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Ti sei mai chiesto se è davvero possibile ripassare tutta la grammatica italiana in un solo articolo? Articoli, verbi, pronomi, congiuntivo, periodo ipotetico… tutto quanto, dall'inizio alla fine? In questa guida mettiamo insieme i pezzi più importanti della grammatica italiana — quelli che ti servono davvero per parlare bene — e li sistemiamo in ordine, come tessere di un puzzle. Alla fine avrai in testa una mappa completa, e non ti sentirai più perso. Tutti gli Argomenti di Grammatica Italiana da Conoscere per Padroneggiare la Lingua Abbiamo organizzato questo viaggio dentro la grammatica italiana in tre parti. Prima di tutto, partiremo dalle fondamenta, con i 5 argomenti del livello principiante: senza queste basi, nessuna casa sta in piedi. Poi ci occuperemo dei 5 argomenti del livello intermedio: qui le cose si fanno più interessanti, e comincerai a parlare come un vero italiano. E infine, per i più coraggiosi, affronteremo i 5 argomenti del livello avanzato: il livello dei campioni, quello che fa la differenza tra "parlo un po' di italiano" e "parlo benissimo l'italiano". Parte 1 — Il Livello Principiante (A1/A2) Iniziamo dalle fondamenta. Questi cinque argomenti sono le basi senza cui non puoi costruire nulla: articoli, generi, presente, aggettivi e preposizioni. Argomento 1 — Gli Articoli Iniziamo dalla parolina che metti davanti a quasi ogni nome: l'articolo. Per una panoramica completa, consulta la guida sugli articoli determinativi e indeterminativi italiani. Gli articoli determinativi (quando parli di qualcosa di preciso, di conosciuto) sono: il, lo, la, i, gli, le. Gli articoli indeterminativi (quando parli di qualcosa di generico, "un… qualunque") sono: un, uno, una, un'. La domanda da un milione di euro è: quando usi il e quando usi lo? Ecco la regola d'oro per il maschile. Si usa lo (e al plurale gli, e l'indeterminativo uno) davanti alle parole maschili che iniziano con: s + consonante → lo sport, lo studente, gli spaghetti z → lo zaino, lo zio gn, ps, pn, x, y → lo gnocco, lo psicologo, lo yogurt In tutti gli altri casi (parole che iniziano per consonante normale) usi il / i / un: il cane, il libro, i gatti, un tavolo. E davanti a vocale? Maschile: l' e un (l'amico, un amico). Femminile: l' e un' con l'apostrofo (l'amica, un'amica). Per il femminile è tutto più semplice: davanti a consonante sempre la / le / una (la casa, le case, una casa). GenereDeterminativoIndeterminativoEsempioMaschile (consonante)il / iunil cane / i caniMaschile (s+cons., z, gn…)lo / gliunolo zaino / gli zainiMaschile (vocale)l' / gliunl'amico / gli amiciFemminile (consonante)la / leunala casa / le caseFemminile (vocale)l' / leun'l'amica / le amiche Argomento 2 — Il Genere e il Numero dei Nomi In italiano ogni nome ha un genere (maschile o femminile) e un numero (singolare o plurale). E qui gli stranieri sudano freddo. La regola generale, quella facile, è questa: I nomi che finiscono in -o sono di solito maschili, e al plurale fanno -i: libro → libri. I nomi che finiscono in -a sono di solito femminili, e al plurale fanno -e: casa → case. I nomi che finiscono in -e possono essere maschili o femminili, e al plurale fanno sempre -i: il fiore → i fiori, la chiave → le chiavi. Ma l'italiano non sarebbe l'italiano senza le eccezioni! Eccone alcune da imparare a memoria: la mano è femminile (anche se finisce in -o!) → al plurale le mani l'uovo è maschile al singolare, ma diventa femminile al plurale → le uova la foto, la moto, la radio restano invariabili al plurale (sono parole abbreviate) → le foto, le moto la crisi, la tesi, l'analisi restano invariabili → le crisi, le tesi Curiosità utilissima: tante parole che finiscono in -ma sono maschili, perché vengono dal greco! Il problema, il tema, il sistema, il programma, il clima. Quindi non dire mai "la problema": è uno degli errori più comuni in assoluto. E al plurale fanno -i: i problemi, i temi. Argomento 3 — Il Presente Indicativo Adesso i verbi. Il tempo che usi di più, ogni giorno, è il presente indicativo. Per una guida completa, puoi consultare la pagina sul presente indicativo italiano. I verbi italiani si dividono in tre gruppi, in base alla terminazione dell'infinito: -ARE (parlare), -ERE (prendere), -IRE (dormire). Le terminazioni del presente per i verbi regolari sono: Personaparlareprenderedormireioparl-oprend-odorm-otuparl-iprend-idorm-ilui/leiparl-aprend-edorm-enoiparl-iamoprend-iamodorm-iamovoiparl-ateprend-etedorm-iteloroparl-anoprend-onodorm-ono Attenzione, però: alcuni verbi in -ire aggiungono -isc- tra la radice e la terminazione. Per esempio capire: io capisco, tu capisci, lui capisce, noi capiamo, voi capite, loro capiscono. Lo stesso fanno finire (finisco), preferire (preferisco), pulire (pulisco). E poi ci sono i due verbi più importanti di tutti, i due re della grammatica italiana, che sono irregolari: ESSERE (sono, sei, è, siamo, siete, sono) e AVERE (ho, hai, ha, abbiamo, avete, hanno). Altri verbi irregolari frequentissimi: andare (vado), fare (faccio), stare (sto), dare (do), venire (vengo), uscire (esco). Curiosità importante: in italiano molte sensazioni e l'età si esprimono con il verbo avere, non con "essere"! Si dice ho fame, ho sete, ho sonno, ho freddo, ho 25 anni. Quindi non dire "sono fame": in italiano tu non sei la fame, tu hai fame! Argomento 4 — Gli Aggettivi e la Concordanza L'aggettivo è la parola che descrive il nome: bello, alto, italiano, interessante. La regola fondamentale è una sola, ma è importantissima: l'aggettivo concorda con il nome in genere e numero. Ci sono due tipi di aggettivi: Aggettivi in -o, che hanno quattro forme: bello, bella, belli, belle → un ragazzo bello, una ragazza bella, dei ragazzi belli, delle ragazze belle. Aggettivi in -e, che hanno solo due forme: grande (singolare), grandi (plurale) → un libro grande, una casa grande, dei libri grandi, delle case grandi. Questi non cambiano in base al genere! Di solito l'aggettivo va dopo il nome (una macchina rossa), ma alcuni aggettivi molto comuni vanno spesso prima (una buona idea, un grande artista). Attenzione a "Bello": Si Comporta Come un Articolo Quando l'aggettivo bello va prima del nome, si comporta esattamente come l'articolo determinativo (e come quello). Quindi: un bel film, un bello spettacolo, un bell'amico, i bei film, i begli spettacoli, le belle ragazze. Se invece lo metti dopo il nome, resta normale: un film bello. Approfondimento avanzato: a volte la posizione dell'aggettivo cambia il significato! Un grande uomo = un uomo importante; un uomo grande = un uomo di corporatura grande. Un vecchio amico = un amico da tanto tempo; un amico vecchio = un amico anziano d'età. Argomento 5 — Le Preposizioni E adesso il piccolo incubo di ogni studente: le preposizioni. Sono parole brevissime ma fanno impazzire tutti. Per approfondire, c'è una guida dedicata alle preposizioni semplici italiane. Le preposizioni semplici sono nove: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Quando incontrano un articolo determinativo, alcune si fondono e diventano preposizioni articolate: +illolaigliledideldellodelladeideglidelleaalalloallaaiaglialledadaldallodalladaidaglidalleinnelnellonellaneineglinellesusulsullosullasuisuglisulle I dubbi più frequenti degli stranieri sono due. Primo: di o da? Di indica possesso, materia, argomento (il libro di Marco, una statua di marmo, parliamo di sport). Da indica provenienza, movimento da un luogo, e il complemento d'agente (vengo da Roma, esco da casa, il libro è letto da tutti). Secondo dubbio: a o in per i luoghi? Regola semplicissima: con le città si usa a (vado a Roma, abito a Milano); con Paesi, regioni, continenti si usa in (vado in Italia, vivo in Toscana, viaggio in Europa). Curiosità: tra e fra significano esattamente la stessa cosa! Si sceglie solo in base al suono, per evitare di ripetere lo stesso suono. Si dice "fra fratelli"? Suona male! Allora diciamo "tra fratelli". E invece di "tra treni" diciamo "fra treni". L'italiano ama la musicalità! Parte 2 — Il Livello Intermedio (B1/B2) Benvenuto nel livello intermedio! Qui le cose si fanno più interessanti: passato, futuro, pronomi, condizionale e imperativo sono gli strumenti che ti faranno passare dal "comunicare" al "conversare". Argomento 6 — Passato Prossimo e Imperfetto Iniziamo subito con la coppia che fa litigare studenti e insegnanti in tutto il mondo: passato prossimo e imperfetto. Sono i due modi principali per parlare del passato, ma si usano in situazioni diverse. Per una guida completa, consulta la pagina su passato prossimo e imperfetto a confronto. Il passato prossimo si forma così: ausiliare (essere o avere) al presente + participio passato (ho mangiato, hai parlato, abbiamo dormito…). Il participio passato regolare segue queste terminazioni: -are → -ato (parlato), -ere → -uto (creduto), -ire → -ito (dormito). Quando l'ausiliare è essere, il participio concorda con il soggetto in genere e numero: Marco è andato, Maria è andata, loro sono andati. Quando si usa essere e quando avere? Si usa avere con la maggior parte dei verbi transitivi (ho visto, ho comprato). Si usa essere con i verbi di movimento e di stato, i verbi riflessivi e molti verbi che descrivono un cambiamento: andare, venire, partire, arrivare, entrare, uscire, nascere, morire, essere, stare, diventare, alzarsi… Attenzione ai participi irregolari: fare → fatto, dire → detto, leggere → letto, scrivere → scritto, vedere → visto, prendere → preso, mettere → messo, aprire → aperto, chiudere → chiuso, venire → venuto, nascere → nato, morire → morto. L'imperfetto, invece, è bellissimo perché è quasi sempre regolare: parlavo, prendevo, dormivo. Anche gli irregolari sono pochi: essere → ero, fare → facevo, dire → dicevo, bere → bevevo. Quando Usi l'Uno e Quando l'Altro? ...
In questo episodiopartiamo da alcune coincidenze — o forse connessioni, o forse piccoli segni travestiti da normalità — che negli stessi giorni hanno portato nella stessa direzione: l'invito di Alessio Beltrami a smettere di fare solo tutorial e a spiegare invece come si ragiona, la riflessione di Davide Giansoldati sulla rivincita dei boomer capaci di collegare i puntini, il libro di Artom sull'intelligenza artificiale e il valore delle domande;ragioniamo sul fatto che, in un tempo pieno di strumenti, procedure, template, tutorial e scorciatoie operative, il vero valore non sia sempre dare una risposta rapida, ma aiutare l'altro a formulare la domanda giusta, quella che spesso non si fa per fretta, per abitudine, per paura della risposta o perché le affermazioni ci fanno sentire più competenti mentre le domande ci mettono a nudo;entriamo nel cuore del mio modo di lavorare come consulente e formatore: non arrivare con una formula da calare dall'alto, non forzare la realtà dentro un modello preconfezionato, ma aiutare le persone a ragionare meglio, a collegare ciò che sembra separato, a riconoscere ciò che già fanno bene e ciò che invece va corretto;vediamo come questo approccio diventa concreto anche nelle presentazioni commerciali, attraverso lo schema CIAO — Cliente, Io, Argomento, Ora — che obbliga a partire da chi ascolta, dal suo problema, dalla sua situazione e dalla decisione che vogliamo aiutarlo a prendere, invece di cominciare raccontando quanto siamo bravi, strutturati, innovativi e naturalmente “leader di mercato”;riflettiamo sul valore della maieutica, imparata anche nell'esperienza formativa con Oeffe: non riempire una stanza di risposte, ma creare le condizioni perché una verità diventi visibile a chi prima non riusciva ancora a vederla, accompagnando le persone a partorire una consapevolezza più profonda;colleghiamo tutto questo al tema della fiducia: puoi fidarti di me non perché io sia infallibile, non perché abbia tutte le risposte, non perché possieda una formula magica o un tutorial definitivo, ma perché provo ad aiutarti a collegare i puntini tra mercato e persona, vendita e antropologia, intelligenza artificiale e giudizio, tecnica e senso, cliente e verità, decisione e libertà;chiudiamo con una domanda più scomoda di quella iniziale: quando devi pensare davvero, di chi ti stai fidando? Di chi ti conferma ciò che sai già, di chi ti dà una scorciatoia più veloce, o di chi ha il coraggio di fermarti e chiederti se il problema sia davvero quello che pensi?Perché ascoltarloPerché se anche tu, nel lavoro, nella vendita o nella guida delle persone, senti di avere già abbastanza strumenti ma non sempre abbastanza chiarezza, questo episodio ti aiuta a tornare al punto decisivo: non serve solo correre più veloce, serve capire se stiamo correndo nella direzione giusta.È un episodio per chi vende, forma, guida, presenta, consiglia, usa l'intelligenza artificiale o semplicemente cerca di lavorare meglio senza ridurre tutto a procedura, tecnica e prestazione. Perché spesso la risposta arriva solo dopo che qualcuno ha avuto il coraggio di cambiare la domanda.Come possiamo continuare questa conversazioneSe quello che hai ascoltato in questo episodio ti ha fatto venire qualche domanda — o anche solo il sospetto che qualcosa nelle tue conversazioni di vendita possa essere visto meglio — allora ti lascio qui alcuni percorsi concreti. Non per fare di più.Per capire meglio quello che stai già facendo.☕ Un caffè (e una corsa insieme) Se vuoi offrirmi un caffè — e sostenere l'iniziativa Tra capo e collo — puoi farlo qui:
Argomento sempre attuale e che sembra non arrivare mai a una conclusione.Puntata registrata e montata diversi mesi fa, ma come sapete se mi seguite su Instagram ho avuto diversi problemi tecnici per cui vi prego ignorate alcuni piccoli problemi e concentratevi sul contenuti più che sulla forma. Arriverò a correggere anche quella.Puoi trovare il podcast anche su:Instagram: https://www.instagram.com/alpha_magician/Spotify: https://open.spotify.com/show/0RChMLM4VYwpSN3Q0C5Cz2
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Argomento: 4 secoli Forte di Gavi. Racconti d'epoca e immagini di archivio sabato 28.03 ore 17.30 al teatro Lavagnino di Gavi
Elisabetta Chiodini"L'Italia prima degli italiani"Castello di Novarawww.ilcastellodinovara.itRitratto di una nazione appena nata, a cura di Elisabetta Chiodini, un percorso di 70 capolavori eseguiti dai primi anni Sessanta dell'Ottocento al terzo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa che sarà visitabile fino al 6 aprile 2026. La mostra illustra la nostra nazione appena nata, il suo variegato territorio e la sua popolazione nel corso di decenni che sono stati testimoni di profonde trasformazioni, politiche, economiche, culturali e sociali che avrebbero lentamente condotto il Paese verso la modernità.La rassegna, organizzata da METS Percorsi d'Arte congiuntamente a Comune di Novara e Castello di Novara, si articola in sezioni tematiche che accompagnano i visitatori attraverso il succedersi delle sale del Castello presentando loro opere provenienti da prestigiose collezioni, sia pubbliche sia private.Sezione I | Un territorio variegato. Vita rurale tra pianure, valli e montiLa prima sezione è dedicata all'Italia rurale e alla realtà del modo contadino, dalle Alpi alla Sicilia. I territori e la vita quotidiana dei nuovi italiani saranno illustrati attraverso straordinari lavori di artisti di grande spessore e fama; tra questi sia sufficiente ricordare Telemaco Signorini (1835-1901), Giuseppe De Nittis (1846-1884), Stefano Bruzzi (1835-1911), Giovanni Battista Quadrone (1844-1898), Gugliemo Ciardi (1842-1917), Francesco Paolo Michetti (1851-1929), Angelo Morbelli (1853-1919), Carlo Fornara (1861-1978), Achille Tominetti (1848-1917) e Cesare Maggi (1881-1961).Sezione II | Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittimeLa seconda sezione illustra la varietà delle nostre coste, in prevalenza alte, frastagliate, rocciose e scoscese quelle che si affacciano sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno, per lo più basse con spiagge sabbiose e ghiaiose quelle che si affacciano sul Mar Adriatico. Oltre 8000 chilometri di territori molto diversi per morfologia, struttura geologica, varietà di ambienti naturali, insediamenti umani e produttivi. L'articolato territorio costiero e le attività dei suoi abitanti saranno documentati da dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908), Vincenzo Cabianca (1827-1902), Luigi Steffani (1828-1898), Francesco Lojacono (1838-1915), Rubens Santoro (1859-1941) e molti altri.Sezione III | Il volto delle cittàLa terza sezione documenta alcuni aspetti della realtà urbana delle tre Capitali d'Italia, Torino, Firenze, Roma, e di altre grandi città come Napoli, Venezia e non ultima Milano, la prima metropoli italiana. Città quest'ultima che, più di altre, vuole essere moderna e avverte una forte esigenza di trasformazione e che a vent'anni esatti dalla proclamazione dello stato unitario, in occasione dell'Esposizione Industriale Italiana del 1881, è definita da Giovanni Verga la “Città più Città d'Italia”, la capitale morale del paese, quella destinata ad assumere in breve tempo una funzione trainante nel campo della produzione industriale e del lavoro. In sala dipinti di Filippo Carcano (1840-1914), Pio Joris (1843-1921), Adolfo Tommasi (1851-1933), Marco Calderini (1850-1941) e altri.Sezione IV | I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiaturaLa quarta sezione è dedicata agli svaghi della borghesia e conduce il visitatore in lussureggianti giardini urbani, a teatro, tra le luci soffuse di prestigiosi salotti, in campagna per una gita fuori porta o in luoghi di villeggiatura. Tra i pittori in sala Ettore Tito (1859-1941), Giulio Aristide Sartorio (1860-1932), Vespasiano Bignami (1841-1929), Pompeo Mariani (1857-1927),Carlo Pittara (1835-1891) e Luigi Gioli (1855-1947).Sezione V | L'arte declinata al femminileLa quinta sezione è declinata tutta al femminile e illustra le diverse relazioni che numerose donne borghesi intrattenevano con le arti figurative. In sala incontriamo chi visitava le città d'arte e i loro straordinari musei, chi amava collezionare arte contemporanea e frequentava gli studi dei maggiori artisti per valutare personalmente le opere da acquistare per la propria collezione, chi amava dipingere per puro diletto e chi, invece, aveva coraggiosamente scelto di fare della pittura la propria professione. Tra gli autori presenti Silvestro Lega (1826-1895), Odoardo Borrani (1833-1905), Michele Cammarano (1835-1920).Sezione VI | L'amore venaleLa piccola cella del castello ospita la sesta sezione della mostra proponendo una scelta di opere legate ai tanti volti che la prostituzione ha avuto nell'Ottocento. Argomento che è stato spesso oggetto dell'attenzione di romanzieri e poeti, drammaturghi e compositori, ma che molto più raramente è stato affrontato dai pittori; tra questi Angelo Morbelli (1853-1919).Sezione VII | Tempi moderni. La vita nelle metropoliL'ultima sezione della mostra è dedicata ai diversi aspetti della vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese. Città industrializzate e sempre più popolose nelle quali lusso e miseria convivevano spesso l'uno accanto all'altra. Città che alternavano zone lussuose con splendidi complessi edilizi contemporanei perfettamente rispondenti alle rinnovate esigenze della facoltosa borghesia, a zone squallide e fatiscenti abitate da una popolazione spesso priva di un lavoro regolare, costretta per poter sopravvivere ai lavori più umili o all'accattonaggio. Straordinari episodi di vita moderna documentati da grandi artisti tra i quali Emilio Longoni (1859-1932), Giovanni Sottocornola (1855-1917), Angelo Morbelli (1853-1919), Attilio Pusterla (1862-1941), Francesco Netti (1832-1894), Demetrio Cosola (1851-1895) e Italo Nunes Vais (1860-1932).La mostra è stata inserita nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l'Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l'Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.La rassegna, a cura di Elisabetta Chiodini, giunge dopo il grande successo di pubblico e critica registrato dalle mostre PAESAGGI. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo (2024-2025), Boldini, De Nittis et Les Italiens de Paris (2023-2024); Milano da Romantica a Scapigliata (2022-2023); Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale (2021-2022); Divisionismo. La rivoluzione della luce (2019-2021) e Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini (2018-2019) ed è organizzata da METS Percorsi d'arte congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il patrocinio di Regione Piemonte, Commissione Europea e Provincia di Novara, nell'ambito del programma culturale delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
La regola degli 8 secondi. Argomento: la regola che non conoscevo.
Tendenze estive: healiday. Argomento: vacanze tranquille o infernali, vacanza tragica.
Nella prima puntata di primavera I TRE TENORI hanno parlato di felicità. visto che il 20 marzo è la "Giornata mondiale della felicità", ma anche di affitti cari e costo della vita. Argomento caldo che crea, in un numero sempre maggiore di svizzeri, l'idea di andare a vivere altrove. Ascolta il podcast.
Il negazionismo climatico diventa un argomento Maga
Roland Garros, Vavassori ci va in metropolitana. Argomento: strane cose viste in metropolitana/strani avvistamenti di vip Intervento intro: dallo “sbarco in Lombardia” a Romolo e Remolo: tutti gli sfondoni storici.
Sto ‘na crema (inizia la stagione estiva, è ora di creme solari). Argomento: cosmesi fai da te. Ospite tel.: Gianluca Torre (Casa a prima vista).
Fine del sogno Midnight Trains. Argomento: storie di (lunghi) viaggi in treno.
Giornata mondiale del gioco e hamburger Day. Argomento: il mio strano panino. Ospite in studio: Chef Hiro
Che senso ha il check-in di Trenitalia? Argomento: casse automatiche/quando devo fare tutto da me. Ospite in studio: Mario Tozzi.
La politica riscopre il rito del fioretto. Argomento: il mio strano fioretto/promessa. Ospite in studio: Ninni Bruschetta presenta il libro "la Scuola del Silenzio".
Depardieu vs Barillari, scena da dolce vita. Argomento: la mia foto/il mio incontro con il vip. Ospite tel.: Faso per il Concertozzo.
Eu24, strane campagne elettorali. Argomento: strane trovate di marketing/strane campagne elettorali e slogan Ospite telefonico: Daniele Grassucci di Skuola.net
Albano stecca l'inno di Mameli. Argomento: intrattenimento scadente. Ospite in studio: Nico Acampora.
Ostia, la segnaletica urbana è ubriaca. Argomento: strane indicazioni stradali/come mi sono perso. Ospite: Frank Matano per “Oversympathy”.
Super-ponte e overtourism. Argomento: intoppi da turismo/l'incontro con il turista. Al telefono con Luca Zingaretti.
Perché perdiamo così tanti capelli in primavera? Argomento: il mio metodo contro/come ho affrontato la perdita dei capelli. Ospite in studio: Chef Hiro
Milano, lo strano caso del gelato a mezzanotte. Argomento: lo strano divieto a casa mia.
IgNobel a Roma. Argomento: ho l'invenzione che cambierà il mondo.
Coachella, la brutta figura di Grimes durante il dj set. Argomento: dj improvvisati. Ospite: Luca Manzi (Lo Zaino delle Parole)
Sorrento, robot servono ai tavoli di un ristorante + NY, il commesso è virtuale. Argomento: commessi e camerieri.
Parte il Vinitaly 2024, la Specialty Coffee Expo. Argomento: espertoni/assaggiatori/degustatori/palati fini. Ospite in studio: Faso
Lenny Kravitz e l'outfit da rocker in palestra. Argomento: mi usano come cavia per… Ospite in studio: Max Giusti.
Come cambia il disco d'oro: copie vendute e streaming. Argomento: la mia personale classifica
Eclissi Totale di Sole. Argomento: strani motivi per un viaggio
Il «funerale» della Bocciofila di Como e il fenomeno Silver Swans. Argomento: giovani vecchi. Ospite telefonico il fumettista Sio.
Vecchioni: come fare tifare inter ai miei studenti. Argomento: subdoli metodi persuasivi per convincere i figli.
Romano di Lombardia, butta il divano in strada e i vigili glielo riportano a casa (con 10 mila euro di multa). Argomento: vorrei dedicare una canzone/una canzone per te. Al telefono Bebe Vio per i Wembrace Games.
Il restauratore di sneakers. Argomento: riparatori maldestri. Ospite telefonico: Ghemon
Trenitalia limite ai bagagli. Argomento: strane storie di bagagli. Willy Wonka, l'evento in Scozia è tristissimo
Inghilterra, la torta di nozze da 15mila euro: un castello di 50 chili con palloncini e luci al led +. Lancio di spazzatura contro le modelle e torta in faccia alla stilista: la sfilata di Avavav contro l'odio social. Argomento: esagerazioni/quando la cosa mi è sfuggita di mano. Ospite in studio: Valentina Pallavicino (voce di Peppa Pig).
87 anni vince 64 milioni al Superenalotto, ma i numeri sul giornale sono sbagliati. Argomento: vittima di un refuso (numeri e lettere). Ospite in studio: Mario Tozzi Al telefono Auroro Borealo.
Dov'è finita la ruota di scorta? Argomento: ma perché non più…
Roma, al Troisi arrivano i “Cinemini” per neonati. Argomento: strane cose visto al cinema. Ospite telefonico Andrea Vianello per “Una voce per San Marino”.
ll giallo della telefonata di Inzaghi nell'intervallo di Roma-Inter + Divieto di cellulari a Seine-Port. Argomento: uso molesto cellulari.
Tendenza 2024, matrimoni in borghi abbandonati. Argomento: lo strano matrimonio
Carnevale 2024, le maschere più trendy. Argomento: la mia strana maschera di carnevale. Ospite in studio: Faso per la rubrica “Fuori Faso”.
Le parole di Sanremo 2024. Argomento: la parola che uso spesso. La maledizione di Claudia Pandolfi e metodi per guarire la sciatica.
Sinner giacca e cravatta al Quirinale. Argomento: abiti improvvisati/prestati. Ospiti: Andrea Pennacchi e Andrea Lo Cicero.
Niente busto commemorativo per la Sora Lella. Argomento: strane vie, strani monumenti.
L'uomo che batté Sinner. Argomento: quella volta che ho battuto…
Tom Hollander riceve per errore un assegno a sette zeri destinato a Tom Holland per "The Avengers". Argomento: strani casi omonimiaOspite in studio: Mario Tozzi
Sexy Advisor, bellezze virtuali di Chat GPT. Argomento: convinti di essere in contatto con…