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I titoli: Italia, Mario Roggero è nel carcere di Bollate. Per il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi il presidente Mattarella "dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza"; Australia, Pauline Hanson ospite del podcast anti-islamico di un attivista inglese dice: "Colpa di Whitlam che ha messo fine alla White Australia Policy"; Sport, Tour de France, nella 13esima tappa trionfa lo svizzero Schmid.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
In estate piccoli cambiamenti nel modo di respirare possono sembrare conseguenze del caldo, dell’aria condizionata o della stanchezza: un colpo di tosse entrando in un ambiente fresco, un po’ di fiato corto sotto il sole, una pausa dopo una salita di scale. Ma il respiro è un indicatore importante del nostro stato di salute e quando cambia può essere utile capire perché. Ne parliamo con il dottor Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e Past President dell’Associazione Nazionale Pneumologi Ospedalieri, per distinguere i disturbi comuni dai segnali che meritano attenzione
Nei periodi di caldo intenso la memoria sembra diventare meno affidabile: ci sfuggono nomi, appuntamenti e pensieri. Ma è davvero solo colpa delle alte temperature? Spesso la mente è già proiettata verso ciò che deve ancora accadere, lasciando meno spazio al presente. Fare "mente locale" diventa allora un piccolo pit stop: una pausa consapevole per ritrovare il filo dei ricordi, riorganizzare i pensieri e riportare l'attenzione a ciò che conta. Un invito a rallentare, perché ricordare non è solo un esercizio di memoria, ma anche di presenza. Ospite il prof. Giuseppe Alfredo Iannoccari, neuropsicologo, docente all'Università Statale di Milano e presidente di Assomensana, autore di Strategicamente (Sole 24 Ore).
In questo episodio di Educare con calma parlo dei diversi sensi di colpa che spesso accompagnano la genitorialità. Condivido riflessioni e spunti pratici su come accoglierli con meno giudizio, senza lasciare che definiscano il nostro valore.:: In questo episodio parliamo di:I sensi di colpa più comuni nella genitorialità.Cosa ho imparato da un conflitto con mio figlio.Come trovare modi autentici di stare con nostrə figliə che siano piacevoli anche per noi genitori.Perché il confronto con gli altri può alimentare il senso di inadeguatezza.:: Nell'episodio menziono:Il mio libro «Cosa sarò da grande».Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Tim Cook qualche settimana fa aveva indicato responsabilità ben precise, ma uno dei protagonisti del mercato presenta un punto di vista molto diverso. Google non sa più dove mettere Gemini, ora è in un altro punto di Android. Finalmente arriva una delle novità più attese di WhatsApp. Xbox contesta i dati su GTA6. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa puntata di Start parliamo delle nuove indicazioni nazionali per i licei, che dal 2027/28 porteranno l'intelligenza artificiale in matematica e rilanceranno i classici da Omero ai Promessi Sposi. Poi di Apple, che annuncia aumenti di prezzo su Mac, iPad e Vision Pro, scaricando sui consumatori il costo della corsa globale ai chip per l'AI. E infine di Villa Certosa, la residenza sarda di Berlusconi verso la cessione alla famiglia reale del Qatar per circa 300 milioni di euro: trent'anni di incontri diplomatici indimenticabili, da Putin a Blair. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
"Anche questa volta ho esagerato" "Ho rovinato tutto un'altra volta" "Domani compenso" "va beh ormai ho sgarrato, tanto vale"Se questi frasi ti suonano familiari…questo episodio è per te!So quanto sia complesso gestire l'alimentazione, rispettare/non rispettare la dieta in una stagione in cui le occasioni, le uscite, le tentazioni sono all'ordine del giorno.Da un lato non puoi mollare tutto e lasciarti andare completamente, a maggior ragione se hai iniziato il tuo fitness journey e non vuoi assolutamente perdere i risultati ottenuti ad oggi…d'altra parte non vuoi neanche limitarti e restringere completamente!Perché un'estate vissuta con equilibrio e serenità fa molto meno danni di un'estate vissuta con rigidità… e poi con le abbuffate compensatorie che quella rigidità inevitabilmente genera.Ecco perchè ti parlerò di: mindset e rapporto con il cibola regola dell'80-20 che vince sempre (di questa te ne parlo in maniera più approfondita qui: )strategie concrete per gestire cene, aperitivi e vacanze; come evitare le “trappole” che rischiano di rovinare le tue vacanze e…una super extra tips che ti aiuterà a gestire il giudizio altrui!Buon ascolto!P.S. Se vuoi avere consigli quotidiani in ambito fitness, ogni giorno ne parlo sul mio profilo IGSe invece desideri sapere come lavoro e sei interessata ad iniziare un percorso con me, mi trovi QUI
Zuppa di Porro dell'24 giugno 2026: rassegna stampa quotidiana
Te l'hanno detto le amiche o forse te lo sei ripetuta allo specchio: “Devi mettere più confini, non lasciare che se ne approfittino, smettila di occuparti sempre tu di tutto.”E intanto pensi di non esserne capace.Ma nella mia esperienza, soprattutto con donne e madri, il problema raramente è la tecnica. Sai benissimo cosa vorresti dire.Quello che si muove sotto è molto più grande e ha a che fare con la nostra identità.Oggi ti porto dentro il mito dell'oblatività, i circuiti della ricompensa che ci tengono incastrate e la domanda da cui parte ogni vero cambiamento.
Ti sei mai sentito in colpa per non essere stato abbastanza presente, abbastanza calmo, abbastanza paziente con tuo figlio?Quella colpa, paradossalmente, è spesso il segno che sei un genitore attento. Ma quando diventa un peso costante, rischia di diventare il problema, non la soluzione.In questa puntata parlo della Carta dei Diritti del Genitore: cinque diritti che nessuno ti ha mai concesso ufficialmente, ma che sono la base per reggere davvero, soprattutto se hai un figlio intenso, oppositivo o emotivamente esplosivo.I cinque diritti:Il diritto a non farcelaIl diritto a non essere sempre sul pezzo (e a riparare)Il diritto a chiedere aiutoIl diritto ad avere i tuoi bisogniIl diritto a non essere sempre allineato con l'altro genitorePerché i tuoi figli non ricorderanno se la casa era in ordine o se eri sempre perfetto. Ricorderanno se c'eri, davvero.
Nella nuova puntata di Mentalità, il podcast condotto da Gabriele Colombo che parla di tutto quello che è il lato mentale della pallacanestro, come funziona e come va interpretato. Oggi prendiamo spunto dalla finale in Grecia tra Panathinaikos e Olympiacos che ha ricoperto di polemiche quasi due settimane di basket. Continue lamentele, continue accuse, continue polemiche a tal punto che il basket è passato in secondo piano. Noi andiamo ad analizzarlo dal punto di vista mentale capendo quanto inutile sia e quante energie mentali faccia sprecare. Ma anche voi quante volte avete dato la colpa all'arbitro?Mentalità è anche un'app, creata proprio da Gabriele per aiutare chiunqua voglia essere seguito, inziare un percorso o anche solo provare a capire qualcosa di più dell'aspetto mentale applicato allo sport e al basket. Chi volesse provarla può andare su: gabrielecolombo.coach e con il codice BACKDOOR, chi scarica l'app e lo inserisce ha un mese gratis di pacchetto Mentorship e il 40% di sconto sul rinnovo del mese successivo. Un ottimo modo per capire meglio il mondo dello sport e capirsi meglio per avere migliori performance, nell'attività sportiva e nella vita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/backdoor-podcast--4175169/support.
Il Motto Podcast chiude la sesta stagione con il botto e vi trascina direttamente dentro una cucina che ha del miracoloso! Roberto ed Elena vi aspettano per l'ultimo, imperdibile appuntamento, dove il vero protagonista è un elettrodomestico che ha letteralmente rivoluzionato la vita ai fornelli di Roberto. Tutto è iniziato per colpa, o per merito, di un misterioso e irresistibile desiderio legato ai maialini al vapore... ma per scoprire cosa è successo davvero e quale incredibile legame ci sia con questo piatto, dovrete assolutamente schiacciare play e ascoltare l'episodio!Nel corso della puntata scoprirete come una modernissima piastra a induzione, apparentemente ostica, sia stata trasformata in un gioiello di totale accessibilità. Roberto svela tutti i trucchi tattili utilizzati per domare i comandi e, soprattutto, racconta il lavoro di squadra pazzesco con l'intelligenza artificiale, diventata la sua assistente personale per gestire tempi, pentole e ricette passo dopo passo in totale autonomia. La tecnologia che include, diverte e rende magico ogni piatto!Le sorprese non finiscono qui, perché Elena ha deciso di fare i danni e lanciare uno spoiler clamoroso che vi farà sobbalzare sulla sedia! La settima stagione è già nell'aria e si preannuncia qualcosa di talmente grande che non potete assolutamente perdervi questo indizio. Preparate le cuffie, l'energia è alle stelle e il finale di stagione è servito!
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Cosa accade quando, in un eterno riciclo ludico, gli editori iniziano a chiamare i giochi con nomi che differiscono per un solo carattere? Regia: guglie
Nella puntata del 9 giugno 2026 abbiamo intervistato la Dott.ssa Jessica Leonardi, psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicodinamico.
Zuppa di Porro dell'1 giugno 2026: rassegna stampa quotidiana
In questa puntata esploro le vere ragioni per cui molti team commerciali non raggiungono i risultati attesi (e perché spesso non è colpa dei venditori). Dalla dipendenza dal brand agli incentivi inefficaci, fino al ruolo decisivo del mindset e del coaching continuo, scoprirai come trasformare la tua forza vendita in un team proattivo, responsabile e orientato alla crescita. _________
“C'è una frase che ha distrutto più vite della povertà.” Pensare che in te ci sia qualcosa di sbagliato. In questa puntata parliamo di colpa psicologica, vergogna tossica e dell'uso dell'errore come strumento di controllo. Premi play.
Quando si parla di strategie di trading sistematico, una delle obiezioni più frequenti riguarda proprio l'affidabilità dei backtest. Molti sostengono infatti che i trading system funzionino solo sui dati passati e che i risultati ottenuti nei test storici non abbiano alcun reale valore predittivo. È una critica che, almeno in parte, ha senso. Ottenere risultati eccellenti nei backtest non è particolarmente difficile: basta continuare ad adattare regole, filtri e parametri ai dati del passato fino a costruire una strategia apparentemente perfetta. Il problema è che, in questo modo, spesso non si sta misurando una reale efficacia statistica della strategia, ma semplicemente quanto bene essa riesca ad adattarsi ai dati storici utilizzati per costruirla. Ed è proprio qui che entra in gioco uno degli errori più comuni nello sviluppo di strategie sistematiche: l'overfitting. Con questo termine si indica infatti la tendenza a creare sistemi troppo "cuciti" sui dati storici, che finiscono poi per perdere efficacia quando vengono applicati ai mercati reali. Ma allora significa che i backtest non servono? Assolutamente no. Se utilizzati correttamente, i test storici rappresentano uno strumento fondamentale per valutare la robustezza di una strategia e verificare se una logica di mercato abbia realmente una certa validità statistica. Il punto fondamentale è quindi capire come costruire strategie robuste, semplici e basate su logiche di mercato realistiche, evitando ottimizzazioni eccessive e parametri troppo specifici. Nell'episodio di oggi approfondiremo proprio questi aspetti, mostrando esempi pratici e analizzando alcuni accorgimenti utili per sviluppare trading system con maggiori probabilità di mantenere efficacia anche nel futuro. Buon ascolto e buon trading!
Bufera su Beatrice Venezi dopo che La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha comunicato la decisione di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro che a fine 2025 era stata nominata direttrice musicale del Gran Teatro di Venezia.
Il 22 aprile Eurostat ha fissato il deficit italiano 2025 al 3,1% del PIL. Mancano 1.640 milioni su 2.258 miliardi per scendere sotto la soglia e uscire dalla procedura europea. Tutta colpa del Superbonus dei Cinque Stelle, come dice Fratelli d'Italia? Davvero abbiamo recuperato 5 punti di deficit in tre anni come "miracolo" politico? ### ❤️ *Sostieni il progetto*
Cosa succede quando, da adulti, sentiamo che i nostri desideri vengono ignorati? È davvero un comportamento infantile o c'è dell'altro?Crescere non è solo un fatto fisico. Significa evolversi mentalmente e moralmente.Quando i nostri bisogni non vengono ascoltati, proviamo un senso di insoddisfazione profonda, come se mancasse il significato stesso della nostra vita.Si tratta di aspetti che servono a generare vitalità e fioritura.Qual è quel bisogno speciale che a volte ti fa sentire quasi ridicola, ma che ti fa sentire viva?
Riflessioni di Ajahn Jayasaro. Alcune dottrine religiose, la maggior parte delle teorie complottiste, molte esplosioni di rabbia in casa e sul posto di lavoro iniziano con la domanda: "Di chi è la colpa?" Le idee di punizione e di vendetta, e perfino di perdono, derivano da questa domanda: "Di chi è la colpa?" Dalla domanda "Di chi è la colpa?" emerge un mondo a cartoni animati, dai contorni rigidi, in bianco e nero. Una falsa pace può essere ottenuta con le parole: "Siamo tutti colpevoli". Una falsa umiltà può essere rivendicata con le parole: "La colpa è mia". Una falsa responsabilità può essere accettata "prendendosi la colpa". L'idea di colpa non è all'origine dei conflitti tra le persone, ma è un fattore che vi contribuisce. La saggezza inizia con le domande: "Quali fattori hanno contribuito?" "Quali fattori stanno contribuendo?" "Quali fattori contribuiranno?" Ajahn Jayasāro, 3 febbraio 2026
Una nuova ricerca dimostra come i prodotti finanziari basati su bitcoin abbiano deviato miliardi di dollari dagli acquisti spot, contribuendo sostanzialmente all'attuale mercato ribassista. E il principale responsabile è lui: Michael Saylor.Inoltre: il nuovo LLM di Anthropic terrorizza il mondo dello sviluppo, Bitchat rimossa dall'App Store cinese, nuove rivelazioni sulla quantum FUD, e il ritorno del faucet bitcoin.It's showtime!
Daniela Dawan"La colpa di tacere"Morellini Editorewww.morellinieditore.itLa Storia tra le righeFestival di Letteratura Storica, LegnanoSabato 11 aprile 2026, ore 15:30Daniela Dawan "La colpa di tacere"Sarah Pellizzari Rabolini "L'alba del 2 giugno"Un processo. Un segreto. Una verità che può distruggere tutto. Giustizia, memoria e identità nel nuovo romanzo di Daniela Dawan.C'è un confine sottile, quasi invisibile, che separa la verità processuale dalla verità del cuore, e nessuno sa raccontarlo con la precisione e l'intensità di Daniela Dawan. Nel suo nuovo romanzo, “La colpa di tacere”, l'autrice ci trascina in un viaggio magnetico tra le aule di giustizia e gli abissi della memoria familiare, partendo da una domanda che scuote le fondamenta della nostra identità: cosa resta di un uomo quando le certezze del diritto si scontrano con il caos dei sentimenti?Il protagonista, Jacopo Cardoso, è un magistrato di Cassazione che ha fatto della forma e del rigore la sua corazza. Abituato a giudicare seguendo il perimetro stretto delle norme, si ritrova improvvisamente tra le mani il ricorso sulla strage di Prati del Vezza, una località immaginaria che dà voce agli eccidi realmente accaduti durante l'occupazione nazifascista. Quello che dovrebbe essere un freddo esame di carte giudiziarie si trasforma però in un cortocircuito emotivo senza precedenti. Tra i faldoni del processo emergono infatti legami inattesi con la sua stessa storia personale: un padre ricordato come un eroe che forse nascondeva complicità inconfessabili, e una madre anziana che custodisce una memoria mai elaborata, fatta di omissioni e segreti.Daniela Dawan, che porta in queste pagine tutta l'autorevolezza della sua carriera come avvocato penalista e Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, nominata per “meriti insigni”, usa la sua esperienza nel mondo del diritto non per dare risposte certe, ma per aprire interrogativi necessari. Con la lucidità di chi conosce i meccanismi della legge e la sensibilità della grande narratrice, l'autrice racconta il disorientamento di un uomo costretto a guardare oltre la regola per scoprire che il silenzio individuale è spesso l'eco di una rimozione collettiva.“La colpa di tacere” è un romanzo che porta a riflettere, a interrogarci sul peso delle identità negate e sulla trasmissione della colpa tra generazioni e a ricordarci che la verità ha sempre un costo, pubblico e privato, ma che tacere è forse la colpa più grave di tutte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sulla gratitudine è una di quelle cose di cui si parla tantissimo.È una di quelle pratiche che, a un certo punto, entrano un po' ovunque: nei libri, nei podcast, nei percorsi di crescita personale.E in teoria è tutto molto chiaro: fermarsi, apprezzare, riconoscere quello che abbiamo.Il punto è che, nella pratica, spesso non funziona così.Perché puoi anche essere grata, puoi anche vedere tutto quello che c'è nella tua vita… e allo stesso tempo sentire che vuoi di più.E quando succede, si crea una tensione strana: da una parte pensi “dovrei essere soddisfatta”, dall'altra senti che non ti basta, ti senti tirata da qualcosa di più grande.E lì, molto spesso, arriva il senso di colpa.In questo episodio partiamo proprio da qui, da questa sensazione che è molto più comune di quello che pensiamo.Perché forse il problema non è che vuoi di più.E forse non è nemmeno un problema di gratitudine.Forse il punto è un altro, e riguarda molto di più da dove nasce quel desiderio.In particolare riflettiamo su:perché gratitudine e desiderio non sono due opposti, anche se siamo abituati a viverli cosìcosa succede quando il “volere di più” nasce da un senso di mancanzala differenza tra crescita come espressione e crescita come bisogno di dimostrare o riempire qualcosaperché la gratitudine, da sola, non riesce a colmare alcuni vuoticosa significa davvero sentirsi “abbastanza” e perché non è la stessa cosa che accontentarsiÈ una puntata che prova a rimetterla nel posto giusto, senza darle un ruolo che non può avere.Perché ci sono cose che non si risolvono aggiungendo una pratica di crescita personale in più, ma iniziando a guardare in modo diverso e con onesta quello che succede dentro.Puntata citata nell'episodio:https://open.spotify.com/episode/0bqoOZ6O6Vg8Lq0btYF2Wd♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
♥️ Segui Dear Alice per sostenere il podcast e non perdere le prossime riflessioni.Quella sulla gratitudine è una di quelle cose di cui si parla tantissimo.È una di quelle pratiche che, a un certo punto, entrano un po' ovunque: nei libri, nei podcast, nei percorsi di crescita personale.E in teoria è tutto molto chiaro: fermarsi, apprezzare, riconoscere quello che abbiamo.Il punto è che, nella pratica, spesso non funziona così.Perché puoi anche essere grata, puoi anche vedere tutto quello che c'è nella tua vita… e allo stesso tempo sentire che vuoi di più.E quando succede, si crea una tensione strana: da una parte pensi “dovrei essere soddisfatta”, dall'altra senti che non ti basta, ti senti tirata da qualcosa di più grande.E lì, molto spesso, arriva il senso di colpa.In questo episodio partiamo proprio da qui, da questa sensazione che è molto più comune di quello che pensiamo.Perché forse il problema non è che vuoi di più.E forse non è nemmeno un problema di gratitudine.Forse il punto è un altro, e riguarda molto di più da dove nasce quel desiderio.In particolare riflettiamo su:perché gratitudine e desiderio non sono due opposti, anche se siamo abituati a viverli cosìcosa succede quando il “volere di più” nasce da un senso di mancanzala differenza tra crescita come espressione e crescita come bisogno di dimostrare o riempire qualcosaperché la gratitudine, da sola, non riesce a colmare alcuni vuoticosa significa davvero sentirsi “abbastanza” e perché non è la stessa cosa che accontentarsiÈ una puntata che prova a rimetterla nel posto giusto, senza darle un ruolo che non può avere.Perché ci sono cose che non si risolvono aggiungendo una pratica di crescita personale in più, ma iniziando a guardare in modo diverso e con onesta quello che succede dentro.Puntata citata nell'episodio:https://open.spotify.com/episode/0bqoOZ6O6Vg8Lq0btYF2Wd♥️ Se l'episodio ti è stato utile, condividilo e lascia un commento.
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.Bloodline (Netflix, 3 stagioni) usa il thriller come maschera per raccontare qualcos'altro. Non tanto un delitto, quanto la famiglia come luogo del trauma, della rimozione, della colpa. In superficie è una storia di segreti, tensioni, sangue. In profondità è un family drama noir, una tragedia morale in cui il male non arriva dall'esterno, ma nasce dentro il nucleo familiare.Fin dall'inizio la serie ci dice che qualcosa di irreparabile è già accaduto, o sta per accadere. Lo fa con la voce over del protagonista, con i flashforward e con i flashback, con una costruzione narrativa che non punta davvero sulla suspense del “cosa succederà” - ma sulla tensione del “come siamo arrivati fin qui”. Più vicina a una tragedia che a un giallo classico: il destino è annunciato.“2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.Leggi il nostro articolo su Bloodline: https://www.mondoserie.it/bloodline/ Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Frau presenta "Per colpa della musica" su Radio Delta 1 con Daniele Di Ianni.
Vai, scopri di più su Melinda e la collaborazione con AIRC! Perché i camion in autostrada ‘vanno piano' e hanno limiti diversi dalle auto? In questa puntata facciamo i conti con la fisica: massa, spazi di frenata e stabilità, per capire perché 90 all'ora con 40 tonnellate non è pigrizia ma un compromesso di sicurezza. #cosemoltoumane#camion#autostrada#spaziodifrenata#sicurezzastradale#fisicasuistradi#limidivelocità#mezziPesanti#codicedellastrada Vai su Klarna e ottieni flessibilità e cashback, tutto in un'unica app per pagamenti, premi, shopping intelligente e controllo delle tue finanze. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questa puntata:- Focus: con l'aiuto di Andrea Codega, autore della newsletter Mappe, salpiamo alla volta della Somalia per parlare di influenze straniere, pirateria, guerra civile e alla fine anche di calcio
Oggi parliamo di uno dei temi che mi chiedete di più in assoluto: i confini e l’arte di dire di no. Il vero problema, infatti, non è tanto pronunciare la parola ‘no’, ma gestire l’enorme senso di colpa che si scatena dentro di noi subito dopo. In questa puntata esploreremo perché finiamo per trasformare i nostri bisogni in faticosi ‘sì’, prosciugando le nostre energie e svuotando il nostro bicchiere per riempire quello degli altri. Partecipa al workshop per imparare a dire di no: https://www.ilcorpoelamente.com/confini-pratici Scopri tutte le altre risorse su: www.ilcorpoelamente.com Se cerchi altri suggerimenti in tema gestione delle emozioni, dello stress e del tempo, così come le migliori tecniche di psicologia applicate alla vita quotidiana, puoi trovare tanti spunti nei video dl canale ilcorpoelamente su Youtube: http://www.youtube.com/c/ilCo
Al risveglio molte persone avvertono rigidità e dolori articolari: un fastidio comune, spesso sottovalutato, che però può raccontare molto sul nostro stato di salute. In questa puntata di Obiettivo Salute - Risveglio, il prof. Carlo Selmi, responsabile dell'Unità di reumatologia e immunologia clinica di Humanitas e docente all'Humanitas University, ci aiuta a distinguere tra dolori "fisiologici", legati al normale invecchiamento o a posture scorrette, e segnali che invece meritano un approfondimento medico.
Pierluigi Sullo"Il mistero Nora Ricci"Manni Editoriwww.mannieditori.itUn ragazzo fa goffamente l'amore con una ragazza, e si rende conto con un trasalimento che lei è vergine. Tempo dopo, un secondo episodio convince Ernesto di avere un peccato originale da scontare, ossia l'essere maschio. Si sente in colpa, uno stupratore, più o meno come i figli di miliardari che hanno sequestrato Nora per una notte. Così la insegue per decenni, mentre lei combatte contro tutto ciò che ha a che fare con il nucleare. Ernesto da lontano, e a volte da più vicino, ne osserva con ansia le imprese pericolose, mentre Nora appare e scompare. Fino all'ultimo incontro, quando i conti possono pareggiarsi mentre l'uomo continua a chiedersi se è stato assolto.Pierluigi SulloÈ nato nel 1951 a Riccione, vive a Roma. Giornalista, ha lavorato per oltre vent'anni al “manifesto”. Nel 1998 ha fondato il settimanale “Carta”, che ha diretto fino al 2010.Ha pubblicato saggi e romanzi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ti sei mai chiesta se volere di più significhi essere insoddisfatta?O se essere grata per ciò che hai voglia dire smettere di crescere?In questo episodio ti accompagno dentro uno dei paradossi più profondi della crescita personale: tenere insieme il desiderio di migliorare e la gratitudine per il presente, senza scegliere uno a scapito dell'altro.– Perché volere di più non è sempre sinonimo di insoddisfazione– Come smettere di rimandare la felicità a un “quando andrà meglio”– La trappola del vivere sempre nel futuro e perché non funziona– In che modo puoi coltivare sogni e progettualità senza perdere il presente– Come creare una tensione sana tra ciò che è e ciò che può diventareForse la crescita non sta nello scegliere tra gratitudine e ambizione, ma nell'imparare a farle convivere.Se questo episodio ti è stato utile, condividilo e lascia una recensione.
Scarica la mia guida ai Regali di Natale per favorire il gioco autonomo, la creatività e la connessione.
In questa puntata parlo della “colpa di stare bene”, soprattutto a Natale, quando la nostra gioia sembra stonare accanto alla fatica degli altri. Provo a capire da dove nasce questo senso di colpa – tra educazione al sacrificio e paura del giudizio – e ti invito a vedere la tua gioia non come un'offesa, ma come una risorsa. Ti propongo anche un piccolo esercizio di “permesso” per smettere di rimpicciolire ciò che ti fa stare meglio e imparare ad accendere la tua luce con delicatezza e rispetto per chi è in difficoltà. Scopri i nostri capi JoySoul, per aiutarti a sentire che il tuo corpo è un buon posto in cui stare.: https://www.ilcorpoelamente.com/abbigliamento-joysoul/ Entra in 30 JoyFuel Days: https://www.ilcorpoelamente.com/30-joyfuel-days/ Ricevi gratuitamente Stress-Off, la guida per liberarti dallo stress: https://www.ilcorpoelamente.com/stress-off/ Scopri tutte le altre risorse su: www.ilcorpoelamente.com Se cerchi altri suggerimenti in tema gestione delle emozioni, dello stress e del tempo, così come le migliori tecniche di psicologia applicate alla vita quotidiana, puoi trovare tanti spunti nei video dl canale ilcorpoelamente su Youtube: http://www.youtube.com/c/ilCorpoelaM
Alessandra Caneva"Natale 1938"Ianieri Edizioniwww.ianieriedizioni.comCate, una giovane e brillante medico, vive un'esistenza divisa tra l'impegno quotidiano in corsia e un matrimonio aristocratico che sembrava perfetto. A pochi giorni dal Natale del 1938, un misterioso incidente d'auto che rischia di costarle la vita costringe Cate a letto e mette in luce un tradimento ancora più oscuro: il marito, il conte Alessio, attratto dall'ingente patrimonio della moglie, ha manomesso i freni della sua Alfa Romeo nel tentativo di ucciderla.Con la mente da clinica investigatrice, Cate trasforma il proprio dolore in un vero e proprio “esame” dell'anima. Passa al setaccio ogni sguardo, ogni parola e ogni gesto del loro rapporto alla ricerca della genesi di un gesto tanto brutale. Il suo percorso interiore – tra ricordi dolorosi e speranze sconvolte – diventa la trama di un'indagine sull'origine del male e sulla possibilità di estirparlo dall'animo umano.Ambientato negli anni delle leggi razziali italiane e dell'alleanza sempre più stretta tra Mussolini e Hitler, Natale 1938 è un romanzo di grande intensità emotiva e spirituale. Un viaggio di dolore, scoperta e speranza, che ci invita a esplorare l'abisso del male senza rinunciare alla luce salvifica del perdono. “Hitler aveva attratto in maniera ipnotica la sua attenzione. In un primo momento sembrava avesse avuto la meglio su di lei, ma Cate aveva delle armi sulle quali lui non poteva nulla: il suo sguardo clinico, penetrante, intelligente, smascherante, che comunque le permetteva di creare un certo distacco, anche se subiva una sorta di assedio psicologico.”Alessandra Caneva. Soggettista, sceneggiatrice, scrittrice e saggista, Alessandra Caneva ha lavorato come consulente editoriale per la Lux Vide, come consulente artistico letterario per la struttura di Rai Fiction e come consulente letterario per Rai Cultura. Ha ideato e scritto numerosi soggetti per fiction televisive, in particolare Lourdes, Padre Pio (diretto da Giulio Base e vincitore dell'Oscar televisivo 2001). È coautrice del soggetto di serie Don Matteo. Tra le sue numerose pubblicazioni, L'immaginario contemporaneo (Mimesis, 2018) e Rapsodia d'Autunno (Ianieri, 2022).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Zuppa di Porro del primo dicembre 2025: rassegna stampa quotidiana
Oggi assistiamo all'offensiva dei marchi cinesi e indiani: cinquant'anni fa succedeva con quelli giapponesi. Ci sono delle analogie tra i due fenomeni? E la stampa di settore può fare qualcosa di più per proteggere l'industria nazionale?
Zuppa di Porro del 17 novembre 2025: rassegna stampa quotidiana
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Le vittime del disastro del Vajont del 9 ottobre 1963 sono ufficialmente 1910. Ma all'elenco ne manca una: Mario Pancini, ingegnere della SADE, era tra i responsabili della realizzazione della grande diga a doppio arco al confine tra Friuli e Veneto che ancora oggi troneggia all'interno della gola e alle cui spalle domina l'enorme massa di detriti che calò dal Monte Toc generando l'onda distruttrice. L'ingegner Pancini visse la tragedia in maniera empatica ritenendosi responsabile di quanto successo: "Colpa o non colpa, ci sono duemila morti", disse quando il giudice di Belluno Fabbri firmò l'ordinanza di rinvio a giudizio per i vertici della SADE e gli altri soggetti accusati del disastro. In questo video in esterna, realizzato dal Colomber e dagli accessi alla diga, ripercorriamo la storia di Pancini. Il Museo: https://www.attimidistoria.it/ Testo: Federico Bettuzzi Riprese Esterne: LGC Agency Produzione: Purple Media Company Musiche Originali: Giovanni Zorzi
er approfondire gli argomenti della puntata: Le pillole dedicate alla Seconda Guerra Mondiale : https://youtube.com/playlist?list=PLpMrMjMIcOkkGZRHeXYGIdtrROjUyCruh La storia della Seconda Guerra Mondiale, raccontata mese per mese : https://www.youtube.com/watch?v=s32_oqqNA9s&list=PLpMrMjMIcOklkc8kVPFQ6nWEtqxOG1XWJ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Prendi parte alla nostra Membership per supportare il nostro progetto Missione Cultura e diventare mecenate di Geopop: https://geopop.it/Muh6X Perché puzziamo quando sudiamo? In realtà, il sudore in sé non puzza: il cattivo odore è causato dai batteri presenti sulla nostra pelle che decompongono il sudore, producendo composti maleodoranti. I batteri, infatti, si nutrono dei grassi e delle proteine del sudore oleoso e li trasformano in gas contenenti zolfo. In questo video vedremo cos'è il sudore, quali sono le cause della sudorazione, perché alcune persone puzzano di più, qual è il ruolo degli ormoni sessuali (come nel caso del ciclo mestruale) e perché esistono alcune zone del corpo, come le ascelle, in cui sudiamo di più e puzziamo anche se ci laviamo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Negli anni Settanta e Ottanta, l'Italia visse profondi cambiamenti sociali e culturali. Nonostante le tensioni politiche degli “anni di piombo”, nacquero nuove culture giovanili, cambiamenti nei costumi familiari e una grande fioritura artistica. Per chi studia l'italiano, conoscere questo periodo è fondamentale per capire l'identità italiana di oggi. L'Italia negli Anni '70 e '80: Un Viaggio nella Vita, Musica, Cultura e Famiglia del Belpaese La Vita Quotidiana tra Tradizione e Cambiamento La vita quotidiana degli italiani negli anni Settanta subì trasformazioni epocali. Il tradizionale modello di famiglia patriarcale iniziò a essere messo in discussione, mentre le donne conquistavano sempre maggiori spazi nella società. Nel 1975 fu approvata la riforma del diritto di famiglia, che riconobbe la parità tra coniugi e introdusse il concetto di potestà genitoriale condivisa. Le case italiane si riempirono di nuovi elettrodomestici: la lavatrice divenne comune anche nelle famiglie della classe media, mentre la televisione a colori iniziò a diffondersi alla fine del decennio. Il telefono fisso diventò un simbolo di status sociale, e molte famiglie facevano la fila per installarlo. Le cucine si modernizzarono con l'arrivo del frigorifero con freezer e dei primi forni a microonde, anche se questi ultimi rimanevano ancora un lusso per pochi. Un esempio tipico di giornata familiare negli anni Settanta iniziava con il caffè del mattino preparato con la moka Bialetti, diventata un'icona del design italiano. I bambini andavano a scuola spesso accompagnati a piedi dalle madri, mentre i padri si recavano al lavoro in Fiat 500 o 126, le automobili più popolari dell'epoca. La spesa si faceva ancora nei negozi di quartiere: dal fornaio per il pane fresco, dal macellaio per la carne, dal fruttivendolo per verdure e frutta di stagione. Una tipica conversazione dal fruttivendolo: "Buongiorno signora Maria, oggi cosa le servo?" - "Mi dia due chili di arance, un chilo di mele e mezzo chilo di banane, per favore." - "Ecco a Lei, sono 3.500 lire in totale." Notate come si usava ancora la lira italiana e i rapporti erano molto personali e cordiali. Quando arrivava un ospite inaspettato, era comune dire: "Ti faccio subito un caffè!" L'ospitalità italiana prevedeva sempre l'offerta immediata di caffè o qualcosa da mangiare. Era considerato maleducato non accettare almeno un caffè, anche se non si aveva voglia. La Rivoluzione Musicale: Dal Beat alla Nuova Canzone Italiana La musica italiana degli anni Settanta visse una vera e propria rivoluzione. Nacque il fenomeno dei cantautori, artisti che scrivevano e interpretavano le proprie canzoni, spesso con testi di forte impegno sociale e politico. Fabrizio De André pubblicò album leggendari come "Non al denaro non all'amore né al cielo" (1971) e "Rimini" (1978), raccontando storie di emarginati e outsider con una poesia che elevava la canzone a forma d'arte letteraria. Francesco Guccini divenne la voce della generazione del Sessantotto con brani come "Dio è morto" e "Locomotive", mentre Lucio Battisti rivoluzionò il pop italiano con melodie innovative e arrangiamenti sofisticati in collaborazione con il paroliere Giulio Rapetti, noto come Mogol. Canzoni come "Il mio canto libero" (1972) e "Amarsi un po'" (1977) entrarono nell'immaginario collettivo italiano. Gli anni Ottanta portarono una nuova ondata di energia con l'arrivo della new wave italiana. Vasco Rossi esplose sulla scena con "Colpa d'Alfredo" (1980) e "Vita spericolata" (1983), diventando l'idolo dei giovani con il suo rock anticonformista. Renato Zero conquistò il pubblico con spettacoli teatrali e costumi stravaganti, mentre gruppi come i Litfiba e gli Skiantos portarono il punk rock in Italia. La musica leggera trovò nuovi protagonisti in Adriano Celentano, che negli anni Settanta si reinventò come showman televisivo, e in Mina, considerata ancora oggi una delle voci più importanti della stori...