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di Alessandro Luna | Tra gli argomenti di oggi i dettagli dell'arresto di Lavitola, il programma di Vannacci e il silenzio di molti finti pacifisti sul bando russo dell'unico partito pacifista Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A meno di un anno dalle prossime elezioni amministrative a Thiene non è stato ancora fatto il nome di nessun candidato sindaco. Gianantonio Giampo Michelusi parte favorito, ma dall'attuale opposizione si fa sentire il nome di Giovanni Scarpellini. Ma ci sono anche altre possibili candidature e in casa Vannacci il nome che pare più probabile è Christian Filippi.
0:00 Introduzione1:16 Mancini nuovo CT della nazionale e le polemiche su Pirlo18:22 Di nuovo sui rapporti tra Andrea Pirlo e la Russia34:36 Attacchi al Pride di Berlino e a Parigi: pericolo radicalizzazione e strumentalizzazioni varie 1:09:25 La comunità LGBT vota sempre più a destra?1:25:25 Votiamo le nuove banconote degli euro sul sito della BCE1:37:53 La rivoluzione verticale degli uccelli1:45:53 Robertus Vannaccius ritorna e ottiene la grazia per Roggero1:55:59 Vannacci e Renzi si sfideranno in una maratona?2:02:56 Prossimi appuntamenti su YouTube
La sveglia di Bobo - Roberto Giachetti del 27 Luglio 2026
E dopo l'attentato di Berlino dell'apertura, oggi vi segnaliamo l'editoriale del direttore del Messaggero Roberto Napoletano sull'orgoglio italiano, mentre il commento per prima pagina di Mario Ajello prende di mira l'ex generale Vannacci e il suo nuovo video, quindi parleremo di prezzo della benzina e delle iniziative del governo per calmierarlo, con Gloria Satta ci spostiamo invece al cinema per scoprire che l'Odissea di Nolan non è un'eccezione, Laura Larcan ci porta tra le bellezze di Roma ad agosto aperte di notte, quindi scopriremo chi è finito davanti allo specchio di Andrea Scarpa, e chiudiamo con lo sport e la pagina di Massimo Boccucci che ci parla di Pirlo e polemiche e delle punizioni della formula 1
La comunicazione social costruita attorno a Mario Roggero è davvero spontanea oppure segue una strategia precisa? In questa puntata analizzo ganci iniziali, jump cut, copertine, gesti enumerativi, conti alla rovescia e musiche drammatizzanti: tecniche perfettamente legittime, ma tutt'altro che neutre, capaci di aumentare l'attivazione emotiva e orientare la percezione del pubblico. Il punto non è stabilire qui la colpevolezza o l'innocenza di Roggero, né mettere in discussione il suo diritto a raccontare la propria vicenda. La domanda riguarda il modo in cui quel racconto viene confezionato: perché caricarlo di un'impostazione quasi politica e di una continua mobilitazione emotiva? E questa strategia sta davvero aiutando Roggero, soprattutto dopo le parole rivolte al presidente Mattarella? Dal caso Roggero passo poi alla rincorsa politica di Giorgia Meloni e Matteo Salvini nei confronti di Roberto Vannacci, alla fragilità comunicativa emersa sulla nuova legge elettorale e al mio confronto con Pina Picierno sul distinguismo dei piccoli partiti di centro. Analizzo inoltre la tecnica della controdomanda utilizzata da Vannacci e il modo in cui Marianna Aprile è riuscita a neutralizzarla, mantenendo il controllo dell'intervista. Infine, smonto la falsa dicotomia con cui Fratelli d'Italia ha raccontato il voto parlamentare sulle preferenze. La politica e la comunicazione social non si limitano a trasmettere contenuti: costruiscono sceneggiature, attivano emozioni e organizzano la nostra percezione della realtà. Riconoscere queste tecniche è il primo passo per restare liberi nella valutazione dei fatti.
Zuppa di Porro dell'25 luglio 2026: rassegna stampa quotidiana
Il Governo sulla sicurezza ha fallito: inutile inseguire Vannacci, serve serietà
Roggero: respinta la richiesta di sospensione pena - Renzi vs Vannacci: il dissing del momento
Cosa c’è da sapere: dal lunedì al venerdì, alle 8, l’appuntamento con le notizie scelte da Laura Pertici. Ascolta il podcast anche su Spotify, Apple Podcasts e Amazon Music. ÂSee omnystudio.com/listener for privacy information.
di Alessandro Luna | Tra gli argomenti di oggi l'autorizzazione negata dal parlamento sulle chat di Delmastro, la sfida a nuoto tra Vannacci e Salvini e l'Odissea non woke di Elon Musk. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
0:00 Introduzione1:37 Caso Fakir a Bologna e proteste31:55 Ecco, appunto38:04 Il gioielliere Roggero conteso tra Meloni e Musk51:54 Citizen Vigilante: abbiamo visto il film manifesto della Remigrazione 1:06:43 Annuncio importante per abbonati1:08:26 Secondo annuncio ancora più importante per abbonati1:10:47 Vannacci condivide un video in cui condanna a morte Conte e Schlein1:27:22 Trump campione del mondo e profonda analisi della finale Mondiale
La Turchia, dieci anni dopo il tentato golpe contro Erdoğan Il paradosso di Vannacci, tra Giovenale e Mussolini Un ritardo vale più di mille parole? Pomellato, o il lusso come libertà
E dopo il ritorno dei dazi americani di cui troverete altri dettagli nel servizio di Angelo Paura, oggi Mario Ajello nel suo commento si occupa del generale Vannacci un politico dedito più all'immagine che ai contenuti, quindi andiamo nel Golfo con Anna Guaita e una guerra che non colpisce soltanto obiettivi militari ma fonti indispensabili alla vita, con Raffaella Troili torniamo in Italia e parliamo di clima con il caldo che si attenua ma lascia la siccità di fiumi e laghi e chiudiamo con lo sport e con la giornata di Massimo Boccucci che guarda già al prossimo mondiale di calcio
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E dopo il ritorno dei dazi americani di cui troverete altri dettagli nel servizio di Angelo Paura, oggi Mario Ajello nel suo commento si occupa del generale Vannacci un politico dedito più all'immagine che ai contenuti, quindi andiamo nel Golfo con Anna Guaita e una guerra che non colpisce soltanto obiettivi militari ma fonti indispensabili alla vita, con Raffaella Troili torniamo in Italia e parliamo di clima con il caldo che si attenua ma lascia la siccità di fiumi e laghi e chiudiamo con lo sport e con la giornata di Massimo Boccucci che guarda già al prossimo mondiale di calcio
La morte di Abderrahim Fakir, il 42enne di origine marocchina morto a Bologna durante un intervento di polizia, ha portato a scontri di polizia durante una manifestazione di protesta e ad aspre critiche nei confronti della gestione di casi come questo, con una persona che sta dando in escandescenza, da parte delle Forze dell'ordine. Per molti manca una preparazione specifica. Parliamo di questo, del video in stile "Il Gladiatore" fatto dall'Ai dove Vannacci condanna a morte Conte e Schlein e della rivincita del caffè macinato e della moka sulle capsule.
Scontri nella notte a Bologna per la morte di Fakir. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel The Essential di martedì 21 luglio, Chiara Piotto parla di: 00:00 il video generato con l'IA da Vannacci che - come nel film Il Gladiatore - fa giustiziare i suoi oppositori politici; 05:49 gli aggiornamenti sulla morte di Abderrahim Fakir a Bologna e lo "scudo penale" per agenti e operatori; 08:40 Andy Burnham è il nuovo premier del Regno Unito Scopri i corsi, i programmi e le novità della New Media Academy nel nostro Open Day online giovedì 23 luglio alle 13:30: newmediacademy.com#open-day Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Macron per il 14 Luglio chiama l’Europa alla responsabilità - Giuseppe Barboni: professione pugni e Vannacci
Processo a Giuseppe Barboni, ha fatto bene a stendere l'iracheno molesto? In studio anche Annarita Briganti.Jolly Time, nigeriano giustiziere bolognese contro Mimmo Blaze che lo accusa di essere "Negropeo"Emanuele Ajello, vannacciano, ci parla di longobardi e fascismo. Lorenzo Pacini ci racconta il futuro di Vannacci.
La manifestazione organizzata a Napoli dal centrosinistra avrebbe dovuto mostrare unità, partecipazione e capacità di costruire un'alternativa politica. Ha finito tuttavia per produrre una sequenza di errori comunicativi e organizzativi: la presenza dei contestatori nelle prime file, le reazioni improvvisate di Giuseppe Conte, una regia visiva approssimativa e una fotografia finale nella quale i quattro leader sono tutti insieme, ma guardano in direzioni diverse. In questa puntata parto proprio dalle immagini diventate virali: Giuseppe Conte che cerca di reagire alle contestazioni, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sul palco, l'assenza di una gestione efficace degli spazi e una comunicazione visiva caratterizzata da luci poco curate, sfondo scuro, inquadrature discutibili e materiali promozionali (una card pubblicata sui social) di qualità molto bassa. La comunicazione e la cura per i dettagli rivelano il modo in cui un'organizzazione lavora, stabilisce le priorità e cura i dettagli. Se non si riesce a organizzare efficacemente una manifestazione, l'effetto simbolico rischia inevitabilmente di estendersi alla percezione della futura capacità di governo, se mai questi leader verranno messi alla prova in quel senso. Dall'approssimazione del Campo Largo passo poi a Roberto Vannacci, che continua a conquistare attenzione attraverso azioni fisiche capaci di trasformarsi immediatamente in contenuti politici. Il suo triathlon sportivo in Liguria è un esempio di “credibility-enhancing display” (CREDs), un comportamento costoso che aumenta la credibilità percepita di chi lo compie. Il sottotesto è semplice: se ci metto il corpo, significa che credo davvero in ciò che dico. È lo stesso meccanismo che da tempo analizzo attraverso numerosi casi della comunicazione politica contemporanea: Javier Milei che porta una motosega sul palco, Zohran Mamdani che si immerge nelle acque gelide durante il Polar Bear Plunge, Beppe Grillo che attraversa a nuoto lo Stretto di Messina, Donald Trump e Silvio Berlusconi che trasformano il corpo, gli oggetti e le immagini in moltiplicatori della credibilità politica. Vannacci utilizza lo stesso codice e rilancia persino la competizione corporea con Grillo: il mio corpo è più resistente del tuo, quindi la mia convinzione è più credibile della tua. Il problema è che molti politici, soprattutto a sinistra, continuano ad amplificare proprio il frame di Vannacci. Ogni attacco, ogni dichiarazione indignata e ogni intervento televisivo contribuiscono a mantenerlo al centro della scena. Pier Ferdinando Casini ha sintetizzato la strategia più razionale: ignorarlo. Perché, come sappiamo, persino una smentita continua ad alimentare l'inquadratura che vorrebbe cancellare. Analizzo poi la comunicazione di Silvia Salis durante la missione istituzionale a New York, in cui si mostra viaggiare in Business Class. Ancora una volta, il punto è il significato prodotto dalle immagini: un racconto patinato, ambienti esclusivi e una rappresentazione visiva che rischia di trasmettere distanza rispetto alla vita quotidiana delle persone non fa bene alla sinistra. La comunicazione del lusso è legittima, tuttavia nel marketing politico diventa un problema percettivo. In politica il mezzo diventa messaggio: l'aereo, l'elicottero, l'abbigliamento, il luogo e la distanza prossemica contribuiscono tutti alla costruzione del personaggio, così come nel mondo non politico: da Papa Leone al concerto di Ultimo a Tor Vergata. Parlo inoltre del rapporto comunicativo tra Giorgia Meloni e Donald Trump, della notizia relativa ai contatti con Recep Tayyip Erdoğan prima del vertice NATO e del successivo meme pubblicato da Trump in cui parla di "ordine restrittivo" per lei. Quando diventa pubblica la preoccupazione per le possibili iniziative comunicative di un interlocutore, l'emozione trasmessa è la paura. E la paura colloca inevitabilmente l'altro in una posizione di dominanza. Trump conosce perfettamente questi meccanismi e produce imprevedibilità, costringendo gli interlocutori a reagire all'interno della sua cornice. Nella puntata commento anche la nuova strategia di Matteo Renzi con la campagna “Quando c'era lei”, e la scelta di costruire fin dal titolo il frame del “dopo Meloni”; l'uso ormai ripetitivo dell'accusa di fascismo; il il rischio di provocare reattanza psicologica negli elettori; la stretta di mano tra Trump ed Erdoğan al vertice NATO, impegnati in una reciproca esibizione di dominanza non verbale; il ruolo degli occhiali da sole nel rendere indecifrabili le emozioni e propongo ancora una volta l'estensione dell'approccio di Trump con il celebre esperimento psicologico della “still face”. Prima di definire pazzi i protagonisti della politica, dovremmo imparare a osservare gli effetti concreti delle loro azioni comunicative. Perché corpi, immagini, oggetti, distanze e movimenti raccontano spesso molto più delle parole, e delle nostre paure.
In apertura, Paolo Mieli commenta i fatti principali del giorno dopo la lettura dei quotidiani italiani ed internazionali.A destra la maggioranza deve fare i conti con un nuovo soggetto politico che sembra in grande ascesa: è Futuro Nazionale di Vannacci, uscito pochi mesi fa dalla Lega e che si rivolge ai nostalgici della destra estrema. Cosa fare con lui alle prossime elezioni? Tenerlo dentro la maggioranza o fuori? Ne parliamo con Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega.Se a destra hanno qualche grattacapo con Vannacci, a sinistra i grattacapi potrebbero arrivare se davvero si creerà, come sussurrano a Roma, una nuova formazione che si posizionerà a sinistra della sinistra e filo-russa, aggredendo gli elettorati di Alleanza Verdi Sinistra e del Movimento 5 Stelle. Ne parliamo con Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi Sinistra.
Pier Silvio Berlusconi difende Meloni e attacca Vannacci - Spie russe espulse dall'Italia
Le grandi invettive dell'amico di Massarosa: prossimo prefetto.A seguire il ritorno di Dino da Bologna, capace di avere oltre 200 donne. Daniele Martinelli e Vannacci. Che colpe ha il generale sulla vicenda di Camaiore?Attilio Pace, figlio del cantante degli Squallor si trova davanti Annarita Briganti. Dopo lo scontro... entra Alessandra, la compagna. E finisce con una fuga...
Un passo alla volta, da 10 anni la politica le istituzioni e tutti noi abbiamo abbassato sempre di più l'asticella sui diritti delle persone e sulle deportazioni istituzionalizzate, fino ad arrivare qui, con Vannacci, la LEga e la destra di tutto il mondo che urla alla remigrazione.
Vannacci premier e Giorgia Meloni Presidente della Repubblica. Sembra fantascienza, ma forse è proprio lo scenario impronunciabile che una parte della politica e dei giornali sta già cominciando a maneggiare senza dirlo fino in fondo. In questa puntata parto dalle parole di Giorgia Meloni sulla Presidenza della Repubblica a 10 minuti, da Nicola Porro, e dalle indiscrezioni circolate nelle ore precedenti sul possibile rapporto tra la crescita del movimento di Roberto Vannacci e i futuri equilibri del centrodestra. Se Vannacci dovesse davvero arrivare alla doppia cifra, che cosa accadrebbe dentro la coalizione? Forza Italia e Lega sarebbero ancora in grado di pesare più di lui? E Meloni potrebbe essere tentata dall'idea di diventare la prima donna al Quirinale e la prima Presidente della Repubblica espressione della destra? Da qui allarghiamo lo sguardo alla comunicazione politica della settimana: Forza Italia che continua a parlare di Vannacci finendo per rafforzarlo, il centrosinistra che non riesce nemmeno a coordinare il nome della propria alleanza, Carlo Calenda che fa il dito medio e vince su Michele Boldrin sul terreno dell'attivazione emotiva, Salvini che passa dagli anni del Papeete agli hamburger presso l'ambasciatore americano a Roma, Piccolotti che evoca manipolazioni algoritmiche senza portare prove, Vannacci che mostra il corpo come dispositivo di credibilità e i partiti che continuano a pubblicare grafiche e messaggi come se la comunicazione fosse un dettaglio decorativo. Il punto è sempre lo stesso: la politica italiana ha conservato quasi tutto dell'eredità berlusconiana, tranne l'unica cosa davvero decisiva, cioè la comprensione profonda di come e perché quelle tecniche funzionavano.
Seisselberg, Jörg www.deutschlandfunk.de, Europa heute
Trump sta tirando la volata a Roberto Vannacci? La domanda, questa settimana, è diventata politicamente molto meno bizzarra di quanto potesse sembrare. Dopo lo scontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump, il punto centrale riguarda lo spazio che può aprirsi a destra per una figura diversa, più utile al clima trumpiano, più compatibile con un certo immaginario conservatore, più spendibile come interlocutore alternativo dentro gli equilibri italiani. Meloni ha provato a reagire costruendo un contro-frame: dopo il colpo comunicativo dell'“ha implorato una foto”, è andata a Gemona tra gli alpini, gli applausi, la folla, le immagini di sostegno, la passeggiata trionfale. Una scena perfetta, che proprio per questo interessante. Gemona era un contesto politicamente favorevole, amministrato dal centrodestra, con Fratelli d'Italia molto forte, dentro una cornice simbolica e sociale lontanissima da una piazza ostile. La comunicazione politica funziona anche così: sceglie il luogo, seleziona l'inquadratura, isola la porzione più comoda della realtà e la trasforma nel racconto dominante. Mentre le immagini raccontavano una Meloni acclamata, i sondaggi raccontavano un centrodestra uscito ammaccato dallo scontro con Trump. È qui che Vannacci diventa un elemento politicamente interessante. Per una parte dell'elettorato di destra incarna un corpo diverso da quello di Meloni: il generale, il combattente, l'uomo della postura dura, il personaggio che comunica vittoria ancora prima di parlare. Poi quel capitale simbolico viene anche gestito malissimo sui social, con contenuti deboli, improvvisati, lontani dalla forza dell'archetipo che Vannacci vorrebbe incarnare. In questa puntata provo a mettere insieme Trump, Meloni, Vannacci, Sigonella, Gemona, i sondaggi e il grande tema del framing: il modo in cui la politica costruisce le immagini che poi noi scambiamo per realtà.
Iran, la NATO rivela: “500 aerei americani partiti dall'Italia”;Alemanno, dal carcere a Vannacci.
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Donald Trump ha detto che Giorgia Meloni lo avrebbe “implorato” per una foto al G7. Meloni ha risposto che le dichiarazioni sono totalmente inventate e che “l'Italia non implora mai”. Tuttavia il linguaggio del corpo di Meloni al G7 rende credibile, sul piano percettivo, il racconto di Trump.Meloni cercava feedback non verbali: sguardi, sorrisi, cenni di assenso, segnali di riconoscimento. Trump invece disperdeva lo sguardo, non ricambiava i segnali, non offriva backchanneling non verbale e lasciava Meloni in una posizione comunicativamente debole.È qui che nasce il problema: in Italia Giorgia Meloni aveva provato a prendere le distanze da Trump, ma nel contesto internazionale ha cercato di ricostruire visivamente una vicinanza. Questa incongruenza produce un boomerang comunicativo.La politica, soprattutto quando entra nel campo delle relazioni internazionali, non si gioca solo con le parole. Si gioca con i corpi, con le posture, con le immagini, con la capacità di apparire coerenti tra ciò che si dice in patria e ciò che si mostra all'estero.E questa debolezza comunicativa di Meloni apre paradossalmente uno spazio enorme per Roberto Vannacci. Perché Vannacci, al contrario, oggi funziona per una parte dell'elettorato non tanto per quello che dice, ma per quello che incarna: il “generale”, il corpo militare, l'archetipo dell'ordine, della disciplina e della credibilità costruita attraverso il ruolo.In questa puntata analizzo il caso Trump-Meloni, il video di risposta di Giorgia Meloni, l'errore della negazione finale, il rapporto tra corpo e potere politico, e poi entro nel caso Vannacci: perché il corpo del generale può risultare più forte delle sue parole, perché continuare a confutarlo nel merito rischia di amplificarne il frame, e perché molti politici stanno sbagliando strategia comunicativa.
How does a tiny tick turn people vegan? How will Giorgia Meloni deal with a challenge from the right? And could AI make grief obsolete? Olly Mann and The Week delve behind the headlines and debate what really matters from the past seven days. With Felicity Capon, Jamie Timson and Harriet MarsdenImage credit: Smith Collection / Gado / Getty Images
Che significa "destra autentica"? Con chi potrebbe allearsi Vannacci? Sarà lui l'ago della bilancia alle prossime elezioni? Ne parliamo con il giornalista parlamentare dell'Huffington Post, Giulio Ucciero. Le sofferenze dei migranti nel Cpr in Albania venute a galla grazie all'inchiesta del giornalista Luca Rondi, della rivista italiana Altreconomia. Donatella Di Pietrantonio ha visto un film per caso. Si chiama "Il silenzio degli altri" ed è diretto da Eva Libertad. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Nella puntata di mercoledì 17 giugno, ultima di stagione, abbiamo parlato del G7 e del ruolo degli USA e dell'Italia con il giornalista Stefano Feltri, poi della sfida di Roberto Vannacci alla destra e del futuro del campo largo con il divultatore politico Andrea Borrello. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
La parola "remigrazione" è da anni al centro degli slogan delle estreme destre europee e globali, ma di recente sta entrando anche nei discorsi dei leader politici italiani. Con Annalisa Camilli, giornalista InternazionaleIl 15 giugno l'Unione europea ha aperto formalmente i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldova, avviando un percorso che potrebbe portare i due paesi a entrare nel blocco nei prossimi anni. Con Alberto Alemanno, docente di diritto dell'Unione europea all'École des haute études commerciales di ParigiOggi parliamo anche di:Pop • "Riscioprire il mandolino" di Tim Parks https://www.internazionale.it/magazine/tim-parks/2026/06/11/riscoprire-il-mandolinoMusica • Happy today dei Jeff Parker ETA IVtet Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
L'Aria che Tira - La 7 (17/06/26)
E dopo la possibile pace anche in Ucraina di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio dell'inviata Ileana Sciarra, con l'analisi di Valentina Pigliautile parliamo di politica italiana e dopo avere parlato nei giorni scorsi di centrodestra e di Vannacci oggi andiamo sul centrosinistra, quindi un'ampia pagina di cronaca che parte da Valeria Di Corrado con sette eversori arrestati, per proseguire con Michele Milletti e Sonia Paglia e il caso delle sorelline scomparse in Abruzzo, per poi tornare a Roma con Federica Pozzi e il caso Kaufmann il falso registra accusato dell'omicidio della compagna e della figlia, con Laura Larcan cambiamo argomento per scoprire, in esclusiva per il Messaggero, un tesoro archeologico, e chiudiamo con lo sport a Econ la giornata di Massimo Boccucci dedicata allo stadio della Roma
In un liceo di Cesena lo striscione appeso da alcuni studenti con su scritto “L’Italia agli italiani” è stato sanzionato con l'ordine di redigere una tesina antirazzista dal titolo "Gli africani siamo noi" e ne sono seguite polemiche. Approfondiamo questo tema per poi spostarci a Brindisi dove il sindaco riformista deve fare i conti con tre suoi consiglieri che hanno cambiato casacca passando al generale Vannacci. Infine un'ampia pagina dedicata alla politica estera e all'accordo Usa e Iran.
L'ex generale Vannacci è indubbiamente il personaggio del momento, che sembra attrarre consensi sempre più estesi presentandosi come l'uomo della "vera destra". Analizziamo il fenomeno dal punto di vista della comunicazione e delle narrazioni che propone. Interviene il politologo Salvatore Vassallo, ordinario di scienza politica all'Università di Bologna.
E dopo il punto sulla possibile pace in Iran di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Angelo Paura, con Mario Ajello e il suo commento entriamo nel mondo dell'ex generale Vannacci, quindi passiamo subito alla cronaca prima con l'inviata Claudia Guasco e il racconto della prima giornata fuori dal carcere di Alberto Stasi, da Garlasco andiamo in Abruzzo con Sonia Paglia e Michele Milletti per il caso delle due sorelline scomparse, con Sofia Spagnoli parliamo di Roma e della vicenda delle botticelle e di una resistenza a oltranza, con Gloria Satta andiamo al cinema per un film che ci farà sorridere e riflettere, e chiudiamo con l'ampia pagina di sport e con Massimo Boccucci che prima ci porta a Barcellona per la Formula 1 e poi a Taranto per uno brutta storia di tifosi
Un gioo comunicativo vecchio come il modno che la destra usa perfettamente e un errore che la sinistra ripete costantemente
Tutti a scagliarsi contro Roberto Vannacci, tutti a contestare il concetto di remigrazione. Solo che, facendo così, lo si mette al centro della scena, finendo per amplificare il suo frame di comunicazione.E bene ha fatto Lilli Gruber a ospitarlo a Otto e mezzo, perché il lavoro del giornalista è quello di dare le notizie, peggio fanno i politici - che dovrebbero strategicamente cooperare per il proprio successo - a confutare Vannacci dandogli peso, importanza, e significato.
E dopo il punto sulla pace e sull'accordo in Iran di cui potrete trovare altri dettagli nel servizio di Lorenzo Vita, con il commento di Mario Ajello parliamo di Vannacci e di una inaugurazione, quindi ci spostiamo in America con Angelo Paura e l'incredibile ascesa di SpaceX e di Elon Musk, dalla economia alla cronaca con uno speciale dedicato all'omicidio di Chiara Poggi con le inviate Claudia Guasco e Valeria di Corrado, quindi ci spostiamo in Abruzzo sempre per la cronaca con Sonia Paglia e Luca Tomassoni e il caso delle sorelline rapite, per la cultura con Laura Larcan ricordiamo David Hockney l'ultimo gigante della Pop Art, e chiudiamo con lo sport e con la giornata di Massimo Boccucci dedicata alla svolta in casa Juventus e all'insulto all'Italia di Infantino.
L'Aria che Tira - La 7 (12/06/26)
Nella sua periodica riunione di politica monetaria, la Banca Centrale europea ha preso una decisione di aumentare i tre tassi di interesse di riferimento di 0,25 punti percentuali. Cosa succede adesso ai mutui. Mancano 52 settimane al voto e il centrodestra si muove in un clima di aperta competizione elettorale, con la Lega che punta a un cambio di passo per superare il 10% alle Politiche. Per farlo, il partito di via Bellerio deve prima sciogliere il nodo politico legato a Roberto Vannacci e al suo neonato partito, Futuro Nazionale. Ho raccolto alcune domande che potrebbero essere utili per avere alcune info generiche che permettano a tutti di non sentirsi persi nel caso ci si trovasse nel bel mezzo di una conversazione calcistica durante questo mese abbondante di partite. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica” lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Massimo Giannini, editorialista e opinionista di Repubblica, racconta dal lunedì al venerdì il suo punto di vista sullo scenario politico e sulle notizie di attualità, italiane e internazionali. “Circo Massimo - Lo spettacolo della politica” lo puoi ascoltare sull’app di One Podcast, sull’app di Repubblica, e su tutte le principali piattaforme.See omnystudio.com/listener for privacy information.