Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, anali…

Il Regno Unito è sotto shock. L'ex principe Andrea è stato arrestato dalla polizia britannica con l'accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista, nostra collaboratrice a Londra.In questa fase di caos, c'è un ulteriore elemento che potrebbe sovvertire gli equilibri geopolitici a cui siamo abituati: l'intelligenza artificiale. E proprio l'IA è il tema del summit che si sta svolgendo a New Delhi, con la partecipazione dei più importanti attori tecnologici del mondo. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente del Sole 24Ore a New Delhi, e con Manfredi Valeriani, docente di Analisi di Rischio Politico e Coordinatore Scientifico del Centro Studi Strategici Internazionali della LUISS.

La Francia è sotto shock dopo l'uccisione di Quentin, lo studente picchiato a morte giovedì scorso dai gruppi antifascisti al sit in pacifico del collettivo femminista identario Nemesis. Ieri in tutta la nazione si sono svolte manifestazioni in sua memoria per chiedere giustizia. Ne parliamo con Veronica Gennari, giornalista freelance a Parigi.

Gli occhi del mondo sono puntati su Ginevra, oggi al centro della diplomazia mondiale: nella città svizzera si sono tenuti i negoziati indiretti tra Usa e Iran sulla questione nucleare, ma anche un trilaterale Kyiv-Mosca-Washington per cercare di porre fine alla guerra in Ucraina. Ne parliamo con Paolo Negri, presidente del Comitato Scientifico dell'ISPI, e con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali.

I file Epstein hanno scandalizzato il mondo intero ma come vengono raccontati? Su quali aspetti pongono maggiore enfasi i media russi, cinesi o indiani? Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter, Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Diego Maiorano, professore di Storia Contemporanea dell'India all'Università Orientale di Napoli, e con Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".

Dopo la riunione nelle Fiandre voluta da Italia e Germania, i Paesi europei si sono ritrovati oggi per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Unanime è stata la constatazione di uno scenario di disordine, di relazioni precarie, che richiede di ripensare l'approccio alla sicurezza e all'autodifesa. Ne parliamo con Beda Romano, corrispondente de Il Sole 24Ore a Bruxelles, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali.Elezioni in Bangladesh. Commentiamo il risultato con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24Ore dall'Asia Meridionale.

Secondo quanto riporta il Financial Times, Zelensky starebbe pianificando elezioni presidenziali da tenere in primavera, da affiancare a un referendum su un accordo di pace. La decisione arriverebbe dopo le pressioni dell'amministrazione Trump, che avrebbe chiesto a Kiev di andare al voto entro il 15 maggio, pena il rischio di perdere le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti. Ma quanto è fattibile un'elezione durante una guerra? Entro quale perimetro giuridico si collocherebbe questo voto? Lo chiediamo al professor Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato all'Università La Sapienza.

E' in corso un altro incontro, alla Casa Bianca, tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Stavolta Bibi cercherà di impedire un negoziato al ribasso fra Washington e Teheran ma non potrà ignorare l'alt posto da Trump sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.I progetti sugli Eurofighter di sesta generazione in Europa. Ne parliamo con Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell'Areonautica militare, presidente dell'Osservatorio Eurispes sulla sicurezza.

Mentre Cuba si vede costretta a interrompere i collegamenti aerei per la mancanza di cherosene, ci si domanda cosa possa accadere adesso in Venezuela, sotto la guida di Dely Rodriguez. Ne parliamo con Baldo Sansò, ex consulente del governo venezuelano, e con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore esperto di America Latina.Israele ha annunciato nuove misure unilaterali che rafforzano ulteriormente il suo controllo sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Roberto Da Rin, inviato de Il Sole 24Ore a Gerusalemme.

Prima Mandelson, poi McSweeney, infine Tim Allan. A Londra, i file Epstein si sono abbattuti sul governo facendo cadere alcuni degli uomini più vicini al primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista a Londra.Una scommessa vinta, una vittoria elettorale netta. La coalizione di governo della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in carica da ottobre, ha vinto con grandissimo margine le elezioni parlamentari anticipate. Ne parliamo con Giorgia Pompili, giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane.Non solo una crisi identitaria. Ora la crisi dell'Onu è anche finanziaria. In uno dei momenti più tesi e con più conflitti della storia, l'Organizzazione delle Nazioni Unite deve fare i conti anche con il bilancio in rosso. Commentiamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la ricerca dell'ISPI.

Il generale Vladimir Alexeyev, che ricopre un ruolo di alto livello nello stato maggiore russo ed è dal 2011 vice capo dell'intelligence militare (il GRU), è stato colpito da arma da fuoco in un condominio a Mosca venerdì mattina. Il Cremlino attribuisce l'attacco a Kiev pur non essendo arrivata alcuna conferma. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali alla Swansea University.In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, J.D. Vance incontra la premier Giorgia Meloni. Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.I negoziati a Muscat non hanno portato progressi nella risoluzione delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

Scade oggi New START, l'ultimo trattato di controllo sulle armi nucleari fra Stati Uniti e Russia. Firmato nel 2010, la sua fine segna di fatto la conclusione della stagione del controllo delle armi nucleari iniziata negli anni Settanta. Ne parliamo con Ludovica Castelli, analista del programma "Multilateralismo e governance globale" dello IAI, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po, autore di "Buio americano" (Il Mulino).

Il riverbero del caso Epstein nel Regno Unito non ha riguardato solo Buckingham Palace, con il coinvolgimento del principe Andrea, ma sta portando malumori anche a Downing Street. Il governo ha infatti trasmesso alla polizia un dossier relativo alla gestione di documenti riservati da parte di Peter Mandelson, nel periodo in cui era ministro per le Imprese. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista, nostra collaboratrice a Londra.

Tre milioni di pagine messe a disposizione dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Una mole enorme di informazioni sul caso Epstein che sta scuotendo le stanze del potere, da cui affiorano nomi come Bill Clinton, Elon Musk, Bill Gates. Ne parliamo con Adriano Soi, già responsabile comunicazione del DIS, insegna Intelligence e Security Studies alla scuola "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze."Federalismo pragmatico": sarebbe questa, secondo Mario Drghi, la formula per un'Europa al passo coi tempi e capace di competere con le potenze mondiali. Ne parliamo con Enzo Moavero Milanesi, docente di Diritto dell'Unione europea alla LUISS Guido Carli.

Nel mirino di Donald Trump, l'Iran fa la voce grossa ma appronta qualche mossa prudente, come decidere di annullare l'esercitazione navale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sembrano portare avanti un piano sull'Iran non facilmente decodificabile. Prima il presidente americano dice di voler proteggere i manifestanti poi parla della necessità di smantellare il nucleare iraniano. Insomma i piani sono tortuosi e la diplomazia sembra non centrare l'obiettivo. E così anche in Ucraina dove, ripresi i bombardamenti dopo la "tregua del gelo", i negoziati sono bloccati per via di posizioni da tempo inconciliabili. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dello IAI, e Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Asia Occidentale e Iran contemporaneo alla Sapienza di Roma.Mentre le autorità israeliane riaprono il valico di Rafah per i pedoni, alle ONG che operano nella Striscia vengono richiesti adempimenti sempre più stringenti. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente di MSF Italia.

La flottiglia americana attende nell'Oceano indiano. L'Iran è sull'attenti, pronto a reagire ad un eventuale attacco. Ma qual è la posizione degli altri attori della regione, i Paesi del Golfo, Israele, la Turchia? Lo chiediamo a Murat Cinar, giornalista esperto di Turchia, e a Riccardo Redaelli, professore di Storia e istituzioni dell'Asia all'Università Cattolica.

L'incontro a Pechino tra il presidente cinese Xi Jinping e il premier britannico Keir Starmer è stato definito costruttivo da entrambe le parti. Dimenticati i vecchi dissapori, i due Paesi si apprestano ad avviare una collaborazione di lungo termine all'insegna degli interessi reciproci. Ma è possibile che l'avvicinamento tra Regno Unito e Cina possa essere stato favorito anche dalla postura, scomposta e imprevedibile, di Donald Trump? Si sta insomma delineando quel sistema di alleanze tra medie potenze indicato da Carney a Davos? Ne parliamo con Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Giorgia Scaturro, collaboratrice di Radio24 a Londra, e con Megan Williams, corrispondente da Roma di CBC.

"Un'imponente Armada sta facendo rotta verso l'Iran. Magari non la useremo ma vedremo". Con queste parole Donald Trump ha messo sotto pressione il regime degli ayatollah che, oltre a dover fronteggiare la crisi interna, deve ora gestire anche la minaccia esterna. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter,e con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa.

Negli ultimi mesi l'Ice, l'Immigration and Customs Enforcement, è finita ripetutamente sotto accusa per raid considerati violenti, presunte violazioni dei diritti civili e per l'uccisione di due cittadini americani. Mentre il Minnesota ne chiede l'allontanamento, sono sorte polemiche sul presunto arrivo di forze dell'Ice in Italia, per le Olimpiadi invernali. E' una prassi normale? E qual è il loro addestramento? Ne parliamo con Carlo Biffani, esperto di Sicurezza, intelligence e terrorismo, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

Si chiama Alex Pretti l'infermiere statunitense freddato con dieci colpi di pistola nella giornata del 24 gennaio. È la seconda persona a perdere la vita per mano degli agenti dell'ICE, in un contesto di crescente tensione sociale e contrapposizione tra civili e forze dell'ordine. Ne parliamo con Carla Bassu, docente di Diritto pubblico comparato all'Università di Sassari, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.

Dopo l'accordo raggiunto sulla Groenlandia a Davos, Abu Dhabi si prepara ad accogliere il trilaterale sulla fine della guerra in Ucraina. Cosa vorrà cedere Kiev? E Mosca accetterà che le truppe Nato si dispieghino in Ucraina? Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24, Francesco Semprini, giornalista de La Stampa, e con Carolina De Stefano, professoressa di Storia e politica russa all'Università LUISS Giudo Carli.

Donald Trump ha cambiato idea e sulla Groenlandia ha trovato un accordo con la Nato. In mattinata, a Davos, ha presentato poi i firmatari del Board of Peace per Gaza e ha incontrato il presidente ucraino Volodymir Zelensky. Ne parliamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia, Eleonora Tafuro di Ispi e con Davide Maria De Luca, giornalista di base a Kiev.

Arrivato a Davos, Donald Trump ammorbidisce un po' i toni ma non cambia linea: la Nato ha trattato male gli Stati Uniti e la Groenlandia gli serve per questioni di sicurezza. L'Europa si allerta sulla "rottura definitiva" con l'alleato storico e Mike Carney, il premier canadese, avverte che "se le medie potenze non agiranno insieme sedendosi al tavolo, allora rischiano di finire nel menù". Ne parliamo con Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation, e con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea Università di Bologna.

Donald Trump dice che gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo, Macron ribatte che i dazi e la volontà di assoggettare l'Europa sono inaccettabili. Quello che doveva essere un momento di dialogo si è insomma trasformato nella vetrina delle spaccature interne al mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto finora. Ne parliamo con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations, e con Gianluca Di Donfrancesco, inviato del Sole 24Ore a Davos.

Mentre Trump minaccia di ricorrere all'insurrection act, a Minneapolis centinaia di cittadini hanno soffocato il tentativo dell'attivista di estrema destra Jake Lang di organizzare una piccola sfilata a sostegno dell'ICE. I disordini, la violenza, la rabbia rischiano di sfociare in una guerra civile? Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.Sul piano internazionale, la minaccia di Trump di aumentare i dazi ai Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia rischiano di creare una spaccatura all'interno della Nato. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.

Ieri Donald Trump ha cominciato la giornata minacciando di invocare l'Insurrection Act, una legge del 1807 che consente al presidente di usare le forze armate sul territorio nazionale quando è in corso una rivolta contro il governo federale. Da quando a Minneapolis un agente dell'ICE ha ucciso Renee Nicole Good, in città ci sono state infatti molte manifestazioni che spesso sono sfociate in scontri tra agenti federali e cittadini. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po.Mentre in Iran continuano le proteste, il governo degli Ayatollah ha minacciato di privare i cittadini di Internet fino al mese di marzo. Ne parliamo con Paola Rivetti, professoressa di Politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University.

Donald Trump frena sull'attacco in Iran dopo aver ricevuto notizia della sospensione delle esecuzioni dei manifestanti. Nel frattempo gli scontri nelle piazze continuano. Ne parliamo con Giuseppe Dentice di Osmed e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter nel Regno Unito.Mentre contingenti europei raggiungono la Groenlandia, la divergenza di vedute tra il governo danese e Donald Trump permane. Come ha ribadito il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, "Siamo d'accordo sul non essere d'accordo ma il dialogo prosegue". Ne parliamo con Marzio Mian, autore di "Guerra Bianca" (Neri Pozza).

Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen sceglie con forza la Danimarca e la Ue, mentre Donald Trump ribadisce su Truth che la Groenlandia serve agli Stati Uniti. Commentiamo l'imminente vertice tra il segretario di Stato Usa Marco Rubio, il vicepresidente statunitense JD Vance, la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt e l'omologo danese Lars Lokke Rasmussen con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI.Secondo il Washington Post, ieri il Consiglio Nazionale di Sicurezza americano si è riunito per fornire a Donald Trump alcune opzioni per un possibile intervento in Iran. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa e Spazio di IAI.Infine, diamo voce alle proteste della società civile iraniana con Parisa Nazari, esponente del movimento "Donna, Vita, Libertà" in Italia.

In Iran, almeno 2.000 morti per le proteste: ospitiamo Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Trump tra Groenlandia, Venezuela e Cina: il punto economico con Giuliano Noci, Prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano.Verso l'incontro Danimarca, Groenlandia e Nato a Bruxelles, con noi il nostro Sergio Nava.

Iran, il regime degli ayatollah reprime la protesta: centinaia di morti e migliaia di arresti, internet ancora bloccato. Trump minaccia azioni di forza, ma poi annuncia che Teheran ha aperto un canale di comunicazione con Washington. Ne parliamo con l'avvocata e attivista iraniana Shervin Haravi.Alberto Trentini è libero dopo oltre 420 giorni di detenzione senza accuse in Venezuela: è stato scarcerato insieme al connazionale Mario Burlò e presto saranno in Italia. Ci colleghiamo con Mario Magarò, giornalista freelance esperto di Sud America.

Disoccupati, con la moneta svalutata e l'inflazione alle stelle. Gli iraniani si sono riversati in piazza per esprimere il loro malcontento e la necessità di un cambiamento. Sentiamo alcune voci di manifestanti e commentiamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Dopo le dichiarazioni sulla Groenlandia, incalzato dai giornalisti del New York Times, Donald Trump ha detto di non dover seguire il diritto internazionale perché la sua morale è sufficiente. Il diritto internazionale non vale più? E qual è la posizione dell'Europa? Ne parliamo con Paolo Palchetti, docente di Diritto internazionale alla Sorbona di Parigi, e con Michele Marchi, docente di Storia contemporanea all'Università di Bologna.

Un agente federale del servizio immigrazione (ICE) ha sparato, uccidendola, a una donna di 37 anni, moglie di un leader del movimento a difesa dei migranti, che era alla guida di un auto a Minneapolis, una delle città dove l'amministrazione Trump sta conducendo una operazione di caccia agli immigrati irregolari. Le reazioni sono state immediate e, ovviamente, polarizzate. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden, e con Joseph Imperatrice, funzionario del NYPD, fondatore della sezione di New York di Blue Lives Matter.Una petroliera arrugginita, chiamata Marinera, è diventata il centro di un caso geopolitico che coinvolge Russia, Stati Uniti e Regno Unito. Ne parliamo con Alessio Patalano, docente di War e Strategy al King's College di Londra.

L'attacco statunitense a Caracas ha indotto a più di una riflessione non solo sulla dottrina Monroe, che starebbe ispirando le azioni del presidente Trump in America Latina, ma anche su un'eventuale, e ben più preoccupante, mira espansionistica statunitense a spettro globale. Alla luce dei fatti di Caracas, insomma, le affermazioni di Trump sulla Groenlandia si fanno più concrete e minacciose. Ma perché questa terra ghiacciata sarebbe così importante per gli Stati Uniti? Ne parliamo con Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica, Francesco Semprini, giornalista de La Stampa, e con Andreas Raspotnik, direttore dell'High North Center dell'Università di Bodo (Norvegia).

Il nuovo anno si apre con l'attacco contro il Venezuela voluto dal presidente Trump. Il presidente americano, sotto l'insegna della lotta al narcotraffico, ha catturato il presidente Maduro favorendo l'ascesa della vice presidente Delcy Rodriguez. Ma cosa aspettarsi dal futuro? Ne parliamo con Estefano Tamburrini, giornalista freelance esperto di America Latina, Roberto Da Rin del Sole 24Ore e con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations.

Al termine di oltre quattro ore di discussione si è scelta la via meno rischiosa. È stata, cioè, accantonata l'ipotesi dell'uso immediato dei beni russi congelati ed è stato preferito il tradizionale prestito, 90 miliardi di euro per i prossimi due anni, a tasso zero e garantiti dal bilancio europeo. Ne parliamo con Sergio Nava, inviato di Radio24 a Bruxelles.Gli Stati Uniti hanno nuovamente attaccato navi nel Pacifico orientale, con cinque morti accertati, in una campagna che ha già fatto più di cento vittime. Ne parliamo con Luis Carlos Diaz, attivista e giornalista venezuelano, e con Vladimir Rouvinski, professore e direttore del Centro di Ricerca Interdisciplinare dell'Università Icesi a Cali - Colombia.

La guerra in Sudan è una delle più gravi crisi umanitarie in atto. Il 15 aprile 2023 sono scoppiati intensi combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi e le Forze di Supporto Rapido (RSF) a Khartoum e in gran parte del Paese. Da allora, il conflitto ha ucciso e ferito migliaia di persone. Ne parliamo con Marco Trovato, direttore di Africa Rivista appena rientrato dal Kordofan.

Donald Trump ha ordinato il blocco navale di tutte le petroliere sanzionate che entrano ed escono dal Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la decisione con un post pubblicato sul social Truth. "Il Venezuela - ha scritto Trump - è completamente circondato dalla più grande armata mai assemblata nella storia del Sud America. E continuerà a crescere, e lo shock per loro sarà pari a nulla di ciò che abbiano mai visto prima, fino a quando non restituiranno agli Stati Uniti d'America tutto il petrolio, la terra e gli altri beni che ci hanno rubato". Ne parliamo con Antonella Mori, responsabile del Programma America Latina di Ispi e docente all'Università Bocconi, e con Greta Tellarini, professoressa ordinaria di Diritto della navigazione e dei trasporti all'Università Bologna.

È l'ennesima doccia fredda per Kiev e l'Occidente, dopo le parole di stamattina di Donald Trump che avevano fatto sperare in una fine del conflitto più vicina. Ma la questione territoriale resta uno scoglio: la Russia non ha intenzione di fare concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea e la situazione rimane così in stallo, lasciando l'arduo compito di sostenere Kiev agli alleati europei. Ne parliamo con Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica, Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24Ore a Odessa, e con Elio Calcagno di Iai.

Decine di migliaia di persone hanno manifestato a Sofia e in altre città della Bulgaria causando le dimissioni dell'esecutivo che, in carica da un anno, aveva già subito sei voti di sfiducia. Per gli osservatori l'instabilità politica pesa ora sull'ingresso del Paese nell'area della moneta unica. Ne parliamo con Francesco Martino di Osservatorio Balcani e Caucaso.Dopo le notizie fatte trapelare da Le Monde, poi smentite da Kiev, la trattativa sulla pace in Ucraina sembra essere in stallo. Ne parliamo con l'ambasciatore Michele Valensise, presidente di Iai, e con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24 Ore a Odessa.

«Abbiamo sequestrato una petroliera molto grande». Così ha dichiarato qualche ora fa il presidente Trump ai giornalisti. La petroliera venezuelana, carica di greggio, era diretta a Cuba - come riferisce Axios - e l'episodio aggiunge ulteriore tensione alla situazione già difficile tra i due Paesi. Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore esperto di America Latina.La risposta di Kiev al piano Usa, tanto attesa da Donald Trump e meditata per diversi giorni da Volodymyr Zelensky insieme ai leader europei, è arrivata ieri nel pomeriggio americano. Ne parliamo con Eleonora Tafuro di Ispi e con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24Ore a Odessa.