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Le compagnie di assicurazioni hanno un enorme ammontare di risorse in gestione. Ecco cosa orienta le loro strategie di investimento Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Google - basta app senza play store - Fdroid dovrà chiudere a settembre 2026Fdroid annuncia l'ennesima innovazione tecnica come maschera per bloccare l'utilizzo di un dispositivo informatico.Motorola pensa a Graphene OS, ma non possiamo permetterci un mondo android senza libertà di software.https://keepandroidopen.org/it/Mobilitiamoci ora.Ecco cosa possiamo fare per contrastare la chiusura di Android:SviluppatoriResistere: Non registrarsi al programma di verifica di Google.Diffondere il messaggio: Usare forum, social media e blog per sensibilizzare.Incorporare FreeDroidWarn: Avvisare gli utenti delle limitazioni.Segnalare informazioni: Contattare tips@keepandroidopen.org (da dispositivi non Google).UtentiUsare F-Droid: Sostegno agli store alternativi.Fare pressione su Google: Rispondere al sondaggio sui requisiti di verifica.Denunciare manipolazioni: Contrastare la propaganda a favore della chiusura.Stati e AutoritàContattare i regolatori: Segnalare i rischi per la concorrenza e i diritti dei consumatori.Firmare petizioni: Sostegno a iniziative come Keep Android Open.RisorseInformarsi: Leggere editoriali e guide su F-Droid e altri siti.Partecipare: Discutere su forum (Reddit, Hacker News) e condividere link.Motivazione: Google sta violando la promessa di "Android aperto", centralizzando il controllo su app e utenti. L'azione collettiva è l'unica via per difendere la libertà digitale.
Dieci anni di vendita e di cambiamenti: dal 2016 a oggiIn questo episodio 2020i megatrend di Davosl'irruzione della fragilitàla tecnologia cambia la venditail venditore aiuta a prendere decisioniPer offrire un caffè a me e a Tra capo e collo vai qui https://www.retedeldono.it/iniziativa/paolopugni/corriamo-insieme-aiutareE' disponibile il corso in sei video Il venditore AI-umentatoLa sessione di prova del corso per usare l'IA nel proprio processo di vendita: qui puoi vedere il video eccolo https://youtu.be/VaPlGdunC5k Per acquistare il corso e visita questa pagina https://pugnimalago.it/ia/ Ecco come posso aiutarti con le 4SSistemaVuoi approfodire il tema di cosa voglia dire realmente #venderevalore? Ecco il minicorso gratuito che te lo spiega semplice. https://pugnimalago.it/corsovv/ StrategiaPrendi la giusta strategia. Scarica l'ebook gratuito e partecipa al mese di accoglienza https://pugnimalago.it/strategyearStrutturalo conosci bene il tuo processo di vendita? Se vuoi il mio libro su questo tema lo trovi qui https://www.amazon.it/Analizza-processo-vendita-Paolo-Pugni/dp/B0CYBLVGTK/ inoltre ecco il videocorso gratuito sul processo di vendita https://www.youtube.com/watch?v=4dOKslfKveI&list=PLsvBLLrj9ZsV-k29B4q2js6fK1xBWe6Yt&index=10&t=56sStrumentiVuoi capire come la vendita assistita dall'IA può aiutarti a prendere le migliori decisioni? Scrivimi per iscriverti al corso che parte il 14 gennaio paolo.pugni@pugnimalago.itPer ricevere i miei appunti personali sul tema VendereValore, vai qui https://pugnimalago.it/appuntie inoltreLeggi gli articoli che ti aiutano a decidere da quali clienti andare e come qui https://pugnmalago.it/basta-suonare-il-campanelloIl romanzo sulla vendita Il valore del venditore lo trovi qui https://www.amazon.it/Valore-del-Venditore-vendita-sconti/dp/B0D7S96PVT/ in formato podcast è qui https://www.spreaker.com/show/il-valore-del-venditoreDove trovi tutti i nostri articoli nel nostro blog https://pugnimalago.it/articoli/Per entrare nel gruppo di discussione sulla vendita La compagnia: https://t.me/joinchat/f3f4aMd5rLhkNWY8Il canale Telegram di Vendere Valore è questo https://t.me/venderevalore
Ti do il benvenuto su Italiano bello, il podcast in italiano semplice pensato per chi vuole imparare l'italiano o semplicemente migliorare. Tutti gli episodi sono disponibili in formato video sul mio canale YouTube, dove puoi attivare i sottotitoli.Ecco cosa puoi fare dopo aver ascoltato l'episodio:
Acquista il mio nuovo libro, “Anche Socrate qualche dubbio ce l'aveva”: https://amzn.to/3wPZfmCTra il 1989 e il 1991 tutti i paesi dell'est Europa videro crollare i loro vecchi regimi, uno dopo l'altro. Ecco cosa avvenne.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/dentro-alla-storia--4778249/support.
Dal Vangelo secondo LucaIn quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
La guerra di America e Israele all'Iran potrebbe costare cara non solo per la benzina. Ecco perché potrebbe incidere anche sul mondo della tecnologia. Arrivano i primi benchmark dei nuovi iPhone, capiamo come vanno. Secondo alcune testate americane, il Pentagono non avrebbe mai smesso di dialogare con Anthropic. Nel frattempo opererei lancia un uomo GPT. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Cosa vedere sui canali televisivi SBS? Ecco i nostri consigli per la settimana dal 6 al 12 marzo 2026. In Australia potete rivedere tutti i programmi citati e molto altro ancora su SBS On Demand.
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Luca +In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola:«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre.Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo". Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"».Parola del Signore.
Ti è mai successo di sentirti "troppo" presente nella vita di qualcuno o, al contrario, di sentirti soffocare da un aiuto non richiesto? Molte delle azioni che etichettiamo come "amore" (salvare, sistemare, correggere) nascono in realtà da una radice opposta: la paura. L'amore lascia liberi; la paura, invece, invade e irrigidisce. Spesso aiutiamo non per rispondere a un bisogno dell'altro, ma per placare un nostro disagio interno. Dobbiamo chiederci: Siamo centrati o siamo "attivati" (in reazione emotiva)? Altre volte aiutiamo l'altro per confermare il nostro valore o sentirci superiori. o, ancora per effettuare una fuga dall'impotenza: ti "salvo" per non dover sentire il dolore del mio limite o della mia incapacità di cambiare le cose. Altre volte utilizziamo l'altro come Regolatore Emotivo: se tu stai male, io sto male. Ti controllo e ti sistemo affinché il mio sistema emotivo possa tornare in equilibrio. Non è altruismo, è gestione della propria ansia. L'aiuto che riceviamo può essere nutriente o soffocante. L'aiuto che nasce dalla paura si riconosce perché non rispetta l'identità dell'altro. Dobbiamo imparare a distinguere tra:aiuto autentico: è un atto di presenza. Ascolta prima di intervenire, rispetta i tempi altrui e non crea gerarchie (chi aiuta non è "più" di chi è aiutato).aiuto dannoso (Controllo): è un'invasione di campo. L'altro diventa un progetto da completare o un problema da risolvere, non una persona da accogliere.Come capire se la nostra azione è guidata dalla paura? Ecco i 5 segnali d'allarme:Tensione fisica: Ti senti rigido, contratto o ansioso mentre cerchi di intervenire.Consigli non richiesti: Ti sostituisci alla volontà dell'altro senza che ti sia stato domandato.Rabbia e Frustrazione: Ti senti offeso o arrabbiato se l'altro non segue i tuoi suggerimenti o non cambia.Iper-responsabilità: Ti senti emotivamente responsabile per i fallimenti o i successi altrui.Il Complesso del Salvatore: Pensi costantemente: "Se non lo faccio io, non lo farà nessuno".Ricorda che se l'aiuto ti irrigidisce, non è presenza. È paura. L'amore non invade, l'amore accoglie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
L'autunno è la stagione ideale per prendersi cura del proprio giardino, spiega il garden designer Carlo Gabriele. Ecco alcuni consigli su come farlo adeguatamente.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ventunesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.Focus sul posticipo domenicale andato in scena all'Olimpico di Roma tra i padroni di casa giallorossi e I bianconeri di Mister Spalletti.Le due compagini si contendono l'ultimo posto utile per la prossima Champions League.La Juve rimonta la Roma da 3-1 a 3-3, Gatti gela l'Olimpico in pieno recupero, la lotta Champions resta apertissima.Roma-Juventus è stata un bello spettacolo, le due squadre si sono affrontate a viso aperto, nonostante in palio ci fossero punti pesantissimi, come detto, per la zona Champions.Finisce con 3 gol per parte, dopo una partita combattuta dal primo all'ultimo minuto.Tanti gol, tante disattenzioni ma anche tanta stanchezza, soprattutto da parte della Vecchia Signora dopo la battaglia col Galatasaray in coppa e opposta a una Roma in forma, scorbutica come il suo allenatore vogliosa dei 3 punti per blindare ulteriormente l'attuale 4° posto in classifica.La Roma parte subito forte sfiorando il vantaggio con Pellegrini che si divora un gol a porta vuota dopo la respinta di Perin su tiro di Pisilli.La Juventus resta un pò a guardare, è così la Roma passa in vantaggio grazie a Wesley capace di un destro a giro che si insacca alle spalle di Perin.Il secondo tempo si apre con i giallorossi sempre in pressione, ma è la Juventus che con una fiammata riesce a trovare il gol del pareggio.Sugli sviluppi di un calcio d'angolo per gli ospiti prende palla Conceicao che con un tiro potente insacca in rete un pallone preciso e con la potenza giusta su cui Svilar non può davvero nulla.La Roma è ancora viva e da calcio d'angolo la battuta di Pellegrini finisce sulla testa di Ndicka che mette a segno la rete.Il 2-1 della Roma un po' spegne una Juventus le cui fatiche di coppa iniziano irrimediabilmente a farsi sentire sulle gambe dei giocatori.I bianconeri subiscono poco dopo anche il 3-1 con Malen lanciato a rete dopo un assist di Kone.Sembra finita e la Juve stremata.Nel finale però Boga accorcia le distanze con un destro al volo in area di rigore.Spalletti manda in campo forze fresche, Zhegrova e Openda.In pieno recupero è Gatti a trovare la zampata vincente e insperata che ammutolisce l'Olimpico, per il definitivo 3-3.La distanza che serata i padroni di casa dagli uomini di Spalletti resta di 4 punti, ma per come si erano messe le cose e soprattutto con le possibili ripercussioni negative della battaglia persa in coppa con i turchi, in casa juventina c'è di che essere soddisfatti.Di questo e altro parleremo in questa puntata!Diteci la vostra!Ecco i link dei nostri social:CANALE TELEGRAM:https://t.me/+TYOn7FZAQwet7MAtINSTAGRAM:https://instagram.com/jtactics_?igshid=YmMyMTA2M2Y=TWITTER:https://twitter.com/RadioMDN?t=woKQltSFRUTw9qibbRZaJA&s=09
Intervista esclusiva a Luca Mastrangelo in vista del derby tra Inter e Milan!
Hai 4.000 follower su Instagram e le vendite sono imprevedibili come il meteo? Forse il problema non è il contenuto che stai creando.Se anche tu passi ore a creare caroselli perfetti, controlli i like ogni 10 minuti e poi ti ritrovi a chiederti cosa pubblicare domani, questo episodio è per te. Ti parlo di una trappola in cui cadono tantissime professioniste e ti spiego perché la tua newsletter, anche se ha "solo" 500 iscritti, vale molto di più dei tuoi 4.000 follower di Instagram.In questo episodio parlo di:La trappola della dopamina di InstagramIl calcolo concreto tra chi vede davvero i tuoi post e chi legge davvero la tua newsletter Perché la lista email è un assetLe metriche che contano davvero per il fatturatoCome invertire le prioritàCosa fare dalla settimana prossima "Se aspetti che Instagram diventi prevedibile per le vendite, stai investendo il tuo tempo nel posto sbagliato.""I follower non sono tuoi, è l'algoritmo che decide chi ti vede. La lista email invece è tua per sempre.""200 persone che ti hanno scelto, ti hanno dato la loro email valgono molto di più di 4.000 persone che hanno messo un like in maniera distratta."Risorse menzionate nel podcast:Flodesk*: la mia piattaforma del
Baba Vanga E La Profezia Sulla Guerra In Iran: Cosa Aveva Previsto Per Il 2026!Le tensioni tra Iran e Stati Uniti riaccendono il mistero delle profezie di Baba Vanga sul 2026. Coincidenza o previsione inquietante? Ecco cosa sta facendo discutere il web.#babavanga #iran #profeziairan #guerrairan #profezie
Chi aspettava il computer low cost di Apple non è rimasto deluso, è arrivata la proposta che molti auspicavano da parte di Apple. C'è ancora tempo per gli annunci al mobile work congress ieri ne è arrivato uno importante. Nel mondo degli pneumatici è arrivata una novità incredibile. Google ed Epic hanno raggiunto un accordo, ecco i termini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Predicazione espositiva del Pastore Jonathan Whitman di Matteo capitolo 10 versetti da 16 a 20. Registrata presso il Centro Evangelico Battista di Perugia il 15 febbraio 2026.Titolo del messaggio: "L'inevitabile costo di seguire il Re: Tre raccomandazioni fondamentali nella persecuzione"MATTEO 10 V16-2016 «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in mano ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per servire di testimonianza davanti a loro e ai pagani. 19 Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che dovrete dire. 20 Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
L'accesso ai propri diritti non dovrebbe mai essere soggetto a una tassa indiretta. Con lo SPID di Poste e altri provider che diventa progressivamente a pagamento, molti cittadini si sentono giustamente indignati. In questo video ti spiego perché non devi disperare: la CIE (Carta d'Identità Elettronica) può sostituire completamente lo SPID. Vedremo insieme come configurare l'app "CieID" sul tuo smartphone NFC per accedere a tutti i portali della PA con il massimo livello di sicurezza (Livello 3), restando indipendenti dalle aziende private e dai loro abbonamenti.
Non ne potevo piu'. Mi sono sviluppato il software. Ecco i punti centrali dello sviluppo che, sicuramente, riguarda tanti che lavorano in azienda: farsi un programmino per risolversi una complessità insopportabile... Da notare la sorpresa finale dopo la sigla ... :)
In questa puntata del Late Tech Show, Gigi Beltrame ci porta nel cuore dell'innovazione tecnologica, dai nuovi flagship Samsung al successo tutto italiano di una startup che sta rivoluzionando il settore legale. Ecco i punti chiave:
Ecco la quinta puntata della rubrica di Masci Sicilia "Abitare la Speranza" a cura di Francesco Pira Oggi parliamo di come si può Morire in mare n cerca di Speranza.Disponibile per essere ascoltata e commentata, vuole essere un nuovo momento di riflessione, condivisione e di sguardi pieni di fiducia sul presente e sul futuro.Ascoltala, facci sapere cosa ne pensi e partecipa alla conversazione!Buon ascolto e buona Strada!#AbitareLaSperanza #NuovaPuntata #AscoltaECondividi#Masci #mascisicilia #scout #adulti #adultiscout #abitarelasperanza
TL;DR Fare i conti con nostro padre è un lavoro di verità: smettere di vivere di automatismi nati nel passato e aprire un dialogo adulto che ci rende più liberi, come figli, come uomini e come padri. Ecco alcuni punti emersi nell’episodio Il rapporto con nostro padre nel presente Partiamo da qui: anche quando pensiamo di aver archiviato tutto, quel legame continua a incidere su come viviamo oggi. Lo vediamo nelle nostre chiusure, nelle pretese, nella rabbia improvvisa, nell'orgoglio di non chiedere mai nulla. Prendere consapevolezza è il punto di partenza. Davanti agli irrisolti non basta né negare né spaventarsi Ecco tre atteggiamenti possibili: far finta che non sia successo niente, restare paralizzati dal dolore, oppure entrarci in dialogo. I primi due ci bloccano: uno copre, l'altro terrorizza. Il terzo è faticoso ma apre una strada: vuol dire riconoscere quello che ci ha segnato e iniziare a lavorarci in modo concreto, senza più scappare. Il passaggio decisivo è dalla posizione di figlio ferito a quella di adulto in relazione Non dobbiamo cancellare le mancanze. Però restare solo nel giudizio non ci fa avanzare. Quando iniziamo a vedere nostro padre anche nella sua fragilità, cambia tutto: non perché andava bene così, ma perché possiamo finalmente uscire dal braccio di ferro interiore e aprire una relazione più vera. L'autosufficienza può essere una corazza: chiedere può diventare un atto di maturità Me la cavo da solo spesso non è libertà, è difesa. Per anni può sembrare forza, ma in realtà chiude il legame e conferma la distanza. Invece, in alcuni passaggi, chiedere aiuto, accettarlo o esporsi da figli adulti riapre un dialogo che sembrava impossibile. Un uomo si fa con un altro uomo! Nostro padre è il punto di partenza del diventare uomini: rileggere questa relazione e guardare con occhi nuovi la sua presenza nella vita è una chiave essenziale del cammino maschile. Buon ascolto!
Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Dal Vangelo secondo MatteoIn quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
A Piccoli Sorsi - Commento alla Parola del giorno delle Apostole della Vita Interiore
Vorresti ricevere notizie, saluti, auguri dalle Apostole della Vita Interiore?Lasciaci i tuoi contatti cliccando il link qui sotto e con la nostra nuova rubrica digitale potremo raggiungerti.https://www.it.apostlesofil.com/database/- Premi il tasto PLAY per ascoltare la catechesi del giorno e condividi con altri se vuoi -+ Dal Vangelo secondo Matteo +In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».Parola del Signore.
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Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
La preadolescenza è un momento sfidante sia per i nostri figli che per noi genitori. Ci troviamo a dover gestire il loro cambiamento, ma anche il nostro in funzione del loro. Ecco quindi che questo periodo può diventare uno specchio di chi siamo veramente e aprire tante domande, anche scomode. In questo episodio ho invitato Giada Vettorato, parent coach ed esperta di preadolescenza, per parlare di quello che succede tra i 9 e i 14 anni, non solo nei nostri figli, ma in noi. Perché questa fase mette a nudo i pattern familiari che ci portiamo dietro, il controllo che usiamo per tenere a bada la paura, e la difficoltà di concederci libertà e scelte quando siamo le prime a non concederle a noi stesse. Se hai figli in questa età questo episodio ti darà strumenti concreti. Ma anche se i tuoi figli sono ancora piccoli, le domande che emergono ti riguardano comunque.
Passato prossimo o imperfetto? Quante volte ti sei fatto questa domanda? Questo è uno degli argomenti più difficili della grammatica italiana, e persino gli studenti più avanzati continuano a fare gli stessi errori. In questo articolo imparerai a riconoscere e a evitare i 5 errori più comuni che gli stranieri fanno quando devono scegliere tra passato prossimo e imperfetto, scoprendo perché sono sbagliati e, soprattutto, come correggerli. 5 Errori da Evitare con Passato Prossimo e Imperfetto Errore N°1: Usare il Passato Prossimo per Descrivere nel Passato Questo è probabilmente l'errore più frequente in assoluto. Molti studenti costruiscono frasi come queste, pensando che siano corrette: "La casa è stata grande e ha avuto un giardino bellissimo." "Maria è stata una donna alta, con i capelli biondi." "Ieri ha fatto freddo e il cielo è stato grigio." Perché È Sbagliato? In italiano, quando vuoi descrivere qualcosa o qualcuno nel passato — cioè quando parli di caratteristiche, stati, condizioni o situazioni di sfondo — devi usare l'imperfetto, non il passato prossimo. L'imperfetto è il tempo delle descrizioni, delle situazioni statiche, del "contesto" in cui accadono le cose. Pensa alle descrizioni come a una fotografia: sono statiche, fissano un momento senza movimento. Come Si Corregge? "La casa era grande e aveva un giardino bellissimo." "Maria era una donna alta, con i capelli biondi." "Ieri faceva freddo e il cielo era grigio." E Quando Si Usa il Passato Prossimo, Allora? Il passato prossimo si usa per le azioni, cioè per eventi che sono successi in un momento specifico, che hanno un inizio e una fine, che sono "conclusi". Le azioni sono come un film: si muovono, hanno dinamismo. "Ieri sono andato al supermercato e ho comprato il pane." "Maria è entrata nella stanza e ha salutato tutti." Un trucco per ricordare: quando descrivi, chiediti "Sto dipingendo uno scenario? Sto dando informazioni di sfondo?". Se la risposta è sì, usa l'imperfetto. Errore N°2: Usare l'Imperfetto per Azioni Svolte un Numero Preciso di Volte Ecco un altro errore molto comune che si incontra frequentemente tra gli studenti di italiano: "L'anno scorso andavo in Italia tre volte." "Ieri mangiavo due pizze." "La settimana scorsa telefonavo a mia madre cinque volte." Perché È Sbagliato? In italiano, quando un'azione è stata svolta un numero definito e preciso di volte, devi usare il passato prossimo. L'imperfetto, invece, si usa per azioni abituali, cioè azioni che si ripetevano regolarmente nel passato, senza specificare quante volte esattamente. La chiave sta nella precisione numerica: se puoi contare esattamente quante volte è successo qualcosa, allora serve il passato prossimo. Come Si Corregge? "L'anno scorso sono andato in Italia tre volte." "Ieri ho mangiato due pizze." "La settimana scorsa ho telefonato a mia madre cinque volte." Quando Si Usa l'Imperfetto per le Azioni Ripetute? Quando l'azione era un'abitudine, qualcosa che facevi regolarmente, senza un numero preciso: "Da bambino andavo spesso in Italia." (Non si dice quante volte esattamente) "Quando vivevo a Roma, mangiavo sempre la pizza il venerdì sera." "Telefonavo a mia madre ogni domenica." Ecco una regola semplice da memorizzare: Numero preciso (una volta, due volte, tre volte, dieci volte…) → passato prossimo. Frequenza generica (spesso, sempre, ogni giorno, di solito…) → imperfetto. Errore N°3: MENTRE + Passato Prossimo Questo è un errore che si sente continuamente, anche tra studenti di livello intermedio e avanzato: "Mentre ho camminato, ho incontrato Marco." "Mentre ho cucinato, è arrivato il postino." "Mentre sono stato in vacanza, mi hanno rubato la macchina." Perché È Sbagliato? La parola "mentre" introduce un'azione che fa da sfondo a un'altra azione. Questa azione di sfondo era in corso, stava accadendo, non era conclusa. Per questo motivo, "mentre" è sempre seguito dall'imperfetto. Sempre. Senza eccezioni. Questa è una delle regole più categoriche della grammatica italiana per quanto riguarda l'uso dei tempi passati. Come Si Corregge? "Mentre camminavo, ho incontrato Marco." "Mentre cucinavo, è arrivato il postino." "Mentre ero in vacanza, mi hanno rubato la macchina." Come Funziona la Frase Completa? Di solito, in queste frasi abbiamo due azioni che interagiscono tra loro: l'azione di sfondo (lunga, in corso) che richiede l'imperfetto, e l'azione principale (breve, puntuale, che "interrompe") che richiede il passato prossimo. "Mentre dormivo (sfondo, in corso), è suonato il telefono (azione puntuale)." "Mentre studiavo (sfondo), è andata via la luce (azione improvvisa)." È importante sapere che si possono anche avere due imperfetti con "mentre", quando le due azioni erano entrambe in corso contemporaneamente: "Mentre io cucinavo, lui guardava la TV." Ma ricorda: mai "mentre" + passato prossimo per l'azione di sfondo. Mai! Errore N°4: La Differenza tra "Ero in un Luogo" e "Sono Stato in un Luogo" Questa è una differenza sottile ma importante che mette in difficoltà moltissimi studenti. Osserva queste due frasi: "Ieri ero a casa." "Ieri sono stato a casa." Sono entrambe frasi corrette, ma significano cose diverse! Quando Si Usa "Ero" (Imperfetto)? Usiamo "ero" + luogo quando vogliamo indicare dove ci trovavamo in un certo momento, come contesto o sfondo per un'altra azione o situazione. Il luogo è solo un'informazione accessoria, non il focus della frase. "Ieri alle 8 ero a casa, quindi non ho visto l'incidente." "Quando mi hai chiamato, ero in ufficio." "Mentre tu eri al cinema, io ti ho cercato dappertutto!" Quando Si Usa "Sono Stato" (Passato Prossimo)? Usiamo "sono stato" + luogo quando vogliamo parlare di una visita, di un'esperienza completa, di qualcosa che abbiamo fatto intenzionalmente. In questi casi, stiamo parlando di un'azione conclusa: siamo andati in un posto, ci siamo stati, e poi siamo tornati. "L'anno scorso sono stato a Parigi per tre giorni." "Sei mai stato in Giappone?" "Ieri sono stato dal dentista." Un Esempio Che Chiarisce Tutto Guarda questa frase, dove entrambi i tempi verbali convivono perfettamente: "Quando ero in Italia, sono stato a Roma, a Firenze e a Venezia." In questo caso: "ero in Italia" = contesto generale, periodo prolungato (imperfetto); "sono stato a Roma…" = visite specifiche, esperienze concrete (passato prossimo). La regola è semplice: "ero" indica dove ti trovavi (sfondo), "sono stato" indica dove sei andato (visita, esperienza). Errore N°5: "Era una Bella Giornata" vs "È Stata una Bella Giornata" Arriviamo all'ultimo errore, che confonde moltissimi studenti. Osserva queste due frasi apparentemente simili: "Era una bella giornata." "È stata una bella giornata." Qual è la differenza? Quando si usa l'una e quando l'altra? Quando Si Usa "Era" (Imperfetto)? Usiamo "era una bella giornata" quando stiamo descrivendo lo sfondo di una storia, quando stiamo "aprendo una scena". In questo caso, la frase serve a creare l'atmosfera, a dipingere il contesto prima che succeda qualcosa di specifico. "Era una bella giornata. Il sole splendeva, gli uccelli cantavano. Improvvisamente, ho sentito un rumore strano..." Quando Si Usa "È Stata" (Passato Prossimo)? Usiamo "è stata una bella giornata" quando stiamo valutando la giornata nel suo complesso, quando diamo un giudizio finale su come è andata. La giornata è finita e noi stiamo tirando le somme. "Oggi ho fatto tante cose belle: sono andato al mare, ho visto gli amici, ho mangiato bene. È stata una bella giornata!" Un modo semplice per ricordare questa differenza: "era" apre la storia, "è stata" la chiude. L'imperfetto introduce, il passato prossimo conclude. Tabella Riassuntiva: Passato Prossimo vs Imperfetto Per aiutarti a ricordare meglio le differenze, ecco una tabella riassuntiva con tutti e cinque gli errori e le relative correzioni: SituazioneTempo CorrettoEsempio CorrettoParole ChiaveDescrizioni nel passato (caratteristiche, stati, condizioni)Imperfetto"La casa era grande."era, aveva, faceva, sembravaAzioni con numero preciso di voltePassato prossimo"Sono andato in Italia tre volte."una volta, due volte, tre volte…Dopo "mentre" (azione di sfondo)Imperfetto"Mentre camminavo, ho incontrato Marco."mentreTrovarsi in un luogo (sfondo)Imperfetto"Quando mi hai chiamato, ero in ufficio."ero, eri, era + luogoVisitare un luogo (esperienza conclusa)Passato prossimo"Sono stato a Parigi per tre giorni."sono stato/a + luogoDescrizione di sfondo (apertura racconto)Imperfetto"Era una bella giornata…"era + inizio storiaValutazione complessiva (giudizio finale)Passato prossimo"È stata una bella giornata!"è stato/a + giudizio Indicatori Temporali: Guida alle Parole Chiave Un modo pratico per scegliere il tempo verbale giusto è prestare attenzione alle parole e alle espressioni temporali presenti nella frase. Alcune parole tendono ad accompagnare l'imperfetto, altre il passato prossimo. Conoscerle ti aiuterà a prendere la decisione giusta in modo più rapido e naturale. Indicatori → ImperfettoIndicatori → Passato Prossimosempre, spesso, di solito, ogni giornoieri, l'altro ieri, la settimana scorsaogni volta che, tutte le estatiuna volta, due volte, tre volteda bambino/a, da giovane, da ragazzo/aall'improvviso, improvvisamentementre, nel frattempo, intantopoi, dopo, alla fine, finalmentedi solito, normalmente, generalmentea un certo punto, in quel momentoa quei tempi, in quel periodo, allorastamattina, ieri sera, lunedì scorso Attenzione: questi indicatori sono una guida utile, non una regola assoluta.
Cosa vedere sui canali televisivi SBS? Ecco i nostri consigli per la settimana dal 27 febbraio al 5 marzo. In Australia, potete poi vedere il vostro programma preferito o recuperare quello che avete perso su SBS On Demand.
Dopo la grande paura dei tre gol del Jagiellonia, la Fiorentina tira un sospiro di sollievo e attende il Rakow agli ottavi di Conference League. Dai sorteggi di Nyon, da segnalare soprattutto il derby italiano Roma-Bologna in Europa League e Atalanta-Bayern Monaco in Champions. Ecco le uniche speranze italiane in Europa, mentre Inter e Juventus restano a leccarsi le ferite e pensano una allo scudetto, l'altra ai rinnovi (Spalletti in primis) per mettere le basi della prossima stagione. Di tutto questo parliamo con i convocati Nando Orsi (talent Sky Sport), Max Nerozzi (Corriere) e Benedetto Ferrara (La Nazione). Intanto, il Motomondiale riparte con il primo GP in Thailandia e una Ducati che ancora promette battaglia alle altre scuderie. Ne parliamo con l'eterno Carlo Pernat.
Le ultime tra le voci di #calciomercato a centrocampo, il rafforzamento di una notizia e tre cambi in vista di #cremonese - #milanDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/radio-rossonera--2355694/support.
Arresto Cinturrino, spostati quattro poliziotti indagati - La morte di Domenico, ecco le prime drammatiche verità
Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d'Elci e Livio Pacella.«Ecco a voi la storia di una facoltosa famiglia che perse tutto, e del solo figlio che aveva la possibilità di tenerla ancora unita». La frase apre ogni singola puntata di Arrested Development: forse la miglior sit comedy di sempre, certamente la più folle e surreale. E per noi la più spassosa, come racconta una puntata del podcast particolarmente ridanciana. Amatissima dalla critica, spesso trascurata dal pubblico, in Italia davvero poco conosciuta nonostante la distribuzione Netflix (su Disney+ è presente ma solo con le prime tre stagioni). Le sue 5 stagioni (realizzate lungo un arco di ben 16 anni, dal 2003 al 2019) sono una giostra incessante di personaggi meravigliosi con le loro mille idiosincrasie, costantemente lanciati in situazioni allucinanti - ed esilaranti. Come raccontiamo nel podcast, Arrested Development ha un cast perfetto (guidato da Jason Bateman), una lista infinita di comprimari e cameo di lusso, una sottile dimensione metanarrativa. Irresistibile.“1 classico in 2” è uno dei format del podcast di Mondoserie: conversazioni a due voci su serie che hanno segnato l'immaginario. Musica nella puntataInner Light di Kevin MacLeod è un brano concesso in uso tramite licenza Creative CommonsAttribuzione 4.0. https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-free/index.html?isrc=USUAN1300021Artista: http://incompetech.com/Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Hai mai pensato a quanto sarebbe noioso ripetere sempre gli stessi nomi? "Marco ha visto Maria. Marco ha salutato Maria." Ecco perché esistono i pronomi: strumenti linguistici essenziali che rendono il discorso fluido e naturale. In questa guida imparerai a usare tutti i tipi di pronomi italiani con esempi pratici e regole chiare! I PRONOMI ITALIANI: La Guida Completa 1. Pronomi Personali Soggetto I pronomi personali soggetto sostituiscono il nome della persona o della cosa che compie l'azione. Sono fondamentali per identificare chi sta facendo qualcosa e per dare struttura alle nostre frasi. In italiano, questi pronomi si dividono in singolari e plurali, e ognuno ha una funzione specifica nella comunicazione. Forma Singolare Io - prima persona singolare (parlo di me stesso/a). Questo pronome indica colui o colei che sta parlando, il centro della comunicazione. Esempi: Io mangio la pizza, Io studio italiano, Io lavoro a Milano. Tu - seconda persona singolare (parlo con te). Indica la persona con cui si sta parlando direttamente, l'interlocutore immediato. Esempi: Tu studi italiano, Tu parli bene, Tu sei simpatico. Lui/Lei/Egli/Ella/Esso/Essa - terza persona singolare (parlo di qualcun altro). Questi pronomi indicano una persona o cosa di cui si sta parlando, ma che non è presente nella conversazione diretta. Lui si usa per il maschile, Lei per il femminile. Esempi: Lui lavora a Roma, Lei studia medicina, Esso funziona bene (per oggetti). Forma Plurale Noi - prima persona plurale. Indica un gruppo di persone che include chi sta parlando. È il pronome della collettività e dell'inclusione. Esempi: Noi andiamo al cinema, Noi parliamo italiano, Noi abitiamo in Italia. Voi - seconda persona plurale. Indica un gruppo di persone a cui ci si sta rivolgendo direttamente. Esempi: Voi studiate molto, Voi siete italiani, Voi capite tutto. Loro/Essi/Esse - terza persona plurale. Indica un gruppo di persone o cose di cui si sta parlando. Loro è la forma più comune e moderna. Esempi: Loro lavorano insieme, Loro sono amici, Loro vivono a Firenze. Curiosità Importanti In italiano, spesso non usiamo i pronomi soggetto perché il verbo già ci dice chi compie l'azione! Questa è una caratteristica unica dell'italiano rispetto ad altre lingue. Per esempio, possiamo dire "Mangio la pizza" invece di "Io mangio la pizza".La desinenza del verbo (-o) indica chiaramente che il soggetto è "io". Usiamo il pronome soggetto solo quando vogliamo dare enfasi o evitare confusione. Esempi di enfasi: "Io pago il conto!" (sottolineo che sono proprio io a pagare), "Tu devi studiare!" (enfatizzo che è responsabilità tua). ATTENZIONE! Le forme "Egli, ella, essi, esse" sono forme formali e letterarie che appartengono principalmente alla lingua scritta formale e letteraria. Nella lingua parlata quotidiana usiamo sempre "lui, lei, loro". Se vuoi sembrare un libro di poesia dell'Ottocento, usa pure "egli"... ma i tuoi amici italiani ti guarderanno in modo strano! Queste forme si trovano ancora in documenti ufficiali, testi letterari classici e contesti molto formali, ma sono considerate arcaiche nella conversazione moderna. 2. Pronomi Personali Complemento Questi pronomi sostituiscono i complementi nelle frasi: oggetto diretto, oggetto indiretto e altri tipi di complementi. Qui la situazione diventa più complessa e articolata, ma non preoccuparti! Con un po' di pratica e attenzione, diventerà tutto naturale. I pronomi complemento sono essenziali per evitare ripetizioni e rendere il discorso più scorrevole ed elegante. A) Pronomi Diretti (Complemento Oggetto) I pronomi diretti rispondono alla domanda "chi?" o "che cosa?" e sostituiscono il complemento oggetto. Si usano quando l'azione del verbo passa direttamente sull'oggetto, senza bisogno di preposizioni. Forme atone (deboli - si usano prima del verbo coniugato): mi - me (prima persona singolare): Marco mi vede = Marco vede me ti - te (seconda persona singolare): Ti chiamo domani = Chiamo te domani lo - lui/esso (maschile singolare) o "ciò": Lo compro = Compro lui/quello/ciò la - lei/essa (femminile singolare): La vedo = Vedo lei/quella La - Lei (forma di cortesia): La ringrazio, signora = Ringrazio Lei ci - noi (prima persona plurale): Ci invitano = Invitano noi vi - voi (seconda persona plurale): Vi aspetto = Aspetto voi li - loro (maschile plurale): Li conosco = Conosco loro (maschi o gruppo misto) le - loro (femminile plurale): Le compro = Compro loro (cose femminili o donne) Esempi pratici con frasi complete: Vedi Marco? Sì, lo vedo. (lo = Marco) - Invece di ripetere "Sì, vedo Marco" Conosci Maria? Sì, la conosco. (la = Maria) - Invece di "Sì, conosco Maria" Mangi la pasta? Sì, la mangio. (la = la pasta) - Il pronome sostituisce l'intero oggetto Leggete i libri? Sì, li leggiamo. (li = i libri) - Plurale maschile Compri le scarpe? Sì, le compro. (le = le scarpe) - Plurale femminile Trucco da ricordare: "Lo" e "la" diventano "l'" davanti a vocale per ragioni di eufonia (suono piacevole): L'amo (amo lui/lei), L'ho visto (ho visto lui/lei/esso), L'ascolto (ascolto lui/lei). Questo rende la pronuncia più fluida e naturale. I Pronomi Diretti con il Passato Attenzione! Quando usi i pronomi diretti con il passato prossimo (e altri tempi composti), il participio passato deve accordarsi con il pronome in genere e numero. Ma c'è una regola importante da ricordare: Con la 3ª persona singolare (lo, la, l') e plurale (li, le) → l'accordo è OBBLIGATORIO: Hai visto Marco? Sì, l'ho visto. (visto = maschile singolare) Hai visto Maria? Sì, l'ho vista. (vista = femminile singolare) Hai mangiato le mele? Sì, le ho mangiate. (mangiate = femminile plurale) Hai letto i libri? Sì, li ho letti. (letti = maschile plurale) Con la 1ª e 2ª persona singolare e plurale (mi, ti, ci, vi) → l'accordo è FACOLTATIVO (ma sempre corretto se fatto): Marco mi ha chiamato/chiamata. (entrambi corretti!) Maria ci ha visto/visti/viste. (tutte le forme sono corrette!) Ti ho cercato/cercata stamattina. (entrambi corretti!) Curiosità con i Verbi Modali (dovere, potere, volere) Quando usi i pronomi diretti con i verbi modali al passato prossimo, succede una cosa interessante: è il pronome che decide se il participio passato si accorda o no! Se il pronome è PRIMA del verbo modale: Ci hanno voluti vedere. (voluti si accorda con "ci" = noi) Li ho dovuti chiamare. (dovuti si accorda con "li" = loro maschile) L'ho potuta incontrare. (potuta si accorda con "l'" = lei) Se il pronome è DOPO (attaccato all'infinito): Hanno voluto vederci. (NON si accorda: hanno voluto) Ho dovuto chiamarli. (NON si accorda: ho dovuto) B) Pronomi Indiretti (Complemento di Termine) I pronomi indiretti rispondono alla domanda "a chi?" e sostituiscono il complemento di termine. Si usano quando l'azione del verbo è diretta indirettamente verso qualcuno, tipicamente con verbi che richiedono la preposizione "a". Forme atone: mi - a me: Mi telefoni? = Telefoni a me? ti - a te: Ti scrivo = Scrivo a te gli - a lui: Gli parlo = Parlo a lui le - a lei: Le regalo fiori = Regalo fiori a lei Le - a Lei (forma di cortesia): Le chiedo scusa = Chiedo scusa a Lei ci - a noi: Ci scrivono = Scrivono a noi vi - a voi: Vi spiego = Spiego a voi gli/loro - a loro: Gli telefono / Telefono loro = Telefono a loro Esempi dettagliati: Telefoni a Marco? Sì, gli telefono. (gli = a Marco) - Il verbo "telefonare" richiede sempre "a" Scrivi a Maria? Sì, le scrivo. (le = a Maria) - Il verbo "scrivere a qualcuno" Parli ai tuoi genitori? Sì, gli parlo (o: parlo loro). - Terza persona plurale Dai un regalo a me? Sì, ti do un regalo. - Prima persona singolare indiretta Nota importante: "Loro" può essere usato al posto di "gli" per la terza persona plurale, ma presenta una differenza fondamentale di posizione: si mette DOPO il verbo invece che prima. Quindi diciamo: "Parlo loro" invece di "Gli parlo". Però nella lingua moderna e colloquiale, la forma "gli" sta vincendo questa battaglia ed è ormai la più usata, anche se "loro" rimane corretta e viene ancora utilizzata in contesti più formali o letterari. Verbi comuni che usano pronomi indiretti: telefonare, scrivere, parlare, chiedere, rispondere, regalare, dare, mandare, inviare, spedire, raccontare, spiegare, insegnare, prestare, mostrare. C) Pronomi Complemento - Forma Forte (Dopo Tutte le Preposizioni) Oltre alle forme atone (deboli), esistono anche le forme toniche (forti) dei pronomi complemento. Queste si usano DOPO le preposizioni e quando si vuole dare enfasi. Forme toniche: me - me te - te lui/lei/Lei - lui/lei/Lei noi - noi voi - voi loro - loro sé - sé stesso/stessa (forma riflessiva) Quando si usano? 1. DOPO TUTTE LE PREPOSIZIONI (a, di, da, con, per, su, tra, fra, senza...): Vengo con te. (NON: vengo con ti) Parlo di lui. (NON: parlo di lo) Questo regalo è per voi. (NON: questo regalo è per vi) Abito vicino a loro. (NON: abito vicino a gli) Senza di te, mi annoio. Pensano sempre a me. 2. PER DARE ENFASI: Amo te! (più forte di "Ti amo") Ha chiamato me, non te! Cercano proprio voi! 3. DOPO LE COMPARAZIONI (di, come, quanto): Sei più alto di me. Marco è intelligente come te. Lavora quanto noi. FORMA RIFLESSIVA "SÉ": La forma "sé" (con o senza accento, entrambi corretti: "sé" o "se") si usa per la terza persona quando l'azione ricade sul soggetto stesso: Pensa sempre a sé (stesso). Parla da sé. Conta solo su sé (stesso). ESEMPI COMPLETI: Questo libro è per te, non per lui. Viene da noi stasera? Abito lontano da loro. Escono sempre con voi? Pensa solo a sé. D) Pronomi Combinati
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Ventesima puntata dell'ottava stagione di J-TACTICS, la rubrica di radiomegliodiniente.com dedicata alla vecchia signora bianconera.Focus sul match di sabato pomeriggio andato in scena all'Allianz Stadium tra i bianconeri padroni di casa e la vera sorpresa del campionato, il Como di Fabregas.Più che una partita di calcio ciò che si vede a Torino è una tragedia greca avente per protagonista la squadra di Spalletti.Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite per la Juventus che cade in casa contro il Como.Finisce 0-2, con i gol di Vojvoda e Caqueret, e per la Juve una figuraccia pesante sia sul piano mentale sia in chiave classifica, con la Roma che si allontana e il Como ad un solo punto che si avvicina pericolosamente.Il Como di Cesc Fabregas, fa esattamente il suo, ma lo fa maledettamente bene, gioca con personalità, sfrutta gli errori avversari e si porta a un solo punto dalla Juve.La partita si mette subito in salita per la squadra di Spalletti.Il vantaggio dei lariani nasce da una serie di errori madornali prima una mala gestio del pallone, poi la conclusione di Vojvoda sul primo palo e la risposta inguardabile di Di Gregorio, è 1-0 per gli ospiti.Nella ripresa arriva anche il colpo di grazia per la Juventus.Ripartenza veloce del Como, pallone da Da Cunha a Caqueret, libero di appoggiare in rete per lo 0-2.Il secondo gol è il riassunto della Juventus in questa partita: squadra scoperta, poco compatta e punita appena perde equilibrio.Altro stop che complica la corsa al quarto posto per la Champions.Lo psicodramma per la Juventus non si ferma al campionato ma prosegue anche in coppa.La vecchia signora viene amaramente beffata ed esce altrettanto amaramente ai playoff.I bianconeri piegano 3-0 il Galatasaray, ma ai supplementari Osimhen e Baris Alper spegnono le speranze.Il primo gol è stato un lampo, il secondo ha riacceso le speranze e il terzo ha dato una scossa di adrenalina incredibile per la Juventus che pur in un'ingiusta inferiorità numerica è riuscita a trascinare il Galatasaray fino ai tempi supplementari per poi cadere impietrita con il gol di Victor Osimhen il nigeriano ex Napoli neanche esulta dopo aver punito i bianconeri e aver siglato la settima rete della sua Champions League, la più pesante di tutte.I bianconeri hanno dato vita ad un'epica rimonta, quasi perfetta che non è bastata per arrivare agli ottavi di finale.Il cammino si ferma ai playoff, condizinato irrimediabilmente da una gara d'andata disastrosa.Di questo e altro parleremo in questa puntata!Diteci la vostra!Ecco i link dei nostri social:CANALE TELEGRAM:https://t.me/+TYOn7FZAQwet7MAtINSTAGRAM:https://instagram.com/jtactics_?igshid=YmMyMTA2M2Y=TWITTER:https://twitter.com/RadioMDN?t=woKQltSFRUTw9qibbRZaJA&s=09
Claudio Casoni, proprietario di Officina Gastronomica Italiana a Melbourne, ha iniziato la sua carriera da imprenditore nel 2014. Ecco la sua storia.
Jo and Charlotte turn their attention to Nobel Laureate Kenzaburo Oe's mindblowing A Personal Matter and Troubled Lands: Stories of Mexico and Cuba, a collection translated by Langston Hughes, before they're joined by Gothic-literature-loving writer-of-all-modes Nicholas Russell, who puts the spotlight on Algernon Blackwood's unsettling preoccupation with mysterious forces in the natural world. Nicholas Russell is a writer and critic from Las Vegas. His work has been featured inMcSweeney's, The Baffler, Conjunctions, The Nation, and Orion, among other publications. He's a long time bookseller, a contributing writer at Defector, and managing editor at Still Alive magazine. His debut novel Observer will be published by Ecco at HarperCollins on September 15th. Please consider supporting our work on Patreon, where you can access additional materials and send us your guest and book coverage requests! Books discussed on all seasons of the podcast are aggregated here on Bookshop. Questions and comments can be directed to readingwriterspod at gmail dot com. Outro music by Marty Sulkow and Joe Valle.Charlotte Shane's most recent book is An Honest Woman. Her essay newsletter, Meant For You, can be subscribed to or read online for free, and her social media handle is @charoshane. Jo Livingstone is a writer who teaches at Pratt Institute. To support the show, navigate to https://www.patreon.com/ReadingWriters Hosted on Acast. See acast.com/privacy for more information.
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In questo episodio del nostro podcast in italiano comprensibile parliamo di leadership e del concetto di intelligenza emotiva, fondamentale nel ruolo di leader.Ecco il libro di Goleman: https://amzn.to/4kMyofMBuon ascolto!▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬
Il nostro sistema nervoso non è fatto per vivere sempre chiuso dentro. In questo episodio parliamo di natura, regolazione e di come inserire piccole dosi quotidiane di vitamina N nella tua vita. Ps. Ecco alcuni link utili: Accedi alla community di Yogi gratuita
In questo episodio ti porto dentro una cosa semplice (e potentissima): non è solo cosa dici, è come lo dici. Parliamo di tono, velocità, corpo e postura quando metti un confine — perché un “no” diventa duro soprattutto quando sei già in allarme. Ti lascio 5 frasi pronte per dire no in modo pulito (senza spiegarti troppo), e ti spiego come reggere la reazione dell'altro senza crollare. Partecipa al workshop per imparare a dire di no: https://www.ilcorpoelamente.com/confini-pratici Scopri tutte le altre risorse su: www.ilcorpoelamente.com Se cerchi altri suggerimenti in tema gestione delle emozioni, dello stress e del tempo, così come le migliori tecniche di psicologia applicate alla vita quotidiana, puoi trovare tanti spunti nei video dl canale ilcorpoelamente su Youtube: http://www.youtube.com/c/ilCo
Quanto conosci il vocabolario italiano di livello B1? In questo articolo trovi quindici parole fondamentali, ognuna accompagnata dalla definizione e da spiegazioni utili per capirne il significato e l'uso nella vita quotidiana. Per ogni parola vedrai la prima lettera e una descrizione: prova a indovinare prima di leggere la risposta! Se Conosci Queste Parole, hai un Livello INTERMEDIO Parola 1 – Lettera P Questo è un oggetto piccolo che tieni in tasca o nella borsa e che usi per conservare i soldi e le carte di credito. Che cos'è? [...] La risposta è: portafoglio. Il portafoglio è quell'oggetto dove mettiamo i soldi, le carte di credito, la patente, le tessere… Attenzione: "portafoglio" è una parola composta da "porta" (dal verbo "portare") e "foglio". In origine, serviva per portare i fogli, cioè le banconote. Ricorda che è maschile: il portafoglio. Parola 2 – Lettera S Questa cosa la usi per lavarti le mani. Ha un buon profumo e fa la schiuma. Che cos'è? [...] La risposta è: sapone. Il sapone lo usiamo per lavarci le mani, ma anche per lavare il corpo sotto la doccia. Esiste il sapone solido, quello classico a forma di mattoncino, e il sapone liquido, che esce da un dispenser. Se il sapone ha un buon profumo, possiamo dire che è un sapone profumato. Parola 3 – Lettera R Questo è un verbo. È l'azione di non dimenticare qualcosa, di avere qualcosa nella memoria. Qual è il verbo? [...] La risposta è: ricordare. "Ricordare" significa avere qualcosa nella memoria. Per esempio: "Ricordo ancora la mia prima vacanza al mare". Il contrario è dimenticare. Puoi dire sia "ricordo qualcosa" sia "mi ricordo di qualcosa", con una piccola differenza di sfumatura. Parola 4 – Lettera B Questo è un luogo pubblico dove puoi prendere in prestito i libri gratuitamente. Che cos'è? [...] La risposta è: biblioteca. La biblioteca è un posto dove puoi leggere e prendere in prestito i libri senza pagare. Attenzione a non confondere "biblioteca" con "libreria": la libreria è il negozio dove compri i libri, la biblioteca è dove li prendi in prestito. È un errore molto comune tra gli studenti di italiano. Parola 5 – Lettera B Questo è un documento che ricevi a casa e che devi pagare, per esempio per l'elettricità, il gas o l'acqua. Che cos'è? [...] La risposta è: bolletta. La bolletta è quel foglio (ormai spesso digitale) che ti dice quanto devi pagare per i servizi come la luce, il gas, l'acqua, il telefono… In Italia diciamo spesso "pagare le bollette" per indicare le spese fisse della casa. E quando le bollette sono molto alte, diciamo che sono salate: in italiano, "salato" significa anche "costoso". Parola 6 – Lettera R Questo aggettivo descrive qualcosa o qualcuno che fa molto rumore. Che cos'è? [...] La risposta è: rumoroso. Una cosa rumorosa è una cosa che fa molto rumore. Per esempio: "I miei vicini di casa sono molto rumorosi, fanno sempre feste fino a tardi!". Il contrario di rumoroso è silenzioso. Ricorda: il sostantivo è "rumore", l'aggettivo è "rumoroso". Parola 7 – Lettera S Questo è un verbo. È l'azione di usare le mani o il corpo per muovere qualcosa in avanti. Qual è il verbo? [...] La risposta è: spingere. "Spingere" significa usare forza per muovere qualcosa in avanti. Per esempio, spingiamo un carrello al supermercato o spingiamo una porta per aprirla. Il contrario è tirare. Sulle porte dei negozi in Italia spesso trovi scritto "spingere" o "tirare". Attenzione al participio passato, che è irregolare: spinto. "Ho spinto la porta, ma non si è aperta". Parola 8 – Lettera M Questa è la parte della strada dove camminano i pedoni, le persone a piedi. Che cos'è? [...] La risposta è: marciapiede. Il marciapiede è quella parte rialzata ai lati della strada dove camminiamo noi pedoni. È una parola composta: "marcia" (dal verbo "marciare", cioè camminare) + "piede". Quindi, letteralmente, è il posto dove marciano i piedi. In Italia, camminare sul marciapiede è fondamentale perché le strade spesso sono strette e le macchine passano molto vicine. Parola 9 – Lettera G Questa parola descrive il sentimento negativo che provi quando hai paura di perdere una persona che ami, o quando invidi qualcuno. Che cos'è? [...] La risposta è: gelosia. La gelosia è quel sentimento spiacevole che proviamo quando, per esempio, il nostro partner parla con un'altra persona e noi ci sentiamo minacciati. Ma "gelosia" può anche significare invidia: "Provo gelosia per il suo successo". L'aggettivo è geloso/gelosa: "Sono geloso di te". È un'emozione molto umana, ma attenzione: troppa gelosia non fa bene alle relazioni. Parola 10 – Lettera I Questo aggettivo descrive qualcosa che non serve a niente, che non ha utilità. Che cos'è? [...] La risposta è: inutile. Una cosa inutile è una cosa che non serve. Per esempio: "È inutile chiamarlo, non risponde mai al telefono". Come vedi, in italiano spesso formiamo il contrario aggiungendo il prefisso "in-" davanti all'aggettivo: utile → inutile. Altri esempi: felice → infelice, giusto → ingiusto. Parola 11 – Lettera P Questo è un verbo. È l'azione di riservare in anticipo un tavolo al ristorante, una camera d'albergo o un biglietto. Qual è il verbo? [...] La risposta è: prenotare. "Prenotare" significa riservare qualcosa in anticipo. Puoi prenotare un tavolo al ristorante, un volo, un hotel, un appuntamento dal medico… In Italia, soprattutto nei ristoranti famosi, è molto importante prenotare, altrimenti rischi di non trovare posto. Il sostantivo è prenotazione: "Ho fatto una prenotazione per due persone". Parola 12 – Lettera P Questo aggettivo descrive qualcosa che va molto in basso, che ha molta distanza dalla superficie al fondo. Che cos'è? [...] La risposta è: profondo. Una cosa profonda ha molta distanza tra la superficie e il fondo. Per esempio: "Il mare qui è molto profondo, non tocco!". Ma "profondo" si usa anche in senso figurato: un pensiero profondo, un'amicizia profonda, un libro profondo. Il contrario è superficiale, che si usa sia in senso letterale sia figurato. Parola 13 – Lettera G Questo aggettivo descrive una persona educata, cortese, che tratta gli altri con rispetto. Che cos'è? [...] La risposta è: gentile. Una persona gentile è una persona educata, cortese, che ha buone maniere. Per esempio: "Il cameriere è stato molto gentile con noi". In italiano, quando scrivi un'email formale, spesso inizi con "Gentile Signor/Signora…". Il contrario di gentile può essere scortese o maleducato. Parola 14 – Lettera L Questo è un elettrodomestico che usi per lavare i vestiti. Che cos'è? [...] La risposta è: lavatrice. La lavatrice è l'elettrodomestico che usiamo per lavare i vestiti. "Lavatrice" viene dal verbo "lavare". E l'elettrodomestico che asciuga i vestiti? Si chiama asciugatrice. In Italia, però, molte persone preferiscono ancora stendere i vestiti al sole, sul balcone: è più ecologico e i vestiti profumano di buono. Parola 15 – Lettera N Questo aggettivo descrive qualcosa o qualcuno che non è interessante, che ci annoia. Che cos'è? [...] La risposta è: noioso. Una cosa noiosa è una cosa che ci annoia, che non ci interessa. Per esempio: "Quel film era così noioso che mi sono addormentato!". Puoi usare "noioso" anche per le persone: "Lui è un po' noioso, parla sempre delle stesse cose". Il verbo è annoiare e il sostantivo è noia: "Che noia questa lezione!". Tabella Riepilogativa Delle 15 Parole B1 N°ParolaTipoDefinizioneContrario / Nota1PortafoglioSostantivo (m.)Oggetto per conservare soldi e carteParola composta: porta + foglio2SaponeSostantivo (m.)Si usa per lavarsi, fa la schiumaSolido / Liquido / Profumato3RicordareVerboAvere qualcosa nella memoriaContrario: dimenticare4BibliotecaSostantivo (f.)Luogo dove si prendono libri in prestito≠ Libreria (negozio)5BollettaSostantivo (f.)Documento di pagamento per servizi"Salata" = costosa6RumorosoAggettivoChe fa molto rumoreContrario: silenzioso7SpingereVerboUsare forza per muovere in avantiContrario: tirare – P.P.: spinto8MarciapiedeSostantivo (m.)Parte rialzata della strada per i pedoniParola composta: marcia + piede9GelosiaSostantivo (f.)Sentimento di paura di perdere qualcunoAggettivo: geloso/a10InutileAggettivoChe non serve a nienteContrario: utile (prefisso in-)11PrenotareVerboRiservare qualcosa in anticipoSostantivo: prenotazione12ProfondoAggettivoChe ha molta distanza dalla superficie al fondoContrario: superficiale13GentileAggettivoEducato, corteseContrario: scortese / maleducato14LavatriceSostantivo (f.)Elettrodomestico per lavare i vestitiSimile: asciugatrice15NoiosoAggettivoChe non è interessante, che annoiaVerbo: annoiare – Sost.: noia Domande Frequenti Qual È la Differenza Tra "Biblioteca" e "Libreria"? La biblioteca è un luogo pubblico dove puoi prendere in prestito i libri gratuitamente. La libreria, invece, è un negozio dove si comprano i libri. È uno degli errori più comuni tra gli studenti di italiano, perché in molte altre lingue (come l'inglese "library") la parola somiglia a "libreria" ma ha il significato di "biblioteca". Che Cosa Significa "Bolletta Salata" in Italiano? Quando diciamo che una bolletta è "salata", intendiamo che è molto costosa. In italiano, l'aggettivo "salato" ha un doppio significato: indica sia qualcosa che contiene molto sale, sia qualcosa che ha un prezzo elevato. Per esempio: "Il conto del ristorante era davvero salato!" significa che era molto caro. Come Si Forma il Contrario Degli Aggettivi Con il Prefisso "In-"? In italiano, molti aggettivi formano il contrario aggiungendo il prefisso "in-" davanti alla parola. Ecco alcuni esempi: utile → inutile, felice → infelice, giusto → ingiusto.
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