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Ti è mai capitato di parlare con qualcuno che deve sempre avere l'ultima parola? O con chi trasforma ogni tuo tentativo di confidenza in una battuta? Spesso pensiamo di dover "imparare a parlare meglio" per risolvere questi intoppi. Ma la verità è che, sotto la superficie delle parole, stiamo giocando due partite diverse. Non è una questione di vocabolario, è una questione di istinto.Clicca qui per approfondire: https://psinel.com/magnetico-come-un-cervo-lo-so-e-strano-ma-funziona-gli-archetipi-della-comunicazione/Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Magnetico come un cervo, Seducente come un Pavone - I 7 Archetipi della comunicazione”...https://psinel.com/i-7-archetipi-della-comunicazione/Vuoi imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/Instagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/Music by OceanFrameMusic end Maksym Malko from Pixabay
La giovane cantautrice friulana nel suo album “Zohra” racconta con la lingua carsica la storia di una ragazza che fugge dal Pakistan e giunge in Friuli attraverso la rotta balcanica, chiamata “The Game” da chi la compie.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
Passiamo la vita a parlare con noi stessi, ma quasi sempre lo facciamo in "pilota automatico".Imparare a guidare il proprio dialogo interno significa scegliere consapevolmente dove direzionare i propri pensieri. Ma cos'è davvero il dialogo interno?Pensare significa fondamentalmente tre cose: parlare a se stessi, evocare immagini o ascoltare sensazioni corporee (come quando ci soffermiamo su uno stato d'animo). La nostra mente è costantemente in funzione: abbiamo sempre una voce in testa e non possiamo smettere di pensare.La vera differenza sta nel modo in cui ci mettiamo in relazione con questi pensieri, muovendoci tra due stati principali:Lo stato identificativo (Il pensiero automatico) In questo stato ci identifichiamo completamente con la voce nella testa, scambiando i pensieri per la realtà oggettiva. È una sorta di "mente torturatrice" che commenta senza sosta tutto ciò che accade. Le caratteristiche: I pensieri automatici sono ripetitivi, involontari e quasi sempre negativi. Non ci rendiamo conto che sono solo singole parti di noi che parlano. Ci limitiamo a subire il flusso.2. Lo stato consapevole (Il vero dialogo interno) Passare al vero dialogo interno significa spostarsi da una reazione automatica a un pensiero consapevole. È un colloquio attivo e lucido tra le varie parti che ci compongono. Quando emergono queste voci interiori, tendiamo a cadere in due estremi sbagliati che generano conflitto interno: la compiacenza (assecondare passivamente la voce negativa e crederle senza riserve) e l'opposizione (cercare di combattere, soffocare o annientare quella voce).Entrambi gli approcci portano allo scontro. Il dialogo, al contrario, è un processo di cooperazione: significa collaborare con le proprie parti interiori per costruire una nuova realtà e una maggiore serenità. Come praticare il dialogo interno? Il primo passo fondamentale per trasformare la mente torturatrice in un'alleata è la presenza: quando senti una voce nella testa, fermati ad ascoltarla senza giudicarla.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
Perché alcuni PARLANO e tutti li ascoltano (e altri no)https://go.giuseppefranco.it/consulenzayt
Studi l'italiano da mesi, conosci la grammatica a memoria, sai coniugare anche i verbi irregolari… poi arrivi in Italia, ti siedi al bar, senti due ragazzi che chiacchierano e... non capisci quasi niente! Il motivo è semplice: nessun libro di testo ti insegna lo slang, quelle parole informali e vive che gli italiani usano davvero ogni giorno. Scopriamo insieme le 20 espressioni gergali per capire — e parlare — come un vero italiano. Impara Queste Espressioni e Smetti di Parlare come un Manuale Lo slang italiano è la chiave per uscire dal "robottino da libro di grammatica" e diventare davvero spontaneo. Le 20 parole che vedremo sono quelle che senti in continuazione nei film, nelle serie TV, nelle canzoni e nelle conversazioni di tutti i giorni. Vediamole una a una, divise in cinque gruppi. Le 5 Parole Jolly dello Slang Italiano Iniziamo con le parole "jolly", quelle che senti in ogni frase e che gli italiani usano come riempitivi naturali per parlare come un madrelingua. 1. Boh La regina indiscussa dello slang italiano: un'interiezione praticamente intraducibile con una sola parola. Significa "non lo so", "non ne ho idea", ma a seconda del tono esprime anche indifferenza, dubbio o rassegnazione. "A che ora apre il museo? – Boh, prova a guardare sul sito!" (= non lo so) "Ti è piaciuto il ristorante? – Mah, boh… niente di speciale." (= indifferenza) "Perché Marco è arrabbiato? – Boh! E che ne so io." (= rassegnazione) Curiosità: si accompagna quasi sempre al gesto delle spalle alzate e delle mani aperte. Lo puoi anche allungare ("booooh!") per enfasi. Lo usano proprio tutti, dai bambini ai nonni. 2. Tipo Letteralmente significa "genere, categoria". Ma nello slang fa due lavori: è un riempitivo, come il famigerato "like" inglese, oppure significa "circa, più o meno", spesso per introdurre un esempio. "Ci vediamo tipo alle otto." (= verso le otto) "Ero tipo sotto shock quando l'ho saputo!" "Mi va qualcosa di leggero, tipo un'insalata." "Un tipo" o "una tipa" indica anche genericamente "una persona". Ma occhio: come riempitivo è il classico tormentone dei più giovani. Usalo per suonare naturale, ma con misura. 3. Roba Parola informale tanto vaga quanto comodissima: significa "cosa, cose, oggetti, materiale" (in inglese "stuff"). È perfetta quando non vuoi, o non sai, chiamare qualcosa con precisione. "Raccogli la tua roba!" (= le tue cose) "Ho un sacco di roba da fare prima di stasera." "Togli questa roba dal tavolo, dobbiamo mangiare." Brilla nelle esclamazioni: "che roba!" per lo stupore, "roba da matti!" per qualcosa di assurdo. Ha origini germaniche: deriva da una parola che significava "bottino", la stessa da cui viene anche il verbo "rubare". 4. Un Sacco Significa "molto, moltissimo, tantissimo". L'immagine è chiarissima: un sacco bello pieno, cioè una grande quantità. Funziona con i verbi, con i nomi e perfino con gli aggettivi. "Mi sei mancato un sacco!" "C'era un sacco di gente alla festa." "Tuo fratello è un sacco simpatico." Fa parte di una bella famiglia di espressioni per dire "tanto", come "una marea di", "una cifra" e "un botto". Insomma, di modi per esagerare in italiano ne abbiamo… un sacco! 5. Anche No Un rifiuto netto e ironico: "no di sicuro", "col cavolo", "manco per sogno". Il bello è che usiamo "anche", che di solito serve ad aggiungere qualcosa, seguito da un secco "no". "Una corsetta domani alle sei di mattina? – Eh, anche no, grazie!" "Lavorare anche nel weekend? Ma anche no." "Pagare quindici euro per un cocktail? Anche no." Tutto sta nel tono: va detto con una certa calma sfrontata, magari con un sopracciglio alzato. Ha una parente strettissima: "anche basta!", che si usa quando qualcosa o qualcuno ci ha davvero stancati. Slang per Giudicare Cose e Persone Quattro parole per esprimere il tuo giudizio su qualcuno o qualcosa, perfette per esprimere entusiasmo in italiano in modo naturale. 6. Figata Sostantivo: una cosa fantastica, bellissima, super interessante (in inglese "a cool thing"). Perfetta per esprimere entusiasmo verso un oggetto, un posto o un'esperienza. "Che figata questo videogioco!" "Vivere in Giappone per un anno? Una figata pazzesca!" "Hanno aperto una pista di pattinaggio in centro: che figata!" Attenzione: "figata" descrive solo le cose, mai le persone. Per le persone c'è "figo/figa". In compenso "figata" è sempre educata e sicura: la puoi usare ovunque senza alcun imbarazzo. 7. Figo / Figa Aggettivo per descrivere persone (e cose) molto cool, in gamba, di tendenza, a volte attraenti: figo al maschile, figa al femminile. "Il tuo nuovo collega è davvero figo." "Che giacca figa!" "Sei stata fighissima a rispondergli così!" Attenzione importante: al femminile, "figa" è anche un termine volgare per indicare l'organo genitale femminile. Riferita a una donna può risultare ambigua o imbarazzante, a seconda del tono. Il trucco: per le cose belle usa "figata"; per dire che un uomo è figo nessun problema; con il femminile, un po' più di attenzione. Origine e Varianti Geografiche Niente a che vedere con il "fico" frutto! Secondo l'Accademia della Crusca nasce probabilmente come slang giovanile romano degli anni '70, da "ficaccio", una deformazione popolare di "efficace" (attestata addirittura in un sonetto di Belli del 1835!). Sul piano geografico, "figo" (con la g) è più tipico del Nord, mentre "fico" (con la c) è più tipico del Centro Italia (Roma, Toscana). 8. Sfigato / Sfigata Il contrario di figo, con due significati vicini: "sfortunato" oppure "perdente" (in inglese "loser"). È il contesto a dirti quale dei due intende chi parla. "Marco perde sempre il treno, gli si rompe tutto: è proprio sfigato!" (= sfortunato) "Smettila di fare lo sfigato e invitala a uscire!" "Sei rimasto a casa il sabato sera? Che sfigato!" (tra amici, scherzando) Deriva da "sfiga", che nello slang significa "sfortuna", da cui anche l'esclamazione "che sfiga!". È un po' offensiva: tra amici e in tono scherzoso va benissimo, ma evita di darla a uno sconosciuto. 9. Spaccare Letteralmente "rompere in due", ma nello slang significa "essere fortissimo, eccezionale, andare alla grande" (in inglese "to rock", "to kill it"). "Questa canzone spacca!" "Hai spaccato all'esame, bravissima!" "Il tuo nuovo taglio di capelli spacca davvero." Per esagerare ancora di più, "spaccare di brutto". Piccola precisazione: "spaccarsi" (riflessivo) significa invece "lavorare durissimo". Ma "spacca!" da solo è semplicemente il massimo dei complimenti. Stati d'Animo: tra Fastidio e Relax Cinque espressioni gergali per parlare di emozioni, fastidi e momenti di relax. Per altre formule simili, puoi consultare la guida sulle espressioni colloquiali quotidiane. 10. Che Palle Un grande classico del fastidio: significa "che noia", "che seccatura", "che rottura". Letteralmente "palle" sono i testicoli, quindi è un po' volgare, ma talmente diffusa che la sentirai ovunque. "Devo rifare tutto da capo, che palle!" "Piove di nuovo e avevo organizzato il picnic… che palle." "Domani riunione alle otto. Che due palle." "Rompere le palle" significa infastidire, mentre "avere le palle piene" vuol dire essere stufi. Tra amici è normalissima, ma evitala in contesti formali; le versioni più educate sono "che noia", "che barba", "che pizza". Per approfondire, c'è una guida dedicata sulle parole volgari in italiano. 11. Sclerare Significa "perdere la pazienza, dare di matto, esplodere per il nervoso" (in inglese "to freak out"). "Quando ho visto il conto, sono sclerato di brutto!" "Mia madre sclera se lascio la stanza in disordine." "Sto sclerando con questo computer che si blocca in continuazione!" Deriva, scherzosamente, dal termine medico "arteriosclerosi" (per via del decadimento mentale che la malattia può causare), ma nello slang non c'entra niente la medicina. C'è anche il sostantivo "sclero": "che sclero!" per una situazione stressante. È una parola piuttosto giovanile. 12. Rosicare Letteralmente "rosicchiare, mordere a piccoli pezzi", ma nello slang significa "rodersi dall'invidia o dalla rabbia, non accettare una sconfitta" (in inglese "to be salty"). "Ho preso trenta e lui rosica perché ne ha presi ventotto." "Hai perso e basta, dai, non rosicare!" "Quando ha vinto la mia squadra, gli avversari rosicavano di brutto." Chi rosica sempre è un "rosicone". Nasce dal dialetto romano, ma ormai la usa tutta Italia. È imparentata con l'espressione "rodersi il fegato": l'immagine è quella dell'invidia che ti rosicchia da dentro. 13. Scialla Significa "tranquillo, stai sereno, rilassati, non c'è problema" (in inglese "chill", "relax"). Un piccolo invito alla calma, perfetto per sdrammatizzare. "Scialla, abbiamo ancora un sacco di tempo!" "Hai sbagliato l'esame? Scialla, lo rifarai!" "Sono in ansia per il colloquio! – Ma scialla, sei preparatissimo." Sull'origine gli esperti si dividono. C'è chi la fa risalire all'arabo "inshallah" ("se Dio vuole"), arrivato forse tramite le parlate liguri e il romanesco, e chi al verbo italiano "scialare" (godersela), dal latino "exhalare". In ogni caso è esplosa in tutta Italia nel 2011 grazie al film Scialla! di Francesco Bruni. 14. Daje Versione romana di "dai", rafforzata: "forza!", "andiamo!", "così si fa!" (in inglese "come on!", "let's go!"). Un grido di incoraggiamento ed entusiasmo. Per scoprire altre espressioni regionali italiane, c'è una guida dedicata. "Daje, ce la puoi fare!" "Pizza stasera? – Daje!" "Daje Roma, daje!" (allo stadio) Si pronuncia "dàie", con la "j" che si legge come una "i" lunga, mai all'inglese! È l'inno della romanità, legatissimo alla Roma e a campioni come Totti,...
Parlare in siciliano in Sicilia non è soltanto un atto comunicativo, ma una pratica carica di tensioni sociali, imbarazzo e stratificazioni storiche che persistono ancora oggi. A far luce su questo fenomeno è un'indagine antropologica condotta da Paola Tinè, antropologa basata in Nuova Zelanda.Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.
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Non devi essere qualcun altro per parlare bene. Ecco perché. https://go.giuseppefranco.it/migliorarevoce
Trump accusa la Cina di interferenze e brogli. Il commento di Gregory Alegi, professore di Storia delle Americhe all’Università Luiss Guido Carli. Le prime parole di Andy Burnham alla guida dei Labour. Andiamo a Londra da Giorgia Scaturro. Finesettimana di fuoco sull’Italia, attesi 47 gradi in Sardegna. Sentiamo Giulio Betti, climatologo e meteorologo del CNR – Consorzio Lamma. Ok bipartisan al voto per i fuori sede. Ne parliamo nella nostra rassegna settimanale dedicata alle buone notizie con Yari Russo, campaigner di The Good Lobby e rappresentante della Rete Voto FuoriSede.
Dedica meno energie alla complessità tecnica e più energie alle tue idee. Prova gratuita su Shopify.com Perché abbiamo bisogno di ricordarci la gratitudine? In questa puntata riflettiamo su ciò che diamo per scontato, su come la quotidianità renda invisibile ciò che abbiamo e su come gratitudine e desiderio di cambiamento possano convivere.
No, non mi sono rincoglionito. Non del tutto, almeno.Il fatto è che ho beccato questo film casualmente, facendo zapping, e non ho potuto fare a meno di guardarlo fino alla fine per cercare di capire quanto arrivasse a far schifo.Parlare di cinema qui, mi sembra veramente un paradosso. Jerry Calà scrive, dirige e interpreta (si fa per dire) tutta una pletora di attori (si fa per dire) e personaggi (si fa per dire) in questa cornice della Costa Smeralda, tra situazioni assurde, ridicole, prevedibili...che non fanno ridere nemmeno per sbaglio.A confronto, Alex L'ariete è quinto potere. Ci troviamo di fronte a un'opera stanca sotto tutti i punti di vista, anche a livello tecnico. Un film che vorrebbe anche ambire a catturare i nostalgici di Sapore di Mare e invece fallisce con un tonfo clamoroso, con battute già vecchie di 40 anni e gag maldestre che vengono messe insieme con lo sputo, sequenza dopo sequenza, fino ad un tristissimo finale. Il problema grosso è che vorrebbe pure prendersi sul serio...Boh? E vabbè...non so che altro dire, se non che non credevo a ciò che vedevo.
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Episodio 51 del Podcast Public Speaking Top di Massimiliano Cavallo, il podcast dedicato a chi vuole imparare a parlare in pubblico. Molti pensano che l'obiettivo del public speaking sia eliminare la paura. Ma se fosse proprio il contrario? In questo episodio scoprirai perché la paura non è un difetto da combattere, ma il segnale che stai dando valore al tuo messaggio. Attraverso esempi concreti ti mostrerò come cambiare prospettiva e trasformare la paura da nemico ad alleato.
La difesa torna sul cuore scientifico del caso Yara e chiede nuovi accertamenti su abiti, campioni biologici e fotografie ad alta risoluzione. Dopo una condanna definitiva, resta una domanda: c'è ancora qualcosa da scoprire? I contenuti di questo video hanno solo finalità informative e si basano su fonti giornalistiche pubbliche disponibili al momento della registrazione. Non costituiscono giudizi personali né accuse.Advertising Inquiries: https://redcircle.com/brandsPrivacy & Opt-Out: https://redcircle.com/privacy
Una delegazione dei talebani arriva in visita a Bruxelles per discutere di possibili rimpatri di cittadini afghani con i funzionari della Commissione europea. Qualche parlamentare europeo protesta, mentre un portavoce della Commissione è costretto a precisare che i colloqui "non significano in alcun modo un riconoscimento" del regime in Afghanistan. Ne parliamo con Marco Borraccetti, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Bologna.Le tensioni tra Donald Trump e la premier Meloni, gli accordi tra Stati Uniti e Iran, il ritiro delle Idf dal Sud del Libano: ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi.
La pandemia di salute mentale e la salute digitale.
Stai per partire per l'Italia e hai paura di non riuscire a comunicare? In questo articolo trovi 25 frasi indispensabili per il tuo viaggio: espressioni pratiche e concrete, quelle che userai davvero per parlare del tuo viaggio, ordinare al ristorante, spostarti e farti capire anche quando l'italiano corre troppo veloce. Parla Italiano in Vacanza: Espressioni che Userai Davvero L'articolo è organizzato in quattro blocchi tematici, così è più semplice memorizzare le frasi: parlare del tuo viaggio, ristorante e negozi, spostamenti e orientamento, aiuto e comunicazione. Se vuoi approfondire altri verbi utili per viaggiare in Italia, puoi consultare la guida dedicata. Blocco 1: Parlare del Tuo Viaggio Appena gli italiani capiscono che sei un turista, partono con le domande: "Da dove vieni? Cosa fai qui? Ti piace l'Italia?". In Italia la conversazione con uno sconosciuto può durare anche venti minuti, soprattutto al Sud. Ecco le frasi che ti aiuteranno a rispondere. 1. Sono in Vacanza La frase più semplice e più usata di tutte. Per esempio: "Sono qui in vacanza" oppure "Sono in vacanza in Italia per due settimane". Nota linguistica: in italiano si dice "in vacanza", non "alle vacanze". Memorizza la preposizione "IN": è importante. Se vuoi approfondire l'uso delle preposizioni semplici in italiano, c'è una guida dedicata. 2. Sono Qui per Lavoro / Viaggio per Lavoro Per chi non è in vacanza ma in trasferta. Esempio: "Sono qui per lavoro, resto solo tre giorni". Attenzione: non si dice "Viaggio per il lavoro" con l'articolo, ma semplicemente "per lavoro". Stessa regola con "in vacanza": senza articolo. È una frase utile soprattutto a Milano, capitale economica d'Italia. 3. È la Mia Prima Volta in Italia Dilla a un italiano e vedrai cosa succede: ti consiglierà tanti posti da visitare, ti spiegherà dove mangiare la migliore pizza, ti darà persino il contatto di un suo conoscente. Gli italiani apprezzano molto chi scopre il loro paese per la prima volta. Variante utile: "Sono già stato/stata in Italia diverse volte". Ricorda l'accordo: stato per gli uomini, stata per le donne. 4. Resto per + Numero + Giorni Esempi: "Resto per cinque giorni", "Rimango per due settimane". I verbi restare e rimanere sono praticamente sinonimi, e puoi usarli indifferentemente. Userai questa frase tantissimo: alla reception dell'hotel, ai controlli in aeroporto, e in qualsiasi conversazione con un italiano curioso. Attenzione alla pronuncia: la "G" di giorni è dolce, non come la "G" di gatto. 5. Sto Visitando + Luogo Il verbo "stare" + gerundio è la forma progressiva italiana. Esempi: "Sto visitando la Toscana", "Sto visitando le Cinque Terre", "Sto visitando il Sud Italia". Nota grammaticale: in italiano questa forma si usa meno che in altre lingue. Spesso si preferisce dire semplicemente dove si è: "Sono in Toscana", "Sono a Firenze". Ma per parlare di quello che stai facendo proprio adesso, "sto visitando" è perfetto. 6. Sono Qui da Solo / con la Mia Famiglia / con gli Amici Frase importante per spiegare la tua situazione. "Sono qui da solo" se sei un uomo, "Sono qui da sola" se sei una donna: ricorda sempre l'accordo del participio e dell'aggettivo. SituazioneFraseViaggi da soloSono qui da solo / da solaViaggi con la famigliaSono qui con la mia famigliaViaggi con amiciSono qui con i miei amiciViaggi col partnerSono qui con il mio ragazzo / la mia ragazzaViaggi col coniugeSono qui con mio marito / mia moglie Nota culturale: in Italia, quando si parla di famiglia, si include spesso una rete ampia di parenti. Se dici "sono qui con la famiglia", può capitarti la domanda: "Quanti siete?". 7. Mi Consiglia Qualcosa di Tipico? Una delle frasi più utili in assoluto. La puoi usare al ristorante, nei negozi di alimentari, nelle enoteche. Esempi: "Mi consiglia un piatto tipico?", "Mi consiglia un vino della zona?", "Mi consiglia un dolce locale?". Gli italiani sono orgogliosi della loro cucina regionale e amano dare consigli. Attenzione però: ogni regione ha la sua specialità. Non chiedere la "carbonara autentica" a Firenze o la "pasta al pesto originale" a Napoli. La forma informale è: "Mi consigli qualcosa di tipico?". Per imparare altre espressioni utili per iniziare una conversazione in italiano, dai un'occhiata alla guida dedicata. 8. Cosa Mi Consiglia di Vedere? L'equivalente della frase precedente, ma per luoghi e attività. Esempi: "Cosa mi consiglia di vedere in città?", "Cosa mi consiglia di visitare nei dintorni?". Spesso i consigli migliori non vengono dalle guide turistiche, ma dai locali: il barista, il tassista, la persona del bed and breakfast. La forma informale è: "Cosa mi consigli di vedere?". Blocco 2: Ristorante e Negozi Questo è probabilmente il blocco più utile in assoluto: ecco le frasi che ti serviranno davvero quando andrai a mangiare o a fare acquisti in Italia. Per approfondire, puoi consultare la guida sulle parole ed espressioni al ristorante. 9. Vorrei… Questa è la frase chiave per ordinare in modo educato. Esempi: "Vorrei un caffè", "Vorrei una pizza margherita", "Vorrei un bicchiere di vino rosso". Vorrei è il condizionale del verbo volere e suona molto più gentile di voglio. Se entri in un bar e dici "voglio un caffè", suoni un po' brusco. Con vorrei, invece, sei nel registro giusto. 10. Prendo… Alternativa a vorrei, leggermente più diretta ma sempre cortese, soprattutto al ristorante quando il cameriere ti chiede cosa hai scelto. Esempi: "Io prendo le lasagne", "Prendo un tiramisù". 11. Mi Può Dare…? Forma di cortesia per chiedere qualcosa. Esempi: "Mi può dare il menù?", "Mi può dare un altro tovagliolo?", "Mi può dare il sale?". Se sei in confidenza, puoi usare il tu: "Mi puoi dare…?". 12. Avete un Tavolo per Due? La prima frase che dirai entrando in un ristorante. Esempi: "Avete un tavolo per due?", "Avete un tavolo per quattro?". Se non hai prenotato (cosa che in Italia è sempre meglio fare nei posti famosi, soprattutto la sera), questa è la domanda chiave. Il cameriere potrebbe risponderti: "Avete prenotato?". E se sei da solo? "Avete un tavolo per uno?" – in Italia mangiare da soli è normale. 13. Sono Allergico a… / Senza Glutine Frase fondamentale per la tua sicurezza. Esempi: "Sono allergico alle noci", "Sono allergica al lattosio", oppure "Sono celiaco/celiaca e ho bisogno di un piatto senza glutine". In Italia la cultura del cibo è molto attenta alle intolleranze, e quasi tutti i ristoranti hanno opzioni senza glutine, soprattutto le pizzerie. Una frase utile per chiedere è: "Questo piatto contiene…?". 14. Quanto Costa? Frase indispensabile in negozio, al mercato, ovunque. Se si tratta di più cose, si dice: "Quanto costano?". Nota culturale: nei mercati storici come Porta Portese a Roma o Vucciria a Palermo, si può trattare sul prezzo. Puoi provare a dire: "Mi fa un po' di sconto?". 15. Posso Pagare con la Carta? Frase molto utile. In Italia, soprattutto nei bar piccoli, nelle pizzerie al taglio e nei mercatini, non sempre accettano la carta. Per legge dovrebbero, ma la realtà è diversa. Quindi prima di ordinare, chiedi sempre. È consigliabile portare sempre un po' di contanti con sé. 16. Ci Può Portare il Conto? Quando hai finito di mangiare, in Italia il conto non arriva da solo come in altri paesi. Devi chiederlo. Quindi alza gentilmente la mano e di': "Scusi, ci può portare il conto, per favore?". Si usa "ci" quando si è in più persone; se sei da solo, si dice: "Mi può portare il conto?". In Italia la mancia non è una regola fissa come in altri paesi: se il servizio è stato ottimo, puoi lasciare qualche euro, ma non è obbligatorio. Blocco 3: Spostamenti e Orientamento Muoversi in Italia richiede qualche frase chiave per orientarsi e usare i mezzi di trasporto. Se vuoi approfondire come chiedere e dare informazioni stradali in italiano, puoi leggere la guida dedicata. 17. Dov'è + Luogo Esempi: "Dov'è il bagno?", "Dov'è la stazione?", "Dov'è il Colosseo?". Frase fondamentale per orientarsi. Se sono più luoghi, si dice: "Dove sono i bagni?". Consiglio pratico: gli italiani amano dare indicazioni, ma a volte preferiscono inventare la strada piuttosto che ammettere di non sapere. Se ti sembrano vaghi, chiedi conferma a una seconda persona. 18. È Lontano? / È Vicino? La domanda che segue naturalmente "Dov'è…?". Sapere dove si trova una cosa è una cosa, sapere se è raggiungibile a piedi o se serve l'autobus è un'altra. Esempi: "Scusi, la stazione è lontana?", "Il Duomo è vicino?". Nota culturale: per gli italiani "qui vicino" può voler dire 50 metri o 2 chilometri. Chiedi sempre conferma con: "A piedi o in autobus?". 19. A Che Ora Apre / Chiude? Domanda essenziale, perché in Italia gli orari sono particolari. Molti negozi chiudono per la pausa pranzo, dalle 13 alle 16 circa, soprattutto nei paesini e al Sud. I musei spesso chiudono il lunedì. Prima di spostarti per visitare qualcosa, chiedi: "A che ora apre il museo?", "A che ora chiude la farmacia?". 20. A Che Ora Parte / Arriva il Treno? Frase indispensabile se viaggi in treno – in Italia è uno dei modi migliori per spostarsi tra città. Esempi: "A che ora parte il treno per Firenze?", "A che ora arriva a Venezia?". In Italia ci sono treni veloci come il Frecciarossa e l'Italo, ma anche i regionali, più lenti ed economici. È bene controllare sempre i tabelloni in stazione per eventuali ritardi. Per imparare il vocabolario specifico, c'è il dialogo in stazione per prendere il treno in Italia. 21. Un Biglietto per… Frase universale: la usi per il treno, l'autobus, la metropolitana, il museo, qualsiasi cosa. Esempi: "Un biglietto per Roma, per favore", "Due biglietti per gli Uffizi". Attenzione alla Convalida del Biglietto ...
La parola "remigrazione" è da anni al centro degli slogan delle estreme destre europee e globali, ma di recente sta entrando anche nei discorsi dei leader politici italiani. Con Annalisa Camilli, giornalista InternazionaleIl 15 giugno l'Unione europea ha aperto formalmente i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Moldova, avviando un percorso che potrebbe portare i due paesi a entrare nel blocco nei prossimi anni. Con Alberto Alemanno, docente di diritto dell'Unione europea all'École des haute études commerciales di ParigiOggi parliamo anche di:Pop • "Riscioprire il mandolino" di Tim Parks https://www.internazionale.it/magazine/tim-parks/2026/06/11/riscoprire-il-mandolinoMusica • Happy today dei Jeff Parker ETA IVtet Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan ZentiCi piacerebbe sapere cosa pensi di questo episodio. Scrivici a podcast@internazionale.it Se ascolti questo podcast e ti piace, abbonati a Internazionale. È un modo concreto per sostenerci e per aiutarci a garantire ogni giorno un'informazione di qualità. Vai su internazionale.it/abbonatiConsulenza editoriale di Chiara NielsenProduzione di Claudio Balboni e Vincenzo De SimoneMusiche di Tommaso Colliva e Raffaele ScognaDirezione creativa di Jonathan Zenti
Nelle scuole dell'infanzia dell'Istituto Comprensivo Porcu-Satta di Quartu Sant'Elena, il progetto educativo ha unito musica, podcast e relazione, trasformando il suono in uno strumento di crescita, ascolto e partecipazione condivisa. Nelle scuole dell'infanzia dell'IC 1-2 Porcu-Satta di Quartu Sant'Elena la musica è diventata esperienza quotidiana, relazione e scoperta. Il progetto Dal Battito al Podcast ha coinvolto i bambini dei plessi di via Palestrina, via Vespucci e via Milano in un percorso educativo che ha unito corpo, voce e strumenti digitali. Un'attività nata nel secondo quadrimestre scolastico e ormai vicina alla conclusione, capace di trasformare il suono in uno spazio di crescita condivisa. L'iniziativa ha preso forma grazie al Piano delle Arti, programma nazionale dedicato alla promozione della cultura umanistica e dei linguaggi creativi nelle scuole. Il finanziamento ha consentito di costruire un laboratorio articolato e inclusivo, nel quale i bambini hanno potuto sperimentare la musica attraverso il gioco, l'ascolto e la partecipazione diretta. Dal Battito al Podcast tra musica e movimento Il cuore del progetto ha coinvolto i bambini di cinque anni in attività musicali ed espressive sviluppate sia negli spazi interni sia nelle aree esterne delle scuole. I laboratori hanno alternato canto, psicomotricità e giochi sonori. Il corpo è diventato il primo strumento musicale. Il ritmo ha guidato movimento, ascolto e relazione. Durante le attività sono entrati in scena strumenti differenti. Lo strumentario Orff, l'ukulele e il flauto traverso hanno accompagnato le esplorazioni sonore dei bambini. Anche materiali di recupero hanno trovato spazio nei laboratori, stimolando curiosità e creatività. L'obiettivo non era la performance musicale. Il percorso puntava soprattutto a sviluppare ascolto, consapevolezza corporea ed espressione emotiva. L'approccio laboratoriale ha favorito la collaborazione tra i piccoli partecipanti. Ogni esperienza nasceva dall'interazione con il gruppo. I bambini sperimentavano il suono insieme, imparando a condividere tempi, silenzi e attenzione reciproca. Podcast e voce al centro dell'esperienza educativa La seconda fase di Dal Battito al Podcast ha introdotto il linguaggio della comunicazione sonora. Grazie all'utilizzo di microfoni, cuffie e software dedicati, i bambini hanno registrato racconti, riflessioni e impressioni nate durante i laboratori. Il podcast non è stato pensato come semplice prodotto finale. È diventato invece uno strumento educativo vero e proprio. Attraverso l'ascolto della propria voce, i bambini hanno imparato a raccontarsi e a confrontarsi con gli altri. Le registrazioni hanno dato forma ai loro pensieri e alle emozioni vissute durante il percorso. La verbalizzazione delle esperienze ha rafforzato competenze comunicative e relazionali. La voce ha assunto un valore identitario. Parlare, ascoltare e condividere sono diventati momenti centrali dell'attività educativa. La rete tra scuola, territorio e cultura Uno degli elementi più significativi del progetto riguarda la collaborazione con le realtà del territorio. La Scuola Civica di Musica di Sinnai ha guidato i laboratori musicali ed espressivi, mentre Unica Radio ha seguito il percorso dedicato alla produzione e diffusione dei podcast. La sinergia tra scuola, università e realtà culturali locali ha permesso di ampliare l'esperienza educativa. I bambini hanno potuto entrare in contatto con strumenti professionali e nuove modalità di comunicazione. Anche gli insegnanti hanno sperimentato pratiche interdisciplinari orientate alla ricerca e all'innovazione didattica. Il progetto ha rappresentato inoltre un'occasione di crescita professionale per il personale scolastico. L'osservazione, la documentazione e il lavoro cooperativo hanno rafforzato il senso di comunità educativa aperta e partecipativa. Dal Battito al Podcast guarda già al futuro L'esperienza non si fermerà con la conclusione dell'anno scolastico. Per il prossimo settembre la scuola sta già organizzando un incontro di disseminazione rivolto al territorio e al mondo della formazione. Sarà un momento dedicato alla condivisione delle pratiche sviluppate e dei materiali realizzati durante il percorso. L'obiettivo resta chiaro: valorizzare il ruolo dei linguaggi artistici e digitali nella scuola dell'infanzia. Dal Battito al Podcast dimostra infatti come anche i più piccoli possano diventare protagonisti attivi di percorsi creativi e narrativi. La musica, in questo caso, non accompagna soltanto l'apprendimento. Diventa uno spazio di ascolto, relazione e costruzione collettiva di significati.
Trump torna a parlare di brogli, ma torna anche Epstein
Espressioni come "c'ho fame!" o "Vieni qui che ti dico una cosa" sono comunissime nell'italiano parlato, ma difficilmente le troverai in un manuale di grammatica. In questo articolo analizziamo due fenomeni tipici dell'italiano parlato e informale — il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE — per aiutarti a riconoscerli e capirli nel contesto reale. CHE POLIVALENTE e CI ATTUALIZZANTE: L'Italiano Informale Parte 1 — Il CI ATTUALIZZANTE: "C'Ho Fame!" Forme come "c'ho fame", "c'ho sonno", "c'ho fretta" o "non c'ho voglia" sono molto frequenti nell'italiano parlato. Il dubbio che sorge spontaneo è: "Ma quel 'ci' cosa sta facendo lì?". Vale la pena capirlo. Cos'è il CI ATTUALIZZANTE? In italiano standard, il verbo "avere" non ha bisogno di nessun "ci": "Ho fame." "Ha il biglietto." "Non ho voglia di studiare." Ma nell'italiano parlato e informale, moltissimi italiani — una tendenza diffusa soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, ma presente in tutta la penisola — aggiungono un "ci" davanti al verbo "avere". Questo "ci", chiamato appunto CI ATTUALIZZANTE, non aggiunge nessun significato nuovo: serve solo a rendere la frase più enfatica, più immediata, più viva. Italiano standardCon CI ATTUALIZZANTE"Ho fame.""C'ho fame!""Ha il biglietto.""C'ha il biglietto.""Non ho voglia.""Non c'ho voglia!""Non ho più 18 anni.""Non c'ho più 18 anni!" La versione con il "ci" suona più spontanea, più espressiva: il CI ATTUALIZZANTE aggiunge una piccola carica emotiva alla frase, rendendola più vivace nel parlato. Come Si Forma il CI ATTUALIZZANTE? La formazione è semplicissima: si aggiunge "ci" davanti alle forme del verbo "avere". Nella pronuncia parlata, "ci" e "ho/ha/hanno" si fondono insieme: PersonaForma con CI ATTUALIZZANTEEquivalente standardIoc'hohoTuc'haihaiLui / Leic'hahaLoroc'hannohanno Attenzione: questa forma si usa soprattutto con le persone singolari e la terza persona plurale. Con "noi" e "voi" nel parlato si tende ad evitarla. Esempi Pratici del CI ATTUALIZZANTE "C'ho una fame incredibile!" "Marco, c'hai cinque euro? Ho dimenticato il portafoglio." "Mia nonna dice sempre che non c'ha più l'età per certe cose." "Quei due c'hanno qualcosa — si vede chiaramente!" È Corretto o Scorretto? Il CI ATTUALIZZANTE è considerato sub-standard, cioè non è accettato nella grammatica ufficiale dell'italiano. Non lo troverai in testi scritti formali, giornali o documenti ufficiali. È importante però distinguere tra scorretto e raro: questa forma è comunissima nel parlato informale di moltissimi italiani. Ascoltando conversazioni quotidiane, film o serie TV, la sentirai continuamente. Riconoscerla è quindi fondamentale, anche se puoi scegliere di non usarla. Parte 2 — Il CHE POLIVALENTE Il CHE POLIVALENTE è uno degli elementi più caratteristici dell'italiano parlato. Gli italiani lo usano al posto di diverse congiunzioni e pronomi perché è breve, immediato e versatile. Vediamo i casi principali. 1. CHE POLIVALENTE al Posto di "Perché" o "Così" — Il "Che" Finale Questo è forse il caso più comune. In italiano informale, il CHE POLIVALENTE si usa alla fine di un'esortazione o di un'affermazione per spiegarne il motivo, esattamente come "perché" o "così": Con CHE POLIVALENTESignificato equivalente"Sbrigati, che è tardi!"Sbrigati, perché è tardi!"Vieni qui che ti dico una cosa."Vieni qui, così ti dico una cosa."Mettiti la giacca che fuori fa freddo."Mettiti la giacca perché fuori fa freddo."Abbassa la voce che c'è gente che dorme."Abbassa la voce perché c'è gente che dorme."Mangia che si raffredda!"Mangia prima che si raffreddi! Questa costruzione è tipica del parlato quotidiano: è diretta e immediata. Gli italiani la usano frequentemente per dare istruzioni, consigli o inviti, specialmente in contesti familiari e informali. 2. CHE POLIVALENTE Consecutivo — Quando il "Così" è Sottinteso Un altro uso tipico è quello in cui il CHE POLIVALENTE introduce la conseguenza di qualcosa — una situazione così intensa da produrre un risultato. Nei primi due esempi il "così" è esplicito; negli ultimi due è sottinteso — ed è qui che il fenomeno diventa davvero informale: TipoEsempio"così" esplicito"Era così stanca che non si reggeva in piedi.""così" esplicito"Ridevo così tanto che mi faceva male la pancia.""così" sottinteso"Fa un freddo che non si riesce nemmeno a uscire!""così" sottinteso"C'era una fila che non finiva mai." Negli ultimi due esempi il "così" iniziale è completamente sottinteso: si passa direttamente alla conseguenza, rendendo la frase più espressiva e immediata. È una caratteristica tipica dell'italiano parlato, che tende a comprimere la struttura sintattica a favore dell'efficacia comunicativa. 3. CHE POLIVALENTE al Posto di "In Cui" — Il "Che" Relativo Informale Nella grammatica ufficiale, per indicare il tempo o il luogo si dovrebbe usare "in cui": "L'anno in cui mi sono laureata è stato bellissimo." "Il giorno in cui ci siamo conosciuti era d'estate." Ma nell'italiano parlato, quasi nessuno dice "in cui" — si usa direttamente il CHE POLIVALENTE: Con CHE POLIVALENTEForma grammaticale standard"L'anno che mi sono laureata è stato bellissimo."L'anno in cui mi sono laureata…"Il giorno che ci siamo conosciuti ero nervosissima."Il giorno in cui ci siamo conosciuti…"La settimana che siamo stati a Roma è volata!"La settimana in cui siamo stati a Roma…"Quella volta che mi sono persa a Milano… non ne parliamo!"Quella volta in cui mi sono persa… Anche questo uso è tecnicamente scorretto nella grammatica formale, ma è universalmente diffuso nel parlato italiano. L'uso di "in cui" in una conversazione informale tende a suonare più formale del necessario: il CHE POLIVALENTE rimane la scelta più naturale e spontanea. Riepilogo: CI ATTUALIZZANTE e CHE POLIVALENTE a Confronto FenomenoFunzioneEsempioRegistroCI ATTUALIZZANTE"ci" davanti ad "avere" per enfasi"C'ho fame! / C'hai ragione."Informale / Sub-standardCHE POLIVALENTE finaleAl posto di "perché" / "così""Vieni qui che ti dico una cosa."Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE consecutivoIntroduce una conseguenza (così sottinteso)"Fa un freddo che non si esce!"Informale / ParlatoCHE POLIVALENTE relativoAl posto di "in cui" per tempo/luogo"Il giorno che ci siamo conosciuti…"Informale / Parlato Domande Frequenti Posso Usare il CI ATTUALIZZANTE e il CHE POLIVALENTE Quando Parlo Italiano? Puoi farlo nelle conversazioni informali con amici, colleghi o nelle situazioni quotidiane. Evita queste forme in contesti formali — colloqui di lavoro, esami, documenti scritti — dove è preferibile usare l'italiano standard. Il CI ATTUALIZZANTE si Usa in Tutta Italia? È particolarmente diffuso nel Centro e nel Sud Italia, ma si sente anche al Nord, soprattutto nelle conversazioni più spontanee e informali. È comunque un fenomeno pan-italiano del parlato. Il CHE POLIVALENTE ha Sempre lo Stesso Significato? No! Il CHE POLIVALENTE è "polivalente" proprio perché assume significati diversi a seconda del contesto: può significare "perché", "così", "in cui" o introdurre una conseguenza. Il significato si capisce dal contesto della frase. Questi Fenomeni si Trovano Anche Nello Scritto? Il CI ATTUALIZZANTE è quasi esclusivamente orale — rarissimo anche nello scritto informale. Il CHE POLIVALENTE invece può apparire nei messaggi di testo, nelle chat e nei social media, specialmente nelle sue forme finale e relativa, perché rispecchiano il ritmo del parlato. Pronto a scoprire un'altra delle costruzioni più particolari dell'italiano? Leggi l'articolo dedicato al dativo etico. I verbi pronominali ti creano confusione e tanti dubbi? Trasforma i dubbi in sicurezza con il nostro corso esclusivo: “Da «Non ce la faccio più» a «Ora me la cavo»: i verbi pronominali in 30 giorni.” In modo divertente, con lezioni brevi ed esercizi mirati, in un mese imparerai a usarli con naturalezza. { "@context": "https://schema.org", "@type": "Quiz", "name": "Test sul CI Attualizzante e CHE Polivalente", "description": "Quiz interattivo sui fenomeni tipici dell'italiano parlato informale: il CI attualizzante con il verbo avere e i diversi usi del CHE polivalente.", "educationalLevel": "Intermedio B1-B2", "learningResourceType": "Quiz", "inLanguage": "it", "hasPart": [ { "@type": "Question", "name": "Quale verbo accompagna sempre il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "avere" } }, { "@type": "Question", "name": "In quale registro si usa il CI attualizzante?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Informale parlato" } }, { "@type": "Question", "name": "Cosa significa 'che' in: 'Sbrigati, che è tardi!'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "perché" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante aggiunge un nuovo significato alla frase.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale forma standard corrisponde a 'l'anno che mi sono laureata'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "l'anno in cui mi sono laureata" } }, { "@type": "Question", "name": "In 'Fa un freddo che non si riesce a uscire', il CHE introduce una...", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "conseguenza" } }, { "@type": "Question", "name": "Il CI attualizzante si usa comunemente con 'noi' e 'voi'.", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Falso" } }, { "@type": "Question", "name": "Perché il CHE si chiama 'polivalente'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Perché assume significati diversi a seconda del contesto" } }, { "@type": "Question", "name": "Quale frase usa correttamente il CHE polivalente al posto di 'in cui'?", "acceptedAnswer": { "@type": "Answer", "text": "Il giorno che ci siamo incontrati era d'estate." } }, ...
Il tuo corpo sta raccontando una storia che non vuoi? Impara le 3 accortezze basiche per trasformare i tuoi segnali non verbali in consapevolezza e migliora ogni tua interazione. Ascolta l'Episodio 639 e scopri come comunicare al meglio... senza parlare.Clicca qui per approfondire con il POST (link attivo dalle 5:00 AM del 01/06/26) https://psinel.com/comunicare-al-meglio-senza-parlare/Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUSInstagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/Credits (traccia audio): https://www.bensound.comMusic by Maksym Malko from Pixabay
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Italiano per Stranieri con Marco | Il Podcast di Italiano Avanzato | Advanced Italian Podcast
In questo episodio Marco racconta un viaggio in Toscana con la famiglia tra Montepulciano, San Gimignano e il mare.La storia serve per introdurre le parole italiane che usiamo per parlare del tempo come fa, scorso, prossimo e successivo.Marco spiega quando e come usare queste espressioni senza fare confusione.italiano per Stranieri con Marco è il blog di riferimento per gli studenti d'italiano di livello intermedio che vogliono raggiungere il livello avanzatoVuoi prendere lezioni private d'italiano online? Contattami su Italki cliccando su QUESTO LINK. Sto accettando nuovi studenti!Se ti piace il podcast e vuoi supportare il mio progetto e aiutare altre persone a migliorare il loro italiano, puoi farlo mandando una donazione QUI.Ti piacerebbe ascoltare un podcast su un certo argomento? Scrivimi su marcopolla1955@gmail.com.Un saluto, Marco
Dal mondo del “body building”, l'impiego dei peptidi si sta diffondendo sempre di più tra chi promette soluzioni per la longevità e lo star bene in generale. Il settore è poco regolamentato, si trovano in vendita prodotti non sempre affidabili e ci sono rischi per la salute. Meglio conoscerli per tempo. Ci occupiamo poi della balzana idea di costruire con le esplosioni atomiche e torniamo a occuparci degli ippopotami di Pablo Escobar. Il link per abbonarti al Post e ascoltare la puntata per intero. Leggi anche:– L'autorità di controllo sui farmaci indagherà sulle cliniche britanniche che utilizzano peptidi per le affermazioni relative alla salute – Cosa rivela la mania dei peptidi sul rapporto degli statunitensi con il rischio – Come un laboratorio croato ha generato un peptide di cui si parla molto, ora popolare tra i professionisti del settore – Perché le persone si iniettano peptidi? – Aggirare lo Stretto di Hormuz con esplosivi nucleari? Gli Stati Uniti studiarono questa opzione negli anni '60 – Il megaprogetto più folle di cui non avete mai sentito parlare – La Colombia autorizza l'uso dell'eutanasia per fermare la diffusione degli ippopotami di Pablo Escobar Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Lo sponsor di questo episodio è Shopify! Prova adesso Shopify per 1 euro al mese: www.shopify.it/mitologia Aspettare qualcuno che probabilmente non tornerà mai. Continuare a fare il proprio lavoro come se tornasse. Parlare di lui con rispetto, quasi con reverenza, anche quando tutti lo danno per morto. C'è qualcosa di straordinariamente moderno in questa figura, un uomo ai margini del potere che tiene in piedi, da solo e in silenzio, un pezzo di mondo che sta andando in pezzi. Il canto XIV dell'Odissea è il canto dei fedeli senza speranza .-.-. Vuoi saperne di più sull'episodio? Vai qui e leggi gli approfondimenti: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/news .-.-. Per avere informazioni su come puoi supportare questo podcast vai qui: https://it.tipeee.com/mitologia-le-meravigliose-storie-del-mondo-antico/ Se ti va di dare un'occhiata al libro “Il Re degli Dei”, ecco qui un link (affiliato: a te non costa nulla a me dà un piccolissimo aiuto): https://amzn.to/3Q50uFR Se ti va di dare un'occhiata al libro “Eracle, la via dell'eroe”, ecco qui un link: https://amzn.to/46dAFYZ Altri link affiliati: Lista dei libri che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3Q3ZYI9 Lista dei film che consiglio (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/3DoqTa7 Lista hardware che consiglio per chi è curioso del mondo per podcast (lista in continuo aggiornamento): https://amzn.to/44TYKTW Uso plugin audio da questa Software House: Waves. Se vuoi dare un'occhiata, anche questo è un link affiliato: https://www.waves.com/r/1196474 Ami musiche rilassanti e i suoni della natura? Iscriviti a questo meraviglioso canale https://www.youtube.com/channel/UCbRZLgwT37437fYK4YYKhXQ?sub_confirmation=1 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Parlare con qualcuno che abbiamo perso è già possibile: si chiama Grief Technology. con foto, video e registrazioni vocali, l'AI ricrea voce, espressioni e il tono di voce di una persona che abbiamo perso. Un mercato da 30 miliardi di dollari e tante domande ancora senza risposta sul lutto, sul consenso, sull'identità digitale delle persone defunte. Mia Ceran ce ne parla nel primo episodio di Specchio Giallo. Ascolta NowWhat? il podcast di Mia Ceran: https://bit.ly/3Q1rdFc 00:00 Cos'è la tecnologia del lutto digitale 01:01 Come funziona la Grief Technology 04:08 Deepfake e truffe: i rischi delle voci sintetiche 05:58 Il caso Robin Williams 06:38 L'impatto psicologico Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nuove regole contro il lavoro povero e un Piano casa da 100mila alloggi in due anni. Sono le due misure economiche che la premier Giorgia Meloni ha annunciato per il primo maggio, in occasione dell'informativa alla Camera sull'azione del Governo e sull'ultimo anno della legislatura. E poi in Senato. Il commento è affidato a Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.Inti Ligabue «La normalità entro 6-18 mesi. Ma l'inflazione è già lì: ci raggiungerà presto»Il ritorno alla normalità nel Golfo? «Ci vorranno tra i sei e i 18 mesi». In compenso, gli aumenti pesanti dei prezzi nell'area stanno scattando proprio in parallelo alla tregua e arriveranno anche in Europa. Parla Inti Ligabue, presidente e amministratore delegato dell'omonimo gruppo veneziano attivo nel catering e nei servizi di ospitalità nei settori navale (sia crocieristico che merci) e industriale, inteso come i servizi ai settori minerario e dell'energia, con attività in 14 Paesi e ottomila dipendenti. Facciamo il punto con Inti Ligabue, CEO Ligabue Group.Ue: «Nessun rischio immediato su forniture di gas ma effetti a lungo termine»L'Unione europea non registra rischi immediati di sicurezza dell'approvvigionamento di gas, ma sono prevedibili conseguenze a lungo termine. È quanto emerso dalla riunione del gruppo di coordinamento sul gas che si è tenuta a Bruxelles questa mattina. All'incontro, a quanto si apprende, è stata ribadita la necessità di iniziare a preparare le scorte per l'inverno. Le infrastrutture dell'Ue sono pronte a riempire le riserve almeno all'80% entro il primo novembre. Ai governi è stato ribadito l'invito a evitare la corsa di fine estate e avviare invece i lavori per l'immissione anticipata di gas nelle riserve. Per attivare la sospensione del Patto di stabilità e crescita è indispensabile che si verifichi «una grave recessione economica nell'eurozona o nell'Unione europea. Attualmente non ci troviamo in questo scenario». Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis in audizione alla commissione Affari monetari del Parlamento europeo. Una risposta indiretta, a distanza, a quanto affermato da Giorgia Meloni nel suo intervento in Parlamento. Secondo il commissario, il potenziale impatto economico scaturito dalla crisi in Medio Oriente porterà a «un rallentamento economico ma non una recessione». Dombrovskis ha comunque rassicurato che l'Europa continuerà «a monitorare la situazione». A causa della situazione in Medio Oriente, l'economia europea «rimane a rischio di uno shock stagflazionistico», caratterizzato da crescita lenta e inflazione elevata ha poi chiarito Dombrovskis. Il cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Usa e Iran «porta una riduzione delle tensioni di cui si sentiva il bisogno, che si riflette anche nei mercati energetici, con il greggio Brent che ora scambia al di sotto dei cento dollari al barile. Tuttavia, le prospettive a lungo termine restano offuscate da una profonda incertezza», sottolinea il commissario. Interviene Adriana Cerretelli, editorialista Sole 24 Ore Bruxelles.
È uscito il 27 marzo 2026 “Cielo e sfacelo”, il terzo album de L'Albero, nome d'arte di Andrea Mastropietro, un album che prende ispirazione anche "dalla psichedelia straniera in lingua italiana degli anni 70".
Qui sotto trovi i biglietti per vedere One More Time a TEATRO https://www.ticketone.it/artist/luca-casadei/ Qui sotto puoi ascoltare le puntate integrali di FUORI DAL BUIO https://open.spotify.com/show/5L5v3AKzqbRVNZ9iqwDn55?si=5f252edc6a594c60 Oggi faremo un viaggio con Andrea Zorretta, conosciuto al pubblico come Andrew Faber. Andrea scrive poesie che parlano di emozioni intime e umane, di empatia e di sensibilità, della bellezza delle piccole cose e dei gesti quotidiani. In questo episodio, Andrea ci racconterà cosa significhi essere un PAS, una Persona Altamente Sensibile. Ci racconterà la vita di chi è diventato grande troppo presto, di chi si è spesso sentito fuori posto, il rapporto complicato e fortissimo con i suoi genitori, di come l’eccesso di amore possa ferire quanto l’assenza di esso. Ci parlerà del ruolo che la terapia ha avuto nell’imparare a gestire la propria sensibilità. Il dream team di One More Time è composto da: Samar Abdel Basset, Davide Tessari, Alice Gagliardi, Katia Cresevich, Maria Noemi Grandi, Gloria Giovanditti, Marco Caddia, Emma Marsan. Questo episodio contiene l’inserimento di prodotti e servizi a fini commerciali.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Sai qual è il problema della maggior parte dei corsi di comunicazione?Ti insegnano a parlare meglio… ma quasi mai ti insegnano a gestire te stesso mentre parli. E così puoi diventare bravissimo con le parole… ma continuare a non farti capire davvero.Nella puntata 630 andiamo dritti al punto: comunicare non è (solo) una questione di tecniche, ma di relazione. E soprattutto di regolazione.Clicca qui per approfondire (link attivo dalle 5:00 am del 30/03/26) https://psinel.com/comunicare-bene-non-significa-solo-parlare-bene/Vuoi Imparare a Meditare? Scarica Gratis Clarity: https://clarityapp.it/Iscriviti alla Newsletter https://psinel.com/re-iscrizione-alla-newsletter/Se ti piace il podcast adorerai il mio Nuovo libro: “Restare in piedi in mezzo alle Onde - Manuale di gestione delle emozioni”... https://amzn.eu/d/1grjAUSInstagram: https://www.instagram.com/gennaro_romagnoli/I NOSTRI PERCORSI ONLINE: https://psinel.com/corsi-online/Credits (traccia audio): https://www.bensound.comMusic by Maksym Malko from Pixabay
Nuova puntata dell'appuntamento domenicale di «Giorno per giorno»: le repliche dell'editorialista alle domande e osservazioni che avete mandato via WhatsApp al 345 6125226Gas, i timori per la super inflazione e la crescita: perché con la nuova guerra l'Europa paga pegno (e non gli Usa)La crisi energetica porterà alla recessione? Perché i segnali oggi sono così negativi (spiegato da un non catastrofista)La professoressa accoltellata, le sue prime parole: «Non provo rancore. Stiamo accanto al ragazzo che mi ha colpito, forse senza nemmeno sapere perché»
Parlare è fondamentale per avere un italiano naturale e fluente! Fare lezioni 1:1, partecipare a un viaggio studio in Italia con me, chiacchierare con madrelingua su italki, sono tutti modi per scoprire parole e modi di dire diversi e vivere la lingua italiana pienamente. Vuoi provare italki? Clicca i link qui sotto!Web: https://go.italki.com/timezone2603App: https://go.italki.com/timezone2603app
Puntata a cura di Untimoteo.Parlare di Frank Miller oggi significa evocare un autore che ha letteralmente piegato il linguaggio del fumetto alle sue necessità artistiche. Miller è il punto di rottura, lo spartiacque definitivo. Prima di lui, il fumetto americano era prevalentemente una narrazione di eroi; con lui, diventa un'indagine spietata su questo archetipo e sulla sua caduta.Questo autore di comic book, probabilmente il più controverso di sempre, ha assorbito il caos del suo tempo — la violenza urbana, il nichilismo della Guerra Fredda, il pessimismo post Vietnam, la rabbia verso le istituzioni — restituendolo attraverso un montaggio cinematografico e un segno grafico che comunica più delle parole stesse.Ronin, pubblicata tra il 1983 e il 1984, rappresenta il momento esatto in cui Miller decide di innescare un terremoto creativo. Un'opera che non somigliava a nulla di visto prima sul mercato americano.“Fumetto” è il formato del podcast di Mondoserie dedicato al mondo dei fumetti. Dai grandi classici alle opere più recenti. Italiani, orientali, occidentali.Parte del progetto: https://www.mondoserie.it/ Iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita o su: https://www.spreaker.com/show/mondoserie-podcast Collegati a MONDOSERIE sui social:https://www.facebook.com/mondoserie https://www.instagram.com/mondoserie.it/ https://www.youtube.com/channel/UCwXpMjWOcPbFwdit0QJNnXQ https://www.linkedin.com/in/mondoserie/
Vuoi parlare italiano in modo fluido e naturale? Allora devi smettere di tradurre nella tua testa dalla tua lingua madre all'italiano e iniziare a pensare direttamente in italiano. In questo articolo scoprirai perché tradurre è un problema e come cambiare questa abitudine con strategie pratiche. Come Smettere di Tradurre e Iniziare a Pensare in Italiano Il Rallentamento della Comunicazione Pensaci un attimo. Se sei come la maggior parte degli studenti, probabilmente fai così: vuoi dire qualcosa, hai un'idea nella tua lingua, la traduci in italiano, cerchi la grammatica giusta, cerchi il vocabolario corretto, magari anche la pronuncia e poi finalmente parli. Questo processo mentale crea un passaggio inutile, un ostacolo tra te e la comunicazione spontanea. Il primo grande problema della traduzione mentale è che ti rallenta enormemente. Stai creando un passaggio extra, un ostacolo tra te e la comunicazione. Dovresti essere in grado di parlare istantaneamente, senza pensare alla parte meccanica della lingua. Devi eliminare quel passaggio extra perché non è naturale. Pensaci: tu non fai questo nella tua lingua madre! Quando parli la tua lingua, non pensi nemmeno alla lingua stessa. Le parole fluiscono automaticamente, senza sforzo conscio. Perché dovrebbe essere diverso con l'italiano? L'Incompatibilità tra le Lingue C'è un altro problema fondamentale: la grammatica di alcune lingue è completamente diversa dalla grammatica italiana. Alcune parole in altre lingue non hanno una traduzione diretta in italiano. Quindi sì, tradurre ti rallenta, ma in alcuni casi potrebbe non essere nemmeno possibile tradurre correttamente. Il risultato potrebbe essere totalmente sbagliato, portandoti a costruire frasi innaturali o incomprensibili per un madrelingua. Quindi, dimentica la traduzione. Devi pensare direttamente in italiano, senza preoccuparti della meccanica della lingua. Come Pensare Direttamente in Italiano Adesso parliamo di come puoi farlo concretamente. Come si pensa direttamente in italiano? Come si rende l'italiano qualcosa di naturale, di comodo, qualcosa a cui non devi pensare? Il Principio del "Fingi Finché Non Diventa Realtà" In italiano c'è un'espressione che si usa spesso: "fingi finché non diventa realtà" (in inglese dicono "fake it till you make it"). Significa: fai finta di saper fare qualcosa, e alla fine, dopo averlo fatto tante volte, ce l'avrai fatta davvero. Quello che devi fare è questo: fingi di essere madrelingua italiano. Fai finta di essere italiano. Questo cambio di mentalità è fondamentale per il tuo progresso linguistico. Perché la Lingua Madre è Così Naturale? Perché la tua lingua madre è così naturale per te? Perché tutto il tuo mondo, quando sei cresciuto, era in quella lingua. Tutto il tuo ambiente era nella tua lingua madre. Eri completamente immerso in essa fin dalla nascita. Quando impari una seconda lingua, come l'italiano, improvvisamente l'ambiente è diverso. I tuoi genitori probabilmente non parlano italiano, i tuoi amici probabilmente non parlano italiano, tu fai ancora molte cose nella tua lingua madre. Ma se fingi di essere madrelingua italiano, e vivi la tua vita come farebbe un italiano, tutto cambia. Circondati dell'Italiano Pensa a cosa farebbe un italiano la mattina quando si sveglia. Questo esercizio mentale ti aiuterà a capire come immergere completamente la tua vita nella lingua italiana. La Routine Mattutina di un Italiano Un vero italiano: Si sveglia, spegne la sveglia e prende il telefono: il telefono è in italiano. Metti il tuo telefono in italiano! Questo semplice cambiamento ti esporrà a centinaia di parole italiane ogni giorno, dalle notifiche alle impostazioni. Si prepara, magari guarda un video su YouTube mentre si lava i denti: il video è in italiano. Guarda video in italiano per italiani! Puoi scegliere contenuti che ti interessano, rendendo l'apprendimento piacevole e naturale. Accende la radio mentre prepara la colazione: la radio è in italiano. Ascolta podcast o radio in italiano! L'ascolto passivo durante le attività quotidiane è incredibilmente efficace per abituare l'orecchio ai suoni della lingua. Tutto nella sua vita è in italiano, perché è la sua lingua madre. E siccome è circondato dalla lingua, siccome è immerso nella lingua, l'italiano per lui è naturale. Non deve pensarci. Parla e basta. La Chiave della Fluenza Questa è la chiave per diventare fluente: fare della lingua una parte di te, della tua vita. L'immersione totale trasforma l'apprendimento da uno sforzo conscio a un processo naturale e automatico. Se non fai questo, l'italiano sarà sempre solo una materia scolastica. Sarà sempre qualcosa che devi studiare, a cui devi pensare. Non sarà mai parte di te, non diventerà mai un'estensione naturale del tuo pensiero. Il Problema del Sistema Scolastico Sai qual è un grande problema? Il sistema scolastico tradizionale. A scuola, probabilmente hai imparato l'italiano in modo molto poco naturale. Probabilmente dividevi la giornata in "un'ora di italiano": ti sedevi, leggevi un libro di testo, facevi degli esercizi per quell'ora. E poi, finita la lezione, tornavi alla tua lingua madre. Il Problema della Compartimentalizzazione Questo metodo di compartimentalizzare l'italiano, di isolarlo in un blocco separato della giornata, non ti aiuterà a diventare fluente. Perché non permette alla lingua di entrare in tutta la tua vita. La lingua rimane confinata in uno spazio mentale limitato, separato dalla tua esistenza quotidiana. Se vuoi davvero diventare fluente, devi permettere all'italiano di invadere la tua vita, di essere parte di tutto quello che fai, il più possibile. Ovviamente, alcune cose puoi farle solo nella tua lingua madre. Ma il punto è: devi fingere di essere madrelingua e massimizzare l'esposizione all'italiano. Esempi Pratici per Integrare l'Italiano nella Vita Quotidiana Diciamo che ti piace cucinare, domandati: "In che lingua leggo le ricette? Nella mia lingua madre?". Ecco un cambiamento semplice: Leggile in italiano! Stai cucinando, stai facendo qualcosa che ami, e allo stesso tempo stai migliorando il tuo italiano. È un modo efficacissimo per combinare passione e apprendimento. "Prendere Due Piccioni con Una Fava" In italiano diciamo: "prendere due piccioni con una fava". Fai due cose contemporaneamente e ottieni il doppio dei benefici nella metà del tempo. Questa espressione idiomatica rappresenta perfettamente l'approccio che dovresti adottare. Non si tratta di creare tempo extra. Non si tratta di trovare ore in più nella giornata. Si tratta di usare il tempo che hai già e sostituire alcune cose che fai nella tua lingua madre con cose in italiano. Attività Quotidiane da Fare in Italiano Ecco altri esempi pratici che puoi implementare immediatamente: Sei sull'autobus e scorri le notizie sul telefono? Leggi le notizie in italiano! Esistono numerosi siti di notizie italiani facilmente accessibili online. Ti piace ascoltare podcast? Ascolta podcast in italiano! Ci sono podcast per tutti i livelli e su qualsiasi argomento immaginabile. Scrivi una lista delle cose da fare prima di andare a dormire? Scrivila in italiano! È un esercizio semplice ma efficace per praticare il vocabolario quotidiano. Hai un'agenda dove segni gli appuntamenti? Scrivili in italiano! Ogni piccola nota diventa un'opportunità di pratica. Tabella Riassuntiva: Sostituzioni Quotidiane Attività nella Lingua MadreSostituzione in ItalianoBeneficioLeggere notizie onlineLeggere giornali italiani (Repubblica, Corriere)Vocabolario attuale e formaleAscoltare musicaAscoltare cantanti italianiPronuncia e espressioni colloquialiGuardare serie TVGuardare serie italiane o doppiateComprensione orale e slangScrivere liste e noteScrivere tutto in italianoPratica di scrittura quotidianaUsare i social mediaSeguire account italianiLinguaggio informale e modi di direLeggere ricetteCercare ricette su siti italianiVocabolario culinario specificoImpostazioni del telefonoCambiare lingua in italianoEsposizione costante e passiva Devi Anche Parlare Una volta che hai permesso all'italiano di entrare nella tua vita, devi anche parlare. È fantastico circondarti della lingua, ma devi anche praticare la produzione orale. L'ascolto e la lettura sono fondamentali, ma senza la pratica attiva del parlato, la fluenza rimarrà incompleta. Parlare con Se Stessi Se non hai nessuno con cui parlare, puoi parlare con te stesso. Descrivi quello che stai facendo, pensa ad alta voce in italiano. Questo esercizio può sembrare strano all'inizio, ma è incredibilmente efficace per sviluppare l'automatismo nel parlato. Puoi commentare le tue azioni quotidiane: "Adesso preparo il caffè", "Devo andare a fare la spesa", "Oggi fa molto caldo". Questi semplici monologhi interiori allenano il tuo cervello a formulare pensieri direttamente in italiano. Risorse Online per la Pratica Ci sono anche tantissime risorse online per trovare persone con cui praticare. App di scambio linguistico, comunità online, tutor virtuali: le possibilità sono infinite. L'importante è trovare opportunità regolari di conversazione reale. Quanto Tempo Ci Vuole? Adesso, quando fai di questo un'abitudine — e attenzione: non farlo per una settimana, non farlo per due settimane, devi farlo per uno, due, tre, quattro mesi per vedere davvero una differenza — ma se lo fai, se permetti all'italiano di entrare nella tua vita, parlare diventerà molto più naturale. La Costanza è la Chiave La costanza è fondamentale. Non si tratta di fare grandi sforzi sporadici, ma di piccoli cambiamenti costanti nel tempo. È meglio fare 15 minuti al giorno che 3 ore una volta alla settimana.
Con questo articolo, scoprirete 3 libri italiani che vi consiglio assolutamente di leggere quest'anno. Sono tre romanzi molto diversi tra loro, ma tutti e tre vi aiuteranno a migliorare il vostro italiano e vi faranno scoprire aspetti importanti della cultura e della mentalità italiana. C'è anche il mio preferito, e capirete perché... Cosa leggere in italiano? Ti suggerisco 3 libri! PRIMO LIBRO: "Il giorno in più" di Fabio Volo Il primo libro che voglio consigliarvi è perfetto se cercate una lettura facile, scorrevole e piacevole. Si tratta di "Il giorno in più" di Fabio Volo, pubblicato nel 2007. Chi è Fabio Volo? Prima di parlarvi del libro, lasciatemi presentare l'autore! Fabio Volo è uno degli scrittori italiani più popolari degli ultimi vent'anni. Ma non è solo uno scrittore: è anche attore, conduttore radiofonico e televisivo, e una vera e propria personalità del mondo dello spettacolo italiano. I suoi libri hanno venduto milioni di copie e sono amati soprattutto dai giovani adulti, ma in realtà piacciono a persone di tutte le età! Di cosa parla "Il giorno in più"? Giacomo, uomo sulla trentina, trascorre una vita normale, per certi versi sin troppo. Vive e lavora in Italia, la sua esistenza è scandita dalla routine di tutti i giorni. L'unico motivo di trepidazione per Giacomo è la visione quotidiana di una donna sul tram che lo porta al lavoro. I due non si parlano mai, ma allo stesso tempo sono complici. Si scambiano sguardi furtivi e sorrisi appena accennati. Dopo molti giorni scanditi da questi momenti di reciproca silenziosa attenzione, Michela, questo il nome della donna misteriosa, si presenta a Giacomo, scambia con lui due chiacchiere e gli comunica che ha deciso di trasferirsi a New York per lavoro. Per Giacomo è un duro colpo, visto che si trova privato di quell'unico piccolo piacere di ogni giorno. Dopo un periodo di dubbi, il protagonista riesce a risalire all'indirizzo dell'ufficio di Michela e decide di partire per New York. Lì incontra la donna e inizia un'appassionante storia d'amore, fatta di intensi momenti e profonda attrazione. Perché vi consiglio questo libro? Innanzitutto, la lingua di Fabio Volo è estremamente colloquiale e moderna. Leggendo i suoi libri, avrete l'impressione di ascoltare un amico che vi racconta una storia al bar. Questo significa che imparerete tantissime espressioni che gli italiani usano davvero nella vita di tutti i giorni! Per esempio, troverete frasi come: "Mi sono fatto un sacco di domande" "Non ci sto capendo niente" "Ho bisogno di staccare la spina" Tutte espressioni perfette per arricchire il vostro italiano parlato. In secondo luogo, i temi trattati sono universali: tutti noi, prima o poi, ci facciamo domande sul senso della vita, sull'amore, sul lavoro, sulla felicità. Leggendo questo libro, non solo migliorerete il vostro italiano, ma probabilmente vi riconoscerete in molte delle riflessioni del protagonista! Curiosità culturale Fabio Volo è così popolare in Italia che quando esce un suo nuovo libro, diventa immediatamente un best seller. I suoi romanzi sono perfetti per chi vuole capire la mentalità degli italiani contemporanei, soprattutto delle generazioni più giovani. Inoltre, da alcuni suoi libri sono stati tratti dei film – "Il giorno in più" non fa eccezione: nel 2011 è diventato un film diretto dallo stesso Fabio Volo! Il mio consiglio Se siete a un livello principiante-intermedio (A2-B1), questo è il libro perfetto per voi. È facile da leggere, scorrevole, e la storia vi terrà compagnia senza mai annoiarvi. Caratteristiche del libro CaratteristicaDescrizioneTramaSemplice e lineareTemi principaliPaura dei cambiamenti, scelte di vita, coraggio di rischiare per i propri sogniMessaggioInvito a mollare l'ancora e partire in viaggio senza salvagenteLivello consigliatoA2-B1 (Principiante-Intermedio)StileColloquiale, moderno, scorrevole Citazione dal libro: "Il senso di libertà che ho avvertito quel mattino non lo avevo mai provato. Qualsiasi cosa mi sembrava diversa. Mi pareva di poter fare tutto ciò che volevo. Avevo la vita in mano, la mia giornata, il mio destino. Tutto era lì. Avere una giornata davanti a me senza impegni, orari, scadenze mi faceva sentire Dio. Mi sono seduto su una panchina. Non c'era una vista particolare. Solo desideravo guardare cosa accadeva in quella strada. Ho pensato molto a quel che stavo vivendo, a Michela, al tempo passato con lei." SECONDO LIBRO (IL MIO PREFERITO!): "Tutto il bello che ci aspetta" di Lorenza Gentile E ora arriviamo al mio libro preferito tra questi tre! Si tratta di "Tutto il bello che ci aspetta" di Lorenza Gentile, pubblicato nel 2024. E quando avrete finito di leggere la descrizione, capirete esattamente perché questo libro ha un posto speciale nel mio cuore! Chi è Lorenza Gentile? Lorenza Gentile è nata a Milano nel 1988 ed è una delle voci più fresche e interessanti della narrativa italiana contemporanea. Ha scritto diversi romanzi di successo, tutti caratterizzati da uno stile leggero ma profondo, ironico ma toccante. Le sue protagoniste sono sempre donne forti, imperfette, reali, con cui è facilissimo identificarsi. Di cosa parla? La protagonista è Selene, una donna di trentaquattro anni che vive a Milano e si sente completamente persa. Il suo ristorante sta fallendo, la sua vita sentimentale è un disastro, e non riesce a trovare la sua strada. Tutti intorno a lei sembrano avere la vita perfetta, mentre lei si sente sempre più inadeguata e confusa. Un giorno, decide di fare qualcosa di coraggioso: tornare al suo paese d'origine, un piccolo borgo bianco nel cuore della Puglia, dove è cresciuta da bambina in una comunità spirituale, un ashram. Vuole ritrovare se stessa, capire cosa è andato storto, riconnettersi con le sue radici. Ma ovviamente, niente va secondo i piani: la sua macchina si rompe appena prima di arrivare! In attesa dei pezzi di ricambio, le viene data Amanda, una vecchia Fiat Uno rossa piena di personalità (e fidatevi, Amanda diventerà un personaggio a tutti gli effetti!). Tra gite nel Salento, yoga all'alba, pomeriggi in cucina con vecchi amici, la riscoperta dei sapori della cucina pugliese e la cura di un asinello di nome Virgilio, Selene inizierà a riscoprire se stessa e a capire cosa vuole veramente dalla vita. Perché è il mio libro preferito? Innanzitutto, devo fare una confessione: io sono pugliese! Sono nata e cresciuta in Puglia, e quando ho letto questo libro mi sono ritrovata completamente nelle descrizioni dei paesaggi, dei profumi, dei colori, delle persone. Lorenza Gentile è riuscita a catturare l'essenza della mia terra in un modo che mi ha davvero commossa. Leggendo le pagine ambientate nel Salento, tra gli ulivi secolari, i trulli, il mare cristallino e i borghi bianchi, mi sentivo a casa. E questo è un regalo bellissimo che un libro può fare! Ma non è solo per questo che lo adoro. La lingua di Lorenza Gentile è moderna, fresca e autentica. Troverete espressioni colloquiali, modi di dire tipicamente italiani e dialoghi che suonano esattamente come una conversazione tra amici. Per esempio, potreste incontrare frasi come: "Ma che ti passa per la testa?" "Non se ne parla nemmeno!" Che sono perfette per capire come parlano davvero gli italiani di oggi. Inoltre, il libro affronta temi universali – l'amore, l'amicizia, i sogni, le paure, la ricerca di se stessi, la voglia di ricominciare – ma lo fa con uno stile leggero e ironico. Lorenza Gentile è bravissima a usare l'ironia per parlare di cose serie, e questo rende la lettura non solo educativa, ma anche divertente e coinvolgente! Curiosità culturale Leggendo questo libro, non solo migliorerete il vostro italiano, ma farete anche un viaggio virtuale in una delle regioni più belle d'Italia: la Puglia! Scoprirete i paesaggi mozzafiato del Salento, la cucina tradizionale pugliese (preparatevi ad avere fame!), le tradizioni locali e anche un po' di spiritualità orientale mescolata alla cultura italiana. È un mix affascinante! Il mio consiglio Questo libro è perfetto per chi ha un livello intermedio (B2). È abbastanza semplice da essere godibile, ma abbastanza ricco da farvi imparare tantissimo. E soprattutto, vi farà innamorare della Puglia – proprio come me! Caratteristiche del libro CaratteristicaDescrizioneAmbientazionePuglia, Salento - borghi bianchi, ulivi secolari, mare cristallinoTemi principaliRicerca di sé, ricominciare, radici, amore, amicizia, sogniProtagonistaSelene - donna di 34 anni in cerca della sua stradaElementi specialiYoga, cucina pugliese, comunità spirituale, viaggio interioreLivello consigliatoB2 (Intermedio)StileLeggero ma profondo, ironico, fresco, autenticoBonusScoperta della cultura e tradizioni pugliesi TERZO LIBRO: "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano Passiamo ora a un romanzo completamente diverso, più impegnativo ma incredibilmente bello: "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano, pubblicato nel 2008. Chi è Paolo Giordano? Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982 ed è sia uno scrittore che un fisico. Sì, avete capito bene: è laureato in fisica teorica! Questa sua formazione scientifica si riflette moltissimo nel suo stile di scrittura, che è preciso, matematico, quasi chirurgico. "La solitudine dei numeri primi" è il suo primo romanzo, scritto quando aveva solo 26 anni, e ha avuto un successo straordinario sia in Italia che all'estero. Di cosa parla? "La solitudine dei numeri primi" racconta le vite parallele e intrecciate di Alice e Mattia, due personaggi segnati da traumi infantili che li portano a vivere ai margini. Alice è vittima di un grave incidente sciistico che la rende zoppa e le causa problemi alimentari come l'anoressia. Mattia è tormentato dal senso di colpa per aver abbandonato la sorella gemella autistica,
Le iscrizioni a Italiano Per La Vita sono finalmente aperte, per pochi giorni. Iscriviti qui: https://enroll.italianoautomatico.com/italiano-per-la-vitaIn questo video scoprirai perché i bambini non studiano le lingue, le acquisiscono, e perché anche tu puoi farlo — se segui i giusti principi: tanto ascolto, zero stress e contenuti adatti al tuo livello.Molti studenti di italiano lo dicono spesso: “Avrei dovuto impararlo da bambino…”Ma è davvero troppo tardi per imparare l'italiano in modo naturale da adulti?⏱ Capitoli del video:0:00 - Introduzione01:04 – Ma cosa significa imparare l'italiano come un bambino?03:37 – Perché molti adulti si bloccano?04:07 - Parlare: succede quando e come?04:42 – Come creare queste condizioni da adulti?07:26 - Imparare L'italiano Come Un Bambino: Mito O Verità?09:00 - Conclusione
study the present tense conjugation of the verb "parlare."