Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, anali…

Il 5 marzo il Libano è sprofondato nel caos a causa di un ordine di evacuazione di portata inedita diffuso dall'esercito israeliano. La situazione libanese è diversa da quella degli altri fronti di questa guerra regionale. L'accordo per il cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024 prevedeva il disarmo di Hezbollah, ma le autorità libanesi non hanno potuto applicarlo a causa del rifiuto della milizia sciita. Ne parliamo con Mauro Pompili, giornalista a Beirut, e con Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po.

Secondo il Washington Post, Donald Trump avrebbe offerto "ampia copertura aerea" e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Nel frattempo, è giallo sui droni sull'aeroporto di Nakhchivan, exclave dell'Azerbaigian che si trova tra Iran, Armenia e Turchia. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore ora a Tel Aviv, Nello Del Gatto, nostro collaboratore a Gerusalemme, e con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.

Dopo i Paesi del Golfo, oggi la Turchia viene in qualche modo "toccata" dal conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Munizioni balistiche sparate dall'Iran verso la Turchia sono state infatti neutralizzate dalle unità della Nato, in quello che appare come uno scenario di guerra sempre più caotico. Ne parliamo con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali, Antonino Occhiuto, analista di Gulf States Analytics, e con Giampiero Massolo, direttore dell'Osservatorio sul rischio geopolitico - Università LUISS Guido Carli.

Mentre il Presidente americano Trump fa sapere, con sfida, che "non si annoia" a fare la guerra, anche se questa dovesse durare più rispetto alle quattro settimane previste, l'omologo francese Macron aumenta l'arsenale nucleare, annunciando che la quantità di testate verrà coperta da segreto di Stato. Intanto l'Idf avanza nel sud del Libano, via terra.Con noi oggi Luigi Narbone (Docente del Master in Mediterranean and Cooperation and Security e del Master in International Public Affairs della Luiss School of Government, già Ambasciatore UE presso i Paesi del Golfo), Alessandro Marrrone (responsabile del Programma "Difesa, sicurezza e spazio" dello IAI), Lorenzo Bianco (responsabile programmi AVSI in Libano) e l'inviato speciale de Il Sole 24 Ore, Roberto Bongiorni.

La guerra in Iran, cominciata nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, è diventata presto una guerra regionale, e forse anche di più. Iran, Stati Uniti, Israele, Libano e Paesi del Golfo sono finora gli attori più coinvolti in quello che è il più imponente tentativo di ridisegno del Medio Oriente degli ultimi ottant'anni. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter, e con Riccardo Sessa, già ambasciatore a Teheran e direttore della SIOI.

Afghanistan e Pakistan sono di nuovo allo scontro armato. I bombardamenti sono ripresi, dopo l'escalation dello scorso ottobre e l'annunciato accordo per un cessate il fuoco più fragile che mai. Su X il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif, ha scritto che "la pazienza è finita" ed è "guerra aperta" all'Afghanistan in cui dal 2021 sono di nuovo al potere i Talebani. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole24Ore dall'Asia Meridionale.Il Green Party of England and Wales ha vinto un'elezione suppletiva parlamentare in Inghilterra, ottenendo un risultato storico che rafforza il piccolo partito ambientalista e rappresenta un duro colpo per il primo ministro Keir Starmer, con il suo Labour Party relegato al terzo posto. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo.

Mentre Cuba è sempre più isolata, senza forniture di petrolio, medicine e dei più essenziali beni di prima necessità, un incidente tra la Guardia costiera cubana e un motoscafo americano rischia di peggiorare la situazione. Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore, esperto di America Latina.A Ginevra riprendono i colloqui tra Stati Uniti e Iran, in un clima di crescente tensione e scarsa volontà di accondiscendenza tra le due parti. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

Nella notte tra martedì e mercoledì, Donald Trump ha tenuto il tradizionale discorso sullo stato dell'Unione. Due ore di elogi alla sua amministrazione, per presentare una nazione "più forte che mai, rispettata e temuta dai nemici". Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.

È un anniversario tragico quello dei quattro anni dall'inizio dell'invasione militare russa dell'Ucraina. Con l'avvicinarsi della primavera, l'Ucraina emerge a fatica da quello che è stato definito l'inverno più duro dall'inizio dell'invasione. Non solo per le temperature rigide ma anche per il puntuale e continuo attacco russo alle infrastrutture energetiche del Paese. Ne parliamo con Gigi Donelli, nostro inviato a Kiev, Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations, Josep Escoda, capo missione di Cesvi in Ucraina, Gabriella Salemme, responsabile progetti Avsi in Ucraina, e con Sarah A. Topol, firma di punta del Ny Times Magazine.

L'uccisione in Messico di Nemesio Oseguera, detto "El Mencho", uno dei narcotrafficanti più ricercati al mondo, ha provocato una serie di violenze che hanno coinvolto diversi stati del Paese. Ne parliamo con Laura Daverio, giornalista freelance, sitrova a Città del Messico, e con Antonella Mori, responsabile del programma "America Latina" dell'ISPI.

Trump ha affermato che sta prendendo in considerazione un attacco limitato contro l'Iran per costringere Teheran ad accettare la richiesta statunitense per un accordo sul nucleare. Nel frattempo, le forze americane schierate intorno all'Iran aprono a scenari non proprio rassicuranti. Ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.La guerra in Ucraina sta cambiando la geografia del Paese. Ne parliamo con Gigi Donelli, inviato di Radio24 a Kharkiv.

Il Regno Unito è sotto shock. L'ex principe Andrea è stato arrestato dalla polizia britannica con l'accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista, nostra collaboratrice a Londra.In questa fase di caos, c'è un ulteriore elemento che potrebbe sovvertire gli equilibri geopolitici a cui siamo abituati: l'intelligenza artificiale. E proprio l'IA è il tema del summit che si sta svolgendo a New Delhi, con la partecipazione dei più importanti attori tecnologici del mondo. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente del Sole 24Ore a New Delhi, e con Manfredi Valeriani, docente di Analisi di Rischio Politico e Coordinatore Scientifico del Centro Studi Strategici Internazionali della LUISS.

La Francia è sotto shock dopo l'uccisione di Quentin, lo studente picchiato a morte giovedì scorso dai gruppi antifascisti al sit in pacifico del collettivo femminista identario Nemesis. Ieri in tutta la nazione si sono svolte manifestazioni in sua memoria per chiedere giustizia. Ne parliamo con Veronica Gennari, giornalista freelance a Parigi.

Gli occhi del mondo sono puntati su Ginevra, oggi al centro della diplomazia mondiale: nella città svizzera si sono tenuti i negoziati indiretti tra Usa e Iran sulla questione nucleare, ma anche un trilaterale Kyiv-Mosca-Washington per cercare di porre fine alla guerra in Ucraina. Ne parliamo con Paolo Negri, presidente del Comitato Scientifico dell'ISPI, e con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali.

I file Epstein hanno scandalizzato il mondo intero ma come vengono raccontati? Su quali aspetti pongono maggiore enfasi i media russi, cinesi o indiani? Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter, Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Diego Maiorano, professore di Storia Contemporanea dell'India all'Università Orientale di Napoli, e con Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".

Dopo la riunione nelle Fiandre voluta da Italia e Germania, i Paesi europei si sono ritrovati oggi per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Unanime è stata la constatazione di uno scenario di disordine, di relazioni precarie, che richiede di ripensare l'approccio alla sicurezza e all'autodifesa. Ne parliamo con Beda Romano, corrispondente de Il Sole 24Ore a Bruxelles, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali.Elezioni in Bangladesh. Commentiamo il risultato con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24Ore dall'Asia Meridionale.

Secondo quanto riporta il Financial Times, Zelensky starebbe pianificando elezioni presidenziali da tenere in primavera, da affiancare a un referendum su un accordo di pace. La decisione arriverebbe dopo le pressioni dell'amministrazione Trump, che avrebbe chiesto a Kiev di andare al voto entro il 15 maggio, pena il rischio di perdere le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti. Ma quanto è fattibile un'elezione durante una guerra? Entro quale perimetro giuridico si collocherebbe questo voto? Lo chiediamo al professor Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato all'Università La Sapienza.

E' in corso un altro incontro, alla Casa Bianca, tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Stavolta Bibi cercherà di impedire un negoziato al ribasso fra Washington e Teheran ma non potrà ignorare l'alt posto da Trump sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.I progetti sugli Eurofighter di sesta generazione in Europa. Ne parliamo con Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell'Areonautica militare, presidente dell'Osservatorio Eurispes sulla sicurezza.

Mentre Cuba si vede costretta a interrompere i collegamenti aerei per la mancanza di cherosene, ci si domanda cosa possa accadere adesso in Venezuela, sotto la guida di Dely Rodriguez. Ne parliamo con Baldo Sansò, ex consulente del governo venezuelano, e con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore esperto di America Latina.Israele ha annunciato nuove misure unilaterali che rafforzano ulteriormente il suo controllo sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Roberto Da Rin, inviato de Il Sole 24Ore a Gerusalemme.

Prima Mandelson, poi McSweeney, infine Tim Allan. A Londra, i file Epstein si sono abbattuti sul governo facendo cadere alcuni degli uomini più vicini al primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista a Londra.Una scommessa vinta, una vittoria elettorale netta. La coalizione di governo della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in carica da ottobre, ha vinto con grandissimo margine le elezioni parlamentari anticipate. Ne parliamo con Giorgia Pompili, giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane.Non solo una crisi identitaria. Ora la crisi dell'Onu è anche finanziaria. In uno dei momenti più tesi e con più conflitti della storia, l'Organizzazione delle Nazioni Unite deve fare i conti anche con il bilancio in rosso. Commentiamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la ricerca dell'ISPI.

Il generale Vladimir Alexeyev, che ricopre un ruolo di alto livello nello stato maggiore russo ed è dal 2011 vice capo dell'intelligence militare (il GRU), è stato colpito da arma da fuoco in un condominio a Mosca venerdì mattina. Il Cremlino attribuisce l'attacco a Kiev pur non essendo arrivata alcuna conferma. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali alla Swansea University.In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, J.D. Vance incontra la premier Giorgia Meloni. Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.I negoziati a Muscat non hanno portato progressi nella risoluzione delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

Scade oggi New START, l'ultimo trattato di controllo sulle armi nucleari fra Stati Uniti e Russia. Firmato nel 2010, la sua fine segna di fatto la conclusione della stagione del controllo delle armi nucleari iniziata negli anni Settanta. Ne parliamo con Ludovica Castelli, analista del programma "Multilateralismo e governance globale" dello IAI, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po, autore di "Buio americano" (Il Mulino).

Il riverbero del caso Epstein nel Regno Unito non ha riguardato solo Buckingham Palace, con il coinvolgimento del principe Andrea, ma sta portando malumori anche a Downing Street. Il governo ha infatti trasmesso alla polizia un dossier relativo alla gestione di documenti riservati da parte di Peter Mandelson, nel periodo in cui era ministro per le Imprese. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista, nostra collaboratrice a Londra.

Tre milioni di pagine messe a disposizione dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Una mole enorme di informazioni sul caso Epstein che sta scuotendo le stanze del potere, da cui affiorano nomi come Bill Clinton, Elon Musk, Bill Gates. Ne parliamo con Adriano Soi, già responsabile comunicazione del DIS, insegna Intelligence e Security Studies alla scuola "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze."Federalismo pragmatico": sarebbe questa, secondo Mario Drghi, la formula per un'Europa al passo coi tempi e capace di competere con le potenze mondiali. Ne parliamo con Enzo Moavero Milanesi, docente di Diritto dell'Unione europea alla LUISS Guido Carli.

Nel mirino di Donald Trump, l'Iran fa la voce grossa ma appronta qualche mossa prudente, come decidere di annullare l'esercitazione navale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sembrano portare avanti un piano sull'Iran non facilmente decodificabile. Prima il presidente americano dice di voler proteggere i manifestanti poi parla della necessità di smantellare il nucleare iraniano. Insomma i piani sono tortuosi e la diplomazia sembra non centrare l'obiettivo. E così anche in Ucraina dove, ripresi i bombardamenti dopo la "tregua del gelo", i negoziati sono bloccati per via di posizioni da tempo inconciliabili. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dello IAI, e Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Asia Occidentale e Iran contemporaneo alla Sapienza di Roma.Mentre le autorità israeliane riaprono il valico di Rafah per i pedoni, alle ONG che operano nella Striscia vengono richiesti adempimenti sempre più stringenti. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente di MSF Italia.

La flottiglia americana attende nell'Oceano indiano. L'Iran è sull'attenti, pronto a reagire ad un eventuale attacco. Ma qual è la posizione degli altri attori della regione, i Paesi del Golfo, Israele, la Turchia? Lo chiediamo a Murat Cinar, giornalista esperto di Turchia, e a Riccardo Redaelli, professore di Storia e istituzioni dell'Asia all'Università Cattolica.

L'incontro a Pechino tra il presidente cinese Xi Jinping e il premier britannico Keir Starmer è stato definito costruttivo da entrambe le parti. Dimenticati i vecchi dissapori, i due Paesi si apprestano ad avviare una collaborazione di lungo termine all'insegna degli interessi reciproci. Ma è possibile che l'avvicinamento tra Regno Unito e Cina possa essere stato favorito anche dalla postura, scomposta e imprevedibile, di Donald Trump? Si sta insomma delineando quel sistema di alleanze tra medie potenze indicato da Carney a Davos? Ne parliamo con Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Giorgia Scaturro, collaboratrice di Radio24 a Londra, e con Megan Williams, corrispondente da Roma di CBC.

"Un'imponente Armada sta facendo rotta verso l'Iran. Magari non la useremo ma vedremo". Con queste parole Donald Trump ha messo sotto pressione il regime degli ayatollah che, oltre a dover fronteggiare la crisi interna, deve ora gestire anche la minaccia esterna. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter,e con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa.

Negli ultimi mesi l'Ice, l'Immigration and Customs Enforcement, è finita ripetutamente sotto accusa per raid considerati violenti, presunte violazioni dei diritti civili e per l'uccisione di due cittadini americani. Mentre il Minnesota ne chiede l'allontanamento, sono sorte polemiche sul presunto arrivo di forze dell'Ice in Italia, per le Olimpiadi invernali. E' una prassi normale? E qual è il loro addestramento? Ne parliamo con Carlo Biffani, esperto di Sicurezza, intelligence e terrorismo, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

Si chiama Alex Pretti l'infermiere statunitense freddato con dieci colpi di pistola nella giornata del 24 gennaio. È la seconda persona a perdere la vita per mano degli agenti dell'ICE, in un contesto di crescente tensione sociale e contrapposizione tra civili e forze dell'ordine. Ne parliamo con Carla Bassu, docente di Diritto pubblico comparato all'Università di Sassari, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.

Dopo l'accordo raggiunto sulla Groenlandia a Davos, Abu Dhabi si prepara ad accogliere il trilaterale sulla fine della guerra in Ucraina. Cosa vorrà cedere Kiev? E Mosca accetterà che le truppe Nato si dispieghino in Ucraina? Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24, Francesco Semprini, giornalista de La Stampa, e con Carolina De Stefano, professoressa di Storia e politica russa all'Università LUISS Giudo Carli.

Donald Trump ha cambiato idea e sulla Groenlandia ha trovato un accordo con la Nato. In mattinata, a Davos, ha presentato poi i firmatari del Board of Peace per Gaza e ha incontrato il presidente ucraino Volodymir Zelensky. Ne parliamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia, Eleonora Tafuro di Ispi e con Davide Maria De Luca, giornalista di base a Kiev.

Arrivato a Davos, Donald Trump ammorbidisce un po' i toni ma non cambia linea: la Nato ha trattato male gli Stati Uniti e la Groenlandia gli serve per questioni di sicurezza. L'Europa si allerta sulla "rottura definitiva" con l'alleato storico e Mike Carney, il premier canadese, avverte che "se le medie potenze non agiranno insieme sedendosi al tavolo, allora rischiano di finire nel menù". Ne parliamo con Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation, e con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea Università di Bologna.

Donald Trump dice che gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo, Macron ribatte che i dazi e la volontà di assoggettare l'Europa sono inaccettabili. Quello che doveva essere un momento di dialogo si è insomma trasformato nella vetrina delle spaccature interne al mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto finora. Ne parliamo con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations, e con Gianluca Di Donfrancesco, inviato del Sole 24Ore a Davos.

Mentre Trump minaccia di ricorrere all'insurrection act, a Minneapolis centinaia di cittadini hanno soffocato il tentativo dell'attivista di estrema destra Jake Lang di organizzare una piccola sfilata a sostegno dell'ICE. I disordini, la violenza, la rabbia rischiano di sfociare in una guerra civile? Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.Sul piano internazionale, la minaccia di Trump di aumentare i dazi ai Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia rischiano di creare una spaccatura all'interno della Nato. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.

Ieri Donald Trump ha cominciato la giornata minacciando di invocare l'Insurrection Act, una legge del 1807 che consente al presidente di usare le forze armate sul territorio nazionale quando è in corso una rivolta contro il governo federale. Da quando a Minneapolis un agente dell'ICE ha ucciso Renee Nicole Good, in città ci sono state infatti molte manifestazioni che spesso sono sfociate in scontri tra agenti federali e cittadini. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po.Mentre in Iran continuano le proteste, il governo degli Ayatollah ha minacciato di privare i cittadini di Internet fino al mese di marzo. Ne parliamo con Paola Rivetti, professoressa di Politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University.

Donald Trump frena sull'attacco in Iran dopo aver ricevuto notizia della sospensione delle esecuzioni dei manifestanti. Nel frattempo gli scontri nelle piazze continuano. Ne parliamo con Giuseppe Dentice di Osmed e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter nel Regno Unito.Mentre contingenti europei raggiungono la Groenlandia, la divergenza di vedute tra il governo danese e Donald Trump permane. Come ha ribadito il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, "Siamo d'accordo sul non essere d'accordo ma il dialogo prosegue". Ne parliamo con Marzio Mian, autore di "Guerra Bianca" (Neri Pozza).

Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen sceglie con forza la Danimarca e la Ue, mentre Donald Trump ribadisce su Truth che la Groenlandia serve agli Stati Uniti. Commentiamo l'imminente vertice tra il segretario di Stato Usa Marco Rubio, il vicepresidente statunitense JD Vance, la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt e l'omologo danese Lars Lokke Rasmussen con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI.Secondo il Washington Post, ieri il Consiglio Nazionale di Sicurezza americano si è riunito per fornire a Donald Trump alcune opzioni per un possibile intervento in Iran. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa e Spazio di IAI.Infine, diamo voce alle proteste della società civile iraniana con Parisa Nazari, esponente del movimento "Donna, Vita, Libertà" in Italia.

In Iran, almeno 2.000 morti per le proteste: ospitiamo Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Trump tra Groenlandia, Venezuela e Cina: il punto economico con Giuliano Noci, Prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano.Verso l'incontro Danimarca, Groenlandia e Nato a Bruxelles, con noi il nostro Sergio Nava.

Iran, il regime degli ayatollah reprime la protesta: centinaia di morti e migliaia di arresti, internet ancora bloccato. Trump minaccia azioni di forza, ma poi annuncia che Teheran ha aperto un canale di comunicazione con Washington. Ne parliamo con l'avvocata e attivista iraniana Shervin Haravi.Alberto Trentini è libero dopo oltre 420 giorni di detenzione senza accuse in Venezuela: è stato scarcerato insieme al connazionale Mario Burlò e presto saranno in Italia. Ci colleghiamo con Mario Magarò, giornalista freelance esperto di Sud America.

Disoccupati, con la moneta svalutata e l'inflazione alle stelle. Gli iraniani si sono riversati in piazza per esprimere il loro malcontento e la necessità di un cambiamento. Sentiamo alcune voci di manifestanti e commentiamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Dopo le dichiarazioni sulla Groenlandia, incalzato dai giornalisti del New York Times, Donald Trump ha detto di non dover seguire il diritto internazionale perché la sua morale è sufficiente. Il diritto internazionale non vale più? E qual è la posizione dell'Europa? Ne parliamo con Paolo Palchetti, docente di Diritto internazionale alla Sorbona di Parigi, e con Michele Marchi, docente di Storia contemporanea all'Università di Bologna.