Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, anali…

Ieri Donald Trump ha cominciato la giornata minacciando di invocare l'Insurrection Act, una legge del 1807 che consente al presidente di usare le forze armate sul territorio nazionale quando è in corso una rivolta contro il governo federale. Da quando a Minneapolis un agente dell'ICE ha ucciso Renee Nicole Good, in città ci sono state infatti molte manifestazioni che spesso sono sfociate in scontri tra agenti federali e cittadini. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po.Mentre in Iran continuano le proteste, il governo degli Ayatollah ha minacciato di privare i cittadini di Internet fino al mese di marzo. Ne parliamo con Paola Rivetti, professoressa di Politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University.

Donald Trump frena sull'attacco in Iran dopo aver ricevuto notizia della sospensione delle esecuzioni dei manifestanti. Nel frattempo gli scontri nelle piazze continuano. Ne parliamo con Giuseppe Dentice di Osmed e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter nel Regno Unito.Mentre contingenti europei raggiungono la Groenlandia, la divergenza di vedute tra il governo danese e Donald Trump permane. Come ha ribadito il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, "Siamo d'accordo sul non essere d'accordo ma il dialogo prosegue". Ne parliamo con Marzio Mian, autore di "Guerra Bianca" (Neri Pozza).

Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen sceglie con forza la Danimarca e la Ue, mentre Donald Trump ribadisce su Truth che la Groenlandia serve agli Stati Uniti. Commentiamo l'imminente vertice tra il segretario di Stato Usa Marco Rubio, il vicepresidente statunitense JD Vance, la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt e l'omologo danese Lars Lokke Rasmussen con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI.Secondo il Washington Post, ieri il Consiglio Nazionale di Sicurezza americano si è riunito per fornire a Donald Trump alcune opzioni per un possibile intervento in Iran. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa e Spazio di IAI.Infine, diamo voce alle proteste della società civile iraniana con Parisa Nazari, esponente del movimento "Donna, Vita, Libertà" in Italia.

In Iran, almeno 2.000 morti per le proteste: ospitiamo Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Trump tra Groenlandia, Venezuela e Cina: il punto economico con Giuliano Noci, Prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano.Verso l'incontro Danimarca, Groenlandia e Nato a Bruxelles, con noi il nostro Sergio Nava.

Iran, il regime degli ayatollah reprime la protesta: centinaia di morti e migliaia di arresti, internet ancora bloccato. Trump minaccia azioni di forza, ma poi annuncia che Teheran ha aperto un canale di comunicazione con Washington. Ne parliamo con l'avvocata e attivista iraniana Shervin Haravi.Alberto Trentini è libero dopo oltre 420 giorni di detenzione senza accuse in Venezuela: è stato scarcerato insieme al connazionale Mario Burlò e presto saranno in Italia. Ci colleghiamo con Mario Magarò, giornalista freelance esperto di Sud America.

Disoccupati, con la moneta svalutata e l'inflazione alle stelle. Gli iraniani si sono riversati in piazza per esprimere il loro malcontento e la necessità di un cambiamento. Sentiamo alcune voci di manifestanti e commentiamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Dopo le dichiarazioni sulla Groenlandia, incalzato dai giornalisti del New York Times, Donald Trump ha detto di non dover seguire il diritto internazionale perché la sua morale è sufficiente. Il diritto internazionale non vale più? E qual è la posizione dell'Europa? Ne parliamo con Paolo Palchetti, docente di Diritto internazionale alla Sorbona di Parigi, e con Michele Marchi, docente di Storia contemporanea all'Università di Bologna.

Un agente federale del servizio immigrazione (ICE) ha sparato, uccidendola, a una donna di 37 anni, moglie di un leader del movimento a difesa dei migranti, che era alla guida di un auto a Minneapolis, una delle città dove l'amministrazione Trump sta conducendo una operazione di caccia agli immigrati irregolari. Le reazioni sono state immediate e, ovviamente, polarizzate. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden, e con Joseph Imperatrice, funzionario del NYPD, fondatore della sezione di New York di Blue Lives Matter.Una petroliera arrugginita, chiamata Marinera, è diventata il centro di un caso geopolitico che coinvolge Russia, Stati Uniti e Regno Unito. Ne parliamo con Alessio Patalano, docente di War e Strategy al King's College di Londra.

L'attacco statunitense a Caracas ha indotto a più di una riflessione non solo sulla dottrina Monroe, che starebbe ispirando le azioni del presidente Trump in America Latina, ma anche su un'eventuale, e ben più preoccupante, mira espansionistica statunitense a spettro globale. Alla luce dei fatti di Caracas, insomma, le affermazioni di Trump sulla Groenlandia si fanno più concrete e minacciose. Ma perché questa terra ghiacciata sarebbe così importante per gli Stati Uniti? Ne parliamo con Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica, Francesco Semprini, giornalista de La Stampa, e con Andreas Raspotnik, direttore dell'High North Center dell'Università di Bodo (Norvegia).

Il nuovo anno si apre con l'attacco contro il Venezuela voluto dal presidente Trump. Il presidente americano, sotto l'insegna della lotta al narcotraffico, ha catturato il presidente Maduro favorendo l'ascesa della vice presidente Delcy Rodriguez. Ma cosa aspettarsi dal futuro? Ne parliamo con Estefano Tamburrini, giornalista freelance esperto di America Latina, Roberto Da Rin del Sole 24Ore e con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations.

Al termine di oltre quattro ore di discussione si è scelta la via meno rischiosa. È stata, cioè, accantonata l'ipotesi dell'uso immediato dei beni russi congelati ed è stato preferito il tradizionale prestito, 90 miliardi di euro per i prossimi due anni, a tasso zero e garantiti dal bilancio europeo. Ne parliamo con Sergio Nava, inviato di Radio24 a Bruxelles.Gli Stati Uniti hanno nuovamente attaccato navi nel Pacifico orientale, con cinque morti accertati, in una campagna che ha già fatto più di cento vittime. Ne parliamo con Luis Carlos Diaz, attivista e giornalista venezuelano, e con Vladimir Rouvinski, professore e direttore del Centro di Ricerca Interdisciplinare dell'Università Icesi a Cali - Colombia.

La guerra in Sudan è una delle più gravi crisi umanitarie in atto. Il 15 aprile 2023 sono scoppiati intensi combattimenti tra le Forze Armate Sudanesi e le Forze di Supporto Rapido (RSF) a Khartoum e in gran parte del Paese. Da allora, il conflitto ha ucciso e ferito migliaia di persone. Ne parliamo con Marco Trovato, direttore di Africa Rivista appena rientrato dal Kordofan.

Donald Trump ha ordinato il blocco navale di tutte le petroliere sanzionate che entrano ed escono dal Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la decisione con un post pubblicato sul social Truth. "Il Venezuela - ha scritto Trump - è completamente circondato dalla più grande armata mai assemblata nella storia del Sud America. E continuerà a crescere, e lo shock per loro sarà pari a nulla di ciò che abbiano mai visto prima, fino a quando non restituiranno agli Stati Uniti d'America tutto il petrolio, la terra e gli altri beni che ci hanno rubato". Ne parliamo con Antonella Mori, responsabile del Programma America Latina di Ispi e docente all'Università Bocconi, e con Greta Tellarini, professoressa ordinaria di Diritto della navigazione e dei trasporti all'Università Bologna.

È l'ennesima doccia fredda per Kiev e l'Occidente, dopo le parole di stamattina di Donald Trump che avevano fatto sperare in una fine del conflitto più vicina. Ma la questione territoriale resta uno scoglio: la Russia non ha intenzione di fare concessioni su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea e la situazione rimane così in stallo, lasciando l'arduo compito di sostenere Kiev agli alleati europei. Ne parliamo con Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica, Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24Ore a Odessa, e con Elio Calcagno di Iai.

Decine di migliaia di persone hanno manifestato a Sofia e in altre città della Bulgaria causando le dimissioni dell'esecutivo che, in carica da un anno, aveva già subito sei voti di sfiducia. Per gli osservatori l'instabilità politica pesa ora sull'ingresso del Paese nell'area della moneta unica. Ne parliamo con Francesco Martino di Osservatorio Balcani e Caucaso.Dopo le notizie fatte trapelare da Le Monde, poi smentite da Kiev, la trattativa sulla pace in Ucraina sembra essere in stallo. Ne parliamo con l'ambasciatore Michele Valensise, presidente di Iai, e con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24 Ore a Odessa.

«Abbiamo sequestrato una petroliera molto grande». Così ha dichiarato qualche ora fa il presidente Trump ai giornalisti. La petroliera venezuelana, carica di greggio, era diretta a Cuba - come riferisce Axios - e l'episodio aggiunge ulteriore tensione alla situazione già difficile tra i due Paesi. Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore esperto di America Latina.La risposta di Kiev al piano Usa, tanto attesa da Donald Trump e meditata per diversi giorni da Volodymyr Zelensky insieme ai leader europei, è arrivata ieri nel pomeriggio americano. Ne parliamo con Eleonora Tafuro di Ispi e con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24Ore a Odessa.

Dopo l'incontro con Giorgia Meloni, il presidente Zelensky ha dichiarato di voler indire le elezioni al più presto. Come a voler rispondere alle provocazioni di Donald Trump che continua a ricordare che "lui non ha le carte". In questo momento, la scelta per il presidente ucraino è ardua: da una parte le richieste della Russia che ledono l'integrità territoriale dell'Ucraina, dall'altra il rischio di perdere l'appoggio del partner americano. Ne parliamo con Carolina De Stefano, professoressa di Storia e politica russa alla Luiss Guido Carli, Beda Romano, corrispondente del Sole 24Ore a Bruxelles, Jaroslava Barbieri, Research Fellow di Chatham House, Yevheniia Kravchuk, deputata del partito ucraino Servitore del Popolo.

E' di almeno dieci morti e 140mila civili in fuga dalla violenza il bilancio dei nuovi scontri tra Thailandia e Cambogia. Come mai ci sono periodicamente frizioni tra le due nazioni lungo gli 800 km della frontiera comune? Lo chiediamo a Massimo Morello, giornalista freelance a Bangkok e autore, assieme a Emanuele Giordana, di "Asia criminale" (Baldini&Castoldi).Mentre prosegue il viaggio in Europa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che oggi si trova a Roma per incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, analizziamo l'allineamento di alcune posizioni statunitensi con quelle del Cremlino con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreing Relations.La nuova Strategia di sicurezza nazionale degli Stai Uniti e, più in generale, le politiche dell'amministrazione Trump hanno un quadro ideologico fortemente influenzato dai millenaristi della Silicon Valley e dall'ala più estremista della galassia Maga, i cosiddetti Dark Maga. Ne parliamo con Andrea Daniele Signorelli, giornalista freelance esperto di innovazione digitale e dell'impatto di questa sulla società.

Vertice bilaterale India-Russia a New Delhi tra il Premier indiano Modi e il Presidente della Federazione Russa Putin. Ci colleghiamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24 Ore da New Delhi.È stato pubblicata da poche ore l'edizione 2025 della National Security Strategy, il documento che traccia le linee della Casa Bianca in materia di sicurezza. Particolare sguardo critico verso l'Europa. Sentiamo Mario Del Pero, docente a Sciences Po.Droni ancora non identificati colpiscono la base militare di Île Longue, in Bretagna, Francia.Con noi Pietro Batacchi, Direttore della Rivista Italiana di Difesa.

In Cina il presidente Macron tenta di rilanciare la cooperazione con Pechino e perora la causa dell'Ucraina. Commentiamo con Una Berzina Cerenkova, docente di Scienze Politiche all'Università di Riga, esperta di relazioni Cina-Russia.Nel frattempo, altri due leader mondiali si incontrano. Si tratta del presidente Putin e del presidente Modi, pronti a rafforzare il commercio bilaterale e a creare nuove sinergie specie nei settori dell'energia e della difesa. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24Ore a New Delhi.

La Russia non indietreggia di un passo. I colloqui tra Witkoff e il presidente Putin pare non abbiano portato a particolari svolte sul conflitto, nonostante il segretario di Stato Marco Rubio abbia parlato di "alcuni progressi". Nel frattempo, Putin avrebbe velatamente minacciato l'Europa dicendo che, se la Russia dovesse subire un attacco da parte sua, non esiterebbe a rispondere ben più duramente rispetto a quanto sta avvenendo in Ucraina. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, e con Anna Zafesova, giornalista e autrice di "Russia. L'impero che non sa morire" (Rizzoli).

Steve Witkoff è oggi a Mosca per nuovi colloqui tesi a mettere fine alla guerra in Ucraina, accompagnato dal genero di Trump Jared Kushner. Mentre attende aggiornamenti sull'incontro, il presidente Zelensky si dice disponibile ad un nuovo incontro con il presidente Trump. Ne parliamo con Antonella Scott, firma del sole 24Ore, e con Niccolò Petrelli, ricercatore in Studi Strategici all'Università di Roma TRE.Mentre continuano le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, un'inchiesta del Washington Post rivela che Pete Hegseth avrebbe dato l'ordine esplicito di uccidere tutti i passeggeri a bordo di un'imbarcazione di presunti trafficanti nel Mar dei Caraibi. Ne parliamo con Estefano Tamburrini, giornalista esperto di America Latina.

Mentre il caso corruzione esplode nei palazzi del potere di Kiev, Zelensky vola a Parigi per incontrare il presidente Macron e il mediatore americano, Steve Witkoff, si appresta a raggiungere Putin a Mosca. Gli ingranaggi della diplomazia si stanno muovendo dunque. Li analizziamo con Davide Maria De Luca, giornalista per Il Domani a Kiev, e con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi.Il Papa arriva in Libano. Il senso della visita di Leone XIV con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole 24Ore.

I dati parlano chiaro: la parità di genere non è ancora stata raggiunta in nessun Paese del mondo e nei contesti difficili, di emergenza e di guerra, le differenze tra uomini e donne si amplificano ulteriormente. In occasione del lancio dell'Atlas "Claiming Space" di WeWorld ne discutiamo con Martina Albini, coordinatrice del Centro studi WeWorld.È denso di contenuti e appuntamenti il viaggio di Papa Leone XIV in Turchia e in Libano. Un primo viaggio ecumenico che si colloca nel solco del lavoro fatto da Papa Francesco, con l'auspicio di un avvicinamento tra Occidente e Oriente. Ne parliamo con Matteo Matzuzzi de Il Foglio e con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole 24Ore.La guerra civile in Sudan tra l'esercito governativo e le milizie RSF del generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemeti, prosegue senza esclusione di colpi. I combattimenti più intensi si concentrano nelle regioni del sud e nord Kordofan, nel Darfur e nelle aree di confine con la Libia. Ne parliamo con Vittorio Oppizzi, responsabile dei programmi di Medici senza frontiere in Sudan e Sud Sudan.

Venti di guerra soffiano nell'Estremo Oriente. Il presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha annunciato che presenterà una proposta per aumentare dell'equivalente di 34 miliardi di euro il budget dello Stato riservato alla difesa. Conseguenza delle tensioni con la Cina, nelle quali di recente si è inserito anche un terzo attore, il Giappone. Ne parliamo con Giulia Pompili, giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane.

Mentre i missili continuano a colpire Kiev, il ministro Lavrov dichiara che la Russia potrebbe non accettare la versione del piano di pace avanzata dall'Ucraina. Ma quali sono le differenze tra le due proposte? Ne parliamo con Carolina De Stefano, professoressa di Storia e politica russa all'Università LUISS Giudo Carli, e con il colonnello Orio Giorgio Stirpe, ufficiale dell'Esercito Italiano in riserva specializzato in intelligence operativa.

"Il piano in 28 punti non esiste più. Alcuni punti sono stati eliminati, altri sono stati modificati", ha detto il consigliere del capo dell'Ufficio del presidente dell'Ucraina, Oleksandr Bevz (nella foto). Kiev, insieme agli Stati Uniti, ha quindi proposto una sua versione del piano di pace che elimina alcuni punti rispetto all'originaria proposta di ispirazione russa. L'amministrazione Usa, inoltre, potrebbe posticipare di una settimana la scadenza fissata per giovedì 27 novembre per la firma dell'accordo. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore, oggi vice presidente di Sace. L'esercito israeliano ha annunciato che nell'attacco condotto ieri a sud di Beirut ha ucciso Haytham Tabtabai, capo di Stato maggiore di Hezbollah. Il commento con Lorenzo Trombetta, analista di Ansa e Limes.

Il presidente ucraino non si tira indietro e davanti al piano di pace in 28 punti proposto dagli Stati Uniti attiva un piano per una controproposta, in collaborazione con i partner europei. Siamo davvero giunti alla fase finale della guerra? Ne parliamo con Federigo Argentieri, professore di Scienze politiche alla John Cabot University, e con Alessandro Marrone, responsabile del Programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali.

Stati Uniti e Russia starebbero lavorando a un piano articolato in 28 punti per porre fine alla guerra in Ucraina. Lo rivelano alcuni media statunitensi, citando fonti anonime interne all'amministrazione Trump. Il testo sottoposto a Volodymyr Zelensky prevederebbe cessioni territoriali (Crimea e l'intero Donbass in particolare) e un dimezzamento dell'esercito ucraino. Ne parliamo con Vittorio Emanuele Parsi, Direttore ASERI Università Cattolica, Antonella Scott, firma del Sole 24Ore, e con Beda Romano, corrispondente del Sole 24Ore a Bruxelles.

La visita del principe saudita arriva in uno dei momenti più delicati del secondo mandato del tycoon, con gli indici di gradimento in calo e l'irritazione della base Maga per la sua gestione del caso Epstein alle stelle. Il presidente è comunque riuscito ad incassare quello che auspicava dalla visita: la rassicurazione da parte di bin Salman che ci saranno gli investimenti negli Stati Uniti promessi nel loro incontro a maggio. Anzi, il principe ereditario ha rilanciato, annunciando che Riad è pronta a salire da 600 a 1.000 miliardi. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po, e con Emily Tasinato, visiting fellow Fondazione CSF.

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sarà ricevuto dal presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca. Si tratta della sua prima visita ufficiale a Washington dall'omicidio di Jamal Khashoggi, dissidente saudita e opinionista del Washington Post che nel 2018 fu ucciso nel consolato saudita di Istanbul. Trump e il principe saudita parleranno di Gaza, ma anche di investimenti e affari. Commentiamo con Eleonora Ardemagni, ricercatrice Ispi e docente all'Università Cattolica, e con Brian Katulis, senior fellow al Middle East Institute.

Dopo le parole della prima ministra Sanae Takaichi, che a novembre ha definito "minaccia" un eventuale attacco di Pechino a Taiwan, la tensione tra il Giappone e la Cina è cresciuta. Fino alla decisione del Giappone, nelle ultime ore, di far decollare alcuni dei suoi caccia per l'avvistamento di un drone cinese in prossimità di Taiwan. Ne parliamo con Lorenzo Lamperti, giornalista e direttore editoriale di China Files, e con Alessio Patalano, professore al King's College di Londra.Atene, Parigi, Madrid. Sono le tre città dove il presidente Zelensky farà tappa per richiedere sostegno per la guerra contro la Russia. Ne parliamo con Eleonora Tafuro di Ispi.

Nella notte la Russia ha lanciato un massiccio attacco su Kiev andando a colpire almeno undici edifici residenziali in otto distretti. Ma quanto cosa la guerra all'Ucraina? E quanto ancora potrà andare avanti? Ne parliamo con Beda Romano, corrispondente del Sole 24Ore a Bruxelles.Il segretario alla Guerra degli Stati uniti Pete Hegseth ha annunciato sul social X il lancio dell'operazione Southern Spear, un'iniziativa militare volta a colpire quelli che definisce "narco-terroristi" nel continente americano, in attuazione di una direttiva del presidente Donald Trump. Ne parliamo con Roberto Da Rin, corrispondente del Sole 24Ore, esperto di America Latina.

Venerdì 13 novembre 2015, un commando di dieci terroristi colpisce Parigi con una violenza inaudita. Gli attentati cominciano alle 21:16 allo Stade de France ma vengono poi colpiti anche alcuni bistrot e il teatro Bataclan. Oggi, dieci anni dopo, Parigi si raccoglie intorno al ricordo delle vittime con il conforto e la solidarietà di tutto il mondo per quelle uccisioni brutali. Ma qual è il livello di sicurezza oggi nelle nostre città? Il terrorismo fa ancora paura? Ne parliamo con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi, e con Carlo Biffani, esperto di sicurezza, intelligence e terrorismo.In che maniera lo scandalo Epstein potrebbe danneggiare il presidente Trump? Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po, autore di "Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump", il Mulino.

La visita di Ahmad al Sharaa alla Casa Bianca ha soddisfatto il presidente Trump e ha stupito molti. Ha stupito il fatto che colui che era conosciuto per essere il leader di un gruppo affiliato ad al Qaeda sia passato così rapidamente dallo status di "nemico" a quello di "partner" per la stabilità nel Medio Oriente. Ne parliamo con Lorenzo Trombetta, analista per Limes, e con Claudio Bertolotti, direttore di Start Insight.Nel frattempo, l'India è stata colpita da un attentato terroristico nel cuore di New Delhi. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente del Sole 24Ore a New Delhi.

I danni causati dall'uomo all'ambiente saranno discussi in Amazzonia, dove la sopravvivenza degli indigeni è messa a dura prova. "Perché - come ha detto il presidente Lula Da Silva - in molti parlano di Amazzonia ma in pochi la conoscono davvero". Parliamo dei temi della COP30 con Mario Magarò, giornalista freelance esperto di America Latina, e con Andrea Ghianda, analista di Ecco, think tank italiano che si occupa di clima e tematiche ambientali.Indossato l'abito formale, Ahmed al Sharaa è pronto per incontrare Donald Trump. Si tratta di un incontro importante per il presidente siriano, che di fatto rappresenta uno degli ultimi passaggi della normalizzazione del nuovo governo e del suo leader a livello internazionale. Ne parliamo con Francesco Petronella, giornalista per Ispi.

Viktor Orban e Vladimir Putin sono politicamente allineati, ma di recente Washington ha criticato l'Ungheria per l'importazione di petrolio russo. Allo stesso tempo, il legame tra il leader ungherese e Vladimir Putin potrebbe essere per Trump una carta da giocare per arrivare ad un accordo sul conflitto in Ucraina. Ne parliamo con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Realations, e con Mattia Diletti, professore di scienza politica e public policy alla Sapienza Università di Roma.

Era gennaio 2025, poco meno di un anno fa, quando il generale libico Almasri, su cui pendeva un mandato d'arresto della Corte penale internazionale, fu prima arrestato e poi rilasciato dalle autorità italiane. Ieri, 5 novembre, Almasri è stato arrestato in Libia con l'accusa di tortura e omicidio. Ne parliamo con Jalel Archaoui, analista esperto di affari libici per il RUSI.Pokrovsk sta per cadere. La città "fortezza" del Donetsk che le forze ucraine continuano a difendere ostinatamente pare sia infatti completamente accerchiata dalle truppe russe. Ne parliamo con Davide Maria De Luca, giornalista di Domani a Kyiv.