andiamo al mare?» «Hanno riaperto quel ristorante che amavamo.» — «Finalmente! Ci prenoto subito un tavolo.» Alternative con Rassegnazione o Pazienza Quando si accetta qualcosa senza esserne entusiasti, l'italiano offre espressioni molto efficaci — e a volte persino teatrali — per comunicarlo. 12. Se Non C'è Alternativa... / Se Non Si Può Fare Altrimenti... Per accettare qualcosa con rassegnazione elegante. Il tono comunica chiaramente: «non è quello che si voleva, ma cosa si può fare?» «Dobbiamo alzarci alle cinque di mattina per prendere il treno.» — «Se non c'è alternativa... metterò tre sveglie.» «La riunione è spostata a sabato mattina.» — «Se non si può fare altrimenti, ci sarò.» 13. Pazienza! / Poco Male! «Pazienza» si usa quando qualcosa non è come si vorrebbe, ma lo si accetta con serenità — quasi con filosofia. «Poco male» si usa invece quando il problema non è grave: è come dire «non è la fine del mondo». «Non riesco a venire alla tua festa, mi dispiace.» — «Pazienza! Ci vedremo un'altra volta.» «Il treno ha dieci minuti di ritardo.» — «Poco male, ho il mio libro.» 14. Dai, Va Bene lo Stesso / In Fondo Va Bene Per accettare qualcosa con un tono rilassato e senza drammi. «Dai» in apertura di frase ammorbidisce tutto — è una piccola concessione informale che segnala disponibilità senza entusiasmo. «Il caffè è finito, c'è solo il tè.» — «Dai, va bene lo stesso. Prendo il tè.» «Il ristorante era pieno, andiamo in pizzeria?» — «In fondo va bene — la pizza mi piace anche di più!» Riepilogo: Quando Usare Quale Espressione SituazioneEspressioni consigliateAccordo deciso o formaleCerto, Certamente, Senza dubbio, IndubbiamenteConfermare che qualcuno ha capito beneEsatto, Esattamente, GiustoAccordo informale e pensierosoGià, GiustoAccettare una propostaD'accordo, Perfetto, Ottimo, BenissimoEsprimere entusiasmo per una buona notiziaFantastico, Meraviglioso, Che bello, EvvivaSollievo dopo una lunga attesaFinalmenteAccettazione con rassegnazionePazienza, Poco male, Se non c'è alternativaAccettazione rilassata e informaleDai va bene lo stesso, In fondo va bene Domande Frequenti Qual È la Differenza tra "Perfetto" e "Ottimo"? Entrambe esprimono approvazione, ma «perfetto» ha un tono più personale e soddisfatto — si usa quando si è contenti di come stanno le cose. «Ottimo» è leggermente più formale e si sente spesso in contesti professionali o accademici, come risposta a un risultato o a una prestazione. Si Può Ancora Usare "Va Bene"? Sì, «va bene» è corretto e naturale — il problema nasce quando viene usato in modo automatico per qualsiasi situazione. Avere a disposizione alternative più precise permette di scegliere l'espressione più adatta al contesto, rendendo il proprio italiano più ricco e credibile. Quando Si Usa "Pazienza" e Quando "Poco Male"? «Pazienza» si usa quando si accetta qualcosa di spiacevole con serenità, spesso con una sfumatura di rassegnazione consapevole. «Poco male» si usa invece quando il problema è oggettivamente lieve — è come dire che non c'è motivo di preoccuparsi. Queste Espressioni Funzionano Sia nel Parlato che nello Scritto? La maggior parte funziona in entrambi i contesti. Alcune — come «già», «dai va bene lo stesso» o «evviva» — sono tipiche del parlato informale e suonerebbero fuori luogo in un testo scritto formale. Altre — come «certamente», «indubbiamente» o «d'accordo» — si adattano bene anche alla comunicazione scritta professionale. Se stai imparando a variare il tuo italiano, non fermarti qui — continua con l'articolo dedicato alle alternative a 'sono in ritardo'. Accedi a siti e contenuti italiani da qualsiasi parte del mondo e in totale sicurezza con NordVPN! Usa il codice coupon LEARNAMO per ricevere uno sconto speciale! { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Quiz: Alternative a 'Va Bene' in Italiano", "description": "Quiz interattivo sulle alternative all'espressione 'va bene' in italiano. 10 domande su accordo, approvazione, entusiasmo e rassegnazione nel parlato e nello scritto.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa per confermare che qualcuno ha capito o detto qualcosa nel modo giusto?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Esatto" } }, { "@type": "Question", "name": "In italiano, 'Già' può esprimere accordo pensieroso.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vero" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione è più adatta in un contesto professionale per approvare un risultato?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Ottimo" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione si usa quando si accetta qualcosa con rassegnazione perché non esiste altra scelta?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Se non c'è alternativa" } }, { "@type": "Question", "name": "'Benissimo' è il superlativo di quale parola?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "bene" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale espressione trasmette che una situazione negativa non è grave e non merita preoccupazione?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Poco male" } }, { "@type": "Question", "name": "'Già' è adatta per un testo scritto formale.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer",...
Lidia Ravera"Bagna i fiori e aspettami"Bompiani Editorewww.bompiani.itGiò è una ragazza irrequieta, che risponde al centralino in una tivù privata e sogna una vita d'avventura. Ha tre sorelle: Margherita, che sogna l'amore e fa la segretaria in una scuola elementare. Elisabetta, cagionevole e spirituale. Amelia, frivola e innamorata della sua bellezza. Vi ricordano qualcosa, o qualcuno? Sono quattro piccole donne alle prese con gli anni ottanta del secolo scorso. Hanno avuto in sorte una madre avvenente e svagata oltre a un padre fantasma, svanito quando Giò aveva due anni. Se la sono cavata benissimo anche senza di lui, a dire il vero, ma quando, dentro una busta piena di denaro, arriva un suo imprevisto messaggio con la richiesta di un appuntamento a Barcellona, è Giò a partire, attratta dal desiderio di conoscere quel personaggio che nella sua vita non c'è mai stato ma ha monopolizzato il suo immaginario. Arrivata a Barcellona, e da lì in poi, Giò avrà tutta l'avventura che vuole: niente papà, ma in compenso un affascinante bugiardo in limousine di cui innamorarsi e un itinerario che la porterà a Marsiglia, New York, Londra e Lusaka, fra trafficanti d'arte e di pietre preziose, seguendo scie di debiti e svelando vecchi segreti. In questo romanzo, il quarto scritto da Lidia Ravera, uscito per la prima volta nel 1986, non esistono i telefonini né i social e la moneta italiana è ancora la lira. Ma il ritmo serrato e tagliente, l'ironia, il calore della prima persona, il divertimento sono tutti lì, nello stile inconfondibile di un'autrice molto amata e nelle vicende che conducono la protagonista a inseguire con tenacia la pista degli affetti.Lidia Ravera è nata a Torino. Giornalista e scrittrice, ha raggiunto la notorietà nel 1976 con il suo romanzo d'esordio Porci con le ali, longseller con tre milioni di copie vendute (oggi nei Tascabili Bompiani, anche in versione graphic novel). Ha scritto trenta opere di narrativa. Gli ultimi romanzi, Piangi pure, Gli scaduti, Il terzo tempo, L'amore che dura, Avanti, parla e Un giorno tutto questo sarà tuo (2024) sono nel catalogo Bompiani, come la novella autobiografica Tempo con bambina e il racconto La somma di due. Del 2023 è il saggio Age Pride (Einaudi). Ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione.Lidia Ravera"Age Pride"Einaudi Editorewww.einaudi.it«La vita finisce quando tutto si ferma. Come atlete dobbiamo muoverci con lei, imparare il suo passo, accelerare e rallentare a comando, fletterci e poi spiccare il balzo necessario a non essere disarcionate. Bisogna restare agili. Non giovani, agili. Flessibili. Bisogna imparare a muoversi a tempo con il Tempo. Senza ostinarsi nell'imitazione di modelli scaduti. Ma senza nascondersi. Soprattutto senza nascondersi».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Figli segreti, giuramenti fra parenti per garantire la non prosecuzione della stirpe e un sacco di miti. La vera storia è però forse ancora più spettacolare, fra Austria, Germania e Long Island. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
[English follows Dutch] Sociale klasse is een van de kernmechanismen achter voortdurende ongelijkheid, stelt filosoof Hanno Sauer. Waarom besteden we zo weinig aandacht aan klasse wanneer we proberen ongelijkheid te verminderen? Hoe kan je sociale klasse tegenwoordig nog steeds zo bepalend zijn voor wie je kunt worden en welke mogelijkheden je hebt in de samenleving? Wat is er nodig om door de klassenstructuren heen te breken? Luister naar filosoof Hanno Sauer en ontdek hoe sociale klasse ons vormt en hoe het een belangrijk onderliggend mechanisme is achter status, hiërarchie en ongelijkheid. How Social Class Shapes Us | Lezing en gesprek met filosoof Hanno Sauer Maandag 11 mei 2026 | 20.00 – 21.30 uur | LUX, Nijmegen Radboud Reflects, Faculteit der Filosofie, Theologie en Religiewetenschappen en Uitgeverij De Bezige Bij Bekijk de terugblik: https://www.ru.nl/diensten/sport-cultuur-en-ontspanning/radboud-reflects/nieuws/how-social-class-shapes-us-lezing-en-gesprek-met-filosoof-hanno-sauer Bekijk de video: https://www.youtube.com/watch?v=ZDU-OvhdNSw&t=14s Like deze podcast en abonneer je op dit kanaal. Bekijk ook de agenda voor nog meer verdiepende lezingen: www.ru.nl/radboudreflects Wil je geen enkele verdiepende lezing missen? Schrijf je dan in voor de nieuwsbrief: www.ru.nl/rr/nieuwsbrief ENGLISH Social class is one of the core mechanisms behind perpetual inequality states philosopher Hanno Sauer. Why do we pay so little attention to class when we are looking to lessen inequality? How can your class in these days still be so important for who and what you can become in society? What would it take to break through the class structures that hold us in place? Learn from philosopher Hanno Sauer how social class shapes us and how it is an important underlying mechanism behind status, hierarchy and inequality. How Social Class Shapes Us | Lecture and conversation with philosopher Hanno Sauer Monday 11 May 2026 | 20.00 - 21.30 hours | LUX, Nijmegen Radboud Reflects, Faculty of Philosophy, Theology and Religious Studies and De Bezige Bij Publishers Have a look at the recap: https://www.ru.nl/en/services/sport-culture-and-recreation/radboud-reflects/news/how-social-class-shapes-us-lecture-and-conversation-with-philosopher-hanno-sauer Watch the video: https://www.youtube.com/watch?v=ZDU-OvhdNSw&t=14s Never want to miss a podcast again? Subscribe to this channel! Also don't forget to like this podcast. Radboud Reflects organizes public lectures and courses about current affairs. Check our website for upcoming in-depth lectures: www.ru.nl/radboudreflects Do you want to stay up to date about our activities? Please sign in for the newsletter: www.ru.nl//rr/newsletter
#ZuguVerso Episodio 119 per il talkshow dedicato a The Boys 5, Mandalorian & Grogu, Obsession ed altro!
Hanno Hochmuth taucht ein in die Geschichte von Warnemünde und dazu immer wieder in seine eigenen Kindheitserinnerungen.
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** Episodio 145** - 5G come non ve lo hanno mai raccontato - le antenne, puntata zero - monografica di Luigi Caruso - In questo episodio il nostro Luigi introduce l'ascoltatore nel mondo delle onde elettromagnetiche e della radiofrequenza raccontando in modo divertente storia, tecnica ed evoluzione di un singolo elemento: le antenne.Ti auguriamo quindi un buon ascolto e ti ricordiamo che puoi sostenerci su: https://it.tipeee.com/produttividigitali--***--Per ascoltare la puntata e per altri link vai su: https://produttividigitali.it/librepodcastYoutube: https://www.youtube.com/@produttividigitali/podcasts--***--Se anche tu vuoi dire la tua su quello che condividiamo, puoi scriverci qui: telegram.me/librepodcast #librepodcast:matrix.org email: librepodcastinfo@gmail.comFirma la petizione per la tua privacy su: https://stopscanningme.eu/en/index.htmlVi ricordiamo che potete ascoltarci anche su Radio Tomoko (https://www.radiotomoko.com/librepodcast) che ringraziamo sempre tantissimo per ritrasmetterci e anche su Telegram nel canale gestito da Radio Unitoo (https://t.me/UnitooWebRadio_Podcast) che ringraziamo ulteriormente per il supporto.---E ricordatevi di sostenere anche @devol@mastodon.uno che mantiene Castopod.it e tanti altri podcast. Offri loro un caffè: https://ko-fi.com/devol.Intro & background musicChronos - Alexander NakaradaFreePD.com - 100% Free MusicFree for Commercial Use, Free Of Royalties, Free Of Attribution, Creative Commons 0Outro: Uberpunch by Alexander Nakarada |Music promoted by https://www.free-stock-music.comCreative Commons / Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/
Nuovi atti, una vecchia indagine finita sotto esame e una domanda pesantissima: la giustizia ha guardato nella direzione sbagliata? I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
I retroscena dei fatti più importanti degli ultimi 7 giorni in ItaliaCome sono morti i sub italiani alle Maldive? Sono entrati volontariamente nella grotta: la camera, il corridoio a «esse» e lo smarrimento. Ecco la ricostruzioneJenni Westerlund, la sub finlandese del team che ha recuperato i corpi degli italiani alle Maldive: «Non è stato facile. Ho fatto solo il mio dovere»Sub morti alle Maldive, i ricercatori: «Con Montefalcone ci eravamo sentiti due giorni prima. In quella grotta, facile agitarsi e sollevare sabbia»
Die literarische Welt diskutiert derzeit über das liebe Geld. Genauer gesagt: über die Angemessenheit und die Ungleichheit von Vorschüssen, die Buch-Verlage an Autorinnen und Autoren zahlen.
Secondo il giornalista Carlo Fusi, le reazioni politiche a quanto accaduto a Modena rappresentano un ulteriore segnale delle tensioni all'interno della maggioranza di governo. Sul fronte europeo, Giorgia Meloni chiede maggiore flessibilità per affrontare la crisi energetica. Bruxelles: spendete i soldi che avete già.
Oggi ad Amici In Affitto con la Marghe e Maxi B, ci siamo raccontati quegli episodi in cui ci hanno scambiato per qualcun altro, o quando noi abbiamo confuso una persona per un'altra.I vostri racconti qui. Buon ascolto.
I retroscena dei fatti più importanti degli ultimi 7 giorni in ItaliaChe cos'è l'ossigeno tossico? E alle Maldive esistono le grotte? Il caso dei sub italiani mortiIperossia, embolia, malattia da decompressione: che cosa sapere per non correre rischi durante un'immersioneGarlasco, le sei perizie lampo della difesa di Sempio per smontare le accuse dei pm: le bugie, le tracce, il sangue
Il futuro non è un'attesa, è un atto di volontà.
In primo piano il boom dei cosiddetti Data center e le conseguenze sul piano dei consumi energetici che sono altissimi. Ci spostiamo poi a Bologna dove il papà di una vittima di Crans Montana vuole aprire un villaggio per senza dimora dedicato al figlio, Giovanni Tamburi, che amava dedicarsi a chi non ha un tetto. Un progetto però osteggiato da alcuni residenti e esponenti politici locali. Infine parliamo del primo caso in Italia di riconoscimento di bimbo con tre genitori, due padri e una madre.
Trascrizione con glossario (gratis)In questo episodio di livello intermedio, parliamo di quattro donne che hanno sfidato le convenzioni del loro tempo, cambiando per sempre l'Italia: Franca Viola, Alfonsina Strada, Lidia Poët e Tina Anselmi.Altri link e risorse utili:Dentro l'Italia - Corso di italiano avanzato (C1)Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano"Ebook gratuito, "50 modi di dire per parlare come un italiano"YouTubeInstagramFacebook
Martina ha trent'anni, è cresciuta in Calabria ed è figlia unica di due impiegati statali che le hanno insegnato che «il lavoro è importante, soprattutto perché tante persone attorno a te non ne hanno uno. Perciò, se ce l'hai stabile, te lo tieni. Anche se non ti piace». Quel mandato Martina lo onora alla lettera. Si laurea in tempi rapidi all'Università della Calabria, si trasferisce a Milano per la magistrale in Bocconi e, una volta finiti gli studi, trova subito un impiego in una grande azienda, in ambito dati, con un contratto a tempo indeterminato. In cinque anni cambia tre lavori, sempre con stipendi crescenti. Oggi guadagna 42mila euro lordi all'anno, ha risparmiato, ha investito, ha imparato a negoziare. È, in tutto e per tutto, una persona che ha raggiunto la stabilità.Eppure, da qualche mese, qualcosa si è messo in movimento. Sono i progetti che fa fuori dal lavoro a riaccenderla in un modo che il contratto a tempo indeterminato non le restituisce. Per la prima volta, Martina si chiede se la strada percorsa la rappresenti ancora. «Da un punto di vista razionale, se mettiamo a tavolino i miei Excel e le mie stime, potrei decidere di sondare altri terreni e avere un paracadute. Ma il mio punto di vista emotivo non me lo permette. Distaccarmi da questa concezione, per quanto razionalmente abbia tutte le carte per farlo, è difficile».È quello che oggi si chiama job hugging - l'abbraccio al proprio lavoro anche quando non lo si ama più - e che secondo Glassdoor riguarda il 93% dei lavoratori. La paralisi di Martina, però, non è quella di chi non vede alternative: è quella di chi le vede tutte, le ha calcolate, e non riesce comunque a sceglierne una, perché le è difficile discostarsi da ciò che le è stato insegnato. «Non è tanto la RAL, la quantità di soldi in sé, quanto la stabilità che il lavoro a tempo indeterminato in un'azienda grande ti dà». Lo stipendio che permette a Martina di sentirsi tranquilla è anche quello che le impone di restare in una città che, per come è strutturata oggi, le chiede tutto quello che guadagna. E forse è anche per questo che, quando le si chiede dove si vede tra cinque anni, l'unica risposta possibile è una che fino a poco tempo fa avrebbe escluso: «Forse mi vedo in Calabria, di nuovo. Non l'avrei mai detto, però in realtà poi si cambia».
Il futuro non è un'attesa, è un atto di volontà.
Un compagno virtuale sempre disponibile, che non giudica, non rifiuta e si adatta perfettamente a ciò che desideriamo sentirci dire.Gli AI companion non sono più fantascienza: sono 337 le app già attive nel mondo, quasi un adolescente italiano su dieci ne usa uno, e il mercato varrà oltre 500 miliardi di dollari entro il 2030.Nel nuovo episodio di Specchio Giallo con @Miaceran proviamo a capire cosa sta succedendo davvero alla nostra sfera più intima, dove stiamo lasciando entrare l'AI per colmare vuoti e bisogni affettivi, e quali rischi porta con sé. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 25 aprile in Mali è stato ucciso il ministro della difesa Sadio Camara in un attentato suicida, mentre i jihadisti e le forze ribelli hanno compiuto attacchi coordinati in diverse regioni, estendendo il loro controllo su ampie aree del paese. Con Andrea de Georgio, giornalista.Il provvedimento contiene una serie norme in materia di ordine pubblico, e ha fatto discutere molto per l'emendamento sui rimpatri volontario delle persone migranti. Con Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale. Oggi parliamo anche di:Documentario • Agnus dei di Massimiliano CamaitiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
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Sai qual è la differenza tra "impedire" e "ostacolare"? E perché diciamo "un bel libro" ma "un bell'uomo"? E soprattutto... perché non puoi dire "va a piovere" per parlare del futuro? Se queste domande ti fanno venire il mal di testa, sei nel posto giusto! Evita di Fare Questi SBAGLI Quando Parli Italiano 1. IMPEDIRE vs OSTACOLARE Questi due verbi sembrano simili, ma c'è una differenza fondamentale che cambia completamente il significato della frase. IMPEDIRE: Il Blocco Totale IMPEDIRE significa bloccare completamente, rendere qualcosa impossibile. Quando usi questo verbo, indichi che l'azione NON è avvenuta, che c'è stato un blocco totale al 100%. "La neve ha impedito la partenza dell'aereo." → L'aereo NON è partito. Impossibile! "Il muro ci impedisce di vedere il mare." → NON possiamo vedere il mare. Zero possibilità! "Mi hanno impedito di entrare." → NON sono entrato. OSTACOLARE: La Difficoltà Superabile OSTACOLARE significa rendere qualcosa più difficile, ma non impossibile. L'azione avviene comunque, seppur con maggiore fatica o complicazioni. "La neve ha ostacolato il traffico." → Il traffico c'era, ma era lento e difficile. "I problemi economici hanno ostacolato il progetto." → Il progetto è andato avanti, ma con difficoltà. "Non voglio ostacolare i tuoi sogni." → Non voglio renderli più difficili da realizzare. Perché è Importante Non Confonderli? Perché il risultato comunicato è completamente diverso! Vediamo uno schema riassuntivo: VerboSignificatoRisultatoIMPEDIREBloccare completamenteNON succede (0%)OSTACOLARERendere difficileSuccede, ma con difficoltà Esempio pratico: Immagina di voler andare a una festa: "Mia madre mi ha impedito di andare alla festa." → Non sono andato. Mia madre ha detto NO e basta! "Mia madre ha ostacolato la mia uscita." → Sono andato alla festa, ma mia madre ha creato problemi: mi ha fatto mille domande, mi ha fatto ritardare, ecc. Se usi "impedire" quando vuoi dire "ostacolare", stai dicendo che qualcosa NON è successo, quando invece è successo! 2. L'Aggettivo BELLO L'aggettivo BELLO è uno dei più problematici per gli studenti di italiano, ma cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte. La Regola d'Oro L'aggettivo BELLO, quando viene prima del nome, segue le stesse regole dell'articolo determinativo. Questa è la chiave per non sbagliare mai. ArticoloForma di BELLOEsempioILBEL"il libro → un bel libro"LOBELLO"lo spettacolo → un bello spettacolo"L'BELL'"l'uomo → un bell'uomo"LABELLA"la donna → una bella donna"L'BELL'"l'idea → una bell'idea"IBEI"i libri → dei bei libri"GLIBEGLI"gli spettacoli → dei begli spettacoli"LEBELLE"le donne → delle belle donne" Forme Corrette e Scorrette Corretto: • "Un bel libro" (come "il libro")• "Un bello spettacolo" (come "lo spettacolo")• "Un bell'uomo" (come "l'uomo")• "Una bella casa" (come "la casa")• "Una bell'idea" (come "l'idea") Scorretto: • "Un bello libro"• "Uno bel spettacolo"• "Uno bello spettacolo" Perché è Sbagliato Dire "Uno Bello Spettacolo"? Per due motivi fondamentali: 1. L'articolo "UNO" si usa solo davanti a parole che iniziano con S + consonante, Z, GN, PS, X, Y. "Bello" inizia con B, quindi l'articolo è "UN", non "UNO". 2. La forma "BELLO" si usa solo davanti a parole che iniziano con S + consonante, Z, GN, PS, X, Y (le stesse regole di "lo/uno")."Spettacolo" inizia con SP (S + consonante), quindi usiamo "BELLO". Attenzione! L'articolo va davanti a "BELLO", non davanti a "spettacolo"! Quindi: "UN bello spettacolo" (UN + BELLO + spettacolo) "UNO bello spettacolo" (L'articolo dipende da "bello", che inizia con B!) FraseCorretto?"Un bel spettacolo"No"Un bello spettacolo"Sì"Uno bel spettacolo"No"Uno bello spettacolo"No Nota: Nella lingua parlata informale, potresti sentire alcuni italiani dire "un bel spettacolo". Tuttavia, la forma grammaticalmente corretta è "un bello spettacolo". 3. ACCORGERSI vs NOTARE Ecco un'altra coppia di verbi che crea molta confusione. NOTARE: L'Osservazione Visiva NOTARE significa vedere, osservare qualcosa. È un'azione consapevole, volontaria, legata principalmente alla percezione visiva: "Ho notato che hai cambiato pettinatura." → Ho visto, ho osservato il cambiamento. "Hai notato quel ragazzo al bar?" → L'hai visto? L'hai osservato? "Non ho notato niente di strano." → Non ho visto/osservato niente di strano. ACCORGERSI: La Presa di Coscienza ACCORGERSI significa rendersi conto di qualcosa, spesso in modo improvviso o dopo un po' di tempo. È più legato alla consapevolezza mentale che alla vista: "Mi sono accorto che avevo dimenticato il portafoglio." → Ho realizzato, mi sono reso conto. "Non si è accorta di niente." → Non ha capito, non ha realizzato. "Ti sei accorto che Maria era triste?" → Hai capito, hai realizzato che era triste? Le Sfumature di Significato VerboSignificatoAmbitoNOTAREVedere con gli occhi, osservarePercezione visivaACCORGERSICapire, realizzare, rendersi contoConsapevolezza mentale Esempio chiarificatore: "Ho notato che la porta era aperta." → Ho visto la porta aperta. Semplice osservazione. "Mi sono accorto che la porta era aperta." → Ho realizzato che qualcosa non andava. Magari all'inizio non ci avevo fatto caso, poi ho capito. Attenzione alla Costruzione Grammaticale! NOTARE + oggetto diretto (senza preposizione): "Ho notato il tuo nuovo taglio di capelli." "Ho notato che sei stanco." ACCORGERSI + DI + qualcosa: "Mi sono accorto dell'errore." "Mi sono accorto che sei stanco." "Mi sono accorto l'errore." Importante: Se usi ACCORGERSI, non dimenticare la preposizione DI! 4. HA ATTERRATO vs È ATTERRATO Questo errore è molto comune: quale ausiliare si usa con il verbo ATTERRARE? La risposta è: dipende dal significato. ATTERRARE Intransitivo: Ausiliare ESSERE Quando ATTERRARE significa toccare terra, arrivare a terra (per un aereo, un uccello, ecc.), è intransitivo e vuole l'ausiliare ESSERE: "L'aereo è atterrato alle 15:30." "L'aereo ha atterrato alle 15:30." "L'elicottero è atterrato sul tetto." "Siamo atterrati con un'ora di ritardo." ATTERRARE Transitivo: Ausiliare AVERE Quando ATTERRARE significa buttare a terra qualcuno (in sport come la lotta, il rugby, ecc.), è transitivo e vuole l'ausiliare AVERE: "Il lottatore ha atterrato il suo avversario." "Il difensore ha atterrato l'attaccante in area." Perché è Sbagliato Dire "L'Aereo Ha Atterrato"? Perché quando parliamo di un aereo che tocca terra, ATTERRARE è intransitivo (non ha un oggetto diretto). E i verbi intransitivi di movimento o cambiamento di stato in italiano usano l'ausiliare ESSERE: "Sono arrivato." (non "ho arrivato") "Sono partito." (non "ho partito") "Sono atterrato." (non "ho atterrato") L'aereo non "atterra qualcosa". L'aereo semplicemente atterra. Quindi: è atterrato. Uso di ATTERRARETipoAusiliareEsempioToccare terra (aereo)IntransitivoESSERE"L'aereo è atterrato"Buttare a terra (sport)TransitivoAVERE"Il lottatore ha atterrato l'avversario" 5. USCIRE + Luogo: Attenzione alla Preposizione! Questo errore è tipico di chi parla inglese ("to leave a place" senza preposizione). Forme Scorrette e Corrette Scorretto: "Sono uscito casa alle 8." "Esco l'ufficio alle 17." "Usciamo il ristorante?" Corretto: "Sono uscito di casa alle 8." "Esco dall'ufficio alle 17." "Usciamo dal ristorante?" Perché Serve la Preposizione? Perché in italiano il verbo USCIRE è intransitivo. Questo significa che NON può avere un oggetto diretto. Non puoi "uscire qualcosa". Devi usare una preposizione: USCIRE DA + luogo: "Esco dal cinema." "Esco dalla scuola." "Esco dall'ufficio." "Esco da casa." Attenzione! È anche possibile sentire l'espressione fissa "Uscire di casa" (soprattutto in alcuni contesti informali). Ma questo accade solo con "casa". LuogoPreposizioneEsempio CorrettoCasaDA (o DI)"Esco da (di) casa"UfficioDA (+ articolo)"Esco dall'ufficio"SupermercatoDA (+ articolo)"Esco dal supermercato"ScuolaDA (+ articolo)"Esco dalla scuola"FinestraDA (+ articolo)"Esco dalla finestra" 6. CONVINCERE vs PERSUADERE Questi due verbi sono molto simili, ma hanno una sfumatura importante che li distingue: CONVINCERE: L'Approccio Razionale CONVINCERE significa far cambiare idea a qualcuno usando argomenti razionali, logici, prove: "L'ho convinto con i dati statistici." → Ho usato numeri, fatti, prove logiche. "Mi hanno convinto che avevo torto." → Mi hanno fatto capire, con argomenti, che sbagliavo. "Come posso convincerti?" → Come posso farti capire che ho ragione? PERSUADERE: L'Approccio Emotivo PERSUADERE significa far cambiare idea a qualcuno usando emozioni, fascino, insistenza: "Mi ha persuaso con il suo sorriso." → Il suo sorriso mi ha fatto cedere. "Alla fine mi hanno persuaso ad andare alla festa." → Hanno insistito, mi hanno fatto venire voglia. "È molto persuasivo quando parla." → Sa come toccare le emozioni delle persone. Le Due Strategie a Confronto VerboStrumentoAmbitoCONVINCERELogica, ragione, prove, datiTESTAPERSUADEREEmozioni, fascino, insistenzaCUORE Esempio pratico: "Il venditore mi ha convinto a comprare l'auto mostrandomi le caratteristiche tecniche e il prezzo competitivo." → Argomenti razionali: dati, numeri, fatti. "Il venditore mi ha persuaso a comprare l'auto: era così simpatico e entusiasta!" → Emozioni: simpatia, entusiasmo, fascino personale. Nota: Nella lingua quotidiana, molti italiani usano questi verbi come sinonimi. Quindi non è un errore gravissimo confonderli! Ma se vuoi essere preciso e raffinato, ora sai la differenza. La Costruzione Grammaticale ...
Ti è mai capitato di sentire un italiano dire "Vieni su!", "Butta via quella roba!" o "Metti giù il telefono!" senza capirne il significato? Quelli sono i verbi sintagmatici: espressioni usatissime nell'italiano parlato di tutti i giorni, ma quasi assenti dai libri di grammatica. Se vuoi capire l'italiano vero, quello della strada, del bar e della famiglia, devi assolutamente conoscerli. Verbi Sintagmatici: Guida Completa con Esempi Che Cosa Sono i Verbi Sintagmatici? Un verbo sintagmatico è un verbo formato da due elementi: un verbo base (di solito un verbo molto comune, come andare, venire, mettere, buttare…) più una particella, che di solito è un avverbio di luogo come su, giù, via, fuori, dentro, dietro, avanti, addosso. La cosa fondamentale da capire è questa: quando il verbo e la particella si uniscono, il significato cambia! Non basta conoscere il verbo e conoscere la particella separatamente: insieme creano un significato nuovo, spesso diverso da quello che ti aspetteresti. Facciamo un esempio. Il verbo mettere significa "to put" o "to place". La particella su indica una direzione verso l'alto. Ma mettere su? Non significa semplicemente "mettere qualcosa in alto". Può significare organizzare, creare, avviare qualcosa! Per esempio: "Ho messo su un'attività" = Ho avviato un'attività, ho creato un'azienda. Vedi? Il significato è completamente diverso! Somiglianza con i Phrasal Verbs Inglesi Se parli inglese, puoi pensare ai verbi sintagmatici come gli equivalenti italiani dei phrasal verbs. Proprio come to give up non significa semplicemente "dare + su", così andare via non è semplicemente "andare + via" nel senso letterale. La buona notizia? In italiano ce ne sono molti meno rispetto all'inglese. La Posizione della Particella Quando il verbo sintagmatico è usato con un pronome, la particella e il pronome possono cambiare posizione a seconda della situazione: "Butta via la scatola!" → "Buttala via!" (il pronome la si attacca al verbo, la particella via resta dopo) "Metti giù il telefono!" → "Mettilo giù!" Con l'imperativo e l'infinito, il pronome si attacca direttamente al verbo, formando un'unica parola, e la particella resta separata subito dopo. Nei tempi composti (passato prossimo, trapassato…), la particella va sempre dopo il participio passato: "Ho messo su il caffè" – Forma corretta. "Ho su messo il caffè" – Questa è sbagliata! I Verbi Sintagmatici Più Comuni Ecco la lista dei verbi sintagmatici che sentirai più spesso nella vita quotidiana italiana, organizzati in base alla particella che li accompagna. Verbi con "SU" Venire Su – Crescere, Svilupparsi Significato: Indica la crescita o lo sviluppo di qualcuno o qualcosa. Esempio: "Quel bambino è venuto su proprio bene!" = Quel bambino è cresciuto bene. Mettere Su – Avviare, Organizzare / Mettere a Cuocere Significato: Ha un doppio uso molto frequente. Può significare avviare un'attività oppure mettere qualcosa a cuocere. Esempi: "Hanno messo su un ristorante." = Hanno aperto un ristorante. "Metti su l'acqua per la pasta!" = Metti a bollire l'acqua. Tirare Su – Sollevare / Tirare Su col Naso / Allevare Significato: Questo verbo sintagmatico è molto versatile e ha tre significati principali: sollevare qualcosa fisicamente, tirare su col naso (aspirare il muco) e crescere/allevare qualcuno. Esempi: "Tira su quella scatola, è per terra." = Solleva quella scatola. "Smettila di tirare su col naso, usa un fazzoletto!" "L'ha tirato su da sola quel figlio." = L'ha cresciuto da sola. Andare Su – Salire, Aumentare Significato: Indica un aumento o un innalzamento. Esempi: "I prezzi sono andati su di nuovo." = I prezzi sono aumentati. "La febbre è andata su durante la notte." = La febbre è salita. Verbi con "GIÙ" Buttare Giù – Demolire / Scrivere Rapidamente / Demoralizzare Significato: Uno dei verbi sintagmatici più ricchi di sfumature. Può significare demolire fisicamente, scrivere velocemente qualcosa o demoralizzare qualcuno. Esempi: "Hanno buttato giù il muro." = Hanno demolito il muro. "Butta giù due righe per l'email." = Scrivi velocemente un'email. "Questa notizia mi ha buttato giù." = Questa notizia mi ha demoralizzato. Mettere Giù – Posare / Riattaccare il Telefono Significato: Indica l'azione di posare o appoggiare qualcosa, oppure riattaccare il telefono. Esempi: "Metti giù quel vaso, lo rompi!" = Posa quel vaso! "Ha messo giù il telefono senza salutare." = Ha riattaccato. Tirare Giù – Abbassare / Dire Parolacce (Informale) Significato: Significa abbassare qualcosa, oppure, in modo molto colloquiale, dire parolacce o bestemmiare. Esempi: "Tira giù la tapparella, entra troppo sole." = Abbassa la tapparella. "Quando si arrabbia, tira giù delle parolacce!" = Dice parolacce terribili. (Questa è molto colloquiale.) Venire Giù – Cadere, Crollare / Piovere Forte Significato: Indica qualcosa che cade o crolla, oppure che piove molto forte. Esempi: "È venuto giù il soffitto!" = Il soffitto è crollato. "Viene giù acqua a catinelle!" = Piove tantissimo. (Un'espressione molto usata quando piove forte.) Andare Giù – Scendere / Essere Digerito Significato: In senso fisico significa scendere o essere ingoiato/digerito. In senso figurato significa non accettare qualcosa. Esempi: "Questa medicina non mi va giù." = Non riesco a mandarla giù, non riesco a ingoiarla. In senso figurato: "Questa cosa non mi va giù." = Non la accetto, non la sopporto. Verbi con "VIA" Andare Via – Partire, Allontanarsi / Scomparire Significato: Indica l'azione di partire o allontanarsi, oppure il fatto che qualcosa scompare. Esempi: "Devo andare via, è tardi." = Devo partire. "Questa macchia non va via!" = Questa macchia non scompare. Buttare Via – Gettare nella Spazzatura / Sprecare Significato: Significa gettare qualcosa nella spazzatura, oppure sprecare tempo, denaro o opportunità. Esempi: "Butta via quelle scarpe vecchie!" = Gettale nella spazzatura. "Non buttare via il tuo tempo!" = Non sprecare il tuo tempo. Portare Via – Prendere e Portare Altrove / Rubare Significato: Indica l'azione di prendere e portare altrove qualcosa, oppure può significare rubare. Esempi: "Il cameriere ha portato via i piatti." = Ha tolto i piatti dal tavolo. "Mi hanno portato via il portafoglio!" = Mi hanno rubato il portafoglio! Mandare Via – Cacciare, Fare Andare Via Qualcuno Significato: Significa cacciare qualcuno, farlo andare via, oppure licenziare. Esempio: "Il capo lo ha mandato via." = Il capo lo ha licenziato / lo ha cacciato. Tirare Via – Togliere, Rimuovere Significato: Indica l'azione di togliere o rimuovere qualcosa. Esempio: "Tira via quella pellicola dal telefono." = Togli quella pellicola. Verbi con "FUORI" Venire Fuori – Emergere, Risultare Significato: Indica che qualcosa emerge, viene scoperto o risulta in un certo modo. Esempi: "Alla fine è venuto fuori che aveva ragione lui." = Alla fine è emerso, si è scoperto. "Come è venuta fuori questa torta?" = Com'è risultata? Tirare Fuori – Estrarre / Sollevare un Argomento Significato: Significa estrarre qualcosa fisicamente, oppure sollevare un argomento in una conversazione. Esempi: "Tira fuori le chiavi dalla borsa." = Prendi le chiavi dalla borsa. "Non tirare fuori questa storia adesso!" = Non parlare di questo argomento adesso! Buttare Fuori – Espellere, Cacciare Significato: Indica l'azione di espellere o cacciare qualcuno da un luogo. Esempio: "L'hanno buttato fuori dal locale." = Lo hanno cacciato dal locale. Saltare Fuori – Comparire all'Improvviso Significato: Indica qualcosa che compare inaspettatamente o che si presenta all'improvviso. Esempi: "È saltato fuori un problema all'ultimo momento." = Si è presentato un problema inaspettato. "Dopo anni, è saltata fuori una foto di quando ero bambina." = È comparsa una vecchia foto. Verbi con "DENTRO" Mettere Dentro – Imprigionare (Colloquiale) / Inserire Significato: In modo colloquiale significa mettere in prigione. In senso letterale significa inserire qualcosa in un contenitore. Esempi: "L'hanno messo dentro per tre anni." = L'hanno messo in prigione. "Metti dentro i vestiti nell'armadio." = Riponi i vestiti nell'armadio. Tirare Dentro – Coinvolgere Significato: Significa coinvolgere qualcuno in una situazione, spesso contro la sua volontà. Esempio: "Non tirarmi dentro questa storia!" = Non coinvolgermi in questa faccenda! Verbi con "DIETRO" Stare Dietro (a Qualcuno/Qualcosa) – Seguire, Occuparsi Di Significato: Indica l'azione di seguire qualcuno o occuparsi di qualcosa o qualcuno. Esempi: "Non riesco a stargli dietro, è troppo veloce!" = Non riesco a seguirlo. "Con tre figli, non è facile stargli dietro." = Non è facile occuparsi di loro. Lasciarsi Dietro – Lasciare alle Proprie Spalle Significato: Indica il fatto di lasciare alle proprie spalle qualcosa, spesso problemi o situazioni irrisolte. Esempio: "Si è lasciato dietro un sacco di problemi." = Ha lasciato molti problemi irrisolti. Verbi con "ADDOSSO" Mettere Addosso – Indossare / Attribuire la Colpa Significato: Può significare indossare qualcosa oppure attribuire la colpa a qualcuno. Esempi: "Mettiti addosso qualcosa di pesante, fa freddo!" = Indossa qualcosa di pesante. "Mi hanno messo addosso (addossato) la colpa!" = Mi hanno incolpato! Stare Addosso (a Qualcuno) – Insistere, Pressare Significato: Significa insistere, mettere pressione o controllare qualcuno continuamente. Esempio: "Il mio capo mi sta sempre addosso." = Il mio capo mi controlla e mi mette pressione continuamente. Verbi con "AVANTI" ...
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A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Giovanni +In quel tempo, Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto».Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"».Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.Parola del Signore.
What if humanity's capacity for cruelty was actually one of our greatest moral achievements? That's just one of the provocative ideas philosopher Hanno Sauer explores in this conversation about his book The Invention of Good and Evil with EconTalk's Russ Roberts. Sauer tackles a fundamental puzzle: in a Darwinian world of selfish genes, how did humans become so extraordinarily cooperative? Sauer traces a fascinating journey from small hunter-gatherer bands to modern civilizations, revealing surprising mechanisms along the way--including the systematic killing of the most aggressive tribe members over millennia, which made humans the "golden retrievers of the primate kingdom." The conversation ranges from whether agriculture was history's worst mistake, to a spirited debate about religion and morality between Sauer (a German atheist who doesn't know any believers) and host Russ Roberts (a person of faith living in Israel).