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Più di un'ora a tutto campo con Lavinia Spingardi alla Versiliana.
C'è un governo in questo Paese? Su stipendi, carovita, benzina e costo dell'energia Meloni che fa?
Il Governo sulla sicurezza ha fallito: inutile inseguire Vannacci, serve serietà
Matteo Renzi interroga il Ministro Salvini al Question Time del 23 Luglio 2026
La manifestazione organizzata a Napoli dal centrosinistra avrebbe dovuto mostrare unità, partecipazione e capacità di costruire un'alternativa politica. Ha finito tuttavia per produrre una sequenza di errori comunicativi e organizzativi: la presenza dei contestatori nelle prime file, le reazioni improvvisate di Giuseppe Conte, una regia visiva approssimativa e una fotografia finale nella quale i quattro leader sono tutti insieme, ma guardano in direzioni diverse. In questa puntata parto proprio dalle immagini diventate virali: Giuseppe Conte che cerca di reagire alle contestazioni, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sul palco, l'assenza di una gestione efficace degli spazi e una comunicazione visiva caratterizzata da luci poco curate, sfondo scuro, inquadrature discutibili e materiali promozionali (una card pubblicata sui social) di qualità molto bassa. La comunicazione e la cura per i dettagli rivelano il modo in cui un'organizzazione lavora, stabilisce le priorità e cura i dettagli. Se non si riesce a organizzare efficacemente una manifestazione, l'effetto simbolico rischia inevitabilmente di estendersi alla percezione della futura capacità di governo, se mai questi leader verranno messi alla prova in quel senso. Dall'approssimazione del Campo Largo passo poi a Roberto Vannacci, che continua a conquistare attenzione attraverso azioni fisiche capaci di trasformarsi immediatamente in contenuti politici. Il suo triathlon sportivo in Liguria è un esempio di “credibility-enhancing display” (CREDs), un comportamento costoso che aumenta la credibilità percepita di chi lo compie. Il sottotesto è semplice: se ci metto il corpo, significa che credo davvero in ciò che dico. È lo stesso meccanismo che da tempo analizzo attraverso numerosi casi della comunicazione politica contemporanea: Javier Milei che porta una motosega sul palco, Zohran Mamdani che si immerge nelle acque gelide durante il Polar Bear Plunge, Beppe Grillo che attraversa a nuoto lo Stretto di Messina, Donald Trump e Silvio Berlusconi che trasformano il corpo, gli oggetti e le immagini in moltiplicatori della credibilità politica. Vannacci utilizza lo stesso codice e rilancia persino la competizione corporea con Grillo: il mio corpo è più resistente del tuo, quindi la mia convinzione è più credibile della tua. Il problema è che molti politici, soprattutto a sinistra, continuano ad amplificare proprio il frame di Vannacci. Ogni attacco, ogni dichiarazione indignata e ogni intervento televisivo contribuiscono a mantenerlo al centro della scena. Pier Ferdinando Casini ha sintetizzato la strategia più razionale: ignorarlo. Perché, come sappiamo, persino una smentita continua ad alimentare l'inquadratura che vorrebbe cancellare. Analizzo poi la comunicazione di Silvia Salis durante la missione istituzionale a New York, in cui si mostra viaggiare in Business Class. Ancora una volta, il punto è il significato prodotto dalle immagini: un racconto patinato, ambienti esclusivi e una rappresentazione visiva che rischia di trasmettere distanza rispetto alla vita quotidiana delle persone non fa bene alla sinistra. La comunicazione del lusso è legittima, tuttavia nel marketing politico diventa un problema percettivo. In politica il mezzo diventa messaggio: l'aereo, l'elicottero, l'abbigliamento, il luogo e la distanza prossemica contribuiscono tutti alla costruzione del personaggio, così come nel mondo non politico: da Papa Leone al concerto di Ultimo a Tor Vergata. Parlo inoltre del rapporto comunicativo tra Giorgia Meloni e Donald Trump, della notizia relativa ai contatti con Recep Tayyip Erdoğan prima del vertice NATO e del successivo meme pubblicato da Trump in cui parla di "ordine restrittivo" per lei. Quando diventa pubblica la preoccupazione per le possibili iniziative comunicative di un interlocutore, l'emozione trasmessa è la paura. E la paura colloca inevitabilmente l'altro in una posizione di dominanza. Trump conosce perfettamente questi meccanismi e produce imprevedibilità, costringendo gli interlocutori a reagire all'interno della sua cornice. Nella puntata commento anche la nuova strategia di Matteo Renzi con la campagna “Quando c'era lei”, e la scelta di costruire fin dal titolo il frame del “dopo Meloni”; l'uso ormai ripetitivo dell'accusa di fascismo; il il rischio di provocare reattanza psicologica negli elettori; la stretta di mano tra Trump ed Erdoğan al vertice NATO, impegnati in una reciproca esibizione di dominanza non verbale; il ruolo degli occhiali da sole nel rendere indecifrabili le emozioni e propongo ancora una volta l'estensione dell'approccio di Trump con il celebre esperimento psicologico della “still face”. Prima di definire pazzi i protagonisti della politica, dovremmo imparare a osservare gli effetti concreti delle loro azioni comunicative. Perché corpi, immagini, oggetti, distanze e movimenti raccontano spesso molto più delle parole, e delle nostre paure.
iene quasi voglia di difenderlo, questo Matteo Renzi messo in attesa dal servizio clienti del burbanzoso Campo Largo. Specie dopo tutta la fatica che ha fatto per diventare il portavoce ombra dell'opposizione, a volte riservando agli avversari il trattamento - e questa è la nota davvero stonata che non piace soprattutto ai sostenitori che lo hanno appoggiato per anni - che avevano riservato a lui. E vabbè. Sono tutti lì a maramaldeggiare, in quest'estate infernale che ricorda quella del 2003, non per motivi politici, macché, per il caldo. A Napoli, dove c'è appena stato il primo comizio unitario di Pd, M5S e Avs, che non è andato benissimo diciamo, non ce l'hanno voluto.
Tra Trump e Meloni noi stiamo con l'Italia. Giorgia invece dieci anni fa…
Per vincere le politiche servono voti e unità, non veti e polemiche. Ne ho parlato questa sera a In Onda su La7 con Luca Telese, Marianna Aprile e Antonio Padellaro. Siete d'accordo Vi leggo nei commenti
Oggi da Lilli Gruber con Josi e Giannini. Viviamo un tempo di cambiamenti impressionanti. Serve una risposta culturale e politica al Trumpismo e serve adesso. Basta con litigi da asilo, serve la Politica.
Matteo Renzi ospite al 55° Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Rapallo
Ho detto a Piazza Pulita che la patrimoniale non funziona. È uno slogan, non una legge. E ho paragonato Giorgia Meloni a Wanna Marchi
Matteo Renzi a Tagadà del 28 Maggio 2026
Quando c'era lei si stava peggio: tasse, treni, sicurezza e giovani in fuga
Matteo Renzi Il nuovo disordine mondiale a FPS 2026
Matteo Renzi a Otto e Mezzo
Matteo Renzi a Porta a Porta
Matteo Renzi a Omnibus
Stamattina ospite di Giovanna Pancheri a Sky TG24. Una domanda semplice: su bollette, tasse e stipendi, gli italiani stanno meglio o peggio rispetto a quattro anni fa?
Matteo Renzi a DiMartedi
Matteo Renzi a Tagadà
Oggi nuova puntata a DiMartedì. Giorgia Meloni fa la vittima ma non si governa con il piagnisteo. Sono sicurezza, sanità e stipendi i veri problemi di un governo longevo ma incapace
Il Pd perde un altro pezzo. Marianna Madia, che ha fatto la ministra con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, ha lasciato ieri il partito guidato da Elly Schlein, per approdare - come indipendente - in Italia Viva
Speciali Leopolda - Matteo Renzi a Piazzapulita del 30 Aprile 2026
Oggi sono stato ospite da David Parenzo ed ammetto di essermi sentito molto in modalità Kraken. Soprattutto rispetto al ministro Giorgetti.
Ho partecipato a Otto e Mezzo con Lilli Gruber. Il Governo non funziona più. Non è solo un problema di Nordio o Tajani o Urso hanno persino sbagliato i conti sul deficit PIL. Questo è il primo problema degli italiani, su questo servono risposte
Un'ora e mezza di confronto a Pulp Podcast tra Matteo Renzi e Roberto Vannacci. Numeri citati a raffica, da entrambe le parti, su immigrazione, reimmigrazione, cervelli in fuga, rimpatri, energia, sicurezza. Chi ha ragione? Puntata intera: https://youtu.be/O2fRzgKT_3s ### ❤️ *Sostieni il progetto*
Vandaag bespreken we het boek Het uur van de wolven, van Giuliano da Empoli. Giuliano da Empoli (1973) is een Italiaans-Zwitserse politicoloog, schrijver en journalist. Hij groeide op in verschillende Europese landen, studeerde rechten aan de Sapienza-universiteit in Rome en behaalde een master in politieke wetenschappen aan Sciences Po in Parijs. Da Empoli was onder meer politiek adviseur van de Italiaanse premier Matteo Renzi en locoburgemeester van Cultuur in Florence. Momenteel is hij directeur van de denktank Volta in Milaan en doet hij onderzoek en geeft les aan Sciences Po in Parijs. Da Empoli beweegt zich al jaren in de hoogste kringen van de internationale politiek en staat bekend om zijn scherpe analyses van macht, autoritairisme en de invloed van technologie op de samenleving. Zijn boeken, zoals "De Kremlinfluisteraar" en "Het uur van de wolven", zijn veelgelezen en worden gewaardeerd om hun diepgaande inzichten en verhalende stijl. Hij wordt gezien als een belangrijke stem in het debat over de toekomst van Europa en de democratieën. Zijn achtergrond als adviseur en denker maakt hem tot een opvallende figuur die zowel de academische wereld als de politieke praktijk kent. Het boek "Het uur van de wolven" van Giuliano Da Empoli is een indringend essay dat de gelijktijdige opkomst van autoritairisme en de invloed van tech-giganten en AI op onze samenleving onderzoekt. De kernboodschap is dat we in een tijdperk zijn beland waarin de oude, liberale democratische orde – met vaste spelregels, rechtsstaat en internationale samenwerking – plaatsmaakt voor een nieuwe realiteit. In deze realiteit heersen "wolven": autoritaire leiders zoals Trump, Orbán en Meloni, en tech-magnaten zoals Musk, die chaos en ontregeling gebruiken om hun macht te vergroten. Da Empoli beschrijft hoe deze krachten samenspannen en de democratie, de rechtsstaat en de internationale betrekkingen ondermijnen. Het boek waarschuwt voor de gevaren van deze ontwikkeling en benadrukt hoe slecht de gevestigde orde hierop was voorbereid. De titel "Het uur van de wolven" verwijst naar het moment waarop de wolven – de nieuwe machthebbers – actief worden en de bestaande structuren bedreigen. Het is een oproep om wakker te worden en de schaduwzijde van de macht te herkennen en te bestrijden het boek gaat over de crisis van de democratie en de opkomst van nieuwe, meedogenloze machtsstructuren in politiek en technologie Wat ik mooi vind, is hoe hij met voorbeelden uit de geschiedenis laat zien dat landen en volken dit allemaal al meerdere keren hebben meegemaakt. Inhoud New York, september 2024 Florence, maart 2012 Riyad, november 2024 New York, september 2024 Washington, november 2024 Chicago, november 2017 Montreal, september 2024 Parijs, september 1931 Berlijn, december 2024 Rome, oktober 1998 Lissabon, mei 2023 Lieusaint, december 2024 Intro vergelijk Azteken in de 16e eeuw met de westerse democratieën tegenover de conquistadores van de tech. Zelfvernedering om uiteindelijk vernietigd te worden. Stukje bij beetje leggen de oligarchen de politiek de wil op. Er is geen twijfel mogelijk: het uur van de wolf heeft nu echt geslagen, anders blijft er geen democratie over. Europa lijkt het enige continent waarin de democratie nog wordt verdedigd. New York, september 2024 Begint gelijk ingewikkeld met allerlei ontmoetingen en de algemene vergadering van de VN, Libanon, Israël, Iran, Rusland, Oekraïne, de politiek en ontmoetingen met de dictators rondom deze conflicten. Boek Tony Blair met drie stadia waar politieke leiders doorheen lopen: Als ze net aan de macht zijn, luisteren ze aandachtig. Ze weten dat ze niet veel weten. Na een tijdje overtuigen ze zichzelf dat ze voldoende ervaring hebben opgebouwd en dat ze alles doorhebben. 'Dan heb je geen zin meer om naar anderen te luisteren.' Maar weinigen komen in deze mature fase waarin je tot inzicht komt dat jouw ervaring niet het totaal generaal van politieke kennis is. Dan begin je weer naar anderen te luisteren. Dit gaat vooral over het conflict in Libanon. Oorlog is weer in de mode. In de afgelopen vijf jaar zijn de militaire uitgaven met een derde toegenomen. Een periode waarin aanvallen goedkoper is dan verdedigen. De nucleaire dreiging neemt weer toe. Florence, maart 2012 Mooie start over een werk van Da Vinci over De slag bij Anghiari. p44 over de periodes waarin verdedigen goedkoper is dan aanvallen en perioden waarin aanvallen goedkoper is dan verdedigen. Vergelijk raketten met vliegdekschepen. Cyberaanvallen en chemische en biologische oorlog. Riyad, november 2024 De kroonprins Mohammed bin Salma (MbS). Jong, gestudeerd op een prestigieuze universiteit. Verhaal over gasten in Ritz-Carlton die denken naar een feest gaan maanden worden vastgehouden om voorwaarden van MbS te accepteren om hun schuld te vereffenen (leverde meer dan 100 miljard op). Je moet mensen óf strelen óf uitroeien. De eerste wet van strategisch handelen is krachtdadig optreden. Onbesuisde actie. New York, september 2024 Het bijzondere verhaal over Nayib Bukele die de algemene vergadering toespreekt over zijn actie in El Salvador en iedere met tatoeages vastzet om zo miljoenen mensen te bevrijden van geweld. om uiteindelijk de democratie te ontmantelen. Washington, november 2024 p72 De verandering van het debat van de publieke ruimte naar online waardoor het lijkt dat alles is toegestaan voor eigen gewin. Het bewust creëren van chaos p74 In de nieuwe wereld hebben borgianen een beslissend voordeel. Kennis is een van de grootste vijanden van actie. De juristenpartij (Democraten). Chicago, november 2017 Montreal, september 2024 Parijs, september 1931 Berlijn, december 2024 Rome, oktober 1998 Lissabon, mei 2023 Lieusaint, december 2024 De burgemeester die de sluiproute van Waze die door zijn gemeente stuurt onderuit haalt met maatregelen als verkeerslichten, extra wachtijd van een paar minuten zodat deze sluiproute niet meer sneller is dan de route vervolgen via de snelweg. (nadat er niet naar hem geluistert werd door het bedrijf en het al heel ingewikkeld is om uberhaupt een mens te spreken) Interessant ook de link met de verhalen van Kafka in het Kasteel die de schrijver legt. Interview Buitenhof Opvallende lessen uit het boek voor ons: 00:00 intro - een eerste indruk van het boek en de auteur 03:30 De auteur is een interessante persoon in de toeschouwerrol. 06:20 In de Nederlandse media zijn de wereld van de politiek en de wetenschap gescheiden. 08:10 Wat leer ik uit het verleden voor de huidige tijd. 13:50 Goede voorbereiding op politiek overleg: verdiep je in de geschiedenis. 14:50 De coalitie van techniek en autocratie, dat is levensgevaarlijk. 17:30 Als je aarzelt en niets doet, dan word je onder de voet gelopen. 20:50 De drie stadia van luisteren naar anderen van een politicus. 22:10 In een oorlog is op dit moment, economisch gezien, aanvallen weer goedkoper dan aanvallen. De wapens om een land aan te vallen zijn goedkoper dan het materieel om je te verdedigen tegen een agressor. 29:10 Begin met het definiëren van je kernwaarden als natie. 31:30 De Europese federalisering is niet ver genoeg ontwikkeld. 34:45 Het bijzondere verhaal van Mohammad bin Salman over een bizarre actie die hem meer dan 100 miljard opleverde. 41:50 Het belang om de infrastructuur snel te beheersen bij een staatsgreep, en de link naar de big tech en de Europese afhankelijkheid nu. 43:00 De overeenkomsten van de big tech met Obama en Trump, met de directe invloed op de president, bij de Democraten en Liberalen. 46:45 Eric Schmidt legt zijn taken bij Google neer om Barack Obama te ondersteunen in de verkiezingsstrijd. Door gebruik te maken van data. 47:50 Twee weken na de herverkiezing staakt de antitrustcommissie de gerechtelijke stappen tegen Google. 50:00 Het idee van zelfregulering is een van de grote leugens. Vertrouw bedrijven nooit. 51:30 Een mooi voorbeeld van klein verzet tegen big tech. 53:55 De cirkel rondmaken met het verhaal van Hernán Cortés en de vergelijking met de spiegels en kralen van Big Tech (AI). 55:20 Een democratiecheck doen van de spullen in je (digitale) winkelwagen. Bronnen die we genoemd hebben Ilja Leonard Pfeijffer - Wikipedia Absolute democratie - Ilja Leonard Pfeijffer Alkibiades - Ilja Leonard Pfeijffer Piratenverlichting – David Graeber #boekencast afl 87 Het begin van alles – Wengrow en Graeber #boekencast afl 63 Geschiedenis voor morgen – Roman Krznaric #boekencast afl 112 De goede voorouder – Roman Krznaric #boekencast afl 53 Mohammad bin Salman al-Saoed - Wikipedia (MbS) Jamal Khashoggi - Wikipedia Curzio Malaparte - Wikipedia Man Hacks Google Maps Traffic with 99 phones Hernán Cortés - Wikipedia Onafhankelijk worden van (Amerikaanse en Chinese) Big Tech - een overzicht en actielijst. Cinetree Antifragile – Nassim Nicholas Taleb #boekencast afl 37 Luister naar deze aflevering Beluister hier ons gesprek over het boek Het uur van de wolven. Wat een fijn geschreven boek met confronterende inzichten. In een halfuur delen wij dit boek met jou. Een halfuur met kennis die je tot je neemt terwijl je wandelt, loopt of rijdt, bijvoorbeeld. Video van deze aflevering Bekijk ons gesprek op video https://youtu.be/tL-ep3S5T4Q https://youtu.be/tL-ep3S5T4Q In deze aflevering bespreken we het boek Het uur van de wolven. Wat een bijzonder boek. Een kijkje in de wereld van de toppolitiek. De geschiedenis herhaalt zich. We halen het paard van Troje zelf binnen. Met spiegels en kralen (AI) worden we verleid. We halen hiermee zelf het onheil en daarmee onze ondergang, binnen in Europa. De democratie wordt ondermijnd en afgebroken door de onschuldig uitziende founders die een ander beeld van de toekomst hebben v
JD Vance has returned to Islamabad for another attempt at ending the war with Iran, but expectations are low and talks may not even happen. Tensions have escalated after the US seized an Iranian cargo ship, prompting drone attacks on US vessels. This comes just days after President Trump claimed a major deal with Iran was already in place - a claim that now looks increasingly doubtful. At the same time, a war of words between Trump and the Pope has added a new dimension to the crisis. Religious rhetoric from US officials, along with Trump's recent statements and imagery, has drawn criticism at home and abroad - including from Italian Prime Minister Giorgia Meloni. As political divisions deepen and alliances strain, one thing is clear: there is nothing holy about this conflict. Piers Morgan is joined by Senator and former prime minister of Italy, Matteo Renzi, senior minister and author of ‘No Such Thing As Bad Words', Pastor Doug Wilson, author of The Left Hook on Substack, Wajahat Ali, commentator at The Bulwark, Tim Miller and Professor Mohammad Marandi of Tehran University to discuss. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Meloni cambia idea a seconda del vento: Putin, Trump, la NATO, l'Euro. È influencer, non una leader
Speciali Leopolda - Matteo Renzi a DiMartedi del 14 Aprile 2026
L'intervento di Matteo Renzi alle Primarie delle Idee
Matteo Renzi sull'attacco militare nella notte degli Stati Uniti in Iran
La chiusura dello stretto di Hormuz mette in ginocchio il Paese ma a quanto pare il Governo Meloni ha altre priorità: le faide di Palazzo. Siamo in mano a degli incapaci e il conto lo pagano gli italiani. Ne ho parlato da Lilli Gruber, leggo i commenti
La mia intervista a Fanpage: politica estera, Governo Meloni in crisi e Primarie
Dall'11 aprile iniziamo il percorso delle Primarie delle Idee. Portiamo la discussione su cosa serve all'Italia: stipendi, sanità, sicurezza. Iscriviti per partecipare all'evento
In meno di una settimana è cambiato tutto. Meloni ha perso il tocco magico e soprattutto non è più credibile nella sua narrazione di donna coraggiosa appoggiata dal popolo. Ha paura e non a caso caccia i ministri per non saltare lei. La sinistra deve concentrarsi sulle vere questioni del Paese: sicurezza, sanità, stipendi. E per farlo le Primarie sono un'occasione straordinaria, da non perdere. Scegliamo di aprirci alla partecipazione, non chiudiamoci nel Palazzo
Vi ripropongo la mia intervista a Realpolitik con Tommaso Labate. Dall'11 aprile iniziamo il percorso delle Primarie delle Idee. Portiamo la discussione su cosa serve all'Italia: stipendi, sanità, sicurezza
La mia intervista a Radio Popolare. Meloni ha perso. E con lei quella classe dirigente imbarazzante fatta dai Tajani, le Bartolozzi, i Del mastro. Lo spazio politico per il centrosinistra è enorme. Ora dobbiamo mettere al centro le questioni reali degli italiani, abbandonando le ideologie. Sanità, lavoro e sicurezza: se ci misuriamo su questi temi e facciamo proposte, possiamo vincere.
El director de Más de uno ha destacado en su monólogo una entrevista al socialista y exprimer ministro italiano Matteo Renzi que critica la postura de los presidentes de España e Italia contra el conflicto en Irán.
Tous les quinze jours, Anne Rosencher interroge celles et ceux qui pensent le monde d'aujourd'hui et de demain. En prenant, c'est important, le temps d'approfondir. Pour ce tout premier épisode, la directrice déléguée de la rédaction de L'Express reçoit Giuliano da Empoli. L'ancien stratège du président du Conseil italien Matteo Renzi, auteur de L'Heure des prédateurs et du Mage du Kremlin, y analyse les dynamiques du pouvoir contemporain, de Donald Trump aux dirigeants européens.Ces grands entretiens sont à écouter, sur toutes les plateformes de podcasts mais aussi disponibles en vidéo sur YouTube et Dailymotion. Réalisation audio : Jules KrotRéalisation vidéo : Renaud Toffier, Loredane Binet Montage vidéo : Renaud Toffier Visuel : Alice Lagarde Photo : Matthieu Landry Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Annonce politique : Le sponsor est Instagram, qui fait partie de Meta Platforms Ireland Ltd. Cette annonce est en lien avec les réflexions des États membres de l'UE en faveur d'une majorité numérique commune pour accéder aux services en ligne.Consulter toutes les informations relatives à la transparence sur https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/900/oj/eng Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations.
Oggi faremo un viaggio con Matteo Renzi, una figura che ha segnato la politica italiana degli ultimi anni. In questa conversazione non c’è solo il leader, ma l’uomo dietro le scelte, le critiche e le responsabilità. Con lucidità e apertura ci racconta cosa significa affrontare il peso del consenso e del dissenso, vivere sotto i riflettori e, soprattutto, confrontarsi con se stessi. Il dream team di One More Time é composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Tommaso Galli, Noemi Grandi, Edoardo Levy, Gloria Giovanditti, Leila Stabile, Giovanni Zaccaria. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La cinquantunesima edizione del Forum Teha (The European House Ambrosetti) si apre venerdì, fino a domenica, e cercherà di mettere a fuoco gli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali non solo dell'Italia, con la presenza di 9 Governi (Albania, Arabia Saudita, Irlanda, Italia, Portogallo, Qatar, Spagna, Stati Uniti, Turchia), dei principali ministri del Governo italiano, di 5 Commissari Europei e l'EU Rapporteur per il Single Market. Ad aprire i lavori, subito dopo i saluti di Valerio De Molli, è previsto un intervento del Presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky in videoconference. Ad ascoltarlo in sala ci sarà, tra gli altri, Antonio Tajani, vice Presidente del Consiglio dei Ministri dell'Italia e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell'Italia. Il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, arriverà sabato mattina, nella giornata dedicata all'Europa, durante la quale si parlerà anche di difesa e sicurezza; domenica, nella tradizionale sessione dell'Agenda per l'Italia dedicata alle opposizioni, interverranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Carlo Calenda e Matteo Renzi. Tra i ministri presenti alla tre giorni, oltre a Tajani, Maria Chiara Carrozza, Giuseppe Valditara, Marina Calderone, Matteo Salvini, Paolo Zangrillo, Carlo Nordio e Adolfo Urso per concludere con l'intervento di Giancarlo Giorgetti. Alcuni altri ospiti: Laurence D. Fink (CEO, Blackrock) videoconference, Paulo Rangel (Ministro degli Affari Esteri del Portogallo), Valdis Dombrovskis (Commissario Europeo per l economia, la produttività, l attuazione e la semplificazione), Daniele Franco (Presidente, Fondazione Policlinico Gemelli; Portavoce dello studio di TEHA Group Guidare il futuro: le aziende capofiliera come motore di innovazione e sostenibilità per le filiere industriali italiane ed europee ), Pierre Moscovici (Presidente, Corte dei Conti, Francia), Enrico Letta (Dean, IE School of Politics, Economics & Global Affairs; EU Rapporteur sul Futuro del Mercato Unico).Sono intervenuti ai microfoni di Sebastiano Barisoni a Cernobbio Emma Marcegaglia, presidente di Marcegaglia Holding, presidente di Confindustria dal 2008 al 2012, Monica Defend, head of Amundi Investments, Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale A2a e Paolo Gentiloni, Co-Chair dell High-level Expert Group on the Global Debt Crisis, delle Nazioni Unite ex-commissario Ue ed ex-presidente del consiglio.
Il detonatore della crisi francese sarà il voto di fiducia all'Assemblea nazionale, previsto per l'8 settembre. Il primo ministro François Bayrou si gioca le ultime carte per far passare misure finanziarie che dovrebbero consentire un taglio della spesa per circa 44 miliardi. Misure osteggiate sia a destra, sia a sinistra. Un fuoco di sbarramento che isola sempre più il presidente Emmanuel Macron, erode la sua già esigua compagine parlamentare e potrebbe portare per la seconda volta in pochi mesi ad elezioni anticipate, senza escludere peraltro le dimissioni dello stesso presidente. Gli esponenti più moderati della sinistra, così come il Rassemblement national, hanno già detto chiaramente che non sosterranno il governo. Gli investitori temono un ennesimo crollo del governo. Il CAC 40, l'indice di riferimento di Parigi, ha registrato già diverse cadute nei giorni scorsi. Il tasso di interesse dei titoli di Stato francesi a dieci anni è ora tra i più alti dell'eurozona. Ha già superato quelli di Grecia e Portogallo, due paesi al centro dell'ultima crisi finanziaria, e si avvicina a quello dell'Italia. Ma il nostro Paese oggi è visto con maggiore favore dai mercati, in compagnia di Grecia e Spagna. Ne parliamo con Paolo Guerrieri, docente di Economia alla Paris School of International Affairs, Sciences-Po (Parigi).Da Venerdì la cinquantunesima edizione del Forum Teha La cinquantunesima edizione del Forum Teha (The European House Ambrosetti) si apre venerdì, fino a domenica, e cercherà di mettere a fuoco gli scenari geopolitici, economici, tecnologici e sociali non solo dell'Italia, con la presenza di 9 Governi (Albania, Arabia Saudita, Irlanda, Italia, Portogallo, Qatar, Spagna, Stati Uniti, Turchia), dei principali ministri del Governo italiano, di 5 Commissari Europei e l'EU Rapporteur per il Single Market. Ad aprire i lavori, subito dopo i saluti di Valerio De Molli, è previsto un intervento del Presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky in videoconference. Ad ascoltarlo in sala ci sarà, tra gli altri, Antonio Tajani, vice Presidente del Consiglio dei Ministri dell'Italia e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell'Italia. Il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, arriverà sabato mattina, nella giornata dedicata all'Europa, durante la quale si parlerà anche di difesa e sicurezza; domenica, nella tradizionale sessione dell'Agenda per l'Italia dedicata alle opposizioni, interverranno Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Carlo Calenda e Matteo Renzi. Tra i ministri presenti alla tre giorni, oltre a Tajani, Maria Chiara Carrozza, Giuseppe Valditara, Marina Calderone, Matteo Salvini, Paolo Zangrillo, Carlo Nordio e Adolfo Urso per concludere con l'intervento di Giancarlo Giorgetti. Approfondiamo il tema con Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti.
Journaliste et écrivain, Giuliano da Empoli est un des esprits les plus brillants du moment. L'auteur des Ingénieurs du chaos ou du roman Le mage du Kremlin est l'invité de ce numéro d'Idées pour parler des « prédateurs qui sont au pouvoir aujourd'hui sur tous les continents ». (Rediffusion) Ancien adjoint au maire en charge de la culture à Florence, conseiller politique du président du Conseil italien Matteo Renzi, il a publié son premier livre en 1996, Un grande futuro dietro di noi à propos des difficultés rencontrées par les jeunes Italiens. En tant qu'auteur et commentateur politique, il intervient régulièrement dans des émissions télévisées et radiophoniques en Italie et en France. Il publie aujourd'hui L'heure des prédateurs chez Gallimard. « Aujourd'hui, l'heure des prédateurs a sonné et partout les choses évoluent d'une telle façon que tout ce qui doit être réglé le sera par le feu et par l'épée. Ce petit livre est le récit de cette conquête, écrit du point de vue d'un scribe aztèque et à sa manière, par images, plutôt que par concepts, dans le but de saisir le souffle d'un monde, au moment où il sombre dans l'abîme, et l'emprise glacée d'un autre, qui prend sa place. », écrit-il dans ce récit. Au micro de Pierre-Edouard Deldique, Giuliano da Empoli nous fait voyager de New York à Riyad, de l'ONU au Ritz-Carlton de MBS, « là où le pouvoir s'acquiert par des actions irréfléchies et tapageuses, où des autocrates décomplexés sont à l'affût du maximum de chaos, où les seigneurs de la tech semblent déjà habiter un autre monde, où l'IA s'avère incontrôlable ». L'auteur qui a une parfaite connaissance du milieu politique regarde sans ciller : « L'union de la rage et des algorithmes ». Il préconise de « réinventer une propagande adaptée à l'ère des selfies et des réseaux sociaux » car « le moment que nous vivons est machiavélien ». Idées, le magazine qui interroge ceux qui pensent le monde. Programmation musicale : Edouard Ferlet – Herd instinct
La revue de presse internationale - Les correspondants d'Europe 1
Au programme de cette revue de presse internationale : les 1000 jours de pouvoir de la Première ministre italienne Giorgia Meloni, un projet de loi controversé en Turquie sur l'exploitation minière des terres agricoles, et le lancement d'un programme de suivi des requins en Égypte.Notre équipe a utilisé un outil d'Intelligence artificielle via les technologies d'Audiomeans© pour accompagner la création de ce contenu écrit.Distribué par Audiomeans. Visitez audiomeans.fr/politique-de-confidentialite pour plus d'informations.
durée : 00:42:15 - Signes des temps - par : Marc Weitzmann - Entre prédation ancienne et ultra-technologie, un nouveau féodalisme redessine le monde aujourd'hui. L'essayiste Giuliano da Empoli explore dans son dernier roman "L'heure des prédateurs" paru aux éditions Gallimard, les mutations du pouvoir à l'ère numérique. - réalisation : Luc-Jean Reynaud - invités : Giuliano da Empoli Essayiste, romancier et ancien conseiller politique de Matteo Renzi
Journaliste et écrivain, Giuliano da Empoli est un des esprits les plus brillants du moment. L'auteur des Ingénieurs du chaos ou du roman Le mage du Kremlin est l'invité de ce numéro d'Idées pour parler des « prédateurs qui sont au pouvoir aujourd'hui sur tous les continents ». Ancien adjoint au maire en charge de la culture à Florence, conseiller politique du président du Conseil italien Matteo Renzi, il a publié son premier livre en 1996, Un grande futuro dietro di noi à propos des difficultés rencontrées par les jeunes Italiens.En tant qu'auteur et commentateur politique, il intervient régulièrement dans des émissions télévisées et radiophoniques en Italie et en France.Il publie aujourd'hui L'heure des prédateurs chez Gallimard.« Aujourd'hui, l'heure des prédateurs a sonné et partout les choses évoluent d'une telle façon que tout ce qui doit être réglé le sera par le feu et par l'épée. Ce petit livre est le récit de cette conquête, écrit du point de vue d'un scribe aztèque et à sa manière, par images, plutôt que par concepts, dans le but de saisir le souffle d'un monde, au moment où il sombre dans l'abîme, et l'emprise glacée d'un autre, qui prend sa place. », écrit-il dans ce récit.Au micro de Pierre-Edouard Deldique, Giuliano da Empoli nous fait voyager de New York à Riyad, de l'ONU au Ritz-Carlton de MBS, « là où le pouvoir s'acquiert par des actions irréfléchies et tapageuses, où des autocrates décomplexés sont à l'affût du maximum de chaos, où les seigneurs de la tech semblent déjà habiter un autre monde, où l'IA s'avère incontrôlable ».L'auteur qui a une parfaite connaissance du milieu politique regarde sans ciller : « L'union de la rage et des algorithmes ». Il préconise de « réinventer une propagande adaptée à l'ère des selfies et des réseaux sociaux » car « le moment que nous vivons est machiavélien ».Idées, le magazine qui interroge ceux qui pensent le monde.Programmation musicale : Edouard Ferlet – Herd instinct
durée : 00:52:02 - Répliques - par : Alain Finkielkraut - Qui sont ces prédateurs d'aujourd'hui qui ont pour orgueil commun de penser que leur moment est arrivé ? - réalisation : Alexandra Malka - invités : Giuliano da Empoli Essayiste, romancier et ancien conseiller politique de Matteo Renzi
durée : 00:38:30 - France Culture va plus loin (l'Invité(e) des Matins) - par : Guillaume Erner, Isabelle de Gaulmyn - Rendu célèbre par ses ouvrages précurseurs “Les ingénieurs du chaos” et “Le mage du Kremlin”, Giuliano Da Empoli revient en librairie avec une nouvelle analyse des leaders du monde entier : “L'heure des prédateurs” publié chez Gallimard. - réalisation : Félicie Faugère - invités : Giuliano da Empoli Essayiste, romancier et ancien conseiller politique de Matteo Renzi
durée : 02:29:58 - Les Matins - par : Guillaume Erner, Isabelle de Gaulmyn - / - réalisation : Félicie Faugère - invités : Marc Lavergne Directeur de recherche émérite au CNRS, au laboratoire CITERS de l'Université de Tours; Xavier Timbeau Économiste, directeur de l'Observatoire Français des Conjonctures Économiques (OFCE); Giuliano da Empoli Essayiste, romancier et ancien conseiller politique de Matteo Renzi