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Alessio e Katia ci portano a fare un viaggio emozionante nel tempo e attraverso l'Oceano, partendo dalle celebrazioni della Festa della Repubblica fino a toccare le storie dei milioni di italiani emigrati all'estero, grazie alle pagine di un grande capolavoro della letteratura italiana contemporanea: Novecento di Alessandro Baricco
I super eroi di Marvel NON faranno parte di questa classifica! Oggi vediamo le carte EROE più competitive della storia di Magic
In questo episodio di Educare con calma parlo di un cambio di mentalità su una narrazione che molti di noi si portano dietro dall'infanzia: l'idea che l'amore vada meritato.Tanti di noi sono cresciuti con un modello familiare in cui, quando i nostri genitori si arrabbiavano per un nostro comportamento, ci privavano del loro amore. E così, crescendo, abbiamo imparato che, quando non li compiacevamo, non ci meritavamo il loro amore.:: In questo episodio parliamo di:Rabbia e distacco emotivo nella relazione con figliə.Come interrompere gli schemi educativi con cui siamo cresciuti.Come gestire la rabbia in modo più consapevole.Copioni per riparare e riconnettersi dopo un conflitto.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso grazie di
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Nostalgia canaglia! Oggi parliamo del successo di Lorwyn Eclipsed e Secrets of Strixhaven
In questo episodio di Educare con calma affronto il tema del bullismo attraverso una prospettiva scomoda ma essenziale: e se il primo luogo in cui bambinə imparano a normalizzare certe dinamiche fosse proprio dentro casa?Parto da una riflessione sulla definizione concreta di bullismo e sui tre elementi che lo caratterizzano – intenzionalità, squilibrio di potere e ripetizione nel tempo – per poi spostare lo sguardo sulle relazioni quotidiane tra adulti e bambinə. Le urla, le minacce e il sarcasmo sono spesso modalità educative che abbiamo involontariamente interiorizzato e che riproducono le stesse dinamiche che vorremmo insegnare a nostrǝ figliə a riconoscere e contrastare fuori casa.Quando unə bambinə cresce in un contesto in cui esprimersi passa attraverso la paura, la pressione, la svalutazione, l'umiliazione, farà più fatica a riconoscere che qualcosa non va quando un coetaneo usa la stessa dinamica. Se è successo anche a voi, non è una colpa e non siete solǝ: allontanarsi da schemi che abbiamo interiorizzato richiede tempo, consapevolezza e pratica. E quando ci capita di urlare, minacciare o usare comportamenti che non rispecchiano il tipo di relazione che desideriamo costruire con nostrǝ figliə, abbiamo a disposizione uno strumento prezioso: la riparazione.Infine vi racconto del progetto Bullismo su La Tela, nato per portare questa conversazione non solo nelle famiglie, ma anche nelle scuole, attraverso una masterclass pensata per genitori e insegnanti e una masterclass Jr specificamente pensata per bambinə e ragazzə.:: Nell'episodio menziono:Il mio libro «Cosa sarò da grande».Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Un'autrice tedesca del Novecento ha cambiato tutto: dalla riscrittura del Mito fino all'autofiction. Il suo nome è Christa Wolf e torna ora in libreria con delle nuove edizioni revisionate dalla casa editrice e/o per abbracciare un nuovo pubblico. Oggi riscopriamo la sua opera attraverso l'analisi di Cassandra e Medea, due retelling dalla forte impronta politica e femminista. Trovi l'analisi su insidebooks.it ma anche su YouTube e in formato podcast, in cui tracceremo anche un profilo biografico dell'autrice, cresciuta nella Germania dell'Est, tra l'utopia socialista e le pressioni dell'autoritarismo.Scopri di più qui: https://ileniazodiaco.insidebooks.it/p/christa-wolf-la-rilettura-femminista-del-mito
Ogni estate è la stessa storia: esci a correre, i battiti salgono, il ritmo crolla e pensi di essere diventato improvvisamente un brocco. Non è così. C'è una spiegazione fisiologica precisa a quello che stai vivendo, e in questo podcast te la racconto dall'inizio alla fine.Parliamo di cosa succede nel tuo corpo quando la temperatura sale, perche il cuore batte più forte a parità di sforzo, come funziona davvero la termoregolazione e soprattutto cosa puoi fare in modo concreto per adattarti, soffrire meno e non perdere la testa ogni volta che l'asfalto inizia a fumare.Trovi integratori e scarpe per correre d'estate su Top4running con il codice PRC5 per uno sconto del 5%: https://top4running.it?a_box=523ckx7sPer gel, prodotti per l'idratazione e tutto quello che ti serve in gara, vai su 4Endurance con il codice PRC10 per uno sconto del 10%: https://4endurance.it/Hai l'app MyPersonalRunningCoach? Piani personalizzati, monitoraggio e tutto quello che ti serve per allenarti meglio, anche d'estate.Cercala sugli store digitali se non l'hai ancora provata!Gli argomenti trattati nel video:05:10 - Perche la prestazione cala con il caldo: la fisiologia10:22 - Gli adattamenti cronici al caldo e il volume plasmatico19:22 - Come allenare il corpo a tollerare il caldo28:00 - Strategie di raffreddamento: pre, durante e abbigliamento40:03 - Idratazione, sodio e come calcolare la tua sudorazione oraria✅ Se vuoi acquistare il MIO NUOVO LIBRO
Dopo soli 6 anni, oggi siamo in compagnia di @Heisen01 ! Che ci racconta il lavoro dietro al brand del Paupergeddon, Boose e DungeonStreet!Tutte le info sul Paupergeddon: https://www.instagram.com/paupergeddon.official/?hl=it
In questo episodio di Educare con calma vi apro la porta sulle nostre scelte familiari legate al digitale e lo faccio partendo da una domanda che mi viene fatta spesso: quante ore di schermi hanno a disposizione Oliver ed Emily a settimana? Vi parlo di schermi passivi e attivi e di come il loro uso, nella nostra famiglia, è cambiato nel tempo: da una presenza molto limitata, all'introduzione dei videogiochi, fino a un piccolo budget di tempo settimanale dedicato all'intrattenimento, nel tentativo di trovare un equilibrio sostenibile per tuttə.Da qualche mese Oliver ed Emily ci hanno chiesto più tempo per i videogiochi, perché l'ora a disposizione non era sufficiente per entrare davvero nel gioco e progredire, soprattutto facendo pause di molti giorni tra una sessione e l'altra.Ne abbiamo parlato e abbiamo scelto di provare a lasciar loro più libertà sul tempo di videogioco, osservando la capacità di autoregolazione e lavorando sul riconoscere i segnali di limite. È stata un'esperienza che ci ha portato nuove domande, qualche fatica e la necessità di rimettere mano ai confini.:: Nell'episodio menziono:Il mio libro «Cosa sarò da grande».Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio ti raccontiamo la misteriosa scomparsa di Elaine Johnson e Karry Anne Joel e le tragiche morti di Bart e Krista Halderson. Trovi tutte le fonti che abbiamo consultato nella sezione dedicata del nostro sito.
Oggi la puntata ce l'ha scritta @ilDelmo ! In compagnia di Andrea vediamo le carte digitali di Magic Arena più iconiche
In questo episodio di Educare con calma vi accompagno ad osservare la fase della preadolescenza con una lente che può aiutarci a riconoscerla per ciò che è davvero e a navigarla con più strumenti. Lo faccio offrendovi un frammento di una diretta su La Tela con Giada Vettorato, la nostra persona di riferimento per la preadolescenza e l'adolescenza.Esploriamo la somiglianza di questa fase con i primi anni dell'infanzia – e quindi anche la somiglianza degli strumenti che possiamo portare nella relazione. In entrambe queste fasi, infatti, si osservano dinamiche molto simili: una forte disregolazione emotiva, una spinta marcata all'autonomia («voglio fare da solǝ») e l'uso del corpo come strumento per esplorare il mondo.Parliamo anche di insoddisfazione corporea, un'altra caratteristica frequente di questa età, legata a quella che viene definita «goffaggine neurale» e ai profondi cambiamenti fisici – spesso amplificati dall'esposizione ai media e agli standard estetici.In questa fase, il ruolo dell'adulto può diventare quello di una vera e propria «corteccia prefrontale esterna»: una metafora potente che Giada ci ha regalato durante la diretta, e che racconta bene cosa significa esserci come guida, mentre alcune competenze sono ancora in costruzione.:: I punti salienti dell'episodio00:00 Introduzione e benvenuto05:05 Similitudini tra infanzia e preadolescenza06:00 Disregolazione emotiva06:22 Autonomia e corpo07:50 Insoddisfazione corporea 08:40 Media e standard estetici09:20 Accogliere senza minimizzare10:30 La favola egocentrica10:55 Adulto come «corteccia prefrontale esterna»11:19 Granchietti senza corazza12:19 Chiusura e saluti:: Potete trovare Giada:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sul shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
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Naviga in totale sicurezza con NordVPN https://nordvpn.com/thebull #adv Il 27 aprile ti sei riconnesso al mondo dopo due mesi senza internet. Trovi che gli USA hanno attaccato l'Iran, lo Stretto di Hormuz è chiuso, passa un quinto del petrolio mondiale. Cosa ti aspetti? Petrolio a 200 dollari, mercati a picco, oro alle stelle. E invece: azionario ai massimi, oro in calo, Brent a 126 dollari. Come è possibile? In questo video analizziamo i tre scenari possibili da qui ai prossimi mesi — de-escalation, stallo prolungato, escalation — e cosa implicano per i nostri portafogli. Seguiamo il report di JP Morgan del 17 aprile, i dati di Ed Yardeni e i ragionamenti di Citi sul ruolo dei bond lunghi in un mondo che cambia regime. Parliamo anche di demand destruction, backwardation, term premium, correlazione azioni-bond e portafoglio a tre gambe. Con esempi concreti e zero bullshit da brochure. Una produzione Corax.
In questo episodio di Stivale Italiano, analizziamo tre notizie che raccontano le sfide ambientali, culturali ed economiche dell'Italia di oggi. Un ottimo modo per praticare l'ascolto e arricchire il tuo lessico su temi di attualità.Di cosa parliamo in questo episodio?
In questo episodio di Educare con calma parlo di una fatica comune per molti genitori: anche quando conosciamo gli strumenti o sappiamo cosa sarebbe utile fare durante una crisi, spesso non riusciamo comunque a metterlo in pratica – soprattutto quando siamo stanchi o sopraffatti.Parto da qui – e da un mio aneddoto in una crisi di Oliver ed Emily – per condividere due aspetti fondamentali (e spesso tralasciati) che possono aiutare a colmare la distanza tra ciò che sappiamo e ciò che scegliamo di fare in questi momenti.Il primo è fermarci ad aiutare prima noi stessǝ, mentre i nostri figli sono in crisi. Imparare a riconoscere e gestire la nostra disregolazione è un passaggio importante, senza il quale nessuno strumento può funzionare davvero. Questo comporta anche accettare e accogliere il fatto che, quando non riusciamo ad agire come il genitore che vorremmo essere, non significa aver fallito, ma essere (ancora) in un processo di apprendimento. E che imparare, anche da adulti, richiede tempo e pratica.Il secondo aspetto importante è allenarci a riconoscere i momenti in cui riusciamo ad agire in linea con i nostri valori, invece che in risposta automatica a ciò che succede. Siamo spesso abituatǝ a notare soprattutto ciò che manca o in cui fatichiamo, e a dare poco spazio a ciò che sta già cambiando dentro di noi. Imparare a spostare anche solo un po' questo sguardo può fare una differenza concreta nel modo in cui ci percepiamo e in cui ci muoviamo nelle nostre relazioni.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
I casi di questo episodio solo la misteriosa morte di Alexandra Pennig e dell'assurda vicenda di Edward Kneip. Trovi tutte le fonti che abbiamo consultato nella sezione dedicata del nostro sito.
Spoiler a raffica! Vediamo le prime carte di Marvel Super Heroes, Lo Hobbit e vediamo finalmente il multiverso distorto di Jace...Reality Fracture!
In questo episodio di Educare con calma proviamo a guardare alla tecnologia con uno sguardo un pò diverso dal solito: lo faccio condividendo con voi un estratto di una diretta con Giulia Dall'Aglio, la nostra persona di riferimento per il benessere digitale.Giulia parte da un'immagine metaforica che mi è piaciuta tantissimo: quella del digitale come un «ospite» che entra nelle nostre case. Un ospite spesso piacevole e capace di offrirci tante opportunità, ma che allo stesso tempo ha bisogno di essere accolto con consapevolezza.Riflettiamo quindi su cosa significa portare il digitale in famiglia: come definire regole e confini e come accompagnare nostrǝ figliǝ e noi stessǝ in un uso più intenzionale.Possiamo allenarci a rimettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia: se basiamo tutto su controllo e divieti, diventa difficile educare davvero all'equilibrio digitale. Invece, una posizione più aperta e consapevole ci aiuta a scegliere con intenzionalità ciò che entra nel spazio digitale di famiglia.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto03:27 Tecnologia come scelta04:17 Gestire gli schermi in famiglia04:36 L'ospite che entra in casa05:33 Chiusura e riflessione finale:: Potete trovare Giulia:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Quando si studia l'italiano, si impara una lingua ricca di storia. Ma c'è un capitolo meno conosciuto: quello degli anni Venti e Trenta del Novecento, quando Benito Mussolini e il regime fascista decisero di intervenire direttamente sulla lingua italiana, modificandola, purificandola e usandola come strumento di potere. La lingua non è mai neutrale: chi controlla le parole, controlla il pensiero. Il fascismo lo capì benissimo. La «Battaglia» per la Purezza Linguistica Negli anni Trenta, il regime lanciò una vera e propria campagna contro le parole straniere, chiamata bonifica linguistica. L'obiettivo era eliminare i forestierismi — cioè le parole di origine straniera — e sostituirli con termini italiani. Nel 1940 fu vietato per legge l'uso di parole straniere nei luoghi pubblici, nelle insegne dei negozi e sui giornali. Per esempio, la parola bar doveva diventare mescita, e restaurant doveva essere sostituito con ristoro. Come recitava la retorica fascista dell'epoca: «La lingua è l'anima della nazione. Chi non parla italiano non è italiano.» Parole Proibite e i Loro Sostituti Fascisti Ecco alcune delle sostituzioni imposte dal regime, con le parole straniere originali e i nuovi termini italiani obbligatori: Parola italiana (imposta)Significato / Notecalciofootball (già italiano, ma imposto ufficialmente) — sostituisce: footballautistadriver / chauffeur — sostituisce: chauffeurportieregoalkeeper / doorman — sostituisce: goal-keepermescita / caffèbar / café — sostituisce: bar, caféristororestaurant — sostituisce: restaurantpellicolafilm / movie — sostituisce: filmpalcoscenicostage — sostituisce: stagegolgoal (poi accettato così com'è) Come si può notare, alcune di queste parole — come calcio e portiere — sono rimaste nella lingua italiana fino ad oggi, mentre altre, come ristoro al posto di restaurant, sono cadute in disuso. Se vuoi approfondire il tema delle parole straniere nell'italiano, trovi un articolo dedicato sul nostro sito. Il «Voi» Contro il «Lei»: Una Battaglia Grammaticale Nel 1938, il regime dichiarò che il Lei era un pronome «servile», di origine spagnola, indegno di un italiano fiero e virile. Al suo posto impose il Voi come forma di rispetto, considerato più «romano» e «fascista». Si trattava di una vera e propria riforma grammaticale con motivazioni politiche: la scelta del pronome diventava un atto di obbedienza o di resistenza al regime. Oggi, il Lei è pienamente tornato come pronome di cortesia nella lingua italiana standard. Il Voi, però, sopravvive ancora in alcune zone del Sud Italia — Campania, Calabria, Sicilia — come retaggio storico e culturale di quel periodo. Perché il Regime Preferiva il Voi? Il Voi veniva presentato come un pronome autenticamente italiano, con radici nella tradizione romana e rinascimentale. Il fascismo sosteneva che il Lei, invece, fosse stato introdotto dagli spagnoli durante la dominazione della penisola, e che quindi rappresentasse una forma di sudditanza culturale straniera. In realtà, gli storici della lingua mostrano che il Lei aveva già una lunga tradizione italiana autonoma, ma la propaganda non aveva bisogno di precisione storica: aveva bisogno di simboli. Il Dialetto: Nemico della Nazione? Prima dell'unificazione d'Italia nel 1861, ogni regione aveva la propria lingua: veneziano, napoletano, siciliano, piemontese… Molti italiani, ancora negli anni Venti del Novecento, parlavano il dialetto come prima lingua e l'italiano come una lingua da imparare. Il fascismo vide i dialetti come un ostacolo all'unità nazionale. L'obiettivo era costruire un'Italia unita, forte, con una sola lingua. I dialetti vennero scoraggiati nelle scuole e nella vita pubblica. Si voleva un italiano standard, chiaro, uniforme — uno strumento di coesione ideologica oltre che comunicativa. Il regime, però, non riuscì mai a eliminare i dialetti: erano troppo radicati nella vita quotidiana. E molti gerarchi fascisti, in privato, continuavano a parlare in dialetto. Vuoi scoprire di più sui dialetti italiani e sulla loro storia? Trovi un articolo completo sul nostro sito. La Lingua della Propaganda Oltre a vietare parole straniere, il fascismo creò un suo lessico specifico: un vocabolario carico di retorica, di grandiosità, di richiami all'Impero romano. La lingua doveva trasmettere forza, gloria, obbedienza. Ogni parola era scelta con cura per evocare sentimenti di potenza e appartenenza nazionale. Parole Chiave del Vocabolario Fascista Parola italianaSignificato / NoteDucedal latino dux = capo, condottiero. Titolo di MussoliniCameratacompagno/a fascista. Dal latino camera = stanzaSquadrismoviolenza organizzata delle «squadre» fascistePatriala nazione, usata ossessivamente in senso sacroBalillaorganizzazione giovanile fascista (bambini 8–14 anni)Fasciosimbolo romano (il fascio littorio) adottato dal regime I Discorsi di Mussolini: Retorica al Servizio del Potere I discorsi di Mussolini erano studiati con precisione per colpire emotivamente. Adottavano uno stile oratorio che si rifaceva alla retorica latina classica, ma adattato ai nuovi mezzi di comunicazione: la radio e le grandi piazze. Frasi brevi, ritmo martellante, ripetizioni ossessive — una tecnica pensata per non far pensare, ma per far sentire. La lingua fascista era costruita per generare emozioni collettive: entusiasmo, paura, orgoglio, odio. Chi volesse approfondire come il linguaggio giornalistico e politico funziona in italiano può trovare ulteriori risorse nel nostro sito. Cosa È Rimasto Oggi? La maggior parte delle innovazioni imposte dal regime è scomparsa con esso. L'italiano moderno ha reintegrato i prestiti stranieri e ha adottato migliaia di anglicismi nel corso del Novecento — esattamente il contrario di ciò che il fascismo aveva cercato di fare. Parole come film, bar, sport sono oggi pienamente accettate nell'italiano contemporaneo. Alcune tracce rimangono però nella lingua di oggi: → Calcio e portiere (nel senso calcistico) sono parole nate o consolidate in quel periodo e sono rimaste.→ Il Voi di cortesia sopravvive nel dialetto di alcune regioni meridionali.→ Molte parole del vocabolario fascista sono entrate nel lessico storico e nei libri di testo. Rimane però, soprattutto, una consapevolezza: la lingua può essere usata come strumento politico. Studiare queste vicende aiuta a leggere la lingua con occhi più critici — e a capire perché certe scelte linguistiche non sono mai puramente «grammaticali». Se ti interessa approfondire la storia della lingua italiana, leggi anche il nostro articolo sull'origine e storia dell'italiano. Domande Frequenti (FAQ) Il fascismo riuscì davvero a cambiare la lingua italiana? In parte sì. Alcune sostituzioni lessicali imposte dal regime — come calcio per football — sono sopravvissute nella lingua moderna. Tuttavia, la maggior parte delle riforme linguistiche fasciste fallì nel lungo periodo: i parlanti tornarono ai termini originali non appena il regime cadde, e l'italiano del dopoguerra riprese ad assorbire liberamente parole straniere. Il «Lei» è davvero di origine spagnola? La tesi dell'origine spagnola del Lei era una semplificazione propagandistica. Gli storici della lingua dimostrano che il Lei aveva già radici solide nella tradizione italiana rinascimentale, indipendentemente dall'influenza iberica. L'affermazione del regime era un pretesto ideologico, non una verità linguistica. Per saperne di più sul pronome di cortesia in italiano, leggi il nostro articolo dedicato. Cosa significa «bonifica linguistica»? La bonifica linguistica era la campagna ufficiale del regime fascista per «purificare» la lingua italiana eliminando i forestierismi, cioè le parole di origine straniera. Il termine richiama volutamente la bonifica agraria — il prosciugamento delle paludi — per evocare l'idea di «ripulire» la lingua da elementi considerati «inquinanti». Era, in sostanza, un nazionalismo applicato al vocabolario. Perché i dialetti non furono eliminati nonostante le pressioni del regime? I dialetti italiani erano troppo radicati nella vita quotidiana delle comunità locali per essere eliminati con semplici decreti. La scuola e la radio diffondevano l'italiano standard, ma in casa, al mercato, tra amici, le persone continuavano a parlare in dialetto. Persino i dirigenti fascisti, in privato, usavano spesso il dialetto della propria regione. Questo dimostra quanto la lingua sia un fenomeno sociale e identitario che sfugge al controllo puramente politico. Se vuoi saperne di più sulla storia dell'Italia e su quando è nato l'italiano, non dimenticare di dare un'occhiata all'articolo dedicato. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul Fascismo e la Lingua Italiana", "description": "Quiz interattivo sulle trasformazioni della lingua italiana durante il regime fascista: bonifica linguistica, pronomi di cortesia, dialetti e lessico del regime.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Come si chiamava la campagna fascista contro le parole straniere?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Bonifica linguistica" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale parola italiana fu coniata da Gabriele D'Annunzio nel 1925 per sostituire 'sandwich'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Tramezzino" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale di queste parole NON è rimasta nell'uso comune dopo il fascismo?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Vigoria" } }, { "@type": "Question", "name": "Durante il regime fascista, quale pronome di cortesia fu imposto al posto del 'Lei'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Voi" } }, { "@type": "Question", "name": "Il pronome 'Voi' come forma di cortesia esiste ancora oggi in alcune regioni italiane.",...
Le terre di Magic sono un sistema obsoleto che gli altri TCG hanno superato? Parliamone!Trovi il video dell'episodio qui: https://www.youtube.com/channel/UCMkQqseTypha6-n8Lsba6KwLINK per il canale Telegram: https://t.me/+dXU4Ko4N2CszODRk
Trovi il link per l'incontro e tutti gli altri contenuti dedicati al 25 aprile QUI (è gratis): Buona Festa della Liberazione! Anche se non vivi in Italia, perchè i valori di libertà, pace e uguaglianza, non hanno confini. Ti invito a seguire LIVE un evento per parlare delle donne della Costituente, elette nel 1946. Segui l'evento in diretta o guarda la registrazione! Per i contenuti extra, fai un abbonamento:Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/italian-time-zone-l-italiano-con-la-storia--5159377/support.
Continuiamo a parlare della Guajira. Ascolta il podcast n. 146 e anche il n. 109 che era dedicato alla salida del cante por guajira.La Niña de los Peines ha reso il cante por guajira molto più flamenco, cosa che ha fatto con tantissimi palos. D'altra parte in 258 incisioni fra il 1910 e il 1950 non c'è da stupirsi che abbia arricchito tantissimi palos. Nel 1917 incide due guajiras con Currito de la Jeroma. Portò dignità jonda al palo attraverso una tecnica vocale scura e solenne, che diede una svolta al palo in una direzione artistica. Con il suo apporto, il cante flamenco rimane ancorato alle sue origini vere, non corrotte da esigenze commerciali.Specifichiamo che si tratta di un cante che si svolge in modalità maggiore, con atmosfere allegre e serene. La chitarra suona in Mi maggiore, quindi "por arriba", e se non accompagna il cante può suonare por medio, in La maggiore, ma nell'accompagnamento por arriba si sentono di più le note gravi della chitarra, che offrono un'atmosfera particolare.La frase ritmica è il compás di amalgama, 123 123 12 12 12, cosa che troviamo nella storia di gran parte del flamenco. Parlando della guajira non si può prescindere dal prezioso contributo del genio creativo di Pepe Marchena: creatore della "guajira marchenera", quasi più recitata che cantata, non ballabile. Da lui nacque un'intera maniera di cante por guajira. Ascoltiamo la sua versione di "La mulata es un terron", che poi ascolteremo cantata da Juanito Valderrama: Valderrama, essendo un grande ammiratore e "erede" stilistico di Pepe Marchena, prese lo schema della décima cubana e lo arricchì con melodie che evocavano i paesaggi tropicali (il palmar e il bohío, ovvero la capanna tipica dei guajiros cubani). Ha fissato lo standard moderno di precisione vocale. Lo stile odierno è molto influenzato dalla sua forma chiara e formale, più stabile rispetto all'improvvisazione libera di Marchena. Il suo modo di cantare la stessa letra che hai ascoltato dalla voce di Pepe Marchena è più quadrato, stabile e stilizzato, e quindi anche più copiabile da altri cantaores. Infatti ha influenzato i cantaores di oggi. La voce di Valderrama ha chiarito un modo di cantare, lo ha reso più comprensibile e meno "stra-personale", come era quello di Marchena.La guajira è un baile tradizionalmente femminile, ma questo non significa che non lo possano ballare anche gli uomini. Usa accessori: ventaglio e mantón de Manila e anche una piccola coda, che permettono movimenti rotondi e continui, che somigliano molto al cante stesso, che è pieno di melismi. Ovviamente della evoluzione coreutica si sa poco: le origini più sensuali ed istintive di Pepa de Oro e la stilizzazione della Mejorana, bailaora elegante e bella, attenta a ogni dettaglio. La guajira si è sviluppata come baile nella Scuola Sevillana, rappresentata da Matilde Coral (uso del ventaglio e bata de cola), e portata al vertice moderno da Merche Esmeralda e Milagros Menjíbar. Si trovano su youtube delle registrazioni.Per quanto riguarda la chitarra por guajira, è interessante notare il lavoro di Ramón Montoya e Niño Ricardo che crearono le falsetas che imitano il laúd cubano, con il pizzicato, definendo l'armonia solare del palo. Le esigenze del baile hanno generato anche la Guajira Breve: Variante metrica che riduce lo schema da 10 a 4 versi (solitamente una quartina ottosillaba), e la letra che dura 6 compás. Nonostante la contrazione testuale, mantiene intatta la struttura musicale e il compás di amalgama, servendo spesso come chiusura o cambio dinamico soprattutto durante il ballo. Trovi queste letras brevi solo dal vivo quando c'è il baile. Sono Sabina Todaro, mi occupo di flamenco e di musiche e danze del mondo arabo dal 1985. Dal 1990 insegno baile flamenco a Milano, ed un lavoro sull'espressione delle emozioni attraverso musiche e danze del mondo arabo che ho chiamato Lyrical Arab Dance. La guajira non è il palo più emozionante e drammatico, flamenco, ma affrontarne lo studio ci aiuta a giocare con gli accessori con cui si balla e a ricamare la danza esattamente come fa il cante, in modo respirato, fluido, ispirandosi tanto al cante. Affrontare queste modalità di baile dinamiche e fluide aiuta ad avere più carte espressive che permettono una migliore padronanza interpretativa del cante, anche di palos molto diversi.
Perché in tutto il mondo la scatola blu dei biscotti danesi è quasi sempre piena di aghi, fili e bottoni invece che di biscotti? Partiamo dalla storia dei biscotti Royal Dansk e del loro iconico contenitore in latta blu, per scoprire come è diventato il kit da cucito universale delle nonne del pianeta. Tra riuso creativo, marketing anni '60 e meme generazionali, raccontiamo perché quella scatola tonda è entrata nell'immaginario collettivo come simbolo di casa, nostalgia e piccole delusioni: la apri sperando nei biscotti, e trovi l'occorrente per rammendare i calzini. Vai su Klarna e ottieni flessibilità e cashback, tutto in un'unica app per pagamenti, premi, shopping intelligente e controllo delle tue finanze. #scatolablu #biscottidanesi #royaldansk #scatoladellanonna #kitdacunito #memegenerazionali #nostalgia #anni90kids #riuso #packagingdesign #cosedicasa #cosemoltoumane #podcastitaliano Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio parliamo della misteriosa scomparsa di Steven Clark e della morte di Peter Gibbs nel Grande Mistero dell'aria di Mull. Trovi tutte le fonti che abbiamo consultato (incluse le mappe) nella sezione dedicata del nostro sito.
Moltissimi nuovi giocatori stanno entrando nel magico mondo di Magic. Qual è la formula giusta per un equilibrio fra accessibilità e profondità delle meccaniche?Trovi il video dell'episodio qui: https://www.youtube.com/channel/UCMkQqseTypha6-n8Lsba6KwLINK per il canale Telegram: https://t.me/+dXU4Ko4N2CszODRk
In questo episodio di Educare con calma esploro un confine (sottile ma essenziale) che può trasformare davvero il nostro modo di educare: la differenza tra punizioni e minacce e il far rispettare i propri confini personali.Parto da una mia conversazione con una mamma che si trovava a gestire una bimba sul ponte dei sei anni e un neonato appena arrivato, e che faticava a riconoscersi nel modo in cui reagiva alle parole aggressive di sua figlia.Quello che le ho detto, e che vi racconto qui, è questo: proteggere i propri confini non significa tornare indietro alle punizioni. Significa ricordarsi che, dentro la relazione, ci siamo anche noi.La differenza, in apparenza sottile, è enorme nella pratica. L'espressione di un confine personale, di un bisogno reale, insegna ai nostri figli a riconoscere come vengono trattati e a scegliere, nel tempo, come vogliono essere trattati a loro volta.Nella seconda parte dell'episodio vi offro anche una guida pratica per orientarvi in questi momenti, tratta da una delle lezioni del Percorso per Educare a Lungo Termine.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Tony Arco, autore del metodo "Le Tecniche dei Maestri”, mostra tre studi creativi per sviluppare groove e indipendenza. Sono esercizi che nascono direttamente dai suoi anni di studio negli Stati Uniti con Gary Chaffee, Dave Garibaldi e Mike Clark. Tre modi diversi di studiare e interpretare il groove che possono ampliare enormemente la tua creatività e la tua espressività nei vari stili musicali.Lavorerai su ostinati, sticking e linear drumming, con esempi pratici, citazioni e riferimenti a brani famosi. Trovi anche un PDF scaricabile con un vero e proprio mega-workout ideato da Tony, pensato per applicare subito i concetti spiegati in questa masterclass.Scarica il PDF https://drive.google.com/file/d/1tzeLkMgZczSbXDCEN3dTZgFz0u-1AH_R/view?usp=sharing► Tutto su di me: https://linktr.ee/suonarelabatteria
Come si passa da un sogno militare a una vita costruita pedalando? In questo episodio di Office of Cards, Davide Cervellin conversa con Paola Bergamo, fondatrice di Sognando in Bici, per raccontare un percorso fatto di scelte difficili, consapevolezza e coraggio. Dalla divisa da vigile alla decisione di lasciare il posto fisso, fino al lancio di un'attività di cicloturismo nel pieno del 2020: una storia reale, senza filtri, che intreccia sport, maternità e crescita personale. Al centro dell'episodio: il rapporto tra corpo e mente e il ruolo dello sport come strumento di rinascita il coraggio di cambiare strada quando la vita che stai vivendo non ti rappresenta più il lavoro interiore tra psicoterapia, traumi e consapevolezza la maternità vista senza alibi, ma come parte integrante del proprio percorso cosa significa costruire un business da zero in uno dei momenti più incerti per il turismo Dalle salite dello Zoncolan alle sfide dell'imprenditoria, questo episodio è un invito a smettere di rimandare e iniziare a costruire una vita davvero tua.
Healthy Busy Life - Cambia la tua vita, un'abitudine alla volta
Stai lavorando sulla tua crescita personale e pensi che sia una cosa privata, che non riguardi nessuno? Questo episodio ti farà cambiare idea. Il cambiamento di identità che stai vivendo non rimane dentro di te: entra nei sistemi in cui vivi, che tu lo voglia o no. Ogni volta che reagisci in modo diverso, che metti un confine, che scegli di non alimentare certe dinamiche, stai già influenzando gli altri intorno a te, anche quando pensi che nessuno guardi. In questo episodio parliamo di: perché il cambiamento personale non è mai davvero solitario; chi intorno a te ha il terreno fertile per ricevere il tuo esempio, e chi non è ancora pronto; come influenzare gli altri in modo leggero e autentico, senza predicare e senza cercare approvazione; Se vuoi smettere di sentirti sola nel tuo percorso di crescita personale e stare dentro il cambiamento di identità senza tornare indietro ogni volta che il sistema intorno a te resiste, in Academy trovi un metodo e una community di donne che stanno facendo lo stesso percorso. Trovi il link qui.
In questo episodio di Educare con calma vi offro alcune riflessioni e strumenti su come avviare e nutrire conversazioni difficili con bambinǝ.Parto da una premessa importante: molto spesso la difficoltà non sta nella conversazione in sé, ma nel modo in cui noi adulti la percepiamo e nel bagaglio di paure, tabù e imbarazzi che portiamo con noi.Condivido alcune linee guida semplici e concrete per affrontare queste conversazioni con più chiarezza e serenità, creando uno spazio sicuro in cui i bambini possano fare domande e ricevere risposte oneste. L'obiettivo non è trovare il modo perfetto di dire le cose, ma costruire fiducia e connessione.Rimanere insieme a nostrǝ figliǝ sulla panchina del disagio, anziché evitare le conversazioni difficili, lǝ aiuta a capire che anche le emozioni scomode vanno ascoltate e che non sono solǝ in quello che sentono.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Nell'episodio menzionoIl mio discorso TEDx – Errori nella genitorialità: GPS e copioni per navigarli:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
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Hai preso una decisione che sapevi essere quella giusta e adesso ti senti peggio di prima. Hai lo stomaco chiuso e quella voce nella testa che ti sussurra di tornare indietro. Ci sono passata anche io, e so quanto può essere disorientante sentirsi così proprio quando hai appena fatto qualcosa di nuovo e coraggioso. In questo episodio ti parlo di quello che nessuno racconta sul cambiamento: come restare fuori dalla zona di confort quando il disagio non passa e ogni parte di te vuole tornare dove tutto era più familiare. Parliamo di identità, di pattern familiari e di crescita personale, e ti lascio 3 strumenti concreti per attraversare quel momento senza lasciarti risucchiare indietro dalla paura Se vuoi imparare a stare nel disagio senza tornare indietro, in Academy trovi un metodo e una community di donne che stanno facendo lo stesso percorso. Trovi il link qui.
I casi di questa puntata sono la vicenda della famiglia Kunz e la tragica morte di Mike Mansholt. Trovi tutte le fonti che abbiamo consultato nella sezione dedicata del nostro sito.
In questo episodio di Educare con calma vi parlo di una forma di disagio che molti di noi conoscono molto bene: l'auto-dubbio. È quella sensazione che arriva quando, sulla panchina del disagio, vicino a noi si siedono anche insicurezza e inadeguatezza.Succede ad esempio quando qualcuno mette in discussione le nostre scelte genitoriali, quando proviamo e riproviamo a usare gli strumenti ma sembra che non cambi nulla, oppure quando sentiamo di non essere abbastanza bravǝ o di non meritarci ciò che abbiamo ottenuto.Esploro cosa può nascondersi sotto quella sensazione: spesso l'auto-dubbio non è lì per giudicarci, ma per indicarci qualcosa di molto importante: i nostri valori.Vi offro anche quattro strumenti pratici per attraversare questi momenti senza farci paralizzare e chiudo l'episodio con un breve esercizio di check-in per allenarci ad ascoltare il disagio invece di evitarlo.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
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Lavori, ti impegni, metti energia in qualcosa che senti importante, eppure dentro continui a sentirti in ritardo, come se tutto quello sforzo non stesse lasciando traccia da nessuna parte. In questo episodio parliamo di quella fase silenziosa in cui i risultati non si vedono ancora, e di come imparare a riconoscere se stai davvero costruendo qualcosa di solido. Parliamo del mito che il successo debba arrivare in fretta, quello alimentato da reel perfetti e storie di svolta overnight. E per farlo usiamo 3 punti concreti per capire se sei bloccata o se sei esattamente nel punto in cui il lavoro non si vede ancora, ma sta succedendo. Ricorda, il cambiamento parte sempre da dentro prima di diventare visibile fuori. E il lavoro che fai quando nessuno guarda è spesso quello che regge tutto il resto. Se vuoi un metodo e una community che ti accompagni in questa fase, Academy è lo spazio in cui costruiamo insieme il mindset e le abitudini verso il tuo successo, qualunque cosa significhi per te. Trovi il link qui.
In questo episodio di Educare con calma parlo di come la nostra rabbia non sia un nemico da reprimere, ma un segnale prezioso sui bisogni insoddisfatti. Con Silvia D'Amico esploriamo come riconoscere questa emozione senza sentirci in colpa e come distinguerla dal comportamento aggressivo.Silvia ci ricorda che la rabbia come emozione è neutra, è un messaggero e che essere un buon genitore non equivale a non provare rabbia.Ma rabbia e aggressività sono due cose diverse: l'aggressività è il comportamento che scegliamo quando non abbiamo ancora imparato a riconoscere quel messaggio in tempo. Si può essere arrabbiatǝ senza però sfogare la rabbia sulle altre persone (e su nostrǝ figliǝ).Parliamo anche del collegamento tra rabbia cronica e bisogni insoddisfatti. Provare rabbia non è una questione di carattere, né di forza di volontà: se esplodiamo spesso e in modo sproporzionato, c'è quasi sempre qualcosa di più profondo che non stiamo ascoltando — un bisogno di riposo, di libertà, di riconoscimento...Lavorare sulla rabbia non significa eliminarla, ma imparare a esprimerla in modo che diventi un ponte, non un ostacolo, tra noi e nostrǝ figliǝ.Io e Silvia facciamo queste chiacchierate anche fuori dal podcast ed è stato difficilissimo per me ricordarmi che era pubblico: la bellezza dell'avere amiche che amano ciò che ami anche tu. Ho deciso di lasciarlo così com'era, spontaneo e autentico.:: Le domande che ho fatto a Silvia:00:00 Introduzione e benvenuto.02:48 Perché la rabbia è uno dei tuoi argomenti preferiti?09:23 Se potessi dire una sola cosa ai genitori sulla rabbia, che per te è stata rivoluzionaria e che potrebbe aiutarli a iniziare un percorso per fare amicizia con questa rabbia, quale sarebbe?11:03 Rabbia e comportamento aggressivo sono due cose diverse. Parlaci di questa differenza.14:00 Perché facciamo così tanta fatica a fermarci prima di urlare / essere aggressivǝ, anche se ce lo siamo ripromessǝ molte volte?20:00 Come colleghiamo questa difficoltà ai bisogni?25:06 Ci fai un esempio pratico della quotidianità in cui reagiamo in questo modo per via di un bisogno non soddisfatto?27:40 Come possiamo passare dal riconoscere il bisogno a fare il lavoro sulla rabbia?32:39 A volte i bisogni dell'adulto e quelli del bambino vanno in contrasto. Quale bisogno prevale?37:55 Come passare dal riconoscere la rabbia allo smettere di urlare?44:55 Imparare ad esprimere la rabbia in modo sano è come scegliere di parlare in un'altra lingua.:: Potete trovare Silvia:sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram;su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti).Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
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Hai mai sentito una voce in testa che ti bloccava davanti ad una scelta - un acquisto, un'opportunità, un momento di riposo - e hai fatto quello che quella voce ti diceva, senza chiederti da dove venisse? Quella voce ha un'origine precisa, e spesso non è tua. In questo episodio parliamo della famiglia di origine: non per farle un processo, ma per capire quali copioni hai ereditato e quanto stanno ancora guidando le tue scelte oggi, senza che tu te ne accorga. Parliamo di rapporto con il denaro, di senso del dovere, di maternità e di tutti quei pattern familiari che abbiamo imparato così bene da non riconoscerli più come qualcosa di esterno a noi. E di come iniziare a distinguere quello che è davvero tuo da quello che è solo sempre stato così. Staccarsi dai copioni ereditati non significa tradire nessuno. Significa iniziare a scegliere con consapevolezza, con rispetto, e per la prima volta davvero per te. Se senti che è arrivato il momento di lavorare su questo in modo più profondo, Academy è lo spazio in cui lo facciamo insieme. Trovi il link qui
In questo episodio di Educare con calma parlo di una fatica comune a molti genitori che si impegnano ogni giorno per educare con rispetto e si ritrovano comunque a perdere il controllo (e a sentirsi in colpa).Parto da questa frustrazione, che non va minimizzata né ignorata, per osservarla insieme con onestà e senza giudizio. Quando qualcosa non funziona, la risposta spesso non è fare di più, o impegnarci ancora più a fondo, ma chiederci se l'equilibrio in cui stiamo vivendo ha bisogno di essere rivisto. E soprattutto, è importante tornare ai nostri valori, che ci aiutano a mantenere la direzione.Chiediamoci quale valore vogliamo mettere al centro – nella relazione con i figli, ma anche con partner e con le altre persone della nostra vita – e scegliamo consapevolmente di lasciare che sia quello a guidare le nostre risposte.Vi leggo infine una riflessione di Susan David, molto connessa: parla di quanto spesso viviamo con il pilota automatico, inseguendo aspettative che non ci appartengono, e di come tornare ai propri valori possa diventare una bussola concreta per le scelte di ogni giorno.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio di Educare con calma torno sul tema del disagio. Questa volta non parlo solo della tendenza a evitarlo, o a spegnerlo in fretta, ma anche dell'estremo opposto: a volte, magari senza rendercene conto, il disagio diventa una «prova di forza» e tendiamo a misurare il nostro valore dalla quantità di pressione che riusciamo a sostenere.Ve lo racconto partendo da un aneddoto personale recente, in cui ho scelto di ignorare i miei limiti e i segnali di un (forte) disagio, raccontandomi che ero perfettamente in grado di reggere.Finché il corpo ha parlato al posto mio ed è stato chiaro che quel disagio non era né eroico né esagerato: era un'informazione che mi chiedeva di essere ascoltata.:: Nell'episodio menzionoIl mio libro «Cosa sarò da grande»Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
Nell'episodio di oggi parliamo della misteriosa scomparsa di Reeves K. Johnson III e del terribile omicidio di Nancy Pfister. Trovi tutte le fonti che abbiamo consultato nella sezione dedicata del nostro sito.
Questa settimana eBay ha annunciato l'acquisizione di DePop per $1,2 miliardi, $500 milioni in meno di quanto l'aveva pagata Etsy nel 2021. Nel frattempo, Warner Bros. Discovery ha riaperto un canale di comunicazione ufficiale con Paramount per discutere della propria vendita. Partecipa al live di Actually il 24 febbraio. Trovi tutte le informazioni qui: actuallyarena.willmedia.it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio di Educare con calma vi racconto una pratica semplice ma potente che può cambiare la qualità delle nostre relazioni: uno strumento concreto da tenere nella nostra cassetta degli attrezzi, soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo disregolatǝ.Ve lo offro condividendo le parole di Arianna Basile, che in una diretta su La Tela ha descritto questo gesto ispirato alla pratica zen: prima di entrare in una stanza, fare fisicamente un passo indietro. E se non ci è possibile farlo con il corpo, possiamo farlo dentro di noi.Per me questa immagine racconta in modo essenziale cosa significhi Educare a Lungo Termine: fare un passo indietro prima di reagire a una crisi, prima di giudicare, prima di lasciarsi travolgere dal senso di colpa o di pronunciare o scrivere parole dettate dall'impulsività. È un allenamento quotidiano alla regolazione del sistema nervoso e alla scelta consapevole della direzione che vogliamo prendere.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In Borsa, le azioni delle società di software stanno continuando a crollare. Cosa sta succedendo davvero al settore? Nel frattempo sempre di più, nel mondo, si vuole regolamentare il funzionamento delle piattaforme e limitarne l'accesso per i ragazzi con meno di 16 anni. Che impatto potrebbe avere tutto questo? Partecipa al live di Actually il 24 febbraio. Trovi tutte le informazioni qui: actuallyarena.willmedia.it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In questo episodio di Educare con calma condivido un aneddoto per rispondere a una domanda che mi arriva spesso dai genitori: da dove si può cominciare quando ci rendiamo conto che l'ansia entra nella vita di nostrǝ figliǝ?Vi racconto il mio incontro in aereo con una ragazza travolta dall'ansia. Osservandola ho pensato a quanto, quando i nostri figli sono dentro emozioni troppo grandi, abbiano bisogno prima di tutto di adulti regolati, capaci di restare calmi mentre loro non riescono. L'ansia è una risposta del sistema nervoso allo stress e spesso parla attraverso il corpo: per questo è importante normalizzarla, senza viverla come un errore o un fallimento.Condivido poi cinque strumenti semplici per regolarla: non sono soluzioni universali, ma pratiche concrete per riportare attenzione e sicurezza nel corpo e insegnare a nostrǝ figliǝ, attraverso il nostro esempio, che è possibile restare al volante anche quando le emozioni sono intense.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio di Educare con calma parto da una frase che sento ripetere sempre più spesso: «i bambini oggi vanno trattati con le pinze» e dall'etichetta «generazione di cristallo», che avanza l'idea che i bambini di oggi siano troppo fragili o iper-protetti a causa dell'educazione rispettosa.Parlo di cosa significa davvero trattare i bambini come esseri umani: con rispetto, sì, ma anche con limiti, contenimento e responsabilità adulta. Di come l'Educazione a Lungo Termine non eviti frustrazione, noia o delusione, ma al contrario insegni ad attraversarle, restando accanto ai bambini nelle emozioni difficili invece di eliminarle.Racconto perché disciplina positiva ed educazione rispettosa non hanno nulla a che vedere con permissivismo, e perché libertà senza limiti non è rispetto, ma assenza di guida.Affronto anche il tema del pensiero critico: il titolo non fa l'esperto, ed è fondamentale imparare a verificare, fare domande e non affidarsi ciecamente alle autorità (come adulti e come genitori che vogliono crescere figli capaci di pensare con la propria testa).Infine, parlo del lavoro enorme che stiamo facendo come genitori millennial: un vero e proprio reparenting, in cui cresciamo noi stessi mentre cresciamo i nostri figli, rompendo cicli di controllo, violenza normalizzata e mancanza di educazione emotiva.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio di Educare con calma vi propongo una nutriente conversazione con Silvia D'Amico in cui esploriamo la differenza tra intelligenza emotiva, maturità emotiva e agilità emotiva. Conoscere e portare consapevolezza su questi concetti può diventare un alleato prezioso nella nostra crescita come genitori e come persone.Analizziamo poi insieme i 7 segnali di un genitore emotivamente immaturo e, alla fine, Silvia ci guida con uno strumento concreto per compiere il primo passo verso la maturità emotiva.:: Le domande che ho fatto a Silvia:00:00 Introduzione e benvenuto.02:18 Qual è la differenza tra i concetti di maturità emotiva, intelligenza emotiva e agilità emotiva?22:19 Esploriamo i 7 segnali di un genitore emotivamente immaturo.36:54 Qual è il primo passo per fare il lavoro verso la maturità emotiva?39:20 Riflessioni finali e saluti.:: Potete trovare Silvia:sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram;su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti).Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio di Educare con calma celebro insieme a voi il nuovo anno leggendovi una mail che avevo inviato all'inizio del 2025, ispirata da una newsletter di Andrea Gibson.Non è una lista di cose da fare o da vedere: col tempo ho capito che questo modo di misurare le esperienze non mi rappresenta.Continuo invece a nutrire una lista che parla della mia evoluzione personale, dei desideri emotivi e dei momenti in cui ho imparato ad apprezzarmi e a restare in contatto con ciò che, per me, conta davvero.:: Nell'episodio menzionoAndrea Gibson;il documentario Come see me in the good light.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
In questo episodio di Educare con calma vi lascio il mio personale augurio di Natale: a chi lo festeggia e anche (soprattutto) a chi sceglie di non festeggiarlo o di festeggiarlo in maniera diversa.Su La Tela, sento ogni anno il desiderio di condividere contenuti che possano sostenere chi si sente solo o in contrasto con le aspettative altrui, e di offrire spunti per creare tradizioni che rispecchino davvero chi siamo.Vi lascio infine suggerimenti di risorse per chi desidera vivere questo periodo in modo autentico e nel rispetto dei valori di ciascuna famiglia.:: Nell'episodio menzionoIl mio libro «Cosa sarò da grande».Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di
La lunga strada di Rosangela: da Torino a Brisbane, a Sydney, a Melbourne - tra scuole di recitazione, nostalgia di casa e post graduate visa.